Concessionaria ufficiale HONDA di Siracusa e provincia Concessionaria ufficiale HONDA di Siracusa e provincia V.le Montedoro, 40 96100 Siracusa V.le Montedoro, 40 96100 Siracusa Tel. 0931 21726 Fax 0931 465120 Tel. 0931 21726 Fax 0931 465120 Archivio: www.lanota7.it E-mail: [email protected] N° 30/Anno IV Redazione Via Basento, 14 96100 Siracusa * Tel 0931 449410 Fax 0931 446599 * Reg. Trib.Siracusa N°7/2004 * Direttore: Gregorio Valvo * Direttore Responsabile: Anna Gloria Valvo * Editore: Parole Digitali * Grafica: Enrico Valvo * Stampa: Arti Grafiche Fratantonio di Pachino * Distribuzione: Duerreservizi ggio Copia oma Sabato, 29 Settembre 2007 VERSO IL PD: NICITA DIVENTA IL MERLINO DI PISCITELLO; BONOMO LANCILLOTTO PER LETTA; CHI COMANDERA’ A CAMELOT?? Siracusa – Le liste sono già pronte e il popolo delle primarie si prepara a scegliere in vista del prossimo 14 ottobre. Dalla scelta scaturiranno gli organici a tutti i livelli del futuro Partito Democratico. Non è sbagliato affermare che dai candidati più votati verranno fuori non solo i dirigenti del PD, bensì, anche le LENTINI - IL “ NON CI STO ! ” DELL’AVVOCATO ANGELO D’AMICO (UDC) << Chi deve fermarsi si fermi e riporti le istituzioni a favore dei cittadini e non degli interessi personali>> Lentini - L'avvocato Angelo D'Amico, coordinatore dell'Udc di Lentini, dopo avere scritto una lettera con toni di forte rammarico per le divisioni che dilaniano il suo partito ha deciso di assumere un atteggiamento super partes, annunciando di volersi sospendere dalla carica di dirigente del partito. A distanza di molti mesi, come non è cambiata la situazione conflittuale del gruppo consiliare Udc, quindi, non ha cambiato idea in merito alla sua auto sospensioAngelo D’Amico ne. Abbiamo chiesto all’avvocato Angelo D’Amico di fornirci la sua visione dei fatti su quanto avviene nel mondo politico di Lentini. Continua a pag. 3 >>> rappresentanze istituzionali che il nuovo partito guida del centro sinistra avrà ovunque. Come dire che, non si vota solo per Veltroni, Letta o altri, candidati alla segreteria nazionale e non si vota solo per indicare i segretari regionali. La scelta del 14 ottobre che si farà versando un euro agli scrutatori avrà il valore di avere determinato anche chi sarà a Siracusa a guidare il PD e con quale segreteria o direzione provinciale. Qualunque risultato si registrerà non farà a favore dei soliti noti padroni del vapore Ds e del naviglio sgangherato della Margherita. La dimostrazione viene dal fatto che le ultime del corridoio Il segretario provinciale dell’Udc è accusato di non avere ripristinato la normalità sezionale. Sospetto: “ doveva essere amico dell’Aquilone e invece pare abbia fatto amicizia con il giaguaro” Francofonte – comunale, Ivano BoDalla città del tanavita che guida alrocco, dalla cittàmeno otto consiglieri, roccaforte-Udc perché il nono considella provincia di gliere del suo partito, Siracusa, parte l’atSalvo Infruttuoso, tacco contro il seappartiene alla corgretario provinciale rente dell’on. Pippo Turi Magro. Un Gianni, quindi in attacco duro, un dissenso con quanti grido di allarme nelle scorse elezioni Ivano Bonavita senza mezzi toni regionali avevano lanciato all’intero partito dello votato per Nunzio Cappadona e scudo crociato che porta la firma non per Gianni. del capogruppo Udc in consiglio Continua a pag. 3 >>> danno Rino Piscitello e Nino Consiglio sullo stesso progetto politico che si richiama a Franceschini. Piscitello ha lasciato Rutelli che a sua volta lo ha fatto depennare da Prodi dal comitato dei 7 che decidono sostituendolo con Pino Bighelli ex Masteliano. Continua a pag. 2 >>> L’AGGRESSIONE ALL’ASSESSORE BASILICO SOLO “ UN FATTO INCRESCIOSO” ? Pachino – Le botte all’assessore Aurelio Basilico, proprio davanti al palazzo municipale di Pachino sono il sintomo evidente del malessere che avvolge la politica della città del pomodorino. Che l’aggressore, Giuseppe Runza, militi nella stessa lista politica, Forza Agricoltori, e inoltre abbia un figlio, Salvatore Runza, assessore al commercio della Giunta comunale è un palese aggravarsi della malattia. Le ferite al volto dell’aggredito rappresentano il Aureli Basilico segnale di guardia prima che le acque tumultuose possano tracimare dall’argine che le contiene. Un argine già attaccato da mille polemiche e da sospetti di ogni genere che si riversano sugli attori della politica che sostengono la giovane e già decotta esperienza del sindaco Giuseppe Campisi. Continua a pag. 3 >>> NOTO – AQUILONE-UDC PERDE COLPI E CONSIGLIERI AUGUSTA – GIA’ PRIMA DELLA NASCITA IL PD E’ ALLO SBANDO. Corrado Ferlisi si è dimesso dall’Udc parlando di una totale mancanza di dialogo con i capi. Lotte intestine in un campo di margherite o lotte nel mar dei sargassi dei piscitelliani: pace è parola sconosciuta nel futuro Partito Democratico . Noto – (Gabriele Russo) “L’Udc è assente e non dialoga con gli eletti del partito per questo motivo preferisco lasciarlo ed essere indipendente.” E’ questo l’atto di accusa avanzato dal consigliere comunale di Noto, Corrado Ferlisi. Era stato eletto lo scorso anno nella lista Aquilone-udc gestita dal duo Turi Magro- Nunzio Cappadona. Dopo l’assetto dell’amministrazione comunale è poi sceso il silenzio con la totale assenza d’incontri e decisioni da condividere. Sempre secondo il consigliere Ferlisi oggi nell’Udc di Noto i due assessori comunali ( Salvatore Roccaro e Salvo Filiberto ) in quota Udc avvertono l’esigenza di sentirsi con i dirigenti provinciale di tanto in tanto e negano il dialogo ai consiglieri che sostengono le loro azioni amministrative nel consesso civico. Con una lettera trasmesso al sindaco e al Presidente del Consiglio comunale Ferlisi si è dichiaro indipendente in attesa di partiti migliori e Corrado Ferlisi meno “centralisti”. Per qualcuno la cosa viene letta come un ennesimo segnale per i “capibastone” dell’Udc che pensano che “ con la loro elezione e con l’occupazione del quadro di sottogoverno regionale