AGGIUSTAGGIO E MONTAGGIO
Fondamenti e Strumenti
Prima Parte
Centro per l’Automazione e la Meccanica
Via Rainusso 138/N – 41100 – Moden
AGGIUSTAGGIO E MONTAGGIO
INDICE
1 – Norme comportamentali
2 – Attrezzi per il montaggio
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FONDAMENTI E STRUMENTI
Norme comportamentali
Durante le lezioni in laboratorio si devono seguire le seguenti regole:
-
il camice è obbligatorio e deve essere portato bene allacciato
non si possono indossare cappelli e berretti, l’abbigliamento deve essere tale da
non creare situazioni di pericolo (scarpe slacciate, ecc.)
non si possono consumare cibi e bevande all’interno del laboratorio
non si fuma
non si abbandonano carte e oggetti a terra o sui banchi
a fine lezione si pulisce e si riordinano i materiali e la postazione assegnata
non si firma il registro se non autorizzati
si esce dal laboratorio solo se autorizzati e comunque non durante la prima ora di
lezione
occorre eseguire scrupolosamente il compito teorico o pratico assegnato.
L’elaborato sarà sempre soggetto a valutazione
finita l’esercitazione si avverte l’insegnante senza lasciare la postazione di lavoro
non si accede alle attrezzature senza autorizzazione
ad inizio lezione ad ogni corsista viene assegnato un posto di lavoro con relative
attrezzature, lui ne è responsabile fino alla fine della lezione
Obiettivi del corso e figura professionale
Il corso di montaggio meccanico ha come obbiettivo principale di fornire buone
conoscenze su:
- attrezzi di montaggio (terminologia ed uso corretto)
- tecniche di montaggio
- componentistica commerciale
- documenti di montaggio
- norme comportamentali sul luogo di lavoro
Il montaggio ed il collaudo sono le fasi finali della produzione dopo esiste solo il cliente.
Il montatore è molto importante e non si limita al solo assemblaggio dei pezzi ma:
- deve montarli correttamente nei tempi dovuti
- deve verificare ed eliminare errori e se necessario scartare pezzi non idonei
- deve prestare la massima attenzione a quanto indicato sui documenti di montaggio
per evitare errori o dimenticanze anche a monte del ciclo produttivo
- deve avvisare il preposto di eventuali anomalie riguardanti il prodotto o il reparto
- deve curare le finiture e l’aspetto estetico del prodotto
- se richiesto deve compilare scrupolosamente i documenti
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Il cliente rappresenta una risorsa importantissima dell’azienda e va soddisfatto nelle sue
aspettative sul prodotto
La consegna di un prodotto di qualità inferiore alle aspettative può comportare:
-
sostituzione in garanzia del prodotto o parte di esso
intervento tecnico del servizio di assistenza clienti
mancato pagamento del prodotto, completamente o in parte
perdita del cliente (la prossima fornitura sarà richiesta ad altri)
perdita di immagine (il cliente insoddisfatto parlerà male dei prodotti)
I parametri di giudizio di un addetto al montaggio sono:
-
la pulizia dei pezzi da montare, delle attrezzature e della postazione di lavoro
la cura delle attrezzature e del posto di lavoro, è vostro compito conservarli in
buono stato
scrupolosità nell’assolvere i compiti ricevuti
spirito di collaborazione con i colleghi (meglio un operaio di capacità medie ma che
va d’accordo con i colleghi, che un fenomeno che litighi con tutti)
Norme tecniche unificate
L’esigenza delle moderne costruzioni di serie hanno portato a regolamentare la
costruzione di molti elementi meccanici di uso comune nelle apparecchiature più varie
es. organi di serraggio (viti, dadi, rosette, ecc.)
organi di calettamento (chiavette, linguette, spine, ecc.)
nei materiali da costruzione
es. acciai, leghe leggere, bronzi, ecc.
negli elementi la cui costruzione necessita di particolare utensileria
es. filettature, calettature, ecc.
