LIMITAZIONE DELL’AMPLIFICAZIONE ALLE BASSE FREQUENZE DELL’INTEGRATORE INVERTENTE MEDIANTE RETE COMPENSATRICE Il problema dell’integratore invertente si ha alle basse frequenze: l’amplificazione aumenta al diminuire della frequenza, tendendo al massimo valore possibile. Al fine di limitare l’amplificazione alle basse frequenze, si può usare una rete compensatrice R-C2-R in parallelo alla capacità C1. L’impedenza della rete compensatrice è funzione della frequenza. Con s = jω, si ha: 1 sC 2 2 + sRC 2 2 + jωRC 2 R ZC = R + =R+ =R =R 1 1 + sRC 2 1 + sRC 2 1 + jωRC 2 R+ sC 2 R ZC = R 2 2 + (ωRC 2 ) 1 + (ωRC 2 ) 2 2 =R 4 + (ωRC 2 ) 1 + (ωRC 2 ) 2 ; 2 ϕ = ∠Z C = arctg ωRC 2 − arctgωRC 2 2 Z C è funzione della frequenza: Se ω → 0 ⇒ ωRC 2 << 1 ⇒ (ωRC 2 ) viene trascurato rispetto a 1 e a 4 ⇒ 2 Se ω → ∞ ⇒ ωRC 2 >> 2 ⇒ 1 e 4 si trascurano rispetto a (ωRC 2 ) 2 ⇒ Z C ≅ 2R ; ϕ ≅ 0 ZC ≅ R ; ϕ ≅ 0 Il comportamento della rete compensatrice può essere spiegato tenendo conto del comportamento della capacità C2 al variare della frequenza. Alle basse frequenze C2 tende a comportarsi da circuito aperto e in parallelo a C1 si sarà la serie delle due resistenze R, ossia 2R. alle alter frequenze tende 1 ad assumere le caratteristiche di un cortocircuito, cortocircuitando la prima delle due resistenze R, e in parallelo a C1 vi sarà solo la seconda delle resistenze R. CALCOLO DELLA FUNZIONE D’USCITA IN NOTAZIONE COMPLESSA 2 + sRC 2 2 + sRC 2 1 1 ⋅R ⋅ R⋅ // Z C sC1 (1 + sRC 2 ) sC 1 + sRC 2 1 1 sC1 ⋅ ⋅ Vi = − ⋅ ⋅ Vi = Vo = − 1 Vi = − 2 + sRC 2 R 1 1 + sRC 2 + 2sRC1 + s 2 R 2 C1C 2 R1 R1 1 +R⋅ sC1 1 + sRC 2 sC1 (1 + sRC 2 ) =− 2 + jωRC 2 2 + sRC 2 R R ⋅ Vi ⋅ Vi = − ⋅ ⋅ 2 2 2 2 R 1 1 − ω R C1C 2 + jωR (2C1 + C 2 ) R 1 1 + s R C1C 2 + sR (2C1 + C 2 ) Al fine di ottenere una semplificazione della funzione d’uscita, si può supporre che, alle frequenze di funzionamento del circuito integratore, risulti: ω 2 R 2 C1C 2 << 1 e ωRC 2 << 2 ⇒ 1 1 >> ωRC 2 2 ⇒ XC = 1 R >> ωC 2 2 In tali condizioni si può trascurare jωRC 2 rispetto a 2 al numeratore e ω 2 R 2 C1C 2 rispetto ad 1 al denominatore. La funzione d’uscita approssimata sarà: Vo = − R 2 2R 1 ⋅ ⋅ Vi = − ⋅ ⋅ Vi R 1 1 + jωR (2C1 + C 2 ) R 1 1 + jωR (2C1 + C 2 ) La funzione di trasferimento è: G ( jω) = G ( jω) = − Per ω → 0 ⇒ Vo 2R 1 =− ⋅ , il cui modulo e fase sono: R 1 1 + jωR (2C1 + C 2 ) Vi 2R 1 ⋅ R 1 1 + [ωR (2C + C )]2 1 2 ωR (2C1 + C 2 ) << 1 ; ϕ = π − arctg[ωR (2C1 + C 2 )] 2R G ( jω) = − R1 ⇒ ⇒ 2R ⎧ ⎪ G ( jω) = R1 . ⎨ ⎪ϕ = π ⎩ Il circuito si comporta da amplificatore invertente con conseguente limitazione dell’amplificazione alle basse frequenze. − Per ω → ∞ ⇒ 2 ⎧ ⎪⎪ G ( jω) = ωR (2C + C ) 1 1 2 . ⎨ π ⎪ϕ = 2 ⎩⎪ ωR (2C1 + C 2 ) >> 1 ⇒ G ( jω) = j 2 ωR 1 (2C1 + C 2 ) Il circuito si comporta da integratore invertente. 