6 VoceVallesina v V della della Anno 60° - N. 23 settimanale della Diocesi di Jesi euro 1 www.vocedellavallesina.it 2 chiesa 7 In città scavi presso la cripta di S. Pietro Apostolo Datemi un consiglio: con i sacramenti non si scherza L U personaggi 16 Continua il ricordo di Carlo Urbani na catechista invoca il recupero della sobrietà e dell’autentico significato e chiede un consiglio a chiesa restituisce alla luce le meraviglie del passato grazie alla collaborazione tra enti e associazioni Domenica 23 giugno 2013 Impôt reprisé Tassa riscossa Ufficio di Jesi Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi jesi archeologica 1953 2013 D iverse occasioni commemorative legate dall’unico obiettivo. La celebrazione alle Grotte Basilica mantovana di Santa Barbara: un anno dopo il terremoto l’Italia non dimentica Risorgere, Ricordare, Ricostruire Santa Barbara riavrà il suo cupolino distrutto. A un anno dalle violente scosse che il 29 maggio 2012 hanno fatto tremare una vasta porzione di territorio tra Emilia Romagna, Veneto, e Lombardia - provocando danni enormi e in qualunque ambito e settore -, l’Italia non dimentica: bisogna fare memoria, ma non basta. Touring Club, Wwf, Club Alpino Italiano, il Fondo Ambientale Italiano, Italia Nostra e Legambiente si sono impegnati affinché le risorse per la difesa del territorio e dei beni culturali, il loro recupero e la loro messa in sicurezza, diventino finalmente la più grande infrastruttura in cui investire. Come ha ricordato mons. Claudio Giacobbi, vicario episcopale mantovano per gli Enti e i Beni ecclesiastici, il terremoto ha messo a nudo la fragilità delle persone, delle strutture e delle istituzioni, e ha costretto a chiedere, ad ascoltare, a comprendere, a collaborare, ad allearsi per la ricostruzione. Il prelato ha sostenuto che il sisma unisce nella solidarietà; al contrario, riflettere, progettare e trovare solu- zioni senza coordinamento condanna all’impotenza. Il terremoto ha costretto a guardare nel profondo del problema per capire dove la prevenzione ha fallito. Sono stati lungamente ignorati sia lo studio sia la soluzione dei problemi, soprattutto quando le proposte potevano prevenire. Monsignor Giacobbi ha detto che non si possono lasciare le macerie in eredità ai figli, perciò ci si deve fare carico del presente. Il terremoto offre l’opportunità di riscoprire il valore della gratitudine verso tutti quelli che hanno contribuito in varia natura. A tale proposito, non è possibile ignorare la testimonianza di solidarietà che giunge da lontano; nella povera Haiti, colpita nel 2004 da un disastroso terremoto, una parrocchia ha contribuito al restauro di alcuni nostri luoghi di culto. 1 giugno 2013, basilica di Santa Barbara: insieme per ricordare. Tra gli interventi, quello di Pastacci, presidente della Provincia: «Le fratture interessano gli edifici, la nostra Chiesa continuerà a camminare». Gli ha fatto eco don Renato Zenezini, parroco di Sermide e delle parrocchie limitrofe: «La Chiesa è fatta dalla gente e da qui nessuno è scappato… L’importante è che la vita della comunità continui». Importante, perché membro dei Vigili del Fuoco, la riflessione dell’architetto Martoni: «La presenza dello Stato è risultata migliore che in altri eventi del genere. Per questa città spettacolare da diversi punti di vista, prevedo una risurrezione più veloce di come è avvenuto in passato per altre città». Il vescovo della Diocesi di Mantova, Monsignor Busti elogia il proposito della gente per attivarsi per aiutare chi è debole e ha paura. A conclusione del Convegno, i partecipanti si sono riuniti in piazza Sordello, dove i giovani, travestiti da mattoni, hanno formato un grande compatto muro; sullo sfondo, appesi in ognuna delle finestre del piano nobile di palazzo vescovile, gli undici striscioni formanti la parola Ricostruire. Francesco Lombardo Il governo delle larghe intese tenta di far fronte al grave problema del lavoro ma i partiti vivono il disorientamento Da pochi milioni di elettori un mini-tsunami nei partiti Elencare i mali che attanaglia l’Italia è diventata una cantilena troppo facile che in tanti recitano quotidianamente. Più difficile cogliere le cause. Difficilissimo trovare le soluzioni. Il governo Letta tenta seriamente di darci alcuni risultati positivi di fondo. Il recupero del lavoro soprattutto. La pesante ironia che da più parti si fa sul primo articolo della costituzione (“l’Italia è una repubblica democratica fondata sul non-lavoro”), è un’avvisaglia che può finire nella drammatica rottura del patto sociale. E mentre si aspetta di vedere, almeno per il prossimo autunno, una qualche luce, le recenti elezioni amministrative che hanno coinvolto pochi milioni di elettori, hanno ugualmente determinato veri scossoni nei tre partiti maggiori. L’aspetto più impressionan- DAL 1923 te è quello che ci viene dal M5S che subisce un tracollo del tutto inaspettato. Un tracollo che sta generando al suo interno un pesante dibattito fatto di accuse e controaccuse. Si incomincia a mettere in discussione l’intoccabilità di Grillo. Fallisce il metodo della radiazione dal Movimento di chi non accetta il verbo del leader. Sono evidenti segnali di spaccatura legati alla mannaia grillina che continua ad abbattersi sui suoi adepti con tanta irrazionalità. Saturno che mangia i suoi figli? Ma perché una così grande ecatombe di voti ad appena tre mesi dal trionfo di febbraio? La causa prima è da ricercarsi nella presunzione di Grillo di tenere i suoi eletti fuori da ogni responsabilità governativa pur avendone avuta la possibilità. L’atteggiamento megalomane di puntare alla maggioranza assoluta nelle prossime elezioni politiche per far fuori tutti, unito alla forzata e irrazionale scelta di tenere a bagnomaria tutti i suoi parlamentari, ha fatto il resto. Così ha spinto due partiti tanto diversi come il Pdl e il Pd verso una difficile collaborazione solo allo scopo di sfruttare l’eventuale loro fallimento in un momento così grave. Pura strumentalizzazione in funzione dell’interesse di partito. Le voci di protesta di grillini in perfetta buona fede sono state soffocate da minacce politiche inverosimili. Si è evidenziata l’impossibilità di dialogo interno e di metodo democratico. Ha ragione sempre e solo il capo. E l’elettore grillino si è scandalizzato al punto di rifugiarsi nell’astensione o nel voto al partito Tel. 0731-21.33.70 - www.mattoli.it più vicino, quello che aveva chiesto con tanta insistenza la collaborazione di Grillo, il Pd. È proprio questa ondata di voti del M5S a favore del Pd che ha determinato il cappotto verso tutti i partiti nei capoluoghi di provincia. Sono i cittadini che hanno visto il loro voto di febbraio finire imbrigliato, reso asfittico, inservibile, inutile proprio nel momento più critico dell’Italia dalla fine della guerra. Il Pd è stato scelto dai grillini come male minore, non certo come “conversione”. È una scelta di ammonimento che deve far riflettere bene non solo il M5S, ma anche il Pd. Il quale non può cullarsi sugli allori per un trionfo che potrebbe rivelarsi effimero. L’attuale dibattito interno in vista del congresso d’autunno deve dare il segno di ansia politica costruttiva, di intesa al di là di tante tentazioni personalistiche e di valorizzazione delle forze che dimostrano capacità di guida. Cede il Pdl e viene travolta la Lega. Si noti che la Lega, come il M5S, in sede nazionale ha scelto la comoda posizione dell’opposizione. È stata punita in modo peggiore dell’alleato Berlusconi che pure ha perso molte penne. In tutto questo mi pare di poter leggere che, nei momenti estremi della nazione, c’è il premio verso chi, comunque, si assume la responsabilità di governare osando pur di non mandare l’Italia alla malora. E viene punito chi non intende rischiare in nome di qualche voto in più. Vittorio Massaccesi [email protected] 2 v V della del più e del meno culturaesocietà VocedellaVallesina 23 giugno 2013 Alla ricerca del Tares di Giuseppe Luconi Mercoledì scorso, da Equitalia, mi arriva, tramite le poste, un avviso di pagamento numero… (è un numero che non so leggere, perché è formato da diciassette cifre; più sotto un altro numero ancora più lungo, trentuno cifre: chiaramente, si tratta di un codice). Equitalia è un «Agente della Riscossione della provincia di Ancona». Mi comunica le somme che devo pagare al Comune di Jesi per la Tares. Conosco, per esperienza diretta o per sentito dire, diverse sigle, vecchie e nuove: Ige, Iva, Irpef, Ilor, Ici, Imu, ecc. ma questa Tares mi giunge nuova. Un vuoto di memoria? Alla mia età è possibile. Chiedo spiegazioni alla lettera di Equitalia, scorrendola qua e là, dove penso di trovare quel che voglio sapere, ma senza successo. Chiedo aiuto a Internet, che invece dedica ampio spazio a questa novità. Perché di novità si tratta. Fra l’altro, trovo scritto: Il 2013 è cominciato «con l’ingresso della nuova Tares, il tributo sui rifiuti e sui servizi indivisibili». Riprendo in mano la lettera di Equitalia. Questa volta la leggo con più attenzione, riga dopo riga, e finalmente leggo: «Somma dovuta per tassa Ambientale Rifiuti e Servizi - Tares». Mi scuso con Equitalia. Però una qualche attenuante vorrei che mi venisse riconosciuta. Nella lettera di Equitalia ci sono delle righe ben evidenziate: lettere in bianco su fondo nero. Esempio: «Avviso di pagamento», «Dettaglio degli importi», «Istruzioni per il pagamento». «Comunicazioni dell’Ente», «Comunicazione dell’A- gente della Riscossione». Altre righe sono «in neretto» e risaltano bene all’occhio del lettore. Esempio: «Totale da pagare alle scadenze», «L’importo totale dovrà essere così pagato», «Informativa sul trattamento dei dati personali»… Poi ci sono righe «in chiaro» con caratteri più piccoli fino ad arrivare ad una riga con i caratteri tanto piccoli che più piccoli non si può. Ed è proprio quella riga a farci sapere che la somma da pagare si riferisce alla «Tassa Ambientale Rifiuti e Servizi». Perché proprio alla riga più importante sono stati riservati i caratteri più piccoli? Non sono il solo ad aver notato la cosa, e non solo gli anziani. Se il Comune vuole i nostri quattrini, deve dirci subito, in maniera ben chiara e visibile, il motivo per cui ce li chiede. Non dobbiamo cercarcelo col lanternino, pardon! con l’aiuto di una lente d’ingrandimento. notiziebrevi “Fai” un concerto a San Marco In onore della Festa Europea della Musica 2013 il gruppo FAI di Jesi e Vallesina - Fondo Ambiente Italia – in collaborazione con la Fondazione Lanari, il comune di Jesi e l’agenzia assicurativa “Allianz”, organizza un concerto di musica classica presso la chiesa di San Marco nella serata di venerdì 21 giugno alle 21.30. Il quartetto d’archi “Titanium” suonerà sulle note dei celeberrimi musicisti Johann S. Bach (“Aria sulla quarta corda”, da: “Suite BWV” 1068), Antonio Vivaldi (“Sinfonia in do Maggiore” e “La Primavera”, da “Le Quattro stagioni”), Wolfgang A. Mozart (“Quartetto K 80”), Giuseppe Verdi (“Allegro”, da: “Quartetto in Mi minore per Archi” e “Fantasia di brani” dalle opere: “La Traviata”, “Rigoletto”, “Aida”, “Otello”, “Nabucco”). L’ingresso è libero a contributo minimo di euro 5. A Monsano per il lavoro Venerdì 21 giugno alle 17,30, presso il Municipio di Monsano si terrà un Consiglio Comunale aperto, con all’ordine del giorno la situazione occupazionale in Vallesina. Il primo trimestre 2013 ha ribadito per la Regione Marche dei “numeri” drammatici, acuiti dall’ultima, devastante crisi che ha colpito l’Indesit e il distretto di Fabriano. Sono 14.000 i posti di lavoro persi in un anno e 80.00 i disoccupati, con un tasso di disoccupazione che balza all’11.4%, battendo un nuovo record negativo. «Sarà un momento di confronto afferma il sindaco Gianluca Fioretti - per fare il punto e tenere alta l’attenzione su una situazione che continua ad essere drammaticamente seria e difficile» Con le Istituzioni, Regione Marche, Provincia e Comuni, i Parlamentari, i Sindacati, le Associazioni di categoria, gli Istituti di credito ed esperti. E naturalmente i cittadini Federico II: Il Ritorno Il Circolo Culturale “L’Emporio Delle Parole”; la Fondazione Federico II Hohenstaufen, “Italia Nostra” e l’Ente Palio San Floriano con il Patrocinio del Comune di Jesi presentano nella giornata di sabato 6 luglio la manifestazione “Federico II: Il Ritorno” (Anno Domini 1216).” «Con la sua corte itinerante – scrivono gli organizzatori - ritornerà attraverso le vie della città nella sua piazza natia la quale verrà animata da balli, canti, teatro e poesia per riproporre quello spaccato di storia medievale dove Federico II era la luce incontrastata». Il programma della giornata prevede alle 18.30 l’Accampamento: con il teatro dei burattini medievali e la dimostrazione con “L’Arrotino Medievale”. Alle ore 21 si svolgerà la Sfilata della Corte Itinerante di Federico II. Alle 21.30 ci sarà l’animazione medievale in collaborazione con i gruppi storici “Gli Armati della Marca”, “Il Vento del Medioevo”e “L’Ente Palio San Floriano”. Alle 22.45 avrà luogo la rappresentazione teatrale dal titolo “L’uomo, il potere, l’intelletto”. L’ingresso è libero. Scavi archeologici di San Pietro Apostolo Una città così ricca di storia Finalmente aperti al pubblico i sotterranei del- stati in grado di produrre risultati concreti.». la Chiesa di San Pietro Apostolo di Jesi. Sabato Interviene poi il dott. Luca Cipolat, presidente 15 giugno alle ore 11 si sono riuniti all’inter- del “Lions” «Abbiamo cercato in tutti i modi no della chiesa moltissimi cittadini incuriositi di concretizzare il progetto. Nonostante alcuni dall’evento. Maria Cristina Locatelli, presidente impedimenti che hanno reso il percorso arduo, Archeoclub, ha inaugurato ufficialmente la pre- non ci siamo fermati. Abbiamo proseguito il nosentazione del progetto. «Buongiorno, perché è stro lavoro con pazienza e determinazione fino un buongiorno per noi di Archeoclub. Questo è al suo completamento.». un giorno molto importante in quanto i lavori La conferenza si conclude con il discorso del sono iniziati negli anni 90’. Allora era parro- funzionario del Ministero Beni Culturali, Mauco don Mario Bagnacavalli che ha sottoposto rizio Landolfi, che lascia trapelare la sua emoall’attenzione dei soci di Archeoclub il diario zione per questo giorno così importante, ma manoscritto di don Cristoforo Agostinelli, colui non perdendosi in chiacchiere riesce a cogliere, che ha iniziato nel 1746 ad essere parroco della spiegare, sensibilizzare e incuriosire i presenti Chiesa e da quel momento in avanti ha minu- su un argomento così delicato e, a volte, sottoziosamente annotato tutto quello che accade- valutato. «In un momento come quello attuale va in questa parrocchia. Ha descritto in ogni che sta attraversando il nostro paese, di crisi particolare San Pietro così come l’ha trovata e economica, di crisi dei valori e dove la cultura poi tutte le trasformazioni che da lui sono sta- viene semplificata, il nostro impegno collettivo te volute e operate negli anni successivi. Capite in questo progetto testimonia come le istituziobene l’importanza di questo diario e l’interesse ni si impegnano a raggiungere gli scopi prefissache subito ha suscitato fin dalla prima lettura.» ti». Continua poi sottolineando l’importantissiIl vescovo mons. Gerardo Rocconi con un di- ma sinergia tra varie associazioni e istituzioni: scorso essenziale ma esaustivo sottolinea l’im- «i finanziamenti statali sono terminati, solo graportanza degli interventi effettuati nella cripta zie al lavoro di più enti che collaborano tra loro della chiesa. «è una meraviglia vedere questa si riescono a concludere questi progetti così immattina così tanta gente accorsa a scrutare il portanti, a garantire la manutenzione a questo lavoro effettuato durante tutti questi anni. Il itinerario sotterraneo per riscoprire le origini e mio vuole essere soltanto un ringraziamento a l’identità di questa città. Qui c’è una stratificatutti quelli che, a vario titolo, si sono impegnati zione della nostra identità cristiana. Ecco perper questi scavi. Innanzitutto a chi ha finanzia- ché devono essere ritrovati, conosciuti e manto, Lions Club, poi a chi ha effettuato i lavori, tenuti questi pregiati tessuti di storia» Landolfi Archeoclub e un ringraziamento anche all’Uffi- conclude augurandosi che questo tassello non cio dei Beni Culturali della diocesi. Inoltre, un rimanga isolato: le sponsorizzazioni, l’associagrazie particolare vorrei dedicarlo a don Cri- zionismo culturale, le ricerche scientifiche destiano che in quanto parroco attuale ha seguito vono continuare a collaborare per far risorgere i lavori passo passo e ha dedicato molto del suo questa Jesi ipogea. Dobbiamo essere orgogliosi tempo agli scavi». di appartenere ad una città così importante.». Il leggio ha poi l’onore di ospitare l’assessore Termina così la conferenza; pochi secondi di sialla Cultura del comune di Jesi, il dott. Luca lenzio e di meraviglia precedono un caloroso e Butini «La città sente propria questa iniziati- sentito applauso di tutti i presenti, colpiti dalle va, in particolare si percepisce la grande siner- parole di Landolfi. gia operativa tra tutti i collaboratori che sono Francesco Lombardo In festa i bambini della Scuola dell’infanzia di Monsano Cantando nel giardino fiorito Nel giardino della Scuola dell’Infanzia “Santa Maria” di Monsano il 5 giugno è stato presentato dai bambini a genitori ed amici uno spettacolo di canti, musica, giochi. I piccoli attori, distinti in gruppi colorati di fiori rossi, gialli, blu e bianchi, si sono esibiti festosamente sotto la direzione delle maestre che hanno insegnato loro anche divertenti canzoncine in lingua inglese. ‘Genio della festa’ è stato Mister Musicò, mago e animatore che ha raccontato, con divertimento di piccoli e grandi, la storia della Mucca Sofia e del suo amico Duglas. Uno splendido pomeriggio di sole ha fatto da cornice alla manifestazione che si è conclusa con una merenda da leccarsi i baffi, preparata dalle abili mani delle mamme. a.f.c. regione VocedellaVallesina 23 giugno 2013 della 3 Magrini, Sculture 1964-2013:in libreria un bel catalogo con le sculture dell’artista jesino scusateilbisticcio Sugli stampi di legno lo sguardo dell’artista (ghiribizzi lessicali) PeterPun (con la u) www.peterpun.it DAN[TE] (traduzioni e contesto culturale) In inglese, come quasi tutti sanno, inferno si dice hell. Eppure ogni vocabolario che si rispetti riporta anche la forma italiana; con la seguente precisazione: con riferimento alla prima cantica del poema di Dante. Il vocabolo che l’inglese prende a prestito dall’italiano viene abitualmente utilizzato quando si tratta di descrivere scenari terrificanti. È quindi l’equivalente della nostra espressione: inferno dantesco. Il titolo originale dell’ultimo romanzo di Dan Brown andrebbe quindi tradotto – a voler essere maniacalmente precisi – L’inferno di Dante. Alla mancata precisazione supplisce