D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo PREMESSA Il Documento di Piano, redatto ai sensi della Legge Regionale dell’11 marzo 2005 n. 12 (art. 8), è finalizzato all’ elaborazione degli obiettivi strategici e delle politiche di sviluppo del territorio comunale. Ci proponiamo di affrontare la stesura di tale documento seguendo l’impostazione che si ottiene dalla lettura del testo pubblicato dalla Regione Lombardia: “Criteri attuativi l.r. 12/05 per il governo del territorio – Modalità per la pianificazione comunale”. Seguendo le indicazioni di tale testo si suddivide la trattazione in tre capitoli. Nel primo capitolo si analizza il quadro conoscitivo e orientativo suddiviso in tre macrosettori: • il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo economico e sociale; • il quadro conoscitivo del territorio comunale come risultante delle trasformazioni avvenute; • l’assetto geologico, idrogeologico e sismico. Nel secondo capitolo si analizzano le strategie di Piano, ossia si individuano gli obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione a valenza strategica per la politica territoriale del comune. Dopo aver analizzato lo scenario strategico si passa alla trattazione del terzo capitolo relativo alla determinazione degli obiettivi di sviluppo e delle politiche di intervento per i diversi sistemi funzionali. Nel medesimo capitolo verrà affrontato anche il tema della dimostrazione della compatibilità delle politiche di intervento individuate con le risorse economiche attivabili dall’Amministrazione Comunale e le previsioni contenute nei piani di livello sovra comunale. Verranno infine individuati gli ambiti di trasformazione e i criteri di compensazione, perequazione e incentivazione. Prima di procedere alla trattazione dei temi esposti si intende riportare una citazione ricavata alla pubblicazione della Regione Lombardia: “Criteri attuativi l.r. 12/05 per il governo del territorio – Modalità per la pianificazione comunale” che ci permette di individuare la caratteristica fondamentale del Documento di Piano. Secondo gli autori il Documento di Piano deve “possedere contemporaneamente una dimensione strategica, che si traduce nella definizione di una visione complessiva del territorio comunale e del suo sviluppo, ed una più direttamente operativa, contraddistinta dalla determinazione degli obiettivi specifici da attivare per le diverse destinazioni funzionali e dall'individuazione degli ambiti soggetti a trasformazione. Il Documento di Piano, pur riferendosi ad un arco temporale definito (validità quinquennale assegnata dalla Legge) che risponde ad un’esigenza di flessibilità legata alla necessità di fornire risposte tempestive al rapido evolversi delle dinamiche territoriali, proprio per l'essenza dello stesso deve contenere una visione strategica rivolta ad un orizzonte temporale di più ampio respiro”. 1 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1 IL QUADRO CONOSCITIVO E ORIENTATIVO 1.1 Il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo economico e sociale Secondo l’art. 8 comma 1 lettera a della l.r. 11 marzo 2005 n.12, il quadro conoscitivo e orientativo del Documento di Piano deve innanzitutto contenere il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo economico e sociale del Comune, considerando: 1) l'indagine sul sistema economico locale (analisi delle caratteristiche del sistema produttivo, commerciale, delle caratteristiche della popolazione attiva, del quadro occupazionale, dello sviluppo economico in atto, della lettura dei trend evolutivi); 2) l'indagine sul sistema sociale locale (es. analisi delle dinamiche e caratteristiche della popolazione, delle forme di organizzazione sociale, delle specificità culturali e tradizionali, degli stili di vita. della popolazione, del sistema dei servizi); 3) le indicazioni degli atti di programmazione emanati da Enti sovracomunali (Comunità Montane, Province, Regione), di altri soggetti che hanno influenza diretta sulla pianificazione (es. RFI, FNM, ANAS, ecc.), nonché strumenti di programmazione settoriale (Piani di/ Emergenza comunali o intercomunali ai sensi della I.r. 16/2004, ecc.); 4) i vincoli amministrativi definiti dalla legislazione vigente quali: i vincoli militari, il vincolo idrogeologico, le fasce di rispetto degli elettrodotti e dei depuratori, dei pozzi di captazione di acqua destinata al consumo umano, dei cimiteri, delle aziende a rischio di incidente rilevante; 5) la raccolta di istanze e proposte dei cittadini, singoli o in forma associata. 2 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.1.1 Il sistema economico locale Il Documento di Piano indaga la struttura economica del Comune sotto il profilo quantitativo (attività presenti e attive), ma anche qualitativo (categoria di attività). Viene fotografato lo stato delle attività al 2006, attraverso l'elaborazione di dati forniti dalla Camera di Commercio, industria, artigianato ed agricoltura di Cremona, dall’ Istat e dall'Amministrazione Comunale. Si riportano anche i dati pubblicati nel 2001 nell’8° Censimento generale dell’industria, fonte Istituto Nazionale di Statistica, relativi all’individuazione delle unità locali per settore di attività per il comune di Bagnolo Cremasco, il Comprensorio di Crema e la provincia di Cremona. a) Struttura e caratteri del sistema produttivo, commerciale e dei servizi: attività (anno 2006) Nelle tabelle seguenti viene proposto l'elenco delle attività economiche presenti nel Comune alla data del 31.12.2006, secondo suddivisione per sezioni elaborata dall'Istituto Nazionale di Statistica. Per ogni sezione viene indicato il numero di attività di carattere produttivo, commerciale e del settore dei servizi presenti e attive e la percentuale sul totale delle attività stesse. ATTIVITA’ Agricoltura, caccia e silvicoltura Agricoltura, caccia e relativi servizi Silvicoltura e utilizzazione di aree forestali e servizi connessi Totale Attività manifatturiere Industrie alimentari e delle bevande Industria del legno e dei prodotti in legno, esclusi i mobili Editoria, stampa e riproduzione di supporti registrati Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio, tratt. Dei combustibili nucleari Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, escluse macchine e impianti Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici (compr. install., montaggio, ecc.) Fabbricazione di macchine per ufficio, di elaboratori sistemi informatici Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici n.c.a. N. % 30 9,0% 1 31 0,3% 6 1,8% 2 0,6% 2 0,6% 1 0,3% 1 0,3% 4 1,2% 34 10,2% 7 2,1% 1 0,3% 4 1,2% 3 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Fabbricazione di apparecchi radiotelevisivi e per le comunicazioni Fabbricazione di apparecchi medicali, di precisione, strumenti ottici e orologi Fabbricazione di mobili: altre industrie manifatturiere Totale Costruzioni Costruzioni Totale Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazioni di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa Commercio e riparazione di auto e moto; vendita al dettaglio di carburante Commercio all'ingrosso e intermediari del commercio (escl. auto e moto) Commercio al dettaglio (escl. auto e moto); riparazione di beni personali e per la casa Totale Alberghi e ristoranti Alberghi e ristoranti Totale Trasporti , magazzinaggio e comunicazioni Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte Totale Attività finanziarie Attività ausiliarie della intermediazione finanziaria Totale Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese Attività immobiliari Informatica e attività connesse Altre attività professionali e imprenditoriali Totale Altri servizi pubblici, sociali e personali Attività ricreative, culturali e sportive Altre attività dei servizi Imprese non classificate Totale TOTALE 2 0,6% 2 0,6% 3 69 0,9% 99 99 29,7% 9 2,7% 20 6,0% 40 69 12,0% 11 11 3,3% 11 11 3,3% 5 5 1,5% 14 1 6 21 4,2% 0,3% 1,8% 3 13 1 17 333 0,9% 3,9% 0,3% Fonte: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona 4 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo In sintesi, per ogni sezione viene indicato il numero di attività di carattere produttivo, commerciale e del settore dei servizi presenti e attive e la percentuale di presenza nel sistema economico comunale. Tabella riassuntiva: attività sul territorio comunale (anno 2006) ATTIVITA’ SUL TERRITORIO COMUNALE Agricoltura, caccia e silvicoltura Attività manifatturiere Costruzioni Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazioni di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa Aberghi e ristoranti Trasporti , magazzinaggio e comunicazioni Attivià finanziarie Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese Altri servizi pubblici, sociali e personali TOTALE N. % 31 69 99 9,3% 20,7% 29,7% 69 20,7% 11 3,3% 11 3,3% 5 1,5% 21 6,3% 17 333 5,1% Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona Come si evince dalle precedenti tabelle e dal diagramma riprodotto nella pagina seguente, la struttura del sistema produttivo, commerciale e dei sevizi di Bagnolo Cremasco è costituito da tre attività principali: quella manifatturiera, quella delle costruzioni e quella del commercio. Circa il 71% delle imprese presenti nel Comune è infatti dedito ad una di queste tre attività. Le attività maggiormente diffuse sul territorio sono quelle legate al settore delle costruzioni: esse rappresentano infatti una quota pari ad 1/3 delle attività economiche del comune. Questo dato è facilmente giustificabile se si pensa che già dagli anni ’70 del secolo scorso una buona percentuale degli attivi di Bagnolo era addetta all’edilizia. Questa particolare specializzazione della manodopera ha fatto sì che molte delle residenze unifamiliari risalenti agli anni 70 e ancora presenti sul territorio fossero costruite direttamente dagli operai edili di Bagnolo, che durante la settimana lavoravano nei cantieri delle grandi città, soprattutto di Milano, e durante il week end provvedevano a costruire la propria abitazione facendo ricorso esclusivamente alla propria professionalità e forza lavoro. Gli altri due settori maggiormente diffusi sul territorio sono quelli legati alle attività manifatturiere (in particolare fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo) e al commercio al dettaglio. La attività agricole, di caccia e silvicoltura interessano solo il 9% delle imprese attive sul territorio al 31.12.2006. Si ritiene opportuno precisare in questa sede che per quanto riguarda l’agricoltura, rispetto al passato, nel comune di Bagnolo Cremasco, così come in tutta la Pianura Padana, si rileva 5 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo una diminuzione del numero delle imprese agricole e il contemporaneo aumento della loro superficie media. Negli ultimi decenni a Bagnolo e nella Pianura Padana si assiste infatti alla scomparsa del piccolo podere, frutto di successivi frazionamenti delle proprietà per ragioni di successione ereditaria, e all’aumento delle dimensioni medie delle aree agricole. Questa tendenza riflette la necessità dell’agricoltura moderna di disporre di appezzamenti di terreno sufficientemente ampi per la coltura fortemente meccanizzata di tipo estensivo. Grafico: attività sul territorio comunale (anno 2006) 35,0% 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% Ist ruz ion e Co Co mm s tr uz erc ion io i all ' ing ros so ea ld ... Ab e rg hi er i sto ran ti Tra spo rti, ma ga z… Att i vi à fi n an Att z ia . im rie mo b ili ari ,n ol e gg io… Ag ri c ol t ura .. Att .m an ifa ttu ri e re 0,0% Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona 6 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Nella tabella riprodotta di seguito è stato inserito il numero di imprese attive presenti nel Comune di Bagnolo Cremasco per settore di attività economica dal 2002 al 2006. Tabella: imprese attive in Bagnolo suddivise per attività economica (anni 2002-2006) Imprese attive suddivise per attività economica Agricoltura, caccia e silvicoltura Attività manifatturiere Costruzioni 31.12.2002 N. % 30 9,1% 70 21,3% 90 27,4% 31.12.2003 N. % 29 8,7% 73 21,8% 92 27,5% 31.12.2004 N. % 31 9,2% 71 21,0% 92 27,2% 71 21,6% 77 23,0% 75 22,2% 13 4,0% 12 3,6% 13 3,8% 14 4,3% 12 3,6% 12 3,6% 4 1,2% 4 1,2% 4 1,2% Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazioni di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa Aberghi e ristoranti Trasporti , magazzinaggio e comunicazioni Attivià finanziarie Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese Altri servizi pubblici, sociali e personali TOTALE 16 4,9% 15 4,5% 15 4,4% 20 328 6,1% 21 335 6,3% 25 338 7,4% Imprese attive per divisione di attività economica Agricoltura, caccia e silvicoltura Attività manifatturiere Costruzioni 31.12.2005 N. % 33 9,8% 73 21,7% 92 27,4% 31.12.2006 N. % 31 9,3% 69 20,7% 99 29,7% +/1 -1 9 2002 - 2006 % 3,2% -1,4% 9,1% 73 21,7% 69 20,7% -2 -2,9% 11 3,3% 11 3,3% -2 -18,2% 11 3,3% 11 3,3% -3 -27,3% 4 1,2% 5 1,5% 1 20,0% 16 4,8% 15 4,5% -1 -6,7% 23 336 6,8% 23 333 6,9% 3 5 13,0% 1,5% Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazioni di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa Aberghi e ristoranti Trasporti , magazzinaggio e comunicazioni Attivià finanziarie Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese Altri servizi pubblici, sociali e personali TOTALE Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona Dai dati sopra esposti si evince che negli anni compresi far il 2002 e il 2006 il numero di imprese in Bagnolo Cremasco è rimasto pressoché invariato. I settori maggiormente sviluppati sul territorio restano quelli delle costruzioni, delle attività manifatturiere e del commercio. Le maggiori variazioni percentuali si misurano nel settore delle attività finanziarie (+20%), dei servizi pubblici, sociali e personali (+13%) e delle costruzioni (+9%). 7 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Risultano in calo le attività legate al trasporto, magazzinaggio e comunicazione (-27,3%), alla ristorazione (-18,2%) e alla attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca e servi alle imprese (-6,7%). Nella tabella seguente viene confrontata la struttura del sistema produttivo commerciale e dei servizi di Bagnolo Cremasco, con la struttura della provincia di Cremona e del Comprensorio Cremasco. Tabella: imprese attive suddivise per attività economica – confronto con provincia di Cremona e Comprensorio Cremasco Imprese attive suddivise per attività economica (31.12.2006) Agricoltura, caccia e silvicoltura Pesca, piscicoltura e servizi connessi Estrazione di minerali Attività manifatturiere Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua Costruzioni Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazioni di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa Aberghi e ristoranti Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni Attivià finanziarie Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese Istruzione Sanità e assistenza sociale Altri servizi pubblici, sociali e personali TOTALE Bagnolo Cremasco N. % 31 9,3% 0 0,0% 0 0,0% 69 20,7% Comprensorio di Crema N. % 539 9,3% 2 0,0% 5 0,1% 911 15,6% Provincia di Cremona N. % 5161 18,3% 16 0,1% 18 0,1% 3869 13,7% 0 0,0% 10 0,2% 37 0,1% 99 29,7% 992 17,0% 4822 17,1% 69 20,7% 1500 25,7% 6719 23,9% 11 3,3% 256 4,4% 1412 5,0% 11 3,3% 209 3,6% 1018 3,6% 5 1,5% 144 2,5% 618 2,2% 21 6,3% 865 14,8% 2797 9,9% 0 0 17 333 0,0% 0,0% 5,1% 22 36 335 5826 0,4% 0,6% 5,8% 70 121 1486 28164 0,2% 0,4% 5,3% Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona Dall’analisi dei dati si evince come Bagnolo Cremasco sia sostanzialmente allineato alle percentuali provinciali e comprensoriali per quanto attiene ai settori: Pesca, piscicoltura e servizi connessi, Estrazione di minerali, Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua, Alberghi e ristoranti, Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni, Istruzione, Sanità e assistenza sociale, Altri servizi pubblici, sociali e personali. Per quanto riguarda invece il settore delle costruzioni a Bagnolo si registra una percentuale di imprese dedite a questa attività pari al 30%, mentre nel comprensorio Cremasco e in Provincia si rileva un valore pari al 17%. Superiore alla media provinciale e comprensoriale è anche il settore dell’attività manifatturiera. Al contrario il commercio, sia all’ingrosso che al dettaglio e le attività 8 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo immobiliari, di noleggio, informatica e sevizi per le imprese restano al di sotto della media comprensoriale e provinciale. L’ultima annotazione riguarda il settore dell’agricoltura, della caccia e della silvicoltura per la quale si registra sia per Bagnolo che per il Comprensorio Cremasco una quota del 10%, contro una quota del 18% della Provincia di Cremona. Questo dato è molto importante perché mette bene in evidenza che il Cremasco è un territorio caratterizzato da una propria peculiarità rispetto al resto della provincia. Tale specificità deriva dal fatto di essere “territorio di confine” che deve confrontarsi e rapportarsi con due realtà piuttosto diverse fra loro: quella cosiddetta agricola-dispersa del cremonese e quella industriale-urbana del milanese. Queste due forze attrattive influenzano lo sviluppo sociale, culturale ed economico dell’area. In particolare nel campo delle attività agricole questo dato si traduce in un minor numero di imprese dedite a questa attività a favore di attività di tipo manifatturiero o commerciale sul territorio del Cremasco. Questa tendenza è favorita anche dalla presenza di arterie di comunicazione di una certa importanza come la SP Cr ex SS 415 “Paullese” e la SP Cr ex SS 235 “Crema -Lodi” lungo le quali le attività industriali trovano agevole collazione. Per quanto riguarda Bagnolo Cremasco gli ambiti industriali ed artigianali, che hanno un’estensione totale di 672.615 mq, sono collocati: • lungo la Strada Provinciale 415 “Paullese”; • nel cuneo creato dalle Vie Crema, da Vinci e “Paullese”; • lungo la Strada Provinciale Crema-Lodi; Gli insediamenti commerciali di grande estensione sono localizzati lungo la Strada Provinciale 415 “Paullese”. Il più rappresentativo è sicuramente il complesso della Girandola che ha un’estensione di 8.900 mq. Rivestono particolare importanza anche i concessionari auto e moto, che occupano una superficie totale di quasi 18.000 mq e le attività legate ai servizi per la casa e per la persona che si sviluppano su oltre 16.000 mq di terreno. 9 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Grafico: imprese attive suddivise per attività economica – confronto con provincia di Cremona e Comprensorio Cremasco Bagnolo Cremasco Comprensorio di Crema Provincia di Cremona 35,0% 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% Pr od .D Ag ric ol tu r a. . Es P tra es z ist ca io rib ne … .d di ie m ne At in rg er t. ia m al i an el et i f a C t ric t tu om a, rie m g re er as ci e o ac al l'in qu a gr C os os so t ru e zi al on de i tt a Ab gl er io gh … ie ris Tr to as ra po nt rt i i ,m a ga At At t iv z… t. im ià m fin ob an ilia zi ar ri, ie no le gg io … Sa ni Is tà t ru e zi as on si e st Al .s tri oc se ia rv le izi pu bb lic i… 0,0% 10 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo b) Unità locali per settore di attività economica (anno 2001) Tabella: unità locali per settore di attività economica (anno 2001) COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema Provincia di Cremona UNITA' LOCALI DELLE IMPRESE INDUSTRIA COMMERCIO ALTRI SERVIZI Unità Locali 407 651 147 14 28 40 58 69 31 87 53 146 78 44 66 12 85 86 87 7,4% 22,8% 41,8% 35,9% 30,8% 46,5% 46,8% 53,1% 26,1% 44,4% 34,4% 39,4% 45,9% 52,4% 35,7% 46,2% 44,7% 40,0% 38,5% Unità Locali 1.733 852 100 10 30 16 24 30 40 53 43 111 44 6 59 5 54 61 63 1.782 31,8% 6.273 25,2% % 31,5% 29,9% 28,4% 25,6% 33,0% 18,6% 19,4% 23,1% 33,6% 27,0% 27,9% 29,9% 25,9% 7,1% 31,9% 19,2% 28,4% 28,4% 27,9% Unità Locali 2.781 1.142 80 10 21 25 36 21 42 48 52 90 37 24 44 7 38 60 58 50,6% 40,0% 22,7% 25,6% 23,1% 29,1% 29,0% 16,2% 35,3% 24,5% 33,8% 24,3% 21,8% 28,6% 23,8% 26,9% 20,0% 27,9% 25,7% 1.601 28,5% 1.835 7.555 30,3% 8.891 % U. L. DELLE ISTITUZIONI TOTALE Unità Locali 575 209 25 5 12 5 6 10 6 8 6 24 11 10 16 2 13 8 18 10,5% 7,3% 7,1% 12,8% 13,2% 5,8% 4,8% 7,7% 5,0% 4,1% 3,9% 6,5% 6,5% 11,9% 8,6% 7,7% 6,8% 3,7% 8,0% 32,7% 394 7,0% 5.612 35,7% 2.193 8,8% 24.912 % % Unità Locali 5.496 2.854 352 39 91 86 124 130 119 196 154 371 170 84 185 26 190 215 226 Fonte: ISTAT Nella tabella precedente e nei grafici delle pagine successive sono riportati i dati relativi al numero di unità locali per settori di attività economiche nel Comune di Bagnolo, nei comuni del comprensorio cremasco e nella Provincia di Cremona, ricavati durante l’8° Censimento generale dell’Industria del 2001. I dati consentono di dedurre che, a differenza di quello che avviene a livello comprensoriale e a livello provinciale, a Bagnolo Cremasco si rileva una maggior percentuale di attività economiche legate all’industria, a discapito di quelle appartenenti alla categoria “altri servizi” comunemente identificati con il terziario. Resta invece allineato alla media comprensoriale e provinciale il dato relativo al commercio e alle unità locali delle istituzioni. 11 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Grafico: unità locali per settore di attività economica – Bagnolo Cremasco (anno 2001) 25 80 147 INDUSTRIA COMMERCIO ALTRI SERVIZI U. L. DELLE ISTITUZIONI 100 Fonte: ISTAT Grafico: unità locali per settore di attività economica – Comprensorio Cremasco (anno 2001) 394 1.782 1.835 INDUSTRIA COMMERCIO ALTRI SERVIZI U. L. DELLE ISTITUZIONI 1.601 Fonte: ISTAT Grafico: unità locali per settore di attività economica – provincia di Cremona (anno 2001) 2.193 6.273 INDUSTRIA COMMERCIO ALTRI SERVIZI 8.891 U. L. DELLE ISTITUZIONI 7.555 Fonte: ISTAT 12 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Nella tabella successiva e nei relativi grafici sono riportati i dati relativi alla situazione delle unità locali per settore di attività economica a livello regionale, sovra-regionale e nazionale, ricavati sempre in occasione dell’8° Censimento generale dell’Industria del 2001. Anche dalla consultazione di questi dati è possibile evidenziare che a Bagnolo Cremasco esiste una percentuale di attività economiche legate all’industria maggiore di quella rilevata a livello regionale e nazionale, a discapito della percentuale di attività appartenenti alla categoria “altri servizi”. Tabella: unità locali per settore di attività economica (anno 2001) INDUSTRIA Lombardia Italia Nord Occidentale Italia UNITA' LOCALI DELLE IMPRESE COMMERCIO ALTRI SERVIZI U. L. DELLE ISTITUZIONI TOTALE Unità Locali 188.875 % 26,6% Unità Locali 200.668 % 28,2% Unità Locali 278.653 % 39,2% Unità Locali 42.268 % 5,9% Unità Locali 710.464 288.604 24,2% 352.137 29,6% 470.722 39,6% 78.667 6,6% 1.190.130 988.293 23,9% 1.334.791 32,3% 1.527.400 36,9% 287.735 7,0% 4.138.219 Fonte:ISTAT Grafico: unità locali per settore di attività economica – Lombardia (anno 2001) 42.268 188.875 INDUSTRIA COMMERCIO ALTRI SERVIZI U. L. DELLE ISTITUZIONI 278.653 200.668 Fonte:ISTAT Grafico: unità locali per settore di attività economica – Italia Nord-Occidentale (anno 2001) 78.667 288.604 INDUSTRIA COMMERCIO ALTRI SERVIZI U. L. DELLE ISTITUZIONI 470.722 352.137 Fonte:ISTAT 13 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Grafico: unità locali per settore di attività economica – Italia (anno 2001) 287.735 988.293 INDUSTRIA COMMERCIO ALTRI SERVIZI U. L. DELLE ISTITUZIONI 1.527.400 1.334.791 Fonte:ISTAT 14 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo c) Struttura e caratteri dei principali settori di attività economica L’analisi degli aspetti economici prosegue con l’approfondimento del sistema produttivo e commerciale. Di seguito verranno analizzate e descritte le caratteristiche fondamentali di tre settori cardine dell’ attività economica di Bagnolo: Agricoltura, caccia e silvicoltura, Attività manifatturiere e Commercio. Come nei paragrafi precedenti si farà ricorso a dati forniti dall’ ISTAT e dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona. AGRICOLTURA, CACCIA E SILICOLTURA Nella tabella seguente è indicato il numero delle aziende agricole presenti sul territorio comunale e la superficie totale da esse occupata, così come rilevata dai censimenti del 1982, 1990 e 2000 e la superficie media per impresa. Dalla tabella emerge un dato importante: in tutti i comuni (ad eccezione di Ripalta Guerina, Casaletto Vaprio e Campagnola Cremasca) si registra una diminuzione del numero delle imprese agricole e un incremento delle superfici medie da esse occupate. Questo dato è significativo perché evidenzia che anche a Bagnolo, così come in tutta la Pianura Padana, si stia assistendo alla graduale scomparsa del piccolo podere, frutto di successivi frazionamenti delle proprietà per ragioni di successione ereditaria, a favore di unità poderali più ampie in grado di rispondere alle necessità dell’agricoltura meccanizzata di tipo estensivo. Fra il 1982 e il 2000 a Bagnolo Cremasco si assiste ad una diminuzione delle imprese agricole del 44% e ad un contemporaneo aumento delle superfici medie del 12%. Questa tendenza è maggiormente accentuata in comuni come Cremona, Crema, Izano e Vaiano Cremasco dove il numero delle aziende in otto anni appare più che dimezzato e le dimensioni medie sono aumentate anche del 20%. 15 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Tabella: numero aziende agricole e loro estensione (anni 1982-2000) COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Censimento 1982 Sup. Aziende Sup. H med. 208 4.694,5 22,6 16,4 154 2.530,6 26,7 36 962,3 17,7 15 265,2 12,3 51 625,8 27,4 16 438,6 13,5 34 459,2 15,3 33 503,3 8,3 73 603,5 22,2 39 867,0 16,3 11 179,5 14,5 76 1.100,2 14,2 35 498,4 23,5 52 1.223,4 17,9 56 1.002,6 25,5 11 281,0 21,9 57 1.250,6 13,3 36 479,9 35 447,0 12,8 Censimento 2000 Sup. Aziende Sup. H med. 127 3.959,1 31,2 27,8 72 2.001,6 31,9 25 798,4 22,4 15 335,9 19,6 28 547,9 33,3 15 499,8 18,2 23 419,7 20,6 21 433,2 15,1 36 543,2 26,9 28 753,4 19,6 8 156,4 14,9 56 834,4 19,4 26 503,7 29,5 33 974,2 23,8 32 760,9 23,2 14 324,5 25,8 37 955,2 20,5 19 388,8 13 255,8 19,7 Censimento 1990 Sup. Aziende Sup. H med. 178 4.199,4 23,6 19,7 120 2.367,5 30,0 32 961,1 15,8 19 300,0 16,0 37 593,8 24,6 17 418,3 14,1 30 424,2 15,2 33 500,6 8,6 64 550,6 21,3 35 746,1 19,8 9 177,8 15,6 68 1.057,8 11,7 39 456,3 31,9 38 1.211,4 21,0 46 964,7 27,2 10 271,6 24,6 55 1.350,4 15,4 30 462,5 32 451,9 14,1 Var .1982 - 2000 Az. % Sup. % -63,8% -113,9% -44,0% 0,0% -82,1% -6,7% -47,8% -57,1% -102,8% -39,3% -37,5% -35,7% -34,6% -57,6% -75,0% 21,4% -54,1% -89,5% -169,2% -18,6% -26,4% -20,5% 21,0% -14,2% 12,2% -9,4% -16,2% -11,1% -15,1% -14,8% -31,9% 1,1% -25,6% -31,8% 13,4% -30,9% -23,4% -74,7% Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona 16 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Tabella: dati relativi al comune di Bagnolo Cremasco (anni 1982-2000) Censimento 1982 36 Aziende agricole Superficie totale 962,3 (Ha) Superficie media 26,73 (Ha) FORMA DI CONDUZIONE Conduzione diretta Censimento 1990 32 Censimento 2000 25 961,1 789,4 30,03 31,58 32 25 Con salariati 0 0 SUPERFICIE TOTALE DI POSSESSO (Ha) Solo in proprietà 240,7 Solo in affitto 42,6 Misto 515,1 SUP. AZIENDALE SECONDO L'UTILIZZO DEI TERRENI (Ha) Seminativi e orti 479,5 familiari Prati e pascoli 275,8 Boschi e arbicoltura da 13,6 legno SEMINATIVI PER PRINCIPALI COLTIVAZIONI (Ha) Granoturco 18,3 Orzo 29,0 Totale a cereali 47,3 Foraggere 376,3 avvicendate NUMERO DI CAPI PER LE PRINCIPALI CATEGORIE Bovini (di cui 3.615 vacche da latte) (1.654) Suini 5 Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona La tabella riprodotta in questa pagina raccoglie i dati relativi all’attività agricola di Bagnolo Cremasco, ricavati durante i censimenti degli anni 1982, 1990 e 2000. Come si è già avuto modo di sottolineare, nell’arco di 20 anni a Bagnolo si è assistito ad una diminuzione del numero delle imprese agricole e alla crescita della loro superficie media. Le aziende censite presenti sul territorio sono tutte a conduzione diretta, e in buona parte dei casi sono anche proprietarie dei terreni che coltivano. Dai dati emerge anche che a Bagnolo Cremasco 480 ettari di superficie aziendale sono adibiti alla semina, 275 ettari a prati e pascoli e solo 14 ettari a boschi ed arbicoltura da legno. 17 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Le principali coltivazioni sono quelle di foraggio per il bestiame (376 ettari), mentre quelle di cerali sono in rapporto piuttosto esigue (meno di 50 ettari). Dalla tabella si ricava anche che sul territorio comunale si allevano esclusivamente bovini a discapito dei suini (nel 2000 sono presenti più di 3600 bovini e solo 5 capi). Questo dato è in forte discordanza con quello che si è rilevato nello stesso anno nel Comprensorio Cremasco (allevamento bovino 42,6% e suino57%) e nella provincia di Cremona (bovini 30,1%, suini 69,5%). Tabella: Numero di capi per le principali categorie di bestiame - Censimento 2000 COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema Provincia di Cremona Bovini % Suini % Ovini e Caprini % Equini % Totale 4.076 5.269 3.615 1.662 1.506 1.171 2.127 1.614 1.998 919 895 3.252 757 2.971 1.400 1.187 3.702 1.265 1.025 38,4% 37,4% 99,9% 98,9% 98,3% 96,7% 62,5% 54,3% 78,8% 17,1% 98,5% 25,0% 17,3% 35,9% 10,6% 99,9% 68,2% 89,5% 100% 6.517 8.820 5 11 18 1.270 1.354 521 4.435 14 9.560 3.628 5.280 11.805 1.711 146 - 61,4% 62,6% 0,1% 0% 0,7% 1,5% 37,3% 45,6% 20,5% 82,7% 1,5% 73,4% 82,7% 63,9% 89,4% 0% 31,5% 10,3% 0% 18 9 16 4 192 - 0% 0% 0% 1,1% 0,6% 1,3% 0% 0,1% 0% 0% 0% 1,5% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 13 1 6 6 4 17 8 13 18 1 14 2 - 0,1% 0% 0% 0,1% 0,4% 0,5% 0,1% 0% 0,7% 0,1% 0% 0,1% 0% 0,2% 0% 0,1% 0,3% 0,1% 0% 10.606 14.089 3.620 1.681 1.532 1.211 3.401 2.972 2.536 5.362 909 13.017 4.385 8.269 13.205 1.188 5.427 1.413 1.025 36.335 42,6% 48.578 57,0% 239 0,3% 90 0,1% 85.242 2.865 0,3% 760 0,1% 925.551 278.270 30,1% 643.656 69,5% 18 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Numero di capi per le principali categorie di bestiame - Bagnolo Cremasco Censimento 2000 0 50 Bovini Suini Ovini e Caprini Equini 3.615 Numero di capi per le principali categorie di bestiame - Provincia di Cremona Censimento 2000 2.865 760 278.270 Bovini Suini Ovini e Caprini Equini 643.656 Numero di capi per le principali categorie di bestiame - Comprensorio di Crema Censimento 2000 239 90 36.335 Bovini Suini Ovini e Caprini 48.578 Equini 19 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo ATTIVITA’ MANIFATTURIERE Nelle tabelle delle pagine seguenti viene riportato il numero di imprese attive sul territorio comunale per settore di attività economica dal 2002 al 2006. Tabella: imprese attive per settore di attività economica (anni 2002 – 2006) Imprese attive per settore di attività economica (fonte InfoCamere) Industrie alimentari e delle bevande Preparazione e concia del cuoio; fabbricazione di articoli da viaggio, calzature Industria del legno e dei prodotti in legno, esclusi i mobili Editoria, stampa e riproduzione di supporti registrati Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio, tratt. Dei combustibili nucleari Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, escluse macchine e impianti Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici (compr. install., montaggio, ecc.) Fabbricazione di macchine per ufficio, di elaboratori sistemi informatici Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici n.c.a. Fabbricazione di apparecchi radiotelevisivi e per le comunicazioni Fabbricazione di apparecchi medicali, di precisione, strumenti ottici e orologi Fabbricazione di mobili: altre industrie manifatturiere TOTALE 31.12.2002 N. % 8 11,4% 31.12.2003 N. % 7 9,6% 31.12.2004 N. % 7 9,9% 1 1,4% 1 1,4% 1 1,4% 3 4,3% 2 2,7% 2 2,8% 2 2,9% 2 2,7% 2 2,8% 1 1,4% 1 1,4% 1 1,4% 1 1,4% 1 1,4% 1 1,4% 5 7,1% 5 6,8% 5 7,0% 30 42,9% 35 47,9% 34 47,9% 7 10,0% 7 9,6% 7 9,9% 1 1,4% 1 1,4% 1 1,4% 5 7,1% 5 6,8% 4 5,6% 2 2,9% 2 2,7% 2 2,8% 1 1,4% 1 1,4% 1 1,4% 3 70 4,3% 3 73 4,1% 3 71 4,2% 20 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Imprese attive per divisione di attività economica (fonte InfoCamere) Industrie alimentari e delle bevande Preparazione e concia del cuoio; fabbricazione di articoli da viaggio, calzature Industria del legno e dei prodotti in legno, esclusi i mobili Editoria, stampa e riproduzione di supporti registrati Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio, tratt. Dei combustibili nucleari Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, escluse macchine e impianti Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici (compr. install., montaggio, ecc.) Fabbricazione di macchine per ufficio, di elaboratori sistemi informatici Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici n.c.a. Fabbricazione di apparecchi radiotelevisivi e per le comunicazioni Fabbricazione di apparecchi medicali, di precisione, strumenti ottici e orologi Fabbricazione di mobili: altre industrie manifatturiere TOTALE 31.12.2005 N. % 7 9,6% 31.12.2006 N. % 6 8,7% +/-2 2002 - 2006 % -33,3% 0 0,0% 0 0,0% -1 -100% 2 2,7% 2 2,9% -1 -50,0% 3 4,1% 2 2,9% 0 0,0% 1 1,4% 1 1,4% 0 0,0% 1 1,4% 1 1,4% 0 0,0% 6 8,2% 4 5,8% -1 -25,0% 34 46,6% 34 49,3% 4 11,8% 7 9,6% 7 10,1% 0 0,0% 1 1,4% 1 1,4% 0 0,0% 4 5,5% 4 5,8% -1 -25,0% 2 2,7% 2 2,9% 0 0,0% 2 2,7% 2 2,9% 1 50,0% 3 73 4,1% 3 69 4,3% 0 -1 0,0% -1,4% Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona Come si evince dalle tabelle e da diagramma della pagina successiva la quota maggiore è rappresentata dalla fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, che rappresenta da sola quasi il 50% del numero di imprese del sistema produttivo comunale. Abbastanza significativo è anche il settore della fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici e quello alimentare. 21 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Grafico: imprese attive per settore di attività economica (anni 2002 – 2006) 31.12.2002 31.12.2003 31.12.2004 31.12.2005 31.12.2006 Fabb.mobili: altre industrie manifat. Fabb. apparecchi medicali, di precisione, strumenti ottici e orologi Fabb. apparecchi radiotelevisivi e comunicazioni Fabb. macchine e apparecchi elettrici n.c.a. Fabb. macchine per ufficio,elaboratori sistemi informatici Fabb.macchine e apparecchi meccanici Fabb. e lav. prodotti in metallo, escluse macchine e impianti Fabb. prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Fabb. articoli in gomma e materie plastiche Fabb. di coke, raffinerie petrolio, tratt. combustibili nucleari Editoria, stampa e riprod. supporti registrati Ind.legno e prodotti in legno Prep. e concia del cuoio; fabb. articoli da viaggio, calzature Ind. alimentari e bevande 0,0% 10,0% 20,0% 30,0% 40,0% 50,0% 60,0% Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona 22 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo COMMERCIO Come è emerso dalle analisi precedenti, nel quadro del sistema economico complessivo, le attività di commercio (commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa) rappresentano una buona parte delle attività economiche del comune di Bagnolo Cremasco. Già a metà degli anni ’70, come si evince dalla tabella sottostante, il tessuto commerciale di Bagnolo era piuttosto vivace. La tipologia di negozio più diffusa era quella degli alimentari, ma non mancavano nemmeno i negozi di tessuti e articoli di abbigliamento. Tabella: attività commerciali presenti sul territorio (anno 1975) 1975 TIPOLOGIA ALIMENTARI Bagnolo Cremasco Provincia di Cremona Regione Lombardia 38 2.885 62.535 MOBILI TESSUTI E APPARECCHI ARTICOLI E MATERIALI ABBIGLIAMENTO PER LA CASA 10 845 23.468 6 664 17.916 PRODOTTI E ARTICOLI VARI TOTALE 15 1.580 37.578 69 5.974 141.497 Fonte: ISTAT Le categorie prese in considerazione sono: • Alimentari: carni e frattaglie, prodotti ittici, alimentari misti, latterie, ortofrutticoli, vini e oli, pasticceria. • Tessuti e articoli abbigliamento: articoli tessili, confezioni, prodotti abbigliamento, accessori abbigliamento, calzature. • Mobili, apparecchi e materiali per la casa: mobili, oggetti d'arte, casalinghi, ferramenta, elettrodomestici. • Prodotti e articoli vari: auto, motocicli, macchine per agricoltura, strumenti sanitari, profumerie, macchine per ufficio, librerie, rivendite giornali, ottica, fotografia, gioielleria, fiori, piante, sementi, concimi, giocattoli, altri prodotti. Nelle tabelle seguenti sono state inserite le attività economiche di tipo commerciale presenti sul territorio di Bagnolo Cremasco, nel Comprensorio Cremasco e nella provincia di Cremona negli anni dal 2002 e 2006. Successivamente è stato elaborato un raffronto fra il numero di attività commerciali presenti e la popolazione residente di quantificare l’offerta commerciale comunale. 23 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Le categorie prese in considerazione sono: Commercio e riparazione di auto e moto, carburante, Commercio all'ingrosso e Commercio al dettaglio, riparazione di beni. Tabella: attività di carattere commerciale negli anni 2002 e 2006 a Bagnolo, nel Comprensorio Cremasco e nella Provincia di Cremona. 31.12.2002 COMUNI Commercio e riparazione di auto e moto, carburante Commercio all'ingrosso (escl.auto e moto) Commercio al dettaglio; riparazione di beni N. % N. % N. % TOTALE Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema 202 87 10 1 6 2 2 7 6 7 7 11 6 1 5 0 4 8 11 181 12,2% 10,8% 14,1% 14,3% 16,7% 20,0% 8,0% 25,9% 16,2% 15,6% 20,0% 10,8% 11,1% 8,3% 8,9% 0% 8,3% 13,1% 22,4% 12,2% 670 286 24 1 14 3 15 10 4 21 7 36 25 4 23 2 22 21 6 524 40,6% 35,4% 33,8% 14,3% 38,9% 30,0% 60,0% 37,0% 10,8% 46,7% 20,0% 35,3% 46,3% 33,3% 41,1% 66,7% 45,8% 34,4% 12,2% 35,3% 779 435 37 5 16 5 8 10 27 17 21 55 23 7 28 1 22 32 32 781 47,2% 53,8% 52,1% 71,4% 44,4% 50,0% 32,0% 37,0% 73,0% 37,8% 60,0% 53,9% 42,6% 58,3% 50,0% 33,3% 45,8% 52,5% 65,3% 52,6% 1.651 808 71 7 36 10 25 27 37 45 35 102 54 12 56 3 48 61 49 1.486 Provincia di Cremona 859 12,6% 2.519 37,0% 3.427 50,4% 6.805 Cremona Fonte: Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona 24 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 31.12.2006 Commercio e riparazione di auto e moto, carburante COMUNI Commercio all'ingrosso (escl.auto e moto) Commercio al dettaglio; riparazione di beni N. % N. % N. % TOTALE Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema 179 82 9 2 6 2 3 9 6 9 7 10 5 3 5 0 5 6 9 178 11,2% 10,3% 13,0% 20,0% 15,8% 12,5% 12,5% 28,1% 16,7% 17,6% 20,6% 9,3% 11,1% 15,8% 9,6% 0% 10,0% 10,3% 15,5% 11,9% 636 281 20 2 12 7 14 12 2 25 6 37 18 7 21 4 27 19 15 529 39,7% 35,3% 29,0% 20,0% 31,6% 43,8% 58,3% 37,5% 5,6% 49,0% 17,6% 34,3% 40,0% 36,8% 40,4% 80,0% 54,0% 32,8% 25,9% 35,3% 787 432 40 6 20 7 7 11 28 17 21 61 22 9 26 1 18 33 34 793 49,1% 54,3% 58,0% 60,0% 52,6% 43,8% 29,2% 34,4% 77,8% 33,3% 61,8% 56,5% 48,9% 47,4% 50,0% 20,0% 36,0% 56,9% 58,6% 52,9% 1.602 795 69 10 38 16 24 32 36 51 34 108 45 19 52 5 50 58 58 1.500 Provincia di Cremona 826 12,3% 2.483 37,0% 3.410 50,8% 6.719 Cremona 2002 - 2006 COMUNI Commercio e riparazione di auto e moto, carburante Commercio all'ingrosso (escl.auto e moto) Commercio al dettaglio; riparazione di beni TOTALE +/- % +/- % +/- % Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema -23 -5 -1 1 0 0 1 2 0 2 0 -1 -1 2 0 0 1 -2 -2 -3 -12,8% -6,1% -11,1% 50,0% 0% 0% 33,3% 22,2% 0% 22,2% 0% -10,0% -20,0% 66,7% 0% 0% 20,0% -33,3% -22,2% -1,7% -34 -5 -4 1 -2 4 -1 2 -2 4 -1 1 -7 3 -2 2 5 -2 9 5 -5,3% -1,8% -20,0% 50,0% -16,7% 57,1% -7,1% 16,7% -100% 16,0% -16,7% 2,7% -38,9% 42,9% -9,5% 50,0% 18,5% -10,5% 60,0% 0,9% 8 -3 3 1 4 2 -1 1 1 0 0 6 -1 2 -2 0 -4 1 2 12 1,0% -0,7% 7,5% 16,7% 20,0% 28,6% -14,3% 9,1% 3,6% 0% 0% 9,8% -4,5% 22,2% -7,7% 0% -22,2% 3,0% 5,9% 1,5% +/-49 -13 -2 3 2 6 -1 5 -1 6 -1 6 -9 7 -4 2 2 -3 9 14 % -3,1% -1,6% -2,9% 30,0% 5,3% 37,5% -4,2% 15,6% -2,8% 11,8% -2,9% 5,6% -20,0% 36,8% -7,7% 40,0% 4,0% -5,2% 15,5% 0,9% Provincia di Cremona -33 -4,0% -36 -1,4% -17 -0,5% -86 -1,3% Cremona 25 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Tabella: raffronto fra le attività di carattere commerciale negli anni 2002 e 2006 a Bagnolo, nel Comprensorio Cremasco e nella Provincia di Cremona e la popolazione residente. 