ANNO 5 - N. 24 - luglio/agosto 2013 - Periodico - Copia gratuita - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Verona n. 1807 / 2008
ANNO 5 - N. 24 LUGLIO/AGOSTO 2013
in questo numero
VELA
FOOTBALL AMERICANO
VOLLEY
ORULES
sfoglia online
questo numero!
SD+ 24.2013
In questo numero
scendono in campo
14
FONDAZIONE DON MAZZI
22
CALCIO
34
62
BASKET
KITESURF
52
82
TUTELA DEGLI SPORTIVI
... e molto altro,
gira la pagina!
DANZA
BCC
Valpolicella Benaco
BANCA
Radici diverse...
valori comuni
Sant’Anna
d’Alfaedo
Caprino
Veronese
Costermano
Garda
Marano
di Valpolicella
Albarè
Bardolino
Valgatara
Sant’Ambrogio
di Valpolicella
Negrar
S. Pietro
in Cariano
Arbizzano
Pescantina
Colà
Sandrà
Verona
SOMMARIO
LEGENDA
Redazione
Istituzioni / Rubriche
Eventi / Associazioni / Medicina
Uomini di sport
Editoriale
Un pregetto vero per persone vere
Concorso scolastico
Scatta lo sport a scuola…ed è scattata l’ora dei premi!
Diocesi Verona
Stefano Borgonovo, il manifesto dello sport
Appuntamenti Un programma da conoscere per un territorio da scoprire
Eventi
Uno spettacolo di serata per la Fondazione Don Mazzi
Coni Coni Verona alla scoperta di un mondo
Eventi
Settimana a tutto sport per San Giovanni Lupatoto
Calcio
Bentornata serie A!
Calcio femminile
Verona Femminile una stagione in chiaroscuro
Calcio
Una vita passata ad arbitrare
Pesistica
Ai Giochi del Mediterraneo bronzo per l’ex-bentegodina
Basket
Il cammino 2012/2013 della Cestitica Verona
Basket
Tosoni Villafranca buona stagione sotto canestro
Donne di sport
Deborah Compagnoni vincente sugli sci e nella vita
Golf
Giocare a golf all’Arena di Verona
Volley
Ecco come cambiano le regole della pallavolo
Torrentismo
Orsa nel cuore del Vaio, 30 anni di esplorazioni
Anno 5 - Numero 24
luglio-agosto 2013
Testata giornalistica registrata al Tribunale di
Verona n. 1807/2008
Editore
GMC communication s.a.s.
Direttore responsabile
Alberto Cristani
Caporedattore
Dino Guerrini
In Redazione
Luca Mazzara, Elena Bazzoni,
Andrea Etrari, Marina Soave
Art director
Enrico Gastaldelli
Grafica e impaginazione
Unit Editrice Srl
Viale del Lavoro, 22/d
San Martino Buon Albergo (VR)
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Donne di sport
Sport individuali / Montagna / Outdoor
Sport di squadra
Sport invernali / Volo
Sport acquatici
Sport paralimpici
Motori
Servizi speciali
Dino da Sandrà
La vignetta di RonalDino
Ginnastica
Fondazione Bentegodi: voti alti per le ginnaste
Danza
Garda Danze da oltre 20 anni fa ballare il Benaco (e non solo)
Hockey in linea
I Bludogs Montorio guardano al futuro
Hockey su prato
E’ definitivamente scoppiata la Hockeymania!
Vela
Marinai per una settimana sulle acque del Garda
Windsurf
E il windsurf…Calò il suo asso!
Kitesurf
Il Lago di Garda paradiso per il kitesurfer
Medicina dello sport
DMSO Technique al sevizio della salute
Pattinaggio
Soddisfazioni e vittorie per il Cus Verona
Football americano Che stagione per gli AGSM Mastini Verona!
Orules l pubblico veronese applaude i protagonisti dell’Orules
Guida Sicura Quando guidi non distrarti, usa sempre la testa!
Scienze Motorie Ultra Walking Challenge una lunga e salutare camminata
Fiscalità Il riconoscimento della persona giuridica
ULSS 20
Bambini sicuri con Affy Fiutapericolo
Tutela dei minori
L’assicurazione sportiva obbligatoria
Stampa e distribuzione
Mediaprint Srl
Sede operativa di San Giovanni Lupatoto
Via Brenta, 7 - 37057 Verona
Tel. 345 5665706
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Pubblicità e spedizioni
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Contatti
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Hanno collaborato per questo numero
don Andrea Giacomelli, Monica Magnone, Mirko Simonaio,
Alberto Fabbri, Michela Toninel, Claudio Toninel, Emanuele
Pezzo, Stefano Gnesato, Raffaella Sgambro, Matteo
Sambugaro, Luca Pedrone, Andrea Scamperle, Giorgio
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50
52
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82
Pasetto, Giuliano Zocca, Susanna Morgante, Francesco
Mendini, Luca Fioravanti, Alessandro Italia, Andrea Sartori,
Davide Caldelli, Michele Coratto, Michele De De Martin,
Daniela Scalia, Anna Pedrinolla, Luca P. Ardigò, Marina
Soave, Giulia Sambo
Foto
Archivio Sportdipiù magazine, Archivio Unit Editrice Srl,
Centri Bernstein Verona, Foto Liborio, Ufficio Stampa
Hockey School Verona, Archivio P&M Eventi, Surf Segnana,
Mastini Verona, Polstrada Verona, Archivo Ufficio
Scolastico Provinciale Verona, Fondazione Centri Giovanili
Don Mazzi, Alessandro Albrizzi, Archivio Coni Verona,
Stefano Mazzi, Ufficio Stampa San Giovanni Lupatoto,
Francesco Grigolini, Garda Danze, Marco Pino, Fabrizio
La Mela, Giorgia Pesarini, Antonello ed Elvis Venturelli,
Dienne Foto
Foto copertina Fondazione Centri Giovanili Don Mazzi
Stampata su carta ecologica
100% riciclata con inchiostri a base
vegetale prodotta senza uso di
cloro
te
en
ra
lm
u
Lievitate Nat
EDITORIALE
Un progetto vero
per persone vere
è un’estate torrida – non solo meteorologicamente – per la redazione di SD+ e per
i collaboratori (sempre di più…) che, da quasi cinque anni, sono l’anima e il cuore
pulsante del nostro progetto. L’avevamo già anticipato nell’editoriale dello scorso
numero dal titolo “Buone vacanze e arrivederci (?) a settembre” che, stando così le
cose, il nostro progetto è destinato ad essere radicalmente ridimensionato, con il
rischio VERO di sparire definitivamente. Purtroppo scarseggia il carburante per arrivare a fine anno e purtroppo, eccezion fatta per parole e promesse (queste
si che non risentono della crisi!!), non ci sono novità positive. è palese
che la situazione finanziaria attuale e generale non è delle migliori:
vai alla
è finito il periodo delle sponsorizzazioni “facili” e “abbondanti”. Ma
quello che ci manca maggiormente è, lo ripetiamo, un riscontro
VERO da parte di quelle istituzioni che hanno garantito un sostegno
e un supporto a 360° per il nostro progetto.
pagina
di SD+
Nel frattempo, e di questo siamo molto orgogliosi, c’è chi ha trovato in SD+ un
veicolo e un alleato VERO per parlare ai giovani. Sto parlando della Fondazione Centri Giovanili Don Mazzi, che con il motto “Fare squadra” ci ha coinvolto, a partire da
questo numero estivo, in un percorso basato sulle “quattro ruote educative” tanto
care a don Antonio Mazzi: sport, musica, teatro e volontariato. Potevamo quindi
mancare? Direi proprio di no… Sarà una nuova, intensa e affascinante avventura
dalla quale il nostro magazine trarrà vigore ed entusiasmo, quell’entusiasmo che
in tanti fino ad oggi ci hanno solo promesso.
Chiudo questo editoriale con un sentito e sincero ringraziamento alla professoressa Monica Magnone che lascia l’incarico di responsabile dell’Ufficio scolastico
provinciale di Verona per l’educazione fisica e sportiva. Con lei abbiamo condiviso
esperienze e collaborazioni che hanno senza dubbio creato un rapporto di stima
reciproca e di fiducia del quale ha beneficiato in primis il mondo sportivo scolastico.
Un saluto e un ringraziamento va anche al Dottor Giovanni Pontara dirigente dell’Ufficio
scolastico territoriale di Verona che, anche lui in questi giorni, lascia l’incarico: senza
il suo consenso e approvazione Sportdipiù non sarebbe diventato un “compagno di
banco” sempre presente per gli alunni delle scuole di Verona e provincia. A chi si
insedierà al loro posto va il nostro sincero e augurio di buon lavoro oltre alla VERA e
tangibile disponibilità per le iniziative e i progetti futuri. E’ chiaro che sportivo-scolastico
2013-2014, ad oggi, presenta numerosi punti interrogativi. Ma, da inguaribili ottimisti,
siamo sicuri che a settembre, al suonare della campanella, tutto sarà perfettamente
operativo, compresa la nostra presenza sui banchi.
Scommettiamo?
Alberto Cristani
[email protected]
vai al sito
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Scatta lo Sport a Scuola
... ed è scattata l’ora dei premi!
4 GIUGNO 2013
PALAZZO DELLA GRAN GUARDIA
VERONA
ORE 16.30
A
PREMIAZIONE
DELLE
ATTIVITà
LUDICO MOTORIE E SPORTIVE
A CURA DI
IN COLLABORAZIONE CON
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto
Ufficio Scolastico XII Verona
Ufficio Educazione Fisica e Sportiva
Ufficio Scolastico XII Verona
Assessorato allo Sport e al Tempo Libero
Si è tenuta martedì 4 giugno presso
il Palazzo della Gran Guardia a
Verona la XXI Festa Scuola Sport
organizzata dall’Ufficio Scolastico
per l’Educazione Fisica e Sportiva.
Premiate le migliori foto del concorso
organizzato da SD+ Magazine
Un auditorium gremito di alunni e insegnanti ha fatto da cornice alle premiazioni delle squadre Cadetti/e ed Allievi/e vincitrici delle finali provinciali dei Giochi
Sportivi Studenteschi 2012-2013. Sono stati inoltre assegnati i premi agli alunni
vincitori del Concorso Studente Atleta.
Presenti all’evento tra gli altri il Dirigente scolastico Dott. Giovanni Pontara,
l’Assessore allo Sport del Comune di Verona Marco Giorlo, il Dirigente della
Sezione della Polizia Stradale di Verona Dott.ssa Francesca Montereali, l’ispettore capo della Polizia Stradale di Verona Andrea Scamperle, il Comandante
della Polizia Municipale di Verona Luigi Altamura, il coordinatore fiduciari Coni
Verona Claudio Toninel, il presidente della Fidal Verona Stefano Stanzial, il
presidente dell’Ussi Veneto Alberto Nuvolari e l’ideatore della Festa Scuola
Sport Professor Tiziano Cordioli.
MEDIA PARTNER
Sportdipiù
magazine per il
secondo anno
componente
attiva della Festa
Sport Scuola
8
Anche Sportdipiù magazine - media partner dell’evento - era presente in sala con il
Direttore responsabile Alberto Cristani e una rappresentanza della redazione.
E’ stata
anche l’occasione per premiare le scuole e gli autori delle foto che hanno partecipato
al concorso “Scatta lo sport a Scuola” edizione 2012-2013. Il concorso fotografico organizzato dall’Ufficio Scolastico XII di Verona - Settore Educazione fisica e Sportiva,
in collaborazione con SD+, ha avuto come obiettivo promuovere il valore educativo i
dello sport praticato a scuola.
Lo sport, inserito nel contesto educativo scolastico, ricco
di valenze formative, promosso e coordinato dai docenti, è importante strumento di
diffusione di esperienze fondate sullo spirito di squadra, la determinazione in campo
e il rispetto dell’avversario.
La passione per lo sport è contagiosa e si trasmette anche
a scuola. Non c’è campione o squadra più speciale di quella che si vede crescere tra i
banchi di scuola, tra le mura delle palestre scolastiche o nei campetti circostanti. I ragazzi
progressivamente imparano a conoscersi e valorizzarsi l’un l’altro, sperimentando come
ogni problema si possa risolvere più facilmente sommando le forze, “facendo squadra”.
www.sportdipiu.com
Le scuole e gli insegnanti che hanno partecipato
all’edizione 2012-2013 di “Scatta lo Sport a Scuola”:
PRIMARIE: I.C. VR 15 Forti, I.C. Mozzecane - Pradelle,
I.C. “F. Cappa”,
I.C. Badia C. - San Bortolo,
I.C. 20
“L. Dorigo”
1° GRADO: I.C. 16 VR “A. Caperle”,
I.C. Bovolone”F.
Cappa”,
I.C. Bosco Chiesanuova,
I.C. Oppeano,
I.C. “A.
Montini”,
I.C. 8 “Caliari - Betteloni”,
I.C. Valeggio,
I.C.
15 VR Fincato Rosani
2° GRADO:
Messedaglia,
Fracastoro,
Istituto Sanmicheli,
Istituto G. Silva - M. Ricci,
Liceo “Enrico Medi”,
ITIS
“Marconi”
FOTO PRIME CLASSIFICATE
SCUOLA
INDIVIDUALE
TITOLO
PRIMARIE
VR 15 Forti
Perin Beatrice
Rafting: che avventura 2
1° GRADO
I.C. F. Cappa
Giraldi Silvia 3 F
Ombra 4
2° GRADO
Messedglia
Alice Perissinotto 3E
Volo in bianco e nero
FOTO SECONDE CLASSIFICATE
Insegnati coinvolti: Perin Beatrice, Marchetti Enrica,
Carreri Stefania, Zanon Daniele, Perpolli Alessio, Trolesi
Elisabetta, Mattioli Elisa, Cavallini Antonella, Menin
Paola, Dall’Ovo Cathia, Zanetti Maurizio, Falconetti
Agostino, Pasetto Adriano, Ranzato Alberta, Centurino
Ferdinando, Pintarelli Ines, De Berti Giovanna, Mirandola Ileo Riki, Panebianco Maria Angela, Bertelli Andrea.
La redazione di Sportdipiù magazine ringrazia
tutti gli sponsor e partner che hanno messo a
disposizione i premi e quindi reso possibile lo
svolgimento del concorso:
Decathlon San Giovanni
Lupatoto
- Giustacchini Store Via Roveggia Verona
Paluani Life
- Amia Verona
- Bee1
- Maya Idee
- Verona
InForma
- Valpolicella Benaco Banca
- Burgerking Piazza
Cittadella
- Leonardo Ambrosi & Partner
- Gambini
Sport
- Phytogarda
- Ennevi Foto Verona.
SCUOLA
INDIVIDUALE
TITOLO
PRIMARIE
I.C. Mozzecane
Carreri Stefania
Una racchetta d'amicizia
1° GRADO
I.C. 16 Caperle
Burro Anna 3A
Al volo
2° GRADO
Liceo Medi
Carmen Angelillo 5C
L’ho presa!” 2
FOTO TERZE CLASSIFICATE
SCUOLA
INDIVIDUALE
TITOLO
PRIMARIE
VR 15 Forti
Perin Beatrice
Slancio al canestro
1° GRADO
IC8 - Caliari
Maurizio Zanetti
Mini tramp 2
2° GRADO
Ist. Sanmicheli
Pintarelli Ines
Spending review
INDIVIDUALI
Giula Zantedeschi - FRACASTORO VR
Davide Sirsi - IC MURARI VALEGGIO
Marina Soave - foto Alessandro Albrizzi
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DIOCESI DI VERONA
Stefano Borgonovo
il manifesto dello sport
“Io, se potessi, scenderei in campo adesso,
su un prato o all’oratorio.
Perché io amo il calcio”
BOMBER
SFORTUNATO
Protagonista sui
campi della Serie
A fino al 1996,
il 5 settembre
2008 annuncia
di essere stato
colpito da SLA.
Il 27 giugno 2013
la sua battaglia
contro la malattia
finisce
Stefano Borgonovo e la sua storia toccante: un racconto denso di vita e di forza
manifesto vivente dello Sport per lo Sport. Nella sua vicenda sportiva e umana
s’incarnano le parole che la riflessione educativa riconosce allo sport. Ricordare
Stefano è crescere nello Sport. Un manifesto educativo diventa vivo nei suoi testimoni. Anche noi possiamo scoprire di essere e diventare ambasciatori dello sport.
Rileggere parole e ideali circa i valori dello sport è più facile quando le parole sono
diventate gesta di persone conosciute. Anche il Manifesto dello Sport elaborato
dalla Commissione sportiva della Conferenza Episcopale Italiana, possa essere
per ciascuna/o occasione di evocare alla mente e al dialogo Stefano e tanti altri
testimonial dello Sport.
don Andrea Giacomelli
10
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APPUNTAMENTI
di Massimo Cussotto
Paolo Morana
Un programma da conoscere
per un territorio da scoprire
In attesa dell’estate ecco un’anticipazione
degli eventi all’insegna del ‘walking’
della P&M in Lessinia
Non c’è estate senza gli eventi P&M che animano
l’alta Lessinia. Per questo 2013 saranno coinvolti
i mesi di Luglio e Agosto, con un programma che
spazia su diverse attività.
Si inizia sabato 20 luglio, con il primo dei due appuntamenti con lo “ScopriLessinia walking”, percorsi
a piedi nell’alta Lessinia con guida naturalistica e
pasto in rifugio tipico. In particolare il percorso di
questa prima data si snoderà nella famosa valle
delle sfingi, in località Camposilvano. Il pranzo sarà
in agriturismo nella medesima località. La partenza
è prevista per le ore 10,00.
Domenica 4 agosto si svolgerà invece il grande
“Country Day”, che coinvolgerà tutta la località di
Malga San Giorgio con numerosi eventi tutti incentrati sul tema del Country: cavalli, attività con animali
per grandi e bambini, balli country, esposizione di
artigianato artistico e molto altro.
La seconda data della “ScopriLessinia Walking” sarà
sabato 10 agosto, con un affascinante percorso in
notturna che partendo da San Giorgio si addentra
nella valle del Malera per ammirare le stelle cadenti
durante la notte di San Lorenzo e cenare in rifugio
tipico. La partenza è prevista alle ore 19,15.
Ultimo evento, ma non per importanza, l’ormai cele-
12
www.sportdipiu.com
bre torneo di pallavolo amatoriale “Lessinia Volley”,
aperto a tutte le squadre senza limiti di categoria
(over 14 anni) e con grande spirito di festa e divertimento. Il torneo si svolge interamente nella nuova
volley arena, nella località di Malga San Giorgio,
recentemente rinnovata. Si parte il 10 agosto e si
termina il 14 agosto.
