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N° 30/Anno IV
Redazione Via Basento, 14 96100 Siracusa * Tel 0931 449410 Fax 0931 446599 *
Reg. Trib.Siracusa N°7/2004 * Direttore: Gregorio Valvo * Direttore Responsabile: Anna Gloria Valvo *
Editore: Parole Digitali * Grafica: Enrico Valvo * Stampa: Arti Grafiche Fratantonio di Pachino * Distribuzione: Duerreservizi
ggio
Copia oma
Sabato, 29 Settembre 2007
VERSO IL PD: NICITA DIVENTA IL MERLINO DI PISCITELLO;
BONOMO LANCILLOTTO PER LETTA; CHI COMANDERA’ A CAMELOT??
Siracusa – Le liste sono già pronte
e il popolo delle primarie si prepara
a scegliere in vista del prossimo 14
ottobre. Dalla scelta scaturiranno gli
organici a tutti i livelli del futuro
Partito Democratico. Non è sbagliato affermare che dai candidati più
votati verranno fuori non solo i
dirigenti del PD, bensì, anche le
LENTINI - IL “ NON CI STO ! ”
DELL’AVVOCATO ANGELO D’AMICO (UDC)
<< Chi deve fermarsi si fermi e riporti le istituzioni
a favore dei cittadini e non degli interessi personali>>
Lentini - L'avvocato Angelo D'Amico,
coordinatore dell'Udc di Lentini, dopo
avere scritto una lettera con toni di forte
rammarico per le divisioni che dilaniano il suo partito ha deciso di assumere
un atteggiamento super partes, annunciando di volersi sospendere dalla carica di dirigente del partito. A distanza di
molti mesi, come non è cambiata la
situazione conflittuale del gruppo consiliare Udc, quindi, non ha cambiato
idea in merito alla sua auto sospensioAngelo D’Amico
ne. Abbiamo chiesto all’avvocato Angelo D’Amico di fornirci la sua visione
dei fatti su quanto avviene nel mondo politico di Lentini.
Continua a pag. 3 >>>
rappresentanze istituzionali che il
nuovo partito guida del centro sinistra avrà ovunque. Come dire che,
non si vota solo per Veltroni, Letta
o altri, candidati alla segreteria nazionale e non si vota solo per indicare i segretari regionali. La scelta
del 14 ottobre che si farà versando
un euro agli scrutatori avrà il valore
di avere determinato anche chi sarà
a Siracusa a guidare il PD e con
quale segreteria o direzione provinciale. Qualunque risultato si registrerà non farà a favore dei soliti
noti padroni del vapore Ds e del
naviglio sgangherato della Margherita. La dimostrazione viene dal
fatto che le ultime del corridoio
Il segretario provinciale dell’Udc è accusato
di non avere ripristinato la normalità sezionale.
Sospetto: “ doveva essere amico dell’Aquilone
e invece pare abbia fatto amicizia con il giaguaro”
Francofonte
–
comunale, Ivano BoDalla città del tanavita che guida alrocco, dalla cittàmeno otto consiglieri,
roccaforte-Udc
perché il nono considella provincia di
gliere del suo partito,
Siracusa, parte l’atSalvo Infruttuoso,
tacco contro il seappartiene alla corgretario provinciale
rente dell’on. Pippo
Turi Magro. Un
Gianni, quindi in
attacco duro, un
dissenso con quanti
grido di allarme
nelle scorse elezioni
Ivano Bonavita
senza mezzi toni
regionali avevano
lanciato all’intero partito dello
votato per Nunzio Cappadona e
scudo crociato che porta la firma
non per Gianni.
del capogruppo Udc in consiglio
Continua a pag. 3 >>>
danno Rino Piscitello e Nino Consiglio sullo stesso progetto politico
che si richiama a Franceschini. Piscitello ha lasciato Rutelli che a sua
volta lo ha fatto depennare da Prodi
dal comitato dei 7 che decidono
sostituendolo con Pino Bighelli ex
Masteliano.
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L’AGGRESSIONE ALL’ASSESSORE BASILICO
SOLO “ UN FATTO INCRESCIOSO” ?
Pachino – Le botte all’assessore Aurelio Basilico, proprio davanti al palazzo
municipale di Pachino sono il sintomo
evidente del malessere che avvolge la
politica della città del pomodorino. Che
l’aggressore, Giuseppe Runza, militi
nella stessa lista politica, Forza Agricoltori, e inoltre abbia un figlio, Salvatore Runza, assessore al commercio
della Giunta comunale è un palese
aggravarsi della malattia. Le ferite al
volto dell’aggredito rappresentano il
Aureli Basilico
segnale di guardia prima che le acque
tumultuose possano tracimare dall’argine che le contiene. Un argine già attaccato da mille polemiche e da sospetti
di ogni genere che si riversano sugli attori della politica che sostengono la
giovane e già decotta esperienza del sindaco Giuseppe Campisi.
Continua a pag. 3 >>>
NOTO – AQUILONE-UDC PERDE COLPI E CONSIGLIERI
AUGUSTA – GIA’ PRIMA DELLA NASCITA IL PD E’ ALLO SBANDO.
Corrado Ferlisi si è dimesso dall’Udc parlando
di una totale mancanza di dialogo con i capi.
Lotte intestine in un campo di margherite o lotte nel mar dei sargassi dei piscitelliani:
pace è parola sconosciuta nel futuro Partito Democratico .
Noto – (Gabriele Russo) “L’Udc è assente e non dialoga
con gli eletti del partito per questo motivo preferisco lasciarlo
ed essere indipendente.” E’ questo l’atto di accusa avanzato
dal consigliere comunale di Noto, Corrado Ferlisi. Era stato
eletto lo scorso anno nella lista Aquilone-udc gestita dal duo
Turi Magro- Nunzio Cappadona. Dopo l’assetto dell’amministrazione comunale è poi sceso il silenzio con la totale assenza
d’incontri e decisioni da condividere. Sempre secondo il consigliere Ferlisi oggi nell’Udc di Noto i due assessori comunali
( Salvatore Roccaro e Salvo Filiberto ) in quota Udc avvertono
l’esigenza di sentirsi con i dirigenti provinciale di tanto in
tanto e negano il dialogo ai consiglieri che sostengono le loro
azioni amministrative nel consesso civico. Con una lettera
trasmesso al sindaco e al Presidente del Consiglio comunale
Ferlisi si è dichiaro indipendente in attesa di partiti migliori e
Corrado Ferlisi
meno “centralisti”. Per qualcuno la cosa viene letta come un
ennesimo segnale per i “capibastone” dell’Udc che pensano
che “ con la loro elezione e con l’occupazione del quadro di sottogoverno regionale e provinciale credono di avere risolto i problemi del mondo e non quelli del loro solo mondo.”
