CAPO I
NATURA E OGGETTO DELL’APPALTO
Art. 1: Oggetto dell’appalto
L’appalto ha per oggetto l’esecuzione di tutti i lavori edili e impiantistici necessari per la ristrutturazione
edilizia dell’edificio denominato “Palazzo degli Stemmi” sito nel Comune di Torino, in Via Po 29 – 37 per la
porzione di VIA MONTEBELLO n.1 dove saranno insediati gli alloggi residenza per gli studenti.
Sono comprese nell’appalto opere edili ed impiantistiche di finitura e/o completamento e tutti i lavori, le
prestazioni, le forniture e le provviste necessarie per dare il lavoro completamente compiuto e secondo le
condizioni stabilite dal presente capitolato d’appalto, con le caratteristiche tecniche, qualitative e quantitative
previste dal progetto esecutivo con i relativi allegati, dei quali l’appaltatore dichiara di aver preso completa
ed esatta conoscenza.
L’esecuzione dei lavori è sempre e comunque effettuata secondo le regole dell’arte e l’appaltatore deve
conformarsi alla massima diligenza nell’adempimento dei propri obblighi; è tenuto inoltre a dare esecuzione
all’oggetto dell’appalto nel modo più completo ed estensivo anche se la descrizione dell’oggetto stesso si
limita ad indicare gli elementi essenziali per la sua determinazione.
Interpretazioni elaborati
In caso di discordanza, incongruenza o difformità di documentazioni, disegni o tra i vari elaborati di progetto,
vale l’interpretazione più aderente alle finalità per le quali il lavoro è stato progettato e comunque quella
meglio rispondente ai criteri di ragionevolezza e di buona tecnica esecutiva; e comunque tale interpretazione
deve essere sempre a vantaggio delle esigenze e corrispondere agli interessi della Stazione Appaltante.
In caso di mancanza totale di documentazione il Direttore dei lavori provvederà tempestivamente a fornire
qualsiasi informazione all’Appaltatore.
Elenco dei lavori
I lavori che formano oggetto dell'appalto possono riassumersi come appresso indicato, salvo più precise
indicazioni che possono trovarsi nel proseguo del documento e/o che all'atto esecutivo potranno essere
impartite dalla D.L.. Le indicazioni seguenti si intendono successive alle demolizioni delle pareti interne non
portanti laddove esistenti e previste in demolizione dalla sovrapposizione del progetto con la situazione
attuale.
Quale lavorazione preventiva a tutte le lavorazioni si intende lo sgombero e pulizia dei piani da macerie
e materiale di risulta esistente compresa la pulizia dei cunicoli di collegamento tra la centrale tecnologica
e i locali, compresa la rimozione di impiantistica superflua con lo stoccaggio alle discariche.
Piano Interrato lato via Montebello:
i locali sono direttamente accessibili dall’ ascensore e dalla scala, dall’ingresso di via Montebello.
Il progetto prevede la realizzazione di: un locale per attività fisica che sarà successivamente attrezzata dal
gestore, il locale è completo di spogliatoi e servizi igienici con docce, locali tecnici, una parete con vano
porta, sistemazione della scala di accesso al piano 1° interrato, ricostruzione di una parte di soletta.
In tutti questi locali è prevista la realizzazione di opere di finitura, rinzaffo delle nuove murature, intonaco,
decorazione, pavimenti e rivestimenti in gres porcellanato in tutti i locali tranne la palestra dove il pavimento
sarà in gomma, porte e serramenti in metallo, sistema di controllo dei fumi, impianto di riscaldamento, idrico
e di illuminazione.
Si dovranno prevedere opere strutturali per la ricostruzione della soletta e dove saranno necessarie aperture
di vani porta, oltre alle necessarie lavorazioni per la riquadratura della stessa.
Il locale è dotato di uscita di sicurezza verso l’esterno attraverso una scala a cielo libero già realizzata.
Piano Interrato lato via Po:
Il progetto prevede la realizzazione di: locali di servizio per gli alloggi ed in particolare una lavanderiastireria, dei magazzini biancheria e deposito bagagli, servizio igienico e deposito materiali per le pulizie
generali e un deposito per materiale di manutenzione. Questi locali saranno raggiungibili attraverso la scala
raggiungibile dal cortile interno o attraverso la scala 4 del palazzo.
1
In tutti questi locali è prevista la realizzazione di opere di finitura, rinzaffo delle nuove murature, intonaco,
decorazione, pavimenti e rivestimenti in gres porcellanato, porte e serramenti in metallo, sistema di controllo
dei fumi, impianto di riscaldamento, idrico e di illuminazione.
Dove
sarà necessario l’apertura di un vano porta si dovranno prevedere le opere strutturali di
consolidamento, oltre alle necessarie lavorazioni per la riquadratura della stessa.
Piano terreno:
Il progetto prevede: rimozione,revisione e posa del montascale elettrico per disabili, rimozione della
pavimentazione esistente in ceramica,
rimozione del rivestimento ceramico esistente alle pareti,
realizzazione della sala per la lettura e consultazione riviste e giornali, realizzazione della Reception con
annesso l’ufficio del responsabile, locale destinato al servizio di controllo della sicurezza dotato di telecamere
a circuito interno, servizi igienici, accesso alla scala esterna di sicurezza dal lato cortile .
Dove
sarà necessario l’apertura di un vano porta si dovranno prevedere le opere strutturali di
consolidamento, oltre alle necessarie lavorazioni per la riquadratura della stessa.
In tutti questi locali è prevista la realizzazione di opere di finitura, rinzaffo, intonaco delle nuove murature,
ripristini di intonaci esistenti ammalorati ed esecuzione degli intonaci dove sono stati rimossi i rivestimenti in
ceramica, la decorazione di tutte le superfici murarie, pavimenti e rivestimenti in gres porcellanato,
pavimento in pietra all’ingresso, sistema di controllo dei fumi, impianto di riscaldamento, idrico, elettrico e di
illuminazione.
Sono previsti controsoffitti come da tavola di progetto.
Revisione degli infissi esistenti, fornitura e posa di nuovi serramenti interni.
Piano ammezzato:
Il progetto prevede: rimozione pavimenti e rivestimenti delle pareti esistenti, rimozione del rivestimento in
pietra delle spallette dei vani di passaggio ai vani scala, apertura di vani porta e relative opere strutturali di
consolidamento, riquadrature delle stesse, creazione di rampa di collegamento tra il corpo di fabbrica di via
Montebello e il corpo di fabbrica di via Po, realizzazione di nuove tramezzature per la realizzazione di:
camere doppie e singole e relativi servizi igienici, locale soggiorno, locale scaldavivande.
In tutti questi locali è prevista la realizzazione di opere di finitura, rinzaffo e intonaco delle nuove murature,
ripristini di intonaci esistenti ammalorati ed esecuzione degli intonaci dove sono stati rimossi i rivestimenti in
ceramica , decorazione di tutte le superfici murarie, nuova pavimentazione e rivestimenti in gres
porcellanato, sistema di controllo dei fumi, impianto di riscaldamento, idrico, elettrico e di illuminazione.
Sono previsti controsoffitti come da tavola di progetto.
Revisione degli infissi esistenti, fornitura e posa di nuovi serramenti interni.
Piani primo secondo e terzo:
Il progetto prevede: demolizione di muri e relative opere strutturali di consolidamento della struttura
esistente, rimozione pavimenti e rivestimenti delle pareti esistenti, rimozione del rivestimento in pietra delle
spallette dei vani di passaggio alle scale, apertura di vani porta e relative opere strutturali di
consolidamento, riquadrature delle stesse, creazione di rampa di collegamento tra il corpo di fabbrica di via
Montebello e il corpo di fabbrica di via Po, realizzazione di nuove tramezzature per la realizzazione di:
camere doppie e singole e relativi servizi igienici, locali per attività didattiche e creative, locali scaldavivande.
In tutti questi locali è prevista la realizzazione di opere di finitura, rinzaffo e intonaco delle nuove murature,
ripristini di intonaci esistenti ammalorati ed esecuzione degli intonaci dove sono stati rimossi i rivestimenti in
ceramica, decorazione di tutte le superfici murarie, nuova pavimentazione e rivestimenti in gres porcellanato,
sistema di controllo dei fumi, impianto di riscaldamento, idrico, elettrico e di illuminazione.
Revisione degli infissi esistenti, fornitura e posa di serramenti interni.
Sono previsti controsoffitti come da tavola di progetto.
Piano Sottotetto lato via Montebello:
Il progetto prevede la sola decorazione dei locali esistenti.
Tutte le scale verranno protette tramite l’inserimento di porte REI a due battenti, a chiusura del pianerottolo.
Piano Sottotettolato lato via Po:
Il progetto prevede: realizzazione di un blocco servizi con locale ripostiglio, 11 monolocali composti da
camera-soggiorno con angolo cottura e bagno. Saranno realizzate nuove tramezzature per la delimitazioni
2
degli alloggi e dei servizi igienici. In tutti i locali è prevista la realizzazione di opere di finitura, rinzaffo delle
murature, intonaco, decorazione, pavimenti e rivestimenti in gres porcellanato, sistema di controllo dei fumi,
impianto di riscaldamento, idrico elettrico e di illuminazione. Fornitura e posa di serramenti interni costituiti
da porte in legno per i locali e porte in legno di accesso al sottottetto per opere di manutenzione.
Sono previsti controsoffitti nelle parti di corridoio e disimpegno agli alloggi e all’interno degli alloggi come da
elaborati di progetto.
Sono previste porte REI a due battenti, a protezione delle scale di accesso al piano e dei locali tecnici.
Il vano scala di Via Montebello, a tutti i piani verrà protetto e isolato dai fumi e dal fuoco mediante
l’inserimento di porte REI a due battenti.
L’intervento generale oggetto del presente progetto esecutivo permetterà di ottenere un impianto di
ricezione a servizio degli studenti con una capacità di 62 posti letto, articolati in 14 camere singole e 24
doppie di cui 11 monolocali, articolate tra il piano ammezzato, primo, secondo, terzo e sottotetto.
La creazione delle camere avverrà attraverso la totale o parziale demolizione dei tramezzi esistenti, tutti i
locali avranno pavimento in ceramica e porte in legno, mentre
I dislivelli di quota tra i due corpi del fabbricato verranno compensati con la creazione di piccole rampe e di
scale, affiancate da montascale, in maniera tale da permettere l’accessibilità ad i portatori di handicap.
Tutte le scale verranno protette tramite l’inserimento di porte REI a due battenti a chiusura del pianerottolo.
Tutti gli interventi edilizi saranno completati con illuminazione, telefonia, e impiantistica generale e tutte le
dotazioni tecniche di base per il completo e totale utilizzo degli spazi.
L’esecuzione dei lavori è sempre e comunque effettuata secondo le regole dell’arte e l’appaltatore deve
conformarsi alla massima diligenza nell’adempimento dei propri obblighi; è tenuto inoltre a dare esecuzione
all’oggetto dell’appalto nel modo più completo ed estensivo anche se la descrizione dell’oggetto stesso si
limita ad indicare gli elementi essenziali per la sua determinazione.
Nel seguito e negli altri documenti contrattuali l’Università degli Studi di Torino sarà indicata come “Stazione
Appaltante”, l’Impresa esecutrice delle opere come “Appaltatore”.
Art. 2: Qualità e accettazione dei materiali in genere
I materiali da impiegare per i lavori compresi nell’appalto devono corrispondere, come caratteristiche, a
quanto stabilito nelle leggi e nei regolamenti ufficiali vigenti in materia; in mancanza di particolari
prescrizioni, devono essere delle migliori qualità esistenti in commercio, in rapporto alla funzione cui sono
stati destinati; in ogni caso i materiali, prima della posa in opera, devono essere riconosciuti idonei e
accettati dalla Direzione lavori, anche a seguito di specifiche prove di laboratorio o di certificazioni fornite dal
produttore.
Qualora la direzione dei lavori rifiuti una qualsiasi provvista di materiali in quanto non adatta all’impiego,
l’impresa deve sostituirla con altra che corrisponda alle caratteristiche volute; i materiali rifiutati devono
essere allontanati immediatamente dal cantiere a cura e a spese della stessa impresa.
In materia di accettazione dei materiali, qualora eventuali carenze di prescrizioni comunitarie (dell’Unione
europea) nazionali e regionali, ovvero la mancanza di precise disposizioni nella descrizione contrattuale dei
lavori possano dare luogo a incertezze circa i requisiti dei materiali stessi, la direzione lavori ha facoltà di
ricorrere all’applicazione di norme speciali, ove esistano, siano esse nazionali o estere.
Entro 60 giorni dalla consegna dei lavori o, in caso di materiali o prodotti di particolare complessità, entro 60
giorni antecedenti il loro utilizzo, l’Appaltatore presenta alla Direzione dei lavori, per l’approvazione, la
campionatura completa di tutti i materiali, manufatti, prodotti, ecc. previsti o necessari per dare finita in ogni
sua parte l’opera oggetto dell’appalto.
L’accettazione dei materiali da parte della direzione dei lavori non esenta l’Appaltatore dalla totale
responsabilità della riuscita delle opere, anche per quanto può dipendere dai materiali stessi.
3
CAPO II
DESCRIZIONE, FORMA E PRINCIPALI DIMENSIONI DELLE OPERE
Art. 3: Interpretazioni elaborati.
In caso di discordanza, incongruenza o difformità di documentazioni, disegni o tra i vari elaborati di progetto,
vale l’interpretazione più aderente alle finalità per le quali il lavoro è stato progettato e comunque quella
meglio rispondente ai criteri di ragionevolezza e di buona tecnica esecutiva; e comunque tale interpretazione
deve essere sempre a vantaggio delle esigenze e corrispondere agli interessi della Stazione Appaltante.
In caso di mancanza totale di documentazione il Direttore dei lavori provvederà tempestivamente a fornire
qualsiasi informazione all’Appaltatore.
Art. 4: Elenco Tavole e documenti che compongono il progetto esecutivo
DOC. DESCRITTIVA
DOC. 0.1
DOC. 0.2
DOC. 0.3
DOC. 0.4
DOC. 0.5
DOC. 0.6
RELAZIONE GENERALE E CRONOPROGRAMMA
SCHEMA DI CONTRATTO
CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO
ELENCO PREZZI UNITARI
COMPUTO METRICO ESTIMATIVO
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO - FASCIOLO TECNICO
REL. 0.1
REL. 0.2
RELAZIONE E CALCOLO IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI
RELAZIONE E CALCOLO IMPIANTI TERMICO-FLUIDICO
PROGETTO ARCHITETTONICO OPERE EDILI RESIDENZA PER STUDENTI
ESE. 01
ESE. 02
ESE. 03
ESE. 04
ESE. 05
ESE. 06
ESE. 07a
ESE. 07b
ESE. 07c
ESE. 08
ESE. 09
ESE. 10
PIANTA PIANO INTERRATO
PIANTA PIANO TERRA
PIANTA PIANO AMMEZZATO
PIANTA PIANO PRIMO
PIANTA PIANO SECONDO
PIANTA PIANO TERZO
PIANTA PIANO SOTTOTETTO -APIANTA PIANO SOTTOTETTO -BPIANTA PIANO SOTTOTETTO -CABACO SERRAMENTI INTERNI
ABACO SERRAMENTI ESTERNI
ABACO MURATURE
TAVOLE IMPIANTO TERMICO RESIDENZA PER STUDENTI
TER. 01
TER. 02
TER. 03
TER. 04
TER. 05
TER. 06
TER. 07
TER. 08
PIANTE PIANO INTERRATO
PIANTE PIANO TERRA
PIANTE PIANO AMMEZZATO
PIANTE PIANO PRIMO
PIANTE PIANO SECONDO
PIANTE PIANO TERZO
PIANTE PIANO SOTTOTETTO
SCHEMA CENTRALE TERMICA
4
TER. 09
TER. 10
TER. 11
TER. 12
SCHEMA FUNZIONALE
SCHEMA SANITARIO
UTA PALESTRA EDISU
SCHEMI IMPIANTO TELEGESTIONE
TAVOLE IMPIANTO SANITARIO RESIDENZA PER STUDENTI
SAN. 01
SAN. 02
SAN. 03
SAN. 04
SAN. 05
SAN. 06
SAN. 07
SCA. 01
SCA. 02
SCA. 03
SCA. 04
SCA. 05
SCA. 06
SCA. 07
SCA 08
SCA 09
PIANTE PIANO INTERRATO
PIANTE PIANO TERRA
PIANTE PIANO AMMEZZATO
PIANTE PIANO PRIMO
PIANTE PIANO SECONDO
PIANTE PIANO TERZO
PIANTE PIANO SOTTOTETTO
PIANTE PIANO INTERRATO
PIANTE PIANO TERRA
PIANTE PIANO AMMEZZATO
PIANTE PIANO PRIMO
PIANTE PIANO SECONDO
PIANTE PIANO TERZO
PIANTE PIANO SOTTOTETTO
SEZIONE SCARICHI
PARTICOLARI DEGLI SCARICHI
IMPIANTI ELETTRICI
CANALIZZAZIONI - F.M. – LUCE – SERVIZI GENERALI
CANALIZZAZIONI E DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
IE-C01B
IE-C02B
IE-C03B
IE-C04B
IE-C05B
IE-C06B
IE-C07A
IE-C07B
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
INTERRATO – LATO RESIDENZE – CANALIZZAZIONI E DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
TERRA – LATO RESIDENZE – CANALIZZAZIONI E DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
AMMEZZATO – LATO RESIDENZE – CANALIZZAZIONI E DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
PRIMO – LATO RESIDENZE – CANALIZZAZIONI E DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
SECONDO – LATO RESIDENZE – CANALIZZAZIONI E DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
TERZO – LATO RESIDENZE – CANALIZZAZIONI E DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
SOTTOTETTO – CANALIZZAZIONI E DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
SOTTOTETTO – CANALIZZAZIONI E DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
IE-F01B
IE-F02B
IE-F03B
IE-F04B
IE-F05B
IE-F06B
IE-F07A
IE-F07 B
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
INTERRATO – LATO RESIDENZE – IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
TERRA – LATO RESIDENZE – IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
AMMEZZATO – LATO RESIDENZE – IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
PRIMO – LATO RESIDENZE – IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
SECONDO – LATO RESIDENZE – IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
TERZO – LATO RESIDENZE – IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
SOTTOTETTO – IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
SOTTOTETTO – IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
IE-I01B
IE-I02B
IE-I03B
IE-I04B
IE-I05B
IE-I06B
IE-I07A
IE-I07 B
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
INTERRATO – LATO RESIDENZE – ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
TERRA – LATO RESIDENZE – ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
AMMEZZATO – LATO RESIDENZE – ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
PRIMO – LATO RESIDENZE – ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
SECONDO – LATO RESIDENZE – ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
TERZO – LATO RESIDENZE – ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
SOTTOTETTO – ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
SOTTOTETTO – ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
5
SERVIZI GENERALI
IE-G01B
IE-G02B
IE-G03B
IE-G04
IE-G05B
IE-G06B
SCHEMA A BLOCCHI SISTEMA DI ALIMENTAZIONE
SCHEMA A BLOCCHI DISTRIBUZIONE PRIMARIA
SCHEMA A BLOCCHI ILLUMINAZIONE EMERGENZA
SCHEMA A BLOCCHI IMPIANTO ANTENNA TV-SAT
LATO RESIDENZE – IMPIANTO DI TERRA
SCHEMA A BLOCCHI CABLAGGIO RETE TD-FONIA
RACCOLTA QUADRI ELETRICI
SCH-D0
SCH-D1
SCH-D2
SCH-D3
SCH-D4
SCH-D5
SCH-D6
SCH-D7
SCH-D8
SCH-D9
SCH-D10
SCH-D11
SCH-D12
SCH-D13
SCH-D14
SCH-D15
SCH-D16
SCH-D17
QUADRO EDIFICIO
QUADRO PIANO INTERRATO
QUADRO PIANO TERRA E COMANDI E CONTROLLO CENTRALIZZATO
QUADRO PIANO AMMEZZATO
QUADRO PIANO PRIMO
QUADRO PIANO SECONDO
QUADRO PIANO TERZO
QUADRO PIANO SOTTOTETTO
QUADRO ZONA DEPOSITI
QUADRO BLOCCO SERVIZI IGIENICI PIANO
QUADRO LOCALE LAVANDERIA
QUADRO CAMERA TIPO
QUADRO SOGGIORNO TIPO
QUADRO SALA PC
QUADRO CUCINA
QUADRO BIBLIOTECA
QUADRO ESTRAZIONE SERVIZI IGIENICI
QUADRO ESPULSIONE FUMI
IMPIANTI ANTINCENDIO
RIVELAZIONE INCENDI
IR-01B
IR-02B
IR-03B
IR-04B
IR-05B
IR-06B
IR-07A - B
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
PIANO
INTERRATO – LATO RESIDENZE – RIVELAZIONE INCENDI
TERRA – LATO RESIDENZE – RIVELAZIONE INCENDI
AMMEZZATO – LATO RESIDENZE – RIVELAZIONE INCENDI
PRIMO – LATO RESIDENZE – RIVELAZIONE INCENDI
SECONDO – LATO RESIDENZE – RIVELAZIONE INCENDI
TERZO – LATO RESIDENZE – RIVELAZIONE INCENDI
SOTTOTETTO – RIVELAZIONE INCENDI
SISTEMI ANTINCENDIO
IK-01B
IK-02B
IK-03B
IK-04B
IK-05B
IK-06B
IK-07A-B
IK-08
PIANO INTERRATO – LATO RESIDENZE – SISTEMI ANTINCENDIO
PIANO TERRA – LATO RESIDENZE – SISTEMI ANTINCENDIO
PIANO AMMEZZATO – LATO RESIDENZE – SISTEMI ANTINCENDIO
PIANO PRIMO – LATO RESIDENZE – SISTEMI ANTINCENDIO
PIANO SECONDO – LATO RESIDENZE – SISTEMI ANTINCENDIO
PIANO TERZO – LATO RESIDENZE – SISTEMI ANTINCENDIO
PIANO SOTTOTETTO – SISTEMI ANTINCENDIO
LATO RESIDENZE – SCHEMI A BLOCCHI SISTEMI ANTINCENDIO
6
Art. 5: Descrizione dei lavori.
I lavori che formano oggetto dell'appalto possono riassumersi come appresso indicato, salvo più precise
indicazioni che all'atto esecutivo potranno essere impartite dalla D. L.:
Piano interrato:
̶
Demolizione del battuto di cemento e rimozione dell’eventuale pavimento e rivestimenti.
̶
Scrostamento di intonaco su pareti esistenti.
̶
Demolizione di muri e rimozione di serramenti interni.
̶
Realizzazione battuto in cemento
̶
Taglio a sezione obbligata per l’inserimento di serramenti interni.
̶
Fornitura e posa di serramenti interni in metallo sia normali sia tagliafuoco.
̶
Realizzazione di blocchi servizi, con fornitura e posa di apparecchi sanitari, pavimenti e rivestimenti
̶
Chiusura porzione di solaio nel locale palestra (vedi tavola ESE.01)
̶
Fornitura e posa di pavimento in ceramica.
̶
Fornitura e posa di pavimento gomma per palestre.
̶
Realizzazione di pavimento in cls.
̶
Fornitura e posa di serramenti esterni in metallo.
̶
Rinzaffo e intonaci su tutti i muri di nuova costruzione e quelli ammalorati.
̶
Decorazioni su corridoi, bagni e tutti i locali a disposizione della foresteria.
̶
Lisciatura di tutti i solai.
̶
Realizzazione delle reti di smaltimento di acque bianche e acque nere.
̶
Realizzazione dell’impianto idrosanitario.
̶
Realizzazione dell’impianto di ventilazione.
̶
Realizzazione dell’impianto termico.
̶
Realizzazione dell’impianto di rilevazione e spegnimento incendi.
̶
Realizzazione dell’impianto elettrico, compresi il quadro generale e il quadro di piano; distribuzione
dell’impianto luce esterno ed interno, della forza motrice e degli impianti speciali.
Piano terra:
̶
Demolizione di muri esistenti
̶
Rimozione di pavimento in ceramica
̶
Rimozione di rivestimento esistente
̶
Rimozione di parete divisoria in alluminio e vetro
̶
Rimozione, revisione e posa del montascale per disabili
̶
Taglio a sezione obbligata per l’inserimento di serramenti interni
Scrostamento di intonaco su pareti esistenti
̶
̶
Rimozione di serramenti interni
̶
Revisione di tutti i serramenti esterni esistenti
̶
Battuto in cemento nei vani tecnici
̶
Lisciatura di tutti i solai
̶
Fornitura e posa di serramenti interni sia normali sia tagliafuoco.
̶
Realizzazione di blocchi servizi, con fornitura e posa di apparecchi sanitari sia normali che per
disabili, pavimenti e rivestimenti, porte interne in laminato o in legno.
̶
Fornitura e posa pavimento in ceramica.
̶
Rinzaffo e intonaco su tutti muri di nuova realizzazione e quelli ammalorati
̶
Decorazione in tutti i locali
̶
Realizzazione delle reti di smaltimento di acque bianche e acque nere.
̶
Realizzazione dell’impianto idrosanitario.
̶
Realizzazione dell’impianto di ventilazione.
̶
Realizzazione dell’impianto termico.
̶
Realizzazione dell’impianto di rilevazione e spegnimento incendi.
̶
Realizzazione dell’impianto elettrico, compresi il quadro generale ubicato nel piano interrato e il
quadro di piano; distribuzione dell’impianto luce esterno ed interno, della forza motrice e degli
impianti speciali.
̶
Realizzazione di controsoffitto in laterogesso come da tavole di progetto
Piano ammezzato, primo, secondo e terzo:
̶
Demolizione di muri esistenti
7
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
̶
Rimozione del pavimento in ceramica esistente
Rimozione del rivestimento in ceramica esistente
Taglio a sezione obbligata per l’inserimento di serramenti interni.
Scrostamento di intonaco su pareti esistenti
Rimozione di serramenti interni
Revisione di tutti i serramenti esterni esistenti
Battuto in cemento nei vani tecnici.
Lisciatura di tutti i solai
Creazione di rampe di collegamento tra la manica dell’edificio di via Montebello e la manica
dell’edificio di via Po
Fornitura e posa di serramenti interni sia normali sia tagliafuoco
Realizzazione di blocchi servizi, con fornitura e posa di apparecchi sanitari sia normali che per
disabili, pavimenti e rivestimenti, porte interne in laminato o in legno
Realizzazione di sottofondo con iglù nei piani primo e secondo come evidenziato nei disegni
Fornitura e posa pavimento in ceramica
Fornitura e posa di pavimento in pietra di Lucerna dove evidenziato nei disegni
Rinzaffo e intonaco su tutti muri di nuova realizzazione e quelli ammalorati
Decorazione in tutti i locali
Realizzazione delle reti di smaltimento di acque bianche e acque nere
Realizzazione dell’impianto idrosanitario
Realizzazione dell’impianto di ventilazione
Realizzazione dell’impianto termico
Realizzazione dell’impianto di rilevazione e spegnimento incendi
Realizzazione dell’impianto elettrico, compresi il quadro generale ubicato nel piano interrato e il
quadro di piano; distribuzione dell’impianto luce esterno ed interno, della forza motrice e degli
impianti speciali
Realizzazione di controsoffitto in laterogesso come da tavole di progetto
Sottotetto:
̶
Fornitura e posa di serramenti interni sia normali sia tagliafuoco.
̶
Realizzazione di pareti in muratura e in laterogesso per suddivisione dei locali.
̶
Realizzazione di blocchi servizi, con fornitura e posa di apparecchi sanitari, pavimenti e rivestimenti,
porte interne in legno.
Fornitura e posa pavimento in ceramica
̶
̶
Fornitura e posa di serramenti esterni
̶
Creazione di rampe di collegamento che permettono di superare i dislivelli tra i vari locali
̶
Rinzaffo e intonaco in tutti i locali
̶
Decorazioni in tutti i locali
̶
Realizzazione battuto in cemento nei vani tecnici
̶
Realizzazione delle reti di smaltimento di acque bianche e acque nere.
̶
Realizzazione dell’impianto idrosanitario.
̶
Realizzazione dell’impianto di ventilazione.
̶
Realizzazione dell’impianto termico.
̶
Realizzazione dell’impianto di rilevazione e spegnimento incendi.
̶
Realizzazione dell’impianto elettrico, compresi il quadro generale ubicato nel piano interrato e il
quadro di piano; distribuzione dell’impianto luce esterno ed interno, della forza motrice e degli
impianti speciali.
̶
Realizzazione di controsoffitto in laterogesso come da tavole di progetto
Facciata lato cortile su Via Montebello:
̶
Intervento di restauro della facciata del cortile: lavaggio, rimozione intonaco ammalorato,
stuccatura, e decorazione finale.
8
Art. 6: Forma e principali dimensioni delle opere.
La forma e le dimensioni delle opere, che formano oggetto dell'appalto, risultano dai disegni allegati al
contratto.
Il progetto ha l’obiettivo di ricuperare l’edificio; i lavori oggetto dell’appalto consistono nelle opere edili ed
impiantistiche utili e necessarie ad ospitare la sede degli Uffici Amministrativi dell’Università degli Studi di
Torino e della Foresteria.
Le opere previste contemplano interventi di tipo strutturale, impiantistico e funzionale per adeguare l’edificio
alla nuova destinazione d’uso.
Tutti i materiali installati saranno conformi a quanto stabilito dal punto 6.2 del D.Min.Int. 9 aprile 1994.
Impianto di cantiere
L’Impresa è tenuta ad installare e predisporre tutte le attrezzature, i mezzi d’opera e le protezioni idonee e
previste dalle normative vigenti affinché il cantiere sia in regola.
In considerazione del fatto che i lavori avvengono in edificio non occupato, l’Impresa è tenuta a delimitare
con mezzi idonei l’area d’intervento e di cantiere in ordine alle indicazioni contenute nel Piano di sicurezza ed
a quelle impartite dalla D. L., in modo da non interferire con il regolare svolgersi delle attività in regime di
sicurezza.
All’uopo sarà comunque delimitata, in accordo con la D. L., un’area per il carico e scarico dei materiali,
ubicata nei pressi del cortile.
Sarà creato un ponteggio in adiacenza al fabbricato. Avranno sviluppo in altezza dal piano di campagna al
tetto, saranno completati da debita protezione alla quota del cornicione e serviranno ad effettuare la pulizia
e la decorazione delle facciate esterne e i lavori nel sottotetto. Il loro sviluppo in pianta sarà quello utile per
permettere la salita e la discesa delle maestranze e dei materiali, e il tempo di installazione e di posa non
dovrà essere superiore a quello necessario alla realizzazione degli interventi.
L’andamento dei lavori e la perimetrazione dell’area del cantiere dovranno garantire il regolare svolgimento
delle attività esistenti.
Il cantiere e gli spazi limitrofi eventualmente coinvolti dai lavori dovranno essere quotidianamente puliti
dall’Impresa. Non è concesso per alcun motivo il deposito, anche provvisorio, di materiali ed attrezzature al
di fuori dell’area di cantiere all’uopo delimitata.
L’impresa provvederà a suo proprio carico alle spese per gli allacciamenti di cantiere di tutte le utenze
necessarie e delle eventuali spese di occupazione del suolo pubblicoalla fornitura di luce e forza motrice per
le esigenze del cantiere.
Lo spogliatoio/locale per i dipendenti potrà essere ricavato nei locali oggetto dei lavori; per i servizi igienici
destinati ai lavoratori l’Impresa provvederà inoltre all’installazione di servizi igienici prefabbricati.
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CAPO III
MODALITA’ DI ESECUZIONE DELLE OPERE
Art. 7: Demolizioni e rimozioni
Descrizione Generale
Le demolizioni di murature, calcestruzzi, ecc., sia parziali che complete, devono essere eseguite con ordine e
con le necessarie precauzioni, in modo da non danneggiare le residue murature, da prevenire qualsiasi
infortunio agli addetti al lavoro e da evitare incomodi o disturbo.
Rimane pertanto vietato gettare dall'alto i materiali in genere, che invece devono essere trasportati o guidati
in basso, e di sollevare polvere, per cui tanto le murature quanto i materiali di risulta dovranno essere
opportunamente bagnati.
Nelle demolizioni e rimozioni l'Appaltatore deve inoltre provvedere alle eventuali necessarie puntellature per
sostenere le parti che devono restare e disporre in modo da non deteriorare i materiali risultanti, i quali
devono ancora potersi impiegare nei limiti concordati con la Direzione dei lavori, sotto pena di rivalsa di
danni a favore della stazione appaltante.
Le demolizioni dovranno limitarsi alle parti ed alle dimensioni prescritte. Quando, anche per mancanza di
puntellamenti o di altre precauzioni, venissero demolite altre parti od oltrepassati i limiti fissati, saranno pure
a cura e spese dell'Appaltatore, senza alcun compenso, ricostruite e rimesse in ripristino le parti
indebitamente demolite.
Tutti i materiali riutilizzabili, a giudizio insindacabile della Direzione dei lavori, devono essere
opportunamente puliti, custoditi, trasportati ed ordinati nei luoghi di deposito che verranno indicati dalla
direzione stessa, usando cautele per non danneggiarli sia nella pulizia, sia nel trasporto, sia nei loro
assestamento e per evitarne la dispersione.
I materiali di scarto provenienti dalle demolizioni e rimozioni devono sempre dall'Appaltatore essere
trasportati fuori del cantiere nei punti indicati od alle pubbliche discariche.
Prescrizioni esecutive
Demolizione di pavimenti
di qualsiasi tipo e spessore e/o relativo sottofondo, in qualunque piano di fabbricato, compresa la discesa o
la salita a terra dei materiali, lo sgombero dei detriti le superfici prima della demolizione, compreso il
trasporto dei detriti alle discariche. Eventuale svuotamento, pulitura delle volte e sostituzione del
riempimento.
Queste operazioni dovranno essere eseguite con cautela per evitare danneggiamenti ai mattoni. Le
operazioni di svuotamento comprendono, dopo la rimozione del pavimento e del sottofondo, l’eliminazione
del materiale inerte di riempimento e rinfianco. L’asportazione di tale materiale verrà eseguita manualmente
e con la dovuta cautela: si avrà cura di procedere per strati successivi (gradualità) e mantenere sempre
bilanciato (uniformità al fine di non generare carichi asimmetrici) il carico sulla volta e sui solai.
Il nuovo materiale di riempimento sarà costituito da cls alleggerito (peso specifico 1200 kg/mc). Nel caso di
rilievi nel corso di svolgimento di queste attività di situazioni statiche non buone (per es. in corrispondenza di
fori di passaggio impianti e canalizzazioni); i ripristini con interventi localizzati di adeguamento statico
saranno valutati ed indicati caso per caso a cura del Direttore dei Lavori.
Localizzazioni:
Demolizione di pavimenti in ceramica.
La demolizione dei pavimenti e relativo sottofondo è circoscritta al fabbricato prospicente via Montebello.
Tale demolizione serve per la formazione di nuovi pavimenti e per permetere il passaggio degli impianti nel
sottofondo.
Demolizioni di tramezzi interni
E’ prevista la demolizione dei tramezzi in tutti i piani per diversa distribuzione interna.
Rimozione di tutti i rivestimenti ceramici.
Su tutti i piani e in tutti i locali, compresi i bagni, è prevista la rimozione di tutti i rivestimenti.
Rimozione serramenti interni
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Su tutti i piani e in tutti i locali è prevista la rimozione di tutti i serramenti interni.
Rimozione serramenti esterni
Su tutti i piani e in tutti i locali è prevista la rimozione di tutti i serramenti esterni.
Rimozione messa a punto e riposizionamento di montascale per disabili
All’ingresso di via Montebello sarà necessario rimuovere il montascale per disabili per poter intervenire con le
opere murarie, sarà cura dell’impresa appaltante la messa a punto dello stesso e la riposizionatura alla fine
dei lavori.
Rimozione di impianti di qualsiasi natura
Nei vari piani sarà necessario rimuovere tutti gli impianti o parti di impianto sia termoidraulico, sia sanitario,
sia elettrico, presenti nei vari locali.
Spicconatura di vecchi intonaci.
Sarà necessaria la spicconatura per gli intonaci esistenti che presentano deterioramenti.
Tutte le demolizioni comprendono l’abbassamento al piano di carico ed il trasporto alle pubbliche discariche
dei materiali di risulta.
Art. 8: Taglio a sezione obbligata
Taglio a sezione obbligata in muratura di mattoni eseguito a mano per formazione di vani, passate, sedi di
pilastri o travi, sedi di cassoni per persiane avvolgibili e serrande etc., in qualunque piano di fabbricato,
compresa la salita o discesa a terra dei materiali, lo sgombero dei detriti, il loro trasporto alle discariche,
computando i volumi prima della demolizione.
Realizzazione di passate nei muri portanti
La realizzazione delle passate nei muri portanti in mattoni verranno realizzate mediante inserimento di
doppie travi in acciaio poste, una per lato, nei muri prima della demolizione.
La posa delle travi (descritte nella scheda in allegato in funzione delle luci da realizzare ) avverrà prima su di
un lato e solo dopo indurimento della malta si potrà prevedere il taglio del muro dall’altro lato del muro.
Solo dopo la realizzazione di tale struttura si potrà provvedere alla realizzazione della breccia.
Realizzazione taglio a sezione obbligata per l’inserimento di serramenti interni e la creazione di vani passanti
in tutti i locali in progetto.
Localizzazione:
Realizzazione taglio a sezione obbligata per l’inserimento di serramenti
interni e la creazione di vani passanti dove previsto dal progetto.
Art. 9: Strutture in muratura e calcestruzzo
Descrizione Generale
Si intendono tutte le opere, provviste e lavorazioni necessarie alla realizzazione delle murature previste in
progetto per le quali si riportano a seguire le specifiche prescrizioni. Per tutte le murature, sia che si tratti di
murature portanti o di murature non portanti si dovranno adottare tutte le precauzioni e metodi di posa atti
a dare le opere a perfetta regola d’arte e con le caratteristiche qualitative ed estetico funzionali previte in
progetto.
Prescrizioni esecutive
Malte per murature
L'acqua e la sabbia per la preparazione degli impasti devono possedere i requisiti e le caratteristiche tecniche
delle vigenti disposizioni di legge.
L'impiego di malte premiscelate e premiscelate pronte è consentito, purché ogni fornitura sia accompagnata
da una dichiarazione del fornitore attestante il gruppo della malta, il tipo e la quantità dei leganti e degli
eventuali additivi. Ove il tipo di malta non rientri tra quelli appresso indicati il fornitore dovrà certificare con
prove ufficiali anche le caratteristiche di resistenza della malta stessa.
11
Le modalità per la determinazione della resistenza a compressione delle malte sono riportate nel D.M. 13
settembre 1993.
I tipi di malta e le loro classi sono definiti in rapporto alla composizione in volume; malte di diverse
proporzioni nella composizione confezionate anche con additivi, preventivamente sperimentate, possono
essere ritenute equivalenti a quelle indicate qualora la loro resistenza media a compressione risulti non
inferiore ai valori di cui al D.M. 20 novembre 1987, n. 103.
Murature in genere: criteri generali per l'esecuzione
Nelle costruzioni delle murature in genere verrà curata la perfetta esecuzione degli spigoli, delle volte,
piattabande, archi, e verranno lasciati tutti i necessari incavi, sfondi, canne e fori per ricevere le chiavi ed i
capichiavi delle volte, gli ancoraggi delle catene e delle travi a doppio T, le testate delle travi (di legno, di
ferro), le pietre da taglio e quanto altro non venga messo in opera durante la formazione delle murature.
Si terrà conto del passaggio delle canalizzazioni verticali (tubi dell'acqua potabile, canne di ventilazione e
aerazione, scarichi acqua, ecc.); del passaggio delle condutture elettriche, di telefoni e di illuminazione,
nonché di eventuali imposte delle volte e/o di archi, di dispositivi di arresto di porte e finestre, zanche,
soglie, ferriate, ringhiere, davanzali, ecc.
Quanto detto, in modo che non vi sia mai bisogno di scalpellare le murature già eseguite.
La costruzione delle murature deve iniziarsi e proseguire uniformemente, assicurando il perfetto
collegamento sia con le murature esistenti, sia fra le parti di esse.
I mattoni, prima del loro impiego, dovranno essere bagnati fino a saturazione per immersione prolungata in
appositi bagnaroli e mai per aspersione.
Essi dovranno mettersi in opera con i giunti alternati ed in corsi ben regolari e normali alla superficie
esterna; saranno posati sopra un abbondante strato di malta e premuti sopra di esso in modo che la malta
rifluisca all'ingiro e riempia tutte le connessure.
La larghezza dei giunti non dovrà essere maggiore di 8 né minore di 5 mm.
I giunti non verranno rabboccati durante la costruzione per dare maggiore presa all'intonaco od alla
stuccatura.
Le malte da impiegarsi per la esecuzione delle murature dovranno essere passate al setaccio per evitare che
i giunti fra i mattoni riescano superiori al limite di tolleranza fissato.
Le murature di rivestimento saranno fatte a corsi bene allineati e dovranno essere opportunamente collegate
con la parte interna.
Se la muratura dovesse eseguirsi con paramento a vista (cortina) si dovrà avere cura di scegliere per le
facce esterne i mattoni di migliore cottura, meglio formati e di colore più uniforme, disponendoli con perfetta
regolarità e ricorrenza nelle connessure orizzontali, alternando con precisione i giunti verticali.
In questo genere di paramento i giunti non dovranno avere larghezza maggiore di 5 mm e, previa loro
raschiatura e pulitura, dovranno essere profilate con malta idraulica o di cemento, diligentemente compresse
e lisciate con apposito ferro, senza sbavatura.
Le sordine, gli archi, le piattabande e le volte dovranno essere costruite in modo che i mattoni siano sempre
disposti in direzione normale alla curva dell'intradosso e la larghezza dei giunti non dovrà mai eccedere i 5
mm all'intradosso e 10 mm all'estradosso.
All'innesto con muri da costruirsi in tempo successivo dovranno essere lasciate opportune ammorsature in
relazione al materiale impiegato.
I lavori di muratura, qualunque sia il sistema costruttivo adottato, debbono essere sospesi nei periodi di
gelo, durante i quali la temperatura si mantenga, per molte ore, al disotto di zero gradi centigradi.
Quando il gelo si verifichi solo per alcune ore della notte, le opere in muratura ordinaria possono essere
eseguite nelle ore meno fredde del giorno, purché al distacco del lavoro vengano adottati opportuni
provvedimenti per difendere le murature dal gelo notturno.
Le impostature per le volte, gli archi, ecc. devono essere lasciate nelle murature sia con gli addentellati
d'uso, sia col costruire l'origine delle volte e degli archi a sbalzo mediante le debite sagome, secondo quanto
verrà prescritto.
La Direzione dei lavori stessa potrà ordinare che sulle aperture di vani e di porte e finestre siano collocati
degli architravi (cemento armato, acciaio) delle dimensioni che saranno fissate in relazione alla luce dei vani,
allo spessore del muro ed al sovraccarico.
Nel punto di passaggio fra le fondazioni entro terra e la parte fuori terra sarà eseguito un opportuno strato
(impermeabile, drenante, ecc.) che impedisca la risalita per capillarità.
Localizzazione:
Realizzazione di muro in mattoni
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Al piano interrato, lato cortile di via Montebello, sarà realizzato un muro in mattoni a tamponamento del
vano scala che porta al primo piano interrato
Costruzione di tramezzature interne.
Tutte le nuove pareti della Foresteria e i muri divisori saranno costruite in mattoni da 12 cm., tutti i muri
divisori tra wc saranno realizzati in mattoni da 12 cm. in pannelli di laminato plastico autoportante.
Costruzioni di pareti in laterogesso
Le pareti perimetrali dei wc e quelle degli uffici che danno sui corridoi, verranno realizzati in laterogesso
dello spesore di 12 cm.
Opere e strutture di calcestruzzo
Descrizione Generale
Impasti di conglomerato cementizio
Gli impasti di conglomerato cementizio dovranno essere eseguiti in conformità di quanto previsto
nell'allegato 1 del D.M. 9 gennaio 1996.
La distribuzione granulometrica degli inerti, il tipo di cemento e la consistenza dell'impasto, devono essere
adeguati alla particolare destinazione del getto ed al procedimento di posa in opera del conglomerato
intendendo che le forniture dei calcestruzzi deve essere resa a prestazione.
Il quantitativo d'acqua deve essere il minimo necessario a consentire una buona lavorabilità del
conglomerato tenendo conto anche dell'acqua contenuta negli inerti.
Partendo dagli elementi già fissati il rapporto acqua-cemento, e quindi il dosaggio del cemento, dovrà essere
scelto in relazione alla resistenza richiesta per il conglomerato.
L'impiego degli additivi dovrà essere subordinato all'accertamento della assenza di ogni pericolo di
aggressività.
L'impasto deve essere fatto con mezzi idonei ed il dosaggio dei componenti eseguito con modalità atte a
garantire la costanza del proporzionamento ai fini della qualità richiesta in progetto.
Per i calcestruzzi preconfezionati si fa riferimento alla norma UNI 7163; essa precisa le condizioni per
l'ordinazione, la confezione, il trasporto e la consegna. Fissa inoltre le caratteristiche del prodotto soggetto a
garanzia da parte del produttore e le prove atte a verificarne la conformità.
Controlli sul conglomerato cementizio
Per i controlli sul conglomerato ci si atterrà a quanto previsto dall'allegato 2 del D.M. 14 febbraio 1992. Il
conglomerato viene individuato tramite la resistenza caratteristica a compressione secondo quanto
specificato nel suddetto allegato 2 del D.M. 9 gennaio 1996.
La resistenza caratteristica del conglomerato dovrà essere non inferiore a quella richiesta dal progetto. Il
controllo di qualità del conglomerato si articola nelle seguenti fasi: studio preliminare di qualificazione,
controllo di accettazione, prove complementari
I prelievi dei campioni necessari per i controlli delle fasi suddette avverranno al momento della posa in opera
dei casseri, secondo le modalità previste nel paragrafo 3 del succitato allegato 2.
Norme di esecuzione per il cemento armato normale
Nella esecuzione delle opere di cemento armato normale l'appaltatore dovrà attenersi alle norme contenute
nella legge n. 1086/71 e nelle relative norme tecniche del D.M. 9 gennaio 1996. In particolare:
Gli impasti devono essere preparati e trasportati in modo da escludere pericoli di segregazione dei
componenti o di prematuro inizio della presa al momento del getto.
Il getto deve essere convenientemente compatto; la superficie dei getti deve essere mantenuta
umida per almeno tre giorni.
Non si deve mettere in opera il conglomerato a temperature minori di 0 °C, salvo il ricorso ad
opportune cautele.
Le giunzioni delle barre in zona tesa, quando non siano evitabili, si devono realizzare possibilmente
nelle regioni di minore sollecitazione, in ogni caso devono essere opportunamente sfalsate.
Le giunzioni di cui sopra possono effettuarsi mediante saldature eseguite in conformità delle norme
in vigore sulle saldature o in alternativa mediante manicotto filettato. La sovrapposizione calcolata in modo
da assicurare l'ancoraggio di ciascuna barra.
In ogni caso la lunghezza di sovrapposizione in retto deve essere non minore di 20 volte il diametro e la
prosecuzione di ciascuna barra deve essere deviata verso la zona compressa. La distanza mutua (interferro)
nella sovrapposizione non deve superare 6 volte il diametro.
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Le barre piegate devono presentare, nelle piegature, un raccordo circolare di raggio non minore di 6
volte il diametro. Gli ancoraggi devono rispondere a quanto prescritto al punto 5.3.3 del D.M. 9 gennaio
1996. Per barre di acciaio incrudito a freddo le piegature non possono essere effettuate a caldo.
La superficie dell'armatura resistente deve distare dalle facce esterne del conglomerato di almeno
0,8 cm nel caso di solette, setti e pareti, e di almeno 2 cm nel caso di travi e pilastri. Tali misure devono
essere aumentate, e al massimo rispettivamente portate a 2 cm per le solette ed a 4 per le travi ed i pilastri,
in presenza di salsedine marina ed altri agenti aggressivi. Copriferri maggiori richiedono opportuni
provvedimenti intesi ad evitare il distacco (per esempio reti).
Le superfici delle barre devono essere mutuamente distanziate in ogni direzione di almeno una volta
il diametro delle barre medesime e, in ogni caso, non meno di 2 cm. Si potrà derogare a quanto sopra
raggruppando le barre a coppie ed aumentando la mutua distanza minima tra le coppie ad almeno 4 cm.
Per le barre di sezione non circolare si deve considerare il diametro del erchio circoscritto.
Il disarmo deve avvenire per gradi ed in modo da evitare azioni dinamiche. Esso non deve inoltre
avvenire prima che la resistenza del conglomerato abbia raggiunto il valore necessario in relazione
all'impiego della struttura all'atto del disarmo, tenendo anche conto delle altre esigenze progettuali e
costruttive; la decisione è lasciata al giudizio del Direttore dei lavori.
L’impiego di calcestruzzo viene previsto per tutte le oper di importanza strutturale per le quali si rimanda alle
tavole di progetto. Per tali opere è prevista l’utilizzo di calcestruzzo a prestazione Rck 250 con le armature in
acciaio FeB44k con sagome a disegno.
I materiali in genere occorrenti per la costruzione delle opere strutturali proverranno da quelle località che
l'Impresa riterrà di sua convenienza, purché, ad insindacabile giudizio della Direzione Lavori, siano
riconosciuti della migliore qualità e rispondano ai requisiti indicati nelle tavole di progetto.
L'Impresa resta comunque totalmente responsabile della riuscita delle opere, anche per quanto dipende dai
materiali stessi e qualora, nel proprio interesse o di sua iniziativa, impieghi materiali di dimensioni,
consistenza o qualità superiori a quelle prescritte o con una lavorazione più accurata ciò non gli darà diritto
ad un aumento dei prezzi.
ACQUA E LEGANTI IDRAULICI
I materiali per la confezione dei calcestruzzi dovranno essere conformi in generale alle prescrizioni
dell'Allegato 1 del D.M. LL.PP. 9/1/1996 ed in particolare:
ACQUA
limpida, priva di sali e sostanze oleose od altre sostanze dannose e con pH compreso fra 6 ed 8.
CEMENTO
secondo D.M. 3/6/1968 " Nuove norme sui requisiti di accettazione e modalità di prove sui cementi". Dovrà
provenire dallo stesso stabilimento (in caso di impossibilità segnalare il fatto alla D.L. strutturale) e sarà reso
in cantiere in involucri sigillati od in veicoli appositi per il trasporto del cemento sfuso. Sarà immagazzinato
all'asciutto in costruzioni a prova di intemperie od in idonei silos. Le consegne dovranno essere impiegate in
ordine di consegna. Per i getti di calcestruzzo a vista dovrà essere garantita l'uniformità di colore: il cemento
dovrà quindi essere particolarmente controllato.
INERTI
potranno essere di origine naturale od essere ottenuti per frantumazione di rocce compatte e dovranno
essere costituiti da materiali silicei selezionati e lavati in modo da escludere la presenza di sostanze
organiche, limose, argillose, gessose od altre che possano comunque risultare nocive alla resistenza del
calcestruzzo e delle relative armature. Non dovranno in ogni caso essere porosi, scistosi o silicomagnesiaci.
In particolare è escluso l'impiego di inerti con silice cristallina libera, utilizzati con cementi contenenti solfati
in proporzione superiore allo 0.7%. Le miscele degli inerti fini e grossi, mescolati in percentuale adeguata,
dovranno dar luogo ad una composizione granulometrica costante, che permetta di ottenere i requisiti voluti
sia nell'impasto fresco (consistenza, omogeneità, pompabilità, aria inglobata ecc.), che nell'impasto indurito
(resistenza, permeabilità, modulo elastico, ritiro, fluage ecc.). La curva granulometrica dovrà
essere tale
da ottenere la massima compattezza del calcestruzzo con il minimo dosaggio di cemento, compatibilmente
con gli altri requisiti richiesti. Particolare attenzione sarà rivolta alla granulometria della sabbia, al fine di
ridurre al minimo il fenomeno del bleeding nel calcestruzzo. Gli inerti dovranno essere suddivisi per classi; la
classe più fine non dovrà contenere più del 5% di materiale trattenuto al vaglio a maglia quadra da 5 mm di
lato. Le singole classi non dovranno contenere sottoclassi (frazioni granulometriche che dovrebbero
appartenere alle classi inferiori) in misura superiore al 15%, e sopraclassi (frazioni che dovrebbero
appartenere alle classi superiori) in misura superiore al 10% della classe stessa.
Classificazione inerti: Diametro
Naturali
Artificiali
14
0.08-5
Sabbia alluvionale
Sabbia di frantoio
5-10
Ghiaino
Graniglia
10-25
Ghiaietto
Pietrischetto
25-76
Ghiaia
Pietrisco
> 76
Ghiaione
Pietrame
Le dimensione massima degli inerti (precisata per ogni calcestruzzo) dovrà essere tale da permettere che il
conglomerato possa riempire ogni parte del manufatto, tenendo conto della lavorabilità del conglomerato
stesso, dell'armatura metallica e relativo copriferro, delle caratteristiche geometriche della carpenteria, delle
modalità di getto e dei mezzi d'opera. Le curve granulometriche che si intendono adottare dovranno essere
tempestivamente presentate alla D.L. strutturale. Sarà ammessa l'adozione di granulometria discontinue con
preventiva verifica che le resistenze risultino non inferiori a quelle prescritte.
CONGLOMERATI
I quantitativi dei diversi materiali da impiegare per la composizione delle malte e dei conglomerati, secondo
le particolari indicazioni che potranno essere imposte dalla Direzione Lavori dovranno corrispondere alle
seguenti proporzioni:
Conglomerato cementizio per strutture con funzioni statiche
Cemento
3,10
q
Sabbia
0,40
m3
Pietrisco o ghiaia (max 20 mm) 0,80
m3
Le proporzioni riportate sono da considerarsi indicative, resta onere dell’impresa fornire gli appositi certificati
delle miscele impiegate nelle varie fasi di lavoro. Quando la Direzione Lavori ritenesse di variare tali
proporzioni, l'impresa sarà obbligata ad uniformarsi alle prescrizioni della medesima. I materiali, le malte ed i
conglomerati, esclusi quelli forniti in sacchi di peso determinato, dovranno ad ogni impasto essere misurati
con apposite casse, della capacità prescritta dalla Direzione Lavori, che l'impresa sarà in obbligo di
provvedere e mantenere a sue spese costantemente su tutti i piazzali ove verrà effettuata la manipolazione.
I materiali componenti le malte cementizie saranno prima mescolati a secco fino ad ottenere un miscuglio di
tinta uniforme, il quale verrà poi asperso ripetutamente con la minore quantità d'acqua possibile, ma
sufficiente, rimescolando continuamente.
Nella composizione dei calcestruzzi con malte di calce comune od idraulica, si formerà prima l'impasto della
malta con le proporzioni prescritte, impiegando la minore quantità d'acqua possibile, poi si distribuirà la
malta sulla ghiaia o pietrisco e si mescolerà il tutto fino a che ogni elemento sia per risultare uniformemente
distribuito nella massa ed avviluppato di malta per tutta la superficie. Per i conglomerati cementizi semplici o
armati gli impasti dovranno essere eseguiti in conformità alle prescrizioni contenute nel D.M. 14 febbraio
1992 e successivi aggiornamenti e integrazioni.
Gli impasti, sia di malta che di conglomerato, dovranno essere preparati soltanto nella quantità necessaria,
per l'impiego immediato, cioè dovranno essere preparati volta per volta e per quanto possibile in vicinanza
del lavoro. I residui di impasto che non avessero, per qualsiasi ragione, immediato impiego dovranno essere
gettati a rifiuto, ad eccezione di quelli formati con calce comune, che potranno essere utilizzati però nella
sola stessa giornata del loro confezionamento.
MATERIALI FERROSI
ACCIAI DA CALCESTRUZZO
I materiali ferrosi da impiegare nei lavori dovranno essere esenti da scorie, soffiature, paglie o da qualsiasi
altro difetto apparente o latente di fusione, laminazione, trafilatura, fucinatura e simili. Essi dovranno
rispondere a tutte le condizioni previste dalle citate norme Ministeriali, con i rispettivi allegati, ed alle norme
U.N.I. vigenti.
Dovranno essere, in ogni loro tipo, conformi alla normativa vigente per le varie opere.
L'approvvigionamento dovrà avvenire con un anticipo tale, da consentire l'eventuale effettuazione di tutte le
prove prescritte.
Prescrizioni esecutive
Tutti i lavori dovranno essere eseguiti secondo le migliori regole d'arte e le indicazioni della Direzione dei
Lavori, in modo che le strutture rispondano perfettamente a tutte le condizioni stabilite nei documenti di
progetto esecutivo.
La posa in opera di qualsiasi materiale, apparecchio o manufatto, consisterà in genere nel suo prelevamento
dal luogo di deposito, nel suo trasporto in sito (intendendosi con ciò tanto il trasporto in piano o in
pendenza, che il sollevamento in alto o la discesa in basso, il tutto eseguito con qualsiasi sussidio o mezzo
15
meccanico, opera provvisionale, ecc.), nonché nel collocamento nel luogo esatto di destinazione, a
qualunque altezza o profondità ed in qualsiasi posizione, ed in tutte le opere conseguenti.
Il collocamento in opera dovrà eseguirsi con tutte le cure e cautele del caso; il materiale o manufatto dovrà
essere convenientemente protetto, se necessario, anche dopo collocato, essendo l'Impresa unica
responsabile dei danni di qualsiasi genere che potessero essere arrecati alle cose poste in opera, anche dal
solo traffico degli operai durante e dopo l'esecuzione dei lavori, sino al loro termine e consegna.
CONOSCENZA PREVENTIVA DELLE CONDIZIONI DI CAUSA
L'assunzione dell'appalto implica da parte dell'Impresa la conoscenza perfetta non solo di tutte le norme
generali e particolari che lo regolano, ma altresì di tutte le condizioni locali che si riferiscono alle opere
strutturali da realizzare, quali la localizzazione delle opere stesse, la difficoltà d’accesso, l'andamento
climatico ed in generale di tutte le circostanze principali ed accessorie che possono influire sulla perfetta resa
delle singole lavorazioni e dell’esatta definizione delle stesse.
Prima di iniziare qualsiasi opera, l'Appaltatore dovrà procedere ad un accurato rilievo geometrico-funzionale
della zona in cui viene inserita l’opera, dovendosi ritenere che le tavole riportano le indicazioni di massima;
l'Appaltatore sarà tenuto, in particolare, a trasmettere alla D.L. tutte le modifiche che risulteranno dalle
proprie indagini. Sarà cura delle D.L. strutturale fornire tutti i chiarimenti e delucidazioni alla soluzione di
problemi specifici che, a seguito di tali rilievi, si rendessero necessari.
