Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi
Settimanale d’informazione
ANNO LV- N. 21
Euro 1
DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX. 0731.208145
Impôt repriséTassa riscossa Ufficio di Jesi
domenica 8 giugno 2008
A PROPOSITO DELL’ULTIMA ASSEMBLEA DEI VESCOVI ITALIANI
... Ma noi abbiamo parlato di giovani
C
ome è andata l’assemblea
dei Vescovi Italiani tenutasi
dal 26 al 30 giugno scorsi?
Come in ogni assemblea generale
della CEI c’è stato un argomento
di fondo che ha impegnato per la
maggior parte del tempo. Il tema
poteva essere formulato così: “I
giovani, il Vangelo, le loro situazioni,
l’emergenza educativa”.
Un tema grande. E dico subito
che mi ha dato fastidio la stampa.
A parte Avvenire nessun quotidiano ha messo veramente in luce il
significato di questa Assemblea.
Nella Conferenza stampa con
Mons. Betori, qualche giornalista ha infilato una domanda sulla
194 e quell’argomento è diventato il contenuto degli articoli della
maggior parte dei giornali. Ma
noi, invece, abbiamo parlato di
giovani. Altrochè! E soprattutto
si è sentito forte il grande amore
dei Vescovi nei confronti dei giovani. Credo che in nessun’altra
assemblea in tanti abbiano preso
la parola per dare il proprio contributo. Nel mio intervento ho
paragonato quello che stava accadendo all’incontro di Gesù con il
giovane ricco, là dove l’evangelista
Marco commenta così: Gesù lo
fissò e lo amò (Mc 10,21). Questo è
stato il clima: pieno di calore, certo anche di preoccupazione, ma
non è mancata affatto la fiducia e
la speranza. Si è parlato di famiglia, di scuola, di ambienti dove
incontrare i giovani, ma soprattutto si è parlato della necessità
di saperli ascoltare, di cercarli, di
dedicare loro tempo ed energie, di
vedere la pastorale giovanile come
una priorità, con tutto quello che
comporta in ordine alle scelte.
Non è stata una assemblea di piagnistei sulla situazione giovanile:
tutt’altro. Il Card. Bagnasco nell’intervento conclusivo ci ha detto
testualmente: “Incoraggiate i vostri
preti a buttarsi in mezzo ai giovani.
Che non siano solo i preti giovani a
farlo. Stare con i giovani non è un
fatto di età, ma di cuore”.
Non è questo il luogo per illustrare possibile scelte pastorali. Ne
parleremo comunque subito al
prossimo Consiglio Presbiterale
che avrà luogo giovedì 5 giugno.
In questo momento mi interessa
piuttosto dire ai giovani quanto sono nel cuore della Chiesa,
quanto sono amati, quanto sono
preziosi.
Tutto poi è stato suggellato dall’intervento del Santo Padre Benedetto XVI (che tristezza e che rabbia
anche qui per l’interpretazione dei
vari Corriere della Sera, Repubblica
e altri che hanno ridotto le sue parole ad una benedizione al governo
Berlusconi o ad un chiedere soldi per
catori siano credibili, siano anzitutto testimoni di un incontro che
hanno avuto con il Signore. Ha
parlato di famiglia come luogo
di autentica crescita e del diritto-dovere dei genitori di essere i
protagonisti della fatica educativa, con tutto quello che comporta,
compreso il diritto di scegliere la
scuola di cui avvalersi.
Nell’intervento del Papa, comunque, si sono viste le sue caratteristiche di sempre: mite, sereno, fiducioso, pieno di speranza, deciso
e puntuale, senza sconti.
Un aneddoto a margine. Venerdì mattina, prima dell’assemblea,
sono andato a trovare i Fratelli della Misericordia e sono entrato nella classe di Fr. Paolo Ravasi, una
quarta elementare. Ho parlato
con i Bambini i quali avevano da
pochi giorni fatto la Prima Comunione e il mercoledì precedente
avevano partecipato all’Udienza
Generale del Papa. Un bambino
ha commentato così: “La cosa più
bella è stata questa: il Papa mentre
passava lentamente mi ha fissato e
io ho sentito il suo sguardo, profondo
e buono, entrare dentro di me”
Questo bambino sarebbe stato il
migliore giornalista per comunicare il senso delle parole che il
Santo Padre ha detto sui giovani
nell’incontro con i Vescovi.
+ Gerardo Rocconi, Vescovo
le scuole cattoliche). Il Papa ci ha
incoraggiati ad un lavoro generoso a favore dei giovani. Ha parlato
della necessità degli educatori (sacerdoti, catechisti, animatori) di
saper camminare accanto ai giovani per coglierne le profonde domande. Ha parlato della necessità
di essere evangelizzatori in mezzo
ai giovani e di aver il coraggio di
proporre mete alte, senza cade- Vaticano, 29 maggio: Benedetto
re nella trappola di chi pensa che
XVI riceve in udienza i
per avere giovani attorno bisogna partecipanti alla 58ª assemblea
mitigare il contenuto evangelico.
generale della Cei Piuttosto è necessario che gli eduFoto Siciliani-Gennari/SIR
Sabato 7 giugno: Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto
Tutto è pronto per il 30.mo pellegrinaggio a
piedi da Macerata-Loreto anche per quanto
riguarda le strutture logistiche a supporto
dell’evento, di fondamentale importanza per
la riuscita dell’intera manifestazione e per
l’accoglienza dei partecipanti.
Sabato 7 giugno, in occasione del Pellegrinaggio notturno a piedi da Macerata a Loreto,
alla presenza del presidente della Conferenza
episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco e
dei Vescovi marchigiani. Tema di quest’anno:
Il vero protagonista della storia è il mendicante.
L’edizione è dedicata alla figura di Chiara Lubich, la fondatrice del movimento dei Focolari
recentemente scomparsa, che ogni anno aveva
incoraggiato la manifestazione.
Da Jesi partiranno pullman per l’andata a
Macerata e il ritorno da Loreto. Per informazioni e iscrizioni: [email protected] oppure Sandro Marinelli 340.6452327
Dopo i propositi del governo e i suggerimenti della Confindustria, dei sindacati, della Cei e della Banca d’Italia
Tutti parlano bene, ma manca la forza di una “rivoluzione”
D
i parole, di buoni propositi,
di suggerimenti per risollevare le sorti dell’Italia ne abbiamo ascoltati tanti in queste ultime settimane. Dopo le recenti
elezioni politiche i vertici delle
massime rappresentanze sociali,
da quelle politiche – maggioranza e minoranze – a quelle sindacali, bancarie e religiose hanno
detto la loro: clima costruttivo,
dialogo possibile, tanti problemi sociali da affrontare insieme,
comuni interessi che sollecitano
tutti a far bene, grave situazione
che non permette ulteriori incertezze o rinvii, basta con i NO
delle comunità, è l’ora delle decisioni tutti uniti (o quasi).
All’unanime appello e alla grande assonanza di propositi si è
unita, quasi sigillo e conferma
inoppugnabile, la voce serena e
ferma del presidente Napolitano: “Sono angosciato, vivo questa situazione – le immondizie
di Napoli – con grande sgomento. Si rischia la catastrofe”. Sono
necessarie parole ancora più pesanti? Eccole dalla Francia: “Vedi
Napoli e poi marcisci”.
Insomma: non dico un Comune
(Napoli) o una Regione (la Campania) ma lo Stato italiano non
ce la fa a risolvere il problema
dei rifiuti. E la magistratura partenopea dopo 15 anni si accorge
solo ora che qualcosa, legalmente parlando, non va e corre ai ripari con gli arresti e gli avvisi di
garanzia. Anzi: mette in dubbio
la costituzionalità del decreto
governativo che crea una superprocura per rendere più efficaci
procedure e interventi. Teniamoci allora la costituzionalità
dell’immondizia per le strade e
dei cento fuochi di diossina.
Ma non c’insegna niente l’antica
Roma che, di fronte a mali estremi, eleggeva un dictator temporaneo allo scopo di risolvere
rapidamente le difficoltà? Ma
crediamo proprio di vincere la
passività di una cittadinanza e la
potenza della camorra con acqua
e sale? Ma veramente crediamo
che continuando a dare aiuti a
fondo perduto, rimediamo al secolare problema del Meridione?
***
Tutti concordi a ridurre tasse e
spese. Ma guardate che esempio
viene dalla magistratura militare e dalla politica. Ci sono cento
magistrati che lavorano 660 volte
di meno di quelli della magistratura civile. Ed hanno cause tanto
impellenti tipo quella di giudicare un militare “che aveva attraversato il piazzale della caserma
senza basco”! Finalmente si delibera di ridurre del 70 per cento
i magistrati dei tribunali militari
per convogliarli verso le procure
ordinarie. No signori! Ci si ripensa e si rinvia tutto per soddisfare
la potenza della lobby militare. E
rimangono cento magistrati con
settanta autoblu e 700 dipendenti per mille cause all’anno del tipo
di quella detta sopra. Si potevano
risparmiare 840 milioni quest’anno e un miliardo e 340 milioni
l’anno prossimo. No signori! Un
vero dietro front anche in presenza di un provvedimento che
potrebbe servire da esempio ai
tanti altri in linea con l’auspicato
risparmio nelle spese pubbliche e
con la riduzione delle tasse.
Questa è l’Italia. E la responsabilità va ricercata, innanzi tutto, in
ciascuno di noi, poi nella burocrazia, nei privilegi e nella politica e, infine, in tutti i napoletani
che non sono capaci nemmeno
di tirarsi su le maniche per iniziare la raccolta differenziata dei
rifiuti.
Certo, la responsabilità va ricercata moltissimo anche nella camorra, ma la camorra è fatta di
italiani, di napoletani.
Vittorio Massaccesi
2
Cultura e società
8 giugno 2008
Del più e del meno
Le buone regole della contestazione
di Giuseppe Luconi
R
accontavo, nel numero scorso, di
quel professore “spruzzato” da
uno studente con una pistola ad acqua.
L’insegnante, che avrebbe dovuto reagire con fermezza per ristabilire il rispetto dovuto alle persone e ai ruoli, preferì
liquidare la cosa come una “ragazzata”.
Qualche giorno dopo le cronache
ci hanno informato di un altro
episodio ben più
grave: g!i studenti
dell’università “La Sapienza” di Roma
hanno
contestato il preside
della facoltà di
Lettere e Filosofia. Il preside si
trovava nel suo
studio con altre
persone quando “un gruppo
di contestatori questo il racconto del preside
- ha preso a calci e pugni la porta scandendo insulti. Gridavano: Dimettiti! Non
ti facciamo più insegnare! Ho telefonato
alla polizia, che è arrivata poco dopo e
per uscire sono stato accompagnato da
venti poliziotti in borghese”.
Alla stampa gli studenti contestatori
- dei collettivi di sinistra - hanno negato
di aver sequestrato e minacciato il preside: “Si è trattato solo di insulti”, hanno
detto. Una ragazza ha smentito i calci e
i pugni alla porta: di fronte alle telecamere ha fatto vedere che si erano limitati a semplici, leggeri, quasi timidi toc
toc, con le nocche di una mano... Uno
studente, con voce sicura e vigorosa, ha
precisato. “Ci siamo limitati a contestare. La contestazione fa parte del sistema
democratico”.
Giusto, ma c’è contestazione e contestazione. Ricordo che anche nel dopoguerra si contestava, rivendicando an-
che allora - in nome della riconquistata
libertà - il diritto alla contestazione. Si
scendeva in piazza per protestare, civilmente, contro questo e contro quello, ma poi qualcuno, trascinato dalla
passione politica, finiva col passare alle
vie di fatto, devastando sedi di partito,
malmenando esponenti politici. Ricordo ancora un
manifesto per le
strade di Jesi con
un titolo grosso
cosi: “Basta con
la violenza fascista!” Giusto. E le
altre violenze? Le
violenze non fasciste sono permesse? si chiedeva la gente.
Mi colpì in
quegli
stessi
anni,
assistendo ai primi film
hollywoodiani
tornati sui nostri
schermi dopo la
censura fascista, il modo di contestare
degli americani. Davanti ad un municipio, ai cancelli di un’azienda, alla sede
di un giornale, là dove si scioperava o si
contestava, le persone interessate formavano una specie di girotondo: tante
persone, che giravano 1’una dietro 1’altra, in silenzio. Ogni persona teneva in
mano un’asta in cima alla quale era fissato un cartello con su scritto uno slogan che riassumeva le ragioni della protesta.
Per quanto tempo girassero in tondo non lo so, ma mi assicurarono che il
sistema funzionava. Non faceva danni
alle cose e alle persone e raggiungeva
lo scopo: richiamare 1’attenzione della
gente e delle autorità, anche perché quel
protestare in girotondo veniva ripreso e
diffuso dagli organi di informazione.
Mi riesce difficile pensare ad una
contestazione del genere, in Italia...
Moie: Festa dell’intercultura a scuola
Conosciamoci e diventeremo amici
L
a scuola luogo di
dialogo tra le differenze per imparare
a conoscersi, che vuol
dire innanzitutto imparare a ricevere e comprendere quanto gli altri siano essenziali alla
crescita di ciascuno.
Una festa per ri-conoscersi e diventare amici
innanzitutto nell’ascolto, elemento essenziale dell’umanizzazione.
Questo il senso della
Festa
dell’Intercultura, organizzata a Moie,
nella sede dell’Istituto
Comprensivo “C. Urbani”, dal Consiglio
Comunale dei Ragazzi
di Maiolati Spontini. Si
è svolta il 31 maggio e
molte sono state le iniziative presentate: una
mostra di lavori sui diritti umani, realizzata
dagli alunni durante
l’anno scolastico, una
mostra di piatti tipici
delle diverse culture,
preparata dalle famiglie
degli alunni del Laboratorio Intercultura, una
mostra di libri allestita dalla libreria
Kirikù di Jesi. L’associazione Avis-sezione di Moie ha collaborato all’organizzazione. Hanno animato il pomeriggio con canti e coreografie gli alunni
della scuola primaria di Moie e l’associazione musicale Astral Music di Castelplanio, che ha proposto suggestive
musiche e danze etniche, coinvolgendo
alunni, genitori, insegnanti in un’atmosfera ricca di amicizia e di festa. Il
sindaco dei Ragazzi Sebastiano Mazzarini, nel suo intervento, ha evidenziato
che la scuola è il luogo privilegiato di
confronto fra le diversità culturali. Solo
su un incontro profondo e continuo si
possono fondare le basi di un’educazione che fornisca strumenti emotivi
ed intellettuali per stabilire un’armonia
nella ricchezza delle diversità.
Fotoservizio Tiziana Tobaldi
Nella foto da sinistra il sindaco Carbini,
il preside Brunetti, il minisindaco
Mazzarini, l’insegnante Patrizia Renzi e
Massimo Martizzi
2 Giugno: Festa della Repubblica
Cittadini responsabili
2 giugno a Monsano
Nati nel 1990, diciottenni e cittadini italiani a tutti gli effetti, intervenuti in Comune, il 2 Giugno, Festa della Repubblica, per ricevere
dal sindaco Gianluca Fioretti una
copia della Costituzione. L’iniziativa, giunta alla sua 4° edizione,
ha visto gli interventi del Sindaco,
del consigliere regionale Giuliano
Brandoni, del vice presidente della Provincia, Giancarlo Sagramola
e della senatrice Giuliana Amati, i
quali hanno parlato ‘apertamente’
ai giovani nuovi cittadini, esortandoli a partecipare direttamente, e
attivamente, in ogni forma, alla
vita della loro comunità.
Ex Cupparini
Le foto ritrovate
Agape fraterna in Ancona al club Amici del
mare, nel settembre 2001. Gli ex cupparini
degli Anni 40 in ascolto della Lombardata
di rito: Nell’ordine da sinistra: Antonio
Lombardi, Rinaldo Badiali, Mario Barchiesi,
le congiunte di Alberto Marotti. Insieme
a tanti altri amici, si ritroveranno a Jesi
giovedì 5 giugno.
Riconoscersi nella Costituzione in questo giorno
di festa della Repubblica
oggi più che mai diventa
necessario in un momento in cui si è sollecitati
dai fatti che mettono in
predicato la sicurezza sia
economica, sia sociale. La
Costituzione è il baluardo
verso i diritti e i doveri in
cui tutti si devono riconoscere per mantenere quell’unità della nazione che
nel rispetto di tutti vuole
proiettarsi verso i più deboli allargando garanzie
e sicurezze. Non diventa
demagogico
affermare
che la democrazia ha un
suo valore se si appoggia
a quei valori che sono stati conquistati nella guerra
di liberazione, in quelle
montagne, in quelle valli,
in quelle città. Un vecchio
partigiano ha affermato
che se vogliamo cogliere
il significato della Costituzione repubblicana ci
dobbiamo recare in quei
posti dove diversi nostri
connazionali hanno perso
la vita per la libertà e per
l’uguaglianza.
Consegnare ai giovani
diciottenni la “Costituzione”, come avviene a Jesi e
in altri comuni della Vallesina, non è solo un fatto
simbolico ma è un certificare una loro entrata
di cittadini nella Repubblica e inserirli nel gioco
democratico di diritti e
doveri così come pensati ed elaborati dai padri
costituenti che nel 1948
presentarono la Costituzione approvata da tutti
i partiti, unitariamente.
Accogliere e rispettare la
Costituzione è affermare
il desiderio di essere cittadini responsabili e attivi
per il bene della comunità.
Fotoservizio
Remo Uncini
Nella foto, un momento
della cerimonia di
consegna ai giovani
diciottenni della
città, svoltasi al teatro
Moriconi la mattina
del 2 giugno, con la
relazione dell’onorevole
marchigiano Adriano
Ciaffi (da sinistra
l’assessore Conti, il
sindaco Belcecchi e
l’onorevole)
3
Cultura
8 giugno 2008
Otto per mille del gettito dell’Irpef. Dove vanno veramente i soldi degli italiani
SCUSATE IL BISTICCI O
(ghiribizzi lessicali)
Peter Pun (con la u)
www.peterpun.it
AVVIO D’AMPIO RESPIRO
Zeppa cavalleresca
“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
le cortesie, le audaci imprese io canto”
Che bell’incipit arioso
Ludovico detto Ariosto
al suo splendido Furioso
con sapiente arte ha preposto !
COSMESI COME INGANNO
Cambio di consonante doppia
“Dio vi ha dato una faccia e voi ve ne costruite
un’altra” (Amleto, atto II, scena 1).
Così il principe danese apostrofa la povera
Ofelia e, attraverso lei, tutte le donne.
Sintetizzando questa visione crudelmente
rigorista:
chi si trucca ti truffa
LO SLOGAN DELLO SNOB
Tautogramma... per elegantoni
L’uomo di mondo - conformista di classe, in
sostanza - adotta un certo comportamento
solo a condizione che questo sia à la page,
chic, trendy, ecc. Detto in inglese (è più
cool ! ):
if it is in
Sciarada (3+5=8)
E’ un tribunal “di zona” il mio primiero,
a “immagini” equivale il mio secondo,
al “Gran Fratello” spopolò l’intero
***
Soluzione del gioco precedente:
azzera, zazzera
LaCitazione
a cura di Riccardo Ceccarelli
Lo spessore della fede
È divenuto evidente che un Cristianesimo decorativo ormai non è più sufficiente. Credere in Dio
deve significare vivere in maniera tale che la vita
non potrebbe essere vissuta se Dio non esistesse.
Jacques Maritain, Il significato dell’ateismo contemporaneo. Morcelliana, Brescia 1950, p. 42.
Errata corrige
‘n pittore
Nella pubblicazione della nó’ u po’ mancu “rascionà’”.
poesia di Giuseppe Galeazzi apparsa su Voce E quanno rigà’,
della Vallesina nel nume- ‘a fame po’ précede
ro del 25 maggio 2008, a anche ‘e prejére.
pagina 10, per ragioni di
spazio sono stati omessi i Ce ne scusiamo con il
seguenti cinque versi
poeta.
M.F.
La Chiesa restituisce tutto quello che riceve. Moltiplicato
È
il “mistero” più trasparente che ci
sia. Dove vadano a finire i soldi
che gli italiani “danno” alla Chiesa firmando a suo favore al momento della dichiarazione dei redditi, insomma
per l’assegnazione dell’otto per mille
del gettito complessivo Irpef, da anni
lo possiamo vedere tutti in televisione
sulle principali reti. Anche quest’anno
gli spot della Chiesa cattolica invitano
gli italiani a firmare mostrando loro
le conseguenze della firma. Sono spot
anomali, perché parlano il linguaggio della verità e dei fatti accanto alla
grande massa di spot che parlano invece di paure, desideri e sogni.
Ma forse, a ben pensarci, sono sogni
pure questi. Certo non legati all’orizzonte pigro dei consumi, ma sogni…
Don Daniele Varoli, della diocesi di
Faenza, coltivava il sogno di partire
per la missione. Oggi è un sacerdote fidei donum, ossia “donato” per un
certo periodo di tempo da Faenza alla
diocesi di Huànuco, in Perù. Da otto
anni è parroco di Nuestra Señora de
las Mercedes a Quivilla, a quota 3200
metri, sulle Ande. Leggermente fuori
mano: per recarsi a Huànuco occorrono sei ore di viaggio su una strada
sterrata. La parrocchia è l’unico centro
di aggregazione degli abitanti della vasta area, il collante che li tiene insieme
e li fa sentire comunità. Don Daniele
si occupa soprattutto dei poveri, il
cuore della missione, ed elabora progetti di formazione professionale per i
giovani, perché un lavoro dignitoso è
la chiave di ogni riscatto umano e sociale. Se don Daniele può continuare a
coltivare il suo sogno, è anche grazie
alle firme degli italiani.