Questa esigenza è stata percepita per prima in Germania con l’introduzione delle norme
DIN seguita poi dagli altri paesi: Francia (AFNOR), Usa (AISI), Italia (UNI)
Queste norme contengono tutte le indicazioni necessarie per costruire od utilizzare i
componenti presi in esame (normalizzati)
Occorre quindi sempre fare riferimento alle norme di riferimento per evitare
incomprensioni.
es. VITE T.E. M8x40
(passo grosso 1,25 – gambo parzialmente filettato – esagono ch 13 ecc. )
UNI 5737
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ATTREZZI PER IL MONTAGGIO
Martello
E’ il più antico strumento usato dall’uomo, si trova già in natura sotto forma di rami di
alberi, ossa lunghe di animali, ecc.
Il suo funzionamento sfrutta la formula base della meccanica :
F=m.a
F: forza
m: massa
a: accelerazione
Quindi più grande è la massa e più grande è l’accelerazione tanto Maggiore è la forza
impressa.
N.B. : quando la massa battente viene a contatto con la superficie da battere l’urto sarà
tanto più efficace quanto più rigida è la superficie interessata (accelerazione di frenata).
Questi attrezzi diffusissimi sono dotati di un manico, generalmente in legno, ma che
talvolta può essere in plastica o in metallo, e di una testa saldamente fissata ad esso.
I martelli si utilizzano per piegare parti metalliche, separare organi uniti tra di loro, battere
su punzoni, scalpelli, cacciaspine.
Ogni volta che si utilizza un martello è indispensabile accertarsi che la testa metallica sia
fissata al manico in maniera salda e sicura; durante l’uso si tenga presente che il manico
deve essere impugnato presso l’estremità e che i colpi vanno portati perpendicolarmente.
Quando si lavora su pezzi di lega leggera o comunque in materiale tenero si deve usare
un mazzuolo con battenti in plastica, gomma o pelle di bufalo. In mancanza di mazzuolo di
questo tipo si può, in situazioni di emergenza, utilizzare un comune martello con testa di
acciaio, avendo cura di interporre un pezzo di legno tra esso e l’oggetto.
Minore vastità di impiego trovano i mazzuoli con testa in materiale tenero ma pesante
(piombo o rame), che si utilizzano, ad esempio, per installare cuscinetti, raddrizzare assi,
ecc.
Per ragione di sicurezza non si deve mai adoperare un martello comune su oggetti
cementati o temprati.
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Utilizzo del martello con battenti in gomma
Qualora si debba battere su materiali teneri
o fragili come pure su filettature, e non si
disponga di un martello con battenti in
plastica si possono usare un martello
normale e un blocco di legno come illustrato
in figura
martello
martello con battenti
di gomma (mazzuolo)
DIMENSIONI
Sono caratterizzate essenzialmente dal peso della massa battente e vanno da 100g a
2000g con impugnatura da 1 mano, fino a 10.000g (10 kg) con impugnatura a 2 mani
(mazze)
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Giraviti
Per serrare o allentare le viti con intaglio si usano i giraviti, costituiti da una lama, munita di
una punta di forma appropriata, e da un manico normalmente in legno o in plastica. E’
sempre raccomandabile l’acquisto di giraviti per impieghi pesanti, dotati cioè di lama
passante ad esagono di manovra (o di lama con sezione quadrata), che rendono possibile
lo bloccaggio anche delle viti più “dure” (basta dare un colpo secco di martello sulla
estremità del manico e agire quindi con chiave sull’esagono di manovra).
Si tenga a mente che i giraviti devono essere impiegati solo per allentare e serrare le viti e
che non devono essere usati come leve o scalpelli. La punta deve essere mantenuta in
condizioni perfette (in caso contrario l’uso dell’attrezzo diverrebbe difficoltoso e l’intaglio
delle viti sarebbe inevitabilmente danneggiato).
E’ indispensabile utilizzare sempre giraviti di dimensioni adatte alla vite sulla quale si
agisce; la punta non deve essere né troppo grande né troppo piccola ma deve adattarsi
perfettamente all’intaglio esistente sulla testa della vite.
Molto importanti sono i giravite per vite con testa a intaglio cruciforme (che vengono detti
anche, nel gergo dei meccanici, cacciavite a “croce” o “americani”); in Italia si trovano in
commercio in pratica soltanto con la punta per intagli “Phillips”, ma su diverse vetture
estere s’impiegano viti con intaglio cruciforme di altro tipo (“Pozidriv”, “Reed and Prince”,
ecc.).
