I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
INDICE
Sistema di rivelazione gas
01.01.01
Rivelatori di gas
Rivelatori di gas convenzionali serie RGC
Accessori serie RGC
02.00.01
02.01.01
02.01.02
Rivelatori di gas analogici serie RGA
02.02.01
Accessori comuni serie RGC e RGA
02.03.01
Rivelatori di gas serie RGS
Accessori serie RGS
02.04.01
02.04.02
Bombole monouso e valvola
02.05.01
Modalità d’installazione
02.06.01
Centrali di rivelazione gas
900538 o 900539 Centrale di rivelazione gas Micro 1000
Architettura centrale
03.00.00
03.01.01
03.01.02
900554 Modulo analogico a 2 loop da 126 indirizzi complessivi
03.02.01
900543 Modulo a 8 zone ad indirizzamento complessivo
03.02.01
900545 Modulo a 8 uscite relè
03.02.02
900544 Modulo a 8 uscite relè più 8 uscite open collector
03.02.02
900547 Modulo SPI-RS485
03.02.03
900548 Modulo RS485-SCI
03.02.03
900546 Pannello di ripetizione remoto
03.02.04
900504 Scheda d’interfaccia a 2 uscite relè
03.02.04
902428 Alimentatore 24Vdc 2A per Micro 1000
03.03.01
902429 Alimentatore 24Vdc 4A per Micro 1000
03.03.01
INDICE 01
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Sistema di rivelazione gas
Un Sistema di rivelazione gas è necessario in tutti quegli ambienti, industriali o terziari, nei quali esiste un potenziale pericolo di intossicazione o esplosione dovuto al trattamento, produzione, trasporto o stoccaggio di sostanze pericolose.
In ciascuno dei suddetti ambienti si possono verificare differenti modalità di emissione delle sostanze infiammabili e/o tossiche.
Di seguito viene riportata la definizione con cui vengono classificate dette modalità, secondo norma CEI 31-35 :
2001-01 GUIDA.
Le sostanze infiammabili possono essere emesse dai sistemi di contenimento in modi diversi in relazione allo stato
e alla velocità di emissione:
a) Stato:
o
gas o vapore (in singola fase);
o
liquido, che evapora in modo trascurabile nell’emissione (singola fase);
o
liquido o gas liquefatto, che evapora all’emissione.
b) Velocità di emissione e relativa quantità di moto iniziale:
o
bassa;
o
alta;
I gas o i vapori emessi tendono a diffondersi nell’aria con modalità che dipendono dalla velocità, dalla pressione
e dalla temperatura delle sostanze stesse e dalle caratteristiche dell’ambiente in cui si disperdono.
Le particelle si allontanano fino ad occupare tutto lo spazio a disposizione.
Inoltre la diluizione dei gas emessi sottoforma di getto
dipende anche dalla forma del foro di uscita, foro circolare, foro lineare, foro radiale.
L’emissione di gas o vapore a bassa velocità forma un
pennacchio; le particelle di gas o vapore hanno una bassa
quantità di moto, per cui si allontanano dalla SE (*) e si
diluiscono nell’aria per diffusione o per diluizione turbolenta in relazione alla velocità relativa dell’aria nella zona
di emissione.
Il pennacchio assume la direzione del vento oppure, in
assenza di vento, sale o scende in relazione alla densità
relativa all’aria dei gas o vapori.
L’emissione di gas o vapore ad alta velocità forma un
getto che ingloba l’aria unicamente per trasferimento di
quantità di moto (massa per velocità) e si auto-diluisce;
inizialmente il getto è dominante rispetto all’influenza dell’aria ed assume la forma conica nella direzione dell’aria
La densità relativa dell’aria dei gas o vapori quando il
getto ha preso velocità ha poca influenza in quanto essi
si trovano in miscela nell’aria in bassa concentrazione.
Quanto descritto in precedenza è riassunto nella seguente tabella, dove sono rappresentati i diversi tipi di dispersione dei gas o vapori nell’aria, in funzione delle condizioni di areazione e di densità ( p ) del gas rispetto all’aria.
Essendo la densità dell’aria pari ad 1, i gas con densità inferiore tenderanno a salire, mentre quelli con densità
maggiore tenderanno a scendere rispetto alla SE.
Nel caso di gas con densità uguale, o di poco superiore o inferiore, il gas tenderà a stabilizzarsi nell’aria ad una
quota prossima alla SE.
(*)
con la sigla SE si indica la Sorgente di Emissione del gas, il punto da cui il gas fuoriesce e si disperde
all’interno dell’ambiente. nella vecchia norma CEI 64-2 erano denominate centri di pericolo.
SCHEDA 01.01.01
Sistema di rivelazione gas
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Estratto dalla norma CEI 31-35 : 2001-01 GUIDA
SCHEDA 01.01.02
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Sistema di rivelazione gas
La rivelazione dei gas e vapori sarà fatta tenendo conto della pericolosità derivante dal rischio di esplosione o dal
rischio di intossicazione dei gas presi in esame.
Saranno perciò così definiti:
-
Gas o Vapori Tossici:
Gas o vapori che provocano irritazione o avvelenamento
delle persone e/o animali con cui entrano in contatto.
L’effetto nocivo di suddetti gas è determinato dalla loro
concentrazione espressa in parti per milione (ppm).
-
Gas Esplosivi:
Sostanze, tipicamente in forma gassosa (combustibile),
che opportunamente mescolate all’aria, (comburente) ed in
presenza di una fiamma, scintilla o calore (fonte d’innesco)
possono produrre una reazione di combustione.
Tale condizione si ottiene quando sono presenti tutte e tre
le componenti sopracitate e quando la concentrazione di
gas si trova compresa tra due limiti specifici, il L.I.E. (Limite
Inferiore di Esplosività) ed il L.S.E. (Limite Superiore di
Esplosività).
Un’altro elemento fondamentale per la scelta dei rivelatori di gas o vapori, è la classificazione degli ambienti in
cui dovranno essere installati.
A tale proposito si faccia riferimento a quanto indicato nelle direttive ATEX, delle quali segue breve descrizione:
- Direttiva 99/92/CE
Relativa alle prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della
salute dei lavoratori, che possono essere esposti al rischio di atmosfere esplosive; è
recepita in Italia con il DLgs 233/03 (G.U. 26/08/03, n.197) entrato in vigore il 10
Settembre 2003;
- Direttiva 94/09/CE
Contenente disposizioni in materia di apparecchi e sistemi di protezione destinati ad
essere utilizzati in atmosfere potenziamente esplosive.
La direttiva 94/09/CE si applica ai prodotti destinati ad essere utilizzati in ambienti con
atmosfere esplosive; è stata recepita in Italia con il DLgs 126/98 (G.U. 04/05/98,
n.101) e si applica ai prodotti messi in commercio dall’ 1 Luglio 2003.
La direttiva 99/92/CE fornisce le linee guida per la classificazione delle zone pericolose, mentre per la classificazione vera e propria si fa riferimento alle norme CEI indicate di seguito:
- CEI 31-30 (CEI EN 60079-10)
- CEI 31-35
- CEI 31-35/A
- CEI 31-35;V1 e CEI 31-35;V2
- CEI 31-35/A;V1
- Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di
gas.
Parte 10: Classificazione dei luoghi.
- Costruzioni elettriche per atmosfere potenzialmente esplosive per
la presenza di gas.
Guida all’applicazione della Norma CEI EN 60079-10 (CEI31-30).
Classificazione dei luoghi pericolosi.
- Costruzioni elettriche per atmosfere potenzialmente esplosive per
la presenza di gas.
Guida all’applicazione della Norma CEI EN 60079-10 (CEI31-30).
Classificazione dei luoghi pericolosi. Esempi di applicazione.
- Varianti (si veda il titolo della Norma base).
- Variante (si veda il titolo della Norma base).