Un sacerdote più vicino a noi: don
Franco Pagano, parroco a Riomaggiore, nelle Cinque Terre, località da sogno. Mille abitanti d’inverno, molti dei
quali anziani che faticano ad avventurarsi per i carrugi e le strette scalinate.
E allora è don Franco ad andarli a trovare, a confortarli, a farli sentire parte viva della comunità e non individui
isolati e inutili, che non interessano a
nessuno. D’estate i residenti si moltiplicano per cinque, e allora l’oratorio
rimane sempre aperto e chi vuole può
far benedire la propria famiglia nella
casa di vacanza: un bel modo per intrecciare un dialogo. Don Franco può
fare quello che fa anche perché riceve
ogni mese una remunerazione, minima ma dignitosa, frutto in larga parte
delle nostre firme.
Spot e sogni. Quante giovani vendute
e comprate, gettate sulla strada, moderne schiave, coltivano il sogno di
essere liberate? Don Oreste Benzi ha
esaudito il sogno di 5500 di loro; ma le
schiave nella sola Italia sono circa 100
mila. Don Oreste non c’è più ma a realizzare i sogni ha lasciato l’Associazione Giovanni XXIII con le sue 280 case;
le firme vanno ad esaudire tutti questi
sogni. E poi i sogni dei poveri e dei minori, dei malati di Aids e degli ex detenuti assistiti dai progetti della Caritas
di Cremona; dei giovani di Caltagirone che reclamano spazio per lo spirito; delle case famiglia di suor Angela
e padre Adriano nei quartieri poveri
di Bangkok, in Thailandia; e infine i
sogni degli orfani di guerra, dei portatori di handicap e dei ragazzi privati
di tutto dallo tsunami del 2004 che a
Tewatte, nello Sri Lanka, possono frequentare la Diyagala Boys’ Town, la
scuola senza differenze di casta, razza
o credo religioso che si mantiene con
donazioni private, adozioni a distanza
e otto per mille.
Pochi spot, pochi fasci di luce che illuminano appena una manciata delle
migliaia di rivoli di aiuti, interventi e
contributi provenienti dal grande lago
della porzione di otto per mille assegnata alla Chiesa. È la Chiesa cattolica italiana che da sempre restituisce,
moltiplicato, tutto quello che ha ricevuto.
Umberto Folena
5 giugno: Il Liceo Classico e l’Istituto per l’Agricoltura presentano il libro “Segni di Paradiso”
Per scoprire angoli inusuali o fin troppo vissuti
G
iovedì 5 giugno alle ore
18 nella Galleria degli
Stucchi di Palazzo Pianetti
di Jesi si terrà la presentazione del volume “Segni di
Paradiso - catalogazione
di giardini e aree verdi nel
centro storico di Jesi” che
individua la sua origine in
un progetto nato dalla collaborazione di docenti del
Liceo Classico Statale “Vittorio Emanuele II” di Jesi e
dell’Istituto Professionale
di Stato per l’Agricoltura e
l’Ambiente “Serafino Salvati”
di Monte Roberto nell’anno
scolastico 2005/06.
La pubblicazione è a cura
di Lucia Zannini e Marco
Gianangeli con testi di Valentina Conti, Loretta Mozzoni e Giuseppe Pandolfi. Il
progetto grafico a cura della
Scuola Internazionale di
Comics di Jesi ha la supervisione di tonidigrigio.it.
La pubblicazione è stata
finanziata dalla Banca Popolare di Ancona, dalla
Diocesi di Jesi, dall’Istituto
Agrario “Serafino Salvati” di Monte Roberto, dalla
Farmacia Fausto Coppi di
Jesi, dalla società Syngenta
Italia Spa di Milano, da Babyland Service srl di Jesi e
dall’azienda grafica Stampa
Nova di Jesi che ha stampato il volume.
Il progetto ha coinvolto gli
studenti nel conoscere e inventariare i giardini storici
di Jesi, sotto la guida di insegnanti di diverse discipline. Queste aree verdi sono
state così valorizzate
quali
monumenti
storico artistici e con
una valenza culturale, sociale e urbanistica e i ragazzi sono
stati avvicinati allo
studio delle scienze
botaniche, alle problematiche dell’ambiente e sopratutto
sensibilizzati alla salvaguardia del patrimonio culturale. Tra
le due scuole è nata
così una collaborazione e uno scambio
di competenze: le classi liceali si sono occupate dell’ambito storico, artistico e
urbanistico, le classi del Salvati hanno preso in considerazione le voci a carattere
ambientale e approfondito
gli aspetti botanici.
Nella prima parte del lavoro, le indagini si sono caratterizzate per la ricerca e
il rilevamento degli stessi
spazi e aree verdi, operazioni sempre affiancate da particolareggiate e preziose documentazioni fotografiche
realizzate tutte da allievi e
docenti durante le ricerche;
fanno eccezione le foto dei
manufatti conservati nella
Biblioteca Comunale di Jesi
eseguite dal fotografo Valerio Lancioni.
Dopo aver assemblato tutto il materiale fotografico
e bibliografico si è passati
al momento del confronto
tra le due scuole, per poi
arrivare all’elaborazione di
un CD dove si è cercato di
unire e fare interagire i diversi aspetti presi in esame.
Alcuni ragazzi con i docenti
hanno organizzato i contenuti, scelto le foto, l’impostazione grafica, le animazioni e le musiche.
Spinti dalla volontà di valorizzare ulteriormente tale
ricerca, mai intrapresa in
precedenza, è stata coinvolta un’altra scuola, la Scuola
Internazionale Comics di
Jesi, impegnata a fornire
una adeguata veste grafica
per dar vita a questo volu-
me. La scuola che ha subito colto con grande sensibilità lo spirito del lavoro
e individuato lo spessore
formativo della proposta,
avvalendosi della professionalità e della vivacità dei
docenti e degli allievi, ha
prodotto un elaborato grafico che ha saputo non solo
tradurre finalità e scopi, ma
anche far emergere e permettere di percepire la paziente ricerca, l’entusiasmo
e il coinvolgimento di chi vi
ha lavorato.
Le ricerche sono state svolte nella Biblioteca Comunale e nella Biblioteca Diocesana “Card. P.M. Petrucci”,
tante informazioni desunte
presso l’Ufficio Urbanistica
del Comune di Jesi, molte
altre dagli stessi proprietari
dell’area considerata. Il lavoro si è arricchito di inediti come i disegni settecenteschi di palazzo Camerata
conservati presso la Biblioteca Comunale, la foto dello stesso palazzo scattata
nel 1938, custodite presso
l’Archivio Fotografico del
Comune di Jesi. Sono stati presi in considerazione
manufatti poco conosciuti,
ma di strabiliante bellezza
come il plastico in cartone
custodito presso l’Archivio
delle Monache Carmelitane della SS. Trinità di Jesi e
il disegno “Iconografia della
città di Jesi” della seconda
metà del secolo XIX, conservato presso la Biblioteca
Comunale di Jesi.
La
pubblicazione,
proposta non solo
come catalogazione
di monumenti jesini,
ma soprattutto come
momento di riflessione e di approfondimento, è rivolta a
tutti i cittadini per
riscoprire
angoli
inusuali o fin troppo
vissuti, pervasi oltre
che di valori storici e
civili, anche di grande poeticità.
La pubblicazione è
rivolta anche ai vi-
sitatori di questa nobile
e antica cittadina perché
possano percorrere le antiche strade del centro storico scegliendo un itinerario
tracciato da giardini storici.
In particolare il volume è
pensato per gli studenti
jesini, per tutti gli allievi
delle nostre scuole, perché comprendano quanto
importante sia custodire e
valorizzare il proprio patrimonio culturale, rispettare l’ambiente in cui si vive,
operando così per una città
sempre migliore.
Il lavoro, che segue una
indagine del Giardino nella Storia svolta negli anni
precedenti dal Liceo Classico, individua il titolo nelle
origine mesopotamiche del
giardino dove il termine
per indicare quel luogo è
pariadaeza (paradiso).
I “segni” sono le impronte,
la documentazione, le testimonianze del passato che
noi dobbiamo saper leggere, decifrare, interpretare
per scoprire ed apprezzare
le Nostre origini, imparare
a rispettare quell’eredità di
valori tramandati che consegneremo alle future generazioni arricchiti di nuove esperienze.
Numerosi sono i giardini
e le aree verdi rintracciate
nel centro storico di Jesi,
sia pubblici che privati ai
quali, probabilmente, se ne
potranno aggiungere altri.
La ricerca sebbene intenda
presentarsi come uno studio serio e rigoroso, vuole
essere un contributo alla
conoscenza di questo argomento e, al tempo stesso,
stimolo e sollecitazione ad
ulteriori approfondimenti,
nonché momento di riflessione nei confronti di un
patrimonio tanto importante per la comunità.
La presentazione, alla quale
parteciperanno numerosi
ospiti, si concluderà con un
concerto della Orchestra da
Camera della Scuola Musicale Pergolesi di Jesi e con
un aperitivo.
4
Attualità
8 giugno 2008
La casa di cura Villa Serena di Jesi presenta la nuova Carta dei Servizi
Qualità e tecnologia a servizio del cliente
La risposta semplice
di Riccardo Ceccarelli
Q
uello che sto per scrivere sarà forse
“stupida cosa”, insignificante, risaputa,
qualunquista. Ma la scrivo ugualmente.
Riguarda la “monnezza” di Napoli, dove la
ragione e la razionalità sembrano scomparse da tempo. Il problema dei rifiuti è
da decenni irrisolto. Con tutti i governi.
E quest’ultimo nonostante le belle parole, le buone intenzioni ed un certo decisionismo, dubito che riesca a risolverlo. I
rifiuti vengono prodotti da tutti, in maggior quantità dai cosiddetti paesi civili. La
civiltà di un paese, pare, vada di pari passo con la quantità di rifiuti che produce e
che sa anche smaltire. Città con milioni di
abitanti, come ad esempio New York, Tokio, ecc., e tutta la megalopoli che si snoda per centinaia di chilometri sulla costa
orientale degli Stati Uniti, non sembrano
avere il problema dei rifiuti. E sì che li
producono! Allora, o li tengono nascosti
o se li mangiano o hanno trovato una soluzione. E la soluzione l’hanno trovata e
non da ora. Come peraltro in diverse regioni e città d’Italia la soluzione c’è, seppure in qualche caso non ottimale, ma
mai e poi mai disastrata e disastrosa come
a Napoli e dintorni. Se queste soluzioni
ci sono perché non sono state adottate,
magari imitate o copiate, anche a Napoli?
Se lo avessero fatto non saremmo a questa indegna situazione. La gente si chiede
proprio questo: Perché analoghe soluzioni
non sono state prese dalle rispettive autorità comunali e regionali anche per Napoli? Una domanda forse troppo semplice
con altrettanta semplice risposta per la
città e per la regione. A Napoli, e non solo,
risposte semplici non si addicono. Gli intrecci di affari con la malavita, gli annosi silenzi della politica e di tanti cittadini,
la miriade di discorsi evasivi, una cultura
diffusa di chiedere tutto allo Stato (pur in
presenza di significative dissonanze), hanno volutamente complicato e complicano
tuttora le risposte. Anche quelle relative
ai rifiuti. Nessuno dei cittadini intervistati, di quelli che non vogliono le discariche,
ha saputo indicare un luogo alternativo.
Dicono no a quelle indicate senza avanzare soluzioni diverse. Anche i cosiddetti termovalorizzatori sono un problema.
Sembra esserci un “antistato“ a dirigere
l’opposizione alle discariche, salvo scoprire che in qualcuna, da anni, sono riversati
in maniera illegale rifiuti speciali e nocivi.
I rifiuti sono un affare e dove c’è un affare
mai si trova una risposta semplice, tutti
ci si buttano dentro per fare rimanere le
cose come stanno e guadagnarci perché
tanto c’è lo Stato, cioè noi, che paga. E la
Magistratura con i suoi tempi, che non
sono proprio quelli di Speedy Gonzales,
ci mette del suo per vedere bene e disincagliare, giustamente, una situazione con
i risultati di renderne la soluzione più lontana nel tempo. C’è il rischio che il problema dei rifiuti di Napoli, se non si procederà con attenzione e soprattutto con
decisione, diventi la Caporetto del governo centrale. Un aneddoto personale che
riguarda una certa “cultura” non solo di
Napoli. Nell’estate 1988, mia moglie ed io,
ci trovavamo a Catania durante una gita
in Sicilia. Mentre il titolare di un negozio,
nei pressi della cattedrale, stava confezionando un pacco con una ceramica acquistata, chiedeva se la città ci fosse piaciuta.
“Bellissima, gli risposi, se non fosse per
tutti quei sacchetti di spazzatura lungo le
strade”. “Vede - fece lui - il problema è che
manca il sindaco!”. Ed io: “Anche da noi, a
Cupramontana dove lavoro, è mancato il
sindaco e c’è stato il commissario, ma il
servizio di nettezza urbana ha funzionato
lo stesso!”. Non rispose, ci guardò solo con
uno sorriso abbozzato, misto a meraviglia
e stupore. A Napoli non sono mancati il
sindaco e neppure il governatore, sono
pure aumentati gli addetti alla nettezza
urbana e il denaro pubblico profuso in
proporzione alle montagne dei rifiuti accumulati. E la soluzione non è ancora vicina. Eppure è necessaria. Decisa e netta.
E che duri nel tempo.
Villa Serena, casa di cura privata e convenzionata con il Sistema Sanitario
Nazionale, con 146 posti letto e 5 mila
metri quadrati di superficie, si è dotata
della Carta dei Servizi, quasi una carta
di identità della struttura a tutela del
diritto alla salute. La Carta è un documento, stampato in una pubblicazione,
che permette al paziente – cliente di
“conoscere i principi e i valori che orientano i comportamenti del personale e
dei dirigenti di Villa Serena, la struttura organizzativa, i servizi disponibili, le
procedure di verifica adottate”. Il presidente Gaetano Martini ha definito la
Carta, che contiene anche le foto del
personale, “un importante strumento a
tutela del diritto alla salute” già previsto
dal 1995 da un decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri. Alla presentazione hanno partecipato il presidente
Martini e il vicepresidente
Abu Eideh Abdul, il direttore sanitario dott. Libero
Marinelli, l’amministratore
delegato Franco Sordoni,
la responsabile della formazione aziendale dott.ssa
Gesuina Cancanelli che ha
evidenziato l’impegno del
personale di Villa Serena
verso il paziente che è il
cliente della struttura, con
un ruolo attivo per esprimere il proprio grado di
soddisfazione, controllare
la qualità e con il diritto
di reclamo. I sindaci di Maiolati, Castelbellino, Monteroberto e Poggio San
Marcello hanno apprezzato il documento e l’impegno di Villa Serena che attua
una stretta collaborazione con gli enti
pubblici, che è disposta a verificare
il suo operato ed è un punto di riferimento per la popolazione della
Media Vallesina. L’assessore Bruna
Aguzzi del comune di Jesi ha evidenziato come sia importante la
collaborazione e la competizione
tra pubblico e privato, nel rispetto
delle regole per il bene dei cittadini. Nel corso della presentazione è
stato comunicato che la clinica ha
messo a disposizione del Tribunale
del Malato – Cittadinanza Attiva
un locale: il presidente di questa
organizzazione, Pasquale Liguori
ha sottolineato il contributo dato
alla redazione della Carta ed ha annunciato il prossimo traguardo di
Villa Serena: l’istallazione, al letto
del paziente, di un monitor con le
informazioni relative al percorso
clinico, la possibilità di collegarsi
ad Internet, di seguire i programmi
televisivi perché “qualità e tecno-
logia devono andare di pari passo”. “La
Carta è dedicata ai protagonisti della
clinica, i pazienti e non i medici”: ha
concluso il dott. Marinelli dopo che il
dott. Bruno Borioni, in rappresentanza del sindacato dei medici di famiglia,
aveva sottolineato l’ottimo rapporto con
i medici della struttura.
A conclusione della presentazione, il
taglio del nastro della nuova biblioteca
dedicata a Gabriele Fimmanò, ex direttore sanitario, ricordato con stima e
commozione dalla moglie e dalla figlia,
da Martini e dai presenti. Il vescovo
Rocconi, che aveva espresso gli auguri
migliori ai medici e agli amministratori nel loro servizio alle persone, ha benedetto i locali ed ha invitato a pregare affinché l’impegno di ciascuno sia al
servizio dei più deboli e per la serenità,
la pace e la salute di quanti operano e si
servono della struttura.
Beatrice Testadiferro
Foto di Anna Vincenzoni
Nella prima foto da sinistra la
dottssa Cancanelli, il dott. Martini e
il vescovo Rocconi; nella seconda la
signora Fimmanò al taglio del nastro
della biblioteca
Il Consultorio “La Famiglia” di Jesi ricorda padre Oscar e la sua storia trentennale
Luogo di accoglienza e di sostegno per tutti
I
l 25 maggio si è svolto a Macerata un convegno per celebrare i trenta anni della fondazione dei Consultori di ispirazione
cristiana. Il dottor Carlo De
Marchi presidente della Federazione marchigiana, nella sua
relazione ha sottolineato il cammino fatto in questi anni per cui
il Consultorio è diventato sempre di più luogo di ascolto e di
aiuto considerando la persona
nella sua centralità.
È seguita una relazione sul significato dell’ispirazione cristiana all’interno dei consultori
tenuta da mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata,
che illustrando tutti i documenti ecclesiali a favore della famiglia, ha sottolineato i principi
cristiani e universali che ogni
operatore sarebbe opportuno
facesse suoi.
Il dott. Viana Luciano, vice presidente della Confederazione
Nazionale e presidente della Federazione Piemonte, ha tenuto
una magnifica relazione sul disagio e la speranza nella famiglia oggi. Sono seguite relazioni
sull’operato di vari consultori e
nel pomeriggio c’è stata l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo
regionale.
Di seguito la relazione presentata dal Consultorio di Jesi che ha
trovato notevole approvazione.
Il Consultorio di Jesi nasce
trenta anni fa, come altri consultori di ispirazione cristiana
delle Marche, per affiancarsi
ai consultori che si stavano
sviluppando in ambito pubblico. Nasce anche come risposta alternativa, rispetto al
pubblico, di accoglienza totale della persona, che non si
limita ad una risposta preva-
lentemente medicalizzata. Il
consultorio nasce su espressa
volontà della diocesi, sostenuto sia dal punto di vista logistico che finanziario dal vescovo padre Oscar Serfilippi
che ebbe sempre piena fiducia
sull’operato degli operatori.
Il consultorio è associato, sin
dal suo inizio, alla Confederazione dei Consultori di Ispirazione Cristiana e le persone
che in quel momento lo stavano “costruendo” si formavano
sia alla scuola per consulenti
familiari Ucipem a Senigallia
sia alla scuola di Charles Wella a Loreto.
Nel corso degli anni, gli operatori del consultorio hanno optato per la formazione
Ucipem perché l’impostazione metodologica proposta,
incentrata sulla persona e
sulla relazione tra consulente e cliente, era ed è ritenuta
funzionale alle richieste delle
persone che chiedono aiuto.
Il consultorio è stato sempre
un luogo di accoglienza per
tutti, per tutte le problematiche e si è sempre scelto di
prospettare tutte le alternative
all’interno dell’ottica consulenziale di relazione d’aiuto e
di centralità della persona. Ci
si è sempre mossi con molta
fiducia, rispetto e libertà.
Ad un certo punto, vista la
continuità dei rapporti con la
scuola Ucipem di Roma, si è
sentita l’esigenza di essere soci
aggregati anche alla suddetta
scuola. Questa doppia affiliazione non ha comportato difficoltà da parte degli operatori,
ma non è stata esente da problemi da parte di chi avrebbe
preferito una scelta univoca.
Per il nostro consultorio questa doppia partecipazione
non è mai stata un problema,
anche perché l’autonomia
rivendicata è sempre stata
approvata dai vescovi che si
sono avvicendati. Tutto questo ha permesso al consultorio, in questi trenta anni, di
essere un’associazione molto
attiva sul territorio (consulenze, convegni, formazione degli
operatori, collaborazione con
le scuole e, da qualche anno,
parte attiva nella promozione dell’affido e dell’appoggio
familiare, in collaborazione
con l’Ambito Sociale Territoriale IX e l’equipe integrata
dell’Azienda Sanitaria, zona di
Jesi) e di non essere percepito,
come agli inizi, un consultorio
di parte.
Pur essendo un consultorio
che riflette l’appartenenza ad
un’identità cristiana, ci si è
sempre mossi in modo “laico” nel rispetto della persona vista nella sua totalità e
specificità e nell’accoglienza
delle sue istanze personali e
culturali e proprio per questo
ci siamo sempre tenuti lontani dalla contrapposizione che
questa doppia natura poteva
comportare.
Siamo grati alla diocesi e alla
Confederazione che ci hanno permesso di esserci e di
crescere nel corso degli anni
e siamo altrettanto grati all’Ucipem che con la sua formazione ci ha connotato sul
territorio.
Questa doppia appartenenza,
possiamo dirlo oggi a trenta
anni dalla nostra nascita, è
stata sicuramente una ricchezza per noi operatori e per
le persone che in tutti questi
anni si sono rivolte a noi.
