Atti Parlamentari
LEGISLATURA
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XXII
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SESSIONE — D I S C U S S I O N I
Camera dei Deputati
— ~ TORNATA D E L L ' I ! FEBBRAIO
1907
CCXCVÍL
TORNATA DI LUNEDI l i FEBBRAIO 1907
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
INDICE.
• •
A t t i vari
Commemorazione
schettini:
dell'ex
PRESIDENTE
deputato
Pag
MONTI-GUARNIERI
.
Riccio
11853
Bru
11810
11 $09
.
PRESIDENTE
di legge (Presentazione) :
Pensioni relative agli ufficiali subalterni (Vi
VIGANO
(ministro)
R i n v i o d'interpellanze:
11809
(sottosegretario di Stato) .
DARI
LACAYA.
11810
P a g .
.
11811 20
11813
11814-21-22
11822-23-28
V o t a z i o n i per la nomina di commissari
(Consiglio superiore di assistenza e beneficenza pubblica, Consiglio di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti). . 11852
Disegni
GANÒ)
. . . .
Vendita .al comune di Sampierdarena di im
mobili demaniali (ID.)
Disposizioni relative al matrimonio degli uffi
ciali di marina
(MIRABELLO)
Note di variazioni a taluni bilanci
11810
11810
11822
(COCCO-ORTU) 1 1 8 2 3
Interpellanze :
Infanzia abbandonata:
CAMERONI
11824-28
(sottosegretario di Stato)
FACTA
11827
Nomina della signora Terrazzi ad insegnante
nell'istituto tecnico Carlo Cattaneo di
Milano:
ALBASINI-SCROSATI .
11829-48
MANNA
11834-51
11841
11835-51
(ministro)
RAVA
TURATI
» . . . . . . . . . . . . . .
Osservazioni e proposte:
Lavori parlamentari:
FANI
11852
L U C I F E R O ALFONSO
.
(ministro)
P e t i z i o n i Qìelazione): .
RAVA
DARI
11852
. 11810
DANEO
FACTA
11852
11817-20-21
(sottosegretario di Stato)
(sottosegretario di Stato)
11814
11815
FAELLI
11818
FRACASSI
11816
LUCCA
11822
LUCIFERO
ALFONSO
MEZZANOTTE
relatore)
11810-11
(vice presidente della Giunta e
11810-13-14-15
MONTI-GUARNIERI
Pozzo
(sottosegretario di Stato)
939
:
.
11816-19-22
11816-18-19-21
La seduta comincia alle ore 14.10.
CIMATI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta precedente, che
è approvato.
Commemorazione dell'ex deputalo
Bnischeitini.
M O N T I - G U A B N I E R I . Domando di parlare.
P R E S I D E N T E . Ne ha facoltà.
M O N T I - G U A R N I E R I . Onorevoli colleghi ! Questa notte improvvisamente è morto
in Ancona l'avvocato Augusto Bruschettini
che fu deputato al Parlamento nazionale
per la sedicesima e perla dieciasettesi ma
legislatura.
Augusto Bruschettini, giovanissimo, fu
soldato delle battaglie del risorgimento nazionale e si coprì di valore specialmente a
Condino.
Laureatosi in legge, esercitò nobilmente
la professione di avvocato in Ancona, rendendo grandissimi servigi all'Amministrazione dello Stato quale avvocato erariale.
Cittadino benemerito, fu chiamato per molti
anni dalla fiducia delle popolazioni, tra le
quali viveva, nei Consigli comunali di Senigallia e di Ancona e nel Consiglio, di questa provincia. E nell'esercizio di questo
mandato seppe meritarsi stima e simpatie
numerose. Come amministratore di opere
ospitaliere e di beneficenza, egli diede tutta
l'opera sua e tutta la sua attività a van-
Atti Parlamentari
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— 11810 —
SESSIONE — DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
T O R N A T A DELL'll FEBBRAIO
1907
taggio dei poveri. Deputato al Parlamento
Preseiilazione di disegni di legge.
nazionale, si inscrisse al grande partito monarchico liberale, meritandosi la fiducia deE S I D E N T E . L' onorevole ministro
gli elettori, la stima e le simpatie dei colleghi dellaP Rguerra
ha facoltà di parlare per predi ogni parte della Camera.
sentare dei disegni di legge.
Sicuro d'interpretare il pensiero delle
VIGANO, ministro della guerra. Mi
popolazioni che mi onoro di rappresentare onoro di presentare alla Camera un diin quest'aula e sicuro interprete altresì del segno di legge per le pensioni relative agli
vostro sentimento, io mando, onorevoli col- ufficiali subalterni; ed uno per la vendita
leghi, alla memoria dell'amico Augusto Bru- al comune di Sampierdarena di alcuni imschettini un caldo e riverente saluto e prego mobili demaniali.
la Presidenza di farsi interprete presso la
Domando alla Camera che voglia trafamiglia di lui e presso la sua città natale, smettere questi disegni di legge alla Giunta
la mia Senigallia, di questi nostri sentimenti, generale del bilancio.
sicuro che il pensiero della Camera italiana
P R E S I D E N T E . Do atto all'onorevole
riuscirà immensamente gradito alla famiglia ministro della guerra della presentazione
ed alle popolazioni di Senigallia e di An- di questi due disegni di legge, che saranno
stampati e distribuiti.
cona. (Approvazioni),
P R E S I D E N T E . La Presidenza della Ca- » L'onorevole ministro della guerra domera si associa alle nobili ed elevate pa- manda che questi disegni di legge siano
role testé pronunziate dall'onorevole Monti- trasmessi alla Giunta generale del bilancio.
Guarnieri per la perdita di Augusto Bru- (Pausa).
Non essendovi opposizione, così rimane
schettini, che rese molti servizi al paese in
stabilito.
tempi difficili e fu nostro collega per molto
tempo in questa Camera.
(Così rimane stabilito). Sino da ieri la Presidenza della Camera
si fece un dovere di telegrafare le sue conRelazione di petizioni.
doglianze al sindaco di Ancona, pregandolo di comunicarle alla famiglia; tuttavia
P R E S I D E N T E . L'ordine del giorno reca:
si farà un dovere di rinnovarle in nome Relazione di petizioni.
della Camera. (Approvazioni).
LUCIFERO ALFONSO. Chiedo di parL'onorevole Dari sottosegretario di Stato "lare.
per i lavori pubblici ha facoltà di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUCIFERO ALFONSO. . Non intendo
DARI, sottosegretario di Stato per i lavori
pubblici. Anche il Governo si associa di parlare su nessuna singola petizione, inbuon grado alle espressioni di compianto e i tendo soltanto far notare che sono stati
di cordoglio pronunziate teste dall'onore- distribuiti alla Camera due elenchi di petivole collega Monti-Gurnieri e dall'eccellen- zioni.
Nell'elenco presentato il 21 dicembre
tissimo Presidente.
1906,
figurava la petizione 6676, che riLa morte di Augusto Bruschettini è veramente una perdita per la regione mar- guarda la domanda di molte donne perchè
chigiana. Sono presenti alla memoria di sia conceduto loro il diritto di voto ; neltutti i meriti del defunto, che lascia una l'elenco delle petizioni che adesso è davanti
alla Camera questa petizione non c'è più.
larga eredità di affetti. (Approvazioni)
Vorrei sapere dal Presidente da che provenga questa scomparsa e quali siano le
ragioni, per le quali una petizione, che era
Congedi.
già di dominio della Camera, perchè l'essere
registrata nell'ordine del giorno fa diP R E S I D E N T E . Hanno chiesto un con- ventare
una cosa di dominio della Camera,
gedo, per motivi di famiglia, gli onorevoli: non si trova
più nell'elenco adesso in diRubini, di giorni 2; Benaglio, di 8; Centurini, scussione.
di 5; per motivi di salute, gli onorevoli :
E S I D E N T E . L'onorevole Mezzanotte,
Pucci, di giorni 45; Grassi-Yoces, di 10; Bo- viceP Rpresidente
della Giunta delle petizioni^
nicelli, di 8; Mariotti, di 10; per ufficio pub- ha facoltà di parlare.
blico, l'onorevole Cavagnari, di giorni 8.
M E Z Z A N O T T E , vicepresidente della
(Sono conceduti).
Giunta delle elezioni. È vero. La petizione di
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LEGISLATURA X X I I
l1811 ~
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SESSIONE —
Camera dei
D I S C U S S I O N I —^TORNATA DELL' 1 1 FEBBRAIO
cui li a p a r l a t o il collega Lucifero era compresa nel p r i m o elenco, ma il relatore, onorevole Cuzzi, chiese che venisse n u o v a m e n t e
i n v i a t a alla G i u n t a delle petizioni, p e r c h è
fosse meglio e s a m i n a t a ; t a n t o più che l'oi^orevole M'irabelli gli a v e v a espresso il desiderio di t r o v a r s i p r e s e n t e il giorno in cui
quella petizione si s a r e b b e discussa.
Deputati
1907
passo, B e n e s t a r e , Biccari, Bisignano, Bit r i t o , Bocchiliero, B o r b o n a , Boscoreale r
Bucciano, B u o n a l b e r g o , B u t e r a , C a g n a n o
V a r a n o , Calasétta,^ Calitri, Caloveto, Galvanico, Calvello, Calvera, Campochiaro,,
C a m p o r a , Candida, Cannitello, Cantalice?
Canzano, Capistrello, Capriati a V o l t u r n o ,
C a p r a c o t t a , Caraffa, Cardeto, Cardinale, Careri, Cargeghe, Carlopoli, Carosino, CaroQ u e s t e le ragioni per le quali non f u
villi, Carunchio, Casacalenda, C a s a m a s s i m a ,
c o m p r e s a nell'elenco che è ora innanzi alla
Casignana, Castelbaronia, Castelbuono, CaCamera.
steldaccia, Castel di Ieri, C a s t e l f r a n c o di
P R E S I D E N T E . L'onorevole Lucifero h a
B e n e v e n t o , Castelguidone, Castelli, Castelf a c o l t à di p a r l a r e .
luccio dei Sauri, Castel di Sangro, CaL U C I F E R O A L F O N S O . Non i n t e n d o
stelluecio Superiore, Castelmezzano, Caper nulla di p o r r e u n a questione, m a facstelsardo, C a s t r o n u o v o di Sicilia, C a u t a n o ,
cio rilevare che q u a n d o u n a r g o m e n t o arCelle Bulgheria, Cellino A t t a n a s i o , Cenr i v a ad essere iscritto nell'ordine del giorno,
tola, Cerchio, Cersomino, Cesinali, Chiaè la Camera, s o l t a n t o la Camera, che può
j a n o ed Uniti, Cinisi, C i t t a n o v a , Civitellaldeliberare di soprassedere alla discussione.
f e d e n a , Civitella Casanova, Civitella R o Certo, per cortesia verso il r e l a t o r e e verso
veto, Cleto, Celiarmele, Colle d'Anchise,
gli egregi colleghi che a v r e b b e r o v o l u t o
Colle S a n n i t a , Collinas, Conca Marini, Conprendere p a r t e alla discussione, la C a m e r a
t r o d o , C o n t r o n e , Corigliano Calabro, Corinon a v r e b b e m a n c a t o di a c c o r d a r e il diffegliano d ' O t r a n t o , Corleto Monforte, Corleto
rimento.
P e r t i c a r a , Corti no, Corvara, Cuccaro Vetere, C a n d i d o n i Gonfienti, Carpino, CiriAd ogni modo non i n t e n d o m u o v e r e nè
gliano, D o m u s N o v a s Canales, Elice, F a e t o ,
a p p u n t i nè biasimi a chicchessia. Spero solF a g n a n o Castello, Faicchio, F a l e r n a , F a t a n t o che così questa, c o m e "le altre petisano, F a r i n d o l a , F e l i t t o , Feria, F e r r a n d i n a ,
zioni che sono s o t t o p o s t e all'esame della
Terrazzano, Ferruzzano, Fiumara, Florina,
G i u n t a , non soffrano soverchio indugio, e
F
l u m i n i m a g g i o r e , F o n t e c h i a r i , F o r e n z a , Foche si dia precisa e s e c u z i o n e r e g o l a m e n t o
rino, Fornelli, F o r z a d'Agrò, Fossa, F r a g a della C a m e r a , il quale prescrive che ogni
gnano, r a n c i c a , Frasso Telesino, F r a z z a n ò ,
quindici giorni si discuta sulle petizioni.
F u r o r e , Gagliano A t e r n o , Gallicchio, GaiP R E S I D E N T E . L a P r e s i d e n z a accoglie
luccio, G a m b a t e s a , Gerocarne, Gioja del
ben volentieri la r a c c o m a n d a z i o n e dell'onoColle, Gioiosa J o n i c a , Giugliano in C a m p a revole Lucifero, che le petizioni v e n g a n o
nia, G r a t t e r i , G r o t t a m i n a r d a , Grottolella,
sempre il più p r e s t o possibile i n n a n z i alla
Ischitella, Isola del Gran Sasso, J a t r i n o l i ,
Camera. .
J o n a d i , Kaggi, L a e r r u , Lago, L a p p a n o ,
Ma non p u ò convenire nella osservazione
L a u r e a n a Cilento, L a u r e n z a n a , Leonessa,
dello stesso onorevole Lucifero, perchè le
L e v e r a n o , Licignano di Napoli, Licusati,
Commissioni sono s e m p r e in diritto di chieL i m a t o l a , Limosano, L u c c a Sicula, L u n dere il rinvio della discussione di q u a l c h e
gro, Magisano, Magliano Vetere, Manopargomento sia per l'assenza del r e l a t o r e ,
pello, Mara, M a r o p a t i , Marsiconuovo Marsisia per la necessità di u n nuovo esame.
covetere, M a r t i g n a n o , M a r t i r a n o , Maruggio,
M a r s a n o Appio, M a t e r a , Melilli, MelizzanoP R E S I D E N T E . I n v i t o l'onorevole Mezzanotte a recarsi alla t r i b u n a per riferire ; D u g e n t a , Mercato Sanseverino, Mileto, Min e r v i n o di Lecce, Minervino Murge, Misulla petizione 6724 dei Consigli c o m u n a l i di:
ster bianco, M o d u g n o , Moio della CivitelAbbateggio, A c c e t t u r a , Aci S a n t ' A n t o la, Mola di Bari, M o n f o r t e San Giorgio,
nio, A c q u a v i v a P l a t a n i , Agira, A g n a n a ,
Mongiana, M o n t a g u t o , M o n t a n o A n t i l l a ,
Ailano, A j e t a , Albi, Albidona, Alcara Li
M o n t a u r o , Montazzoli, M o n t e c a l v o I r p i n o ,
Fusi, Alessandria della Rocca, Alezio, AlM o n t e e o r v i n o Rovella, Montefalcione, Monfedena, Altavilla Silentina, A l t o m o n t e , Alt e f r e d a n e , Montefusco, Montelepre, Monvignano, A n d r a n o , A n d r e t t a , Angi, Anversa,
telongo, M o n t e m i l e t t o ,
Montenerodomo,
Apollosa, A q u a r a , Aradeo, Ardore, Ariano
M o n t e r e a l e , Mores, Morigerati, M o n t e s a n di Puglia,^ A r p a j a , A r s i t a , Ausonia, Avezt a n g e l o , M o n t o r o inferiore, M o t t a f o l l o n e ,
zano, A t r i p a l d a , B a r a g i a n o , S a r e t e , B a r r e a ,
M a s s a f r a , N o c e r a Terinese, Noto, O l e v a n o
Baselice, Basicò, B a u c i n a , Bellami, Bei-
Atti
Parlamentari
LEGISLATURA XXII — l
11812
a
—
Vamera dei Deputati
SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DELL'I! FEBBRAIO 1 9 0 7
sul Tuseiano, Oliena, Olivadi, Onifai, Ora- |
tino, Oriolo, Orrio, Orsomarso, Ortodonico, Ortona dei Marsi, Paglieta, Palizzi,
Palmira, Palomonte. Panni, Panettieri, Parabita, Parco, Pau, Paupisi Ponte, Pennadomo, Penne, Perdifumo, Pereto, Perito,
Pescolanciano, Petilia Policastro, Petrella
Tifernina, Pettorano sul Gizio, Piana dei
Greci, Pico, Piedimonte San Germano, Pietrabbondante, Pietradefusi, Pietranico, Pietravairano, Pimentel, Piraino, Pisciotta,
Pizzoferrato, Pizzoli, Podargoni, Poggio
Picenze, Pontecorvo, Pontelandolfo, Portico
di Caserta, Postiglione, Pozzuoli, Prata P. U.
Prato d'Ansidomia, Prato la Serra, Presenzano, Qualiano, Raddusa, Rapolla, Reino,
Ricadi, Ricigliano, Ripalimosani, Roccabascerana, Roccadarce, Rocca Imperiale, Roccamena Roccanova, Roccarainola Roccayaìdina, Rocchetta e Croce, Rocchetta Sant'Antonio, Rodi, Rofrano, Rojo del Sangro,
Rometta, Roseto Valfortore, Rutigliano, Ruviano, Salaparuta, San Fili, San Floro,
San Giacomo degli Schiavoni, San Gineto,
San Giuliano di Puglia, San Giuseppe Jato,
San Gregorio, San Gregorio Magno, San
Leucio, San Marco la Catola, San Martino
di Pinita, San Marzano sul Sarno, San Mauro
la Bruca, San Mauro Marchesato, San Michele di Serino, San Pancrazio Salentino,
San Pietro a Patierno, San Pietro Infine,
San Pietro in Guarano, San Pio delle Camere, San Potito Sannitico, San Salvatore
di Fitnlia, San Salvo, San Severino Lucano,
San Sossio Baronia, Sant'Agata dei Goti,
Sant'Agata di Bianco, Sant'Agata Li Battati, Sant'Andrea Yallefredda, Sant'Angelo
a Scala, Sant'Angelo del Pesco, Sant'Arcangelo Trimonte, Sant'Arsenio, Santa Cristina d'Aspromonte, Santa Maria di Lieodia, Santa Severina, Santa Teresa Gallura,
Sant'Egidio di Monte Albino, Sante Marie,
Santopadre, San Vincenzo Volturno, San
Vito dei Normanni, Saponara di Giumento,
Sassinoro, Scala, Scalea, Scano Montiferro,
Scapoli, Sciarra, Scordia, Scurcola, Secondigliano, Senise, Senorbi, Serino, Sersale,
Sessa Cilento, Sindia, Solemini, Sorianella,
Soveria, Simeri, Stella Cilento, Stio, Striano,
Sulmona, Supersano, Tagliacozzo, Taranta
Peligna, Taurano, Teora, Terralba, Terranova Sappominulio, Tocco Casauria, Torchiara, Torella dei Lombardi, Torrecuso,
Torre di Ruggiero, Torre Santa Susanna,
Torrevecchia, Teatina, Tramazza, Tramonti,
Trecchina, Tremestieri Etneo, Troja, Tufara, Tufillo, Tufo, Tusa, Vaile Agricola,
Vallelonga, Verzino, Vibonati, Vicoli, Vil-
lalbo, Villaricea, Villa Santa Lucia, Villa
Santa Maria, Villetta Vinchiaturo, Vita,
fanno voti siano emanati provvedimenti atti
a restaurare le finanze dei comuni meridionali che si ritengono gravemente danneggiati dalla legge 15 luglio 1906, n. 383.
A questa petizione si collegano quelle
recanti i n. 6725 e 6738 con le quali i Consigli comunali di :
Altavilla Irpina, Arpino, Benetutti, Bisceglie, Borgocollefegato, Borrello, Buddosò,
Bultei, Caggiano, Caprarica di Lecce, Casalbore, Cassano Irpino, Castellabate, Castelmauro, Cattolica Eraclea, Cinquefrondi,
Colledimezzo, Ciro, Città di S. Cataldo,
Formicola, Francavilla sul Sinni, Frosolone,'
Galtelli, Giuggianello Grassano, Longobardi,
Luogosano, Macchia d'Isernia, Marcellinara,
Marineo, Martano, Melicuccà, Mesoraca,
Pentone, Pietraferrazzana, Prata Sannita,
Ruvo del Monte, Sambuca Zabut, S. Paolo
Matese, S. Agapito, Sant'Arcangelo, S. Teresa di Riva, Saracena, Senerchia, Sepino,
Selargius, SpadaforaS. Martino, Staiti, Tortorella, Valva, Zafferana Etnea, Zungri, e
quelli di Accadia, Aggius, Ajello, Alife,
Amalfi, Amorosi, Antrodoco. Atrani, Avellino, Barisciano, Belsito, Barra, Bisaccia,
Bonifati, Boscotrecase, Cammarata, Canneto, Capestrano, Caiinaro, Casagiòve, Casoli, Castel Campagnano, Castel del Giudice, Castelmorrone, Castrofilippo, Cesare) Chiaromonte, Cimitile, Celiarmele, Colonnella, Conza della Campania, Cusano
Mutri, Foglianise, Porli del Sannio, Fossacesia, Fossalto, Fragn^to, Monforte, Galatone, Giava, Lacco Ameno, La^rru, Laganadi, Lagonegro, Lama de' Peligni, Lattarico, Laureana di Borrello, Licusati, Lupara, Margherita*di Savoja,-Miglianico, Melendugno, Melissa, Minturno, Monte S. Giuliano, Montemiletto, Montorio nei Frentani,
Mormanno, Motta d'Affermo, Muro Lucano, Nicolosi, Niscemi, Noicattaro, Notaresco, Ofena, Olzai, Opi, Oristano, Orsogna,
Ortona, Ottati, Perfugas, Pettineo, Pietraperzia, Placanica, Poggiardo, L'oggiomarino,
Racalmuto, Rionero in Vulture, Roccagloriosa, Rocca Pia, Rocchetto al Volturno,
Rometta, San Conio, San Giovanni Teatino,
San Paolo di Civitate, San Salvatore, San
Salvatore Telesino, Sant'Elia Fiumerapido,
San Eusanio Forconese, Scerni, Schiavi d'Abruzzo, Scilla, Scontrone, Serino, Serramanna, Serramonacesca, Seurgus,Sini, Sora,
Sturno, Supersano, Tolve, Torano Castello,
Torano Nuovo, Tramutola, Tricarico, Tri-
itti
Parlamentan
LEGISLATURA X X I I
SESSIONE
11813
DISCUSSIONI
vigno, Toro, Usini, Venefico, Vieste, Villalfonsina, Viilavallelonga, Seminara, Ruvo di
Puglia, Mammoli, Lizzanello, Abriola, Firmo, deviano, Sant'Angelo d'Alife, Ospedaletto d'Alpinolo, Serradifalco, Abriola, Acerra, Agerola, Alessandria del Carretto,
Alia, Alimena, Angi, Arbus, Asua, Bagheria,
Bagno, Balestrate, Barcellona Pozzo di
Gotto, Bompietro, Bovino, Braciliano, Bucchianieo, Caccavone, Cairano, Calvaturo,
Calvello, Gampobello, Caposele, Capri Leone,
Carfìzzi, Carlopol , Carolei, Casabona, Cassano al Jonio, Cassaro, Castel Castagna,
Castelgrande, Castellammare del Golfo, Castelluccio Inferiore, Castelnuovo di Conza,
Castelpetroso, Casteltermini, Castelvetere
di Calore, Cavallino, Coreno Ausonia, Corigliano, Corleto Pertieara, Cortale, Domicella, Duronia, Esperia, Fiumefreddo Bruzio, Fosdinovo, Fossato Serralta, Francavilla Angitola, Furnari, Gallicchio, Gasperina, Grisolia, Cipollina, Jacurso, Jerzu,
Joppolo, Lapio, Laurenzana, Lavello, Looorotondo, Loreto Aprutino, Lucoli, Luras,
Mamojada, Mandatorinio,Marano di Napoli,
Margherita di Savoia, Mariglianella, Marigliano, Miglierina, Montegiordano, Monteleone di Calabria, Montella, Montesano Salentino, Montesilvano, Montemaggiore Beisito, Montorio al Vomano, Fardo di Pace,
Nova-Siri, Ortanova, Ortuccio, Paceco,
Pago del Vallo di Lauro, Palata, Palazzo
S. Gervasio, Partinieo, Patù, Pedara, Pellezzano, Pietracupa, Pietrapertosa, Pozzomaggiore, Ragusa, Rapone, Regale, Riesi,
Roccaforte del Greco, Roccamorice, Romagnano al Monte, S. Benedetto Ullano, San
Cesario di Lecce, S. Costantino Calabro,
S. Andrea Frius, S. Andrea Vallefredda,
S. Ferdinando di Puglia, S. Lucido, S. Sebastiano al Vesuvio, S. Stefano Camastra,
S, Stefano Quisquina, S. Cristina Gela, Santa
Marina, S. Angelo di Brolo, ^asso Castalda,
Satriano, Savelli, Sciacca, Scicli, Scordia,
Serdiana, Serramezzana, Siderno, Sinagra,
Solapaca, Stigliano, Tiesi, Tollo, Torre di
Ruggiero, Tuglie, Ururi, Ussana, Vaccarizzo
Albanese, Valle di Maddaloni, Vastogirardi,'
Villalba, invocano pure provvedimenti atti
a restaurare le finanze dei comuni meridionali che si ritengono gravemente danneggiati dalla legge 15 luglio 1906, n.383.
MEZZANOTTE, relatore^ Dall' illustrissignor Presidente della Camera furono trasmesse alla Commissione 754 petizioni di
comuni del Mezzogiorno d'Italia e delle isole
di Sicilia e di Sardegna, e cioè: dalla provincia di Aquila 47; da Avellino 52: da Bari
;
Carriera dei Deputati
TORNATA DELL'I] FEBBRAIO 1 9 0 7
14; da Benevento 25; da Cagliari 23; da
Calta.nissetta 10; da Campobasso 45; da Ca
serta 49; da Catania 14; da Catanzaro 49
da Chieti 38; da Cosenza 44; da Foggia 21
da Girgenti 11; da Lecce 34; da Messina 26
da Napoli 17; da Palermo 24; da Potenza 57;
da Reggio Calabria 31; da Salerno 68; da
Sassari 21; da Siracusa 6; da Teramo 22 e
da Trapani 6.
Con queste petizioni, i suddetti comuni,
rappresentano alla Camera la impossibilità
di compilare un bilancio, per le continue
diminuzioni di entrata ed i continui accrescimenti di spesa di cui, 1' ultima manifestazione è pòrta dalla legge 15 luglio 1906,
numero 383, titolo terzo, con cui si stabiliscono notevoli esenzioni delle quote minime della tassa fuocatico, di quella sul
bestiame, e l'abolizione della tassa sulle
bestie da tiro e da soma.
Essi ritengono che la sovri mposta comunale ed il dazio di consumo, già ridotto da
precedenti leggi, non possano essere ulteriormente gravati; e che lo stesso Parlamento, che si è fatto iniziatore di provvedimenti, debba fare in modo che le aziende
comunali non abbiano a sentirne danno.
I Comuni, in generale, propongono" che
10 Stato assuma, sia pure gì adualmente, la
spesa dell'istruzione elementare, ed assuma
del pari tutte le spese relative alla difesa,
sicurezza pubblica, giustizia, posta, telegrafi,
servizio forestale e sanitario, mantenimento
dei trovatelli.
La vostra Giunta reputa che in siffatta
manifestazione dei Comuni v'ha gran parte
di vero, e, poiché il Ministero ha creduto
opportuno di presentare un disegno di legge
per venire in aiuto dei Comuni, ravvisa
conveniente di convertire la proposta di
inviare le petizioni ai ministri dell' interno
e del tesoro, in quella di inviarle alla Commissione dei 18 che esamina i disegni di
legge finanziarli.
P R E S I D E N T E . Ha facoltà di parlare
l'onorevole Riccio.
RICCIO. Io avevo chiesto di parlare
perchè nello stampato si legge che le conclusioni della Giunta sono per l'invio ai ministri dell'interno e del tesoro. Ma, dopo che
11 relatore della Giunta delle petizioni ha
cambiato le conclusioni, giustamente osservando che del prolema già si è impossessata la Commissione ieri nominata dalla Camera negli uffici, appunto per studiare tutto
il complesso problema delle finanze comunali, io non fo che associarmi alla nuova
proposta della Giunta.
LEGISLATURA XXII
I
a
SESSIONE
Camera dei Deputati
TORNATA DELL'I 1 FEBBRAIO LJÓ7
Senonchè la Quarta sezione del Consiglio
di Stato dichiarò la propria incompetenza;
onde la Giunta delle petizioni prega ora la
Camera di inviare questa petizione all'onorevole ministro della guerra. (Bene ! —
Commenti),
VIGANO, ministro della guerra. Consento
che la petizione riguardante il tenente colonnello Testa sia inviata al Ministero della
guerra.
P R E S I D E N T E . Pongo dunque a partito la proposta della Giunta per le petizioni d'inviare al ministro della guerra la
petizione n. 6630.
(È approvata).
Passeremo alla petizione n. 6718 con cui
il Consiglio comunale di Castel vetrario fa
voti perchè il Governo voglia istituire il
biglietto a prezzo unico per grandi distanze
sulle ferrovie dello Stato.
A questa petizione si collega quella al
n. 6710, con la quale il Consiglio comunale
di Sepino fa istanza perchè siano istituiti
biglietti ferroviari a prezzo unico.
L'onorevole Mezzanotte ha facoltà di
riferire su queste due petizioni.
MEZZ 4 N O T T E , relatore. La Camera si
è già occupata di altre simili petizioni ed
ha sempre deliberato di inviarle al ministro
dei lavori pubblici per gli eventuali provvedimenti. Un passo nel senso dei desiderati espressi in queste petizioni già è stato
fatto con la istituzione dei biglietti ferroviari a grandi distanze, tuttavia, siccome
il biglietto a prezzo unico presenterebbe
non pochi vantaggi e fu già adottato presso
altre nazioni: nel Belgio, nella Svizzera, ecc.,
la Commissione per le petizioni, trovando
la cosa degna di studio, ha deliberato ad
unanimità di proporre alla Camera l'invio
di queste petizioni al ministro dei lavori
pubblici.
DARI, sottosegretario di Stato per i lavori
pubblici. Con le debite riserve, accettiamo
l'invio al ministro dei lavori pubblici delle
due petizioni.
