S. SEC. DI 1° GRADO STATALE “MAZZINI- PATINI”- SEDE PATINI- ANNO 12- MAGGIO 2013 GIORNALINO SCOLASTICO PER RAGAZZI…. E CURIOSI i BUENA SUERTE, PAPA FRANCESCO ! Il nuovo Papa, Jorge Mario Bergoglio, è nato da una famiglia di origine piemontese. Da giovane ha studiato come perito chimico e avuto addirittura una fidanzata. Nel 1958 è entrato nella Compagnia di Gesù. Già nel Concilio del 2005 è stato considerato uno dei candidati favoriti in vista dell’elezione del nuovo Pontefice, ma poi il Conclave si è concluso con la scelta del cardinale Ratzinger. La sera del 13 marzo 2013, Bergoglio è stato eletto Papa: il primo Papa americano e gesuita della storia. Ha scelto il nome di Francesco, il santo che ha abbandonato le sue ricchezze per dedicarsi ai poveri . Infatti , egli ha rifiutato la croce d’oro dei papi e indossa quella di ferro; inoltre, l’anello che porta al dito è solo d’argento. In questo modo vuole far capire che la Chiesa deve cambiare, ma soprattutto che deve essere povera e vicina ai poveri. Papa Francesco ha un carattere gioviale ed il suo linguaggio semplice e diretto ha subito affascinato i media del mondo. Mila Fiocca e Alessia Carrozzi II E Cara Professoressa C ara professoressa, avremmo preferito non scrivere questa lettera, volevamo salutarla almeno un’ultima volta, abbracciandola, dicendole che per noi era neSegue a pagina 2 cessario averla qui. Il sole impolverato La luna splende nella malanotte. Un enorme boato sveglia l’ansia del già noto. Segue a pagina 5 Musei Vaticani S ono entrata nei Musei Vaticani. Tutto è stupendo, le sculture, gli affreschi, gli arazzi. Essi sono uno dei più grandi orgogli della nostra nazione. Segue a pagina 7 Il Bullismo no! Il bullismo è la volontà dei ragazzi di far del male per sentirsi GRANDI. Abbiamo scelto di parlare del bullismo perché tra i giovani è un fenomeno molto diffuso. Segue a pagina 10 2 ATTUALITA’ Cara professoressa C ara professoressa, avremmo preferito non scrivere questa lettera, volevamo salutarla almeno un’ultima volta, abbracciandola, dicendole che per noi era necessario averla qui. Purtroppo non è stato possibile, non è stato possibile perché lei se ne è andata prima del previsto. Ha fatto male, sì, sapere che non avremmo più potuto vedere il suo sorriso, quel sorriso che ha illuminato i cuori di tutti…chiunque avrebbe voluto vederlo! CI MANCHERA’… Ci mancherà non poterla più vedere, ci mancheranno le sue interrogazioni, il suo modo di gesticolare durante le lezioni. E’ bello ricordarla sa?! E’ bello perché lei era una persona splendida…come vorremmo averla qui con noi! Era come una seconda madre, ci ha insegnato cose di cui non sapevamo neanche l’esistenza. Era importante, importante come nessun altro; sarebbe bello se tutto questo fosse soltanto un incubo, sarebbe bello: però la vita è fatta di cose belle e di cose brutte. Saremo forti come lei ci ha insegnato, ma lei si ricordi che le vogliamo un bene dell’anima, ora e per sempre. E’ un angelo, lo era anche prima, ma ora ha le ali. Ciao professoressa. E’ STATA LA MIGLIORE. Classe II B VESTITI TOSSICI, CHE PAURA! Andrea Di Gregorio III A U ltimamente volevo acquistare dei pantaloni di una nota marca sportiva. Li ho cercati senza successo in tutti i negozi di L’Aquila poi, durante una gita a Roma, finalmente li ho trovati. Erano anche molto costosi. Qualche giorno dopo, su un giornale locale, ho letto un articolo riguardante una inchiesta fatta da Greenpeace.Quest’associazione ambientalista sostiene che alcune aziende, come Adidas, Converse, Calvin Klein, H&M, Lacoste e Ralph Lauren, utilizzano detersivi composti da una molecola che, molto probabilmente, fa male e crea diversi problemi a livello ormonale. Purtroppo, tra le marche elencate c’era anche quella dei miei nuovi pantaloni. Effettivamente, ora sono un po’ preoccupato, anche perché avevo litigato con i miei per comprarli; ma ho deciso che, fino a quando non avremo la certezza che questa molecola sia dannosa per la salute, continuerò ad indossare i miei nuovi pantaloni….magari, anche facendo finta di niente! Redazione 1A - Concezzi Giulia 1B - Cicolani Federico 1C - Pettine Federica 1D- Frasca Fulvio 1E - Romano Alessio 2A - Tobia Francesca 2B - Tomassi Beatrice 2C - Tamborrino Gessica 2D - Soccorsi Alessia 2E - Ticci Vittoria 3A - Di Gregorio Andrea 3B - Salomone Greta 3C - Lorenzetti Davide 3D- Coco Valentina 3E - Allegritti Giada 3F - Rubeis Federica Prof. Mario Andreucci Prof.ssa Ricci Ildefonsa ATTUALITA’ 3 UNA BELLA INIZIATIVA PER COPPITO: LA BIBLIOTECA DI MURATA GIGOTTI Erika, Eduarda e Daniela I A Intervista alla giornalista de Il Centro Marina Marinucci -Da quanto tempo funziona la Biblioteca di Coppito? -La Biblioteca di Coppito è attiva da più di un anno ed è la prima biblioteca comunale della città. E’ gestita dalla nostra pro loco che coordina una serie di attività culturali, sociali e ricreative in questo comprensorio, tra cui anche il campo estivo per ragazzi che funziona ormai da quattro anni. -Come è nata questa bella iniziativa? -E’ nata nell’anno del terremoto perché a Murata Gigotti avevamo una tendopoli gestita dalla pro loco. Abbiamo pensato subito che era importante, anzi importantissimo ricostruire le case e gli edifici del centro storico della nostra città e delle frazioni, ma che altrettanto importante era occuparsi della ricostruzione culturale. Per questo abbiamo pensato di lanciare un appello per una raccolta di libri in tutta Italia. La risposta è stata davvero generosa perché sono arrivati e continuano ad arrivare libri, anche usati, da Milano, Pescara, dal Veneto, ecc. Ma la donazione più importante è stata quella del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ci ha voluto fare omaggio di centocinquanta volumi di scrittori italiani un mese dopo il terremoto. -Quanti libri ha in dotazione la biblioteca? -Abbiamo circa ottomila libri, ma non tutti sono negli scaffali perché il locale non è abbastanza grande per poterli esporre. Ci aspettiamo di poter avere un locale più idoneo per fare una grande biblioteca. -In quali giorni della settimana è aperta? -E’ aperta tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle 15 alle19. -Quali servizi offre? -Facciamo il prestito libri. Intanto, è una sala studio-sala lettura: quindi, chi vuole venire a studiare può farlo senza problemi. Tra l’altro,la biblioteca si trova in un posto tranquillo, in un casale immerso nel verde; infatti, intorno ad esso c’è un parco di sette ettari che quest’anno diventerà comunale. Si tratta di un’area enorme in cui poter passeggiare e studiare. C’è anche la possibilità di accedere a internet. Chi vuole, può venire con la propria chiavetta e collegarsi. -Come è l’affluenza? - In questo momento è più rivolta verso il prestito dei libri che non come sala studio. Vengono molte persone, non solo ragazzi e studenti, ma anche adulti, a chiedere libri in prestito. Noi confidiamo di vedere al più presto studenti che vengano abitualmente a studiare. -Intendete avviare una collaborazione con altre biblioteche? -Sarebbe importante costruire una rete, noi già abbiamo dei contatti con il Bibliobus, e certo la messa in rete di questi centri di lettura è fondamentale perché permette di offrire una gamma maggiore all’utenza. -Può fare un bilancio di tale attività? -Il bilancio è questo: molti altri libri sono arrivati da tutta Italia grazie ad un’iniziativa della Casa Editrice Giunti; in pratica, molti cittadini italiani hanno comprato un libro e vi hanno messo una dedica per gli aquilani. In questo momento ci stiamo occupando della catalogazione e della distribuzione di questi libri nelle scuole. Già ne sono stati distribuiti settemila e stiamo continuando a farlo. Ad esempio, c’è Onna che vuole aprire una piccola biblioteca a Casa Onna e che prenderà una parte di questi libri. 