Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi Settimanale d’informazione ANNO LV- N. 21 Euro 1 DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX. 0731.208145 Impôt repriséTassa riscossa Ufficio di Jesi domenica 8 giugno 2008 A PROPOSITO DELL’ULTIMA ASSEMBLEA DEI VESCOVI ITALIANI ... Ma noi abbiamo parlato di giovani C ome è andata l’assemblea dei Vescovi Italiani tenutasi dal 26 al 30 giugno scorsi? Come in ogni assemblea generale della CEI c’è stato un argomento di fondo che ha impegnato per la maggior parte del tempo. Il tema poteva essere formulato così: “I giovani, il Vangelo, le loro situazioni, l’emergenza educativa”. Un tema grande. E dico subito che mi ha dato fastidio la stampa. A parte Avvenire nessun quotidiano ha messo veramente in luce il significato di questa Assemblea. Nella Conferenza stampa con Mons. Betori, qualche giornalista ha infilato una domanda sulla 194 e quell’argomento è diventato il contenuto degli articoli della maggior parte dei giornali. Ma noi, invece, abbiamo parlato di giovani. Altrochè! E soprattutto si è sentito forte il grande amore dei Vescovi nei confronti dei giovani. Credo che in nessun’altra assemblea in tanti abbiano preso la parola per dare il proprio contributo. Nel mio intervento ho paragonato quello che stava accadendo all’incontro di Gesù con il giovane ricco, là dove l’evangelista Marco commenta così: Gesù lo fissò e lo amò (Mc 10,21). Questo è stato il clima: pieno di calore, certo anche di preoccupazione, ma non è mancata affatto la fiducia e la speranza. Si è parlato di famiglia, di scuola, di ambienti dove incontrare i giovani, ma soprattutto si è parlato della necessità di saperli ascoltare, di cercarli, di dedicare loro tempo ed energie, di vedere la pastorale giovanile come una priorità, con tutto quello che comporta in ordine alle scelte. Non è stata una assemblea di piagnistei sulla situazione giovanile: tutt’altro. Il Card. Bagnasco nell’intervento conclusivo ci ha detto testualmente: “Incoraggiate i vostri preti a buttarsi in mezzo ai giovani. Che non siano solo i preti giovani a farlo. Stare con i giovani non è un fatto di età, ma di cuore”. Non è questo il luogo per illustrare possibile scelte pastorali. Ne parleremo comunque subito al prossimo Consiglio Presbiterale che avrà luogo giovedì 5 giugno. In questo momento mi interessa piuttosto dire ai giovani quanto sono nel cuore della Chiesa, quanto sono amati, quanto sono preziosi. Tutto poi è stato suggellato dall’intervento del Santo Padre Benedetto XVI (che tristezza e che rabbia anche qui per l’interpretazione dei vari Corriere della Sera, Repubblica e altri che hanno ridotto le sue parole ad una benedizione al governo Berlusconi o ad un chiedere soldi per catori siano credibili, siano anzitutto testimoni di un incontro che hanno avuto con il Signore. Ha parlato di famiglia come luogo di autentica crescita e del diritto-dovere dei genitori di essere i protagonisti della fatica educativa, con tutto quello che comporta, compreso il diritto di scegliere la scuola di cui avvalersi. Nell’intervento del Papa, comunque, si sono viste le sue caratteristiche di sempre: mite, sereno, fiducioso, pieno di speranza, deciso e puntuale, senza sconti. Un aneddoto a margine. Venerdì mattina, prima dell’assemblea, sono andato a trovare i Fratelli della Misericordia e sono entrato nella classe di Fr. Paolo Ravasi, una quarta elementare. Ho parlato con i Bambini i quali avevano da pochi giorni fatto la Prima Comunione e il mercoledì precedente avevano partecipato all’Udienza Generale del Papa. Un bambino ha commentato così: “La cosa più bella è stata questa: il Papa mentre passava lentamente mi ha fissato e io ho sentito il suo sguardo, profondo e buono, entrare dentro di me” Questo bambino sarebbe stato il migliore giornalista per comunicare il senso delle parole che il Santo Padre ha detto sui giovani nell’incontro con i Vescovi. + Gerardo Rocconi, Vescovo le scuole cattoliche). Il Papa ci ha incoraggiati ad un lavoro generoso a favore dei giovani. Ha parlato della necessità degli educatori (sacerdoti, catechisti, animatori) di saper camminare accanto ai giovani per coglierne le profonde domande. Ha parlato della necessità di essere evangelizzatori in mezzo ai giovani e di aver il coraggio di proporre mete alte, senza cade- Vaticano, 29 maggio: Benedetto re nella trappola di chi pensa che XVI riceve in udienza i per avere giovani attorno bisogna partecipanti alla 58ª assemblea mitigare il contenuto evangelico. generale della Cei Piuttosto è necessario che gli eduFoto Siciliani-Gennari/SIR Sabato 7 giugno: Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto Tutto è pronto per il 30.mo pellegrinaggio a piedi da Macerata-Loreto anche per quanto riguarda le strutture logistiche a supporto dell’evento, di fondamentale importanza per la riuscita dell’intera manifestazione e per l’accoglienza dei partecipanti. Sabato 7 giugno, in occasione del Pellegrinaggio notturno a piedi da Macerata a Loreto, alla presenza del presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco e dei Vescovi marchigiani. Tema di quest’anno: Il vero protagonista della storia è il mendicante. L’edizione è dedicata alla figura di Chiara Lubich, la fondatrice del movimento dei Focolari recentemente scomparsa, che ogni anno aveva incoraggiato la manifestazione. Da Jesi partiranno pullman per l’andata a Macerata e il ritorno da Loreto. Per informazioni e iscrizioni: [email protected] oppure Sandro Marinelli 340.6452327 Dopo i propositi del governo e i suggerimenti della Confindustria, dei sindacati, della Cei e della Banca d’Italia Tutti parlano bene, ma manca la forza di una “rivoluzione” D i parole, di buoni propositi, di suggerimenti per risollevare le sorti dell’Italia ne abbiamo ascoltati tanti in queste ultime settimane. Dopo le recenti elezioni politiche i vertici delle massime rappresentanze sociali, da quelle politiche – maggioranza e minoranze – a quelle sindacali, bancarie e religiose hanno detto la loro: clima costruttivo, dialogo possibile, tanti problemi sociali da affrontare insieme, comuni interessi che sollecitano tutti a far bene, grave situazione che non permette ulteriori incertezze o rinvii, basta con i NO delle comunità, è l’ora delle decisioni tutti uniti (o quasi). All’unanime appello e alla grande assonanza di propositi si è unita, quasi sigillo e conferma inoppugnabile, la voce serena e ferma del presidente Napolitano: “Sono angosciato, vivo questa situazione – le immondizie di Napoli – con grande sgomento. Si rischia la catastrofe”. Sono necessarie parole ancora più pesanti? Eccole dalla Francia: “Vedi Napoli e poi marcisci”. Insomma: non dico un Comune (Napoli) o una Regione (la Campania) ma lo Stato italiano non ce la fa a risolvere il problema dei rifiuti. E la magistratura partenopea dopo 15 anni si accorge solo ora che qualcosa, legalmente parlando, non va e corre ai ripari con gli arresti e gli avvisi di garanzia. Anzi: mette in dubbio la costituzionalità del decreto governativo che crea una superprocura per rendere più efficaci procedure e interventi. Teniamoci allora la costituzionalità dell’immondizia per le strade e dei cento fuochi di diossina. Ma non c’insegna niente l’antica Roma che, di fronte a mali estremi, eleggeva un dictator temporaneo allo scopo di risolvere rapidamente le difficoltà? Ma crediamo proprio di vincere la passività di una cittadinanza e la potenza della camorra con acqua e sale? Ma veramente crediamo che continuando a dare aiuti a fondo perduto, rimediamo al secolare problema del Meridione? *** Tutti concordi a ridurre tasse e spese. Ma guardate che esempio viene dalla magistratura militare e dalla politica. Ci sono cento magistrati che lavorano 660 volte di meno di quelli della magistratura civile. Ed hanno cause tanto impellenti tipo quella di giudicare un militare “che aveva attraversato il piazzale della caserma senza basco”! Finalmente si delibera di ridurre del 70 per cento i magistrati dei tribunali militari per convogliarli verso le procure ordinarie. No signori! Ci si ripensa e si rinvia tutto per soddisfare la potenza della lobby militare. E rimangono cento magistrati con settanta autoblu e 700 dipendenti per mille cause all’anno del tipo di quella detta sopra. Si potevano risparmiare 840 milioni quest’anno e un miliardo e 340 milioni l’anno prossimo. No signori! Un vero dietro front anche in presenza di un provvedimento che potrebbe servire da esempio ai tanti altri in linea con l’auspicato risparmio nelle spese pubbliche e con la riduzione delle tasse. Questa è l’Italia. E la responsabilità va ricercata, innanzi tutto, in ciascuno di noi, poi nella burocrazia, nei privilegi e nella politica e, infine, in tutti i napoletani che non sono capaci nemmeno di tirarsi su le maniche per iniziare la raccolta differenziata dei rifiuti. Certo, la responsabilità va ricercata moltissimo anche nella camorra, ma la camorra è fatta di italiani, di napoletani. Vittorio Massaccesi 2 Cultura e società 8 giugno 2008 Del più e del meno Le buone regole della contestazione di Giuseppe Luconi R accontavo, nel numero scorso, di quel professore “spruzzato” da uno studente con una pistola ad acqua. L’insegnante, che avrebbe dovuto reagire con fermezza per ristabilire il rispetto dovuto alle persone e ai ruoli, preferì liquidare la cosa come una “ragazzata”. Qualche giorno dopo le cronache ci hanno informato di un altro episodio ben più grave: g!i studenti dell’università “La Sapienza” di Roma hanno contestato il preside della facoltà di Lettere e Filosofia. Il preside si trovava nel suo studio con altre persone quando “un gruppo di contestatori questo il racconto del preside - ha preso a calci e pugni la porta scandendo insulti. Gridavano: Dimettiti! Non ti facciamo più insegnare! Ho telefonato alla polizia, che è arrivata poco dopo e per uscire sono stato accompagnato da venti poliziotti in borghese”. Alla stampa gli studenti contestatori - dei collettivi di sinistra - hanno negato di aver sequestrato e minacciato il preside: “Si è trattato solo di insulti”, hanno detto. Una ragazza ha smentito i calci e i pugni alla porta: di fronte alle telecamere ha fatto vedere che si erano limitati a semplici, leggeri, quasi timidi toc toc, con le nocche di una mano... Uno studente, con voce sicura e vigorosa, ha precisato. “Ci siamo limitati a contestare. La contestazione fa parte del sistema democratico”. Giusto, ma c’è contestazione e contestazione. Ricordo che anche nel dopoguerra si contestava, rivendicando an- che allora - in nome della riconquistata libertà - il diritto alla contestazione. Si scendeva in piazza per protestare, civilmente, contro questo e contro quello, ma poi qualcuno, trascinato dalla passione politica, finiva col passare alle vie di fatto, devastando sedi di partito, malmenando esponenti politici. Ricordo ancora un manifesto per le strade di Jesi con un titolo grosso cosi: “Basta con la violenza fascista!” Giusto. E le altre violenze? Le violenze non fasciste sono permesse? si chiedeva la gente. Mi colpì in quegli stessi anni, assistendo ai primi film hollywoodiani tornati sui nostri schermi dopo la censura fascista, il modo di contestare degli americani. Davanti ad un municipio, ai cancelli di un’azienda, alla sede di un giornale, là dove si scioperava o si contestava, le persone interessate formavano una specie di girotondo: tante persone, che giravano 1’una dietro 1’altra, in silenzio. Ogni persona teneva in mano un’asta in cima alla quale era fissato un cartello con su scritto uno slogan che riassumeva le ragioni della protesta. Per quanto tempo girassero in tondo non lo so, ma mi assicurarono che il sistema funzionava. Non faceva danni alle cose e alle persone e raggiungeva lo scopo: richiamare 1’attenzione della gente e delle autorità, anche perché quel protestare in girotondo veniva ripreso e diffuso dagli organi di informazione. Mi riesce difficile pensare ad una contestazione del genere, in Italia... Moie: Festa dell’intercultura a scuola Conosciamoci e diventeremo amici L a scuola luogo di dialogo tra le differenze per imparare a conoscersi, che vuol dire innanzitutto imparare a ricevere e comprendere quanto gli altri siano essenziali alla crescita di ciascuno. Una festa per ri-conoscersi e diventare amici innanzitutto nell’ascolto, elemento essenziale dell’umanizzazione. Questo il senso della Festa dell’Intercultura, organizzata a Moie, nella sede dell’Istituto Comprensivo “C. Urbani”, dal Consiglio Comunale dei Ragazzi di Maiolati Spontini. Si è svolta il 31 maggio e molte sono state le iniziative presentate: una mostra di lavori sui diritti umani, realizzata dagli alunni durante l’anno scolastico, una mostra di piatti tipici delle diverse culture, preparata dalle famiglie degli alunni del Laboratorio Intercultura, una mostra di libri allestita dalla libreria Kirikù di Jesi. L’associazione Avis-sezione di Moie ha collaborato all’organizzazione. Hanno animato il pomeriggio con canti e coreografie gli alunni della scuola primaria di Moie e l’associazione musicale Astral Music di Castelplanio, che ha proposto suggestive musiche e danze etniche, coinvolgendo alunni, genitori, insegnanti in un’atmosfera ricca di amicizia e di festa. Il sindaco dei Ragazzi Sebastiano Mazzarini, nel suo intervento, ha evidenziato che la scuola è il luogo privilegiato di confronto fra le diversità culturali. Solo su un incontro profondo e continuo si possono fondare le basi di un’educazione che fornisca strumenti emotivi ed intellettuali per stabilire un’armonia nella ricchezza delle diversità. Fotoservizio Tiziana Tobaldi Nella foto da sinistra il sindaco Carbini, il preside Brunetti, il minisindaco Mazzarini, l’insegnante Patrizia Renzi e Massimo Martizzi 2 Giugno: Festa della Repubblica Cittadini responsabili 2 giugno a Monsano Nati nel 1990, diciottenni e cittadini italiani a tutti gli effetti, intervenuti in Comune, il 2 Giugno, Festa della Repubblica, per ricevere dal sindaco Gianluca Fioretti una copia della Costituzione. L’iniziativa, giunta alla sua 4° edizione, ha visto gli interventi del Sindaco, del consigliere regionale Giuliano Brandoni, del vice presidente della Provincia, Giancarlo Sagramola e della senatrice Giuliana Amati, i quali hanno parlato ‘apertamente’ ai giovani nuovi cittadini, esortandoli a partecipare direttamente, e attivamente, in ogni forma, alla vita della loro comunità. Ex Cupparini Le foto ritrovate Agape fraterna in Ancona al club Amici del mare, nel settembre 2001. Gli ex cupparini degli Anni 40 in ascolto della Lombardata di rito: Nell’ordine da sinistra: Antonio Lombardi, Rinaldo Badiali, Mario Barchiesi, le congiunte di Alberto Marotti. Insieme a tanti altri amici, si ritroveranno a Jesi giovedì 5 giugno. Riconoscersi nella Costituzione in questo giorno di festa della Repubblica oggi più che mai diventa necessario in un momento in cui si è sollecitati dai fatti che mettono in predicato la sicurezza sia economica, sia sociale. La Costituzione è il baluardo verso i diritti e i doveri in cui tutti si devono riconoscere per mantenere quell’unità della nazione che nel rispetto di tutti vuole proiettarsi verso i più deboli allargando garanzie e sicurezze. Non diventa demagogico affermare che la democrazia ha un suo valore se si appoggia a quei valori che sono stati conquistati nella guerra di liberazione, in quelle montagne, in quelle valli, in quelle città. Un vecchio partigiano ha affermato che se vogliamo cogliere il significato della Costituzione repubblicana ci dobbiamo recare in quei posti dove diversi nostri connazionali hanno perso la vita per la libertà e per l’uguaglianza. Consegnare ai giovani diciottenni la “Costituzione”, come avviene a Jesi e in altri comuni della Vallesina, non è solo un fatto simbolico ma è un certificare una loro entrata di cittadini nella Repubblica e inserirli nel gioco democratico di diritti e doveri così come pensati ed elaborati dai padri costituenti che nel 1948 presentarono la Costituzione approvata da tutti i partiti, unitariamente. Accogliere e rispettare la Costituzione è affermare il desiderio di essere cittadini responsabili e attivi per il bene della comunità. Fotoservizio Remo Uncini Nella foto, un momento della cerimonia di consegna ai giovani diciottenni della città, svoltasi al teatro Moriconi la mattina del 2 giugno, con la relazione dell’onorevole marchigiano Adriano Ciaffi (da sinistra l’assessore Conti, il sindaco Belcecchi e l’onorevole) 3 Cultura 8 giugno 2008 Otto per mille del gettito dell’Irpef. Dove vanno veramente i soldi degli italiani SCUSATE IL BISTICCI O (ghiribizzi lessicali) Peter Pun (con la u) www.peterpun.it AVVIO D’AMPIO RESPIRO Zeppa cavalleresca “Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, le audaci imprese io canto” Che bell’incipit arioso Ludovico detto Ariosto al suo splendido Furioso con sapiente arte ha preposto ! COSMESI COME INGANNO Cambio di consonante doppia “Dio vi ha dato una faccia e voi ve ne costruite un’altra” (Amleto, atto II, scena 1). Così il principe danese apostrofa la povera Ofelia e, attraverso lei, tutte le donne. Sintetizzando questa visione crudelmente rigorista: chi si trucca ti truffa LO SLOGAN DELLO SNOB Tautogramma... per elegantoni L’uomo di mondo - conformista di classe, in sostanza - adotta un certo comportamento solo a condizione che questo sia à la page, chic, trendy, ecc. Detto in inglese (è più cool ! ): if it is in Sciarada (3+5=8) E’ un tribunal “di zona” il mio primiero, a “immagini” equivale il mio secondo, al “Gran Fratello” spopolò l’intero *** Soluzione del gioco precedente: azzera, zazzera LaCitazione a cura di Riccardo Ceccarelli Lo spessore della fede È divenuto evidente che un Cristianesimo decorativo ormai non è più sufficiente. Credere in Dio deve significare vivere in maniera tale che la vita non potrebbe essere vissuta se Dio non esistesse. Jacques Maritain, Il significato dell’ateismo contemporaneo. Morcelliana, Brescia 1950, p. 42. Errata corrige ‘n pittore Nella pubblicazione della nó’ u po’ mancu “rascionà’”. poesia di Giuseppe Galeazzi apparsa su Voce E quanno rigà’, della Vallesina nel nume- ‘a fame po’ précede ro del 25 maggio 2008, a anche ‘e prejére. pagina 10, per ragioni di spazio sono stati omessi i Ce ne scusiamo con il seguenti cinque versi poeta. M.F. La Chiesa restituisce tutto quello che riceve. Moltiplicato È il “mistero” più trasparente che ci sia. Dove vadano a finire i soldi che gli italiani “danno” alla Chiesa firmando a suo favore al momento della dichiarazione dei redditi, insomma per l’assegnazione dell’otto per mille del gettito complessivo Irpef, da anni lo possiamo vedere tutti in televisione sulle principali reti. Anche quest’anno gli spot della Chiesa cattolica invitano gli italiani a firmare mostrando loro le conseguenze della firma. Sono spot anomali, perché parlano il linguaggio della verità e dei fatti accanto alla grande massa di spot che parlano invece di paure, desideri e sogni. Ma forse, a ben pensarci, sono sogni pure questi. Certo non legati all’orizzonte pigro dei consumi, ma sogni… Don Daniele Varoli, della diocesi di Faenza, coltivava il sogno di partire per la missione. Oggi è un sacerdote fidei donum, ossia “donato” per un certo periodo di tempo da Faenza alla diocesi di Huànuco, in Perù. Da otto anni è parroco di Nuestra Señora de las Mercedes a Quivilla, a quota 3200 metri, sulle Ande. Leggermente fuori mano: per recarsi a Huànuco occorrono sei ore di viaggio su una strada sterrata. La parrocchia è l’unico centro di aggregazione