LE BATTERIE Le batterie e gli accumulatori sono una sorgente essenziale di energia nella nostra società, usata in una enorme varietà di prodotti e applicazioni per un largo numero di consumatori ed operatori. Le batterie possono essere distinte in base agli usi, alle tecnologie e ad alcune proprietà, quali la ricaricabilità o la dimensione. Generalmente il mercato delle batterie e degli accumulatori si suddivide in 2 grandi gruppi: • Il settore portatile, in cui le batterie solitamente pesano meno di 1 kg; • Il settore automotoristico, in cui le batterie solitamente pesano più di 1 kg. Vi sono 3 principali tipi di batterie ed accumulatori portatili: • Quelle di uso comune non ricaricabili (per lo più Zn – C e alcaline al Mn); • Quelle a “bottone” (per lo più Zn – aria, ossido di Ag, ossido di Mn e Li) che pure non sono ricaricabili; • Quelle ricaricabili, (per lo più Ni-Cd, Ni Mh, Li – ione e al Pb) Nel 2002 sono state vendute nell’Unione Europea dei 15 paesi 158.270 tonnellate di batterie ed accumulatori. Quelle portatili e non ricaricabili rappresentano la percentuale maggiore del mercato delle batterie portatili (circa il 72%), mentre le ricaricabili ammontano al 28% del mercato. Le batterie per auto (Pb – acido) vendute nella UE dei 15 paesi nel 2001 sono state circa 58 milioni di pezzi, corrispondenti ad un peso di circa 870.000 tonnellate. Le batterie e gli accumulatori per applicazioni industriali vendute nel 2002 ammontano a 189.490 tonnellate. La maggior parte sono costituite da batterie al Pb, solo il 2% sono al Ni – Cd, impiegate in applicazioni del campo dei trasporti aeronavali. Considerazioni ambientali Ogni anno sul mercato della Comunità Europea sono immesse circa 800.000 tonnellate di batterie d’auto, 190.000 tonnellate di batterie industriali e 160.000 tonnellate di batterie portatili. Batterie ed accumulatori non porgono particolari problemi quando sono in fase di utilizzo o quando sono tenute in casa. Quando però finisce il loro utilizzo, questi oggetti diventano rifiuti e come tali possono generare problemi di carattere ambientale in ragione dei materiali pericolosi usati nella costruzione delle batterie. I rischi connessi allo smaltimento delle batterie esauste sono dovuti alla diffusione nell’ambiente di tali materiali pericolosi, sia attraverso l’incenerimento (emissioni in atmosfera e ceneri residue degli inceneritori) sia attraverso il deposito in discarica. La storia Oggi è molto facile usare questa corrente elettrica spesso racchiusa in piccoli oggetti senza pensare che la sua nascita ha richiesto anni di studio e racchiude in se le leggi fondamentali dell’elettrochimica. Infatti la “pila” fu inventata nel 1799 da Alessandro Volta all’età di 54 anni, e con essa fu possibile, per la prima volta, avere a disposizione una vera corrente elettrica fluente in modo continuo in un circuito; si aprì così la strada a quelle esperienze d'elettrologia che dovevano portare così copiosi e importanti frutti. Le famose esperienze di Volta prendono le mosse da altre eseguite dall'anatomista Galvani. Volta attribuì la forza elettromotrice (f.e.m.) presente nelle esperienze al contatto fra due metalli diversi e provò che la f.e.m. è diversa secondo i metalli e la temperatura del giunto fra di essi, mentre non dipende dalle dimensioni del contatto. In questo campo le prime esperienze furono fatte da Volta con l'elettroscopio condensatore, un elettroscopio a foglie d'oro in cui la solita pallina superiore era sostituita da un disco con la superficie superiore verniciata, al di sopra del quale si ap- poggiava un altro disco isolante. Il pregio di una disposizione del genere è quello di mettere in evidenza cariche elettriche piccolissime quando, caricato l'elettroscopio, si sollevi il disco superiore e quindi si riduca la capacità presentata dai due dischi affacciati. Le esperienze venivano eseguite caricando con l'elettroscopio mediante una piccola lamina fatta saldando insieme un pezzo di zinco e uno di rame. La pila verrà poi perfezionata dal fisico francese Antoine Bequerel (1788-1878). Di Volta si ricorda anche l'elettroforo e la "pistola", che metteva in evidenza la violenta combinazione chimica che avviene fra opportuni gas (come l'idrogeno e l'ossigeno in giuste proporzioni) sotto l'azione di una scintilla, in questo caso elettrica. Da lui prende il nome l’unità di misura della tensione nel sistema internazionale Volt (V). Batterie al litio-ione Le batterie al litio, messe in commercio agli inizi degli anni Novanta, hanno densità energetica, numero di cicli di caricascarica e prestazioni in scarica molto maggiori rispetto a quelle possedute dalle sorgenti energetiche precedentemente descritte, ma sfortunatamente anche costi molto più elevati. Queste batterie quando vengono costruite sono completamente scariche; è necessario