e provinciale credono di avere risolto i problemi del mondo e non quelli del loro solo mondo.” di Massimo Ciccarello Augusta - Forse un giorno sarà anche un partito e non solo una lista, ma certo che oggi le premesse non sono affatto incoraggianti. Perchè se il Pd vuole diventare una realtà politica in grado di incidere sull'attività amministrativa di Augusta, di strada ne dovrà ancora percorrere tantissima. Lo sta a dimostrare lo scontro feroce scoppiato a metà settimana fa fra la locale corrente di Egidio Ortisi, oggi ufficialmente mariniani, e quanti sono rimasti con Rino Piscitello, ufficiosamente definibili come franceschiani. E' una vera e propria guerra quella la segreteria della Margherita ha dichiarata al suo gruppo consiliare, proprio a pochi giorni dalle tante declamate primarie che sempre più assomigliano ad una operazione di marketing, piuttosto che all'atto fondativo di un nuovo soggetto politico. Il casus Dai comuni della Provincia richieste di adesione al movimento fuori da schemi partitici imposti belli è stato un banalissimo passaggio politico, che però ha innescato una reazione troppo nervosa per non far capire come la tensione fra le due componenti sia altissima. Cosa che di solito avviene quando è in gioco una posta molto alta, o la stessa sopravvivenza. Ma cosa ha spinto il coordinatore, Antonio Cammalleri, ad accusare sostanzialmente ben 4 dei 5 compagni di partito che siedono a palazzo San Biagio, di essere “etero diretti dall'esterno da parte di chi vorrebbe conquistare il Comune per ragioni clientelari ed inconfessabili”? Cosa hanno combinato di così grave Saro Salmeri e compagni da vedersi notificare l'avviso della segreteria cittadina che non sarà loro rilasciata “nessuna autorizzazione a usare nome e simbolo della Margherita”? Continua a pag. 3 >>> SR - VINCIULLO NELLA BRACE DELLA CdL DELFINO LIBERO ACCOGLIERA’ TANTI PERPLESSI SULLA SCELTA PD Salvatore Mangiafico si rivolge a chi non vuole far cessare l’esperienza diellina della Margherita. Siracusa - Forse è stata una coincidenza, forse una scelta capziosa fattostà che il movimento Delfino Libero di Salvatore Mangiafico se considerato come acronimo diventa DL proprio come Democrazia e Libertà che stava in coda alla Margherita che sta per sciogliersi. Probabilmente chi ha scelto DL come nome di nuovo movimento ha pensato di far continuare a vivere ancora, in un certo qual senso, quel partito dove Mangiafico fino allo scioglimento sarà Presidente Provinciale eletto dall’Assemblea. Questione di qualche settimana. Secondo indiscrezioni il Delfino Libero ( “ Libero dagli schemi prefissati dei partiti dell’intero panorama politico della provincia di Siracusa “, afferma il giovane leader del movimento ) sarebbe nato anche per accogliere quanti non hanno gradito la decisione di far morire l’esperienza diellina e non si esclude che dopo le primarie del 14 ottobre che di fatto sotterreranno La Margherita , il Delfino di Mangiafico possa diventare un polo di attrazione per coloro che avranno deciso di non passare nel Partito Democratico. Continua a pag. 2 >>> Enzo Vinciullo www.salvatoremangiafico.it Siracusa – Da quando il centro destra si è accorto che, dalla pubblica opinione, Enzo Vinciullo viene considerato come “il vincente” candidato alle elezioni provinciali prossime, si sono aperte le manovre per “disinnescarlo”. In modo particolare l’Udc ha aperto dei giochi di potere sotterraneo mirante a ridimensionare la figura pubblica del Vinciullocandidato, mettendone in dubbio candidatura e reale sostegno. Anche alcune frange del suo partito manovrano insieme ai capi udc per giungere al singolare obiettivo di bloccare ogni possibilità al “professore” di Alleanza nazionale. Quando il candidato Vinciullo ha annunciato di avere attivato da qualche mese la prima sede di comitato elettorale altro non ha fatto che accendere la miccia alle invidie e ai veti esiziali e sotterranei. Continua a pag.2 >>> pag. 2 MELILLI – SBONA ANCHE ASSESSORE DI SIRACUSA? << PROVOCAZIONE MPA! >> Secondo Forza Italia, An, e Udc le proposte dilatorie e provocatorie del Mpa non finiscono mai. Melilli – ( AGV ) Iano Sbona non lo sa, ma, a Siracusa si discute di Lui come si potrebbe discutere di un invasore. Da quando circola voce che potrebbe diventare Assessore al Vermexio in conto Mpa, gli alleati del centrodestra si sono irrigiditi pensando ad una provocazione del segretario Mpa Salvo Sorbello, magari ispirata dallo stesso ex deputato regionale. Secondo le regole di Archimede ai Melillesi pare sia concesso occupare con gli ipermercati e con le attività industriali il territorio di Città Giardino e anche una parte di viale Scala Greca, ma, non una rappresentanza municipale. Come dire, che un Melillese tutto sommato di… Melilli, che fa politica a Melilli e il Consigliere al comune di Melilli, nonché grande elettore di Pippo Sorbello, oggi Sindaco e domani deputato regionale, l’assessore di Siracusa proprio non può farlo. C’è un muro di incompatibilità impenetrabile. La traduzione in politichese delle proposte del Mpa direbbero: questi qua non vogliono entrare in giunta e per non dirlo chiaramente tirano fuori tutti i nomi che sono pesanti da digerire, come i peperoni a mezzanotte: Zappalà e Sbona. Adesso vediamo cosa s’inventa quel diavolo di Salvo Sorbello. VINCIULLO NELLA BRACE Dalla prima I candidato in pectore del centro sinistra starebbero muovendosi proprio in considerazione di un possibile ripetersi dell’effetto voto disgiunto che nel 2003 portò alla vittoria Bruno Marziano senza vera maggioranza in Consiglio provinciale. Si sussurrano gli ammiccamenti tra alcuni candidati di prestigio del futuro PD e i maggiorenti dell’Udc in particolare. Allo stato solo da Mpa e da Forza Italia Vinciullo può aspettarsi quello che potrebbe definirsi un sostegno reale alla sua candidatura alla Presidenza della Provincia Forse i cittadini non lo sanno, ma, la campagna elettorale è già cominciata dal momento che i candidati in pectore con maggiori