S. SEC. DI 1° GRADO STATALE “MAZZINI- PATINI”- SEDE PATINI- ANNO 12- MAGGIO 2013
GIORNALINO SCOLASTICO PER RAGAZZI…. E CURIOSI
i BUENA SUERTE, PAPA FRANCESCO !
Il nuovo Papa, Jorge Mario Bergoglio, è nato da una famiglia di
origine piemontese. Da giovane
ha studiato come perito chimico e
avuto addirittura una fidanzata.
Nel 1958 è entrato nella Compagnia di Gesù.
Già nel Concilio del 2005 è stato considerato uno dei candidati
favoriti in vista dell’elezione del
nuovo Pontefice, ma poi il Conclave si è concluso con la scelta del
cardinale Ratzinger.
La sera del 13 marzo 2013, Bergoglio è stato eletto Papa: il primo
Papa americano e gesuita della
storia. Ha scelto il nome di Francesco, il santo che ha abbandonato le sue ricchezze per dedicarsi
ai poveri . Infatti , egli ha rifiutato
la croce d’oro dei papi e indossa
quella di ferro; inoltre, l’anello che
porta al dito è solo d’argento. In
questo modo vuole far capire che
la Chiesa deve cambiare, ma soprattutto che deve essere povera
e vicina ai poveri. Papa Francesco ha un carattere gioviale ed il
suo linguaggio semplice e diretto
ha subito affascinato i media del
mondo.
Mila Fiocca e Alessia Carrozzi II E
Cara Professoressa
C
ara professoressa,
avremmo preferito non scrivere
questa lettera, volevamo salutarla
almeno un’ultima volta, abbracciandola, dicendole che per noi era neSegue a pagina 2
cessario averla qui.
Il sole impolverato
La luna splende nella malanotte.
Un enorme boato
sveglia l’ansia del già noto.
Segue a pagina 5
Musei Vaticani
S
ono entrata nei Musei Vaticani. Tutto è stupendo, le sculture, gli affreschi, gli arazzi.
Essi sono uno dei più grandi orgogli della nostra
nazione.
Segue a pagina 7
Il Bullismo no!
Il bullismo è la volontà dei ragazzi di far del male
per sentirsi GRANDI. Abbiamo scelto di parlare del
bullismo perché tra i giovani è un fenomeno molto
diffuso.
Segue a pagina 10
2 ATTUALITA’
Cara professoressa
C
ara professoressa,
avremmo preferito non scrivere questa lettera,
volevamo salutarla almeno un’ultima volta, abbracciandola, dicendole che per noi era necessario averla qui.
Purtroppo non è stato possibile, non è stato possibile perché lei se ne è andata prima del previsto.
Ha fatto male, sì, sapere che non avremmo più potuto vedere il suo sorriso, quel sorriso che ha illuminato i cuori di tutti…chiunque avrebbe voluto vederlo!
CI MANCHERA’…
Ci mancherà non poterla più vedere, ci mancheranno le sue interrogazioni, il suo modo di gesticolare
durante le lezioni.
E’ bello ricordarla sa?!
E’ bello perché lei era una persona splendida…come
vorremmo averla qui con noi!
Era come una seconda madre, ci ha insegnato cose
di cui non sapevamo neanche l’esistenza.
Era importante, importante come nessun altro; sarebbe bello se tutto questo fosse soltanto un incubo,
sarebbe bello: però la vita è fatta di cose belle e di
cose brutte.
Saremo forti come lei ci ha insegnato, ma lei si ricordi che le vogliamo un bene dell’anima, ora e per
sempre.
E’ un angelo, lo era anche prima, ma ora ha le ali.
Ciao professoressa.
E’ STATA LA MIGLIORE.
Classe II B
VESTITI TOSSICI, CHE PAURA!
Andrea Di Gregorio III A
U
ltimamente volevo acquistare dei pantaloni di una nota marca sportiva.
Li ho cercati senza successo in tutti i negozi di L’Aquila poi, durante una gita a Roma, finalmente li ho trovati.
Erano anche molto costosi. Qualche giorno dopo, su un giornale locale, ho letto un articolo riguardante una inchiesta
fatta da Greenpeace.Quest’associazione ambientalista sostiene che alcune aziende, come Adidas, Converse, Calvin
Klein, H&M, Lacoste e Ralph Lauren, utilizzano detersivi composti da una molecola che, molto probabilmente, fa male
e crea diversi problemi a livello ormonale.
Purtroppo, tra le marche elencate c’era anche quella dei miei nuovi pantaloni.
Effettivamente, ora sono un po’ preoccupato, anche perché avevo litigato con i miei per comprarli; ma ho deciso che,
fino a quando non avremo la certezza che questa molecola sia dannosa per la salute, continuerò ad indossare i miei
nuovi pantaloni….magari, anche facendo finta di niente!
Redazione
1A - Concezzi Giulia
1B - Cicolani Federico
1C - Pettine Federica
1D- Frasca Fulvio
1E - Romano Alessio
2A - Tobia Francesca
2B - Tomassi Beatrice
2C - Tamborrino Gessica
2D - Soccorsi Alessia
2E - Ticci Vittoria
3A - Di Gregorio Andrea
3B - Salomone Greta
3C - Lorenzetti Davide
3D- Coco Valentina
3E - Allegritti Giada
3F - Rubeis Federica
Prof. Mario Andreucci
Prof.ssa Ricci Ildefonsa
ATTUALITA’
3
UNA BELLA INIZIATIVA PER COPPITO:
LA BIBLIOTECA DI MURATA GIGOTTI
Erika, Eduarda e Daniela I A
Intervista alla giornalista de Il Centro Marina Marinucci
-Da quanto tempo funziona la Biblioteca di Coppito?
-La Biblioteca di Coppito è attiva da più di un anno ed è
la prima biblioteca comunale della città. E’ gestita dalla
nostra pro loco che coordina una serie di attività culturali,
sociali e ricreative in questo comprensorio, tra cui anche
il campo estivo per ragazzi che funziona ormai da quattro
anni.
-Come è nata questa bella iniziativa?
-E’ nata nell’anno del terremoto perché a Murata Gigotti
avevamo una tendopoli gestita dalla pro loco. Abbiamo
pensato subito che era importante, anzi importantissimo
ricostruire le case e gli edifici del centro storico della nostra città e delle frazioni, ma che altrettanto importante era
occuparsi della ricostruzione culturale. Per questo abbiamo pensato di lanciare un appello per una raccolta di libri
in tutta Italia. La risposta è stata davvero generosa perché
sono arrivati e continuano ad arrivare libri, anche usati,
da Milano, Pescara, dal Veneto, ecc. Ma la donazione più
importante è stata quella del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ci ha voluto fare omaggio di
centocinquanta volumi di scrittori italiani un mese dopo il
terremoto.
-Quanti libri ha in dotazione la biblioteca?
-Abbiamo circa ottomila libri, ma non tutti sono negli scaffali perché il locale non è abbastanza grande per poterli
esporre. Ci aspettiamo di poter avere un locale più idoneo
per fare una grande biblioteca.
-In quali giorni della settimana è aperta?
-E’ aperta tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle 15 alle19.
-Quali servizi offre?
-Facciamo il prestito libri. Intanto, è una sala studio-sala
lettura: quindi, chi vuole venire a studiare può farlo senza
problemi. Tra l’altro,la biblioteca si trova in un posto tranquillo, in un casale immerso nel verde; infatti, intorno ad
esso c’è un parco di sette ettari che quest’anno diventerà
comunale.
Si tratta di un’area enorme in cui poter passeggiare e studiare. C’è anche la possibilità di accedere a internet. Chi
vuole, può venire con la propria chiavetta e collegarsi.
-Come è l’affluenza?
- In questo momento è più rivolta verso il prestito dei libri
che non come sala studio. Vengono molte persone, non
solo ragazzi e studenti, ma anche adulti, a chiedere libri
in prestito. Noi confidiamo di vedere al più presto studenti
che vengano abitualmente a studiare.
-Intendete avviare una collaborazione con altre biblioteche?
-Sarebbe importante costruire una rete, noi già abbiamo
dei contatti con il Bibliobus, e certo la messa in rete di
questi centri di lettura è fondamentale perché permette di
offrire una gamma maggiore all’utenza.
-Può fare un bilancio di tale attività?