INFO www.pmeventi.com
[email protected]
EVENTI
di Luca Pedrone
Uno spettacolo di serata
per la Fondazione Don Mazzi
“Gli adolescenti non vanno lasciati soli alle prese con cellulari e social
network, che pure sono utili - ha detto don Antonio - I giovani hanno bisogno
di tornare a giocare e divertirsi in modo sano”. E (ri)nascono i Centri Giovanili
Il format scelto per la presentazione ufficiale della Fondazione Centri Giovanili Don Mazzi è stato
quello della festa. Una festa calibrata soprattutto sui
gusti dei giovani, ma che ha finito per coinvolgere
tutti. Una festa riuscita grazie a chi l’ha pensata e
realizzata, a chi ha raccolto l’invito di salire sul palco a
dare il meglio di sé (Renzo Rubino, L’Aura, Jerry Calà,
Finley, Marco Ligabue, Giovanni Vernia, The Sun) e
al pubblico numeroso e caloroso.
Il “FARE SQUADRA”, ecco il metodo operativo della
Fondazione Centri Giovanili Don Mazzi, che non ha la
pretesa o la presunzione di poter fare tutto da sola
nell’offrire ai giovani spazi di aggregazione, percorsi
e progetti basati sulle “quattro ruote educative”
di don Mazzi: sport, musica, teatro e volontariato.
“Fare squadra per arrivare prima”, compiendo un
salto evolutivo rispetto all’intervento per recuperare
situazioni spesso disperate, come ha constatato
Exodus nei suoi trent’anni di attività.
Per questo, oltre alle iniziative organizzate presso i propri centri sparsi in Italia (dalla Valtellina
fino alla Locride), la Fondazione Centri Giovanili va a
cercare le situazioni di intervento, per esempio nella
scuola e in ambito sportivo. Moltissimo resta ancora
da fare. I progetti sono ambiziosi e sollecitano la
collaborazione della scuola, delle amministrazioni,
del settore imprenditoriale e della Chiesa.
L’obiettivo: dare ai giovani un segnale di presenza
e speranza, offrire loro situazioni in cui incanalare
in modo positivo energie e coltivare talenti, fare
capire che c’è qualcuno che si prende cura di loro
in un’età che secondo don Mazzi costituisce la vera
nascita dell’individuo. Le “quattro ruote educative”
di don Mazzi: sport, musica, teatro e volontariato.
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IL ROMANO TUTTO
PER ANTONIO
Davanti a spalti
veramente
gremiti, molti
amici di Don
Mazzi hanno
saputo sostenere
il messaggio della
serata attraverso
la loro comicità e
la loro musica
C’è ANCHE
PRANDELLI!
L’adolescenza
normalmente
viene identificata
con la sessualità,
in realtà è l’età
in cui coltivare
l’amicizia, che
poi può trasformarsi
in affettività di coppia
Il CT della
Nazionale,
agli Europei
2012 non si
è sottratto
all’invito dei
ragazzi di
Don Mazzi,
rendendosi
disponibile con
la consueta
sensibilità
Oltre alla testimonianza che è possibile “fare casino” senza farsi male e buttarsi via (Finley e The
Sun), che la passione e il lavoro prima o poi pagano
(Rubino), che è bello donare qualcosa di sé, con
spirito di gratitudine e condivisione (Serafino, che
nel corso della serata ha prodotto un dipinto, poi
scomposto e donato a un gruppo di amici), i giovani
veronesi sono tornati a casa con una bella notizia:
nella loro città sorgerà un grande centro giovanile,
costruito secondo criteri di sostenibilità integrale
(ambientale, sociale ed economica), che riprodurrà la
firma di don Antonio. La struttura sorgerà in un’area
ancora da individuare, ma si farà: il sindaco Tosi ha
confermato pubblicamente l’impegno del Comune
di Verona nell’appoggio al progetto.
INFO
www.exodus.it/centri-giovanili
www.sportdipiu.com
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CONI
di Raffaella Sgalambro
e Stefano Gnesato
Coni Verona
alla scoperta di un mondo
Prosegue la collaborazione tra SD+ e il Coni provinciale di Verona.
Andiamo a scoprire le novità e le figure che andranno a caratterizzare
il nuovo quadriennio da poco iniziato
Il Coordinatore Tecnico
Braccio operativo dell’organizzazione territoriale del
Coni, il Coordinatore Tecnico ha mantenuto, anche
nella nuova configurazione della struttura periferica,
quelle caratteristiche che ne hanno fatto nel tempo
figura centrale per la gestione delle attività sportive
legate al territorio. Coadiuvato da uno Staff tecnico
costituito da qualificati collaboratori, laureati in Scienze Motorie o tecnici delle FF.SS.NN., opera in stretto
contatto con il Delegato Provinciale, organizzando e
curando la formazione tecnica e la preparazione sportiva giovanile. Nell’attuazione delle iniziative relative
all’incremento dell’ attività sportiva a livello provinciale, attiene al Coordinatore Tecnico e al suo Staff
porre in essere azioni finalizzate alla realizzazione
delle attività istituzionali sul territorio in sinergia con la
Scuola regionale dello Sport, per quanto concerne la
formazione e l’aggiornamento di coloro che operano
nel mondo sportivo, in armonia con le Federazioni
Sportive Nazionali. Questo garantisce la promozione
della pratica sportiva nell’ambito di competenza. Sotto
questo profilo, di particolare rilievo sono gli interventi
a favore delle istituzioni scolastiche e, segnatamente,
gli impegni di collaborazione con l’Ufficio provinciale
di educazione fisica dell’ UST XII di Verona, per la
formazione professionale dei docenti della scuola
primaria per lo sviluppo della pratica motoria di base,
colmando, con un’avveduta e sensibile programmazione promossa dal Coni nazionale, quelle carenze
funzionali tipiche della scuola primaria nell’offerta
formativa dell’attività motoria.
Dal Comitato Provinciale al Coni Point - la casa
dello sport
Il Coni sta vivendo un anno di transizione necessario
affinché l’autoriforma dell’Ente possa essere compiuta. L’avvento alla Presidenza del Coni Nazionale
16
www.sportdipiu.com
di Giovanni Malagò e quanto sinora realizzato va a
riconoscere/confermare il ruolo fondamentale che
le politiche territoriali rivestono per l’organizzazione
sportiva tutta. L’avvio del nuovo quadriennio vede
impegnato il Coni a restituire centralità alla propria
organizzazione territoriale, quale imprescindibile snodo del mondo sportivo italiano e nel rafforzamento
della politica di attenzione e di ottimizzazione delle
risorse economiche derivante dalle modifiche statutarie e del Regolamento strutture Territoriali. A
tal fine i Coni Point rappresenteranno l’evoluzione
strategica di valorizzazione del sistema sportivo a
livello territoriale. La sede del Coni, che già oggi ospita
diverse Federazioni Sportive, diverrà la casa dello
sport. Come accennato potranno trovare sede, gratuita, le Federazioni Sportive, le Discipline Associate,
le Associazioni Benemerite e il Coordinamento degli
Enti di Promozione Sportiva.
A livello Provinciale le figure previste sono:
• Il Delegato Provinciale (già presentato nel numero
precedente)
• Il Coordinatore Tecnico e lo Staff Tecnico
• Il Coordinatore dei Fiduciari e i Fiduciari Periferici
I Fiduciari locali, nominati dal Presidente del Comitato
regionale, su proposta del Delegato Provinciale, hanno il compito di sviluppare i rapporti a livello locale
con le Società Sportive e gli organi delle FSN, delle
DSA, degli EPS e delle AB esistenti sul territorio di
competenza, per tutte le esigenze relative all’attività
promozionale e allo sviluppo della pratica sportiva e
collaborano con le amministrazioni locali per il perseguimento dei fini istituzionali del CONI. Relazionano
della loro attività al Delegato Provinciale.
Per un contatto diretto e condiviso con le Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Associate,
Associazioni Benemerite, Enti di Promozione Sportiva,
stiamo organizzando tre distinti tavoli permanenti
di lavoro: coordinamento delle attività, formazione
e benemerenze che inizieranno ad operare a partire
dal prossimo mese di settembre. Molto l’interesse e
le disponibilità ricevute dai soggetti interessati.
In questi primi mesi dell’anno inoltre abbiamo ripreso
un contatto diretto con il territorio programmando
e realizzando incontri e proposte con gli Assessori
Comunali allo Sport e le Società Sportive. In occasione
della recente Festa Nazionale dello Sport, 2 giugno,
ben 31 Comuni hanno aderito alle iniziative proposte
dal Coni Verona.
GLI UOMINI DEL
PRESIDENTE
In carica dallo
scorso 19
febbraio, Giovanni
Malagò vede
nei comitati
provinciali
uno strumento
fondamentale
per il rilancio
dell’attività del
Coni
Il Coni sta vivendo un anno di
transizione necessario affinché
l’autoriforma dell’Ente possa
essere compiuta. L’avvento
alla Presidenza del Coni
Nazionale di Giovanni
Malagò e quanto sinora
realizzato va a riconoscere/
confermare il ruolo
fondamentale che le politiche
territoriali rivestono per
l’organizzazione sportiva tutta
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17
CONI
Le zone di competenza dei Fiduciari periferici,
tutti provenienti dal mondo sportivo, sono in totale
16 di cui 6 sono rappresentate da un solo Comune
con Fiduciario dedicato:
1. Verona
2. Bovolone
3. San Bonifacio
4. San Giovanni Lupatoto
5. San Martino Buon Albergo
6. Villafranca
7. Affi - Bardolino - Brentino Belluno - Brenzone Caprino Veronese - Castelnuovo del Garda - Cavaion
Veronese - Costermano - Ferrara Monte Baldo - Garda
- Lasize - Malcesine - Pastrengo - Peschiera - Rivoli San Zeno di Montagna - Rivoli
8. Dolcè - Fumane - Marano di Valpolicella - Negrar
- San Pietro Incariano - Sant’Ambrogio di Valpolicella
- Sant’Anna d’Alfaedo
9. Boscochiesanuova - Cerro Veronese - Erbezzo Grezzana - Roverè Veronese - San Mauro di Saline
- Velo Veronese
10. Badia Calavena - Belfiore - Caldiero - Colognola
ai Colli - Illasi - Lavagno - Mezzane di Sotto - Selva di
Progno - Tregnago
11. Cazzano di Tramigna - Montecchia di Crosara Monteforte d’Alpone - Roncà - San Giovanni Ilarione
- Soave - Vestenanova
12. Albaredo d’Adige - Arcole - Bonavigo - Cologna
Veneta - Isola Rizza - Minerbe - Oppeano - Palù Pressana - Ronco all’Adige - Roverchiara - Roveredo
di Guà - Veronella - Zevio - Zimella
13. Legnago - Bevilacqua - Boschi Sant’Anna - Castagnaro - Terrazzo - Villabartolomea
14. Angiari - Casaleone - Cerea - Concamarise - Sanguinetto - San Pietro di Morubio
15. Buttapietra - Castel d’Azzano - Erbè - Gazzo Veronese - Isola della Scala - Mozzecane - Nogara - Nogarole Rocca - Povegliano Veronese - Salizzole - Sorgà
- Trevenzuolo -Vigasio
16. Bussolengo - Pescantina - Sommacampagna Sona - Valeggio sul Mincio
INFO www.coni.it
www.coni.it/home/comitati-coni/26-comitatiregionali-e-provinciali-coni/3097-comitatiregionali-e-provinciali-coni-veneto.html
18
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PLACA LA
TUA
SETE
DI SPORT
RTIVA
O
P
S
A
I
R
EDITO
E
SSIONAL
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F
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STAMPA
ITARIA
C
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B
B
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ACCOLTA
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S.G. Lupatoto - Verona - Italy
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Là fuori è sempre una lotta.
Ascolta chi risponde
con la buona comunicazione.
EVENTI
di Davide Zonaro
Settimana a tutto sport
per San Giovanni Lupatoto
La Settimana dello Sport ha rappresentato un importante momento di
aggregazione all’interno del panorama sportivo lupatotino, coinvolgendo le
numerose società sportive presenti nel territorio in molteplici attività
Numerosi e diversificati sono stati gli eventi che
hanno animato la Città di San Giovanni Lupatoto
in questi 9 giorni all’insegna dello sport, attirando
l’interesse della cittadinanza e dei numerosi visitatori
provenienti dall’intera provincia veronese. La Settimana dello Sport ha rappresentato inoltre un’altra
importante tappa verso la candidatura di San Giovanni Lupatoto a Comune Europeo dello Sport.
Proprio per celebrare il successo dell’evento,
l’assesore allo Sport Enrico Mantovanelli, affiancato
dal sindaco Federico Vantini, ha voluto ringraziare
in conferenza stampa tutti gli artefici dell’iniziativa
e presentare i numeri della manifestazione. Ben 20
mila le persone coinvolte, con il 35% provenienti da
fuori comune e il 10% da fuori provincia, 16 eventi
sportivi, 5 convegni, 3 eventi in piazza, 2 mostre e
spettacoli, 14 aziende sponsor della manifestazione
e 16 società sportive coinvolte. Le attività sportive
della Settimana dello Sport sono state il podismo,
l’atletica, il tennis, il pattinaggio, la pallanuoto, il
ciclismo, la bmx e il calcio per un totale di 4 mila
partecipanti e 8 mila contatti di pubblico. I convegni
hanno invece registrato 500 contatti di pubblico.
Verona Uno Fun Area. All’interno del Centro Commerciale Verona Uno è stata allestita una struttura
multi sport all’interno della quale sono stati ospitati
tornei, dimostrazioni e lezioni aperte in numerose
discipline, tutte dedicate ai più piccoli. Ad ogni bambino partecipante è stato consegnato un kit merenda
oltre ad una maglietta personalizzata Settimana
dello Sport. Questi i numeri: 250 bambini praticanti,
7 giorni di torneo, 3 discipline sportive (tennis, volley,
calcio) e 1.000 contatti di pubblico.
Sport in Piazza. Una vera e propria Festa dello Sport,
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l’esibizione
delle farfalle
L’eccezionale
squadra italiana di
ginnastica ritmica,
già protagoniste
a Londra 2012, ha
deliziato gli spettatori
del Teatro Astra
tenutasi sabato 15 giugno in Piazza Umberto I, con
esibizioni, dimostrazioni, spettacoli e la possibilità
per tutti i visitatori di provare le diverse discipline
sportive presenti sul territorio lupatotino. I numeri:
3.500 partecipanti e 16 Società Sportive coinvolte.
Esibizione delle Farfalle. Il perfetto connubio fra
sport e spettacolo, un’esibizione davvero emozionante del Gruppo Sportivo dell’Aeronautica Militare
affiancato dalle giovani allieve della ginnastica ritmica
lupatotina, con ben 1.500 spettatori.
Sangio Run. La prima edizione di Sangio Run ha
rappresentato l’evento finale dell’intera Settimana
dello Sport, una marcia non competitiva su due percorsi che hanno attraversato l’intero comune di San
Giovanni Lupatoto. La forte partecipazione di podisti
ha consentito di raccogliere numerosi fondi destinati
in beneficenza a Telethon e all’associazione “Noi per
Lorenzo”. Circa 1.000 i partecipanti con 2.000 Euro
devoluti in beneficenza.
Charity. Tre sono le associazioni che beneficeranno
dei fondi raccolti attraverso le numerose iniziative
della Settimana dello Sport. Attraverso il progetto
Telethon Walk of Life coloro che hanno partecipato
alla Sangio Run hanno contribuito al finanziamento
della ricerca per la cura delle malattie genetiche.
L’associazione Noi per Lorenzo, sempre appoggiata
alla Sangio Run, si occupa di informazione e ricerca
riguardo all’atassia-teleangectasia, malattia genetica rara di cui nel veronese sono registrati 5 casi,
40 in tutta Italia. Grazie ai fondi raccolti dalla SC
Lupatotina, le Suore Francescane Missionarie di Susa
proseguiranno il progetto di realizzazione di una
scuola in Mozambico, progetto che la Lupatotina
sostiene già da 5 anni.
“Siamo convinti di aver dato vita a qualcosa di
importante e significativo per il nostro Comune e
la risposta del territorio ci gratifica di tutto l’impegno che ci abbiamo messo - sono le parole dell’ass.
re Enrico Mantovanelli, artefice di tutta l’iniziativa. Il percorso intrapreso quest’anno intendiamo
proseguirlo nel migliore dei modi, riproponendo e
ampliando le iniziative sportive fino ad ottenere il
prestigioso riconoscimento di Comune Europeo dello
Sport entro il 2016.” L’appuntamento è quindi per il
2014, con una nuova edizione della Settimana dello
Sport e tante altre iniziative di promozione sportiva
organizzate dal Comune di San Giovanni Lupatoto.
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CALCIO
BENTORNA
di Alessandro Italia
Stadio Benetegodi, sabato 18 maggio 2013. Dopo 11 anni l’Hellas Verona
torna in A. Ripercorriamo questo periodo che i tifosi hanno vissuto come
interminabile: da Malesani a Mandorlini, passando per le sabbie mobili della C...
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ATA SERIE A
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CALCIO
La pioggia caduta sul Bentegodi, il 18 maggio, al
fischio finale di Verona-Empoli è la stessa con la quale
Alessandro Manzoni avvia alla conclusione il suo
romanzo. Una pioggia redentrice che lava le scorie
di sofferenze passate. Le peripezie di Renzo sono le
peripezie del Verona. Il matrimonio che «s’aveva da
fare», e s’è fatto, è quello con la serie A. Ma quanta
attesa. Undici lunghissimi anni sono passati da quel
5 maggio 2002 che non solo agli interisti fece male.
Da quel Piacenza-Verona 3-0 iniziava una debacle da
brividi. Come su un ottovolante, dove però l’unica
direzione è verso il basso. Cinque anni di serie B,
quattro di Lega Pro, ancora due di B. Nemmeno il
Purgatorio della cadetteria era sufficiente punizione
per il dio del calcio. Anche gli Inferi della Lega Pro.
Per non parlare di un playout, quello con la Pro Patria, che avrebbe potuto far sparire definitivamente
l’Hellas dalla geografia del calcio.
Da Malesani a Malesani. Il tecnico di San Michele
ha qualcosa da farsi perdonare e non abbandona una
barca che sta calando a picco. Il primo anno di B è
un disastro: sull’onda nefasta del suicidio dell’anno
prima, il Verona conduce un campionato anonimo
con l’ansia di doversi sempre guardare alle spalle.
Ma al peggio non c’è mai fine: l’anno successivo,
Malesani lascia, arriva Salvioni. Il Verona precipita,
risorge solo quando Maddè subentra a Salvioni,
precipita di nuovo, per poi chiudere il torneo con
quattro vittorie consecutive. È la vittoria di Como
a diventare decisiva. Ma uno striscione dei tifosi
ben testimonia l’umore della città: «Piazza Brà non
festeggerà la vostra poca serietà».
