Il Punto city life n° 64 anno XI Novembre 11 - In caso di mancato recapito inviare al CMP TORINO NORD
Mensile di Torino - Spedizione in abbonamento postale - D.L.353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 N° 46) art. 1 comma 1 CNS/CBPA-NO-TORINO
citylife
Gli angeli di
Marco
Mengoni
le:
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c
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S nt 2012
Pt Eve to
Mau
mbre
15 Dice
Interviste
Amelia Rachim
Ana Moura
Christian Frascella
Graziano Di Benedetto
Jgor Barbazza
Negrita
Paolo Benvegnù
Sascha Zacharias
Suor Maria Antonietta Marchese
Turbolenti
n° 64 anno XI novembre 11 € 1,00#
1›
Sea Marconi
Proiettati nel futuro
Sea Marconi, nata il 19 dicembre del 1968 per realizzare
servizi di protezione elettrica ed impianti di messa a terra, è
oggi leader nei servizi, tecnologie e prodotti per la gestione
di parchi macchine elettriche con fluidi tecnici e più in
generale nella ricerca, sviluppo e commercializzazione di
nuove soluzioni per la protezione dell’ambiente e della salute
pubblica. Sea Marconi in questi quattro decenni è riuscita
a fare del proprio nome un sinonimo di professionalità,
competenza ed affidabilità trasformandosi da semplice
fornitore a vero e proprio partner per i più importanti
operatori dei diversi settori industriali e di produzione,
trasmissione e distribuzione di energia elettrica. Una grande
crescita, un successo che lo stesso Vander Tumiatti spiega
evidenziando la capacità sua e del suo staff, di trasformare
il lavoro dell’azienda in una professionalità così evoluta da
essere capace di risolvere situazioni critiche ai quattro angoli
del pianeta. Il successo di Sea Marconi è dovuto infatti alle
persone che ci lavorano ed al forte senso di squadra maturato
al suo interno. Questo clima di fiducia reciproca, apertura,
condivisione di idee voluto dai vertici aziendali determina la
spinta all’innovazione e al continuo miglioramento nei servizi
proposti al mercato.“Siamo cresciuti vincendo moltissime
sfide, in molti casi veramente coraggiose, trovando soluzioni
efficaci, confidenziali e tempestive per i nostri clienti. Ho
iniziato a 22 anni, spinto dal grande entusiasmo per la vita e
per le opportunità lavorative che poteva offrirmi, oggi abbiamo
costituito 6 sedi, riuscendo a servire circa 3 mila clienti
dislocati in 50 Paesi in tutti i settori dell’industria, dei servizi
e dell’energia”. Non è solo l’entusiasmo per il cammino fin
qui compiuto che fa brillare lo sguardo di Vander Tumiatti ma
è soprattutto il domani, le nuove sfide da affrontare e le nuove
soluzioni da sviluppare, le nuove applicazioni per la ricerca, in
una parola sola: il futuro... perché “le opportunità di business
sono infinite se la mente che riesce a coglierle è quella
giusta”. Ieri come oggi le trasformazioni del mercato sono
vissute dalla Sea Marconi come un’opportunità di crescita,
un’occasione sia per sviluppare e proporre innovazioni capaci
di soddisfare i bisogni del cliente sia di orientare le tendenze
del mercato. Negli anni quindi le aree di business della Società
si sono ampliate, proponendo servizi e prodotti diversi nei
settori dell’energia e dell’ambiente: come le Nanospugne e
il progetto Haloclean®. Le Nanospugne (vettori microscopici
di origine organica vegetale, in grado di includere, veicolare
e rilasciare selettivamente una grande varietà di sostanze)
“L’innovazione è uno sforzo collettivo”.
Probabilmente fra i tanti aforismi cari
al fondatore di Sea Marconi,
Vander Tumiatti, nessuno meglio di questo riesce
a sintetizzare l’impegno, l’unione e soprattutto
il fine di un’azienda torinese,
che investe con passione nella ricerca di soluzioni
innovative a supporto dei clienti, mantenendo
sempre una grande attenzione
al rispetto e alla tutela dell’ambiente.
2›
Vander Tumiatti
Socio Fondatore
SEA Marconi
nascono dalla collaborazione con diversi centri di ricerca,
tra cui l’Università di Torino, sono dotate di microcavità
e hanno una straordinaria capacità adsorbente senza
presentare alcun tipo di tossicità. Possono essere utilizzate
in ambito farmaceutico, cosmetico, agrario e botanico e per
un possibile utilizzo ambientale per la purificazione delle
acque. La peculiarità di questi adsorbenti risiede sia in
una maggiore versatilità e affinità anche a concentrazioni
molto basse (ppm) dell’inquinante, sia nella possibilità
di innumerevoli riutilizzi grazie a particolari trattamenti.
Le ultime sperimentazioni sono orientate nel valutare
il comportamento delle Nanospugne anche in ambito
tessile e nelle gomme. Invece dalla collaborazione con
l’FZK (Forschugszentrum, Karlsruhe Germania), il più
grande e qualificato Istituto di ricerca europeo, è nata
la sperimentazione del progetto Haloclean® (progetto
di ricerca europeo mirato a risolvere il problema del
recupero eco-compatibile dei rifiuti elettrici ed elettronici
divenuto nel tempo Haloclean® BioEnergy, una tecnologia
capace di essere impiegata per produrre energia pulita
da biomasse residuali). La tecnologia ha ottenuto ottimi
risultati impiegando residui agricoli e forestali (la paglia di
grano o di riso, gli steli di granoturco o del cotone, i noccioli
di oliva, ecc.), che una volta inseriti nel processo vengono
tramutati in carboni attivi e biocarburante per l’eventuale
cogenerazione di energia elettrica. La tecnologia
Haloclean® BioEnergy è adattabile a diverse applicazioni
a seconda della biomassa da trattare (primaria, residuale
agricola, residui di industria agroalimentare, residui
del settore zootecnico, residui industria biocarburanti,
ecc.). Proprio nel 2009 in Germania, verrà terminata
la costruzione del primo impianto industriale con una
capacità di 12 mila tonnellate di biomassa all’anno, questo
impianto sarà in grado di generare biocarburante per
una produzione fino a 3 MW elettrici (in base al tipo di
biomassa). Sea Marconi è tutto questo ma non solo: una
società frutto del sogno di un grande imprenditore, Vander
Tumiatti, che in 40 anni di attività ha depositato oltre 40
brevetti internazionali che coprono tecnologie “sostenibili”
per la difesa degli asset aziendali, dell’ambiente e della
salute pubblica, dando vita ad uno straordinario gruppo di
persone che condividono l’ambizione di agevolare il lavoro
dei Clienti e di rendere l’innovazione e le nuove tecnologie
realmente sostenibili.
SEA MARCONI
Via Ungheria, 20 - 10093 Collegno - Torino - iTaly
Tel. +39 011 23 43 434; fax +39 011 23 43 435
www.seamarconi.com
[email protected]
3›
Dynamic business
solution
Essere competitivi in un mondo sempre più globale è la nuova sfida che le aziende italiane sono
chiamate ad affrontare. Soprattutto oggi dopo che lo “tsunami” dell’economia ha fatto tabula
rasa di vecchi modus operandi. L’onda di riflusso della finanza mondiale ha lasciato dietro di sé
una scia di paure ma anche di opportunità da cogliere al volo. Per questo è importante poter
contare su un partner affidabile, in grado di supportare, con risposte adeguate e “vincenti”, la
crescita di ogni azienda, in qualsiasi settore si trovi ad operare, pubblico o privato.
Riax 11 è leader nella prestazione di servizi per l’organizzazione e la gestione dei processi aziendali,
sia presso la società stessa che in out sourcing, esternalizzando cioè quei servizi che rischiano
di “pesare” nella gestione di un’impresa. Formula scelte strategiche mirate al raggiungimento
degli obiettivi imprenditoriali preposti anche attraverso la guida e la responsabilizzazione
dei manager di diverso livello. Non solo: Riax 11 ha il know how per svolgere attività di
pianificazione, programmazione e controllo di gestione dei “sistemi direzionali”, grazie allo
studio di nuove e alternative “mappe strategiche” di business mai “battute” prima. Ogni step di
questo piano avviene in modo mirato, individuando i fattori di rischio e di successo, gli indicatori
di performance, implementando i sistemi di comunicazione (una delle chiavi nel successo di
un’azienda passa infatti dall’uso dei new media e da una corretta comunicazione interna ed
esterna) e incentivando i manager. Il futuro di fare impresa passa da Riax 11.
4›
RIAX 11 s.a.s.
Vicolo dei fiori, 15 - 10098 Rivoli (To) Italy - Tel-Fax: +39.011.9531636
E-mail: [email protected] - [email protected]
RIAX 11
5›
som
ma
rio
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per eventuali involontari errori o inesattezze. Ogni articolo firmato esprime la responsabilità personale dell’autore.
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5 Editoriale | Diciamoci Sì
14
6 Caffè con | Suor Maria Antonietta Marchese
8 Reportage | Arte - Artigianato - Avanguardie in Piemonte
12 Star | Marco Mengoni
18 Star | Turbolenti
20 Star | Paolo Benvegnù
Star | Sascha Zacharias
16
22 Spm | Ana Moura
25 Tendenze | I want to be glam!
29 Pazza Idea | Fai da te
30 è di moda
36 Tendenze | Amelia Rachim
37 Glam TO | Cosa succede in città
53 zoom
39 Mi-To | Eventi a Milano
sposi
40 Occhio a Torino
Star | Negrita
33
45 GiroTOndo | Eventi in Provincia
46 ArtO
53 Zoom | Prima passo all’outlet e poi mi sposo
58 Young Style | Giovani promesse crescono
60 Made in TO | Graziano di Benedetto
62 Book TO | Christian Frascella
64 TuttInforma
Tendenze | Gioielli
48
66 Made in TO | Pronti a giocare a hit ball?
68 Vite da Blog e Technology
70 Viaggi | Viaggi solidali
72 Astrologia | Luciana Littizzetto
76 Gusto | Dolce (e bello) come lo zucchero
79 La Prima... e il Dopo | Eventi e gusto da non perdere
Evento | Jgor Barbazza
66
››
numero 64
edi
to
ria
le
› Il Punto City Life
RIVISTA MENSILE ANNO XI N° 64.
STAMPATA IN OTTObre 2011.
REG. TRIB. DI TORINO N. 5649 DEL 26.11.2002
DIRETTORE RESPONSABILE
Loredana Tursi
REDAZIONE
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GRAFICA
Lidia Romito: [email protected]
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Tipografia
STIGE S.p.A. - Via Pescarito, 110
San Mauro Torinese (TO)
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Inserzionisti
Al Ruby Pelletteriapag. 11 e III copertina
Altip
IV copertina
British Institute pag. 65
Doggy Bag
pag. 61
Framartino
pag. 23
Furbatto pagg. 47 e 67
Giusy Fiori pag. 52
Hi-Tech Carbon Fashion pagg. 42,43,44
IdeaSposa pag. 57
Last Minute Tour pag. 71
Lilli…la moda ritrovata
pag. 24
Lover Arreda
pag. 38
Luciferopag. 7
Luxury Sport Vintage Watches pag. 35
Omnia Dentariapag. 17
Quattrer pag. 74
Restructura pag. 32
Riaxpagg. 2-3
Rosella Mode pag. 73
Sea Marconi
II copertina+pag. 1
Tecnocasa pag. 27
TEO.S Fotografo
Pag. 55
Volver pag. 77
Diciamoci Sì
› Testo di: Loredana Tursi
Siamo abituati ormai a sentirci dire tanti no, molti forse e pochi sì in
quest’era dove tutto sembra essere figlio dell’incertezza. Sarà per questo
che un SI diventa sempre di più una conquista, un’emozione che può
addirittura cambiare la nostra vita? Nel bene e nel male come si dice…
Ma vogliamo essere ottimisti e quindi vi proponiamo a novembre, in
occasione della fiera IDEA SPOSA, il nostro nuovo numero speciale
IL PUNTO WEDDING IN STYLE
dedicato agli sposi
per cogliere in anticipo ogni suggerimento utile alla preparazione di
un matrimonio da favola che come ogni storia che si rispetti durerà
tutta la vita, a prescindere dall’età anagrafica degli sposi. Un magazine
che vi accompagnerà nella costruzione del primo tetto d’amore con
consigli pratici e attuali. Sfizioso da leggere per tutti i protagonisti
del grande evento nuziale. Un’anticipazione sulle tendenze sposi la
potrete trovare già in questo numero del mensile che vi sorprenderà con
una nuova iniziativa che abbiamo lanciato per la presentazione della
PT BOOK
PT EVENT
. Si chiamerà
seconda edizione del
è coinvolgerà tutto il mondo dello sport e dello spettacolo presente a
Torino per una nobile causa benefica a cui cercheremo di dare il nostro
contributo in questa serata tutta natalizia a cui vi preghiamo fin da ora
di unirvi, partecipando alla raccolta attraverso il nostro sito internet
www.ilpuntotorino.com cliccateci e all’interno potrete seguire le nostre
evoluzioni anche sugli altri nostri speciali ed appuntamenti come
l’uscita del prossimo magazine sulle tendenze casa
IL PUNTO HOME & DESIGN.
Confermateci il vostro Sì e resteremo uniti per sempre…
7›
› Foto di: Daniele Bottallo
caf
fe` Suor
con
›
M
› Testo di: Liliana Carbone
È tornata a Torino dal
Benin, piccola regione
dell’Africa Occidentale,
in oc­casione della serata
benefica a favore delle
“Figlie di Maria
Ausiliatrice” che si è
tenuta il 23 settembre
alla Fondazione
Sandretto Re
Rebauden­go, e alla
quale proprio
non poteva mancare
È suor Maria Antonietta Marchese,
coordi­natrice del programma
sociale dell’Institut des Filles de
Marie Au­xiliatrice e portavoce
delle Suore Salesiane che si trovano
in Benin dal 1992 per seguire il
proget­to “Maison de l’Esperance”,
il centro di accoglienza per le
bambine e le ragazze vittime di
violenze e di sfrut­tamento. Sono
stati rac­colti fondi per aiutare le
bambine che in questo angolo di
Africa, tra i più poveri del mondo,
vengono ven­dute a persone senza
scrupoli dietro il benestare di
madri e padri che ottengono in
cambio soldi per so­pravvivere.
“È una tradizione che ha radici
86››
aria
Antonietta
Marchese
lontane. Ma se un tempo, oltre a
lavorare nella nuova famiglia, le
bambine andavano anche a scuola,
oggi sono solo sfruttate, spesso
abusate sessualmente e maltrattate.
È un traffico di vite umane: in Benin
sono 40mila i mino­ri coinvolti”.
È subito ri­partita per il Benin,
dalle “sue bambi­ne”… “Ci ri­marrò fin quando il Si­gnore vorrà. Sono
felice di ritornare da loro e mi sento fortunata di aiutarle, era un sogno
che avevo nel cuore”.
Chi sono queste bambine? “Si chiamano “vidomegon”, vale a dire
“bambi­ne piazzate”. Hanno dai 4 anni in su. Per loro esiste la “Maison
dell’Espérance”, la casa nata nel 2008 nel quartiere di Hindé, vicino al
mercato di Danto­kpa. È una delle tante strutture adibi­te all’accoglienza,
protezione, cura e formazione volute dalle Suore Sale­siane, come le case
famiglia (i Foyer), la Scuola Alternativa e la Baracca Sos Vidomegon”.
Come vivono senza il vostro aiuto? “Lavorano tutto il gior­no al
merca­to e per non esse­re picchiate a fine giornata sperano di vendere la
loro merce, come dadi da brodo, barat­toli vuoti di plastica, fiammiferi.
La notte dormono tra le bancarelle di­ventando spesso preda di soprusi e
violenze sessuali. Ma grazie all’aiuto della polizia locale le portiamo via
da lì e le proteggiamo nella “casa della speranza” e al Foyer.
Qui cosa trova­no? “Da mangiare e dormire, vengono curate, possono
andare a scuola, im­parare un mestiere e strapparsi di dosso il brutto vestito di “vidome­gon”. È successo a Ruphine, a Hono­rine e ad altre bambine e ragazze”.
Che cosa imparano? “Cucina, panetteria, pasticceria e sa­poneria sono
le quattro aree formati­ve in cui, per sei mesi, le ragazze si impegnano. Le
seguono maestri qualificati che al termine del corso rilasciano attestati
di formazione. Dopo altri due mesi di stage arriva anche un’oc­cupazione.
Abbiamo dato lavoro a tantissi­me ragazze. Penso alle giovani cuoche del
ristorante d’applicazione “Mamma mia” di Cotonou, dove si mangiano
tagliatelle al ragù, lasagne e tortellini ripieni. Sono bravissime e stanno
già pensando al pranzo da offrire al Papa che verrà in visita in Benin il 18
e 19 novembre. Per loro sarà un giorno speciale”.
› Barbara e Claudio, due volontari che hanno vissuto l’esperienza
con i bambini del Benin lo scorso agosto
9›
re
por
ta
ge
A
rte
rtigianato
vanguardie:
galleria Piemonte
› Testo di: Alfonsa Sabatino
› Foto di: Associazione Piemonte Mese
Cittadellarte Fondazione Pistoletto
CasArtigiani Torino
Regione Piemonte
›
Torino città della Fiat,
Torino capitale d’Italia,
città del cioccolato e
degli sport invernali. Ma
non solo. Il Piemonte,
anche grazie al lancio
avuto con le Olimpiadi
invernali del 2006, è
riuscito a farsi un nome
nel panorama artistico e
culturale internazionale,
grazie a proposte
innovative, continuative
e di alto livello.
Tanti gli eventi
in calendario dedicati
all’arte e
all’artigianato, alla
cultura e alla tradizione
delle nostre terre
e Torino, in primo piano
per le collezioni
permanenti o in mostra
che vanta
10
10››
L’ex lanificio Trombetta è diventato la Cittadellarte - Fondazione Pistoletto
Torino, capoluogo europeo d’arte
Ogni momento è buono per una gita fuori porta alla reggia di Venaria, al
castello di Racconigi, a Superga o a Villa della Regina; ma anche restando
in città le offerte artistiche sono tante! Fama internazionale per la Gam
– Galleria d’arte moderna (www.gamtorino.it) che espone una collezione
permanente di 2.000 pezzi, oltre a mostre temporanee, attività didattiche per le scuole e le famiglie e workshop o percorsi guidati per adulti.
Poi ci sono le fondazioni dedicate all’arte contemporanea (la Fondazione
Sandretto Re Rebaudengo nello spazio di via Modane alterna al calendario delle mostre un’attività di seminari e convegni, mentre la Fondazione Merz conserva le opere, l’archivio e i progetti del padre spirituale
dell’Arte Povera). Impossibile non citare il Museo di arte contemporanea
del castello di Rivoli (www.castellodirivoli.org), che nella scenografica e
imponente residenza sabauda progettata da Filippo Juvarra per Vittorio
Amedeo II raccoglie opere di artisti del calibro di Vedova, Pistoletto,
Paolini, Merz, Sol Lewitt, Long, Anselmo, Fabro, Kounellis.
Poi ci sono i progetti paralleli all’arte più ufficiale e composta, progetti
estrosi che movimentano l’intera città. Novembre è il mese dell’arte contemporanea e in calendario a Torino c’è Artissima, mercato delle opere
di grandi artisti; Paratissima, mostra collettiva e diffusa per le vie del
quartiere di San Salvario del nuovo allestimento per Luci d’artista che
da anni illumina monumenti, vie, piazze di Torino con le opere di Merz,
Horn, Buren, Vercruyssen, Paladino.
Le scuole
Anche in strada
Restaurare un luogo ricco di storia, arte e cultura;
aprire i lavori in uno dei patrimoni della nostra regione e rimetterlo alla luce, facendolo diventare un
polo di ricerca, di sperimentazione e espressione.
Questo è successo a Biella e a Verbania. Cittadellarte-Fondazione Pistoletto (www.cittadellarte.it) si
trova all’interno dei locali di un opificio dismesso,
l’ex Lanificio Trombetta, un complesso di archeologia
industriale nello storico centro tessile di Biella. È stata
fondata “come attuazione concreta del Manifesto Progetto Arte, con il quale l’artista Michelangelo Pistoletto propone un nuovo ruolo per l’artista: quello di porre l’arte in diretta interazione con tutti gli ambiti dell’attività umana che formano la società”.
La Cittadellarte si fa “grande laboratorio, generatore di energia creativa, che
sviluppa processi di trasformazione responsabile nei diversi settori del tessuto
sociale”. Così, tra le attività promosse, troviamo il laboratorio artistico che utilizza gli scarti come strumento di riflessione sul consumo e sul riciclo; il progetto
UNIDEE in Residence che prevede quattro mesi di residenza – da giugno a ottobre – per esplorare il rapporto tra arte e società; RES.Ò, un network internazionale che, con base in Piemonte, sostiene nuove relazioni, scambi culturali e
programmi di formazione per residenze d’artista di Italia, India, Egitto e Brasile.
Origini industriali anche per il Filatoio di Caraglio, la fabbrica da seta più antica
d’Europa, costruita in due anni (1676-1678) da Giovanni Girolamo Galleani.
L’aspetto è quello di una dimora fortificata e ospitava al suo interno i “fornelletti” per la trattura e i “mulini da seta” per la torcitura del filato, esportato in tutta
Europa. A seguito del restauro, il Filatoio ospita il primo nucleo del Museo del
Setificio Piemontese, in fase di espansione, con mostre temporanee sul tema
della seta e dei tessuti e uno spazio espositivo di carattere internazionale, che
accoglie capolavori d’arte contemporanea e del passato.
A sentire gli artisti, di qualsiasi disciplina si tratti, il palcoscenico più duro sembra
essere proprio quello della
strada. Una volta sminuita e
poco considerata, oggi l’arte
di strada sta rivendicando il
proprio fascino e la propria
importanza,
innanzitutto
come disciplina completa.
Dal circo acrobatico al teatro,
dalla danza alla musica, per strada
il contatto con il pubblico è diretto,
immediato, simbiotico. Lo spettacolo diventa interattivo e cerca di
coinvolgere il pubblico casuale,
distratto e di corsa. Consapevole
a attenta ad uno strumento più
di altri comunicativo e efficace, la
Regione Piemonte, prima in Italia,
ha sancito una legge nel 2003 per
sottolineare la propria “volontà di
considerare il Piemonte un territorio ospitale verso tutte le attività di
carattere musicale, teatrale, figurativo ed espressivo svolte liberamente da artisti in strada in spazi
aperti al pubblico”.
Artigianato in
esposizione
“Niente, non c’è niente. Niente
nella (peraltro ineccepibile) storia
di Torino di Valerio Castronovo,
niente nell’opera monumentale
ed esaustiva dedicata a Torino in
età repubblicana diretta da Nicola
Tranfaglia. Gli artigiani non ci sono. Spariti, volatilizzati, precipitati in una sorta di buco nero storiografico. (…) Spariti dai
libri di storia, gli artigiani sono stati invece ovviamente presenti,
molto presenti nella storia di questa città”. Così è introdotto il
libro “Artigiani nella città dell’industria. La CNA a Torino (19462006) di Bruno Maida. Eppure gli artigiani in Piemonte ci sono
eccome e ogni novembre a Torino mettono in mostra le loro
opere con le fiere DNA Italia, (concluso il 5 novembre); Artò,
unico salone dedicato esclusivamente agli artigiani (concluso il
7 novembre) e Restructura che avrà luogo dal 24 al 27 novembre presso il Lingotto Fiere.