-Il bilancio è questo: molti altri libri sono arrivati da tutta
Italia grazie ad un’iniziativa della Casa Editrice Giunti; in
pratica, molti cittadini italiani hanno comprato un libro e
vi hanno messo una dedica per gli aquilani. In questo
momento ci stiamo occupando della catalogazione e della distribuzione di questi libri nelle scuole. Già ne sono
stati distribuiti settemila e stiamo continuando a farlo. Ad
esempio, c’è Onna che vuole aprire una piccola biblioteca a Casa Onna e che prenderà una parte di questi libri.
4 ATTUALITA’
LE CENERI DI UN SOGNO
Camilla Marasi e Giorgia Tucceri Cimini. II B
Lo scorso anno, in gita scolastica, abbiamo visitato “La città della
scienza” che, a quanto scrivono i giornali, è andata a fuoco.
Il posto era davvero spettacolare, un verde immenso.
Siamo stati spettatori di quel che era per Napoli una vera e propria
rinascita.
04-03-2013
UNA SERA CHE SEMBRAVA COME TANTE ALTRE.
Sono le 21.45 quando sul polo
scientifico di Napoli scatta l’allarme, ma ormai è troppo tardi.
In meno di dieci minuti enormi
fiamme divorano e inceneriscono cinque dei sei padiglioni di
legno.
E’ l’inferno.
Per far fronte a questa apocalisse, intervengono i vigili del fuoco
di Caserta: ci vorranno due ore
per calmare la situazione e dodici ore per la tranquillità generale.
Resta ben poco di tutto
questo,solo il teatro è stato
risparmiato,ma non la parte museale che si affacciava sulla riva.
I vigili del fuoco impiegano sei
minuti per arrivare sul posto eppure quello che vedono li lascia
basiti.
Di sicuro non è un incendio normale , ma sicuramente doloso
e si sospetta che la causa sia
la camorra,ma non c’è nessuna
certezza.
Per Napoli è stato come aver
perso una parte di sé, quindi un
sogno svanito nel deserto.
Perché sprecare tempo per una
città ormai perduta,dove regna
la camorra,le persone povere e
senza lavoro?
E cosa sarà mai la città della
scienza distrutta in una sola notte da un incendio sospetto?
Ecco,è proprio questo che si deve
far capire alla gente:Che l’apparenza
inganna,che una città può sembrare
brutta,ma,guardando le cose con più
attenzione si può far caso alle bellezze che ha.
Non bisogna mai mollare,anzi,si dovrebbe più che altro provare a ricostruire un sogno.
Coraggio, Napoletani: CE NE VUOLE
TANTO!!
Dimissioni inaspettate.
Per la prima volta nei tempi moderni un Papa, Benedetto XVI, si è dimesso, lasciando stupiti tutti.
Lo ha annunciato a sorpresa durante il Concistoro e la notizia delle
sue dimissioni è rimbalzata su molti siti e televisioni del mondo.
Il Papa, lasciando il suo incarico,
ha dichiarato: “Le mie forze per l’età non sono più adatte”.
Il gesto di Benedetto XVI da molti
è stato paragonato a quello di Celestino V, un Papa la cui figura è
strettamente legata alla storia della
nostra città.
…..DUBBI….
Dopo le dimissioni di Benedetto
XVI sarà ancora possibile usare i
noti detti popolari: ‘’Morto un Papa
se ne fa un altro’’oppure ‘’Ad ogni
morte di Papa ’’ ?
Restiamo in attesa del vostro parere.
Valentina Gulizia e Giorgia Muti II E
Celestino V,
il papa del gran rifiuto.
Celestino V, il cui vero nome era
Pietro Angelerio, nacque nel Molise tra il 1209 e il 1210. Divenuto
eremita, visse per un breve periodo in una grotta sul monte Morrone.
A lui si deve la costruzione della
basilica di Santa Maria di Collemaggio, dove fu poi incoronato
papa nel 1294. Uno dei suoi primi
atti fu l’emissione della Bolla del
perdono con la quale concedeva
agli aquilani l’assoluzione dai peccati. Solo dopo sei mesi, però, Celestino rinunciò al pontificato per-
ché non era un uomo politico.
Consumato dagli acciacchi e da
una vita di stenti
e di privazioni, trovò il coraggio di
imporre agli allibiti cardinali la sua
rinuncia.
Così decise di tornare tra le sue
montagne, ma, catturato dai soldati del suo successore Bonifacio
VIII, fu rinchiuso nel Castello di Fumone dove morì a causa di un’infezione poco tempo dopo, nel 1296.
In seguito, le sue spoglie furono
portate nella Basilica di Collemaggio, dove ancora oggi si trovano.
Una commissione medica, che
molti anni fa esaminò i resti di Celestino, rilevò la presenza di un
foro sulla parete laterale del teschio e ipotizzò che la morte potesse essere stata provocata da un
colpo inferto con un chiodo.
Quest’ipotesi, però, ancora oggi
non può essere dimostrata
Claudia Marasi e Sofia Lepidi II E
CULTURA
Il sole impolverato
L’AQUILA NEL 2013
Daniela Tusi I A
La luna splende nella malanotte.
Un enorme boato
sveglia l’ansia del già noto.
Sono passati quattro anni da quella brutta notte del 6 Aprile 2009.
Ogni volta che vado nel centro storico dell’Aquila vedo che niente è
cambiato.
Camminare in quei vicoli deserti e
transennati mi mette molta tristezza.
Vorrei vedere una città affollata
con turisti, ristoranti, negozi e parco giochi.
Mi piacerebbe passeggiare in una
città piena di gioia con le sue 99
fontane, piazze e chiese.
Il mio sogno è quello di vederla ricostruita più bella e sicura di prima.
ERA BELLA, E’ BRUTTA SARA’
BELLISSIMA.
Ho molta fiducia e speranza…………….
Il cervello urla
un dolore muto
nella notte abissale.
Venti secondi di terrore
cambiano la storia.
Tutto si ferma
nei pensieri di una vita vissuta.
Il rumore del silenzio
invade il borgo abbandonato
come se secoli di storia
fossero stati inghiottiti dai cumuli
delle macerie.
La luce sorge indifferente
sulla città ferita
e stride il suo splendore
sul nostro nudo dolore.
Uno sguardo di speranza
forte e testardo
rinasce dal pianto
e torna a correre
dietro al sole
come un bimbo
dietro al suo aquilone.
II A
5
Notizie da Porta Rivera
Gessica, Nicola e Sabrina II C
Porta Rivera è il quartiere che si trova vicino alle 99 Cannelle.
I residenti di questa zona, che sono solo tre, riferiscono di vedere spesso da un pò di tempo animali tipici del bosco come scoiattoli, volpi e
addirittura cinghiali!
La natura si sta riappropriando della città
La Processione del Cristo Morto a L’Aquila
Andrea Di Gregorio III A
La venerazione del Cristo Morto fu
introdotta dalla Compagnia del Santo Sepolcro, fondata da Goffredo di
Buglione, quando nel 1257 la sede
vescovile fu spostata da Forcona a
L’Aquila. Forse ogni Quarto della città
aveva una sua processione; infatti
le statue del Cristo Morto sono ben
due: una antichissima e miracolosa che si trova nella chiesa di Santa
Giusta , l’altra, dalle sembianze molto
delicate, che si trova in quella delle
Anime Sante.
La teca era trasportata da volontari
chiamati “simulacri” che vestivano con
tuniche e maschere di Cristo.
Nel 1768 il re Ferdinando di Borbone
soppresse la processione del Venerdì
Santo in tutto il Regno di Napoli per
motivi di ordine pubblico.
Così L’Aquila per 186 anni non ebbe
più la sua processione.
Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, un novizio del convento di San
Bernardino pensò di recuperare l’antica tradizione. La progettazione e realizzazione dei simulacri e degli arredi
fu affidata a Remo Brindisi, un grande
artista famoso in tutto il mondo. Così,
quando la processione nel 1954 riprese, riacquistò vita e significato anche
grazie al valore artistico dei simulacri
e del vestiario.
6 CULTURA
I GIGLI DELLA MEMORIA
D
UN LIBRO PER RIFLETTERE
Valentina Coco III D
Enrico Scarfagna II E
opo il terremoto del 2 febbraio
del 1703, solo pochissimi edifici
rimasero in piedi e sulle loro pareti
ancora oggi si possono vedere dei
gigli in ferro battuto molto delicati.