SCHEDA 01.01.03
Sistema di rivelazione gas
- ZONA 0
- Luogo dove è presente continuamente o per lunghi periodi un’atmosfera esplosiva per la
presenza di gas;
- ZONA 1
- Luogo dove è possibile sia presente, durante il funzionamento normale, un’atmosfera
esplosiva per la presenza di gas
- ZONA 2
- Luogo dove non è possibile sia presente un’atmosfera esplosiva per la presenza di gas
durante il funzionamento normale, o, se ciò avviene, è possibile sia presente solo poco frequentemente e per breve periodo
con il simbolo P si indica la probabilità di atmosfera esplosiva
Le zone pericolose sono generate dalle SE, cioè dai punti dove ha origine la dispersione della sostanza infiammabile, che si distinguono in:
- Emissione di grado continuo - emissione continua o che può avvenire per lunghi periodi;
- Emissione di primo grado
- emissione che può avvenire periodicamente o occasionalemente durante
il funzionamento ordinario;
- Emissione di secondo grado
- emissione che non è prevista durante il funzionamento normale ma che
può avvenire solo raramente e per brevi periodi (in pratica per guasti);
Le zone 0, 1, 2 di cui sopra sono originate rispettivamente dalle SE di grado continuo, primo e secondo.
La suddetta classificazione corrisponde in pratica a quella prevista dalla vecchia norma CEI 64-2 che comprendeva la suddivisione dei luoghi in zone, anche se le modalità di individuazione sono profondamente cambiate.
La direttiva 94/9/CE riguarda le attrezzature, intese come impianti ed apparecchi elettrici e non eletttrici, da
installare in zone con pericolo di esplosione.
La norma di riferimento per le attrezzature elettriche da installare da installare nelle zone 0,1,2 è:
- CEI EN 60079-14 (CEI 31-33)
- Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas.
Parte 14: Impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione per
la presenza di gas. Classificazione dei luoghi pericolosi.
Nel presente documento non sono riportate le classidicazioni delle zone con pericolo di esplosione per la presenza di polveri infiammabili.
SCHEDA 01.01.04
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Sono previste tre tipi di zone, in ordine decrescente di pericolosità, rispettivamente per la presenza di atmosfere
esplosive dovute a gas, vapori o nebbie.
Tali zone sono:
Sistema di rivelazione gas
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Per le installazioni di superficie si avrà la seguente tabella riassuntiva.
Per Gruppo I vengono indicate tutte quelle tipologie di impianti posti nel sottosuolo, installazioni in miniere, mentre per Gruppo II si intendono invece tutte le installazioni di superficie, cioè stabilimenti, edifici, parcheggi, ecc...
Con il termine categoria si differenziano quelle zone dove la presenza di gas è più o meno costante, condizione
che alza il livello di pericolosità dell’area e le difficoltà a proteggere la stessa.
Ecco perchè, dalla categoria 1 alla categoria 3, i mezzi di protezione da applicare all’interno dell’area diminuiscono sia come qualità che quantità.
A seguito dell’analisi della tabella si evince che le categorie di apparecchiature permesse ai fini della rivelazione
gas sono del tipo:
CAT 2
per Zona 1 e Zona 2
CAT 3
solo per Zona 2
SCHEDA 01.01.05
Sistema di rivelazione gas
-
Rivelatori di Gas:
Dispositivi sensibili alle emissioni presenti in ambiente, vengono scelti in base alle
caratteristiche chimico/fisiche dei gas o vapori da monitorare;
-
Centrale di Comando e Controllo:
Un apparato in grado di ricevere, analizzare ed intervenire rapidamente alle segnalazioni inviate dai rivelatori di gas posti all’interno dell’ambiente;
-
Cavi di Collegamento:
Studiati e posati in modo da non creare disturbi o interruzioni alla linea di rivelazione;
-
Dispositivi di Segnalazione:
Apparati Ottico Acustici che, pilotati dalla Centrale di Controllo e Comando, forniscano una segnalazione chiaramente visibile ed udibile dello stato di pericolo venutosi a creare nell’ambiente monitorato;
-
Accessori:
Tutti quegl’elementi che consentono una corretta installazione e funzionalità del
Sistema di Rivelazione Gas.
SCHEDA 01.01.06
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
In relazione a quanto espresso in precedenza, sarà necessario predisporre degli impianti che siano in grado di
verificare costantemente la presenza di sostanze infiammabili e/o tossiche disperse in ambiente.
Per tanto la struttura di un Sistema di Rivelazione Gas sarà costituita da:
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Rivelatori di gas
Per Rivelatori di Gas si intendono quei particolari tipi di apparati
che, grazie a specifici elementi sensibili, sono in grado di rilevare e
segnalare la presenza di gas tossici o esplosivi all’interno dell’area
da loro monitorata.
I rivelatori di gas sono scelti in base a due caratteristiche principali.
La prima è definita dalle zone in cui si può verificare la presenza di
atmosfere esplosive dovute a gas, vapori o nebbie; pertanto i contenitori che ospiteranno l’elettronica del sensore dovranno avere
caratteristiche adeguate alla zona in cui dovranno essere installati.
La seconda è definita dal tipo di sostanza ( gas, vapori o nebbie)
che deve essere rilevata ( Metano, Idrogeno, ecc.. ).
Nel primo caso si parla di zone d’uso tipo 1 e tipo 2.
Rispettivamente dove la probabilità di presenza di atmosfera esplosiva è considerata probabile durante il funzionamento normale
(zona 1) e dov’è considerata improbabile durante il funzionamento normale e, se si verifica, è di breve durata (zona 2 ).
Nella zona 1 si potranno utilizzare solo rivelatori il cui contenitore
è di categoria 2, con modo di protezione “d” o “e”, e cioè, a prova
di esplosione la cui nomenclatura, secondo ATEX, sarà EEx “d” o
a prova di esplosione aumentata, la cui marcatura, secondo ATEX,
sarà EEx “ed”.
Va da se che questo contenitore si potrà utilizzare anche per le
zone 2.
Modelli ed Accessori
- Serie RGC e RGA
Rivelatore di gas convenzionale (RGC) ed
analogico (RGA) in contenitore IP55.
-C2H2
di Acetilene.
-C3H8
di Propano.
-CH4
di Metano.
-COEL
di Monossido di Carbonio.
-GPL
di GPL.
-H2
di Idrogeno.
-VB
di Vapori di Benzina.
- RGC-MIC
Interfaccia per MICRO 1000.
- RGC-OUT
Interfaccia per loop ESSER.
- RGC-RELE
Scheda di uscita a 3 relè.
- BIC-RG
Bicchierino per test rivelatore.
- 90064x
testine di ricambio.
- TLC
Strumento di verifica e configurazione.
- Serie RGS
Rivelatore di gas 4-20mA in contenitore EExd.
Nelle zone 2 si potranno utilizzare anche i rivelatori il cui contenitore è di categoria 3 con modo di protezione “n” semplificato.
-101
di Metano.
-102
di Vapori di Benzina.
-103
di Idrogeno.
-104
di GPL.
-105
di Propano.
-107
di Butano.
- RGS-TAS
Tastiera di calibrazione.
- RGS-KSW
Software per taratura.
- RGS-IU
Scheda linee ad assorbimento.
- RGS-3R
Scheda di uscita a 3 relè.
- RGS-CAP
Bicchierino per test rivelatore.
- Bombole Monouso
Bombole di gas campione per il test dei rivelatori di gas.
- 900630
Valvola per bombole monouso.
SCHEDA 02.00.01
Rivelatori di gas
Grafico di tossicità CO
espresso in PPM
Nel secondo caso la scelta è determinanta, come abbiamo detto,
dal tipo di sostanza da rivelare e quindi in funzione dell’elemento
sensibile di cui è provvisto il rivelatore.
Gli elementi inseriti all’interno del “naso” di rivelazione sono in
grado di reagire chimicamente alla presenza delle molecole di gas
presenti nell’ambiente da controllare.
Dopo un’opportuna trasformazione del processo chimico in segnale elettrico, detto segnale sarà gestito dall’elettronica del sensore e
confrontato con i parametri di riferimento ( soglie ) impostate
all’interno del microprocessore a seconda del tipo di gas.
A seconda che si tratti di rivelazione per esplosività piuttosto che
per tossicità, si utilizzeranno differenti unità di misura.
Di seguito sono riportate le relative definizioni.