comunque, alla grande, il profilo grifagno del Sommo Poeta riportato con notevole evidenza in copertina. TEKETEKETè strapaesano (parodia nostalgica) …a mezzanotte va la guardia comunale, la multa appiopperà a chi non ha il fanale… IMBROGLIONI, VI AVVERTO Cambio di doppia… chiarificatore Non sono certamente un tipo che si chiude in una diffidenza preconcetta. E tuttavia non mi lascio abbindolare tanto facilmente. Sbagliereste perciò a ritenermi un povero sempliciotto. Versificando: No, no, non mi xxxxxxx, però non xyyxxxx: non sono un xzzxxxx. *** Soluzione del gioco precedente: TANIA A CATANIA ! lacitazione A cura di Riccardo Ceccarelli La coscienza critica Magrini non ha bisogno di particolari presentazioni. Pubblico e critici conoscono la sua produzione che risale ai primi anni ‘60. Alcune opere sono al Museo diocesano di Jesi. Di lui hanno scritto autori come Vittorio Sgarbi, Filiberto Menna e Marilena Pasquali. Altrettanto ricca è l’attività espositiva. Senza clamori, senza spericolati sperimentalismi, l’arte di Magrini, personalità schiva ma non per questo elitaria, presenta indubbi motivi di interesse. Ne accenno due. L’arte è seria, è studio della realtà; non è né riproduzione, né regressione nell’infanzia. Lo studio è il requisito della creazione (“non si possono creare dei personaggi senza aver studiato a fondo gli uomini” scrive A. Dumas fils). In questa fondamentale decifrazione per immagini e analisi visuale della complessità si colloca l’opera di Magrini, resa ora con la misurata sensibilità di un bambino adulto (come ha notato la critica), ora con la leggerezza di una salda sensibilità estetica. In secondo luogo, la vicenda umana. Quella di Magrini si colloca nel delicato passaggio da una società industriale e di massa a una sbrigativamente descritta come postindustriale. È proprio la grande dismissione (per citare il titolo di un romanzo di Ermanno Rea) della ditta jesina per macchine agricole, la Zappelli, col suo lascito di un patrimonio industriale locale, soprattutto gli stampi di legno (pulegge e ruote dentate), a focalizzare lo sguardo dell’artista. Si tratta di segni di una sapienza manuale, ormai storica. L’artista se ne fa solerte cantore e memorialista, quasi a voler dare a quel mondo, che tanto caratterizzò la nostra città, una nuova vita studiata dal punto di vista artistico. Certamente l’operazione non è inedita. Cito per esempio Julius Gonzales o il cileno Francisco Gazitua, La chiesa è la coscienza critica dell’umanità e spesso gioca un ruolo profetico. L’uomo deve toccare il fondo prima di risalire, ma la storia ci insegna che esistono pentimenti, seppur tardivi, che lo riportano sui giusti binari. Stavolta è stata la crisi economica il brusco risveglio. Card. Elio Sgreccia, intervista, Il Foglio, 15 giugno 2013, p. IV. lapulce Memorie del sottosuolo È il titolo di un celebre romanzo di Dostoevskij. Lo prendiamo per indicare l’ottima realizzazione di Archeoclub e Lions per sistemare gli scavi sotto il nostro s. Pietro. E il soprassuolo? Ne cito solo tre: la vicina fonte di porta Valle, “tombata” da un impietoso lastrone di cemento (e sì che nel 1300 è stata spaccata e allargata la mura per avercela dentro città!). Poi la chiesetta del Crocifisso di Tabano, con quel che resta dell’affresco in serio pericolo. Infine (si fa per dire) la (ex) chiesetta di s. Romualdo (in cima a Borgo Garibaldi), ignota alla Soprintendenza e a tanti jesini anche colti, ora ridotta a monolocale per single: alla faccia delle targhe “turistiche” lì posizionate dall’Archeoclub stesso. Delegazione ASSONAUTICA v V Giro, 2002, plastica e stoffa le cui sculture sono ispirate ai primi modelli di lavatrici “per celebrare il patrimonio industriale locale” (Perpetual Motion, 2011). L’assemblaggio di vecchi reperti e in generale il bricolage sono pratiche propriamente legate a molta parte della produzione artistica del Novecento. Magrini, al colmo della sua carriera, si appropria di tecniche di recupero e con quei bellissimi stampi ancora verniciati di antiruggine arancione, inventa sculture che prima di tutto sono un atto di amore. Studia quei reperti come un archeologo e fornisce loro l’aura autorale. Con circostanziata modestia non dà loro neanche una particolare titolazione. Proprio di questo secondo aspetto è testimonianza il catalogo da poco uscito dal titolo Sculture 1964-2013, con testi di Gianni Rossetti, Loretta Mozzoni e Carlo Melloni. Si tratta di uno sguardo documentato dalle prime esperienze scultorie, ancora acerbe e nel solco della tradizione figurativa del primo Novecento italiano, alle citate sculture paleoindustriali. Quest’ultime si presentano nella loro elementare potenza evocativa, nella loro fissa essenzialità. Altre puntano più sulla cura narrativa (un esempio per tutti, il Rotone 1984: una puleggia con pale che evoca i roto- ni lungo i nostri canali; oppure La ruota del Lotto 1988). In ogni caso, l’artista non stravolge i suoi preziosi stampi. Anzi, lascia che il riguardante riconosca la loro originaria funzione. C’è infine un terzo filone di ricerca documentato nel catalogo, giocato ancora una volta sulla memoria e in particolare sul passaggio da un modello di società a un altro. Lo rappresenta bene Libro liquido 2011, una pentola di rame al cui interno un’emulsione di resina conserva per sempre (conserva ma ne impedisce l’uso, la lettura) un oggetto caro a Magrini: il libro. Come pure lo rappresenta Giro 2002 la sfera rivestita di tela su cui l’artista ha disegnato minuscoli ciclisti, le loro biciclette. Come pure, infine, rappresenta quel piccolo carro plastico (1987) che trasporta un po’ nostalgicamente le biglie di vetro della nostra infanzia. L’augurio è che l’intera produzione del nostro artista (penso qui anche alla parte grafica) possa trovare degna collocazione nel contesto espositivo cittadino, sì che essa diventi oggetto di un organico e appropriato studio critico e iconografico. Gabriele Bevilacqua In foto, l’artista da un ritratto del fotografo Roberto Recanatesi 20 giugno ore 19,15 presso il Cippo di Montecappone I Martiri del XX Giugno La cittadinanza è invitata a partecipare alla cerimonia di commemorazione dei martiri del XX giugno. Il 69° anniversario di questa importante ricorrenza che ricorda la data dell’eccidio di sette giovani partigiani nella campagna di Montecappone. Vengono ricordati come i martiri del 20 giugno e i loro nomi sono riportati nel cippo eretto nel luogo dove vennero fucilati; Armando e Luigi Angeloni rispettivamente di 25 e 18 anni, Francesco Cecchi e Alfredo Santinelli anch’essi di 18, Mario Saveri di 23 anni, Enzo Carboni e Calogero Grasceffo entrambi ventenni. Per ricordare una delle pagine più tristi della nostra storia, Autoscuole Corinaldesi s.r.l. l’Amministrazione e il Comitato cittadino per la difesa delle istituzioni democratiche invitano i cittadini a partecipare alle iniziative organizzate a partire dal tardo pomeriggio di domenica secondo il seguente programma. La serata partirà con la formazione del corteo presso il bivio “Bellavista” in località Montecappone. Alle ore 19.15 si svolgerà la commemorazione presso il Cippo Martiri XX Giugno, ad opera del professor Ero Giuliodori e con le lettere degli alunni del Liceo Classico tratte dal libro “Martirio” di Vittorio Graziosi.. Interverrà tra l’altro Maria Eleonora Camerucci, segretaria A.N.P.I. di Point AUTOMOBIL CLUB d’ITALIA Jesi. Un pulmino accompagnerà gratuitamente quanti vorranno partecipare alla cerimonia: effettuerà fermate in Piazza della Repubblica alle 18.15, presso l’Arco Clementino alle 18.30 e in via Roma alle 18.45. Proprio in via Roma, quella sera del 20 luglio 1944 i sette giovani vennero sequestrati dai fascisti insieme ad un’altra ventina di coetanei, per essere poi condotti in un casolare di Montecappone, perquisiti e bastonati. Gli altri vennero liberati, mentre loro sette, considerati partigiani, furono oggetto di feroci torture e sevizie, quindi fucilati. L’intera organizzazione è tenuta dal Comune di Jesi e la partecipazione è aperta a tutti. Autoscuole – Scuola Nautica – Corsi di recupero punti per patenti – Corsi di Formazione Professionale CQC – per merci pericolose A.D.R. – per Autotrasportatori – Studi di consulenza Automobilistica e nautica Jesi, Via Mura Occidentali, 31 - tel. 0731 209147 c.a. - fax. 0731 212487 - Jesi, Via Gallodoro, 65 - tel. 0731 200809 - fax 0731 201914 Jesi, Via Gallodoro, 65 - tel. 0731 200809 - sede Consorzio Autoscuole Corinaldesi Jesi, Via Marx, Zipa - operazioni collaudi Senigallia, via R. Sanzio, 71 - tel. 07160062 Altre sedi: Falconara M.ma (Corinaldesi - Adriatica - Falconarese) - Ostra - Marina di Montemarciano - Marzocca di Senigallia 4 v V della attualità VocedellaVallesina 23 giugno 2013 I poveri e il sogno del Papa di Remo Uncini Povertà: virtù morale o piaga sociale? “Grazia” o “Disgrazia”? Non c’è dubbio che la parola, in sé, a seconda di chi la pronuncia, di chi la ascolta o del contesto nel quale viene usata può assumere diversi significati. Dal 1960 al 2000 il 20% della popolazione mondiale è passato dal 70% al 90% della ricchezza. I ricchi stanno diventando sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Oggi ci ritroviamo in un mondo con meno ricchi più arricchiti e molti più poveri ancor più impoveriti. Un fenomeno che ha colpito la coscienza attenta di Benedetto XVI che nella sua enciclica Caritas in veritate denuncia a chiare lettere: «Cresce la ricchezza mondiale in termini assoluti, ma aumentano le disparità. Nei paesi ricchi nuove categorie sociali si impoveriscono e nascono nuove povertà. In aree più povere alcuni gruppi godono di una sorta di supersviluppo dissipatore e consumistico che contrasta in modo inaccettabile con perduranti situazioni di miseria disumanizzante». Oggi ci sono più tipi di povertà: i poveri sono degli esclusi dalla società del benessere. In passato il povero era necessario, come forza lavoro. I poveri sono un costo per tutti. Oggi la povertà è legata non solo alla ingiusta distribuzione dei beni ma anche al modo stesso in cui essi vengono prodotti. Di conseguenza, compito dello Stato non è più soltanto la equa ridistribuzione delle ricchezze ma anche quello di intervenire nello stesso processo di formazione della ricchezza. Le teorie del liberismo economico hanno portato alla completa liberalizzazione del mercato e allo svuotamento dello stato sociale per arrivare al capitalismo globale e, per certi aspetti, letale. In Italia il debito si autoalimenta e ci potrebbe condurre a un drammatico capolinea; stiamo assistendo alla completa svendita del lavoro e alla devastazione degli stabilimenti industriali sempre più de localizzati all’estero. La finanza gestisce masse di esseri umani che servono al potere politico, economico e culturale utilizzandoli come consumatori. E questo valore di raggiungere la ricchezza diventa il meccanismo totalizzante e totalitario che ormai abbraccia ogni momento e ogni aspetto dell’esistenza. Abbattendo i costi di lavoro o automatizzando i servizi si favorisce una maggiore produzione ma a discapito del personale specializzato che si vede sostituito molto spesso da una “macchina robotizzata”. Alla Indesit di Fabriano 700 lavoratori stanno manifestando. L’azienda ha deciso di trasferire gli stabilimenti produttivi in paesi come Ucrania, Romania e Polonia…. invece che lasciarli da noi. L’Italia non sa essere competitiva? Nelle Marche molte piccole aziende hanno avuto la possibilità di inserirsi nel mercato passo dopo passo cercando di competere con le big del mercato. Ora però si chiudono i battenti. La Germania coinvolgendo i lavoratori e lo Stato ha saputo invece ridurre il costo del lavoro condividendone i profitti direttamente con i lavoratori. Prima era grazie al lavoro che si generavano reddito, diritti, cittadinanza. Invece ora grazie al denaro, che genera altro decontinua a pag. 5 Le ragioni per credere le ragioni per non credere di Riccardo Ceccarelli Più di un mese fa, il 12 maggio, Il Sole 23Ore-Domenica ha pubblicato due pagine intere (pp. 34 e 35), dedicate, la prima, alle “ragioni per credere”, mi pare dedicata ad Anselmo d’Aosta (disgraziatamente però l’ho perduta), la seconda, alle “ragioni per non credere”. Quest’ultima riportava una conferenza del prof. Arif Ahmed, docente di filosofia a Cambridge, tenuta presso la Scuola Normale Superiore di Pisa su invito del Centro di Filosofia della Scuola stessa. Una Scuola di indubbio prestigio. Ho letto e riletto questa pagina. Ovvio il rispetto per le opinioni altrui, specie poi se vengono da Cambridge e da un’autorevole sede come la Normale di Pisa. Non è la prima né, penso, sarà l’ultima volta che si ragiona sulle “ragioni per non credere”. Un esercizio antico. E le ragioni possono essere state sempre più o meno ragionate. Mai, o quasi, cadute nella banalità, come alcune di quelle prodotte dal professore di Cambridge, così almeno mi sembra, con tutto il rispetto che s’ha da avere per un accademico. Eccone alcune pillole. «Riguardo a Gesù, pochi studiosi mettono in dubbio l’esistenza dell’uomo, sul quale abbiamo un cenno in Tacito (Annali, 15/44, dove il cristianesimo è descritto come una superstizione ingannevole). La sola prova della sua resurrezione, tuttavia, proviene da quei testi oscuri e contraddittori noti come Vangeli, a proposito dei quali il miglior commento lo ha fatto David Hume, quando osserva che un uomo saggio dev’essere molto scettico su qualunque resoconto che compiace le passioni di chi narra. In realtà non è un’esagerazione, bensì una pura e semplice verità, che possediamo resoconti più numerosi, più disinteressati e più affidabili della resurrezione di Elvis Presley che non quella di Gesù». Molto profondo e documentato, non c’è che dire, il nostro professore! Forse qualcuno, al bar dello sport, che avesse studiato un po’, avrebbe detto cose più sensate, magari senza credervi, ma senz’altro più storicamente verificate. Per le affermazioni suddette non c’era bisogno di un docente di filosofia invitato da un Centro di Filosofia. Verso la conclusione della conferenza però sembra che la filosofia abbia un sussulto, argomentando sul senso. «C’è un illusione comune, secondo la quale, se la religione è falsa, allora noi siamo solo macchine organiche, le cui brevi vite non hanno più senso di qualunque altro oggetto, evento o processo materiale. Tra le fonti di siffatta credenza può esserci la fallacia che la vita senza Dio è priva di senso, perché è certo che finisce. Ma opere individuali di musica, poesia e letteratura hanno tutte significato e valore per noi sebbene siano limitate nel tempo. […] Numerosi adulti possono trovare il proprio significato nella vita, mediante un lavoro creativo, per esempio, o l’impegno politico o allevando figli. Il significato di questa vita è situato all’interno di essa, non in un qualsiasi magico regno dopo la vita. Forse il crimine maggiore della Chiesa cattolica è quello di offrire una falsa speranza a milioni di persone, inclusi i più poveri e gli oppressi, che inganna in modo che concedano credito a storie fantastiche e il loro denaro per i palazzi dorati dei vescovi. Sono convinto che qualsiasi persona non animata da pregiudizio, dopo avere esaminato i dati addotti come prova, debba concludere che la religione è priva di verità e di valore, riconoscendo, con Lucrezio, che è una malattia originata dalla paura e una fonte di inaudita sventura per l’umanità». Complimenti ad un docente di filosofia di Cambridge! Rimprovera pregiudizi ad altri quando lui del pregiudizio ne fa un metodo di analisi (rimprovera solo la Chiesa cattolica, tacendo delle altre Chiese cristiane che hanno la stessa fede; i soliti palazzi dorati dei vescovi…: veri e densi argomenti filosofici!). A pensare che un’inchiesta su la Repubblica apparsa il 3 giugno scorso si parlava di «Nuovi atei non arrabbiati con Dio», come nuova tendenza nel settore dell’agnosticismo, per cui da parte dei nuovi miscredenti, come riportato da Avvenire del 4 giugno, non si tenta più di dimostrare che le fedi sono irrazionali o addirittura dannose, nel senso che sarebbero responsabili di abusi e peccati “storici”, ma si indaga sulla loro funzione sociale positiva, se ne studiano i benefici meccanismi psicologici magari per tentare di riprodurli in ambienti “laici”. Scrive Giancarlo Bosetti nella ricordata inchiesta: «L’aggressione antireligiosa lascia il passo a riflessioni più moderate». Che spesso non ci sono. Con spazio a ragioni non di rado irragionevoli. Nuovo consiglio regionale delle scuole d’infanzia cattoliche Lo Stato spende 441 euro contro 7.000 Presso il Centro pastorale ‘Stella Maris’ di Colle Ameno d’Ancona si è tenuto, sabato 15 giugno, il Consiglio regionale della Federazione italiana scuole materne cattoliche (Fism) che ha eletto il nuovo presidente nella persona di don Gesualdo Purziani, gestore della scuola ‘San Vincenzo’ di Senigallia. Sono 94 le scuole d’infanzia associate: una realtà educativa che garantisce un servizio per cinquemila bambini e offre lavoro a 400 insegnanti. Il presidente regionale, nel suo intervento, ha sottolineato questi numeri che danno l’idea del “valore sociale di questa realtà che dà lavoro a tante persone, insieme ad un servizio educativo necessario e di qualità”. Il vicepresidente nazionale, dott. Antonio Trani ha ribadito che “per questo servizio educativo lo Stato spende ogni anno solo 441 euro a bambino, a fronte dei circa 7.000 euro per un bambino inserito nella scuola a gestione statale”. Per questo, battaglie ideologiche tra scuole ‘statali’ e ‘private’ – tutte pubbliche - sono obsolete in quanto ripropongono una divisione artificiosa che nulla ha a che fare con il servizio reso a tante famiglie. La Regione Marche ha dal 2008 un progetto di legge chiuso nel cassetto dei vari assessori che si sono succeduti: ‘Sistema educativo e formativo regionale’. “Vogliamo che questa legge venga ripresa – ha detto don Purziani -, aggiornata e finanziata per permettere alle scuole di poter sopravvivere e perché tutte possano migliorare il proprio servizio didattico”. Per il prossimo anno scolastico si stanno pensando alcune iniziative per sensibilizzare il territorio, le comunità civili e le istituzione sul grande tema della scuola, tanto più che nel 2014 ricorrono i quarant’anni della Fism nazionale. t e r r e l e m e n t a r i Pronto, prontissimo (soccorso), via..! di Silvano Sbarbati Sappiamo tutti – perché forse ci siamo capitati, noi non più giovanissimi – che andare al Pronto Soccorso di Viale della Vittoria a Jesi non è come giocare al”pronti, prontissimi, via!”