4 ATTUALITA’ LE CENERI DI UN SOGNO Camilla Marasi e Giorgia Tucceri Cimini. II B Lo scorso anno, in gita scolastica, abbiamo visitato “La città della scienza” che, a quanto scrivono i giornali, è andata a fuoco. Il posto era davvero spettacolare, un verde immenso. Siamo stati spettatori di quel che era per Napoli una vera e propria rinascita. 04-03-2013 UNA SERA CHE SEMBRAVA COME TANTE ALTRE. Sono le 21.45 quando sul polo scientifico di Napoli scatta l’allarme, ma ormai è troppo tardi. In meno di dieci minuti enormi fiamme divorano e inceneriscono cinque dei sei padiglioni di legno. E’ l’inferno. Per far fronte a questa apocalisse, intervengono i vigili del fuoco di Caserta: ci vorranno due ore per calmare la situazione e dodici ore per la tranquillità generale. Resta ben poco di tutto questo,solo il teatro è stato risparmiato,ma non la parte museale che si affacciava sulla riva. I vigili del fuoco impiegano sei minuti per arrivare sul posto eppure quello che vedono li lascia basiti. Di sicuro non è un incendio normale , ma sicuramente doloso e si sospetta che la causa sia la camorra,ma non c’è nessuna certezza. Per Napoli è stato come aver perso una parte di sé, quindi un sogno svanito nel deserto. Perché sprecare tempo per una città ormai perduta,dove regna la camorra,le persone povere e senza lavoro? E cosa sarà mai la città della scienza distrutta in una sola notte da un incendio sospetto? Ecco,è proprio questo che si deve far capire alla gente:Che l’apparenza inganna,che una città può sembrare brutta,ma,guardando le cose con più attenzione si può far caso alle bellezze che ha. Non bisogna mai mollare,anzi,si dovrebbe più che altro provare a ricostruire un sogno. Coraggio, Napoletani: CE NE VUOLE TANTO!! Dimissioni inaspettate. Per la prima volta nei tempi moderni un Papa, Benedetto XVI, si è dimesso, lasciando stupiti tutti. Lo ha annunciato a sorpresa durante il Concistoro e la notizia delle sue dimissioni è rimbalzata su molti siti e televisioni del mondo. Il Papa, lasciando il suo incarico, ha dichiarato: “Le mie forze per l’età non sono più adatte”. Il gesto di Benedetto XVI da molti è stato paragonato a quello di Celestino V, un Papa la cui figura è strettamente legata alla storia della nostra città. …..DUBBI…. Dopo le dimissioni di Benedetto XVI sarà ancora possibile usare i noti detti popolari: ‘’Morto un Papa se ne fa un altro’’oppure ‘’Ad ogni morte di Papa ’’ ? Restiamo in attesa del vostro parere. Valentina Gulizia e Giorgia Muti II E Celestino V, il papa del gran rifiuto. Celestino V, il cui vero nome era Pietro Angelerio, nacque nel Molise tra il 1209 e il 1210. Divenuto eremita, visse per un breve periodo in una grotta sul monte Morrone. A lui si deve la costruzione della basilica di Santa Maria di Collemaggio, dove fu poi incoronato papa nel 1294. Uno dei suoi primi atti fu l’emissione della Bolla del perdono con la quale concedeva agli aquilani l’assoluzione dai peccati. Solo dopo sei mesi, però, Celestino rinunciò al pontificato per- ché non era un uomo politico. Consumato dagli acciacchi e da una vita di stenti e di privazioni, trovò il coraggio di imporre agli allibiti cardinali la sua rinuncia. Così decise di tornare tra le sue montagne, ma, catturato dai soldati del suo successore Bonifacio VIII, fu rinchiuso nel Castello di Fumone dove morì a causa di un’infezione poco tempo dopo, nel 1296. In seguito, le sue spoglie furono portate nella Basilica di Collemaggio, dove ancora oggi si trovano. Una commissione medica, che molti anni fa esaminò i resti di Celestino, rilevò la presenza di un foro sulla parete laterale del teschio e ipotizzò che la morte potesse essere stata provocata da un colpo inferto con un chiodo. Quest’ipotesi, però, ancora oggi non può essere dimostrata Claudia Marasi e Sofia Lepidi II E CULTURA Il sole impolverato L’AQUILA NEL 2013 Daniela Tusi I A La luna splende nella malanotte. Un enorme boato sveglia l’ansia del già noto. Sono passati quattro anni da quella brutta notte del 6 Aprile 2009. Ogni volta che vado nel centro storico dell’Aquila vedo che niente è cambiato. Camminare in quei vicoli deserti e transennati mi mette molta tristezza. Vorrei vedere una città affollata con turisti, ristoranti, negozi e parco giochi. Mi piacerebbe passeggiare in una città piena di gioia con le sue 99 fontane, piazze e chiese. Il mio sogno è quello di vederla ricostruita più bella e sicura di prima. ERA BELLA, E’ BRUTTA SARA’ BELLISSIMA. Ho molta fiducia e speranza……………. Il cervello urla un dolore muto nella notte abissale. Venti secondi di terrore cambiano la storia. Tutto si ferma nei pensieri di una vita vissuta. Il rumore del silenzio invade il borgo abbandonato come se secoli di storia fossero stati inghiottiti dai cumuli delle macerie. La luce sorge indifferente sulla città ferita e stride il suo splendore sul nostro nudo dolore. Uno sguardo di speranza forte e testardo rinasce dal pianto e torna a correre dietro al sole come un bimbo dietro al suo aquilone. II A 5 Notizie da Porta Rivera Gessica, Nicola e Sabrina II C Porta Rivera è il quartiere che si trova vicino alle 99 Cannelle. I residenti di questa zona, che sono solo tre, riferiscono di vedere spesso da un pò di tempo animali tipici del bosco come scoiattoli, volpi e addirittura cinghiali! La natura si sta riappropriando della città La Processione del Cristo Morto a L’Aquila Andrea Di Gregorio III A La venerazione del Cristo Morto fu introdotta dalla Compagnia del Santo Sepolcro, fondata da Goffredo di Buglione, quando nel 1257 la sede vescovile fu spostata da Forcona a L’Aquila. Forse ogni Quarto della città aveva una sua processione; infatti le statue del Cristo Morto sono ben due: una antichissima e miracolosa che si trova nella chiesa di Santa Giusta , l’altra, dalle sembianze molto delicate, che si trova in quella delle Anime Sante. La teca era trasportata da volontari chiamati “simulacri” che vestivano con tuniche e maschere di Cristo. Nel 1768 il re Ferdinando di Borbone soppresse la processione del Venerdì Santo in tutto il Regno di Napoli per motivi di ordine pubblico. Così L’Aquila per 186 anni non ebbe più la sua processione. Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, un novizio del convento di San Bernardino pensò di recuperare l’antica tradizione. La progettazione e realizzazione dei simulacri e degli arredi fu affidata a Remo Brindisi, un grande artista famoso in tutto il mondo. Così, quando la processione nel 1954 riprese, riacquistò vita e significato anche grazie al valore artistico dei simulacri e del vestiario. 