11›
Creazioni di qualità
Scuola in bottega
Il marchio “Piemonte Eccellenza
Artigiana”, voluto dalla Regione,
identifica le imprese che hanno
ottenuto il riconoscimento di Eccellenza: è un segno distintivo che
caratterizza le produzioni di qualità e prestigio, garanzia per il consumatore che può così riconoscere
lavorazioni tradizionali, locali e di
buon livello da prodotti importati.
La Regione, che da sempre assegna
un ruolo importante all’Artigianato Artistico e Tipico di Qualità,
intende recuperare gli antichi mestieri attraverso la riqualificazione
di produzioni che vanno scomparendo, e avvicinare le nuove generazioni a professioni con elevato
contenuto di professionalità”. Oggi
sono 2.742 (Alimentare 891 - Manifatturiero 1851) i riconoscimenti
di Eccellenza artigiana aggiornati
a Gennaio 2011.
Il progetto regionale Bottega scuola nasce nel 2002 in collaborazione con
Confartigianato Imprese Piemonte, CNA, Casartigiani Piemonte e coinvolge circa 130 imprese dell’Eccellenza Artigiana che diventano laboratorio e scuola per giovani dai 18 ai 35 anni che vogliono apprendere il
mestiere artigiano. I settori individuati sono legno, ceramica, vetro, oreficeria, stampa d’arte, tessile e abbigliamento, strumenti musicali, metalli
comuni, conservazione e restauro in edilizia, decorazione e alimentare.
Il corso prevede una fase di orientamento di 150 ore e una di tirocinio
presso la bottega della durata di sei mesi. È previsto un importo mensile
di € 300,00 lordi per l’imprenditore ed una borsa di studio mensile per i giovani di € 450,00
netti per tutto il periodo di tirocinio formativo.
La Regione sta ad oggi valutando le botteghe da
coinvolgere; i ragazzi interessati possono possono segnalare la propria disponibilità a partecipare al progetto tramite il sito www.bottegascuolapiemonte.com/ o via mail scrivendo a
[email protected].
› Artissima: Luca Francesconi
Testa di notte
12›
Promuovere
l’artigianato
L’associazione culturale Piemonte
Mese (www.associazionepiemontemese.org) nasce nel 2008 proprio con l’intenzione di promuovere, sostenere e diffondere tutte le
forme di creazione e creatività che
prendono vita nel territorio piemontese, in particolare dall’iniziativa di giovani artigiani, imprenditori, artisti, musicisti di 18-35
anni. Il Premio Piemonte Mese, il
Premio PaCiok e il Premio Gelato
Piemonte sono tre delle iniziative
promosse dall’associazione che
intendono valorizzare la capacità,
potenzialità e motivazione di giovani artigiani piemontesi.
Mercatino, a
Torino ogni terza
domenica del mese
Sarà riproposto per tutto il 2012
il mercatino di artigianato tipico
piemontese che anima piazza Palazzo di Città ogni terza domenica
del mese. Una vetrina dei prodotti
dell’artigianato d’eccellenza piemontese, che raccontano un aspetto ancora diverso di un territorio,
di un popolo, di una cultura. Per
info: [email protected]
Un Prodotto di nicchia
fatto su Misura
Al Rubi nasce dall’esperienza di
una famiglia di artigiani e porta
avanti, dal 1954, tradizione e
qualità nella lavorazione della
pelle, rinnovata nelle mode e
nello stile. Borse, cinture, portafogli creati rigorosamente a
mano, con materiale di pregio
e tecniche del passato: creiamo
prodotti su esigenza e gusto del
cliente - dice Alessio Colecchia,
titolare dell’attività- protagonista
assoluto durante tutte le
fasi di lavorazione, dalla scelta del modello,
del pellame (vasta la scelta delle pelli, da
quella di vitello al coccodrillo), del colore e dei fili delle cuciture.
Una piccola bottega in via Amerigo
Vespucci 2B a Torino che si fa forte della propria specializzazione e
esperienza artigianale, curando il
dettaglio e la qualità più dell’immagine: tagliando i costi extra e
curando direttamente la vendita e
il contatto con i rivenditori, siamo
in grado di offrire pellami pregiati a
costi ridotti del 30-40% rispetto alla
grande distribuzione. Quindi garanzia di
qualità per il cliente a costi contenuti e decisamente competitivi.
Ma non solo borse create su misura e portafogli personalizzati,
da Al Rubi è possibile trasformare
una vecchia borsa ereditata dalla
nonna e ormai fuori moda in un
accessorio nuovo e di classe. Le
vecchie borse vengono aperte e
le pelli buone, recuperate e pulite, sono riutilizzate per il nuovo
modello scelto, magari mischiando pelli diverse per un
risultato divertente e
ancora più originale. Questo permette di
far rivivere un oggetto fuori uso, magari a cui si è legati affettivamente, e
renderlo di nuovo unico.
Il nostro è un prodotto di nicchia,
continua il signor Colecchia, completamente fatto a mano e curato
in ogni minimo dettaglio. A costi
davvero accessibili il cliente riesce ad avere, per sé o da regalere,
la borsa o il portafogli dei propri
sogni, voluti e pensati proprio sulle
sue esigenze e richieste, raffinati e di
qualità.
www.alrubi.it
Via A. Vespucci, 2B - 10128 Torino - Tel. 011.59.54.38
www.alrubi.it - [email protected] Orario: lunedì - venerdì 9-17 continuato / sabato 9-13
13›
st
ar
M
arco
engoni
“
èsolo2.0
”
“Amy Winehouse
e Steve Jobs. È una strana
accoppiata forse, ma sono
due persone che al mondo
hanno dato moltissimo e
sono volati via, come
foglie leggere, lasciando
un vuoto incolmabile.
A modo loro, per me,
due angeli.
Sono così gli angeli, no?”
› Testo di: Filippo Vernetti › Foto di: Alessio Pizzicannella
C’è un pizzico di magia nella storia di
Marco Mengoni. A cominciare dalla
voglia di fare musica, avvertita prestissimo, fin da bambino: “Alla tenera ‘altezza’ di 70 centimetri - racconta - comincio ad ascoltare di tutto,
dal pop all’ R’n’B, soul, rock ed inizio
ad approfondire la mia cultura musicale: scopro il karaoke e comincio
a cantare di nascosto, per timidezza. Poi una volta i miei per caso mi
ascoltano e si convincono a mandarmi ad una scuola di canto. Da quel
momento capisco che la musica non
14›
è poi così semplice come pensavo:
c’era da imparare molto… tecniche
di respirazione, maschera facciale,
scale, vocalizzi di qualsiasi genere,
per affinare la voce”.
Una scintilla che l’ha sempre accompagnato, convincendolo a partecipare a X Factor: la vittoria all’edizione
2009 del talent fa da apripista alla
partecipazione al Festival di Sanremo. Tutti iniziano a conoscere la sua
voce, calda, con quel timbro soul che
un po’ ricorda quello di Amy Winehouse, cantante-icona per Marco. Da
allora ha incasellato una serie travolgente di successi: nel 2010 pubblica
“Re matto”, l’album scala le classifiche. Anche la tournée fa il pieno di
pubblico. Nel team creativo del “Re
Matto tour” vengono coinvolte figure
come lo stilista Neil Barrett, che ha
disegnato abiti per artisti come Madonna, Justin Timberlake, Brad Pitt
e Johnny Depp, e lo scultore Davide
Orlandi Dormino, creatore di “Opera Scacchi”, la scultura che invade il
palco. Nel 2010 vince il doppio disco
di platino, il 7 novembre 2010 si ag-
›
“In Solo 2.0 descrivo la solitudine, uno stato
dell’anima che mi interessa molto. Non racconto
solo la mia, ma anche quella che ho visto intorno
a me, ogni giorno”
giudica, unico italiano nella storia, il
Best European Act.
Una carriera in crescendo, culminata con la pubblicazione di “Solo 2.0”,
un vero e proprio concept album.
Per i fans l’appuntamento è per il 3
dicembre al PalaOlimpico di Torino.
Come sono nate le canzoni di
“Solo 2.0”? “Sono nate un po’ durante il Re matto, il tour precedente
e un po’ in studio, col mio gruppo di
lavoro. È stato un lavoro duro ma
gratificante, ci abbiamo lavorato per
un anno…”.
Anche la tua è una vita 2.0? “Sì,
è impossibile prescindere dalla tecnologia e poi lavorando full immersion in studio di registrazione, capirai, è tutto un... programma!”.
L’album ha come filo conduttore la solitudine, perché la scelta di questo tema? “La solitudine
l’ho scelta come tema perché è uno
stato dell’anima che mi interessa
molto. Non racconto solo la mia, ma
anche quella che ho visto intorno a
me, ogni giorno”.
Il 3 dicembre sarai a Torino:
che rapporto hai con la città?
“Torino è la città della magia, prima
di tutto. E poi questa città ha un pubblico musicalmente molto “avanti”,
molto preparato e raffinato, evoluto
direi. Per il resto non la conosco ancora benissimo, ci vengo sempre per
lavoro... toccata e fuga, per restare in
tema musicale!”.
Come ti carichi prima di salire
sul palco? “Prima di tutto mi concentro e scaldo la voce, poi col gruppo spariamo scemenze, ci divertiamo
a urlare frasi “portafortuna”.
Un portafortuna che porti sempre con te? “No, non ho nessun
portafortuna vero e proprio”.
Su quale palco sogni un giorno
di poter cantare? “Ogni palco è
unico, ogni serata irripetibile. Ora
per me il massimo sarebbe riuscire
a realizzare il tour così come lo sogno”.
Oggi nella musica italiana
vanno di moda i duetti: c’è un
artista con cui vorresti collaborare? “Di artisti con cui vorrei
collaborare ce ne sono infiniti, ma
con questo disco volevo studiare, approfondire la ricerca sonora, di testi,
di anima artistica. Quindi mi sono
preso tutto lo spazio disponibile!”.
Dopo la vittoria a X Factor, la
celebrità. Cosa non sopporti
dello star system? “Non vivo lo
star system, ho una vita molto normale, piena di lavoro”.
C’è il rischio di perdersi? “Credo che il rischio di perdersi ci sia
ovunque. Magari il successo offre
più occasioni di scelta, nel bene e nel
male”.
Ti aspettavi la vittoria al Best
European Act? “No, non me lo
aspettavo proprio, è stata una sorpresa incredibile. Ringrazio ancora
le persone che mi hanno votato, è
stata una dura battaglia!”.
Parteciperai al prossimo Festival di Sanremo? “No, quest’anno
è dedicato al tour. A parte una pausa a gennaio, non ci fermeremo mai
fino alla fine dell’estate”.
Quali artisti non mancano mai
nella tua personale tracklist?
“Ella Fidzgerald, Erykah Badu ma
anche musica classica, lirica, David
Bowie e musica che viene da ogni
angolo della terra. È la mia fonte di
ispirazione”.
Al Festival Teatro Canzone hai
cantato per Amy Winehouse.
Il tuo personale ricordo della
cantante recentemente scomparsa? “Amy Winehouse e Steve
Jobs. È una strana accoppiata forse,
ma sono due persone che al mondo
hanno dato moltissimo e sono volati via, come foglie leggere, lasciando
un vuoto incolmabile. A modo loro,
per me, due angeli. Sono così gli angeli no?”.
15›
st
ar
Sascha Zacharias,
“
innamorarsidiTorino
”
In “Anche se è amore non si vede”, il nuovo film targato Ficarra e Picone, è la guida turistica che,
pur non conoscendo nulla della storia locale, porta i visitatori in tour a Torino. Ma con quel sorriso
accattivante…
› Testo di: Filippo Vernetti
Con una come lei è ancora più facile
innamorarsi di Torino. Non a caso
Ficarra e Picone l’hanno voluta come
guida turistica a bordo del bus che
scorrazza i turisti tra gli angoli più
cool del capoluogo.
Ma Sascha Zacharias, bellezza svedese e talento da vendere, a differenza
del personaggio che interpreta in
“Anche se è amore non si vede”, il
film firmato dalla coppia comica,
nelle sale dal 23 novembre, potrebbe tranquillamente fare da cicerone.
Nel film, girato a Torino, con Ambra
Angiolini, Diane Fleri, prodotto da
Attilio De Razza con Medusa Film,
16›
con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte, ha fatto il pieno di consensi. “La verità – spiega - è
che con ruoli che sento vicini al mio
modo di essere cerco più di vivere
che recitare”.
Raccontaci un episodio divertente capitato durante le riprese? “Mentre giravamo a Torino ha
piovuto molto, è stato un set bagnato… l’atmosfera è sempre stata divertente, impossibile non ridere con
Ficarra & Picone. Durante le riprese
erano comunque molto disciplinati:
oltre a recitare hanno firmato anche
la regia del film. Dovevano restare
concentrati al massimo”.
In “Anche se è amore non si
vede” interpreti una guida turistica. Com’è stato l’impatto con
Torino? “Meraviglioso: a differenza
del mio personaggio mi sono documentata molto sulla città, ho letto un
testo di storia e due libri di Giuseppe Culicchia che mi hanno aiutata
a calarmi nell’orizzonte subalpino.
Un po’ assomiglia a una città scandinava: è più organizzata rispetto a
Roma, dove vivo attualmente. L’architettura è bellissima, sembra di
stare a Parigi, i palazzi sono quelli di
una capitale. Ho abitato a San Salva-
›
rio e ho apprezzato l’aria multietnica,
internazionale che si respirava. Non
nascondo di aver pensato di trasferirmi: se il biglietto del treno fosse
un po’ meno caro farei la spola da
Roma. Mi sposto sempre in treno:
l’aereo inquina, ho molto rispetto per
la natura, mi sono imposta uno stile
di vita a impatto zero”.
Come ti muovi a Roma? “Uso i
mezzi pubblici e sto pensando di acquistare una bicicletta”.
Sempre nel 2011 sei stata tra le
protagoniste di Tatanka, film
tratto dal romanzo di Roberto
Saviano. Che esperienza è stata? “Positiva, ho lavorato a fianco
di Clemente Russo (pugile medaglia
d’argento alle Olimpiadi di Pechino
2008, protagonista del film). Mi trovo sempre a mio agio quando devo
confrontarmi con degli atleti. Era già
successo con Bud Spencer (ha partecipato alla fiction I delitti del cuoco,
ndr), hanno una mentalità più aperta
e sono abituati a lavorare in team. E
poi abbiamo girato a Napoli, città che
adoro. Del libro di Saviano, persona
che non esito a definire un eroe, mi
è rimasta impressa la frase “lottare
per se stessi”, un invito a migliorarsi
continuamente”.
Una frase che ti si addice: hai
debuttato giovanissima, già a 7
anni. C’è sempre stato il cinema in cima ai tuoi pensieri? “Sì,
i miei genitori sono entrambi attori.
Il clima familiare mi ha un po’ in-
› lifestyle
Sascha insieme a Valentino Picone
fluenzata. Ma in Svezia non esiste il
fenomeno delle raccomandazioni: se
vuoi raggiungere una posizione devi
guadagnartela da sola”.
Quando hai preso la decisione
di trasferirti a Roma? “A 18 anni,
sono venuta in Italia per girare “Il
cielo in una stanza” di Carlo Vanzina.
Poi mi sono innamorata di un ragazzo italiano, è durata cinque anni poi
ci siamo lasciati. Ma non mi sono disamorata della vostra cultura. Vorrei
rimanere qui per sempre, molto dipende comunque dal lavoro”.
Come vive una svedese in Italia? “È un posto romantico, la gente
è calorosa, Roma è bellissima, anche
se caotica. Se avessi dei figli preferirei
spostarmi in una zona con più verde: i bambini devono poter correre
liberi, sfogarsi, giocare. Ora vivo in
una casa piccolissima a Trastevere,
vicinissimo a Villa Pamphili, dove
amo rifugiarmi per leggere un libro
o camminare, all’orto botanico. È un
quartiere stupendo, sembra di stare
in un paesino. Amo visitare i musei,
osservare le architettura, la storia secolare”.
Quando è amore per Sascha
Zacharias? “Adesso sono innamorata persa di mia nipotina. Per me
l’amore è soprattutto dare. In un rapporto non può mancare questo atteggiamento, purtroppo gli uomini non
lo capiscono”.
I prossimi impegni lavorativi
che ti attendono? “A Napoli girerò
una mini-fiction su Caruso, sarò la
moglie del celebre cantante lirico. Ho
imparato a scoprire e amare l’Italia
grazie alla lirica”.
Un progetto che vorresti coronare? “Ne ho diversi: ho delle idee
per un paio di copioni. Devo ancora
affinarli con l’aiuto di uno sceneggiatore. Mi piacerebbe raccontare
la storia di una delle tante persone
“invisibili” che popolano le nostre
città: stranieri che fanno lavori umili.
Vorrei dar loro un volto, una voce al
dolore spesso taciuto che hanno dentro. L’altro giorno ho conosciuto un
filippino, mi ha raccontato la sua storia, la difficoltà di vivere lontano dalla famiglia, senza poter mai vedere i
figli. Mi sono domandata come faccia
ad andare avanti con una pena così
forte nel cuore”.
Cosa non manca mai nella tua giornata? “Una tazza di the e leggere, sarebbe
una giornata strana se non avessi letto almeno qualche pagina di un buon
libro”.
Scrittore preferito? “Amos Oz”.
Il colore da indossare? “Il bianco, ma ho un debole anche per il rosso e il nero. Molto dipende dall’umore”.
L’indirizzo dello shopping? “Nei negozi equo-solidali. Mi piace regalarmi delle piccole cose come le
candele: hanno una luce bellissima”.
Il film da rivedere? “Una giornata particolare di Ettore Scola. La storia semplice e commovente dell’amicizia tra Sophia Loren, una donna succube del marito violento, e Marcello Mastroianni, un impiegato che è
stato licenziato a causa della sua omosessualità. Una storia comune a tante, anche oggi”.
Lo sport per mantenersi in forma? “Lo yoga ma non sono una appassionata di sport, preferisco le lunghe
camminate, sono perennemente in movimento”.
Piatto del cuore? “Gnocchi al gorgonzola, adoro mangiare ma non la carne: gli allevamenti di bovini sono
una delle cause di inquinamento”.
17›
17
st
ar
Negrita:
“
edèsubitorock
”
“Solo sul palco dimostri di essere una vera rock band. Le emozioni che ricevi sono come benzina alta
di ottani che ti serve per affrontare qualsiasi situazione”
› Testo di: Filippo Vernetti › Foto di: Alessio Pizzicannella
La rock band più “energetica” in
circolazione torna con “Dannato
Vivere”, album di 13 inediti, preceduto dal lancio del singolo “Brucerò per te”, già ai primi posti nella
classifica dei brani trasmessi dalle
radio. I Negrita si presentano sulla
scena con un lavoro dal suono graffiante e già mordono il freno per il
debutto live: a Torino i fan dovranno pazientare il 7 febbraio per il
concerto al PalaOlimpico.
Pau raccontaci come nasce
“Dannato vivere”? “La gestazione è stata lunga, volevamo un
disco che avesse un taglio diverso
dagli ultimi due. Con questo lavoro
ci siamo ripresi il sound degli anni
’80, quello della nostra adolescenza. L’abbiamo sempre avuto dentro,
innato, ma ultimamente era sopito.
Il titolo è stato deciso all’ultimo
istante, appena prima di andare in
stampa. È esaustivo delle riflessioni
che sono scivolate dentro. Ci piaceva quell’esclamazione “Dannato vivere”: sa di rock and roll ma anche
18
18›
di imprecazione contro i dolori che
la vita inevitabilmente ti presenta
davanti. È la sintesi, estrema, di
quello che l’album vuole trasmettere. I brani raccontano di rabbia, di
energia, di sofferenza, di quando ti
alzi con il sole in faccia. Sono contento che nei credits contenuti nel
libretto che accompagna l’album ci
siano anche i nomi dei nostri figli: il
disco è come un diario che lasciamo
in eredità a loro”.
Dove l’avete registrato? “I bassi, la batteria e le basi sono stati
registrati a El Paso, durante il tour
dello scorso anno negli Stati Uniti
mentre ai testi abbiamo lavorato
nel nostro studio in Italia”.
L’album esce a tre anni di distanza da Helldorado, disco di
platino con oltre 70 mila copie
vendute. Come mai un periodo
di tempo così lungo? “Abbiamo
voluto far decantare le emozioni di
quel periodo. Un tempo necessario
per guardarci attorno, domandarci
chi eravamo, fare i conti con noi
stessi. Quando lavoriamo a un disco
non consideriamo il fattore tempo:
vogliamo che i pezzi siano i più sinceri possibile, devono rispecchiarci.
Non siamo delle macchine da marketing: volendo avremmo potuto
cavalcare l’onda del successo di
Helldorado, replicando le stesse sonorità ma non avrebbe rispecchiato
il nostro mondo”.
I Negrita sono una band composta da quattro musicisti,
ognuno ha una personalità
forte e marcata, qual è l’alchimia che vi unisce? “L’essere
una band rock e poi l’amicizia, il
rispetto che c’è tra di noi. Anche le
litigate servono a unire. Sono poi
fermamente convinto che non aver
mai lasciato Arezzo ci abbia aiutati.
Vivere in provincia, in una dimensione ridotta, è un toccasana. È anche uno stimolo a tenere le orecchie
ben diritte per captare i segnali che
vengono dal mondo. Se ci fossimo
trasferiti in una metropoli come
Roma, Milano o Bologna avremmo
forse rischiato di autoisolarci, perdendo il collante che ci lega”.
State preparando il tour:
quando partirete con i concerti? “Il 31 gennaio 2012 da Firenze,
abbiamo sei date nei palasport più
grandi d’Italia. La dimensione live
resta la base di tutto: è la medicina
che unisce, solo sul palco dimostri
di essere una vera rock band. Durante il tour negli Usa abbiamo
suonato nei club, è capitato di esibirci in posti dove nessuno sapeva
chi eravamo, in locali marci che
puzzano di birra e sudore. È stato
straordinario dopo le prime canzoni vedere la gente scatenarsi, ballare sui tavoli. È una benzina alta di
ottani che ti serve per poi affrontare
qualsiasi situazione. Anche quando
suoni davanti a migliaia di persone
c’è sempre, giustamente, un po’ di
timore, non sarebbe neppure bello se non la percepissi. Da queste
esperienze aggiungi convinzioni
e motivazioni ad andare avanti, a
vivere di musica. Dal 1994, anno
dell’esordio discografico, abbiamo
viaggiato protetti da una buona
stella, è stata un’ascesa costante,
non abbiamo fatto salti eclatanti ma
siamo sempre andati in crescendo,
passo dopo passo”.
“Con Dannato vivere
ci siamo ripresi il sound
degli anni ’80, quello
della nostra adolescenza.
L’abbiamo sempre
avuto dentro, innato”
19›
›
st
ar
I “fantastici quattro” del
cabaret targato Coloradò
Cafè arrivano a teatro con
“Comedian Blues”. Smessi
gli abiti dei Turbolenti,
Gianluca Impastato, Stefano
Vogogna, Gianluca Fubelli e
Enzo Polidoro girano l’Italia
(saranno all’Alfa Teatro di
Torino dall’8 all’11 dicembre,
lo spettacolo fa parte della
XVII Edizione di “Ridi”
prodotto da Eventiduemila)
con una piece dal ritmo
scoppiettante.