. Tant’è. Se si va al Pronto Soccorso si spera che l’attesa non sia troppo lunga. Si spera che insieme con noi ci siamo pochi altri ad averne bisogno. Così, succede che in un giorno feriale caldo ed estivo, accompagno una persona, per un gesto di cortesia . Piccolo problema ma preoccupante. Trovo infermiere cortesi ma decise, abituate al peggio e soprattutto abituate alla urgenza emotiva di chi vuol sapere se il malanno è piccolo o grave e come fare per liberarsene al più presto. Naturale ed umanis- sima urgenza. E, mentre si aspetta, minuto dopo minuto, ora dopo ora, si incontrano persone con mani ferite, amici e parenti preoccupati dell’anziano caduto o malandato, barelle che vanno e vengono, ambulanze che anch’esse vanno e vengono. Le storie si intrecciano. C’è chi rompe la tensione raccontando la propria vicenda, chi tace in silenzio, gli immancabili telefonisti che ad alta voce raccontano anche ai muri le vicende personali. C’è anche chi fa crocchio spiegando con parole tecniche i malanni del parente prossimo, citando medicinali come quando a scuola si recitavano a memoria le poesie. Il tutto in attesa. Là dentro, il mondo va lento per chi è qua fuori o seduto sulle sedie di alluminio della sala dove una tv manda immagini che, credo, qualcuno guarda senza vederle davvero. Il posto è privo di comfort visivi. Vecchio ospedale, vecchie mura, un cortile costruito in più epoche. Ma, in alto, al terzo piano, un insolito rosseggiante cespuglio di fiori rossi ricorda a tutti che anche in ospedale, oltre al dolore ed alla sofferenza, qualcuno pianta fiori. Ad essere retorici, un po’, quanto basta, viene da pensare che sono i fiori della speranza, che fioriscono dappertutto. Certo, non sarà proprio così: eppure, quando l’attesa finisce, la tensione si allenta per un responso medico benevolo ecco che la mente va al cespuglio di fiori rosso amaranto. Viene voglia di andare a rivederli. Senza aspettare troppo, un’occhiata e via. In fondo la speranza funziona così, no? jesi VocedellaVallesina 23 giugno 2013 v V della 5 Verso Shomer, laboratorio di cittadinanza sul transumanesimo: a Santa Maria del Colle venerdì 28 giugno Chi stabilisce i diritti e i doveri degli uomini? Cos’è il “Transumanesimo”? È «un movimento culturale, intellettuale e scientifico che afferma il dovere morale di migliorare le capacità fisiche e cognitive della specie umana e di applicare le nuove tecnologie all’uomo, affinché si possano eliminare aspetti non desiderati e non necessari della condizione umana come la sofferenza, la malattia, l’invecchiamento e, persino, l’esser mortali». È un nuovo paradigma sul futuro dell’uomo che raduna scienziati provenienti da diverse aree (Intelligenza Artificiale, Neurologia, Nanotecnologia e Biotecnologia applicata) oltre che filosofi e uomini di cultura. Quando un uomo è normale e quando non lo è? Che cosa intendiamo per miglioramento della specie umana? Dove è il limite tra terapia e miglioramento? Il transumanesimo a queste domande offre risposte straripanti solo apparentemente fantascientifiche: è fautore infatti di un benessere per tutti gli esseri senzienti, siano questi umani, intelligenze artificiali, animali o potenziali extraterrestri, e mira a creare strutture sociali in cui possano essere implementate le decisioni responsabili. Sul piano pratico propone l’eugenetica embrionale e prenatale, l’eliminazione di feti che presentano anomalie congenite; attraverso la nanotecnologia molecolare punta all’introduzione di microchips in diverse parti del corpo per attivare e potenziarne certe capacità, quelle cerebrali, quelle sensoriali, e la resi- stenza cardiorespiratoria; si propone di allungare la vita oltre i 500 anni, di controllare il benessere emozionale con gli antidepressivi, di produrre pillole della personalità, anche usare tranquillamente doping nello sport… Obiettivo ultimo potrebbe essere arrivare a superare la morte mediante la crioconservazione e la rianimazione di pazienti in sospensione criogenica, ipotizzando anche la possibilità di un’esistenza post-biologica, attraverso una sorta di scanner con la quale conservare la matrice sinaptica (cioè la fun- zione di trasmissione delle giunzioni fra i neuroni) dell’individuo, trasferendo il vissuto soggettivo da un corpo biologico deceduto o a un nuovo corpo biologico (con il trapianto di cervello) o ad un substrato puramente materiale-digitale, una macchina iper-intelligente, combinazione di una parte cibernetica e di una parte organica (il cyborg, cyberneticsorganism). Con l’evento “studiamo insieme” di Shomer, laboratorio di cittadinanza di venerdì 28 giugno vogliamo farci delle domande, di fronte a tutto questo. Che fine farà l’autonomia morale dell’individuo umano? La dignità dell’uomo è originaria o gli è concessa? Se la trova all’origine o gli viene assegnata da altri? Gli deve essere riconosciuta e rispettata o gli deve essere modulata? È qualcosa di intrinseco e preesistente a lui stesso o è il frutto di un consenso suo o di altri attorno a lui? Chi stabilisce i diritti e i doveri degli uomini? In base a cosa essi saranno tutti uguali nei diritti e nei doveri? Quale sarà il fondamento dell’uguaglianza e della disuguaglianza? Che significa migliorare l’uomo? Il miglioramento sarà solo biologico o anche morale? Chi stabilirà i limiti e i canoni del miglioramento biotecnologico: lo stato, i tecnocrati? Sembrano domande esagerate? No! Basta guardare oggi la gente come persegue la salute e il benessere, come lo pensa, come lo paga! Che idea e che sopportazione ha della felicità e della sofferenza, cosa chiede al pubblico e alla politica, come su questi campi si mette in competizione con gli altri, come si affida al gioco d’azzardo, come mortifica le spese sociali, come pretende di essere curato e assistito, ignorando spesso i costi imponenti della sanità e dei servizi sociali, non vigilando sulle manovre speculative di tanti centri di investimento assicurativo e finanziario fatte sulla testa dei singoli e di popolazioni intere, ricche o in via di sviluppo. Vito Collamati Liceo Scientifico: una settimana con “Jesi Summer Games” Poggio San Marcello: un libro di Cesare Bellini La storia attraverso i sindaci Sport, musica e molto altro ancora Non solo un libro di storia, ma soprattutto il giusto rilievo per non dire la rivendicazione del ruolo del comune anche di non grandi dimensioni nel suo servizio ai cittadini. L’occasione è stata voluta dal sindaco di Poggio San Marcello, avv. Tiziano Consoli lo scorso 1 giugno, con la presentazione del volume di Cesare Bellini, Poggio San Marcello. La storia attraverso i sindaci. Hanno onorato della loro presenza il Prefetto di Ancona dott. Alfonso Pironti, mons. Gerardo Rocconi vescovo di Jesi, il vice presidente del consiglio regionale Giacomo Bugaro, i comandanti dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Jesi capitano Mauro Epifani e capitano Vittorio Angelini, il vice questore aggiunto Antonio Massara, il consigliere di Jesi Andrea Torri in rappresentanza del sindaco, il presidente dell’Unione del Comuni e sindaco di Monte Roberto Olivio Togni con i sindaci di Cupramontana, Maiolati Spontini, Rosora, Montecarotto, San Paolo di Jesi, Staffolo e Castelbellino. Presente anche il minisindaco Elisa Venanzi. Tanti i cittadini di Poggio insieme a ex sindaci e congiunti di sindaci defunti nel teatro-sala consiliare del comune. Il prof. Bellini nel suo libro ha ripercorso la storia del paese attraverso le vicende delle magistrature susseguitesi alla guida del castello dal medioevo ad oggi, ma soprattutto da quanto stato realizzato dai vari sindaci e dalle amministrazioni da loro guidate, dall’unità d’Itali ad oggi. Lo ha fatto “intervistando”, come ha detto presentando il volume Riccardo Ceccarelli, i documenti giacenti in archivio, soprattutto le delibere consiliari, alla ricerca di quegli interventi che nel corso dei decenni hanno qualificato il paese rispondendo alle giuste esigenze dei cittadini. La figura del sindaco a contatto quotidiano con la sua gente condividendone problemi e soluzioni, si è Jesi, città dello sport. Elisa di Francisca, Valentina Vezzali e Giovanna Trillini; famosissime in tutto il mondo per aver arricchito il nostro medagliere olimpico. Con la collaborazione fra Jesi Beach Palace Asd e la Uisp quest’anno “Jesi Summer Games” sarà ancora più vivo e interessante. Per tutta la settimana gli impianti del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci saranno protagonisti dell’estate jesina. Tutte le sere, riuniti in un unico grande spazio; calcio a 5 per adulti e bambini, beach tennis, beach volley, giochi gonfiabili e aereomodellismo. Con la possibilità di fermarsi anche a cena per degustare qualche prelibatezza dei vari stand gastronomici presenti. Lunedì la serata sarà accompagnata dalla musica di dj Parkour, martedì ci sarà un esibizione di softair, di fuoristrada e dei dj Vandal e Zotek. Mercoledì si proseguirà con la gara di tiro alla fune dimostrata nel tempo centrale riuscendo ad essere un valore insostituibile nel rapporto che il singolo cittadino ha con lo stato e con le altre istituzioni. Nel sindaco e nel comune il cittadino incontra lo stato, per questo lo trova più visibile e accessibile: un valore anche questo di grande importanza per la credibilità dello stato stesso. Aspetti da tenere presenti in momenti come questi nei quali si discute della riduzione dei numero dei comuni: la spesa pubblica non è certo aggravata dalla presenza del numero dei comuni, ovviamente si dovranno trovare forme di aggregazione per le realtà più piccole per meglio dare servizi idonei ai cittadini. Aspetti questi che i sindaci hanno discusso con il Prefetto e dei quali il volume di Cesare Bellini ha voluto essere stimolo e insieme testimonianza. L’incontro si è concluso con l’inaugurazione dell’Albo dei Sindaci che visivamente ricorderà, nella sede comunale, quanti hanno guidato il paese in questi ultimi centocinquant’anni.. r. c. fra bar, giovedì il protagonista della serata invece sarà il saggio di ginnastica artistica e ritmica della Uisp. Infine, si darà spazio anche a sport da combattimento ed autodifesa. Sabato sera “Ballando sotto le stelle”, a cura della scuola di ballo Ma.Mo.Dance di Falconara con l’esibizione anche di auto americane. Domenica 23, gran finale con la scherma e la semifinale Jesi-Pisa della coppa Italia di fioretto maschile, accompagnata dall’esibizione della Twirling Fantasy Moie. I poveri e il sogno del Papa segue da pag. 4 naro, e poi ancora denaro, e sempre e solo denaro si genera povertà. Finanza creativa, abbiamo imparato a chiamarla in questa inebriante stagione di culto pagano per il dio mercato. Non ci siamo accorti che, nel frattempo, è diventata finanza distruttiva. Secondo l’economia finanziaria il lavoro non è più una ricchezza, ma un costo da abbattere. La povertà più o meno intensa è protagonista in queste settimane. Aumenta il numero delle famiglie povere e diminuisce il loro potere di acquisto. Il 40% dei giovani è disoccupato. Per i cristiani la vocazione profetica è parlare il linguaggio evangelico della schiettezza. “Quanto vorrei una chiesa per i poveri!” oppure che “l’apostolo sul quale Gesù edificò la sua Chiesa non aveva un conto in banca.” Frasi che papa Francesco ha pronunciato in questi giorni. Messaggi che non potevano essere più chiari. Mettono in discussione non tanto la capacità di governo, ma quanto il suo operato; finalizzato verso l’interesse delle banche molto spesso anche attraverso una forsennata speculazione. Facile a dirsi, difficile a realizzarsi. La finanza è penetrata in tutte le stanze, anche quelle spirituali, purtroppo, condizionando il messaggio evangelico. Il sogno di papa Francesco deve essere un richiamo verso questo nuovo percorso per un mondo più equo. Facciamolo nostro, condividendolo. 6 v V della psicologiaesocietà VocedellaVallesina 23 giugno 2013 Ass. Maestri Cattolici e Fondazione Carisj Screening e riabilitazione Grazie alla sensibilità della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, l’Aimc (Associazione Italiana Maestri Cattolici) sezione di Jesi riesce a rispondere alla sua “responsabilità educativa”. Nell’anno scolastico appena concluso, l’Aimc ha realizzato “Parlo, leggo, scrivo”, un progetto finalizzato a una tempestiva individuazione dei disturbi del linguaggio e di letto-scrittura, e rivolto agli alunni dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia e del primo anno della primaria dell’Istituto Comprensivo “ Federico II” di Jesi. Il progetto è stato condotto dal dott. Emanuele Gagliardini (psicologo e psicoterapeuta) e dalla dott.ssa Caterina Teodori (psicologa), esperti nei disturbi del linguaggio e dell’apprendimento. Lo screening ha individuato bambini con difficoltà e ha permesso di suggerire alle famiglie un percorso di recupero più adatto al bambino; inoltre, ha permesso di fornire indi- cazioni operative alle insegnanti, ad illustrare materiali e strumenti didattici altamente specifici per promuovere e consolidare in aula le abilità e le competenze necessarie agli alunni a superare le difficoltà emerse. Per alcuni alunni si è reso necessario l’invio presso i centri del servizio pubblico per una adeguata valutazione e un mirato intervento riabilitativo. È naturale che la fase riabilitativa è molto attesa dalle famiglie e dalla scuola che sperano nell’efficacia dell’intervento logopedico per restituire ai bambini la motivazione ad apprendere e la serenità nel rapportarsi con gli altri. La fase riabilitativa è molto attesa anche dal bambino che, consapevole delle sue difficoltà, spera di superarle e realizzare quelle aspettative e curiosità che lo sostenevano nei primi giorni di scuola primaria. Secondo l’Aimc e gli insegnanti, la fase riabilitativa deve seguire tempestivamente lo screening per prevenire la comparsa e il consolidamento di meccanismi sbagliati e inefficaci; per evitare il sorgere nel bambino di scarsa autostima, ansia, svogliatezza a causa dell’insuccesso scolastico: tutti elementi che potrebbero portare all’abbandono scolastico. Non è naturale che la fase riabilitativa da parte del servizio pubblico si faccia attendere anche 18-24 mesi dalla data della richiesta e arrivi quando le difficoltà si sono consolidate, o anche accentuate, e il percorso da attuare sarà ancora più tormentato. Infatti, il servizio pubblico dell’Umee (Unità Multidisciplinare Età Evolutiva )- Asur di Jesi a causa della carenza di personale non riesce ad assolvere le richieste dei bambini, delle famiglie e della scuola! L’Aimc, ancora una volta a difesa dei diritti del bambino, dei diritti della persona e nel rispetto della Costituzione chiede che istituzioni scolastiche, Azienda Sanitaria, Comune, Provincia e Regione diventino consapevoli che devono cooperare per costruire un efficace modello specialistico a supporto della scuola. Anna Elisa Masè La mente e l’anima colloqui con lo psicologo AD UNA COPPIA NASCERANNO DUE FIGLI A DISTANZA DI UN MESE L’UNO DALL’ALTRO L’utero in affitto di Federico Cardinali Ha 41 anni ed è incinta. A settembre partorirà il suo primo figlio. Ma in agosto, cioè il mese prima, gliene nascerà un altro. State tranquilli, non sto dando i numeri! Né facciamo magìe. È la situazione di una donna – meglio, di una coppia – che non riusciva ad avere figli. Dopo diversi tentativi di cui non abbiamo notizie precise, i due coniugi sono ricorsi alla fecondazione assistita, facendo collocare l’ovulo fecondato nell’utero di un’altra donna. Poi è successo che questa coppia ora ha una gravidanza naturale e aspetta il suo primo bambino a settembre. Ma anche il bambino che vive nell’utero dell’altra donna sta compiendo il suo tempo, e nascerà proprio il mese prima, in agosto. Non ho altri particolari di questa vicenda. Né, per la verità, m’interessa molto averne, dal momento che non è nostro compito, ora, valutare questa situazione particolare. Dato però che una notizia del genere non è poi così inverosimile, noi ne prendiamo spunto per fare insieme alcune riflessioni. Una prima riflessione è sul nostro rapporto con la tecnologia. Oggi questa ci permette di fare cose che erano addirittura impensabili solo pochi anni fa. Trapianti di organi; cellule staminali che possiamo ‘programmare’ perché diventino quei tessuti e quegli organi di cui abbiamo bisogno; conoscenze e strumenti che ci permettono di modificare il DNA di una pianta o di un animale. Teoricamente anche di un uomo (!). Conoscenze e strumenti che rischiano di tradursi per noi in una continua tentazione di onnipotenza. E facilmente cadiamo in un equivoco che, se non teniamo sveglia la nostra mente, ci fa confondere il tecnicamente possibile con il lecito. Quindi con l’eticamente buono. So che è un pensiero un po’ complesso, ma proviamo ad entrarci un momento. Ciò che ho chiamato tecnicamente possibile è tutto ciò che la tecnologia di cui disponiamo ci permette di fare. Possiamo trapiantare una cornea e riacquistiamo la vista. Trapiantare un cuore, un fegato, altri organi e riacquistiamo la salute che una malattia ci aveva compromesso. Possiamo intervenire sul DNA di una pianta e ne produciamo una ‘nuova’, che la natura non aveva ancora costruito (gli OGM). Possiamo fecondare un ovulo umano e farlo crescere o anche interromperne lo sviluppo e utilizzare certe sue cellule per altri scopi. Possiamo favorire l’evoluzione di una gravidanza, ma anche interromperla quando lo vogliamo. Siamo in grado di salvare la vita di una persona in situazioni di estrema gravità, e nello stesso tempo disponiamo di tutti gli strumenti per interromperla quando una qualche ragione ce lo fa decidere. Tutto questo e tanto altro possiamo fare (= siamo in grado di fare). Ma qual è il confine tra ciò che possiamo fare (nel senso che disponiamo degli strumenti per farlo), e ciò che è eticamente corretto? Cioè lecito? Buono? Qui deve entrare la nostra scala di valori. La nostra filosofia di vita. In altre parole, abbiamo bisogno di esplicitare a noi stessi qual è il senso della vita. E della nostra vita. Lo riprenderemo la settimana prossima. Ora ritorniamo all’episodio da cui siamo partiti. Perché provo a dire, per chi non fosse sufficientemente informato, due parole su cosa s’intende quando parliamo di fecondazione assistita o di utero in affitto. Tutti sappiamo che per concepire un bambi- no è necessario che uno spermatozoo e un ovulo s’incontrino, attraverso un rapporto sessuale, e si fecondino a vicenda. Quando questo non avviene – le ragioni possono essere le più varie – oggi siamo in grado di far ‘incontrare’ queste due cellule in laboratorio e di favorirne la fecondazione. Una volta attivata la fecondazione, l’embrione (= l’ovulo fecondato) viene immesso (‘impiantato’) nell’utero della donna. E se tutto procede bene, dopo nove mesi nascerà un bambino. A questo procedimento diamo il nome di fecondazione assistita. Le tecniche utilizzate sono diverse e il percorso è piuttosto accidentato. Ma non possiamo entrare qui nei tanti ulteriori particolari che pure dovremmo osservare. Cos’è, invece, che chiamiamo utero in affitto? Quando la donna di una coppia non è in grado di accogliere l’ovulo fecondato nel suo utero, questo può essere impiantato nell’utero di un’altra donna che si presta a ‘ospitare’ l’embrione portandolo al compimento dei nove mesi. Quando il bambino