6 CULTURA I GIGLI DELLA MEMORIA D UN LIBRO PER RIFLETTERE Valentina Coco III D Enrico Scarfagna II E opo il terremoto del 2 febbraio del 1703, solo pochissimi edifici rimasero in piedi e sulle loro pareti ancora oggi si possono vedere dei gigli in ferro battuto molto delicati. Essi sono la parte terminale delle catene messe per proteggere le costruzioni. Sono detti anche fiori del terremoto e possono essere grandi o piccoli, a tre o quattro petali. Secondo la scrittrice aquilana Laudomia Bonanni, sono una testimonianza di gratitudine per esser stati risparmiati dal terremoto. Ancora oggi si possono vedere nella nostra città, in Corso Vittorio Emanuele, via Picenze, Via S. Martino. Speriamo che vengano recuperati! Il 23 gennaio 2013, presso la libreria “Colacchi”, ho assistito alla presentazione del libro: “I gigli della memoria”, di Patrizia Tocci. Questo libro è diviso in due parti: la prima riguarda 55 testimonianze delle prime dodici ore dopo il terremoto del 6 Aprile ed è formato da 7 sezioni; la seconda contiene testi scritti da Patrizia Tocci che riguardano invece il tempo trascorso da quel momento fino ad oggi. Tra le 55 persone troviamo Giustino Parisse, Enza Bucci e la nostra professoressa Patrizia Ferri (3^ sezione) che ha scritto l’articolo intitolato “A piedi nudi”. Tutto il ricavato sarà devoluto al gruppo Volontari Donatori di Sangue (VAS) dell’Aquila. INTERVISTA ALLA PROF.SSA FERRI Coco Valentina III D P ochi giorni fa ho fatto un’intervista alla professoressa Ferri, autrice di uno dei racconti del libro “I gigli della memoria”. Ecco le sue risposte alle seguenti domande. 1) Come mai ha deciso di partecipare alla realizzazione di questo libro? L’idea è nata alla professoressa Tocci che mi ha chiesto se volessi partecipare a questo progetto. Inizialmente ero titubante, ricordare e scrivere quei tremendi secondi e le successive ore sapevo che sarebbe stato molto difficile. Infatti ho scritto a più riprese il racconto, spesso dovevo fermarmi perché il ricordo era (ed è) molto doloroso. 2) Qual è l’argomento della sua testimonianza? L’argomento riguarda le dodici ore successive al terremoto: le nostre emozioni, mie e della mia famiglia, come abbiamo vissuto quel tragico evento che poi, di fatto, ha cambiato la vita di tutti noi. Il titolo del mio racconto è “A piedi nudi” e dà il titolo anche alla sezione omonima: mette in rilievo il fatto di dover essere usciti di casa all’improvviso… senza scarpe, appunto! 3) Secondo lei, quali sentimenti ed emozioni può suscitare la lettura del libro? Il libro è una raccolta di testi. E’ un libro che deve far riflettere e restare a disposizione dei giovani, che non devono dimenticare, non devono perdere la memoria storica del terremoto che a L’Aquila si ripete ogni 300 anni… è questo che i giovani di oggi devono tramandare ai figli e ai figli dei loro figli e così via, in modo da non abbassare la guardia come è accaduto a noi. E’ un libro denso di emozioni, alcuni racconti sono drammatici, altri lo sono un po’ meno. Finora lo abbiamo presentato a L’Aquila, Roma, Pesaro. La prossima presentazione è prevista a Giulianova. Andiamo in giro a portare la nostra testimonianza di allora ma, soprattutto, andiamo a raccontare L’Aquila di OGGI … andiamo a testimoniare, anche con video, che il centro della “CITTA CHE VOLEVA VOLARE” è come quattro anni fa … un deserto… 4) Ritiene che possa essere utile alle future generazioni? Certo che sarà utile … ne ho parlato nella precedente risposta. Non si deve dimenticare che L’Aquila è una città altamente sismica e questo deve rimanere nella mente delle future generazioni che devono premunirsi contro questo mostro. Dovranno pensare ad una “prevenzione “del terremoto. Come? Con un edilizia adeguata, con case, uffici, scuole e quant’altro antisismici! E’ l’unico modo per sconfiggere questo folle avversario! CURIOSANDO QUA E LA’ L Musei Vaticani 7 Sofia Lorenzetti I B pella Sistina; essa è stata dedicata a Maria Assunta in Cielo, ed è uno dei tesori culturali ed artistici più grandi ella città del Vaticano. La Cappella Sistina è stata inserita nei Musei Vaticani ed è nata intono al 1470. E stata dipinta da Michelangelo che impiegò quattro anni per portarla a termine. I colori con i quali Michelangelo ha dipinto la Cappella Sistina non sono casuali: ad esempio, Mosè è sempre dipinto di blu e di verde. Il verde sta a simboleggiare il terreno (parte terrestre) e l’azzurro il cielo (parte divina). Andando avanti la guida 1. Uno sguardo generico ai Musei Vaticani ci ha spiegato che il povero Michelangelo si fece Il 24/11/2012 con l’autobus mi sono recata ai Mu- in quattro per dipingere la Cappella Sistina, addisei Vaticani a Roma con la mia comunità parroc- rittura perse quasi la vista per dipingere, perché chiale. dovette pitturare la cupola e i colori gli gocciolaEssi sono uno dei più grandi orgogli della nostra vano sugli occhi, creandogli non pochi problemi. nazione. Tutto ciò che vi si trova sembra fatto per sorpren- 4. All’interno dela Cappella Sistina dere, non c’è nulla che mi ha deluso. Sono rimasta stupefatta dalla Cappella Sistina! Un insieme di affreschi realizzati a mano e perfet2. Dentro ai Musei Vaticani tamente decorati con sfondi di lapislazzuli. Tutto è stupendo, le sculture, gli affreschi, gli L’immagine che mi ha affascinato di più è stata arazzi. quella in cui è raffigurata l’ultima cena in cui c’è Le cose che mi hanno colpito di più sono le cu- Giuda che, a differenza degli altri, si trova di spalpole: ogni singola cupola è diversa dall’altra; ad le. Michelangelo dipinse a tutti gli apostoli un’auesempio una è bianca e raffinata, l’altra raffigura reola d’oro ed a Giuda un’aureola scura; inoltre dei corpi che si incrociano e si scambiano ab- sulla spalla di Giuda c’è un diavoletto, che probabracci. Non meno appariscenti sono i pavimenti, bilmente gli sta consigliando di tradire Gesù. ricoperti in alcuni casi da lapislazzuli; piccole pie- Entrando nella Cappella Sistina, si ha l’imprestre preziosissime inserite con una tecnica chia- sione di essere molto bassi in quanto la distanza mata “di inserzione” nel pavimento. I lapislazzuli tra il pavimento e la sommità della cupola è di 20 sono pietre esclusivamente blu, che si usano metri. come “sfondo” nelle raffigurazioni. Mi hanno colpito anche gli arazzi, dei tessuti che 5. Osservazioni finali e ritorno a L’Aquila raffigurano scene religiose. I Musei Vaticani sono veramente un patrimonio I Musei Vaticani offrono molte sculture di uomini di cui tutti noi italiani dovremmo essere orgogliosi e animali. Un classico esempio è il “Lacoonte”, e soddisfatti, perché posso assicurare che quelun uomo che avvertì i Troiani che il cavallo la- lo che i nostri artisti nazionali sono riusciti a prosciato dai Greci fuori le mura di Troia era un in- durre con il loro massimo impegno e sacrificio è ganno per distruggere la città; per questo la dea davvero fantastico. Atena, amica dei Greci, si arrabbiò ferocemente Ringraziamo loro che hanno arricchito il nostro con Lacoonte, tanto da lanciargli una maledizio- paese, facendolo diventare semplicemente … ne: lo fece assalire da serpenti velenosi. Nella meraviglioso! scultura si può cogliere la sofferenza dell’uomo. Quello che oggi ho imparato è che cultura e divertimento sono due buoni amici: si può essere 3. In cammino verso la Cappella Sistina con loro in uno stesso tempo con grande gioia. L’ultima tappa nei Musei Vaticani è stata la Cap- 8 CURIOSANDO QUA E LA’ LA CERA L Maria Alice Colò III F ’origine delle candele è legata alla storia della scoperta del fuoco da parte dell’uomo. I popoli primitivi iniziarono con l’utilizzo di torce sporche di grasso animale per illuminare, e successivamente di fiaccole di resina. Popoli come gli Egizi, gli Assiri e più tardi i Greci e i Romani utilizzarono l’olio come combustibile per le loro lanterne. La