Consultorio La Famiglia
CUPRAMONTANA
Premio Cerioni
Sabato 7 giugno alle ore
17.30 si terrà presso la Sala
Consiliare del Comune
di Cupramontana la XXII
edizione del Premio “Gilberto Maria Cerioni”. In
quell’occasione avverrà la
premiazione dei vincitori
del concorso. La serata sarà
allietata dagli attori Mugia
Bellagamba e Dante Ricci
che leggeranno alcune liriche del poeta Gilberto Maria Cerioni, con l’accompagnamento musicale della
chitarra di Massimo Agostinelli. Saranno presenti la
prof.ssa Piera Scortichini e
il prof. Fabio Ciceroni.
c.s.
5
Jesi
8 giugno 2008
JESI – Presentata l’area urbana ecosostenibile. A metà luglio il bando per la vendita dei lotti
Un futuro virtuoso nel rispetto dell’ambiente
2
4 lotti distribuiti su 3 ettari, situati sulla collina
limitrofa a Colle Paradiso:
si è parlato diffusamente
della lottizzazione e degli
studi riguardanti via Appennini Alta nel convegno
“Il futuro ecologico a Jesi”,
svoltosi il 23 maggio in un
gremito Teatro Moriconi.
Tra i presenti, molti operatori del settore, ma anche
semplici curiosi. Massimo Bacci, presidente della
Progetto Jesi, spiega che
l’idea di Appennini Alta
nasce dal Comune di Jesi,
che ne ha curato la lottizzazione e la redazione
del progetto preliminare,
mentre Progetto Jesi si è
occupata della progettazione definitiva ed esecutiva. La pubblicazione del
bando per la vendita dei
singoli lotti arriverà entro
la metà di luglio, annuncia
Bacci.
La società Progetto Jesi,
interamente partecipata
dal Comune di Jesi e costituita nel giugno 2006, si
occupa – lo ricorda il suo
presidente – «della valorizzazione e dismissione
di parte del patrimonio
cosiddetto “non strategico”
trasferitogli dal Comune».
Dalle prime vendite, con-
Premio Vallesina
per Cernobyl
Il Comitato Esecutivo
dell’associazione Premio
Vallesina comunica che
l’incasso della serata di
gala della quarta edizione del “Premio” che si
svolgerà a Cupramontana
il 28 giugno sarà a favore
del “Progetto Cernobyl
2008” che viene portato
avanti nella città di Jesi
dal circolo Azzaruolo di
Legambiente. Con l’incasso si vorrebbe acquistare
una autoambulanza di
seconda mano, un apparecchio endoscopico ed
un pulmino da destinare
all’ospedale provinciale
della cittadina di Vetka.
Il “progetto Cernobyl
cretizzatesi all’inizio di
quest’anno, è arrivato un
importo di circa 1,8 milioni di euro. L’intervento
del sindaco Belcecchi ha
ricordato che la società in
questione ha permesso al
Comune di muoversi con
strumenti di diritto privato, avere un ritorno in
tempi rapidi, «immettere
sul mercato immobili e
proprietà che, pur tenendo conto delle logiche di
mercato, salvaguardassero
anche l’interesse pubblico
delle operazioni e permettessero ricadute di caratte- getto “Jesi Città Solare”,
re sociale». In tal modo «il con cui l’amministrazione
cittadino di Jesi è messo in comunale supporta sogcondizione di acquistare getti privati e pubblici che
un lotto di terra e sceglie- vogliano istallare pannelli
re l’impresa che preferisce, fotovoltaici o termicorispettando sempre i crite- solari, con contributi in
ri fissati per la costruzio- conto interessi; nel 2007
le domande dei privati
ne».
Il progetto dell’eco-quar- sono state oltre 100. L’astiere di via Appennini sessore chiarisce che ciò è
Alta rientra, come spiega stato possibile soprattutl’assessore allo Sviluppo to grazie ai proventi della
Sostenibile, Daniele Oli- convenzione stipulata nel
vi, in un discorso iniziato 1999 tra il Comune di Jesi
già nel 2004, i cui frutti e il Consorzio Jesi Energia
saranno anche «l’eco-di- - Edison Termoelettrica stretto industriale di “Zipa Sadam Zuccherifici per la
verde”, che sta partendo, e realizzazione della central’eco-distretto rurale nella le Turbogas nel territorio
Riserva di Ripa Bianca». della Vallesina, nei pressi
Olivi parla anche del pro- dello stabilimento Sadam.
2008” è la campagna più
significativa in atto oggi
per un aiuto rivolto alle
popolazioni della Russia,
Bielorussia ed Ucraina
colpite dal disastro nucleare del 1986. Nelle
zone contaminate dall’incidente la situazione
sanitaria è assai preoccupante. Il progetto Vetka,
cittadina nel distretto di
Gomel, è destinato a portare aiuti umanitari, ma
soprattutto a fare interventi sulla prevenzione
e monitorare la situazione sanitaria attraverso
l’ospedale locale, essendo la popolazione (15
mila abitanti di cui 2.700
bambini) ancora ad alto
grado di contaminazione.
L’angolodellapoesia
VISITA AL FORO ROMANO
Non ho voglia, quest’oggi,
di colte notizie,
di evocazioni libresche.
Voci arcane mi guidano
dai misteri reconditi
del Palatino.
Timori ancestrali
mi scuotono l’anima.
Le origini tragiche
di un eterno destino
incombono ancora
sull’Urbe.
Ecco Evandro,
gli occhi scavati dal pianto
sul tumulo
del giovane figlio.
Il sangue di Remo,
versato in orribile
fratricida contesa.
Le mani cruente,
Ed ecco gli Archi,
malinconici segni
di trionfi effimeri
su popoli inermi.
Pausa di quiete,
tra foglie d’acanto,
nel sacro recinto
delle Vestali;
ma il fuoco è spento
nel tempio diruto.
Son questi i valori
di Roma?
Mi raggiunge violento,
dissacratorio,
un lungo suono di clacson.
Edmondo Coccia
do il normale iter, e che
«entro autunno dovrebbe
tornare per l’approvazione definitiva in Consiglio
Comunale, così che, nel
2009, le previsioni contenute nella variante generale al Piano potranno
diventare realtà». La Romagnoli indica gli indirizzi programmatici della
variante in due elementi
fondamentali: tutela dell’integrità fisica e ambientale; concetto di sviluppo
sostenibile sia nelle zone
residenziali, sia nelle aree
in cui si svolgono attività
lavorative. “Zipa verde”,
zona industriale con criteri di ecocompatibilità,
è forse la prima area di
questo tipo, nelle Marche,
spiega l’assessore.
La Banca Popolare di Ancona, sponsor del convegno, nelle persone del
dr. Simone Baglieri e del
dr. Pasquale Amodeo, ha
presentato il Servizio Ambiente Energia, e diversi
strumenti finanziari per la
sostenibilità ambientale e
la bioedilizia: impianti ad
energia solare, eolica, veicoli a basse emissioni, tra
gli esempi di investimenti
finanziabili.
Maria Chiara La Rovere
Gli alunni di quarta elementare di Morro d’Alba e Belvedere al Museo Diocesano
U
Nell’arte con immaginazione
n giorno di scuola inte- hanno partecipato alla visita al
ressante e proficuo per gli completo, compresi gli alunni
alunni delle tre classi di quarta che non si avvalgono dell’inseelementare delle scuole “Don gnamento della religione cattoBosco” di Morro d’Alba e “E. lica, con loro pieno entusiasmo
Medi” di Belvedere Ostrense.
e di tutte le famiglie.
In tre giornate (7, 13, 14 mar- Dopo alcuni accenni storici al
zo) le classi, accompagnate palazzo del Conte Emilio, le vadall’insegnante di religione Si- lide guide hanno accompagnamone Abate e dall’insegnante to i ragazzi alla lettura delle tre
di italiano Isabella Del Priore, grandi tele del Valeri nel salosi sono alternate nella visita del ne d’ingresso.
Museo Diocesano di Jesi. Tutti L’immaginazione dei giovani
i ragazzi sono rimasti visibil- ospiti è stata subito rapita dai
mente colpiti dal consistente tre episodi biblici; gli alunni si
patrimonio svelato davanti ai sono ritrovati catapultati sulla
loro occhi attraverso le accat- scena del “Giudizio di Salotivanti ed esplicative attività mone” che ha lasciato alla loro
proposte dalle guide Ester e fervida fantasia il compito di
Katia nelle tre ore di visita.
sciogliere la difficile contesa tra
Gli insegnanti sono rimasti as- le due donne; in seguito hansai soddisfatti dell’esperienza no partecipato alla festa della
vissuta dai loro alunni, occasio- “Fondazione del tempio di Gene di approfondimento a carat- rusalemme” e, infine, alleati di
tere culturale studiato per i ra- Giuditta mentre sferra il colpo
gazzi di qualsiasi origine cultu- mortale al nemico Oloferne.
rale e religiosa; le classi, infatti, Ritornati alla realtà sono an-
il rude senso d’onore
di Lucio Virginio.
Olocausti d’eroi,
di Deci, di Fabi,
amore fatto di sangue.
Jesi è al primo posto, nelle
Marche, in quanto a metriquadri di pannelli solari per abitante, fa notare
Olivi, «proprio mentre in
Italia si annuncia di voler
ripartire con il nucleare».
L’architetto Francesca Sorricaro ha esposto i criteri
di sostenibilità della lottizzazione di via Appennini
Alta, «comparto cerniera
tra città e campagna»: una
progettazione che ha tenuto in considerazione l’assetto morfologico e naturale, i dati climatici, le varie caratteristiche dell’area
in questione – pensando,
ad esempio, una vegetazione che regoli il passaggio della radiazione solare
e dei venti, e l’ombra – e si
è indirizzata verso comfort
acustico, contenimento dei
consumi idrici, risparmio
energetico, fonti rinnovabili, contenimento dell’inquinamento luminoso,
raccolta differenziata, mobilità dolce, percorsi pedonali e ciclabili. Sulla base
delle indicazioni in merito,
si è mossa l’E.R.A.P. (Ente
Regionale per l’Abitazione
Pubblica) di Ancona, che
ha redatto la progettazione definitiva ed esecutiva,
descritta
dall’ingegnere
Maurizio Urbinati.
Interessante la testimonianza dell’architetto Andrea Bondonio, che ha
portato il caso di Parco
Ottavi a Reggio Emilia, in
cui una committenza privata, in stretta collaborazione con amministrazione comunale e circoscrizioni, ha affidato il progetto attraverso un concorso
di enti e fissato obiettivi
strategici ed ecosostenibili
per un’area di 53 ettari.
L’assessore all’Urbanistica
del Comune di Jesi, Simona Romagnoli, ha invece
tracciato i contenuti del
Piano Regolatore approvato nell’aprile 2007, attualmente in Provincia, secon-
dati alla scoperta delle nove
stanze del museo, ammirando
e scegliendo le opere pittoriche e scultoree che li avevano
più sorpresi. La visita è stata
impreziosita da una caccia al
tesoro e dalla costruzione del
Pasquamentro, il “misuratore”
del tempo di Pasqua, utile ad
approfondirne i più importanti
momenti e significati, divenuto
anche un interessante mezzo
di scambio culturale con gli
alunni presenti, rappresentanti
di altre religioni.
Il Giocablocco del Conte Emilio, testo didattico di ausilio
alla visita, è infine rimasto
nelle mani dei giovani visitatori, dando loro la possibilità di
continuare a giocare con l’arte
e i suoi significati a casa o magari di tornare ad esplorare i
mille “segreti” rimasti ancora
da scoprire al Museo Diocesano.
Simone Abate
III° Concorso Nazionale di Poesia Valeria Moriconi
S
Serata di festa e di emozioni
abato 7 giugno alle
ore 21, al Teatro
Studio Valeria Moriconi di Jesi, si svolgerà la serata
finale
del
III° concorso
Nazionale di
Poesia dedicato a Valeria Moriconi.
Il concorso
è stato organizzato dalla
Compagni
Teatrale “El
Passì” di Jesi
e rivolto agli
studenti delle scuole secondarie di
primo grado.
Inter verran-
no il sindaco Fabiano
Belcecchi e l’assessore alla cultura Valentina Conti. Gli allievi
della scuola musicale
Pergolesi eseguiranno
brani musicali. Anche quest’anno è stata
massiccia la partecipazione al concorso
da parte di studenti di
tutta Italia. Le poesie
in gara sono state selezionate da una giuria di scrittori e poeti, autori di scritti in
lingua, nonché vincitori di premi letterari
di prestigio: Federica
Coppari, Elettra Mancinelli, Sergio Cardi-
nali, Giovanni Falsetti
(presidente di giuria).
I premi sono offerti
dalla compagnia “El
passì”. A ciascuno dei
vincitori sarà consegnato anche un trofeo
creato e realizzato dagli studenti dell’Istituto d’Arte Mannucci
di Jesi. La scuola di
Musica Pergolesi donerà un premio speciale alla poesia più
armonica e musicale.
Una serata di festa e
di emozioni per i giovani vincitori del concorso, per i musicisti,
per gli studenti.
Tiziana Tobaldi
6
Jesi
8 giugno 2008
Il comune di Poggio San Marcello gemellato con Citluk-Medjiugorie
L’avvocato
risponde
In caso di incidente stradale
L’ultima normativa riguardante gli incidenti stradali
è dell’anno scorso: il risarcimento dei danni può essere richiesto direttamente alla propria compagnia
assicuratrice, invece che a quella della controparte.
In caso di incidente fra due veicoli a motore (e, quindi, le biciclette non sono comprese), muniti di targhe
italiane (e, quindi, non sono compresi motorini e veicoli stranieri), in cui vi siano soltanto danni al veicolo
o lesioni fisiche lievi (fino al 9% di invalidità), si può
denunciare il sinistro alla propria compagnia, compilando il cosiddetto modulo blu in tutte le sue parti.
Se il modulo blu è stato sottoscritto da entrambi
i conducenti, la compagnia assicuratrice deve effettuare la propria offerta di risarcimento entro 30
giorni; se invece il modulo blu è stato sottoscritto da
uno solo dei conducenti, il termine viene prorogato
a 60 giorni. Per le lesioni a persona, vi è un’ulteriore
proroga a 90 giorni. Se la compagnia ritiene di non
dover risarcire nulla, dovrà comunque inviare, negli
stessi termini, una comunicazione per spiegarne i
motivi. Entro i 15 giorni successivi dai termini sopra
indicati la compagnia assicuratrice deve provvedere
al pagamento della somma offerta.
Amicizia e solidarietà
Da venerdì 9 maggio fino a domenica 11 maggio è arrivata dalla Bosnia-Erzegovina ed in particolare
dal comune di Citluk-Medjugorie,
come ospite del Comune di Poggio
San Marcello, una delegazione guidata dal sindaco di Citluk, il dott. Ivo
Jerkic, per incontrare il sindaco di
Poggio San Marcello e confermare
quel gemellaggio siglato già dal 2005
tra i due comuni. Sabato 10 maggio
presso il palazzo comunale di Poggio San Marcello, i due sindaci e i
loro rispettivi collaboratori si sono
scambiati alcuni doni e questa è stata una buona occasione per chiedere
ad entrambi da dove è nata l’idea del
gemellaggio. Entrambi i sindaci hanno sottolineato che, nonostante la
lontananza geografica, i due municipi hanno veramente molti aspetti
Naturalmente, se il risarcito ritiene che la somma
non sia congrua, potrà comunque incassare il risarcimento, inviando alla compagnia assicuratrice una
lettera per comunicare che la somma viene trattenuta come acconto, riservandosi di agire in giudizio per
il residuo.
Nel caso che l’incidente non risponda ai requisiti che
abbiamo appena detto, il risarcimento andrà richiesto alla compagnia assicuratrice del responsabile del
danno, così come avveniva in passato: questo avviene, ad esempio, quando uno dei veicoli sia privo di
targa (biciclette, ciclomotori, ecc.) oppure quando vi
siano lesioni fisiche con percentuali invalidanti superiore al 9% oppure quando nell’incidente siano coinvolti più di due veicoli, ecc. Anche in questo caso,
la compagnia assicuratrice della controparte dovrà
formulare le offerte di risarcimento nei termini che
abbiamo sopra detto ed inviare l’assegno entro i 15
giorni successivi (oppure 30, nel caso che il danneggiato non abbia comunicato nulla).
In tutti i casi se l’offerta ricevuta dal danneggiano
non viene ritenuta congrua, egli si può rivolgere all’autorità giudiziaria (Giudice di Pace o Tribunale): e
qui, stante le lungaggini della procedura, non rimane
che armarsi di santa pazienza.
Paolo Marcozzi, avvocato
in comune: la volontà di
promuovere i loro territori attraverso il turismo,
la presenza in tutti e due
i comuni di importanti santuari mariani e la
costruzione di un ponte
di solidarietà tra le due
popolazioni già durante i primi anni 90 con la
guerra nella ex-Jugoslavia
e l’invio di aiuti umanitari da molti comuni della
Vallesina. Il gemellaggio
fortifica i legami già esistenti attraverso gesti
concreti e impegni condivisi e i due
sindaci si augurano che questi rapporti potranno durare anche dopo la
fine delle rispettive legislature. Anche per il futuro ci sono in cantiere
alcuni progetti che
dovrebbero facilitare la creazione di
relazioni tra i bambini e i giovani dei
due territori anche
grazie al coinvolgimento delle istituzioni scolastiche o
delle associazioni
sportive. Il sindaco di Citluk ha segnalato che la sua
cittadina ospiterà
nei primi giorni di
agosto un Festival
dei giovani con la
partecipazione anche di Andrea Bo-
celli. In occasione della visita in Italia, la delegazione bosniaca accompagnata dal sindaco di Poggio San
Marcello, ha fatto anche una tappa
in Vaticano per essere ricevuta da
mons. Comastri, che ha “benedetto”
il gemellaggio augurando che esso
porti frutti di speranza ed amicizia.
Stefania Vico
Nella prima foto: domenica 11 maggio
al termine della Messa solenne delle
ore 11, il gruppo di Sindaci con diverse
associazioni di volontariato, incontrate
negli ultimi tre anni a Poggio San
Marcello (tra le 36 associazioni a cui
sono stati conferiti riconoscimenti
civili per l’attività svolta). Nella
seconda foto: l’incontro il 9 maggio
in Vaticano tra il cardinale Angelo
Comastri e i Sindaci gemellati Avv.
Consoli Tiziano e il Dott. Ivo Jerkic(al
centro) rispettivamente per Poggio San
Marcello e Citluk – Medjugorje.
DUE EVENTI IMPORTANTI
Nell’ambito dei festeggiamenti per i 400 anni del
Santuario Madonna del
Soccorso, il comune di
Poggio San Marcello si è
inserito con due iniziative
che testimoniano il desiderio della comunità civile di
contribuire a far conoscere la storia e la sensibilità
del paese così tanto legato
a Maria.
Venerdì 9 maggio i Sindaci
gemellati Tiziano Consoli
e Ivo Jerkic rispettivamente di Poggio San Marcello e Citluk – Medjugorje
(Bosnia – Erzegovina)
hanno partecipato ad una
visita ufficiale in Vaticano
ed incontrato il cardinale
Angelo Comastri. L’incontro con il Cardinale arriva
alla fine di un lungo progetto di scambio culturale,
progettato e realizzato da
Consoli e che ha visto l’interessamento del Vaticano.
I Sindaci hanno presentato
il progetto di gemellaggio fra le due comunità,
basato sui comuni valori
culturali cristiani, finalizzato a crescere la cultura
solidale e valoriale delle
rispettive comunità, senza
disdegnare opportunità di
tipo economico – sociale. Il Cardinale dopo avere ascoltato i Sindaci, si
è complimentato con gli
stessi, e ha richiamato l’at-
tenzione sulla politica che
deve essere vissuta come
servizio per l’uomo in ogni
stadio della vita dalla procreazione fino alla sua fine
naturale. La preoccupazione del Presule poi, si è
spostata sui giovani, sulla
deriva esistenziale dovuta
principalmente a modelli
sbagliati posti all’attenzione generale. In chiusura
i Sindaci hanno invitato
il Cardinale nei rispettivi
comuni, e simpaticamente lo stesso ha ricordato le
tre visite a Medjugorje nel
1983, 84, 85 alla guida della
sua comunità parrocchiale.
Per la cronaca era la prima volta che un Sindaco
di Poggio San Marcello
venisse ricevuto in forma
ufficiale al Vaticano.
Domenica 11 maggio alla
solenne celebrazione eucaristica, hanno partecipato
diversi sindaci della Vallesina e numerosi rappresentanti delle associazioni
di volontariato incontrate
negli ultimi tre anni a Poggio San Marcello. Questi
due eventi rappresentano
la sintesi di tre anni di lavoro per diffondere una
cultura solidale. Per Poggio San Marcello il risultato raggiunto rappresenta
un traguardo difficilmente
immaginabile. f.f.
Sociopolitica
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TERMOIDRO
di GIANFRANCO MUZI
Via Giuseppe Guerri, 17 JESI
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Secondo appuntamento, giovedì 5 giugno, alle ore 21,
presso la Pinacoteca Civica
di Palazzo Pianetti, del ciclo
di incontri “La Politica e la
Storia. Gli Spazi Politici del
Mondo Globale”, promosso
dall’Assessorato alla Cultura
del Comune, in collaborazione con Moris Gasparri che
terrà una conferenza dal titolo “L’Europa e le sfide del
mondo globale”.
Moris Gasparri vive a Milano,
dove sta completando gli studi alla facoltà di filosofia dell’Università Vita-Salute San
Raffaele. Allievo di Massimo
Cacciari e Guido Rossi, è tra
i fondatori dell’associazione
politico-culturale Lo Spazio
della Politica. Collabora con
la rivista di geopolitica Limes,
con la Fondazione Italianieuropei di Massimo D’Alema,
con la Casa della Cultura di
Milano, con la Fondazione
Gianni Pellicani di Venezia e
l’Istituto italiano degli studi
filosofici di Napoli. Il prossimo appuntamento sarà mercoledì 18 giugno con Gianni
Sofri, specialista di storia dell’Africa e dell’Asia.