Tocca quindi a Massimo Ficcadenti e per poco non
ci scappa l’impresa. Nel campionato 2004/05 il Verona parte a fari spenti, ma scopre un Bogdani bomber
e Behrami nuovo campioncino. Il pareggio con un
Catanzaro già retrocesso è l’ennesima condanna:
l’Hellas manca i playoff di appena un punto e, ironia
della sorte, con quel punto sarebbe stata serie A per
via del caso-Genoa e dei dissesti finanziari di Torino e
Perugia. È l’inizio della fine: dopo un altro campionato
altalenante, ecco la retrocessione. Ficcadenti molla
sull’orlo del baratro, arriva Ventura che con un girone
di ritorno fantastico porta la squadra a giocarsi tutto
nello spareggio salvezza con lo Spezia. Al ritorno
basta un gol, che non arriva. Dopo 64 anni il Verona
è in serie C. Ma che non basti chiamarsi Verona per
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vincere un campionato così mediocre è realtà difficile da digerire, ma concreta: appena sette vittorie
per tre allenatori, di cui uno (Pellegrini) esonerato
e poi richiamato. È l’anno dello spareggio di Busto e
il glorioso Hellas, che ha vinto uno scudetto e visto
indossare la sua casacca da grandi calciatori, deve
ringraziare tale Zeytulaev che a un minuto dalla retrocessione tiene in vita una squadra, una tifoseria,
una città, a un passo dall’oblio.
I TIFOSI CI HANNO
SEMPRE CREDUTO
Molti sono i
protagonisti
della rinascita
gialloblu, dai
presidenti
Martinelli e Setti,
al tecnico Andrea
Mandorlini, ai
giocatori che si
sono esaltati come
il capocannoniere
Cacia. Chi non ha
mai fatto mancare
il suo supporto,
anche se spesso
critico, è stata la
tifoseria
Seguono due stagioni targate Remondina. La
prima è di assestamento, la seconda è quella «della
volta buona». Il Verona ha la squadra da “ammazzacampionato”, domina in lungo e in largo, ma dietro
l’angolo c’è l’ennesima, cocente delusione. Il Portogruaro festeggia al Bentegodi come lo Spezia tre anni
prima e condanna i gialloblu ai playoff. Vavassori prova a risvegliare la squadra che con un colpo d’orgoglio
arriva alla finale con il Pescara. Sarà un’altra grande
sconfitta. L’incubo della C è destinato a continuare…
Giannini è per tutti il Principe, ma a Verona nessuno
se ne accorge. La sua avventura finisce con la sconfitta di Salerno, che pochi mesi più tardi sarebbe
stata teatro della prima grande gioia. L’uomo della
provvidenza è Andrea Mandorlini e il ranocchio che
diventa principe (lui sì) è Nicola Ferrari: quattro dei
cinque gol nei playoff portano la sua firma. A Verona
sembra di aver rivinto lo scudetto. Ma il bello deve
ancora venire… 160 punti in due anni di B: è questo
l’invidiabile score dei gialloblu.
Ed ecco Andrea Mandorlini. Se già al primo tentativo non arriva la A è solo perché il Verona si ritrova in
uno dei campionati più competitivi della storia e per
qualche decisione arbitrale quanto meno discutibile.
Poi, la rinascita. Societaria, certo. Tecnica, è ovvietà.
Ma quanto merito hanno avuto i tifosi in questi anni?
Tanti, tantissimi. Quando sarebbe bastato pochissimo per spegnere l’interruttore sul Verona, i tifosi
hanno vegliato sul moribondo Hellas. Il Verona è
tornato in serie A e Verona (senza l’articolo) torna
capitale del calcio. Grazie al Chievo, ormai ospite
fisso del massimo campionato, il derby sarà di scena
anche nella nostra città. Con Milano, Torino, Genova
e Roma: la capitale d’Italia e i tre vertici del triangolo
industriale, giusto per capirci. E allora, che sia una
festa! In un continuo testa a testa tra le due squadre,
senza comunque mai perdere di vista l’obiettivo
prioritario: la salvezza.
foto Francesco Grigolini - Foto Express
UN CAMPIONE DEL
MONDO PER
L’HELLAS
Luca Toni,
campione del
mondo con la
Nazionale italiana
nel 2006, lo stesso
anno ha vinto la
‘Scarpa d’Oro’ ed
è stato il terzo
giocatore italiano
ad aggiudicarsi
il titolo di
capocannoniere
in un campionato
straniero
Ho tanta voglia di scendere in campo e mettermi
in gioco. Sono felice di aver scelto l’Hellas
Verona, c’è tanto entusiasmo. Ho conosciuto i
miei compagni al raduno e mi sembra ci sia un
gruppo solido, che è la base per poter raggiungere
la salvezza
CALCIO FEMMINILE
di Matteo Sambugaro
foto Liborio - Verona
Verona Femminile
una stagione in chiaroscuro
Stagione 2012-2013 al di sotto delle aspettative per le gialloblù,
nonostante l’approdo in finale di Coppa Italia e un cammino
in Champions League pieno di emozioni
PERPLESSA
L’espressione di
Marta Carissimi
dice molto più
di tante parole
sull’ultima
stagione...
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Il Verona calcio femminile aveva in testa un altro
copione l’estate scorsa. Ben diverso dal quarto
posto in campionato acciuffato alla fine. Gli infortuni non hanno dato tregua, questo va sottolineato.
Perché aver potuto schierare la formazione titolare
solo in poche occasioni, di certo non ha aiutato mister
Renato Longega. I problemi fisici di Melania Gabbiadini, out per gran parte dell’annata, quelli di Marta
Carissimi, Carolina Pini, Stéphanie Öhrström, Marta
Mason e i gravi infortuni alle ginocchia di Michela Ledri e Veronica Belfanti, solo per citare alcuni episodi,
hanno impedito alle scaligere di esprimesi al massimo
della loro forza. L’altra faccia della medaglia, però, ha
mostrato una squadra spesso altalenante, capace di
disputare ottime partite e poi perdere punti con club
meno blasonati. Le due sconfitte con il Firenze, per
esempio, parlano chiaro a tal proposito. Non solo:
in campionato le gialloblù hanno conquistato con le
prime tre della classe (Torres, Tavagnacco e Brescia)
tre punticini, frutto di tre pareggi contro Brescia (sia
all’andata che al ritorno) e Tavagnacco. Poco per chi
punta a stare ai vertici della classifica.
Parola a Longega. “È stata una stagione complicata, inutile nasconderlo, ma non tutta da buttare
– spiega Longega -. Il calendario non ci ha dato una
mano, in particolare all’inizio quando alternavamo
sfide importanti in campionato contro i top team
agli appuntamenti di Champions League. Giocare
in Europa ci ha tolto parecchie energie soprattutto
perché avevamo una rosa ridotta all’osso dagli
infortuni. Abbiamo avuto una miriade di problemi
fisici e questo ci ha decisamente penalizzato.
Al contrario, quando siamo stati al completo,
abbiamo messo in crisi qualsiasi avversario. Mi
dispiace che al Verona non sia mai stata fornita
la possibilità di rinviare gli incontri per prepararsi
al meglio alla Champions League. Altre formazioni
(si riferisce alla Torres, ndr), invece, hanno avuto
tale privilegio. Senza gli infortuni? Difficile dire dove
saremmo arrivati. La nostra era una ottima squadra,
la migliore degli ultimi anni, e non era inferiore a
nessuno”. Le gialloblù erano partite con l’intenzione
di vincere lo scudetto. Al contrario, è saltato fuori un
quarto posto “che non era ciò che ci aspettavamo –
conferma Longega -. Ci hanno bloccato gli infortuni e
la mancanza di una punta centrale. In più, sottoporta
non abbiamo avuto la giusta cattiveria. In ogni caso,
non è stata un’annata totalmente negativa: abbiamo
EMOZIONI
EUROPEE
Da salvare,
secondo Mister
Longeg - nel
tondo - la partita
al Bentegodi
contro il
Birmingham City:
4000 spettatori
per un clima da
Champions che
ha propiziato
la tripletta di
Cristiana Girelli
lanciato qualche giovane interessante e raggiunto la
finale di Coppa Italia. In Champions, poi, abbiamo ben
figurato: il successo casalingo per 3-0 sul Birmingham
al Bentegodi rappresenta l’impresa della stagione”.
Chi sale e chi scende. Le sue 23 reti in campionato
hanno tenuto a galla il Verona. E quella tripletta al
Bentegodi proprio contro il Birmingham resta un ricordo indelebile. Cristiana Girelli ha parlato a suon di gol
quest’anno, caricandosi più volte la squadra sulle spalle. “Bisogna ringraziarla – sottolinea Longega -. Girelli
si è sacrificata spesso in un ruolo non suo, facendo la
prima punta, il punto di riferimento in attacco. È calata
un po’ nel finale ma nel complesso ha disputato una
stagione molto buona. Per noi è stata fondamentale.
Da chi mi aspettavo qualcosa in più? Mah, nessuno
ha deluso in particolare. Certo, alcune ragazze
non hanno reso come in passato, ma ogni annata
ha una storia diversa. Gli infortuni non ci hanno
dato la possibilità di allenarci tutti insieme con
continuità, penalizzandoci tantissimo”.
Champions League: stop agli ottavi. La notte col
Birmingham City ha scritto la storia. Tre gol capolavoro, una rimonta da urlo. E i quattromila tifosi
dello stadio Bentegodi a dare spettacolo sugli spalti. Questo è il flash principale, l’immagine più bella
del cammino in Champions League del Verona. La
vittoria sulle inglesi nei sedicesimi di finale ha regalato emozioni forti: le scaligere dovevano ribaltare
la sconfitta per 2-0 subita in Inghilterra la settimana prima, e così è successo. La tripletta di Girelli ha
steso il Birmingham, portando il Verona tra le sedici
migliori formazioni d’Europa. “Sembrava impossibile,
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CALCIO FEMMINILE
invece ce l’abbiamo fatta. È stata una grandissima
impresa – ricorda il tecnico -. Abbiamo divertito ed
entusiasmato il pubblico, superando una squadra
tosta. Ne siamo orgogliosi“. L’avventura gialloblù
in Champions è terminata poi agli ottavi di finale,
complici le svedesi del Malmo. Tra gli applausi, però.
Perché la formazione di mister Longega ce l’ha messa
davvero tutta. Il Verona ha salutato la Champions
League tra gli applausi. E con qualche rammarico:
“Se avessimo avuto la rosa al completo, avremmo
potuto giocare contro il Malmo ad armi pari. Ci abbiamo provato lo stesso e siamo usciti a testa alta”
puntualizza l’allenatore gialloblù.
Coppa Italia: a un passo dal titolo. Il successo è
sfumato sul più bello. Proprio in finale. Melania Gabbiadini e compagne avevano compiuto due autentiche imprese eliminando il Brescia (2-0 fuori casa)
nei quarti e la Torres (ai rigori allo stadio Olivieri) in
semifinale. La corsa verso la conquista della Coppa
Italia si è fermata sul campo neutro di Forlì sabato
1 giugno: il Tavagnacco ha battuto le gialloblù 2-0,
portandosi a casa il trofeo. Più pimpanti le friulane,
dal primo all’ultimo minuto. “Il Verona non aveva
freschezza atletica ma, soprattutto, ha disputato
una brutta partita – confessa Longega -. Avevamo
preparato una gara di attesa, per sfruttare poi nelle
ripartenze la velocità di Gabbiadini e la qualità di
Girelli: purtroppo essere andati in svantaggio dopo
pochissimi minuti ci ha tagliato le gambe e ha scombinato i nostri piani. Qualche occasione l’abbiamo
creata però alla lunga la stanchezza si è fatta sentire.
Peccato. Il Tavagnacco ha meritato il trionfo”. La
sconfitta in finale non cancella tuttavia le vittorie
contro Brescia e Torres, “due prestazioni maiuscole e fantastiche – aggiunge il tecnico scaligero -. Il
successo più emozionante? Quello con la Torres”.
NOTA POSITIVA
Da salvare di
questa travagliata
stagione è
sicuramente il
recupero e il
ritorno in campo
del difensore
Michela Ledri,
prodotto del
vivaio gialloblu
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CALCIO
di Luca Fioravanti
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Una vita passata
ad arbitrare
Dagli esordienti nel lontano 1986 alla serie A in tutta Italia fino a poche
settimane fa. Andrea Romeo, classe 1970, con la stagione 2012-2013 ha
chiuso una grande carriera di arbitro. Ed è passato dietro la scrivania...
PERCHé SEI TU
ROMEO
Il suo esordio
in Serie A è
avvenuto il 29
maggio 2005 in
Messina-Livorno
(1-1), mentre il
debutto in Serie
B era avvenuto
un anno e mezzo
prima (l’11
settembre 2003)
in occasione di
Genoa-Livorno
L’AIA ha nominato Andrea Romeo vicecommissario
tecnico per la serie D, forse l’inizio di una nuova vita
dietro la scrivania. “Non so ancora cosa farò da grande”, scherza Romeo. “Ho un nuovo incarico sempre
nell’Associazione Italiana Arbitri, ma non posso dire
adesso se questo sarà il mio futuro”.
Andrea, 10 anni in serie A ed ora l’addio. Come ti
senti? Devo ancora metabolizzare del tutto la fine
della carriera. Continuo ad allenarmi, ma ho già un
po’ di nostalgia. Non mi sento vecchio, però ci sono
delle regole e vanno rispettate. Bisogna dare spazio
ai giovani. Nel mio caso l’età anagrafica non conta.
Il regolamento dice che se non sei diventato internazionale, dopo 10 anni in serie A devi smettere.
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Perché Romeo non è stato promosso arbitro
internazionale? Perché evidentemente c’erano
altri più bravi. Bisogna essere consapevoli dei propri limiti e delle proprie potenzialità. Lo dico senza
polemica, sia chiaro.
Quasi 100 partite dirette in serie A. Ce n’è una
che ti ha creato particolari problemi? Particolari
problemi direi di no. Ho commesso qualche errore, ne
sono consapevole, ma non esistono arbitri infallibili.
La partita più emozionante? Il derby siciliano tra
Catania e Palermo è un match particolare, carico di
tensione perché là il calcio viene vissuto in modo
diverso. L’ho arbitrato due volte ed è stato emo-
zionante. Ma ricordo con piacere anche il Trofeo
Berlusconi a San Siro: stadio pieno, caldo torrido,
una serata speciale anche per me.
L’allenatore più indisciplinato? In panchina si parla
sempre troppo e spesso in modo poco gentile. Ogni
allenatore ha le sue caratteristiche. Non c’è n’è uno
più indisciplinato.
Con Reja non sembrava esserci molto feeling,
visto che lo hai cacciato più volte dalla panchina.
Dovrei averlo allontanato quattro o cinque volte,
ma sempre nel rispetto del regolamento. Niente di
personale, sia chiaro.
Il giocatore più problematico? Con alcuni c’era
più sintonia, con altri meno. Io ho sempre cercato il
dialogo con i capitani, che sono figure importantissime in ogni squadra.
Favorevole alle interviste agli arbitri a fine partita? Sì, ma solo se dall’altra parte del microfono
c’è un interlocutore preparato. Accusare un arbitro
per un rigore non dato, sarebbe sciocco e sbagliato.
Non essere diplomatico. Voglio un nome. Cristiano
Lucarelli. Lui di Livorno, io di Verona. Abbiamo battibeccato in più occasioni, ma finiva tutto al triplice fischio. L’ho incontrato anche in vacanza e siamo rimasti
a parlare a lungo da buoni amici. è una persona eccezionale e in campo ha fatto grandi cose per la squadra
della sua città. Un leader da prendere d’esempio.
Da tifoso del Verona, come vedi la nuova stagione
dell’Hellas? è giusto parlare di salvezza, ma occhio
perché in questi anni ne ho viste di tutti i colori.
Squadre che sembravano destinate alle retrocessione arrivare in Uefa o formazioni che puntavano
a lottare per le prime posizioni finire in B. Tutto può
accadere. La serie A è dura, su questo non ci sono
dubbi. E rispetto alla B è un altro pianeta.
Il campione più corretto? Maldini. Ho avuto la fortuna di arbitrarlo. Insieme a lui ci metto Del Piero e
Vergassola del Siena.
Quanto rompe la scatole agli arbitri la moviola?
Se usata con intelligenza è uno strumento interessante. Ti permette di vedere dove hai sbagliato. Sui
gol fantasma andrebbe usata, anche se ora che ci
sono gli arbitri di porta, la situazione è migliorata.
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PESISTICA
di Michele Toninel
Ai Giochi del Mediterraneo
bronzo per l’ex-bentegodina
Strepitoso risultato per Carlotta Brunelli, formatasi con la Fondazione
Bentegodi, ai XVII Giochi disputatisi in Turchia. Impegnata nella categoria
dei 75 kg, la forte pesista veronese ha gareggiato nell’esercizio dello strappo
Dal 20 al 30 giugno, i migliori atleti azzurri italiani, di
tutte le discipline olimpiche del CONI, sono impegnati
nella 17^ edizione dei Giochi del Mediterraneo, con
le 24 nazioni che si affacciamo sul mare Mediterraneo e rappresentati da tre dei cerchi olimpici, il nero
dell’Africa, il giallo dell’Asia ed il verde dell’Europa.
La scorsa edizione, nel 2009, ha visto protagonista
l’Italia, che ha ospitato i Giochi nella città di Pescara e
l’edizione di quest’anno, che ha scadenza quadriennale, ha come sede la cittadina turistica di Marsin, nella
costa sud orientale della Turchia, fortunatamente
lontana dai tumulti e dalle dimostrazioni che stanno
da molti giorni interessando le grandi città turche.
Anche la Sezione Pesistica della Fondazione M. Bentegodi era idealmente presente, nel pomeriggio di
martedì 25 giugno, con la ventenne ex bentegodina,
Carlotta Brunelli, ora in forza al Gruppo Sportivo
Fiamme Oro Polizia di Stato Roma.
Toninel, coordinatore della Sezione Pesistica della
Bentegodi e presidente del Comitato Regionale
Veneto della Federpesistica, “Dopo averla amorevolmente cresciuta ed allenata nella nostra Bentegodi,
con la quale ha raggiunto prestigiosi risultati nazionali ed europei, ora Carlotta ha trovato una solida
e sicura sistemazione sportiva e professionale e si
sta definitivamente affermando anche in campo
internazionale, confermando le grandissime doti,
tecniche ed atletiche, di cui dispone e la bontà della
scuola pesistica veronese, che continua a sfornare
grandi campioni. Ancora una volta, sul pennone
internazionale, è salita una bandiera tricolore, leggermente sfumata con i colori giallo-blu, della città
di Verona e bianco-neri, della Bentegodi”.
Al suo esordio ai Giochi ed impegnata nella categoria dei 75 kg., la forte pesista veronese ha vinto
una scintillante medaglia di bronzo nell’esercizio
dello strappo, con 91 kg., mentre si è dovuta accontentare della quarta posizione, nello slancio, con 106
kg., superata dalla padrona di casa, la ventiduenne
turca Figen Kaja, con 108 kg., non riuscendo a superarla, fallendo i 109 kg., in terza prova.
IL RITORNO DI
CARLOTTA
Considerando che il regolamento dei Giochi prevede solamente l’assegnazione delle medaglie nei
due esercizi e non nel totale, la medaglia di bronzo
nello strappo costituisce il miglior piazzamento in
assoluto, nella carriera agonistica di Carlotta, non
più astro nascente della pesistica azzurra, ma grande
realtà e tra le migliori atlete azzurre di tutti i tempi.
