48 A new technique is proposed for reinforcing rubble stone masonry walls, when the fair-face masonry must be kept. The reinforcement technique consists of embedding a continuous mesh of high strength steel cords in the mortar joints after a first repointing, and then anchoring this to the wall by means of steel eyebolts. A second repointing covers the cords and the heads of the eyebolts. This gives a reinforced fair-face masonry wall in which there is increased compression, shear and flexural strength, and the capacity to withstand tensile stresses, as was confirmed by the first tests. Furthermore, the small size of the reinforcement cords and the fact that they are easy to insert into the mortar joints makes it possible to apply this technique on an extensive, which avoids dangerous concentrations of stress. The effectiveness of the proposed technique was investigated by means of a series of tests on site with double flat jacks, subjecting the masonry to vertical compression and diagonal compression tests (shear tests). Based on the results obtained, it was possible to report an interesting improvement in the mechanical behavior of the masonry, and it was noted that deep repointing of joints with metal fibers can increase compressive strength significantly, even doubling it as compared to unreinforced masonry. Other recently performed tests regarding four-point bending tests of stone masonry panels showed that the panels can support greater loads than those evaluated by means of calculations. The suggested system can be used both locally for individual wall panels of existing buildings or for boundary city walls, and in general as a system for reinforcing a masonry construction, improving its overall behavior. The upgrading work is not very invasive and is reversible. It is compatible with preservation of the original material of the building and is therefore particularly suitable for fair-face walls of buildings registered as being of historical and/or architectural interest. LA TECNICA DEL “RETICOLATUS” RINFORZO DI MURATURE STORICHE di Antonio Borri, Marco Corradi, Emanuela Speranzini Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale Università degli Studi di Perugia Andrea Giannantoni Unilab s.r.l. – SPIN-OFF DELL’UNIVERSITÀ DI PERUGIA - Foligno xxxxx@xxxxxx 49 Nel presente articolo viene descritta una tecnica di rinforzo denominata “reticolatus”, recentemente proposta dagli autori per il rinforzo di elementi in muratura realizzata con elementi anche irregolari (ad es. in pietrame) per i quali sia richiesto il mantenimento della caratteristica di faccia a vista. La tecnica consiste nell’inserimento nei giunti di malta di un reticolato continuo di piccoli trefoli in acciaio UHTSS, i cui nodi sono fissati mediante barre metalliche trasversali al paramento murario. Il risultato finale dell’intervento è quello di una muratura armata per la quale si ha un incremento delle caratteristiche meccaniche (resistenza a compressione, a taglio e a flessione), un efficace collegamento tra gli elementi murari contigui ed anche tra i paramenti della muratura, se vengono utilizzati adeguati connettori trasversali. L’intervento, che si propone come integrativo delle altre possibili tecniche, risulta sostanzialmente reversibile, inteso a rinforzare la muratura attraverso un presidio e non a sostituirla, compatibile con la conservazione materica del manufatto e durevole. Varie sperimentazioni, qui brevemente presentate, hanno dimostrato in modo convincente l’efficacia strutturale della tecnica in questione. Materiali impiegati e requisiti richiesti I l consolidamento ed il rinforzo Per la applicazione della tecnica sono tenere il trefolo all’interno del giunto Per quanto concerne la compatibilità degli elementi verticali nelle co- impiegati i seguenti materiali: di malta. chimica dei materiali sopraelencati, so- struzioni in muratura soggette, ol- a) trefoli in acciaio UHTSS (Ultra Hi- La caratteristica più interessante dei no state condotte alcune prove di cor- tre che al peso proprio, alle possi- gh Tensile Strength Steel), ricavabili da trefoli UHTSS risiede nella dimensione rosione che hanno fornito risultati po- bili azioni dinamiche, rappresenta uno rotoli presenti sul mercato. I rotoli uti- molto ridotta (diametro medio tipico sitivi, anche in ambienti particolarmen- degli