Essi sono la parte terminale delle
catene messe per proteggere le costruzioni. Sono detti anche fiori del
terremoto e possono essere grandi
o piccoli, a tre o quattro petali.
Secondo la scrittrice aquilana Laudomia Bonanni, sono una testimonianza di gratitudine per esser stati
risparmiati dal terremoto.
Ancora oggi si possono vedere nella
nostra città, in Corso Vittorio Emanuele, via Picenze, Via S. Martino.
Speriamo che vengano recuperati!
Il 23 gennaio 2013, presso la libreria
“Colacchi”, ho assistito alla presentazione del libro: “I gigli della memoria”, di Patrizia Tocci. Questo libro è
diviso in due parti: la prima riguarda
55 testimonianze delle prime dodici
ore dopo il terremoto del 6 Aprile ed
è formato da 7 sezioni; la seconda
contiene testi scritti da Patrizia Tocci che riguardano invece il tempo
trascorso da quel momento fino ad
oggi. Tra le 55 persone troviamo
Giustino Parisse, Enza Bucci e la
nostra professoressa Patrizia Ferri
(3^ sezione) che ha scritto l’articolo
intitolato “A piedi nudi”.
Tutto il ricavato sarà devoluto al
gruppo Volontari Donatori di Sangue
(VAS) dell’Aquila.
INTERVISTA ALLA PROF.SSA FERRI
Coco Valentina III D
P
ochi giorni fa ho fatto un’intervista alla professoressa Ferri,
autrice di uno dei racconti del libro
“I gigli della memoria”. Ecco le sue
risposte alle seguenti domande.
1)
Come mai ha deciso di partecipare alla realizzazione di questo libro?
L’idea è nata alla professoressa
Tocci che mi ha chiesto se volessi
partecipare a questo progetto. Inizialmente ero titubante, ricordare e
scrivere quei tremendi secondi e le
successive ore sapevo che sarebbe
stato molto difficile. Infatti ho scritto a
più riprese il racconto, spesso dovevo fermarmi perché il ricordo era (ed
è) molto doloroso.
2)
Qual è l’argomento della
sua testimonianza?
L’argomento riguarda le dodici ore
successive al terremoto: le nostre
emozioni, mie e della mia famiglia,
come abbiamo vissuto quel tragico
evento che poi, di fatto, ha cambiato
la vita di tutti noi. Il titolo del mio racconto è “A piedi nudi” e dà il titolo anche alla sezione omonima: mette in
rilievo il fatto di dover essere usciti di
casa all’improvviso… senza scarpe, appunto!
3)
Secondo lei, quali sentimenti ed emozioni può suscitare
la lettura del libro?
Il libro è una raccolta di testi. E’ un
libro che deve far riflettere e restare
a disposizione dei giovani, che non
devono dimenticare, non devono
perdere la memoria storica del terremoto che a L’Aquila si ripete ogni
300 anni… è questo che i giovani
di oggi devono tramandare ai figli
e ai figli dei loro figli e così via, in
modo da non abbassare la guardia
come è accaduto a noi. E’ un libro
denso di emozioni, alcuni racconti
sono drammatici, altri lo sono un po’
meno. Finora lo abbiamo presentato a L’Aquila, Roma, Pesaro. La
prossima presentazione è prevista
a Giulianova. Andiamo in giro a portare la nostra testimonianza di allora
ma, soprattutto, andiamo a raccontare L’Aquila di OGGI … andiamo a
testimoniare, anche con video, che
il centro della “CITTA CHE VOLEVA
VOLARE” è come quattro anni fa …
un deserto…
4)
Ritiene che possa essere
utile alle future generazioni?
Certo che sarà utile … ne ho parlato nella precedente risposta. Non
si deve dimenticare che L’Aquila è
una città altamente sismica e questo deve rimanere nella mente delle
future generazioni che devono premunirsi contro questo mostro. Dovranno pensare ad una “prevenzione “del terremoto. Come? Con un
edilizia adeguata, con case, uffici,
scuole e quant’altro antisismici! E’
l’unico modo per sconfiggere questo
folle avversario!
CURIOSANDO QUA E LA’
L Musei Vaticani
7
Sofia Lorenzetti I B
pella Sistina; essa è stata dedicata a Maria Assunta in Cielo, ed è uno dei tesori culturali ed artistici più grandi ella città del Vaticano. La Cappella
Sistina è stata inserita nei Musei Vaticani ed è
nata intono al 1470. E stata dipinta da Michelangelo che impiegò quattro anni per portarla a termine.
I colori con i quali Michelangelo ha dipinto la Cappella Sistina non sono casuali: ad esempio, Mosè
è sempre dipinto di blu e di verde. Il verde sta a
simboleggiare il terreno (parte terrestre) e l’azzurro il cielo (parte divina). Andando avanti la guida
1. Uno sguardo generico ai Musei Vaticani
ci ha spiegato che il povero Michelangelo si fece
Il 24/11/2012 con l’autobus mi sono recata ai Mu- in quattro per dipingere la Cappella Sistina, addisei Vaticani a Roma con la mia comunità parroc- rittura perse quasi la vista per dipingere, perché
chiale.
dovette pitturare la cupola e i colori gli gocciolaEssi sono uno dei più grandi orgogli della nostra vano sugli occhi, creandogli non pochi problemi.
nazione.
Tutto ciò che vi si trova sembra fatto per sorpren- 4. All’interno dela Cappella Sistina
dere, non c’è nulla che mi ha deluso.
Sono rimasta stupefatta dalla Cappella Sistina!
Un insieme di affreschi realizzati a mano e perfet2. Dentro ai Musei Vaticani
tamente decorati con sfondi di lapislazzuli.
Tutto è stupendo, le sculture, gli affreschi, gli L’immagine che mi ha affascinato di più è stata
arazzi.
quella in cui è raffigurata l’ultima cena in cui c’è
Le cose che mi hanno colpito di più sono le cu- Giuda che, a differenza degli altri, si trova di spalpole: ogni singola cupola è diversa dall’altra; ad le. Michelangelo dipinse a tutti gli apostoli un’auesempio una è bianca e raffinata, l’altra raffigura reola d’oro ed a Giuda un’aureola scura; inoltre
dei corpi che si incrociano e si scambiano ab- sulla spalla di Giuda c’è un diavoletto, che probabracci. Non meno appariscenti sono i pavimenti, bilmente gli sta consigliando di tradire Gesù.
ricoperti in alcuni casi da lapislazzuli; piccole pie- Entrando nella Cappella Sistina, si ha l’imprestre preziosissime inserite con una tecnica chia- sione di essere molto bassi in quanto la distanza
mata “di inserzione” nel pavimento. I lapislazzuli tra il pavimento e la sommità della cupola è di 20
sono pietre esclusivamente blu, che si usano metri.
come “sfondo” nelle raffigurazioni.
Mi hanno colpito anche gli arazzi, dei tessuti che 5. Osservazioni finali e ritorno a L’Aquila
raffigurano scene religiose.
I Musei Vaticani sono veramente un patrimonio
I Musei Vaticani offrono molte sculture di uomini di cui tutti noi italiani dovremmo essere orgogliosi
e animali. Un classico esempio è il “Lacoonte”, e soddisfatti, perché posso assicurare che quelun uomo che avvertì i Troiani che il cavallo la- lo che i nostri artisti nazionali sono riusciti a prosciato dai Greci fuori le mura di Troia era un in- durre con il loro massimo impegno e sacrificio è
ganno per distruggere la città; per questo la dea davvero fantastico.
Atena, amica dei Greci, si arrabbiò ferocemente Ringraziamo loro che hanno arricchito il nostro
con Lacoonte, tanto da lanciargli una maledizio- paese, facendolo diventare semplicemente …
ne: lo fece assalire da serpenti velenosi. Nella meraviglioso!
scultura si può cogliere la sofferenza dell’uomo. Quello che oggi ho imparato è che cultura e divertimento sono due buoni amici: si può essere
3. In cammino verso la Cappella Sistina
con loro in uno stesso tempo con grande gioia.
L’ultima tappa nei Musei Vaticani è stata la Cap-
8
CURIOSANDO QUA E LA’
LA CERA
L
Maria Alice Colò III F
’origine delle candele è legata alla storia della scoperta del
fuoco da parte dell’uomo. I popoli
primitivi iniziarono con l’utilizzo di
torce sporche di grasso animale
per illuminare, e successivamente
di fiaccole di resina. Popoli come
gli Egizi, gli Assiri e più tardi i Greci
e i Romani utilizzarono l’olio come
combustibile per le loro lanterne.
