Scheda di Dati di Sicurezza
secondo l’Allegato II del Regolamento 1907/2006 (REACh)
Acetato di terz-butile
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Data di revisione: 14/10/2015
STRUTTURA DELLA SCHEDA
SEZIONE 1: Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa
1.1.
Identificatore del prodotto
Nome della sostanza
Acetato di terz-butile
Nota alla denominazione
1
Denominazione IUPAC
terz-butil acetato
Numero d’Indice
607-026-00-7
Numero CE
208-760-7
Numero CAS
540-88-5
Numero di registrazione REACh
Altri mezzi di identificazione
Denominazione secondo l’allegato VI del Reg. 1272/2008
Acetato di terz-butile; terz-butyl acetate
Nome CAS
1,1-Dimetiletil estere dell'acido acetico
Nome CE
acetato di terz-butile
Altro
terz-Butil estere dell'acido acetico; acetato dell'alcool terz-butilico; 1,1-dimetiletil acetato; 2-acetossi-2metilpropano; terz-butil ester dell'acido acetico; terz-butil etanoato; terz-butil acetato (Nome INCI)
Formula Bruta
C6 H12 O2
Nota
1.2.
Usi pertinenti identificati della sostanza o miscela e usi sconsigliati
Sottosezione da compilare a cura dell'utente.
1.3.
Informazioni sul fornitore della scheda di dati di sicurezza
Sottosezione da compilare a cura dell'utente.
Fornitore (fabbricante/importatore/rappresentante esclusivo/utilizzatore a valle/distributore):
Indirizzo/Casella postale:
ID paese/Codice di avviamento postale/Luogo:
Numero di telefono:
Indirizzo di posta elettronica della persona competente in materia di SDS:
Contatto nazionale:
1
Sostanze correlate
nome chimico
Acetato di sec-butile;
acetato di isobutile;
isobutanolo (metabolita principale
dell'acetato di isobutile)
numero CAS
105-46-4;
110-19-0;
78-83-1
numero CE
203-300-1;
203-745-1;
201-148-0
numero d’Indice
607-026-00-7;
607-026-00-7;
603-108-00-1
Questa SDS non ha alcun valore legale ma è un MODELLO DI SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA da utilizzare, modificare e integrare adattandolo
alle proprie esigenze e assumendone la piena responsabilità.
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1.4.
Numero telefonico di emergenza
Sottosezione da compilare a cura dell'utente.
Indicare il numero telefonico dei CAV autorizzati ad accedere direttamente alla consultazione dell’Archivio
Preparati Pericolosi (lista disponibile sul sito web https://preparatipericolosi.iss.it/cav.aspx ). In ogni caso,
affinché il numero telefonico possa essere indicato in questa sezione, il CAV o i CAV devono essere
contattati preventivamente e direttamente come indicato dalla guida ECHA relativa alla compilazione delle
SDS.
SEZIONE 2: Identificazione dei pericoli
2.1.
Classificazione della sostanza o della miscela
Classificazione della sostanza secondo il Reg. 1272/2008.(Allegato VI tab. 3.1)
Flam. Liq. 2; H225 Liquido e vapori facilmente infiammabili.
Limiti di concentrazione specifici:
Fattore M: Note: C
Classificazione della sostanza secondo la Direttiva 67/548/CEE (Allegato VI tab. 3.2 del Reg. 1272/2008)
F; R11 Facilmente infiammabile.
R66 L'esposizione ripetuta può provocare secchezza e screpolature della pelle.
Limiti di concentrazione specifici:
Note: C
NOTA
Classificazione riferita al N. d'Indice 607-026-007 comprendente le voci:
[1] acetato di isobutile (N. CAS = 110-19-0);
[2] acetato di sec-butile (N. CAS = 105-46-4),
[3] acetato di terz-butile (N. CAS = 540-88-5)
Principali effetti avversi per la salute umana
Vedere sezione 4.2.
2.2.
Elementi dell'etichetta (Reg. 1272/2008)
Pittogrammi di pericolo
Avvertenza
Pericolo (Dgr)
Indicazioni di pericolo
H225 Liquido e vapori facilmente infiammabili.
Consigli di prudenza
Sottosezione da compilare a cura dell'utente.
Secondo il Reg. 1272/2008 e s.m.i., art. 28, paragrafo 3:“Sull’etichetta non figurano più di sei consigli di
prudenza, se non qualora lo richiedano la natura e la gravità dei pericoli”.
Questa SDS non ha alcun valore legale ma è un MODELLO DI SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA da utilizzare, modificare e integrare adattandolo
alle proprie esigenze e assumendone la piena responsabilità.
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Informazioni di pericolo supplementari
EUH066 L'esposizione ripetuta può provocare secchezza o screpolature della pelle.
Numero di autorizzazione ai sensi del Reg. REACh
Non applicabile
2.3.
Altri pericoli
SEZIONE 3: Composizione/informazione sugli ingredienti
3.1.
Sostanze
*
Nome
Costituente
principale
additivo
stabilizzante
Impurezza
Acetato
terz-butile
di
Numero
d’indice
Numero CE
Numero CAS
Numero di
registrazione
REACh
607-026-00-7
208-760-7
540-88-5
XXXXXXXXXXXXXX-XXXX
Contenuto
% (p/p)*
* Questo modello di SDS si riferisce alla sostanza pura. L’identità chimica di eventuali impurezze, additivi stabilizzanti o singole sostanze
costituenti diverse dalla sostanza, costituente principale, a loro volta classificati e che contribuiscono alla classificazione della sostanza, è da
compilare a carico dell’utente.
3.2.
Miscele
Sezione non pertinente per le sostanze.
SEZIONE 4: Misure di primo soccorso
4.1.
Descrizione delle misure di primo soccorso
Via di
esposizione
intervento immediato*
Inalatoria
Aerare l’ambiente
Proteggere i soccorritori
Allontanare il paziente dal luogo
dell’infortunio
Cutanea
Rimuovere gli indumenti
Per contatto con
gli occhi
Per contatto per
ingestione
Irrigare con acqua
Evacuare il materiale dalla faringe
intervento successivo
Umidificare i gas inspirati
Somministrare ossigeno
Ventilazione con ambu
Praticare respirazione
bocca-bocca
Lavare la cute con acqua e
sapone
Se sono presenti sintomi,
consultare il medico
Se sono presenti sintomi,
consultare il medico
Somministrare latte
Somministrare acqua
manovre o sostanze da evitare
Nessuna
Non usare solventi
Nessuna
Non provocare il vomito
* Per quanto non previsto in questo punto, fare riferimento ai dispositivi di protezione consigliati al punto 8 della presente scheda.
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4.2.
Principali sintomi ed effetti, sia acuti che ritardati
Effetti acuti dose dipendenti.
Cute: irritazione
Sistema Nervoso: cefalea, vertigini, depressione
Occhi: irritazione
Prime vie aeree: irritazione
Polmoni: irritazione
Effetti cronici.
Cute: irritazione
Sistema Nervoso: depressione
Occhi: irritazione, cheratite, congiuntivite
Polmoni: tracheobronchite
Fegato: danno epatico
4.3.
Indicazione dell’eventuale necessità di consultare immediatamente un medico e di trattamenti
speciali
Utile intervento medico
SEZIONE 5: Misure antincendio
Eliminare, se possibile, la fonte di alimentazione della miscela infiammabile.