degli abitanti della vasta area, il collante che li tiene insieme e li fa sentire comunità. Don Daniele si occupa soprattutto dei poveri, il cuore della missione, ed elabora progetti di formazione professionale per i giovani, perché un lavoro dignitoso è la chiave di ogni riscatto umano e sociale. Se don Daniele può continuare a coltivare il suo sogno, è anche grazie alle firme degli italiani. Un sacerdote più vicino a noi: don Franco Pagano, parroco a Riomaggiore, nelle Cinque Terre, località da sogno. Mille abitanti d’inverno, molti dei quali anziani che faticano ad avventurarsi per i carrugi e le strette scalinate. E allora è don Franco ad andarli a trovare, a confortarli, a farli sentire parte viva della comunità e non individui isolati e inutili, che non interessano a nessuno. D’estate i residenti si moltiplicano per cinque, e allora l’oratorio rimane sempre aperto e chi vuole può far benedire la propria famiglia nella casa di vacanza: un bel modo per intrecciare un dialogo. Don Franco può fare quello che fa anche perché riceve ogni mese una remunerazione, minima ma dignitosa, frutto in larga parte delle nostre firme. Spot e sogni. Quante giovani vendute e comprate, gettate sulla strada, moderne schiave, coltivano il sogno di essere liberate? Don Oreste Benzi ha esaudito il sogno di 5500 di loro; ma le schiave nella sola Italia sono circa 100 mila. Don Oreste non c’è più ma a realizzare i sogni ha lasciato l’Associazione Giovanni XXIII con le sue 280 case; le firme vanno ad esaudire tutti questi sogni. E poi i sogni dei poveri e dei minori, dei malati di Aids e degli ex detenuti assistiti dai progetti della Caritas di Cremona; dei giovani di Caltagirone che reclamano spazio per lo spirito; delle case famiglia di suor Angela e padre Adriano nei quartieri poveri di Bangkok, in Thailandia; e infine i sogni degli orfani di guerra, dei portatori di handicap e dei ragazzi privati di tutto dallo tsunami del 2004 che a Tewatte, nello Sri Lanka, possono frequentare la Diyagala Boys’ Town, la scuola senza differenze di casta, razza o credo religioso che si mantiene con donazioni private, adozioni a distanza e otto per mille. Pochi spot, pochi fasci di luce che illuminano appena una manciata delle migliaia di rivoli di aiuti, interventi e contributi provenienti dal grande lago della porzione di otto per mille assegnata alla Chiesa. È la Chiesa cattolica italiana che da sempre restituisce, moltiplicato, tutto quello che ha ricevuto. Umberto Folena 5 giugno: Il Liceo Classico e l’Istituto per l’Agricoltura presentano il libro “Segni di Paradiso” Per scoprire angoli inusuali o fin troppo vissuti G iovedì 5 giugno alle ore 18 nella Galleria degli Stucchi di Palazzo Pianetti di Jesi si terrà la presentazione del volume “Segni di Paradiso - catalogazione di giardini e aree verdi nel centro storico di Jesi” che individua la sua origine in un progetto nato dalla collaborazione di docenti del Liceo Classico Statale “Vittorio Emanuele II” di Jesi e dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente “Serafino Salvati” di Monte Roberto nell’anno scolastico 2005/06. La pubblicazione è a cura di Lucia Zannini e Marco Gianangeli con testi di Valentina Conti, Loretta Mozzoni e Giuseppe Pandolfi. Il progetto grafico a cura della Scuola Internazionale di Comics di Jesi ha la supervisione di tonidigrigio.it. La pubblicazione è stata finanziata dalla Banca Popolare di Ancona, dalla Diocesi di Jesi, dall’Istituto Agrario “Serafino Salvati” di Monte Roberto, dalla Farmacia Fausto Coppi di Jesi, dalla società Syngenta Italia Spa di Milano, da Babyland Service srl di Jesi e dall’azienda grafica Stampa Nova di Jesi che ha stampato il volume. Il progetto ha coinvolto gli studenti nel conoscere e inventariare i giardini storici di Jesi, sotto la guida di insegnanti di diverse discipline. Queste aree verdi sono state così valorizzate quali monumenti storico artistici e con una valenza culturale, sociale e urbanistica e i ragazzi sono stati avvicinati allo studio delle scienze botaniche, alle problematiche dell’ambiente e sopratutto sensibilizzati alla salvaguardia del patrimonio culturale. Tra le due scuole è nata così una collaborazione e uno scambio di competenze: le classi liceali si sono occupate dell’ambito storico, artistico e urbanistico, le classi del Salvati hanno preso in considerazione le voci a carattere ambientale e approfondito gli aspetti botanici. Nella prima parte del lavoro, le indagini si sono caratterizzate per la ricerca e il rilevamento degli stessi spazi e aree verdi, operazioni sempre affiancate da particolareggiate e preziose documentazioni fotografiche realizzate tutte da allievi e docenti durante le ricerche; fanno eccezione le foto dei manufatti conservati nella Biblioteca Comunale di Jesi eseguite dal fotografo Valerio Lancioni. Dopo aver assemblato tutto il materiale fotografico e bibliografico si è passati al momento del confronto tra le due scuole, per poi arrivare all’elaborazione di un CD dove si è cercato di unire e fare interagire i diversi aspetti presi in esame. Alcuni ragazzi con i docenti hanno organizzato i contenuti, scelto le foto, l’impostazione grafica, le animazioni e le musiche. Spinti dalla volontà di valorizzare ulteriormente tale ricerca, mai intrapresa in precedenza, è stata coinvolta un’altra scuola, la Scuola Internazionale Comics di Jesi, impegnata a fornire una adeguata veste grafica per dar vita a questo volu- me. La scuola che ha subito colto con grande sensibilità lo spirito del lavoro e individuato lo spessore formativo della proposta, avvalendosi della professionalità e della vivacità dei docenti e degli allievi, ha prodotto un elaborato grafico che ha saputo non solo tradurre finalità e scopi, ma anche far emergere e permettere di percepire la paziente ricerca, l’entusiasmo e il coinvolgimento di chi vi ha lavorato. Le ricerche sono state svolte nella Biblioteca Comunale e nella Biblioteca Diocesana “Card. P.M. Petrucci”, tante informazioni desunte presso l’Ufficio Urbanistica del Comune di Jesi, molte altre dagli stessi proprietari dell’area considerata. Il lavoro si è arricchito di inediti come i disegni settecenteschi di palazzo Camerata conservati presso la Biblioteca Comunale, la foto dello stesso palazzo scattata nel 1938, custodite presso l’Archivio Fotografico del Comune di Jesi. Sono stati presi in considerazione manufatti poco conosciuti, ma di strabiliante bellezza come il plastico in cartone custodito presso l’Archivio delle Monache Carmelitane della SS. Trinità di Jesi e il disegno “Iconografia della città di Jesi” della seconda metà del secolo XIX, conservato presso la Biblioteca Comunale di Jesi. La pubblicazione, proposta non solo come catalogazione di monumenti jesini, ma soprattutto come momento di riflessione e di approfondimento, è rivolta a tutti i cittadini per riscoprire angoli inusuali o fin troppo vissuti, pervasi oltre che di valori storici e civili, anche di grande poeticità. La pubblicazione è rivolta anche ai vi- sitatori di questa nobile e antica cittadina perché possano percorrere le antiche strade del centro storico scegliendo un itinerario tracciato da giardini storici. In particolare il volume è pensato per gli studenti jesini, per tutti gli allievi delle nostre scuole, perché comprendano quanto importante sia custodire e valorizzare il proprio patrimonio culturale, rispettare l’ambiente in cui si vive, operando così per una città sempre migliore. Il lavoro, che segue una indagine del Giardino nella Storia svolta negli anni precedenti dal Liceo Classico, individua il titolo nelle origine mesopotamiche del giardino dove il termine per indicare quel luogo è pariadaeza (paradiso). I “segni” sono le impronte, la documentazione, le testimonianze del passato che noi dobbiamo saper leggere, decifrare, interpretare per scoprire ed apprezzare le Nostre origini, imparare a rispettare quell’eredità di valori tramandati che consegneremo alle future generazioni arricchiti di nuove esperienze. Numerosi sono i giardini e le aree verdi rintracciate nel centro storico di Jesi, sia pubblici che privati ai quali, probabilmente, se ne potranno aggiungere altri. La ricerca sebbene intenda presentarsi come uno studio serio e rigoroso, vuole essere un contributo alla conoscenza di questo argomento e, al tempo stesso, stimolo e sollecitazione ad ulteriori approfondimenti, nonché momento di riflessione nei confronti di un patrimonio tanto importante per la comunità. La presentazione, alla quale parteciperanno numerosi ospiti, si concluderà con un concerto della Orchestra da Camera della Scuola Musicale Pergolesi di Jesi e con un aperitivo. 4 Attualità 8 giugno 2008 La casa di cura Villa Serena di Jesi presenta la nuova Carta dei Servizi Qualità e tecnologia a servizio del cliente La risposta semplice di Riccardo Ceccarelli Q uello che sto per scrivere sarà forse “stupida cosa”, insignificante, risaputa, qualunquista. Ma la scrivo ugualmente. Riguarda la “monnezza” di Napoli, dove la ragione e la razionalità sembrano scomparse da tempo. Il problema dei rifiuti è da decenni irrisolto. Con tutti i governi. E quest’ultimo nonostante le belle parole, le buone intenzioni ed un certo decisionismo, dubito che riesca a risolverlo. I rifiuti vengono prodotti da tutti, in maggior quantità dai cosiddetti paesi civili. La civiltà di un paese, pare, vada di pari passo con la quantità di rifiuti che produce e che sa anche smaltire. Città con milioni di abitanti, come ad esempio New York, Tokio, ecc., e tutta la megalopoli che si snoda per centinaia di chilometri sulla costa orientale degli Stati Uniti, non sembrano avere il problema dei rifiuti. E sì che li producono! Allora, o li tengono nascosti o se li mangiano o hanno trovato una soluzione. E la soluzione l’hanno trovata e non da ora. Come peraltro in diverse regioni e città d’Italia la soluzione c’è, seppure in qualche caso non ottimale, ma mai e poi mai disastrata e disastrosa come a Napoli e dintorni. Se queste soluzioni ci sono perché non sono state adottate, magari imitate o copiate, anche a Napoli? Se lo avessero fatto non saremmo a questa indegna situazione. La gente si chiede proprio questo: Perché analoghe soluzioni non sono state prese dalle rispettive autorità comunali e regionali anche per Napoli? Una domanda forse troppo semplice con altrettanta semplice risposta per la città e per la regione. A Napoli, e non solo, risposte semplici non si addicono. Gli intrecci di affari con la malavita, gli annosi silenzi della politica e di tanti cittadini, la miriade di discorsi evasivi, una cultura diffusa di chiedere tutto allo Stato (pur in presenza di significative dissonanze), hanno volutamente complicato e complicano tuttora le risposte. Anche quelle relative ai rifiuti. Nessuno dei cittadini intervistati, di quelli che non vogliono le discariche, ha saputo indicare un luogo alternativo. Dicono no a quelle indicate senza avanzare soluzioni diverse. Anche i cosiddetti termovalorizzatori sono un problema. Sembra esserci un “antistato“ a dirigere l’opposizione alle discariche, salvo scoprire che in qualcuna, da anni, sono riversati in maniera illegale rifiuti speciali e nocivi. I rifiuti sono un affare e dove c’è un affare mai si trova una risposta semplice, tutti ci si buttano dentro per fare rimanere le cose come stanno e guadagnarci perché tanto c’è lo Stato, cioè noi, che paga. E la Magistratura con i suoi tempi, che non sono proprio quelli di Speedy Gonzales, ci mette del suo per vedere bene e disincagliare, giustamente, una situazione con i risultati di renderne la soluzione più lontana nel tempo. C’è il rischio che il problema dei rifiuti di Napoli, se non si procederà con attenzione e soprattutto con decisione, diventi la Caporetto del governo centrale. Un aneddoto personale che riguarda una certa “cultura” non solo di Napoli. Nell’estate 1988, mia moglie ed io, ci trovavamo a Catania durante una gita in Sicilia. Mentre il titolare di un negozio, nei pressi della cattedrale, stava confezionando un pacco con una ceramica acquistata, chiedeva se la città ci fosse piaciuta. “Bellissima, gli risposi, se non fosse per tutti quei sacchetti di spazzatura lungo le strade”. “Vede - fece lui - il problema è che manca il sindaco!”. Ed io: “Anche da noi, a Cupramontana dove lavoro, è mancato il sindaco e c’è stato il commissario, ma il servizio di nettezza urbana ha funzionato lo stesso!”. Non rispose, ci guardò solo con uno sorriso abbozzato, misto a meraviglia e stupore. A Napoli non sono mancati il sindaco e neppure il governatore, sono pure aumentati gli addetti alla nettezza urbana e il denaro pubblico profuso in proporzione alle montagne dei rifiuti accumulati. E la soluzione non è ancora vicina. Eppure è necessaria. Decisa e netta. E che duri nel tempo. Villa Serena, casa di cura privata e convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale, con 146 posti letto e 5 mila metri quadrati di superficie, si è dotata della Carta dei Servizi, quasi una carta di identità della struttura a tutela del diritto alla salute. La Carta è un documento, stampato in una pubblicazione, che permette al paziente – cliente di “conoscere i principi e i valori che orientano i comportamenti del personale e dei dirigenti di Villa Serena, la struttura organizzativa, i servizi disponibili, le procedure di verifica adottate”. Il presidente Gaetano Martini ha definito la Carta, che contiene anche le foto del personale, “un importante strumento a tutela del diritto alla salute” già previsto dal 1995 da un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Alla presentazione hanno partecipato il presidente Martini e il vicepresidente Abu Eideh Abdul, il direttore sanitario dott. Libero Marinelli, l’amministratore delegato Franco Sordoni, la responsabile della formazione aziendale dott.ssa Gesuina Cancanelli che ha evidenziato l’impegno del personale di Villa Serena verso il paziente che è il cliente della struttura, con un ruolo attivo per esprimere il proprio grado di soddisfazione, controllare la qualità e con il diritto di reclamo. I sindaci di Maiolati, Castelbellino, Monteroberto e Poggio San Marcello hanno apprezzato il documento e l’impegno di Villa Serena che attua una stretta collaborazione con gli enti pubblici, che è disposta a verificare il suo operato ed è un punto di riferimento per la popolazione della Media Vallesina. L’assessore Bruna Aguzzi del comune di Jesi ha evidenziato come sia importante la collaborazione e la competizione tra pubblico e privato, nel rispetto delle regole per il bene dei cittadini. Nel corso della presentazione è stato comunicato che la clinica ha messo a disposizione del Tribunale del Malato – Cittadinanza Attiva un locale: il presidente di questa organizzazione, Pasquale Liguori ha sottolineato il contributo dato alla redazione della Carta ed ha annunciato il prossimo traguardo di Villa Serena: l’istallazione, al letto del paziente, di un monitor con le informazioni relative al percorso clinico, la possibilità di collegarsi ad Internet, di seguire i programmi televisivi perché “qualità e tecno- logia devono andare di pari passo”. “La Carta è dedicata ai protagonisti della clinica, i pazienti e non i medici”: ha concluso il dott. Marinelli dopo che il dott. Bruno Borioni, in rappresentanza del sindacato dei medici di famiglia, aveva sottolineato l’ottimo rapporto con i medici della struttura. A conclusione della presentazione, il taglio del nastro della nuova biblioteca dedicata a Gabriele Fimmanò, ex direttore sanitario, ricordato con stima e commozione dalla moglie e dalla figlia, da Martini e dai presenti. Il vescovo Rocconi, che aveva espresso gli auguri migliori ai medici e agli amministratori nel loro servizio alle persone, ha benedetto i locali ed ha invitato a pregare affinché l’impegno di ciascuno sia al servizio dei più deboli e per la serenità, la pace e la salute di quanti operano e si servono della struttura. Beatrice Testadiferro Foto di Anna Vincenzoni Nella prima foto da sinistra la dottssa Cancanelli, il dott. Martini e il vescovo Rocconi; nella seconda la signora Fimmanò al taglio del nastro della biblioteca Il Consultorio “La Famiglia” di Jesi ricorda padre Oscar e la sua storia trentennale Luogo di accoglienza e di sostegno per tutti I l 25 maggio si è svolto a Macerata un convegno per celebrare i trenta anni della fondazione dei Consultori di ispirazione cristiana. Il dottor Carlo De Marchi presidente della Federazione marchigiana, nella sua relazione ha sottolineato il cammino fatto in questi anni per cui il Consultorio è diventato sempre di più luogo di ascolto e di aiuto considerando la persona nella sua centralità. È seguita una relazione sul significato dell’ispirazione cristiana all’interno dei consultori tenuta da mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata, che illustrando tutti i documenti ecclesiali a favore della famiglia, ha sottolineato i principi cristiani e universali che ogni operatore sarebbe opportuno facesse suoi. Il dott. Viana Luciano, vice presidente della Confederazione Nazionale e presidente della Federazione Piemonte, ha tenuto una magnifica relazione sul disagio e la speranza nella famiglia oggi. Sono seguite relazioni sull’operato di vari consultori e nel pomeriggio c’è stata l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo regionale. Di seguito la relazione presentata dal Consultorio di Jesi che ha trovato notevole approvazione. Il Consultorio di Jesi nasce trenta anni fa, come altri consultori di ispirazione cristiana delle Marche, per affiancarsi ai consultori che si stavano sviluppando in ambito pubblico. Nasce anche come risposta alternativa, rispetto al pubblico, di accoglienza totale della persona, che non si limita ad una risposta preva- lentemente medicalizzata. Il consultorio nasce su espressa volontà della diocesi, sostenuto sia dal punto di vista logistico che finanziario dal vescovo padre Oscar Serfilippi che ebbe sempre piena fiducia sull’operato degli operatori. Il consultorio è associato, sin dal suo inizio, alla Confederazione dei Consultori di Ispirazione Cristiana e le persone che in quel momento lo stavano “costruendo” si formavano sia alla scuola per consulenti familiari Ucipem a Senigallia sia alla scuola di Charles Wella a Loreto. Nel corso degli anni, gli operatori del consultorio hanno optato per la formazione Ucipem perché l’impostazione metodologica proposta, incentrata sulla persona e sulla relazione tra consulente e cliente, era ed è ritenuta funzionale alle richieste delle persone che chiedono aiuto. Il consultorio è stato sempre un luogo di accoglienza per tutti, per tutte le problematiche e si è sempre scelto di prospettare tutte le alternative all’interno dell’ottica consulenziale di relazione d’aiuto e di centralità della persona. Ci si è sempre mossi con molta fiducia, rispetto e libertà. Ad un certo punto, vista la continuità dei rapporti con la scuola Ucipem di Roma, si è sentita l’esigenza di essere soci aggregati anche alla suddetta scuola. Questa doppia affiliazione non ha comportato difficoltà da parte degli operatori, ma non è stata esente da problemi da parte di chi avrebbe preferito una scelta univoca. Per il nostro consultorio questa doppia partecipazione non è mai stata un problema, anche perché l’autonomia rivendicata è sempre stata approvata dai vescovi che si sono avvicendati. Tutto questo ha permesso al consultorio, in questi trenta anni, di essere un’associazione molto attiva sul territorio (consulenze, convegni, formazione degli