Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica Progetto esecutivo 2005-2008 LINEA 10 DEFINIZIONE E SVILUPPO DI ARCHIVI DI DATI PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO, LA PIANIFICAZIONE E LA GESTIONE DELL’EMERGENZA Coordinatore: Domenico Liberatore Roma, 3 luglio 2007 Task Edilizia ordinaria Edifici pubblici e strategici Sistemi urbani e centri storici Pianificazione e gestione dell’emergenza Infrastrutture Monumenti Sviluppo archivi dati e GIS Edilizia ordinaria Modello per l’analisi di vulnerabilità sismica del costruito derivato dalla EMS-98 (UNIGE) 1 0.9 0.8 0.7 0.6 0.5 0.4 0.3 0.2 0.1 0 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 NEARLY NONE FEW MOST NEARLY ALL MANY Fuzzy pseudo-partition dell’intervallo numerico [0, 100] tramite 5 Fuzzy sets associati a “Nearly none”, Few, Many, Most e “Nearly All” CLASSE B V All-Few VI Many + 7/3Few VII 7/3Few VIII 1/3Few IX None X None Few Many None Few None None None None None None Many 2Few 1/3Few None Many Many 2Few 1/3Few Few Many Many 2Few None None Few Many XI None None None XII None None None Nearly Few None None Few Many Many+ Few 8/3Few None All Most Completamento linguistico delle definizioni contenute nella scala EMS-98 per la classe di vulnerabilità B E’ stato proposto un modello innovativo dal punto di vista del trattamento dei dati di esposizione e delle tipologie descrivibili a partire da dati poveri. La metodologia proposta è stata ricavata sulla base delle definizioni contenute nella scala macrosismica europea EMS-98 che, allo scopo di stabilire l’intensità macrosismica a seguito di un evento a partire dal danno osservato, fornisce in termini linguistici (few, many, most), la percentuale di occorrenza dei 5 diversi gradi di danno globale agli edifici per sei classi di vulnerabilità correlate in modo sfocato a tipologie edilizie. Edilizia ordinaria Modello per l’analisi di vulnerabilità sismica del costruito derivato dalla EMS-98 (UNIGE) 5 A_White B_White C_White D_White E_White F_White V=0.88 V=0.72 V=0.56 V=0.40 V=0.24 V=0.08 4 µD 3 2 1 0 5 6 7 8 9 I EMS-98 10 11 A B C D E F A B C D E F 1 0.8 0.6 0.4 0.2 0 -0.08 12 0.08 0.24 0.4 0.56 0.72 0.88 1 V Curve I-µD corrispondenti ai valori centrali “White” delle definizioni della scala per le 6 classi di vulnerabilità e corrispondenti curve di vulnerabilità parametriche Fuzzy sets delle classi di vulnerabilità EMS-98 ottenuti mediando i valori di V e corrispondenti fuzzy sets linearizzati E’ stata inoltre ricercata una parametrizzazione delle funzioni di vulnerabilità attraverso l’introduzione di un indice numerico V ∈ [0,1] (indice di vulnerabilità), indipendente dall’intensità e misurato da un fuzzy set associato a ciascuna classe di vulnerabilità. Fissando l’indice V e l’intensità I, una funzione analitica ben precisa, consente di determinare il valor medio di una data distribuzione di danno: I + 6.25V - 12.7 µD = 2.5 +3 tanh ⋅ f ( V,I) 3 0 ≤ µD ≤ 5 dove f(V, I) è una funzione dipendente dall’indice di vulnerabilità e dall'intensità Edilizia ordinaria Modello per l’analisi di vulnerabilità sismica del costruito derivato dalla EMS-98 (UNIGE) IEMS-98 = VIII M1 M3 M4 M5 M6 1.00 1.00 A 0.80 B 0.60 C 0.40 B White A White C White 0.20 0.80 0.60 0.40 0.20 0.00 0.00 0 0 0.2 0.4 0.6 0.8 % edifici inagibili 1 Fuzzy set che misura il valore atteso della funzione che definisce la percentuale di edifici inagibili per le classi di vulnerabilità A, B, C, intensità macrosismica VIII 0.2 0.4 0.6 0.8 1 % unusable buildings Fuzzy set che misura il valore atteso della funzione che definisce la percentuale di edifici inagibili per le tipologie edilizie presenti nelle sezioni di censimento considerate per intensità macrosismica VIII Il metodo macrosismico proposto consente di calcolare, in modo coerente con le definizioni convenzionali di grado di danno e di intensità macrosismica fornite dalla EMS-98, valori attesi di funzioni qualsiasi del danno sismico a popolazioni di edifici ordinari, a partire da informazioni sistematiche, anche molto approssimative, relative al costruito. Considerando una generica funzione reale f del danno, misurato dai 6 gradi della scala convenzionale EMS-98 è possibile valutarne il valore atteso, per un valore fissato di intensità macrosismica I, sia partendo dalle DPM direttamente ricavate dalla scala EMS98, sia dalle analoghe matrici parametrizzate rispetto all’indice di vulnerabilità V. Edilizia ordinaria Modello per l’analisi di vulnerabilità sismica del costruito derivato dalla EMS-98 (UNIGE) Si intende proseguire la ricerca particolarizzando le procedure per l’implementazione delle due metodologie sia ai dati “poveri”, sperabilmente quelli più affidabili ricavati dal Censimento ISTAT 2001, sia ad informazioni sistematiche più ricche dal punto di vista dell’applicazione dei modificatori di comportamento. In particolare dovranno essere ricercate ulteriori informazioni statistiche a supporto della procedura bayesiana proposta per il riconoscimento delle distribuzioni di probabilità delle classi di vulnerabilità EMS-98 per ciascuna tipologia modificata, eventualmente definendo dei modificatori di carattere nazionale o regionale quando le definizioni medie a livello di scala europea si dimostrino troppo lontane dalla realtà del costruito. Edilizia ordinaria Edifici in muratura (UNIPD) Aggiornamento delle procedure per la valutazione sistematica della vulnerabilità di edifici esistenti in muratura basate sull’applicazione di modelli meccanici capaci di descrivere a livello globale (Vulnus) e locale (c-Sisma) i cinematismi legati alla perdita di equilibrio di macroelementi strutturali, in relazione alle nuove richieste prestazionali indicate dall’Ordinanza 3431/2005. Sono state proposte alcune integrazioni da apportare alla scheda di rilievo per la catalogazione delle caratteristiche tipologiche, della vulnerabilità e del danno messa a punto dalla UO POLIMI. Sono state impostate alcune analisi sulle tipologie costruttive e di danno di alcuni aggregati maggiormente complessi, rappresentativi di alcuni centri dell’Umbria, che hanno subito in passato interventi di adeguamento (sostituzione di solai lignei, inserimento di cordoli, etc.). L’analisi della vulnerabilità sismica e dell’influenza di eventuali interventi pregressi sulle condizioni di vulnerabilità corrente saranno possibili a partire dall’applicazione delle procedure di valutazione di vulnerabilità agli aggregati edilizi. Edilizia ordinaria Edifici in c.a. (UNIBAS) Individuazione di schemi tridimensionali rappresentativi di edifici progettati senza criteri antisismici (No-ERD) nel periodo antecedente il 1970 (No-ERD ante 70). Esecuzione di simulazioni numeriche per l’ottenimento di Curve di Fragilità delle strutture tridimensionali No-ERD ante 70 basate sulle Classi di Vulnerabilità assegnate. Prosecuzione del lavoro di aggiornamento e di verifica della completezza e della affidabilità dei DB disponibili presso l’UR UniBas. Prime analisi sul caso studio individuato nel corso del I anno. Criticità: mancata disponibilità dei dati disaggregati del censimento ISTAT 2001. VULNERABILITA' SISMICA CON RIFERIMENTO AI VOLUMI DEGLI EDIFICI 27% A B 58% 1% 14% C D Edilizia ordinaria Edifici in c.a. (UNINA-DAPS) Le schede inizialmente messe a punto per il rilievo di edifici in c.a. sono state ampliate inserendo una sezione riguardante aspetti di danno/ammaloramento indipendenti da fenomeni sismici. In tal modo la scheda, inizialmente pensata con la sola finalità di rilievo dei parametri geometrici e meccanici direttamente associabili al comportamento sismico degli edifici, può essere utilizzata anche in campagne di rilievo per uno screening delle condizioni statiche del patrimonio costruito, indipendentemente dall’accadimento di un fenomeno sismico. La scheda è stata testata nel quartiere Arenella in Napoli, ottenendo informazioni a diverso livello di dettaglio. La prima fase ha riguardato un rilievo preliminare in situ con individuazione dei singoli organismi strutturali (edifici) a partire dagli aggregati distinguibili in cartografia, il conteggio del numero di piani entro e fuori terra e la distinzione di edifici in muratura rispetto a quelli in c.a.. Edilizia ordinaria Edifici in c.a. (UNINA-DAPS) Nella seconda fase è stato effettuato un rilievo “cartografico” delle forme e dimensioni in pianta per gli edifici in c.a., nonché delle altezze degli edifici (carta quotata fornita dal comune di Napoli) e delle epoche di costruzione degli stessi. La terza fase ha riguardato il controllo in situ delle dimensioni e la compilazione delle altre informazioni della scheda desumibili dal solo rilievo esterno degli stabili (distribuzione tamponature, presenza di piano soffice, altezza d’interpiano ai diversi piani, eventuale stato di danno presente). È stato possibile effettuare rilievo “parziale” dall’interno solo per una porzione limitata di edifici, mentre per circa 40 edifici si sono procurati documenti architettonici utili per integrare informazioni sul costruito (numero ed ampiezza campate etc.). Edilizia ordinaria Edifici in c.a. (UNINA-DAPS) Il rilievo è in fase conclusiva, ma sono state comunque desunte statistiche preliminari sui parametri di interesse. In particolare, si è riscontrato che oltre il 50% degli edifici ha forma rettangolare (regolare); la superficie in pianta ha un estensione mediana di oltre 390 m2; gli edifici di 7-9 piani costituiscono oltre il 60% del costruito in c.a. all’Arenella. Le statistiche sui parametri di rilievo sono utili ai fini della scelta del piano degli esperimenti per il progetto simulato degli edifici di una classe. E’ in fase di implementazione lo studio della vulnerabilità sismica delle classi di edifici in c.a. presenti all’Arenella, mediante la definizione di curve di capacità rappresentative per le stesse, nonché curve di fragilità per diversi stati di danno (lieve, moderato, esteso e completo-collasso). Utilizzando le curve di capacità in associazione con le curve di fragilità ricavate per una classe di edifici, sarà possibile condurre analisi di scenario per la valutazione del danno atteso. Edilizia ordinaria Database degli edifici della Regione Marche colpiti dal terremoto del 1997 (CNR-ITC) Sono state svolte analisi approfondite dei dati di vulnerabilità e danno contenuti nel data base “Tellus” nel quale la Regione Marche ha informatizzato le informazioni degli interventi di ripristino degli edifici colpiti dal sisma del 1997. L’archivio dati, sistematizzato nel corso del 1° anno, contiene informazioni relative a circa 4800 edifici in muratura. Le elaborazioni di dettaglio volte nel corso del 2° anno hanno riguardato la caratterizzazione tipologica, le stime di danno e di vulnerabilità, in particolare: 1) 2) 3) 4) 5) 6) Numero di piani Epoca di costruzione Epoca e tipo dell’ultimo intervento Tipo di strutture verticali, orizzontali e coperture Classificazione tipologica macrosismica Distribuzioni di danno Riguardo alle caratteristiche di vulnerabilità, i dati disponibili sono stati utilizzati per: 8) Valutazione