2 ⇒ CALCOLO DELLA FREQUENZA DI TAGLIO La frequenza di taglio è quella frequenza alla quale la funzione di trasferimento si attenua di un fattore √2 rispetto al valore massimo possibile; pertanto: 2R 1 2R 1 ⋅ = ⋅ 2 R 1 1 + [ω R (2C + C )] R1 2 t 1 2 ωt = ⇒ 1 R (2C1 + C 2 ) ⇒ ω t R (2C1 + C 2 ) = 1 ⇒ ft = ⇒ 1 2πR (2C1 + C 2 ) Il vantaggio di usare questa rete compensatrice in parallelo a C1, invece di una semplice resistenza, è quello di disporre di una impedenza che alle basse frequenze della banda vale 2R e alle alte frequenze vale R, migliorando (almeno in teoria, la risposta del circuito come integratore. DIMENSIONAMENTO DEL CIRCUITO Si devono fissare la frequenza di taglio ft e l’amplificazione alle basse frequenze A = La frequenza di taglio conviene sia tale da risultare ω t RC 2 << 2 . Poiché ω t = 2R . R1 1 R (2C1 + C 2 ) , sostituendo, si ha: 1 R (2C1 + C 2 ) RC 2 << 2 ⇒ 2C 1 + C 2 >> 2 C2 ⇒ 2C 1 + 1 >> 2 C2 ⇒ 2C1 >> C 2 In tale condizione, nella frequenza di taglio e nella funzione d’uscita, si può trascurare C2 rispetto a C1, ottenendo: ωt = 1 R (2C1 + C 2 ) R 2 Vo = − ⋅ ⋅ Vi R 1 1 + j2ωRC1 ≅ 1 2RC1 ⇒ ft ≅ 1 4πRC1 R 2 ⎧ ⋅ Vi ⎪VoM = − R ⋅ 2 1 1 + (2ωRC1 ) ⎨ ⎪ ⎩ϕ = π − arctg(2ωRC1 ) ⇒ Calcolo di R , C1 e C2 Dalla frequenza di taglio si calcola il valore del prodotto RC1: ft = 1 4πRC1 ⇒ RC1 = Si fissa il valore di C1 e si calcola R. si fissa un valore di C2 per il quale risulti C2 << 2C1. 3 1 . 4πf t Calcolo di R1 2R 2R ⇒ R1 = . R1 A Il valore di R deve risultare abbastanza grande da determinare per R1 un valore dell’ordine della decina di KΩ (R1 è la resistenza d’ingresso del circuito). Noto il valore di R, dall’amplificazione A si calcola R1: A= Si controlla che, alla frequenza di taglio, risulti: ω 2t R 2 C1C 2 << 1 e ω t RC 2 = 2πf t RC 2 << 2 , ossia che siano soddisfatte le condizioni per le quali è stato possibile semplificare la funzione di trasferimento. RISPOSTA AD UN GENERICO SEGNALE Si suppongono gli ingressi equipotenziali e che gli ingressi non assorbono corrente. In tali ipotesi, si ha: I R1 + I C 2 = I R 2 ⇒ − Se RC 2 << 2 la quantità − VA dVA VA − Vo VA Vo − C2 = = − dt R R R R ⇒ VA = − V RC 2 dVA può essere trascurata rispetto a o . In tale condizioni, si ha: 2 dt 2 I R = I C1 + I R1 + I C 2 = I C1 + I R 2 ⇒ dV Vi V dVA = − C1 o − A − C 2 . R1 dt R dt Supponendo soddisfatta