P R E S I D E N T E . Se non vi sono opposizioni pongo a partito la proposta della
Giunta, di inviare al ministro dei lavori
pubblici le petizioni n. 6710 e 6718.
(È approvata).
P R E S I D E N T E . L ' o n o r e v o l e relatoreMezzanotte ha ora facoltà di riferire sulla seguente petizione n. 6721 con cui le Congregazioni di carità di : Aderno, Arzignano,
Assisi, Caserta, Cesena, Crema, Erbusco,
Fiazza Biraghi, Firenze, Illasi, Lucerà, Ma
11814
DISCUSSIONI
In fondo quando Governo e Camera, di
accordo, deferirono ad una sola Commissiono vari progetti presentati dal Governo
sulle finanze comunali, sia quello per l'avocazione allo Stato di spese finora gravanti sui comuni, sia quello sul riordinamento dei tributi locali, io credo che vollero
mostrare come una sola commissione debba
esaminare, nei suoi molteplici aspetti, il
complesso problema della finanza comunale.
A noi non resta che, seguendo la stessa via,
accettare la proposta che oggi fa la Commissione delle petizioni, cioè l'invio alla
stessa Commissione dei 18, di tutte le petizioni dei comuni meridionali Ed è questo,
pare a me, il primo atto che prova come
Governo e Parlamento concordino nel considerare la necessità e l'urgenza di risolvere
il grave problema dei comuni meridionali,
investendo questa Commissione del formale
incarico, da parte della Camera, di trovar
presto una soluzione al gran problema.
P R E S I D E N T E . Allora la proposta della
Giunta delle petizioni è di rimandare queste
petizioni alla Commissione dei diciotto che
esamina i disegni di legge finanziari.
Metto a partito questa proposta.
(È approvata).
In assenza dell'onorevole Guzzi, che dovrebbe riferire sulle petizioni che seguono,
si passa alla petizione n. 6630 con la quale
il tenente colonnello a riposo Testa cavaliere Michele fa istanza per essere risarcito
di danni materiali e morali che a suo dire
ingiustamente avrebbe sofferto.
L'onorevole relatore Mezzanotte ha facoltà di parlare.
MEZZANOTTE, relatore. La Camera
ebbe già ad occuparsi del tenente colonnello
a riposo cavalier Testa nella seduta del
6 maggio del decorso anno.
Egli si lamentava di non aver ottenuta
quella promozione che riteneva di meritare, e
ne attribuisce la ragione all'avere egli inflitto
ad un capitano e ad un sergente punizioni
che non erano state approvate dal colonnello, il quale gli aveva fatto perciò un
rapporto sfavorevole.
11 Testa si lamentò col generale di brigata di tal fatto e ricorse poi anche al ministro; ma pare che il suo reclamo non trovasse ascolto; di modo che fu obbligato a
lasciare l'esercito.
Ma siccome egli ebbe a presentare un
ricorso alla Quarta sezione del Consiglio di
Stato, la Giunta delle petizioni nel maggio
passato chiese alla Camera di sospendere la
sua decisione.
— 11815
Atti Pa ¡lamentati
Camera dei Deputati
l SESSIONE — DISCUSSIONI TORNATA DELL'll FEBBRAIO 1907
tera, Napoli, Nicosia, Nòto, S. Giovanni i gregazioni di carità che domandano la stessa
Lupatoto, Sora, Spoleto, Susa, Thiene, Tra- ! cosa, e quindi la Giunta delle petizioni .fa
pani, Tusa, Verona, Viterbo, Zolobuonper- la stessa proposta.
FACTA, sottosegretario di Stato per Vinsico; la Congregazione di carità di Torino
a nome anche dei presidenti delle Opere terno. Ed io faccio le stesse dichiarazioni.
P R E S I D E N T E . Pongo a partito la propie della provincia di Torino, i rappresentanti di vari istituti di beneficenza di Na- posta della Giunta delle petizioni, d'inviare
poli, il ricovero di mendicità di Chiavenna, anche questa petizione ai ministri dell'inl'Amministrazione dell'Opera pia Fontanini terno e del tesoro.
di Napoli, il reale stabilimento dell'Annun(È approvata).
ziata di Napoli, il reale ospizio dei Ss. PieSegue la petizione 6730 con la qua e il
tro e Gennaro extra moenia di Napoli,
Consiglio
comunale di Lagonegro fa voti
l'ospitale Boldrini e casa di ricovero di
Thiene, l'ospizio dei vecchi di S. Carlo di che vengano concessi ribassi ferroviari agli
Viterbo, l'orfanotrofio della Divina Provvi- impiegati degli enti locali.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Mezzadenza di Viterbo e il conservatorio della Prenotte,
relatore.
sentazione in Viterbo fanno voti che siano
MEZZANOTTE,
relatore. Gli impiegati
emanati provvedimenti i quali riparino al
danno che deriva alle Opere pie dalla con- delle provincie e dei comuni vorrebbero
anche essi avere i biglietti a prezzo ridotto
versione della rendita al 3.50 per cento.
MEZZANOTTE, relatore. Con questa pe- come gli impiegati dello Stato. (Interrutizione molte Congregazioni di carità fanno zioni — Commenti). La vostra Commissione,
voti perchè sia riparato in qualche modo trovando che non sono equiparabili gli imal danno che loro è derivato dalla ultima piegati dello Stato con quelli dei comuni e
legge sulla conversione della rendita. Lo delle provincie, vi propone l'ordine del giorStato, in altre simili occasioni, ha sempre no puro e semplice.
P R E S I D E N T E . Pongo ai voti la proavuto cura di non pregiudicare troppo l'inposta
della Giunta delle petizioni, di pasteresse delle Congregazioni di carità e delle
Opere pie in genere e la Giunta delle pe- sare all'ordine del giorno su questa petitizioni, trovando che le considerazioni espo- zione,
ste al riguardo meritano ¿U essere benevol(È approvato).
mente studiate, ha creduto bene di proporre
Petizione 6717. Il sindaco di Montealla Camera che questa petizione sia tra
milone
Basilicata trasmette una petismessa all'esame dei ministri del tesoro e zione delin veterano
Saverio Sileno, nella
dell' interno.
quale,
a
nome
anche
di altri reduci dalle
FACTA, sottosegretario di Stato per l'in- patrie battaglie, si fanno
voti perchè venga
terno. Tanto a nome, del ministro dell' in- posta in esecuzione la legge
8 luglio 1904
terno quanto a nome del ministro del tesoro che stabilisce un assegno vitalizio
ai renon ho difficolià di accettare l'invio di que- duci. •
sta petizione.
Ha facoltà di parlare l'onorevole MezzaP R E S I D E N T E . Il relatore della Giunta notte.
delle petizioni propone l'invio della petiMEZZANOTTE, relatore. I petizionarii
zione 6721 ai ministri dell'interno e del te- chiedono
di non essere, costretti ad attensoro.
dere
che
muoiano
ai quali gli assegni
I ministri interessati non si oppongono furono concessi percoloro
poter
usufruire del bea questo invio.
neficio
della
legge.
E
siccome
i fondi stabiPongo ai voti la conclusione della Giunta liti non bastano per tutti, invocano
dal
delle petizioni.
Governo
un
provvedimento
che
estenda
il
(È approvata).
benefìcio a tutti quelli che ne hanno biSegue la petizione 6726 con la quale le sogno ; molto più ch'essi si trovano in età
Congregazioni di carità di Feltre e di Va
così avanzata da lasciar presumere che l'agrese fanno parimenti voti perchè siano ema- gravio sul bilancio dello Stato sarebbe
nati provvedimenti i quali riparino al danno di breve durata. La vostra Commissione
che deriva alle Opere pie dalla conversione propone l'invio di questa petizione al midella rendita al 3.50 per cento.
nistro del tesoro, perchè trovi modo di provHa facoltà di parlare l'onorevole Mezza- vedere a questi veterani.
notte, relatore.
MONTI-GU ARNIE RI. Chiedo di parMEZZANOTTE, relatore. Sono altre Con- lare.
LEGISLATURA XXII —
a
]
t
Atti Parlamentari
LEGISLATURA
Camera
— 11816 —
XXII
—
la
SESSIONE
—
DISCUSSIONI
P R E S I D E N T E . Ne ha facoltà.
M O N T I - G U A R N I E R I . R a c c o m a n d o all'attenzione della Camera e del Governo
questa petizione del veterano Saverio Sileno.
È una questione delicatissima di umanità. Il ministro potrebbe risolverla molto
facilmente.
Noi abbiamo dato u n a pensione, se p u r e
si può chiamare pensione, un irrisorio assegno di 35 o 40 centesimi al giorno, a
quelli che h a n n o c o m b a t t u t o le campagne
del 1848-49. Ora, nonostante questa irrisoria pensione, ci sono valorosi che hanno
f a t t o le c a m p a g n e del 1859, 1860 e del 1866,
che muoiono di fame. Come provvedere?
Il ministro ha detto che si darà la pensione a costoro man mano che moriranno i
veterani del '48. E così questi poveri veterani più vicini a noi devono desiderare la
morte dei loro compagni a noi più lont a n i per poter arrivare a godere di questo infinitesimo rivolo della beneficenza
di Stato.- E poiché questi vecchi valorosi vanno, disgraziatamente, scomparendo
giorno per giorno e ne rimangono pochissimi, vedano il ministro della guerra ed il
presidente del Consiglio se non sia possibile di risolvere u n a buona volta questa
questione ct>n un provvedimento legislativo.
È uno spettacolo doloroso al quale assistiamo, e l'amico F a c t a lo sa! Quante volte
egli, che ha l'animo buono ed educato ai
migliori sentimenti, è c h i a m a t o a dare piccoli sussidi a poveri veterani che per vivere
sono costretti anche a d o m a n d a r e l'elemosina.
Abbiamo dato 35 o 40 centesimi al giorno
a coloro che hanno f a t t o così bene il proprio dovere sui campi di b a t t a g l i a nel '48
e '49, estendiamo ora questo benefìcio a t u t t i .
Il sacrifìcio del bilancio sarà di 50 o 100 mila
lire al massimo ! Non cascherà il mondo, per
questo !
Avremo a c q u i s t a t o così un titolo di più
alla benemerenza pubblica q u a n d o avremo
tolti dalla fame t a n t i uomini ai quali professiamo a chiacchiere, come suol dirsi, t u t t i
i giorni la più grande gratitudine, senza sentire poi il bisogno, mettendoci una mano
sulla coscienza, di proporre al Governo uno
s t a n z i a m e n t o di 50, 60, 100 mila lire di più
nel bilancio per fare una buona volta il nostro dovere. I o ricordo quello che ci è voluto, e l'amico Pozzi che è qui presente può
confermarlo, per un sussidio di 40 o 50 mila
lire ai poveri veterani della casa di Turate:
ci sono voluti 4 o 5 anni! E perchè ora dalla
—
TORNATA
DELL'I!
dei De/mtaM_
FEBBRAIO
1907
Camera italiana, dove fortissima vibra la
nota del patriotismo sempre, non deve partire una voce a favore di q u e s t a nobilissima
causa! Non più discorsi, ma f a t t i . Il Paese
ce ne sarà grato. (Bene ! —
Approvazioni).
F A E L L I . Non saremmo qui noi, se non ci
fossero stati loro.
F R A C A S S I . Chiedo di parlare.
P R E S I D E N T E . Ne ha facoltà.
F R A C A S S I . Ho d o m a n d a t o di parlare
per associarmi a n z i t u t t o alla raccomandazione f a t t a dall'onorevole Monti-Guarnieri
e poi per pregare il ministro della guerra
di volere, in attesa di altri provvedimenti,
r a c c o m a n d a r e alla Commissione che esamina le d o m a n d e dei veterani per l'assegnazione della pensione, di tener conto per la
precedenza,più che della d a t a della d o m a n d a
dell'età di coloro ohe chiedono la pensione.
Avviene i n f a t t i ora che veterani più avanzati in età e che hanno f a t t a la camp a g n a di Crimea sono senza pensione, ment r e già l ' h a n n o conseguita alcuni della camp a g n a del 1859. E ciò semplicemente perchè i primi ignoravano la legge e fecero più
t a r d i la d o m a n d a .
Mentre appoggio quindi con t u t t o l'animo
la raccomandazione dell' onorevole MontiGuarnieri, prego il ministro della guerra di
dare istruzioni alla Commissione compet e n t e di attenersi nel deliberare gli assegni
al criterio della età dei richiedenti a preferenza del criterio della priorità della domanda. (Bene !)
POZZO, sottosegretario di Stato per le
finanze. Chiedo di parlare.
P R E S I D E N T E . Ne ha facoltà.
POZZO, sottosegretaria di Stato per le
•finanze. La cosà sarebbe v e r a m e n t e di competenza del ministro del tesoro, ma in assenza sia dell'onorevole ministro che dell'onorevole sottosegretario di S t a t o pel tesoro,
e sebbene venga sollevata una questione inas p e t t a t a , io, come più vicino di casa, darò
u n a breve risposta t a n t o all' onorevole
Monti-Guarnieri che all'onorevole Fracassi.
La Camera non ignora che con l ' u l t i m a
legge e m a n a t a nel 1904 sulla materia
venne esteso a t u t t i i veterani l'assegno
vitalizio di lire cento, p r i m a accordato solo
a quelli del 1848-49,
Nel bilancio del Ministero del tesoro è
stanziata la somma di due milioni e cento
mila lire circa per cotesti assegni vitalizi.
L'onorevole Monti-Guarnieri ha ragione
di l a m e n t a r e che non si possa concedere
firn da questo momento l'assegno vitalizio
a t u t t i , ma io debbo osservare che questa
è la p o r t a t a della legge v o t a t a dal Parla-
Atti Parlamentan
LEGISLATURA XXII
I
a
SESSIONE
— 11817 —
DISCUSSIONI
mento ; vale a dire, poiché con la legge
del 1904, pur estendendosi l'assegno a t u t t i
i veterani, si è mantenuto fermo lo stanziamento, soltanto nei limiti di esso, mano
mano che si verificano vacanze, possono
farsi ulteriori concessioni.
Non è esatto, onorevole Monti-Guarnieri,
che il maggiore stanziamento che si dovrebbe fare, per concedere i m m e d i a t a m e n t e
a tutti i veterani delle patrie battaglie
l'assegno vitalizio, si riduca a cinquanta o
cento mila lire, come ella ha accennato, ma
si t r a t t a di milioni. (Segni di denegazione
del deputato Lucca).
Scusi, onorevole Lucca, so pur troppo
di non sbagliarmi.
M O N T I - G U A R N I E R I . Si deve dare solt a n t o ai poveri.
POZZO, sottosegretario di Stato per le
-finanze. La legge dice : privi di mezzi
di sussistenza. Ed anzi, in ordine alla
portata di questa disposizione, si sono
fatte lunghe discussioni in questa Camera.
E la Commissione permanente, istituita
presso il Ministero della guerra per l'esame
delle domande e la valutazione dei titoli,
allo scopo di far luogo, o no, alla concessione dell'assegno vitalizio, per effetto appunto delle discussioni che qui sonosi fatte,
da qualche tempo riconosce che si debba
considerare come privo di mezzi di sussistenza chiunque non abbia un reddito superiore a lire cinquecento, mentre dapprima
si negava l'assegno vitalizio a tutti i veterani i quali non fossero nel modo più assoluto nullatenenti.
Ma appunto per questa maggiore larghezza che è stata invocata dalla Camera,
e che la Commissione permanente presso
il Ministero della guerra ha accettato, più
estese sono le concessioni, e più facilmente
si assorbono i fondi stanziati.
LUZZATTO A R T U R O . Stanziamo altri
fondi.
POZZO, sottosegretario di Stato per le
finanze. Si richiede adunque, se si vuol
affrettare la concessione dell' assegno a
tutti i veterani, lo stanziamento di altri
fondi, come ben dice l'onorevole Luzzatto;
ma lo stanziamento deve essere di milioni
e non di sole cinquanta o cento mila lire.
D A N E O . Chiedo di parlare.
POZZO, sottosegretario di Stato per le
finanze. I n quanto poi alla osservazione
f a t t a dall' onorevole Fracassi, io debbo
fargli presente che non si potrebbe, senza
incorrere in atti che potrebbero essere tacciati di favoritismo, seguire il metodo che
egli ha accennato.
Camera, dei
Deputati
TORNATA D E L L ' I 1 FEBBRAIO 1 9 0 7
La Commissione non può adattare un
criterio elastico di libero apprezzamento, ma
deve seguire rigorosamente l'ordine cronologico delle domande.
FRACASSI. L'età. Quello non è un criterio.
POZZO, sottosegretario di Stato per le finanze. La Commissione esamina le domande
a gruppi, man mano che si rendono disponibili dei fondi, epperò non può che seguire
l'ordine delle domande.
Sono due o tre mila almeno le d o m a n d e
in attesa dell'assegno, e ogni giorno ne arrivano delle nuove. Bisognerà dunque richiedere nuovi fondi al tesoro.
Ma allo stato delle cose non si può eccedere la somma stanziata per legge, e la
Commissione permanente non può procedere con criteri diversi.
P R E S I D E N T E . H a facoltà di parlare
l'onorevole Daneo.
D A N E O , A me pare che da questa discussione una necessità emerga, ed è quella
che una leggina sia presentata per completare ¡'articolo di bilancio che si riferisce a
que-te pensioni o meglio sussidi con quelle
poche centinaia di migliaia di lire che possono occorrere. Se vi sono soltanto duemila
domande, ciò vorrebbe significare una maggiore spesa di lire 200 mila e pur troppo,
per poco tempo.
POZZO, sottosegretario di Stato per le finanze. D o m a n d e già prefeentate !
D A N E O . Va bene, ne potrà venire qualcuna di più, che potrà riflettere i veterani del 1859 e del 1860. Nelie circostanze
attuali chi abbia c o m b a t t u t o in quelle
campagne è prossimo ai 70' anni di età e
quindi in questa condizione l'obbligarli ad
attendere ancora qualche anno sembrerebbe
un'ironia: varrebbe come il dire a questi valorosi: noi aspettiamo che i nove decimi di
voi siano morti per dare poi al decimo superstite una apparente dimostrazione di affetto nazionale.
Come si è completato lo stanziamento
in bilancio per quelli del '48-49, in tempi
di finanza motto più scuri degli attuali,
così io credo che la intelligenza ed il cuore
di chi siede sul banco dei ministri debba
suggerire loro di presentare presto una leggina che permetta di dare senza lungo ri
tardo questo assegno ai pochi reduci veramente poveri, che rimangono ancora delle
campagne del 1859 e anche di quella del
1860, le quali condussero alla proclamazione
del Regno d'Italia.
Quanto al criterio f a t t o presente dall'a-
«
Atti
i'arLamentari
LEGISLATURA X X I I
—
l
a
SESSIONE
11818
Camera dei Deputato
—
DISCUSSIONI
— TORNATA
BSLL'll
FEBBRAIO
1907
mico Fracassi, della preferenza ai più vec
che ha sollevato cosi improvvisa ed ardente
•chi, è di tale giustizia che non può nm- ì discussione.
mettersi che non sia giusto di adottarlo oCiò dimostra il suo intendimento, il suo
gni volta sia possibile.
desiderio di sodisfare alle sollecitazioni della
Giunta delle petizioni e degli onorevoli colSe anche vi sono 2000 domande, esse in
leghi che hanno interloquito. Ma perchè la
pochi giorni possono essere spogliate, e
questione sia messa nei suoi veri termini,
classificate per età, dando la preferenza a
io debbo far presente all'onorevole Faelli
coloro, che siano più anziani.
che le domande tuttora giacenti presso la
•Vi è qualcuno, che è ormai vicino agli
Commissione permanente sono tutte di ve80 anni, ed è per lo meno una irrisione dirgli
terani
del 1859, poiché finora sono perveche aspetti perchè per ignoranza propria o
nute solo le domande, dirò così, mature
inerzia altrui, non fece la domanda prima
e passibili di un proficuo esame. (Interrudi colui che ha appena 60 anni. To credo
zioni del deputato Monti-Guarnì
cri).
che si imponga per ragioni di intelli
Onorevole
Monti-Guarnieri,
dico
questo
genza, di cuore e di sentimento nazioper
spiegare
che
non
si
t
r
a
t
t
a
nè
di
50,000,
nale il provvedere all'occorrenza con una
né di 100,000, nè di 200,000 lire, ma si t r a t t a
leggina al completamento di questo fondo,
di milioni.
il quale risponde ad un debito nazionale
L'onorevole Daneo ha accennato alla
molto più giusto, molto più forte, molto
possibilità'
di provvedere per intanto ai vepiù urgente di quello che sia anche lo interani
più
vecchi,
cioè ai veterani del 1859
tegrare gli stipendi di talune neglette cae del 1860. Ma i veterani del 1860 sono
tegorie di impiegati. Io attendo quindi
quelli stessi del 1861. Ora, anche lasciando
digli onorevoli ministri l'impegno di prein disparte quelli del 1866, e volendo provsentare questa leggina. (Bene ! — Bravo !)
vedere subito ai veterani del 1859 e del
P R E S I D E N T E . Ha facoltà di parlare
del 1860-61, lo stanziamento dovrebbe esl'onorevole Eaelli.
sere elevato di una cifra considerevole.
E A E L L I . Io desideravo rivolgere al GoIl ministro del tesoro studierà la queverno la preghiera, poiché durante questa
stione, farà i calcoli, verrà alla Camera con
affrettata ed improvvisata discussione abproposte concrete; ecco quanto significa il
biamo udito dei calcoli fantastici, di istirinvio al ministro del tesoro, come è stato
tuire, il che sarà molto facile, una statistica
proposto dalla Giunta delle petizioni, e che
esatta di questi nobili e gloriosi vecchi, verso
a nome del Governo ho dichiarato di aci quali la patria ha tanti debiti di gratitucettare.
dine, e di far presto perchè quelli finora
Ma andar più in là, così di sorpresa,
esclusi dall'assegno non possono, per l'avansenza la presenza del ministro competente,
zata loro età, aspettarlo più oltre.
in sede di petizioni non è nè corretto, nè
Dico la verità, io, giovane, sento rossore
prudente.
di trovarmi qui, dove non saremmo a far
P R E S I D E N T E . È stato presentato alla
chiacchiere se quei vecchi non avessero fatto
Presidenza il seguente ordine del giorno,
i fatti.
proposto dall'onorevole Daneo e da altri
E, giacché si parla tanto della celebraundici deputati:
zione del cinquantenario della dichiarazione
« L a Camera invita il Governo a presendel Eegno d'Italia con Roma capitale, pare
tare un disegno di legge che assicuri l'estena me che, meglio che con esposizioni, si sosione del sussidio a tutti i poveri veterani,
lennizzerebbe quella data memoranda ademalmeno delle campagne del 1859 e del 1860 ».
piendo questo alto dovere di riconoscenza
Domando all'onorevole sottosegretario
verso quei gloriosi vecchi, che ci hanno fatto
di Stato se lo accetti.
venir qui a fare delle cattive discussioni,
Voci. Accetta, accetta.
e delle mediocri leggi. ( B e n i s s i m o ! )
POZZO, sottosegretario
di Stato per le
P R E S I D E N T E . Ha facoltà di parlare
finanze. Non credo sia il caso di addivenire
l'onorevole sottosegretario di Stato per le
ad una deliberazione, la quale ecceda ciò
finanze.
che è stabilito dallo Statuto in materia di
POZZO, sottosegretario
di Stato per le fipetizioni.
(Commenti).
nanze. Il Governo accetta la proposta della
Lo S t a t u t o dispone che le petizioni riGiunta delle petizioni per l'invio al ministro
tenute dalla Camera degne di consideradel tesoro della petizione numero 6717, la
zione vengono inviate al ministro compequale si riferisce precisamente all'argomento
tente! (Interruzioni).
étfi Parlamentart
LE G-IS LATTJRA XXII
l
a
SESSIONE
11819
DISCUSSIONI
LUZZATTO AETIJEO. A dormire.
POZZO, sottosegretario di Stato -per le
finanze. Ogni qualvolta è occorso, si sono
risvegliate, e potrei citare moltissimi esempi.
Ad ogni modo l'ordine del giorno clie è stato
presentato nulla aggiunge alla disposizione
statutaria ed alle consuetudini, vale a dire
' nvio al ministro del tesoro di questa petizione, deliberato dalla Camera, significa
per sè stesso l'invito al Governo di studiare
l'argomento. (Commenti).
Quindi io non credo clie s a necessario
addivenire ad una deliberazione. (Interruzioni). Il Governo promette all'onorevole
Daneo e agli altri firmatari dell'ordine del
giorno ci prendere nella più attenta considerazione la proposta, e considera l'ordine
del giorno firmato daini ed altri autorevoli
colleghi come un invito più premuroso e
più deciso ad esaminare la questione. In
questo senso credo che, votando l'invio al
ministro del tesoro della petizione, otterremo il raggiungimento dello scopo comune.
(Commenti).
MONTI GUARNIERI. Chiedo di parP R E S I D E N T E . Ne ha facoltà.
MONTI-GU ARNI E RI. La questione da
ine sollevata, e che ha trovata qua dentro
un'eco così simpatica ed ardente, è questione di patriottismo e l'onorevole sottosegretario di Stato per le finanze deve compenetrarsi dilla condizione nostra.
Noi vogliamo dimostrare a fatti e non
a parole la gratitudine nostra a coloro che
hanno combattuto le battaglie dell'indipendenza nazionale; però, chiarita questa situazione di fatto, io trovo che dal punto
di vista procedurale l'onorevole sottosegretario di Stato per le finanze sia dal lato
della ragione quando dice che in sede di
petizioni non può essere accettato un ordine del giorno Daneo. (Oooìi! — Interruzioni — Commenti).
Mi lascino parlare! Si è fatta l'Italia per
la libertà, specialmente di parola, qua dentro e fuori.
Io credo però che ci possa essere una
soluzione del problema e credo di aver trovato insieme ai colleghi Lucca e Vecehini
il modo di risolverla così da contentare
l'onorevole Daneo quanto l'onorevole sottosegretario di Stato delle finanze. Io propengo quindi d'accordo coi colleghi Lucca
e Veechini quest'altro ordine del giorno:
(Oooh! — Interruzioni — Rumori).
« La Camera, rinviando la petizione al
ministro delle finanze... (Interruzioni — Rumori).
:
TOBNATA D E L L ' l l FRBBKAIO 1 'H)7
Voci. Del tesoro...
MONTI G U A R N I E R I . ...invita il Governo a provvedere con maggior sollecitudine alla sorte dei veterani del 1859-60 ».
(Commenti — Rumori).
Voci. Accettatelo.
POZZO, sottosegretario di Stato per le
finanze. E una questione bizantina. Chiedo
di parlare.
P R E S I D E N T E . Dunque 1' ordine del
giorno presentato dall'onorevole MontiGuarnieri è il seguente :
« La Camera, rinviando la petizione al
ministro delle finanze... (Interruzioni).
MONTI-GUARNÌ E RI. Deve dirsi del
tesoro,
P R E S I D E N T E . ...del tesoro, invita il
Governo a voler provvedere con la maggiore sollecitudine, alla sorte dei veterani
del 1859-60 ».
(Commenti).
POZZO, sottosegretario di Stato per le
finanze. Domando di parlare.
P R E S I D E N T E . Parli.
POZZO, sottosegretario di Stato per le
finanze. Io credo che, qualunque sia la
forma, comunque si venga a redigere l'ordine del giorno, noi restiamo sempre in una
questione di parole.
Faccio presente che l'articolo 57 delio Statuto del Regno dice precisamente : « Ognuno
che sia maggiore di età ha il diritto di
mandare petizioni alle Camere, le quali
debbono prima farle esaminare da una
Giunta, e dopo la relazione della medesima
deliberare se debbono essere prese in considerazione, ed, in caso affermativo, mandarsi al ministro competente:..
DE NAYA. Con un ordine del giorno.
POZZO, sottosegretario di Stato per le
finanze. Dunque abbiamo una disposizione
statutaria la quale ci di< e perfino quali sono
i termini della deliberazione che si deve
prendere dalla Camera.
Ma però, o signori, siccome nella sostanza
siamo d'accordo... (Interruzioni). Non occorre fare esclamazioni di meraviglia, perchè i colleghi sono persuasi quanto me,
che in questo momento ho l'onore di parlare a nome del Governo, che si fa questione di parole e non dì sostanza. Prego
ancora una volta i proponenti degli ordini del giorno di volere convertire questi
ordini del giorno in raccomandazioni.
Sulla questione regolamentare, se non
statutaria, io non ho che da rimettermi alla
saviezza del Presidente, (Commenti) il quale
vedrà se si possa mettere in votazione l'or-
Affi Fa rialti entarr
LEGISLATURA
XXII
—
l
8
SESSIONE
11820
DISCUSSIONI
dine del giorno, o se crede esaurita la questione con l'invio della petizione al ministro competente.
{Commenti).
P R E S I D E N T E . Osservo anzitutto che,
sia per lo Statuto, sia per le consuetudini
dell ì Camera, le petizioni possono avere
tre diverse soluzioni: prima, l'invio al ministro competente; seconda, l'invio agli archivi; terza l'ordine del giorno puro e semplice.
In questo caso la Commissione delle petizioni ha proposto l'invio al 'ministro competente. A proposito di questo invio si
possono votare anche ordini del giorno relativi e connessi con la risoluzione proposta dalla Commissione. ( A p p r o v a z i o n i —
Commenti). Lo stesso sottosegretario d i s t a t o
per le finanze non si oppone a ciò. Egli chiede
soltanto che gli ordini del giorno, anziché
votati dalla Camera, sieno considerati come
raccomandazioni al ministro competente.
Ecco la questione.
(Commenti).
Ora, prima di dar facoltà di parlare all'onorevole Daneo, avverto che, tra i due
ordini del giorno presentati, quello dell'o- *
norevole Daneo ed altri e quello dell'onorevole Monti-Guarnieri ed altri, il più largo
mi sembra quello dell'onovevole MontiGuarnieri perchè non include la necessità
di un disegno di legge. (Commenti)'. Onde
io metterò prima in votazione l'ordine del
giorno dell'onorevole Monti-Guarnieri.
L'onorevole Daneo ha chiesto di parlare.
Ne ha facoltà.
DANEO. Dopo le dichiarazioni del nostro Presidente, non vi può essere dubbio
sul punto statutario e regolamentare.