“è una grandissima soddisfazione per noi tutti, tecnici
e dirigenti, bentegodini e veronesi” dichiara Claudio
Dopo un periodo
di flessione,
la Brunelli è
ritornata ai
‘vecchi fasti’.
Nella foto,
medagliata ai
Campionati
Italiani Senior del
2012
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BASKET
di Andrea Sartori
e Davide Caldelli
Il cammino 2012/2013
della Cestistica Verona
Dal 1951 la Cestistica forma atleti e uomini nella tradizione e nel rispetto
del seme gettato da Andrea Piotto, il pioniere del basket veronese.
Vediamo dopo oltre 60 anni di storia a che punto della storia siamo arrivati...
La Cestistica, da anni, è una società di riferimento
nel panorama del basket veronese. La Società si è
posta come obiettivo il far crescere i giocatori nel
rispetto dei valori fondamentali dello sport, del rispetto e del corretto sviluppo fisco e psicologico. I
risultati ottenuti sono il frutto di uno staff tecnico
e dirigenziale attento e preparato e la sinergia con
il territorio su cui grava è fondamentale per far crescere gli atleti sin dal settore minibasket.
Quest’anno la partecipazione attiva a Sport Expo
e alla presentazione alle Scuole, ha permesso una
maggior conoscenza dell’ambiente e del modo in
cui il basket è interpretato dalla Cestistica. La crisi
che purtroppo attanaglia lo sport impone un duro
lavoro nei vari stadi dei settori giovanili per cercare
di creare gli atleti che, passo dopo passo, possono
arrivare sino alla prima squadra. Fondamentale, in
questo, il rapporto che, nel corso delle stagioni, si è
sempre cercato di creare con i genitori. Mamme e
papà sono divenuti dirigenti, accompagnatori e anche
arbitri. Questa passione per il basket, quindi, si è
unita a valori fondamentali come la famiglia; lo Sport,
oggi, è per la Cestistica un punto di riferimento, un
cardine di alcuni valori ed è anche per questo che la
Società continua il suo successo.
La Cestistica, quest’anno, ha vissuto, ancora una
volta, un momento magico che conferma, se ce ne
fosse stato ancora bisogno, l’ottimo lavoro svolto
dalla dirigenza e dallo staff tecnico della società.
Gli atleti, suddivisi nelle varie annate, hanno potuto
raggiungere obiettivi di natura tecnica ma anche di
valore sociale. è stato introdotto un codice etico di
comportamento che esce dal campo di basket per
guidare responsabilmente i giovani, sostenuti dalle
famiglie, anche nella vita di tutti i giorni e riconoscere
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nel proprio avversario non un nemico da affrontare
e battere, ma un proprio pari da conoscere e affrontare nel rispetto.
C’ERA UNA
VOLTA...
La Cestistica è
attiva a 360° nella
promozione e
insegnamento
della
pallacanestro
per tutte le fasce
di età
La società, presieduta da Maria Benedetti Piotto,
da anni svolge un lavoro che non si indirizza solo al
miglioramento tecnico dei ragazzi ma anche alla loro
crescita come persone. Suddividendo gli atleti per
fasce d’età è doveroso iniziare dal minibasket dove
Antonella Menegazzi, Alberta Betteli, Filippo Tosi e
l’inossidabile Gianni Piotto hanno voluto ampliare
la loro sfera d’azione non dedicandosi solamente agli atleti della società ma lavorando anche in
sinergia con alcune scuole elementari (Barbarani
e Messedaglia) attraverso un progetto educativo
dal titolo “Il Minibasket: emozione, gioco e sport”.
Un esperimento interessante svoltosi all’interno
dell’orario scolastico particolarmente apprezzato dal
corpo docente. Salendo di categoria troviamo nelle
giovanili coordinare dal responsabile degli allenatori
Mario Reali e dal dirigente Andrea Sartori, gli Under
13 guidati da Filippo Tosi. Il lavoro svolto in questa
fascia d’età è molto delicato sia perché l’allenatore
ha dovuto rivolgersi ad atleti usciti dal minibasket
ma anche perché sono stati numerosi i ragazzi nuovi.
L’inserimento di elementi nuovi in un gruppo ormai
consolidato ha richiesto una particolare attenzione.
L’obiettivo era non alterare le alchimie presenti e cercare, nel contempo, di far diventare tutti i giocatori
un gruppo coeso. Il risultato è stato un team unito
che ha saputo affrontare, nel corso della stagione,
avversità sia di natura fisica sia di unione tra i diversi
elementi costitutivi la squadra.
L’Under 14, affidata a Mario Reali, è stata une delle
note liete e maggiormente positive della società. Il lavoro svolto durante la stagione è stato eccellente per
partecipazione, intensità ma soprattutto disponibilità. Il miglioramento individuale e di squadra è stato
notevole. La cosa positiva della squadra è di essere
divenuta un gruppo anche fuori dalla palestra, aver
creato una solidarietà tale da aiutare anche coloro
che palesavano maggiori difficoltà d’inserimento sia
per motivi fisici che di ambiente. Mario, poi, è stata la
guida anche degli Under 15. Una squadra in possesso
di notevoli doti e qualità tecniche. Alcuni infortuni,
tuttavia, hanno minato il risultato finale ma questo
non ha scoraggiato un gruppo ben amalgamato e
dotato di un forte spirito di squadra. Il risultato a
fine stagione, seppur non brillante è servito per
comprendere i punti deboli sui quali lavorare. Un
aspetto fondamentale, come nel gruppo precedente,
è stata la positiva e fruttuosa collaborazione con i
genitori tenendo conto anche dell’età degli atleti. Ci
troviamo, infatti, in una fase di cambiamento fisico in
cui le criticità legate all’adolescenza si fanno sentire
in modo prepotente.
Due le squadre Under 17 messe in campo. La prima è
stata affidata a Riccardo Pineda che, nonostante una
prima fase brillante, non è riuscita a concretizzare quanto visto sul campo. Un pizzico di delusione c’è stato ma
l’approdo alle fasi regionali ha ampiamente ripagato il
lavoro svolto in palestra: un gruppo cresciuto in qualità.
La seconda squadra, quelle composta dai nati nel 1997,
è stata affidata a Filippo Tosi. Il salto di categoria si è
sentito. I giocatori, perciò, hanno dovuto ripensare a
se stessi rivedendo il concetto di squadra, imparando a
fidarsi del proprio compagno, a difenderlo e criticarne,
se necessario e per il bene del gruppo, qualche eccesso
di egoismo: anche questo significa crescere.
L’obiettivo è far crescere i giocatori nel
rispetto dei valori fondamentali dello sport.
I risultati ottenuti sono il frutto di uno
staff tecnico e dirigenziale attento e
preparato e la sinergia con il territorio su
cui grava è fondamentale per far crescere
gli atleti sin dal settore minibasket
L’ultimo gruppo del settore giovanile, l’Under
19, guidato in panchina da Alessandro Bovo e Paolo
Benassuti, ha vissuto in forte simbiosi con la prima
squadra. I giovani atleti si sono allenati spesso con
i senior divenendo parte integrante del gruppo e
contribuendo, per la loro parte, al successo finale
della serie D. Sono arrivati terzi nella fase provinciale ed ora, mentre stiamo scrivendo, si sono già
qualificati per le Final Four regionali.
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35
BASKET
Abbiamo, volutamente, tenuto per ultima la prima
squadra che quest’anno è riuscita a risalire in serie
C. il cammino dei cestisti è stato trionfale. Un grazie,
per questo traguardo, va alla squadra, agli atleti
che hanno reso possibile questa magica avventura.
È, però, importante citare anche coloro che hanno
lavorato alla riuscita del progetto; lo staff tecnico
composto da Alessandro Bovo, Paolo Benassuti e
Filippo Tosi. Una squadra messa insieme dal mitico
Maurizio “Momo” Andreoni, storico giocatore della
Cestistica e ora valente dirigente.
Il rapporto con il territorio ha portato nel corso
della stagione ad una preziosissima collaborazione
con Paluani S.p.A. che ha creduto proprio nei valori fondamentali del “fare basket” in Cestistica e
che ha promosso per il tramite del dirigente delle
giovanili il “terzo tempo” a fine gara, proprio per
coniugare lo sforzo fisico della partita con il giusto
apporto di energia e soprattutto con la condivisione
tra tutti gli atleti e dirigenti delle emozioni della gara,
coinvolgendo sempre più anche le famiglie. A voi la
possibilità di fare canestro in Cestistica!
INFO
36
ascestistica.jimdo.com
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CILIEGINA SULLA
TORTA
La vittoria del
Campionato di Serie
D da parte della
formazione allenata
da coach Bovo, porta
nella società scaligera
un’ulteriore ventata
di ottimismo
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BASKET
di Andrea Etrari
Tosoni Villafranca
buona stagione sotto canestro
L’Associazione Sportiva Dilettantistica Basket Villafranca, sponsorizzata
Tosoni, è reduce dal suo terzo campionato consecutivo in DNB. Ma il Presidente
Pasqualetto non sa ancora dove giocherà il prossimo campionato...
La formazione gialloverde, allenata da Tommaso
Bindi, ha mancato la qualificazione ai play off e ha
terminato il girone A al 12° posto. Il futuro però appare incerto: la congiuntura economica ha coinvolto
pure il gruppo Tosoni e l’iscrizione al campionato di
DNB 2013/14 è tutt’altro che scontata.
Si potrebbe ripartire dal piano di sotto, dalla DNC,
come ci conferma il Presidente Stefano Pasqualetto,
che ha voluto pure analizzare la stagione da poco
conclusa: «Sì, potremmo ripartire dalla DNC, per i
motivi che tutti sappiamo. Il nostro campionato di
DNB non è andato com’era nei nostri programmi: la
qualità della squadra c’era tutta e la dimostrazione
è che, quando abbiamo avuto a disposizione il roster al completo, abbiamo centrato quattro vittorie
consecutive, facendo pure vedere un ottimo gioco.
Innegabile, tuttavia, che l’infortunio di Dalfini ha
segnato questa annata, perché lo abbiamo perso
nei mesi centrali della stagione, dicembre e gennaio.
Ciò nonostante la squadra non si è disunita, ma è
venuta a mancare nei momenti clou di alcune partite,
quando bastava un nulla per portare a casa o meno
i due punti». Insomma grosso rammarico per non
aver centrato almeno l’ottavo posto? «Sì, vedendo
il livello del nostro girone, noi nei primi otto posti
potevamo starci e lo dico senza presunzione. Si pensi
che dopo le sette sconfitte consecutive, che sono
state davvero pesanti soprattutto dal punto di vista
psicologico, siamo arrivati a due giornate dalla fine
con la possibilità di agganciare i play off».
Torniamo a parlare della stagione prossima... «Il
nostro progetto ha come punto base quello di rafforzare il nostro settore giovanile. Per quanto riguarda
la prima squadra, è impossibile parlare della prossima
stagione finché non verranno chiariti i programmi da
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parte della Federazione: la LNP e la Legadue sono
“morte” il 30 giugno. Dalle loro ceneri è nata la nuova
Lega, divisa in Gold e Silver, ma di più non sappiamo,
nonostante sia già luglio. La mia sensazione è che i
vertici della pallacanestro italiana non abbiano per
nulla contatto con la realtà, sembrano avulsi, come
dei politici».
Un problema di non poco conto, che fa il paio con
la crisi economica, come dicevamo in apertura: «Sì,
è così, e riguarda tutte le società, non solo noi. Le
aziende, che già fanno fatica di loro, qualora riuscissimo a coinvolgerle per un’eventuale sponsorizzazione
o partnership, non sappiamo cosa rispondere loro
quando ci chiedono: che campionato farete? Dove
e come avremo visibilità?».
CAROTA E...
BASTONE
Tra i giocatori
di punti in rosa
nel Tosoni,
lo spezzino
Nicola Bastone
ha dato il suo
contributo. Ma le
vere... bastonate
arrivano dal
Presidente Stefano
Pasqualetto,
molto duro con
i vertici della
pallacanestro
italiana
La LNP e la Legadue non
esistono più. Dalle loro ceneri
è nata la nuova Lega, divisa
in Gold e Silver, ma di più
non sappiamo, nonostante sia
già luglio. La mia sensazione
è che i vertici della
pallacanestro italiana non
abbiano per nulla contatto
con la realtà, sembrano avulsi,
come dei politici
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DONNE DI SPORT
di Lorenzo Fabiano
Deborah Compagnoni
vincente sugli sci e nella vita
Una campionessa si riconosce non solo dalle sue imprese su un campo
di gara, ma anche dalla dolcezza, dai modi semplici e dalla sensibilità
che mostra nella quotidianità. Il racconto del nostro incontro
Deborah Compagnoni non ha certo bisogno di grandi
presentazioni. I numeri parlano chiaro. E’ la prima atleta ad aver vinto una medaglia d’oro in tre differenti
edizioni dei Giochi olimpici invernali nella storia dello
sci alpino: Albertville 1992 nel superG, Lillehammer
1994 e Nagano 1998 nel gigante. Sempre a Nagano
ha conquistato l’argento in slalom a soli sei centesimi
dall’oro di Hilde Gerg. Ha vinto tre titoli mondiali in
Sierra Nevada 1996 in gigante, a Sestrière 1997 in
gigante e slalom; vanta ben 16 successi in Coppa del
Mondo (tredici giganti, uno slalom, due superG). Tra le
sue imprese va ricordata la striscia di nove vittorie consecutive in slalom gigante nella stagione 1997-1998.
Dopo il ritiro, ha saputo trasferire i propri successi
sportivi nel dolce silenzio della normalità. Lo ha fatto con lo stesso stile ed eleganza che mostrava in
pista. Una donna vincente nello spirito. La sciatrice
di Santa Caterina Valvurva è oggi impegnata con
Sciare per la Vita, associazione che ha per obiettivo
la raccolta di fondi da destinare alla ricerca per la
lotta alle malattie leucemiche. L’abbiamo incontrata
a margine della serata del Gran Galà dello Sci, l’evento
organizzato dal comitato promotore per i Mondiali
di Cortina 2019 presso il Ristorante Pepperone di
Verona. Un’occasione per conoscere meglio un’icona
dello sport azzurro, una straordinaria ambasciatrice
del nostro paese nel mondo.
i tempi. Insieme ad Alberto Tomba avete fatto avvicinare milioni di italiani allo sci. Qual’è la prima
cosa che prova quando pensa a ciò che è stata la
sua carriera? Le Olimpiadi sono il ricordo più bello.
Ho vinto anche i Mondiali, ma i cinque cerchi sono
un’altra cosa. Mi hanno dato grandi gioie e soddisfazioni, ma tuttavia anche dolori, visto che ai giochi del
1992 sulla pista di Meribèl mi ruppi un ginocchio.
Da piccola voleva fare la parrucchiera. Poi la pittrice. Invece è diventata una campionessa sugli
sci. Bene così...? Beh, non posso certo lamentarmi.
Da bambini si hanno tanti sogni, che quando si avverano, diventano ancora più belli. Io ho avuto la
fortuna di realizzarli.
Tre ori olimpici in tre fasi diverse della sua carriera. Ce li descrive? Il mio primo Oro Olimpico ad
Albertivlle nel 1992 è quello della mia giovinezza,
quando era l’istinto a guidarmi. A Lillehammer nel
1994 ero più sicura e consapevole dei miei mezzi, e
gareggiavo nella mia specialità preferita, il gigante.
Nagano 1998 è stata l’olimpiade della mia maturità.
Sapevo anche che sarebbe stata l’ultima. Quindi non
potevo fallire.
Lei è stata la più grande sciatrice italiana di tutti
Le manca il Circo Bianco? Direi di no. Chiaramente
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FIACCOLE
Deborah
Compagnoni nella
foto insieme alla
decana dello Sci
azzurro Giuliana
Minuzzo, prima
donna italiana
a vincere una
medaglia ai
Giochi Olimpici
invernali
mi sono dovuta abituare ad una nuova vita. Ma non
è stato poi tanto difficile.
Dopo esserlo stata sugli sci, se ci passa l’espressione, lei è oggi una “campionessa della normalità.
Vive a Treviso con suo marito e i vostri tre splendidi bambini. Non trova che ci sia un po’ troppo
divismo anche nel mondo dello sport ? Sì. Viviamo
un periodo dettato da immagine e protagonismo.
L’essenza delle cose rischia talvolta di passare in secondo piano. Tutto scorre troppo veloce. Dobbiamo
assolutamente tornare ai valori dello sport nella loro
accezione più autentica.
Lei ha saputo rialzarsi e ripartire dopo aver subito
gravi infortuni. Un campionessa del suo calibro
cosa si sentirebbe di dire ad un ragazzino ricco di
sogni, speranze, ed aspettative ? I ragazzi devono
avere i loro sogni. Abbiano anche la forza e la continuità di coltivarli. La pratica sportiva contribuisce
a forgiare la personalità degli individui. Il bisogno
di fare sport nasce dall’esigenza di crescere, non di
diventare campioni. Tanto poi è nella vita di tutti i
giorni che si deve cercare di vincere le sfide che ci si
trova ad affrontare.
Come sta lo sci azzurro di oggi ? Il settore maschile
direi molto bene. Nella velocità abbiamo fatto cose
straordinarie quest’anno. In campo femminile viviamo invece un periodo di transizione. Abbiamo avuto
purtroppo anche molti infortuni. Speriamo arrivino
presto le nuove leve. Il vivaio è molto promettente.
E quello del futuro? Il progetto FuturFisi voluto
dal presidente Flavio Roda ci sembra una buona
idea. Che ne pensa? Certamente. Trovo giusto investire sui giovani. Non solo nello sport.
UNA VALANGA
DI MEDAGLIE
Deborah
Compagnoni ne
ha vinte 4 alle
Olimpiadi (3 Ori),
3 ai Mondiali
(tutte d’Oro) e ben
11 ai Campionati
italiani (8 ori),
a cui vanno
aggiunte le tre ai
mondiali Juniores
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DONNE DI SPORT
In varie città italiane si sta affermando una serie di ragazzi molto interessanti. Ci pare che in
generale i cittadini vadano più forte che in passato. Qualche motivo particolare, secondo lei?
No, secondo me non è un caso. In effetti qualcosa
sta cambiando. Non vivendo quotidianamente il
contatto con la montagna, forse il ragazzo di città
ne apprezza ancora di più la bellezza e vive la neve
con maggior entusiasmo. Il nostro è un mondo che
si sta aprendo. Giusto così.
So cha ama dipingere. Dopo avere pennellato
fior di curve in pista, ora pennella anche sulle
tele? Purtroppo non ho avuto la possibilità di coltivare molto questa passione. Mi diverto a fare delle
decorazioni saltuariamente. Amo l’arte moderna e
contemporanea, interesse che condivido con mio
marito Alessandro.
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LEGGENDE
Deborah posa con
Gustav Thöeni,
uno dei più
grandi campioni
di sci di tutti i
tempi, vincitore
di ben 4 Coppe
del Mondo, di un
Mondiale e di una
Olimpiade
La pratica sportiva
contribuisce a forgiare la
personalità degli individui.