di Massimo Ciccarello
Augusta - Forse un giorno sarà anche un partito e non
solo una lista, ma certo che oggi le premesse non sono affatto incoraggianti. Perchè se il Pd vuole diventare una
realtà politica in grado di incidere sull'attività amministrativa di Augusta, di strada ne dovrà ancora percorrere tantissima. Lo sta a dimostrare lo scontro feroce scoppiato a
metà settimana fa fra la locale corrente di Egidio Ortisi,
oggi ufficialmente mariniani, e quanti sono rimasti con
Rino Piscitello, ufficiosamente definibili come franceschiani. E' una vera e propria guerra quella la segreteria della
Margherita ha dichiarata al suo gruppo consiliare, proprio a
pochi giorni dalle tante declamate primarie che sempre più
assomigliano ad una operazione di marketing, piuttosto che
all'atto fondativo di un nuovo soggetto politico. Il casus
Dai comuni della Provincia richieste di adesione al movimento fuori da schemi partitici imposti
belli è stato un banalissimo passaggio politico, che però ha
innescato una reazione troppo nervosa per non far capire
come la tensione fra le due componenti sia altissima. Cosa
che di solito avviene quando è in gioco una posta molto
alta, o la stessa sopravvivenza. Ma cosa ha spinto il coordinatore, Antonio Cammalleri, ad accusare sostanzialmente
ben 4 dei 5 compagni di partito che siedono a palazzo San
Biagio, di essere “etero diretti dall'esterno da parte di chi
vorrebbe conquistare il Comune per ragioni clientelari ed
inconfessabili”? Cosa hanno combinato di così grave Saro
Salmeri e compagni da vedersi notificare l'avviso della
segreteria cittadina che non sarà loro rilasciata “nessuna
autorizzazione a usare nome e simbolo della Margherita”?
Continua a pag. 3 >>>
SR - VINCIULLO NELLA BRACE DELLA CdL
DELFINO LIBERO ACCOGLIERA’ TANTI PERPLESSI SULLA SCELTA PD
Salvatore Mangiafico si rivolge a chi non vuole far cessare l’esperienza diellina della Margherita.
Siracusa - Forse è stata una coincidenza, forse una scelta capziosa
fattostà che il movimento Delfino Libero di Salvatore Mangiafico se
considerato come acronimo diventa DL proprio come Democrazia e
Libertà che stava in coda alla Margherita che sta per sciogliersi. Probabilmente chi ha scelto DL come nome di nuovo movimento ha
pensato di far continuare a vivere ancora, in un certo qual senso,
quel partito dove Mangiafico fino allo scioglimento sarà Presidente
Provinciale eletto dall’Assemblea. Questione di qualche settimana.
Secondo indiscrezioni il Delfino Libero ( “ Libero dagli schemi prefissati dei partiti dell’intero panorama politico della provincia di Siracusa “, afferma il giovane leader del movimento ) sarebbe nato anche
per accogliere quanti non hanno gradito la decisione di far morire
l’esperienza diellina e non si esclude che dopo le primarie del 14
ottobre che di fatto sotterreranno La Margherita , il Delfino di Mangiafico possa diventare un polo di attrazione per coloro che avranno
deciso di non passare nel Partito Democratico.
Continua a pag. 2 >>>
Enzo Vinciullo
www.salvatoremangiafico.it
Siracusa – Da quando il centro
destra si è accorto che, dalla
pubblica opinione, Enzo Vinciullo viene considerato come
“il vincente” candidato alle
elezioni provinciali prossime, si
sono aperte le manovre per
“disinnescarlo”. In modo particolare l’Udc ha aperto dei giochi di potere sotterraneo mirante a ridimensionare la figura
pubblica del Vinciullocandidato, mettendone in dubbio candidatura e reale sostegno. Anche alcune frange del
suo partito manovrano insieme
ai capi udc per giungere al singolare obiettivo di bloccare
ogni possibilità al “professore”
di Alleanza nazionale. Quando
il candidato Vinciullo ha annunciato di avere attivato da
qualche mese la prima sede di
comitato elettorale altro non ha
fatto che accendere la miccia
alle invidie e ai veti esiziali e
sotterranei.
Continua a pag.2 >>>
pag.
2
MELILLI – SBONA ANCHE
ASSESSORE DI SIRACUSA?
<< PROVOCAZIONE MPA! >>
Secondo Forza Italia, An, e Udc
le proposte dilatorie e provocatorie
del Mpa non finiscono mai.
Melilli – ( AGV ) Iano Sbona non lo sa, ma, a
Siracusa si discute di Lui come si potrebbe discutere di un invasore. Da quando circola voce che
potrebbe diventare Assessore al Vermexio in conto
Mpa, gli alleati del centrodestra si sono irrigiditi
pensando ad una provocazione del segretario Mpa
Salvo Sorbello, magari ispirata dallo stesso ex deputato regionale. Secondo le regole di Archimede
ai Melillesi pare sia concesso occupare con gli
ipermercati e con le attività industriali il territorio
di Città Giardino e anche una parte di viale Scala
Greca, ma, non una rappresentanza municipale.
Come dire, che un Melillese tutto sommato di…
Melilli, che fa politica a Melilli e il Consigliere al
comune di Melilli, nonché grande elettore di Pippo
Sorbello, oggi Sindaco e domani deputato regionale, l’assessore di Siracusa proprio non può farlo.
C’è un muro di incompatibilità impenetrabile. La
traduzione in politichese delle proposte del Mpa
direbbero: questi qua non vogliono entrare in
giunta e per non dirlo chiaramente tirano fuori tutti
i nomi che sono pesanti da digerire, come i peperoni a mezzanotte: Zappalà e Sbona. Adesso vediamo cosa s’inventa quel diavolo di Salvo Sorbello.