CONFEZIONE DEL CALCESTRUZZO
Calcestruzzo a resistenza caratteristica Rck 25 N/mmq
Cemento: Portland 325 Dimensione massima inerti: 2.5cm Slump: 10-15cm
Classe di consistenza S3 Classe di esposizione 2a
Impiego: Tutti i getti delle opere previste quali rempe scala, pareti, travi e solai
QUALITÀ E TRASPORTO
La QUANTITÀ DI ACQUA dovrà essere opportunamente dosata secondo i diversi tipi di calcestruzzo e
struttura e delle regolamentari prescrizioni. In ogni caso il rapporto A/C non dovrà superare il valore 0,5. In
casi di particolari necessità, si dovrà di preferenza ricorrere all'impiego di appositi additivi, anziché
provvedere all'aggiunta di quantità eccedenti di acqua per favorire l'esecuzione dei getti.
L'impiego degli additivi dovrà essere segnalato alla D.L. strutturale e sarà comunque a carico
dell'Appaltatore. Nel computo del rapporto A/C si dovrà tener conto della umidità degli inerti.
La CONSISTENZA DELL'IMPASTO sarà verificata con prove di abbassamento al cono di Abrams, che, sulla
media aritmetica delle misure effettuate dovranno dare i seguenti valori:
· consistenza umida:
abbassamento al cono 0-10 cm
· consistenza plastica:
abbassamento al cono 10-15 cm
· consistenza fluida:
abbassamento al cono 16-20 cm
Il TRASPORTO DEGLI IMPASTI dovrà essere eseguito con mezzi idonei e nei tempi regolamentari onde
evitare fenomeni di separazione o cattiva distribuzione dei componenti o disturbi nella presa, sia durante il
trasporto che durante l'operazione di getto.
Sarà consentito l'impiego di CALCESTRUZZI PRECONFEZIONATI da Società di betonaggio, con l'osservanza
di tutte le disposizioni sopra descritte. L'Appaltatore assume comunque a suo pieno e completo carico ogni
onere e responsabilità a tutti gli effetti, come da produzione sua propria. Ciò vale anche per le operazioni
eventuali di getto a mezzo pompa. Per getti diretti da betoniera sarà vietato in modo assoluto fluidificare
l'impasto con aggiunta di acqua.
Il TEMPO DI MESCOLAMENTO dovrà essere tale da produrre un conglomerato rispondente ai requisiti della
prova di omogeneità di cui ai successivi paragrafi. Il tempo intercorso tra l'inizio delle operazioni di impasto
ed il termine dello scarico in opera non dovrà causare aumento di consistenza superiore di cm 5 alla prova al
cono. Prima della posa in opera si dovrà controllare la consistenza dell'impasto. Se questa eccederà i limiti
preventivamente concordati per ciascun getto (prova del cono), l'impasto sarà scartato.
ADDITIVI PER CALCESTRUZZO
Qualora l’Appaltatore intenda utilizzare additivi per il calcestruzzo questi dovranno rispettare le seguenti
prescrizioni:
Additivo fluidificante secondo UNI 7101/80 e 7102/72.
Dosaggio secondo prescrizioni del Produttore.
Impiego: getti di piccolo spessore
Additivo antigelo secondo UNI 7101/80 e 7109/72.
Dosaggio secondo prescrizioni del Prodotto. Impiego: per getti in stagione invernale
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MODALITÀ D'IMPIEGO
Gli additivi dovranno essere impiegati secondo le prescrizioni del produttore. Il produttore dovrà esibire
risultati provenienti da una ampia sperimentazione pratica sul tipo e sulla dose dell'additivo da usarsi; dovrà
inoltre esibire prove di Laboratori Ufficiali che dimostrino la conformità del prodotto alle disposizioni vigenti e
garantire la qualità e la costanza delle caratteristiche del prodotto stesso.
Il produttore di additivi dovrà mettere a disposizione, su richiesta, propri tecnici qualificati e
specializzati nell'impiego degli additivi, per la risoluzione dei vari problemi tecnici connessi all'impiego degli
stessi, in relazione alla migliore esecuzione dell'opera.
BARRE D'ARMATURA AD ADERENZA MIGLIORATA FeB44k
Le barre ad aderenza migliorata dovranno possedere le proprietà indicate sul D.M. LL.PP. 9/1/1996prospetto 2-I del punto 2.2.3.1.
Tali barre dovranno inoltre superare con esito positivo prove di aderenza secondo il BEAM TEST
conformemente all'allegato 6.
L'intera fornitura dovrà essere del tipo CONTROLLATA IN STABILIMENTO ai sensi del D.M. LL.PP 9/1/1996
punto 2.2.8.2. e sarà accettata in cantiere senza ulteriori controlli se accompagnata da certificato di
Laboratorio Ufficiale e se munita di legatura con marchio del produttore o contraddistinta con marchio di
laminazione a caldo. Sarà comunque facoltà della D.L. strutturale richiedere un controllo a campione, da
effettuarsi in laboratori ufficiali, su provini prelevati dai lotti di acciaio consegnato in cantiere.
RETI DI ACCIAIO ELETTROSALDATE IN FeB44k
Le reti di acciaio elettrosaldate dovranno possedere le caratteristiche indicate sul D.M. LL.PP. 9/1/1996 prospetto 4-I del punto 2.2.5.
Saranno formate con fili aventi diametro compreso fra 4 e 12 mm. e maglia non superiore ai 35 cm.
MODALITÀ ESECUTIVE
Nella lavorazione e posa delle barre d'armatura si dovranno rispettare le disposizioni del D.M. LL.PP.
9/1/1996, punti 5.3-5.4 e 6.
Le barre dovranno essere immagazzinate sollevate dal suolo, evitando che vengano imbrattate da altre
sostanze. Al momento del getto dovranno risultare pulite e scevre di corrosioni localizzate, scaglie libere di
trafilatura, ruggine libera, ghiaccio, olio ed altre sostanze nocive all'armatura, al calcestruzzo ed all'aderenza
tra i due.
TAGLIO E PIEGATURA
È tassativamente vietato piegare a caldo le barre; la piegatura dovrà essere eseguita impiegando piegatrici
meccaniche.
L'ANCORAGGIO delle barre sarà effettuato secondo il punto 5.3.3 del D.M. LL.PP. 9/1/1996.
La SOVRAPPOSIZIONE delle barre sarà effettuata secondo il punto 6.1.2 del D.M. LL.PP. 9/1/1996
precisando il sistema che si intende adottare.
Il COPRIFERRO e l'INTERFERRO dovranno essere secondo il punto 6.1.4. del D.M. LL.PP. 9/1/1996 e
comunque rispettare le disposizioni delle tavole del progetto esecutivo.
CASSERI
I casseri, in legno o metallo, a libera discrezione dell'impresa, per le opere in cemento armato di fondazione
o di elevazione devono essere posti in opera in modo tale da rispettare a pieno le geometrie fornite dagli
elaborati grafici e dalla Direzione Lavori. Inoltre devono essere previste tutte le precauzioni necessarie
(puntellature, ecc.) tali da garantire l'incolumità di operai o terzi operanti durante i getti. L'impresa è ritenuta
responsabile per eventuali incidenti o danni imputabili a qualunque mancata precauzione.
MESSA IN OPERA DELLE CASSEFORME
Le casseforme dovranno essere dimensionate e montate in opera in modo da sopportare la combinazione
più sfavorevole di:
peso totale di casseforme, armatura e cls;
carichi di lavoro, compresi gli effetti dinamici della posa e della compattazione del cls e del traffico di
personale e mezzi d'opera;
carichi di vento e neve laddove interessano le strutture in costruzione.
In fase di montaggio delle casseforme si dovranno inserire gli inserti previsti in progetto o prevedere
cassette per riceverli.
Particolare cura dovrà porsi in fase di montaggio affinché i giunti di montaggio fra le casseforme siano
perfettamente aderenti e tali pertanto da evitare perdita di boiacca. In particolare per le casseforme in legno
l'Appaltatore dovrà attenersi alle seguenti particolari prescrizioni:
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non alternare fra loro, in uno stesso getto, tavole nuove e tavole precedentemente utilizzate, tenuto
conto del diverso grado di assorbimento;
bagnare le casseforme prima del getto al fine di evitare la contrazione delle stesse a seguito del
riscaldamento prodotto dall'idratazione del cemento;
ribattere e stuccare le teste dei chiodi di assemblaggio delle tavole affinché non vengano a contatto
col calcestruzzo in fase di getto.
DISARMO
I tempi di disarmo saranno definiti dal D.L. sulla base delle esigenze progettuali e costruttive. Il disarmo
dovrà avvenire per gradi ed in modo tale da evitare azioni dinamiche come previsto dal D.M.LL.PP. 9/1/1996.
In assenza di specifici accertamenti della resistenza del conglomerato, e in normali condizioni esecutive ed
ambientali di getto e maturazione, è opportuno rispettare i seguenti tempi minimi di disarmo parziale delle
opere:
sponde di casseri di fondazioni e travi porta - muro
2 giorni
armatura di solette di luce modesta
7 giorni
puntelli e centine dei solai
14 giorni
In periodi di gelo o di tempo freddo, l'Appaltatore dovrà prolungare la permanenza in opera delle casseforme
oltre i tempi strettamente necessari al fine di evitare al calcestruzzo shock termici e conseguente
screpolatura superficiale del getto.
Localizzazione:
Strutture in calcestruzzo armato previste in progetto e sinteticamente
elencate: Chiusura porzione solaio piano interrato, aperture vani porta, ecc.
Solai
Descrizione Generale
Il progetto prevede la realizzazione di solaio su lamiera grecata nel locale denominato Palestra al piano
interrato (tavola ESE.01)
Prescrizioni esecutive
Solai su lamiera grecata
Lamiere grecate collaboranti h=55mm sp8/10mm; getto di cls Rck250 di altezza totale 150-155mm; rete
elettrosaldata diam.8mm15x15cm
Per le lamiere grecate ottenute mediante profilatura da nastro in acciaio zincato a caldo con procedimento
sendzimir conforme alla norma EN 10147 è previsto l’impiego di acciaio tipo Fe E 280 G.
La fornitura delle lamiere dovrà avvenire con lunghezza massima compatibile con le dimensioni trasportabili
e le esigenze di movimentazione del cantiere. Se si rendessero necessarie giunzioni longitudinali (di testa) le
stesse saranno realizzate in corrispondenza di un appoggio con sovrapposizione fra lastre di 70-100mm.
Posa in opera
La posa in opera delle lastre metalliche nervate avverrà procedendo alla contemporanea foratura degli
elementi grecati e degli appoggi sottostanti, all’inserimento di fissaggio meccanico (di tipo omologatoapprovato dal produttore delle lamiere) costituito da viti automaschianti e/o autofilettanti diam.6,3mm in
acciaio zincato passivato con rondella incorporata, asportazione totale dei trucioli metallici di foratura. La
posizione delle viti dovrà rispettare lo schema seguente:
un fissaggio per ogni greca sul primo appoggio, su quello terminale e su tutti gli appoggi con
sovrapposizioni di testa fra lamiere
un fissaggio a greche alterne sui rimanenti appoggi
fissaggio della greca di sormonto trasversale su ogni appoggio
fissaggio longitudinale fra greche di sormonto trasversale mediante rivetti in acciaio diam.4,8mm posti a
passo 25-50cm
Getto di completamento in calcestruzzo
Prima di eseguire il getto di completamento in cls posizionare in estradosso solaio, mantenendola in
posizione con opportuni distanziali, una rete elettrosaldata avendo cura di sormontare di almeno due maglie
i pannelli di rete adiacente e di fissarli con opportune legature.
Localizzazione:
Strutture in calcestruzzo armato previste in progetto e sinteticamente
elencate: Chiusura porzione solaio piano interrato
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Chiusura dei fori e delle tracce praticati per il passaggio di impianti preesistenti nel pavimento
e nelle murature perimetrali.
L’Impresa provvederà alla chiusura dei fori di passaggio e delle relative tracce di impianti preesistenti nel
solaio di calpestio e nei muri. L’Impresa, in accordo con la D.L., opererà con materiali e tecniche atte a
garantire che con la chiusura dei fori del solaio di calpestio la soletta e la caldana non presentino soluzione di
continuità.
Costruzione di tramezzi REI 120’.
Le divisioni interne ai locali del piano interrato, saranno realizzate con mattoni leca, in conformità con quanto
indicato in disegno.
I muri che separano i locali dalle zone filtro dovranno essere realizzati con blocchi di cls certificati per le
caratteristiche REI 120’ richieste.
I tramezzi ed i muri di nuova formazione saranno impostati sul rustico della soletta, legati alle murature
esistenti e tra loro, ed alla sommità termineranno a contatto con l’intradosso del rustico della soletta.
Art. 10: Pavimenti e rivestimenti
Sottofondo di pavimento
Descrizione Generale
Il piano pavimento di alcune zone viene raggiunto con la realizzazione di un sottofondo alleggerito di diverso
spessore a seconda del livello di posa. In particolare sarà necessario realizzare rialzi dei pianerottoli di sbarco
delle scale e di altre zone laddove dovranno passare sotto pavimento impianti idrici o linee fognarie.
Prescrizioni esecutive
Per la realizzazione dei sottofondi si utilizzeranno composti a base cementizia con caratteristiche idonee a
supportare il tipo di pavimentazione da applicare distinguendo pertanto:
in cls con inerti selezionati e con resistenza caratteristica di 150 kg/cmq per pavimenti da posare a malta
quali piastrelle in ceramica, pietra e pavimenti rigidi in genere
in cls con inerti selezionati e resistenza caratteristica di 250 kg/cmq per i pavimenti da incollare in PVC
multistrato o legno e pavimenti flessibili in genere
In entrambi i casi si utilizzerà cls cementizio di tipo alleggerito con resistenza caratteristica di 150 kg/cmq o
250 kg/cmq realizzando superfici per la posa di pavimenti formato in opera perfettamente orizzontale con
giunti di frazionamento in riquadri di m 4x4 o inferiori; profilo perimetrale di separazione in polistirolo
espanso, sp.>= mm 5, con formazione di eventuali pendenze verso le pilette per docce e simili; tolleranza di
planarità di +-2mm rispetto ad un rigone di lunghezza 4 metri.
Il massettò sarà eseguito in un unica soluzione con la lisciatura dei piani di posa con materiale
solfomagnesiaco o con mastice livellatore per posa di pavimenti incollati.
Localizzazione:
In tutti i locali dove sarà posizionato la nuova pavimentazione.
Vespaio areato
Descrizione Generale
Nelle zone al piano primo e secondo lato via Po, per compensare il notevole dislivello tra rustico e pavimento
finito si rende necessaria la realizzazione di un sottofondo in vespaio aereato (tipo Iglù)
Prescrizioni esecutive
Il vespaio aereato (tipo iglu') posato a secco su piano gia' predisposto completo di calcestruzzo di
riempimento di classe r'ck>25 n/mmq, sovrastante cappa in malta dosata a 300 kg di cemento r 325,
spessore 5 cm, compresa l'armatura di ripartizione in rete elettrosaldata diam.5 maglia 15*15 con
sovrapposizione
Localizzazione: Piano primo – locali 101, 102, 107, 108, 109 e relativi servizi e corridoi
Piano secondo – locali 201, 202, 203, 204, 210 e relativi servizi e corridoi
(tavole ESE.04 e 05)
Pavimenti e Rivestimenti
Descrizione Generale
Le pavimentazioni previste in progetto sono essenzialmente suddivise nelle seguenti catergorie:
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Pavimenti in gress del tipo 7.5x15 – 10x10;
Pavimenti in gress porcellanato 20x20, 30x30. 40x40;
Pavimento in pietra di Luserna;
Pavimento in legno prefinto.
A seconda del luogo di posa.
Le piastrelle di ceramica per pavimentazioni dovranno essere del materiale indicato nel progetto tenendo
conto che le dizioni commerciali e/o tradizionali (cotto, cotto forte, gres, ecc.) devono essere associate alla
classificazione basata sul metodo di formatura e sull'assorbimento d'acqua secondo le norme UNI EN ISO
10545-2 UNI EN ISO 10545-3.
Le dimensioni, tolleranze dimensionali, caratteristiche meccaniche, chimiche, fisiche, aspetto e designazione
devono essere conformi alla norma UNI EN 176.
I pavimenti finiti non devono presentare difetti di alcun genere che possano alterarne la funzionalità e
l’aspetto. In particolare per quanto concerne la planarità generale della superficie, gli scarti devono essere
contenuti entro lo 0,2 % rispetto al piano teorico di riferimento; per quanto concerne la planarità locale lo
scarto massimo sotto un regolo di due metri non deve superare i 2 mm.
Sono compresi nella realizzazione dei pavimenti la fornitura e posa dei pezzi speciali necessari alla
formazione della zoccolatura perimetrale.
Si intende che la posa di ogni tipo di pavimentazione comprende nel prezzo la sigillatura e la stuccatura dei
giunti e/o l’inserimento di giunti speciali anche in listelli di acciaio inox od ottone, la pulizia nel corso dei
lavori ed il pertinente trattamento finale (lavaggio-sgrassaggio, lucidatura etc). Si intende inoltre compresa
[quando non esplicitamente citata a parte in elenco prezzi] la fornitura e posa degli zoccolini perimetrali dello
stesso materiale del pavimento e di altezza minima di 12 cm.
Analogamente nel prezzo dei rivestimenti e' compresa ogni operazione di sigillatura e stuccatura dei giunti
nonché il trattamento di finitura (raschiatura, lavaggio, pulizia finale etc). Tutti i rivestimenti si intendono di
altezza come indicato in disegno, con colori a scelta della direzione dei lavori su campionatura specifica. I
materiali e le tipologie adottate sono le stesse dei pavimenti relativi al locali oggetto di intervento.
Si intende altresì compresa la fornitura e posa - con realizzazione di specifico vano a pavimento bordato di
profili inox od ottone secondo le indicazioni di progetto - di zerbini in fibra di cocco o equivalente (previa
approvazione della D.L.), di grande formato, per gli ingressi del piano terreno.
Si intende inoltre che i pavimenti saranno completi di giunto di separazione in ottone da collocare ogni qual
volta si verifichi l’accostamento di pavimentazioni differenti.
Prescrizioni esecutive
Pavimenti in gress del tipo 7.5x15 – 10x10 del tipo ad alta resistenza, in grado di sopportare gli urti e
l'azione corrosiva di acidi. Posato su sottofondo di calcestruzzo alleggerito, disposto con giunti accostati e
relativa sugellatura nella direzione che indicherà il direttore dei lavori previo campionamento per la scelta
delle colorazioni.
Localizzazione:
Locali interrati: servizi igienici lato Via Montebello, corridoio piano
interrato cantine lato via Po, depositi, lavanderia scale.
Pavimenti in gress ceramico fine porcellanato del tipo 20x20, 30x30, 40x40 del tipo omogeno a tutto
spessore, privo di trattamento superficiale, inassorbente, antigelivo, altamento resisitente agli attacchi fisici e
chimici, con siuperfice a vista di tipo naturale antisdrucciolo. Posato su sottofondo di calcestruzzo alleggerito,
disposto con giunti a fuga e relativa sugellatura nella direzione che indicherà il direttore dei lavori previo
campionamento per la scelta delle colorazioni e dei formati. Per i formati si sceglieranno le dimensioni 30x30
per tutte le destinazioni ad ufficio mentre 20x20 per tutti i locali di servizio.
Localizzazione:
disegno.
Tutti i locali in progetto sia lato via Montebello secondo le indicazioni a
Pavimento plastico
pavimento per palestra del tipo calandrato e vulcanizzato a base di gomma naturale e sintetica, cariche
minerali, vulcanizzanti, stabilizzanti e pigmenti coloranti. Formato da uno strato di usura con superficie liscia,
antisdrucciolevole, tonalita' semiunita, vulcanizzato ad un sottostrato portante smerigliato per attacco
adesivo,così da diventare un materiale unico a spessore costante di mm 4 nel formato telo di lunghezza di
circa 14 incollato al sottofondo con appositi collanti.
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Il materiale dovrà essere prodotto in accordo con i requisiti previsti dalla norma UNI EN ISO 9001 per la
progettazione, la produzione e la rintracciabilità da aziende che dimostrano la certificazione del
proprio Sistema Qualità aziendale da parte di Enti riconosciuti. Il pavimento dovra' possedere le seguenti
caratteristiche tecniche :
̶
Durezza : 80+5 SHORE A (DIN 53505)
̶
Stabilita' dimensionale : (DIN 51962)nessuna variazione apprezzabile
̶
Resistenza all'abrasione : < 200 mmc ( DIN 53516 carico 5N)
̶
Esente da alogeni, cadmio, formaldeide, ed amianto
̶
Reazione al fuoco : Classe 1 ( D.M. 26.06.84 G.U. 25.08.84 CSE-RF2/75A RF3/77 ) .
̶
Effetto bruciatura sigarette : (DIN 51961) Nessun effetto permanente
̶
Resistenza prodotti chimici : (DIN 51958) Resiste a tutti i prodotti chimici usati normalmente per la
pulizia
̶
Rimbalzo della palla : (DIN 18032/2) >95 %
̶
Resistenza allo scivolamento : (UNI 9551) DRY>85
Spessore mm 4 compreso di posa in opera e collante , colore a scelta dal catalogo , compresi tagli, sfridi,
raccordi , compreso ove presente inserimento di riquadro per pozzetti a pavimento esistenti , e segnature
dei campi di gioco fino ad un massimo di due su ciascuna palestra come da schemi omologati, da relizzarsi
con l'uso di speciali vernici, a rullo
Localizzazione:
Locale adibito a palestra al piano interrato.
Pavimento in cls
Laddove il pavimento in calcestruzzo presente deve essere essere recuperato si provederà alla levigatura
elicotterata con la preparazione delle superfici in modo che si possa attuare il successivo trattamento di
protezione.
Protezione in resina epossidica di tipo tricomponente data in opera con due riprese.
Localizzazione:
Al piano interrato e nei vani tecnici
Opere in pietra naturale
Descrizione Generale
Le opere in pietra riguardano essenzialmente le pavimentazioni degli ingressi, le scale, le soglie e davanzali,
(laddove previsti in progetto), con superficie levigata per soglie e davanzali interni di spessore secondo
quanto indicato negli elaborati grafici, in lunghezza con misure a correre, dotate di gocciolatoio nel caso di
davanzali esterni.
Con superficie lucidata per il rivestimento degli imbotti dei vani ascensore a tutti i piani, realizzato a spigolo
cornice a L lato da 15 cm di lato e completamento ad intonaco a raso.
Tutte le opere in pietra naturale dovranno corrispondere ai disegni e/o ai casellari per quanto concerne la
forma, le dimensioni ed il tipo di lavorazione. L’Appaltatore curerà la verifica di corrispondenza dei propri
disegni costruttivi con le strutture rustiche, eventualmente con l’esecuzione di modelli, nonché la redazione
dei casellari da sottoporre alla D.L.. I manufatti dovranno pervenire in cantiere contrassegnati con riferimenti
atti ad individuare facilmente il posizionamento di ogni singolo pezzo.
Sono compresi nella realizzazione dei pavimenti la fornitura e posa dei pezzi speciali necessari alla
formazione della zoccolatura perimetrale.
Prescrizioni esescutive
L’accettabilità dei manufatti in pietra è subordinata all’ incondizionata accettazione dei campioni da parte
della D.L. che verificherà con esame a vista l’assenza di difetti sostanziali, formali ed estetici.
Le lastre dovranno essere posate rispettando scrupolosamente i piani di posa previsti in progetto e solo in
casi particolari, valutabili volta per volta dalla D.L., saranno ammessi tagli e adattamenti in cantiere; in
genere i manufatti in pietra naturale dovranno pervenire in cantiere già nelle dimensioni e con le lavorazioni
richieste.
A posa avvenuta si dovrà provvedere alla sigillatura dei giunti, agli eventuali ritocchi e alle stuccature in
genere, si intende compreso nell’ onere di posa ogni lavorazione per riduzioni, modifiche delle murature,
scalpellamenti ed incamerazioni, necessari per consentire la perfetta posa in opera di marmi e pietre in
genere;
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ad ogni opera ultimata i manufatti in pietra dovranno essere perfettamente puliti, in seguito dovranno essere
usati tutti quegli accorgimenti necessari per evitare che gli stessi possano essere danneggiati durante l’
esecuzione di ulteriori opere;
davanzali e copertine dovranno essere posati su allettamento in malta cementizia; dove necessario dovranno
essere preforate per il successivo posizionamento di vincolo meccanico costituito da tasselli metallici;
le giunzioni di testa delle copertine saranno eseguite mediante sormonto a mezzo, con fuga ribassata per la
successiva sigillatura mediante sigillanti siliconici o mastici bituminosi.
Le lastre da adottare per davanzali, soglie o spalle di serramenti interni o esterni, dovranno essere posate
mediante allettamento in malta cementizia previa pulitura delle superfici e rimozione con successivo ripristino
delle parti di sottofondo incoerenti.
Non saranno tollerate rotture irregolari degli elementi, spigolature, fessurazioni e tanto meno rattoppi con
tasselli. L'opera che presentasse tali difetti sarà rifiutata e l'Appaltatore sarà in obbligo di farne immediata
sostituzione, sia che i difetti si verifichino al momento della loro posa, come successivamente e sino al
collaudo.
Per i pavimenti in pietra di luserna a spacco dello spessore minimo di 2.5cm, in lastre rettangolari rifilate con
dimensioni 20x40, disposte secondo le indicazioni della D.L. anche a fasce o disegno incrociato, con
siuperfice a vista di tipo naturale antisdrucciolo. Posata su sottofondo di calcestruzzo alleggerito, disposto
con giunti accostati e relativa sugellatura. Campionatura prima della posa. Realizzazione in continuià delle
scale. Gradino a pedata a tutta larghezza e spessore di 3cm. Alzata a coste rifilate. Doppio smusso sulla
costa anteriore delle pedate e lavorazione a bocciarda per la superfice.
Localizzazione:
Piano ammezzato pianerottolo scala 4
Pavimenti e rivestimenti servizi igienici.
L’Impresa fornirà in opera, limitatamente ai servizi igienici, come indicato in disegno, una pavimentazione di
piastrelle non smaltate, costituite da miscela omogenea di atomizzati colorati, pressati, greificati per cottura
ad alta temperatura, conformi alle normative EN 176 UGL (EN 98-99-100-101- 102-103-104-106-202), DIN
18155, ANSI A 137.1, CSTB UEC 4432, di misura 20 x 20 cm, a superficie naturale liscia.
Dovranno essere posate con fuga o giunto di 2 mm, sigillate con materiale resistente agli agenti chimici;
particolare cura dovrà essere posta alla pulizia della superficie delle piastrelle da eventuali residui che
dovranno essere asportati prima dell’indurimento in modo da evitare l’uso successivo di acidi che potrebbero
intaccare le stuccature stesse.
Il materiale dovrà provenire da azienda provvista di certificazione UNI EN ISO 9001.
I pavimenti ed i rivestimenti fino ad h 200 dei bagni saranno in piastrelle di gres porcellanato a superficie
strutturata, formato 20x20. I raccordi tra pavimento e parete e tutti gli spigoli interni ed esterni saranno
realizzati mediante pezzi speciali arrotondati.
Il colore dei pavimenti e rivestimenti sarà a scelta della D. L.,
L’Impresa fornirà in opera un giunto di separazione in ottone da collocare ogni qual volta si verifichi
l’accostamento di pavimentazioni differenti.
Localizzazione:
Tutti i servizi igienici
Creazione di rampe interne.
Il collegamento tra le varie zone dell’edificio poste ad altezza diversa, è garantito da rampe con pendenza
minore all’8%.
Art. 11: Serramenti interni, esterni e tagliafuoco
Revisione serramenti esistenti
Descrizione Generale
Tutti i serramenti esterni sui fronti di via Montebello e di Via Po, sono in legno verniciato a smalto il cui stato
manutenteivo necessità di un intervento di ripristino e rifunzionalizzaione. Si tratta di serramenti del tipo
classico a vetri ed in parte con scuri interni. E’ previsto che tutti vengano controllati nella ferramenta, nel
trattamento superficiale interno e nel funzionamento generale in modo che siano perfettamente funzionanti
e le chiusure siano regolari e senza difetti.
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Tutti i serramenti sul fronte interno del cortile sono del tipo in alluminio verniciato il cui stato manutentivo
impone il controllo generale delle chiusure, delle articolazioni e di tutti gli accessori che garantiscono la
perfetta tenuta.
Prescrizioni esecutive
Per i serramenti esterni in legno si provvederà al controllo del funzionamento generale con la messa a nudo
di eventuali parti danneggiate o ammalorate, la loro riparazione con legname dello stesso tipo, stuccatura,
rasatura e ripresa della verniciatura su tutta la parte della faccia interna del serramento. Sarà controllata la
ferramenta generale, cerniere, cremonesi , maniglie, serrature (laddove presenti), fermi e quant’altro per
garantire il perfetto funzionamento in apertura e chiusura.
Si intende che tutte le facce interne, anche quelle che non necessitano di riparazioni saranno trattate con
due mani di smalto lucido lavabile per esterni dello stesso colore dell’attuale o indicato dalla Direzione dei
Lavori e saranno integrati tutti gli accessori mancanti quali maniglie, cremonesi, cernire, vetri, ecc..
Per i serramenti sul lato cortile si provvederà al completo controllo delle chiusure, maniglie, cremonesi
cerniere, e accessori. Si controlleranno le aperture e si renderanno perfettamente funzionanati. Si
controlleranno le detrazioni e si integreranno quelle mancnati con vetri dello stesso tipo di quelli esistenti.
Per tutti i serramenti si intende che gli stessi dovranno essere ripuliti, sgassati e spolverati in modo da
risultare perfettamente funzionanti.
Tutte le lavorazioni saranno controllate dal Direttore dei lavori, il quale in caso di non perfetto intervento
disporrà il relativo completamento.
Localizzazione:
Tutti i serramenti esterni ed interni esistenti comprese i portoncini
d’ingresso.
Serramenti nuovi
Descrizione generale
Si intendono per infissi gli elementi aventi la funzione principale di regolare il passaggio di persone, animali,
oggetti, e sostanze liquide o gassose nonchè dell'energia tra spazi interni ed esterni dell'organismo edilizio o
tra ambienti diversi dello spazio interno.
Essi si dividono tra elementi fissi (cioè luci fisse non apribili) e serramenti (cioè con parti apribili); gli
infissi si dividono, inoltre, in relazione alla loro funzione, in porte, finestre e schermi.
Per la terminologia specifica dei singoli elementi e delle loro parti funzionali in caso di dubbio si fa
riferimento alla norma UNI 8369 (varie parti).
I prodotti vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura; le modalità di posa sono
sviluppate nell'articolo relativo alle vetrazioni ed ai serramenti.
I serramenti interni ed esterni (finestre, porte finestre, e similari) dovranno essere realizzati seguendo
le prescrizioni indicate nei disegni costruttivi o comunque nella parte grafica del progetto. In mancanza
di prescrizioni (od in presenza di prescrizioni limitate) si intende che comunque nel loro insieme devono
essere realizzati in modo da resistere
alle sollecitazioni meccaniche e degli agenti atmosferici e
contribuire, per la parte di loro spettanza, al mantenimento negli ambienti delle condizioni termiche,
acustiche, luminose, di ventilazione, ecc.; lo svolgimento delle funzioni predette deve essere mantenuto nel
tempo.
Il Direttore dei lavori potrà procedere all'accettazione dei serramenti mediante il controllo dei materiali che
costituiscono l'anta ed il telaio ed i loro trattamenti preservanti ed i rivestimenti mediante il controllo
dei vetri, delle guarnizioni di tenuta e/o sigillanti, degli accessori. Mediante il controllo delle sue
caratteristiche costruttive, in particolare dimensioni delle sezioni resistenti, conformazione dei giunti,
delle connessioni realizzate meccanicamente (viti, bulloni, ecc.) e per aderenza (colle, adesivi, ecc.) e
comunque delle parti costruttive che direttamente influiscono sulla resistenza meccanica, tenuta
all'acqua, all'aria, al vento, e sulle altre prestazioni richieste.
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Il Direttore dei lavori potrà altresì procedere all'accettazione della attestazione di conformità della
fornitura alle prescrizioni indicate nel progetto per le varie caratteristiche od in mancanza a quelle di
seguito riportate. Per le classi non specificate valgono i valori dichiarati dal fornitore ed accettati dalla
Direzione dei lavori.
Le luci fisse devono essere realizzate nella forma, con i materiali e nelle dimensioni indicate nel disegno di
progetto. In mancanza di prescrizioni (od in presenza di prescrizioni limitate) si intende che comunque
devono nel loro insieme (telai, lastre di vetro, eventuali accessori, ecc.) resistere alle sollecitazioni
meccaniche dovute all'azione del vento od agli urti, garantire la tenuta all'aria, all'acqua e la resistenza al
vento.
Quanto richiesto dovrà garantire anche le prestazioni di isolamento termico, isolamento acustico,
comportamento al fuoco e resistenza a sollecitazioni gravose dovute ad attività sportive, atti vandalici, ecc.
Le prestazioni predette dovranno essere garantite con limitato decadimento nel tempo.
Il Direttore dei lavori potrà procedere all'accettazione delle luci fisse mediante i criteri seguenti:
a) mediante controllo dei materiali costituenti il telaio più vetro più elementi di tenuta (guarnizioni,
sigillanti) più eventuali accessori, e mediante controllo delle caratteristiche costruttive e della
lavorazione del prodotto nel suo insieme e/o dei suoi componenti; in particolare trattamenti
protettivi del legno, rivestimenti dei metalli costituenti il telaio, l'esatta esecuzione dei giunti, ecc.;
b) mediante l'accettazione di dichiarazioni di conformità della fornitura alle classi di prestazione quali
tenuta all'acqua, all'aria, resistenza agli urti, ecc.); di tali prove potrà anche chiedere la ripetizione
in caso di dubbio o contestazione.
Le modalità di esecuzione delle prove saranno quelle definite nelle relative norme UNI per i serramenti.
Porte interne in legno
Porte in legno a uno o due ante con battente tamburato, rivestite su tutti i lati da pannelli in legno
multistrato con giunzioni a scomparsa, finitura con vernice trasparente opaca;
bordo in legno massello da mm 50 verniciato;
Telaio imbotte con spigoli arrotondati;
cerniere avvitate registrabili in acciaio inossidabile.
Nel caso del doppio battente l’anta secondaria sarà con chiavistello manuale incassato con chiusura
alto/basso tramite aste.
Localizzazione: Tutte le porte individuate sulle tavole del progetto
Porte interne in laminato
Porte in laminato a uno o due ante con battente tamburato, telaio in abete con nido d’ape interno;
rivestimento in pannelli in medium density spess. mm.4 e finitura in pannelli in laminato plastico finitura
cera;
- bordi sui lati lunghi in abs 2 mm o in essenza di legno massello verniciato;
- cerniere avvitate registrabili in acciaio inossidabile.
Nel caso del doppio battente l’anta secondaria sarà con chiavistello manuale incassato con chiusura
alto/basso tramite aste.
Ferramenta e maniglie in ottone con finitura in acciaio spazzolato, da sottoporre all’approvazione della
direzione lavori previa campionatura.
Tutti i serramenti dovranno avere apertura a maniglia con serratura e chiave; dovrà essere fornita una
dotazione di tre chiavi per ogni porta.
Ove previsto a progetto le ante dovranno essere forate e provviste di griglie di transito per l’aria
dell’impianto di ventilazione.
Il laminato ad alta pressione in classe di reazione al fuoco 1 (per il rivestimento delle porte in legno), sarà
composto da fogli di carta kraft impregnata di resina fenolica e da un foglio decorativo impregnato di resina
melaminica, spessore þ mm 0,9 anche postformato. Deve essere garantita una resistenza all'usura per
abrasione RA>300 giri [cfr. UNI 9115].
Devono essere rispettate le prescrizioni sottoriportate sulle caratteristiche tecniche delle superfici.
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Caratteristiche tecniche delle superfici:
• devono mantenere il disegno, colore od aspetto originale sotto un'azione abrasiva;
• deve essere garantita una resistenza all'usura per abrasione RA =300 giri [cfr. UNI 9115];
• devono resistere alla graffiatura con carico > 1 N secondo la prova UNI 9428, tale da
garantirne il livello 4 o 5;
• devono resistere agli sbalzi di temperatura secondo la prova UNI 9429, tale da garantirne il livello 4 o 5;
• devono resistere all'azione della sigaretta secondo la prova UNI 9241, tale da garantirne il livello 4 o 5;
• devono resistere allo strappo secondo la prova UNI 9240;
• non devono ritenere lo sporco secondo la prova UNI 9300, tale da garantirne il livello 4 o 5;
• il sistema di finitura non deve essere alterato da un recipiente contenente un liquido caldo alla
temperatura di 160°C, posto sulla superficie stessa secondo la prova UNI 9116 [valore richiesto = indice
4 del III livello di prova];
• il sistema di finitura non deve essere alterata da un recipiente contenente un liquido caldo alla
• temperatura di 85þC, posto su un tessuto umido sulla superficie stessa secondo la prova UNI
9117 [valore richiesto =indice 4 del III livello di prova];
• comportamento delle superfici all'azione di prodotti vari; devono essere assicurati i seguenti
valori del III livello della prova UNI 9114:
a) acqua distillata o deionizzata 5
b) alcool etilico denaturato commerciale 4
c) soluzione acquosa di ammoniaca al 10% 4
d) té 5
e) caffè 5
• devono resistere alla luce secondo la prova UNI 9427, tale da garantirne il livello 4 o 5;
• devono assicurare la tenuta dell’aria ed un adeguato isolamento acustico.
Ed inoltre, quando non in contrasto con le prescrizioni sopra riportate:
• resistenza delle superfici alle macchie secondo la ISO 4586/2 con acqua distillata o deionizzata, alcool
etilico denaturato commerciale, soluzione acquosa di ammoniaca al 10%, tè (6 g. per 1000 ml. di acqua
bollente, 5' di infusione, caffè (40 g.di caffè istantaneo in 1000 ml di acqua bollente), la prova verrà
eseguita a temperatura ambiente nel caso dell'acqua, dell'alcool denaturato e della soluzione
ammoniacale; verrà invece eseguita con il liquido a 80°C nel caso del tè e del caffè. Le eventuali
macchie sulla superficie di prova dovranno potersi asportare per mezzo di straccio umido;
•
resistenza alla temperatura elevata secondo la UNI 7050, non si dovrà verificare alcuna alterazione della
superficie trattata a 120°C.
I laminati plastici, oltre a quanto già indicato, dovranno garantire la resistenza dei colori delle superfici
esposte alla luce di una lampada allo xeno, secondo la UNIPLAST progr. 356 parte XI, metodo A
(corrispondente a ISO 2809) apparecchiatura con lampada allo xeno, con valore limite dopo 20 ore di
esposizione =4 della scala dei grigi. La finitura della delle superfici sarà opaca, antiriflesso.
Localizzazione: Tutte le porte individuate sulle tavole del progetto
Porte in alluminio con vetrata termoisolante
Porte interne con struttura in lega di alluminio e pannello in polistirene estruso rivestito su entrambe le facce
con una lamiera di alluminio spess. 2 mm, spessore totale cm 4, specchiature cieche; classe 1 di reazione al
fuoco.
Porte interne con struttura in lega di alluminio con telaio fisso di larghezza 65 mm, come l'anta complanare
sia all'esterno che all'interno di porte e finestre, mentre l’anta a sormonto di porte e finestre (all'interno)
misurerà 75 mm.
Tutti i profili, sia di telaio che di anta, dovranno essere realizzati secondo il principio delle 3 camere, costituiti
cioe' da profili interni ed esterni tubolari e dalla zona di isolamento, per garantire una buona resistenza
meccanica e giunzioni a 45° e 90° stabili e ben allineate.
Devono inoltre assicurare la tenuta dell’aria ed un isolamento acustico di legge.
Le ali di battuta dei profili di telaio fisso (L,T etc.) saranno alte 25 mm.
I semiprofili esterni dei profili di cassa dovranno essere dotati di una sede dal lato muratura per consentire
l'eventuale inserimento di coprifili per la finitura del raccordo alla struttura edile.
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Le pareti in vista, interne ed esterne, dei profili avranno spessore nominale di 2 mm con una tolleranza di ±
0,2 mm.
Dovrà essere possibile realizzare se necessario, finiture e colori diversi sui profili interni ed esterni.
Verniciatura a tinte RAL sp min 60 microns con ciclo industriale a polveri epossidiche applicate
elettrostaticamente cotte in forno a 160-180 °C.
Comprese ferramenta e maniglie in ottone con finitura in acciaio spazzolato, da sottoporre all’approvazione
della direzione lavori previa campionatura, serratura e chiave con dotazione di tre chiavi per ogni porta.
Localizzazione: Tutte le porte individuate sulle tavole del progetto
Porte REI in acciaio - REI 60-120 a uno o due battenti
Porte antincendio di tipo scorrevole o a battente, compresi tutti gli accessori, corredate con certificato di
omologazione per resistenza al fuoco.
Posa in opera su pareti in muratura o in cartongesso e assistenze murarie comprese.
Finitura: elettrozincatura e verniciatura con polveri epossidiche colori RAL a scelta della direzione lavori.
Porte REI 120
A un’anta saranno composte da:
• ante tamburate in lamiera zincata, coibentazione con materiali isolanti, senza battuta
inferiore, spessore totale mm. 60;
• telaio angolare in profilati di lamiera d’acciaio zincata con zanche da murare, giunti per
l’assemblaggio in cantiere e distanziale inferiore avvitabile;
• serratura sull’anta principale con foro cilindro ed inserto per chiave tipo patent;
• serratura sull’anta secondaria per l’autobloccaggio, con levetta per l’apertura;
• sede della serratura per l’autobloccaggio sull’anta secondaria predisposta anche per
l’applicazione della serratura di maniglione antipanico;
• rostro di tenuta nella battuta delle ante sul lato cerniere;
• maniglia antinfortunistica colore nero con anima in acciaio e completa di placche con foro
cilindro ed inserti per chiave tipo patent;
• n. 2 cerniere di cui una per anta a molla per l’autochiusura (ante normalmente aperte mediante
meccanismo elettromagnete) ;
• regolatore di chiusura per garantire la giusta sequenza di chiusura;
• rinforzi interni nelle ante quale predisposizione per l’eventuale montaggio di chiudiporta e
maniglioni antipanico;
• guarnizione termo-espandente inserita in apposito canale sul telaio, nella controbattuta
dell’anta secondaria, e nel lato inferiore delle ante;
• boccola colore nero con tre viti/tasselli da montare su pavimento finito;
• targhetta di contrassegno con elementi di riferimento, applicata in battuta dell’anta
principale;
• finitura con polveri epossipoliestere termoindurite, con finitura a struttura antigraffio
goffrata, e finitura superficiale nella colorazione scelta dalla direzione lavori nella gamma RAL.
A un anta scorrevole composte da:
• ante tamburate in lamiera zincata, coibentazione con materiali isolanti, senza battuta
inferiore, spessore totale mm. 60;
• guida a scorrimento orizzontale realizzata in lamiera d’acciaio pressopiegata e preforata
per il fissaggio a mezzo di tasselli, scorrimento aereo su carrelli ad attrito ridotto, olive di scorrimento a
terra posizionate oltre luce, copertura della guida superiore con carter di protezione in lamiera d’acciaio
pressopiegata;
• labirinti in lamiera d’acciaio pressopiegata;
• contrappesi di chiusura tarabili e protetti da carter in lamiera d’acciaio pressopiegata;
• maniglie ad incasso su entrambi i lati delle ante;
• guarnizione termoespandente posta su tutti i labirinti e sotto le ante;
• targhetta di contrassegno con elementi di riferimento applicata direttamente sulla maniglia;
• funzionamento della porta con elettromagnete che permetta alle ante di rimanere
normalmente aperte, i contrappesi sono sempre agganciati alle ante e la chiusura avviene ogni qualvolta
si stacca la corrente agli elettromagneti, verrà inoltre applicato ad ogni anta un dispositivo freno corsa
per la regolazione della velocità di chiusura;
26
•
•
elettromagnete da parete con involucro in materiale plastico colore a cura della direzione lavori,
completo di pulsante per sblocco, ancora ridotta, con piattello flessibile in ferro zincato, assorbimento 60
mA, tensione di funzionamento 24V, allacciamento ad una centrale RFC/C1, forza di aggancio 50 kg.
temperatura di funzionamento -20° +70° C.
finitura con mano di fondo previa reticolazione a forno a 160 °C e finitura superficiale nella
colorazione scelta dalla direzione lavori nella gamma RAL.
Localizzazione: Tutte le porte individuate sulle tavole del progetto
Porte REI vetrate
Profilo portante in tubolare d’acciaio, spessore 15/10 mm, formato a freddo, isolato internamente con
materiale inorganico a base di silicati, provvisto di cave per il contenimento di guarnizioni di battuta e
termoespandenti. Spessore totale del serramento 50mm. Dimensioni massime anta: REI 60 = 1430 x 2630
mm – 1450 x 2506 mm.
Dimensioni
massime
due
ante:
REI 60 = 2740 x 2630 mm.
Cerniere pesanti in acciaio a tre ali avvitate al profilo, con rotazione su cuscinetti reggi-spinta e perni in
acciaio Inox. Serratura autobloccante, sganciabile con semplice rotazione della maniglia.
Cilindro tipo Yale in ottone cromato. Maniglia antincendio in PVC colore nero con anima in acciaio.
Meccanismo di autochiusura, tramite chiudi porta aereo a cremagliera. Guarnizioni di battuta e termoespandenti.
Vetroantincendio composto da lastre float extra chiare con interposto materiale apirico termoespandente,
spessore totale 20-21 mm. Finitura speciale mediante verniciatura a polveri termoindurite.
Falso
telaio
in
tubolare
d’acciaio
zincato,
con
zanche
da
murare.
Catenaccio autobloccante sull’anta secondaria, se prevista, e regolatore di chiusura a vista nelle versioni sia
in alluminio che in acciaio.
Localizzazione: Tutte le porte individuate sulle tavole del progetto
Porte REI in legno
Porte tagliafuoco REI 60 REI 120, normativa UNI 9723 complete di guarnizione termoespandente, maniglia,
serratura chiave tipo patent, cerniera a molla per l'autochiusura, zanche a murare, possibilità di installare:
chiudiporta, maniglioni antipanico e oblò sulla versione non reversibile.
Battente composto da un pannello ad incollaggio ureico e massello di legno in rovere finito con laccature a
scelta o con laminato plastico.
Telaio perimetrale in massello di rovere con inserite guarnizioni termoespandenti per la trattenuta dei gas
caldi e guarnizioni per la trattenuta di fumi freddi.
Cerniere registrabili montate su cuscinetti antifrizione, chiudiporta aereo.
Serratura e maniglia antipanico, cilindro dotato di passe-partout a richiesta.
Certificate ed omologate in conformità al Decreto Ministero dell’interno del 14 dicembre 1993 e successive
modifiche secondo norma UNI-CNVVF 9723.
Complete di maniglia e serratura modello Patent colore nero, 2 cerniere di cui una a molla per l’autochiusura,
in alternativa a chiudiporta aereo.
Controtelaio in lamiera zincata verniciata spessore 15/10
Telaio in lamiera zincata verniciata spessore 20/10 in colore bianco simile RAL 1013 con zanche a murare.
Per modelli REI 30/60/120 contrassegno conforme alle disposizioni di legge e con dichiarazione di conformità
al prototipo approvato.
Devono inoltre garantire una in sonorizzazione sino a 30 dB.
Localizzazione: Tutte le porte individuate sulle tavole del progetto
Porte REI in legno e acciaio
Controtelaio realizzato con lamiera acciaio zincato asolato spessore 15/10mm omologato
Telaio realizzato con lamiera acciaio zincato asolato spessore 20/10mm omologato con inserite guarnizioni
termoespandenti per la trattenuta dei gas caldi e guarnizioni per la trattenuta di fumi freddi.
Fissaggio a muro mediante zanche o tasselli
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Battente composto da struttura scatolare portante da 58mm realizzato in acciaio zincato spessore 10/10,
rivestimento esterno di entrambe le facce realizzato con pannelli in legno da 7 mm. assemblati alla struttura
portante mediante strato di colla e mediante cornice perimetrale di contenimento realizzata con profili in
acciaio
Spessore totale 74 mm.
Verniciatura a polvere epossidica bucciato con cottura a forno
Guarnizione per fumi caldi autoespandente
Pannello ignifugo, coibente ad alto potere isolante ed elevata resistenza meccanica
N° 3 cerniere per ciascuna anta battente di cui una con molla di autochiusura.
Serratura in acciaio ad un punto di chiusura centro/laterale con maniglia a leva realizzata in acciaio o con
rivestimento in pvc colore nero.
Localizzazione: Tutte le porte individuate sulle tavole del progetto
Accessori
Eventuale guarnizione in gomma perimetrale;
griglia di ventilazione;
vetratura con oblò;
predisposizione maniglione antipanico;
indicatore libero-occupato, coprifili ed ogni opera accessoria.
Nel caso del doppio battente l’anta secondaria sarà con chiavistello manuale incassato con chiusura
alto/basso tramite aste.
Colori come da progetto o indicazioni della direzione lavori;
Finestre
• tenuta all’acqua, all’aria e resistenza al vento (misurata secondo le norme UNI 7979,
UNI EN 86, 42 e 77)), rispettivamente classi E4; A3 e V3;
•
•
isolamento acustico (secondo la norma UNI 8204) , Rw > 37 d B;
resistenza meccanica (secondo le norme UNI 9158 ed UNI EN 107) classe c
La attestazione di conformità dovrà essere comprovata da idonea certificazione e/o documentazione.
Art. 12: Rinzaffi intonaci e controsoffitti
Rinzaffi e Intonaci
Descrizione Generale
I nuovi intonaci interni sono costituiti da uno strato di rinzaffo e da un successivo strato di arricciatura a
base di grassello di calce ove non previsto il rivestimento in piastrelle di ceramica.
Spicconatura
Laddove l’intonaco risulta ammolaroto, rilevata l’estenzione del deterioramento in accordo con la Direzione
dei Lavori, verrà eseguta la spicconatura dell’intonaco esisitente fino al mattone nudo con la preparazione
della base per il successivo intervento di rinzaffo. Ove fosse necessario si provvederà alla riparazione
localizzata dei blocchi che dovessero risultare deteriorati e non più efficacemente immorsati al resto della
parete. Ove fosse necessario si provvederà al risarcimento dei giunti.
Rinzaffo
Spessore medio cm 2 eseguito con malta premiscelata di calce idrata e cemento Portland (granulometria inf.
a 1,5mm), su pareti, solai, soffitti, travi, etc, sia in piano che in curva, compresa l'esecuzione dei raccordi
negli angoli, e della profilatura degli spigoli in cemento con esclusione del gesso.
Prescrizioni Esecutive
Esecuzione sia in piano che in curva, compresa l'esecuzione dei raccordi negli angoli, delle zanche di
separazione tra pareti e orizzontamenti, e della profilatura degli spigoli. Preparazione del fondo: giunti di
elementi diversi devono essere armati con una speciale rete in fibra di vetro alcali-resistente; la rete non
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deve essere attaccata direttamente alla muratura ma va immersa nella parte superficiale dell'intonaco. Le
fughe tra i mattoni devono essere ben riempite, eventuali fori o spaccature nella muratura devono essere
precedentemente chiusi, i controtelai devono sporgere di pochi millimetri. Per rispettare la piombatura delle
pareti predisporre paraspigoli o staggio agli angoli e guide verticali nelle pareti.
Arricciatura
Finitura eseguita con grassello di calce (granulometria inf. a 0,6mm), su rinzaffo, in piano od in curva, anche
con aggiunta di coloranti, compresa l'esecuzione dei raccordi e la profilatura degli spigoli in cemento a
qualunque altezza.
Non devono presentare ondulazioni, peli, crepe, irregolarità negli angoli e negli spigoli.
La planarità sarà verificata con riga di due metri e le ondulazioni non dovranno superare :
- per gli intonaci civili 2 mm
- per le superfici rasate 1 mm
Intonaco-rasatura
Laddove sarà necessario intervenire per il solo livellamento delle superfici e/o la riparazione di
deterioramenti meccanici localizzati si provverà alla rasatura delle parti con malta di grasello di calce tirata a
frattazzo e rasata in prefetta aderenza alla resto della superfice della parete. Ove si reindesse necessario
inserire garze di sutura tra le suprfici, saranno del tipo per intonaco con il fissaggio a perfetta regola d’arte.
Le superfici ottenute dovranno risultare perfettamente uniformi e piane (sia di pareti rettilinee che curve), in
modo da accogliere adeguatamente la successiva decorazione. Gli incontri tra pareti e soffitti saranno a
perfetto angolo vivo, gli spigoli vivi saranno protetti dagli appositi profili metallici incorporati, le profilature
saranno in malta di cemento. Le operazioni, da eseguire ad idonea temperatura ambiente, saranno
precedute dalla rimozione di malta poco aderente, dalla raschiatura delle connessure, dalla ripulitura e
bagnatura delle pareti.
Localizzazione:
Tutte le pareti nuove realizzate ai piani nonchè le parti di parete
ammalorate.
Controsoffitti
Descrizione Generale
Controsoffitto REI in pannelli di cartongesso costituiti da pannello continuo a giunto chiuso realizzato in tutte
le zone indicate dal progetto a diversa altezza dal pavimento con supporto in struttura metallica del tipo
normale per controsoffitti, fissata al solaio esistente tramite pendini diffusi a maglia tale da consentire il
regolare sostegno delle opere.
Prescrizioni esecutive
Pannelli di cartongesso a lastre con dimensione minime 60x60cm di spessore 1,3-1,5cm; supporti e profili
perimetrali in acciaio zincato spessore 6/10mm; compresa eventuale sigillatura e rasatura dei giunti,
formazione di fori per passaggio e/o applicazione di impianti e il profilo metallico angolare perimetrale;
compresi tagli, sfridi, adattamenti ed quant’altro necessario per dare l'opera finita in ogni sua parte.
Omologazione secondo circolare 23752/4122 Ministero Interno e certificazione di corretta posa in opera.
Localizzazione:
Tutte le superfici, pareti e soffitti, individuate in progetto.
Art. 13: Decorazione interne
Opere da decoratore
Descrizione generale
Per oper di decorazione si intendono tutte le oper necessarie alla titnteggiatura finale decorativa dei locali
interni e delle facciate esterne nochè tutti i trattamenti superficiali degli elementi in ferro, ed in muratura che
necessitano di tale finitura.
Prescrizioni esecutive
Per tutti i locali dei servizi igienici, dei ripostigli di alloggiamento impianti, tutti i locali deposito degli interrati
ed i locali non destinati ad uffici in generale ai piani - non piastrellate e non trattate con verniciatura
particolre - ed i soffitti - non controsoffittati - saranno tinteggiate con due o più riprese di idropittura lavabile
a base di resine sintetiche, di una o più tinte (a scelta della D.L.), previa preparazione del fondo con
29
fissativo, stuccatura/rasatura e successiva scartavetratura. La preparazione del fondo ed il tipo di idropittura
lavabile potranno variare secondo il materiale della parete da tinteggiare. Sarà cura dell’impresa sottoporre
ad approvazione le schede tecniche dei prodotti prima dell’impiego.
Le pareti ed i soffitti della residenza delle hall di ingresso e dei corridoi di distribuzione a tutti i piani (p. terra,
p. primo, secondo, terzo, sottotetto), saranno trattate con scialbo di latte di calce colorato (colore a scelta
della D.L.), antibatterico, traspirante, con legante grassello di calce ottenuto dalla calcinazione a bassa
temperatura di carbonati puri, pigmentato con terre coloranti, inorganiche di primissima qualità, protetto con
speciale vernice trasparente “smaltante”.
Localizzazione:
Tutte le zone individuate sui disegni di progetto e suddivise per altezza dal
paviemto e/o per spessore della lama d’aria tra controsoffitto e solaio.
Art. 14: Decorazione facciata esterna lato cortile
In specifico l'intervento di restauro prevede le seguenti fasi:
1. Rileivo dello stato di conservazione della facciata
2. Lavaggio leggero di facciata per uniformare la stilatura dei giunti e rimuovere le colature ed i residui
di malta su paramento murario
3. Rimozione dell’intonaco ammalorato su circa il 20% della superficie
4. Rasatura con malta di calce idraulica e stucco emulsionato a rapprezzo di fessurazioni e cavillature
su circa meà della superficie
5. Trattamento di preparazione alla pulitura
6. Asportazione dei sali
7. Stuccatura delle elsioni e fratture
8. intonaco a più starti
9. tinta ad acqua sull’intera superficie e velatura finale
10. Localizzazione:
Facciata interno cortile
Art. 15: Opere da idraulico
Opere da idraulico
Descrizione generale
Oltre alle prescrizioni individuate nel progetto degli impianti idraulici vengono qui richiamate le prescrizioni di
dettaglio relative agli apparecchi sanitari con particolare rileivo per gli apparecchi dei srevizi igienici dei
disabili.
Prescrizioni esecutive
Apparecchi sanitari da fornire e posare in opera, dotati delle relative rubinetterie, nonchè gli accessori di
corredo dei locali servizi-igienici.
Piu' precisamente l'Appaltatore dovra' fornire e posare:
monoblocchi di lavabi comprensivi di piano top, secondo disegno, di tipo sospeso, bianchi a spigoli
arrotondati, in porcellana dura vitreous-china, comprensivi di miscelatore con comando a pedale in
ottone cromato ed a bocca alta di sporgenza non inferiore a 13 cm.; in versioni standard e per
disabili;
vasi all'inglese del tipo sospeso, in porcellana dura vitreous-china, con sifone incorporato, completi di
sedile rimovibile in plastica antiscivolo, di cassetta d'acqua posata al di sopra del controsoffitto, di
tubo di risciacquo incassato e comando pneumatico di scarico, nelle versioni standard e per disabili;
-
tutti gli accessori atti ad attrezzare in modo esaustivo i bagni per disabili [maniglioni, sostegni di
sicurezza (dimensioni medie di 180x180x240h cm, composti da corrimano perimetrale e stanghe
verticali in acciaio zincato rivestito in materiale plastico autoestinguente, diam. esterno 30/40 mm,
con viti di fissaggio non in vista e ricoperte da elementi di chiusura a scatto, colore a scelta della
D.L.), aree portaoggetti, staffe di ancoraggio, campanelli di allarme etc], supporti a muro ed a
pavimento per il fissaggio, maniglione per la porta, simbolo per la porta.
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-
porta carta igienica da incasso, in porcellana dura vitreous-china, in ogni vano dotato di vaso;
pilozzi per locali di servizio, completi di accessori e rubinetterie, associati a pilette a pavimento con
sifone di scarico;
A completamento della realizzazione dei servizi igienici si intendono compresi tutti gli apparecchi sanitari ed i
relativi accesori quali rubinetterie, portasaponi, portasciugamani, porta carta igienica, scopino, specchio (uno
per ogni lavabo) .
