Servizio Nazionale
per l’insegnamento
della religione cattolica
Convegno Nazionale
per Direttori e Responsabili Diocesani Irc
La formazione permanente degli Idr:
un progetto diocesano
Assisi, Santa Maria degli Angeli
11-13 aprile 2011
Laboratorio 1
Introduzione e traccia
Area biblico-teologica: il testo biblico nell’Irc
Tutor Prof. Don Cesare BISSOLI
Docente emerito di Bibbia e Catechesi presso l’UPS di Roma
– Coadiuvato dalla Prof.ssa Michelina PETRACCA - responsabile
regionale IRC dell’Abruzzo
1
INSEGNARE LA BIBBIA A SCUOLA DI RELIGIONE
PERCHE’SI DEVE? COME SI PUO’? CHE COSA FARE?
Contributo della Bibbia alla formazione culturale e religiosa del giovane
Il titolo esprime bene l‘obiettivo di questo dossier: non mira di offrire una introduzione alla
Bibbia per la scuola , ma motivare la sua presenza nell‘insegnamento di religione cattolica (IRC)
(perché si deve ), le condizioni per realizzare un contributo efficace (come si può) e il processo
operativo congruo (che cosa fare). Possiamo chiamarlo un approccio epistemologico atto ad
accreditare l‘asserita necessità della Bibbia nella scuola e offrire delle piste applicative.
I. PERCHE SI DEVE
Quale contributo al mestiere di uomo può venire dalla religione cattolica proposta a scuola?
E‘ la domanda cui deve sottoporsi anche l‘IRC per una sua piena legittimazione . La risposta è
racchiusa in una categoria globale che sta avendo un‘attenzione sempre maggiore: l‘umanesimo
ebraico-cristiano . Si tratta di una visione dell‘uomo propria della tradizione biblica, tradizione
che ha partecipato in misura sostanziale alla storia della nostra cultura, pur riconoscendo che nell‘
attuale clima postmoderno ad alta densità secolaristica si trova spesso fraintesa, ignorata e quindi
emarginata.
Scrive il grande storico Jacques Le Goff:‖E‟ vero che io affermo che l‟Europa non è una creazione
cristiana e che l‟Europa di oggi è e deve essere laica, ma in quanto storico non posso
evidentemente negare che almeno dal IV secolo il cristianesimo ha profondamente caratterizzato
la civiltà europea e resta, a questo titolo, una componente essenziale delle sue radici” (Corriere
della sera, 21 giugno 2010)
Riproporre quindi il nostro tema in un ambito di apprendimento scolastico significa
contribuire a mantenere viva, almeno qui in Europa, la memoria delle proprie radici e dunque di una
propria identità compiuta. Sarà un peculiare – non di rado dialettico- apporto alla formazione
dell‘humanum,
capace di verità suggestive, magari inconsapevolmente attese ed oggi
continuamente riaffermate1.
Distinguiamo due momenti dell‘apporto biblico: una originale prospettiva di esistenza, una
altrettanto originale eredità, chiamata tecnicamente storia degli effetti che permette una continuità
vitale con il passato e con il futuro. Non è senza ragione che la Bibbia si sia meritata la qualifica
di ‗Grande Codice‘ della cultura occidentale.
1.1 Una prospettiva originale di esistenza
Traspare dal contenuto umanizzante della fede biblica, tale da costituire valido motivo di
attenzione per credenti e non credenti. Proponiamo tre fattori eminenti .
a-
Anzitutto è tempo di riconoscere che la rivelazione biblica non va vista come una trattazione
su Dio a se stante, ma nel suo intimo è relazione (alleanza) tra Dio e l‟uomo, per cui è
insieme manifestazione di Dio all‘uomo e rivelazione dell‘uomo a stesso alla luce di Dio (cfr
GS, 22).E‘ un‘ autentica antropologia su misura dell‘uomo secondo il pensiero di Dio.
E‘ perciò corretto quell‘ approccio ai grandi testi biblici dell‘AT e NT, e ai successivi
dogmi cristiani , se si mette in chiara luce anche la loro valenza antropologica, non solo
teologica, così bene definita da Ireneo, un padre della Chiesa del II secolo: ‖Gloria Dei,
vivens homo‖, la gloria di Dio, la sua identità profonda, si rispecchia nella vita di ogni persona
1
Due riferimenti significativi: gli interventi di GF. Ravasi nell‘inserto domenicale del Sole 24 ore; il recente
riconoscimento dell‘uso della Bibbia nella scuola a seguito degli impegni dell‘associazione Biblia.
2
umana. E tale valenza viene espressa in maniera calda, coinvolgente, carica di suggestioni
quasi un appello esistenziale, come per un ―tua res, agitur‖, che non si traduce in
un‘imposizione (infatti si può rifiutare), ma che sa di provocazione, anzi di sfida, in quanto
propone un modo di essere uomo indubbiamente originale, non di rado sconcertante, anzi
alternativo, che fa pensare. Far pensare è il primo segnale dell‘umanesimo biblico
―Una fede che fa pensare anche senza credere è migliore, è più adeguata all‟uomo, di una
fede che fa credere senza pensare”( Card. C. M. Martini)
Aiutare dunque gli alunni a pensare sull‘uomo nella traccia dell‘uomo biblico, sulle sue
grandi domande del vivere e del morire, dell‘amare e del soffrire, del presente e del futuro, del
bene e del male, siamo convinti che sia una risorsa da non sottovalutare nella frenesia di un
contesto di vita che li stordisce e impedisce loro di riflettere in profondità. Possono così
confrontarsi con una proposta che fa intravedere una possibilità di soluzione e fa approdare
l‘inquietudine della vita in un‘esperienza di pace. Il messaggio biblico ha la capacità di
trasformare questo scorrere del tempo, talora così anonimo e insoddisfacente, in tempo della
promessa e della speranza. Siamo così al cuore della questione del senso, che motiva sia pur
confusamente la partecipazione e l‘attesa di tanti alunni alla scuola di religione in Italia .