Nessuno di noi che abbiamo firmato un
ordine del giorno va lontano un palmo nè
dallo Statuto, nè dal regolamento e tanto
meno dalle consuetudini dei nostro e degli
altri Parlamenti. È fuori di discussione,
per tutti, la forma di deliberazione ideila
Camera, che non può esser altro che quella
di rinviare ai ministri competenti questa petizione. Questa deliberazione e premessa implicitamente, per noi, che presentiamo l'ordine del giorno, come una motivazione e un
corollario alla deliberazione proposta dalla
Giunta delle petizioni ; per gli onorevoli
Monti-Guarnieri ed altri è esplicita, perchè
la prepongono come cappello esplicito alla
loro proposta. Non vi è questione, quindi;
noi rientriamo in una delle tre forme classiche e statutarie di deliberazione, in materia di petizioni.
Ma, in materia di petizioni, come di
qualunque altra deliberazione, in nessun
Camera dei
—
— TORNATA
DEI L ' 1 1
FEBBRAIO
Deputati
1907
Parlamento si è mai messo in dubbio, io
credo, che la Camera possa motivare il suo
voto, analogamente all'articolo 87 del regolamento, sicché il Governo possa riceverne istruzione od incitamento nel prendere in considerazione le petizioni rinviate
ai ministri competenti. Quindi, in questo
caso, il rinvio non può, e tanto meno dopo
le avvenute spiegazioni e dichiarazioni,
avere alcun significato efficace, se non include l'invito a presentare un disegno di
legge, in quanto con 2,100,000 lire del presente stanziamento non sarebbe possibile
al Governo di provvedere che a 21,000 persone, e, se i veterani poveri, dal 1848 al
1860, ammontassero ancora a tre o quattro
o anche cinque migliaia di più, sarebbe indispensabile un disegno di legge per completare lo stanziamento. Non può trattarsi
di milioni ; ma certo di qualche centinaio
di migliaia di lire e per pochi anni, dacché
oramai son pochi e vecchi anche i superstiti delle campagne del 1859-60, ed i veterani sussidiati muoiono pur troppo in tali
proporzioni da lasciare libere poco meno di
duecentomila lire all'anno.
È indispensabile provvedere ai superstiti
non sussidiati, céleremente: il Governo studi^
ma céleremente, e constatato il numero, appurerà certamente che, dal 1848 al 1860^
non possono essere più di 28 o-30 mila i superstiti veterani poveri. In questa condizione, è naturale ed è doveroso che oggi
sorga dalla Camera una iniziativa che valga
ad eccitare il Governo.
Nè vi ha urto sotanziale fra il nostro invito e le dichiarazioni del Governo: chè, anzi,
siamo perfettamente d'accordo negli intendimenti che furono espressi. È vero che da
chi parlò in nome del Governo vennero circondati di quelle riserve che, per l'opportunità, diremo, speciale della sua posizione,
cioè pel fatto che le riserve vennero esposte
da un sottosegretario di Stato, e non appartenente ad alcuno dei dicasteri specialmente in causa, dovevano necessariamente
essere singolarmente accentuate. Non biasimo quindi menomamente, anzi comprendo la prudenza colla quale nella posizione
sua, il sottosegretario delle finanze si è
espresso. Ma noi qui, dai banchi della Camera, possiamo ben aggiungere alla deliberazione di rinvio una frase che ne accentui il significato di invito a presentare un
disegno di legge, e ciò votando non diciamo
nulla di illecito di fronte allo statuto e al
regolamento; non diamo altro che la motivazione della deliberazione regolamentare,
etti i'arìameniarì
— 11821 —
.„^fei^P^EpMBMMi^^
LEGISLATURA X X I I
IHHW llll'l
l
a
SESSIONE
1IIHIMII
[Il I I P — — a I l
DISCUSSIONI
cioè del nostro rinvio ai ministri competenti ohe sono quelli della guerra, della marina e del tesoro.
I n questa circostanza, quindi, vorrei sperare da chi parlò a nome del Governo una
più calda adesione, e la spero tanto più, or
che abbiamo la presenza di qualche ministro, e particolarmente di quello più competente, anzi dei due specialmente competenti in questa materia. In questa circostanza, deve venire da] Governo stesso una
adesione sincera o almeno una promessa
che sciolga da ogni nebbia di riserve, l'accettazione di un invito come questo, in un
momento nel quale noi sentiamo di rispondere al sentimento nazionale (Commenti
—
Approvazioni).
Non può concepirsi in questo argomento
che una deliberazione unanime la quale, dall ' E s t r e m a Sinistra all'Estrema Destra, uni- ,
sca tutti i pensieri e tutti i cuori in un'alta
affermazione di venerazione e di affetto.
Qualunque siano le attuali divisioni nostre, è invero unanime in noi la venerazione verso coloro che ci hanno dato una .
patria, è unanime la coscienza che noi
non saremmo qui, senza il sangue che essi
hanno versato; è unanime il sentimento
del dovere della Nazione di provvedere a
rendere meno triste la vecchiaia dei gloriosi avanzi delle nostre battaglie.
Quando essi si presentano, poveri, vecchi, ai rappresentanti del paese, non possiamo dir loro: aspettate ancora, attendete
che abbiano provveduto ad aumentare lo
stipendio o l'indennità di qualche caposezione, ( Vive approvazioni)
prima di pensare a voialtri (Commenti
—Approvazioni).
Noi dobbiamo alzare in alto gli animi ed i
cuori, e da ogni banco levarci unanimi ad
approvare la proposta. (Benissimo ! — Vive
approvazioni).
P R E S I D E N T E . Interrogherò i presentatori degli ordini del giorno per sapere se
li mantengono.
D A N E O . Uniamoci!
POZZO, sottosegretario
di Stato per le
;finanze. Domando di parlare.
P R E S I D E N T E . Parli.
POZZO, sottosegretario
di Stato per le
finanze. Io ho già dichiarato che, siccome
il Governo accetta l'invio della petizione,
dimostra con ciò solo, per virtù di statuto
e di regolamento...
D A N E O . Di non respingerne la motivazione.
POZZO, sottosegretario
di Stato per le
finanze. ...di voler provvedere seriamente.
' n mera dei
Dovutati
I llllll IMBWMaWBMjWMMMMFIMMMWWWB^^
—
TORNATA D E L L ' I ! FEBBRAIO
1907
L'invito al Governo di presentare una
legge ha una portata troppo impegnativa.
Voci. È necessario, è naturale!
POZZO, sottosegretario
di Stato per le finanze. Io faccio appello alla prudenza dell'onorevole Daneo e gli dico: Ella accenna
a 200 o 300 mila lire al più, ed io le ripeto:
sono oltre 2,000 le domande giacenti di soli
veterani del 1859; non sono ancora state
presentate, perchè non vengono ancora accettate, le domande dei veterani del 1860
e 1861 : queste possono ascendere ad una
cifra assai notevole, di gran lunga superiore a queila che può essere preveduta.
(Commentì).
Io credo che sarebbe prudente prima fare
degli studi, e il Governo si impegna di studiare e di provvedere.
E siccome l'ordine del giorno dell'onorevole Daneo significa un impegno preciso da
parte del Governo, mentre invece l'ordine
del giorno degli onorevoli Lucca e MontiGuarnieri ha un senso assai più limitato e
più prudente, dichiaro di accettare l'ordine
del giorno degli onorevoli Lucca e MontiG-uarnieri.
P R E S I D E N T E . L'onorevole ministro
della guerra ha facoltà di parlare.
VIGANO', ministro della guerra. Siccome
si t r a t t a di un debito sacro verso quelli che
hanno combattuto per la patria, dichiaro
che il Governo accetta l'ordine del giorno
dell'onorevole Monti-Guarnieri. ( B e n i s s i m o !
— Vive
approvazioni).
P R E S I D E N T E . Dopo le dichiarazioni
dell'onorevole sottosegretario delle finanze
e dell'onorevole ministro della guerra, credo
che l'onorevole Daneo vorrà associarsi all'onorevole Monti-Guarnieri.
Voci. Sì, sì !
D A N E O . Prego di dar lettura dei due
ordini del giorno, così li potremo fondere
agevolmente.
P R E S I D E N T E . Quello dell' onorevole
Daneo è il seguente:
« La Camera invita il Governo a presentare un disegno di legge che assicuri l'estensione del sussidio a tutti i poveri veterani del 1859 e 1860 ».
Voci. È lo stesso.
P R E S I D E N T E . Nò, non è lo stesso.
Ecco l'ordine del giorno Monti-Guarnieri:
« La Camera, inviando la petizione al
ministro del tesoro, invita il Governo a voler provvedere con la maggiore sollecitndine alla sorte dei veterani... ».
D A N E O . Mi pare che ormai si faccia
questione di parole. Siccome di là s'invita
Atti
Parlamentan
LEGISLATURA XXII — I
a
SESSIONE
Camera dei Deputati
1907
estensione del sussidio a tutti i veterani
poveri almeno delle campagne del 1859 e
del 1860 ». Quest'ordine del giorno è accettato dal Governo ?
VIGANO', ministro della guerra. Il movente che ispira quest'ordine del giorno è
così nobile, che il Governo accetta l'ordine
del giorno medesimo. (Bene ! — Approvazioni).
P R E S I D E N T E . Quest'ordine del giorno
comprende anche quello presentato dall'onorevole relatore della Giunta delle elezioni.
Lo pongo a partito. Chi lo appreva si alzi.
{È
approvato—Applausi).
Questa petizione sarà inviata al Ministero del tesoro.
— 11822 —
DISCUSSIONI — TORNATA DELL'I! FEBBRAIO
soltanto il Governo a provvedere efficacemente, io temo che si possa creare l'equivoco, e lasciare poi il dubbio che si intenda
veramente di invitare il Governo a presentare un disegno di legge.
Perciò, mentre io accetto peri miei amici
firmatari del mio, la prima parte dell'ordine del giorno degli amici Lucca e MontiGuarnieri che contiene la esplicita dichiarazione del rinvia al Governo, della petizione; io domando loro che anche essi si
uniscano a noi accettando come parte sostanziale il nostro ordine del giorno che invita esplicitamente il Governo a provvedere
con un disegno di legge.
MONTI-GUARNIERI. Domando di parlare.
P R E S I D E N T E . Parli.
MONTI-GUARNIERI. Io intendo chiaPresentazione di un disegno di legge.
rire il nostro pensiero, anche a nome dell'onorevole Lucca e dell'onorevole Vecchini.
P R E S I D E N T E . Ha facoltà di parlare
Noi non vogliamo equivoci in questa ma- l'onorevole
ministro della marina.
teria: dichiariamo che il nostro invito al
MIRABELLO,
ministro della marineria.
Governo è chiaro e preciso, cioè quello di Mi onoro di presentare
alla Camera il diprovvedere alla sorte dei veterani del 1859 • segno di legge: «Disposizioni
relative ai
e 1860 con una legge...
matrimonio
degli
ufficiali
della
regia maLUCCA. Ed io pure, anche a nome dei ri n a ».
miei colleghi, dichiaro che poiché l'intento
P R E S I D E N T E . Dò atto all'onorevole
è comune, e soprattutto non dobbiamo pro- ministro
della marina della presentazione
lungare con delle discussioni meschine una del disegno
di legge: «Disposizioni relative
discussione che è ispirata ad alti concetti, al matrimonio
degli ufficiali della regia manoi accettiamo la proposta dell'onorevole rina », che sarà stampato
e distribuito e traDaneo, e anzi che pregare l'onorevole Daneo smesso agli uffici.
di accettare la seconda parte del nostro
ordine del giorno, preghiamo lui di voler
Svolgimento di interpellanze.
accettare la prima parte del nostro ordine
del giorno...
P R E S I D E N T E . L'ordine del giorno recar
DANEO. È già accettato.
Svolgimento delle interpellanze.
Voci, Ai voti!
P R E S I D E N T E . Onorevole Monti-GuarPrima interpellanza inscritta nell'ordine
nieri, mantiene o ritira il suo ordine del del giorno è quella dell'onorevole Pala, ai
giorno?
ministri delle finanze, di agricoltura, induMONTI-GUARNIERI. Noi abbiamo pro- stria e commercio e della grazia e giustizia
posto un ordine del giorno chiarissimo. Il « sulla transazione Dessi-Demanio dello
collega Daneo accetti la prima parte del Stato, firmata il 3 agosto 1905 in Cagliari,
nostro ordine del giorno, come noi accet- e sulle misure che intendano prendere pertiamo la seconda parte del suo: non ho al- chè siano efficacemente tutelati i diritti dello
tro da dire. (Bene! — Applausi).
Stato, e rivendicate le ragioni della giustizia
MARESCA. Il Governo che cosa accetta, offese da un atto che ha gravi apparenze
delittuose ».
il cappello o la coda?
P R E S I D E N T E . Ella non ha facoltà di
POZZO, sottosegretario di Stalo perle fipai lare.
nanze. Domando di parlare.
P R E S I D E N T E . Ne ha facoltà.
L'ordine del -giorno concordato tra gli
POZZO, sottosegretario di Stato per le -fionorevoli Daneo e Monti-Guarnieri sarebbe
nanze. A questa interpellanza ne vanno
il seguente:
« La Camera, inviando la petizione al unite altre due, una dell'onorevole Caoministro del tesoro, invita il Governo a pre- Pinna, l'altra dell'onorevole Carboni-Boi;
sentare un disegno di legge che assicuri la ¡ però l'onorevole Carboni-Boi, d'accordo con
5
Atti
LEGISLATURA
XXII
l
a
SESSIONE
DISCUSSIONI
l'onorevole ministro delle finanze, ha pregato di rinviare lo svolgimento della sua
-interpellanza a lunedì prossimo, e così essendo connesse...
P R E S I D E N T E . Ha nulla in contrario
l'onorevole P a l a ?
P A L A . Acconsento: ma chiedo che almeno lunedì venturo si possano svolgere
finalmente queste interpellanze.
Presentazione di disegni di legge.
P R E S I D E N T E . L'onorevole ministro di
agricoltura, industria e commercio ha facoltà di parlare.
COCCO-OETU, ministro di
agricoltura,
industria e commercio.
A nome del ministro
del tesoro, mi onoro di presentare alla Camera le seguenti note di variazioni:
1" al bilancio degli affari esteri, per
l'esercizio 1907-908;
2° al bilancio per la marineria, egualmente per l'esercizio finanziario 1907-908;
3° al bilancio di agricoltura, industria
e commercio, pure per l'esercizio 1907-908.
Domando naturalmente che siano trasmesse alla Giunta generale del bilancio.
P R E S I D E N T E . Do atto all'onorevole
ministro di agricoltura, industria e commercio della presentazione di queste note
di variazioni che saranno stampate e distribuite. Se non vi sono opposizioni, saranno trasmesse all'esame della Giunta del
bilancio, secondo la richiesta dell'onorevole
ministro.
(È così
Camera
11823
tarlamentati
stabilito).
Si r prende lo svolgimento delle interpellanze.
P R E S I D E N T E . La seconda interpellanza, onorevole sottosegretario di S t a t o per
le finanze...
POZZO, sottosegretario
di Stato per le finanze. Siamo pure d'accordo per rimandarla
a lunedì.
P R E S I D E N T E . Ci sarebbe anche una
interpellanza dell'onorevole Pala al presidente del Consiglio...
P A L A . Ma precisamente il presidente
del Consiglio non c'è, e quindi bisogna rimandarla per forza.
P R E S I D E N T E . L' onorevole Callaini,
non essendo presente, s'intende decaduta
la sua interpellanza al ministro dei lavori
pubblici, « sulla giustizia di accordare anche
agli impiegati comunali e provinciali i ribassi ferroviari già concessi ai maestri elementari ».
TORNATA
DELL'll
dei
FEBBRAIO
Deputati
1 ¡ 7
Segue l'interpellanza dell'onorevole Ronchetti ai ministri del tesoro, dei lavori pubblici e di grazia e giustizia sul Palazzo di
Giustizia in R o m a .
Onorevole sottosegretario di S t a t o per
i lavori pubblici, vuole r i m a n d a r l a ?
D A R I , sottosegretario
di Stato per i lavori pubblici. Come vuole.
P R E S I D E N T E . Anche questa interpellanza è rimandata.
Segue un'interpellanza dell'onorevole Larizza al ministro di grazia e giustizia sulla
commutazione di pene.
L A R I Z Z A . Desidererei che fosse rimandata a lunedì.
P R E S I D E N T E . Onorevole sottosegretario di S t a t o per la grazia e giustizia, consente?
COLOSIMO, sottosegretario
di Stato per
la grazia e giustizia. Nessuna difficoltà.
P R E S I D E N T E . Anche questa interpellanza è rimandata a lunedì.
Segue un' interpellanza dell' onorevole
Landucci <?d altri onorevoli deputati sui
professori delle scuole medie pareggiate.
L A N D U C C I . Pregherei la cortesia della
Camera, del suo Presidente e del ministro
di voler rimandare questa interpellanza a
lunedì 25.
P R E S I D E N T E . L ' onorevole ministro
dell'istruzione mi aveva già fatto sapere
che era d'accordo con l'onorevole Landucci
di rimandare questa interpellanza a lunedì 25.
Sarà dunque rimandata alla seduta di lu
nedì 25 febbraio.
Segue l'interpellanza dell'onorevole Cameroni al ministro dell'interno « p e r sapere
se non creda giunta l'ora di proporre al
Parlamento un progetto di legge sull'assistenza all'infanzia abbandonata, progetto
preannunziato all' articolo 299 capoverso
della legge comunale e provinciale e all'articolo 161 del relativo regolamento e t a n t e
volte promesso; e se, in subordine, non ritenga opportuno modificare sollecitamente
il detto articolo 161 del regolamento 19 settembre 1899, n. 394, nel senso che il riparto della quota di spese per il mantenimento degli esposti, assegnata con decreto
reale ai comuni, debba eseguirsi non in base
alla popolazione dei comuni stessi, bensì
secondo un più equo criterio che non faccia
gravare sulle popolazioni rurali l'onere di
un servizio usufruito quasi intieramente
dalle popolazioni cittadine ».
H a facoltà di parlare l'onorevole Cameroni per svolgere questa interpellanza.
if
_
• ' "'ír la-auca? nn
LEGISLATURA
XXII
I
A
—Jllg^—
SESSIONE
—
DISCTJSSKM
C A M E R O N I . Negli ultimi giorni delle
feste natalizie.parlamentari un telegramma
Stefani ai giornali annunziava come si
fosse radunata un Sottocommissione del
Consiglio superiore di beneficenza allo scopo
di esaminare uno schema di progetto di
legge sulla infanzia abbandonata sottopostole dal ministro dell'interno onorevole
Gi oli t ti.
*
Ben lontano dall'aver attribuito anche
il più piccolo merito di questa iniziativa
ministeriale alla modesta mia interpellanza
(che da tempo parecchio figura nell'ordine
del giorno) riconobbi, comunque, meco stesso
che miglior risposta essa non avrebbe potuto desiderare. Che cosa valgono, invero,
le buone promesse in confronto ai fatti
concreti ?
Io debbo dunque rallegrarmi, innanzi
tutto, con il ministro dell'interno che dimostra di sentire il grave problema dell' infanzia abbandonata; problema antico ma
ancora insoluto e la cui risoluzione si fa
ogni dì più urgente come una necessità di
provvidenza e di difesa sociale di fronte al
costante aumento della deliquenza nei minorenni, di fronte al pericolo che minaccia
sempre più seriamente la »sicurezza e la
tranquillità dei cittadini — specie nei grandi
centri — e che costringe lo Stato a sempre
maggiori spese di sorveglianza e di repressione.
Per altro, tributato questo plauso sincero alla lodevole iniziativa del ministro
dell'interno, non credo che ogni scopo sia
mancato alla mia interpellanza.
Da trent'anni in qua le iniziative, ministeriali e parlamentari, in argomento non
sono mancate; ma tutte ebbero lo stesso
'esito negativo. Indirettamente ma con
qualche larghezza mirava al problema degli esposti il progetto per la riforma delle
istituzioni di beneficenza presentato nel
1877 dall' onorevole Nicotera e che non
giunse neppure innanzi ai due rami del
Parlamento.
Un' iniziativa fu presa dall' onorevole
Minelli nel 1891, ma non ebbe dal Governo dell'onorevole Crispi che il conforto di
buone ed incoraggianti parole. Dall'onorevole Emilio Conti - che la protezione ©
difesa dell'infanzia abbandonata studiò e
curò con amore e fervore nobilissimo - due
proposte di legge concrete furono presentate,
l'una nel 1893, l'altra nel 1898; ma la prima
trasformata e ridotta ai minimi termini dalla
Commissione nominata negli Uffici, fu po3ta
a dormire dalla Camera in seguito ad una
Camera
—
dei
T O R N A T A D E L L ' I ! FEBBRAIO
Deputati
1907
proposta sospensiva presentata dall'onorevole Guerci e non combattuta dal Ministero Crispi che se ne lavò le mani;
l'altra, affidata dall'onorevole Rudinì alle
cure di una Commissione reale, che poi
dal suo successore onorevole Pelloux fu
riunita ad altra Commissione nominata nel
1897 per lo studio di una riforma dei Brefotrofii, vi trovò inonorata sepoltura nè alcuno pensò più a disotterrarla.
Tali ripetuti insuccessi, naturalmente, ammoniscono 'di avere una prudente diffidenza
verso ogni nueva iniziativa - specie verso
quella che trovasi tuttora allo stadio dei
lavori e degli esami preparatori - e rendono non superflua una parola di calda e
viva esortazione che muova dalla Camera
al Governo per indurlo a curare da vicino
ed a sollecitare con ogni zelo l'arrivo in
porto di un serio ed organico progetto,
così vivo e così vitale che resista non tanto
alla critica quanto alla inerzia e svogliatezza parlamentare, la peggiore nemica - di
tutti i più alti e nobili propositi legislativi.
Ho detto un serio ed organico progetto.
Non si tratta, infatti, a proposito dell'infanzia abbandonata, di coniare molte disposizioni nuove; ma più che tutto di collegare e di coordinare ad unità logica e
perfetta le molte disposizioni che - nella
nostra legislazione come in parecchie legislazioni estere - si trovano sparse nei codici fondamentali ed in parecchie leggi diverse. Si t r a t t a , sovratutto, di imprimere a
questo insieme organico un nuovo concetto
informatore e direttivo, che si stacchi dalle
tradizioni antiquate e risponda ai veri e
sani criteri della moderna prevenzione. Il
materiale, per così dire, di questo ideal
progetto si trova infatti pressoché completo
nei nostri codici, civile e penale, nella legge
e nel regolamento sulla pubblica sicurezza,
nella legge sull'emigrazione, nella legge sul
lavoro delle donne e dei fanciulli ed. anche
- giova rammentarlo quantunque si tratti
di legge dimenticata e quasi caduta in disuso - nella legge del 1873 contro il traffico
dei fanciulli, sia in patria sia all'estero, per
mestieri degradanti e demoralizzanti.
Certamente a tutte queste disposizioni
sparse - appunto perchè spaise e sancite in
tempi diversi, saltuariamente e con diversi
obiettivi specifici - manca il substrato di una
ben chiara e decisa delimitazione del prob l e m a ; manca, cioè, il concetto fondamentale esatto dell'infanzia abbandonata, ciò
che nella pratica porta le autorità ad oseil-
Atti Parlamentan
____________ __ JTlJ-^25 ~L _____________
LEGISLATURA X X I I — I
a
Camera dei Deputati
SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DELL'I! FEBBRAIO 1 9 0 7
lare da una tal quale larghezza verso la
prole illegittima o verso gli esposti propriamente detti, ad una certa rigidezza, o meglio, ad un certo eccessivo scrupolo nei riguardi della prole legittima, alla cui severa
e costante protezione - le molte volte non
meno necessaria ed urgente - si frappone
l'ostacolo di un riverenziale, ingiustificato
rispetto della patria potestà e dei diritti
della famiglia, per quanto di tal rispetto
immeritevole.
Importerebbe dunque che una precisa
definizione legislativa sciogliesse le autorità
da tale riserbo eccessivo e - salve le necessarie sanzioni rigorose e salve le giuste ripartizioni di spesa, ove possibili, contro i
genitori negligenti od indegni - pareggiasse
a pieno di fronte allo Stato la prole illegittima naturalmente abbandonata e quella
legittima che langue e si perverte in uno
stato di effettivo abbandono.
Ciò, si capisce, aggraverebbe lo Stato di
non piccolo onere; ma - prescindendo pure
dal dovere e dall'interesse sociale che impongono di dare all'individuo quell'aiuto
materiale e morale dell'esistenza che la famiglia non ha potuto o saputo dargli - un
temperamento si potrebbe trovare a tanto
aggravio disciplinando, con le volute e prudenti cautele, quella ricerca della paternità
che richiamerebbe al loro preciso dovere
- almeno economico - i libertini senza cuore
e senza coscienza e che creerebbe una equa
proporzione di condizioni tra essi e le loro
vittime le quali, in pratica, ben difficilmente
riescono a nascondersi del tutto e sono per
lo più provvidamente mantenute in qualche
contatto moralizzatore conia loro prole infelice per l'opera discreta, avveduta ed umana dei dirigenti i brefotrofi, che reclamando da esse l'attestato di sana costituzione, per la tutela igienica delle nutrici
mercenarie e delle loro famiglie, le obbligano indirettamente, ma sicuramente, a
farsi conoscere e a non disinteressarsi del
tutto dei figli delle loro viscere.
Nè dovrebbe ostare, ormai, a questa tanto
invocata riforma - già attuata presso tante
nazioni - il pregiudizio che con essa vengasi
ad intaccare e trasformare una parte fondamentale del codice civile, quella cioè che
riguarda la filiazione naturale od illegittima.
Una legge sulla infanzia abbandonata sarebbe, anzi, se male non mi appongo, la
sede vera ed opportuna per tentare il primo
saggio parziale di una tanto umana riforma;
poiché la ricerca della paternità vi si ammetterebbe, in dati casi e sotto date guam
rentigie, al solo scopo di obbligare il genitore ad un contributo nelle spese di allevamento ed educazione della sua creatura fin
che questa abbia raggiunta la maggiore età.
Così si usa già presso qualche nazione all'infuori di ogni preoccupazione circa le
quistioni di stato e di famiglia.
Allargato così ed insieme ben delimitato
- a n c h e sotto i riguardi economici-il problema della infanzia abbandonata, dovrà,
come dicevo, studiarsi con ogni cura una
radicale innovazione nel concetto informa
tivo della legge, nel senso, cioè, di togliere ai
provvedimenti e alle assistenze correzionali
quel carattere punitivo che oggi vi predo
mina e di sostituirvi un carattere preva
lentemente educativo e quasi familiare.
Oggidì il ricovero per correzióne paterna
è quasi un sinonimo di incarceramento e i
riformatori sono quasi succursali delle carceri. Tutte le pratiche burocratiche per l'accettazione e il collocamento dei giovani vagabondi, discoli o comunque abbandonati,
sono affidate alla pubblica sicurezza e alla
direzione generale delle carceri dalla quale
dipendono appunto i riformatori.
Uon mi risulta se si ottemperi neppure
più alla provvida disposizione di una circolare 21 giugno 1897 del ministro Costa con la
quale si ingiungeva che ad ogni ordinanza
presidenziale di ricovero fosse allegato un
rapporto riservato sui caratteri speciali e
l'indole viziosa del ricoverando.
Il commendatore Beltrani-Scalia, relatore in una delle tante Commissioni di studio
istituite su questa materia dell'infanzia abbandonata, ha esaminato circa settecento
di questi rapporti (che oggi ho' ragione di
credere caduti di moda) ed ha riferito come
in parecchi casi i presidenti dei Tribunali
attribuissero la terribile decadenza morale
dei ricoverandi « a malvagità innata, a forza
irresistibile di mal fare, a squilibrio assoluto
delle facoltà mentali » e dichiarassero « indispensabile il provvedimento, non tanto
nell'interesse diretto dei ricoverandi, ma per
evitare il loro funesto contagio ».
Sono questi, naturalmente, i casi più gravi
e più deplorevoli, quelli che sembrano giustificare, in certo modo, la repressione più
che la prevenzione. Ma invece essi ammoniscono, a mio avviso, a curare con ogni diligenza da prima la cernita in opportune
case di deposito, poi la distribuzione in varie categorie di istituti dei ricoverandi e dei
corrigendi, sul cui conto, prima che siano destinati ai convenienti ricoveri, dovrebbero rapidamente inquiriré e riferire, in luogo della
Atti Parlamentari
LEGISLATURA X X I I
l
a
SESS^^
— 11826 —
pubblica sicurezza, apposite Commissioni,
composte delle autorità comunali e di onesti
cittadini, allo scopo di ben chiarire la natura, le inclinazioni, le attitudini, Je condizioni famigliari dei ricoverandi e di ripartire questi in modo che i migliori si possano salvare e non si corrompano al con« tatto dei peggiori.
Ai riformatori bisognerebbe poi imprimere, e mantenere in seguito con ogni cura,
quel carattere scolastico od industriale che
risponde al concetto educativo e che fu adottato con buon successo in Inghilterra, dove mirabile a dirsi ma non strano - la diffusione di questo genere di istituti ha proceduto
parallela alla chiusura di parecchie case di
pena.
Anche nel perseguire e nel giudicare i
minorenni delinquenti si dovrebbe accompagnare all'istruttoria giudiziaria una specie
di istruttoria paterna che fornisse al magistrato tutti gli elementi anche defensionali,
per una equa applicazione della legge e
della pena; applicazione che, in simili casi,
io vorrei fosse rimessa al criterio prudente
del giudice con larghezza ancora maggiore
di quella che nel codice penale nostro è
Consentita.
In Milano - la città aperta a tutte le più
civili e moderne iniziative - esiste e fa
bene una Commissione pedagogica forense
istituita e diretta precisamente all' intento
sovraesposto: ma non trova riscontro, che
10 mi sappia, in alcun'altra città, nè dispone
essa stessa di tutti i mezzi che le occorrono
a spiegare intensamente ed efficacemente
l'opera propria.