dei parametri di vulnerabilità come definiti nella Scheda GNDT di 2° livello 9) Valutazione indici di vulnerabilità 10) Alcune correlazioni tra indicatori di danno e vulnerabilità N° progetti Tellus 1 - 13 13 - 33 33 - 63 63 - 160 160 - 359 Edilizia ordinaria Database degli edifici della Regione Marche colpiti dal terremoto del 1997 (CNR-ITC) 2100 100% Distribuzione degli edif ici per N° piani f uori terra 1500 N° edifici 1600 1400 1200 1000 800 80% 1200 60% 900 40% 600 600 400 I H G F E D C B 200 0 L A - mur. a sacco B - mur. a sacco con spigoli, ... C - mur. pietra sbozzata D - mur. pietra sbozz. con spigoli, ... E - mur. pietre arrotondate F - mur. pietre arrot. con spigoli, ... G - mur. blocchetti tufo o pietra squadrata H - mur. blocchetti di cls con inerti ordinari I - mur. blocchetti di cls con inerti leggeri M N O P Q R 4 5 6 7 8 A S T L - mattoni pieni, semipieni o multifori M - mur. in mattoni forati N - pareti in calcestruzzo non armato O - pareti in calcestuzzo armato P - telai in c.a. non tamponati Q - telai in c.a. con tamponature deboli R - telai di c.a. con tamp. consistenti S - ossatura metallica T - miste Si prevede di completare le analisi sulla base dati e di realizzare come prodotti finali l’archivio dati realizzato con le informazioni prelevate dal database “Tellus” e quelle desunte attraverso elaborazioni finalizzate con un rapporto conclusivo che illustra e documenta la struttura dell’archivio realizzato, l‘attività di studio svolta ed i risultati conseguiti. 3000 100% 2500 80% 2000 % cumulata I 3 60% 1500 40% 1000 20% 500 0 0% N.I. H 2 >81 G 0% 1 71-81 F 0 61-70 E 46-60 D 19-45 C <1919 B N° edifici A 20% 300 L % cumulata 1800 Edilizia ordinaria Attività previste per il completamento del progetto (UNINA-PLINIVS, UNIBAS) Aggiornamento dell’inventario a scala nazionale delle distribuzioni delle classi tipologiche di vulnerabilità. Aggiornamento delle mappe di vulnerabilità e rischio sismico a scala nazionale. Miglioramento della procedura “SAVE” di assegnazione della classe di vulnerabilità. Definizione di una procedura di valutazione della vulnerabilità avanzata basata sui dati raccolti con la scheda “Medea” e riferita a modelli semplificati di meccanismi di collasso proposti dalla scheda. Indagine sulla fattibilità della costruzione di curve di fragilità per le diverse classi tipologiche di vulnerabilità riferite alla velocità e/o alle accelerazioni di picco. Tutte le attività indicate saranno svolte in stretta collaborazione col DPC. Edifici pubblici e strategici Banca dati degli edifici pubblici (CNR-ITC) Anno di prima classificazione sismica dei Comuni della Regione Molise Classificazione sismica approvata dalla Regione Molise nel 2006 Raccolta dati delle verifiche sismiche degli edifici per la formazione di un database aggiornato a livello nazionale: gli edifici scolastici della regione Molise. È stato portato avanti il programma di reperimento dei dati delle verifiche di sicurezza sugli edifici scolastici e della loro elaborazione. Il lavoro ha interessato principalmente la Regione Molise colpita dal sisma del 2002. L’operazione ha previsto l’espletamento di incarichi professionali per l’esecuzione di indagini e analisi strutturali per consentire alla Regione di acquisire una conoscenza organica delle condizioni di rischio delle strutture scolastiche. Edifici pubblici e strategici Banca dati degli edifici pubblici (CNR-ITC) Nel corso del 2003 la Regione ha approvato apposite Linee Guida (D. C. D. n. 71/2003), redatte dal CNR-ITC (Istituto per le Tecnologie della Costruzione - L’Aquila), per rendere indagini e valutazioni più agevoli, uniformate nelle modalità di espletamento e negli esiti e anche, compatibilmente con le risorse disponibili, il più possibile in linea con le indicazioni della nuova normativa antisismica emanata con la OPCM 3274. A questo proposito sono stati resi disponibili due modelli di calcolo semplificato per gli edifici in muratura ed in c.a. (Dolce e Moroni, 2005), basati sull’ipotesi di formazione di un meccanismo di collasso di piano per rottura dovuta ad azioni nel piano delle pareti, nel caso degli edifici in muratura, e plasticizzazione prevalente dei pilastri, nel caso degli edifici in c.a.. Nonostante la complessità e i limiti imposti dalle risorse utilizzate, l’esteso programma di verifica delle scuole del Molise è in corso di completamento. Edifici pubblici e strategici Banca dati degli edifici pubblici (CNR-ITC) Palestra 9% Mista 8% Altro 2% Materna 21% 120 108 Totale Campobasso Isernia 96 100 80 66 60 40 Superiore 18% 22 20 Media 13% Elementare 29% 2 6 6 0 <1900 1900-1920 1921-1945 1946-1960 1961-1975 1976-1992 >1992 Per le finalità del lavoro di ricerca è stato predisposto un database per la raccolta sistematica delle informazioni rilevate con le indagini, sintetizzate in un apposita scheda riepilogativa (CISS – Carta di Identità Sismico Statica), che comprende: - dati identificativi ed amministrativi degli organismi individuati (denominazione del complesso, indirizzo, direzione didattica, scuole afferenti, numero di alunni, proprietario); - dati relativi alle epoche di costruzione, agli interventi effettuati ed alla normativa sismica; - dati metrico-dimensionali dei singoli edifici; - dati relativi alle indagini e prove effettuate; - dati tipologici derivanti dalle schede GNDT (la cui compilazione è richiesta dalle linee guida per ciascun edificio rilevato); - informazioni riguardanti l’agibilità ed il danno desunte dalle schede AeDES compilate dai tecnici a