I modelli basati sul
cash-flow mapping
Slides tratte da:
Andrea Resti
Andrea Sironi
Rischio e valore
nelle banche
Misura, regolamentazione, gestione
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
AGENDA
• Cash-flow mapping e term structure
• Il metodo delle fasce di vita residua
• Il metodo del comitato di Basilea
• Il metodo della vita residua modificata
• Il clumping
• Conclusioni
• Esercizi
© Resti e Sironi, 2008
2
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Cash flow mapping e term structure
• I modelli del repricing gap e del duration gap si basano sull’ipotesi di una
variazione uniforme dei tassi di interesse delle diverse scadenze.
• Le tecniche basate sul cosiddetto cash-flow mapping superano questo limite
introducendo la possibilità di variazioni differenti dei tassi di interesse delle
diverse scadenze.
• Se, ad esempio, una banca ha in portafoglio un mutuo a dieci anni con pagamenti
trimestrali esso potrebbe essere considerato come un insieme di 40 titoli zerocoupon di diversa scadenza ed ognuno di questi flussi dovrebbe essere valutato
sulla base di un proprio specifico tasso di rendimento.
• Per implementare tale modello è quindi necessario:
1. Utilizzare una curva dei
2. Identificare un numero
rendimenti che consenta
di associare a ogni singolo
flusso di cassa uno
specifico tasso di interesse
limitato di scadenze alle quali
ricondurre i singoli flussi di
cassa e per le quali stimare
delle variazioni differenziate
© Resti e Sironi, 2008
3
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Cash flow mapping e term structure
1. La curva zero coupon o term structure
• È possibile costruire una curva dei tassi zero-coupon, chiamata in questo modo
proprio perché fondata su tassi di rendimento relativi a titoli zero-coupon.
• Tale curva viene stimata a partire dai prezzi di mercato dei titoli obbligazionari.
• Una delle modalità più utilizzate per derivarla è il bootstrapping, che a partire dai
prezzi di mercato dei titoli a breve e a lunga scadenza consente di ricavare i tassi
associati a scadenze più lunghe.
2. Il cash flow mapping
• Una volta costruita la curva dei tassi zero-coupon è possibile associare ogni flusso
a una specifica scadenza della curva e dunque a uno specifico tasso.
• Le tecniche di cash-flow mapping servono a riportare tutti i flussi, che trovano la
loro reale manifestazione in un numero p di date troppo numeroso per garantire
un monitoraggio affidabile, a un numero q<p di date standard, definite “nodi” o
“vertici” della curva.
© Resti e Sironi, 2008
4
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Come scegliere i vertici della term structure?
• 3 fattori da considerare:
i flussi di cassa di una banca
sono relativamente più
concentrati sulle scadenze brevi
le variazioni dei tassi di interesse a breve
sono più ampie e frequenti rispetto alle
variazioni dei tassi a lungo termine
la volatilità dei tassi di interesse è
decrescente al crescere della scadenza e
tende a un valore costante per effetto della
mean reversion dei rendimenti
• È quindi opportuno prevedere un maggior numero di nodi nel breve termine.
• La selezione dei vertici deve tenere conto anche della concreta realizzabilità di
eventuali politiche di copertura, in particolare nei mercati dei derivati.
• La scelta deve anche considerare le caratteristiche dei mercati nazionali: il Regno
Unito presenta titoli quotati con scadenze distribuite fino ai 30 anni, mentre
Germania e Italia concentrano gran parte delle emissioni entro i 10 anni.
© Resti e Sironi, 2008
5
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Tecniche di cash flow mapping basate su intervalli discreti
Il metodo delle fasce di vita residua
• Un primo modo di riportare un portafoglio di attività e passività ad un numero
limitato di nodi si basa sulla vita residua delle singole posizioni.
• Ciò che conta non è tanto la scadenza finale del contratto,
bensì la data di revisione del tasso.