31.12.2002 COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema Residenti 70.849 33.015 4.567 636 1.676 1.400 1.732 1.194 1.740 2.914 1.951 5.653 2.382 1.295 3.121 453 2.592 2.416 3.710 72.447 Commercio e riparazione di auto e moto, carburante Commercio al dettaglio; riparazione di beni TOTALE N. Res/N N. Res/N N. Res/N N. Res/N 202 87 10 1 6 2 2 7 6 7 7 11 6 1 5 0 4 8 11 181 351 379 457 636 279 700 866 171 290 416 279 514 397 1.295 624 648 302 337 400 670 286 24 1 14 3 15 10 4 21 7 36 25 4 23 2 22 21 6 524 106 115 190 636 120 467 115 119 435 139 279 157 95 324 136 227 118 115 618 138 779 435 37 5 16 5 8 10 27 17 21 55 23 7 28 1 22 32 32 781 91 76 123 127 105 280 217 119 64 171 93 103 104 185 111 453 118 76 116 93 1.651 808 71 7 36 10 25 27 37 45 35 102 54 12 56 3 48 61 49 1.486 43 41 64 91 47 140 69 44 47 65 56 55 44 108 56 151 54 40 76 49 859 Provincia di Cremona Commercio all'ingrosso (escl.auto e moto) 2.519 3.427 6.805 31.12.2006 Commercio e COMUNI Residenti riparazione di auto e moto, carburante Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca 70.883 33.415 4.649 690 1.919 1.640 1.932 1.333 1.931 2.977 2.165 5.751 2.506 1.537 3.289 Commercio all'ingrosso (escl.auto e moto) Commercio al dettaglio; riparazione di beni TOTALE N. Res/N N. Res/N N. Res/N N. Res/N 179 82 9 2 6 2 3 9 6 9 7 10 5 3 5 396 408 517 345 320 820 644 148 322 331 309 575 501 512 658 636 281 20 2 12 7 14 12 2 25 6 37 18 7 21 111 119 232 345 160 234 138 111 966 119 361 155 139 220 157 787 432 40 6 20 7 7 11 28 17 21 61 22 9 26 90 77 116 115 96 234 276 121 69 175 103 94 114 171 127 1.602 795 69 10 38 16 24 32 36 51 34 108 45 19 52 44 42 67 69 51 103 81 42 54 58 64 53 56 81 63 26 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema Provincia di Cremona 478 2.830 2.640 3.836 75.518 0 5 6 9 178 826 566 440 426 424 4 27 19 15 529 2.483 120 105 139 256 143 1 18 33 34 793 478 157 80 113 95 3.410 5 50 58 58 1.500 96 57 46 66 50 6.719 Fonte: Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona Come evidenziato dalle tabelle precedenti, il commercio al dettaglio (commercio al dettaglio, riparazione di beni personali e per la casa) a Bagnolo si colloca al primo posto per numero di attività, occupando oltre il 50% del settore. Il commercio all’ingrosso occupa invece circa il 35% del settore. Confrontando i dati con quelli relativi al Comprensorio Cremasco e alla provincia di Cremona si nota che le percentuali di attività economiche di tipo commerciale a Bagnolo rispecchiano la tendenza di quelle a scala superiore. Anche il rapporto residenti/numero di attività commerciali diviso per categorie nel territorio comunale si mantiene sullo stesso ordine di grandezza di quello comprensoriale. 27 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE Dopo aver trattato dell’attività commerciale degli esercizi di vendita sul territorio di Bagnolo Cremasco, viene di seguito descritto lo stato attuale del commercio su aree pubbliche. Il mercato si svolge con periodicità settimanale nel giorno di Lunedì dalle ore 8.00 alle ore 13.00, sulla piazza Aldo Moro. Di seguito si riporta l’attuale composizione del mercato settimanale nei settori merceologici alimentare e non alimentare. SETTORE ALIMENTARE • frutta e verdura: n. 3 esercenti; • pesce: n. 1 esercente; • formaggi: n. 3 esercenti; • dolci: n. 1 esercente; • salumeria: n. 1 esercente; • rosticceria: n. 1 esercente; • pane: n. 1 esercente. SETTORE NON ALIMENTARE • abbigliamento: n. 8 esercenti; • scarpe: n. 1 esercente; • piante: n. 1 esercente; • bigiotteria: n. 1 esercente; • detersivi: n. 1 esercente. Il mercato comunale è composto da 23 esercizi commerciali. Di questi 12 sono a carattere “non alimentare” e 11 a carattere “alimentare”. La distribuzione planimetrica della attività commerciali è riprodotta nella pagina seguente. 28 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Fig.01: distribuzione planimetrica del mercato comunale 29 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo d) Addetti, occupati e reddito Per una competa visione della struttura economica e sociale di Bagnolo Cremasco, il Documento di Piano analizza la struttura produttiva intesa come forza lavoro, reddito e risorse umane presente nel territorio comunale. Anche in questo caso i dati sono stati rapportati a quelli del Comprensorio Cremasco, della Provincia di Cremona ed in alcuni casi del contesto nazionale. ADDETTI Tabella dati: Addetti per settore di attività economica (anno 2001) UNITA' LOCALI DELLE IMPRESE COMUNI INDUSTRIA COMMERCIO ALTRI SERVIZI U. L. DELLE ISTITUZIONI TOTALE % Addetti 7.476 26,2% 28.588 3.544 25,8% 13.722 327 17,2% 1.897 19,8% 7 3,8% 182 17,3% 24 5,8% 415 70 24,3% 35 12,2% 288 5,3% 129 14,5% 26 2,9% 887 84 13,5% 214 34,4% 27 4,3% 622 112 26,7% 130 31,0% 14 3,3% 420 17,1% 175 14,3% 38 3,1% 1.221 Addetti % Addetti % Addetti % CREMONA 5.965 20,9% 5.033 17,6% 10.114 35,4% CREMA 3.394 24,7% 2.600 18,9% 4.184 30,5% BAGNOLO CREMASCO 962 50,7% 358 18,9% 250 13,2% CAMPAGNOLA CREMASCA 118 64,8% 21 11,5% 36 CAPERGNANICA 251 60,5% 68 16,4% 72 CASALETTO VAPRIO 142 49,3% 41 14,2% CHIEVE 685 77,2% 47 CREMOSANO 297 47,7% IZANO 164 39,0% MADIGNANO 799 65,4% 209 Addetti 201 35,4% 152 26,8% 154 27,2% 60 10,6% 567 1.667 69,8% 263 11,0% 275 11,5% 184 7,7% 2.389 PIANENGO 383 56,5% 106 15,6% 160 23,6% 29 4,3% 678 RICENGO 323 77,5% 14 3,4% 58 13,9% 22 5,3% 417 RIPALTA CREMASCA 600 64,4% 145 15,6% 128 13,7% 58 6,2% 931 RIPALTA GUERINA 53 63,1% 10 11,9% 19 22,6% 2 2,4% 84 ROMANENGO 578 65,5% 87 9,9% 167 18,9% 50 5,7% 882 TRESCORE CREMASCO 493 57,8% 137 16,1% 181 21,2% 42 4,9% 853 VAIANO CREMASCO 1.045 67,7% 178 11,5% 228 14,8% 93 6,0% 1.544 Comprensorio di Crema 12.155 43,4% 4.632 16,5% 6.630 23,7% 4.582 16,4% 27.999 Provincia di Cremona 46.667 39,1% 20.219 16,9% 30.586 25,6% 21.907 18,4% 119.379 MONTE CREMASCO OFFANENGO Fonte: ISTAT Nella tabella è stato inserito il numero di addetti per settore a Bagnolo Cremasco, nei comuni del Comprensorio Cremasco e nella Provincia di Cremona rilavati in occasione del censimento del 2001. Dalla tabella emerge che, a differenza di quello che avviene nelle grandi città come Crema e Cremona, nel comune di Bagnolo Cremasco gli addetti al settore industriale sono nettamente superiori rispetto agli addetti al settore “altri servizi”). La stessa tendenza si rileva anche in molti 30 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo altri comuni del Comprensorio Cremasco, a dimostrazione del fatto che le attività del terziario si concentrano prevalentemente nei grandi centri urbani. Tabella dati: addetti suddivisi per settore a livello regionale, sovraregionale e nazionale RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE INDUSTRIA COMMERCIO U. L. DELLE ISTITUZIONI Addetti % ALTRI SERVIZI Addetti % Addetti % Addetti % Lombardia 1.488.019 40,4% 642.074 17,4% 1.043.835 28,4% Italia Nord occidentale 2.222.417 37,8% 1.029.295 17,5% 1.727.437 Italia 6.197.002 33,0% 3.334.026 17,8% 5.535.367 Addetti 3.681.619 507.691 13,8% 29,4% 902.692 15,3% 5.881.841 29,5% 3.707.429 19,7% 18.773.824 Fonte: ISTAT Ampliando la scala di rilevamento dei dati emerge come a Bagnolo Cremasco l’economia di carattere industriale abbia un carattere predominate rispetto a quello che avviene sia a livello regionale che a livello nazionale. Di conseguenza il numero di addetti al settore terziario è di gran lungo al di sotto della media regionale e nazionale. Il numero di addetti al commercio, invece, è in linea con le realtà a scala geografica maggiore. Di seguito si riportano i dati relativi agli addetti per settore di attività produttive al 2001 a Bagnolo e nei comuni del Comprensorio Cremasco. In questo caso non sono disponibili i dati relativi provincia di Cremona (dati disponibili solo per la città di Cremona). Tabella dati: addetti suddivisi per settore di attività produttiva (anno 2001) Agricoltura e pesca COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema Provincia di Cremona Addetti 45 36 3 7 14 1 4 2 6 2 3 78 % 0,2% 0,3% 0,2% 0% 1,6% 0% 1,8% 0,2% 1,1% 0% 0% 0% 0% 0% 0,2% 0% 0,8% 0,2% 0,2% 0,3% Attività manifatturiere Addetti % 7.285 30,4% 2.321 21,8% 962 59,5% 94 64,8% 189 44,3% 110 42,5% 501 65,1% 281 47,0% 157 44,1% 814 65,2% 93 29,9% 1.566 69,7% 323 51,7% 293 74,7% 544 61,1% 12 20,3% 470 66,6% 341 40,2% 939 63,5% 10.010 42,4% Costruzioni Addetti 1.552 671 129 11 54 45 67 69 34 63 45 146 63 48 85 15 91 208 72 1.916 % 6,5% 6,3% 8,0% 7,6% 12,6% 17,4% 8,7% 11,5% 9,6% 5,0% 14,5% 6,5% 10,1% 12,2% 9,6% 25,4% 12,9% 24,5% 4,9% 8,1% Commercio Addetti 4.691 2.524 334 8 62 30 42 95 80 247 74 231 98 13 100 3 75 112 161 4.289 % 19,6% 23,7% 20,7% 5,5% 14,5% 11,6% 5,5% 15,9% 22,5% 19,8% 23,8% 10,3% 15,7% 3,3% 11,2% 5,1% 10,6% 13,2% 10,9% 18,2% 31 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Alberghi e ristoranti COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema Provincia di Cremona Addetti 1.366 592 21 8 8 4 9 8 10 19 17 33 25 7 26 7 6 26 23 849 % 5,7% 5,6% 1,3% 5,5% 1,9% 1,5% 1,2% 1,3% 2,8% 1,5% 5,5% 1,5% 4,0% 1,8% 2,9% 11,9% 0,8% 3,1% 1,6% 3,6% Istruzione COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema Provincia di Cremona Addetti 57 51 2 5 1 27 45 131 % 0,2% 0,5% 0,1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0,2% 0% 0% 0,1% 0% 0% 3,2% 3,0% 0,6% Trasporti e comunicazioni Addetti 1.775 460 26 3 6 27 33 7 33 20 22 50 15 12 33 7 9 28 16 807 % 7,4% 4,3% 1,6% 2,1% 1,4% 10,4% 4,3% 1,2% 9,3% 1,6% 7,1% 2,2% 2,4% 3,1% 3,7% 11,9% 1,3% 3,3% 1,1% 3,4% Sanità e servizi sociali Addetti % 512 2,1% 2,5% 267 0,6% 10 1,4% 2 0,2% 1 2,3% 6 0,7% 5 0,3% 2 2,2% 8 0,3% 4 1,6% 5 0,9% 21 1,3% 8 0,3% 1 0,8% 7 0% 1,1% 8 2,9% 25 3,7% 54 1,8% 434 Intermediazione monetaria e finanziaria Addetti % 1.183 4,9% 6,6% 707 1,3% 21 1,4% 2 1,6% 7 0,8% 2 1,2% 9 0% 1,1% 4 0,6% 7 2,9% 9 1,5% 34 1,6% 10 0,3% 1 0,6% 5 0% 0,8% 6 2,2% 19 3,2% 48 3,8% 891 Altri sevizi pubblici Addetti 980 547 49 42 7 2 6 6 9 7 30 21 2 5 3 11 20 22 789 % 4,1% 5,1% 3,0% 0% 9,8% 2,7% 0,3% 1,0% 1,7% 0,7% 2,3% 1,3% 3,4% 0,5% 0,6% 5,1% 1,6% 2,4% 1,5% 3,3% Immobililiari, noleggio e ricerca Addetti 4.548 2.457 60 17 51 28 87 129 20 65 39 131 62 15 82 12 24 40 95 3.414 % 19,0% 23,1% 3,7% 11,7% 11,9% 10,8% 11,3% 21,6% 5,6% 5,2% 12,5% 5,8% 9,9% 3,8% 9,2% 20,3% 3,4% 4,7% 6,4% 14,5% Totale Addetti 23.994 10.633 1.617 145 427 259 769 598 356 1.248 311 2.247 625 392 890 59 706 848 1.478 23.608 Fonti: ISTAT, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Cremona 32 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Dai dati riportati in tabella si evince che il 60% degli addetti nel comune di Bagnolo Cremasco è impiegato in attività di tipo manifatturiero, il 20% nel commercio e l’8% nel settore delle costruzioni. Volendo fare un confronto con la realtà circostante, si rileva la significativa discrepanza rilevata nel settore manifatturiero e nel settore terziario a livello comprensoriale e a livello comunale. Per il settore manifatturiero si rileva una percentuale di addetti a livello comunale pari al 59,5% contro una percentuale del 42,4% rilevata a livello comprensoriale. Al contrario, per quanto riguarda il settore immobiliare, del noleggio e delle ricerca a livello comunale si rileva una percentuale di addetti pari al 3,7% e a livello comprensoriale una percentuale pari al 14,5%. Una significativa discrepanza si rileva anche nel settore dell’intermediazione monetaria e finanziaria (1,3% di addetti a livello locale, 3,8% a livello comprensoriale), nel settore dei trasporti (1,6% di addetti a livello locale, 3,4% a livello comprensoriale), nel settore alberghiero e della ristorazione (1,3% di addetti a livello locale, 3,6% a livello comprensoriale) e nel settore della sanità e dei servizi sociali (0,6% di addetti a livello locale, 1,8% a livello comprensoriale). OCCUPATI Tabella dati: occupati suddivisi per settore di attività produttiva (anno 2001) COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema Provincia di Cremona Agricoltura, caccia e silvicoltura Occupati % 714 2,5% 256 1,9% 70 3,5% 24 8,5% 50 7,5% 27 4,7% 39 4,7% 41 8,0% 48 6,3% 43 3,3% 21 2,5% 79 3,3% 35 3,3% 71 12,0% 63 4,8% 23 11,2% 91 8,4% 45 4,5% 41 2,6% Pesca e servizi connessi Occupati % 24 0,1% 10 0,1% 1 0,0% 0% 0% 1 0,2% 0% 0% 0% 2 0,2% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1 0,1% Estrazione di minerali Occupati % 121 0,4% 161 1,2% 16 0,8% 0% 8 1,2% 2 0,3% 3 0,4% 1 0,2% 4 0,5% 8 0,6% 1 0,1% 13 0,5% 8 0,8% 6 1,0% 9 0,7% 5 2,4% 5 0,5% 5 0,5% 4 0,3% 1.067 3,5% 15 0,0% 259 0,8% 9.250 6,5% 98 0,1% 669 0,5% 33 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema Provincia di Cremona Attività manifatturiere Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua Occupati 6.542 3.986 752 92 212 183 387 214 287 538 276 1.060 375 217 466 64 373 327 622 % 22,8% 29,0% 37,3% 32,5% 31,8% 31,6% 47,0% 41,6% 38,0% 40,8% 33,5% 43,7% 35,9% 36,8% 35,7% 31,2% 34,3% 32,7% 39,5% Occupati 359 176 15 7 5 4 5 4 4 17 3 16 7 3 10 1 15 6 6 % 1,2% 1,3% 0,7% 2,5% 0,8% 0,7% 0,6% 0,8% 0,5% 1,3% 0,4% 0,7% 0,7% 0,5% 0,8% 0,5% 1,4% 0,6% 0,4% Occupati 1.591 702 197 14 48 69 65 53 50 70 67 176 81 33 98 21 107 146 112 % 5,5% 5,1% 9,8% 4,9% 7,2% 11,9% 7,9% 10,3% 6,6% 5,3% 8,1% 7,2% 7,7% 5,6% 7,5% 10,2% 9,8% 14,6% 7,1% 10.431 33,9% 304 1,0% 2.109 6,9% 45.001 31,8% 1.275 0,9% 10.201 7,2% Commercio Alberghi e ristoranti COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema Costruzioni Occupati 4.077 1.973 314 48 96 110 91 64 120 198 128 325 157 68 184 26 146 161 213 % 14,2% 14,3% 15,6% 17,0% 14,4% 19,0% 11,0% 12,4% 15,9% 15,0% 15,5% 13,4% 15,0% 11,5% 14,1% 12,7% 13,4% 16,1% 13,5% Occupati 1.122 475 65 16 16 11 25 16 19 36 28 72 31 13 53 8 23 32 59 % 3,9% 3,5% 3,2% 5,7% 2,4% 1,9% 3,0% 3,1% 2,5% 2,7% 3,4% 3,0% 3,0% 2,2% 4,1% 3,9% 2,1% 3,2% 3,7% 4.422 14,4% 998 3,2% Trasporti, magazzinaggi e comunicazioni Occupati % 1.106 3,8% 442 3,2% 84 4,2% 11 3,9% 21 3,2% 31 5,4% 48 5,8% 14 2,7% 22 2,9% 35 2,7% 56 6,8% 67 2,8% 39 3,7% 35 5,9% 29 2,2% 7 3,4% 23 2,1% 36 3,6% 99 6,3% 1.099 3,6% 34 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Provincia di Cremona COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema Provincia di Cremona 19.629 13,9% Intermediazione monetaria e finanziaria Occupati % 1.316 4,6% 726 5,3% 62 3,1% 8 2,8% 24 3,6% 14 2,4% 21 2,5% 3 0,6% 25 3,3% 54 4,1% 55 6,7% 92 3,8% 32 3,1% 8 1,4% 31 2,4% 5 2,4% 35 3,2% 29 2,9% 62 3,9% 1.286 4,2% 2.095 6,8% 1.120 3,6% 4.702 3,3% 7.741 5,5% 6.698 4,7% Istruzione COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema Provincia di Cremona 4.863 3,4% 5.213 3,7% Immobiliari, Pubblica noleggio, amministrazione e informatica, ricerca difesa Occupati % Occupati % 1.966 6,8% 2.537 8,8% 1.149 8,3% 608 4,4% 105 5,2% 47 2,3% 18 6,4% 10 3,5% 34 5,1% 30 4,5% 36 6,2% 14 2,4% 35 4,2% 20 2,4% 28 5,4% 13 2,5% 36 4,8% 23 3,0% 69 5,2% 52 3,9% 65 7,9% 24 2,9% 120 4,9% 54 2,2% 52 5,0% 36 3,4% 29 4,9% 19 3,2% 79 6,1% 51 3,9% 15 7,3% 6 2,9% 51 4,7% 32 2,9% 58 5,8% 35 3,5% 116 7,4% 46 2,9% Sanità e servizi sociali Occupati % 3.121 10,9% 1.161 8,4% 74 3,7% 13 4,6% 51 7,7% 29 5,0% 36 4,4% 31 6,0% 46 6,1% 92 7,0% 39 4,7% 143 5,9% 70 6,7% 28 4,7% 103 7,9% 9 4,4% 73 6,7% 38 3,8% 67 4,3% Occupati 2.438 1.178 96 11 40 25 22 18 35 60 29 100 54 24 82 8 68 38 54 % 8,5% 8,6% 4,8% 3,9% 6,0% 4,3% 2,7% 3,5% 4,6% 4,5% 3,5% 4,1% 5,2% 4,1% 6,3% 3,9% 6,3% 3,8% 3,4% 1.942 6,3% 2.103 7.877 5,6% 11.539 Altri sevizi Occupati 1.292 593 90 7 26 18 26 12 29 38 26 83 55 20 30 5 31 32 59 % 4,5% 4,3% 4,5% 2,5% 3,9% 3,1% 3,2% 2,3% 3,8% 2,9% 3,2% 3,4% 5,3% 3,4% 2,3% 2,4% 2,9% 3,2% 3,7% 6,8% 1.180 3,8% 8,1% 5.331 3,8% 35 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema Provincia di Cremona Servizi domestici presso famiglie Organizzazioni e organismi extraterritoriali Occupati % 12 0,0% 5 0,0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1 0,0% 1 0,1% 0% 0% 0% 2 0,2% 1 0,1% 0% Totale Occupati 398 160 26 4 5 5 1 3 8 7 7 27 13 16 16 2 12 12 14 % 1,4% 1,2% 1,3% 1,4% 0,8% 0,9% 0,1% 0,6% 1,1% 0,5% 0,8% 1,1% 1,2% 2,7% 1,2% 1,0% 1,1% 1,2% 0,9% Occupati 28.736 13.761 2.014 283 666 579 824 515 756 1.319 825 2.428 1.046 590 1.304 205 1.087 1.001 1.575 338 1,1% 10 0,0% 30.778 1.520 1,1% 41 0,0% 141.648 Fonte:ISTAT Nella tabella delle pagine precedenti è stato inserito il numero degli occupati diviso per settori di attività produttive per Bagnolo Cremasco, i comuni del Comprensorio Cremasco e la provincia di Cremona. Dall’analisi dei dati emerge che la percentuale di occupati per settore di attività produttiva nel comune di Bagnolo Cremasco segue sostanzialmente la tendenza in atto a livello comprensoriale e provinciale. Le uniche eccezioni degne di nota si rilevano nel settore manifatturiero e nel settore delle costruzioni. Nel settore manifatturiero si rileva una percentuale di occupati a livello comunale pari al 37,7% contro una percentuale pari al 33,9% rilevata a livello comprensoriale e una percentuale pari al 31,8% rilevata a livello provinciale. Nel settore delle costruzioni a Bagnolo si rileva invece una percentuale di occupati pari al 9,8 %, contro una percentuale pari al 6,9% a livello comprensoriale e pari al 7,2% a livello provinciale. 36 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Occupati per classi di età Tabella: occupati per classe di età (anno 2001) 15-19 N. % 242 0,8% Cremona 157 1,1% Crema 35 1,7% Bagnolo Cremasco 3 1,1% Campagnola Cremasca 13 2,0% Capergnanica 15 2,6% Casaletto Vaprio 23 2,8% Chieve 19 3,7% Cremosano 14 1,9% Izano 30 2,3% Madignano 25 3,0% Monte Cremasco 39 1,6% Offanengo 23 2,2% Pianengo 13 2,2% Ricengo 14 1,1% Ripalta Cremasca 4 2,0% Ripalta Guerina 35 3,2% Romanengo 13 1,3% Trescore Cremasco 30 1,9% Vaiano Cremasco 1,6% Comprensorio di Crema 505 2.370 1,7% Provincia di Cremona COMUNI 20-29 N. 5.392 2.807 506 71 144 153 197 107 175 290 191 584 217 113 297 52 214 219 382 6.719 30.315 % 18,8% 20,4% 25,1% 25,1% 21,6% 26,4% 23,9% 20,8% 23,1% 22,0% 23,2% 24,1% 20,7% 19,2% 22,8% 25,4% 19,7% 21,9% 24,3% 21,8% 21,4% 30-54 N. 20.377 9.595 1.351 191 465 375 563 355 511 932 569 1.645 738 427 920 138 740 668 1.074 21.257 97.143 % 70,9% 69,7% 67,1% 67,5% 69,8% 64,8% 68,3% 68,9% 67,6% 70,7% 69,0% 67,8% 70,6% 72,4% 70,6% 67,3% 68,1% 66,7% 68,2% 69,1% 68,6% 55 e più N. % 2.725 9,5% 1.202 8,7% 122 6,1% 18 6,4% 44 6,6% 36 6,2% 41 5,0% 34 6,6% 56 7,4% 67 5,1% 40 4,8% 160 6,6% 68 6,5% 37 6,3% 73 5,6% 11 5,4% 98 9,0% 101 10,1% 89 5,7% 2.297 7,5% 11.820 8,3% Totale 28.736 13.761 2.014 283 666 579 824 515 756 1.319 825 2.428 1.046 590 1.304 205 1.087 1.001 1.575 30.778 141.648 Fonte:ISTAT Nella tabella precedente il numero di occupati è stato diviso per classi d’età. Da tali dati è possibile ricavare la percentuale d’incidenza delle singole categorie sul totale. Dall’analisi emerge che per quanto riguarda la distribuzione degli occupati per classe d’età il comune di Bagnolo segue la tendenza in atto in tutti i comuni del Comprensorio Cremasco e nella provincia di Cremona. Si riscontra un’esigua presenza di forza lavoro di età inferiore ai 19 anni (1,7%) e una percentuale di occupati con un’età compresa tra i 20 e i 29 anni (25,1%). Tuttavia la percentuale maggiore di occupati interessa la categoria 30-54 anni. Gli occupati over 55 sono invece solo il 6,1% del totale. Leggermente diversa è la situazione rilevata a Crema e Cremona. In questi due centri l’età media della forza lavoro si alza: infatti diminuiscono i lavoratori under 29 ed aumentano gli over 55. Una discrepanza di questo genere può essere giustificata dal fatto che i grandi centri come Crema e Cremona offrono maggiori servizi legati all’istruzione. Di conseguenza in queste città il livello di scolarizzazione si alza e di conseguenza viene ritardato l’ingresso nel mondo del lavoro. 37 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Occupati per posizione professionale Tabella: occupati per posizione professionale (anno 2001) COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema Provincia di Cremona COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema Provincia di Cremona Impr. e Libero profess. N. % 2.251 7,8% 1.215 8,8% 97 4,8% 20 7,1% 48 7,2% 20 3,5% 42 5,1% 25 4,9% 39 5,2% 76 5,8% 42 5,1% 137 5,6% 47 4,5% 25 4,2% 86 6,6% 2 1,0% 66 6,1% 83 8,3% 56 3,6% 2.126 6,9% 9.201 6,5% Coadiuv. familiare N. 448 230 39 13 8 19 15 12 33 25 22 51 31 23 36 3 26 28 31 645 3.434 % 1,6% 1,7% 1,9% 4,6% 1,2% 3,3% 1,8% 2,3% 4,4% 1,9% 2,7% 2,1% 3,0% 3,9% 2,8% 1,5% 2,4% 2,8% 2,0% 2,1% 2,4% Lavoratore in proprio % N. 3.584 12,5% 1.906 13,9% 315 15,6% 54 19,1% 116 17,4% 98 16,9% 130 15,8% 93 18,1% 137 18,1% 179 13,6% 148 17,9% 376 15,5% 168 16,1% 114 19,3% 211 16,2% 39 19,0% 201 18,5% 209 20,9% 218 13,8% 4.712 15,3% 23.129 16,3% Dip. o in altra posizione sub. N. % 22.046 76,7% 10.180 74,0% 1.525 75,7% 195 68,9% 489 73,4% 438 75,6% 621 75,4% 379 73,6% 534 70,6% 1.023 77,6% 588 71,3% 1.830 75,4% 783 74,9% 419 71,0% 962 73,8% 157 76,6% 787 72,4% 655 65,4% 1.209 76,8% 22.774 74,0% 103.852 73,3% Socio di coop. N. 407 230 38 1 5 4 16 6 13 16 25 34 17 9 9 4 7 26 61 521 2.032 % 1,4% 1,7% 1,9% 0,4% 0,8% 0,7% 1,9% 1,2% 1,7% 1,2% 3,0% 1,4% 1,6% 1,5% 0,7% 2,0% 0,6% 2,6% 3,9% 1,7% 1,4% Totale 28.736 13.761 2.014 283 666 579 824 515 756 1.319 825 2.428 1.046 590 1.304 205 1.087 1.001 1.575 30.778 141.648 Fonte:ISTAT 38 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Nella tabella precedente il numero di occupati è stato diviso per posizione professionale. Dai dati rilevati emerge che circa il 76% degli occupati svolge lavoro dipendente, il 15% svolge un lavoro in proprio e meno del 5% svolge il lavoro da libero professionista. Anche in questo caso le percentuali rilevate a Bagnolo Cremasco non si discostano da quelle rilevate nei comuni del comprensorio Cremasco. L’unica discrepanza degna di nota si rileva nella maggiore presenza percentuale di imprenditori e liberi professionisti nelle città di Crema e Cremona. Disoccupazione Nella tabella successiva sono riportati i tassi di disoccupazione divisi per sesso, relativi ai comuni del Comprensorio Cremasco e alla Provincia di Cremona. Tabella: tasso di disoccupazione (anno 2001) Tasso Disoccupazione Tot.(*) COMUNI Tasso disoccupazione giovanile(**) Maschi Femmine Totale Maschi Femmine Totale Cremona 3,30 6,10 4,50 12,70 21,20 16,70 Crema 3,30 6,80 4,80 12,80 20,40 16,30 Bagnolo Cremasco 3,70 6,30 4,70 13,60 14,50 14,00 Campagnola Cremasca 2,30 7,40 4,40 - 13,30 6,50 Capergnanica 1,20 4,70 2,50 6,70 12,50 9,70 Casaletto Vaprio 3,20 8,60 5,20 9,50 13,20 11,30 Chieve 4,10 4,80 4,40 16,90 9,70 13,40 Cremosano 1,50 6,80 3,60 6,10 17,10 12,20 Izano 1,50 4,10 2,50 3,80 8,70 6,10 Madignano 2,00 7,80 4,40 6,20 15,40 10,30 Monte Cremasco 3,40 11,80 6,70 8,10 25,90 16,40 Offanengo 1,60 5,60 3,10 3,90 16,80 9,90 Pianengo 2,70 6,60 4,20 10,90 12,00 14,40 Ricengo 4,00 5,40 4,50 17,80 26,30 20,30 Ripalta Cremasca 1,50 5,60 3,10 3,70 14,70 8,70 Ripalta Guerina 0,70 3,00 1,40 4,80 14,30 7,10 Romanengo 1,20 5,10 2,70 7,00 13,10 10,20 Trescore Cremasco 2,60 8,70 4,90 13,10 17,70 15,50 Vaiano Cremasco 2,10 8,50 4,60 9,90 20,00 14,60 Provincia di Cremona 2,80 6,20 4,10 9,80 17,10 13,10 * Tasso di disoccupazione: popolazione > 15 anni in cerca di occupazione/forze lavoro > 15 anni ** Tasso di disoccupazione giovanile: popolazione 15-24 anni in cerca di occupazione/forze lavoro 15-24 anni Fonte: ISTAT 39 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Dai dati emerge che il tasso di disoccupazione a Bagnolo Cremasco è in linea con quello del Comprensorio Cremasco e della provincia di Cremona. Non si rilevano particolari criticità. Il tasso di disoccupazione è un indicatore statistico il cui obiettivo primario è quello di misurare una tensione sul mercato del lavoro dovuto ad un eccesso di offerta di lavoro (da parte dei lavoratori) rispetto alla domanda di lavoro (da parte delle imprese), mentre non è adatto a misurare tensioni dovute a mancanza di manodopera (ricercata dalle imprese). Attraverso questo indicatore si misura solitamente la percentuale delle forza lavoro che non riesce a trovare lavoro e pertanto viene definito come: ove la "forza lavoro" è la somma delle "persone in cerca di lavoro" e gli "occupati". Si ritiene comunemente che il tasso di disoccupazione non riesca a raggiungere mai lo zero in quanto anche in condizioni economiche particolarmente favorevoli vi sarà sempre qualcuno che per un periodo per quanto breve cerca lavoro. Pur ritenendo che il "tasso di disoccupazione frizionale" si attesti attorno al 3-4% esistono aree in cui vengono misurati tassi anche inferiori al 2%, ma come emerge dalle tabelle questo non è il caso di Bagnolo Cremasco, per il quale il tasso di disoccupazione medio è pari a 4,70. La disoccupazione frizionale è un tipo particolare di disoccupazione costantemente presente all'interno del mercato del lavoro. Essa è dovuta al fatto che ci sono sempre persone alla ricerca di un lavoro. Ciò avviene anche in situazioni di piena occupazione. Particolare attenzione viene data al "tasso di disoccupazione giovanile" (che corrisponde solitamente ad un tasso specifico per le età 15-24 anni) in quanto indicativo delle difficoltà a trovare lavoro da parte della popolazione più giovane e dunque con meno esperienza lavorativa. Anche in questo caso a Bagnolo Cremasco non si registrano particolari criticità rispetto all’intorno. 40 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo REDDITO Tabella: reddito per attività economica (anno 1999) Agricoltura Industria Totale Servizi 57,9% Importi mil. £ 16.908.736 41,3% Importi mil. £ 40.962.236 5.672.684 32,7% 11.605.660 66,8% 17.372.013 1,6% 168.117 66,1% 82.043 32,3% 254.151 95 0,9% 8.700 81,2% 1.915 17,9% 10.710 1.130 2,5% 25.032 54,7% 19.583 42,8% 45.745 Casaletto Vaprio 714 1,6% 21.336 47,6% 22.816 50,9% 44.866 Chieve 388 0,8% 37.598 76,8% 10.987 22,4% 48.973 Cremosano 540 1,8% 22.388 76,2% 6.441 21,9% 29.369 Izano 1.556 3,7% 29.691 70,5% 10.857 25,8% 42.104 Madignano 1.659 1,1% 102.699 70,8% 40.763 28,1% 145.121 Monte Cremasco 1.241 2,7% 26.997 58,0% 18.324 39,4% 46.562 Offanengo 3.559 0,7% 415.631 78,5% 110.591 20,9% 529.781 Pianengo 3.217 4,7% 44.608 64,7% 21.118 30,6% 68.943 Ricengo 387 1,2% 24.763 78,7% 6.322 20,1% 31.472 Cremona Importi mil. £ 346.209 Crema Bagnolo Cremasco COMUNI Campagnola Cremasca Capergnanica 0,8% Importi mil. £ 23.707.291 93.669 0,5% 3.991 % % % 2.909 2,6% 71.037 64,7% 35.909 32,7% 109.855 248 3,5% 5.138 71,6% 1.794 25,0% 7.180 Romanengo 2.393 3,2% 48.790 64,3% 24.747 32,6% 75.930 Trescore Cremasco 2.081 1,9% 86.155 77,1% 23.568 21,1% 111.804 Vaiano Cremasco 2.959 1,8% 104.179 63,8% 56.116 34,4% 163.254 Comprensorio di Crema 122.736 0,6% 6.915.543 36,1% 12.099.554 63,2% 19.137.833 Provincia di Cremona 703.338 1,0% 38.363.467 52,0% 34.731.618 47,1% 73.798.423 Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Fonti: ISTAT: Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Provincia di Cremona Nella tabella precedente è riportato il reddito per settore di attività economica in miliardi di lire, relativo all’anno 1999. Nel 1999 il reddito complessivo di Bagnolo Cremasco è di oltre 254 miliardi di lire. Il reddito maggiore deriva dal settore industriale (66,1%) e in misura minore dal settore dei servizi (32,3%). Nettamente inferire è il reddito derivante dall’agricoltura (1,6%). Stessa tendenza si rileva negli altri comuni del Comprensorio Cremasco. Al contrario, nel caso di Crema si rileva un reddito derivante dal settore dei servizi nettamente superiore a quello dell’industria. A Cremona, invece il reddito derivante dalle attività industriali e maggiore di quello derivante dal settore dei servizi, m la discrepanza è inferiore a quella rilevata nel comune di Crema. 41 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.1.2 Indagini sociali Il Documento di Piano esamina la struttura della popolazione stabilmente residente nel Comune sotto il profilo quantitativo (popolazione totale annua, serie storica), ma anche qualitativo (nuclei familiari, nati/morti, immigrati/emigrati, provenienza geografica dei residenti per luogo dì nascita, classi di età, sesso). L'analisi della popolazione è affrontata con l'interesse dell'urbanista, volto alla conoscenza delle dinamiche demografiche degli ultimi anni e degli effetti generati sulla costruzione del territorio. Per questo motivo talvolta, l'attenzione si focalizza su dinamiche sociali quali la concentrazione di popolazione aventi le medesime caratteristiche (orgine geografica, età), più che sull'analisi della struttura della popolazione sotto il profilo della statistica demografica. In particolare nell'indagine sul sistema sociale viene studiato l'andamento della popolazione attraverso i dati demografici del periodo 1961-2006. Per quanto riguarda i dati relativi all'andamento, rispetto alla popolazione complessiva, di Nati/Morti (movimento naturale della popolazione) ed Immigrati/Emigrati (movimento naturale migratorio della popolazione) sono stati considerati gli anni dal 1980 al 2006. Per conoscere la popolazione dal punto di vista della composizione per classi di età e sesso sono stati studiati e rappresentati in grafici i dati relativi agli anni 1961, 2001, 2004, 2006. In conclusione, è stata analizzata la composizione della popolazione in base all’origine geografica (luogo di nascita dei residenti al rilevamento ISTAT 2001) e l’andamento della popolazione straniera negli anni 2001-2006. 42 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo a) Popolazione residente Tabella: popolazione residente, serie storica (anni 1861 – 2008) ANNO RESIDENTI +/- % INCR. 1861 1871 1881 1901 1911 1921 1931 1936 1951 1961 1971 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2.115 2.118 2.118 2.337 2.590 2.761 2.849 2.821 2.953 2.945 3.372 3.879 3.958 3.977 4.025 4.082 4.098 4.084 4.133 4.159 4.204 4.231 4.254 4.281 4.354 4.363 4.369 4.354 4.371 4.410 4.489 4.513 4.566 4.559 4.610 4.628 4.618 4.589 4.628 4.841 3 0 219 253 171 88 -28 132 -8 427 507 79 19 48 57 16 -14 49 26 45 27 23 27 73 9 6 -15 17 39 79 24 53 -7 51 18 -10 -29 39 213 0,1% 0,0% 9,4% 9,8% 6,2% 3,1% -1,0% 4,5% -0,3% 12,7% 13,1% 2,0% 0,5% 1,2% 1,4% 0,4% -0,3% 1,2% 0,6% 1,1% 0,6% 0,5% 0,6% 1,7% 0,2% 0,1% -0,3% 0,4% 0,9% 1,8% 0,5% 1,2% -0,2% 1,1% 0,4% -0,2% -0,6% 0,8% 4,4% Fonti: ISTAT; Comune di Bagnolo Cremasco, anagrafe. Per analizzare l’andamento demografico della popolazione residente nel comune di Bagnolo Cremasco sono stati inseriti i dati relativi al censimento del 1861 e i dati relativi ai successivi 43 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo rilevamenti, con cadenza quasi decennale. Dal 1980, i dati hanno cadenza annuale e sono stati forniti dall’ufficio anagrafe del Comune. Diagramma RESIDENTI 5.000 4.500 4.000 3.500 3.000 2.500 2005 2000 1995 1990 1985 1980 1975 1970 1965 1960 1955 1950 1945 1940 1935 1930 1925 1920 1915 1910 1905 1900 1895 1890 1885 1880 1875 1870 1865 1860 2.000 Nel diagramma viene rappresentato l’andamento della popolazione residente a Bagnolo Cremasco nell’arco temporale compreso fra il 1861 e il 2005. Si nota come la popolazione si mantenga costante fino al 1900. Dopo tale data comincia a crescere in maniera pressoché costante fino al 1950, mentre nel decennio 1950 – 1965 tende nuovamente a stabilizzarsi. Infine, a partire dal 1961 si verifica un nuovo brusco incremento di popolazione. E’ questo il periodo del grande boom economico degli anni 60 e 70. Nei vent’anni successivi si ha un incremento di quasi 1.000 abitanti, e nel 1981 il comune raggiunge quasi i 4.000 residenti. Da allora si assiste ad un costante incremento demografico pari a circa 30 abitanti/anno. 44 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Tabella dati: popolazione residente (anni 1961 - 2006) COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco 1961 FAMIGLIE MASCHI - 34.300 14.517 1.490 229 888 471 545 499 734 769 359 1.630 632 649 1.256 194 1.142 1.013 1.288 FAMIGLIE MASCHI 30.578 12.145 1.339 111 502 289 358 324 476 635 385 1.524 539 233 873 101 745 707 943 37.270 16.573 1.947 211 778 465 541 524 711 928 595 2.432 814 410 1.331 182 1.060 1.039 1.456 1971 FEMMINE TOTALE 39.602 15.518 1.455 228 841 451 495 462 735 740 356 1.622 606 571 1.150 186 1.170 1.004 1.268 73.902 30.035 2.945 457 1.729 922 1.040 961 1.469 1.509 715 3.252 1.238 1.220 2.406 380 2.312 2.017 2.556 FAMIGLIE MASCHI 28.259 10.103 993 87 430 228 270 253 407 476 258 1.100 421 208 721 85 639 581 748 37.888 15.793 1.692 182 776 430 521 522 687 822 453 1.994 718 422 1.305 173 1.014 1.007 1.343 FAMIGLIE MASCHI 30.416 12.422 1.503 135 535 366 465 374 501 815 553 1.740 686 289 1.042 125 831 753 1.162 34.404 15.815 2.093 210 764 533 693 544 706 1.178 799 2.574 991 427 1.441 196 1.100 1.032 1.650 1981 44.095 16.958 1.680 185 768 399 452 440 698 827 454 1.968 652 353 1.209 147 1.064 1.017 1.338 81.983 32.751 3.372 367 1.544 829 973 962 1.385 1.649 907 3.962 1.370 775 2.514 320 2.078 2.024 2.681 1991 FEMMINE TOTALE 43.488 18.037 2.033 191 769 454 527 477 695 962 614 2.389 813 353 1.310 147 1.098 1.095 1.472 FEMMINE TOTALE 80.758 34.610 3.980 402 1.547 919 1.068 1.001 1.406 1.890 1.209 4.821 1.627 763 2.641 329 2.158 2.134 2.928 FEMMINE TOTALE 39.709 17.423 2.201 220 767 538 703 516 708 1.172 838 2.584 950 393 1.476 176 1.131 1.085 1.665 74.113 33.238 4.294 430 1.531 1.071 1.396 1.060 1.414 2.350 1.637 5.158 1.941 820 2.917 372 2.231 2.117 3.315 Fonte: ISTAT 45 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco 1999 FAMIGLIE MASCHI 32.522 13.457 1.639 180 596 440 580 426 625 1.028 677 1.971 863 411 1.160 150 965 896 1.304 - FAMIGLIE MASCHI 31.742 13.534 1.728 209 610 483 625 428 641 1.039 703 2.064 898 443 1.165 159 975 913 1.363 33.009 15.708 2.245 297 793 665 840 567 840 1.427 940 2.745 1.203 648 1.528 234 1.224 1.156 1.813 2000 FEMMINE TOTALE - 71.753 33.251 4.501 529 1.574 1.204 1.615 1.162 1.675 2.767 1.836 5.481 2.313 1.110 3.067 408 2.446 2.329 3.566 FAMIGLIE MASCHI 32.129 13.726 1.660 192 602 451 615 426 637 1.045 702 1.998 904 439 1.167 154 984 900 1.321 - FAMIGLIE MASCHI - - 2001 - 71.421 33.197 4.540 568 1.597 1.234 1.668 1.159 1.687 2.833 1.865 5.466 2.378 1.177 3.095 417 2.495 2.345 3.585 2002 FEMMINE TOTALE 37.878 17.273 2.278 309 816 649 875 595 847 1.452 983 2.766 1.167 587 1.534 202 1.293 1.218 1.809 FEMMINE TOTALE 70.887 32.981 4.523 606 1.609 1.314 1.715 1.162 1.687 2.879 1.923 5.511 2.370 1.235 3.062 436 2.517 2.374 3.622 FEMMINE TOTALE - 70.849 33.015 4.567 636 1.676 1.400 1.732 1.194 1.740 2.914 1.951 5.653 2.382 1.295 3.121 453 2.592 2.416 3.710 46 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 2003 COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco FAMIGLIE MASCHI 32.600 14.140 1.701 224 1.733 558 653 461 708 1.095 753 2.183 920 476 1.219 169 1.025 985 1.428 33.484 15.910 2.317 317 816 774 858 606 904 1.488 967 2.874 1.225 705 1.558 236 1.267 1.188 1.859 FAMIGLIE MASCHI 32.937 14.469 1.736 238 737 576 717 489 748 1.121 826 2.231 996 534 1.279 175 1.096 1.020 1.488 33.457 16.094 2.289 335 930 804 919 642 951 1.500 1.034 2.866 1.266 755 1.626 239 1.368 1.277 1.939 2004 FEMMINE TOTALE 37.974 17.303 2.291 341 872 750 904 617 901 1.490 1.020 2.875 1.207 651 1.562 218 1.358 1.249 1.864 71.458 33.213 4.608 658 1.688 1.524 1.762 1.223 1.805 2.978 1.987 5.749 2.432 1.356 3.120 454 2.625 2.437 3.723 FAMIGLIE MASCHI 32.814 14.365 1.729 232 705 568 680 466 729 1.113 781 2.227 953 511 1.252 172 1.058 991 1.477 33.541 16.051 2.333 327 898 785 875 627 927 1.486 988 2.926 1.252 746 1.633 237 1.326 1.219 1.911 FAMIGLIE MASCHI 32.997 14.576 1.772 244 742 582 737 509 755 1.123 863 2.222 1.000 565 1.332 178 1.123 1.051 1.490 33.275 16.027 2.316 338 967 821 947 684 968 1.503 1.059 2.858 1.261 812 1.659 252 1.379 1.322 1.946 2005 COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco 37.992 17.342 2.305 349 903 771 926 617 935 1.469 1.031 2.904 1.223 690 1.619 219 1.401 1.262 1.900 71.533 33.393 4.638 676 1.801 1.556 1.801 1.244 1.862 2.955 2.019 5.830 2.475 1.436 3.252 456 2.727 2.481 3.811 2006 FEMMINE TOTALE 37.856 17.392 2.318 351 915 792 960 627 953 1.477 1.065 2.924 1.234 707 1.629 223 1.443 1.304 1.896 FEMMINE TOTALE 71.313 33.486 4.607 686 1.845 1.596 1.879 1.269 1.904 2.977 2.099 5.790 2.500 1.462 3.255 462 2.811 2.581 3.835 FEMMINE TOTALE 37.608 17.388 2.333 352 952 819 985 649 963 1.474 1.106 2.893 1.245 725 1.630 226 1.451 1.318 1.890 70.883 33.415 4.649 690 1.919 1.640 1.932 1.333 1.931 2.977 2.165 5.751 2.506 1.537 3.289 478 2.830 2.640 3.836 Fonte: Comune di Bagnolo Cremasco, Ufficio Anagrafe 47 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Tabella dati: incremento percentuale popolazione residente (anni 1961 -2006) COMUNI 1961 RES. Cremona 73.902 Crema 30.035 Bagnolo Cremasco 2.945 Campagnola Cremasca 457 Capergnanica 1.729 Casaletto Vaprio 922 Chieve 1.040 Cremosano 961 Izano 1.469 Madignano 1.509 Monte Cremasco 715 Offanengo 3.252 Pianengo 1.238 Ricengo 1.220 Ripalta Cremasca 2.406 Ripalta Guerina 380 Romanengo 2.312 Trescore Cremasco 2.017 Vaiano Cremasco 2.556 COMUNI 1971 % INCR. RES. +/- % INCR. RES. +/- % INCR. - - 81.983 32.751 3.372 367 1.544 829 973 962 1.385 1.649 907 3.962 1.370 775 2.514 320 2.078 2.024 2.681 8.081 2.716 427 -90 -185 -93 -67 1 -84 140 192 710 132 -445 108 -60 -234 7 125 9,9% 8,3% 12,7% -24,5% -12,0% -11,2% -6,9% 0,1% -6,1% 8,5% 21,2% 17,9% 9,6% -57,4% 4,3% -18,8% -11,3% 0,3% 4,7% 80.758 34.610 3.980 402 1.547 919 1.068 1.001 1.406 1.890 1.209 4.821 1.627 763 2.641 329 2.158 2.134 2.928 -1.225 1.859 608 35 3 90 95 39 21 241 302 859 257 -12 127 9 80 110 247 -1,5% 5,4% 15,3% 8,7% 0,2% 9,8% 8,9% 3,9% 1,5% 12,8% 25,0% 17,8% 15,8% -1,6% 4,8% 2,7% 3,7% 5,2% 8,4% 1991 RES. Cremona 74.113 Crema 33.238 Bagnolo Cremasco 4.294 Campagnola Cremasca 430 Capergnanica 1.531 Casaletto Vaprio 1.071 Chieve 1.396 Cremosano 1.060 Izano 1.414 Madignano 2.350 Monte Cremasco 1.637 Offanengo 5.158 Pianengo 1.941 Ricengo 820 Ripalta Cremasca 2.917 Ripalta Guerina 372 Romanengo 2.231 Trescore Cremasco 2.117 Vaiano Cremasco 3.315 1981 +/- Pop. media anno 1999 Pop. media anno 2000 +/- % INCR. RES. +/- % INCR. RES. +/- % INCR. -6.645 -1.372 314 28 -16 152 328 59 8 460 428 337 314 57 276 43 73 -17 387 -9,0% -4,1% 7,3% 6,5% -1,0% 14,2% 23,5% 5,6% 0,6% 19,6% 26,1% 6,5% 16,2% 7,0% 9,5% 11,6% 3,3% -0,8% 11,7% 71.753 33.251 4.501 529 1.574 1.204 1.615 1.162 1.675 2.767 1.836 5.481 2.313 1.110 3.067 408 2.446 2.329 3.566 -2.360 13 207 99 43 133 219 102 261 417 199 323 372 290 150 36 215 212 251 -3,3% 0,0% 4,6% 18,7% 2,7% 11,0% 13,6% 8,8% 15,6% 15,1% 10,8% 5,9% 16,1% 26,1% 4,9% 8,8% 8,8% 9,1% 7,0% 71.421 33.197 4.540 568 1.597 1.234 1.668 1.159 1.687 2.833 1.865 5.466 2.378 1.177 3.095 417 2.495 2.345 3.585 -332 -54 39 39 23 30 53 -3 12 66 29 -15 65 67 28 9 49 16 19 -0,5% -0,2% 0,9% 6,9% 1,4% 2,4% 3,2% -0,3% 0,7% 2,3% 1,6% -0,3% 2,7% 5,7% 0,9% 2,2% 2,0% 0,7% 0,5% 48 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo COMUNI 2001 RES. Cremona 70.887 Crema 32.981 Bagnolo Cremasco 4.523 Campagnola Cremasca 606 Capergnanica 1.609 Casaletto Vaprio 1.314 Chieve 1.715 Cremosano 1.162 Izano 1.687 Madignano 2.879 Monte Cremasco 1.923 Offanengo 5.511 Pianengo 2.370 Ricengo 1.235 Ripalta Cremasca 3.062 Ripalta Guerina 436 Romanengo 2.517 Trescore Cremasco 2.374 Vaiano Cremasco 3.622 COMUNI 31.12.2002 % INCR. RES. +/- % INCR. RES. +/- % INCR. -534 -216 -17 38 12 80 47 3 0 46 58 45 -8 58 -33 19 22 29 37 -0,8% -0,7% -0,4% 6,3% 0,7% 6,1% 2,7% 0,3% 0,0% 1,6% 3,0% 0,8% -0,3% 4,7% -1,1% 4,4% 0,9% 1,2% 1,0% 70.849 33.015 4.567 636 1.676 1.400 1.732 1.194 1.740 2.914 1.951 5.653 2.382 1.295 3.121 453 2.592 2.416 3.710 -38 34 44 30 67 86 17 32 53 35 28 142 12 60 59 17 75 42 88 -0,1% 0,1% 1,0% 4,7% 4,0% 6,1% 1,0% 2,7% 3,0% 1,2% 1,4% 2,5% 0,5% 4,6% 1,9% 3,8% 2,9% 1,7% 2,4% 71.458 33.213 4.608 658 1.688 1.524 1.762 1.223 1.805 2.978 1.987 5.749 2.432 1.356 3.120 454 2.625 2.437 3.723 609 198 41 22 12 124 30 29 65 64 36 96 50 61 -1 1 33 21 13 0,9% 0,6% 0,9% 3,3% 0,7% 8,1% 1,7% 2,4% 3,6% 2,1% 1,8% 1,7% 2,1% 4,5% 0,0% 0,2% 1,3% 0,9% 0,3% % INCR. RES. +/- % INCR. RES. +/- % INCR. 71.313 33.486 4.607 686 1.845 1.596 1.879 1.269 1.904 2.977 2.099 5.790 2.500 1.462 3.255 462 2.811 2.581 3.835 -220 93 -31 10 44 40 78 25 42 22 80 -40 25 26 3 6 84 100 24 -0,3% 0,3% -0,7% 1,5% 2,4% 2,5% 4,2% 2,0% 2,2% 0,7% 3,8% -0,7% 1,0% 1,8% 0,1% 1,3% 3,0% 3,9% 0,6% 70.883 33.415 4.649 690 1.919 1.640 1.932 1.333 1.931 2.977 2.165 5.751 2.506 1.537 3.289 478 2.830 2.640 3.836 -430 -71 42 4 74 44 53 64 27 0 66 -39 6 75 34 16 19 59 1 -0,6% -0,2% 0,9% 0,6% 3,9% 2,7% 2,7% 4,8% 1,4% 0,0% 3,0% -0,7% 0,2% 4,9% 1,0% 3,3% 0,7% 2,2% 0,0% 31.12.2004 RES. Cremona 71.533 Crema 33.393 Bagnolo Cremasco 4.638 Campagnola Cremasca 676 Capergnanica 1.801 Casaletto Vaprio 1.556 Chieve 1.801 Cremosano 1.244 Izano 1.862 Madignano 2.955 Monte Cremasco 2.019 Offanengo 5.830 Pianengo 2.475 Ricengo 1.436 Ripalta Cremasca 3.252 Ripalta Guerina 456 Romanengo 2.727 Trescore Cremasco 2.481 Vaiano Cremasco 3.811 31.12.2003 +/- +/- 75 180 30 18 113 32 39 21 57 -23 32 81 43 80 132 2 102 44 88 31.12.2005 0,1% 0,5% 0,6% 2,7% 6,3% 2,1% 2,2% 1,7% 3,1% -0,8% 1,6% 1,4% 1,7% 5,6% 4,1% 0,4% 3,7% 1,8% 2,3% 31.12.2006 49 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1961 - 2006 COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco +/- % INCR. -3.019 3.380 1.704 233 190 718 892 372 462 1.468 1.450 2.499 1.268 317 883 98 518 623 1.280 -4,3% 10,1% 36,7% 33,8% 9,9% 43,8% 46,2% 27,9% 23,9% 49,3% 67,0% 43,5% 50,6% 20,6% 26,8% 20,5% 18,3% 23,6% 33,4% Fonti dati: ISTAT; Comune di Bagnolo Cremasco, Ufficio Anagrafe Diagramma: popolazione residente nei comuni del Comprensorio Cremasco (anni 1961 -2006) Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco 6.500 6.000 5.500 5.000 4.500 4.000 3.500 3.000 2.500 2.000 1.500 1.000 500 0 1961 1971 1981 1991 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 Fonti dati: ISTAT; Comune di Bagnolo Cremasco, Ufficio Anagrafe 50 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Negli anni ‘60 le città di Crema e in maggior misura la città di Cremona registrano una significativa espansione demografica grazie alla forte industrializzazione in atto in quegli anni su tutto il territorio nazionale. Di contro, in buona parte dei comuni del Comprensorio Cremasco si registra un calo demografico dovuto all’abbandono delle campagne. Negli anni ‘70 invece si assiste ad un’ inversione di tendenza: Cremona perde oltre 1200 abitanti, mentre in tutti i comuni del Comprensorio di Cremasco registra un significativo incremento demografico. La tendenza dello svuotamento dei centri urbani maggiori a favore dei paesi della provincia dove i prezzi delle abitazioni sono nettamente inferiori è tutt’ora in atto. Negli anni ‘80 si assiste ad un’ulteriore diminuzione di popolazione nelle città di Cremona e Crema. Cremona in 10 anni perde il 9% dei residenti, passando dagli 81.000 abitanti del 1981, ai 74.000 abitanti nel 1991, mentre Crema, nello stesso lasso di tempo, perde oltre 1.300 abitanti (il 4 % della popolazione). Al contrario, nei comuni del Comprensorio Cremasco, ad esclusione di Capergnanica e Trescore Cremasco, negli stessi anni si assiste ad un notevole incremento demografico che in alcuni casi tocca punte del 26%. In questo decennio Bagnolo raggiunge e supera i 4.000 abitanti, con un incremento di popolazione del 7,3%. Negli anni ’90 prosegue il calo demografico di Cremona (- 2.360 abitanti), mentre resta pressoché costante il numero di residenti a Crema. Nei comuni del Comprensorio cremasco continua il trend positivo già registrato del decennio precedente. Bagnolo, con i suoi 4.500 abitanti, è il secondo comune più popolato del Comprensorio. Dal 2001 ad oggi il numero dei residenti a Crema e Cremona si è pressoché stabilizzato, mentre nei comuni del Comprensorio Cremasco si è rilevata una crescita costante. Nel caso di Bagnolo, come si è già avuto modo di sottolineare, la crescita media si è attestata negli ultimi anni intorno al valore di 30 ab/anno. Nella tabella successiva, estratta dalla pubblicazione del prof. Marco Vitale, “Il Cremasco elementi per una strategia di sviluppo” vengono confrontati i dati relativi al numero di residenti nel 1941 e nel 2004 nei comuni del Comprensorio Cremasco. Dall’analisi dei dati emerge che Bagnolo è uno dei comuni che nel corso degli anni ha registrato il maggior incremento demografico. Dalla tabella emerge anche che la crescita demografica non è strettamente legata alla vicinanza a Crema, quanto piuttosto alla crescita economica che i singoli comuni sono riusciti a mettere in atto. Ad esempio i comuni di Spino d’Adda e Pandino, hanno registrato un incremento di popolazione molto maggiore rispetto a centri a ridosso di Crema, come ad esempio Cremosano, Inzano o Capergnanica, per il quale si registra addirittura un trend negativo. 