SPEDIZIONE N ABB. POSTALE ART.2 COMMA 20/B LEGGE 662/96 - SASSARI DIREZIONE - REDAZIONE - AMMINISTRAZIONE - STAMPA Predda Niedda strada 30/31 07100 SASSARI - Tel. 079/222400 Con “Enciclopedia della Sardegna” | 10,90 - www.lanuovasardegna.it - EDIZIONE DI CAGLIARI - - Fax 079/2674086 Anno 124 - N. 21 - EURO 1,00 MARTEDI’ 22 GENNAIO 2008 L’Udeur lascia la maggioranza, governo al voto di fiducia R Mastella addio, Prodi verso la crisi Il premier oggi alla Camera. Berlusconi: elezioni subito ROMA. L’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella sbatte la porta e se ne va. L’esperienza del centrosinistra è finita, per l’Udeur non resta che andare a elezioni. Parole che arrivano alla vigilia di una due-giorni difficilissima per il governo, con una doppietta di votazioni parlamentari assai insidiosa. La crisi di governo non è ancora in atto, nonostante la dissociazione pubblica di Mastella ribadita con una lettera a Prodi. Manca l’atto formale: la comunicazione delle dimissioni del presidente del Consiglio al capo dello Stato, che non è ancora avvenuta, e non solo per il protrarsi fino a tarda notte delle riunioni di UN’ITALIA MENO ALLA CLEMENTE maggioranza a Palazzo Chigi. Prodi, confermano fonti parlamentari dell’Unione, vuole «parlamentarizzare» questo passaggio, presentandosi alle Camere e chiedendo una verifica della fiducia. Prodi avrebbe parlato delle sue intenzioni con Napolitano. - PALOMBI E VENDITTI alle pagine 2 e 3 Francese liberata sull’Ortobene Donna segregata tre in cella: «Sono di Scientology» L NA di Stefano Del Re C lemente sapete tutti chi è. È il segretario dell’Udeur che ha deciso di staccare la spina al governo Prodi. È il Guardasigilli accusato dai magistrati di Santa Maria Capua Vetere di gestire una rete di potere e favori illeciti. E’ il politico indagato insieme ad amici, parenti e alla moglie Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale della Campania, finita agli arresti domiciliari. È il ministro della Giustizia inquisito per reati contro la pubblica amministrazione e per concorso in associazione a delinquere che si dimette in Parlamento attaccando violentemente i magistrati che lo accusano. - continua a pagina 18 L’ingreso della villa dove era segregata la donna NUORO. A salvarla sono stati i bigliettini con la richiesta disperata d’aiuto che aveva lanciato dalla finestra della sua casa-prigione sul Monte Ortobene: chi li ha raccolti ha avvertito il 113. E’ finito così l’incubo per una donna di 47 anni, francese con origini tunisine, vittima - secondo gli inquirenti - di tre adepti di Scientology. I tre sono stati arrestati per sequestro di persona. - K. SANNA a pagina 7 Blitz anti-pedofilo? No, estorsione PD SARDO Unanimità per Marrocu capogruppo CAGLIARI. Siro Marrocu ce l’ha fatta. E’ lui il primo capogruppo del Partito Democratico. L’ex capo dei consiglieri diessini è stato eletto all’unanimità (33 voti: mancava solo Cachia, per ragioni personali), e a scrutinio segreto, come aveva proposto in apertura di seduta il segretario Antonello Cabras. «Sono orgoglioso - ha dichiarato Marrocu - di guidare un gruppo consistente: quasi mezzo consiglio regionale». - DITEL e FRANCHINI a pagina 9 Pozzo della morte: tre sotto accusa Cocco rapinato e ucciso, la Mastrone eliminata dopo un festino OLIENA. Ci sono tre indagati per il pozzo della morte di Manasuddas: sono tutti giovani di Oliena. Secondo gli inquirenti i tre, già in carcere per una rapina e detenzione di armi, avrebbero ammazzato Pietrina Mastrone dopo un festino a base di alcol e droga; il