Rimuovere i contenitori dall’area d’incendio se ciò è possibile senza rischi.
In caso di incendio che coinvolga i contenitori, raffreddare i medesimi con acqua anche successivamente allo
spegnimento dell’incendio.
5.1.
Mezzi di estinzione
Mezzi di estinzione idonei
Utilizzare i seguenti mezzi:
- anidride carbonica
- schiume alcool-resistenti
- acqua nebulizzata
- polveri chimiche
Mezzi di estinzione non idonei
Getti d'acqua.
5.2.
Pericoli speciali derivanti dalla sostanza o dalla miscela
Allontanare se possibile i contenitori della sostanza dal luogo dell’incendio o raffreddare, poiché se
riscaldata,
può dar luogo a polimerizzazione.
I contenitori possono esplodere se esposti ad incendio.
Le operazioni antincendio devono tenere conto del rischio di esplosione; il personale addetto allo
spegnimento degli incendi deve pertanto agire da posizione protetta.
I contenitori danneggiati vanno manipolati esclusivamente da personale esperto.
I vapori che si sprigionano dal liquido sono inizialmente più pesanti dell'aria e tendono a disperdersi lungo il
suolo.
5.3.
Raccomandazioni per gli addetti all'estinzione degli incendi
Indossare:
- maschera antigas con autorespiratore
- equipaggiamento completo composto da elmetto a visiera e protezione del collo, giacca e pantaloni
ignifughi con fasce intorno a braccia, gambe e vita.
Per quanto non previsto in questo punto, fare riferimento ai dispositivi di protezione consigliati al punto 8
della presente scheda.
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SEZIONE 6: Misure in caso di rilascio accidentale
6.1.
Precauzioni personali, dispositivi di protezione e procedure in caso di emergenza
Per chi non interviene direttamente
Indossare precauzionalmente l’equipaggiamento speciale antincendio di cui al punto 5.
Arrestare la perdita se l’operazione non comporta rischi.
Allontanare dalla zona interessata allo spandimento le persone non addette all’intervento di emergenza.
Qualora possibile operare sopra vento.
I vapori che si sviluppano sono più pesanti dell’aria e tendono quindi a stratificarsi verso il basso, essi
potrebbero innescarsi anche lontano dal punto di rilascio e provocare un ritorno di fiamma.
Utilizzare abbigliamento ed attrezzature antistatici durante le operazioni.
Per quanto non previsto in questo punto, fare riferimento ai dispositivi di protezione consigliati al punto 8
della presente scheda.
Per chi interviene direttamente
6.2.
Precauzioni ambientali
Eliminare tutte le possibili fonti di innesco.
Devono essere utilizzati sistemi impiantistici e procedure operative per evitare che il prodotto giunga nella
rete fognaria, in pozzi o in corsi d’acqua.
Deve essere evitata l’immissione del versato nelle linee fognarie chiuse o la raccolta in recipienti chiusi, per
ridurre il rischio di esplosioni confinate.
Per limitare l’evaporazione e ridurre al minimo la zona interessata dalla dispersione dei vapori può essere
efficace l’utilizzo di schiume filmanti.
6.3.
Metodi e materiali per il contenimento e per la bonifica
Coprire le perdite con materiale assorbente inerte (argilla o sabbia) per ridurre lo sviluppo di vapori.
Raccogliere il materiale sversato con attrezzature antiscintilla.
Introdurre il materiale raccolto in recipienti puliti ed etichettati.
Se lo spandimento avviene in acqua asportare il liquido dalla superficie con pompa antideflagrante o
manuale o con idoneo materiale assorbente.
Non devono essere utilizzati prodotti per pulire a base di ossidanti forti.
Se necessario, avviare la procedura di bonifica prevista ai sensi del D.Lgs 152/2006, parte IV, titolo V.
6.4.
Riferimento ad altre sezioni
Per quanto non previsto in questo punto, fare riferimento ai dispositivi di protezione consigliati al punto 8,
nonché alle modalità di gestione dei rifiuti indicate al punto 13 della presente scheda.
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SEZIONE 7: Manipolazione e immagazzinamento
7.1.
Precauzioni per la manipolazione sicura
Qualora possibile operare sopra vento.
Manipolare in luogo ben ventilato.
Non riutilizzare mai i contenitori vuoti prima che siano stati sottoposti a pulizia industriale o
ricondizionamento.
Prima di effettuare lavori a fuoco bonificare linee e contenitori.
Prima di eseguire operazioni di travaso assicurarsi che all’interno dei contenitori non siano presenti residui di
sostanze incompatibili.
Assicurare il collegamento a terra di serbatoi, contenitori e apparecchiature e indossare scarpe antistatiche
nel corso di operazioni di travaso.
Assicurarsi che le linee di trasporto e le apparecchiature siano perfettamente pulite e non contengano
sostanze acide o ossidanti prima di utilizzare la sostanza.
Non indossare lenti a contatto durante la fase di manipolazione della sostanza.
Per quanto non previsto in questo punto, fare riferimento ai dispositivi di protezione consigliati al punto 8
della presente scheda.
D.Lgs. 81/08 e s.m.i.: ambienti di lavoro e presenza nei luoghi di lavoro di agenti nocivi
Ricordare l'applicabilità dell' allegato IV sezioni 2.1 e 2.2
7.2.
Condizioni per l'immagazzinamento sicuro, comprese eventuali incompatibilità
Assicurare il collegamento a terra di serbatoi e apparecchiature.
Proteggere i contenitori dal danneggiamento.
Prevedere l’inertizzazione del contenitore o munirlo di dispositivi tagliafiamma.
Prevedere la possibilità di raffreddare con acqua o altri sistemi i recipienti contenenti il prodotto.
Ventilare adeguatamente l’area di stoccaggio in modo che possano essere diluite eventuali fuoriuscite di
vapori dai contenitori.
Prevedere apparecchiature elettriche conformi alla normativa vigente in materia di sicurezza elettrica per i
luoghi con pericolo di incendio ed esplosione.
Conservare in recipienti chiusi ed etichettati.
Proteggere dall’irraggiamento solare diretto.
Minimizzare attraverso adeguati interventi di tipo procedurale e impiantistico tutte le possibili sorgenti di
perdita di sostanza.
Mantenere lontano da tutte le fonti possibili di innesco.
Non fumare.
Evitare accumulo di cariche elettrostatiche, soprattutto in occasione del travaso.
Stoccare lontano da materiali incompatibili quali tra l’altro forti ossidanti, nitrati, acidi e basi forti.
Mantenere separati i contenitori da ossidanti forti.
7.3.
Usi finali specifici
Raccomandazioni riferite ad impieghi particolari devono essere valutate caso per caso, anche in relazione
all’eventuale composizione del preparato commerciale che contenga la sostanza, alla luce del comparto di
attività cui la sostanza o il preparato sono destinati e del ciclo tecnologico e produttivo d'impiego.
SEZIONE 8: Controllo dell’esposizione/protezione individuale
8.1.