operatori, collaborazione con le scuole e, da qualche anno, parte attiva nella promozione dell’affido e dell’appoggio familiare, in collaborazione con l’Ambito Sociale Territoriale IX e l’equipe integrata dell’Azienda Sanitaria, zona di Jesi) e di non essere percepito, come agli inizi, un consultorio di parte. Pur essendo un consultorio che riflette l’appartenenza ad un’identità cristiana, ci si è sempre mossi in modo “laico” nel rispetto della persona vista nella sua totalità e specificità e nell’accoglienza delle sue istanze personali e culturali e proprio per questo ci siamo sempre tenuti lontani dalla contrapposizione che questa doppia natura poteva comportare. Siamo grati alla diocesi e alla Confederazione che ci hanno permesso di esserci e di crescere nel corso degli anni e siamo altrettanto grati all’Ucipem che con la sua formazione ci ha connotato sul territorio. Questa doppia appartenenza, possiamo dirlo oggi a trenta anni dalla nostra nascita, è stata sicuramente una ricchezza per noi operatori e per le persone che in tutti questi anni si sono rivolte a noi. Consultorio La Famiglia CUPRAMONTANA Premio Cerioni Sabato 7 giugno alle ore 17.30 si terrà presso la Sala Consiliare del Comune di Cupramontana la XXII edizione del Premio “Gilberto Maria Cerioni”. In quell’occasione avverrà la premiazione dei vincitori del concorso. La serata sarà allietata dagli attori Mugia Bellagamba e Dante Ricci che leggeranno alcune liriche del poeta Gilberto Maria Cerioni, con l’accompagnamento musicale della chitarra di Massimo Agostinelli. Saranno presenti la prof.ssa Piera Scortichini e il prof. Fabio Ciceroni. c.s. 5 Jesi 8 giugno 2008 JESI – Presentata l’area urbana ecosostenibile. A metà luglio il bando per la vendita dei lotti Un futuro virtuoso nel rispetto dell’ambiente 2 4 lotti distribuiti su 3 ettari, situati sulla collina limitrofa a Colle Paradiso: si è parlato diffusamente della lottizzazione e degli studi riguardanti via Appennini Alta nel convegno “Il futuro ecologico a Jesi”, svoltosi il 23 maggio in un gremito Teatro Moriconi. Tra i presenti, molti operatori del settore, ma anche semplici curiosi. Massimo Bacci, presidente della Progetto Jesi, spiega che l’idea di Appennini Alta nasce dal Comune di Jesi, che ne ha curato la lottizzazione e la redazione del progetto preliminare, mentre Progetto Jesi si è occupata della progettazione definitiva ed esecutiva. La pubblicazione del bando per la vendita dei singoli lotti arriverà entro la metà di luglio, annuncia Bacci. La società Progetto Jesi, interamente partecipata dal Comune di Jesi e costituita nel giugno 2006, si occupa – lo ricorda il suo presidente – «della valorizzazione e dismissione di parte del patrimonio cosiddetto “non strategico” trasferitogli dal Comune». Dalle prime vendite, con- Premio Vallesina per Cernobyl Il Comitato Esecutivo dell’associazione Premio Vallesina comunica che l’incasso della serata di gala della quarta edizione del “Premio” che si svolgerà a Cupramontana il 28 giugno sarà a favore del “Progetto Cernobyl 2008” che viene portato avanti nella città di Jesi dal circolo Azzaruolo di Legambiente. Con l’incasso si vorrebbe acquistare una autoambulanza di seconda mano, un apparecchio endoscopico ed un pulmino da destinare all’ospedale provinciale della cittadina di Vetka. Il “progetto Cernobyl cretizzatesi all’inizio di quest’anno, è arrivato un importo di circa 1,8 milioni di euro. L’intervento del sindaco Belcecchi ha ricordato che la società in questione ha permesso al Comune di muoversi con strumenti di diritto privato, avere un ritorno in tempi rapidi, «immettere sul mercato immobili e proprietà che, pur tenendo conto delle logiche di mercato, salvaguardassero anche l’interesse pubblico delle operazioni e permettessero ricadute di caratte- getto “Jesi Città Solare”, re sociale». In tal modo «il con cui l’amministrazione cittadino di Jesi è messo in comunale supporta sogcondizione di acquistare getti privati e pubblici che un lotto di terra e sceglie- vogliano istallare pannelli re l’impresa che preferisce, fotovoltaici o termicorispettando sempre i crite- solari, con contributi in ri fissati per la costruzio- conto interessi; nel 2007 le domande dei privati ne». Il progetto dell’eco-quar- sono state oltre 100. L’astiere di via Appennini sessore chiarisce che ciò è Alta rientra, come spiega stato possibile soprattutl’assessore allo Sviluppo to grazie ai proventi della Sostenibile, Daniele Oli- convenzione stipulata nel vi, in un discorso iniziato 1999 tra il Comune di Jesi già nel 2004, i cui frutti e il Consorzio Jesi Energia saranno anche «l’eco-di- - Edison Termoelettrica stretto industriale di “Zipa Sadam Zuccherifici per la verde”, che sta partendo, e realizzazione della central’eco-distretto rurale nella le Turbogas nel territorio Riserva di Ripa Bianca». della Vallesina, nei pressi Olivi parla anche del pro- dello stabilimento Sadam. 2008” è la campagna più significativa in atto oggi per un aiuto rivolto alle popolazioni della Russia, Bielorussia ed Ucraina colpite dal disastro nucleare del 1986. Nelle zone contaminate dall’incidente la situazione sanitaria è assai preoccupante. Il progetto Vetka, cittadina nel distretto di Gomel, è destinato a portare aiuti umanitari, ma soprattutto a fare interventi sulla prevenzione e monitorare la situazione sanitaria attraverso l’ospedale locale, essendo la popolazione (15 mila abitanti di cui 2.700 bambini) ancora ad alto grado di contaminazione. L’angolodellapoesia VISITA AL FORO ROMANO Non ho voglia, quest’oggi, di colte notizie, di evocazioni libresche. Voci arcane mi guidano dai misteri reconditi del Palatino. Timori ancestrali mi scuotono l’anima. Le origini tragiche di un eterno destino incombono ancora sull’Urbe. Ecco Evandro, gli occhi scavati dal pianto sul tumulo del giovane figlio. Il sangue di Remo, versato in orribile fratricida contesa. Le mani cruente, Ed ecco gli Archi, malinconici segni di trionfi effimeri su popoli inermi. Pausa di quiete, tra foglie d’acanto, nel sacro recinto delle Vestali; ma il fuoco è spento nel tempio diruto. Son questi i valori di Roma? Mi raggiunge violento, dissacratorio, un lungo suono di clacson. Edmondo Coccia do il normale iter, e che «entro autunno dovrebbe tornare per l’approvazione definitiva in Consiglio Comunale, così che, nel 2009, le previsioni contenute nella variante generale al Piano potranno diventare realtà». La Romagnoli indica gli indirizzi programmatici della variante in due elementi fondamentali: tutela dell’integrità fisica e ambientale; concetto di sviluppo sostenibile sia nelle zone residenziali, sia nelle aree in cui si svolgono attività lavorative. “Zipa verde”, zona industriale con criteri di ecocompatibilità, è forse la prima area di questo tipo, nelle Marche, spiega l’assessore. La Banca Popolare di Ancona, sponsor del convegno, nelle persone del dr. Simone Baglieri e del dr. Pasquale Amodeo, ha presentato il Servizio Ambiente Energia, e diversi strumenti finanziari per la sostenibilità ambientale e la bioedilizia: impianti ad energia solare, eolica, veicoli a basse emissioni, tra gli esempi di investimenti finanziabili. Maria Chiara La Rovere Gli alunni di quarta elementare di Morro d’Alba e Belvedere al Museo Diocesano U Nell’arte con immaginazione n giorno di scuola inte- hanno partecipato alla visita al ressante e proficuo per gli completo, compresi gli alunni alunni delle tre classi di quarta che non si avvalgono dell’inseelementare delle scuole “Don gnamento della religione cattoBosco” di Morro d’Alba e “E. lica, con loro pieno entusiasmo Medi” di Belvedere Ostrense. e di tutte le famiglie. In tre giornate (7, 13, 14 mar- Dopo alcuni accenni storici al zo) le classi, accompagnate palazzo del Conte Emilio, le vadall’insegnante di religione Si- lide guide hanno accompagnamone Abate e dall’insegnante to i ragazzi alla lettura delle tre di italiano Isabella Del Priore, grandi tele del Valeri nel salosi sono alternate nella visita del ne d’ingresso. Museo Diocesano di Jesi. Tutti L’immaginazione dei giovani i ragazzi sono rimasti visibil- ospiti è stata subito rapita dai mente colpiti dal consistente tre episodi biblici; gli alunni si patrimonio svelato davanti ai sono ritrovati catapultati sulla loro occhi attraverso le accat- scena del “Giudizio di Salotivanti ed esplicative attività mone” che ha lasciato alla loro proposte dalle guide Ester e fervida fantasia il compito di Katia nelle tre ore di visita. sciogliere la difficile contesa tra Gli insegnanti sono rimasti as- le due donne; in seguito hansai soddisfatti dell’esperienza no partecipato alla festa della vissuta dai loro alunni, occasio- “Fondazione del tempio di Gene di approfondimento a carat- rusalemme” e, infine, alleati di tere culturale studiato per i ra- Giuditta mentre sferra il colpo gazzi di qualsiasi origine cultu- mortale al nemico Oloferne. rale e religiosa; le classi, infatti, Ritornati alla realtà sono an- il rude senso d’onore di Lucio Virginio. Olocausti d’eroi, di Deci, di Fabi, amore fatto di sangue. Jesi è al primo posto, nelle Marche, in quanto a metriquadri di pannelli solari per abitante, fa notare Olivi, «proprio mentre in Italia si annuncia di voler ripartire con il nucleare». L’architetto Francesca Sorricaro ha esposto i criteri di sostenibilità della lottizzazione di via Appennini Alta, «comparto cerniera tra città e campagna»: una progettazione che ha tenuto in considerazione l’assetto morfologico e naturale, i dati climatici, le varie caratteristiche dell’area in questione – pensando, ad esempio, una vegetazione che regoli il passaggio della radiazione solare e dei venti, e l’ombra – e si è indirizzata verso comfort acustico, contenimento dei consumi idrici, risparmio energetico, fonti rinnovabili, contenimento dell’inquinamento luminoso, raccolta differenziata, mobilità dolce, percorsi pedonali e ciclabili. Sulla base delle indicazioni in merito, si è mossa l’E.R.A.P. (Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica) di Ancona, che ha redatto la progettazione definitiva ed esecutiva, descritta dall’ingegnere Maurizio Urbinati. Interessante la testimonianza dell’architetto Andrea Bondonio, che ha portato il caso di Parco Ottavi a Reggio Emilia, in cui una committenza privata, in stretta collaborazione con amministrazione comunale e circoscrizioni, ha affidato il progetto attraverso un concorso di enti e fissato obiettivi strategici ed ecosostenibili per un’area di 53 ettari. L’assessore all’Urbanistica del Comune di Jesi, Simona Romagnoli, ha invece tracciato i contenuti del Piano Regolatore approvato nell’aprile 2007, attualmente in Provincia, secon- dati alla scoperta delle nove stanze del museo, ammirando e scegliendo le opere pittoriche e scultoree che li avevano più sorpresi. La visita è stata impreziosita da una caccia al tesoro e dalla costruzione del Pasquamentro, il “misuratore” del tempo di Pasqua, utile ad approfondirne i più importanti momenti e significati, divenuto anche un interessante mezzo di scambio culturale con gli alunni presenti, rappresentanti di altre religioni. Il Giocablocco del Conte Emilio, testo didattico di ausilio alla visita, è infine rimasto nelle mani dei giovani visitatori, dando loro la possibilità di continuare a giocare con l’arte e i suoi significati a casa o magari di tornare ad esplorare i mille “segreti” rimasti ancora da scoprire al Museo Diocesano. Simone Abate III° Concorso Nazionale di Poesia Valeria Moriconi S Serata di festa e di emozioni abato 7 giugno alle ore 21, al Teatro Studio Valeria Moriconi di Jesi, si svolgerà la serata finale del III° concorso Nazionale di Poesia dedicato a Valeria Moriconi. Il concorso è stato organizzato dalla Compagni Teatrale “El Passì” di Jesi e rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo grado. Inter verran- no il sindaco Fabiano Belcecchi e l’assessore alla cultura Valentina Conti. Gli allievi della scuola musicale Pergolesi eseguiranno brani musicali. Anche quest’anno è stata massiccia la partecipazione al concorso da parte di studenti di tutta Italia. Le poesie in gara sono state selezionate da una giuria di scrittori e poeti, autori di scritti in lingua, nonché vincitori di premi letterari di prestigio: Federica Coppari, Elettra Mancinelli, Sergio Cardi- nali, Giovanni Falsetti (presidente di giuria). I premi sono offerti dalla compagnia “El passì”. A ciascuno dei vincitori sarà consegnato anche un trofeo creato e realizzato dagli studenti dell’Istituto d’Arte Mannucci di Jesi. La scuola di Musica Pergolesi donerà un premio speciale alla poesia più armonica e musicale. Una serata di festa e di emozioni per i giovani vincitori del concorso, per i musicisti, per gli studenti. Tiziana Tobaldi 6 Jesi 8 giugno 2008 Il comune di Poggio San Marcello gemellato con Citluk-Medjiugorie L’avvocato risponde In caso di incidente stradale L’ultima normativa riguardante gli incidenti stradali è dell’anno scorso: il risarcimento dei danni può essere richiesto direttamente alla propria compagnia assicuratrice, invece che a quella della controparte. In caso di incidente fra due veicoli a motore (e, quindi, le biciclette non sono comprese), muniti di targhe italiane (e, quindi, non sono compresi motorini e veicoli stranieri), in cui vi siano soltanto danni al veicolo o lesioni fisiche lievi (fino al 9% di invalidità), si può denunciare il sinistro alla propria compagnia, compilando il cosiddetto modulo blu in tutte le sue parti. Se il modulo blu è stato sottoscritto da entrambi i conducenti, la compagnia assicuratrice deve effettuare la propria offerta di risarcimento entro 30 giorni; se invece il modulo blu è stato sottoscritto da uno solo dei conducenti, il termine viene prorogato a 60 giorni. Per le lesioni a persona, vi è un’ulteriore proroga a 90 giorni. Se la compagnia ritiene di non dover risarcire nulla, dovrà comunque inviare, negli stessi termini, una comunicazione per spiegarne i motivi. Entro i 15 giorni successivi dai termini sopra indicati la compagnia assicuratrice deve provvedere al pagamento della somma offerta. Amicizia e solidarietà Da venerdì 9 maggio fino a domenica 11 maggio è arrivata dalla Bosnia-Erzegovina ed in particolare dal comune di Citluk-Medjugorie, come ospite del Comune di Poggio San Marcello, una delegazione guidata dal sindaco di Citluk, il dott. Ivo Jerkic, per incontrare il sindaco di Poggio San Marcello e confermare quel gemellaggio siglato già dal 2005 tra i due comuni. Sabato 10 maggio presso il palazzo comunale di Poggio San Marcello, i due sindaci e i loro rispettivi collaboratori si sono scambiati alcuni doni e questa è stata una buona occasione per chiedere ad entrambi da dove è nata l’idea del gemellaggio. Entrambi i sindaci hanno sottolineato che, nonostante la lontananza geografica, i due municipi hanno veramente molti aspetti Naturalmente, se il risarcito ritiene che la somma non sia congrua, potrà comunque incassare il risarcimento, inviando alla compagnia assicuratrice una lettera per comunicare che la somma viene trattenuta come acconto, riservandosi di agire in giudizio per il residuo. Nel caso che l’incidente non risponda ai requisiti che abbiamo appena detto, il risarcimento andrà richiesto alla compagnia assicuratrice del responsabile del danno, così come avveniva in passato: questo avviene, ad esempio, quando uno dei veicoli sia privo di targa (biciclette, ciclomotori, ecc.) oppure quando vi siano lesioni fisiche con percentuali invalidanti superiore al 9% oppure quando nell’incidente siano coinvolti più di due veicoli, ecc. Anche in questo caso, la compagnia assicuratrice della controparte dovrà formulare le offerte di risarcimento nei termini che abbiamo sopra detto ed inviare l’assegno entro i 15 giorni successivi (oppure 30, nel caso che il danneggiato non abbia comunicato nulla). In tutti i casi se l’offerta ricevuta dal danneggiano non viene ritenuta congrua, egli si può rivolgere all’autorità giudiziaria (Giudice di Pace o Tribunale): e qui, stante le lungaggini della procedura, non rimane che armarsi di santa pazienza. Paolo Marcozzi, avvocato in comune: la volontà di promuovere i loro territori attraverso il turismo, la presenza in tutti e due i comuni di importanti santuari mariani e la costruzione di un ponte di solidarietà tra le due popolazioni già durante i primi anni 90 con la guerra nella ex-Jugoslavia e l’invio di aiuti umanitari da molti comuni della Vallesina. Il gemellaggio fortifica i legami già esistenti attraverso gesti concreti e impegni condivisi e i due sindaci si augurano che questi rapporti potranno durare anche dopo la fine delle rispettive legislature. Anche per il futuro ci sono in cantiere alcuni progetti che dovrebbero facilitare la creazione di relazioni tra i bambini e i giovani dei due territori anche grazie al coinvolgimento delle istituzioni scolastiche o delle associazioni sportive. Il sindaco di Citluk ha segnalato che la sua cittadina ospiterà nei primi giorni di agosto un Festival dei giovani con la partecipazione anche di Andrea Bo- celli. In occasione della visita in Italia, la delegazione bosniaca accompagnata dal sindaco di Poggio San Marcello, ha fatto anche una tappa in Vaticano per essere ricevuta da mons. Comastri, che ha “benedetto” il gemellaggio augurando che esso porti frutti di speranza ed amicizia. Stefania Vico Nella prima foto: domenica 11 maggio al termine della Messa solenne delle ore 11, il gruppo di Sindaci con diverse associazioni di volontariato, incontrate negli ultimi tre anni a Poggio San Marcello (tra le 36 associazioni a cui sono stati conferiti riconoscimenti civili per l’attività svolta). Nella seconda foto: l’incontro il 9 maggio in Vaticano tra il cardinale Angelo Comastri e i Sindaci gemellati Avv. Consoli Tiziano e il Dott. Ivo Jerkic(al centro) rispettivamente per Poggio San Marcello e Citluk – Medjugorje. DUE EVENTI IMPORTANTI Nell’ambito dei festeggiamenti per i 400 anni del Santuario Madonna del Soccorso, il comune di Poggio San Marcello si è inserito con due iniziative che testimoniano il desiderio della comunità civile di contribuire a far conoscere la storia e la sensibilità del paese così tanto legato a Maria. Venerdì 9 maggio i Sindaci gemellati Tiziano Consoli e Ivo Jerkic rispettivamente di Poggio San Marcello e Citluk – Medjugorje (Bosnia – Erzegovina) hanno partecipato ad una visita ufficiale in Vaticano ed incontrato il cardinale Angelo Comastri. L’incontro con il Cardinale arriva alla fine di un lungo progetto di scambio culturale, progettato e realizzato da Consoli e che ha visto l’interessamento del Vaticano. I Sindaci hanno presentato il progetto di gemellaggio fra le due comunità, basato sui comuni valori culturali cristiani, finalizzato a crescere la cultura solidale e valoriale delle rispettive comunità, senza disdegnare opportunità di tipo economico – sociale. Il Cardinale dopo avere ascoltato i Sindaci, si è complimentato con gli stessi, e ha richiamato l’at- tenzione sulla politica che deve essere vissuta come servizio per l’uomo in ogni stadio della vita dalla procreazione fino alla sua fine naturale. La preoccupazione del Presule poi, si è spostata sui giovani, sulla deriva esistenziale dovuta principalmente a modelli sbagliati posti all’attenzione generale. In chiusura i Sindaci hanno invitato il Cardinale nei rispettivi comuni, e simpaticamente lo stesso ha ricordato le tre visite a Medjugorje nel 1983, 84, 85 alla guida della sua comunità parrocchiale. Per la cronaca era la prima volta che un Sindaco di Poggio San Marcello venisse ricevuto in forma ufficiale al Vaticano. Domenica 11 maggio alla solenne celebrazione eucaristica, hanno partecipato diversi sindaci della Vallesina e numerosi rappresentanti delle associazioni di volontariato incontrate negli ultimi tre anni a Poggio San Marcello. Questi due eventi rappresentano la sintesi di tre anni di lavoro per diffondere una cultura solidale. Per Poggio San Marcello il risultato raggiunto rappresenta un traguardo difficilmente immaginabile. f.f. Sociopolitica IMPIANTI IDRAULICI ASSISTENZA TECNICA MATERIALI E ACCESSORI PER BAGNI TERMOIDRO di GIANFRANCO MUZI Via Giuseppe Guerri, 17 JESI Tel. 0731 200337 - 335.247108 Secondo appuntamento, giovedì 5 giugno, alle ore 21, presso la Pinacoteca Civica di Palazzo Pianetti, del ciclo di incontri “La Politica e la Storia. Gli Spazi Politici del Mondo Globale”, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune, in collaborazione con Moris Gasparri che terrà una conferenza dal titolo “L’Europa e le sfide del mondo globale”. Moris Gasparri vive a Milano, dove sta completando gli studi alla facoltà di filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele. Allievo di Massimo Cacciari e Guido Rossi, è tra i fondatori dell’associazione politico-culturale Lo Spazio della Politica. Collabora con la rivista di geopolitica Limes, con la Fondazione Italianieuropei di Massimo D’Alema, con la Casa della Cultura di Milano, con la Fondazione Gianni Pellicani di Venezia e l’Istituto italiano degli studi filosofici di Napoli. Il prossimo appuntamento sarà mercoledì 18 giugno con Gianni Sofri, specialista di storia dell’Africa e dell’Asia. Castelplanio - 60032 (An) - Via Roma, 117 - Tel. 0731.813444 r.a. - Fax 814149 www.fazibattaglia.com Vita ecclesiale Parola di Dio 8 giugno 2008 8 giugno 2008 - 10^ domenica del tempo ordinario (anno A) Sono venuto apposta anche per te esattori delle tasse. Come Gesù si porta addosso un nome In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato espressivo (Gesù siMatteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli gnifica “Dio salva”) si alzò e lo seguì. così Matteo si porta Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani addosso un nome e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. altrettanto espressiVedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro vo (Matteo significa maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». “dono del Signore”). Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, E’ diventato discema i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io polo per dono inavoglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare non i spettato del Signore! giusti, ma i peccatori». Parola del Signore Il primo passo lo fa il Signore. Il secondo lo fa Matteo. E’ un peccatore doppio: Commento collabora con l’invasore romano e certamenChi è veramente un tipo religioso? (domeni- te un approfittatore. E’ seduto… mentre Gesù ca passata c’era una riposta… rivedila!). Non il è in cammino. In accomodato al suo banco, e tipo veramente formale e attento alle cerimo- Gesù lo fa alzare ( “risorgere”). Ha fede, si fida, nie (che non vuol dire squalifica del rito), ma il obbedisce, confessa la propria impotenza e cretipo senza meriti, che si abbandona a lui, anche de nella potenza del Signore. Inizia una nuova e proprio nel peccato. Questo tipo ha un nome: fraternità. A tavola con i pubblicani e i peccatoMatteo. E Gesù emerge con la sua intenzione di ri, e Gesù in mezzo. Non tarda ad arrivare una nuova polemica. Forse si sarebbero aspettati fondo: fare misericordia! Con tratti brevi e intensi il Vangelo descrive che un peccatore tornasse alla pratica farisaica, questo incontro tra il peccatore e il Misericor- e invece lo vedono in allegra convivialità. Forse dioso. Dopo i pescatori, ecco Gesù chiama gli aspettavano che Gesù ribadisse la necessità di una osservanza rituale. E invece Gesù rovescia la prospettiva, proprio in base alla Parola di Dio (in Osea): Misericordia e non sacrificio. Anche i peccatori hanno un posto nella mensa del Regno Chi è veramente religioso? Non chi ha sempre avuto una buona condotta, né chi ha osservato tutte le regole giudaiche , ma chi aderisce a Gesù. E’ religioso chi non ha niente di cui vantarsi, accetta la mano tesa del “Medico” che risana e fa sentire l’Amore di Dio. Non è religioso chi sta seduto nelle osservanze dei precetti e guarda con orgoglio chi è impigliato nel peccato. CHIESA dell’ADORAZIONE Giovedì 5 giugno Mattino: Consiglio Presbiterale ore 18: Incontro con il “Liceo Classico” a palazzo Pianetti per presentazione libro Venerdì 6 giugno ore 16.30: Commemorazione di Enrico Medi, teatro del Museo Diocesano Sabato 7 giugno ore 19: Pianello Vallesina, S. Messa nella festa della Parrocchia ore 21.15: Parrocchia San Francesco di Paola, S. Messa con il Cammino Neocatecumenale Domenica 8 giugno Partecipazione all’arrivo del pellegrinaggio Macerata Loreto ore 11.30: S. Maria Nuova, S. Messa per il “Santamarianuovese Lontano” Martedì 10 giugno ore 15.00-18.30: il Vescovo riceve nella cappella di San Floriano, in Duomo, coloro che desiderano confessarsi o avere un colloquio spirituale. Senza appuntamento. ore 19: Incontro con il MEIC ore 21: Parr. San Giovanni Battista: incontro con i Fidanzati Mercoledì 11 giugno Mattino: Conferenza Episcopale Marchigiana ore 18: Chiesa dell’Adorazione: S. Messa in onore del Sacro Cuore. Giovedì 12 giugno ore 18: Partecipazione alla presentazione della ristampa del libro di don Clemente Ciattaglia, Voci d’oggi sul Vangelo luogo di adorazione e di ascolto Dal lunedì al venerdì (eccetto i giorni festivi infrasettimanali), dalle ore 16 alle 19,30 un Sacerdote è a disposizione nella Chiesa dell’Adorazione per le Confessioni e il colloquio spirituale. Questo servizio, offerto a tutti, vuol essere in modo particolare una opportunità data ai giovani. Viene di seguito indicato il Sacerdote presente per ciascun giorno: Lunedì 9 giugno: Martedì 10 giugno : Mercol. 11 giugno : Giovedì 12 giugno : Venerdì 13 giugno : di don Mariano Piccotti [email protected] Quando mi sarò unito a te Dal Vangelo secondo Matteo (9,9-13) Agenda Pastorale del Vescovo 7 Don Mariano Piccotti Don Giovanni Ferracci Don Maurizio Fileni Don Marco Cecconi Don Emilio Campodonico Circolo Contardo Ferrini In ricordo di Medi Ricorrono i 34 anni dalla morte di Enrico Medi, scienziato atomico di fama internazionale, parlamentare, onesto e cristiano coerente. Tutti coloro che ascoltarono le sue conferenze nel nostro Teatro Pergolesi e seguirono la sua guida la sera dell’arrivo del primo uomo sulla Luna sono invitati a partecipare Venerdì 6 giugno alle ore 17 presso il Teatro del Museo Diocesano piazza Federico II, 7 l’insegnante Jole Ciarmatori ricorda Enrico Medi Alle ore 18,30, in Duomo, don Giuseppe Bartera, primo postulatore della causa di beatificazione, celebrerà la Santa Messa alla quale sarà presente il vescovo Rocconi. Venerdì 13 giugno ore 9-13: Intervento al campo di formazione per capi scout a Montorso ore 17: AVULSS: Catechesi e S. Messa ore 20.30: S. Maria Nuova, processione in onore di S. Antonio, patrono Quando mi sarò unito a te con tutto il mio essere, non sentirò più dolore o pena; la mia sarà vera vita, tutta piena di te. Tu sollevi in alto colui che riempi di te; io non sono ancora pieno di te, sono un peso a me stesso. Gioie di cui dovrei piangere contrastano in me con pene di cui dovrei gioire, e non so da che parte stia la vittoria. Abbi pietà di me, Signore! Non ti nascondo le mie ferite. Tu sei il medico, io sono malato; tu sei misericordioso, io infelice. (S. Agostino, Le confessioni, X, 28) Meic, gruppo Edith Stein di Jesi La Bigliardi e l’unità Il movimento ecclesiale di impegno culturale riceve luce e forza dal Vangelo e dalla comunione fraterna da quanti, da laici impegnati, desiderano promuovere una cultura di ispirazione cristiana a servizio della comunità civile ed ecclesiale. Proseguendo nel suo iter culturale, il gruppo invita con gioia i cittadini di Jesi e della Vallesina al prossimo incontro che si svolgerà sabato 14 giugno con il seguente programma: ore 17, nella sala conferenze della seconda circoscrizione (piazzale San Francesco), la dott.ssa Rosalia Bigliardi Parlapiano tratterà il tema “Dialogo culturale e cultura dell’unità”; ore 19 nella chiesa di San Francesco d’Assisi, liturgia eucaristica (Messa prefestiva) presieduta dal vescovo Gerardo Rocconi. Ore 20 a cena insieme per vivere momenti di dialogo e di gioia fraterna. Per le adesioni, telefonare a Maria (tel. 0731 206632 – ore pasti) entro l’11 giugno. ufficio liturgico diocesano Corsi estivi per il canto L’associazione Italiana Santa Cecilia organizza due corsi estivi: LONIGO (Vicenza) dal 9 al 12 luglio sul tema “Il canto della liturgia quotidiana” FIESOLE (Firenze) dal 20 al 27 luglio sul tema “Seminario per i direttori di coro e cantori”. La settimana liturgica Il CAL (Centro Azione Liturgica) organizza la 59ma Settimana Liturgica Nazionale a Palermo dal 25 al 29 agosto (con possibilità di viaggio in aereo), sul tema: “Celebrare per aver parte al mistero di Cristo”. Chi fosse interessato a partecipare ad uno di questi Corsi è pregato di prendere contatto quanto prima con l’Ufficio liturgico diocesano (don G. Franco: tel. 0731.203036 oppure cell. 333.4807893) L’Ufficio Liturgico generalmente resta aperto ogni martedì dalle 10,30 alle 12,30 - tel. 0731.226745 Piazza Federico II, 8 - 60035 Jesi An Telefono 0731.208145 Fax 0731.208145 [email protected] www.vocedellavallesina.it c/c postale 13334602 Sabato 14 giugno ore 7: Loreto, S. Messa per i partecipanti al pellegrinaggio notturno Jesi-Loreto ore 19: S. Messa per aderenti e simpatizzanti MEIC a conclusione dell’anno pastorale ore 21.15: Parrocchia San Francesco di Assisi, S. Messa con il Cammino Neocatecumenale Direttore responsabile Beatrice Testadiferro • Proprietà Diocesi di Jesi • Registrazione Tribunale di Ancona n. 143 del 10.1.1953 • Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola www.galeati.it • Spedizione in abbonamento postale • Abbonamento annuo 35 euro - di amicizia 50 euro - sostenitore 100 euro • Tutti i diritti riservati • Esce ogni mercoledì • Associato alla Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Domenica 15 giugno ore 10.30: S. Pietro Martire, S. Messa nella Festa della Comunità Ai sensi dell’articolo 13 del D. Lgs 196/2003 (Codice privacy) si comunica che i dati dei destinatari del giornale, forniti all’atto della sottoscrizione dell’abbonamento o diversamente acquisiti sono contenuti in un archivio informatico idoneo a garantire la sicurezza e la riservatezza. Tali dati saranno utilizzati, salvo divieto espresso per iscritto dagli interessati, oltre che per il rispetto al rapporto di abbonamento, anche per proprie attività istituzionali nonchè per conformarsi ad obblighi di legge. Settimanale di ispirazione cattolica fondato nel 1953 8 Vita Ecclesiale 8 giugno 2008 Joaquin Navarro Vals rilascia un’intervista al nostro settimanale I grandi santi erano tutti di buonumore no invitandomi a portare le mie idee. Lavoro anche in un comitato strategico di una casa produttrice di film che devono avere come caratteristica una grande qualità tecnica ed una consistenza di valori. Infine ho creato insieme ad un amico una fondazione senza scopo di lucro per la famiglia e l’educazione, che promuoviamo attraverso studi teorici, suggerimenti di progetti di legge e borse di studio. Navarro Vals ha sostenuto che l’ormai celebre discorso di Ratisbona non è stata affatto una scivolata di papa Benedetto XVI, che è un fine intellettuale e che riesce a parlare alla testa della gente per poi arrivare al cuore. Che uno Stato veramente laico è quello in cui ognuno può vivere la propria fede pubblicamente e privatamente in tutta libertà. Che spesso, per molti documenti, Giovanni Paolo II prima di farli pubblicare scriveva accanto ad essi “che lo veda Ratzinger”. Infine come non menzionare i ricordi delle ultime ore di papa Wojtyla, quando, il giorno prima di morire, con grande sforzo, chiese che gli venissero lette le stazioni della Via Crucis, una pratica che era solito fare sempre. Navarro Vals ha affermato che in Giovanni Paolo II non c’era nulla di straordinario apparentemente, perché viveva la virtù come se non provasse sforzo, in quanto era un uomo pazzamente innamorato di Cristo, che aveva seguito fin dalla giovinezza. Voce della Vallesina era presente e, a margine dell’incontro ha potuto rivolgere qualche domanda al dottor Navarro Vals. Dottor Navarro Vals, ora che non è più direttore della Sala stampa vaticana, di cosa si occupa? Sono tornato al mio primo amore, la medicina. Inoltre, il direttore del quotidiano Repubblica, Ezio Mauro mi ha chiesto di scrivere sul suo quotidia- C’è un ricordo in particolare che le è rimasto di Giovanni Paolo II? E’ difficile isolare un momento. I ricordi sono connessi tra loro in un tutto pieno di senso. Credo che anche molte altre persone che hanno avuto modo di conoscerlo la pensino così. l’asterisco E ’ stato un incontro piacevole ed interessante quello che si è avuto il 15 maggio con il dottor Joaquin Navarro Vals all’Accademia universitaria “Il Poggio”, una residenza dell’Opus Dei a Roma. L’e x direttore della sala stampa vaticana è stato invitato per raccontare a tanti giovani interessati la sua carriera di giornalista a servizio di Papa Giovanni Paolo II prima e di Benedetto XVI, seppur per breve tempo, poi. Sentendolo parlare, gli ascoltatori hanno avuto modo di riflettere su alcuni aspetti inerenti la comunicazione oggi e sui tanti aneddoti relativi ad oltre vent’anni di lavoro per la Santa Sede. Navarro Vals ha raccontato di come Giovanni Paolo II sostenesse che nell’epoca attuale è il prete che deve andare verso la gente e non il contrario, come accadeva un tempo. Proprio per questo papa Wojtyla ha compiuto numerosissimi viaggi in tutto il mondo: per mettere al centro la fede in un mondo che tende a chiuderla nel recinto della soggettività e per portare Cristo a tutti. Navarro Vals ha raccontato che una domenica, in una parrocchia romana, un bambino chiese a Giovanni Paolo II perché viaggiasse così tanto. Il papa rispose: “Perché non tutto il mondo è qui”, volendo dire che i problemi sono tanti e diversi a seconda dei luoghi. Le cose di cui si è trattato sono davvero tante, vista la caratura del personaggio che parlava. Tra le altre * Quali erano i momenti più intensi con il Papa? Un momento intenso era quando lo vedevo pregare. Quando pregava si immergeva in una profondità abissale. E poi quando ti prendeva in giro. Era una persona di ottimo umore e questo è indice di vera santità. I grandi santi erano tutte persone di buon umore. Penso per esempio a Madre Teresa e a San Josemaria Escrivà de Balaguer. In gioventù il buon umore è d’obbligo. Quando si avanza con l’età, tra gli acciacchi, diventa segno di santità. Come giudica il comportamento dei mass media nei confronti di Benedetto XVI? Ero negli Stati Uniti durante il recente viaggio del di Giacomo Galeazzi Benedetto XVI e la devozione mariana Maria antidoto alla secolarizzazione. L’impronta mariana riallaccia il pontificato di Benedetto XVI alle radici del pensiero teologico di Joseph Ratzinger, lettore appassionato del XXXIII canto del Paradiso, devoto alla Madonna «per noi mortali di speranza fontana vivace», alla «Vergine Madre, figlia del tuo Figlio, umile ed alta più che creatura, termine fisso d’eterno consiglio». Alla crisi dell’idea di Chiesa, alla crisi della morale, alla crisi della donna, Joseph Ratzinger ha da proporre un rimedio che, spiega nel “Rapporto sulla Fede” di Vittorio Messori, «ha mostrato concretamente la sua efficacia lungo tutti i secoli cristiani. Un rimedio il cui prestigio sembra essersi oscurato presso alcuni cattolici, ma che è più che mai attuale». E’ il rimedio che indica con un nome breve: Maria. «Joseph Ratzinger - osserva Messori - è ben cosciente della difficoltà di certi settori di credenti a recuperare in pieno un aspetto fondamentale del cristianesimo come la mariologia, che pure è stato ribadito dal Vaticano II come culmine della Costituzione dogmatica sulla Chiesa». Eppure, inserendo il mistero di Maria nel mistero della Chiesa, il Concilio Il fuoco dello Spirito Santo ma glorificano sempre un evento. In Oriente sono quasi un sacramento e vanno osservate nel contesto di una chiesa e non solo come forme decorative. Di volta in volta vengono richiamati i concetti che si intendono esprimere secondo il momento da rappresentare. Ad esempio le icone della Pentecoste evidenziano su tavole il segno con cui lo Spirito Santo è stato effuso. Sorgente della luce è il fuoco. Durante le cerimonie Ortodosse, le icone vengono mostrate come segno d’unità, quasi a formare un contatto tra l’oltre e ciò che è terreno. La discesa del Paraclito è la fedeltà di Cristo, la sera stessa del giorno di Pasqua. Con il Battesimo lo Spirito Santo scende su tutta la persona, invadendola di nuova forza. Ogni uomo è un dono e un apostolo per l’unità. Tutti, raggiunti dal fuoco dello Spirito, rappresentano le colonne portanti della Chiesa stessa. Nelle icone non sempre troviamo personaggi fedeli a quell’evento storico preciso, ma presenti comunque come simboli di risposta di conversione all’evento del Cristo e quindi immaginati presenti nella forma del loro agire. Nel ruolo missionario ed annunciante, prende parte in forma centrica Maria, raffigurata su un trono acceso dalla luce del grande fuoco di Pen- 2.3.1936 31.5.2004 Papa e ho notato che tutte le televisioni erano puntate su di lui. Il Papa calamita l’attenzione. Quanto ai travisamenti, bisogna sottolineare che i mass media non sono un tutt’uno omogeneo. Alcuni, certo, volontariamente travisano il messaggio del Papa. Lei è un numerario dell’Opus Dei. Perché pensa ci sia una leggenda nera attorno a questa realtà? Penso che non ci sia alcuna leggenda nera. Ho letto recentemente su Le Monde diplomatique di come il Codice Da Vinci sia stata, in realtà, una benedizione per l’Opera, perché in questo modo ha potuto farsi conoscere meglio, per quello che realmente è. Federico Catani ha compiuto una scelta significativa che avrebbe dovuto ridare nuova lena alle indagini teologiche, che, invece, nel primo periodo post-conciliare hanno registrato per questo aspetto una brusca caduta. Commemorando, nel 1968, il 18° anniversario della proclamazione del dogma dell’assunzione di Maria in corpo e anima alla gloria celeste, l’allora professor Ratzinger già osservava: «L’orientamento, in pochi anni, è talmente mutato che oggi ci riesce difficile capire l’entusiasmo e la gioia che allora regnarono nella Chiesa. Oggi si cerca magari di eludere quel dogma che tanto ci aveva esaltati, ci si domanda se questa verità dell’Assunta (come tutte le altre verità cattoliche su Maria) non procuri difficoltà con i fratelli protestanti. Quasi che la mariologia fosse una pietra che ostacola il cammino verso la riunione. E ci domandiamo anche se, attribuendo il posto tradizionale a Maria, non si minacci addirittura l’orientamento della pietà cristiana, deviandola dal guardare solo a Dio Padre e all’unico mediatore, Gesù Cristo». Al contrario, Joseph Ratzinger è consapevole di un dato imprescindibile: «Se sempre il posto occupato dalla Madonna è stato essenziale all’equilibrio della fede, oggi ritrovare quel posto è urgente come in poche altre epoche della storia della Chiesa». Associazione “Noi Operatori di Pace”: incontro con don Vittorio Magnanelli Se Cristo, Uomo e Dio con tutte le caratteristiche umane e divine, è anche