interventi più importanti per il lizzati, prodotti dalla Hardwire LLC., del trefolo: 1 mm) e nella forma stessa te aggressivi. raggiungimento di un adeguato livello sono larghi circa 30 cm e di lunghezza dei trefoli, ottenuti avvolgendo tra loro Comunque, nei casi in cui risulta es- di sicurezza. Infatti, la scarsa qualità variabile, sono costituiti da una serie di elicoidalmente i singoli cavi di acciaio senziale avere la garanzia assoluta di delle caratteristiche meccaniche delle trefoli disposti parallelamente tra loro e (tipicamente 3-4 cavi) che portano ad durabilità e reversibilità a lungo termi- murature e la mancanza di collega- tenuti insieme da una maglia di polie- una elevata aderenza e compatibilità ne, è opportuno applicare ai trefoli, mento dei pannelli tra di loro e con gli stere. Risulta semplice sfilare dal nastro tra i trefoli e la malta che li avvolge, prima della loro applicazione, una pro- orizzontamenti sono state molto i trefoli per poterli quindi utilizzare sin- garantendo così un ottimo comporta- tezione preventiva (ad esempio una spesso all’origine di crolli o di gravi dis- golarmente. È possibile comunque ser- mento meccanico dell’insieme “pietra- guaina plastica o un rivestimento a sesti, specie in occasione di eventi si- virsi anche di altri materiali, quale ad malta-trefolo”. L’aspetto più rilevante, spruzzo). Del resto, per questo tipo di smici. esempio funi di acciaio zincato o an- ai fini dell’applicazione qui proposta, applicazione l’adesione tra trefolo e Le tecniche impiegate per il ripristino o che materiali compositi (funi o trefoli) risiede però nel fatto che le ridotte di- matrice, come vedremo, non risulta di il rinforzo di costruzioni murarie, quali purché di piccolo diametro, dotati di mensioni consentono di curvare age- fondamentale importanza, potendo ad esempio lo “scuci e cuci” della mu- una adeguata resistenza a taglio ed volmente e a piaci- contare su un meccanismo ratura, la cucitura delle lesioni median- applicabili con malta cementizia (se il mento i trefoli, per di mutuo confinamento tra te perfori armati con barre metalliche, caso lo consente) o a base calce. farli passare nei maglie ed elementi lapidei. le cerchiature mediante nastri di mate- b) barre di acciaio zincato, filettate giunti tra i vari ele- Questa soluzione, evidente- riale composito (particolarmente effi- all’estremità, che, mediante l’aggiunta menti lapidei costi- mente, risolve ogni possibile caci e, in fondo, poco invasive), le inie- di dado, rondella ed un “rostro reggi- tuenti la muratura problematica di conserva- zioni nella muratura di miscele di cavo” (Figura 1), consentono di trat- (Figura 2). zione e durabilità. boiacca di cemento o a base calce, l’intonaco armato etc., presentano alcuni limiti (e qualche problematica) soprattutto nel caso di murature irregolari per le quali si voglia mantenere inalterato il paramento esterno. Una tecnica che consente di conservare un paramento faccia a vista è quella della ristilatura profonda dei giunti, che consiste nello scarnire i giunti della muratura togliendo la malta originaria, per poi ristilarli con una malta di buona qualità. L’efficacia della tecnica, dal punto di vista dell’incremento delle caratteristiche meccaniche della muratura, risulta però limitata, specie nel caso di spessori murari consistenti. Il sistema di intervento “reticolatus”, di seguito sinteticamente riassunto, consente di intervenire su murature sia regolari che irregolari, con un impatto limitato, almeno rispetto ad altre metodologie, e si propone sia autonomamente sia ad integrazione di altre tecniche (ad esempio le iniezioni) e può fornire contributi rilevanti nei confronti sia di sollecitazioni orizzontali di tipo sismico, sia di azioni statiche verticali. 