Parametri di controllo
Valori Limite di Esposizione Professionale:
Valori Limite italiani
Dato non disponibile
Valori Limite comunitari
Dato non disponibile
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Altri Valori Limite:
US ACGIH – TLV
TLV-TWA (8 ore): 200 ppm (950 mg/m3)
DFG – MAK
MAK (8 ore): 50 ppm (240 mg/m3)
Valori Limite biologici
Italiani
Altri Valori
US ACGIH
Contaminanti atmosferici
Considerare l'applicabilità dell'art. 223, comma 1, lett. d, del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
8.2.
Controlli dell’esposizione
Controlli tecnici idonei
Sottosezione da compilare a cura dell'utente.
La descrizione delle idonee misure di controllo dell’esposizione deve riferirsi agli usi identificati della
sostanza di cui alla sottosezione 1.2.
Dispositivi di protezione individuale:
Protezione di occhi/volto
Occhiale di sicurezza, non utilizzare lenti a contatto.
Protezione della cute
Protezione degli arti superiori. Guanti in:
- PVA (tempo di permeabilità > 6 ore)
- Silver shield (spessore 0,1 mm, tempo di permeabilità > 6 ore)
- Teflon (spessore 0,5 mm, tempo di permeabilità > 3 ore)
- Butile (spessore 0,5 mm, tempo di permeabilità 1,53 ore)
- Neoprene (spessore 0,8 mm, tempo di permeabilità >1 ora)
- Nitrile (spessore 0,6 mm, tempo di permeabilità 1,25 ore)
- Viton (spessore 0,8 mm, tempo di permeabilità > 1 ora)
Nota: i materiali citati sono riferiti alla protezione della cute delle mani nelle esposizioni ad acetato di nbutile (le cui caratteristiche chimico-fisiche sono simili alla sostanza in studio): l’utilizzatore può tenere
conto di tale dato nella ricerca del materiale più adatto.
Protezione delle vie respiratorie
Secondo D.Lgs. 475/92 - Norme UNI.
Filtri secondo la classificazione Europea:
- Filtro A 1: gas e vapori organici
Supporti:
- Semimaschera
Controlli dell'esposizione ambientale
In materia di protezione ambientale considerare l'applicabilità dell'art. 225, comma 2, del D.Lgs. 81/08 e
s.m.i.
Quando è prescritta una relazione sulla sicurezza chimica deve essere fornita una sintesi delle misure di
gestione del rischio atte a controllare adeguatamente l’esposizione dell’ambiente alla sostanza per lo o gli
scenari di esposizione indicati nell’allegato alla SDS o, se del caso, un riferimento allo o agli scenari di
esposizione nei quale sono fornite.
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alle proprie esigenze e assumendone la piena responsabilità.
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Pericoli termici
Indossare guanti anticalore in caso di pericoli termici.
Sorveglianza sanitaria
Periodismo visite: In attesa della definizione di rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei
lavoratori, si applica quanto previsto dal Titolo IX, Capo I del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
Indicatori di esposizione: Dato non disponibile.
Indicatori di effetto: Test di funzionalità respiratoria.
SEZIONE 9: Proprietà fisiche e chimiche
9.1.
Informazioni sulle proprietà fisiche e chimiche fondamentali
Aspetto
Stato Fisico: Liquido (Envichem, 2015; HSDB, 2015).
Colore: Incolore (Envichem, 2015; HSDB, 2015).
Odore
Di frutta (GESTIS, 2015; HSDB, 2015).
Soglia olfattiva
Dato non disponibile.
pH
Dato non disponibile.
Punto di fusione/punto di congelamento
Dato non disponibile.
Punto di ebollizione iniziale e intervallo di ebollizione (a pressione atmosferica)
97,8°C (ACGIH, 2014; IPCS, 2002).
Punto di infiammabilità
15,5°C (vaso chiuso) (IPCS, 2002).
16,6-22,2°C (vaso chiuso) (ACGIH, 2014; HSDB, 2015).
Tasso di evaporazione
Dato non disponibile.
Infiammabilità (solidi, gas)
Liquido altamente infiammabile (ACGIH, 2014).
Limite di esplosività o di infiammabilità (in % di volume di aria):
limite inferiore: 1,5% (stimato) (ACGIH, 2014; HSDB, 2015).
limite superiore: 7,3% (IPCS, 2002).
Tensione di vapore
6,3 kPa a 25 °C (stimata) (ACGIH, 2014; HSDB, 2015; IPCS, 2002; IPCS, 2005).
Densità di vapore (aria = 1)
4,0 (al punto di ebollizione) (HSDB, 2015; Patty, 2001).
Densità relativa
0,8593 a 25°C (ACGIH, 2014).
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La solubilità/le solubilità
Idrosolubilità: Praticamente insolubile (ACGIH, 2014; HSDB, 2015; IPCS, 2005; O’Neal, 2013; Patty,
2001); 14700 mg/l (Prevent, 2015).
Solubilità nei grassi e/o nei solventi organici: Miscibile con la maggior parte dei solventi organici industriali
(ACGIH, 2014).
Coefficiente di ripartizione n-ottanolo/acqua
1,76 ( HSDB, 2015; IPCS, 2002).
Temperatura di autoaccensione
435°C (GESTIS, 2015).
Temperatura di decomposizione
Dato non disponibile.
Viscosità
Dato non disponibile.
Proprietà esplosive
La sostanza non presenta gruppi associati all’esplosività (Nite, 2015).
Proprietà ossidanti
La sostanza non è classificata come tale, sebbene contenga gruppi associati a proprietà ossidanti (contiene
ossigeno legato a un atomo di carbonio) (Nite, 2015).
9.2.
Altre informazioni
Valore della costante della legge di Henry = 4,1X10-4 atm-m3/mole (HSDB, 2015).
Fattore di conversione tra ppm e mg/m3: 1 ppm = 4,76 mg/m3
1 mg/m3 = 0,210 ppm
Peso Molecolare: 116,58
SEZIONE 10: Stabilità e reattività
10.1. Reattività
Attacca le plastiche (IPCS, 2002).
10.2. Stabilità chimica
Dato non disponibile.
10.3. Possibilità di reazioni pericolose
Reagisce con acidi forti, basi forti, e ossidanti forti inclusi nitrati. Questo genera rischio di incendio e di
esplosione (ACGIH, 2014; HSDB, 2015; IPCS, 2002).
Acetato di terz-butile forma una miscela esplosiva con l’aria. La sostanza può reagire pericolosamente con:
idrossidi alcalini e terz-butossido di potassio (GESTIS, 2015).
10.4. Condizioni da evitare
Fiamme libere e scintille (IPCS, 2002).
10.5. Materiali incompatibili
Nitrati, ossidanti forti, alcali e acidi (HSDB, 2015).
10.6. Prodotti di decomposizione pericolosi
In un incendio provocato da acetato di terz-butile possono esser rilasciati gas tossici e vapori (e.g.,
monossido di carbonio) (ACGIH, 2014; HSDB, 2015).
Scaldato a decomposizione emette fumi acri e vapori irritanti (HSDB, 2015).
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SEZIONE 11: Informazioni tossicologiche
11.1. Informazione sugli effetti tossicologici
Per l’acetato di terz-butile sono disponibili dati limitati pertanto, in assenza di dati specifici in questa sezione
si fa riferimento all’acetato di sec-butile (N. CAS. 105-46-4) e all’acetato di isobutile (N. CAS 110-19-0).