la condizione RC 2 << 2 , si ha: VA ≅ RC 2 dVA Vo + 2 dt 2 Vo 2 ⇒ dV V Vi C dVo = − C1 o − o − 2 R1 dt 2R 2 dt 4 ⇒ (2C1 + C 2 ) dVo V 2V =− o − i dt R R1 ⇒ dVo 1 2 = Vo' = − Vo − Vi dt R (2C1 + C 2 ) R 1 (2C1 + C 2 ) Se si utilizza l’altra relazione tra le correnti, I R1 = I C1 + I R 2 , si ha: dV V − Vo dV V dV V V dV V Vi V = − C1 o + A = − C 1 o + A − o ≅ − C 1 o + o − o = − C1 o − o R1 dt R dt R R dt 2R R dt 2R ⇒ dVo 1 1 Vi Vo − = Vo' = − 2 R 1 C1 2RC1 dt ⇒ Tale equazione differenziale deve dare una soluzione compatibile con l’altra equazione differenziale trovata. Le due equazioni differenziali tendono a coincidere se C2 risulta trascurabile rispetto e C1, ossia se risulta C2 << 2C1. Le equazioni ottenute sono equazioni differenziali del primo ordine del tipo y' = a (x ) ⋅ y + b(x ) , la [ ] cui equazione risolutiva generale è y = e ∫ a ( x )dx ∫ b(x ) ⋅ e − ∫ a ( x )dx dx + k . Dall’uguaglianza dei coefficienti risulta: a (x ) = a (t ) = − 1 2RC1 −1 1 dt = − t ∫ a (t )dt = ∫ 2RC1 2RC1 Vo (t ) = e Infine − 1 t 2 RC1 b(x ) = b(t ) = − ; ; ∫ b (t ) ⋅ e − ∫ a ( t )dt 1 Vi (t ) ; R 1 C1 1 t 1 dt = ∫ − Vi (t ) ⋅ e 2 RC1 dt R 1 C1 1 t ⎡ ⎤ 1 2 RC1 ⋅ ⎢∫ − Vi (t ) ⋅ e dt + λ ⎥ . ⎣⎢ R 1C1 ⎦⎥ Segnale sinusoidale Se il segnale d’ingresso è Vi (t ) = ViM senωt , sostituendo nell’equazione risolutiva si calcola la risposta del circuito al segnale sinusoidale. Vo (t ) = e − 1 t 2 RC1 1 1 t − t ⎡ ⎤ 1 2 RC1 2 RC1 ⋅ ⎢∫ − Vi (t ) ⋅ e dt + λ ⎥ = e ⎢⎣ R 1C1 ⎥⎦ 1 t ⎡ ⎤ 1 2 RC1 ⋅ ⎢∫ − ViM senωt ⋅ e dt + λ ⎥ . ⎢⎣ R 1C1 ⎥⎦ Risolvendo l’integrale per parti si ha: Vo (t ) = e − 1 t 2 RC1 1 t ⎡ ⎤ ⎞ 1 2 RC1 ⎛ ⎜⎜ e senωt − ω cos ωt ⎟⎟ ⎢ ⎥ 2RC1 ⎢ ViM ⎥ ⎝ ⎠ ⋅ ⎢− ⋅ + λ⎥ = 1 R 1 C1 + ω2 ⎢ ⎥ 2 (2RC1 ) ⎢⎣ ⎥⎦ 5 1 senωt − ω cos ωt 1 − t ViM 2RC1 2 RC1 =− ⋅ + λe . 1 R 1 C1 2 +ω (2RC1 )2 La soluzione trovata è composta da due termini: il termine senza l’esponenziale è la soluzione a regime; il termine con l’esponenziale è la risposta transitoria, che descrive il transitorio iniziale. La costante λ si determina imponendo che al tempo t = 0 sia Vo(0) = 0: Vo (0) = − ViM ⋅ R 1 C1 −ω 1 (2RC1 ) 2 +λ =0 ⇒ λ =− + ω2 ViM 4ωR 2 C12 4V R ωRC1 ⋅ = − iM ⋅ 2 R 1C1 1 + (2ωRC1 ) R 1 1 + (2ωRC1 )2 Dopo un tempo sufficientemente lungo l’esponenziale diventa circa uguale a zero, e rimane la sola risposta a regime. senωt − 2ωRC1 cos ωt 1 senωt − ω cos ωt V 2RC1 V 2RC1 = − iM ⋅ = Vo (t ) = − iM ⋅ 2 1 R 1 C1 R 1 C1 2 ( ) 1 2 RC + ω 1 +ω (2RC1 )2 (2RC1 )2 =− 2RViM senωt − 2ωRC1 cos ωt ⋅ 2 R1 1 + (2ωRC1 ) Il segnale d’uscita, a regime, è una combinazione lineare delle funzioni