nascita vera e propria delle candele non è però chiara: già gli Etruschi le costruivano con cera e sego e come stoppino usavano giunchi o stoppa. Anche la datazione delle candele è molto incerta, tuttavia si ritiene che esse abbiano avuto origine in Egitto, al tempo delle prime dinastie faraoniche. Nell’XI secolo a.C., erano fatte di fibre di papiro intrecciate e ricoperte di pece o di cera d’api. Le candele erano certamente diffuse tra i Greci e gli Etruschi: candele di cera d’api, di grasso animale. Dato il costo elevato la cera d’api Il Camerun I continuò ad essere utilizzata per secoli per produrre candele ad uso esclusivo di aristocrazia e clero. L’unica fonte di illuminazione per le classi più povere era rappresentata dalle candele di grasso animale. Anticamente, i candelieri più comuni erano di legno o d’argilla, mentre quelli molto elaborati erano di marmo o di bronzo. Pregevoli esemplari di candelieri in bronzo sono stati rinvenuti nelle tombe etrusche. Questo è ciò che ci ha spiegato un ragazzo quando siamo entrati, io e la mia classe, nel laboratorio della cera. Alla fine della spiegazione ci ha insegnato come fare una candela e ce ne ha fatta fare una, per me è stata un’emozione unica ed indimenticabile. Ovviamente non sono uscite candele perfette, ma a me sono piaciute ugualmente. Sono stata molto bene, anche perché mi trovavo in gita e insieme ai miei compagni mi sono divertita molto. Guylaine II D l Camerun è uno dei 54 paesi dell’Africa. E’ situato al Centro dell’Africa, al nord dell’Equatore e sull’Oceano Atlantico. Il Camerun è composto da 10 regioni. Mi chiamo Guylaine, ho 12 anni e vengo dal Camerun dalla regione del Centro, il suo capoluogo è Yaoundè. A Yaundè ci sono molti edifici grandi, tante persone, tanto rumore, buone scuole. Nel Camerun, come in molti paesi, noi abbiamo un presidente: Sua Eccellenza Paul Biya. In Camerun ci sono diverse etnie divise in bantu e Semi-Bantu: i Bantu sono Etons, Ewondons, Bassars... I Semi-Bantu sono Betang, Bamenda, Begante, Bamena... Io sono una Bamena. Bamena è uno dei villaggi della regione Ovest il cui capoluogo è Ndè. La persona che dirige un villaggio è Il Capo del villaggio, affiancato da notabili. A Bamena il piatto tradizionale si chiama “Le Congret avec la Chèvre”. La Capra (Chèvre) è la carne tradizionale. Nel Camerun si parlano due lingue, il francese e l’inglese, ma si parla anche la lingua del proprio villaggio. La scuola è divisa in tre cicli: il primo ciclo (materna e primaria), il secondo ciclo (secondaria) e l’ultimo ciclo (l’università). L’università ha sei documenti ufficiali: CEP; BEPC; Preparatorie; BAC; Licence; Doctorat. Il Camerun è un paese molto caldo e non fa mai freddo. La bandiera del Camerun ha tre colori: verde, rosso e giallo con una stella gialla sulla fascia rossa. CURIOSANDO QUA E LA’ La capoeira G 9 Eduarda Paone I A li schiavi africani, giunti in Brasile, vennero a contatto con varie culture e tipi di intrattenimento. Fu questo, probabilmente, che li ispirò a creare una danza molto originale per svagarsi nel tempo libero: la capoeira. Questa “disciplina” dissimula una lotta: infatti, è caratterizzata da calci e testate. Per questo all’inizio venne subito ostacolata dai proprietari degli schiavi perché potenzialmente pericolosa, in quanto mezzo per ferire i padroni e le altre persone che avevano su di loro una certa autorità. Inoltre, si temeva che potesse favorire la nascita di gruppi di schiavi che, ingrandendosi, organizzassero rivoluzioni civili. Gli attrezzi che si usano per suonare il ritmo su cui i capoeristi devono ambientarsi sono il berimbau, che è simile ad un tamburo ricavato da una zucca svuotata, il caxixi, il pandeiro, il recoreco e l’atabaque. Per un capoerista l’essenziale è avere la piena consapevolezza del proprio corpo, in comunicazione con lo spirito. Esso, infatti, non si distingue per essere un picchiatore, ma per l’abilità che dimostra nel perfetto controllo dei colpi che scaglia. Dopo essere stata collocata tra le attività illecite, la capoeira nel 1930 ha ripreso a essere praticata liberamente grazie al maestro Bimba. Ora come ora, nelle varie città brasiliane, è piuttosto facile imbattersi in questi incontri a beneficio del turismo. AQUILANI IL GAMBEREMO LIGURI O L Alessio Romano I E o sapevate? In Liguria c’è un paese con il nome simile a quello della nostra città: Aquila di Arroscia. Ha 176 abitanti ed è situata in Valle Arroscia; dista da Imperia, che ne è il capoluogo, circa 37 km. Per chi ne volesse sapere di più, tra i monumenti c’è la chiesa parrocchiale di Santa Reparata, in stile barocco; il Santuario della Madonna della Neve a 1125 m sul livello del mare e l’Oratorio di San Sebastiano. In questo paese si produce vino, olio ed inoltre è praticata l’orticoltura e la pastorizia. Bavaro Giorgio III F gni anno, nel mese di ago- particolare che prevede una gara sto, nel paese di origine dei di velocità in linea, una frazione di miei genitori, si svolgono diverse manifestazioni in occasione dei festeggiamenti della Madonna di Corsignano, protettrice di Giovinazzo. Nell’arco di una settimana si susseguono eventi religiosi, il corteo storico e numerose fiere e sagre. La manifestazione che sicuramente più di tutte attrae la mia attenzione e partecipazione è il Gamberemo. Si tratta di una manifestazione sportiva che si svolge tra la piazza principale del paese ed il vicino porto. Infatti, una volta l’anno, i giovani appartenenti alle cinque parrocchie si sfidano in un’unica gara che prevede diverse tipologie di corsa. I ragazzi e le ragazze sono chiamati a gareggiare in una staffetta corsa sui pattini a rotelle spingendo una palla con un bastone, una corsa a coppia portando in spalla un pesante remo ed infine una piccola traversata nelle acque del mare a bordo di imbarcazioni spinte da remi. La partecipazione della cittadinanza è molto sentita e tutto il paese si riversa in strada ad incoraggiare i propri beniamini. Vince naturalmente la squadra che per prima taglia il traguardo. Alla parrocchia vincitrice, tra il tripudio dei propri sostenitori, viene consegnato un particolare palio che verrà messo in competizione l’anno successivo. In questi anni la mia partecipazione attiva si è limitata ad un acceso tifo per la parrocchia di Sant’Agostino. 10 MONDO GIOVANI IL BULLISMO NO! Il bullismo è la volontà dei ragazzi di far del male per sentirsi GRANDI. Abbiamo scelto di parlare del bullismo perché tra i giovani è un fenomeno molto diffuso. Vogliamo farvi capire che far del male agli altri non comporta niente di buono, perché tutti siamo fratelli. LA SCUOLA, CENTRO DEL “BULLISMO” Spesso la scuola è il centro del bullismo poiché vi sono molti ragazzi che fanno dispetti agli altri. Siamo convinti, però, che per coloro che subiscono questo comportamento sia arrivato il momento di ribellarsi. I bulli si credono “grandi” e pensano di esserlo solo prevaricando gli altri. Sarebbe molto bello se tutti i ragazzi che la pensano come noi fossero uniti nel difendere le vittime del bullismo, perché anche solo tacere vuol dire aiutare i bulli. Lettera ai ragazzi “bulli” “Cari” ragazzi, vi scriviamo per dirvi che sappiamo come siete: ugualissimi agli altri e per niente superiori a nessuno, come invece credete. Dovete imparare a voler bene a voi stessi e agli altri, poiché solo così potrete avere rispetto ed amicizia. Pensate a cosa accadrebbe se le persone alle