possibilità vengono passati alla brace allo scopo di bruciali a costo di giocare con troppo anticipo. A differenza del 2003, quando Marziano partiva avvantaggiato solo dalla certezza della sua ricandidatura, il centro destra poteva ora godere dello stesso dovuto alla candidatura del Vinciullo decisa anni addietro. Ma che gusto ci sarebbe a far vincere un amico? Non è forse vero che l’avversario firma cambiali più sostanziose se vince col voto dell’altro schieramento? Sabato, 29 Settembre 2007 VERSO IL PD: NICITA DIVENTA IL MERLINO DI PISCITELLO; BONOMO IL LANCILLOTTO DI FOTI; CHI COMANDERA’ A CAMELOT? Dalla prima Fino a qualche tempo addietro i piscitelliani non gradivano neanche il semplice dialogo con i discepoli del guru Pci-Pds.Ds, Consiglio ovviamente erano ricambiati con la stessa simpatia - ma ora le cose sono cambiate. Mescola e rimescola hanno dovuto fare comunella nel cercare di portare a casa il massimo del risultato possibile che gli consentirà, se non di avere leadership del PD siracusano, almeno un piazzamento in grado di proteggere le retrovie del potere politico. Ci sono in campo troppe incognite, troppi, personaggi non prevedibili perché non previsti, in origine, nella competizione. Neanche Nino consiglio, Turi Raiti, Bruno Marziano, ci capiscono tanto in questo bailamme di chi entra e chi esce. Ecco perchè Piscitello, ora che il gioco diventa duro, si è dovuto affidare ad un “duro” che di queste manovre se ne intende da sempre: Santi Nicita. In pratica il giovane vecchio dc è diventato il mago Merlino di questa Camelot che parte sbandando e che non ha più un solo Re a comandare. Come dire che nel castello PD una ristretta cerchia di cavalieri legati al defunto Re, tende ad assumerne il controllo dell’apparato e mettere nelle celle di isolamento i nuovi arrivati che appaiono agguerriti. Piscitello non poteva affidarsi a Consiglio, che faceva politica quando lui aveva i calzini corti, ma scelto di difendersi attraverso la magia democristiana di mago Nicita, che proprio il Consiglio riteneva “morto e sepolto” almeno 10 anni addietro. Ora fanno politica e strategie insieme, contro il gruppo indomito dei nuovi cavalieri che sullo scudo portano l’effige di Foti, mago anche lui che con Nicita è stato a scuola insieme. Foti nega di esserci nella battaglia di “Impegno Democratico” che intende farsi largo nella nuova struttura partitica. La parte del cavaliere Lancillotto è toccata a Mario Bonomo che in questa vicenda si batte come un leone per far prevalere Enrico Letta sugli altri. Eppure, Bonomo non appare in nessuna lista, cosa che lascia trasparire il fatto che l’ambizione di “Lancillotto” va oltre qualche interesse locale. Letta qualora riportasse un buon risultato, in considerazione che è sostenuto solo da Impegno Democratico, c’è da scommettere che tra non molto si vedrà Bonomo candidato al Parlamento nazionale, dove, ancora risulta essere primo dei non eletti della lista IDV. CARLENTINI - AMMINISTRATIVE PROSSIME ANCORA UN0 SCONTRO MONACO – BATTAGLIA ? Profilo umano e politico di due medici che da anni si rincorrono per guidare la cosa pubblica Carlentini – (givi) E’ presto per parlare delle candidature al comune di Carlentini nella prossima primavera. Sapere chi sarà il consigliere eletto, a dire il vero, interessa a pochi, mentre, la città come al solito è tornata a chiedersi chi sarà il prossimo sindaco. Tutti si sono guardati attorno per settimane dopo che il sindaco Sergio Monaco ha deciso improvvisamente di dimettersi dal momento che non aveva più la maggioranza per governare secondo i suoi intendimenti. Non è stata osservata fino ad oggi nessuna emergente figura di sindaco. Ecco che i nomi che si tornano a fare sono sempre quelli dei soliti due medici nemiciamici: Mario Battaglia e Sergio Monaco. Quasi fosse una maledizione questi due professionisti carlentinesi ormai da anni ( sono invecchiati nel ruolo ) si battono e controbattono scambiandosi il posto alla guida del palazzo di città. Sognatore e fine ammaliatore comiziale delle masse cittadine “ Sirgiuzzu” è stato anche deputato all’Ars che ha saputo rinunciare a riproporsi per il solito colpo di testa. Monaco ha dimostrato ripetutamente che non tiene affatto da sin. Sergio Monaco e Mario Battaglia ad essere sotto i riflettori della politica. Per candidarsi si fa pregare, ma, quando rinuncia al posto conquistato, decide da solo quasi sempre dopo aver dormito poco. Mario Battaglia, è una figura specularmene contraria come carattere. Scherza sempre su tutto, anche se a volte con diplomatica ferocia. Ha i suoi colpi di testa che gli valgono il nomignolo di “cavallo pazzo”, ma, in Mario invece c’è sempre lucidità. Riesce sempre a decidere per il meglio che riesce a vedere nel colpo di palpebra. Al di fuori delle competizioni amministrative che lo interessano direttamente, è un credulone che ORA E’ IL “NUCLEO” A DIVIDERE I SOSTENITORI DEL SINDACO Dopo le accuse di “gettonificio” lanciate al cda della Fondazione Pisano arriva quella di “stipendificio”. Lentini - Il sindaco Alfio Mangiameli tenta di saldare la te, alla gestione del sindaco Mangiameli, ricordando ai squadra del 9 della sua “ maggioranza “ composita e tra- gianniani (anche con manifesti pubblici), che il sostegno sversale utilizzando il sistema del sottogoverno da asse- al centro sinistra ha snaturato le regole dell’appartenenza gnare. Un sistema importato da Siracusa dove i leader dei volute dalla politica, oltre al mandato degli elettori di centro destra. La tensione non sfiora i Gianniapartiti riescono a bloccare le crisi incipienti ni che virtualmente hanno acquisito la grazie alla spartizione della torta disponibi“spettanza”, ma, altri gruppi di sinistra come le all’ente. La torta di un comune sempre in lo SDI di Pippo Nicotra, i Ds e il gruppo crisi come Lentini si è ristretta a poche coAgorà di Alessio Aloisi formato da consise. Quello che nei comuni maggiori della glieri fuoriusciti dai Ds ( Crisci e Vasile). provincia viene trascurato