-
-
PPM ( Parti Per Milione ):
è una notazione che indica i rapporti tra quantità
misurate omogenee. Viene usata per indicare livelli
estremamente bassi di concentrazione di un elemento chimico. Il valore delle ppm è equivalente
alla quantità assoluta frazionale moltiplicata per un
milione, ad esempio:
Un milligrammo è una parte per milione del chilogrammo, quindi, dire che una sostanza ha un valore espresso in parti per milione è come dire che corrisponde a “milligrammi per ogni chilogrammo”.
Questo valore viene tipicamente utilizzato per la
misurazione dei gas tossici.
L.I.E. ( Limite Inferiore di Esplosività ):
Insieme al L.S.E. (Limite Superiore di Esplosività)
determina il range di concentrazione in cui, se la
miscela aria-vapore o gas infiammabile è opportunamente innescata (ad es. scintilla), si verifica l'accensione della miscela.
Tale range va dal minimo ad un massimo di percentuale di combustibile presente in aria. Fintanto che
questa percentuale rimane al di sotto della L.I.E.,
non vi è abbastanza combustibile per la propagazione della fiamma, mentre superato il L.S.E. il combustibile ha reso l’aria troppo satura, percui non vi è
abbastanza comburente per provocare la combustione.
Queste unità di misura vengono tipicamente utilizzate per misurare i gas esplosivi.
SCHEDA 02.00.02
Grafico limiti esplosività in aria
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Per entrambe le tipologie di contenitori usati il grado di protezione
sarà tale da garantire il corretto funzionamento delle apparecchiature in funzione delle condizioni ambientali dei luoghi nei quali i
dispositivi dovranno essere installati.
Ne deriva pertanto che, per i contenitori di categoria 2 zone 1 e 2
il grado di protezione è IP65, mentre di categoria 3 zona 2 il grado
di protezione è pari a IP55.
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Rivelatori di gas
Riferendoci a quanto detto prima, nella seguente tabella vengono
indicati i valori di densità, L.I.E. e L.S.E. delle principali tipologie di
gas utilizzati a livello industriale e terziario, quelle stesse tipologie
di cui, tipicamente, viene richiesta la rilevazione.
Rappresentazione grafica della
distribuzione dei gas in funzione
della loro densità.
In base a questi dati i rivelatori di gas devono essere tarati su
soglie di allarme inferiori, in modo che la segnalazione di allarme
arrivi prima che la concentrazione del gas diventi pericolosa.
La stessa condizione si ha sul ritardo d’allarme.
Un rivelatore efficente deve essere tarato in modo da evitare falsi
allarmi o ritardi di segnalazione.
Nei gas tossici la segnalazione deve dipendere dal tempo di esposizione e dalla concentrazione del gas stesso.
Nei gas esplosivi dipende dal rischio e dalla presenza permanente
o meno del gas.
Queste indicazioni devono inoltre tenere conto delle particolari
condizioni a cui un rivelatore può essere soggetto, condizioni alle
quali il rivelatore, per essere considerato efficente, deve riuscire a
resistere.
Proprio per tale motivo, è fortemente consigliato l’utilizzo di dispositivi con grado di protezione IP55 o, in condizioni specifiche, superiori.
Altra condizione fondamentale affinchè la risposta di un Rivelatore
di Gas risulti efficace e tempestiva è quella di tener conto dell’influenza che le correnti d’aria, il punto di possibile perdita e la densità stessa del gas, hanno sulla diffusione dello stesso.
Sulla scheda 01.01.02 sono riportate alcune rappresentazioni grafiche della cinematica delle fughe di gas.
Si può notare il diverso effetto assunto dalle fughe nelle specifiche
condizioni di areazione e a seconda della densità ( p ) del gas
rispetto all’aria.
Essendo la densità dell’aria pari ad 1, i gas con densità inferiore
tenderanno a salire verso l’alto, mentre quelli con densità maggiore tenderanno a scendere.
Nel caso di gas con densità uguale, o di poco superiore o inferiore, il gas tenderà a stabilizzarsi nell’aria in prossimità del luogo in
cui si genera.
In base alla stratificazione dei gas rispetto all’aria si stabilisce il
punto di installazione dei rivelatori di gas, a soffitto se adibiti a rivelare gas leggeri, a pavimento per i gas pesanti, e ad “altezza naso”,
inteso come un’altezza di 1,40/1,50m, quelli con la stessa densità
dell’aria.
A seguito di quanto indicato qui sopra ne
deriva il posizionamento dei relativi apparati di rivelazione, così come riportato
nelle schede 02.06.01 e 02.06.02.
SCHEDA 02.00.03
Rivelatori di gas convenzionali serie RGC
CARATTERISTICHE TECNICHE
Rilevazione:
RGC-COEL: Cella Elettrochimica
Altri:
Semiconduttore
Alimentazione:
SCHEDA 02.01.01
12 - 28Vdc
Ass. Riposo
RGC-COEL: 25 mA(12V) - 13 mA(24V)
Altri:
55 mA(12V) - 28 mA(24V)
Ass. Linea Riv.
Riposo:
Preall.:
Allarm:
Guasto:
40 µA
30 mA
60 mA
0 (apertura linea riv.)
Ritardo Preallarme:
programmabile da
0 a 240s.
Tempo di default 15s
Ritardo Allarme:
programmabile da
0 a 240s.
Tempo di default 15s
Test Preall./Allarm.:
SI
Ripristino:
Automatico
Durata Elemento Sensibile:
~ 5 anni
in funzione delle condizioni
d’inquinamento ambientale
Temp. Funzionamento:
0° a 45°C
Raccordo Tubo/Scatola:
ø 20mm
Grado di Protezione:
IP55
Categoria:
CAT 3
Dimensionii (HxLxP):
160 x 100 x 60 mm
Peso:
390 gr
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
I rivelatori di gas della serie RGC, utilizzati per la rivelazione di
sostanze conbustibili o tossiche, sono stati concepiti e sviluppati
per offrire caratteristiche professionali di sensibilità e stabilità.
Realizzati in modo da funzionare in combinazione con le linee di
rivelazione di tipo convenzionale ad assorbimento di corrente, questi rivelatori sono costituiti da un elemento di analisi ambientale o
a Semiconduttore o a Cella Elettrochimica, a seconda del tipo di
gas, ed una scheda a microprocessore per la gestione delle funzioni di misurazione ed attivazione degli allarmi.
Tale scheda elettronica è fissata all’interno di una custodia metallica IP55, a cui viene avvitata una testina in materiale sinterizzato
permeabile alle particelle di gas, al cui interno è alloggiato l’elemento sensibile.
La taratura e le soglie d’attivazione del rivelatore vengono impostate direttamente in fabbrica, per mezzo di apposite strumentazioni
e test con gas campione.
Le soglie, però, possono essere riprogrammate, tramite l’apposito
programmatore TLC.
Con lo stesso apparato è possibile programmare anche i tempi di
ritardo sull’attivazione del Preallarme e dell’Allarme.
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
RGC-MIC
Scheda d’interfaccia per Micro 1000
Questa scheda viene montata all’interno del rivelatore RGC tramite
connettori a pettine e consente l’interfacciamento alla centrale
Micro 1000.
Per mezzo della scheda RGC-MIC sarà possibile effettuare l’indirizzamento elettronico del rivelatore che potrà essere realizzato sul
posto o in ufficio tramite uno strumento di codifica dedicato.
L’interfaccia consente di codificare i rivelatori uno ad uno o per
zona, ed associarvi testi e formule matematiche per la creazione di
logiche d’intervento.
La scheda presenta due morsettiere, una per il collegamento dell’alimentazione del rivelatore, ed una per il collegamento del loop
della centrale Micro 1000.
RGC-OUT Scheda d’interfaccia per loop ESSER
Questa scheda viene montata all’interno del rivelatore RGC tramite
connettori a pettine e consente il collegamento dei rivelatori di gas
al loop di rivelazione ESSER.
La scheda presenta una morsettiera a cui collegare l’alimentazione
del rivelatore e la linea di segnalazione verso il trasponder ESSER
808613.
Il collegamento ai moduli di interfaccia può essere effettuato creando un’unica linea di Preallarme/Allarme, o fornendo le due segnalazioni su due linee separate.