• Attività/passività con scadenza simile vengono raggruppate in intervalli discreti,
ed il valore centrale di ogni intervallo viene selezionato come nodo della term
structure.
• Questa metodologia, particolarmente intuitiva, è stata scelta dal Comitato di
Basilea e dalla Banca d’Italia per misurare il rischio di tasso di interesse sul
banking book.
© Resti e Sironi, 2008
6
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Tecniche di cash flow mapping basate su intervalli discreti
Il metodo delle fasce di vita residua – il metodo del comitato di Basilea
Lo scopo del modello è definire un indicatore sintetico
di rischio di tasso sul banking book
• Le attività, le passività e le poste fuori bilancio sono divise in 14 diverse fasce di
scadenza.
• Per ognuna delle 14 fasce viene calcolata, come saldo tra attività e passività, la
posizione netta (PNi) a valore contabile.
• Tale posizione viene quindi ponderata per la duration modificata media
dell’intervallo di appartenenza (DMi) e per una variazione di tasso standard Dyi
uguale per tutte le fasce (200 punti base).
• Il risultato rappresenta una stima semplificata della possibile variazione netta di
valore delle poste appartenenti ad ogni intervallo:
DPNi   PNi  DM i  Dyi
© Resti e Sironi, 2008
7
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Tecniche di cash flow mapping basate su intervalli discreti
Il metodo delle fasce di vita residua – il metodo del comitato di Basilea
Fascia temporale
a vista e revoca
fino a 1 mese
da oltre 1 mese a 3 mesi
da oltre 3 mesi a 6 mesi
da oltre 6 mesi a 1 anno
da oltre 1 anno a 2 anni
da oltre 2 anni a 3 anni
da oltre 3 anni a 4 anni
da oltre 4 anni a 5 anni
da oltre 5 anni a 7 anni
da oltre 7 anni a 10 anni
da oltre 10 anni a 15 anni
da oltre 15 anni a 20 anni
oltre 20 anni
© Resti e Sironi, 2008
Scadenza media Duration modificata Fattore di ponderazione
(Di)
DMi = Di /(1+5%) DMi Dyi (con Dyi=2%)
0
0
0,00 %
0,5 mesi
0,04 anni
0,08 %
2 mesi
0,16 anni
0,32 %
4,5 mesi
0,36 anni
0,72 %
9 mesi
0,71 anni
1,43 %
1,5 anni
1,38 anni
2,77 %
2,5 anni
2,25 anni
4,49 %
3,5 anni
3,07 anni
6,14 %
4,5 anni
3,85 anni
7,71 %
6 anni
5,08 anni
10,15 %
8,5 anni
6,63 anni
13,26 %
12,5 anni
8,92 anni
17,84 %
17,5 anni
11,21 anni
22,43 %
22,5 anni
13,01 anni
26,03 %
8
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Tecniche di cash flow mapping basate su intervalli discreti
Il metodo delle fasce di vita residua – il metodo del comitato di Basilea
• Le diverse DPNi vengono compensate tra loro in misura piena. Si ipotizza che il
rischio di tasso si manifesti sotto forma di spostamenti paralleli della term
structure. In realtà non sempre gli shift avvengono in maniera parallela.
• La somma algebrica delle DPNi deve invece essere calcolata in maniera distinta per
le diverse valute in cui la banca opera e considerata in valore assoluto.
• Il totale di questi valori assoluti va infine rapportato al patrimonio di vigilanza
della banca per ottenere l'indicatore sintetico.
Variazione della
posizione netta
detenuta dalla banca
nella i-esima fascia e
nella j-esima valuta
© Resti e Sironi, 2008
N 1 14
  DPN
j 1 i 1
RC
ij
Patrimonio di
Vigilanza
(regulatory capital)
9
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Tecniche di cash flow mapping basate su intervalli discreti
Il metodo del comitato di Basilea: alcuni problemi metodologici
1. Il calcolo è basato sui valori contabili di attività e passività e non sui valori di
mercato.
2. Il rischio di tasso delle poste con piano di ammortamento è colto in maniera
molto imprecisa dal riferimento alla vita residua.
3. Alcune poste, come gli scoperti di conto corrente, hanno data di ridefinizione del
tasso effettiva diversa da quella contrattuale.
4. Alcune poste includono opzioni implicite.
5. È necessario includere anche l’effetto delle posizioni “sotto la linea”.
6. La scelta di uno shift parallelo di 200 punti base nella curva dei tassi è arbitraria
e non consente di realizzare un vero e proprio sistema di cash flow mapping delle