camionista di Samassi Tiziano Cocco sarebbe stato ucciso, invece, dopo una rapina. I tre colpiti da informazione di garanzia sono Giuseppe Mauro Fele, 24 anni, Sebastiano Pompita, 28 anni, e Mario Deiana, 32 anni: un manovale, un muratore e un disoccupato. - MURGIA e SELLONI alle pagina 4 e 5 Fallito attentato a Murgia (An) Chieste pesanti condanne Nuoro, dai 18 ai 14 anni A PAGINA 30 Giustizieri in tv per le Iene, ma era tutto falso: arrestati CAGLIARI. Con il viso coperto da un passamontagna si erano vantati davanti alle telecamere delle «Iene» di Italia 1 di aver punito un pedofilo infliggendogli torture di ogni tipo. Peccato, perù, che la vittima delle sevizie non fosse affatto un maniaco sessuale, ma un giovane qualsiasi al quale loro, criminali dell’hinterland cagliaritano, intendevano estorcere 10 mila euro. A scoprirlo sono stati i Carabinieri di Sestu, che ieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di due giovani già con precedenti: Fabio Desogus, 23 anni, di Assemini (figlio di un brigadiere dei carabinieri) e Enrico Marras, 22 anni, di Capoterra. - MASSIDDA a pagina 6 Orosei, un’altra bomba per il sindaco Nuova intimidazione contro Gino Derosas. L’ordigno non È esploso FAIR PLAY A SILIQUA Fa un’autorete per rimediare al gol «rubato» 9 771592 904007 80122 Programmi Tv pag. 38 Meteo pag. 47 Oroscopo pag. 47 Necrologie pagg. 16, 17, 36 e 44 Alessandro Pontis - CABRAS a pagina 43 Alle 22.30 l’oggetto notato da un passante che ha dato l’allarme OROSEI. Allarme bomba a Orosei. Alle 22.30 un passante ha notato davanti al numero 18 di via Musio, indirizzo del sindaco Gino Derosas, un oggetto che aveva tutta l’aria di un ordigno rudimentale e ha avvertito i carabinieri impegnati in un posto di blocco davanti al Comune. L’area davanti alla casa del sindaco è stata isolata in attesa dell’arrivo da Nuoro degli artificieri. Gli investigatori non escludono che Gino Derosas sia nel mirino per non essere riuscito a impedire le demolizioni degli edifici abusivi. Si sospetta infatti che la bomba esplosa venerdì scorso davanti a una casa di Sos Alinos fosse in realtà destinata all’abitazione accanto, di proprietà della famiglia Derosas. - FONTANESI a pagina 8 SAS R Doping, chiesti 14 rinvii a giudizio Sostanze dopanti usate nelle palestre - SCANO a pagina 32 21 MARTEDI’ 22 gennaio 2008 Ortofrutta, triplicato il canone La commissione comunale: «Non chiudete la struttura» La Giunta comunale ha deciso che il mercato ortofrutta di viale Monastir venga chiuso a giugno, ma la metà del Consiglio non è d’accordo di Roberto Paracchini CAGLIARI. Per loro è stata una doccia fredda, anzi freddissima. I trentasette operatori del mercato all’ingrosso ortofrutticolo si sono visti, quest’anno, quasi triplicare il canone. Un regalo «amaro di fine anno», hanno affermato. La logica del Comune è stata quella di adeguare «il fitto» ai conti visto che, hanno precisato dall’amministrazione, «c’è il vincolo dell’equilibrio di bilancio». Il tutto in vista della chiusura definitiva del mercato, prevista per giugno. Ma la commissione consiliare alle Attivitè produttive non È d’accordo e ha chiesto, innanzi tutto, che il termine venga prorogato. E per dire chiaro che della questione deve essere investita l’assemblea comunale, l’organo del consiglio ha trasformato la mozione, presentata in precedenza e contraria alla cessazione dell’attivitè, in delibera. «La Giunta e il sindaco Emilio Floris non possono ignorare — spiega Paolo Casu, indipendente del centrodestra, presidente della commissione — che oltre la metè del