VINCIULLO NELLA BRACE
Dalla prima
I candidato in pectore del centro sinistra starebbero
muovendosi proprio in considerazione di un possibile ripetersi dell’effetto voto disgiunto che nel
2003 portò alla vittoria Bruno Marziano senza vera
maggioranza in Consiglio provinciale. Si sussurrano
gli ammiccamenti tra alcuni candidati di prestigio
del futuro PD e i maggiorenti dell’Udc in particolare. Allo stato solo da Mpa e da Forza Italia Vinciullo
può aspettarsi quello che potrebbe definirsi un sostegno reale alla sua candidatura alla Presidenza
della Provincia Forse i cittadini non lo sanno, ma, la
campagna elettorale è già cominciata dal momento
che i candidati in pectore con maggiori possibilità
vengono passati alla brace allo scopo di bruciali a
costo di giocare con troppo anticipo. A differenza
del 2003, quando Marziano partiva avvantaggiato
solo dalla certezza della sua ricandidatura, il centro
destra poteva ora godere dello stesso dovuto alla
candidatura del Vinciullo decisa anni addietro. Ma
che gusto ci sarebbe a far vincere un amico? Non è
forse vero che l’avversario firma cambiali più sostanziose se vince col voto dell’altro schieramento?
Sabato, 29 Settembre 2007
VERSO IL PD: NICITA DIVENTA IL MERLINO DI PISCITELLO;
BONOMO IL LANCILLOTTO DI FOTI; CHI COMANDERA’ A CAMELOT?
Dalla prima
Fino a qualche tempo addietro i piscitelliani
non gradivano neanche il semplice dialogo con
i discepoli del guru Pci-Pds.Ds, Consiglio ovviamente erano ricambiati con la stessa simpatia - ma ora le cose sono cambiate. Mescola
e rimescola hanno dovuto fare comunella nel
cercare di portare a casa il massimo del risultato possibile che gli consentirà, se non di avere
leadership del PD siracusano, almeno un piazzamento in grado di proteggere le retrovie del
potere politico. Ci sono in campo troppe incognite, troppi, personaggi non prevedibili perché non previsti, in origine, nella competizione. Neanche Nino consiglio, Turi Raiti, Bruno
Marziano, ci capiscono tanto in questo bailamme di chi entra e chi esce. Ecco perchè
Piscitello, ora che il gioco diventa duro, si è
dovuto affidare ad un “duro” che di queste
manovre se ne intende da sempre: Santi Nicita.
In pratica il giovane vecchio dc è diventato il
mago Merlino di questa Camelot che parte
sbandando e che non ha più un solo Re a comandare. Come dire che nel castello PD una
ristretta cerchia di cavalieri legati al defunto
Re, tende ad assumerne il controllo dell’apparato e mettere nelle celle di isolamento i nuovi
arrivati che appaiono agguerriti. Piscitello non
poteva affidarsi a Consiglio, che faceva politica quando lui aveva i calzini corti, ma scelto di
difendersi attraverso la magia democristiana
di mago Nicita, che proprio il Consiglio riteneva “morto e sepolto” almeno 10 anni addietro.
Ora fanno politica e strategie insieme, contro il
gruppo indomito dei nuovi cavalieri che sullo
scudo portano l’effige di Foti, mago anche lui
che con Nicita è stato a scuola insieme. Foti
nega di esserci nella battaglia di “Impegno
Democratico” che intende farsi largo nella
nuova struttura partitica. La parte del cavaliere
Lancillotto è toccata a Mario Bonomo che in
questa vicenda si batte come un leone per far
prevalere Enrico Letta sugli altri. Eppure, Bonomo non appare in nessuna lista, cosa che
lascia trasparire il fatto che l’ambizione di
“Lancillotto” va oltre qualche interesse locale.
Letta qualora riportasse un buon risultato, in
considerazione che è sostenuto solo da Impegno Democratico, c’è da scommettere che tra
non molto si vedrà Bonomo candidato al Parlamento nazionale, dove, ancora risulta essere
primo dei non eletti della lista IDV.
CARLENTINI - AMMINISTRATIVE PROSSIME
ANCORA UN0 SCONTRO MONACO – BATTAGLIA ?
Profilo umano e politico di due medici che da anni si rincorrono per guidare la cosa pubblica
Carlentini – (givi) E’ presto per
parlare delle candidature al comune di Carlentini nella prossima
primavera. Sapere chi sarà il consigliere eletto, a dire il vero, interessa a pochi, mentre, la città come al solito è tornata a chiedersi
chi sarà il prossimo sindaco. Tutti
si sono guardati attorno per settimane dopo che il sindaco Sergio
Monaco ha deciso improvvisamente di dimettersi dal momento
che non aveva più la maggioranza
per governare secondo i suoi intendimenti. Non è stata osservata
fino ad oggi nessuna emergente figura di sindaco. Ecco che i nomi che si tornano a fare sono
sempre quelli dei soliti due medici nemiciamici: Mario Battaglia e Sergio Monaco. Quasi
fosse una maledizione questi due professionisti
carlentinesi ormai da anni ( sono invecchiati
nel ruolo ) si battono e controbattono scambiandosi il posto alla guida del palazzo di città. Sognatore e fine ammaliatore comiziale
delle masse cittadine “ Sirgiuzzu” è stato anche
deputato all’Ars che ha saputo rinunciare a riproporsi per il solito colpo di testa. Monaco ha
dimostrato ripetutamente che non tiene affatto
da sin. Sergio Monaco e Mario Battaglia
ad essere sotto i riflettori della politica. Per
candidarsi si fa pregare, ma, quando rinuncia
al posto conquistato, decide da solo quasi sempre dopo aver dormito poco. Mario Battaglia, è
una figura specularmene contraria come carattere. Scherza sempre su tutto, anche se a volte
con diplomatica ferocia. Ha i suoi colpi di testa
che gli valgono il nomignolo di “cavallo pazzo”, ma, in Mario invece c’è sempre lucidità.
Riesce sempre a decidere per il meglio che
riesce a vedere nel colpo di palpebra. Al di
fuori delle competizioni amministrative che lo
interessano direttamente, è un credulone che
ORA E’ IL “NUCLEO” A DIVIDERE I SOSTENITORI DEL SINDACO
Dopo le accuse di “gettonificio” lanciate al cda della Fondazione Pisano arriva quella di “stipendificio”.