Localizzazione: Tutti i servizi igienici ai piani. Locali di servizio per le pulizie dove è prevista
l’istallazione di pilette o lavabi.
Per quanto attiene gli impianti si rinvia ai Capitolati descrittivi e prestazionali relativi.
Non è compresa nell’appalto la fornitura in opera degli arredi.
Fornitura e posa di impianti di: riscaldamento, ventilazione, idrotermosanitario, sono comprese la fornitura e
posa di attrezzature in servizi igienici per disabili.
Fornitura e posa di impianto luce e forza dal quadro generale di edificio compreso ai quadri di piano e dal
quadro del piano ai quadretti dei singoli ambienti, e fornitura e posa di impianti speciali.
Fornitura e posa di impianti di: rivelazione e segnalazioni incendi, rivelazione e spegnimento, impianto di
spegnimento, impianto antintrusione, sistema antitaccheggio, rete idrante.
31
CAPO IV
QUALITÀ DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI
Art. 16: Materiali in genere.
Quale regola generale si intende che i materiali, i prodotti ed i componenti occorrenti, realizzati con materiali
e tecnologie tradizionali e/o artigianali, per la costruzione delle opere, proverranno da quelle località che
l'Appaltatore riterrà di sua convenienza, purché, ad insindacabile giudizio della Direzione dei lavori,
rispondano alle caratteristiche/prestazioni di seguito indicate.
Nel caso di prodotti industriali la rispondenza a questo capitolato può risultare da un attestato di conformità
rilasciato dal produttore e comprovato da idonea documentazione e/o certificazione.
Art. 17: Acqua, calci, cementi ed agglomerati cementizi, pozzolane, gesso.
•
Acqua - L'acqua per l'impasto con leganti idraulici dovrà essere limpida, priva di sostanze organiche
o grassi e priva di sali (particolarmente solfati e cloruri) in percentuali dannose e non essere
aggressiva per il conglomerato risultante.
•
Calci - Le calci aeree ed idrauliche, dovranno rispondere ai requisiti di accettazione di cui al R.
Decreto 16 novembre 1939, n. 2231; le calci idrauliche dovranno altresì rispondere alle prescrizioni
contenute nella legge 26 maggio 1965, n. 595 (« Caratteristiche tecniche e requisiti dei leganti
idraulici ») nonché ai requisiti di accettazione contenuti nel D.M. 31 agosto 1972 (« Norme sui
requisiti di accettazione e modalità di prova degli agglomerati cementizi e delle calci idrauliche »).
•
Cementi e agglomerati cementizi.
̶
I cementi dovranno rispondere ai limiti di accettazione contenuti nella legge 26 maggio
1965, n. 595 e nel D.M. 3 giugno 1968 (« Nuove norme sui requisiti di accettazione e
modalità di prova dei cementi ») e successive modifiche.
̶
Gli agglomerati cementizi dovranno rispondere ai limiti di accettazione contenuti nella legge
26 maggio 1965, n. 595 e nel D.M. 31 agosto 1972.
̶
A norma di quanto previsto dal Decreto del Ministero dell'Industria del 9 marzo 1988, n. 126
(« Regolamento del servizio di controllo e certificazione di qualità dei cementi »), i cementi
di cui all'art. 1 lettera A) della legge 26 maggio 1965, n. 595 (e cioè i cementi normali e ad
alta resistenza portland, pozzolanico e d'altoforno), se utilizzati per confezionare il
conglomerato cementizio normale, armato e precompresso, devono essere certificati presso i
laboratori di cui all'art. 6 della legge 26 maggio 1965, n. 595 e all'art. 20 della legge 5
novembre 1971, n. 1086. Per i cementi di importazione, la procedura di controllo e di
certificazione potrà essere svolta nei luoghi di produzione da analoghi laboratori esteri di
analisi.
̶
I cementi e gli agglomerati cementizi dovranno essere conservati in magazzini coperti, ben
riparati dall'umidità e da altri agenti capaci di degradarli prima dell'impiego.
̶
Pozzolane - Le pozzolane saranno ricavate da strati mondi da cappellaccio ed esenti da
sostanze eterogenee o di parti inerti; qualunque sia la provenienza dovranno rispondere a
tutti i requisiti prescritti dal R. Decreto 16 novembre 1939, n. 2230.
̶
•
Gesso - Il gesso dovrà essere di recente cottura, perfettamente asciutto, di fine macinazione
in modo da non lasciare residui sullo staccio di 56 maglie a centimetro quadrato, scevro da
materie eterogenee e senza parti alterate per estinzione spontanea. Il gesso dovrà essere
conservato in locali coperti, ben riparati dall'umidità e da agenti degradanti.
Per l'accettazione valgono i criteri generali dell'art.13.
Art. 18: Materiali inerti per conglomerati cementizi e per malte.
1)
Gli aggregati per conglomerati cementizi, naturali e di frantumazione, devono essere costituiti da
elementi non gelivi e non friabili, privi di sostanze organiche, limose ed argillose, di getto, ecc., in
proporzioni non nocive all'indurimento del conglomerato o alla conservazione delle armature.
32
La ghiaia o il pietrisco devono avere dimensioni massime commisurate alle caratteristiche
geometriche della carpenteria del getto ed all'ingombro delle armature.
La sabbia per malte dovrà essere priva di sostanze organiche, terrose o argillose, ed avere
dimensione massima dei grani di 2 mm per murature in genere, di 1 mm per gli intonachi e
murature di paramento o in pietra da taglio.
2)
Gli additivi per impasti cementizi si intendono classificati come segue:
fluidificanti; aeranti; ritardanti; acceleranti; fluidificanti-aeranti; fluidificanti-ritardanti; fluidificantiacceleranti; antigelo- superfluidificanti. Per le modalità di controllo ed accettazione il Direttore dei
lavori potrà far eseguire prove od accettare l'attestazione di conformità alle norma secondo i criteri
dell'art. 13.
3)
I conglomerati cementizi per strutture in cemento armato dovranno rispettare tutte le prescrizioni di
cui al Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 9 gennaio 1996 e relative circolari esplicative.
Art. 19: Elementi di laterizio e calcestruzzo.
Gli elementi resistenti artificiali da impiegare nelle murature (elementi in laterizio ed in calcestruzzo) possono
essere costituiti di laterizio normale, laterizio alleggerito in pasta, calcestruzzo normale, calcestruzzo
alleggerito.
Quando impiegati nella costruzione di murature portanti, essi debbono rispondere alle prescrizioni
contenute nel D.M. 20 novembre 1987 («Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli
edifici in muratura e per il loro consolidamento »).
Nel caso di murature non portanti le suddette prescrizioni possono costituire utile riferimento,
insieme a quelle della norma UNI 8942/2.
Gli elementi resistenti di laterizio e di calcestruzzo possono contenere forature rispondenti alle
prescrizioni del succitato D.M. 20 novembre 1987.
La resistenza meccanica degli elementi deve essere dimostrata attraverso certificazioni contenenti i
risultati delle prove e condotte da laboratori ufficiali negli stabilimenti di produzione, con le modalità previste
nel D.M. di cui sopra.
È facoltà del Direttore dei lavori richiedere un controllo di accettazione, avente lo scopo di accertare
se gli elementi da mettere in opera abbiano le caratteristiche dichiarate dal produttore.
Art. 20: Armature per calcestruzzo.
1)
Gli acciai per l'armatura del calcestruzzo normale devono rispondere alle prescrizioni contenute nel
vigente D.M. attuativo della legge 5 novembre 1971, n. 1086 (D.M. 9 gennaio 1996) e relative
circolari esplicative.
2)
È fatto divieto di impiegare acciai non qualificati all'origine.
Art. 21: Prodotti a base di legno.
Si intendono per prodotti a base di legno quelli derivati dalla semplice lavorazione e/o dalla trasformazione
del legno e che sono presentati solitamente sotto forma di segati, pannelli, lastre, ecc.
I prodotti vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura ed indipendentemente dalla
destinazione d'uso.
Il Direttore dei lavori ai fini della loro accettazione può procedere ai controlli (anche parziali) su
campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della stessa alle prescrizioni di seguito
indicate.
Per le prescrizioni complementari da considerare in relazione alla destinazione d'uso (strutture,
pavimentazioni, coperture, ecc.) si rinvia agli appositi articoli del presente capitolato ed alle prescrizioni del
progetto.
1)
I pannelli a base di fibra di legno oltre a quanto specificato nel progetto, e/o negli articoli relativi alla
destinazione d'uso, si intendono forniti con le seguenti caratteristiche:
33
-
tolleranza sulla lunghezza e larghezza: ± 3 mm;
tolleranze sullo spessore:± 0,5 mm;
-
I pannelli a base di particelle di legno a compimento di quanto specificato nel progetto, o negli
articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono forniti con le seguenti caratteristiche;
tolleranze sulla lunghezza e larghezza: ± 5 mm;
tolleranze sullo spessore: ± 0,5 mm;
umidità del 10 % ± 3 %;
assorbimento d'acqua ... % massimo, misurato secondo .........;
resistenza a flessione di ... N/mm2 minimo, misurata secondo ... ;
2)
Art. 22: Prodotti di pietre naturali o ricostruite.
La terminologia utilizzata ha il significato di seguito riportato, le denominazioni commerciali devono essere
riferite a campioni, atlanti, ecc.
MARMO (termine commerciale)
Roccia cristallina, compatta, lucidabile, da decorazione e da costruzione, prevalentemente costituita
da minerali di durezza Mohs da 3 a 4 (quali calcite, dolomite, serpentino).
GRANITO (termine commerciale)
Roccia fanero-cristallina, compatta, lucidabile, da decorazione e da costruzione, prevalentemente
costituita da minerali di durezza Mohs da 6 a 7 (quali quarzo, feldspati, felspatoidi).
TRAVERTINO
Roccia calcarea sedimentaria di deposito chimico con caratteristica strutturale vacuolare, da
decorazione e da costruzione; alcune varietà sono lucidabili.
PIETRA (termine commerciale).
Roccia da costruzione e/o da decorazione, di norma non lucidabile.
Esempi di pietre del primo gruppo sono: varie rocce sedimentarie (calcareniti, arenarie a cemento
calcareo, ecc.), varie rocce piroclastiche, (peperini, tufi, ecc.); al secondo gruppo appartengono le pietre a
spacco naturale (quarziti, micascisti, gneiss lastroidi, ardesie, ecc.), e talune vulcaniti (basalti, trachiti,
leucititi, ecc.).
Per gli altri termini usati per definire il prodotto in base alle forme, dimensioni, tecniche di
lavorazione ed alla conformazione geometrica, vale quanto riportato nella norma UNI 8458.
I prodotti di cui sopra devono rispondere a quanto segue:
a)
appartenere alla denominazione commerciale e/o petrografica indicata nel progetto oppure avere
origine dal bacino di estrazione o zona geografica richiesta nonché essere conformi ad eventuali
campioni di riferimento ed essere esenti da crepe, discontinuità, ecc. che riducano la resistenza o la
funzione;
b)
avere lavorazione superficiale e/o finiture indicate nel progetto e/o rispondere ai campioni di
riferimento; avere le dimensioni nominali concordate e le relative tolleranze;
c)
delle seguenti caratteristiche il fornitore dichiarerà i valori medi (ed i valori rninimi e/o la dispersione
percentuale):
- massa volumica reale ed apparente, misurata secondo la norma UNI 9724 parte 2a;
- coefficiente di imbibizione della massa secca iniziale, misurato secondo la norma UNI 9724 - parte 2a;
- resistenza a compressione, misurata secondo la norma UNI 9724 - parte 3a;
- resistenza a flessione, misurata secondo la norma UNI 9724 - parte 5a;
- resistenza all'abrasione, misurata secondo le disposizioni del R.D. 16 novembre 1939 n. 2234;
d)
per le prescrizioni complementari da considerare in relazione alla destinazione d'uso (strutturale per
murature, pavimentazioni, coperture, ecc.) si rinvia agli appositi articoli del presente capitolato ed
alle prescrizioni di progetto.
I valori dichiarati saranno accettati dalla Direzione dei lavori anche in base ai criteri generali dell'art. 13.
34
Art. 23: Prodotti per pavimentazione.
Si definiscono prodotti per pavimentazione quelli utilizzati per realizzare lo strato di rivestimento dell'intero
sistema di pavimentazione. Per la realizzazione del sistema di pavimentazione si rinvia all'articolo sulla
esecuzione delle pavimentazioni.
I prodotti vengono di seguito considerati al momento della fornitura; il Direttore dei lavori, ai fini della loro
accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un
attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate.
Le piastrelle di ceramica per pavimentazioni dovranno essere del materiale indicato nel progetto
tenendo conto che le dizioni commerciali e/o tradizionali (cotto, cotto forte, gres, ecc.) devono essere
associate alla classificazione basata sul metodo di formatura e sull'assorbimento d'acqua secondo la norma
UNI EN 87.
a) A seconda della classe di appartenenza (secondo UNI EN 87) le piastrelle di ceramica estruse o pressate
di prima scelta devono rispondere alle norme seguenti:
Assorbimento d'acqua, E in %
_______________________________________________________________________________________
Formatura
Gruppo I
Gruppo Iia
Gruppo Iib
Gruppo III
E_3%
3%<E_6%
6%<E_10%
E>10%
————————————————————————————————————
Estruse (A) UNI EN 121
UNI EN 186
UNI EN 187
UNI EN 188
Pressate a UNI EN 176
UNI EN 177
UNI EN 178
UNI EN 159
———————————————————————————————
I prodotti di seconda scelta, cioè quelli che rispondono parzialmente alle norme predette, saranno
accettate in base alla rispondenza ai valori previsti dal progetto, ed, in mancanza, in base ad accordi tra
Direzione dei lavori e fornitore.
b) Per i prodotti definiti "pianelle comuni di argilla", "pianelle pressate ed arrotate di argilla " e " mattonelle
greificate " dal R.D. 16 novembre 1939 n. 334, devono inoltre essere rispettate le prescrizioni seguenti:
resistenza all'urto 2 Nm (0,20 kgm) minimo; resistenza alla flessione 2,5 N/mm2 (25 kg/cm)2 minimo;
coefficiente di usura al tribometro 15 mm massimo per 1 km di percorso.
c) Per le piastrelle colate (ivi comprese tutte le produzioni artigianali) le caratteristiche rilevanti da misurare
ai fini di una qualificazione del materiale sono le stesse indicate per le piastrelle pressate a secco ed
estruse (vedi norma UNI EN 87), per cui:
- per quanto attiene ai metodi di prova si rimanda alla normativa UNI EN vigente e già citata;
- per quanto attiene i limiti di accettazione, tenendo in dovuto conto il parametro relativo all'assorbimento
d'acqua, i valori di accettazione per le piastrelle ottenute mediante colatura saranno concordati fra
produttore ed acquirente, sulla base dei dati tecnici previsti dal progetto o dichiarati dai produttori ed
accettate dalla Direzione dei lavori.
d) I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche,
sporcatura, ecc. nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa ed essere
accompagnati da fogli informativi riportanti il nome del fornitore e la rispondenza alle prescrizioni
predette.
I prodotti di resina (applicati fluidi od in pasta) per rivestimenti di pavimenti realizzati saranno del tipo
realizzato:
- mediante impregnazione semplice (I1);
- a saturazione (I2);
- mediante film con spessori fino a 200 mm (F1) o con spessore superiore (F2);
- con prodotti fluidi cosiddetti autolivellanti (A);
- con prodotti spatolati (S).
- Le caratteristiche segnate come significative nel prospetto seguente devono rispondere alle prescrizioni
del progetto.
I valori di accettazione sono quelli dichiarati dal fabbricante ed accettati dal Direttore dei lavori.
I metodi di accettazione sono quelli contenuti nel punto 10.1 facendo riferimento alla norma UNI
8298 (varie parti).
35
___________________________________________________________________
Caratteristiche
Grado di significatività rispetto ai vari tipi
I1
I2
F1
F2
A
S
___________________________________________________________________
Colore
+
+
+
___________________________________________________________________
Identificazione chimico-fisica
+
+
+
+
+
+
___________________________________________________________________
Spessore
+
+
+
+
___________________________________________________________________
Resistenza all'abrasione
+
+
+
+
+
+
___________________________________________________________________
Resistenza al punzonamento
dinamico (urto)
+
+
+
+
+
___________________________________________________________________
Resistenza al punzonamento
statico
+
+
+
+
+
+
___________________________________________________________________
Comportamento all'acqua
+
+
+
+
+
+
___________________________________________________________________
Resistenza alla pressione
idrostatica inversa
+
+
+
+
+
___________________________________________________________________
Reazione al fuoco
+
+
+
+
+
+
___________________________________________________________________
Resistenza alla bruciatura
della sigaretta
+
+
+
+
+
___________________________________________________________________
Resistenza all'invecchiamento
term. in aria
+
+
+
+
+
___________________________________________________________________
Resistenza meccanica
dei ripristini
+
+
+
+
___________________________________________________________________
+ significativa; - non significativa
I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche e da agenti
atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa.
Il foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore, le caratteristiche, le avvertenze per l'uso e per la
sicurezza durante l'applicazione.
Art. 24: I prodotti di pietre naturali o ricostruite per pavimentazioni.
Si intendono definiti come segue:
- elemento lapideo naturale: elemento costituito integralmente da materiale lapideo (senza aggiunta di
leganti);
- elemento lapideo ricostituito (conglomerato): elemento costituito da frammenti lapidei naturali legati con
cemento o con resine;
- lastra rifilata: elemento con le dimensioni fissate in funzione del luogo d'impiego, solitamente con una
dimensione maggiore di 60 cm e spessore di regola non minore di 2 cm;
- marmetta: elemento con le dimensioni fissate dal produttore ed indipendenti dal luogo di posa,
solitamente con dimensioni minori di 60 cm e con spessore di regola minore di 2 cm;
- marmetta calibrata: elemento lavorato meccanicamente per mantenere lo spessore entro le tolleranze
dichiarate;
- marmetta rettificata: elemento lavorato meccanicamente per mantenere la lunghezza e/o larghezza
entro le tolleranze dichiarate.
Per gli altri termini specifici dovuti alle lavorazioni, finiture, ecc., vedere la norma UNI 9379.
36
a)
b)
c)
I prodotti di cui sopra devono rispondere alle prescrizioni del progetto (dimensioni, tolleranze, aspetto,
ecc.) ed a quanto pre-scritto nell'articolo prodotti di pietre naturali o ricostruite.
In mancanza di tolleranze su disegni di progetto si intende che le lastre grezze contengono la
dimensione nominale; le lastre finite, marmette, ecc. hanno tolleranza 1 mm sulla larghezza e
lunghezza e 2 mm sullo spessore (per prodotti da incollare le tolleranze predette saranno ridotte);
le lastre ed i quadrelli di marmo o di altre pietre dovranno inoltre rispondere al R.D. 2234 del 16
novembre 1939 per quanto attiene il coefficiente di usura al tribometro in mm;
l'accettazione avverrà secondo il punto 13.1. Le forniture avverranno su pallets ed i prodotti saranno
opportunamente legati ed eventualmente protetti dall'azione di sostanze sporcanti.
Il foglio informativo indicherà almeno le caratteristiche di cui sopra e le istruzioni per la
movimentazione, sicurezza e posa.
I prodotti di metallo per pavimentazioni dovranno rispondere alle prescrizioni date nella norma UNI 4630 per
le lamiere bugnate ed UNI 3151 per le lamiere stirate. Le lamiere saranno inoltre esenti da difetti visibili
(quali scagliature, bave, crepe, crateri, ecc.) e da difetti di forma (svergolamento, ondulazione, ecc.) che ne
pregiudichino l'impiego e/o la messa in opera e dovranno avere l'eventuale rivestimento superficiale
prescritto nel progetto.
Art. 25: Prodotti di vetro.
Si definiscono prodotti di vetro quelli che sono ottenuti dalla trasformazione e lavorazione del vetro.
Essi si dividono nelle seguenti principali categorie: lastre piane, vetri pressati, prodotti di seconda
lavorazione.
Per le definizioni rispetto ai metodi di fabbricazione, alle loro caratteristiche, alle seconde lavorazioni,
nonché per le operazioni di finitura dei bordi si fa riferimento alle norme UNI.
I prodotti vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura. Le modalità di posa sono
trattate negli articoli relativi alle vetrazioni ed ai serramenti.
Il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere a controlli (anche parziali) su
campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di
seguito indicate.
I vetri piani grezzi sono quelli colati e laminati grezzi ed anche cristalli grezzi traslucidi, incolori cosiddetti
bianchi, eventualmente armati.
Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto.
Per le altre caratteristiche vale la norma UNI 6123 che considera anche le modalità di controllo da
adottare in caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle
dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti.
I vetri piani lucidi tirati sono quelli incolori ottenuti per tiratura meccanica della massa fusa, che
presenta sulle due facce, naturalmente lucide, ondulazioni più o meno accentuate non avendo subito
lavorazioni di superficie. Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto.
Per le altre caratteristiche vale la norma UNI 6486 che considera anche le modalità di controllo da
adottare in caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle
dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti.
I vetri piani trasparenti float sono quelli chiari o colorati ottenuti per colata mediante galleggiamento
su un bagno di metallo fuso.
Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto.
Per le altre caratteristiche vale la norma UNI 6487 che considera anche le modalità di controllo da
adottare in caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle
dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti.
I vetri piani temprati sono quelli trattati termicamente o chimicamente in modo da indurre negli strati
superficiali tensioni permanenti.
Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto.
Per le altre caratteristiche vale la norma UNI 7142 che considera anche le modalità di controllo da
adottare in caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle
dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti.
37
I vetri piani uniti al perimetro (o vetrocamera) sono quelli costituiti da due lastre di vetro tra loro
unite lungo il perimetro, solitamente con interposizione di un distanziatore, a mezzo di adesivi od altro in
modo da formare una o più intercapedini contenenti aria o gas disidratati.
Le loro dimensioni, numero e tipo delle lastre saranno quelle indicate nel progetto.
Per le altre caratteristiche vale la norma UNI 7171 che definisce anche i metodi di controllo da
adottare in caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle
dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti.
I vetri piani stratificati sono quelli formati da due o più lastre di vetro e uno o più strati interposti di
materia plastica che incollano tra loro le lastre di vetro per l'intera superficie.
Il loro spessore varia in base al numero ed allo spessore delle lastre costituenti.
Essi si dividono in base alla loro resistenza alle sollecitazioni meccaniche come segue:
- stratificati per sicurezza semplice;
- stratificati antivandalismo;
- stratificati anticrimine;
- stratificati antiproiettile.
Le dimensioni, numero e tipo delle lastre saranno quelle indicate nel progetto.
Per le altre caratteristiche si fa riferimento alle norme seguenti:
a)
i vetri piani stratificati per sicurezza semplice devono rispondere alla norma UNI 7172;
b)
i vetri piani stratificati antivandalismo ed anticrimine devono rispondere rispettivamente alle norme
UNI 7172 e norme UNI 9184;
c)
i vetri piani stratificati antiproiettile devono rispondere alla norma UNI 9187.
I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il
fornitore comunicherà i valori se richiesti.
Art. 26: Prodotti diversi (sigillanti, adesivi, geotessili).
Tutti i prodotti di seguito descritti vengono considerati al momento della fornitura. Il Direttore dei
lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura
oppure richiedere un attestato di conformità della stessa alle prescrizioni di seguito indicate.
Per il campionamento dei prodotti ed i metodi di prova si fa riferimento ai metodi UNI esistenti.
Per sigillanti si intendono i prodotti utilizzati per riempire in forma continua e durevole i giunti tra
elementi edilizi (in particolare nei serramenti, nelle pareti esterne, nelle partizioni interne, ecc.) con funzione
di tenuta all'aria, all'acqua, ecc.
Oltre a quanto specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono
rispondenti alle seguenti caratteristiche:
- compatibilità chimica con il supporto al quale sono destinati:
- diagramma forza deformazione (allungamento) compatibile con le deformazioni elastiche del supporto al
quale sono destinati;
- durabilità ai cicli termoigrometrici prevedibili nelle condizioni di impiego, cioè con decadimento delle
caratteristiche meccaniche ed elastiche che non pregiudichino la sua funzionalità;
- durabilità alle azioni chimico-fisiche di agenti aggressivi presenti nell'atmosfera o nell'ambiente di
destinazione.
Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto risponde al
progetto od alle norme UNI 9610 e 9611 e/o è in possesso di attestati di conformità; in loro mancanza si fa
riferimento ai valori dichiarati dal produttore ed accettati dalla direzione dei lavori.
Per adesivi si intendono i prodotti utilizzati per ancorare un prodotto ad uno attiguo, in forma
permanente, resistendo alle sollecitazioni meccaniche, chimiche, ecc. dovute all'ambiente ed alla
destinazione d'uso.
Sono inclusi nel presente articolo gli adesivi usati in opere di rivestimenti di pavimenti e pareti o per
altri usi e per diversi supporti (murario, terroso, legnoso, ecc.).
Sono esclusi gli adesivi usati durante la produzione di prodotti o componenti.
Oltre a quanto specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono
forniti rispondenti alle seguenti caratteristiche:
- compatibilità chimica con il supporto al quale essi sono destinati;
- durabilità ai cicli termoigrometrici prevedibili nelle condizioni di impiego (cioè con un decadimento delle
caratteristiche meccaniche che non pregiudichino la loro funzionalità);
38
-
durabilità alle azioni chimico-fisiche dovute ad agenti aggressivi presenti nell'atmosfera o nell'ambiente di
destinazione;
- caratteristiche meccaniche adeguate alle sollecitazioni previste durante l'uso.
Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto risponde ad
una norma UNI e/o è in possesso di attestati di conformità; in loro mancanza si fa riferimento ai valori
dichiarati dal produttore ed accettati dalla direzione dei lavori.
Art. 27: Infissi.
Si intendono per infissi gli elementi aventi la funzione principale di regolare il passaggio di persone,
animali, oggetti, e sostanze liquide o gassose nonché dell'energia tra spazi interni ed esterni dell'organismo
edilizio o tra ambienti diversi dello spazio interno.
Essi si dividono tra elementi fissi (cioè luci fisse non apribili) e serramenti (cioè con parti apribili); gli
infissi si dividono, inoltre, in relazione alla loro funzione, in porte, finestre e schermi.
Per la terminologia specifica dei singoli elementi e delle loro parti funzionali in caso di dubbio si fa
riferimento alla norma UNI 8369 (varie parti).
I prodotti vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura; le modalità di posa sono
sviluppate nell'articolo relativo alle vetrazioni ed ai serramenti.
Il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su
campioni della fornitura, oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di
seguito indicate.
Le luci fisse devono essere realizzate nella forma, con i materiali e nelle dimensioni indicate nel
disegno di progetto. In mancanza di prescrizioni (od in presenza di prescrizioni limitate) si intende che
comunque devono nel loro insieme (telai, lastre di vetro, eventuali accessori, ecc.) resistere alle sollecitazioni
meccaniche dovute all'azione del vento od agli urti, garantire la tenuta all'aria, all'acqua e la resistenza al
vento. Quanto richiesto dovrà garantire anche le prestazioni di isolamento termico, isolamento acustico,
comportamento al fuoco e resistenza a sollecitazioni gravose dovute ad attività sportive, atti vandalici, ecc.
Le prestazioni predette dovranno essere garantite con limitato decadimento nel tempo.
Il Direttore dei lavori potrà procedere all'accettazione delle luci fisse mediante i criteri seguenti:
a)
mediante controllo dei materiali costituenti il telaio + vetro + elementi di tenuta (guarnizioni,
sigillanti) più eventuali accessori, e mediante controllo delle caratteristiche costruttive e della
lavorazione del prodotto nel suo insieme e/o dei suoi componenti; in particolare trattamenti protettivi
del legno, rivestimenti dei metalli costituenti il telaio, l'esatta esecuzione dei giunti, ecc;
b)
mediante l'accettazione di dichiarazioni di conformità della fornitura alle classi di prestazione quali
tenuta all'acqua, all'aria, resistenza agli urti, ecc. (vedere 18.3 b); di tali prove potrà anche chiedere
la ripetizione in caso di dubbio o contestazione.
Le modalità di esecuzione delle prove saranno quelle definite nelle relative norme UNI per i
serramenti.
I serramenti interni ed esterni (finestre, porte finestre, e similari) dovranno essere realizzati
seguendo le prescrizioni indicate nei disegni costruttivi o comunque nella parte grafica del progetto. In
mancanza di prescrizioni (od in presenza di prescrizioni limitate) si intende che comunque nel loro insieme
devono essere realizzati in modo da resistere alle sollecitazioni meccaniche e degli agenti atmosferici e
contribuire, per la parte di loro spettanza, al mantenimento negli ambienti delle condizioni termiche,
acustiche, luminose, di ventilazione, ecc.; lo svolgimento delle funzioni predette deve essere mantenuto nel
tempo.
Porte tagliafuoco REI 60/120’:
- riferimento norma UNI 9723;
- porte e telai reversibili, senza traversa inferiore;
- pannelli in lamiera zincata con mano di fondo antiruggine;
- telaio angolare da murare;
- serrature con foro cilindro ed inserto per chiave tipo patent, cilindro tipo Yale;
- maniglia antinfortunistica;
- due cerniere di cui una a molla per l’autochiusura di ogni anta;
- guarnizione termoespandente;
- maniglioni antipanico con scrocco laterale, alto e basso (nel caso di porte a due ante);
- chiudiporta aereo, termofusibile a 68°, elettromagnete con piastra ed interruttore.
Ove richiesto, lo spioncino avrà dimensioni minime mm 300 x 400 e sarà realizzato con vetro antitermico.
Le porte dovranno essere certificate ed omologate.
39
a)
a)
Il Direttore dei lavori potrà procedere all'accettazione dei serramenti mediante il controllo dei
materiali che costituiscono l'anta ed il telaio ed i loro trattamenti preservanti ed i rivestimenti
mediante il controllo dei vetri, delle guarnizioni di tenuta e/o sigillanti, degli accessori. Mediante il
controllo delle sue caratteristiche costruttive, in particolare dimensioni delle sezioni resistenti,
conformazione dei giunti, delle connessioni realizzate meccanicamente (viti, bulloni, ecc.) e per
aderenza (colle, adesivi, ecc.) e comunque delle parti costruttive che direttamente influiscono sulla
resistenza meccanica, tenuta all'acqua, all'aria, al vento, e sulle altre prestazioni richieste.
b)Il Direttore dei lavori potrà altresì procedere all'accettazione della attestazione di conformità della
fornitura alle prescrizioni indicate nel progetto per le varie caratteristiche od in mancanza a quelle di
seguito riportate. Per le classi non specificate valgono i valori dichiarati dal fornitore ed accettati
dalla direzione dei lavori.
Art. 28: Prodotti per rivestimenti interni ed esterni
Si definiscono prodotti per rivestimenti quelli utilizzati per realizzare i sistemi di rivestimento verticali
(pareti - facciate) ed orizzontali (controsoffitti) dell'edificio.
I prodotti si distinguono:
a seconda del loro stato fisico:
- rigidi (rivestimenti in pietra-ceramica -vetro-alluminio-gesso ecc.);
- flessibili (carte da parati - tessuti da parati - ecc.);
- fluidi o pastosi (intonachi - vernicianti - rivestimenti plastici - ecc.).
a seconda della loro collocazione:
- per esterno;
- per interno.
a seconda della loro collocazione nel sistema di rivestimento:
- di fondo;
- intermedi;
- di finitura.
Tutti i prodotti di seguito descritti in 19.2, 19.3 e 19.4 vengono considerati al momento della fornitura. Il
Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni
della fornitura, oppure richiedere un attestato di conformità della stessa alle prescrizioni di seguito indicate.
a)
Per le piastrelle di ceramica vale quanto riportato nell'articolo prodotti per pavimentazione, tenendo
conto solo delle prescrizioni valide per le piastrelle da parete.
b)
Per le lastre di pietra vale quanto riportato nel progetto circa le caratteristiche più significative e le
lavorazioni da apportare. In mancanza o ad integrazione del progetto valgono i criteri di accettazione
generali indicati nell'articolo: prodotti di pietra integrati dalle prescrizioni date nell'articolo prodotti
per pavimentazioni di pietra (in particolare per le tolleranze dimensionali e le modalità di
imballaggio). Sono comunque da prevedere gli opportuni incavi, fori, ecc. per il fissaggio alla parete
e gli eventuali trattamenti di protezione.
c)
Per gli elementi di metallo o materia plastica valgono le prescrizioni del progetto. Le loro prestazioni
meccaniche (resistenza all'urto, abrasione, incisione), di reazione e resistenza al fuoco, di resistenza
agli agenti chimici (detergenti, inquinanti aggressivi, ecc.) ed alle azioni termoigrometriche saranno
quelle prescritte in norme UNI, in relazione all'ambiente (interno/esterno) nel quale saranno collocati
ed alla loro quota dal pavimento (o suolo), oppure in loro mancanza valgono quelle dichiarate dal
fabbricante ed accettate dalla direzione dei lavori;
Saranno inoltre predisposti per il fissaggio in opera con opportuni fori, incavi, ecc.
Per gli elementi verniciati, smaltati, ecc. le caratteristiche di resistenza alla usura, ai viraggi di colore,
ecc. saranno riferite ai materiali di rivestimento.
La forma e costituzione dell'elemento saranno tali da ridurre al minimo fenomeni di vibrazione,
produzione di rumore tenuto anche conto dei criteri di fissaggio.
d)
Per le lastre di cartongesso si rinvia all'articolo su prodotti per pareti esterne e partizioni interne.
e)
Per le lastre di calcestruzzo valgono le prescrizioni generali date nell'articolo su prodotti di
calcestruzzo con in aggiunta le caratteristiche di resistenza agli agenti atmosferici (gelo/disgelo) ed
agli elementi aggressivi trasportati dall'acqua piovana e dall'aria.
Intonaci:
40
gli intonaci sono rivestimenti realizzati con malta per intonachi costituita da un legante (calce cementogesso) da un inerte (sabbia, polvere o granuli di marmo, ecc.) ed eventualmente da pigmenti o terre
coloranti, additivi e rinforzanti.
Gli intonachi devono possedere le caratteristiche indicate nel progetto e le caratteristiche seguenti:
- capacità di riempimento delle cavità ed eguagliamento delle superfici;
- reazione al fuoco e/o resistenza all'incendio adeguata;
- impermeabilità all'acqua e/o funzione di barriera all'acqua;
- effetto estetico superficiale in relazione ai mezzi di posa usati;
- adesione al supporto e caratteristiche meccaniche.
Per i prodotti forniti premiscelati la rispondenza a norme UNI è sinonimo di conformità alle prescrizioni
predette; per gli altri prodotti valgono i valori dichiarati dal fornitore ed accettati dalla direzione dei lavori.
Prodotti vernicianti: i prodotti vernicianti sono prodotti applicati allo stato fluido, costituiti da un legante
(naturale o sintetico), da una carica e da un pigmento o terra colorante che, passando allo stato solido,
formano una pellicola o uno strato non pellicolare sulla superficie.
Si distinguono in:
- tinte, se non formano pellicola e si depositano sulla superflcie;
- impregnanti, se non formano pellicola e penetrano nelle porosità del supporto;
- pitture, se formano pellicola ed hanno un colore proprio;
- vernici, se formano pellicola e non hanno un marcato colore proprio;
- rivestimenti plastici, se formano pellicola di spessore elevato o molto elevato (da 1 a 5 mm circa), hanno
colore proprio e disegno superficiale più o meno accentuato.
I prodotti vernicianti devono possedere valori adeguati delle seguenti caratteristiche in funzione delle
prestazioni loro richieste:
- dare colore in maniera stabile alla superficie trattata;
- avere funzione impermeabilizzante;
- essere traspiranti al vapore d'acqua;
- impedire il passaggio dei raggi U.V.;
- ridurre il passaggio della CO2;
- avere adeguata reazione e/o resistenza al fuoco (quando richiesto);
- avere funzione passivante del ferro (quando richiesto);
- resistenza alle azioni chimiche degli agenti aggressivi (climatici, inquinanti);
- resistere (quando richiesto) all'usura.
I limiti di accettazione saranno quelli prescritti nel progetto od in mancanza quelli dichiarati dal fabbricante
ed accettati dalla direzione dei lavori.
I dati si intendono presentati secondo le norme UNI 8757 e UNI 8759 ed i metodi di prova sono quelli
definiti nelle norme UNI.
Art. 29: Prodotti per isolamento termico.
Si definiscono materiali isolanti termici quelli atti a diminuire in forma sensibile il flusso termico
attraverso le superfici sulle quali sono applicati.
Per la realizzazione dell'isolamento termico si rinvia agli articoli relativi alle parti dell'edificio o impianti.
I materiali vengono di seguito considerati al momento della fornitura; il Direttore dei lavori, ai fini
della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure
chiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate.
Nel caso di contestazione per le caratteristiche si intende che la procedura di prelievo dei campioni,
delle prove e della valutazione dei risultati sia quella indicata nelle norme UNI ed in loro mancanza quelli
della letteratura tecnica (in primo luogo le norme internazionali ed estere).
I materiali isolanti si classificano come segue:
A)
MATERIALI FABBRICATI IN STABILIMENTO:
(blocchi, pannelli, lastre, feltri ecc.).
1)
2)
-
Materiali cellulari.
composizione chimica organica: plastici alveolari;
composizione chimica inorganica: vetro cellulare, calcestruzzo alveolare autoclavato;
composizione chimica mista: plastici cellulari con perle di vetro espanso.
Materiali fibrosi.
composizione chimica organica: fibre di legno;
composizione chimica inorganica: fibre minerali.
41
3)
4)
-
5)
B)
-
Materiali compatti.
composizione chimica organica: plastici compatti;
composizione chimica inorganica: calcestruzzo;
composizione chimica mista: agglomerati di legno.
Combinazione di materiali di diversa struttura.
composizione chimica inorganica: composti «fibre minerali-perlite», amianto cemento, calcestruzzi
leggeri;
composizione chimica mista: composti perlite-fibre di cellulosa, calcestruzzi di perle di polistirene.
Materiali multistrato.
composizione chimica organica: plastici alveolari con parametri organici;
composizione chimica inorganica: argille espanse con parametri di calcestruzzo, lastre di gesso
associate a strato di fibre minerali;
composizione chimica mista: plastici alveolari rivestiti di calcestruzzo.
MATERIALI INIETTATI, STAMPATI O APPLICATI IN SITO MEDIANTE SPRUZZATURA.
Materiali cellulari applicati sotto forma di liquido o di pasta.
1)
2)
3)
4)
-
composizione chimica organica: schiume poliuretaniche, schiume di ureaformaldeide;
composizione chimica inorganica: calcestruzzo cellulare.
-
-
Materiali fibrosi applicati sotto forma di liquido o di pasta.
composizione chimica inorganica: fibre minerali proiettate in opera.
Materiali pieni applicati sotto forma di liquido o di pasta.
composizione chimica organica: plastici compatti;
composizione chimica inorganica: calcestruzzo;
composizione chimica mista: asfalto.
Combinazione di materiali di diversa struttura.
composizione chimica inorganica: calcestruzzo di aggregati leggeri;
composizione chimica mista: calcestruzzo con inclusione di perle di polistirene espanso.
Materiali alla rinfusa.
5)
- composizione chimica organica: perle di polistirene espanso;
- composizione chimica inorganica: lana minerale in fiocchi, perlite;
- composizione chimica mista: perlite bitumata.
Per tutti i materiali isolanti forniti sotto forma di lastre, blocchi o forme geometriche predeterminate, si
devono dichiarare le seguenti caratteristiche fondamentali:
a)
dimensioni: lunghezza - larghezza, valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure specificate
negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal produttore
nella sua documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori;
b)
spessore: valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure specificate negli altri documenti
progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua
documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori;
c)
massa areica: deve essere entro i limiti prescritti nella norma UNI o negli altri documenti progettuali;
in assenza delle prime due valgono quelli dichiarati dal produttore nella sua documentazione tecnica
ed accettate dalla direzione dei lavori;
d)
resistenza termica specifica: deve essere entro i limiti previsti da documenti progettuali (calcolo in
base alla legge 9-1-1991 n. 10) ed espressi secondo i criteri indicati nella norma UNI 7357 (FA 1 - FA
2 - FA 3).
e)
saranno inoltre da dichiarare, in relazione alle prescrizioni di progetto le seguenti caratteristiche:
- reazione o comportamento al fuoco;
- limiti di emissione di sostanze nocive per la salute;
- compatibilità chimico-fisica con altri materiali.
Entrambe le categorie di materiali isolanti devono rispondere alle caratteristiche di idoneità all'impiego, in
relazione alla loro destinazione d'uso: pareti, parete controterra, copertura a falda, copertura piana,
controsoffittatura su porticati, pavimenti, ecc.
I metodi di controllo sono quelli definiti nelle norme UNI. Per le caratteristiche possedute intrinsecamente dal
materiale non sono necessari controlli.
42
Art. 30: Prodotti per pareti esterne e partizioni interne.
Si definiscono prodotti per pareti esterne e partizioni interne quelli utilizzati per realizzare i principali strati
funzionali di queste parti di edificio.
Per la realizzazione delle pareti esterne e partizioni interne si rinvia all'articolo che tratta queste opere.
I prodotti vengono di seguito considerati al momento della fornitura; il Direttore dei lavori, ai fini della loro
accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un
attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate.
Nel caso di contestazione si intende che la procedura di prelievo dei campioni, le modalità di prova e
valutazione dei risultati sono quelli indicati nelle norme UNI ed in mancanza di questi quelli descritti nella
letteratura tecnica (primariamente norme internazionali).
I prodotti a base di laterizio, calcestruzzo e similari non aventi funzione strutturale (vedere articolo
murature) ma unicamente di chiusura nelle pareti esterne e partizioni devono rispondere alle prescrizioni del
progetto ed a loro completamento alle seguenti prescrizioni:
a)
gli elementi di laterizio (forati e non) prodotti mediante trafilatura o pressatura con materiale
normale od alleggerito devono rispondere alla norma UNI 8942 parte 2- (detta norma è allineata alle
prescrizioni del D.M. sulle murature);
b)
gli elementi di calcestruzzo dovranno rispettare le stesse caratteristiche indicate nella norma UNI
8942 (ad esclusione delle caratteristiche di inclusione calcarea), i limiti di accettazione saranno quelli
indicati nel progetto ed in loro mancanza quelli dichiarati dal produttore ed approvati dalla direzione
dei lavori;
c)
gli elementi di calcio silicato, pietra ricostruita, pietra naturale, saranno accettate in base alle loro
caratteristiche dimensionali e relative tolleranze; caratteristiche di forma e massa volumica (foratura,
smussi, ecc.); caratteristiche meccaniche a compressione, taglio e flessione; caratteristiche di
comportamento all'acqua ed al gelo (imbibizione, assorbimento d'acqua, ecc.).
I limiti di accettazione saranno quelli prescritti nel progetto ed in loro mancanza saranno quelli
dichiarati dal fornitore ed approvati dalla Direzione dei lavori.
I prodotti ed i componenti per facciate continue dovranno rispondere alle prescrizioni del progetto ed in loro
mancanza alle seguenti prescrizioni:
- gli elementi dell'ossatura devono avere caratteristiche meccaniche coerenti con quelle del progetto in
modo da poter trasmettere le sollecitazioni meccaniche (peso proprio delle facciate, vento, urti, ecc.) alla
struttura portante, resistere alle corrosioni ed azioni chimiche dell'ambiente esterno ed interno;
- gli elementi di tamponamento (vetri, pannelli, ecc.) devono essere compatibili chimicamente e
fisicamente con l'ossatura; resistere alle sollecitazioni meccaniche (urti, ecc.); resistere alle sollecitazioni
termoigrometriche dell'ambiente esterno e chimiche degli agenti inquinanti;
- le parti apribili ed i loro accessori devono rispondere alle prescrizioni sulle finestre o sulle porte;
- i rivestimenti superficiali (trattamenti dei metalli, pitturazioni, fogli decorativi, ecc.) devono essere
coerenti con le prescrizioni sopra indicate;
- le soluzioni costruttive dei giunti devono completare ed integrare le prestazioni dei pannelli ed essere
sigillate con prodotti adeguati.
La rispondenza alle norme UNI per gli elementi metallici e loro trattamenti superficiali, per i vetri, i pannelli di
legno, di metallo o di plastica e per gli altri componenti, viene considerato automaticamente soddisfacimento
delle prescrizioni sopraddette.
I prodotti ed i componenti per partizioni interne prefabbricate che vengono assemblati in opera (con piccoli
lavori di adattamento o meno) devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza, alle
prescrizioni indicate al punto precedente.
I prodotti a base di cartongesso devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed, in mancanza, alle
prescrizioni seguenti: avere spessore con tolleranze ± 0,5 mm, lunghezza e larghezza con tolleranza ± 2
mm, resistenza all'impronta, all'urto, alle sollecitazioni localizzate (punti di fissaggio) ed, a seconda della
destinazione d'uso, con basso assorbimento d'acqua, con bassa permeabilità al vapore (prodotto abbinato a
barriera al vapore), con resistenza all'incendio dichiarata, con isolamento acustico dichiarato.
I limiti di accettazione saranno quelli indicati nel progetto ed, in loro mancanza, quelli dichiarati dal
produttore ed approvati dalla Direzione dei lavori.
43
Art. 31: Materiali per assorbimento acustico
Si definiscono materiali assorbenti acustici (o materiali fonoassorbenti) quelli atti a dissipare in forma
sensibile l'energia sonora incidente sulla loro superficie e, di conseguenza, a ridurre l'energia sonora riflessa.
Questa proprietà è valutata con il coefficiente di assorbimento acustico (a), definito dall'espressione:
a = Wa / W i
dove: Wi è l'energia sonora incidente; Wa è l'energia sonora assorbita.
Sono da considerare assorbenti acustici tutti i materiali porosi a struttura fibrosa o alveolare aperta. A parità
di struttura (fibrosa o alveoalare) la proprietà fonoassorbente dipende dallo spessore.
I materiali fonoassorbenti si classificano secondo lo schema di seguito riportato.
a) Materiali fibrosi:
1) Minerali (fibra di amianto, fibra di vetro, fibra di roccia);
2) Vegetali (fibra di legno o cellulosa, truciolari).
b) Materiali cellulari.
1) Minerali:
- calcestruzzi leggeri (a base di pozzolane, perlite, vermiculite, argilla espansa);
- laterizi alveolari;
- prodotti a base di tufo.
2) Sintetici:
- poliuretano a celle aperte (elastico - rigido);
- polipropilene a celle aperte.
Per tutti i materiali fonoassorbenti forniti sotto forma di lastre, blocchi o forme geometriche predeterminate,
si devono dichiarare le seguenti caratteristiche fondamentali:
- lunghezza - larghezza, valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure specificate negli altri
documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua
documentazione tecnica ed accettate dalla Direzione dei lavori;
- spessore: valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure specificate negli altri documenti
progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua
documentazione tecnica ed accettate dalla Direzione dei lavori;
- massa areica: deve essere entro i limiti prescritti nella norma UNI o negli altri documenti progettuali; in
assenza delle prime due valgono quelli dichiarati dal produttore nella sua documentazione tecnica ed
accettati dalla Direzione tecnica;
- coefficiente di assorbimento acustico, misurato in laboratorio secondo le modalità prescritte dalla norma
UNI ISO 354, deve rispondere ai valori prescritti nel progetto od in assenza a quelli dichiarati dal
produttore ed accettati dalla Direzione dei lavori.
-
Saranno inoltre da dichiarare, in relazione alle prescrizioni di progetto, le seguenti caratteristiche:
resistività al flusso d'aria (misurata secondo ISO/DIS 9053);
reazione e/o comportamento al fuoco;
limiti di emissione di sostanze nocive per la salute;
compatibilità chimico-fisica con altri materiali.
I prodotti vengono considerati al momento della fornitura; la Direzione dei lavori ai fini della loro
accettazione può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure chiedere un
attestato di conformità della stessa alle prescrizioni sopra riportate.
In caso di contestazione i metodi di campionamento e di prova delle caratteristiche di cui sopra sono
quelli stabiliti dalle norme UNI ed in mancanza di queste ultime, quelli descritti nella letteratura tecnica
(primariamente norme internazionali od estere).
Per i materiali fonoassorbenti che assumono la forma definitiva in opera devono essere dichiarate le stesse
caratteristiche riferite ad un campione significativo di quanto realizzato in opera.
La Direzione dei lavori deve inoltre attivare controlli della costanza delle caratteristiche del prodotto
in opera, ricorrendo ove necessario a carotaggi, sezionamenti, ecc. significativi dello strato eseguito.
Entrambe le categorie di materiali fonoassorbenti devono rispondere alle caratteristiche di idoneità
all'impiego, in relazione alla loro destinazione d'uso (pareti, coperture, controsoffittature, pavimenti, ecc.).
44
lavori.
Se non vengono prescritti i valori valgono quelli proposti dal fornitore ed accettati dalla direzione dei
In caso di contestazione i metodi di campionamento e di prova delle caratteristiche di cui sopra sono
quelli stabiliti dalle norme UNI ed in mancanza di queste ultime quelli descritti nella letteratura tecnica
(primariamente norme internazionali od estere). Per le caratteristiche possedute intrinsecamente dal
materiale non sono necessari controlli.
Art. 32: Prodotti per coperture discontinue (a falda).
Si definiscono prodotti per le coperture quelli utilizzati per realizzare lo strato di tenuta all'acqua nei sistemi
di copertura e quelli usati per altri strati complementari.
Per la realizzazione delle coperture discontinue nel loro insieme si rinvia all'articolo sull'esecuzione
delle coperture discontinue.
I prodotti vengono di seguito considerati al momento della fornitura; il Direttore dei lavori ai fini
della loro accettazione può procedere a controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure
richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate.
Nel caso di contestazione si intende che le procedure di prelievo dei campioni, i metodi di prova e
valutazione dei risultati sono quelli indicati nelle norme UNI citate di seguito.
Le tegole e coppi di laterizio per coperture ed i loro pezzi speciali si intendono denominate secondo
le dizioni commerciali usuali (marsigliese, romana, ecc.). I prodotti di cui sopra devono rispondere alle
prescrizioni del progetto ed in mancanza od a completamento alle seguenti prescrizioni:
a)
i difetti visibili sono ammessi nei seguenti limiti:
- le fessure non devono essere visibili o rilevabili a percussione;
- le protuberanze e scagliature non devono avere diametro medio (tra dimensione massima e minima)
maggiore di 15 mm e non deve esserci più di 1 protuberanza; è ammessa 1 protuberanza di
diametro medio tra 7 e 15 mm. ogni 2 dm2 di superficie proiettata;
- sbavature tollerate purché permettano un corretto assemblaggio.
b) sulle dimensioni nominali e forma geometrica sono ammesse le tolleranze seguenti: lunghezza 3%;
larghezza ± 3% per tegole e ± 8% per coppi;
c) sulla massa convenzionale è ammessa tolleranza del 15 %;
d) l'impermeabilità non deve permettere la caduta di goccia d'acqua dall'intradosso.
e) resistenza a flessione: forza F singola maggiore di 1000 N.;
f) carico di rottura singolo alla forza F maggiore di 1000 N. e valore medio maggiore di 1500 N;
g) In caso di contestazione si farà riferimento alle norme UNI 8626 ed UNI 8635.
I prodotti devono essere forniti su appositi pallets, legati e protetti da azioni meccaniche, chimiche e sporco
che possoano degradarli nella fase di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Gli imballi,
solitamente di materiale termoretraibile, devono contenere un foglio informativo riportante almeno il nome
del fornitore e leindicazioni dei da a) ad f) ed eventuali istruzioni complementari.
Si intendono prodotti per impermeabilizzazione e per coperture piane quelli che si presentano sotto forma di:
- membrane in fogli e/o rotoli da applicare a freddo od a caldo, in fogli singoli o pluristrato;
- prodotti forniti in contenitori (solitamente liquidi e/o in pasta) da applicare a freddo od a caldo su
eventuali armature (che restano inglobate nello strato finale) fino a formare in sito una membrana
continua.
a)
-
b)
Le membrane si designano descrittivamente in base:
al materiale componente (esempio: bitume ossidato fillerizzato, bitume polimero elastomero, bitume
polimero plastomero, etilene propilene diene, etilene vinil acetato, ecc.);
al materiale di armatura inserito nella membrana (esempio: armatura vetro velo, armatura
poliammide tessuto, armatura polipropilene film, armatura alluminio foglio sottile, ecc.);
al materiale di finitura della faccia superiore (esempio: poliestere film da non asportare, polietilene
film da non asportare, graniglie, ecc.);
al materiale di finitura della faccia inferiore (esempio: poliestere nontessuto, sughero, alluminio
foglio sottile, ecc.).
I prodotti forniti in contenitori si designano descrittivamente come segue:
45
c)
mastici di rocce asfaltiche e di asfalto sintetico;
asfalti colati;
malte asfaltiche;
prodotti termoplastici;
soluzioni in solvente di bitume;
emulsioni acquose di bitume;
prodotti a base di polimeri organici.
I prodotti vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura, le modalità di posa sono
trattate negli articoli relativi alla posa in opera.
Il Direttore dei lavori ai fini della loro accettazione può procedere a controlli (anche parziali) su
campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni
di seguito indicate.
Le membrane per coperture di edifici in relazione allo strato funzionale che vanno a costituire (esempio
strato di tenuta all'acqua, strato di tenuta all'aria, strato di schermo e/o barriera al vapore, strato di
protezione degli strati sottostanti, ecc.) devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza od a
loro completamento alle seguenti prescrizioni.
a)
Le membrane destinate a formare strati di schermo e/o barriera al vapore devono soddisfare:
- le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore);
- difetti, ortometria e massa areica;
- resistenza a trazione;
- flessibilità a freddo;
- comportamento all'acqua;
- permeabilità al vapore d'acqua;
- invecchiamento termico in acqua;
- le giunzioni devono resistere adeguatamente a trazione ed avere adeguata impermeabilità all'aria.
Per quanto riguarda le caratteristiche predette esse devono rispondere alla norma UNI 9380, oppure
per i prodotti non normali, rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione
dei lavori.
b)
Le membrane destinate a formare strati di continuità, di diffusione o di egualizzazione della
pressione di vapore, di irrigidimento o ripartizione dei carichi, di regolarizzazione, di separazione e/o
scorrimento o drenante devono soddisfare:
- le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza e spessore);
- difetti, ortometria e massa areica;
- comportamento all'acqua;
- invecchiamento termico in acqua.
- Per quanto riguarda le caratteristiche predette esse devono rispondere alla norma UNI 9168, oppure
per i prodotti non normati, rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione
dei lavori.
c)
Le membrane destinate a formare strati di tenuta all'aria devono soddisfare:
- le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza e spessore);
- difetti, ortometria e massa areica;
- resistenza a trazione ed alla lacerazione;
- comportamento all'acqua;
- le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione ed alla permeabilità all'aria.
Per quanto riguarda le caratteristiche predette esse devono rispondere alla norma UNI 9168, oppure
per i prodotti non normati, ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione dei lavori.
d)
Le membrane destinate a formare strati di tenuta all'acqua devono soddisfare:
- le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore);
- difetti, ortometria e massa areica;
- resistenza a trazione e alla lacerazione;
- punzonamento statico e dinamico;
- flessibilità a freddo;
- stabilità dimensionale in seguito ad azione termica;
- stabilità di forma a caldo;
- impermeabilità all'acqua e comportamento all'acqua;
- permeabilità al vapore d'acqua;
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-
resistenza all'azione perforante delle radici;
invecchiamento termico in aria ed acqua;
resistenza all'ozono (solo per polimeriche e plastomeriche);
resistenza ad azioni combinate (solo per polimeriche e plastomeriche);
le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione ed avere impermeabilità all'aria.
Per quanto riguarda le caratteristiche predette esse devono rispondere alla norma UNI 8629 (varie
parti), oppure per i prodotti non normati rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla
Direzione dei lavori.
e)
Le membrane destinate a formare strati di protezione devono soddisfare:
- le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore);
- difetti, ortometria e massa areica;
- resistenza a trazione e alle lacerazioni;
- punzonamento statico e dinamico;
- flessibilità a freddo;
- stabilità dimensionali a seguito di azione termica; stabilità di forma a caldo (esclusi prodotti a base di
PVC, EPDM, IIR);
- comportamento all'acqua;
- resistenza all'azione perforante delle radici;
- invecchiamento termico in aria;
- le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione;
- l'autoprotezione minerale deve resistere all'azione di distacco.
- Per quanto riguarda le caratteristiche predette esse devono rispondere alla norma UNI 8629 (varie
parti), oppure per i prodotti non normati rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati
dalla Direzione dei lavori.
I prodotti forniti solitamente sotto forma di liquidi o paste destinati principalmente a realizzare strati
di tenuta all'acqua (ma anche altri strati funzionali della copertura piana) e secondo del materiale
costituente, devono rispondere alle prescrizioni seguenti.
I criteri di accettazione sono quelli indicati nel punto 18 ultimo comma .
-
Bitumi da spalmatura per impermeabilizzazioni (in solvente e/o emulsione acquosa) devono rispondere ai
limiti specificati, per diversi tipi, alle prescrizioni della norma UNI 4157.