20›
“
› Testo di: Filippo Vernetti
Perché avete deciso di tornare a teatro? Stefano Vogogna
“Nasce dalla voglia di confrontarci
con uno spettacolo completamente nuovo e dal desiderio di tornare
a teatro. La commedia scritta da
Matteo Monforte e Lazzaro Calcagno, poi rivista da noi quattro, racconta una storia che un po’ ci assomiglia: tre cabarettisti confidano le
loro disavventure lavorative al barista. È una storia di “comici, whisky
e rapine”. È anche una denuncia
del sistema dello star system, dove
basta un’apparizione televisiva per
diventare famosi, chi rimane fuori,
anche se bravo, non viene considerato”.
Anche la vostra carriera è stata all’insegna della gavetta:
avete mai pensato di mollare? Gianluca Fubelli “Quando
abbiamo iniziato eravamo l’unico
gruppo formato da quattro comici,
dopo i Gatti di Vicolo Miracoli non
c’è più stata nessuna formazione del
genere. Dal 1998, anno del debutto,
abbiamo tagliato tanto piccoli traguardi: nel 2000 la vittoria al Festival Nazionale di Cabaret di Torino,
nel 2002 siamo entrati a far parte
del cast di Colorado Cafè. Tanti epi-
Turbolenti:
lanostrastoriadicomici,whiskyerapine
”
›
“La nostra è soprattutto
una storia di amicizia:
ci siamo conosciuti sui
banchi dell’università,
facendo animazione
nei villaggi. Anche
adesso passiamo molto
tempo assieme,
soprattutto a cena…”
sodi che ci hanno spronato ad andare avanti”.
Anche voi come i protagonisti della piece avete
un bar dove rilassarvi alla fine di ogni spettacolo? Stefano Vogogna “Sì, è la Salumeria della
Musica, dove si è tenuta la prima edizione di Colorado,
condotta da Diego Abatatantuono. Passiamo sempre
per bere un bicchiere e stemperare l’adrenalina post
palco”.
Parliamo di quest’edizione di Colorado: un giudizio sulla conduzione di Belen? Enzo Polidoro
“Ha portato una ventata di freschezza e bellezza. Anche
Paolino Ruffini è bravissimo. Il programma continua a
registrare buoni ascolti, c’è uno zoccolo duro di ascoltatori, soprattutto tra i giovani”. Gianluca Fubelli
“Mi piace il suo atteggiamento autoironico, la voglia di
imparare e di mettersi in gioco. Le polemiche sul calo
degli ascolti mi lasciano perplesso: secondo i dati ci sarebbe stato un calo dello share dal 14 al 12%, ma gli
spettatori restano sempre attestati attorno ai 3 milioni.
Forse paghiamo il dazio di terminare prima la puntata
mentre prima andavamo avanti fino all’una di notte”.
Come studiate gli sketch con gli altri comici
di Colorado? Enzo Polidoro “Assieme agli autori.
Queste “interazioni comiche” danno una marcia in più
alla trasmissione. Mischiando personaggi e situazioni
il programma si galvanizza e vengono fuori gag imprevedibili”.
Come funziona il vostro menage a quattro? Stefano Vogogna “La nostra è soprattutto una storia di amicizia:
ci siamo conosciuti sui
banchi dell’università,
facendo animazione nei
villaggi. Anche adesso passiamo molto tempo assieme,
soprattutto a cena…”. Enzo Polidoro “L’alchimia sta
nel fatto che siamo quattro persone completamente
diverse l’una dall’altra. Anche se c’è uno che vuole assomigliare assolutamente a Gianluca Impastato, anzi
spesso vengono scambiati per fratelli. È il suo mentore,
la sua guida per gli acquisti fashion: Gianluca indossa
un paio di pantaloni nuovi, lui automaticamente si precipita nel negozio dove li ha acquistati…”. Gianluca
Fubelli “Nego di voler assomigliare a Gianluca. Un
nostro pregio è sicuramente il forte vincolo di amicizia,
una carta in più che ci aiuta ad affrontare ogni situazione. Un difetto su cui lavorare è sicuramente la pigrizia:
ci distraiamo facilmente, ci piace oziare”.
Come si sta nei panni dei Turbotabbies? Enzo
Polidoro “Bene, ci hanno portato fortuna, facendoci
guadagnare la simpatia del pubblico. In futuro stiamo
pensando di ridimensionarli, dando spazio ad altre situazioni. Nel recente tour estivo siamo entrati in scena in versione Turbotabbies per il gran finale, anche
perché con i costumi addosso si rischia l’effetto sauna,
con il quadro elettrico sulla pancia e il peso delle batterie è anche complicato muoversi”. Gianluca Fubelli
“Vorremmo evitare l’effetto patetico, presentandoci in
costume sulla soglia dei quarant’anni. Restiamo legatissimi ai Turbotabbies, dentro di loro c’è un pezzo di
noi”.
A quando un film con i Turbolenti? Stefano Vogogna “Ci abbiamo pensato ma non siamo ancora un
nome di richiamo per tentare la strada cinematografica. I comici che ce l’hanno fatta arrivano da trasmissioni con una maggiore visibilità come Ale & Franz, reduci
dal successo di Zelig, o Ficarra & Picone, dalla conduzione di Striscia la Notizia”.
21›
st
ar
Paolo Benvegnù,
“
l’imprescindibile
”
Irene Grandi, Giusy Ferreri, Marina Rei, la grande Mina, sono solo alcuni degli artisti che hanno
interpretato le sue canzoni
› Testo di: Filippo Vernetti › Foto di: Mauro Talamonti
Paolo Benvegnù, chitarrista-cantante fondatore degli Scisma, gruppo
leggenda dell’alternative rock, ha
fatto della musica la chiave di volta
per indagare il mondo. L’ultima testimonianza è Hermann, il disco che
dà il nome all’omonimo tour (il 2 dicembre farà tappa al Teatro Le Serre
di Grugliasco). Pervaso da atmosfere
22
22› ›
nordiche, è un sottile gioco di citazioni, che incrociando i miti di Narciso,
Perseo e Andromeda, con il pensiero
di Henry Miller, Jean Paul Sartre,
Hermann Melville e altri “pesi massimi” della cultura occidentale, tenta
di cogliere l’eterno fluire dell’uomo
nella storia.
Solitamente gli artisti sono ego-
centrici, come nasce la decisione di chiamarsi i Paolo Benvegnù? “Perché siamo un gruppo, un
collettivo che fa un lavoro artigianale
con la musica. E poi volevamo giocare con la grammatica”.
Come si diventa un cantautore? “Scrivere canzoni è una malattia, a ben vedere anche dannosa. Le
›
“Mi piacerebbe collaborare
con Franco Battiato, mi accontenterei
di portargli il caffè la mattina,
servirgli la colazione mentre
il maestro mi parla del mondo”
persone normali hanno la passione
per la nautica o si divertono a costruire mobili, noi costruiamo canzoni, amiamo il superfluo ma non
l’effimero”.
Il 2011 è l’anno della definitiva
consacrazione? “La vera consacrazione è la saldezza in sé. Ovvio
i riconoscimenti fanno sempre un
gran piacere ma considero già un
privilegio suonare a 500 chilometri
di distanza e veder arrivare gente ai
concerti. Le vere soddisfazioni te le
dà la vita, per questo occorre restare
ben saldi e non cambiare direzione”.
Nel 2010 Mina nell’album “Caramelle” ha interpretato il tuo
brano “Io e te”. Fatto che suona come consacrazione. “È stata
una restituzione, un evento abbastanza incredibile, surreale. Potrei
paragonarlo al senso di stupore che
ho provato quando passeggiando
per le strade di Borgo San Dalmazzo,
mi sono trovato davanti una statua
gigante di una lumaca. Con Mina ho
avvertito la stessa emozione, mi ha
commosso”.
Se potessi scegliere nuovamente di stupirti, per chi vorresti
scrivere una canzone? “Prima
devo diventare un bravo cantante, e
non pecco di modestia, ho tanti
limiti, uno è questo. Sono anni
che frequento la scena musicale, un ambiente che paragonerei a quello di un’assemblea
condominiale, ho la fortuna di
lavorare con persone di valore,
con cui collaborare per dare il
là a quella creazione artigianale che
è fare canzoni. Se dovessi scegliere
una persona direi Franco Battiato,
mi accontenterei di portargli il caffè la mattina, servirgli la colazione
mentre il maestro mi parla del mondo”.
Il 2011 è stato l’anno di Hermann, un disco di 13 inediti.
Qual è il filo conduttore? “La
storia dell’uomo, descritta in più
capitoli. Tante piccole vicissitudini
che formano una storia a se stante
ma con l’orizzonte puntato verso le
stelle. Un tentativo, presuntuoso, di
dare una narrazione ma già fallito in
partenza”.
È un disco maschile o femminile? “Femminile: i Paolo Benvegnù
sono degli uomini corpulenti, io in
particolare lo sono, e, ovviamente,
non possono partorire. Attraverso le
canzoni tentiamo di restituire la grazia della vita”.
L’album è pensato come un
film mai girato. Perché? “Perché
la realtà, il quotidiano sono più stupefacenti di qualsiasi sceneggiatura
mai scritta o anche solo immaginata.
La vita è un processo in perenne movimento, pensare di bloccarla in una
scena è impossibile, arriva sempre
l’evento imprevisto. Adesso, mentre
sto parlando sono in un autogrill, ma
non so cosa potrebbe capitare tra un
secondo”.
Ne “Il mare bellissimo” scrivi:
“Un viaggio senza destinazione
significa destinazione”. Il tuo
prossimo orizzonte temporale? “Tentare di diventare un uomo
gradevole, personalmente mi trovo
insopportabile. Imparare a respirare
e dare un disegno al proprio cammino che è fatto di identità”.
A quando una nuova fiction
come quelle di Idraulici e Marinai? “In Marinai commerciavamo
in spuma di frodo. La prossima potrebbe chiamarsi “Frontalieri”, potremmo emigrare in un Paese dove
la benzina costa pochi centesimi,
succhiarla dai serbatoi e tornare in
Italia e rivenderla. Ci aiuterebbe ad
assicurarci un futuro economico”.
Con la scena musicale torinese
hai un rapporto solido, hai fatto
da chioccia a diversi gruppi locali. Sveliamo i nomi. “Con i Perturbazione, anche se sono di Rivoli,
e gelosissimi delle loro origini, ho
collaborato, tentando di affossargli
la carriera,… ma sono bravissimi e ce
l’hanno fatta. Ho lavorato anche con
gli Endura, un gruppo langarolo, e
recentemente con i Miriam che a
fine ottobre allo Spazio 211 hanno
presentato il singolo dell’ultimo
album. Torino è una delle poche
città del Nord dove vivrei, mi piace
quella miscela di sapori e culture
che si percepisce”.
23›
Solo
per
@
Da: [email protected]
Inviato: mercoledì 19 ottobre 2011, 9.31
A: Ana Moura
Oggetto: Intervista
Ana Moura:
la regina del fado conquista
Prince e i Rolling Stones
›
›
È la musica
dell’anima, una
ballata intensa, a
tratti dolce, talvolta
malinconica. È il fado:
la musica tradizionale
del Portogallo sta
conoscendo una
primavera insperata
grazie alla voce
avvolgente di Ana
Moura, protagonista il
24 novembre sul palco
del Teatro Colosseo.
Anche Prince e i mitici
Rolling Stones hanno
ceduto al fascino della
sua voce duettando
con lei sul palco.
L’autorevole New York
Times non ha esitato
a incoronarla nuova
sacerdotessa del fado.
24›
La sua definizione di fado? “è anima e atmosfera. È uno stile di musica intenso e profondo che
rappresenta molto bene i portoghesi. La magia del fado è che tutti possono viverlo e apprezzarlo
anche se non capiscono una parola di portoghese”.
Si aspettava che la musica tradizionale lusitana raggiungesse un successo di tali dimensioni?
“Si e no. Il fado è così ricco che è normale sia popolare in tutto il mondo. Ma è anche uno stile di
musica così intimo, con solo una voce e tre strumenti acustici, proveniente da una piccola nazione.
Penso che l’eredità di Amalia Rodriguez abbia svolto un ruolo importante, contribuendo a farlo
conoscere in tutto il mondo”.
È un genere che ha estimatori dalla Francia al Giappone, perchè? “E ha fan anche in posti inaspettati come la Turchia, Singapore o l’Ecuador, solo per nominarne alcuni. Ho avuto il privilegio
di cantare in questi luoghi nel corso del 2011 ed è stata un’esperienza indimenticabile. Come ho
detto prima, penso abbia a che fare con la qualità della musica e con il fatto che sia uno stile esotico. L’aspetto più importante è che colpisce gli spettatori grazie all’atmosfera che la musica riesce
a creare sul palco”.
Com’è nata la collaborazione con i Rolling Stones? Qual è la sua canzone preferita di Mick
Jagger & Co? “Ho così tante canzoni preferite dei Rolling Stone! Scelgo “Brown Sugar” che è stata
una delle canzoni che ho registrato. Suonare insieme a loro è stato veramente eccitante. Hanno
conosciuto la mia musica grazie al loro sassofonista, Tim Ries. L’ultima volta che hanno tenuto un
concerto a Lisbona sono venuti a sentirmi in una fado house e, il giorno dopo, mi hanno invitato
a cantare con loro sul palco... tre ore prima dello spettacolo! Un momento davvero pazzesco ma
magico”.
Ha collaborato anche con Prince: quando vi siete incontrati? Avete in programma di fare un
disco assieme? “Ci siamo incontrati lo scorso anno a un mio concerto a Parigi. Per il momento abbiamo in programma alcuni progetti di musical. Abbiamo suonato insieme diverse volte, imparo
sempre molte cose da lui”.
Un artista con cui vorrebbe duettare? “Ce ne sono così tanti. Adoro lavorare con musicisti differenti per imparare cose nuove sulla musica e, soprattutto, su di me”.
Quali cantanti e generi ascolta continuamente? “Cerco di ascoltare tutti i generi di musica ma
devo confessare che sono una “soul girl”. Adoro cantanti come Billie Holiday, Nina Simone, Sarah
Vaughan”.
Dove sogna un giorno di poter cantare? “Generalmente non faccio piani sulla lunga distanza. Preferisco vivere alla giornata e focalizzarmi sui progetti attuali. Sono sempre stata molto fortunata
perché coinvolta in così tanti progetti interessanti. Il palco dei miei sogni sarà sempre quello dove
ci sono persone che vogliono ascoltarmi. Non importa se è grande o piccolo”.
A quando un nuovo disco? “Probabilmente la prossima primavera”.
Se non avesse fatto la cantante, che strada avrebbe seguito? “Non ne ho idea, ho sempre voluto
fare questo mestiere e occuparmi di musica fin da quando ero una bambina”.
Pizza al mattone
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26›
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I want to be
glam!
tuttiimusthavedistagione
“
”
› Testo di: Barbara Odetto
Ballerine winter time
Mai come quest’anno il fashion è democratico e trasversale: sceglie indistintamente tacco dodici e scarpe ultra flat,
boots e tronchetti da declinare con disinvoltura sia di
giorno sia di sera. Simpatiche da vedere e comode
da indossare sono le Pocket Ballerine firmate Dr.
Scholl. Da sempre sinonimo di comodità e sicurezza, questa azienda che negli anni ha puntato anche
sulla moda propone una scarpa in morbido materiale elasticizzato e facilmente ripiegabile,
perfetta da portare con sé e da utilizzare al momento opportuno. Ideale
per guidare, per spostarsi tra
un meeting di lavoro, l’asilo
dei bimbi e la palestra, Pocket
Ballerina è l’alleata insostituibile per una donna dinamica, capace di destreggiarsi tra i molteplici
impegni della sua quotidianità.
ten
den
ze
L’autunno-inverno
targato 2011 è
all’insegna del melting
pot perché passa con
disinvoltura dal
Seventy al Brit Style,
dal pellame alla lana
effetto cocooning.
La parola d’ordine
è mixare con ironia,
perché giocare con la
moda è divertente
sia sotto il sole sia
sotto la neve
I love boots
Da parecchi anni gli stivali dominano le passerelle tanto
in estate quanto in inverno. Sarà perché regalano grinta
a qualsiasi look oppure perché sanno essere femminili e
versatili, resta il fatto che non c’è donna che non rinunci
a loro. Se già durante la stagione più hot li abbiamo visti
fare capolino tanto in spiaggia quanto sul
lungo mare, con il freddo saranno ancora una volta protagonisti indiscussi
delle vie cittadine. Tra i più interessanti segnaliamo quelli di Coral Blue,
che parlano di una donna raffinata,
attenta ai diktat della moda, ma che
non rinuncia alla propria personalità.
Realizzati in materiali pregiati quali il
nabuk o la pelle trattata, hanno nuance tipicamente invernali come il nero, il
testa di moro e il grigio e sono caratterizzati da altezze differenti in modo da
essere perfetti per le diverse occasioni e
per qualsiasi tipo di gamba.
27
27››
Sporty man
Anche il manager incallito, nei momenti di
relax, vuole comfort e praticità. Abbandonata la cravatta e la giacca, sceglie maglie
e pantaloni casual senza rinunciare tuttavia allo stile e alla
qualità. Per l’uomo U.S.
Polo Assn. propone tre
linee distinte: Gold Cup
Championship, Rocky
Mountain Circuit e Citywear, tutte giocate su
uno stile inappuntabile.
Gold Cup Championship,
che prende il nome da uno dei tornei più
prestigiosi di polo, punta sull’eleganza delle forme e sui ricami hand made e sceglie
nuances come il grigio e il bianco oppure
il bordeaux e il blu. Interessante anche la
ricerca degli abbinamenti dei materiali:
dal jersey alla viscosa, dal cachemire al piquet Oxford delavè, per un look raffinato
in ogni dettaglio. La linea Rocky Mountain
Circuit ha invece un mood country che
nasce dalla ricerca dei dettagli come le
grafiche tono su tono, le stampe flock con
sfumature degradé e i particolari lavaggi
al silicone, il tutto proposto nei toni della
terra: dal beige all’azzurro e al verde, fino
ad arrivare ai colori più intensi del fango e
del marrone, accostati al rosso e alle fantasie scozzesi. Tra le novità della linea, i
capispalla in panno di lana con esclusive
lavorazioni che donano un originale effetto usato e un look decisamente casual chic.
Per concludere questa parentesi firmata
U.S. Polo Assn. dedicata a “lui”, Citywear
ovvero l’essenza dello stile metropolitano
tradotto nel mix tra tradizione e ricerca,
casual e raffinatezza. Dai maglioni in misto cachemire a righe, ai capi in jersey passando per le felpe con gli interni staccabili
in piuma ultra-light, questi outfit puntano
sul nero, sul grigio melange e su un sofisticato color ottanio. Ognuna delle tre collezioni ha una matrice comune ovvero lo
spirito di appartenenza del brand ad uno
sport di élite come il gioco del Polo.
28›
ankle boots
Alzi la mano chi non si è fatto
tentare dai nuovi idoli
della moda. Parliamo
degli ankle boots, oggetto del desiderio di
ogni “lei” perché sono
pratici e iper femminili allo
stesso tempo. La collezione autunnoinverno 2011 di Manas Lea Foscati gioca
su sovrapposizioni, lavorazioni insolite, finissage e applicazioni che
esaltano lo stile e la creatività di questo brand marchigiano che si
articola in Manas Lea Foscati, Manas Design e Manas Uomo. La
prima collezione punta su bon ton e romanticismo, la seconda su
uno stile urban e casual-chic, mentre Manas Uomo investe tutto
sul comfort e sulla sportività, declinati in modelli destrutturati in
versione bassa o a polacchino. Tornando a loro, gli ankle boots,
hanno i toni rubati all’autunno come i marroni declinati in diverse
sfumature, il verde intenso e il bordeaux, ma naturalmente non
mancano il nero, l’antracite e l’attualissimo blu notte. Realizzati
in montone, volpe, capra, camoscio e vacchetta, sono pensati per
una donna cosmopolita, sofisticata, sicura di sé che ama essere
all’avanguardia e indossare accessori ricercati ed esclusivi.
Che borsa!
Indossare una borsa Gucci non è solo una questione di stile, ma
un concetto molto più ampio che abbraccia un certo way of life.
Come ogni anno la casa fiorentina propone modelli raffinati ed
esclusivi pensati per una donna grintosa ed elegante che passa con disinvoltura dal lavoro al maneggio. La linea realizzata
per l’autunno-inverno 2011-2012 è in perfetta sintonia con il
trend più attuale che celebra gli anni Settanta e infatti ha come
simbolo la handbag della collezione Gucci 1973. In coccodrillo
o in pitone, è declinata nei colori più energici quali il giallo, il
turchese, il verde, il rosso e il rosa senza tuttavia disdegnare i
classici black e marrone. Accanto a questa collezione heritage
naturalmente non manca l’intramontabile New Jackie, creata
da Frida Giannini in materiali classici come il coccodrillo, il vitello e il camoscio e con cuciture a mano e dettagli in bamboo.
Per una exclusive bag che non passa certo inosservata. Mai.
Hip hop al polso
Dopo il grande successo estivo,
Breil lancia i gli orologi Hip Hop
anche in versione invernale. Come
sono? Sempre iper colorati nelle tonalità più vitaminiche, ma arricchiti da velluto e brillantini. Elegante
e soft il primo, decisamente glam e
scintillante il secondo, i nuovi modelli hanno già conquistato anche i
gusti più difficili. Leggeri, morbidi,
pratici e dalla meccanica perfetta,
questi orologi strizzano l’occhio allo
stile anni Ottanta e lo fanno
con ironia e colore. Per questo piacciono alle ragazze
ma anche alle signore, soprattutto la versione con
gli strass Swarovsky in
cui i dodici brillantini
sono applicati in cerchio sul quadrante e
sono sempre bianchi, indipendentemente dal colore del cinturino. A ciascuno
il suo Hip Hop, quindi, per
giocare con la moda e con il
tempo!
A me gli occhi!
La moda propone e impone il ritorno al passato e tutti i couturier
si sono mossi in questa direzione.
Non si sottrae al diktat neppure il
brand Dsquared2, che per l’autunno-inverno 2011-2012 propone una
collezione dal sapore vintage con
linee pulite e sobrie di ispirazione
Fitfties: modelli a goccia in stile
aviatore per combattere il sole e occhiali preppy con montatura spessa, in acetato stampato tartaruga o
neri per leggere meglio. Grintosi,
originali e pensati per un pubblico
anticonformista e sofisticato, sono
già diventati un must have per tutti.
Bellissimo è il modello DQ5047 con
la montatura over-size che ricorda
gli anni Ottanta e che è già in cima
ai desideri di chi vive la moda da
protagonista.
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29›
Fattore
cappa
Come le Charlie’s angels
Che vi sentiate più ispirate da Sabrina Duncan o Kelly Garret, da Jil o Kris
Munroe poco importa: lo stile delle Charlie’s angels è tornato protagonista
dell’autunno-inverno 2011. Ancora una volta i Seventy conquistano le passerelle con gonnelloni abbelliti da stampe optical, long dress impreziositi
da petali, pellicce eco in versione multicolor e tutto quanto ricorda quegli
anni. Tra le maison più sensibili a questa tendenza c’è Gucci, che grazie
alla lungimiranza di sua maestà Frida Giannini propone tonalità sgargianti
che si accostano con sapienza al bordeaux, al verde petrolio, al rosso cupo
e al viola melanzana, senza dimenticare tuttavia gli intramontabili nero e
grigio. La donna Gucci, sofisticata e chic, non trascura i dettagli e indossa
con disinvoltura sia i maxi cappelli dell’epoca sia le gonne pantalone che
portavano le nostre mamme, rivisitate però in versione up to date.