Il bisogno di fare sport
nasce dall’esigenza di
crescere, non di diventare
campioni. Tanto poi è nella
vita di tutti i giorni che si deve
cercare di vincere le sfide che
ci si trova ad affrontare
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∞ Consulenze tecniche
∞ Manutenzione straordinaria, apertura e chiusura stagionale delle piscine
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∞ Consulenza e installazione di sistemi per il trattamento acqua ecocompatibili
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GOLF
Giocare a golf
all’Arena di Verona!
L’Arena di Verona è tornata per un giorno alle sue origini, ovvero quello di
monumento ludico, così come creato dai romani. é successo lo scorso 26
giugno in occasione del lancio di ‘In City Golf’
Per lanciare il progetto “In City Golf”, l’anfiteatro
scaligero si è trasformato in un campo da golf con
una buca piuttosto singolare. Il tee di partenza è
stato posto in uno degli arcovoli del primo anello
dell’Arena, a 10 metri da terra, e le giocatrici impegnate hanno dovuto centrare il green 52 metri più
in basso. Protagoniste quattro note atlete azzurre:
Veronica Zorzi, che essendo veronese ha fatto gli
onori di casa, Anna Rossi, Alessandra Averna e Federica Dassù, quest’ultima vero e proprio simbolo del
golf professionistico femminile nazionale.
La formula è stata quella del “nearest the pin”,
ovvero ha premiato chi si è avvicinata maggiormente
alla bandiera nei dieci colpi a testa previsti. La sfida
di Verona ha aperto di fatto l’edizione 2013 di “In
City Golf”, evento ideato e fortemente voluto da
Kurt Anrather.
Verona entra quindi a far parte del progetto dopo
Cortina d`Ampezzo e Firenze. “Si è trattato di un
evento importante per la città di Verona – ha detto
l’assessore comunale allo Sport, Marco Giorlo – che ha
così la possibilità di diffondere la sua immagine a livello internazionale,
legandola ad un
evento di promozione sportiva
che vuole avvicinare quante più
persone possibili alla disciplina del golf,
solitamente
considerata
uno sport
d’elite”.
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www.amiavr.it
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VERONA, UNA CITTÀ
CHE FA LA DIFFERENZA
www.amiavr.it
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VERONA, UNA
verona:
unaCITTÀ
città
CHE fa
FA LA
che
la DIFFERENZA
differenza
VOLLEY
di Giulia Sambo
CAMPIONATO 2013-2014
ecco come cambiano le
regole della
pallavolo
In vista della prossima stagione sportiva la FIPAV ha pubblicato la guida pratica
2013/14, introducendo alcune modifiche
normative rispetto agli scorsi campionati.
La stagione alle porte, che vedrà alla corte
della Marmi Lanza Verona il tecnico Andrea Giani, vedrà cambiare il significato
del cartellino giallo e introdurrà degli
obblighi relativamente all’espulsione o squalifica; inoltre verrà introdotto un solo time out tecnico.
Di seguito ecco nel dettaglio un
elenco delle principali variazioni sulle
norme che regolarizzeranno la stagione
sportiva 2013-14.
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Il cartellino giallo non costituisce più
una sanzione, ma un avvertimento. Il
cartellino rosso, invece, comporta l’attribuzione di un punto e del servizio alla
squadra avversaria. I cartellini giallo e
rosso mostrati contemporaneamente con
la stessa mano vietano all’atleta di giocare
nella restante parte del set. I cartellini
giallo e rosso mostrati separatamente
con due mani vietano all’atleta di giocare
per il resto della gara. Espulsione e/o
squalifica di un allenatore/dirigente/ atleta. Nel caso di espulsione per un set
e/o squalifica per il resto della gara,
l’allenatore/dirigente/ atleta deve
abbandonare il terreno di gioco recandosi nello spogliatoio e non
deve sostare in qualsiasi zona
dell’impianto da cui possa
avere contatto visivo con
il campo di gioco.
Non potrà impartire direttive agli atleti
in campo. La mancata osservazione della
regola comporterà la squalifica – in caso di
espulsione – o ulteriori sanzioni da parte
del Giudice Unico – nel caso di squalifica.
Time out tecnici e richiesta di formazione.
Nelle gare dei Campionati di Serie
A1 e A2 maschile e femminile e nelle gare
della Coppa Italia sarà effettuato un solo
time out tecnico a 12 punti. Ogni squadra,
inoltre, potrà effettuare al massimo una
sola richiesta di formazione per set.
Abolizione della figura del delegato
tecnico. Nei Campionati di Serie A1 e A2
maschile e femminile e rispettive gare
della Coppa Italia 2013-2014 non sarà più
designato il Delegato Tecnico e tutte le
incombenze di carattere tecnico riferenti
allo svolgimento della gara che erano a
suo carico saranno espletate dagli arbitri
dell’incontro.
Blocco delle retrocessioni nei Campionati Serie A1 e A2 maschile.
Anche per la stagione 2013-2014 non
saranno previste retrocessioni dal Campionato di Serie A1 maschile.
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TORRENTISMO
di Michela Toninel
Orsa nel cuore del Vaio
30 anni di esplorazioni
Mercoledì 24 luglio a Ferrara di Monte Baldo si parlerà della storia del
torrentismo veronese con Beppe Pighi, il primo ad avventurarsi nei primi anni
‘80 tra le valli del comune di Brentino Belluno
Acqua, ghiaccio, scalate e voli su cime che sfiorano
il cielo: ecco alcune idee su come “rinfrescare” le
calde serate estive facendosi un po’ di cultura sulle
bellezze naturali del nostro territorio e su esplorazioni in terre lontane con esperti alpinisti veronesi.
Mercoledì 24 luglio alle 21.00 a Ferrara di Monte
Baldo si parlerà della storia del torrentismo veronese
con Beppe Pighi, titolare del negozio Campo Base,
istruttore FIE, Federazione Italiana Escursionismo
speleologo, ex operatore del soccorso alpino nazionale ed appassionato di montagna. Tra racconti,
foto e filmati Pighi racconterà le prime discese nel
Vaio dell’Orsa nel 1981, noto fiume del nostro
territorio ottimo per l’attività di canyoning che
scorre tra le valli del comune di Brentino, partendo da Ferrara di Monte Baldo e sfociando
nel fiume Adige. Durante la serata “Orsa nel
cuore del Vaio – 30 anni di esplorazioni” saranno
mostrate le prime foto scattate nel fiume e gli
aneddoti legati a questa passione sportiva.
Sabato 3 Agosto invece Beppe Pighi parlerà di
trekking, cultura e vita tra i popoli dell’Himalaya
con foto di genti e luoghi ai confini del mondo. “Sui
sentieri dell’assoluto” è il racconto della spedizione
veneto-trentina, capitanata da Maurizio Giordani,
che nel 2005 ha affrontato diverse salite di cime alte
6000mt e il tentativo di salita sulla vetta di 8201mt
del monte Cho-oyu in Tibet, la sesta montagna più
alta del mondo, il cui nome in sanscrito significa “la
dea delle pietre turchesi”.
INFO www.canyoning.it
www.canyoning.it/procanyon/vajoorsa.htm
48
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“PERCHé ESSERE
NORMALI?”
Il Canyoning,
o Torrentismo,
consiste nella
discesa di strette
gole solcate da
corsi d’acqua.
Il tutto
esclusivamente
a piedi
DINO DA SANDRà
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49
GINNASTICA
di Andrea Etrari
Fondazione Bentegodi
voti alti per le ginnaste
La compagine scaligera ha messo in mostra i suoi assi nei campionati
regionali, interregionali e nazionali di ginnastica svoltisi negli scorsi mesi
Partiamo dalla seconda prova del Torneo Regionale Allieve, che ha avuto luogo al PalaArex di Jesolo:
la Fondazione Bentegodi, con uno “squadrone”
capitanato dalle allenatrici Nicoletta Incu e Monica
Molinarolo, ha conquistato un doppio podio nella
prima fascia. Rachele Soffiati ha vinto la seconda
prova con un bella gara che le ha assegnato il suo
miglior punteggio di 57,050 e il secondo posto assoluto in regione; Lara Caroleo ha concluso questa
gara con qualche errore ed un punteggio di 55, 750
(terzo posto in questa seconda prova) che significa la
conferma del titolo di campionessa regionale grazie
al punteggio di 57, 300 conquistato nella prima prova del torneo vinta lo scorso febbraio. Bene anche
nella seconda fascia, dove le giovani Chiara Maria
Marchese e Martina Blasi (al primo anno in questa
categoria) si sono aggiudicate rispettivamente il 4°
e il 7° posto assoluto in Regione e la qualificazione
per gli interregionali.
E veniamo appunto alla prova interregionale,
disputatasi a Fermo con 200 atlete partecipanti
e 7 regioni presenti, suddivise in prima e seconda
fascia. La Fondazione Bentegodi ha centrato la
qualificazione alla fase nazionale con Rachele Soffiati che ha eseguito, senza farsi prendere troppo
dall’emozione, i suoi esercizi di gara concludendo
con un punteggio di 56,350 (9° posto assoluto, 2°
della Regione Veneto). Per la campionessa regionale
Lara Caroleo, una caduta alle parallele l’ha costretta
ad accontentarsi di un comunque buon 13° posto assoluto, ma le ha compromesso la qualificazione alla
fase nazionale. Anche per le compagne di squadra
Martina Blasi e Chiara Maria Marchese, al loro primo
anno in seconda fascia, è sfumata la qualificazione
ai nazionali: complice un po’ di emozione che non
ha permesso loro di svolgere al meglio l’esecuzione
50
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La Fondazione Bentegodi ha
centrato la qualificazione
alla fase nazionale con
Rachele Soffiati, ha
conquistato un onorevole 28°
posto assoluto in quel
di Mortara
degli esercizi, la stagione gare si è chiusa rispettivamente con un 25° e un 29° posto che lasciano ben
sperare per il prossimo anno.
Infine la fase nazionale, svoltasi nello scorso maggio a Mortara: l’unica atleta presente dalla Fondazione Bentegodi, Rachele Soffiati, ha conquistato
un onorevole 28° posto assoluto.
DOPPIO
PODIO PER
LE GINNASTE
GIALLOBLU
Le raggianti
Rachele Soffiati
e Lara Corleo,
seconda e prima
alle Regionali
nelle rispettive
categorie
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DANZA
di Alberto Cristani
Garda Danze da oltre 20 anni
fa ballare il Benaco (e non solo)
Scuola di ballo nata nel 1992 con la finalità principale di promuovere
e diffondere la danza sportiva, Garda Danze ha concluso l’annata con il
consueto saggio svoltosi a giugno a Castelnuovo del Garda e Vigasio
Legatasi fin dall’inizio alla FIDS (Federazione Italiana Danza Sportiva) la scuola ha iniziato l’attività
mettendo in scena spettacoli, show che hanno attirato l’attenzione del pubblico e, di conseguenza, di
atleti. Ad oggi Garda Danze conta 12 istruttori qualificati e quasi 300 allievi di varie categorie di età che
vanno dai 6 agli oltre 60 anni.
Presso Garda Danze si
tengono corsi di danze standard come Valzer lento,
Tango, Valzer viennese, Slow fox trott, Quick step ma
anche di danze latino americane come Samba, Cha
cha cha, Rumba, Paso doble, Jive.
All’interno della
scuola c’è la possibilità di intraprendere la carriera
competitiva ma anche meno affrontare la danza in
modo meno impegnativo come, per esempio, presentare show e spettacoli. Inoltre vengono sviluppate
discipline quali il ballo sociale, il liscio, il caraibico,
salsa, merengue, tango argentino, hip hop e break
dance per i più giovani. 52
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Venerdì 7 e domenica 9 giugno si sono tenuti rispettivamente presso il palazzetto dello sport di Vigasio e
presso la sede Garda Danze di Castelnuovo del Garda
i saggi di fine anno al quale hanno partecipato gli
allievi e tutto il corpo insegnanti. Entrambi i saggi
hanno visto la partecipazione di circa 1000 persone
a fare da cornice alle esibizioni.
Soddisfazione alle
stelle quindi per gli organizzatori che si dichiarano
contenti sia delle performance degli allievi sia dalla
nutrita presenza di pubblico.
BALLANDO SENZA
LE STELLE
Garda Danze
propone attività
ludiche e sportive
per tutti e per
tutte le fasce d’età
Ora la scuola chiude per le meritate ferie ma, per
la nuova stagione, ci sono in vista novità importati.
Infatti Garda Danze si sposterà con la sua attività anche su Verona, dove troverà sicuramente un grande
bacino di appassionati e di aspiranti ballerini che,
grazie alla grande competenza degli istruttori “GD”,
potranno imparare e migliorare i loro passi di danza!
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HOCKEY IN LINEA
di Emanuele Pezzo
I Bludogs Montorio
guardano al futuro
Da parecchie stagioni a Montorio c’è una squadra di hockey in linea che fa
del settore giovanile il suo punto di forza. I Bludogs quest’anno sono stati
protagonisti in due categorie federali FIHP con le proprie selezioni giovanili
Allenati dal coach Alessandro Corso, i team under
15 e under 17 hanno preso parte ai raggruppamenti
della zona 2, quella relativa al Triveneto che spesso
porta le proprie squadre sino al podio tricolore.
Nella categoria maggiore i montoriesi hanno sfiorato l’accesso ai playoff, terminando alle spalle dei
Ghosts Padova di appena un punto e giungendo
sesti su nove formazioni dopo i playout zonali.
Il capolavoro i Bludogs - il cui nome scherza sulla
nota razza canina - l’hanno compiuto nella categoria
minore delle due partecipate. Con una squadra nella
quale erano inseriti molti giocatori praticamente
esordienti sulle rotelle, coach Corso è riuscito ad
ottenere un ottimo 2° posto nella prima fase qualificandosi, dunque, ai playoff per l’accesso alle
finali nazionali. Purtroppo la parte conclusiva della
stagione non ha arriso ai colori biancoblù, sconfitti
nella semifinale dal Fiamma Gorizia e, di misura, dai
coetanei patavini nella finale di consolazione della
zona 2. Ma il quarto posto conquistato è andato
ben oltre le aspettative.
I Bludogs, mediante collaborazioni con società
amiche (tra cui i Falchi Bosco Chiesanuova dell’hockey ghiaccio) ma anche con iniziative rivolte ai più
giovani, intendono essere punto di riferimento per
l’inline cittadino e dell’est provinciale. A marzo, ad
esempio, il club ha svolto presso le scuole primarie
di Montorio tre lezioni di hockey con un insegnante di educazione fisica vicino al club. Tuttavia, è
la fine della primavera a riservare il più succoso
appuntamento.
Dal 10 al 14 giugno, infatti, presso la piastra polifunzionale “Jacopo Mariotto” di Montorio, i Bludogs
hanno organizzato l’Hockey Camp 2013. Si tratta
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di una settimana dedicata a bambini e ragazzi (nati
dal 2006 al 1996) in cui gli iscritti, oltre a migliorare
pattinaggio e hockey coi consigli di esperti del settore come Jimmy Canei e Bobo Sasso, hanno potuto
cimentarsi in altre attività sportive (floorball, kayak,
basket, calcetto, tiro con l’arco).
INFO Tel. 348 8939554
[email protected]
IN LINEA
Con molti
giocatori
praticamente
esordienti
sulle rotelle,
coach Corso
è riuscito ad
ottenere un
ottimo 2°
posto
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HOCKEY SU PRATO
di Mirko Simonaio
è definitivamente scoppiata
l’Hockeymania!
Dopo la straordinaria avventura a Sport Expo 2013 in fiera a Verona e con la
riconferma alla Decima edizione di Vivi lo Sport al Palasport di Verona, si è
diffusa una grande passione per l’hockey su prato
La parola d’ordine è ‘divertimento’ nel rispetto dei
compagni e delle regole come già è avvenuto proprio
in Vivi lo sport dove 1350 bambini e bambine della
scuola primaria hanno sperimentato 15 discipline
differenti. L’hockey su prato ha partecipato per la
prima volta a questo evento riscuotendo un ottimo
successo come dimostrato da alcuni disegni e temi
ricevuti da chi lo ha provato.
Numerose richieste di collaborazione con i C.E.R
sono pervenute alla nuova scuola di hockey su prato
A.S.D. Hockey School Verona. Nel mese di giugno si
sono presenziati i Multisport di Bussolengo, Palazzolo e Bardolino mentre nei mesi di luglio e agosto
l’hockey sarà presente presso i Campus delle piscine
Lido di Via Coll. Galliano dove la Css Sport ha dato
piena disponibilità nel collaborare per promuovere
questo sport. Giovani e giovanissimi dai 6 ai 14 anni
durante l’estate 2013 si cimenteranno nelle prove
di abilità col bastone e pallina giocando e divertendosi.Numerosi stimoli verranno dati loro affinché
migliorino la capacità di prendere decisioni in tempi
rapidi mantenendo una corretta postura e un movimento fluido.
Se l’estate sembra essere una buona occasione per
praticare e conoscere l’hockey su prato ancora non
si sa nulla per la stagione sportiva 2013-2014, infatti
alla società A.S.D.Hockey School Verona non è stato
concesso uno spazio idoneo per praticare in modo
continuativo questo sport nonostante l’impegno
preso dall’Assessore Marco Giorlo e il Consigliere
F.I.H. Marco Saviatesta come vi abbiamo documentato nei numeri precedenti. L’estate è ancora lunga
e ci auguriamo che la sinergia tra Comune e Circoscrizione indichi per ottobre una struttura idonea
all’ Hockey School Verona.
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VELA
di Michela Toninel
Marinai per una settimana
sulle acque del Garda
Sette giorni di sport, divertimento e amicizia per diventare dei veri marinai
con la scuola di vela Est Garda di Torri del Benaco. Per imparare i trucchi della
Vela ma soprattutto ad osservare l’ambiente con attenzione e rispetto
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A SCUOLA DI VELA
Est Garda, oltre
all’attività fisica,
insegna ai ragazzi
l’importanza di
un gruppo unito,
la convivenza e
i rapporti tra i
componeneti di
un equipaggio
I camp estivi della storica scuola velica veronese
sono pensati per favorire l’avvicinamento dei ragazzi, da 8 a 17 anni, al pianeta acqua e propongono
un’accattivante programma ricco di attività sportive
legate alla barca vela e al S.U.P (stand up paddle
surfing, emergente disciplina sportiva che consiste
nel pagaiare in posizione eretta su grosse tavole,
tipo quelle usate dai surfisti). Da luglio a settembre
gli aspiranti marinai potranno apprendere le basi
della tecnica di vela, le regole della navigazione e
passare le vacanze all’aria aperta sulle rive del Lago di
Garda. Dal lunedì al venerdì, dei pulmini della scuola
partiranno da Verona per poi rientrare alla sera.