1. Aggancio delle barre filettate con dado, rondella e rostro reggi-cavo. 2. Maglia tipica del “reticolatus”. Tecnica e campo di applicazione Il sistema di rinforzo “reticolatus”, consi- spessore murario, se si vuole garantire mi, è possibile disporli all’interno dei In sommità i trefoli possono essere colle- ste, in sintesi, nella scarnitura dei giunti solo l’ancoraggio della maglia al para- giunti della muratura, qualunque ne sia gati con il cordolo (se presente) oppure, di malta per una profondità di 6-8 cm, mento murario (ed in questo caso è suf- l'andamento. Successivamente, strin- ad esempio nei muri di cinta, girati per in una prima ristilatura dei giunti e nel ficiente un diametro di 5-6 mm) oppure gendo i dadi disposti sulle barre filettate, andare ad interessare l’altra faccia del successivo inserimento, negli stessi giun- arrivano ad almeno i due terzi dello è possibile metterli anche leggermente muro (Figura 4). ti, di una maglia continua costituita dai spessore del muro nel caso in cui si vuo- in tensione (Figura 3). Così facendo, lo “scheletro armato” piccoli trefoli in acciaio UHTSS, i cui nodi le ottenere anche un collegamento tra i sono fissati mediante le barre metalliche paramenti (tipo diatoni) e in questo caso L'ampiezza della maglia dipende delle ratura, oltre a rinforzare il pannello mu- trasversali al paramento murario e nel sarà necessario un diametro della barra dimensioni e dalla forma degli inerti; in rario, va a collegare tra loro i diversi ele- successivo rabbocco di malta (cementi- più consistente. L’inserimento della bar- generale, comunque, non dovrà essere menti murari contigui (pannelli ortogo- zia o a base di calce) che va a ricoprire ra sulla faccia su cui si lavora avviene al- superiore allo spessore murario. A titolo nali adiacenti, orizzontamenti, fondazio- completamente sia i trefoli che le teste l’interno dei giunti di malta e la testa fi- di esempio, per le murature irregolari ti- ni, etc.) costituendo quindi un vero e delle barre. lettata della barra, comprensiva di dado, piche dell'Italia centrale, il passo può es- proprio sistema di rinforzo dell’intera Gli elementi trasversali (barre filettate in rondella e rostro reggi-cavo, deve resta- sere compreso tra 30 e 50 cm. fabbrica muraria, specie se proposto co- acciaio zincato, tipicamente in numero re all’interno della faccia su cui si sta la- Per quanto riguarda la parte inferiore me integrativo delle attuali tecniche minimo di 4 a metro quadro, comunque vorando per almeno 3-4 cm, in modo del pannello, i trefoli possono essere ef- “tradizionali” di intervento. Le dimen- in funzione delle necessità progettuali e da poter essere efficacemente coperta ficacemente ancorati girandoli intorno sioni ridotte degli elementi di rinforzo ed delle caratteristiche degli inerti lapidei) dalla successiva ristilatura. agli elementi lapidei alla base del pan- il loro agevole inserimento nei giunti di sono disposti secondo maglie per quan- Poiché i trefoli sono flessibili e passano nello stesso o collegati alla fondazione malta consentono di realizzare un inter- to possibile regolari. Le barre sono inse- tra i rostri reggi-cavo degli elementi tra- (se esistente) attraverso perfori o con- vento diffuso che evita nocive e perico- rite fino ad interessare circa 15 cm di sversali senza essere solidali a questi ulti- nettori, a seconda dei casi. lose concentrazioni di sollecitazioni. della maglia continua inserita nella mu- 3a,b. Intervento con “reticolatus”: sezioni orizzontale e verticale del muro rinforzato. 4. Intervento con “reticolatus”: la continuità dei trefoli può contribuire al collegamento tra gli elementi murari. FASI OPERATIVE Le fasi operative per l’applicazione sono le seguenti: n scarnitura dei giunti di malta della muratura, per una profondità media di 6-8 cm, avendo cura di non rimuovere la malta originale ove particolarmente resistente; n idropulizia in pressione dei giunti scarniti, effettuando l’operazione alcune ore prima della successiva applicazione della malta; n inserimento degli elementi trasversali (barre filettate in acciaio zincato complete di dado, rondella e rostro reggi-cavo); n fissaggio delle barre alla muratura mediante l’utilizzo di malte antiritiro specifiche o di resine epossidiche; n esecuzione del primo rabbocco di malta (cementizia o anche a base di calce, a seconda delle prescrizioni e delle indicazioni della committenza); n inserimento dei trefoli in acciaio UHTSS all’interno dei giunti scarniti, passandoli per i rostri reggi-cavo, percorrendo secondo traiettorie sub-orizzontali o sub-verticali tutto il paramento su cui si interviene. Se non fosse sufficiente la lunghezza dei singoli trefoli, questi possono essere giuntati con resina o semplicemente, sovrapponendoli tra loro per circa 20 cm; n se ritenuto necessario (ad esempio per incrementare ulteriormente la resistenza del pannello) si possono passare