RGC-RELE Scheda di uscita a 3 relè
Questa scheda viene montata all’interno del rivelatore RGC tramite
connettori a pettine e trasforma le segnalazioni del rivelatore in 3
relè liberi da potenziale.
La scheda presenta due morsettiere, una per il collegamento dell’alimentazione del rivelatore, ed una per il collegamento dei 3 relè
di Preallarme, Allarme e Guasto.
Ognuno dei 3 relè fornisce un contatto N.a. ed N.c.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Caratteristiche Relè:
SPDT 1 A 30Vdc
SCHEDA 02.01.02
Rivelatori di gas analogici serie RGA
CARATTERISTICHE TECNICHE
Rilevazione:
RGA-COEL: Cella Elettrochimica
Altri:
Semiconduttore
Alimentazione:
Ass. Riposo
SCHEDA 02.02.01
12 - 28Vdc
RGA-COEL: 25 mA(12V) - 13 mA(24V)
Altri:
55 mA(12V) - 28 mA(24V)
Ritardo Preallarme:
programmabile da
0 a 240s.
Tempo di default 15s
Ritardo Allarme:
programmabile da
0 a 240s.
Tempo di default 15s
Test Preall./Allarm.:
SI
Ripristino:
Automatico
Durata Elemento Sensibile:
~ 5 anni
in funzione delle condizioni
d’inquinamento ambientale
Temp. Funzionamento:
0° a 45°C
Raccordo Tubo/Scatola:
ø 20mm
Grado di Protezione:
IP55
Categoria:
CAT 3
Dimensioni (HxLxP):
160 x 100 x 60 mm
Peso:
390 gr
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
I rivelatori di gas della serie RGA, utilizzati per la rivelazione di
sostanze conbustibili o tossiche, sono stati concepiti e sviluppati
per offrire caratteristiche professionali di sensibilità, stabilità affidabilità.
Realizzati in modo che possano essere integrati all’interno di un
loop analogico di rivelazione di tutte le centrali appartenenti alla
famiglia CA, questi rivelatori sono costituiti da un elemento di analisi analisi ambientale o a Semiconduttore o a Cella Elettrochimica,
a seconda del tipo di gas, ed una scheda a microprocessore per la
gestione delle funzioni di misurazione ed attivazione degli allarmi.
La prima scheda si occupa della gestione delle funzioni di misurazione ed attivazione degli allarmi, la seconda, invece, si occupa dell’interfacciamento del rivelatore sulle linee di rivelazione e della trasmissione dei segnali d’allarme (Preallarme, Allarme e Guasto).
Questa scheda è inoltre provvista di un isolatore di linea che consente, in caso di guasto o di cortocircuito, di sezionare il loop di
rivelazione escludendo l’elemento guasto e garantendo la completa funzionalità delle due linee aperte che si sono venute a creare.
Tale scheda elettronica alloggiata all’interno di una custodia in alluminio pressofuso, a cui viene avvitata una testina in materiale sinterizzato permeabile alle particelle di gas, al cui interno è alloggiato l’elemento sensibile.
La taratura e le soglie d’attivazione del rivelatore vengono impostate direttamente in fabbrica, per mezzo di apposite strumentazioni
e test con gas campione.
Le soglie, però, possono essere riprogrammate, tramite l’apposito
programmatore TLC.
Con lo stesso apparato è possibile programmare anche i tempi di
ritardo sull’attivazione del Preallarme e dell’Allarme.
90064x
Testine di ricambio
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Testina di ricambio per rivelatori di gas RGC/RGA.
900640
900641
900642
900643
900644
900646
900647
900648
per
per
per
per
per
per
per
per
rivelatori
rivelatori
rivelatori
rivelatori
rivelatori
rivelatori
rivelatori
rivelatori
TLC
di
di
di
di
di
di
di
di
Metano ( RGx-CH4 )
Monossido di Carbonio ( RGx-CO )
Vapore di Benzina ( RGx-VB )
GPL/Propano ( RGx-GPL/C3H8 )
Acetilene ( RGx-C2H2 )
Idrogeno ( RGx-H2 )
Monossido di Carbonio ( RGx-COEL )
Refrigerante R134A ( RGx-R134A )
Strumento di verifica e configurazione rivelatori di gas
Strumento di programmazione per rivelatori di gas, tramite una
connessione a cavo sulla scheda elettronica del sensore, è possibile configurare una serie di parametri tra i quali i filtri ed i ritardi.
Consente inoltre, tramite una visualizzazione a barre, di individuare il livello di segnalazione del gas in rapporto alle soglie di allarme
con un aggiornamento di 10 secondi.
La gestione dei filtri sopracitati permette di impostare il ritardo
della segnalazione delle singole soglie fino a 240 secondi.
Quando è collegato lo strumento è alimentato direttamente dal
sensore, mentre se è scollegato da una serie di 4 batterie ricaricabili da 1.2V 2200 mA.
Lo strumento viene fornito di un alimentatore per la ricarica delle
stesse, o per l’alimentazione autonoma dello stesso.
Oltre a questo viene fornita anche una valigetta imbottita per il trasporto, i cavi di collegamento ed una custodia, provvista di tracolla, per facilitare l’utilizzo da parte degli operatori.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Alimentazione:
4 batterie ricaricabili da 1.2V 2200 mA
Autonoma con alimentatore proprietario.
Tensione di funzionamento:
4.3Vdc - 6.5Vdc
Assorbimento
a riposo 8.5 mA
con retroilluminazione attiva 48mA
Temperatura di funzionamento:
da 5°C a 40°C
Materiale:
Plastica
Dimensioni (HxLxP):
96 x 170 x 30 mm
Peso:
250 g
BIC-RG
Bicchierino per test rivelatore
Attrezzo necessario per eseguire il test di taratura dei rivelatori.
Viene collegato alla bombola di gas campione e permette di concentrare il gas sulla testina del rivelatore.
Grazie alla guarnizione presente all’interno del bicchierino si riescono ad evitare inutili dispersioni di gas, e di conseguenza una durata maggiore per delle bombole campione, inoltre non è necessario
impugnare il bicchierino con la mano, concedendo una maggiore
libertà di movimento al manutentore.
SCHEDA 02.03.01
Rivelatori di gas serie RGS
L’elettronica del rivelatore è fissata all’interno di un contenitore
antideflagrante EEx d con marcatura ATEX.
La parte sensibile è contenuta in una testina in acciaio con un disco
frontale in materiale sinterizzato permeabile alle particelle di gas.
La taratura e le soglie d’attivazione del rivelatore vengono impostate direttamente in fabbrica, per mezzo di apposite strumentazioni
e test con gas campione.
Le soglie, però, possono essere riprogrammate, tramite un apposito programmatore portatile (RGS-TAS).
Con lo stesso apparato è possibile programmare anche i tempi di
ritardo sull’attivazione del Preallarme e dell’Allarme.
Tramite specifiche schedine elettroniche da aggiungere alla scheda
a microprocessore, è possibili trasformare l’uscita 4-20mA in un
uscita ad assorbimento, o in tre uscite relè.
SCHEDA 02.04.01
CARATTERISTICHE TECNICHE
Rilevazione:
Pellistore
Certificato Testina:
ATEX CESI 01ATEX013U
Campo di misura:
0 - 100% L.I.E.
Risoluzione:
Out analogico 0,025 mA
Alimentazione:
12 - 24Vdc -20% +15%
Assorbimento a 12Vdc:
90 mA(medio)
130 mA(max)
Controllo a Microprocessore:
10 bit - Ris.Max.1024 punti
Uscita proporzionale:
default:
4-20 mA
ver. Twin: 0-10-20 mA
Temp.
5 minuti
< 2 minuti
Preriscaldamento:
Stabilizzazione:
Precisione e Ripetibilità:
±5% F.S. o 10% lettura
Temperatura-Pressione Funz.:
-10°/+60°C - 80/110 Kpa
Umidità relativa:
20-90% Rh / 40°C
Velocità dell’aria:
< 6 ms
Marcatura ATEX:
CE 722 Ex II 2G EEX d IIC T6
Norme di Riferimento:
EN50014, EN50018,
EN500021, EN61779
Certificato CE:
CESI 01 ATEX 053 (EEx-d)
Grado di Protezione:
IP65
Categoria:
CAT 2 per Zone 1 e 2
Dimensioni (HxLxP):
105 x 200 x 110 mm
Peso:
655 gr
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
I rivelatori della serie RGS sono utilizzati per effettuare rivelazioni
di gas, vapori o nebbie in aree classificate.