Per nessun motivo si dovrà utilizzare un giravite normale per allentare o serrare viti con
intaglio cruciforme.
In molti casi si rivelano indispensabili i cacciaviti nani, con lama e manico assai corti, che
sono in grado di operare in spazi assai ridotti.
1 giravite con lama passante ed esagono di manovra per viti con
intaglio
2 giravite nano
3 giravite con lama passante ed esagono di manovra per viti con
testa a intaglio cuneiforme
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Pinze
Uno degli strumenti più versatili a disposizione del meccanico è senza dubbio la pinza, che
viene utilizzata per operazioni di piegatura, taglio e bloccaggio di piccoli pezzi. Si tenga
presente che per nessun motivo si devono usare le pinze per avvitare o allentare dadi o
viti; in tal modo infatti la coppia che si riesce a esercitare è insufficiente, e inoltre si
danneggiano gli esagoni degli organi di unione.
Le pinze sono disponibili in una vastissima gamma di tipi: con becchi lunghi, piatti, tondi,
dritti, piegati, ecc.
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Un posto a se meritano le pinze per gli anelli “Seeger” interni ed esterni, le pinze regolabili
a più posizioni e i tronchesi, che vengono utilizzati per tagliare fili o cavetti di sezione
ridotta e di materiale non molto duro.
Pinze per anelli seeger per fori, a becchi piegati
Pinze per anelli seeger per alberi, a becchi dritti
Pinze per anelli seeger per alberi, a becchi piegati
Pinze per anelli seeger per fori, a becchi dritti
Tronchesi a tagliente diagonale
Tronchesi a doppia leva a tagliente dritto
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Pinze a scatto ad apertura regolabile
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Pinze regolabili
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Estrattori
Assolutamente indispensabili in moltissime operazioni di smontaggio sono gli estrattori,
che vengono realizzati in una vastissima gamma di tipi. Alcuni di essi possono essere
impiegati solo in operazioni specifiche, mentre altri sono quasi “universali”, e sono
contraddistinti da una grande varietà di uso. E’ generalmente necessario l’impiego di
estrattori per rimuovere organi montati con un certo grado di forzamento ( ingranaggi su
alberi, pulegge, volani, cuscinetti).
Un tipo particolare di estrattore, che sovente si rivela assai utile, è quello che permette la
rimozione di vite spezzate; lo stesso può dirsi degli estrattori per prigionieri.
Gli estrattori per esterni sono indispensabili in numerosi
interventi meccanici. Nelle figure sono visibili due
estrattori a due braccia, di tipo differente, impiegati il
primo per rimuovere l’anello interno (completo di
gabbia) di un cuscinetto a rulli conici ed il secondo una
ruota dentata. Per la manovra degli estrattori è
indispensabile l’impiego di chiavi
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Rimozione di un cuscinetto dal
proprio alloggiamento per mezzo di
un estrattore per interno
Uso di un estrattore a due braccia
per la rimozione di una ruota
dentata dalla estremità di un albero
Estrattore per cuscinetti a sfere e a rulli
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Estrattore a massa battente. Battente
incorporato per piccoli cuscinetti e per
estrazioni in spazi ridotti.
Estrattori conici
Estrattori per prigionieri
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STRUMENTI DI MANOVRA PER ORGANI DI SERRAGGIO
Chiavi – generalità
Le chiavi vengono impiegate per avvitare o allentare dadi e viti. Si tratta di attrezzi
assolutamente indispensabili per l’esecuzione, in pratica, di qualunque intervento
meccanico. Le chiavi a forchetta, dette anche chiavi fisse o a forchetta, sono senza dubbio
le più diffuse. Esse si trovano in commercio generalmente nella versione a due bocche;
l’apertura di queste viene espressa in millimetri (e corrisponde alla distanza tra due lati
opposti dell’esagono del dado o della testa della vite sulla quale si deve operare). Si tenga
presente che, a esempio, una chiave da 10 mm dovrà essere utilizzata solo su dadi o viti
con esagono da 10 mm, e mai di misura più piccola (in tal caso infatti si potrebbe avere un
danneggiamento dell’esagono, con arrotondamento degli spigoli).