-
I prodotti fluidi od in pasta a base di polimeri organici (bituminosi, epossidici, poliuretanici, epossipoliuretanici, epossi-catrame, polimetencatrame, polimeri clorurati, acrilici, vinilici, polimeri isomerizzati)
devono essere valutati in base alle caratteristiche seguenti ed i valori devono soddisfare i limiti riportati;
quando non sono riportati limiti si intende che valgono quelli dichiarati dal produttore nella sua
documentazione tecnica ed accettati dalla Direzione dei lavori
47
CAPO I ..........................................................................................................................................1
NATURA E OGGETTO DELL’APPALTO ...............................................................................................1
Art. 1:
Oggetto dell’appalto ..........................................................................................................1
Art. 2:
Qualità e accettazione dei materiali in genere ......................................................................3
CAPO II .........................................................................................................................................4
DESCRIZIONE, FORMA E PRINCIPALI DIMENSIONI DELLE OPERE.....................................................4
Art. 3:
Interpretazioni elaborati. ....................................................................................................4
Art. 4:
Elenco Tavole e documenti che compongono il progetto esecutivo .........................................4
Art. 5:
Descrizione dei lavori. ........................................................................................................7
Art. 6:
Forma e principali dimensioni delle opere. ...........................................................................9
CAPO III......................................................................................................................................10
MODALITA’ DI ESECUZIONE DELLE OPERE.....................................................................................10
Art. 7:
Demolizioni e rimozioni ....................................................................................................10
Art. 8:
Taglio a sezione obbligata ................................................................................................11
Art. 9:
Strutture in muratura e calcestruzzo .................................................................................11
Art. 10:
Pavimenti e rivestimenti ...................................................................................................19
Art. 11:
Serramenti interni, esterni e tagliafuoco ............................................................................22
Art. 12:
Rinzaffi intonaci e controsoffitti .........................................................................................28
Art. 13:
Decorazione interne........................................................................................................29
Art. 14:
Decorazione facciata esterna lato cortile ............................................................................30
Art. 15:
Opere da idraulico ...........................................................................................................30
CAPO IV ......................................................................................................................................32
QUALITÀ DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI ...............................................................................32
Art. 16:
Materiali in genere...........................................................................................................32
Art. 17:
Acqua, calci, cementi ed agglomerati cementizi, pozzolane, gesso. ......................................32
Art. 18:
Materiali inerti per conglomerati cementizi e per malte. ......................................................32
Art. 19:
Elementi di laterizio e calcestruzzo. ...................................................................................33
Art. 20:
Armature per calcestruzzo. ...............................................................................................33
Art. 21:
Prodotti a base di legno. ..................................................................................................33
Art. 22:
Prodotti di pietre naturali o ricostruite. ..............................................................................34
Art. 23:
Prodotti per pavimentazione. ............................................................................................35
Art. 24:
I prodotti di pietre naturali o ricostruite per pavimentazioni. ................................................36
Art. 25:
Prodotti di vetro. .............................................................................................................37
Art. 26:
Prodotti diversi (sigillanti, adesivi, geotessili)......................................................................38
Art. 27:
Infissi. ............................................................................................................................39
Art. 28:
Prodotti per rivestimenti interni ed esterni .........................................................................40
Art. 29:
Prodotti per isolamento termico. .......................................................................................41
Art. 30:
Prodotti per pareti esterne e partizioni interne. ..................................................................43
Art. 31:
Materiali per assorbimento acustico .................................................................................44
Art. 32:
Prodotti per coperture discontinue (a falda). ......................................................................45
48
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO
Divisione Edilizia e Grandi Infrastrutture
Staff Progetti
PALAZZO DEGLI STEMMI
Via Montebello 1 - Torino
PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA DELL'EDIFICIO
PER L'INSEDIAMENTO DI ALLOGGI E RESIDENZE PER STUDENTI
PROGETTO ESECUTIVO
IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI
CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO
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IMPIANTI ELETTRICI - Capitolato Speciale d’Appalto
pag. 1/58
Indice
1.
OGGETTO DELL’APPALTO ......................................................................................................... 4
1.1.
1.2.
1.3.
1.4.
1.5.
1.6.
1.7.
1.8.
2.
GENERALITÀ ............................................................................................................................ 4
OGGETTO DEI LAVORI ............................................................................................................... 4
LEGISLAZIONE DI RIFERIMENTO ................................................................................................. 4
NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO ............................................................................................ 5
ONERI PARTICOLARI A CARICO DELL’IMPRESA ............................................................................ 5
MODALITÀ ESECUTIVE DEGLI INTERVENTI ED ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE .............................. 6
COORDINAMENTO CON ALTRE IMPRESE ..................................................................................... 6
PROGETTO DI CANTIERE E DOCUMENTAZIONE ‘AS BUILT’ ............................................................. 6
DATI DI PROGETTO...................................................................................................................... 9
2.1.
DATI NOMINALI DELL’IMPIANTO .................................................................................................. 9
2.2.
CLASSIFICAZIONE DEI LOCALI .................................................................................................... 9
2.2.1.
Destinazione d’uso dei locali ......................................................................................... 9
2.2.2.
Classificazione dei locali in applicazione delle Norme CEI......................................... 10
2.3.
REQUISITI DELL’IMPIANTO ELETTRICO AI FINI DELL’ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE
ARCHITETTONICHE ............................................................................................................................... 10
2.4.
CRITERI DI DIMENSIONAMENTO DEGLI IMPIANTI E SUDDIVISIONE DEI CARICHI .............................. 11
2.4.1.
Dimensionamento generale dell’impianto ................................................................... 11
2.5.
DIMENSIONAMENTO E PROTEZIONE DEI CIRCUITI....................................................................... 11
2.5.1.
Cadute di tensione ...................................................................................................... 11
2.5.2.
Portata delle condutture .............................................................................................. 12
2.5.3.
Condizioni di posa in opera delle condutture .............................................................. 12
2.5.4.
Poteri d’interruzione .................................................................................................... 12
2.5.5.
Requisiti per la protezione contro il sovraccarico e il corto circuito ............................ 12
2.5.6.
Protezione contro i contatti diretti................................................................................ 12
2.5.7.
Protezione contro i contatti indiretti ............................................................................. 13
2.5.8.
Misure di protezione per sezionamento e comando ................................................... 13
2.5.9.
Protezione contro le sovratensioni .............................................................................. 13
2.5.10.
Criteri di scelta dei dispositivi di protezione ................................................................ 14
2.6.
REQUISITI ILLUMINOTECNICI .................................................................................................... 14
2.6.1.
Generalità.................................................................................................................... 14
2.6.2.
Livello ed uniformità di illuminamento ......................................................................... 14
2.6.3.
Limitazione dell’abbagliamento ................................................................................... 15
2.6.4.
Colore della luce e resa dei colori ............................................................................... 15
3.
SPECIFICHE TECNICHE............................................................................................................. 17
3.1.
ELABORATI PROGETTUALI ....................................................................................................... 17
3.2.
STATO ATTUALE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI ............................................................................... 18
3.3.
INTERVENTO DI ADEGUAMENTO E OPERE PROVVISORIE ............................................................. 18
3.4.
CAMPIONATURA DEI MATERIALI ED ALLESTIMENTI TIPO .............................................................. 18
3.5.
ORGANIZZAZIONE DELLA DISTRIBUZIONE ELETTRICA ................................................................. 18
3.6.
QUADRI ELETTRICI DI DISTRIBUZIONE ....................................................................................... 19
3.6.1.
Quadro generale d’edificio “QG-D” ............................................................................. 19
3.6.2.
Quadri di Piano “QPx-D ” ............................................................................................ 20
3.6.3.
Quadri di Zona e di Locale .......................................................................................... 20
3.6.4.
Comando d’emergenza ............................................................................................... 21
3.7.
CANALIZZAZIONI PRINCIPALI, CAVIDOTTI E PASSAGGIO CAVI....................................................... 21
3.8.
SISTEMA DI DISTRIBUZIONE CON TUBAZIONI INCASSATE A PAVIMENTO ........................................ 21
3.9.
MONTANTI - ATTRAVERSAMENTO DEI SOLAI. ............................................................................. 21
3.10. CAVIDOTTO ESTERNO ............................................................................................................. 22
3.11. CONDUTTURE ELETTRICHE ...................................................................................................... 22
3.12. MODALITÀ D’ESECUZIONE DEGLI IMPIANTI. ............................................................................... 22
3.12.1.
Impianti piano Interrato e vani tecnici piano Sottotetto ............................................... 22
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3.12.2.
Impianti ai piani fuori terra ........................................................................................... 23
3.13. IMPIANTO DI TERRA E COLLEGAMENTI EQUIPOTENZIALI .............................................................. 23
3.14. IMPIANTO CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE ...................................................................... 23
3.15. IMPIANTO DI PROTEZIONE CONTRO LE SOVRATENSIONI ............................................................. 23
3.16. IMPIANTO DI FORZA MOTRICE .................................................................................................. 24
3.16.1.
Piano Interrato e vani tecnici sottotetto – Impianto F.M.............................................. 24
3.16.2.
Piani fuori terra – Impianto F.M................................................................................... 25
3.17. IMPIANTO D’ILLUMINAZIONE NORMALE ..................................................................................... 26
3.17.1.
Piano Interrato e vani tecnici sottotetto – Impianto Luce Normale ............................. 26
3.17.2.
Piani fuori terra – Impianto Luce normale ................................................................... 26
3.17.3.
Tipologia apparecchi illuminanti .................................................................................. 27
3.17.4.
Quadro centralizzato comando e segnalazione.......................................................... 29
3.18. DISTRIBUZIONE LUCE D’EMERGENZA ....................................................................................... 29
3.19. IMPIANTO D’ILLUMINAZIONE ESTERNA ....................................................................................... 30
3.20. IMPIANTO SEGNALAZIONE E GESTIONE ALLARMI ........................................................................ 30
3.20.1.
chiamata di soccorso bagno ....................................................................................... 31
3.20.2.
segnali d’allarmi........................................................................................................... 31
3.21. DOTAZIONE TIPICA DI UNA CAMERA O UNITÀ ABITATIVA ............................................................. 31
3.22. IMPIANTO ANTENNA TV ........................................................................................................... 32
3.23. PREDISPOSIZIONE CABLAGGIO RETE TRASMISSIONE FONIA/DATI................................................ 34
4.
SPECIFICHE DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI ................................................................ 35
4.1.
4.2.
4.3.
4.4.
4.5.
4.6.
4.7.
4.8.
4.9.
5.
APPARECCHIATURE ASSIEMATE DI PROTEZIONE E MANOVRA (QUADRI)....................................... 36
INTERRUTTORI AUTOMATICI MODULARI ..................................................................................... 37
CANALIZZAZIONI METALLICHE .................................................................................................. 38
CANALI PORTACAVI IN PVC..................................................................................................... 39
CONDUTTURE ELETTRICHE ...................................................................................................... 40
SERIE CIVILE COMPONIBILE ..................................................................................................... 42
APPARECCHI ILLUMINANTI ....................................................................................................... 43
CASSETTE DI DERIVAZIONE ..................................................................................................... 44
IMPIANTO SEGNALE TV-SAT ............................................................................................ 45
SCHEDE TECNICHE PER L’ESECUZIONE DEGLI IMPIANTI ................................................. 48
5.1.
5.2.
5.3.
5.4.
5.5.
5.6.
5.7.
5.8.
5.9.
DISTRIBUZIONE IN CAVIDOTTO INTERRATO ............................................................................... 48
DISTRIBUZIONE IN TUBO SOTTO TRACCIA.................................................................................. 49
DISTRIBUZIONE CON TUBO A VISTA .......................................................................................... 50
DISTRIBUZIONE DI CANALIZZAZIONI ANNEGATE NELLA PAVIMENTAZIONE ..................................... 51
DISTRIBUZIONE IN CANALIZZAZIONI IN OPERA SOTTO PAVIMENTAZIONI FLOTTANTI ....................... 52
DISTRIBUZIONE IN CANALIZZAZIONI IN OPERA ENTRO CONTROSOFFITTATURE ............................. 54
DISTRIBUZIONE E COMPONENTI ELETTRICI ALL’INTERNO DI MOBILI ............................................. 55
CONNESSIONI SCATOLE DI DERIVAZIONE E CONNESSIONI .......................................................... 56
PROVE DI VERIFICA PER COLLAUDO IMPIANTI ............................................................................ 57
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1. OGGETTO DELL’APPALTO
1.1. Generalità
Oggetto del presente capitolato è la realizzazione degli impianti elettrici e speciali presso
l’edificio di Via Montebello n. 1, e parte di Palazzo degli Stemmi Via Po 21-37, che verranno
adibite a residenze per studenti universitari. Trattasi pertanto della realizzazione
dell’impiantistica elettrica e speciale per strutture di tipo “alberghiero”.
1.2. Oggetto dei Lavori
L'appalto prevede tutte le opere necessarie per lo smantellamento dei vecchi impianti e della
fornitura in opera dell’elettrico generale dell’edificio, dell’arredo elettrico interno di tutti i locali
di cui è costituito, nonché dell’area esterna.
Gli interventi impiantistici riguardano essenzialmente:
• L’impianto di messa terra
• La distribuzione elettrica primaria e secondaria
• L’impianto elettrico interno ai singoli locali (illuminazione normale e di sicurezza,
impianto F.M.)
• L’impianto di ricezione TV terrestre e via SAT
• L’installazione dei componenti relativi all’impianto di gestione e della segnalazione
allarmi
• La predisposizione della rete Fonia/Dati
• La realizzazione degli impianti antincendio e speciali le cui specifiche tecniche sono
date in una sezione specifica del capitolato speciale d’appalto.
Le opere sono appaltate a corpo con la formula del tipo “chiavi in mano”. L’intervento è
totale senza esclusione alcuna. Le descrizioni di seguito riportate, per quanto dettagliate,
individuano le principali caratteristiche delle categorie di opere da realizzare per il
raggiungimento degli obiettivi prestazionali e funzionali richiesti. Tutte le opere, comunque,
dovranno essere rese ultimate e complete in ogni singola parte, senza eccezione alcuna, ed
atte allo scopo a cui sono destinate.
Per quanto ovvio, si precisa che sono facenti parte dell'appalto le opere accessorie
(demolizioni, assistenze edili, di rifinitura, ecc.) necessarie per la corretta realizzazione e
rispondenza alla regola dell’arte delle opere impiantistiche in oggetto.
Oltre il fabbricato in oggetto, si intendono facenti parte gli ambienti all’interno e/o all’esterno
dello stesso comunque interessati dagli impianti elettrici, salvo le eventuali esclusioni
espressamente citate negli elaborati di progetto.
1.3. Legislazione di riferimento
L’intera opera ed i singoli interventi dovranno essere realizzati nel rispetto delle seguenti
disposizioni di legge:
-
DPR n. 547/55 "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro;
-
DPR 19/03/1956 n. 303 "Norme generali per l'igiene del lavoro"
-
DM 12/09/1959 G.U. n. 299 "Attribuzione dei compiti e determinazione delle modalità
e delle documentazioni relative all'esercizio delle
-
DPR 26/05/59 n.689 "Determinazione delle aziende e lavorazioni soggette, ai fini
della prevenzione degli incendi, al controllo del comando del corpo dei vigili del
fuoco";
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-
Circolare MI 21/10/74 “Classificazione di alberghi e pensioni al n. 94 dell’elenco
allegato al Decreto Interministeriale n. 1973 del 27/10/65”
-
DPR 27 /04/78, n° 384 "Regolamento di attuazione dell'art. 27 della legge 30 marzo
1971, n° 118, a favore dei mutilati e invalidi civili, in materia di barriere architettoniche
e trasporti pubblici";
-
Legge 18/07/80 n. 406 “Norme sulle attività alberghiere esistenti. Disposizioni per la
prevenzione incendi”;
-
D.M. 16/02/82 "Elenco delle attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco"
-
Legge 07/12/84 n. 818 “Nullaosta provvisorio per le attività soggette ai controlli di
prevenzione incendi, modifica degli articoli 2 e 3 della legge 4 marzo 1982, n. 66, e
norme integrative dell’ordinamento del corpo nazionale dei vigili del fuoco”
-
Legge 17/05/83 N. 217 - Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento
e la qualificazione dell'offerta turistica.
-
DM 08/03/85 "Direttive sulle misure più urgenti ed essenziali di prevenzione incendi ai
fini del rilascio del nullaosta provvisorio di cui alla legge 7 dicembre 1984, n. 818";
-
Circolare MI 17/12/86 n. 42 “Chiarimenti interpretativi di questioni e problemi di
prevenzione incendi”
-
DM 14/06/89 n.236 "Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità,
l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica
sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere
architettoniche";
-
Legge 05/03/90 n.46 "Norme per la sicurezza degli impianti";
-
DPR 06/12/91 n.447 "Regolamento di attuazione della Legge 5 Marzo 1990 n. 46 in
materia di sicurezza degli impianti";
-
D.M. 20/02/92 "Approvazione del modello di dichiarazione di conformità alla regola
dell'arte di cui all'art.7 del regolamento di attuazione della Legge 46/90";
1.4. Norme tecniche di riferimento
Le opere di cui al presente progetto dovranno essere attuate nel pieno rispetto delle seguenti
norme tecniche:
-
Norma CEI 64-8 “Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a
1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua”
-
Norma CEI 11-1 "Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kV in corrente alternata"
-
Guida CEI 64-50 “Guida per l’integrazione nell’edificio degli impianti elettrici
utilizzatori, ausiliari, telefonici, e trasmissione dati. Criteri generali”
-
Guida CEI 64-53 “Guida per l’integrazione nell’edificio degli impianti elettrici
utilizzatori, ausiliari, telefonici, e trasmissione dati. Criteri particolari per gli edifici
residenziali ”
-
Guida CEI 64-55 “Guida per l’integrazione nell’edificio degli impianti elettrici
utilizzatori, ausiliari, telefonici, e trasmissione dati. Criteri particolari per gli alberghi”
1.5. Oneri particolari a carico dell’Impresa
Sono inequivocabilmente a carico dell’Appaltatore tutti gli oneri diretti ed indiretti per:
-
L’attuazione di quanto previsto dai piani di sicurezza
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-
La campionatura di materiali, componenti ed apparecchi
-
Le attrezzature necessarie alle verifiche, ai controlli ed alle misurazioni che il Direttore
dei Lavori riterrà di dover attuare.
-
Tutte le opere di supporto, d’assistenza, e transitorie per l’esecuzione dei nuovi
impianti.
1.6. Modalità esecutive degli interventi ed organizzazione del cantiere
L’Impresa è tenuta al pieno e rigoroso rispetto delle vigenti norme in materia di prevenzione
degli infortuni sul lavoro e di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori
Dovrà essere data piena attuazione, ove applicabile, al disposto di cui al Decreto Legislativo
14/08/96, n. 494, di attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime
di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili, secondo quanto prescritto
dai piani di sicurezza predisposti dal Coordinatore nominato dal Committente.
Le disposizioni in materia di sicurezza che l’Appaltatore fornirà ai suoi addetti dovranno tener
conto di quanto segue:
Le misure di tutela dovranno prevedere idonei provvedimenti atti ad impedire l’accesso, da
parte di estranei, a parti dell’impianto elettrico che, durante i lavori, potrebbero risultare
sprovviste provvisoriamente delle misure di protezione contro i contatti diretti e/o indiretti.
Dovranno essere preventivamente pianificate, dal punto di vista della tutela della sicurezza,
tutti gli interventi che determinino durante l’esecuzione dei lavori, anche provvisoriamente
e per un tempo limitato:
- l’interruzione dei conduttori di protezione, di terra ed equipotenziali;
- il venire meno del coordinamento delle protezioni contro i contatti indiretti;
- il venire meno di misure di protezione contro i contatti diretti;
- l’assenza di dispositivi di protezione contro le sovracorrenti;
- la disattivazione di impianti di illuminazione di sicurezza;
- la disattivazione di impianti di rilevazione gas, fumi, antintrusione, ecc.
Tutti gli interventi che determinano la messa fuori tensione di parti di impianto, le opere
d’allacciamento di parti di impianto alla nuova distribuzione ed ogni altro intervento che può
pregiudicare la continuità del servizio dovranno essere preventivamente programmati con il
Committente e/o con il Direttore Lavori, che si riservano di indicare l’ora ed il giorno in cui
tale operazione è attuabile.
1.7. Coordinamento con altre imprese
In relazione alle dimensioni dell’opera ed all’estensione temporale dell’intervento, durante i
lavori coesisteranno cantieri relativi ad altre categorie d’opera, pertanto l’appaltatore dovrà
adottare tutte le misure di coordinamento con le altre Imprese sulla base del piano di
sicurezza.
1.8. Progetto di cantiere e documentazione ‘as built’
È a carico dell’Impresa la redazione del progetto di cantiere sulla scorta delle prescrizioni
fornite da quello esecutivo e dal presente capitolato tecnico.
Tale progetto dovrà contemplare schemi e piani d’installazione particolareggiati relativi alle
apparecchiature e componenti impiantistici prescelti. Dovrà essere sottoscritto da un
professionista in possesso di requisiti previsti dalla Legge 46/90.
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Pertanto, prima dell’inizio dei lavori, l’Appaltatore dovrà presentare la seguente
documentazione:
1.
Progetto di cantiere,
Ossia l’aggiornamento del progetto esecutivo, dei piani d’installazione, degli schemi
elettrici di potenza e funzionale in base alla tipologia dei componenti prescelti
dall’impresa ed approvati dalla D.L.
2.
Programma Lavori
Il programma lavori, redatto a forma di grafico di Gantt, sarà compilato scomponendo
l’opera generale in attività ed interventi, riferiti sia alla tipologia di opera e sia al luogo
o fabbricato interessato, in modo da evidenziare l’avanzamento sia temporale che
geografico dei lavori.
Nel programma dovranno essere indicate le date ipotizzate per i principali interventi
che renderanno necessaria la messa fuori tensione dell’impianto o di una sua parte.
Su richiesta del Committente o del Direttore Lavori, in corso d’opera, il programma
lavori dovrà essere aggiornato o dettagliato per fasi specifiche relative a singole
classi di intervento.
3.
Tutta i documenti eventualmente richiesta dal Coordinatore in materia di sicurezza e
salute per la progettazione, ovvero dal Coordinatore in materia di sicurezza e salute
durante la realizzazione dell’opera, di cui al D.Lgs n. 494/96, in merito ai piani di
sicurezza.
Al termine dei lavori l’Impresa è tenuta alla consegna della seguente documentazione:
1.
Dichiarazione di conformità di cui all’art. 7 della Legge 5 marzo 1990 n. 46.
2.
Certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali, rilasciato dalla
Competente Camera di Commercio, industria e artigianato, ovvero dalla locale
Commissione Provinciale per l’Artigianato, in conformità al disposto di cui al Decreto
Ministeriale 11 giugno 1992.
3.
Relazione tecnica sulla tipologia dei materiali impiegati, redatta in osservanza alle
disposizioni di cui alla nota 5) della legenda allegata dal Decreto Ministeriale 20
febbraio 1992.
4.
Schemi elettrici degli impianti realizzati, costituenti la versione ‘as built’ degli schemi
di progetto, composti da elaborati planimetrici, specifiche tecniche, schemi elettrici e
circuitali, tabelle cavi, ecc.
5.
Libretti e manuali d’istruzione, d’installazione e manutenzione delle apparecchiature
elettriche forniti dalle Casi produttrici dei componenti stessi.
6.
Documentazione di accompagnamento dei quadri elettrici, comprendente gli schemi
uni-multifilari del quadro ed eventuale dichiarazione di conformità dello stesso alle
vigenti norme EN 60439 (CEI 17-13) o alle Norme CEI 23-51.
7.
Documentazione dalla quale risulti l’esito delle verifiche a vista e strumentali,
effettuate contestualmente all’emissione della Dichiarazione di conformità,
comprendenti i risultati delle misure sull’impianto di terra, delle prove di intervento dei
dispositivi differenziali, delle misure di isolamento, ecc.
8.
Manuale d’uso e manutenzione dell’opera, comprendente tutte le indicazioni circa
l’utilizzo dell’impianto, la localizzazione dei principali organi di comando e manovra,
ecc. nonché tutte le indicazioni circa la corretta manutenzione degli apparati e dei
componenti installati.
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Restano a carico dell’Appaltatore tutti gli adempimenti relativi alla redazione di
documentazione e alle notifiche agli Enti preposti, previste dalla legislazione vigente e dal
Capitolato speciale d’appalto.
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2. DATI DI PROGETTO
2.1. Dati nominali dell’impianto
L’erogazione dell’energia elettrica delle Residenze universitarie avverrà attraverso la cabina
elettrica di trasformazione MT/BT di Palazzo degli Stemmi realizzata nel precedente lotto dei
lavori.
Nello stabile stesso sono presenti delle attività commerciali che sono provviste di proprie
forniture d’energia elettrica AEM in bassa tensione i cui gruppi di misura sono collocati in un
apposito locale tecnico.
Dovranno perciò essere posate nelle canalizzazioni già predisposte le linee che
alimenteranno in via definitiva gli impianti da realizzare:
1. Cavo multipolare. FG7OR sez. 3x240+120N+120PE – servizio Normale
2. Cavo multipolare.. FG7OR/4 sez. 3x50+25N+PE – servizio Emergenza
I cavi sono protetti da interruttori automatici magnetotermici differenziali regolabili esistenti,
installati a bordo del Quadro Generale di Bassa Tensione di cabina di trasformazione.
La stazione elettrica si serve di
- n. 2 banchi di trasformazione di 630 kVA,
- un gruppo Elettrogeno (potenza del generatore 100 kVA)
La distribuzione elettrica pertanto sarà organizzata in due distinte sezioni, rispettivamente in
alimentazione Normale e d’Emergenza (riserva), a seconda delle sorgenti elettriche a cui è
collegata.
L’impianto elettrico, oggetto del presente appalto, avrà pertanto origine, da quadro d’edificio
I dati nominali del nuovo impianto sono:
Potenza installata: 2 x 630 kVA
100 kVA
N. fasi 3F+N
Distribuzione Normale
Distribuzione Emergenza
Tensione nominale: 400 V
Frequenza: 50 Hz
Il sistema elettrico è TN-S, ai sensi dell’art. 312.2.1. delle Norme CEI 64-8.
2.2. Classificazione dei locali
2.2.1. Destinazione d’uso dei locali
L’edificio in oggetto sarà ristrutturato per essere allestire delle unità abitative da adibire a
residenze temporanee per studenti universitari. Pertanto la destinazione d’uso dei vari locali
è tipica per le strutture di tipo alberghiere:
- Camere
- Alloggio residenza con angoli cottura
- Cucina e refettorio comune
- Sala Biblioteca e sale lettura
- Sala P.C.
- Aree di Soggiorno
- Palestra
Lavanderia e stireria
- Spogliatoi Docce
- Servizi igienici
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La denominazione dei locali, e la loro destinazione d’uso, è indicata nelle planimetrie del
progetto architettonico e nella documentazione relativa al C.P.I. che l’impresa appaltatrice
dovrà prendere in considerazione.
2.2.2. Classificazione dei locali in applicazione delle Norme CEI
Gli ambienti presenti nell’edificio sono stati classificati “a maggior rischio in caso di incendio”
secondo i criteri indicati dalle Norme CEI 64-8 – Sez. 751, poiché in particolare perché
caratterizzati da componenti di rischio dovuti a:
- elevato carico di incendio (> 15 kg/mq)
- all’affollamento presente ed alla conformazione delle vie di esodo
La stessa struttura è citata, a titolo esemplificativo, come attività contemplata dalla norma:
“Edifici pregevoli per arte o storia oppure destinati a contenere biblioteche, archivi, musei,
gallerie, collezioni e comunque oggetti d’interesse culturale sottoposti alla vigilanza dello
Stato”
Nella realizzazione degli impianti si dovrà pertanto tenere conto, sia nella scelta dei
componenti sia per l’installazione, di tutte quelle prescrizioni aggiuntive previste dalla
sezione 751 della norma 64-8.
Vale altresì quanto previsto alla sezione 701 della medesima norma circa i locali contenenti
bagni o docce (il rispetto delle distanze di cui alle zone 0, 1, 2, ecc., collegamenti
equipotenziali supplementari)
Nell’edificio non sono presenti centrale termiche con generatori di calore e pertanto non si è
soggetti alla normativa in materia.
2.3. Requisiti dell’impianto elettrico ai fini dell’eliminazione delle barriere
architettoniche
Nell’esecuzione dei lavori di cui al presente progetto dovranno essere osservate le limitazioni
e le raccomandazioni di cui al D.P.R. 24/07/96, n. 503 – “Regolamento recante norme per
l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici”.
In particolare:
- Nei servizi igienici destinati a disabili dovrà essere presente un sistema di chiamata,
costituito da pulsante a tirante agente su una segnalazione ottico-acustica ubicata
all’esterno.
- I terminali dell’impianto dovranno essere installati ad altezze comprese tra 40 e 140
cm, secondo le seguenti raccomandazioni:
- interruttori: tra 60 e 140 cm (consigliato tra 75 e 140 cm)
- campanelli e pulsanti di comando: tra 40 e 140 cm (consigliato tra 60 e 140 cm)
- pulsantiere degli ascensori: tra 110 e 140 cm (pulsante più alto consigliato a 120 cm)
- punti presa: tra 45 e 115 cm (consigliato tra 60 e 110 cm)
- citofoni: tra 110 e 130 cm (consigliato a 120 cm)
- telefoni: parte più alta da raggiungere: tre 100 e 140 cm (consigliato a 120 cm).
- È a carico dell’Appaltatore ottenere dalla Committente le indicazioni circa quali locali
dovranno adeguarsi ai requisiti di accessibilità, visitabilità, ecc.
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2.4. Criteri di dimensionamento degli impianti e suddivisione dei carichi
2.4.1. Dimensionamento generale dell’impianto
Per il dimensionamento dell’impianto elettrico si è tenuto conto delle indicazioni generali di
cui alle Norme CEI 64-8; sono stati presi in considerazione i seguenti parametri di calcolo:
Potenza totale in kVA
Coefficienti di contemporaneità adottati per ciascuna tipologia circuitale
Coefficiente di contemporaneità globale
Coefficienti di utilizzazione per ciascuna tipologia circuitale
Rapporto Ib/In per ciascun circuito
Rapporto Ib/Iz per ciascuna conduttura.
L’impresa assuntrice dei lavori, nel momento in cui riceverà dal Committente indicazioni sulle
caratteristiche tecniche utenze che dovranno essere installate, ed eventualmente verificato i
dati di targa di quelle esistenti, dovrà determinazione i predetti parametri e verificare il
dimensionamento di ogni circuito dell’impianto tenendo conto che:
L’intero impianto dovrà essere dimensionato per una potenza complessiva pari a quella resa
disponibile dalle alimentazioni provenienti da cabina;
Ciascun circuito dovrà presentare un rapporto Ib/In non superiore a 0,8;
Per gli utilizzatori essere assunti i seguenti coefficienti di contemporaneità:
Tipo di Utilizzatore
Impianti luce
Coefficiente Kc
1
Prese Postazioni di lavoro PC
0,7
Prese di servizio
0,7
Utenze tecnologiche
1
I coefficienti di contemporaneità generali, per i vari livelli dell’organizzazione distributiva,
dovranno risultare:
Livelli
Coefficiente Kc
Livello I - (Quadro generale QGBT)
0,9
Livello II - (Quadri di Edificio)
0,9
Livello III - (quadri di Piano)
0,8
Livello III - (quadri di Zona –Locale)
0,8
2.5. Dimensionamento e protezione dei circuiti
2.5.1. Cadute di tensione
Le condutture dovranno essere dimensionate in modo da limitare la caduta di tensione, tra
l’origine dell’impianto e ciascun utilizzatore, ad un valore non superiore al 4%.
La verifica della caduta di tensione dovrà essere attuata in conformità alle indicazioni di cui
alle Tabelle CEI-UNEL 35023-70, utilizzando per il calcolo una corrente pari al 80% della
portata Iz.
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2.5.2. Portata delle condutture
La portata delle condutture dovrà essere determinata in conformità alle indicazioni di cui alle
Tabelle CEI UNEL 35024 e 35026, tenendo conto:
-
del tipo di isolamento;
delle modalità di posa in opera;
della coesistenza di altre condutture nel medesimo condotto (CEI-20-21);
della temperatura ambiente.
2.5.3. Condizioni di posa in opera delle condutture
Le condutture elettriche dovranno essere messe in opera secondo una delle tipologie
previste dalle Tabelle delle Norme CEI 64-8/5.
Tutti i conduttori dovranno essere del tipo non propagante la fiamma e/o non propagante
l’incendio, conformemente alle disposizioni di cui alle Norme CEI 20-22 e 20-35.
2.5.4. Poteri d’interruzione
In linea generale tutti i dispositivi di protezione dovranno presentare un potere di interruzione
comunque superiore al valore efficace della corrente simmetrica di corto circuito nel punto in
cui sono installati.
In sede di compilazione del progetto di cantiere l’Appaltatore provvederà alla determinazione
del valore delle correnti di corto circuito presenti nei vari punti dell’impianto al fine di
verificare l’idoneità del potere di interruzione dei dispositivi di protezione previsti.
2.5.5. Requisiti per la protezione contro il sovraccarico e il corto circuito
Per tutti i circuiti esistenti e/o in progetto dovrà essere verificato il rispetto delle prescrizioni di
cui alle Norme CEI 64-8:
Sovraccarico
If < 1,45 IZ
dove:
IB
IN
If
IZ
IB < IN< IZ
è la corrente assorbita
è la corrente nominale del dispositivo di protezione (IEC 898)
è la corrente convenzionale di funzionamento del dispositivo di prot. (IEC 898)
è la portata effettiva della conduttura (nelle specifiche condizioni di posa).
Cortocircuito
I2t < K2S2
dove:
I2t è l’energia specifica passante del dispositivo di protezione
K fattore dato dalla Norma CEI 64-8, in relazione al tipo di isolamento
S è la sezione del conduttore.
2.5.6. Protezione contro i contatti diretti
La protezione contro i contatti diretti avverrà mediante isolamento delle parti attive e
l’adozione di opportune barriere ed involucri tali da garantire un grado di protezione non
inferiore a quanto previsto dagli art. 412.1 e 412.2 della
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2.5.7. Protezione contro i contatti indiretti
Essendo il sistema elettrico classificato TN-S la protezione contro i contatti indiretti dovrà
soddisfare alle condizione previste dalla norma CEI 64-8 alla sezione 413.
Zg·Ia U Uo
Dove:
Zg è l’impedenza dell’anello di guasto
Uo è la tensione nominale efficace fra fase-terra
Ia è la corrente d’intervento del dispositivo di protezione entro 5s per i circuiti
principali ed entro 0,4s per i circuti terminali.
In ogni caso per le linee terminali, destinate alle utenze elettriche, sono stati previsti
interruttori automatici magnetotermici differenziali
2.5.8. Misure di protezione per sezionamento e comando
Comando d’emergenza.
L’attività dovrà essere dotata di un comando di emergenza, posto in prossimità del banco
Reception o in altra posizione concordata con la D.L., destinato alla messa fuori tensione di
tutti gli impianti elettrici dell’edificio, determinando l’apertura degli interruttori generali (alim.
Normale, emergenza, sicura)
La conformazione del comando di emergenza dovrà risultare concorde con le indicazioni di
cui alle Norme CEI 64-8. Per i circuiti di sgancio realizzati con bobine a lancio di corrente
dovrà essere installato un relè di controllo in grado di avvertire l’interruzione o anomalie del
circuito stesso. L’apparecchio dovrà altresì essere dotato di:
allarme acustico luminoso
almeno un contatto di scambio utile per la segnalazione a distanza
un pulsante di test per la verifica della sua efficienza
Ciascun comando d’emergenza dovrà essere opportunamente segnalato da appositi cartelli
che ne indichino chiaramente la funzione.
Sezionamento
In linea generale tutti i circuiti e gli apparati elettrici dovranno poter essere sezionati
dall’alimentazione da un dispositivo accessibile e chiaramente individuabile.
In particolare:
gli impianti elettrici nelle zone AD dovranno poter essere sezionate da un punto
esterno alla zona pericolosa
le utenze tecnologiche in genere, quali impianti di climatizzazione, produzione calore,
locali pompe, ecc.
Il dispositivo di sezionamento dovrà essere chiaramente individuabile e posto il più vicino
possibile all’utenza desiderata.
2.5.9. Protezione contro le sovratensioni
Occorrerà prevedere un impianto di protezione contro le sovratensioni indotte da correnti di
fulminazione.
L’installazione di appositi scaricatori avverrà in ingresso delle linee di distribuzione (normale,
emergenza e stabilizzata) e, ad un secondo livello, su quadri di piano e/o zona..
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2.5.10. Criteri di scelta dei dispositivi di protezione
Relè di sovracorrente
Nella scelta e dimensionamento dei dispositivi di protezione dovrà essere garantita la
selettività totale e/o parziale dell’intervento sia per sovraccarico che per
cortocircuito.
È ammesso il ricorso alla protezione di back-up (potere d’interruzione rinforzato)
esclusivamente nel caso in cui non venga compromessa completamente la
selettività.
Relè differenziali
I dispositivi differenziali devono essere scelti, dimensionati e posizionati nell’impianto
in modo da garantire la messa fuori tensione della parte di impianto guasta, senza
compromettere il funzionamento dell’intero impianto.
I dispositivi differenziali posti a protezione di circuiti destinati ad alimentare
apparecchiature elettroniche dovranno essere del tipo in Classe A (sensibili alle
componenti continue e pulsanti).
2.6. Requisiti illuminotecnici
2.6.1. Generalità
Tutti gli impianti di illuminazione dovranno essere dimensionati ed essere dotati dei requisiti
quantitativi e qualitativi prescritti dalle Norme UNI 10380.
Tutti gli ambienti dovranno essere dotati di un’illuminazione generale allo scopo di creare,
nelle varie zone del locale, condizioni visive equivalenti ed omogenee.
In relazione alla destinazione d’uso dei locali, generalmente adibiti ad ufficio e sale lettura,
l’impianto di illuminazione generale risulterà orientato sul posto di lavoro, adottando la
configurazione generale alle esigenze dei singoli posti di lavoro ed ai relativi compiti visivi.
2.6.2. Livello ed uniformità di illuminamento
In tutti gli ambienti dovranno essere ottenuti i seguenti parametri:
Locale
Aree comuni, corridoi, disimpegni, scale e sbarchi
ascensori
Illuminamento
Medio (Lx)
150-200
Reception, Soggiorni
300
Camere e Alloggi
200
Sale lettura e biblioteca
300
Sala P.C.
300
Depositi, Archivi, Locali tecnici
200
Lavanderia, stireria
300
Palestra
300
Servizi igienici, Spogliatoi
150-200
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Nel dimensionamento degli impianti si dovrà tener conto di un fattore di deprezzamento che,
se non diversamente specificato assunto pari a 1,25.
Il rapporto tra l’illuminamento minimo e quello medio, nel locale o nella zona dove si svolge
un determinato compito visivo, non deve essere minore di 0,8.
Nel caso di locali adiacenti, il rapporto tra l’illuminamento medio dei locali non deve essere
maggiore di 5.
Negli ambienti caratterizzati dalla presenza di illuminazione naturale, gli impianti di
illuminazione artificiale saranno realizzati in modo da consentire l'accensione graduale delle
sorgenti in relazione alle condizioni di luce presenti.
2.6.3. Limitazione dell’abbagliamento
In tutti gli ambienti dovranno essere ottenuti i seguenti parametri:
Locale
Classe
Uffici generici, sale computer,
G
Biblioteca
B
Sale lettura
G
Sale riunioni
G
Reception, aree di passaggio, corridoi
C
Scale, ascensori
C
Depositi
D
Archivi- Deposito Libri
D
Servizi igienici
D
Legenda:
G – Classe di qualità per la limitazione dell’abbagliamento
A – Compito visivo molto difficoltoso
B – Compito visivo che richiede prestazioni visive elevate
C – Compito visivo che richiede prestazioni visive normali
D – Compito visivo che richiede prestazioni visive modeste
E – Per interni ove le persone si muovono frequentemente
Nei locali in cui vengono impiegati videoterminali, la luminanza di tutte le zone o arredi che
un operatore può vedere riflessi sullo schermo non devono mai > di 200 cd/mq. A tal fine
saranno adottati corpi illuminanti dotati di ottiche specifiche .
2.6.4. Colore della luce e resa dei colori
In tutti gli ambienti dovranno essere ottenuti i seguenti parametri:
Locale
Tonalità
di colore
Ra’
Uffici generici, sale computer,
W, I
1B
Biblioteca
W, I
1B
Sale lettura
W, I
1B
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Sale riunioni
W, I
1B
Reception, aree di passaggio, corridoi
W, I
2
Scale, ascensori
W, I
2
I
2
Archivi- Deposito Libri
W
2
Servizi igienici
W
2
Depositi
Legenda:
•
Tonalità di colore:
W = Luce bianco-calda
I = Luce bianco-neutra
C = Luce bianco-fredda
•
Ra’ – Gruppo di resa del colore:
temp. di colore < 3300 K
temp. di colore tre 3300 K e 5300 K
temp. di colore > 5300 K
1A
Indice di resa >90
1B
Indice di resa 80 < Ra <90
Indice di resa 60 < Ra <80
Indice di resa 40 < Ra <60
4
Indice di resa 20 < Ra <40
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3. SPECIFICHE TECNICHE
3.1. Elaborati progettuali
Fanno parte integrante del presente capitolato tecnico, oltre il capitolato generale, il piano di
sicurezza e coordinamento, la relazione tecnica specialistica e l’elenco prezzi unitari, le
seguenti tavole grafiche:
CANALIZZAZIONI E DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
IE-C01b
Piano Interrato – lato Residenze – CANALIZZAZIONI e DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
IE-C02b
IE-C03b
IE-C04b
IE-C05b
IE-C06b
IE-C07a- b
Piano Terra – lato Residenze – CANALIZZAZIONI e DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
Piano Ammezzato – lato Residenze – CANALIZZAZIONI e DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
Piano Primo – lato Residenze – CANALIZZAZIONI e DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
Piano Secondo – lato Residenze – CANALIZZAZIONI e DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
Piano Terzo – lato Residenze – CANALIZZAZIONI e DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
Piano Sottotetto – CANALIZZAZIONI e DISTRIBUZIONE PRINCIPALE
IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
Piano Interrato – lato Residenze – IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
IE-F01b
IE-F02b
IE-F03b
IE-F04b
IE-F05b
IE-F06b
IE-F07a - b
Piano Terra – lato Residenze – IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
Piano Ammezzato – lato Residenze – IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
Piano Primo – lato Residenze – IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
Piano Secondo – lato Residenze – IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
Piano Terzo – lato Residenze – IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
Piano Sottotetto – IMPIANTO F.M. – RETE TD/TEL – TV – ALLARMI
ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
IE-I01b
Piano Interrato – lato Residenze – ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
IE-I02b
IE-I03b
IE-I04b
IE-I05b
IE-I06b
IE-I07a – b
Piano Terra – lato Residenze – ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
Piano Ammezzato – lato Residenze – ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
Piano Primo – lato Residenze – ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
Piano Secondo – lato Residenze – ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
Piano Terzo – lato Residenze – ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
Piano Sottotetto – ILLUMINAZIONE NORMALE E D’EMERGENZA
SERVIZI GENERALI
IE-G01b
IE-G02b
IE-G03b
IE-G04
IE-G05b
IE-G06b
Schema a blocchi Sistema di alimentazione
Schema a blocchi Distribuzione Primaria
Schema a blocchi Illuminazione Emergenza
Schema a blocchi Impianto Antenna TV-SAT
Lato Residenze – Impianto di Terra
Schema a blocchi Cablaggio rete TD-FONIA
RACCOLTA SCHEMI QUADRI ELETRICI
SCH-D0
SCH-D1
SCH-D2
SCH-D3
SCH-D4
SCH-D5
SCH-D6
SCH-D7
SCH-D8
SCH-D9
SCH-D10
Quadro Edificio
Quadro Piano Interrato
Quadro Piano Terra e Comandi e controllo centralizzato
Quadro Piano Ammezzato
Quadro Piano Primo
Quadro Piano Secondo
Quadro Piano Terzo
Quadro Piano Sottotetto
Quadro Zona Depositi
Quadro Blocco servizi igienici – spogliatoi
Quadro Locale Lavanderia
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SCH-D11
SCH-D12
SCH-D13
SCH-D14
SCH-D15
SCH-D16
SCH-D17
Quadro Camera Tipo
Quadro Soggiorno (Alloggio) Tipo
Quadro Sala PC
Quadro Cucina
Quadro Biblioteca
Quadro Estrazione servizi igienici
Quadro Espulsione Fumi
3.2. Stato attuale degli impianti elettrici
Attualmente lo stabile oggetto dell’intervento è occupato ad uffici amministrativi
dell’Università che verranno dismessi per poter trasformare gli spazi a residenze per
studenti. Mentre la parte del sottotetto è già sgombera e finita al rustico per la parte edile.
Pertanto il progetto prevede lo smantellamento dei vecchio impianto non più utilizzato (voce
“oneri accessori del computo metrico) ed il completo rifacimento in base alla nuova
destinazione d’uso dell’immobile stesso.
L’erogazione dell’energia elettrica a Palazzo degli Stemmi avviene attraverso una cabina di
trasformazione MT/BT di recente realizzazione.
In vista dell’assetto definitivo dell’intero stabile, che include anche le Residenze universitarie,
sono stati predisposti a bordo del quadro QGBT gli interruttori di protezione per alimentare
l’impianto oggetto dell’intervento:
- int. magnetotermico differenziale 4P-250A – servizio Normale
- int. magnetotermico differenziale 4P-160A - servizio Emergenza
3.3. Intervento di adeguamento e opere provvisorie
Sono a carico dell’impresa la messa in opera d’impianti provvisori che eventualmente si
rendessero necessari per il regolare avanzamento dei lavori.
Nel caso che gli scavi o gli sbancamenti effettuati per la parte edilizia interessassero impianti
elettrici già installati questi dovranno essere ripristinati effettuando tutte le opere transitorie.
3.4. Campionatura dei materiali ed allestimenti tipo
L’Assuntore dovrà, entro un mese dall’inizio lavori, provvedere a predisporre la campionatura
dei materiali.
A questo scopo, per ogni componente che intende installare, l’Assuntore dovrà predisporre
un campione numerato (o equivalentemente, una documentazione tecnica particolareggiata
della Ditta Costruttrice, purchè risulti chiaramente identificato il componente proposto),
completo delle indicazioni necessarie per identificare la Ditta Costruttrice ed il modello
proposto e per verificarne tutte le prestazioni.
Per ogni materiale o componente proposto ed approvato, dovrà essere compilata
un’apposita scheda firmata dall’Assuntore e dal Direttore dei Lavori.
E’ fatto assoluto divieto di installare materiali non preventivamente approvati. Ove ciò
nonostante l’Assuntore provvedesse ad installare componenti o utilizzare materiale
preventivamente non approvato, la Direzione Lavori potrà ordinarne la rimozione,
addebitando all’Assuntore ogni onere e spesa necessaria.
Su indicazione della Direzione Lavori l’impresa dovrà altresì allestire l’arredo elettrico di
alcuni locali tipo al fine valutare l’idoneità della scelta dei componenti e le soluzioni
realizzative degli impianti. L’incidenza economica per tale intervento è inclusa alla voce
“oneri accessori” dell’Elenco prezzi unitari.
3.5. Organizzazione della distribuzione elettrica
Una rappresentazione grafica della distribuzione elettrica è data nello ‘schema a blocchi’
(tav. IE-G02b).
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La distribuzione elettrica è suddivisa nei servizi
NORMALE - EMERGENZA (Alimentazione di riserva)
In generale, come risulta dagli schemi dei quadri elettrici, le utenze saranno asservite alle
relative distribuzioni con il seguente criterio:
servizio NORMALE
– circuiti illuminazione (normale e di sicurezza) circuiti F.M. e speciali.
servizio EMERGENZA – circuiti illuminazione aree comuni, ascensore, servizi antincendio e
di sicurezza, gestione allarmi, armadi trasmissioni dati.
La distribuzione elettrica si svilupperà in modo radiale, a partire da quadro elettrico d’edificio.
A questo si collegheranno i quadri di Piano, e in derivazione, i quadri di Zona e di Locale
3.6. Quadri elettrici di distribuzione
Come regola generale da osservare per la realizzazione dei quadri elettrici di distribuzione è
la loro rispondenza alle norme CEI 17-13 e alla norma CEI 23-51. I quadri, siano essi da
pavimento o quadretti da parete saranno di tipo modulare, muniti di portella con vetro
trasparente, grado minimo di protezione IP4X e dovranno essere equipaggiati con:
accessori di montaggio messi a disposizione della casa produttrice della carpenteria
- derivatori multipli prefabbricati
- sistema di sbarre
- bandella di terra in rame
- canaline e fissacavi per cablaggio interno
- morsettiere (numerate)
- connessioni realizzate con cavi muniti di capicorda e segnafili alle estremità
- targhette indicatrici, poste sul fronte, per ciascun interruttore indicanti l’utenza e/o
circuito
- serratura con chiusura a chiave
Il componente quadro, alla fine dell’istallazione, dovrà risultare realizzato a regola d’arte,
marcato CE ed eventualemente corredato da certificato attestante le prove tipo.
Le dimensioni indicative dei quadri sono riportate negli schemi elettrici “Vista fronte quadro”.
Si riportano le principali caratteristiche tecniche:
3.6.1. Quadro generale d’edificio “QG-D”
A servizio del nuovo impianto verrà posto un quadro elettrico di distribuzione generale “QG0”
il cui schema elettrico unifilare - e relativa vista frontale - è riportata nei disegni allegati il
presente capitolato tecnico.
Trattasi di quadro per posa a pavimento (dimensioni indicative LxHxP = 90x220x40 cm),
realizzato in carpenteria metallica ad elementi prefabbricati. L’armadio sarà dotato di un
apposito vano laterale, anch’esso munito di portella, nel quale saranno alloggiate le
morsettiere ed ancorati i cavi di distribuzione.
Il grado di protezione previsto per il quadro in oggetto è IP-55: esso dovrà essere assicurato
dall’installazione di apposite guarnizioni di tenuta.
Il quadro sarà completo di sbarre e di appositi derivatori (tipo multifix e multiclip) e di ogni
altro accessorio disponibile a catalogo del produttore per un suo perfetto allestimento.
Occorrerà altresì predisporre delle apposite segregazioni (in osservanza della norma CEI 648) per la sua suddivisione nelle due sezioni Normale/Emergenza.
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3.6.2. Quadri di Piano “QPx-D ”
La distribuzione elettrica ai vari piani dell’edificio è asservita ad un proprio quadro elettrico
con caratteristiche analoghe a quelle di edificio di cui al p.to precedente (dimensioni
LxHxP = 70x140x20 cm circa)
Occorre tenere presente che il detto quadro andrà inserito entro una nicchia a parete:
occorrerà pertanto tenerne conto nel calcolo della dissipazione termina della struttura (CEI
17-13).
Il quadro dova presentare le seguenti caratteristiche:
- avere grado di protezione IP55
- essere munito portella in vetro con guarnizioni di tenuta e chiusura a chiave
- essere dotato di sistema di sbarre, bandella di terra in rame, canaline e fissatavi,
morsettiere ecc…
In fase d’assemblaggio del quadro stesso si dovrà valutare - d’accordo con la Direzione
Lavori - l’opportunità di utilizzare interruttori modulari compatti (ad ingombro ridotto).
Le condutture in arrivo dal montante principale dovranno essere raccordate, mediante canale
metallico, con il vano laterale del quadro stesso. Analogamente ciò dovrà essere fatto per i
cavi in uscita che transiteranno nel controsoffitto. Vedasi in proposito la tavola “IE-C04b”
3.6.3. Quadri di Zona e di Locale
1. Quadri di Locale “QLx.Dy” Camere – Unità Alloggio – Sala PC - Biblioteca.
I quadretti previsti sono del tipo modulare a 24 e 36 moduli, in materiale plastico per
installazione civile, esecuzione ad incasso.
I quadretti dovranno essere corredati di portella (trasparente oppure color fumè su
indicazione della D.L.) e serratura a chiave, grado di protezione IP-40 (per le rispettive
dimensioni e composizione vedasi i relativi schemi unifilari di potenza)
2. Quadri di locale servizi igienici e spogliatoi
Gli impianti in questi locali saranno realizzati in esecuzione AD-FT con grado di protezione
non inferiore a IP-55.
Pertanto tutti i componenti elettrici, fra cui i quadri elettrici, dovranno rispettare tale specifica.
In particolare i quadretti dovranno presentare le seguenti caratteristiche:
- tipo modulari stagni IP65 da parete in materiale plastico, in doppio isolamento;
- pannelli sfinestrati e telaio asportabili;
- morsettiere;
- portella trasparente con serratura;
3. Quadri di locali cucina
Per quanto riguarda i locali cucina (schema SCH-D14) è prevista una cassetta da parete in
poliestere, IP65, a struttura modulare con pannelli interni finestrati e portella di chiusura
trasparente, completa di morsettiere ed ogni accessorio di montaggio.
Il contenitore dovrà consentire il “semincasso a parete” con cornice di finitura.
4. Quadri di locale al piano seminterrato (Depositi, Lavanderia)
Saranno della tipologia riportata al punto precedente ma adatta per montaggio sporgente.
5. Quadri impianti tecnologici (estrazione fumi ed estrazione bagni)
La carpenteria sarà metallica ed il quadro avrà caratteristiche analoghe a quelli di Piano,
sarà munito di porta trasparente e morsettiera numerata. I dati dimensionali (indicativi) sono
riportati sui relativi schemi elettrici.
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3.6.4. Comando d’emergenza
L’attività è dotata di un comando di emergenza per la messa fuori tensione di tutti gli impianti
elettrici dell’edificio, determinando l’apertura degli interruttori generali (alim. Normale,
emergenza)
Sono previsti due pulsanti, a rottura di vetro e ritenuta meccanica, da installare in zona
Reception, la cui esatta collocazione verrà stabilita in sede d’esecuzione dei lavori, i cui
contatti agiranno in parallelo a quelli già esistenti nella struttura.
Ciascun comando d’emergenza dovrà essere opportunamente segnalato da appositi cartelli
che ne indichino chiaramente la funzione.
.
3.7. Canalizzazioni principali, cavidotti e passaggio cavi
Per il passaggio delle condutture elettriche è stata prevista la realizzazione di una via-cavi
principale costituita da due canali metallici affiancati, posati all’interno del controsoffito.
L’installazione avverrà mediante staffe, a soffitto e/o parete, ed esse saranno complete di
coperchio fissato a scatto e di tutti gli accessori di montaggio (giunti, curve, raccordi a croce,
elementi terminali ecc...), completi di coperchio, nelle seguenti dimensioni:
-
200x70 mm circa con setto separatore destinata ai cavi di energia
200x70 mm circa con setto separatore destinata alla posa sei cavi di trasmissione
fonia/dati e correnti deboli (rivelazione incendi, segnali, ecc… )
Le due canalizzazioni si sviluppano ai vari piani dell’edificio partire dal quadro elettrici
generali e dall’Unità di rete/fonia dati, e si raccordano con quelle in montante.
Il sistema di canalizzazione suddetto potrebbe essere sostituito, d’accordo con la D.L., con
passerelle in filo d’acciaio saldato di palri larghezza Esse saranno sospese, tramite appositi
ancoraggi e staffe, direttamente al soffitto e munite analogamente di coperchi e setti
separatori (energia/segnali).
3.8. Sistema di distribuzione con tubazioni incassate a pavimento
Oltre il passaggio aereo di cui sopra è prevista una rete di distribuzione sottopavimento
costituita da:
- N.ro 2 scatole di derivazione incassate a parete a parete dim. 500x200x80 mm circa
destinate rispettivamente a Energia e Segnali
- N.ro 12 tubi (6 + 6 per servizio ) flessibili in PVC fless. serie pesante Ø40 mm che
collegheranno fra loro le scatole sudette.
Ovviamente è previsto il raccordo fra i due i due tipi di distribuzione (canalizzazioni in
controsofitto e tubazioni sottopavimento) per mezzo di tubazioni incassate a parete, le cui
modalità sono rappresentate nelle tavole “IE-C04b” e “IE-C05b”.
3.9. Montanti - attraversamento dei solai.
Per il passaggio verticale delle linee elettriche d’energia fra i vari livelli dello stabile avverrà
prevalentemente in un punto – indicato come montante principale “MD” - ubicato in
prossimità del quadro elettrico generale “QG-D” posto in un vano tecnico al piano terreno.
Detto montante sarà costituito da due passerelle metalliche asolate (dim. 300x80) installate a
parete, nelle quali transiteranno le linee (energia e segnali) provenienti dal basso. Dette
canalizzazioni si raccorderanno con i vari quadri di piano “QPx-D” allo stesso modo fino al
fino al terzo. Il passaggio fra quest’ultimo livello ed il sottotetto avverrà in un altro punto
indicato nelle tavole di progetto.
È altresì previsto l’utilizzazione (e l’adeguamento) di un montante esistente nel vano scala
(indicato con “MDs”) che assume un ruolo importante in quanto, oltre a raccogliere la
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distribuzione luce del vano scala stesso, funge da raccordo con due aree dell’edificio sul lato
di Via Montebello altrimenti separate.
Dalle tavole progettuali risulta che verrà sfruttato in alcuni casi anche il montate esistente
entro il cavedio tecnico “MC” di Palazzo degli Stemmi lato Uffici.
Tutti gli attraversamenti di cui sopra dovranno essere sigillati barriere antifiamma, (schiume o
altri materiali tumescenti) al fine di ripristinare il grado REI dei compartimenti.
3.10. Cavidotto esterno
È stato realizzato in un appalto precedente un cavidotto per l’impianto d’illuminazione
esterna. Il progetto prevede la realizzazione di un tratto di raccordo con il cavidotto
medesimo per la connessione di due corpi illuminati su palo
3.11. Condutture elettriche
La distribuzione principale, a partire dal quadro d’edificio, sarà realizzata alla tensione
nominale di 400V, con neutro distribuito, mediante cavi ad isolamento in gomma
etilenpropilenica e guaina protettiva in PVC:
FG7R/FG7OR Cavi multipolari e/o unipolari isolati in gomma etilenpropilenica (EPR)
I cavi che transiteranno entro canale mettalico, passerella a filo d’acciaio, cavidotto, in
esterno saranno dello stesso tipo (FG7).
Mentre le linee di distribuzione terziaria, installate entro tubazioni in PVC (incassate a parete
e/o a vista), canali sottopavimento, saranno di tipo:
N07V-k Cavi unipolari senza guaina isolati in polivinilcloruro (PVC)
Tutte i cavi saranno non propaganti l'incendio, conformi alle norme CEI 20-22.
3.12. Modalità d’esecuzione degli impianti.
A seconda della destinazione d’uso dei locali si prevedono diverse modalità d’esecuzione
degli impianti. In generale si distinguono due tipologie: esecuzione a vista (o entro
controsoffitto ) con impianti a tenuta funzionale IP55 ed esecuzione sotto traccia, con le
modalità per impianti di tipo civile, utilizzando componenti con grado di protezione IP40.
3.12.1. Impianti piano Interrato e vani tecnici piano Sottotetto
Come già premesso gli impianti posti a servizio dei piano Interrato e di alcune aree del
Sottotetto andranno realizzati in esecuzione IP-55.
Pertanto dovranno essere utilizzati componenti ed accessori per garantirne il grado di tenuta:
- tubazione in PVC, serie pesante, posate a vista, diametro non inferiore 20mm.
- PG, pressacavi, raccorderia a tenuta per le tubazioni di cui sopra.
- scatole di derivazione munite di coperchio fissato con viti.
All’interno dei singoli locali l’impianto avrà origine dal relativo quadretto di locale o dalle
cassette di locale.
Le derivazioni dalle linee dorsali dovrà essere eseguita in scatola di derivazione di idonee
dimensioni; la connessione fra canale metallico e la scatola stessa dovrà essere eseguito in
tubazione (rigida e/o flessibile) impiegando raccordi a innesto o girevoli.
Per la distribuzione elettrica interna potranno essere utilizzati cavi unipolari senza guaina,
tipo N07V-k, solo se posati all’interno di tubazioni di cui sopra.