La stessa procedura penale contro i minori dovrebbe, a mio avviso e secondo la
pratica di qualche legislazione estera, esplicarsi con modalità e forme più larghe, più
eque, limitando opportunamente nei casi
speciali più gravi quella sfacciata pubblicità dei dibattimenti che costituisce le più
volte un incentivo di vanità per i giovani
prevenuti o incoscienti e sempre una trista
scuola di esempi ai loro coetanei che di
giorno in giorno, versando nello stesso abbandono materiale e morale, possono trovarsi nella condizione di delinquere come
loro.
So bene che, così concepita e così tradotta in pratica, una legge sulla infanzia
abbandonata deve riuscire impresa non facile ed anche assai dispendiosa.
Non credo per altro che le difficoltà
gravi e le gravi spese debbano trattenere
11 Governo dal risolvere interamente ed
Camera dei Pentitati
TORNATA DELL'1 1 FEBBRAIO 1 9 0 7
organicamente il serio ed impellente problema.
Pur non essendo troppo tenero delle
statistiche, debbo ricordare a me stesso,
alla Camera, al Governo come il costo complessivo del nostro regime penitenziario
raggiunga i cento milioni annui; debbo ricordare come vengano da competenti studiosi calcolati in numero di sessantaquattromila i minorenni che ogni anno popolano
i nostri stabilimenti carcerarii; debbo ricordare come dei duecentoottantaseimila
centoottantacinque minori condannati dal
1890 al 1898 oltre trentamila fossero inferiori agli anni quattordici; debbo ricordare
infine che, mentre la Francia eroga sette
milioni annui per la protezione dell'infanzia
abbandonata, noi profondiamo somme sempre maggiori per dotare la patria di nuovi
reclusori. Informi la recente assegnazione
di cinque milioni per il nuovo carcere di Napoli con oltre mille a b b i e n t i di segregazione.
Se una modesta parte di tutti i milioni
votati per la repressione feroce fosse stanziata a scopo benefico preventivo, noi ci avvi eremmo grado grado ad attuare uno degli
sgravi più utili e più morali per i contribuenti
italiani, quello cioè dell'imposta sulla delinquenza, imposta la quale, senza avere
nome e titolo speciale nel nostro regime
tributario e nei nostri bilanci, ci grava in
modo enorme e profondamente ci umilia di
fronte a tutte le nazioni civili.
Certamente l'onere di un sistema preventivo pieno e già fatto dovrebbe essere
a carico dello Stato, rientrando la protezione dell'infanzia abbandonata, a mio avviso, nell'insieme di quelle funzioni che riflettono la sicurezza e l'ordine sociale e che
la nostra legge comunale e provinciale pur troppo per molti anni non applicata! ha appunto considerato e voluto di carattere e di competenza statale.
Le spese, infatti, per il mantenimento degli esposti furono dalla legge comunale e
provinciale (art. 299) provvisoriamente addossate ai comuni ed alle Provincie in attesa della promulgazione di un' apposita
legge speciale e tale carico fu sancito tra le
disposizioni transitorie del regolamento (articolo 161). Quale notevole sollievo avrebbero le finanze comunali e provinciali tanto oppresse e stremato ! - quandoloStato
potesse e volesse addossarsi le spese per
gli esposti, per i disgraziati cioè che reclamano dalla collettività sociale, nel loro interesse e nell' interesse della società stessa,
Atti Parlamentari
11827
LEGISLATURA XXII — 1* SESSIONE — D I S C U S S I O N I — TORNATA D E L L * i l FEBBRAIO 1QD7 '
quella esistenza e quella protezione loro negata dalla famiglia che non hanno !
Che se troppo ardito e troppo grave dovesse sembrare al Governo un simile passo;
se gli enti locali debbono essere chiamati
ancora a contribuire al mantenimento degli
esposti, sia almeno il carico della spesa, p er
quanto riflette la quota
«omuni ? .
tito in modo più logico e più equo J,
che oggi si pratica (secondo l'articolo 16l.
del regolamento) in base al criterio di popolazione. Col sistema vigente i piccoli centri
rurali che danno alla popolazione degli esposti un contributo insignificante; che non reclamano per la sicurezza loro quei provvedimenti larghi e costosi che si impongono nei grossi centri industriali dove il
libertinaggio fiorisce e la prole illegittima
aumenta ogni anno; questi piccoli comuni,
dico, sopportano senza ragione spese non
indifferenti e gravose per i loro bilanci. Citerò solo, poiché mi viene particolarmente
indicato, il caso del comune di Offida (provincia di Ascoli Piceno) che paga per il
titolo in parola la egregia somma di lire 2,000
mentre manda in media due o tre esposti
l'anno al brefotrofio ! È una ingiustizia che
deve essere tolta di mezzo e sulla quale,
subordinatamente alla invocata risoluzione
organica del problema dell'infanzia abbandonata, richiamo vivamente l'attenzione del
ministro dell' interno come già la richiamarono, con speciali voti, alcune amministrazioni provinciali e tra esse quella di Milano.
(Approvazioni).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l'onorevole sottosegretario di Stato per l'interno per rispondere a questa interpellanza.
FACTA, sottosegretario di Stato per l'interno. La discussione avvenuta sabato scorso
sul bilancio dell'interno, mi mette in condizione di essere brevissimo nel rispondere
alla interpellanza dell'onorevole Oameroni,
perchè appunto l'altro ieri l'onorevole presidente del Consiglio annunziava alla Camera che era pronto un disegno di legge
.sull'infanzia abbandonata e dichiarava nello
stesso tempo che questo disegno di legge
era stato sottoposto da una parte al parere
della Commissione centrale di beneficenza
e dall'altra, per mezzo dell'onorevole ministro guardasigilli, alla Commissione permanente del diritto privato ; e annunziava
l'onorevole presidente del Consiglio, che appena saranno conosciuti questi pareri si
provvederà subito perchè il disegno di legge
stesso sia sottoposto all'approvazione del
Parlamento.
&
r
p a r
L'onorevole Cameroni è troppo modesto quando dice che la sua interpellanza
non può avere influenza sulle decisioni del
Governo, perchè in un tema di così alta e
universale importanza, qualunque parola
dei deputati intesa a sollecitare il Governo
a provvedere a questa grande parte della
nostra società, non è atto modesto, ma è
atto utile ed efficace del quale ciascuno
del CoiMiypiacersi. L'onorevole presidente
servava acutafflenvava del resto, come osterpellante, che il punto'^J'onorevole incidersi è quello che riflette la
dell'infanzia materialmente abbandonata,
pur essendo assistita dai propri genitori.
Evidentemente qui la questione diventa
grave perchè si entra di sana pianta nel
contrasto con i diritti di patria potestà che
finora, per il loro carattere troppo assoluto
e troppo ristretto, hanno impedito che si
pensasse a sostituire in qualche modo coloro che di questi diritti sono investiti ; ed
io convengo con l'onorevole interpellante
che questo sia il punto che con una illuminata legislazione debba essere risoluto perchè nessuno può contestare che nella scala
della delinquenza il punto più alto è raggiunto da quei miseri ragazzi i quali, pur
avendo i genitori, per loro disgrazia, sono
nati in una famiglia che, non avendo educazione morale, a poco a poco svelle dall'animo loro quei germi di bontà e di saviezza che fortunatamente la natura ha
fornito a tutte le anime umane. Ed io convengo pure con l'onorevole Oameroni che
se si deve badare a far sì che questi fanciulli possano ricevere dalla società ciò che
non ricevono dai genitori che non sentono
l'alta missione loro affidata, l'attenzione nostra si debba portare sui riformatori.
Diciamo la verità : i concetti ai quali
l'onorevole interpellante diceva che si debbono informare i riformatori sono quelli
che anche presentemente si adottano, e il
sistema della educazione scolastica e il sistema del lavoro si applicano specialmente,
perchè appunto da queste due sorgenti più
che da ogni altra si spera nella redenzione dei
giovani riformandi. Ma io convengo pure che
molto si debba e possa fare in questo campo.
Da una parte c'è un abuso enorme nel cercare di far rinchiudere questi fanciulli nei riformatori. Abbiamo domande di genitori
i quali chiedono che questi ragazzi siano
rinchiusi appena ai primi passi che essi
muovono nella delinquenza, non tanto allo
scopo di sottrarli alle influenze perniciose
—
Atti Parlamentari
l a SESSIONE —
LEGISLATURA XXII —
11828 —
DISCUSSIONI —
ed alle loro male abitudini, q u a n t o per
t o g l i e r s i il p e s o d e l l o r o m a n t e n i m e n t o . E
q u e s t o f a t t o n o n si p o t r à m a i d e p l o r a r e
abbastanza.
Ma
evidentemente
se q u e s t o a b u s o
c'è,
a q u e s t o p r o p o s i t o si p o s s o n o p r e n d e r e p r o v vedimenti
già
perchè abusi
qualche
una cura
c o s a si s t a
non
avvengano,
facendo,
e
ponendo
minutissima nell'esaminare
quan-
do p o s s a l ' o p e r a d e l l a s o c i e t à o c c o r r e r e per
o t t e n e r e u n r e a l e r a v v e d i m e n t o del f a n c i u l l o
e quando
questa
non
c h e p e r s c a r i c a r s i del
serva
alla
fanciullo
T u t t a v i a c o n v e n g o con l'onorevole
lante
che
m o l t o su
famiglia
medesimo.
interpel-
q u e s t o p u n t o si
debba
fare.
E q u a n d o noi p o r t e r e m o i n o s t r i r i f o r m a t o r i i n c o n d i z i o n e di i s t i l l a r e in q u e s t i
r a g a z z i il s e n t i m e n t o d e l l a b o n t à , d e l l a voro, di educarli con un lavoro profìcuo e
che serva poi a loro per t r o v a r e nella loro
v i t a u n m o d o di t r a r r e il p r o p r i o s o s t e n t a m e n t o , n o i a v r e m o r a g g i u n t o il p i ù a l t o
s c o p o c h e si p o s s a d e s i d e r a r e .
A d ogni m o d o credo che la m a s s i m a
p a r t e dei d e s i d e r i o g g i m a n i f e s t a t i d a l l ' o n o r e v o l e i n t e r p e l l a n t e s a r a n n o a c c o l t i nel p r o g e t t o di l e g g e c h e s t a p e r e s s e r e p r e s e n t a t o .
L ' onorevole presidente del Consiglio,
come dicevo, ha annunziato che fra pochissimo tempo questo progetto sarà presentato.
10 n o n ho c h e d a r i f e r i r m i a q u e s t a s u a
dichiarazione e fare i v o t i più vivi perchè
11 P a r l a m e n t o , c h e c e r t o s e n t e q u a n t a p o t e n z a di e d u c a z i o n e , di p r o s p e r i t à e di b e n e s s e r e sia i n q u e s t a p r o t e z i o n e d e l l ' i n f a n z i a a b b a n d o n a t a , lo a p p r o v i al p i ù p r e s t o
p e r s e g n a r e u n ' o p e r a di c i v i l t à c h e c e r t a m e n t e è d e s i d e r a t a d a t u t t i noi.
(Approvazioni) .
P R E S I D E N T E . L'onorevole
Cameroni
h a f a c o l t à di d i c h a r a r e se s i a s o d i s f a t t o .
C A M E R O N I . Ison posso che d i c h i a r a r m i
c o m p l e t a m e n t e s o d i s f a t t o delle d i c h i a r a z i o n i
dell'onorevole sottosegretario per l'interno,
s i a p e r c h è egli h a p r o m e s s o c h e l a p r e s e n t a z i o n e d e l d i s e g n o di l e g g e s u l l ' i n f a n z i a
a b b a n d o n a t a s e g u i r à s o l l e c i t a e ne s a r à cur a t o c o n diligenza l ' a r r i v o in p o r t o presso
l a C a m e r a , s i a a n c h e p e r c h è egli h a v o l u t o
g e n t i l m e n t e p r e n d e r e a t t o del miei m o d e s t i
desideri, non dirò s u g g e r i m e n t i , e p r o m e t t e r m i c h e ne s a r à t e n u t o q u a l c h e c o n t o
n e l l a f o r m a z i o n e d e l p r o g e t t o di l e g g e c h e
s t a a n c o r a nel periodo di i n c u b a z i o n e .
A s s i c u r o l ' o n o r e v o l e s o t t o s e g r e t a r i o di
S t a t o che quelle p o c h e idee, che in f o r m a
p i a n a e m o d e s t a h o m e s s o i n n a n z i , s o n o il
Camera
dei Deputa
TORNATA DELL'I 1 "ÌÉBBEAIO
ì
1907
f r u t t o di q u a l c h e s t u d i o e s o p r a t u t t o di u n
g r a n d e a m o r e a q u e s t a q u e s t i o n e , c h e rep u t o v i t a l e p e r il p a e s e .
E s o l t a n t o i n v i s t a di q u e s t o p o c o s t u dio e g r a n d e amore, che ho messo nell'avv i c i n a r e , d i c i a m o così, questo p r o b l e m a , io
mi c o m p i a c c i o m e c o stesso, non per v a n i t à ,
c h e l ' o n o r e v o l e s o t t o s e g r e t a r i o di S t a t o p r o m e t t a di t e n e r n e c o n t o .
P R E S I D E N T E . È così esaurita questa
interpellanza/ Seguirebbero due interpell a n z e degli onorevoli L a r i z z a e P a i s - S e r r a
al m i n i s t r o d e l l e finanze s u l l ' a m m i n i s t r a z i o n e d e l l e g a b e l l e , m a c r e d o c h e si i n t e n d a r i m a n d a r l e d ' a c c o r d o t r a gli i n t e r p e l l a n t i e il m i n i s t r o d e l l e
finanze.
P O Z Z O , sottosegretario
di Stato per le
-finanze. A v v e r t o c h e l ' o n o r e v o l e m i n i s t r o
è v e n u t o n e l l a d e t e r m i n a z i o n e , di f r o n t e
a n c h e alle i n t e r p e l l a n z e e d i n t e r r o g a z i o n i
p r e s e n t a t e s u q u e s t o a r g o m e n t o , di p u b blicare la r e l a z i o n e della inchiesta testé
c o m p i u t a i n t o r n o a l l a a m m i n i s t r a z i o n e cent r a l e d e l l e g a b e l l e , e c r e d o c h e lo s v o l g i m e n t o di q u e s t e i n t e r p e l l a n z e s a r à p i ù
profìcuo quando questa pubblicazione sarà
fatta.
S p e r o che e n t r o q u e s t a stessa s e t t i m a n a
la p u b b l i c a z i o n e p o t r à eseguirsi. Ma poiché
la p u b b l i c a z i o n e p o t r e b b e per quel g i o r n o
n o n e s s e r e a n c o r a u l t i m a t a , così fin d ' o r a
rivolgo preghiera agli onorevoli interpellanti, perchè vogliano attendere a svolgere
le l o r o i n t e r p e l l a n z e a q u a n d o l a p u b b l i c a zione sarà un fatto compiuto.
L A R I Z Z A . C h i e d o di p a r l a r e .
P R E S I D E N T E . Parli pure.
L A R I Z Z A . S i g n o r P r e s i d e n t e , io non voglio essere s c o r t e s e ; - m a non accetterei questa condizione, perchè a tempo indeterminato.
P O Z Z O , sottosegretario
di Stato per le
finanze.
N o n ho inteso che di f a r e u n a
p r e g h i e r a ed un a v v e r t i m e n t o . S i r i m a n d i
pure a lunedì.
L A R I Z Z A . S t a bene.
P R E S I D E N T E . L'onorevole Pais-Serra
h a s c r i t t o nello s t e s s o s e n s o , q u i n d i a n c h e
la sua i n t e r p e l l a n z a v i e n e r i m a n d a t a .
Gli onorevoli Albasini-Scrosati, Cornagg i a e G r e p p i i n t e r p e l l a n o il m i n i s t r o d e l l a
istruzione pubblica, « sulla nomina della
professoressa Regina Terruzzi a insegnante
nel regio I s t i t u t o tecnico Carlo C a t t a n e o , e
s u i f a t t i , c h e s u s s e g u i r o n o a t a l e n o m i n a ».
Sullo stesso a r g o m e n t o sono s t a t e presentate anche altre interpellanze :
M a n n a , al m i n i s t r o d e l l ' i s t r u z i o n e pub-
4 i fi P'i chi-m /< ¡¡fari
'
r.ij.U] SLATTO RA~ XXII —
Camera dei Deputati
11829 —
SESSIONE
DISCUSSIONI
blica, « sulla nomina della professoressa
Regina Terrazzi ad insegnante nel regio
Istituto tecnico Carlo Cattaneo »;
Turati, al ministro dell'istruzione pubblica, « sulla condizione f a t t a alla professoressa Regina Terruzzi nella Scuola tecnica
di Milano >v;
Romussi, al ministro dell'istruzione pubblica, « sui motivi che costrinsero la professoressa signora Regina Terruzzi, regolarmente nominata, a interrompere le sue lezioni all'Istituto tecnico Cario Cattaneo di
Milano ».
L'onorevole Albasini-Scrosati ha facoltà
di svolgere la sua interpellanza.
ALBASINI-SCROSATI.
Riassumerò
brevemente i fatti, che diedero occasione
all'interpellanza, presentata da me e dai
colleghi onorevoli Cornaggia e Greppi.
Conviene premettere, che nel 1900, in
seguito ad aspri dissidi insorti nel personale insegnante della regia scuola tecnica
Teresa Gonfalonieri di Milano, il Ministero
incaricava il professore Bardelli, preside del
regio istituto tecnico Carlo Cattaneo, di
fare un' inchiesta. Il professore Bardelli
adempiva all'incarico; e, in una relazione,
largamente motivata ed affatto obiettiva,
concludeva affermando che alla direttrice
di quella scuola, signora Regina Terruzzi,
per ragioni di varia indole, riflettenti sop r a t u t t o il carattere e la condotta, era ver
nuto a mancare ogni prestigio ed ogni autorità morale, e proponendo che la stessa
signora Terruzzi fosse trasferita ad una
scuola di altra città. Il Ministero dapprima accolse la proposta; ma la signora Terruzzi insorse contro il provvedimento preso
a suo riguardo, ed invocò ed ottenne una
nuova inchiesta. Non è il caso ora di esaminare a quali criteri obbedissero i nuovi
inquirenti; basta rilevare che costoro, benché, a quanto sembra, formulassero un giudizio meno severo sui metodi disciplinari
e sulla condotta della signora Terruzzi,
opinarono però anch'essi per il trasferimento
ad u n ' a l t r a scuola, aggiungendo solo proposte di punizioni disciplinari per altre insegnanti. La signora Terruzzi passava infatti ad una scuola di Torino, e, nel 1902 veniva poi trasferita ad una biblioteca di Napoli,
dove rimase fino alsecondo semestre del 1906.
Nell'ottobre scorso, il Ministero della
istruzione pubblica a v v i s a v a telegraficamente la Giunta di vigilanza dell' istituto
tecnico di Milano, che la signora Terruzzi
era stata nominata insegnante di lettere
—
TORNATA PEI L ' 1 1 FEBBRAIO
1907
italiane nella sezione femminile di quell'istituto.
Il presidente della Giunta di vigilanza
si affrettava a rispondere al Ministero che
il professore Bardelli, preside d e l l ' I s t i t u t o ,
si era mostrato dolentissimo, perchè non
fosse stato riconosciuto che, in seguito agli
accertamenti da lui f a t t i con l'inchiesta
del 1900, ed alle successive disposizioni ministeriali, la signora Terruzzi era incompatibile con lui e con altre insegnanti dello
stesso Istituto, le quali erano s t a t e dipendenti da essa nella scuola Gonfalonieri
e, secondo era loro convinzione, per cagione
sua, erano s t a t e ingiustamente punite. Il
professore Bardelli rassegnava poi le dimissioni, reputando non conforme alla sua
dignità ed all'interesse dell'Istituto, di ratificare la condizione di cose creata dal Ministero.
La Giunta di vigilanza fece subito pratiche a R o m a per ottenere la revoca della
nomina, e sollevava anche formale eccezione sulla legalità della nomina stessa, eccezione desunta dal f a t t o che la signora
Terruzzi era sprovvista di laurea, o di altro
titolo equivalente atto a concedere l'abilitazione all'insegnamento negli Istituti tecnici. Di fronte a queste opposizioni, la
signora Terruzzi presentava allora domanda
al Ministero per essere m a n d a t a in altra
scuola, magari, diceva essa, con altro grado.
La domanda della signora Terruzzi è del
27 ottobre. E il 5 di novembre il Ministero
telegrafava :
«
«
«
«
«
«
«
«
«
« Prego significare professoressa Terruzzi
che per potere annullare passaggio Istituti tecnici e disporre sua assegnazione
scuola tecnica Torino, unica disponibile,
è necessario invii subito per iscritto semplice rinunzia offertole passaggio con destinazione Istituto. Ministero provvederà
poi sua sostituzione, a norma articolo 37
comma a, legge stato economico. P. Ministro Fiorini ».
Vista la domanda della signora Terruzzi,
visto che questa domanda dal Ministero
in massima era stata accettata, la Giunta
di vigilanza stabilì che, in attesa delle definitive decisioni del Ministero, le lezioni
della nuova insegnante non dovessero aver
luogo.
Ma così non l'intese la signora Terruzzi,
la quale si recò nell'istituto per parecchi
giorni successivi e coi modi più vivaci insistette per potere praticamente esercitare
quello che essa affermava suo diritto, e cioè
Atti Pariamoviari
LEGISLATURA X X I I
— 11830 —
la
SESSIONE
DISCUSSIONI —
per iniziare le lezioni. Io non intratterrò la
Camera sugli incidenti occorsi: mi limiterò,
nell' interesse della disciplina, a deplorarli.
Frattanto i contrasti, di cui lio avuto
l'onore di parlare, erano divenuti di pubblica ragione. Ardenti polemiche erano sorte
nei giornali. E , benché una parte della
stampa sostenesse la validità della nomina
della signora Terruzzi, generalmente si riconosceva che il Ministero avrebbe potuto e
dovuto prevenire gli incidenti, che ho menzionato, e si deplorava che il professor Bardelli, il quale da trentacinque anni dirigeva
con alto senno e con i più felici risultati l'istituto tecnico di Milano, fosse costretto, per
la tutela della sua dignità, ad abbandonare
l'ufficio. I capi degli istituti di Milano, con
deliberazione solenne, attestavano al loro
insigne collega la più viva simpatia, insieme col rincrescimento per la deliberazione
che egli aveva stimato di prendere. I padri delle alunne, mossi da sentimenti elevati d'indole morale, sposavano apertamente
la causa del preside; e gli alunni per dimostrare al preside, uomo rigido, ma giusto,
tutta la loro ammirazione ed il loro affetto,
arrivavano perfino a rompere le tradizioni
antiche dell'istituto, nel quale, per merito
principalmente del professor Bardelli, era
sempre regnata la più severa disciplina,
e si mettevano in sciopero.
Di fronte a questo complesso di fatti,
che in Milano commossero l'opinione pubblica ed ebbero anche fuori di Milano una
certa eco, quale fu il contegno del Ministero ? Esso fu puramente passivo.
E À Y A , ministro dell'istruzione
pubblica.
JSTon è vero !
A L B A S I N I SCROS ATI. I l Ministero si
trincerò dietro eccezioni di diritto: si limitò a dire d'avere semplicemente applicato
la nuova legge sugli insegnanti medi e di
non poter quindi revocare la nomina contrastata. Mandò un ispettore per fare un'inchiesta. Si adoperò perchè il professor Bardelli recedesse dalle dimissioni. Però, nonostante le gravi e flagranti infrazioni
alla disciplina commesse dalla signora Terruzzi, non prese nessuna disposizions a
suo riguardo, e rifiutò recisamente l'unico provvedimento, che avrebbe ridato all'Istituto il benemerito suo capo, ritornato
la tranquillità nelle famiglie delle alunne
e sodisfatti quanti vogliono rispettate la
legge e la giustizia.
Io esaminerò ora la questione di diritto
e credo che mi sarà facile di provare chela
nomina della signora Terruzzi fu illegale e
Camera dei Deputati
TORNAT\ D E L L ' I ! FEBBRAIO
1907
che quindi le difese addotte dal Ministero
sono prive di fondamento.
Nel 1901 il Ministero dell'istruzione pubblica indiceva un concorso alle cattedre di
lettere italiane nei licei e negli istituti tecnici. Nella graduatoria di questo concorso,
su 134 insegnanti dichiarati eleggibili, figura
al numero 134, quindi all'ultimo posto, la
signora Terruzzi. Fu in base a questa graduatoria, ma però saltando non pochi insegnanti aventi posti migliori, che fu fatta
la nomina della quale si discute.
Ora qui subito si affaccia una domanda,
che fu spesse volte ripetuta in questi ultimi tempi: la signora Terruzzi aveva diritto di essere ammessa al concorso del
1901 ?
La domanda ha molta importanza, perchè la risposta negativa potrebbe portare
al risultato che altre nomine ugualmente
illegali furono fatte e che altre nomine
quindi devono essere ugualmente revocate.
L'avviso stabiliva che, per partecipare
al concorso, bisognava presentare il diploma
di laurea, od altro titolo equivalente, che
abilitasse all'insegnamento nei licei e negli
istituti tecnici.
La signora Terruzzi era fornita di diploma di laurea o di altro titolo equivalente? Che essa non sia laureata è fuori di
controversia. Senonchè ora le si attribuisce
un diploma di abilitazione all'insegnamento,
che le sarebbe stato rilasciato nel 1888 dall'Istituto femminile di magistero in Roma.
E dico che le si attribuisce, perchè, mentre i difensori ufficiosi del provvedimento
ministeriale credono, con questo diploma,
di eliminare ogni contestazione possibile,
sta in fatto che nel 1897, quando, sorta la
sezione femminile dell'Istituto tecnico di
Milano, fu proposta al Ministero la nomina
della signora Terruzzi come insegnante di
storia e geografia, il Ministero respinse la
proposta, affermando con nota 3 dicembre
di quell'anno, che la signora Terruzzi era
sfornita di laurea o di altro .titolo equivalente per l'abilitazione all'insegnamento negli istituti tecnici.
Io prego quindi l'onorevole ministro di
essere su questo punto molto esplicito. Come
va che il Ministero, col quale la signora
Terruzzi fin d'allora era in ottimi rapporti,
ignorasse l'esistenza di questo titolo che
sarebbe stato rilasciato circa dieci anni
prima ì
Comunque, rimane la questione che riflette il valore legale del titolo. Il diploma
degli istituti superiori di magistero può es-
4 tt i
Parlamentari
11831 —
Compra dà Deputati
LEGISLATURA XXII — la SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DELL'll FEBBRAIO 1907
sere pareggiato al diploma di laurea ? La
questione non è nuova, e per la soluzione
negativa stanno le migliori ragioni e le
maggiori autorità.
Come la Camera conosce, gl'Istituti superiori femminili di magistero furono disciplinati con la legge 23 giugno 1882. L'articolo 4 della legge a t u b a v a i caratteri di
quegli istituti, stabilendo che le
_
perato un esame generale, avrebbero ottenuto un certificato di licenza, ed inseguito
ad un esame speciale, avrebbero conseguito
un diploma chele avrebbe abilitate ad impartire in t u t t e le scuole femminili speciali
insegnamenti.
Ora qui vi è una prima considerazione
abbastanza ovvia. Nel 1882 non v'erano
istituti tecnici femminili ne sezioni femminili di istituti tecnici.
È quindi lecito supporre che il legislatore intendesse di comprendere fra gli istituti, nei quali le licenziate dagli istituti
superiori di magistero avrebbero potuto
insegnare, anche gli istituti tecnici femminili o le sezioni femminili di istituto tecnico,
che non erano ancora sorti, e a cui forse
allora nessuno pensava ?
D'altra parte il regolamento del 29 agosto 1890 dimostra chiaramente come l'abilitazione all'insegnamento conseguita nelle
scuole superiori di magistero non risponda
ai requisiti voluti dalla legge per l'insegnamento negli istituti tecnici. Secondo il regolamento infatti, questi istituti hanno per
fine, da una parte di provvedere ad accrescere la cultura letteraria e scientifica delle
donne e dall'altra di abilitarle all'ufficio di
istitutrice ed a quello di insegnante di speciali discipline nelle scuole normali femminili, negli educandati di maggior grado e
in tutte le altre scuole secondarie femminili del Regno.
Evidentemente l'ufficio di istitutrice è
ben diverso da quello di insegnante negli
istituti tecnici, e un istituto tecnico è cosa
ben diversa da una scuola normale femminile o da un educandato. Basta poi considerare come, .secondo il regolamento, a cui
ora ho accennato, per l'ammissione agli
istituti di magistero non occórra presentare
se non la patente normale femminile o la
licenza ginnasiale superiore o comprovare
un titolo di cultura equivalente, per vedere
quale profonda differenza di cultura vi dovesse essere fra chi avesse compiuto ^soltanto il corso dell' istituto di magistero e
chi, dopo il liceo o l'istituto tecnico, avesse
s u
frequentato l'Università e conseguito la
laurea.
Con un regolamento successivo le condizioni di ammissione agli istituti di magistero furono alquanto elevate; però "anche
ora si richiede per l'ammissione non già la
licenza dell'istituto tecnico, ma soltanto
l'attestato di promozione dal secondo al
terzo anno.
Del resto è appena necessario ricordare
Cu. ^•differenza essenziale fra le Università e gli
dirir«.magistero,
e rispettivamente
. t i da
, questi
_Isti,tuti,. ed, ì. ìdiplomi
,. diplomi
,
^
di laurea, ¡sic* ^ ^, Q. asso
data in alcuni importanti documenti ^
lamentali, così che mi pare persino assai
ardito di voler rinnovare la discussione in
proposito.
Nella relazione presentata il 6 dicembre 1895 dall'onorevole Fusinato sul disegno
di legge dell'onorevole Baccelli riguardante
l'autonomia delle Università, è vivamente
combattuta la proposta ministeriale tendente ad includere fra gli Istituti universitari anche gli Istituti di magistero.
L'onorevole relatore affermava; «Tutti i
precedenti parlamentari, l'indole degli Istituti, quale risulta dalla loro costituzione
secondo leggi e regolamenti, i voti ripetutamente dati dal Consiglio superiore della
pubblica istruzione e le esplicite dichiarazioni dell' onorevole ministro medesimo,
hanno convinto la Commissione che non
sia possibile pareggiare alle Università quegli Istituti senza travisare nella loro intima essenza il carattere o di questi o di
quelle ». Dopo di avere ampiamente illustrato queste gravi affermazioni, l'onorevole
relatore continuava dimostrando che, e per
le condizioni di ammissione già da me accennate e per l'ordinamento interno, e per
il diploma rilasciato, gli Istituti di magistero
differenziavano in modo sostanziale dalle
Università.