Tali rivelatori sono costituiti da un elemento di analisi ambientale a
Celle elettrochimiche o a Pellistore, gestito da una scheda a microprocessore che si occupa della misurazione e dell’attivazione degli
allarmi.
Il sensore a Pellistore viene utilizzato per la rivelazione di miscele
esplosive, conferendo al rivelatore RGS una precisione ed una sensibilità notevole.
La scheda elettronica a microprocessore, oltre al normale funzionamento di gestione analisi e segnalazione allarme, fornisce anche
sistemi di:
Autodiagnosi
per verificare il corretto funzionameto
dell’hardware, sensore compreso;
Inseguitore di Zero
per mantenere i parametri del sensore
indipendentemente a derive fisiche o
di temperatura;
Filtro Digitale
per correggere fenomeni transitori che
potrebbero provocare instabilità o
errori di lettura;
Ciclo d’Isteresi
per eliminare le continue commutazioni nell’intorno dei punti di soglia;
Watch-dog
per il controllo del microprocessore
stesso.
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
RGS-TAS
Tastiera di calibrazione portatile per rivelatori RGS
Questa tastiera viene utilizzata per effettuare la calibrazione e la
manutenzione dei rivelatori di gas serie RGS.
Tramite un cavo Flat la tastiera può essere collegata direttamente
alla scheda elettronica del rivelatore stesso, in modo che sia possibile tarare in campo i parametri del rivelatore quali: zero, span e
uscita 4-20 mA.
Per mezzo della tastiera RGS-TAS si possono correggere i valori di
Zero, Span e dell’uscita 4-20mA dei rivelatori di gas serie RGS,
qualora gli stessi siano in uno stato di guasto o allarme improprio
causato da condizioni ambientali (correzione dello Zero) oppure se
i rivelatori stessi necessitano di una modifica della risposta (sensibilità) al gas che devono rilevare (correzione dello Span).
Per la correzione del valore dell’uscita 4-20 mA, i rivelatori devono
essere già connessi alla propria centrale analogica.
Per poter eseguire le operazioni sopradescritte dovranno essere
verificate le seguenti condizioni:
1) L’impianto deve essere messo in sicurezza:
2) Il rivelatore di gas deve essere in aria pulita (assenza di gas e/o
altre sostanze interferenti) ed alimentato da almeno 8 ore.
3) Al termine dell’operazione deve essere eseguita una prova con
gas per verificare il regolare funzionamento del rivelatore.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Materiale:
Plastica
Connessione:
Flat-cable
Peso:
70 g
Dimensioni (HxLxP):
100 x 60 x 21 mm
RGS-KSW Software per taratura dei rivelatori RGS
Il kit è composto da un’interfaccia per PC, dal cavo di collegamento e da un software per la calibrazione.
Mediante l’ RGS-KSW sarà possibile eseguire le procedure della
RGS-TAS attraverso il PC, consentendo anche la visualizzazione
della concentrazione di gas misurata.
La sua funzione è infatti di trasformare la risposta del rivelatore al
quale l’interfaccia è collegata, in una visualizzazione grafica che
consente di analizzare il corretto funzionamento del rivelatore al
variare della concentrazione di gas.
Questo permette un analisi molto più approfondita del rivelatore
consentendo una manutenzione più accurata.
SCHEDA 02.04.02
RGS-IU
Scheda interfaccia per linee ad Assorbimento
RGS-3R
Scheda interfaccia a 3 Relè
Questa scheda viene montata all’interno del rivelatore RGS e viene
collegata ad esso tramite un connettore flat.
La scheda fornisce 3 contatti relè liberi da potenziale e configurabili tramite jumper che ripetano lo stato di Guasto e
Preallarme/Allarme.
La scheda presenta un’unica morsettiera per il collegamento ai
relè, per cui l’alimentazione deve essere invece collegata al rivelatore stesso.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Caratteristiche Relè:
RGS-CAP
SPDT 1 A 30Vdc
Bicchierino
Dispositivo necessario per eseguire il test di taratura dei rivelatori.
Realizzato in acciaio inox, viene collegato alla bombola di gas campione e permette di concentrare il gas sulla testina del rivelatore.
SCHEDA 02.04.03
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Questa scheda viene montata all’interno del rivelatore RGS e viene
collegata ad esso tramite un connettore flat.
La scheda consente, tramite la configurazione di due serie di
switch presenti sulla stessa, di interfacciare il rivelatore RGS a
diverse tipologie di centrali o apparati di rilevazione ed interfacce.
La scheda presenta un’unica morsettiera per il collegamento dell’alimentazione del rivelatore e della linea di rivelazione, che, a seconda del settaggio degli switch e dell’apparato a cui verrà collegata, varia di configurazione.
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
9006xx
Bombole monouso per test rivelatori
Queste bombole contengono una miscela di gas inerte e gas necessario al test ad un valore percentuale stabilito.
Vengono utilizzate per testare le soglie di allarme dei rivelatori di
gas in modo da assicurare il corretto funzionamento degli impianti
di rivelazione gas, e per effettuare la manutenzione dei rivelatori di
gas stessi.
Il contenuto di ogni bombola è sufficiente per testare 10-20 rivelatori di gas, detta quantità è comunque variabile a seconda di quanto gas venga utilizzato per effettuare il test.
Per effettuare correttamente il test devono essere previste anche
la valvola di emissione 900630 e i bicchierini specifici per la serie
del rivelatore, RGS-CAP per i rivelatori RGS o BIC-RG per gli RGA
ed RGC.
Utilizzando gli elementi sopra citati, si potrà regolare la quantità di
gas campione immesso direttamente sulla testina del rivelatore, in
modo da poterne controllare il funzionamento e il corrispondente
livello di taratura.
Per questa ragione ogni bombola contiene una quantità di gas
prestabilito e sufficiente a indurre la segnalazione di preallarme o
allarme nei rivelatori stessi.
Le tipologie di bombole disponibili sono:
CARATTERISTICHE TECNICHE
cod.
900619
900620
900621
900622
900623
900624
900625
900626
900627
900628
900629
900631
900632
Gas
Percentuale
Propano/GPL (GPL/C3H8)
Propano/GPL (GPL/C3H8)
Metano (CH4)
Metano (CH4)
Idrogeno (H2)
Idrogeno (H2)
Acetilene (C2H2)
Acetilene (C2H2)
Monossido Carbonio (CO)
Monossido Carbonio (CO)
Ossigeno (O2)
Isobutano (VB)
Isobutano (VB)
900630
al 20% del
al 40% del
al 20% del
al 40% del
al 20% del
al 40% del
al 20% del
al 40% del
a 150ppm
a 250ppm
al 27%
al 20% del
al 40% del
L.I.E.
L.I.E.
L.I.E.
L.I.E.
L.I.E.
L.I.E.
L.I.E.
L.I.E.
Pressione:
1200 KPa
Contenuto:
12 litri
Stabilità:
36 mesi
Accuratezza gas:
±2% relativo
Certificato:
UN 2037
Dimensioni (ØxH):
74 x 285 mm
Peso:
185 gr
L.I.E.
L.I.E.
Valvola per bombole monouso
Questa valvola viene montata sulle bombole 9006xx per consentire
un’emissione controllata del gas campione presente nelle bombole
stesse.
La valvola è di tipo a spillo, compatibile con entrambi i bicchierini
delle serie di rivelatori, con aggancio filettato e provvista di
portagomma.
