Terzo Pilastro di Basilea 2
Informativa al Pubblico
31 dicembre 2013
Informativa al Pubblico 2013
Indice
Premessa ....................................................................................................................................... 2
TAVOLA 1 – ADEGUATEZZA PATRIMONIALE............................................................................ 4
Informativa qualitativa ................................................................................................................................ 4
Informativa quantitativa .............................................................................................................................. 7
TAVOLA 2 – RISCHIO DI CREDITO: INFORMAZIONI GENERALI ............................................. 11
Informativa qualitativa .............................................................................................................................. 11
Informativa quantitativa ............................................................................................................................ 13
TAVOLA 3 – RISCHIO DI CREDITO: INFORMAZIONI RELATIVE AI PORTAFOGLI
ASSOGGETTATI AL METODO STANDARDIZZATO .................................................................. 20
Informativa qualitativa .............................................................................................................................. 20
Informativa quantitativa ............................................................................................................................ 21
TAVOLA 4 – TECNICHE DI ATTENUAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO ............................... 22
TAVOLA 5 – OPERAZIONE DI CARTOLARIZZAZIONE ............................................................ 22
TAVOLA 6 – RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE SULLE POSIZIONI INCLUSE NEL
PORTAFOGLIO IMMOBILIZZATO............................................................................................... 23
Informativa qualitativa .............................................................................................................................. 23
Informativa quantitativa ............................................................................................................................ 24
TAVOLA 7 – ESPOSIZIONI IN STRUMENTI DI CAPITALE: INFORMAZIONI SULLE POSIZIONI
INCLUSE NEL PORTAFOGLIO IMMOBILIZZATO ...................................................................... 25
1
Informativa al Pubblico 2013
Premessa
Creditagri Italia s.c.p.a. (di seguito anche “Creditagri” ovvero la “Società” ovvero l’ “Intermediario”) è un ente
di garanzia fidi vigilato inscritto nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del Testo Unico Bancario (di seguito
anche “TUB”) dal giugno del 2012.
La società, specializzata nel settore dell’agricoltura e dell’agroalimentare, nasce da un articolato percorso di
aggregazione di 38 confidi agricoli presenti su tutto il territorio nazionale conclusosi, nel novembre del 2010,
con un processo finale di fusione per incorporazione di Agrifidi Sardegna e Basilicata, Agrifidi Lombardia,
Agricolfidi Nord – Ovest (Piemonte e Liguria), Agrifidi Friuli Venezia Giulia, Confidagri Veneto e Trentino Alto
Adige, Agrifidi Abruzzo, Agricredito Lazio e Confidi Impresa Verde Sicilia e Calabria, ed opera con una rete di
risorse professionali dedicate e altamente qualificate presenti in modo capillare su tutto il territorio su tutto il
territorio.
Il presente documento costituisce l’informativa al pubblico da parte di Creditagri in ottemperanza alle Istruzioni
di Vigilanza per gli Intermediari Finanziari iscritti nell’Elenco Speciale ex art. 107 del TUB ed in conformità ai
contenuti della Circolare 216 del 5 agosto 1996, 7° aggiornamento del 9 luglio 2007 e successivi aggiornamenti
(di seguito, per brevità, anche, “Circolare 216”) che recepisce gli ordinamenti in materia di Convergenza
internazionale della misurazione del capitale e dei coefficienti patrimoniali (c.d. “Basilea 2”)
La disciplina di “Basilea 2” ha lo scopo di sviluppare, presso banche e intermediari finanziari, strutture più
sensibili ai rischi ed alla loro valutazione a fini del calcolo del patrimonio di vigilanza e del requisito minimo
patrimoniale che una istituzione di credito deve detenere. Ulteriore scopo è quello di rendere omogenei a livello
europeo gli attuali metodi di valutazione dei rischi..
Tale disciplina si articola sui cosiddetti tre “Pilastri”:
•
Il Primo Pilastro introduce un requisito patrimoniale per fronteggiare i rischi tipici dell’attività
finanziaria (di credito, di controparte, di mercato, di cambio e operativi) proponendo agli intermediari
metodologie alternative di calcolo dei requisiti patrimoniali in funzione della loro dimensione,
complessità ed altre loro specifiche caratteristiche.
•
Il Secondo Pilastro richiede agli intermediari di dotarsi di una strategia e di un processo di controllo
dell’adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica (Internal Capital Adequacy Assessment Process
o ICAAP), rimettendo all’Autorità di vigilanza il compito di verificare l’affidabilità e la coerenza dei
relativi risultati e di adottare, ove la situazione lo richieda, le opportune misure correttive (Supervisory
Review and Evaluation Process o SREP).
•
Il Terzo Pilastro introduce obblighi di informativa al pubblico riguardanti l’adeguatezza patrimoniale,
l’esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei relativi sistemi di gestione e controllo.
Tale impianto normativo consente di realizzare per gli intermediari finanziari la vigilanza “equivalente” a quella
bancaria. In attuazione del principio di proporzionalità, che informa tutta la nuova disciplina, la
regolamentazione tiene conto delle diversità degli intermediari – in termini di dimensioni, complessità e altre
caratteristiche – prevedendo regole differenziate e sollecitando, in via più generale, un’applicazione delle
disposizioni coerente con le specificità di ciascun intermediario.