Lentini - Il sindaco Alfio Mangiameli tenta di saldare la te, alla gestione del sindaco Mangiameli, ricordando ai
squadra del 9 della sua “ maggioranza “ composita e tra- gianniani (anche con manifesti pubblici), che il sostegno
sversale utilizzando il sistema del sottogoverno da asse- al centro sinistra ha snaturato le regole dell’appartenenza
gnare. Un sistema importato da Siracusa dove i leader dei volute dalla politica, oltre al mandato degli elettori di centro destra. La tensione non sfiora i Gianniapartiti riescono a bloccare le crisi incipienti
ni che virtualmente hanno acquisito la
grazie alla spartizione della torta disponibi“spettanza”, ma, altri gruppi di sinistra come
le all’ente. La torta di un comune sempre in
lo SDI di Pippo Nicotra, i Ds e il gruppo
crisi come Lentini si è ristretta a poche coAgorà di Alessio Aloisi formato da consise. Quello che nei comuni maggiori della
glieri fuoriusciti dai Ds ( Crisci e Vasile).
provincia viene trascurato perché appena
Queste formazioni pretendono il diritto di
appetibile a Lentini diventa oggetto di masnomina di almeno un rappresentate nel
sima contesa, quindi, di lotte che viste da
NdV, ma, il sindaco difficilmente potrà aclontano appaiono come formiche agli occhi
contentarli tutti. Anche la lista “Alfio Sindadei giganti. La cortina, meglio sarebbe defico” pretenderebbe di essere considerata per
nirla una “Siesta Ferreo”, si chiama Nucleo
il peso che gli elettori hanno stabilito e non
di valutazione. In poche parole si tratterebsolo come lista del sindaco. Intanto le cose si
be di una ridotta commissione di tre aventi
complicano e la maggioranza è in gran travaspecifici titoli ( la specificità a volerlo può
glio, specialmente dopo la richiesta di verifidiventare elastica ndr) che per la misera
ca avanzata dal gruppo Vasile-Crisci, che
somma di 20 mila euro l’anno ciascuno si
Alessio Aloisi
secondo fonti vicine al sindaco di Lentini,
devono prendere la briga di valutare cose
portavoce Agorà
assume forma di ricatto politico. Non si è
inerenti al personale. Sono tre, ma per sodspenta ancora l’eco delle
accuse di
disfare tutti i gruppi che sostengono il sindaco dovrebbero essere non meno di cinque o sei. I litigi “gettonificio” avanzata (anche da posizioni politiche amisono all’ordine del giorno nelle riunioni che sull’argomen- che ) all’amministrazione comunale, dopo la nomina retrito si tentano. L’unico posto che sembra sia stato buita del CdA della Fondazione Pisano, che si comincia a
“riservato” sarebbe la presidenza del nucleo di valutazione, parlare di questa vicenda come di un possibile
perché si dice che la nomina sarebbe di pertinenza dell’on “stipendificio”. Alla luce dei fatti se il cosiddetto Nucleo
Gianni. Postazione guadagnata in pratica dai tre consiglieri di Valutazione fosse chiamato ad esprimere un parere sui
vicini all’onorevole col baffo tenendo in piedi l’ammini- politici lentinesi, anziché sui dipendenti, se la sua nomina
strazione di centro sinistra in carica. Inutile dire che i re- spettasse alla cittadinanza e non agli amministratori pubstanti tre consiglieri appartenenti all’altra Udc di Nunzio blici, chissà cosa verrebbe fuori. Intanto i giovani della
Cappadona, deputato regionale senza baffo ma con barba sinistra giovanile pensano d’invitare a Lentini Beppe Grilincolta, si “oppongono” in consiglio comunale, inutilmen- lo dopo averlo informato delle cose che si verificano.
corre dietro le promesse impossibili gli avanzano i maggiorenti
della politica quando hanno bisogno dei suoi voti. Comunque non
è sognatore come l’amico avversario di sempre. Sa quello che vuole
e riesce a prenderlo con decisione
grazie ad una squadra messa su
accuratamente dove ognuno, nel
bene e nel male, svolge un ruolo.
Mario è praticamente in campagna
elettorale silenziosa. Sergio alla
fine per fare un dispetto all’amico-nemico dopo una notte insonne
deciderà di scendere in campo per
non dire ai suoi concittadini che lui ha gettato
la spugna. Per dimostrare che quando si arrende lo fa per riguadagnare la forma fisica per
restare sul ring. Si annuncia un altro scontro
Monaco-Battaglia, con gli stessi identici temi
elettorali ma con alleanze rifatte. Nel senso
che a Carlentini i candidati, sono sempre quelli
e restano sempre fermi nelle loro convinzioni,
ma i sostenitori che fanno “ago della bilancia”
cambiano puntualmente idea sul candidato da
votare e far votare. Aspettiamo qualche mese
ancora per …vedere cose che gli umani non
hanno mai visto... se non a Carlentini.
DELFINO LIBERO ... SULLA SCELTA PD
Dalla prima
“ Osserviamo sofferenze e insofferenze di persone che trovano inadeguate alla democrazia le modalità di ingresso al PD - afferma Mangiafico – e queste sofferenze probabilmente aumenteranno fino alla
autoesclusione sia dal nuovo che dal vecchio.” Nessun nome di preciso avanza l’avvocato Mangiafico, ma, non si esclude che pensasse a
personaggi come Michelangelo Blandizzi di Pachino che è in lotta per
disfarsi dell’amministrazione del sindaco Campisi e non riesce a farsi
seguire dai partiti dello schieramento. Blandizzi e altri con le sue stesse
perplessità sul dopo Margherita potrebbero diventare dirigenti del
Delfino Libero se valutassero di accostarsi a questo movimento dalle “
mani libere” e senza schemi prefissati. Intanto decine di richieste di
contatto sono state lasciate sul sito www.salvatoremangiafico.it : “
contatti che prossimamente – dice il segretario provinciale del DL – che
il comitato direttivo provinciale sarà chiamato a valutare, pertanto possiamo già ipotizzare grosse novità in arrivo per la politica provinciale”.
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Sabato, 29 Settembre 2007
AUGUSTA – GIA’ PRIMA DELLA NASCITA IL PD E’ ALLO SBANDO.