Conseguenza operativa: la Bibbia viene correttamente presentata quando si stabilisce il
confronto sull‟ humanum suo e nostro, assicurando così alla Bibbia la sua storia di Dio
che ha camminato con uomini e agli allievi la storia di uomini che possono camminare con
Dio
b-
Nella logica di queste righe viene immediatamente da pensare alla figura di Gesù Cristo,
concentrazione insuperabile dell‘umanesimo cristiano. Dice il Concilio Vaticano II: ― Chi
segue Cristo, l‘Uomo perfetto, si fa lui pure più uomo‖ (GS, 41). Se attraverso l‘uomo Gesù si
rende visibile Dio, è la sua immagine di uomo giusto che rende possibile tale visione.
Basta richiamare il suo stile di vita e di morte, di uno che ―passò facendo del bene a tutti e
liberando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui‖ (Atti
10,38), per concludere che chiunque ha a cuore il destino dell‘uomo, trova nel Cristo un
compagno di ricerca ed insieme un portatore di salvezza . In ogni caso Gesù entra a far parte
delle grandi personalità, da Socrate a Gandhi, che hanno inciso nella storia dell‘uomo. E‘ stato
detto che ignorare Gesù è sempre un po‘ ignorare se stessi.
In quest‘ottica il contatto con i quattro vangeli diventa prioritario rispetto ad altre pagine
bibliche, o meglio fa da coagulo critico di tutti gli altri libri della Bibbia
c- La memoria di Gesù- e dei grandi uomini che fanno la Bibbia - richiama un terzo tratto del
patrimonio umano da loro lasciato: una forte e indimenticabile concezione morale della vita.
Per Cristo e i profeti ciò che non è morale è disumano, come dimostra la loro polemica con le
false guide del popolo (cfr Ez 34; Mc 7,1-15). E al centro di una vita morale essi non
mettono né intelligenza né potere, ma anzitutto e sempre l‘amore a Dio e al prossimo, che si
esprime nella giustizia, nella cura dei poveri, nel perdono fraterno. Le Beatitudini e il discorso
della montagna (Mt 5-7) hanno segnato il comune ethos europeo da duemila anni. Perderne il
contatto è inevitabilmente un impoverimento globale ed una fonte di conflitti. Lo testimonia
drammaticamente la situazione attuale di tanta parte del mondo dove c‘è miseria e fame,
causata in non piccola parte da paesi opulenti che hanno ampiamente dimenticato la loro
matrice cristiana. Basterebbe anche solo la voce di protesta del Vangelo a riguardo della
condotta del mondo di oggi, come di ieri, per motivare l‘interiore esigenza di servirsene come
formazione ad una più giusta convivenza e solidarietà.
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1.2 Una eredità insostituibile : la storia degli effetti
Una religione storica come quella biblica ha in proprio di non essere una religione morta,
come quella degli antichi egizi, o dei greci e dei romani, ma di procedere, tra luci e e ombre, ormai
da venti secoli, e dunque di trascinarsi dietro una storia degli effetti (Wirkungsgeschichte)
ampiamente riconosciuta nel valore, ma purtroppo esposta all‘ignoranza nei fatti.
Per dare concretezza al nostro pensiero, merita riprendere la denuncia che il laico R. Debray
esprime nel suo famoso rapporto sulla religione nella scuola francese: ― Si tratta della minaccia
via via più sensibile di perdere una eredità collettiva, di rompere gli anelli della memoria
nazionale ed europea, per cui il venir meno dell‟informazione religiosa rende fortemente
incomprensibili, e quindi senza interesse, i timpani della cattedrale di Chartres, la Crocifissione di
Tintoretto, il Don Giovanni di Mozart, il Booz endormi di Victo Hugo e la Semaine Sainte di
Aragon. E‟ l‟appiattimento, l‟indebolimento dell‟ambiente quotidiano, se avviene che la Trinità sia
scambiata con una stazione della metropolitana, oppure richiami le giornate di ferie, o le vacanze
di Pentecoste, o l‟anno sabbatico o un dato del calendario. Si profila l‟angoscia di uno
smembramento comunitario delle solidarietà civiche, cui contribuisce non poco l‟ignoranza in cui
ci troviamo rispetto al nostro passato, alle credenze dell‟altro, ignoranza carica di stereotipi e di
pregiudizi… E‟ una „incultura religiosa‟ per cui davanti alla Vergine del Botticelli qualcuno
esclama: ‟Cosa è questo, chi è questa donna ?‟..”