seguito del terremoto; - dati provenienti dalle elaborazioni di vulnerabilità semplificata (PGA calcolate e di riferimento, periodi di ritorno). Edifici pubblici e strategici Banca dati degli edifici pubblici (CNR-ITC) La realizzazione di una procedura per il trasferimento automatico delle informazioni relative agli edifici scolastici del Molise, verso la scheda analoga preparata successivamente dal DPC (“Scheda di sintesi della verifica sismica di livello 1 o di livello 2 per gli edifici strategici ai fini della protezione civile o rilevanti in casi di collasso a seguito di evento sismico”) è stata sospesa in attesa della definizione della struttura del sistema di archiviazione di quest’ultima. Sono stati Individuati alcuni casi di studio rappresentativi delle tipologie prevalenti in muratura e c.a. dell’edilizia scolastica della Regione Molise per approfondire i confronti mediante verifiche sismiche condotte secondo la nuova normativa. Riguardo alla prevista possibilità di incrementare la raccolta dati attraverso la collaborazione con altre unità di ricerca operanti nella Linea 10 e l’attivazione di intese con enti e soggetti che hanno svolto indagini sugli edifici pubblici, si evidenzia la fattiva collaborazione avviata con la Regione Abruzzo (Collaborazione da parte del responsabile della UR alla preparazione delle Linee Guida e partecipazione al Tavolo Tecnico previsto per il coordinamento ed il controllo delle indagini) al che ha nel frattempo varato definitivamente la campagna di “Verifica delle opere strategiche e rilevanti di cui alla OPCM 3274/2003” (6 complessi ospedalieri ed oltre 180 edifici), avendo assegnato gli incarichi a professionisti selezionati con apposito bando di gara. Edifici pubblici e strategici Banca dati degli edifici pubblici (CNR-ITC) Attività previste per il completamento del progetto Si prevede di completare, nei limiti del possibile rispetto alla effettiva disponibilità delle informazioni, la banca dati degli edifici scolastici della Regione Molise e di acquisire anche quello relativo alle attività di indagine sugli edifici strategici nella Regione Abruzzo. Si prevede di svolgere anche un particolare lavoro di controllo e taratura sulla metodologia messa sviluppata nell’ambito del Progetto SAVE che utilizza i dati di 2° livello del database LSU-96 degli edifici pubblici per la valutazione delle PGA di collasso di quelli in muratura, attraverso un confronto con i risultati delle verifiche. Questa attività può consente di affinare la metodologia proposta e di validare e valorizzare ulteriormente la banca dati LSU-96 per le esigenze connesse alle valutazioni di rischio e scenario a scala nazionale del DPC-USSN ed anche alla programmazione delle attività di verifica stesse in ambito regionale. Edifici pubblici e strategici Banca dati degli edifici pubblici (CNR-ITC) Attività previste per il completamento del progetto Si prevede altresì di svolgere un lavoro di raccordo con la UO UNIBAS, che detiene una profonda esperienza ed una ricca raccolta di dati sviluppate nell’ambito delle attività di verifica sulla sicurezza sismica delle strutture pubbliche nella Regione Basilicata, per promuovere un lavoro di analisi, confronto e sintesi in comune. Da recenti contatti intercorsi con i referenti USSN, è emersa la necessità di predisporre in tempi brevi di uno strumento software adeguato e di pronta diffusione per l’informatizzazione dei dati della “Scheda di sintesi della verifica sismica di livello 1 o di livello 2 per gli edifici strategici ai fini della protezione civile o rilevanti in casi di collasso a seguito di evento sismico”, con la quale il DPC-USSN ha inteso acquisire in forma sintetica le risultanze delle verifiche sismiche previste dalla OPCM/3274 e già in corso di finanziamento e realizzazione. A tal fine è stata concordata l’opportunità di avviare la realizzazione del sistema di informatizzazione citato e richiesta la collaborazione dell’URITC per tale realizzazione che trova una giusta collocazione nell’ambito delle attività e delle finalità della Linea 10. Sistemi urbani e centri storici Modello di rete neuronale per lo studio di scenari di rischio sismico urbano (CNR-ITC, UNIBAS) Sistemi che possono presentare perdite, danni o riduzione di funzionalità a seguito di un evento sismico: • Costruzioni • Reti • Attività economiche • Servizi • Valore storico-artistico Di tali sistemi sono stati individuati parametri sensibili al sisma e la loro vulnerabilità (SAVE GNDT-INGV 2000-2002). Nell’ambito di questo Progetto, il modello di risposta di un centro urbano al verificarsi di un evento sismico viene affinato attraverso: Sistemi urbani e centri storici Modello di rete neuronale per lo studio di scenari di rischio sismico urbano (CNR-ITC, UNIBAS) • il riconoscimento dei sistemi minimi necessari con cui schematizzare l'organizzazione fisica e funzionale di Centri/Sistemi Urbani; • l’individuazione di parametri (di tipo fisico-meccanico) o indicatori (di tipo prestazionale), minimi necessari a descrivere la perdita di capacità/capacità residua di un sistema, partendo dalla capacità posseduta prima dell’evento sismico, a fronte della domanda nel corso della sequenza dell’evento stesso; • l’individuazione di tutte le interazioni possibili tra sistemi all’interno del Centro e delle condizioni di contorno del Centro/Sistema Urbano; • la metodologia di indagine da applicare ai Centri indagati, con una base di dati ricavata sinteticamente (primo livello), di dati ottenuti con una indagine speditiva (secondo