SPEDIZIONE N ABB. POSTALE ART.2
COMMA 20/B LEGGE 662/96 - SASSARI
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Anno 124 - N. 21 - EURO 1,00
MARTEDI’ 22 GENNAIO 2008
L’Udeur lascia la maggioranza, governo al voto di fiducia
R
Mastella addio, Prodi verso la crisi
Il premier oggi alla Camera. Berlusconi: elezioni subito
ROMA. L’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella sbatte la porta e se ne va. L’esperienza del centrosinistra è finita, per l’Udeur non resta che andare a elezioni. Parole
che arrivano alla vigilia di una due-giorni difficilissima per il governo, con una doppietta
di votazioni parlamentari assai insidiosa. La
crisi di governo non è ancora in atto, nonostante la dissociazione pubblica di Mastella ribadita con una lettera a Prodi. Manca l’atto
formale: la comunicazione delle dimissioni
del presidente del Consiglio al capo dello Stato, che non è ancora avvenuta, e non solo per
il protrarsi fino a tarda notte delle riunioni di
UN’ITALIA MENO
ALLA CLEMENTE
maggioranza a Palazzo Chigi. Prodi, confermano fonti parlamentari dell’Unione, vuole «parlamentarizzare» questo passaggio, presentandosi alle Camere e chiedendo una verifica della fiducia. Prodi avrebbe parlato delle sue intenzioni con Napolitano.
- PALOMBI E VENDITTI alle pagine 2 e 3
Francese liberata sull’Ortobene
Donna segregata
tre in cella: «Sono
di Scientology»
L NA
di Stefano Del Re
C
lemente sapete tutti chi
è. È il segretario dell’Udeur che ha deciso di
staccare la spina al governo
Prodi. È il Guardasigilli accusato dai magistrati di Santa
Maria Capua Vetere di gestire una rete di potere e favori
illeciti. E’ il politico indagato
insieme ad amici, parenti e alla moglie Sandra Lonardo,
presidente del consiglio regionale della Campania, finita
agli arresti domiciliari. È il
ministro della Giustizia inquisito per reati contro la pubblica amministrazione e per concorso in associazione a delinquere che si dimette in Parlamento attaccando violentemente i magistrati che lo accusano.
- continua a pagina 18
L’ingreso della villa dove era segregata la donna
NUORO. A salvarla sono stati i bigliettini con la richiesta disperata
d’aiuto che aveva lanciato dalla finestra della sua casa-prigione sul Monte Ortobene: chi li ha raccolti ha avvertito il 113. E’ finito così l’incubo
per una donna di 47 anni, francese
con origini tunisine, vittima - secondo gli inquirenti - di tre adepti di
Scientology. I tre sono stati arrestati
per sequestro di persona.
- K. SANNA a pagina 7
Blitz anti-pedofilo? No, estorsione
PD SARDO
Unanimità
per Marrocu
capogruppo
CAGLIARI. Siro Marrocu
ce l’ha fatta. E’ lui il primo capogruppo del Partito Democratico. L’ex capo dei consiglieri diessini è stato eletto all’unanimità (33 voti: mancava solo Cachia, per ragioni
personali), e a scrutinio segreto, come aveva proposto in
apertura di seduta il segretario Antonello Cabras. «Sono
orgoglioso - ha dichiarato
Marrocu - di guidare un gruppo consistente: quasi mezzo
consiglio regionale».
- DITEL e FRANCHINI
a pagina 9
Pozzo della morte: tre sotto accusa
Cocco rapinato e ucciso, la Mastrone eliminata dopo un festino
OLIENA. Ci sono tre indagati per il
pozzo della morte di Manasuddas: sono tutti giovani di Oliena. Secondo gli
inquirenti i tre, già in carcere per
una rapina e detenzione di armi,
avrebbero ammazzato Pietrina Mastrone dopo un festino a base di alcol
e droga; il camionista di Samassi Tiziano Cocco sarebbe stato ucciso, invece, dopo una rapina. I tre colpiti da
informazione di garanzia sono Giuseppe Mauro Fele, 24 anni, Sebastiano Pompita, 28 anni, e Mario Deiana,
32 anni: un manovale, un muratore e
un disoccupato.