l’immagine del Padre, parlare dello Spirito Santo e della sua opera è impegnativo. Senza lo Spirito, che possiamo definire un “formidabile compagno di vita” non possiamo seguire Gesù e i suoi insegnamenti nella nostra vitae perché rimaniamo imprigionati nella nostra umanità troppo debole. Don Vittorio Magnanelli, nell’incontro che ha tenuto per i membri dell’associazione “Noi Operatori di Pace”, ha presentato efficacemente l’azione dello Spirito Santo illustrando un’icona russa del XIX secolo s.t. Contemplando l’icona Le Icone non raffigurano eventi nella loro storicità Anniversario tecoste. Essa è ultima dopo il Cristo e prima nell’apostolato, come madre e figlia della chiesa. Lei ha già ricevuto lo spirito santificante, il giorno dell’annunciazione aderì prontamente dando origine alla prima Pentecoste. Tutto segue una collocazione precisa data dalla legge centrifuga con cui gira lo Spirito e permea la Chiesa del suo carisma. La predicazione va aperta nella carità fino al Martirio; ecco l’espressione dell’arcata sul mondo. Mentre intorno, i Santi di tutti i tempi, sono la fioritura sicura di ciò che possono fare i frutti di tale contemplazione. Elisabetta Rocchetti Ameleria Cerioni Ved. Torelli Fa’, o Signore, che le prove della vita non spengano mai il sorriso sulle nostre labbra; dalle profondità del nostro cuore scavato dal dolore scaturiscano sempre parole di conforto e di bontà, pietre preziose estratte dalla cava della Tua misericordia. Nel quarto anniversario del suo ritorno al Padre, i familiari e gli amici la ricordano con affetto In ricordo 2006 28 maggio 2008 Alberto Solustri A due anni dalla conclusione della sua avventura terrena, ricordiamo Alberto Solustri, capo degli Scout Agisci per 25 anni, con alcune parole di una sua preghiera: “Il Signore, che è magnifico, mi aiuta, mi apre le braccia, mi mostra i doni che ha messo a disposizione di tutti noi, mi aiuta a far sì che io possa farli vedere a tutti color che vogliono essere ciechi. Aiutami a trasmettere con il mio servizio tutto il Tuo amore. Cupramontana – Madonna della Grotta Il pellegrinaggio Domenica 18 maggio si è compiuto come avviene ormai da 28 anni il pellegrinaggio della comunità cuprense al Santuario della Madonna della Grotta di Precicchie. Nonostante il tempo non incentivasse l’uscita, come sempre sono stati tanti i cuprensi che alle 6 della mattina si sono ritrovati alla volta di Precicchie, con don Maurizio Fileni in capo al corteo. Rispettando il programma alle 11 si è celebrata la Santa Messa, che quest’anno ha puntato l’accento sulla grandezza dell’amore di Dio: ”Dio ha amato così tanto l’uomo che per salvarlo dal peccato ha emulato il suo unico figlio.” Don Maurizio durante l’omelia ha spiegato come tornando a casa tutti i presenti dovessero raccontare che quest’anno il pellegrinaggio è andato benissimo, non per il gran numero di persone intervenute, né tanto meno perché la pioggia tanto temuta non è caduta, ma perché dalla lettura del Vangelo secondo Giovanni abbiamo appreso una grande verità che spesso noi cristiani dimentichiamo: Dio ci ama. Cristiana Simoncini In diocesi 8 giugno 2008 9 Iniziativa missionaria dell’Ordine Francescano Secolare dei Frati Minori delle Marche Progetto “Sorella Costa”: la carità vissuta per amore È partito sotto i migliori auspici il progetto “Sorella Costa”, l’iniziativa missionariaumanitaria che vede interessato l’Ordine Francescano Secolare dei Frati Minori delle Marche, per la cura dell’Ulcera del Buruli, una malattia provocata da un Mycobacterium, così come la Lebbra e la Tubercolosi che corrode la pelle e la carne, arrivando spesso anche alle ossa e che colpisce preferibilmente i bambini a partire dai 2 anni. Un’avventura iniziata alcuni mesi fa quando il Cardinale della Costa d’Avorio Bernard Agrè, ha richiesto all’Ordine Francescano Secolare dei Frati Minori delle Marche di collaborare con la fondazione “Iseni y Nervi”, per la costruzione di una struttura sanitaria polifunzionale e modulare in grado di affrontare l’emergenza sanitaria in cui versa la Costa d’Avorio, colpita gravemente da questa malattia, di cui poco se ne parla ma che è diffusissima, poiché solo in questa nazione sono circa 30.000 i casi accertati. La presentazione ufficiale del progetto e i primi aiuti concreti sono avvenuti il 6 aprile durante il consueto Convegno Regionale dell’Ordine, una giornata di spiritualità in cui si è percepito nell’aria un soffio di vitalità nuova, un desiderio di fraternità e di amore reciproco, come se il conoscere la sofferenza di quei bambini colpiti dalla “nuova Lebbra” avesse sciolto i cuori e le menti dei francescani secolari allo stesso modo di quando San Francesco d’Assisi incontrò il lebbroso e cambiò totalmente vita. Il tutto proprio nell’anno in cui cade l’ottocentenario della sua prima missione nelle Marche. All’evento sono intervenute alcune autorità civili e ecclesiastiche, quali Ferdinando Campana, Padre Provinciale uscente dei Frati Minori delle Marche, il prof. Alberto Cattaneo, i rappresentanti della Regione Marche, della Provincia di Ancona e Macerata, della Azienda Sanitaria Regionale, zona di Senigallia, dell’Università di Medicina di Ancona e di alcuni Comuni tra cui Macerata, Ostra, Castelplanio. L’afflusso di laici francescani e di diversi simpatizzanti è stato numeroso come non mai: quasi 500 partecipanti e tutti interes- sati a prendere coscienza di una situazione sanitaria mondiale a cui deve seguire un impegno serio per soccorrere tanti sofferenti e tante situazioni di morte prematura. L’attivazione della struttura sanitaria avverrà grazie alla collaborazione di medici e infermieri volontari che si sono già resi disponibili, mentre la gestione pratica sarà a cura delle suo- competenze specifiche per essere dell’Istituto “Notre Dame de re praticata. L’ozono è infatti un l’Incarnation” che si occuperan- ottimo “chirurgo” e con medicano dell’assistenza ai malati, del- zioni tempestive e giornaliere si la preparazione dei pasti e delle riesce a guarire completamente pulizie. della malattia. L’unico trattamento efficace che Intanto sono giunti a Giorgio si conosce oggi, quando la sta- Sartini, ministro regionale deldio della malattia è avanzato o l’Ofs Marche, e a tutti i membri la persona è stata colpita al viso, dell’Ofs i più calorosi ringraè la chirurgia. Togliere tutto ciò ziamenti, da parte del cardinale che è necrotizzato, finché i tes- Agrè e delle suore dell’Istituto suti ripuliti cominciano a ricre- “Notre Dame de l’Incarnation” scere. Ma c’è il problema delle al ritorno in Abidjadan dopo il ricadute che risultano frequenti lungo viaggio in Italia, Germania e più gravi. Da un po’ di tempo e Francia. «Vi ringrazio sinceraperò si è iniziata a prati- mente per la vostra accoglienza care una nuova tecnica – scrive tra l’altro il Cardianle curativa: l’ozonoterapia. Agrè – e vi sono riconoscente I risultati ottenuti sono per tutto ciò che avete fatto e sorprendenti soprattut- che farete, restiamo uniti nella to nelle prime fasi della preghiera». malattia. Questa cura Il cammino di “Sorella Costa” è si sta rivelando una appena iniziato, la raccolta dei delle soluzioni ideali fondi ma soprattutto la sensiper debellare la malat- bilizzazione delle coscienze è tia soprattutto in paesi ancora lunga. Intanto è partito come la Costa d’Avorio, “Il tour dell’Amore” un viaggio perché ha dei costi ri- attraverso le fraternità francedotti e non necessita di scane di tutt’Italia per presen- tare il progetto e promuoverlo a quante più persone possibili. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito http://www. sorellacosta.it g.s. L’offerta, oltre che on-line, può pervenire tramite: Bollettino sul conto corrente postale. n° 87130217 intestato a: Centro Regionale Ordine Francescano Secolare delle Marche - causale: Progetto Sorella Costa Tramite RID, Versamento sul conto corrente di Banca Prossima intestato a: Progetto Sorella Costa Coordinate IBAN: IT30 N033 5901 6001 0000 0001 726 specificando la causale: Progetto Sorella Costa Per contribuire con il 5 per mille: codice 02312510429 Parrocchia del Divino Amore: festeggiato il Giubileo delle Famiglie D L’amore è un tesoro omenica 18 maggio si è festeggiato il Giubileo delle Famiglie nella Parrocchia jesina “Madonna del Divino Amore”. In questa occasione il gruppo delle “Famiglie del Divino Amore”, nato nello scorso ottobre, ha concluso con l’ottavo incontro il ciclo di questo primo anno; relatore d’eccezione, a discutere di “Matrimonio: via alla santità”, il vescovo mons. Gerardo Rocconi! L’invito a partecipare è stato esteso a tutta la Diocesi, e alle “Famiglie del Divino Amore” si sono aggiunte alcune coppie di altre Parrocchie e tre di fidanzati in procinto di sposarsi. Si è iniziato alle ore 16.30 con una lectio divina guidata dal Vescovo su un brano di San Paolo apostolo ai Romani (Rom 12,1-2.918.21) in chiesa. San Paolo in questo brano ci invita a vivere spiritualmente, senza conformarci alla mentalità del nostro secolo, ai costumi umani, così da poter discernere la volontà di Dio. Ci esorta a essere caritatevoli in maniera sincera, ad amarci fra di noi fraternamente, ad essere speranzosi, forti, perseveranti nella preghiera. Il Vescovo ha sottolineato suo cospetto nella carità, che l’accoglienza verso gli altri deve esse- predestinandoci ad essere re non solo a parole, ma autentica, e deve suoi figli adottivi per opera manifestarsi attraverso azioni concrete; e di Gesù Cristo” (Ef 1,36). questo a partire dalla famiglia! Allonta- Ognuno di noi, ha prosenarsi dalla mentalità del mondo, ha det- guito mons. Rocconi, ha to, è smettere di considerare noi stessi la ricevuto una vocazione (in cosa più importante, per donarci, invece, particolare matrimoniale o ai fratelli; per farlo, basta praticare la ca- sacerdotale) ed è chiamato rità, nelle varie sfaccettature proposte da a vivere questo cammino: San Paolo. un cammino comunque Alle 17.30 ci si è trasferiti nel teatrino par- con Cristo, santi per essere rocchiale, dove mons. Rocconi ha parlato là dove è Cristo; morti con Cristo, e risordel tema che lega famiglia e ti con Cristo. Lo Spirito Santo che Dio ci santità. Tra le altre cose, il ha mandato ci aiuta a percorrere questa Vescovo ha sottolineato che strada, durante la quale a volte non è semla santità inizia con i sa- plice rispondere “Eccomi”... Ma lo Spirito cramenti, primo fra tutti il Santo è in noi se con noi si manifestano Battesimo, con il quale Dio “...amore, gioia, pace, pazienza, benevoci sceglie; mediante il Bat- lenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di tesimo, infatti, noi diven- sè...” (Gal 5,22). tiamo “uno” con Cristo, e In particolare il matrimonio cristiano ha assumiamo le caratteristi- come modello Gesù-sposo, e deve vivere che partecipateci da Gesù: dell’amore di Cristo. L’amore di Gesù è “Benedetto sia Dio, Padre eterno, totale e fedele, fecondo, e lo stesso il del Signore nostro Gesù matrimonio cristiano è indissolubile, cioè Cristo, che ci ha benedetti per sempre, fedele e fecondo. È un tesoro con ogni benedizione spiri- da custodire gelosamente, dove non si tuale nei cieli, in Cristo. In fa a gara per vedere chi riceve di più, ma Lui ci ha scelti prima della chi dona di più all’altro! La famiglia può creazione del mondo, per diventare, così, piccola Chiesa domestica, essere santi e immacolati al grazie ai doni elargiti da Dio. Subito dopo Sara e Michele: auguri Sara Tassi e Michele Cesaroni si sono uniti in matrimonio, domenica 25 maggio, solennità del Corpus Domini, nella chiesa di San Pietro Martire a Jesi. Gli sposi hanno espresso la loro promessa di fedeltà reciproca “alla presenza di Dio e davanti alla Chiesa” ed hanno offerto ai tanti familiari e amici presenti la testimonianza della presenza di Dio amore che accompagna sempre i suoi figli che a lui si affidano. A Sara e Michele gli auguri più belli per continuare con gioia il cammino iniziato. Foto Gabriele Bonci l’intervento del Vescovo, si è aperto il dibattito tra i presenti; in sintesi è emerso che la preghiera costante fatta insieme in famiglia è collante e forza per procedere lungo il cammino cristiano per coniugi e figli. L’incontro si è concluso, come sempre, con un momento di festa insieme con qualche fetta di dolce e qualche bibita! Il gruppo delle “Famiglie del Divino Amore” domenica 15 giugno farà una gita a Caresto, paesino in provincia di PesaroUrbino abitato totalmente da un gruppo famiglia; questa uscita permetterà di conoscere una realtà particolare e di concludere in festa questo primo anno di cammino insieme. a.c. Nelle foto il Vescovo con Niko, il più piccolo del gruppo delle “Famiglie del Divino Amore” e un momento dell’incontro di preghiera Moie: inaugurazione del parco della Fornace La Banda Musicale L’Esina di Moie si è esibita lo scorso 18 maggio a Moie presso il centro culturale eFFeMMe23, nell’occasione dell’inaugurazione del nuovo parco realizzato a ridosso del centro culturale. I musicanti si sono esibiti accompagnando il momento della commemorazione che ha portato l’intitolazione del nuovo parco ad Antonella Paradisi, giovane madre di Moie, ex consigliere comunale, stroncata da un male incurabile a febbraio dello scorso anno. La manifestazione si è svolta con musica, animazione e gastronomia ed è stata aperta a biblioteca la Fornace. Il presidente della Banda, Roberto Landi, ha ringraziato tutti i membri della banda e quanti, durante l’anno, collaborano alle iniziative. Fabio Filipponi 10 8 giugno 2008 Cultura e società Majolati Spontini: concluse le Missioni parrocchiali guidate da padre Francesco Cordeschi Restaurata l’edicola mariana Palazzesi - Zannotti N ell’ambito delle manifestazioni organizzate per l’elevazione della Madonna del Colle Celeste, le parrocchie di Santo Stefano di Majolati e San Rocco di Scisciano hanno organizzato, nel mese mariano, una Missione condotta dal padre passionista Francesco Cordeschi. Venerdì 30 maggio si è svolta la giornata conclusiva sia della Missione, sia del mese dedicato alla Madonna, con una serie di azioni che rimarranno tra i ricordi più cari dei Majolatesi.Infatti alle ore 18,30 si è svolta la funzione conclusiva concelebrata sia dal padre Francesco Cordeschi, sia dal parroco don Marco Cecconi. Padre Francesco nell’omelia conclusiva ha sviluppato il tema del “Cuore di Cristo, come Cuore del mondo” invitandoci a ricominciare dalla Missione, ci ha suggerito che la Missione sia come una cesura nella nostra vita morale. Successivamente in processione ci si è incamminati verso Scisciano per raggiungere la Edicola edificata da Tancredo e Rosa Palazzesi nel 1943 ed ora messa a disposizione da Pierina e Franco Zannotti. L’edicola versava in un grave stato di degrado e grazie all’azione congiunta del Comune di Majolati Spontini, rappresentato nella cerimonia dall’Assessore all’Urbanistica Fabrizio Mancini, e dai volontari della Parrocchia, si è potuta restituire alla devozione e alla preghiera. Tancredo Palazzesi partecipò dal 1944 alle prime espressioni politiche democratiche del dopoguerra, ma quando il 5 ottobre 1947 il primo cittadino Amato Perticaroli presentò le proprie dimissioni da Sindaco, nella stessa giornata il Consiglio elesse a questa carica Tancredi Palazzesi, cognato dell’ex sindaco Umberto Badiali. Palazzesi era un personaggio, avversò le prime azioni politiche delle comunità che andavano consolidandosi fuori del Castello, Moie era ancora disabitata, ma la campagna dei Vallati gli era ostile e lui ricambiava con espressioni che sono riportate come aneddoti. Lo scontro con la campagna dei Vallati lo portò verso le dimissioni che furono discusse l’8 ottobre 1950. Molti Consiglieri avevano espresso contrarietà riguardo all’operato del primo cittadino disertando, in numerose occasioni, le sedute del Consiglio comunale, tanto che Tancredi Palazzesi era spesso costretto ad amministrare con il Consiglio convocato in seconda seduta. Dando una rara dimostrazione di chiarezza, il Sindaco Tancredi Palazzesi passò all’attacco: lanciò gravi accuse verso “i Consiglieri che dimorano Parrocchia San Pietro Martire: la Messa di Prima Comunione Con Gesù verso la vita D omenica 11 maggio, sono passate da poco le ore 12. Nella scalinata della Chiesa parrocchiale dei frati Cappuccini un vociare gioioso rompe l’abituale silenzio: “Auguri, è stato bello, eccomi, grazie, mi sono tanto commossa, ciao!”. Sono Giuseppe, Vincenzo, Dalila Maria, Diletta Maria, Carolina, Arianna, Francesca, Caterina, Riccardo, Federico, Susanna, Samuele, Miriam, Giulia, Alice, Nicolò, Lorenzo, Nicolas, Federico, Marco, Alessia, Elisa, Federica: i 23 bambini della parrocchia San Pietro Martire con i genitori, parenti ed amici che si salutano dopo la celebrazione della loro Prima Comunione. La gioia del Signore, di cui è pieno il cuore di questi bambini, riverbera sui loro giovani volti. E’ stata una bella mattinata, iniziata alle 10,30 con una processione che dal viale alberato, sotto l’occhio vigile delle catechiste, si è snodata all’esterno del Convento, e che ha visto i bambini, accompagnati dai genitori, entrare in Chiesa e prendere posto ad una Mensa particolare apparecchiata ai piedi dell’altare. Cosa, questa, del tutto innovativa in quanto i piccoli “commensali” erano rivolti verso l’assemblea, anziché verso l’altare, come avviene tradizionalmente. E, fatto del tutto straordinario, è che padre Ilarino Carosi, il nuovo parroco, era al centro, in mezzo a loro, e con amore e competenza ha animato la liturgia, facendoci assaporare la spiritualità caratteristica della celebrazione del Sacramento della Prima Comunione. Nell’omelia padre Ilarino ha messo in evidenza la coincidenza del momento liturgico con la festa della Pentecoste, ed ha esortato i numerosi fedeli presenti ad essere docili ed accoglienti alla discesa dello Spirito Santo di Dio. Rivolgendosi ai genitori dei comunicandi, li ha responsabilizzati nel loro ai Vallati”, spiegando che all’origine della sfiducia c’erano solo ragioni di interesse economico. La denuncia del Sindaco fu così precisa e circostanziata che il Consiglio, a maggioranza, rigettò le dimissioni di Tancredi Palazzesi, confermandolo fino alla scadenza naturale del maggio 1951. Dopo aver ricordato l’istitutore dell’edicola, don Aldo Anderlucci, che da bambino sostava spesso in preghiera presso questa edicola, don Marco Cecconi e don Francesco Cordeschi hanno benedetto una statua di una Madonnina che è stata collocata all’interno della pregevole edicola. Dopo alcuni canti mariani si è ritornati a Majolati dove si è svolto un piccolo rinfresco in uno scambio amichevole e fraterno di dolci ed altri alimenti realizzati da ogni famiglia. Il mese di maggio, in questa azione di celebrazione del CL anniversario della Madonna del Colle Celeste, ha visto anche impegnato il Museo Spontini con “La Nuit des musées”. Sono stati messi in mostra, sia al Museo, sia sul sito internet della manifestazione del Governo Francese, documenti cartacei inediti su la Madonna del Colle Ceste voluta dalla Contessa di Sant’Andrea che hanno suscitato l’interesse dei numerosi visitatori, italiani e stranieri. Marco Palmolella Nella prima foto da sinistra don Marco Cecconi, don Aldo Anderlucci e padre Francesco Cordeschi; nella seconda la figuretta Palazzesi I cento anni della signora Maria S abato prossimo 7 giugno presso la chiesa parrocchiale dei Cappuccini di via S. Pietro martire, alle ore 18,30, la comunità dei fedeli, unitamente ai figli Giancarlo e Lina, ai nipoti, pronipoti, parenti ed amici, intende celebrare religiosamente i cento