livello) o di dati puntuali e specifici (terzo livello), utilizzando la stessa logica di costruzione del modello; • la valutazione della pericolosità, di area e locale, da associare al modello per la valutazione del rischio e delle perdite, in emergenza ed a regime; • la valutazione della resilienza di Centri/Sistemi Urbani, dalle fasi di emergenza fino a regime. Sistemi urbani e centri storici Modello di rete neuronale per lo studio di scenari di rischio sismico urbano (CNR-ITC, UNIBAS) Il modello proposto utilizza l'analogia con le reti neuronali: più precisamente la similitudine tra processi complessi di modifica e di interazione presenti in Centri/Sistemi Urbani ed i processi di eccitazione e rilascio di energia tra neuroni e sinapsi nel sistema nervoso centrale e periferico. La descrizione di un processo neuronale si basa, come è noto, nella rappresentazione sequenziale, su una scala temporale che parte da un istante iniziale non sollecitato, di diversi "stati" successivi, dove vengono riportati gli stessi neuroni originari e le relazioniinterazioni tra loro che contribuiscono alla modifica dello stato, dal tempo i al tempo i+1; a livello neuronale, le relazioni tra gli stessi neuroni in stati successivi sono dette evoluzioni mentre le relazioni tra neuroni diversi sono dette connessioni. Si possono assimilare a "neuroni" i sistemi che individuano l'evoluzione fisica e funzionale del Centro/Sistema Urbano; i vari "stati" dei sistemi partono da un istante t = 0, che rappresenta le condizioni di capacità degli stessi sistemi prima che inizi l'evento sismico; in tal modo si possono rappresentare stati successivi a tempi diversi: ad esempio al tempo 1 il primo effetto dell'evento sismico; al tempo 2 gli effetti dell'azione dei soccorsi, al tempo 3 il completamento dell'emergenza, etc., fino ad un tempo n, che rappresenta la condizione di regime: è evidente che con tale metodo si può cogliere l'azione sismica nella successione di evento principale e repliche e non come azione cumulata, come avviene di solito. Sistemi urbani e centri storici Coj C1j C2j Cij ABIT – MUR .8 .6 .4 .6 ABIT C.A. .9 .9 .7 .6 ED PUB STR .8 .7 .5 .8 VIABILITA’ .8 .6 .3 .7 MURI SOST .8 .6 .3 .7 GEOL LOC .7 .4 .4 .4 SERV TRASP .8 .8 .3 .7 PROTEZ CIV .9 intervento 0 SUCCESS. EVENTI E INTENSITA’ scossa iniz. 30’ replica 420’ .8 asse tempo (log) sciame sismico Sistemi urbani e centri storici Modello di rete neuronale per lo studio di scenari di rischio sismico urbano (CNR-ITC, UNIBAS) Articolazione in sottogruppi di lavoro: • architettura e prima taratura del modello neuronale; • schedatura e modalità di raccolta dati, rielaborazione delle schede Centri Urbani, Reti e Infrastrutture; • raccolta di modelli sintetici di comportamento strutturale; • morfologia dei sistemi urbani ed aspetti di interesse culturale e sociale. Tramite il Servizio Sismico, si è riusciti a ottenere l’accesso al data base ANCITEL, che può consentire la definizione del "livello 0" del modello, estendendo la valutazione di scenario a un notevole numero di centri. Nell'incontro del 25/05/07 a Sulmona sono stati inoltre definiti una serie di criteri che riguardano la definizione del "livello 1" e che sono attualmente in fase di elaborazione. Gli stessi criteri, adottando solo un maggiore approfondimento per la diversa scala di indagine, varranno per la definizione del "livello 2", oggetto di elaborazione per l'ultimo anno di ricerca. Sistemi urbani e centri storici Analisi sul centro campione di Sulmona (CNR-ITC) L’attività dell’UO ITC-CNR dell’Aquila è stata rivolta alla raccolta delle informazioni e alla formazione della base dati del centro campione di Sulmona (AQ) individuato e condiviso dalle varie UR della Linea 10, quale contesto urbanizzato dedicato alla sperimentazione ed al confronto di metodologie e strumenti operativi. Sistemi urbani e centri storici Analisi sul centro campione di Sulmona (CNR-ITC) L’edilizia in muratura e c.a. ordinaria presente nel CS è stata oggetto di un rilevamento a tappeto, con gli strumenti schedografici speditivi di livello 2 inizialmente definiti per lo studio della vulnerabilità del CS di Catania, successivamente migliorati in altre ricerche finalizzate alle valutazioni di rischio sismico e per la costruzione di scenari di danno in aree urbane. Anche le altre tipologie edilizie quali chiese e edifici strategici e rilevanti sono state rilevate. PLANIMETRIE DEL PRG DEL COMUNE (DWG) VARIANTE AL PRG (CARTACEO e DWG) Comprende anche: Analisi dei dati ISTAT ‘91: modi d’uso, condizioni abitative, funzioni insediate, stato di conservazione RILIEVO DEGLI ISOLATI CON PIANI TERRA E FRONTI STRADALI DEL CENTRO STORICO (Soprintendenza - 1997) Morfologia urbana, formazione e trasformazione del tessuto edilizio Abaco delle tipologie del centro storico INDAGINE STORICO URBANISTICA CON ZOONING SULLA PLANIMETRIA (DWG) PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE IN (DWG) RILIEVO DI VULNERABILITÀ SISMICA DEGLI EDIFICI PUBBLICI DI 1° e 2° LIVELLO Dati del censimento della Regione Abruzzo (1993) LSU (1996-1998) Dati aggiornati in parte di recente dalla Regione Abruzzo RILIEVO DI VULNERABILITÀ SISMICA DELLE CHIESE DEL CENTRO STORICO (15) Con scheda a 18 meccanismi e relative valutazioni di vulnerabilità RILIEVO SPEDITIVO DI VULNERABILITÀ DEGLI EDIFICI DEL CENTRO STORICO Comprende circa 163 aggregati strutturali e 1200 edifici in muratura e 60 edifici in c.a., elaborazioni sulle caratteristiche tipologico-costruttive, scenari di danno DATI DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE Dati dell’archivio anagrafico comunale del C.S. collegati agli edifici del C.S. DATI ISTAT DEL CENSIMENTO DEGLI EDIFICI E SEZIONI CENSUARIE IMPLEMENTAZIONE GIS dell’insieme dei dati rilevati relativi al CS. Sistemi urbani e centri storici Analisi sul centro campione di Sulmona (CNR-ITC) Attualmente è in corso una prima fase di ampliamento del rilievo dell’edificato del Centro campione di Sulmona, che interessa l’edificato immediatamente a ridosso del CS e quello della zona di espansione in direzione Sud-Est risalente al primo dopoguerra e agli anni ’50 e ’60. 