1 1989 Nasce l’annuario. 73 pagine preziose e ricche di contenuti, raccolgono storie di montagna, di vita, punti di vista, consigli e riflessioni. Walter Solera, presidente in carica, lo presenta con l’entusiasmo che lo contraddistingue e sarà così per diversi anni. La rivista si presenta elegante e dettagliata nei particolari. Una prima parte dedicata all’alpinismo, seguita dall’attività della sezione che comprende anche la manutenzione dei sentieri e del bivacco Linge. Non poche le pagine che concludono parlando di storia, cultura e tradizioni. Chi ne possiede una copia ne faccia tesoro, oramai è introvabile! 2 …il Castellaccio costituisce l’unica pubblicazione periodica della zona dalignese e, nei suoi intenti, vorrebbe essere un luogo di confronto aperto, non solo in tema di alpinismo, ma anche di salvaguardia dell’ambiente e di crescita umana. Nella prima parte spiccano numerosi titoli di richiamo scritti da chi vive alpinisticamente la montagna sulla propria pelle: Albiolo, la prima montagna di Giovanni; Andrea e Valerio in vetta 1990 all’Ebrus e la difficile discesa della parete nord del Giantugan di Valerio e Battistino. Via invernale al Campanile Basso di Dado, Andrea ed Emanuela; lo spigolo dei Bergamaschi sull’Adamello in una giornata estiva di pieno inverno… Interessante la rubrica dedicata alle Guide Alpine dalignesi nate dal 1885 e che proseguirà sui numeri successivi dell’annuario. 3 1991 Tra le pagine suscitano curiosità: la spedizione in Perù del 1974 organizzata dal C.A.I. di Brescia, dove il nostro Francesco Veclani, Guida Alpina dell’Adamello a quei tempi in piena attività, risultò “uomo di punta” assumendo un ruolo fondamentale per la realizzazione del progetto: la conquista del Nevado Sarapo a 6134 metri di quota; castellaccio 25-6.indd 2 la prima edizione del “Natale Alpino”, iniziativa benefica in ambito scolastico, in quell’anno svoltasi nel paese di Vione; la palestra artificiale, allestita in occasione della Festa del C.A.I. e delle Guide Alpine, che ha reso nota ai dalignesi l’arrampicata sportiva; le interessanti considerazioni di Angelo sul riutilizzo delle malghe per fermare un degrado oramai alle porte. 28/06/13 19.34 4 1992 Tanto alpinismo, da casa nostra all’India e alla vetta dell’Everest. Andrea Faustinelli perde la gamba ma non lo spirito. Il ricordo di Giovanni Faustinelli, un grande personaggio dell’Adamello. Considerazioni sempre attuali su immagine e turismo. Tantissima attività della sezione con ben otto gite alpinistiche. 5 1993 Le affilate guglie del Cerro Torre attraverso una nuova via aperta da Dado e amici. Le poesie dialettali del maestro Tognali. Una promessa mantenuta… il primo Sherpa Rally al Rifugio Garibaldi. La sezione Alpini di Pezzo inaugura il bellissimo sentiero attrezzato dell’Albiolo. Parapendio e deltaplano, la terza dimensione della montagna. 6 1994 Una relazione gite dalla quale traspare grande amarezza per la scarsa partecipazione, soprattutto dei residenti. Sono passati vent’anni: grazie alle caspole, allo scialpinismo, alle passerelle del Gendarme di Casamadre e, perché no, grazie anche al C.A.I., non sono pochi castellaccio 25-6.indd 3 i dalignesi che riscoprono le loro montagne. 26 marzo 1994 prima edizione del Lunarally, oggi una classica dello scialpinismo in notturna. Il Soccorso alpino volta pagina: nuova sede per la Stazione di Ponte di Legno, viene istituito il 118 numero unico per le chiamate di emergenza sanitaria. 28/06/13 19.34 7 1995 Una rivista: cinque continenti. Si spazia dai viaggi in Australia, Tanzania e Tibet alle imprese alpinistiche sulle difficili pareti della Patagonia. Naturalmente le nostre amatissime Alpi, gemellate con i Tatra per un altro indimenticabile Sherpa Rally. Finalmente, dopo anni, una nuova guida alpina inizia la professione: congratulazioni Dado! “Prospettiva Rally”: era solo l’inizio. Quante pelli consumate! Allora si era in pochi, ora un esercito di appassionati pratica lo sci alpinismo a livello amatoriale e agonistico. 8 1996 In occasione del 25° anniversario la nostra sezione dà il patrocinio ad una spedizione camuna al Pumori 7161 m in Nepal. “Andrea Faustinelli e Lauro Mendeni, con i compagni d’avventura, in venticinque giorni hanno coperto duecento chilometri a piedi e diecimila metri di dislivello per tentare l’assalto al Pumori, un settemila che fa da sentinella all’Everest. Impresa di tutto rispetto per un bravo alpinista, verrebbe da dire, certamente vietata ad un trekker normale: ma l’impresa è stata adesso compiuta da due alpinisti particolari, con protesi dal ginocchio in giù al posto della gamba sinistra.” 