Dalla prima
Hanno semplicemente eletto un nuovo
capogruppo. Non perchè Maurizio Marti
avesse qualche colpa specifica, ma più
banalmente perchè i 4/5 del gruppo consiliare hanno ritenuto che il mariniano Concetto Cannavà potesse rappresentare in
maniera politicamente più significativa il
gruppo stesso. Che per 4/5, appunto, da
qualche settimana è composto da mariniani. E' perciò molto singolare che il coordinatore cittadino, eletto dai tesserati della
Margherita, arrivi a usare espressioni forti
come “piccolo golpe di palazzo”, o come
“risibile e insensata” la scontata decisione
dei consiglieri comunali, eletti dal corpo
elettorale, di autogovernarsi nella loro
attività istituzionale come la stessa legge
prevede. E infatti la bacchettata arrivata
da Bruno Di Blasi, capocorrente locale
dei mariniani, è quasi lapalissiana: ”I consiglieri comunali sono espressione degli
elettori che nell’ambito della loro autonomia politica e amministrativa si assumono
responsabilità. Tali responsabilità per
ovvi motivi sono palesi a tutti e quindi
trasparenti in quanto manifeste in pubbliche adunanze”. Ma non occorreva l'intervento del consigliere provinciale a difesa
dei suoi, perchè la forte presa di posizione
da parte di Cammalleri avesse un effetto
devastante sull'immagine di novità che il
Pd tenta di darsi. Infatti il Pd sta cercando
disperatamente di proporsi a un elettorato
disilluso come un elemento “nuovo”. E
poiché le facce sono quelle di sempre, sia
in città che in provincia, talvolta un poco
indigeste tanto a chi si aspettava il
“nuovo” quanto a chi non si è mai rassegnato a un certo “vecchio”, il ritornello
delle dichiarazioni stampa ha cercato
quantomeno di accreditare il Pd come
soggetto che sarà guidato con metodi
nuovi rompendo. Cioè nettamente con la
vecchia forma partitica caratterizzata dallo strapotere delle segreterie e dal dominio dei signori delle tessere. Non è forse
per questo motivo che si stanno per celebrare le tanto decantate, e costose, primarie? Ma quando si passa dal marketing
elettorale ai fatti concreti, allora si scopre
che è cambiato solo il titolo della canzone
mentre la melodia è sempre la stessa. Il
“nuovo” partito non è ancora nato che già
la “segreteria” in pectore pretende il diritto di concedere il “bollino” a suo uso e
consumo. Dimenticando fra l'altro che il
12 ottobre la Margherita, così come i Ds,
cesserano giuridicamente di esistere, in
conformità a quanto deliberato nel congresso nazionale. Quello che potrebbe
sembrare uno scivolone di Cammalleri,
l'ennesimo di una carriera politica imposta dall'alto e non conquistata sul territorio, in realtà costituisce la risposta aggressiva al dinamismo mariniano. La componente Piscitello è uscita ammaccata dalla
vicenda candidature per la costituente
regionale. Per giunta si è trovato sulla
strada un Ortisi con le spalle ampiamente
coperte da Totò Cardinale e dai referenti
romani dell'ex Ppi. Il risultato è stata una
emorragia dall'area del deputato nazionale, che specialmente ad Augusta ha assunto i contorni di un dissanguamento. Per
Nello Lentini, di cui Cammalleri è la diretta cinghia di trasmissione, non sono
certamente le migliori premesse per tentare di conquistare quella candidatura alla
presidenza della Provincia inseguita da
anni. Forse nella schiena del vicepresidente dell'amministrazione provinciale
comincia a scorrere qualche brivido gelido, circa le reali intenzioni del deputato
nazionale di dare l'anima per garantirgli la
successione di Bruno Marziano. E forse
l'uscita di fondo da parte di Cammalleri
non è solo il ringhio di minaccia all'attivismo degli ortisiani. Magari è la manifestazione di un nervosismo montante fra
gli stessi piscitelliani.
L’AGGRESSIONE ALL’ASSESSORE BASILICO SOLO “ UN FATTO INCRESCIOSO” ?
Dalla prima
Che fosse una esperienza finita solo il sindaco sotto assedio non l’ha ancora compreso, se crede di risolvere quest’ultima vicenda con un documento di condanna dell’aggressione e di solidarietà a Basilico, sottoscritta anche dall’assessore figlio dell’aggressore, o con una sua sostituzione in
giunta, sbaglia ancora. Di solito nei documenti di solidarietà a qualcuno si scrivono
frasi di circostanza tipo “ vile “, “assurda “,
“inconcepibile” gesto. In quello sottoscritto
dagli assessori pechinesi si arriva invece a
scrivere “ atto increscioso”, come dire qua-
si un “incidente fastidioso” o poco più.
Troppo poco per chi conosce la grammatica
della politica. Il sindaco ha l’obbligo di
chiarire ai suoi cittadini perché fatti del
genere capitano davanti al suo municipio,
dovrebbe poi convincere tutti che quanto
gridano i suoi oppositori sono accuse false
e infondate. Ci sono tante indagini in corso
e richieste di accertamenti in sede amministrativa che rendono l’immagine di un comune disponibile ad ogni assalto alla diligenza. A picchiare però l’assessore del
sindaco Campisi che più è stato attaccato
verbalmente, specialmente perché forestiero di Rosolini, non sono stati gli indiani ma
il genitore di un altro assessore che fa politica nello stesso partito. A meno che, a Pachino picchiarsi tra politici è un fatto di
moda, o che si tratti di anomale intemperanze dell’età matura, il sindaco ha l’obbligo di sgomberare il campo dai sospetti che
portano a pensare che la violenza arriva
quando gli interessi in gioco sono rilevanti. In ogni caso deve cominciare a pensare
d’essere arrivato al capolinea.
Gregorio Valvo
LENTINI - IL “NON CI STO!”
DELL’AVVOCATO ANGELO D’AMICO (UDC)
Dalla prima
Il professionista prestatosi all’Udc, ha risposto
con una sintesi di cinque punti dove emerge la sua
delusione specialmente sugli uomini che determinano i fatti della politica stessa.
- La politica lentinese è come se fosse ancora in vacanza
in quanto restano irrisolti i problemi che l'Amministrazione si trascina dietro da quando è nata. Novembre arriverà inesorabilmente e presenterà i conti compreso quello
gestito dal geometra Davide Battiato, col ricorso in Cassazione, essendo stata fissata per il 30 l'udienza, avanti la
prima Sezione Civile, Giudice relatore il Dott. Giuseppe
Salmé. Questo contribuisce a rendere più traballante il
Sindaco Mangiameli e la sua Giunta, già deboli e caserecci al loro interno.
- I puntelli dei "navigatori" con le casacche truccate avranno difficoltà ad intervenire con la solita tempestività, perché richiamati all'ordine, e dovranno ubbidire
onde evitare di essere additati al pubblico ludibrio, anche con manifesti murali. Dovranno, ob torto collo, evitare di dare la sensazione che la politica si sia ridotta a
favorire il "nemico" politico in cambio possibilmente di
una futura prebenda, anche proveniente dalla legge 433.