Anche da questo versante più strettamente culturale si apre un potenziale formativo che in
verità dovrebbe investire di corresponsabilità discipline come la storia civile, la lingua e letteratura,
la storia dell‘arte, ma tra le quali la disciplina religione ha un suo specifico contributo. Lo
esemplifichiamo parlando della Bibbia qui sotto. Notiamo almeno la necessità di un processo
corretto perché l‘attenzione alla storia degli effetti non si riduca ad una constatazione estrinseca,
come sarebbe passare da un quadro del crocifisso al vangelo di riferimento. Sia chiaro che, con i
tempi che corrono, vale anche questo elementare processo di riconoscimento. Ma il contributo
formativo si manifesta allorché si realizza un confronto critico tra la fonte degli effetti ( per lo più
la Bibbia) , colui che ha lavorato sulla fonte ( es. Michelangelo nella Cappella Sistina ) e
l‘osservatore di oggi , in concreto gli alunni della scuola, confronto che avviene sulla piattaforma
dell‘humanum comune, cioè di quegli esistenziali profondi che uniscono le persone pur nei ruoli
diversi.
1.3 Un testimonial indimenticabile : il „grande codice‟ della Bibbia
L‘interesse alla storia degli effetti del cristianesimo si concentra di fatto sulla Bibbia.
Per questo è stata chiamata il ―grande codice‖, mutuando il termine da W. Blake (N. Frye).
Si vuol dire che la Bibbia si colloca nel mondo occidentale come tale, non solo quindi nel
mondo dei credenti, come ― il punto di riferimento imprescindibile della nostra cultura, la stella
polare cui si sono orientati tutti, credenti e non, quando hanno cercato il bello, il vero e il bene,
magari anche per prescindere questa guida e vagare altrove‖ (GF. Ravasi).
Concretamente tali effetti postbiblici sono incalcolabili. Dobbiamo perciò restringerci a
quanti sono più rilevanti e controllabili, grazie alla documentazione di cui possiamo disporre..
a- Ebbene quelli qui sotto nominati sono certamente ambiti culturali segnati dalla Bibbia. Li
esprimiamo con un binomio, partendo dai più facilmente compresi e praticati:
* Bibbia e arte, intesa come arte figurativa: pittura, scultura, architettura. E‘ la forma di
maggioranza almeno fino al sec XIX. Si pensi, come riferimento materiale, ai musei e alle
cattedrali
* Bibbia e musica: dalle laudi medievali, al canto gregoriano, ai compositori classici, da Bach
fino ad oggi, al canto religioso popolare, a venature bibliche nella musica pop
4
* Bibbia e letteratura: dal Cantico delle creature, a Dante in avanti …, in Teresa d‘Avila, in
Giovanni della Croce, in Gòngora, in Quevedo … Oggi si fa largo sempre più negli studi critici
la scoperta delle radici bibliche nell‘opera di molti scrittori moderni e contemporanei, e perciò
gli studi su Proust e Bibbia, Leopardi e Bibbia, Dostoevskij e Bibbia, … e quindi la Bibbia in
Th.S.Eliot, I.Calvino, Th. Mann, M.de Unamuno
“ La Bibbia ed Omero sono i due grandi fonti dello scrivere…Non per altro se non perchè
essendo i più antichi libri, sono i più vicini alla natura, sola fonte del bello, del grande, della
vita, della varietà” (G. Leopardi)
* Bibbia nella comunicazione artistica: teatro, film. Dalle sacre rappresentazioni, ai tanti film su
Gesù e sulla Bibbia…
* Bibbia e pensiero: nella varie aree: diritto (i diritti dell‘uomo nelle varie Carte) ; teologia e
filosofia ( Agostino, Tommaso, Kant, Rosmini, Nietzsche…); scienze umane , come psicologia
(Freud, Jung), sociologia (Marx, Weber)
* Bibbia ed ethos: criteri e vita morale a livello personale, sociale, istituzionale…
* Andrebbe ricordato il rapporto tra Bibbia e germinazioni religiose( la genesi della Chiesa
stessa, ma anche l‘origine e la vita di movimenti religiosi così biblicamente radicati) .
b- In stretta connessione con questo patrimonio storico-culturale tutt‘ora in atto, si pone quale
luogo concreto di gestione l‟Europa nel suo cammino verso l‟unità, e dunque alla ricerca di
radici comuni. La Bibbia trova qui un ruolo vitale da svolgere. Se ne è fatto interprete
autorevole, tra gli altri, il Card. C.M.Martini , additando la Bibbia come ‖ il Libro del nostro
futuro‖(europeo).
Scrive il Card. Martini: ‖Il futuro della Chiesa in Europa e la sua missione in favore della
società europea sono strettamente legate alla conoscenza, alla familiarità e all‟amore per la
Bibbia. La Bibbia non è soltanto il libro che riporta le tradizioni del popolo ebraico e quelle
delle origini del cristianesimo, ma è anche il libro del passato dell‟intera storia europea, come
hanno riconosciuto tutti i grandi spiriti europei.”. E il Cardinale accenna ai valori di
derivazione biblica che si propongono ad ogni uomo per la sua formazione integrale: ―Sarà
dunque sempre più necessario che vi siano in Europa uomini e donne che rendano
testimonianza della gratuità, del dono di sé, del servizio fatto al bene comune al di là del bene
de singoli e dei gruppi, della necessità del perdono. E‟ su questi pilastri che poggia una civiltà
giusta, capace di aiutare i più deboli, una società che renda possibili relazioni di amicizia vera
che vadano al di là delle relazioni in cui giocano soltanto l‟interesse e il calcolo”.