La sezione dei conduttori è rilevabile dagli schemi dei quadri elettrici.
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3.12.2. Impianti ai piani fuori terra
L’impianto elettrico del piani fuori terra si sviluppa utilizzando in le tubazioni sottopavimento
ed in parte utilizzando la passerella posata entro la controsoffittatura.
Le condutture, le scatole di derivazione ed i quadri, installati a parete, saranno invece
incassati nella muratura.
I raccordo con le vie cavi principali (sistema di distribuzione a pavimento, passerella a filo
saldato) e gli impianti a parete sarà realizzato con tubazioni in PVC incassate con interposte
scatole di derivazione a più servizi.
Per quanto riguarda serie civile componibile (apparecchi di segnalazione, comando e
distribuzione F.M) dovrà soddisfare ai seguenti requisiti:
- scatole a incasso rettangolari (fino a 3, 4 o 6 frutti modulari)
- supporti dello stesso tipo
- placche in plastica rigida antigraffio, colorata (forma a scelta della DL, rettangolare o
arrotondata)
3.13. Impianto di terra e collegamenti equipotenziali
La rete di terra di Palazzo degli Stemmi è esistente. Per comodità verranno realizzati due
collettori di terra posti rispettivamente al piano Terra nel “Locale contatori AEM” ed al piano
interrato in prossimità dell’ubicazione del quadro QPI-D.
Ai due nodi di terra (apposita scatola con bandella di rame), tutti i collegamenti equipotenziali
principali:
- tubazioni di qualsiasi natura in ingresso
- tubazioni mandata acqua, gas, ecc..
- guide dell’impianto di sollevamento
- conduttori PE principali.
Le giunzioni e connessioni che interesseranno l’impianto di terra, e i collegamenti
equipotenziali dovranno essere realizzate utilizzando appositi morsetti e accessori. I cavi
connessi al nodo principale dovranno essere segnalati con apposite targhette.
È stata computata un corda di rame di sezione 35 mmq da instalare lungo il montante “MD”
quale connessione equipotenziale.ridondante.
L’impianto di terra ultimato dovrà essere sottoposto alle seguenti verifiche:
- prove strumentali atte a determinare il valore della resistenza di terra e la continuità
dei collegamenti dei conduttori di protezione
- esame a vista circa lo stato di tutte le giunzioni e l’idoneità dei singoli componenti
3.14. Impianto contro le scariche atmosferiche
L’edificio in oggetto è da ritenersi “autoprotetto” ai fini della sua protezione contro le scariche
atmosferiche in conformità alle norme CEI 81 (così come risulta da apposita relazione di
verifica).
Dovranno però essere installati degli SPD per la limitazione di eventuali sovratensioni
indotte.
3.15. Impianto di protezione contro le sovratensioni
È prevista la realizzazione di un impianto di protezione contro le sovratensioni indotte da
correnti di fulminazione.
La protezione di primo livello avverrà sul quadro elettrico mediante installazione di scaricatori
di sovratensione di tipo modulare di classe B.
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apparecchi di classe B
Sono impiegati per ogni linea d’alimentazione entrante nell’edificio con lo scopo di limitare
gli effetti provocati da fulminazione esterne. Gli scaricatori sono caratterizzati dai seguenti
parametri funzionali:
- corrente di fulminazione - valore di cresta 65 kA
- livello di protezione <= 2 kV
- tempo di intervento <= 8/20 μs
La protezione di secondo livello, installati su linee di alimentazione in arrivo su quadri
secondari di piano e/o di zona è affidata a dispositivi di classe C.
apparecchi di classe C
- corrente di fulminazione - valore di cresta 8 kA
- livello di protezione <= 1,5 kV
- tempo di intervento <= 8/20 μs
Particolare attenzione dovrà essere posta per effettuare il coordinamento energetico fra le
due classi di scaricatori. In genere questo è garantito quando la distanza fra essi è superiore
ai 15 metri. Pertanto occorrerà che la lunghezza delle linee d’interconnessione fra i quadri
rispetti tale condizione (eventualmente la parte eccedente di cavo può essere ripiegato lungo
le canalizzazioni).
Qualora ciò non fosse possibile si dovranno installare apposite bobine di disaccoppiamento
3.16. Impianto di Forza motrice
3.16.1. Piano Interrato e vani tecnici sottotetto – Impianto F.M.
Come già premesso gli impianti posti a servizio dei piano Interrato, nella zona archividepositi lungo la manica di Via PO, e di alcune aree del Sottotetto saranno in esecuzione IP55.
Pertanto anche per la distribuzione F.M. dovranno essere utilizzati componenti ed accessori
per garantirne il grado di tenuta funzionale richiesta:
Sono previste due tipologie di prese:
Presa di servizio IP-55
scatola - F.M.
n.ro 1 scatola portapparcchi IP-55, a 3 moduli
n.ro 1 presa UNEL 10/16A
n.ro 1 interruttore di protezione 1P+N-16A
Presa di servizio IP-55
e trasmissione fonia/dati
scatola - F.M.
n.ro 1 scatola portapparcchi IP-55, a 3 moduli
n.ro 1 presa UNEL 10/16A
n.ro 1 interruttore di protezione 1P+N-10A
scatola - Fonia- Dati
n.ro 1 scatola portapparcchi IP-55, a 3 moduli
n.ro 3 tappi copriforo
Il gruppo “presa di servizio” sarà impiegato anche per l’alimentazione di varie utenze
elettriche: boiler, termoventilatori, asciugamani e fan-coils.
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Nel locale lavanderia è prevista l’installazione di quadretti prese tipo CEE così equipaggiati:
Quadretto prese CEE
3P+N – In=16A – Vn=380/220V)
n.ro 1 Quadretto distribuzione 12 moduli preflangiato
n.ro 1 int. automatico magnetotermico 4P-16A
n.ro 2 presa bipasso 10/16A in calotta stagna
n.ro 2 presa UNEL 10/16A in calotta stagna
n.ro 1 presa tipo CEE 2P+T -16A grado di protezione IP67
n.ro 2 prese tipo CEE 3P+T -16A grado di protezione IP67
La sezione dei cavi d’alimentazione è specificata negli schemi unifilari di potenza dei quadri
elettrici. In ogni caso essa non potrà essere inferiore a 2,5 mmq.
3.16.2. Piani fuori terra – Impianto F.M.
Per la distribuzione delle forza motrice per gli impianti di civile abitazione sono stati previsti
diverse tipologie di gruppi presa la cui composizione e rappresentata nelle tavole di disegno
(vedasi tav. IE-Fxxb) .
Gli apparecchi modulari e gli accessori (prese, interruttori, supporti, placche) saranno della
stessa serie civile componibile prescelta.
Le prese di servizio avranno grado di protezione diverse a seconda del luogo d’installazione
e saranno impiegate anche per l’alimentazione di boiler elettrici, termoventilatori,
asciugamani elettrici e motori fan-coils:
Presa di servizio IP40
n.ro 1 scatola da incasso 503
n.ro 1 supporto per scatola 503
n.ro 1 placca in PVC antigraffio
n.ro 1 presa UNEL 10/16A
n.ro 1 interruttore di protezione 1P+N-16A
Presa di servizio IP55
n.ro 1 scatola da incasso 503
n.ro 1 placca autoportante stagna IP-55, per scatola da incasso 503
n.ro 1 presa UNEL 10/16A
n.ro 1 interruttore di protezione 1P+N-16A
La prima tipologia verrà utilizzata per tutti glia ambienti tranne che servizi igienici, depositi e
locali tecnici dove si attizzerà il secondo tipo.
ils, mentre il secondo tipo per l’alimentazione dei boiler elettrici ed asciugamani elettrici nei
Per quanto concerne l’allacciamento delle postazioni di lavoro a personal computer alla rete
elettrica e a quella di fonia/dati sono previsti gruppi presa così composti:
Energia.
n.ro 1 scatola da incasso 506
n.ro 1 supporto per scatola 506
n.ro 1 placca in PVC antigraffio a 6 moduli
n.ro 2 presa UNEL 10/16A
n.ro 1 presa bipasso 10/16A
n.ro 1 interruttore di protezione 1P+N-16A
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Fonia - Dati
n.ro 1 scatola da incasso 503
n.ro 1 supporto per scatola 503
n.ro 1 placca in PVC antigraffio
n.ro 3 tappi copriforo
L’equipaggiamento dei gruppi presa sarà identico sia per le postazioni scrivania all’interno
delle camere e degli alloggi (indicate col simbolo “GP1” nelle tavole) che negli altri locali
(simbolo “GP”)
Negli uffici del piano terreno sono previste delle torrerre di distribuzione a scomparsa nel
pavimento e la cui composizione è indicata nella relativa tavola “IE-F02b”
3.17. Impianto d’Illuminazione Normale
3.17.1. Piano Interrato e vani tecnici sottotetto – Impianto Luce Normale
In analogia con l’impianto FM, gli organi di comando luci (interruttori e pulsanti luminosi)
saranno installati in scatola portaparecchi a tre moduli munita di portalla con guaina
trasparente (grado di protezione IP-55).
Il comando dei circuiti luce avverrà prevalentemente tramite relè passo-passo posti a bordo
del quadro elettrico generale e/o di locale. Tali relè sono affiancati da un blocco aggiuntivo
che consente un comando ON/OFF centralizzato. (vedasi a proposito gli schemi funzionali
dei quadri di distribuzione).
Nei locali del piano interrato gli apparecchi illuminanti saranno sospesi a binario portante, in
lamiera d’acciaio verniciata a fuoco. Le connessioni dovranno essere realizzati in cavo
multipolare tipo FG7.
Nei servizi igienici spogliatoi saranno à installati rivelatori di presenza a raggi infrarossi che
consentono l’accensione automatica della luce e il suo spegnimento temporizzato.
È altresì necessario realizzare un dispositivo di segnalazione d’allarme decritto ai punti
successivi
3.17.2. Piani fuori terra – Impianto Luce normale
I piani d’installazione riguardanti gli impianti d’ illuminazione sono riportati nelle tavole
IE-Ixxa e IE-Ixxb.
Gli organi di comando luce saranno della serie civile componibile e, in generale, agiranno du
relè passo-passo o relè ciclici.
Per quanto concerne gli impianti luce realizzati nella controsoffittatura occorrerà tenere
presente le seguenti modalità realizzative:
- impiego di cavi multipolari tipo FG7 per le linee d’alimentazione; derivazioni in
conduttori N07V-k posati entro tubazione rigida e/o flessibile (dette tubazioni devono
essere ancorate a soffitto: non sono ammesse condutture poggianti direttamente sul
controsoffitto;
- esecuzione delle derivazioni in scatole stagne IP55,
- utilizzo di idonea raccorderia per le tubazioni, i cavi, gli ingressi alle scatole di
derivazione e alle morsettiere dei corpi illuminanti.
Il progetto prevede l’installazione di alcuni gruppi presa derivati dai circuiti luce:
Punto luce specchio IP55
n.ro 1 scatola da incasso 503
n.ro 1 placca autoportante stagna IP-55, per scatola da incasso 503
n.ro 1 presa UNEL 10/16A
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n.ro 1 interruttore unipolare 6A per comando luce specchiera
Punto luce comodino IP40
n.ro 2 scatola da incasso 503
n.ro 2 supporto per scatola 503
n.ro 2 placca in PVC antigraffio
n.ro 1 interruttore bipolare per comando presa abat-jour
n.ro 1 pulsante luminoso comando luce stanza
n.ro 1 presa bipasso 10/16A
n.ro 1 presa UNEL 10/16A
3.17.3. Tipologia apparecchi illuminanti
La tipologia dei corpi illuminanti da utilizzare sono elencati di seguito. Questi devono
intendersi completi di sorgenti luminosi, accessori di montaggio, eventuali sospensioni,
cordoni d’alimentazione e gli accessori di montaggio messi a disposizione del costruttore
degli apparecchi per la perfetta posa in opera.
TIPO 1a
– Soggiorno ( montaggio a sospensione)
Corpo illuminante decorativo a sospensione emissione diretta/indiretta forma
quadra dim. circa 90x90cm completa di lampade, sospensioni, cavo
d'alimentazione e di tutti gli accessori di montaggio ; corpo in allumino/acciaio,
riflettore metallico e schermo con aperture circolari, cablaggio elettronico per
lampade fluorescenti T5 - 6x21W
TIPO 1b
– Uffici Reception ( montaggio a sospensione)
Corpo illuminante decorativo a sospensione emissione diretta/indiretta forma
quadra dim. circa 60x60cm completa di lampade, sospensioni, cavo
d'alimentazione e di tutti gli accessori di montaggio ; corpo in allumino/acciaio,
riflettore metallico e schermo in vetro satinato cablaggio elettronico per lampade
fluorescenti T5 - 4x14W
TIPO 2
– Refettorio - sala pranzo (montaggio ad incasso nel controsoffitto)
Corpo illuminante a luce riflessa da incasso per controsoffitto in cartongesso
60x60 cm; corpo in lamiera d'acciaio verniciata, riflettore in alluminio satinato e
schermo in lamiera verniciata asolata, elettronico per lampade fluorescenti
compatte - 2x36W)
TIPO 3
– Cucina (montaggio ad incasso nel controsoffitto)
Corpo lluminante da incasso per controsoffiti in cartongesso 60x60 cm; corpo in
lamiera d'acciaio verniciata, riflettore in alluminio e schermo in vetro satinato,
grado di protezione IP44 cablaggio per lampade fluorescenti lineari - 4x18W
TIPO 4a
– Camere ospiti (montaggio ad incasso nel controsoffitto)
Corpo illuminante da incasso di forma circolare, corpo in allumino anodizzato,
riflettore in allumino e schermo di protezione in vetro sabbiato temperato grado
di protezione IP44, cablaggio elettronico per lampade fluorescenti compatte
2x26 W,
TIPO 4b
– Sala PC e Biblioteca (montaggio ad incasso nel controsoffitto)
Corpo illuminante da incasso di forma circolare, corpo in allumino anodizzato,
riflettore in allumino ed ottica di tipo "Dark Light", cablaggio elettronico per
lampade fluorescenti compatte 2x26 W
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TIPO 5
– Camere ospiti (montaggio a plafone e/o a parete)
Corpo illuminante decorativo adatto per montaggio a plafone forma quadra dim.
circa 60x60cm completo di lampade ed accessori di montaggio ; corpo in
allumino/acciaio, riflettore metallico e schermo in vetro satinato cablaggio
elettronico per lampade fluorescenti T5 - 4x14W,
TIPO 6
– Servizi igienici camere ospiti (montaggio ad incasso nel controsoffitto)
Corpo illuminante adatto per montaggio ad incasso nel cotrosoffitto, corpo in
lamiera di acciaio stampato, riflettore in alluminio e schermo in policarbonato,
grado di protezione IP44, cablaggio elettronico per lampade fluorescenti
compatte. - 2x26W
TIPO 7
– Corridoi e disimpegni (montaggio ad incasso nel controsoffitto)
Corpo illuminante da incasso di forma circolare, corpo in allumino anodizzato,
riflettore in allumino e schermo di protezione in vetro sabbiato temperato grado
di protezione IP44, cablaggio elettronico per lampade fluorescenti compatte
2x18 W,
TIPO 8a
– Scale interne (montaggio a parete)
Applique di forma quadrata completo di lampade ed accessori di montaggio ;
corpo in pressofusione di allumino, riflettore metallico e schermo in vetro
satinato grado di protezione IP65, cablaggio elettronico per lampade
fluorescenti compatte - 2x18,
TIPO 8b
– Scale interne, Disimpegni, Aree comuni (montaggio a parete)
Applique di forma quadrata completo di lampade ed accessori di montaggio ;
corpo in pressofusione di allumino, riflettore metallico e schermo in vetro
satinato grado di protezione IP65, cablaggio elettronico per lampade
fluorescenti compatte - 2x32W,
TIPO 9a
– Unità alloggio e camere piano sottotetto (montaggio a parete e/o a soffitto
mediante staffa apposita)
Applique a sezione triangolare con corpo in pressofusione d'alluminio riflettore
in allumino brillantato e schermo diffusore in vetro temprato opalizzato con
griglia frontale in alluminio pressofuso. Cablaggio elettronico per lampade
fluorescenti compatte 2x26W.
TIPO 9b
– Corridoi e disimpegni piano sottotetto (montaggio a parete)
Applique a sezione triangolare con corpo in pressofusione d'alluminio (colore
naturale o verniciato bianco a scelta della D.L.), riflettore in allumino brillantato e
schermo diffusore in vetro temprato opalizzato e griglia frontale in alluminio
pressofuso. Cablaggio elettronico per lampade fluorescenti compatte 2x26W
TIPO 10
– Locale Palestra, disimpegni e scale (montaggio a sospensione e/o parete)
Sistema modulare monolampada tipo “reglette” per montaggio a file continue
costituita da canale portante in acciaio verniciato conelementi d’unione ad
innesto, unità elettriche a lampade fluorescenti lineari 1x58W e tubo di
protezione in policarbonato per esecuzione stagna IP44, completo di tutti gli
accessori di montaggio (coperchi, elementi d’unione e terminali, sospensioni,
testate d’alimentazione ecc…)
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TIPO 11
– Scale esterne cortile (montaggio a parete e/o soffitto)
Proiettore per esterni con corpo in pressofusione di allumino, riflettore in
allumino, schermo in vetro satinato con griglia frontale in allumino pressofuso,
grado di protezione IP65, cablaggio elettronico per lampade fluorescenti
compatte - 2x26W
TIPO 12
– Bagni e spogliatoi al piano interrato (montaggio a plafone)
Apparecchio con corpo in materiale plastico, riflettore in allumino stampato e
diffusore in policarbonato opale antiurto e autoestinguente, grado di protezione
IP55, cablaggio elettronico per lampade fluorescenti compatte – 1x18W, 2x26W
(o lampada circolare 1x32W)
TIPO 13
– Depositi, Vani tecnici, Lavanderia, Locali al piano interrato (montaggio a
sospensione e/o su canale portante)
Plafoniere di tipo stagno IP-65 con corpo in policarbonato infrangibile ed
autoestinguente V2, diffusore in policarbonato prismatizzato, per tubi
fluorescenti lineari 1x18W-1x36W-1x58W
3.17.4. Quadro centralizzato comando e segnalazione
All’interno del bancone Reception è prevista l’installazione di un quadretto metallico da
incasso (o semincasso) con caratteristiche analoghe a quelli di piano – in cui saranno
riportati i segnali dei circuiti luce dell’edificio e centralizzati i relativi comandi a distanza.
Vedasi a proposito gli schemi del quadro “QCL” (SCH-D2)
A bordo del quadro troveranno posto i seguenti comandi e relative segnalazioni:
- ON/OFF centralizzato circuiti illuminazione di ciascun piano
- Ripetizione dei comandi luce piano terra
- Commutazione luce diurna/notturna
- Comando manuale circuiti illuminazione esterna
- Comando manuali quadri impianti tecnici
Il collegamento fra quadro “QCL” e gli altri componenti in campo dovrà essere effettuato
impiegando cavi segnali multipolari 5x1,5 – 7x1,5 – 14x1,5.
3.18. Distribuzione Luce d’Emergenza
L’opera prevede tutti gli interventi destinati ad attrezzare l’attività “alberghiera” con idonei
dispositivi per l’illuminazione ausiliaria ad intervento automatico in caso di mancanza di
quella ordinaria. L’impianto dovrà da garantire un sufficiente livello d’illuminamento e
comunque non inferiore a:
5 lux medi nei luoghi ove richiesta o ritenuta necessaria l’illuminazione di sicurezza
5 lux medi nelle vie di esodo e nei vani scala
Il calcolo dell’illuminamento dovrà tener conto del rendimento dell’apparecchio illuminante in
condizioni di funzionamento sotto batteria).
Pper l’indicazione delle vie di esodo saranno utilizzati corpi illuminanti del tipo ‘centraltest’
con le seguenti caratteristiche generali:
Apparecchi per l'illuminazione di emergenza, per funzionamento non permanente,
corpo in materiale plastico, accumulatori ermetici al NiCd ed inverter, autonomia 3h;
equipaggiata con sistema a microprocessore per il controllo automatico del
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funzionamento (centraltest) e del ciclo di carica-scarica degli accumulatori,
segnalazione dello stato funzionale della lampada con led a diversa colorazione:
A seconda dell’applicazione specifica si avranno le seguenti distinzioni:
TIPO 14 - Illuminazione di sicurezza piano interrato IP-55
Grado di protezione IP-55. Cablaggio per tubo fluorescente lineare 1X24W
TIPO 15 - Illuminazione di sicurezza piano terreno
Modello lineare o “a bandiera” o a sospensione, tramite appositi agganci, alla
struttura del sistema modulare d’illuminazione a parete.
Grado di protezione IP-4X. Cablaggio fluorescente compatto 2x8W
TIPO 16 - Illuminazione di sicurezza piano terreno (sala principale)
Grado di protezione IP-55. Cablaggio lampade alogena 4x10W.
3.19. Impianto d’illuminazione esterna
L’impianto d’illuminazione esterna è collegato direttamente al quadro elettrico piano terra
“QPT-D” , ed asservito ad orologio settimanale e relè crepuscolare.
Sono previsti tre circuiti:
- illuminazione cortile
- illuminazione insegna (eventuale)
- illuminazione scala di sicurezza
La tipologia degli apparecchi illuminanti da impiegare è la seguentei:
TIPO 11 – Scale esterne cortile (montaggio a parete e/o soffitto)
Proiettore per esterni con corpo in pressofusione di allumino, riflettore in allumino,
schermo in vetro satinato con griglia frontale in allumino pressofuso, grado di
protezione IP65, cablaggio elettronico per lampade fluorescenti compatte - 2x26W
Per l’illuminazione del cortile è prevista la connessione di due apparecchi esistenti, montati
su palo, le cui linee dovranno essere ribaltate sul nuovo impianto delle residenze
universitarie
3.20. Impianto segnalazione e gestione allarmi
In prossimità della porta d’ingresso alla singola camera (alloggio) dovrà essere installato un
lettore di badge (della serie civile componibile prescelta, a bordo di scatola 503) che assolva
alle seguenti funzioni e caratteristiche:
-
lettore di una card già programmata (3 moduli)
l’inserimento della card riconosciuta provoca la commutazione del relè d’uscita in
modo impulsivo oppure passo-passo
comando apertura elettroserratura della porta
numero illimitato di smart card memorizzabili
tensione d’alimentazione 12-24V ac
relè di scambio a contatto libero da potenziale 24V-8°
All’interno della stanza sarà posato un dispositivo analogo il quale segnalerà la presenza in
camera dell’ospite ed abliterà il funzionamento delle luci. Sarà necessario disporre di una
tasca porta-badge per ciascun posto letto:
-
interruttore a badge (3 moduli)
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-
l’inserimento della card provoca la commutazione del contatto del relè d’uscita
contatto per l’abilitazione luci stanza
led di localizzazione e tasto di prova
tensione d’alimentazione 12-24V ac
relè di scambio a contatto libero da potenziale 220V-16A
3.20.1. Chiamata di soccorso bagno
Il bagno sarà dotato di una pulsante a tirante (serie civile componibile) il quale sarà
direttamente rimandato ad un scheda d’ingresso del sistema di telegestione. Allo stesso
modo un suo segnale d’uscità comanderà un segnalatore ottico-acustico (scatola incasso 3
moduli con lampada spia e ronzatore) posto all’esterno del bagno (o della camera).
Pertanto i componenti previsti saranno:
-
pulsante a tirante
scatola suoneria/ronzatore
sezionatore a chiave, installato entro quadro di locale, per tacitazione allarme
3.20.2. Segnali d’allarmi
Dovranno essere riportati in portineria, attraverso il bus della telegestione, o seguenti segnali
d’allarme riguardanti lo stato aperto/chiuso dei serramenti :
- stato porta d’accesso alla Camera/Alloggio
- apertura finestra
- apertura lucernaio (Alloggi sottotetto)
Per i serramenti esterni saranno utilizzati dei contatti magnetici opportunamente fissati e, per
quanto possibile, non a portata di mano.
Per la rilevazione dell’apertura della porta di utilizzerà il contatto di magnetico presente
nell’elettroserratura stessa.
È altresì prevista l’installazione e la connessione dei seguenti sensori:
-
rivelatore d’acqua per la protezione da allagamenti
apparecchio per la serie civile componibile (3 moduli) con sensore esterno in grado di
rilevare la presenza d’acqua a pavimento ≥ 2 mm.
Tensione d’alimentazione 12-24V
-
relè di controllo intensità di corrente
apparecchio modulare da barra DIN da installare a bordo dei quadri alloggio
Sottotetto (“QL4-Dx”) per rilevare il superamento dell’assorbimento di corrente
elettrica rispetto ad una soglia prefissata
Inserzione diretta
Possibilità di impostare due soglie di regolazione:
0.15 ÷ 1,5A oppure 1 ÷ 10A
Le connessione saranno da realizzare in cavo multipolare 2x1 (2x0,75) secondo le
indicazioni del fornitore del sistema di telecontrollo
3.21. Dotazione tipica di una Camera o Unità abitativa
Si riporta di seguito l’arredo elettrico e le dotazioni impiantistiche di una camera tipo della
struttura alberghiera:
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Distribuzione:
n.ro 1 Quadretto modulare, da incasso, 24 moduli con
portella vedasi schema elettrico QLx.DX)
n.ro 2 Casette di derivazione incassate a parete
(Energia - Segnali)
Impianto luce
n.ro 1 p.to interrotto luce ingresso
n.ro 1 p.to comando a pulsante luce stanza (con relè ciclico)
n.ro 2 presa luce comandata abat-jour comodino
n.ro 2 punto comando luce comodino:
- pulsante comando luce stanza
- interruttore presa luce
- presa di servizio tipo bipasso 10/16
n.ro 1 apparecchio illuminante da incasso 2x26W (ingresso)
n.ro x apparecchi illuminanti da incasso 2x26W camera
n.ro 1 plafoniera d'emergenza 1x8W (zona ingresso)
n.ro 1 p.to interrotto luce bagno
n.ro 1 punto luce comandato per specchiera bagno IP55:
- p.to luce a parete
- interruttore comando luce
- presa di servizio tipo universale 10/16A
Impianto F.M.
n.ro 1 presa servizio ingresso
n.ro 1 presa servizio Fancoil
n.ro 2 gruppi presa scrivania (vedasi particolare)
n.ro 1 gruppo presa asciugacapelli bagno
n.ro 1 gruppo presa termoventilatore bagno
Impianti speciali
n.ro 1 presa telefonica comodino (vedasi capitolato d'appalto)
n.ro 1 presa TV (con due connettori TV-SAT)
n.ro 2 p.ti connessione rete Fonia/DATI
n.ro x rivelatori di fumo impianto antincendio
Sistema di controllo ed allarmi
n.ro 1 quadro controllo termoregolazione e sistema gestione allarmi
n.ro 1 lettore di badge per accesso alla camera
n.ro 2 tasche porta-badge per controllo presenza in camera
n.ro 1 punto connessione elettroserratura (+ contatto stato porta)
n.ro 1 pulsante a tirante per chiamata di soccorso
n.ro 1 segnalatore ottico-acustico chiamata di soccorso
n.ro x contatti magnetici finestre serramenti
n.ro 1 sensore antiallagamento
3.22. Impianto antenna TV
Il progetto prevede la realizzazione di un impianto TV per la ricezione dei segnali terrestri
(bande UHF-VHF) e satellitare (SAT). La distribuzione sarà del tipo Multiswitch in cascata,
con divisori e Prese finali adatte a demiscelare i segnale TV e SAT.
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Di seguito vengono elencati i principali componenti dell’impianto mentre per la specifiche tecniche
dettagliate si rimenda alla realtiva scheda tecnica:
n.ro 1
n.ro 1
n.ro 1
n.ro 12
n.ro 26
n.ro 1
n.ro 1
n.ro 1
n.ro 1
n.ro 1
n.ro 3
n.ro 3
n.ro 5
n.ro 1
n.ro 2
n.ro 3
n.ro 2
n.ro 1
n.ro 10
n.ro 2
n.ro 2
n.ro 1
n.ro 1
n.ro 1
n.ro 1
n.ro 1
n.ro 1
n.ro 1
n.ro 1
n.ro 5
n.ro 69
n.ro 69
m 1100
ANTENNA TERRESTRE
Antenna Banda I 3 elementi Canale B
Antenna 47 elementi Canale 21-69
Amplificatore di canale 5 celle
C523 Ampl.di can.4 celle 40dB 125dBuV in BIII
Ampl.di canale 5 celle 48dB121dBuV in UHF
Ponticello di miscel.moduli SERIE MAXIMAL 2
Alimentatori per filtri canale
Alimentatore 1,6 A per serie maximal 2
Chasisis e Armadi
Chasi modulare a 18 moduli
Coperchio modulare Serie ONA 1 a 14 unità
ANTENNA SAT
Parab.OS100 AZ/EL premont. Imb.singolo
LNC 544 a 4 polarità separate
Multiswitch cascata 4 polarità 4 derivate
Multiswitch 5 ingressi + 5 uscite + 4 derivazioni
Multiswitch 5 ingressi + 5 uscite + 4 derivazioni
Multiswitch 5 ingressi + 5 uscite + 4 derivazioni
Multiswitch 5 ingressi + 5 uscite + 4 derivazioni
Multiswitch cascata 4 polarità 6 derivate
Multiswitch 5 ingressi + 5 uscite + 6 derivazioni
Multiswitch ingressi + 5 uscite + 6 derivazioni
Amplificatori 1° IF per Multiswitch
Ampl.1° IF SAT 440 38 dB 118 dBuV
Ampl.di linea 47-862 MHz 42 dB/120 dBuV
Accessori SAT
Equalizz. Fisso in 1°IF-12dB a 950MHZ
Filtro passa banda 950-2150 MHz
Accesori montaggio
Zanca Emilia pes.a muro distanziata 10 cm.
Tegola passante in politene morbido
Cappuccio in PVC morbido per tegola
Palo passacavo con staffe da D.50 mt.4
Palo da mt. 2, diam. 42, spess. 2 mm con 3 dadi
Palo da mt. 2, diam. 35, spess. 2 mm con 3 dadi
Palo da mt. 2, diam 28, spess. 2 mm con tappo
Supp.90° a palo tubo D.40x1.5 L25 con rinf.
Flange pes.per att.palo supp.90°
DISTRIBUZIIONE
Divisore a 3 vie AS 3 con passaggio CC
Prese DEMIX TV SAT a 2 connettori
Presa Demix Terminale SAT+DC/TV
Adatt. vert.2 Fori LIVING INTERNATIONAL
Cavi coassiali
Cavo coax 6,8 mm PVC
Connettori F
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n.ro 300
n.ro 25
Connett.F PROF con OR a vite per cavo 6.8mm
Tappo di chiusura 75 OHM Connet. F isolato
3.23. Predisposizione cablaggio rete trasmissione fonia/dati.
Sono stati computati gli oneri per la realizzazione di tutte le vie-cavi (canalizzazioni, scatole,
tubazioni fino al punto utenza) per la successiva in opera dei cavi della rete di trasmissione
fonia e dati. Il cablaggio, la fornitura delle apparecchiature di rete ed i connettori EDP,
cablaggio saranno installati successivamente a cura del Committente.
Pertanto le informazioni seguenti sono fornite affinché la ditta tenga ne conto del rispetto dei
raggi di curvatura durante nella posa delle tubazioni e della verifica della dimensione delle
stesse
Per il cablaggio della rete sarà impiegato del cavo tipo:
UTP – twistato a 4 coppie in Cat. 5e
ANIMA
Conduttore
costituito da 4 coppie di conduttori twistati a filo unico o corda flessibile di sezione:
24 AWG (diam. 0,511 mm) ORIZZONTALE
24 AWG (diam. 0,511 mm) ORIZZONTALE - DUPLEX
26 AWG (diam. 0,405 mm) PATCH-FLEX
24 AWG (diam. 0,511 mm) DORSALE-MULTIPAIR
ISOLANTE
Colore delle anime
Blu/Bianco-blu
Arancione/Bianco-Arancione
Verde/Bianco-Verde
Marrone/Bianco-Marrone
Ad ogni punto utenza o postazione di lavoro a P.C. andranno portati 2 cavi. La dislocazione
e la quantità di punti da cablare sono indicati nelle tavole IE-F0xb.
Durante le operazioni di posa saranno rispettate le seguenti specifiche:
lasciare una scorta di circa 4 mt di cavo in prossimità del punto in cui è prevista
l’installazione del rack di rete
rispettare i raggi di curvatura del cavo stesso
contraddistinguere con fascette adesive le estremità di ogni singolo per l sua successiva
identificazione
riportare tale codifica sulle tavole planimetriche di cui sopra
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4. SPECIFICHE DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI
Nella scelta dei materiali non univocamente specificati negli elaborati di progetto, si prescrive
che:
• tutti i materiali elettrici dovranno risultare conformi ai principi di cui alla Legge
791/77, conformità che sarà attestata dai seguenti marchi:
•
•
•
•
marchio CE, apposto secondo le procedure di cui alla Direttiva CEE 89/392
marchio IMQ, rilasciato dall’Istituto Italiano del Marchio di Qualità
marchi di conformità rilasciati da istituti europei riconosciuti ai sensi della vigente
legislazione in materia di omologazione e certificazione
marchi attestanti l’idoneità dei componenti alle vigenti disposizioni in materia di
compatibilità elettromagnetica (EMC).
•
tutti i materiali dovranno avere dimensioni e caratteristiche unificate, secondo le
indicazioni di cui alle tabelle CEI-UNEL attualmente in vigore
•
tutti i materiali e gli apparecchi, dovranno essere adatti all’ambiente in cui
verranno installati e dovranno essere tali da resistere alle azioni meccaniche,
corrosive, termiche o dovute all’umidità, alle quali potranno essere esposti
durante l’esercizio.
La sussistenza dei predetti requisiti sarà documentata:
• mediante campionatura del materiale, su richiesta del Committente e/o del
Direttore Lavori
• mediante idonee certificazioni prodotte in corso d’opera
• con relazioni di calcolo e dimensionamento, ove richiesto o necessario
• con menzione esplicita nella “relazione sulle tipologie di materiali impiegati”,
allegata alla Dichiarazione di Conformità di cui alla Legge 05/03/90, n. 46, ove
saranno riportati in allegato tutte le certificazioni e gli attestati di conformità.
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4.1. Apparecchiature assiemate di protezione e manovra (quadri)
Norme di riferimento
CEI 17-5
CEI 17-11
CEI 17-13/1
CEI 17-19
CEI 16-3
CEI 64-8
Interruttori automatici per corrente alternata e tensione nominale non
superiore a 1000 V e per corrente continua a tensione nominale non superiore
a 1200 V
Interruttori di manovra, sezionatori, ecc. per c.a. con tensione nominale non
superiore a 1000 V
Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione
(quadri BT) - Parte 1: prescrizioni per apparecchiature di serie (AS) e non di
serie (ANS)
Apparecchiatura industriale a basse tensione. Grandezza dei morsetti per
conduttori rotondi, in rame senza preparazione speciale.
Colori degli indicatori luminosi e dei pulsanti
Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in
corrente alternata
Caratteristiche
componenti prefabbricati modulari (altezza modulo 200 mm)
strutture portanti principali completabili con un'unica serie unificata di pannelli frontali ed interni
pannelli frontali fissati con viti
pannelli interni fissati su guide a "C" saldate sulle fiancate, possibilità di regolazione fine della
profondità di fissaggio
installazione rapida delle apparecchiature modulari su guida DIN
elementi in lamiera di acciaio saldata elettricamente per punti, spessore 1.5 e 2 mm
verniciatura con plastificazione con polveri epossidiche
accessori di fissaggio e telai interni in acciaio zincopassivato
pannelli portapparecchi interi (ingombro modulare 200, 400, 600 mm) asolati (ingombro modulare 200
mm), fianchi asolati, profilati a "C" ed a "U", rotaie, DIN 32 e DIN 35, staffe
accessori interni: bulloni, dadi, squadrette, piastrine, connessioni in rame elettrolitico (barraggio
modulare)
porta esterna con vetro trasparente rigata
ripartitore frontale per consentire facile collegamento a fasi diverse
esecuzione con grado di protezione IP 30 (CEI 70-1)
installazione a pavimento (con zoccolo o piedini) o da parete con appositi ganci di sospensione o
incassati
costituzione base: elementi strutturali sovrapponibili (ingombro 200, 400, 600 mm), zoccolo o piedini
per versione a leggio, testate, porte frontali interamente in lamiera o con cristallo, con serratura
dimensioni modulari: L(400, 600 mm)xH(multiplo di 200 mm)xP(200,400,600,800 mm)
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4.2. Interruttori automatici modulari
Norme di riferimento
CEI 17-5
CEI 17-11
CEI 17-13/1
CEI 23-3
CEI 23-9
CEI 23-18
Interruttori automatici per corrente alternata e tensione nominale non superiore a
1000 V e per corrente continua a tensione nominale non superiore a 1200 V
Interruttori di manovra, sezionatori, ecc. per c.a. con tensione nominale non
superiore a 1000 V
Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione (quadri BT)
- Parte 1: prescrizioni per apparecchiature di serie (AS) e non di serie (ANS)
Interruttori automatici per la protezione delle sovracorrenti per impianti domestici e
similari
Apparecchi di comando non automatici (interruttori) per installazione fissa per uso
domestico e similare. Prescrizioni generali
Interruttori differenziali per usi domestici e similari e interruttori differenziali con
sganciatori di sovracorrente incorporati per usi domestici e similari
Caratteristiche elettriche
sono previsti interruttori magnetotermici e magnetotermici-differenziali, con le seguenti caratteristiche:
modulo unificato 17.5 mm
tensione nominale 230/400 V
curva d'intervento tipo C
accessoriabili con contatti ausiliari e scattato relè, sganciatore di apertura
sganciatore differenziale del tipo per correnti di guasto anche unidirezionali, con componenti pulsanti,
protetti contro gli scatti intempestivi e resistenti alle sovratensioni impulsive (classe A)
correnti nominali 16, 20, 25, 32, 40, 50, 63, 100 A
corrente nominale di intervento differenziale da 30 mA
tutti i componenti dovranno possibilmente risultare del medesimo costruttore e facenti parte di un
sistema coordinato per il quale siano disponibili tabelle di coordinamento per la protezione dei
componenti, di back-up, selettività, ecc.
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4.3. Canalizzazioni metalliche
Norme di riferimento
CEI 23-31
Sistemi di canali metallici e loro accessori ad uso portacavi e portapparecchi
Caratteristiche
setti separatori per circuiti a correnti deboli, a richiesta
elementi componibili orizzontali e verticali
elementi lineari in spezzoni da 0.5, 1, 2 metri
elementi di derivazione orizzontale anche per canali a sezione diversa
raccordi con canale e quadri elettrici modulari
testate di chiusura e mostrine per attraversamento pareti in lamiera
giunzioni tubo, a squadra ed a tre vie, attacchi a canale per tubo
coni di raccordo tra tubo ed apparecchi di comando, tavole portapparecchi in lamiera
predisposizione per uscite, discese volanti, discese in tubo, apparecchi illuminanti, diffusori sonori
le canaline dovranno avere dimensioni tali da garantire un rapporto tra la sezione della canalina e
quella della massa di cavi elettrici in essa contenuti non inferiore a 2 (riempimento 50%). E'
obbligo della Ditta porre il numero di canaline necessario per assicurare il rispetto di questa
disposizione
verniciatura in resina epossidica, colore a scelta della D.L.
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4.4. Canali portacavi in PVC
Norme di riferimento
CEI 64-8
CEI 23-19
CEI 23-32
Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in
corrente alternata
Canali portacavi in materiale plastico e loro accessori ad uso battiscopa
Sistemi di canali di materiale plastico isolante e loro accessori ad uso portacavi e
portapparecchi per soffitto e parete
Caratteristiche generali
materiale: polivinilcloruro (PVC) autoestinguente antiurto
canalizzazione pluricanale con setti separatori
dimensioni maggiorate per distribuzione principale, con possibilità di inserzione di combinazioni frutti
modulari della serie civile
coperture amovibili solo con attrezzo
servizi elettrici distribuiti: energia
grado di protezione IP4X
Componentistica per installazione a battiscopa
dim. 70x20, 100x25 mm
coprigiunti e chiusure di testata sinistra e destra, per affiancamenti canalette, per angoli interni, per
angoli esterni
cassette di raccordo, smistamento e derivazione
scatole portapparecchi
Componentistica per installazione a parete
dim. 60x40, 100x60, 150x60, 200x80, 15x15, 20x10 mm
coprigiunti e chiusure di testata, per affiancamenti canalette, e angoli interni, per angoli esterni, per
angoli piani
cassette di raccordo, smistamento e derivazione
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4.5. Condutture elettriche
Norme di riferimento
CEI 20-1
CEI 20-13
CEI 20-19
CEI 20-20
CEI 20-21
CEI 20-22
CEI 20-24
CEI 20-27
CEI 20-29
CEI 20-37
CEI 20-38
CEI 20-38/2
Caratteristiche tecniche e requisiti di prova delle mescole per isolanti e
guaine dei cavi per energia
Cavi isolati con gomma butilica con grado di isolamento superiore a 3 (per
sistemi elettrici con tensione nominale da 1 a 20 kV)
Cavi isolati con gomma con tensione nominale non superiore a 450/750 V
Cavi isolati con polivinilcloruro con tensione nominale non superiore a
450/750 V
Calcolo delle portate dei cavi elettrici. Parte 1. In regime permanente (fattore
di carico 100%)
Prova dei cavi non propaganti l'incendio
Giunzioni e terminazioni per cavi di energia
Cavi per energia e per segnalamento - Sistema di designazione
Conduttori per cavi isolati
Cavi elettrici- Prove sui gas emessi durante la combustione
Cavi isolati con gomma non propaganti l'incendio e a basso sviluppo di fumi
e gas tossici e corrosivi. Parte I - Tensione nominale U0/U non superiore a
0,6/1 kV
Cavi isolati con gomma non propaganti l'incendio e a basso sviluppo di fumi
e gas tossici e corrosivi. Parte II – Tensione nominale U0/U non superiore a
0,6/1 kV
Cavi uni-multipolari con guaina isolati in PVC
Per la distribuzione delle alimentazioni circuitali all’interno di tubazioni protettive in PVC e/o metalliche
in opera sotto traccia e/o in esterno, nonché per la posa in opera entro sistemi di canalizzazioni
portacavi in PVC e/o metalliche, saranno impiegati conduttori uni/multipolari aventi le seguenti
caratteristiche:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
conduttore: corda flessibile in rame ricotto
isolamento: polivinilcloruro (PVC) qualità R2
guaina esterna: polivinilcloruro (PVC) qualità Rz
sigla: N1VV-K
tensione d’isolamento: 0,6/1 kV
temperatura di esercizio max: 70°C
temperatura di corto circuito max: 160°C
temperatura minima di posa: 5°C
raggio minimo di curvatura: 6 volte il diametro esterno massimo
sforzo massimo di tiro: 50 N per mmq di sezione totale di rame
non propagante l’incendio (Norme CEI 20-22 Cap. II)
non propagante la fiamma (Norme CEI 20-35)
ridotta emissione di gas corrosivi (Norme CEI 20-37 Cap. I)
colore caratteristico: blu chiaro RAL 5012.
Cavi uni-multipolari con guaina isolati in gomma
Per la distribuzione delle alimentazioni circuitali all’interno di tubazioni protettive in PVC e/o metalliche
in opera sotto traccia e/o in esterno, per la posa in opera entro sistemi di canalizzazioni portacavi in
PVC e/o metalliche, nonché per la posa entro cavidotti interrati, saranno impiegati conduttori
uni/multipolari aventi le seguenti caratteristiche:
•
•
conduttore: corda flessibile inrame ricotto
isolamento: mescola a base di gomma etilenpropilenica di qualità G7
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•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
guaina esterna: polivinilcloruro (PVC) qualità Rz
sigla: UG7 (0)R
filo unico inrame ricotto stagnato
RG7 (0)R
corda rigida in rame ricotto stagnato – classe 2
FG7 (0)R
corda flessibile in rame ricotto stagnato – classe 5
tensione d’isolamento: 0,6/1 kV
temperatura di esercizio max: 90°C
temperatura di corto cirucito max: 250°C
temperatura minima di posa: 0°C
raggio minimo di curvatura: cavi con conduttore flessibile: 4 volte il diametro esterno max
cavi con conduttore rigido: 6 volte il diametro esterno max
non propagante l’incendio (Norme CEI 20-22 Cap. II)
non propagante la fiamma (Norme CEI 20-35)
ridotta emissione di gas corrosivi (Norme CEI 20-37 Cap. I)
colore caratteristico: grigio chiaro RAL 7035.
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4.6. Serie civile componibile
Norme di riferimento
CEI 23-3
CEI 23-5
CEI 23-9
CEI 23-12
Interruttori automatici per usi domestici e similari (per tensione nominale non
superiore a 415 V in corrente alternata)
Prese a spina per usi domestici e similari
Apparecchi di comando non automatici (interruttori) per installazione fissa per uso
domestico e similare. Prescrizioni generali
Prese a spina per usi industriali
Caratteristiche
Scatole, supporti e placche
• centralini per l'installazione centralizzata di apparecchi
• modulari della serie civile
• scatole incasso: rettangolari (fino a 3, 4 o 6 frutti modulari)
• scatole da parete: rettangolari fino a 3 frutti modulari
• supporti: fino a 6 frutti modulari, fino a 2 prese tipo UNEL
• placche: in plastica rigida, colorata (forma a scelta della D.L., rettangolare o arrotondata)
• grado di protezione fino a IP 55, installazione da parete e da incasso, in alluminio o in resina
antiurto grigia
Prese telefoniche
• a richiesta, tipo europeo o americano
Apparecchi di segnalazione e comando
pulsanti, suonerie, ronzatori, portalampada, presa mignon 2P, predispositore a Jack, connettore a 8
poli irreversibile, fotorelé, relè bistabili e monostabili, intermittente per pilotaggio relé, relé serie,
diffusori monoblocco, complesso richiesta udienza
Frutti
• dimensione maggiorata, colori a scelta della D.L.
• modularità e componibilità
• fissaggio e rimozione rapidi dei frutti mediante attrezzo
• fissaggio delle placche mediante viti oppure a pressione
• possibilità di installare sulle placche tastini segnaletici
Apparecchi di comando (per usi domestici e similari)
• tensione nominale: 250 V~ 50 Hz
• corrente nominale da 10 16 A
• sezione nominale del conduttore connettibile: 4 mm quadrati
• tipi di apparecchi: interruttore unipolare e bipolare, commutatore, deviatore, invertitore, pulsante,
relé interruttore (a sequenza ciclica)
Prese a spina (per usi domestici e similari)
• riferimenti normativi: Norme CEI 23-16 e 23-5
• tensione nominale: 250 V~ 50 Hz
• presa con alveoli schermati, tipo bipasso (grado 2.1) 2 P+T 10/16 A, morsetti doppi
• presa con alveoli schermati, tipo SCHUKO (grado 2.1) 2P+T 10/16 A, con terra centrale e laterale
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4.7. Apparecchi illuminanti
Norme di riferimento
CEI 34
Lampade e relative apparecchiature
Caratteristiche generali
• adatti per lampade fluorescenti lineari e compatte 9, 18, 26, 36, 55, 58 W
• adatti per lampade iouduri metallici a bulbo ellissoidale E40 – 250W
• struttura in policarbonato e/o lamiera verniciata con resina poliuretanica, adatta per montaggio su
pareti infiammabili (classe F). Grado di protezione IP2X, IP4X, IP44, IP55, IP65
• complete di reattore rifasato
• complete di collegamenti con conduttori aventi isolamento resistente a sovratemperature sino a
100 °C
• equipaggiate con lampade fluorescenti lineari ad alta efficienza e resa cromatica (diam. 26 mm,
colore 83 o 84, IRC superiore ad 85, temperatura di colore compresa fra 3800 e 4000 °K)
• marchio IMQ
Tipologie
Vedasi le specifiche tecniche generali del presente capitolato
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4.8. Cassette di derivazione
Le cassette di derivazione in resina saranno resistenti al fuoco ed al calore anormale secondo le
Norme CEI 64-8, Cap. VII, tabella IV.
Caratteristiche
Cassette di derivazione per installazione in ambienti ordinari
• esecuzione da incasso
• costruzione in resina
• forma rettangolare
• coperchio con viti
• accessori di installazione: piastrine di accoppiamento, separatori interni
Cassette di derivazione per installazione in ambienti molto umidi, bagnati o esposti alle intemperie
• esecuzione protetta da parete grado di protezione IP 55
• costruzione in resina
• accessoriabili con passacavi in gomma o bocchettoni, rotaie DIN 32 per morsetti componibili,
morsettiere monoblocco, piastra di supporto per apparecchiature
• attrezzo di foratura per cassette con impronta passacavo da forare
Tipologie
• forma rotonda (con passacavi a pastiglia), diam. 80x42.5 mm, coperchio ad incastro
• forma quadrata, con passacavi a pastiglia, 90x90x42.5 mm, coperchio ad incastro, 110x110x65
mm, coperchio con viti
• forma quadrata, con impronta passacavo da forare (accessoriate con passacavi o bocchettoni),
110x110x65 mm, coperchio con viti
• forma rettangolare, con passacavi a pastiglia, 175x140x75 mm, coperchio con viti
• forma rettangolare, con impronta passacavo da forare (accessoriate con passacavi o bocchettoni),
175x140x75 mm, 263x213x124 mm, coperchio con viti
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4.9. IMPIANTO SEGNALE TV-SAT
Caratteristiche dei materiali e componenti
.
Antenna VHF Banda I
Antenne pe la ricezione di segnali in Banda I - VHF per i canali A-B-C.
L’antenna è costruita con una culla di 18x18 mm e gli elementi con tubo di 12 mm completamente in
alluminio, preassemblata, e con connettore F. Può essere montata in polarizzazione verticale e
orizzontale.
Antenna UHF
Antenna premontata, con un elevato rapporto guadagno direttività, ed un ottimo rapporto R.O.S.
Munita di riflettore per la schermatura dei canali provenienti dalla parte posteriore dell’antenna e del
tipo indicata nelle zone con segnali deboli.
Antenna Paraboliche Offset
Antenna per impianti centralizzati SAT, la staffa AZ/EL è del tipo PROF completamente
preassemblata, che rende veloce il suo montaggio. Disponibile sia con disco in Acciaio
prezincato e verniciato che in Alluminio.
Descrizione Parabola 100 cm. Parabola 100 cm. Parabola 100 cm.
Dimensioni (cm) 980 x 900
Materiale disco Acciacio prezincato
Materiale staffa AZ/EL Acciacio prezincato
Colore disco Grigio chiaro - RAL 7035
Guadagno (dB) 10,7-11,7 GHz = 40,2 dB
11,7-12,7 GHz = 42,0 dB
ø max. palo (mm) 60
eso (Kg) 8
Accessori di montaggio per antenne
Zanca Emilia pes.a muro distanziata 10 cm.
Tegola passante in politene morbido
Cappuccio in PVC morbido per tegola
Palo passacavo con staffe da D.50 mt.4
Palo da mt. 2, diam. 42, spess. 2 mm con 3 dadi
Palo da mt. 2, diam. 35, spess. 2 mm con 3 dadi
Palo da mt. 2, diam 28, spess. 2 mm con tappo
Supp.90° a palo tubo D.40x1.5 L25 con rinf.
Flange pes.per att.palo supp.90°
Convertitore LNC per impianti centralizzati
Convertitore LNC per la realizzazione di tutti gli impianti centralizzati in 1° IF o multiswitch radiali o
cascata.
Dotazione di protezione esclusiva contro l’umidità e la pioggia sulla connessione dei connettori F.
Basso rumore < 0.3 dB.
Descrizione Convertitore a 4 polarità separate Per antenne Offset
Banda KU 10,7 - 12,75 GHz
OL oscillatore 9,75 / 10,60
Figura di rumore TYP (dB) 0,3
Guadagno (dB) 55
Alimentazione 12/20 VDC
Consumo (mA) 170
Qty. Imballo 1/24
LNC 544
Amplificatori di canale
Amplificatori di canale ad elevato guadagno 52 dB, livello d’uscita di 125 dB V, ad elevata selettività
per la selezionare di canali adiacenti. Tutta la serie e predisposta per i segnali digitali terrestri DTT.
Ingressi 2- Uscite 2
Canali 1 x B-I FM 1 x BSB 1 x B-III 1 x BSA 1 x HYP 1 x UHF 1 x UHF
Guadagno (dB) 48
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Regolazione (dB) 20
Livello d’uscita (dBuV) 125
Consumo (mA) 90
Alimentazione (VDC) 15
Alimentatori
Alimentatori realizzati con tecnologia switching, con un contenitore molto ridotto.
Tipo Switching
Tensione d’uscita (VDC) 15
corrente massima d’uscita (mA) 1100
Chassis per DVB 300
Rack contenitore per centralini ed amplificatori
Dimensioni (mm) 530 x 275 x 17
Multiswitch
Multiswitch in cascata realizzati con differenti livelli d’attenuazione sulle uscite di derivazione sia sui
segnali SAT che
terrestri. Dotati di quattro valori di attenuazione -24/-19/-14/-4 dB in derivazione per bilanciare in modo
corretto grosse distribuzioni in cascata. Equipaggiato di un ingresso per la miscelazione passiva dei
segnali TV provenienti dal centralino terrestre, con incluso la linea di ritorno.
Numero d’ingressi SAT 4
Numero d’ingressi TV 1
Attenuazione di passaggio TV (dB) 2 (typ) 2 (typ) 4 (typ) Terminale
Attenuazione di passaggio SAT
Guadagno (dB) 2
Attenuazione di derivazione TV 24 (typ)
Attenuazione di derivazione SAT (dB) 24 (typ) 19 (typ) 14 (typ) 4 (typ)
Livello massimo d’ingresso TV (dB) 110
Livello massimo d’ingresso SAT (dBuV) 95
Amplificatori per Multiswitch
Amplificatori per singoli polarità del convertitore LNB in modo indipendente, per realizzare qualsiasi
impianto
centralizzato SAT. La serie provvede inoltre ad alimentare direttamente LNB.
Nº Ingressi SAT 4
Nº Ingressi TV 1
Frequenza di lavoro (MHz) 950 - 2250
Guadagno dB SAT/TV 25-28
Regolazione guadagno 10
Livello d’uscita dBuV 118
Divisori 5-2400 MHz - Classe A
Divisori realizzati per coprire le bande TV e SAT da 5 a 2400 MHz. Costruzione a tenuta stagna,
conformi alle normative CE EN 50083-2 e 2/A1 . Prodotto classificato in CLASSE A in quanto
schermato alle interferenze elettromagnetiche.
Divisori di frequenza con n uscite 2 3 4 6 8
Frequenza di lavoro (MHz) 4-2400
Frequenza canale di ritorno (MHz) 5-65
Attenuazione IN-OUT da -3,2 dB a -17,0 dB
Disaccopiamento 4-470 MHz - 470-862 MHz - 950-2400 MHz
Prese TV-SAT a 2 connettori
Prese adatte per demiscelare i segnale TV e SAT (5-2400 MHz) direttamente sui connettori della
presa. Complete di degli adattatori orizzontali e verticali a tutte le serie civili presenti sul mercato.
ARTICOLO PPD 7 PPD 8/10 PPD 8/14 PPD 8/18 PPD 8/22
TV-SAT connettori IEC e F
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Frequenza lavoro MHz 4-2150 4-2150 4-2150 4-2150 4-2150
Attenuazione IN-OUT 4-470 MHz ; 470-862 MHz; 950-2400 MHz
Cavo Coassiale
Cavo TV-SAT, 6,8 mm PE nero
Conduttore interno (mm) (4) 1,0 Cu
Diametro dielettrico (mm) (2) 4,6,8
Lamina (5) Al / Pet
Maglia (6) Al Al Rame stagnato Rame stagnato Rame stagnato
Nº di fi li 4 x 166
Fattore di schematura (dB) (30-900 MHz) > 80
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5. SCHEDE TECNICHE PER L’ESECUZIONE DEGLI IMPIANTI
A completamento delle prescrizioni tecniche generali si riportano quelle di dettaglio per
alcune particolari lavorazione:
5.1. Distribuzione in cavidotto interrato
Per la distribuzione elettrica di condutture entro cavidotti interrati, dovranno essere rispettate
le seguenti prescrizioni:
•
dovranno essere utilizzati cavidotti in materiale plastico rigido, ad elevata resistenza allo
schiacciamento, conformi alle Norme CEI 23-29
•
la rete di cavidotti interrati dovrà fare capo ad appositi pozzetti ispezionabili con fondo
perdente di adeguate dimensioni, muniti di idonei chiusini carrabili (ove prescritto)
•
dovranno essere utilizzate esclusivamente condutture uni/multipolari con guaina, isolate
in gomma etilenpropilenica G7
•
le condutture interrate direttamente o posate in tubazioni protettive le quali non risultino
idonee per la protezione meccanica delle stesse, dovranno essere protette con apposita
lastra o tegolo, ed interrati ad una profondità di almeno 0,5 m
•
le derivazioni effettuate all’interno dei pozzetti, dovranno essere eseguite con idonei
materiali al fine di ripristinare l’isolamento dei cavi, utilizzando appositi metodi e materiali
come giunti a resina colata, nastrature autoagglomeranti e/o vernici isolanti, tubi isolati
termorestringenti, ecc.
•
qualora le connessioni avvenissero entro scatole di derivazione, queste dovranno
possedere un grado di protezione non inferiore ad IP-65, evitando fenomeni di condensa
all’interno delle stesse, utilizzando durante l’allacciamento con le tubazioni interrate, nei
punti di innesto, opportuni temponamenti a mezzo di idonei materiali quali polistirolo
espanso, resine particolari, ecc.. Le cassette di derivazione è consigliabile siano poste ad
almeno 20 cm dal suolo.
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5.2. Distribuzione in tubo sotto traccia
Per la distribuzione elettrica di condutture entro tubazioni protettive in opera sotto traccia,
dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni:
•
saranno utilizzate tubazioni protettive flessibili in PVC corrugato del tipo pesante conformi
alle Norme CEI 23-14;
•
il diametro interno dei tubi dovrà risultare uguale o superiore ad 1,3 volte il diametro del
cerchio circoscritto dal fascio dei conduttori posti all’interno degli stessi, in maniera tale
da permettere l’agevole infilaggio dei conduttori dopo la messa in opera delle tubazioni
•
saranno utilizzate tubazioni aventi diametro esterno non inferiore a 20 mm
•
il raggio di curvatura delle tubazioni dovrà essere tale da non danneggiare i conduttori
posti all’interno, adottando un raggio di curvatura pari a circa tre volte il diametro esterno
dei tubi stessi
•
le tubazioni installate a parete dovranno avere percorso orizzontale, verticale o parallelo
agli spigoli delle pareti, mentre per pose nel pavimento e/o nel soffitto il percorso potrà
essere qualsiasi
•
le condutture elettriche non dovranno essere installate in prossimità di servizi in grado di
produrre calore, fumi e/o vapori, a meno che non siano protette dagli eventuali effetti
dannosi.