attività e passività.
© Resti e Sironi, 2008
10
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Tecniche di cash flow mapping basate su intervalli discreti
Il metodo della vita residua modificata
• Il grado di rischio di una attività/passività a tasso fisso non dipende soltanto
dalla sua vita residua, ma anche dalla presenza e dalla consistenza di eventuali
cedole intermedie.
Sarebbe preferibile classificare le attività e le passività in intervalli discreti
utilizzando la duration modificata
•
Mentre la vita residua delle posizioni è informazione nota per le banche, la
duration può non esserlo, soprattutto per quelle attività/passività non soggette
al mark-to-market.
•
Adottando il metodo della vita residua modificata è possibile utilizzare
intervalli basati sulla vita residua senza trascurare l’effetto di eventuali cedole
intermedie.
© Resti e Sironi, 2008
11
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Tecniche di cash flow mapping basate su intervalli discreti
Il metodo della vita residua modificata
• Si tratta di classificare le posizioni della banca in un sistema di intervalli basati
Duration modificata (anni)
sulla duration disponendo soltanto di informazioni sulla loro vita residua e
sull’entità della cedola.
• La figura a fianco illustra la relazione
10
tra vita residua e duration modificata
nel caso di titoli con cedola di diversa
entità.
7,5
• La concavità della curva aumenta al
crescere della cedola. Una diversa
cedola modifica la relazione tra
duration modificata e vita residua.
5
2,5
• Per semplicità nel modello sono
Cedola =0%
Cedola =2%
Cedola =5%
Cedola =15%
0
0
2,5
5
7,5
10
considerate solo due di queste curve,
rappresentative dei casi di cedola
modesta e di cedola elevata.
Tempo a scadenza (anni)
© Resti e Sironi, 2008
12
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Tecniche di cash flow mapping basate su intervalli discreti
Il metodo della vita residua modificata
10,00
8,00
8,00
6,00
6,00
Duration modificata (anni)
Duration modificata (anni)
Cedola
bassa
10,00
4,00
2,00
Cedola
elevata
4,00
2,00
0,00
0,00
0
2
4
6
Tempo a scadenza (anni)
8
10
0
2
4
6
8
Tempo a scadenza (anni)
10
• Tracciando sugli assi verticali una serie di intervalli di duration modificata (ad
esempio da 0 a 1 anno, da 1 a 2 anni, etc.), i cui valori centrali rappresentano i q
nodi della curva zero coupon della banca, è possibile “tradurre” queste classi in
altrettanti intervalli definiti sugli assi orizzontali, cioè in termini di vita residua.
• Ad esempio un’attività con vita residua di 9 anni e 3 mesi ed una cedola bassa
cadrà nella fascia con duration modificata tra gli otto e i dieci anni.
© Resti e Sironi, 2008
13
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Il clumping
• Il metodo del clumping “traduce” i flussi di cassa reali di un’attività/passività in
un insieme di flussi fittizi associati a scadenze che coincidono con uno o più nodi
della term structure.
• Ogni flusso reale viene scomposto in due flussi di cassa fittizi con scadenza pari
al vertice che precede e al vertice che segue la scadenza del flusso di cassa reale.
• La creazione dei flussi fittizi deve avvenire senza alterare in modo rilevante le
caratteristiche delle singole attività/passività di partenza.
• Per dividere un flusso reale con scadenza t in due flussi virtuali, aventi scadenze
n e n+1 (con n<t<n+1), è necessario che i nuovi flussi garantiscano:
1.l’equivalenza dei valori di mercato: la somma dei valori di mercato
dei due flussi fittizi deve essere uguale al valore di mercato del flusso reale;
2.L’equivalenza della rischiosità (in termini di duration
modificata): la rischiosità media ponderata dei due flussi fittizi deve
essere pari alla rischiosità del flusso reale.
© Resti e Sironi, 2008
14
Rischio e valore nelle banche
Il clumping
• Analiticamente:
I modelli basati sul cash flow mapping
Valore nominale del flusso in scadenza in t
Tasso associato alla scadenza n
Ft
Fn
Fn1