E’ opportuno disporre di due serie di chiavi a forchetta, poiché spesso è necessario agire
contemporaneamente su due esagoni aventi la stessa misura (ad esempio quando si
manovra un bullone con dado, o un dado munito di controdado).
E’ assolutamente da evitare la pratica di battere con un martello sulla chiave per sbloccare
bulloni molto duri o per esercitare elevati momenti torcenti; anche la consuetudine di
aumentare il braccio di leva infilando un tubo sulla chiave è senz’altro da condannare.
Le chiavi poligonali, anch’esse generalmente in commercio nella versione doppia, hanno
la testa foggiata ad anello; questo, che va a circondare completamente il dado o la testa
della vita, internamente ha una forma a dodici spigoli risultante dalla sovrapposizione di
due esagoni sfalsati tra di loro di 30°. Questo tipo di chiave è molto pratico per lavorare in
spazi ristretti, e inoltre la forma ad anello della testa permette una ottima presa in
qualunque circostanza, impedendo che la chiave scivoli via dal dado o dalla testa della
vite quando si esercitano grandi sforzi.
Molto convenienti sono le chiavi combinate, dotate di una estremità a forchetta e una
poligonale, che permettono di sommare i vantaggi offerti da ciascuno dei due tipi di chiave.
Chiavi a doppia forchetta
Chiavi combinate
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Dimensioni della chiavi per teste esagonali
CH 4
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
vite TE M2
5
5.5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
vite TE M3
vite TE M4
vite TE M5
vite TE M6
vite TE M7 (poco usata)
vite TE M8
vite TE M10
vite TE M12
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
CH
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
34
36
38
41
46
50
55
vite TE M16
vite TE M18
vite TE M20
vite TE M22
vite TE M24
vite TE M14
CH
Chiave a forchetta semplice o doppia (detta fissa)
-
si usa per il serraggio di viti o dadi a testa esagonale o quadra
nelle fasi di impuntamento ed avvicinamento si impugna tenendola con le dita come
una posata da pranzo
nella fase di serraggio o allentamento si impugna con il palmo della mano in modo
deciso applicando la giusta forza torcente (coppia di serraggio) in relazione alle
dimensioni ed al materiale della vite che si stà stringendo
occorre curare il perfetto inserimento della forchetta nella testa
è la più indicata per manovrare in spazi ristretti ed in modo rapido
fare sempre attenzione al giusto gioco tra testa e chiave
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Chiave combinata forchetta-poligonale (a stella)
Lato poligonale:
-
si usa per il serraggio di viti e dadi a testa esagonale
si impugna come la chiave a forchetta
è consigliato usare la mano libera per facilitare l’imbocco della chiave nella testa
occorre curare il perfetto inserimento della chiave sulla testa della vite o del dado
è la più indicata per serraggi forti
è meno facile danneggiare l’esagono di manovra delle viti o dei dadi
Chiave per raccordi pneumatici ed idraulici
-
sono una via di mezzo tra forchetta e poligonale
si impugna come una normale chiave
permettono di stringere od allentare esagoni con ingombri di manovra ristretti (es.
raccordi su collettori o distributori idraulici o pneumatici)
N.B. i raccordi idraulici vanno stretti molto meno di viti e dadi
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Chiavi a tubo, a pipa, a T fisse e snodate per teste esagonali
Si usano per operare su teste di viti incassate o con spazi di manovra ristrettissimi, per
avvitare o svitare più rapidamente serie di viti uguali
N.B. : per manovrare le chiavi a tubo occorre opportuna spina di manovra.