ulteriori trefoli in diagonale, sia in un senso che nell’altro; n serraggio dei dadi per conferire una leggera pretensione ai trefoli; n esecuzione del secondo rabbocco di malta dei giunti, ricoprendo completamente sia i trefoli che le teste dei fittoni o delle barre; n f initura estetica della stilatura dei giunti mediante spazzolatura degli stessi con setole metalliche. Sperimentazioni Al fine di indagare sulla efficacia della glie di poliestere permette il confezio- n Prove di compressione una serie di lesioni verticali tra i due tecnica di rinforzo proposta sono state namento dei prodotti sottoforma di na- con martinetti piatti doppi martinetti piatti. Non si è verificata una eseguite tre diverse serie di prove speri- stri avvolti su bobine (Figure 5a,b). Le prove con martinetti piatti doppi so- sostanziale differenziazione nella mo- mentali: prove di compressione con la no state eseguite sulle mura urbiche dalità di rottura tra la muratura non tecnica dei martinetti piatti doppi, pro- - Trefoli 3X2 (muratura di pietra appena sbozzata le- rinforzata, quella ristilata e quella ve di compressione diagonale, prove di Il trefolo 3X2, in acciaio ad alto conte- gata da una debole malta di calce rinforzata con fibre metalliche. È di in- flessione. nuto di carbonio rivestito superficial- idraulica) di Trevi (Foligno), sottoponen- teresse rilevare che nel caso della mura- mente da uno strato di ottone, è otte- do a compressione uniassiale fino a rot- tura non rinforzata e di quella ristilata, n Caratterizzazione delle fibre nuto avvolgendo insieme ad elica cin- tura, porzioni di murature dell’altezza la rottura si è manifestata con poche metalliche que singoli filamenti: tre di loro sono di circa 50 cm. Durante la prova sono lesioni verticali di notevole dimensione, Le fibre utilizzate nella sperimentazione avvolti esternamente dai rimanenti stati registrati i valori della pressione mentre nel caso della muratura rinfor- per la realizzazione del composito SRG due. Le caratteristiche geometriche e esercitata e della deformazione della zata con reticolatus è stato osservato sono prodotte dalla Hardwire LLC. La meccaniche di un singolo trefolo 3X2 muratura ai vari step di carico, che op- un numero maggiore di lesioni verticali particolarità di tali materiali è la loro sono riportate in Tabella 1. Le caratteri- portunamente elaborati hanno fornito i di dimensioni minori, il che denota un conformazione a livello macroscopico: stiche meccaniche del trefolo 3x2 sono diagrammi tensioni σ - deformazioni ε miglioramento del comportamento le fibre sono costituite da trefoli di fila- state verificate attraverso prove di tra- (Figura 6). Dai diagrammi sono stati ri- meccanico della muratura per una pro- menti di acciaio ad alta resistenza rico- zione realizzate su 8 provini. I risultati cavati la resistenza a compressione ed il babile diminuzione di concentrazione perti esternamente da uno strato di ot- hanno sostanzialmente confermato i modulo di elasticità normale calcolato delle tensioni massime all’interno del tone che ha la finalità di aumentare l’a- valori indicati nella scheda tecnica del in corrispondenza del 33% della ten- materiale muratura. derenza delle fibre alla matrice. produttore con piccole variazioni del sione massima. I risultati, riportati in Tabella 2 e Figura L’affiancamento di tali trefoli metallici carico di rottura a trazione (1383 N) e La rottura degli elementi in muratura 6, riguardano la muratura non rinforza- ed il loro incollaggio su delle sottili ma- della deformazione a rottura (2.2 %). non rinforzata è avvenuta al formarsi di ta (sigla URM), la muratura rinforzata con sola ristilatura (sigla REP) e la muratura rinforzata con la tecnica del reticolatus (sigla SRE). È possibile osservare che la tecnica di rinforzo reticolatus, è in grado di incrementare significativamente la resistenza a compressione della muratura: è stato misurato un valore medio di 1.29 MPa con un incremento della resistenza del 116% rispetto alla resistenza a compressione della muratura non rinforzata (σmax = 0.595 MPa). Inoltre l’incremento medio di resistenza della muratura rinforzata con sola ristilatura (σmax = 0.834 MPa) è di circa 40% rispetto alla muratura non rinforzata. 