Questi camp rientrano nella filosofia “Vela
etica” che fa da sfondo a tutte le iniziative della scuola, come spiega il fondatore della scuola
Mimmo Palmieri: “I ragazzi, oltre all’attività fisica,
impareranno a convivere, a formare un equipaggio
e a considerare il gruppo come una risorsa, imparando ad osservare l’ambiente con attenzione e
rispetto” e continua Palmieri, ispiratore della scuola
ed istruttore federale: “Est Garda è una scuola di
vela particolare, che punta sulla stimolazione delle
capacità emotive e risolutive degli allievi e non solo
sulla trasmissione di competenze disciplinari. I valori
di forza, coraggio e lealtà guidano tutte le nostre
attività e quindi anche nei camp estivi, insegniamo a
navigare nel rispetto dell’uomo e il territorio perché
per noi la barca a vela è intesa come strumento di
sport e divertimento, ma anche come momento di
crescita e conoscenza”.
INFO www.estgardavela.it
Tel. 348 2575272
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WINDSURF
di Alberto Fabbri
foto Marco Pino e Fabrizio La Mela
E il windsurf...
Calò il suo asso
Intervista di SD+ a Fabrizio Calò, atleta torinese di nascita ma ‘gardesano’
di adozione. Da quando ha scoperto il windsurf, la sua vita è quasi
interamente dedicata a vento, tavola e onde
Fabio, presentati ai lettori di SD+ magazine… Ciao
a tutti. Mi chiamo Fabio Calò, ho 34 anni, sono nato
a Torino e da 9 anni vivo a Riva del Garda. Da quando
ho 20 anni sono un atleta professionista nel windsurf
a cui poi negli ultimi 8 anni ho affiancato l’attività di
caporedattore delle riviste 4WINDSURF (Funboard) e
di 4SUp (SupTime), e di web editor di www.4windsurf.
it e www.4sup.it Inoltre collaboro con il gruppo SurfSegnana e faccio dei Wave Clinic /stage in Marocco,
ad agosto, e in Sudafrica, a febbraio. Da 3 anni seguo
anche un progetto a cui tengo molto dedicato ai ragazzi di Malcesine per dargli la possibilità e agevolarli
nella pratica del windsurf (Progetto Serenity). Sono
vicecampione italiano Wave 2012 e attualmente sono
in testa alla classifica nazionale Wave 2013.
Da quanto tempo pratichi il windsurf? Da quando
ho 15 anni, quindi da quasi 20 anni. Ho iniziato ad
Arma di Taggia in Liguria, dove passavamo le vacanze
estive, convinto da mia mamma a frequentare un
corso. All’epoca ero poco interessato a questa cosa
e preferivo correre dietro alle ragazzine, infatti quel
corso l’avevo rimandato fino alla fine dell’estate pochi giorni prima di rientrare a Torino per l’inizio della
scuola. Dopo la prima lezione, che mi ricordo ancora
perfettamente, non ho più smesso di pensare e fare
windsurf! Amore a prima vista... direi proprio di si!
Cos’è per te il windsurf e quali sono stati i tuoi
migliori risultati? In virtù delle mie varie attività nel
settore direi che il Windsurf è la mia vita in tutto e per
tutto! È una passione, che è poi diventata un lavoro
che mi ha permesso di crescere professionalmente e
anche nel cammino della mia vita e della mia famiglia.
In ogni cosa che faccio, 365 giorni all’anno, il windsurf
è sempre più o meno al centro dell’attenzione. L’acqua
è il mio elemento e ho un bisogno essenziale di fare
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windsurf, altrimenti divento insopportabile... e se poi
mi perdo una giornate di vento e onde al mare... beh..
aiuto! Da quando ho 20 anni partecipo attivamente a
molte gare. Nel 2004, 2005 e 2006 sono arrivato 4°
al Campionato Italiano Freestyle. Ho partecipato nel
2005, 2006 e 2007 al European Freestyle Pro Tour,
entrando sempre nella top 15 (su oltre 300 rider in
ranking). Nel 2012 sono vicecampione Italiano Wave e
a maggio 2013 ho vinto la prima gara del Campionato
Nazionale Wave 2013, a Cala Pischina - Sardegna.
Qual è la tua disciplina preferita? Wave e Freestyle.
Sicuramente la prima è quella che prediligo e che da
anni mi porta a girare mezza Italia alla ricerca delle
onde mentre d’inverno mi sposto in paesi caldi per
allenarmi tra le onde. Sono stato in Australia, alle
ALLA RICERCA
DELLA BUONA
ONDA
Una spettacolare
immagine d
Fabio Calò,
arrivato a inizio
estate in testa
alla classifica
nazionale
Wave 2013.
Pratica anche
la disciplina
Freestyle. In alto a
destra lo vediamo
festeggiare il
primo posto alla
North Sardinia
Wave Classic 2013
Canarie, in Madagascar, in Grecia, ma alla fine il mio
posto preferito dove trascorro generalmente i mesi
di gennaio e febbraio è il Sudafrica, Cape Town.
Secondo me uno dei posti più belli al mondo, ed è
perfetto per surfare un po’ di onde serie!
Quali sono i tuoi obbiettivi per il futuro? Spero di
poter rimanere nel mondo del windsurf ancora per
parecchi anni, certamente il periodo non è uno dei
più facili... ma rimboccandosi le maniche spero che
la situazione possa migliorare!
Quale consiglio dai a chi ha intenzione di iniziare
questo sport? Rivolgetevi ad una scuola attrezzata
e con materiale adatto, tavola grande e vela piccola. Generalmente il vostro amico che vi presta la
sua attrezzatura per provare non sarà adatta alle
vostre esigenze e vi scoraggerete subito. Provate
e riprovate, il windsurf non è sicuramente lo sport
più facile al mondo, ma la ricompensa è assicurata.
Provare per credere! La prima planata non ve la
scorderete mai più!
INFO
www.surfsegnana.it - Tel. 0464/505963
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KITESURF
di Giulia Seppi
foto Giorgia Pesarini
Il Lago di Garda
paradiso per il Kitesurf
Da sempre il Benaco è una delle mete preferite per migliaia di velisti e
windsurfisti, che apprezzano la costanza e la frequenza dei venti locali.
E non potevano restare indifferenti gli appassionati del Kite...
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Il Kitesurf - o Kiteboard - come sport acquatico
particolarmente acrobatico e spettacolare ha fatto
la sua prima apparizione in Italia negli anni ’90, grazie
al “mito” del surf e del windsurf Robby Nash, venuto
a sperimentare questa nuova disciplina proprio sul
Lago di Garda. In quei primi anni questo sport era
stato etichettato come pericoloso ed estremo, e
pochi avrebbero scommesso sulla sua diffusione.
Invece nel giro di pochi anni l’attrezzatura si è evoluta,
diventando sempre più sicura e facile da gestire, e i
praticanti si sono moltiplicati, specialmente nelle zone
particolarmente adatte alla pratica di questo sport.
è il caso del Lago di Garda, e in particolare del tratto
di costa veronese tra Brenzone e Malcesine, dove il
kitesurf ha avuto una grandissima diffusione, diventando anche motivo di attrazione turistica.
Chi si è avvicinato a questo sport non ha dubbi su
quali siano i motivi di tanto successo: il kite riesce a
dare fin dai primissimi giorni delle emozioni uniche,
di potenza e leggerezza insieme: l’aquilone (il kite
appunto) permette di sentire e sfruttare l’energia del
vento, e c’è un contatto strettissimo con gli elementi
naturali, aria e acqua… E sul Garda tutto questo avviene in uno scenario naturale mozzafiato, in mezzo
al lago, circondati dalle nostre bellissime montagne.
Ma attenzione a non sottovalutare le fasi di apprendimento: il kite può essere molto pericoloso se non si
usa la giusta attrezzatura o se lo si pratica in condizioni
meteorologiche non adatte. Meglio affidarsi a scuole
di comprovata serietà, magari chiedendo a chi ha già
provato. Se non si è convinti, ci sono le lezioni prova.
Sul Lago di Garda i centri kite hanno sviluppato un
sistema di insegnamento e di assistenza con barche
di appoggio, per cui tutte le operazioni si svolgono al
largo, con la massima tranquillità per gli allievi e senza
creare intralcio ai bagnanti. In questo modo si impara
molto velocemente e in sicurezza.
Dal 2010 lo sport è stato riconosciuto ufficialmente come disciplina velica, e le attività didattiche e
quelle agonistiche ricadono quindi sotto l’egida della
Federazione Italiana Vela, che promuove il kiteboard
anche tra i giovanissimi, a partire dai 9 anni. Al contrario di quello che molti pensano infatti, la pratica
del kiteboard non richiede molta forza, ma piuttosto
equilibrio, agilità e coordinazione, che ai ragazzi non
mancano. Sul Lago di Garda ci sono alcuni dei Circoli
più attivi in ambito giovanile, come l’associazione sportiva
Xkite di Brenzone, che organizza corsi e campi estivi per
bambini a partire dai 9 anni di età, e che ha dato vita alla
prima squadra agonistica giovanile di kiteboard. Durante
i campi estivi le attività vanno dal semplice gioco con
gli aquiloni ad esercizi di acquaticità ed equilibrio, per
passare gradualmente alla gestione di un kite da trazione in acqua, fino agli esercizi con la tavola e alla vera e
propria navigazione. In genere dopo un paio di settimane
i ragazzi sono già in grado di affrontare la navigazione in
autonomia, e possono passare al perfezionamento, tanto
ALLA RICERCA
DELLA BUONA
ONDA
In pochi sanno
che il Kitesurf
fu sperimentato
proprio sul Lago
di Garda dallla
‘Leggenda del
Surf’ Robby Nash.
Non è un caso,
dunque, che le
migliori scuole
per imparare a
praticare questo
sport spettacolare
siano proprio
sul Benaco, i cui
allievi - come
Alessandro Rossi,
nella foto sopra stanno crescendo
ottenendo ottimi
risultati
che negli anni l’associazione ha dato vita a una squadra
agonistica, formata dai ragazzi che frequentano abitualmente il Circolo e che si allenano per partecipare
alle gare del Circuito Nazionale.
I risultati non si sono fatti attendere: nel 2012 il
giovane rider veronese Andrea Marconi si è aggiudicato il 3° posto nella classifica nazionale Juniores,
dopo tre tappe disputate rispettivamente sul lago
di Garda, in Toscana e in Puglia. Al quinto posto si è
piazzato un altro atleta veronese che si allena sul Garda, il diciasettenne Alessandro Rossi. Attualmente la
squadra agonistica di Xkite è formata da una decina di
ragazzi tra i 14 e i 17 anni, ed è allenata da due tecnici
d’eccezione: il talentuoso rider napoletano Giuseppe
Esposito e il fuoriclasse Stefano Maselli, istruttore
della Federazione Italiana Vela. Quest’anno i ragazzi,
oltre che al Campionato Italiano, parteciperanno ad
alcune tappe del circuito Europeo. Un grande in bocca
al lupo quindi per la stagione agonistica dei giovani
kiters veronesi!
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MEDICINA DELLO SPORT
di Giorgio Pasetto
DMSO Technique
al servizio della salute
La tecnica osteopatica e chinesiologia denominata DMSO Technique
associa l’osteopatia alla chinesiologia. Vediamo come e soprattutto
con quali benefici per il nostro corpo
Ogni gesto motorio umano evoluto richiede un
buon equilibrio, un corretto ordine di intervento
dei segmenti motori e una forza muscolare adeguata. La nostra vista e sensibilità percepiscono
solo una piccola parte di quello che avviene durante un gesto motorio, la tecnologia attuale ci
consente invece di cogliere infiniti dettagli, alcuni
di questi molto importanti. La DMSO Technique si
colloca in un contesto dove l’intervento del chinesiologo e dell’osteopata devono essere associati
affinchè si possa ottenere un risultato ottimale,
ma soprattutto in quei casi dove la precisione e
l’accuratezza dell’intervento professionale risultano fondamentali.
Ecco sinteticamente come si struttura l’intervento professionale dell’osteopata-chinesiologo
(DMSO Technique). La prima fase riguarda la valutazione biomeccanica soggettiva dove si rilevano deficit articolari, limitazioni dei movimenti
vertebrali, retrazioni muscolari, deficit muscolari,
compensi posturali. La seconda parte dell’intervento è una valutazione oggettiva in quanto utilizza
strumenti di misura molto raffinati e precisi. Conclusa la fase valutativa l’osteopata-chinesiologo
può intervenire:
1) immediatamente attraverso delle tecniche di
normalizzazione e attraverso delle esercitazioni
propriocettive e/o dinamiche
specifiche.
2) programmando un intervento osteopatico e chinesiologico nel tempo.
Mediante le normalizzazioni
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osteopatiche e le esercitazioni specifiche si potrà
ottenere un ridimensionamento e riadattamento
motorio del soggetto.
L’osteopatia e la chinesiologia si collocano in
un contesto di prevenzione, ma anche in un contesto terapeutico se lo scopo del nostro agire
si concentra sulle cause adattative che possono
aver determinato l’insorgere delle problematiche.
Queste situazioni rischiose si accentuano quando
la potenza in gioco aumenta fortemente, come
avviene attualmente nello sport agonistico. Facendo una semplice esemplificazione è come se
un’auto lavorasse fuori convergenza ad elevata
velocità, la struttura meccanica dell’auto stessa
ed i fattori ammortizzanti andrebbero incontro
sicuramente ad una usura più rapida ed anche a
rotture di alcune parti meccaniche.
In passato per cercare di ottimizzare il gesto motorio di un atleta si cercava di copiare i movimenti
degli atleti migliori di quella disciplina sportiva,
oggi questo concetto è sorpassato, il movimento
teorico ideale non esiste in termini generali, ma
si deve invece ricercare il movimento migliore per
ogni singolo atleta.
Giorgio Pasetto
Dottore in scienze motorie - Dottore in osteopatia
INFO www.centrobernstein.it
www.giorgiopasetto.it
[email protected]
Tel. 045 8300454
PATTINAGGIO
di Stella Mazza
Soddisfazioni e vittorie
per il Cus Verona!
Annata di successo per le giovani promesse del pattinaggio artistico
a rotelle del Cus Verona, che avranno il prossimo impegno
ai Campionati Italiani di Federazione
Annata di successo per le giovani promesse del
pattinaggio artistico a rotelle del Cus Verona. «Abbiamo ottenuto più di 20 vittorie tra campionati
Regionali e Italiani, trofei e giochi giovanili veneti»
afferma una delle allenatrici Stella Mazza «doveroso
è un ringraziamento a tutti i nostri atleti ed atlete
nonché alle nostre allenatrici per gli incredibili risultati ottenuti».
Giulia Beda Petronela ai campionati Provinciali di
Obbligatori a Febbraio ha conquistato il 2° posto
del podio e il 3° posto in combinata. Giulia Filipozzi
ha vinto la medaglia d’oro nella categoria Allievi
Regionali, nel trofeo regionale Acsi svoltosi a Silea
in provincia di Treviso. Nella stessa competizione
Michele Filipozzi è salito sul secondo gradino del
podio nella categoria Esordienti A, reduce da un
meritatissimo primo posto ai Campionati Provinciali.
Un’altra medaglia d’argento l’ha ottenuta Elisa Pagani
nel campionato Gran Prix giovani di Costabissara (Vi)
nella categoria Esordienti A.
è stata poi la volta della nostra agonista Federica
Scanavini (anno 1995) che il 12 Maggio si è conquistata la qualificazione ai Campionati Italiani di
Federazione, che si svolgeranno a Roccaraso a Luglio.
Il 25 e 26 Maggio si sono svolti i Giochi Giovanili Veneti
2013 - fase provinciale di Verona. Una grande società
organizzatrice (CUS Verona Pattinaggio), con l’aiuto
di atlete, genitori, simpatizzanti e soprattutto allenatrici, hanno permesso la riuscita di 2 giornate di gare
all’insegna del divertimento, della professionalità e
della passione per il pattinaggio artistico a rotelle!
Sei le società veronesi partecipanti, per un totale
di quasi 110 atlete/i! Insomma, molte le vittorie
ma soprattutto tanta soddisfazione da parte delle
atlete, dei genitori e quindi delle allenatrici! «Grande
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è stata la soddisfazione nell’osservare oltre cento tra
pattinatori e pattinatrici misurarsi in rappresentanza di
sei società» prosegue il Presidente della Società Dario
Perusi. Pattinatori e pattinatrici Cus hanno ottenuto
ottimi risultati, molte di loro qualificandosi per le fasi
regionali a Ottobre: nella categoria B giovani (classe
2006) successo per il neo-pattinatore Emanuele Tedesco, promettente il risultato dell’esordiente Anna
Perusi mentre nella categoria A (classe 2007) quinto
posto per Ilaria Trubiana e Mia Zoppi è giunta ottava.
Nella categoria B ragazzi (classe 2005) Eva Lehner ha
conquistato il bronzo, buono il comportamento di Miriam Angheben; nella categoria C giovani (classe 2004)
doppietta Cus con Maria Nives De Antoni ed Ester
Angheben rispettivamente prima e seconda; nella C
ragazzi (classe 2003) altra doppietta con Elena Saccani
e Benedetta Rasconi, promettente il risultato di Alice
Reggiani. Nella categoria D (classe 2002-2001) Veronica
Rinaldi si è classificata al quarto posto, settima Maren
Lehner. Medaglia d’argento per Michela Chizzola nella
categoria E (classe 2000-1999-1998), buoni i risultati di
Alice Antonini ed Elena Menato. Quarto posto, infine,
per Alice Fantato, al suo ultimo anno di Giochi Giovanili
(categoria F - classe 1997-1996-1995).
Altro weekend ricco di soddisfazioni per il CUS Verona Pattinaggio è stato quello di Venerdì 31 Maggio.
Il quartetto divisione nazionale BLISS ART (formato da
Stella Mazza, Silvia Piazza, Elisa Petrini e Martina Burato)
del CUS, in collaborazione con la società Gardalago, ha
infatti ottenuto un meritato secondo posto alla Coppa
Italia di Jesolo, vedendosi sfumare per pochi decimi di
punteggio la medaglia d’oro. Sabato 1 Giugno è stata
la volta della nostra neo-atleta Chiara Tommasi, che alla
sua prima gara nella specialità del singolo ha ottenuto
un più che meritato primo posto!! Medaglia d’oro quindi
per Chiara alla Coppa Italia di Jesolo!!
CHE SAGGIO!
L’evento di fine
anno dello scorso
giugno è stato
un momento di
grande emozione
e di spettacolari
performance
Domenica 2 Giugno, Federica Scanavini, Giulia Salvaro e Giulia Filipozzi hanno ottenuto il primo posto
al campionato regionale UISP livelli, qualificandosi
quindi per il campionato Nazionale!! Forza ragazze... e mi raccomando! La sera è stata la volta di
Elisa Pagani, Arianna Rossettini e Giulia Beda (2^
classificata ai campionati provinciali di obbligatori
e 3^ classificata in combinata) che hanno mostrato
le loro doti anche in trasferta in Vallecamonica,
come ospiti del saggio di pattinaggio della società
bresciana, segno che i nostri sforzi e il nostro impegno è stato riconosciuto anche in terra lombarda!