51 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 52 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo b) Popolazione residente e nuclei familiari (anni 1971 – 2006) Tabella dati: popolazione residente e nuclei familiari (anni 1971 -2006) ANNO 1971 1981 1991 1999 2000 2001 2003 2004 2005 2006 POPOLAZIONE RESIDENTE abitanti 3372 3980 4294 4501 4540 4523 4608 4638 4607 4649 FAMIGLIE n. 993 1339 1503 1639 1660 1728 1701 1729 1736 1772 VARIAZIONE POPOLAZIONE % 15,3% 7,3% 4,6% 0,9% -0,4% 1,8% 0,6% -0,7% 0,9% VARIAZIONE FAMIGLIE % 25,8% 10,9% 8,3% 1,3% 3,9% -1,6% 1,6% 0,4% 2,0% DIMENSIONE MEDIA FAMIGLIE componenti/fam. 3,4 3,0 2,9 2,7 2,7 2,6 2,7 2,7 2,7 2,6 Fonti: ISTAT, Comune di Bagnolo Cremasco, Ufficio Anagrafe Diagramma Nuclei familiari 1800 1700 1600 1500 1400 1300 1200 1100 1000 900 1971 1981 1991 1999 2000 2001 2003 2004 2005 2006 Fonti: ISTAT, Comune di Bagnolo Cremasco, Ufficio Anagrafe Nel diagramma si evidenzia un incremento repentino dei nuclei familiari nel comune di Bagnolo Cremasco nel lasso di tempo compreso fra il 1971 e il 2001. Fra il 2001 e il 2003 si registra una 53 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo lieve inflessione e negli anni successivi una nuova crescita, ma meno marcata di quella degli anni precedenti. Tale incremento è da attribuirsi all’aumento dei residenti all’interno del comune. Dalla tabella è possibile constatare anche la diminuzione del numero medio di componenti per famiglia: si passa da 3,4 membri per nucleo familiare nel 1971 a 2,6 nel 2006. Dal 1971 quindi il numero delle famiglie è aumentato mentre è diminuita la dimensione media familiare. Questi cambiamenti confermano sostanzialmente la tendenza di lungo periodo già evidenziata dai censimenti a livello nazionale. Il calo della fecondità, la diminuzione del numero dei figli, l'invecchiamento della popolazione, la diminuzione delle coppie con figli, l'aumento dei nuclei monogenitoriali e delle famiglie unipersonali sono tra le ragioni di questa semplificazione nella dimensione familiare. Sul territorio comunale l'aumento dei nuclei familiari è avvenuto in maniera abbastanza uniforme. Le famiglie di Bagnolo Cremasco rispecchiano la dimensione media delle famiglie Italiane: infatti, secondo i più recenti dati Istat, la media nazionale è di 2,7 componenti. Se si guarda al numero di componenti riportato nella tabella successiva è evidente il progressivo prevalere degli aggregati familiari di piccole dimensioni. Al 31.12.2001 la metà dei nuclei familiari risulta composta da due o tre persone e il 30% da quattro persone. Le famiglie unipersonali (di un unico componente) sono circa l’8%, mentre le famiglie con 5 o più componenti sono circa il 10%. Tabella dati: componenti per famiglia (anno 2001) ANNO 2001 COMPONENTI FAMIGLIE n. % 1 componente 355 7,9% 2 componenti 986 21,8% 3 componenti 1335 29,5% 4 componenti 1412 31,3% 5 componenti 345 7,6% 6 o più 85 1,9% TOTALE 4518 100,0% Fonte: ISTAT 2001 54 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Diagramma 1 componente 4 componenti 2 componenti 5 componenti 7,6% 1,9% 3 componenti 6 o più 7,9% 21,8% 31,3% 29,5% c) Movimento naturale della popolazione: Nati / Morti Tabella dati: movimento naturale della popolazione: nati/morti (anni 1980 – 2006) ANNO RESIDENTI ALL'INIZIO DELL'ANNO NATI 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 3.879 3.958 3.977 4.025 4.082 4.098 4.084 4.133 4.159 4.204 4.231 4.254 4.281 4.354 4.363 4.369 4.354 4.371 4.410 4.489 4.513 4.566 4.559 38 50 48 57 38 49 49 38 39 49 36 30 39 34 25 34 35 42 35 40 38 40 35 % 1,3% 1,2% 1,4% 0,9% 1,2% 1,2% 0,9% 0,9% 1,2% 0,9% 0,7% 0,9% 0,8% 0,6% 0,8% 0,8% 1,0% 0,8% 0,9% 0,8% 0,9% 0,8% MORTI 39 33 40 38 33 41 33 30 44 34 29 30 36 28 25 40 48 36 30 26 37 36 40 % 0,8% 1,0% 0,9% 0,8% 1,0% 0,8% 0,7% 1,1% 0,8% 0,7% 0,7% 0,8% 0,6% 0,6% 0,9% 1,1% 0,8% 0,7% 0,6% 0,8% 0,8% 0,9% 55 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 2003 2004 2005 2006 4.610 4.628 4.618 4.589 44 29 35 49 1,0% 0,6% 0,8% 1,1% 38 27 35 41 0,8% 0,6% 0,8% 0,9% Fonte: Comune di Bagnolo Cremasco: Ufficio Anagrafe Diagramma NATI MORTI 60 55 50 45 40 35 30 25 2006 2005 2004 2003 2002 2001 2000 1999 1998 1997 1996 1995 1994 1993 1992 1991 1990 1989 1988 1987 1986 1985 1984 1983 1982 1981 1980 20 Dal diagramma si evince che l’andamento delle nascite e delle morti nel comune di Bagnolo Cremasco è altalenante di anno in anno. Il numero dei nati in passato risultava quasi sempre maggiore del numero delle morti; negli ultimi anni si assiste invece ad un inversione di tendenza e il numero di nati è in alcuni casi inferiore a quello dei morti. Questi dati rispecchiano la tendenza instauratasi a livello nazionale dell’invecchiamento della popolazione e della diminuzione delle nascite. d) Movimento naturale migratorio della popolazione: Immigrati/Emigrati Tabella dati: movimento naturale della popolazione: immigrati/emigrati (anni 1980 – 2006) ANNO RESIDENTI ALL'INIZIO DELL'ANNO IMMIGRATI % EMIGRATI % 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 3.879 3.958 3.977 4.025 4.082 4.098 4.084 4.133 4.159 4.204 149 87 92 123 101 84 85 115 106 94 2,2% 2,3% 3,1% 2,5% 2,0% 2,1% 2,8% 2,5% 2,2% 71 70 52 85 90 106 52 97 56 82 1,8% 1,3% 2,1% 2,2% 2,6% 1,3% 2,3% 1,3% 2,0% 56 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 4.231 4.254 4.281 4.354 4.363 4.369 4.354 4.371 4.410 4.489 4.513 4.566 4.559 4.610 4.628 4.618 4.589 100 104 126 109 103 106 132 132 201 147 198 129 185 168 194 140 168 2,4% 2,4% 2,9% 2,5% 2,4% 2,4% 3,0% 3,0% 4,6% 3,3% 4,4% 2,8% 4,1% 3,6% 4,2% 3,0% 3,7% 84 56 58 104 97 115 102 90 127 137 146 140 129 156 163 169 137 2,0% 1,3% 1,4% 2,4% 2,2% 2,6% 2,3% 2,1% 2,9% 3,1% 3,2% 3,1% 2,8% 3,4% 3,5% 3,7% 3,0% Fonte: Comune di Bagnolo Cremasco: Ufficio Anagrafe Diagramma IMMIGRATI EMIGRATI Lineare (IMMIGRATI) Lineare (EMIGRATI) 250 200 150 100 50 2006 2005 2004 2003 2002 2001 2000 1999 1998 1997 1996 1995 1994 1993 1992 1991 1990 1989 1988 1987 1986 1985 1984 1983 1982 1981 1980 0 Il diagramma, che rappresenta l’andamento migratorio della popolazione (immigrati/emigrati) nel periodo di tempo compreso fra il 1980 e il 2006, rivela un flusso immigratorio maggiore rispetto all’emigratorio per l’intera fascia temporale analizzata. Tale fenomeno acquista maggior spessore nel decennio successivo al 1996. Entrambe le manifestazioni di spostamento risultano in crescita. 57 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo e) Composizione della popolazione: origine geografica (luogo di nascita dei residenti al rilevamento ISTAT 2001). Tabella: popolazione straniera residente per area geografica di cittadinanza (anno 2001) COMUNI Cremona Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco Voltido Totale Aree geografiche di cittadinanza Asia America Oceania Europa Africa 1.169 337 35 944 223 55 299 120 13 147 53 5 3 0 6 4 7 16 22 6 51 21 8 20 0 15 20 23 1 3.684 5 8 1 1 2 0 30 13 47 21 10 7 0 16 19 29 10 3.968 5 2 15 2 6 7 5 1 34 8 22 9 1 23 4 1 9 2.637 0 3 1 3 1 2 7 4 3 11 4 4 0 2 0 1 0 497 Apolidi Totale 3 0 0 0 0 0 2.562 733 108 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 5 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 13 13 23 10 16 25 64 24 135 61 45 40 1 56 43 54 20 10.792 Fonte: ISTAT Tabella: popolazione residente a Bagnolo Cremasco per area geografica di cittadinanza (anno 2001) Aree geografiche di cittadinanza Italia Europa Africa Asia America Oceania Totale stranieri Totale residenti n. % residenti 4.415 35 55 13 5 0 108 4.523 97,6% 0,8% 1,2% 0,3% 0,1% 0% 2,4% Fonte: ISTAT 58 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Diagramma Italia Europoa Africa 1,2% 0,8% Asia America Oceania 0,3% 0,1% 0,0% 97,6% Dalla tabella e dal grafico sopraesposti si evince che nel 2001 la quasi totalità della popolazione residente nel comune di Bagnolo Cremasco è di origine italiana. Gli stranieri al 2001 rappresentano infatti solo il 2,4% della popolazione totale. Di questi il 50% proviene dal continente africano e il 30% dal continente europeo. 59 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo f) Andamento degli stranieri COMUNI Cremona ANNI 2001 2002 2003 VAR 2001-2006 2004 2005 2006 +/- % INCR 2.562 3.371 4.268 4.852 5.245 5.679 3.117 222% Crema 733 902 1.020 1.691 1.844 1.919 1.186 262% Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica 108 152 158 212 209 236 128 219% 13 21 23 26 30 27 14 208% 13 10 24 38 37 48 35 369% Casaletto Vaprio 23 35 59 65 93 114 91 495% Chieve 10 15 18 28 38 67 57 670% Cremosano 16 19 21 38 48 62 46 387% Izano 25 25 32 37 43 61 36 244% Madignano 64 82 99 117 137 143 79 223% Monte Cremasco 24 24 38 44 59 82 58 342% Offanengo 135 166 240 280 275 289 154 214% Pianengo 61 54 72 89 100 95 34 156% Ricengo 45 49 61 71 82 92 47 204% Ripalta Cremasca 40 54 76 99 102 123 83 308% Ripalta Guerina 1 1 2 2 2 3 2 300% Romanengo 56 92 119 148 165 199 143 355% Trescore Cremasco Vaiano Cremasco PROVINCIA DI CREMONA 43 54 56 90 86 112 92 163 129 186 145 212 102 158 337% 393% 10.792 17.291 17.291 20.691 22.742 24.845 14.053 230% Fonti: ISTAT e Amministrazione Provinciale Nella tabella della pagina precedente è riportato il numero di stranieri nei comuni del Comprensorio Cremasco e nella provincia di Cremona. Dall’analisi dei dati si evince che nel periodo di tempo compreso fra il 2001 (anno dell’ultimo censimento nazionale) al 2006, a Bagnolo si registra un incremento di stranieri pari al 219%: si passa infatti dai 108 stranieri presenti nel 2001 ai 236 del 2006. Questo dato risulta essere in linea con quello degli altri comuni del Comprensorio e con quello provinciale. 60 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Diagramma: andamento degli stranieri (anni 2001 – 2006) Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco Offanengo Pianengo Ricengo Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Trescore Cremasco Vaiano Cremasco 350 300 250 200 150 100 50 0 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 61 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo g) Classi di età (anni 1961 – 2001 – 2004 – 2006) Tabella: classi di età (anni 1961 – 2001 – 2004 - 2006) CLASSE DI ETA' 0-4 5 - 14 15 - 24 25 - 34 35 - 44 45 - 54 55 - 64 65 - 74 75 e più TOTALE CLASSE DI ETA' 0-4 5 - 14 15 - 24 25 - 34 35 - 44 45 - 54 55 - 64 65 - 74 75 e più TOTALE CLASSE DI ETA' 0-4 5 - 14 15 - 24 25 - 34 35 - 44 45 - 54 55 - 64 65 - 74 75 e più TOTALE BAGNOLO ANNO 1961 n. 264 438 534 493 360 387 263 151 55 2.945 % 9,0% 14,9% 18,1% 16,7% 12,2% 13,1% 8,9% 5,1% 1,9% BAGNOLO ANNO 2001 n. 187 380 540 720 689 764 564 409 270 4.523 % 4,1% 8,4% 11,9% 15,9% 15,2% 16,9% 12,5% 9,0% 6,0% BAGNOLO ANNO 2004 n. 186 371 492 759 721 732 612 455 310 4.638 % 4,0% 8,0% 10,6% 16,4% 15,5% 15,8% 13,2% 9,8% 6,7% PROVINCIA DI CREMONA n. 27.896 40.030 57.190 52.607 46.147 48.284 40.735 26.506 11.765 351.160 % 7,9% 11,4% 16,3% 15,0% 13,1% 13,7% 11,6% 7,5% 3,4% PROVINCIA DI CREMONA n. 13.924 27.664 32.940 50.582 52.250 47.302 42.656 37.745 30.876 335.939 % 4,1% 8,2% 9,8% 15,1% 15,6% 14,1% 12,7% 11,2% 9,2% PROVINCIA DI CREMONA n. 14.697 28.886 31.898 49.650 56.552 47.415 43.957 39.060 34.069 346.184 % 4,2% 8,3% 9,2% 14,3% 16,3% 13,7% 12,7% 11,3% 9,8% 62 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo CLASSE DI ETA' 0-4 5 - 14 15 - 24 25 - 34 35 - 44 45 - 54 55 - 64 65 - 74 75 e più TOTALE BAGNOLO ANNO 2006 n. 189 385 468 712 736 682 661 470 346 4.649 % 4,1% 8,3% 10,1% 15,3% 15,8% 14,7% 14,2% 10,1% 7,4% PROVINCIA DI CREMONA n. 15.144 29.770 31.634 47.548 57.546 48.554 44.128 39.767 36.268 350.359 % 4,3% 8,5% 9,0% 13,6% 16,4% 13,9% 12,6% 11,4% 10,4% Fonti: ISTAT; Camera di Commercio della Provincia di Cremona Diagramma classi di età anno 1961 75 e più 65 - 74 55 - 64 45 - 54 35 - 44 25 - 34 15 - 24 5 - 14 0-4 0 200 400 600 800 Diagramma classi di età anno 2001 75 e più 65 - 74 55 - 64 45 - 54 35 - 44 25 - 34 15 - 24 5 - 14 0-4 0 200 400 600 800 63 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Diagramma classi di età anno 2004 75 e più 65 - 74 55 - 64 45 - 54 35 - 44 25 - 34 15 - 24 5 - 14 0-4 0 200 400 600 800 Diagramma classi di età anno 2006 75 e più 65 - 74 55 - 64 45 - 54 35 - 44 25 - 34 15 - 24 5 - 14 0-4 0 200 400 600 800 La rappresentazione grafica della distribuzione delle classi di età a Bagnolo Cremasco con la sua forma a piramide appare ben lontana dal modello “a campana” elaborato da Gauss. Tale distribuzione per età della popolazione rappresenta l’inizio della drammatica situazione “a fungo” che vede una società di adulti/anziani sorretta da un’esigua base di popolazione giovanile/infantile. La piramide, meno accentuata nei primi anni ’60 è andata via via accentuandosi con il trascorrere degli anni e nel 2006 è drammaticamente vicina al modello “a fungo”. 64 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo h) Indicatore sintetico: indice di vecchiaia Tabella: indice di vecchiaia - Bagnolo Cremasco (anni 1961 – 2001 – 2004 – 2006) CLASSE DI ETA' ANNO 1961 ANNO 2001 ANNO 2004 ANNO 2006 0-4 264 187 186 189 5 - 14 438 380 371 385 TOTALE BAMBINI 702 567 557 574 65 - 74 151 409 455 470 75 e più 55 270 310 346 TOTALE ANZIANI 206 679 765 816 29,3% 119,8% 137,3% 142,2% INDICE DI VECCHIAIA Fonti: ISTAT e Camera di Commercio della Provincia di Cremona Istogramma Bambini Anziani Indice di vacchiaia 900 800 700 600 500 400 300 200 100 0 160,0% 140,0% 120,0% 100,0% 80,0% 60,0% 40,0% 20,0% 0,0% ANNO 1961 ANNO 2001 ANNO 2004 ANNO 2006 L’indice di vecchiaia mette in rapporto il numero di individui con più di 65 anni con con il numero di bambini fino ai 14 anni, e fornisce un indicazione sulla potenzialità di ricambio generazionale della popolazione residente nel comune. In Bagnolo Cremasco si assiste ad un progressivo aumento della popolazione anziana a discapito di quella giovanile/infantile. Nel 1961 la percentuale di anziani è pari al 29%, mentre nel 2006 essa sale addirittura al 142%. Questo vuol dire che mentre all’inizio degli anni ’60 erano presenti 3 anziani ogni 10 bambini, oggi sono presenti 14 anziani ogni 10 bambini. 65 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo i) Indicatore sintetico: indice di dipendenza totale Tabella: indice di dipendenza totale - Bagnolo Cremasco (anni 1961 – 2001 – 2004 – 2006) CLASSE DI ETA' ANNO 1961 ANNO 2001 ANNO 2004 ANNO 2006 n. n. n. n. 0-4 264 187 186 189 5 - 14 TOTALE BAMBINI 65 - 74 438 380 371 385 702 567 557 574 151 409 455 470 55 270 310 346 206 679 765 816 908 1.246 1.322 1.390 15 - 24 534 540 492 468 25 - 34 493 720 759 712 35 - 44 360 689 721 736 45 - 54 387 764 732 682 55 - 64 263 564 612 661 TOTALE IN ETA' LAVORATIVA 2.037 3.277 3.316 3.259 INDICE DI DIPENDENZA TOTALE 44,6% 38,0% 39,9% 42,7% 75 e più TOTALE ANZIANI TOTALE NON LAVORATIVO Fonti: ISTAT e Camera di Commercio della Provincia di Cremona Istogramma Popolazione non lavorativa Popolazione in età lavorativa Indica di dipendenza totale 3.500 46,0% 3.000 44,0% 2.500 42,0% 2.000 40,0% 1.500 38,0% 1.000 500 36,0% 0 34,0% ANNO 1961 ANNO 2001 ANNO 2004 ANNO 2006 66 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo L’indice di dipendenza totale mette in rapporto la popolazione che si ritiene non abbia capacità autonoma di sostentamento (bambini fino a 14 anni ed anziani over 65), con il numero di persone che si trovano nella fascia lavorativa (adulti tra i 15 ed i 64 anni). Il rapporto tra la popolazione priva di capacità autonoma di sostentamento e la popolazione in età lavorativa mette in evidenza la prevalenza degli individui attivi rispetto a quelli non autonomi fino al 2001. Dal 2001 al 2006 si registra invece una progressiva diminuzione del divario. Osservando il grafico precedente si nota che sia nel 1961 che nel 2006 si ha un elevato valore dell’indice di dipendenza totale. Tuttavia bisogna fare una distinzione e specificare che mentre nel 2006 l’incremento della dipendenza totale è imputabile all’aumento della popolazione anziana (dato confermato anche dall’indice di anzianità), nel 1961 era dovuto ad una maggior percentuale di cittadini in età giovanile. l) Indicatore sintetico: indice di dipendenza giovanile Tabella: indice di dipendenza giovanile - Bagnolo Cremasco (anni 1961 – 2001 – 2004 – 2006) CLASSE DI ETA' ANNO 1961 ANNO 2001 ANNO 2004 ANNO 2006 n. n. n. n. 0-4 264 187 186 189 5 - 14 438 380 371 385 TOTALE BAMBINI 702 567 557 574 15 - 24 534 540 492 468 25 - 34 493 720 759 712 35 - 44 360 689 721 736 45 - 54 387 764 732 682 55 - 64 263 564 612 661 TOTALE IN ETA' LAVORATIVA 2.037 3.277 3.316 3.259 INDICE DI DIPENDENZA GIOVANILE 34,5% 17,3% 16,8% 17,6% Fonti: ISTAT e Camera di Commercio della Provincia di Cremona Istogramma 67 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Popolazione al di sotto 14 anni Popolazione in età lavorativa (15-64) Indice di dipendenza giovanile 3.500 40,0% 3.000 35,0% 2.500 30,0% 25,0% 2.000 20,0% 1.500 15,0% 1.000 10,0% 500 5,0% 0 0,0% ANNO 1961 ANNO 2001 ANNO 2004 ANNO 2006 L’indice di dipendenza giovanile mette in rapporto la popolazione al di sotto dei 14 anni con il numero di persone che si trovano nella fascia di età lavorativa (tra i 15 e i 64 anni). Dal grafico precedente si evince che nel 1961 erano presenti quasi 35 giovani ogni 100 lavoratori, mentre negli ultimi sei anni tale valore sia sceso a 17 ogni 100. m) Indicatore sintetico: indice di dipendenza degli anziani Tabella: indice di dipendenza di dipendenza degli anziani Bagnolo Cremasco (anni 1961 – 2001 – 2004 – 2006) CLASSE DI ETA' ANNO 1961 ANNO 2001 ANNO 2004 ANNO 2006 n. n. n. n. 65 - 74 151 409 455 470 75 e più TOTALE ANZIANI 15 - 24 55 270 310 346 206 679 765 816 534 540 492 468 25 - 34 493 720 759 712 35 - 44 360 689 721 736 45 - 54 387 764 732 682 55 - 64 263 564 612 661 TOTALE IN ETA' LAVORATIVA 2.037 3.277 3.316 3.259 INDICE DI DIPENDENZA ANZIANI 10,1% 20,7% 23,1% 25,0% Fonti: ISTAT e Camera di Commercio della Provincia di Cremona Istogramma 68 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo popolazione anziana popolazione in età lavorativa Indice di dipendenza anziani 3.500 30,0% 3.000 25,0% 2.500 20,0% 2.000 15,0% 1.500 10,0% 1.000 500 5,0% 0 0,0% ANNO 1961 ANNO 2001 ANNO 2004 ANNO 2006 L’indice di dipendenza degli anziani mette in rapporto la popolazione anziana al numero di persone appartenenti alla fascia lavorativa. Tale valore è complementare nella dipendenza totale rispetto a quella giovanile. Il rapporto di dipendenza mostra come sia in costante crescita la percentuale di popolazione anziana rispetto a quella appartenente alla fascia lavorativa. n) Indicatore sintetico: indice di ricambio Tabella: indice di ricambio - Bagnolo Cremasco (anni 2001 – 2004 – 2006) CLASSE DI ETA' ANNO 2001 ANNO 2004 ANNO 2006 15 -24 540 492 468 55 - 64 564 612 661 95,7% 80,4% 70,8% INDICE DI RICAMBIO Fonti: ISTAT e Camera di Commercio della Provincia di Cremona 69 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Istogramma Indice di ricambio 120,0% 100,0% 80,0% 60,0% 40,0% 20,0% 0,0% ANNO 2001 ANNO 2004 ANNO 2006 L’indice di ricambio mette in relazione la popolazione che entra nell’età attiva con quella che ne esce. Nel 2001 ogni 96 giovani che entravano in fascia attiva ve ne erano 100 che ne uscivano. Nel 2004 l’indice di ricambio subisce una riduzione e ogni 80 giovani che entrano nella fascia attiva, 100 persone ne escono. Nel 2006 il rapporto è sceso ulteriormente (70 giovani ogni 100 anziani) e si presume che in futuro tale valore sarà destinato a diminuire ulteriormente. 70 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo o) Indice sintetico: anziani per bambino Tabella: anziani per bambino - Bagnolo Cremasco (anni 1961 - 2001 – 2004 – 2006) CLASSE DI ETA' ANNO 1961 ANNO 2001 ANNO 2004 ANNO 2006 0-4 264 187 186 189 5 - 14 438 380 371 385 TOTALE BAMBINI 702 567 557 574 65 - 74 151 409 455 470 75 e più 55 270 310 346 TOTALE ANZIANI 206 679 765 816 29,3% 119,8% 137,3% 142,2% INDICE DI VECCHIAIA Fonti: ISTAT e Camera di Commercio della Provincia di Cremona Bambini Anziani 900 800 700 600 500 400 300 200 100 0 ANNO 1961 ANNO 2001 ANNO 2004 ANNO 2006 L’indice ricavabile dal rapporto tra gli anziani con più di 65 anni ed i bambini al di sotto dei 10 anni mette in luce gli squilibri strutturali della popolazione e la crisi nel ricambio generazionale. Nel 1961 esistevano circa 30 anziani ogni 100 bambini, mentre nel 2006, si sono rilevati 142 anziani ogni 100 bambini. Il rapporto percentuale dal 1961 ad oggi è quasi quintuplicato, indicando non sol un aumento dell’età della popolazione, che appare un trend di crescita costante, ma il forte aggravamento nel futuro di tale situazione, anche se negli ultimi anni si assiste ad un lieve incremento delle nascite, grazie soprattutto alla presenza crescente di popolazione extracomunitaria. 71 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.1.3 Atti di programmazione emanati da Enti sovra comunali In questa sezione viene elaborata una panoramica degli atti di programmazione emanati da Enti sovracomunali (Province, Regione), di altri soggetti che hanno influenza diretta sulla pianificazione (ANAS, ecc.), nonché degli strumenti di programmazione settoriale (Piani di/ Emergenza comunali o intercomunali ai sensi della l.r. 16/2004, ecc.) così come previsto dalla legge. Nel Quadro Programmatico sono riassunti gli elementi di maggiore significatività desumibili dai principali Piani e Programmi che hanno rilevanza per il territorio comunale di Bagnolo Cremasco e per le aree limitrofe, ovvero: • Piano Territoriale Regionale (PTR); • Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP.) della provincia di Cremona; • Piano Territoriale d’Area (PTdA); • Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) “Parco Agricolo del Moso”. Si riporta inoltre un estratto delle relazione del progetto di ammodernamento della “Paullese” poiché si ritiene possa avere influenza diretta sulla pianificazione comunale. 72 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo a) Il Piano Territoriale Regionale (PTR) Estratto da: “Piano Territoriale Regionale” della Lombardia Il Piano Territoriale Regionale (PTR) della Lombardia, approvato con DGR del 16 gennaio 2008, n.6447, è strumento di supporto all'attività di governo del territorio della Regione. Si propone di coordinare la programmazione generale e di settore con il contesto fisico, ambientale, economico e sociale, di cui analizza i punti di forza e di debolezza, evidenzia potenzialità e opportunità per le realtà locali e per i sistemi territoriali e, quindi, per l'intera regione. Gli obiettivi proposti dal Piano derivano dalla sintesi dei principali orientamenti della programmazione nazionale e comunitaria, dalle previsioni del Programma Regionale di Sviluppo e dal dialogo con le pianificazioni di settore, attraverso un percorso di partecipazione e confronto con il territorio. Il territorio sempre più è punto di convergenza di temi cruciali per il futuro della regione, che corrispondono alle questioni di compatibilità tra crescita economica e qualità della vita nel suo complesso, in termini di ambiente, accessibilità, sicurezza, bellezza e paesaggio. Il PTR si configura come un "patto" condiviso tra Regione ed Enti territoriali per contemperare le diverse esigenze locali e verificare la compatibilità con gli obiettivi di sviluppo territoriale più generale. In questo senso esso costituisce il punto di riferimento rispetto al quale le azioni sul territorio, da chiunque promosse, possano trovare un efficace coordinamento. L'efficacia del Piano sarà tanto più evidente quanto più sarà sostenuto, con azioni dirette e concrete, dalle istituzioni e dalle varie componenti della società (operatori economici e portatori di interesse). Con tali presupposti, è evidente come il PTR si configuri come uno strumento che consente di incidere sulla qualità complessiva del territorio, orientando e indirizzando le condizioni di trasformazione in termini di compatibilità e di migliore valorizzazione delle risorse, riconoscendo nel territorio stesso la risorsa primaria da salvaguardare. Così inteso il Piano assume la duplice valenza di strumento di conoscenza strutturata delle caratteristiche, potenzialità e dinamiche della Lombardia, e di mezzo di orientamento e cooperazione finalizzato a dare corpo alle proposte maturate ai diversi livelli territoriali e a realizzare la coesione tra i molteplici interessi in gioco. Con la legge regionale 12/05 in materia di governo del territorio il Piano Territoriale Regionale ha acquisito un ruolo fortemente innovativo nei confronti dell’insieme degli altri strumenti e atti di pianificazione previsti in Lombardia. 73 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Il nuovo modello di pianificazione, composto e costituito da una pluralità di soggetti e di processi variamente interrelati, prevede che il PTR delinei la visione strategica di sviluppo per la Lombardia e costituisca una base condivisa, su cui gli attori territoriali e gli operatori possano strutturare le proprie azioni e idee progetto. Il ruolo del PTR è pertanto quello di costituire il principale riferimento per le scelte territoriali degli Enti locali e dei diversi attori coinvolti, così da garantire la complessiva coerenza e sostenibilità delle azioni di ciascuno. Nei confronti dei PGT comunali, il PTR assume la stessa valenza prevista per i piani provinciali. Una funzione, dunque, in generale orientativa e di indirizzo, ma anche prescrittiva laddove individua: aree per la realizzazione di infrastrutture prioritarie e potenziamento e adeguamento delle linee di comunicazione e del sistema della mobilità, poli di sviluppo regionale, zone di preservazione e salvaguardia ambientale. La presenza di previsioni del PTR prevalenti sulla strumentazione urbanistica di Province e Comuni, produce effetti procedurali rilevanti per tali Enti al momento della approvazione dei rispettivi piani; infatti tali previsioni devono essere inserite nei PTCP o nei PGT, diventando ciò condizione di legittimità degli stessi, e i PGT interessati sono inoltre assoggettati ad una verifica di compatibilità anche regionale rispetto alle previsioni del PTR (l.r. 12/05, art 13, comma ottavo). Nel Documento di Piano del PTR sono stati individuati tre macro-obiettivi orientati alla sostenibilità in senso lato (ambientale, economica e sociale): • rafforzare la competitività dei territori della Lombardia; • proteggere e valorizzare le risorse della Lombardia; • riequilibrare il territorio lombardo; Sono stati inoltre individuati sei Sistemi Territoriali per rappresentare le potenzialità e le opportunità della Lombardia e affrontare, con la prevenzione, le criticità: • Sistema Metropolitano; • Sistema della Montagna; • Sistema Pedemontano; • Sistema dei Laghi; • Sistema della Pianura Irrigua; • Sistema del Po e grandi fiumi. Gli orientamenti generali per l'assetto del territorio sono: 74 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo • Sistema rurale-paesistico-ambientale: l'attenzione agli spazi aperti e alla tutela dell'ambiente naturale; • i poli di sviluppo regionale, quali motori della competitività territoriale; • le infrastrutture pioritarie: la rete del verde, le infrastrutture per la sicurezza del territorio, le comunicazioni e l'accessibilità, l'infrastruttura per la conoscenza del territorio; • le zone di preservazione e salvaguardia ambientale, per fare della qualità del territorio il modo "lombardo" di leggera la competitività; • riassetto idrogeologico, per garantire la sicurezza dei cittadini a partire dalla prevenzione dei rischi. Nelle pagine seguenti si riportano due tabelle ricavate dal Documento di Piano del PTR della regione Lombardia. Nella tabella 1 vengono analizzati i punti di forza, le debolezze, le opportunità e le minacce per la Pianura Irrigua, in cui rientra anche il territorio di Bagnolo Cremasco. Nella tabella 2 vengono invece elencati gli obiettivi per il sistema territoriale della pianura irrigua. 75 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Punti di forza - Area che possiede ancora un'unitarietà - Carenti i collegamenti capillari con il resto territoriale (non frammentata) - Debolezze della regione e con Produttività agricola molto elevata e elevata l'area milanese in particolare diversificazione produttiva - agricoltura di tipo intensivo non sostenibile - Elevata qualità paesistica delle aree agricole dal punto di vista - Area agricola ricca di acque per irrigazione (sia ambientale (inquinamento e consumo idrico) di falda sia di superficie) ad altissima produttività, - Inquinamento del suolo e delle acque causato tra le più elevate d'Europa - dagli allevamenti Aziende agricole di medio/grandi dimensioni zootecnici adatte ad un'agricoltura moderna - Scarsa considerazione per il valore agricolo - Rete di città minori di grande interesse storico- del terreno rispetto artistico ad altri usi con sottrazione di aree pregiate e - Elevato livello di qualità della vita disarticolazione - Presenza nei capoluoghi di provincia di sedi delle maglie aziendali universitarie storiche (Pavia) o di nuova istituzione - Scarsità di alternative occupazionali rispetto (Mantova, Cremona, Lodi) legate alla produzione all'agricoltura che provoca fenomeni di marginalizzazione e di territoriale - Presenza di una rete di città minori che abbandono forniscono servizi all'area - Elevata presenza di agricoltori anziani e - Presenza di centri che ospitano importanti eventi ridotto ricambio culturali (Mantova, Cremona) generazionale - Presenza dei porti fluviali di Mantova e Cremona - Difficoltà di accesso ad alcune tipologie di - Posizionamento strategico rispetto ai grandi assi servizi delle aree più del trasporto su strada - Presenza di lontane dai centri urbani una forte componente di - Carente presenza di servizi alle imprese manodopera immigrata 76 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Opportunità - Minacce Valorizzazione dei giovani agricoltori e - Previsione di infrastrutture di attraversamento promozione di forme di incentivo - di grande impatto ma di scarso beneficio per il Utilizzo dei reflui zootecnici come fonte territorio (corridoi europei) - energetica alternativa - Difficoltà ad adattarsi alla competizione Possibilità di utilizzo dei porti fluviali di internazionale, anche alla luce dei cambiamenti della politica agricola comunitaria Mantova e Cremona come punto di appoggio per impianti logistici e industriali che - Insufficiente ricambio generazionale e possibile potrebbero richiedere la realizzazione di crisi infrastrutture ferroviarie a loro servizio del modello della grande famiglia coltivatrice - Capacità di attrazione delle città nei confronti di - Rischio idraulico elevato in mancanza di popolazione esterna motivata un'attenta pianificazione territoriale e di una dagli elevati livelli di qualità della vita maggiore tutela della naturalità dei corsi d'acqua - Capacità di attrazione turistica delle città per il loro elevato valore storico-artistico e per gli eventi culturali organizzati - Possibilità di creare filiere turistiche integrate cultura-enogastronomia - agriturismo - Integrazione agricoltura ambiente nelle aree particolarmente sensibili (es. parchi fluviali); processi agricoli sostenibili - Esistenza di stretti rapporti funzionali e di relazione con i territori limitrofi appartenenti ad altre regioni che può portare a una condivisione di obiettivi territoriali e di politiche migliorando nel complesso la forza dell’area Tab.01: Analisi dei punti di forza, delle debolezze, delle opportunità e delle minacce della pianura irrigua lombarda secondo il PTR della Regione Lombardia 77 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Obiettivi del PTR per il sistema territoriale della Pianura Irrigua. • Sviluppare sistemi finalizzati alla valorizzazione turistica integrata dei centri dell’area dal punto di vista storico-culturale, degli eventi culturali organizzati, del paesaggio agricolo e dell’enogastronomia • Tutela delle aree agricole, in particolare di quelle di pregio, da non considerare come riserva di suolo libero; evitare la frammentazione del territorio da parte di infrastrutture e di insediamenti industriali e abitativi • Valorizzazione delle aree naturalistiche e a parco, anche grazie al ricorso a pratiche agricole compatibili, sia per fini di riequilibrio ambientale sia per lo sviluppo di un turismo sensibile a questi temi • Incentivare e aiutare gli agricoltori locali ad adeguarsi ai cambiamenti derivanti dai dettami della politica agricola comunitaria, non con finanziamenti, ma costruendo una programmazione complessiva • Incentivare e supportare le imprese agricole all’adeguamento alla legislazione ambientale e ad adottare comportamenti (e investimenti) per la riduzione dell’impatto ambientale • Promuovere azioni locali tese alla valorizzazione, al recupero o alla riproposizione degli elementi propri del paesaggio rurale tradizionale della pianura lombarda quali macchie boschive, filari e alberate, rogge e relativa vegetazione ripariale, fontanili • Valorizzare il sistema dei Navigli e canali quale riferimento fondamentale delle politiche di qualificazione ambientale e paesistica, con particolare attenzione al recupero e alla promozione del sistema di manufatti storico-culturali che lo caratterizza anche ai fini dello sviluppo di forme di turismo eco-sostenibile • Incentivare la valorizzazione e promozione di percorsi di fruizione paesaggistica che mettano in rete i centri e nuclei storici minori e gli episodi più significativi di architetture religiose e rurali, anche in relazione alla realizzazione di nuovi percorsi/itinerari ciclabili e al recupero di manufatti rurali in abbandono • Tutela delle risorse idriche sotterranee e superficiali e valorizzazione degli usi agricoli sostenibili. • Miglioramento dei collegamenti ferroviari (SFR) con il resto della regione e con l’area metropolitana in particolare • Tutelare le condizioni lavorative della manodopera extracomunitaria e operare politiche per l’integrazione nel sistema, evitando la marginalizzazione • Incentivare la permanenza delle giovani leve attraverso una maggiore dotazione di servizi innovativi per gli imprenditori e attraverso il reimpiego sul territorio dei giovani laureati in materie affini alla produzione esistente • Valorizzazione di porti fluviali di Mantova e Cremona come opportunità per i collegamenti e per il trasposto delle merci, ma anche a fini turistici, senza compromettere ulteriormente l’ambiente • Pianificazione del territorio attenta alla prevenzione del rischio idraulico Tab.02: Obiettivi del PTR per il sistema territoriale della Pianura Irrigua. 