perché appena Queste formazioni pretendono il diritto di appetibile a Lentini diventa oggetto di masnomina di almeno un rappresentate nel sima contesa, quindi, di lotte che viste da NdV, ma, il sindaco difficilmente potrà aclontano appaiono come formiche agli occhi contentarli tutti. Anche la lista “Alfio Sindadei giganti. La cortina, meglio sarebbe defico” pretenderebbe di essere considerata per nirla una “Siesta Ferreo”, si chiama Nucleo il peso che gli elettori hanno stabilito e non di valutazione. In poche parole si tratterebsolo come lista del sindaco. Intanto le cose si be di una ridotta commissione di tre aventi complicano e la maggioranza è in gran travaspecifici titoli ( la specificità a volerlo può glio, specialmente dopo la richiesta di verifidiventare elastica ndr) che per la misera ca avanzata dal gruppo Vasile-Crisci, che somma di 20 mila euro l’anno ciascuno si Alessio Aloisi secondo fonti vicine al sindaco di Lentini, devono prendere la briga di valutare cose portavoce Agorà assume forma di ricatto politico. Non si è inerenti al personale. Sono tre, ma per sodspenta ancora l’eco delle accuse di disfare tutti i gruppi che sostengono il sindaco dovrebbero essere non meno di cinque o sei. I litigi “gettonificio” avanzata (anche da posizioni politiche amisono all’ordine del giorno nelle riunioni che sull’argomen- che ) all’amministrazione comunale, dopo la nomina retrito si tentano. L’unico posto che sembra sia stato buita del CdA della Fondazione Pisano, che si comincia a “riservato” sarebbe la presidenza del nucleo di valutazione, parlare di questa vicenda come di un possibile perché si dice che la nomina sarebbe di pertinenza dell’on “stipendificio”. Alla luce dei fatti se il cosiddetto Nucleo Gianni. Postazione guadagnata in pratica dai tre consiglieri di Valutazione fosse chiamato ad esprimere un parere sui vicini all’onorevole col baffo tenendo in piedi l’ammini- politici lentinesi, anziché sui dipendenti, se la sua nomina strazione di centro sinistra in carica. Inutile dire che i re- spettasse alla cittadinanza e non agli amministratori pubstanti tre consiglieri appartenenti all’altra Udc di Nunzio blici, chissà cosa verrebbe fuori. Intanto i giovani della Cappadona, deputato regionale senza baffo ma con barba sinistra giovanile pensano d’invitare a Lentini Beppe Grilincolta, si “oppongono” in consiglio comunale, inutilmen- lo dopo averlo informato delle cose che si verificano. corre dietro le promesse impossibili gli avanzano i maggiorenti della politica quando hanno bisogno dei suoi voti. Comunque non è sognatore come l’amico avversario di sempre. Sa quello che vuole e riesce a prenderlo con decisione grazie ad una squadra messa su accuratamente dove ognuno, nel bene e nel male, svolge un ruolo. Mario è praticamente in campagna elettorale silenziosa. Sergio alla fine per fare un dispetto all’amico-nemico dopo una notte insonne deciderà di scendere in campo per non dire ai suoi concittadini che lui ha gettato la spugna. Per dimostrare che quando si arrende lo fa per riguadagnare la forma fisica per restare sul ring. Si annuncia un altro scontro Monaco-Battaglia, con gli stessi identici temi elettorali ma con alleanze rifatte. Nel senso che a Carlentini i candidati, sono sempre quelli e restano sempre fermi nelle loro convinzioni, ma i sostenitori che fanno “ago della bilancia” cambiano puntualmente idea sul candidato da votare e far votare. Aspettiamo qualche mese ancora per …vedere cose che gli umani non hanno mai visto... se non a Carlentini. DELFINO LIBERO ... SULLA SCELTA PD Dalla prima “ Osserviamo sofferenze e insofferenze di persone che trovano inadeguate alla democrazia le modalità di ingresso al PD - afferma Mangiafico – e queste sofferenze probabilmente aumenteranno fino alla autoesclusione sia dal nuovo che dal vecchio.” Nessun nome di preciso avanza l’avvocato Mangiafico, ma, non si esclude che pensasse a personaggi come Michelangelo Blandizzi di Pachino che è in lotta per disfarsi dell’amministrazione del sindaco Campisi e non riesce a farsi seguire dai partiti dello schieramento. Blandizzi e altri con le sue stesse perplessità sul dopo Margherita potrebbero diventare dirigenti del Delfino Libero se valutassero di accostarsi a questo movimento dalle “ mani libere” e senza schemi prefissati. Intanto decine di richieste di contatto sono state lasciate sul sito www.salvatoremangiafico.it : “ contatti che prossimamente – dice il segretario provinciale del DL – che il comitato direttivo provinciale sarà chiamato a valutare, pertanto possiamo già ipotizzare grosse novità in arrivo per la politica provinciale”. www.hondamaremoto.it Concessionaria ufficiale HONDA di Siracusa e provincia V.le Montedoro, 40 96100 Siracusa Tel. 0931 21726 Fax 0931 465120 E - mail [email protected] pag. 3 Sabato, 29 Settembre 2007 AUGUSTA – GIA’ PRIMA DELLA NASCITA IL PD E’ ALLO SBANDO. Dalla prima Hanno semplicemente eletto un nuovo capogruppo. Non perchè Maurizio Marti avesse qualche colpa specifica, ma più banalmente perchè i 4/5 del gruppo consiliare hanno ritenuto che il mariniano Concetto Cannavà potesse rappresentare in maniera politicamente più significativa il gruppo stesso. Che per 4/5, appunto, da qualche settimana è composto da mariniani. E' perciò molto singolare che il coordinatore cittadino, eletto dai tesserati della Margherita, arrivi a usare espressioni forti come “piccolo golpe di palazzo”, o come “risibile e insensata” la scontata decisione dei consiglieri comunali, eletti dal corpo elettorale, di autogovernarsi nella loro attività istituzionale come la stessa legge prevede. E infatti la bacchettata arrivata da Bruno Di Blasi, capocorrente locale dei mariniani, è quasi lapalissiana: ”I consiglieri comunali sono espressione degli elettori che nell’ambito della loro autonomia politica e amministrativa si assumono responsabilità. Tali responsabilità per ovvi motivi sono palesi a tutti e quindi trasparenti in quanto manifeste in pubbliche adunanze”. Ma