Borsalino style
Sin dagli esordi, nel lontano 1857, Borsalino è la griffe del cappello per
antonomasia. La sua storia è fatta di dettagli, materiali e linee semplici
ed essenziali che fanno però la differenza. Nei secoli l’azienda italiana ha
dettato legge in fatto di copricapo e ancora oggi domina incontrastata il
mercato internazionale. La linea invernale creata per lui e per lei è, ancora
una volta, perfetta e unisce con grande sapienza la tradizione e l’innovazione: pur restando fedeli allo stile di sempre, i diversi modelli sono realizzati in finitura velour e le cinte che decorano ogni cappello sono multi
righe. Un tocco di freschezza e di glam, quindi, per combattere il grigiore
dell’inverno. Tra le novità più esclusive il cervelt, una mischia di feltro ottenuta dal sottovello del cervo rosso proveniente dalla Nuova Zelanda e
caratterizzato dal color zenzero. Non manca poi il modello trilby dalla tesa
piccolissima e dallo spirito giovane e informale, realizzato senza cinta e
decorato solo dalla storica gassa Borsalino in canettè. Questa come le altre
proposte sono, ancora una volta, sinonimo di altissima qualità ed eleganza
ed emblema di un certo modo di indossare il cappello che non passa certo
inosservato.
30›
Siete pronte a farvi
investire dal fattore cappa? Non
si tratta di un
innovativo ritrovato della medicina
estetica, ma delle mantelle
ovvero la nuova frontiera
per coprirvi dal freddo in
maniera elegante e sofisticata. Accanto ai giacconi
iper tecnologici e ai coat avvolgenti, l’inverno 2011 propone e impone proprio loro, le
mantelline che indossavano le nostre nonne. Riservate, raffinate e
iper femminili, sono state rivisitate
da tutti i couturier, che le interpretano in diverse versioni e tessuti.
Moschino Cheap and Chic gioca con
il tartan rosso per un effetto British adatto alle più giovani, mentre
Nina Ricci sceglie il bianco candido
e avvolgente, per offrire un goccio
di romanticismo. Decisamente più
grintosa è la proposta firmata Tommy Hilfiger: corta davanti e lunga
dietro per esaltare la silhouette e
regalare allo stesso tempo un tocco
western. Da indossare con disinvoltura sugli abiti sia di giorno sia
di sera, la cappa in versione mini è
ideale anche sui cappotti, per combattere con allegria le temperature
più rigide.
› Testo di: Alfonsa Sabatino
pazza idea
Promozione e comunicazione
low cost
Ottima l’idea del gruppo di Smarketing, una rete di artigiani della comunicazione e dell’etica d’impresa che vuole lavorare e guadagnare il
giusto nel rispetto dell’ambiente e delle persone e che aiuta produttori
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e comunicazione dei corsi di Smarketing, organizzati in tutta Italia, sono
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del fai da te, “che non riescono a
stare fermi, né con le mani, né con
la mente”. In bricolage mon amour
si trovano sei episodi che insegnano a far circolare le idee, a non
buttare via niente, a trasformare la
casa con soluzioni uniche e funzionali. Poi le sezioni Idee e Consigli
mostrano stili e composizioni da cui
prendere ispirazione per la propria
casa e raccolgono, divisi per temi,
suggerimenti per ogni tipo di lavoro, dalla manutenzione, al taglio
del legno, dal colore al servizio di
posa. Ancora, in Architetto online si
possono trovare tanti progetti per il
bagno e nella sezione dedicata, più
di 300 consigli per curare le piante
da malattie e parassiti.
Il manuale
completo
del bricolage
Fai da te 360 è il portale dedicato
ai lavori manuali. La parte principale
del sito è quella contenutistica che
tratta tutti i temi del fai da te, principalmente legati ai lavori in casa
ed in giardino, articoli sul giardinaggio e la cura delle piante, risorse
sulla manutenzione e la costruzione
di manufatti in legno ed altri materiali, informazioni sulla manutenzione dell’auto, spiegando passo dopo
passo come raggiungere l’obiettivo.
Poi c’è un’ampia sezione dedicata
agli attrezzi che insegna a conoscerli ed ad utilizzarli in modo corretto e l’area dedicata ai materiali
che è utile per conoscerne prezzi
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il social network invita gli utenti a
partecipare ed interagire tra loro
per aggiungere e scambiare info.
www.faidate360.com
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Quando si dice che le cose fatte in casa sono più sicure, non si parla
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comodi. Tra le novità, la linea di abiti e cappe di
lavorazione sartoriale, assolutamente unici nel loro
genere. Inoltre da St. germain des Pres via Cardinal
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Con il freddo non si può certo rinunciare all’eleganza,
e questo lo sa bene Liviana Conti che anche per la
sua collezione autunno-inverno 2011/2012 propone
abiti stilosi, semplici nelle linee e estremamente
TITOLO
Il freddo è ufficialmente arrivato ed è ora di
mettersi al caldo, dalla testa ai piedi! Ideale per
la sera e per gli appuntamenti mondani, questo
stivale in vitello riprende i colori caldi di moda per
questo inverno. In tinta perla con pelliccia in laupin
grigio argentato, lo stivale vanta un fine tacco 12, reso
più comodo dall’isola in punta, ottimo per slanciare
la nostra silhouette!
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ROSRIbot
RosRibot nasce come attività di compro oro, con l’intento di offrire
un servizio qualitativamente elevato ed improntato alla massima
serietà e discrezione. Ben presto ci si rende conto che l’impronta
di serietà e di classe che si è voluta dare all’attività ha portato ad
avere una clientela selezionata e con esigenze che andavano oltre il semplice
servizio offerto. Si è pertanto iniziata una collaborazione con
alcuni maestri orafi, per poter offrire anche gioielli artigianali
realizzati con la cura di una volta ed a prezzi contenuti.
Pian piano, la clientela ha apprezzato questa nuova offerta è
così che sono divenute sempre più numerose le richieste di gioielli “su misura”,
realizzati su disegno o specifici desideri del cliente.
Ovviamente, continua l’attività di compro
oro ed argento, per tutta la clientela che
intende realizzare il massimo profitto dai
preziosi rotti o non più usati.
RosRibot oro e gioielli
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elegante tessuto con un design accattivante adatto ad ogni casa, completamente
sfoderabile e lavabile in lavatrice, CHOCOPAWBED è
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“Le spose di Nika” opera sul mercato
torinese da anni e propone collezioni
di successo, abiti di qualità eseguiti
con l’abilità, il gusto e l’amore tipici
della sartoria italiana. Abiti su misura
e grandi firme, messe a disposizione
con professionalità e passione. Tutte le
spose del 2012 potranno partecipare al
concorso “Miss Cenerentola”: in palio
un abito da sposa della linea Toi. Tutte
le info sul sito www.sposenika.it oppure
sulla pagina Facebook Le spose di Nika.
Le spose di NIKA
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le spose di nika
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Il laboratorio orafo Max Faletto realizza fedi di ogni tipo e con qualsiasi materiale
prezioso: dall’oro in diversi colori al platino. Da un semplice spunto o da un’
idea si può creare la propria fede che avrà così un design unico e personalizzato.
Oppure con un disegno fornito dal cliente si può sviluppare e trovare la forma
giusta per la vostra fede su misura. Nella foto fedi realizzate in oro bianco, con
motivo a fantasia. Volendo si possono realizzare
anche in oro rosa-giallo e in platino.
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villa bodo
L’antica dimora Villa Bodo sorge a Moncrivello, sulla deliziosa cornice delle colline
moreniche che dividono il Vercellese dal
Canavese. Immersa in un parco di 37 ettari, l’edificio si sviluppa intorno ad una tipica
corte piemontese e
combina l’eleganza delle strutture
all’arredamento
classico. Villa Bodo è luogo ideale per il relax
e lo sport, per gustare i piaceri della tavola
locale ed è attrezzata per cerimonie e meeting di lavoro.
Moncrivello, via Lungo Canale
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Benedetta Sommariva
(Direzione): +39 392.4046133
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La WEDDING CAKE è ormai diventata la regina della
festa: scultorea, colorata, romantica, realizzata con
grande maestria e dovizia di particolari, segue lo
stile del matrimonio e racconta gli sposi e la loro
unione. Icona del banchetto e attesa da tutti
gli invitati, il dolce va presentato in modo
solenne e un po’ magico per concludere la
festa al meglio!
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La fredda
stagione
si scioglie
ai colori della
primavera!
“
conigioiellimiilluminodibellezza
”
› Testo di: Liliana Carbone
Sempre più belli e importanti. Sono i gioielli e gli orologi che portati con disinvoltura, nonostante la loro mole di bellezza
(e di peso, a volte) regalano alle donne un
tocco in più che si chiama bellezza.
Se i gioielli sono realizzati in argento, in
argento placcato oro 18 carati o esclusivamente di perle bianche (che non passano mai di moda), o addirittura in ottone,
resina, argento, ma sempre illuminati da
pietre in Swarovski (Scott Wilson), per
parte loro gli orologi non si lasciano
sorpassare sul piano del lusso. Restano
infatti compagni di viaggio quotidiano
(da Light Time, a Swatch, a Dsquared2): da indossare a casa come sul
lavoro, da farsi prestare dal proprio
uomo (perché alle donne piacciono
sopratutto i modelli maschili e da
portare sull’avambraccio invece
che intorno al polso!), gli orologi
sono caratterizzati da stili e fogge
al passo con le mode e gli abbigliamenti della gente.
Vintage
e principeschi
I gioielli hanno quella allure
principesca mai vista prima e sono caratterizzati
allo stesso tempo da
un tocco di vintage che
non guasta mai (Kenneth Jay Lane).
I colori non si sono
abbassati alle tonalità
grigie e fredde dell’inverno. Anzi. La fredda
stagione si scioglie ai colori della primavera, che
non ci lascia sole ma
ci accompagna tutto
l’anno.
35›
Super
colorati
per dare
un calcio
all’inverno
I gioielli di questa stagione sono grandi (e pensiamo soprattutto agli orecchini) e poi sono super colorati. Fanno bella mostra di sé tonalità come il giallo e il verde, il
rosso, il viola e il blucobalto. Qualcuna li preferisce in
stile vintage, altre prediligono la perla impreziosita da
un delicato cammeo. Ma nonostante le numerose varianti, sono tutti gioielli realizzati da mani artigiane.
Gioiello, mon amour!
Pochi ma preziosi, questa è la regola assoluta dei gioielli. Che sono così
importanti da bastare da soli. Così ci capiterà di indossare soltanto un
paio di orecchini, oppure una collana, oppure soltanto un bracciale con
un paio di orecchini.
E allora come li vogliamo i nostri amati gioielli? Hanno voglia di
mostrarsi, loro. Di illuminare il viso (pensate agli orecchini), oppure un decolleté (sono preziosissime
le collane). Sono tutti importanti, insomma,
e a renderli tali non è soltanto il carattere artigiano che fa sì che il gioiello sia un
“pezzo unico” nel suo genere, ma sono
le stesse pietre dure e i pizzi delicati
che rendono orecchini, collane e bracciali semplicemente chic (by Zuccherosa
Bijoux, la griffe “made in To” con le sue
collezioni Sodini)!
Tornano i ciondoli
Tornano di moda i ciondoli accompagnati con
una catena in argento o metallo sia lunga che
corta. I ciondoli saranno grandi e tra le pietre
più utilizzate avremo l’agata grigia, verde o
blu, l’acquamarina e la pietra di luna, il tutto
su una montatura in argento. Anche il cammeo
ritorna in auge e quest’anno ne vedremo molti
utilizzati come ciondoli.
36›
Tanti bracciali
al polso
I bracciali sono importanti e vistosi, con due, tre, quattro o cinque fili.
La moda del momento? Indossarne
molti con colori in gradazione, oppure con charms multipli.
acquistiamo e vendiamo orologi
intere collezioni
Anelli
arcobaleno
Gli anelli che andranno per la maggiore saranno quelli con le dimensioni più importanti, con grandi cabochon sfaccettati di acquamarina,
pietra di luna, onice e perla.
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Curiosità per
la sposa
del 2011-2012
Non sempre gli accessori per la sposa devono essere tradizionali, ecco
qualche idea fuori dagli schemi.
Uno di questi è il bracciale Paula Bianco: perfetto per le spose
dall’animo romantico con la sua linea poetica e sognante. Realizzato a
mano in chiffon di seta color cipria,
acquista luminosità grazie ai dettagli in prezioso opale e oro placcato.
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ilnuovovolto
italiano
dellaBreilal
Politecnico
diTorino
Amelia Rachim
› Testo di: Liliana Carbone
“Sono orgogliosa di rappresentare il
design italiano”. Alla vista del pubblico italiano ed internazionale resterà
top secret almeno fino a marzo del
2012 il prototipo di orologio pensato
dalla giovanissima designer indonesiana Amelia Rachim per il marchio di orologi Breil. è dato sapere
soltanto che si tratta di un orologio
non digitale, è dotato di lancette ed
è il frutto di una mente che il design
ha rapito fin nella parte più profonda
del suo cervello.
Il progetto di Amelia Rachim è il vincitore del concorso “Design Time”
indetto da Breil in collaborazione
con Design Boom, che ha previsto la
realizzazione del design di un orologio e a cui hanno partecipato 3.037
designer provenienti da 96 Paesi del
mondo. Come a lei, il premio è andato anche ad una designer israeliana
e ad una giapponese che hanno dimostrato un talento sopra le righe.
“Delle tre vincitrici, sono l’unica “italiana” a vincere, e sono orgogliosa
di rappresentare l’Italia” ammette
Amelia che vive in Italia da tre anni.
Il nuovo orologio di casa Breil pensato e realizzato da Amelia sarà commercializzato dallo stesso marchio,
38›
leader del settore. “Non mi sarei mai
aspettata un riconoscimento così importante, racconta con emozione la
ragazza, non mi aspettavo che il mio
progetto potesse vincere un premio
così ambizioso. Resterà top secret
fino a marzo del 2012 e oggi la Breil
sta mettendo a punto il prototipo”.
Certo è che esser arrivata fino a
questo punto significa oggi, per la
bellissima ragazza dagli occhi neri,
aver dimostrato, prima di tutto a se
stessa, le sue potenzialità nel mondo del design. “In questo modo oggi
posso capire, più di ieri, a che punto
sono con le fasi della mia crescita nel
mio lavoro di designer. E tutto questo è stimolante per i miei prossimi
progetti professionali, che affronterò
sempre con umiltà ma ancor più con
convinzione in me stessa”.
Giakarta è la sua città di origine, ma
la sua vita oggi si divide tra Desenzano del Garda, in provincia di Brescia,
dove Amelia vive attualmente, e Brescia, Vicenza e Valenza, dove sono
incastonate aziende del gioiello e dei
prodotti di lusso tra le più famose
al mondo e presso cui Amelia lavora come designer freelance. “Vivo
in Italia da tre anni – racconta – da
quando ho vinto il primo premio di
una graduatoria di borsa di studio
internazionale per poter frequentare
il Master in Ingegneria del gioiello
del Politecnico di Torino con sede
in Alessandria, unico in Europa. è
giunto alla 12esima edizione e rappresenta un contatto diretto tra lo
studio e il mondo del lavoro”.
Quello di Alessandria è l’unico master universitario improntato al settore gioielliero che si avvale della collaborazione di aziende leader come
AnteRem, BigBag gioielli, Bulgari e
altre ancora, in maggioranza di Valenza. Il corso ha durata annuale, è a
numero chiuso e prevede 1.500 ore
di didattica. Quasi il 30% degli studenti che partecipano al Master proviene da Paesi stranieri, il trend di
iscritti è in continua crescita e molti
diplomati sono stabilmente inseriti
in aziende italiane.
Ma Amelia ha anche vissuto a Torino: “è una città in cui mi trovo bene
e che mi piace molto, dove il cibo è
buono e ho tanti amici”. Ad Amelia piacciono le luci del Po quando
è notte, le piacciono i locali che si
affacciano sul fiume, è innamorata
del Museo nazionale del Cinema e
di quell’allure che si respira nell’aria
frizzante di Torino, che vede combinarsi all’interno una vita moderna e
contemporanea insieme.
› HERZOG collezione Leonardo Da Vinci
crearta dalla design Amelia Rachim
Cosa succede in città
› Testo a cura della redazione
Il fascino borghese
della fotografia
Il fascino Borghese della fotografia - Politica, costume e società dall’archivio fotografico de
«Il Borghese» è il titolo della
mostra, promossa dal Consiglio
regionale del Piemonte, aperta
fino al 12 novembre (ingresso
gratuito, dal lunedì al sabato
dalle 15.30 alle 19.30, info:
011575750) e ambientata nella
sede di Piemonte Artistico Culturale, in piazza Solferino 7. L’allestimento propone una ricchissima
panoramica su politica, costume
e società estrapolata dall’archivio
fotografico de Il Borghese, che
annovera circa 37mila scatti: un sociali e delle proteste estremisviaggio a ritroso nell’Italia che te che si tinsero di tragedia con
fu, dalla ricostruzione dell’im- la lotta armata. Un mosaico di
mediato dopoguerra al periodo avvenimenti e cambiamenti nabuio degli anni di piombo. “L’af- zionali che attribuisce a Torino
fresco del ‘come eravamo’ - ha un ruolo di spicco, ergendola
sottolineato il presidente del quasi a simbolo delle profonde
Consiglio Regionale Valerio Cat- trasformazioni in atto all’epoca
taneo - ci restituisce un ritratto nella Penisola”.
sfaccettato, dominato dal racconto di vicende salienti e
personaggi centrali per la vita
politica e culturale del tempo,
colti spesso in pose rubate, in
smorfie di buffa spontaneità
che preludono a una satira
sottile. Ma non mancano i volti
della gente comune: l’Italia
della speranza e della voglia
› Omar Sivori e Giampiero Boniperti
di riscatto e quella dei conflitti
Sul set di Pulce non c’è
Si sta cercando Pulce in città. Pulce, o meglio Margherita, è
la protagonista di un nuovo film in corso di riprese a Torino.
Ma la location non è casuale perché la storia, delicata e
drammatica, è tutta torinese ed è purtroppo vera. Tratto dal
romanzo omonimo di Gaia Rayneri, edito da Einaudi, narra le
vicende di una famiglia alle prese con la
difficoltà di crescere una figlia autistica.
Un giorno come tanti, Pulce viene allontanata da casa senza troppe spiegazioni:
sul padre grava una mostruosa accusa.
Così, attraverso lo sguardo di Giovanna, la
sorella adolescente, si snodano gli avvenimenti che riguardano temi dolorosi come
la disabilità, la pedofilia e la rigidità delle
istituzioni. Opera prima di Giuseppe Bonito,
prodotto da Marco Donati in associazione
con la Fondazione CRT e FIP, annovera nel
cast Pippo Delbono, Marina Massironi e
Piera Degli Esposti.
› Ludovica Falda
Autospeed trionfa a Albenga
Il team Giallo-Blu rientra dalla trasferta ligure con un ottimo risultato.
La Citroen Saxo, con il brand de
Il Punto city life, portata in gara
dall’equipaggio composto da Massimo Moncalvo e da Maurizio Pacino, è salita sul gradino più alto
del podio di una combattuta classe
glam to
A6, piazzandosi al primo posto di
classe, al terzo di gruppo A ed alla
22° posizione assoluta. Il duo parte
subito molto determinato, riuscendo
ad imporre un ottimo ritmo, aggiudicandosi da subito la leadership,
che mantiene per tutta la gara.
Mentre a bordo della Citroen C2
Evo Kit sono Micheal Marangoni
con Marco Vanelli a disputare tutte e quattro le prove speciali a
disposizione, riuscendo a centrare
un buon 6° posto di classe A6, ed
una 40° posizione assoluta. Ed ora
il team Giallo-Blu è nuovamente a
lavoro per le gare da disputare nei
prossimi week end.
Free Muxeum
per i bambini
disabili,
tre week-end
speciali
Parte da tre dei più importanti musei di Torino il progetto sperimentale che per tre weekend, dal 5
al 27 novembre, offrirà ai genitori
di bambini con disabilità psichica e
fisica un servizio gratuito di babysitter specializzati per tutta la durata delle visite museali. L’iniziativa
è stata ideata dall’Associazione Baby-Xitter di Torino con il contributo
della Compagnia di San Paolo, il
patrocinio della Regione Piemonte
e la collaborazione del Museo Nazionale del Cinema, Museo Egizio e
Reggia di Venaria. Nei tre week-end
“speciali” l’ingresso per i bimbi e i
ragazzi disabili sarà gratuito, mentre
per gli accompagnatori sarà gratuito o ridotto fino a un massimo di
due persone. Per info e prenotazioni: [email protected]. Queste
le date: 5-6 novembre alla Reggia
di Venaria: mascherati da re, regine,
cavalieri e cuochi reali i piccoli turisti andranno alla scoperta della
Reggia, 19-20 novembre al Museo
Egizio: esplorando l’antico Egitto
travestiti da mummie e faraoni, 2627 novembre al Museo Nazionale
del Cinema: percorso gioco che si
concluderà con un trucco cinematografico che permetterà ai bambini
di “volare”.
39›
Via Pragelato ,19 - 10139 Torino
tel: 011/ 3325489 - Fax: 011/3822717- Sandra 348 /2519847
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Cucine a progetto
Cresce la qualità non l’iva (ferma al 20%)
40›
Ristrutturazione d’interni alloggio chiavi in mano
trasporto e montaggio mobili
Concerti
Gli Hanson, per un’unica data
il prossimo 20 novembre ai
Magazzini Generali di Milano,
conosciuti al mondo intero
per il fortunatissimo singolo
MmmBop, tornano a calcare i
palcoscenici per un nuovo tour
mondiale a promozione del
loro ultimo lavoro discografico
Shout It Out.
In contemporanea
i Kasabian, il prossimo
20 novembre all’Alcatraz,
dopo lo spettacolare successo
dell’I-day 2011 a Bologna,
tornano in Italia per un
esclusivo concerto. La band
inglese presenterà al pubblico
i successi di Velociraptor,
l’album appena uscito e che è
destinato a diventare l’album
rock dell’anno.
Paul Mc Cartney, il 27
novembre al Mediolanum
Forum, ha scelto due città
italiane, Bologna e Milano,
per aprire questo speciale tour
On The Run che si concluderà
nella sua Liverpool. La scelta
dell’Italia come paese da cui
iniziare il tour rafforza una
volta di più il rapporto speciale
che l’ha sempre legato al
nostro paese.
Noel Gallagher, il prossimo
28 novembre, arriva
all’Alcatraz a Milano con il
suo nuovo progetto solista
High Flying Birds. L artista
inglese, ex Oasis, si esibirà
per un’unica data italiana.
Il tour, di cui sinora sono state
annunciate le prime sette date,
seguirà la pubblicazione del
primo album omonimo, che
uscirà il prossimo ottobre.
Dal prossimo novembre,
Mango torna in concerto
in tutti i teatri d’Italia,
per promuovere con un
imperdibile tour il doppio
live Gli amori son finestre.
L’album è stato anticipato
dall’uscita del singolo Contro
tutti i pronostici. Milano lo
vedrà protagonista al Teatro
Smeraldo la sera del 23.