78 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo b) Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della provincia di Cremona Estratto da: “Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale” della provincia di Cremona Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Cremona viene approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 95 del 09.07.2003. Esso specifica e approfondisce i contenuti della programmazione e pianificazione territoriale ed ambientale della Regione Lombardia e coordina le strategie e gli obiettivi di carattere sovracomunale che interessano i piani urbanistici comunali. In particolare il Piano si basa sui temi della qualità del paesaggio e dell'ambiente in funzione di obiettivi di sviluppo economico e in una logica di sostenibilità ed equilibrio con le risorse del territorio. L’analisi del sistema paesistico-ambientale del PTCP si fonda in prima istanza sull’esame delle componenti strutturali del territorio provinciale e degli elementi che ne caratterizzano le diverse parti. Nel contesto cremonese sono stati individuati due paesaggi prevalenti: quello agricolo, nettamente dominante, e quello urbano, dimensionalmente contenuto ma in fase di continua espansione e in alcuni casi con caratteri di forte pervasività spaziale. Nel PTCP sono anche riportate le situazioni in cui si hanno fenomeni di degrado paesistico-ambientale che richiedono opportuni e tempestivi interventi di recupero, riqualificazione o messa in sicurezza. Finalità del PTCP Il PTCP promuove, indirizza e coordina i processi di trasformazione territoriale di interesse provinciale e, indirettamente, orienta i processi di sviluppo economico e sociale in modo coerente con la pianificazione e la programmazione regionale. Esso assume come obiettivi generali la sostenibilità ambientale dello sviluppo e la valorizzazione dei caratteri paesistici locali e delle risorse territoriali, ambientali, sociali ed economiche secondo il principio di equità tra i soggetti e i luoghi. Caratteri del PTCP Il PTCP ha carattere di flessibilità e processualità, è suscettibile di successivi completamenti e integrazioni e costituisce un quadro di riferimento in costante evoluzione per il sostegno alle decisioni. Esso, sulla base della condivisione degli obiettivi e della partecipazione nella gestione delle scelte, si rifà al principio di sussidiarietà nel rapporto con gli enti locali e affida la sua attuazione alle 79 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo capacità e alle responsabilità degli interlocutori pubblici e privati. Il PTCP assume come proprio campo d’interesse l’intero territorio provinciale e individua le proprie scelte tenendo conto degli indirizzi e dei progetti di competenza regionale e delle scelte di competenza comunale. Esso assume, eventualmente integrandoli e approfondendoli, le disposizioni e i contenuti del Piano di bacino del Po, dei Piani territoriali di coordinamento dei Parchi regionali e dei Piani di gestione delle Riserve naturali. Obiettivi del PTCP L’obiettivo complessivo strategico del PTCP è il raggiungimento e il mantenimento di uno sviluppo sostenibile del territorio provinciale. Tale obiettivo si articola rispetto a tre sistemi, insediativo, infrastrutturale e paesistico ambientale e alla gestione dei rischi territoriali. L’obiettivo generale per il sistema insediativo è il conseguimento della sostenibilità territoriale della crescita insediativa; esso si articola nei seguenti obiettivi specifici: • orientare la localizzazione delle espansioni insediative verso zone a maggiore compatibilità ambientale; • contenere il consumo di suolo delle espansioni insediative; • recuperare il patrimonio edilizio e insediativo non utilizzato; • conseguire forme compatte delle aree urbane. L’obiettivo generale per il sistema infrastrutturale è il conseguimento di un modello di mobilità sostenibile; esso si articola nei seguenti obiettivi specifici: • armonizzare le infrastrutture con le polarità insediative; • orientare la localizzazione delle nuove infrastrutture verso zone a maggiore compatibilità ambientale; • razionalizzare le nuove infrastrutture con quelle esistenti al fine di ridurre i consumi di suolo e contenere la frammentazione territoriale; • ridurre i livelli di congestione di traffico. L’obiettivo generale per il sistema paesistico-ambientale riguarda la sua tutela e la sua valorizzazione; esso si articola nei seguenti obiettivi specifici: • valorizzare i centri storici e gli edifici di interesse storico-culturale; 80 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo • tutelare le aree agricole dalle espansioni insediative; • tutelare la qualità del suolo agricolo; • valorizzare il paesaggio delle aree agricole; • recuperare il patrimonio edilizio rurale abbandonato e degradato; • realizzare la rete ecologica provinciale; • valorizzare i fontanili e le zone umide; • ampliare la superficie delle aree naturali e recuperare le aree degradate. L’obiettivo generale relativo alla gestione dei rischi territoriali riguarda il contenimento della loro entità;esso si articola nei seguenti obiettivi specifici: • contenere il rischio alluvionale; • contenere il rischio industriale; • contenere il rischio sismico. Contenuti del PTCP Il PTCP, in conformità ai compiti ed alle funzioni attribuite alle Province dagli artt. 19 e 20 del D.Lgs. 267/00, alle disposizioni contenute nell’art. 3 della l.r. 1/2000 e a quanto specificato con d.g.r. del 07.04.00 n. 6/49509, “Approvazione delle linee generali di assetto del territorio lombardo”, coordina l’individuazione degli obiettivi generali relativi all’assetto e alla tutela paesistico-ambientale del territorio provinciale e definisce le politiche, le strategie, le misure e gli interventi di competenza provinciale. Esso promuove, valorizza e indirizza le scelte di assetto e sviluppo del territorio e del paesaggio attraverso: • la valorizzazione del sistema ambientale, con la prevenzione degli stati di rischio idrogeologico, sismico e tecnologico, con la tutela delle risorse fisiche, tra cui il suolo, e con la prevenzione dell'inquinamento e del degrado ambientale; • la valorizzazione del paesaggio, individuando le zone di particolare interesse provinciale da proteggere, incluse i beni e le aree ambientali individuati ai sensi dell’art. 1 della L. 1497/39 e dell’art. 1 e 1-quater della L. 431/85; • la tutela delle aree agricole, soprattutto di quelle a maggiore redditività agricola, ritenute patrimonio di interesse provinciale; • l’individuazione e l’applicazione di criteri per la trasformazione e per l'uso del territorio compatibilmente con la tutela e la valorizzazione dei beni paesistico-ambientali e la tutela delle aree agricole; • la ricerca di uno sviluppo delle polarità urbane integrato con quello delle infrastrutture 81 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo per la mobilità, dei grandi centri di servizio, delle strutture di alto livello formativo ed informativo e delle aree produttive di livello sovracomunale; • la disciplina dello sviluppo insediativo, con particolare riguardo a criteri di localizzazione e di dimensionamento della residenza, delle aree produttive e dei servizi alla popolazione; • il coordinamento e l’orientamento della pianificazione comunale. Articolazione del PTCP Il PTCP si articola rispetto a dispositivi di carattere orientativo, prestazionale e prescrittivo. Sono di carattere orientativo gli indirizzi e le direttive, i quali esprimono le finalità del PTCP in scelte e priorità e orientano i comportamenti dei soggetti interessati dalle indicazioni di lungo periodo; sono di carattere prestazionale le indicazioni sui criteri urbanistico-territoriali e paesisticoambientali da adottare per la valutazione dello sviluppo insediativo; sono di carattere prescrittivo le tutele paesistico-ambientali e le salvaguardie urbanistico-territoriali. L’insieme dei dispositivi costituisce il riferimento per gli interventi ai vari livelli, da quelli sovraprovinciali a quelli comunali. Gli indirizzi del PTCP costituiscono il quadro di orientamento per le azioni dei soggetti pubblici e privati e riguardano: • la localizzazione delle funzioni di eccellenza e/o di particolare rilevanza economica e sociale in rapporto all’ordinamento delle polarità urbane; • le priorità di scelta e i criteri di realizzazione delle reti infrastrutturali e delle modalità di trasporto; • i criteri di espansione degli insediamenti urbani e dei centri edificati; • la valorizzazione del sistema paesistico-ambientale; • i riferimenti per le Aree di coordinamento intercomunale; • le priorità per la redazione dei Piani territoriali d’area e dei Progetti strategici. Le direttive identificano le modalità di coordinamento delle azioni dei soggetti pubblici e privati verso le finalità del PTCP e si riferiscono anche agli strumenti per la gestione e per l’attuazione del PTCP. Esse si articolano nelle seguenti procedure: • procedure per il recepimento e l’adeguamento delle indicazioni e degli indirizzi dei Piani extraprovinciali di cui all’art. 8; • procedure per la gestione del PTCP rispetto sia alla sua attuazione, sia alle scelte dei 82 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Piani provinciali di settore di cui all’art. 10; • procedure per la formazione, la verifica e il coordinamento dei PRG di cui al punto 1 dell’art. 11. Le indicazioni per lo sviluppo insediativo costituiscono dei riferimenti puntuali, individuati sulla base di specifici criteri di valutazione e delle conoscenze disponibili, rispetto ai quali i soggetti pubblici e privati interessati dovranno confrontarsi. I criteri di valutazione si articolano sulla base dei seguenti fattori: • urbanistico-territoriali, che comprendono gli indicatori e i parametri insediativi che i comuni, • singolarmente o aggregati, adottano o che considerano sia per le nuove scelte insediative, sia per rivedere eventuali previsioni non coerenti con gli indirizzi del PTCP; • paesistico-ambientali, che riguardano i criteri che i comuni, singolarmente o aggregati, adottano al fine di orientare le trasformazioni del paesaggio e dell’ambiente verso condizioni di maggiore qualità. Le prescrizioni di tutela interessano le risorse paesistico-ambientali non negoziabili perché di rilevante qualità fisico-naturale, estetica o storico-culturale, mentre le prescrizioni di salvaguardia riguardano le parti di territorio soggette a rischi naturali o tecnologici o che consentono il mantenimento della funzionalità nel tempo delle infrastrutture esistenti o in quanto in esse è prevista la realizzazione d’interventi d’interesse sovracomunale. Elaborati del PTCP Il PTCP è composto da due tipi di elaborati: quelli di progetto del PTCP, che contengono l’insieme delle scelte e delle disposizioni del PTCP e le principali informazioni di carattere analitico e valutativo; quelli di analisi del PTCP, che contengono l’insieme dei riferimenti con cui sono stati redatti gli elaborati di progetto del PTCP e che costituiscono dei materiali utili a supportare il processo di attuazione del PTCP. Gli elaborati di progetto del PTCP sono costituiti da: • il Documento direttore, in cui sono contenuti il metodo e gli strumenti di piano adottati; i metodi e i risultati delle analisi e degli studi condotti sui sistemi paesistico-ambientale, socio-economico, insediativo e infrastrutturale; gli indirizzi di piano, con le indicazioni sulle scelte relative agli scenari di sviluppo, alle priorità di intervento e agli aspetti 83 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo paesistico-ambientali, socio-economici, insediativi e infrastrutturali. In allegato sono inseriti il Piano integrato della mobilità - Linee guida e Allegati - e il Piano dello sviluppo e adeguamento della rete di vendita - Relazione programmatica e Normativa di settore. • la Normativa, in cui sono contenuti gli obiettivi e i caratteri del PTCP; i dispositivi di carattere orientativo, prestazionale e prescrittivo; le modalità di adozione, di gestione e di attuazione del PTCP; • le cartografie di progetto del PTCP: - Carta degli indirizzi per il sistema paesistico-ambientale; - Carta degli indirizzi per il sistema insediativo e per le infrastrutture; - Carta delle opportunità insediative; - Carta delle tutele e delle salvaguardie; - Carta degli usi del suolo; - Carta del degrado paesistico-ambientale. Osservazioni e proposte alla variante di adeguamento del PTCP alla L.R. 12/05 A seguito della Conferenza dei Comuni tenutasi il 15.02.2008, facendo riferimento agli artt. 15 e 18 della L.R. 12/2005 e alla luce delle modifiche apportate al comma 4 dell'art.15 sopracitato, introdotte dalla L.R. 14.3.2008 n.4, con cui viene ricalibrata la disciplina relativa alla individuazione, ad opera dei P.T.C.P., degli ambiti destinati all'attività agricola, con la precisazione che la definizione dovrà riguardare gli ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico, con obbligo per la Provincia di acquisire le proposte dei Comuni, l’Amministrazione di Bagnolo Cremasco ha provveduto alla formulazione delle seguenti osservazioni e proposte che non hanno, comunque, alla data di adozione del presente PGT determinato alcuna variazione al PTCP vigente: 1. La "Carta degli ambiti agricoli" scala 1:10.000 non è aggiornata e risulta talvolta difficoltoso verificare la congruenza del perimetro ivi individuato con i corrispondenti perimetri di zona urbanistica individuati nel P.R.G.C. vigente. 2. Si individua un errore nella perimetrazione ad EST degli insediamenti posti lungo la Via Lodi ex S.P. 17, in quanto tale perimetrazione interseca un capannone recentemente 84 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo ampliato e non tiene conto dell'azzonamento del P.R.G.C. vigente. Pertanto si richiede la correzione in tal senso. 3. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo ad EST del capannone interno dell'insediamento produttivo "JOHNSON DIVERSEY S.P.A.", posto sulla ex S.S. 235. Questa proposta è di carattere generale ed è da estendere ad altri insediamenti produttivi/commerciali, poiché una perimetrazione eccessivamente puntuale e prescrittiva, limita possibilità di ampliamento dell'attività in relazione ad esigenze di espansione dell'attività stessa. 4. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo (art. 15 comma 5) per il lotto contiguo alla Via Visconti, intecluso fra aree urbanizzate. 5. Si propone di estendere verso NORD il perimetro degli ambiti agricoli posti a NORDOVEST dell'abitato, ora individuato con una linea virtuale, sul limite della rete storica dei cavi irrigui. 6. Si propone di includere negli ambiti agricoli l'area "bianca" posta a NORD-EST dell'abitato, in coerenza con le scelte operate per il comparto agricolo frontistante a NORDOVEST. 7. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo a SUD dell'insediamento produttivo/commerciale posto all'incrocio fra la Via Milano e la ex S.S. 415 per le ragioni già espresse al sopracitato punto 3. 8. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo per i lotti interclusi fra la ex S.S. 415 e la Roggia Quarantina, in quanto il loro valore agricolo e' svilito dalla previsione di viabilità legata all'intervento di riqualificazione della "Paullese". 9. Si individua il perdurare di un errore, come già segnalato, nella mancata esclusione dall'ambito agricolo di fascia latistante in lato OVEST la strada per la Frazione Gattolino. 85 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo c) Il Piano Territoriale d’Area del Cremasco Estratto da: “Piano Territoriale d’Area del Cremasco”, Relazione di Piano Il P.T.d.A., approvato in Consiglio provinciale con delibera n. 63 del 16 maggio 2007, così come previsto dall’art. 35 della Normativa del P.T.C.P. vigente, rappresenta uno strumento di pianificazione sovracomunale la cui funzione è quella di approfondire in un ambito territoriale intercomunale le strategie territoriali indicate dal P.T.C.P., integrandole e coordinandole con gli indirizzi e le indicazioni contenute negli strumenti di pianificazione dei comuni interessati e con i grandi progetti territoriali in essi previsti. L’ambito territoriale del P.T.d.A. risulta essere costituito da tutti i comuni inseriti nel PTCP : Crema, Bagnolo Cremasco, Campagnola Cremasca, Capergnanica, Casaletto Vaprio, Chieve, Cremosano, Madignano, Monte Cremasco, Pianengo, Ripalta Cremasca, Ripalta Guerina, Trescore Cremasco e Vaiano Cremasco, ai quali vanno aggiunti i comuni di Offanengo, Izano, Romanengo e Ricengo per un totale di 18 comuni e circa 75.000 abitanti. L’elaborazione del Piano Territoriale d’Area risponde alla necessità di ridurre la competitività tra le amministrazioni comunali coinvolte, favorendo strategie di cooperazione al fine di ottimizzare l’uso e la gestione delle risorse territoriali, ambientali ed economiche, di migliorare la qualità insediativa e di accrescere la competitività territoriale con le aree esterne. Il P.T.d.A. si configura quindi come uno strumento di attuazione del PTCP vigente e fa riferimento per i contenuti con quelli per la parte di carattere programmatorio del PTCP. La legge per il Governo del Territorio conferma in particolare ai Comuni le funzioni relative all’approvazione degli strumenti urbanistici comunali (PII, PGT) previa verifica di compatibilità con gli aspetti di carattere sovracomunale contenuti nel P.T.C.P. La nuova legge regionale n. 12/2005 e in particolare il documento approvato con D.G.R. n. 8/1681 del 29-12-2005, riguardante le “Modalità per la pianificazione comunale”, aprono nuovi scenari operativi e il Piano Territoriale d’Area di Crema può costituire lo strumento alla scala più appropriata per governare la sostenibilità dello sviluppo del territorio e per correlare e rendere coerenti nonché confrontabili i contenuti degli strumenti di pianificazione comunale con quelli di pianificazione sovralocale. In particolare nel P.T.d.A. sono stati disposti i contenuti sui temi di interesse sovracomunale che devono essere previsti nel Documento di Piano, nel Piano delle Regole e nel Piano dei Servizi. Di seguito si riportano gli elementi di rilevanza paesistico ambientale e costituenti la rete ecologica nei comuni del PTdA ( tabella 3). 86 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Tab.03: elementi di rilevanza paesistico ambientale e costituenti la rete ecologica nei comuni del PTdA. Caratteri e finalità del Piano Territoriale d’Area Lo scopo del PTdA è quello di individuare ed attuare quelle strategie e quegli interventi capaci di armonizzare le esigenze locali con quelle di area vasta, al fine di migliorare la qualità e l’efficienza del sistema insediativo e delle reti infrastrutturali e al contempo tutelare e valorizzare i caratteri ambientali e paesistici locali. Questo ha significato innanzitutto rendere coerenti gli obiettivi, gli indirizzi e le indicazioni del PTCP con gli obiettivi e le scelte degli strumenti di pianificazione comunale. Il PTdA intende favorire anche il coordinamento tra i diversi soggetti, pubblici e privati che agiscono sul territorio attraverso la predisposizione di un quadro di riferimento per l’insieme degli interventi infrastrutturali e insediativi di rilevanza intercomunale. E’ infatti di fondamentale importanza che più Comuni abbiano un approccio unitario allo studio e alla conoscenza del territorio per elaborare insieme delle strategie da esplicitare ed articolare successivamente nel proprio Documento di Piano. Tale quadro conoscitivo deve essere il più possibile unitario e organizzato quale strumento utile per un approccio integrato al territorio stesso. In quest’ottica il Piano d’Area contribuisce ad inquadrare 87 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo la realtà comunale nel contesto territoriale di appartenenza. Il quadro di riferimento si basa sui seguenti punti fondamentali: • l’individuazione degli obiettivi di sviluppo socio-economico; • l’approccio per sistemi (insediativo, infrastrutturale e di mobilità, ambientale, paesaggistico e rurale); • la determinazione degli elementi di qualità (criteri di sostenibilità delle scelte di sviluppo, valutazione della sensibilità paesaggistica dei luoghi, compensazione ambientale); • la difesa e la valorizzazione del suolo. Esistono poi altre tematiche che pur essendo afferenti ad aspetti più legati alle dinamiche locali richiedono un coordinamento su un’area più ampia quale può essere quella identificata nel PTdA, esse sono: • la quantificazione dello sviluppo comunale indirizzata alla minimizzazione del consumo di suolo, alla riqualificazione urbanistica, paesistica ed ambientale, nonché alle condizioni di sostenibilità ambientale definite da indicatori di livello comunale, comparabili con quelli a livello provinciale; • la compensazione/perequazione comunale che dovrà essere coerente con le misure di compensazione studiate dal PTCP a scala territoriale. Vi sono poi degli aspetti che il PGT deve recepire riguardanti le previsioni cogenti del PTCP, in materia di localizzazione delle infrastrutture viarie definite a scala provinciale, difesa del suolo, paesaggio, ambiti agricoli e servizi di interesse sovra comunale In sostanza con il PTdA si è cercato di costruire un comune criterio e una stessa modalità metodologica di lettura dei fenomeni territoriali che comprendono un’area vasta; questo significa effettuare analisi, valutazioni e interpretazioni condivise dai comuni che vi partecipano e rispetto a cui ciascun comune possa usufruirne per strutturare il proprio PGT sui seguenti aspetti: • “elaborare il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo economico e sociale del proprio territorio comunale” anche in riferimento ad un ambito intercomunale (art. 8 comma 1 lettera a L.R. n. 12/2005); • “elaborare il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo economico e sociale del proprio territorio comunale” anche in riferimento ad un ambito intercomunale (art. 8 comma 1 lettera a L.R. n. 12/2005); • “definire il quadro conoscitivo del proprio territorio comunale attraverso un’analisi di 88 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo tipo sistemico” (art. 8 comma 1 lettera b L.R. n. 12/2005) già utilizzata dal P.T.C.P; tale quadro deve essere il più possibile unitario e organizzato quale strumento utile per un approccio integrato al territorio stesso. In quest’ottica il Piano d’Area contribuisce ad inquadrare la realtà comunale nel contesto territoriale di appartenenza in riferimento all’assetto insediativo e infrastrutturale, alle dinamiche socio-economiche, ai sistemi ambientali, rurali e paesaggistici, alla configurazione e all’assetto idrogeologico del territorio, tenendo conto delle indicazioni provenienti dalla pianificazione sovraordinata; • indicare e valutare gli esiti delle proprie proposte riferendole ad un ambito territoriale più vasto a cui il comune appartiene; • impostare la valutazione del PGT per quanto riguarda l’ambiente, in una integrazione tra processo di piano e processo di valutazione ambientale. In sintesi, i compiti che il PTdA di Crema intende espletare, sono: • la costruzione di un quadro generale dell’assetto territoriale con l’individuazione dei fattori di complessità delle problematiche insediative di un territorio, le loro interazioni e specificità e le tendenze alla polarizzazione e alla diffusione secondo l’analisi sistemica utilizzata dal PTCP; • la costruzione di un sistema insediativo sostenibile; • l’elaborazione di un assetto infrastrutturale, insediativo ed ambientale-paesaggistico per l’intera area oggetto di Piano; • la riorganizzazione dei servizi pubblici e del commercio; • l’attuazione di una metodologia che permetta il monitoraggio e l’individuazione di un percorso verso la valutazione ambientale strategica; • l’elaborazione di strategie d’intervento con l’indicazione dei progetti prioritari; • la verifica di elementi d’incompatibilità tra i diversi ambiti di pianificazione con elaborazione di soluzioni alternative da applicare nella fase di stesura dei PGT comunali nel momento in cui vengono adeguati al PTCP; • la formulazione di una “piattaforma comune” che permetta di armonizzare e rendere omogenei nonché comparabili i parametri di analisi socio-economica e territoriale, le scelte e le strategie; • la verifica della sostenibilità ambientale delle strategie previste per l’area attraverso opportuni bilanci di contabilità ambientale. 89 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Gli obiettivi del Piano Territoriale d’Area Di seguito si riportano gli obiettivi individuati dal PTdA per quanto riguarda l’area di riferimento. Le indicazioni sono principalmente rivolte alla valorizzazione del verde comunale e sovra comunale, alla riqualificazione della struttura storica dei centri urbani e la miglioramento e alla razionalizzazione delle vie di accessibilità. La redazione del PGT di ogni comune facente parte del comprensorio dovrà tenere conto di questi obiettivi. Tab.04: obiettivi di riferimento per le azioni di piano elaborati nel PTdA . 90 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo d) Il Parco Agricolo Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) “Parco del Moso” Estratto da: “Parco Agricolo Locale di Intesse Sovracomunale del Moso”, allegato n 2, Relazione Il Parco Agricolo Locale di Interesse Sovracomunale, denominato “PLIS del Moso”, coinvolge una vasta area, omogenea per caratteristiche storiche e morfologiche, compresa tra i comuni di Crema, Bagnolo Cremasco, Vaiano Cremasco, Palazzo Pignano, Cremosano e Trescore Cremasco. ottenere I comuni sopracitati hanno siglato in data 07/06/1999 (Prot.Prov.44187) una convenzione finalizzata alla gestione coordinata del Parco Agricolo Locale di Interesse Sovracomunale del Moso. Scopo della convenzione è la gestione coordinata del PLIS del Moso, così come individuato nei rispettivi Piani Regolatori dei Comuni e l’ottenimento del riconoscimento da parte della Provincia di Cremona. Attualmente, la richiesta di riconoscimento del Parco interessa i comuni di Crema, Bagnolo Cremasco e Cremosano, in quanto gli strumenti urbanistici, già individuano il perimetro ed hanno una normativa di salvaguardia specifica per la zona del “Moso”. Per i comuni di Vaiano Cremasco, Trescore Cremasco e Palazzo Pignano, si è in attesa dell’adeguamento degli strumenti urbanistici, attraverso l’introduzione del perimetro che individui i confini comunali del parco e di una normativa specifica, che permetta l’assunzione di un analogo provvedimento di riconoscimento, consentendo così di inserire all’interno del redigendo parco, tutta l’area del Moso. La superficie attualmente interessata al riconoscimento è di circa 10.575.218 mq, ma una volta completata l’adesione, avrà un’estensione territoriale di circa 14.675.499 mq. Da questo si evince l’importanza che una tale area riveste all’interno di un territorio sempre più compromesso dalle nuove espansioni e dalle necessità della vita moderna, costituendo una grande opportunità per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente, non solo per i residenti dei comuni direttamente coinvolti, ma per tutte le aree che vi gravitano attorno. Obiettivi da perseguire Con la firma della convenzione i comuni si propongono di : • contribuire alla realizzazione della rete ecologica regionale e provinciale; 91 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo • tutelare i gangli principali nella rete ecologica fra le aree protette e creare le fasce tampone attorno alle aree di maggiore valenza naturalistica; • realizzare i parchi territoriali di area vasta, a scala metropolitana; • conservare i territori prossimi ai corpi idrici coniugando le esigenze naturalistiche a quelle fruitive; • realizzare e gestire le nuove forestazioni nel quadro degli adempimenti previsti dal protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas serra, così come impianti forestali dedicati ai nuovi nati ai sensi della vigente normativa nazionale; • promuovere il rilievo e lo studio delle emergenze ambientali e paesaggistiche delle aree a più forte naturalità; • favorire la conservazione e/o il recupero degli ambienti naturali o seminaturali nonché a garantire la salvaguardia del paesaggio agrario e la sua valorizzazione tramite azioni e metodologie in sintonia con gli obiettivi del PLIS; • favorire il recupero delle aree degradate; • favorire la fruizione ricreativa, didattica e culturale dell’area del PLIS; • mantenere la rete di sentieri e di strade interpoderali per fini di conduzione agricola e ricreativa; • ripristinare ed equipaggiare una rete di strade ciclopedonali per il collegamento tra i centri abitati ed i principali luoghi attrattori all’interno del Parco; • favorire la tutela del sistema irriguo e la valorizzazione delle rogge; • promuovere specifiche politiche di sostegno o forme di collaborazione anche tramite convenzioni con gli operatori agricoli con enti, o privati, per concorrere alla buona riuscita degli obiettivi e per favorire l’attuazione degli interventi di cui sopra; • approvare eventuali regolamenti del PLIS, anche in accordo con altre amministrazioni interessate; • esercitare la vigilanza sul territorio del PLIS anche avvalendosi del concorso del Servizio volontario di vigilanza ecologica, previa intesa con la Provincia di Cremona; • acquisire, anche mediante espropri di pubblica utilità, le aree individuate nei Piani Pluriennali degli Interventi o, comunque, necessarie al conseguimento degli obiettivi del PLIS. Il perseguimento di tali obiettivi dovrà avvenire secondo le modalità determinate dalla Provincia di Cremona e comunque, attraverso un Programma Pluriennale degli Interventi, conforme agli 92 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo strumenti urbanistici dei comuni interessati, al fine di perseguire le finalità sopraccitate e comuni a tutto il territorio. 93 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo e) Il progetto di ammodernamento della “Paullese” Di seguito si riporta un estratto della relazione allegata al progetto dell’ “Ammodernamento della S.P. CR ex S.S. n. 415 Paullese, tratto Crema – Spino d’Adda”. La EX S.S. 415 “Paullese” si sviluppa per una lunghezza complessiva di circa 14,200 Km ed è compresso tra il centro abitato di Spino d’Adda e lo svincolo di Bagnolo Cremasco. Lungo il suo tracciato attraversa il territorio di Spino d’Adda, Dovera, Pandino, Palazzo Pignano, Monte Cremasco, Vaiano Cremasco, Bagnolo Cremasco e Crema. Oltre all’asse principale costituito da due corsie per ogni senso di marcia, lungo il tracciato dello stesso si sviluppa una viabilità secondaria, avente valenza provinciale e comunale rappresentata da una sede costituita da una corsia per ogni senso di marcia. Tale viabilità secondaria che consente di eliminare le intersezioni a raso, con l’attuale “Paullese” risulta capillarmente ramificata lungo tutta l’arteria principale e si articola per una lunghezza superiore ai 30 Km ed è rappresentata da complanari e da rami di collegamento ai centri urbani limitrofi alla ex S.S. 415. A partire dallo svincolo di Bagnolo Cremasco si prevede di effettuare un allargamento in sede fino ad arrivare a Vaiano Cremasco dove è previsto l’inserimento di uno svincolo che consente l’intersezione con la S.P. 71, collegato all’arteria principale con rampe d’accesso e uscita dalla stessa. Dallo svincolo di qui sopra sempre prevedendo l’allargamento della sede stradale si raggiunge quello con la S.S. 472 “Bergamina”, svincolata anche in questo caso con una intersezione a rotatoria collegata alla viabilità principale con delle rampe di immissione e uscita. Procedendo in direzione Milano si prevede sempre l’allargamento in sede fino ad arrivare in prossimità di Spino d’Adda, per poi proseguire in variante rispetto all’attuale sede alla quale si riallaccia oltre il centro abitato di Spino in prossimità del ponte sul fiume Adda. Lungo il tracciato sono previste alcune opere d’arte atte sia a risolvere le intersezioni con la viabilità locale che i numerosi corsi d’acqua che caratterizzano il territorio interessato dall’intervento in oggetto. La principale opera d’arte è rappresentata dal cavalcavia ubicato in prossimità di Spino d’Adda che consente di oltrepassare la nuova arteria. Oltre al cavalcavia di cui sopra si rileva la presenza di altre due opere poste in corrispondenza degli svincoli di Dovera e Vaiano, in questo caso i manufatti sono a servizio della arteria principale al fine di dare continuità alla stessa sovrappassando la viabilità secondaria. Si rileva inoltre poi la presenza di due sottopassi veicolari a servizio della viabilità locale ubicati in 94 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo prossimità dell’abitato di Monte Cremasco e di Barbuzzera, oltre a due sottopassi ciclo pedonali siti rispettivamente in prossimità della rotatoria di Vaiano Cremasco e del monastero di Madonna del Bosco. Numerose opere d’arte minori consentono di dare continuità al reticolo idrografico superficiale sia principale che secondario. Oltre alla viabilità sommariamente sopra descritta che rappresenta l’arteria principale con le sue viabilità secondarie collaterali, l’intervento prevede anche la realizzazione della cosiddetta “variante di Pandino” che riguarda essenzialmente il collegamento tra la S.S. 472, la S.P. 90 e la S.P. 35 e che si sviluppa per una lunghezza di circa 2 Km consentendo di by-passare il centro abitato. Il tratto di viabilità in questione è rappresentato da un’arteria a due corsie per ogni senso di marcia alla quale si affiancano anche in questo caso percorsi secondari che si articolano per circa 3 Km atti a svincolare la viabilità locale. Più nel dettaglio si prevede di realizzare un’intersezione mediante rotatoria sulla S.S. 472 e da qui raggiungere la S.P. 90 la cui intersezione, anche in questo caso, è costituita da una rotatoria. Da qui la nuova viabilità in oggetto, dopo aver oltrepassato l’abitato si ricollega con la S.P. 35. Le opere d’arte di tipo minore, sono rappresentate solamente da tombini o scatolari idraulici che consentono di mantenere inalterato il sistema idraulico superficiale. Prescrizioni e richieste alla conferenza dei servizi riportati nella dgr n. 14096 dell’ 08/08/2003 Di seguito sono sinteticamente riportate, le prescrizioni e richieste formulate in sede di Conferenza dei Servizi e allegate alla delibera della regione Lombardia sopra richiamata riguardo ai vari aspetti. 1. ASPETTI VIABILISTICI • Rispetto delle distanze di visibilità minime • Rivisitazione degli svincoli con particolare riferimento a quello con la ex S.S. 472 e la S.S. 415 2. ASPETTI DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE • Monitoraggio della qualità dell’aria, monitoraggio acustico e mitigazione dell’impatto da rumore • Compatibilità sotto l’aspetto idrogeologico • Ricerca, dove è possibile, di aree di “compensazione ecosistemica” • Azioni per l’inserimento paesistico • Gestione e sistemazione delle aree di cantiere 95 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 3. ASPETTI CONNESSI CON IL RUMORE • Individuazione degli specifici ricettori e la loro caratterizzazione in termini di destinazione d’uso • Determinazione dei livelli ante-operam, post-operam in assenza di mitigazioni acustiche e post-operam con le mitigazioni finalizzate a conseguire i livelli di rumore e obbiettivi da conseguire 4. ASPETTI INERENTI LO SVILUPPO E TUTELA DEL TERRITORIO RURALE • Interferenza con i canali irrigui ed i fontanili prevedendo la costruzione di manufatti che consentano l’attraversamento di Rogge e canali garantendo la possibilità di un’accurata manutenzione idraulica degli stessi, la percorribilità dei mezzi agricoli oltre che della fauna • raccolta e trattamento delle acque di prima pioggia e loro depurazione prima del rilascio nei campi circostanti • riqualificazione ambientale con idonei interventi nei punti più sensibili del tracciato 5. ASPETTI GEOLOGICI • Caratterizzazione geotecnica dei terreni in ottemperanza del D.M. 11 marzo 1988 • Approfondimento degli aspetti idrogeologici • Mantenimento delle attuali sezioni idrauliche negli attraversamenti dei corsi d’acqua e comunque realizzazione di manufatti relativi all’attraversamento di rogge, canali e fossi irrigui con caratteristiche tali da consentire una loro periodica pulizia ed eventuali lavori di manutenzione 6. ASPETTI INERENTI L’AMBIENTE NATURALE E LA BIODIVERSITA’ • Riguardo l’ambiente idrico superficiale rivedere il sistema di raccolta delle acque di piattaforma e verificare la realizzabilità di bacini di fitodepuarazione • Riguardo l’uso del suolo valutare la possibilità di realizzare tra l’abitato di Spino d’Adda, la nuova infrastruttura e il fiume Adda, ambiti destinati a funzioni naturalistiche/forestali, alla ricostruzione della rete ecologica ed al miglioramento della fruibilità e della connessione tra l’abitato di Spino d’Adda ed il parco limitrofo • Riguardo la vegetazione, flora, fauna ed ecosistemi si evidenzia l’individuazione, localizzazione e caratteristiche dei sottopassi per la fauna in maniera da impedire l’impoverimento della popolazione faunistica • Riguardo le reti ecologiche realizzare interventi di mitigazione e di mascheramento per migliorare la qualità dell’ecosistema locale 96 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Richieste di Bagnolo Cremasco 1 Il Comune chiede che su tutto il proprio territorio comunale sia previsto un percorso ciclopedonale in fregio alla controstrada presente sul lato nord della S.P. CR ex S.S. n. 415 “Paullese” Ammodernamento tratto “Crema – Spino d’Adda” Relazione tecnica-illustrativa agra300c.doc Data: Novembre 2006 Pag. 15 di 85 nuova Paullese. La Provincia risponde che, dove gli spazi lo consentano, potrà essere realizzata una fascia adibita a marciapiedi/pista ciclabile. 2 Il Comune chiede di prevedere la realizzazione di un cunicolo di attraversamento della Paullese con i sottoservizi nei pressi dell’area “Pefor” di cui è stato fornito uno schema progettuale. 3 Il Comune chiede che possa essere realizzato un sottopasso ciclo-pedonale in corrispondenza della strada che proviene dal paese ed interseca attualmente la Paullese in fregio alla proprietà Sipral. 97 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.1.4 Vincoli amministrativi Il Documento di piano analizza i vincoli amministrativi definiti dalla legislazione vigente quali: i vincoli militari, i vincoli idrogeologici, le fasce di rispetto dagli elettrodotti e dai depuratori e dai pozzi di captazione idrica destinati al consumo umano, l’area di rispetto delle attrezzature cimiteriali, l’area di rispetto dalle infrastrutture stradali nonché la verifica delle distanze delle aree di trasformazione dagli allevamenti zootecnici del territorio. a) Vincoli militari In materia di vincoli militari si fa riferimento alle leggi 898/76 e 104/90. La Legge è finalizzata a garantire la sicurezza di opere ed installazioni permanenti e semipermanenti di difesa, aree di addestramento, zone o attività comunque legate alla sicurezza. Il fine è garantito dalla limitazione del diritto di proprietà e di uso delle aree poste in prossimità delle zone tutelate, limitazione che può inibire sia l’intervento edificatorio che particolari usi agricoli dei terreni. Il vincolo è imposto dal Ministero della Difesa, previa consultazione di un Comitato paritetico formato da rappresentanti del Governo e da rappresentanti della Regione interessata, ha durata quinquennale e può essere rinnovato. La legge prevede un indennizzo per la limitazione del diritto di proprietà ed un contributo per il Comune in cui ricade l’area oggetto della servitù. La particolare natura delle finalità del vincolo non comporta necessariamente una tutela delle caratteristiche ambientali dell’area. Ciò premesso si rileva che all’interno del territorio comunale non esistono aree soggette a servitù o vincolo militare. b) Vincoli idrogeologici: fasce di rispetto dei corsi d’acqua e perimetro di rispetto dei pozzi di captazione idrica Il vincolo idrogeologico è stato istituito dal Regio Decreto n. 3267 del 1923, con l'obiettivo di prevenire nell'interesse pubblico attività e interventi che possono causare eventuali dissesti, erosioni e squilibri idrogeologici. Ne consegue che il citato Regio Decreto ha indirizzato, su parti del territorio montano e collinare, un comportamento razionale dell'azione antropica condotta dall'uomo, finalizzata alla stabilità del suolo, del disboscamento, del regime delle acque superficiali e sotterranee. 