160 140 N° edifici speditiva 120 N° edifici ISTA T-2001 100 80 60 40 20 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 Sezioni censuarie 900 Sono state avviate iniziative di coordinamento per la sperimentazione e il confronto delle metodologie e degli strumenti di valutazione della vulnerabilità, riferite anche agli aggregati strutturali (UNIGE, UNIPD, UNIBAS) e lo sviluppo di un sistema GIS per il caso di Sulmona (UNISANNIO). Stato di fatto 800 600 500 400 300 200 100 0 Buono Medio 900 800 Classi tipo MSK 700 600 500 Per lo sviluppo delle metodologie e degli strumenti schedografici, il CNR-ITC ha seguito l’attività della Linea 1 sull’edilizia in muratura. E’ stata avviata una collaborazione con POLIMI per la definizione di una procedura e relativa scheda multilivello per l’identificazione delle tipologie murarie e per la costruzione di un sistema informatizzato destinato alla creazione di un archivio nazionale. Rilevo Speditivo ISTAT-2001 700 400 300 200 100 0 A B C1 C2 D1 D2 800 686 Vulnerabilità 600 400 302 200 115 20 23 64 21 3 0 :-1 0: 9 10: 19 20: 29 30: 39 40: 49 50: 59 60: 69 Cattive Sistemi urbani e centri storici Analisi sul centro campione di Sulmona (CNR-ITC) Attività previste per il completamento del progetto Estendere l’indagine di vulnerabilità all’edificato esterno al centro storico del centro campione; Contribuire all’implementazione delle altre componenti fisiche del sistema urbano e di quelle relative all’esposizione nel sistema GIS; Contribuire a effettuare la sperimentazione ed il confronto delle metodologie di valutazione della vulnerabilità, come pure alla definizione e sperimentazione dei modelli e strumenti relativi al modello dinamico-neuronale per l’emergenza; Contribuire alla definizione di metodologie e degli strumenti di rilievo unificati di livello 1 basate su dati ISTAT e di livello 1-2 basata su rilievi di tipo speditivo; Contribuire alla definizione della scheda e dell’archivio per le tipologie murarie. Sistemi urbani e centri storici Analisi sul centro campione di Sulmona (UNIPD) Attività previste per il completamento del progetto Nell’ambito del Gruppo di Lavoro 2 (schedatura e modalità di raccolta dati, rielaborazione delle schede Centri Urbani, Reti e Infrastrutture per il I e II livello) è prevista, in collaborazione con l’UO POLIMI alle operazioni di rilievo in sito mediante schede nel Centro Storico di Sulmona e di applicazione delle prove non distruttive e debolmente distruttive.Successivamente, saranno svolte valutazioni di vulnerabilità e di rischio dei sistemi edilizi accorpati nel centro storico tramite le procedure di analisi della vulnerabilità di edifici esistenti in muratura a livello globale (Vulnus) e locale (c-Sisma). Nell’ambito del Gruppo di Lavoro 3 (raccolta di modelli sintetici di comportamento strutturale in termini di perdita di capacità a fronte di domanda sismica di edifici ed infrastrutture, in muratura o altra tipologia strutturale), al fine di raccogliere le informazioni preliminari sui modelli sintetici di comportamento strutturale, utili alla definizione dei parametri di perdita di capacità per la loro implementazione nei modelli neuronali per la valutazione del rischio dei Sistemi Urbani, è stato proposto un questionario di raccolta delle metodologie di analisi di vulnerabilità utilizzate dai vari Gruppi di Lavoro. Le risposte al questionario sono arrivate dai seguenti Gruppi di Lavoro: Milano, Genova (2 metodologie) e Napoli. Si è quindi impostato lo studio per l’individuazione di possibili approcci che possano descrivere perdita di capacità per edifici, utilizzando dati speditivi, coerentemente con la conoscenza di I livello. Monumenti Schedatura, analisi e protocolli d’intervento sui monumenti della Basilicata (UNIBAS) E’ in corso la schedatura di 100 edifici monumentali della Basilicata soggetti a rischio. Tra questi, 10 saranno oggetto di un’analisi di dettaglio. Le analisi conoscitive dei singoli edifici comprendono lo studio delle fasi storiche, delle tipologie costruttive, dei materiali strutturali e compositivi dell’organismo architettonico, indispensabili per la valutazione delle situazioni di rischio. Monumenti Schedatura, analisi e protocolli d’intervento sui monumenti della Basilicata (UNIBAS) Sulla base dei dati dei singoli manufatti, saranno definiti i protocolli teorici di azione e i documenti d’intervento collegati al singolo manufatto (analisi dei danni temuti e delle relative tipologie di danno) e saranno individuate le strategie e le tecniche di intervento più urgenti da adottarsi in emergenza. I documenti d’intervento confluiranno in una banca dati con possibilità di accesso condiviso delle informazioni. Monumenti Chiese ed effetti di sito (INGV-Roma, UNIGE) Sono state svolte analisi su chiese del Molise danneggiate dal terremoto del 2002 utilizzando sia l'approccio macrosismico che quello meccanico. E’ stata analizzata l'incidenza nel danneggiamento di probabili effetti di amplificazione topografica dello scuotimento sviluppatasi in corrispondenza di creste, aventi caratteristiche litologiche nel sottosuolo omogenee, tali da far ipotizzare un loro comportamento pressocché elastico sotto sollecitazione dinamica. 