quali fate dispetti si ribellassero: non I GIOVANI E L’ALCOL Russi Roberta, Mingolla Giovanna I C crediamo che vi piacerebbe essere voi stessi vittime di atti di bullismo. Allora cominciate ad avere un atteggiamento diverso, così sarete apprezzati, starete insieme agli altri con armonia e inizierete una nuova vita. Ricordatevi: basta con il bullismo! Lettera a un ragazzo vittima del bullismo Caro ragazzo, probabilmente sei sensibile o timido, e sappiamo che è spiacevole ciò che ti sta accadendo. Soprattutto immaginiamo il dolore che provi quando torni a casa, pensando a quei compagni che non ti accettano per ciò che sei. Ti consigliamo di reagire frequentando amici che ti apprezzano e di non far caso ai bulli. Vedrai che prima o poi avranno bisogno di te e tu volterai loro le spalle. Sicuramente sei una persona buona, ma ci sono ragazzi che approfittano della tua bontà e non è giusto. Devi assolutamente raccontare ai tuoi genitori oppure ad un insegnante ciò che sta accadendo, così non avrai più paura di andare a scuola o in luoghi pubblici. TU SEI MIGLIORE DI LORO! Riccardo De Simone III D Il consumo giovanile di alcol è in preoccupante aumento e purtroppo l’Italia si sta avvicinando ai Paesi del Nord Europa: qui, infatti, la percentuale dei ragazzi che dipendono dall’alcol è elevata. Anche nella nostra città, soprattutto dopo il sisma, il consumo di alcol ha avuto un tale incremento, da diventare una vera e propria emergenza. Vorrei porre a confronto la situazione di oggi e quella di dieci anni fa: secondo me, dieci anni fa i ragazzi erano meno dipendenti perché avevano un altro modo di pensare, cioè erano più consapevoli di quello che facevano; oggi, invece, bevono solo per vantarsi della cosa con gli amici e per sentirsi grandi. In Italia si comincia a bere tra i quattordici e i diciassette anni. Dal punto di vista scientifico, l’organismo umano intorno ai sedici anni non riesce a metabolizzare l’alcol. L’informazione più sconvolgente è che sono più le ragazze a bere. Inoltre, il 67% di esse beve alcolici pesanti che possono portare anche alla morte. MONDO GIOVANI 11 FACEBOOK O TWITTER? Lorenzo Tucceri Cimini e Andrea Chiaravalle III A Noi ragazzi della III A abbiamo fatto un sondaggio per sapere quale tra i due social Networks più visitati sia utilizzato dai compagni della nostra scuola. I risultati ottenuti ci mostrano che il mezzo preferito per comunicare è Facebook con 130 preferenze. INTERNET a cura della III B Al giorno d’oggi si comunica attraverso sms, mail, chat e social network, ma non e’ sempre stato così. Tempo fa, se una persona voleva comunicare a distanza, doveva scrivere una lettera. Ora non viene più in mente a nessuno di fare una cosa simile, d’altra parte ormai esiste facebook, grazie al quale ci si può relazionare con più persone contemporaneamente e, a differenza delle lettere, si ha l’opportunità di ricevere immediatamente una risposta. Questo e’ uno dei motivi per i quali facebook è molto comodo, ma bisogna saperlo usare con i dovuti criteri, altrimenti potrebbe diventare pericoloso. Tutti questi cambiamenti nel modo di comunicare hanno reso le relazioni di oggi alquanto superficiali e per questo, secondo noi, si dovrebbe trovare una via di mezzo , in modo di poter parlare con chi e quando si vuole ma, allo stesso tempo, permettere anche di mantenere rapporti diretti e autentici. 12 MONDO GIOVANI L’anoressia, un problema giovanile Jlenia Di Biase, Gabriela Ciuca, Lavinia Scortea, FilippoRemotti, Erika Tatananni III E Mangiare troppo fa male, ma anche una scarsa alimentazione produce danni gravi alla salute che colpiscono soprattutto le adolescenti. I disturbi alimentari più diffusi sono l’anoressia e la bulimia. L’anoressia porta le ragazze al dimagrimento perché pensano di essere sempre in sovrappeso. Le anoressiche presentano un aspetto inconfondibile: infatti, sono scheletriche e possono arrivare al di sotto dei 30 kg, hanno la temperatura corporea molto bassa e il ritmo del cuore rallentato. Chi è affetto da questo disturbo rifiuta il cibo per paura dei grassi e degli zuccheri che si trovano all’interno di essi e non ammette mai di avere un problema. Dopo il digiuno arriva la crisi bulimica, cioè il bisogno di mangiare. L’anoressica, sentendosi in colpa per aver ingerito così tanto cibo da poter ingrassare, decide di eliminarlo con il vomito. Secondo alcuni esperti, una causa dell’anoressia può essere la mancanza di fiducia e di affetto da parte dei genitori verso i figli, ma sicuramente il problema è molto più complesso. Questa malattia porta quasi sempre alla morte, ma si può anche guarire grazie a terapie adeguate. L’anoressia è accostata alla bulimia perché entrambi sono disturbi alimentari che alla fine risultano le due facce della stessa medaglia. Infatti, la bulimia è caratterizzata da “abbuffate” seguite da comportamenti compensativi (vomito, abuso di lassativi). Un consiglio che possiamo dare alle nostre coetanee afflitte da questo problema è di parlarne con i genitori e farsi curare rivolgendosi ad un centro specializzato. IL FUMO NELL’ADOLESCENZA Spesso i genitori si sentono impotenti, alle prese con i problemi dei difficili anni dell’adolescenza dei loro figli, perché non si sentono in grado di’ capire il mondo e le scelte dei ragazzi di quell’età. Eppure i genitori hanno più influenza di quanto credano su di loro. Negli stati uniti sono più di’ 3000 i giovani che diventano fumatori regolari ogni giorno, ovvero si formano più di un milione di nuovi fumatori all’anno. Spesso noi adolescenti vediamo la Carlomusto Nicola II C pubblicità glamour del fumo, oppure coetanei che fumano e siamo soggetti a diventare fumatori. I ragazzi che non fumano e che praticano sport, oltretutto, rischiano di essere considerati troppo “bravi ragazzi”. Secondo le statistiche, per quasi tutti i fumatori, la “prima volta” accade prima del passaggio in terza media. Se l’adolescente non fumerà prima di questo arco di tempo, è probabile che non sarà fumatore. E’ una buona notizia. Occorre lavorare attentamente sulla nostra autostima. Spesso, noi adolescenti iniziamo a fumare per essere accettati. Un motivo per iniziare, infatti, è quello di seguire come modello una persona fumatrice. Se purtroppo noi già fumiamo, sarà quasi impossibile tornare sulla strada giusta. Per concludere, vorrei aggiungere un commento personale: che il fumo fa male si sa da tempo remoto ormai, ma vorrei invitare tutti i ragazzi a non fumare perché alla nostra età potrebbe causare problemi all’organismo e, se fumiamo di certo non diventiamo “fighi”; al contrario, in caso di astinenza, non siamo “sfigati” perché prendersi cura del proprio corpo è fondamentale. MONDO GIOVANI Tutto sugli One Direction G li One Direction sono una boyband angloirlandese formata da cinque ragazzi: -Louis William Tomlison; -Niall James Horan; -Harold Edward Style (conosciuto come Harry); -Zayn Jawaad Malik (Zain); -Liam James Payn. Nel 2010 hanno partecipato a X Factor UK all’età di 16 anni, tutti con l’intenzione di diventare cantanti solisti. Per volere dei giudici Simon Cowell, Nicole Sherzinger e Louis Walsh, si sono ritrovati a condividere questa straordinaria avventura come gruppo. Il nome del gruppo fu scelto da Liam. In breve tempo gli One Direction (una direzione) entrano nel cuore di milioni di telespettatori che, ogni settimana, seguono con entusiasmo la loro avventura a X Factor. Conclusa la