Alberto Martini INTENSITA’ SU UNO SCHERMO IN UNA INTERFERENZA TRA DUE SORGENTI PUNTIFORMI Vogliamo dimostrare teoricamente la seguente relazione, che descrive l’Intensità su uno schermo nel caso di una interferenza tra due sorgenti puntiformi, nella condizione di Fraunhofer (schermo all’infinito) I (a) = I MAX cos 2 p dsen a l Per prima cosa dimostriamo che: L’energia trasportata da un’onda è proporzionale al quadrato della sua ampiezza 2 I A Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 Per la legge di Hooke si ha: F K= x Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 Per la legge di Hooke si ha: F K= x Per il secondo principio della dinamica: F = ma Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 Per la legge di Hooke si ha: F K= x F = ma 2 4p Dove a è l’accelerazione del moto armonico: a = 2 x T Per il secondo principio della dinamica: Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 Per la legge di Hooke si ha: F K= x F = ma 2 4p Dove a è l’accelerazione del moto armonico: a = 2 x T Per il secondo principio della dinamica: Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 Per la legge di Hooke si ha: F K= x F = ma 2 4p Dove a è l’accelerazione del moto armonico: a = 2 x T ma Sostituendo otteniamo: K = x Per il secondo principio della dinamica: Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 Per la legge di Hooke si ha: F K= x F = ma 2 4p Dove a è l’accelerazione del moto armonico: a = 2 x T ma Sostituendo otteniamo: K = x Per il secondo principio della dinamica: Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 Per la legge di Hooke si ha: F K= x F = ma 2 4p Dove a è l’accelerazione del moto armonico: a = 2 x T ma Sostituendo otteniamo: K = x Per il secondo principio della dinamica: Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 Per la legge di Hooke si ha: F K= x F = ma 2 4p Dove a è l’accelerazione del moto armonico: a = 2 x T ma Sostituendo otteniamo: K = x 2 p m 4 E ancora: K = x 2 x T Per il secondo principio della dinamica: Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 Per la legge di Hooke si ha: F K= x F = ma 2 4p Dove a è l’accelerazione del moto armonico: a = 2 x T ma Sostituendo otteniamo: K = x 2 2 p p m 4 m 4 E ancora: K = x = 2 2 x T T Per il secondo principio della dinamica: Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 4p m E ancora: K = 2 T 2 Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 4p m K= T 2 Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 4p m K= 2 T 2 Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 4p 2 m K= T2 Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 4p 2 m K= T2 Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E = Kx 2 2 4p 2 m K= T2 Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E= 2 4p 2 m K= T2 x 2 Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 4p m 2 E= x 2 x 4p 2 m K= T2 2 Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 4p m 2 E= x 2 x 2 Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 1 E= 2 24p 2 m x x 2 Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 2p m 2 E= x 2 T 2 Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 2p m 2 E= x 2 T 2 Dato che l’INTENSITA’ è il flusso di energia e X rappresenta l’ampiezza Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 2p m 2 E= x 2 T 2 Dato che l’INTENSITA’ è il flusso di energia e X rappresenta l’ampiezza 2p m 2 T 2 E poiché è costante Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 2p m 2 E= x 2 T 2 Dato che l’INTENSITA’ è il flusso di energia e X rappresenta l’ampiezza 2p m 2 T 2 E poiché Essendo E x 2 è costante Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 2p m 2 E= x 2 T 2 Dato che l’INTENSITA’ è il flusso di energia e X rappresenta l’ampiezza 2p m 2 T 2 E poiché Essendo E x Sarà anche: è costante 2 I A2 Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 2p m 2 E= x 2 T 2 Dato che l’INTENSITA’ è il flusso di energia e X rappresenta l’ampiezza 2p m 2 T 2 E poiché Essendo E x Sarà anche: è costante 2 I A2 Poiché l’onda è un moto armonico che si