2
Informativa al Pubblico 2013
Ai sensi delle vigenti Istruzioni di vigilanza, Creditagri è considerato un intermediario di Classe 3 in quanto:
•
al 31 dicembre 2013 presentava un attivo di bilancio inferiore alla soglia di 3,5 miliardi di euro
identificata dal regolatore;
•
non utilizza, allo stato, metodi avanzati per alcuno dei rischi di Primo Pilastro.
Secondo il principio di proporzionalità, l’Intermediario ha optato per l’adozione di soluzioni metodologiche
semplificate in linea con quelle consentite agli intermediari appartenenti alla propria classe di riferimento,
operando pertanto scelte allineate con le prassi regolamentari, in modo da favorire al massimo il dialogo con
l’Organo di Vigilanza.
Il presente documento è articolato in tavole illustrative di cui all’allegato P della Circolare 216 (rif. sezione XII)
e fornisce evidenza delle informative qualitative e quantitative descritte nella normativa.
L’informativa è organizzata in tavole, a loro volta articolate nelle seguenti sezioni descrittive:
•
informazioni qualitative, mirate a fornire una descrizione delle metodologie e dei processi adottati
nella misurazione e nella gestione dei rischi “rilevanti”;
•
informazioni quantitative, aventi l’obiettivo di definire la consistenza patrimoniale dell’Intermediario
ed i rischi ai quali questo è esposto.
Le informazioni quantitative riportate all’interno delle tavole informative fanno riferimento alla situazione
contabile al 31 dicembre 2013.
La presente informativa al pubblico viene aggiornata con periodicità annuale ed è resa disponibile al pubblico
attraverso il sito internet del Confidi: www.creditagri.com.
3
Informativa al Pubblico 2013
TAVOLA 1 – ADEGUATEZZA PATRIMONIALE
Informativa qualitativa
a) Metodi di valutazione del Capitale Interno
La Società effettua in autonomia un’accurata identificazione dei rischi ai quali è esposta in relazione alla
propria operatività e ai mercati di riferimento. Tale processo si fonda su idonei sistemi aziendali di gestione del
rischio, prevede adeguati meccanismi di governo societario, una struttura organizzativa con linee di
responsabilità ben definite ed efficaci sistemi di controllo interno.
La Società misura la propria esposizione ai singoli rischi, di Primo e Secondo Pilastro, così come definiti dalla
Circolare 216 al fine di verificare l’adeguatezza del proprio Capitale Interno e di garantire la sana e prudente
gestione.
Coerentemente con lo spirito della normativa prudenziale gli obiettivi di capitale dell’Intermediario sono
finalizzati a garantire il mantenimento di un livello di patrimonio di vigilanza adeguato a coprire il capitale
interno a fronte sia dai rischi di Primo Pilastro, per i quali esiste un requisito obbligatorio, sia dai rischi di
Secondo Pilastro “misurabili”.
A seconda della natura del rischio considerato, questo può essere misurato quantitativamente, attraverso l’uso
di modelli e linee guida predeterminate, o qualitativamente, attraverso tecniche di valutazione specifiche o
considerazioni legate alla ragionevole evoluzione delle grandezze in esame.
La tabella seguente riepiloga i rischi cui l’Intermediario è esposto in relazione alle attività tipiche dallo stesso
esercitate.
Piu in particolare si riportano di seguito le definizioni adottate per ciascuno dei rischi considerati:
•
Rischio di credito: rappresenta il rischio di subire perdite derivanti dall’insolvenza o dal
deterioramento del merito creditizio delle controparti. Questo rischio è essenzialmente legato
all’attività di rilascio di garanzie a favore di imprese socie.
•
Rischio operativo: rappresenta il rischio di subire perdite derivanti dall’inadeguatezza o dalla
disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni.
•
Rischio di concentrazione: rappresenta il rischio derivante da esposizioni verso soggetti garantiti
che sono legati essenzialmente alla predetta attività di rilascio di garanzie.
4
Informativa al Pubblico 2013
•
Rischio di liquidità: è il rischio di non essere in grado di far fronte ai propri impegni di pagamento,
che, per le specificità dell’attività svolta, dipende principalmente dalle escussioni delle garanzie
prestate e, quindi, dalle risorse disponibili per fronteggiare le stesse.
•
Rischio di tasso di interesse: rappresenta il rischio di subire una perdita o una riduzione di valore
sul portafoglio immobilizzato a causa di variazioni dei tassi di interesse.
•
Rischio strategico: rappresenta il rischio di incorrere in errori nella definizione delle previsioni dei
rischi misurabili e del capitale complessivo e nel loro controllo in termini di confronto fra risultati
attesi e risultati conseguiti e, quindi, di adottare iniziative correttive non adeguate e non
consapevoli.
•
Rischio di reputazione: rappresenta il rischio attuale e prospettico di flessione degli utili o del
capitale derivante da una percezione negativa dell’immagine dell’Intermediario da parte dei clienti,
controparti, soci, investitori o Autorità di Vigilanza.