Gestisce fino ad una pressione di 12 bar, non è
dotata di riduttore di pressione, ma è in grado di gestire, tramite
volantino della valvola, il flusso di erogazione.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Materiale:
Ottone
Peso:
85 g
SCHEDA 02.05.01
Modalità d’installazione
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
SCHEDA 02.06.01
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Modalità d’installazione
SCHEDA 02.06.02
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Centrali di rivelazione gas
Un impianto di rivelazione gas, oltre ad essere realizzato da rivelatori provvisti di determinate caratteristiche e specifiche, richiede un
controllo remoto efficace e sicuro, costituito da una centrale in
grado di ricevere, elaborare e rispondere tempestivamente alle
segnalazioni dei rivelatori.
Le centrali di rivelazione gas devono essere costruite in modo da
poter ricevere la segnalazione dei rivelatori, identificare il punto
dell’impianto dove è avvenuto l’allarme, e riuscire ad attivare tempestivamente tutte le procedure (evacuazione, attivazione ventilazione, blocco gas, ecc… ) necessarie a salvaguardare il personale
da possibili esplosioni o intossicazioni.
Per tale motivo la centrale di rivelazione gas deve essere in grado
di gestire gli allarmi discriminando le tipologie di segnalazione
provenienti dal rivelatore, e nel frattempo monitorarne il funzionamento riportando eventuali guasti dello stesso.
La centrale deve essere in grado di gestire, oltre al guasto e l’allarme dei rivelatori, anche lo stato di preallarme, stato di segnalazione indispensabile per attivare le logiche necessarie a prevenire il sopraggiungere di pericolose concentrazioni di gas.
La gestione di queste segnalazioni acquisite dalla centrale è affidata a microprocessori in grado di elaborarle secondo le logiche che
dovranno essere programmate in base alle necessità reali dell’impianto, sfruttando blocchi logici, programmazioni orarie, temporizzazioni, ecc...
Le centrali di rivelazione gas devono essere facilmente gestibili
dagli operatori predisposti a tale scopo, e quindi devono essere
installate in luoghi facilmente raggiungibili ma al contempo protetti da eventuali pericoli (incendio, manomissioni, atmosfere corrosive o inquinanti, ecc…).
Per questo motivo le centrali di rivelazione gas possono essere
provviste di pannelli di gestione remota che possano consentire
agli operatori di ricevere le segnalazioni provenienti dalla centrale
e attivare le operazioni di sicurezza attraverso i pannelli dislocabili
in tutto l’impianto.
Per rendere più efficace la sicurezza dell’impianto di rivelazione
gas, deve essere possibile integrarlo con impianti di rivelazione
incendio o con eventuali sistemi di supervisione.
Per tale motivo le centrali di rivelazione gas devono essere in grado
di fornire una serie di uscite ed ingressi interfacciabili con altri sistemi e/o protocolli di comunicazione standard.
La fondamentale attività di questi sistemi, richiede che, secondo la
UNI 10752, essi debbano rimanere attivi anche in condizioni particolarmente difficili, e che quindi, posseggano un’alimentazione
ausiliaria in grado di mantenere attivi, la centrale, i rivelatori, e gli
apparati di segnalazione, per almeno 12 ore in condizione di regolare funzionamento, e almeno 30 minuti dall’attivazione di uno o
più allarmi.
Anche i cavi di collegamento degli apparati richiedono, sempre secondo UNI 10752, caratteristiche specifiche che rispondano alla
CEI 20-36, e non devono superare il valore di 25 nF, equivalenti
all’incirca a 200 m di cavo schermato, a due o tre conduttori, di
sezione da 0,5 mm² a 1,5 mm².
Modelli ed Accessori
- 90053x Centrali di rivelazione gas
Centrale MICRO 1000 per la gestione di un
impainto di rivelazione gas.
900538
Centrale di rivelazione gas dalla capacità di 12 moduli.
900539
Centrale di rivelazione gas dalla capacità di 17 moduli.
900562
Centrale di rivelazione gas in versione
rack 19”.
- 900554
Modulo analogico a 2 loop da 126 indirizzi.
- 900543
Modulo da 8 zone ad indirizzamento complessivo.
- 900545
Modulo a 8 uscite relè.
- 900554
Modulo a 8 relè più 8 uscite open collector.
- 900547
Modulo convertitore SPI-RS485.
- 900548
Modulo convertitore RS485-SCI
- 900546
Pannello di ripetizione esterno
- 900504
Scheda d’interfaccia a 2 uscite relè
- 902428
Alimentatore 24Vdc 2A
- 902428
Alimentatore 24Vdc 4A
SCHEDA 03.00.00
900538 o 900539
Centrale di rivelazione gas Micro 1000
CARATTERISTICHE TECNICHE
Alimentaz. primaria:
230Vac 50 Hz
Alimentaz. secondaria:
27,5Vdc
2 A (1 A per il campo)
Batterie:
max 2 da 12Vdc 17 Ah
Tipo di rilevatore:
Gas
Tipi di rilevazione:
Collettiva
Analogica indirizzata
N° loop:
max 6
N° di indirizzi:
max 378
Linee loop:
a 2 fili + alimentazione
N° zone collettive:
max 248
Linee zone collettive:
a 3 fili
N° bus remoti:
max 8
Linee bus remoti:
a 2 fili + alimentazione
Pannello LCD retroilluminato:
16 x 2 caratteri
Pannello LCD remoti:
max 5
Segnalazioni:
Preallarme - Allarme
Guasto - Testi vari
Uscite Relé:
2 generali + 1 ausiliario
Portata scambio libero:
1 da 5 A 30V
Uscite programmabili:
max 64
Uscite di ripetizione zona:
248 Elettroniche a 0,3A
Relé con aggiunta schede
Uscite di telecomando:
max 32
Porte seriali:
2 (RS232-485)
Buffer memoria:
FIFO 800 eventi
Abilitazione comandi:
4 livelli
Carpenteria:
Metallica
Verniciatura:
A polveri epossidiche
Grado di protezione:
IP 40
Dimensioni (HxLxP) 900538: 335 x 445 x 225
900539: 500 x 650 x 255
Modello da rack 19”:
SCHEDA 03.01.01
900562
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
La centrale Micro 1000 è una centrale di rivelazione gas con tecnologia a
microprocessore, la modularità della sua gestione la rende flessibile nella
gestione e nella programmazione. Costruita secondo le normative EN542/4, è in grado di gestire sia rivelatori di gas, sia convenzionali, sia rivelatori indirizzati, e contatti tecnologici con una struttura a loop o a linea
aperta. Può gestire fino a 378 indirizzi su 6 loop analogici attraverso l’uso
di massimo 3 moduli 900554, o 248 zone collettive, attraverso l’uso di
massimo 31 moduli concentratori 900543 locali o remoti collegati su massimo 8 bus RS-485. La flessibilità di gestione della centrale permette
anche la realizzazione di un sistema misto, gestendo contemporaneamente moduli a loop o moduli a zone collettive (max. di 128 zone collettive e 126 sensori indirizzati su 2 loop, o 8 zone collettive e 252 sensori
indirizzati su 4 loop). La gestione della centrale consente di configurare
ognuno dei 378 indirizzi, o delle 248 zone collettive, per segnalazioni di
presenza gas in modalità Istantanea, Ritardata, Con soglia di preallarme, Con due soglie di preallarme.
Gestisce inoltre, sempre per
ogni singola zona, segnalazioni di Preallarme ( anche su due soglie),
Allarme, Guasto ( per condizioni di taglio linea, corto circuito, rimozione
sensore ), Blocco e Tacitazione. La centrale è equipaggiata di un frontale
provvisto di display alfanumerico retro illuminato con tastiera ed un sinottico a 96 Led per la visualizzazione di 32 zone. Tramite questo frontale è
possibile effettuare la programmazione della centrale o fornire comandi
alla centrale e all’impianto stesso, per tale motivo l’attività del pannello
può essere protetta tramite una chiave meccanica o un codice personalizzabile. Tutte le segnalazioni fornite dal pannello in questione sono personalizzabili durante la programmazione della centrale stessa, in modo da
consentire la realizzazione di un sistema di rapida individuazione del luogo
da cui proviene la segnalazione.