- MURGIA e SELLONI alle pagina 4 e 5
Fallito attentato
a Murgia (An)
Chieste pesanti
condanne
Nuoro, dai 18 ai 14 anni
A PAGINA 30
Giustizieri in tv
per le Iene, ma era
tutto falso: arrestati
CAGLIARI. Con il viso coperto da
un passamontagna si erano vantati
davanti alle telecamere delle «Iene»
di Italia 1 di aver punito un pedofilo
infliggendogli torture di ogni tipo.
Peccato, perù, che la vittima delle sevizie non fosse affatto un maniaco sessuale, ma un giovane qualsiasi al quale loro, criminali dell’hinterland cagliaritano, intendevano estorcere 10
mila euro. A scoprirlo sono stati i Carabinieri di Sestu, che ieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di due
giovani già con precedenti: Fabio Desogus, 23 anni, di Assemini (figlio di
un brigadiere dei carabinieri) e Enrico Marras, 22 anni, di Capoterra.
- MASSIDDA a pagina 6
Orosei, un’altra bomba per il sindaco
Nuova intimidazione contro Gino Derosas. L’ordigno non È esploso
FAIR PLAY A SILIQUA
Fa un’autorete
per rimediare
al gol «rubato»
9 771592 904007
80122
Programmi Tv pag. 38
Meteo pag. 47
Oroscopo pag. 47
Necrologie pagg. 16, 17, 36 e 44
Alessandro Pontis
- CABRAS a pagina 43
Alle 22.30 l’oggetto
notato da un passante
che ha dato l’allarme
OROSEI. Allarme bomba a
Orosei. Alle 22.30 un passante
ha notato davanti al numero
18 di via Musio, indirizzo del
sindaco Gino Derosas, un oggetto che aveva tutta l’aria di
un ordigno rudimentale e ha
avvertito i carabinieri impegnati in un posto di blocco davanti al Comune. L’area davanti alla casa del sindaco è
stata isolata in attesa dell’arrivo da Nuoro degli artificieri. Gli investigatori non escludono che Gino Derosas sia
nel mirino per non essere riuscito a impedire le demolizioni degli edifici abusivi. Si sospetta infatti che la bomba
esplosa venerdì scorso davanti a una casa di Sos Alinos fosse in realtà destinata all’abitazione accanto, di proprietà
della famiglia Derosas.
- FONTANESI a pagina 8
SAS
R
Doping, chiesti 14 rinvii a giudizio
Sostanze dopanti usate nelle palestre
- SCANO a pagina 32
21
MARTEDI’
22 gennaio 2008
Ortofrutta, triplicato il canone
La commissione comunale:
«Non chiudete la struttura»
La Giunta
comunale
ha deciso
che il mercato
ortofrutta
di viale
Monastir
venga chiuso
a giugno,
ma la metà del
Consiglio
non è
d’accordo
di Roberto Paracchini
CAGLIARI. Per loro è stata una doccia fredda, anzi freddissima. I trentasette operatori del mercato all’ingrosso
ortofrutticolo si sono visti, quest’anno, quasi triplicare il
canone. Un regalo «amaro di fine anno», hanno affermato. La logica del Comune è stata quella di adeguare «il fitto» ai conti visto che, hanno precisato dall’amministrazione, «c’è il vincolo dell’equilibrio di bilancio».
Il tutto in vista della chiusura definitiva del mercato, prevista per giugno. Ma la commissione consiliare alle Attivitè produttive non È d’accordo e ha chiesto, innanzi tutto,
che il termine venga prorogato. E per dire chiaro che della
questione deve essere investita l’assemblea comunale, l’organo del consiglio ha trasformato la mozione, presentata in
precedenza e contraria alla
cessazione dell’attivitè, in delibera. «La Giunta e il sindaco
Emilio Floris non possono
ignorare — spiega Paolo Casu,
indipendente del centrodestra, presidente della commissione — che oltre la metè
del consiglio non vuole chiudere la struttura di viale Monastir». La richiesta È quella
di riqualificare parte del mercato ortofrutticolo in «Fiera dell’agroalimentare» e di
mantenere la funzionalitè dell’area per chi vi opera.