E‘ indubbiamente una visione suggestiva: l‘umanesimo biblico, marcato dalla duplice, eppur
unitaria istanza ebraico- cristiana ha in sé le risorse di affrontare positivamente un complesso e
rischioso futuro, reso tale dal crescente pluralismo religioso e di fronte ad una globalizzazione
pervasiva . Si può intuire come l‘attenzione alla Bibbia, oltre al suo specifico contributo alla fede
dei credenti, per la storia dei suoi effetti può entrare nella formazione giovanile come ‗libro di
umanità‘
II. COME SI PUO‘
Si deve poter fare traduzione di un patrimonio così originale in termini scolastici. Come?
Indichiamo qui due tipi di riferimento: valorizzazione delle varie funzioni ,che - a modo
delle facce di un diamante- spettano alla biblioteca biblica; gli obiettivi che garantiscono una
intelligenza piena della Bibbia .
5
2.1 Ruolo della Bibbia nell'IRC
E‟ di essere documento religioso motivante radicale del fatto ebraico - cristiano, sia quanto
alle sue origini (protologia), sia quanto ai suoi sviluppi nel tempo (storia), sia quanto all'esito
conclusivo (escatologia).
La Bibbia non è una sorta di banca dati , un inventario della religione cristiana, ma l‟ispirazione
di fondo originaria, come le radici per i frutti di una pianta. Essa non dà risposte tecniche come
una ricetta di cucina, ma indica una scelta di campo, una direttiva di marcia a riguardo delle
grandi domande dell‟uomo. Per questo è intrinsecamente un riferimento religioso, manifesta ,
secondo il suo stesso linguaggio, una rivelazione di Dio, una sua Parola a proposito dell‟uomo,
del mondo e di Dio stesso.
La Bibbia svolge il suo ruolo di documento religioso nella scuola attraverso diverse funzioni
che si possono ricondurre alle seguenti:
a- La Bibbia va incontrata come testimonianza
primaria e insostituibile della religione
ebraico-cristiana.
Tramite la Bibbia si conoscono le origini del popolo ebraico, di Gesù, della prima comunità
cristiana con il loro mondo di persone, avvenimenti, istituzioni, pensiero… E‘ il ruolo basilare
e dunque preliminare ad ogni altro. Fonda la conoscenza della Bibbia come avvio alla
conoscenza della religione cattolica. E‘ quanto esigono di norma i programmi e abitualmente
si realizza
b- La Bibbia va incontrata in quanto è matrice originale ed ampia di storia postbiblica (storia
degli effetti) .
Come abbiamo accennato sopra, grazie alla Bibbia non si conosce soltanto la Bibbia, ma ciò
che essa ha prodotto lungo venti secoli, nell‘area nord occidentale e orientale anzitutto , ma
successivamente va producendo nel Terzo mondo tramite la diffusione del cristianesimo e della
cultura europea. Tali influssi ricadono in effetti religiosi ( ad es. una cattedrale), ma anche
laici (come sono i fondamenti delle tante Dichiarazioni dei diritti dell‘uomo), si trovano
codificati in opere letterarie, artistiche, in istituzioni e in particolare in persone viventi (la
comunità dei credenti che si ispira alla Bibbia come libro di vita ). Non si vuol dire che gli
effetti prodotti siano sempre in piena corrispondenza alla fonte biblica, ma ne risentono per
qualche aspetto l‘ispirazione.
c- La Bibbia va incontrata come criterio ermeneutico profondo ed accreditato dell‟esistenza
L‘abbiamo ricordato all‘inizio. Frutto di tante esperienze umane lungo diversi secoli, la
Bibbia ha il pregio di entrare facilmente in dialogo con esperienze fondamentali dell‘uomo,
emergenti nelle domande di senso , sulla vita e la morte, sul bene e il male, sulla origine e sulla
fine… Porta in sé una tale saggezza e profondità di risposta, collaudata dall‘esperienza
millenaria di generazioni che vi si sono accostate , da essere universalmente stimata un
capolavoro dell‘umanità , il ― Grande Codice‖ appunto , meritevole di essere ascoltato, dai
credenti per convinzione di fede, da tutti per la ricchezza di umanità 2 .
2
Questo potenziale ermeneutico della Bibbia è oggi molto studiato in lavori teorici( H.G. Gadamer, E. Levinas, P.
Ricoeur…) e reso utilizzabile dalle ― teologie bibliche‖ dell‘ AT e NT e dalle specifiche riflessioni di ordine spirituale
e antropologico ( E. Bianchi, B. Forte, A.J. Heschel,, C.M. Martini, S. Quinzio, GF. Ravasi…).
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d- La Bibbia va incontrata come deposito di un ricco e prestigioso linguaggio espressivo
E‘ tipico della grande letteratura coniugare strettamente quello che dice con il come lo dice.
Alla Bibbia, per la sua antichità e diffusione mondiale, viene riconosciuto il pregio di un
linguaggio affascinante del tutto omogeneo al contenuto, mediazione essenziale al messaggio.