› Testo di: Alessandra Bedin
››
-confini +orizzonti
MITO
George Michael
in
tour
George Michael e il suo Symphonica-
The Orchestral Tour, l’11 e il 12
novembre sono al Mediolanum Forum
di Assago. L’artista britannico eseguirà
non solo una selezione accurata delle
sue canzoni, scelte tra un repertorio
quasi trentennale, ma anche delle cover
di alcune delle sue canzoni preferite
di altri artisti su musiche che verranno
riarrangiate per l’orchestra sinfonica. Una
nuova impostazione classica, quindi, che
darà ad ogni canzone nuove sfumature.
G! Come giocare
Dal 18 al 20 di questo mese nell’area
Fieristica di Milano, c’è il Salone
Internazionale
del
Giocattolo.
Una Fiera unica nel suo genere, è
dedicata alle famiglie e ai più piccoli.
Tra eventi, spettacoli, attività ludiche
e ricreative si divertono sia i genitori
che i bambini. Oltre agli spettacoli
una enorme esposizione di giochi e
giocattoli da provare e per divertirsi.
Un antipasto e un aiuto nella
programmazione dei regali di Natale.
ModaPrima
26-28 novembre a Milano Fiere,
è l’appuntamento di portata
internazionale per gli appassionati
di tendenza. L’appuntamento vede
la presentazione in anteprima
delle nuove collezioni autunnoinverno,
con
alcuni
spunti
anche sulle più future mode
primavera-estate. L’appuntamento
è a cadenza semestrale con i
protagonisti della distribuzione
organizzata, del grande dettaglio,
delle catene di negozi, oltre ad
importatori e grossisti.
››››››››››› La terra trema
Da venerdì 25 a domenica 27 novembre al Leoncavallo s.p.a,
è la manifestazione, giunta quest’anno alla sua 5° edizione, che si
terrà a Milano. Agricoltori e agricoltura, vini e vignaioli di qualità,
contadini, saranno i protagonisti, contornati da appuntamenti
di dibattito e confronto pubblico. Una fiera enogastronomica
completamente autogestita con cene a filiera zero e proiezioni.
41›
› Testo di: Liliana Carbone
42
42››
Amina Tango
Eventi e avvenimenti,
musica e spettacolo,
arte e fiere.
Da non perdere
Si balla nel nono festival internazionale
di tango che si apre nella sala da ballo
Aldobaraldo, in via Parma 29/bis, a Torino,
dal 25 dicembre. Le danze verranno aperte
dai vincitori della scorsa kermesse, Marcelo
Ramer y Selva Mastroti si confronteranno con
le coppie di ballerini Veronica Palacios y Omar
Quiroga, José Vasquez y Anna Yarigo e Adrian y
Amanda Costa. Inoltre i grandi maestri saranno
disponibili per lezioni ai principianti e non
iscrivendosi agli stages. INFO 335.7224576
In pista con la Junior Marathon
Tra colori - trittico di musica italiana
Il 13 novembre genitori e ragazzi si sfideranno sul
percorso per una giornata di sport e allegria. Prima
della partenza in piazza Carlo Felice l’associazione
Teatrullla proporrà momenti di animazione. Dopo
aver tagliato il traguardo in piazza Reale i bambini
saranno festeggiati dai gruppi storici mentre in
piazza San Giovanni gli studenti di Medicina del
Sism allestiranno l’Ospedale dei pupazzi.
Per informazioni: www.turinmarathon.it.
è la creazione per la Compagnia EgriBiancoDanza
con cui Raphael Bianco conclude il suo contributo
ai 150 anni dell’Unità di Italia. Il 22 e 23
novembre alle Fonderie Teatrali Limone
Moncalieri i tre colori (della bandiera Italiana)
offrono spunti di riflessione. Le musiche vanno
dal Canto Gregoriano ad autori viventi quali
Salvatore Sciarrino, Ludovico Einaudi e infine
Ivan Bert, giovane compositore torinese.
Valle di Susa
“Poveri cristi”
Dipingete i vostri fine settimana con “I
colori dell’inverno in Valle di Susa”. Ecco gli
appuntamenti.
-Decima edizione de La mela e dintorni a
Caprie, per domenica 13 novembre.
-Ad Avigliana aspetta Dolce e Charme,
sabato e domenica 12-13 novembre.
- A Venaus l’appuntamento è con Presepi da
gustare, il 10 dicembre.
INFO www.vallesusa-tesori.it
Si aspetta il 25 novembre per assistere alla
nuova tappa autunnale di Brunori Sas con
“Poveri cristi”. Una serata di musica, se non
dove? All’Hiroshima Mon Amour. Che dà
appuntamento ai fan di Bugo il 2 dicembre, in
concerto.
INFO via Bossoli 83, 011.3176636 011.
Caparezza
Sorrisi d’autunno
Save the date: 19 dicembre. Location:
PalaOlimpico, per un concerto che
lascerà senza fiato per la sua originalità.
Il protagonista è Caparezza. Il tour, partito
appena dopo la pubblicazione del nuovo album
‘Il sogno eretico”, ha registrato le 250 mila
presenze nelle oltre 50 date che ha già toccato.
INFO www.caparezza.com
È partita con il botto la prima edizione di Sorrisi
d’autunno, la prima di una mini rassegna di
teatro comico che si svolge al Teatro l’Espace
in via Mantova 38. Ecco le date: il 12 novembre
aspetta il duo Nuzzo Di Biase in “Live show”, il
2 e 3 dicembre torna Cinzia Leone con il suo
nuovo spettacolo “Mamma sei sempre nei miei
pensieri. Spostati!”.
INFO 011.19717391, 366/3723801.
Turin - Earth
Sono incazzato nero
In occasione del 150° anniversario dell’unità
d’Italia, il Museo Diffuso della Resistenza
presenta gli scatti fotografici Turin - Earth.
Città e nuove migrazioni, un percorso di
riflessione a colori sui cambiamenti urbanistici,
sociali e culturali che l’immigrazione più recente
ha prodotto sul tessuto urbano. Fino al 27
novembre.
INFO 011.4420780.
Progetto Cantoregi porta in scena a Torino, alla
Cavallerizza Reale (18-19/11) Sono incazzato
nero, il cui tema centrale, è la difficoltà di
integrazione degli immigrati e i problemi che
quotidianamente si trovano ad affrontare in
Italia. Diretto da Koji Miyazaki, lo spettacolo è
stato scritto da Berte Bakary.
INFO www.teatrostabiletorino.it
Spettacoli al teatro Carignano
Torino Film Festival
Nuove emozioni al teatro Carignano. Ecco le
date del ricco programma di spettacoli. 8-20
novembre in prima nazionale c’è “Natale in
casa Cupiello”; dal 22 al 27 novembre c’è
“Spettri” lo spettacolo di Henrik Ibsen; il 2-3-4
dicembre appuntamento con la prima italiana
de “La princesse de Milan” che vedrà in scena
danzatori, musicisti e attori. E ancora: 6-18
“Misura per misura” di William Shakespeare;
dal 27 dicembre 2011 all’8 gennaio 2012 “Il
mare”.
INFO www.teatrostabiletorino.it
Grande attesa per il 29° Torino Film
Festival che apre il sipario il 25 novembre
e resterà sotto i riflettori fino al 3 dicembre.
Ricco il programma di eventi e soprattutto
importanti gli ospiti: da Kathryn Altman, a
Stephen Altman, a Keith Carradine, da Michael
Murphy, a Matthew Seig: saranno presenti a
Torino in occasione della retrospettiva dedica
a Robert Altman.
INFO www.torinofilmfest.org
43›
44›
45›
46›
› Testo di: Filippo Vernetti
SULLE TRACCE
DI GALILEO
Al posto dello zapping televisivo,
prendete la macchina, direzione
l’Osservatorio di Pino Torinese, in
via Osservatorio 8. Il 18 novembre
lo staff di Infini.to vi guiderà nell’osservazione dei corpi celesti più affascinanti:
pianeti, nebulose, galassie. In caso di maltempo la visione della volta celeste si terrà all’interno
della cupola del planetario digitale. Per partecipare occorre prenotare allo
011.8118640, con orario martedì-sabato dalle 10 alle 17. Costo 5 euro a
persona, gratuito per i possessori di Carta Musei, Torino+Piemonte Card,
under 6 e accompagnatori di disabili.
MASSIMO ZAMBONI
Per tutti quelli che hanno amato i
Cccp, band storica del punk italiano,
il concerto di giovedì 17 novembre è
da segnare sul calendario. Sul palco
della Maison Musique (via Rosta 23,
ingresso 10 euro) salirà Massimo
Zamboni, fondatore con Giovanni
Lindo Ferretti del gruppo. La voce di
Angela Baraldi, cantante già collaboratrice di Francesco De Gregori, e i
musicisti Erik Montanari (chitarra e
cori), Cristiano Roversi (stick, tastiera,
programmazioni), Gigi Cavalli Cocchi
(batteria e pad elettronico) accenderanno la serata con “Solo una terapia
– dai Cccp all’estinzione”. Complice
l’atmosfera, decisamente “elettrica”, si
ascolteranno i brani storici intervallati
dalle canzoni scritte recentemente da
Zamboni.
LA CITTà DI CARTA
Sabato 26 novembre presso il Polo
Culturale di via Vittorio Emanuele II,
1 a Chieri (ritrovo ore 10, sala accoglienza della biblioteca civica Nicolò
e Paola Francone, ingresso massimo
20 persone, info: 0119428404, www.
comune.chieri.to.it) è in programma
“Sette secoli di presenza domenicana
a Chieri”, organizzato per il ciclo di
incontri “La città di carta: visita guidata all’archivio storico Filippo Ghirardi”.
L’occasione per scoprire un altro aspetto della città: l’archivio custodisce
infatti la documentazione prodotta dal
Comune fin dal 1194.
SANTA CATERINA A RIVOLI
FIERA DI
SAN MARTINO A CHIERI
A Chieri è festa. Dall’11 al 15 novembre l’appuntamento è con la XXXIII
edizione della Fiera di San Martino.
Una manifestazione consolidata che
per una settimana anima il centro storico. Tema di quest’anno è la tutela
dell’ambiente, le energie rinnovabili e la
valorizzazione delle produzioni tipiche
locali, agricole e artigianali. Particolare
attenzione verrà posta alla razza bovina piemontese, in mostra presso la
fiera allestita in piazza Quarini. Fitto il
calendario degli eventi: i bambini troveranno il grande luna park di piazzale Monti, stand enogastronomici, ballo
a palchetto, musica dal vivo sono in
scena in piazza Dante, domenica e
martedì si gira tra le bancarelle del
mercato che espongono artigianato,
prodotti tipici, brocantage.
Per info: 011.9428470.
In passato la festa segnava la conclusione dell’anno agricolo, oggi per “attirare” il
pubblico si inizia un giorno prima con “Aspettando Santa Caterina”, il 27 novembre,
dalle 10 alle 19, il centro storico si anima con spettacoli, la mostra “150 anni di
italiane” allestita nelle vetrine dei negozi. I ristoranti e i bar propongono menù a
tema e aperitivi tricolori, i negozi invitano allo shopping con sconti ad hoc. Nel
pomeriggio, dalle 15, è prevista l’apertura della chiesa di Santa Croce. Il campanile
dell’antica collegiata si trasforma nella “Torre che canta”, storie narrate in musica.
Presso Piazza Martiri farà la spola il trenino turistico mentre dalle 15 (prenotazione
obbligatoria TurismOvest, tel: 011.9561043, biglietto 3 euro) sempre da piazza Martiri
partono i tour guidati alla scoperta delle bellezze della città. Il 28 novembre tutti in
strada, con la 647 edizione della fiera di Santa Caterina.
A TEATRO CON MARINA MASSIRONI
Il Teatro Matteotti a Moncalieri propone il 12 novembre Paolo Faroni e
Maria Concetta Gravagno con Riccardo³. La storia rilegge il capolavoro
shakespeariano arricchendolo con inserti e citazioni tratti dalla riscrittura
dell’originale proposta da Carmelo Bene (info: 011.6403700, ingresso 15
euro). Domenica 27 novembre sul palco delle Limone Fonderie Teatrali
salirà Marina Massironi. La popolare attrice dopo il
successo raggiunto con Aldo, Giovanni e Giacomo, è “La donna che sbatteva nelle porte”.
Nel monologo, tratto dal romanzo di Roddy
Doyle, esprime con dolente leggerezza e
mestizia tutta il dolore di Paula, donna
costretta a subire le violenze del marito.
47›
art.
t
o
› Testo di: Liliana Carbone
1. Viaggio in Egitto
È aperta al pubblico al Castello di
Miradolo, a San Secondo di Pinerolo,
la nuova mostra della Fondazione
Cosso Viaggio in Egitto. L’Ottocento
riscopre la terra dei faraoni. L’esposizione, curata dall’egittologa Silvia
Einaudi, resterà aperta sino al 29
gennaio 2012. Attraverso lettere, appunti, libri, stampe, fotografie, giornali di scavo e documenti originali
di viaggiatori, studiosi, fotografi si
vuole portare il visitatore a ripercorrere l’avventuroso viaggio da Alessandria d’Egitto fino a Nubia.
INFO 0121.502761.
1.
4.
3.
2.
Simon Starling
Simon Starling. The
Il Museo Nazionale del Cinema presenta la mostra fotografica ROBERT
ALTMAN. AMERICA AMERICA, a cura di
Emanuela Martini. Oltre 100 riproduzioni di grande formato raccontano
i temi ricorrenti del suo cinema,
l’America e i suoi miti, la disillusione e la decadenza della cultura e
della vita americana, impressi in 40
anni di carriera e filtrati con uno
sguardo acuto, ironico e a volte
malinconico.
INFO 011.8138560.
4. Nulla è inutile
5.
Fly Zone
“Allora anche tu
La Galleria Claudio Bottello Contemporary apre la mostra fotografica
di Girolamo Marri Nulla è più tuo è
inutile ridere è inutile piangere Nulla
è mai tuo. Nei lavori fotografici che
compongono la serie “The Graft”,
l’artista è ritratto nella sua condizione di forestiero/immigrato, seminascosto da alberi, muri, persone o
oggetti della metropoli cinese nella
quale si è trasferito, Shangai: ogni
immagine apre uno spazio quasi
invisibile nel quale si manifesta la
schizofrenia dello “straniero in terra
straniera”. Fino al 10 gennaio 2012.
INFO via Bogino 17 H,
011.7631050.
5.
48›
vieni dal cielo!
Di quale pianeta sei?” Antoine de
Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe.
Impossibile non pensare alla storia dell’aviatore più letto al mondo
guardando le opere di Giorgio Ramella riunite per la mostra FLY ZONE
nella preziosa cornice di Palazzo
Chiablese a Torino. Trenta grandi e
piccoli dipinti sono attraversati da
un bimotore che viaggia di quadro
in quadro. Come nel Piccolo Principe.
INFO piazza San Giovanni 2.
7.
Omaggio all’Italia
Identità e differenze nell’opera
6. È solo questione di tempo
La nuova mostra di Cristina Ariagno, È
solo questione di tempo, curata da Guido
Curto, aspetta nell’Atelier Ariagno di via
Fiume 15 a Romano Canavese. È un progetto globale, dove l’opera ambientale
si caratterizza dall’uso di tecniche apparentemente distanti ma sapientemente
integrate come la calcografia e la scultura in titanio. Acciaio, legno, vetro, fili
in seta, fili elettrici, lana di roccia, carta,
foglie, sono solo alcune delle materie
usate. Tutte le opere sono titolate con
l’ora nella quale l’opera stessa viene terminata concettualmente. Fino al 30 gennaio 2012.
3. Robert Altman
Inaccessible Poem è la nuova mostra che
aspetta alla Fondazione Merz. L’artista inglese ricostruisce, attraverso
fotografie ottocentesche, il lavoro
di giovani artisti contemporanei argentini e un’opera di Mario Merz,
l’evoluzione nei secoli del rapporto
dell’arte con la scienza, originale e
copia, proiezione e desiderio.
INFO 011.19719437
www.fondazionemerz.org
di
otto artisti torinesi è la mostra che
fino al 27 novembre sarà esposta al
Museo Regionale di Scienze Naturali. È
un contributo della Sezione Piemontese dell’Associazione Arte e Psicologia alla celebrazione dei 150 anni
dell’Unità d’Italia.
INFO 011.432.6354
www.mrsntorino.it
7.
Incarica lo Studio Furbatto per 30 giorni e verifica le sue capacità nel vendere il tuo immobile
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nostro database, iniziativa “Porte Aperte”, consulenza gratuita del nostro architetto interno.
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Vieni a trovarci, siamo da sempre nel cuore di Torino.
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› Jgor Barbazza
testimonial e vicepresidente
dell’Onlus Team for Children
EV
en
to
PT event
2012
ungrandeevento
afiancodi
› Testo di: Loredana Tursi › Foto di: Team For Children
15 DICEMBRE 2011, presso il Museo dell’Automobile.
Sarà una serata di sport e solidarietà ricca di colpi di
scena e interessanti proposte legate al mondo dello sport e dell’auto. In occasione della presentazione
della seconda edizione del PT BOOK, rivista annuale
dedicata al mondo del fitness e dei personal trainer,
la S.E.T. (Società Editrice Torinese) in collaborazione
con l’azienda di design Hi Tech Carbon Fashion ha creato un evento che coinvolgerà un pubblico selezionato,
legandosi anche ad una causa benefica in occasione del
Natale. Sarà un’edizione memorabile sui 150 anni di
storia di sport piemontese, di interviste a personaggi
illustri, esperti e appassionati di sport, ricca di consigli
di professionisti per vivere liberi da stress e malesseri
quotidiani. Tutte le novità di questa seconda edizione
verranno svelate in una conferenza stampa e a seguire
sarà possibile visitare il Museo dell’Auto, tra gli stand
degli espositori presenti e assistere alle performance
dei personal trainer. Il momento clou della serata sarà
una cena di gala per 400 invitati e sponsor che parteciperanno ad un’asta benefica condotta dall’attore
della fiction Cento Vetrine, Jgor Barbazza, testimonial
e vicepresidente dell’Onlus Team for Children alla cui
associazione verrà devoluto tutto il contributo benefico della serata. I premi in palio andranno delle sedute con i personal con allettanti offerte proposte dagli
sponsor. Non mancheranno durante la cena interventi
di special guest del mondo
dello spettacolo e dello sport
e momenti divertenti con
comici illustri.
Un sorriso per una speranza in più...
Lottiamo per donare speranza, amore e generosità ai bambini
colpiti da malattie maligne e alle loro famiglie .
Giulia era “un piccolo anatroccolo”. Come il suo piccolo peluche, che ora è tra le
mani della sua “mamma adottiva”: la donna che ha passato tanto tempo con lei,
prima che il linfoma se la portasse via, ad appena quindici anni, ormai tre anni fa.
Il nostro lavoro: far sbocciare, ogni giorno, un sorriso sulla bocca di un bambino
Il Presidente Chiara Azzena Girello 50›
›
Team For Children è un’associazione
benefica che concentra i propri sforzi nel creare e appoggiare progetti di
sostegno legati ai bambini e alle loro
famiglie in difficoltà. L’impegno e la
passione di Chiara Azzena Girello,
da dieci anni sono inarrestabili. Collabora a stretto contatto con i medici della Clinica di Oncoematologia
pediatrica di Padova, contribuendo significativamente a finanziare
la scuola in ospedale, ad aiutare le
famiglie dei bambini ammalati, a
promuovere le attività ricreative e
le iniziative di sostegno psicologico
anche a favore di bambini stranieri
provvedendo all’accoglienza e alle
cure necessarie.
“Ho iniziato coinvolgendo parenti e
amici e nel corso di una Partita del
Cuore con la Nazionale capitanata
dal Gabibbo e in quell’occasione, ho
conosciuto un giovane imprenditore
trevigiano Tomas Dalla Torre pieno
di entusiasmo e con tanta voglia di
dedicare energia ai bambini ammalati. A rispondere all’appello di
questo programma è stato in prima
fila Jgor Barbazza. “Ho conosciuto
Chiara attraverso Tomas, mio amico d’infanzia”, racconta l’attore “e
mi ha colpito la forza d’animo e l’altruismo che riescono a trasformare
il dramma in un gesto d’amore”.
Così è nata prima un’Associazione come un universo di “famiglia
allargata” e poi, nel giugno 2009,
l’Associazione benefica Team for
Children.
Quali i traguardi raggiunti in
questi anni di attività? “Tanti gli
obiettivi raggiunti e grandi conquiste, anche se a volte si alternano con
drammatiche sconfitte legate alla
malattia - conferma Chiara Azzena
Girello - un bambino arrivato dal
Mali, di 4 mesi, ha affrontato quattro interventi tutti a spese nostre
ed è ritornato in Mali guarito, una
bimba dal Kossovo sorda operata
e ritornata a casa con l’udito ad un
orecchio. Abbiamo anche contribuito alla realizzazione e stampa
dell’unico libro in Italia scritto da
Dona il tuo 5 x 1000 al Team For Children - Cf . 92218540281
Tel/fax 049/751293 Cell 335/6236246
Via Norbiato,60 - 35020 Ponte San Nicolò (PD)
CASSA DI RISPARMIO DEL VENETO
AGENZIA 1434 - Via Facciolati,124 (PD)
IBAN. IT47K 06225 1215 3100 00006 1494
POSTA PAY N,4023 6005 9231 4456
WWW.TEAMFORCHILDREN.IT
bambini ammalati di tumore, ma
soprattutto abbiamo pensato al proseguimento della scuola anche in
ospedale per chi deve affrontare una
lunga degenza. Inoltre circa cinque
famiglie con bambini ammalati in
difficoltà economica sono stipendiate e aiutate mensilmente e a livello
di attrezzature stiamo rifornendo
la sezione trapianti di midollo di 6
pompe ad infusione per le chemioterapie”.
è stato subito amore per l’associazione da parte di Jgor
Barbazza? “Jgor ha trovato me per
caso e quando ha saputo cosa facevo
e come lo facevo ha voluto venire fisicamente a vedere il reparto e da lì è
nato l’amore per questa missione”.
Quanti sono i pazienti del reparto? “Sono sempre 26 più cinque nell’isolamento della sezione
trapianti”.
Che iniziative avete studiato
per far trascorrere più velocemente le loro giornate? “Per
farli stare meglio facciamo di tutto,
attività con il maestro... vedi il libro che è stato un impegno durato
2 anni, ultimamente abbiamo fatto fare ai bimbi un aperitivo con la
frutta, giochi, ecc, ora inizieremo i
preparativi per Natale”.
Organizzate diverse attività
con il mondo dello spettacolo e
della moda per raccogliere più
fondi, cosa vi aspettate dal PT
EVENT e da questa trasferta
tutta torinese? “Un grande sostegno dallo sport per un obiettivo
importante, sarebbe meraviglioso
raggiungere i 10 mila euro per l’acquisto delle pompe ad infusione”.
ANCHE I DRUGHI
juve CON TEAM
FOR CHILDREN
Domenica 2 ottobre 2011 in occasione della partita Juventus – Milan
con la presenza in Curva Sud di Jgor
Barbazza e Linda Collina è iniziata
la collaborazione tra i Drughi e l’associazione benefica Team For Children.
51›
pt
book
event 2012
15 DICEMBRE 2011
Location:
MUSEO DELL’AUTOMOBILE
In collaborazione con:
PUBLICINQUE
HI-TECH CARBON FASHION DESIGN
TEAM FOR CHILDREN
• Gran Galà per un OBIETTIVO BENEFICO a fianco di
• PARTECIPAZIONE Dell’attore jgor Barbazza e di SPECIAL GUEST VIP
Info: Publicinque - 011.3350411
52›
VUOI DIVENTARE
PARTNER
DELL’EVENTO?