E notava da ultimo: « Senza esaminare
in se medesimo il grado di quel diploma,
basta osservare che non solo nella nostra
pratica scolastica esso non viene pareggiato
alla laurea universitaria, ma soltanto dopo
molte esitazioni e, per quanto io so, neppure dovunque venne ammesso come titolo
per l'ammissione all'Università o per m glio
dire come titolo per l'ammissione ad una
sola Facoltà, cioè a quella di scienze.
«Nell'attuale disegno di legge l'onorevole
ministro, nel primo capoverso dell'articolo 4,
ha voluto dire espressamente che tali istituti «non conferiscono diplomi di laurea».
Atti Parlamentari
LEGISLATT7BA X X I I — I * S E S S I © « E
-
11832 —
• Camera dei
Deputati
D I S C U S S I O N I —- TORNATA B E L L ' I 1 FEBBRAIO 1 9 0 7
Concludiamo adunque, diceva l'onorevole
Fusinato, che Università questi Istituti non
furono, non sono e non saranno mai, e che
se ad Università si volessero elevare, essi,
come si esprimeva il Consiglio superiore
della pubblica istruzione, non avrebbero
ragione di esistere, poiché nulla impedisce
alle donne, che si trovino rielle condizioni
volute, di inscriversi nelle Facoltà universitarie, delle quali vi è già in Italia piuttosto esuberanza che difetto ».
La questione rinacque qualche anno dopo
in occasione di un nuovo disegno di legge
Baccelli, avente i] medesimo oggetto. E il
relatore, che anche allora era l'onorevole
Fusinato, così vi accennava:
« Vivo dissenso sorse nella Commissione,
relativamente all' opportunità della proposta di inscrivere nella tabella A fra gli
istituti di studi superiori, ai quali si riferisce la presente legge, gli Istituti superiori di magistero femminile di Firenze e
Eoma. Ma l'onorevole ministro, ispirato da
nobili preoccupazioni e da un elevato spirito di conciliazione, dichiarò in seno alla
Commissione che, in vista di un interesse
superiore e per evitare indugi ed ostacoli
alla discussione della legge, ritirava la proposta. Venne quindi meno la materia stessa
del decidere ».
Si può quindi concludere senza timore
di sbagliare, che il diploma, di cui si tratta,
non equivale nè punto nè poco alla laurea,
che per conseguenza la signora Terruzzi non
aveva diritto di essere ammessa al concorso
del 1901 e che l'eleggibilità da essa ottenuta
allora non può costituire un titolo efficace
per abilitarla all'insegnamento negli istituti
tecnici.
Se non che supponiamo che sia da preferire una soluzione diversa della questione.
Vi sono però altre ragioni, che egualmente
dimostrano l'illegalità della nomina.
Intanto l'avviso del concorso stabiliva
che secondo la graduatoria si sarebbe provveduto alle cattedre, che via via fossero rimaste vacanti, sino a quando non fossero
bandite nuove gare. Era perciò stretto dovere del Governo di -conformarsi a questa
norma del concorso e di seguire l'ordine della
graduatoria. Invece, a quanto sembra, l'ordine fu rispettato solo sino al ventottesimo
numero;adogni modo ècertoche,prima della
signora Terruzzi, vi erano parecchie decine
di professori, che non furono neppure interrogati. E perchè, domando io, questo strano
privilegio a favore di chi aveva dato le
prove meno brillanti di intelligenza o di
cultura ?
Per sostenere la preferenza si è detto
che si trattava di sezioni femminili, le quali
sarebbero riservate alle donne.
Ora non vi è nessuna legge che sancisca
questo privilegio. L'articolo 7 -della legge
sullo stato giuridico si riferisce alle classi
aggiunte non aventi corsi od orari completi,
ed alle quali non corrisponda un posto di
ruolo, e stabilisce che a tali classi si provveda non, come nel caso attuale, con personale di ruolo, ma con personale già addetto ad altre scuole. L'avviso di concorso
poi conteneva una clausola, che escludeva
bensì le donne dagli istituti maschili, ma
non riservava affatto ad esse le sezioni femminili; tanto è vero che in queste sezioni
l'insegnamento fu sempre impartito promiscuamente da donne e da uomini.
Da ultimo vi è nelle disposizioni transitorie relative alla recente legge sugli insegnanti medii un articolo, il quale per sè
solo basterebbe a dimostrare l'illegalità del
provvedimento ministeriale.
L'articolo 69 dice che sino al 31 dicembre 190t5 alle cattedre vacanti nelle sedi più
importanti (e Milano naturalmente è fra
queste) sarà provveduto anzitutto con i
graduati degli ultimi concorsi speciali esistenti per le rispettive materie. Dunque
dall'ultimo concorso speciale, e non da concorsi generali, si doveva trarre il personale
necessario per queste cattedre!
E per le cattedre di letteratura italiana
negli istituti tecnici fu in vigore fino al 31
dicembre 1906 una graduatoria speciale, la
quale è inserita nel numero 13 febbraio
1902 del « Bollettino ufficiale » del Ministero della pubblica istruzione.
La conclusione di tutto quanto sono venuto dicendo sino ad ora, è che, per varie
ragioni, tutte egualmente gravi, la nomina
della signora Terruzzi è viziata di nullità.
Tuttavia ciò che rende ancora più singolare
la condotta del Ministero è che, per far
luogo a questa nomina, sia stato istituito
un posto di ruolo senza alcun bisogno e con
danno di altri insegnanti.
Infatti le classi dell'istituto tecnico di
Milano sono 22, i professori di ruolo prima
della nomina della signora Terruzzi erano
cinque e si dividevano quattro classi per
ciascuno. Eimanevano due classi, che si
dovevano considerare come classi aggiunte
e non avevano orario completo, perchè non
raggiungevano il minimo di tredici ore, stabilito dall'articolo 8 della legge economica
/
•
MU .Parlamentan
LE Gì S L A TURA XXII
— I
a
SESSIONE
~ 11838 —
DISCUSSIONI
Non v'era quindi alcuna necessità di
istituire questo posto di ruolo, che non
ebbe altro effetto se non quello di restringere le ore di lezione e quindi anche la retribuzione degli altri insegnanti.
Io non so, dopo tutto questo, come il
Ministero potesse sostenere di essersi limitato all'applicazione rigida della legge. Del
resto, quand'anche, ciò che non è, la nomina della signora Terruzzi fosse stata assolutamente imposta dalla legge, non sarebbe tuttavia mancato al Ministero il modo
di eliminare quella spiacevole condizione
di cose, che era stata creata nell'istituto.
Molte volte con opportuni traslochi si ottiene la soluzione di questioni sommamente
difficili ed intricate. Un funzionario, che in
un dato ambiente non fa buona prova, può
sodisfare altrove convenientemente le esigenze dell'ufficio. Certe prevenzioni legittime, certe memorie, certe notizie, che in
un determinato luogo rendono insostenibile la posizione di un impiegato, in luoghi
lontani o non esistono o restano ignorate.
E perchè adunque il Ministero non si valse
in tempo di un provvedimento, che sarebbe
stato da tutti considerato come inspirato
ad una grande saggezza ?
La cattedra di letteratura italiana nell'istituto tecnico di Palermo non fu occupata dalla signora Diaz, che chiese ed ottenne dal primo ottobre dell'anno scorso
l'aspettativa per motivi di famiglia. Ebbene la legge consente al Governo di provvedere alla nomina definitiva anche per i
posti lasciati vacanti da impiegati in aspettativa, quando la convenienza del servizio
lo esige. E quale convenienza maggiore,
onorevole ministro, che quella di prevenire i
dolorosi incidenti da me prima accennati ?
E perchè il ministro non accolse la domanda che dalla stessa signora Terruzzi era
stata presentata per essere trasferita in altra
sede ?
Spero di aver così dimostrato che non
solo il Ministero non era costretto a nominare la signora Terruzzi, ma che, anzi, per
nominarla, violò la legge ed offese rispettabili diritti di altri insegnanti, e di avere
anche dimostrato che al male sarebbe stato
assai agevole di ovviare. Al Ministero quindi
risale la responsabilità principal© del perturbamento recato nell'istituto tecnico. Voglio tuttavia augurarmi, ed augurarmi sinceramente, che dopo un più maturo esame
l'onorevole ministro abbia potuto convincersi, non dico dell'opportunità, ma della
necessità di un provvedimento riparatore.
Cara® ra dei
Deputati
TORNATA DHLL'll FEBBRAIO 1907
Quello che ho avuto l'onore di esporre
basta a provare come la questione non abbia origini politiche, poiché è una questione
essenzialmente giuridica. Ma stimo mio dovere di aggiungere ancora qualche parola
per affermare che sarebbe ad ogni modo
una solenne ingiustizia incolpare il preside
Bardelli di aver creato l'incidente per desiderio di rappresaglia.
Il preside Bardelli non ebbe mai alcuna
vertenza personale con la signora Terruzzi.
(Oh! oh ! — Commenti).
Non ebbe mai - ripeto - alcuna vertenza
personale con la signora Terruzzi. Nel 1897
vi furono divergenze di opinioni circa la
creazione della sezione femminile nell'istituto tecnico, ma sorta la sezione, chi propose al Ministero la nomina della signora
Terruzzi come insegnante di storia e geografia fu lo stesso preside Bardelli. Nel 1900,
incaricato dell'inchiesta, egli fu un giudice
onesto e scrupoloso, e la sua relazione è il
migliore documento della serenità del suo
giudizio.
Questa stessa relazione fu dichiarata dal
Ministero equanime e degna di ogni maggiore encomio.
La questione attuale adunque fu sollevata
dal preside Bardelli non per effetto di antichi rancori, o per animosità, ma soltanto
per omaggio ad un elevato sentimento di dignità e nell'interesse dell'Istituto affidato alle
sue cure. La questione era sopratutto di indole disciplinare e morale; e gli ultimi incidenti non fecero che darle maggior risalto.
Essa fu compresa dagli insegnanti, dagli
scolari, dai padri delle alunne, da una
grande parte della cittadinanza. Solo il
Ministero parve che non ne intuisse 1' esistenza ed il valore, il Ministero, che si
trincerò dietro la legge, malgrado che l'avesse violata, il Ministero, che non trovò una parola di biasimo per l'insegnante ribellatasi ai suoi superiori. Esso pensò
forse che, finita l'agitazione pubblica, ritornata la calma negli animi, sarebbe svanito ogni motivo di preoccupazione. È invece tempo ormai di riconoscere che il professor Bardelli, offrendo le dimissioni e insistendovi, non volle fare atto d'imposizione
o di resistenza, ma volle soltanto rifiutare
una solidarietà che ripugnava alla sua coscienza, e rendere alla causa dell'insegnamento, especialmente dell'educazione, causa,
alla quale aveva consacrato tanti anni della
sua benefica operosità, un ultimo e nobile
servizio.
Del resto qui vi è una questione che tra-
Atti Parlamentari
LEGISLATURA
__
XXII
_____
—
la
SESSIONE —
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118:34 —
D I S C U S S IÒNI —
Camera dei
TORNATA D E L l / 1 1
FEBBRAIO
Deputati
Ì907
scende ed assorbe ogni altra, ed è una que- I zialità invitai il capo dell' Ispettorato ad
indicarmi i nomi dei tre migliori ispettori
stione di indole generale. Il Ministero, come
di cui potessi disporre. Affidai al commenda principio osservò la Giunta di vigilanza,
datore Fiorini l'esame della vertenza dal
fece una nomina manifestamente illegale.
lato tecnico, ed ai professori Milanesi e ZeAnnullandola, com'è suo stretto dovere, esso
natto un'ispezione per conoscere il valore
gioverà al credito morale dell'Istituto tecdella Terruzzi e degli altri insegnanti. Ebnico di Milano, ma sopratutto compirà un
bene io lessi le due relazioni. La direttrice
atto di giustizia.
Terruzzi non poteva esser meglio qualificata.
E se, come sembra, altre nomine sono
La sua scuola era una scuola modello, nesnella stessa condizione, esse non potranno
sun addebito si poteva ad essa fare per il
sfuggire alla stessa sorte.
(Approvazioni).
modo come essa si era diportata con la
P R E S I D E N T E . Ha facoltà di parlare
professoressa di disegno alla quale venne
l'onorevole Manna per svolgere la sua ininflitta una punizione. La Terruzzi fu traterpellanza.
sferita a Torino è vero, benché nolente e
MANNA. Onorevoli colleglli, ho presenprotestante, perchè fui io stesso che la pregai
tato anche io un'interpellanza sul caso Terdi accettare quella sede nonostante che
razzi perchè nel 1900 quando giunse alla
avesse ragione ed essa obbedì. 11 Bardelli
Minerva l'inchiesta Bardelli mi trovavo ad
avrebbe potuto dopo tanti anni dimenticare
occupare il posto di sottosegretario di Stato;
quei precedenti ed il Ministero ebbe torto,
sono quindi in grado di rettificare alcune
quando nominò la Terruzzi all' istituto tecircostanze di fatto rilevate dall'onorevole
cnico, di Milano, di sperare che il Bardelli,
Albasini il quale avrà forse letto l'inchiesta
causa di un trasferimento non meritato,
Bardelli, ma non ha potuto certo leggere
non avesse mosso obbiezioni. Ma anche prel'inchiesta Fiorini e la relazione degli ispetvedendole, il Ministero non poteva non
tori Zenatti e Milanesi.
nominare la Terrazzi. La nomina fu perIl preside Bardelli aveva avuto dei prefettamente legale; lo dimostrerà l'onorevole
cedenti con la signora Terrazzi, tanto che
ministro.
quando fu incaricato della inchiesta ebbe
10 mi permetterò di ricordare al collega
l'onesta franchezza di manifestare i suoi
Albasini che nel concorso del 1901 furono
scrupoli.
approvate 134 persone e tra esse figuravano
Il Ministero mantenne l'incarico, il Barquattro donne, la Buongiovannini, la Diaz,
delli fu forse animato dalle migliori intenl'Errerà e la Terruzzi. E l'Errerà che riuscì
zioni, ma purtroppo accade sovente che vi
prima fra le donne non aveva che il diè qualcosa più forte di noi che s'impone
ploma di magistero.
alle migliori disposizioni e l'inchiesta riuscì
manifestamente parziale.
11 concorso che si bandì nel 1901, ad esaNulla (comincio dal premettere questo),
minare il quale furono chiamati uomini come
rimproverò il Bardelli alla Terrazzi quanto
Isidoro De] Lungo ed Ernesto Monaci, rialla sua condotta morale.
chiedeva per l'ammisione una laurea od una
L'inchiesta fu provocata da un incidente
abilitazione, che poteva essere data dal
sorto tra la professoressa di disegno e la
Ministero. E dei 385 concorrenti furono
direttrice Terrazzi.
scartati taluni che avevano la laurea ed
Questa voleva che si desse all'insegnaammessi altri che avevano una semplice
mento del disegno un indirizzo pratico riabilitazione.
spondente al carattere di una scuola popoLa Commissione vagliò tutti i titoli. Neslare ; la Boniforti si rifiutava ; il dissidio
suna protesta contro il bando di concorso
era dunque sorto per una questione di ine contro la graduatoria. Ebbene cosa dodirizzo dì studio ed il Bardelli non lo comveva fare nell'ottobre scorso il Ministero ?
prese.
Tre erano i posti disponibili. La. BuongioEgli anziché portare la sua attenzione
vannini e la Diaz avevano accettato Pasulla causa che aveva consigliato l'inchiesta,
lermo e Torino, rimaneva Milano libera e
trascinato dalle voci delle accusatrici, senza
aspettava alla Terruzzi. Certo prima della
udire nemmeno la maggiore interessata, la
Terruzzi erano graduati degli uomini, ma
direttrice, finì col concludere che l'istituto
nessuno protestò e poteva protestare seandava male, malissimo, e che tutta la colpa
condo me (e sarebbe stato ingeneroso) come
doveva ascriversi alla Terrazzi.
non han protestato le donne se sono state
Quando lessi l'inchiesta Bardelli che scosaltate trattandosi di nomine in sezioni mapriva evidentemente una deplorevole parschili.
Atti
11835
Parlamentari
LEGISLATURA X X I I —
ls
SESSIONE —
DISCUSSIONI —
E nessuna legge certo vieta alle donne
di insegnare nelle sezioni maschili, se insegnano nelle Università e nelle scuole pareggiate. I n altri paesi in questo sono più liberali di noi.
Ma se re si esclude nelle sezioni maschili,
non si pretenderà che presentandosi un posto in una delle segoni femminili che hanno
avuto una certa organizzazio^ o n n l a W g e
dell' 8 luglio 1906 non debbano esse
preferite. Comunque sia, non è i a questione
di legalità che ha spinto l'onorevole Albasini alla sua interpellanza, nè è questa la
sede più opportuna per esaminarla.
Le persone che potevano farla non l'hanno
fatta, si t r a t t a dunque di un pretesto che
spunta all'ultim'ora, tanto è vero che voi,
onorevole Albasini, vorreste che la Terrazzi
andasse a Palermo e sareste sodisfatti. Quello
che vi duole è che stia a Milano. ( B r a v o !
— Approvazioni
all' estrema
sinistra).
Questa è la verità.
Dunque la questione della legalità è coperta non solo dal bando di concorso, e
dalla nessuna opposizione alla graduatoria,
ma anche dalle recenti norme che il Ministero seguendo le norme del Consiglio di
Stato ha adottate nella distribuzione dei
posti negli Istituti tecnici. E d allora bene ha
fatto il ministro E a v a a non cedere a qualsiasi pressione. 11 Bardelli avrà meriti infiniti: se il di lui allontanamento dalla Direzione dell'istituto costituirà un gu-ùo irrimediabile per l'Italia, io non lo so; ma non
è giusto che la Terrazzi, perchè a lui dispiace, non debba rimanere a quel posto
che per legge le spetta.
Una sola cosa a me duole e richiamo su
di essa l'attenzione della Camera e del ministro (ed ho finito perchè non voglio abusare della pazienza dei miei colleghi che
debbono essere già stanchi), ed è che si sia
detto e scritto che l'allontanamento del commendatore Fiorini da un posto che ha tanto
degnamente coperto fin ora, sia dovuto ad
una sodisfazione che si doveva dare al Bardelli.
I l Fiorini, che è un vero ed indiscutibile
valore, doveva essere sacrificato per calmare il Bardelli.
No, io son certo che il ministro anche
pubblicamente smentirà questa diceria, che
certo non può rispondere alla verità. E non
ho altro da dire. (Bene!)
P R E S I D E N T E . Ha facoltà di parlare
l'onorevole Turati per svolgere la sua interpellanza.
Camera
lei
TORNATA DdlLL'll FEBBRAIO
Deputati
1907"
T U R A T I . E adesso, onorevoli colleghi,
veniamo alla questione!
Voi tutti ricordate il titolo di un classico opuscolo di Federico Bastiat: Ce qu'on
volt et ce qu'on ne voit pas...
I n cotesto
suo lungo discorso che, come già avvertì il
collega Manna, era evidentemente destinato al Consiglio di Stato e per distrazione
fu portato alla Camera, l'onorevole Albasini vi ha detto ce qu'on voit, cioè a dire
dircf co n e l l a ( l u e s t i o n e n o n c ' è - Adesso io
la vera q n ^ M Z 0 * * * 8 ' 0 8 S Ì a q u e l l a c h e è
I o , veramente, l'onoro. _
.
ne è testimonio, avevo desideralo^ 1 1 1 1 . m e <
avevo fatto proposta, che si lasciasse' 6 »??
cadere questo gruppo d'interpellanze. Mi
pareva più logico tacere. Oggimai la questione politica non c'è più, t u t t o è rientrato
in pace e gioia a Milano; la signora Terrazzi insegna, le allieve vanno alla scuola,
i cari genitori sono contenti dei loro teneri
pargoletti, nuotiamo nell'idillio, e voi, che
siete il partito dell'ordine materiale, potevate contentarvene. Anche mi pareva che
si fosse versato abbastanza fiele nella coppa
di questa donna ! Non vi bastava aver adoperato tutte le armi, avere sparate tutte le
vostre cartuccie per togliere a questa signora il diritto di lavorare e di vivere, per
intimarle lo sfratto dal suo posto, da Milano, dalla dignità e dalla v i t a ! Non la si
era abbastanza trascinata pei giornali e n e i
Comizii, non si erano abbastanza violati i
suoi sentimenti più intimi, non abbastanza
si era tentato di infamarla, non dico davanti al mondo, ma davanti'a quell'unico
giudice, che u n a ' madre veramente teme,
davanti a suo figlio ? Le furie della più gelosa morale potevano essere p l a c a t e !
Nossignori! l'onorevole Albasini non si
è arreso alle mie preghiere, non consentì a
disarmare ; egli ha una posizione politica
da conservare, dietro di lui c'è Cornaggia e
c'è Greppi, la sacrestia e il salotto, la Lega
Lombarda eìd Perseveranza,
tutta insomma
l'alleanza clerico-moderata milanese! Questi signori hanno tutto l'interesse a mandare avanti voi, velite ardito ed agile, sopratutto avvocato, a combattere per essi
questa battaglia politica ; e così si spiega,
se non si giustifica, come voi abbiate accettato, dimenticando perfino di essere generoso e di essere giovane !
Bisogna dunque parlarne. Parliamone
pure; ma allora parliamone aperto. E denudiamolo, allora, tutto questo intrico di
cose, dal velo curialesco in cui credeste sag-
Atii PartarneriVrn
— 11836 —
Camera dei Deputati.
l SESSIONE
DISCUSSIONI — TOBNATA DELL'll FEBBRAIO 1907
Contro la nomina a Milano di Begina
gio di avvolgerlo. Mettiamolo nella vera
sua luce. Vediamo che cosa c'è sotto la Terruzzi si tentò dapprima di sommuovere
vostra pretesa « questione legale » ! Ah ! i genitori delle alunne. I genitori, che di renon ci mancherebbe altro, signori, che nella gola si incaricano appena di sapere chi siano
Camera italiana si dovessero venire a di- i professori dei loro figliuoli, essi, che non coscutere tutte le beghe professorali, che noi, noscono affatto la signora Terruzzi, questa
deputati, dovessimo giudicare se il tale do- volta sentirono offeso il loro pudore al pencumento o il tale diploma sia in regola siero che l'innocente loro prole dovesse apcon tutti i sacramenti della legge A, del prendere i rudimenti delle lettere italiane
decreto B, del regolamento C !! O che forse dalla bocca di questa sciagurata ! Ciò non
siamo noi una sezione del Consiglio di bastando, si organizzò dai vostri uomini
Stato ? L'onorevole Bava, in quei ginepraio d'ordine lo sciopero degli scolaretti e delle
della Minerva, ne ha certamente centinaia scolarette, con relativi comizi e votadi queste questioni, tanto più dopo la fa- zioni di ordini del giorno di protesta, tal
mosa legge sullo stato giuridico, che ab- quale come facciamo noi dell'Estrema Sibiamo fatta per impedire che nascessero... nistra. {Ilarità). Proprio così: per vendicare
BAVA, ministro dell'istruzione pubblica. il preside Bardelli, uomo d'ordine se altri
mai, di cui si vanta la ferrea disciplina,
È verissimo !
TUBATI. No, non è questa la questione ! non si trovò mezzo migliore che di mettere
Non è per sapere se la graduatoria del 1901 in subbuglio la scuola e mandare a casa i
fosse una o fossero due che, voi avete mossa discepoli.
questa interpellanza : tanto più che già il
E si vide qualcosa anche di più triste :
Consiglio di Stato (è curioso che l'onore- qualcosa, che veramente farebbe dubi
vole Albasini ha dimenticato quest'unica I tare se noi non siamo dei matti a pencitazione decisiva) ha già risoluto il pro- sare che la scuola sia un mezzo di elevablema, dichiarando che, quando vi sono mento morale; si sono visti dei colleghi della
uomini e donne in una graduatoria, e si signora Terruzzi, si sono -viste delle coltratta di provvedere a scuole maschili e a leghe, che avrebbero dovuto aggiungere
scuole femminili, queste ultime, come è di alla solidarietà di classe quella più. gentile
ragione, siano riservate alle donne.
di sesso, dimenticare non solo ogni solidaMeno ancora è questione di sapere se, rietà, ma prender parte a questa guerra, a
o meno, il diploma di magistero valga il di- questa caccia alla donna, e unirsi alla uluploma di laurea, o se siano da chiamare scuole lante canea: dopo aver tanto strillato per
femminili anche quelle a cui vanno le ra- le guarentigie dovute ai loro diritti, dopo
gazze, parallelamente ad altri corsi simili de- aver tuonato, nei loro congressi, per strapstinati pei maschi,o non piuttosto solo quelle parci quella famosa legge sullo stato giuriper la natura dell'insegnamento riservate dico (foderata, s'intende, dallo stato econoal solo sesso gentile! No, non è con simili mico, perchè pane e companatico debbono
quisquilie che s'interesserebbe la Camera, andare di conserva), dopo aver chiamato
che si è potuto appassionare così a lungo cielo e terra in loro difesa ; ebbene, in
tutta una città, e dovrei dire il paese ! questo caso, quando il Ministero si ricusò
Tanto è vero che, dissimulato e truccato di fare una sudiceria, una turpitudine, un
così, il vostro discorso, onorevole Albasini, sopruso, ci fu tra essi chi, senza rampogna
con tutto l'ingegno che avete, è riuscito, dei colleghi, si prestò al vile servizio di ine non poteva altrimenti, estremamente timare illegalmente lo sfratto dalla scuola
noioso !
alla signora Terruzzi, ci fu chi consentì,
Signori, è da quattro mesi che io as- con atto di vero crumiraggio, a sostituirla
sisto ad uno spettacolo, che mi ha pro- nell'insegnamento dal quale ella era stata
fondamente avvilito, come italiano, ed an- iniquamente e violentemente cacciata, e,
che come meneghino: una specie di revivi- negli ordini del giorno collettivi di prosterscenza di medio evo, con la caccia all'ere- nazione al preside, una sola cosa fu dimentico, l'anatema alla strega, un acre desi- ticata, il diritto dell'insegnante, che è pure
derio di rogo morale... tutta la potenza la loro stessa causa di oggi o di domani, e
delle tenebre alla riscossa ! Sarebbe mai un la reticenza e la mancanza di coraggio
segno dei tempi, un indice di quel rifiorire trionfarono in modo assoluto !
di clericalismo che, nel piacevole vocaboQuale era dunque la colpa della Terlario dell'onorevole presidente del Consiglio, ruzzi ? Nessun dubbio, per chi seguì la queva sotto il nome di « libertà religiosa » ?
stione, per chi non si lasci ingannare dai
LEGISLATURA XXII —
a
Atti Parlamentari
— 11837 —
Camera dei Deputati
LEGISLATTTRi XXII — l a SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATAr DELL'll FEBBRAIO 1907
gesuitismi curialeschi delle p ole mieli e ; la
sua colpa è una sola : questa d o n n a lia
a v u t o un figliuolo. E questa, che è la sola
verità, finora qua dentro nessuno ancora
P ha d e t t a ! Ella ha a v u t o un figliuolo, che
ora ha undici o dodici anni, e lo ha a v u t o
ali'infuori delle sante regole dello s t a t o civile matrimoniale. Ma la sua colpa no a è
t a n t o q u e s t a : avere un figliuolo è cosa che
può capitare a t u t t e le donne. (Ilarità). Si
pretende anzi che questi accidenti non capitino alle donne senza il nostro concorso,
(Ilarità) con questa sola differenza, che gli
uomini possono avere dei figliuoli magari
senza saperlo, m e n t r e questo alle donne,
p u r t r o p p o , non è possibile...
La colpa della Terruzzi non f u t a n t o ,
dicevo, di avere a v u t o un figliuolo, ma f u
di non averlo rinnegato, di non averlo nascosto, di aver l a v o r a t o e di avere conquis t a t a la propria indipendenza economica
per dare a questo figliuolo u n a condizione
onorata. Questo le fa onore, ma questo è
ciò che da u n a certa ciique non si perdona,
poiché il male non sta già nel male (insegnano la Chiesa e l'onorevole Cornaggia),
s t a nello scandalo. Ora voi non negherete
che la questione è proprio questa e, se mai
osaste negarlo, io vi leggerò t u t t i i giornali
di Milano...
Una voce. Anche il Guerini Meschino.
TXJEATI. Ancheil Guerin Meschino, se volete: ma, per brevità, potrà b a s t a r e la Perseveranza, che è Porgano più autorizzato di
quei signori. Orbene, la Perseveranza, quando a p p e n a si iniziava la polemica, e ancora
si sperava che influenze occulte sarebbero
riuscite a compiere, per mezzo del ministro
onorevole E ava, le v e n d e t t e del Bardelli e
della sagrestia milanese (oh ! se i ministri
potessero parlare liberamente!), la Perseveranza, da principio, era molto cortese, si
d a v a l'aria a d d i r i t t u r a di spregiudicata, ciò
che è il sublime del comico, negava l'esistenza di ogni questione legale, a m m e t t e v a
che il Governo non aveva p o t u t o agire diversamente da come aveva f a t t o , che era
assurdo p r e t e n d e r e che la Terruzzi avesse
rinunziato al suo diritto e al suo grado, si .
limitava ad augurare si trovasse di comune
accordo u n a soluzione conciliativa che salvaguardasse t u t t i i diritti.
Sulla questione così d e t t a morale, pur
affermando di essere ben l o n t a n a dalle idee
dei socialisti in questa materia, proclamava
cavallerescamente che si sarebbe g u a r d a t a
bene, dopo dieci anni, dal dire una parola
sola, che mai potesse offendere la donna e
la madre !