consiglio non vuole chiudere la struttura di viale Monastir». La richiesta È quella di riqualificare parte del mercato ortofrutticolo in «Fiera dell’agroalimentare» e di mantenere la funzionalitè dell’area per chi vi opera. «La nostra idea — informa Ninni Depau, Pd e componente della commissione — È quella di allargare anche ad altri prodotti, come i formaggi e l’artigianato gastronomico. In questo modo, tra le altre cose non vi sarebbe concorrenza col centro ortofrutticolo all’ingrosso di Sestu, che si muove con logiche diverse. Nello stesso tempo, perà, si potrebbe creare uno spazio importante in cui convogliare anche una serie di attivitè collaterali al commercio. Non dimentichiamo, poi, che lo spazio È di tredicimila metri quadri: questa nuova attivitè ne occuperebbe solo una parte e il resto potrebbe essere utilizzato in altro modo dal Comune». L’ordine del giorno trasformato in delibera era stato votato «da tutti i consiglieri L’organismo consiliare propone che venga realizzata una fiera agroalimentare dei prodotti del settore della commissione, unici astenuti i due consiglieri di Forza Italia — precisa Casu — con questo voglio dire che la Giunta e il sindaco Emilio Floris devono tener conto di questa decisione, che rispecchia la volontè della maggioranza del consiglio comunale. In pratica si È detto che quello spazio non puà essere cancellato così, con un colpo di spugna, come invece sembra che si voglia fare, senza considerare che vi sono Prime previsioni della nuova Finanziaria Costi della politica e Ici, dieci milioni in meno nelle casse del Comune Il nuovo mercato privato per l’ortofrutta di Sestu 37 famiglie, più l’indotto, che vivono di questa attivitè». La storia recente dell’ingrosso dell’ortofrutta risale al 1998 quando un accordo di programma tra la Regione e i Comuni dell’area vasta, tra cui Cagliari e Sestu, stabilì che l’ingrosso doveva essere chiuso e trasferito nell’hinterland. Nel 2002 c’era stato un pronunciamento del consiglio comunale a favore della dismissione e del trasferimen- to. «Ma allora si era parlato, appunto di “trasferimento” degli operatori in un nuovo centro che doveva essere sia pubblico che privato — spiega Casu — invece così non È stato. Chi vuole continuare a lavorare deve andare nella nuova struttura, solo privata, di Sestu e comprare un box». Da tempo si parla, in Comune di utilizzare in altro modo lo spazio di viale Monastir, in particolare per la realizzazione di servizi avanzati. «Ma non si considera — continua Casu — il ruolo che ha questo mercato tra gli operatori, oltre al fatto che vi sono ancora trentasette box funzionanti (i cui titolari si sono giè costituiti in consorzio) più la cooperativa che svolge il lavoro di facchinaggio. Ma la questione potrebbe essere facilmente risolta con la realizzazione di una fiera dell’agroalimentare in grado di dare un contributo allo sviluppo ulteriore del settore». Su questo argomento si È espressa positivamente la commissione alle Attivitè produttive, prima con la mozione e ora con la trasformazione della stessa in delibera. «Il mercato di viale Monastir — conclude Casu — che dal 1960 opera nel settore all’ingrosso, ha rappresentato per la cittè di Cagliari un notevole motore economico». CAGLIARI. Il capoluogo sardo sarè il più penalizzato nell’isola dagli interventi sull’Ici e i tagli dei costi della politica che si trasformeranno in minori trasferimenti statali ai Comuni per i prossimi anni. Secondo le stime di un’elaborazione del Sole 24Ore (che La Nuova ha giè anticipato), nel triennio 2007-2009 