Tale sono le grandi scelte del racconto, del simbolo, del linguaggio figurato come le parabole,
delle riletture…, in una parola dei generi letterari adoperati . Si può considerare la più grande
eredità linguistico-religiosa dell‘umanità, con evidenti effetti postbiblici nell‘area del pensiero,
della poesia, della narrazione 3
A queste quattro funzioni, va aggiunta una quinta che ha una sua rilevanza peculiare dal
punto di vista culturale, e quindi da sviluppare nella scuola : la Bibbia come libro dei credenti
e- La Bibbia va incontrata come fonte della fede della religione ebraica e cristiana
Chiaramente non si intende proporre la Bibbia da credenti, secondo le dinamiche partecipative
proprie della fede, ma venire a conoscere come i credenti intendono la Bibbia, cioè nella
logica che deriva dalla Rivelazione e nel contesto della fede della comunità dei cristiani ,
facendo questo percorso secondo un procedimento specificamente scolastico, accostando cioè
come oggetto culturale la stessa fede dei credenti. Che lo meriti ,basta ricordare che la Bibbia
è il libro più diffuso al mondo perché due religioni lo condividono e lo diffondono, ebraismo e
cristianesimo. E‘ grazie soprattutto ad esse che la Bibbia esprime i valori di fonte sopra
enunziati, cui si connette, come motivo causante, questa comprensione teologica della Scrittura
intesa, accolta e vissuta come Parola di Dio, con una straordinaria ricchezza speculativa ed
operativa, in campo etico, spirituale, artistico… 4
f- Altro fattore di spinta è rappresentato dal versante ecumenico, inteso nel senso stretto che la
Bibbia fa oggi da maggiore coefficiente di dialogo fra le chiese, e si sa come l‘Europa sia
segnata da questa presenza pluralistica; ma qui intendiamo versante ecumenico in un senso
largo, che si fa sempre più stretto, e cioè l‘arrivo dei Libri Sacri di altre religioni, in cui essi
svolgono un ruolo normativo essenziale. Pensiamo in particolare alle tre religioni per
eccellenza del Libro: ebraismo, cristianesimo, islamismo, non dimenticando i testi sacri
dell‘induismo, buddismo…
Lasciamo la parola ad una grande esperto di Bibbia nella scuola , G. Stachel: “L'insegnamento
della Bibbia continua ad esistere. Esso è sopravvissuto al logoramento delle concezioni di
pedagogia religiosa. Per quanto si voglia interpretare la Bibbia come fondamento della fede, come
testimonianza delle origini, come considerazione della tradizione storica per una nuova prassi o in
altro modo ancora, per quanto si voglia fare a meno temporaneamente del contatto con essa, la
Bibbia resta valida senza possibili ripensamenti. Non esistono testi migliori a riguardo di
preghiere, che siano insieme così discrete e coinvolgenti, immagini più comprensibili e
impressionanti, ammonimento e conforto che tanto permangano o siano restati così attuali, legge
che in misura così notevole saldi le sue esigenze con la libertà" .
2.2 Obiettivi da raggiungere
La fonte biblica entra di diritto nell'itinerario globale della programmazione in una misura
che le compete, partecipando alla organizzazione dei piani di studio personalizzati secondo i
diversi cicli e le rispettive articolazioni . Non potendo giungere a determinazioni specifiche
raduniamo sotto forma di conoscenze e abilità quelle che maggiormente corrispondono
3
Qui l‘approccio si situa a livello di esegesi del testo. Ma meriterebbe un‘attenzione specifica come hanno fatto E.
Auerbach, N. Frye, , L.A. Schoekel,. D. M. Turoldo….
4
Su questo livello si pongono i pronunciamenti di chiesa, tra cui Dei Verbum del Vaticano II, la riflessione teologica
sulla Bibbia, l‘uso liturgico, la pratica pastorale segnatamente la Lectio Divina. Testi di riferimento sono da attingere da
tali aree per poi elaborarli culturalmente.
7
all‘esigenza della materia, alle capacità degli alunni e naturalmente in relazione alle Indicazioni
nazionali (programmi).
a- Possedere le nozioni di base della Bibbia come documento che è alle origini ella religione
ebraica e del movimento cristiano
Ciò comporta:
- Conoscere i tratti essenziali dei mondo storico-geografico-culturale di Israele, di Gesù, degli
inizi della Chiesa
- Possedere informazioni elementari ma aggiornate sulla Bibbia come letteratura ,
particolarmente la varietà dei generi letterari e la genesi della Torah o Pentateuco e di
Vangeli
- Acquisire una comprensione dei messaggio della Bibbia nelle grandi linee: il modo di leggere
e di esprimere l‘esperienza da parte dell'uomo biblico; la genesi e formazione del credo
religioso; lo schema della historia salutis; termini-chiave dell‘intelligenza biblica della realtà
(promessa, alleanza, regno, esodo ... )
b- Saper cogliere il legame tra il dato biblico ed alcune espressioni maggiori dei suoi effetti,
segnatamente il contribuito dato al farsi dell‟identità dell‟Italia e dell‟ Europa .
Ciò comporta:
- Disporre di informazioni adeguate sulla rilevanza che oggi ha la Bibbia nel mondo religioso
cristiano (accoglienza, impiego, valorizzazione, collaborazione ecumenica
- Rendersi consapevoli, sia pur in modo elementare, delle radici storico-giuridiche, linguisticoletterarie e artistiche che ci legano al mondo classico e giudaico-cristiano.
- Cogliere concretamente l‘influsso della Bibbia sul mondo etico-umano (carte costituzionali,
processi storici, grandi sistemi di pensiero…) e globalmente nella cultura occidentale
(letteratura, teatro, pittura, cinema..).
c- Saper vedere la realtà dell‟uomo , personale e collettiva, in correlazione con l'humanum
biblico.