Metabolismo, cinetica, meccanismo di azione e altre informazioni
Non sono disponibili dati quantitativi sull’assorbimento degli isomeri del butilacetato ma si può prevedere
che gli isomeri del butilacetato siano assorbiti facilmente da cute, tratto respiratorio e tratto gastrointestinale. Possono essere prontamenteidrolizzati ad acido acetico e ai rispettivi alcoli nel sangue, nel
fegato, nell'intestino tenue e nel tratto respiratorio. L'acido acetico viene ossidato tramite il ciclo dell'acido
citrico ad anidride carbonica e acqua. Tuttavia, il terz-butanolo non è un buon substrato per l'alcol
deidrogenasi ed è lentamente metabolizzato nei mammiferi. Viene eliminato nelle urine come glucuronide
coniugato e come acetone e attraverso il respiro, come acetone e anidride carbonica (IPCS, 1987 in Health
Council, 2001).
Tossicità acuta
Ratto (Sprague-Dawley) DL50 (orale): 3,8 ml/kg p.c. (±3420 mg/kg p.c.) (Health Council, 2001)
Ratto (Wistar) DL50 (orale): 4500 mg/kg p.c. (Health Council, 2001).
Coniglio (New Zeland) DL50 (cutanea): da > 2000 mg/kg (ChemID, 2015; Health Council, 2001).
Ratto (Sprague-Dawley) CL50-4 ore (inalatoria): 13300 mg/m3 (aerosol) (Health Council, 2001).
Corrosione/irritazione cutanea
L’acetato di terz-butile è lievemente irritante per la pelle (Health Council, 2001).
In conigli (New Zeland), l’applicazione semi-occlusiva di 0,5 ml di acetato di terz-butile sulla pelle integra
per 4 ore ha provocato un eritema leggero (punteggio 1 su una scala da 0-4) in 6/6, 4/6, 0/6 e 0/6 animali in
30-60 minuti, 24, 48 e 72 ore, rispettivamente. In tutto il periodo di osservazione è stata registrata assenza di:
edema, ulcerazione, necrosi o qualsiasi altra evidenza di distruzione del tessuto (DeGeorge, 1997a in Health
Council, 2001).
Corrosione per le vie respiratorie
Dato non disponibile.
Lesioni oculari gravi/irritazioni oculari gravi
L’acetato di terz-butile è lievemente irritante per gli occhi (Health Council, 2001).
L’acetato di terz-butile (0,1 ml) instillato nel sacco congiuntivale dell’occhio di 6 conigli (New Zealand) ha
indotto opacità corneale in 1/6 (risolta in un giorno), irite in 3/6 (risolta in 2 giorni) e irritazione
congiuntivale in 6/6 animali (risolta in 3 giorni) determinando punteggi medi di Draize di 14,5, 6,8, 2,0 e 0
nei tempi di osservazione di 1 ora e 24, 48, e 72 ore e 7 giorni, rispettivamente (DeGeorgeb, 1997b in Health
Council, 2001). In un altro studio, l'instillazione di 0,1 ml nel sacco congiuntivale di 5 conigli albini ceppo
New Zealand ha causato solo una minima irritazione congiuntivale della durata di 96 ore. Il punteggio medio
di Draize era 4,8, 3,6, 2,0, 2,0, 1,6 e 0 nei tempi di osservazione di 1 ora, 24, 48, 72, 96 ore e 7 giorni,
rispettivamente (Kay, 1953 in Health Council, 2001).
Sensibilizzazione respiratoria
Dato non disponibile.
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Scheda di Dati di Sicurezza
secondo l’Allegato II del Regolamento 1907/2006 (REACh)
Acetato di terz-butile
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Sensibilizzazione cutanea
In un test di sensibilizzazione ritardata da contatto (metodo Buehler) l’acetato di terz-butile non ha agito
come sensibilizzante cutaneo. Dieci cavie (Hartley Albino) maschi hanno ricevuto un’applicazione topica di
acetato di terz-butile (fase di induzione) a una conc. del 100%, per tre settimane (una volta/settimana). Due
settimane dopo la prima applicazione, agli animali è stato applicato il composto non diluito (fase di
applicazione scatenante). Durante la fase di induzione non è stato osservato eritema, solo reazioni molto
deboli in un animale a 24 e 48 ore dalla prima applicazione, in due animali dopo 24 ore dalla seconda
applicazione e in un animale dopo 24 ore dalla terza applicazione (tutte le reazioni in animali diversi). Nella
fase di scatenamento, non si è osservato alcun eritema ad eccezione di una reazione molto debole in un
animale dopo 24 ore (Hoff, 1997 in Health Council, 2001).
Mutagenicità delle cellule germinali
Non sono disponibili dati sull’acetato terz-butile. Gli studi in vitro indicano che l’acetato di isobutile (N.
CAS 110-19-0) non è genotossico (non è risultato mutageno in un test di Ames, non pubblicato, su
Salmonella typhimurium sia in presenza che in assenza di attivazione metabolica a 5000 µg/ml) (Huels AG,
1988b in IPCS, 2005 e OECD, 2005).
Per l’acetato di isobutile (N. CAS. 110-19-0) non sono disponibili dati sulla genotossicità in vivo. Nell’unico
studio disponibile in vivo non pubblicato, non è stata osservata alcuna evidenza di clastogenicità o anomalie
nella distribuzione dei cromosomi durante la mitosi (effetto del veleno sul fuso) in un test del micronucleo s
in topi NMRI che hanno ricevuto isobutanolo per via orale mediante gavaggio a dosi fino a 2000 mg/kg di
p.c. (Engelhardt & Hoffmann, 2000 in IPCS, 2005 e OECD, 2005).
L’attività genotossica dei suoi metaboliti principali sec-butanolo e metil-etil-chetone è stata testata in uno
studio. Sia il sec-butanolo che il chetone hanno dato risultati negativi in un test di Ames (TA98, TA100,
TA1535, TA1537, TA1538), in un test di conversione genica mitotica nel lievito (JD1) e in colture di cellule
di mammifero (cellule di fegato di ratto, cellule ovariche di hamster cinese (CHO)) (Brooks et al 1988 in EC,
2013). Inoltre, un test di Ames con Salmonella typhimurium (TA98, TA100, TA1535, TA1537 e TA1538),
ha dato risultati negativi per l'acido acetico (von der Hude et al (1988) in SCOEL 2013). Pertanto, è
improbabile che l’acetato di sec-butile abbia un potenziale genotossico (EC, 2013).
Cancerogenicità
Dato non disponibile.
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Tossicità per la riproduzione:
- Effetti avversi su funzione sessuale e fertilità:
Per l’acetato di terz-butilenon sono disponibili dati sulla tossicità riproduttiva. Tuttavia, sono
disponibili studi sui metaboliti principali dell’acetato di sec-butile (N. CAS 105-46-4) e dell’acetato di
isobutile (N. CAS 110-19-0).Uno studio di tossicità per la riproduzione su due generazioni in ratti
esposti per via orale a sec-butanolo (principale metabolita dell’acetato di sec-butile) non ha osservato
alcun effetto avverso sulla fertilità dei ratti a dosi orali di circa 4500 mg/kg-giorno (Cox et al., 1975 in
EC, 2013).