nascerà, per la legge di quel paese – non tutti i paesi ammettono questa procedura, compresa l’Italia – non sarà figlio della donna che l’ha portato nel suo corpo e l’ha partorito, ma sarà figlio della coppia che ha fatto immettere nel suo utero l’embrione vitale. Parliamo di utero in affitto perché è come se la coppia avesse ‘affittato’ l’utero di un’altra donna per far crescere il proprio bambino. Oggi ci fermiamo qui. Perché a questo punto dovremo: respirare, sederci un momento, e provare a ragionare, insieme, sul senso che può avere una scelta di questo genere. La settimana prossima partiremo da qui. (1. continua) Chi vuole scrivere allo psicologo può farlo o per e-mail ([email protected] o [email protected]) o per posta a Voce della Vallesina - colloqui con lo psicologo - P.za Federico II, 8 - 60035 JESI Fondazione Mondo Digitale di Roma: progetto “Nonni su Internet” Alunni e adulti insieme per l’alfabetizzazione informatica Stimolare il dialogo intergenerazionale e avvicinare generazioni così lontane attraverso la condivisione e l’uso consapevole delle nuove tecnologie della comunicazione è lo scopo alla base di tutto il progetto denominato “Nonni su Internet” al quale ha aderito il “Liceo Scientifico Leonardo da Vinci” di Jesi. Il progetto, inscritto in una rete nazionale di scuole coordinate dalla Fondazione Mondo Digitale di Roma, anno dopo anno ha visto nuove richieste da parte di over 60 sempre più interessati a rimane al passo coi tempi. I corsi strutturizzati in 30 ore complessive di lezione, suddivise in 15 lezioni settimanali di 2 ore, sono finalizzati all’apprendimento di come funzioni un computer. Le sue periferiche, le funzioni del sistema operativo e i software applicativi più comuni come Word o Excel non saranno più un segreto per questi “nonni-allievi”. Abbattere il disagio e l’isolamento sociale e civile di chi non è in grado di utilizzare strumenti informatici in un mondo che cambia velocemente e via via più informatizzato è l’obbiettivo che si pongono gli studenti che per tutto il periodo del corso si trasformano in insegnati; anche se non sempre molto intransigenti. Nonostante siano nati nel ventunesimo secolo e abbiano molta dimestichezza col computer riscontrano invece maggiori difficoltà nell’illustrare ciò che a loro risulta così facile. Il progetto oltre che ad essere così formativo per i nonni produce sui giovani insegnanti ricadute estremamente positive nel metodo di studio e nelle abilità espositive. Giunti al quinto anno di alfabetizzazione informatica per gli adulti sono stati portati a termine sei corsi e formati più di centoventi nonni coinvolgendo altrettanti alunni tutor. La cerimonia di consegna degli attestati si è svolta il 25 maggio. Il progetto ha tutt’altra intenzione che fermarsi qui, a questi piccoli numeri. Continuerà su questo percorso e non smetterà di essere coinvolgente sia per i nonni sia gli studenti. vitaecclesiale VocedellaVallesina 23 giugno 2013 della 7 La parola della domenica a cura di don Corrado Magnani [email protected] notiziebrevi v V 21 giugno: reliquie di santa Bernadette L’Unitalsi diocesana accoglie le reliquie di Santa Bernadette, che arriveranno nella mattina di venerdì 21 giugno nel Santuario delle Grazie a Jesi. L’itinerario marchigiano, a cura dell’Unitalsi, è dal 10 al 30 giugno. Per l’intera giornata sarà possibile sostare in preghiera e prendere parte alle celebrazioni. Alle 9,45 accoglienza delle reliquie, alle 10 santa Messa celebrata dall’assistente don Gianni Giuliani, dalle 11 alle 12 venerazione personale; nel pomeriggio dalle 15,30 la venerazione personale, alle 17,30 il Rosario meditato, alle 18 la santa Messa con il vescovo Rocconi, a seguire la sua catechesi e alle 21 la veglia di preghiera. 21 giugno: a Santa Maria del Piano Per il terzo anno consecutivo l’Associazione musicale “Regina della Pace” propone il Concerto dell’Aurora nella giornata in cui, a livello europeo, si celebra la “Festa della musica”. Quest’anno il maestro Diego Pucci propone un programma di musiche sacre e profane scelte tra i compositori vissuti tra il ‘600 ed l’800 ed altri; brani polifonici o con accompagnamento dell’organo. Il concerto, il cui inizio è alle 6 nella chiesa di Santa Maria del Piano, servirà anche come prova d’esame a conclusione del corso d’orientamento musicale. “La Fede nella Poesia” Il “Circolo Contardo Ferrini” promuove per il 29 giugno un incontro sul tema “La Fede nella Poesia”. L’arrivo è previsto per le 19 nella chiesa di Acquasanta. Alcuni soci si sono impegnati alla ricerca di poesie o brani letterari che riguardano il tema della “Fede”. Il presidente Santoni scrive nell’invito: «Sarà un nostro originale contributo a conoscere meglio questo tema, che il papa Benedetto ha proposto alla chiesa intera e che papa Francesco ha riconfermato: si chiede l’ulteriore collaborazione di tutti i soci del circolo e dei loro amici per arricchire la serata». Il programma prevede poi la cena. Da martedì 25 giugno alle 15 il vescovo Gerardo riprende ad incontrare i fedeli in Cattedrale per colloqui e confessioni. Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: “Chi sono io secondo la gente?”. Essi risposero: “Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto”. Allora domandò: “Ma voi chi dite che io sia?”. Pietro, prendendo la parola, rispose: “Il Cristo di Dio”. Egli allora ordinò loro severamente di non 23 giugno 2013 12a Domenica del tempo ordinario Dal Vangelo secondo Luca (9,18-24) riferirlo a nessuno. “Il Figlio dell’uomo, disse, deve molto soffrire, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, essere messo a morte e risorgere il terzo giorno”. E a tutti diceva: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà”. Cosa vuol dire “rinnegare se stesso”... Pregare veramente non è tanto doveroso, necessario, utile…; è “pericoloso”! Come Giacobbe, si esce sempre “zoppicando” (Genesi 32,25-32). La vera preghiera prepara sempre qualcosa di decisivo per la vita. Gesù è solo in colloquio col Padre. Ne viene fuori dando un segno forte e preciso di svolta nella sua missione e nella rivelazione della sua identità. Nessuno fino ad ora gli ha chiesto i dati della sua vera identità, come avviene ad una dogana di frontiera. Ora Gesù, dovendo passare la vera, difficile frontiera, provoca con domande perché lo identifichino: perché i discepoli si rendano conto di chi hanno tra loro. Riportare le risposte della gente è facile; e i discepoli se la cavano con disinvoltura. Ma quando arriva la domanda vera, essenziale che chiede un coinvolgimento personale, c’è solo la risposta di Pietro (che poi non è farina del suo sacco!) che li salva da un silenzio imbarazzante. Dopo la risposta di Pietro, Gesù si rivela annunciando la propria imminente passione, morte e resurrezione. Dice chiaramente in che modo Lui è il Messia. È “IL MODO” che è scandaloso, fuori delle attese della gente e dei suoi. Gesù parla di sofferenza, di perdita, di un morire. Non è normale. Solo se si accetta questo “stile perdente” si può affermare di sapere chi è il Messia: una vita donata per gli altri, per amore e solo per amore. Non basta: Gesù vuole anche chiarire le condizioni della sequela, cioè a che cosa ci si impegna quando si prende la decisio- ne di credere e seguire il Maestro. “SE QUALCUNO VUOLE..” (versetto 23): non è qualcosa che va da sé seguire il Maestro. È necessario volere, decidersi. La fede non è un vago sentimento: è una decisione. “RINNEGHI SE STESSO…” (letteralmente, il verbo usato da Luca vuol dire: non riconoscere, non aver nulla a vedere con qualcuno, sconfessare, liberarsi da…) .Allora “rinnegare se stessi” vuol dire: - Rifiutare di crederci costretti a portare in giro una faccia diversa dal nostro vero volto; di costruirci delle false identità, per piacere o adeguarsi alla “dittatura” del gruppo. - Abbandonare la pretesa di essere diversi da ciò che si è: a “immagine di Dio”. Evitare l’ansia di “diventare qualcuno”, che significa essere nessuno, cioè non essere ciò che si è, inseguendo un fantasma, o false immagini di sé, fino a non riconoscere più la propria identità. - Rinunciare alla “madre” e al “padre” cioè liberarci da tutte quelle protezioni (più o meno sincere) che possiamo incontrare nella vita; liberarsi da qualunque struttura, che “si trucca da dio”, che ci protegge e ci difende e non permette la nostra ascesa alla piena maturazione della nostra persona (la madre-gruppo, la madre-partito, la madre-TV, madre- ideologia, la madre-chiesa-istituzione, il padre-potere, il padre autorità, il padre“mammona”..) - Non lasciarsi strumentalizzare da nessuna dogmatica né politica, né religiosa, perché se si ha certezza di credere che in noi Dio è vivente: che in noi c’è il suo sigillo di appartenenza, la luce di Cristo, allora la nostra preoccupazione è solo quella si sgombrare la via all’opera di Cristo, perché essa erompa con tutta la sua forza nella nostra personalità. Fino a “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” (Galati 2,20). “PRENDA LA SUA CROCE OGNI GIORNO..” Solo in Luca c’è la precisazione: “ogni giorno”. Cioè non siamo chiamati a fare cose eccezionali, né gesti eroici, ma a vivere la fedeltà nel presente e nel quotidiano. Cos’è la croce? Purtroppo questa espressione l’abbiamo deformata col nostro pietismo e col nostro masochismo. Non sono le sofferenze, non solo le tribolazioni, le croci. La croce era uno strumento che i soldati romani portavano sempre dietro. Era una specie di palo che serviva loro per impiantare gli accampamenti, per scavare trincee, per edificare vari muri o per abbatterli, e, qualche volta, serviva per appendere il soldato traditore o il ladro. Quindi, per seguire Cristo, a noi spetta portare questo strumento di lavoro, per spianare in noi le vie di Dio. Non è soltanto sofferenza la croce, ma è lo strumento per liberare in noi tutte le forze vive, mentali, psichiche e spirituali che sono nell’uomo. La croce è l’impegno di ognuno a far emergere le forze divine che sono nel nostro essere, per poter arrivare alla “statura di Cristo”, alla umanizzazione piena (=“divinizzazione”) di sé e del mondo, nella “compassione” e nel perseguimento del Bene. Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Catechistico Diocesano, una lettera da chi si occupa nell’educazione religiosa Non si scherza con i sacramenti. Aiuto, ho bisogno di un consiglio! Gentile don Mariano, sono seriamente in crisi per vari motivi e molto demotivata a continuare a celebrare i sacramenti come in una catena di montaggio. La mia perplessità riguarda soprattutto i genitori spesso molto occupati e poco preoccupati dell’educazione spirituale dei figli, salvo poi pretendere i sacramenti malgrado le numerose assenze dei figli, lo scarso interesse durante gli incontri di catechesi e le assenze dei genitori stessi agli incontri con noi catechisti. Naturalmen- Voce dellaVallesina Settimanale di ispirazione cattolica della diocesi di Jesi fondato nel 1953 te molti genitori accompagnano i loro figli nel cammino dell’iniziazione cristiana con consapevolezza ed entusiasmo, ma, almeno nella mia parrocchia, sono purtroppo una minoranza. Inoltre spesso alcuni genitori e nonni promettono ai bambini/ragazzi che riceveranno i sacramenti regali spropositati e davvero inopportuni per una festa che finisce per avere molto poco di spirituale. Ho visto regalare computer portatili, Iphone e ogni altro gadget di ultima generazione, Direttore responsabile Beatrice Testadiferro Comitato editoriale: Vittorio Massaccesi, Giuseppe Quagliani, Antonio Lombardi Responsabile amministrativo Antonio Quaranta Proprietà: Diocesi di Jesi Registrazione Tribunale di Ancona n. 143 del 10.1.1953 bambine con acconciature da sposine nel giorno in cui riceveranno Gesù Eucaristia! Penso sia ora di recuperare un po’ di semplicità e sobrietà. Mi scusi tanto ma non è facile parlare con il parroco e tra noi catechiste... Malgrado tutto il parroco ha deciso che il mio gruppo farà comunque la Cresima l’anno prossimo. Le pare giusto che riceva il sacramento chi ha privilegiato il calcetto mentre c’erano compagni presenti tutte le settimane? Con Composizione grafica Giampiero Barchiesi Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola Spedizione in abbonamento postale Associato alla Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Questo numero è stato chiuso in redazione martedì 13 novembre alle 19 e stampato alle 7 del 14 novembre. Ai sensi dell’articolo 13 del D. Lgs 196/2003 (Codice privacy) si comunica che i dati dei destinatari del giornale sono contenuti in un archivio informatico idoneo a garantire la sicurezza e la riservatezza. Saranno quale criterio decidiamo? Io mi sento responsabile di chi ho seguito, ma sembra che io parli un’altra lingua. Anche agli incontri tra noi catechiste alcune non vengono mai, così non c’è un confronto un cammino condiviso, sembra che ognuno vada per la sua strada. Aiuto, ho bisogno di un suo consiglio. Grazie per la paziente attenzione RM Chi vuol dire la sua? don Mariano utilizzati, salvo divieto espresso per iscritto dagli interessati, oltre che per il rispetto al rapporto di abbonamento, anche per proprie attività istituzionali e per conformarsi ad obblighi di legge. Piazza Federico II, 8 - 60035 Jesi An Tel. 0731.208145, Fax 0731.208145 [email protected] www.vocedellavallesina.it c/c postale 13334602 Codice fiscale 00285690426 Questo giornale è stampato su carta riciclata. Abbonamento annuo 35 euro di amicizia 50 euro sostenitore 100 euro 8 v V della diocesi VocedellaVallesina 23 giugno 2013 Campi estivi Scout Agesci: per crescere, progettare e lavorare le prossime attività e vacanze per bambini e ragazzi Il servizio, un nuovo stile di vita e di convivenza A conclusione delle attività svolte durante l’anno si svolgeranno i campi scout. La durata del campo oscilla tra i 7 e i 10 giorni, rispettivamente per branca (gruppo) dei Lupetti/coccinelle, per i ragazzi/e del reparto, ovvero guide ed esploratori, così come per i rover e le scolte, cioè i ragazzi dei Clan/Fuoco. La distinzione sopra citata serve per raggruppare all’interno delle varie branche i bambini/ragazzi in base all’età. La fascia d’età tra i 9 e 11 anni, infatti, si individua come gruppo dei lupetti/ coccinelle, per guide ed esploratori si intendono ragazzi e ragazze dagli 12 ai 16 anni mentre i rover e le scolte vanno dai 17 ai 21 anni. Alla fine dell’anno scoutistico i ragazzi iscritti sono invitati, tenuti a partecipare a questi campi (o vacanze di Branco per i più piccoli) per concludere in modo divertente, senza dimenticare l’aspetto formativo/educativo, l’anno passato insieme. I lupetti trascorreranno le loro vacanze di Branco presso strutture ben attrezzate ed organizzate per supportare e favorire la permanenza. Durante il campo i bambini avranno la possibilità di confrontarsi con le attività proposte dagli educatori, di sviluppare un maggior contatto con l’ambiente-natura entrando soprattutto nell’ottica del rispetto di questa e potranno accrescere il senso di convivenza con gli altri. Gli esploratori e le guide, invece, avranno il loro campo strutturato diversamente, ovvero la location, sebbene scelta dai propri capi, in un ambiente naturale lontano da centri abitati, verrà fornita dei vari servizi dagli stessi ragazzi i quali avranno a disposizione tende e “angoli di squadriglia” dove cucinare e mangiare, costruiti da loro stessi. Anche in questo caso i giovani esploratori e guide sono chiamati a svolgere insieme le attività progettate dai propri educatori. Tutte Attività che hanno lo scopo di far acquisire un’autonomia individuale e di gruppo per quanto riguarda tempi e spazi di cui i ragazzi dispongono, proprio per permettere loro di crescere a 360 gradi come soggetti responsabili, socialmente e individualmente. Infine, i ragazzi del Clan/Fuoco hanno la possibi- Pellegrinaggio dei catechisti Nell’Anno della Fede, la Giornata dei Catechisti a Roma, San Pietro, il 28-29 settembre. Il Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione (www.annusfidei.va), ha organizzato due eventi tra loro connessi e che riguardano il mondo della catechesi e dei catechisti. Sabato 28 settembre, in mattinata dalle 7 alle 15, pellegrinaggio alla tomba dell’Apostolo Pietro. I gruppi accederanno alla Basilica di San Pietro per la Professio Fidei. Nelle vicinanze di San Pietro, saranno disponibili alcuni luoghi per la Celebrazione del Sacramento della Riconciliazione e per l’Adorazione Eucaristica. Per chi lo desidera, è possibile seguire gli itinerari della Fede predisposti dall’Opera Romana Pellegrinaggi e contenuti nel kit del Pellegrino. Ore 16,30: ritrovo in alcune Chiese della Città di Roma, divisi per aree linguistiche, per assistere ad una Catechesi tenuta da un Vescovo; ore 18 celebrazione della Santa Messa (nella stessa Chiesa). Domenica 29 settembre: in Piazza San Pietro ore 9,30 santa Messa presieduta dal Santo Padre. L’Ufficio Catechistico Diocesano di Jesi organizza un pullman solo per la domenica (euro 20 – pranzo al sacco – pomeriggio: un’altra meta religiosa). INIZIANO LE PRENOTAZIONI FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI lità di terminare il loro percorso vari gruppi di vivere intensamente attraverso la “route”, un cammino il tempo con i propri coetanei, raffinalizzato a percorrere la strada forzando così il valore dell’amicizia, insieme per sensibilizzare i ragazzi del rispetto e della condivisione, verso un servizio sempre più con- principi che ormai sembrano dicreto nei confronti dei compagni e ventare riferimenti sempre più londella società, e contribuire alla loro tani per una società protesa verso crecita spirituale, aspetto che segna l’individualismo. in qualche modo tutto il cammino Loredana Ceciliani scout. Capogruppo Scout Jesi 2 La tipologia della “route”, cioè “route di strada” o “route di servizio” Programma dei Campi estivi del sarà scelta dai rover e dalle scolte Gruppo Scout “ Jesi 2 ”(Parrocchia insieme ai loro capi in quanto il di- San Francesco d’Assisi): stacco tra educatori e ragazzi stessi “Vacanze di Branco” dal 4 agosto al si assottiglia proprio per spronare i 11 agosto, in località Piticchio di Arragazzi a sviluppare la loro capacità cevia. decisionale senza dimenticare l’a- Campo esploratori e guide dal 5 agospetto organizzativo. sto al 14 agosto, in località Montelago. Si può concludere dicendo che que- Route Clan/Fuoco dal 28 luglio al 2 sti campi permettono ai ragazzi dei agosto in provincia di Terni. Una domenica “qualunque” nelle nostre chiese… Gesù bisogna saperlo raccontare… In quanto donna, i fatti di cronaca che ci riguardano ogni giorno di più, oltre a rattristarci profondamente, rivelano la realtà del nostro essere donna, verso cui non è considerata alcuna dignità. E pensare che siamo nel 2013, mentre più di 2000 anni fa la risposta più vera e profonda ce l’ha data proprio Gesù e l’abbiamo letta, gustata ed estrapolata nel Vangelo di Domenica (Luca 7,36 – 8,3). Stupendo