VM


VM

VM


n
n 1
n
n 1
 t 1  i t




1

i
1

i

t
n
n 1

VM n
VM n1
VM n
VM n1
 DM  DM

DM

DM

DM
t
n
n 1
n
n 1

VM n  VM n1
VM n  VM n1
VM t
VM t
Valore di mercato del flusso che scade in n+1
Duration modificata del flusso che scade in n
• Il primo vincolo consente di mantenere invariato il valore attuale del portafoglio.
• Il secondo vincolo viene invece imposto per evitare che di fronte a una certa
variazione dei tassi zero-coupon delle diverse scadenze (t, n e n+1) il valore di
mercato del flusso reale subisca una variazione differente da quelle registrate dai
flussi fittizi in cui viene scomposto.
© Resti e Sironi, 2008
15
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Il clumping
• I valori di mercato che soddisfano entrambi i vincoli e risolvono il sistema sono:

DM t  DM n1 

VM n  VM t DM  DM 

n
n 1

VM  VM DM n  DM t 
t
 n1
DM n  DM n1 
• I valori nominali dei due flussi fittizi risultano pari a:
n




DM t  DM n1 
DM

DM
(
1

i
)
t
n1
n1
(1  in1 ) n  Ft
 Fn  VM t
DM n  DM n1 
DM n  DM n1  (1  it )t


n1




MD

MD
DM

DM
(
1

i
)
n

1
 F  VM
n
t
n
t
n
(1  in )  Ft
n

1
t
t





MD

MD
DM

DM
(
1

i
)
n
n1
n
n1
t

© Resti e Sironi, 2008
16
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Il clumping - esempio
• Supponiamo di mappare un flusso reale di valore nominale pari 50.000 euro, con
scadenza pari a 3 anni e 3 mesi.
• La term-structure adottatata dalla banca è la seguente:
• Il tasso zero-coupon relativo alla scadenza 3,25 non è
presente nella tabella; esso può essere ricavato per
interpolazione lineare dei due tassi adiacenti relativi
alle scadenze 3 e 4 anni, e risulta pari a 3,55%.
• Scomponiamo il flusso a 3,25 anni in due flussi fittizi
con scadenza rispettivamente pari a 3 e 4 anni.
• Il valore di mercato e la duration modificata del
flusso di cassa reale sono:
© Resti e Sironi, 2008
VM t 
Ft
50 .000

 44 .640 ,82
t
3, 25
1  it  1,0355 
DM t 
Dt
3,25

 3,139
1  it  1,0355 
Scadenza
(anni)
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
9 mesi
12 mesi
18 mesi
2 anni
3 anni
4 anni
5 anni
7 anni
10 anni
15 anni
30 anni
Tasso zerocoupon
2,80%
2,85%
2,90%
3,00%
3,10%
3,15%
3,25%
3,35%
3,50%
3,70%
3,80%
3,90%
4,00%
4,10%
4,25%
17
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Il clumping - esempio
• Calcoliamo ora le duration modificate dei due flussi fittizi con scadenza nei due
nodi adiacenti della curva, 3 e 4 anni:
Dn
3
DM n 

 2,899
1  in  1,035 
DM n1 
Dn1
4

 3,857
1  in1  1,037 
• Abbiamo ora i dati necessari per calcolare il valore di mercato e nominale dei
flussi fittizi:
3,139  3,857   33 .464 ,45