«La nostra idea — informa
Ninni Depau, Pd e componente
della commissione — È quella
di allargare anche ad altri prodotti, come i formaggi e l’artigianato gastronomico. In questo modo, tra le altre cose non
vi sarebbe concorrenza col centro ortofrutticolo all’ingrosso
di Sestu, che si muove con logiche diverse. Nello stesso tempo, perà, si potrebbe creare
uno spazio importante in cui
convogliare anche una serie di
attivitè collaterali al commercio. Non dimentichiamo, poi,
che lo spazio È di tredicimila
metri quadri: questa nuova attivitè ne occuperebbe solo una
parte e il resto potrebbe essere
utilizzato in altro modo dal Comune». L’ordine del giorno
trasformato in delibera era stato votato «da tutti i consiglieri
L’organismo consiliare
propone che venga
realizzata una fiera
agroalimentare
dei prodotti del settore
della commissione, unici astenuti i due consiglieri di Forza
Italia — precisa Casu — con
questo voglio dire che la Giunta e il sindaco Emilio Floris devono tener conto di questa decisione, che rispecchia la volontè della maggioranza del
consiglio comunale. In pratica
si È detto che quello spazio non
puà essere cancellato così, con
un colpo di spugna, come invece sembra che si voglia fare,
senza considerare che vi sono
Prime previsioni della nuova Finanziaria
Costi della politica e Ici,
dieci milioni in meno
nelle casse del Comune
Il nuovo
mercato
privato
per
l’ortofrutta
di Sestu
37 famiglie, più l’indotto, che
vivono di questa attivitè».
La storia recente dell’ingrosso dell’ortofrutta risale al 1998
quando un accordo di programma tra la Regione e i Comuni dell’area vasta, tra cui
Cagliari e Sestu, stabilì che
l’ingrosso doveva essere chiuso e trasferito nell’hinterland. Nel 2002 c’era stato un
pronunciamento del consiglio comunale a favore della
dismissione e del trasferimen-
to. «Ma allora si era parlato,
appunto di “trasferimento” degli operatori in un nuovo centro che doveva essere sia pubblico che privato — spiega Casu — invece così non È stato.
Chi vuole continuare a lavorare deve andare nella nuova
struttura, solo privata, di Sestu e comprare un box».
Da tempo si parla, in Comune di utilizzare in altro modo
lo spazio di viale Monastir, in
particolare per la realizzazione
di servizi avanzati. «Ma non si
considera — continua Casu —
il ruolo che ha questo mercato tra gli operatori, oltre al fatto che vi sono ancora trentasette box funzionanti (i cui titolari si sono giè costituiti in consorzio) più la cooperativa che
svolge il lavoro di facchinaggio. Ma la questione potrebbe
essere facilmente risolta con
la realizzazione di una fiera
dell’agroalimentare in grado
di dare un contributo allo sviluppo ulteriore del settore». Su
questo argomento si È espressa
positivamente la commissione
alle Attivitè produttive, prima con la mozione e ora con la
trasformazione della stessa in
delibera. «Il mercato di viale
Monastir — conclude Casu —
che dal 1960 opera nel settore
all’ingrosso, ha rappresentato per la cittè di Cagliari un notevole motore economico».