seno e coseno, ossia può essere scritto come: Vo (t ) = VoM sen (ωt + ϕ) = VoM (cos ϕsenωt + senϕ cos ωt ) . ϕ è la fase, ossia definisce il valore della tensione Vo(t) al tempo t = 0. Vo(t) Vo(0) tϕ 0 t L’angolo ϕ è legato al tempo dalla relazione ωtϕ = ϕ, dove tϕ è il tempo in cui la funzione Vo(t) assume il valore zero (immediatamente prima o immediatamente dopo l’origine in crescita in campo positivo), in anticipo rispetto al tempo zero se tϕ < 0, e in ritardo se tϕ >0. Al fine di calcolare ϕ si impone che Vo(t) calcolato al tempo t = tϕ sia uguale a zero e si risolve rispetto a ωtϕ = ϕ. 6 Vo (t ϕ ) = − 2RViM sen (ωt ϕ ) − 2ωRC1 cos(ωt ϕ ) ⋅ =0 2 R1 1 + (2ωRC1 ) ⇒ sen (ω t ϕ ) = 2 ω RC 1 cos (ω t ϕ ) = 0 sen (ωt ϕ ) − 2ωRC1 cos(ωt ϕ ) = 0 ⇒ ⇒ tgϕ = tg (ωt ϕ ) = sen (ωt ϕ ) cos(ωt ϕ ) ⇒ senϕ ⇒ cos ϕ = 2ωRC1 = ⇒ ϕ = arctg(2ωRC1 ) Al fine di determinare VoM, si esplicitano senϕ e cosϕ in funzione di tgϕ e si sostituiscono nell’espressione di Vo(t) generica: senϕ = tgϕ 1 + tg 2 ϕ = 2ωRC1 1 + (2ωRC1 ) ; 2 cos ϕ = 1 1 + tg 2 ϕ = 1 1 + (2ωRC1 ) 2 ⎛ ⎞ 2ωRC1 1 ⎜ Vo (t ) = VoM (cos ϕsenωt + senϕ cos ωt ) = VoM senωt + cos ωt ⎟ ⎜ ⎟ 2 2 1 + (2ωRC1 ) ⎝ 1 + (2ωRC1 ) ⎠ Si predispone la funzione Vo(t), calcolata risolvendo l’equazione differenziale, in modo conveniente per un confronto con l’espressione su scritta. Vo (t ) = − =− 2RViM R 1 1 + (2ωRC1 ) 2 2RViM senωt − 2ωRC1 cos ωt ⋅ = 2 R1 1 + (2ωRC1 ) ⎛ ⎞ 2ωRC1 1 ⎜ senωt − cos ωt ⎟ ⎜ ⎟ 2 2 1 + (2ωRC1 ) ⎝ 1 + (2ωRC1 ) ⎠ Dal confronto delle due espressioni di Vo(t), si ha: VoM = − 2RViM R 1 1 + (2ωRC1 ) 2 . Poiché il coefficiente del coseno è negativo, implica che senϕ è negativo, quindi l’angolo ϕ è negativo, ossia il segnale d’uscita è ritardato rispetto a quello d’ingresso. Riassumendo: Vo (t ) = VoM sen (ωt + ϕ) = − 2RViM R 1 1 + (2ωRC1 ) 2 sen[ωt − arctg(2ωRC1 )] oppure, conglobando il segno meno nel seno, si ha: Vo (t ) = VoM sen (ωt + ϕ) = 2RViM R 1 1 + (2ωRC1 ) 7 2 sen[ωt + π − arctg(2ωRC1 )] − Se ω → 0 ⇒ 2ωRC1 << 1 ⇒ Vo (t ) = − − Se ω → ∞ ⇒ 2ωRC1 >> 1 ⇒ Vo (t ) = 2RViM senωt amplificatore invertente R1 ViM π⎤ ⎡ sen ⎢ωt + ⎥ integratore invertente ωR 1C1 2⎦ ⎣ Segnale ad onda quadra L’equazione algebrica di un segnale ad onda quadra è la seguente: T ⎧ ⎪⎪ViM per kT ≤ t < 2 + kT Vi ( t ) = ⎨ T ⎪− V ⎪⎩ iM per 2 + kT ≤ t < T + kT vi(t), vo(t) ViM VoM T/2 T t −VoM −ViM Il grafico riporta l’andamento dell’onda quadra d’ingresso e il generico segnale d’uscita, in cui sono presenti i transitori di carica e di scarica delle capacità. Poiché il segnale è periodico, limiteremo i