Conformemente con quanto disposto dalla normativa per gli intermediari di classe 3, la Società utilizza le
metodologie regolamentari ai fini della misurazione del capitale interno a fronte dei rischi di Primo e di Secondo
Pilastro.
In particolare si utilizzano le seguenti metodologie di misurazione:
•
•
rischi di Primo Pilastro:
o
per il rischio di credito si applica il metodo standardizzato1
o
per il rischio operativo si applica il metodo base (Basic Indicator Approach o BIA) 2
rischi di Secondo Pilastro:
o
per il rischio di concentrazione si applica l’indice di Herfindahl3
o
per il rischio di tasso si applica il metodo semplificato4
o
per il rischio di liquidità si applica il metodo semplificato5
Non sono stati considerati i rischi di mercato e di controparte poiché il “portafoglio di negoziazione” a fini di
vigilanza è di norma inferiore al 5% del totale dell’attivo ed in ogni caso non superiore ai 15 milioni di euro.
1
Il requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito è calcolato applicando un coefficiente pari al 6% dell’attività ponderata per il rischio
in quanto l’Intermediario, non raccogliendo risparmio tra il pubblico, può applicare un coefficiente ridotto in luogo del coefficiente pieno
dell’8%.
2
Il requisito patrimoniale è calcolato applicando un coefficiente del 15% alla media triennale dell’“indicatore rilevante”. Quest’ultimo è
rappresentato dal “margine di intermediazione”, risultante dallo schema di conto economico del bilancio degli Intermediari Finanziari di
cui al Provvedimento della Banca d’Italia del 13.03.2012 (somma algebrica delle voci da 10 a 90). Qualora il “margine di intermediazione”
in un dato anno risulti negativo o nullo, tale dato non viene preso in considerazione nel calcolo del requisito patrimoniale. In tale caso, il
requisito viene determinato come media delle osservazioni annuali aventi risultato positivo.
3
L’indice di Herfindadl misura il grado di frazionamento del complessivo portafoglio “esposizioni verso le imprese”.
4
Il requisito patrimoniale è calcolato suddividendo per fasce temporali di scadenza le attività e le passività finanziarie. All’interno di ogni
fascia le posizioni attive e passive sono compensate, ottenendo in tale modo l’esposizione netta. Alle singole esposizioni si applica un
coefficiente di ponderazione. Le esposizioni ponderate delle varie fasce sono sommate tra loro e rapportate al patrimonio di vigilanza.
5
il rischio di liquidità viene considerato sotto due differenti ma collegate prospettive, che riguardano il reperimento di fondi (funding liquidity
risk) e la presenza di vincoli o di limiti allo smobilizzo di attività finanziarie detenute (market liquidity risk).
5
Informativa al Pubblico 2013
Per i rischi non misurabili sono state predisposte procedure volte a consentirne la valutazione ed un adeguato
presidio.
Coerentemente con le disposizioni previste in materia di stress testing per gli intermediari di classe 3, la
Società ha effettuato analisi di sensibilità rispetto a singoli fattori di rischio. Le prove di stress sono state
effettuate con riferimento al rischio di credito, di concentrazione e di liquidità.
In conformità alle disposizioni normative, il capitale interno complessivo è stato determinato utilizzando un
approccio semplificato denominato “building block”. Tale approccio consiste nel sommare ai requisiti
regolamentari a fronte dei rischi del primo pilastro l’eventuale capitale interno richiesto per la copertura degli
altri rischi rilevanti. Creditagri, pertanto, non farà uso di tecniche di aggregazione tali da considerare le
eventuali correlazioni tra rischi anche quando queste avrebbero potuto garantire un beneficio in termini di
diversificazione.
Le risultanze del processo di autovalutazione, ICAAP, confermano l’adeguatezza patrimoniale
dell’Intermediario. Le risorse finanziarie disponibili garantiscono, con margini sufficienti, la copertura di tutti i
rischi attuali e prospettici, anche in condizioni di stress.
6
Informativa al Pubblico 2013
Informativa quantitativa
b) Requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito
M igliaia di Euro
Valore
Valore Ponderato
Dell'Esposizione
Attività di rischio per cassa
49.073
23.265
Garanzie rilasciate e impegni ad erogare fondi (*)
202.433
191.449
TOTALE ATTIVITA' DI RISCHIO
251.505
214.714
Coefficiente previsto a livello aziendale
6,00%
CAPITALE INTERNO A FRONTE DEL RISCHIO DI CREDITO
12.883
* Per le garanzie rilasciate e gli impegni il valore dell'esposizione è rappresentato dall'equivalente
creditizio
Portafogli
M igliaia di Euro
Valore
Dell'Esposizione
3.208
29.967
162
97.970
80.256
1.134
25.265
13.543
251.505
Portafogli
Amministrazioni centrali e banche centrali
Intermediari vigilati
Enti senza scopo di lucro ed enti del settore pubblico
Imprese ed altri soggetti
Esposizioni al dettaglio
Esposizioni verso OICR
Esposizioni scadute
Altre esposizioni
TOTALE ATTIVITA' DI RISCHIO
Coefficiente previsto a livello aziendale
CAPITALE INTERNO A FRONTE DEL RISCHIO DI CREDITO
Valore Ponderato
7.351
162
97.970
60.192
1.134
34.364
13.540
214.714
6,00%
12.883
c) Requisito patrimoniale a fronte dei rischi di mercato
La Società non è tenuta al rispetto dei requisiti patrimoniali a fronte dei rischi di mercato poiché il “portafoglio
di negoziazione” a fini di vigilanza è di norma inferiore al 5% del totale dell’attivo e in ogni caso non superiore
ai 15 milioni di euro. Gli strumenti finanziari di proprietà detenuti in portafoglio, sono interamente riconducibili
alla categoria AFS (Available for Sale), la cui funzione economica è quella di procurare un rendimento
finanziario sotto forma di interessi e cedole e non sotto forma di utile da negoziazione. Non si possiedono
posizioni in valuta diversa dall’euro.