E r a un alibi p r e m e d i t a t o . « Niun dubbio,
ad ogni modo - leggo t e s t u a l m e n t e - circa
i diritti ed i titoli acquisiti dalla Terruzzi
in base a quel concorso del 1901, al p a r i
di molte altre ». Questo scriveva il 24 dic e m b r e ; ma, un p o ' p i ù in là, quando si
vide che le coperte vie non conducevano a
piaggia, allora la sostanza della questione
r u p p e l'involucro, e si dovette essere sinceri, proprio malgrado. Così il 9 gennaio il
vostro giornale s t a m p a :
« Lo sappiamo bene : il ministro ha f a t t o
dichiarare, ed ha dichiarato più volte, che
egli, in t u t t a questa b r u t t a faccenda, non
p o t e v a e non doveva f a r e la questione di
moralità, ma che doveva semplicemente
applicare la legge.
« Confessione preziosa !
« E r a inutile far questione morale, perchè
la moralità era c o m p l e t a m e n t e esulata dalla
faccenda, o era inutile perchè la legge, nel
caso speciale, p o r t a v a a. conclusioni immorali ?
«Desidereremmo v i v a m e n t e saperlo, anche perchè poi noi ci r i s e r b i a m o ' d i fargli
q u e s t ' a l t r a d o m a n d a : A m m e t t e il ministro,
supremo m o d e r a t o r e degli studi in I t a l i a ,
che una insegnante, che deve educare ed
istruire giovinette semplici ancora ed ingenue, debba essere, anzitutto, persona di
specchiata moralità di v i t a e di costumi ?
« E, per oggi, b a s t a ».
E il 12 stesso mese pubblicava uno
scritto di « persona eminente », in cui era
detto :
« Ora, con tutti i debiti riguardi delia
prudenza, si può dire che la questione ha
u n a a p p a r e n z a legale, ma in sostanza è u n a
questione morale.
« La signorina Terruzzi si t r o v a in una
condizione di stato civile, che non è conforme agli usi della morale presente. Ciò è
disonorevole *? Io, individualmente (notate,
onorevoli colleghi, la r a f f i n a t a abilità di
questo scrittore!), non voglio nè affermare,
nè negare. Credo, a questo proposito, che,
estendendoci il f a t t o e prevalendo le idee
avveniriste, esso finirà coll'essere r i t e n u t o
morale.
«Ciò per il f u t u r o : ma, oggi come oggi,
esso u r t a ancora con la consuetudine della
morale corrente e sembra specialmente poco
conforme all'ufficio di educatrice. Le signorine scolare, sedute nelle prime file del comizio, che ricusavano gli insegnamenti letterari di questa signorina maestra, dicono,
Camera dei Deputati
11838 —
oot^ATT" TnRNTrAnDELL'li FEBBRAIO 1907
P SESSIONE DISCUSSIONI 1UK.N A1A
x
stipendi,
si
pubblicarono
di tribucon eloquenza silenziosa e spiccia, ciò che nali con nomi alterati, si sentenze
insinuò
che
gli uomini temono di esprimere. Anche il i figliuoli che passavano per la sua tutti
commendator Bardelli, ha temuto di fare erano suoi figliuoli naturali, si propalò casa
che
questa questione sostanziale, per ragioni di ne aveva avuti perfino da un membro deldelicatezza {sic), e si è affaticato per ribatGoverno! {Ilarità).
tere la questione dei titoli e della legalità ». l'attuale
Ebbene,
perchè io ho portato qui
Lo scrittore spiega come una tale que- la questione.ecco
La
Terruzzi io l'ho
stione sia futile e insussistente; indi pro- vista tre volte signora
«atta
la
mia vita e non
segue :
certo*
simpatie
politiche
per lei, che fu
<< Poteva far a meno il commendatore una medagliata del 1898, medagliata
dai
Bardelli di estendere l'inchiesta alla vita partiti dell'ordine, si capisce ! Non è certo,
privata
della
Terru zzi?
Ma, siamo °
dunque, ragione di camaraderie di partito,
perchè
la
signorina
Terruzzi
^direttrice di scuola, i in vista il docu- quella che mi fa prendere la parola in
± vivo
• ^ cu
AÌ ««esta
mento
. sua vita privata ? ». sua difesa. La ragione è quella che si leginteso o signori? Perche la Ter- ge nel testo della interrogazione che avevo
z i teneva in vista il documento? {Ilarità). presentata in opposizione ad altra dell'ono¿Ton vi sono sufficienti faiseuses cl'anges in revole Cornaggia, e che decadde con queItalia per distruggere in tempo le traode sta : « il sottoscritto interroga il ministro
scandalose del peccato? Non vi sono abba- dell'istruzione sui provvedimenti che abbia
stanza brefotrofi provinciali, per salvaguar- preso per salvaguardare, nella persona della
dare le convenienze della buona società di professoressa Regina Terruzzi, il diritto, che
cui la Perseveranza è l'organo ? Fate quanti compete alle donne italiane, di insegnare
figliuoli volete, alla buonora! ma, per id- negli istituti educativi dello Stato, anche
dio! non metteteli in mostra, non esibite il se non rinneghino la propria maternità e
documento! {Oh! oh! — Commenti). La non ne disconoscano i doveri».
È perciò che io non vi seguirò, onorevole
Perseveranza accetta, in fondo, questa teoria; essa scagiona il preside dall'accusa di Albasini, nei meandri tortuosi della vostra
aver insistito in una questione personale e famosa questione legale. Questa, se pure
« non si può chiamare personale - conclude - esistesse, non è, per voi, in questo càso, che
una questione che, attraverso ad una rigida, un paravento. Del resto, vi ha già risposto
illuminata coscienza, entrava ed entra nel- in gran parte l'onorevole Manna, vi risponl'orbita della morale comune, dei principii derà meglio il ministro, perchè questo è il
etici oggi generalmente professati, dei cri- suo dovere professionale : deve farlo per suo
teri e delle convenienze da tutti ammessi, istituto. Ma io non mi lascio trappolare nel
vostro intrigo.
condivisi e professati! »
Piuttosto vi domando perchè questa queE non faccio altre citazioni; la Camera,
credo, è sufficientemente illuminata. Spo- stione legale l'avete sollevata, e le avete
gliata degli arzigogoli curiali, la questione data tanta importanza nei vostri giornali,
non è altra che questa: e per questa insorse e l'avete portata alla Camera, soltanto oggi,
contro il Ministero tutta la bacchetto- e perchè soltanto contro la Terruzzi. Sono
neiia milanese; tutte le illustri dame ben sei anni, che essa fu graduata in quel conmaritate che nascondono l'amante dietro le corso, e sono piene le scuole d'Italia di donne
cortine del talamo, {Oh! oh!) tutti i timo- che si trovano nelle stesse o in analoghe
rati mariti che hanno sposata una dote condizioni. Rammentava, fra l'altro, testé
e che si consolano della monotonia delle il collega Manna la compianta Errerà, e la
gioie domestiche con le artiste da caffè con- Bongiovannini e la Diaz, che nello stesso
certo; tutti gli adoratori delle menzogne concorso riuscirono e furono nominate alle
convenzionali sono insorti a gridare: « scan- medesime cattedre.
O perchè soltanto per una, e così tardidalo! anatema! qui ci corrompete la giovinezza, qui introducete la immoralità nelle vamente, avete sentito vibrare in petto il
scuole! Una donna non maritata, una donna senso vigile della legalità ? Perchè quelle, a
che ebbe un figlio, naturalmente, così come differenza della Terruzzi, non ebbero figli
vuole il buon Dio! Ma questa è un'abo- naturali, almeno per quello che si può saminazione! » Indicibile l'onda di vituperi, pere !
di calunnie e di insinuazioni che si rovesciò
E poi, come c'entravano in t u t t o questo
sul suo capo. Si inventò che essa è una il preside e la Commissione di vigilanza ?
succhiona, la quale si divora non so quanti Quando mai il preside e la Commissione
tt.ti Por lamentosi
:
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r u Z
Atti
Parlamentan
LEGISLATURA
XXII
—
—
1" S E S S I O N E
11839
DISCUSSIONI
locale di vigilanza ebbero dalla legge il
m a n d a t o di rivedere le buccie ai titoli dei
professori chfì manda il ministro 1 Essi sono
là per dirigere. Cotesta questione la f a r a n n o
gli interessati, se il loro diritto f u leso, la
f a r à la Commissione consultiva o il Consiglio
superiore o, nei congrui casi, il Consiglio di
Stato; ma il preside, ma la Commissione di
vigilanza che ci han da vedere % U n a simile
usurpazione di poteri credo non sia mai
avvenuta.
L'onorevole Albasini ha parlato, e l'onorevole Manna in p a r t e già gli ha risposto,
di una vecchia questione personale occorsa,
anni fa, tra il Bardelli e la signora Terruzzi, questione personale sulla quale il
preside basa la sua eccezione di incompatibilità. Imponendogli una insegnante sulla
quale molti anni fa il Bardelli aveva cond o t t a u n ' inchiesta con conclusioni sfavorevoli (non i m p o r t a se quella inchiesta,
f a t t a ad i n s a p u t a della Terruzzi, e senza
tampoco interrogarla, sia a p p a r s a parziale
ed iniqua e sia poi s t a t a cancellata da
u n ' a l t r a più competente), il Ministero, dice
il preside, offende il decoro mio, che è il
decoro della scuola, che è il decoro di Milano, che è il decoro dell' Italia, se non
dell' E u r o p a !
Anche quella non è una pagina che abbia
f a t t o molto onore al venerando uomo. Le
sue avversioni alla Terruzzi, del resto, risalivano più addietro, ad un dissidio circa
la fondazione di u n a sezione femminile dell' I s t i t u t o . Perchè il preside Bardelli, che
la Perseveranza chiama « uomo di morale
a n t i q u a t a » (e, se è tale agli occhi della
Perseveranza, vi lascio poi imaginare !), è
un misogino accanito ed inveterato. Oggi
l'età può scusarlo ; forse, a s e t t a n t a e più
anni, saremo un po' misogini anche noi.
F a t t o sta che, anche in questi ultimi mesi,
io dovetti reclamare al ministro d e l l ' i s t r u zione contro il veto del preside Bardelli a che
le ragazze milanesi entrassero a certi corsi
del suo I s t i t u t o . L'onorevole B a v a sa che
fatica abbiamo f a t t o per persuaderlo ; ebbene non siamo riusciti ;. siamo stati b a t t u t i
lui ed io, e le ragazze milanesi sono cos t r e t t e ancora ad andare ogni m a t t i n a a
Lodi...
RAYA, ministro dell'istruzione
pubblica.
Mi hanno f a t t o citare, i padri di famiglia !
T U R A T I . ...perchè quel preside è d'opinione che i maschi e le femmine non debbono mai stare insieme. Se gli badassero,
dove troverebbe più i suoi f u t u r i scolari ?
Dunque, t o r n a n d o alla storia antica, vi
Camera
——
TORNATA D E L L ' I !
de
FEBBRAIO
Deputate
1907
erano s t a t i f r a il preside e la Terruzzi antichi dissidi. E l'onorevole Manna, che ci è
buon testimonio perchè era in quel t e m p o
sottosegretario di S t a t o all'istruzione, ci
narrò come una inchiesta Fiorini abbia d a t o
alla Terruzzi p i e n a m e n t e ragione. Ma, se
ella ebbe ragione allora, potrebbe esser passata oggi dalla p a r t e del torto: i n f a t t i l'onorevole Albasini ci ha detto che il ministro
doveva oggi punire la Terruzzi, per gravi
violazioni alla disciplina. Vediamo d u n q u e
un po' da che p a r t e sia la violazione della
disciplina, e da che parte, se mai, l'incompatibilità.
Per quelle vicende che già f u r o n o narrate, in omaggio a disposizioni precise di
legge, la Terruzzi, dopo un lungo esilio, dov u t o all'antica ostilità del Bardelli, viene dunque r i m a n d a t a a Milano. Essa aveva diritto
a l l ' I s t i t u t o : le tre sole c a t t e d r e disponibili
èrano, Palermo, Torino e Milano; le due
prime f u r o n o scelte dalle due maggiori grad u a t e del concorso; e non rimase che Milano. La Terruzzi v e n n e ; il preside, s ' i n tende, non la ricevette neppure. Venne a
Milano a n i m a t a dai migliori sentimenti.
lo ho qui dichiarazioni e lettere, s t a t e
pubblicate, e potrei leggerle se la Camera
volesse, che a t t e s t a n o ciò in modo incontrovertibile. Essa sperava che le antiche ire
fossero sopite.
Aveva da fare con un cristiano, con u n a
persona molto credente; e p o t e v a lusingarsi
che, dopo aver essa sofferto, senza colpa,
sette anni di esilio per cagion sua (ce lo
disse il Manna), le antiche ferocie si sarebbero in qualche modo calmate. N i e n t e : il
preside dice: « o via lei, o via io ». E nega
al ministro la sua « ratifica », per usare
la parola dell'onorevole Albasini: perchè
pare che il preside dell'Istituto tecnico di
Milano abbia d r i t t o di ratifica sugli a t t i del
suo ministro.
La signora, che non pretende di star in
chiesa a dispetto dei santi, f a a t t o di abnegazione; e scrive due lettere, che io per brevità non vi leggo, ma che a p p a r v e r o anche
nei giornali, che sono un monumento di
remissività, l ' u n a al ministro e 1' altra al
preside, e che in sostanza dicono questo :
« giacché qui la mia presenza suscita delle
ostilità, consento, anzi prego, di essere mandata altrove, anche a scuole inferiori ». Il
ministro r i s p o n d e : sta b e n e ; ma, non essendovi altre cattedre d ' I s t i t u t o disponibili
e non consentendomi la nuova legge di
m a n d a r e chicchessia a scuole inferiori alla
sua qualifica, faccia rinunzia espressa al suo
A rtt Po ru,i)ni--nmri
LEGISLATURA XXII
— 11840 —
Camera dei Deputarti
P SESSIONE — DISCUSSIONI -—•• TORNATA DELL'I 1 FEBBRAIO 1 9 0 7
grado; soltanto a questo patto io posso trasferire la Terni zzi.
Questo il significato manifesto di quel
telegramma del ministro che è stato letto
testé. Ma, fino al punto della rinunzia al titolo che aveva conquistato, la Terruzzi non
volle arrivare ; e lo dichiarò.
Quale la "conseguenza Lo dica chi ha
buona fede.
Ma il preside, che aveva già indetto il
suo ultimatum: « o via lei, o via io», si
arrampica .„gli specchi, fìnge di interpretare il telegramma chiarissimo del ministro
come una sospensiva, e rifiuta di immettere la Terrazzi nella scuola a cui era ordinata. Ripeto : basta leggere il telegramma
(l'avete udito) per giudicare della buona
fede. Eppoi, fosse anche sussistito un dubbio, ci voleva molto a telegrafare al ministro per avere istruzioni ? Ma allora sarebbe
stato meno facile suscitare lo scandalo.
La Terruzzi entra nella scuola : il preside le fa intimare di andarsene via: essa
giustamente resiste e chiede le si dica il
motivo ; e il preside le manda l'articolo 55
del regolamento, dove è detto che il preside può scacciare dalla scuola i professori
per urgenti ragioni d'indisciplina o di scandalo. Niente altro che questo ! E la caccia
come una ladra.
Da che parte è la indisciplina, onorevoli
colleghi 1 Da che parte è il rispetto alla
legge ed all'autorità ? Da che parte è la
incompatibilità, se essa sussiste?
E allora è messa in iscena la triste commedia, che ho già narrata : i genitori che
protestano, la stampa messa a rumore, gli
scolaretti slanciati nella piazza. Finché vi
si arresero i maschi, lo posso capire; ricordo che anche noi, a tempo mio, se ci
offrivano un pretesto qualsiasi per prendere la chiave dei campi, non si stava a
badare tanto pel sottile. Ma il più triste è
che a questa commedia siano state mescolate delle giovinette. Ohe delle ragazze di
quindici anni convengano ad un comizio a
dichiarare che esse non possono frequentare le lezioni di Regina Terruzzi, di una
donna, che, col sacrifizio di tutta la vita,
con una mentalità» elevatissima, si è tanto
innalzata nel suo sesso e nella sua professione; che queste ragazzette, nate ieri, facciano le schifiltose, e temano, e lo dicano,
di essere corrotte da questo contatto, ah !
quale spettacolo, o signori!
Io auguro ad esse, quando la vita le avrà
un poco provate, coi suoi drammi, coi suoi
dolori, e avrà loro insegnato a giudicare un
po' meglio, o a giudicare un po' meno (che
è forse la suprema saggezza), auguro loro
ch'esse sentano allora, per loro riabilitazione,
il rammarico della cattiva azione cui furono
spinte, e sentano che esse hanno offeso, non
soltanto una donna, ma la donna, ma se
stesse, la parte più nobile di se stesse e del
loro avvenire, la maternità, che lavora, che
si eleva, che si fa indipendente, che attinge
alle più alte vette della idealità umana.
Fortunatamente non è il caso davvero
di pigliarsela con quelle innocenti: qui bisogna proprio, come fanno i procuratori del
Re nei processi contro i socialisti, cercare
i sobillatori : la natura umana a quindici
anni non è così vile!
10 ho deplorato, e con questo mi affretto
alla fine, il contegno di alcuni professori
della mia città; ma debbo dire che non fu
di tutti, e che fu nobilmente riscattato dal
contegno della loro rappresentanza nazionale.
Ricordo che allora la direttrice della
scuola tecnica, già diretta dalla Terruzzi,
protestò contro le calunnie lanciate contro
di questa, affermando di aver trovato la
scuola in ordine perfetto. Altre proteste
mandarono professori e scolareshe di altre città che ebbero la Terruzzi collega e
imaestra, e direttrici che, come la Cleofe
Pellegrini, sono onore e decoro della scuola
italiana.
Tutto ciò venne un poco tardi; si direbbe che le molle della generosità siano
più lente a scattare che quelle della perfìdia, della ferocia cristiana e cattolica. Ad
ogni modo, una reazione ci fu.
11 Consiglio direttivo della Federazione
nazionale fra insegnanti medii votò un ordine del giorno che sintetizza assai bene la
questione e che mi piace di leggere alla Camera:
« Il Consiglio federale, riservando ogni
giudizio sul modo con cui debba valersi
delle graduatorie miste per il conferimento
delle cattedre nelle scuole medie ;
« considerando in ogni caso che la questione della legalità, anche in mancanza
dell'opposizione di interessati, non poteva
sollevarsi contro la sola professoressa- Terruzzi, quando era già stata risoluta a favore
di altre due insegnanti prima nominate e
che si trovavano nelle stesse condizioni ;
« considerando che addurre ragioni di
opportunità pei precedenti contrasti delia
signora Terruzzi col preside, commenda
tore Rardelli, fu ingeneroso e non degno di
un capo d'istituto, e che le pretese ragioni
Atti Parìa uur ti t a ri
LEGISLATUIiA XXII — l
a
SESSIONE
— 11841 -
Camera t 'e•> ÌJepu -r
f
DISCUSSIONI — TORNATA DELL'11 FEBBRAIO 1 9 0 7
di moralità non possono essere che uno [ nienze sociali e alla Perseveranza di Milano.
specioso pretesto, quando la signora Ter- Ma allora non le donne soltanto : faremo
razzi sarebbe ad ogni modo restata nell'in- della virtù un monopolio di sesso ? A morte,
segnamento femminile con la più delicata parimenti, tutti i professori maschi (ve ne
sarà pure qualcuno: il padre, per esempio,
funzione di direttrice ;
« deplora che, per una questione per- del figliuolo della Terruzzi, che poi s'è sposonale, non si sia avuto riguardo di susci- sato con un'altra, è anch'esso, guardate
tare intorno ad un fatto intimo un pub- caso ! proprio un professore) che, se non
blico scandalo, recando alla dignità degli hanno partorito, non è loro merito. Se avere,
studi un danno ben maggiore di quello che comunque, dei figliuoli senza justae nuptiae è
cosa che ci rende indegni dell'insegnamento,
si diceva di volere editare ;
« deplora che colleghi federati, ade- perchè due pesi e due misure? E perchè
rendo a due ordini del giorno a favore del fermarci ai professori? Se entrassimo maBardelli, abbiano prestato in qualche modo gari in Parlamento ? Io non penso siano
aiuto alla guerra ignobile contro la signora maggiori le esigenze del decoro e dell'onore
per insegnar lettere italiane che per essere
Terrazzi ;
« e ritiene che nessuna delle ragioni legislatori. Vogliamo dunque provocare fra
poste innanzi dai nemici della signora Ter- di noi un'inchiesta, onorevoli colleghi ? {Si
razzi, e nessun riguardo alle addotte bene- ride).
merenze del preside, potrebbero giustifiMa l'importante è che non vi sia scancare la reclamata revoca della nomina ».
dalo. Ora la Terruzzi non ha temuto lo
Così parla la rappresentanza nazionale scandalo, non seppe essere ipocrita. A morte
dei professori secondari, ed io sono ben lieto dunque lei sola! Ah! la ferocia dei moradi prenderne atto.
listi, onorevoli colleghi ! Essa è superata
E vi è in quest' ordine del giorno una soltanto dalla loro profonda stupidità!
osservazione, che fu già accennata, se non {Bravo ! Bene! )
erro, dall'onorevole Manna, ma che mette
P R E S I D E N T E . L'onorevole Romussi
conto di sottolineare, perchè dimostra la non essendo presente, dò facoltà di parlare
assoluta insincerità di questa ignobile cam- all'onorevole ministro.
pagna; gli avversari della Terrazzi non
RAVA, ministro dell'istruzione pubblica.
hanno mai domandato che essa venga ri- Onorevoli colleghi! Il lungo dibattito che
mossa dall'insegnamento; essi si limitano si è svolto oggi intorno alla nomina della
a chiedere che la si allontani da Milano; signora Terruzzi all'Istituto tecnico di Mivada a Torino, a Palermo, vada a Firenze, lano, nomina che da tre mesi appassiona
torni direttrice di una scuola, purché non tanto la classe degli insegnanti quanto la
sia a Milano,
stampa, mi consente, spero, di essere breve
Ma che è questo ? Milano sola è degna nella risposta che debbo dare agli onorevoli
di riguardo e tutto il resto d'Italia è terra interpellanti. Si sono udite qui oggi ragioni
di conquista sulla quale sia lecito sputare? contro e ragioni a favore del provvedimento,
N"o, onorevoli avversari, voi dovevate avere preso in base alle nuove leggi, e le questioni
almeno il coraggio intero della vostra opi- giuridiche sono state svolte da vari oratori!
nione; dovevate dire : questa donna è im- con vive accuse da parte dell'onorevole Almorale, fuori dunque dalle scuole d'Italia ! basini e con risposte precise sia da parte delSia boicottata e rimanga in perpetuo senza l'onorevole Manna - che era sottosegretario
pane, costei, la cui vita non risponde a di Stato al tempo dei primi dissidi tra la siquei « principii etici » che abbiamo visto gnora Terrazzi e il preside dell'Istituto tecessere tanto cari alla Perseveranza e che il nico di Milano professore Bardelli, ondetragdirettore e i redattori di questo giornale gono forse origine le questioni attuali - sia da
(ne conobbi parecchi da vicino|!) applicano parte dell'onorevole Turati, il quale, pur
con tanto zelo prima a se stessi, ogni giorno, mirando a portare la disputa sopra un alnon escluse le notti ! Poiché quei principii tro terreno, ha voluto toccare anche delle
etici sono offesi, non a Torino o a Palermo ragioni giuridiche che valgono ad illustrare
mandiamola, ma a morte, a morte! Questo il provvedimento preso dal Ministero.
doveva essere il discorso: a morte tutte le
Questo provvedimento, rispetto alla sidonne che furono ingannate, tutte quelle gnora professoressa Terrazzi, è eguale a
che, cessato l'amore che lasciò loro un quelli presi per altre insegnanti, che hanno
frutto nel seno, ricusarono di legalmente partecipato al concorso del 1901, essendo
prostituirsi per salvarsi dinanzi alle conve- dovere del ministro di applicare la legge,
1
941
't+i t'arla-n».-o-f.-fLEGISLATURA
XXII
— 1 1 8 4 2 ——
1*
SESSIONE —
DISCUSSIONI
quale la volleil Parlamento, votando lenuove
e precise norme intese a garantire agli insegnanti i loro diritti, sia come nomina, sia
come carriera e come grado, sia come misura di stipendio.
L'onorevole Albasini ha incominciato il
suo discorso toccando dei dissidi del 1900.
per cui fu f a t t a una inchiesta. Ma l'onorevole Manna ha subito risposto alla prima
obiezione dell'onorevole Albasini, mostrando
che l'inchiesta del 1900 dovette essere riveduta e completata.
L'inchiesta prima fu f a t t a dal preside
dell'istituto tecnico e riguardava questioni
sorte tra insegnanti della scuola tecnica femminile Confalonieri, allora diretta dalla signora Terruzzi.
L'onorevole Manna ha già chiarito come
andasse quella prima inchiesta; la quale,
non essendo s t a t a completa nella sua esplicazione (la signora Terruzzi non fu, pare, interrogata), trovò in una seconda inchiesta del
1900 obiezioni così forti che il Ministero
seguì allor più la seconda che non la prima,
punendo le insegnanti che erano in lite e ad
un tempo traslocandola Terruzzi a Torino.
Ma non erano quelli i primi dissidi fra la signora Terruzzi, insegnante nelle scuole tecniche femminili di Milano, ed il comm. B a r delli, preside dell'istituto tecnico di Milano;
altri (io li ho imparati dopo, dovendo leggere anche le vecchie carte) ve ne erano
stati, e lo ha accennato l'onorevole Turati,
il quale ritengo abbia posto, sia pure per
incidente, la causa dei dissidi nei suoi veri
termini. Immagino che questa mia dichiarazione possa sorprendere i colleghi, ma
viene spontanea a chi esamini la lunga
vertenza.
Il preside fcomm. Bardelli è persona
operosa e dotta, a cui non ho mai lesin a t o l e lodi, neanche in questi ultimi tempi,
malgrado degli attriti frequenti di questi
tre mesi. A lui è dovuto vivo encomio per
lo sviluppo che ha dato all'istituto tecnico
di Milano, in più che trent'anni di direzione;
istituto frequentato da quasi 800 alunni
studiosi, seri, diligenti, e ben governati.
Detto ciò, non posso lealmente non convenire che la radice della questione sta in una
frase acuta ed arguta che è sfuggita all'onorevole Turati: il preside Bardelli, ha un'avversione irriducibile contro le donne, siano
alunne, sia insegnanti, che vogliono andare
all'istituto da lui diretto. (Siride). Io ho
avuto ragione anche di recente di persuadermene.
Avendo parecchi padri di famiglia di Mi-
Camera
—
TORNATA
BELL'I!
dei
FEBBRAIO
beputati
1907
lano chiesto al ministro che le loro figliuole
potessero frequentare la sezione fisico-matematica dell'istituto, il preside Bardelli ha
sempreopposto difficoltà, accampando dubbi
e timori per mali che sarebbero da ciò derivati.
Ma poiché non esiste legge che vieti
alle donne di frequentare gli istituti tecnici,
dopo aver molto spiegate le cose, detti ordine che la domanda venisse accolta, e capii
dalla risposta che egli mi mandò per telegrafo il dispiacere da lui provato per questa
mia decisione, che era inspirata ad un senso
di libertà e ad un concetto di tutela verso
le donne studiose, e che corrisponde alla
tradizione della scuola italiana.
I primi dissidi tra il commendatorBardelli
e i a signora Terruzzi nacquero già nel 1897:
le ragazze di Milano volevano frequentare la
sezione di ragioneria e commercio dell'istituto tecnico dopo aver frequentato la scuola
tecnica femminile diretta dalla signora Terrazzi, m a i l preside non voleva, obbligando
così le giovani a recarsi fuori di Milano, cioè a
Lodi ed altrove, per poter continuare gli studi! Il ministro d'allora^in seguito a insistenze
della direttrice Terruzzi, decise di istituire
un corso speciale femminile nell'istituto tecnico di Milano e di aggregarlo, visto che il
preside non ce lo voleva, presso la scuola
tecnica femminile. Il preside Bardelli allora annunciò che avrebbe dato le sue dimissioni, che minacciavano d'essere seguite
anche da quelle della Giunta di vigilanza dell'istituto tecnico: minaccia che fu dissipata
per l'opera di un egregio membro di quella
Giunta, venuto da Milano a conferire col
ministro. I l provvedimento del Ministero
ebbe così applicazione, e fu opportuno :
per esso l'istituto tecnico di Milano ha avviato agli studi e alle sane occupazioni
della vita sociale elevata una schiera di
egregie signorine, che hanno fatto e fanno
buonissima prova.
Nel 1900 nacque un altro dissidio frail preside Bardelli e la direttrice Terruzzi in causa
dell'inchiesta di cui ha parlato l'onorevole
Albasini e di cui con molta precisione ha
narrato le vicende l'onorevole Manna. Anche
allora il Ministero riconobbe che vi era stata
un po' di precipitazione e di avversione contro la Terruzzi e dovette verificare e modidificare i risultati di quella prima inchiesta.
Però, per tranquillità, e per liberare il
campo della questione, traslocò anche la
signora Terruzzi, mandandola però a dirigere una nuova scuola tecnica femminile a
Torino. I dissapori così furono assopiti,
Atti
Parlamentan
LEGISLATURA XXII
l
8
SESSIONE
11843
DISCUSSIONI
tanto, che al Ministero non ne restava ricordo se non nelle carte d'archivio.
Alcuni anni dopo da Torino, dove aveva
f a t t o buona prova, la signora Terruzzi fn
mandata a Napoli dietro sua richiesta, come
comandata presso la Biblioteca Nazionale.
Allora la legge consentiva questi comandi. In seguito però, una legge del 1904,
stabilì un termine, che dal ministro Bianchi
fu poi prorogato fino all'ottobre 1906, per
richiamare alle loro funzioni ordinarie tutti
i comandati presso le biblioteche. Fu legge
buona nel suo concetto generale, ma in
qualche caso dannosa, perchè molti professori in infelici condizioni fìsiche, di voce o
di udito, prestavano ottimo servizio presso
le biblioteche, mentre non possono prestarlo
nelle scuole.
Ed ecco, in virtù di questa legge, tornare in campo la signora Terruzzi, la quale
intanto aveva concorso nel 1901 per le
cattedre d'italiano negli istituti tecnici, ed
era stata ammessa e approvata.