La nascita vera e propria delle candele non è però chiara: già gli Etruschi le costruivano con cera e sego
e come stoppino usavano giunchi
o stoppa.
Anche la datazione delle candele
è molto incerta, tuttavia si ritiene
che esse abbiano avuto origine in
Egitto, al tempo delle prime dinastie faraoniche.
Nell’XI secolo a.C., erano fatte di
fibre di papiro intrecciate e ricoperte di pece o di cera d’api. Le candele erano certamente diffuse tra
i Greci e gli Etruschi: candele di
cera d’api, di grasso animale.
Dato il costo elevato la cera d’api
Il Camerun
I
continuò ad essere utilizzata per
secoli per produrre candele ad uso
esclusivo di aristocrazia e clero.
L’unica fonte di illuminazione per le
classi più povere era rappresentata dalle candele di grasso animale.
Anticamente, i candelieri più comuni erano di legno o d’argilla,
mentre quelli molto elaborati erano
di marmo o di bronzo. Pregevoli
esemplari di candelieri in bronzo
sono stati rinvenuti nelle tombe
etrusche.
Questo è ciò che ci ha spiegato un
ragazzo quando siamo entrati, io e
la mia classe, nel laboratorio della
cera. Alla fine della spiegazione ci
ha insegnato come fare una candela e ce ne ha fatta fare una, per
me è stata un’emozione unica ed
indimenticabile. Ovviamente non
sono uscite candele perfette, ma
a me sono piaciute ugualmente.
Sono stata molto bene, anche perché mi trovavo in gita e insieme ai
miei compagni mi sono divertita
molto.
Guylaine II D
l Camerun è uno dei 54 paesi dell’Africa.
E’ situato al Centro dell’Africa, al nord dell’Equatore e sull’Oceano Atlantico.
Il Camerun è composto da 10 regioni.
Mi chiamo Guylaine, ho 12 anni e vengo dal Camerun
dalla regione del Centro, il suo capoluogo è Yaoundè.
A Yaundè ci sono molti edifici grandi, tante persone,
tanto rumore, buone scuole.
Nel Camerun, come in molti paesi, noi abbiamo un
presidente: Sua Eccellenza Paul Biya.
In Camerun ci sono diverse etnie divise in bantu e
Semi-Bantu: i Bantu sono Etons, Ewondons, Bassars...
I Semi-Bantu sono Betang, Bamenda, Begante, Bamena...
Io sono una Bamena. Bamena è uno dei villaggi della
regione Ovest il cui capoluogo è Ndè. La persona che
dirige un villaggio è Il Capo del villaggio, affiancato da
notabili.
A Bamena il piatto tradizionale si chiama “Le Congret
avec la Chèvre”. La Capra (Chèvre) è la carne tradizionale.
Nel Camerun si parlano due lingue, il francese e l’inglese, ma si parla anche la lingua del proprio villaggio.
La scuola è divisa in tre cicli: il primo ciclo (materna e
primaria), il secondo ciclo (secondaria) e l’ultimo ciclo
(l’università).
L’università ha sei documenti ufficiali: CEP; BEPC;
Preparatorie; BAC; Licence; Doctorat.
Il Camerun è un paese molto caldo e non fa mai freddo.
La bandiera del Camerun ha tre colori: verde, rosso e
giallo con una stella gialla sulla fascia rossa.
CURIOSANDO QUA E LA’
La capoeira
G
9
Eduarda Paone I A
li schiavi africani, giunti in Brasile, vennero a contatto
con varie culture e tipi di intrattenimento. Fu questo,
probabilmente, che li ispirò a creare una danza molto originale per svagarsi nel tempo libero: la capoeira. Questa
“disciplina” dissimula una lotta: infatti, è caratterizzata da
calci e testate. Per questo all’inizio venne subito ostacolata dai proprietari degli schiavi perché potenzialmente
pericolosa, in quanto mezzo per ferire i padroni e le altre
persone che avevano su di loro una certa autorità. Inoltre, si temeva che potesse favorire la nascita di gruppi di
schiavi che, ingrandendosi, organizzassero rivoluzioni civili. Gli attrezzi che si usano per suonare il ritmo su cui
i capoeristi devono ambientarsi sono il berimbau, che è
simile ad un tamburo ricavato da una zucca svuotata, il
caxixi, il pandeiro, il recoreco e l’atabaque. Per un capoerista l’essenziale è avere la piena consapevolezza del proprio corpo, in comunicazione con lo spirito. Esso, infatti,
non si distingue per essere un picchiatore, ma per l’abilità
che dimostra nel perfetto controllo dei colpi che scaglia.
Dopo essere stata collocata tra le attività illecite, la capoeira nel 1930 ha ripreso a essere praticata liberamente grazie al maestro Bimba. Ora
come ora, nelle varie città brasiliane, è piuttosto facile imbattersi in questi incontri a beneficio del turismo.
AQUILANI IL GAMBEREMO
LIGURI
O
L
Alessio Romano I E
o sapevate?
In Liguria c’è un paese con il
nome simile a quello della nostra città: Aquila di Arroscia.
Ha 176 abitanti ed è situata in
Valle Arroscia; dista da Imperia,
che ne è il capoluogo, circa 37
km.
Per chi ne volesse sapere di
più, tra i monumenti c’è la chiesa parrocchiale di Santa Reparata, in stile barocco; il Santuario della Madonna della Neve
a 1125 m sul livello del mare e
l’Oratorio di San Sebastiano. In
questo paese si produce vino,
olio ed inoltre è praticata l’orticoltura e la pastorizia.
Bavaro Giorgio III F
gni anno, nel mese di ago- particolare che prevede una gara
sto, nel paese di origine dei di velocità in linea, una frazione di
miei genitori, si svolgono diverse
manifestazioni in occasione dei
festeggiamenti della Madonna di
Corsignano, protettrice di Giovinazzo. Nell’arco di una settimana
si susseguono eventi religiosi, il
corteo storico e numerose fiere
e sagre. La manifestazione che
sicuramente più di tutte attrae la
mia attenzione e partecipazione è
il Gamberemo.
Si tratta di una manifestazione
sportiva che si svolge tra la piazza principale del paese ed il vicino porto. Infatti, una volta l’anno,
i giovani appartenenti alle cinque
parrocchie si sfidano in un’unica
gara che prevede diverse tipologie
di corsa.
I ragazzi e le ragazze sono chiamati a gareggiare in una staffetta
corsa sui pattini a rotelle spingendo una palla con un bastone, una
corsa a coppia portando in spalla un pesante remo ed infine una
piccola traversata nelle acque del
mare a bordo di imbarcazioni spinte da remi.
La partecipazione della cittadinanza è molto sentita e tutto il paese
si riversa in strada ad incoraggiare
i propri beniamini.
Vince naturalmente la squadra
che per prima taglia il traguardo.
Alla parrocchia vincitrice, tra il tripudio dei propri sostenitori, viene
consegnato un particolare palio
che verrà messo in competizione
l’anno successivo.
In questi anni la mia partecipazione attiva si è limitata ad un acceso
tifo per la parrocchia di Sant’Agostino.
10 MONDO GIOVANI
IL BULLISMO NO!
Il bullismo è la volontà dei ragazzi di far del male per
sentirsi GRANDI. Abbiamo scelto di parlare del bullismo perché tra i giovani è un fenomeno molto diffuso.
Vogliamo farvi capire che far del male agli altri non
comporta niente di buono, perché tutti siamo fratelli.
LA SCUOLA, CENTRO DEL “BULLISMO”
Spesso la scuola è il centro del bullismo poiché vi
sono molti ragazzi che fanno dispetti agli altri. Siamo
convinti, però, che per coloro che subiscono questo
comportamento sia arrivato il momento di ribellarsi.
I bulli si credono “grandi” e pensano di esserlo solo
prevaricando gli altri. Sarebbe molto bello se tutti i ragazzi che la pensano come noi fossero uniti nel difendere le vittime del bullismo, perché anche solo tacere
vuol dire aiutare i bulli.