CAGLIARI. Il capoluogo sardo sarè il più
penalizzato nell’isola dagli interventi sull’Ici e i tagli dei costi della politica che si trasformeranno in minori trasferimenti statali ai Comuni per i prossimi anni. Secondo
le stime di un’elaborazione del Sole 24Ore
(che La Nuova ha giè anticipato), nel triennio 2007-2009 in base al nuovo meccanismo
introdotto con la Finanziaria, Cagliari
avrè minori trasferimenti per 10,419 milioni di euro. Al secondo posto c’È Sassari con
meno 6,448 milioni, seguita da Nuoro con
meno 2,070. Al quarto posto si piazza Carbonia con una previsione di meno 1,613 milioni, al quinto Oristano con meno 1,520 e
al sesto Olbia con meno 1,367. I minori trasferimenti sono calcolati sulla base degli
interventi sull’Ici (restrizione dei requisiti
di ruralitè, che escludono il pagamento degli immobili in campagna, e cancellazione
dell’esenzione per esercizi commerciali di
porti e aeroporti) e i tagli ai costi della politica per il 2008. I dati sono stati contestati
dall’Anci che ha annunciato un ricorso collettivo.
Nei prossimi giorni, intanto, si terrè la
riunione tra la Provincia di Cagliari e le
nuove amministrazioni del Medio Campidano e di Carbonia-Iglesias per la definizione dei rapporti patrimoniali e finanziari
previsti dalla legge regionale apposita (la
10 del 2002). Nelle more della definizione di
questi rapporti, spiega una nota, al fine di
consentire il regolare funzionamento delle
nuove Province, la Provincia di Cagliari
ha provveduto al trasferimento di risorse
finanziarie a titolo di acconto su quanto dovuto. Ad oggi sono stati giè trasferiti 19 milioni e 876mila di euro.
Per il secondo anno consecutivo in aumento gli studenti che scelgono di disertare l’insegnamento
CAGLIARI. NovantatrÈ studenti su cento che nelle scuole statali sarde scelgono di seguire l’ora di religione formano una media notevole, da far
dormire sonni tranquilli a
preti, suore e cattolici doc. Invece non È così. Preoccupano
due fatti: È il secondo anno
consecutivo che aumenta il
numero degli alunni non avvalentesi dell’insegnamento
della
religione
cattolica
(IRC); nelle cose di chiesa l’isola si va “continentalizzandosi”. Per adesso nel mondo
cattolico isolano si minimizza. “Solo un calo fisiologico”,
dicono parroci e monsignori,
occhi puntati sulle statistiche
per prevenire, non si sa mai,
l’arrivo di ulteriori flessioni.
Nell’anno scolastico 2005-2006
il 4,5 per cento del totale della
popolazione scolastica (scuole materne, elementari, medie e superiori) aveva detto
no all’ora di religione. Dodici
mesi dopo la media È salita al
6,1. Siamo la prima regione
del Sud per la non frequenza
all’IRC, molto vicini a Umbria (7%), Marche (7,1) e Lazio (7,9%). In Campania non
si avvale di questa materia solo 1,3 per cento degli studenti,
in Basilicata 1,4%, Puglie
1,5%, Calabria 1,7, Sicilia 2,5,
Abruzzo 3,6.
Monsignor Tarcisio Pillolla, vescovo emerito di Iglesias e per 35 anni uomo di
scuola, non drammatizza ma
invita a non sottovalutare il
Fuga dalla religione, Chiesa in allarme
L’isola si allinea alle medie continentali. È solo un calo fisiologico?
fenomeno. “E’ una situazione
che consegue a diversi fattori. Si vive in un contesto di disimpegno generale. La legislazione che regolamenta la religione È delle peggiori: si puà
frequentare e non, tanto non
succede nulla. La secolarizzazione avanzante: nei mass media la religione non È contestata e discussa con argomenti seri, ma messa in ridicolo”.