Castelplanio - 60032 (An) - Via Roma, 117 - Tel. 0731.813444 r.a. - Fax 814149
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Vita ecclesiale
Parola di Dio
8 giugno 2008
8 giugno 2008 - 10^ domenica del tempo ordinario (anno A)
Sono venuto apposta anche per te
esattori delle tasse.
Come Gesù si porta
addosso un nome
In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato
espressivo (Gesù siMatteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli
gnifica “Dio salva”)
si alzò e lo seguì.
così Matteo si porta
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani
addosso un nome
e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli.
altrettanto espressiVedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro
vo (Matteo significa
maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
“dono del Signore”).
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico,
E’ diventato discema i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io
polo per dono inavoglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare non i
spettato del Signore!
giusti, ma i peccatori». Parola del Signore
Il primo passo lo fa
il Signore. Il secondo
lo fa Matteo. E’ un
peccatore doppio:
Commento
collabora con l’invasore romano e certamenChi è veramente un tipo religioso? (domeni- te un approfittatore. E’ seduto… mentre Gesù
ca passata c’era una riposta… rivedila!). Non il è in cammino. In accomodato al suo banco, e
tipo veramente formale e attento alle cerimo- Gesù lo fa alzare ( “risorgere”). Ha fede, si fida,
nie (che non vuol dire squalifica del rito), ma il obbedisce, confessa la propria impotenza e cretipo senza meriti, che si abbandona a lui, anche de nella potenza del Signore. Inizia una nuova
e proprio nel peccato. Questo tipo ha un nome: fraternità. A tavola con i pubblicani e i peccatoMatteo. E Gesù emerge con la sua intenzione di ri, e Gesù in mezzo. Non tarda ad arrivare una
nuova polemica. Forse si sarebbero aspettati
fondo: fare misericordia!
Con tratti brevi e intensi il Vangelo descrive che un peccatore tornasse alla pratica farisaica,
questo incontro tra il peccatore e il Misericor- e invece lo vedono in allegra convivialità. Forse
dioso. Dopo i pescatori, ecco Gesù chiama gli aspettavano che Gesù ribadisse la necessità di
una osservanza rituale. E invece Gesù rovescia
la prospettiva, proprio in base alla Parola di Dio
(in Osea): Misericordia e non sacrificio. Anche
i peccatori hanno un posto nella mensa del Regno
Chi è veramente religioso? Non chi ha sempre
avuto una buona condotta, né chi ha osservato
tutte le regole giudaiche , ma chi aderisce a Gesù.
E’ religioso chi non ha niente di cui vantarsi, accetta la mano tesa del “Medico” che risana e fa
sentire l’Amore di Dio. Non è religioso chi sta
seduto nelle osservanze dei precetti e guarda
con orgoglio chi è impigliato nel peccato.
CHIESA dell’ADORAZIONE
Giovedì 5 giugno
Mattino: Consiglio Presbiterale
ore 18: Incontro con il “Liceo Classico” a palazzo
Pianetti per presentazione libro
Venerdì 6 giugno
ore 16.30: Commemorazione di Enrico Medi,
teatro del Museo Diocesano
Sabato 7 giugno
ore 19: Pianello Vallesina, S. Messa nella festa della
Parrocchia
ore 21.15: Parrocchia San Francesco di Paola, S.
Messa con il Cammino Neocatecumenale
Domenica 8 giugno
Partecipazione all’arrivo del pellegrinaggio
Macerata Loreto
ore 11.30: S. Maria Nuova, S. Messa per il
“Santamarianuovese Lontano”
Martedì 10 giugno
ore 15.00-18.30: il Vescovo riceve nella cappella
di San Floriano, in Duomo, coloro che desiderano
confessarsi o avere un colloquio spirituale. Senza
appuntamento.
ore 19: Incontro con il MEIC
ore 21: Parr. San Giovanni Battista: incontro con i
Fidanzati
Mercoledì 11 giugno
Mattino: Conferenza Episcopale Marchigiana
ore 18: Chiesa dell’Adorazione: S. Messa in onore
del Sacro Cuore.
Giovedì 12 giugno
ore 18: Partecipazione alla presentazione della
ristampa del libro di don Clemente Ciattaglia,
Voci d’oggi sul Vangelo
luogo di adorazione e di ascolto
Dal lunedì al venerdì (eccetto i giorni festivi infrasettimanali),
dalle ore 16 alle 19,30 un Sacerdote è a disposizione nella
Chiesa dell’Adorazione per le Confessioni e il colloquio
spirituale.
Questo servizio, offerto a tutti, vuol essere in modo
particolare una opportunità data ai giovani. Viene
di seguito indicato il Sacerdote presente per ciascun
giorno:
Lunedì 9 giugno:
Martedì 10 giugno : Mercol. 11 giugno : Giovedì 12 giugno : Venerdì 13 giugno : di don Mariano Piccotti
[email protected]
Quando mi sarò unito
a te
Dal Vangelo secondo Matteo (9,9-13)
Agenda
Pastorale
del Vescovo
7
Don Mariano Piccotti
Don Giovanni Ferracci
Don Maurizio Fileni
Don Marco Cecconi
Don Emilio Campodonico
Circolo Contardo Ferrini
In ricordo di Medi
Ricorrono i 34 anni dalla morte di Enrico Medi, scienziato atomico di fama internazionale, parlamentare, onesto
e cristiano coerente. Tutti coloro che ascoltarono le sue
conferenze nel nostro Teatro Pergolesi e seguirono la sua
guida la sera dell’arrivo del primo uomo sulla Luna sono
invitati a partecipare
Venerdì 6 giugno
alle ore 17
presso il Teatro del Museo Diocesano
piazza Federico II, 7
l’insegnante
Jole Ciarmatori
ricorda
Enrico Medi
Alle ore 18,30, in Duomo, don Giuseppe
Bartera, primo postulatore della causa
di beatificazione, celebrerà la Santa
Messa alla quale sarà presente il vescovo
Rocconi.
Venerdì 13 giugno
ore 9-13: Intervento al campo di formazione per
capi scout a Montorso
ore 17: AVULSS: Catechesi e S. Messa
ore 20.30: S. Maria Nuova, processione in onore di
S. Antonio, patrono
Quando mi sarò unito a te
con tutto il mio essere,
non sentirò più dolore o
pena;
la mia sarà vera vita,
tutta piena di te.
Tu sollevi in alto colui che
riempi di te;
io non sono ancora pieno
di te,
sono un peso a me stesso.
Gioie di cui dovrei
piangere contrastano in
me
con pene di cui dovrei
gioire,
e non so da che parte stia
la vittoria.
Abbi pietà di me, Signore!
Non ti nascondo le mie
ferite.
Tu sei il medico, io sono
malato;
tu sei misericordioso, io
infelice.
(S. Agostino, Le
confessioni, X, 28)
Meic, gruppo Edith Stein di Jesi
La Bigliardi e l’unità
Il movimento ecclesiale di impegno culturale riceve
luce e forza dal Vangelo e dalla comunione fraterna
da quanti, da laici impegnati, desiderano promuovere una cultura di ispirazione cristiana a servizio
della comunità civile ed ecclesiale. Proseguendo nel
suo iter culturale, il gruppo invita con gioia i cittadini di Jesi e della Vallesina al prossimo incontro che
si svolgerà sabato 14 giugno con il seguente programma: ore 17, nella sala conferenze della seconda
circoscrizione (piazzale San Francesco), la dott.ssa
Rosalia Bigliardi Parlapiano tratterà il tema “Dialogo culturale e cultura dell’unità”; ore 19 nella chiesa
di San Francesco d’Assisi, liturgia eucaristica (Messa
prefestiva) presieduta dal vescovo Gerardo Rocconi.
Ore 20 a cena insieme per vivere momenti di dialogo
e di gioia fraterna. Per le adesioni, telefonare a Maria
(tel. 0731 206632 – ore pasti) entro l’11 giugno.
ufficio liturgico diocesano
Corsi estivi per il canto
L’associazione Italiana
Santa Cecilia organizza
due corsi estivi:
LONIGO (Vicenza)
dal 9 al 12 luglio sul
tema “Il canto della
liturgia quotidiana”
FIESOLE (Firenze)
dal 20 al 27 luglio sul
tema “Seminario per
i direttori di coro e
cantori”.
La settimana liturgica
Il CAL (Centro Azione
Liturgica) organizza la
59ma Settimana Liturgica Nazionale a Palermo
dal 25 al 29 agosto (con
possibilità di viaggio in
aereo), sul tema: “Celebrare per aver parte al
mistero di Cristo”.
Chi fosse interessato a
partecipare ad uno di
questi Corsi è pregato di prendere contatto
quanto prima con l’Ufficio liturgico diocesano (don G. Franco: tel.
0731.203036 oppure cell.
333.4807893)
L’Ufficio Liturgico generalmente resta aperto ogni martedì dalle
10,30 alle 12,30 - tel.
0731.226745
Piazza Federico II, 8 - 60035 Jesi An
Telefono 0731.208145
Fax 0731.208145
[email protected]
www.vocedellavallesina.it
c/c postale 13334602
Sabato 14 giugno
ore 7: Loreto, S. Messa per i partecipanti al
pellegrinaggio notturno Jesi-Loreto
ore 19: S. Messa per aderenti e simpatizzanti
MEIC a conclusione dell’anno pastorale
ore 21.15: Parrocchia San Francesco di Assisi, S.
Messa con il Cammino Neocatecumenale
Direttore responsabile Beatrice Testadiferro • Proprietà Diocesi di Jesi • Registrazione Tribunale di Ancona n. 143
del 10.1.1953 • Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola www.galeati.it • Spedizione in abbonamento postale • Abbonamento annuo 35 euro - di amicizia 50 euro - sostenitore 100 euro • Tutti i diritti riservati • Esce ogni mercoledì •
Associato alla Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici)
Domenica 15 giugno
ore 10.30: S. Pietro Martire, S. Messa nella Festa
della Comunità
Ai sensi dell’articolo 13 del D. Lgs 196/2003 (Codice privacy) si comunica che i dati dei destinatari del giornale, forniti all’atto della sottoscrizione dell’abbonamento o diversamente acquisiti sono contenuti in un archivio informatico idoneo a garantire la sicurezza e la riservatezza.
Tali dati saranno utilizzati, salvo divieto espresso per iscritto dagli interessati, oltre che per il rispetto al rapporto di abbonamento, anche per
proprie attività istituzionali nonchè per conformarsi ad obblighi di legge.
Settimanale di ispirazione cattolica
fondato nel 1953
8
Vita Ecclesiale
8 giugno 2008
Joaquin Navarro Vals rilascia un’intervista al nostro settimanale
I grandi santi erano tutti di buonumore
no invitandomi a portare
le mie idee. Lavoro anche
in un comitato strategico
di una casa produttrice
di film che devono avere
come caratteristica una
grande qualità tecnica ed
una consistenza di valori.
Infine ho creato insieme
ad un amico una fondazione senza scopo di lucro
per la famiglia e l’educazione, che promuoviamo
attraverso studi teorici,
suggerimenti di progetti
di legge e borse di studio.
Navarro Vals ha sostenuto
che l’ormai celebre discorso
di Ratisbona non è stata affatto una scivolata di papa
Benedetto XVI, che è un fine
intellettuale e che riesce a
parlare alla testa della gente per poi arrivare al cuore.
Che uno Stato veramente
laico è quello in cui ognuno
può vivere la propria fede
pubblicamente e privatamente in tutta libertà. Che
spesso, per molti documenti, Giovanni Paolo II prima
di farli pubblicare scriveva
accanto ad essi “che lo veda
Ratzinger”. Infine come non
menzionare i ricordi delle
ultime ore di papa Wojtyla,
quando, il giorno prima di
morire, con grande sforzo,
chiese che gli venissero lette
le stazioni della Via Crucis,
una pratica che era solito
fare sempre. Navarro Vals
ha affermato che in Giovanni Paolo II non c’era nulla
di straordinario apparentemente, perché viveva la
virtù come se non provasse
sforzo, in quanto era un
uomo pazzamente innamorato di Cristo, che aveva seguito fin dalla giovinezza.
Voce della Vallesina era presente e, a margine dell’incontro ha potuto rivolgere
qualche domanda al dottor
Navarro Vals.
Dottor Navarro Vals, ora
che non è più direttore
della Sala stampa vaticana, di cosa si occupa?
Sono tornato al mio primo
amore, la medicina. Inoltre, il direttore del quotidiano Repubblica, Ezio
Mauro mi ha chiesto di
scrivere sul suo quotidia-
C’è un ricordo in particolare che le è rimasto di
Giovanni Paolo II?
E’ difficile isolare un momento. I ricordi sono connessi tra loro in un tutto
pieno di senso. Credo che
anche molte altre persone
che hanno avuto modo di
conoscerlo la pensino così.
l’asterisco
E
’ stato un incontro piacevole ed interessante
quello che si è avuto il 15
maggio con il dottor Joaquin
Navarro Vals all’Accademia
universitaria “Il Poggio”, una
residenza dell’Opus Dei a
Roma. L’e x direttore della
sala stampa vaticana è stato invitato per raccontare a
tanti giovani interessati la
sua carriera di giornalista
a servizio di Papa Giovanni
Paolo II prima e di Benedetto XVI, seppur per breve
tempo, poi. Sentendolo parlare, gli ascoltatori hanno
avuto modo di riflettere su
alcuni aspetti inerenti la
comunicazione oggi e sui
tanti aneddoti relativi ad
oltre vent’anni di lavoro
per la Santa Sede. Navarro
Vals ha raccontato di come
Giovanni Paolo II sostenesse che nell’epoca attuale
è il prete che deve andare
verso la gente e non il contrario, come accadeva un
tempo. Proprio per questo
papa Wojtyla ha compiuto numerosissimi viaggi in
tutto il mondo: per mettere
al centro la fede in un mondo che tende a chiuderla nel
recinto della soggettività e
per portare Cristo a tutti.
Navarro Vals ha raccontato che una domenica, in
una parrocchia romana, un
bambino chiese a Giovanni
Paolo II perché viaggiasse
così tanto. Il papa rispose:
“Perché non tutto il mondo è
qui”, volendo dire che i problemi sono tanti e diversi a
seconda dei luoghi.
Le cose di cui si è trattato
sono davvero tante, vista
la caratura del personaggio che parlava. Tra le altre
*
Quali erano i momenti
più intensi con il Papa?
Un momento intenso era
quando lo vedevo pregare. Quando pregava si immergeva in una profondità
abissale. E poi quando ti
prendeva in giro. Era una
persona di ottimo umore
e questo è indice di vera
santità. I grandi santi erano tutte persone di buon
umore. Penso per esempio
a Madre Teresa e a San
Josemaria Escrivà de Balaguer. In gioventù il buon
umore è d’obbligo. Quando si avanza con l’età, tra
gli acciacchi, diventa segno di santità.
Come giudica il comportamento dei mass media
nei confronti di Benedetto XVI?
Ero negli Stati Uniti durante il recente viaggio del
di Giacomo Galeazzi
Benedetto XVI
e la devozione mariana
Maria antidoto alla secolarizzazione.
L’impronta mariana riallaccia il pontificato di Benedetto XVI alle radici
del pensiero teologico di Joseph Ratzinger, lettore appassionato del XXXIII
canto del Paradiso, devoto alla Madonna «per noi mortali di speranza
fontana vivace», alla «Vergine Madre,
figlia del tuo Figlio, umile ed alta più
che creatura, termine fisso d’eterno
consiglio». Alla crisi dell’idea di Chiesa, alla crisi della morale, alla crisi
della donna, Joseph Ratzinger ha da
proporre un rimedio che, spiega nel
“Rapporto sulla Fede” di Vittorio Messori, «ha mostrato concretamente la
sua efficacia lungo tutti i secoli cristiani. Un rimedio il cui prestigio sembra
essersi oscurato presso alcuni cattolici, ma che è più che mai attuale». E’
il rimedio che indica con un nome
breve: Maria. «Joseph Ratzinger - osserva Messori - è ben cosciente della
difficoltà di certi settori di credenti a
recuperare in pieno un aspetto fondamentale del cristianesimo come la
mariologia, che pure è stato ribadito
dal Vaticano II come culmine della
Costituzione dogmatica sulla Chiesa».
Eppure, inserendo il mistero di Maria
nel mistero della Chiesa, il Concilio
Il fuoco dello Spirito Santo
ma glorificano sempre
un evento. In Oriente
sono quasi un sacramento e vanno osservate nel
contesto di una chiesa
e non solo come forme
decorative. Di volta in
volta vengono richiamati
i concetti che si intendono esprimere secondo
il momento da rappresentare. Ad esempio le
icone della Pentecoste
evidenziano su tavole il
segno con cui lo Spirito Santo è stato effuso.
Sorgente della luce è il
fuoco. Durante le cerimonie Ortodosse, le
icone vengono mostrate come segno d’unità,
quasi a formare un contatto tra l’oltre e ciò che
è terreno. La discesa del
Paraclito è la fedeltà di
Cristo, la sera stessa del
giorno di Pasqua. Con
il Battesimo lo Spirito
Santo scende su tutta la
persona, invadendola di
nuova forza. Ogni uomo
è un dono e un apostolo
per l’unità. Tutti, raggiunti dal fuoco dello
Spirito, rappresentano
le colonne portanti della
Chiesa stessa. Nelle icone non sempre troviamo
personaggi fedeli a quell’evento storico preciso,
ma presenti comunque
come simboli di risposta
di conversione all’evento
del Cristo e quindi immaginati presenti nella forma del loro agire.
Nel ruolo missionario
ed annunciante, prende
parte in forma centrica
Maria, raffigurata su un
trono acceso dalla luce
del grande fuoco di Pen-
2.3.1936 31.5.2004
Papa e ho notato che tutte
le televisioni erano puntate su di lui. Il Papa calamita l’attenzione. Quanto ai
travisamenti, bisogna sottolineare che i mass media non sono un tutt’uno
omogeneo. Alcuni, certo,
volontariamente travisano
il messaggio del Papa.
Lei è un numerario dell’Opus Dei. Perché pensa
ci sia una leggenda nera
attorno a questa realtà?
Penso che non ci sia alcuna leggenda nera. Ho
letto recentemente su Le
Monde diplomatique di
come il Codice Da Vinci sia stata, in realtà, una
benedizione per l’Opera,
perché in questo modo
ha potuto farsi conoscere meglio, per quello che
realmente è.
Federico Catani
ha compiuto una scelta significativa che avrebbe dovuto ridare nuova
lena alle indagini teologiche, che,
invece, nel primo periodo post-conciliare hanno registrato per questo
aspetto una brusca caduta. Commemorando, nel 1968, il 18° anniversario della proclamazione del dogma
dell’assunzione di Maria in corpo
e anima alla gloria celeste, l’allora
professor Ratzinger già osservava:
«L’orientamento, in pochi anni, è talmente mutato che oggi ci riesce difficile capire l’entusiasmo e la gioia che
allora regnarono nella Chiesa. Oggi si
cerca magari di eludere quel dogma
che tanto ci aveva esaltati, ci si domanda se questa verità dell’Assunta
(come tutte le altre verità cattoliche
su Maria) non procuri difficoltà con i
fratelli protestanti. Quasi che la mariologia fosse una pietra che ostacola il cammino verso la riunione. E ci
domandiamo anche se, attribuendo
il posto tradizionale a Maria, non si
minacci addirittura l’orientamento
della pietà cristiana, deviandola dal
guardare solo a Dio Padre e all’unico
mediatore, Gesù Cristo». Al contrario,
Joseph Ratzinger è consapevole di un
dato imprescindibile: «Se sempre il
posto occupato dalla Madonna è stato essenziale all’equilibrio della fede,
oggi ritrovare quel posto è urgente
come in poche altre epoche della
storia della Chiesa».
Associazione “Noi Operatori di Pace”: incontro con don Vittorio Magnanelli
Se Cristo, Uomo e Dio con
tutte le caratteristiche umane e divine, è anche l’immagine del Padre, parlare dello
Spirito Santo e della sua
opera è impegnativo. Senza lo Spirito, che possiamo
definire un “formidabile
compagno di vita” non possiamo seguire Gesù e i suoi
insegnamenti nella nostra
vitae perché rimaniamo
imprigionati nella nostra
umanità troppo debole.
Don Vittorio Magnanelli,
nell’incontro che ha tenuto
per i membri dell’associazione “Noi Operatori di Pace”,
ha presentato efficacemente
l’azione dello Spirito Santo
illustrando un’icona russa
del XIX secolo
s.t.
Contemplando l’icona
Le Icone non raffigurano
eventi nella loro storicità
Anniversario
tecoste. Essa è ultima
dopo il Cristo e prima
nell’apostolato,
come
madre e figlia della chiesa. Lei ha già ricevuto
lo spirito santificante, il
giorno dell’annunciazione aderì prontamente
dando origine alla prima
Pentecoste.
Tutto segue una collocazione precisa data dalla
legge centrifuga con cui
gira lo Spirito e permea
la Chiesa del suo carisma. La predicazione
va aperta nella carità
fino al Martirio; ecco
l’espressione dell’arcata
sul mondo. Mentre intorno, i Santi di tutti i
tempi, sono la fioritura
sicura di ciò che possono fare i frutti di tale
contemplazione.