9 1997 Hale Bopp: una cometa spettacolare dal cielo accompagna Aldo a vincere il Lunarally. Ora è lui, che con Enrico, dal cielo veglia sulle nostre ascensioni e illumina la nostra strada. Qualcuno è alla prima esperienza, altri si cimentano con il Mezzalama. Chi avrebbe mai castellaccio 25-6.indd 4 immaginato che l’Adamello Ski Raid, ed in seguito la Grande Course, avrebbero messo le radici in quella cordata. 1° Triathlon: dopo la staffetta di S. Apollonia, il Lunarally e lo Sherparally, una nuova fantastica ed originale competizione; mountain-bike, corsa in montagna e parapendio: che spettacolo a Case di Viso! 28/06/13 19.34 10 1998 Alpinismo giovanile: cinque tappe impegnative ed entusiasmanti dal Mortirolo al Tonale. “Dal Mortirolo fino a Tu non ce la facevo proprio più. Abbiamo percorso tanta strada, solo uno fiatava e assai si lamentava… Da Tu a Cané era la gita adatta a me: prima una ripida salita ma poi la fatica era quasi finita… Santa Apollonia – baitello Linge qui la fatica nessuno finge. Mentre noi camminiamo piano il baitello è ancora lontano… Gavia – Bozzi - passo Tonale, ce l’ho fatta senza brontolare! Non guardavo più nemmeno i fiori, attaccato alle catene del Tre Signori…” 11 1999 Che bella una salita senza neve, sembra proprio una vacanza! La sera dopo, infatti, inizia a nevicare. Sento la neve gelata battere sulla mia tenda, ma dico che presto finirà. Sul telo si raccoglie un primo strato che scivola giù. Poi un altro, mentre il ticchettio continua e non mi lascia chiudere occhio. Sono nervoso, molto nervoso. Ma questa non è la montagna sulla quale non nevica da almeno cinque anni? Al mattino, il campo base ha cambiato volto. Al suolo ci sono circa trenta centimetri di neve. 12 2000 Il Duemila è un anno importante per il C.A.I.. Dopo 15 anni di presidenza, Walter lascia le redini del “potere” nelle mani di Emanuela che al momento della presentazione ai lettori del Castellaccio tende a precisare: “Lasciate che mi presenti perché, quale nuovo Presidente, non ho i baffi, la sottana la porto poco, castellaccio 25-6.indd 5 ma sono una donna”. Nel luglio del ’99 è stata issata la croce di Gaviola per ricordare il sacrificio degli Alpini caduti e le vittime della montagna. Mentre gli Alpini di Zoanno-Precasaglio ideavano questa croce, gli Alpini di Vallecamonica e Val Rendena collocavano un’altra croce sulla cima Giovanni Paolo II: la croce del Papa. 28/06/13 19.34 13 2001 Anche quest’anno il Castellaccio racconta di avventure, vette conquistate, competizioni agonistiche e non, mare, ma principalmente montagna, il tutto collegato dallo stesso filo conduttore, lo spirito di libertà e l’amore incondizionato per la natura. Una frase in particolare può ben rappresentare tutto ciò. “Sacrifichiamo un po’ della nostra presunzione sulle impervie salite della montagna e scopriremo di possedere ancora l’entusiasmo di vivere ed amare le cose semplici che sono sempre state intorno a noi, ma che spesso fatichiamo a vedere”. 14 2002 A questo punto stremato e più che mai teso, mi siedo in terra cercando di limitare il più possibile le mie emotività ed inquietudini, evitando di esteriorizzarle ai miei soci. L’emozione purtroppo ha avuto il sopravvento, mille pernsieri mi balzano alla mente pensando e manifestando verbalmente che non avrei mai più compiuto imprese di questo genere. Ancora una volta l’amore per la montagna mi ha fatto comprendere con il suo fascino, la sua maestria e la sua superiorità assoluta quanto lei sia vera e propria scuola di vita. 15 2003 In dieci anni cambiano tante cose ma quanto è rassicurante ritrovare sempre tra le righe le stesse emozioni e tanto entusiasmo. Un bambino salito alla capanna Lagoscuro scriveva: “Spero di rifare castellaccio 25-6.indd 6 Il sentiero anche l’anno prossimo magari trovando una nuova passerella al posto di quella caduta ed in compagnia di tanti altri bambini a cui piace andare in montagna”. 28/06/13 19.34 16 2004 L’avvento della foto digitale e i dischetti accelerano i ritmi in redazione. La tecnologia che avanza da un lato ma dall’altro la riscoperta di un attrezzo dei tempi passati. È così che, con le caspole ai piedi, si organizzano le prime uscite proprio per chi vuole scoprire a ritmo più lento boschi e sentieri innevati in compagnia. 