quindi imporre dall'esterno un potenziale adeguato per trasferire litio da un comparto (LiCoO2) all'altro (grafite) prima di poter utilizzare la fonte energetica. Questi dispositivi possono facilmente perdere le loro caratteristiche quando sia il potenziale di scarica sia quello di carica non viene attentamente controllato. Questo tipo di batterie possono utilizzare due differenti famiglie di elettroliti. La prima costituita da soluzioni non acquose di solventi a elevata costante dielettrica (carbonato di propilene, carbonato di etilene, dimetilsolfossido ecc.) nei quali vengono disciolti sali di litio (LiPF6, LiBF4, LiClO4 e LiAsF6) e successivamente aggiunti altri composti organici (tetraidrofurano, dietilcarbonato ecc.) per avere basse viscosità e incrementare la conducibilità ionica delle soluzioni. La seconda costituita da polimeri litio conduttori ottenuti immobilizzando soluzioni di sali di litio in opportune matrici polimeriche gelificate. Come sono fatte le batterie ricaricabili L’evoluzione tecnologica portò a creare pile di dimensioni sempre più piccole e ricaricabili grazie alle caratteristiche chimiche di alcuni metalli. Esistono batterie primarie e secondarie. Sono fonti energetiche primarie quelle che una volta utilizzate non possono essere più ricaricate, mentre sono definite fonti energetiche secondarie quelle che possono essere ricaricate. A queste ultime appartengono le batterie NiMH (nichel-idruri) e quelle al litio. Batterie NiMH Le batterie NiMH sono un'evoluzione di quelle nichel-cadmio (Ni-Cd) e rispetto a queste ultime presentano il vantaggio di avere maggiore densità energetica (Wh/kg o Wh/dm3), circa il 30-40% in più, e di aver eliminato gli inconvenienti dovuti all'uso di metalli pesanti. Le diverse tipologie di batterie ricaricabili TIPOLOGIA CELLA Ni-Cd Ni-MH Li-ion Polimeri di Litio Densità energetica (Wh/Kg) 50 75 100 175 Ciclo vitale (n° cariche/scariche) 1500 500 300-700 600 Tempo di carica veloce 1-1/2h 2-3h 3-6h 8-15h Autoscarica (%/giorno) 1% 3-10% 1-2% molto bassa Voltaggio nominale cella 1.25V 1.25V 3.6V 2.7V Corrente di scarica molto alta media alta bassa Giorni per le massime prestazioni 30 90 N/D N/D Costo basso medio molto alto alto Disponibilità tecnica del prodotto 1970 1985 1995 2000 Tutto questo è racchiuso in involucri di ferro feltro e plastica per salvaguardare la batteria da urti e da possibile interferenze con l’esterno. Le percentuali in peso di una singola batteria (valori medi) PRODOTTO Peso % Plastica mista 20 Parti metalliche 40 Feltro Idruri metallici Carbone Ossidi di nichel 3 20 7 10 L’utilizzo e la corretta gestione Il forte incremento di batterie ricaricabili nel circuito dei rifiuti sono strettamente riconducibili all’avvento dei cellulari il cui trend di crescita negli ultimi anni è in fortissimo aumento. Solo negli Stati Uniti si è passati da 128 milioni di cellulari nel 2001 a 150 milioni nel 2002; più di 260 milioni i cellulari in circolazione in Europa nel 2002. La risposta è la raccolta differenziata Questa è la stessa domanda che si è fatta Tred Carpi, società costituita da AIMAG S.p.a. e REFRI S.r.l. specializzata nel recupero e trattamento dei R.A.E.E. (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Tred Carpi con la collaborazione della Provincia di Modena ed il Comune Carpi ha predisposto un sistema di informazione, di raccolta e di trattamento delle batterie di telefoni cellulari e di elettroutensili chiamato reENERGY. Il sistema reENERGY proposto da Tred Carpi si basa su una rete di contenitori selettivi per la raccolta delle batterie di telefoni cellulari e di elettroutensili, che vengono collocati presso i punti vendita della grande distribuzione nonché presso le isole ecologiche. Questo rifiuto particolare, raccolto in modo differenziato, non andrà a mescolarsi con il rifiuto urbano ma seguirà la via del trattamento e del recupero presso l’impianto Tred Carpi. Contenitori selettivi per la raccolta differenziata delle batterie di telefoni cellulari ed elettroutensili. Il numero delle batterie ricaricabili dismesse di telefoni cellulari è in costante aumento. Se si considera che la vita media di un cellulare è di 18 mesi e che le nuove tecnologie (quali la trasmissione di immagini, filmati, collegamenti ad internet) stanno trasformando il cellulare in un vero e proprio terminale multimediale sempre più utilizzato, si prevede che nei prossimi anni oltre 130 milioni di telefonini andranno ad aggiungersi alla mole di rifiuti prodotti. Tali cellulari contengono batterie che dovranno trovare una corretta modalità di smaltimento. Infatti, come è facile intuire dalle caratteristiche chimiche in gioco, le sole batterie sono un piccolo e complesso contenitore di materiali che possono causare danni irreparabili se disperse nell’ambiente. Allora perché non recuperarle?