Si può anche esprimere così: saper leggere biblicamente l'esperienza ed esistenzialmente la
Bibbia, illuminare cioè con il significato biblico problemi di vita, ed illuminare la Bibbia con
esperienze attuali di vita; oppure, riconoscere che la Bibbia è un mondo di esperienze umane
fondamentali ed universali, tali da essere significative per ogni uomo che riflette senso ultimo
della vita, od anche, riconoscere che la vita dell'uomo porta un insieme di esperienze, di
domande, di tentativi di risposta che convergono con analoghe problematiche dell'uomo
biblico.
Ciò comporta:
- Avere la capacità di confrontarsi con la Bibbia a livello di qualche problema esistenziale
dell'uomo: lavoro, potere, conflitto, eros, morte, gioco...
- Discernere tale relazione a più livelli: la convergenza nella domanda, il genuino pensiero
dell'uomo biblico, la sua specificità in rapporto ad altre risposte religiose, la traccia di
motivi biblici incarnati nell'esperienza delle persone;
- Pervenire ad una lettura esistenziale o di attualizzazione della Bibbia: dalla Bibbia alla vita dalla vita alla Bibbia ; la necessaria mediazione culturale
d- Saper cogliere le maggiori espressioni linguistiche nella Bibbia ed individuare il loro rapporto
con i contenuti religiosi che trasmettono .
8
Articoliamo questo obiettivo globale in questa terna:
a) comprendere almeno elementarmente che il linguaggio biblico offre delle obiettive possibilità
di esprimere il trascendente religioso,
b) a causa di ciò, riconoscere la pluridimensionalità di tale linguaggio grazie alla percezione delle
forme elementari della tradizione letteraria della Bibbia;
c) essere in grado di accostare i testi percorrendo la via linguistica con cui vengono fino a noi.
Ciò comporta:
- esercitarsi ad individuare alcune funzioni dei linguaggio di un testo (prima, seconda, terza
persona) e ricavarne la diversità di incidenza in analogia alle esperienze quotidiane,
- riconoscere le forme letterarie maggiori e la loro forza di mediazione in rapporto ai contenuti.
Ad es. la parabola, il racconto, la storia-saga, la narrazione di miracolo ... ;
- lasciarsi toccare, per meglio comprenderli, dai simboli maggiori della Bibbia (luce, acqua,
pane…)
- conoscere i convergenza e differenza tra linguaggio biblico, linguaggio religioso e linguaggio
umano (scientifico, pratico, poetico).
e- Saper usare materialmente il testo biblico
Ciò comporta:
- Saper trovare un passo citato, riconoscere le sigle tradizionali, leggere con senso un
determinato brano, possedere una Bibbia personale,
- Lasciarsi interrogare dal testo; saper lavorare su di esso; saper reagire ad esso.
- saper ridire in termini attuali, propri, i significati maggiori colti da parole e fatti della Bibbia,
utilizzando tutti i linguaggi convenienti, verbale, non verbale, figurato, drammatico ....
f- Sapere gli elementi che caratterizzano una lettura credente della Bibbia
Ciò comporta:
- Riconoscere i tratti costitutivi l‘incontro di fede con la Bibbia e sapervi darne le ragioni
motivate dalla stessa Bibbia
- Sapere del rapporto tra Bibbia e movimento ecumenico dalla Riforma protestante ai nostri
giorni
- Distinguere la comprensione ebraica e cristiana delle Scritture
- Riconoscere identità e differenza tra i Libri Sacri delle grandi religioni.
III. CHE COSA FARE
Ci limitiamo a proporre alcune tracce didattiche che permettano un incontro con la Bibbia
che possa corrispondere alla sua identità secondo le riflessioni fin qui condotte.
Consideriamo brevemente due elementi che stimiamo più rilevanti: quanto propone sulla Bibbia la
più recente riforma dei programmi di IRC; alcuni necessari requisiti didattici.
3.1 La Bibbia negli attuali programmi 5
Troviamo nettamente affermata la centralità della Bibbia come componente costitutiva
dell‘IRC, ed anzi prioritaria nell‘ordine delle fonti; peculiare attenzione viene riservata ai Vangeli;
specifico rilievo riceve la figura di Gesù secondo i vangeli; tutti i nuclei tematici ( contenuti)
devono essere compresi alla luce della Bibbia; la Bibbia stessa va conosciuta nella sua identità di
storia, letteratura, messaggio, e nei punti nodali del suo tracciato: gli inizi della creazione, la svolta
dell‘esodo e della pasqua di Gesù, la Chiesa nel tempo e l‘approdo alla vita eterna; si richiede un
accostamento ed uso effettivo del testo biblico, con le metodologie tipiche dello studio dei
documenti: ricerca, spiegazione, comprensione, confronto…
5
Ci riferiamo ai ―traguardi per lo sviluppo delle competenze” e relativi” obiettivi di apprendimento” per il primo
ciclo d‟istruzione ( 2009) , ricordando la prevedibile somiglianza per il secondo ciclo ancora in fieri.
9
Chiaramente nel passaggio dalla scuola primaria alla secondaria superiore l‘accostamento
alla Bibbia assume un‘ampiezza proporzionale alle capacità degli alunni.
3.2 Requisiti didattici di base
- La Bibbia dica se stessa, ossia possa esprimere il suo senso reale, che soltanto il metodo storicocritico permette di assodare.
- La scelta dei testi, che necessariamente si impone, va fatta secondo criteri di rilevanza del
contenuto, di perspicuità nell'espressione, di significatività per l'alunno, di pertinenza alla
tematica da svolgere. Le Schulbibel tedesche ne sono testimoni
- La Bibbia va incontrata secondo la logica di un documento: quindi con la frequentazione dei
testi originali fedelmente tradotti, e non con parafrasi e parole altrui; con un'ampiezza non
frammentata e ampia pari al tema sviluppato; quindi con una propria relativa autonomia di
tempo e di metodo all'interno dei programmi.