Chiavi registrabili a rullino (chiavi inglesi o a pappagallo)
-
si usano per manovrare teste esagonali medio grandi
sostituiscono più chiavi
occorre più spazio di manovra
non permettono serraggi elevati
N.B. : normalmente usate dagli idraulici per l’assemblaggio degli impianti idraulici
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Chiavi esagonali maschi per viti a testa cilindrica con esagono incassato TCEI
(brugola)
-
si usano per manovrare viti a testa TCEI oppure TSEI
si impugnano come le chiavi combinate
N.B. : curare particolarmente la scelta ed il posizionamento della chiave in quanto ci sono
cave diverse di soli 0,5 mm e se si rovina la sede della vite nel caso di teste incassate è
difficile poi lo smontaggio.
Nel caso di viti a TCEI di dimensioni superiori ad M8 per raggiungere il massimo momento
di serraggio occorre utilizzare una prolunga (tubo)
Dimensioni delle chiavi esagonali maschie
chiave
1.5
2
2.5
3
3.5
4
4.5
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
17
19
22
24
27
30
32
36
per vite TCEI
UNI 5931 - 5932
M3
M4
M3
M4
M5
per grani filettati
UNI 5923 - 5930
M3
M4
M5
M6
M5
M6
M8
M6
M8
M8
M10
M10
M12 e M14
M10
M12
M16 e M18
M12
M14 e M16
M20
M14
M18 e M20
M22 e M24
M16
M20
M24
M30
M33
M36
per vite TSEI
UNI 5933
e M18
e M22
e M27
e M39
M42 e M45
M48 e M52
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Chiavi a bussola
Per velocizzare le fasi di montaggio in molti reparti si fa uso di apparecchiature
meccaniche più complesse (quasi sempre pneumatiche) delle semplici chiavi fin qui
indicate.
Queste apparecchiature comportano l’uso di chiavi a bussola sia per T.E. che per T.C.E.I.
Sono caratterizzate:
- dalla dimensione nominale della testa da manovrare
- dalla dimensione della cava di comando
bussola che può essere:
1/4” = 6.35 mm
3/8” = 9.15 mm
1/2” = 12.7 mm
3/4” = 18.3 mm
Occorre quindi che la chiave abbia la cava di comando uguale all’attacco dell’avvitatore.
Sono comunque disponibili in commercio opportuni adattatori (riduttori o aumentatori) per
ripristinare il corretto accoppiamento avvitatore-bussola.
Sono di comune utilizzo anche accessori manuali per il comando delle chiavi a bussola:
- leva a T di manovre
- prolunghe per bussole (di diverse lunghezze)
- cicchetti reversibili
Per l’utilizzo di questi strumenti occorre tenere conto della difficoltà di ottenimento della
giusta coppia di serraggio causa:
- difficoltà di taratura degli avvitatori pneumatici
- poca affidabilità nella trasmissione della coppia delle giunzioni dei vari accessori
(più ci sono giunzioni più si è imprecisi)
- unica dimensione delle leve di manovra per molte viti di diametro e testa diversa
E’ quindi buona regola dopo l’uso degli strumenti sopra scritti verificare il giusto serraggio
delle bullonerie usando una chiave tradizionale a forchetta o meglio poligonale.
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Chiavi dinamometriche
Nel montaggio di parti di macchine che necessitano particolare cura, per il serraggio finale
degli organi si ricorre a chiavi il cui momento torcente (forza di rotazione) è tarabile
secondo le norme stabilite in fase di progettazione.
Nel caso gli organi da assiepare siano tenuti da 2 o più viti occorre sempre avvicinare e
stringere le viti o dadi gradatamente operando su tutti i punti da stringere seguendo un
percorso a croce in modo che il serraggio in un punto influenzi in minima parte il serraggio
gia avvenuto in un punto diverso
N.B. : nei notori automobilistici occorre la chiave dinamometrica nel serraggio dei supporti
albero a gomito e della testa sul basamento allo scopo di:
- fissare in modo certo punti di grande sforzo
- deformare in modo previsto le bronzine e la guarnizione
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N.B. : a fine lavoro la molla della chiave dinamometrica va sempre scarica per evitare
deformazioni permanenti della molla stessa (staratura dello strumento)
Di norma le case automobilistiche forniscono le coppie di serraggio di molti dadi e viti
(ovvero i momenti torcenti a cui essi devono essere serrati). Esse devono essere
scrupolosamente rispettate; a tal fine è indispensabile che il serraggio venga effettuato
utilizzando una chiave dinamometrica. Tra organi di unione per i quali l’uso di questo tipo
di chiave è indispensabile, citiamo: viti di fissaggio delle testate, viti dei cappelli di banco,
del volano, delle bielle, ecc. Le coppie di serraggio indicate dai costruttori devono essere
ottenute procedendo progressivamente, in diversi passaggi e con la massima uniformità;
in molti casi ha una importanza fondamentale anche l’ordine di serraggio (ovvero l’ordine
secondo il quale vengono stretti i vari organi di unione), che viene indicato dalle case per
le testate e altri componenti.