non occorreva l'intervento del consigliere provinciale a difesa dei suoi, perchè la forte presa di posizione da parte di Cammalleri avesse un effetto devastante sull'immagine di novità che il Pd tenta di darsi. Infatti il Pd sta cercando disperatamente di proporsi a un elettorato disilluso come un elemento “nuovo”. E poiché le facce sono quelle di sempre, sia in città che in provincia, talvolta un poco indigeste tanto a chi si aspettava il “nuovo” quanto a chi non si è mai rassegnato a un certo “vecchio”, il ritornello delle dichiarazioni stampa ha cercato quantomeno di accreditare il Pd come soggetto che sarà guidato con metodi nuovi rompendo. Cioè nettamente con la vecchia forma partitica caratterizzata dallo strapotere delle segreterie e dal dominio dei signori delle tessere. Non è forse per questo motivo che si stanno per celebrare le tanto decantate, e costose, primarie? Ma quando si passa dal marketing elettorale ai fatti concreti, allora si scopre che è cambiato solo il titolo della canzone mentre la melodia è sempre la stessa. Il “nuovo” partito non è ancora nato che già la “segreteria” in pectore pretende il diritto di concedere il “bollino” a suo uso e consumo. Dimenticando fra l'altro che il 12 ottobre la Margherita, così come i Ds, cesserano giuridicamente di esistere, in conformità a quanto deliberato nel congresso nazionale. Quello che potrebbe sembrare uno scivolone di Cammalleri, l'ennesimo di una carriera politica imposta dall'alto e non conquistata sul territorio, in realtà costituisce la risposta aggressiva al dinamismo mariniano. La componente Piscitello è uscita ammaccata dalla vicenda candidature per la costituente regionale. Per giunta si è trovato sulla strada un Ortisi con le spalle ampiamente coperte da Totò Cardinale e dai referenti romani dell'ex Ppi. Il risultato è stata una emorragia dall'area del deputato nazionale, che specialmente ad Augusta ha assunto i contorni di un dissanguamento. Per Nello Lentini, di cui Cammalleri è la diretta cinghia di trasmissione, non sono certamente le migliori premesse per tentare di conquistare quella candidatura alla presidenza della Provincia inseguita da anni. Forse nella schiena del vicepresidente dell'amministrazione provinciale comincia a scorrere qualche brivido gelido, circa le reali intenzioni del deputato nazionale di dare l'anima per garantirgli la successione di Bruno Marziano. E forse l'uscita di fondo da parte di Cammalleri non è solo il ringhio di minaccia all'attivismo degli ortisiani. Magari è la manifestazione di un nervosismo montante fra gli stessi piscitelliani. L’AGGRESSIONE ALL’ASSESSORE BASILICO SOLO “ UN FATTO INCRESCIOSO” ? Dalla prima Che fosse una esperienza finita solo il sindaco sotto assedio non l’ha ancora compreso, se crede di risolvere quest’ultima vicenda con un documento di condanna dell’aggressione e di solidarietà a Basilico, sottoscritta anche dall’assessore figlio dell’aggressore, o con una sua sostituzione in giunta, sbaglia ancora. Di solito nei documenti di solidarietà a qualcuno si scrivono frasi di circostanza tipo “ vile “, “assurda “, “inconcepibile” gesto. In quello sottoscritto dagli assessori pechinesi si arriva invece a scrivere “ atto increscioso”, come dire qua- si un “incidente fastidioso” o poco più. Troppo poco per chi conosce la grammatica della politica. Il sindaco ha l’obbligo di chiarire ai suoi cittadini perché fatti del genere capitano davanti al suo municipio, dovrebbe poi convincere tutti che quanto gridano i suoi oppositori sono accuse false e infondate. Ci sono tante indagini in corso e richieste di accertamenti in sede amministrativa che rendono l’immagine di un comune disponibile ad ogni assalto alla diligenza. A picchiare però l’assessore del sindaco Campisi che più è stato attaccato verbalmente, specialmente perché forestiero di Rosolini, non sono stati gli indiani ma il genitore di un altro assessore che fa politica nello stesso partito. A meno che, a Pachino picchiarsi tra politici è un fatto di moda, o che si tratti di anomale intemperanze dell’età matura, il sindaco ha l’obbligo di sgomberare il campo dai sospetti che portano a pensare che la violenza arriva quando gli interessi in gioco sono rilevanti. In ogni caso deve cominciare a pensare d’essere arrivato al capolinea. Gregorio Valvo LENTINI - IL “NON CI STO!” DELL’AVVOCATO ANGELO D’AMICO (UDC) Dalla prima Il professionista prestatosi all’Udc, ha risposto con una sintesi di cinque punti dove emerge la sua delusione specialmente sugli uomini che determinano i fatti della politica stessa. - La politica lentinese è come se fosse ancora in vacanza in quanto restano irrisolti i problemi che l'Amministrazione si trascina dietro da quando è nata. Novembre arriverà inesorabilmente e presenterà i conti compreso quello gestito dal geometra Davide Battiato, col ricorso in Cassazione, essendo stata fissata per il 30 l'udienza, avanti la prima Sezione Civile, Giudice relatore il Dott. Giuseppe Salmé. Questo contribuisce a rendere più traballante il Sindaco Mangiameli e la sua Giunta, già deboli e caserecci al loro interno. - I puntelli dei "navigatori" con le casacche truccate avranno difficoltà ad intervenire con la solita tempestività, perché richiamati all'ordine, e dovranno ubbidire onde evitare di essere additati al pubblico ludibrio, anche con manifesti murali. Dovranno, ob torto collo, evitare di dare la sensazione che la politica si sia ridotta a favorire il "nemico" politico in cambio possibilmente di una futura prebenda, anche proveniente dalla legge 433. - Il disgusto per gli affari dovrà riemergere se non si vuole che la corruzione e gli scandali prendano il sopravvento. - A denunciarli, questa volta, ove questo andazzo dovesse perseguire, non sarà un politico, come nel passato, anche se di grosso spessore, che per ingigantire il suo elettorato sparava sul mucchio senza alcuna preventiva, valutazione, provocando diversi procedimenti penali ma altrettante assoluzioni. - Ritengo sarà un politico “ anomalo “ o un cittadino qualunque, che non avendo interesse a mantenersi in politica, così meschinamente ridotta, denuncerà i guasti con puntuali riferimenti agli uomini che ancora si cimenteranno nel perseguire interessi personali a discapito delle funzioni che esercitano e a danno della collettività e delle stesse istituzioni che rappresentano. Dichiarazioni dai toni forti, un “avviso ai naviganti” che si muovono nella fitta foschia, quelle dell’avvocato D’amico, parole che in maniera sintetica danno il senso dello stato di malessere enorme che avvolge la Giunta municipale di Lentini. Lo stesso dirigente Udc racconta come è diventato difficile a chiunque tapparsi le orecchie e non sentire le quotidiane contestazioni che i cittadini fanno a chi guida l’amministrazione comunale in carica e a chi la sostiene. FRANCOFONTE - IVANO BONAVITA CHIEDE LE DIMISSIONI A TURI MAGRO Dalla prima Quelli dell’Udc di Francofonte non lo dicono a voce alta, ma, neanche nascondono il loro sospetto che il segretario provinciale anziché mostrarsi equidistante dalle problematiche correntizie “ abbia un tacito accordo con l’ex nemico Pippo Gianni a danno dei rappresentanti Udc di Francofonte ottenendo in cambio la salvaguardia di personali posizioni nel partito e fuori dal partito ”. Quello che chiedono e non ottengono gli uddiccini francofontesi è un ritorno alla normalità nella sezione cittadina. “ Da quasi un anno, certamente dalla data dell’ultimo congresso provinciale che ha visto la rielezione di Turi Magro, grazie al superamento delle accese liti da campagne elettorali ( nazionali e regionali), aspettiamo che il segretario provinciale riporti alla normalità la sezione rimasta senza guida, invece nulla si è mosso come se il nostro partito non fosse il più consistente posto dagli elettori alla guida di una amministrazione comunale che lavora e produce per la città.” E’ uno sfogo d’aggancio di Ivano Bonavita, per molto tempo coordinatore cittadino del suo partito prima della “crisi” determinata dal suo passaggio tra i Cuffariani. “ Fino ad ora si deve ringraziare la responsabilità politica dei singoli consiglieri comunali e dei rappresentanti dell’amministrazione comunale se il partito ha mantenuto una solida immagine di coesione e dignità, ma, il segretario Magro non può cullarsi solo su questa situazione a suo vantaggio.” Parole e musica sempre di Bonavita. Ma l’affondo arriva subito dopo: “ nel caso in cui il segretario provinciale Magro fosse troppo occupato, in fatti amministrativi ad Avola o nel mantenere succube dell’immobilismo politico l’amministrazione comunale di Siracusa non può pensare – sottolinea Bonavita - di trascurare le problematiche e le aspettative dell’Udc francofontesi, altrimenti, trovi il tempo di rassegnare le dimissioni dalla carica politica passando la mano ad un commissario in grado di gestire una nuova fase più efficace della politica dell’Udc della nostra provincia ”. La richiesta dei francofontesi è chiara: la nomina immediata di un commissario per la sezione di Francofonte in grado di portare a congresso i tesserati Udc che hanno il diritto di eleggere secondo le norme statutarie gli organismi interni al partito. Sembra una richiesta onesta e senza onere per nessuno, neanche per “ il più occupato segretario provinciale dell’intero partito Udc ”. TANTI SPONSOR “ FUORI DALLA NORMA “ PER IL SIRACUSA CALCIO. Il calcio siracusano è detentore di un primato invidiabile ma in controtendenza con le altre squadre del proprio girone che si mantengono con briciole. Nostro servizio di Beppe Basile Quando nel 1924 dalla fusione delle tre squadre esistenti sul territorio siracusano (Sporting Club e Insuperabile di Santa Lucia ed Esperia di Ortigia) scaturì il Siracusa calcio, la realtà era ben differente da quella odierna. La prima gara ufficiale fu disputata al “Coloniale”, impianto sportivo stile anni venti dotato di terra battuta, baracche ad uso spogliatoi e tribune in legno senza recinzioni; le divise ufficiali non contenevano né loghi né scritte ma erano dominate da ampi e buffi pantaloncini bianchi. Il calcio-attività sportiva e il calcio-macchina da soldi, servendosi l’un dell’altro, col passare degli anni si diffusero velocemente anche nei piccoli centri urbani giovando anche dell’apporto delle nascenti forme di pubblicità e delle prime operazioni di marketing. Al “Nicola De Simone” di fine anni ‘80 spuntano i primi cartelloni pubblicitari (in prevalenza 4x1) e i primi messaggi fonici durante l’intervallo (storici quelli delle cucine Jolly componibili); le divise, di maggiore qualità, si accendono nei colori ma restano prive di loghi. Oggi la situazione è praticamente lontana anni luce da quelle descritte sopra, ma in linea con i progressi compiuti nei diversi settori. Il Siracusa di oggi si presenta con divise in tessuto elasticizzato studiato appositamente per chi fa sport, di colore azzurro, su cui domina a caratteri cu- bitali il logo della Toyota autosport, una delle tante società partner. Sono presenti anche i loghi della Regione Sicilia, dello stesso Siracusa calcio e di Max Sport, sponsor e fornitore tecnico. Ogni angolo o metro quadrato del “De Simone” è invaso da cartelloni, totem e pannelli d’ogni dimensione, realizzati per mostrare le aziende partner. Lo stadio si trasforma in un ambiente totalmente immerso nei colori, in cui la visione della gara si confonde con gli innumerevoli elementi che le fanno da contorno: striscioni pubblicitari e quelli delle tifoserie, cartelloni e bandiere, scarpette ed altro. L’occhio vede anche se non gioisce deve ammettere che si tratta di immagini ricorrenti. C’è da osservare, guardando attentamente, che se il Siracusa appare in linea con le più grandi società calcistiche italiane, è in evidente controtendenza con le altre squadre del girone I della serie D. Una panacea per il calcio siracusano che arriva con la stipula contratti pubblicitari e piani di sponsorizzazione con una moltitudine di aziende locali e non solo. Sul