anni di Maria Giacani n. Sabbatini. La festeggiata, nata il 7 giugno del 1908, viene……. veramente da lontano. Lontana nel tempo (cento anni è ancora privilegio di pochi!) e lontana nello spazio. La nostra Maria, infatti, è jesina di adozione perché nata niente po’ po’ di meno che a Monticchio, in provincia di Potenza; lì ha trascorso la sua infanzia e la sua adolescenza. C’è nata perché il babbo Francesco, insieme ad altri jesini e marchigiani, era stato costretto a trasferirsi laggiù per poter lavorare, dove lo attendeva la dura terra. Ma non le mancò la compagnia perché i suoi genitori la rallegrò di ben nove fratelli e altre due sorelle: un totale di 12 con lei. Che famiglia! Che tempi! Che fiducia nella provvidenza. E che fatiche! Aveva ormai una quindicina di anni quando il babbo e tutta la numerosa famiglia tornarono in terra jesina, precisamente in fondo al borgo Garibaldi, a due passi dalla croce. Maria, la più grande delle sorelle, ebbe da fare da Marta e da …..Maria per tutta la tribù, se pensate che rimase orfana di madre ad appena 12 anni. E ne aveva appena una ventina, quando le morì anche il babbo. E lei dovette accudire a tanti, e dovette lavorare sodo in filanda e altrove. Vita dura, dunque, quella della nostra Maria. Poi venne il matrimonio e vennero i figli Lina e Giancarlo. E arrivarono anche quattro nipoti e cinque pronipoti. Ed eccola ancora con noi, serena e affettuosa, aperta ad amare i nostri tempi come ha amato quelli duri del lontano passato. E ricorda tutto. E lo ricorda bene. Che poi il sindaco Belcecchi desideri partecipare alla cerimonia in suo onore e che il nostro vescovo don Gerardo voglia augurarle ogni bene, con tanto di benedizione, andandola a salutare a casa, è quanto la città accoglie con plauso ed è quanto commuove la nostra carissima Maria. Alla quale auguriamo di mantenere ancora per tanti anni quella vivacità intellettuale e quella memoria che tanto ci ha colpito. E di godersi ancora per tanto tempo l’affetto dei figli e di tutti i suoi cari. Voce della Vallesina cantine aperte a tavignano compito fondamentale di vigilare e custodire gelosamente la purezza dei propri figli, affinché rimangano sempre gioiosi e integri. Terminata la Santa Messa, i giovani della parrocchia hanno ideato il lancio dei palloncini, per festeggiare i loro piccoli amici, i quali guardando i palloncini volare verso il cielo, vi hanno racchiuso i loro desideri insieme agli auguri di pace e di bene al mondo intero. Foto Ubaldi In occasione dell’iniziativa nazionale Cantine Aperte, all’Azienda Agricola Lucangeli Aymerich di Laconi a Cingoli i giovani dell’Istituto Professionale per l’Agraria di Pianello, seguiti da alcuni operatori della CossMarche sono state giovani e competenti guide per i visitatori tra i quali il presidente del consiglio regionale, Raffaele Bucciarelli. Anche il prof. Giovanni Borocci è stato all’azienda per allietare i visitatori con la musica medievale e celtica dei suoi strumenti musicali, il flauto e l’ottavino. Il progetto è stato reso possibile per la collaborazione dell’Ambito Territoriale Sociale. Vallesina In breve... Consiglio regionale Stefania Benatti e Vittorio Santori sono i due nuovi Vice Presidenti dell’Assemblea le- gislativa delle Marche. Queste le parole del Presidente Raffaele Bucciarelli pronunciate dopo l’elezione avvenuta oggi (3 giugno): “Ringrazio il Vice Presidente Roberto Giannotti, così come ho ringraziato David Favia eletto al Parlamento, per la collaborazione e per il lavoro svolto in questi anni e sono convinto che con i due nuovi Vice Presidenti si proseguirà nel positivo sentiero segnato per far si che l’istituzione sia sempre di più vicino alle cittadine e ai cittadini e che il palazzo dell’Assemblea legislativa delle Marche sia sempre di più trasparente e come palazzo di tutti i marchigiani capace di rispondere alle istanze e ai bisogni dell’intera comunità”. Nella foto da sinistra, Santori, Bucciarelli, Spacca, Benatti Centri estivi È stato consegnato a tutti gli alunni delle materne, delle elementari e delle medie inferiori il depliant informativo predisposto dall’Amministra- zione comunale per illustrare le iniziative e le attività che caratterizzeranno l’offerta ricreativa estiva sia pubblica sia privata. Numerose le proposte, modulate su orari flessibili ed in grado di raccogliere sia l’entusiasmo dei giovanissimi, sia l’apprezzamento delle famiglie. Dai centri estivi tradizionali, alle colonie marine, dalle attività presso l’azienda agraria alla ludoteca ed al mercatino dei bambini è un susseguirsi di appuntamenti che l’Amministrazione comunale ha inteso mettere in campo per garantire un servizio variegato. Ad esso, come detto, si aggiunge la ricca offerta giunta dai privati che oltre ai centri estivi e alle colonie, si sostanziano anche in laboratori ricreativi, corsi di disegno, scuole di lingua. “Alle varie associazioni, istituzioni, enti e soggetti che hanno inteso dare la propria disponibilità per organizzare queste attività - hanno sottolineato il sindaco Fabiano Belcecchi e l’assessore ai servizi educativi Bruna Aguzzi - va un doveroso ringraziamento, certi che il supporto dei privati è un prezioso elemento che arricchisce l’offerta e completa la vasta gamma di opportunità che il Comune ha inteso mettere in campo affinché l’estate 2008 sia piacevole per i minori ed offra punti di riferimento sicuri ai loro genitori”. (nella foto il sindaco Belcecchi) 8 giugno 2008 11 Nel bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, eroe in jeans e camicia rossa Avventuriero della politica: ha commosso il mondo S arà perché nella battaglia di Marsala indossava semplicemente, come molti dei suoi, un paio di jeans e una camicia rossa. Sarà perché il tempo passato in mare gli aveva conferito il carisma magnetico del marinaio. Sarà perché sapeva infiammare gli animi e sollevare folle… Fatto sta che Giuseppe Garibaldi è il personaggio più citato nelle piazze, vie e scuole italiane: il suo nome è presente in più di 5500 comuni su 8100, in media 6 comuni su 10. Come denominazione, è secondo solo a Roma. In Islanda, ancora oggi, si usa dare il nome di Garibaldi come primo o secondo nome di battesimo. In gran parte delle città italiane esiste almeno una statua di Garibaldi. Quasi tutte hanno una caratteristica comune: lo sguardo dell’eroe rivolto sempre a Roma, città che non riuscì mai a conquistare. Solo nella statua presente sull’isola di Caprera egli guarda in direzione della sua nativa Nizza. Alto appena 167 centimetri, fu marinaio, “bandito”, generale, condottiero e patriota italiano. Fece sua la celebre frase di Emile Barrault: “Un uomo che, facendosi cosmopolita, adotta l’umanità come patria e va ad offrire la spada ed il sangue a ogni popolo che lotta contro la tirannia, è più di un soldato: è un eroe.” Con quella frase, Garibaldi lo divenne davvero: l’eroe dei due mondi, così fu soprannominato per le sue imprese militari, compiute sia in Sud America, sia in Europa. Nato a Nizza il 4 luglio del 1807, ateo irriducibile ma ricco di saldi principi di alto valore morale e sociale, è senza dubbio una delle figure chiave del Risorgimento italiano. Le sue vittorie militari diedero un contributo determinante alla riunificazione dello stato italiano. Numerose furono anche le sconfitte, tra cui quelle dell’Aspromonte e di Mentana, che gli inimicarono gran parte della popolazione che lo aveva sempre grandemente amato. Morì a Caprera il 2 giugno del 1882. *** Nelle foto, le Valli di Comacchio e alcuni ambienti che videro Garibaldi e Anita coinvolti nella loro ultima, drammatica, avventura assieme. Qui di seguito, una rielaborazione di alcuni passaggi significativi della trafila del generale, tratti dai testi consultati nella ricerca. *** La “trafila”nelle valli del Comacchio e nel Ravennate Braccati dagli austriaci, nell’agosto del 1849 Garibaldi e Anita fuggirono nelle Valli di Comacchio. Ana Maria de Jesus Ribeiro, è questo il nome di Anita. Garibaldi l’aveva vista per la prima volta a Laguna, in Brasile, nel 1839. “ Era una donna alta, col volto ovale, i grandi occhi neri e i seni prosperosi” racconta il generale nelle sue Memorie. Bella, coraggiosa, una donna guerriero. Una donna che “nelle battaglie, salutava alzando la mano le granate che la sfioravano, ma se non vedeva più il suo Josè perdeva la testa” scrivono di lei Indro Montanelli e Marco Nozza. “Una moglie gelosissima che voleva al fianco un marito normale”, ma che dovette rassegnarsi “perché - scrive Luciano Binciardi - Garibaldi era uno di quegli uomini con le formiche dentro i pantaloni, che senza far niente non ci sanno stare.” La sera del primo agosto, i fuggitivi arrivarono a Cesenatico dove requisirono 13 bragozzi - le grosse barche da pesca usate nell’Adriatico – coi quali raggiungere Venezia. Qui Garibaldi ritrovò il fedelissimo Giovanni Battista Culiolo, detto Leggero. Il 2 agosto, alle 6,30 del mattino, la piccola flotta salpò da Cesenatico. Anita era divorata dalla febbre. Nel pomeriggio, tra l’attuale Porto Garibaldi e la Punta di Goro, le barche furono intercettate da quattro navi austriache che cominciarono a bombardarle. Il cannoneggiamento durò tutta la notte e all’alba del 3 agosto 8 bragozzi vennero catturati dagli austriaci. La barca su cui viaggiavano Garibaldi, Anita, Leggero e padre Ugo Bassi approdò alla spiaggia di Magnavacca (a 7 km da Porto Garibaldi). Il generale, presa in braccio Anita, scese nell’acqua bassa e, raggiunta la terraferma, ordinò ai suoi compagni di disperdersi. Con lui restò solo Leggero. Sulla spiaggia c’era un povero comacchiese in cerca di legna che guidò i naufraghi in un rifugio di canne, il capanno Cavalieri. Da Comacchio intanto, Gioacchino Bonnet, patriota mazziniano, corse in aiuto dei superstiti. Giunto al Capanno, Bonnet condusse Garibaldi e gli altri fino ai margini di Valle Isola, alla casa del Podere Zanetto, dove Anita venne soccorsa dalla padrona di casa, Teresa De Carli Patrignani. Bonnet ritornò a Comacchio per organizzare la “trafila”, la fuga di Garibaldi non più verso Venezia ma verso sud, verso Ravenna e l’Appennino. Unica via di salvezza erano le Valli di Comacchio nelle quali gli austriaci non osavano avventurarsi. Non conoscendo il territorio, il generale dovette affidarsi alla generosa catena formata da patrioti e vallanti dai curiosi soprannomi: “Sgiorz”, “Scozzola”, Michele Cavallari detto “Gerusalemme”, il “Tetavac”, “Erma Bianca”, “Bunazza”, Lorenzo batteva. Avevo davanti a me la Faggioli detto “Nason” e Gaeta- madre dei miei figli, che io tanno Montanari detto “Sumaren”. to amavo, cadavere”. Erano le A sera giunse la barca: Anita 19,45 del 4 agosto del 1849: a 29 venne adagiata su un materasso anni Anita spirava nella fattoria apprestato sul fondo. di Mandriole chiamata oggi la Il caldo era opprimente, e oc- “casa rossa”. corsero 5 ore per attraversare Garibaldi, disperato, restò per le Valli. Quando alle 13 giun- meno di un’ora accanto al corsero alla Chiavica Bedoni, sulla po della moglie. Le pattuglie sponda sinistra del Reno, Ani- austriache si avvicinavano… ta era ormai agonizzante. Bi- Al Capanno del Pontaccio sognava raggiungere con un La sera del 6 agosto 1849, Gacarretto la fattoria Guiccioli ribaldi e Leggero trovarono a Mandriole, primo anello di rifugio al Capanno del Pontaccongiunzione della “trafila” co- cio (oggi, Capanno Garibaldi), macchiese con quella romagno- guidati da un certo Montanari la predisposto da Bonnet. Gaetano. “Passarono la notte in La fattoria era a meno di 3 km, ansia. Il giorno successivo, per ma i fuggitivi impiegarono più mezzo del Montanari, Garibaldi un’ora e mezzo per coprire di s’abboccò con Luigi Sanzani, quel tratto di strada. Giunti a detto Mezzanotte, che casualMandriole, trovarono ad atten- mente passava in quei pressi. derli il dottor Nannini, medico Il Mezzanotte si mise a disposicondotto di S. Alberto, e Stefa- zione dei profughi, accettando no Ravaglia, il fattore di Guic- il pericoloso incarico di consecioli. gnare un biglietto che nascose Scriverà Garibaldi nelle sue tra le suole di una scarpa) alMemorie: “Noi quattro allora l’ing. Giovanni Montanari di prendemmo ognuno un an- Ravenna, vecchio carbonaro e golo del materasso e traspor- mazziniano, membro di una tammo Anita nel letto di una società segreta di Ravenna. stanza della casa che si trova- Il Sanzani incontrò le pattuglie, va a capo di una scaletta. Nel fu perquisito e bastonato ma posare la mia donna in letto, seppe tacere e simulare. mi sembrò di scoprire nel suo A tarda sera dello stesso giorno, volto l’espressione della mor- alcuni coraggiosi popolani in te. Le presi il polso… più non arnese da cacciatori, si dirigeva- no, per direzioni diverse, verso il Capanno, e a notte inoltrata poterono, spiando il nemico e guidando i profughi, condurre Garibaldi e Leggero a nuovo e sicuro nascondiglio nelle vicinanze di Ravenna”. Fotoservizio Paola Cocola Castelplanio per Urbani La Pro Loco di Castelplanio e la Garbini Consulting organizzano dal 6 all’8 giugno a Castelplanio la Festa della Birra e il 4° Motoraduno per Carlo Urbani. Il ricavato dell’evento sarà devoluto in beneficenza all’Aicu, Associazione Italiana Carlo Urbani, che per l’occasione allestirà una mostra fotografica del medico castelplanese e metterà in mostra proprio quella moto che Carlo usava in Vietnam. Sabato il raduno è previsto alle ore 16,30, dopo le iscrizioni si partirà per il lungo giro dei Colli del Verdicchio con sosta-merenda a Cupramontana. Domenica l’appuntamento è fissato per le 10,30 con Alex Polita, il campione mondiale 2006 SuperStock 1000, capitanerà il corteo delle moto fino a Jesi dove è prevista la sosta-pranzo in Piazza della Repubblica con la possibilità di iscriversi al pranzo e al resto del giro direttamente in piazza. 12 Jesi 8 giugno 2008 Il Personaggio Scuola Primaria di Angeli: XII edizione della manifestazione culturale “Libri in fiera, Paese in festa” Monica Segbert Origini tedesche, passaporto inglese, un titolo da bibliotecaria. Monica Segbert vive a Rosora da 15 anni ma a tutti gli effetti la si può definire cittadina del mondo. Da quando per la prima volta ha visitato l’eremo dei Frati Bianchi di Cupramontana, si è perdutamente innamorata di quel luogo, della tranquillità e serenità che riesce a trasmettere. Di lì il suo impegno per promuovere l’eremo. Forse non lo sappiamo, ma proprio in questo momento il posto ameno che abbiamo la fortuna di avere a pochi chilometri di distanza da casa sta ospitando summit culturali e non solo. Programmata la presenza di un gruppo di artisti internazionali che l’hanno scelto per stimolare la loro creatività. E ancora, esperti russi delle nuove tecnologie e del settore archivistico, nell’eremo si fermeranno a pensare un nuovo sistema di biblioteca digitale. Insomma, favorire la salute, la mente e il cuore. Nelle intenzioni di Monica Segbert, l’eremo deve diventare un luogo in cui si crei “sapienza. La nostra missione – spiega – è portare qui gente di tutto il mondo che provenga dai campi più disparati”, da quello scientifico a quello culturale, a quello economico. Lei, la Segbert, è una donna sobria, di quelle che vanno all’essenziale, che non amano le sovrastrutture e hanno una gran voglia di fare per gli altri. È amministratore delegato della società che si sta occupando dei lavori di ristrutturazione dell’eremo, ma soprattutto una dei soci fondatori della Fondazione internazionale Vivo (victims voice), che studia nuove terapie per le vittime di traumi di massa, quali i genocidi, le catastrofi naturali, le torture. In Italia, questa fondazione ha sede proprio nell’eremo di Cupramontana. Monica Segbert è stata in Ruanda e Uganda. Quattro giorni in un campo profughi, racconta, fanno ridimensionare di molto i problemi che gli occidentali considerano tali. Si trova bene nella nostra regione; loda la cortesia e la gentilezza dei marchigiani: “Nelle Marche – dice – mi sento a casa, anche se il mio italiano non è ancora perfetto!” Lucia Romiti Sulle Ali della Musica Torna a Montecarotto il VI Festival Cameristico della Val D’Esino, le note risuoneranno nella cornice della Chiesa del SS. Crocifisso, dove giovedì 5 giugno, alle ore 21, si esibirà il trio formato da Chiara Moschini, soprano, Antonio Martino, flauto e Massimo Agostinelli, chitarra. La prossima tappa sarà San Marcello, con il concerto del chitarrista Giacomo Parimbelli, presso lo storico Palazzo Marcelli, sabato 7 giugno alle ore 21. A Monsano, alla Chiesa degli Aroli, sabato 14 giugno, alle ore 21: Stefano Fanticelli, flauto e Massimo Agostinelli, chitarra. Il Festival è organizzato dal Comune di Jesi, insieme con i comuni di Castelbellino, Monsano, Montecarotto, Poggio San Marcello, San Marcello e l’Associazione MonsanoCult e la collaborazione della Fondazione Pergolesi Spontini. La direzione artistica è dei maestri Massimo Agostinelli e Paolo Gigli. I “Che sia buona vita allora” bambini dell’ultimo anno della scuola primaria salgono sul palco tenendo per mano i bambini che frequenteranno la prima, a partire dal prossimo settembre; in sottofondo le parole della canzone che augura “Che sia buona vita, che sia buono il tempo…”. Il titolo dello spettacolo, “Che il mio sogno prenda vita”, curato dalle insegnanti Rita Cesaroni, Luciana Latini, Paola Sgreggia e dal giovane e applauditissimo maestro di musica Giovanni Pellegrini, riassume tutti i significati ed i valori che hanno animato il cuore dei bambini, che, attraverso balletti, composizioni, disegni, hanno dato voce a fantasie, desideri, dubbi e sogni. Un percorso dell’esistenza che si conclude, lasciando il posto ad un altro che inizia, con tante speranze e viva emozione. È con questa suggestiva immagine che si è conclusa, venerdì sera presso i locali della scuola primaria di Angeli di Rosora, la XII edizione della manifestazione culturale “Libri in fiera, Paese in festa”. L’evento, che ha avuto due protagonisti principali, i bambini ed i libri, ha seguito un uni- co filo conduttore: quello della tematica dell’intercultura, dell’amicizia, della pace. L’alta affluenza ai locali dove si è tenuta la fiera del libro ed al tendone (nella foto) dove sono stati realizzati gli spettacoli dei bambini della scuola Carlo Osmani, è stata la dimostrazione più significativa del successo di questa importante iniziativa, che ha coinvolto gli scolari, i loro insegnanti, le loro famiglie, la loro ammini- creare un’occasione nuova di interastrazione scolastica e comunale. zione tra scuola e famiglie, di avviciPer tutto il corso della manifesta- nare i giovani a questioni di spessore zione, che è iniziata venerdì 23 alla come l’accettazione della diversità, presenza dei rappresentanti delle au- l’importanza dell’amicizia, il valore torità locali, dei rappresentanti della della pace e soprattutto la forza della Comunità Montana Esino-Frasassi, speranza. del CIS, della A.S.D. Le Torri e della “Che sia buona vita allora”, e che dirigente Stefania Sbriscia, sono stati “Prenda vita il sogno” di questi racoinvolti i bambini di tutte le classi e gazzi, che si preparano alle attese e le loro famiglie, che hanno così potu- meritate vacanze e che meritano di to vivere un’interessante esperienza poter vivere in un mondo in cui ci sia di incontro, conoscenza, confronto. spazio per i loro colori, le loro fantaLo scopo principale degli organiz- sie, la loro innocenza. zatori, infatti, era proprio quello di Asmae Dachan Festival Cameristico della Val d’Esino “Sulle ali della musica” Splendido debutto del duo Meri Piersanti e Paolo Gigli S i è conclusa