in base al nuovo meccanismo introdotto con la Finanziaria, Cagliari avrè minori trasferimenti per 10,419 milioni di euro. Al secondo posto c’È Sassari con meno 6,448 milioni, seguita da Nuoro con meno 2,070. Al quarto posto si piazza Carbonia con una previsione di meno 1,613 milioni, al quinto Oristano con meno 1,520 e al sesto Olbia con meno 1,367. I minori trasferimenti sono calcolati sulla base degli interventi sull’Ici (restrizione dei requisiti di ruralitè, che escludono il pagamento degli immobili in campagna, e cancellazione dell’esenzione per esercizi commerciali di porti e aeroporti) e i tagli ai costi della politica per il 2008. I dati sono stati contestati dall’Anci che ha annunciato un ricorso collettivo. Nei prossimi giorni, intanto, si terrè la riunione tra la Provincia di Cagliari e le nuove amministrazioni del Medio Campidano e di Carbonia-Iglesias per la definizione dei rapporti patrimoniali e finanziari previsti dalla legge regionale apposita (la 10 del 2002). Nelle more della definizione di questi rapporti, spiega una nota, al fine di consentire il regolare funzionamento delle nuove Province, la Provincia di Cagliari ha provveduto al trasferimento di risorse finanziarie a titolo di acconto su quanto dovuto. Ad oggi sono stati giè trasferiti 19 milioni e 876mila di euro. Per il secondo anno consecutivo in aumento gli studenti che scelgono di disertare l’insegnamento CAGLIARI. NovantatrÈ studenti su cento che nelle scuole statali sarde scelgono di seguire l’ora di religione formano una media notevole, da far dormire sonni tranquilli a preti, suore e cattolici doc. Invece non È così. Preoccupano due fatti: È il secondo anno consecutivo che aumenta il numero degli alunni non avvalentesi dell’insegnamento della religione cattolica (IRC); nelle cose di chiesa l’isola si va “continentalizzandosi”. Per adesso nel mondo cattolico isolano si minimizza. “Solo un calo fisiologico”, dicono parroci e monsignori, occhi puntati sulle statistiche per prevenire, non si sa mai, l’arrivo di ulteriori flessioni. Nell’anno scolastico 2005-2006 il 4,5 per cento del totale della popolazione scolastica (scuole materne, elementari, medie e superiori) aveva detto no all’ora di religione. Dodici mesi dopo la media È salita al 6,1. Siamo la prima regione del Sud per la non frequenza all’IRC, molto vicini a Umbria (7%), Marche (7,1) e Lazio (7,9%). In Campania non si avvale di questa materia solo 1,3 per cento degli studenti, in Basilicata 1,4%, Puglie 1,5%, Calabria 1,7, Sicilia 2,5, Abruzzo 3,6. Monsignor Tarcisio Pillolla, vescovo emerito di Iglesias e per 35 anni uomo di scuola, non drammatizza ma invita a non sottovalutare il Fuga dalla religione, Chiesa in allarme L’isola si allinea alle medie continentali. È solo un calo fisiologico? fenomeno. “E’ una situazione che consegue a diversi fattori. Si vive in un contesto di disimpegno generale. La legislazione che regolamenta la religione È delle peggiori: si puà frequentare e non, tanto non succede nulla. La secolarizzazione avanzante: nei mass media la religione non È contestata e discussa con argomenti seri, ma messa in ridicolo”. Le possibilitè offerte dall’attuale ordinamento scolastico a chi non si avvale dell’IRC prevedono lo svolgimento di attivitè didattiche e formative in classe, lo studio assistito, lo studio non assistito oppure uscire da scuola. La metè degli studenti che non fa religione chiede di lasciare le aule. “Probabilmente anch’io se fossi studente — aggiunge monsignor Pillolla — approfitterei dell’opportunitè di entrare in classe