Elisabetta Rocchetti
Ameleria Cerioni
Ved. Torelli
Fa’, o Signore, che le
prove della vita non
spengano mai il sorriso
sulle nostre labbra;
dalle profondità del
nostro cuore scavato
dal dolore scaturiscano
sempre parole di
conforto e di bontà,
pietre preziose estratte
dalla cava della Tua
misericordia.
Nel quarto anniversario del suo ritorno
al Padre, i familiari e
gli amici la ricordano
con affetto
In ricordo
2006 28 maggio 2008
Alberto Solustri
A due anni dalla conclusione della sua avventura terrena, ricordiamo Alberto Solustri, capo degli Scout
Agisci per 25 anni,
con alcune parole di
una sua preghiera: “Il
Signore, che è magnifico, mi aiuta, mi apre
le braccia, mi mostra
i doni che ha messo
a disposizione di tutti
noi, mi aiuta a far sì
che io possa farli vedere a tutti color che
vogliono essere ciechi.
Aiutami a trasmettere con il mio servizio
tutto il Tuo amore.
Cupramontana – Madonna della Grotta
Il pellegrinaggio
Domenica 18 maggio si è compiuto come avviene
ormai da 28 anni il pellegrinaggio della comunità
cuprense al Santuario della Madonna della Grotta
di Precicchie. Nonostante il tempo non incentivasse
l’uscita, come sempre sono stati tanti i cuprensi
che alle 6 della mattina si sono ritrovati alla volta di
Precicchie, con don Maurizio Fileni in capo al corteo.
Rispettando il programma alle 11 si è celebrata la
Santa Messa, che quest’anno ha puntato l’accento
sulla grandezza dell’amore di Dio: ”Dio ha amato così
tanto l’uomo che per salvarlo dal peccato ha emulato
il suo unico figlio.” Don Maurizio durante l’omelia
ha spiegato come tornando a casa tutti i presenti
dovessero raccontare che quest’anno il pellegrinaggio
è andato benissimo, non per il gran numero di
persone intervenute, né tanto meno perché la pioggia
tanto temuta non è caduta, ma perché dalla lettura
del Vangelo secondo Giovanni abbiamo appreso una
grande verità che spesso noi cristiani dimentichiamo:
Dio ci ama.
Cristiana Simoncini
In diocesi
8 giugno 2008
9
Iniziativa missionaria dell’Ordine Francescano Secolare dei Frati Minori delle Marche
Progetto “Sorella Costa”: la carità vissuta per amore
È
partito sotto i migliori auspici il progetto “Sorella
Costa”, l’iniziativa missionariaumanitaria che vede interessato
l’Ordine Francescano Secolare
dei Frati Minori delle Marche,
per la cura dell’Ulcera del Buruli, una malattia provocata da
un Mycobacterium, così come la
Lebbra e la Tubercolosi che corrode la pelle e la carne, arrivando spesso anche alle ossa e che
colpisce preferibilmente i bambini a partire dai 2 anni.
Un’avventura iniziata alcuni
mesi fa quando il Cardinale della Costa d’Avorio Bernard Agrè,
ha richiesto all’Ordine Francescano Secolare dei Frati Minori
delle Marche di collaborare con
la fondazione “Iseni y Nervi”,
per la costruzione di una struttura sanitaria polifunzionale e
modulare in grado di affrontare l’emergenza sanitaria in cui
versa la Costa d’Avorio, colpita
gravemente da questa malattia,
di cui poco se ne parla ma che è
diffusissima, poiché solo in questa nazione sono circa 30.000 i
casi accertati.
La presentazione ufficiale del
progetto e i primi aiuti concreti
sono avvenuti il 6 aprile durante
il consueto Convegno Regionale dell’Ordine, una giornata di
spiritualità in cui si è percepito nell’aria un soffio di vitalità
nuova, un desiderio di fraternità e di amore reciproco, come
se il conoscere la sofferenza di
quei bambini colpiti dalla “nuova Lebbra” avesse sciolto i cuori
e le menti dei francescani secolari allo stesso modo di quando
San Francesco d’Assisi incontrò
il lebbroso e cambiò totalmente
vita. Il tutto proprio nell’anno in
cui cade l’ottocentenario della
sua prima missione nelle Marche.
All’evento sono intervenute alcune autorità civili e ecclesiastiche,
quali Ferdinando Campana, Padre Provinciale uscente dei Frati
Minori delle Marche, il prof. Alberto Cattaneo, i rappresentanti della Regione Marche, della
Provincia di Ancona e Macerata,
della Azienda Sanitaria Regionale, zona di Senigallia, dell’Università di Medicina di Ancona e
di alcuni Comuni tra cui Macerata, Ostra, Castelplanio.
L’afflusso di laici francescani e
di diversi simpatizzanti è stato
numeroso come non mai: quasi
500 partecipanti e tutti interes-
sati a prendere coscienza di una
situazione sanitaria mondiale
a cui deve seguire un impegno
serio per soccorrere tanti sofferenti e tante situazioni di morte
prematura.
L’attivazione della struttura sanitaria avverrà grazie alla collaborazione di medici e infermieri volontari che si sono già resi
disponibili, mentre la gestione
pratica sarà a cura delle suo- competenze specifiche per essere dell’Istituto “Notre Dame de re praticata. L’ozono è infatti un
l’Incarnation” che si occuperan- ottimo “chirurgo” e con medicano dell’assistenza ai malati, del- zioni tempestive e giornaliere si
la preparazione dei pasti e delle riesce a guarire completamente
pulizie.
della malattia.
L’unico trattamento efficace che Intanto sono giunti a Giorgio
si conosce oggi, quando la sta- Sartini, ministro regionale deldio della malattia è avanzato o l’Ofs Marche, e a tutti i membri
la persona è stata colpita al viso, dell’Ofs i più calorosi ringraè la chirurgia. Togliere tutto ciò ziamenti, da parte del cardinale
che è necrotizzato, finché i tes- Agrè e delle suore dell’Istituto
suti ripuliti cominciano a ricre- “Notre Dame de l’Incarnation”
scere. Ma c’è il problema delle al ritorno in Abidjadan dopo il
ricadute che risultano frequenti lungo viaggio in Italia, Germania
e più gravi. Da un po’ di tempo e Francia. «Vi ringrazio sinceraperò si è iniziata a prati- mente per la vostra accoglienza
care una nuova tecnica – scrive tra l’altro il Cardianle
curativa: l’ozonoterapia. Agrè – e vi sono riconoscente
I risultati ottenuti sono per tutto ciò che avete fatto e
sorprendenti soprattut- che farete, restiamo uniti nella
to nelle prime fasi della preghiera».
malattia. Questa cura Il cammino di “Sorella Costa” è
si sta rivelando una appena iniziato, la raccolta dei
delle soluzioni ideali fondi ma soprattutto la sensiper debellare la malat- bilizzazione delle coscienze è
tia soprattutto in paesi ancora lunga. Intanto è partito
come la Costa d’Avorio, “Il tour dell’Amore” un viaggio
perché ha dei costi ri- attraverso le fraternità francedotti e non necessita di scane di tutt’Italia per presen-
tare il progetto e promuoverlo a
quante più persone possibili. Per
ulteriori informazioni è possibile consultare il sito http://www.
sorellacosta.it
g.s.
L’offerta, oltre che on-line,
può pervenire tramite:
Bollettino sul conto corrente
postale. n° 87130217 intestato a: Centro Regionale Ordine Francescano Secolare
delle Marche - causale: Progetto Sorella Costa
Tramite RID, Versamento
sul conto corrente di Banca
Prossima intestato a: Progetto Sorella Costa
Coordinate IBAN: IT30
N033 5901 6001 0000 0001
726 specificando la causale:
Progetto Sorella Costa
Per contribuire con il 5 per
mille: codice 02312510429
Parrocchia del Divino Amore: festeggiato il Giubileo delle Famiglie
D
L’amore è un tesoro
omenica 18 maggio si è festeggiato il
Giubileo delle Famiglie nella Parrocchia jesina “Madonna del Divino Amore”. In questa occasione il gruppo delle
“Famiglie del Divino Amore”, nato nello
scorso ottobre, ha concluso con l’ottavo
incontro il ciclo di questo primo anno; relatore d’eccezione, a discutere di “Matrimonio: via alla santità”, il vescovo mons.
Gerardo Rocconi! L’invito a partecipare è
stato esteso a tutta la Diocesi, e alle “Famiglie del Divino Amore” si sono aggiunte alcune coppie di altre Parrocchie e tre
di fidanzati in procinto di
sposarsi.
Si è iniziato alle ore 16.30
con una lectio divina guidata dal Vescovo su un brano di San Paolo apostolo
ai Romani (Rom 12,1-2.918.21) in chiesa. San Paolo
in questo brano ci invita a
vivere spiritualmente, senza conformarci alla mentalità del nostro secolo, ai
costumi umani, così da poter discernere la volontà di
Dio. Ci esorta a essere caritatevoli in maniera sincera,
ad amarci fra di noi fraternamente, ad essere speranzosi, forti, perseveranti
nella preghiera. Il Vescovo ha sottolineato suo cospetto nella carità,
che l’accoglienza verso gli altri deve esse- predestinandoci ad essere
re non solo a parole, ma autentica, e deve suoi figli adottivi per opera
manifestarsi attraverso azioni concrete; e di Gesù Cristo” (Ef 1,36).
questo a partire dalla famiglia! Allonta- Ognuno di noi, ha prosenarsi dalla mentalità del mondo, ha det- guito mons. Rocconi, ha
to, è smettere di considerare noi stessi la ricevuto una vocazione (in
cosa più importante, per donarci, invece, particolare matrimoniale o
ai fratelli; per farlo, basta praticare la ca- sacerdotale) ed è chiamato
rità, nelle varie sfaccettature proposte da a vivere questo cammino:
San Paolo.
un cammino comunque
Alle 17.30 ci si è trasferiti nel teatrino par- con Cristo, santi per essere
rocchiale, dove mons. Rocconi ha parlato là dove è Cristo; morti con Cristo, e risordel tema che lega famiglia e ti con Cristo. Lo Spirito Santo che Dio ci
santità. Tra le altre cose, il ha mandato ci aiuta a percorrere questa
Vescovo ha sottolineato che strada, durante la quale a volte non è semla santità inizia con i sa- plice rispondere “Eccomi”... Ma lo Spirito
cramenti, primo fra tutti il Santo è in noi se con noi si manifestano
Battesimo, con il quale Dio “...amore, gioia, pace, pazienza, benevoci sceglie; mediante il Bat- lenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di
tesimo, infatti, noi diven- sè...” (Gal 5,22).
tiamo “uno” con Cristo, e In particolare il matrimonio cristiano ha
assumiamo le caratteristi- come modello Gesù-sposo, e deve vivere
che partecipateci da Gesù: dell’amore di Cristo. L’amore di Gesù è
“Benedetto sia Dio, Padre eterno, totale e fedele, fecondo, e lo stesso il
del Signore nostro Gesù matrimonio cristiano è indissolubile, cioè
Cristo, che ci ha benedetti per sempre, fedele e fecondo. È un tesoro
con ogni benedizione spiri- da custodire gelosamente, dove non si
tuale nei cieli, in Cristo. In fa a gara per vedere chi riceve di più, ma
Lui ci ha scelti prima della chi dona di più all’altro! La famiglia può
creazione del mondo, per diventare, così, piccola Chiesa domestica,
essere santi e immacolati al grazie ai doni elargiti da Dio. Subito dopo
Sara e Michele: auguri
Sara Tassi e Michele Cesaroni si sono
uniti in matrimonio, domenica 25
maggio, solennità del Corpus Domini,
nella chiesa di San Pietro Martire a
Jesi. Gli sposi hanno espresso la loro
promessa di fedeltà reciproca “alla
presenza di Dio e davanti alla Chiesa”
ed hanno offerto ai tanti familiari e
amici presenti la testimonianza della
presenza di Dio amore che accompagna
sempre i suoi figli che a lui si affidano.
A Sara e Michele gli auguri più belli per
continuare con gioia il cammino iniziato.
Foto Gabriele Bonci
l’intervento del Vescovo, si è aperto il dibattito tra i presenti; in sintesi è emerso
che la preghiera costante fatta insieme in
famiglia è collante e forza per procedere
lungo il cammino cristiano per coniugi e
figli. L’incontro si è concluso, come sempre, con un momento di festa insieme con
qualche fetta di dolce e qualche bibita!
Il gruppo delle “Famiglie del Divino Amore” domenica 15 giugno farà una gita a
Caresto, paesino in provincia di PesaroUrbino abitato totalmente da un gruppo
famiglia; questa uscita permetterà di conoscere una realtà particolare e di concludere in festa questo primo anno di
cammino insieme.
a.c.
Nelle foto il Vescovo con Niko, il più piccolo
del gruppo delle “Famiglie del Divino Amore”
e un momento dell’incontro di preghiera
Moie: inaugurazione del parco della Fornace
La Banda Musicale L’Esina di Moie si è esibita lo scorso 18 maggio a Moie presso
il centro culturale eFFeMMe23, nell’occasione dell’inaugurazione del nuovo parco
realizzato a ridosso del centro culturale. I musicanti si sono esibiti accompagnando
il momento della commemorazione che ha portato l’intitolazione del nuovo parco
ad Antonella Paradisi, giovane
madre di Moie, ex consigliere comunale, stroncata da un
male incurabile a febbraio
dello scorso anno. La manifestazione si è svolta con musica,
animazione e gastronomia ed è
stata aperta a biblioteca la Fornace. Il presidente della Banda,
Roberto Landi, ha ringraziato
tutti i membri della banda e
quanti, durante l’anno, collaborano alle iniziative.
Fabio Filipponi
10
8 giugno 2008
Cultura e società
Majolati Spontini: concluse le Missioni parrocchiali guidate da padre Francesco Cordeschi
Restaurata l’edicola mariana Palazzesi - Zannotti
N
ell’ambito delle manifestazioni organizzate per l’elevazione della Madonna del Colle Celeste, le parrocchie di
Santo Stefano di Majolati e San Rocco di
Scisciano hanno organizzato, nel mese
mariano, una Missione condotta dal padre passionista Francesco Cordeschi.
Venerdì 30 maggio si è svolta la giornata
conclusiva sia della Missione, sia del mese
dedicato alla Madonna, con una serie di
azioni che rimarranno tra i ricordi più
cari dei Majolatesi.Infatti alle ore 18,30
si è svolta la funzione conclusiva concelebrata sia dal padre Francesco Cordeschi,
sia dal parroco don Marco Cecconi. Padre Francesco nell’omelia conclusiva ha
sviluppato il tema del “Cuore di Cristo,
come Cuore del mondo” invitandoci a ricominciare dalla Missione, ci ha suggerito
che la Missione sia come una cesura nella
nostra vita morale.
Successivamente in processione ci si è incamminati verso Scisciano per raggiungere la Edicola edificata da Tancredo e Rosa
Palazzesi nel 1943 ed ora messa a disposizione da Pierina e Franco Zannotti.
L’edicola versava in un grave stato di degrado e grazie all’azione congiunta del
Comune di Majolati Spontini, rappresentato nella cerimonia dall’Assessore all’Urbanistica Fabrizio Mancini, e dai volontari della Parrocchia, si è potuta restituire
alla devozione e alla preghiera.
Tancredo Palazzesi partecipò dal 1944 alle
prime espressioni politiche democratiche
del dopoguerra, ma quando il 5 ottobre
1947 il primo cittadino Amato Perticaroli
presentò le proprie dimissioni da Sindaco,
nella stessa giornata il Consiglio elesse a
questa carica Tancredi Palazzesi, cognato
dell’ex sindaco Umberto Badiali. Palazzesi
era un personaggio, avversò le prime azioni politiche delle comunità che andavano
consolidandosi fuori del Castello, Moie
era ancora disabitata, ma la campagna
dei Vallati gli era ostile e lui ricambiava
con espressioni che sono riportate come
aneddoti. Lo scontro con la campagna
dei Vallati lo portò verso le dimissioni che
furono discusse l’8 ottobre 1950. Molti
Consiglieri avevano espresso contrarietà
riguardo all’operato del primo cittadino
disertando, in numerose occasioni, le sedute del Consiglio comunale, tanto che
Tancredi Palazzesi era spesso costretto ad
amministrare con il Consiglio convocato
in seconda seduta. Dando una rara dimostrazione di chiarezza, il Sindaco Tancredi Palazzesi passò all’attacco: lanciò gravi
accuse verso “i Consiglieri che dimorano
Parrocchia San Pietro Martire: la Messa di Prima Comunione
Con Gesù verso la vita
D
omenica
11
maggio, sono
passate da poco le
ore 12. Nella scalinata della Chiesa
parrocchiale
dei
frati
Cappuccini
un vociare gioioso rompe l’abituale
silenzio: “Auguri, è
stato bello, eccomi,
grazie, mi sono tanto commossa, ciao!”.
Sono
Giuseppe,
Vincenzo,
Dalila Maria, Diletta
Maria,
Carolina,
Arianna, Francesca,
Caterina, Riccardo, Federico, Susanna,
Samuele, Miriam, Giulia, Alice, Nicolò,
Lorenzo, Nicolas, Federico, Marco,
Alessia, Elisa, Federica: i 23 bambini
della parrocchia San Pietro Martire
con i genitori, parenti ed amici che
si salutano dopo la celebrazione della loro Prima Comunione. La gioia
del Signore, di cui è pieno il cuore
di questi bambini, riverbera sui loro
giovani volti. E’ stata una bella mattinata, iniziata alle 10,30 con una
processione che dal viale alberato,
sotto l’occhio vigile delle catechiste,
si è snodata all’esterno del Convento,
e che ha visto i bambini, accompagnati dai genitori, entrare in Chiesa
e prendere posto ad una Mensa particolare apparecchiata ai piedi dell’altare. Cosa, questa, del tutto innovativa in quanto i piccoli “commensali” erano rivolti verso l’assemblea,
anziché verso l’altare, come avviene
tradizionalmente. E, fatto del tutto straordinario, è che padre Ilarino
Carosi, il nuovo parroco, era al centro, in mezzo a loro, e con amore e
competenza ha animato la liturgia,
facendoci assaporare la spiritualità
caratteristica della celebrazione del
Sacramento della Prima Comunione.
Nell’omelia padre Ilarino ha messo in
evidenza la coincidenza del momento
liturgico con la festa della Pentecoste,
ed ha esortato i numerosi fedeli presenti ad essere docili ed accoglienti
alla discesa dello Spirito Santo di Dio.
Rivolgendosi ai genitori dei comunicandi, li ha responsabilizzati nel loro
ai Vallati”, spiegando che all’origine della
sfiducia c’erano solo ragioni di interesse
economico. La denuncia del Sindaco fu
così precisa e circostanziata che il Consiglio, a maggioranza, rigettò le dimissioni
di Tancredi Palazzesi, confermandolo fino
alla scadenza naturale del maggio 1951.
Dopo aver ricordato l’istitutore dell’edicola, don Aldo Anderlucci, che da bambino
sostava spesso in preghiera presso questa
edicola, don Marco Cecconi e don Francesco Cordeschi hanno benedetto una
statua di una Madonnina che è stata collocata all’interno della pregevole edicola.
Dopo alcuni canti mariani si è ritornati a
Majolati dove si è svolto un piccolo rinfresco in uno scambio amichevole e fraterno
di dolci ed altri alimenti realizzati da ogni
famiglia.
Il mese di maggio, in questa azione di
celebrazione del CL anniversario della
Madonna del Colle Celeste, ha visto anche impegnato il Museo Spontini con “La
Nuit des musées”.
Sono stati messi in mostra, sia al Museo,
sia sul sito internet della manifestazione
del Governo Francese, documenti cartacei inediti su la Madonna del Colle Ceste
voluta dalla Contessa di Sant’Andrea che
hanno suscitato l’interesse dei numerosi
visitatori, italiani e stranieri.
Marco Palmolella
Nella prima foto da sinistra don Marco
Cecconi, don Aldo Anderlucci e padre
Francesco Cordeschi; nella seconda la
figuretta Palazzesi
I cento anni della signora Maria
S
abato prossimo 7 giugno
presso la chiesa parrocchiale dei Cappuccini di
via S. Pietro martire, alle
ore 18,30, la comunità dei
fedeli, unitamente ai figli
Giancarlo e Lina, ai nipoti,
pronipoti, parenti ed amici,
intende celebrare religiosamente i cento anni di Maria Giacani n. Sabbatini.
La festeggiata, nata il 7 giugno del 1908, viene…….
veramente da lontano.
Lontana nel tempo (cento
anni è ancora privilegio
di pochi!) e lontana nello
spazio. La nostra Maria,
infatti, è jesina di adozione
perché nata niente po’ po’
di meno che a Monticchio,
in provincia di Potenza; lì
ha trascorso la sua infanzia
e la sua adolescenza. C’è
nata perché il babbo Francesco, insieme ad altri jesini e marchigiani, era stato
costretto a trasferirsi laggiù
per poter lavorare, dove
lo attendeva la dura terra.
Ma non le mancò la compagnia perché i suoi genitori la rallegrò di ben nove
fratelli e altre due sorelle:
un totale di 12 con lei. Che
famiglia! Che tempi! Che
fiducia nella provvidenza.
E che fatiche!
Aveva ormai una quindicina di anni quando il babbo
e tutta la numerosa famiglia tornarono in terra jesina, precisamente in fondo
al borgo Garibaldi, a due
passi dalla croce.