il suo modo di rapportarsi a quella figura femminile, con la capacità di demolire già allora ogni ipocrisia per recuperare la libertà nell’amore, quella di essere innanzitutto una persona. Una pennellata unica dove emerge serena la figura di un Gesù accogliente, che non chiede ma sente, sente la fede e come lo stesso San Paolo dirà, non verifica con la legge. Il vero peccatore non è colui che pecca, ma colui che non ama. Così sintetizza nella sua omelia don Giuliano Gigli il quale, come sempre, ti alleggerisce il cuore, presentandoti un Gesù più volte schiacciato in forme retoriche, colpevolizzanti, rigide. A proposito di cuore, niente di più incisivo del parallelismo che don Giuliano ha fatto, con il famoso romanzo di Susanna Tamaro: Va’ dove ti porta il cuore, dove la saggia nonna indica cosa dovrebbe seguire la nipote, appunto il cuore! Non è importante sapere se si trattasse della Maddalena o chicchessia (come invece i biblisti si sono preoccupati di scoprire in molti scritti) quanto la dolcezza di quei gesti, dall’entrare donna in quella casa, senza velo, all’incantevole grazia di una donna che gli asciuga i piedi… quelli di Gesù, la figura più “libera” che si possa incontrare, ma bisogna saperlo raccontare. I canti poi, scelti a rafforzo di quanto proposto dalla Liturgia di questa Domenica, non hanno fatto che completare con parole e musiche appropriate, quanto i suggerimenti e gli approfondimenti di don Giuliano Gigli hanno lasciato nel cuore di ciascuno. Anna Rita Giampaoletti Don Mariano (339.6506124 [email protected]) U.N.I.T.A.L.S.I. “La Milizia dell’Immacolata”: 23 giugno a Osimo Convegno regionale Domenica 23 giugno, ad Osimo, presso il Santuario di San Giuseppe da Copertino, dei Frati Minori Conventuali, si svolgerà il Convegno regionale organizzato da “La Milizia dell’Immacolata” per l’Anno della Fede. Padre Sergio Cognigni, francescano conventuale, assistente della Milizia per le Marche, invita soci e amici dell’associazione a partecipare al Convegno, che favorirà la crescita nella fede e darà nuovo slancio all’azione evangelizzatrice dei “militi” in questo difficile momento storico. Ecco il programma della giornata: Ore 9,30: accoglienza e preghiera comunitaria; ore 10: relazione di padre Roberto Brandinelli, dell’Ofm conventuale, sul tema: “Camminare con Maria nella fede”; ore 11,30: celebrazione della Santa Messa, presieduta da Padre Brandinelli, nella basilica di san Giuseppe da Copertino; ore 12,30: pranzo (“al sacco” o al ristorante); ore 14,30: intervento del Provinciale dei Frati Conventuali delle Marche. Intervento della Presidente regionale de “La Milizia”, Anna Susat. Ore 15,30: testimonianze e rosario meditato con i giovani della Comunità “Cenacolo” di suor Elvira, di Loreto. Ore 18: conclusione dei lavori e partenze. Il viaggio di andata e ritorno non si fa in pullman, ma con auto privata. Per ulteriori informazioni e per la prenotazione del pranzo al ristorante, telefonare al diacono Giancarlo Sabbatini (tel. 0731/204268; cell. 340/7811741). UNIONE NAZIONALE ITALIANA TRASPORTO AMMALATI A LOURDES E SANTUARI INTERNAZIONALI Sottosezione di JESI Corso Matteotti, 45 - 60035 JESI (AN) Tel. e Fax 0731/207160 E-Mail: [email protected] TRENI BIANCHI E NON SOLO... SANTA BERNADETTE A JESI LE RELIQUIE DI SANTA BERNADETTE PROVENIENTI DA LOURDES saranno esposte presso il SANTUARIO MADONNA DELLE GRAZIE – JESI VENERDI’ 21 GIUGNO 2013 PROGRAMMA CELEBRAZIONI Ore 9.45 Accoglienza delle Reliquie Ore 10.00 Santa Messa celebrata da don Gianni Giuliani assistente della Sottosezione Unitalsi di Jesi Ore 11.00 - 12.00 Venerazione personale Ore 15.30 Venerazione personale Ore 17.30 Santo Rosario meditato OGGI SPOSI 22 giugno: Michele Ciciliani e Valentina Bertini a S. Giuseppe; Mirco Paradisi e Dayana Di Lodovico a Moje; Luca Paccapeli e Silvia Cancellieri a S. Pietro Apostolo. 23 giugno: Massimo Mantini e Savina Monnati a Castelbellino; Marco Mancini e Pamela Latorre a S. Giuseppe; Marco Gigli e Silvia Pergola a Regina della Pace. Ore 18.00 Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Gerardo Rocconi vescovo di Jesi Ore 19.00 Catechesi tenuta da S.E. Mons. Gerardo Rocconi Ore 21.00 Veglia di preghiera presieduta da S.E. Mons. Gerardo Rocconi indiocesi VocedellaVallesina 23 giugno 2013 Avulss:testimonianza dal pellegrinaggio a Roma proseguito papa Francesco, «Il disegno di amore di Dio per l’umanità è quello di costruire un’unica famiglia e di accoglierla con l’abbraccio del Padre che non esita al perdono e che usa sempre misericordia». Importanti sono stati i riferimenti alla storia della salvezza che, in verità, è storia del continuo approccio dell’Uomo da parte di Dio: «per offrirgli il suo Amore - ha precisato Papa Francesco - e per accoglierlo come Padre bene-volente, con la mediazione del Figlio che, sulla Croce, offre se stesso in riscatto dell’umanità». Ecco perché «la Chiesa - ha proseguito Bergoglio - nasce dal gesto supremo di Amore della Croce». Dobbiamo essere grati a Francesco per queste parole che, in generale, riconsegnano speranza al cuore della gente provata da tanta fatica esistenziale; in particolare a noi, perché egli ha saputo rianimare il nostro impegno sociale di volontariato, attraverso il quale possiamo aiutare le persone in difficoltà, accogliere chi - nella solitudine, nella malattia o nella vecchiaia - fa esperienza di emarginazione, e donare l’amore che è il fondamento della nostra identità di Cristiani. Maria Pia Cuomo Serritella Coordinatrice Avulss Don Filippo Pesaresi della Diocesi di Ancona - Osimo ricorda i suoi 50anni di prete, guardando al mondo in cammino sulla via dello sviluppo. Per questa occasione insieme ai suoi amici del Gruppo “la Famiglia” il 29 giugno, data della sua ordinazione, organizza un concerto d’organo alle 21 nella Cattedrale di Osimo. Alla tastiera il M° Andrea Freddini, docente al conservatorio di Pesaro. Nella serata verranno presentati Non mandiamo la Messa in vacanza Nella foto i 21 bambini che il 19 maggio, presso la Parrocchia Regina della Pace, hanno ricevuto la 1a Comunione; insieme a loro, il Parroco don Emilio, il Vice parroco don Claudio, il diacono Alberto e le catechiste Orietta Togni e Giulia Paolorossi. Questi sono i nomi dei bambini: Letizia Benigni, Maria Ludovica Boria, Filippo Carbonari, Giovanni Cardinali, Serena Carney, Giovanni Cesaroni, Jacopo Colli, Giordano Focanti, Luca Latini, Lorenzo Maldini, Alice Marinelli, Nicola Mencarelli, Sofia Moretti, Aurora Paoletti, Clarissa Paoletti, Aurora Paolucci, Massimo Pierdicca, Enrico Saccotelli, Martina Sbarbati, Margherita Taruchi, Alice Trosini. Non occorrono molte parole per descrivere la commozione che ha colto tutti i presenti, quando questi bambini hanno ricevuto, per la prima volta, Gesù Eucaristia: lo si capiva dall’espressione dei loro volti, dal loro procedere un po’ incerto e titubante verso il Sacerdote che dava loro l’Ostia consacrata intinta nel calice del vino. Domenica 26 maggio, hanno poi ricevuto la seconda Comunione dalle mani del Vescovo mons. Gerardo Rocconi, che ha esortato i bambini a….non mandare in vacanza anche la partecipazione alla S. Messa e la preghiera quotidiana. Che il Signore e la nostra Celeste Patrona, Maria regina della pace, li benedicano e li assistano, nel loro cammino di fede, unitamente alle loro famiglie. Don Emilio Campodonico, parroco Foto Stefano Binci SenigalliainBlu•95,2Mhz 9 Un concerto e due diari La prima Comunione nella parrocchia Regina della Pace radioDuomo della osimo: 50° di ordinazione di don Filippo Pesaresi Amore e perdono 29 maggio: l’Avulss di Jesi ha organizzato un pellegrinaggio a Roma; obiettivo, la partecipazione all’Udienza generale di Papa Francesco in piazza San Pietro. Partiti all’alba da Jesi, siamo arrivati a destinazione alle ore 8.30. Giunti sul luogo, la piazza gremita di gente è stata uno spettacolo stupendo ed emozionante. Alle 10.30 circa, papa Francesco, incurante della pioggia battente, ha dato avvio all’incontro con i fedeli. Il Papa, dopo aver preso atto e lodato la nostra capacità di sfidare le avverse condizioni meteorologiche, ha ricordato che la Chiesa è famiglia di Dio, ma è una comunità di persone umane, perciò fallibili e peccatrici. La catechesi sulla parabola del figlio prodigo, altrimenti definita dell’amore misericordioso del Padre, è stata il legittimo riferimento alla fragilità della condizione umana, pure della Chiesa, popolo di Dio. Tuttavia, ha v V Tutte le mattine alle 7,06 e in replica alle 24,00 il pensiero del giorno del vescovo Gerardo Rocconi Giornale radio alle 12,30 e alle19,03 Il Palazzo e dintorni il giovedì alle 12,45 e alle 19,20 due volumi: di Cristina Gobbi “E il capitano issa la vela”. Diario di un viaggio in Palestina. Presentazione di padre Alberto Maggi. Di Filippo Pesaresi, “minimo Diario Palestinese” . Poesie. Presentazione di Fabio Ciceroni. Cristina Gobbi è nipote di don Filippo. È scomparsa quattro anni fa, il 21 marzo 2009 a 42 anni. Era odontoiatra. Per inclinazione personale e per educazione, è stata sempre attiva nel sociale. Per lungo tempo è stata educatrice Scout, ricoprendo anche responsabilità nella formazione Capi Agesci a livello nazionale. Negli ultimi anni della sua vita ha operato con entusiasmo nel settore della cooperazione odontoiatrica internazionale, prestando la sua attività nei paesi del Terzo Mondo: nel Sarawi (Africa del nord) e in India nel lebbrosario di Puri e nella comunità agricola di Tilonia, dove ha contribuito a organizzare due studi odontoiatrici. A queste strutture Cristina teneva in modo particolare. Il Concerto d’Organo e la diffusione dei due libri vogliono tener vivo il suo impegno nella cooperazione internazionale promuovendo queste strutture sanitarie necessarie allo sviluppo di quelle popolazioni segante dalla povertà. Gli amici del Gruppo “la Famiglia” notiziebrevi Museo Diocesano Dal 15 giugno ha preso il via al nuovo orario estivo del Museo Diocesano di Jesi, in programmazione fino a domenica 8 settembre. A partire da sabato 15 giugno, infatti, all’orario mattutino dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13 si aggiungerà l’apertura del sabato e della domenica dalle 16 alle 19. L’apertura sarà arricchita da alcune iniziative tra cui il 14 agosto, per La Notte dell’Assunta, con visite guidate in notturna alla scoperta delle origini della tradizionale festività dell’Assunta. Unitalsi Giovani L’incontro mensile dei giovani unitalsiani sarà un po’ diverso dal solito poiché venerdì 21 giugno saranno a Jesi, presso il santuario Madonna delle Grazie, le reliquie di santa Bernadette. I giovani sono invitati a prendere parte alle celebrazioni della giornata, dalle 9,45, ma soprattutto alla Santa Messa delle 18, alla successiva catechesi del Vescovo e alla veglia serale. I giovani sono invitati ad indossare la divisa blu (t-shirt e/o felpa). Opera onlus per anziani In corso il progetto sperimentale “Anziani Insieme” promosso da L’Operaonlus, che si è avvalso del cofinanziamento (contributo) della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi. Il progetto si propone di assicurare agli anziani effettive possibilità di vita autonoma sociale favorendo il rapporto di comunicazione interpersonale garantendo così l’aggregazione e il miglioramento della qualità della vita degli anziani creando momenti di vita sociale tramite attività ricreative. 10 v V della indiocesi VocedellaVallesina 23 giugno 2013 Recita per la scuola dell’infanzia S. Caterina di Cupramontana Marcellino pane e vino Sotto un bellissimo spicchio di luna argentata, la serata di venerdì 14 giugno si è riempita di emozione nella piazzetta di Cupramontana dove i bambini della Scuola dell’Infanzia S.Caterina hanno concluso l’anno scolastico mettendo in scena la commovente storia di “Marcellino pane e vino”. Ad aprire la serata sono stati come sempre i bimbi più piccoli del Centro dell’infanzia mimando una canzoncina con grande impegno. La scelta del soggetto è stata dettata dal tema della semplicità che i bambini hanno affrontato insieme alle insegnanti durante l’anno. Gli alunni di 5 anni hanno visto l’intero film originale, mentre i più piccolini soltanto le scene più significative appositamente selezionate dalle maestre; e un altro video si sarebbe potuto girare vedendo le espressioni di quei visini davanti lo schermo che proiettava una cosa stranissima: un film in bianco e nero! Qualcuno ha pensato che si fosse rotta la televisione e che quel bambino fosse un po’ strano a giocare con la scatolina delle medicine di “Fra’ Malato” o a parlare con un bambino immaginario (del resto nessuno ha visto un cellulare in mano a Marcellino). Certo è che i bambini hanno capito bene la storia ed il grande messaggio contenuto in essa; e molto bene l’hanno saputa rappresentare davanti ad un folto pubblico che qualche lacrimuccia l’ha versata di nascosto. Complice anche la proiezione di alcune scene del film prima di iniziare lo spettacolo. Certe che queste insegnanti sono maestre (e perdonatemi il gioco di parole) nel tirar fuori le emozioni dai piccoli quanto dai grandi. Lungi dal voler fare una recita strappala- crime dove i bambini più grandi si sono destreggiati bene nell’interpretare più personaggi ciascuno, ci sono stati anche gli immancabili balletti dei bambini di tre e quattro anni che hanno riempito di simpatia il palco, con le loro coreografie di cuoche, campanari e frati musicisti. Dopo i doverosi ringraziamenti a chi ha reso possibile un così bello spettacolo: le insegnanti e tutto il personale della scuola, il consiglio direttivo, i genitori, l’amministrazione comunale, e dopo i saluti del sindaco e del vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, cui è andato un forte applauso per il sostegno recentemente rinnovato, si è raggiunto l’apice dell’emozione con la consegna dei diplomi ai bambini che hanno terminato il loro percorso educativo nella scuola dell’infanzia e sono pronti ormai ad iniziare l’avventura della scuola primaria. I bambini di cinque anni e i loro genitori hanno voluto ringraziare l’insegnante che li ha accompagnati in questo cammino dedicandole una canzone ed un video con le foto dei momenti più belli trascorsi insieme. E qui le lacrime si sono mescolate in un grande abbraccio per un gran finale. Milena Marchetti Foto Lucio Coppari alla “Santa Caterina” di Cupramontana Viva la mamma... È a ritmo di twist che l’11 maggio, i bambini della scuola dell’infanzia S. Caterina di Cupramontana hanno festeggiato le loro mamme. L’appuntamento era per sabato pomeriggio nella splendida abbazia del Beato Angelo, dove il clima di festa era già acceso dai bambini più grandi che poco prima avevano concluso l’anno di catechismo con una bella camminata fino al luogo del martirio per ricordarlo ancora dopo 581 anni, e poi merenda e giochi in libertà sul prato; cavalli veri e di bronzo, mostre di fotografie e di disegni sulla storia dell’abbazia. Tutto questo ha fatto da preziosa cornice a quello che i bambini e le insegnanti della scuola dell’infanzia hanno per giorni preparato per festeggiare le loro mamme. E, sulle note di quella famosa canzone di E. Bennato, ci hanno stupite con una simpaticissima coreografia tutta “snodata” a puntino. La preparazione non è stata mica fatta solo a scuola, anche a casa dentro la cameretta si ballava in silenzio e in segreto per provare i passi, e solo ai babbi si svelava il contenuto del regalo che stavano preparando come api operose. Scommetto che tra tutti i gioielli, la collana fatta di pasta colorata è la più preziosa per il cuore di noi mamme. E va bene, sarò di parte, sarò esagerata, ma che ci posso fare se questi “nanerottoli” ogni volta che ci danno un appuntamento sono in grado di stupirci ed emozionarci? Il lavoro delle insegnanti è tanto, e bisogna ringraziarle a dovere, ma è altrettanto vero che i bimbi si lasciano guidare con entusiasmo e ci mettono tutto l’impegno necessario per regalarci momenti così belli. Dopo essersi scatenati con la musica, hanno chiamato in campo noi mamme con un gioco che metteva alla prova le nostre abilità di massaie: “Quanti maccheroni ci sono dentro ad ogni barattolo?” Per fortuna che qualcuno ha inventato la bilancia, ma le abilità culinarie si sono viste comunque nel momento conclusivo della festa, dove la tavola imbandita di ogni leccornia ha scatenato un lungo applauso a tutte le mamme fatto di sorrisi silenziosi e soddisfatti. E sì, perché mica puoi ridere di cuore con la bocca piena! Un caloroso grazie a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di una festa della mamma così piacevole, con tutti gli affanni giornalieri, ne avevamo proprio bisogno! Milena Marchetti regione VocedellaVallesina 23 giugno 2013 v V della 11 ECO-MERCATO, IL NUOVO MODO DI COMMERCIARE: tornano il baratto e lo scambio senza moneta Da che parte vuoi che soffi il vento del mercato? È all’interno dello Spazio Comune TNT che nasce l’esigenza di trovare una concreta risposta alla crisi; ed è sempre qui, che nelle prime tre domeniche di giugno si è rivissuta l’idea di mercato quale luogo pubblico, di scambio e produzione. Abbiamo incontrato gli organizzatori dell’ECO-MERCATO e abbiamo trovato interessante rivolgere loro alcune domande circa l’iniziativa proposta. società tutta incentrata sul valore del denaro. Possiamo fare una scelta: o subire questa drammatica crisi che il nostro Paese sta attraversando, o tentare di trovare delle risposte alternative. Il Baratto è essenzialmente un tentativo di questo genere. Con il Baratto le cose riacquistano un valore di scambio basato sull’utilità del prodotto e non sulle logiche imposte dal mercato. Il baratto è una forma primitiva di commercio, che prevede lo scambio di una merce con un’altra, senza l’impiego della moneta. Un po’ bizzarra l’idea di far (ri)vivere questa atmosfera in una società, quale quella in cui viviamo, in cui tutto gira intorno al denaro. Da cosa nasce l’idea? Partiamo dalla considerazione che il nostro è un tempo di crisi, e soprattutto questa riguarda una L’ECO-MERCATO come punto di aggregazione. Quali sono le attività che intendete proporre per coinvolgere la collettività? Scambiare le proprie cose con gli altri, incontrare piccoli artigiani che si offrono di spiegare come producono i loro oggetti riciclando, conoscere giovani che hanno scelto di tornare a coltivare la terra è già di per sé un’esperienza importante di socializzazione. Ogni domenica, inoltre, alle 19, l’ECO-MERCATO ospita brevi conferenze tenute da piccole aziende della nostra zona su varie tematiche che mirano a far conoscere alcune pratiche di cui si è persa la conoscenza. Questi incontri sono momenti importanti in cui l’aggregazione che si crea non è fine a se stessa, ma diventa un momento di crescita e di scambio di conoscenze. L’ECO-MERCATO come nuovo modo di fare agricoltura, che intende ripristinare quel vecchio legame con la terra, dando spazio alla qualità del prodotto piuttosto che alla quantità. Un