5a,b. Rotolo di fibre metalliche ad alta resistenza (a); particolare dei diversi tipi di trefoli metallici (al centro il trefolo tipo 3X2) (b). Tabella 1. Caratteristiche dei singoli trefoli (dalla scheda tecnica del produttore). Tabella 2. Risultati delle prove con martinetti piatti doppi. Tabella 3. Risultati delle prove diagonali. n Prove di taglio stato applicato un martinetto tale da In particolare, il reticolatus e la ristilatura Per valutare l’efficacia del rinforzo nei sollecitare il pannello fino a rottura lun- profonda hanno fornito rispettivamente confronti di sollecitazioni di taglio sono go una delle due diagonali. Le diago- un incremento della resistenza a taglio state eseguite prove di compressione nali di entrambe le facce del pannello rispettivamente del 117% e del 35% ri- diagonale, definite dalla normativa sono state strumentate con due tra- spetto alla muratura non rinforzata. Si ASTM E 519, su tre pannelli in muratu- sduttori induttivi di spostamento (Figu- può notare quindi che per la τk si ottie- ra di pietra ricavati da una cartiera nella ra 7). Durante la prova sono stati regi- ne un incremento percentuale simile a frazione di Pale (Foligno). L’edificio risa- strati il carico applicato e la variazione quello registrato per la resistenza a le al XVII secolo. I pannelli, dello spes- di lunghezza delle diagonali. compressione nella precedente serie di sore di cm 53, costituiti da pietrame I risultati in termini di resistenza τk e ri- prove. Meno significativi gli incrementi appena sbozzato (di travertino bugna- gidezza a taglio G1/2 sono mostrati in del modulo di elasticità tangenziale to e rocce calcaree compatte) e da mal- Tabella 3 e in Figura 8 dove si evince G1/2, calcolato in questo caso ad 1/2 ta a base di calce dalle deboli proprietà che le diverse tecniche di rinforzo appli- della resistenza a taglio delle muratura: meccaniche, erano conformati da due cate (ristilatura o reticolatus) hanno de- nel caso del reticolatus è stato ottenuto paramenti debolmente ammorsati con terminato incrementi significativi della il valore di 653 MPa rispetto al valore di assenza di diatoni. resistenza. 541 MPa della muratura non rinforzata. I pannelli sono stati tagliati ad una dimensione di 120x120 cm e quindi è stata applicata una serie di profilati metallici disposti ai due spigoli di una delle due diagonali del pannello, collegati tramite barre. In uno dei due spigoli è BENEFICI DEL SISTEMA Il sistema proposto può essere utilizzato sia a livello locale, ad esempio per singoli pannelli murari di edifici esistenti (mura di cinta, mura urbiche, etc.), sia a livello globale, ovvero come sistema di rinforzo di una costruzione in muratura nel suo comportamento di insieme, con particolare, ma non esclusivo, riferimento al comportamento in presenza di sisma. Dal punto di vista meccanico i benefici che si possono attendere sono: 1. incrementi delle caratteristiche meccaniche: sia della resistenza a compressione, che di quella a taglio, come anche delle capacità flessionali per azioni nel piano e ortogonali al piano della muratura; 2. capacità di collegare, in modo diffuso, le pareti verticali tra loro e le pareti verticali con gli orizzontamenti; 3. possibilità di fornire alla muratura quella resistenza a trazione che nel caso di murature irregolari (dove spesso si hanno giunti verticali allineati) non riesce a beneficiare nemmeno dell’effetto catena presente nelle murature regolari con ortostati e giunti ben sfalsati; 4. collegamento trasversale tra i paramenti della muratura, dimensionando opportunamente le barre trasversali disposte come diatoni artificiali, capaci di dare monoliticità al pannello murario, opponendosi al distacco tra i paramenti e fornendo una adeguata resistenza a trazione (necessaria anche in presenza dei soli carichi verticali) e a taglio (necessaria nel caso di azioni che tendano a far ribaltare il pannello murario, e quindi a far scorrere tra loro i paramenti). Sperimentazioni n Prove a flessione su pannelli na interruzione, su entrambe le facce Il secondo pannello (40x180x198 Al fine di indagare sull’efficacia del si- (Figura 10). cm) è stato rinforzato in modo stema di rinforzo proposto è stata con- Nella faccia che nella prova verrà poi analogo al precedente, disponen- dotta una nuova indagine sperimenta- disposta all’intradosso (quindi in zona do ancora 12 trefoli/m su entram- le, realizzando due pannelli di muratura tesa) sono stati