- Il disgusto per gli affari dovrà riemergere se non si vuole che la corruzione e gli scandali prendano il sopravvento.
- A denunciarli, questa volta, ove questo andazzo dovesse
perseguire, non sarà un politico, come nel passato, anche
se di grosso spessore, che per ingigantire il suo elettorato
sparava sul mucchio senza alcuna preventiva, valutazione, provocando diversi procedimenti penali ma altrettante
assoluzioni.
- Ritengo sarà un politico “ anomalo “ o un cittadino
qualunque, che non avendo interesse a mantenersi in politica, così meschinamente ridotta, denuncerà i guasti con
puntuali riferimenti agli uomini che ancora si cimenteranno nel perseguire interessi personali a discapito delle funzioni che esercitano e a danno della collettività e delle
stesse istituzioni che rappresentano.
Dichiarazioni dai toni forti, un “avviso ai naviganti” che si muovono
nella fitta foschia, quelle dell’avvocato D’amico, parole che in maniera sintetica danno il senso dello stato di malessere enorme che avvolge la Giunta municipale di Lentini. Lo stesso dirigente Udc racconta
come è diventato difficile a chiunque tapparsi le orecchie e non sentire le quotidiane contestazioni che i cittadini fanno a chi guida l’amministrazione comunale in carica e a chi la sostiene.
FRANCOFONTE - IVANO BONAVITA CHIEDE LE DIMISSIONI A TURI MAGRO
Dalla prima
Quelli dell’Udc di Francofonte non lo dicono a voce
alta, ma, neanche nascondono il loro sospetto che il
segretario provinciale anziché mostrarsi equidistante dalle problematiche correntizie “ abbia un tacito
accordo con l’ex nemico Pippo Gianni a danno dei
rappresentanti Udc di Francofonte ottenendo in
cambio la salvaguardia di personali posizioni nel
partito e fuori dal partito ”. Quello che chiedono e
non ottengono gli uddiccini francofontesi è un ritorno alla normalità nella sezione cittadina.
“ Da quasi un anno, certamente dalla data dell’ultimo congresso provinciale che ha visto la
rielezione di Turi Magro, grazie al superamento
delle accese liti da campagne elettorali ( nazionali e regionali), aspettiamo che il segretario
provinciale riporti alla normalità la sezione rimasta senza guida, invece nulla si è mosso come
se il nostro partito non fosse il più consistente
posto dagli elettori alla guida di una amministrazione comunale che lavora e produce per la
città.” E’ uno sfogo d’aggancio di Ivano Bonavita,
per molto tempo coordinatore cittadino del suo
partito prima della “crisi” determinata dal suo passaggio tra i Cuffariani.
“ Fino ad ora si deve ringraziare la responsabilità politica dei singoli consiglieri comunali e
dei rappresentanti dell’amministrazione comunale se il partito ha mantenuto una solida
immagine di coesione e dignità, ma, il segretario Magro non può cullarsi solo su questa situazione a suo vantaggio.” Parole e musica
sempre di Bonavita. Ma l’affondo arriva subito
dopo: “ nel caso in cui il segretario provinciale
Magro fosse troppo occupato, in fatti amministrativi ad Avola o nel mantenere succube
dell’immobilismo politico l’amministrazione
comunale di Siracusa non può pensare – sottolinea Bonavita - di trascurare le problematiche e le aspettative dell’Udc francofontesi,
altrimenti, trovi il tempo di rassegnare le dimissioni dalla carica politica passando la mano
ad un commissario in grado di gestire una
nuova fase più efficace della politica dell’Udc
della nostra provincia ”. La richiesta dei francofontesi è chiara: la nomina immediata di un commissario per la sezione di Francofonte in grado
di portare a congresso i tesserati Udc che hanno
il diritto di eleggere secondo le norme statutarie
gli organismi interni al partito. Sembra una richiesta onesta e senza onere per nessuno, neanche
per “ il più occupato segretario provinciale dell’intero partito Udc ”.
TANTI SPONSOR “ FUORI DALLA NORMA “ PER IL SIRACUSA CALCIO.
Il calcio siracusano è detentore di un primato invidiabile ma in controtendenza con le altre squadre del proprio girone che si mantengono con briciole.
Nostro servizio di Beppe Basile
Quando nel 1924 dalla fusione delle tre squadre esistenti sul territorio siracusano (Sporting Club e Insuperabile di Santa Lucia ed Esperia di Ortigia) scaturì il
Siracusa calcio, la realtà era ben differente da quella
odierna. La prima gara ufficiale fu disputata al
“Coloniale”, impianto sportivo stile anni venti dotato
di terra battuta, baracche ad uso spogliatoi e tribune in
legno senza recinzioni; le divise ufficiali non contenevano né loghi né scritte ma erano dominate da ampi e
buffi pantaloncini bianchi. Il calcio-attività sportiva e
il calcio-macchina da soldi, servendosi l’un dell’altro,
col passare degli anni si diffusero velocemente anche
nei piccoli centri urbani giovando anche dell’apporto
delle nascenti forme di pubblicità e delle prime operazioni di marketing. Al “Nicola De Simone” di fine
anni ‘80 spuntano i primi cartelloni pubblicitari (in
prevalenza 4x1) e i primi messaggi fonici durante
l’intervallo (storici quelli delle cucine Jolly componibili); le divise, di maggiore qualità, si accendono nei
colori ma restano prive di loghi. Oggi la situazione è
praticamente lontana anni luce da quelle descritte
sopra, ma in linea con i progressi compiuti nei diversi
settori. Il Siracusa di oggi si presenta con divise in
tessuto elasticizzato studiato appositamente per chi fa
sport, di colore azzurro, su cui domina a caratteri cu-
bitali il logo della Toyota autosport, una delle tante
società partner. Sono presenti anche i loghi della Regione Sicilia, dello stesso Siracusa calcio e di Max
Sport, sponsor e fornitore tecnico. Ogni angolo o metro quadrato del “De Simone” è invaso da cartelloni,
totem e pannelli d’ogni dimensione, realizzati per
mostrare le aziende partner. Lo stadio si trasforma in
un ambiente totalmente immerso nei colori, in cui la
visione della gara si confonde con gli innumerevoli
elementi che le fanno da contorno: striscioni pubblicitari e quelli delle tifoserie, cartelloni e bandiere, scarpette ed altro. L’occhio vede anche se non gioisce
deve ammettere che si tratta di immagini ricorrenti.