calcoli al solo primo periodo, l’estensione ad un generico istante si ottiene incrementando il tempo di kT. L’integrale generale dell’equazione differenziale risolutiva è il seguente: Vo (t ) = e − 1 t 2 RC1 1 t ⎡ ⎤ 1 2 RC1 Vi (t ) ⋅ e dt + λ ⎥ ⋅ ⎢∫ − ⎢⎣ R 1C1 ⎥⎦ Primo semiperiodo, 0 ≤ t ≤ T/2, Vi = ViM, rampa decrescente Vo (t ) = e − 1 t 2 RC1 1 1 t − t ⎡ ⎤ 1 2 RC1 2 RC1 ⋅ ⎢∫ − Vi (t ) ⋅ e dt + λ ⎥ = e ⎢⎣ R 1C1 ⎥⎦ =e A t=0 ⇒ − 1 t 2 RC1 Vo (0 ) = VoM 1 t ⎡ ⎤ 1 2 RC1 ⋅ ⎢∫ − ViM ⋅ e dt + λ ⎥ = ⎢⎣ R 1C1 ⎥⎦ 1 1 − t t ⎡ 2RV ⎤ 2RViM 2 RC1 2 RC1 iM e ⋅ ⎢− + λ⎥ = − + λe R1 R1 ⎢⎣ ⎥⎦ ⇒ Vo (0 ) = − 2RViM + λ = VoM R1 8 ⇒ λ = VoM + 2RViM R1 2RViM 2RViM ⎛ + ⎜⎜ VoM + Vo ( t ) = − R1 R1 ⎝ L’equazione di Vo(t) diventa: 1 ⎞ − 2 RC1 t ⎟⎟e ⎠ Secondo semiperiodo, T/2 ≤ t ≤ T, Vi = -ViM, rampa crescente Vo (t ) = e − 1 ⎛ T⎞ ⎜ t− ⎟ 2 RC1 ⎝ 2 ⎠ 1 ⎛ T⎞ 1 ⎛ T⎞ 1 ⎛ T⎞ ⎡ ⎤ ⎤ − ⎜ t− ⎟ ⎜ t− ⎟ ⎡ ⎜ t− ⎟ 1 1 2 RC1 ⎝ 2 ⎠ 2 RC1 ⎝ 2 ⎠ 2 RC1 ⎝ 2 ⎠ ⋅ ⎢∫ − Vi (t ) ⋅ e dt + λ ⎥ = e ⋅ ⎢∫ ViM ⋅ e dt + λ ⎥ = ⎢⎣ R 1C1 ⎥⎦ ⎢⎣ R 1C1 ⎥⎦ =e A t= T 2 ⇒ − 1 ⎛ T⎞ ⎜ t− ⎟ 2 RC1 ⎝ 2 ⎠ 1 ⎛ T⎞ 1 ⎛ T⎞ ⎡ 2RV ⎤ 2RV − ⎜ t− ⎟ ⎜ t− ⎟ 2 RC1 ⎝ 2 ⎠ 2 RC1 ⎝ 2 ⎠ iM iM e ⋅⎢ + λ⎥ = + λe R1 ⎢⎣ R 1 ⎥⎦ ⎛T⎞ Vo ⎜ ⎟ = − VoM ⎝2⎠ ⎛ T ⎞ 2RViM Vo ⎜ ⎟ = + λ = − VoM R1 ⎝2⎠ ⇒ 2RViM ⎛ 2RViM Vo ( t ) = − ⎜⎜ VoM + R1 R1 ⎝ L’equazione di Vo(t) diventa: ⇒ λ = − VoM − ⎛ 1 2RViM R1 T⎞ ⎞ − 2 RC1 ⎜⎝ t − 2 ⎟⎠ ⎟⎟e ⎠ Calcolo di VoM T , Vo(t) deve assumere il valore –VoM. Imponendo 2 ciò nell’equazione della rampa decrescente, si ha: Se si calcola la rampa in discesa al tempo t = 2RViM ⎛ 2RViM ⎛T⎞ Vo ⎜ ⎟ = − + ⎜⎜ VoM + R1 R1 ⎝2⎠ ⎝ ⇒ ⇒ VoM + VoM e T − ⎛ 4 RC1 ⎜ VoM 1 + e ⎜ ⎝ − 1 T ⋅ 2 RC1 2 ⎞ 2RV iM ⎟= ⎟ R1 ⎠ 1 T ⎞ − 2 RC1 ⋅ 2 ⎟⎟e = − VoM ⎠ 1 ⇒ T 2RViM 2RViM − 2 RC1 ⋅ 2 = − e R1 R1 T − ⎛ ⎜1 − e 4 RC1 ⎜ ⎝ ⎞ ⎟ ⎟ ⎠ ⇒ VoM = 1− e 1+ e ⇒ − T 4 RC1 T − 4 RC1 ⋅ 2RViM R1 Approssimazione della funzione d’uscita T , la carica e la scarica della capacità interesserà solo un piccolo 2 tratto iniziale delle curve di carica (o di scarica) in un intorno di t = 0, ossia un tratto circa lineare che può essere approssimato da una retta, come nelle figure. Nel caso in cui risulti 2RC1 >> 9 VC(t) VC(t) t t Nell’intorno dello zero [t = 0 e t-T/2 = 0] si può sviluppare l’esponenziale con McLaurin, fermando lo sviluppo alla derivata prima. − e 1 t 2 RC1 1 = 1− t 2RC1 − e ; 1 ⎛ T⎞ ⎜ t− ⎟ 2 RC1 ⎝ 2 ⎠ 1− 1 ⎛ T⎞ ⎜t − ⎟ 2RC1 ⎝ 2⎠ Si sostituiscono, rispettivamente, nelle equazioni delle rampe decrescente e crescente. Primo semiperiodo, 0 ≤ t ≤ T/2, Vi = ViM, rampa decrescente 2RViM ⎛ 2RViM Vo ( t ) = − + ⎜⎜ VoM + R1 R1 ⎝ =− 1 ⎞ − 2 RC1 t 2RViM ⎛ 2RViM ⎟⎟e =− + ⎜⎜ VoM + R1 R1 ⎠ ⎝ ⎞⎛ 1 ⎟⎟⎜⎜1 − ⎠⎝ 2RC1 ⎞ t ⎟⎟ = ⎠ ⎛ V V 2RViM 2RViM 2RViM V ⎞ 1 + VoM − oM t + − ⋅ t = −⎜⎜ oM + iM ⎟⎟ t + VoM R1 2RC1 R1 R1 2RC1 ⎝ 2RC1 R 1C1 ⎠ Calcolo di VoM T , Vo(t) deve assumere il valore –VoM. Imponendo 2 ciò nell’equazione della rampa decrescente, si ha: Se si calcola la rampa in discesa al tempo t = ⎛ V V V ⎞ T T V T ⎛T⎞ Vo ⎜ ⎟ = −⎜⎜ oM + iM ⎟⎟ ⋅ + VoM = − oM ⋅ − iM ⋅ + VoM = −VoM 2RC1 2 R 1C1 2 ⎝2⎠ ⎝ 2RC1 R 1C1 ⎠ 2 ⇒ 2VoM − T T VoM = ViM 4RC1 2R 1 C1 ⇒ VoM = ⇒ 8RR 1C1 − R 1T 2RT = ViM 4RR 1C1 4RR 1C1 ⇒ T 2R T ⋅ ViM ≅ ViM 8RC1 − T R 1 4R 1 C1 T , si può trascurare T a denominatore rispetto a 8RC1. 2 prima calcolato, sostituendo all’esponenziale il suo sviluppo con Essendo valida la condizione 2RC1 >> Stesso risultato si ottiene dal VoM McLaurin. VoM ⋅ ⇒ 10 VoM = 1− e 1+ e − T 4 RC1 T − 4 RC1 ⋅ 2RViM R1 T 4RC1 2RViM T 2R T ⋅ = ⋅ ViM ≅ ViM = T R1 8RC1 − T R 1 4 R 1 C1 1+1− 4RC1 1−1− Sostituendo nell’espressione di Vo(t), si ha: ⎛ 1 ⎛ V V ⎞ TViM V ⎞ TViM = Vo (t ) = −⎜⎜ oM + iM ⎟⎟ t + VoM = −⎜⎜ ⋅ + iM ⎟⎟ t + ⎝ 2RC1 4R 1C1 R 1C1 ⎠ 4R 1C1 ⎝ 2RC1 R 1C1 ⎠ =− ⎞ ViM ⎛ T TViM V T + 8RC1 TViM V TViM ⎜⎜ = − iM ⋅ t+ ≅ − iM t + + 1⎟⎟ t + R 1C1 ⎝ 8RC1 R 1 C1 8RC1 4R 1 C1 R 1 C1 4 R 1 C1 ⎠ 4 R 1 C1 Vo (t ) = − Riassumendo: ViM TViM t+ R 1 C1 4 R 1 C1 VoM = ; T ViM 4 R 1 C1 Secondo semiperiodo, T/2 ≤ t ≤ T, Vi = -ViM, rampa crescente 2RViM ⎛ 2RViM − ⎜⎜ VoM + Vo ( t ) = R1 R1 ⎝ = =− Riassumendo: ⎛ T⎞ 2RViM 2RViM ⎛ 2RViM − VoM − + ⎜⎜ VoM + R1 R1 R1 ⎝ TViM ⎛ TViM 2RViM + ⎜⎜ + 4R 1 C1 ⎝ 4R 1 C1 R1 =− 1 ⎞ − 2 RC1 ⎜⎝ t − 2 ⎟⎠ 2RViM ⎛ 2RViM ⎟⎟e = − ⎜⎜ VoM + R1 R1 ⎠ ⎝ ⎞⎡ 1 ⎛ T ⎞⎤ ⎟⎟ ⎢1 − ⎜ t − ⎟⎥ = 2 ⎠⎦ ⎠ ⎣ 2RC1 ⎝ ⎞ 1 ⎛ T⎞ ⎟⎟ ⎜t − ⎟ = 2⎠ ⎠ 2RC1 ⎝ ⎞ 1 ⎛ T⎞ ⎞ V ⎛ T⎞ TViM ⎛ T ⎟⎟ + ⎜⎜ + 1⎟⎟ iM ⎜ t − ⎟ = ⎜t − ⎟ = − 2⎠ 4R 1C1 ⎝ 8RC1 2⎠ ⎠ 2RC1 ⎝ ⎠ R 1 C1 ⎝ TViM T + 8RC1 ViM ⎛ T ⎞ ViM ⎛ T ⎞ TViM + ⋅ ⎜t − ⎟ ≅ ⎜t − ⎟ − 4R 1 C1 8RC1 R 1 C1 ⎝ 2 ⎠ R 1 C1 ⎝ 2 ⎠ 4R 1 C1 Vo (t ) = ViM ⎛ T ⎞ TViM ⎜t − ⎟ − R 1 C1 ⎝ 2 ⎠ 4 R 1 C1 11 ; − VoM = − T ViM 4R 1 C1 PROGETTO DI UN INTEGRATORE REALE INVERTENTE CON LIMITAZIONE DELL’AMPLIFICAZIONE MEDIANTE RETE COMPENSATRICE GDF CH1 CH2 2R = 5. R1 Nella frequenza di taglio, assumendo C2 << 2C1, si trascura C2 rispetto a C1. In tale caso, si ha: Si fissa una frequenza di taglio di 3kHz e una amplificazione alle basse frequenze di A = ft = 1 . 4πRC1 Calcolo di R , C1 e C2 Dalla frequenza di taglio si calcola il valore del prodotto RC1: ft = 1 4πRC1 ⇒ RC1 = Si fissa il valore di C1 = 1ηF e si calcola R= 1 1 = = 26,53µs . 