7
Informativa al Pubblico 2013
d) Requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi
M igliaia di Euro
Margine di intermediazione - Metodo base
Margine di intermediazione 2013
Margine di intermediazione 2012
Margine di intermediazione 2011
Media Margine di intermediazione
Coefficiente di ponderazione
CAPITALE INTERNO A FRONTE DEL RISCHIO OPERATIVO
Importo
6.066
4.684
1.944
4.231
15%
635
e) Ammontare del patrimonio di vigilanza
Il Patrimonio di Vigilanza viene calcolato come somma del patrimonio di base e del patrimonio
supplementare. Entrambi vengono calcolati sommando, al netto degli elementi da dedurre, componenti
positive, incluse con alcune limitazioni, e negative; le componenti positive sono nella piena disponibilità
dell’intermediario finanziario, al fine di poterle utilizzare nel calcolo degli assorbimenti patrimoniali.
8
Informativa al Pubblico 2013
M igliaia di Euro
Elementi
Valori
A. PATRIMONIO DI BASE AL LORDO DEGLI ELEMENTI DA DEDURRE (TIER 1)
ELEMENTI POSITIVI
Capitale sociale versato
Sovrapprezzi di emissione
Riserve
Utile del periodo
A1. Totale degli elementi positivi del patrimonio di base
ELEMENTI NEGATIVI
Altre immobilizzazioni immateriali
Altri elementi negativi
A2. Totale degli elementi negativi del patrimonio di base
PATRIMONIO DI BASE AL LORDO DEGLI ELEMENTI DA DEDURE (A1-A2)
ELEMENTI DA DEDURRE
Interessenze azionarie in enti creditizi e finanziari
superiori al 10% del capitale dell'ente partecipato
A3. Totale degli elementi da dedurre
TOTALE PATRIMONIO DI BASE
PATRIMONIO SUPPLEMENTARE AL LORDO DEGLI
B. ELEMENTI DA DEDURRE (TIER 2)
ELEMENTI POSITIVI
Riserve da valutazione:
- Attività materiali: leggi speciali di rivalutazione
- Titoli disponibili per la vendita
B1. Totale elementi positivi del patrimonio supplementare
ELEMENTI NEGATIVI
Quota non computabile delle riserve positive su titoli disponibili per la vendita
B2. Totale elementi negativi del patrimonio supplementare
Valore positivo
Eccedenza rispetto al patrimonio di base al lordo degli elementi da dedurre
Valore positivo ammesso
Valore negativo
TOTALE PATRIMONIO SUPPLEMENTARE AL LORDO
DEGLI ELEMENTI DA DEDURRE
ELEMENTI DA DEDURRE
Interessenze azionarie in enti creditizi e finanziari
superiori al 10% del capitale dell'ente partecipato
B3. Totale degli elementi da dedurre
B. TOTALE PATRIMONIO SUPPLEMENTARE
C. Elementi da dedurre dal Patrimonio di Base e supplementare
Totale ulteriori elementi da dedurre
P. TOTALE PATRIMONIO DI VIGILANZA
9
8.961
999
19.587
62
29.610
371
117
488
29.123
151
151
28.972
2.523
431
2.954
216
216
2.739
2.739
2.739
151
151
2.588
31.560
Informativa al Pubblico 2013
d) Coefficienti patrimoniali totale e di base
M igliaia di Euro
Rischi misurabili
Valori ponderati
Rischio di credito
Rischio operativo
Capitale interno (rischi di primo pilastro)
12.883
635
13.518
Rischio di concentrazione per controparti
Rischio di tasso di interesse
Capitale interno (rischi di secondo pilastro)
113
415
528
CAPITALE INTERNO COMPLESSIVO
14.045
Patrimonio di base
Patrimonio supplementare
Patrimonio di vigilanza
28.972
2.588
31.560
Eccedenza patrimoniale
17.515
Attività di rischio ponderate
225.337
Coefficiente patrimoniale di base (Tier 1 capital ratio)
Coefficiente patrimoniale totale (Total capital ratio)
12,86%
14,01%
Il coefficienti patrimoniale totale (Total capital ratio) e il coefficienti patrimoniale di base (Tier 1 capital ratio)
risultano adeguati rispetto ai valori minimi previsti dalla normativa di Banca d’Italia.
e) Ammontare del patrimonio di vigilanza di 3° livello
Non è presente patrimonio di terzo livello.