calcio siracusano ci sono addirittura le attenzioni collaborative dei petrolieri della Erg che inducono il Presidente della provincia e il sindaco di Siracusa a dire ”grazie” con comunicati stampa. Distinte in sponsor-partner e supporter ecco l’elenco di queste aziende che, a detta della società azzurra, sostengono economicamente il calcio nella nostra città. Tra gli sponsor: Max sport, Miceli sport, Zurich, Sa.Co, Sic sistem, Progema impianti, Campo porte, Toyota Autosport, Rodante Bricolegno, Hotel Panorama, Co.me.co, Unigroup, Siracusa è bella teniamola pulita. Questi i marchi o le aziende, in prevalenza (per numero ) private. Gli sponsor usufruendo dei servizi promozionali offerti dalla società azzurra versano un corrispettivo di 8 mila euro a stagione ( eccezion fatta per Toyota Autosport e Max Sport che hanno più visibilità le cui cifre riversate a favore della squadra pochi conoscono ). Tra i supporter, invece: Torrisi immobiliare, Centro ittico siracusano, Allianz subalpina, Sb04 Impianti, Toys planet, Hotel del santuario, Movisol, Susino immobiliare, Linea ufficio, Siracusana matic, Ristorante La spiaggetta, Taverna della maga circe, Ceramiche sorano. Queste aziende, anch’esse extra settore e private, versano invece un corrispettivo di 3 mila euro a stagione usufruendo però di minor visibilità. Un totale di 24 aziende private che, ad oggi, legano il loro nome e la loro immagine al Siracusa calcio. Un mare di sostegno non una semplice pioggia, ecco perché parliamo di controtendenza con altre squadre avversarie. Adrano e Acicatena ne hanno 4, Angri e Casertana 2, il Vittoria 8 (di cui 4 sponsor istituzionali); solamente il Gelbison Cilento si avvicina ai numeri del Siracusa con 22 aziende partner ma con costi dei pacchetti di servizi nettamente inferiori: da un minimo di 450 euro a un massimo di 5 mila euro. Sicuramente frutto dell’ottimo operato dell’area marketing della società azzurra, costantemente alla ricerca di nuovi contratti di sponsorizzazione da stipulare, la controtendenza vantaggiosa per il Siracusa può essere letta essenzialmente come una maggiore necessità di aiuti economici per coprire i maggiori costi rispetto ad altre società. Se l’incessante ricerca di aziende-sponsor è semplicemente finalizzata all’alleggerimento dei costi, e non invece frutto di un piano di marketing proteso alla realizzazione di un programma che si espande verso il futuro, allora la controtendenza rischia di diventare un fatto negativo che potrebbe creare problemi, se osservati. Da notare che la stragrande maggioranza delle aziende-sponsor attuali sono aziende extra settore, cioè aziende che producono o distribuiscono beni o servizi che non hanno nulla a che vedere con l’attività sportiva, e che a contratto scaduto potrebbero scegliere altri canali pubblicitari, maggiormente convenienti ed in linea con la propria attività. Può spiegarsi così il sostanzioso distacco della Sogeas ? A cura dell’Azienda Ospedaliera Umberto I L’ANEMIA EMOLITICA AUTOIMMUNE, SINTOMATOLOGIA, DIAGNOSTICA DI LABORATORIO E TERAPIA: IL RUOLO DEL SERVIZIO DI MEDICINA TRASFUSIONALE. a cura del dottor Dario Genovese* Il test di laboratorio biomedico cardine per lo studio del sangue è costituito dal cosiddetto esame emocromocitometrico che, all’occhio attento del medico, fornisce una mole importante non solo di informazioni quali-quantitative dei cosiddetti elementi figurati, vale a dire delle cellule e dei residui e frammenti cellulari circolanti, costituenti la parte corpuscolata di questo tessuto corporeo allo stato fisico liquido, ma anche di natura genetica e sullo stato rigenerativo degli stessi elementi e, di conseguenza su quanto è presumibile riscontrare all’osservazione del midollo osseo, che rappresenta il tessuto di origine, la “fabbrica”. Un reperto comunemente riscontrato è rappresentato dalla cosiddetta “anemia”, termine con il quale si indica la riduzione dei valori dell’emoglobina, contenuta all’interno dei globuli rossi, al di sotto dei parametri fissati come normali. I valori minimi della norma differiscono a seconda del sesso e dell’età: sono più bassi nelle donne, rispetto ai maschi, più alti nei primi giorni di vita e più bassi nei bambini, rispetto agli adulti. Nel considerare i valori dell’emoglobina una valutazione preliminare è data dal volume totale circolatorio del sangue e dal volume della sua componente plasmatici, infatti, una riduzione del plasma, che in talune condizioni si verifica, comporta un “falso incremento” dell’emoglobina, come pure, all’opposto, un aumento del volume plasmatico provoca il cosiddetto fenomeno dell’emodiluizione e, di conseguenza, una “falsa” riduzione del valore dell’emoglobina e del numero dei globuli rossi, come si verifica, ad esempio, in caso di somministrazione di liquidi endo-vena o, fisiologicamente, nell’ultimo periodo della gravidanza allorquando “la natura” mirabilmente prepara all’emorragia da parto. Tra le tante cause che provocano l’insorgenza dell’anemia, una è data dalla distruzione dei globuli rossi causata dalla comparsa dei cosiddetti autoanticorpi. In questo caso, il sistema immunitario rivolge il proprio meccanismo di difesa verso elementi del medesimo organismo, in questo caso i globuli rossi, causando danni irreversibili alle membrane cellulari e la eliminazione accelerata delle emazie danneggiate, a volte in maniera massiva, e riducendone significativamente la sopravvivenza. Si parla in questo di anemia emolitica autoimmune o malattia emolitica autoimmune (MEA) che può presentarsi in maniera eclatante ed improvvisa, oppure con sintomi sfocati e, da qui la variabilità dei quadri clinici. Una prima classificazione distingue le anemie emolitiche autoimmuni in idiopatiche e secondarie; nel primo caso la distruzione dei globuli rossi si manifesta quale unico segno clinico, senza altra patologia mentre, nel secondo caso si tratta di un fenomeno che accompagna e spesso complica altre malattie. Un’altra classificazione distingue la MEA