competizione, firmano il contratto di O Denis Raparelli - Elisa Vacca I B due milioni di sterline con Syco (Sony Music), pubblicano due libri (“Forever Young”- che prende il titolo dal brano che avrebbero lanciato se avessero trionfato a X Factor e “Dare to Dream : Life as One direction“). Schizzano direttamente primi nella classifica dei singoli più venduti in Inghilterra con “What Makes You Beautiful”, primo estratto dall’album di debutto “Up All Nigth”. Il 3 Ottobre 2011, gli One Direction arrivano per la prima volta in Italia in occasione del Fan Event “Bring 1D to Italy”. Il 19 Ottobre 2011 debutta in radio “Gotta Be You”, il secondo singolo, sempre estratto dall’album “Up All Nigth”.Con il tempo diventano gli idoli di gran parte delle teenagers di tutto il mondo, pubblicando nuovi dischi e quindi nuove canzoni. Il loro primo album è stato “up All Nigth” e il secondo “Take Me Home”. Ancora oggi continuano la loro carriera conquistando nuove fan e milioni di Directioner, e vendendo milioni di dischi. NOI, RAGAZZI DI OGGI... ggi noi ragazzi siamo condizionati da quello che a volte i nostri coetanei ci dicono con un semplice insulto. Non è piacevole sopportare le offese, soprattutto se sono continue, come succede a molti di noi. Purtroppo ormai la nostra vita è questa, eppure le cose potrebbero cambiare; se questo accadesse, molti giovani non rovinerebbero la loro esistenza e quella degli altri... Per farvelo capire, vi facciamo un esempio: recentemente, al telegiornale, hanno detto che una ragazza di quattordici anni (nostra coetanea) si è suicidata, buttandosi dal balcone di casa sua, lasciando per sempre la sua vita perché non sopportava più gli insulti dei cosiddetti bulli. Adesso tratteremo un altro argomento, ma che riguarda sempre i ragazzi di oggi. Da un po’ di tempo, soprattutto nelle scuole, si sono formate delle “fasce”: popolari, abbastanza popo- 13 Giulia, Gessica e Noemi II C lari e sfigati. Ci sono molte ragazze e ragazzi sfigati che vorrebbero essere più popolari per non sentirsi inferiori agli altri. Per questo cercano di cambiare non in meglio, ma in peggio: diventano maleducati e non rispettano le regole della scuola, perché molti pensano che gli sfigati siano quei ragazzi educati con gli insegnanti e “secchioni” (ecco un altro termine “dispregiativo”) questo non è assolutamente vero: infatti gli sfigati sono i “meglio” e se fossero tutti così, molte cose cambierebbero. Noi non pensiamo che si debba diventare muti e secchioni, ma che ci dovrebbero essere meno offese da parte dei popolari. 14 UNA GIORNATA FOLLE Notizie dalla scuola II D Personaggi:Felice Simpatia, Mister Antipatia, addosso a Brutta Bruttosa che perse la maschera! Brutta Bruttosa, Cista Farma, Colore Incolorato, I due ammiratori fecero allora una smorfia di disguBroccolò (cane). sto e scapparono via. Brutta Bruttosa scoppiò in lacrime, ma si consolò quando vide che tutti i parAmbientazione: Scuola Stregata e Il Lago incantatecipanti alla festa avevano tolto la loro mascheto. ra ed erano simili a degli zombi! All’improvviso si C’era una volta, sulla sponda di un lago incantato, sentì un gran fragore causato dal cane Broccolò Cista Farma che dava delle cinemedi al suo cane che aveva sconfitto la sua intontaggine e si era Broccolò, malato di intontaggine! Il lago veniva sgrullato l’acqua del lago dal corpo senza sapere chiamato incantato perché c’erano dei pesci che che aveva poteri miracolosi. Tutti i presenti, dopo parlavano: erano dorati e avevano le ali color giallo essersi bagnati, notarono un accecante bagliore senape. Broccolò si avvicinò al lago e vedendo la e guardarono Brutta Bruttosa che nel frattempo si sua immagine riflessa nell’acqua vi cadde dentro, era trasformata in una bellissima donna. Incuriositi dal bagliore, Mr Antipatia e Colore Incolorato pensando che fosse un altro cane. Nel frattempo Felice Simpatia e Mr. Antipatia tor- tornarono indietro verso la scuola abbandonata e nando dalla lezione di tennis videro una scuola ab- notarono che l’edificio era diventato super moderno e che tutti i partecipanti si erano trasformati in bandonata. La facciata dell’edificio era piena di ragnatele, le uomini eccezionali. Stupiti dal cambiamento decifinestre erano rotte e il tetto era lesionato. I due sero di capire meglio cosa fosse accaduto e videro protagonisti della nostra storia si fanno coraggio ed Brutta Bruttosa che ballava con Felice Simpatia. I entrano all’interno della scuola e vedono che era in due sembravano molto affiatati e si scambiavano corso una festa in maschera. Tra i partecipanti alla tenere coccole. Durante questa romantica scenetfesta ce n’era una che spiccava per la sua bellezza: ta si sentì abbaiare Broccolò e il suo padrone Ciera bionda con lenti a contatto blu; aveva un vestito sta Farma lo cercava disperatamente. Alla fine lo celeste con delle perle color fucsia; il suo nome era trovò in mezzo alla sala da ballo e lo riabbracciò in Brutta Bruttosa ma non lo disse a nessuno. In mez- lacrime. I partecipanti alla festa raccontarono a Cizo ai partecipanti c’era Color Incolorato, vestito da sta Farma che il suo cane Broccolò aveva operato Arlecchino, che s’innamorò di Brutta Bruttosa e la un miracolo: li aveva trasformati tutti da zombi ad invitò a ballare. Durante il ballo Mr. Antipatia s’inge- esseri di bellezza straordinaria! losì perché anche lui desiderava corteggiare Brutta A questo punto Felice Simpatia e Brutta Bruttosa Bruttosa. I due contendenti si misero a litigare per annunciarono le loro nozze e tutti insieme festegottenere i favori della bella principessa. Durante il giarono il matrimonio! litigio, Color Incolorato perse l’equilibrio e cadde Visita alla ‘’dolce “Glober del 15 marzo 2013 La Fabbrica del cioccolato si trova a Fossa. Appena siamo entrati, abbiamo visto tante uova di cioccolato. Ci siamo divertiti molto a confezionare le uova e abbiamo assaggiato il cioccolato bianco, fondente e al latte. Era tutto buonissimo!!! Catonica Michela II C Notizie dalla scuola 15 Le palline di cocco Lunedì 11 marzo Greta, per la gioia di compagni, professori e collaboratori scolastici, ha preparato con le sue mani delle buonissime palline di cocco…sparite in un attimo! Ricetta: 200 grammi di ricotta 150 grammi di zucchero 250 grammi di farina di cocco Procedimento: Greta amalgama gli ingredienti, dapprima con l’aiuto di una forchetta e poi con le mani e ottiene un composto omogeneo; Poi prende parti del composto ottenuto e inizia a formare palline con le mani; fa rotolare le palline realizzate nella farina di cocco sfusa versata precedentemente nel piatto di carta per decorarle; sistema le palline nei contenitori posti precedentemente nei vassoi; Super Sic 58 per sempre nei nostri cuori Marco Simoncelli, nato a Cattolica il 20 gennaio 1987, è stato un grande motociclista italiano. Già da piccolo voleva fare il motociclista e questo sogno si è avverato a 14 anni, quando ha disputato il campionato italiano “125GP”. Conosciuto come Super Sic, Simoncelli nel 2008 è stato campione del mondo della classe “250”. Nel 2010 è passato alla classe Moto GP, nel team Honda, dove è rimasto un altro anno. Il suo miglior piazzamento in Moto GP è stato un secondo posto in Australia. Purtroppo il 23 ottobre 2011, durante il Gran Premio della Malesia, è rimasto vittima di un incidente mortale. I funerali sono stati celebrati il 27 ottobre a Coriano, paese in cui era