Ciò tanto più si esige data la estrema scarsità dell‘orario scolastico e la sua parcellizzazione.
- Questo comporta un ben congegnato itinerario di conoscenza della Bibbia in se stessa nella sua
identità, secondo un piano che comprende momenti espliciti di studio della Bibbia, e altri di
conoscenza della medesima a proposito dei nuclei tematici che via via vengono trattati.
- Anche la componente biblica va studiata in dialogo interdisciplinare specie per ciò che
riguarda punti affini nella storia, nella letteratura, nella filosofia , nelle scienze … In tal modo
lo studio biblico contribuisce al raggiungimento degli obiettivi comuni della scuola e quelli
previsti per le singole discipline .
- Il principio didattico del coinvolgimento attivo si realizza secondo gli abituali metodi della
ricerca: contatto diretto con il testo, esercizi proporzionati di rinvenimento del materiale, prove
guidate di lavoro sul testo: lettura, spiegazione , accostamento con altri testi biblici,
collegamento con segni e significati di esperienza, di cultura, di costume, stimoli a reagire
personalmente e in gruppo...
- Va assunta abitualmente la prassi della valutazione: di partenza con test adeguati sul tema che si
vuol svolgere; di conclusione in rapporto a quanto studiato (test, componimenti scritti, altre
espressioni creative di reazione ... ) - L'insegnamento della componente biblica esige una qualche sussidiazione, come la carta
geo-storica del Medio Oriente antico, della Palestina, del bacino del Mediterraneo. Quanto a
diapositive e film biblici, occorre saperli usare didatticamente, altrimenti scadono nel consumo.
Dotarsi di materiali che mostrino i collegamenti tra dato biblico e postbiblico (es. le grandi
rappresentazioni evangeliche del Natale e della Passione, ma anche quei testi letterari e
filosofici che hanno uno specifico addentellato con la Bibbia).
Cenno bibliografico
Chiarazzo R.-Troìa P., Il Codice Bibbia. La Bibbia a scuola, Società Biblica in Italia, Roma 2004
Frye N. , Il grande codice. La Bibbia e la letteratura, Einaudi, Torino 1986).
Langer W.(ed.), Lavorare con la Bibbia, Elledici, Leumann (Torino) 1994
Ravasi GF., Il racconto del cielo.Le storie, le idee e i personaggi dell‟Antico Testamento, Arnoldo
Mondadori, Milano 1995
Ravasi GF., La Buona Novella. Le storie, le idee e i personaggi del Nuovo Testamento, Arnoldo
Mondatori, Milano 1996
Salvarani B., A scuola con la Bibbia, EMI, Bologna 2001
Stefani P., La radice biblica. La Bibbia e i suoi influssi sulla cultura occidentale, Bruno
Mondadori, Milano 2003.
Theissen G, Motivare alla Bibbia. Per una didattica aperta della Bibbia, Paideia , Brescia 2005
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APPENDICE
Quali sono i testi biblici più adeguati e significativi nel
religioso?
corso scolastico di insegnamento
E‘ una domanda legittima, ma la risposta non può essere che ipotetica, da verificare e da formulare
nella propria pratica.
1. Nei testi di religione attuali, la componente biblica appare modulata su quattro
argomenti:
- La legittimazione della Bibbia all‘interno della fede cristiana nel quadro della Rivelazione e/o
nella prospettiva di Libro Sacro del ebraismo-cristianesimo nel contesto delle grandi religioni
- Elementi più o meno ampi di conoscenza della Bibbia in se stessa ( coordinate storiche, letterarie,
teologiche), dei Vangeli e della Chiesa delle origini, grandi temi biblici:creazione, esodo, la
figura di Gesù e del suo messaggio, concezione antropologica ed etica….
- Appare meno sviluppaai ― la storia degli effetti‖ della Bibbia,il confronto culturale ( non solo
interreligioso), il mondo del linguaggio biblico.
- Superficialità ed acriticità si manifestano a riguardo della storicità attribuibile al testo biblico, al
rapporto fra AT e NT, alla dimensione escatologica e messianica
2. Qui proponiamo una serie di testi che riteniamo più significativi per conoscere la
Bibbia nella scuola ed insieme densi di umanità capaci di suscitare l‘attenzione giovanile
DALL‟ ANTICO TESTAMENTO
DA GENESI 1—11
La creazione e la caduta (Gen 1-3)
DAL CICLO DEI PATRIARCHI
* La vocazione di Abramo (Gen 12, 1-3)
* Il sacrificio di Isacco (Gen 22, 1-19)
DAL CICLO DELL‘ESODO
* Il roveto ardente, la rivelazione del Nome (Es 3.)