Un programmatore orario permette
anche la configurazione oraria di tutto il sistema sia a livello settimanale,
sia a livello annuale, consentendo anche la gestione delle festività, ferie ed
adeguamento automatico del passaggio da ora legale e ad ora solare, e
viceversa. La gestione può essere realizzata su 8 fasce orarie con 12 programmazioni giornaliere diverse impostate per ogni giorno della settimana, consentendo anche l’associazione delle fasce orarie alle uscite programmabili della centrale attraverso dei blocchi funzionali. La centrale è
provvista anche di porte di comunicazione per l’interfacciamento ad apparati esterni quali pannelli remoti per la gestione (900546) o al PC di
supervisione per l’interfacciamento con altri sistemi di sicurezza dell’impianto. La configurazione della centrale può essere eseguita tramite
frontale o tramite un software di configurazione fornito insieme alla centrale stessa, tramite questo software è possibile gestire la configurazione
completa della centrale e la personalizzazione dei testi degli allarmi.
La centrale, nella configurazione base, fornisce:
- Uscita di ALLARME generale 1 SPDT da 5A ed un positivo a mancare
max 5A
- Uscita di ALLARME generale monitorata 27,5Vdc max 1A (resistenza
da 4,7Kohm)
- Uscita di GUASTO generale su relè normalmente eccitato a 1 scambio da 1A
- Uscita AUSILIARIA CONFIGURABILE su relè a scambio da 7A.
- 6 Uscite open collector da 0.3A configurabili anche come 2 uscite e
4 ingressi liberamente programmabili.
- Fino a 64 uscite programmabili su moduli concentratori a 8 relè.
- Le uscite programmabili possono essere associate a logiche di
AND/OR definite dall’utente tramite blocchi funzionali programmabili (max 80).
- Ogni blocco logico funzionale può essere definito come tipo
(AND/OR o AND a soglia e/o temporizzato)
- 32 uscite di telecomando gestite su moduli concentratori a 8 relè,
locali o remoti. Le uscite di telecomando possono essere attivate/disattivate da una postazione remota tramite personal computer di supervisione.
- Uscita seriale clock/data per il collegamento di eventuali pannelli
remoti (max 200m, max 5 pannelli). La linea clock/data può inoltre
gestisce eventuali pannelli sinottici.
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Micro 1000 - Architettura centrale
La centrale MICRO 1000 (mod. 900538 e 900539) è costituita dalla scheda CPU 1000-A, la scheda I/O 1000-B, e dal frontale, a sua volta
costituito dal sinottico 32 Led 1000-2L e dal display 1000-P, ed è equipaggiata da un alimentatore 24Vdc 2A e relativa carpenteria.
La struttura consente un massimo di:
- 378 rivelatori singolarmente indirizzati, suddivisi su di un massimo di 3 schede loop 900542.
mo di 2 loop analogici per un complessivo di 126 indirizzi per scheda.
Ogni scheda supporta un massi
- 248 zone collettive su concentratori ad 8 ingressi 900543 sia in modalità interna che esterna.
La centrale consente anche un’architettura mista tra zone collettive e loop indirizzati.
La centrale fornisce un numero massimo di 64 uscite relè liberamente programmabili con contatto configurabile su N.a. o N.c. attraverso l’uso
di concentratori 900544, in locale o in remoto.
* I cavi di alimentazione devono essere dimensionati in relazione alle reali distanze e ai carichi presenti.
SCHEDA 03.01.02
900554
Modulo analogico a 2 loop da 126 indirizzi complessivi
CARATTERISTICHE TECNICHE
Moduli per centrale:
max 3
Connessione:
Flat-cable
Loop gestiti:
2 analogici
Indirizzi gestiti:
tot. 126 (su 2 loop)
Tipo linea:
2 fili + alimentazione
Lunghezza loop:
1000 m
Rami consentiti:
SI
Corrente erogata:
max 150 mA
Assorbimento:
30 mA
Montaggio:
su barra DIN
Dimensioni (HxLxP):
90 x 110 x 30 mm
Peso:
200 g
900543
Modulo a 8 zone ad indirizzamento complessivo
Questo modulo funge da concentratore ad 8 zone collettive per la
rilevazione gas.
Può essere utilizzato all’interno della centrale o su BUS remoto
RS485 (connessione bus tramite i moduli convertitori 900548).
Ogni zona può controllare più rilevatori di gas serie RGC con gestione del doppio consenso, del guasto sensore, di corto circuito e
taglio linea (è consigliato installare un solo rilevatore per ogni singola zona).
Il modulo mette a disposizione anche 8 uscite Open Collector per
la ripetizione dell’allarme di ogni singola zona.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Moduli per centrale:
max 31
Connessione:
Flat-cable
Linee collettive:
8
Tipologia zona:
doppio consenso
Uscite elettroniche:
(0,3 A) 8
Assorbimento:
65 mA
Montaggio:
su barra DIN
Dimensioni (HxLxP):
90 x 110 x 30 mm
Peso:
200 g
SCHEDA 03.02.01
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Questo modulo analogico è in grado di gestire 126 indirizzi suddivisi su 2 linee loop.
La centrale Micro 1000 può gestire un massimo di 3 moduli
900554, per un massimo di 378 indirizzi per il controllo di rilevatori
di gas serie RGC (equipaggiati di scheda analogica RGC-MIC), oltre
ad eventuali pulsanti di allarme manuale e apparati di acquisizione
e comando.
Tramite questo modulo la centrale sarà in grado, per ogni rilevatore di gas, di visualizzare la lettura proporzionale del gas in aria,
ed identificare singolarmente le segnalazioni di Preallarme, Allarme
e Guasto.
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
900545
Modulo a 8 uscite relè
Questo modulo funge da interfaccia per tramutare le uscite Open
Collector dello stato di zona, in 8 uscite relè con scambio a semplice associazione, trasformando così le uscite elettroniche in contatti puliti.
Infatti, associando questo modulo ai concentratori a 8 zone collettive 900543, si otterranno 8 contatti puliti configurati per ripetere
lo stato delle singole zone.
Associando invece questo modulo ai moduli 900544 o alle 6 uscite
elettroniche presenti sulla scheda madre di centrale, i relè di ripetizione stato diventeranno relè liberamente programmabili.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Moduli per centrale:
Indefinito
Connessione:
Flat-cable
Relè a bordo:
8 (semplice ripetizione)
Caratteristiche relè:
NA o NC 2A 30Vdc
Assorbimento base:
0 mA
Assorbimento relè attivo:
20 mA
Montaggio:
su barra DIN
Dimensioni (HxLxP):
95 x 110 x 30 mm
Peso:
200 g
900544
Modulo a 8 uscite relè più 8 uscite open collector
Questo modulo funge da concentratore ad 8 relè, e fornisce alla
centrale Micro 1000 8 contatti in scambio liberamente programmabili.
Può essere utilizzato all’interno della centrale o su BUS remoto
RS485 (connessione bus tramite i moduli convertitori 900548).
Può fungere da modulo master associandolo al modulo 900545,
in questo modo potrà programmare e controllare, gli 8 relè a scambio del modulo 900545 attraverso le 8 uscite open collector di cui
è equipaggiato.
La centrale Micro 1000 gestirà il modulo tramite l’indirizzamento
del concentratore, indirizzo settabile tramite Dip-Switch.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Moduli per centrale:
8 (relè program.)
4 (relè telecomando)
31 (ripetizioni zona)
Connessione:
Flat-cable
Relè a bordo:
8 (programmabili)
Caratteristiche relè:
NA o NC 2 A 30Vdc
Uscite elettroniche:
8 (programmabili)
Caratteristiche uscite:
max. 300 mA
Assorbimento base:
10 mA
Assorbimento relè attivo:
20 mA
Montaggio:
su barra DIN
Dimensioni (HxLxP):
95 x 110 x 30 mm
Peso:
200 g
SCHEDA 03.02.02
900547
Modulo SPI-RS485
CARATTERISTICHE TECNICHE
Moduli per centrale:
max 4
Connessione:
Flat-cable
Bus Rs485 gestiti:
2 ad anello
Tipo linea:
2 fili + alimentazione
Lunghezza bus:
1000 m
Assorbimento:
85 mA
Montaggio:
su barra DIN
Dimensioni (HxLxP):
90 x 110 x 30 mm
Peso:
200 g
900548
Modulo RS485-SCI
Questo modulo convertitore viene collegato ad un BUS RS485 ad
anello, generato e gestito da un modulo 900547, per riconvertire
il segnale in BUS SPI locale a cui connettere i concentratori ad 8
ingressi 900543 e/o ad 8 uscite 900544.