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5.3. Distribuzione con tubo a vista
Per la distribuzione elettrica di condutture entro tubazioni protettive in opera in esterno,
dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni:
•
saranno utilizzate tubazioni protettive rigide in PVC pesante, di colorazione grigio chiaro,
conformi alle Norme CEI 23-8, la cui posa a parete e/o a soffitto sarà effettuata con
l’ausilio di opportuni supporti a scatto e/o a collare
•
il diametro interno dei tubi dovrà risultare uguale o superiore ad 1,3 volte il diametro del
cerchio circoscritto dal fascio dei conduttori posti all’interno degli stessi, in maniera tale
da permettere l’agevole infilaggio dei conduttori dopo la messa in opera delle tubazioni
•
saranno utilizzate tubazioni aventi diametro esterno non inferiore a 16 mm
•
il raggio di curvatura delle tubazioni dovrà essere tale da non danneggiare i conduttori
posti all’interno, adottando un raggio di curvatura pari a circa tre volte il diametro esterno
dei tubi stessi
•
le condutture elettriche non dovranno essere installate in prossimità di servizi in grado di
produrre calore, fumi e/o vapori, a meno che non siano protette dagli eventuali effetti
dannosi
•
i raccordi delle tubazioni protettive saranno effettuati a mezzo di appositi manicotti di
giunzione rigidi e/o flessibili, mentre l’ingresso delle stesse nelle scatole di derivazione
avverrà con l’ausilio di opportuni raccordi tubo/cassetta
•
le scatole di derivazione saranno dotate di coperchio con chiusura a vite e non dovranno
in nessun caso essere del tipo preforato
•
i raccordi tubo-tubo e tubo-scatola dovranno essere realizzati con l’ausilio di appositi
raccordi e manicotti atti a garantire un grado di protezione non inferiore a IP-55
•
per l’ingresso di cavi multipolari nelle scatole di derivazione si dovranno impiegare
appositi pressacavi
•
gli organi di comando e le prese dovranno essere alloggiate entro scatole portafrutti da
esterno, del tipo adatto a ricevere il collegamento con tubi a vista (pretranciate)
•
il numero di tubi ed il relativo diametro dovrà essere determinato in funzione del numero
di conduttori previsto, garantendo il rispetto dei coefficienti di riempimento.
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5.4. Distribuzione di canalizzazioni annegate nella pavimentazione
Per la distribuzione elettrica di condutture entro canalizzazioni protettive annegate nella
pavimentazione, dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni:
•
•
saranno utilizzate per lo scopo idonee canalizzazioni realizzate con tubazioni protettive in
PVC di forma circolare e/o rettangolare
i vari componenti costituenti le canalizzazioni annegate sotto pavimento, dovranno far
parte di un sistema di canali pienamente conforme con le vigenti normative, corredato
dell’omologazione dell’Istituto Italiano del Marchio di Qualità (IMQ)
•
nella posa in opera della canalizzazione dovranno essere impiegati tutti gli accessori che
il costruttore ha previsto in catalogo
•
qualora l’impianto di canalizzazione venisse realizzato con diverse tipologie dimensionali,
i passaggi tra i diversi tipi saranno realizzati mediante l’ausilio di appositi raccordi e
riduzioni
•
nella posa in opera delle condutture si dovrà tenere conto della sezione occupata dalle
stesse all’interno delle canalizzazioni, in maniera tale da non superare il 50% della
sezione utile del canale stesso
•
dovranno inoltre essere rispettati i raggi minimi di curvatura (in genera 10 volte il
diametro del cavo)
•
per la distribuzione della tensione di rete alle postazioni di lavoro, saranno utilizzate
apposite scatole affioranti sul pavimento, idonee per l’accoppiamento con torrette a
pavimento utilizzate per l’alloggiamento delle prese di forza motrice
•
le connessioni e le derivazioni delle condutture saranno effettuate entro scatole di
derivazione (saldamente fissate alle strutture – canali metallici e/o muratura), le quali
dovranno possedere un grado di protezione non inferiore ad IP-52
•
se uno stesso canale viene utilizzato per cavi di energia e cavi di segnale, dovranno
essere utilizzati appositi setti separatori, in modo da evitare la coesistenza di circuiti
appartenenti ad impianti diversificati
•
le condutture elettriche non dovranno essere installate inprossimità di servizi in grado di
produrre calore, fumi e/o vapori, a meno che non siano protette dagli eventuali effetti
dannosi.
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5.5. Distribuzione in canalizzazioni in opera sotto pavimentazioni flottanti
Per la distribuzione elettrica di condutture entro canalizzazioni protettive posate in opera
sotto pavimenti flottanti, dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni:
•
saranno utilizzate per lo scopo idonee canalizzazioni portacavi in PVC e/o passerelle
perforate
•
i vari componenti costituenti le canalizzazioni sotto pavimento, dovranno far parte di un
sistema di canali pienamente conformi con le vigenti normative, corredato
dell’omologazione dell’Istituto Italiano del Marchio di Qualità (IMQ)
•
nella posa in opera della canalizzazione dovranno essere impiegati tutti gli accessori che
il costruttore ha previsto in catalogo
•
qualora l’impianto di canalizzazione venisse realizzato con diverse tipologie dimensionali,
i passaggi tra i diversi tipi saranno realizzati mediante l’ausilio di appositi raccordi e
riduzioni
•
le condutture da utilizzare all’interno dei canali saranno del tipo con o senza guaina,
mentre all’interno delle passerelle non sono ammesse condutture senza guaina
•
nella posa in opera delle condutture si dovrà tenere conto della sezione occupata dalle
stesse all’interno delle canalizzazioni, in maniera tale da non superare il 50% della
sezione utile del canale stesso
•
dovranno inoltre essere rispettati i raggi minimi di curvatura (in genere 10 volte il
diametro del cavo)
•
se uno stesso canale viene utilizzato per cavi di energia e cavi di segnale, dovranno
essere utilizzati appositi setti separatori, in modo da evitare la coesistenza di circuiti
appartenenti ad impianti diversificati
•
per la distribuzione della tensione di rete alle postazioni di lavoro, saranno utilizzate
apposite torrette a pavimento predisposte per l’alloggiamento delle prese di forza motrice
•
le connessioni e le derivazioni delle condutture saranno effettuate entro scatole di
derivazione saldamente fissate alle strutture (canali metallici e/o muratura)
•
le torrette a pavimento e/o le scatole affioranti dal pavimento (prese a scomparsa
installate sotto appositi sportelli apribili), dovranno possedere un grado di protezione non
inferiore ad IP-52, se installate in ambienti dove si prevede una pulitura della
pavimentazione a mezzo di spargimento di liquidi, mentre in caso contrario il grado di
protezione dovrà risultare non inferiore ad IP-4X
•
gli sportelli apribili montati sulla pavimentazione galleggiante, dove per la pulizia non si
prevede spargimento di liquidi, qualora l’asse di inserzione delle prese a spina installate
sotto gli stessi, risultasse orizzontale o prossimo all’orizzontale, dovranno possedere sul
contorno del coperchio un grado di protezione non inferiore ad IP-4X, ad eccezione del
passaggio per l’entrata dei cavi, per il quale è ammesso un grado di protezione IP-2X
•
per quanto concerne gli sportelli apribili montati sulla pavimentazione galleggiante dove
per la pulizia non si prevedono spargimenti di liquidi, qualora l’asse di inserzione delle
prese a spina installate sotto gli stessi, risultasse verticale o prossimo alla verticale, il
coperchio ed il passaggio per l’entrata dei cavi, dovranno possedere un grado di
protezione non inferiore ad IP-5X
•
per la distribuzione della tensione di rete è ammessa l’installazione sotto pavimento
flottante, di appositi condotti sbarra prefabbricati, con grado di protezione non inferiore ad
IP-52
•
i componenti elettrici non dovranno costituire pericolo di innesco e/o di propagazione di
un eventuale incendio per i materiali adiacenti
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•
le condutture elettriche non dovranno essere installate in prossimità di servizi in grado di
produrre calore, fumi e/o vapori, a meno che non siano protette dagli eventuali effetti
dannosi.
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5.6. Distribuzione in canalizzazioni in opera entro controsoffittature
Per la distribuzione elettrica di condutture entro canalizzazioni protettive posate in opera
nelle controsoffittature, dovranno essere rispettatele seguenti prescrizioni:
•
le condutture elettriche potranno essere installate nella controsoffittatura, entro idonee
tubazioni, canali e/o passerelle portacavi, oppure potranno essere direttamente fissate
sulle pareti o a soffitto
•
la posa di cavi con guaina appoggiati direttamente sul controsoffitto è ammessa a
condizione che non vi sia alcuna possibilità si ancoraggio dei cavi alle strutture in
muratura (tale tipo di posa è limitata, ai soli collegamenti degli apparecchi illuminanti). In
ogni caso occorre verificare che il controsoffitto stesso ne regga il peso.
•
nella posa in opera delle condutture si dovrà tenere conto della sezione occupata dalle
stesse all’interno delle canalizzazioni, in maniera tale da non superare il 50% della
sezione utile del canale stesso
•
dovranno inoltre essere rispettati i raggi minimi di curvatura (in genere 10 volte il
diametro del cavo)
•
se uno stesso canale viene utilizzato per cavi di energia e cavi di segnale, dovranno
essere utilizzati appositi setti separatori, in modo da evitare la coesistenza di circuiti
appartenenti ad impianti diversificati
•
le connessioni e le derivazioni dovranno essere eseguite entro apposite scatole aventi
grado di protezione minimo IPXXB, saldamente fissate alle strutture (canali, passerelle
e/o muratura)
•
all’interno delle passerelle sono ammessi soltanto cavi muniti di guaina
•
i controsoffitti metallici non necessitano di collegamento a terra ai fini della protezione
contro i contatti indiretti, se gli apparecchi di illuminazione utilizzati sono a doppio
isolamento (classe II), oppure sono di classe I dotati di apposito morsetto per la
connessione del conduttore di protezione PE
•
il collegamento a terra della controsoffittatura metallica è necessario qualora vengano
installati corpi illuminanti con involucro isolante NON di classe II.
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5.7. Distribuzione e componenti elettrici all’interno di mobili
Per la realizzazione di impianti elettrici all’interno di mobili, dovranno essere rispettate le
seguenti prescrizioni:
•
gli impianti elettrici all’interno dei mobili dovranno essere conformi alle prescrizioni di cui
alle Norme CEI 64-11
•
tali prescrizioni si applicano ai mobili per ufficio, a pannelli scorrevoli, a tramezzi o pareti
attrezzate non facenti parte della struttura edilizia, ai banchi attrezzati e sportelli box,
nonché ad arredi vari all’interno dei quali siano installati componenti elettrici ed
apparecchi utilizzatori quali condutture, prese a spina, interruttori, apparecchi illuminanti,
ecc.
•
le apparecchiature elettriche dovranno essere del tipo idoneo per installazioni del genere
•
le prese a spina dovranno essere del tipo fisso, preferibilmente contenute in apposite
scatole
•
le prese a spina installate in modo che l’asse di inserzione formi un angolo maggiore di
30° (verso l’alto) rispetto all’asse orizzontale, dovranno possedere un coperchietto
addizionale di chiusura il quale assicuri un grado di protezione non inferiore ad IP-4X
•
i cavi dovranno essere del tipo non propagante l’incendio (Norme CEI 20-22 Cap. II) ed
installati in modo da non essere danneggiati da spigoli vivi e/o da parti soggette a
movimento (possono essere utilizzati appositi manicotti di protezione)
•
la piegatura dei cavi sarà effettuata con adeguati raggi di curvatura, i quali dovranno
risultare non inferiori a quelli minimi indicati nelle tabelle CEI-UNEL relative a ciascun tipo
di cavo
•
le giunzioni e le derivazioni dovranno essere effettuate entro scatole di derivazione con
l’ausilio di appositi morsetti (non sono ammesse giunzioni eseguite a mezzo di semplice
nastratura, attorcigliamento e/o saldatura).
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5.8. Connessioni Scatole di derivazione e connessioni
Le scatole di derivazione e/o transito da utilizzarsi saranno del tipo con coperchi muniti di
serraggio a vite, apribili a mezzo di chiave e/o attrezzo
È buona regola che le giunzioni ed i conduttori presenti all’interno delle scatole, non
occupino più del 50% del volume interno, attestando le tubazioni all’ingresso e/o all’uscita
delle stesse in modo tale da evitare eccessivi intrecci dei cavi
Le giunzioni e/o le derivazioni dovranno essere eseguite con appositi dispositivi di
connessione (morsetti e/o cappellotti a vite), senza ridurre la sezione dei conduttori, ed
inoltre senza lasciare parti conduttrici scoperte (grado di protezione IP-XXB)
Sono vietate le derivazioni e le giunzioni eseguite a mezzo di semplice nastratura e/o
attorcigliamento, mentre sono fortemente sconsigliate quelle all’interno delle scatole portafrutti e/o porta-apparecchi.
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5.9. Prove di verifica per collaudo impianti
I seguenti parametri funzionali saranno soggetti a verifica e/o prova strumentale:
•
caduta di tensione sulle reti di distribuzione F.M. Normale, Illuminazione,
Condizionamento, F.M. Stabilizzata e F.M. Privilegiata
•
equilibratura dei carichi
•
coefficienti di carico dei singoli circuiti (rapporto Ib/In – Ib/Iz)
•
autonomia dei gruppi di continuità
•
illuminamento di esercizio
•
illuminamento fornito dall’impianto di illuminazione di sicurezza
•
autonomia dell’impianto di illuminazione di sicurezza.
La fornitura delle attrezzature, delle strumentazioni e del personale per l’esecuzione delle
predette verifiche è a carico dell’Impresa.
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Indice
1
DESCRIZIONE DELLE LAVORAZIONI .....................................................................................3
1.1
1.2
1.3
1.4
1.5
1.6
1.7
1.8
1.9
1.10
1.11
1.12
1.13
1.14
2
OGGETTO DELL’APPALTO E DESCRIZIONE SOMMARIA DELL’INTERVENTO ...................................3
ELENCO E DESCRIZIONE DELLE OPERE .........................................................................................3
ELENCO DEGLI ELABORATI GRAFICI/DESCRITTIVI ........................................................................4
OPERE E FORNITURE ESCLUSE DALL’APPALTO.............................................................................4
ONERI A CARICO DELL’APPALTATORE .........................................................................................4
PROCEDURE OPERATIVE, IMPIANTO DI CANTIERE ED ONERI RELATIVI .........................................5
INDAGINI PRELIMINARI ALLE OPERE ............................................................................................5
CARATTERISTICHE DI ESECUZIONE E QUALITÀ ............................................................................5
PROGETTAZIONE ESECUTIVA PARTICOLAREGGIATA DI DETTAGLIO E PROGETTO COSTRUTTIVO ..6
DENUNCE, RELAZIONI, ECC..........................................................................................................6
DOCUMENTI DA PRODURRE A FINE LAVORI .................................................................................6
COLLAUDI ...................................................................................................................................6
ASSISTENZA TECNICA E ISTRUZIONE PERSONALE ........................................................................7
CERTIFICAZIONI ..........................................................................................................................7
PRESCRIZIONI TECNICHE ..........................................................................................................8
2.1
2.2
2.3
2.4
2.5
2.6
2.7
DESCRIZIONE GENERALE DEL COMPLESSO EDILIZIO ....................................................................8
VINCOLI ED ESIGENZE PROGETTUALI/REALIZZATIVE DI CARATTERE GENERALE ..........................8
TEMPI DI ESECUZIONE .................................................................................................................8
MANUTENIBILITÀ E GESTIONE .....................................................................................................8
AFFIDABILITÀ DEGLI IMPIANTI ....................................................................................................9
ASPETTI RELATIVI ALLA PREVENZIONE INCENDI .........................................................................9
SEGNALAZIONE ALLARME E CARTELLONISTICA ..........................................................................9
3
DESCRIZIONE DELLE OPERE PER IMPIANTI DI RIVELAZIONE, SEGNALAZIONE
INCENDI – MODALITA’ DI ESECUZIONE.............................................................................................10
3.1
3.2
3.3
3.4
3.5
3.6
3.7
3.8
3.9
3.10
3.11
3.12
3.13
3.14
3.15
3.16
3.17
3.18
3.19
3.20
3.21
3.22
3.23
3.24
3.25
3.26
3.27
3.28
3.29
3.30
3.31
GENERALITÀ .............................................................................................................................10
NORME DI RIFERIMENTO ............................................................................................................10
ACCESSIBILITÀ DEI COMPONENTI ..............................................................................................11
CONDIZIONI DI INSTALLAZIONE .................................................................................................11
VERIFICHE INIZIALI ...................................................................................................................11
CONDIZIONI PER LA MANUTENZIONE .........................................................................................11
COMPATIBILITÀ ELETTROMAGNETICA .......................................................................................11
PREVENZIONE INCENDI PASSIVA ................................................................................................12
COMPOSIZIONE GENERALE E TIPOLOGIE IMPIANTISTICHE ..........................................................12
PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO..................................................................................................12
CENTRALE DI CONTROLLO (MASTER) ........................................................................................13
CENTRALE DI RIVELAZIONE E SEGNALAZIONE INCENDI .............................................................14
FUNZIONAMENTO CENTRALE MASTER ......................................................................................14
CONDIZIONI DI NORMALITÀ .......................................................................................................15
CONDIZIONI DI ALLARME INCENDIO ..........................................................................................15
CARATTERISTICHE HARDWARE .................................................................................................16
SCHEDA DI CIRCUITO .................................................................................................................16
SCHEDA DI COMUNICAZIONE E VISUALIZZAZIONE .....................................................................17
SCHEDA DI CONTROLLO .............................................................................................................17
MODULI DI MONITORAGGIO.......................................................................................................18
MODULI DI COMANDO ...............................................................................................................18
MODULI ISOLATORI GUASTI.......................................................................................................18
DISPLAY REMOTI E PANNELLI DI RIPETIZIONE ............................................................................18
DISTRIBUZIONE DEI RIVELATORI D'INCENDIO ............................................................................19
SENSORI .....................................................................................................................................19
TIPOLOGIA DEI SENSORI ............................................................................................................19
PUNTI DI SEGNALAZIONE MANUALI ...........................................................................................20
AVVISATORI ACUSTICI E LUMINOSI D’ALLARME ........................................................................20
ALIMENTAZIONE DEL SISTEMA ..................................................................................................20
LINEE DI COLLEGAMENTO COMPONENTI IN CAMPO ...................................................................21
ETICHETTATURA DEI CAVI .........................................................................................................22
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Riqualificazione edilizia di Via Montebello n. 3 – Capitolato tecnico
pag. 1
Università Degli Studi Di Torino
3.32
3.33
3.34
3.35
3.36
3.37
3.38
TIPOLOGIA CAVI ........................................................................................................................22
RETE IDRICA ANTINCENDIO .......................................................................................................22
TUBAZIONI IN ACCIAIO ZINCATO ...............................................................................................22
PRESCRIZIONI PER IL MONTAGGIO .............................................................................................22
COMPLESSO (NASPO) IDRANTE UNI 45 .....................................................................................23
GRUPPO ATTACCO MOTOPOMPA VV.FF. ...................................................................................23
DOCUMENTI RELATIVI AGLI IMPIANTI DA PRODURRE A FINE LAVORI .........................................23
4
DESCRIZIONE DELLE OPERE PER IMPIANTI VIDEOCITOFONICI E TVCC –
MODALITA’ DI ESECUZIONE..................................................................................................................24
4.1
4.2
4.3
4.4
DESCRIZIONE GENERALE ...........................................................................................................24
IMPIANTO VIDEOCITOFONICO ....................................................................................................24
IMPIANTO TVCC ........................................................................................................................24
DOCUMENTI RELATIVI AGLI IMPIANTI DA PRODURRE A FINE LAVORI .........................................25
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pag. 2
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1
1.1
DESCRIZIONE DELLE LAVORAZIONI
Oggetto dell’appalto e descrizione sommaria dell’intervento
L'appalto prevede tutte le opere necessarie per la realizzazione degli impianti di:
rivelazione e segnalazione incendi, spegnimento incendi, antintrusione, rete idranti del
complesso edilizio:
Progetto di riqualificazione edilizia dell’edificio
denominato “Palazzo degli Stemmi”
Residenze per Studenti universitari
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per come indicato nei documenti progettuali.
Per quanto ovvio, si precisa che sono facenti parte dell'appalto le opere accessorie
(demolizioni, assistenze edili, di rifinitura, ecc.) necessarie per la corretta realizzazione
delle opere impiantistiche in oggetto.
Si richiama l’attenzione che le descrizioni di seguito riportate, per quanto dettagliate,
individuano caratteristiche principali delle categorie di opere da realizzare. Tutte le opere,
comunque, dovranno essere rese complete e finite in ogni loro parte, senza eccezione
alcuna, ed atte allo scopo a cui sono destinate, anche se la loro descrizione o gli oneri di
esecuzione risultassero carenti.
1.2
Elenco e descrizione delle opere
Il lavori consisteranno nelle seguenti opere da realizzare nel complesso edilizio:
•
Allestimento del cantiere unitamente agli approntamenti ad esso necessari (locali per
uffici, per ricovero materiali, ponteggi, servizi igienici, ecc.)
Opere edili per assistenza
•
Strutture statiche di sostegno
•
Opere edili di supporto per allestimenti interni dei locali (esecuzione di tracce, chiusura
di tracce, esecuzione di fori, ecc.)
•
Opere varie di finitura (intonaci, tinteggiature, ecc..)
•
Opere edili, assistenze murarie ed opere varie (demolizioni, scavi, ripristini, rifiniture,
ecc.) necessarie per la corretta realizzazione delle opere impiantistiche
Sistema di rivelazione e segnalazione incendi
•
F.O. di centrale di rivelazione incendi del tipo analogico
•
F.O. di rivelatori di fumo analogico di tipo fotoottico
•
F.O. di pulsanti di allarme manuali analogici a riarmo manuale
•
F.O. dei sistemi ottico-acustico (badenie) di allarme
Rete idrica antincendio
•
F.O. della rete di tubazioni UNI 45
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pag. 3
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•
•
•
F.O. cassette UNI 45 complete di rubinetto UNI 45, manichetta in Nylon 45 mm 20 e
lancia a tre effetti
F.O. attacco autopompa
F.O. idranti UNI 70 completo
Predisposizione impiatoi antintrusione
•
F.O. di rete canalizzazioni-tubazioni per impianto antintrusione secondo specifiche del
capitolato impianto elettrico
Impianto videocitofonico e impianti TVcc
•
F.O. di impianto videocitofonico ingresso principale
•
F.O. sistema TVcc compreso telecamere, monitor, selettore ciclico
Assistenze e varie
•
Allestimenti di cantiere
•
Smantellamenti impianti esistenti
•
Assistenza edile di supporto alle realizzazioni impiantistiche
•
Assistenza tecnica per collaudo, messa in servizio ed istruzione personale
La descrizione puntuale delle opere e le caratteristiche tecniche dei componenti è riportata
nei paragrafi successivi.
1.3
Elenco degli elaborati grafici/descrittivi
La documentazione è così composta:
documentazione descrittiva
Il presente capitolato tecnico
•
Schede tecniche componenti (allegato alle specifiche)
•
elenco prezzi unitari
•
documentazione grafica
come da elenco tavole riportato in allegato
•
1.4
Opere e forniture escluse dall’appalto
Sono escluse dall’appalto tutte le opere non espressamente richiamate nei documenti
contrattuali.
1.5
Oneri a carico dell’appaltatore
I seguenti oneri sono da considerarsi a carico dell'Appaltatore:
•
•
assistenza muraria e opere varie connesse con la realizzazione delle opere a carattere
impiantistico;
prove, tarature e messa a punto degli impianti dall'entrata in funzione fino al collaudo
favorevole, compresa la strumentazione ed attrezzature necessarie;
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•
•
•
•
•
1.6
relazioni particolareggiate illustrative degli impianti e delle apparecchiature installate,
specificandone le particolarità tecniche di montaggio e manutenzione;
fornitura dei manuali di istruzione/manutenzione necessari per la corretta
gestione/manutenzione di tutti gli impianti installati
fornitura e installazione dei cartelli monitori e di tutte le targhette prescrittive o anche
soltanto utili per facilitare l'esercizio, l'ispezione sugli impianti
fornitura e installazione di tutti i cartelli relativi alla prevenzione incendi
eventuali modifiche di tracciato di tubazioni tecnologiche esistenti e relativi oneri
connessi
Procedure operative, impianto di cantiere ed oneri relativi
Tutti i lavori dovranno essere svolti all’interno dell’area di intervento. L’Appaltatore per la
realizzazione delle opere potrà esclusivamente usufruire (anche per le attività di
magazzino, cantiere, ecc.) delle sole zone oggetto dell’intervento.. L’Appaltatore, con la
stipula del contratto e con la successiva consegna, assume la responsabilità totale del
corretto mantenimento dello stato in cui viene consegnata l’area di cantiere e oggetto dei
lavori.
In particolare si segnalano gli oneri relativi alla custodia e al mantenimento ottimale di
tutte le opere, interne ed esterne, esistenti anche se non interessate dal presente appalto.
L’area di cantiere dovrà essere preventivamente concordata con il Committente.
Infine si prescrive che tutte le aree di cantiere, sia interne sia esterne, siano accuratamente
compartimentate e segnalate rispetto alle aree operative del fabbricato e comunque tali da
impedirne l’accesso a persone estranee.
1.7
Indagini preliminari alle opere
Prima dell'inizio delle varie lavorazione l'Appaltatore, dovrà effettuare un'accurata
indagine conoscitiva dei luoghi oggetto dei lavori, individuando e valutando correttamente
eventuali difficoltà realizzative. La Direzione Lavori potrà in ogni modo richiedere
all'Appaltatore che, prima di dare inizio a particolari tipi di lavorazioni, siano effettuate
prove ed accertamenti (a carico dell'Appaltatore) per consentire una più corretta analisi
dell'intervento.
1.8
Caratteristiche di esecuzione e qualità
La D.L., prima di dare inizio a particolari tipi di lavorazione, potrà comunque richiedere,
l’effettuazione di prove ed accertamenti (a carico dell’Appaltatore) per consentire una
corretta analisi e successiva esecuzione dell’intervento.
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1.9
Progettazione esecutiva particolareggiata di dettaglio e progetto costruttivo
In ottemperanza a quanto stabilito dalle leggi e norme vigenti, nel rispetto delle indicazioni
progettuali fornite dal Committente, prima della consegna dei lavori, l'Appaltatore avrà
l'onere di integrare e/o aggiornare, per quanto necessario, il progetto fornito dal
Committente, per tutti gli impianti oggetto di appalto, sino ad un livello di dettaglio (tavole
grafiche, calcoli di dimensionamento, particolari di installazione, schede materiali, ecc.)
ritenuto esaustivo da parte del Committente e con la puntuale e specifica indicazione delle
principali caratteristiche delle varie parti degli impianti.
Prima della realizzazione delle singole opere, l'Appaltatore dovrà sottoporre
all'approvazione della D.L. il progetto costruttivo di ogni opera. Tale progetto dovrà
rispettare puntualmente il progetto e integrarlo con tutti i particolari necessari per
un'esaustiva analisi delle opere così come saranno realizzate.
1.10 Denunce, relazioni, ecc.
Sono a carico dell'Appaltatore, per la consegna agli enti preposti, la redazione di tutte le
denunce e certificazioni relative agli impianti realizzati.
1.11 Documenti da produrre a fine lavori
Prima del collaudo definitivo ed in funzione del medesimo, l'Appaltatore dovrà consegnare
gli elaborati relativi al progetto “as-built”
In particolare dovranno essere forniti:
•
•
•
•
•
•
schemi funzionali, distributivi e descrittivi di tutti gli impianti
tavole relative alle dislocazione delle apparecchiature e percorso cavi
schemi a blocchi dei collegamenti completi delle indicazioni relative alle condutture
(tipo, sezione, lunghezza) di collegamento
schema della rete di distribuzione
schemi della rete di canalizzazioni
certificazioni ed omologazioni di componenti, manufatti e impianti
Le caratteristiche cui dovranno rispondere tutti gli elaborati sono le seguenti:
•
•
•
•
aggiornamento a fine lavori ed in forma "as built"
redazione delle tavole grafiche su carta riproducibile ed in formato unificato
memorizzazione di tutti gli elaborati su floppy-disk
rispondenza delle simbologie e delle notazioni grafiche CEI ed UNI
1.12 Collaudi
Il collaudo dovrà accertare che le forniture e le opere siano perfettamente rispondenti a
quanto richiesto dal presente capitolato, tenuto ovviamente conto delle eventuali varianti
regolarmente approvate.
In particolare saranno controllati:
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•
•
•
la corrispondenza fra i materiali impiegati e messi in opera ed i campioni anzitempo
sottoposti ad approvazione.
la corrispondenza fra gli impianti eseguiti e gli schemi approvati
l'accuratezza dell'esecuzione e la finizione delle opere realizzate;
Il Collaudo favorevole non solleva l'Assuntore dalla garanzia del perfetto funzionamento
dell'impianto per l'anno del collaudo stesso. L'Assuntore ha l'onere di riparare
"gratuitamente" tutti i guasti dipendenti da errori di montaggio o esecuzione e di sostituire
"gratuitamente" i materiali soggetti ad usura e consumo di sua fornitura che risultassero
inadatti o difettosi.
Ovviamente l'Assuntore è anche tenuto a compiere "gratuitamente" quelle modifiche o
completamenti dipendenti dall'inosservanza delle norme vigenti.
I disegni di progetto e la documentazione a corredo nonché le disposizioni che la Direzione
dei Lavori fornirà in corso d'esecuzione dell'impianto non esonerano la ditta Assuntrice
dall'assumere ogni responsabilità sulla rispondenza dell'impianto alle norme e prescrizioni.
A richiesta del Committente, la ditta Assuntrice è tenuta a mettere a disposizione normali
apparecchiature e strumenti adatti per effettuare le verifiche sia provvisorie che di
collaudo, senza per ciò accampare diritti a maggiori compensi. La ditta si assume altresì
l'onere dell'assistenza al collaudo.
1.13 Assistenza tecnica e istruzione personale
La documentazione “as built” di cui sopra dovrà essere accompagnata da schede tecniche,
manuali, libretti di manutenzione e di tutti i documenti informativi forniti dai costruttori
delle apparecchiature per il regolare mantenimento in esercizio.
Deve intendersi a carico dell'Appaltatore e compreso nel prezzo l'assistenza l'istruzione del
personale individuato dal Committente, per un periodo di almeno sei mesi dalla fine dei
lavori, affinché questo sia in grado di svolgere correttamente la conduzione, la gestione e la
manutenzione degli impianti realizzati.
1.14 Certificazioni
Al termine dei lavori la Ditta dovrà produrre i documenti di certificazione (quando
richiesto) attestante che gli l'impianti sono stati eseguiti nel completo rispetto della
normativa vigente ed i particolare delle norme C.E.I., UNI e della legge 46/90.
La certificazione dovrà essere rilasciata da un tecnico abilitato responsabile per la Ditta e
dovrà essere controfirmata dal responsabile della Ditta. Qualora il responsabile della Ditta
abbia anche qualificazione tecnica, nel senso definito dalle vigenti norme e regolamenti, la
certificazione potrà essere firmata dal solo responsabile. La ditta dovrà anche provvedere a
tutte le denuncie e certificazioni richieste da altri organi di legge competenti in materia.
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2
2.1
PRESCRIZIONI TECNICHE
Descrizione generale del complesso edilizio
Nel seguito vengono riportate le principali caratteristiche del complesso edilizio.
2.2
Vincoli ed esigenze progettuali/realizzative di carattere generale
Il presente progetto è stato sviluppato sulla base di alcuni vincoli ed esigenze specifiche.
Per una esaustiva comprensione del progetto e delle necessità del Committente da
soddisfare in fase progetto e realizzazione delle opere, nel seguito sono illustrate con il solo
scopo di fornire all’Appaltatore una informazione esauriente circa gli obiettivi che il
Committente intende raggiungere, conseguentemente che permetta all’Appaltatore di
valutare con sufficiente precisione gli oneri di appalto, specie per quanto attiene alla
stesura del piano di qualità di costruzione e di installazione.
2.3
Tempi di esecuzione
Le tempistiche di realizzazione dovranno essere quelle indicate nel Capitolato Speciale di
Appalto. In ogni caso l’inizio dei lavori sarà vincolato all’approvazione da parte del
Committente del progetto di dettaglio esecutivo/particolareggiato redatto dall’Assuntore
dell’appalto. Le tempistiche delle singole lavorazioni dovranno essere definite nel rispetto
di un cronoprogramma generale e coordinate con altri interventi che si eseguiranno
contemporaneamente. In ogni caso, l’Appaltatore nel predisporre detto cronopropramma
dovrà ben tenere in conto i lavori dovranno essere eseguite senza interruzione delle normali
attività che si svolgono all’interno dell’edificio.
2.4
Manutenibilità e gestione
Una caratteristica fondamentale richiesta alla realizzazione delle opere è costituita dalla
necessità di garantire, ad ogni livello, una facile manutenzione, ispezione ed attuazione
delle verifiche periodiche. Per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato le soluzioni
impiantistiche dovranno garantire il necessario grado di flessibilità e modularità per
adattarsi, di volta in volta, al reale utilizzo delle varie aree operative.
Al fine di rendere agevoli e tempestivi gli interventi di manutenzione, riparazione e/o
integrazione, la realizzazione degli impianti sarà basata sull’utilizzo di materiali,
apparecchiature, componenti di tipo “standard” e quindi facilmente disponibili sul mercato.
Le operazioni di manutenzione e gestione degli impianti dovranno essere agevoli e
semplici e improntate alla massima semplicità di funzionamento e facilità di gestione.
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2.5
Affidabilità degli impianti
La realizzazione di tutti gli impianti dovrà garantire prestazioni altamente affidabili.
L’affidabilità dovrà essere assicurata, oltre che nelle condizioni d’emergenza, anche
durante le operazioni di modifica e/o manutenzione degli impianti stessi (anche quelli
esistenti). Per quanto riguarda la distribuzione elettrica è prevista un’alimentazione di
riserva generata da un Gruppo elettrogeno. Particolare attenzione dovrà essere posta
nell’intervento “selettivo” delle protezioni, le tarature dovranno essere tali che un’anomalia
su un singolo circuito non si ripercuota a livello generale.
2.6
Aspetti relativi alla prevenzione incendi
Il fabbricato e le relative dotazioni impiantistiche dovranno essere in regola con la
normativa vigente per la prevenzione incendi. L’appaltatore ha l’obbligo di apprestare tutta
la documentazione per i certificati, omologazioni e relativi allegati richiesti.
2.7
Segnalazione allarme e cartellonistica
Tutti i locali e gli impianti dovranno essere dotati di idonea e particolareggiata segnaletica,
sia quella atta a fornire indicazioni d’emergenza e/o di rischi specifici sia quella per il
corretto utilizzo delle apparecchiature e degli impianti (compresi i messaggi monitori
ecc..).
Per l’evacuazione dell’edificio in caso d’emergenza dovranno essere predisposti idonei
cartelli e segnalazioni ottico-acustiche.
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3
DESCRIZIONE DELLE OPERE PER IMPIANTI DI RIVELAZIONE,
SEGNALAZIONE INCENDI – MODALITA’ DI ESECUZIONE
3.1
Generalità
L'appalto prevede tutte le opere necessarie per la realizzazione degli impianti elettrici nei
locali indicati nelle tavole progettuali. Sono altresì incluse le opere accessorie di assistenza
per rendere completamente funzionanti gli impianti.
3.2
Norme di riferimento
L’appalto è soggetto alla scrupolosa osservanza di tutte le leggi, decreti, regolamenti o
disposizioni ministeriali vigenti o che verranno emanate durante il corso dei lavori,
comunque attinenti l’esecuzione dell’appalto, fra i quali:
•
•
•
prescrizioni degli Enti preposti al controllo degli impianti nella zona in cui si
eseguiranno i lavori (Ispettorato del Lavoro, VV.FF., ASL, ISPESL, ARPA)
disposizioni dell’Ente fornitore dell’energia elettrica
disposizioni della società telefonica
In particolare si citano i principali riferimenti legislativi cui devono sottostare la
progettazione e l’installazione degli impianti:
UNI 9795
UNI EN 54/1
UNI EN 54/5
UNI EN 54/6
UNI EN 54/7
UNI EN 54/8
UNI EN 54/9
CEI 30-26
CEI 68-8
CEI 79-2
Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione manuale d’incendio
Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d’incendio – Introduzione
Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d’incendio – Rivelatori di calore – Rivelatori puntiformi
con un elemento statico
Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d’incendio – Rivelatori di calore – Rivelatori velocimetri
di tipo puntiforme senza elemento statico
Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d’incendio – Rivelatori puntiformi di fumo – Rivelatori
funzionanti secondo il principio della diffusione della luce, della trasmissione della luce o della ionizzazione
Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d’incendio – Rivelatori di calore a soglia di temperatura
elevata
Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d’incendio – Prove di sensibilità su focolari tipo
Prova di resistenza al fuoco dei cavi elettrici
Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 100° V in corrente alternata e a 1500 V in
corrente continua
Impianti antieffrazione, antintrusione, antifurto e antiaggressione – Norme particolari per le apparecchiature
Tutte le apparecchiature dovranno essere provviste del Marchio Italiano di Qualità (IMQ),
dotati di marcatura CE e conformi alla normativa sulla compatibilità elettromagnetica.
Gli impianti dovranno essere eseguiti secondo le norme CEI applicabili al caso specifico.
L’appaltatore dovrà inoltre considerare, nell’esecuzione degli impianti, la normativa
italiana di standardizzazione e buona costruzione emessa dall’UNI e, dove questa risulti
mancante, le normative ufficiali della CEE.
Ove applicabile si dovrà ottemperare alle disposizioni di legge in materia di eliminazione
delle barriere architettoniche (D.M. 236 del 14 Giugno 1989).
Tutte le eventuali modifiche o aggiunte che dovessero essere apportate agli impianti per
ottemperare alle prescrizioni sopracitate, o comunque per rendere gli impianti stessi
conformi alle normative vigenti, saranno completamente a dell’Assuntore dei lavori che al
riguardo non potrà avanzare alcuna pretesa d’indennizzo o di maggior compenso.
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E’ altresì a carico della Ditta l’espletamento, per conto del Committente, presso gli enti di
verifica e controllo degli impianti a termini di normativa, di tutte le pratiche relative a
denunce, verifiche e collaudi necessari per la normale messa in esercizio degli impianti.
3.3
Accessibilità dei componenti
I componenti dovranno essere installati in modo da:
•
•
3.4
lasciare uno spazio sufficiente per l'installazione iniziale e la successiva sostituzione
dei singoli componenti elettrici
permettere l'accessibilità, mediante l'uso di apposito attrezzo, a personale
specializzato per ragioni di funzionamento, verifica, manutenzione o riparazione
Condizioni di installazione
I componenti dovranno essere scelti tenendo conto delle sollecitazioni e delle condizioni
ambientali specifiche del luogo nel quale essi saranno installati e alle quali essi possano
essere sottoposti
3.5
Verifiche iniziali
Gli impianti dovranno essere verificati da un tecnico qualificato prima della loro messa in
servizio allo scopo di assicurare che siano stati realizzati in accordo con le norme CEI e le
specifiche contrattuali.
3.6
Condizioni per la manutenzione
Nella realizzazione delle opere si dovrà tenere conto delle condizioni sufficienti per
garantire la necessaria manutenzione, per la durata prevista dell'impianto, ossia che:
•
•
•
3.7
possano essere compiute facilmente in sicurezza tutte le verifiche periodiche, le prove e
le operazioni di manutenzione e riparazione
sia assicurata l'efficacia delle misure di protezione richieste per la sicurezza
sia adeguata l'affidabilità dei componenti elettrici che permetta un corretto
funzionamento dell'impianto
Compatibilità elettromagnetica
Tutti gli impianti e le apparecchiature costituenti gli stessi, dovranno essere dimensionati e
scelti con caratteristiche tali da ridurre al minimo i fenomeni di disturbo elettromagnetico
verso le apparecchiature di elaborazione dati e verso le reti di trasmissione dati e/o
telematiche
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Tali accorgimenti dovranno essere presi nel rispetto della normativa nazionale (D.Lgs
476/92, D.M. 30/12/93, D.M. 15/9/94, ecc., norme CEI specifiche, ecc.) ed internazionale
attualmente vigente in materia di compatibilità elettromagnetica (EMC). Particolare cura
dovrà essere posta nelle schermature sia nelle macchine elettriche di grossa potenza (es.
trasformatori, UPS, ecc.) che nelle apparecchiature di piccola potenza, comunque fonti di
disturbi.
3.8
Prevenzione incendi passiva
Sui collegamenti di distribuzione primaria dovranno essere predisposti idonei sbarramenti
tagliafiamma sia sulle colonne montanti sia negli attraversamenti orizzontali, quando
richiedano tale soluzione.
In particolare dovranno essere realizzati:
•
•
•
3.9
negli elettrocondotti, setti tagliafiamma ad ogni attraversamento di compartimentazione
REI ed ad ogni attraversamento dei solai
nelle vie cavi, sbarramenti sulle canalizzazioni mediante sacchetti o miscele REI
anche le tubazioni di contenimento cavi e/o conduttori dovranno essere oggetto di
sbarramento tagliafiamma
Composizione generale e tipologie impiantistiche
Per la definizione delle caratteristiche specifiche costruttive dell'impianto dovranno essere
valutati:
•
•
•
•
l'uso previsto dell'impianto, la sua struttura generale e le sue alimentazioni;
le influenze esterne alle quali esso può essere sottoposto;
la compatibilità dei suoi componenti elettrici;
le condizioni per la manutenzione.
L'impianto dovrà essere suddiviso in diversi circuiti, principalmente per soddisfare le
esigenze di:
•
•
•
evitare pericoli e ridurre inconvenienti in caso di guasto
facilitare le ispezioni, le prove e le manutenzioni in condizioni di sicurezza
tener conto dei pericoli che potrebbero derivare da un guasto di un singolo circuito
Per le parti di impianto ove è necessario un comando separato dovranno essere previsti
circuiti separati, in modo tale che quei circuiti non vengano influenzati da un guasto di altri
circuiti.
3.10 Principio di funzionamento
L’impianto sarà del tipo misto, la rivelazione fumi attestata su una centrale (master)
posizionata in locale presidiato, del tipo analogico indirizzato a loop chiuso, sulla quale
saranno collegati i rivelatori di fumo indirizzati, i pulsanti (indirizzati), le campane, i
moduli d’interfaccia, gli isolatori e le centrali di spegnimento.
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La centrale di spegnimento sarà del tipo convenzionale a zone incrociate. All’esterno di
ogni archivio (deposito), è prevista una centrale (slave almeno 4 zone), sulla quale saranno
attestati singolarmente i rivelatori di fumo.
Gli allarmi saranno riportati singolarmente sulla centrale master la quale darà una chiara
identificazione della tipologia di allarme ed in particolare:
•
allarme principio di incendio (fumo) attivazione da rivelatore
•
segnalazione manuale d’allarme attivazione da pulsant
•
segnalazione da centralina di spegnimento (allarme, preallarme, anomalia e/o
mancanza rete)
Sulla centrale master, oltre alle indicazioni generali degli allarmi, si dovranno identificare
chiaramente i locali dove si è verificato l’evento.
I principio di funzionamento delle centrali di spegnimento, è simile in tutti il locali dove
sono previsti degli archivi.
I vari stati di funzionamento della centrale di spegnimento ed i segnali provenienti dalle
zone dei rivelatori, dovranno essere selettivamente valutati secondo criteri di:
•
Preallarme
•
Allarme
•
Guasto
•
Mancanza rete
•
Spegnimento in corso
A ciascuno di questi stati di funzionamento, dovrà corrispondere una chiara segnalazione
ottica sulla centrale stessa e dovranno essere riportati sulla centrale master.
Contemporaneamente all'indicazione sulla centrale, dovranno essere attivati, in caso
d’allarme, dispositivi ottici ed acustici e i comandi per l'azionamento del blocco della
ventilazione, e i comandi per l’azionamento delle porte taglia fuoco del singolo archivio.
L'impianto sarà del tipo convenzionale in doppio consenso.
3.11 Centrale di controllo (master)
L'ubicazione della centrale di controllo e segnalazione del sistema sarà scelta in modo da
garantire la massima sicurezza di funzionamento del sistema stesso.
La centrale sarà ubicata in luogo permanentemente e facilmente accessibile, protetto, per
quanto possibile, dal pericolo d’incendio diretto, da danneggiamenti meccanici e
manomissioni, esente da atmosfera corrosiva.
L'ubicazione della centrale sarà tale da consentire il continuo controllo in loco della
centrale da parte del personale di sorveglianza.
Il locale di installazione della centrale sarà:
•
Sorvegliato da rivelatori automatici d'incendio; - situato in vicinanza dell'ingresso
principale del complesso sorvegliato
•
Dotato d’illuminazione di emergenza ad intervento immediato ed automatico in caso di
assenza di energia elettrica di rete.
Alla centrale di controllo e segnalazione fanno capo sia i rivelatori automatici sia i punti
manuali di segnalazione, che le centrali (slave) di spegnimento.
La scelta della centrale dovrà essere eseguita in modo che questa risulti compatibile con
tutti i componenti in campo, ed in grado di espletare le funzioni supplementari (per
esempio: comando di trasmissione di allarmi a distanza, chiusura elettromagneti ecc.)
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Nella centrale saranno individuabili separatamente i segnali provenienti da punti manuali
di segnalazione.
I rivelatori saranno individuati singolarmente, la centrale sarà in grado di ricevere ed
interpretare simultaneamente, emettendo le opportune segnalazioni:
La centrale sarà installata in modo tale che tutte le apparecchiature componenti siano
facilmente accessibili per le operazioni di manutenzione, comprese le sostituzioni; tutte le
operazioni di manutenzione potranno essere eseguite in loco.
L'impianto deve essere consegnato installato, completo e funzionante.
3.12 Centrale di rivelazione e segnalazione incendi
La Centralina sarà costituita da logica a microprocessore alla quale faranno capo tutti i
componenti in campo (es. i rivelatori, i sensori, i segnalatori ottici/acustici, i pulsanti
manuali, le centraline spegnimento ecc.).
La centralina identificherà ogni singolo apparecchio collegato su di un circuito
“intelligente” (Intelligent Loop), con strutture a loop chiusi. Il sistema di tipo indirizzato,
con componenti individuati da codici assegnati in fase di programmazione della centralina.
La struttura del sistema di comunicazione sarà del tipo a bus.
La centralina determinerà in modo appropriato l’eventuale condizione d’allarme,
preallarme, guasto o di normalità basandosi sui valori di soglia, sulla persistenza o su altre
caratteristiche del fuoco.
Il sistema disporrà di schede d’interfaccia per le comunicazioni con altri sistemi di
supervisione.
La centrale gestirà schede di circuito (Loop Interface Board) e schede di comunicazione e
visualizzazione (Communication & Display Board).
La scheda di comunicazione e visualizzazione fornirà l’indicazione locale dell’indirizzo e
la condizione del singolo rilevatore d’incendio e gestirà la comunicazione con il Sistema
centrale.
L’interfaccia intelligente permetterà alla centrale di rilevare in modo continuo lo stato di
tutti i punti di rilevazione incendio individualmente dal loro indirizzo.
L’operatore potrà leggere lo stato degli apparecchi collegati localmente sulla centrale.
Potrà inoltre modificare le soglie di allarme, preallarme, od altri parametri.
La centralina, permetterà di valutare le informazioni di tipo analogico, provenienti dai
sensori (ad es. la densità del fumo) e di rispondere in modo appropriato.
3.13 Funzionamento centrale Master
Alla centralina di rivelazione incendi saranno collegati in campo i seguenti componenti,
ciascuno provvisto della propria scheda di dialogo singolarmente indirizzabile:
•
•
•
•
i rivelatori d’incendio
i pulsanti manuali d’allarme incendio
gli avvisatori ottico-acustici di segnalazione
le centraline di spegnimento
Tramite i moduli di comando sopra menzionati la centrale gestirà una serie di azioni di
comando dirette in particolare ai componenti periferici indicati sugli schemi (es.: quadri
elettrici di piano, quadri di controllo dei gruppi di trattamento aria e al quadro di controllo
delle serrande tagliafuoco, ai servomeccanismi, ecc.).
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I rivelatori e le altre apparecchiature disposte in campo, saranno collegati ad una linea
supervisionata di tipo chiuso come indicato nelle tavole.
Il sensore fornirà tramite la scheda di controllo, un segnale analogico e continuo alla
Centrale, assicurando la ricezione di un allarme in meno di un secondo, indipendentemente
dal numero di moduli o sensori collegati.
La suddivisione sarà ripartita su schede di circuito ciascuna delle quali gestirà un solo loop
di tipo chiuso ad anello (Fault Tolerant Loop).
Le azioni di comando in uscita dalla centrale di rivelazione incendi saranno gestite
attraverso contatti digitali (ON/OFF) puliti indirizzati singolarmente attraverso i moduli di
uscita codificati.
La Centrale antincendio gestirà i segnali (allarmi, segnalazioni e comandi) provenienti dai
componenti in campo.
La filosofia di funzionamento prevista e le varie interazioni tra i diversi sistemi seguono, a
carattere generale, le logiche in appresso riportate.
3.14 Condizioni di normalità
La Centrale di rilevazione incendio supervisiona i sensori, leggendo il livello di densità del
fumo confrontandolo con la soglia d’allarme memorizzata per quello specifico sensore, e
gli altri dispositivi sui loop ad essa collegati.
Nessuna condizione di allarme o anomalia è segnalata, nessuna azione di comando viene
inviata alle utenze controllate.
3.15 Condizioni di allarme incendio
La centrale di rivelazione incendi rileva una condizione di allarme da un sensore
posizionato in campo oppure dall’azionamento di una postazione manuale di allarme
incendio.
La Centrale rivela quindi che la soglia di allarme è stata raggiunta e ne identifica
l’indirizzo e il tipo di sensore (es. sensore di fumo fotoelettronico n. 19, locale X), segnala
la condizione di allarme azionando dei segnalatori ottico-acustici o badenie di allarme
posizionati in campo (un allarme ottico-acustico anche nel locale presidiato).
La centrale inoltre invia un segnale, tramite apposito modulo di comando, alle utenze
controllate attivando i comandi preimpostati (es. sottostazioni di controllo dei
condizionatori – disinserendo i ventilatori, al quadro sinottico serrande tagliafuoco –
chiudendo le serrande).
Per evitare falsi allarmi, la centrale, dovrà avere la possibilità di effettuare una procedura di
verifica (con tempo regolabile sino a 60 sec.) degli allarmi ricevuti dopo di che essa
procede come sopra descritto.
Per alcuni locali, ritenuti più critici dal punto di vista della funzionalità, l’attivazione dei
comandi dovrà potere avvenire solo per allarme di 2÷3 rivelatori di fumo, oppure n. 1
rivelatore più un pulsante manuale (combinazioni di segnali d’allarme comunque
riprogrammabili da Centrale).
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3.16 Caratteristiche hardware
La Centralina sarà di tipo modulare e dovrà permettere l’installazione all’interno di un
unico armadio di tutte le schede/moduli necessari alla realizzazione dell’impianto, come
prescritto dal progetto.
All’interno del quadro dovrà comunque esservi la predisposizione per un ampliamento in
termini di schede/moduli del 20%.
La centrale disporrà di un alimentatore con ingresso per alimentazione in tensione alternata
(230 V) e per alimentazione di emergenza in tensione continua (24 volt).
Nello spazio interno della centrale saranno montate batterie ermetiche per l’alimentazione
in emergenza con autonomia di funzionamento di 72 ore.
La Centrale sarà protetta mediante apertura di una portina frontale dotata di serratura a
chiave.
Le schede utilizzate nella Centrale saranno principalmente di tre tipi:
•
Schede di circuito denominate ‘Intelligent Loop Interface Board’ che gestiscono
ognuna un circuito di tipo chiuso ad anello
•
Schede di comunicazione e visualizzazione’ denominate ‘Communication & Display
Board’ per il collegamento con sistemi di livello superiore, che svolgono le funzioni di
comunicazione/ricezione, di dati ed informazioni, con il sistema centrale. Queste
schede avranno inoltre la funzione di visualizzatore numerico dell’indirizzo e della
condizione delle apparecchiature collegate.
•
Schede di controllo dei circuiti di rilevazione, di controllo delle uscite e di altre
funzioni ausiliarie, che svolgono le funzioni di controllo e gestione di tutta la centrale,
•
dell’alimentazione alternata e dell’alimentazione continua, proveniente da batterie,
memorizza e gestisce tutte le segnalazioni della centrale. Tali schede disporranno
inoltre di tutti i comandi e le indicazioni comuni a tutta la centrale.
Potranno essere montate eventualmente schede ausiliarie di altro tipo, aventi funzioni
specifiche necessarie al corretto funzionamento degli impianti come previsto
progettualmente.
3.17 Scheda di circuito
La scheda dispone di un circuito due conduttori di tipo chiuso ad anello (Classe A –Fault
Tolerant Loop). Tali conduttori sono utilizzati per la comunicazione e alimentazione dei
moduli in campo.
Ad ogni circuito potranno essere collegati fino a 99 sensori di fumo e temperatura e fino a
99 moduli (isolatori guasti, monitoraggio, comando, ecc.).
Ogni circuito potrà arrivare a distanze di 1500 metri, e oltre, in funzione del diametro di
conduttori utilizzato.
I singoli sensori o moduli potranno essere esclusi (ad esempio durante il giorno) mediante
programma automatico temporizzato oppure in modo manuale. Con questa condizione di
funzionamento verrà riportato comunque l’eventuale taglio o sabotaggio delle linee di
collegamento.
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3.18 Scheda di comunicazione e visualizzazione
E’ la scheda che gestisce la comunicazione e la ricezione dati, le informazioni e i comandi
con il Sistema di supervisione.
Oltre a questa funzione essa svolgerà la funzione di visualizzatore dell’indirizzo e delle
condizioni di tutte le apparecchiature collegate ai circuiti delle schede di circuito.
La scheda disporrà inoltre di un visualizzatore a display per l’indicazione numerica degli
indirizzi e di Led per l’indicazione della condizione dell’apparecchio collegato. Se più di
un apparecchio collegato si trova nella condizione d’allarme la scheda dovrà permettere la
visualizzazione degli allarmi in ordine di priorità.
Quindi sul display sarà visualizzato sia il circuito sia l’indirizzo dell’apparecchio collegato
(numerazione che individua il singolo apparecchio come da tavole progettuali).
La prima cifra sarà indicativa del circuito e le successive daranno l’indicazione
dell’indirizzo dell’apparecchio collegato.
I punti, indipendentemente dal loro indirizzo o dal circuito in cui sono collegati, potranno
essere raggruppati in modo logico ed essere gli iniziatori di programmi di reazione (su
evento) o temporizzati.
Tutte le informazioni dei punti, dei gruppi logici e dei programmi saranno contenuti in una
memoria EPROM e quindi protette da mancanze accidentali di alimentazione.
3.19 Scheda di controllo
Tale scheda è la principale della centrale e conterrà il microprocessore e le memorie RAM,
EPROM e EEPROM.
La scheda svolgerà tutte le funzioni di controllo e gestione della centrale,
dell’alimentazione alternata, dell’alimentazione continua proveniente da batterie e
memorizzerà e gestirà tutte le segnalazioni della centrale.
Disporrà inoltre di una serie di pulsanti di comando e programmazione comuni a tutta la
centrale e di indicatori a LED relativi a stati o condizioni d’allarme comuni a tutta la
centrale.
Il sistema operativo sarà contenuto in memorie EPROM e monitorerà tutti i punti di
rilevazione, i sensori e i pulsanti d’allarme incendio collegati alle varie schede di ingresso,
elaborerà dati in accordo ai parametri memorizzati nelle memorie EEPROM e inoltre
azionerà le uscite, in funzione dei programmi di evento.
Il tipo di memoria utilizzata (EPROM ed EEPROM), non volatile, garantirà la velocità di
risposta, l’integrità del sistema e assicurerà un funzionamento continuo.
Gli indicatori a LED segnaleranno almeno le seguenti condizioni:
•
allarme generale
•
guasto generale
•
tacitazione
•
bassa tensione batterie
•
allarme guasto impianto a massa
•
mancanza rete
•
alimentazione presente.
•
Saranno presenti inoltre le seguenti funzioni:
•
tacitazione allarmi
•
reset
•
prova
•
inizio manuale procedura evacuazione.
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La scheda controllerà inoltre l’alimentazione a 24 Vcc proveniente da un alimentatore o da
batterie di emergenza e provvederà, in caso di mancanza rete a inserire le batterie.
La scheda disporrà di uscite ausiliarie, sotto forma di contatti NA, per segnalare a istanza
allarmi generali di incendi o di guasto.
3.20 Moduli di monitoraggio
Il modulo di monitoraggio dovrà permettere il collegamento al circuito intelligente di vari
apparecchi quali stazioni manuali, pulsanti d’allarme, flussostati, pressostati, ecc.
Il modulo fornirà quindi un indirizzo al singolo apparecchio collegato (per es. pulsante di
allarme), che verrà così individuato e monitorato singolarmente dalla Centrale.
Il modulo disporrà di un circuito di rilevazione per contatti NA o NC. Il collegamento sarà
a due conduttori (classe A), con struttura a loop chiuso per potere continuare a ricevere una
segnalazione d’allarme anche in caso di singolo guasto o interruzione del circuito.
Il modulo sarà dotato di Led che lampeggerà ogni volta che esso viene interrogato dalla
centrale e rimarrà a luce fissa quando è in allarme.
3.21 Moduli di comando
Il modulo di comando fornirà un’uscita indirizzabile di controllo e comando per i
segnalatori (es. pannello ottico-acustici, trombe, campane e altoparlanti oppure per
comandare, tramite un contatto ausiliario, ventilatori, serrande, ecc.)
Ogni modulo disporrà di due tipi di uscite:
•
•
un contatto in commutazione
un circuito supervisionato di controllo per segnalatori polarizzati.
Il modulo trasmetterà l’informazione analogica del circuito ad esso collegato e la centrale
determinerà lo stato di normale, interruzione o corto del circuito (guasto).
Il modulo sarà dotato di Led che lampeggerà ogni volta che esso viene interrogato dalla
centrale e rimarrà a luce fissa quando viene azionata l’uscita.
3.22 Moduli isolatori guasti
Il modulo sarà utilizzato per isolare sul circuito gli eventuali guasti dal resto del circuito.
In caso di corto circuito il modulo ripristinerà il funzionamento sul tratto di circuito non
interessato dal guasto limitando, in tal modo, il numero d’apparecchi disabilitati (da
istallare almeno 2 isolatori su ogni loop).