Vuoi essere un nostro partner e PROMUOVERTI
ATTRAVERSO IL NOSTRO EVENTO?
Per Info Publicinque 011.3350411
Aggiornamenti su: www.ilpuntotorino.it
Proposta Big Sponsor
1) Esposizione di vostri prodotti, di cui uno al centro del foyer
2) Sponsorizzazione dei tavoli del Galà Pt Event (cena per 400 Vip) e di alcuni spazi
del museo con Totem o Bandiera Vela o promo stand (materiale fornito dal cliente)
3) Pagine pubblicitarie sui media partner dell'evento
4) Il logo tra i 6 sponsor principali sul libro (copertina in cartonato)
Proposta Medium Sponsor
1) Esposizione di un prodotto
2) Sponsorizzazione dei tavoli del Galà Pt Event (cena per 400 Vip) e di alcuni spazi
del museo con Totem o Bandiera Vela o promo stand (materiale fornito dal cliente)
3) Pagine pubblicitarie sui media partner dell'evento.
Proposta Little Sponsor
1) Sponsorizzazione dei tavoli del Galà Pt Event (cena per 400 Vip) e di alcuni spazi
del museo con Totem o Bandiera Vela o promo stand (materiale fornito dal cliente)
2) 1 redazionale sull'annuale PT BOOK 2012
3) Distribuzione durante l'evento di materiale informativo tramite vostra hostess
autorizzata
Partner dell’evento
citylife
p i e m o n t e
m a g a z i n e
53›
54›
zo
om
Prima passo all’outlet
e poi mi sposo
› Testo di: Claudia Villani
Realtà sempre più diffusa e sempre più apprezzata (complice la
crisi e la necessità incalzante di
risparmiare), gli outlet sono una
grande risorsa per chi desidera
acquistare capi d’abbigliamento
di qualità senza spendere una fortuna. Ma se la possibilità di spendere poco e vestire bene è un dato
ormai di fatto per ciò che concerne
gli abiti di tutti i giorni, la nuova
tendenza nella vendita low cost è
dedicata agli abiti da cerimonia,
abiti da sposa in primis.
Gli outlet dedicati ai vestiti per il
giorno del sì sono molto diffusi, in
special modo nel nord Italia, dove
trovano ampia diffusione anche
grazie alla maggiore presenza di
industrie tessili sul territorio.
La grande convenienza nello scegliere un abito da sposa presso un
outlet non risiede solo nel netto risparmio di denaro rispetto all’acquisto di un modello delle collezioni in corso presso un atelier,
ma anche nella certezza che sarà
impossibile sfigurare indossando
abiti da cerimonia di collezioni di
anni precedenti: se è spesso molto
facile riconoscere capi d’abbigliamento di collezioni ormai superate, per ciò che riguarda gli abiti
da sposa è davvero difficile questa differenza e solo l’occhio di un
vero conoscitore può cogliere la
sfumatura.
Perciò se non siete delle fashionaddicted che non possono infrangere il tabù dell’indossare abiti
che la moda dà già per perduti,
largo alla scelta all’interno di un
outlet, che vi garantirà abiti nuovi e di marchi invidiabili a prezzi
accessibili.
55›
›
Prezzi vantaggiosi, ma quanto?
La spesa per l’abito è quella più incisiva nel budget della
sposa. È vero che spesso quell’acquisto ha anche la portata
della realizzazione di un sogno, ma quanto si è disposte a
(o semplicemente quanto si è nella possibilità di) spendere per coronarlo? Ecco allora che fare dei semplici calcoli
è molto importante per decidere se optare per l’acquisto
dell’abito presso un outlet dedicato. I prezzi
per un abito da sposa sono fortemente
variabili, ma si può ragionare su una
media. I fattori che influiscono possono essere il tipo di tessuto, più o meno
pregiato, il modello, più o meno elaborato, e la presenza o meno della firma di uno stilista. Mediamente, per un classico vestito da
cerimonia lungo,
è possibile fare un ottimo acquisto spendendo tra i 1.500
e i 2.800 Euro, includendo in questo budget anche il velo
(70-200 Euro), le scarpe (90-200 Euro) e altri accessori
per la sposa. In un outlet queste cifre trovano riduzioni per
percentuali altissime, esistono proposte (per il solo abito
da sposa) a partire dai 200 Euro e così di conseguenza anche per tutti gli altri accessori. Ciò che bisognerà tenere in
conto è che l’abito sarà di una collezione passata e che per
eventuali ritocchi e aggiustamenti si dovrà intervenire a
proprie spese.
Abiti da sposa a prezzi shock:
i prezzi partono da 200 euro,
ma attenzione sono della
scorsa collezione
Risparmia tempo (e denaro) con l’outlet on-line
È l’ultima frontiera riguardo l’organizzazione e l’acquisto
di tutto il necessario per il matrimonio e come spesso
accade arriva dagli Stati Uniti: è l’outlet on-line,
negozio virtuale in cui è possibile trovare tutto,
ma proprio tutto per il vostro matrimonio. Molte
sono le realtà interessanti di outlet
Made in America che potranno
esservi di grande aiuto nelle scelte
all’insegna del risparmio economico e di tempo (la comodità di
fare acquisti direttamente da casa
è ormai una realtà condivisa da un
sempre maggior numero di clienti).
Ne segnaliamo due. Il primo è “Victoria’s bridal couture”, portale specializzato nella vendita di abiti da cerimonia.
Modelli classici, di alta sartoria, abiti per
la sposa, per lo sposo, per le damigelle: vastissima la scelta e il range di prezzi (occhio
56›
alla conversione dai dollari). Il sito offre anche utilissimi
schemi per misurare la propria taglia in modo da ordinare il modello perfetto per voi. Altro sito che vi consigliamo vivamente è “The Wedding Outlet”, negozio
on-line che vale davvero la pena di scoprire. Dai toni
poco seriosi, questo store vende oggettistica legata al mondo del matrimonio, molto
adatta soprattutto alle feste pre e post
cerimonia. T-shirt, cappellini, ciabattine, accessori di ogni sorta che possono trasformarsi anche in simpatici
doni per gli invitati. Il sito è molto ricco
e suddiviso in numerose categorie e di
certo non mancherà di stuzzicare la vostra fantasia in tema di gadget matrimoniali. Perfetto per arricchire con un tocco
di originalità d’oltreoceano il vostro giorno
più bello. www.victoriasbridalcouture.com;
www.theweddingoutlet.com
Foto
teo.s
VIDEo
StUDIo FotoGRAFICo CERIMoNIE - EVENtI - SCUoLE
Abito da sposa,
va di moda anche
l’usato
e il noleggiato
Esistono due alternative, sempre più
diffuse, all’acquisto dell’abito da sposa
in un outlet. Parliamo dell’acquisto di
un abito già utilizzato o del noleggio.
Per ciò che concerne gli usati, il primo sito italiano che ha organizzato la
compravendita tra spose è stato abitisposausati.com, che non acquista abiti da sposa usati ma offre la possibilità
di pubblicare annunci e di consultarli.
Ricco di foto, si avvale della creazione
di pagine personalizzate per ogni sposa che voglia vendere il suo abito, che
potrà utilizzarla per descrivere al meglio il capo. Il portale richiede solo un
piccolo contributo spese al momento
della pubblicazione dell’annuncio che
servirà per mantenere il sito aggiornato, posizionarlo nei migliori motori di
ricerca e per pubblicizzare un link su
altri siti partners. Nessuna percentuale sulla vendita dell’abito è richiesta e
l’annuncio non ha limiti di tempo.
Il noleggio di abiti da sposa è una
soluzione alla quale è possibile ricorrere laddove non si abbia intenzione
di procedere all’acquisto dell’abito.
Il noleggio può rivelarsi un’opportunità interessante per realizzare un
teo.s
FotograFo proFessionista per cerimonie
VIA RENAto MARtoRELLI, 54/C - toRINo
tEL./FAX 011 7600136 - [email protected]
www.fototeos.com
57›
certo risparmio dal punto di vista
economico. Optando per il noleggio
dell’abito nuziale, la sposa può inoltre permettersi di indossare un abito
di alta moda e del valore superiore
(accessori compresi: velo, guanti
ecc.) rispetto a quello che avrebbe potuto comperare con lo stesso budget
risparmiato. Noleggiare l’abito non
significa necessariamente scendere
a compromessi con i propri gusti o
rinunciare alle esigenze di personalizzazione; molti centri e negozi che
forniscono abiti da sposa a noleggio,
infatti, si occupano anche di adattare
l’abito alle esigenze della cliente, attraverso idonee procedure di messa a
misura dell’abito. Molti negozi e centri offrono la possibilità di visionare
direttamente on-line la propria collezione di abiti da sposa a noleggio,
così da permettere alla sposa di farsi
un’idea sui vari modelli disponibili e
di scegliere quello più adatto allo stile del proprio matrimonio. Uno degli
svantaggi del noleggio dell’abito da
sposa risiede comprensibilmente nel
fatto che l’abito dovrà essere restituito al termine dell’evento, benché
alcuni centri offrano la possibilità
di acquistare l’abito in un secondo
momento, a discrezione della cliente. Per il noleggio dell’abito di nozze
è naturalmente opportuno rivolgersi
a un centro dalla comprovata esperienza e professionalità nel campo.
58›
Anche la casa si arreda low cost
Vantaggiosi e pratici: sono gli aggregatori e gli outlet di arredo. In queste
grandi superfici si raduna un numero di fabbricanti, mettendo a disposizione dei visitatori una vasta gamma di stock di mobili. I clienti, che spesso
vogliono considerare mobili di vario stile o per differenti camere, all’interno
di un unico stabilimento hanno l’opportunità di vedere il numero più alto
possibile di offerte di differenti marchi. Gli outlet nella loro forma tradizionale sono nati per la liquidazione di prodotti invenduti, difettosi o usciti da
catalogo del produttore a prezzi scontati. La definizione più moderna però,
parla degli outlet come aggregatori di offerta di primo livello (e quindi non
più di pezzi difettosi) a prezzi bassi, per i quali spesso e volentieri i fabbricanti fanno delle collezioni ad hoc. L’evoluzione di questi centri di distribuzione
commerciale la troviamo sul web. Sono apparsi infatti i primi siti che mettono in contatto diretto domanda
e offerta, cioè produttori di mobili
e potenziali clienti. Questi portali
sono delle vere e proprie gallerie di
negozi che permettono ai consumatori di sfogliare da casa centinaia di
cataloghi e decidere tra decine di stili
diversi, per camere, saloni e cucine
quello più adatto alle loro necessità.
Un’ulteriore vantaggio per i consumatori è che i prezzi delle offerte online possono essere ancora più bassi
rispetto a quelli degli outlet di arredo
perché non ci sono costi di trasporto
dei mobili presso una sede fisica di
esposizione.
www.outletarredamento.net
59›
you
ng
sty
le
Giovani promesse
crescono
› Testo di: Mariella Valente
›
Torino è culla di
talenti. Tanti ne
sono nati in passato,
cresciuti sotto la
Mole e arrivati al
successo
percorrendo strade
diverse.
Merito anche delle
storiche società
sportive cittadine
che li hanno
“allevati e allenati”
con impegno.
Da queste solide
radici oggi abbiamo
altri frutti: i
campioni e le
campionesse
di domani, quelli
che ci faranno
sentire orgogliosi
di essere
torinesi.
60›
Una lunga tradizione
L’800 fu un secolo importante per lo sport torinese, nacquero in questo
lasso di tempo i più blasonati club sportivi. La prima società, nel 1844,
fu la Reale Società Ginnastica Torino, prima anche a livello nazionale, seguita nel 1861 dalla Federazione del Tiro a segno e due anni
dopo dal Club Alpino Italiano. Nel 1874 nacque il Circolo Pattinatori Valentino, che ebbe tra i suoi fondatori il Conte Ernesto di Sambuy e annoverava fra i suoi soci i rampolli delle migliori famiglie torinesi
e dette origine all’hockey su ghiaccio in Italia. Il Club Scherma Torino
fu fondato nel 1879 raccogliendo subito molte adesioni, pochi anni più tardi nel 1897 sorge l’Unione Podistica Torinese, poi divenuta Unione
Podistica italiana, per sfociare nella moderna Federazione Italiana di
Atletica Leggera. È anche un buon periodo del canottaggio e dall’antichissima Cerea, che si fonde con altre società, nacque nel 1899 la prima
Federazione di Canottaggio. Sempre nello stesso anno fu fondato lo
Ski Club Torino, di li a qualche anno lo sci diventerà uno sport molto
diffuso tra la borghesia e le valli alpine diventeranno meta ambita. Tra
gli sport più popolari invece c’è il calcio e nel 1897, su una panchina di
corso Vittorio Emanuele II, per iniziativa di un gruppo di allievi del Liceo
Classico Massimo d’Azeglio viene fondata la Juventus e nel 1906, da una
sua costola nasce il Torino. Due squadre che ci hanno regalato campioni
indimenticabili come Guglielmo Gabetto, Carlo Parola, Claudio Garella,
Roberto Cravero, Giancarlo Camolese, Roberto Rosato, Gianluigi Lentini,
Diego Fuser, Alvise Zago, Giampiero Combi, Roberto Bettega fino al recente Claudio Marchisio. Per non parlare dei campioni in altre discipline
come Franco Balmamion (ciclismo), Livio Berruti (atletica), Nino Farina
(automobilismo), Piero Gros (sci), Alessio Boggiatto (nuoto), Edoardo e
Francesco Molinari (golf).
Campioni del futuro
Ora un consiglio: teniamo d’occhio questi ragazzi e ragazze di talento, presto ci riserveranno
gradevoli sorprese e sentiremo sempre più parlare di loro. Sono giovani che si sono già distinti ad alti livelli in svariate discipline sportive e in competizioni di altro genere. Hanno saputo
coltivare una predisposizione naturale con tenaci allenamenti ed autodisciplina, avendo alle
spalle famiglie che li hanno incoraggiati e sostenuti. Ovviamente quella che segue non è una
classifica ma un elenco di promesse, pochi nomi fra i tanti che avremmo voluto segnalarvi,
da seguire mediaticamente nei prossimi anni.
1
Chiara pidello
Sono giovani che si sono
già distinti ad alti livelli
in svariate discipline
sportive e in competizioni
nazionali
nuoto di salvamento
Nella Torino che ha già regalato al salvamento una campionessa
come la trentunenne Elena Prelle ci dona ora una nuova stella,
Chiara Pidello. L’atleta, che ha 23 anni e si allena con il Gruppo
Sportivo Vigili del Fuoco “Salza”, è esplosa negli ultimi due anni
vincendo una valanga di medaglie ma, soprattutto, gli Ori dei
Mondiali 2010 ad Alessandria d’Egitto e 2011 ad Alicante.
Federico Stantero
atletica leggera
2
Classe 96, atleta per Runner Team 99 SBV, è un velocista che ha
collezionato grandi risultati in diverse competizioni sportive. Sua
specialità sono gli indoor 60 piani, outdoor 80 e 300 metri ma
non disdegna il Triathlon e il salto in lungo. Da tenere d’occhio.
gaia ravazzolo
3
Federica Joe Gardella
e Annamaria Procacci
tennis
4
scacchi
La vita è una partita a scacchi col destino
e Gaia Ravazzolo, 15 anni e una passione
smodata per la matematica, è la regina
torinese indiscussa. Le sue vittorie non si
contano, sia nei Campionati Regionali sia
nei Nazionali. Genio? No, solo impegno e
determinazione.
Separarle è impossibile, soprattutto da quando hanno conquistato
il titolo italiano nel Campionato a Squadre Under 12 nel 2009. Ora
continuano i trionfi, anche a livello individuale, e sono le due giovani promesse del Circolo Tennis La Stampa da seguire in futuro.
8
TOP 10
alessio paciolla
pattinaggio a rotelle
6
5
Corre per l’ASD Pattinatori San Mauro e ha iniziato ad andare sui
pattini per merito di sua sorella. Ha collezionato tanti successi da
meritarsi le selezioni per la nazionale e l’anno scorso ha conquistato il titolo di Campione Europeo sui 5000 metri e state certi
non si fermerà qui.
luca bono
eugenia ferrero
golf
Sul green è imbattibile, eppure ha solo 19
anni ed è portacolori del Circolo Golf La
Mandria. Fa parte della Nazionale dilettanti e dopo aver vinto gli Internazionali
d’Italia Femminili in passato, quest’anno
si è aggiudicata il Bronzo nella Copa Sotogrande in Spagna.
9
magia
Definito l’Harry Potter italiano per il talento col quale incanta il
pubblico: ha 17 anni, frequenta il liceo ed abita a Pino Torinese. Ha
vinto il Campionato Italiano di magia e Illusionismo che si è tenuto
nello scorso maggio a Saint-Vincent, Valle d’Aosta, ed ha sbaragliando cento candidati. Allievo della Scuola di Magia di Marco Aimone, si è già esibito con Kevin James ed Arturo Brachetti.
leonardo gontero
arrampicata
7
Il climber diciassettenne che ha segnato il nuovo record italiano di
velocità. Il 25 settembre a Gorizia non solo ha dominato nella prova senior maschile, ma ha fermato il cronometro con l’eccezionale
tempo di 7”21 che lo colloca così in vetta nel ranking nazionale degli
specialisti delle prove “vertical sprint” dell’arrampicata.
andreacambusano
scherma
10
Spadista dell’Accademia Scherma Marchesa, ha solo 16 anni ma ha centrato
diverse vittorie e altrettante medaglie in
gare regionali e nazionali che elencarle sarebbe lungo. E’ vincitore del titolo italiano
spada allievi ma punta più in alto…
61›
made
inTO
Graziano Di Benedetto uno scrittore
Classe 1965, nato a Ivrea e residente a Candiolo, è
la nuova rivelazione “nostrana” nel mondo della
letteratura on-line. Il suo “Libro d’Estate”, pub-
“salvato
dal cestino”
› Testo di: Silvia Calvi
blicato qualche mese fa dalla casa editrice “Mnamon” (www.mnamon.it) in formato e-book, è un
romanzo di formazione dai toni delicati e dalla
scrittura semplice, ma al contempo ricco nella
definizione dei suoi personaggi.
“L’idea di questo romanzo – afferma Graziano Di Benedetto – è
nata dallo spunto di mille storie e
persone incontrate nel corso degli
anni in un reparto di psichiatria,
dove lavoro come infermiere. Ho
“cucito” queste idee in un’unica
storia, che poi mi sono deciso a
mettere nero su bianco. Scrivo da
sempre, ma da altrettanto tempo
ho il vizio di cestinare tutto ciò
che produco. Così feci con “Libro
D’Estate”: era già stato cestinato,
quando un mio amico scrittore –
a cui in precedenza avevo inviato
il racconto – mi disse che la storia
era avvincente e interessante e, secondo lui, degna di pubblicazione.
Fu lui a rinviarmi il file e a consigliarmi di mandarlo al premio
“Italo Calvino”, dove ricevette una
menzione della critica”.
EMOZIONI ON-LINE
“La gente parlava entusiasta di “Libro d’Estate” – prosegue Graziano
- come di una valanga di emozioni, così mi decisi a pubblicarlo. Scelsi
il formato e-book per motivi ideologici, ambientalisti e politici. Così facendo, avrei agevolato economicamente gli acquirenti e salvaguardato
l’ambiente. Il mio sogno resta comunque, prima o poi, pubblicare un
romanzo cartaceo e mi impegnerò, in tal senso, a non buttare più nulla
nel cestino e a pubblicare le altre tre storie colme di emozioni che ho già
scritto”.
62›
LA STORIA:
TRA TORINO E IL SUD
La peculiarità di “Libro d’Estate”?
Il suo doppio volto: la storia della
formazione sentimentale del giovane protagonista si intreccia con
quella di una persecuzione, dove
temi “pesanti” come l’omosessualità sono trattati con una semplicità godibile. In un continuo spostamento tra la Sicilia e l’Italia del
nord si dispiega la vicenda di Marco, giovane torinese in lotta contro
i pregiudizi di una società arcaica.
Il sud rappresenta il luogo di villeggiatura e di origine del protagonista, mentre Torino – luogo in
cui Marco vive con la famiglia – è
spunto per creare interessanti incontri/scontri tra la cultura sabauda e quella meridionale.
A NATALE REGALA L’ORIGINALITà DI
Borse e accessori da
personalizzare con le
foto o le grafiche che
ami di più. Pezzi unici
da portare sempre con
te.
Natale si avvicina e
siete a corto di idee?
Cercate un regalo cheap
& chic? Il nome da segnare in cima agli indirizzi dello shopping
d’autore è quello di Doggy Bag, in via Balme
11/c, nel cuore del Borgo Vecchio Campidoglio.
Qui, tra le strade in acciottolato e i murales che
decorano le facciate delle case di uno dei quartieri
più caratteristici di Torino, troverete oggetti veramente unici: borse e accessori da personalizzare con le foto che più amate. Le immagini dei vostri amici a 4 zampe,
dei vostri bambini, delle vacanze
e del vostro lui o della vostra lei.
E’ un modo, assolutamente originale, di regalare emozioni. Scegliete la foto più accattivante, a
tutto il resto penserà Doggy Bag.
Il risultato finale sarà un regalo
unico da mettere sotto l’albero. I
prodotti da personalizzare sono
[email protected]
numerosi, si sceglie tra
borse di diverse fogge
e dimensioni, tracolle,
bauletti, pochettes…
Ogni articolo è realizzato secondo una lavorazione artigianale
che prevede l’utilizzo
di materie prime di
qualità a garanzia
di oggetti destinati a
durare a lungo nel tempo. Anche i prezzi sono assolutamente “invitanti”: Senza
spendere cifre esorbitanti è possibile personalizzare un oggetto glamour, unico, pratico e comodo da
usare in ogni situazione. Per l’amica che cerca una
borsa capiente ma di tendenza, per chi
ha deciso di dire basta alla moda
omologata che hanno tutti, per non
passare mai inosservate… Solo
Doggy Bag sa come rendere
inimitabile i tuoi regali.Inoltre
potete trovare una collezione
di borse in materiale riciclato,
realizzate da Doggy Bag, in
copia unica, per le clienti più
esigenti e per i regali più trendy.
tel. 393/4200186 63›
bo
ok
to
Nelnuovolibro
l’autorediMia
sorellaèuna
focamonaca
raccontala
rabbiadi
unadolescente
Christian
Frascella
› Testo di: Silvia Dallo
La “La sfuriata di Bet” è un
romanzo che ripercorre molte
criticità italiane attraverso
gli occhi di una ragazza di
diciassette anni. Perchè è
per te così importante non
tralasciare
la
situazione
italiana, i suoi problemi?
“Perché ciò che mi interessa
è raccontare la realtà che mi
circonda, e non si può prescindere
anche dall’aspetto politico. Bet non
è né di destra né di sinistra, non
crede nei partiti e nelle logiche del
potere. Anzi, tenta di contrastarlo,
quel potere, agendo. La sua è una
lotta individuale che, guardata con
la lente giusta, diventa universale.
Quello che manca in questo
paese non è tanto lo stimolo alla
64›
lotta: è proprio la lotta. Subiamo
supinamente e poi ci lamentiamo
di come vanno le cose, del
discredito, delle umiliazioni. Ma
nella pratica cosa facciamo per
cambiare le cose? Bet sogna la
rivoluzione. E poi tenta di farla.
Una piccola grande rivoluzione”.