Ogni modulo 900548 può gestire fino a 10 concentratori, tramite
una connessione a flat-cable.
La centrale Micro 1000 è in grado di gestire massimo 31 concentratori ad 8 ingressi e massimo 8 concentratori ad 8 uscite relè.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Moduli per bus:
max 10
Connessione Bus:
RS485
Concentratori gestiti:
max 10
Connessione concentratori:
Flat-cable
Assorbimento:
60 mA
Montaggio:
su barra DIN
Dimensioni (HxLxP):
90 x 110 x 30 mm
Peso:
200 g
SCHEDA 03.02.03
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Questo modulo convertitore ha la funzione di gestiore fino a 2 BUS
RS485 remoti con struttura ad anello della lunghezza massima di
1km.
La centrale Micro 1000 è in grado di gestire fino a 4 moduli
900547 per un totale massimo di 8 bus ad anello.
Ognuno di questi è in grado di gestire fino a 10 moduli 900548,
necessari per la connessione in remoto dei concentratori ad 8
ingressi 900543 e ad 8 uscite 900544.
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
900546
Pannello di ripetizione remoto
Questo pannello LCD funge da controllo ausiliario locale o remoto
per la centrale Micro 1000.
Consente la visualizzazione, su display retroilluminato a 2x16 caratteri, di tutti i messaggi provenienti dalla centrale e di eseguire,
tramite tastiera operativa, tutti i principali comandi di acquisizione,
blocco e reset.
Possono essere collegati massimo 5 pannelli per centrale, su una
linea seriale da 200 m di lunghezza massima, uno dei quali potrà
essere utilizzato per controllare una stampante di eventi.
Le principali sengnalazioni di allarme/guasti sono date da una serie
di led inseriti sul frontale del pannello.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Pannelli per centrale:
max 5
Connessione seriale:
4 fili + aliment.
Distanza:
max. 200 m
Display retroilluminato:
2 x 16 caratteri
Tastiera di comando:
Operativa
Segnalaz. principali:
a Led
Gestione stampanti:
max 1 (per centrale)
Assorbimento:
max. 100 mA
Vel. di comunicazione:
Connessione:
Custodia:
Dimensioni (HxLxP):
Peso:
4800 baud
clock/dati
Plastica
96 x 170 x 30 mm
250 g
900504
Scheda d’interfaccia a 2 uscite relè
Questa scheda ha la funzione di trasformare le uscite elettroniche
ausiliarie in 2 uscite relè a scambio pulito tramite semplice associazione.
La scheda, alimentata a 24Vdc, accetta, tramite opportuno settaggio dei ponticelli montati a bordo, segnali di comando sia negativi
che positivi.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Relè a bordo:
2
Caratteristiche relè:
SPDT 2 A 30Vdc
Assorbimento relè:
30 mA
Dimensioni (HxLxP):
93 x 35 x 20 mm
Peso:
45 g
SCHEDA 03.02.04
902428
Alimentatore 24Vdc 2 A per Micro 1000
902429
Tensione Nominale:
27,5Vdc
Corrente Max:
2A
Corrente Lim.:
2,5 A
Batterie:
2 batterie in serie da
12Vdc max 15 Ah
Corr. Ric. Batterie:
max 1,5 A
Regolazione:
Lineare
Conforme:
EN 54-4
Dimensioni (HxLxP):
105 x 172 x 75 mm
Peso:
1850 g
Alimentatore 24Vdc 4 A per Micro 1000
Questo alimentatore fornisce una tensione in uscita di 24Vdc ed
un’amperaggio massimo di 4 A.
Costruito su un’unità dissipatrice in alluminio, prevede montati a
bordo due fusibili di protezione, uno sull’ingresso 230V da 1 A 250V
ritardato, ed uno di protezione sulle batterie, da 10 A 250V ritardato, entrambi di tipo 5x20.
La morsettiera montata a bordo permette il cablaggio di un’uscita
per carichi esterni ed un’uscita di Presenza Rete.
Prevede un ingresso batteria, con cavi già cablati, per il collegamento di due batterie tampone a 12Vdc con amperaggio massimo
di 40 Ah, ed un ingresso di test per le stesse.
Inoltre monta a bordo un led di segnalazione presenza rete (Led
Verde) e fornisce un’uscita relè per la segnalazione del gusto dell’alimentatore.
Tale uscita viene attivata in caso di mancata erogazione della tensione.
SCHEDA 03.03.01
CARATTERISTICHE TECNICHE
CARATTERISTICHE TECNICHE
Tensione Nominale:
27,5Vdc
Corrente Max:
4A
Corrente Lim.:
4,5 A
Batterie:
2 batterie in serie da
12Vdc max 40 Ah
Corr. Ric. Batterie:
max 2,5 A
Regolazione:
Lineare
Conforme:
EN 54-4
Dimensioni (HxLxP):
125 x 195 x 85 mm
Peso:
2080 g
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Questo alimentatore fornisce una tensione in uscita di 24Vdc ed
un’amperaggio massimo di 2 A.
Costruito su un’unità dissipatrice in alluminio, prevede montati a
bordo due fusibili di protezione, uno sull’ingresso 230V da 1 A 250V
ritardato, ed uno di protezione sulle batterie, da 10 A 250V ritardato, entrambi di tipo 5x20.
La morsettiera montata a bordo permette il cablaggio di un’uscita
per carichi esterni ed un’uscita di Presenza Rete.
Prevede un ingresso batteria, con cavi già cablati, per il collegamento di due batterie tampone a 12Vdc con amperaggio massimo
di 15 Ah, ed un ingresso di test per le stesse.
Inoltre monta a bordo un led di segnalazione presenza rete (Led
Verde) e fornisce un’uscita relè per la segnalazione del gusto dell’alimentatore.
Tale uscita viene attivata in caso di mancata erogazione della tensione.
I dati e le caratteristiche tecniche riportate nella presente scheda sono suscettibili di variazione in relazione allo sviluppo tecnologico dei prodotti e non costituiscono vincolo contrattuale.
Indice Analitico
900504
03.02.04
RGA-C2H2
02.02.01
900543
03.02.01
RGA-C3H8
02.02.01
900544
03.02.02
RGA-CH4
02.02.01
900545
03.02.02
RGA-COEL
02.02.01
900546
03.02.04
RGA-GPL
02.02.01
900547
03.02.03
RGA-H2
02.02.01
900548
03.02.03
RGA-R134A
02.02.01
900538
03.01.01
RGA-VB
02.02.01
900539
03.01.01
900554
03.02.01
RG-BIC
02.03.01
900619
02.05.01
RGC-C2H2
02.01.01
900620
02.05.01
RGC-C3H8
02.01.01
900621
02.05.01
RGC-CH4
02.01.01
900622
02.05.01
RGC-COEL
02.01.01
900623
02.05.01
RGC-GPL
02.01.01
900624
02.05.01
RGC-H2
02.01.01
900625
02.05.01
RGC-MIC
02.01.02
900626
02.05.01
RGC-OUT
02.01.02
900627
02.05.01
RGC-R134A
02.01.01
900628
02.05.01
RGC-RELE
02.01.02
900629
02.05.01
RGC-VB
02.01.01
900630
02.05.01
900631
02.05.01
RGS-101
02.04.01
900632
02.05.01
RGS-102
02.04.01
RGS-103
02.04.01
900640
02.03.01
RGS-104
02.04.01
900641
02.03.01
RGS-105
02.04.01
900642
02.03.01
RGS-107
02.04.01
900643
02.03.01
RGS-3R
02.04.03
900644
02.03.01
RGS-CAP
02.04.03
900646
02.03.01
RGS-IU
02.04.03
900647
02.03.01
RGS-KSW
02.04.02
RGS-TAS
02.04.02
TLC
02.03.01
902428
03.03.01
902429
03.03.01
INDICE 02
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Rivelazione GAS__26_06_10_Rivelazione GAS