Quando il circuito sarà ripristinato questo modulo si ripristinerà automaticamente.
3.23 Display remoti e pannelli di ripetizione
E’ un dispositivo ausiliario a cristalli liquidi con 8 linee da 40 caratteri utilizzato per la
ripetizione allarmi con funzioni di reset, riconoscimento allarme e tacitazione uscite del
sistema da postazioni remote.
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3.24 Distribuzione dei rivelatori d'incendio
I rivelatori d'incendio devono essere distribuiti in modo idoneo all'interno dei locali come
allegato alle planimentrie.
In corrispondenza delle uscite di sicurezza devono essere installati i pulsanti manuali a
rottura di vetro e i segnalatori acustico-luminosi.
L'assuntore può tuttavia derogare a quanto sopra indicato in funzione di norme di
progettazione particolari, legate alle caratteristiche del sistema offerto e comunque solo se
migliorative del sistema previsto.
3.25 sensori
Tutti i sensori saranno del tipo intelligente (indirizzabili individualmente), montati su base
standard per facilitare modifiche dovute a variazioni di occupazione o utilizzo dei locali
protetti.
Ogni sensore sarà dotato di led che lampeggerà ogni volta che esso viene interrogato dalla
centrale.
La centrale confronterà il valore misurato con i valori di soglia memorizzati e verificherà,
inoltre la velocità con cui il valore analogico sta cambiando.
In questo modo è possibile differenziare una variazione a lungo termine (indicativa di
camera sporca) da una a breve termine (indicativa di incendio).
Quando la centrale determinerà che il sensore è in allarme invierà un comando al sensore
stesso per accendere in modo fisso il Led.
Ogni sensore disporrà di un interruttore di test locale e, inoltre, potrà essere provato con
comando proveniente dalla centrale.
La centrale riceverà oltre all’informazione analogica e all’indirizzo, anche una
informazione relativa al tipo di sensore per prevenire una sostituzione errata.
La centrale funzionerà anche con un sensore di tipo diverso installato ma riporterà la
condizione di “sensore errato”.
I sensori saranno dotati di schermatura dei circuiti elettronici per eliminare la possibilità di
falsi allarmi.
3.26 Tipologia dei sensori
Sono previsti, per la rilevazione incendi:
•
•
•
Rivelatore di fumo del tipo ottico: del tipo indirizzabili, saranno in grado di operare una
discriminazione tra fuochi reali ed allarmi intempestivi, che possono essere causati da
correnti d’aria, polvere, insetti, repentine variazioni di temperatura, corrosione, ecc.
Rivelatore di tipo termico: i rivelatori termovelocimetrici e di massima temperatura del
tipo indirizzabile, verranno utilizzati in particolare per la protezione di locali ed
installazioni in cui un principio di incendio sia accompagnato da un repentino aumento
della temperatura o in cui altri rivelatori di incendio non possono essere applicati a
causa di presenza di fumo, vapore, ecc. Per quanto sopra saranno previsti nel locale
“Centrale termica”. Il numero dei rivelatori termici e la loro posizione sarà conforme a
quanto prescritto dalle norme UNI 9795.
I rivelatori saranno installati in conformità a quanto prescritto dalle norme UNI 9795 e
posizionati come da elaborati grafici.
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pag. 19
Università Degli Studi Di Torino
3.27 Punti di segnalazione manuali
Il sistema fisso automatico di rivelazione d'incendio sarà completato con un sistema di
segnalazione manuale costituito da punti manuali di segnalazione disposti nel seguente
modo
Il sistema manuale avrà le seguenti principali caratteristiche:
•
interdistanza fra i punti di segnalazione non superiore a 30 m e con un minimo di due
punti per ogni zona
•
punti di allarme manuali installati lungo le vie di uscita
•
i punti manuali installati in posizione chiaramente visibile e facilmente accessibile, ad
un'altezza compresa tra 1 e 1.4 m
•
punti manuali di segnalazione protetti contro l'azionamento accidentale, azioni
meccaniche (urti) e chimiche (corrosione)
•
segnalazione azionamento con sistema di allarme ottico-acustico posto nelle immediate
vicinanze mediante
•
targa serigrafata con istruzioni chiare facilmente intellegibili
I dispositivi di segnalazione del tipo a microinterruttore con contatto di scambio, compreso
tra una base e un vetro anteriore, alla rotture del quale è libero di scattare, attivando
l’allarme.
La dislocazione dei punti deve essere tale da renderli ben visibili (involucri rossi, buona
illuminazione anche in emergenza) e facilmente accessibili.
In particolare, devono essere raggiungibili da ogni punto dell’area protetta con un tragitto
non superiore a 30 metri ed ad una altezza dal suolo di 1,5 metri.
Dovranno essere distribuiti, oltre che nelle zone a rischio, lungo i percorsi di fuga, presso
le uscite e vicino alle dotazioni antincendio. Il posizionamento è riportato nelle tavole.
3.28 Avvisatori acustici e luminosi d’allarme
Saranno installati avvisatori acustici del tipo:
•
•
Avvisatori di allarme interno, posti nella centrale ed in grado di dare un allarme
percepibile nelle immediate vicinanze della centrale stessa:
Avvisatori d’allarme esterno (Badenie)
Gli avvisatori d’allarme esterni, le segnalazioni acustiche e/o ottiche saranno chiaramente
riconoscibili come tali e non confondibili con altre segnalazioni con altre.
Il sistema di segnalazione d’allarme esterno sarà concepito in modo da evitare rischi
indebiti di panico.
3.29 Alimentazione del sistema
Il sistema di rivelazione sarà dotato di 2 fonti di alimentazione di energia elettrica, primaria
e secondaria, ciascuna delle quali in grado di assicurare da sola il corretto funzionamento
dell'intero sistema.
L'alimentazione primaria sarà derivata dalla rete di distribuzione pubblica. L'alimentazione
secondaria, sarà costituita da una batteria di accumulatori elettrici.
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pag. 20
Università Degli Studi Di Torino
Nel caso in cui l'alimentazione primaria vada fuori servizio, l'alimentazione secondaria la
sostituirla automaticamente in un tempo non maggiore di 15 s. Al ripristino
dell'alimentazione primaria. questa sostituirà nell'alimentazione del sistema la secondaria.
L'alimentazione primaria del sistema, costituita dalia rete principale, sarà effettuata tramite
una linea esclusivamente riservata a tale scopo, dotata di propri organi di sezionamento, di
manovra e di protezione.
L'alimentazione secondaria sarà realizzata in conformità alla CEI 64-8 per gli impianti di
sicurezza, inoltre, l'alimentazione secondaria sarà in grado di assicurare il corretto
funzionamento dell'intero sistema ininterrottamente per almeno 72 h, nonché il
contemporaneo funzionamento dei segnalatori di allarme interno ed esterno (qualora
vengano installati) per almeno 30 min. a partire dall'emissione degli allarmi stessi.
I cavi di collegamento a detta alimentazione avranno le seguenti caratteristiche:
•
•
•
•
•
percorso indipendente da altri circuiti elettrici e, in particolare, da quello
dell'alimentazione primaria
resistenza all'incendio secondo la CEI 20-36
le batterie installate il più vicino possibile alla centrale di controllo e segnalazione, ma
non nello stesso locale
locale batterie ventilato adeguatamente ed avrà caratteristiche di sicurezza simili a
quelle del locale contenente la centrale di controllo e segnalazione
gruppo di ricarica delle batterie di tipo automatico ed in grado di riportare le batterie,
qualunque sia la loro condizione di carica, in non più di 24 h ad almeno l'80% della
loro capacità nominale.
3.30 Linee di collegamento componenti in campo
Linee rivelatori e segnalatori manuali
Le linee dei rivelatori di fumo e dei pulsanti devono avere le seguenti caratteristiche:
•
•
•
cavo schermato, doppio isolamento, Twistato (4x0, 5)
canaline già predisposte per le dorsali
stacchi dalla canalina principale (dorsale) per asservire le apparecchiature:
•
all'interno degli uffici e nei locali comuni sia gli stacchi dei pulsanti che quelli dei
rivelatori di fumo realizzati con canalina bianca
•
altezza di installazione dei pulsanti manuali d'allarme secondo normativa UNI 9795
(1-1,4 metri)
Componenti remoti
Le linee dei remoti (campane) devono avere le seguenti caratteristiche:
•
•
•
•
cavo doppio isolamento (2x1)
canaline già predisposte per le dorsali
stacchi dalla canalina principale (dorsale) per asservire le apparecchiature devono
essere eseguite con tubo del diametro da 16 con grado di protezione IP 44
altezza delle campane a “30 centimetri dal soffitto o dal controsoffitto”
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Università di Torino
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pag. 21
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3.31 Etichettatura dei cavi
I cavi nella centrale master etichettati con 2 etichette distanziate ad un metro l’una
dall'altra, apllicate direttamente sul cavo e d indicante l’utenza.
3.32 Tipologia cavi
Sono previste le seguenti tipologie di cavi:
•
•
•
fumo e pulsanti piano
remoti piano
attuatori piano
(cavo 4x0,5)
(cavo 2x 1)
(cavo 2x 1 + 4x0, 22)
3.33 Rete idrica antincendio
Dovrà essere realizzato un impianto antincendio semifisso costituito da una rete di
distribuzione, da una colonna montante, da naspi ai piani e da stazione di pompaggio
completa di serbatoio (da considerare esistente ed esclusa dall’appalto).
Tutta la rete di distribuzione a valle del serbatoio dovrà essere di nuova realizzazione
(pompe, tubazioni e loro coibentazione, derivazioni ai piani, naspi, opere edili, ecc.). Nel
cortile dovrà essere installato un gruppo di attacco motopompa VV.FF.
La rete di distribuzione sarà realizzata con tubazioni in acciaio zincato. Da tali tubazioni
saranno derivate le alimentazioni ai naspi/idranti installati ai piani. Il dimensionamento
della rete idrica dovrà essere tale da garantire il funzionamento contemporaneo di due
naspi su ogni montante per almeno 1 ora ad una pressione di sei bar.
La stazione di pompaggio sarà ubicata all piano interrato nella zona uffici.
3.34 Tubazioni in acciaio zincato
Tubazioni in acciaio zincato Fe 00 trafilato senza saldatura, dimensioni secondo UNI 4148
e UNI 3824. Curve e raccorderia in ghisa malleabile dimensioni secondo UNI
3.35 Prescrizioni per il montaggio
Le reti saranno montante a regola d’arte con impiego di:
-
staffaggi per guida, sostegno e fissaggio;
giunti elastici per evitare la trasmissione delle vibrazioni alle strutture
rubinetti di scarico nei punti bassi
verniciatura nei tratti in vista con idonei colori
Nei tratti interrati le tubazioni dovranno avere un rivestimento esterno, costituito da
bitumatura, di tipo pesante.
Nei tratti esterni a vista le tubazioni dovranno essere coibentate e dotate di filo
termoriscaldante e autoregolante.
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pag. 22
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3.36 Complesso (naspo) Idrante UNI 45
Composto da:
- cassetta metallica in lamiera di acciaio verniciato con sportello in vetro
- lancia idrica in rame con manicotto e blocchello in ottone, attacco a manicotto
- tubo flessibile in nylon, lunghezza 30 m, diam. 45 mm, completo di raccordo unificato
e manicotti di protezione raccordo
- rubinetto idrante UNI 45
3.37 Gruppo attacco motopompa VV.FF.
Tipo a colonna o interrato:
- saracinesca a intercettazione
- valvola di intercettazione
- valvola di sicurezza
- rubinetto idrante UNI 70
3.38 Documenti relativi agli impianti da produrre a fine lavori
Alla fine dei lavori l'Appaltatore dovrà produrre la seguente documentazione inerente agli
impianti:
•
dichiarazione di conformità ed allegati obbligatori
•
elaborati tecnici esecutivi
•
certificati di collaudo
•
rapporti verifica dell’impianto realizzato, prove funzionali e verifiche strumentali
dell’impianto relativamente ai circuiti e ai singoli componentii
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pag. 23
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4
DESCRIZIONE DELLE OPERE PER IMPIANTI VIDEOCITOFONICI E TVcc
– MODALITA’ DI ESECUZIONE
4.1
Descrizione generale
I lavori prevedono la realizzazione di un impianto videocitofonico e di un impianti TVcc.
4.2
Impianto videocitofonico
Postazione esterna
Principali funzionalità e caratteristiche:
1) scatola da incasso
2) telaio porta moduli
3) moduli funzione (telecamera, fonico, pulsanti)
4) moduli frontali (pulsantiera a due tasti)
5) frontale monoblocco di finitura
Postazione interna
Principali funzionalità e caratteristiche:
1) chiamata elettronica con volume regolabile su tre livelli (alta, media, esclusa)
2) pulsante accensione esterno
3) pulsante accensione luce scala
4) pulsante apertura serratura
5) cordone estensibile con due connettori RJ
6) sede accessori
7) regolazione contrasto e luminosità
8) monitor bianco e nero 4 pollici
Rete cavi di collegamento e accessori
1) Cavi a due fili twistati (doppino telefonico)
2) alimentatore
4.3
Impianto TVcc
Schema funzionale
Lo schema funzionale prevede delle telecamere esterne collegate mediante apposita linea
ad un selettore ciclico di immagine. Il selettore ciclico è collegato ad un monitor da tavolo.
Telecamere esterne
Telecamera rappresenta “l’occhio” di un impianto TVCC. Essa svolge la funzione
importante di “catturare” le immagini visualizzabili successivamente con l’utilizzo di altri
dispositivi (monitor). Le telecamere sono equipaggiate con un sensore CCD che
rappresenta il cuore dell’apparecchiatura; esso è in grado di convertire un segnale luminoso
in un segnale elettronico. Nel sistema TVCC sono utilizzate telecamere equipaggiate con
sensore CCD in versione a colori.
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pag. 24
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Monitor interno
Monitor a colori da 14”
Selettore ciclico
I selettori ciclici sono dispositivi elettronici utilizzati principalmente per gestire la
visualizzazione ciclica sul monitor (max 8).
Rete di collegamento
Cavi coassiali RG69
4.4
Documenti relativi agli impianti da produrre a fine lavori
Alla fine dei lavori l'Appaltatore dovrà produrre la seguente documentazione inerente agli
impianti:
•
dichiarazione di conformità ed allegati obbligatori
•
elaborati tecnici esecutivi
•
certificati di collaudo
•
rapporti verifica dell’impianto realizzato, prove funzionali e verifiche strumentali
dell’impianto relativamente ai circuiti e ai singoli componentii
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pag. 25
1
APPARECCHIATURE ED OPERE TERMOIDRAULICHE ................................................................................................... 3
1.1
VENTILCONVETTORI........................................................................................................................................................... 3
1.2
UNITA’ DI TRATTAMENTO ARIA....................................................................................................................................... 4
1.3
DIFFUSORI A MOTO ELICOIDALE ..................................................................................................................................... 6
1.4
FLESSIBILI PER CANALI ...................................................................................................................................................... 6
1.5
VALVOLE DI VENTILAZIONE............................................................................................................................................. 6
1.6
VENTILATORI DI ESPULSIONE .......................................................................................................................................... 7
1.7
VENTILATORI DI ESTRAZIONE FUMI DAGLI ARCHIVI................................................................................................. 7
1.8
POMPE DI SOLLEVAMENTO LIQUAMI ............................................................................................................................. 7
1.9
ESECUZIONE DEGLI SCAVI E DEI RIPRISTINI PER LA POSA DI TUBAZIONI INTERRATE...................................... 7
1.10 TUBAZIONI............................................................................................................................................................................. 9
1.10.1 TUBAZIONI IN ACCIAIO................................................................................................................................................. 9
1.10.2 TUBAZIONI IN RAME.................................................................................................................................................... 12
1.11 ISOLAMENTO....................................................................................................................................................................... 12
1.12 PROVA IDRAULICA ............................................................................................................................................................ 13
1.13 NORME PER LE SALDATURE ............................................................................................................................................ 14
1.14 CONTROLLI SULLE SALDATURE .................................................................................................................................... 14
1.15 COLLEGAMENTI FLANGIATI ........................................................................................................................................... 15
1.16 STAFFAGGI........................................................................................................................................................................... 15
1.16.1 Supporti a rullo ............................................................................................................................................................... 16
1.16.2 Sospensioni pendolari ..................................................................................................................................................... 17
1.17 COMPENSATORI DI DILATAZIONE ................................................................................................................................. 17
1.17.1 Compensatori di dilatazione assiali................................................................................................................................ 17
1.17.2 Compensatori di dilatazione laterali e angolari ............................................................................................................. 18
1.18 PUNTI FISSI........................................................................................................................................................................... 19
1.19 ORGANI DI INTERCETTAZIONE....................................................................................................................................... 20
1.19.1 Saracinesche ................................................................................................................................................................... 20
1.19.2 Rubinetti a maschio in bronzo a due vie ......................................................................................................................... 20
1.20 VALVOLE DI RITEGNO IN GHISA..................................................................................................................................... 20
1.21 POMPE ................................................................................................................................................................................... 20
1.22 ATTRAVERSAMENTO DI SUPERFICI DI COMPARTIMENTAZIONE .......................................................................... 21
1.23 APPARECCHI IGIENICO-SANITARI ................................................................................................................................. 22
2
SISTEMA TELEMATICO E DI REGOLAZIONE .................................................................................................................. 24
2.1
DESCRIZIONE GENERALE DEL SISTEMA ...................................................................................................................... 25
2.1.1
Scopo principale del telecontrollo .................................................................................................................................. 25
2.2
CARATTERISTICHE DEL SISTEMA .................................................................................................................................. 26
2.3
ARCHITETTURA DEL SISTEMA........................................................................................................................................ 28
2.3.1
Apparecchiature in campo .............................................................................................................................................. 28
2.3.2
Controllori BMS.............................................................................................................................................................. 28
2.3.3
Reti .................................................................................................................................................................................. 29
2.3.4
Interfaccia operatore ...................................................................................................................................................... 30
2.4
CARATTERISTICHE TECNICHE MINIME DELLE PARTI DEL SISTEMA TELEMATICO .......................................... 30
2.4.1
Stazione Operatore Principale ed Operatore Utente...................................................................................................... 30
2.4.2
Tastiere locali / Pannello display di rete o locale / Interfaccia Utente........................................................................... 32
2.4.3
Modem a chiamata automatica ....................................................................................................................................... 33
2.4.4
Sottostazioni intelligenti.................................................................................................................................................. 33
2.4.5
Configurazione strategie di controllo ............................................................................................................................. 34
2.4.6
Sottostazione intelligente terminale ................................................................................................................................ 36
2.4.7
Elementi in campo........................................................................................................................................................... 36
2.4.8
Sensori di temperatura.................................................................................................................................................... 36
2.4.9
Sensori di umidità ........................................................................................................................................................... 37
2.4.10 Pressostati differenziali................................................................................................................................................... 38
2.4.11 Sensore di pressione differenziale................................................................................................................................... 38
2.4.12 Potenziometro remoto di ritaratura ................................................................................................................................ 38
2.4.13 Termostato antigelo ........................................................................................................................................................ 38
2.4.14 Contatore di elettricità.................................................................................................................................................... 38
2.4.15 Contatori volumetrici ...................................................................................................................................................... 39
2.4.16 Pressostato differenziale ................................................................................................................................................. 40
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO
PALAZZO DEGLI STEMMI
PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA DELL’EDIFICIO
2.4.17
2.4.18
2.4.19
2.4.20
2.4.21
2.4.22
3
OPERE ELETTRICHE ............................................................................................................................................................... 42
3.1
3.2
4
Sensori di qualità dell’aria ............................................................................................................................................. 40
Interruttori di livello ....................................................................................................................................................... 40
Sensori di luminosità....................................................................................................................................................... 40
Valvole di regolazione ed attuatori................................................................................................................................. 40
Attuatori per serrande..................................................................................................................................................... 41
Regolatori a velocità variabile........................................................................................................................................ 41
IMPIANTI ELETTRICI.......................................................................................................................................................... 42
QUADRI ELETTRICI DI CENTRALE E PER I VENTILCONVETTORI (QEVC) ............................................................. 42
NORME PER L’ESECUZIONE DEI LAVORI ........................................................................................................................ 46
4.1
4.2
4.3
4.4
4.5
4.6
4.7
NORME DI CONDOTTA GENERALE................................................................................................................................. 46
PROGRAMMA DEI LAVORI ............................................................................................................................................... 47
NORMATIVA DI RIFERIMENTO........................................................................................................................................ 47
RUMOROSITÀ ...................................................................................................................................................................... 49
ESECUZIONE DEGLI IMPIANTI......................................................................................................................................... 49
MODALITÀ TECNICHE E REQUISITI DELLA FORNITURA .......................................................................................... 49
ACCETTAZIONE DEI MATERIALI - CAMPIONATURA ................................................................................................. 52
AREA TECNICA–- Staff Progetti via Bogino 4 - Tel. 0116702516 - Fax 0116702512
Pag. 2
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO
PALAZZO DEGLI STEMMI
PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA DELL’EDIFICIO
1
1.1
APPARECCHIATURE ED OPERE TERMOIDRAULICHE
VENTILCONVETTORI
I ventilconvettori dovranno essere del tipo ad una sola batteria per impianto a 2 tubi con
carettiristiche standard come “ECOFLAM” modelli “FKV 102–202-302-402-502-602-702-802” o
similari, e più specificatamente :
Tipologia :
2 tubi
Versione :
verticale con mobiletto di copertura
Scocca :
ad alto design in lamiera zincata a caldo e verniciata
Controllo ventilatori :
con termostato elettronico.
Commutatori :
estate / inverno
AREA TECNICA–- Staff Progetti via Bogino 4 - Tel. 0116702516 - Fax 0116702512
Pag. 3
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO
PALAZZO DEGLI STEMMI
PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA DELL’EDIFICIO
Modello
102
202
302
402
502
602
702
802
Pot. termica (Max Vel.)
W(1) 1.700
2.030
2.730
3.220
4.370
5.710
7.530
8.100
Pot. frigorifera (Max Vel.)
W(2) 1.470
1.870
2.360
3.360
4.120
5.360
6.870
7.390
Portata acqua
l/h(1)
210
260
330
490
590
780
1.020
1.090
kPa(1)
3
11
10
19
15
12
41
48
Perdita di carico lato acqua
Portata aria Vel. Max
mc/h
280
390
430
660
790
1.100
1.270
1.380
Portata aria Vel. Med.
mc/h
200
280
310
520
570
730
990
1.160
Portata aria Vel. Min.
mc/h
170
200
210
380
420
600
720
830
Press. sonora (3) Vel Max
dB(A)
42
41
43
44
48
53
54
55
Press. sonora (3) Vel Med.
dB(A)
35
34
35
38
42
43
49
50
Press. sonora (3) Vel Min.
dB(A)
30
27
28
32
35
38
41
44
(1)
Temperatura aria ambiente 20°C – Temperatura acqua entrante 50°C
(2)
Temperatura aria ambiente 27°C b.s. 50% U.R:. – Temperatura acqua entrante 7°C Dt 5°C
(3)
Livello di pressione sonora in ambiente di volume 100 mc e con tempo di riverberazione
0,5 sec.
1.2
UNITA’ DI TRATTAMENTO ARIA
Le unità di trattamento dell’aria dovranno essere del tipo a tutt’aria esterna con ventilatori
centrifughi e costruzione in pannelli Sandwich con carettiristiche standard come “CLEVER”
modello “MB 020” ed “MB 038” o similari, e più specificatamente :
Modello :
MB 020 (Palestra II lotto)
Portata aria :
1.500 mc/h
Profilati :
in alluminio anticorodal
AREA TECNICA–- Staff Progetti via Bogino 4 - Tel. 0116702516 - Fax 0116702512
Pag. 4
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO
PALAZZO DEGLI STEMMI
PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA DELL’EDIFICIO
Pannelli :
sandwich 23 mm con
isolante in poliuretano
espanso, interno ed esterno
in acciaio zincato
Bavettature :
in lamiera zincata
Presa aria :
serranda in alluminio con
comando motorizzabile
SEZIONE DI FILTRAZIONE :
Prefiltro :
a cella G3 sintetica
Perdita di carico :
70 Pa
Filtro :
a tasche rigide F9 (95%
em)
Perdita di carico :
200 Pa
SEZIONE BATTERIA IN RAFFREDDAMENTO :
Potenza :
12 kW
Temp. aria ingresso :
32 °C
Temp. aria uscita :
16 °C
U.R. aria ingresso :
40 %
U.R. aria uscita :
84,3 %
Temp. acqua ingresso :
7 °C
Temp. acqua uscita :
12 °C
Portata acqua :
2.040 l/h
Perd. carico lato acqua :
31 kPa
Raccolta condensa :
vaso in alluminio
SEZIONE BATTERIA IN RISCALDAMENTO :
Potenza :
22 kW
Temp. aria ingresso :
-8 °C
Temp. aria uscita :
32 °C
Temp. acqua ingresso :
70 °C
Temp. acqua uscita :
63 °C
Portata acqua :
2.790 l/h
Perd. carico lato acqua :
22 kPa
AREA TECNICA–- Staff Progetti via Bogino 4 - Tel. 0116702516 - Fax 0116702512
Pag. 5
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO
PALAZZO DEGLI STEMMI
PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA DELL’EDIFICIO
SEZIONE VENTILANTE DI MANDATA :
Ventilatore :
a pale avanti
Motore :
trifase
Numero poli :
4
Press. statica gruppo :
345 Pa
Press. utile :
200 Pa
Press. dinamica :
17 Pa
Press. totale :
562 Pa
1.3
DIFFUSORI A MOTO ELICOIDALE
Diffusori ad alta induzione con flusso d’aria caratterizzato da una serie di getti radiali orizzontali a
moto elicoidale, generati da alette deflettrici fisse ricavate nel disco frontale del diffusore stesso. Il
diffusore deve garantire un corretto funzionamento in locali con altezze da 2,50 a 4 ml, assicurando
una completa circolazione d’aria in tutto il locale e contemporaneamente assenza di correnti d’aria e
uniformità di temperatura nella zona occupata. Collegamento al tubo flessibile tramite riduzione
circolare conica. Caratteristiche standard come “Climaproduct” tipo “DAQ” o similari.
1.4
FLESSIBILI PER CANALI
Condotto flessibile realizzato con tessuto poliestere spalmato con resine poliolefiniche additivate e
spirale in filo di acciaio armonico, rivestimento termoisolante in fibre di poliestere (densità 16
Kg/mc) dello spessore di 25 mm, guaina esterna antivapore in resina poliolefinica addittivata.
Dati tecnici :
Reazione al fuoco :
classe 1
Temperatura impiego :
–20°C + 110 °C
Pressione max. esercizio :
250 mm ca.
Caratteristiche standard come “Ecoclima” tipo “AC Therm” o similari.
1.5
VALVOLE DI VENTILAZIONE
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PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA DELL’EDIFICIO
Valvole di ripresa o mandata costruite in polipropilene o acciaio verniciato di colore bianco, con
cono centrale regolabile. Finitura in verniciato bianco RAL 9010. Caratteristiche standard come
“Ecoclima” tipo “EVVR” o similari.
1.6
VENTILATORI DI ESPULSIONE
Cassonetti ventilati ad alta insonorizzazione (50 mm) per impianti di ventilazione, con struttura in
aluzink. Gamma con portate da 120 mc/h fino a 6.500 mc/h.
Caratteristiche standard come “Ecoclima” Tipo “EVSIL” o similari.
1.7
VENTILATORI DI ESTRAZIONE FUMI DAGLI ARCHIVI
Cassonetti ventilati ad alta insonorizzazione (50 mm) per impianti di estrazione fumi, con struttura
in materiali adatti a temperature fino a 350°C adatti per dipositivi antincendio.
1.8
POMPE DI SOLLEVAMENTO LIQUAMI
Le pompe per il sollevamento dei liquami e dell’acqua dell’impianto antincendio dovranno essere
del tipo sommerso, completamente in acciaio inox e dovranno avere portate e prevalenze tali da
poter spingere le acque nere nei collettori generali fognari posti nell’intercapedine del piano
interrato.
1.9
ESECUZIONE DEGLI SCAVI E DEI RIPRISTINI PER LA POSA DI TUBAZIONI INTERRATE
Per scavi eseguiti a sezione ristretta od obbligata per posa di tubazioni interrate si assimilano quelli
chiusi da pareti verticali od inclinate e seguenti il tracciato delle tubazioni. Indipendentemente dalla
natura del terreno tali scavi dovranno raggiungere la profondità richiesta dal progetto. Nel caso si
rinvenissero, durante l’esecuzione del lavori, tubazioni di qualsivoglia genere l’Impresa
Appaltatrice dovrà accollarsi tutti gli oneri necessari per il loro sostegno nonché quelli per
l’esercizio della sorveglianza volta ad evitare fughe, rotture e danni vari, prendendo altresì accordi
ed ottemperando alle prescrizioni dei singoli proprietari, sotto la sua completa responsabilità.
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Ai funi della sicurezza, tutti i cantieri di scavo devono essere dotati di legname sano in sufficienza
per asservire sia le normali attività sia alle emergenze.
Qualora necessitino puntellamenti non continui, si dovrà applicarli controterra mediante
l’interposizione di tavolati per la ripartizione delle spinte,e comunque in modo da non ostacolare le
manovre entro lo scavo. Se invece la natura del terreno obbliga ad armare le scarpate in modo
continuo, tali armature dovranno essere eseguite con robusti tavolati a due strati ortogonali
puntellati in varie direzioni. Si fa inoltre obbligo all’Impresa Appaltatrice di predisporre le vie di
scolo delle acqua piovane mediante canali fugatori, fossi di guardia, argini e quant’altro necessario
per impedire pericolosi franamenti delle scarpate o dannosi ristagni di fondo.
Tutte le aree soggette ad interventi di scavo dovranno essere adeguatamente segnalate con cartelli
monitori, e cintate mediante l’utilizzo di cavalletti e nastri plastici a banda rosso/bianca. Dovranno
inoltre essere previste segnalazioni luminose per la sicurezza notturna.
Ad insindacabile giudizio della Direzione Lavori il materiale di risulta delle operazioni di scavo
potrà essere giudicato adatto ovvero inadatto ai riporti. In caso di valutazione negativa tali materie
dovranno essere trasportate a discariche Pubbliche od autorizzate.
La minima profondità di posa della generatrice superiore del tubo dovrà essere di 0,60 ml per le
zone carrabili e di 0,40 ml per le zone pedonabili.
La larghezza minima dello scavo non dovrà essere inferiore a 0,40 ml, e comunque tale da lasciare
uno spazio libero di almeno 0,10 ml da ogni lato del tubo. Se dovessero eseguirsi opere sulle
tubazioni già posate nello scavo, la larghezza di quest’ultimo dovrà essere tale da non impedirne il
regolare svolgimento.
Sul fondo dello scavo, livellato, liberato da corpi estranei e compattato, dovrà essere formato un
letto di sabbia privo di pietrame per un’altezza non inferiore a 0,15 ml. Posato il tubo questo dovrà
essere coperto da uno strato di sabbia di spessore non inferiore a 0,15 ml dal filo della generatrice
superiore del tubo. Lo scavo dovrà poi essere riempito e compattato, e dovrà venire ripristinato il
manto superficiale del terreno nella condizione iniziale.
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1.10 TUBAZIONI
1.10.1 TUBAZIONI IN ACCIAIO
Tutte le tubazioni devono essere in acciaio trafilato nero ovvero zincato senza saldatura, tipo
Mannesmann, prima qualità e scelta, con le relative curve stampate, raccorderia, pezzi speciali,
staffaggi di sostegno, e quanto occorrente.
Le tubazioni per il convogliamento dei vari fluidi impiegati negli impianti dovranno essere dei
seguenti tipi :
Tubo in acciaio nero senza saldatura, tipo gas serie media, fino al diametro nominale di
1”1/2 e tipo liscio commerciale, a partire dal diametro 48/54. Non sarà in nessun caso
ammesso l’impiego di tubi saldati. Le tubazioni sopra indicate possono essere impiegate
per il convogliamento di acqua, a qualsiasi temperatura, in circuiti di tipo chiuso.
Tubo in acciaio zincato senza saldatura, tipo gas serie media, con estremità filettabili per il
convogliamento di acqua, a qualunque temperatura, nei circuiti a ciclo aperto, o ancora per
la formazione della rete degli scarichi di condensa.
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Il materiale sarà costituito da acciaio di tipo Fe35.1, Fe 45.1, Fe 52.1, Fe 55.1, secondo tabelle UNI
663-68. In ogni caso, gli spessori dei tubi non dovranno essere inferiori a quanto indicato nella
Tabella 1.
Le tubazioni zincate ed i relativi pezzi speciali dovranno avere le superfici interne ed esterne
protette con zincatura effettuata secondo le prescrizioni delle norme UNI 5745-66. I raccordi ed i
pezzi speciali filettati saranno eseguiti in ghisa malleabile bianca GMB-40, UNI 3779, in
esecuzione zincata.
Prima di essere posti in opera, tutti i tubi dovranno essere accuratamente puliti, ed inoltre in fase di
montaggio le loro estremità libere dovranno essere protette per evitare l’intromissione accidentale di
materiali che possano in seguito provocarne l’ostruzione.
Per le tubazioni in acciaio nero le giunzioni devono essere realizzate mediante saldatura autogena
ovvero ad elettrodo per i diametri commerciali fino a DN 65, e mediante saldatura a TIG ovvero ad
elettrodo per quelli superiori. Le giunzioni fra i tubi di differente diametro dovranno essere
effettuate mediante idonei raccordi conici, non essendo permesso, in nessun caso, l’innesto diretto
di un tubo di diametro inferiore entro quello di diametro maggiore, Le giunzioni saranno eseguiti
con raccordi normalmente a saldare od a flangia. I tubi zincati saranno accoppiati mediante raccordi
a vite e manicotto, oppure mediante flange.
Tutte le tubazioni dovranno essere montate in maniera da premettere la libera dilatazione senza il
pericolo che possano lesionarsi o danneggiare le strutture di ancoraggio prevedendo, nel caso,
l’interposizione di idonei giunti di dilatazione atti ad assorbire i movimenti. Nei tratti orizzontali le
tubazioni dovranno avere un’adeguata pendenza verso i punti di spurgo.
Tutti i punti alti della rete di distribuzione che non possano sfogare l’aria direttamente
nell’atmosfera dovranno essere dotati di barilotti a fondi bombati, realizzati con tronchi di tubo
delle medesime caratteristiche di quelli impiegati per la costruzione della corrispondente rete, D.
½”, muniti in alto di tubo di sfiato D. ½” e valvola di sfogo aria, con in serie valvola a sfera di
intercettazione, oppure di valvola automatica, sempre con relativa intercettazione. Deve essere resa
agevole la manovra da parte di un operatore, riportando la valvola in basso.
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In tutti i punti bassi debbono essere installate analoghe valvole per il completo svuotamento del
sistema.
Per i cambiamenti di direzione verranno utilizzate curve prefabbricate aventi raggio di curvatura
non inferiore a 1,5 volte il diametro, normalmente a saldare oppure montate mediante raccordi a
vite e manicotto o mediante flange, dove espressamente indicato dalla D.L.
Le derivazioni verranno eseguite utilizzando raccordi filettati oppure curve a saldare tagliate a
scarpa. Tali curve saranno posizionate in maniera che il loro verso sia concordante con la direzione
di convogliamento dei fluidi. Nelle derivazioni nelle quali i tubi vengono accoppiati mediante
saldatura, non sarà comunque ammesso per nessuna ragione l’infilaggio del tubo di diametro
minore entro quello di diametro maggiore.
Le tubazioni che debbano essere collegate ad apparecchiature che possano trasmettere vibrazioni
all’impianto dovranno essere montate con l’interposizione di idonei giunti elastici antivibranti.
Per l’esecuzione dei collettori di distribuzione dell’acqua dovranno essere impiegati tubi di acciaio
nero senza saldatura, con fondelli bombati, completi di attacchi flangiati con controflange, bulloni e
guarnizioni, o attacchi filettati, mensole di sostegno, rivestimento isolante con finitura in alluminio.
Tabella 1
D. esterno [mm]
Spessore minimo [mm]
<= 30
1,8
30 / 65
2,3
65 / 160
2,6
160 / 325
3,5
325 / 450
4,5
> 450
1% D. esterno
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1.10.2 TUBAZIONI IN RAME
Le tubazioni in rame dovranno essere del tipo ricotto adatto per acqua calda ad uso riscaldamento
ed avere le seguenti caratteristiche :
14*1
16*1
18*1
22*1,5
28*1,5
Diametro esterno (mm) :
14
16
18
22
28
Diametro interno (mm) :
12
14
16
19
25
Spessore (mm) :
1
1
1
1,5
1,5
0,363
0,419
0,475
0,86
1,11
89
78
69
85
67
Peso (kg/ml) :
Pressione max. (kg/cmq) :
Dovrà inoltre essere del tipo precoibentato con rivestimento a norma 373 adatto anche per acqua
fredda (7/12 °C) e provvisto di rivestimento anticondensa.
1.11 ISOLAMENTO
Tutte le tubazioni, dopo essere state verniciate con due mani di antiruggine, debbono essere
provviste di rivestimento isolante che per le tubazioni convoglianti acqua calda o vapore dovrà
essere eseguito come segue :
•
Coppelle di adatto materiale coibente, ininfiammabile, avente coefficiente di conducibilità
termica lambda non superiore a 0,045 kacl/h * m * °C, densità non inferiore a 60 kg/mc.
•
Avvolgimento di cartone ondulato.
•
Legatura con filo di ferro zincato (per diametri fino a 76 mm) o con rete zincata (per diametri
superiori).
•
Nastratura in PVC con lembi sormontati per costituire la barriera al vapore.
•
Rivestimento esterno di finitura in lamierino di alluminio lucido, spessore 6/10 mm.
Mentre per le tubazioni convoglianti fluidi freddi sarà eseguito come segue :
•
Guaina isolante di spessore adeguato, tipo “Armaflex” con giunti nastrati.
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•
Rivestimento esterno di finitura in lamierino di alluminio lucido, spessore 6/10 mm.
Per le tubazioni delle distribuzioni secondarie, destinate a servire i corpi scaldanti, è accettato
l’impiego di guaine di isolante tubolare flessibile e schiumoso, di tipo estruso a struttura cellulare
completamente chiusa, a base di gomma sintetica (tipo Armaflex o similari), di adeguato spessore
(comunque non inferiore a 9 mm) e densità. In ogni caso, gli spessori dello strato isolante debbono
essere conformi alle prescrizioni del DP.R. 412/93 e D.P.R. 551/99.
Tutti i materiali coibenti a contatto con le tubazioni devono presentare stabilità dimensionale e
funzionale alla temperatura di esercizio e per la durata dichiarata dal produttore; devono inoltre
presentare un comportamento al fuoco idoneo, in relazione al loro inserimento nelle strutture ed al
tipo e destinazione dell’edificio, da dimostrare con documentazione di avvenuti accertamenti di
laboratorio.
Nella posa del rivestimento isolante, deve essere assicurata la continuità delle superficie esterna del
rivestimento stesso, senza interruzioni in corrispondenza degli appoggi e degli attraversamenti di
solai e pareti, soprattutto per tubazioni percorse dall’acqua fredda.
L’isolante del tipo a guaina tubolare, nei casi ove ne sia previsto l’impiego, deve essere posato in
opera, quando possibile, infilandolo sulla tubazione dall’estremità libera e facendolo quindi scorrere
sul tubo stesso. Nei casi ove risulti impossibile la posa in opera secondo quanto descritto, si
dovranno tagliare longitudinalmente i tratti tubolari di isolante, applicarli sulle tubazioni e saldare i
due orli con adesivo. A giunzioni effettuate, sia trasversalmente che longitudinalmente, dovrà essere
applicato l’apposito nastro adesivo sulle giunzioni stesse.
Le tubazioni percorse dall’acqua potabile dovranno essere provviste di adeguato rivestimento come
le tubazioni convoglianti acqua refrigerata.
1.12 PROVA IDRAULICA
Prima della posa del rivestimento isolante, le tubazioni debbono essere sottoposte a prova idraulica
iniettando acqua alla pressione di 10 bar e mantenendo tale pressione per almeno 6 ore; la prova
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avrà esito positivo dopo l’accertamento da parte della Direzione Lavori della assoluta assenza di
perdite.
1.13 NORME PER LE SALDATURE
Le saldature dovranno essere eseguite in completa penetrazione, previa preparazione dei lembi da
saldare mediante bisellature. Per le tubazioni aventi diametro uguale o superiore ad 80 mm, le
giunzioni verranno eseguite mediante saldature elettriche.
Le saldature, dopo la loro esecuzione, dovranno essere martellate e spazzolate con spazzola di ferro.
Tutte le saldature dovranno risultare idonee al controllo radiografico e i difetti rientrare nella Classe
III della raccolta “S” – I.S.P.E.S.L.
1.14 CONTROLLI SULLE SALDATURE
Potrà venire effettuato, a cura e spese della Committente, un controllo radiografico delle saldature
eseguite, per una lunghezza pari al 10% della lunghezza totale.
Se un giunto dovesse presentare difetti che richiedano riparazioni, si eseguirà controllo radiografico
sui due giunti più vicini a quello difettoso. Se uno di questi due risultasse da riparare, saranno allora
da controllare tutte le salature, per il 100% della intera lunghezza.
Le saldature che dovessero risultare difettose dovranno essere riparate e sottoposte a nuovo
controllo radiografico. I controlli radiografici devono essere eseguiti secondo le Norma I.S.P.E.S.L.,
e i difetti devono rientrare nei limiti previsti dai dettami della Raccolta “S” I.S.P.E.S.L.
Il costo sostenuto per il controllo del primo 10% delle saldature sarà a carico della Committente.
L’onere delle riparazioni di eventuali saldature non idonee, e delle prove radiografiche successive al
10% di cui sopra saranno interamente a carico della Ditta esecutrice degli impianti.
Sarà considerata valida l’interpretazione de il giudizio tecnico delle lastre radiografiche eseguite e/o
esaminate da parte di un Ente competente per conto della Committente.
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1.15 COLLEGAMENTI FLANGIATI
Le controflange debbono essere in acciaio fucinato, a collarino, in esecuzione PN 10 o superiore –
UNI 2281.
1.16 STAFFAGGI
Gli staffaggi per il sostegno delle tubazioni e dei collettori saranno in profilato metallico, con
appoggi fissi e scorrevoli per consentire il libero movimento delle reti, il profilo delle quali deve
essere realizzato in modo da non indurre sforzi anormali nei materiali.
La distanza fra i supporti dovrà essere calcolata sia in funzione del diametro della tubazione
sostenuta che della sua pendenza, al fine di evitare la formazione di sacche dovute all’inflessione
della tubazione stessa.
L’interasse dei sostegni, siano essi singoli o per più tubazioni contemporaneamente, dovrà rispettare
i valori minimi che risultano dalla Tabella 2, in modo da evitare qualunque deformazione dei tubi.
Tutte le tubazioni installate all’esterno saranno staffate mediante carpenteria zincata a bagno dopo
la lavorazione. L’eventuale bulloneria utilizzata per l’assemblaggio dovrà essere in acciaio inox.
Nelle centrali e sottocentrali termiche le tubazioni che corrono sotto soffitto potranno essere
sostenute mediante collari e tiranti, a loro volta collegati a staffe vincolate al soffitto. Il rivestimento
isolante ricoprirà il collera e realizzerà una superficie continua e senza interruzioni.
Per il sostegno dei collettori addossati alla parete dovranno essere realizzati staffaggi e supporti fissi
e scorrevoli, per permettere i loro movimenti; tali staffaggi, in profilato metallico, potranno venire
vincolati alla parete.
Per i collettori dei gruppi di pompe di circolazione i sostegni partiranno dal pavimento, vincolati al
pavimento stesso.
L’assemblaggio degli elementi metallici di sostegno di maggiori dimensioni, in corrispondenza
delle strutture prefabbricate, dovrà sempre venire realizzato con dime, onde evitare forzature nella
fase di fissaggio del manufatto al fabbricato.
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I disegni di fissaggio dovranno essere sviluppati in dettaglio dall’Impresa sottoponendo la relativa
completa documentazione alla Direzione Lavori per approvazione.
Nel caso l’Impresa intendesse modificare i sistemi di fissaggio già definiti nei disegni di progetto,
dovrà preventivamente avere l’approvazione della Direzione Lavori, presentando la varianti con
disegni e/o con un modello.
Tabella 2
D. esterno tubo [mm]
Interasse appoggi [mm]
17,2 – 21,3
1800
29,9 – 33,7
2300
42,4 – 48,3
2700
54,0 – 57,0
3000
60,3 – 70,0
3300
76,1 – 88,9
3700
101,6 – 108,8
4000
114,3 – 133,3
4500
139,7 – 159,0
4800
168,3 – 193,7
5300
219,1 – 244,5
6000
>= 273,0
6500
1.16.1 Supporti a rullo
Supporti scorrevoli per le tubazioni, costituiti da sella (o pattino) in profilato metallico e dispositivo
scorrevole con rullo ruotante su perno s’acciaio e boccola di bronzo.
Nel caso di impianti convoglianti Gas Metano, i rullini dovranno essere esclusivamente in nylon. Le
dimensioni del complesso scorrevole, il diametro del rullo e l’altezza della sella di scorrimento
devono essere proporzionali alle dimensioni ed al peso delle tubazioni sopportate. In particolare.
L’altezza della sella deve consentire il montaggio del rivestimento isolante, senza interruzioni in
corrispondenza degli appoggi. La sella deve essere montata in modo da assicurare una lunghezza di
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scorrimento, nel senso della dilatazione del tubo, sufficiente a garantire il movimento del tubo
stesso nelle condizioni limite di impiego.
1.16.2 Sospensioni pendolari
Si impiegheranno staffaggi a collare a doppio snodo, atti a consentire il movimento delle tubazioni
sotto la spinta delle dilatazioni termiche; collari e barre filettate dovranno essere in acciaio zincato.
Tale tipo di staffaggio non potrà venire utilizzato in corrispondenza di compensatori di dilatazione
assiali.
Dove si prevede che il fluido scorrente nel tubo possa trasmettere rumori o vibrazioni alle strutture
di sostegno, si adotteranno collari con guarnizione gommata. Qualora il sistema, montato
inizialmente senza guarnizioni, si riveli, all’atto del collaudo, rumoroso, la Ditta installatrice dovrà
provvedere a propria cura e spese al montaggio delle guarnizioni gommate su tutta la lunghezza del
tubo interessata.
1.17 COMPENSATORI DI DILATAZIONE
Sulla scorta del tracciato e dell’andamento definitivo delle reti di tubazioni dei fluidi caldi, la Ditta
installatrice deve redigere il progetto meccanico esecutivo costruttivo del sistema di compensazione
delle dilatazioni, tenendo conto delle condizioni limite di funzionamento.
Il progetto dovrà riportare chiaramente posizione dei compensatori e dei punti fissi, tipo, modello,
marca dei compensatori stessi, entità degli spostamenti, valutazione degli sforzi e delle spinte.
Dovranno essere attuati tutti gli accorgimento costruttivi necessari al corretto funzionamento del
sistema, in esercizio e nelle fasi di messa a regime, prevedendo compensatori di dilatazione e punti
fissi dove necessario, anche se non specificatamente indicati nel Capitolato o nei disegni di
progetto. Ogni inconveniente pratico di funzionamento che dovesse eventualmente verificarsi sarà
imputabile esclusivamente alla Ditta esecutrice, senza riserve.
1.17.1 Compensatori di dilatazione assiali
Elementi lineari flessibili, costituiti da un corpo centrale con soffietto in lamiera di acciaio
multiparete inossidabile AISI 304 o AISI 321 senza saldature circonferenziali, formato da
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ondulazioni di numero ed altezza proporzionali alla dilatazione da compensare, e due terminali in
acciaio al carbonio con estremità bisellate per il collegamento elle tubazioni del sistema mediante
saldatura.
Devono essere impiegati esclusivamente per la compensazione di dilatazioni che si verificano in
senso longitudinale in tratti di tubo rettilinei. In questo caso le tubazioni devono essere delimitate da
punti fissi e guidate assialmente mediante opportuni supporti scorrevoli, che impediscano
qualunque movimento laterale delle tubazioni stesse.
In condizioni di funzionamento, i compensatori assiali devono lavorare per metà corsa a trazione e
per metà corsa a compressione: queste apparecchiature devono pertanto essere installate con una
pretensione di montaggio. A tale scopo, dopo avere ancorato i punti fissi, una estremità del
compensatore viene congiunta al tubo, mentre l’altra estremità viene tesa dell’esatta misura
calcolata, secondo le istruzioni generali di montaggio relative al tipo e modello di compensatore
adottato.
I supporti devono garantire alle tubazioni piena libertà di movimenti assiali, e contemporaneamente
impedire quelli laterali, oltre a sopportare il peso delle tubazioni stesse. Pertanto i supporti e le
guide debbono essere eseguiti e posizionati in modo che la tubazione, che dilatandosi deve vincere
la resistenza propria del compensatore, scorra secondo il proprio asse e non devii lateralmente, ne si
alzi.
In nessun caso sono ammesse, in prossimità di compensatori assiali, sospensioni pendolari o a
catenaria.
1.17.2 Compensatori di dilatazione laterali e angolari
Elementi lineari flessibili, costituiti da un corpo centrale con soffietto in lamiera di acciaio
multiparete inossidabile AISI 304 o AISI 321 senza saldature circonferenziali, formato da
ondulazioni di numero ed altezza proporzionali alla dilatazione da compensare, e due terminali in
acciaio al carbonio con estremità bisellate per il collegamento elle tubazioni del sistema mediante
saldatura, e da uno snodo al centro che consenta solamente movimenti di rotazione dei
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compensatori attorno all’asse dello snodo stesso. Queste apparecchiature non possono consentire
movimenti nella direzione dell’asse del tubo, ma solamente movimento angolari.
Devono venire impiegate soprattutto per assorbire dilatazioni di tubazioni rettilinee di notevole
lunghezza, e in tutti i casi di sistemi articolati di tubazioni, sia complanari che su piani diversi.
I compensatori di questo tipo vengono sempre usati a “coppie” per i sistemi complanari, ovvero a
“terne” per i sistemi con articolazioni su più piani; in caso di sistemi più complessi possono venire
adoperate terne multiple.
I giunti devono venire installati con una pre-deformazione di montaggio pari al 50% di quella che si
prevede possa teoricamente verificarsi in condizioni di massima sollecitazione. Nell’eseguire questa
operazione, occorre tenere conto delle temperatura della tubazione al momento del montaggio.
Le tubazioni devono essere provviste di supporti scorrevoli, in numero e tipo adeguati al diametro e
alla lunghezza delle tubazioni stesse, in modo da consentire movimenti lungo l’asse del tubo.
In prossimità dei sistemi di compensazione laterale e angolare, i supporti debbono consentire anche
gli spostamenti laterali che sempre si verificano in presenza di questi tipi di compensatori.
1.18 PUNTI FISSI
I “punti fissi” dovranno essere realizzati applicando alla superficie esterna del tubo, nella zona
interessata, un tegolo metallico costituito da un tratto di semitubo avente lunghezza pari ad almeno
tre volte il diametro del tubo stesso, collegato mediante saldatura discontinua lungo le generatrici.
I profilati metallici che costituiscono gli elementi di forza del punto fisso dovranno essere saldati
alla superficie esterna di tale tegolo, e quindi opportunamente vincolati alle strutture portanti sulle
quali viene scaricata la spinta; e assolutamente vietato saldare i profilati direttamente sul tubo.
Durante le dilatazioni termiche, il tubo dovrà sempre premere contro la struttura portante, e mai
tendere a strappare la staffa della struttura stessa..
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1.19 ORGANI DI INTERCETTAZIONE
Le valvole devono essere di tipo e modello adatti all’impiego specifico. Per impianti ad acqua, a
temperatura inferiore a 100°C, potranno essere impiegate valvole a sfera in esecuzione PN 16 o
superiore, in ottone nichelato e cromato, fino al diametro di 2”1/2; al di sopra di tale diametro si
impiegheranno saracinesche in ghisa, corpo ovale, ugualmente PN 16 o superiore, ovvero valvole a
farfalla di prima qualità. In grado di assicurare una perfetta tenuta.
1.19.1 Saracinesche
Saracinesche a corpo ovale PN 16 o superiore a flange, corpo, cuneo, cappello, premistoppa e
volantino in ghisa, anelli di tenuta, bussola e dadi del premistoppa in ottone, albero in ottone
trafilato e stampato, controflange, bulloni e guarnizioni, temperatura massima di impiego 100°C.
1.19.2 Rubinetti a maschio in bronzo a due vie
Rubinetti a maschio a due vie, a manicotti, PN 16 o superiore, con corpo in bronzo, otturatore in
ottone a tenuta verso l’esterno mediante bussola precompressa in amianto graffiato, adatti per
impiego con temperatura max di 100°C, completi di materiale di consumo.
1.20 VALVOLE DI RITEGNO IN GHISA
Le valvole di ritegno in ghisa saranno di tipo a “clapet” a passaggio libero PN 16 o superiore, corpo,
coperchio e battente in ghisa, con anello di tenuta del corpo in ottone, atacchi flangiati, complete di
controflange, bulloni e guarnizioni..
1.21 POMPE
Le pompe dovranno essere conformi alle specifiche delle norme tecniche esistenti; in particolare, le
pompe centrifughe ad asse orizzontale dovranno essere unificate secondo le norme UNI 2585 o DIN
24255. Devono essere montate su appoggi che non trasmettano vibrazioni e collegate ai circuiti
utilizzatori mediante giunti antivibranti, i quali avranno corpo elastico di forma sferica, in gomma,
con rete di supporto in nylon e filo di acciaio.
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Le pompe dovranno essere adatte all’impiego, per temperature e pressioni richieste. Lo smontaggio
del motore dovrà poter essere effettuato lasciando il corpo pompe collegato alle tubazioni.
I motori saranno di tipo chiuso a ventilazione esterna od a rotore bagnato, con grado di protezione
IP44 o superiore e isolamento in Classe B. Dovranno avere incorporata una protezione termica
contro surriscaldamento, bloccaggio, mancanza di fase. Il fattore di potenza dovrà essere non
inferiore a 0,9.
1.22 ATTRAVERSAMENTO DI SUPERFICI DI COMPARTIMENTAZIONE
In diversi casi, le tubazioni degli impianti potrebbero dover attraversare pareti verticali o solette che
delimitano una zona di compartimentazione. In tutti questi casi, dopo la posa del tubo e del relativo
eventuale isolamento, la Ditta installatrice degli impianti meccanici dovrà provvedere alla perfetta
sigillatura del foro di attraversamento, sia quando questo sia stato realizzato dalla Ditta installatrice
stessa, sia quando fosse già presente nella parete o soletta, essendo stato eseguito in precedenza.
Al termine della sigillatura, realizzata con materiale autoespandente ignifugo, provvisto della
richiesta certificazione, che realizzi una perfetta tenuta, la superfcie di compartimentazione dovrà
avere acquistato, o riacquistato, in tutta la sua estensione, le caratteristiche di resistenza al fuoco
necessarie.
Non sono ammessi movimenti di scorrimento delle tubazioni, a causa della dilatazione termica delle
tubazioni stesse, attraverso pareti o solette di compartimentazione. Nel progetto meccanico di
installazione si dovrà allora sempre prevedere la realizzazione di punti fissi in corrispondenza di
tutti gli attraversamenti; una volta bloccato il tubo, si provvederà alla sigillatura del foro, come
sopra indicato.
Qualora la superficie di compartimentazione sia attraversata da un canale dell’impianto di mandata
od estrazione aria, occorra installare, tanto sui canali di mandata che su quelli di ripresa, compresi
ove il caso i raccordi di bocchette o i colli degli anemostati, serrande tagliafuoco.
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1.23 APPARECCHI IGIENICO-SANITARI
Gli apparecchi sanitari in generale, indipendentemente dalla loro forma e dal materiale costituente,
saranno concordati con la D. L. e devono soddisfare i seguenti requisiti:
-
robustezza meccanica;
-
durabilità meccanica;
-
assenza di difetti visibili ed estetici;
-
resistenza all'abrasione;
-
pulibilità di tutte le parti che possono venire a contatto con l'acqua sporca;
-
resistenza alla corrosione (per quelli con supporto metallico);
-
funzionalità idraulica.
Per gli apparecchi di ceramica la rispondenza alle prescrizioni di cui sopra si intende comprovata se
essi rispondono alle seguenti norme: UNI 8949/1 per i vasi, UNI 4543/1 e 8949/1 per gli orinatoi,
UNI 8951/1 per i lavabi, UNI 8950/1 per bidet. Per gli altri apparecchi deve essere comprovata la
rispondenza alla norma UNI 4543/1 relativa al materiale ceramico ed alle caratteristiche funzionali
di cui sopra.
Per gli apparecchi a base di materie plastiche la rispondenza alle prescrizioni di cui sopra si ritiene
comprovata se essi rispondono alle seguenti norme: UNI EN 263 per le lastre acriliche colate per
vasche da bagno e piatti doccia, norme UNI EN sulle dimensioni di raccordo dei diversi apparecchi
sanitari ed alle seguenti norme specifiche: UNI 81941 per lavabi di resina metacrilica; UNI 8196
per vasi di resina metacrilica; UNI EN 198 per vasche di resina metacrilica; UNI 8192 per i piatti
doccia di resina metacrilica; UNI 8195 per bidet di resina metacrilica.
I rubinetti sanitari considerati nel presente punto, indipendentemente dal tipo e dalla soluzione
costruttiva, saranno concordati con la D. L. e devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
-
inalterabilità dei materiali costituenti e non cessione di sostanze all'acqua;
-
tenuta all'acqua alle pressioni di esercizio;
-
conformazione della bocca di erogazione in modo da erogare acqua con filetto a getto regolare e
comunque senza spruzzi che vadano all'esterno dell'apparecchio sul quale devono essere
montati;
-
proporzionalità fra apertura e portata erogata;
-
minima perdita di carico alla massima erogazione;
-
silenziosità ed assenza di vibrazione in tutte le condizioni di funzionamento;
-
facile smontabilità e sostituzione di pezzi possibilmente con attrezzi elementari;
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-
continuità nella variazione di temperatura tra posizione di freddo e quella di caldo e viceversa
(per i rubinetti miscelatori).
La rispondenza alle caratteristiche sopra elencate si intende soddisfatta per i rubinetti singoli e
gruppi miscelatori quando essi rispondono alla norma UNI EN 200 e ne viene comprovata la
rispondenza con certificati di prova e/o con apposizione del marchio UNI.
Per gli altri rubinetti si applica la UNI EN 200 per quanto possibile o si fa riferimento ad altre
norme tecniche (principalmente di enti normatori esteri).
