TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI t Se una curva ha andamento crescente la retta tangente in un suo punto è diretta dal terzo al primo quadrante, quindi ha coefficiente angolare positivo TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI t Poiché il coefficiente angolare è la derivata della funzione, allora ne potremmo concludere che: se una funzione è crescente la sua derivata è positiva mt f ' ( xo ) Xo TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI Ciò non è sempre vero, però: la funzione int(x) è crescente su tutto il dominio ma ha derivata nulla, essendo a tratti costante TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI Viceversa la funzione fraz(x) ha derivata sempre uguale a 1 ma non è crescente su tutto il dominio, essendo periodica TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI Se si aggiunge l’ipotesi che f sia derivabile in un dato intervallo I, allora: • se la funzione è crescente in I allora la derivata è maggiore o uguale a zero in tale intervallo • se la funzione è decrescente in I allora la derivata è minore o uguale a zero in tale intervallo TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI Viceversa: • se la derivata è maggiore di zero in I allora la funzione è crescente in I • se la derivata è minore di zero in I allora la funzione è decrescente in I TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI Sia f crescente in I, Xo un punto di I e h un incremento positivio. Poiché: Dimostrazione xo h xo Allora, per definizione di funzione crescente: f ( xo h) f ( xo ) X0 X0+h TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI Portando a primo membro f ( xo h) f ( xo ) 0 E, dividendo per h, numero positivo: f ( xo h) f ( xo ) 0 h Passando al limite per h->0, per il teorema della permanenza del segno: f ( xo h) f ( xo ) lim 0 h h 0 TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI Poiché f è derivabile in I allora questo limite è uguale alla derivata f ( xo h) f ( xo ) lim f ' ( xo ) h h 0 E quindi: f ' ( xo ) 0 cvd TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI La seconda parte si dimostra ripercorrendo al contrario i passaggi, salvo il fatto che il teorema della permanenza del segno, nella seconda parte, non prevede il segno =, quindi stavolta l’ipotesi deve essere: f ' ( xo ) 0 E la conclusione: f ( xo h) f ( xo ) TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI FERMAT Pierre de Fermat (1601-1665) TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI FERMAT Definizione: si dice punto stazionario un punto in cui la derivata si annulla Teorema: se Xo è un punto di estremo relativo e se f è derivabile in un intorno di Xo, allora Xo è un punto stazionario TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI FERMAT tangente curva Punto di massimo relativo a b La cosa è abbastanza intuitiva: in un punto di massimo relativo la tangente è orizzontale, quindi il suo coefficiente angolare è nullo TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI FERMAT Dimostrazione Sia f derivabile in tangente [a,b]. Poiché f è crescente in [a,Xo], curva per quanto dimostrato prima su tale intervallo risulta: f ' ( x) 0 a Xo b TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI FERMAT Viceversa, nell’intervallo [Xo,b] tangente la funzione è decrescente e quindi curva su tale intervallo: f ' ( x) 0 a Xo b TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI FERMAT Poiché il punto Xo appartiene a entrambi gli intervalli, in esso risulta contemporaneamente f ' ( x) 0 f ' ( x) 0 L’unico possibile valore di f’ è quindi 0 f ' ( x) 0 cvd TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI ROLLE Michel Rolle (1652-1718) TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI ROLLE tangente curva Punto a tangente orizzontale a b Una curva regolare (ovvero senza salti o spigoli) che unisce due punti di uguale ordinata deve avere per forza un punto a tangente orizzontale TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI ROLLE Per rendere questo un teorema matematico è necessario formularlo in modo rigoroso e poi dimostrarlo tangente curva Punto a tangente orizzontale a b TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI ROLLE • • • • Senza salti = funzione continua Senza spigoli = funzione derivabile Punti a uguale ordinata: f(a)=f(b) Punto a tangente orizzontale: f’(c)=0 TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI Quindi: TEOREMA DI ROLLE Sia f definita su un intervallo chiuso [a,b] • continua su tale intervallo • derivabile salvo al più agli estremi • e sia f(a)=f(b) Allora esiste un punto c interno all’intervallo [a,b] tale che f’(c)=0 TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI Dimostrazione TEOREMA DI ROLLE CASO 1: sia f una funzione costante In tal caso il teorema è banale perché una funzione costante ha derivata ovunque uguale a zero, quindi c è un punto qualsiasi dell’intervallo TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI ROLLE Caso f costante curva tangente Punti a tangente orizzontale: TUTTI! a b TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI Dimostrazione TEOREMA DI ROLLE CASO 2: sia f non costante Poiché la funzione è continua su un intervallo chiuso, per il teorema di Weierstrass essa ammette un massimo assoluto, M, e un minimo