un’ora più tardi o uscire un’ora prima. Sono le solite soluzioni all’italiana”. Anche don Isidoro Meloni, parroco di Bonarcado, responsabile dell’ufficio scuola della diocesi di Oristano, non fa drammi per la diminuzione. “C’È stato — dice — un piccolo calo nella zona di Isili e in par- te anche a Oristano”. Nel complesso la Chiesa arborense È quella che in Sardegna si difende meglio. La scelta dell̀IRC va dalla quasi totalitè nelle scuole dell’Infanzia e Primarie (su 3916 alunni, si avvalgono in 3888, pari al 99,28%; i non avvalentesi risultano 28, pari al 0,72%); Si scende quindi al 97% per le secondarie di primo grado (su 3207 alunni, sono 3103 gli avva- lentesi, contro i 104 non avvalentesi, che in termini percentuali significa il 3%); alle Secondarie di secondo grado ci si attesta all̀88%. “I motivi del no all’insegnamento della religione — rileva il sacerdote - sono superficiali: poter scegliere di uscire prima, rara la motivazione dello studio individuale o per dedicarsi ad approfondire specifiche materie. Mi preoccupa di più constatare che a non scegliere sono proprie persone che appartengono a gruppi ecclesiali. Dicono: l’istruzione religiosa la facciamo in associazione, non ne abbiamo bisogno di altra”. Calo fisiologico anche secondo Tommaso Panu, professore nei licei di Olbia, per diversi anni direttore del periodico diocesano “Gallura e Anglona” e insegnante nell’istituto di scienze religiose. “Non avverto - dice - tra Tempio e Olbia fenomeni di laicizzazione. Anzi, l’insegnamento della religione dalle nostre parti È accolto, anche dai non credenti, come una cosa che ai ragazzi fa comunque bene. Scelgono di non fare religione, e questo si capisce, ragazzi e giovani di altre religioni oppure Testimoni di Geova. E’ possibile — ammette Panu - che nella zona costiera il numero degli non avvalentisi dell’insegnamento della religione cattolica possa essere alto, ma si spiega con la forte la forte immigrazione di extracomunitari e musulmani”. “Che nelle scuole superiori della diocesi di Cagliari circa il 10% degli studenti esca all’ora di religione, non mi preoccupa più di tanto”, dice monsignor Ottavio Utzeri direttore dell’Uffi- cio catechistico diocesano. “Resto sorpreso negativamente che le famiglie assecondino il figlio nel non fare scuola. E’ noto che nella gran parte dei casi non esiste un insegnamento alternativo. Papè e mamma mettono il timbro genitoriale sul disimpegno dei ragazzi”. Il vescovo emerito d’Iglesias evidenzia due altri problemi dell’insegnamento della religione: la qualitè della lezione e una maggior presenza di preti in cattedra. “Dev’essere un’ora — dice il presule — non di tuttologia, dove si parla di tutto e di più, ma di religione cattolica, presentata, spiegata come una qualsiasi altra materia. I sacerdoti si lamentano che pochi giovani frequentano la parrocchia. Nella scuola si trova il 93,9% dei giovani. Si regolino di conseguenza”. Gli alunni che a livello nazionale si avvalgono dell’IRC sono il 91,2%: il 94,5% nelle scuole d’infanzia, il 92,8 nelle secondarie di primo grado, l’84,6 nelle secondarie di secondo grado, il 94,6 nelle primarie. Sono 8,8% gli studenti che hanno puntato su scelte alternative (il 5,5% nelle scuole dell’infanzia, il 5,4 nelle primarie, il 7,1 nelle secondarie di primo grado, il 15,4 in quelle di secondo grado). Corrisponde al 14,1 il numero dei ragazzi che al Nord non si avvalgono dell’IRC, il 9,7 al Centro, l’1,6 al Sud. La gran parte (85%) degli insegnanti di religione sono laici, il 14,6% sacerdoti e religiose. Mario Girau