190 α α H Nell’approccio macrosismico è stato possibile 29 170 27 150 osservare come il livello di danno medio atteso, 25 130 calcolato attraverso l’utilizzo delle curve di 23 110 vulnerabilità, produca scenari di danno che nel 21 90 caso di edifici posti su creste aventi inclinazione 19 70 del pendio a ≥ 15° e altezza H ≥ 30m (EC8, 17 50 OPCM 3431/05) sottostimano il reale 15 30 0 0.05 0.1 0.15 0.2 0.25 0.3 0.35 danneggiamento osservato. Per le chiese ubicate ∆V in siti aventi queste caratteristiche topografiche è Modificatore di comportamento (DVML) in stato pertanto introdotto un modificatore per la funzione dell’inclinazione (α) e dell’altezza morfologia locale (∆VML). (H) del pendio. ml H [m] 31 Monumenti Chiese ed effetti di sito (INGV-Roma, UNIGE) 33 α 31 190 H 170 29 150 27 110 23 H [m] 130 25 α Seguendo l’approccio meccanico, lo studio degli effetti di amplificazione topografica è stato effettuato calcolando il fattore di amplificazione Fa, inteso come rapporto tra l’intensità spettrale di output e di input negli intervalli di periodo 0.1-0.5 s e 0.5-1.5 s, e gli spettri di risposta elastici , attraverso modellazioni numeriche 2D della RSL tramite un codice di calcolo basato su un modello ad elementi al contorno. Il confronto tra i valori degli Fa ottenuti dalle modellazioni e le caratteristiche morfologiche dei siti ha confermato quanto emerso nell’analisi condotta secondo l’approccio macrosismico, sottolineando la sostanziale equivalenza dell’applicazione delle due metodologie. 90 21 19 70 17 50 15 30 0.9 1 1.1 1.2 Fa 1.3 1.4 1.5 Fattore di amplificazione topografica, Fa (0.1-0.5 s), in funzione dell’inclinazione (α) ed dell’altezza (H) del pendio. A breve verrà avviata la sperimentazione di una nuova scheda di I livello di rilievo delle caratteristiche geomorfologiche dei siti di ubicazione di edifici strategici e monumentali, messa a punto nel primo anno di attività. La scheda sarà testata su un campione di chiese danneggiate dal terremoto del Molise 2002. Infrastrutture Tecnologie per la gestione del rischio sismico delle infrastrutture stradali (UNITN) Sviluppo di sensori a fibra ottica per il monitoraggio dei ponti 1st Peak 2nd Peak 3rd Peak Identity Line 6.0 PC Reading Unit 5.0 Peak position [mm] 4.0 meas. field 3 FBGs Couple III meas. field 2 FBGs Couple II meas. field 1 FBGs Couple I 3.0 2.0 1.0 0.0 -1.0 -2.0 -2.0 -1.0 0.0 1.0 2.0 3.0 4.0 5.0 6.0 Linear stage position [mm] Affinché l’adozione di un sistema automatico di monitoraggio per un ponte sia economicamente conveniente, è essenziale disporre di sensori che siano affidabili per l’intera vita utile del ponte. I sensori a Fibra Ottica (FOS) sono stati individuati come quelli che meglio rispondono alle esigenze di durabilità e precisione richieste. Tali sensori potranno essere impiegati in una tecnica costruttiva, economicamente accettabile, basata su elementi prefabbricati “intelligenti” per il monitoraggio permanente e in tempo reale dello stato di condizione. L’idea è quella di produrre elementi prefabbricati che incorporano un sistema di sensori: è previsto che i sensori siano prodotti in pacchetti standard, concepiti come parte integrante dell’elemento prefabbricato. Infrastrutture Tecnologie per la gestione del rischio sismico delle infrastrutture stradali (UNITN) Sviluppo di algoritmi di identificazione basati sulla statistica bayesiana 3.7 3.7 contour plot of the Gaussian fitting 3.6 15 3.5 0.35 3.6 0.30 3.4 10 φ ε [µε] 0.25 3.5 3.3 5 3.4 34.5 3.1 0 e) ht sid g (rig in r a be 6 -5 0 10 position [m] 0.20 3.2 ide) left s ing ( bear 20 28 0 1 2 3 4 5 beam [number] Esempio di risposta prodotta dal FEM: rottura di un trefolo. 35.0 35.5 36.0 starting point 3.0 0.10 0.05 2.9 2.8 34 0.15 35 36 37 38 Ec [GPa] 39 40 41 0.00 0 10 position [m] 20 28 42 44 46 48 50 51 time [day] Esempio di identificazione tramite tecniche di Monte Carlo: riconoscimento del modulo di Young, del coefficiente viscoso, della posizione e dell’istante di rottura. L’approccio bayesiano all’interpretazione delle misure del monitoraggio permette di stabilire se sia accaduto o meno un evento (ad es. un danno): a tale scopo è necessario sia correlare l’evoluzione della misura alle varie azioni presenti sulla struttura che quantificare l’affidabilità dell’identificazione così ottenuta. Il progetto si propone di sviluppare un algoritmo probabilistico che elabori le misure di deformazione, accelerazione e spostamento dei vincoli, e che conseguentemente stimi il livello di rischio per vari scenari di danno. Infrastrutture Tecnologie per la gestione del rischio sismico delle infrastrutture stradali (UNITN) Attività previste per il completamento del progetto I sensori FOS a bassa coerenza sviluppati saranno inseriti in piccole travi post-compresse in c.a. che saranno testate in laboratorio, tramite carichi concentrati. Le misure dei sensori saranno quindi elaborate dall’algoritmo bayesiano, che potrà quindi valutare la probabilità di occorrenza di fenomeni di danno, quali fessurazioni o snervamento dell’armatura. A seguire, il progetto si indirizzerà verso la produzione di prototipi di cassoncini in c.a.p. in scala reale (circa 28 m), strumentati con una fila di sensori, che possano essere impiegati nella costruzione