Maria, la più grande delle sorelle, ebbe da fare da
Marta e da …..Maria per
tutta la tribù, se pensate
che rimase orfana di madre ad appena 12 anni. E
ne aveva appena una ventina, quando le morì anche il babbo. E lei dovette
accudire a tanti, e dovette
lavorare sodo in filanda e
altrove. Vita dura, dunque,
quella della nostra Maria.
Poi venne il matrimonio e
vennero i figli Lina e Giancarlo. E arrivarono anche
quattro nipoti e cinque
pronipoti. Ed eccola ancora
con noi, serena e affettuosa, aperta ad amare i nostri tempi come ha amato
quelli duri del lontano passato. E ricorda tutto. E lo
ricorda bene.
Che poi il sindaco Belcecchi desideri partecipare
alla cerimonia in suo onore
e che il nostro vescovo don
Gerardo voglia augurarle ogni bene, con tanto di
benedizione, andandola a
salutare a casa, è quanto
la città accoglie con plauso
ed è quanto commuove la
nostra carissima Maria.
Alla quale auguriamo di
mantenere ancora per tanti
anni quella vivacità intellettuale e quella memoria
che tanto ci ha colpito. E
di godersi ancora per tanto
tempo l’affetto dei figli e di
tutti i suoi cari.
Voce della Vallesina
cantine aperte a tavignano
compito fondamentale di vigilare e
custodire gelosamente la purezza dei
propri figli, affinché rimangano sempre gioiosi e integri. Terminata la Santa Messa, i giovani della parrocchia
hanno ideato il lancio dei palloncini,
per festeggiare i loro piccoli amici, i
quali guardando i palloncini volare
verso il cielo, vi hanno racchiuso i loro
desideri insieme agli auguri di pace e
di bene al mondo intero.
Foto Ubaldi
In occasione dell’iniziativa nazionale Cantine Aperte, all’Azienda
Agricola Lucangeli Aymerich di
Laconi a Cingoli i giovani dell’Istituto Professionale per l’Agraria di
Pianello, seguiti da alcuni operatori
della CossMarche sono state giovani
e competenti guide per i visitatori
tra i quali il presidente del consiglio
regionale, Raffaele Bucciarelli. Anche il prof. Giovanni Borocci è stato
all’azienda per allietare i visitatori
con la musica medievale e celtica
dei suoi strumenti musicali, il flauto
e l’ottavino. Il progetto è stato reso
possibile per la collaborazione dell’Ambito Territoriale Sociale.
Vallesina
In breve...
Consiglio regionale
Stefania Benatti e Vittorio
Santori sono i due nuovi Vice
Presidenti dell’Assemblea le-
gislativa delle Marche. Queste
le parole del Presidente Raffaele Bucciarelli pronunciate
dopo l’elezione avvenuta oggi
(3 giugno): “Ringrazio il Vice
Presidente
Roberto Giannotti, così come
ho ringraziato David Favia
eletto al Parlamento, per la
collaborazione e per il lavoro
svolto in questi anni e sono
convinto che con i due nuovi
Vice Presidenti si proseguirà
nel positivo sentiero segnato
per far si che l’istituzione sia
sempre di più vicino alle cittadine e ai cittadini e che il
palazzo dell’Assemblea legislativa delle Marche sia sempre di più trasparente e come
palazzo di tutti i marchigiani capace di rispondere alle
istanze e ai bisogni dell’intera
comunità”.
Nella foto da sinistra, Santori,
Bucciarelli, Spacca, Benatti
Centri estivi
È stato consegnato a tutti gli
alunni delle materne, delle
elementari e delle medie inferiori il depliant informativo
predisposto dall’Amministra-
zione comunale per illustrare
le iniziative e le attività che
caratterizzeranno l’offerta ricreativa estiva sia pubblica sia
privata. Numerose le proposte,
modulate su orari flessibili ed
in grado di raccogliere sia l’entusiasmo dei giovanissimi, sia
l’apprezzamento delle famiglie.
Dai centri estivi tradizionali,
alle colonie marine, dalle attività presso l’azienda agraria
alla ludoteca ed al mercatino
dei bambini è un susseguirsi di
appuntamenti che l’Amministrazione comunale ha inteso
mettere in campo per garantire un servizio variegato. Ad
esso, come detto, si aggiunge
la ricca offerta giunta dai privati che oltre ai centri estivi
e alle colonie, si sostanziano
anche in laboratori ricreativi,
corsi di disegno, scuole di lingua. “Alle varie associazioni,
istituzioni, enti e soggetti che
hanno inteso dare la propria
disponibilità per organizzare
queste attività - hanno sottolineato il sindaco Fabiano Belcecchi e l’assessore ai servizi
educativi Bruna Aguzzi - va
un doveroso ringraziamento,
certi che il supporto dei privati è un prezioso elemento che
arricchisce l’offerta e completa
la vasta gamma di opportunità
che il Comune ha inteso mettere in campo affinché l’estate
2008 sia piacevole per i minori
ed offra punti di riferimento
sicuri ai loro genitori”. (nella
foto il sindaco Belcecchi)
8 giugno 2008
11
Nel bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, eroe in jeans e camicia rossa
Avventuriero della politica: ha commosso il mondo
S
arà perché nella battaglia di
Marsala indossava semplicemente, come molti dei suoi, un
paio di jeans e una camicia rossa. Sarà perché il tempo passato
in mare gli aveva conferito il carisma magnetico del marinaio.
Sarà perché sapeva infiammare
gli animi e sollevare folle…
Fatto sta che Giuseppe Garibaldi è il personaggio più citato
nelle piazze, vie e scuole italiane: il suo nome è presente in
più di 5500 comuni su 8100, in
media 6 comuni su 10. Come
denominazione, è secondo solo
a Roma. In Islanda, ancora oggi,
si usa dare il nome di Garibaldi
come primo o secondo nome di
battesimo. In gran parte delle
città italiane esiste almeno una
statua di Garibaldi. Quasi tutte
hanno una caratteristica comune: lo sguardo dell’eroe rivolto
sempre a Roma, città che non
riuscì mai a conquistare. Solo
nella statua presente sull’isola
di Caprera egli guarda in direzione della sua nativa Nizza.
Alto appena 167 centimetri, fu
marinaio, “bandito”, generale,
condottiero e patriota italiano.
Fece sua la celebre frase di Emile Barrault: “Un uomo che, facendosi cosmopolita, adotta l’umanità come patria e va ad offrire la
spada ed il sangue a ogni popolo
che lotta contro la tirannia, è più
di un soldato: è un eroe.”
Con quella frase, Garibaldi lo
divenne davvero: l’eroe dei due
mondi, così fu soprannominato per le sue imprese militari,
compiute sia in Sud America,
sia in Europa.
Nato a Nizza il 4 luglio del 1807,
ateo irriducibile ma ricco di saldi principi di alto valore morale
e sociale, è senza dubbio una
delle figure chiave del Risorgimento italiano. Le sue vittorie
militari diedero un contributo
determinante alla riunificazione dello stato italiano. Numerose furono anche le sconfitte,
tra cui quelle dell’Aspromonte e
di Mentana, che gli inimicarono gran parte della popolazione
che lo aveva sempre grandemente amato. Morì a Caprera il
2 giugno del 1882.
***
Nelle foto, le Valli di Comacchio e alcuni ambienti che videro Garibaldi e Anita coinvolti
nella loro ultima, drammatica,
avventura assieme.
Qui di seguito, una rielaborazione di alcuni passaggi significativi della trafila del generale,
tratti dai testi consultati nella
ricerca.
***
La “trafila”nelle valli del Comacchio e nel Ravennate
Braccati dagli austriaci, nell’agosto del 1849 Garibaldi e
Anita fuggirono nelle Valli di
Comacchio.
Ana Maria de Jesus Ribeiro, è
questo il nome di Anita. Garibaldi l’aveva vista per la prima
volta a Laguna, in Brasile, nel
1839. “ Era una donna alta, col
volto ovale, i grandi occhi neri
e i seni prosperosi” racconta il
generale nelle sue Memorie.
Bella, coraggiosa, una donna
guerriero. Una donna che “nelle battaglie, salutava alzando la
mano le granate che la sfioravano, ma se non vedeva più il suo
Josè perdeva la testa” scrivono
di lei Indro Montanelli e Marco
Nozza. “Una moglie gelosissima
che voleva al fianco un marito
normale”, ma che dovette rassegnarsi “perché - scrive Luciano
Binciardi - Garibaldi era uno di
quegli uomini con le formiche
dentro i pantaloni, che senza
far niente non ci sanno stare.”
La sera del primo agosto, i fuggitivi arrivarono a Cesenatico
dove requisirono 13 bragozzi - le grosse barche da pesca
usate nell’Adriatico – coi quali
raggiungere Venezia. Qui Garibaldi ritrovò il fedelissimo
Giovanni Battista Culiolo, detto
Leggero.
Il 2 agosto, alle 6,30 del mattino,
la piccola flotta salpò da Cesenatico. Anita era divorata dalla
febbre. Nel pomeriggio, tra l’attuale Porto Garibaldi e la Punta
di Goro, le barche furono intercettate da quattro navi austriache che cominciarono a bombardarle. Il cannoneggiamento
durò tutta la notte e all’alba
del 3 agosto 8 bragozzi vennero
catturati dagli austriaci. La barca su cui viaggiavano Garibaldi, Anita, Leggero e padre Ugo
Bassi approdò alla spiaggia di
Magnavacca (a 7 km da Porto
Garibaldi). Il generale, presa in
braccio Anita, scese nell’acqua
bassa e, raggiunta la terraferma, ordinò ai suoi compagni di
disperdersi. Con lui restò solo
Leggero. Sulla spiaggia c’era un
povero comacchiese in cerca di
legna che guidò i naufraghi in
un rifugio di canne, il capanno
Cavalieri.
Da Comacchio intanto, Gioacchino Bonnet, patriota mazziniano, corse in aiuto dei superstiti. Giunto al Capanno,
Bonnet condusse Garibaldi e gli
altri fino ai margini di Valle Isola, alla casa del Podere Zanetto,
dove Anita venne soccorsa dalla padrona di casa, Teresa De
Carli Patrignani.
Bonnet ritornò a Comacchio
per organizzare la “trafila”, la
fuga di Garibaldi non più verso
Venezia ma verso sud, verso Ravenna e l’Appennino. Unica via
di salvezza erano le Valli di Comacchio nelle quali gli austriaci
non osavano avventurarsi.
Non conoscendo il territorio, il
generale dovette affidarsi alla
generosa catena formata da patrioti e vallanti dai curiosi soprannomi: “Sgiorz”, “Scozzola”,
Michele Cavallari detto “Gerusalemme”, il “Tetavac”, “Erma
Bianca”, “Bunazza”, Lorenzo batteva. Avevo davanti a me la
Faggioli detto “Nason” e Gaeta- madre dei miei figli, che io tanno Montanari detto “Sumaren”.
to amavo, cadavere”. Erano le
A sera giunse la barca: Anita 19,45 del 4 agosto del 1849: a 29
venne adagiata su un materasso anni Anita spirava nella fattoria
apprestato sul fondo.
di Mandriole chiamata oggi la
Il caldo era opprimente, e oc- “casa rossa”.
corsero 5 ore per attraversare Garibaldi, disperato, restò per
le Valli. Quando alle 13 giun- meno di un’ora accanto al corsero alla Chiavica Bedoni, sulla po della moglie. Le pattuglie
sponda sinistra del Reno, Ani- austriache si avvicinavano…
ta era ormai agonizzante. Bi- Al Capanno del Pontaccio
sognava raggiungere con un La sera del 6 agosto 1849, Gacarretto la fattoria Guiccioli ribaldi e Leggero trovarono
a Mandriole, primo anello di rifugio al Capanno del Pontaccongiunzione della “trafila” co- cio (oggi, Capanno Garibaldi),
macchiese con quella romagno- guidati da un certo Montanari
la predisposto da Bonnet.
Gaetano. “Passarono la notte in
La fattoria era a meno di 3 km, ansia. Il giorno successivo, per
ma i fuggitivi impiegarono più mezzo del Montanari, Garibaldi un’ora e mezzo per coprire di s’abboccò con Luigi Sanzani,
quel tratto di strada. Giunti a detto Mezzanotte, che casualMandriole, trovarono ad atten- mente passava in quei pressi.
derli il dottor Nannini, medico Il Mezzanotte si mise a disposicondotto di S. Alberto, e Stefa- zione dei profughi, accettando
no Ravaglia, il fattore di Guic- il pericoloso incarico di consecioli.
gnare un biglietto che nascose
Scriverà Garibaldi nelle sue tra le suole di una scarpa) alMemorie: “Noi quattro allora l’ing. Giovanni Montanari di
prendemmo ognuno un an- Ravenna, vecchio carbonaro e
golo del materasso e traspor- mazziniano, membro di una
tammo Anita nel letto di una società segreta di Ravenna.
stanza della casa che si trova- Il Sanzani incontrò le pattuglie,
va a capo di una scaletta. Nel fu perquisito e bastonato ma
posare la mia donna in letto, seppe tacere e simulare.
mi sembrò di scoprire nel suo A tarda sera dello stesso giorno,
volto l’espressione della mor- alcuni coraggiosi popolani in
te. Le presi il polso… più non arnese da cacciatori, si dirigeva-
no, per direzioni diverse, verso
il Capanno, e a notte inoltrata
poterono, spiando il nemico e
guidando i profughi, condurre
Garibaldi e Leggero a nuovo e
sicuro nascondiglio nelle vicinanze di Ravenna”.
Fotoservizio Paola Cocola
Castelplanio per Urbani
La Pro Loco di Castelplanio e la
Garbini Consulting organizzano
dal 6 all’8 giugno a Castelplanio
la Festa della Birra e il 4° Motoraduno per Carlo Urbani. Il ricavato dell’evento sarà devoluto in
beneficenza all’Aicu, Associazione Italiana Carlo Urbani, che per
l’occasione allestirà una mostra
fotografica del medico castelplanese e metterà in mostra proprio quella moto che Carlo usava
in Vietnam. Sabato il raduno è
previsto alle ore 16,30, dopo le
iscrizioni si partirà per il lungo
giro dei Colli del Verdicchio con
sosta-merenda a Cupramontana.
Domenica l’appuntamento è fissato per le 10,30 con Alex Polita,
il campione mondiale 2006 SuperStock 1000, capitanerà il corteo delle moto fino a Jesi dove è
prevista la sosta-pranzo in Piazza
della Repubblica con la possibilità di iscriversi al pranzo e al resto
del giro direttamente in piazza.
12
Jesi
8 giugno 2008
Il Personaggio
Scuola Primaria di Angeli: XII edizione della manifestazione culturale “Libri in fiera, Paese in festa”
Monica Segbert
Origini tedesche,
passaporto inglese,
un titolo da bibliotecaria.
Monica
Segbert vive a Rosora da 15 anni ma
a tutti gli effetti la
si può definire cittadina del mondo. Da quando per
la prima volta ha visitato l’eremo dei Frati Bianchi
di Cupramontana, si è perdutamente innamorata
di quel luogo, della tranquillità e serenità che riesce a trasmettere. Di lì il suo impegno per promuovere l’eremo. Forse non lo sappiamo, ma proprio
in questo momento il posto ameno che abbiamo
la fortuna di avere a pochi chilometri di distanza
da casa sta ospitando summit culturali e non solo.
Programmata la presenza di un gruppo di artisti
internazionali che l’hanno scelto per stimolare la
loro creatività. E ancora, esperti russi delle nuove
tecnologie e del settore archivistico, nell’eremo si
fermeranno a pensare un nuovo sistema di biblioteca digitale.
Insomma, favorire la salute, la mente e il cuore.
Nelle intenzioni di Monica Segbert, l’eremo deve
diventare un luogo in cui si crei “sapienza. La nostra missione – spiega – è portare qui gente di tutto il mondo che provenga dai campi più disparati”, da quello scientifico a quello culturale, a quello
economico. Lei, la Segbert, è una donna sobria, di
quelle che vanno all’essenziale, che non amano le
sovrastrutture e hanno una gran voglia di fare per
gli altri. È amministratore delegato della società
che si sta occupando dei lavori di ristrutturazione
dell’eremo, ma soprattutto una dei soci fondatori
della Fondazione internazionale Vivo (victims voice), che studia nuove terapie per le vittime di traumi di massa, quali i genocidi, le catastrofi naturali,
le torture. In Italia, questa fondazione ha sede proprio nell’eremo di Cupramontana. Monica Segbert
è stata in Ruanda e Uganda. Quattro giorni in un
campo profughi, racconta, fanno ridimensionare
di molto i problemi che gli occidentali considerano
tali.
Si trova bene nella nostra regione; loda la cortesia e
la gentilezza dei marchigiani: “Nelle Marche – dice
– mi sento a casa, anche se il mio italiano non è ancora perfetto!”
Lucia Romiti
Sulle Ali della Musica
Torna a Montecarotto il VI Festival Cameristico della Val
D’Esino, le note risuoneranno nella cornice della Chiesa del
SS. Crocifisso, dove giovedì 5 giugno, alle ore 21, si esibirà
il trio formato da Chiara Moschini, soprano, Antonio Martino, flauto e Massimo Agostinelli, chitarra. La prossima tappa
sarà San Marcello, con il concerto del chitarrista Giacomo
Parimbelli, presso lo storico Palazzo Marcelli, sabato 7 giugno alle ore 21. A Monsano, alla Chiesa degli Aroli, sabato
14 giugno, alle ore 21: Stefano Fanticelli, flauto e Massimo
Agostinelli, chitarra.
Il Festival è organizzato dal Comune di Jesi, insieme con i
comuni di Castelbellino, Monsano, Montecarotto, Poggio San
Marcello, San Marcello e l’Associazione MonsanoCult e la collaborazione della Fondazione Pergolesi Spontini. La direzione artistica è dei maestri Massimo Agostinelli e Paolo Gigli.
I
“Che sia buona vita allora”
bambini dell’ultimo anno della
scuola primaria salgono sul palco
tenendo per mano i bambini che frequenteranno la prima, a partire dal
prossimo settembre; in sottofondo
le parole della canzone che augura
“Che sia buona vita, che sia buono
il tempo…”. Il titolo dello spettacolo,
“Che il mio sogno prenda vita”, curato dalle insegnanti Rita Cesaroni,
Luciana Latini, Paola Sgreggia e dal
giovane e applauditissimo maestro
di musica Giovanni Pellegrini, riassume tutti i significati ed i valori che
hanno animato il cuore dei bambini, che, attraverso balletti, composizioni, disegni, hanno dato voce a
fantasie, desideri, dubbi e sogni. Un
percorso dell’esistenza che si conclude, lasciando il posto ad un altro
che inizia, con tante speranze e viva
emozione.
È con questa suggestiva immagine
che si è conclusa, venerdì sera presso i locali della scuola primaria di
Angeli di Rosora, la XII edizione della manifestazione culturale “Libri in
fiera, Paese in festa”. L’evento, che ha
avuto due protagonisti principali, i
bambini ed i libri, ha seguito un uni-
co filo conduttore: quello
della tematica dell’intercultura, dell’amicizia, della pace. L’alta affluenza ai
locali dove si è tenuta la
fiera del libro ed al tendone (nella foto) dove sono
stati realizzati gli spettacoli dei bambini della
scuola Carlo Osmani, è
stata la dimostrazione più
significativa del successo
di questa importante iniziativa, che ha coinvolto
gli scolari, i loro insegnanti, le loro famiglie, la loro ammini- creare un’occasione nuova di interastrazione scolastica e comunale.
zione tra scuola e famiglie, di avviciPer tutto il corso della manifesta- nare i giovani a questioni di spessore
zione, che è iniziata venerdì 23 alla come l’accettazione della diversità,
presenza dei rappresentanti delle au- l’importanza dell’amicizia, il valore
torità locali, dei rappresentanti della della pace e soprattutto la forza della
Comunità Montana Esino-Frasassi, speranza.
del CIS, della A.S.D. Le Torri e della “Che sia buona vita allora”, e che
dirigente Stefania Sbriscia, sono stati “Prenda vita il sogno” di questi racoinvolti i bambini di tutte le classi e gazzi, che si preparano alle attese e
le loro famiglie, che hanno così potu- meritate vacanze e che meritano di
to vivere un’interessante esperienza poter vivere in un mondo in cui ci sia
di incontro, conoscenza, confronto. spazio per i loro colori, le loro fantaLo scopo principale degli organiz- sie, la loro innocenza.
zatori, infatti, era proprio quello di
Asmae Dachan
Festival Cameristico della Val d’Esino “Sulle ali della musica”
Splendido debutto del duo Meri Piersanti e Paolo Gigli
S
i è conclusa brillantemente, nella serata di venerdì 29 maggio al
Teatro Studio Valeria Moriconi, la
terza tappa jesina del Festival Cameristico della Val d’Esino intitolato
a Felice Catalano. Protagonista, l’affiatato duo Meri Piersanti e Paolo
Gigli, che ha offerto un’ottima interpretazione di J. Brahms in Liebeslieder waltzes op. 52 a; E. Elgar
in Liebesgruss op. 12; A. Dvorak in
Danza Slava op. 72 n°7; M. De Falla
in Danza spagnola n°1(da “La vida
breve”); M. Moszkowski in Danze
Spagnole op.21.
L’esecuzione, in perfetta sintonia
nell’altalenarsi dei ritmi ora dolci e
suadenti, ora vibranti e appassionati,
ha conquistato anche i giovanissimi
presenti tra il pubblico.