È disponibile uno studio di tossicità per la riproduzione su due generazioni esposte (intera superficie
corporea) per via inalatoria a isobutanolo (principale metabolita dell’acetato di isobutile) (fino a 7575
mg/m3 o 2500 ppm). L'esposizione a isobutanolo per due generazioni non ha causato alcuna tossicità
sistemica nei genitori, né tossicità per la riproduzione o tossicità neonatale (WIL Res. Labs, 2003 su
OECD, 2005; IPCS, 2005).
- Effetti avversi sullo sviluppo:
Per l’acetato di terz-butile non sono disponibili dati sulla tossicità per lo sviluppo. Tuttavia, sono
disponibili studi sui metaboliti principali dell’acetato di sec-butile (N. CAS 105-46-4) e dell’acetato di
isobutile (N. CAS. 110-19-0).
Studi di inalazione con sec-butanolo (principale metabolita dell’acetato di sec-butile) condotti in ratti
esposti a 0, 3500, 5000, 7000 ppm (0, 11000, 15700 e 22000 mg/m³) dal 1° al 19° giorno di
gravidanza (7 ore/giorno) hanno determinato aumentato numero di riassorbimenti a 7000 ppm (Nelson
et al 1989 in EC, 2013). Inoltre, l'esposizione a ≥ 5000 ppm (15700 mg/m³) di sec-butanolo ha causato
diminuzione del peso corporeo fetale e riduzione del numero di feti vivi. Tossicità materna, che si è
manifestata con ridotto consumo di alimento e diminuito accrescimento ponderale delle madri, è stata
osservata a tutte le concentrazioni testate. A conc. ≥ 5000 ppm, nelle madri si è verificata narcosi. Per
il sec-butanolo, sono stati determinati una NOAEC di 3500 ppm (11000 mg/m³) per la tossicità per lo
sviluppo e una NOAEC inferiore a 3500 ppm per la tossicità materna (EC, 2013).
In uno studio di tossicità riproduttiva per via orale non è stato osservato alcun effetto sullo sviluppo su
due generazioni filiali (F1, F2) a conc. di circa 1500 mg/kg-giorno di sec-butanolo (NOAEL) (non è
disponibile alcun ulteriore dettaglio) Cox et al 1975 su EC, 2013).
Un "basso livello di tossicità per lo sviluppo" si è osservato dopo esposizione per inalazione a metiletil chetone a 3000 ppm (9000 mg/m3), ma il significato di questo risultato è discutibile (ECETOC
2003 in EC, 2013).
In due studi di tossicità per lo sviluppo, gruppi di ratti Wistar femmine gravide (25/gruppo) o conigli
Himalayan (15/gruppo) sono stati esposti per inalazione a 0, 0,5, 2,5 o 10 mg/l (0, 500, 2500, e 10000
mg/m3) di isobutanolo (principale metabolita dell’acetato di isobutile) per 6 ore/giorno durante la
gestazione (i ratti dal 6° al 15° giorno; i conigli dal 7° al 19° giorno). Nei conigli, le madri esposte a 10
mg/l presentavano una leggera diminuzione del peso corporeo durante la gravidanza, mentre nei ratti
le esposizioni non hanno provocato effetti correlati al trattamento. Nessuna evidenza di fetotossicità ed
effetti sullo sviluppo sono stati segnalati nei feti sia dei ratti che dei conigli (BASF 1990 e Klimisch,
1990 su OECD, 2005 e IPCS, 2005).
- Effetti su allattamento o attraverso allattamento:
Dato non disponibile.
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Tossicità specifica per organi bersaglio (STOT) - esposizione singola
Il vapore è irritante per il tratto respiratorio (IPCS, 2002). Nell’unico studio in animali disponibile
sull’irritazione del tratto respiratorio del terz-butile, la RD50 era di 76000 mg/m3 (15750 ppm).
Nell'uomo, l'esposizione a concentrazioni di 950 ppm per 30 minuti provoca irritazione a carico di naso e
occhi, mal di testa e debolezza. I principali sintomi in caso di esposizione professionale sono mal di testa e
irritazione delle mucose del naso e della congiuntiva. Altri sintomi includono vertigini, palpitazioni, disturbi
gastrointestinali, anemia, lesioni cutanee, dermatiti e disturbi del fegato (HSDB, 2015).
Nell’uomo esposizioni a conc. superiori a 300 ppm di acetato di isobutile (N. CAS 110-19-0) sono
considerate irritanti per la mucosa respiratoria (INRS, 2003).
Negli animali l’esposizione acuta ad acetato di isobutile (N. CAS 110-19-0) causa depressione del SNC
(INRS, 2003). La dose che ha indotto narcosi (ND50) nel 50% di conigli è di 4299 mg/kg (INRS, 2003;
IPCS, 2005).
Irritazione del tratto respiratorio è stata osservata in topi esposti ad acetato di isobutile (N. CAS 110-19-0).
La RD50 era di 3890 mg/m3, che indica un’irritazione moderata delle vie respiratorie superiori (Muller &
Greff, 1984; Bos et al., 1992 in IPCS, 2005 e INRS, 2003).
Tossicità specifica per organi bersaglio (STOT) - esposizione ripetuta
Nell’uomo, esposizioni ripetute ad acetato di isobutile (N. CAS 105-46-4) possono causare effetti irritanti a
carico di cute e mucose nasali, respiratorie e oculari. Sono riferiti anche sintomi quali: cefalea, vertigini,
palpitazioni, disturbi gastrointestinali, anemia, dermatosi e danno epatico (in ogni caso l'insieme di tali
sintomi è poco specifico e non è possibile conoscere la precisa responsabilità della sostanza considerato l'uso
concomitante di altri solventi) (INRS, 2003).
Per acetato di terz-butile, acetato di sec-butile (N. CAS 105-46-4) e acetato di isobutile (N. CAS 110-19-0)
non sono disponibili studi per la tossicità ripetuta in animali. Tuttavia sono disponibili studi di esposizione
ripetuta a isobutanolo, metabolita principale dell’acetato di isobutile.
Esposizioni ripetute a concentrazioni moderatamente alte di isobutanolo (principale metabolita dell’acetato
di isobutile) per via inalatoria e per via orale sono ben tollerate nei ratti. In uno studio di inalazione di 90
giorni, ratti Sprague Dawley sono stati esposti a a conc. di 0, 250, 1000, e 2500 ppm (0, 758, 3.030, e 7.575
mg/m3) di isobutanolo. Negli animali esposti è stata osservata una ridotta risposta ad uno stimolo esterno
solo durante il periodo di esposizione. Esposizioni ripetute non aggravavano questi effetti transitori. Non è
stata osservata alcuna evidenza di neurotossicità sulla base di una serie di osservazioni funzionali (FOB),
dell'attività motoria quantitativa, della neuropatia e di endpoint del controllo programmato del
comportamento. Il NOAEL era di 1000 ppm (3030 mg/m3) sulla base dell’aumento osservato nella conta
degli eritrociti, dell’emoglobina e dei valori dell’ematocrito nei ratti f.. Il NOAEL per la neurotossicità era di
2500 ppm (7575 mg/m3) (OECD, 2003).