cresciuto. In seguito all’accaduto, sono state prese molte iniziative in sua memoria: il minuto di raccoglimento proclamato dal CONI e il Milan, squadra di cui era tifoso, ha giocato con il lutto al braccio la partita di campionato seguente. Forse bisognerebbe riflettere sull’aggettivo Super. Perché Marco era un super motociclista, una persona simpatica e sempre al di fuori di polemiche. Proprio per questo, anche nella nostra città, i suoi fans hanno preso molte iniziative in sua memoria, come l’intitolazione del Piazzale di Fonte Cerreto. La proposta è stata avanzata dai soci del club Motociclisti aquilani proprio nel giorno dell’accaduto. Ben 750 firme sono state raccolte e presentate al Comune dell’Aquila e subito il nostro sindaco Massimo Cialente ha approvato l’iniziativa. La cerimonia avrà luogo il 22 giugno, naturalmente a Fonte Cerreto, vicino ad Assergi. Ludovisi Mirko II C 16Notizie dalla scuola ESPERIMENTI FACILI Durante l’open day abbiamo presentato ai bambini delle elementari e ai loro familiari alcuni esperimenti che sono stati seguiti con grande interesse. Esperimento n°1: Mangiatore di rocce. Serve per dimostrare l’effetto dannoso che hanno le piogge acide sui monumenti in pietra. Che cosa serve: 2 bicchieri di vetro; 1 gesso; Acqua; Aceto; Procedimento: Versare in un bicchiere un po’ d’acqua e nell’altro un po’ d’aceto. Dividere il gesso a metà e immergere una parte nell’aceto e l’altra nell’acqua. Spiegazione scientifica: Il gesso si scioglierà prima nel bicchiere pieno d’aceto, poi in quello pieno d’acqua, perché l’aceto ha un PH acido, come quello delle piogge acide. Invece l’acqua ha il PH neutro, uguale a 7. Esperimento n°2: Il palloncino che si gonfia. Occorrente: 1 bottiglia di vetro oppure di plastica; 2 bacinelle da riempire: una con acqua calda, l’altra con acqua fredda; 1 palloncino. Procedimento: Riempire le due bacinelle, una con acqua calda e l’altra con acqua fredda. Prendere un palloncino e fissarlo al collo della bottiglia. Mettere la bottiglia nella bacinella contenente acqua calda e aspettare uno/ due minuti: il palloncino si gonfierà. In fin e mettere la bottiglia nella bacinella contenente acqua fredda, aspettare uno/due minuti e il palloncino si sgonfierà. Motivazione scientifica: Quando la bottiglia si trova nell’acqua calda, il calore fa alzare le molecole che gonfiano il palloncino. Con l’acqua fredda le molecole presenti nel palloncino si raffreddano e vanno verso il fondo della bottiglia sgonfiandolo. Presentato da Federica e Martina e scritto da Fulvio I D Presentato e scritto da Luna e Francesca I D QUANTO INQUINIAMO? La società Euromibility ha diffuso recentemente un rapporto, relativo al 2011, sulla mobilità sostenibile nelle cinquanta principali città italiane. In fondo alla classifica vi sono L’Aquila, Catanzaro e Reggio Calabria. Inoltre, la città con più automobili in circolazione è L’Aquila con 73,9 auto ogni cento abitanti. Se pensiamo che la media europea è di 46 e quella italiana di 60,67, ci accorgiamo che effettivamente nella nostra città circolano troppe automobili. Incuriositi dalla notizia, noi alunni della III C abbiamo effettuato un’indagine nella nostra scuola per verificare se effettivamente i numeri sono così preoccupanti. Abbiamo ottenuto i seguenti risultati su un campione di 252 alunni: 1058 familiari usufruiscono di 609 automobili, con una media del 57%. Quindi i dati raccolti ci danno dei risultati diversi da quelli di Euromobility ma ci sembrano attendibili e per questo ci lasciano ben sperare! a cura della III C Notizie dalla scuola UN PREMIO INASPETTATO Il 6 gennaio 2013 c’è stata la cerimonia di premiazione della decima edizione del premio di poesia e pittura intitolato a Nanda Palesse, fondatrice dell’associazione culturale “Gruppo Storico di Ocre”. Ero a casa dei miei zii, quando la mamma del mio compagno Marco (che è stato il vincitore in assoluto) mi ha chiamata dicendomi che ero tra i vincitori di un premio di poesia e che dovevo trovarmi all’Auditorium della Carispaq alle 15.30. Sono andata lì insieme a mia mamma, a mio fratello e a mia zia. Durante il viaggio sono stata assalita dall’ansia, non mi aspettavo proprio di vincere perché la mia poesia non mi sembrava poi così speciale. Il mio è stato il secondo premio ex aequo ma anche le altre poesie premiate erano davvero belle, l’unico peccato era che alcune andavano fuori tema. Il momento più emozionante è stato quando ho dovuto leggere la poesia di fronte a tutti, sarei voluta diventare piccola piccola o scomparire! Ai vincitori è stato rilasciato un attestato di partecipazione, dei colori, un diploma e una copia del libro “Un’infanzia particolare” della scrittrice Milena Jona che racconta la propria infanzia vissuta durante l’occupazione nazista. Tornata a scuola mi hanno fatto un sacco di domande e io, per timidezza, avrei preferito di gran lunga affrontare un drago. Alla fine, di tutta questa storia mi rimarrà un bel ricordo che non sarà il premio, ma l’orgoglio di aver vinto. LA STELLA COMETA La Stella Cometa è la più lieta stella e anche la più bella. Volteggia vanitosa vicino alla stella più invidiosa e mostra la sua coda come se fosse di moda. La Stella Cometa e la sua coda di seta, la strada va a indicare a chi la vuol guardare. I tre grandi Re Magi che godono di tutti gli agi, vogliono fare un regalino al piccolo re Gesù Bambino. La stella li vuole aiutare e la strada gli va a indicare e dalla stalla fa capolino, così saluta Gesù Bambino, e gli dona tanto calore che si intrufola nel cuore. Mariangela Testa II D UNA STELLA SPECIALE Splende in cielo la Stella Cometa, sembra un velo di splendida seta, brilla di notte indicando il cammino, che porta la gente da Gesù Bambino; scintilla in un mare di splendide stelle, creando emozioni tra le più belle! Lascia nel cuore speranza ed amore, piccolo segno del suo grande calore. Marco Maccarone II D 17 18 SPORT Tutto sul calcio Le origini Il gioco del calcio sembra avere origini antichissime. Tracce di giochi simili sono rintracciabili in diversi luoghi ed epoche. Un antico gioco con la palla era praticato già in Giappone verso il 200 d.c... Sempre in Giappone risulta si giocasse il Kemari più giovane di circa 500-600 anni rispetto a quello cinese e tuttora praticato. In uno spazio relativamente piccolo, i giocatori dovevano passarsi, senza che questo toccasse terra, un involucro di cuoio al cui interno era inserita una vescica di animale gonfiata. Nel Medioevo i giochi con il pallone furono soprattutto espressione dell’antagonismo tra villaggi o tra fazioni dello stesso villaggio: perse le regole dell’antichità, obbedivano da luogo a luogo a norme diverse. Verso la fine del Duecento arrivano notizie della presenza di un gioco con la palla, il Large-football dalle Isole Britanniche. In Francia, nello stesso periodo, si giocava esclusivamente con i piedi e in modo assai violento la Savate. Una lettera di grazia (1374), parla della Soule come mezzo di contesa col pallone da lungo tempo praticata tra villaggi. Ma la città dove il gioco con la palla ebbe il massimo fulgore fu la Firenze medicea, dove si praticava il calcio fiorentino… IL CALCIO MODERNO In Inghilterra, riabilitato nel 1617 da Giacomo Stuart, il gioco con la palla ricominciò liberamente ad essere praticato, soprattutto dai giovani frequentanti i college e le università inglesi. Nacquero le prime regole scritte di un gioco denominato