10
Informativa al Pubblico 2013
TAVOLA 2 – RISCHIO DI CREDITO: INFORMAZIONI GENERALI
Informativa qualitativa
a) Crediti “scaduti” e “deteriorati” e metodologie adottate per determinare le rettifiche
di valore.
i.
Crediti “scaduti” e “deteriorati”
Le definizioni delle diverse categorie di crediti “deteriorati” (esposizioni scadute e/o sconfinanti,
incagliate, ristrutturate ed in sofferenza) coincidono con le definizioni emanate dalla Banca
d’Italia. Le indicazioni dell’ Organo di Vigilanza sono integrate con disposizioni interne
(Procedura Pre contenzioso e contenzioso) che fissano i criteri e regole per il passaggio dei
crediti nell’ambito delle distinte categorie di rischio. In particolare:
ii.
•
per partite incagliate si intendono le esposizioni per cassa e fuori bilancio nei confronti di
soggetti in temporanea situazione di obiettiva difficoltà, che sia prevedibile possa essere
rimossa in un congruo periodo di tempo. Si prescinde dall’esistenza di eventuali garanzie
(personali o reali) poste a presidio delle esposizioni. Tra le partite incagliate rientrano i
crediti che risultano scaduti e/o sconfinati in via continuativa da oltre 270 giorni;
•
per sofferenze si intendono le esposizioni per cassa e fuori bilancio (finanziamenti, titoli,
derivati, etc.) nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato
giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle
eventuali previsioni di perdita formulate dall’azienda. Si prescinde, pertanto, dall’esistenza
di eventuali garanzie (reali o personali) poste a presidio delle esposizioni;
•
per crediti scaduti e/o sconfinati si intendono le esposizioni per cassa e “fuori bilancio”,
diverse da quelle classificate a sofferenza, incaglio o fra le esposizioni ristrutturate, che,
alla data di riferimento della segnalazione, sono scadute da oltre 90 giorni;
•
per esposizioni ristrutturate si intendono le esposizioni per cassa e fuori bilancio per le
quali una banca (o un pool di banche) a causa del deterioramento delle condizioni
economico finanziarie del debitore, acconsente a modifiche delle originarie condizioni
contrattuali (ad esempio riscadenziamento dei termini, riduzione del debito e/o degli
interessi) che diano luogo ad una perdita;
Metodologie adottate per determinare le rettifiche di valore
Le rettifiche di valore sono applicate ai crediti di firma rilasciati e ai crediti di cassa verso
clientela risultanti dall’escussione delle garanzie per inadempienza del socio.
Crediti di firma
Il valore di prima iscrizione delle garanzie è pari al loro fair value iniziale, che corrisponde alle
commissioni riscosse in via anticipata dal Confidi a fronte della loro prestazione, di
competenza degli esercizi successivi e contabilizzata pro rata temporis. Il predetto fair value
viene registrato nella voce 90 "altre passività" dello stato patrimoniale.
11
Informativa al Pubblico 2013
Le garanzie in essere alla data di chiusura dell’esercizio sono classificate in base alla qualità
creditizia in "esposizioni deteriorate" (sofferenze, incagli, ecc.) ed "esposizioni in bonis".
Successivamente si procede alla stima delle relative "perdite attese":
Sulle "esposizioni deteriorate" le stime sono basate su valutazioni specifiche e analitiche
relative a tali esposizioni (prevedibilità dell’escussione e probabilità di mancato recupero del
credito conseguente all’escussione della garanzia), utilizzando le indicazioni fornite dalle
banche e tutte le informazioni disponibili.
Sulle "esposizioni in bonis" viene effettuata una valutazione di portafoglio. Le percentuali di
perdita sono stimate tenendo conto di serie storiche, fondate su elementi osservabili alla data
della valutazione, che consentano di stimare il valore della perdita latente per tale categoria di
garanzie.
La valutazione delle garanzie rilasciate è riflessa nel conto economico alla voce 100.b
“rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di altre operazioni finanziarie”, in
contropartita a passività iscritte nella voce del passivo “altre passività”.
Crediti di cassa
I crediti per cassa sono iscritti al momento dell’escussione e liquidazione delle garanzie
rilasciate.
I crediti sono iscritti inizialmente al fair value (importo escusso e liquidato delle garanzie
rilasciate). Successivamente, i crediti vengono sottoposti ad impairment al fine di evidenziare
perdite di valore, e di conseguenza, dar luogo alle rettifiche di valore da imputare al conto
economico.
Per ciascun credito di cassa viene stimato, con il supporto della funzione legale ed in funzione
delle eventuali procedure in atto, il valore recuperabile e la corrispondente perdita di valore. Il
valore recuperabile è calcolato come valore attuale dei flussi di cassa attesi.