brillantemente, nella serata di venerdì 29 maggio al Teatro Studio Valeria Moriconi, la terza tappa jesina del Festival Cameristico della Val d’Esino intitolato a Felice Catalano. Protagonista, l’affiatato duo Meri Piersanti e Paolo Gigli, che ha offerto un’ottima interpretazione di J. Brahms in Liebeslieder waltzes op. 52 a; E. Elgar in Liebesgruss op. 12; A. Dvorak in Danza Slava op. 72 n°7; M. De Falla in Danza spagnola n°1(da “La vida breve”); M. Moszkowski in Danze Spagnole op.21. L’esecuzione, in perfetta sintonia nell’altalenarsi dei ritmi ora dolci e suadenti, ora vibranti e appassionati, ha conquistato anche i giovanissimi presenti tra il pubblico. Meri Piersanti, giovane promessa nel mondo della musica, si è diplomata in pianoforte col massimo dei voti al Conservatorio di Perugia con Carlo Morganti. Ha approfondito il repertorio operistico e da camera con Carlo Morganti, Umberto Finazzi, Piero Santi, Elisabetta Lombardi. È risultata vincitrice al concorso “Coppa Pianisti d’Italia” di Osimo. Dal 1995 svolge attività di maestro collaboratore per vari teatri e festivals. Ha inoltre lavorato per Musica Riva Festival come pianista accompa- gnatore per i corsi di canto lirico di Mietta Sighele e Veriano Luchetti. È stata Maestro sostituto per il Teatro di Maribor (Slovenia) in “Les Contes il Requiem di Mozart, il Gloria di Vivaldi ed ha cantato in Rappresentazione di anima e di corpo di Emilio De’ Cavalieri per l’Associazione Sferisterio di Macerata. Ha eseguito il corso di musica da camera tenuto dai maestri Angelo e Francesco Pepicelli a Piediluco; il corso organizzato dalla Gioventù Musicale Tedesca a Weikersheim sull’interpretazione del repertorio bachiano e un corso di liederistica con Irwin Gage ed Ester De Bros organizzato dall’Associazione “Amici della Musica” di Firenze. Paolo Gigli, di Jesi, si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio di Pesaro con Luisa De Sabbata. Si è perfezionato successivamente con Paola Mariotti, Loredana Franceschini e Alessandro Specchi. Ha partecipato a numerose edizioni del Corso “Il Lied Tedesco”, tenuto da Elio Battaglia ad Acquasparta. Svolge intensa attività concertistica, sia come solista che in varie formazioni cameristiche. È titolare della cattedra di Pianoforte d’Hoffmann”di Offenbach e “Attila” all’Istituto Musicale di Tolentino. Ha di Verdi. Ha all’attivo vari concerti in collaborato con diversi enti artistici, Italia. Si è inoltre diplomata in canto tra cui il Teatro Pergolesi di Jesi, concon il massimo dei voti al Conserva- tribuendo alla realizzazione di opere torio di Perugia con Gabriella Rossi. di B. Britten e di G. Verdi. Dal 2003 è Ha eseguito, da soprano, lo Stabat direttore artistico del Festival CameMater e il Confitebor tibi domine ristico Val d’Esino. di Pergolesi, il Magnificat di Bach, Fotoservizio Paola Cocola Al teatro Moriconi, concerto degli alunni dell’Istituto Comprensivo Federico II di Jesi e Monsano Sempre più bravi i ragazzi del Federico II S empre più bravi i ragazzi dell’Istituto Federico II! E naturalmente, i loro professori: Maria Teresa Tecchi, per il pianoforte; David Taglioni, per il violino; Massimo Agostinelli, per la chitarra; e infine, lo scatenato Marco Agostinelli, per il flauto e le presentazioni. Dalle classi quinte della Primaria alle terze della Secondaria Superiore di I grado, sia di Jesi che di Monsano, ognuno ha dato il meglio di sé mercoledì sera del 28 maggio, nell’affollatissimo Teatro studio dedicato a Valeria Moriconi. Tantissimi i pezzi, sia classici sia moderni, eseguiti come solisti o in duetto. Lo spettacolo ha raggiunto livelli da professionisti soprattutto con le tre incredibili orchestrine messe su e dirette davvero con maestria e competenza dai professori. La prima orchestra che si è esibita ha visto impegnati gli alunni delle classi prime della scuola Superiore di I grado di Jesi: Valentina Soldera, Asia Barchetta, Elisa- betta Ciriaci, Mirko Serrani, Giorgia Federici, Giorgia Pulita, Sofia Bevilacqua, Elena Mazzitelli, Lucia Baniony, Edoardo Angeletti, Marco Marchegiani, Marco Stefanini, Federica Di Pietro, Xhensila Seitai, Nicola Giampaoletti, Dekhra Khardani, Francesca Campanelli. Hanno eseguito: Anonimo: Scarborough Fair ; Anonimo: Noel Nouvelet; In the Jungle; E. Elgar: Pump and Circumstance; Frere Jacques; L. W. Beethoven: Inno Alla Gioia; Oh when the saints go Marchin in. Per la seconda orchestra, composta dalle classi seconde e terze della scuola Superiore di I grado di Monsano, hanno suonato: Michael Cardoni, Mattia Barconi, Valentina Riccobono, Martina Gambadori, Debora Medici, Leonardo Anderlucci, Sara Alessandroni, Giulia Faletti. Hanno eseguito: G. Bizet Carmen: Intermezzo; J. Kember: Melodie; S. Nelson: Piccola Suite. Per la terza orchestra, composta dalle classi seconde e terze della scuola Superiore di I grado di Jesi: Ilaria Cameruccio, Elisa Quercetti, Rosaria De Donatis, Anna Marasca, Jamil Hossain, Francesca De Donatis, Giorgia Diotallevi, Aladino Jarray, Filippo Diotallevi, Parissa Parviz, Jonny Vignaroli, Lucia Trombetta, Maddalena Guerri, Hadir Razgui, Tobia Barchi, Giovanni Pagoni, Emanuele Grassi. Un applauso particolare è andato alla voce delle due neo cantanti Hadir Razgui e Parissa Parviz, e al bravissimo batterista Aladino Jarray. Hanno eseguito: F. Mercury: We are the champions; A. Vivaldi: The four season; A. Lloyd Webber: Jesus Christ superstar. In un momento tanto delicato per l’equilibrio civile del nostro Paese, l’esecuzione corale, in chiusura, dell’Inno alla Gioia che è poi l’inno adottato dalla Comunità Europea - ha suscitato in ogni presente la consapevolezza della positività del lavoro di integrazione, inclusione e condivisione svolto, anche attraverso i sentieri della musica, dall’Istituto. E soprattutto, dell’importanza dell’affermazione di sentimenti di amicizia e tolleranza, solidarietà e collaborazione, sia tra gli alunni sia tra i genitori delle diverse nazionalità di cui esso è costituito. E tra i cittadini dell’intera comunità, locale e nazionale. Fotoservizio Paola Cocola In diocesi La parrocchia di San Giuseppe si ritrova in assemblea con il parroco 13 8 giugno 2008 Il “quartiere” di San Giuseppe Una comunità che si interroga, che ricerca, che spera… Tra storia e ricordi S Q abato 31 maggio alle ore 15.30 presso il seminario si sono riuniti catechisti, scout, animatori di Azione Cattolica, componenti del consiglio pastorale e fedeli della comunità parrocchiale di San Giuseppe. 45 in tutti che con vivacità e partecipazione, fino a tarda serata, si sono chiesti, insieme al parroco don Giuliano Fiorentini, come essere parrocchia in una comunità di oltre 8.200 anime e con una grande diversità di culture ed etnie. Vito Collamati, Michele Cerasa, Stefano Collamati, don Giuliano, hanno presentato all’assemblea le loro rifles- sioni, che poi i partecipanti hanno dibattuto e approfondito nei gruppi. In autunno si svolgerà il convegno parrocchiale al quale saranno invitati i rappresentanti delle diverse realtà associative, culturali e sociali della zona e quanti provengono da Paesi stranieri. Vito Collamati ha ripercorso la storia della parrocchia dagli Anni 60 ed ha posto il pericolo della forte secolarizzazione. Il cambiamento avvenuto da quando la parrocchia era il centro del quartiere e aveva un ruolo di attrazione per i giovani ad oggi in cui ha perso la sua identità; la società del benessere, infatti, ha cambiato i modelli di vita, le relazioni, i consumi. Viviamo in una società in cui l’uomo “sparpagliato” tra diverse esigenze e stimoli, bombardato da vari sistemi di comunicazione si trova sempre più solo perché riesce sempre meno ad essere comunità. La comunicazione che è alla base di ogni rapporto diventa veloce e difficoltosa mentre per i cambiamenti avvenuti ci vorrebbe più tempo e riflessione per conoscersi. La so- sa. Per questo una maggior cura di cietà ha influenzato anche la vita questi momenti liturgici non è perdella parrocchia. Oggi la gente non dere tempo, ma fare meglio festa si ritrova più nei luoghi di ritrovo insieme. tradizionali offerti dalle parrocchie, Don Giuliano, nella sua relazione, ma in altri ambienti, fuori nella so- ha affrontato il tema della carità. Ha cietà. Diventa prioritario, allora, do- definito il povero non come l’uomo mandarsi come portare l’annuncio e del consumo, estromesso dal gioco come essere presenti. in quanto consumatore difettoso o Nella sua relazione, il giovane Mi- “avariato” ed è entrato nelle conchele si è soffermato sul pericolo di traddizioni della società dei convivere la fede sganciati dalla realtà; sumi che definisce “liquida,” (dal sono necessari la formazione de- filosofo Bulltmann), in cui la forza gli animatori inseriti nel territorio del consumo diventa solitaria, non che sappiano domandarsi come e ha bisogno di leader, nè di gerarperché vi sia un allontanamento chie, aspira solo a desideri solitari. dalla parrocchie di Nella società globale, il fatto che il adolescenti. Quale povero diventa sempre più povero messaggio diamo ai non è considerato un’ingiustizia da giovani che si affac- risanare ma il risultato di una colciano alla società? pa individuale. Allora la domanda Perché la parrocchia rispetto a questa emergenza che è non rimane come anche nella nostra parrocchia diriferimento? Do- venta sempre più emergente: che mande che devono fare? Come star vicino a chi soffre tradursi in proposte e a chi è povero? Diventano necesper attirare i giovani sari segni tangibili vicino ai poveri. soprattutto alla vita Quali? Condividiamo con loro quei della comunità. processi in cui la loro emarginazioStefano, ponendo il ne diventa solitaria? problema della religiosità, inquadra la parrocchia nella Il dibattito articolato nei gruppi si Chiesa e quindi vissuta in una pro- è concluso nell’assemblea in cui spettiva non semplicemente sociolo- sono state messe a confronto le rigica, ma principalmente di fede. Per sonanze. Era necessario incontrarsi, questo pone al centro l’Eucarestia, parlarsi, domandarsi! Don Giuliala dimensione della festa e della do- no ha voluto questo momento per menica. Come viverla? Con il coin- inserirsi meglio nella vita parrocvolgimento dall’importanza, che chiale di San Giuseppe. E’ emerso essa ha nella vita di fede di ognu- il pericolo del limite di una chiesa no di noi. La parrocchia ponendo che tende a parlarsi “addosso” e che al centro l’Eucarestia esula dall’es- si “autoevangelizza” mentre vi è sere una burocratica circoscrizione un esigenza di essere comunità per amministrativa o una struttura fun- gli “altri”! Avere il coraggio di fare zionale alla diocesi, diventa comu- comunione è un’esigenza palpabile, nità di fede, mezzo prezioso per la vi è una difficoltà di comunicazione vitalità dell’annuncio del Vangelo e anche tra di noi, tra diversi gruppi. si immedesima nel quartiere,vicina Si ha paura di andare fuori dei cona tutti, per una esperienza di chiesa fini della parrocchia per immergersi tra la “gente”. nel quartiere? Però l’evangelizzaEcco perché al centro, Stefano zione avviene con l’amicizia, con pone la Domenica, Giorno del Si- l’interessarsi all’altro, con l’essere gnore, giorno della Chiesa, giorno solidale. Siamo testimoni di una dell’Uomo, giorno della Famiglia. fede per l’uomo, per la sua salvezza Celebrare diventa il momento di e per questo dobbiamo immergerci “unità di fede”. L’Eucarestia diven- sempre più nel Mistero e avere il ta il “centro” della celebrazione. La coraggio di coniugarlo con chi cermessa festiva è la celebrazione del- ca una parola di speranza… la presenza nel quartiere della chieRemo Uncini uartiere di San Giuseppe, tutto doveva essere perfetto. Anni 60: quanti ricordi e La chiesa ripulita, il parroimmagini di quel fazzoletto co con la nuova tonaca che di terra tra la Parrocchia, il “sudava freddo” per paura di bar di Zampanò e quello di fare brutta figura con il VeCenturello con i quartieri dei scovo. contadini venuti in città dal- La prima televisione nel teala campagna e il “quartiere trino parrocchiale e le 100 indigeno”, attraversato da via lire per farla funzionare e Ancona, che era l’unico col- poter per vedere il famoso legamento con il capoluogo. film americano Ritintin che Nella parrocchia i giovani di- cominciava nei pomeriggi visi scrupolosamente: i ma- nel silenzio più assoluto con schi con il parroco, le femmi- i bambini più o meno grandi ne con le suore che gestivano nascondersi tra le poltrone a l’asilo. Il tragitto breve dalla mangiarsi le unghie per l’agichiesa alle suore era quello tazione che trasmetteva aldegli innamoramenti, sem- cune scene; però finiva sempre controllati! A volte nel pre bene! La sala gremita, la campo di calcio, i fidanzatini televisione nel quartiere, la si incontravano di nascosto e prima ad esserci nella parle suore facevano finta di non rocchia. Per le famiglie il giovedere! Un campo, un pallo- vedì era il giorno di “Lascia ne, ricucito più volte con le e Raddoppia”. Tutti suggeripezze da Francesco il corda- vano le risposte e ognuno si ro, che legava il pallone rat- identificava con il vincitore! toppato più volte, diventato Gli adulti, la domenica, erano quasi cilindrico, che correva al gioco delle bocce, con 100 per miracolo. lire, se vincevano, portavano Per i giovani non c’era solo il a casa le caramelle. campo, ma anche il loggiato Il quartiere indigeno, chiadella parrocchia con alcuni mato così perché con le case bigliardini con qualche pupo popolari era “quartiere di mancante, il tavolo di ping cuore” ma anche difficile; il pong sempre impolverato e prete serviva solo per battezcon la pallina immancabil- zarsi, sposarsi, per i funerali. mente rotta. La prima preoc- Oggi molto è cambiato. Le cupazione era la pallina, si case sono state lasciate agli doveva chiederne un’altra extra comunitari, i nostri si al parroco che si arrabbia- sono fatti la loro villetta nei va. Il loggiato aveva anche quartieri alti. Nel quartiere per qualche giorno un ospite “indigeno” ci sono rumeni, particolare, un invalido che congolesi, indiani, pachistani, si faceva trascinare per l’Ita- albanesi. lia da due cani su una carroz- Un tempo dal quartiere si zella. Durante l’anno una del- usciva poco: per le tre fiere, le sue tappe era a Jesi sotto il per andare in piazza, dal dotloggiato, dove rimaneva ri- tore, a scuola; il confine era parato e riceveva dal parroco il bar di Zampanò, “vietato” un buon piatto di minestra. per le donne e i preti. Che immagine di dignitosa Allora c’era la povertà, il poco povertà, immobile in quel- bastava. Oggi con lo sviluppo, la carrozzina, che prendeva la ricchezza fa la differenza! dalle mani del parroco quella In fondo si cerca sempre un minestra calda quando noi posto dove stare bene insieavevamo una cena ben più me. San Giuseppe ancora lo sostanziosa! è! L’accoglienza è nell’animo La festa del patrono era un del quartiere. richiamo generale alle armi, r.u. 14 Pagina Aperta 8 giugno 2008 Jesi – Il Palazzo e dintorni AGENDA Il santo del giorno Giovedì 5 giugno san Bonifacio, venerdì 6 giugno san Norberto, sabato 7 giugno san Roberto, domenica 8 san Severino, lunedì 9 sant’Efrem, martedì 10 santa Marcella, mercoledì 11 san Barnaba, giovedì 12 san Guido, venerdì 13 sant’Antonio da Padova, sabato 14 sant’Eliseo, domenica 15 santa Germana. Farmacie Farmacie di turno a Jesi (dalle 19,30 e notte) Giovedì 5 giugno Comunale 1, venerdì 6 Castellani, sabato 7 Comunale 2, domenica 8 Grammercato, lunedì 9 Coppi, martedì 10 Moretti, mercoledì 11Barba, giovedì 12 Martini, venerdì 13 Calcatelli, sabato 14 Grazie, domenica 15 Comunale 1. Farmacie di turno in Vallesina Giovedì 5 giugno Castelplanio, venerdì 6 Pianello, sabato 7 Angeli, domenica 8 Poggio San Marcello, lunedì 9 Castelbellino, martedì 10 Pianello, mercoledì 11 Montecarotto, giovedì 12 Moie (Angelico), venerdì 13 Castelplanio, sabato 14 Moie (Lucarelli), domenica 15 Angeli di Rosora. Anagrafe Nati a Jesi (salvo diversa indicazione) dal 15 al 28 maggio Michele Bulla, Benedetta Bastari (Ancona), Qerem Bulla, Giulia Lanza, Sofia Marconi, Vittoria Barchiesi, Sofia Lauretti (Ancona), Eleonora Moreschi, Federico Quercetti (Ancona), Rokaya Nouiqua, Alessandro Carotti, Lorenzo Portaro, Chidema Kyerenaa Solomon (Ancona), Matteo Grechi, Francesco Borocci, Ferdinando David Platania, Alessio Sebastianelli. Deceduti a Jesi (salvo diversa indicazione) Natale Giuliani (80 anni), Giuseppe Giombini di Belvedere Ostrense (85), Anita Aquilanti (88), Ersilia Barchetta (93), Jolanda Cesaroni (86) di Moie, Gina Gianfelici (86) di Filottrano, Giulio Tiberi (79) di Santa Maria Nuova, Livia Fantini (87), Vera Luminari (69), Renato Giampieretti (85), Gilda Caimmi (78), Mario Baioni (85) di Rosora, Giovanni Ridolfi (61) di Porto Recanati, Giuseppe Zitelli (78) di Roma, Mario Barigelli (75) di Filottrano, Ugo Manoni (88), Elia Cecchini (83) di Filottrano, Lucia Baioni (73) di Montecarotto, Adriana Santoni (69), Ccesira Colli (87) di Apiro, Alfredo Pucci (72) di Serra dè Conti, Pierina Verdolini (97) di Apiro, Gino Cecchi (80) di Montecarotto, Nicola Cocilova (87) di Serra San Quirico, Giselda Vicari (94) di Morro d’Alba, Jole Ciattaglia (86) di Cupramontana. Confessioni di un ottuagenario O rmai, come “ultraanta”, sento di dover confessare ai miei concittadini almeno due episodi della mia vita per rasserenare la mia coscienza. Primo. La polvere del famoso 11 settembre aveva coperto tutto il mondo da ormai alcuni mesi e il controllo negli aeroporti era rigidissimo. Io mi trovavo in quello di Bucarest: dovevo ritornare nella mia Jesi. Al controllo mi trovano, nella borsa da viaggio, il coltello multiservizi svizzero che per un turista è caro in tutti i sensi. Mi appello alla bontà del poliziotto, dichiaro la buona fede, dimostro che in me non alberga l’assassino. E’ comprensivo: si commuove e tenta di recuperare la valigia già consegnata al nastro mangia-tutto. Niente da fare. Scongiuro tenendo ben stretto il coltello nelle mie mani. Il poliziotto mi guarda con compassione e meraviglia e mi invita, per una dozzina di volte, con dolcezza, a gettare il coltello nel maledetto bussolotto trasparente pieno di temperini, coltelli, forbici, cacciaviti. Urlo, prego, mi arrabbio, ma alla fine lascio cadere nel grande cubo l’amato coltello. In aereo la rabbia svelenisce gra- dualmente e, timidi, arrivano, inaspettati, certi impertinenti pensieri: il poliziotto ha rispettato le regole per proteggere anche la tua vita e quella di tua moglie; tu non hai rispettato le regole. Non dovevi arrabbiarti, dovevi complimentarti con lui. Secondo. Ieri trovo sul tergicristallo della mia “Punto” il biglietto verde della contravvenzione: ruote sul marciapiede-euro 74 . Ma questa volta, dopo Bucarest, sono stato molto bravo. Quasi contento –si fa per dire – mi dico: - tua moglie te lo aveva detto - il vigile ha rispettato le regole. Vatti a complimentare con lui. - sei tu che non hai rispettato le regole. - il Comune ha bisogni di soldi e i tuoi sono utilissimi. - immagina di pagare l’Ici anche quest’anno. - quante tue infrazione del passato sono sfuggite ai vigili e non pagate? - i tuoi amici in Comune saranno contenti di questo tuo aiuto. Ma alla fine smisi di pensare per paura che mi convincessi di arrotondare la cifra a cento euro. E delegai in fretta in fretta la Banca delle Marche a far pervenire il dovuto al sig. sindaco. v.m. Carifac: Paolo Mariani Direttore Generale “Una scelta di professionalità” Paolo Mariani è il nuovo Direttore Generale della Cassa di Risparmio di FaIstituto Comprensivo “Lotto” briano e Cupramontana