4πf t 4π ⋅ 3 ⋅ 10 3 26,53 ⋅ 10 −6 26,53 ⋅ 10 −6 = ≅ 27kΩ 4πC1 4π ⋅ 1 ⋅ 10 −9 Si fissa C2 = 10pF << 2C1 = 2ηF. Calcolo di R1 Noto il valore di R, dall’amplificazione A si calcola R1: A= 2R R1 ⇒ R1 = 2R 2 ⋅ 27 ⋅ 10 3 = = 10,8kΩ ., valore commerciale 10kΩ. A 5 12 Riassumendo: R = 27kΩ ; R1 = 10kΩ ; C1 = 1ηF ; C2 = 10pF. Con tali valori: ft = 1 1 = = 2,95kHz 4πRC1 4π ⋅ 27 ⋅ 10 3 ⋅ 1 ⋅ 10 −9 Si controlla che, alla frequenza di taglio, risulti: ω 2t R 2 C1C 2 << 1 e ω t RC 2 = 2πf t RC 2 << 2 , ossia che siano soddisfatte le condizioni per le quali è stato possibile semplificare la funzione di trasferimento. (ω t R )2 C1C 2 = (2πf t R )2 C1C 2 = (2π ⋅ 2,95 ⋅ 10 3 ⋅ 27 ⋅ 10 3 )2 ⋅ 1 ⋅ 10 −9 ⋅ 10 ⋅ 10 −12 = 0,0025 << 1 ω t RC 2 = 2πf t RC 2 = 2π ⋅ 2,95 ⋅ 10 3 ⋅ 27 ⋅ 10 3 ⋅ 10 ⋅ 10 −12 = 0,005 << 2 RC 2 = 27 ⋅ 10 3 ⋅ 10 ⋅ 10 −12 = 0,27 ⋅ 10 −6 << 2 8RC1 >> T ⇒ f = 1 1 1 >> = = 4,63kHz T 8RC1 8 ⋅ 27 ⋅ 10 3 ⋅ 1 ⋅ 10 −9 Si comporterà da integratore per frequenze molto più grandi di 4,63kHz, intorno ai 20 ÷ 30kHz. Risposta al segnale sinusoidale Si utilizza un segnale sinusoidale di ampiezza ViM = 1V. Le formule per il calcolo dei valori teorici e per calcolare la fase sperimentale ϕ sono: VoM = 2RViM R 1 1 + (4πf ⋅ RC1 ) 2 ; ϕ = π − arctg(4πf ⋅ RC1 ) ; ∆t = ϕ 360°f ; ϕ = 360°f ⋅ ∆t Segnale sinusoidale kHz f 0,3 0,5 1 1,5 2 2,5 3 3,5 4 5 10 20 50 100 Valori calcolati Volt Adimensionali ViM VoM A AdB 1 5,372 5,372 14,60 1 5,324 5,324 14,52 1 5,113 5,113 14,17 1 4,813 4,813 13,64 1 4,469 4,469 13,00 1 4,118 4,118 12,29 1 3,785 3,785 11,56 1 3,479 3,479 10,82 1 3,204 3,204 10,11 1 2,743 2,743 8,765 1 1,527 1,527 3,678 1 0,787 0,787 -2,07 1 0,317 0,317 -9,95 1 0,159 0,159 -15,9 Gradi ϕ 174,18 170,37 161,25 153,02 145,83 139,68 134,48 130,08 126,37 120,50 106,39 98,345 93,331 91,644 µs ∆t 1612,8 946,50 447,93 283,37 202,55 155,20 124,52 103,24 87,757 66,944 29,553 13,659 5,1850 2,5456 13 Volt VoM 5,2 5,2 5,1 4,7 4,3 4 3,6 3,4 3,1 2,6 1,5 0,76 0,31 0,16 Valori misurati Adimensionali µs A AdB ∆t 5,2 14,32 1600 5,2 14,32 960 5,1 14,15 450 4,7 13,44 290 4,3 12,66 210 4 12,04 160 3,6 11,12 130 3,4 10,62 104 3,1 9,827 92 2,6 8,299 70 1,5 3,521 30 0,76 -2,383 13,5 0,31 -10,17 5,2 0,16 -15,91 2,5 Gradi ϕ 172,8 172,8 162 156,6 151,2 144 140,4 131,04 132,48 126 108 97,2 93,6 90 VoM 6 5 4 VoM mis 3 VoM calc 2 1 0 100 logf 1000 10000 100000 fase 180 170 160 150 140 fase mis 130 fase calc 120 110 100 90 100 Logf 1000 10000 100000 Risposta al segnale ad onda quadra Si utilizza un segnale ad onda quadra di ampiezza ViM = 1V e valore medio nullo. Le formule per il calcolo dei valori teorici, esatti e approssimati, sono: kHz f 0,3 0,5 1 2 3 5 10 20 50 100 200 Onda quadra VoM = 1V e ft = 3kHz Valori calcolati Valori misurati Volt Volt Commenti ViM VoM esat VoM appr VoM Onda quadra con transitori di carica e scarica 1 2,7 41,66 2 Onda quadra con transitori di carica e scarica 1 2,7 25 2 Si accentuano i transitori di carica e scarica 1 2,699 12,5 2 Transitori di carica e scarica che si esauriscono 1 2,647 6,25 2 I transitori di carica e scarica non si esauriscono 1 2,464 4,166 1,85 Comincia a comportarsi da integratore 1 1,967 2,5 1,55 I transitori di carica e scarica sono poco evidenti 1 1,167 1,25 1 Il segnale d’uscita è circa triangolare 1 0,614 0,625 0,52 Triangolare con piccole oscillazioni inizio rampa 1 0,249 0,25 0,2 Triangolare con sensibili oscillazioni inizio rampa 1 0,1249 0,125 0,1 Triangolare con forti oscillazioni inizio rampa 1 0,0624 0,0625 0,05 14 Forme d’onda alle varie frequenze vi(t) ViM = 1 t -ViM = -1 Vo(t) VoM = 2 f = 0,5kHz t -VoM = -2 Vo(t) VoM = 1,55 f = 5kHz t -VoM = -1,55 Vo(t) VoM = 0,36 f = 30kHz t -VoM = -0,36 Vo(t) VoM = 0,1 f = 100kHz t -VoM = -0,1 Se si vuole che il circuito integri a frequenze più basse, bisogna aumentare il valore della capacità C1. se si porta il suo valore a 10ηF, la frequenza di taglio subisce una diminuzione di 10 volte, ossia il suo valore sarà di 0,3kHz. Si ripetono le misure con l’onda quadra. Le formule per il calcolo dei valori teorici, esatti e approssimati, sono le stesse di prima. 15 kHz f 0,2 0,3 0,5 1 2 3 5 10 20 50 100 200 Onda quadra VoM = 1V e ft = 3kHz Valori calcolati Valori misurati Volt Volt Commenti ViM VoM esat VoM appr VoM Transitori di carica e scarica si esauriscono appena 1 2,647 125 2 Transitori di carica e scarica non si esauriscono 1 2,464 83,333 1,7 Transitori di carica e scarica non si esauriscono 1 1,967 50 1,2 Non si esauriscono i transitori ma tende a triangolare 1 1,167 25 0,75 Quasi triangolare indistorta 1 0,614 12,5 0,4 Triangolare indistorta 1 0,413 8,333 0,275 Triangolare con piccole oscillazioni inizio rampa 1 0,249 5 0,17 Triangolare con piccole oscillazioni inizio rampa 1 0,1249 2,5 0,0825 Triangolare con sensibili oscillazioni inizio rampa 1 0,06248 1,25 0,042 Triangolare con forti oscillazioni inizio rampa 1 0,02499 0,5 Triangolare con forti oscillazioni inizio rampa 1 0,0125 0,25 Triangolare con forti oscillazioni inizio rampa 1 0,00625 0,125 vi(t) ViM = 1 t -ViM = -1 Vo(t) VoM = 2 f = 0,2kHz t -VoM = -2 Vo(t) VoM = 0,75 f = 1kHz t -VoM = -0,75 Vo(t) VoM = 0,17 f = 5kHz t -VoM = -0,17 Vo(t) VoM = 0,0825 f = 10kHz t -VoM = -0,0825 16