C’è da osservare, guardando attentamente, che se il
Siracusa appare in linea con le più grandi società calcistiche italiane, è in evidente controtendenza con le
altre squadre del girone I della serie D. Una panacea
per il calcio siracusano che arriva con la stipula contratti pubblicitari e piani di sponsorizzazione con una
moltitudine di aziende locali e non solo. Sul calcio
siracusano ci sono addirittura le attenzioni collaborative dei petrolieri della Erg che inducono il Presidente
della provincia e il sindaco di Siracusa a dire ”grazie”
con comunicati stampa. Distinte in sponsor-partner e
supporter ecco l’elenco di queste aziende che, a detta
della società azzurra, sostengono economicamente il
calcio nella nostra città. Tra gli sponsor: Max sport,
Miceli sport, Zurich, Sa.Co, Sic sistem, Progema impianti, Campo porte, Toyota Autosport, Rodante Bricolegno, Hotel Panorama, Co.me.co, Unigroup, Siracusa è bella teniamola pulita. Questi i marchi o le
aziende, in prevalenza (per numero ) private. Gli
sponsor usufruendo dei servizi promozionali offerti
dalla società azzurra versano un corrispettivo di 8 mila
euro a stagione ( eccezion fatta per Toyota Autosport
e Max Sport che hanno più visibilità le cui cifre riversate a favore della squadra pochi conoscono ). Tra i
supporter, invece: Torrisi immobiliare, Centro ittico
siracusano, Allianz subalpina, Sb04 Impianti, Toys
planet, Hotel del santuario, Movisol, Susino immobiliare, Linea ufficio, Siracusana matic, Ristorante La
spiaggetta, Taverna della maga circe, Ceramiche sorano. Queste aziende, anch’esse extra settore e private,
versano invece un corrispettivo di 3 mila euro a stagione usufruendo però di minor visibilità. Un totale di
24 aziende private che, ad oggi, legano il loro nome e
la loro immagine al Siracusa calcio. Un mare di sostegno non una semplice pioggia, ecco perché parliamo
di controtendenza con altre squadre avversarie. Adrano e Acicatena ne hanno 4, Angri e Casertana 2, il
Vittoria 8 (di cui 4 sponsor istituzionali); solamente il
Gelbison Cilento si avvicina ai numeri del Siracusa
con 22 aziende partner ma con costi dei pacchetti di
servizi nettamente inferiori: da un minimo di 450 euro
a un massimo di 5 mila euro. Sicuramente frutto dell’ottimo operato dell’area marketing della società azzurra, costantemente alla ricerca di nuovi contratti di
sponsorizzazione da stipulare, la controtendenza vantaggiosa per il Siracusa può essere letta essenzialmente come una maggiore necessità di aiuti economici per
coprire i maggiori costi rispetto ad altre società. Se
l’incessante ricerca di aziende-sponsor è semplicemente finalizzata all’alleggerimento dei costi, e non
invece frutto di un piano di marketing proteso alla
realizzazione di un programma che si espande verso il
futuro, allora la controtendenza rischia di diventare un
fatto negativo che potrebbe creare problemi, se osservati. Da notare che la stragrande maggioranza delle
aziende-sponsor attuali sono aziende extra settore,
cioè aziende che producono o distribuiscono beni o
servizi che non hanno nulla a che vedere con l’attività
sportiva, e che a contratto scaduto potrebbero scegliere altri canali pubblicitari, maggiormente convenienti
ed in linea con la propria attività. Può spiegarsi così il
sostanzioso distacco della Sogeas ?
A cura dell’Azienda Ospedaliera Umberto I
L’ANEMIA EMOLITICA AUTOIMMUNE, SINTOMATOLOGIA, DIAGNOSTICA DI
LABORATORIO E TERAPIA: IL RUOLO DEL SERVIZIO DI MEDICINA TRASFUSIONALE.
a cura del dottor Dario Genovese*
Il test di laboratorio biomedico cardine per lo studio
del sangue è costituito dal cosiddetto esame emocromocitometrico che, all’occhio attento del medico, fornisce una mole importante non solo di informazioni
quali-quantitative dei cosiddetti elementi figurati, vale
a dire delle cellule e dei residui e frammenti cellulari
circolanti, costituenti la parte corpuscolata di questo
tessuto corporeo allo stato fisico liquido, ma anche di
natura genetica e sullo stato rigenerativo degli stessi
elementi e, di conseguenza su quanto è presumibile
riscontrare all’osservazione del midollo osseo, che
rappresenta il tessuto di origine, la “fabbrica”. Un reperto comunemente riscontrato è rappresentato dalla
cosiddetta “anemia”, termine con il quale si indica la
riduzione dei valori dell’emoglobina, contenuta all’interno dei globuli rossi, al di sotto dei parametri fissati
come normali. I valori minimi della norma differiscono
a seconda del sesso e dell’età: sono più bassi nelle
donne, rispetto ai maschi, più alti nei primi giorni di
vita e più bassi nei bambini, rispetto agli adulti. Nel
considerare i valori dell’emoglobina una valutazione
preliminare è data dal volume totale circolatorio del
sangue e dal volume della sua componente plasmatici, infatti, una riduzione del plasma, che in talune condizioni si verifica, comporta un “falso incremento” dell’emoglobina, come pure, all’opposto, un aumento del
volume plasmatico provoca il cosiddetto fenomeno
dell’emodiluizione e, di conseguenza, una “falsa” riduzione del valore dell’emoglobina e del numero dei
globuli rossi, come si verifica, ad esempio, in caso di
somministrazione di liquidi endo-vena o, fisiologicamente, nell’ultimo periodo della gravidanza allorquando “la natura” mirabilmente prepara all’emorragia da
parto. Tra le tante cause che provocano l’insorgenza
dell’anemia, una è data dalla distruzione dei globuli
rossi causata dalla comparsa dei cosiddetti autoanticorpi. In questo caso, il sistema immunitario rivolge il proprio meccanismo di difesa verso elementi del
medesimo organismo, in questo caso i globuli rossi,
causando danni irreversibili alle membrane cellulari e
la eliminazione accelerata delle emazie danneggiate,
a volte in maniera massiva, e riducendone significativamente la sopravvivenza. Si parla in questo di anemia emolitica autoimmune o malattia emolitica autoimmune (MEA) che può presentarsi in maniera eclatante ed improvvisa, oppure con sintomi sfocati e,
da qui la variabilità dei quadri clinici. Una prima classificazione distingue le anemie emolitiche autoimmuni
in idiopatiche e secondarie; nel primo caso la distruzione dei globuli rossi si manifesta quale unico segno
clinico, senza altra patologia mentre, nel secondo caso si tratta di un fenomeno che accompagna e spesso complica altre malattie. Un’altra classificazione
distingue la MEA sulla scorta delle caratteristiche
della temperatura di reazione degli anticorpi, vale a
dire ad auto-anticorpi caldi che agiscono a 37 °C e ad
anticorpi freddi che agiscono in maniera ottimale a 4
°C. La forma più diffusa è rappresentata dalla MEA
ad auto-anticorpi caldi di cui statisticamente ammala,
ogni anno, una persona su 75.000/100.000; in base
alla popolazione abitante nella provincia di Siracusa
questo dato si traduce in 4-5 nuovi casi per anno. Una lieve prevalenza è privilegio del sesso femminile,
mentre l’età media di insorgenza è intorno ai 50 anni.