Le possibilitè offerte dall’attuale ordinamento scolastico
a chi non si avvale dell’IRC
prevedono lo svolgimento di
attivitè didattiche e formative in classe, lo studio assistito, lo studio non assistito oppure uscire da scuola. La
metè degli studenti che non
fa religione chiede di lasciare
le aule. “Probabilmente anch’io se fossi studente — aggiunge monsignor Pillolla —
approfitterei dell’opportunitè
di entrare in classe un’ora
più tardi o uscire un’ora prima. Sono le solite soluzioni all’italiana”. Anche don Isidoro Meloni, parroco di Bonarcado, responsabile dell’ufficio
scuola della diocesi di Oristano,
non fa drammi per la diminuzione. “C’È stato — dice — un piccolo calo nella zona di Isili e in par-
te anche a Oristano”. Nel complesso la Chiesa arborense È
quella che in Sardegna si difende meglio. La scelta dell̀IRC va
dalla quasi totalitè nelle scuole
dell’Infanzia e Primarie (su 3916
alunni, si avvalgono in 3888, pari al 99,28%; i non avvalentesi risultano 28, pari al 0,72%); Si
scende quindi al 97% per le secondarie di primo grado (su
3207 alunni, sono 3103 gli avva-
lentesi, contro i 104 non avvalentesi, che in termini percentuali
significa il 3%); alle Secondarie
di secondo grado ci si attesta
all̀88%. “I motivi del no all’insegnamento della religione — rileva il sacerdote - sono superficiali: poter scegliere di uscire prima, rara la motivazione dello
studio individuale o per dedicarsi ad approfondire specifiche
materie. Mi preoccupa di più
constatare che a non scegliere
sono proprie persone che appartengono a gruppi ecclesiali. Dicono: l’istruzione religiosa la facciamo in associazione, non ne
abbiamo bisogno di altra”.
Calo fisiologico anche secondo Tommaso Panu, professore
nei licei di Olbia, per diversi anni direttore del periodico diocesano “Gallura e Anglona” e insegnante nell’istituto di scienze religiose. “Non avverto - dice - tra
Tempio e Olbia fenomeni di laicizzazione. Anzi, l’insegnamento della religione dalle nostre
parti È accolto, anche dai non
credenti, come una cosa che ai
ragazzi fa comunque bene. Scelgono di non fare religione, e questo si capisce, ragazzi e giovani
di altre religioni oppure Testimoni di Geova. E’ possibile —
ammette Panu - che nella zona
costiera il numero degli non avvalentisi dell’insegnamento della religione cattolica possa essere alto, ma si spiega con la forte
la forte immigrazione di extracomunitari e musulmani”.
“Che nelle scuole superiori
della diocesi di Cagliari circa il
10% degli studenti esca all’ora
di religione, non mi preoccupa
più di tanto”, dice monsignor Ottavio Utzeri direttore dell’Uffi-
cio catechistico diocesano. “Resto sorpreso negativamente che
le famiglie assecondino il figlio
nel non fare scuola. E’ noto che
nella gran parte dei casi non esiste un insegnamento alternativo. Papè e mamma mettono il
timbro genitoriale sul disimpegno dei ragazzi”.
Il vescovo emerito d’Iglesias
evidenzia due altri problemi dell’insegnamento della religione:
la qualitè della lezione e una
maggior presenza di preti in cattedra. “Dev’essere un’ora — dice il presule — non di tuttologia,
dove si parla di tutto e di più,
ma di religione cattolica, presentata, spiegata come una qualsiasi altra materia. I sacerdoti si lamentano che pochi giovani frequentano la parrocchia. Nella
scuola si trova il 93,9% dei giovani. Si regolino di conseguenza”.
Gli alunni che a livello nazionale si avvalgono dell’IRC sono
il 91,2%: il 94,5% nelle scuole
d’infanzia, il 92,8 nelle secondarie di primo grado, l’84,6 nelle secondarie di secondo grado, il
94,6 nelle primarie. Sono 8,8%
gli studenti che hanno puntato
su scelte alternative (il 5,5% nelle scuole dell’infanzia, il 5,4 nelle
primarie, il 7,1 nelle secondarie
di primo grado, il 15,4 in quelle
di secondo grado). Corrisponde
al 14,1 il numero dei ragazzi che
al Nord non si avvalgono dell’IRC, il 9,7 al Centro, l’1,6 al
Sud. La gran parte (85%) degli
insegnanti di religione sono laici, il 14,6% sacerdoti e religiose.
Mario Girau
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