17 2005 Dalla Patagonia all’Etna, da Cipro alla Finlandia, sempre alla scoperta di nuove montagne da raccontare mentre in Vescasa Alta, in Val di Strino, al Mortirolo e a Viso il corso di sci alpinismo organizzato dal C.A.I. avvicina i ragazzi a questo meraviglioso sport. 18 2006 Il capitolo alpinismo in questo numero non sconfina in paesi lontani ma si concentra sull’Adamello e le avventure legate all’amata montagna. Tra queste castellaccio 25-6.indd 7 l’Adamello Ski Raid che finalmente prende il via e farà capire anche ad atleti d’oltralpe quanto è speciale il nostro meraviglioso ghiacciaio circondato dalle sue cime. 28/06/13 19.34 19 2007 Denali (Mc Kinley), Svalbard, Tibet e Yemen fanno sognare i lettori di posti selvaggi e remoti mentre, proprio nei nostri boschi, si aggira qualcuno di altrettanto selvaggio: l’orsa Yurka con i suoi tre piccoli, destando non poco stupore, fascino e critiche. 20 Il C.A.I. con il Lunarally al suo quindicesimo compleanno appoggia l’Associazione di volontariato Namaste che svolge la sua attività in Nepal, sviluppando un programma finalizzato all’aiuto dei bambini locali in età scolare. L’idea di questo progetto di solidarietà nasce per aiutare due bambini figli di un nostro caro amico Nepalese, Ong Cho, venuto a mancare. Ogni concorrente iscritto ai raduni scialpinistici delle Valli del Noce dona un euro. 2008 In occasione della festa del C.A.I. e delle Guide Alpine Don Gianni riceve il sessantesimo bollino della sua storica tessera C.A.I. Scriveva: “La cima tremila per eccellenza, per me prete dalignese vecchio e parroco da molto a Pontagna, è e rimarrà sempre il Castellaccio. Quell’orizzonte infinito mi ha dato anche un’apertura spirituale, con quel silenzio impressionante che è eloquenza del cielo”. 21 2009 Fa’, oh Signore, che le mie mani trovino sempre ruvidi appigli. Se la mia corda Finirà nel vuoto Lasciami ancora Salire l’azzurro. castellaccio 25-6.indd 8 Come dire: “Fa senza voler fare Gustare senza voler gustare Vedere il grande nel piccolo … attraverso il piccolo Compiere il grande” 28/06/13 20.02 22 2010 Il C.A.I. incontra la scuola media di Ponte di Legno. La montagna, un dono da vivere e da saper apprezzare anche a scuola. Gli accompagnatori del C.A.I. e in prima persona la nostra guida affezionata Dado, entrano nelle aule delle scuole per far conoscere questo club di volontari che amano e vivono la montagna, ed escono, con l’entusiasmo e l’interesse dei ragazzi, a percorrere i sentieri. Sta crescendo, quasi a vista d’occhio, in alta Val Narcanello il lago del Pisgana. Il sorprendente specchio d’acqua di quasi mezzo kilometro di lunghezza e oltre 200 metri di larghezza, si avvia a diventare uno dei maggiori laghi montani naturali della Valcamonica e uno dei gioielli paesaggistici più preziosi del territorio dalignese. 23 40 anni di storia C.A.I.! In questi anni sono state tante le gite e le manifestazioni organizzate, alcune ripetute, alcune esordienti, sono stati tanti i volontari di questo gruppo, alcuni “vecchi”, alcuni “nuovi”, ma quello che non è mai cambiato è la passione e la devozione che tutti, dai gitanti agli organizzatori, hanno nei confronti delle nostre amate montagne. In occasione di questo anniversario sono state organizzate diverse manifestazioni, da non dimenticare la 2011 mostra fotografica e le mille fiaccole sul sentiero dei fiori. Gli amici Capanna Lagoscuro hanno inaugurato le nuove passerelle, sul sentiero dei fiori, la riproduzione di quelle che gli Alpini avevano costruito per aggirare il Gendarme di Casamadre, durante il conflitto della prima guerra mondiale 1915/18. 75 e 54 metri da percorrere sospesi nel vuoto, che fanno mancare il fiato. 24 2012 È proprio vero che mare e montagna hanno facce diverse e anime uguali. Vogliamo sentire ancora il respiro della montagna, nel nostro paese che compie cent’anni di turismo. Vogliamo ricordare quando la sagra era “festa Granda”, quando ci si capiva con la Slacadùra dei Tacolèr, quando si credeva ancora nel chi semina raccoglie. Oggi leggendo il Castellaccio esclamiamo… Ma castellaccio 25-6.indd 9 che bella gita! Possiamo cavalcare le mitiche passerelle, provare l’adrenalina di una gita in elicottero, perderci nell’infinito Sudamerica, andare per la prima volta in Nepal e festeggiare perfino la luna di miele a 6461 m. Nonostante tutte queste bellissime avventure siamo ancora persone semplici che si emozionano sempre camminando semplicemente a Viso per l’Unesco in una notte di luna crescente. 28/06/13 19.35