Tra le condizioni del concorso di allora,
come di altri, c'era anche questa: « le donne,
che prendendo parte al concorso saranno designate per la nomina, non potranno essere
assunte in servizio che nei soli istituti femminili d'istruzione classica o tecnica ».
La Terruzzi si era presentata al concorso, al quale furono ammessi 382 candidati, di cui 134 furono riconosciuti idonei.
La Commissione giudicatrice del concorso - composta di Isidoro Del Lungo, senatore oggi, e stimatissimo come uomo e
come letterato, di Ernesto Monaci di Roma,
nobilissimo rappresentante degli insegnanti
universitari, e di Giuseppe Aurelio Costanzo,
valoroso capo dell'Istituto superiore femminile di Roma - ritenne che le concorrenti, che, pur non avendo la laurea, possedevano il diploma d'abilitazione all'insegnamento delle lettere italiane rilasciato da
una delle Scuole superiori di magistero fem minile (l'onorevole Albasini ha largamente
discusso sulla natura di questo titolo degli
Istituti femminili) fossero ammesse al concorso. La Commissione ritenne ciò e nessuna
opposizione sorse. Questo accadde circa sei
anni fa, non si tratta di fatti o di questioni
nuove. La Commissione giudicò così (e altre
Commissioni in altri concorsi giudicarono
in modo analogo) anche perchè la . stessa
legge Casati, che è la fondamentale per il nostro insegnamento, richiedeva per insegnare
così nei Licei come negli Istituti tecnici
(leggo l'articolo) o la laurea o altro titolo legale, da cui consti dei loro studi e della loro
Camera dei Deputai
TORNATA
DELL'Il F E B B R A I O
1907
capacità circa le materie del concorso »; disposizione questa che in sostanza esiste anche nella recentelegge giuridica ed economica
del 1906 per gli insegnanti medi. Così da allora ad oggi, cioè per sei anni, i dichiarati
idonei in quel concorso, sono stati chiamati
a mano a mano nell'insegnamento, comprese
le donne che ad esso parteciparono insieme
cogli uomini, e fu data preferenza per esse
nell'insegnamento degli Istituti femminili.
Ed è applicando questo criterio che per il
concorso del 1901 quattro signore furono
ritenute eleggibili alle cattedre femminili
degli Istituti tecnici, quattro compresa la
povera Errerà, distintissima insegnante, che
morì troppo presto, nota pur anche per avere
scritto simpatici libri.
I nomi e i risultati del concorso sono
stampati fin dal 1901 e a tutti noti.
In applicazione della nuova legge sullo
stato economico degli insegnanti secondari
furono istituite nell'ottobre 1906 a Palermo,
Torino e Milano cattedre di ruolo nelle Sezioni femminili degli Istituti tecnici. Una
delle signore, che erano riuscite vincitrici
del concorso del 1901, la Bongioannini,
avendo nella graduatoria una posizione superiore, fu dal Ministero invitata a scegliere la sede, e scelse Torino. Perchè fu
invitata a scegliere? Voi sapete che la legge
sullo stato giuridico impone di assegnare le
sedi a seconda della graduatoria che l'insegnante ha ottenuta.
Anche in passato, del resto, era consuetudine lodevole che chi precede in una graduatoria di concorso potesse scegliere tra
le vacanti la sede che gli paresse migliore.
La seconda delle idonee, la Diaz, scelse
Palermo. La Terruzzi, non poteva più scegliere, ma doveva andare a Milano, essendo
quella l'unica sede rimasta vacante.
Nacquero perciò, ma menopalesi, le prime
proteste. Il Ministero cercò provvedere. Ma
le nuove leggi regolano con norme precise
anche i traslochi, e sin d'allora codeste signore che avevano scelta liberamente la
loro sede hanno insistito presso il Ministero
per non mutare destinazione: e da qui le
prime difficoltà per assegnare altra destinazione alla Terruzzi.
La Bongioannini è venuta persino a
Roma ad insistere e a dichiarare che non intendeva muoversi da Torino e che avrebbe
anche fatto valere i suoi diritti secondo la
legge, perchè essa intendeva usare della facoltà di scegliersi la residenza che più le
conveniva.
L'applicazione delle leggi nuove sugli in-
— 11844 —
Atti Parlamentan
LEGISLATURA XXII — l
a
( amera dei !)•' puf-tiì
SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA D E L L ' I ! FEBBRAIO 1 9 0 7
segnanti secondari fn fatta con una norma
eguale e costante. S'aggiunga che da quella
era ormai stabilito che i concorsi passati
avessero valore sino al 31 dicembre 1906 e
che le cattedre vacanti nel 1906 dovessero assegnarsi ai vincitori di quei concorsi, onde
non si poteva rinviare l'assegnazione delle
cattedre per non far perdere il diritto alle
interessate che avrebbero ricorso senza fallo.
Bisognava che si facesse ragione adunque
a coloro che avevano preso parte al concorso del 1901. E il Ministero, come ho accennato anche negli anni precedenti, aveva
seguito la norma di dare alle donne le cattedre dei corsi femminili poiché veniva loro
vietato di insegnare nei corsi maschili.
Ad esempio, in seguito ad un altro concorso avevano avuto la nomina a reggente
nel ginnasio superiore femminile di Eoma
la signora Pangrazio e la signora Evangelisti, riuscite rispettivamente la quarantacinquesima e la quarantottesima nel concorso generale del 16 giugno 1900. Furono
saltati i maschi dichiarati eleggibili perchè
si trattava di posti di ruolo in corsi femminili.
L'applicazione di questa norma del Ministero dell'istruzione, in una lunga serie
di anni, ha portato a questa conseguenza :
che almeno i pochi posti di ruolo dei corsi
femminili si lasciassero alle vincitrici dei
concorsi, poiché erano riservate agli uomini
tutte le cattedre delle classi maschili e miste.
Qualche volta gli uomini sono stati messi
a posto prima di donne vincitrici d'un concorso nelle scuole maschili, anche se non
riusciti tra i vincitori, onde il Consiglio di
Stato, richiesto del proprio autorevole parere, ha opinato che esse dovessero ottenere le cattedre ora vacanti nei corsi femminili, benché i posti cui si riferiva il concorso fossero già stati coperti. Il Ministero
ha quindi dovuto logicamente ritenere che,
malgrado che alcuni maschi avessero avuto
maggiori punti nella graduatoria, si doveva
far ragione alle donne, quando si trattava
di scuole o (li corsi femminili.
Dunque, nella pratica, tutto questo è
stato già risoluto ed eseguito. E solo dopo
la nomina della Terruzzi sono sorte tutte
queste nuove questioni di legalità. Il preside e la Giunta hanno protestato. E si è
detto che il concorso non era valido ; che
non si doveva istituire il nuovo posto di
ruolo; che bisognava mandarvi ad ogni modo
un insegnante maschio ; e infine che la legge
Casati non consentiva di nominare un in-
segnante di istituto secondario che non
sia fornito di laurea.
Ma io vi ho letto l'articolo che lo consente, e vi ho dimostrato che tutte quelle
osservazioni non hanno buon fondamento.
Si è particolarmente contestata la validità
del titolo di chi esce da un'istituto superiore femminile, ed io vi ho chiarito chela
Commissione giudicatrice, composta di giudici ben autorevoli, riconobbe, come anche
altre Commissioni, il valore di quel titolo
e ammise al concorso e graduò le concorrenti che lo possedevano e nessun ricorso
è stato ancora fatto contro il valore dato ai
diplomi degli Istituti femminili di magistero.
Il Ministero da anni li riconosce validi, e
per essi centinaia di donne insegnano nelle
nostre scuole secondarie facendosi onore.
Debbo revocar i concorsi? No, certo, già l'onorevole Manna ne ha detto le ragioni con
molta precisione, e vi ha anche narrato che
qualcuno che aveva la laurea non meritò
neanche di essere compreso nella graduatoria, venendo superato da donne studiosissime, che avevano non la laurea ma questi titoli degli Istituti superiori femminili.
I quali pei sono stati creati appunto per preparare le insegnanti per le nostre scuole
secondarie femminili.
Si dice che la Terruzzi fu l'ultima di quel
concorso.
Io debbo ricordare che in quel concorso
furono 382 i concorrenti ammessi, e la Terruzzi ebbe in -graduatoria il numero 134,
riuscendo la quarta fra le donne.
La sua nomina, quando fu comunicata a
Milano, offese (ed io ne ebbi grande sorpresa) il preside dell'istituto tecnico, l'uomo
egregio, di cui parlai, a cui riconosco molte
benemerenze, e non le riconosco solo oggi,
ma da tre mesi lo vado dichiarando e scrivendo nelle molteplici corrispondenze che
ho avuto, rare volte con lui, molte volte
con la Giunta di vigilanza, e con altri amici,
ragguardevoli personaggi che occupano alti
uffici pubblici a Milano, per spiegare loro
questa applicazione della legge nuova, diversa dalle antiche.
Ho così risposto oggi, come già con le
lettere, alle obiezioni di indole legale fatte
dall'onorevole Albasini.
Non era, a dir vero, il preside dell'istituto che doveva contestare la legalità della
nomina, ma gli interessati, che potessero
vantar diritti ai posti lasciati a disposizione delle donne concorrenti; benché, essendo questo modo sempre usato di interpretare i concorsi, modo che non ho creato io
-'ti
Harlainenta.7%
^"LEGISLATURA
XXJT —
— 11845 —•
l^SESSIONE
DISCISSIONI
e non ho posto io in essere, ma che ha una
lunga serie di precedenti nel Ministero, nella
gran maggioranza dei casi vantaggiosi per
gli insegnanti maschi, sarebbe s t r a n o che
qualcuno di essi ricorresse ora contro di
quello p r e t e n d e n d o un privilegio.
Si è anche d o m a n d a t o perchè il Ministero
non ha dato, per quella c a t t e d r a di Milano,
incarico a qualche professore di quell'Istit u t o . Ma era un posto di ruolo e non poteva darsi per incarico.
L'onorevole Albasini ha sostenuto molto
v i v a m e n t e la tesi che, il diploma del magistero non vale la laurea, ed io ho letto la
disposizione della legge al riguardo ed ho
sp : egato la n a t u r a e lo scopo delle scuole
superiori di magistero femminile.
L'onorevole Albasini ha d e t t o che le ragazze possono andare all'Università e non
occorre che vadano a l l ' I s t i t u t o superiore di
magistero. È vero, ma è questione teorica,
questione di indirizzo, di cui comprendo
l'importanza. Ma ci sono questi i s t i t u t i !
Anche io posso riconoscere che le nostre
ragazze possono a n d a r e all'Università, anzi
debbo dichiarare che vi accorrono in gran
numero c che le nostre F a c o l t à di lettere
sono piene di studentesse che f a n n o buona
prova, ma non posso disconoscere che a
norma della legge Casati e delle leggi successive che istituirono altre scuole, e in base
agli avvisi di concorso, il diploma degli Istit u t i superiori femminili dà diritto di concorrere alle c a t t e d r e delle scuole secondarie.
Una volta che il concorso del 1901 si svolse
ed è finito con la regolare e pubblica gra
duatoria, il Ministero doveva fare semplicemente il suo dovere collocando vincitori e
vincitrici secondo la graduatoria precisa del
concorso, perchè la legge questo ha voluto
ed ha comandato.
Il criterio di o p p o r t u n i t à lasciato un
tempo a) ministro non si può più invocare,
dacché per timore dell'abuso si è tolto l'uso.
La questione che il diploma dell'Istituto
superiore, che la Camera pur h a riconosciuto
come universitario, non vale la laurea, è
oggi fuori di luogo, onorevole Albasini; e
noi dobbiamo eseguire la legge per i concorsi che si sono f a t t i . Così non è giusta
l'obbiezione f a t t a anche dall'onorevole Albasini che fu falsata la g r a d u a t o r i a ; io ho
letto l'articolo del bando dove è detto che
le donne debbono avere le c a t t e d r e dei corsi
femminili che si f a n n o vacanti, e questo è
stato f a t t o , come già per il ginnasio femminile di Roma ed in altre circostanze; nè si è
a v u t o finora alcun ricorso al Consiglio di
Stato. Posso assicurare d u n q u e la Camera e
Cam--;ra dei
— TORNATA D E L L ' I ! FEBBRAIO
Deputati
1907
l'onorevole Albasini, che il Ministero non
violò la legge, e che non fece se non ciò
•he da molti anni e in vari casi era stato
f a t t o . E finora non esiste ricorso.
L'onorevole Albasini ha dichiarato che
il Bardelli non ebbe alcuna vertenza con
la Terruzzi ; ma allora perchè a v r e b b e reclamato al Ministero e giudicato come offesa f a t t a alla sua persona la n o m i n a (che
egli dice sempre e a torto voluta dal Ministero) della signora Terruzzi? No, il preside Bardelli ebbe delle vertenze con la Terruzzi già nel 1897 e nel 1900; egli a v r à serb a t o forse r a m m a r i c o perchè la sua tesi non
uscì allora vincitrice, ma non doveva interpretare la destinazione della signora Terruzzi a Milano come un'offesa alia sua persona. Certo ciò non era mai passato per la
mia mente. Ed io prima di andare al Ministero (debbo dichiararlo) non avevo mai
sentito fino al mese di s e t t e m b r e di questo
anno, nemmeno il nome della Terruzzi, anche perchè non aveva mai a v u t a occasione
di occuparmi di questi concorsi e non p o tevo sapere i nomi di coloro che la graduatoria del concorso p o r t a v a a quelle date
cattedre, che, secondo le norme costantem e n t e seguite, venivano assegnate.
Molte lettere furono scritte, io parlai con
autorevoli membri della Giunta di vigilanza
e spiegai le cose e risposi alle obbiezioni
con cura, con rispetto, con pazienza. Ciò
rispecchiava q u a n t o era a v v e n u t o anche
nel 1897, come ho poi visto nelle vecchie
carte che erano all'archivio di deposito.
I veri dissidi nacquero a l l ' a p e r t u r a del
corrente anno scolastico: si presentò la Terruzzi al preside per occupare la cattedra,
ed egli se ne dispiacque e non volle considerarla in ufficio. Da C'ò nacquero le altre
questioni. La signora Terruzzi volle t u t t a v i a presentarsi alla sezione femminile a
fare lezione, e l'onorevole Albasini dice che
ciò produsse un disordine nella scuola, di
cui il Ministero non si diede intesa nè si
accorse. No, onorevole Albasini, io ho
scritto molte volte alla Giunta di vigilanza
ed ho spiegate le cose, e per tre volte alla
Giunta, composta di competentissimi uomini, specialmente al suo presidente comm e n d a t o r Sajno, persona molto gentile e
professore come il Bardelli dell'Istituto tecnico superiore (perchè il commendatore Bardelli è da 30 anni professore anche all'Istituto
superiore), e ho dimostrato le ragioni legali
che avevano mosso, come in passato, il Ministero.
Due, tre volte mi sono s t a t e f a t t e dalla
Attì ParUmientarì
LEGISLATURA XXII
l
a
SESSIONE
—- 13846 —
DISCUSSIONI
Giunta obiezioni sulla nomina, ed io ho risposto dimostrando che non parevano giuste le
ragioni esposte, nè le varie tesi giuridiche
sostenute. Avvertito degli incidenti, ho
scritto alla Giunta che mi pareva avesse
fatto male il preside impedendo alla signora
di fare lezione, perchè la nomina essa l'aveva avuto dal Ministero; ma ho anche
scritto che la signora Terruzzi aveva avuto
torto di volere in certo modo salire per forza
sulla cattedra, mentre doveva ricorrere al
Ministero, se non le fossero state aperte
le porte della scuola, alla quale aveva diritto.
ISTon ho mai esitato un momento, onorevole Albasini, a dire onestamente, e con
la dovuta cortesia di modi, ma con fermezza,
quale fosse la mia opinione e come dovevo
applicare la legge. E citavo sempre gli articolf di legge e ascoltavo le obiezioni, perchè
ho dichiarato altre volte che non credo infallibile l'amministrazione. Espongo sempre,
anche nelle lettere ai deputati le ragioni
che muovono ciascun provvedimento e gli
articoli di legge, pronto a revocarlo, quante
volte mi si dimostri che nella selva selvaggia delle leggi, dei regolamenti, delle
circolari, dei documenti del Ministero (molti
dei quali non sono pubblicati, e si vedono
in seguito discussi mentre il ministro nuovo
è nell'impossibilità di trovarli, tanto che
io debbo farne raccolta in mancanza di testi
unici, e spesse volte, ed anche oggi, mi
è capitato sentir discutere di una certa
circolare, di qualche anno fa, di cui non
esiste copia e che non è stampata nel bollettino del Ministero, ond'io mi industrio appunto di riordino/re le disposizioni in vigore)
quante volte, dico, mi si dimostri che il provvedimento era errato.
Dunque, onorevole Albasini, nella questione di legalità, per il titolo d'insegnante
della signora Terruzzi e per il concorso e per
la destinazione a Milano, credo che ella non
abbia ragione. È questo, che ho dichiarato ripetute volte, personalmente e per
iscritto, alla Giunta di vigilanza, ho scritto
ultimamente anche al signor preside Bardelli, quando egli mi mandò, non le sue
dimissioni da preside, ma la sua domanda
di collocamento a riposo, che per cortesia
non accettai. Ed insistetti per deferenza
verso un uomo che è benemerito dell'inse
gnamento, spiegandogli le ragioni.
Il professore Bardelli domanda la pensione da preside, ma resterà, e ne sono lieto,
professore nell'Istituto superiore tecnico.
Io penso, onorevoli colleghi, che una delle
Camera dei Deputati
TORNATA I?fci,L'll FEBBRAIO 1 9 0 7
ragioni prime, che agitano il mondo scolastico e che convergono a creare tutte quelle
pene, a cui hanno accennato l'onorevole
Manna e l'onorevole Turati, è questa, che
molti dei professori e dei presidi non conoscevano, e non conoscono bene ancora,
le norme delle leggi sullo stato giuridico
ed economico degli insegnanti. Ciò non è
facile, perchègli emendamenti, che furono apportati a quelle leggi nella discussione parla
mentare,nehanno urbatolaeuritmia e molti
docenti non si sono occupati che delle idee
fondamentali, in secondo luogo si è passati
da un sistema, per cui il Ministero poteva
far molto, far troppo, ad un sistema, per cui
il ministro non può quasi far nulla. Si è
passati da un sistem i, per cui i presidi avevano certe facoltà, ad un altro sistema,
per cui essi pure sono schiavi della legge.
Il preside Baidelli di Milano, e con esso
altri presidi di grandi istituti tecnici, erano
abituati a discutere un poco col Ministero
delle cose del personale (e non dico che fosse
male) ad avere notizie di coloro, che dovevano essere trasferiti nei loro istituti, a ricusare qualche insegnante di cui conoscevano le qualità non buone, o non adatte
al luogo, a richiederne qualche a tro di cui
sapevamo le buone qualità per esperienza o
per notizie avutene, a domandare il trasloco
di qualcuno meno adatto e così via dicendo.
Invece con la legge del 1906 si è passati ad un altro sistema.
Bisogna prendere i professori come vengono dati dalla graduatoria, non si possono
far traslochi, si devono offrire le cattedre a
chi le domanda secondo l'anzianità, e l'onorevole Turati ne sa qualche cosa. Nelle
grandi città si va solo per concorso e nel
concorso la legge vuole l'esame, il che sarà
penoso per molti bravi insegnanti che da
anni^invocano un trasloco anche per ragioni di famiglia, per condurre ed es.: i figli
all'Università. Èia legge! Se si fa un trasloco
necessario, Dio sa di quante conseguenze,
di quante proteste, di quanti sospetti può
esser causa: si vede per Cagliari !
Ora il preside Bardelli abituato a discutere col Ministero la nomina dei professori,
è dovuto passare al sistema attuale, in cui
neppure il ministro può discutere di queste
nomine, e si è sentito offeso forse come di
uno sgarbo, di una mancanza di riguardo,
che si sia fatta alla sua persona. Per parte
mia, nè cortesia, nè cordialità, nè deferenza
è venuta mai meno in tutti i molti casi, che
ho dovuto esaminare e discutere nella mia
.-! iti. Pa ! lamenta ti
legislatura
X
NII
1 - SESSIONE
— 11847 —
DISCUSSIONI —
penosissima e faticosissima opera di applicazione di queste leggi. Onorevoli colleghi,
si t r a t t a v a di collocare con nuovi gradi,
con nuovi titoli, co i nuovi stipendi, con
nuovi diritti, con nuovi doveri, con nuovi orari, sette od ottomila persone, e voi capirete facilmente come parecchie tra esse
possano essersi (anche per errore) credute
offese nei propri diritti. Se vi dicessi che cosa
è stata la corrispondenza del Ministero e i
reclami e le pene dell'estate scorsa, voi vi
persuadereste subito di quante fatiche e di
quante amarezze è circondata ormai l'azione del ministro dell'istruzione.
Per la parte giurdica e legale mi sembra di avere esaurito l'argomento.
L'onorevole Manna, e lo ringrazio, ha
voluto spiegare con esatti ricordi del passato ufficio, da lui tenuto con t a n t a competenza, quali furono le conseguenze del
concorso, ed ha detto giuste cose, ed ha chiesto : se non aveva il diritto di esser nominata a Milano la signora Terruzzi, come
si poteva da Milano tanto insistere per
mandarla a Torino o a Palermo ? Io debbo
dire, onorevoli coìleghi, che non ho mancato di tentare di evitare questi dissidi non
utili alla scuola, ed invitai la signora Terruzzi a cambiar cattedra con altre insegnanti, ma queste non hanno voluto. La
signora Terruzzi, che io vidi una volta a
Roma, perchè la feci venire qua per invitarla, come avevo invitato il preside, ad
uscire pacificamente da questo imbarazzo,
la signora Terruzzi era disposta ad andare
in un'altra scuola, ma la legge sullo stato
giuridico impedisce non solo il passaggio da
una scuola inferiore ad una superiore, ma
anche il passaggio da una scuola superiore ad. una inferiore, perchè chi passa
alla inferiore perde il diritto e i titoli per
tornare alla superiore. La signora Terruzzi,
che dapprima si era adagiata a quel pensiero, quando si è vista dinanzi la necessità di rinunziare al suo grado e di restare
per sempre nella scuola inferiore si è rifiut a t a pel danno che le sarebbe venuto, e
10 ha fatto - bisogna dirlo - anche perchè
11 chiasso, sollevato intorno alla sua nomina e certe accuse pubblicate in giornali
e certe proteste, le rendevano necessario di
insistere nel suo diritto, perchè non sembrasse che essa ritirandosi, si ritenesse indegna di appartenere ad un dato ordine
di insegnamento.
Se le cose si fossero svolte pacificamente,
come speravo, fino alla fine, forse ad una
conclusione che avesse evitato il fatto dolo-
Camera dei Deputati
TORNATA
HELL'll
FEBBRAIO
1907
roso del breve sciopero di studenti ed altre
manifestazioni che hanno per parecchi giorni
t u r b a t o la vita di quel fiorente istituto, si
sarebbe arrivati. Purtroppo come diceva
il Machiavelli, il voler stravincere qualche
volta conduce a conseguenze dannose.
Vengo all'ultimo oratore.
L'onorevole Tarati ha spiegatoegli pure il
fatto relativo alla nomina della signora
Terruzzi e le sue ragioni, ma ha voluto
portare la questione in un altro campo
d'indole più specialmente delicata e morale. Egli ha le sue teorie: io non debbo
qui discuterle. Egli stesso però, nei riguardi
dell'azione del Ministero, ha già risoluto la
questione. Io riconosco che vi possono essere nella vita di una insegnante sventure,
dolori, tristezze. Nel caso chesidiscute i fatti
erano accaduti dodici anni or sono ed erano
stati anche causa di dibattito in tribunale.
Le memorie sono a stampa e si possono leggere. La signora Terruzzi era rimasta dopo
ciò insegnante, aveva diretto la scuola femminile di Milano, e quindi la scuola femminile di Torino, mostrando sempre grandissima cura dei suoi doveri di insegnante e di
direttrice.
È una storia dolorosa, nel suo passato,
ma in essa, c'era anche l'amore e la tutela
di un figlio.
Ora, il Ministero non poteva pigliare di
mira questa particolare considerazione, e
mentre la seduzione si riconosce un fatto
doloroso che non è abbastanza curato dalla
nostra legislazione, e se neinvocano riforme e
temperamenti, non poteva, dodici anni dopo,
il Ministero, inquisire ed incrudire per un
fatto disgraziato in cui forse c'era una vitt i m a l e c'era un minorenne.
(Approvazioni).
Ciò non ha t u r b a t o in me la serena esecuzione della legge ma, debbo dichiararlo, non
poteva essere, anche per un cuore di padre,
una ragione per combattere una persona o
per cercare u n ' a r m a che le leggi non danno
(Approvazioni).
Io voglio l ' a l t a , la serena,
la confortatrice moralità nella scuola, ma
questa è determinata dalla condotta dignitosa, dalla vita santa e serena, dalla cura
della famiglia, ed anche (come debbo dire ?)
dal pensiero di provvedere dignitosamente
col lavoro alle miserie che possono avere
fiaccato una giovinezza. (Bene ! Bravo !).
L'onorevole Turati ha detto anche che
queste cose e accuse si sono ripetute e stampate. Sì, onorevoli colleghi, molta, troppo
si è s t a m p a t o su ciò, e si stampa, intorno
alla scuola, intorno agli insegnanti, intorno
ai loro dissidi.
itti
lamentati
LEGISLATURA XXII —
i
a
SESSIONE —
— 11848 —
DISCUSSIONI —
Abbiamo tanti tribunali, ne abbiamo
creato uno nuovo per le divergenze tra professori e Ministero; sarebbe opera santa io
credo per la dignità e bontà della scuola
che la rendessimo più quieta e pacifica
(Bravo!) e non assistessimo fino a comizi e
congressi di professori e di scolari, con proteste e scatti di passione e ordini del giorno.
Si è detto, infine, per tornare alla interpellanza, elo ha ricordato l'onorevole Turati,
che la signora Terrazzi era stata protetta dal
Ministero ed aveva avuto molti aumenti di
stipendio- Non è vero. In quanto alla protezione non ha avuto,per quanto ne so, che
ciò che la legge le concedeva. In quanto
allo stipendio, essa è entrata nel 1888 con
1,200 lire.
Quando ebbe, nel 1896, la direzione della
scuola femminile di Milano ebbe lo stipendio di direttrice con insegnamento e così
2,920 lire in tutto; e poi, per effetto della
legge del 1900, passò a 3,820.
Più tardi con la legge dello stato economico, che tutti d'accordo abbiamo approvata, è passata a 4,670.
Io l'ho trovata in servizio con questo
stipendio, e, togliendole la direzione per
farla insegnante secondo il concorso del
1901, è passata a 4,420, perdendo così 250
lire. Non mi pare quindi che questo sia
un aumento di stipendio !
Sono dunque normali, legali e giustificabili i provvedimenti presi dal Ministero e, per
quante amarezze, abbia avuto in questi tre
mesi in cui si èlevato questo particolare scalpore intorno al fatto dell'istituto di Milano,
io ho la serena coscienza di avere così, come
si poteva intendere la legge (la mia mente
può errare) e come il Ministero ebbe sempre
per buona norma, applicato serenamente la
legge stessa.
Sarebbe stato assai più facile per me ottenere il plauso strappando in questo caso
la legge; non l'ho voluto fare perchè non
dovevo farlo: io ho applicato la legge pensando che dietro al caso della signora Terrazzi c'era e poteva esserci sempre l'interesse e il diritto di tutti i sette od otto mila
insegnanti secondari italiani.
E questo ho telegrafato anche ai professori dell'istituto tecnico di Milano, quando
con una forma molto rispettosa e cortese (elo noto conpiacere,perchè purtroppo qualche volta si esce dai rapporti di cortesia
che io considero un dovere anche da parte
di chi considero non miei dipendenti, ma
miei collaboratori nel grave assunto della
educazione nazionale) - mi pregarono di I
Camera cei Deputati
TORNATA DELL'I! FEBBRAIO
1907
trovare un temperamento equo in proposito; io ho loro risposto che seguivo la
legge e considerava la difesa del caso speciale come la difesa dell'interesse di tutti
loro, pronto a trasformare la difesa dell'una
nella difesa degli altri, purché la legge fosse
applicata, mentre i giovani debbono aver
alto l'ideale della legalità e della scuola.
Voi avete sentito continui lamenti intorno alla applicazione delle leggi sullo stato
economico e giuridico degli insegnanti; avete sentito anche delle accuse; ma spesse
volte non avete pensato che quelle accuse
così facilmente ripetute nei giornali si elidevano a vicenda, perchè taluni vogliono secondo l'interesse interpetrare la legge in un
modo, tal'altri in un altro. Noi abbiamo cercato col collega Ciuffelli, di seguire la via
maestra del diritto e della legalità, pronti
a correggere gli atti della amministrazione
chef ossero dimostrati errati; ed ho applicata
la legge in tutti i casi, anche quando le circostanze avrebbero consigliato un provvedimento speciale, che un tempo era permesso
ma che oggi è vietato; anche quando coloro
che non sanno di questa diversità delle leggi
credono e vedono nella proibizione di oggi,
messa a confronto col permesso di ieri, una
crudezza od un'angheria del Ministero; e
confido di avere così compiuto il mio dovere. Le amarezze e le difficoltà non mancano, così ohe io potrei talvolta ricordare col
nostro grande poeta:
7
Passa la nave mia cupa tra i sibili, ,.
Ma continuo la mia strada, con l'onesta coscienza di applicare la legge nell'interesse di
tutti. E oggi spero che voi vorrete riconoscere che anche in questo caso, dati i precedenti, date le leggi, dati gli usi e i diritti, il
Ministero non ha fatto che seguire la legge
e continuare per la via del diritto, che deve
essere uguale per tutti, ( A p p r o v a z i o n i ) .
P R E S I D E N T E . Ha facoltà di parlare
l'onorevole Albasini-Scrosati per dichiarare
se sia sodisfatto della risposta del ministro.
ALBASINI-SCROSATI. Se il mio primo
discorso è stato, come giustamente avvertiva l'onorevole Turati (e questa è l'unica
verità sfuggitagli nel calore della discussione), sommamente noioso, il secondo sarebbe
ancora di gran lunga più noioso, qualora mi
proponessi di seguire tutte le argomentazioni, che sono state svolte con brillante parola dai tre precedenti oratori e pensassi di
confutarle ad una ad una. Privo di qualsiasi abilità oratoria, sento tanto maggiormente il bisogno di essere breve e preciso.