98 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Le colture e l'utilizzazione dei terreni boscati, nei quali lo sviluppo dell'azione antropica è dal vincolo consentita, sono sottoposte all'osservanza delle modalità stabilite dal regolamento delle prescrizioni di massima e di polizia forestale vigente nella Regione Lombardia. Pertanto la stragrande maggioranza dei terreni boscati è vincolata sotto il profilo idrogeologico ed è sottoposta a limitazioni d'uso, perché si riconosce ad essa una azione significativa di prevenzione per la sicurezza pubblica contro il pericolo di esondazioni, franamenti e dissesti. Qualsiasi tipo di intervento, compreso il cambio colturale, da realizzarsi su questi terreni è subordinato a specifica autorizzazione rilasciata dall'autorità forestale territorialmente competente ai sensi dell'art. 7 del R. D. n. 3267/23. Tale strumento di tutela concorre congiuntamente al vincolo ambientale. di cui all'art. 146 del D.Lgs. n. 42/04, alla salvaguardia ambientale e alla pianificazione territoriale. La tavola 3/PR del Piano delle Regole individua i vincoli geologici e idrogeologici in base allo studio geologico del Dott. Daguati e classifica il territorio in base alla vulnerabilità e alle limitazioni che le sue caratteristiche esprimono. Esse principalmente sono ascrivibili a zone dai lineamenti morfologici di particolare pregio ambientale o in presenza di orli di scarpata, aree caratterizzate da vulnerabilità della falda freatica anche subaffiorante, aree di rispetto dei corsi d’acqua e zone in cui sono presenti pozzi di captazione idrica. Fasce di rispetto dei corsi d’acqua Nel comune di Bagnolo Cremasco, in seguito a Delibera della Giunta Comunale n°82 del 18.11.2008 si è proceduto all’approvazione del Reticolo Idrico Minore in conformità con la D.G.R. n° VII/7868 del 25.01.2002; tenendo conto delle caratteristiche morfologiche, delle dinamiche idrologiche e delle portate dei singoli corsi d’acqua presenti sul territorio comunale, è stata definita l’estensione delle fasce di rispetto dei corsi d’acqua. La funzione della fascia di rispetto, su entrambe le sponde dei corsi d’acqua, è istituita dove non è consentita nuova edificazione e la cui profondità è differenziata secondo l’importanza e il valore dei corsi d’acqua. La profondità delle fasce di rispetto deve intendersi misurata, in orizzontale, dal piede della sponda esterna o, in presenza di argini e rilevati di sponda, dal piede esterno dello stesso. La fascia di rispetto lungo rogge e canali ha lo scopo di garantire l’accessibilità al corso d’acqua per svolgere le operazioni di pulizia e manutenzione, oltre che di garantire la piena efficienza e la funzionalità delle opere idrauliche, consentendo un livello elevato di fruizione, riqualificazione ambientale e conservazione dei caratteri paesaggistico-ambientali. La profondità delle fasce di rispetto è così differenziata: 99 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo a) corso d’acqua del Reticolo Idrico Principale (Roggia Melesa) : 10 metri; b) corsi d’acqua del Reticolo Idrico Minore ad importanza sovracomunale (Roggia Alchina, Roggia Acqua Rossa, Roggia Caradella, Roggia Valmarza, Roggia Nuova, Roggia Comuna, Cavo Turati e Canale Vacchelli): 10 metri; le suddette fasce di rispetto come definite nella tavola 9/DP, per i tratti interni all’area urbanizzata o di edificato significativo, sono ridotte a 4 metri. Le fasce di rispetto sono istituite tenendo conto anche delle aree storicamente soggette ad esondazioni, alle aree interessabili da fenomeni erosivi e di divagazione dell’alveo e garantiscono la conservazione delle funzioni biologiche caratteristiche dell’ambito ripariale. La definizione del Reticolo Idrico comunale Principale e Secondario, istituita dalla DGR n. 7/7868 del 25.01.2002 (e successive modifiche con DGR n. 7/13950 del 01.08.2003) ha l’obiettivo di garantire la salvaguardia delle risorse idriche superficiali e la protezione dai rischi naturali o da quelli conseguenti alle modifiche ed alle trasformazioni a cui esse sono sottoposte. Il reticolo idrico comunale appare ricco e articolato: i corsi d’acqua che costituiscono la rete principale dell’idrografia del territorio di Bagnolo Cremasco contribuiscono a caratterizzare il paesaggio anche attraverso la regolare suddivisione degli appezzamenti definita a scopi irrigui. Tra essi vi è il Canale Vacchelli altresì detto Canale Marzano che fu fortemente voluto dal senatore Pietro Vacchelli e realizzato tra il 1887 ed il 1892 dal Consorzio Irrigazioni Cremonesi: esso è lungo 34 chilometri, a sua portata è di 38,5 metri cubi di acqua al secondo e consente l'irrigazione di un'area di ottantamila ettari. Il percorso del Vacchelli è quasi interamente rettilineo e le poche curve sono diventate zone caratteristiche. Grazie alla scelta del Consorzio Irrigazioni Cremonesi di limitare al minimo gli scarichi fognari che entrano nel canale, la acque hanno conservato una buona qualità e sono ricche di fauna ittica pregiata: trote marmorate, temoli, alcuni dei quali addirittura nidificano nel Vacchelli. Il canale è difatti méta di alcuni recuperi volti alla conservazione delle specie ittiche autoctone. I suoi trentaquattro chilometri di lunghezza sono méta di escursioni e gite: in particolare è possibile percorrerli in bicicletta lungo una delle due strade alzaie trasformata in pista ciclabile. Le numerose presenze di corsi d’acqua rappresentano un elemento fondamentale della caratterizzazione del paesaggio di Bagnolo Cremasco; il territorio è solcato inoltre da scoline e canali irrigui che presentano lungo i loro corsi abbondante vegetazione di essenze arboree e arbustive. La rete irrigua principale o secondaria si identifica pertanto con canali di irrigazione e di colo di limitata estensione e che si sviluppano su suolo privato. La DGR n. 7/7868 del 25.01.2002 (e successive modifiche con DGR n. 7/13950 del 01.08.2003) ha istituito per i comuni l’obbligo di definire il reticolo idrico locale e le relative fasce 100 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo di rispetto su appositi elaborati cartografici; ha inoltre trasferito ai comuni le funzioni di polizia idraulica del reticolo minore, intesa come attività di controllo dei relativi interventi di gestione e trasformazione del demanio idrico e del suolo. I vari corsi d’acqua sono stati così classificati: CORSI D’ACQUA CLASSIFICAZIONE ROGGIA MELESA Reticolo idrico principale CAVO TURATI Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale ROGGIA NUOVA Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale ROGGIA ACQUA ROSSA Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale ROGGIA ALCHINA Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale ROGGIA CARADELLA Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale ROGGIA COMUNA Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale CANALE VACCHELLI Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale ROGGIA VALMARZA Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale GRONDA NORD Reticolo idrico minore BOCCHELLO CAVO TURATI Reticolo idrico minore BOCCHELLO DEI CAPI Reticolo idrico minore BOCCHELLO DI CHIEVE Reticolo idrico minore BOCCHELLO DI SPINO Reticolo idrico minore BOCCHELLO NAVIGLIO Reticolo idrico minore BOCCHELLO QUARANTINA Reticolo idrico minore BOCCHELLO DI SANT’AMBROGIO Reticolo idrico minore BOCCHELLO S. STEFANO Reticolo idrico minore BOCCHELLO ROVERBIETTA Reticolo idrico minore ROGGIA VEDRIA Reticolo idrico minore BOCCHELLO FUGA Reticolo idrico minore BOCCHELLO DI MONTE Reticolo idrico minore BOCCHELLO VIMERCATI Reticolo idrico minore BOCCHELLO DI CAPERGNANICA Reticolo idrico minore Anche i corsi d’acqua della rete irrigua comunale sono oggetto di tutela in quanto costituiscono elemento di pregevole valore paesistico ambientale e sono funzionali alla caratterizzazione della pianura cremasca. Sui corsi d’acqua oggetto di tutela gli interventi dovranno essere eseguiti secondo principi conservativi, mediante l’utilizzo di materiali tradizionali e nel rispetto delle forme e delle caratteristiche originarie. 101 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Perimetro di rispetto dei pozzi di captazione idrica La rete di distribuzione dell’acquedotto di Bagnolo Cremasco, in seguito a recenti opere realizzate, è alimentata per la totalità del fabbisogno idrico dall’impianto di potabilizzazione di Via Pianette. Sul territorio si constata la presenza di altri due pozzi di cui uno, perforato nel 1987 situato nell’area dell’impianto stesso e il secondo, perforato nel 2004 situato in una porzione dei giardini comunali limitrofi all’impianto. E’ prevista una fascia di rispetto di 200 m per i pozzi di captazione idrica che nei primi 10 metri dal punto di captazione diventa di tutela assoluta. Sul territorio comunale esistono due pozzi operativi e un terzo ubicato nei pressi delle scuole medie che attualmente risulta in disuso. Pozzo Gestore Localizzazione Uso 01 Padania Acque Spa Serbatoio Acquedotto 155 02 Padania Acque Spa Scuole medie 157 03 Padania Acque Spa Via Pianette Acquedotto – in disuso Acquedotto c) Profondità (m) 160 Fasce di rispetto degli elettrodotti Il Comune di Bagnolo Cremasco è dotato di tutti i servizi tecnologici canalizzati e quindi anche della rete di distribuzione dell’energia elettrica, che raggiunge non solo il centro abitato ma anche le cascine sperse sul territorio. Non esistono dunque fasce di rispetto degli elettrodotti. d) Fasce di rispetto dei depuratori La rete fognaria di Bagnolo Cremasco è stata progettata in modo da convogliare tutti gli scarichi in un unico collettore che si riversa nel depuratore ubicato lungo la SP ex SS 235, lungo il margine sud ovest del centro abitato. Non esistono pertanto vincoli relativi alle fasce di rispetto dei depuratori sul territorio comunale. 102 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo e) Area di rispetto dalle attrezzature cimiteriali L’area cimiteriale comprende il sedime cimiteriale propriamente detto e le aree di rispetto circostanti previste sono conformi alle prescrizioni del Piano Territoriale d’Area del Cremasco: a est e a nord 50 metri, a ovest 200metri, a sud 100 metri. f) Distanze dagli allevamenti zootecnici delle aree di trasformazione Ai sensi dell’art.3.10.5 del Regolamento Locale d’Igiene, le distanze previste tra gli allevamenti zootecnici distribuiti sul territorio dagli ambiti di trasformazione residenziale non possono essere inferiori a 200 metri e dalle aree di trasformazione industriale non inferiori ai 100 metri come si evince dalla Tav.2/PR del Piano delle Regole. g) Fasce di rispetto delle infrastrutture stradali In Conformità con il PTCP è prevista per la S.P. CR ex S.S. 415 “Paullese” un’ampiezza della fascia di rispetto stradale fuori dai centri urbani (ex art.4 D.Lgs 285/92) di 40 metri misurata dal confine stradale, mentre per la S.S. CR EX S.S. 235 “di Orzinuovi” un’ampiezza di 30 metri, come illustrato nella tavola 9/DP. 103 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.1.5 Raccolta istanze e proposte Le osservazioni costituiscono lo strumento giuridico che, nel corso del procedimento di approvazione del Piano di Governo del Territorio, consente la partecipazione delle associazioni sindacali, degli enti pubblici, delle istituzioni interessate e (per univoca giurisprudenza) dei privati cittadini alla formazione dello strumento urbanistico. Le osservazioni sono finalizzate alla migliore individuazione dell'interesse pubblico che le scelte pianificatorie devono soddisfare. Esse non hanno, infatti, natura impugnatoria, bensì di semplice apporto collaborativo dei cittadini alla formazione dello strumento urbanistico. Il Consiglio Comunale non è tenuto a prenderle in esame singolarmente, o a confutarle analiticamente, potendo adottare una decisione globale, anche se la sua decisione sarà sorretta da motivazione specifica sulle singole osservazioni. Tuttavia, se il Consiglio Comunale decide di esaminarle singolarmente, dovrà considerare tutte quelle presentate. 104 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.1.5.1 La raccolta delle istanze Il processo partecipativo è una prassi complessa che parte da un'analisi preliminare del contesto e delle risorse, focalizza gli obiettivi, individua gli attori e, in seguito, definisce strategie, metodi, fasi di lavoro e tecniche operative. E' inoltre un percorso creativo che si modifica per adeguarsi al quadro delle nuove relazioni che man mano vengono a crearsi sul territorio. La legge regionale lombarda 12/05 pone in grande rilevanza il processo partecipativo e di condivisione delle scelte di Piano attraverso l'apporto dei singoli cittadini e delle associazioni presenti sul Territorio. Nello specifico “il parere delle parti sociali ed economiche” deve essere acquisito dall'Amministrazione Comunale prima dell'adozione degli atti del PGT (art. 13, comma 3) mediante specifici incontri che possano servire per aiutare le parti a formulare interventi mirati e costruttivi. Proprio nello spirito della legge 12/05, per favorire il processo partecipativo, l'Amministrazione Comunale di Bagnolo Cremasco ha organizzato incontri rivolti alla cittadinanza ed in particolare, ai rappresentanti di Istituzioni/Associazioni/Enti operanti sul territorio per raccogliere esigenze e indicazioni sulle necessità di sviluppo. Il processo partecipativo si è svolto attraverso il confronto con le forze sociali (istruzione, attività socio-culturali) ed economiche (imprenditori, industriali, commercianti) alle quali l'Amministrazione Comunale ha illustrato il lavoro intrapreso/da intraprendere, evidenziando gli strumenti di partecipazione che sono stati messi in atto e le modalità attuative di tale processo. A seguito delle nuove disposizioni di legge da parte della Regione Lombardia (L.R. n.° 12/2005), nel 2006, l’Amministrazione Comunale di Bagnolo Cremasco comunica l’intenzione di voler procedere alla redazione Piano di Governo del Territorio e invita la cittadinanza, con comunicazione di inizio procedura da parte del Responsabile dell’Area Territorio datata 15 luglio 2006, a presentare istanza ai fini delle scelte urbanistiche entro il 30/09/2006. Molte osservazioni sono pervenute all’amministrazione anche oltre tale data e come previsto dalla legge queste sono state comunque tutte esaminate. Il percorso adottato metodologicamente si è articolato lungo una guida flessibile per la necessità di adattarsi all'accrescimento di conoscenza e di consapevolezza che esso stesso genera nei partecipanti, perché ogni momento è occasione di conoscenza, di comunicazione, di raccordo di opinioni, di idee e di bisogni. In tal senso il processo partecipativo si è svolto in una serie di incontri, che si sono tenuti tra luglio e ottobre 2007, dove hanno partecipato in media tra i 50 e i 70 cittadini. 105 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo La cittadinanza è stata invitata a partecipare mediante l'affissione di manifesti pubblici dislocati in diverse parti del paese, attraverso inviti rivolti alle diverse associazione e attori sociali della comunità di Bagnolo Cremasco e attraverso la pubblicazione di avvisi sulla stampa locale. Operando una semplificazione dei contenuti e delle diverse e complesse dinamiche attivate in ciascuno dei dibattiti, è possibile schematizzare gli obiettivi (ovvero i risultati attesi in termini di partecipazione), e raggrupparli in ambiti omogenei. 1) Ambito della conoscenza / esplorazione: ascolto di conoscenze, saperi ed esperienze degli abitanti, percezione delle differenze, comprensione delle identità, della complessità dei legami e delle relazioni e recupero dei legami e della memoria; conoscenza di problemi e desideri, ricognizione di idee per il futuro, di contributi attivi e potenzialità non manifestate. 2) Ambito della consapevolezza nell'affrontare i problemi del futuro di Bagnolo Cremasco: In questo ambito si sono introdotti, durante il processo partecipativo, elementi problematici, richiedendo fasi di analisi, confronto e contributi diretti degli attori coinvolti. 3) Ambito delle scelte e delle decisioni: Questo ambito ha riguardato, in alcuni casi, anche processi di assunzione di responsabilità ed impegno operativo con l'obiettivo di ottenere: - indirizzi (condivisi) per le strategie di trasformazione territoriale, quadri di riferimento per le politiche urbane e/o per progetti sostenibili della comunità; - coinvolgimento nelle politiche di riqualificazione del livello qualitativo del territorio. 106 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.1.5.2 Schedatura delle istanze Tutte le istanze pervenute per la predisposizione di Variante al P.R.G. vigente e quelle propedeutiche al Piano di Governo del Territorio vengono schedate in un apposito “form” riportante i seguenti dati: • n.° richiesta • n.° protocollo generale • data • osservante • premessa • richiesta • parere proposto • motivazione Le istanze promosse dai cittadini che hanno effetti sulla trasformazione del territorio sono state successivamente localizzate sull’aerofotogrammetria del territorio comunale allegata al presente documento. 107 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo COMUNE DI BAGNOLO CREMASCO n° richiesta: 01 n° protocollo generale: osservante: sig. Donida Maglio Pietro premessa: l’istanza concerne Istanze pervenute 4535 data: 25/07/2006 il terreno di proprietà di cui al mappale 10 foglio 9 e ai mappali 7 e 9 foglio 9 richiesta: Cambio di destinazione d’uso a zona edificabile nel rispetto della tipologia insediativa dell’area parere proposto: ACCOGLIBILE PARZIALMENTE motivo: si ritiene di poter concedere quanto richiesto solo se gli interventi saranno mirati esclusivamente al recupero della cascina. Si prevede per l’area un Piano Integrato d’Intervento. n° richiesta: 02 n° protocollo generale: osservante: sig. Lupo Stanghellini Mario premessa: l’istanza concerne 4669 data: 31/07/2006 muri di confine richiesta: rivedere le prescrizioni relative ai muri di confine fra proprietà pubblica e privata parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: istanza non chiara n° richiesta: 03 n° protocollo generale: osservante: sig. Lupo Stanghellini Mario premessa: l’istanza concerne 4668 data: 31/07/2006 le aree a est di via Europa non interessate da incremento degli indici urbanistici previsti dall’ultimo PRG richiesta: incremento della capacità edificatoria e parificazione agli indici della zona parere proposto: ACCOGLIBILE motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante 108 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo n° richiesta: 04 n° protocollo generale: osservante: Istituto Diocesano per il sostentamento del clero premessa: l’istanza concerne 4826 data: 08/08/2006 i terreni di proprietà di cui ai mappali 89 fg. 8, 34 fg.9, 38 fg.9, 39 fg.9, 17 fg.9 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso a zona edificabile parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: presenza dell’area di rispetto dei pozzi di captazione dell’acqua e dell’area di rispetto delle cascine n° richiesta: 05 n° protocollo generale: osservante: sig. De Gaudenti Francesco, sig.ra Legi Monica premessa: l’istanza concerne 5169 data: 05/10/2006 il terreno di proprietà di cui al mappale 99 foglio 8 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso da zona E1 “zona agricola con allevamenti zootecnici” a zona D1 “zona produttiva di completamento” parere proposto: ACCOGLIBILE PARZIALMENTE motivo: le motivazioni espresse dall’osservante si possono condividere, in relazione anche alla necessità di ampliamento dell’attività produttiva sul territorio comunale, solo se si terrà conto delle attività produttive esistenti e si risolveranno i problemi connessi con l’accessibilità all’area e la viabilità della strada S.P. CR ex S.S. 235 “Crema – Lodi”. n° richiesta: 06 n° protocollo generale: osservante: sig. Randelli Giuseppe premessa: l’istanza concerne 5298 data: 09/09/2006 il terreno di proprietà di cui ai mappali 1048/1049 foglio 6 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso a zona B2 “zona di completamento semintensiva” parere proposto: ACCOGLIBILE motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante 109 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo n° richiesta: 07 n° protocollo generale: osservante: sig. Cavalli Derio Bruno premessa: l’istanza concerne 5382 data: 13/09/2006 il terreno di proprietà di cui al mappale 99 foglio 5 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso a zona D1 “zone produttive di completamento” o zona D2 “insediamenti commerciali” parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: area già soggetta a Paino di Lottizzazione n° richiesta: 08 n° protocollo generale: osservante: sig. Magri Giacomo premessa: l’istanza concerne 5473 data: 16/09/2006 5640 data: 25/09/2006 il terreno di proprietà di cui al mappale 182 foglio 4 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso a zona residenziale parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: incompatibile con la vocazione dell’area n° richiesta: osservante: 09 n° protocollo generale: sig.ri Vanelli Tagliacane Giancarlo, Vanelli Tagliacane Francesco, Vinelli Tagliacane Angelo, Vanelli Tagliacane Augusto premessa: l’istanza concerne il terreno di proprietà di cui al mappale 77 foglio 4 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso a zona residenziale di completamento parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: non si condividono le motivazioni espresse dall’osservante per il mantenimento del vincolo idrogeologico rappresentato dal nuovo canale denominato “gronda nord”. 110 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo n° richiesta: 10 n° protocollo generale: osservante: Sig.ra Donida Nobili Maria G. premessa: l’istanza concerne 5642 data: 25/09/2006 il terreno di proprietà di cui al mappale 37 foglio 9 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso a zona edificabile parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: terreni non adatti all’edificabilità. Esistono inoltre i vincoli derivanti dalle fasce di rispetto delle cascine che sorgono nelle vicinanze n° richiesta: 11 n° protocollo generale: osservante: sig.ra Ferrari Maria Stefana premessa: l’istanza concerne 5705 data: 27/09/2006 il terreno di proprietà di cui al mappale 18 foglio 5 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso da zona di rispetto dei corsi d’acqua a zona industriale/artigianale parere proposto: ACCOGLIBILE motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante n° richiesta: 12 n° protocollo generale: osservante: sig. Groppelli Costante premessa: l’istanza concerne 5706 data: 27/09/2006 il terreno di proprietà di cui al mappale 5 foglio 5 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso a zona edificabile parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: l’area ricade all’interno della fascia di rispetto degli insediamenti agricoli e dei corsi d’acqua 111 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo n° richiesta: 13 n° protocollo generale: osservante: sig. Fusar Poli Francesco premessa: l’istanza concerne 5722 data: 28/09/2006 il terreno di proprietà di cui al mappale 19 foglio 5 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso da zona di rispetto dei corsi d’acqua a zona industriale/artigianale parere proposto: ACCOGLIBILE motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante n° richiesta: 14 n° protocollo generale: osservante: sig. Spinelli Bruno premessa: l’istanza concerne 5723 data: 29/09/2006 il terreno di proprietà di cui ai mappali 384,1509 foglio 6 richiesta: eliminazione del vincolo a parcheggio pubblico parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: si ritiene sia utile conservare i 7 metri di profondità del parcheggio in relazione al calibro della strada n° richiesta: 15 n° protocollo generale: osservante: sig. Vanazzi Giacomo premessa: l’istanza concerne 5750 data: 30/09/2006 il terreno di proprietà di cui ai mappali 86,87 foglio 7 e ai mappali 13, 14, 15, 16, 17, 18, 21, 22, 35, 37, 40, 41, 42,43,44,45,46,47,48,49,50, 51,61,65,107, 115, 116, 117, 118, 126 foglio 10 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso al fine di poter realizzare un complesso polifunzionale parere proposto: ACCOGLIBILE motivo: si ritiene di poter concedere quanto richiesto solo se gli interventi saranno mirati esclusivamente al recupero della cascina. Si prevede per l’area un Piano Integrato d’Intervento. 112 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo n° richiesta: 16 n° protocollo generale: osservante: sig.ra Ferrari Maddalena premessa: l’istanza concerne 5754 data: 30/09/2006 il terreno di proprietà di cui al mappale 1256 foglio 5 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso a zona B2 “zona di completamento semintensiva” parere proposto: ACCOGLIBILE motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante n° richiesta: 17 n° protocollo generale: osservante: sig.ra Patrini Rosa premessa: l’istanza concerne 5756 data: 30/09/2006 5840 data: 04/10/2006 il terreno di proprietà di cui al mappale 224 foglio 5 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso a zona edificabile parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: incompatibilità con la vocazione dell’area n° richiesta: 18 n° protocollo generale: osservante: sig. Premoli Ivano premessa: l’istanza concerne spazio a destinazione “verde pubblico” tra il civico 16 e il civico 18 di via Donatori del Sangue richiesta: possibilità di acquistare il suddetto spazio al fine di provvedere personalmente alla manutenzione parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: non pertinente 113 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo n° richiesta: 19 n° protocollo generale: 5929 osservante: sig. Denti Pompiani Antonio Raoul, sig. Denti Pompiani Fausto premessa: l’istanza concerne data: 09/10/2006 data: 14/10/2006 data: 04/12/2006 area di pertinenza dell’immobile di via Europa, 3 richiesta: incremento della capacità edificatoria dell’area parere proposto: ACCOGLIBILE motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante n° richiesta: 20 n° protocollo generale: osservante: sig.ra Bernardoni Tiziana premessa: l’istanza concerne 6072 il terreno di proprietà di cui al mappale 327 foglio 5 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso a zona edificabile artigianale parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: non esistono le infrastrutture necessarie per l’accesso all’area n° richiesta: 21 n° protocollo generale: osservante: sig. Aldo Ranza premessa: l’istanza concerne 7105 il terreno di proprietà di cui ai mappali 304, 305, 306, 247 foglio 5 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso da “impianti tecnologici” a zona residenziale parere proposto: ACCOGLIBILE motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante e si ritiene che tale operazione possa consentire di ricompattare e ricucire il tessuto urbano 114 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo n° richiesta: 22 n° protocollo generale: osservante: sig. Moretti Rosolino premessa: l’istanza concerne 7196 data: 06/12/2006 7206 data: 07/12/2006 il terreno di proprietà di cui al mappale 58 foglio 8 richiesta: cambiamento di destinazione a zona residenziale parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: presenza dell’area di rispetto dei pozzi di captazione dell’acqua n° richiesta: 23 n° protocollo generale: osservante: sig. Alberti Agostino premessa: l’istanza concerne il terreno di proprietà di cui ai mappali 701, 690,299,300, 121, 123 foglio 8 richiesta: cambiamento di destinazione a zona D1 “zona produttiva di completamento” parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: si conferma l’intenzione di voler mantenere l’unitarietà del comparto n° richiesta: 24 n° protocollo generale: osservante: Sig. Sangiovanni Francesco, sig.ra Crispiatico Rita Piera premessa: l’istanza concerne 7500 data: 21/12/2006 il terreno di proprietà di cui al mappale 349 foglio 4 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso da zona agricola a zona residenziale parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: presenza della fascia di rispetto idrogeologica 115 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo n° richiesta: 25 n° protocollo generale: osservante: Ranza Real Estate s.r.l. premessa: l’istanza concerne 7509 data: 22/12/2006 il terreno di proprietà di cui ai mappali 304, 305, 306, 247 foglio 5 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso da “impianti tecnologici” a zona residenziale parere proposto: ACCOGLIBILE motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante e si ritiene che tale operazione possa consentire di ricompattare e ricucire il tessuto urbano n° richiesta: 26 n° protocollo generale: osservante: sig. Agosti Massimo premessa: l’istanza concerne 7619 data: 29/12/2006 346 data: 16/01/2007 il terreno di proprietà di cui al mappale 1285 foglio richiesta: incremento della capacità edificatoria dell’area parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: area già soggetta a Piano di Edilizia Economica e Popolare n° richiesta: 27 n° protocollo generale: osservante: sig. Francesco Tesse amministratore della società TESBO s.r.l. premessa: l’istanza concerne il terreno di proprietà della società TESBO s.r.l. di cui ai mappali 83,86 foglio 3 richiesta: incremento della capacità edificatoria dell’area parere proposto: ACCOGLIBILE PARZIALMENTE motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante limitatamente alla superficie concordata con l’Amministrazione Comunale. 116 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo n° richiesta: 28 n° protocollo generale: osservante: sig. Donida Maglio Giuseppe premessa: l’istanza concerne 1512 data: 10/03/2007 il terreno di proprietà di cui al mappale 16 foglio 9 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso da zona E2 “zona agricola seminativo – prative” a zona edificabile parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: l’area ricade all’interno della fascia di rispetto della chiesa di S. Stefano che presenta un vincolo della Sovrintendenza per i beni culturali n° richiesta: 29 n° protocollo generale: osservante: Maus Italia s.a.s. premessa: l’istanza concerne 4115 data: 13/07/2007 il terreno di proprietà di cui ai mappali 14, 1375, 1272, 1275, 1376, 1377, 1378, 1379 foglio 5 richiesta: cambio di destinazione d’uso da zona D4 “zona produttiva nel paesaggio agrario” a zona BD1 “zona produttiva di completamento” parere proposto: ACCOGLIBILE motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante n° richiesta: 30 n° protocollo generale: osservante: Brambilla Alvaro & C. s.a.s. premessa: l’istanza concerne 5634 data: 04/10/2007 il terreno di proprietà di cui ai mappali 85, 291, 292, 674 foglio 8 richiesta: possibilità di intervenire sugli immobili di proprietà in maniera autonoma e indipendente dal resto del comparto parere proposto: ACCOGLIBILE PARZIALMENTE motivo: istanza accettabile con impegno a realizzare urbanizzazioni per l’intero comparto 117 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo n° richiesta: 31 n° protocollo generale: osservante: sig. Donida Maglio Giuseppe premessa: l’istanza concerne 6656 data: 22/11/2007 il terreno di proprietà di cui al mappale 16 foglio 9 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso a zona residenziale parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: l’area ricade all’interno della fascia di rispetto della chiesa di S. S che presenta un vincolo della Sovrintendenza per i beni culturali n° richiesta: 32 n° protocollo generale: osservante: Istituto Diocesano per il sostentamento del clero premessa: l’istanza concerne 7103 data: 14/12/2007 i terreni di proprietà di cui ai mappali 89 fg. 8, 34 fg.9, 38 fg.9, 39 fg.9, 17 fg.9 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso a zona edificabile Già presentata come istanza n°4 parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: presenza dell’area di rispetto dei pozzi di captazione dell’acqua e dell’area di rispetto delle cascine n° richiesta: 33 n° protocollo generale: osservante: Maus Italia s.a.s. premessa: l’istanza concerne 7260 data: 22/12/2007 il terreno di proprietà di cui ai mappali 14, 1375, 1272, 1275, 1376, 1377, 1378, 1379 foglio 5 richiesta: cambio di destinazione d’uso da zona D4 “zona produttiva nel paesaggio agrario” a zona BD1 “zona produttiva di completamento” parere proposto: ACCOGLIBILE motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante 118 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo n° richiesta: 34 n° protocollo generale: 1260 data: osservante: sig. Berardelli Cornelio, sig. Visioli Carlo, sig. Visioli Gabriele, sig. Zecchi Renato premessa: l’istanza concerne 28/02/2008 il terreno di proprietà di cui ai mappali 55, 56, 57, 108, 122 foglio 3 richiesta: possibilità di tramutare la superficie del mappale 122 da D2 “zone per insediamenti commerciali” a AP “aree di uso pubblico per il produttivo” e di tramutare parte dei mappali 108, 55, 56, 57 da AP “aree di uso pubblico per il produttivo” a D2 “zone per insediamenti commerciali” per una superficie pari a quella del mappale 122. parere proposto: ACCOGLIBILE motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante n° richiesta: 35 n° protocollo generale: 1757 data: osservante: sig. Moretti angelo, sig. Moretti Ettore, sig. Moretti Gianpaolo, sig.ra Moretti Maria Josè premessa: l’istanza concerne 21/03/2008 il terreno di proprietà di cui ai mappali 56, 57 foglio 8 richiesta: Cambio di destinazione d’uso dell’area a zona B residenziale di completamento o a zona C di nuova espansione. parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: presenza nell’area di impianti tecnologici e area di rispetto dei pozzi di captazione idraulica n° richiesta: 36 n° protocollo generale: 1758 data: osservante: sig. Moretti angelo, sig. Moretti Ettore, sig. Moretti Gianpaolo, sig.ra Moretti Maria Josè premessa: l’istanza concerne 21/03/2008 il terreno di proprietà di cui al mappale 1 foglio 9 richiesta: Cambio di destinazione d’uso dell’area a zona B residenziale di completamento o a zona C di nuova espansione. parere proposto: NON ACCOGLIBILE motivo: per mantenere una sufficiente area di verde tra l’abitato e l’area industriale 119 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo n° richiesta: n° protocollo generale: 37 1759 data: osservante: sig. Moretti angelo, sig. Moretti Ettore, sig. Moretti Gianpaolo, sig.ra Moretti Maria Josè premessa: l’istanza concerne 21/03/2008 il terreno di proprietà di cui al mappale 586 foglio 9 richiesta: Cambio di destinazione d’uso dell’area a zona B residenziale di completamento o a zona C di nuova espansione. parere proposto: ACCOGLIBILE motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante n° richiesta: n° protocollo generale: 38 osservante: sig. Francesco Donizelli premessa: l’istanza concerne 3482 data: 19/06/2008 il terreno di proprietà di cui al foglio 5, mappali 108 e 239 richiesta: Cambio di destinazione d’uso dell’area a zona B residenziale di completamento parere proposto: ACCOGLIBILE (previa sottoscrizione di convenzione) motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante n° richiesta: n° protocollo generale: 39 osservante: sig.ra Lucia Tosetti premessa: l’istanza concerne 6051 data: 23/10/2008 il terreno di proprietà di cui al foglio 4, mappali 378, 379 e 380 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso a zona edificabile parere proposto: motivo: NON ACCOGLIBILE incompatibile con le vocazioni dell’area 120 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo n° richiesta: 40 n° protocollo generale: osservante: sig. Giuseppe Benelli premessa: l’istanza concerne 6646 data: 22/11/2008 il terreno di proprietà di cui al foglio 9, mappali 83, 114, 123, 124, 201 e 518 richiesta: cambiamento di destinazione d’uso da zona agricola a zona C di espansione parere proposto: motivo: ACCOGLIBILE PARZIALMENTE limitatamente all’area gravitante sulla Via Vittorio Emanuele già dotata di urbanizzazioni primarie. 121 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.1.5.3 Analisi delle istanze pervenute Alla data del 22 Novembre 2008 sono risultate 40 osservazioni presentate, che possono essere raggruppate, in relazione alla natura del loro contenuto, in tre gruppi distinti: • 32 osservazioni riguardanti il cambio di destinazione d'uso dell’area; • 1 osservazione riguardante la modifica delle N.T.A.; • 7 osservazioni varie di carattere generale o riguardanti proposte specifiche. Oltre il 57,5% delle istanze attiene alla richiesta di aree residenziali. In particolare, le richieste dei cittadini riguardano la trasformazione di aree a destinazione agricola in aree edificabili (zone B di completamento). Da quanto emerge dall’esame delle richieste contenute nelle istanze private, appare pressante la richiesta di dismettere aree soggette a vincolo (standard, zone F, vincoli stradali) a favore di nuove aree atte all’edificazione residenziale. Si evidenziano alcuni casi di domanda di conversione di aree artigianali o industriali a residenziali, per cessata attività o per volontà di trasferimento in aree diverse, al di fuori delle zone B di completamento. Una quota significativa delle istanze riguarda, in generale, una richiesta di aumento della capacità edificatoria; si può trattare di specifica richiesta di ampliamento di aree residenziali già di proprietà del richiedente o della richiesta di passaggio di zone già edificabili ad una zona con indice fondiario maggiore; o, ancora, le richieste riguardano l’aumento di capacità edificatoria con cambiamento delle N.T.A.. Per quanto attiene, infine, alle aree del centro storico, la richiesta di trasformazione per ampliamenti o nuova residenza non appare rilevante; per queste aree centrali le istanze possono riguardare spunti per adeguamento della normativa vigente. Proseguendo, circa il 20% delle istanze riguarda la richiesta di aree produttive: richiesta di nuove aree o ampliamento/trasformazione di quelle esistenti. 