impegno volto dunque alla semplicità, alla qualità dei prodotti e alla loro stagionalità. Dato di fatto però, la realtà dei prezzi dei prodotti bio, di certo superiori rispetto al prezzo di commercio. Oggi le famiglie stentano ad ar- rivare a fine mese, e il prezzo del prodotto è diventata oggi priorità, a discapito della qualità e della provenienza del prodotto stesso. Come si può allora, far fronte ad un mercato così competitivo a livello di prezzo? Innanzitutto il prezzo si riduce con il prodotto a KM zero. Il trasporto, infatti, è uno dei fattori che incide di più sull’inquinamento, ma anche sui costi finali. Se poi si eliminano gli imballaggi e se si determina un rapporto diretto con il produttore, i prezzi si riducono ulteriormente. Uno degli scopi dell’ECO-MERCATO è anche quello di aprire un ragionamento su quanto si nasconde dietro l’ottenimento del marchio “BIO”. L’ECO-MERCATO sostiene l’autocertificazione dei piccoli produttori che, essendo del territorio, possono dichiarare i metodi di coltivazione e ognuno può andare a visi- tare i campi dove lavorano al fine di certificarne ogni garanzia. Con l’autocertificazione il prezzo si abbatte completamente e il prodotto diventa assolutamente più conveniente. Il 2 giugno, il primo incontro. Quali sono stati gli esiti? Vi reputate soddisfatti della partecipazione? Su quale fascia d’età ha avuto più presa l’evento? L’ECO-MERCATO è stato un vero successo! Lo Spazio Comune era letteralmente affollato di persone di tutte le età. Veramente numerosi i bambini per i quali Domenica prossima organizzeremo un laboratorio con le farine per impastare e fare forme divertenti con la pasta di pane. L’atmosfera era allegra e gioiosa... un vero mercato d’altri tempi, sicuramente migliori! Margherita Teodori Letture green-teen e visita didattica alle sale delle Grotte di Frasassi Genga premia i migliori autori Erano in seicento gli alunni delle ventisei classi che martedì 4 giugno si sono ritrovati a Genga, in occasione della XV edizione del Premio Nazionale “Un Libro per l’Ambiente”, organizzato da Legambiente e La Nuova Ecologia. Ad accoglierli, all’Hotel Terme di San Vittore di Genga, il drappello di autori ed editori rappresentanti dei sei libri finalisti, tre per la sezione “Narrativa”, tre per la sezione “Divulgazione Scientifica”. Accoglienza vissuta in modo tutt’altro che passivo. I ragazzi hanno infatti rivolto domande agli autori. Domande da lettori esigenti. E impegnati. In fondo questo è il “loro” Premio: sono infatti loro a leggere, in duemila, tutti i sei libri (preselezionati da un comitato di esperti) a partire da dicembre; e sono sempre loro la giuria popolare che vota i vincitori entro maggio. A conclusione delle risposte, però, ancora suspense. E appuntamento al buio, nel cuore della montagna. Prima ammirata da fuori, attraversando a centinaia, in un lungo fiume umano, la Gola di Frasassi, poi accarezzata con lo sguardo da dentro, nel grembo della prima sala delle Grotte, che ha inghiottito lentamente tutto il corteo. Qui, sospensione di attesa e penombra. Poi, in un boato di applausi, la proclamazione dei vincitori: Il grande cavallo blu di Irène Cohen-Janca e Maurizio A. C. Quarello (Orecchio Acerbo) per la sezione “Narrativa” e Io ricordo di Sabina Colleredo e Annalisa Beghelli (Carthusia) per la sezione “Divulgazione Scientifica”. Inoltre, premi speciali a Pronto, chi ronza? di Nicola Davies e Neal Cayton (Editoriale Scienza) e a Ricicliamo i rifiuti di Jean-René Gombert e Joëlle Dreidemy (Kite Edizioni). Dopo i ringraziamenti dei vincitori e delle autorità e i saluti di arrivederci all’anno prossimo, il pubblico è poco a poco defluito, in numerosi rivoli, nei percorsi sotterranei guidati, per una visita didattica alle altre sale delle Grotte. Anche autori ed editori si sono accodati. Chiusura in mezzo alla bellezza di una giornata già bella. E che fa altresì riflettere in controtendenza rispetto ai luoghi comuni sulle capacità e sulla curiosità dei giovani lettori. Non è vero che sanno solo essere superficiali e che si accontentano di “prodotti a buon XI edizione Festival cameristico della Val d’Esino Musica di tradizione e contemporanea 18 maggio-2 giugno 2013: l’11a edizione della manifestazione cameristica “Felice Catalano”, ha visto l’esecuzione di cinque concerti, tre presso il teatro Valeria Moriconi, due presso la Chiesa di San Silvestro di Monte Roberto e quella di San Michele di Serra de’ Conti. Il concerto d’apertura è stato dedicato a Paolo Gigli docente alla scuola media statale Federico II, recentemente scomparso. Gigli, insieme al professore di chitarra, Massimo Agostinelli, si occupava del coordinamento annuale della manifestazione. Il programma, incentrato sull’Ottocento romantico, ha visto protagonisti Fabiola Braconi al flauto, Marco Santini al violino, Lucia Santini e Luca Camilletti al pianoforte; sempre in coppie alternate, gli artisti hanno interpretato Massenet e Demil- lac, Bizet e Paganini, de Sarasate e Brahms. Il Maestro Agostinelli ha interpretato alla chitarra testi di Mertz, Albeniz e una marcia irlandese del secolo XI. Tra gli altri, segnaliamo il concerto del 24 maggio, in cui il duo di chitarre Angela Centola e Roberto Margaritella ha realizzato un programma di musica spagnola; questa seconda parte del Festival, entusiasmante per il genere musicale proposto al pubblico, è stata caratterizzata da brani ispirati a tradizioni popolari. Margaritella ha esposto al pubblico l’origine e la storia dei brani che andavano da Albeniz a de Falla, da Granados al contemporaneo Gangi e altri. Il quartetto di chitarre Alvarez Guitar Quartet, che si è esibito in Monte Roberto il 26 maggio, ha mutato il programma originale di musiche di Bach, proponendo all’ultim’ora brani di Mozart: tre dal “Flauto Magico” e altri da repertorio contemporaneo. In data 30 maggio, il duo di tenore e chitarra ha proposto un programma di musica antica: Antonio Aprile ha eseguito cavatine di autori francesi e italiani. L’articolato Festival cameristico si è concluso presso la chiesa di San Michele di Serra de’ Conti, dove la soprano Lucia Eusebi e i chitarristi Massimo Agostinelli e Andrea Zampini hanno proposto un programma in due parti; la prima per voce e strumento, la seconda totalmente dedicata a musiche e danze latino-americane e spagnole della fine del XIX secolo, per due chitarre. Elisabetta Rocchetti mercato”. Possono invece essere fruitori e giudici esigenti. Il che, se rilassa pedagoghi e pedagogisti, pone invece una sfida enorme a chi scrive per loro. D’altronde, lo scrittore per ragazzi non è un professionista di serie B. Marco Bevilacqua Concorso fotografico Sogenus Spa Tante fotografie per raccontare la discarica gestita da Sogenus Spa, la gestione dei rifiuti solidi urbani e il loro riuso. Le migliori sono state premiate cash nel pomeriggio di domenica scorsa nella sala conferenze della biblioteca alla Fornace. Primo assoluto Mauro Brega di Cupramontana che, in cinque scatti sequenziali in bianco e nero, ha sintetizzato il concetto di riuso, aggiudicandosi un assegno da 1200 euro. Gli altri premi, sempre in denaro, sono andati a: Roberto Pigliapoco di Pianello Vallesina, Loredana Riccitelli di San Paolo e Giulia Verdolini di Cupramontana. Soddisfatta per la partecipazione, la presidente di Sogenus Eddi Ceccarelli che ha sottolineato come «la discarica e la gestione integrata dei rifiuti siano una risorsa fondamentale per Maiolati, con benefici per gli altri comuni associati. Nella discarica sono in atto da tempo sul monitoraggio ambientale con le api». La mostra, alla Fornace di Moie, sarà aperta fino al 30 giugno. 12 v V della arte VocedellaVallesina 23 giugno 2013 Cupra Montana ricorda Luigi Bartolini incisore, poeta, scrittore, nel 50° anniversario della sua scomparsa L’ inafferrabile ‘anarchico celestiale’ Nel 1989 veniva fondato a Cupra Montana il ‘Centro Documentazione su Luigi Bartolini’ con il proposito di ricercare e raccogliere materiale di qualsiasi natura concernente l’opera dell’ incisore, poeta, romanziere cuprense scomparso ventisei anni prima. Da allora, soprattutto grazie all’interessamento della dott.ssa Elena Gregori, assessore alla cultura e del pittore Ezio Bartocci, anche lui cuprense, molte iniziative sono state apprestate per conservare la memoria del poliedrico artista marchigiano. Già prima di quella data tuttavia era apparso nel 1980 un libro, a cura di Ezio Bartocci, ‘Luigi Bartolini: l’emozione oltre la regola’ che raccoglieva una serie di incisioni e tele del Maestro. Nella Sala Consiliare del Municipio erano stati presentati nello stesso anno altri due volumi: edito dalla Mondadori il romanzo più conosciuto di Bartolini, ‘Ladri di biciclette’, dal cui nel 1948 era stato tratto il soggetto dell’omonimo film-capolavoro del neorealismo, e ‘Luigi Bartolini: il mio libero nulla’ di Fabio Ciceroni ed Ezio Bartocci, successivamente nominato consulente del Centro. Seguirono altre iniziative. Nel 1990 fu pubblicato ad Urbino un racconto di Bartolini, ‘Il panino di raso’ e poco dopo il critico d’arte Luigi Dania presentò una rara edizione d’arte, ‘Giornata con Bartolini’ di Dino Garrone, illustrata da sette acqueforti. Nel 1991, nell’imminenza del centenario della nascita di Bartolini, vennero presentati diversi progetti, tra i quali l’istituzione di un ‘Premio biennale L. Bartolini per la grafica’ e la catalogazione di testi critici, recensioni, articoli, tesi di laurea che testimoniavano l’opera del grande Maestro. Le celebrazioni ebbero inizio a novembre. Nella Sala Consiliare del Municipio le prolusioni di numerosi relatori tracciarono allora di Luigi Bartolini, artista e uomo, un ritratto non oleografico. Contemporaneamente nel settecentesco Palazzo Leoni venne allestita una mostra in cui oltre a tele ed incisioni erano esposti libri, opuscoli, articoli, lettere, fotografie dell’artista. L’interesse su Luigi Bartolini, che si definiva ‘un anarchico celestiale’, perché inafferrabile e sfuggente a qualsiasi regola, non si è spento. Si intende anzi rinnovarlo nella ricorrenza del 50°anniversario della sua morte con iniziative e manifestazioni che coinvolgeranno soprattutto i giovani. Mentre l’archivio del Centro di Documentazione ha continuato e continua ancora ad arricchirsi di altro materiale, la Giunta Comunale ha istituito due borse di studio, di un milione ciascuna, riservate rispettivamente alla ricerca iconografica bartoliniana e agli scritti sulle Marche di L. Bartolini. Stanno intanto per apparire due tesi di laurea sul Maestro che si aggiungono ad altre quattro già archiviate nel Centro. Una di Cinquant’anni dopo: gli ex alunni di Piandelmedico e Gangalia della scomparsa di Luigi Bartolini, con il titolo ‘I luoghi, la memoria, le immagini’ è imminente, si è svolta a Cupra Montana il 15 giugno. Informazioni relative alle altre manifestazioni in programma per luglio ed agosto possono essere comunicate dal Centro Documentazione Bartolini: [email protected] - tel. 0731/ 786855 Augusta Franco Cardinali Foto Vincenzoni: da sinistra Dino Mogianesi, Ezio Bartocci, il sindaco di Cupramontana Luigi Cerioni e Mauro Pierfederici. MARCHE ENDURANCE SI TINGE DI ROSA C’è qualcosa di nuovo oggi tra noi… Non è stata una semplice “rimpatriata” quella che si è svolta il 9 giugno presso il ristorante“Villa d’Este” ma la condivisione di uno spaccato di vita ad oltre cinquant’anni di distanza. Erano presenti cinquantaquattro ex alunni delle scuole di Piandelmedico e Gangalia. Sono arrivati anche da lontano pur di non perdere questo appuntamento preparato da tempo e con tanta cura da alcuni di loro. A godere di questo incontro sono state invitate anche alcune insegnanti di allora che hanno partecipato alla festa commosse e grate per essere state ricordate con tanto affetto. Durante il pranzo, gli organizzatori hanno dato vita, con i loro ricordi ad un periodo passato ma non dimenticato… Si sono voluti esprimere così. «Noi siamo… quelli che indossavano vestiti consumati, scarpe di gomma e zoccoli di legno; quelli che il vestito bello, quello della festa, era per le grandi occasioni; quelli che indossavano le scarpe con il battitacco e il batti punta di ferro, perché dovevano durare più a lungo; quelli che andavano a scuola con la cartella di cartone, i quaderni neri a righe o a quadretti, la carta assorbente, l’astuccio di legno con il coperchio scorrevole; quelli con le cannucce con i pennini, a goccia color bronzo, a forma di campanile o simili alla torre Eiffel nascosti insieme alla matita, la gomma e i colori Giotto; quelli dei banchi di legno con il calamaio per contenere l’inchiostro; quelli delle macchie nere sul grembiule, a quadretti rosa e blu, scherzi del compagno di banco e segno del lavoro quotidiano; quello che lo scantinato della scuola serviva da ripostiglio per la legna da ardere nella stufa di “coccio” nei giorni freddi; quelli che per la merenda giocavano a busso, a na- queste, discussa a Cambridge da Fiammetta Luino che ha trattato ‘Le incisioni di L. Bartolini’, potrebbe aprire un dialogo con le istituzioni culturali d’oltre Manica. Gli stanziamenti della regione permetteranno inoltre la pubblicazione degli atti dei Convegni tenuti ad Osimo e Cupra Montana, dei cataloghi delle mostre da allestire prossimamente nelle due città, di un volume che riporterà gli scritti di Bartolini sul suo paese natale, di un ‘quaderno’ che apparirà a cadenza annuale con finalità divulgative. La prima delle manifestazioni celebrative del 50° anniversario “Voci di donne arabe” scondino, a fazzoletto, a schicchera o a rincorrersi per farsi dispetti in giardino; quelli del doposcuola nei locali della chiesa, con le maestre Mirna Cardinali e Veniera Gualdoni che in allegria, con simpatia e professionalità, ci aiutavano a fare i compiti; quelli della merenda con pane e formaggio o pane e marmellata; quelli che andavano a scuola a piedi, ma ugualmente felici e spensierati, tra le strade polverose o le buche piene d’acqua, inconsapevoli sognavano le cose belle del mondo, una macchina o una vespa era una festa poi… tutti con la bicicletta; quelli… figli di chi, con umiltà e saggezza contadina, hanno insegnato i valori umani più genuini, da conservare sempre nel difficile cammino della vita; quelli che grazie a maestre come Picchietti, Benigni, Maria Giovanna, insegnanti buone ma severe, cresciuti orgogliosi di essere, quelli che semplicemente siamo oggi, gioiosi di ritrovarsi dopo tanti anni insieme». Hanno sintetizzato nello scritto la loro esperienza di bambini di allora con lo sguardo obbiettivo dell’adulto; che oggi facilmente si ravvisa lucido di commozione per i ricordi di valori che ancora li uniscono. E.B. Se si dovesse dare un titolo a quanto è emerso al Teatro Cortesi di Sirolo, nel corso di“ Un momento d’incontro imprenditoriale e culturale al femminile – Voci di donne arabe”, nell’ambito di Marche Endurance, sarebbe: “Dobbiamo osare di più”, suggerito dalla senatrice Stefania Giannini, già Rettore dell’Università per stranieri di Perugia. Alla quale ha fatto eco, Thuraya Al Awadi imprenditrice emiratina: “Dialoghiamo e scambiamo di più esperienze tra donne.” Un talk show tutto al femminile condotto da Jole Saggese di Class CNBC al quale hanno preso parte gli assessori regionali alle attività produttive Sara Giannini, ai diritti e alle Pari Opportunità , Paola Giorgi, il presidente del Tavolo per la internazionalizzazione delle imprese femminili del ministero dello Sviluppo economico, Mirella Ferlazzo, l’esperta culturale per i Paesi del Golfo del ministero Pari opportunità, Alessandra Priante, la chairman Emirates Business Women Council, Fatima Obeid Al Jaber ,la psicologa e ricercatrice, Sultana Othman e la Board member Emirates Business Women Council, Reed Al Shuryani Al Dhaheri. Nel corso del dibattito sono emerse informazioni che si allontanano parecchio dallo stereotipo della donna araba sottomessa e poco emancipata. Almeno negli Emirati Arabi Uniti le donne studiano, lavorano ed hanno spesso una posizione di leadership governativa e nel mondo degli affari. Basti pensare che il 70% dei laureati negli EAU sono donne e il 20% delle aziende sono rette da manager donne. Certamente ora parliamo con una fascia alta di donne arabe altamente scolarizzate che hanno forti opportunità ma non è purtroppo un fatto consolidato in tutto il Medio Oriente.” Fatima Obeid Al Jaber ha riferito “anche negli Emirati Arabi Uniti la donna è tutelata sia nel settore pubblico che privato e si segue con tenacia il principio dell’uguaglianza e delle pari opportunità. Non ci sono problemi di remunerazione paritaria con gli uomini”. Sara Giannini ricordando la dichiarazione della Banca d’Italia: “se tutte le donne lavorassero, il PIL italiano crescerebbe di 7 punti percentuali” ha dall’altra parte sottolineato che l’accesso al credito finanziario per le donne è molto più difficile, il costo del denaro per le donne è molto più alto perché per le banche la donna è meno affidabile , penalizzata dal lavoro di cura della famiglia, mentre in altri paesi europei è il contrario: si riconosce la volontà di impegno delle donne nel lavoro. In Italia la battaglia per i diritti delle donne è stata fatta molti anni fa e siamo arrivate quasi ad un “culmine”, con una situazione aggravata anche dalla crisi, mentre per i Paesi Arabi si tratta di un’ascesa verso quei diritti, in territori che sono in netta fase di espansione economica.” vallesina VocedellaVallesina 23 giugno 2013 v V della 13 Moie: 22 e 23 giugno la musica della banda “L’Esina” anima le vie del paese Ouverture d’Estate con la scuola e la Junior band La banda musicale “L’Esina” di Moie presenta la quarta edizione dell’“Ouverture d’Estate 2013”. La Banda Musicale Gruppo Twirling-Majorettes l’Esina nasce nel 1968 per iniziativa di Guerro Osvaldo, Gasparrini Franco e Latini Adelio, con il sostegno di don Anselmo Rossetti, a Moie. Il maestro Ruggeri fu il primo Direttore, poi seguito dal maestro Fabio Merli che ne è restato alla guida per oltre venti anni, portando l’Esina ad un elevato livello di qualità. Attuale direttore è il maestro Samuele Faini. Dal 1978 alla Banda si è affiancato il Gruppo “TwirlingMajorettes” con il quale hanno offerto spettacoli rivolti ad un vastissimo pubblico amante della musica e dello sport coreografico. Oltre a un ricco repertorio musicale infatti, l’Esina ha presentato le spettacolari esibizioni del Gruppo “Twirling-Majorettes” con coreografie spesso derivate dalla partecipazione ai campionati italiani di Twirling, dove le ragazze hanno ottenuto importanti successi. L’Esina ha avuto modo di esibirsi in quasi tutte le regioni italiane (dalla Sicilia alla Sardegna, dalla Puglia alla Liguria) ed in molti paesi europei (Francia, Spagna, Germania, Croazia, Svizzera, Austria, Olanda, Belgio, Danimarca). Gli ultimi gemellaggi o scambi culturali, in ordine di tempo, con la “Limena Glazba” di Marinici (Croazia), nel 1999, il Complesso Bandistico