aggiunti nella direzione be le facce e in entrambe le dire- di pietrame rinforzati con la tecnica re- della maggior lunghezza altri 12 trefoli zioni, ed integrando la faccia che ticolatus. a metro, sempre mediamente a gruppi sarà disposta all’intradosso con un I due pannelli sono stati successiva- di quattro, per un totale di 24 trefoli/m. eguale numero di trefoli (Figura mente ruotati e disposti in orizzontale, Nella direzione trasversale sono stati in- 11), ottenendo quindi 24 sottoponendoli quindi ad una prova di seriti, passando ancora per i ganci del trefoli/metro nelle due direzioni al- flessione particolarmente severa, anche rostro reggi-cavo, 68 trefoli (quindi 24 l’intradosso e 12 trefoli/metro nelle solo per l’elevato peso proprio di que- trefoli/metro) disposti in modo da rea- due direzioni all’estradosso, per un sta tipologia muraria. lizzare una maglia reticolare che fascia totale di 175 m di trefoli applicati. la struttura. In entrambi i pannelli, la ristilatura Nel primo pannello (dimensioni: In sintesi, nella direzione longitudinale è stata eseguita con malta bastar- 50x268x100 cm) sono stati inseriti, se- sono stati applicati 24 trefoli/metro al- da dalle modeste proprietà mecca- condo la direzione di maggior lunghez- l’intradosso e 12 trefoli/metro all’estra- niche ed ha interessato una za del pannello, 12 trefoli/metro, rag- dosso, mentre nella direzione trasversa- profondità media di circa 7 cm. I gruppati mediamente a gruppi di quat- le sono stati inseriti 24 trefoli/metro, per trefoli sono stati inseriti ad una tro, disposti con continuità, senza alcu- complessivi 324 m di trefoli applicati. profondità di 3-4 cm. 9. Particolare del passaggio dei trefoli nei nodi del “reticolatus”. 10. Pannello n. 1: prospetto e sezione. 11. Il secondo pannello sottoposto a prova di flessione. PREPARAZIONE DEI PANNELLI I pannelli sono stati costruiti con pietrame calcareo appena sbozzato proveniente dalla demolizione di murature esistenti e malta bastarda dalle modeste proprietà meccaniche. I pannelli sono costituiti da due paramenti uno (pannello n. 1) senza alcun ingranamento, l’altro (pannello n. 2) debolmente ammorsato. A maturazione avvenuta i due pannelli sono stati rinforzati con la tecnica in oggetto, utilizzando gli stessi trefoli tipo 3X2 della Hardwire LLC precedentemente utilizzati, seguendo le seguenti fasi operative: - inserimento e fissaggio con resina delle barre filettate con dado, rondella e rostro reggi-cavo contenuti all’interno della superficie del pannello (Figura 9); - posa in opera dei trefoli in direzione sub verticale e sub orizzontale all’interno dei giunti, passandoli per il reggi-cavo; - serraggio dei dadi, con conseguente pretensione ai trefoli; - ristilatura dei giunti, in modo da rivestire completamente i trefoli e ricoprire le rondelle e i dadi. PRIMA PROVA 12. Pannello n.1, disposto in orizzontale, su due appoggi, caricato a flessione. 13. Grafico carico-abbassamento in mezzeria. 14. Rottura del pannello n. 1 (a) davanti; b) retro). Il primo pannello è stato disposto su un centesimali disposti su entrambi i lati tesa a partire dal terzo step di carico piano orizzontale, appoggiandolo alle del pannello, in mezzeria, ad 1/4 e 3/4 (450 kg). Il collasso del pannello si è ve- estremità. La prova di carico è stata della luce. Per non rischiare il danneg- rificato ad un livello del carico di 650 realizzata su quattro punti (four-point giamento dei comparatori, in prossi- kg, quando la tensione nei trefoli nella bending) su una luce di 208 cm con mità della rottura del pannello le attrez- zona intradossale ha portato alla di- una distanza tra i coltelli di carico di 38 zature di misura di cui sopra sono state sgregazione e alla espulsione della mu- cm. Gli appoggi sono stati realizzati tolte. ratura confinata nelle maglie del retico- mediante due travi di legno a sezione Il pannello ha raggiunto una situazione latus (in particolare negli spigoli del quadrata di lato 24 cm, mentre per i critica ad un carico di circa 600 kg (do- pannello) e quindi alla fuoriuscita dei coltelli di carico sono stati utilizzati mu- po di che, per sicurezza, è stata rimossa trefoli stessi dai giunti di malta, renden- rali di legno di lato 10 cm (Figura 12). la strumentazione di misura) corrispon- do a questo punto inefficace il rinforzo Il pannello è stato