Meri Piersanti, giovane promessa nel
mondo della musica, si è diplomata
in pianoforte col massimo dei voti al
Conservatorio di Perugia con Carlo Morganti. Ha approfondito il repertorio operistico e da camera con
Carlo Morganti, Umberto Finazzi,
Piero Santi, Elisabetta Lombardi. È
risultata vincitrice al concorso “Coppa Pianisti d’Italia” di Osimo. Dal
1995 svolge attività di maestro collaboratore per vari teatri e festivals.
Ha inoltre lavorato per Musica Riva
Festival come pianista accompa-
gnatore per i corsi di canto lirico di
Mietta Sighele e Veriano Luchetti. È
stata Maestro sostituto per il Teatro
di Maribor (Slovenia) in “Les Contes
il Requiem di Mozart, il Gloria di
Vivaldi ed ha cantato in Rappresentazione di anima e di corpo di Emilio De’ Cavalieri per l’Associazione
Sferisterio di Macerata. Ha eseguito
il corso di musica da camera tenuto
dai maestri Angelo e Francesco Pepicelli a Piediluco; il corso organizzato
dalla Gioventù Musicale Tedesca a
Weikersheim sull’interpretazione del
repertorio bachiano e un corso di liederistica con Irwin Gage ed Ester De
Bros organizzato dall’Associazione
“Amici della Musica” di Firenze.
Paolo Gigli, di Jesi, si è diplomato in
pianoforte presso il Conservatorio
di Pesaro con Luisa De Sabbata. Si
è perfezionato successivamente con
Paola Mariotti, Loredana Franceschini e Alessandro Specchi. Ha partecipato a numerose edizioni del Corso
“Il Lied Tedesco”, tenuto da Elio Battaglia ad Acquasparta. Svolge intensa
attività concertistica, sia come solista
che in varie formazioni cameristiche.
È titolare della cattedra di Pianoforte
d’Hoffmann”di Offenbach e “Attila” all’Istituto Musicale di Tolentino. Ha
di Verdi. Ha all’attivo vari concerti in collaborato con diversi enti artistici,
Italia. Si è inoltre diplomata in canto tra cui il Teatro Pergolesi di Jesi, concon il massimo dei voti al Conserva- tribuendo alla realizzazione di opere
torio di Perugia con Gabriella Rossi. di B. Britten e di G. Verdi. Dal 2003 è
Ha eseguito, da soprano, lo Stabat direttore artistico del Festival CameMater e il Confitebor tibi domine ristico Val d’Esino.
di Pergolesi, il Magnificat di Bach,
Fotoservizio Paola Cocola
Al teatro Moriconi, concerto degli alunni dell’Istituto Comprensivo Federico II di Jesi e Monsano
Sempre più bravi i ragazzi del Federico II
S
empre più bravi i ragazzi dell’Istituto Federico II! E naturalmente, i loro
professori: Maria Teresa Tecchi, per il
pianoforte; David Taglioni, per il violino;
Massimo Agostinelli, per la chitarra; e infine, lo scatenato Marco Agostinelli, per il
flauto e le presentazioni.
Dalle classi quinte della Primaria alle terze
della Secondaria Superiore di I grado, sia
di Jesi che di Monsano, ognuno ha dato il
meglio di sé mercoledì sera del 28 maggio,
nell’affollatissimo Teatro studio dedicato
a Valeria Moriconi.
Tantissimi i pezzi, sia classici sia moderni,
eseguiti come solisti o in duetto. Lo spettacolo ha raggiunto livelli da professionisti soprattutto con le tre incredibili orchestrine messe su e dirette davvero con
maestria e competenza dai professori.
La prima orchestra che si è esibita ha visto impegnati gli alunni delle classi prime
della scuola Superiore di I grado di Jesi:
Valentina Soldera, Asia Barchetta, Elisa-
betta Ciriaci, Mirko Serrani, Giorgia Federici, Giorgia Pulita, Sofia Bevilacqua,
Elena Mazzitelli, Lucia Baniony, Edoardo
Angeletti, Marco Marchegiani, Marco
Stefanini, Federica Di Pietro, Xhensila
Seitai, Nicola Giampaoletti, Dekhra Khardani, Francesca Campanelli.
Hanno eseguito: Anonimo: Scarborough
Fair ; Anonimo: Noel Nouvelet; In the
Jungle; E. Elgar: Pump and Circumstance;
Frere Jacques; L. W. Beethoven: Inno Alla
Gioia; Oh when the saints go Marchin in.
Per la seconda orchestra, composta dalle
classi seconde e terze della scuola Superiore di I grado di Monsano, hanno suonato: Michael Cardoni, Mattia Barconi,
Valentina Riccobono, Martina Gambadori, Debora Medici, Leonardo Anderlucci,
Sara Alessandroni, Giulia Faletti.
Hanno eseguito: G. Bizet Carmen: Intermezzo; J. Kember: Melodie; S. Nelson: Piccola Suite.
Per la terza orchestra, composta dalle
classi seconde e terze della scuola
Superiore di I grado di Jesi: Ilaria
Cameruccio, Elisa Quercetti, Rosaria De Donatis, Anna Marasca,
Jamil Hossain, Francesca De Donatis, Giorgia Diotallevi, Aladino
Jarray, Filippo Diotallevi, Parissa
Parviz, Jonny Vignaroli, Lucia
Trombetta, Maddalena Guerri,
Hadir Razgui, Tobia Barchi, Giovanni Pagoni, Emanuele Grassi.
Un applauso particolare è andato alla voce delle due neo cantanti Hadir
Razgui e Parissa Parviz, e al bravissimo
batterista Aladino Jarray.
Hanno eseguito: F. Mercury: We are the
champions; A. Vivaldi: The four season;
A. Lloyd Webber: Jesus Christ superstar.
In un momento tanto delicato per l’equilibrio civile del nostro Paese, l’esecuzione
corale, in chiusura, dell’Inno alla Gioia che è poi l’inno adottato dalla Comunità
Europea - ha suscitato in ogni presente la
consapevolezza della positività del lavoro
di integrazione, inclusione e condivisione svolto, anche attraverso i sentieri della
musica, dall’Istituto. E soprattutto, dell’importanza dell’affermazione di sentimenti di amicizia e tolleranza, solidarietà
e collaborazione, sia tra gli alunni sia tra
i genitori delle diverse nazionalità di cui
esso è costituito. E tra i cittadini dell’intera comunità, locale e nazionale.
Fotoservizio Paola Cocola
In diocesi
La parrocchia di San Giuseppe si ritrova in assemblea con il parroco
13
8 giugno 2008
Il “quartiere” di San Giuseppe
Una comunità che si interroga, che ricerca, che spera… Tra storia e ricordi
S
Q
abato 31 maggio alle ore 15.30
presso il seminario si sono riuniti catechisti, scout, animatori di
Azione Cattolica, componenti del
consiglio pastorale e fedeli della
comunità parrocchiale di San Giuseppe. 45 in tutti che con vivacità
e partecipazione, fino a tarda serata,
si sono chiesti, insieme al parroco
don Giuliano Fiorentini, come essere parrocchia in una comunità di
oltre 8.200 anime e con una grande
diversità di culture ed etnie. Vito
Collamati, Michele Cerasa, Stefano
Collamati, don Giuliano, hanno presentato all’assemblea le loro rifles-
sioni, che poi i partecipanti hanno
dibattuto e approfondito nei gruppi.
In autunno si svolgerà il convegno
parrocchiale al quale saranno invitati i rappresentanti delle diverse
realtà associative, culturali e sociali
della zona e quanti provengono da
Paesi stranieri.
Vito Collamati ha ripercorso la storia della parrocchia dagli Anni 60 ed
ha posto il pericolo della forte secolarizzazione. Il cambiamento avvenuto da quando la parrocchia era il
centro del quartiere e aveva un ruolo di attrazione per i giovani ad oggi
in cui ha perso la sua identità; la società del benessere, infatti, ha cambiato i modelli di vita, le relazioni, i
consumi. Viviamo in una società in
cui l’uomo “sparpagliato” tra diverse esigenze e stimoli, bombardato
da vari sistemi di comunicazione si
trova sempre più solo perché riesce
sempre meno ad essere comunità.
La comunicazione che è alla base di
ogni rapporto diventa veloce e difficoltosa mentre per i cambiamenti
avvenuti ci vorrebbe più tempo e
riflessione per conoscersi. La so- sa. Per questo una maggior cura di
cietà ha influenzato anche la vita questi momenti liturgici non è perdella parrocchia. Oggi la gente non dere tempo, ma fare meglio festa
si ritrova più nei luoghi di ritrovo insieme.
tradizionali offerti dalle parrocchie, Don Giuliano, nella sua relazione,
ma in altri ambienti, fuori nella so- ha affrontato il tema della carità. Ha
cietà. Diventa prioritario, allora, do- definito il povero non come l’uomo
mandarsi come portare l’annuncio e del consumo, estromesso dal gioco
come essere presenti.
in quanto consumatore difettoso o
Nella sua relazione, il giovane Mi- “avariato” ed è entrato nelle conchele si è soffermato sul pericolo di traddizioni della società dei convivere la fede sganciati dalla realtà; sumi che definisce “liquida,” (dal
sono necessari la formazione de- filosofo Bulltmann), in cui la forza
gli animatori inseriti nel territorio del consumo diventa solitaria, non
che sappiano domandarsi come e ha bisogno di leader, nè di gerarperché vi sia un allontanamento chie, aspira solo a desideri solitari.
dalla parrocchie di Nella società globale, il fatto che il
adolescenti. Quale povero diventa sempre più povero
messaggio diamo ai non è considerato un’ingiustizia da
giovani che si affac- risanare ma il risultato di una colciano alla società? pa individuale. Allora la domanda
Perché la parrocchia rispetto a questa emergenza che è
non rimane come anche nella nostra parrocchia diriferimento?
Do- venta sempre più emergente: che
mande che devono fare? Come star vicino a chi soffre
tradursi in proposte e a chi è povero? Diventano necesper attirare i giovani sari segni tangibili vicino ai poveri.
soprattutto alla vita Quali? Condividiamo con loro quei
della comunità.
processi in cui la loro emarginazioStefano, ponendo il ne diventa solitaria?
problema della religiosità, inquadra la parrocchia nella Il dibattito articolato nei gruppi si
Chiesa e quindi vissuta in una pro- è concluso nell’assemblea in cui
spettiva non semplicemente sociolo- sono state messe a confronto le rigica, ma principalmente di fede. Per sonanze. Era necessario incontrarsi,
questo pone al centro l’Eucarestia, parlarsi, domandarsi! Don Giuliala dimensione della festa e della do- no ha voluto questo momento per
menica. Come viverla? Con il coin- inserirsi meglio nella vita parrocvolgimento dall’importanza, che chiale di San Giuseppe. E’ emerso
essa ha nella vita di fede di ognu- il pericolo del limite di una chiesa
no di noi. La parrocchia ponendo che tende a parlarsi “addosso” e che
al centro l’Eucarestia esula dall’es- si “autoevangelizza” mentre vi è
sere una burocratica circoscrizione un esigenza di essere comunità per
amministrativa o una struttura fun- gli “altri”! Avere il coraggio di fare
zionale alla diocesi, diventa comu- comunione è un’esigenza palpabile,
nità di fede, mezzo prezioso per la vi è una difficoltà di comunicazione
vitalità dell’annuncio del Vangelo e anche tra di noi, tra diversi gruppi.
si immedesima nel quartiere,vicina Si ha paura di andare fuori dei cona tutti, per una esperienza di chiesa fini della parrocchia per immergersi
tra la “gente”.
nel quartiere? Però l’evangelizzaEcco perché al centro, Stefano zione avviene con l’amicizia, con
pone la Domenica, Giorno del Si- l’interessarsi all’altro, con l’essere
gnore, giorno della Chiesa, giorno solidale. Siamo testimoni di una
dell’Uomo, giorno della Famiglia. fede per l’uomo, per la sua salvezza
Celebrare diventa il momento di e per questo dobbiamo immergerci
“unità di fede”. L’Eucarestia diven- sempre più nel Mistero e avere il
ta il “centro” della celebrazione. La coraggio di coniugarlo con chi cermessa festiva è la celebrazione del- ca una parola di speranza…
la presenza nel quartiere della chieRemo Uncini
uartiere di San Giuseppe, tutto doveva essere perfetto.
Anni 60: quanti ricordi e La chiesa ripulita, il parroimmagini di quel fazzoletto co con la nuova tonaca che
di terra tra la Parrocchia, il “sudava freddo” per paura di
bar di Zampanò e quello di fare brutta figura con il VeCenturello con i quartieri dei scovo.
contadini venuti in città dal- La prima televisione nel teala campagna e il “quartiere trino parrocchiale e le 100
indigeno”, attraversato da via lire per farla funzionare e
Ancona, che era l’unico col- poter per vedere il famoso
legamento con il capoluogo. film americano Ritintin che
Nella parrocchia i giovani di- cominciava nei pomeriggi
visi scrupolosamente: i ma- nel silenzio più assoluto con
schi con il parroco, le femmi- i bambini più o meno grandi
ne con le suore che gestivano nascondersi tra le poltrone a
l’asilo. Il tragitto breve dalla mangiarsi le unghie per l’agichiesa alle suore era quello tazione che trasmetteva aldegli innamoramenti, sem- cune scene; però finiva sempre controllati! A volte nel pre bene! La sala gremita, la
campo di calcio, i fidanzatini televisione nel quartiere, la
si incontravano di nascosto e prima ad esserci nella parle suore facevano finta di non rocchia. Per le famiglie il giovedere! Un campo, un pallo- vedì era il giorno di “Lascia
ne, ricucito più volte con le e Raddoppia”. Tutti suggeripezze da Francesco il corda- vano le risposte e ognuno si
ro, che legava il pallone rat- identificava con il vincitore!
toppato più volte, diventato Gli adulti, la domenica, erano
quasi cilindrico, che correva al gioco delle bocce, con 100
per miracolo.
lire, se vincevano, portavano
Per i giovani non c’era solo il a casa le caramelle.
campo, ma anche il loggiato Il quartiere indigeno, chiadella parrocchia con alcuni mato così perché con le case
bigliardini con qualche pupo popolari era “quartiere di
mancante, il tavolo di ping cuore” ma anche difficile; il
pong sempre impolverato e prete serviva solo per battezcon la pallina immancabil- zarsi, sposarsi, per i funerali.
mente rotta. La prima preoc- Oggi molto è cambiato. Le
cupazione era la pallina, si case sono state lasciate agli
doveva chiederne un’altra extra comunitari, i nostri si
al parroco che si arrabbia- sono fatti la loro villetta nei
va. Il loggiato aveva anche quartieri alti. Nel quartiere
per qualche giorno un ospite “indigeno” ci sono rumeni,
particolare, un invalido che congolesi, indiani, pachistani,
si faceva trascinare per l’Ita- albanesi.
lia da due cani su una carroz- Un tempo dal quartiere si
zella. Durante l’anno una del- usciva poco: per le tre fiere,
le sue tappe era a Jesi sotto il per andare in piazza, dal dotloggiato, dove rimaneva ri- tore, a scuola; il confine era
parato e riceveva dal parroco il bar di Zampanò, “vietato”
un buon piatto di minestra. per le donne e i preti.
Che immagine di dignitosa Allora c’era la povertà, il poco
povertà, immobile in quel- bastava. Oggi con lo sviluppo,
la carrozzina, che prendeva la ricchezza fa la differenza!
dalle mani del parroco quella In fondo si cerca sempre un
minestra calda quando noi posto dove stare bene insieavevamo una cena ben più me. San Giuseppe ancora lo
sostanziosa!
è! L’accoglienza è nell’animo
La festa del patrono era un del quartiere.
richiamo generale alle armi,
r.u.
14
Pagina Aperta
8 giugno 2008
Jesi – Il Palazzo e dintorni
AGENDA
Il santo del giorno
Giovedì 5 giugno san Bonifacio, venerdì 6 giugno
san Norberto, sabato 7 giugno san Roberto, domenica 8 san Severino, lunedì 9 sant’Efrem, martedì
10 santa Marcella, mercoledì 11 san Barnaba, giovedì 12 san Guido, venerdì 13 sant’Antonio da Padova,
sabato 14 sant’Eliseo, domenica 15 santa Germana.
Farmacie
Farmacie di turno a Jesi (dalle 19,30 e notte)
Giovedì 5 giugno Comunale 1, venerdì 6 Castellani,
sabato 7 Comunale 2, domenica 8 Grammercato, lunedì 9 Coppi, martedì 10 Moretti, mercoledì 11Barba, giovedì 12 Martini, venerdì 13 Calcatelli, sabato
14 Grazie, domenica 15 Comunale 1.
Farmacie di turno in Vallesina
Giovedì 5 giugno Castelplanio, venerdì 6 Pianello,
sabato 7 Angeli, domenica 8 Poggio San Marcello,
lunedì 9 Castelbellino, martedì 10 Pianello, mercoledì 11 Montecarotto, giovedì 12 Moie (Angelico),
venerdì 13 Castelplanio, sabato 14 Moie (Lucarelli),
domenica 15 Angeli di Rosora.
Anagrafe
Nati a Jesi (salvo diversa indicazione) dal 15 al 28
maggio
Michele Bulla, Benedetta Bastari (Ancona), Qerem
Bulla, Giulia Lanza, Sofia Marconi, Vittoria Barchiesi,
Sofia Lauretti (Ancona), Eleonora Moreschi, Federico
Quercetti (Ancona), Rokaya Nouiqua, Alessandro Carotti, Lorenzo Portaro, Chidema Kyerenaa Solomon
(Ancona), Matteo Grechi, Francesco Borocci, Ferdinando David Platania, Alessio Sebastianelli.
Deceduti a Jesi (salvo diversa indicazione)
Natale Giuliani (80 anni), Giuseppe Giombini di
Belvedere Ostrense (85), Anita Aquilanti (88), Ersilia
Barchetta (93), Jolanda Cesaroni (86) di Moie, Gina
Gianfelici (86) di Filottrano, Giulio Tiberi (79) di Santa Maria Nuova, Livia Fantini (87), Vera Luminari
(69), Renato Giampieretti (85), Gilda Caimmi (78),
Mario Baioni (85) di Rosora, Giovanni Ridolfi (61) di
Porto Recanati, Giuseppe Zitelli (78) di Roma, Mario Barigelli (75) di Filottrano, Ugo Manoni (88), Elia
Cecchini (83) di Filottrano, Lucia Baioni (73) di Montecarotto, Adriana Santoni (69), Ccesira Colli (87) di
Apiro, Alfredo Pucci (72) di Serra dè Conti, Pierina
Verdolini (97) di Apiro, Gino Cecchi (80) di Montecarotto, Nicola Cocilova (87) di Serra San Quirico, Giselda Vicari (94) di Morro d’Alba, Jole Ciattaglia (86)
di Cupramontana.
Confessioni
di un ottuagenario
O
rmai, come “ultraanta”, sento di dover confessare ai miei
concittadini
almeno
due episodi della mia
vita per rasserenare la
mia coscienza.
Primo. La polvere del
famoso 11 settembre
aveva coperto tutto il
mondo da ormai alcuni
mesi e il controllo negli
aeroporti era rigidissimo. Io mi trovavo in
quello di Bucarest: dovevo ritornare nella mia
Jesi. Al controllo mi
trovano, nella borsa da
viaggio, il coltello multiservizi svizzero che
per un turista è caro in
tutti i sensi. Mi appello
alla bontà del poliziotto, dichiaro la buona
fede, dimostro che in
me non alberga l’assassino. E’ comprensivo:
si commuove e tenta
di recuperare la valigia
già consegnata al nastro
mangia-tutto.
Niente da fare. Scongiuro
tenendo ben stretto il
coltello nelle mie mani.
Il poliziotto mi guarda
con compassione e meraviglia e mi invita, per
una dozzina di volte,
con dolcezza, a gettare
il coltello nel maledetto
bussolotto trasparente
pieno di temperini, coltelli, forbici, cacciaviti.
Urlo, prego, mi arrabbio, ma alla fine lascio
cadere nel grande cubo
l’amato coltello. In aereo
la rabbia svelenisce gra-
dualmente e, timidi, arrivano, inaspettati, certi
impertinenti pensieri: il
poliziotto ha rispettato
le regole per proteggere
anche la tua vita e quella di tua moglie; tu non
hai rispettato le regole.
Non dovevi arrabbiarti,
dovevi complimentarti
con lui.
Secondo. Ieri trovo sul
tergicristallo della mia
“Punto” il biglietto verde della contravvenzione: ruote sul marciapiede-euro 74 . Ma questa
volta, dopo Bucarest,
sono stato molto bravo.
Quasi contento –si fa
per dire – mi dico:
- tua moglie te lo aveva
detto
- il vigile ha rispettato le
regole. Vatti a complimentare con lui.
- sei tu che non hai rispettato le regole.
- il Comune ha bisogni
di soldi e i tuoi sono
utilissimi.
- immagina di pagare
l’Ici anche quest’anno.
- quante tue infrazione
del passato sono sfuggite ai vigili e non pagate?
- i tuoi amici in Comune saranno contenti di
questo tuo aiuto.
Ma alla fine smisi di
pensare per paura che
mi convincessi di arrotondare la cifra a cento
euro. E delegai in fretta
in fretta la Banca delle
Marche a far pervenire
il dovuto al sig. sindaco.
v.m.