Arturo Toscanini di Settecamini (Roma) e la Banda Sinfonica di Bétera (ValenciaSpagna) nel 2000. La Banda Musicale è composta da 40 elementi. La manifestazione “Ouverture d’Estate” si terrà sabato 22 giugno e domenica 23 giugno a Moie presso il parco “Antonella Paradisi” (dietro la biblioteca “La Fornace”). Nella giornata di sabato l’orchestra dell’istituto comprensivo Carlo Urbani (di Moie, Castelplanio, Poggio San Marcello) diretta dai maestri Gianluca Gagliardini, Marco Agostinelli, Giorgia Cingolani, Ilenia Stella e Salvatore Fatone e l’“Esina junior Band” diretta dai maestri Samuele Faini, Simone Tisba, Claudia Mancini, Stefano Manoni, Lucia Di Stefano e Gabriele Bartoloni si esibiranno alle 21. Nella giornata di domenica 23 alle 10 si svolgerà invece la sfilata, per le vie di Moie, dei musicanti della banda l’“Esina” che alle 11.30 parteciperanno anche alla Santa Messa presso la chiesa “Cristo Redentore”. Per concludere alle 21 concerto finale della banda l’“Esina”, diretta dal maestro Faini presso il parco “Paradisi”. L’ingresso è libero. Riccardo Latini Foto Tobaldi Rusticanella: 21-22 giugno con menù bio e prodotti locali ASP Ambito 9: progetto per l’invecchiamento attivo Nel giardino della Rusticanella, in collaborazione con la Pro Loco Monsano, sono in competizione sei produttori e trenta etichette per aggiudicarsi il “Marche Beer Festival Award”. Il Birrificio Del Gomito (Agugliano), il Birrificio Dei Castelli (Arcevia), Mc 77 (Serrapetrona), il Mastio (Urbisaglia), il Birrificio Pergolese (Pergola) e Mukkeller (Porto Sant’Elpidio) si sono fronteggiati a colpi di degustazioni e risate. Davanti a una giuria composta da rappresentanti dell’Associazione Degustatori Birra, dell’Associazione Amici della Birra, dell’Accademia della Cucina e da giornalisti della stampa specializzata tra cui la nuova rivista marchigiana “Non solo Bionde”, i sei birrifici protagonisti hanno mostrato tutto il loro lavoro; di passione, di sacrificio e di amore. La sera del 21 giugno si esibirà la “MaboBand, Street Music Band” mentre il 22 giugno la serata conclusiva con la premiazione della miglior birra del Festival. In tutta la regione sono 16 i birrifici artigianali, per lo più nati dalla passione e come hobby per arrivare poi a una produzione da vendere, anche se in quantità limitate. Nel corso della manifestazione saranno allestiti gli stand con piatti alla birra, menu bio e aperitivi. Nonsolobionde.it è un web-magazine che ha l’intento di far conoscere e diffondere il mondo della birra Un premio fondamentale per sostenere l’invecchiamento attivo: è quanto è riuscita ad aggiudicarsi l’azienda ASP Ambito 9. La società che gestisce i servizi sociali di ventuno comuni nella Vallesina ha conseguito quest’anno un importante successo in quest’ambito attraverso il progetto “Attiva-Mente” che sostiene un invecchiamento consapevole e una maggiore collaborazione tra generazioni molto diverse tra loro. L’Unione Europea ha proclamato il 2012 anno internazionale dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni, proclamando tra le altre iniziative un bando di gara per l’intera annata e conclusosi lo scorso 25 settembre. L’amministrazione di Jesi non si è lasciata sfuggire quest’occasione risultando tra l’altro uno dei 48 comuni vincitori (inizialmente si erano presentati in 1125), avendo così diritto a una sovvenzione europea percepita intorno ai 100.000 euro. «Il progetto presentato dalla nostra azienda - spiega giustamente il presidente dell’ASP, Franco Pesaresi - si svilupperà essenzialmente su tre linee guida. Il primo punto che abbiamo voluto considerare riguarda l’implemento delle competenze digitali e informatiche dei più anzia- “Il giardino delle birre artigianali” di qualità e favorirne il consumo, con la consapevolezza della sempre maggiore importanza del settore agroalimentare nella nostra economia, in un’ottica di qualità e innovazione. Quello della birra di qualità è un settore in piena espansione, che merita l’attenzione da parte dei media e del pubblico. Un’attenzione che si manifesta in un sempre più ampio settore di appassionati. Il magazine ha l’ambizione di diffondere questa passione, facendo conoscere il panorama della produzione birraia italiana, le conoscenze tecniche, le curiosità e soprattutto il variegato mondo culturale in qualche modo collegato a quello della birra. Ora tutto è calmo al giardino della Rusticanella, ma non per molto. Il 21 giugno la festa si riaccenderà e si riapriranno le danze mentre il 22 verrà premiata la migliore birra del Festival. Giovani e anziani informatizzati ni attraverso percorsi formativi gestiti dai giovani delle scuole superiori. Il secondo punto che intendiamo sviluppare è orientato a incentivare l’accesso di anziani alle attività sportive per mezzo di convenzioni con le palestre, la creazione di eventi sportivi e di percorsi fitness nei centri urbani e un percorso formativo e di giochi popolari tradizionali. La terza tappa della nostra attività –ha proseguito Pesaresi - ha lo scopo di promuovere una gestione più consapevole del tempo libero sostenendo il coinvolgimento attivo degli anziani alla cultura mediante attività socio-culturali e formative, seminari ed eventi e, in ultimo, incontri con ragazzi degli Istituti Superiori per promuovere una fruizione di nozioni culturali con un processo intergenerazionale». Alle parole del presidente, l’assessore ai servizi sociali Paolo Cingolani ha proseguito dicendo che la durata intera del progetto è stimata in due anni. Infine, ha sottolineato l’importanza del progetto, e dei fondi nazionali e internazionali reperiti per il suo completamento a fronte di una crisi che tende, nonostante tutto, a rendere tutto più complicato. Marco Marcellini www.citroen.it 4X4 QUANDO VUOI TU. NUOVA CITROËN C4 AIRCROSS C’è un solo SUV compatto con motore 1.6 HDi 115 FAP®, Stop&Start e sistema di trazione integrale con selettore di modalità. Con nuova Citroën C4 Aircross da oggi sarai tu a scegliere, passando dalle 2 alle 4 ruote motrici con un semplice gesto. Nuova Citroën C4 Aircross: tecnologica ed ecologica. GAMMA CITROËN C4 AIRCROSS DA XX.XXX EURO. TI ASPETTIAMO XXXXXXXXXXXXXXX. CRÉATIVE TECHNOLOGIE Citroën C4 AIRCROSS 1.6 HDi 115 FAP Stop&Start 2WD. Consumo su percorso misto: 4,6 l/100 Km. Emissioni di CO2 su percorso misto: 119 g/Km. 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Per questo è nostra intenzione ritirarci in un’ala laterale del monastero e donare l’edificio al comune di Jesi, posta la condizione che, nel tempo, sia comunque e sempre destinato ad attività e servizi nei confronti dei bisognosi. Il progetto attuale riguarda la realizzazione di un centro per persone disabili affidato all’ANFFAS”. È un brano della lettera che introduce il libro realizzato dal dott. Mauro Torelli, noto e bravo dirigente del nostro comune, che ricostruisce la storia della presenza nella nostra città dell’ordine delle clarisse. Lo scritto è stato completato in questi giorni e donato a tanti presenti È in occasione della celebrazione dei cento anni della costruzione e della presa di possesso dell’attuale monastero da parte delle clarisse. Le suore dei secoli precedenti, a considerare soltanto quelle dal ‘500 in poi, erano veramente tante. Hanno subito vicissitudini enormi fino a dover cambiare sede, all’interno della nostra città, per ben cinque volte. Alla fine si sono letteralmente stancate di tanto pellegrinare che si sono costruite, cento anni fa, con il loro lavoro e i loro sacrifici, un monastero tutto proprio e tutto per sé. Il rapido declino delle vocazioni dal secondo dopo guerra ad oggi, ha portato alla generosa e realistica decisione delle suore. Che meritano elogio e ammirazione in quanto avrebbero potuto destinare gran parte del monastero, con opportune variazioni di destinazione, ad appartamenti od uffici per ricavare un buon reddito. Ma madonna povertà ha consigliato il meglio destinando l’edifico “agli ultimi e ai dolenti”. Naturalmente siamo ai primi passi. Rimane da percorrere un iter legale e burocratico non indifferente, dalla volontà di accettare o meno il dono da parte del comune, alla configurazione giuridica della proprietà, alla sua specifica finalità, alla compilazione degli atti ufficiali, alla definizione del rapporto formale con le suore che rimangono. Certo, questa prima proposta di permettere un insediamento ben gestito e con ampi spazi a favore dei diversamente abili della nostra Vallesina, è un progetto generoso e impegnativo insieme. Ottimo nelle intenzione, ma diversi i problemi per la sua realizzazione. Problemi che però non devono assolutamente scoraggiare. Il dono delle suore va applaudito e apprezzato nella prospettiva che, prima o poi, verrà valorizzato per opere sociali di tutto spessore, viribus unitis. Dopo le violente soppressioni di tanti monasteri promosse da Napoleone, dopo le altrettante violenze imposte dallo stato unitario italiano nella seconda metà dell’800, oggi siamo alla chiusura “volontaria” dei monasteri per una quasi irreversibile graduale mancanza “della materia prima”, le vocazioni. Un fenomeno che, oltre tutto, investe anche altri settori della religione cattolica: il clero diocesano e quello regolare, soprattutto in Italia e in Occidente. Et censeo Pergolesianum Monumentum inamovibilem esse. v.m. Notizie dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi Il “Carlo Urbani” entro dicembre Entro il prossimo dicembre sarà operativo il nuovo blocco operatorio al Carlo Urbani. La sua realizzazione sta procedendo come previsto, sia sul fronte delle tecnologie che delle strutture necessarie. Il finanziamento di 2,9 milioni di euro da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, previsto e stanziato nel 2007, ha avuto, soltanto all’inizio di quest’anno, la possibilità di essere attivato. La Fondazione ha istituito ha commissione di gara della quale fanno parte, oltre ai membri della Fondazione stessa, un tecnico rappresentante del Comune di Jesi, uno dell’Asur e il Direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale cittadino. In questi giorni le tre principali ditte che operano nel settore stanno elaborando i progetti, che saranno giudicati dalla commissione. La scelta della ditta esecutrice avverrà intorno alla prima metà di luglio e da quel momento potranno partire i lavori. La Fondazione ribadisce il proprio impegno finanziario affinché tutte le tecnologie di ultimissima generazione vengano installate presso il nosocomio jesino, per procedere al definitivo completamento e trasferimento di tutte le attività sanitarie al nuovo spedale Carlo Urbani. Matteo Pierelli Il consigliere Raffaele Bucciarelli sull’Ospedale di Jesi Un medico in meno in Oncologia Il Consigliere regionale Raffaele Bucciarelli ha presentato un’interrogazione relativa alla copertura di un’unità di personale medico vacante presso il reparto di Oncologia dell’Ospedale “Carlo Urbani” di Jesi. L’Unità Operativa di Oncologia durante l’anno 2012 ha assistito 6000 persone in day ospital, 4500 malati con prestazioni ambulatoriali e 350 come nuovi pazienti. Dal mese di aprile scorso il personale medico in servizio è calato di un medico sui quattro previsti, cioè del 25%, e la sostituzione sarebbe agevole essendo aperta fino a febbraio la graduatoria del concorso effettuato dalla Regione nel 2011. Presso l’Ospedale di Fabriano per lo stesso servizio sarebbero occupati sette medici e nell’Ospedale di Senigallia quattro. Il consigliere Bucciarelli chiede di conoscere con quali criteri viene assegnato il personale all’interno delle Aree Vaste nella fattispecie la n. 2, e i motivi di tale disparità di trattamento e se è intenzione della Giunta regionale coprire il posto vacante ed i tempi di tale copertura. I tempi certi dell’Ospedale Nella lunga intervista, apparsa nel numero 22 della Voce della Vallesina, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi Alfio Bassotti, in risposta alla domanda sulle sale operatorie dell’ospedale Carlo Urbani, a un certo punto dichiara: “Noi siamo determinati a realizzare l’opera tanto è vero che le procedure di appalto delle attrezzature necessarie a realizzare il blocco in questione si trovano ormai in fase avanzata: attrezzature che speriamo possano essere disponibili entro l’anno. Mi auguro, perciò, che per tale data siano disponibili presso l’ospedale jesino anche i locali idonei ad ospitarle”. Se considero che troppo spesso viene praticata un’opera di disinformazione riguardo all’ultimazione del Carlo Urbani, è quanto mai legittima la preoccupazione del dottor Bassotti quanto ai locali destinati ai blocchi operatori. Voglio però ribadire, per l’ennesima volta, che già dal settembre 2010, con l’approvazione del decreto da parte della Regione, sono stati destinati 14,5 milioni di euro per l’ultimazione definitiva del nostro ospedale. Tale decreto è anche il risultato di un’attenzione e di un monitoraggio continui che, insieme al collega Badiali, abbiamo rivolto e rivolgiamo alla realizzazione di questo importantissimo obiettivo per la sanità di Jesi e della Vallesina, nel rispetto dei tempi precisati dal crono-programma della Asur Marche. L’attuazione di questo crono-programma è stata verificata anche nel gennaio scorso, con un sopralluogo al nuovo ospedale e al cantiere effettuato, oltre che da me, dai consiglieri regionali Badiali e Bucciarelli, dal sindaco Bacci, dal direttore generale dell’Asur Ciccarelli, dal presidente della Fondazione Giacani, dai tecnici dell’Asur, dal direttore dei lavori e dal responsabile del procedimento. Quanto al punto specifico, mi fa piacere informare la città e la Vallesina, il presidente Bassotti e la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi che i locali che verranno adibiti a sale operatorie, per una superficie complessiva di circa 550 mq, sono pronti e a completa disposizione per le attrezzature necessarie a realizzare il blocco in questione. Allo stesso modo, sono già pronti per l’utilizzo i locali che dovranno ospitare i servizi di supporto del blocco operatorio. Dei 14,5 milioni di cui sopra, circa la metà sono destinati agli arredi e alle tecnologie: attrezzature, in parte già acquisite e in funzione, di elevatissima qualità e affidabilità tecnica. Colgo dunque l’occasione, anche se forse è superfluo, per chiedere alla Fondazione (ma sono certo che sarà così, anche per le stesse indicazioni che sono venute da chi di competenza) di attenersi per le attrezzature delle sale operatorie sempre a questo standard di qualità tecnologica di ultima generazione. Ringrazio la Voce della Vallesina e la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi; come consigliere regionale delle Marche che vive in questa città, sono ovviamente disponibile a qualsiasi confronto e collaborazione al fine di garantire traguardi importanti per Jesi e la Vallesina. Enzo Giancarli 29 giugno alle 9,30: passeggiata in carrozzina per la città “Lo scalino che abbiamo... nella testa” L’associazione SpaziOstello Onlus organizza, per sabato 29 giugno 2013 alle 9:30, insieme ai rappresentanti del Comitato Marchigiano per la Vita Indipendente delle persone con disabilità ed all’ANFFAS di Jesi una Passeggiata In carrozzina aperta alle istituzioni, ai commercianti, alle famiglie con passeggini ed a tutti i cittadini per cercare di individuare le barriere architettoniche nella nostra città. Questa idea, nata durante gli incontri organizzativi della VI Edizione di Equa la Festa, il cui tema centrale saranno i Diritti, è stata ispirata dalla compianta Daniela Cesarini, e a lei è dedicata: Daniela avrebbe voluto pari diritti e pari dignità per ogni essere umano, e quindi anche per i disabili, e nella sua vita ha sempre lottato affinché Jesi sia di supporto ai più deboli, sotto ogni punto di vista.“ Vita Indipendente” significa, per le persone con disabilità, poter vivere come chiunque altro. Poter gestire la propria vita, nonostante la propria disabilità. Le barriere architettoniche e i comportamenti incivili troppo spesso lo rendono impossibile. La legislazione italiana contiene numerose norme che disciplinano l’accessibilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche; nonostante questo non è infrequente che queste leggi non vengano rispettate nella nostra città. “ Eliminiamo lo scalino che abbiamo... nella testa” è il titolo che si è scelto per questa passeggiata, che si pone l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni e tutta la cittadinanza jesina sulle questioni dell’accessibilità e della fruibilità dei nostri am- bienti pubblici alle persone disabili e anche a tutti i cittadini, ma la cui finalità a lungo termine sarà quella di costituire un “Osservatorio Comunale sulle Barriere Architettoniche”. La passeggiata partirà alle ore 9.30 dall’ostello Villa Borgognoni di Jesi in Via Crivelli 1, avrà la durata di circa un’ora e seguirà un tragitto breve ma articolato che cercherà di mettere in luce ostacoli e barriere del nostro territorio che purtroppo sono presenti anche in opere pubbliche e costruzioni di nuova realizzazione. Sono invitati a partecipare il Sindaco di Jesi, gli Assessori ed i Consiglieri Comunali, i Sindacati, le Associazioni di Categoria ed anche genitori con bimbi e i passeggini, referenti dell’Asp 9, dell’Asur, di Associazioni di Volontariato del Territorio, di altri enti ed istituzioni territoriali e la cittadinanza tutta. Durante la passeggiata verrà richiesto ai partecipanti di “camminare” seduti su una carrozzina oppure di spingerne una per toccare con mano cosa può significare muoversi in città, a Jesi, in questo caso, per una persona con disabilità. SpaziOstello Onlus, Comitato Vita Indipendente e Anffas Jesi ringraziano per la collaborazione all’organizzazione della passeggiata l’Associazione Luca Coscioni ( cellula di Ancona), l’UNITALSI e l’Associazione A.Re.A. Ancona. Un caloroso ringraziamento va inoltre a CEJ di Aquilanti Vittorio (Jesi), Mapis Srl (Fabriano) e Progettiamo Autonomia (Camerano) per la fornitura gratuita delle carrozzine, indispensabili per la realizzazione di questo progetto. sport/tempolibero VocedellaVallesina 23 giugno 2013 La giovane campionessa rischia la paralisi v V della 15 aurora BASKET: Si è concluso il trofeo “Coltorti” Grave incidente di Alessia Polita Tra prima squadra e settore giovanile La campionessa di motociclismo, la jesina Alessia Polita è attualmente ricoverata presso il reparto di terapia intensiva dell’ospedale Bufalini di Cesena dove è stata condotta d’urgenza nella giornata di sabato 15 giugno dopo un grave incidente in pista che le potrebbe compromettere l’uso delle gambe. Alessia si è svegliata dal coma farmacologico domenica intorno alle 13 dopo il delicato intervento neurochirurgico subito al rachide a seguito di una frattura da scoppio della dodicesima vertebra dorsale. La ventisettenne jesina è caduta sabato in avvio della seconda sessione di prove del campionato italiano di velocità della categoria Superstock 600 mentre