assoluto, m. TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI ROLLE Poiché la funzione non è costante massimo e minimo sono diversi (M≠m), il che significa che massimo e minimo non possono cadere entrambi agli estremi dell’intervallo [a,b], altrimenti sarebbero uguali: infatti f(a)=f(b) TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI ROLLE Caso f non costante; qui per esempio il massimo cade all’interno dell’intervallo M curva F(a)=F(b) a b TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI ROLLE Supponiamo che sia M a cadere all’interno dell’intervallo e che c sia la sua ascissa f(c)=M In tal caso c, oltre a essere punto di massimo assoluto, è anche punto di massimo relativo TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI ROLLE Ma il teorema di Fermat dice che nei punti di massimo relativo la derivata è uguale a zero, quindi f’(c)=0 CVD TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI ROLLE Il teorema di Rolle fornisce una condizione sufficiente ma non necessaria per avere un punto stazionario: una funzione può avere un punto stazionario anche senza soddisfarne le ipotesi TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI ROLLE Queste funzioni non soddisfano una delle ipotesi del teorema (quale…?) e non hanno punti stazionari • y=fraz(x) • y=|x| • y=x [0,1] [-1,1] [0,1] TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI ROLLE Queste funzioni non soddisfano una delle ipotesi del teorema (quale…?) e hanno punti stazionari • y=D(x) • y=|x2-1| • y=x2 [0,1] [-2,2] [-1,2] TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI ROLLE Questa non è derivabile agli estremi, ma questa ipotesi non è richiesta e quindi la funzione cade sotto il dominio del teorema di Rolle Y=√(1-x2) [-1,1] TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI CAUCHY Augustin Louis Cauchy (1789-1857) TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI CAUCHY Siano f e g definite su un intervallo chiuso [a,b] • continue su tale intervallo • derivabili salvo al più agli estremi • e sia g(a)≠g(b), g’(x)≠0 Allora esiste un punto c interno all’intervallo [a,b] tale che: f (b) f (a) f ' (c) g (b) g (a) g ' (c) TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI Dimostrazione TEOREMA DI CAUCHY Consideriamo la funzione ausiliaria F(x) così definita: F ( x) f ( x) K g ( x) Dove K è una costante presa in modo che F soddisfi tutte le ipotesi del teorema di Rolle TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI CAUCHY Poiché f e g sono continue e derivabili anche F lo è, quindi basta fare in modo che sia: F(a)=F(b) Sostituendo: f (a) K g (a) f (b) K g (b) TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI CAUCHY Con qualche calcolo si ricava il valore di K f (b) f (a) K g (b) g (a) TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI CAUCHY Poiché con questo valore di K la funzione F soddisfa le ipotesi del teorema di Rolle, allora esiste un punto c interno all’intervallo in cui risulta: F’(c)=0 TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI CAUCHY Ma poiché F è: F ( x) f ( x) K g ( x) Derivando: F ' ( x) f ' ( x) K g ' ( x) E uguagliando a zero: 0 f ' (c ) K g ' (c ) TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI CAUCHY Ovvero: f ' (c ) K g ' (c ) f ( b ) f ( a ) E ricordando che K è: K g (b) g (a) Sostituendo: CVD f (b) f (a) f ' (c) g (b) g (a) g ' (c) TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI LAGRANGE Giuseppe Luigi Lagrange (1736-1813) Il teorema è un caso particolare di quello di Cauchy TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI LAGRANGE Sia f definita su un intervallo chiuso [a,b] • continua su tale intervallo • derivabile salvo al più agli estremi Allora esiste un punto c interno all’intervallo [a,b] tale che: f (b) f (a) f ' (c ) ba TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI Dimostrazione TEOREMA DI CAUCHY Basta ricordare la formula di Cauchy f (b) f (a) f ' (c) g (b) g (a) g ' (c) E prendere g(x) = x TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI TEOREMA DI CAUCHY Infatti se g(x)=x allora: g (a) a g (b) b g ' (c ) 1 E inserendo questi risultati nella formula: f (b) f (a) f ' (c) g (b) g (a) g ' (c) CVD f (b) f (a) f ' (c ) ba TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI tangente F(b) corda curva F(a) a c b Il teorema di Lagrange ha un evidente significato geometrico TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI Infatti: tangente C F(b) B corda curva F(a) A a c A(a,f(a)) b B(b,f(b)) f (b) f ( a ) ba È il coefficiente angolare della retta AB, corda sottesa dall’arco di curva TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI Mentre: tangente C F(b) B corda È il coefficiente angolare della tangente alla curva in C curva F(a) A a f ' (c ) c b TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI tangente C F(b) B corda curva Il teorema di Lagrange dice che questi coefficienti sono uguali F(a) f (b) f (a) f ' (c ) ba A a c b TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI tangente C F(b) B corda curva F(a) A a c b Ma se due rette hanno lo stesso coefficiente angolare allora sono parallele TEOREMI CLASSICI DELL’ANALISI tangente C F(b) B corda curva F(a) A a c b Quindi: in un arco di curva regolare c’è sempre un punto in cui la tangente è parallela alla corda sottesa all’arco