122 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.2 Il quadro conoscitivo del territorio comunale come risultante delle trasformazioni avvenute (art. 8 comma i lettera b) Nel testo pubblicato dalla Regione Lombardia: “Criteri attuativi l.r. 12/05 per il governo del territorio – Modalità per la pianificazione comunale” leggiamo che il quadro conoscitivo si pone come quadro unitario e organizzato delle informazioni territoriali e come strumento utile per un approccio integrato al territorio stesso. Esso è finalizzato pertanto alla conoscenza: • dell’assetto e delle dinamiche di funzionamento dei sistemi insediativi; • dell’ organizzazione e tendenze evolutive delle attività economiche; • dei caratteri e delle problematiche ambientali emergenti; • delle caratterizzazioni e delle vulnerabilità paesaggistiche del territorio; • dell’ assetto idrogeologico e relative classi di rischio; • del valore agroforestale del territorio. In quest'ottica, l'elenco delle tematiche indicate dalla legge diviene il riferimento per: • inquadrare la realtà comunale nel contesto territoriale di appartenenza, nonché rispetto ai sistemi territoriali finitimi in riferimento all'assetto insediativo e infrastrutturale, alle dinamiche socio-economiche, ai sistemi ambientali, rurali e paesaggistici, alla configurazione ed all'assetto idrogeologico del territorio, tenendo conto delle indicazioni provenienti dalla pianificazione sovraordinata; • indagare le peculiarità e i processi propri del livello locale in riferimento ai diversi aspetti indicati, secondo le diverse chiavi di lettura e nelle loro interazioni con lo scenario di scala più ampia. Il quadro conoscitivo deve quindi indagare i diversi sistemi funzionali alla luce delle considerazioni sopraesposte. 123 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.2.1 Il sistema infrastrutturale e della mobilità Il Documento di Piano analizza il sistema della mobilità, mediante lo studio delle problematiche relative al sistema territoriale e a quello urbano, affrontando e analizzando il sistema infrastrutturale nel suo complesso e nelle sue diverse componenti e valenze: nei suoi rapporti con il sistema economico dei servizi, ma anche con attenzione alla rete minore, al significato storicoculturale e/o paesaggistico di alcuni tracciati, alle potenzialità di sviluppo di forme di mobilità ambientalmente sostenibile (ad esempio sistema delle piste ciclabili). 1.2.1.1 Il sistema infrastrutturale a) Struttura della viabilità sovra-comunale La rete infrastrutturale di livello sovra-comunale è costituita dalla strada provinciale S.P. CR ex S.S. 415 “Paullese”, che taglia il territorio di Bagnolo Cremasco in direzione Ovest-Est a Nord del centro abitato, dalla S.P. CR ex S.S. 235 “Crema – Lodi” che corre lungo il confine sud e dalle strade provinciali S.P. 17 ed S.P. 18. La S.P. 17, in particolare, penetra all’interno dell’abitato con direzione Nord-Sud e mette in collegamento la “Paullese” e la “Crema-Lodi”. Nell’immediato futuro verrà realizzata una rotatoria ad un centinaio di metri dallo svincolo della Crema Lodi per sopperire anche alla pericolosità dell’innesto sulla S.P. CR ex S.S. 235 “Crema – Lodi”. La rete stradale intercomunale risulta pertanto ben sviluppata e collega efficientemente Bagnolo Cremasco ai i comuni vicini ed ai centri di maggiori importanza come Crema, Lodi, Piacenza; Codogno e Milano. La ex Strada Statale 415 Paullese (SS 415), ora Strada Provinciale 415 Paullese (S.P. ex SS 415), è senza dubbio l’arteria principale nella zona e collega Milano a Cremona passando per Crema. E’ una strada interessata da forti volumi di traffico e in fregio alla quale si sviluppano numerose attività commerciali e industriali, attratte dalla grande accessibilità dell’area. La "Paullese" è l'asse viario portante dell'intera zona. Si intuisce pertanto l’importanza rivestita dalla riqualificazione della ex SS 415 prevista dal Piano Integrato della Mobilità della provincia di Cremona (anno 2004), sia per chi deve spostarsi quotidianamente per motivi dia lavoro, sia per chi ne beneficia transitandovi solo occasionalmente. La strada statale “Paullese” è nata negli anni ’60 e la sua costruzione è partita da Milano arrivando agli inizi degli anni ’70 a Cremona e, vista l’importanza che riveste quest’arteria di traffico, è stata 124 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo oggetto nel corso degli anni di studi per il suo ammodernamento e per far fronte alle esigenze dei comuni attraversati, per la razionalizzazione e la riqualificazione dell’ arteria per far fronte alle esigenze e per gestire il grosso volume di traffico presente (circa 1.000 veicoli/h nelle ore di punta). La provincia di Cremona sta cantierizzando il tratto compreso tra lo svincolo di Bagnolo Cremasco e l’incrocio con la Statale 472 “Bergamina” i cui lavori sono iniziati nell’estate del 2008. Si prevede che tutte le opere di ammodernamento possano terminare entro il 31.12.2012 ed entro questa data saranno completati anche i lavori di raddoppio di carreggiata da Crema verso Milano: nell’estate 2009 è stata completata la nuova bretella provvisoria all’altezza dello svincolo di Bagnolo Cremasco (rondò della Girandola) che consente di eludere il tratto di strada chiuso al traffico per lavori di raddoppio. La variante di ammodernamento della S.P. CR ex S.S. n°415 “Paullese” prevede nel territorio di Bagnolo Cremasco le seguenti opere stradali: − strada di arroccamento di viabilità complanare (lato nord) − raddoppio di carreggiata in parallelismo (lato nord); − strada di arroccamento (lato sud). a) Il flusso di traffico delle principali arterie extraurbane Di seguito si riportano i dati relativi al volume di traffico giornaliero medio (TGM) lungo le due provinciali che lambiscono il territorio di Bagnolo Cremasco, così come sono riportati nel Piano della Viabilità della provincia di Cremona nel 2004. Dalla tabella emerge che i massimi flussi si registrano sulla “Paullese” con un traffico medio giornaliero superiore a 42.000 veicoli, mentre la Provinciale 235 “di Orzinuovi” è attraversata mediamente da 15.000 veicoli/giorno. La tabella successiva è invece relativa alla componente di traffico pesante (flussi bidirezionali – totale giornata) rilevato nelle sezioni di rilevamento della rete provinciale (fonte: Piano della Viabilità della provincia di Cremona – anno 2004). I flussi di traffico pesante rilevati sulla rete stradale della Provincia di Cremona non sono direttamente correlabili alla localizzazione dei poli attrattori, in quanto gli impianti produttivi del settore agro–alimentare generano traffico soprattutto in particolari periodi dell’anno. In alcune sezioni stradali censite, la presenza di mezzi pesanti risulta estremamente consistente in 7 sezioni su 30 si registrano flussi giornalieri di mezzi pesanti superiori a 2.000 veicoli ed in 10 sezioni su 30 flussi giornalieri di mezzi pesanti compresi tra 1.000 e 2.000 veicoli. 125 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Tab.05: Volume di traffico medio giornaliero lungo le due provinciali. In termini di mezzi pesanti, i maggiori flussi di traffico giornalieri risultano essere i seguenti: − SPCREXSS 415 “Paullese”: con quasi 3.700 mezzi pesanti transitanti giornalmente a Vaiano Cremasco, con un’incidenza superiore al 12% rispetto al traffico totale; − SPCREXSS 235 “Orzinuovi”: con più di 800 mezzi pesanti transitanti giornalmente a Bagnolo Cremasco, con un incidenza superiore al 9% rispetto al traffico totale. Il quadro viabilistico che si determina dall’analisi di questi dati è di traffico veicolare intensamente percorso e dall’alto numero di incidenti stradali. 126 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Per cercare di migliorare le condizioni di viabilità e quindi diminuire o mitigare il rischio di incidente bisogna innanzitutto, cercare di rendere più efficiente e competitivo sia dal lato economico che di servizio il trasporto pubblico, con centri d’interscambio maggiormente diffusi, potenziati ed efficienti (piazzole logistiche per le merci, ampliamento parcheggi auto presso stazioni). Appare quindi evidente che un potenziamento dei trasporti ed un incentivo all’uso del treno costituirebbe lo strumento per un deciso miglioramento per la mobilità su tutta la rete viaria. Per le strade esistenti occorrerebbe ove necessario: − migliorare gli assetti stradali delle vie di comunicazione e, dove sussistano pericoli reali, implementare la segnaletica di pericolo esistente ed incrementare i controlli; − evitare di inserire in zone densamente abitate percorsi particolarmente trafficati e, dove questo già avviene, cercare di introdurre delle varianti ai centri abitati al fine di salvaguardare l’incolumità della popolazione. Tab.06: componente di traffico pesante flussi bidirezionali – totale giornata. 127 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Fig.2: Rappresentazione grafica del volume di traffico lungo le direttrici principali. b) Il sistema della viabilità interna Come già avuto modo di sottolineare, il comune di Bagnolo Cremasco è attraversato in direzione Nord-Sud dalla S.P. 17. Questa strada costituisce un rapido collegamento fra la S.P. 415 “Paullese” e la S.P. 235 ma, dato il carattere urbano di una sua porzione, non è in grado di supportare grossi livelli di traffico. A tal 128 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo proposito risulterà opportuno elaborare specifiche strategie atte ad alleggerire il volume di traffico e a ridurre la velocità degli automezzi. A tal proposito si potrebbe: • eliminare il diritto di precedenza della strada mediante la creazione di rotatorie in punti stategici; • dirottare il traffico pesante proveniente da sud lungo la nuova arteria a est del nucleo principale. Un’altra arteria particolarmente importante è quella di via Crema, che è interessata dal 70% del traffico locale. Essa collega il nucleo urbano alla zona industriale e consente di raggiungere rapidamente la S.P. 415 “ Paullese”. Fra le strade urbane principali si annoverano anche l’arteria di via B.Visconti .via G. Marconi - via L. Da Vinci, che attraversa la porzione nord dell’abitato con direzione ovest/est e l’arteria di via D. Alighieri – via XI Febbraio con direzione nord/sud. La via Mazzini e la via IV Novembre costituiscono le arterie di traffico lungo le quali si sviluppa il centro storico. Nel corso degli anni la via Mazzini è stata oggetto di proposte di istituzione di area pedonale a traffico limitato, sfociata però in un nulla di fatto. Le rimanenti strade costituiscono la rete locale con la prevalente funzione di accesso e sono caratterizzate da geometrie varie e condizionate dai vincoli dell’ambiente costruito oppure, nel caso extraurbano, da antichi confini di proprietà. Gli spostamenti che insistono su tali strade sono molto modesti ed appartengono ai soli residenti. c) Quadro riassuntivo del sistema della viabilità esterna ed interna Nell’elaborato grafico relativo al sistema di mobilità (6/DP) in rosso sono riportate le ex statali: • la Paullese SP CR ex SS 415 classificata nel piano della viabilità provinciale come “di interesse regionale di primo livello R1” di cui e prevista la riqualificazione in sede con tipologia di "autostrada urbana" a doppia carreggiata con due corsie per senso di marcia; • la SP CR ex SS 235 "di Orzinuovi (Crema-Lodi) classificata “di interesse regionale di secondo livello R2”, strada a doppio senso di marcia a due corsie. In colore blu è riportata la rete locale principale, costituita da: • le S.C. via Lodi, via Europa, via Milano, già SSPP 17 e 18 declassificate nel 1999, che 129 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo costituiscono l'itinerario NORD-SUD che collega le due citate statali in direzione della SP 5 "Sentiero dell'ADDA" a sua volta appartenete alla rete secondaria di primo livello P1 e che collega i centri di Codogno-Casalpusterlengo con la zona a nord di Treviglio (BG). La via Europa (ex SP 18) nacque nel 1962 come circonvallazione ed ora divede in due Bagnolo. • la S.C. Via Crema, che da sola porta il 60/70% del traffico dal capoluogo verso la città di Crema direzione est (traffico locale). • le S.C. via Leonardo da Vinci, via Marconi, via Visconti, interessate per lo più da traffico locale direzione EST/OVEST e collocate nel quartiere nord del capoluogo, tra l'Ipermercato ed il comune di Vaiano Cremasco. In colore verde è riportata la rete delle piste ciclabili comunali esistenti: • una pista ciclabile corre lungo la via Leonardo da Vinci verso le zone produttive commerciali, ovvero verso la zona est di Bagnolo Cremasco, confinante con il comune di Crema. • in direzione Gattolino partendo da via Crema si evidenzia un’altra pista ciclabile • si evidenzia inoltre la pista ciclabile che da via Milano giunge alla ex S.S. 415 Paullese • la pista ciclabile che da via lodi giunge sulla ex S.S. 235 di Orzinuovi • infine, un tratto più breve costituito da una pista ciclabile in una traversa di via Visconti, nella zona ovest di Bagnolo Cremasco. d) Il sistema delle piste ciclabili La città di Bagnolo Cremasco è caratterizzata da una scarsa presenza di itinerari ciclopedonali. Attualmente le uniche piste ciclopedonali presenti sul territorio si sviluppano lungo una porzione di via Lodi, lungo via Crema e lungo via Leonardo da Vinci, come si evince dall’elaborato grafico 6/DP. Vengono illustrate nella tavola 9/DP e nella 1/S del Piano dei Servizi le proposte dei prolungamenti delle ciclabili esistenti e la creazione di piste nel paesaggio agrario che si inoltrano nel parco agricolo locale di interesse sovracomunale del Moso, oppure verso il parco del Tormo nella zona ovest della pianura di Bagnolo Cremasco e verso la frazione di Gattolino. Tra esse vi è quella del “Percorso Canale Vacchelli” identificato anche nel Piano della viabilità della provincia di Cremona – anno 2004: tale percorso è localizzato lungo l’alzaia del Canale Vacchelli e collega Spino d’Adda alla località Le Formose in Comune di Genivolta. 130 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo L’obiettivo del sistema delle piste ciclabili è creare una rete di percorsi ad alta fruibilità, che possa raccordare i comuni limitrofi consentendo contemporaneamente di godere del paesaggio del territorio cremasco. f) Il trasporto pubblico locale Il territorio di Bagnolo Cremasco non è servito da infrastrutture ferroviarie. Tuttavia a pochi chilometri di distanza è possibile usufruire della stazione di Crema, dalla quale è possibile raggiungere facilmente i più importanti centri della Lombardia (Milano, Treviglio, Cremona e Brescia). Attualmente sono in corso progetti sulla rete ferroviaria che potrebbero costituire un grande vantaggio per l’area cremasca. Ci si riferisce in particolar modo a: • completamento lavori passante ( Rogoredo 2008); • completamento quadruplicamento Milano - Treviglio; • innesto linea di Cremona nel nodo di Treviglio; • completamento raddoppio Treviglio – Bergamo; • quadruplicamento Treviglio – Brescia. Esiste anche una proposta di un collegamento diretto Milano – Crema (attualmente il collegamento avviene attraverso il nodo di Treviglio). La rete dei servizi di trasporto pubblico locale che si estende all’interno della città di Bagnolo Cremasco è composta da linee interurbane e urbane. Per quanto riguarda le linee interurbane sul territorio sono presenti: • linea Crema – Chieve – Lodi (Cremona Trasporti); • linea Milano – Crema – Orzinuovi (Adda Trasporti); • linea Crema – Dovera (Adda Trasporti); • linea Lodi – Bagnolo Cremasco (Adda Trasporti); • linea Paullo Crema (Adda Trasporti). 131 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.2.1.2 Il sistema della mobilità La mobilità delle persone verso il luogo di studio e di lavoro è un tema di grande rilevanza e attualità e costituisce l’espressione fisica delle necessità di interazione dei luoghi con le esigenze della popolazione residente e/o operante nelle città dove sono localizzate le diverse funzioni urbane (residenziali, commerciali, produttive, di servizio, culturali, sanitarie, formative, ricreative, ecc.) o negli altri centri economici-sociali esterni alla città. La mobilità per motivo di lavoro e studio è infatti legata ad una molteplicità di variabili sociali ed economiche essenzialmente connesse con la struttura "fisica" del sistema territoriale e con le caratteristiche della sua organizzazione sociale, economica ed amministrativa. L’organizzazione sociale, economico-produttiva ed amministrativa e le corrispondenti localizzazioni territoriali determinano la domanda di mobilità in una data area; inoltre le scelte localizzative e d’uso del territorio modificano, nel medio-lungo periodo, la struttura della mobilità sia qualitativamente che quantitativamente. Diventa allora importante analizzare la mobilità in riferimento agli ambiti territoriali che sono propri della programmazione e della pianificazione socio-economica, industriale, amministrativa, ecc., identificando sul territorio le aree con forti interconnessioni di mobilità di cui tenere conto nel definire le linee programmatiche dell’assetto territoriale. Per conoscere i principali flussi, le caratteristiche e le “abitudini” di mobilità, si sono utilizzati i dati forniti dall’Istat in occasione del Censimento 2001 e i dati elaborati dall’ Automobile Club d’ Italia (ACI) riferiti all’anno 2005 a) Il Comprensorio Cremasco Nel caso di Crema e del suo circondario si rileva una forte dipendenza dall’area milanese. Il Cremasco si configura infatti come una sorta di periferia metropolitana del capoluogo lombardo al cui interno però non mancano attività produttive, commerciali e per il tempo libero di un buon livello. Dal Piano Integrato della Mobilità della provincia di Cremona del 2004 (rif. tabelle 7,8,9,10) si evince che sebbene il 77,8% degli spostamenti giornalieri nell’area avvenga nello stesso circondario e in particolar modo verso Crema, i flussi con destinazione esterna sono rivolti principalmente verso Milano (circa 17.400 spostamenti), e in minor misura verso Cremona (8.800 spostamenti), Bergamo (8.000 spostamenti) e Brescia (4.000 spostamenti). Gli spostamenti diretti fuori dalla Lombardia sono invece circa 5.000. 132 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Fig.03 : Schematizzazione dei flussi di traffico del Comprensorio Cremasco Le ragioni dello spostamento sono legate principalmente a ragioni economiche, di studio e di lavoro. I trasferimenti avvengono principalmente mediante mezzo privato. Il mezzo pubblico viene utilizzato soprattutto per le trasferte ad ampio raggio. Per esempio gli spostamenti tra il Cremasco e il Milanese avvengono per il 28% con mezzo pubblico, mentre tra il Cremonese e il Cremasco il mezzo pubblico è utilizzato solo nell’8% dei casi. In tutte le altre relazioni il mezzo pubblico è utilizzato con una frequenza che varia fra il 5% e il 12%. Dal Piano provinciale della mobilità si rileva che il numero degli utenti giornalieri della ferrovia ammonta a circa 2000 unità. I viaggi degli autoservizi di linea nella zona sono circa 17.000 al giorno. Il 29% di questi viaggi ha origine da Crema, mentre il 49% ha origine dai comuni della Paullese fra Crema e l’Adda. Nell’ora di punta (6.30 – 9.30) prevalgono nettamente gli spostamenti verso Milano, con un valore che si attesta intorno a 1350 unità. Dall’analisi dei dati emerge che l’automobile resta il mezzo di trasporto prevalentemente utilizzato, ma lo studio redatto in occasione della redazione del Piano della mobilità ha rilevato una crescente 133 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo attitudine all’interscambio fra mezzo privato e mezzo pubblico, dovuto principalmente ai provvedimenti restrittivi della sosta adottati da molti capoluoghi. TABELLE 7, 8, 9,10 Dettaglio provinciale degli spostamenti per mezzo di trasporto e per destinazione (Provincia di Cremona, Piano Integrato della Mobilità, 2004)1 Tab.7 Tab. 8 Tab. 9 Tab. 10 1 Marco Vitale, “Il Cremasco – elementi per una strategia di sviluppo”, Crema, gennaio 2007 134 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Fig.04 : Schematizzazione dei volumi di traffico del Comprensorio Cremasco La tavola dei volumi di traffico evidenzia la bipolarità di scambi fra Crema e Cremona e mette in luce la forte domanda di mobilità verso Milano. La rete infrastrutturale locale soffre della congestione dell’area metropolitana milanese. L’area è connessa alla tangenziale Est dalla “Paullese” e alla “Rivoltana” e all’autostrada A1 dalla SP CR ex SS 235 per Lodi. I flussi maggiori si raggiungono sulla SP 415 “Paullese”, che registra un TGM (traffico giornaliero medio) di 42.000 veicoli in prossimità di Crema, con punte di 2.200 veicoli far le 6.30 e le 9.30. Flussi piuttosto consistenti si misurano anche sulla SP 4 “Rivoltana” (TGM di 30.000 veicoli) e sulla SP 472 “Bergamina” (TGM di 22.000 veicoli). Di notevole importanza è anche l’asse cosiddetto “Melotta” compreso fra Spino d’Adda e Soncino, con un TGM di 16.000 veicoli. Le SSPP 17 “Bagnolo Cremasco – Casaletto Ceravano”, 5 “Montodine – Cataletto Ceredano” 14 “Cstelleone – Montodine” e 20 “Castelleone – Cataletto di Sopra” risultano interessati da flussi decisamente meno intensi. 135 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Il Piano della mobilità ha previsto un incremento medio del traffico entro il 2013 del 23,8%, con punte del 30% nell’area ad ovest di Crema. Dall’indagine condotta dal Piano delle Merci, parte integrante del Piano Integrato della Mobilità, si evince che l’80% della domanda di trasporto delle merci della provincia di Cremona riguarda relazioni brevi, ossia comprese entro i 250 km; le relazioni medie (fra i 250 e i 600 km) sono pari al 14,4%, mentre le relazioni a lunga distanza sono pari al 5,9%. Il trasporto di merci avviene principalmente su gomma (circa 87% del totale); la ferrovia movimenta circa il 9-10% del totale e si tratta soprattutto di merci in ingresso. Questa tendenza è dovuta in primo luogo alla vocazione produttiva della provincia, caratterizzata dalla presenza di piccole e medie aziende specializzate nel settore agricolo che in genere presenta cicli produttivi e distributivi risolvibili solo attraverso il vettore stradale, e in secondo luogo alla geografia insediativa e produttiva sparsa delle zone industriali non legate in modo funzionale alla ferrovia. Significativa è anche la carenza dotazionale di moderni impianti ferroviari a scala provinciale e la marginalizzazione del territorio rispetto alla rete ferroviaria fondamentale, con instradamenti subordinati al transito del nodo di Milano. Domanda dei mobilità delle merci Provincia di Cremona relazioni brevi - fino a 250 km 14% relazioni medie - fra 250 km e 600 km 6% relazioni a lunga distanza oltre 660 km 80% 136 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo b) Il comune di Bagnolo Cremasco Nel paragrafo seguente vengono riportati i dati relativi alla mobilità nel Comune di Bagnolo Cremasco elaborate partendo dalle rilevazioni Istat dell’anno 2001 e dalle rilevazioni dell’Automobile Club d’Italia (ACI) riferiti all’anno 2005. Nella tabella della pagina successiva è riportato il dettaglio comunale degli spostamenti per motivi di lavoro o studio suddiviso per destinazione. I dati sono stati dapprima riepilogati in un’altra tabella e successivamente elaborati in due grafici che evidenziano gli spostamenti in percentuale per motivi di lavoro e di studio della popolazione. Dai dati analizzati emerge che il 55% della popolazione si sposta quotidianamente dal luogo di residenza per motivi di studio o di lavoro. Di questi il 37,9 % si sposta all’interno dello stesso comune di residenza (22,5% per motivi di lavoro e 15,4% per motivi di studio), il 40,2% verso altri comuni della provincia di Cremona (28,8% per lavoro e 11,4% per motivi di studio) e il 21,7% verso altre province della Lombardia. Gli spostamenti verso le province altre regioni e verso l’estero sono praticamente nulli. Confrontando i dati relativi al comune di Bagnolo con quelli relativi al Comprensorio Cremasco e alla provincia di Cremona si rilevano alcune piccole differenze. Sebbene infatti gli spostamenti verso le province di altre regioni e verso l’estero siano in ogni caso pressoché nulli, nel Comprensorio Cremasco e nella provincia si rileva una maggior mobilità all’interno del comune di residenza a discapito di una mobilità rivolta verso i comuni della stessa provincia e verso le altre province lombarde. Questo è probabilmente dovuto alla discreta offerta di servizi offerti da capoluoghi come Crema e Cremona. 137 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Tabella: Dettaglio comunale degli spostamenti per motivi di lavoro /studio e per destinazione (Censimento ISTAT 2001 - Provincia di Cremona) Comuni Totale popolazione residente Stesso comune di residenza Altro comune della provincia di Cremona Altre province della regione Lombardia Occupati Studenti Occupati Studenti Occupati Studenti Cremona 70.887 18.712 8535 3.405 310 1.418 433 Crema 32.981 6.337 4351 3.120 180 2.268 629 Bagnolo Cremasco 4.523 556 380 712 281 456 78 606 49 19 165 86 37 6 Capergnanica 1.609 110 85 334 174 99 25 Casaletto Vaprio 1.314 103 86 206 114 185 24 Chieve 1.715 213 87 328 176 171 23 Cremosano 1.162 119 89 238 109 72 19 Izano 1.687 116 94 420 178 82 18 Madignano 2.879 332 216 643 275 151 45 Monte Cremasco 1.923 86 127 256 184 318 48 Offanengo 5.511 919 551 926 288 251 82 Pianengo 2.370 194 144 532 221 170 27 Ricengo 1.235 122 74 264 154 109 11 Ripalta Cremasca 3.062 248 200 666 264 170 47 436 29 0 110 56 31 4 Romanengo 2.517 329 252 427 135 124 43 Trescore Cremasco 2.374 302 196 343 132 191 28 Vaiano Cremasco 3.622 370 344 490 215 500 64 Comprensorio di Crema 71.526 10.534 7.295 10.180 3.222 5.385 1.221 Provincia di Cremona 335.939 56.235 30.756 39.584 13.538 20.415 4.708 Campagnola Cremasca Ripalta Guerina continua 138 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo segue Comuni Province di altre regioni italiane Estero Totale Occupati Studenti Occupati Studenti Occupati Studenti Totale Cremona 771 329 1 1 24.307 9.608 33.915 Crema 38 15 1 0 11.764 5.175 16.939 Bagnolo Cremasco 6 1 0 0 1.730 740 2.470 Campagnola Cremasca 0 0 0 0 251 111 362 Capergnanica 3 1 0 0 546 285 831 Casaletto Vaprio 0 1 0 0 494 225 719 Chieve 4 1 0 0 716 287 1.003 Cremosano 2 0 0 0 431 217 648 Izano 2 1 0 0 620 291 911 Madignano 4 1 0 0 1.130 537 1.667 Monte Cremasco 5 0 0 0 665 359 1.024 Offanengo 5 1 0 0 2.101 922 3.023 Pianengo 3 0 0 0 899 392 1.291 Ricengo 4 0 0 0 499 239 738 Ripalta Cremasca 3 5 0 0 1.087 516 1.603 Ripalta Guerina 2 1 0 0 172 61 233 Romanengo 3 2 0 0 883 432 1.315 Trescore Cremasco 2 0 0 0 838 356 1.194 Vaiano Cremasco 2 1 0 0 1.362 624 1.986 Comprensorio di Crema 88 31 1 0 26.188 11.769 37.957 2.384 1.100 4 1 118.622 50.103 168.725 Provincia di Cremona 139 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Riepilogo: Comuni Totale popolazione residente Stesso comune di residenza Altro comune della provincia di Cremona Occupati Studenti Occupati Studenti Cremona 70.887 55,2% 25,2% 10,0% 0,9% Crema 32.981 37,4% 25,7% 18,4% 1,1% Bagnolo Cremasco 4.523 22,5% 15,4% 28,8% 11,4% 606 13,5% 5,2% 45,6% 23,8% 1.609 13,2% 10,2% 40,2% 20,9% Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio 1.314 14,3% 12,0% 28,7% 15,9% Chieve 1.715 21,2% 8,7% 32,7% 17,5% Cremosano 1.162 18,4% 13,7% 36,7% 16,8% Izano 1.687 12,7% 10,3% 46,1% 19,5% Madignano 2.879 19,9% 13,0% 38,6% 16,5% Monte Cremasco 1.923 8,4% 12,4% 25,0% 18,0% Offanengo 5.511 30,4% 18,2% 30,6% 9,5% Pianengo 2.370 15,0% 11,2% 41,2% 17,1% Ricengo 1.235 16,5% 10,0% 35,8% 20,9% Ripalta Cremasca 3.062 15,5% 12,5% 41,5% 16,5% 436 12,4% 0,0% 47,2% 24,0% Romanengo 2.517 25,0% 19,2% 32,5% 10,3% Trescore Cremasco 2.374 25,3% 16,4% 28,7% 11,1% Vaiano Cremasco 3.622 18,6% 17,3% 24,7% 10,8% Comprensorio di Crema 71.526 27,8% 19,2% 26,8% 8,5% Provincia di Cremona 335.939 33,3% 18,2% 23,5% 8,0% Ripalta Guerina continua 140 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo segue Comuni Altre province della regione Lombardia Province di altre regioni italiane Estero Totale Occupati Studenti Occupati Studenti Occupati Studenti Cremona 4,2% 1,3% 2,3% 1,0% 0,0% 0,0% 33.915 Crema 13,4% 3,7% 0,2% 0,1% 0,0% 0,0% 16.939 Bagnolo Cremasco 18,5% 3,2% 0,2% 0,0% 0,0% 0,0% 2.470 Campagnola Cremasca 10,2% 1,7% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 362 Capergnanica 11,9% 3,0% 0,4% 0,1% 0,0% 0,0% 831 Casaletto Vaprio 25,7% 3,3% 0,0% 0,1% 0,0% 0,0% 719 Chieve 17,0% 2,3% 0,4% 0,1% 0,0% 0,0% 1.003 Cremosano 11,1% 2,9% 0,3% 0,0% 0,0% 0,0% 648 Izano 9,0% 2,0% 0,2% 0,1% 0,0% 0,0% 911 Madignano 9,1% 2,7% 0,2% 0,1% 0,0% 0,0% 1.667 Monte Cremasco 31,1% 4,7% 0,5% 0,0% 0,0% 0,0% 1.024 Offanengo 8,3% 2,7% 0,2% 0,0% 0,0% 0,0% 3.023 Pianengo 13,2% 2,1% 0,2% 0,0% 0,0% 0,0% 1.291 Ricengo 14,8% 1,5% 0,5% 0,0% 0,0% 0,0% 738 Ripalta Cremasca 10,6% 2,9% 0,2% 0,3% 0,0% 0,0% 1.603 Ripalta Guerina 13,3% 1,7% 0,9% 0,4% 0,0% 0,0% 233 Romanengo 9,4% 3,3% 0,2% 0,2% 0,0% 0,0% 1.315 Trescore Cremasco 16,0% 2,3% 0,2% 0,0% 0,0% 0,0% 1.194 Vaiano Cremasco 25,2% 3,2% 0,1% 0,1% 0,0% 0,0% 1.986 Comprensorio di Crema 14,2% 3,2% 0,2% 0,1% 0,0% 0,0% 37.957 Provincia di Cremona 12,1% 2,8% 1,4% 0,7% 0,0% 0,0% 168.725 141 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Grafico: spostamento per motivi di lavoro espresso in percentuale Vaiano Cremasco Trescore Cremasco Romanengo Ripalta Guerina Ripalta Cremasca Ricengo Pianengo Offanengo Monte Cremasco Occupati all'estero Madignano Izano Occupati in altre provincie di altre regioni italiane Occupati in altra provincia della lombardia Cremosano Chieve Casaletto Vaprio Occupati in altro comune della provincia di cremona Occupati nello stesso comune di dimora Capergnanica Campagnola Cremasca Bagnolo Cremasco Crema Cremona 0,0% 10,0% 20,0% 30,0% 40,0% 50,0% 60,0% 142 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Grafico: spostamento per motivi di studio espresso in percentuale Vaiano Cremasco Trescore Cremasco Romanengo Ripalta Guerina Ripalta Cremasca Ricengo Pianengo studenti all'estero Offanengo Monte Cremasco Studenti in provincie di altre regioni italiane Madignano Studenti in altre provincie della lombardia Izano Cremosano Studenti in altro comune della provincia di cremona studenti nello stesso comune di residenza Chieve Casaletto Vaprio Capergnanica Campagnola Cremasca Bagnolo Cremasco Crema Cremona 0,0% 5,0% 10,0% 15,0% 20,0% 25,0% 30,0% Nella tabella riprodotta di seguito e nei relativi grafici vengono riportati i dati percentuali relativi alla popolazione residente che si sposta giornalmente per luogo di destinazione. Ad esclusione di Crema e Cremona, che essendo grandi città offrono maggiori servizi, negli altri si registra una forte domanda di mobilità. A Bagnolo Cremasco ad esempio, gli spostamenti giornalieri al di fuori del comune di residenza ammontano al 62, 1%. 143 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Tabella: Popolazione residente che si sposta giornalmente per luogo di destinazione ( Censimento ISTAT 2001 – Provincia di Cremona). Luogo di destinazione Nello stesso comune di dimora abituale % Fuori dal comune % Totale % Totale sul comprensorio di Crema Cremona 27247 80,3% 6668 19,7% 33915 - Crema 10688 63,1% 6251 36,9% 16939 46,1% 936 37,9% 1534 62,1% 2470 6,7% Campagnola Cremasca 68 18,8% 294 81,2% 362 1,0% Capergnanica 195 23,5% 636 76,5% 831 2,3% Casaletto Vaprio 189 26,3% 530 73,7% 719 2,0% Chieve 300 29,9% 703 70,1% 1003 2,7% Cremosano 208 32,1% 440 67,9% 648 1,8% Izano 210 23,1% 701 76,9% 911 2,5% Madignano 548 32,9% 1119 67,1% 1667 4,5% Monte Cremasco 213 20,8% 811 79,2% 1024 2,8% Offanengo 1470 48,6% 1553 51,4% 3023 8,2% Pianengo 338 26,2% 953 73,8% 1291 3,5% Ricengo 196 26,6% 542 73,4% 738 2,0% Ripalta Cremasca 448 27,9% 1155 72,1% 1603 4,4% Ripalta Guerina 29 12,4% 204 87,6% 233 0,6% Romanengo 581 44,2% 734 55,8% 1315 3,6% Vaiano Cremasco Comprensorio di Crema 714 36,0% 1272 64,0% 1986 5,4% 17331 47,1% 19432 52,9% 36763 - 86991 51,6% 81734 48,4% 168725 - COMUNI Bagnolo Cremasco Provincia di Cremona 144 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Diagramma: spostamento per luogo di destinazione espresso in percentuale Crema Bagnolo Cremasco Campagnola Cremasca 0,6% 3,6% Capergnanica 5,4% Casaletto Vaprio 2,0% 4,4% 46,1% 3,5% 8,2% Chieve Cremosano Izano Madignano Monte Cremasco 2,8% Offanengo 4,5% Pianengo 2,5% 1,8% Ricengo 2,7% 2,0% 2,3% 1,0% 6,7% Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo Vaiano Cremasco % di spostamenti nello stesso comune di dimora % di spostamenti fuori dal comune di dimora Provincia di Cremona Comprensorio di Crema Vaiano Cremasco Romanengo Ripalta Guerina Ripalta Cremasca Ricengo Pianengo Offanengo Monte Cremasco Madignano Izano Cremosano Chieve Casaletto Vaprio Capergnanica Campagnola Cremasca Bagnolo Cremasco Crema Cremona 0,0% 10,0% 20,0% 30,0% 40,0% 50,0% 60,0% 70,0% 80,0% 90,0% 100,0% 145 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo La tabella successiva riporta i dati relativi alle diverse le tipologie di mezzi utilizzati per gli spostamenti nel territorio di Bagnolo Cremasco. Dalle rilevazioni risulta preponderante l’utilizzo dell’auto privata (65,8% dei casi). Ancora bassa è la tendenza del car-sharing per raggiungere il luogo di lavoro. L’utilizzo di mezzi pubblici risulta piuttosto scarso. Discreta è invece la percentuale di popolazione che predilige lo spostamento in bicicletta o a piedi per raggiungere il posto di lavoro. Tabella: popolazione residente di 15 anni e più che si è recata il mercoledì precedente la data del censimento al luogo abituale di lavoro per mezzo utilizzato (Provincia di Cremona - ISTAT Censimento 2001) Popolazione residente di 15 anni e più che si è recata al luogo abituale di lavoro % Treno, tram, metropolitana 2.061 1,8% Autobus urbano, filobus, corriera, autobus extra-urbano 3.077 2,7% Autobus aziendale o scolastico 411 0,4% Auto privata (come conducente) 74.832 65,8% Auto privata (come passeggero) 5.287 4,7% Motocicletta, ciclomotore, scooter 4.046 3,6% Bicicletta 12.286 10,8% 619 0,5% A piedi 11.062 9,7% Totale 113.681 MEZZO UTILIZZATO Altro mezzo Grafico: tipologia di mezzo di trasporto utilizzato espresso in percentuale tipo di mezzo di trasporto A piedi Altro mezzo Bicicletta Motocicletta, ciclomotore, scooter Auto privata (come passeggero) Auto privata (come conducente) Autobus aziendale o scolastico Autobus urbano, filobus, corriera, autobus extra-urbano Treno, tram, metropolitana 0,0% 10,0% 20,0% 30,0% 40,0% 50,0% 60,0% 70,0% 146 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo I dati riportati nella tabella successiva si riferiscono al numero di veicoli circolanti nel 2005 nel Comprensorio Cremasco. Nel comune di Bagnolo 80% dei veicoli circolanti è costituito da autovetture, il 10% da autocarri e il 7% da motocicli. Questi dati confermano ed evidenziano il carattere locale, non particolarmente intenso e per di più leggero del traffico che attraversa l’abitato di Bagnolo Cremasco. Tabella: veicoli circolanti nel 2005 - Fonte Automobile Club d'Italia Comuni Autovetture Autocarri Rimorchi Altri autoveicoli Motocicli Motocarri Totale Cremona 42.205 4.205 1.133 248 6.483 127 54.401 Crema 19.158 1.869 456 69 2.634 30 24.216 Bagnolo Cremasco 3.046 368 40 8 278 3 3.743 384 58 4 1 57 1 505 1.008 131 17 1 139 2 1.298 833 90 15 3 79 1 1.021 1.057 153 25 10 156 2 1.403 795 120 9 2 87 3 1.016 Campagnola Cremasca Capergnanica Casaletto Vaprio Chieve Cremosano Izano 1.080 164 55 11 131 2 1.443 Madignano 1.755 262 64 9 214 1 2.305 Monte Cremasco 1.172 131 28 4 153 2 1.490 Offanengo 3.186 417 60 14 344 4 4.025 Pianengo 1.380 163 31 1 184 4 1.763 Ricengo 815 120 12 4 96 2 1.049 1.802 197 16 3 214 3 2.235 276 30 2 3 33 2 346 Ripalta Cremasca Ripalta Guerina Romanengo 1.487 168 27 4 192 - 1.878 Trescore Cremasco 1.421 229 33 5 153 3 1.844 Vaiano Cremasco 2.137 259 25 3 221 1 2.646 Comprensorio di Crema 42.792 4.929 919 155 5.365 66 54.226 Provincia di Cremona 198.098 23.445 5.027 1.061 24.884 526 253.041 147 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Grafico: tipologia di veicoli circolanti espresso in percentuale Vaiano Cremasco Trescore Cremasco Romanengo Ripalta Guerina Ripalta Cremasca Autovetture Ricengo Autocarri Pianengo Offanengo Rimorchi Monte Cremasco Altri autoveicoli Madignano Izano Motocicli Cremosano Motocarri Chieve Casaletto Vaprio Capergnanica Campagnola Cremasca Bagnolo Cremasco 0 500 1.000 1.500 2.000 2.500 3.000 3.500 4.000 4.500 148 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.2.2 Il sistema urbano Il Documento di Piano indaga l’assetto urbano e insediativo e approfondisce sia gli aspetti funzionali che morfologici e tipologici che caratterizzano il territorio ed il paesaggio urbano, nonché i processi socio-economici e culturali, i piani e i progetti che ne hanno generato gli attuali usi, la configurazione e le relazioni con il territorio. Vengono in tal senso messe in rilievo: le diverse fasi di sviluppo del sistema urbano, la stratificazione delle regole insediative, le trasformazioni dei sistemi funzionali, l’evoluzione dell’assetto morfologico e tipologico del tessuto urbano ed edilizio e il sistema dei servizi e l'evoluzione del rapporto tra forma urbana e forma del territorio (paesaggio urbano e paesaggio extraurbano). a) Aspetti funzionali, morfologici e tipologici e sviluppo del sistema urbano Bagnolo Cremasco, comune di 4842 abitanti (registrato all’anagrafe del Comune alla data del 30.11.2009), è ubicato nella provincia di Cremona ai confini con il Lodigiano. La sua posizione è tale per cui è possibile raggiungere comodamente le città di Milano, Cremona, Brescia e Bergamo, grazie alla statale n. 415 (Paullese) che attraversa il territorio Comunale da nord-ovest a sud-est. Il confine sud del Comune è segnato per una porzione dalla Strada Statale n. 215 attraverso la quale si possono raggiungere le città di Lodi, Codogno e Piacenza. Il territorio comunale confina a nord con i comuni di Vaiano Cremasco e Trescore Cremasco, a est con il comune di Crema, a sud con il comune di Chieve e a ovest con il comune di Crespiatica. La frangia settentrionale del territorio è caratterizzata dalla presenza del Moso, un’area acquitrinosa depressa che sorge sui resti dell’antico lago Gerundo. L’area del Moso è racchiusa dalla roggia Naviglio, dalla Roggia Alchina e dalla Roggia Acqua Rossa, ed è caratterizzata da un terreno che mal si presta alle condizioni di edificabilità. Lo stesso tipo di considerazione può essere fatta per i terreni posizionati al confine con il territorio lodigiano. I terreni migliori dal punto di vista dell’edificabilità e della fertilità si trovano in corrispondenza del capoluogo edificato della zona Gaeta e della zona Borgogna. Il centro storico si articola lungo le direttrici di via Mazzini e via Dante – IX febbraio. Il tessuto urbano è costituito in prevalenza da edifici a corte chiusa che conservano ancora oggi le caratteristiche rurali originarie. Molti edifici del centro storico conservano elementi architettonici originali che contribuiscono a rendere piacevole l’ambiente costruito. I fronti stradali dell’abitato nel centro storico risultano compatti grazie all’allineamento dei fabbricati. Il reticolo viario presenta un andamento tortuoso e con sezioni che in alcuni punti non risultano essere adeguate alle esigenze di circolazione dei veicoli. 