Per concludere la stagione in bellezza il 7 giugno è stato organizzato il Saggio di Fine anno della
Società cussina, che ha ancora una volta emozionato grandi e piccini con i loro temi originali sempre
con un fondo di moralità, perchè l’insegnamento
non si limita solo “ai pattini”. Un range d’età eccezionale, dalle nostre piccole “speranze” di 3 anni e
mezzo, fino al quartetto Divisione Nazionale “Bliss
Art”, medaglia d’argento alla Coppa Italia di Jesolo
il Maggio scorso, formato dalle veterane Martina
Burato, Elisa Petrini, Silvia Piazza e Stella Mazza.
Tanti ospiti d’onore tra cui la Società Gardalago,
di Desenzano del Garda, con il loro quartetto
effettivo “Millefiabe”; ospite d’eccezione l’incantevole voce della cantante Silvia Brunelli, ormai
famosa a Verona per i successi dei suoi Musical
che porta in scena con la sua Compagnia teatrale.
Ultimo ma non meno importante il quartetto del
Cus Verona pattinaggio, ex campione Italiano
AICS, “Pep Rond Hellas”, formato da Ilaria Morbioli, Giorgia Cavalleri, Valentina Camera e Serena
Mazza, che hanno portato in scena il loro cavallo
di battaglia entusiasmando ancora una volta il
pubblico veronese.
è quindi il caso di complimentarsi con tutto il team
cus...un team giovane, professionale e all’avanguardia, sempre pronto a migliorarsi e a migliorare! La
Società Cus verona Pattinaggio organizza anche
corsi estivi per i mesi di Luglio e Agosto, prima
dell’inizio di stagione a Settembre, per dare modo ai
ragazzi di tenersi in allenamento anche nel periodo
estivo, in previsione delle prossime gare. A settembre ricominceranno quindi in quarta con prove
gratuite aperte a chiunque volesse intraprendere
questa fantastica attività sportiva.
INFO
Tel. 345 4962774
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FOOTBALL AMERICANO
di Michele Coratto
foto Antonello ed Elvis Venturelli - antonelloventurelli.com
Che stagione
per gli Agsm
Mastini
Verona!
Perfect season, Playoff e le sirene della Serie A1.
Una grande cavalcata interrotta purtroppo ai quarti di finale,
ma la stagione è di quelle da incorniciare
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Un grande campionato davvero quello da poco
terminato con la sconfitta, l’unica della stagione,
contro i campioni d’Italia dei Grizzlies Roma. Un
campionato che ha regalato agli Agsm Mastini Verona grandi soddisfazioni e le luci della ribalta del
panorama football “made in Italy”. Questo settimo
anno di storia dei cagnacci gialloblù, il quarto in serie
A2, rimarrà negli annali come quello della perfect
season, otto vittorie su otto gare giocate con la
vittoria del girone F, e come quello della prima
apparizione nei playoff.
Un quarto di finale sfortunato per gli scaligeri,
per una gara iniziata subito in salita ma che ha giustamente premiato i Grizzlies Roma, arrivati sino
alla finale per il secondo anno consecutivo dopo
aver sconfitto in semifinale gli Elephants Catania.
Nel VI° Italian Bowl hanno avuto la meglio anche
contro i plurititolati Lions Bergamo in un match
spettacolare che li ha visti laurearsi campioni d’Italia
con il punteggio di 16 a 7.
Con Simone De Martin, presidente degli Agsm
Mastini Verona tracciamo un bilancio di questa
stagione. “Beh che dire, le aspettative di inizio stagione sono state soddisfatte – ci dice il presidente
– e il progetto ambizioso della nostra società sta
finalmente decollando. È stata una stagione ricca di
splendide emozioni che il coaching staff ed i ragazzi
hanno voluto regalare a tutti coloro che sognano
di portare in alto i nostri colori. La federazione
italiana di american football e la IFL, (la lega di serie A1, ndr), si sono accorti dell’ottimo lavoro che
stiamo facendo e ci hanno proposto di partecipare
al campionato 2014 di serie A1. Un invito – conclude
il presidente De Martin - che ci riempie di orgoglio
e che valuteremo attentamente assieme ai nostri
sponsor. Scegliere la serie A1, trasformerebbe la
Verona gialloblù nella capitale del football americano di tutto il triveneto”.
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FOOTBALL AMERICANO
Ritornando alla stagione appena conclusa, sono
arrivate per i Mastini ben cinque convocazioni per
l’All Star Game Lenaf 2013, la partita che ha visto i
migliori giocatori del campionato affrontarsi tra loro
nel classico match “Est contro Ovest”. Per i gialloblù,
premiati i veterani Marco Bassi e Manuel “Shark”
Murari, oltre al runningback Alessandro Sebastiani
e ai due defensive backs Andrea Brunelli e Filippo
Mutascio. Cinque caschi gialloblù sotto il sole di
Mirabilandia quindi, nel match che ha visto proprio
la formazione Est, quella in cui militavano i cinque
“mastini”, vincere sulla selezione Ovest per 8 a 6.
Grande football quindi a Mirabilandia, il parco
acquatico della riviera romagnola, che ha ospitato
la finale di serie A2 e l’All Star Game Lenaf 2013.
Una partnership importante quella ottenuta dai
vertici Lenaf. La due giorni di football all’interno
del parco ha sicuramente regalato al football americano maggiori attenzioni ed un grande pubblico,
con oltre duemila persone presenti sugli spalti, che
testimoniano il grande interesse per uno degli sport
più spettacolari al mondo.
GIMME FIVE!
Grazie alla vittoria
in campionato dei
Grizzlies
Roma, i Mastini
guadagnano un
virtuale quinto
posto nel
campionato di
serie A2
70
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ORULES
di Daniela Scalia
Il pubblico veronese applaude
i protagonisti del’Orules
La tappa di Verona ha chiuso nel migliore dei modi la seconda edizione del
Campionato Italo-svizzero di Orules, con ritmi alti nonostante la calura
e una finalissima maschile decisa solamente all’ultimo istante
I bellissimi campi del centro sportivo del CUS
Verona a Parona hanno ospitato al mattino le gare
femminili, con le Lugano Bankers che, già sicure del
titolo, hanno comunque dovuto dare fondo a tutta
la loro carica di grinta per difendere l’imbattibilità
che dura dalla passata stagione. A dare del filo da
torcere alle ticinesi le Verona Happys, che dal loro
esordio nella passata stagione hanno fatto un notevole salto di qualità, mostrando nel loro gioco
fluidità e competenza nel gesto dell’handball. Le
scaligere sono riuscite così a superare in classifica
anche le Polcenigo Black Cats, il primo club europeo
della storia, che oltre al grande pregio di non aver
mai mollato, sono anche state premiate per aver
schierato, con ottimi risultati, il giocatore più giovane
del campionato, Luis Cruz, classe 2001.
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LUGANO
FESTEGGIA A
VERONA
Foto di gruppo
per festeggiare le
Lugano Bankers,
arrivate nella
città scaigera col
titolo già in tasca,
ma comunque
protagoniste
di una bella
prestazione
contro le Verona
Happys, che ha
onorato il loro
meritato titolo nel
campionato italosvizzero
Il finale thrilling l’hanno invece servito nel pomeriggio i match del torneo maschile e in particolare la
finalissima tra Lugano Bankers e Milano Latinos, che
si giocavano il titolo nello scontro diretto. Una gara
tiratissima, con il punteggio che ha oscillato da una
parte e dall’altra, quindi il gol decisivo per la squadra
dei commentatori di Eurosport e Sportitalia Luca
Tramontin e Gianluca Veneziano, arrivato a pochi
secondi dalla fine per il successo 77-74 degli svizzeri.
Una vittoria di misura che sottolinea la crescita del
livello delle squadre in questa stagione che ha visto
anche il brillante esordio dei Verona Wolverines,
capaci di allestire in pochi mesi un team competitivo
e appassionato di football australiano.
Un affollato e scatenato terzo tempo, fratelli e
ARRIVEDERCI
ALLA PROSSIMA
ALLA SCOPERTA DI QUESTO SPORT
Bankers e Latinos,
L’Orules Lugano presenta in
pochi punti gli aspetti e le regole
fondamentali di questa disciplina tutta
da scoprire.
protagonisti del
testa a testa nel
torneo maschile,
fotografati
assieme al
termine della
giornata veronese.
Nel tondo,
un’azione di gioco
sorelle che giocano insieme, ma anche contro (Daniela Scalia nel Lugano e Claudia Scalia nel Verona),
3 combinazioni genitore-figlio, amici di lunga data
che si arbitrano e sanzionano a vicenda, il tutto nel
miglior spirito del gioco della palla ovale.
con protagonisti
Carlo Martini
dei Verona
Wolverines e
Panhu Meier dei
Lugano Bankers
L’Orules funziona e il codice etico “Respect or Leave” (rispetta o lascia) sta dando i suoi frutti. Altri ne
vogliamo cogliere, insieme magari a nuovi giocatori
e nuovi club, nella Coppa Italo-svizzera che ci aspetta
in autunno.
IL GIOCO è DURO? MI FACCIO MALE? ​
No! Com’è possibile? I contatti sono
continui ma raramente ad alta velocità.
Si placca di continuo, ma l’obbligo di
appoggiare la palla a terra ogni 10 metri
impedisce agli impatti di diventare
collisioni. In pratica: trovi l’elettricità
degli sport di contatto ma non gli effetti
collaterali.
L’ARBITRO e LO SPIRITO
L’arbitro è sacro e le regole sono
altamente interpretative, nel pieno spirito
del rugby Union e League dal quale
il Football australiano deriva. L’arbitro
può punire anche un intenzione non
messa in pratica o un atteggiamento
negativo, viceversa può sorvolare su
un’infrazione tecnica se ritiene di poterne
dare una lettura positiva. All’inizio potrai
avere qualche difficoltà, ma in qualche
settimana avrai già tutto nelle vene e
negli atteggiamenti.
​​ E REGOLE PRINCIPALI​​
L
Si passa la palla con il pugno (il passaggio
in stile rugby è vietato), oppure si calcia,
sia avanti che indietro, non esiste
fuorigioco. Si segna calciando ( le porte
hanno 4 pali, 6 punti tra i pali centrali,
un punto tra i pali laterali). Si cintura
l’avversario solo tra i fianchi e le spalle,
il giocatore cinturato deve passare
la palla entro 2 secondi altrimenti gli
viene sanzionata una punizione, questo
ovviamente impedisce la formazione di
raggruppamenti. Non ci sono mischie
ne fasi statiche. Il giocatore in possesso
di palla deve farla toccare terra ogni
10 metri ( 6 per la femmilile) altrimenti
commette un fallo di “travelling” (i
passi del basket). A 5 metri dalla palla si
possono effettuare dei blocchi in stile
basket. Ecco, adesso sai quasi tutto,
mancano un paio di dettagli, ma te li
spieghiamo al campo.
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GUIDA SICURA
di Andrea Scamperle
foto Dienne Foto
Quando guidi non distrarti
usa sempre la testa
L’affrontare un lutto, almeno nella sua forma esteriore, non risponde ai cliché
che ci aspettiamo perché c’è un prima e un dopo e il dopo, è come vivere con
una “lancia trafitta nel cuore” il cui peso cambia per sempre l’esistenza
Di quell’incontro sulle vittime della strada ne avevo letto sul giornale e così giovedì 20 giugno, presso
l’auditorium de L’Arena, ho ascoltato con riverente
attenzione le storie e speranze di madri, padri, fratelli
e compagne di altrettante persone, spesso giovani,
risucchiate dalla violenza stradale come corpi celesti
finiti in un buco nero che li ha proiettati in luoghi
che per taluni hanno connotati fortemente legati
al credo religioso e per altri meno, ma in entrambi i
casi l’amore per il proprio caro e la sua perdita hanno
cambiato l’approccio alla vita ed alla scala dei valori,
patrimonio personale di ognuno di noi.
L’affrontare un lutto, almeno nella sua forma esteriore, non risponde ai cliché che ci aspettiamo perché
c’è un prima e un dopo e il dopo, come lo ha definito
una mamma, è come vivere con una “lancia trafitta
nel cuore” il cui peso cambia per sempre l’esistenza.
Le persone presenti nell’auditorium condividono
assieme il dolore, che con il trascorrere degli anni
ha assunto colorazioni molto diverse e allora se per
alcuni si è trasformato in manifestazioni di estremo
altruismo, per altri la violenza stradale subita è stata
troppo devastante e sentimenti di rabbia e risentimento hanno avuto il sopravvento. Il racconto di ogni
esperienza rafforza il clima di profonda empatia tra
le persone in sala ed è il medesimo che percepiamo
negli incontri di educazione alla sicurezza stradale che
i familiari dei 5 ragazzi di Caselle di Sommacampagna,
assieme ai poliziotti della Stradale ed agli infermieri
del Suem 118, conducono nelle aule magne di molti
istituti “superiori” di Verona e provincia. Le loro storie
e l’espressione dei sentimenti sono un formidabile
catalizzatore per i messaggi di sicurezza stradale e
siamo consci che difficilmente è possibile rimanere
indifferenti a persone desiderose di elaborare il
proprio dolore in aiuto concreto per gli altri.
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Talvolta sovviene la domanda su quanto sia veramente utile combattere la violenza stradale tramite
questi incontri e allora potremmo rispondere con
un tecnicismo statistico, che vede il fenomeno delle
stragi del sabato sera in drastico calo nell’ultimo
decennio, ma a questo preferiamo affermare che la
giusta e fondamentale repressione delle pattuglie su
strada, associata alla prevenzione tramite gli incontri
scolastici, ha recato e reca benefici che ci consentono
di ben sperare per il futuro.
Riconosco in queste persone il desiderio di uscire
da un oblio, forse accecante, e mettersi in cammino
verso altre esperienze di dolore per sorreggersi e affrontare assieme la vita. Una sorta di cura dell’anima,
senza nulla togliere all’importanza del sostegno di
uno psicologo, bensì un soccorso tra “pari” utile ad
alleviare il peso della “lancia nel cuore”.
Ci capita sovente di partecipare a seminari e convegni necessari all’apprendimento di tecnicismi legati
alla professione, ma nulla di questi è comparabile alle
riflessioni suscitate in quest’incontro che apre una
finestra su spaccati di vita che possono sembrare
lontani dalla nostra, ma che in realtà sono più vicini
di quanto pensiamo poiché l’incidente stradale è un
ordigno che ieri è esploso nel giardino del vicino, ma
che oggi può esplodere nel nostro.
Quando guidiamo, quando pedaliamo e quando
camminiamo pensiamo che un
nostro gesto, a volte banale
come una distrazione, può far
cambiare la vita a tanti e se pensare alla violenza stradale non
ci appartiene, nessun timore,
ci sono loro a ricordarcelo. Non
finiremo mai di ringraziarvi per
il vostro impegno.
Andrea Scamperle
Tutor di educazione stradale
della Polstrada di Verona
[email protected]
Francesca Montereali
Dirigente della Sezione Polstrada
di Verona
[email protected]
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SCIENZE MOTORIE
di Anna Pedrinolla
e Luca P. Ardigò
Ultra Walking Challenge
una lunga e salutare camminata
Lo scorso maggio si è svolto ad Affi il ‘Festival del Cammino’. Un importante
evento in programma ha visto 7 partecipanti sfidarsi su una prova di
‘Non Stop Endurance’ di 48, 24 e 12 ore...
Nelle giornate di Venerdì 10, Sabato 11 e Domenica
12 Maggio 2013, presso il Comune di Affi (VR), si è
svolto il Festival del Cammino. Un importante evento
del Festival è stato un “Ultra Walking Challenge” che
ha visto 7 partecipanti sfidarsi su una prova di Non
Stop Endurance di 48, 24 e 12 ore adottando non
obbligatoriamente la tecnica del Nordic Walking.
L’obiettivo della sfida era percorrere la maggior distanza possibile fermandosi per un tempo massimo
pari al 5% del tempo totale (48 ore: 144 minuti; 24
ore: 72 minuti; 12 ore: 36 minuti). La partenza delle
48 ore era fissata per le 17:00 di Venerdì 10 Maggio
ed i partecipanti sono partiti ad orari sfalsati, di modo
da terminare tutti insieme per le 17:00 di Domenica
12 Maggio.
I partecipanti
- 48 ore: la frazione più lunga ha visto la partecipazione di un solo soggetto: Manfredi Salemme, 66 anni,
esperto Ultra Walker già cimentatosi in endurance di
12, 24 e 36 ore.
CAMMINANDO
CAMMINANDO...
Alcune fasi della
tre giorni di
Affi: parte del
percorso che
sfruttava in parte
la pista ciclabile
del paese, due
partecipanti alla
fine di un giro con
il metabografo e,
nell’altra pagina,
foto di gruppo dei
partecipanti. Il
primo a sinistra è
Giulio Giacomelli,
consigliere del
Comune di Affi
e tra i promotori
dell’iniziativa, che
ha ‘dato l’esemoio’
cimentandosi
nella 12 ore
- 24 ore: la frazione intermedia ha invece visto la
partecipazione di due soggetti, entrambi alla prima
esperienza nell’abito non stop: Paola Riolfi, 62 anni
e Luigi Manfredi, 53 anni.
- 12 ore: la frazione alla quale hanno preso parte
quattro soggetti, anch’essi per la prima volta in una
non stop. Alda Adami, 56 anni; Giulio Giacomelli, 33
anni; Federico Schena, 53 anni; ed Efrem Giacomazzi,
58 anni.
I percorsi
I percorsi a disposizione erano quattro, di lunghezza e difficoltà diverse: 1,350 metri, senza particolari
dislivelli; 1,860 metri, 20 metri di dislivello; 3,323
metri, 48 metri di dislivello e 6,665 metri, 94 metri
di dislivello. Ad ogni inizio giro, ai partecipanti è
stato chiesto di dichiarare il percorso per il quale
avrebbero optato di modo da avere un feedback
istantaneo sui tempi di percorrenza e sulle velocità
medie sostenute.
La ricerca
Oltre all’ “Ultra”impegno fisico, i partecipanti si
sono anche messi a disposizione per uno studio
scientifico sul cammino prolungato dando il proprio
consenso per poter effettuare delle misurazioni
prima, durante e subito dopo la conclusione della
sfida. Tutti i dati raccolti verranno poi elaborati per
analizzare varie risposte fisiologiche dei soggetti alla
camminata estrema. Due giorni prima della sfida i
soggetti hanno eseguito un test incrementale massimale di cammino in salita, adottando non obbligatoriamente la tecnica del Nordic Walking, necessario
per poter definire l’impegno della successiva prova
di endurance in rapporto alla massima capacità funzionale di ciascuno. Durante la sfida invece i soggetti
sono stati monitorati non stop attraverso:
- Ricevitore GPS: per la registrazione di Tempo Totale
di marcia (sec), Posizione (latitudine e longitudine),
Distanza Percorsa (m), Velocità Massima Raggiunta
(m/s), Velocità Istantanea (m/s).