* La celebrazione della Pasqua ( cfr Es 12-13)
* Il passaggio del mare (Es 14)
* Alleanza e tavole della legge sul Sinai (cfr Es 19-24) -)
DAL CICLO DELLA CONQUISTA
* L‘assemblea di Sichem (Gios 24)
DAL CICLO DELLA MONARCHIA
* La vocazione di Samuele (1Sam 3)
* Davide e Golia ( 1Sam 17)
* Il peccato di Davide e il monito del profeta ( 2Sam 11-12)
* Salomone consacra il Tempio di Gerusalemme (cfr 1Re 6-8)
* La caduta di Gerusalemme (2Re 25)
DAL CICLO DEI PROFETI
* La denuncia di Elia contro Acab (1Re21)
11
* Il libro dell‘Emmanuele (Is 7-12)
* Giona : conversione e missione
*
DAL CICLO DEI SALMI
* Sal 8: Chi è l‘uomo?; 22: Dio, Dio mio, perché mi hai abbandonato ? 23: Il buon pastore; 104: Lo
splendore della creazione; 136: Il grande ringraziamento
DAL CICLO DEI SAPIENZIALI
* Il lamento di Giobbe (Giob 3); la risposta di Dio (Giob 38-39)
* Il mistero dell‘amore umano (Cantico dei Cantici)
DAL NUOVO TESTAMENTO
DALLA VITA DI GESU‘
Si può seguire un Vangelo per intero, in particolare Marco, studiandolo nel suo profilo storico e
nella sua costruzione teologica, facendo conoscere contemporaneamente la figura di Gesù, la
visione specifica di Marco, la natura e l‘origine del Vangelo. Qui proponiamo una serie di testi
significativi a riguardo della esistenza di Gesù attinti dai quattro vangeli
* Annunciazione a Maria (Lc 1, 26-38) e/o a Giuseppe (Mt 1,18-25).
* La nascita di Gesù a Betlemme (Lc 2,1-20).
* La predicazione del Battista e Battesimo di Gesù (Mt 3)
* Gesù guarisce un cieco (Mc 10.46-52)
* Gesù moltiplica il pane per la gente (Mc 6,33-44)
* La parabola del seminatore (Mt 13,3-9); le parabole della misericordia (Lc 15)
* L‘Ultima Cena (Mc 14,1-31)
* L‘agonia di Gesù (Mc 14,32-42
* Il cammino della croce (Mc 15,21ss)
* La crocifissione con a fianco Maria (Giov 19, 25-27)
* La sepoltura (Mc 15,43-47)
* La risurrezione (Lc 24,1-5)
* Gesù e i due di Emmaus (Lc 24, 13-35
* L‘ascensione di Gesù ( Atti 1,6-11)
* La Pentecoste ( Atti 2,1-13)
DAL CICLO DEGLI APOSTOLI
* Pietro predica al popolo ( Atti 3)
* La conversione di Paolo a Damasco (Atti 9)
DAL CICLO DI PAOLO
* Sofferenza e gioia (2Cor 11-12)
* Il discorso della croce (1Cor 2)
* L‘inno della carità (1Cor 13)
* L‘inno della speranza (Rom 8)
DAL CICLO DELL‘APOCALISSE
* Il veggente che vede il libro sigillato(cfr Apoc 1)
* La guerra della donna e del serpente (Apoc 12)
* La Gerusalemme celeste ( cfr Apoc 21-22)
NB. Questo testo è stato pubblicato su Insegnare Religione 2010 , nov-dic. 2010
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Traccia - Laboratorio 1
Area biblico-teologica: il testo biblico nell’Irc
Tutor Prof. Don Cesare BISSOLI
Docente emerito di Bibbia e Catechesi presso l’UPS di Roma
Coadiuvato dalla Prof.ssa Michelina PETRACCA
Responsabile regionale IRC dell’Abruzzo
“L‟IRC permette agli alunni di affrontare le questioni inerenti il senso della vita e il valore della persona,
alla luce della Bibbia e della tradizione cristiana‖ (OP, 47).
N.B. L‘attenzione centrale va alla Bibbia, ma il contenuto della fides ecclesiae ha compimento nella
riflessione teologica
PRIMA RICERCA: ESPLORAZIONE
1. In relazione a noi stessi come direttori/responsabili:
a- Cosa sappiamo veramente della relazione dei nostri IdR con la Bibbia
b- Di quali possibilità di informazione disponiamo
c- Quali iniziative di formazione abbiamo sperimentato e con quale esito
d- Che conoscenza possediamo dagli Indicatori nazionali di IRC circa la fonte biblica
2. In relazione ai docenti di religione
Quale valutazione ci sentiamo di dare (secondo lo schema ―luci e ombre‖)
a- Quanto all‘impiego della Bibbia
b- Quanto alla sua conoscenza e comprensione
c- Quanto alla capacità di comunicazione (pedagogico-didattica)
d- Quanto al riferimento agli Indicatori nazionali
3. In relazione agli alunni considerati nei diversi cicli
a- Cosa di fatto vengono a conoscere (I ciclo, II ciclo)
b- Cosa merita che apprendessero
c- Tramite quale metodologia
SECONDA RICERCA: PROGETTAZIONE
1. Realizziamo una lettura delle Indicazioni nazionali del I ciclo (e presto del II ciclo) mettendo a fuoco i
nuclei centrali secondo la dinamica di competenze, conoscenze, abilità
2. Consideriamo le possibilità di progettazione per una formazione (permanente) in relazione all‘area
contenutistica (biblica)
a- Di quali dati strutturali si può disporre
b- Quali esperti (biblisti, teologici) sono utilizzabili
c- Quale processo formativo è attuabile (ipotizzare una proposta articolata su tempi, luoghi,
contenuti, processi, esperti, sussidi…. )
Annesso: Insegnare-apprendere la Bibbia a scuola di religione. Perché si deve? Come si può? Che cosa fare?
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Laboratorio 1 Area biblico-teologica - IRC Venezia Infanzia