In uno studio della durata di 13 settimane in ratti che hanno ricevuto mediante gavaggio dosi di 0, 100, 316 e
1000 mg/kg p.c/giorno di isobutanolo sono state osservate dopo la somministrazione ipoattività e atassia nel
gruppo trattato con 1000 mg/kg p.c./giorno. Inoltre, leggera diminuzione dell’incremento ponderale e del
consumo di cibo sono stati notati nelle prime due settimane dello studio nel gruppo trattato con 1000 mg/kg
p.c./giorno. I gruppi trattati con 100 e 316 mg/kg p.c./giorno non sono stati influenzati dal trattamento
(OECD, 2003).
Pericolo in caso di aspirazione
Dato non disponibile.
Vie probabili di esposizione
Le principali vie di esposizione potenziale sono inalazione e contatto cutaneo nei lavoratori esposti.
La popolazione generale può essere esposta per ingestione di cibi contaminati.
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Effetti immediati, ritardati e cronici derivanti da esposizione a breve e lungo termine
I vapori sono irritanti per il tratto respiratorio. La sostanza è lievemente irritante per gli occhi e la cute.
L'esposizione a livelli superiori al limite di esposizione professionale potrebbe provocare attenuazione della
vigilanza. A seguito di esposizione prolungata la sostanza sgrassa la cute, e può provocare secchezza e
screpolature (IPCS, 2002).
Effetti interattivi
Dato non disponibile.
SEZIONE 12: Informazioni ecologiche
12.1. Tossicità
Effetti a breve termine
Pesci (Pimephales promelas) CL50-96 ore: 327 mg/l (GESTIS, 2015; Nite, 2015)
Pesci (Leuciscus idus melanotus) CL50-48 ore: 361-423 mg/l (IPCS, 2005)
Alghe (Scenedesmus quadricauda) CE3-192 ore: 3700 mg/l (conta cellulare) (IPCS, 2005)
Non sono disponibili dati ecotossicologici sulla fauna selvatica (es. uccelli) e altri organismi terrestri (es.
piante, batteri) tuttavia, considerata la bassa tossicità in animali da laboratorio (sezione 11) è improbabile che
si verifichi tossicità negli organismi terrestri [dato riferito all’acetato di isobutile, N. CAS 110-19-0] (OECD,
2003).
Effetti a lungo termine
Dato non disponibile.
12.2. Persistenza e degradabilità
Si prevede che l’idrolisi avvenga lentamente sulla base di emivite determinate sperimentalmente di 135, 14,6
e 1,5 anni a pH, rispettivament di 7, 8 e 9 (HSDB, 2015).Se Rilasciato in aria, la tensione di vapore di 6,3
kPa a 25°C indica che l’acetato di terz-butile esiste solo come vapore in atmosfera; viene degradato in
atmosfera per reazione con radicali ossidrilici prodotti fotochimicamente e l’emivita in aria è stimata di 36
giorni (HSDB, 2015).
Per l’acetato di terz-butile non sono disponibili studi di biodegradazione tuttavia, studi su composti
strutturalmente simili hanno mostrato che, in generale, il gruppo funzionale estere degli acetati alchilici è
biodegradabile (HSDB, 2015).
In uno studio di biodegradazione eseguito da US EPA l’acetato di terz-butile è risultato biodegradato al 28%
in 28 giorni. Di conseguenza, la sostanza è prontamente biodegradabile (IPCS, 2005).
12.3. Potenziale di bioaccumulo
Un BCF di 7 (stimato) suggerisce basso potenziale di bioconcentrazione negli organismi acquatici (HSDB,
2015).
L’acetato di terz-butile ha tendenza trascurabile a bioaccumulare. Il BCF è < di 5 (IPCS, 2005).
BCF BCF 7 (stimato) (HSDB, 2015).
BCF < 5 (IPCS, 2005).
Coefficiente di ripartizione n-ottanolo/acqua vedi sez. 9.1
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12.4. Mobilità nel suolo
Sulla base del Koc si prevede che se rilasciato nel suolo abbia mobilità molto alta e che se rilasciato in acqua
non si adsorba a solidi sospesi e sedimenti (HSDB, 2015).
Sulla base della costante di Henry di 4,1 x 10-4 atm-m3/mole, si prevede che la volatilizzazione da superfici
umide e da acque superficiali sia un processo di destino ambientale importante. Per un fiume e un lago
modello sono state stimate emivite di volatilizzazione rispettivamente di 5,5 ore e 5 giorni (HSDB, 2015).
Sulla base della tensione di vapore, l’acetato di terz-butile può volatilizzare da superfici asciutte (HSDB,
2015).
Per un fiume e lago modello le emivite stimate di volatilizzazione sono, rispettivamente, di 5,5 ore e 5 giorni
(HSDB, 2015).
Usando il Livello III del Modello di Fugacità di Mackay, quando l’acetato di terz-butile viene rilasciato in
acqua, il 60% evapora e il 13% viene rimosso mediante reazione chimica; molto poco viene trasferito al
sedimento. Quando la sostanza viene rilasciata in aria, solo lo 0,25% si deposita in acqua e suolo (IPCS,
2005).
12.5. Risultati della valutazione PBT e vPvB
Sottosezione da compilare a cura dell'utente qualora sia prescritta una relazione sulla sicurezza chimica.
12.6. Altri effetti avversi
Dato non disponibile.
SEZIONE 13: Considerazioni sullo smaltimento
La sostanza, in caso di smaltimento tal quale, ai sensi della Direttiva 91/689/CEE, deve essere classificata
come rifiuto pericoloso:
- H 3 A - "Facilmente infiammabile": sostanza liquida il cui punto di infiammabilità è inferiore a 21 °C
(compresi i liquidi estremamente infiammabili).
13.1. Metodi di trattamento dei rifiuti
Le modalità di gestione dei rifiuti devono essere valutate caso per caso, in relazione alla composizione del
rifiuto stesso, alla luce di quanto disposto dalla normativa comunitaria e nazionale vigente.
Per la manipolazione ed i provvedimenti in caso di dispersione accidentale del rifiuto, valgono in generale le
indicazioni fornite ai punti 6 e 7; cautele ed azioni specifiche debbono tuttavia essere valutate in relazione
alla composizione del rifiuto.
Ricorrere allo smaltimento del rifiuto costituito dalla sostanza dopo aver valutato le possibilità di riutilizzo o
reimpiego nello stesso o in altro ciclo produttivo, o di avvio a recupero presso aziende autorizzate ai sensi del
D.Lgs. 152/2006.
I rifiuti costituiti dai contenitori svuotati devono essere sistemati in un'area appositamente individuata per la
loro raccolta in attesa dell'avvio a smaltimento. L'area deve essere pavimentata e dotata di copertura al fine di
evitare il dilavamento ad opera delle precipitazioni atmosferiche.
I contenitori della sostanza tal quale, debitamente svuotati, possono essere smaltiti in discariche per rifiuti
speciali autorizzate, ai sensi del D.Lgs. 36/2003, a ritirare il codice rifiuto ad essi attribuito, purché rispettino
i limiti e le condizioni per l'accettabilità stabiliti dallo stesso D.Lgs. 36/2003 e dal D.M. 27/09/2010.