Per l’ambientazione scolastica
del romanzo hai collaborato
con un istituto e un liceo
torinesi. Quali sono e che
esperienza è stata per te?
“Terminata la prima stesura del
romanzo mi sono reso conto che
avevo raccontato un mondo,
quello della scuola, senza in
realtà conoscerlo. I miei ricordi
erano sfumati, confusi. Abbiamo
fatto leggere il manoscritto ai
ragazzi dell’Istituto Giulio e del
Liceo Gioberti di Torino. Poi sono
andato ad incontrarli. E ho capito
che per loro il “nemico” non era
tanto il corpo insegnante in sé,
quanto il Ministero. Sapevano
tutto del disegno legge Gelmini.
Erano preparati - grazie anche
ai nuovi media, cosa che alla mia
generazione non era accaduta. Mi
hanno dato parecchie dritte su come
vedono la scuola da dentro e io ho
sfruttato i loro consigli, ho riscritto.
E il libro ne ha giovato moltissimo”.
Sia il protagonista di “Mia
sorella è una foca monaca”
che Bet sono contraddistinti
da un’ironia feroce. Quant’è
importante e cosa significa
per te l’ironia? “Senza ironia e
autoironia non vivi molto bene,
I libri del mese
secondo me. Prendersi troppo
sul serio obnubila la vista sulle
cose. Credo che i miei personaggi
siano più ironici che feroci.
Diciamo che feroce è l’aggettivo
che utilizzerei per il mondo che li
circonda. Loro nascono puri. Sono
poi le circostanze a modificarli”.
Nei tuoi romanzi compare
spesso la periferia torinese,
nel tuo ultimo romanzo
scopriamo il quartiere di
Barriera di Milano. Cosa ami
di Torino e della sua periferia?
In che modo la conosci? “La
conosco perché ho vissuto quasi
tutta la mia vita tra la periferia
(Mappano) e Barriera di Milano.
Forse il vecchio insegnamento
dei corsi di scrittura “scrivi di
quello che conosci” è abusato per
le storie e i personaggi, ma non
per l’ambientazione. Quella resta
ciò che è, anche se poi ognuno
la racconta come la ricorda”.
Dalla tua biografia si evince
che hai fatto diversi lavori,
tra cui militare nel Genio
Ferrovieri, operaio di fabbrica
e impiegato in un call center.
La scrittura è diventata, ora,
la tua unica attività? Nei tuoi
romanzi sei molto attento al
mondo del lavoro e ai giovani,
come vedi il futuro dei
giovanissimi di cui parli? “Per
adesso mi dedico alla scrittura a
tempo pieno, sì. Ma non so quanto
durerà. Il futuro dei giovani di
questo paese è apocalittico, una
nuova era del nulla li attende.
Fossi in loro, mi arrabbierei come
fa Bet. Il lavoro muta l’individuo,
lo condiziona in tutti gli aspetti
della vita. Gli affetti ne risentono
in maniera drastica. E così
l’impegno civile. E la speranza”.
Quando hai scritto il tuo primo
romanzo sei stato paragonato
a scrittori quali John Fante
e Salinger. Chi è Christian
Frascella? “Non sono Salinger,
e nemmeno Fante. Sono uno che
ama raccontare storie. Tutto qui”.
Enrico Bassignana
Guida alla Torino incredibile
Priuli Verlucca Editore, 255 pagine
Lo scrittore torinese, da anni impegnato a descrivere
la città sabauda, torna con un nuovo volume incentrato sulla storia del capoluogo. Sceglie di raccontarne i
“misteri”, svelando, però, la storia, la realtà, quanto di
storico si cela dietro ogni mito e racconto. Un volume
approfondito e interessante, ricco di fotografie e riferimenti precisi, che permette di attraversare Torino con
uno sguardo più storico e preciso, in alcuni casi anche scientifico.
Tullio Avoledo – Davide Boosta Dileo
Un buon posto per morire
Einaudi Edizioni, 650 pagine
Lo scrittore friulano Avoledo e il noto musicista Boosta,
fondatore dei Subsonica, scrivono insieme questo lungo
romanzo, dove la lotta contro il tempo è fondamentale
per salvare la Terra. A minacciarla il Sole Nero, e a salvarla Leo e Claire, che si sono conosciuti al funerale dei
loro figli. Tra misteri, fughe e lotte fino all’Antartide, si
alleeranno anche con il nemico più antico, il diavolo, per
sconfiggere quest’oscura minaccia. Ci riusciranno?
Antonio Ferrero
Classe terminale
Edizioni Clandestine, 158 pagine
Nato a Cuneo, lo scrittore ritorna con un volume dedicato, questa volta, al mondo della scuola e del corpo
insegnanti. Un ritratto ironico ma feroce del sistema
scuola oggi, a partire dal cattivo odore di certi allievi, dal
bullismo fino all’assenza di ministri che nella loro carriera non avrebbero mai svolto ruoli di insegnamento.
Lo sguardo è quello del professor Portinari, insegnante
di lettere, che racconta e commenta la sua classe. Un ritratto senza veli della
scuola di oggi.
Sarah Scaparone
101 cose da fare in Piemonte
almeno una volta nella vita
Newton Compton Editore, 285 pagine
La giornalista torinese propone un volume che spazia
tra le mille proposte di una regione ricca di eventi e storia. In 101 capitoli leggeri ma interessanti ci suggerisce
attività picevoli che si possono scoprire nella regione,
come cercare l’oro nelle zone di Biella e Valenza, entrare
in una delle più belle sinagoghe d’Italia, assistere al Palio
di Asti, visitare il paese dei crutin, assistere a una corsa
delle Botti, indovinare chi è la “Signora in Rosso”, esplorare la grotta di Bossea... per fare solo qualche esempio.
Divertente e affascinante. Tutto da scoprire, come la regione di cui parla.
65›
tuttinforma
palestra
fai da te?
› Testo a cura di Amir Lafdaigui
Sempre più persone oggi s’iscrivono
in palestra. Molti frequentano i centri fitness per fare nuove amicizie e
uscire un po’ dalla monotonia delle
giornate. Altri ricercano la forma
perduta in anni di immobilità, lavoro
intenso, figli o pigrizia. Altri ancora, invece, approcciano la palestra
controvoglia, ma forzati dal medico
di famiglia a causa dei primi acciacchi o di infortuni.
Tutte queste persone hanno una
cosa in comune: non hanno la più
pallida idea di che cosa fare una
volta iscritti in un club. Ambiente
nuovo, macchinari sconosciuti e
paura di fare movimenti sbagliati.
Le qualità principali che un buon
staff deve avere sono la preparazione e la disponibilità, qualità fondamentali per mettervi a vostro agio e
per darvi le corrette informazioni.
Oggigiorno nel nostro settore esistono molte certificazioni, corsi e
workshop, che dovrebbero essere
secondari ad un
titolo di studio
fondamentale: la Laurea
in
Scienze
Ciao Amir,
Motorie. Purtroppo, anche se spesso dalla clientela viene dato per
scontato, non tutti gli insegnanti in
palestra hanno conseguito questo
titolo di studio. Questo non significa che il laureato in scienze motorie sia un buon professionista o
viceversa, ma sicuramente la base
da cui parte una persona che ha
alle spalle cinque anni di studi universitari, fa sì che ci sia un minimo
di tutela della vostra salute.
Assicuratevi sempre, quindi, che nella vostra palestra ci siano dei validi
professionisti, soprattutto all’interno
della sala pesi.
Capitolo a parte per quanto riguarda il Personal Training, che in
teoria dovrebbe essere una specializzazione di chi si laurea in scienze
motorie; mentre spesso accade che
molti “appassionati” facciano dei
corsi di cinque weekend per portarsi a casa un attestato da Personal Trainer.
Quest’ultima figura professionale,
è nata ormai da molti anni, ma
ha preso piede soltanto negli ultimi tempi. è un professionista specializzato e preparato, in grado di
rispondo a...
mi chiamo
Gianluca
e da qualche
anno mi alleno a casa con alcuni attrezzi che
ho
a
disposizione,
ma
ultimamente
non
vedo
grandi risultati in termini di massa muscolare.
Cosa
mi consigli?
Caro Gianluca, solitamente l’errore più comune è quello di non rendere allenante la tua
seduta di training. La nostra muscolatura va
stimolata a fare cose che normalmente non
riuscirebbe a fare senza fatica. Il mio consiglio
quindi, è quello di cercare di aumentare i
carichi dei tuoi esercizi, naturalmente non a
discapito dell’esecuzione. Ricordati anche di
essere preciso sui tempi di recupero, fondamentali per l’efficacia dell’allenamento.
66›
guidarvi nel percorso
richiesto dai vostri obiettivi principali. è un motivatore, capace di
spronarvi in un momento difficile
o particolarmente faticoso, ed è in
grado di gratificarvi per i sacrifici
fatti per raggiungere la tanto agognata meta.
Dati i costi non proibitivi, oggi il
PT è un professionista alla portata
di tutti, che può seguirvi costantemente fino al raggiungimento degli
obiettivi o semplicemente valutare il
vostro stato di forma fisica e darvi
periodicamente le indicazioni da seguire durante gli allenamenti.
In ogni caso, il Personal Trainer
è in grado di farvi raggiungere risultati concreti in breve tempo (se
seguirete le sue indicazioni), insegnandovi, inoltre, le giuste regole
per mantenere una buona forma
fisica a lungo. Se siete già iscritti
in qualche palestra, chiedete ad un
trainer una seduta di prova e l’ora
di allenamento che solitamente vi
sembrava interminabile e noiosa,
improvvisamente diventerà un gioco
da ragazzi!
Ciao Amir,
mi
chiamo
Enza
e
volevo
sapere
quanti addominali è meglio fare quando mi alleno.
Cara Enza, i tuoi addominali, salvo obiettivi
atletici specifici, vanno allenati come il resto
del tuo corpo. Se fai allenamenti total body,
3 serie per 15/20 ripetizioni vanno benissimo.
Ricordati sempre di non sbilanciare il lavoro
sull’addome, tralasciando la zona lombare,
fondamentale anch’essa per la tua postura.
Inviate
le vostre domande
TUTTINFORMA
([email protected])
via mail a
L’AUTUNNO PRENDE
FORMA... E SAPORE
DI NASHI
La festosa raccolta dei nashi della
nostra tenuta, ha offerto il pretesto
ideale per provare un gustoso, profumato ed efficace trattamento a
base di nashi e cioccolato. Il nashi,
o pero asiatico, é nativo della Cina
centrale dove viene coltivato da oltre 2000 anni. Solo nel 1800, durante il periodo della corsa all’oro,
fu introdotto in America da minatori
cinesi; da qui in Europa e in particolare in Francia e Italia. Il frutto
del nashi é tondeggiante; la buccia
è liscia, di colore bronzeo-dorata,
quasi rugginosa, con lentiggini evidenti; la polpa è croccante e succosa; il sapore è dolce e profumato.
La ricchezza di fibre, sali minerali e
una percentuale di acqua che sfiora
l’85% del peso, lo rendono un alimento sano, adatto a chi pratica
sport, fondamentale per recuperare
i liquidi persi, per regolare le funzioni intestinali, per mantenere un
livello energetico costante durante
gli allenamenti. La polpa compatta e granulosa del nashi e la
sua altissima percentuale di fibre,
lo rendono utile anche in estetica
nella preparazione di scrub delicati,
adatti alla pelle di viso e corpo,
allo stesso tempo rimineralizzanti e
antiossidanti. A questo punto non vi
resta che seguire gli odorosi frutti
del nashi fino al Relais Bella Rosina
e farvi tentare da questa delizia che
arriva da lontano.....
Silvia Zacchigna
Tecnico Cosmetologico Universitario
Coordinatore Estetico Gestionale
della Prima Rosa Beauty Farm
Consulenza e Formazione
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Parco La Mandria
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English is Fun non è una scuola di lingua ma un vero e
proprio laboratorio creativo ed espressivo che unisce l’apprendimento dell’inglese allo sviluppo socio emotivo, fisico
ed intellettivo dei bambini dai 3 agli 8 anni. Nel programma
English is Fun l’apprendimento avviene tramite i sensi e non
soltanto ripetendo le parole e le frasi. I bambini useranno
infatti il tatto, l’olfatto e il corpo intero per imparare nuovi
concetti, proprio come nella loro lingua madre. Insomma un
metodo innovativo e soprattutto divertente per imparare l’inglese coinvolgendo i più piccoli.
La sede operativa torinese di English is Fun è in Via Giolitti
8, gli orari di ricevimento sono dalle 16:30 alle 18:30 dal lunedì al venerdì. Per informazioni telefoniche si può contattare durante tutto l’arco della giornata lavorativa il numero
3273235428.
Il corso è articolato in 25 incontri settimanali da 1 ora, periodo novembre/maggio - Sabato 5 novembre è previsto un
Open Day a partire dalle 10.00 fino alle 12.30.
Per informazioni specifiche sul programma:
www.englishisfun.it
67›
› Testo di: Marta Del Buono
made
inTO
pronti a giocare
a hit ball?
Una storia tutta piemontese quella dll’Hit Ball, uno sport che esce dalla
sfera dei teenager compiendo quest’anno il ventesimo anniversario del
Campionato Italiano. Uno sport maturo che affonda le sue origini in un
progetto sperimentale di un professore di Settimo Torinese della scuola
Gramsci, Luigi Gigante, nel lontano 1978. Un’evoluzione del gioco chiamato all’epoca “baraonda” che a sua volta era una derivazione del calcio
svedese, il calcio seduto, ma che riesce ad istituire un proprio impianto di
regole depositandolo alla Siae nell’86. Solo tre anni dopo nasce la prima
società per l’avviamento agonistico di Hit Ball e nel 1992 Gigante fonda la
Federazione Italiana Hit Ball (Fihb) che ogni anno organizza i Campionati Italiani. Un’estrema sintesi questa, che viene meglio trasmessa dalle
parole dell’ideatore, il professor Gigante, “uno sport democratico, perché
di libero accesso ad ogni categoria e levatura di persone, è nato nello scantinato di una scuola di periferia, in un quartiere difficile, in uno spazio
angusto di soli 14 metri per 8 che doveva impegnare le ore di educazione
fisica di ragazzi tanto difficili quanto desiderosi di esprimersi”. Un colpo
di genio come si suol dire, che ha visto come nei famosi film americani,
un professore impegnato a dar sfogo e voce ai ragazzi, “mi sono industriato per trovare una soluzione che desse la possibilità ai miei studenti di
sfogare l’aggressività che avevano dentro, e inizialmente li ho fatti giocare seduti, ma non appena si è instaurato un rapporto di fiducia reciproca
siamo passati al gioco in piedi potendo davvero dare libera espressione
agli alunni irrequieti che trovavano molto divertente questo
sport”. Il parare dei ragazzi prima di quello di chiunque altro
ha motivato Gigante ad andare avanti in questo percorso fino
a fondare una federazione dedicata, ma “ora è tempo che anche le istituzioni si impegnino maggiormente a dare voce a
questo sport, abbiamo avuto il riconoscimento del Comitato
Olimpico e nei nostri progetti ambiziosi c’è quello di esportare questo modello di gioco anche all’estero, cambiando un
68›
“è nato nello
scantinato di
una scuola di periferia,
in un quartiere difficile,
in uno spazio angusto
di soli 14 metri per 8
che doveva
impegnare le ore
di educazione fisica
di ragazzi tanto
difficili quanto
desiderosi
di esprimersi”
po’ la rotta classica che vede i college americani leader nel promuovere sport e noi quelli che assorbono i
loro gusti”. Il territorio si sta dimostrando attento e i luoghi coinvolti maggiormente nel campionato
sono prevalentemente le provincie
di Torino e Asti nel quale si disputano le sfide tra gironi di diverse categorie composti da dieci squadre.
Torino ospita dal 2002 il primo impianto dedicato alla sola pratica di
questo sport. L’appuntamento più
atteso ogni anno a fine campionato
è l’All Star, un match tra i giocatori migliori di tutto il campionato a
scopo esibitivo in cui lo spettacolo
è al centro dell’evento. La particolarità è che si gioca a tabellone spento
e i risultati sono visibili soltanto a
fine partita per non distogliere lo
sguardo degli spettatori dalla per-
9
192
dal
formance. A fine partita viene premiato da un’apposita giuria il miglior giocatore della stagione. Uno
sport dove anche l’arbitro fa parte
in piena regola del gioco in quanto il pallone può rimbalzare anche
su di lui senza che questo comprometta l’evoluzione della partita,
uno sport che ha molti progetti
per il futuro e sta facendo passi da
“gigante” tra cui la costruzione di
un secondo Palahit a Torino, l’avviamento dell’attesa categoria C2,
il primo impianto Outdoor, una
webTv dedicata e una pubblicazione periodica con finalità didattiche per tutti gli amanti dell’Hit
Ball ma anche per i non addetti
ai lavori. Tutto questo verrà lanciato con maggior vigore durante
il Wellness Festival di Rimini nel
2012, una vetrina per lo sport di
nicchia e di grande fama. Per ogni
curiosità vi invitiamo ad andare al
Palahit in via Sansovino nelle vicinanze dello storico Stadio delle
Alpi. Un ultimo appello ci arriva
direttamente dalle parole di Gigante che invita “ tutti gli sportivi
a provare questa disciplina, per
sentire davvero cosa si prova ad
essere coinvolti in un match di hit
ball, e anche i media, che ancora
troppo di rado s’interessano agli
eventi e alle manifestazioni legate
a questo sport”.
Il responsabile Impianti della Federazione Italiana Hit Ball, ing.
Giovanni De Nichilo, aggiunge
che la costruzione di nuovi impianti, costruiti ad hoc per la
pratica di questo sport, è necessaria ad espandere con efficacia
nel territorio la pratica di questo
sport, andando ad accentuarne le
peculiarità come velocità e spettacolarità delle azioni, oltre che
costituire una importante vetrina
per tutto il movimento.
A tal proposito, sono in atto tutta
una serie di azioni volte a recuperare i fondi necessari alla costruzione del tanto agognato 2°
Impianto Ufficiale Fihb: iniziative
di azionariato popolare piuttosto
che piani di sponsorizzazione con
aziende potenzialmente interessate all’argomento sono in fase di
studio.
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69›
vite da blog
› Testo di: Claudia Villani
Le info più curiose
le notizie che non ti aspetti...
in un clic
genitoricrescono.com
È il mestiere più difficile del mondo
e per quanto ci si sforzi non si
riesce mai a farlo del tutto bene:
è quello del genitore, che insieme
alle molte soddisfazioni porta con
sé un carico di dubbi che un blog
come “genitori crescono, per imparare insieme il mestiere di genitori”
può aiutare a sciogliere. Esperienze
da condividere, testimonianze di
vita dove si procede per tentativi
ed errori e uno spazio dedicato ai
momenti in cui proprio non ce la
si fa più: “genitori sbroccano”, area
di libero sfogo, senza limiti e senza
censure, per quando anche la pazienza ha raggiunto il suo limite.
www.guadagno
risparmiando.com
In tempi in cui è sempre aperto
il dibattito sulla crisi dell’economia
e i suoi effetti sulla vita dei cittadini, ben vengano consigli e spunti
sulla possibilità di gestire il denaro
al fine di risparmiare o di investirlo
in modi alternativi. “Guadagno risparmiando” è un blog che fornisce
proprio questo, tante soluzioni e
segnalazioni su come tenere d’occhio il nostro portafoglio e cogliere
occasioni low cost: dalla cura del
corpo ai prodotti per l’infanzia, passando per i farmaci generici e l’economia domestica. Non risparmiatevi
di leggerlo.
70›
www.pubblicodelirio.it
blog.giselebundchen.com.br
“Notizie bizzarre, scheletri nell’armadio, storie al limite della fiction: eloquenti testimonianze di una società
in delirio!” è la definizione di “Pubblico delirio”, un blog contenitore
di aneddoti
che confermano, se
ancora ce ne fosse bisogno, come
la realtà superi sempre di gran
lunga la fantasia. Filo conduttore
è la voglia di strappare un sorriso
al lettore raccogliendo materiale ad
alto tasso di divertimento. Curiosità
come il “batmanning” (farsi fotografare o filmare mentre si rimane appesi come un pipistrello) vi terranno
allegramente compagnia.
Lontana dai set fotografici e dalle passerelle di moda dei più importanti stilisti del mondo, Gisele
Bündchen, la top model brasiliana,
ama occuparsi di tematiche “green”,
tanto da curare un blog (bilingue,
portoghese e inglese) che porta il
suo stesso nome e il cui sottotitolo significa “qui va di moda essere responsabili”. Piccole e grandi
azioni per salvaguardare il Pianeta,
rispettare l’ambiente e condurre una
vita “sostenibile” e molti link utili
per tenersi aggiornati sui progressi
e i progetti legati alla gestione di
energia, acqua, rifiuti.
www.nuok.it
www.postcardsfromy
omomma.com
Nato per descrivere la città di New
York vista dagli occhi dei creativi
italiani che la abitano, oggi “Nuok”
è un network esteso che racconta
con il solito taglio fresco, curioso,
accattivante molte altre città del
mondo, da “Peris” a “Sau Paulu”, da
“San Fransisco” a “Stambul” (con
tutti i nomi rigorosamente scritti
sempre così come si pronunciano).
Di recente anche diverse città italiane sono entrate a far parte della
community, tra cui “Turin”. Non si
finisce mai di scoprire le proprie
città, perché allora non farsi aiutare da chi le guarda con curiosità
come noi?
Tutto iniziò in modo casuale, quando
Jessica inoltrò a Doree un’esilarante
e-mail che sua madre le aveva inviato. Doree fece lo stesso con Jessica e da lì l’idea: raccogliere tutte
le lettere, le e-mail, le conversazioni
spesso surreali e tragicomiche che
avvengono tra genitori e figli (e non
si tratta di infanti). “Postcards from yo
momma” (cartoline dalla tua mamma)
è un blog americano che già alla
nascita ha raccolto 7 mila contributi
di figli allegramente esasperati dalle
conversazioni con le loro madri, un
mix di umorismo e saggezza in cui
sarà difficile non riconoscersi.
Technology
1
3
2
4
5
Guida ai gadget
che semplificano la vita,
un piccolo breviario elettronico,
per vivere wi-fi
3.
Huawei IDEOS S7 Slim è il tablet
dal design ultra-sottile (210 x 109 x
12,5 millimetri, per un peso di 440
g) che vanta uno schermo touch capacitivo WVGA da 7 pollici (800 x
480 pixel) e una fotocamera da 3,2
megapixel. Memoria di 512MB e un
processore Qualcomm Snapdragon
da 1GHz. 299 euro. www.huawei.com
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dio digitale ed FM portatile. Decorata
con motivo floreale Abacus, stampato
in grigio ardesia davanti e sul retro,
con impugnatura pieghevole cromata
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connessione per iPod o lettore MP3.
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4.
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Speakers, sistema audio dal design
a “diamante nero” con finiture laccate nero ed effetti di trasparenza.
Dalle ridotte dimensioni di soli 3,5
pollici, offrono alta qualità e chiarezza del suono. Includono custodia
in velluto nero con vani rinforzati.
40 euro. www.hercules.com
2.
Webcam a forma di Monty Burns,
uno dei personaggi nei Simpson con
grande clip che le consente di essere
collegata al monitor flat-panel o allo
schermo del portatile. 30 fps, 640x480,
microfono incorporato, è abilitata per
Windows 98, 2000, XP e Vista. Supporta Skype, MSN Messenger, Yahoo!