sposta, l’energia che essa trasporta con sé è di tipo elastico: 2p m 2 E= x 2 T 2 Dato che l’INTENSITA’ è il flusso di energia e X rappresenta l’ampiezza 2p m 2 T 2 E poiché Essendo E x Sarà anche: è costante 2 I A2 Dunque, se cerchiamo l’INTENSITA’ in un punto dello schermo, basterà che calcoliamo l’ampiezza dell’onda risultante in quel punto Dunque, se cerchiamo l’INTENSITA’ in un punto dello schermo, basterà che calcoliamo l’ampiezza dell’onda risultante in quel punto Ti ricordi come abbiamo fatto nel caso delle onde stazionarie? (anche lì l’onda risultante aveva ampiezza punto per punto uguale alla somma delle ampiezze dell’onda incidente e di quella riflessa) Dunque, se cerchiamo l’INTENSITA’ in un punto dello schermo, basterà che calcoliamo l’ampiezza dell’onda risultante in quel punto Ti ricordi come abbiamo fatto nel caso delle onde stazionarie? Y1(x,t) =A sen 2p ( x - t )+ l T Y2(x,t) = A sen 2p ( x + t )l T Y (x,t) = Y1 (x,t) + Y2 (x,t) Y (x,t) =A sen 2p ( x- t ) + l T + A sen 2p ( x+ t ) l T Dunque, se cerchiamo l’INTENSITA’ in un punto dello schermo, basterà che calcoliamo l’ampiezza dell’onda risultante in quel punto Ti ricordi come abbiamo fatto nel caso delle onde stazionarie? Qui dovremmo procedere allo stesso modo, ma fortunatamente siamo in grado di utilizzare una strategia più semplice! Dunque, se cerchiamo l’INTENSITA’ in un punto dello schermo, basterà che calcoliamo l’ampiezza dell’onda risultante in quel punto Ti ricordi come abbiamo fatto nel caso delle onde stazionarie? Qui dovremmo procedere allo stesso modo, ma fortunatamente siamo in grado di utilizzare una strategia più semplice! Basta ricordare la somma dei vettori. Vediamo come: Il principio di sovrapposizione dice che l’ampiezza dell’onda risultante è in ogni punto uguale alla somma algebrica delle ampiezze delle singole onde, ma noi sappiamo anche che questo risultato dipende dalla differenza di fase che hanno le onde in quel punto. Il principio di sovrapposizione dice che l’ampiezza dell’onda risultante è in ogni punto uguale alla somma algebrica delle ampiezze delle singole onde, ma noi sappiamo anche che questo risultato dipende dalla differenza di fase che hanno le onde in quel punto. P (max) Il principio di sovrapposizione dice che l’ampiezza dell’onda risultante è in ogni punto uguale alla somma algebrica delle ampiezze delle singole onde, ma noi sappiamo anche che questo risultato dipende dalla differenza di fase che hanno le onde in quel punto. = 0 P (max) Il principio di sovrapposizione dice che l’ampiezza dell’onda risultante è in ogni punto uguale alla somma algebrica delle ampiezze delle singole onde, ma noi sappiamo anche che questo risultato dipende dalla differenza di fase che hanno le onde in quel punto. P (min) Il principio di sovrapposizione dice che l’ampiezza dell’onda risultante è in ogni punto uguale alla somma algebrica delle ampiezze delle singole onde, ma noi sappiamo anche che questo risultato dipende dalla differenza di fase che hanno le onde in quel punto. P (min) = p Il principio di sovrapposizione dice che l’ampiezza dell’onda risultante è in ogni punto uguale alla somma algebrica delle ampiezze delle singole onde, ma noi sappiamo anche che questo risultato dipende dalla differenza di fase che hanno le onde in quel punto. angolo = p P (min) Ma anche per i vettori il risultato della somma dipende da un’angolo! Ma anche per i vettori il risultato della somma dipende da un’angolo! a Ma anche per i vettori il risultato della somma dipende da un’angolo! a Ma anche per i vettori il risultato della somma dipende da un’angolo! a Ma anche per i vettori il risultato della somma dipende da un’angolo! a Ma anche per i vettori il risultato della somma dipende da un’angolo! a Ma anche per i vettori il risultato della somma dipende da un’angolo! a Ma anche per i vettori il risultato della somma dipende da un’angolo! a Anche per i vettori il valore minimo della somma si ha quando l’angolo è uguale a p Ma anche per i vettori il risultato della somma dipende da un’angolo! a