La sostanza, in caso di smaltimento tal quale, ai sensi della Direttiva 2008/98/CE, può essere smaltita in
impianti di trattamento chimico-fisico autorizzati, ai sensi del D.Lgs. 152/2006, a ritirare il codice rifiuto
attribuito alla sostanza.
Non è consentito lo smaltimento attraverso lo scarico delle acque reflue.
SEZIONE 14: Informazioni sul trasporto
La sostanza è classificata direttamente nelle Raccomandazioni ONU.
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14.1.
1123
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Numero ONU
14.2. Nome di spedizione proprio dell'ONU
ACETATI DI BUTILE
14.3.
3
Classi di pericolo connesso al trasporto
Codice di classificazione
F1
Rischi sussidiari
Nessuno
14.4.
II
Gruppo di imballaggio
Numero di identificazione del pericolo
33
Prescrizioni particolari ONU
Nessuna
Etichette
3
Prescrizioni modali
Nessuna
14.5. Pericoli per l'ambiente
14.6. Precauzioni speciali per gli utilizzatori
Il trasporto delle merci pericolose, compreso il carico e lo scarico, deve essere effettuato da persone che
hanno ricevuto la necessaria formazione prevista dalle regolamentazioni modali.
14.7.
Trasporto di rinfuse secondo l'allegato II di MARPOL 73/78 e il codice IBC
Altre informazioni
Nessuna
SEZIONE 15: Informazioni sulla regolamentazione
15.1.
Norme e legislazione su salute, sicurezza e ambiente specifiche per la sostanza o la miscela
Regolamenti UE
Autorizzazioni e/o Restrizioni d’uso:
Autorizzazioni: Non applicabile
Restrizioni d’uso: - Sostanza inclusa nell’allegato XVII del Reg. 1907/2006 voce n° 3 - sostanze o miscele
liquide che sono ritenute pericolose ai sensi della dir. 1999/45/CE o che corrispondono ai criteri relativi a
una delle seguenti classi o categorie di pericolo di cui all'allegato I del reg. 1272/2008: a) classi di pericolo
da 2.1 a 2.4, 2.6 e 2.7, 2.8 tipi A e B, 2.9, 2.10, 2.12, 2.13 categorie 1 e 2, 2.14 categorie 1 e 2, 2.15 tipi da A
a F; b) classi di pericolo da 3.1 a 3.6, 3.7 effetti nocivi sulla funzione sessuale e la fertilità o sullo sviluppo,
3.8 effetti diversi dagli effetti narcotici, 3.9 e 3.10; c) classe di pericolo 4.1; d) classe di pericolo 5.1.
- Sostanza inclusa nell'allegato XVII voce n° 40 - sostanze classificate come gas infiammabili di categoria 1
o 2, liquidi infiammabili di categoria 1, 2 o 3, solidi infiammabili di categoria 1 o 2, sostanze e miscele che, a
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contatto con l'acqua, sprigionano gas infiammabili di categoria 1, 2 o 3, liquidi piroforici di categoria 1 o
solidi piroforici di categoria 1, anche se non figurano nell'allegato VI, parte 3, del reg. 1272/2008.
Lista SVHC: Non applicabile
Altri Regolamenti UE
Composto organico volatile (COV) secondo la definizione dell’articolo 2.5 della Dir 2004/42/CE (“qualsiasi
composto organico avente un punto di ebollizione iniziale pari o inferiore a 250°C misurato ad una pressione
standard di 101,3 kPa”).
Sostanza coperta dalla Direttiva 2006/11/CE concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze
pericolose scaricate nell'ambiente idrico della Comunità e dalla Direttiva 2000/60/CE concernente l’azione
comunitaria in materia di acque.
La direttiva 96/82/CE (Direttiva Seveso), sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con
determinate sostanze pericolose, definisce quantità limite per i liquidi facilmente infiammabili. La quantità
limite per l’applicazione degli articoli 6 [Notifica] e 7 [Politica di prevenzione degli incidenti rilevanti] è
5000 tonnellate e per l’articolo 9 [Rapporto di sicurezza] è 50000 tonnellate (Dir. 96/82/CE Allegato I, parte
2).
Norme Italiane
Restrizioni professionali:
15.2. Valutazione della sicurezza chimica
Considerare la valutazione della sicurezza chimica tenendo conto soprattutto delle proprietà chimico-fisiche,
del modo e le circostanze di utilizzo della sostanza o del preparato.
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alle proprie esigenze e assumendone la piena responsabilità.
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Scheda di Dati di Sicurezza
secondo l’Allegato II del Regolamento 1907/2006 (REACh)
Acetato di terz-butile
Versione: 1.1
N. CAS 540-88-5
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Data di emissione: 27/06/2015
Data di stampa:
Data di revisione: 14/10/2015
SEZIONE 16: Altre informazioni
Data di revisione: 14/10/2015
Elenco modifiche:
Versione 1.1 Sezione 8.1 (US ACGIH;DFG MAK)
Abbreviazioni e acronimi
ACGIH American Conference of Governmental Industrial Hygienist.
ADN Accordo europeo concernente il trasporto internazionale di merci pericolose per vie navigabili interne
allegato alla risoluzione n. 223 del Comitato dei trasporti interni della Commissione economica per l’Europa
ADR Accordo europeo concernente il trasporto internazionale di merci pericolose su strada nel quadro della
direttiva 94/55/CE.
BCF Fattore di Bioconcentrazione
BEI Limite esposizione biologico
CbE50 Concentrazione efficace media: rappresenta la concentrazione di sostanza in grado di provocare una
riduzione del 50% della crescita rispetto al controllo (effective concentration on biomass) (Reg. 440/2008).
CE50 Concentrazione efficace mediana: rappresenta la concentrazione in gradi di provocare nel 50% degli
individui un effetto diverso dalla morte (immobilizzazione, arresto della crescita ecc.) in saggi sia acuti che
cronici. Deve essere riferita al tempo di esposizione
CL50 Concentrazione letale media: è la concentrazione di una sostanza capace di uccidere il 50% di un
gruppo di animali entro un periodo continuo di esposizione, la cui durata deve essere precisata.
CrE50 Concentrazione efficace media: rappresenta la concentrazione di sostanza che provoca una riduzione
del 50% del tasso di crescita (CrE50) rispetto al controllo (median effective concentration on growth rate)
(Reg. 440/2008).
DFG Deutsche Forschuhgsgemeinschaft. Commissione tedesca per lo studio dei pericoli per la salute di
composti chimici negli ambienti di lavoro
DL50 Dose mediana: dose singola di sostanza, valutata statisticamente, che si prevede causi la morte del
50% degli animali trattati.
DPI Dispositivi di protezione individuale.
f. femmine
Flam. Liq. Liquidi infiammabili
IBC International Bulk Chemical Code: codice internazionale per costruzione ed equipaggiamento navi
adibite al trasporto di rinfuse di sostanze chimiche pericolose.
ICAO “International Civil Aviation Organisation”, Organizzazione internazionale per l’aviazione civile; fa
riferimento all’allegato 18 della Convenzione sull’aviazione civile internazionale “Sicurezza del trasporto
aereo di merci pericolose”.
IMDG Codice marittimo internazionale delle merci pericolose per il trasporto di merci pericolose per mare.