12
Informativa al Pubblico 2013
Informativa quantitativa
b) Esposizioni creditizie lorde per tipologia di esposizione e controparte
M igliaia di Euro
Clientela
Esposizioni e controparti
Banche e enti finanziari
Totale
Rettifiche di
Rettifiche di
Rettifiche di
Esposizione
Esposizione Esposizione
Esposizione Esposizione
Esposizione
valore
valore
valore
lorda
netta
lorda
netta
lorda
netta
complessive
complessive
complessive
A ATTIVITA' DETERIORATE
ESPOSIZIONI PER CASSA:
- Sofferenze
- Incagli
- Esposizioni ristrutturate
- Esposizioni scadute deteriorate
ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO:
- Sofferenze
- Incagli
- Esposizioni ristrutturate
- Esposizioni scadute deteriorate
Totale A
B ESPOSIZIONI IN BONIS
- Altre esposizioni
Totale B
Totale A + B
1.926
776
1.151
-
-
-
1.926
776
1.151
10.549
9.726
2.968
758
7.581
8.968
-
-
-
10.549
9.726
2.968
758
7.581
8.968
7.727
190
7.538
25.237
7727
29.928
166.993
166.993
196.921
190
4.691
668
668
5.359
7538
25.237
-
-
-
29.928
4.691
166.325
29.967
-
29.967
196.960
668
29.967
29.967
-
196.960
226.888
668
5.359
166.325
191.562
13
29.967
29.967
196.292
196.292
221.529
Informativa al Pubblico 2013
c) Esposizioni creditizie lorde per aree geografiche e tipologia di esposizione
M igliaia di Euro
Esposizione netta
Rettifiche di valore
complessive
Esposizione lorda
Esposizione lorda
Esposizione netta
Totale
Rettifiche di valore
complessive
Sud
Esposizione netta
Esposizione lorda
Rettifiche di valore
complessive
Isole
Esposizione netta
Esposizione lorda
Rettifiche di valore
complessive
Centro
Esposizione netta
Esposizione lorda
Rettifiche di valore
complessive
Nord-Ovest
Esposizione netta
Esposizione lorda
Esposizioni/Aree geografiche
Rettifiche di valore
complessive
Nord-Est
A ATTIVITA' DETERIORATE
ESPOSIZIONI PER CASSA:
- Sofferenze
- Incagli
90
20
71
207
136
72
27
8
19
1.584
600
984
18
13
5
1.927
776
1.151
3.549
2.399
1.109
166
2.439
2.233
2.797
3.475
603
285
2.194
3.191
6
261
1
26
4
235
3.973
3.329
1.179
249
2.794
3.080
225
261
75
31
150
229
10.549
9.726
2.968
758
7.581
8.968
2.818
93
2.725
2.956
65
2.891
384
5
379
1.280
24
1.256
290
3
287
7.727
190
7.538
Totale A 8.856
B ESPOSIZIONI IN BONIS
- Altre esposizioni
66.873
1.389
7.467
9.435
1.087
8.348
678
41
637
10.166
2.051
8.115
793
122
671
29.928
4.691
25.238
247 66.626
67.900
242
67.658
25.671
60
25.611
28.714
90
28.624
7.802
29
7.773
196.960
668
196.292
Totale B 66.873
Totale A + B 75.729
247
1.636
67.900
77.335
242
1.329
67.658
76.006
25.671
26.349
60
101
25.611
26.247
28.714
38.880
90
2.142
28.624
36.739
7.802
8.596
29
151
7.773
8.445
196.960
226.888
668
5.359
196.292
221.529
ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO:
- Sofferenze
- Incagli
- Esposizioni ristrutturate
- Esposizioni scadute det.
66.626
74.093
14
Informativa al Pubblico 2013
d) Esposizioni creditizie lorde per settore di attività economica e tipologia di esposizione
M igliaia di Euro
Esposizione e controparti
Altre
famiglie
produttrici
Sistema
bancario
Artigiani
Ass. tra
imprese non
finanziarie
Imprese
produttive
Ist. Ed enti
Unità o
Unità o
con finalità di Società con
società con
società con
Ass.
meno di 20
+ di 5 e
20 o più
beneficienza
meno di 20
adetti
addetti
ecc.
adetti
A ATTIVITA' DETERIORATE
ESPOSIZIONI PER CASSA:
- Sofferenze
ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO:
- Sofferenze
- Incagli
- Esposizioni ristrutturate
- Esposizioni scadute det.