149 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Le costruzioni recenti, all’interno del nucleo storico, sono di modesta entità, ciò nonostante spesso contrastano con il contesto urbano in cui sono state inserite. Nel territorio di Bagnolo sono frequenti le cascine: se ne possono osservare nella zona che oggi corrisponde all’incrocio tra via Marconi e via Don Geroldi, poco più a nord della piazza che accoglie ed esalta la chiesa parrocchiale di S. Stefano e la chiesa del Crocifisso. Vale la pena ricordare anche il cascinale su via Mazzini, di fronte al quale si osserva un esempio di edificio padronale, villa Donati, che si erge al di sopra delle costruzioni che un tempo erano destinate ai contadini e a rustici. La zona di Gaeta, che si è sviluppata lungo l’attuale via Gaeta, è caratterizzata dalla presenza di case coloniche fra le quali sorge la chiesa di S. Maria della Pietà, fatta costruire dai Benzoni e che domina la piccola Piazza S. Anna. Fra le vecchie costruzioni si distingue una casa che venne attribuita all’Innominato citato nel romanzo del Manzoni. L’antico nucleo del Gattolino, piccola frazione che dipende da Bagnolo, nel corso degli anni è rimasto all'incirca invariato. Vi si accede mediante un breve rettilineo che si stacca dalla Statale 215 Crema-Lodi, ed è caratterizzato dalla presenza di una serie di cascinali raccolti attorno alla piccola ma caratteristica Chiesa Parrocchiale dedicata a S. Giuseppe risalente al 1702 (anno di apertura al culto). Alla metà dell’Ottocento il comune si presentava ancora diviso in unità amministrative distinte: Bagnolo Cremasco, Gaeta, Santo Stefano e Gattolino. In quegli anni si assiste al completamento della zona attorno alla chiesa di S. Stefano e via Crespi, allo sviluppo nella zona nord, in corrispondenza delle attuali via Marconi, Don Geroldi e vicolo Tadini. Nella zona di Gaeta si edifica la parte sud. La frazione di Gattolino che resta sempre separata dal paese vede il completamento dei fronti stradali e il realizzarsi di strutture di servizio all’attività agricola. Durante il periodo compreso tra l’inizio del novecento e la fine della seconda guerra mondiale, si assiste al completamento del nucleo storico del paese di Bagnolo. Con l’avvento del fascismo si realizzano i primi due grandi edifici scolastici: la scuola elementare (attuale sede del Municipio) e l’asilo infantile. Lungo la via Leonardo da Vinci, nel punto dove la stessa scavalca la Roggia Comuna, sorge lo stabilimento De Magistris, dedito alla lavorazione di cordami e carta e visibile, con i suoi padiglioni uffici e villa padronale, dalla provinciale Crema-Milano. Negli ultimi decenni molte altre piccole industrie e stabilimenti si sono insediati nella zona, in particolar modo lungo la strada Paullese (che collega Crema a Milano), incrementando le attività economiche dell’area. 150 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Negli anni dell’industrializzazione (anni ’50 e ’60) si verifica in Bagnolo un’intensa attività edilizia che pone le basi dell’attuale forma del territorio, modificando profondamente il paesaggio rimasto pressoché inalterato fino alla fine del secondo conflitto mondiale. Lo sviluppo edilizio del dopoguerra ha interessato la frangia inedificata intorno ai nuclei antichi. Al riutilizzo residenziale dei vecchi fabbricati, si è preferito procedere a nuove edificazioni preferendo la tipologia a villetta o piccolo condominio. I rari interventi sull’esistente hanno talvolta comportato operazioni radicali, che hanno mutato l’impianto tipologico originario. Negli anni ’60 lo sviluppo metropolitano coinvolge la parte sud ed est del territorio fino all’attuale via Europa. L’estensione verso nord-ovest ha costituito elemento di unione tra Bagnolo e Gaeta, tramite le vie Sforza, Lago Gerundo e Cannero. In questi anni compaiono i primi insediamenti industriali, che si vanno ad ubicare lungo le due direttrici principali: Paullese e Crema-Lodi. Nel corso degli anni ’70 prosegue l’espansione verso tre direttrici principali: Nord, Est e Sud, mentre la zona ad ovest del territorio non risulta interessata da tale fenomeno a causa, molto probabilmente, delle variazioni altimetriche e geologiche della zona. Il mancato sviluppo in questa direzione ha lasciato una porzione del nucleo storico a stretto contatto con la campagna circostante. Gli effetti di questa nuova espansione sono: completo inserimento di Gaeta nel contesto urbano di Bagnolo Cremasco; verso est l’avvicinamento del costruito alla Cascina Borgogna (risalente agli anni precedenti al 1842) e, sempre in tale direzione, la completa integrazione del rione S. Stefano. In questi anni si espande ulteriormente la zona industriale lungo la Paullese e si crea un nuovo polo all’incrocio fra quest’ultima e la vie Crema e Leonardo Da Vinci. Gli anni ’80 e ’90 sono caratterizzati dalla scomparsa delle singole unità urbanistiche, in cui si presentava diviso il territorio nell’ottocento, a favore della formazione di un’unica entità. L’unica eccezione è costituita dalla frazione Gattolino, che ancora oggi è separata dal resto dell’abitato. La tipologia abitativa prevalente in questi anni risulta la villa mono-familiare, palazzine di piccole dimensioni e compare la tipologia della villa a schiera. Tali tipologie si ubicano sia nelle zone di espansione, sia nel lotti non ancora edificati nel contesto urbano già consolidato. Attualmente il comune si presenta con il nucleo storico ancora ben conservato, organizzato intorno alle piazze Roma e Aldo Moro, lungo la Via Dante – IX febbraio e Mazzini. La storicità dei nuclei antichi e delle cascine è facilmente leggibile, anche se per alcune parti risultano necessari interventi di riqualificazione e recupero dell’edificato, in modo tale da non perdere nel tempo i segni storici in esso contenute. Lo sviluppo dell’industria ha comportato un consolidamento della direttrice industriale Paullese e accresciuto il polo ampliatosi lungo via Leonardo da Vinci e via Crema. Le realtà commerciali di 151 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Bagnolo, con la loro ubicazione lungo le principali direttive di collegamento extra comunale, sottolineano la loro funzione anche sovra-comunale. b) Il sistema dei servizi a Bagnolo Cremasco Il Documento di Piano indaga il sistema dei servizi a Bagnolo Cremasco al fine di fotografare la situazione esistente e mettere in luce eventuali carenze e necessità e giungere a previsioni progettuali ottimali. Il sistema dei servizi è stato analizzato e descritto in modo completo e dettagliato nel Piano dei Servizi e nei suoi elaborati grafici relativi. AREE PER SPAZI ATTREZZATI A VERDE PUBBLICO Sul territorio sono presenti le seguenti aree a verde o a giardino: • Via IV Novembre – Via Mazzini: trattasi di area ubicata in zona centrale per un totale di 2900mq. • Via Pianette: in posizione periferica l’area occupa circa 2700mq. • Via Bonomi – Via Verga: in posizione marginale rispetto al centro urbano l’area occupa 590mq. • Frazione Gattolino: l’area si estende su una superficie di 290mq. • Via Leonardo da Vinci: collocata in zona nord-est rispetto al centro abitato, l’area occupa una superficie di 2860mq. • Via Majorana: l’area occupa una superficie di 1800mq. • Via Novella: l’area a forma regolare si estende per una superficie di 960mq. • Via Pertini – Via Sarajevo: ai limiti del territorio urbanizzato l’area occupa una superficie di 900mq. • Via Leonardo da Vinci - Ex S.S.Paullese: è un’area ad est del territorio comunale e si estende per 750mq. • Via Donatori del Sangue: area di piccole dimensioni (290mq) è ubicata vicino ai giardini di Via Novella e di Via Leonardo da Vinci; • Via Bonomi: area di 830mq. • Via Sarajevo – Via Tadini: ubicata in zona nord – ovest il giardino ha una superficie di 285mq. AREE ATTREZZATE PER IL GIOCO, LO SPORT E IL TEMPO LIBERO • Centro sportivo: sorge nei pressi del cimitero ed occupa una superficie di 34.730 mq. 152 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo • Campo da calcio: ubicato nella zona sud del centro abitato, copre una superficie di 12.200 mq. • Campo da calcio: ubicato in frazione di Gattolino, copre una superficie di 2530mq. AREE PER PARCHEGGI PUBBLICI • Via Don Geroldi: parcheggio di modeste dimensioni localizzato in posizione rilevante e con una superficie di 355mq. • Piazza Santa Lucia: parcheggio di medie dimensioni, localizzato in posizione strategica per la fruizione dei servizi del centro occupa un’area di 2000mq. • Via Kennedy: parcheggio di media dimensione, idoneo per il soddisfacimento delle esigenze locali, occupa un’area di 1080mq. • Via Lodi c/o Centro Sportivo: parcheggio di dimensioni significative localizzato in posizione tale da servire l’accesso al centro sportivo comunale e al cimitero occupa un’area di 4685mq. • Via XI febbraio: parcheggio di dimensioni significative, localizzato in posizione rilevante e su una superficie di 3150mq. • Piazza Aldo Moro: parcheggio di media dimensione localizzato in un’area strategica all’interno del centro e di superficie 1920mq. • Via Manzoni: parcheggio di medie dimensioni occupa una superificie di 655mq. • Via Bonomi: parcheggio di modeste dimensioni si trova vicino ad giardino comunale e occupa una superficie di 265mq. • Via Bonomi: parcheggio di modeste dimensioni occupa un’area di 82mq. • Via Bonomi c/o Caserma dei Carabinieri: parcheggio di modeste dimensioni (430mq). • Via Caduti del Lavoro: parcheggio di modeste dimensioni, occupa un’area di 290mq. • Via Nedo Nadi: parcheggio in prossimità del campo sportivo occupa un’area di 980mq. • Via Taverna – Caduti del Lavoro: parcheggio di modeste dimensioni occupa una superficie di 460mq. • Via De Gasperi: area parcheggio ricavata ai margini della carreggiata su una superficie di 480mq. • Località Gaeta: area parcheggio ricavata ai margini della carreggiata di 116mq. • Piazza Roma: parcheggio di modeste dimensioni occupa un’area di 280mq. • Località Gattolino: area parcheggio di modesta entità, occupa un’area di 280mq. • Via Leonardo da Vinci – S.S. Paullese: parcheggio di modeste dimensioni di circa 606mq. • Via Leonardo da Vinci – S.S. Paullese: parcheggio di medie dimensioni di circa 1790mq. 153 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo • Via Crema: parcheggio di medie dimensioni occupa una superificie di 1800mq • Via Crema: parcheggio di modeste dimensioni su un’area di 1540mq. • Via Crema: parcheggio di piccola dimensione di 265mq. ATTREZZATURE SCOLASTICHE • Scuola materna: occupa un’area di 4.800 mq (sup. coperta 1.165 mq). Ospita 5 sezioni di 105 bambini, con una ricettività massima di 150 unità. • Scuola elementare: occupa una superficie di 1260 mq. E’ costituita da 15 aule e può ospitare 197 studenti. L’area di pertinenza dell’intero plesso è di 7.150 mq. • Scuola media: sorge sulla stessa area in cui è ubicata la scuola elementare, pertanto l’intero plesso occupa un’area di 7.150 mq (sup. coperta 1.443 mq) e comprende 6 sezioni, per un totale di 140 studenti. • Asilo nido: occupa un’area di 1.060 mq. (SLP di 288mq). Attualmente ospita 23 bambini suddivisi in due sezioni ed ha una capacità massima di 29 unità. AREE PER ATTREZZATURE DI INTERESSE COMUNE • Municipio: è insediato nell’edificio della scuola primaria risalente al 1915 e ristrutturato nel 2000. • Ufficio postale: ubicato all’interno di un fabbricato di proprietà comunale di superficie pari a 50mq. • Area mercato/parcheggio di grande funzionalità urbana occupa un’area di 1920mq. • Caserma dei carabinieri: è insediata su un’area di 920 mq in via Monsignor G. Bonomi. • Ex piattaforma smaltimento rifiuti: ubicata a ovest del centro urbano, occupa un’area di 2560mq. • Nuova piattaforma per smaltimento rifiuti occupa uin’area di 2990mq. • Piattaforma tecnologica: ospita un ripetitore e l’area è di 565mq. • Torre dell’acquedotto: occupa un’area di 340mq. • Alloggi popolari di Via IV Novembre e Opera Pia, è in prossimità del centro. • Centralina Telefonica ubicata in Via Manzoni • Centro culturale/biblioteca in posizione centrale rispetto agli altri servizi pubblici, si estende per un’area di 370mq. • Poliambulatorio di piazza Roma, occupa una superficie di 150mq. • Potabilizzatore di via Pianette, occupa un’area di 335mq • Cimitero: esteso per 5575mq. • Area Depuratore nei pressi di Cascina Bagnolasca; occupa un’area di 17.160mq. • Centro anziani di Via Crespi: edificio articolato su due piani per un totale di 984mq. 154 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo AREE PER SERVIZI ALLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE • Via Leonardo da Vinci: occupa un’area di 3045mq • Area a nord della Paullese: si estende per 26.610mq. • Via Leonardo da Vinci: occupa un’area di 8145mq. • Area a nord della Paullese: occupa 5.985mq. • Area a nord della Paullese: si estende per 14.910mq. AREE PER SERVIZI PRIVATI DI INTERESSE PUBBLICO • Chiesa Parrocchiale: ubicata nel centro urbano, ha un’area fondiaria di 1640mq. • Oratorio, cinema-teatro e locali parrocchiali: occupano un’area fondiaria di 970mq. • Chiesa del Crocifisso (Chiesuolo): ubicata in centro del paese, occupa un’area di 230mq. • Chiesa Madonna delle Viti, occupa un’area fondiaria di 845mq. • Chiesa di Santo Stefano: in posizione periferica, occupa un’area fondiaria di 1190mq. • Chiesa di Santa Maria della Pietà: ubicata in zona Gaeta, ha una superficie di 105mq. • Chiesa di San Giuseppe: ubicata a Gattolino ha un’area di 110mq. • Chiesa degli Alpini: ubicata all’interno del Moso in un contesto naturalistico e in posizione panoramica. 155 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.2.3 Il sistema agricolo Il Documento di Piano indaga il sistema agricolo mediante lo studio dell’assetto attuale e dei processi di costruzione del paesaggio rurale, le consistenze dei caratteri storico tradizionali del patrimonio edilizio, struttura idrografica sistemi ambientali, situazioni di criticità ambientale o di marginalità rurale, elementi intrusivi o di frammentazione ambientale e paesaggistica. a) Caratteri del paesaggio agricolo Il PTCP della provincia di Cremona precisa che il Comune di Bagnolo Cremasco ricade a cavallo tra gli ambiti paesaggistici-territoriali della Valle dell’Adda, interessata da due sistemi ambientali costituiti dalla valle fluviale dell’Adda e dal terrazzo alluvionale di Pandino ed è caratterizzata da una rilevante vulnerabilità e sensibilità fisico-naturale, del Moso di Crema caratterizzato dalla presenza di rilevanti elementi di interesse fisico-naturale immersi nel paesaggio agricolo cremasco. Esse sono spesso caratterizzate da un’elevata antropizzazione e necessitano di una particolare tutela degli elementi paesistici caratteristici e di una gestione attenta delle risorse naturali. Il comune di Bagnolo Cremasco è parte integrante della pianura cremasca. Caratteristiche di questo territorio sono i fontanili, i boschi di pioppeti o di altre specie ibride a rapido accrescimento, i filari di alberi che si sviluppano in corrispondenza di corsi d’acqua e di vie di comunicazione e le marcite. Il fenomeno delle risorgive è collegato alla caratteristica della falda che spesso nel territorio affiora spontaneamente o resta comunque abbastanza superficiale. Nel punto in cui sgorga l’acqua si genera una polla, detta testa del fontanile, di forma generalmente tondeggiante e caratterizzata da un ambiente biologicamente molto ricco. Intorno alla testa del fontanile in passato venivano spesso piantumati degli alberi con il duplice intento di difesa delle sponde e di ombreggiamento del bacino, onde evitare la formazione di vegetazione acquatica infestante. Di solito due volte l’anno si provvedeva a ripulire il fontanile dalla vegetazione che, crescendo troppo rigogliosa, rischiava di occludere la sorgente. La costante manutenzione serve ad impedire l’insorgenza di erbe infestanti che trasformerebbero la testa del fontanile in un acquitrino, generando in seguito la scomparsa dell’acqua e l’interramento del fontanile stesso. Ai fontanili, che distribuiscono acqua a temperatura variabile fra i 9° ed i 12° in ogni stagione dell’anno, si deve la particolare coltura della marcita, una tecnica di coltivazione presente anche sul territorio di Bagnolo Cremasco. La tecnica consiste nel “far marcire” l’ultimo taglio sui prati irrigui 156 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo con il ristagno invernale delle acque. L'acqua si distribuisce in piccoli ruscelli a fondo cieco, disposti in parallelo all'asse principale della marcita; questi, chiamati "maestri", sono a un livello lievemente superiore a quello dei "coli", altri canaletti paralleli e reciprocamente alternati ai primi. Le marcite sono prati artificiali, irrigati periodicamente in estate ed in modo continuativo in inverno per scorrimento, che, mantenendosi in vegetazione per quasi tutto l'anno, riescono a produrre normalmente sette tagli di foraggio e, in condizioni particolarmente favorevoli, anche nove tagli. I campi, le rogge, i fontanili e i bodri sono spesso circondati da filari costituiti da specie arboree e arbustive differenti, con finalità sia scenografiche che di ombreggiamento. I filari sono costituiti da specie omogenee ed hanno carattere artificiale. La loro composizione è cambiata nel corso del tempo passando da olmi e aceri a gelsi, platani e robinie e caratterizzandosi sempre più nell’ultimo secolo per la presenza di pioppi. Negli ultimi anni si è consolidata la tendenza ad abbattere i filari rimasti lungo i corsi d’acqua secondari, le strade campestri e gli elementi di parcellizzazione dei campi poiché essi non costituiscono più un elemento di interesse economico e inoltre di ostacolo alla meccanizzazione agricola. Sono così pressoché scomparse quelle specie che agli inizi di questo secolo venivano utilizzate come fonte di integrazione del reddito, quali il gelso, e stanno scomparendo quelle che da sempre hanno aiutato l’uomo nel consolidamento delle sponde e delle scarpate, quali gli ontani. Tale tendenza viene in genere contrastata piantumando specie ad elevato tasso di accrescimento perché di maggiore interesse economico, quali i pioppi ibridi, anche se di scarso valore paesistico e naturalistico. Le formazioni boschive sono andate ridimensionandosi negli anni per lasciare spazio alle all’agricoltura meccanizzata di tipo intensivo. In passato i boschi erano piuttosto estesi e fornivano legnami di elevata qualità per l’Arsenale di Venezia. Oggi nell’area esistono soprattutto estensioni boschive di origine artificiale, comunque di apprezzabile valenza ambientale e paesaggistica. Si tratta soprattutto di un’opera di rinverdimento attuata mediante l’impianto di pioppeti o di altre specie ibride a rapido accrescimento. I boschi sono spesso caratterizzati dalla presenza di uno strato erbaceo di vegetazione invadente formato da specie esotiche. Altro elemento caratteristico del paesaggio agricolo di Bagnolo Cremasco è la cascina a corte chiusa il cui impianto è dovuto principalmente a ragioni difensive (cascine fortificate). La cascina tipica sorge su un lotto rettangolare e si sviluppa lungo i lati perimetrali, intorno ad uno spazio libero centrale in terra battuta sul quale convergono tutte le funzioni. Essa è costituita da tre elementi fondamentali: il portico, addossato al lato sud del fabbricato e retto da semplici pilastri o colonne in cotto, le abitazioni e la stalla. 157 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Le abitazioni risultano generalmente costituite da un locale giorno al piano terra e da una-due camere ai piani superiori. La stalla è costituita da un unico locale e al piano superiore è situato il fienile. Le cascine di solito hanno orientamento est-ovest e si dispongono lungo le strade principali che dal centro urbano conducono verso i campi. b) Il Parco agricolo del Moso Il Moso di Crema, che originariamente era un’area paludosa e la cui bonifica è terminata agli inzi del ‘900, si contraddistingue per un elevato valore sia naturalistico – data la sua intrinseca vulnerabilità e la presenza di aree umide residue – che paesaggistico, poiché permangono le tracce delle opere di bonifica e il complesso sistema di regimentazione delle acque irrigue. Nell’area del Moso vi è la presenza di un sistema idraulico e canalizio di notevole pregio paesistico e ambientale, da cui emergono la roggia Comuna e la roggia Acqua Rossa e il canale Vacchelli, quest’ultimo interessato da un progetto di valorizzazione imperniato sulla realizzazione di un percorso ciclabile provinciale. La vasta area agricola del Moso restò a lungo di uso collettivo con divieto di bonifica ed era destinata principalmente al pascolo ed alla raccolta dei prodotti naturali. I boschi, ancora esistenti all’inizio del XVII secolo, fornivano i legnami di elevata qualità per l’Arsenale di Venezia. La permanenza della palude fu facilitata dalla connotazione del suolo quasi totalmente impermeabilizzato dalle argille. Le prime opere di bonifica risalgono all’epoca pre-moderna, e sono da attribuire all’opera dei monaci benedettini. Tuttavia la maggiore opera di bonifica si ebbe dopo l’Unità d’Italia, quando l’area del «Moso» rientrò nel grande progetto bonificatore che investì l’intera pianura padana. Le aree che riuscirono a conservare più a lungo il loro carattere palustre, furono quelle che oggi corrispondono al Moso di Bagnolo, al Moso di Vaiano e al Moso di Trescore. Queste tre aree portano ancora nel nome il segno della loro natura passata. La porzione di palude racchiusa fra la roggia Alchina e la città di Crema, venne bonificata prima rispetto alle zone del Moso di Bagnolo, Vaiano e Trescore, ma diverse zone al suo interno rimasero a lungo soggette ad impaludamenti e quindi difficilmente utilizzabili a fini agricoli. In particolare a risentire di questa situazione furono le aree situate lungo il margine meridionale dell’area che ancora oggi mostrano una natura in gran parte torbosa. 158 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo La bonifica poté considerarsi compiuta solo con la costruzione del canale Vacchelli che aveva il compito di funzionare da fossa drenante e di accrescere la portata d’acqua dei navigli. L’area del Moso giace all’interno di un territorio evidentemente depresso rispetto alla regione circostante. Il dislivello è più evidente nella parte sud-occidentale dove un netto declivio, di quattro metri di media, separa il piano ribassato dal livello fondamentale della pianura che da lì si estende verso sud. Il Cresmiero, principale emissario del Moso, e l’Acqua Rossa, sin dal secolo XIV, contribuirono a sfogare una parte dei ristagni dell’area fungendo da canali scolmatori. Nel corso dei secoli successivi vennero costruite numerose altre rogge con il duplice ruolo di smaltitori delle acque di piena e di dispensatori di acque irrigue. Tra di essi si ricorda la roggia Alchina, la cui costruzione ebbe inizio dopo il 1390, che permise di ottenere una prima compartimentazione dell’area palustre consentendo una parziale bonifica della porzione posta più a valle. Nell’area del Moso, scorrono dunque diverse rogge e bocchelli, ma le principali direttive d’acqua sono costituite dal canale Vacchelli, che lo attraversa per intero con un tracciato rettilineo, il cavo Turati o Cavetto, Acqua Rossa e il Rio Cresmiero il quale nasce in territorio di Crema per poi sfociare nel fiume Serio. Questa gran quantità di acque superficiali ebbe un ruolo preponderante nel disegno del paesaggio e condizionò l’utilizzo del territorio e l’economia delle popolazioni circostanti. Ancora oggi essa incide sul contesto ambientale e geografico. La ricchezza idrografica del Moso, caratterizza un ambito geografico particolarmente delicato, il cui equilibrio geo-idrologico risulta sempre più precario, ponendo in evidenza l’esigenza di una capacità gestionale che coordini le richieste dei diversi portatori di interessi, con la necessità di salvaguardare il territorio e le sue risorse. Il territorio del Moso, ha visto da secoli principalmente l’affermazione di un paesaggio di tipo agroproduttivo caratterizzato dalla presenza di filari arboreo-arbustivi, intercalati alle colture e concentrati per lo più lungo i cavi irrigui e di colo, e da alberi sparsi, in forma aggregata oppure isolata. Questo tipo di vegetazione è strettamente legata alla gran quantità di acque presente nel territorio. Nell’area sono presenti principalmente saliceti e formazioni arbustive. A questi si affiancano anche pioppi neri e bianchi ed in misura minore gli ontani ed i frassini. Negli ultimi anni, le campagne hanno subito un drastico impoverimento del loro patrimonio arboreo, e ciò ha contribuito allo sconvolgimento dell’antica fisionomia del paesaggio. Questo processo, che può essere facilmente riscontrato in gran parte del territorio, tuttavia non ha investito in maniera rilevante il “serbatoio” naturalistico individuabile nel Moso che è riuscito a salvaguardarsi grazie alle attenzioni che gli sono state rivolte anche in tempi relativamente recenti. 159 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo In queste aree, si è preferito dare spazio alle colture arboree di tipo semi-intensivo come il pioppo ibrido euro-americano collocato a ridosso di alcune rogge, tra cui la roggia Acqua Rossa. Altre cortine arboreo-arbustive sono state conservate a margine degli appezzamenti agricoli, lungo le rogge principali o sui “dossi” adiacenti al canale Vacchelli. Oltre a queste dotazioni vegetali, è possibile riscontrare all’interno del territorio del Moso aree boschive di origine artificiale di apprezzabile valenza ambientale e paesaggistica. Quest’opera di rinverdimento è chiaramente leggibile sul territorio, in particolare nei comuni di Bagnolo e Vaiano Cremasco. In considerazione di quanto esposto sopra, va considerato che le eventuali opere di rinverdimento, riequipaggiamento e riforestazione previste dal Piano, dovranno attenersi alla componente vegetazionale, naturalmente presente nell’area del Moso. c) Il reticolo idrico superficiale Il comune di Bagnolo Cremasco si colloca nella zona della pianura lombarda compresa fra i fiumi Adda e Serio su un territorio di grande valenza paesistica e ambientale, attraversato da un fitto reticolo di colatori, canali e rogge utilizzati per lo più a scopo irriguo. L’abbondanza di acqua e la fertilità del terreno hanno permesso uno sviluppo significativo del settore agricolo che rappresenta una componente forte dell’economia locale. Questa caratteristica pone la necessità di un costante monitoraggio del suolo e delle risorse idriche. Da più di mille anni le popolazioni insediate nella zona hanno rivolto particolare attenzione al territorio, storicamente a vocazione agricola, attraverso attentissime cure e miglioramenti rivolti soprattutto al patrimonio idrico, generando un fitto reticolo idrografico che ha consentito la realizzazione di un efficiente sistema di irrigazione. Numerose opere di canalizzazione presenti sul territorio risalgono all’epoca pre-moderna, quando i monaci benedettini avviarono il processo di bonifica dell’area e al periodo successivo all’Unità d’Italia, quando l’area del «Moso» rientrò nel grande progetto bonificatore che investì l’intera pianura Padana. In questi anni vennero costruiti numerosi corsi d’acqua artificiali che avevano il compito di sfogare i ristagni dell’area fungendo da canali scolmatori. Fra questi si ricordano il canale Vacchielli, il Cresmiero, principale emissario del Moso, e l’Acqua Rossa. Nel corso dei secoli vennero costruite numerose altre rogge con il duplice ruolo di smaltitori delle acque di piena e di dispensatori di acque irrigue. Tra di essi si ricorda la roggia Alchina, la cui costruzione ebbe inizio dopo il 1390. 160 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Nel territorio di Bagnolo Cremasco, in particolare nella zona del Moso, scorrono diverse rogge e bocchelli, ma le principali direttive d’acqua sono costituite dal canale Vacchelli, che lo attraversa per intero con un tracciato rettilineo, il cavo Turati o Cavetto, Acqua Rossa e il Rio Cresmiero il quale nasce in territorio di Crema per poi sfociare nel fiume Serio. Il Canale Pietro Vacchelli (o Marzano), fu fortemente voluto dal senatore Pietro Vacchelli e realizzato tra il 1887 ed il 1892 dal Consorzio Irrigazioni Cremonesi: esso è lungo 34 chilometri, a sua portata è di 38,5 metri cubi di acqua al secondo e consente l'irrigazione di un'area di ottantamila ettari. Il percorso del Vacchelli è quasi interamente rettilineo e le poche curve sono diventate zone caratteristiche. Grazie alla scelta del Consorzio Irrigazioni Cremonesi di limitare al minimo gli scarichi fognari che entrano nel canale, la acque hanno conservato una buona qualità e sono ricche di fauna ittica pregiata: trote marmorate, temoli, alcuni dei quali addirittura nidificano nel Vacchelli. Il canale è difatti méta di alcuni recuperi volti alla conservazione delle specie ittiche autoctone. I suoi trentaquattro chilometri di lunghezza sono méta di escursioni e gite: in particolare è possibile percorrerli in bicicletta lungo una delle due strade alzaie trasformata in pista ciclabile. Il canale Vacchelli rappresenta uno degli elementi idraulici dominanti della rete irrigua del settore occidentale del territorio cremonese. L’opera, conclusa definitivamente nel 1893, sviluppa il proprio corso da O-NO ad E-SE, derivando le acque dal fiume Adda in località Marzano, fra Spino e Rivolta d’Adda, e raggiungendo Genivolta, dove, in località Tomba Morta, provvede ad impinguare la rete dei Navigli e di numerose rogge del cremasco. Nei territori posti a settentrione del territorio comunale, al margine esterno della depressione dei Mosi, assume notevole importanza la roggia Alchina, che, traendo origine da risorgive e coli posti in territorio bergamasco, dopo aver percorso per un lungo tratto il confine occidentale del comune di Bagnolo Cremasco con quello di Crema, distribuisce a sud acque irrigue attraverso “bocchelli” nella zona nord-occidentale del comune di Crema, fino a giungere poi nel Serio. La roggia Acquarossa, che scorre ad ovest del Moso, prende origine da fontanili posti nei territori di Torlino e Pieranica, attraversa l’abitato di Ombriano ed irriga i territori meridionali del settore posti nei comuni di Capergnanica, Ripalta Cremasca e Credera. E’ una delle più importanti ed antiche rogge del territorio cremasco e presenta andamento N-S del proprio corso, che, piuttosto tortuoso inizialmente, si va via via rettificando raggiungendo prima il Moso di Bagnolo e poi il territorio comunale di Crema. 161 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Le acque della roggia Comuna attraversano il territorio di Bagnolo Cremasco da NordOvest a Sud-Est. Questa roggia rappresenta per portata, lunghezza e superfici irrigate uno dei più importanti corsi d’acqua dell’area cremasca. Lo sviluppo della roggia Comuna è infatti di circa 35 Km.; essa serve attualmente 5.740 ha. di terreno, e insieme alla roggia e Misana, irriga gran parte del territorio occidentale cremasco. Altri corsi d’acqua importanti che scorrono nel territorio sono: la roggia Valmarza, la roggia Caradella, la roggia Melesa, il Cavo Turati che attraversa la zona agricola del Moso, la Gronda Nord e la roggia Nuova. I corsi d’acqua che costituiscono la rete principale dell’idrografia del territorio di Bagnolo Cremasco contribuiscono a caratterizzare il paesaggio anche attraverso la regolare suddivisione degli appezzamenti definita a scopi irrigui. Le numerose presenze di altri corsi d’acqua sono ascrivibili nel reticolo idrico minore e rappresentano un elemento fondamentale della caratterizzazione del paesaggio di Bagnolo Cremasco; infine il territorio è solcato da scoline e canali irrigui che presentano lungo i loro corsi abbondante vegetazione di essenze arboree e arbustive. La rete irrigua principale o secondaria si identifica pertanto con canali di irrigazione e di colo di limitata estensione e che si sviluppano su suolo privato. 162 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.3 L’assetto geologico, idrogeologico e sismico del territorio La prevenzione del rischio idrogeologico attraverso una pianificazione territoriale compatibile con l’assetto geologico, geomorfologico e con le condizioni di sismicità del territorio a scala comunale viene attuata in Regione Lombardia dal 1993. In questo periodo di tempo, il 73% circa dei Comuni lombardi ha realizzato uno studio geologico del proprio territorio di supporto e guida alla pianificazione. A Bagnolo Cremasco lo Studio Geologico è stato approvato con Delibera del Consiglio Comunale n°17 del 06.04.2004 ed è stato condotto dal Dott.Marco Daguati (iscrizione n°807 all’Ordine dei Geologi della Lombardia), studio in seguito integrato e approvato in Delibera del consiglio Comunale n°7075 del 01.12.2009. Lo studio geologico rappresenta un grosso supporto per definire e valutare le potenzialità e la vulnerabilità del territorio al fine di rendere congruenti le scelte urbanistiche con la vocazione e l’assetto del territorio. L’art.8 comma 1 lettera c) della Legge per il Governo del Territorio prevede inoltre che il Documento di Piano definisca l’assetto geologico, idrogeologico e sismico del territorio: i contenuti principali dello studio sono definiti in dettaglio dalla Deliberazione della Giunta Regionale del 22 Dicembre 2005 n.8/1566 “Criteri e indirizzi per la definizione della componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio, in attuazione dell’art.57, comma 1 della L.R. n.12/2005”. Lo studio geologico rappresenta una delle componenti del quadro conoscitivo del territorio comunale e costituisce la base per scelte pianificatorie compatibili con l’assetto geologico, geomorfologico e con le condizioni di sismicità del territorio. Tale studio si espleta in tre fasi: - fase di analisi, in cui si individuano gli elementi litologici, geologico-tecnici, pedologici, strutturali, geomorfologici, idrografici e idrogeologici per definire una carta di pericolosità sismica locale; - fase di sintesi e valutazione, essa viene definita attraverso la Carta dei Vincoli, che individua le limitazioni d’uso del territorio derivanti dai piani sovraordinati e da normative di carattere geologico, e la Carta di Sintesi, che propone una zonazione del territorio per ambiti omogenei in funzione della pericolosità geologico/geotecnica e della vulnerabilità idraulica e idrogeologica; - fase di proposta, attraverso la Carta delle Fattibilità delle Azioni di Piano suddivide il territorio in quattro classi (e sottoclassi) di fattibilità con limitazioni d’uso crescenti e individua le aree soggette ad amplificazione sismica locale. Vengono inoltre definite le Norme Geologiche di Piano che per ogni classe di fattibilità riportano indicazioni circa le 163 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo indagini di approfondimento e la loro estensione, le opere di mitigazione necessarie, le tipologie costruttive e le norme sismiche specifiche da adottare. a) Definizioni Ai sensi della Deliberazione della Giunta Regionale del 22 Dicembre 2005 n.8/1566 si definiscono i seguenti termini tecnici: Rischio: entità del danno esteso in una data area e in un certo intervallo di tempo in seguito al verificarsi di un particolare evento. Elemento a rischio: popolazione, proprietà, attività economica esposta a rischio in una determinata area. Vulnerabilità: attitudine dell’elemento a rischio a subire danni per effetto dell’evento. Pericolosità: probabilità di occorrenza di un certo fenomeno di una certa intensità in un determinato intervallo di tempo ed in una certa area. Dissesto: processo evolutivo di natura geologica o idraulica che determina condizioni di pericolosità a diversi livelli di intensità Microzonazione sismica: individuazione e delimitazione di zone alle quali vengono attribuiti parametri e prescrizioni finalizzati alla riduzione del rischio sismico. Il significato dello studio di micro zonazione sismica è quello di tradursi in uno strumento di uso del territorio e per questo al suo carattere spiccatamente scientifico, deve affiancarsi l’aspetto politico, inteso come scelte di priorità precise volte nella direzione della sicurezza, prevenzione, pianificazione territoriale, conoscenza e salvaguardia dei beni fisici ed architettonici. Pericolosità sismica di base: previsione deterministica o probabilistica che si possa verificare un evento sismico in una certa area in un determinato intervallo di tempo. Terremoto di riferimento:spettro elastico di risposta o accelerogramma relativo ad una formazione rocciosa di base o ad un sito di riferimento Pericolosità sismica locale:previsione delle variazioni dei parametri della pericolosità di base e dell’accadimento di fenomeni di instabilità dovute alle condizioni geologiche e geomorfologiche del sito. 164 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.3.1 Aspetti metodologici La metodologia proposta per la redazione della componente geologica dei Piani di Governo del Territorio si fonda sulle fasi di analisi, di sintesi/valutazione e di proposta. a) Fase di analisi La fase di analisi si basa sulla raccolta di dati propedeutici alla predisposizione della cartografia di analisi. La finalità è acquisire una conoscenza il più approfondita possibile del territorio in esame con particolare riferimento a fenomeni di dissesto o esondazione pregressi e ad alterazioni dello stato del territorio anche se non più riconoscibili, in un’ottica di prevenzione e di previsione dei nuovi scenari di rischio. Gli elaborati cartografici di inquadramento sono finalizzati alla caratterizzazione del territorio comunale dal punto di vista geologico, idrologico, geomorfologico, idrogeologico, strutturale e sismico. Essi comprendono anche aree in cui si possono verificare fenomeni che interferiscono con il territorio in esame. b) Fase di sintesi/valutazione Tale fase si definisce attraverso la Carta dei Vincoli e la Carta di Sintesi. Carta dei vincoli: essa rappresenta le limitazioni d’uso del territorio derivanti dalle normative in vigore di contenuto prettamente geologico. Vengono inoltre riportate in essa le aree di salvaguardia delle captazioni ad uso idropotabile, siano esse di tutela assoluta o di rispetto. I vincoli di natura fisico-ambientale e geologici che gravano sul territorio sono illustrati nella tavola 3/PR del Piano delle Regole. Carta di sintesi: essa rappresenta le aree omogenee dal punto di vista della pericolosità/vulnerabilità riferita allo specifico fenomeno che le genera. In esse si identificano: • le aree pericolose per l’instabilità dei versanti: l’instabilità è un fattore riferito sia a crolli, a frane o a valanghe già avvenute o potenzialmente verificabili; 165 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo • le aree vulnerabili idrogeologicamente: aree a bassa soggiacienza di falda o con falda sospesa, aree interessate da intensa fatturazione; • le aree vulnerabili idraulicamente: aree soggette ad allagamento in occasione di precedenti fenomeni alluvionali o frequentemente inondabili; • le aree che presentano scadenti caratteristiche geotecniche: aree di possibile ristagno, torbose e paludose, aree con composizione prevalente limo-argillosa, con limitata capacità portante e con consistenti disomogeneità tessiturali. c) Fase di proposta Tale fase è definita attraverso la redazione della Carta di Fattibilità geologica delle Azioni di Piano e delle Norme Geologiche di Attuazione. Carta di Fattibilità delle Azioni di Piano: viene desunta dalla Carta di Sintesi e dalla Carta dei Vincoli ed è il risultato della valutazione incrociata degli elementi contenuti nella cartografia analitica con i fattori ambientali, territoriali ed antropici propri dell’area comunale. Nella carta viene espressa la fattibilità delle scelte urbanistiche in termini geologici individuando 4 classi che derivano dal riconoscimento delle limitazioni di natura geologica, dai vincoli territoriali sovraordinati (in particolare il PTCP della Provincia di Cremona) e dal recepimento delle osservazioni/prescrizioni della Regione Lombardia e del Settore Urbanistica della Provincia di Cremona. La classificazione disegna un mosaico della fattibilità e fornisce indicazioni generali in ordine alle destinazioni d’uso, alle cautele generali da adottare per gli interventi, agli studi e alle indagini da effettuare per gli approfondimenti del caso, nonché alle opere di riduzione del rischio ed alla necessità di controllo dei fenomeni in atto o quiescenti. Le classi di fattibilità sono sono evidenziate nella tavola 3/PR si identificano nel modo seguente: • Classe 1 – Fattibilità senza particolari limitazioni: in tali aree non esistono implicazioni dovute all’utilizzo dei suoli a scopi edificatori; • Classe 2 – Fattibilità con modeste limitazioni: gli ambiti assegnati a questa classe possiedono caratteristiche edificatorie che non prevedono l’esecuzione di opere di difesa, • Classe 3 – Fattibilità con consistenti