I rubinetti devono essere forniti protetti da imballaggi adeguati in grado di proteggerli da urti, graffi,
ecc. nelle fasi di trasporto e movimentazione in cantiere. Il foglio informativo che accompagna il
prodotto deve dichiarare e, caratteristiche dello stesso e le altre informazioni utili per la posa,
manutenzione ecc.
I rubinetti inoltre dovranno essere dotati di dispositivi, installati nei rubinetti e nelle docce che,
mantenendo o migliorando le caratteristiche del getto d’acqua riducano il flusso a 7-10 l/min (tipo
disaeratori) ai sensi dell’allegato energetico – ambientale al regolamento edilizio del Comune di
Torino.
Sempre ai sensi del suddetto allegato energetico ambientale gli sciacquoni dei WC dovranno essere
a due livelli o con tasto di fermo per gradazione continua (Sono vietati gli sciacquoni a rubinetto).
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2
SISTEMA TELEMATICO E DI REGOLAZIONE
Caratteristiche tecniche standard come da sistema “Trend” o similari.
Dovrà essere proseguito e completato il sistema già installato nel I Lotto, in maniera conforme e
compatibile con quanto già presente in campo. In particolare andrà seguito lo schema descritto in
Tav TER 12/II.
Trattandosi principalmente di camere, il sistema dovrà essere in grado di gestire e controllare:
− Temperatura ed ora di accensione ventilconvettori;
− Accensione e spegnimento luci di ogni stanza;
− Gestione allarmi vari (lucernari, wc…)
− Impianto condizionamento a tutt’aria Palestra Residenza universitaria Edisu
− Estrattori dei bagni;
− Impianti di estrazione fumi dagli archivi
In particolare i componenti da montare nel II lotto sono i seguenti:
PALAZZO DEGLI STEMMI LOTTO II ELENCO MATERIALI TELECONTROLLO
MATERIALE
CONTROLLORE
MODULO
ESPANSIONE
INGRESSI DIGITALI
MODELLO
IQ2XX
4DIX
SRMV
TB/TX
VMXX
PIANO
PIANO
SOTTOTETTO
11
11
33
11
11
PIANO TERZO
3
3
15
5
5
PIANO SECONDO
4
4
24
8
8
PIANO PRIMO
PIANO
AMMEZZATO
4
4
24
8
8
4
4
21
7
7
PIANO TERRENO
1
1
3
1
1
PIANO INTERRATO
MATERIALE
TOTALE
3
3
9
5
5
30
30
129
45
45
RELE'
SONDA
VALVOLA
SINGOLO TEMPERATURA MOTORIZZATA
Segue ora una descrizione del sistema che comprende alcune caratteristiche dei componenti e le
caratteristiche generali del sistema installato nel I Lotto.
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2.1
DESCRIZIONE GENERALE DEL SISTEMA
La gestione degli impianti dovrà avvenire con supporto telematico. A tale scopo sarà necessario
installare una serie di sonde e apparecchiature, in grado di rilevare le grandezze da controllare,
nonché una serie di attuatori, per l’esecuzione delle regolazioni e manovre necessarie. Ciò dovrà
consentire di ottenere svariati vantaggi nella gestione degli impianti termici, che qui di seguito
vengono riassunti.
1. Si dovrà avere, sia da parte dell’Amministrazione che da parte del gestore, la possibilità di
conoscere in tempo reale le anomalie presenti sugli impianti, permettendo quindi un intervento
estremamente tempestivo e la rimozione della condizione di allarme tecnico in tempi molto
ristretti, verosimilmente prima che l’utente stesso abbia modo di avvertire gli effetti
dell’anomalia.
2. Il sistema dovrà consentire di offrire un livello di servizio molto elevato, con grandi prestazioni
in termini di comfort dell’utente, e senza dover per questo mobilitare grandi risorse in termini di
manodopera.
3. Il sistema dovrà permettere di ridurre considerevolmente gli oneri per la sorveglianza degli
impianti.
2.1.1
Scopo principale del telecontrollo
Il Sistema d’Automazione per Edifici descritto ha lo scopo di soddisfare i principali requisiti di
seguito indicati.
•
Consentire il controllo ed il monitoraggio continuo degli impianti controllati.
•
Eseguire automaticamente manovre di messa in sicurezza degli impianti tecnologici.
•
Realizzare processi d’automazione degli impianti tecnologici (Termici, Idraulici, Elettrici, e
Speciali).
•
Permettere operazioni di Telegestione e/o Telecontrollo degli Impianti Tecnologici.
•
Consentire (se richiesto) l’Integrazione di Sottosistemi tra loro Autonomi ed Indipendenti di tipo
Antincendio, Controllo Accessi ed Antintrusione o similari.
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2.2
CARATTERISTICHE DEL SISTEMA
La telematizzazione degli impianti dovrà :
(a)
essere basata su piattaforma Personal Computer con una o più Reti ad “Intelligenza
Distribuita”. Alcune delle funzioni descritte potrebbero non far parte del seguente Progetto, ma
prerequisiti fondamentali dovranno essere, la Flessibilità ,la Modularità dei componenti e l’apertura
del sistema a terze parti, per le future espansioni del Sistema come di seguito indicato.
(b)
avere Reti Locali e Remote operativamente indipendenti da ogni altra. Avere la capacità di
connettere sino ad almeno 1.000 Unità Periferiche, con più di 20.000 punti. Avere la possibilità di
supportare qualsiasi numero di Terminale Operatore siano essi su Rete Locale o Remota oppure
connessi localmente alle unità. Lo scambio dei dati tra diverse Unità Periferiche (peer to peer) sarà
permesso senza l’ausilio di concentratori.
(c)
Impiegare una rete di comunicazione con segnale portante in corrente, ad almeno 19.2K
Baud o maggiore, verificarne errori e parità del segnale, utilizzare interfaccia Standard RS232c e
comunicazione con piattaforme basate su Personal Computer.
(d)
Il Sistema d’Automazione per Edifici deve rispondere o superare le direttive, in relazione
agli standard di costruzione, sicurezza e protezione contro picchi di tensione elettrica, immunità
d’Emissioni Elettromagnetiche in ingresso ed in uscita. Questi disturbi possono causare un errato
funzionamento del Sistema oppure avere effetti negativi su apparati a loro limitrofi.
Norme di riferimento sono:
EMC Emissioni standard
-
EN50081-1
EMC Immunità standard
-
EN50082-1
-
IEC730-1 e direttive CE a partire dal 1 Gennaio 1996.
Sicurezza elettrica
Il costruttore o fornitore dichiarerà o indicherà, in relazione alla fornitura di tali prodotti, che essi
sono conformi o eccedono tutti gli standard sopra indicati.
(e)
Monitorare tutti gli eventuali guasti e difetti dei dispositivi e delle sottostazioni installate
sulla rete. Le sottostazioni ed i dispositivi di rete dovranno avere un watch-dog che isola il nodo
stesso dalla rete, in caso di mancanza d’alimentazione elettrica o guasto locale.
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(f)
Comunicare con le stazioni Operatore e gli altri siti attraverso modalità tipo PSTN/ISDN,
X25, Rete di Telefonia Cellulare, Sistemi di telefonia Privata a Sistemi tipo SMS (Short Message
System) con un minimo di 100 indirizzi esterni.
(g)
Avere la capacità di comunicare attraverso Reti Ethernet o Novell, usando standard di
comunicazione TCP/IP o Interfaccia Novell Netware.
(h)
Collegare Stampanti remote sulla Rete per ottenere localmente Reports e Messaggi
d’Allarme immediati.
(i)
Avere , da parte delle Unità Periferiche a Microprocessore ,la capacità di comunicare sulla
Rete, spedire e ricevere allarmi, monitorare e modificare i parametri di controllo, generare
specifiche informazioni a richiesta. Tali eventi verranno inviati continuativamente, sino al
ricevimento di un messaggio di conferma.
(j)
Avere batterie di back-up dei dispositivi di Rete per garantire una completa funzionalità
per almeno un periodo di un’ora.
(k)
Essere configurato in modo tale da inviare gli allarmi ad una Centrale Operativa di
Gestione o ad una Rete Principale di Supervisione (supervisione Server & Clients su Windows NT).
(l) Avere programmi utente per permettere la verifica delle strategie, degli algoritmi di controllo,
identificando in modo chiaro ogni tipo di modifica rispetto al file originale.
(m) Avere flessibilità ( strategie libere ) dei processi PID che potranno essere attivati e controllati
manualmente, e successivamente commutati in automatico.
(n)
Avere la capacità di connettere un numero elevato di Stazioni Operatore.
(o)
Avere un ampio sistema di password, con livelli d’accesso programmabili, con la possibilità di
assegnazione da parte dell’ Amministrazione di Operatori individuali con differenti livelli di accesso.
Tale struttura permetterà la protezione per modificare i set-point, le selezioni sequenze operative,
controllo e monitoraggio parametri, e ogni altro parametro di configurazione. Una password comune
invece, dovrà essere prevista ove l’accesso sarà consentito per i display operatore, terminali portatili o
tastiera per singolo/multiplo uso. Operazioni manuali, modifica di setpoint, avranno livelli di modifica
programmabili ed individuali, al fine di controllare l’accesso in funzione dei livelli di responsabilità e di
competenza assegnati. La password maggiormente capacitiva avrà accesso ai tools di programmazione
ed ai terminali operatori in genere. Nel display operatore, sarà memorizzato il traffico ed il transito degli
operatori con i propri identificativi, data ed ora. L’uscita dal sistema sarà regolata, dopo un tempo
predefinito di attesa.L’operatore di sistema potrà aggiungere, cancellare o modificare i codici di altri
operatori. Per mantenere segrete queste informazioni si userà un dischetto con tutti i dati relativi alle
password assegnate, e consegnato al responsabile dell’Amministrazione. Tutti gli operatori potranno
modificare la propria password , ma non il livello.
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(p)
Avere un sistema d’indirizzamento dei punti formato da testi identificativi, attraverso menù
autoguidati. Sono ammessi solo caratteri alfanumerici. Questi attributi dovranno poter essere
modificati/generati anche attraverso un terminale operatore.
(q)
Garantire ,attraverso il controllo Hardware e Software, che il Sistema nel suo complesso
non sia soggetto a disservizi causati da guasti singoli. In questo caso, il guasto verrà isolato, e
rimarrà ininfluente ai fini del funzionamento del resto del sistema stesso.
2.3
ARCHITETTURA DEL SISTEMA
L’architettura del sistema si dovrà articolare su 4 livelli che, partendo dal basso verso l’alto, saranno
costituiti dalle apparecchiature in campo, dai controllori BMS, dalle reti e dall’interfaccia operatore.
2.3.1
Apparecchiature in campo
Costituite da tutti gli attuatori quali valvole a 3 vie , servomotori ecc. e dalle relativi sonde di
controllo saranno gli strumenti con i quali il gestore dovrà controllare i processi di produzione
energetica . Attraverso la loro rilevazione l’Amministrazione controllerà che il servizio calore sia
erogato con le modalità richieste dal capitolato .
2.3.2
Controllori BMS
I Controllori della rete devono avere la capacità di operare in modo indipendente da ogni altro e
dalla piattaforma di supervisione. Eccezione fatta per le informazioni via rete, trasmesse in modalità
“peer to peer”.
Quando ad un evento generato dal controllore, sarà richiesto di trasmettere/ricevere delle
informazioni attraverso un altro controllore, e per qualsiasi ragione esso non sia alimentato o
spento, il rimando dovrà essere operato come funzione di default. La condizione di base dall’ultimo
riconoscimento, verrà assunta come tale, sin quando la situazione non sarà ristabilita. La funzione di
memoria del controllore dovrà essere in grado di ritenere in caso di “mancata alimentazione” tutte
le informazioni per un minimo di sei mesi, sino al ripristino della stessa.
Le alimentazioni del Controllore saranno fornite da un dispositivo UPS o da una batteria di backup
inserita nel controllore stesso.
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L’Architettura del sistema deve tenere conto della possibilità di poter comunicare, tutte le
informazioni, attraverso uno o più controllori. Questo deve consentire ad un elemento del
controllore, nel caso in cui il Controllore sia fuori servizio, la possibilità di modificare il processo.
Ad esempio per la gestione di due gruppi frigoriferi, in caso di guasto sia demandata a due differenti
controllori.
I controllori devono inoltre avere la capacità intrinseca di diagnostica ed analisi delle condizioni
della rete. Questa caratteristica non deve degradare il traffico di rete in qualsiasi modo, e rimanere
invisibile agli operatori a meno che una data situazione generi un’azione di rimedio.
2.3.3
Reti
Il Sistema d’Automazione e Controllo deve essere indipendente dalla rete ad eccezion fatta per i
dati “Peer to Peer” come specificato precedentemente. Alcune considerazioni devono essere fatte in
funzione del fatto che, la rete essendo ad uso esclusivo non è condivisibile contemporaneamente
con altri standard di comunicazione.
Tutte le opportune considerazioni sono fatte nel rispetto delle norme per gli standard di
comunicazione e di costruzione, al fine di assicurarne l’osservanza.
La progettazione funzionale dell’architettura del sistema e del prodotto sarà sviluppata per limitare
al minimo, qualsiasi rischio della rete. In caso di rottura della rete stessa, essa dovrà inviare alle
rispettive autorità, un allarme di riconoscimento dell’evento, indicandone località e natura del
guasto
Il gestore deve rendere disponibile le informazioni dell’architettura di sistema al fine di verificarne
la compatibilità con le descrizioni funzionali.
Le reti di comunicazione devono poter viaggiare in modalità uni o bidirezionale. Quando sarà
necessario un messaggio di allarme verrà reso disponibile sulla rete e riconosciuto dalla postazione
del sistema di supervisione.
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2.3.4
Interfaccia operatore
Sono da prevedersi 2 stazioni operatore di cui una denominata
denominata “Operatore” costituite da Personal Computer
“principale” , mentre l’altra
completi di stampante e ulteriori
periferiche sotto dettagliate. Per quanto riguarda gli altri dispositivi d’interfaccia ,ogni controllore
dovrà essere provvisto di tastiere locali o di display a cristalli liquidi , mentre per quegli impianti
dotati di più di un controllore sarà concesso l’uso di un solo pannello visore di rete.
2.4
CARATTERISTICHE TECNICHE MINIME DELLE PARTI DEL SISTEMA TELEMATICO
Le stazioni Operatore principale saranno ubicate localmente presso il centro di Controllo Impianti
Tecnologici dell’Amministrazione e del Gestore.
2.4.1
Stazione Operatore Principale ed Operatore Utente
HARDWARE
PC Compatibile avente le seguenti caratteristiche minime: Case Middle-Tower, Mother-Board di
ultima generazione, Processore Intel Pentium III a 700 MHz, 128 Mbyte di memoria RAM, Harddisk da 9 Gbyte, Scheda Video ad alta risoluzione da almeno 8 Mbyte, Monitor 17” ad alta
risoluzione con frequenza di aggiornamento pari a 85 Hz con risoluzione 1280*1024, Tastiera
italiana, Mouse a 3 tasti con funzione shock-wave, Stampante di sistema a 80 colonne con trazione
meccanica, Stampante a colori con tecnologia Bubble-Jet e risoluzione di almeno 600 dpi.
Le specifiche hardware che si differenziano dalle caratteristiche precedentemente descritte,
dovranno essere indicate all’Amministrazione con le dovute spiegazioni del caso, ed indicando le
eventuali modifiche della piattaforma su cui si baseranno. Le specifiche della piattaforma PC
dovranno essere di marche gradite dall’Amministrazione, ove queste rispettino i minimi prerequisiti
sopra descritti.
SOFTWARE
I software delle stazioni operatore saranno basati su sistema operativo Windows 98 o superiore,
permettendo agli altri programmi applicativi di essere eseguiti congiuntamente. Quando si lavora in
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multi-tasking i software devono essere configurati in modo da portare in primo piano la finestra
degli allarmi del Sistema di Automazione. Il software di gestione sarà un pacchetto completo e
modulare, fornito con copie di riserva, manuali e istruzioni operative.
Il software del terminale operatore del Sistema di Automazione sarà provvisto dei seguenti requisiti:
•
Display grafico a colori (vedi sotto)
•
Display a testi dinamico (vedi sotto).
•
Tasti funzione per modifica parametri e setpoint con livelli di accesso individuali.
•
Attivazione sonora e Riconoscimento allarmi.
•
Files storici d’allarme.
•
Registrazioni di tendenza sino a 4 tracce, scala automatica di adattamento opzione a colori.
•
Composizione istantanea d’ogni parametro analogico con scelta del tempo di aggiornamento
(non necessariamente delle registrazioni di tendenza).
•
Operatività calendari e ritrasmissione allarmi.
•
Calendario totale e locale, inclusi giorni speciali e vacanze.
•
Codici d’accesso , generazione e modifica.
•
Controllo della Stampante/Plotter per consentire la stampa delle registrazioni di tendenza,
allarmi, codici d’accesso, ingressi/uscite degli operatori al sistema
•
Archiviare visualizzare le tendenze grafiche , e pagine grafiche
•
Analisi dei dati, gestione programmi costi.
•
Programmi d’ingegneria per aver accesso alle configurazioni delle sottostazioni e dei terminali
operatori.
Grafici a Colori:
Nella fattispecie si dovrà poter gestire attraverso gli stessi almeno i seguenti punti:
•
Ciascun punto, condizione o stato (es. Marcia/ Arresto),valore analogico con parametri di
ingegneria (es.'C, UR%, l/s ), segnale di uscita (es.% aperto, gpm).
•
Tutti i parametri calcolati sono dettati dalle specifiche (es. media, alta, bassa).
•
Ottimizzazioni schede orarie (start, stop,)
•
Modifica setpoint e operazioni manuali.
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•
Sequenze operative utilizzate.
•
Calcoli d’efficienza/energetici.
•
Condizioni di allarme e presentazione grafica delle anomalie.
•
Icona dei testi d’allarme, grafici preconfigurati ed altre forme.
•
Selezione azioni di controllo preconfigurate.
Pagine di testo dinamico:
Le pagine di testo saranno configurate con una diretta associazione ad ogni oggetto dell’impianto.
Esse potranno visualizzare stato ed ore di funzionamento attuale, numero di partenze ed altre
condizioni quando richieste in accordo con l’Amministrazione.
Messaggi di allarme:
Gli allarmi generati da ogni sottostazione saranno processati dalla stazione operatore principale.
Ogni tipo potrà avere una combinazione dei seguenti parametri selezionabili dall’operatore:
2.4.2
•
Allarme generale/critico gruppo sottostazione, nome punto, posizione.
•
Destinazione Ri-trasmissione ad orari predefiniti.
•
Associazione automatica a pagina grafica dinamica.
•
Parametri d'impianto modificabili all’inizializzazione del processo.
•
Seleziona stampa.
•
Selezione allarme acustico
•
Creazione file allarmi.
•
Livello Codice d'accesso per acquisizione.
Tastiere locali / Pannello display di rete o locale / Interfaccia Utente
I displays locali saranno previsti in dotazione per ogni controllore dedicato a singolo impianto. Nel
caso in cui per un impianto ci siano più di un controllore saranno ammessi pannelli locali di rete .
Essi saranno provvisti di tastiera per la visualizzazione di tutti i punti delle singole sottostazioni di
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ciascun edificio, in modo che sia possibile accedere a tutti i parametri dell’impianto localmante
senza necessitare della supervisione remota.
2.4.3
Modem a chiamata automatica
Ciascuna Stazione Operatore, ciascun controllore remoto o gruppi di controllori remoti dovranno
essere dotati di apparati modem con chiamata automatica al fine di consentire la comunicazione
sulle reti telefoniche pubbliche disponibili. Il dispositivo hardware di chiamata automatica ed il
proprio software avrà caratteristiche di chiamata a toni od impulsi.
Il modem, il controllore e la scheda d'interfaccia di rete, saranno fornite con adeguate custodie
montate nello stesso pannello in modo da facilitare la connessione fisica tra loro.
La comunicazione esterna per il collegamento alla stazione operatore o ad altre sottostazioni dovrà
essere protetta comunque da codici di accesso.
2.4.4
Sottostazioni intelligenti
Tutte le sottostazioni a servizio degli impianti nei vari edifici dovranno utilizzare tutte le stesse
strategie di controllo. Il protocollo di comunicazione dovrà essere comune.
Nessun dispositivo dovrà essere fornito sprovvisto d’algoritmi di controllo. Le sottostazioni avranno
come prerequisiti minimi le seguenti caratteristiche tecniche:
•
Totale operatività in modo autonomo
•
Funzioni liberamente programmabili ad esempio fattori di conversione di scala, calcoli
matematici, testi dinamici e visualizzazione/modifica setpoint, e/o operazioni manuali.
•
Tutti i punti d'ingresso/uscita saranno costruttivamente formati per dare la massima protezione
contro eventuali danni provocati da impreviste tensioni in ingresso che possano causare danni
ad altri canali di ingresso
•
Un processo di ripristino automatico di tutte le funzioni operative sarà attivato in caso di
mancanza della tensione di rete senza ricorrere a nessun file o qualsiasi altra procedura.
Possedere sufficiente autonomia della batteria per conservare intatte le funzioni orologio e di
RAM in caso di spegnimento totale, per un periodo continuativo minimo di 6 mesi.
Gli ingressi digitali dovranno avere le seguenti caratteristiche peculiari :
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(a)
Capacità di visualizzare i cambiamenti di stato o d'evento dall’impianto con contatti in
assenza di tensione con valori resistivi al massimo 4k Ohm.
(b)
Capacità di visualizzare uscite impulsive provenienti da contatori con contatti in assenza di
tensione e frequenza di campionamento minima di 25Hz.
(c)
Visualizzazione della condizione di stato con led.
Gli ingressi analogici dovranno avere le seguenti caratteristiche peculiari :
(a)
Capacità di visualizzare i seguenti segnali direttamente senza l’ausilio di dispositivi
aggiuntivi:
•
0 - 10vdc. (ii) 4 - 20mA. (iii) 0 - 10,000 Ohms.
•
Ingressi digitali privi di tensione.
(b)
ADC (Analogue Digital Conversion) con risoluzione di 8 bit o maggiore.
Le uscite digitali dovranno avere le seguenti caratteristiche peculiari :
(a)
Contatti a relè in commutazione per tensione di alimentazione a 240vac, 5A resistivi.
(b)
Visualizzazione della condizione di stato con led o altro.
Le uscite analogiche in tensione dovranno avere le seguenti caratteristiche peculiari :
2.4.5
(a)
Segnale d'Uscita di 0 - 10vdc (500 Ohms carico minimo).
(b)
DAC (Digital Analogue Conversion) con risoluzione di 8 bit o maggiore.
Configurazione strategie di controllo
Il software standard residente nella ROM (firmware) della sottostazione sarà strutturato in modo
che l’Utente senza conoscenze specifiche di programmazione possa configurare e modificare le
strategie di controllo (vedi paragrafo corso d'istruzione). Un programma di configurazione grafica
consentirà all’utente attraverso diversi livelli di codici d'accesso l’aggiunta/modifica delle strategie.
Il firmware permetterà le seguenti funzioni:
•
Comparazione di funzioni di I/O incluso tempo di ritardo.
•
Scale e parametri di identificazioni di ingressi analogici, allarmi limiti di alta e bassa con soglie
di allarme modificabili , tempo di isteresi e segnale di linearizzazione ed inversione per gli
ingressi con caratteristiche a termistore.
•
Funzioni manuali ON/OFF e di ritaratura setpoint e costanti (vedi codici d'accesso).
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•
Operazioni matematiche incluse, moltiplicazione, divisione, radice quadrata, media, massimo,
minimo, maggiori di , minore di, e calcolo logaritmo, tipo efficienza, portata ed entalpia.
•
Operazioni di conteggio fornendo tariffa e totale dei periodi selezionati.
•
Logiche Booleane, con funzioni AND, OR, NAND, NOR.
•
Operazioni Timore, di ritardo ed anticipo.
•
Funzioni di controllo con azioni di tipo: proporzionale, integrale e derivata, valore manuale
predefinito in una specifica posizione.
•
Segnali d'Uscita: Incrementale, Analogico, tempo proporzionale ed attuatore passo passo.
Saranno possibili modifiche come: cambio isteresi, velocità di risposta, livello minimo e
massimo ed inversione di segnale.
•
Programma Avviamento/Fermata ottimale per riscaldamento e raffreddamento. Questo
programma accetterà variabili di temperatura ambiente (calcolo diretto o indiretto) , temperatura
esterna , temperatura di massa, temperatura di mandata media, e calcolo del tempo ottimale ON
ed OFF di connessione all’impianto. Il programma avrà un algoritmo d'auto apprendimento per
affinare la curva caratteristica, in modo da calcolare le costanti
di guadagno/perdita e
riutilizzare tale valore per risparmiare nei successivi periodi il corretto funzionamento. I rapporti
generati saranno disponibili indicando ogni elemento e condizione utile.
•
Il numero minimo di programmi settimanali disponibili sarà di 5 per ogni singola sottostazione.
Ognuno avrà 3 periodi per giorno. Il programma settimanale consentirà, operazioni in modo
autonomo oppure connessa ad altri. Per facilitare l’uso dei periodi standard sarà possibile
copiarli in ogni altro. Dovrà essere possibile programmare un anno solare completo incluse le
festività, giorni speciali ed eventi speciali. La funzione “orologio” sarà sintonizzata
automaticamente su l’ora BST/GMT e dalla LAN del sistema principale.
•
File degli allarmi storici, usato per identificare i vari disservizi, includendo anomalie di tutti i
punti relativi all’Impianto. Tutti gli allarmi saranno generati per eventi tipo: Superamento soglie
di allarme, ingressi di elementi da campo fuori campo, uscite di controllo oltre i limiti operativi,
operazioni interne anomale.
•
Le registrazioni di tendenza saranno registrate per i valori analogici desiderati su base minima di
64 campioni per ogni punto. Il tempo di campionamento di tali valori potrà essere selezionato
tra intervalli predefiniti. Da un minimo di 1 campione per giorno, sino ad un numero massimo di
campioni da definire.
•
Sarà generata infine in ogni controllore, una tabella grafica di tutti i valori ed i campioni
registrati con identificazione di data ora e valore per ogni singolo campione.
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PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA DELL’EDIFICIO
•
Verrà visualizzati, la sequenza logica per il controllo dell’algoritmo di minimo 1 secondo e
registrato (dove necessario) il cambiamento di stato o della condizione iniziale dell’impianto
controllato.
2.4.6
Sottostazione intelligente terminale
Le sottostazioni utilizzate per il controllo d'Impianti tipo VAV e Unità terminali fan-Coil, saranno
con caratteristiche simili a quelle indicate nel capitolo precedente, ma ovviamente differenti come
numero di I/O. La configurazione della strategia sarà identica e potrà essere modificata o scaricata
localmente o via Rete.
L’unità intelligente usata per queste applicazioni, avrà una strategia fissa preconfigurata .Tutti i
parametri operativi quali: setpoint, , registrazioni di tendenza grafica, segnali uscita di valvole o
motori, possono essere configurati sulla rete
2.4.7
Elementi in campo
La lista dei dispositivi da installare in campo, dovrà essere sottoposta per approvazione, unitamente
alla lista punti, all’ Amministrazione . Sarà indicato il numero totale, il tipo di dispositivi da
alimentare separatamente e per ognuno:
Costruttore, modello, campo, precisione, caratteristiche di flusso e di lavoro, campo della pressione
statica ed operativa da applicare ai trasduttori o agli attuatore.
In particolari casi, dove sono installati dispositivi in campo già preesistenti, il gestore sarà
responsabile della compatibilità e funzionalità di tali apparati in modo da garantirne l’affidabilità.
2.4.8
Sensori di temperatura
Una lista di sensori includerà , tipo, costruttore e prestazioni, e sarà sottoposta al cliente per
approvazione.
(a)
Sensori di temperatura per ambiente:
Tutti i sensori di temperatura installati nel Sistema saranno di tipo PT100/Termistore con segnale
lineare di 4-20mA/ resistivo. Il campo dei sensori sarà scelto in funzione dell’esperienza acquisita.
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I sensori di temperatura a capillare associati con i controllori terminali saranno di tipo a termistore.
La compensazione per la caratteristica non lineare non dovrà eccedere del +/- 5% sull’intero campo
di misura e non superiore al +/- 2% per il setpoint.
(b)
Sensori di temperatura da canale:
I sensori di temperatura da canale dovranno essere di tipo PT100/4-20mA/Resistivi, per canali fino
a 1M di diametro o quadrati. Al di sopra di tale misura, verrà fornito un sensore di media tipo
PT100/4-20mA/Resistivo, con l’elemento sensibile fissato per mezzo di clips all’interno del canale.
(c)
Sensori di temperatura a immersione:
I sensori di temperatura a immersione dovranno essere di tipo PT100/4-20mA/Resistivo montati in
pozzetti di acciaio. Tutti i pozzetti per l’acqua calda e refrigerata saranno forniti in acciaio. I
pozzetti saranno emessi liberamente dall’installatore secondo le specifiche di capitolato BEMS per
l’impianto in questione.
(d)
Sensori di temperatura a contatto:
I sensori di temperatura a contatto dovranno essere installati solamente in applicazioni dove
espressamente richiesto dal progettista. L’elemento sensibile sarà di tipo PT100, con cavetto
flessibile di connessione alla scatola elettronica.
(e)
sensori di temperatura esterna:
I sensori di temperatura esterna dovranno avere un campo di funzionamento pari a –40/40°C, con
segnale d’uscita pari a 4-20mA/Resistivo. Il grado di protezione richiesto sarà IP67 e se necessario
provvisto di dissipatore solare.
2.4.9
Sensori di umidità
I sensori di umidità dovranno possedere una buona stabilità di lettura nel tempo inferiori al 1% per
anno e un errore di lettura inferiore al +/-3% del campo di misura 20-90%RH incluso l’isteresi,
linearità e ripetibilità. L’uscita sarà 4-20mA lineare.
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2.4.10 Pressostati differenziali
Il pressostato differenziale utilizzato per monitorare lo stato dei ventilatori e dei filtri sarà fornito
completo di connettori per canale e tubetti in PVC di varie lunghezze. La modifica del campo di
funzionamento e dell’isteresi potranno essere nascoste per prevenire qualsiasi manomissione.
2.4.11 Sensore di pressione differenziale
Il sensore di pressione differenziale per la misura della pressioni nei canali dovrà avere una
precisione di 1% e una risoluzione di 0.1% o migliore, con un segnale d’uscita pari a 4-20mA. Il
sensore sarà fornito completo di connettori e tubetti.
Sensore di pressione
Il sensore di pressione per le misure di pressione dell’aria maggiori di 1 bar dovrà essere
dimensionato considerando di non superare di 2 volte la massima pressione e 1.5-2 volte la
pressione di lavoro. La misura avrà una precisione di 1% e una risoluzione di 0.1% o migliore, con
un segnale d’uscita pari a 4-20mA. Il sensore sarà fornito completo di connettori e tubetti.
2.4.12 Potenziometro remoto di ritaratura
Dove necessario è possibile effettuare una ritaratura locale del setpoint. La scala e il campo saranno
ottenute nel software così da permettere al progettista di impostare i valori più consoni all’impianto
da controllare. Il potenziometro remoto di ritaratura dovrà essere montato come parte integrante del
sensore di temperatura o nello stesso contenitore come indicato dalle specifiche tecniche.
2.4.13 Termostato antigelo
Dovrà essere di tipo a capillare con riarmo manuale. L’elemento sensibile dovrà essere fissato a zigzag all’interno del canale rispettando la distanza di 5 cm dalla base dello stesso.
2.4.14 Contatore di elettricità
I contatori di elettricità saranno con display visivo a 7 caratteri e uscita impulsiva VFC (max 25Hza
FLC). Il contatore sarà del tipo a 4 fili sbilanciato, classe 2 (IEC 521). I trasformatori di corrente
dovranno essere forniti liberamente secondo le specifiche del capitolato elettrico al personale
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incaricato. I CT dovranno essere forniti di ponticelli per permettere la semplice disconnessione dalla
rete.
Dovranno essere monitorati almeno i seguenti parametri:
•
Tensione delle fasi.
•
Corrente di linea resistiva & induttiva.
•
Sfasamento & fattore di potenza medio.
•
Angolo di sfasamento, R-Y, R-B.
•
Frequenza di alimentazione.
•
Potenza attiva, reattiva e apparente.
•
Energia consumata & generata.
•
Energia reattiva leading/lagging.
•
Energia apparente & Massima richiesta.
Il contatore intelligente di energia dovrà essere conforme alla normativa BS/6585/IEC 521 classe
0.5, e comunicare i dati direttamente al sistema BEMS. I trasformatori di corrente dovranno essere
forniti liberamente secondo le specifiche del capitolato elettrico al personale incaricato. I CT
dovranno essere forniti di ponticelli per permettere la semplice disconnessione dalla rete elettrica e
di relativo avviso di pericolo.
2.4.15 Contatori volumetrici
Il tipo proposto dovrà essere scelto per soddisfare applicazioni di pressioni statica e caduta di
pressione. Il campo (and turn-down ratio) del contatore dovrà essere scelto in modo tale che per la
portata nominale si conservi una precisione pari al +/-2% o migliore. No positive displacement
types shall be employed where safety is jeopardised by lack of flow. I contatori di flusso dovranno
essere forniti di uscita impulsiva (max 25Hz per la portata massima) o 4-20mA. Tutti i contatori di
flusso saranno provvisti di trasduttori per le uscite e diagramma di calibrazione. Il personale
incaricato al BEMS dovrà segnalare al progettista ogni valvola isolata o circuito di bypass
necessario al fine di misurare e contenere il flusso.
Sub contatori per torri di raffreddamento e per pompe saranno inclusi.
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2.4.16 Pressostato differenziale
I pressostati differenziali per liquidi dovranno essere dimensionati considerando 2 volte la pressione
statica e/o 4 volte la pressione di lavoro. Tutte le parti interne al contatore dovranno essere in
acciaio, mentre i contatti elettrici avranno protezione IP67. La modifica del campo di
funzionamento e dell’isteresi potranno essere nascoste per prevenire qualsiasi manomissione.
2.4.17 Sensori di qualità dell’aria
I sensori di qualità dell’aria saranno forniti per essere montati nel canale di ripresa dell’ambiente. Il
sensore avrà il compito di monitorare la presenza di impurità nell’aria fornendo un segnale
analogico 0-10vdc. Il sensore sarà fornito con protezione IP67.
2.4.18 Interruttori di livello
Selezionabili in funzione della posizione di montaggio, tipo di liquido e numero di livelli di
intervento.
2.4.19 Sensori di luminosità
I sensori di luminosità dovranno avere un campo di 10-2000 Lux con corrispondente segnale
d’uscita pari a 4-20mA. Ogni sensore sarà provvisto di contenitore con grado di protezione IP67. I
sensori saranno montati in uno spazio aperto, non soggetti a zone d’ombra.
2.4.20 Valvole di regolazione ed attuatori
Le valvole di regolazione a tre vie (se non diversamente specificato) dovranno essere ad otturatore e
sede di tipo a chiusura ermetica, con caratteristica di flusso totalmente lineare.
Gli attuatori dovranno essere dotati d’alimentazione a bassa tensione, ritorno a molla, indicatore di
posizione e leva di regolazione manuale. Quando necessario, lo stelo delle valvole sarà fornito con
dissipatore di calore o riscaldatore per evitare un malfuzionamento dovuto ad eventuali
sovrariscaldamenti o congelamenti. Per ciascuna valvola fornita bisognerà indicare il nome del
produttore, il codice, il coefficiente di flusso e l’autorità.
Gli attuatori dovranno avere un contatto di fine corsa (eccetto per i fan-coils), al fine di indicare la
corretta posizione, e riportare la condizione al Sistema.
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2.4.21 Attuatori per serrande
A meno che non siano riscontrati difetti, si potranno riutilizzare gli attuatori per serrande
funzionanti, se già esistenti, o riportare ogni eventuale problema riscontrato all’Amministrazione.
La fornitura di attuatori per serrande per l’eventuale Integrazione e/o sostituzione dovrà essere
completa di tutti i kit di montaggio. Per gli attuatori pneumatici, si installeranno dei trasduttori
elettro-pneumatici. Se non funzionanti, saranno sostituiti con equivalenti elettronici.
2.4.22 Regolatori a velocità variabile
Il gestore sarà responsabile dell’interfacciamento tra le uscite del sistema e i variatori di velocità per
i motori, fornendo qualsiasi trasduttore o interfaccia necessaria incluso eventuali protezioni.
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3
3.1
OPERE ELETTRICHE
IMPIANTI ELETTRICI
I conduttori elettrici, in guaina isolata, correranno entro tubi o, eventualmente, canalette di
protezione. Dovranno venire impiegati cavi di tipo G5, non propaganti incendio, secondo norme
CEI 20-22; la sezione di detti cavi non potrà essere inferiore a quanto specificato dalla Tabella 4. Il
diametro dei tubi protettivi, in PVC, esecuzione con grado di protezione IP55 o superiore, dovrà
essere in ogni modo pari ad almeno 1,3 volte il diametro del cerchio circoscitto al fascio di cavi in
esso contenuto.
Nelle centrali e sottocentrali i tubi correranno in vista, Eventuali canaline dovranno essere zincate
con procedimento ad immersione secondo norme CEI; in alternativa potranno essere in vetroresina.
Dovranno inoltre avere sezione adeguata alle esigenze dei cavi da installare ed essere coperte da
coperchio.
Lungo i percorsi comuni i conduttori appartenenti a sistemi diversi devono essere separati, a meno
che si utilizzi per tutti i circuiti cavo con isolamento del grado più elevato fra quelli richiesti. Le
scatole e le cassette di derivazione devono essere installate per ogni giunzione; sulle tubazioni, in
ogni caso, andranno installate ogni due curve, ogni brusco cambio di direzione e, comunque, ogni
dieci ml di tubo rettilineo.
Nelle parti di impianto a vista, si useranno cassette da esterno con imbocchi filettati. Per le
giunzioni si dovranno usare apposite morsettiere fisse. Ogni utenza deve essere sezionabile in loco
mediante sezionatore avente grado di protezione IP 55 o superiore.
3.2
QUADRI ELETTRICI DI CENTRALE E PER I VENTILCONVETTORI (QEVC)
La costruzione dei quadri elettrici deve essere eseguita nel pieno rispetto delle leggi e delle norme
vigenti in materia, nonché delle buone regole dell’arte per una perfetta realizzazione del prodotto. In
particolare si fa preciso riferimento alle disposizioni seguenti :
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Legge sulla prevenzione infortuni sul lavoro;
D.P.R. n° 547 del 27-04-55 e successivi aggiornamenti;
Legge n° 46 del 05-03-90;
Norme CEI relative ad apparecchiature costruite in fabbrica per tensioni non superiori a
1.000 V, apparecchiature di protezione e controllo, impianti elettrici ed impianti di messa a
terra;
Prescrizioni e raccomandazioni delle USSL e dei VV.F.;
Prescrizioni e raccomandazioni della Società distributrice dell’Energia Elettrica.
Tutte le portelle dei quadri saranno apribili a cerniera, quelle esterne saranno munite di serratura a
chiave, quelle interne saranno munite di viti a brugola. Inoltre quelle con apparecchiature in
tensione devono essere collegate alla struttura fissa con corda flessibile in rame (16 mmq). Deve
risultare agevole l’accesso e la sostituzione di qualsiasi apparecchiatura componente il quadro
Il quadro deve essere provvisto di interruttore onnipolare, ed i suoi cablaggi interni devono
osservare le seguenti prescrizioni :
Ciascun conduttore deve essere contrassegnato in modo chiaro e permanente ad entrambde
le estremità e dovrà essere munito di collari così colorati : marrone-grigio-nero per i
conduttori di fase e blu chiaro per i conduttori di neutro;
Nel caso di cavi multipli deve esservi deve esservi un contrassegno c.s. sul cavo e su ogni
conduttore di esso;
I contrassegni devono riportare le sigle e i numeri riportati sui disegni;
I conduttori all’interno dei quadri devono essere raccolti entro canalette facilmente
ispezionabili e costruiti in materiale non propagante l’incendio
Ciascuna apparecchiatura componente i quadri porterà una dicitura o sigla di indicazione; la dicitura
o sigla dovrà corrispondere a quella indicata sui disegni, e in ogni caso dovrà essere
preventivamente approvata dalla Direzione Lavori
L’accesso agli elementi ordinariamente in tensione all’interno dei quadri non deve essere possibile
con quadro chiuso. L’accesso all’interno del quadro, non deve rendere possibile il contatto diretto
con alcun elemento in tensione (morsettiere di ingresso, morsettiere di voltmetri ecc.): tutti questi
elementi saranno segregati. Allo stesso modo non deve essere possibile l’accesso alle sezioni
adiacenti dei quadri, che devono essere tra loro separate da protezione meccanica.
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Il settore regolazione e comando dovrà essere completamente separato dagli altri settori, tutte le
apparecchiature dovranno avere grado di protezione minimo IP 20 e pertanto permettere l’accesso
al settore senza togliere tensione ai quadri.
I collegamenti meccanici del quadro saranno realizzati tutti indistintamente con sistema
antiallentante.
La messa a terra sarà realizzata dopo adatta sverniciatura delle parti eventualmente verniciate, Le
connessioni dei cavi dovranno essere eseguite con capicorda applicati a pressione con apposite
pinze. Le serrature degli sportelli del settore morsettiere e regolazione dovranno essere con innesto
DIN.
I quadri dovranno essere previsti per la massima corrente di cortocircuito insita nell’impianto. I
trasformatori contenuti nei quadri dovranno essere conformi alle norme CEI sui trasformatori di
sicurezza.
Il quadro dovrà avere proprie sbarre di terra di sezione adeguata, con adatto dispositivo di
connessione diretto alla carcassa del quadro ed al dispersore di terra. Tutte le carcasse dovranno
essere connesse direttamente alla sbarra di terra in modo tale che la rimozione di un elemento non
interrompa la continuità di parte del circuito di protezione.
Per porte, coperchi e simili in generale la continuità galvanica stabilita da viti, bulloni, cerniere, ecc.
è da ritenersi sufficiente; a condizione che su di essi non sia montato alcun apparecchio attivo
appartenente a sistemi di categoria superiori alla categoria zero.
Se quest’ultima condizione non è soddisfatta, la continuità elettrica dovrà essere assicurata da
apposito conduttore, di sezione uniforme alla sezione maggiore dei conduttori attivi degli
apparecchi supportati.
Ogni modulo relativo ai quadri dovrà essere provvisto di golfari per il trasporto e di opportune
staffe di fissaggio. I quadri dovranno comprendere un vano apposito per la conservazione degli
schemi elettrici, ricavato in posizione facilmente accessibile e saldamente vincolato alla carpenteria
fissa o mobile. Si precisa inoltre che la rispondenza dei quadri alle normative delle quali si e detto,
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dovrà essere intesa in modo specificatamente ed analiticamente oggettiva, nel senso cioè che non
solo la costruzione nella sua globalità sarà rispondente a quanto stabilito nelle suddette norme, ma
lo saranno anche tutte le singole parti che lo compongono (materiali ed apparecchi) qualunque sia il
loro grado di importanza.
I lavori conseguenti a prescrizioni da parti degli enti preposti al controllo delle suddette leggi e
norme, dovranno essere a totale carico della Ditta Appaltatrice.
In tutti i casi comunque, i materiali dovranno essere di primaria marca, tenuto conto della più alta
affidabilità e della facilità di manutenzione.
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4
4.1
NORME PER L’ESECUZIONE DEI LAVORI
NORME DI CONDOTTA GENERALE
La Ditta installatrice è tenuta a far condurre i lavori per mezzo di un proprio rappresentante con
funzioni di Capocantiere responsabile anche se, in fase di esecuzione, la Committente provvederà
all’assistenza dei lavori tramite la Direzione Lavori.
Il titolare o legale rappresentante della Ditta appaltatrice che non conduce i lavori personalmente
potrà farsi rappresentare per mandato da persona fornita dei necessari requisiti di idoneità tecnici e
morali, alla quale dovrà conferire le facoltà necessarie per l’esecuzione dei lavori a norma di
contratto. Il Titolare o Legale Rappresentante della Ditta appaltatrice rimane in ogni caso unico
responsabile dell’operato del suo rappresentante, che assumerà la veste di direttore di cantiere. La
Ditta appaltatrice dovrà ottenere il benestare di gradimento delle Direzione lavori sul nominativo
del Direttore di Cantiere prima dell’inizio dei lavori, potendo la Direzione Lavori chiederne, per
motivi di particolare gravità e a suo insindacabile giudizio, l’immediata sostituzione durante tutto il
periodo dei lavori stessi.
Il personale della Direzione Lavori potrà in qualunque momento introdursi in qualsiasi punto del
cantiere e verificare gli stati di avanzamento lavori.
L’Impresa aggiudicataria dei lavori dovrà attenersi scrupolosamente sia a tutte le condizioni e
prescrizioni contenute nel presente Capitolato Speciale, sia alle indicazioni che, a tempo opportuno
e caso per caso, riceverà dalla Direzione Lavori.
Essa dovrà perciò eseguire a perfetta regola d’arte tutte le opere di appalto, provvedendo a tutti i
lavori e le provviste occorrenti per dare le opere completamente ultimate in ogni loro parte, anche
quando queste non siano dettagliatamente descritte nel presente capitolato. In particolar dovrà
provvedere ai ponteggi ed ai trasporti interni ed esterni che le saranno necessari.
Tutti i lavori dovranno essere eseguiti senza creare intralcio ad altre eventuali opere di
contemporanea realizzazione, della stessa Ditta o di altre Imprese appaltatrici. La Direzione Lavori
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potrà ordinare l’avvicendamento di alcune categorie di lavori compresi nel presente appalto; il fatto
non potrà essere pretesto alcuno per l’Appaltatore per la richiesta di indennizzi o compensi, ne tanto
meno di proroghe alla data di ultimazione dei lavori.
4.2
PROGRAMMA DEI LAVORI
La ditta appaltatrice dovrà presentare dettagliato cronoprogramma dei lavori per approvazione alla
Direzione Lavori.
L’andamento dei lavori sarà regolato dalla Ditta appaltatrice a suo piacimento e a sua completa
responsabilità, nel rispetto del programma dei lavori approvato, restando facoltà della Direzione
Lavori segnalare le irregolarità nella successione delle opere e indirizzare l’impresa su un
programma più consono alle esigenze di consegna, ma senza che questi interventi possano sollevare
assolutamente la Ditta appaltatrice dalla completa responsabilità dell’andamento dei lavori.
Se i lavori non procedessero conformemente al programma concordato ed in modo tale da non
assicurare il loro compimento nel tempo previsto, la Committente si riserva di far completare
l’impianto affidandone l’esecuzione ad altra Ditta, ed addebitando ogni spesa conseguente alla Ditta
assuntrice.
La Committente, dovendo coordinare installazioni di diversa natura nell’ambito del lavoro in
oggetto, si riserva di chiedere l’esecuzione di particolari lavori entro termini determinati senza che
l’Appaltatore possa esigere maggiori compensi.
4.3
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Gli impianti che formano oggetto del presente appalto dovranno essere eseguiti nel rispetto delle
vigenti norme in materia. In particolare, l’appalto è soggetto all’osservanza di tutte le condizioni,
non in contrasto con il presente Capitolato Speciale, riportate negli atti elencati nel seguito.
Norme in materia di prevenzione infortuni :
D.P.R. 27-4-1955 n° 547;
D.P.R. 7-1-1956 n° 164;
D.P.R. 20-3-1956 n° 320;
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Legge n° 186 del 1-03-68.
E’ a carico dell’Impresa appaltatrice e di sua esclusiva spettanza l’attuazione delle
misure di sicurezza previste dai suddetti Decreti, ivi compreso il controllo dell’idoneità
dei mezzi di protezione da lei adottati o messi a sua disposizione;
D.P.R. 19-3-1956 n° 303; Norme Generali per l’igiene del lavoro;
D.P.R. 13-7-1966 n° 615; contro l’inquinamento atmosferico, e relativo Ragolamento;
D.P.R. 24-5-1988 n° 203;
Norme di sicurezza di impianti termici; Ministero dell’Interno, Circolare Ministeriale n°
40 del 28 Maggio 1968, ed altre successive leggi e disposizioni;
Legge 05-03-90 n° 46: “Norme per la sicurezza degli impianti”;
D.L. 277 del 15-08-91;
Norme emanate dall’I.S.P.E.S.L., dal Corpo Nazionale dei VV.F., dall’Ufficio d’Igiene,
dal C.E.I. e da tute le disposizioni legislative in materia;
Norme del Comitato Termotecnico Italiano (C.T.I.) in materia di installazione di
impianti di ventilazione e di impianti di riscaldamento; in assenza di norme definitive si
fa riferimento alle norme provvisorie ed ai progetti di norme;
Norem C.E.I. per gli impianti elettrici, nella versione più aggiornata (richiamate dalla
legge 186/68);
D.M. 01-12-75 : “Norme di sicurezza per apparecchi contenenti fluidi sotto pressione”;
Capitolato Programma Tipo per impianti igienici sanitari, di distribuzione del gas, ecc.,
edito dall’istituto Poligrafico dello Stato, ultima edizione;
Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12-12-1985 : “Norme tecniche relative
alle tubazioni”;
D.P.R. 626 del 19-09-94;
Legge n° 10 del 09-01-1991, con successive modificazioni e relativi Regolamenti di
Attuazione;
Tutte le norme richiamate nei paragrafi specifici relative ad opere ed impianti.
In caso di discordanza tra i suddetti documenti fa comunque testo l’interpretazione della Direzione
Lavori.
Le tavole allegate e le modalità tecniche del presente Capitolato Speciale hanno lo scopo di indicare
i lavori da eseguire e di precisare i tipi di materiale da impiegare, ma l’Impresa esecutrice deve
compiere tutte le opere, anche se non specificatamente indicate nei citati documenti, necessarie per
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dare gli impianti ultimati e funzionanti in ogni loro parte, eseguiti secondo le buone regole della
termotecnica e dell’idraulica ed a regola d’arte.
4.4
RUMOROSITÀ
Dovranno venire osservate le prescrizioni della Norma UNI 8199-1981. Le sospensioni e il
fissaggio di tutti i condotti alle strutture debbono essere eseguiti in modo da non trasmettere rumori
o vibrazioni.
Tutte le apparecchiature con parti meccaniche rotanti o comunque in movimento ed i motori
elettrici devono essere installati su telai metallici con sospensioni elastiche, realizzati in modo da
non trasmettere rumori o vibrazioni.
4.5
ESECUZIONE DEGLI IMPIANTI
Gli impianti devono essere eseguiti in conformità ai disegni di progetto presentati dall’Impresa
Appaltatrice ed approvati dalla Committente; tali progetti si ritengono, in generale, esecutivi e non
costruttivi; in particolare, la posizione di corpi scaldanti e apparecchiature varie è da considerarsi
indicativa, e dovrà venire verificata all aluce delle reali esigenze architettoniche e strutturali
dell’opera realizzata.
Tuttavia, la ditta installatrice non potrà effettuare di propria iniziativa variazioni di alcun genere:
queste dovranno sempre essere concordate caso per caso con la Direzione Lavori.
Si sottolinea inoltre come le indicazioni ed i disegni di massima allegati al Capitolato, debbano
comunque sempre assumersi come indicativi, e così pure i dati ed i valori in essi riportati. Per la
corretta esecuzione di ogni categoria dei lavori sarà pertanto richiesta l’elaborazione di specifici
progetti esecutivi costruttivi, da sottoporsi all Direzioni Lavori per il benestare.
4.6
MODALITÀ TECNICHE E REQUISITI DELLA FORNITURA
Tutti i materiali impiegati dovranno sempre essere nuovi e di prima scelta, esenti da qualsiasi
imperfezione o difetto, apparente od occulto, e perfettamente corrispondenti all’uso.
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Per i sostegni, gli staffaggi e gli altri elementi non specificati sui disegni presentati, ma necessari
alla fornitura, le Ditte concorrenti presenteranno offerte secondo le soluzioni a loro abituali,
indicandone le caratteristiche. Tali soluzioni saranno esaminate e concordate con la Direzione
Lavori.
In particolare tutte le tubazioni in acciaio, nonché tutti i materiali ferrosi, se non verniciati
all’origine e non zincati, devono essere verniciati con due mani di antiruggine, di colore appropriato
e distintivo.
La verniciatura seguirà ad un’adeguata pulitura e preparazione delle superfici da verniciare:
spazzolatura, scrostatura, raschiatura ecc. Non dovranno essere invece verniciate quelle parti delle
apparecchiature che presentano superfici già saldate e verniciate a perfetta regola d’arte dalle case
costruttrici.
Qualora nel corso delle opere occorressero ripristini di componenti di apparecchiature o di involucri
delle stesse, le riverniciature andranno fatte con vernici equivalenti a quelle usate dalle case
costruttrici degli apparecchi.
Staffaggi o basamenti metallici, ed in genere qualsiasi opera di carpenteria metallica, installata
all’esterno e comunque soggetta agli agenti atmosferici, dovrà essere trattata con procedimento di
zincatura a bagno dopo la lavorazione. L’eventuale bulloneria utilizzata per l’assemblaggio dovrà
essere in acciaio inox. Per le superfici zincate la zincatura dovrà essere di ottima qualità, e di
grammatura adeguata all’impiego.
Dovranno essere applicate le targhette indicatrici su tutte le valvole e su tutte le apparecchiature.
Sulle tubazioni dovranno essere applicate fascette con colori distintivi per i diversi tipi di fluido
(acqua calda, acqua refrigerata, ecc.), con frecce indicatrici del verso di scorrimento del fluido
stesso. Analoghe fascette dovranno essere applicate sui canali dell’aria.
Tutte le parti metalliche dovranno essere collegate con la terra dell’impianto generale. Devono
essere previste tutte le opere accessorie per l’esecuzione degli impianti e la installazione delle
apparecchiature, compreso quanto necessario per il passaggio delle tubazioni e delle linee elettriche
nei muri e rispettiva loro chiusura.
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Occorre inoltre prevedere tutte le opere ed i ripristini conseguenti ai lavori eseguiti, il trasporto alla
pubblica discarica degli sfridi metallici, dei detriti e di tutti i materiali di risulta, e quant’altro per
dare l’impianto funzionante, completo in ogni sua parte, con opere eseguite a perfetta regola d’arte.
Vengono prescritti obbligatoriamente a carico dell’Impresa appaltatrice il ripristino, la riparazione o
la sostituzione di tutti i manufatti, apparecchiature, tubazioni, linee elettriche esistenti nel caso di
danni cagionati dall’Impresa appaltatrice nel corso dei lavori.
Tutti i materiali, apparecchi termici e idraulici, elettrici ecc. all’atto del loro arrivo in cantiere
devono essere sottoposti all’esame ed all’accettazione della Direzione Lavori, che può rifiutarli od
esigere la loro sostituzione, qualora non risultino corrispondenti a quelli previsti in sede di progetto
o non posseggano i requisiti necessari e le qualità richieste.
In ogni caso, anche se i materiali fossero stati impiegati e se ne rilevasse un qualsivoglia difetto,
anche dopo l’impiego e le prove, fino al collaudo definitivo la Ditta è tenuta alla sostituzione dei
medesimi sottoponendosi a tutte le spese relative, compresa quella del ripristino delle opere murarie
e varie.
Dovranno venire forniti e installati tutti gli strumenti di misura indicati negli schemi e disegni di
progetto, o nominati nelle descrizioni tecniche, o previsti dalle norme vigenti, o che comunque si
rendano necessari per poter controllare il funzionamento degli impianti, in tutte le loro sezioni.
Gli strumenti di misura quali manometri, termometri ecc. debbono corrispondere come dimensioni,
fondo scala, indicazioni, taratura, ecc. a quanto prescritto dalle vigenti normative. Per quanto
riguarda le unità di misura per tali strumenti, debbono essere osservate le disposizioni riportate nel
D.P.R. 12-08-82 n° 802. Manometri e termometri dovranno essere del tipo a quadrante.
I manometri saranno dotati di rubinetto di intercettazione e ricciolo in rame; se destinati ad
apparecchi in pressione, dovranno avere anche il rubinetto di prova del tipo a tre vie con flangia di
attacco al manometro campione.
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Tutti gli strumenti di misura dovranno venire sistemati in posizione tale da consentire una facile
lettura; in particolare, non dovranno venire installati su tubazioni, canali o collettori ad un’altezza
superiore ai 2 ml.
Durante il periodo intercorrente tra la data di ultimazione dei lavori e la visita di collaudo, la Ditta è
tenuta a sua cura e spese ad eseguire le riparazioni dei guasti agli impianti ed a mantenere gli
impianti stessi in perfetta efficienza con la sostituzione dei materiali difettosi.
L’impianto deve essere conforme a tutte le norme e leggi vigenti all’atto della presentazione
dell’offerta e nel corso dei lavori, ed in particoalre alle prescrizioni dei VV.F., della I.S.P.E.S.L., del
C.E.I. e del C.T.I.
Per gli impianti elettrici in particolare, tutti i materiali di fornitura dell’Appaltatore, impiegati
nell’esecuzione delle opere, dovranno essere della migliore qualità esistente in commercio e
rispondenti alle vigenti norme C.E.I. ed alle tabelle di unificazione C.E.I. ed U.N.E.L., ove queste
esistano. Tali materiali e le apparecchiature impiegate dovranno essere adatti all’ambiente nel quale
saranno installati e dovranno, in particolare, resistere alle azioni meccaniche, chimiche e termiche
alle quali potranno essere esposti durante l’esercizio.
I materiali e gli apparecchi per i quali è prevista la concessione del Marchio Italiano di Qualità
dovranno essere muniti di detto marchio, quelli per i quali sussiste il regime di concessione del
contrassegno C.E.I. dovranno essere muniti di tale contrassegno.
4.7
ACCETTAZIONE DEI MATERIALI - CAMPIONATURA
I materiali occorrenti per la costruzione delle opere dovranno essere riconosciuti da parte della
Direzione Lavori della miglior qualità e rispondere in ogni loro caratteristica ai requisiti richiesti e
alle prescrizioni del presente capitolato.
L’Impresa dovrà sottoporre di volta in volta alla Direzione Lavori i campioni di materiale da
impiegare nella costruzione, che potranno essere posti in opera solo dopo la preventiva accetazione
della Direzione Lavori.
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In particolare, per i materiali ed i manufatti dei quali siano richieste le caratteristiche REI dovranno
essere prodotte le prescritte certificazioni ed omologazioni ministeriali. Nessun materiale, fornitura
o manufatti, potrà essere posto in opera senza l’approvazione del campione relativo. Materiali,
forniture e manufatti posti senza la predetta approvazione dovranno essere rimossi a cura e spese
dell’Appaltatore, qualora la D.L. li ritenga, a suo insindacabile giudizio, non adeguati.
Valgono inoltre le norme fissate nei capitolati richiamati ed in mancanza di norme specifiche la
buona regola dell’arte.
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