era bordo della sua Yamaha R6 sul circuito di Misano Adriatico. Secondo quanto dichiarato dalla Federazione Motociclistica Italiana, organizzatrice dell’evento, la Polita ha perso il controllo prima di impostare la traiettoria della curva 16, quella che immette nel rettilineo d’arrivo, la stessa curva del circuito romagnolo, durante il GP d’Italia della classe 500 (anno 1993), in cui cadde il pilota statunitense Wayne Rainey senza contatti con altri piloti. Subito soccorsa in pista, Alessia è stata poi trasportata a Cesena in elicottero. «Ora è cosciente e si è subito resa conto dell’incidente incorso e delle gambe. - è quello che tiene a sottolineare il padre Giancarlo. - Ha chiesto immediatamente di Eddy (La Marra, il motociclista e ragazzo di Alessia)», che sabato ha corso a breve distanza dalla giovane vincendo la prima gara di Superbike mostrando alle telecamere la caricatura e il numero 51 di Alessia stilizzati sul casco. Il giovane ha rifiutato le In attesa di nuovi positivi sviluppi sul futuro dell’Aurora Basket, la società arancio-blu si è concentrata sul suo settore giovanile. Domenica scorsa è andata in scena l’ultima tappa del torneo itinerante “Trofeo Coltorti”, che si è svolta a Jesi tra la palestra Novelli, dove si sono giocate le semifinali ed il PalaTriccoli, teatro delle finali. A seguire le premiazioni. Lo scorso 13 giugno era stata presentata presso la sede dell’Aurora Basket in via Martiri della Libertà la campagna di sottoscrizioni al “Club 6 con noi”, l’iniziativa rivolta ai professionisti, artigiani, commercianti e piccoli imprenditori della Vallesina. Presidente di questo club è il medico oculista Edoardo Massera, che vorrebbe riportare a Jesi Mason Rocca grazie ad una sottoscrizione di cinquanta soci. Giovedì 21 giugno si è svolto presso l’hotel Federico II il convegno “Innovazione è passione. Basket for Business, la nuova rete di idee ed opportunità by Aurora Basket, che valorizza sport, territorio e business”. All’evento, organizzato dal club jesino, hanno preso parte il sindaco di Jesi, Massimo Bacci; il direttore generale di Banca delle Marche, Luciano Goffi; il direttore generale della Banca Popolare di Ancona, Nunzio Tarta- interviste e la classica esultanza sul podio, ha poi promesso che le starà presto accanto in ospedale. «Tra una decina di giorni - continua il padre - sarà dimessa dall’ospedale di Cesena, la trasferiremo in una clinica ad Imola per iniziare la riabilitazione». Adesso le polemiche si concentrano su quelle che potrebbero essere state le cause dell’incidente. Durante i giri di prova tenuti in settimana, la moto si era incendiata e questo fa sospettare che la caduta di sabato sia stata provocata da un guasto meccanico al veicolo. «Forse c’era qualche guasto sulla sua moto che i meccanici non sono riusciti a individuare e mettere a punto» spiega Enrico Brazzini del Motoclub “Leone Rampante”. Il bollettino medico trasmesso nella serata di domenica lascia poche speranze per il recupero delle condizioni fisiche e sembra certa la perdita in maniera permanente dell’uso delle gambe. Intanto però dai social network arrivano in abbondanza i messaggi di solidarietà per la giovane campionessa, si fa sentire anche la vicinanza e il sostegno da parte dell’intero Motomondiale di Catalogna. Marco Marcellini La jesina torna a vincere a Zagabria in una competizione Europea Di Francisca campione d’Europa Medaglia d’oro per l’Italia ai campionati europei di scherma. A salire sul gradino più alto del podio è stata proprio la jesina Elisa Di Francisca al termine di un’avvincente finalissima (finita 15 a 7) contro l’agguerrita russa Diana Yakovleva. La jesina replica il titolo continentale vinto nel 2011 a Sheffield. Un successo fondamentale per la giovane campionessa che torna alla vittoria su una vetrina internazionale dopo l’ultimo successo delle Olimpiadi di Londra.Grande anche la gioia dei commissari tecnici Andrea Cipressi e Giovanna Trillini che da ex compagna di squadra e campionessa si è tramutata in allenatrice personale. La serie vincente della Di Francisca inizia nella fase a gironi terminata con una sola sconfitta, poi nel turno dei trentadue importante la vittoria contro la turca Karamete per 15 a 5 e quella nel turno delle sedici contro la francese Astrid Guyart per 15 a 9. L’arrivo ai quarti pone la Di Francisca di fronte ad una vecchia conoscenza, Arianna Arrigo. Come già era successo nel 2012 sulla pedana olimpionica a trionfare è stata nuovamente la giovane jesina con un punteggio finale di 15 a 5. Poi in semifinale l’assalto ancora una volta contro una francese, la campionessa Ysaora Thibus conclusosi per 15 a 12. Nella fase a gironi le italiane Arianna Errigo e Carolina Erba avevano vinto tutti gli assalti del proprio raggruppamento fermandosi però entrambe ai quarti. Elisa Di Francisca e Benedetta Durando avevano invece vinto cinque dei sei assalti disputati. «Avevo avvertito buone sensazioni sin dall’ultimo ritiro collegiale, un successo molto importante per me. Non sarà un oro olimpico ma vale sempre moltissimo.- queste le parole a caldo della campionessa che conclude dicendo- Dedico la vittoria ad Alessia Polita (la motociclista jesina ora in gravi condizioni dopo l’incidente in pista di sabato), jesina come me.». m.m. glia; la co-titolare di Fileni-Simar, Roberta Fileni; il titolare delle Boutiques Coltorti, Maurizio Coltorti ed il direttore organizzativo e marketing del Siena Calcio, Giuseppe Cormio. Con la fine delle scuole, lo scorso 10 giugno si era radunato il gruppo di giovani prospetti seguiti dall’Aurora Basket (nella foto di Candolfi). Agli ordini della coppia di tecnici formata da Damiano Cagnazzo e Maurizio Rossetti, coadiuvati dal preparatore atletico Simone Bettini hanno lavorato tra la palestra Novelli ed il polisportivo Cardinaletti per migliorarsi tecnicamente e fisicamente Matteo Battisti (1993), Simone Bruzzechesse (1994), Alessandro Ciampaglia (1996), Federico Pistola (1994), Nicolò Ruggeri (1995), Federico Bargnesi (1995) e Giovanni Fabbracci (1996). Giuseppe Papadia MONSANO: “Palla pazza” dopo vent’anni al Paradise Società e scuole di pallavolo Reti di pallavolo, bambini, ragazzi, famiglie, volontari, cappelli e magliette bianche rosse verdi e blu e tanti sorrisi. Il piazzale del Paradise di Monsano è stata la location per la seconda edizione di Palla Pazza, maxitorneo di minivolley, un’iniziativa che dall’anno scorso è rinata dopo una pausa di circa venti anni. “A metà degli anni ottanta si svolgeva in Piazza a Jesi grazie alla Società Pieralisi di Pallavolo e ai volontari Claudio Cardinali, Loretta Carletti, Cesare Carbonari. - ricorda Renzo Cardinali, anche lui presenza attiva all’evento sia ieri che oggi. - Grazie alla collaborazione dell’assessore comunale alle Politiche Giovanili di Monsano, Patrizia Rinaldi, è rinato il gruppo e quindi le nuove edizioni di Palla Pazza.” Hanno potuto partecipare le società di pallavolo della Regione Marche e tutte le scuole federali di pallavolo. Settecento iscritti all’edizione 2013 con altrettante partite giocate. La giornata domenicale del 2 giugno è iniziata alle ore 9 con le fasi di classificazione a gironi (due giocatori più una riserva per squadra) per poi concludersi nel pomeriggio con le premiazioni dopo le eliminazioni dirette. Per il I Livello (3°-4° elem.) maschile:GS Sabini Castelferretti seguita da Futura Tolentino, ASD Star Volley 96 e San Severino Volley; femminile: GS Pallavolo Sassoferrato seguita da Volley Torresi Potenza Picena, Pallavolo Bottega Colbordolo, ASD Montegiorgio Volley. Per il II Livello (5°elem. e media) maschile: GS Sabini Castelferretti. Seguono ASD Montegiorgio e altre due squadre della Sabini; femminile: Filottrano, Le Querce Monticelli Ascoli Piceno, GS Pallavolo Sassoferrato e Pallavolo Fabriano. Nel torneo sperimentale Under 13 Maschile formula 3 vs 3: Volley Game Bianchi, Volley Game, Montegiorgio, GS Sabini, Dartit Ascoli Piceno, Polisportiva Filottrano, Vecci Jesi 1 e Vecci Jesi 2. Un improvviso Flash Mob con una canzone rap, musica e parole originali di Giacomo Gianangeli in arte Jack, ha regalato un divertente e coinvolgente momento. Per i più piccoli la simpatia dei clown e dei trucca bimbi, ma anche palloncini, aerei telecomandati, mercatino del baratto di giocattoli e tanto divertimento anche con il gioco dell’Albero del Pollo. Prezioso il contributo dell’oratorio San Cristoforo di Filottrano, dell’Avis di Monsano e Provinciale di Ancona, del Club Aeromodellismo Vallesina, e i Pionieri della Croce Rossa. Agnese Testadiferro 16 v V della attualità VocedellaVallesina 23 giugno 2013 La serata per Carlo Urbani alle Grotte di Frasassi con i familiari, le autorità e tanti cittadini presenti “Sembrava proprio che Carlo fosse tra noi...” Più di una persona, con commozione, mi ha riferito questa sensazione, dopo la bella serata alle Grotte di Frasassi, il 7 giugno. Direi che non c’è da meravigliarsene. Carlo era con noi. Per chi ha fede non è un mistero la convinzione che una persona fisicamente scomparsa in realtà ci sia più vicina di quanto crediamo. Le emozioni di quella sera hanno dilatato questa sensazione rendendola condivisibile, praticamente a tutti. E dire che quando Lucia (Bellaspiga) aveva lanciato questa sua idea, era sembrata irrealizzabile. Tant’è che il presidente dell’Aicu, Mauro Ragaini, sul palco ha definito Lucia e le sue idee un po’ ‘folli’: ma proprio Frasassi ha dimostrato, se ne ce fosse bisogno, che senza un pizzico di follia il mondo non va avanti. E se la mamma, Maria, anche lei commossa, ha avuto modo dire che Carlo sarebbe stato orgoglioso dei suoi amici, del modo scelto per ‘camminare insieme a lui’, allora è proprio vero che l’obiettivo è stato in qualche modo centrato: riuscire a generare quelle frequenze che consentissero di far entrare Carlo, la sua storia, nei cuori di tutti. Il mix è stato di un’intensità straordinaria: le belle letture interpretate da Beniamino Marcone, esaltate dalle note di Antonella Ruggiero, accompagnata alle tastiere dal maestro Mark Harris. Credo che pochi siano riusciti a trattenere la commozione quando sono state intonate le note di ‘My way’, con una struggente fusione dei suoni sax di Tommaso, con le tastiere di Mark e la calda voce di Antonella. Nella penombra delle Grotte, tuttavia, è successo qualcosa che non era mai avvenuto prima: il maestro si è alzato, cedendo il posto a Luca, che per la prima volta, pubblicamente, ha suonato il brano preferito dal padre insieme al fratello più grande, che fino a dieci anni fa aveva avuto il privilegio di suonare insieme al padre, Carlo. Pochi istanti prima era stato raggiunto un momento ugualmente alto della serata: Maddalena, la terza figlia, con una torcia aveva indicato una delle stalattiti, il ‘Gigante’ di Frasassi, chiedendo fosse intitolata al padre. Da quella sera i visitatori (240.000 l’anno) che visiteranno il complesso ipogeo, si vedranno indicare un nuovo monumento, dedicato a Carlo Urbani. Bellissime anche le testimonianze: il medico e amico Emilio Amadio, la presidente della camera Laura Boldrini con Nicoletta Dentico, già direttore generale MSF e oggi Direttore Osservatorio Salute dell’OMS; Germano Santoni, paziente e amico di Carlo, che dal Vietnam gli salvò la vita facendogli inviare da Ginevra medicine ancora non riconosciute in Italia. E, naturalmente, Tommaso. Non so se le Grotte nella loro storia (sono state scoperte 42 anni fa dal Cai di Ancona) abbiano mai visto una folla del genere. Ma una folla così assorta e commossa da far sentire, nelle pochissime e brevi pause, lo stillare delle gocce che formano, in modo perenne, il deposito che da vita alle stalattiti, questo non lo so. Carlo vedeva tutti uguali quelli che gli stavano attorno. Casomai vedeva primi i più deboli. Così hanno trovato posto a sedere solo anziani e disabili. Gli altri, autorità comprese tutti insieme, in piedi. Anche questo un bel segnale. L’ha colto, con intelligenza, Laura Boldrini: “ Carlo diceva, se anche i medici fuggono chi rimane? E se di fronte a quello che succede la politica fugge, chi rimane a dare speranza?” Laura e Nicoletta si sono avvicendate in una serie di risposte che hanno riscaldato, anche emotivamente, l’ambiente notoriamente freddo e umido. Bellissime le loro testimonianze, anche se il momento forse più intenso si è avuto con Germano: ha raccontato che nessuno aveva il coraggio, all’ospedale di Macerata, di dirgli che era malato di aids. L’ha fatto Carlo, tenendogli la mano e garantendogli che gli sarebbe stato sem- Cerimonia di chiusura dell’Anno Accademico della Luaj nel ricordo di Carlo Urbani Due donne nell’anima Alla cerimonia di chiusura dell’Anno Accademico 2012-2013 della Luaj il 28 maggio sono state invitate, quali ospiti d’onore, due donne che hanno avuto un ruolo fondamentale nella vita di Carlo Urbani: Maria Concetta Scaglione, sua madre, e suor A. Maria Vissani, sua consigliera e madre spirituale. Del grande medico, della sua missione, della sua vita molto è stato detto, ma forse non con la profondità e l’intimità con cui esse ne hanno parlato. Nel presentare il libro “In volo, sul mondo che amo” di cui è coautrice con Don Mariano Piccotti e Alessandra Cervellati, grafologa, suor Maria Vissani ha voluto spiegare innanzi tutto il significato delle due fotografie riprodotte in copertina. Sul fronte è Carlo Urbani in volo con il deltaplano: così, dall’alto egli amava contemplare il mondo. Sul retro appare invece, per contrasto, l’immagine di Carlo Urbani con in braccio un bambino salvato dal fango della Cambogia alluvionata. Simbolicamente le due foto mostrano come egli sapesse elevarsi a grandi altezze, ma anche di rendersi umile nel soccorrere coraggiosamente chi soffriva. Carlo Urbani, ha aggiunto, non amava tuttavia essere considerato un eroe, né che si parlasse di lui anche se era orgoglioso del suo lavoro. Forte e fragile, confessava di aver paura della vita che lo aspettava e allo stesso tempo non esitava ad affrontare le situazioni più rischiose. Odiava la falsità, desiderava essere sempre se stesso. Aspirava ad una dimensione ‘verticale’, ma non escludeva da questa tensione alla spiritualità possibili cadute dalle quali però credeva che fosse sempre necessario rialzarsi. Lo sosteneva una ‘religione della fragilità’, non della perfezione. Ha sempre considerato indispensabili gli affetti familiari, ha rimarcato la relatrice. Confessava nelle sue poesie l’affetto profondo per sua moglie e scriveva che la sua famiglia era per lui essenziale come le radici, l’acqua, la luce sono risorse vitali per un albero. Era felice di stare con i cuoi figli, affascinato dai loro capricci, divertito e coinvolto dai loro giochi. L’esame grafologico rivela una personalità fatto di luci ed ombre, sensibile, generosa, a tratti sfuggente. Nelle ultime pagine da lui lasciate la scrittura sembra spezzarsi, come se egli presagisse che qualcosa di sé si stava perdendo. Il prof. Giancarlo Vecci, presidente della Luaj, ha rivolto alla mamma di Carlo Urbani una domanda che ha avuto una risposta rivelatrice: “Come sono stati educati i suoi figli?”. La signora Scaglione non ha esitato a riferire una frase tratta da una delle ultime lettere di suo figlio: “Ho fatto dei miei sogni la mia vita e il mio lavoro”. I sogni di Carlo Urbani erano nati nell’infanzia in un ambiente familiare semplice, sereno, non opprimente, senza ‘vie di fuga’. Erano maturate attraverso la lettura di molti libri di cui aveva l’abitudine di sottolineare le frasi che evidenziavano i valori in cui egli credeva. Tre personaggi lo affascinarono e furono per lui esempi da emulare: il dott. Moscati, il dott. Schweitzer e Madre Teresa di Calcutta. Di tutto ciò che faceva, Carlo Urbani non smise di scrivere. “Per non lasciare agli altri il desiderio di raccontarmi”, diceva, cioè per non dare adito a illazioni, fantasie, emozioni. Raccontava soprattutto per testimoniare. Scrisse: “Lascio che i miei talenti germoglino nuovi frutti”. Sperava nel futuro, preoccupato più di seminare che di raccogliere. Bilancio finale e nuovi progetti Il prof. Vecci ha quindi redatto, sintetizzandolo, un bilancio delle principali iniziative svolte durante l’Anno Accademico: in ottobre la prof.ssa Maria Bettetini ha tenuto la prolusione inaugurale sul tema: pre vicino, come ha fatto, anche quando è dovuto partire per le missioni all’estero. Un grazie complessivo e conclusivo l’ha voluto esprimere Giuliana, moglie di Carlo: ai presenti, al Consorzio grotte, in particolare al presidente, generale Filiberto Cecchi, al responsabile marketing, Maurizio Tosoroni; allo staff dell’Aicu, a Margherita Coletta, amica di famiglia, moglie di Giuseppe, vittima della strage di Nassiria, che ha elaborato e stampato le belle brochures dell’evento. Tante belle storie si incrociano, tante strade si uniscono. Nascono dal dolore, si aprono alla speranza. Vincenzo Varagona Puoi sostenere l’Associazione Italiana Carlo Urbani Onlus con una donazione (tutti i dati sono reperibili nel sito www.aicu.it) o destinando all’AICU il 5x1000 Codice Fiscale 91022670425 ‘Amore: questione umana e storia filosofica’. A dicembre il Coro EquiVoci di Urbisaglia ha presentato un Concerto Natalizio nella Chiesa di S. Nicolò. A febbraio, si è tenuto in sede, per il Carnevale, un altro Concerto con A. Zallocco (mezzosoprano), M. Mengoni (violino) e S. Santoni (pianoforte). In aprile il dott. Valerio Napolioni e il dott. Francesco Pigliapoco hanno tenuto un Convegno su ‘La scoperta del XX secolo: il DNA’. A maggio, con la cerimonia di chiusura, è stato presentato il libro ‘In volo… sul mondo che amo’. Come negli anni precedenti sono state organizzate anche diverse visite culturali: in ottobre a Padula, Salerno, Reggia di Caserta; a dicembre a Firenze, per una visita guidata alla città e per assistere all’opera ‘Turandot’ nel Nuovo Teatro dell’Opera; a febbraio a Roma per visitare le mostre Guttuso o Brueghel e per assistere ad un Concerto nell’Auditorium Parco della Musica; a marzo, con una visita guidata a Modena, Busseto e luoghi verdiani, si è assistito ad una recita dell’Otello di Verdi nel Teatro Comunale ‘Pavarotti’; a maggio a Padova, per visitare la Cappella degli Scrovegni e le mostre ‘G. De Nittis e P. Bembo: l’invenzione del Rinascimento’. Infine un viaggio fuori dai confini d’Italia: dal 2 al 10 giugno, in Turchia e Cappadocia. Dopo aver ringraziato collaboratori e sponsor il Presidente ha annunciato un’iniziativa già programmata per il prossimo anno: un Concorso Fotografico, riservato ai soci della Luaj, che avrà come tema: ‘Scorci paesaggistici delle Marche’. Le foto, in formato digitale, dovranno essere presentate entro il 31 ottobre. Saranno sottoposte al comitato di redazione che ne sceglierà 13 con cui sarà illustrato il calendario del 2014 della Luaj. Al termine a tutti i docenti sono state offerte in omaggio delle acqueforti realizzate dagli allievi del prof. Leonardo Meschini. Augusta Franco Cardinali