Lettera ai ragazzi “bulli”
“Cari” ragazzi,
vi scriviamo per dirvi che sappiamo come siete:
ugualissimi agli altri e per niente superiori a nessuno,
come invece credete. Dovete imparare a voler bene
a voi stessi e agli altri, poiché solo così potrete avere
rispetto ed amicizia. Pensate a cosa accadrebbe se
le persone alle quali fate dispetti si ribellassero: non
I GIOVANI E L’ALCOL
Russi Roberta, Mingolla Giovanna I C
crediamo che vi piacerebbe essere voi stessi vittime
di atti di bullismo. Allora cominciate ad avere un atteggiamento diverso, così sarete apprezzati, starete
insieme agli altri con armonia e inizierete una nuova
vita.
Ricordatevi:
basta con il bullismo!
Lettera a un ragazzo vittima del bullismo
Caro ragazzo,
probabilmente sei sensibile o timido, e sappiamo che
è spiacevole ciò che ti sta accadendo.
Soprattutto immaginiamo il dolore che provi quando
torni a casa, pensando a quei compagni che non ti
accettano per ciò che sei. Ti consigliamo di reagire
frequentando amici che ti apprezzano e di non far
caso ai bulli. Vedrai che prima o poi avranno bisogno
di te e tu volterai loro le spalle. Sicuramente sei una
persona buona, ma ci sono ragazzi che approfittano
della tua bontà e non è giusto. Devi assolutamente
raccontare ai tuoi genitori oppure ad un insegnante
ciò che sta accadendo, così non avrai più paura di
andare a scuola o in luoghi pubblici.
TU SEI MIGLIORE DI LORO!
Riccardo De Simone III D
Il consumo giovanile di alcol è in preoccupante
aumento e purtroppo l’Italia si sta avvicinando ai
Paesi del Nord Europa: qui, infatti, la percentuale dei ragazzi che dipendono dall’alcol è elevata.
Anche nella nostra città, soprattutto dopo il sisma,
il consumo di alcol ha avuto un tale incremento, da diventare una vera e propria emergenza.
Vorrei porre a confronto la situazione di oggi e quella di dieci anni fa: secondo me, dieci anni fa i ragazzi erano meno dipendenti perché avevano un altro
modo di pensare, cioè erano più consapevoli di
quello che facevano; oggi, invece, bevono solo per
vantarsi della cosa con gli amici e per sentirsi grandi.
In Italia si comincia a bere tra i quattordici e i diciassette anni.
Dal punto di vista scientifico, l’organismo umano intorno ai sedici anni non riesce a metabolizzare l’alcol.
L’informazione più sconvolgente è che sono più le
ragazze a bere. Inoltre, il 67% di esse beve alcolici pesanti che possono portare anche alla morte.
MONDO GIOVANI
11
FACEBOOK O TWITTER?
Lorenzo Tucceri Cimini e Andrea Chiaravalle III A
Noi ragazzi della III A abbiamo fatto un sondaggio
per sapere quale tra i due social Networks più visitati sia utilizzato dai compagni della nostra scuola.
I risultati ottenuti ci mostrano che il mezzo preferito
per comunicare è Facebook con 130 preferenze.
INTERNET
a cura della III B
Al giorno d’oggi si comunica attraverso sms,
mail, chat e social network, ma non e’ sempre
stato così.
Tempo fa, se una persona voleva comunicare a
distanza, doveva scrivere una lettera.
Ora non viene più in mente a nessuno di fare
una cosa simile, d’altra parte ormai esiste facebook, grazie al quale ci si può relazionare con
più persone contemporaneamente e, a differenza delle lettere, si ha l’opportunità di ricevere immediatamente una risposta.
Questo e’ uno dei motivi per i quali facebook è
molto comodo, ma bisogna saperlo usare con i
dovuti criteri, altrimenti potrebbe diventare pericoloso.
Tutti questi cambiamenti nel modo di comunicare
hanno reso le relazioni di oggi alquanto superficiali e per questo, secondo noi, si dovrebbe trovare una via di mezzo , in modo di poter parlare
con chi e quando si vuole ma, allo stesso tempo,
permettere anche di mantenere rapporti diretti e
autentici.
12 MONDO GIOVANI
L’anoressia, un problema giovanile
Jlenia Di Biase, Gabriela Ciuca, Lavinia Scortea, FilippoRemotti, Erika Tatananni III E
Mangiare troppo fa male, ma anche una scarsa alimentazione produce danni gravi alla salute che
colpiscono soprattutto le adolescenti. I disturbi alimentari più diffusi sono l’anoressia e la bulimia. L’anoressia porta le ragazze al dimagrimento perché
pensano di essere sempre in sovrappeso. Le anoressiche presentano un aspetto inconfondibile: infatti,
sono scheletriche e possono arrivare al di sotto dei
30 kg, hanno la temperatura corporea molto bassa e il ritmo del cuore rallentato. Chi è affetto da
questo disturbo rifiuta il cibo per paura dei grassi
e degli zuccheri che si trovano all’interno di essi e
non ammette mai di avere un problema. Dopo il
digiuno arriva la crisi bulimica, cioè il bisogno di
mangiare. L’anoressica, sentendosi in colpa per aver
ingerito così tanto cibo da poter ingrassare, decide
di eliminarlo con il vomito. Secondo alcuni esperti,
una causa dell’anoressia può essere la mancanza di
fiducia e di affetto da parte dei genitori verso i figli,
ma sicuramente il problema è molto più complesso.
Questa malattia porta quasi sempre alla morte, ma
si può anche guarire grazie a terapie adeguate. L’anoressia è accostata alla bulimia perché entrambi sono
disturbi alimentari che alla fine risultano le due facce
della stessa medaglia. Infatti, la bulimia è caratterizzata
da “abbuffate” seguite da comportamenti compensativi
(vomito, abuso di lassativi). Un consiglio che possiamo
dare alle nostre coetanee afflitte da questo problema è
di parlarne con i genitori e farsi curare rivolgendosi ad
un centro specializzato.
IL FUMO NELL’ADOLESCENZA
Spesso i genitori si sentono impotenti, alle prese
con i problemi dei difficili anni dell’adolescenza dei
loro figli, perché non si sentono in grado di’ capire
il mondo e le scelte dei ragazzi di quell’età. Eppure i genitori hanno più influenza di quanto credano
su di loro. Negli stati uniti sono più di’ 3000 i giovani che diventano fumatori regolari ogni giorno,
ovvero si formano più di un milione di nuovi fumatori all’anno. Spesso noi adolescenti vediamo la
Carlomusto Nicola II C
pubblicità glamour del fumo, oppure coetanei che
fumano e siamo soggetti a diventare fumatori. I ragazzi che non fumano e che praticano sport, oltretutto, rischiano di essere considerati troppo “bravi
ragazzi”. Secondo le statistiche, per quasi tutti i fumatori, la “prima volta” accade prima del passaggio
in terza media. Se l’adolescente non fumerà prima
di questo arco di tempo, è probabile che non sarà
fumatore. E’ una buona notizia. Occorre lavorare
attentamente sulla nostra autostima. Spesso, noi
adolescenti iniziamo a fumare per essere accettati.
Un motivo per iniziare, infatti, è quello di seguire
come modello una persona fumatrice. Se purtroppo noi già fumiamo, sarà quasi impossibile tornare
sulla strada giusta. Per concludere, vorrei aggiungere un commento personale: che il fumo fa male si
sa da tempo remoto ormai, ma vorrei invitare tutti i
ragazzi a non fumare perché alla nostra età potrebbe causare problemi all’organismo e, se fumiamo
di certo non diventiamo “fighi”; al contrario, in caso
di astinenza, non siamo “sfigati” perché prendersi
cura del proprio corpo è fondamentale.
MONDO GIOVANI
Tutto sugli One Direction
G
li One Direction sono una boyband angloirlandese formata da cinque ragazzi:
-Louis William Tomlison;
-Niall James Horan;
-Harold Edward Style (conosciuto come Harry);
-Zayn Jawaad Malik (Zain);
-Liam James Payn.
Nel 2010 hanno partecipato a X Factor UK all’età di 16 anni, tutti con l’intenzione di diventare
cantanti solisti.
Per volere dei giudici Simon Cowell, Nicole Sherzinger e Louis Walsh, si sono ritrovati a condividere questa straordinaria avventura come gruppo.
Il nome del gruppo fu scelto da Liam.
In breve tempo gli One Direction (una direzione)
entrano nel cuore di milioni di telespettatori che,
ogni settimana, seguono con entusiasmo la loro
avventura a X Factor.