Affi
'
L K G I S L ATTIRA X X I I
— 11849 —
P
SESSIONE
DISCUSSIONI
Camera
—
TORNATA
DELL'll
dei
FEBBRAIO
Deputati
1907
mentazioni di indole giuridica che io ho
Risponderò soltanto a quelli, che stimo
avuto l'onore di esporre.
argomenti di maggior valore.
L'onorevole Turati ha detto che io aveva
La Camera mi renderà giustizia, riconosbagliato indirizzo nelle mie parole e che
scendo che la questione morale non è stata
avrei dovuto rivolgermi al Consiglio di
portata in campo da me. Io ne toccai, mi
S t a t o piuttosto che alla Camera. Ora io mi
parve almeno, con quel riserbo che mi era
meraviglio che da quella parte della Caimposto dalla natura dell'argomento e dal
mera, da cui ogni giorno si fa una questione
rispetto verso la Camera: chi ne parlò aperdi diritto, anche quando è molto discutitamente fu l'onorevole Turati, il quale ne
bile, oggi si sia voluta evitare questa queprese occasione per muovere molte accuse
stione, perchè si comprendeva che non si
e svolgere anche alcune sue particolari teosarebbe risoluta a favore della tesi svolta
rie morali.
dall'onorevole Turati.
Ora, tra la sua morale e la nostra vi è
T U R A T I . Ho delegato il ministro in vece
un così profondo dissidio che non è necesmia! (Commenti).
saria nessuna discussione per metterlo in
A L B A S I N I - S C R O S A T I . Ella ha deleluce, così come nessuna discussione può vagato il ministro! Vedremo tra poco come il
lere a toglierlo di mezzo. ( A p p r o v a z i o n i ) .
difensore dell'onorevole Turati non sia stato
Mi limito ad una semplice protesta :
abbastanza
efficace nella sua arringa. (Coraprotesto contro le accuse rivolte dall'onomenti).
revole Turati ad una parte che io chiamo,
Qui vi era davvero una questione legale:
ed a ragione, eletta della cittadinanza, la
ed è spiacevole che tanto da parte dell'oquale non poteva trovare nella nomina della
norevole Manna quanto da parte del minisignora Terruzzi sodisfatte quelle condizioni
stro
dell' istruzione si sia creduto di attedi ordine morale che noi richiediamo negli
nuarne
l'importanza, cercando l'origine della
insegnanti, in coloro a cui affidiamo non
vertenza
in suppostipreconcetti, in supposte
solo l'insegnamento, ma l'educazione dei
prevenzioni del preside Bardelli.
nostri figli.
Io, che ho l'onore di conoscere da lungo
Ed io credo che l'onorevole Turati, legtempo il preside Bardelli, posso affermare
gendo il suo discorso, avrà ragione di comche è uomo di alto e nobile carattere, è
piacersi per la bellezza artistica delle sue
uomo che molte volte diede prova della
parole, ma forse sentirà nell'intimo dell'aelevatezza dei suoi sentimenti; ed il mininimo un rimorso per l'eccesso evidente delle
stro Rava non ha potuto smentire il fatto
accuse.
accennato da me, che cioè anche dopo i
Ma su questo punto non credo di prosupposti dissidi del 1897 chi propose la
seguire.
professoressa Terruzzi come insegnante di
L'onorevole Turati ha rivolto anche a
storia e geografìa fu lo stesso professore
me l'accusa di essere stato ipocrita nel non
Bardelli.
(Commenti).
aver fatto la questione morale.
Ma come mai, se il Bardelli non fosse
T U R A T I . Reticente.
capace di essere superiore alle consideraA L B A S I N I - S C R O S A T I . Ipocrita o re- i zioni personali, non doveva allora ricorticente, sono eufemismi parlamentari. La ; dare un così recente dissidio e non doveva
verità è questa: l'accasa di ipocrisia. (Beastenersi dal presentare la proposta di cui
nissimo! a destra). Ora io non la merito. Io
ora ho parlato f
ho detto che il preside Bardelli aveva solQuanto all'inchiesta del .1900, fu detto
levato una questione di indole disciplinare
dall'onorevole Manna che essa era viziata
e morale estremamente delicata; ma ho
da parzialità. Ora io chiedo come mai da
però affermato che qui vi era una questione
quella stessa amministrazione, a cui egli
legale, la quale trascendeva ed assorbiva
presiedeva come sottosegretario di Stato,
ogni altra. E d era su questo terreno che
sia partita una lettera in cui si dichiarava
l'onorevole Turati avrebbe dovuto venire
che la relazione Bardelli era equanime e deper opporre alle mie argomentazioni congna di ogni maggiore encomio.
(Commenti).
futazioni efficaci.
MANNA. Prima di me.
(Interruzioni).
T U R A T I . Se ero ingenuo!
A L B A S I N I - S C R O S A T I . Ad ogni modo
A L B A S I N I - S C R O S A T I . Non è ingenuo,
l'amministrazione ha pronunciato un giuno, onorevole Turati, anzi sarà abile cerdizio che era assolutamente favorevole al
tamente, ma ad ogni modo ella ha lasciato
preside Bardelli
(Interruzioni).
sussistere in tutto il loro vigore le argoE io chiedo ancora all'onorevole Manna:
)ir> ¡'»ria«leniart
11850 —
< n utero <U.t ftfjmun*
l y ^ ^ L A X U E A ^ ^ x f r ^ ^ ® S E S S I O N E " - — D I S C U S S I O N I — IDOBNATA B E J . L ' H FEBBRAIO 1 9 0 7
ma se egli era così convinto delle buone
ragioni della professoressa Terruzzi ; se credeva che essa avesse bene meritato della
istruzione, quale direttrice della scuola tecnica Teresa Confalonieri ; perchè le inflisse
il trasloco a Torino (Interruzione del deputato Manna) o la persuase ad accettare
questo trasloco? Ma non sarebbe stata cosa
sommamente ingiusta trasferirla, dopo l'inchiesta da cui essa era risultata (come l'onorevole Manna ha affermato) immune da
qualsiasi censura ? (Approvazioni a destra).
Ed anche su questo punto non aggiungo parola.
Deploro soltanto che l'onorevole ministro abbia condito le sue l u s i D g h i e r e parole
all' indirizzo del professore Bardelli, con
accuse, di cui questi avrebbe ben ragione
di dolersi.
BAVA, ministro dell'istruzione pubblica.
Quali ?
ALB ASINI-SO ROSATI. Ha accusato il
professore Bardelli di aver sollevato la questione, per motivi di indole personale. Ora
questa è un'accusa non giustificata. Egli
ha sollevato la questione...
BAVA, ministro dell' istruzione pubblica.
Certo non l'ho sollevata io!
ALBASINI-SCROSATI. Il Bardelli ha
sollevato la questione per ragioni morali.
BAVA, ministro dell'istruzione pubblica.
Mai mi ha scritto di ragioni morali !
ALB ASINI-SCBOSATI. Ed- io credo
che tutti coloro, cui sta a cuore la causa
della morale ^e dell'educazione dei nostri
figli, debbano avere gratitudine a questo
insegnante, il quale non esitò a sacrificare
gli ultimi anni della sua carriera, pui- di
rendere omaggio ad un alto principio morale. (Approvazioni a destra).
Ma ritorno a quella che è la questione vera, attuale. La Camera è qualche cosa
di più del Consiglio di Stato; ed essa ha
diritto di esaminare quelle questioni che
sfuggono anche alla competenza del Consiglio di Stato.
Davanti a questo, vi sono termini perentori: qui, no; e noi abbiamo il diritto,
purché non vi sia una prescrizione legale,
di sollevare qualsiasi questione e di chiedere alle amministrazioni passate ed all'amministrazione attuale, ragione della propria
condotta; abbiamo il diritto d'invitare il
Governo a rispettare la legge in avvenire,
ed a togliere di mezzo quelle che sono nomine manifestamente illegali.
BAVA, ministro dell'istruzione pubblica.
Le dice lei illegali!
ALBAS1NI-SCBOSATL Concorso del
1901.
Non voglio infliggere alla Camera una
nuova discussione su questo argomento; mi
limito a rilevare che è assolutamente inefficace l'invocazione delia legge Casati. Perchè la legge Casati parla di laurea o di titolo equivalente; e la questione rimane, anche dopo la citazione della legge Casati;
giacché si tratta appunto di vedere se il titolo equivalente sia costituito dal diploma,
rilasciato dall'Istituto superiore del Magistero.
BAVA, ministro della istruzione pubblica.
Fu ammessa al concorso.
ALBASINI-SCBOSATI. Ma Bilami ri*
sponde con una petizione di principio: non
doveva essere -ammessa. Fu un errore. E,
quando si citano Ernesto Monaci ed Isidoro
Del Lungo, ho diritto di eccepire la loro
competenza giuridica. Questi esimi esaminatori dovevano considerare soltanto il lato
letterario; non avevano nessun diritto di
entrare nella questione legale.
Ma l'onorevole Bava ha invocato la pratica, ed ha accennato ad una decisione del
Consiglio di Stato.
Quanto alla pratica, domando precisamente che sia modificata, e che si ritorni
al rispetto delle norme legali. Quanto al
Consiglio di Stato, chi non sa che gli arsenali della giurisprudenza possono fornire
armi ed argomenti ai difensori di qualsiasi
tesi, anche la più audace % Quindi non vale
invocare una decisione del Consiglio di
Stato. L'onorevole Bava avrebbe dovuto
portare non un argomento di autorità, ma
buone ragioni; ed a queste mi sarei inchinato.
L'onorevole Bava ha detto che bisognava preferire le donne, per le sezioni
femminili. Ed io domando se, sia nell'avviso di concorso, sia nelle disposizioni delle
leggi, vi sia un accenno qualsiasi ad una
norma così dannosa ai legittimi interessi
dei professori. L'avviso di concorso escludeva le donne dalle sezioni maschili, non
dava loro un privilegio per le sezioni femminili.
Si doveva quindi seguire l'ordine della
graduatoria: di mano in mano che nelle
sezioni femminili i posti divenivano vacanti, dovevano essere affidati o agli uomini o alle donne, senza costituire per
queste ultime un privilegio in confronto ai
pri mi.
Senonehè l'onorevole ministro ha abil-
Atti Porlmnt'ìdari
T.KGISL^ITUHA
— 11851 —
XXII
I
a
SESSIONE
DISCUSSIONI
'-ainera
—
TORNATA D E L L ' I !
dA
FEBBRAIO
Deputai1907
mente sorvolato su di un argomento deci- ( punto non entravano in vigore se non alla
j fine dell'anno, e che del resto, anche queste
sivo.
stesse leggi permettono, con le opportune
Ho detto elie non nella graduatoria
cautele, il trasferimento di un insegnante
dei concorsi generali si dovevano trovare i
da una ad altra c a t t e d r a .
professori per coprire le cattedre vacanti,
E dopo questo, non ho nulla da aggiun
ma nella graduatoria dei concorsi speciali,
gere. L a questione legale, anche dopo le
ed ho invocato l'articolo 69 delle disposieloquenti parole dei miei onorevoli conzioni per l'applicazione delle nuove leggi
traddittori, rimane i n t a t t a . I o , quindi, ho
sugli insegnanti delle scuole medie. S e io
ragione di domandare al ministro perchè
non sono '-tato forse nn momento disattento,
egli non intenda riconoscere la illegalità di
non credo che il ministro abbia risposto
un provvedimento che t a n t e e così valide
parola su questo argomento, il cui valore
argomentazioni dimostrano essere s t a t o illecerto non sarà sfuggito all'acume della Cagale.
mera.
È evidente che non posso dichiararmi
Ma l'onorevole B a v a ha dimenticato ansodisfatto, nè d'altra parte posso certache una questione di notevole importanza.
mente ora. rinnovare l'augurio che l'onoreHo detto che non era necessario istituire
vole ministro si ricreda del proprio errore.
un posto di ruolo per assegnarlo alla siMi riservo di presentare, occorrendo, una
gnora Terrazzi, perchè infatti la legge stamozione ( R u m o r i ) perchè la illegalità di
bilisce che si debba istituire una nuova catquesta nomina abbia ad essere dichiarata.
tedra, in quanto vi siano classi, le quali
P R E S I D E N T E . H a facoltà di parlare
eccedano il limite minimo di orario : nel
l'onorevole Manna.
caso attuale, il limite minimo di orario non
MANNA. Dirò pochissime parole. I l colera raggiunto e, per conseguenza, non vi
lega Albasini ha cominciato col dire che il
«ra necessità di creare il poyto assegnato
preside Bardelli ha avuto il merito di solalla signora Terruzzi.
levare una questione d'alta moralità, ma
Da ultimo l'onorevole R a v a sembrava
allora perchè ricordarsene nel 1907 H
pormi un dilemma, che a v r e b b e dovuto
schiacciarmi : Come ? Voi domandate il traL a Terruzzi insegna a Milano dal 1895,
sloco della signora Terruzzi a Palermo ? Ma,
se non erro, e fu proposta dal Bardelli
se voi negate che essa abbia diritto di ocsino dal 1897, come insegnante di storia
cupare la cattedra di Milano, come mai voe geografia nell'istituto tecnico. Ma anche
lete assegnarle quella di Palermo"? Non
allora non aveva la laurea ed aveva quel
sono pi rò caduto in una contraddizione
suo figlio naturale. Perchè non si spaventò
così flagrante. Mi sono limitato a dire che,
il preside Bardelli, perchè non si commosse
quando proprio fosse vero che la signora
t u t t a Milano
L a signora Terruzzi, lo riTerruzzi potesse esser nominata ad una catpeto, nel 1900 fu trasferita a Torino, ma
tedra di istituto tecnico, quando proprio
dietro mia preghiera ; io volli evitare urti
questa nomina fosse legale, l'onorevole mie dissidi, mentre d'altra parte non potevo
nistro avrebbe però avuto un modo facile
non riconoscere che essa avesse perfettaper prevenire gl'incidenti occorsi, destinando
mente ragione.
la signora Terruzzi alla c a t t e d r a di PaMi dichiaro perciò sodisfatto di quanto
l e r m o ; e non ho sentito che l'onorevole
l'onorevole ministro ha dotto. Certo non
R a v a abbia negato questo fatto i m p o r t a n t e ,
può non far senso corine mentre contro la
che, cioè, la signora Diaz chie e ed ottenne
signora Terruzzi che L\a s a l t a t o q u a r a n t a o
dal 1° ottobreJ1906 l'aspettativa. Vi è quindi
cinquanta colleghi, t u t t i si siano acquetati,
una cattedra vacante.
e nessuno abbia ricorso al Ministero e maQuesta cattedra poteva essere o c c u p a t a
gari al Consiglio di S t a t o , solo il preside
dalla signora Terruzzi, se veramente i suoi
Bardelli, o chi per esso, con una specie di
titoli fossero tali da permetterle l'insegnaazione popolare, abbia non solo minacciato
mento negli istituti tecnici. Ora, perchè il
ricorso ai tribunali amministrativi, ma anministro non ha creduto di valersi di una
che portato la questione alla Camera.
facoltà, che indubbiamente gli s p e t t a v a ?
P R E S I D E N T E . Ha facoltà di parlare
Non annoierò la Camera con altri arl'onorevole Turati, per dichiarare se sia sogomenti : ricorderò al ministro che la legge
disfatto o no.
del 1863 gli consentiva di fare una nomina
T U R A T I . Son lieto di due cose : Anzidefinitiva ad un posto di impiegato messo
t u t t o di avere provocato la brillante rein aspettativa, che le leggi nuove su questo
plica del collega Albasini. Egli, che ebbe
4ìn !'•«.-<o<.',-
LKGISLATURA XXII — P
SESSIONE —
— 11852 —
l'aria di sentirsi un po' punto perchè dissi
noioso il suo primo discorso (e lo dissi nel
senso clie ciò è contrario alle sue abitudini),
ecco infatti, che, trascinato sul terreno delle
cose vive e reali, è tornato interessante
come sempre, e di ciò egli, nell'intimo dell'animo suo, certamente mi è grato
Sono lieto poi della risposta dell'onorevole ministro; perchè, narrando le cose come
stanno, non si trincerò nell'alibi della sola
questione legale, ma affrontò con parole
nobilissime anche il lato morale della questione. Ciò mi affida che, in ogni caso, e
quand'anche (ma ci credo poco!) venisse
presentata la mozione minacciata dall'onorevole Albasini, non solo la legge sarà fatta
sempre rispettare, ma non si cercheranno
temperamenti meno che dignitosi, sopratutto perchè la lotta rimarrà sul terreno
di quella morale, su cui quei signori l'hanno
impostata.
Dovrei dire di più ad elogio, in questo
caso del ministro; ma... non sono ministeriale, e rinunzio a parlare. (Si ride).
P R E S I D E N T E . Così sono esaurite queste interpellanze.
Risanamento di voiazone.
P R E S I D E N T E . Comunico alla Camera
il risultamento della votazione segreta per
la nomina di tre commissari di vigilanza
sulla amministrazione della Cassa depositi
e prestiti.
Votanti 213: Ebbero voti: gli onorevoli
Venditti 113, Bergamasco 105. Schede bianche 80.
Gli onorevoli Montemartini e Pennati
ebbero ciascuno 2 voti. Voti dispersi 17,
schede nulle tre.
Proclamo eletti commissari gli onorevoli
Venditti e Bergamasco. Proclamo il ballottaggio fra gli onorevoli Montemartini e Pennati.
Comunicoalla Camera il risultamento della
votazione segreta per la nomina di un commissario nel Consiglio superiore di assistenza
e beneficenza pubblica.
Votanti 212. Ebbero voti : gli onorevoli
Majorana Giuseppe 114, Cablami 39. Schede
bianche 49. Voti dispersi 10. Avendo l'onorevole Majorana Giuseppe riportato la metà
più uno dei voti, lo proclamo eletto.
Sull'ori!ine del giorno.
Camera dei Deputati
FEBBRAIO 1907
cipio di seduta abbia luogo lo svolgimento'
della proposta di legge: « Tombola telegrafica a favore del Collegio-convitto per gli
orfani dei sanitari italiani in Perugia».
P R E S I D E N T E . Non essendovi osservazioni in contrario, la proposta dell'onorevole Fani si intende approvata.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Alfonso
Lucifero.
L U C I F E R O ALFONSO. Il primo febbraio veniva in discussione la legge sulla
conversione in regie di parecchie scuole secondarie; ma l'onorevole ministro chiese che
essa fosse rimandata per pochissimi giorni,
sono le sue parole, affinchè una Commissione da lui nominata potesse dargli .gli elementi per integrarla e per farla rispondere
meglio ai fini suoi.
Poiché sono passati già undici giorni e
l'onorevole ministro disse che quindici giorni al massimo sarebbero passati, mi permetto di ricordare all'onorevole ministro
Rava la sua promessa, dappoiché gli interessi che sono collegati alla trasformazione
in regie di queste scuole sono legittimi e
grandi, ed ogni ulteriore indugio, lo debbo
dire, non sarebbe pazientemente sopportato.
P R E S I D E N T E , Ha facoltà di parlare
l"onorevole ministro della pubblica istruzione.
RAVA, ministro dell'istruzione
yubblica.
Non ho nulla da cambiare a quello che dissi
giorni sono. Una Commissione di funzionari
del Ministero della pubblica istruzione e
del Ministero del tesoro ha esaminato la
questione nell'interesse delle altre domande,
chei come l'onorevole Lucifero sa, avevano
trovato molto favore da parte di parecchi onorevoli colleghi. In ciò la Camera
deve riconoscere un'alta deferenza del ministro, il quale vuole esaminare bene le conseguenze contabili e finanziarie di queste
domande, e persuadere così il collega del
tesoro a consentire ai desideri di molti deputati. L'onorevole Lucifero sa che in questi giorni d'influenza anche nel Ministero
e negli impiegati ci sono stati dei malati.
Vari colleghi poi chiesero che si aspettasse.
Spero che, se non proprio entro i quindici
giorni, entro brevissimo tempo la discussione si farà. L'onorevole Lucifero, che ha
tanta pratica della vita parlamentare e ministeriale, può comprendere come occorra
qualche giorno per proporre emendamenti
concordati, per modo che non solo siano
favorite le scuole già contemplate dal
disegno di legge; sulle quali non è que-
D I S C U S S I O N I — TORNATA
P R E S I D E N T E . Ha facoltà di parlare
l'onorevole Fani.
FANI. Domando alla Camera che le
piaccia di consentire che domani in prin-
DELL'I!
Atti Far Lamentavi
"LEGISLATURA XXII — l
a
SESSIONE
— 11853 —
t'amerò, dei Deputali
D I S C I S S I O N I — TORNATA D E L L ' I ! FEBBRAIO 1 9 0 7
stione, ina anche le altre, per le quali esistessero valide domande regolarmente e
tempestivamente presentate.
L U C I F E R O ALFONSO. Ed io spero
che la speranza dell'onorevole ministro divenga realtà.
BAVA, ministro dell'istruzione
pubblica.
Non la consideri copie una speranza, ma
come una realtà.
Interrogazioni ed interpellanza.
P R E S I D E N T E . Si dia lettura delle domande d'interrogazioni e d'interpellanza
pervenute alla Presidenza.
CIMATI, segretario, legge:
«Il sottoscritto chiede d'interrogare il
ministro dei lavori pubblici circa i danni
cagionati al porto di Cotrone dalla mareggiata del 9 febbraio, e sui ripari che intenda
adottare, perchè le opere di quel porto, non
vengano distrutte quasi periodicamente.
« Alfonso Lucifero ».
« Il sottoscritto chiede di interrogare
l'onorevole ministro della marina per sapere se e come intenda migliorare la condizione dei commessi delle Capitanerie di
porto.
« Pala ».
« 11 sottoscritto chiede di interrogare il
ministro di grazia e giustizia per sapere se
non creda utile, per la dignità della giustizia, far corrispondere puntualmente la indennità mensile dovuta agii uditori giudiziari in missione di vice-pretori.
« De Felice-Giuffrida ».
riali 9 aprile e 27 maggio 1905 e contro
il dispaccio ministeriale 3 giugno 1905 ;
o quanto meno se non ritenga opportuno definire di propria iniziativa la incresciosa vertenza con un provvedimento riparatore in armonia col parere 19 novembre 1903 del Consiglio di Stato, a sezioni
riunite e col voto espresso alla Camera dalla
Giunta delle petizioni sin dalla seduta 7 maggio 1906; insubordine:per conoscereseecome,
profittando della sopradetta notoria impotenza possa assumersi la responsabilità di
occultare e sottrarre alla sanzione tempestiva dell'autorità giudiziaria, i gravi reati
di azione pubblica formalmente denunziati
dal tenente colonnello Testa nei suoi ricorsi straordinarii a S. M. il Re a carico
di ufficiali superiori, dei quali alcuni tuttora in servizio ed uno rivestito di importantissima funzione militare internazionale; infine per conoscere se e come giustifichi l'attitudine passiva ed indifferente dei
detti ufficiali superiori di fronte alle formali documentate accuse pubblicate dalla
stampa di ogni parte politica a loro carico
e non relative al solo caso Testa.
« Cam ero ni ».
P R E S I D E N T E . Le interrogazioni saranno iscritte nell'ordine del giorno. L'onorevole ministro dichiarerà poi se e quando
intenda rispondere alla interpellanza annunciata.
L'onorevole Giuseppe Romano ha presentato una proposta di legge, che sarà trasmessa agli Uffici.
La seduta termina alle 18.40.
Ordine del giorno per la seduta di domani.
Alle ore 14 :
1. Interrogazioni.
« Il sottoscritto chiede di interpellare il
2. Svolgimento delle seguenti proposte di
ministro della guerra a proposito delle inilegge:
quità commesse dall'Amministrazione della
guerra ai danni del tenente colonnello
del deputato Pulci Ludovico per mocavalier Michele Testa dall'anno 1901 all'an- dificazioni all'articolo 394 del Codice penale.
no 1906 e più particolarmente : in primo
dei deputati Luzzatti Luigi, Fani ed
luogo per conoscere se creda giusto, deco- altri per la concessione di una tombola a
roso, utile alle istituzioni, specie militari, favore della Società per le industrie femche in causa della notoria impotenza minili.
ecomica della parte privata, rimanga in3. Votazione di ballottaggio per la nomina:
definitamente sospeso il giudizio, dalla
IV sezione del Consiglio di Stato rimesso
di un Commissario per la Giunta delle
per definizione di competenza alla Cassa- petizioni ;
zione in merito al ricorso del tenente co- !
di un Commissario di vigilanza sulla
lonnello Testa contro i decreti ministe- Cassa dei depositi e prestiti.
— 11854 —«il
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LEGISLATURA XXII — l a SESSIONE
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DISCUSSIONI — TORNATA DELL'I! FEBBRAIO 19*07
Seguito della discussione
sui
disegni
di legge:
4. S t a t o di previsione della spesa del
Ministero dell' i n t e r n o per l'esercizio finanziario 1907-908 (574, 674-6»«).
5. Conferimento per titoli del diploma
di d i r e t t o r e d i d a t t i c o nelle scuole element a r i (249).
Discussione
dei disegni di legge :
6. Abolizione delle revisioni biennali dei
r e d d i t i di ricchezza mobile di categoria B
e G posseduti dai c o n t r i b u e n t i privati (595).
7. Conversione in g o v e r n a t i v e , i s t i t u zione e r i p r i s t i n a m e n t o di scuole medie (307).
8. Agevolezze a l l ' i n d u s t r i a dell'escavazione e del t r a t t a m e n t o delle ligniti e delle
t o r b e (238).
9. Bonifica delle cave di sterro e di
p r e s t i t o che costeggiano le linee ferroviarie
(124).
10. D o m a n d a di autorizzazione a procedere c o n t r o il d e p u t a t o Merci per lesioni
personali (258).
11. D o m a n d a a procedere c o n t r o il dep u t a t o Scaglione pel d e l i t t o previsto dall'articolo 105 della legge e l e t t o r a l e politica
(275).
12. D o m a n d a di autorizzazione a procedere contro il d e p u t a t o Vetroni per ingiurie (412).
13. Conversione in legge e p r o r o g a dei
regi decreti 24 giugno, 27 luglio e 3 agosto 1903, nn. 249, 369 e 378; 11 luglio,
22 s e t t e m b r e e 7 n o v e m b r e 1904, nn. 429,
509 e 636 per la riduzione delle tariffe ferrovi arie (391).
14. D o m a n d a di autorizzazione a procedere c o n t r o il d e p u t a t o De Michetti per ingiurie (404).
15. D o m a n d a di autorizzazione a procedere contro il d e p u t a t o De Felice-Giuffrida
per diffamazione (470).
16. D o m a n d a di a u t o r i z z a z i o n e ad eseguire la s e n t e n z a p r o n u n z i a t a dal T r i b u n a l e
di E o m a il 10 f e b b r a i o 1904 contro il dep u t a t o E n r i c o F e r r i per diffamazione cont i n u a t a e ingiurie a mezzo della s t a m p a
(471).
17. D o m a n d a di autorizzazione a procedere contro il d e p u t a t o Di T r a b i a per cont r a v v e n z i o n e alla legge sugli i n f o r t u n i del
lavoro (366).
18. D o m a n d a di a u t o r i z z a z i o n e a procedere c o n t r o il d e p u t a t o E n r i c o Ferri per
ingiurie (475).
19. A p p r o v a z i o n e della convenzione per
la p r o r o g a per un anno, a d correre dal
1° luglio 1906, dell' esercizio provvisorio
—
delle ferrovie secondarie r o m a n e da partedelio S t a t o (508).
20. M u t u a l i t à scolastiche (244).
«
Seguito
legge :
della discussione
sui disegni
di
21. E i o r d i n a m e n t o ed affitto delle E e g i e
Terme di Montecatini Ì394).
22. Conversione in legge del regio decreto 31 dicembre 1905, n. 632, pei la concessione di c a r t e di libera circolazione e di
biglietti per un solo viaggio, g r a t u i t o od a
prezzo r i d o t t o , per t a l u n e categorie di persone, sulle ferrovie dello S t a t o (350).
Discusione
dei disegni di legge :
23. D o m a n d a di autorizzazione a p r o c e dere c o n t r o il d e p u t a t o E a v a s c h i e r i per lesioni colpose (520).
24. Costituzione in c o m u n e a u t o n o m o
della f r a z i o n e S. Maria L a F o s s a (Grazzanise)
(410).
25. Modificazioni alla legge27 marzo 1904,
n. 114, s u l l ' a v a n z a m e n t o dei Corpi militari
della Eegia Marina (600).
26. Conversione in legge del regio decreto 5 luglio 1906 che a p p r o v a le annesse
convenzioni 30 giugno 1906 per la p r o r o g a
per u n a n n o a decorrere dal 1° luglio 1906
dell' esercizio provvisorio d a p a r t e dello
S t a t o delle linee E o m a - V i t e r b o e d i r a m a zione C a p r a n i c a - E o n c i g l i o n e e Varese-Porto
Ceresio (580).
27. C o n t r a t t o di p e r m u t a di un t e r r e n o
d e m a n i a l e sito nella spiaggia di P o r t o Said
j
con altro del Governo egiziano per la cos t r u z i o n e di un edificio scolastico (134).
28. Maggiori assegnazioni e d i m i n u z i o n i
di s t a n z i a m e n t o su alcuni capitoli dello s t a t o
di previsione della spesa del Ministero dell' interno, per l'esercizio finanziario 1906-907
(604).
29. D o m a n d a di a u t o r i z z a z i o n e a procedere contro il d e p u t a t o Morgari per istigazione a delinquere c o m m e s s a per mezzo della
s t a m p a (472).
30. Unificazione degli I s t i t u t i di previd e n z a del personale delle f e r r o v i e dello S t a t o
(588).
31. Disposizioni r e l a t i v e ai terreni d a n ,
neggiati dalla fillossera (268).
;
j
PROF. AVV. LUIGI RAVANI
Direttore degli Uffici di Revisione e di Stenografia
Licenziata per la stampa il 17 febbraio 1907.
•
Roma, 1907 — Tip. della Camera dei Deputati.