sollecitato, oltre che dente ad un momento flettente massi- (Figura 14). dal peso proprio (valutabile in 2200 mo di 255 kgm, che si aggiungono ai Facendo un confronto con una situa- Kg/m3), 595 kgm derivanti dal peso proprio (Fi- zione di carico uniformemente distri- carico crescente con gradienti di 150 gura 13). buito equivalente a quello applicato nel kg, distribuito tra i due coltelli di carico. Per quanto riguarda le modalità di rot- caso in esame, il pannello si è rotto per Gli abbassamenti sotto carico sono sta- tura del pannello, alcune lesioni paral- un carico uniforme (comprensivo di pe- ti misurati attraverso sei comparatori lele agli appoggi si sono aperte in zona so proprio) pari a 1610 kg/m. attraverso l’applicazione di un Sperimentazioni SECONDA PROVA tipico per la tipologia in questione. Anche il secondo pannello Tali valori corrispondono però ad una (40x180x198 cm) è stato sottoposto rottura per crisi a trazione dei trefoli in ad una prova di flessione su quattro zona tesa, meccanismo che non è stato punti. In questo caso il pannello risulta raggiunto per il caso esaminato (pan- significativamente più tozzo rispetto al nello n. 1) anticipato dalla fuoriuscita e precedente. Il carico, pressoché con- dal disgregarsi della muratura all’intra- centrato in mezzeria determina un’a- dosso che ha preceduto tale tipologia zione di punzonamento sul pannello di collasso. La disgregazione della mu- che mobilita principalmente la resi- ratura in zona tesa peraltro è stata age- stenza a taglio fuori dal piano. volata in questa situazione particolare Il pannello è stato provato su una luce (muratura disposta in orizzontale) dalla di 124 cm (lungo il lato di 180 cm) pezzatura piuttosto grande dei blocchi mentre il carico è stato applicato me- che, trovandosi “appesi” all’intradosso diante due profilati metallici tipo HEA tendono a cadere verso il basso scor- posti ad una distanza di 35 cm con rendo lungo i giunti di malta, agevolati carichi crescenti a step di 100 kg dal loro peso. Nella realtà (muro dispo- (Figura 15). sto in verticale) il comportamento nei Il risultato della prova appare partico- maschi murari evidentemente è ben di- larmente significativo ai fini della dimo- verso, dato che il peso proprio agisce strazione dell’efficacia della tecnica di nel piano del pannello. rinforzo proposta. Infatti, il pannello Quanto sopra evidenzia comunque la non ha raggiunto la rottura, pur aven- necessità di individuare un modello che do applicato un carico di circa 2000 possa descrivere in modo più aderente kg, a cui corrisponde un carico unifor- alla realtà il comportamento meccanico me equivalente (comprensivo di peso della muratura rinforzata con la tecnica proprio) pari a 4100 kg/m (Figura 16). qui proposta. Il pannello non è stato portato fino al Nel paragrafo che segue il problema collasso, sia per la difficoltà di procede- viene affrontato in modo ancora sem- re con ulteriori carichi aggiuntivi, sia plificato; si prevede comunque di ap- per lasciarlo disponibile ad una succes- profondire l’argomento in modo più siva prova. adeguato in successivi lavori. - Considerazioni sui risultati Le due prove sperimentali sopra descritte hanno fornito risultati molto brillanti, se si pensa che i pannelli sono stati testati a flessione, situazione molto gravosa per manufatti di questo tipo. Una valutazione preventiva dei carichi di rottura, basata sulla verifica semplificata a flessione delle due strutture rinforzate, e considerando, per semplicità, i trefoli come se fossero disposti tutti paralleli tra loro nella direzione della sollecitazione flessionale (ovvero come se si trattasse di una trave in muratura armata) avrebbe fornito valori stimabili in circa 1800 kg per il pannello 1 e di 8000 kg per il pannello 2, assumendo per la resistenza a compressione della muratura un valore medio MODELLAZIONI E VERIFICHE smi resistenti: il contributo trasmesso CONCLUSIONI legge di tutela degli edifici e dei Nel progettare un intervento di rinforzo per attrito dalla muratura e il contributo Il rinforzo delle murature irregolari manufatti in genere di interesse sto- di un pannello murario con il sistema conseguente alla resistenza a trazione con la tecnica proposta fornisce un rico e architettonico. Infatti, è poco proposto, soggetto a carichi verticali e dei rinforzi. incremento