L’Istituto Compensivo Jesi “Lorenzo Lotto”, in collaborazione spa. Il Consiglio di Amcon il Comune di Jesi, l’Ambito Territoriale Sociale IX, l’Asur Z.T.5 ministrazione riunitosi il e il Teatro Pirata, presenta lo spettacolo teatrale “… questo 2 giugno gli ha conferito bimbo a chi lo do? “ per la regia di Cecilia Mancia. Il lavoro è all’unanimità la guida delil risultato delle attività svolte nei laboratori teatrali e musicali l’istituto di credito. “Con della scuola Primaria “F. Conti” e della scuola Secondaria di la nomina di Mariani, già primo grado “Savoia”. Il tema affrontato quest’anno è legato al vicedirettore generale Progetto Affido – Accoglienza dell’ambito territoriale e sociale - sottolinea il CdA - la Cadi Jesi. Tutta la cittadinanza è invitata al Teatro “G. B. Pergolesi” rifac ribadisce la volontà il 6 e 7 giugno alle ore 21. Per informazioni rivolgersi alla di proseguire nel solco del Segreteria dell’Istituto 0731 214519. buon lavoro di sviluppo e di radicamento nel terriTorrette di Ancona torio intrapreso in questi Al campo sportivo “S. Giuliani” di Torrette di Ancona: festa anni. Con questo spirito di inizio estate, sabato 7 giugno dalle ore 20. La quinta di alleanza con il territorio circoscrizione del comune di Ancona in collaborazione con il e con la sua gente, tanto Comune di Ancona e i circoli Arti e Mestieri, La Quercia, Anspi, più in un momento di non Unione Sportiva Dorica Torrette, S. C. Torrette e il centro facile congiuntura come Sportivo Koryo propongono una cena su prenotazione con quello attuale, continueserata danzante. Per le prenotazioni si può chiamare il circolo remo ad essere banca di e Arti e Mestieri al numero 071 880417. del territorio”. Marchigiano, 47 anni, UNPLI Ancona: eletto il nuovo Consiglio Paolo Mariani (nella foto) E’ ufficialmente in carica a partire dal mese scorso il nuovo vanta una esperienza ven- NotizieBrevi Consiglio d’Amministrazione delle Pro Loco della Provincia di Ancona iscritte all’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI), l’Associazione atta alla tutela e alla salvaguardia delle specificità locali. Le elezioni, svoltesi presso il cinema Torquis di Filottrano lo scorso 10 maggio, hanno riconfermato per i prossimi quattro anni, Enzo Animobono nel ruolo di Presidente UNPLI Ancona. Rispetto al Consiglio d’Amministrazione dimissionario, il nuovo organo direttivo conta due membri in più: Loredana Caverni e Simonetta Spegni. Rieletti invece Aldo Belmonti (vicepresidente), Mauro Paolinelli (segretario), Massimo Foresi (cassiere) e Vittorio Molossi. Chiara Cascio tennale nel panorama bancario con incarichi in importanti banche italiane. Alla Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana spa arriva nel marzo del 2006 assumendo la carica di Direttore Commerciale, dal novembre del 2007 ricopriva l’incarico di Vice Direttore Generale Responsabile Area Mercato. Carifac per i dipendenti La Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana e il Comune di Fabriano hanno annunciato la ratifica di un protocollo d’intesa con misure a favore dei cittadini fabrianesi dipendenti di aziende in difficoltà. Beneficiari saranno i residenti nel comune di Fabriano dipendenti di aziende dichiarate fallite o che hanno fatto ricorso a provvedimenti di mobilità ricorrente o continuativa per almeno sei mesi. A loro la Carifac consentirà di sospendere il pagamento delle rate del mutuo ipotecario, al massimo per due volte nell’arco dell’intero ammortamento, per un periodo complessivo di 18 mesi. Latte Fresco Alta Qualità 15 Sport Tante le società coinvolte domenica scorsa S Anche a Jesi la giornata nazionale dello Sport i è svolta domenica scorsa anche a Jesi la quinta “Giornata nazionale dello Sport”. Istituita dal presidente del Consiglio nel 2004, la manifestazione ha avuto come scopo la promozione dello sport a tutti i cittadini, grazie a gare, giochi e saggi sportivi nelle piazze, per coinvolgere il pubblico non sportivo. A Jesi la giornata si è tenuta presso il polisportivo di viale M.L. King, i giardini pubblici di viale Cavallotti e la piscina comunale di via del Molino. Tanti gli appassionati, che hanno assistito ai vari eventi fino a tarda sera. All’iniziativa hanno aderito quindici società locali, che hanno effettuato saggi di vari sport, tra i quali rugby, scherma, pattinaggio, calcio, twirling e balli latino-americani. Nel parcheggio adiacente al polisportivo di viale King era stato allestito anche uno spazio giochi per bambini, gestito dalla ludoteca comunale. Presso la piscina comunale invece, è stata organizzata una “staffetta allegra”, che ha coinvolto ragazzi del nuoto, pallanuoto e disabili. Erano stati effettuate inoltre, lezioni gratuite di aquagym. Nelle foto, un momento dell’esibizione della Roller Marche di pattinaggio artisti- BASKET Venerdì la serie arriva a Jesi per gara tre A Caserta la Fileni Bpa stecca la prima È iniziata male la serie di finale promozione che vede la Fileni Bpa opposta alla favoritissima Caserta. Domenica scorsa i campani hanno sfruttato al massimo il fattore campo, battendo gli arancio-blu 95 a 81. “Nel primo quarto, che per me è un frangente importantissimo, abbiamo commesso troppi errori – ha detto nel dopo gara, coach Capobianco – Piccoli dettagli, ma fondamentali. Abbiamo concesso troppi rimbalzi offensivi, ben sette nei primi due quarti, e perso dei palloni nei momenti topici. Questo significa dare seconde chances ad una squadra che ha percentuali altissime al tiro”. La generosa prova di Rossini e Maestranzi (nella foto), non è bastata a coprire la giornataccia di Hoover e Farrington. A sostenere i leoncelli c’erano un centinaio di tifosi jesini (tra cui anche il sindaco, Fabiano Belcecchi), giunti in Campania con due pullman. Chi era rimasto in città, aveva potuto assistere alla gara grazie al maxischermo messo a disposizione dal Comune presso il PalaTriccoli. L’iniziativa aveva radunato oltre mille persone. Martedì 4 si è giocata gara due, sempre a Caserta. Venerdì 6 giugno è in programma il terzo atto della serie, a Jesi (ore 20.45). L’eventuale quarta partita si giocherebbe ancora al PalaTriccoli, domenica 8 (ore 20.30), mentre per la “bella” si tornerebbe a Caserta mercoledì 11 (ore 20.30). Tutte le gare saranno trasmesse da Rai Sport Più. Giuseppe Papadia VOLLEY Under 18 quarta alla Girl League Isabella Zilio torna alla Monte Schiavo È co ai giardini pubblici ed una fase di gioco della gara di calcio a cinque femminile, tra la Edp Jesina ed il Csi. Fotoservizio Giuseppe Papadia Club Scherma di Jesi: nuovo sito internet In città i campionati italiani “L a scuola dei campioni” cambia il proprio look in Rete. Da qualche giorno è online il nuovo sito internet del Club scherma Jesi. La storia della società e degli atleti di oggi e di ieri, grafica accattivante, facilità di navigazione, contenuti aggiornati. All’indirizzo www.schermajesi.it sarà possibile seguire le fasi di una stagione di grandi appuntamenti per il fioretto jesino. Le Olimpiadi di Pechino, certo, ma non solo. Il 28 e 29 giugno, a Jesi, sarà in palio il titolo italiano di fioretto maschile e femminile. Tra gli uomini il Club scherma schiera il giovanissimo Michele Di Francisca, fresco campione europeo cadetti. Tra le donne Jesi cala una cinquina di lusso: Valentina Vezzali, Giovanna Trillini, Claudia Pigliapoco, Elisa Di Francisca e Susanna Napoli. Il nuovo sito 8 giugno 2008 internet vuole essere uno strumento pratico e utile per gli addetti ai lavori e un richiamo per curiosi e appassionati. L’obiettivo è illuminare quotidianamente una disciplina che ha regalato tante soddisfazioni alla città, andando oltre e al di là del periodo olimpico. Nelle sezioni del sito sarà possibile ripercorrere le storie dei primi pionieri della scherma jesina, dal maestro Ezio Triccoli ai primi successi internazionali, scorrere le foto degli atleti, conoscere meglio i campioni e prendere confidenza con i nomi delle nuove promesse. La volontà è quella di spalancare le porte del palazzetto della scherma di via Solazzi anche a chi non si è mai destreggiato con fioretto, sciabola e spada, raccontando una storia di sport lunga sessanta anni. “Internet è uno strumento di comunicazione sempre più diffuso con un numero di utenti che cresce a ritmo sostenuto anche in Italia - sottolinea il presidente del Club Alberto Proietti Mosca - il nuovo sito web vuole essere un efficace strumento per far conoscere a tutti la realtà della scherma e per mettere a disposizione degli atleti un’ampia gamma di servizi e informazioni utili”. Nella foto la campionessa Claudia Pigliapoco (a destra) intervistata per Vallesina Tv da Eleonora Dottori. un gradito ritorno, quello di Isabella Zilio, che dalla prossima stagione tornerà a vestire la maglia di libero della Monte Schiavo Banca Marche. Nata a Padova il 5 marzo ’83, alta 175 cm, la Zilio aveva già vestito la casacca rossoblu dal 2005 al 2007. “Sono contentissima – ha detto la giocatrice – Tornare in una città dove mi sono trovata bene sia per la società sia per l’ambiente esterno è il massimo. Sono andata via per un anno ma il rapporto si è mantenuto ottimo con tutti. Tornare è una soddisfazione personale perché significa che hai fatto bene in passato e che si è apprez- zati”. Nell’ultima stagione, il libero padovano era stata data in prestito al Murcia, formazione spagnola con cui aveva vinto il titolo iberico, la Coppa de la Reina e raggiunto la final four di Champions League. Con il ritorno di Zilio (nella foto) appare scontata la partenza di Puerari, richiesta da Chieri. Lo scorso fine settimana, a Torino si è disputata la “Girl League”, la rassegna riservata alle formazioni giovanili dei club di serie A. L’under 18 “Togut” della Pieralisi si è arresa in semifinale contro Vicenza, vittoriosa per 2-0. Le “piccole prilline” hanno chiuso al quarto posto, perdendo anche la finalina contro la 1° Classe Roma (2-0). Premiata alla fine, la jesina Martina Spicocchi, come miglior centrale. Gip Alla Scuola Mazzini “I colori dello Sport” con la Uisp Il Judo per l’integrazione A lla Scuola primaria Mazzini dell’istituto Comprensivo Federico II Jesi-Monsano sono terminati i corsi gratuiti di judo per bambini e ragazzi del quartiere, figli di immigrati e di italiani. Ai due corsi hanno partecipati 35 ragazzini, dei quali oltre la metà figli di immigrati, perfettamente integrati in questa disciplina sportiva, che per sua natura si presta particolarmente a queste situazioni; l’iniziativa è stata realizzata con il progetto dell’istituto “Suola aperta”. Il progetto “I colori dello sport”, ideato dalla Uisp, è stato realizzato grazie al lavoro gratuito da parte dell’Associazione Sportivo Dilettantistica Samurai Jesi per contribuire all’integrazione tra figli di immigrati e di italiani, consapevoli che solo con l’integrazione si avrà una società più sicura, più giusta, più equilibrata. I corsi sono iniziati a febbraio e terminati con il sospirato passaggio a cintura gialla la settimana scorsa e già si pensa a come poter continuare anche la prossima stagiona sportiva 2008-2009 con questa importante iniziativa. L’insegnante di judo, Claudio Coppari, artefice dell’iniziativa spera che anche il Comune sostenga questo progetto che ha il contributo della Provincia. 16 8 giugno 2008 Esperienze Un’identità culturale da valorizzare, una risorsa turistica di prim’ordine Nelle Marche, alla scoperta della civiltà dei teatri C entotredici. Tanti erano nelle Marche i teatri storici, costruiti tra il 18° e 19° secolo, secondo un censimento effettuato nel 1868. Altri ne sarebbero stati edificati più tardi fin quasi alla fine dell’800 e, dopo una pausa di qualche lustro, anche agli inizi del ‘900. Costituiscono oggi uno straordinario patrimonio architettonico e definiscono una originale identità culturale delle Marche. Non esiste in nessuna altra regione d’Italia - e non è un’iperbole aggiungere ‘in nessun altro luogo al mondo’ - una concentrazione di teatri di altrettanto valore storico ed artistico. E’ un primato di cui solo di recente gli stessi marchigiani hanno preso conoscenza. Le grandi guerre e l’avvento del cinema ne avevano cancellato quasi la memoria. Eppure per secoli i nostri teatri sono stati centri di formazione e diffusione di arte e di cultura. Tra il 18° secolo e il 20° divennero ovunque, anche nei paesi più piccoli, simbolo di prestigio cittadino ed elemento centrale di un assetto urbanistico. Vi si rappresentavano spettacoli di ogni genere, soprattutto di musica, ma anche di prosa e di danza con allestimenti che suscitavano sempre curiosità e interesse. La Chiesa metteva in guardia contro gli aspetti mondani, ma non ostacolava la costruzione di nuovi teatri; anzi, la favoriva, non solo perché offriva mano d’opera a molta gente, ma anche perché vedeva nel teatro un luogo utilizzabile per finalità didattiche. Già nel ‘500, con gli oratori di S. Filippo Neri, si era incominciata a diffondere la ‘recita musicata’. Proprio nelle Marche, nel 1513, alla Corte di Urbino era stata rappresentata quella “Calandra” di Baldassarre Castiglione che sarebbe stata presa ad esempio dalla corti di Ferrara e di Firenze; dove per altro, più di mezzo secolo dopo, sarebbe ufficialmente nato il melodramma. I teatri de ‘lo bel paese da li belli colli’ Gli “Amici della Lirica” di Ancona sanno da tempo quanto sia importante questa civiltà dei teatri. Si sono fatti perciò promotori di un’iniziativa che ha coinvolto non solo gli iscritti all’associazione, ma anche simpatizzanti e amici reclutati a più vasto raggio, compreso un manipolo di jesini: un viaggio itinerante alla scoperta di alcuni teatri storici delle Marche. Tre quelli visitati dagli escursionisti: il Teatro Flora di Penna San Giovanni, il Teatro Nicola Antonio Angeletti di S. Angelo in Pontano e il Teatro Feronia di S. Severino Marche. Sono stati raggiunti percorrendo stradine serpeggianti per verdi colline, prati e campi rigogliosi di grano alto e spigato. Una magnifica giornata, il 24 maggio. Non si sarebbe potuto desiderare di meglio. Gli Amici hanno pensato a tutto. Saranno accompagnati da una giovane guida preparatissima, Daniela, che resterà con loro per l’intera giornata per illustrare, oltre ai teatri, tutto ciò che di interessante si incontra lungo il percorso: arte, archeologia, storia, folklore, economia, gastronomia.. Ospite del gruppo è anche un flautista, Andrea Mori. Ha solo diciotto anni: viene da Fabriano dove frequenta l’Istituto d’Arte, ma è impegnato anche con le lezioni del conservatorio ‘G.B. Pergolesi’ di Ancona. Bravura, passione, buona volontà: da lodare. Sarà la mascotte della compagnia che lo ha invitato perché faccia scoprire quale sia l’acustica dei teatri visitati. Il Teatro Nicola Antonio Angeletti è il primo. Realizzato dall’architetto V. Vermigli, affrescato da P. Giovannetti, venne inaugurato nel 1883. Restaurato, è stato riaperto nel 2007. Ha pianta classica ad U, centoquattordici posti: una bomboniera. Le decorazioni del soffitto alternano medaglioni con ritratti di personaggi del mondo culturale italiano e graziose immagini di angeli che rappresentano le arti. Originale è il sipario storico, con una porta al centro. Veniva curiosamente chiamato ‘comodino’. Si visitano anche i sotterranei del teatro, anch’essi restaurati. Lì un tempo era il forno comunale. Ora gli ambienti sono diventate sale da ricevimento o da esposizione. A S. Angelo in Pontano nacque S. Nicola da Tolentino. La sua casa non esiste più. Al suo posto c’è un piccolo giardino con una statua dedicata al santo taumaturgo. Lì, di fronte allo scenario grandioso dei Monti Sibillini, ci si sente ad un passo dal cielo. Dedicato a una bella donna Mentre siamo di nuovo in viaggio raccogliamo ulteriori notizie intorno ai nostri teatri storici. Ne esistono nelle Marche di tre tipologie: ad ‘U’, i più antichi, dall’acustica non perfetta che risulta invece migliore in quelli ‘a campana’, di cui l’unico esempio è il Lauro Rossi di Macerata. E’ il teatro ‘a ferro di cavallo’ quello dotato di un’acustica perfetta. Altro ancora. Non solo musicisti e cantanti hanno dato lustro alla nostra ‘civiltà dei teatri’, ma anche grandi impresari e famosi scenografi: come Nicola Sabbatini, pesarese, autore di un importantissimo trattato e Giacomo Torelli, fanese, uno dei più grandi in epoca barocca, inventore dei cambi di scena a vista e in prospettiva centrale. Chiamato alla corte di Francia dal cardinale Mazzarino, dovette purtroppo fare i conti con invidie e gelosie. Venne persino rapito e gli furono amputate due dita perché non potesse più né disegnare né scrivere. Siamo nei pressi del Teatro Flora di Penna S. Giovanni. Risale anch’esso alla seconda metà del ‘700. Deve il suo nome non, come sarebbe da supporre, alla dea dei fiori e delle messi, ma, secondo fonti attendibili e forse maliziose, ad una bella signora che abitava giusto accanto al teatro. E’ l’unico teatro delle Marche interamente in legno, con colonne in finto marmo e decorazioni di cartigli intagliati, pianta ad U, novantanove posti. Barocca, fastosa, è la decorazione del soffitto. Venne costruito per volontà di dieci condomini e inserito nell’antico Palazzo dei Priori dove già esisteva, come pure in altri centri delle Marche, una ‘Sala per la Commedia’. Ancora testimonianze di un’antica tradizione. Dedicato a una dea Dopo un’arcadica sosta-pranzo all’Abbazia di Fiastra dove è in corso la manifestazione ‘Herbaria’, gli Amici riprendono il cammino per S. Severino Marche. Si sta disputando qui il Palio dei Castelli e la città è imbandierata a festa. Non c’è tempo purtroppo per ammirare nel duomo gli affreschi di Salimbeni. Attraversata la bella piazza ellissoidale ci si dirige immediatamente al Teatro Feronia. Entrati, si resta subito a bocca aperta di fronte a un magnifico sipario, dipinto da R. Fogliardi, dove è raffigurato un mito che in epoca neoclassica Vincenzo Monti aveva ricordato nella sua ‘Feroniade’: la sacerdotessa Camurena Cellerina che affranca uno schiavo di fronte al tempio della dea latina Feronia alla quale erano sacri i boschi e gli orti. La costruzione del teatro, con pianta a ferro di cavallo, 442 posti, tre ordini di palchi e loggione, ha attraversato secoli. Già nel ‘500 a S. Severino (l’antica Septempeda) molto intense erano le attività teatrali laiche o religiose. L’attuale restauro ha ripristinato la struttura, elegante e solida, che riprende lo stile del Bibiena. Dopo aver ascoltato il nostro flautista, che con pagine di Debussy e di Bach ha fatto intendere come davvero eccellente sia l’acustica, si riparte per Macerata. Qui, ahimè, una delusione. Secondo chiari accordi presi dagli organizzatori si sarebbe potuto senza difficoltà visitare il teatro Lauro Rossi. Invece non troviamo nessuno ad aprire i battenti. Non c’è plausibile spiegazione: sarà da indagare. Molti, che ricordano come al ‘Lauro Rossi’ diresse Toscanini una memorabile ‘Aida’, tenevano particolarmente a questa visita. La rinuncia dispiace, ma abbiamo visto abbastanza; tanto da renderci conto che il patrimonio della nostra civiltà dei teatri è d’inestimabile valore e può costituire anche una straordinaria risorsa turistica. Gli Amici della Lirica ne sono convinti e hanno saputo dimostrare quale sia il modo migliore per conoscerlo e valorizzarlo. Fotoservizio Augusta F. Cardinali Nella prima foto, uno scorcio del teatro Flora di Penna San Giovanni e un particolare del palco; nella terza il flautista Andrea Mori al Teatro Feronia di San Severino Marche; nella quarta la decorazione del soffitto del teatro Angeletti di Sant’Angelo in Pontano.