dribbling-game, antenato sia del calcio che del rugby, che vedeva affrontarsi due squadre di 11 o 22 giocatori e prevedeva sia l’uso dei piedi che delle mani. Ma ancora, Le squadre più tifate sono: Al 1° posto la JUVENTUS con 108 ragazzi Al 2° posto l’INTER con 65 Al 3° il MILAN con 58 E poi: • ROMA 39 • NAPOLI E LAZIO 2 • M. CITY E LECCE 1 Riccardo Fagnani Andrea Colafarina III D nel 1820, sussisteva confusione tra un tipo di gioco e l’altro, le cui evidenti differenze originarono, in seguito, una separazione e la nascita della Rugby Union, nel 1846. Un primo tentativo di unificazione si ebbe con le 14 regole, quando al Trinity College di Cambridge si riunirono giocatori in rappresentanza di diversi istituti per stilare una prima bozza del regolamento del gioco del football. Il 24 ottobre 1857 venne fondato il primo club di football al mondo, lo Sheffield Football Club, che giocò la sua prima partita al Parkfield House, e nel 1858 furono scritte le Sheffield Rules (Regole di Sheffield). Ma è solo nel 1863, e precisamente il 26 ottobre, che il calcio ha riscontro istituzionale. A differenza degli esordi, che quasi non vedevano alcuna distinzione di ruoli tra i giocatori, con il trascorrere degli anni nascono poco a poco “specializzazioni” che porteranno ad una sommaria distinzione tra attaccanti e difensori La diffusione del calcio nel mondo Nel frattempo il gioco si è diffuso un po’ ovunque nel mondo in particolare nei paesi che subivano l’influenza dell’allora impero britannico Il primo campionato con partite di andata e ritorno e punteggi per la classifica fu naturalmente in Inghilterra nel 1889, a cui poi seguirono Argentina 1893, Francia 1894, Belgio 1895, Olanda e Svizzera 1897. Oggi il calcio e lo sport piu seguito e praticato al mondo… Svolgendo un sondaggio nella nostra scuola siamo riusciti a capire che di 368 tifosi: SPORT IL PATTINAGGIO NELLA STORIA Il pattinaggio non nacque per gioco o per sport, ma per necessità. I primi pattini, infatti, hanno origine in tempi antichi fra le popolazioni nordiche della Scandinavia. Infatti esse pensarono di applicare alle scarpe delle lame ricavate da ossa di animali per risolvere il problema degli spostamenti nei loro territori che d’inverno diventavano delle enormi distese di ghiaccio. Sono stati rinvenuti pattini rudimentali risalenti addirittura a 2000 anni fa. Solo nel secolo scorso il pattinaggio ha assunto l’aspetto di un vero e proprio sport competitivo, distinto in pattinaggio artistico, pattinaggio di velocità e pattinaggio ritmico, con regole e caratteristiche proprie. Tutte e tre le specialità sono ammesse 19 Michele Ponziani IC alle Olimpiadi. Il pattinaggio di velocità si pratica su piste ghiacciate all’aperto, quello artistico e quello ritmico su piste di ghiaccio artificiale al coperto. Chi pratica il pattinaggio di velocità deve essere dotato di resistenza e potenza muscolare; chi pratica quello ritmico e artistico deve avere armonia di movimenti e capacità di effettuare salti, piroette, ecc. . . mantenendosi in equilibrio sulla lama sottile e affilata dei pattini. A L’Aquila non ci sono piste di pattinaggio su ghiaccio; però, ce n’è una che tutti gli anni, naturalmente d’inverno, si stabilisce vicino all’Aquilone e un’altra nel Parco del Castello, durante le vacanze di Natale. IL SOFTAIR, UN PASSATEMPO PARTICOLARE. Il softair è uno sport che in Italia si pratica da circa dieci anni. Consiste in azioni simulate di guerra con armi a gas nei boschi, nelle zone isolate e negli edifici abbandonati. ARMI SPECIFICHE: -Mitraglietta - Granata a pallini - Proiettili di plastica -Fucile d’assalto e di precisione (Con monocolo) -Pistola Beretta (a volte con laser) - M35 (Mitra) ABBIGLIAMENTO: -Maschera - Passamontagna - Occhiali protettivi -Tuta mimetica - Anfibi neri - Guanti - Bussola -Anfibi neri - Guanti - Walkie-Talkie - Binocolo PARTECIPANTI: I partecipanti si dividono in due squadre, ciascuna delle quali può essere formata anche da quaranta persone. I LUOGHI: -Roio - Gran Sasso - San Marco di Preturo Federico Cicolani I B LA GINNASTICA RITMICA Molti la ritengono solo una danza, altri quasi una specialità circense, ma è semplice arte, attraverso la quale esprimi te stessa. La passione, il sogno del tuo momento, della tua esibizione perfetta ti fanno dimenticare il lavoro duro e costante, la stanchezza, il dolore fisico. In pedana diventi regina. Col nastro dipingi il vento, con la fune colori il mondo, con la palla danzi leggera, con le clavette puoi volteggiare e con il cerchio crei raggi d’oro. Con queste parole vi presento un’arte, la mia arte: LA GINNASTICA RITMICA! Erika Bromo I A LA BREAK DANCE La break dance è nata in America, negli anni settanta, per strada. I passi base sono: TOP ROCK, FUTWORCK e LE MOOWE, ma ci sono posizioni e movimenti molto difficili ed è necessario parecchio tempo per impararli. Questa danza non si può considerare un passatempo, perché richiede una vera passione. Infatti, per arrivare ad un certo livello, bisogna essere costanti negli esercizi. Io faccio break dance quattro volte a settimana e sono molto soddisfatto perché è un’attività che mi permette di esprimere quello che sento dentro, soprattutto il mio bisogno di libertà. Ringrazio il mio amico Robert Federico Cicolani I B 20 TEMPO LIBERO Barzellette per tutti I CONSIGLI DELLA NONNA -Signor maestro, si può punire qualcuno per una Se rimanete senza detersivo per lavare i piatti, cosa che non ha fatto? domanda Pierino. -Certo che no – risponde il maestro. -Perfetto, perché non ho fatto i compiti! -Dottore, mio figlio ha i denti gialli. Cosa ci posso mettere?-Uhm…una bella maglietta verde, ed è a posto! Pierino chiede alla mamma: - Mamma, è molto faticoso lavare i piatti?-Sì Pierino, è molto faticoso. - risponde la mamma. -Allora rallegrati, perché ne ho appena rotto uno! sciogliete un po’ di bicarbonato in acqua calda e procedete al lavaggio: vedrete che splendore! Il limone può essere molto utile per togliere dalle dita le macchie di ortaggi, di frutta e d’inchiostro. Contro le gengive infiammate si può usare un cucchiaino di miele in acqua calda per fare benefici sciacqui. Comperate dei chiodi di garofano ed infilateli fittamente attorno ad un’arancia; la casa sarà deliziosamente profumata. Un rimedio poco noto per il raffreddore: qualche goccia di tintura di iodio in un bicchiere d’acqua. Laura Del Signore II C SALAME DEL RE Un uomo va alla visita settimanale del suo psiingredienti: chiatra. –Dottore, sono sempre malato…Ho pre6 uova - 6 cucchiai di zucchero so le medicine che mi ha ordinato, ma continuo 6 cucchiai di farina -1 cucchiaio di lievito a credere di essere un’auto di Formula Uno.-1 limone grattugiato - cioccolata -Però oggi la vedo più sorridente…-osserva il procedimento: medico. Unire le uova e lo zucchero,aggiungere la farina e -Sì, perché ieri ho vinto il Gran Premio!!! il lievito e girare bene. Mettere il composto in un vassoio imburrato e pasClasse I C sare in forno gia’ caldo a 180°. Porre la cioccolata in una padella e farla diventare liquida. Dopo 15-20 minuti, togliere la tortina dal forno e rovesciarla su uno strofinaccio dove avete messo dello zucchero. Unire la cioccolata , spalmarla bene sulla tortina e arrotolarla completamente con lo strofinaccio . un a volta data la forma di un salame aggiungere altro zucchero sulla superficie e rimettere in forno per altri 5 minuti . Valerio Segatori III F