Conclusa la competizione, firmano il contratto di
O
Denis Raparelli - Elisa Vacca I B
due milioni di sterline con Syco (Sony Music),
pubblicano due libri (“Forever Young”- che prende il titolo dal brano che avrebbero lanciato se
avessero trionfato a X Factor e “Dare to Dream :
Life as One direction“). Schizzano direttamente
primi nella classifica dei singoli più venduti in Inghilterra con “What Makes You Beautiful”, primo
estratto dall’album di debutto “Up All Nigth”.
Il 3 Ottobre 2011, gli One Direction arrivano per
la prima volta in Italia in occasione del Fan Event
“Bring 1D to Italy”. Il 19 Ottobre 2011 debutta in
radio “Gotta Be You”, il secondo singolo, sempre
estratto dall’album “Up All Nigth”.Con il tempo diventano gli idoli di gran parte delle teenagers di
tutto il mondo, pubblicando nuovi dischi e quindi
nuove canzoni. Il loro primo album è stato “up
All Nigth” e il secondo “Take Me Home”. Ancora oggi continuano la loro carriera conquistando
nuove fan e milioni di Directioner, e vendendo
milioni di dischi.
NOI, RAGAZZI DI OGGI...
ggi noi ragazzi siamo condizionati da quello
che a volte i nostri coetanei ci dicono con
un semplice insulto. Non è piacevole sopportare le offese, soprattutto se sono continue, come
succede a molti di noi. Purtroppo ormai la nostra
vita è questa, eppure le cose potrebbero cambiare; se questo accadesse, molti giovani non
rovinerebbero la loro esistenza e quella degli
altri... Per farvelo capire, vi facciamo un esempio: recentemente, al telegiornale, hanno detto
che una ragazza di quattordici anni (nostra coetanea) si è suicidata, buttandosi dal balcone di
casa sua, lasciando per sempre la sua vita perché non sopportava più gli insulti dei cosiddetti
bulli. Adesso tratteremo un altro argomento, ma
che riguarda sempre i ragazzi di oggi. Da un po’
di tempo, soprattutto nelle scuole, si sono formate delle “fasce”: popolari, abbastanza popo-
13
Giulia, Gessica e Noemi II C
lari e sfigati. Ci sono molte ragazze e ragazzi sfigati che vorrebbero essere più popolari per non
sentirsi inferiori agli altri. Per questo cercano di
cambiare non in meglio, ma in peggio: diventano
maleducati e non rispettano le regole della scuola, perché molti pensano che gli sfigati siano quei
ragazzi educati con gli insegnanti e “secchioni”
(ecco un altro termine “dispregiativo”) questo
non è assolutamente vero: infatti gli sfigati sono i
“meglio” e se fossero tutti così, molte cose cambierebbero. Noi non pensiamo che si debba diventare muti e secchioni, ma che ci dovrebbero
essere meno offese da parte dei popolari.
14
UNA GIORNATA FOLLE
Notizie dalla scuola
II D
Personaggi:Felice Simpatia, Mister Antipatia, addosso a Brutta Bruttosa che perse la maschera!
Brutta Bruttosa, Cista Farma, Colore Incolorato, I due ammiratori fecero allora una smorfia di disguBroccolò (cane).
sto e scapparono via. Brutta Bruttosa scoppiò in
lacrime, ma si consolò quando vide che tutti i parAmbientazione: Scuola Stregata e Il Lago incantatecipanti alla festa avevano tolto la loro mascheto.
ra ed erano simili a degli zombi! All’improvviso si
C’era una volta, sulla sponda di un lago incantato, sentì un gran fragore causato dal cane Broccolò
Cista Farma che dava delle cinemedi al suo cane che aveva sconfitto la sua intontaggine e si era
Broccolò, malato di intontaggine! Il lago veniva sgrullato l’acqua del lago dal corpo senza sapere
chiamato incantato perché c’erano dei pesci che che aveva poteri miracolosi. Tutti i presenti, dopo
parlavano: erano dorati e avevano le ali color giallo essersi bagnati, notarono un accecante bagliore
senape. Broccolò si avvicinò al lago e vedendo la e guardarono Brutta Bruttosa che nel frattempo si
sua immagine riflessa nell’acqua vi cadde dentro, era trasformata in una bellissima donna. Incuriositi dal bagliore, Mr Antipatia e Colore Incolorato
pensando che fosse un altro cane.
Nel frattempo Felice Simpatia e Mr. Antipatia tor- tornarono indietro verso la scuola abbandonata e
nando dalla lezione di tennis videro una scuola ab- notarono che l’edificio era diventato super moderno e che tutti i partecipanti si erano trasformati in
bandonata.
La facciata dell’edificio era piena di ragnatele, le uomini eccezionali. Stupiti dal cambiamento decifinestre erano rotte e il tetto era lesionato. I due sero di capire meglio cosa fosse accaduto e videro
protagonisti della nostra storia si fanno coraggio ed Brutta Bruttosa che ballava con Felice Simpatia. I
entrano all’interno della scuola e vedono che era in due sembravano molto affiatati e si scambiavano
corso una festa in maschera. Tra i partecipanti alla tenere coccole. Durante questa romantica scenetfesta ce n’era una che spiccava per la sua bellezza: ta si sentì abbaiare Broccolò e il suo padrone Ciera bionda con lenti a contatto blu; aveva un vestito sta Farma lo cercava disperatamente. Alla fine lo
celeste con delle perle color fucsia; il suo nome era trovò in mezzo alla sala da ballo e lo riabbracciò in
Brutta Bruttosa ma non lo disse a nessuno. In mez- lacrime. I partecipanti alla festa raccontarono a Cizo ai partecipanti c’era Color Incolorato, vestito da sta Farma che il suo cane Broccolò aveva operato
Arlecchino, che s’innamorò di Brutta Bruttosa e la un miracolo: li aveva trasformati tutti da zombi ad
invitò a ballare. Durante il ballo Mr. Antipatia s’inge- esseri di bellezza straordinaria!
losì perché anche lui desiderava corteggiare Brutta A questo punto Felice Simpatia e Brutta Bruttosa
Bruttosa. I due contendenti si misero a litigare per annunciarono le loro nozze e tutti insieme festegottenere i favori della bella principessa. Durante il giarono il matrimonio!
litigio, Color Incolorato perse l’equilibrio e cadde
Visita alla ‘’dolce “Glober del 15 marzo 2013
La Fabbrica del cioccolato si trova a Fossa. Appena siamo entrati, abbiamo visto tante uova di
cioccolato. Ci siamo divertiti molto a confezionare le uova e abbiamo assaggiato il cioccolato
bianco, fondente e al latte. Era tutto buonissimo!!!
Catonica Michela II C
Notizie dalla scuola
15
Le palline di cocco
Lunedì 11 marzo Greta, per la gioia di compagni,
professori e collaboratori scolastici, ha preparato
con le sue mani delle buonissime palline di cocco…sparite in un attimo!
Ricetta:
200 grammi di ricotta
150 grammi di zucchero
250 grammi di farina di cocco
Procedimento:
Greta amalgama gli ingredienti, dapprima con l’aiuto di una forchetta e poi con le mani e ottiene un
composto omogeneo;
Poi prende parti del composto ottenuto e inizia a
formare palline con le mani;
fa rotolare le palline realizzate nella farina di cocco
sfusa
versata precedentemente nel piatto di
carta per decorarle;
sistema le palline nei contenitori posti precedentemente nei vassoi;
Super Sic 58 per sempre nei nostri cuori
Marco Simoncelli, nato a Cattolica il 20 gennaio
1987, è stato un grande motociclista italiano. Già
da piccolo voleva fare il motociclista e questo sogno si è avverato a 14 anni, quando ha disputato
il campionato italiano “125GP”. Conosciuto come
Super Sic, Simoncelli nel 2008 è stato campione
del mondo della classe “250”. Nel 2010 è passato
alla classe Moto GP, nel team Honda, dove è rimasto un altro anno. Il suo miglior piazzamento in Moto
GP è stato un secondo posto in Australia. Purtroppo il 23 ottobre 2011, durante il Gran Premio della
Malesia, è rimasto vittima di un incidente mortale. I
funerali sono stati celebrati il 27 ottobre a Coriano,
paese in cui era cresciuto. In seguito all’accaduto,
sono state prese molte iniziative in sua memoria: il
minuto di raccoglimento proclamato dal CONI e il
Milan, squadra di cui era tifoso, ha giocato con il
lutto al braccio la partita di campionato seguente.