Messenger e AOL. 140 cm cavo. 32
euro. www.thinkgeek.com
5.
La cover multiuso per iPhone
di Puro offre tre prodotti in uno:
cover rigida, custodia e supporto
per posizionare il vostro telefono
come su un leggio. È dotata anche
di una clip girevole per agganciarla
alla cintura. Le misure: l 11,8 x h
6,7 x p 2,7 cm. 14,99 euro.
www.puro.it
71›
vi
aG
gi
› Testo di: Angela Cagnetta
“Il vero viaggio di scoperta non
consiste nel cercare nuove terre, ma
nell’avere nuovi occhi.” Così scriveva
Marcel Proust nelle pagine del suo
romanzo capolavoro “Alla ricerca
del tempo perduto”, anticipando di
un centinaio di anni quello che oggi
viene chiamato “turismo solidale”.
Un modo nuovo di viaggiare, più
consapevole, il cui presupposto è
l’apertura alla cultura e alle tradizioni
del paese visitato. Se quello sguardo
nuovo di cui parlava Proust non ce
l’abbiamo al momento della partenza,
sicuramente sarà nei nostri occhi e
nella nostra anima al momento del
ritorno. Perché il turista responsabile
è qualcuno che torna arricchito da
ogni suo viaggio.
solidali
viaggi
Un’esperienza unica
Ma cosa vuol dire essere un turista solidale e responsabile? Se dovessimo
riassumere tutto in una parola questa sarebbe “rispetto”, dell’ambiente in
cui si svolge il viaggio e delle persone che quell’ambiente lo abitano, della
loro cultura e del loro modo di vivere. Un’esperienza da non fare a caso ma
preparandosi raccogliendo informazioni sul paese che si è deciso di visitare.
La meta può essere lontana ma non necessariamente. Un turista solidale è
consapevole del fatto che ogni posto nel mondo può essere fonte di arricchimento personale, anche se si trova a pochi chilometri da casa, perché quello
che conta sono i principi con cui si visita un luogo, che sia un paese in via di
sviluppo oppure la città in cui si vive.
A chi rivolgersi
Sono ormai parecchi i tour operator che
da diversi anni operano in questo settore, da quando cominciò a farsi strada
l’idea che un turismo diverso, lontano
anni luce da quello dei viaggi organizzati fatti di villaggi turistici e visite guidate
di massa, era possibile. Se volete essere
sicuri di affidarvi a persone competenti
in tal senso, un valido aiuto può essere
il sito dell’associazione italiana turismo
responsabile (www.aitr.org) che raccoglie tutti i soggetti che organizzano percorsi turistici seguendo i principi della
Carta d’Identità per viaggi sostenibili.
A Torino opera ormai da molti anni la
cooperativa Viaggi Solidali che propone mete molto interessanti, sia per chi
vuole impegnarsi in un viaggio che lo
porterà dall’altra parte del mondo, sia
per chi vuole conoscere meglio luoghi
più vicini a casa. www.viaggisolidali.it
72›
Le mete
Le proposte di viaggio sono davvero tante e riescono a soddisfare tutte le esigenze. Se siete interessati a vivere un’esperienza
alla scoperta di nuove culture,
immergendovi completamente
nella realtà del paese che avete
scelto di visitare ed entrando in
stretto contatto con le comunità
locali, le mete sono l’America Latina, l’Africa, la Cina, ma anche
paesi più vicini come l’Albania,
l’Armenia o la Bulgaria, Amaz-
zonia, Patagonia, deserto algerino, i grandi parchi africani, sono
solo alcune delle proposte per
gli amanti dell’ecoturismo che
vogliono vivere un’esperienza
a contatto totale con la natura,
visitando i progetti di tutela ambientale e della biodiversità. Se
siete di quelli per i quali la vacanza non può prescindere dal mare
e dal relax, niente paura. Anche
per voi è possibile essere turisti
responsabili e godervi l’azzurro
del mare, magari quello maldiviano
o dominicano, sempre però con lo
sguardo rivolto al rispetto delle comunità locali e dell’ambiente. Sono
molte anche le proposte per le famiglie, con itinerari sia in Italia che
all’estero, verso mete lontane come
le Maldive o la Repubblica Dominicana. E anche la luna di miele dei
novelli sposi può essere un’occasione per incontrare persone e culture
nuove, rendendo così il viaggio ancora più indimenticabile.
Turista responsabile
anche a casa tua
Quante volte sogniamo di luoghi
lontani per arrivare poi ad accorgerci di non sapere nulla del posto
in cui viviamo? Un’occasione per
scoprire la nostra città da un altro
punto di vista sono i tour della Torino Migranda. Passeggiate a piedi,
accompagnati da giovani migranti di prima e seconda generazione
che oltre ad essere guide turistiche
formate ad hoc, sono spesso anche
mediatori culturali. Sono loro che
vi condurranno alla scoperta delle
diverse comunità che abitano i due
quartieri più multietnici di Torino,
Porta Palazzo e San Salvario. Due
tour che vi faranno girare il mondo
stando a casa vostra, permettendovi
di conoscere la cultura, la gastronomia, le tradizioni dei diversi paesi
che, grazie alle comunità di migranti, hanno trovato casa nel capoluogo
piemontese. A piedi tra le vie dei
quartieri del melting pot torinese,
viaggiando tra luoghi nostrani e profumi lontani, scoprirete una nuova
faccia della città e vi accorgerete di
come tutto il mondo possa convivere in pochi chilometri quadrati e offrire tutta la sua bellezza a chi ha gli
occhi per vederla.
Per info: www.viaggisolidali.it
www.aitr.org
73›
as
tro
lo
gia
L
› A cura dell’Astrologo Roberto Illario
uciana
ittizzetto
loscorpioneimpertinente
L’inimitabile Lucianina Littizzetto ha
tutto il pepe, la grinta e l’attitudine
alla provocazione di una vera Scorpione ed in più ha l’ironia, l’acutezza
critica e la causticità che le vengono
dai suoi quattro pianeti nel segno della Vergine: quando si scatena nei suoi
attacchi, nelle sue arringhe, usando
un linguaggio e scegliendo dei temi
volutamente “scandalosi”, sa bene
quello che fa, è ben cosciente di dove
può spingersi senza diventare volgare,
mettendo in ridicolo ogni ipocrisia,
perbenismo e “pruderie”. Nonostante appaia così disinvolta, spigliata e
briosa, in realtà Luciana è sempre ben
controllata, mai totalmente istintiva
e “naturale”, avendo nel suo Cielo un
forte Saturno che le fornisce lucidità
ed autodisciplina e controbilancia la
sua carica aggressiva ed emotiva: ha
iniziato la sua carriera artistica solo
negli anni ‘90, prima era insegnante
di musica alle scuole medie finché è
stata chiamata da Rai Tre per partecipare alla trasmissione “Avanzi” condotta da Serena Dandini.
Da qui è iniziata la sua vera carriera:
ha continuato a fare teatro, a scrivere testi per canzoni, a lavorare per la
radio, ma è arrivata pure al cinema
(nel’97) col film “Tutti giù per Terra”
(tratto dal romanzo del torinese Giuseppe Culicchia) ed ha presto pubblicato il suo primo libro (nel’99) intitolato “L’agenda di Minchia Sabbry”.
È riuscita, poi, a “imperversare” nel
mondo del calcio, partecipando a diverse puntate di “Mai dire gol” e facendosi inviare ai mondiali del 1998,
in Francia, dalla Gialappa’s band, per
poi piombare a “Quelli che il calcio”
con Fabio Fazio... ed iniziando con
lui una lunga e feconda collaborazio-
74›
ne, che dura ancora ora con la trasmissione
“Che tempo che fa”, in cui è una presenza
iper-dinamica fondamentale, che minaccia
sempre l’imperturbabilità del suo serafico
collega.
È riuscita a rendere divertente persino il Festival di Sanremo, baciando in diretta il “monumento storico” televisivo Pippo Baudo.
Certo, c’è sempre da distinguere fra il suo
personaggio pubblico, accuratamente costruito, e ciò che è Luciana realmente, nel
suo privato: pur accanendosi “ferocemente”
contro la categoria degli uomini... convive felicemente dal 1997 col suo compagno Davide
Graziano, musicista, batterista degli Africa
Unite, e la dolcezza materna (ben nascosta)
del suo Ascendente in Cancro si esprime
nell’avere in affidamento ben tre figli (due
a tempo piena ed una solo d’estate). Dopo
i recenti film sulle difficoltà di relazione fra
i sessi (“Maschi contro Femmine” e “Femmine contro Maschi”) ora è impegnata nelle
riprese di “È nata una star?” sulle difficoltà
di comunicazione fra genitori e figli. Il film
è tratto da un romanzo di Nick Hornby, che
parla di una coppia che si ritrova, con grande stupore e scandalo, un figlio adolescente
“pornodivo”. Ma in realtà la Luciana si sente
ormai pronta ad uscire dall’ambito della
commedia puramente divertente, abbandonando la sua maschera comica abituale per andare più in profondità, magari
con registi come Ozpetek o la Archibugi
e forse questo suo desiderio potrà essere
soddisfatto fra circa un anno, nell’Autunno 2012, quando Saturno raggiungerà il
suo Sole, portandole risultati concreti,
responsabilità e maturità professionale.
Nel frattempo, la lunga sosta di Marte
in Vergine la stuzzicherà molto presto,
rendendola particolarmente battagliera
e pungente... e quindi non ci resta che
aspettarci le sue battute dirompenti,
guardandola in tv, al cinema o in teatro,
dove Luciana sceglierà di esprimersi,
per divertirci e stimolarci come lei sa
fare, portandosi dietro un bel bagaglio di
esperienza e di conoscenze ed uno spirito
critico irriverente pronto a colpire “basso” per irridere il potere e le sue arroganze, menzogne e finzioni.
Tutte le stelle di Novembre
Ariete Evviva! Mercurio e Venere favore-
Gemelli Il Cielo, per voi, è un po’ incer-
voli infiammano in questo mese le energie
arietine, ravvivando le relazioni, riscaldando gli affetti... nonostante la pesante
opposizione di Saturno che frenerà ancora
per un anno l’ultima decade del Segno!
to: da un lato c’è abbondanza di contatti,
parole; comunicazioni, dall’altro c’è la minaccia di censure e di critiche pungenti,
assai fastidiose soprattutto per i Gemelli
di Maggio.
Toro Giove, Marte e Plutone sostengono
Cancro Non badate troppo alle chiacchiere che girano, badate al concreto e state
con i piedi ben saldi a terra: potete fidarvi
solo delle cose che vedete e toccate, il resto è solo fumo!
meravigliosamente i Tori nati in Aprile,
offrendo ottime opportunità concrete, stimolando l’ottimismo e l’iniziativa: è ora
di agire!
A PIANEZZA
Leone Benissimo ! Dopo Marte ecco la coppia Venere-Mercurio in appoggio ai vostri
slanci leonini, che rischia di entusiasmarvi un po’ troppo e di farvi fare promesse
eccessive... attenti!
Vergine Inizia la lunga sosta di Marte
nel vostro segno e ciò può perturbarvi un
po’, creandovi confusione ed agitazione:
calma! Niente fretta! Prendetevi ancora un
po’ di tempo per abituarvi ai cambiamenti
imminenti! Non correte!
Bilancia Ancora per un anno, Saturno
...dal 1949
Qualità, Esperienza, Cortesia
... dal lettino
al lettone
frenerà l’ultima decade del vostro Segno...
mentre la prima sarà destabilizzata da Urano: brusche oscillazioni continuano ad alterare il vostro equilibrio, costringendovi
a stare sempre all’erta! Pazientate!
Scorpione
Nel vostro
mese, siete un po’ stranieri... ma a questo
siete abituati: analizzate bene la situazione, individuate i punti deboli... ed agite
con la vostra ben nota destrezza e lucidità,
senza mai perdervi in chiacchiere.
Sagittario È una festa per voi... che
rischia di essere rovinata dai soliti ipercritici, noiosi ed invidiosi ma voi non
prendetevela, siate sportivi e disinvolti e
sfruttate bene la vostra eloquenza.
Capricorno Finalmente si passa alle
cose concrete: mentre gli altri si perdono
in discorsi fumosi, voi vi potete concentrare sui vostri obiettivi, avendo il favore del
Cielo! Approfittatene!
Acquario Anche questa opposizione di
IL COPRIPIUMONE
a
-30%*
Marte sta finendo e potrete presto,quindi,
rilassarvi un po’ e magari dare un po’ di attenzione alla vostra situazione finanziaria,
per sciogliere alcuni nodi.
Pesci Che brutto scherzo! Ora che Nettuno
sta per entrare trionfalmente nel vostro
Cielo, ecco che arriva Marte in opposizione, a guastarvi la festa: dovrete, per forza,
occuparvi di tanti dettagli pratici rischiando, inizialmente, di aumentare il vostro
caos! Prendetela con filosofia!
* promozione fino al 20/11
PIANEZZA - VIA GrAmscI, 18 - TEl. 011 966.32.61
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collegati al sito www.ilpuntotorino.com
e sfoglia on-line la rivista
Lorenzo Branchetti durante la premiazione
Lorenzo Branchetti con l’editore Alberto di Caso
è stata una giornata di forti emozioni: domenica 23 ottobre l’ippodromo di Vinovo ha fatto
da palcoscenico alla presentazione della fiera “Cavalcando verso il gusto”. L’evento, promosso da Il Punto city life, il magazine di Torino, ha fatto da corollario alla presentazione
del Punto Taste & Wine, numero speciale della rivista dedicato ai sapori e ai protagonisti
dell’enogastronomia italiana. Il pubblico ha degustato e acquistato i prodotti degli espositori presenti: Tre torri (prodotti tipici del Gargano via Crea 29, Torino), Volver ristorante argentino
(via Botero 7 e corso Appio Claudio 116, Torino), pasticceria Brustia (corso Vercelli 336,
Ivrea), Atelier Madagascar (via Borgo Dora 21, Torino) formaggi Borgiattino (corso Vinzaglio
29, Torino), Antica Grapperia Bosso (Località Stazione 5, Cunico Asti), Panificio Bertino Mauro
(via Roma 5, Varisella, piazza Galetto 26, La Cassa, via Torino 20, Vallo Torinese), La Frutteria
(via Principessa Clotilde 45, Torino), Gilac, birrificio artigianale (via Lanzo 46, Val della Torre,
Borgata Brione Torino), Mario Guala biscotti, caramelle e dolciumi (333.2480365, Crescentino, Vercelli), Boccardi Maria Camilla miele e derivati (340.3951643, Livorno Ferraris Vercelli),
Lumazza Danilo Crepes e Gelati (0161/841466 Crescentino, Vercelli) Fabaro Maurizio peperoni
Carmagnola (via Molinasso 13 Carmagnola, Torino) Scavarda Luca grissini, canestrelli, torcetti
(via Signetto 33, Tornengo di Mazzè, Torino), Allemanini Massimiliano tome d’alpeggio della
Valsusa (360/772096, Pianezza, Torino) . Tanti gli ospiti intervenuti: Lorenzo Branchetti, volto
della fortunata trasmissione di Rai Uno La Prova del Cuoco, special guest dell’evento, ha
fatto il carico di applausi e consensi.
Lorenzo Branchetti con Domenico Logozzo, dell’Antica Grapperia Bosso
Vi Aspettiamo
ai prossimi appuntamenti
Per info: stand e promozioni pubblicitarie per i prossimi eventi tel. 011 33 50 411
Main Sponsor dell’evento
Atelier
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Madagascar
per
i gusti
tutti
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80
80››
La prima
Eventi da non perdere
››
› Testo di: Filippo Vernetti
I SOLITI IDIOTI
I NOMADI
MARRACASH, RAP DI PERIFERIA
BALLANDO CON LEFTY
E TORMENTO
Al debutto nella sale con il film ispirato alla serie cult di Mtv,
Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio continuano a macinare
risate. Impossibile non lasciarsi coinvolgere dai personaggi,
ma anche riconoscersi nei, tanti, difetti dell’”homo italicus”
interpretati dalla coppia. Sebastiano e la Postina, i due preti
Padre Giorgio e Padre Boi, la Ministra e il suo portaborse
Protti, la mitica coppia gay Fabio e Fabio e poi le due star
più
attese
della
serata: l’imprenditore
ultracafonal Ruggero
De Ceglie con il
figlio
bamboccione
Gianluca.
Dove: Hiroshima
Mon Amour
Quando: 26
novembre
Biglietti: 22 euro
Info: 011.6698034
Direttamente da Barona, estrema periferia di Milano, arriva
uno degli artisti più “duri e puri” della scena. Con il “King del
rap tour” il poeta di strada Marracash sta girando l’Italia, in
autunno dovrebbe uscire il nuovo album intanto sul canale
youtube.com/marracashonline i fan possono scaricare, e
ballare, ogni settimana, brani inediti.
Dove: Teatro Le Serre, Grugliasco - Quando: 11 novembre
Biglietti: 12 euro - Info: 011.7800258
DON GALLO: A TEATRO
PER PARLARE DI ESISTENZA
Prete di strada, fondatore della comunità di San Benedetto al
porto di Genova, da sempre compagno di strada degli ultimi
della Terra, sale sul palcoscenico per far conoscere le parole
dell’Ecclesiaste. “Tutti gli esseri umani, ne convengono anche
gli antropologi – spiega – hanno un quoziente di religiosità
e da questo bisogna partire per diffondere un messaggio di
riconciliazione nella comunità del Terzo Millennio. Bisogna
riscoprire l’umanità attraverso la meditazione, la spiritualità.
La vera solidarietà è all’insegna della pace”. Sul palco lo
affiancheranno l’attrice Carla Peirolero, le parole e la musica di
Roberto Alloisio e Mario Arcari.
Dove: Hiroshima Mon Amour
Quando: 10 novembre
Biglietti: 12 euro
Info: 011.6698034
Il gruppo leggenda della musica di casa nostra non smette mai
di sorprenderci. L’ultimo regalo ai fan è “Cuorevivo”, titolo
dell’album che include i successi del decennio 1967-1977. Non
un’operazione nostalgia ma il tentativo, riuscito, di dare la
giusta visibilità a canzoni passate sottotraccia.
Dove: Teatro
Colosseo
Quando: 26
novembre
Biglietti: da 23 a
37,20 euro
Info: 011.6698034
Si balla al ritmo dell’hip hop “griffato” da Tormento e Lefty. I due
rapper uniscono le energie e sfornano “Nessuna eccezione. No
Escape”, 18 tracce che compongono un album dalle atmosfere
caleidoscopiche.
Ad
accompagnarli
sul
palco ci sarà Bunna, il
cantante degli Africa
Unite,
anche
lui
“complice” del disco.
Dove: Hiroshima Mon
Amour
Quando: 11 novembre
Biglietti: 10 euro
Info: 011.6698034
RAF
Degli anni ’80 rimarrà
sicuramente
lui,
con la sua musica
capace di indagare al
centro dei sentimenti.
Un’ulteriore conferma
arriva da “Numeri”, il
disco uscito a maggio,
l’ennesimo
esercizio
di stile e cuore firmato
Raf.
Dove: Teatro Colosseo
Quando: 25 novembre
Biglietti: da 22,50 a 29,60 euro
Info: 011.6698034
81›
››
Luoghi del gusto consigliati dal Punto
Volver Casa Argentina
È un autunno ricco di novità quello
di Volver. I clienti troveranno nuovi
menù, con piatti e tagli di carne mai
proposti prima.
Si inizia con le piccole impanadas,
calzoni ripieni con sfiziosità
argentine, offerte in omaggio.
Un invitante aperitivo per calarsi
nell’atmosfera, tipica dei ristoranti di
Buenos Aires.
Via Botero, 7 (angolo via Barbaroux)
Tel. 011 5660524 - 328 9586494
c.so Appio Claudio, 116 (Parco Pellerina)
Tel. 011 7509269
Quadr’Ovale
Venaria è uno dei principali palcoscenici
dei festeggiamenti delle celebrazioni
dell’Unità di Italia e, anche, della cucina
regionale. Il ristorante Quadr’Ovale offre
ai clienti, locali e turisti, i piatti forti della
tradizione piemontese e mediterranea.
Con l’arrivo dell’autunno l’ideale è
scaldarsi con il bollito, la polenta e
la tipica bagna caòda, antiche ricette
rivisitate da un affermato Chef di alta
cucina. Qui mangiare e bere bene è una
filosofia di vita.
piazza dell’Annunziata
2
Venaria Reale (TO) - Tel. 011 4506782
www.quadrovale.it – [email protected]
82
82››
Trattoria Vineria Scali
In via Mazzini, in pieno centro, c’è
un bel locale dove fare cena o bere un
bicchiere dopo mangiato: la trattoria
e vineria Scali propone cucina tipica
piemontese rielaborata, da gustare in
un ambiente moderno, ma molto caldo
e accogliente. Oltre a piatti ricercati e
molto particolari (la ghiacciata di lardo
con miele di castagno e caramello
è uno dei piatti forti) e ai dolci fatti
rigorosamente in casa, il locale vanta
una vasta selezione di vini nazionali o
freschi cocktail per la serata.
Via Mazzini 23
Tel. 011 19852481 - 349 5201783
La casa del Demone
Aperto 7 giorni su 7, è indicato a chi
ama la carne alla griglia. Gli intenditori
potranno assaggiare tagli di Angus
argentino e Black Angus americano.
Gustateli accompagnandoli con la
selezioni di vini italiani, cileni e argentini
o con le birre (non può mancare la Du
Demon, la bionda più forte al mondo).
Ottimo il rapporto qualità-prezzo. La
cucina, aperta fino alle 3, aspetta chi
ama far le ore piccole. Il locale è anche
cocktail bar: oltre ai grandi classici
provate i nuovissimi frozen, long drinks
e cocktail preparati dall’esperto barman.
Via San Domenico 3/B
Tel. 011 4367864 - 348 9273383
www.lacasadeldemone.com
e il dopo
Pesce d’Aprile
Mangiare pesce nelle Valli di Lanzo?
Da oggi si può, il ristorante propone un
menù con i migliori piatti della cucina
mediterranea, rivisitati con estro e
fantasia.
Qualche suggerimento? Provate la
meravigliosa aragosta alla catalana.
Il pescato (arriva fresco tutti i giorni) è
presentato in una apposita e coreografica
vetrinetta.
Lasciatevi consigliare dallo chef le
specialità migliori e i metodi di cottura.
Abbinateci un buon vino e poi rilassatevi
in un ambiente confortevole.
Via A. Matteotti 3 - Lanzo Torinese
Tel. 345.79.51.185
[email protected]
La Partenopea
Già il profumo
conquista.
Difficile
passare davanti
alla Partenopea
é non fermarsi:
la pizza,
preparata
secondo gli
insegnamenti
della scuola napoletana, è
semplicemente insuperabile.
Per la pausa pranzo, a cena con
gli amici o da piluccare mentre
passeggiate: ogni occasione è buona
per gustarla.
Con la consegna al tuo indirizzo all’ora
concordata (gratuita per importi
superiori ai 15 euro) arriva pronta per
essere servita in tavola.
Via Dappiano, 11 - Crescentino (VC)
Tel. 0161 834124 - Cell. 346 8119767
Chiuso domenica a pranzo
Al Rubi Pelletteria “Speciale Sposa”
Via A. Vespucci, 2B - 10128 Torino - Tel. 011.59.54.38 - Orario: lunedì - venerdì 9-17 continuato / sabato 9-13
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Gli angeli di Marco MEngonI