- Cardiofrequenzimetro: per la registrazione della frequenza cardiaca (bpm) durante tutta la marcia.
- ArmBand SenseWear: holter metabolico per il monitoraggio di variabili come Dispendio Metabolico (energia
metabolica consumata [cal, J], potenza metabolica
mantenuta [MET, ml O2/kg min, W]) e Temperatura
Corporea (C°).
- Diario alimentare ed Idrico: cibi e liquidi consumati.
Ogni 6 ore (T0, T6, T12, T18, T24, T30, T36, T42, T48)
i soggetti sono stati monitorati attraverso:
- Metabografo K4: i soggetti hanno indossato lo strumento percorrendo un percorso prestabilito. Sono state
campionate variabili ventilatorie come: Ventilazione
(VE [l/min]), Consumo di Ossigeno (VO2 [ml/kg/min])
e Produzione di Anidride carbonica (VCO2 [ml/min]).
- Scala Rate Perceived Exertion CR10: misura psicofisica
per quantificare lo sforzo percepito.
- Visual Analogue Scale: misura psicofisica per quantificare la percezione di dolore generale (OverAll), agli arti
inferiori (LowerLimbs) e agli arti superiore (UpperLimbs).
- POMS: questionario per monitorare lo stato psicologico dei soggetti.
- Campionamento Urine: volume ed esame standard.
- Campionamento Saliva: cortisolo.
Dall’analisi dei dati si può desumere come la distanza percorsa in 6 ore sia maggiore nelle prime ore di
cammino. Sebbene già dalla sesta alla dodicesima
ora la distanza diminuisca notevolmente, il calo più
brusco si osserva dalla diciottesima ora in poi. Osservando il dislivello ritroviamo lo stesso andamento. I
soggetti hanno accumulato più dislivello nelle prime
ore di cammino, mentre hanno preferito percorsi con
minori dislivelli verso la fine della non stop.
I cambiamenti ai quali assistiamo durante le 48
ore sono probabilmente dovuti a cause che incidono
sui soggetti:
- Fatica accumulata: la pausa concessa ai soggetti corrispondeva al 5% del tempo totale. Per rispettare questo
i soggetti erano costretti a fermarsi solo per pause
obbligate quali erano test di monitoraggio, necessità di
urinare, cambio indumenti o medicazioni. Sicuramente
le pause effettuate non sono state efficaci anche per
alleviare la stanchezza.
- Dislivello accumulato: in quasi tutti i percorsi era presente un minimo di dislivello che accumulato nelle ore
di cammino ha causato un’importante fatica muscolare,
un esaurimento delle riserve energetiche muscolari.
Nella tabella sono riportati i dislivelli accumulati dai
singoli partecipanti.
- Tempo meteorologico: durante l’evento più di una
volta e per periodi più o meno lunghi la pioggia ha
accompagnato i soggetti. In tali occasioni la velocità
media dei soggetti è diminuita.
INFO Dipartimento di Scienze Neurologiche,
Neuropsicologiche, Morfologiche e Motorie.
Università degli Studi di Verona
[email protected]
[email protected]
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FISCALITà
di Giuliano Zocca
Il riconoscimento
della personalità giuridica
Un’opportunità per le associazioni sportive. Cosa significa e come ottenerlo.
A partire dal concetto che le Associazioni si suddividono in due grandi categorie,
a seconda che abbiano ottenuto il cosiddetto ‘riconoscimento’
Nelle Associazioni non riconosciute, ovvero senza
personalità giuridica, non vi è una vera e propria
separazione tra il patrimonio degli associati e quello
dell’ente, poiché delle obbligazioni contratte dall’ente rispondono il fondo comune e personalmente e
solidalmente tra loro le persone che hanno agito
in nome e per conto. Ciò significa che per i legali
rappresentanti delle associazioni, ed eventualmente
anche per gli altri membri del Consiglio Direttivo,
vale la responsabilità personale e diretta per tutte
le sanzioni tributarie amministrative, oltre che per
le sanzioni penali.
Nelle Associazioni riconosciute, ovvero con personalità giuridica, l’autonomia patrimoniale è perfetta
in quanto l’ente ha un proprio patrimonio del tutto
separato e distinto da quello personale dei singoli
associati. Tale status comporta che i creditori della
persona giuridica possono agire esclusivamente sul
patrimonio dell’ente e non possono mai rivalersi,
in nessun caso, sul patrimonio dei singoli associati.
Con l’entrata in vigore del DPR n. 361/00 è stata
rinnovata e semplificata l’intera disciplina del riconoscimento della personalità giuridica. Tale decreto
prevede che il riconoscimento delle persone giuridiche private che operano nelle materie attribuite alla
competenza delle Regioni e le cui finalità statutarie
si esauriscono nell’ambito di una sola Regione, è
determinato dall’iscrizione nel registro delle persone
giuridiche istituito presso la stessa Regione. Solo
nel caso in cui l’attività dell’ente non si esaurisca
nell’ambito della Regione, il riconoscimento della
personalità giuridica si ottiene mediante l’iscrizione
nel Registro delle Persone Giuridiche istituito presso
le Prefetture (c.d. “riconoscimento nazionale”).
Devono quindi richiedere il riconoscimento della
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Leonardo Ambrosi & Partners
Via Caprera, 1 - 37126 - Verona - Tel. 045 8350518
Fax 045 8301408 - [email protected]
personalità giuridica alla Regione ove hanno sede
legale, quelle associazioni, anche sportive, le cui
finalità associative si esauriscano per intero in ambito
ed a livello regionale.
in tal caso deve essere prodotta una copia autentica
del Verbale notarile di ricostituzione dello stesso
in forma di atto pubblico registrato, nonché dello
Statuto vigente che ne costituisce parte integrante.
La documentazione necessaria per ottenere, da
parte della Regione del Veneto, l’iscrizione nel Registro Regionale delle Persone Giuridiche di diritto
privato, è la seguente:
3. Relazione, debitamente sottoscritta dal legale rappresentante, sulla situazione patrimoniale e finanziaria, descrittiva anche degli elementi costitutivi il fondo di dotazione dell’Ente, nonché dei mezzi finanziari
con i quali si intende provvedere al raggiungimento
dei fini istituzionali. Il fondo di dotazione iniziale,
che dovrà risultare nell’atto costitutivo, deve essere
costituito da un deposito monetario non inferiore a
€ 15.000,00 di cui € 4.500,00 destinati a costituire
il “fondo patrimoniale di garanzia”, indisponibile e
vincolato a garanzia dei i terzi che instaurino rapporti
con l’Ente. Nel fondo di dotazione iniziale, oltre al
deposito monetario, potranno essere conferiti anche
beni immobili, beni mobili registrati o beni mobili,
titoli e/o azioni, soggetti a valutazione autonoma da
parte dell’Amministrazione.
1. Domanda in bollo indirizzata al Presidente della
Giunta Regionale del Veneto
c/o Direzione Enti Locali, Persone Giuridiche e Controllo
Atti (Fondamenta S. Lucia,
Cannaregio, 23 - 30121 VENEZIA), sottoscritta dal legale rappresentante dell’Ente,
contenente:
- l’indicazione, anche sintetica,
degli scopi
- la sede legale
- il Codice Fiscale/Partita IVA;
- l’entità del patrimonio iniziale
conferito;
­- l’ambito territoriale di operatività
- il recapito per tutte le eventuali e successive comunicazioni;
- l’elenco della documentazione
allegata all’istanza
2. Una copia autentica dell’atto pubblico registrato di costituzione dell’Ente e del relativo
Statuto, in bollo. Nell’ipotesi in
cui siano state apportate delle
modifiche statutarie, deve essere prodotta anche una copia
autentica del Verbale notarile
redatto per atto pubblico registrato relativo all’approvazione delle modifiche apportate, con allegato lo Statuto
aggiornato. Nell’ipotesi in cui,
l’Associazione sia stata costituita con scrittura privata, ai
fini del riconoscimento deve
ricostituirsi con atto pubblico;
4. Relazione, debitamente sottoscritta dal legale
rappresentante, sull’attività che svolgerà l’Ente e,
se si tratta di Associazione di fatto già operativa,
anche su quella già svolta nel passato.
5. Se si tratta di Associazione di fatto già operativa,
l’indicazione del numero dei soci e una copia dei
documenti contabili approvati relativi agli ultimi due
anni (bilanci consuntivi/preventivi), debitamente sottoscritti dal legale rappresentante e accompagnati
dalla relazione dell’Organo di Revisione Contabile,
se previsto.
6. Se già nominati e non indicati con la rispettiva
carica nell’atto pubblico, originale o copia autentica,
in carta libera, dei Verbali e/o degli Atti relativi alla
nomina e all’attribuzione della carica dei componenti
l’Organo di Amministrazione e delle loro eventuali sostituzioni, nonché la dichiarazione sostitutiva
dell’atto di notorietà, da produrre in ogni caso a
completamento dei dati contenuti negli atti prodotti.
7. Fotocopia di un documento d’identità del legale
rappresentante, in corso di validità.
8. Certificato di iscrizione al Registro C.O.N.I. per le
Associazioni Sportive Dilettantistiche.
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ULSS 20
di Susanna Morgante
Bambini sani con
Affy Fiutapericolo
Un progetto di prevenzione degli incidenti domestici
nei bambini da 3 a 6 anni, una fascia di popolazione ad alto
rischio per gli incidenti domestici, visto che trascorrono molto tempo in casa
Gli infortuni accidentali rappresentano un problema di salute molto rilevante; nei bambini e negli
adolescenti rappresentano addirittura la prima causa
di morte e possono anche causare disabilità gravi,
mentre il 20% dei ricoveri in età pediatrica è dovuto
ad un incidente domestico - cadute, ustioni, soffocamenti e così via. In particolare i bambini nei primi
anni di vita rappresentano una fascia di popolazione
ad alto rischio per gli incidenti domestici, perché
trascorrono molto tempo in casa e, nel loro sviluppo,
acquisiscono abilità motorie prima di avere la capacità
di riconoscere ed anticipare eventuali situazioni di
rischio e pericolo.
In realtà la maggior parte degli incidenti domestici nei bambini sarebbe prevedibile ed evitabile
mediante l’adozione di comportamenti e di misure
di sicurezza adeguate da parte di genitori, famigliari,
educatori. Spesso però, quando si parla di sicurezza
dei bambini, il primo pensiero che viene in mente è
riferito alla “protezione”, quindi alla sorveglianza e
all’eliminazione dall’ambiente di tutti i fattori che
possono rappresentare un pericolo per i piccoli. Ciò
è certamente valido se riferito ai primissimi anni di
vita, ma già dalla scuola materna l’idea di tenere i
bimbi sotto la classica “campana di vetro” oppure
di crescerli a suon di divieti e limitazioni appare non
solo utopica, ma addirittura decisamente controproducente. Già nella fascia che va da 3 a 6 anni è
importante affrontare il tema dei pericoli in casa insegnando ai bimbi a proteggersi in modo attivo (Box
1) e a riconoscere e gestire gli oggetti e le situazioni
a rischio di incidente. In altre parole, è indispensabile
il coinvolgimento dei bambini anzichè immaginarli
come meri destinatari di informazioni più o meno
comprensibili e di divieti che, proprio in quanto tali,
sarebbe “interessante” trasgredire.
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Ma comunicare con i piccoli non è sempre facile. è
fondamentale porre molta attenzione al modo in cui
si propone l’argomento, al tono delle parole, al tipo
di messaggio utilizzato, al buon equilibrio tra l’invito
a fare attenzione e il “rimprovero positivo” in caso di
comportamenti scorretti.
Proprio in considerazione di questo la nostra regione ha promosso alcuni progetti (all’interno del
Piano Regionale della Prevenzione) per la prevenzione
degli incidenti domestici sia con i bambini che con gli
anziani, le fasce più a rischio di incidenti. Quello rivolto
alla fascia d’età della scuola materna, chiamato “Affy
Fiutapericolo”, è coordinato nel Veneto dall’Ulss 18
di Rovigo e anche la ULSS 20 vi ha aderito. Il progetto
nasce a livello nazionale, vede impegnate anche altre
regioni (Piemonte,Valle d’Aosta, Campania e Sicilia) ed
è promosso localmente dal Servizio di Promozione ed
Educazione alla Salute nelle scuole materne dell’ULSS
20. Affy è stato realizzato in collaborazione con il
Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’ULSS 22, l’Ufficio
Educazione Fisica e Sportiva dell’Ufficio Scolastico
Provinciale e il Servizio Scuole dell’Infanzia del Comune
di Verona. Oltre 100 insegnanti di 35 scuole hanno
aderito nel primo anno di attività; nel secondo anno (2012-13) il progetto
si è esteso ad altre scuole con un coinvolgimento maggiore dei genitori e
un’attenzione particolare anche ai genitori stranieri (con interventi formativi
supportati da mediatrici culturali del servizio di mediazione linguistica e culturale dell’ULSS 20). Il progetto utilizza un supporto pensato e realizzato per
facilitare l’educazione alla sicurezza domestica dei bambini tra i 3 e i 6 anni
di età: la “valigia di Affy Fiutapericolo” (Box 2). Agli insegnanti, nel corso di
un incontro formativo iniziale, vengono presentati alcuni dati sugli incidenti
domestici nei bambini, i tipi di incidenti più frequenti a cui vanno incontro
secondo il loro sviluppo motorio e infine i diversi interventi preventivi oltre
che le varie attività ludiche e i materiali contenuti nella valigetta.
Per aderire al progetto le scuole materne possono contattare il Servizio di
Promozione ed Educazione alla Salute dell’ULSS 20, al numero 045 8075964.
Affy Fiutapericolo è anche sul web alla pagina http://affyfiutapericolo.
eclectica.it/, uno spazio dove trovare informazioni più approfondite sul
progetto, visionare tutto il materiale e leggere le riflessioni scaturite dalla
sperimentazione della valigia didattica.
INFO Dott.ssa Susanna Morgante - Servizio Promozione Salute ULSS 20
Tel. 045 8076034 - mail [email protected] prevenzione.ulss20.
verona.it/att_motoria.html
La valigia di Affy
Il kit è un semplice strumento ludico
pensato per essere utilizzato con
gruppi di bambini e bambine in età
prescolare (3-6 anni). È costruito per
aumentare la loro consapevolezza sulle
conseguenze spiacevoli che possono
verificarsi in determinate circostanze e
propone azioni preventive degli incidenti
domestici, con giochi mediante i quali
i bambini e le bambine sono stimolati
a sperimentare strategie e soluzioni
per imparare a muoversi con destrezza
in eventuali situazioni di pericolo che
possono incontrare nell’esplorare il loro
piccolo mondo.
Si tratta in pratica di un supporto
didattico a forma di valigetta,
contenente:
- una fiaba che presenta, attraverso otto
episodi, le avventure di Carlotta, Luigi e
del cagnolino Affy; di capitolo in capitolo
i personaggi si troveranno a vivere
situazioni intriganti e divertenti, in una
normale giornata trascorsa a casa, tra
giochi, pasti e piccoli compiti: ogni volta
che si fa cenno a un pericolo, ecco Affy a
segnalare il fatto, con un colore diverso
a seconda del tipo di incidente cui si fa
riferimento;
- un insieme di materiali (posters,
stickers, mazzi di tessere colorate ed
altro) con cui è possibile fare dei giochi
di tipo linguistico, motorio ed espressivo
adatti alla presentazione di diversi
pericoli e comportamenti a rischio;
- letture di approfondimento per maestre
e genitori.
Il set di materiali è utile anche
per raggiungere obiettivi educativi
di complessità crescente, quali
l’apprendimento del linguaggio,
l’acquisizione di regole e la gestione di
situazioni complesse.
Insegnare la sicurezza ai bambini da
0 a 6 anni. La sicurezza, nei bambini
come negli adulti, è una dimensione
più ”interna” che esterna; passa cioè
attraverso il livello cognitivo, emotivo e
motorio. Include il rispetto per se stessi e
per gli altri e la capacità di comprendere
e accettare regole da applicare in modo
diverso in rapporto al contesto.
È necessario quindi, per prevenire gli
incidenti domestici, un approccio di
tipo educativo/formativo oltre a quello
strettamente rivolto all’ambiente in cui
vive il bambino.
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TUTELA DEI MINORI
di Francesco Mendini
L’Assicurazione sportiva
obbligatoria
Quando si viene presi dalla passione per uno sport
la possibilità di un infortunio è l’ultima preoccupazione.
Ma forse è meglio saperne un po’ di più...
Quando ci si iscrive ad una squadra dilettantistica
associata ad una federazione sportiva (ad esempio
FIDAL, FISI, FIGC, FIV, FIP, FIN) oppure ad un ente
di promozione sportiva (come il CSI), si è automaticamente assicurati. Infatti la legge n. 289/2002
stabilisce l’obbligo di assicurazione per gli sportivi
dilettanti. Un successivo decreto ministeriale del
16.4.2008 ha sancito l’obbligo per le federazioni e
gli enti di promozione sportiva di assicurare i propri
tesserati. Così qualsiasi atleta è assicurato per gli
infortuni che possono occorrergli nell’esecuzione
dell’esercizio sportivo: sia in gara che in allenamento.
Secondo il decreto sono indennizzabili gli infortuni
che causino la morte o l’invalidità permanente dello
sportivo. Sembrerebbero canoni molto stringenti,
mentre in realtà sono risarcibili infortuni piuttosto comuni. Nelle tabelle allegate al decreto sono
menzionate, per esempio, la frattura della clavicola,
delle dita della mano o la lussazione del gomito.
Naturalmente l’infortunio deve essere indipendente
da condizioni fisiche o patologiche diverse.
Per quanto riguarda gli infortuni in allenamento,
va precisato che sono coperti solo gli allenamenti
“previsti, disposti, autorizzati o controllati dall’organizzazione sportiva”: la partitella al campo giochi
non vale come allenamento!
Cosa interessante è che la garanzia è estesa ai trasferimenti con qualsiasi mezzo verso i luoghi dove si
esercita l’attività sportiva. Esiste quindi una tutela
piuttosto importante, che spesso nemmeno si conosce e che invece va tenuta presente.
Recentemente la Corte di Cassazione (sent. n.
6268/12) ha avuto modo di pronunciarsi sul caso
di un giocatore di Basket che chiedeva di essere
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GIOCARE CON
UNA SOCIETà
FA BENE ANCHE
QUANDO CI SI
FA DEL MALE
L’atleta è
assicurato per
gli infortuni
che possono
occorrergli sia
in gara che in
allenamento.
E pure durante i
trasferimenti
risarcito per quattro infortuni alla caviglia occorsi
in successione l’uno all’altro. L’assicurazione aveva
risarcito solo il primo, ritenendo gli altri uno strascico
del precedente. Il giocatore, in sostanza, non sarebbe
perfettamente guarito prima di tornare a giocare e da
tale comportamento sarebbero derivati gli ulteriori
infortuni. La Cassazione ha dato ragione all’assicurazione: è giusto chiedere il dovuto risarcimento, ma
è meglio non calcare la mano!
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