Forse bisognerebbe riflettere sull’aggettivo Super.
Perché Marco era un super motociclista, una persona simpatica e sempre al di fuori di polemiche.
Proprio per questo, anche nella nostra città, i suoi
fans hanno preso molte iniziative in sua memoria,
come l’intitolazione del Piazzale di Fonte Cerreto.
La proposta è stata avanzata dai soci del club Motociclisti aquilani proprio nel giorno dell’accaduto.
Ben 750 firme sono state raccolte e presentate
al Comune dell’Aquila e subito il nostro sindaco
Massimo Cialente ha approvato l’iniziativa. La cerimonia avrà luogo il 22 giugno, naturalmente a
Fonte Cerreto, vicino ad Assergi.
Ludovisi Mirko II C
16Notizie dalla scuola
ESPERIMENTI FACILI
Durante l’open day abbiamo presentato ai bambini delle elementari e ai loro familiari alcuni esperimenti che sono stati seguiti con grande interesse.
Esperimento n°1:
Mangiatore di rocce.
Serve per dimostrare l’effetto dannoso che hanno le piogge acide sui monumenti in pietra.
Che cosa serve:
2 bicchieri di vetro;
1 gesso;
Acqua;
Aceto;
Procedimento:
Versare in un bicchiere un po’ d’acqua e nell’altro
un po’ d’aceto. Dividere il gesso a metà e immergere una parte nell’aceto e l’altra nell’acqua.
Spiegazione scientifica:
Il gesso si scioglierà prima nel bicchiere pieno
d’aceto, poi in quello pieno d’acqua, perché l’aceto ha un PH acido, come quello delle piogge
acide. Invece l’acqua ha il PH neutro, uguale a 7.
Esperimento n°2: Il palloncino che si gonfia.
Occorrente:
1 bottiglia di vetro oppure di plastica;
2 bacinelle da riempire: una con acqua calda, l’altra
con acqua fredda;
1 palloncino.
Procedimento:
Riempire le due bacinelle, una con acqua calda e l’altra con acqua fredda. Prendere un palloncino e fissarlo al collo della bottiglia. Mettere la bottiglia nella
bacinella contenente acqua calda e aspettare uno/
due minuti: il palloncino si gonfierà.
In fin e mettere la bottiglia nella bacinella contenente
acqua fredda, aspettare uno/due minuti e il palloncino si sgonfierà.
Motivazione scientifica:
Quando la bottiglia si trova nell’acqua calda, il calore
fa alzare le
molecole che gonfiano il palloncino. Con l’acqua fredda le molecole presenti nel palloncino si raffreddano
e vanno verso il fondo della bottiglia sgonfiandolo.
Presentato da Federica e Martina e scritto da Fulvio I D
Presentato e scritto da Luna e Francesca I D
QUANTO INQUINIAMO?
La società Euromibility ha diffuso recentemente un rapporto, relativo al 2011,
sulla mobilità sostenibile nelle cinquanta
principali città italiane.
In fondo alla classifica vi sono L’Aquila,
Catanzaro e Reggio Calabria. Inoltre, la
città con più automobili in circolazione è
L’Aquila con 73,9 auto ogni cento abitanti.
Se pensiamo che la media europea è di
46 e quella italiana di 60,67, ci accorgiamo che effettivamente nella nostra città
circolano troppe automobili.
Incuriositi dalla notizia, noi alunni della III
C abbiamo effettuato un’indagine nella
nostra scuola per verificare se effettivamente i numeri sono così preoccupanti.
Abbiamo ottenuto i seguenti risultati su
un campione di 252 alunni:
1058 familiari usufruiscono di 609 automobili, con una media del 57%.
Quindi i dati raccolti ci danno dei risultati
diversi da quelli di
Euromobility ma ci sembrano attendibili e
per questo ci lasciano ben sperare!
a cura della III C
Notizie dalla scuola
UN PREMIO INASPETTATO
Il 6 gennaio 2013 c’è stata la cerimonia di premiazione della decima edizione del premio di poesia e pittura intitolato a Nanda Palesse, fondatrice dell’associazione culturale “Gruppo Storico di
Ocre”.
Ero a casa dei miei zii, quando la mamma del mio
compagno Marco (che è stato il vincitore in assoluto) mi ha chiamata dicendomi che ero tra i vincitori di un premio di poesia e che dovevo trovarmi
all’Auditorium della Carispaq alle 15.30.
Sono andata lì insieme a mia mamma, a mio fratello e a mia zia. Durante il viaggio sono stata assalita dall’ansia, non mi aspettavo proprio di vincere perché la mia poesia non mi sembrava poi
così speciale.
Il mio è stato il secondo premio ex aequo ma anche le altre poesie premiate erano davvero belle, l’unico peccato era che alcune andavano fuori
tema.
Il momento più emozionante è stato quando ho
dovuto leggere la poesia di fronte a tutti, sarei voluta diventare piccola piccola o scomparire!
Ai vincitori è stato rilasciato un attestato di partecipazione, dei colori, un diploma e una copia del
libro “Un’infanzia particolare” della scrittrice Milena Jona che racconta la propria infanzia vissuta
durante l’occupazione nazista.
Tornata a scuola mi hanno fatto un sacco di domande e io, per timidezza, avrei preferito di gran
lunga affrontare un drago. Alla fine, di tutta questa
storia mi rimarrà un bel ricordo che non sarà il
premio, ma l’orgoglio di aver vinto.
LA STELLA COMETA
La Stella Cometa
è la più lieta
stella
e anche la più bella.
Volteggia vanitosa
vicino alla stella più invidiosa
e mostra la sua coda
come se fosse di moda.
La Stella Cometa
e la sua coda di seta,
la strada va a indicare
a chi la vuol guardare.
I tre grandi Re Magi
che godono di tutti gli agi,
vogliono fare un regalino
al piccolo re Gesù Bambino.
La stella li vuole aiutare
e la strada gli va a indicare
e dalla stalla fa capolino,
così saluta Gesù Bambino,
e gli dona tanto calore
che si intrufola nel cuore.
Mariangela Testa II D
UNA STELLA SPECIALE
Splende in cielo la Stella Cometa,
sembra un velo di splendida seta,
brilla di notte indicando il cammino,
che porta la gente da Gesù Bambino;
scintilla in un mare di splendide stelle,
creando emozioni tra le più belle!
Lascia nel cuore speranza ed amore,
piccolo segno del suo grande calore.
Marco Maccarone II D
17
18 SPORT
Tutto sul calcio
Le origini
Il gioco del calcio sembra avere origini antichissime.
Tracce di giochi simili sono rintracciabili in diversi
luoghi ed epoche. Un antico gioco con la palla era
praticato già in Giappone verso il 200 d.c... Sempre
in Giappone risulta si giocasse il Kemari più giovane
di circa 500-600 anni rispetto a quello cinese e tuttora praticato. In uno spazio relativamente piccolo, i
giocatori dovevano passarsi, senza che questo toccasse terra, un involucro di cuoio al cui interno era
inserita una vescica di animale gonfiata.
Nel Medioevo i giochi con il pallone furono soprattutto espressione dell’antagonismo tra villaggi o tra
fazioni dello stesso villaggio: perse le regole dell’antichità, obbedivano da luogo a luogo a norme diverse. Verso la fine del Duecento arrivano notizie della
presenza di un gioco con la palla, il Large-football
dalle Isole Britanniche. In Francia, nello stesso periodo, si giocava esclusivamente con i piedi e in
modo assai violento la Savate. Una lettera di grazia
(1374), parla della Soule come mezzo di contesa
col pallone da lungo tempo praticata tra villaggi.
Ma la città dove il gioco con la palla ebbe il massimo
fulgore fu la Firenze medicea, dove si praticava il
calcio fiorentino…
IL CALCIO MODERNO
In Inghilterra, riabilitato nel 1617 da Giacomo Stuart,
il gioco con la palla ricominciò liberamente ad essere praticato, soprattutto dai giovani frequentanti i
college e le università inglesi. Nacquero le prime regole scritte di un gioco denominato dribbling-game,
antenato sia del calcio che del rugby, che vedeva
affrontarsi due squadre di 11 o 22 giocatori e prevedeva sia l’uso dei piedi che delle mani. Ma ancora,
Le squadre più tifate sono:
Al 1° posto la JUVENTUS con 108 ragazzi
Al 2° posto l’INTER con 65
Al 3° il MILAN con 58
E poi:
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ROMA 39
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NAPOLI E LAZIO 2
•
M. CITY E LECCE 1
Riccardo Fagnani Andrea Colafarina III D
nel 1820, sussisteva confusione tra un tipo di gioco e l’altro, le cui evidenti differenze originarono, in
seguito, una separazione e la nascita della Rugby
Union, nel 1846.