6.803
Totale A
25.992
-
141.033
29.967
B ESPOSIZIONI IN BONIS
- Altre esposizioni
Totale B
Totale A + B
1.508
8.687
8.993
141.033
167.024
84
51
18
259
142
7
969
361
194
279
615
34
832
29.967
29.967
135
700
700
836
15
26
2.420
18
15.464
18
44
15.464
17.885
92
145
145
145
615
-
741
2.138
1.206
6.288
2.138
2.753
1.206
1.206
6.288
7.029
Informativa al Pubblico 2013
e) Esposizioni creditizie lorde per scaglione di vita residua
Totale
Durata
indeterminata
Oltre 5 anni
Da oltre 3 anni
fino a 5 anni
Da oltre 1
anno fino a 3
anni
Da oltre 6
mesi fino a 1
anno
Da oltre 3
mesi fino a 6
mesi
Da oltre 1
mese fino a 3
mesi
Da oltre 15
giorni a 1
mese
Da oltre 7
giorni a 15
giorni
Da oltre 1
giorno a 7
giorni
Voci/Scaglioni temporali
A vista
M igliaia di Euro
Attività per cassa
A.1
Titoli di Stato
A.2
Altri titoli di debito
A.3
Finanziamenti
A.4
Altre attività
Totale
55
25.652
6
25.652
6
41
1
17
53
489
2.564
105
145
556
80
2.328
1.249
56
734
29.012
717
959
2.620
55
-
2.622
16
54
489
2.328
-
32.881
Informativa al Pubblico 2013
f)
Rettifiche di valore per settore di economico o tipo di controparte
M igliaia di Euro
Esposizioni fuori bilancio
Settore attività economica
Rettifiche
di valore
Esposizioni
scadute
deteriorate
Rettifiche
di valore
141.033
564
6.803
161
700
3
-
-
18
0
-
-
15.464
62
145
1
-
-
2.138
9
-
-
6.288
25
1.206
5
166.993
668
In bonis
Altre famiglie produttrici
Artigiani
Associazioni tra imprese
non finanziarie
Imprese produttive
Ist ed enti con finalita' di
ass. beneficienza, ecc
Societa' con meno di 20
addetti
Unita' o societa' con + di 5 e
meno di 20 addetti
Unita' o societa' con 20 o
piu' addetti
TOTALE
832
28
92
7.727
Esposizioni per cassa
Rettifiche
di valore
Sofferenze
Rettifiche
di valore
Sofferenze
per
escussioni
Rettifiche
di valore
8.993
701
8.687
2.379
1.508
633
51
3
84
36
7
1
18
7
361
31
259
92
142
44
1.927
776
Incagli
969
-
1
17
-
279
18
194
63
34
3
615
230
190
259
9.726
758
10.549
2.968
Informativa al Pubblico 2013
g) Rettifiche di valore per aree geografiche
M igliaia di Euro
Esposizioni fuori bilancio
Area geografica
In bonis
Rettifiche
di valore
Esposizioni
scadute
deteriorate
Rettifiche
di valore
Incagli
Esposizioni per cassa
Rettifiche
di valore
Sofferenze
Rettifiche
di valore
Sofferenze
per
escussioni
Rettifiche
di valore
Centro
15.003
60
384
5
261
26
6
1
27
8
Isole
22.510
90
1.280
24
3.329
249
3.973
1.179
1.584
600
Nord - Est
61.737
247
2.818
93
2.399
166
3.549
1.109
90
20
Nord - Ovest
Sud
60.431
7.311
242
29
2.956
290
65
3
3.475
261
285
31
2.797
225
603
75
207
18
136
13
166.993
668
7.727
190
9.726
758
10.549
2.968
1.927
776
TOTALE
18
Informativa al Pubblico 2013
h) Dinamiche delle rettifiche di valore complessive
M igliaia di Euro
Causali/Categorie
Esposizioni deteriorate per Esposizioni deteriorate per
cassa
firma
A. Rettifiche complessive iniziali
526
2.121
250
1.793
B. Variazioni in aumento
B1. Rettifiche di valore
B2. Altre variazioni in aumento
C. Variazioni in diminuzione
C1. Riprese di valore da valutazione
C2. Altre variazioni in diminuzione
-
D. Rettifiche complessive finali
776
19
3.915
Informativa al Pubblico 2013
TAVOLA 3 – RISCHIO DI CREDITO: INFORMAZIONI RELATIVE AI
PORTAFOGLI ASSOGGETTATI AL METODO STANDARDIZZATO
Informativa qualitativa
a) Informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato
La misurazione del rischio di credito si basa sulla “metodologia standardizzata” prevista dalla Circolare 216 ai
fini del computo del pertinente requisito patrimoniale obbligatorio (di primo pilastro). Tale metodologia associa
ad ogni posizione esposta al rischio di credito una specifica ponderazione, determinata in funzione della
tipologia della controparte e del rating attribuito da un’agenzia specializzata (External Credit Assessment
Institutions o ECAI e Export Credit Agencies o ECA) riconosciuta dall’Autorità di Vigilanza.
(i) Denominazione delle agenzie esterne
Ai sensi delle disposizioni di vigilanza prudenziale per gli Intermediari Finanziari, la Società ha scelto Fitch
Ratings come ECAI di riferimento.
(ii) Portafogli regolamentari per i quali viene utilizzata l’agenzia esterna
L’ ECAI Fitch Ratings viene utilizzata unicamente per la valutazione dei portafogli relativi alle esposizioni
verso le Amministrazioni centrali e le Banche Centrali e Intermediari vigilati.
(iii) Processo per estendere le valutazioni
Non è stato adottato nessun processo per estendere le valutazioni del merito di credito ad altre attività.
20
Informativa al Pubblico 2013
Informativa quantitativa
Si riportano di seguito i valori delle esposizioni distribuite sulla base del fattore di ponderazione applicato a ciascuna classe di merito.