Anche per i vettori il valore minimo della somma si ha quando l’angolo è uguale a p Ma anche per i vettori il risultato della somma dipende da un’angolo! a=p Anche per i vettori il valore minimo della somma si ha quando l’angolo è uguale a p Ma anche per i vettori il risultato della somma dipende da un’angolo! a= Anche per i vettori il valore minimo della somma si ha quando l’angolo è uguale a p ed il valore massimo quando è uguale a 0 Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A A Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A A Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 = A A 2 AA cos 2 2 2 A A Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 = A A 2 AA cos 2 2 2 A0 = 2 A 2 A cos 2 2 2 A A Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 = A A 2 AA cos 2 2 2 A0 = 2 A 2 A cos 2 2 2 A0 = 2 A (1 cos ) 2 2 A A Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 = A A 2 AA cos 2 2 2 A0 = 2 A 2 A cos 2 2 2 A 2 A0 = 2 A (1 cos ) 2 A Poiché, per la trigonometria, è: 1 cos = 2 cos 2 ( ) 2 Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 = A A 2 AA cos 2 2 2 A0 = 2 A 2 A cos 2 2 2 A 2 A0 = 2 A (1 cos ) 2 2 2 A0 = 2 A 2 cos 2 2 A Poiché, per la trigonometria, è: 1 cos = 2 cos 2 ( ) 2 Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 = A A 2 AA cos 2 2 2 A0 = 2 A 2 A cos 2 2 2 A 2 A0 = 2 A (1 cos ) 2 2 2 A0 = 2 A 2 cos 2 2 2 2 A0 = 4 A cos 2 2 A Poiché, per la trigonometria, è: 1 cos = 2 cos 2 ( ) 2 Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A A A0 = 4 A 2 2 cos 2 2 Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A A A0 = 4 A 2 2 cos 2 2 Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A A A0 = 4 A 2 2 cos 2 2 Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A A A0 = 4 A 2 2 cos 2 2 Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 = 4 A 2 2 cos A 2 2 A Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 = 4 A 2 2 cos A 2 2 A Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 2 = 4 A 2 cos 2 A 2 A Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 2 = 4 A 2 cos 2 Possiamo scrivere questa relazione: A 2 A Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 2 = 4 A 2 cos 2 Possiamo scrivere questa relazione: 2p = X l A 2 A Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 2 = 4 A 2 cos 2 A 2 A Possiamo scrivere questa relazione: Questo significa che il rapporto tra una 2p = differenza di fase fra due punti qualsiasi e X l la differenza X tra le loro distanze dallo schermo, è costante ed è uguale al rapporto tra la differenza di fase 2p e la corrispondente differenza tra i cammini percorsi dalle onde, l Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 2 = 4 A 2 cos 2 Possiamo scrivere questa relazione: 2p = X l A 2 A Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 2 A = 4 A 2 cos 2 Possiamo scrivere questa relazione: 2p = X l = 2p l X 2 A Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 2 A = 4 A 2 cos 2 Possiamo scrivere questa relazione: 2p = X l Poiché è: = 2p l X = dsena X 2 A Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 2 A x =d sen a = 4 A 2 cos2 A 2 S1 F I G J H K S a Possiamo scrivere questa relazione: d O O a 1 2p = X l Poiché è: = 2pS 2 l X = dsena X K x S2 x K P Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 2 A = 4 A 2 cos 2 A 2 Possiamo scrivere questa relazione: 2p = X l Poiché è: = 2p l X = dsena X si ottiene: = 2p l dsena Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 2 = 4 A 2 cos 2 A A 2 = 2p l dsena Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 2 = 4 A 2 cos 2 A A 2 = 2p l dsena Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 A0 = 4 A 2 2 2 = 4 A 2 cos 2 A A 2 2 p dsen a cos 2l 2 = 2p l dsena Trattiamo allora le ampiezze A delle due onde come se fossero vettori di uguale intensità, sostituendo all’angolo tra le direzioni dei vettori, la differenza di fase delle onde A0 = A A A0 A0 = 4 A 2 A0 = 4 A 2 2 2 2 = 4 A 2 cos 2 A 2 p dsen a cos 2l 2 p dsen a cos A 2 2 l = 2p l dsena A0 = 4 A 2 2 p dsen a cos l 2 A0 = 4 A 2 2 p dsen a cos l 2 A0 = 