di ponti. Si prevede di realizzare due prototipi: uno sarà utilizzato nella costruzione nell’impalcato di un nuovo ponte, mentre l’altro sarà testato in laboratorio. Pianificazione e gestione dell’emergenza Abitazioni per la gestione delle emergenze (UNINA-ARCH) Durante il primo anno di attività è stato redatto uno stato dell’arte sulle abitazioni per la gestione delle emergenze. Tutti I dati raccolti saranno organizzati in un catalogo che sarà implementato in un database durante il prossimo anno del progetto. Il catalogo rappresenterà un utile strumento che consentirà al DPC di identificare un sistema esistente sulla base delle specifiche richieste. Pianificazione e gestione dell’emergenza Abitazioni per la gestione delle emergenze (UNINA-ARCH) Capitolato speciale per le abitazioni per la gestione delle emergenze. Pianificazione e gestione dell’emergenza Abitazioni per la gestione delle emergenze (UNINA-ARCH) Attività previste per il completamento del progetto Completamento del Capitolato speciale per le abitazioni per la gestione delle emergenze. La terza parte sarà completata con una definizione dettagliata dei requisiti tecnologici e ambientali, e con la definizione dei codici per la valutazione delle prestazioni del sistema per ciascuna tecnologia. Al termine del documento saranno definite alcune schede di prodotto, che descriveranno il sistema e le sue prestazioni. Esse dovrebbero fornire al DPC uno strumento per valutare l’efficienza dei sistemi proposti e procedere alla loro catalogazione. Pianificazione e gestione dell’emergenza Scheda di agibilità degli edifici (CNR-ITC) Attività previste per il completamento del progetto Si prevede di realizzare in stretta collaborazione con il DPC-Servizio Sismico Nazionale l’aggiornamento della scheda di agibilità degli edifici ed il relativo manuale di istruzione per la sua compilazione. Pianificazione e gestione dell’emergenza Scenari di danno sismico per l’esercitazione nazionale di Protezione Civile “Terremoto Val D’Agri 2006” (UNIBAS) Gli obiettivi dell’esercitazione sono stati quelli di testare le procedure di funzionamento del Sistema di Protezione Civile locale, con particolare riferimento al modello previsto nel Pino di Protezione Civile della Provincia di Potenza, e di sensibilizzare e informare Enti locali, cittadini e associazioni di volontariato svolgendo, tra l’altro, svariate attività di formazione. Mappe delle intensità EMS nei 3 scenari messi a punto Immagine del centro abitato di Montemurro dopo il sisma del 1857. Pianificazione e gestione dell’emergenza Scenari di danno sismico per l’esercitazione nazionale di Protezione Civile “Terremoto Val D’Agri 2006” (UNIBAS) Distribuzione del danneggiamento (numero di edifici) conseguente allo scenario 3. Distribuzione percentuale degli edifici inagibili, dei senzatetto e della popolazione coinvolta in crolli. Pianificazione e gestione dell’emergenza Scenari di danno sismico per l’esercitazione nazionale di Protezione Civile “Terremoto Val D’Agri 2006” (UNIBAS) Confronto tra gli edifici inagibile stimati da UNIBAS e dalla SOP. Confronto tra le stime di inagibilità effettuate da UNIBAS secondo (Lucantoni et al.) e dalla SOP. Pianificazione e gestione dell’emergenza Opere provvisionali nell’emergenza sismica (UNIBAS) Attività previste per il completamento del progetto La sperimentazione, già avviata in una precedente ricerca, sarà ulteriormente sviluppata e approfondita, prendendo in considerazione altre configurazioni di puntelli e tirantature e altri meccanismi di danneggiamento (ad es. doppia cerniera). Gli interventi di cerchiatura saranno indagati prendendo in esame nuove configurazioni di pilastri in muratura (muratura a sacco, pilastri snelli, pilastri con muratura non regolare). I codici di calcolo speditivi per il dimensionamento delle opere provvisionali verranno integrati da interfacce con le schede basate sui meccanismi di danno. Sviluppo archivi dati e GIS Sviluppo di una procedura in ambiente GIS per l’applicazione dell’approccio neuronale alla valutazione del rischio di un sistema urbano (UNISANNIO) Individuazione dell’ambiente di sviluppo SW del sistema informativo maggiormente idoneo per le caratteristiche di strutturazione e la diffusione presso le amministrazioni locali; Individuazione e reperimento delle basi numeriche utili alla descrizione dei livelli della logica neuronale; Omogeneizzazione, georeferenziazione ed allineamento dei dati grafici ed alfanumerici relativi ai sistemi urbani scelti per la definizione della procedura (applicazione al Com,une di Sulmona); Prima definizione dell’architettura del sistema compatibile con l’articolazione in livelli della logica neuronale. Sviluppo archivi dati e GIS Sviluppo di una procedura in ambiente GIS per l’applicazione dell’approccio neuronale alla valutazione del rischio di un sistema urbano (UNISANNIO) Attività previste per il completamento del progetto Costruzione e popolamento del livello 0 e del livello 1 (il livello 1 sarà definito per un’area comunale individuata come case study); Definizione delle caratteristiche del livello 2 e del livello 3; Costruzione e popolamento del livello 2 e del livello 3 (per un’area comunale individuata come case study); Studio di algoritmi in grado di formalizzare la concatenazione degli effetti neuronali; “capacità” delle entità e loro variazioni in caso di evento sismico considerando le caratteristiche fisico/funzionali descritte; Definizione di scenari connessi alla perdita di capacità dei sistemi urbani in oggetto.