Si tenga presente che i vari interventi che comportano l’allentamento o il serraggio di parti
del motore vanno eseguiti a freddo (al fine di evitare rischi di deformazioni).
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STRUMENTI ELETTROPNEUMATICI
Generalità
Sono impiegati per piccoli lavori di completamento e riparazione sui pezzi in fase di
montaggio.
I più usati sono:
- trapani manuali elettrici
- trapani pneumatici
- molatrici manuali elettriche assiali e angolate
- avvitatori pneumatici
Trapani manuali elettrici
Sono dotati di impugnatura/e per posizionare l’utensile e fornire la forza di avanzamento
alla punta elicoidale, di un motore elettrico che fornisce la rotazione all’utensile, di un
mandrino porta utensile regolabile fino ad un massimo di 13 mm di diametro.
Si usano per eseguire od allargare piccoli fori. Sono in genere strumenti impegnativi che
presuppongono una buona esperienza nell’uso. Sono anche abbastanza pericolosi sia per
implicazioni meccaniche sia dal punto di vista elettrico a causa del cavo di alimentazione
che è in genere 220V.
Trapani pneumatici
Hanno gli stessi componenti dei trapani elettrici e sono usati per le stesse tipologie di
lavoro. In genere sono meno potenti e meno pericolosi
Molatrici manuali elettriche
Assiali
Sono dotati di impugnatura per posizionare l’utensile e fornire il moto di avanzamento alla
mola, di un motore elettrico che fornisce la rotazione all’utensile, di un mandrino a pinza
per serrare il codolo dell’utensile.
Gli utensile sono in genere o mole abrasive o lamellari in tela vetrata.
Angolate (flessibili)
Sono simili alle molatrici assiali ma con doppia impugnatura e con l’albero porta utensile
posizionato in modo ortogonale rispetto al motore
L’utensile viene serrato tramite una ghiera filettata.
Gli utensile sono in genere o mole abrasive o lamellari in tela vetrata.
Si usano per togliere asperità su superfici piane, es. schizzi di saldatura o per rettificare le
superfici stesse.
Sono disponibili in commercio anche molatrici pneumatiche sia nella versione assiale sia
angolate si usano per gli stessi impieghi delle molatrici elettriche ma il suo impiego è meno
frequente.
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Avvitatori pneumatici
Sono strumenti di largo impiego nei montaggi di serie. Generalmente sono azionati da un
motore ad aria compressa che fornisce la rotazione all’utensile tramite un martello
intermittente.
Sono dotati di una impugnatura per posizionare l’utensile (quasi sempre una chiave a
bussola) sulla testa della vite da serrare od allentare.
La coppia di serraggio viene regolata in modo approssimato regolando la pressione di
alimentazione dell’aria compressa.
Sono disponibili in varie tipologie:
- orizzontali (a pistola)
- verticali (a giravite)
- angolari (per spazi ristretti)
Controindicazioni
- imprecisione della coppia di serraggio (occorre sempre verificare il corretto
serraggio con chiave manuale)
- rumorosità dello strumento (occorre sempre usare le protezioni personali
opportune)
Strumenti a batteria
Sono piccoli trapani elettrici alimentati da pile ricaricabili alloggiate nell’impugnatura. La
velocità del mandrino viene regolata elettricamente mentre la coppia di rotazione è tarabile
tramite frizione. Questi strumenti possono eseguire piccole forature e serraggio di viti
massimo M6 usando apposite bussole ad inserto.
La leggerezza e maneggevolezza di questi strumenti ne fanno la loro caratteristica
migliore.
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