M igliaia di Euro
Portafoglio regolamentare
Totale esposizione
Amministrazioni centrali e banche
centrali
3.208
Enti senza scopo di lucro ed enti del settore pubblico 162
Intermediari vigilati
29.967
Imprese*
97.970
Al dettaglio*
80.256
Garantite da immobili
Scadute*
25.265
Alto rischio
Obbligazioni bancarie garantite
A breve termine verso imprese
Organismi di investimento collettivo
del risparmio
1.134
Altre esposizioni
13.543
Totale
251.505
esposizione nette ripartite per fattori di ponderazione
0%
10%
20%
35%
50%
75%
100%
150%
Esposizione
ponderata
3.208
-
-
28.271
-
-
-
80.256
-
162
1.697
97.970
7.066
-
18.199
-
3
-
-
-
-
-
1.134
13.540
-
1.134
13.540
3.210
-
28.271
-
-
80.256
121.570
18.199
214.714
Per le garanzie rilasciate e gli impegni il valore dell'esposizione è rappresentato dall'equivalente creditizio
21
162
7.351
97.970
60.192
34.364
Informativa al Pubblico 2013
TAVOLA 4 – TECNICHE DI ATTENUAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO
Si omettono le informazioni qualitative e quantitative della “Tavola”, in quanto l’Intermediario non ricorre a
tecniche di attenuazione del rischio.
TAVOLA 5 – OPERAZIONE DI CARTOLARIZZAZIONE
Si omettono le informazioni qualitative e quantitative della “Tavola” in quanto l’Intermediario non detiene
esposizioni assoggettate alla disciplina del rischio di cartolarizzazione.
Si evidenzia inoltre che Creditagri non ha rilasciato garanzie attraverso il meccanismo del “fondo monetario”
ovvero che determinano un segmentazione del rischio (c.d. tranching).
22
Informativa al Pubblico 2013
TAVOLA 6 – RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE SULLE POSIZIONI
INCLUSE NEL PORTAFOGLIO IMMOBILIZZATO
Informativa qualitativa
(i) Natura del rischio di tasso di interesse
Il rischio strutturale di tasso di interesse si configura come il rischio di incorrere in perdite dovute alle avverse
fluttuazioni dei tassi interesse. Il rischio di tasso è stato valutato in sede di ICAAP per quanto attiene le attività
diverse da quelle per negoziazione. Esso si riferisce agli elementi dell’attivo e del passivo sensibili alle
variazioni dei tassi di interesse.
(ii) Ipotesi di fondo utilizzate nella misurazione e gestione del rischio
La misurazione del rischio di tasso d’interesse avviene secondo quanto previsto nell’allegato “M” della
Circolare 216.
La metodologia semplificata di Banca d’Italia prevede specifiche modalità di individuazione e classificazione
delle attività e delle passività, cosi strutturate:
1) Classificazione delle attività e delle passività in fasce temporali per vita residua.
2) Ponderazione delle esposizioni nette all’interno di ciascuna fascia.
3) Somma delle esposizioni ponderate delle diverse fasce.
4) Determinazione dell’indicatore di rischiosità.
L’indicatore di rischiosità, come rapporto tra l’esposizione complessiva al rischio di tasso e il patrimonio di
vigilanza, non deve superare la soglia di attenzione fissata al 20%.
(iii) Frequenza di misurazione
L’esposizione del portafoglio immobilizzato dell’Intermediario al rischio di tasso d’interesse e il relativo indice
di rischiosità vengono calcolati almeno con frequenza annuale.
23
Informativa al Pubblico 2013
Informativa quantitativa
M igliaia di Euro
Fasce di vita residua
A vista e revoca
Fino 1 mese
Da oltre 1 mese a 3 mesi
Da 3 mesi a 6 mesi
Da oltre 6 mesi a 1 anno
Da oltre 1 a 2 anni
Da oltre 2 a 3 anni
Da oltre 3 a 4 anni
Da 4 a 5 anni
Da 5 a 7 anni
Da 7 a 10 anni
Da 10 a 15 anni
Da 15 a 20 anni
ESPOSIZIONE PONDERATA NETTA
Attività
Passività
25.652
77
3.025
392
329
108
0
162
1.104
1.151
1.358
0
44
33.402
466
0
1.228
476
0
0
0
0
0
0
0
0
0
2.171
Posizione
Fattore di
Esposizione
netta
ponderazione
netta
25.186
0,00%
0
77
0,08%
0
1.797
0,32%
6
(-84)
0,72%
(-1)
329
1,43%
5
108
2,77%
3
0
4,49%
0
162
6,14%
10
1.104
7,71%
85
1.151
10,15%
117
1.358
13,26%
180
0
17,84%
0
44
22,43%
10
31.231
415
M igliaia di Euro
Riepilogo
Capitale interno EURO
Capiatle interno (valute non rilevanti)
CAPITALE INTERNO A FRONTE DEL RISCHIO DI TASSO
PATRIMONIO DI VIGLANZA
INDICE DI RISCHIOSITA'
Attuale
415
0
415
31.560
1,31%
Si specifica che la quasi totalità delle attività sensibili sono rappresentati dai conti correnti attivi e dai titoli di
debito.
24
Informativa al Pubblico 2013
TAVOLA 7 – ESPOSIZIONI IN STRUMENTI DI CAPITALE:
INFORMAZIONI SULLE POSIZIONI INCLUSE NEL PORTAFOGLIO
IMMOBILIZZATO
Si omettono le informazioni qualitative e quantitative della “Tavola” in quanto l’Intermediario non svolge attività
di merchant banking.
25
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Terzo Pilastro di Basilea 2 Informativa al Pubblico