VM

44
,
640
,
82

3
 n



F

VM

1

3
,
5
%
 37 .102 ,63


2
,
899

3
,
857


3
3


4


2
,
899

3
,
139



F

VM

1

3
,
7
%
 12 .924 ,56
VM  44 .640 ,82 
4
 11 .176 ,37  4
n 1

2,899  3,857 
• Il valore di mercato del flusso con scadenza nel nodo a 3 anni è superiore a quello
del flusso con scadenza nel nodo a 4 anni in modo che la duration modificata
media ponderata dei due flussi fittizi sia uguale alla duration modificata del flusso
reale (condizione 2, slide 15).
© Resti e Sironi, 2008
18
)
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Il clumping basato sulla price volatility
• Una variante del clumping si fonda sull’equivalenza fra la volatilità del valore di
mercato (price volatility) del flusso originario e la volatilità complessiva del
valore di mercato delle due nuove posizioni virtuali.
• La seconda equazione del sistema necessario per ricavare i valori dei due flussi
fittizi nei quali viene idealmente scomposta la posizione reale viene quindi
sostituita dalla seguente:
Rapporto fra il valore di mercato del flusso in n e il
valore di mercato del flusso originario (VMn/VMt)
     1     n21  2   1    n n 1n, n 1
2
t
Volatilità
delle
variazioni di
prezzo dei
titoli zero
coupon
2
2
n
2
Coefficiente di correlazione fra le variazioni di
prezzo dei titoli zero coupon con scadenza in n e n+1
Essendo un’equazione di secondo grado si ottengono due soluzioni
per  ed è necessario imporre che 0 ≤  ≤1 per ottenere la
scomposizione del flusso originale
© Resti e Sironi, 2008
19
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Conclusioni
• Il clumping conduce a risultati più precisi, ma richiede una conoscenza
dettagliata di tutti i flussi di cassa di cui si compone un’attività/passività e viene
solitamente applicato a porzioni limitate del bilancio.
• Il criterio delle fasce di vita residua comporta solo la conoscenza della
scadenza delle singole posizioni e del tipo di cedola ad esse associata ed è
generalmente adottato per stimare il rischio di tasso dell’intera banca.
• Indipendentemente dal metodo utilizzato, ricondotti i flussi di cassa attivi e
passivi ad un insieme di q<p nodi della curva dei tassi zero coupon, è possibile:
1. Stimare gli
effetti sul valore di
mercato del
patrimonio della
banca di variazioni
dei tassi delle
diverse scadenze.
© Resti e Sironi, 2008
3. Impostare politiche
di copertura per
immunizzare il valore
2. Impostare politiche di gestione di mercato del
del rischio di interesse per sfruttare patrimonio della
banca alle variazioni
aspettative di variazione dei tassi
dei tassi di mercato.
delle diverse scadenze.
20
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Esercizi/1
1. Una banca ha in portafoglio un Buono del Tesoro zero coupon con
vita residua di 22 mesi e valore nominale di un milione di euro. La
banca vuole effettuare il mapping di questa posizione ai nodi a 18
e a 24 mesi della sua curva dei tassi. I rendimenti zero coupon
associati con tali scadenze sono 4,2% e 4,5%. Trovate i valori
facciali dei due flussi di cassa virtuali associati con tali due nodi,
utilizzando una tecnica di clumping basata sull’invarianza del
valore di mercato e della duration modificata.
© Resti e Sironi, 2008
21
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Esercizi/2
2. Quale delle seguenti posizioni potrebbero essere accorpate nello
stesso intervallo se si adotta il metodo della vita residua
modificata?
a.Titoli zero coupon con vita residua tra 6 e 8 anni e titoli con
cedola con vita residua tra 7 e 9,5 anni.
b.Tutti i titoli con cedola annualizzata non superiore al 3%
c.Titoli con cedola con vita residua tra 6 e 8 anni e titoli zero
coupon con vita residua tra 7 e 9,5 anni.
d.Tutti i titoli con cedola annualizzata superiore al 3%
© Resti e Sironi, 2008
22
Rischio e valore nelle banche
I modelli basati sul cash flow mapping
Esercizi/3
3. La
Banca X adotta una curva dei tassi zero coupon (term
structure) con nodi a un mese, tre mesi, sei mesi, un anno e due
anni. La banca detiene un titolo che paga una cedola di 6 milioni
di euro tra otto mesi e un altro flusso di cassa (cedola più
capitale) di 106 milioni di euro tra un anno e otto mesi. Usando
una tecnica di clumping basata sulla corrispondenza tra valori
attuali e tra duration modificate, e assumendo che la term
structure sia attualmente piatta, al 5% per tutte le scadenze,
indicate quali flussi di cassa (in valore nominale) la banca dovrà
attribuire ai nodi a tre mesi, sei mesi, un anno e due anni.
© Resti e Sironi, 2008
23
Scarica

Capitolo 03