sulla scorta delle caratteristiche della temperatura di reazione degli anticorpi, vale a dire ad auto-anticorpi caldi che agiscono a 37 °C e ad anticorpi freddi che agiscono in maniera ottimale a 4 °C. La forma più diffusa è rappresentata dalla MEA ad auto-anticorpi caldi di cui statisticamente ammala, ogni anno, una persona su 75.000/100.000; in base alla popolazione abitante nella provincia di Siracusa questo dato si traduce in 4-5 nuovi casi per anno. Una lieve prevalenza è privilegio del sesso femminile, mentre l’età media di insorgenza è intorno ai 50 anni. Solitamente la popolazione auto-anticorpale presente rappresenta l’unico elemento di disordine del sistema Dottore Dario Genovese immunitario, mentre, in taluni casi si riscontra l’associazione con altri auto-anticorpi come nel caso delle malattie reumatiche o nelle patologie linfoproliferative. Alcuni farmaci, quali ad esempio le cefalosporine, antibiotici comunemente utilizzati, possono raramente causare l’insorgenza dell’anemia emolitica autoimmune. La sintomatologia è strettamente correlata all’intensità dell’iperemolisi e della conseguente anemia, con un ittero più o meno intenso, facile affaticabilità ed esauribilità fisica, pallore cutaneo e delle mucose, cardiopalmo, astenia, dispnea da sforzo, aumento di volume della milza e del fegato, edema malleolare, turbe della digestione, senso di vertigine, lipotimia, difficoltà di concentrazione, tachicardia, crampi muscolari, modificazioni del ciclo mestruale. Nei casi in cui l’emolisi, vale a dire la rottura dei globuli rossi, non è particolarmente intensa ed accelerata i sintomi possono essere scarsi o pressocchè assenti e questo evento si manifesta nel 10 % circa dei pazienti affetti da MEA, mentre nei casi acuti gravi compaiono febbre, dolori dorsali, cefalea, stato di irrequietezza, brividi scuotenti. L’esame emocromocitometrico pone in evidenza un livello variabilmente ridotto dell’emoglobina, un numero di globuli rossi anch’esso variabilmente ridotto, un volume dei globuli rossi che si presenta solitamente aumentato, come pure in incremento possono risultare i reticolociti, segno della più intesa attività produttiva svolta dal midollo osseo nel tentativo di compensare le perdite, una curva di distribuzione dei globuli rossi più ampia della norma e spostata verso gli elementi di maggior volume, un maggior contenuto dell’emoglobina all’interno del globulo rosso, una riduzione dell’ematocrito. L’esame morfologico dello striscio di sangue periferico, condotto con le comuni tecniche di allestimento, colorazione ed osservazione al microscopio, evidenzia globuli rossi sferici, con grande variabilità di dimensione ed aumento della colorazione, ed una variabilità dei contorni della membrana cellulare. Gli esami ematochimici mettono in luce l’aumento della bilirubinemia totale, quasi esclusivamente dovuta all’innalzamento della bilirubina indiretta; l’aumento più o meno presente dell’enzima lattico-deidrogenasi; l’incremento dei valori dell’emoglobina libera plasmatica; la scomparsa dell’aptoglobina. Le urine assumono un colorito variabile dal rosato al rosso scuro intenso tradizionalmente indicato con il termine rosso marsala. Il test di laboratorio immunoematologico, dirimente ai fini della diagnosi differenziale è rappresentato dal test di Moreschi-Coombs diretto ed indiretto che mette in evidenza sia la presenza di autoanticorpi legati alla superficie della membrana cellulare del globulo rosso, sia di quelli liberi nel siero ematico. Una volta rilevata la presenza, i successivi passaggi di laboratorio consistono nella cosiddetta titolazione degli anticorpi, e cioè nello stabilirne la concentrazione presente in quel dato campione di sangue e nel tentativo di identificazione dell’autoanticorpo diretto verso un particolare costituente della membrana cellulare. Posta correttamente diagnosi di MEA, il trattamento terapeutico di primo approccio è costituito dai farmaci corticosteroidei, secondo diversi schemi terapeutici; nei soggetti adulti solitamente si impiega una dose giornaliera di 40 mg di prednisone per metro quadro di superficie corporea, per alcune settimane, per poi procedere ad una graduale riduzione della posologia, sino alla sospensione entro i sei mesi successivi. Nei casi di scarsa od insufficiente risposta al trattamento steroideo le altre strategie terapeutiche a disposizione sono rappresentate dalla splenectomia, vale a dire l’asportazione chirurgica della milza, e dalla somministrazione di farmaci citotossici, quale ad esempio l’azatioprina. In taluni casi trova indicazione la procedura di plasmaexchange con l’impiego dei separatori cellulari, con tale tecnica si procede alla rimozione non selettiva degli auto-anticorpi dal circolo sanguigno sostituendo il plasma del paziente con liquidi di rimpiazzo ed albumina. Se strettamente necessario, in conseguenza del quadro clinico, più che dai risultati degli esami di laboratorio, si ricorre alla terapia trasfusionale con emazie concentrate, pur in presenza di un risultato di incompatibilità trasfusionale ottenuto dalle prove di compatibilità crociata condotte preventivamente all’assegnazione dell’unità di emazie da trasfondere. Nella terapia della MEA trovano anche impiego le immunoglobuline per via endovenosa, anche se i risultati ottenuti in diversi studi hanno dimostrato un’ampia variabilità nei risultati. Nella quotidianità del lavoro svolto dal Servizio di medicina trasfusionale e di immuno-ematologia, la diagnosi della MEA, il suo trattamento terapeutico ed il monitoraggio nel tempo, costituiscono una parte importante ed impegnativa in quanto richiede non solo competenza, ma anche un buon laboratorio immunoematologico con apparecchiature efficienti e prodotti diagnostici affidabili. * Il giornale elettronico si trova sul sito... Tel. 0931 449410 Fax 0931 446599 E-mail: [email protected] Pubblicità: [email protected] Primario Unità Operativa di Medicina trasfusionale presso l’Ospedale Umberto I di Siracusa