della resistenza a com- invasivo, sostanzialmente reversibi- orizzontali, i meccanismi di collasso pos- Per una verifica cautelativa, la resistenza pressione, a taglio e a flessione e un le, durevole, in grado di integrare la sono sostanzialmente essere riassunti in: a taglio-scorrimento può essere valutata efficace collegamento trasversale muratura e non di sostituirla, e taglio, taglio-scorrimento e flessione per utilizzando la seguente relazione (Tas- tra i paramenti della muratura, inte- quindi compatibile con i principi di azioni nel piano e fuori dal piano del sios, 1988): ressando l’intera fabbrica muraria conservazione del manufatto. Tipi- grazie alla maglia continua di trefoli camente, quindi, le costruzioni stori- inserita all’interno della muratura. che, ed anche i beni archeologici, L’intervento, che può essere utilizza- possono trovare nel sistema propo- to sia localmente per singoli pannel- sto una risposta adeguata ad alcuni li che globalmente per migliorare il dei loro problemi strutturali, capa- comportamento d’insieme di intere ce, in numerosi casi, di contempera- costruzioni, risulta particolarmente re l’esigenza di raggiungere elevati indicato per le murature faccia a vi- livelli di sicurezza con le istanze del- sta di edifici vincolati ai sensi della la tutela e della conservazione. gettazione, l’esecuzione ed il controllo di interventi di consolidamento statico mediante l’utilizzo di compositi fibrorinforzati. [7] Corradi, M., Tedeschi, C., Binda, L., Borri, A. 2008. Experimental evaluation of shear and compression strength of masonry wall before and after reinforcement: deep repointing. 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I trefoli in acciaio disposti in modo diffuso su entrambe le superfici (1) esterne del pannello contribuiscono a rinforzare la muratura per contrastare il formarsi di tali meccanismi. Si realizza dove Atw è l’area dei trefoli perpendico- quindi una vera e propria muratura ar- lari all’azione di taglio, γRd è il coefficien- mata dove gli sforzi di compressione so- te parziale per i modelli di resistenza, ftd no assorbiti dalla muratura in pietra e e fmd sono rispettivamente la resistenza quelli di trazione dai trefoli. di progetto a trazione dei trefoli e a Per il dimensionamento/verifica degli compressione della muratura. elementi di rinforzo, si può ricorrere allo studio della generica sezione avvalendosi dell’ipotesi di sezione piana che è accettabile poiché il pannello assume una maggior compattezza a seguito dell’inserimento degli elementi trasversali. La verifica a pressoflessione, sia per azioni nel piano che fuori del piano del pannello, può essere condotta come per una qualsiasi sezione eterogenea assumendo un diagramma delle tensioni di compressione pari a 0.85 fmd ed esteso alla porzione di sezione profonda il 6080% della distanza dell’asse neutro dal lembo compresso. Per la verifica a taglio, essendo garantita la formazione del traliccio resistente dalla presenza delle barre verticali, la resistenza di progetto è fornita dalla somma del contributo a taglio della muratura e di quello a taglio conseguente alla resistenza a trazione dei rinforzi. Il meccanismo di taglio scorrimento diventa di rilievo nelle pareti isolate dove si genera una limitata resistenza di attrito, causa l’esigua entità del carico assiale. In tale meccanismo hanno un ruolo essenziale i trefoli verticali che impediscono lo scorrimento lungo i ricorsi orizzontali di malta di una parte di muratura rispetto all’altra, quando la spinta orizzontale ha superato la resistenza d’attrito lungo il giunto di malta. La resistenza a taglioscorrimento del pannello rinforzato deriva dalla combinazione di due meccani- BIBLIOGRAFIA [1] ASTM E 519-81. 1981. Standard Test Method for Diagonal Tension (Shear) in Masonry Assemblages, American Society for Testing Materials. [2] Binda, L., Modena, C., Baronio, G. and Abbaneo, S. 1997. Repair and investigation techniques for stone masonry walls, Construction and Building Materials, Elsevier, 11, (3), 133-142. [3] Borri, A., Corradi, M., Speranzini, E., Giannantoni A. 2008. Consolidation and Reinforcement of Stone Walls using a Reinforcement Repointing Grid”, 6th International Conference of Structural Analysis of Historical Construction, Bath, England. 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