Solitamente la popolazione auto-anticorpale presente
rappresenta l’unico elemento di disordine del sistema
Dottore Dario Genovese
immunitario, mentre, in taluni casi si riscontra l’associazione con altri auto-anticorpi come nel caso delle
malattie reumatiche o nelle patologie linfoproliferative.
Alcuni farmaci, quali ad esempio le cefalosporine, antibiotici comunemente utilizzati, possono raramente causare l’insorgenza dell’anemia emolitica autoimmune.
La sintomatologia è strettamente correlata all’intensità
dell’iperemolisi e della conseguente anemia, con un
ittero più o meno intenso, facile affaticabilità ed esauribilità fisica, pallore cutaneo e delle mucose, cardiopalmo, astenia, dispnea da sforzo, aumento di volume
della milza e del fegato, edema malleolare, turbe della
digestione, senso di vertigine, lipotimia, difficoltà di
concentrazione, tachicardia, crampi muscolari, modificazioni del ciclo mestruale. Nei casi in cui l’emolisi, vale a dire la rottura dei globuli rossi, non è particolarmente intensa ed accelerata i sintomi possono essere
scarsi o pressocchè assenti e questo evento si manifesta nel 10 % circa dei pazienti affetti da MEA, mentre
nei casi acuti gravi compaiono febbre, dolori dorsali,
cefalea, stato di irrequietezza, brividi scuotenti. L’esame emocromocitometrico pone in evidenza un livello
variabilmente ridotto dell’emoglobina, un numero di
globuli rossi anch’esso variabilmente ridotto, un volume dei globuli rossi che si presenta solitamente aumentato, come pure in incremento possono risultare i
reticolociti, segno della più intesa attività produttiva
svolta dal midollo osseo nel tentativo di compensare le
perdite, una curva di distribuzione dei globuli rossi più
ampia della norma e spostata verso gli elementi di
maggior volume, un maggior contenuto dell’emoglobina all’interno del globulo rosso, una riduzione dell’ematocrito. L’esame morfologico dello striscio di sangue
periferico, condotto con le comuni tecniche di allestimento, colorazione ed osservazione al microscopio,
evidenzia globuli rossi sferici, con grande variabilità
di dimensione ed aumento della colorazione, ed una
variabilità dei contorni della membrana cellulare. Gli
esami ematochimici mettono in luce l’aumento della
bilirubinemia totale, quasi esclusivamente dovuta all’innalzamento della bilirubina indiretta; l’aumento più
o meno presente dell’enzima lattico-deidrogenasi;
l’incremento dei valori dell’emoglobina libera plasmatica; la scomparsa dell’aptoglobina. Le urine assumono un colorito variabile dal rosato al rosso scuro intenso tradizionalmente indicato con il termine rosso
marsala. Il test di laboratorio immunoematologico,
dirimente ai fini della diagnosi differenziale è rappresentato dal test di Moreschi-Coombs diretto ed indiretto che mette in evidenza sia la presenza di autoanticorpi legati alla superficie della membrana cellulare del globulo rosso, sia di quelli liberi nel siero ematico. Una volta rilevata la presenza, i successivi
passaggi di laboratorio consistono nella cosiddetta
titolazione degli anticorpi, e cioè nello stabilirne la
concentrazione presente in quel dato campione di
sangue e nel tentativo di identificazione dell’autoanticorpo diretto verso un particolare costituente della membrana cellulare. Posta correttamente diagnosi
di MEA, il trattamento terapeutico di primo approccio
è costituito dai farmaci corticosteroidei, secondo diversi schemi terapeutici; nei soggetti adulti solitamente si impiega una dose giornaliera di 40 mg di
prednisone per metro quadro di superficie corporea,
per alcune settimane, per poi procedere ad una graduale riduzione della posologia, sino alla sospensione entro i sei mesi successivi. Nei casi di scarsa od
insufficiente risposta al trattamento steroideo le altre
strategie terapeutiche a disposizione sono rappresentate dalla splenectomia, vale a dire l’asportazione
chirurgica della milza, e dalla somministrazione di
farmaci citotossici, quale ad esempio l’azatioprina. In
taluni casi trova indicazione la procedura di plasmaexchange con l’impiego dei separatori cellulari, con
tale tecnica si procede alla rimozione non selettiva
degli auto-anticorpi dal circolo sanguigno sostituendo
il plasma del paziente con liquidi di rimpiazzo ed albumina. Se strettamente necessario, in conseguenza
del quadro clinico, più che dai risultati degli esami di
laboratorio, si ricorre alla terapia trasfusionale con
emazie concentrate, pur in presenza di un risultato di
incompatibilità trasfusionale ottenuto dalle prove di
compatibilità crociata condotte preventivamente all’assegnazione dell’unità di emazie da trasfondere.
Nella terapia della MEA trovano anche impiego le
immunoglobuline per via endovenosa, anche se i risultati ottenuti in diversi studi hanno dimostrato un’ampia variabilità nei risultati. Nella quotidianità del
lavoro svolto dal Servizio di medicina trasfusionale e
di immuno-ematologia, la diagnosi della MEA, il suo
trattamento terapeutico ed il monitoraggio nel tempo,
costituiscono una parte importante ed impegnativa in
quanto richiede non solo competenza, ma anche un
buon laboratorio immunoematologico con apparecchiature efficienti e prodotti diagnostici affidabili.
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Primario Unità Operativa di Medicina trasfusionale
presso l’Ospedale Umberto I di Siracusa
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delfino libero accogliera` tanti perplessi sulla scelta pd