Carifac: Paolo Mariani Direttore Generale
“Una scelta di
professionalità”
Paolo Mariani è il nuovo
Direttore Generale della
Cassa di Risparmio di FaIstituto Comprensivo “Lotto”
briano e Cupramontana
L’Istituto Compensivo Jesi “Lorenzo Lotto”, in collaborazione
spa. Il Consiglio di Amcon il Comune di Jesi, l’Ambito Territoriale Sociale IX, l’Asur Z.T.5 ministrazione riunitosi il
e il Teatro Pirata, presenta lo spettacolo teatrale “… questo 2 giugno gli ha conferito
bimbo a chi lo do? “ per la regia di Cecilia Mancia. Il lavoro è
all’unanimità la guida delil risultato delle attività svolte nei laboratori teatrali e musicali l’istituto di credito. “Con
della scuola Primaria “F. Conti” e della scuola Secondaria di la nomina di Mariani, già
primo grado “Savoia”. Il tema affrontato quest’anno è legato al vicedirettore
generale
Progetto Affido – Accoglienza dell’ambito territoriale e sociale - sottolinea il CdA - la Cadi Jesi. Tutta la cittadinanza è invitata al Teatro “G. B. Pergolesi” rifac ribadisce la volontà
il 6 e 7 giugno alle ore 21. Per informazioni rivolgersi alla
di proseguire nel solco del
Segreteria dell’Istituto 0731 214519.
buon lavoro di sviluppo e
di radicamento nel terriTorrette di Ancona
torio intrapreso in questi
Al campo sportivo “S. Giuliani” di Torrette di Ancona: festa
anni. Con questo spirito
di inizio estate, sabato 7 giugno dalle ore 20. La quinta
di alleanza con il territorio
circoscrizione del comune di Ancona in collaborazione con il
e con la sua gente, tanto
Comune di Ancona e i circoli Arti e Mestieri, La Quercia, Anspi, più in un momento di non
Unione Sportiva Dorica Torrette, S. C. Torrette e il centro
facile congiuntura come
Sportivo Koryo propongono una cena su prenotazione con
quello attuale, continueserata danzante. Per le prenotazioni si può chiamare il circolo remo ad essere banca di e
Arti e Mestieri al numero 071 880417.
del territorio”.
Marchigiano, 47 anni,
UNPLI Ancona: eletto il nuovo Consiglio
Paolo Mariani (nella foto)
E’ ufficialmente in carica a partire dal mese scorso il nuovo vanta una esperienza ven-
NotizieBrevi
Consiglio d’Amministrazione delle Pro Loco della Provincia
di Ancona iscritte all’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia
(UNPLI), l’Associazione atta alla tutela e alla salvaguardia delle
specificità locali.
Le elezioni, svoltesi presso il cinema Torquis di Filottrano lo
scorso 10 maggio, hanno riconfermato per i prossimi quattro
anni, Enzo Animobono nel ruolo di Presidente UNPLI Ancona.
Rispetto al Consiglio d’Amministrazione dimissionario, il
nuovo organo direttivo conta due membri in più: Loredana
Caverni e Simonetta Spegni. Rieletti invece Aldo Belmonti
(vicepresidente), Mauro Paolinelli (segretario), Massimo Foresi
(cassiere) e Vittorio Molossi.
Chiara Cascio
tennale nel panorama
bancario con incarichi in
importanti banche italiane.
Alla Cassa di Risparmio di
Fabriano e Cupramontana
spa arriva nel marzo del
2006 assumendo la carica
di Direttore Commerciale,
dal novembre del 2007 ricopriva l’incarico di Vice
Direttore Generale Responsabile Area Mercato.
Carifac per i dipendenti
La Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana e il Comune
di Fabriano hanno annunciato la ratifica di un protocollo
d’intesa con misure a favore dei cittadini fabrianesi dipendenti
di aziende in difficoltà. Beneficiari saranno i residenti nel
comune di Fabriano dipendenti di aziende dichiarate fallite o
che hanno fatto ricorso a provvedimenti di mobilità ricorrente
o continuativa per almeno sei mesi. A loro la Carifac consentirà
di sospendere il pagamento delle rate del mutuo ipotecario, al
massimo per due volte nell’arco dell’intero ammortamento, per
un periodo complessivo di 18 mesi.
Latte Fresco
Alta Qualità
15
Sport
Tante le società coinvolte domenica scorsa
S
Anche a Jesi la giornata
nazionale dello Sport
i è svolta domenica scorsa anche a Jesi la quinta “Giornata
nazionale dello Sport”. Istituita
dal presidente del Consiglio nel
2004, la manifestazione ha avuto
come scopo la promozione dello
sport a tutti i cittadini, grazie a
gare, giochi e saggi sportivi nelle
piazze, per coinvolgere il pubblico non sportivo.
A Jesi la giornata si è tenuta presso il polisportivo di viale M.L.
King, i giardini pubblici di viale
Cavallotti e la piscina comunale
di via del Molino. Tanti gli appassionati, che hanno assistito ai vari
eventi fino a tarda sera.
All’iniziativa hanno aderito quindici società locali, che hanno effettuato saggi di vari sport, tra i
quali rugby, scherma, pattinaggio,
calcio, twirling e balli latino-americani. Nel parcheggio adiacente
al polisportivo di viale King era
stato allestito anche uno spazio
giochi per bambini, gestito dalla ludoteca comunale. Presso la
piscina comunale invece, è stata
organizzata una “staffetta allegra”,
che ha coinvolto ragazzi del nuoto, pallanuoto e disabili. Erano
stati effettuate inoltre, lezioni gratuite di
aquagym.
Nelle foto, un momento dell’esibizione
della Roller Marche di pattinaggio artisti-
BASKET Venerdì la serie arriva a Jesi per gara tre
A Caserta la Fileni Bpa stecca la prima
È
iniziata male la serie di
finale promozione che
vede la Fileni Bpa opposta
alla favoritissima Caserta.
Domenica scorsa i campani
hanno sfruttato al massimo
il fattore campo, battendo
gli arancio-blu 95 a 81. “Nel
primo quarto, che per me è
un frangente importantissimo, abbiamo commesso
troppi errori – ha detto nel
dopo gara, coach Capobianco – Piccoli dettagli, ma
fondamentali. Abbiamo concesso troppi
rimbalzi offensivi, ben sette nei primi due
quarti, e perso dei palloni nei momenti topici. Questo significa dare seconde chances
ad una squadra che ha percentuali altissime
al tiro”. La generosa prova di Rossini e Maestranzi (nella foto), non è bastata a coprire
la giornataccia di Hoover e Farrington. A
sostenere i leoncelli c’erano
un centinaio di tifosi jesini
(tra cui anche il sindaco, Fabiano Belcecchi), giunti in
Campania con due pullman.
Chi era rimasto in città, aveva potuto assistere alla gara
grazie al maxischermo messo a disposizione dal Comune presso il PalaTriccoli.
L’iniziativa aveva radunato
oltre mille persone. Martedì
4 si è giocata gara due, sempre a Caserta.
Venerdì 6 giugno è in programma il terzo
atto della serie, a Jesi (ore 20.45). L’eventuale quarta partita si giocherebbe ancora al
PalaTriccoli, domenica 8 (ore 20.30), mentre per la “bella” si tornerebbe a Caserta
mercoledì 11 (ore 20.30). Tutte le gare saranno trasmesse da Rai Sport Più.
Giuseppe Papadia
VOLLEY Under 18 quarta alla Girl League
Isabella Zilio torna alla Monte Schiavo
È
co ai giardini pubblici ed una fase di gioco della gara di calcio a cinque femminile,
tra la Edp Jesina ed il Csi.
Fotoservizio Giuseppe Papadia
Club Scherma di Jesi: nuovo sito internet
In città i campionati italiani
“L
a scuola dei
campioni”
cambia il proprio
look in Rete. Da
qualche giorno
è online il nuovo sito internet
del Club scherma Jesi. La storia della società
e degli atleti di
oggi e di ieri, grafica accattivante,
facilità di navigazione, contenuti aggiornati.
All’indirizzo www.schermajesi.it sarà possibile seguire le fasi di una stagione di grandi appuntamenti
per il fioretto jesino. Le
Olimpiadi di Pechino, certo, ma non solo. Il 28 e 29
giugno, a Jesi, sarà in palio
il titolo italiano di fioretto
maschile e femminile. Tra
gli uomini il Club scherma schiera il giovanissimo
Michele Di Francisca, fresco campione europeo cadetti. Tra le donne Jesi cala
una cinquina di lusso: Valentina Vezzali, Giovanna
Trillini, Claudia Pigliapoco,
Elisa Di Francisca e Susanna Napoli. Il nuovo sito
8 giugno 2008
internet vuole essere uno
strumento pratico e utile
per gli addetti ai lavori e
un richiamo per curiosi e
appassionati. L’obiettivo è
illuminare quotidianamente una disciplina che ha regalato tante soddisfazioni
alla città, andando oltre e
al di là del periodo olimpico. Nelle sezioni del sito
sarà possibile ripercorrere
le storie dei primi pionieri
della scherma jesina, dal
maestro Ezio Triccoli ai
primi successi internazionali, scorrere le foto degli
atleti, conoscere meglio i
campioni e prendere confidenza con i nomi delle
nuove promesse. La volontà è quella di
spalancare le
porte del palazzetto della
scherma di via
Solazzi anche
a chi non si è
mai destreggiato con fioretto, sciabola
e spada, raccontando una
storia di sport
lunga sessanta
anni. “Internet è uno strumento di comunicazione
sempre più diffuso con
un numero di utenti che
cresce a ritmo sostenuto
anche in Italia - sottolinea
il presidente del Club Alberto Proietti Mosca - il
nuovo sito web vuole essere un efficace strumento
per far conoscere a tutti la
realtà della scherma e per
mettere a disposizione degli atleti un’ampia gamma
di servizi e informazioni
utili”.
Nella foto la campionessa
Claudia Pigliapoco (a destra)
intervistata per Vallesina Tv
da Eleonora Dottori.
un gradito ritorno, quello di Isabella Zilio, che
dalla prossima stagione
tornerà a vestire la maglia
di libero della Monte Schiavo Banca Marche. Nata a
Padova il 5 marzo ’83, alta
175 cm, la Zilio aveva già
vestito la casacca rossoblu
dal 2005 al 2007. “Sono
contentissima – ha detto la
giocatrice – Tornare in una
città dove mi sono trovata
bene sia per la società sia
per l’ambiente esterno è il
massimo. Sono andata via
per un anno ma il rapporto
si è mantenuto ottimo con
tutti. Tornare è una soddisfazione personale perché
significa che hai fatto bene
in passato e che si è apprez-
zati”. Nell’ultima stagione, il
libero padovano era stata
data in prestito al Murcia,
formazione spagnola con
cui aveva vinto il titolo iberico, la Coppa de la Reina
e raggiunto la final four di
Champions League. Con il
ritorno di Zilio (nella foto)
appare scontata la partenza di Puerari, richiesta da
Chieri.
Lo scorso fine settimana, a
Torino si è disputata la “Girl
League”, la rassegna riservata alle formazioni giovanili
dei club di serie A. L’under
18 “Togut” della Pieralisi si è
arresa in semifinale contro
Vicenza, vittoriosa per 2-0.
Le “piccole prilline” hanno chiuso al quarto posto,
perdendo anche la finalina
contro la 1° Classe Roma
(2-0). Premiata alla fine, la
jesina Martina Spicocchi,
come miglior centrale.
Gip
Alla Scuola Mazzini “I colori dello Sport” con la Uisp
Il Judo per l’integrazione
A
lla Scuola primaria Mazzini
dell’istituto Comprensivo Federico II Jesi-Monsano sono terminati i corsi gratuiti di judo per
bambini e ragazzi del quartiere,
figli di immigrati e di italiani. Ai
due corsi hanno partecipati 35
ragazzini, dei quali oltre la metà
figli di immigrati, perfettamente integrati in questa disciplina
sportiva, che per sua natura si
presta particolarmente a queste
situazioni; l’iniziativa è stata realizzata con il progetto dell’istituto “Suola aperta”. Il progetto “I
colori dello sport”, ideato dalla
Uisp, è stato realizzato grazie al
lavoro gratuito da parte dell’Associazione
Sportivo Dilettantistica Samurai Jesi per
contribuire all’integrazione tra figli di immigrati e di italiani, consapevoli che solo
con l’integrazione si avrà una società più
sicura, più giusta, più equilibrata.
I corsi sono iniziati a febbraio e terminati
con il sospirato passaggio a cintura gialla
la settimana scorsa e già si pensa a come
poter continuare anche la prossima stagiona sportiva 2008-2009 con questa importante iniziativa. L’insegnante di judo,
Claudio Coppari, artefice dell’iniziativa
spera che anche il Comune sostenga questo progetto che ha il contributo della
Provincia.
16
8 giugno 2008
Esperienze
Un’identità culturale da valorizzare, una risorsa turistica di prim’ordine
Nelle Marche, alla scoperta della civiltà dei teatri
C
entotredici. Tanti erano nelle Marche i teatri storici, costruiti tra il
18° e 19° secolo, secondo un censimento effettuato nel 1868. Altri ne sarebbero stati edificati più tardi fin quasi
alla fine dell’800 e, dopo una pausa di
qualche lustro, anche agli inizi del ‘900.
Costituiscono oggi uno straordinario
patrimonio architettonico e definiscono una originale identità culturale delle Marche. Non esiste in nessuna altra
regione d’Italia - e non è un’iperbole
aggiungere ‘in nessun altro luogo al
mondo’ - una concentrazione di teatri
di altrettanto valore storico ed artistico.
E’ un primato di cui solo di recente gli
stessi marchigiani hanno preso conoscenza. Le grandi guerre e l’avvento del
cinema ne avevano cancellato quasi
la memoria. Eppure per secoli i nostri
teatri sono stati centri di formazione
e diffusione di arte e di cultura. Tra il
18° secolo e il 20° divennero ovunque,
anche nei paesi più piccoli, simbolo di
prestigio cittadino ed elemento centrale di un assetto urbanistico. Vi si rappresentavano spettacoli di ogni genere, soprattutto di musica, ma anche di
prosa e di danza con allestimenti che
suscitavano sempre curiosità e interesse. La Chiesa metteva in guardia contro
gli aspetti mondani, ma non ostacolava
la costruzione di nuovi teatri; anzi, la
favoriva, non solo perché offriva mano
d’opera a molta gente, ma anche perché vedeva nel teatro un luogo utilizzabile per finalità didattiche. Già nel
‘500, con gli oratori di S. Filippo Neri,
si era incominciata a diffondere la ‘recita musicata’. Proprio nelle Marche,
nel 1513, alla Corte di Urbino era stata
rappresentata quella “Calandra” di Baldassarre Castiglione che sarebbe stata
presa ad esempio dalla corti di Ferrara
e di Firenze; dove per altro, più di mezzo secolo dopo, sarebbe ufficialmente
nato il melodramma.
I teatri de ‘lo bel paese da li belli colli’
Gli “Amici della Lirica” di Ancona
sanno da tempo quanto sia importante questa civiltà dei teatri. Si sono fatti
perciò promotori di un’iniziativa che
ha coinvolto non solo gli iscritti all’associazione, ma anche simpatizzanti e
amici reclutati a più vasto raggio, compreso un manipolo di jesini: un viaggio
itinerante alla scoperta di alcuni teatri
storici delle Marche. Tre quelli visitati
dagli escursionisti: il Teatro Flora di
Penna San Giovanni, il Teatro Nicola
Antonio Angeletti di S. Angelo in Pontano e il Teatro Feronia di S. Severino
Marche. Sono stati raggiunti percorrendo stradine serpeggianti per verdi
colline, prati e campi rigogliosi di grano alto e spigato. Una magnifica giornata, il 24 maggio. Non si sarebbe potuto desiderare di meglio.
Gli Amici hanno pensato a tutto. Saranno accompagnati da una giovane
guida preparatissima, Daniela, che resterà con loro per l’intera giornata per
illustrare, oltre ai teatri, tutto ciò che
di interessante si incontra lungo il percorso: arte, archeologia, storia, folklore,
economia, gastronomia.. Ospite del
gruppo è anche un flautista, Andrea
Mori. Ha solo diciotto anni: viene da
Fabriano dove frequenta l’Istituto d’Arte, ma è impegnato anche con le lezioni del conservatorio ‘G.B. Pergolesi’ di
Ancona. Bravura, passione, buona volontà: da lodare. Sarà la mascotte della
compagnia che lo ha invitato perché
faccia scoprire quale sia l’acustica dei
teatri visitati.
Il Teatro Nicola Antonio Angeletti è il
primo. Realizzato dall’architetto V. Vermigli, affrescato da P. Giovannetti, venne inaugurato nel 1883. Restaurato, è
stato riaperto nel 2007. Ha pianta classica ad U, centoquattordici posti: una
bomboniera. Le decorazioni del soffitto alternano medaglioni con ritratti di personaggi del mondo culturale
italiano e graziose immagini di angeli
che rappresentano le arti. Originale è il
sipario storico, con una porta al centro.
Veniva curiosamente chiamato ‘comodino’. Si visitano anche i sotterranei del
teatro, anch’essi restaurati. Lì un tempo
era il forno comunale. Ora gli ambienti sono diventate sale da ricevimento o
da esposizione.
A S. Angelo in Pontano nacque S. Nicola da Tolentino. La sua casa non esiste
più. Al suo posto c’è un piccolo giardino con una statua dedicata al santo
taumaturgo. Lì, di fronte allo scenario
grandioso dei Monti Sibillini, ci si sente ad un passo dal cielo.
Dedicato a una bella donna
Mentre siamo di nuovo in viaggio
raccogliamo ulteriori notizie intorno
ai nostri teatri storici. Ne esistono
nelle Marche di tre tipologie: ad ‘U’, i
più antichi, dall’acustica non perfetta
che risulta invece migliore in quelli
‘a campana’, di cui l’unico esempio è
il Lauro Rossi di Macerata. E’ il teatro ‘a ferro di cavallo’ quello dotato
di un’acustica perfetta. Altro ancora.
Non solo musicisti e cantanti hanno dato lustro alla nostra ‘civiltà dei
teatri’, ma anche grandi impresari e
famosi scenografi: come Nicola Sabbatini, pesarese, autore di un importantissimo trattato e Giacomo Torelli,
fanese, uno dei più grandi in epoca
barocca, inventore dei cambi di scena
a vista e in prospettiva centrale. Chiamato alla corte di Francia dal cardinale Mazzarino, dovette purtroppo
fare i conti con invidie e gelosie. Venne persino rapito e gli furono amputate due dita perché non potesse più
né disegnare né scrivere.
Siamo nei pressi del Teatro Flora di
Penna S. Giovanni. Risale anch’esso
alla seconda metà del ‘700. Deve il
suo nome non, come sarebbe da supporre, alla dea dei fiori e delle messi,
ma, secondo fonti attendibili e forse
maliziose, ad una bella signora che
abitava giusto accanto al teatro. E’
l’unico teatro delle Marche interamente in legno, con colonne in finto
marmo e decorazioni di cartigli intagliati, pianta ad U, novantanove posti.
Barocca, fastosa, è la decorazione del
soffitto. Venne costruito per volontà
di dieci condomini e inserito nell’antico Palazzo dei Priori dove già esisteva, come pure in altri centri delle
Marche, una ‘Sala per la Commedia’.
Ancora testimonianze di un’antica
tradizione.
Dedicato a una dea
Dopo un’arcadica sosta-pranzo all’Abbazia di Fiastra dove
è in corso la manifestazione
‘Herbaria’, gli Amici riprendono il cammino per S. Severino
Marche. Si sta disputando qui
il Palio dei Castelli e la città è
imbandierata a festa. Non c’è
tempo purtroppo per ammirare nel duomo gli affreschi
di Salimbeni. Attraversata
la bella piazza ellissoidale ci
si dirige immediatamente al
Teatro Feronia. Entrati, si resta subito a bocca aperta di
fronte a un magnifico sipario,
dipinto da R. Fogliardi, dove
è raffigurato un mito che in
epoca neoclassica Vincenzo
Monti aveva ricordato nella
sua ‘Feroniade’: la sacerdotessa Camurena Cellerina che affranca uno schiavo di fronte al
tempio della dea latina Feronia alla quale erano sacri i boschi e gli orti. La costruzione
del teatro, con pianta a ferro
di cavallo, 442 posti, tre ordini
di palchi e loggione, ha attraversato secoli. Già nel ‘500 a S.
Severino (l’antica Septempeda)
molto intense erano le attività
teatrali laiche o religiose. L’attuale restauro ha ripristinato
la struttura, elegante e solida,
che riprende lo stile del Bibiena.
Dopo aver ascoltato il nostro
flautista, che con pagine di
Debussy e di Bach ha fatto
intendere come davvero eccellente sia l’acustica, si riparte per Macerata. Qui, ahimè,
una delusione. Secondo chiari
accordi presi dagli organizzatori si sarebbe potuto senza
difficoltà visitare il teatro Lauro Rossi. Invece non troviamo
nessuno ad aprire i battenti.
Non c’è plausibile spiegazione: sarà da indagare. Molti,
che ricordano come al ‘Lauro
Rossi’ diresse Toscanini una
memorabile ‘Aida’, tenevano
particolarmente a questa visita.
La rinuncia dispiace, ma abbiamo visto abbastanza; tanto
da renderci conto che il patrimonio della nostra civiltà dei teatri è
d’inestimabile valore e può costituire
anche una straordinaria risorsa turistica. Gli Amici della Lirica ne sono convinti e hanno saputo dimostrare quale
sia il modo migliore per conoscerlo e
valorizzarlo.
Fotoservizio Augusta F. Cardinali
Nella prima foto, uno scorcio
del teatro Flora di Penna San
Giovanni e un particolare del
palco; nella terza il flautista
Andrea Mori al Teatro Feronia di
San Severino Marche; nella quarta
la decorazione del soffitto del
teatro Angeletti di Sant’Angelo
in Pontano.
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