Un primo tentativo di unificazione si ebbe con le 14
regole, quando al Trinity College di Cambridge si riunirono giocatori in rappresentanza di diversi istituti
per stilare una prima bozza del regolamento del gioco del football.
Il 24 ottobre 1857 venne fondato il primo club di football al mondo, lo Sheffield Football Club, che giocò
la sua prima partita al Parkfield House, e nel 1858
furono scritte le Sheffield Rules (Regole di Sheffield).
Ma è solo nel 1863, e precisamente il 26 ottobre,
che il calcio ha riscontro istituzionale.
A differenza degli esordi, che quasi non vedevano
alcuna distinzione di ruoli tra i giocatori, con il trascorrere degli anni nascono poco a poco “specializzazioni” che porteranno ad una sommaria distinzione tra attaccanti e difensori
La diffusione del calcio nel mondo
Nel frattempo il gioco si è diffuso un po’ ovunque
nel mondo in particolare nei paesi che subivano l’influenza dell’allora impero britannico
Il primo campionato con partite di andata e ritorno e
punteggi per la classifica fu naturalmente in Inghilterra nel 1889, a cui poi seguirono Argentina 1893,
Francia 1894, Belgio 1895, Olanda e Svizzera 1897.
Oggi il calcio e lo sport piu seguito e praticato al
mondo…
Svolgendo un sondaggio nella nostra scuola siamo
riusciti a capire che di 368 tifosi:
SPORT
IL PATTINAGGIO NELLA STORIA
Il pattinaggio non nacque per gioco o per sport, ma
per necessità. I primi pattini, infatti, hanno origine
in tempi antichi fra le popolazioni nordiche della
Scandinavia. Infatti esse pensarono di applicare
alle scarpe delle lame ricavate da ossa di animali
per risolvere il problema degli spostamenti nei loro
territori che d’inverno diventavano delle enormi distese di ghiaccio. Sono stati rinvenuti pattini rudimentali risalenti addirittura a 2000 anni fa. Solo
nel secolo scorso il pattinaggio ha assunto l’aspetto di un vero e proprio sport competitivo, distinto
in pattinaggio artistico, pattinaggio di velocità e
pattinaggio ritmico, con regole e caratteristiche
proprie. Tutte e tre le specialità sono ammesse
19
Michele Ponziani IC
alle Olimpiadi. Il pattinaggio di velocità si pratica su piste ghiacciate all’aperto, quello artistico
e quello ritmico su piste di ghiaccio artificiale al
coperto. Chi pratica il pattinaggio di velocità deve
essere dotato di resistenza e potenza muscolare;
chi pratica quello ritmico e artistico deve avere armonia di movimenti e capacità di effettuare salti,
piroette, ecc. . . mantenendosi in equilibrio sulla
lama sottile e affilata dei pattini. A L’Aquila non ci
sono piste di pattinaggio su ghiaccio; però, ce n’è
una che tutti gli anni, naturalmente d’inverno, si
stabilisce vicino all’Aquilone e un’altra nel Parco
del Castello, durante le vacanze di Natale.
IL SOFTAIR,
UN PASSATEMPO PARTICOLARE.
Il softair è uno sport che in Italia si pratica da circa dieci
anni.
Consiste in azioni simulate di guerra con armi a gas nei
boschi, nelle zone isolate e negli edifici abbandonati.
ARMI SPECIFICHE:
-Mitraglietta - Granata a pallini - Proiettili di plastica
-Fucile d’assalto e di precisione (Con monocolo)
-Pistola Beretta (a volte con laser) - M35 (Mitra)
ABBIGLIAMENTO:
-Maschera - Passamontagna - Occhiali protettivi
-Tuta mimetica - Anfibi neri - Guanti - Bussola
-Anfibi neri - Guanti - Walkie-Talkie - Binocolo
PARTECIPANTI:
I partecipanti si dividono in due squadre, ciascuna delle
quali può essere formata anche da quaranta persone.
I LUOGHI:
-Roio - Gran Sasso - San Marco di Preturo
Federico Cicolani I B
LA GINNASTICA RITMICA
Molti la ritengono solo una danza, altri quasi una
specialità circense, ma è semplice arte, attraverso
la quale esprimi te stessa.
La passione, il sogno del tuo momento, della tua
esibizione perfetta ti fanno dimenticare il lavoro
duro e costante, la stanchezza, il dolore fisico.
In pedana diventi regina.
Col nastro dipingi il vento, con la fune colori il mondo, con la palla danzi leggera, con le clavette puoi
volteggiare e con il cerchio crei raggi d’oro.
Con queste parole vi presento un’arte, la mia arte:
LA GINNASTICA RITMICA!
Erika Bromo I A
LA BREAK DANCE
La break dance è nata in America, negli anni settanta, per strada.
I passi base sono: TOP ROCK, FUTWORCK e LE
MOOWE, ma ci sono posizioni e movimenti molto
difficili ed è necessario parecchio tempo per impararli. Questa danza non si può considerare un
passatempo, perché richiede una vera passione.
Infatti, per arrivare ad un certo livello, bisogna essere costanti negli esercizi. Io faccio break dance
quattro volte a settimana e sono molto soddisfatto
perché è un’attività che mi permette di esprimere
quello che sento dentro, soprattutto il mio bisogno
di libertà. Ringrazio il mio amico Robert
Federico Cicolani I B
20 TEMPO LIBERO
Barzellette per tutti
I CONSIGLI DELLA NONNA
-Signor maestro, si può punire qualcuno per una Se rimanete senza detersivo per lavare i piatti,
cosa che non ha fatto? domanda Pierino.
-Certo che no – risponde il maestro.
-Perfetto, perché non ho fatto i compiti!
-Dottore, mio figlio ha i denti gialli. Cosa ci posso
mettere?-Uhm…una bella maglietta verde, ed è a posto!
Pierino chiede alla mamma: - Mamma, è molto
faticoso lavare i piatti?-Sì Pierino, è molto faticoso. - risponde la mamma.
-Allora rallegrati, perché ne ho appena rotto uno!
sciogliete un po’ di bicarbonato in acqua calda
e procedete al lavaggio: vedrete che splendore!
Il limone può essere molto utile per togliere dalle
dita le macchie di ortaggi, di frutta e d’inchiostro.
Contro le gengive infiammate si può usare un
cucchiaino di miele in acqua calda per fare benefici sciacqui.
Comperate dei chiodi di garofano ed infilateli fittamente attorno ad un’arancia; la casa sarà deliziosamente profumata.
Un rimedio poco noto per il raffreddore: qualche
goccia di tintura di iodio in un bicchiere d’acqua.
Laura Del Signore II C
SALAME DEL RE
Un uomo va alla visita settimanale del suo psiingredienti:
chiatra. –Dottore, sono sempre malato…Ho pre6 uova - 6 cucchiai di zucchero
so le medicine che mi ha ordinato, ma continuo
6 cucchiai di farina -1 cucchiaio di lievito
a credere di essere un’auto di Formula Uno.-1 limone grattugiato - cioccolata
-Però oggi la vedo più sorridente…-osserva il
procedimento:
medico.
Unire le uova e lo zucchero,aggiungere la farina e
-Sì, perché ieri ho vinto il Gran Premio!!!
il lievito e girare bene.
Mettere il composto in un vassoio imburrato e pasClasse I C
sare in forno gia’ caldo a 180°.
Porre la cioccolata in una padella e farla diventare liquida.
Dopo 15-20 minuti, togliere la tortina dal forno e
rovesciarla su uno strofinaccio dove avete messo
dello zucchero.
Unire la cioccolata , spalmarla bene sulla tortina
e arrotolarla completamente con lo strofinaccio .
un a volta data la forma di un salame aggiungere
altro zucchero sulla superficie e rimettere in forno
per altri 5 minuti .
Valerio Segatori III F
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i BUENA SUERTE, PAPA FRANCESCO ! - Mazzini