4 A 2 E siccome è: IA 2 2 p dsen a cos l 2 A0 = 4 A 2 E siccome è: IA Si può scrivere: 2 p dsen a cos l 2 2 I 0 = I MAX p dsen a cos l dato che (2A) è l’ampiezza massima 2 I 0 = I MAX p dsen a cos l 2 utilizzando la relazione che abbiamo trovato, verifica le condizioni di massimo e di minimo che avevamo dimostrato nella lezione precedente I 0 = I MAX [ MAX ] [ min] p dsen a cos l 2 d sen a = nl d sen a = (n-1/2) l Si ha un massimo I0=Imax quando I 0 = I MAX [ MAX ] [ min] cos 2 p dsen a l = 1 p dsen a cos l 2 d sen a = nl d sen a = (n-1/2) l cos 2 p dsen a l quando I 0 = I MAX [ MAX ] [ min] = 1 pdsena = np l p dsen a cos l 2 d sen a = nl d sen a = (n-1/2) l cos 2 p dsen a l quando cioè: [ min] pdsena = np l dsena = nl I 0 = I MAX [ MAX ] = 1 p dsen a cos l 2 d sen a = nl d sen a = (n-1/2) l cos 2 p dsen a l quando cioè: [ min] pdsena = np l dsena = nl I 0 = I MAX [ MAX ] = 1 p dsen a cos l 2 d sen a = nl d sen a = (n-1/2) l VERIFICA DA SOLO LA CONDIZIONE DI MINIMO I 0 = I MAX [ min] p dsen a cos l 2 d sen a = (n-1/2) l I 0 = I MAX p dsen a cos l 2 Con questa equazione è possibile calcolare l’Intensità in ogni punto dello schermo, conoscendo la lunghezza d’onda l e la distanza tra le due sorgenti d I 0 = I MAX p dsen a cos l 2 Con questa equazione è possibile calcolare l’Intensità in ogni punto dello schermo, conoscendo la lunghezza d’onda l e la distanza tra le due sorgenti d I 0 = I MAX p dsen a cos l 2 Basta sostituire l e d e calcolare I0 per vari valori di a Con questa equazione è possibile calcolare l’Intensità in ogni punto dello schermo, conoscendo la lunghezza d’onda l e la distanza tra le due sorgenti d I 0 = I MAX p dsen a cos l 2 Basta sostituire l e d e calcolare I0 per vari valori di a Si può poi visualizzare il risultato con un grafico di I0 in funzione di a I0 a 0 I0 a 0 I0 a 0 Nota che tutti i massimi hanno uguale ampiezza Possiamo verificare il grafico dell’interferenza utilizzando un foglio elettronico: grafico dell'intensità nel caso dell'interferenza tra due sorgenti puntiformi coerenti l= I(max)= d= a 5 cm 10 erg 2 cm istruzione per il calcolo dell'intensità +$B$4*((@COS(@PI*$B$5*@SEN(A9)/$B$3))^2) I(a) 10 9,843436 9,389565 8,683148 7,790446 6,788802 5,755569 4,758597 3,849813 3,062496 2,411969 1,898787 1,513322 1,240664 1,065069 0,973498 0,958067 1,017365 1,156681 1,387142 1,723735 Intensità della interferenza 12 10 8 Intensità 0 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8 0,9 1 1,1 1,2 1,3 1,4 1,5 1,6 1,7 1,8 1,9 2 6 4 2 0 0 1 2 3 4 5 Angolo di visuale 6 7 8 9 Analizziamo ora a fondo la struttura dell’equazione I 0(a) =I MAX p dsen a cos l 2 E’ formata da tre parti: I 0(a) =I MAX p dsen a cos l 2 E’ formata da tre parti: I 0(a) =I MAX p dsen a cos l 2 E’ formata da tre parti: I 0(a) =I MAX p dsen a cos l 2 E’ formata da tre parti: I 0(a) =I MAX p dsen a cos l 2 C E’ formata da tre parti: I 0(a) =I MAX p dsen a cos l 2 C A rappresenta l’ENERGIA che arriva sullo schermo in un punto P, ad un angolo di visuale a a P E’ formata da tre parti: I 0(a) =I MAX p dsen a cos l 2 C E’ formata da tre parti: I 0(a) =I MAX p dsen a cos l 2 C B rappresenta l’ENERGIA MASSIMA che può arrivare sullo schermo E’ formata da tre parti: I 0(a) =I MAX p dsen a cos l 2 C E’ formata da tre parti: I 0(a) =I MAX p dsen a cos l 2 C C è un NUMERO che moltiplicato per B dà il valore di A E’ formata da tre parti: I 0(a) =I MAX p dsen a cos l 2 C C è un NUMERO che moltiplicato per B dà il valore di A Infatti: se è C = 0 anche I(a) = 0 I 0 (a) = I MAX 0 = 0 E’ formata da tre parti: I 0(a) =I MAX p dsen a cos l 2 C C è un NUMERO che moltiplicato per B dà il valore di A Infatti: se è C = 0 anche I(a) = 0 se è C = 1 si ha I 0 (a) = I MAX 0 = 0 I(a) = Imax I 0(a) = I MAX 1 = I MAX E’ formata da tre parti: I 0(a) =I MAX p dsen a cos l 2 C C è un NUMERO che moltiplicato per B dà il valore di A Infatti: se è C = 0 anche I(a) = 0 I 0 (a) = I MAX 0 = 0 I 0(a) = I MAX 1 = I MAX se è C = 1 si ha I(a) = Imax negli altri casi C è un numero compreso tra 0 e 1 fine e sempre positivo