IMO Organizzazione Marittima Internazionale
INCI Nomenclatura internazionale degli ingredienti cosmetici (INCI)
Koc Coefficiente di ripartizione tra carbonio organico ed acqua. Misura l’adsorbimento dei composti
chimici alla parte organica del suolo e quindi fornisce informazioni sulla mobilità della sostanza.
Kow Coefficiente di ripartizione tra n-ottanolo e acqua (Kow). Viene definito come il rapporto tra le conc.
all’equilibrio di una sostanza disciolta in un sistema costituito da n-ottanolo e acqua. E’ una misura della
lipofilicità della sostanza.
MAK Maximale arbeitsplatz-Konzentration: massima concentrazione nell’aria in ambiente di lavoro alla
quale una sostanza chimica (come gas, vapore o particolato) generalmente non provoca effetti avversi sulla
salute dei lavoratori né causa fastidi nemmeno se l
MARPOL Protocollo relativo al trasporto di rinfuse secondo IMO.
ND50 La dose che produce torpore e perdita di movimenti volontari nella metà degli animali.
NOEC No Observed Effect Concentration – Concentrazione senza effetto osservato
NOECb No Observed Effect Concentration – Concentrazione senza effetto osservato sul tasso della
biomassa
NOECr No Observed Effect Concentration – Concentrazione senza effetto osservato sul tasso di crescita
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Scheda di Dati di Sicurezza
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Acetato di terz-butile
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Data di revisione: 14/10/2015
NOEL No-Observed-Effect-Level – Dose senza effetto osservato: rappresenta il più alto livello
(concentrazione o dose) al quale non si è manifestato alcun effetto. Può essere riferito anche a saggi di
tossicità acuta ma, di norma, si riferisce a saggi cronici
OCSE Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico o Organisation for Economic Cooperation and Development (OECD)
OECD Organisation for Economic Co-operation and Development o Organizzazione per la cooperazione e
lo sviluppo economico (OCSE)
ONU Organizzazione Nazioni Unite.
RD50 La concentrazione associata ad una diminuzione del 50% nella frequenza respiratoria
RID “Regolamento concernente il trasporto internazionale di merci per ferrovia” .
SNC Sistema Nervoso Centrale
TLV Valore limite di soglia stabilito dall'ACGIH
TWA Valore limite di soglia - media ponderata nel tempo (TLV-TWA);
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Principali riferimenti bibliografici e fonti di dati
- ACGIH (American Conference of Government Industrial Hygienists). 2014 TLVs and BEIs. Threshold
Limit Values (TLVs) for chemical substances and physical agents and Biological Exposure Indices (BEIs)
with Seventh Edition documentation. 2014 ACGIH, Cincinnati OH
- Chemical Abstracts Service (CAS) of American Chemical Society - Registry file on line
- ChemIDplus Advanced (2015). Specialized Information Services, U.S. National Library of Medicine
Bethesda, National Institutes of Health, Health & Human Services
http://chem.sis.nlm.nih.gov/chemidplus/
- DFG (Deutsche Forschungsgemeinschaft) – Occupational Toxicant - Critical Data Evaluation for MAK
Values and Classification of Carcinogens, Vol. 19, 2003 Commission for the Investigation of Health Hazards
of Chemical Compounds in the Work Area, Wiley-VCH
- DFG (Deutsche Forschungsgemeinschaft), 2014. List of MAK and BAT Values 2014. Maximum
Concentrations and Biological Tolerance Values at the Workplace. Commission for the Investigation of
Health Hazards of Chemical Compounds in the Work Area Report No. 50. Wiley–VCH.
- EnviChem Data bank of Environmental Properties of Chemicals – maintained by the Finnish Environment
Institute
- European Commission - Recommendation from the Scientific Committee on Occupational Exposure
Limits for n-Butyl acetate, sec-butyl acetate and isobutyl acetate, SCOEL/SUM/184, March, 2013
- GESTIS-database on hazardous substances - Institut für Arbeitsschutz der Deutschen Gesetzlichen
Unfallversicherung (IFA, Institute for Occupational Safety and Health of the German Social Accident
Insurance).
- Health Council of the Netherlands. N-, iso-, sec- and tert-Butyl acetate. Health-based recommended
occupational exposure limit. The Hague: Health Council of the Netherlands, 2001; publication no.
2001/03OSH.
- HSDB (2015) Hazardous Substances Data Bank. Bethesda, MD: National Library of Medicine File on-line
http://toxnet.nlm.nih.gov/
- IPCS (2002) International Chemical Safety Cards. Commission of the European Communities &
International Programme on Chemical Safety. Luxembourg, World Health Organization, International
Programme on Chemical Safety (N° 1445)
- IPCS (2005) Concise International Chemical Assessment Document. Geneva, World Health Organization,
International Programme on Chemical Safety (N° 64)
- Micromedex – Poisindex Toxicologic Managements – Banca Dati Informatizzata
- NITE; Chemical Risk Information Platform (CHRIP), 2015
- OECD/SIDS (2003), Screening Information Data Set (SIDS) for High Production Volume Chemicals,
OECD Initial Assessment, IRPTC/UNEP, Isobutyl acetate (N. CAS = 110-19-0), Organisation for Economic
Co-operation and Development. SIAM 17, 11-14 November 2003
- OECD/SIDS (2007), Screening Information Data Set (SIDS) for High Production Volume Chemicals,
OECD Initial Assessment, IRPTC/UNEP, Isobutyl acetate (N. CAS = 110-19-0), Organisation for Economic
Co-operation and Development
- Patty’s Toxicology 5th edition; Edited by: Bingham, Eula; Cohrssen, Barbara; Powell, Charles H. 2001
John Wiley & Sons
- Pohanish Richard P. - Wiley guide to chemical incompatibilities - Richard P. Pohanish, Stanley A. Greene
- 3rd ed., 2009. A John Wiley & Sons, Inc., Publication
- PREVENT Prevent, Chemical Substances database, file on line (interrogato nel 2015)
- RTECS (2015) Registry of Toxic Effects of Chemical Substances by National Institute for Occupational
Safety and Health (NIOSH) file on-line http://www.cdc.gov/niosh-rtecs/
Frasi R e indicazioni di pericolo: testo integrale
Vedi sezione 2.1
Disposizioni particolari relative agli elementi supplementari dell’etichetta per talune miscele
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Disposizioni particolari relative all’imballaggio
Gli imballaggi di qualunque capienza contenenti la sostanza tal quale o in miscela forniti al pubblico devono
recare un'avvertenza di pericolo riconoscibile al tatto.
NOTA
Indicazioni sulla formazione
Ricordare l'applicabilità dell' art. 227 (D.Lgs. 81/08 e s.m.i.)
Generali o varie
Le informazioni riportate nella presente scheda base sicurezza sono basate sulle migliori conoscenze
scientifiche e tossicologiche alla data sopra indicata, ricavata dalla bibliografia internazionale citata, alla data
riportata nel documento.
I dati riportati si riferiscono esclusivamente alla sostanza pura.
L'utilizzatore deve conformarsi alle normative vigenti, ed assicurarsi dell'aggiornamento, dell'idoneità e
completezza delle informazioni contenute; ciò in relazione all'utilizzo specifico che deve essere fatto della
sostanza nel proprio ciclo produttivo.
Questa scheda annulla e sostituisce ogni edizione precedente.
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