limitazioni: in tali ambiti si rendono necessari interventi specifici o opere di difesa per interventi edificatori; 166 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo • Classe 4 – Fattibilità con gravi limitazioni: in tali ambiti vanno escluse nuove edificazioni e risultano accettabili opere tese al consolidamento e alla sistemazione idrogeologica per la messa in sicurezza dei luoghi. Norme Geologiche di Attuazione: contengono le precisazioni e gli indirizzi necessari e sufficienti a garantire il più pertinente corredo di carattere geologico ad ogni prevedibile intervento futuro sul territorio, nel rispetto, innanzitutto, di quanto stabilito dal D.M. 11.3.1988 n. 47 Min. LL.PP. dal titolo "Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione". Le norme rappresentano la traduzione in termini pratici e di comune comprensione delle valutazioni tematiche in ordine alla effettiva fruibilità dei terreni del Comune di Bagnolo Cremasco. Le Norme Geologiche di Attuazione hanno le seguenti caratteristiche principali: - sono rigorosamente riferite alle prescrizioni tecniche di tipo geologico e di caratterizzazione geologico-tecnica contenute nel D.M. 11.03.1988 n. 47 Min. LL.PP.; - superano ogni schematicità e ogni genericità, per proporre una sorta di manuale locale del "buonagire geologico", per la migliore e pertinente tutela di un bene non più sconosciuto qual è il territorio geologico di Bagnolo Cremasco, proprio in virtù dei dettagliati e specifici studi prescritti e svolti; - sono destinate alla lettura, alla comprensione, alla utilizzazione e al rispetto da parte di qualunque soggetto, pubblico o privato. In generale, nell’ambito dello scenario di pericolosità sismica locale, si riscontra una bassa intensità dei terremoti e si ritiene poco probabile che il terreno possa essere soggetto a fenomeni di liquefazione o addensamento. Lo studio geologico è stato recepito nel Piano delle Regole: le norme sono riportate nel Titolo IV del capitolo 4 e si riflettono nella tavole 3/PR. 167 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.3.2 L’ambiente fisico Il territorio di Bagnolo Cremasco è collocato nella zona del Cremasco compresa tra il fiume Adda, il fiume Serio e il fiume Brembo; un tempo detta zona era chiamata “Isola Fulcheria”. Fino all’XI secolo questo territorio si presentava per la quasi totalità sommerso da acque non ancora incanalate dai fiumi Adda e Serio e da quelle provenienti dai fontanili. Sebbene definita “Isola Fulcheria”, tale area geograficamente non è mai stata un’isola ma una vasta lingua di terra protesa da nord a sud e delimitata dal corso del Brembo ad ovest e dal corso del Serio ad est; il termine “isola” possedeva pertanto fondamentalmente l’accezione di una zona di passaggio interfluviale. Gli storici di Crema ricordano sempre nei loro scritti due vasti ristagni di acqua relativi a questa zona di territorio: essi erano ritenuti dei veri e propri laghi e vennero denominati “Lago Gerundo” e “Moso”. Il Lago Gerundo è stato da sempre individuato nella vasta area alluvionale adiacente l’attuale corso dell’Adda tra Cremona e Pizzighettone e il Moso nella bassa pianura ad occidente di Crema tra Ombriano, Vaiano Cremasco, Scannabue, Trescore Cremasco e Vairano. L’ambiente fisico è sempre stato caratterizzato anche dalla particolare conformazione geologica degli strati del sottosuolo che hanno dato origine ai fontanili ovvero punti di affioramento da sottosuolo della falda; la zona delle risorgive, come si è soliti definire l’area di affioramento delle acque ipogee, è comune a tutta la pianura padana. La loro importanza non è solo di carattere geografico, come definizione degli aspetti fisici che distinguono l”alta pianura” asciutta dalla “bassa pianura” inzuppata d’acqua, ma anche di carattere antropico ed economico conseguente alla distribuzione degli insediamenti umani ed all’utilizzo delle acque nelle opere di irrigazione. L’esistenza del Moso (termine lombardo per definire le paludi comunemente usato a partire dal XVIII secolo) era strettamente connessa alla presenza di abbondanti risorgive: le acque di tracimazione, seguendo le pendenze del terreno, incappavano in questa bassura e allagavano gradualmente nei punti più depressi. La permanenza delle paludi era poi facilitata dalla connotazione del suolo quasi totalmente impermeabile per la presenza di eminenti sabbie e argille che ne impedivano il drenaggio. Paludi e boschi dominarono per lungo tempo il territorio e la toponomastica locale lo ripete nel ricorrenza del vocabolo moso ovvero palude e di quello di bosco, riferendoli sia ad aree estese o a singole cascine (Cascina Moso, Cascina del Bosco…). In un territorio così descritto è facile riscontrare come gli scambi commerciali siano stati per lungo tempo di scarsa entità a causa della non regolamentazione delle acque e dell’esigua rete viaria; sin 168 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo dal Medioevo l’economia della città e del suo territorio si è basata sull’agricoltura, affiancata dall’artigianato e dall’attività creditizia. L’irrigabilità della maggior parte del territorio ha favorito colture dimostratesi altamente remunerative come il grano, il miglio, la segale, il farro; le coltivazioni soppiantarono in seguito progressivamente i boschi e i pascoli accrescendo la produzione di foraggio. A partire dall’XI secolo, grazie ai monaci delle grandi Abbazie Cistercensi, iniziarono le grandi opere di trasformazione fondiaria, di bonifica dei terreni paludosi o boschivi e di regolamentazione delle acque. L’agricoltura, l’allevamento e gli scambi commerciali iniziarono a prendere un notevole impulso in seguito al diffondersi delle regolari rotazioni dei campi, delle concimazioni, delle irrigazioni e dell’importante introduzione delle “marcite” alimentate dall’acqua dei fontanili. La città e la campagna cambiano volto: la prima promuove la nascita di nuovi centri abitati nel territorio per motivi militari o economici, nella seconda sorgono invece villaggi per la messa a coltura di terre non ancora coltivate. a) Caratteristiche geomorfologiche del territorio Sotto l’aspetto geomorfologico il comune di Bagnolo non si differenzia dal resto del territorio cremasco, costituito da solchi fluviali formati da alluvioni post-glaciali. Nel complesso si tratta di formazioni alluvionali frutto del lungo lavoro di deposito e di erosione operato in alterne vicende dalle acque fluviali. Al di sotto dei depositi continentali affioranti è presente un basamento di origine marina, in cui le ispezioni geofisiche condotte nei decenni scorsi a scopo di ricerca petrolifera, hanno permesso di rilevare una situazione strutturale complessa; i processi che hanno portato alla formazione di questo territorio sono legati sia alle spinte tettoniche responsabili del sollevamento degli Appennini e dell’arco alpi che dello smantellamento, trasporto e deposizione ad opera degli agenti atmosferici del materiale eroso a monte. E’ presente inoltre un piano denominato Livello Fondamentale della Pianura o Piano Generale Terrazzato e che presenta una debole inclinazione da nord-ovest a sudest collegando la fascia delle conoidi pedemontane alla valle del Po. Questo piano è attraversato da morfologie depresse (valli fluviali) ed è interessato da alcuni leggeri rilevati (dossi e pianalti). Nel territorio di Bagnolo Cremasco non si rilevano concrete situazioni di rischio derivanti da sismi o da fogliazioni di superficie: l’ambito comunale risulta classificato secondo la recente normativa (Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3274 del 20.03.2003) come zona 4. 169 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Il comune di Bagnolo Cremasco è interamente compreso tra le quote di 69 e 86 m s.l.m. e si presenta come una pianura sub-pianeggiante, interrotta nel margine sud-occidentale da una serie di scarpate morfologiche di origine fluviale ascrivibili alla dinamica erosiva del fiume Adda. Le scarpate si presentano come versanti molto acclivi, con altezza variabile fino a circa 10 metri, ormai relitte e prive di significativi fenomeni di instabilità, fatto salvo esigue incisioni dovute al ruscellamento concentrato da parte delle acque superficiali (meteoriche o irrigue) provenienti dal sovrastante terrazzo. Molti lineamenti osservabili oggi sono il prodotto di ripetuti rimaneggiamenti, frequentemente anche a scopi estrattivi, i quali hanno determinato un progressivo arretramento delle scarpate rispetto alla posizione originaria. Soprattutto in corrispondenza dell’abitato di Bagnolo Cremasco le scarpate sulle quali si sviluppa l’edificato assumono l’aspetto di una caratteristica rottura di pendenza del piano di campagna. Gli unici fenomeni morfologici attivi presenti in questa porzione di pianura si osservano a nordovest dell’abitato in corrispondenza di alcune scarpate di origine fluviale relative al reticolo minore: i corsi d’acqua assumono pendenze tali da giustificare una significativa velocità e capacità di erosione. La porzione più settentrionale del territorio comunale è invece occupato dal “Moso di Crema”, un’area depressa di origine fluviale e fluvio-palustre solcata dal Cavetto (o Roggia Turati) e dalla Roggia Acquarossa. La depressione del Moso è caratterizzata dal ristagno d’acqua superficiale provenienti dai fontanili a nord-ovest di Crema e dall’affioramento di acqua di falda: tali elementi hanno generato un ambiente palustre soggetto a meccanismi deposizionali. In seguito, il trasporto idrico di argilla e limo e l’abbondante vegetazione acquatica hanno favorito un progressivo interramento della palude spiegando così l’elevata componente organica presente nei depositi affioranti. Le valli del territorio cremonese si distinguono in fluviali e relitte: le prime, caratterizzate dalla presenza del fiume, sono quelle percorse dai fiumi Po, Oglio, Adda e Serio; le seconde, formate da antichi corsi d’acqua oggi scomparsi, comprendono il Moso, la valle del Serio Morto, le strutture del paleo-Oglio e la valle del Morbasco. Le valli fluviali rappresentano le aree meno interessate dalle attività umane e al loro interno prevalgono forme specifiche di agricoltura quali la pioppicoltura. Inoltre sono porzioni di territorio che mantengono un livello di qualità ambientale superiore rispetto alle aree circostanti. La presenza quasi esclusiva delle riserve naturali lungo le valli dei fiumi principali, seppur in numero variabile tra fiume e fiume, ed il regime vincolistico previsto dalla legislazione rende merito della qualità naturalistica di questi elementi. 170 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo La pianura cremasca, prima dell’intensa opera di colonizzazione e bonifica a fini produttivi ed insediativi operata dall’uomo, era occupata dalla foresta planiziale di cui oggi rimangono pochi frammenti in genere localizzati nelle vicinanze dei corsi d’acqua e negli spazi residuali. La foresta planiziale è caratterizzata da una successione di specie arboree e arbustive determinata dalla presenza dell’acqua, che è il fattore che più di ogni altro caratterizza gli ambienti della pianura. b) Il Moso di Crema Il Moso rappresenta un elemento caratteristico del territorio; oggi fa parte di un area chiamata Parco Locale di Interesse Sovracomunale (P.L.I.S.) e i criteri per l’esercizio da parte delle province della delega di funzioni in materia sono normati dalla Deliberazione della Giunta Regionale n°8/6148 del 12 Dicembre 2007. Il P.L.I.S. del Moso coinvolge una vasta area omogenea per caratteristiche storiche e morfologiche compresa tra i comuni di Crema, Bagnolo Cremasco, Vaiano Cremasco, Palazzo Pignano, Cremosano e Trescore Cremasco. I comuni sopracitati hanno siglato in data 07/06/1999 (Prot.Prov.44187) una convenzione finalizzata alla gestione coordinata del Parco Agricolo Locale di Interesse Sovracomunale del Moso. Scopo della convenzione è stata la gestione coordinata del P.L.I.S. del Moso, così come individuato nei rispettivi Piani Regolatori dei Comuni e l’ottenimento del riconoscimento da parte della Provincia di Cremona. Attualmente, la richiesta di riconoscimento del Parco interessa i comuni di Crema, Bagnolo Cremasco e Cremosano, in quanto gli strumenti urbanistici, già individuano il perimetro ed hanno una normativa di salvaguardia specifica per la zona del “Moso”. Per i comuni di Vaiano Cremasco, Trescore Cremasco e Palazzo Pignano, si è in attesa dell’adeguamento degli strumenti urbanistici, attraverso l’introduzione del perimetro che individui i confini comunali del parco e di una normativa specifica, che permetta l’assunzione di un analogo provvedimento di riconoscimento, consentendo così di inserire all’interno del redigendo parco, tutta l’area del Moso. La superficie attualmente interessata al riconoscimento è di circa 10.575.218 mq, ma una volta completata l’adesione, avrà un’estensione territoriale di circa 14.675.499 mq. Da questo si evince l’importanza che una tale area riveste all’interno di un territorio sempre più 171 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo compromesso dalle nuove espansioni e dalle necessità della vita moderna, costituendo una grande opportunità per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente, non solo per i residenti dei comuni direttamente coinvolti, ma per tutte le aree che vi gravitano attorno. I Parchi Locali di Interesse Sovracomunale sono aree comprendenti strutture naturali ed anche aree verdi urbane finalizzate a favorire la conservazione della biodiversità, la tutela di aree a vocazione agricola di valore naturale, paesistico e storico-culturale, anche in relazione alla posizione e al potenziale di sviluppo di contesti paesisticamente impoveriti, urbanizzati o degradati. Le finalità che si propone il P.L.I.S. sono: • contribuire alla realizzazione della rete ecologica regionale e provinciale; • tutelare i gangli principali nella rete ecologica fra le aree protette e creare le fasce tampone attorno alle aree di maggiore valenza naturalistica; • realizzare i parchi territoriali di area vasta, a scala metropolitana; • conservare i territori prossimi ai corpi idrici coniugando le esigenze naturalistiche a quelle fruitive; • realizzare e gestire le nuove forestazioni nel quadro degli adempimenti previsti dal protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas serra, così come impianti forestali dedicati ai nuovi nati ai sensi della vigente normativa nazionale; • promuovere il rilievo e lo studio delle emergenze ambientali e paesaggistiche delle aree a più forte naturalità; • favorire la conservazione e/o il recupero degli ambienti naturali o seminaturali nonché a garantire la salvaguardia del paesaggio agrario e la sua valorizzazione tramite azioni e metodologie in sintonia con gli obiettivi del P.L.I.S.; • favorire il recupero delle aree degradate; • favorire la fruizione ricreativa, didattica e culturale dell’area del P.L.I.S.; • mantenere la rete di sentieri e di strade interpoderali per fini di conduzione agricola e ricreativa; • ripristinare ed equipaggiare una rete di strade ciclopedonali per il collegamento tra i centri abitati ed i principali luoghi attrattori all’interno del Parco; • favorire la tutela del sistema irriguo e la valorizzazione delle rogge; • promuovere specifiche politiche di sostegno o forme di collaborazione anche tramite convenzioni con gli operatori agricoli con enti, o privati, per concorrere alla buona riuscita degli obiettivi e per favorire l’attuazione degli interventi di cui sopra; • approvare eventuali regolamenti del P.L.I.S., anche in accordo con altre amministrazioni interessate; 172 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo • esercitare la vigilanza sul territorio del P.L.I.S. anche avvalendosi del concorso del Servizio volontario di vigilanza ecologica, previa intesa con la Provincia di Cremona; • acquisire, anche mediante espropri di pubblica utilità, le aree individuate nei Piani Pluriennali degli Interventi o, comunque, necessarie al conseguimento degli obiettivi del P.L.I.S. Il perseguimento di tali obiettivi dovrà avvenire secondo le modalità determinate dalla Provincia di Cremona e comunque, attraverso un Programma Pluriennale degli Interventi, conforme agli strumenti urbanistici dei comuni interessati, al fine di perseguire le finalità sopraccitate e comuni a tutto il territorio. c) Caratteristiche litologiche dei terreni superficiali Nel comune di Bagnolo Cremasco sono presenti quattro classi litotecniche, sviluppate in altrettante aree di affioramento: • Classe 1: costituita da depositi sabbiosi e ghiaiosi con possibili e consistenti coperture fini anche organiche – Area di affioramento: settore Nord del Moso di Bagnolo Cremasco. • Classe 2: costituita da una diffusa presenza di terreni fini (limo, argilla e torba) con una consistente componente organica, inclusi depositi vegetali più o meno conservati in ambiente asfittico; falda sub affiorante. Area di affioramento settore centromeridionale del Moso di Bagnolo Cremasco. • Classe 3: costituita da depositi sabbiosi, limosi sabbiosi e limosi, localmente caratterizzati da sottili e discontinui orizzonti di granulometria più fine (limo ed argilla). Atrea di affioramento: Livello Fondamentale della Pianura. • Classe 4: costituita da depositi ghiaiosi-sabbiosi a limo-argillosi; presenza di elevata componente organica. Area di affioramento: area dei terrazzamenti del fiume Adda a S-O del territorio comunale. d) Caratteristiche pedologiche Il suolo è un elemento fondamentale per il paesaggio e per l’equilibrio degli ecosistemi in quanto da un lato rappresenta l’interfaccia tra atmosfera, idrosfera e biosfera, e dall’altro la sua 173 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo evoluzione e le sue caratteristiche sono strettamente legate a questi tre comparti; inoltre costituisce una risorsa ambientale non rinnovabile. Il territorio lombardo è stato catalogato in cinque sistemi di pedopaesaggio, ulteriormente suddivisi in sottosistemi e unità: i sistemi rappresentano ampi ambiti territoriali definiti in base ai fenomeni che ne hanno determinato la formazione; i sottosistemi si differenziano per l’età e la morfogenesi; le unità comprendono superfici omogenee per morfologia degli elementi del paesaggio e per i caratteri del suolo (Progetto Carta Pedologica – I suoli della pianura cremasca - Ersal, 2000). Nella carta dei pedopaesaggi di un territorio oggetto di indagine vengono individuate aree omogenee per l’insieme dei caratteri ambientali che definiscono sia le proprietà dei suoli, sia gli aspetti superficiali dello stesso: forma della superficie, vegetazione ed uso del suolo. Facendo riferimento allo studio ambientale redatto contestualmente alla redazione del “Progetto del Reticolo Idrico Minore dell’area cremasca”, si evince che il territorio di Bagnolo Cremasco rientra in parte nell’unità della media pianura idromorfa, in parte nella bassa pianura sabbiosa limosa ed in parte nell’area delle alluvioni antiche terrazzate. La media pianura idromorfa è costituita dalla fascia di pianura posta a nord del territorio comunale e comprende i due grandi paesaggi del Moso e del tratto settentrionale della valle dei Navigli. La media pianura idromorfa è interamente compresa nella fascia dei fontanili. L’origine delle risorgive è riconducibile alla minor permeabilità dei depositi della bassa pianura, che comporterebbe l’innalzamento delle falde superficiali. I fontanili si trovano dove la falda superficiale intercetta o approssima la superficie topografica. La caratteristica fondamentale di questo tipo di paesaggio è una falda poco profonda che varia di profondità localmente e stagionalmente: infatti l’idromorfia del suolo dipende dalla profondità della falda e dalla permeabilità del suolo. Altro fattore di primaria importanza in questo tipo di paesaggio è rappresentato dagli interventi di bonifica idraulica, tendenti ad abbassare il livello dell’acqua nel suolo e che si concretizzano principalmente nello scavo di fossi per il drenaggio e l’allontanamento delle acque. La caratteristica dei suoli rappresenta una limitazione d’uso degli stessi sia in relazione alla lavorabilità, alla trafficabilità, sia alle scelte colturali. La bassa pianura sabbiosa limosa si trova a sud della fascia delle risorgive ed è caratterizzata da superfici pianeggianti o debolmente ondulate, incise da numerosi corsi d’acqua che hanno contribuito a costruirla. L’area del comune di Bagnolo Cremasco racchiusa in questo ambito territoriale è caratterizzata da superfici pianeggianti o debolmente depresse aventi come substrato depositi limosi argillosi 174 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo sovrapposti a depositi sabbiosi. Si tratta di terreni in genere ben strutturati ma con evidenti segni di idromorfia negli strati più profondi dovuta ad una falda oscillante ed alla ridotta permeabilità delle fasce limose-argillose. Una porzione del territorio comunale rientra anche nella cosiddetta area delle alluvioni antiche terrazzate. Il paesaggio è caratterizzato da terreni in posizione sopraelevata rispetto alle piane fluviali, costituiti da piccoli terrazzi delimitati da scarpate. Questi suoli sono caratterizzati da una tessitura moderatamente grossolana e dalla presenza di un orizzonte profondo ricco argilla. Gli strati superiori risultano invece poveri di argilla e questo è indice di un discreto grado di stabilità del suolo. Anche in questi suoli è possibile rinvenire segni di idromorfia causata dalla presenza di una falda oscillante. BAGNOLO CREMASCO Fig.05 : Individuazione delle unità di paesaggio d) Caratteristiche idrogeologiche Gli studi condotti sulla rete idrografica di Bagnolo Cremasco hanno reso possibile una suddivisione del reticolo idrico in tre zone omogenee all’interno delle quali la presenza di acqua superficiale assume specifiche e peculiari caratteristiche: - Comprensorio Idraulico Nord: corrisponde alla depressione del Moso ed è composto da un reticolo di origine naturale (Cavo Turati, Roggia di Acquarossa), dal canale Vacchelli 175 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo realizzato a scopi irrigui e da un fitto reticolato organizzato secondo le linee nord-sud e estovest con il duplice compito irriguo e di drenaggio; - Comprensorio Idraulico Centro: sviluppato sul livello Fondamentale della Pianura ha funzioni principalmente irrigue e di scolo; nell’attraversamento del centro abitato, dove risulta quasi completamente tombinato, raccoglie le acque meteoriche e quelle del “troppo pieno” della rete fognaria; - Comprensorio Idraulico Sud: sviluppato nella piana dell’Adda, è alimentato sia dalle acque provenienti dal Livello Fondamentale della Pianura, sia dal drenaggio delle acque sotterranee. Nel territorio di Bagnolo infatti si osservano diffusi fenomeni di risorgenza idrica in alveo, alcuni dei quali, favoriti dall’intervento dell’uomo, si sviluppano come vere e proprie risorgive. Nel complesso il territorio risulta solcato da una fitta rete di corsi d’acqua minori; sebbene essi non costituiscano un elemento di pericolo, devono essere protetti per l’importante azione di drenaggio e di bonifica svolta sul territorio; si rinviene inoltre un complesso idrogeologico sotterraneo la cui porzione più superficiale è in stretta relazione con il sistema idrografico. La presenza di acqua nel sottosuolo è legata ad aspetti climatico-antropici e a caratteristiche strutture stratigrafiche e deposizionali che ne governano l’accumulo e il transito. Nel territorio comunale e sovracomunale si sviluppa un complesso acquifero di tipo “multifalda” all’interno del quale sono riconoscibili due circuiti chiaramente separati. Un circuito, più superficiale, è alimentato sia da monte sia per infiltrazione diretta (a seguito di precipitazioni meteoriche o durante la pratica irrigua). Questo circuito si sviluppa fino ad una profondità di 30-40 m dal piano di campagna: a questa quota compaiono infatti i primi orizzonti impermeabili. Il circuito profondo, invece, scorre all’interno di due strati impermeabili ed è alimentato da aree poste idrogeologicamente a monte. Sul territorio comunale esistono anche numerose opere di captazione idraulica: alcuni sono pozzi domestici ma sono anche presenti tre pozzi gestiti dalla società Padania Acque Spa da cui si effettua l’approvvigionamento della rete acquedottistica. Sulla base di risultati condotti nell’indagine piezometrica, come emerge dallo Studio Geologico, si possono delineare due aree con soggiacenza differente: - la prima area è costituita dal territorio posto a Nord del centro abitato ed occupato dal Moso e da quello posto a S-O occupato dai terrazzi dell’Adda. In quest’area la falda è sub affiorante: la soggiacenza media della prima falda è infatti inferiore ai 2 metri e sono frequenti i fenomeni di risorgenza delle acque.; 176 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo - il settore centrale (Livello Fondamentale della Pianura) è caratterizzato da una soggiacenza media della prima falda superiore a 5 metri e progressivamente più elevata. Il sistema idrografico e il complesso delle acque sotterranee sono tra loro interconnessi secondo un delicato equilibrio, tuttavia si esclude che la pratica irrigua o le precipitazioni meteoriche possano modificare in modo sostanziale le linee di deflusso sotterraneo. La vulnerabilità degli acquiferi però esiste ed è resa possibile dall’infiltrazione e dalla propagazione degli agenti inquinanti provenienti dalla superficie o da altre falde più superficiali già compromesse. Questo concetto implica uno stato di potenziale minaccia della qualità originaria delle acque sotterranee, determinato unicamente dalle condizioni ambientali, sia naturali che antropiche, esistenti e indipendenti dalle sorgenti inquinanti. Considerando la possibilità di accesso verso le falde profonde di potenziali agenti inquinanti, appare evidente come i sedimenti permeabili offrano scarse difese mentre per gli acquiferi più profondi si riscontrano buone condizioni di isolamento e protezione. Le cause di contaminazioni sono molteplici e in generale riconducibili alle attività antropiche: l’aumento demografico comporta una maggiore urbanizzazione del territorio ed un aumento della produzione di rifiuti; l’incremento della produzione agricola causa l'utilizzo massiccio di fertilizzanti e pesticidi; la presenza di scarichi civili e industriali. Nello studio geologico del comune di Bagnolo Cremasco, integrando le informazioni litostratigrafiche e le informazioni stratigrafiche e pedologiche, sono state individuate tre classi omogenee in base al grado di vulnerabilità della falda: • la classe con condizioni di vulnerabilità da moderata ad alta, ovvero dove l’acquifero risulta di tipo libero o semiconfinato da modeste e discontinue coperture limose, estesa all’intero Livello Fondamentale della Pianura; • la classe con condizioni di vulnerabilità da alta ad elevata, corrispondente alla fascia settentrionale del Moso ed ai terrazzamenti dell’Adda, ospitante un acquifero modestamente soggiacente con coperture fini solo locali e discontinue; • la classe con condizioni di vulnerabilità da alta ad elevata, corrispondente alla fascia meridionale del Moso, caratterizzata da coperture fini e falda sub affiorante in stretto equilibrio con il reticolo idrografico. Sulla base di tali considerazioni, la vulnerabilità intrinseca costituisce un fattore caratteristico per il comune di Bagnolo Cremasco e limitante nella pianificazione, sarà pertanto opportuno valutare puntualmente la vulnerabilità intrinseca dell’acquifero ogni volta che ci si appresta alla progettazione di attività potenzialmente impattanti sulle acque sotterranee (depuratori, stoccaggi di sostanze inquinanti, dispersione di fanghi, attività estrattive…). 177 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Con il termine “vulnerabilità intrinseca” viene generalmente indicata la sensibilità specifica dell’acquifero nei confronti di agenti inquinanti liquidi o idroveicolabili, i quali possono venire dispersi a campagna o immessi nelle acque superficiali. Associando al gradi di vulnerabilità la presenza di potenziali fonti di inquinamento, presenti nonostante la naturale vocazione agricola del territorio, sarà possibile determinare il livello di rischio idrogeologico degli acquiferi. 178 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.3.3. La fase di sintesi e valutazione Dopo la fase di analisi e di raccolta dei dati, subentra l’elaborazione degli stessi attraverso la stesura di due documenti molto importanti: la Carta dei Vincoli Geologici e la Carta di Sintesi. Entrambi gli elaborati sono contenuti nello Studio Geologico approvato con Delibera del Consiglio Comunale n°17 del 06.04.2004 condotto dal Dott.Marco Daguati per il comune di Bagnolo Cremasco, in seguito integrato e approvato con Delibera del Consiglio Comunale n°7075 del 01.12.2009. a) La Carta dei Vincoli Geologici In questo elaborato grafico si ritrovano tutti i vincoli di natura fisico-ambientale e geologica. Nel territorio di Bagnolo Cremasco sono state evidenziati i seguenti vincoli: - zona di tutela dei pozzi ad uso potabile-acquedottistico per le quali la normativa vigente (D.Lgs 152/06 e s.m.i.) fissa, secondo criteri geometrici, una fascia di rispetto estesa 200m dalle strutture di captazione e una fascia di tutela assoluta di 10m; in particolare, si segnala che sul territorio di Bagnolo Cremasco insistono tre pozzi acquedottisitici gestiti dalla Padania Acqua Spa; - tra i vincoli è stato cartografato il reticolato idrografico (come definito sulla base della DGR n°7/7868 del 25.01.2002 e s.m.i. a cura dello Studio Agriter di Crema che ha redatto il documento previsto dalla normativa della Regione Lombardia); le attività consentite e quelle vietate, così come le fasce di rispetto, sono normate da specifico regolamento di polizia idraulica (R.D. 523/1904 e succ. mod.) e da specifico regolamento locale. Al proposito di reticolato idrografico, si rammenta che sul territorio comunale non insistono vincoli derivanti dal Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.). Nella carta dei Vincoli Geologici sono recepiti inoltre vincoli normativi di natura fisico-ambientale e geologica derivanti dal PTCP all’art.16 “Aree soggette a regime di tutela del PTCP”: esse riguardano le aree con caratteri di elevata qualità paesistico-ambientale e la tutela di queste aree ha come obiettivo il mantenimento e dove possibile l’incremento dell’efficacia ecologica, della qualità estetico-visuale e dei riferimenti storico-culturali. Tali aree non devono quindi essere oggetto di interventi che comportino il loro degrado e/o la loro perdita anche parziale. Ai sensi dell’art. 16 del PTCP si evidenziano: 179 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo − i corsi d’acqua naturali e artificiali di cui alla lettera c dell’art.22 del Piano Territoriale Paesistico Regionale: nel territorio di Bagnolo Cremasco è rappresentato dal Canale Vacchelli, compresa l’alzaia relativa; per tale corso d’acqua non sono consentite attività o azioni che comportino in modo diretto o indiretto l’alterazione o il degrado dei caratteri paesistici e ambientali dei beni oggetto di tutela; − gli orli di scarpata assoggettati a specifica tutela da parte del PTCP (art. 16.4): i tratti significativi delle scarpate principali (altezza superiore a 3m) e secondarie (altezza inferiore a 3m) in quanto emergenze morfologiche-naturalistiche e in rapporto alla loro evidenza percettiva, costituiscono elementi di notevole interesse paesistico. Essi concorrono spesso a formare fasce dotate di un alto grado di naturalità e costituiscono elementi di riferimento simbolico come presenze evocative del paesaggio originario; − i fontanili (art. 16.5 del PTCP), in quanto testimonianza storica della cultura materiale dei luoghi e in quanto sistema di elevato valore ecologico e naturalistico; − le zone umide e i bodri (art. 16.6 del PTCP) in quanto costituiscono biotopi di elevato interesse ecologico e naturalistico. b) La Carta di Sintesi Essa costituisce il documento nel quale vengono riassunti tutti i fenomeni naturali ed antropici che costituiscono delle limitazioni alle scelte urbanistiche. La scala di rappresentazione è 1:10.000 e l’elaborato contiene gli elementi più significativi emersi nella fase di analisi, distinguendo il territorio comunale per aree omogenee. La Carta di Sintesi rappresenta i lineamenti morfologici delle scarpate di altezza significativa in quanto elementi morfologici vulnerabili o potenzialmente instabili e le incisioni fluviali attive del reticolo minore, anche se di modesta entità. Tra i lineamenti idrogeologici e idrografici infine, sono stati cartografati tutti i corpi idrici superficiali riconosciuti in fase di analisi, le risorgive e le aree morfologicamente depresse presenti nel Moso caratterizzate da ristagno di acque superficiali e dall’affioramento delle acque di falda. 180 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 1.3.4. La fase di proposta La fase di proposta si realizza attraverso la Carta delle Fattibilità delle Azioni di Piano che suddivide il territorio in quattro classi (e sottoclassi) di fattibilità con limitazioni d’uso crescenti e individua le aree soggette ad amplificazione sismica locale. In questa fase si definiscono anche le Norme Geologiche di Piano che per ogni classe di fattibilità riporta le indicazioni circa le indagini di approfondimento e la loro estensione, le opere di mitigazione necessarie, le tipologie costruttive e le norme sismiche specifiche da adottare. I contenuti della Carta delle Fattibilità delle Azioni di Piano e delle Norme Geologiche di Piano sono illustrati dettagliatamente nello Studio Geologico approvato con Delibera del Consiglio Comunale n°17 del 06.04.2004 condotto dal Dott.Marco Daguati per il comune di Bagnolo Cremasco. in seguito integrato e approvato con Delibera del Consiglio Comunale n°7075 del 01.12.2009. a) La Carta delle Fattibilità delle Azioni di Piano Essa è il risultato della valutazione incrociata degli elementi contenuti nella cartografia analitica con i fattori ambientali, territoriali e antropici propri del territorio di Bagnolo Cremasco. La fattibilità delle scelte urbanistiche in termini geologici viene espressa individuando quattro classi che forniscono le indicazioni generali in ordine alle destinazioni d’uso, alle cautele generali da adottare per gli interventi, agli studi ed alle indagini da effettuare per gli approfondimenti del caso, nonché alle opere di riduzione del rischio e alla necessità di controllo dei fenomeni in atto o quiescenti. Le classi individuate nel territorio di Bagnolo Cremasco sono le seguenti: - Classe 1 - Fattibilità senza particolari limitazioni: in questa classe ricadono le aree per le quali gli studi condotti non hanno individuato specifiche controindicazioni di carattere geologico all’urbanizzazione o alla modifica di destinazione d’uso delle particelle. Le aree appartenenti a questa zona sono la maggior parte delle aree del territorio urbanizzato e tutte le aree agricole del territorio ( quelle a sud fino al comune di Chieve, quelle a est fino al comune di Crema e quelle a nord fino al Parco del Moso). 181 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo - Classe 2 – Fattibilità con modeste limitazioni: in queste aree sono state rilevate puntuali o ridotte condizioni limitative alla modifica delle destinazioni d’uso dei terreni; per superare tali limiti si rendono necessari approfondimenti di carattere geologico-tecnico o idrogeologico. Le aree appartenenti a tale classe ricadono principalmente nel tessuto storico del centro di Bagnolo Cremasco e in aree limitrofe; esse sono interessate dalla presenza di scarpate morfologiche, in parte rimaneggiate, potenzialmente insidiose per le strutture di fondazione; - Classe 3 – Fattibilità con consistenti limitazioni: la classe comprende le zone nelle quali sono state riscontrate consistenti limitazioni alla modifica delle destinazioni d’uso dei terreni per l’entità e la natura dei rischi individuati nell’area di studio o nell’immediato intorno. Vengono individuate nella classe 3 le aree ricadenti nella fascia di rispetto dei pozzi potabili acquedottistici, le aree agricole a ovest del territorio fino al comune di Crespiatica e le zone del Parco del Moso centrali e settentrionali fino al comune di Trescore Cremasco. In queste zone sono la falda è subaffiorante ed è opportuno attuare specifici studi e indagini preliminari alla realizzazione di opere. Si sconsiglia in queste aree di realizzare scantinati e seminterrati se non protetti da idonei accorgimenti (impermeabilizzazioni e isolamenti specifici); - Classe 4 – Fattibilità con gravi limitazioni: tale classe ricade nelle fasce di tutela assoluta dei pozzi potabili acquedottistici (primi 10 metri dal punto di captazione idrica), alle fasce di rispetto dei corsi d’acqua e a tutta la zona meridionale del Moso caratterizzati da falda subaffiorante e ristagno d’acqua superficiale. In tali aree è esclusa ogni nuova edificazione e per le eventuali opere pubbliche e di interesse pubblico da realizzare bisognerà effettuare valutazioni puntuali e allegare appositi studi che dimostrino la compatibilità degli interventi previsti con la situazione di alto rischio geologico individuato. b) Le Norme Geologiche di Piano Per una corretta programmazione e progettazione degli interventi edilizi e urbanistici sull’intero territorio comunale si rimanda alle Norme Geologiche individuate nello Studio Geologico del approvato con Delibera del Consiglio Comunale n°17 del 06.04.2004 condotto dal Dott.Marco Daguati, in seguito integrato e approvato con Delibera del Consiglio Comunale n°7075 del 01.12.2009. Esse vengono riportate nel “Titolo IV – Norme Geologiche” del Piano delle Regole e possono essere applicate alle classi fattibilità come segue: 182 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo - per le aree ricadenti nella classe di fattibilità 1 si applicano gli articoli 1, 2, 3 e 4 relativi alla caratterizzazione geologico-tecnica dei terreni di fondazione e alla pianificazione e tutela idraulica del territorio. Agli interventi in questa area dovranno applicarsi inoltre il D.M. 11.03.1998 (“Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate e le prescrizioni per la progettazione, l’esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione”) e la successiva C.M. 30483 del 24.09.1988; - per le aree ricadenti nella classe di fattibilità 2 si applica l’articolo 5 relativo alle superfici a morfologia complessa ai sensi del D.M. 11.03.1998 e del D.M.14.01.2008 e s.m.i.; - per le aree ricadenti nella classe di fattibilità 3 si applicano gli articoli 6 e 7 relativi alle fasce di rispetto dei pozzi acquedottistici, alle limitazioni di carattere geologico-tecnico e alla tutela dei lineamenti morfologici costitutivi del paesaggio; - per le aree ricadenti nella classe di fattibilità 4 si applicano gli articoli 8, 9, 10, 11, 12 e 13 relativi alla tutela assoluta dei pozzi acquedottistici, alle fasce di rispetto del reticolo idrografico del territorio di Bagnolo Cremasco, alle limitazioni consistenti di carattere geotecnico nella fascia meridionale del Moso, alle scarpate morfologiche, ai fontanili e alle zone umide presenti sul territorio. In generale, nell’ambito dello scenario di pericolosità sismica locale, si riscontra una bassa intensità dei terremoti e si ritiene poco probabile che il terreno possa essere soggetto a fenomeni di liquefazione o addensamento. 183 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 2 LO SCENARIO STRATEGICO DI PIANO In questo capitolo verranno individuati gli obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione a valenza strategica per la politica territoriale del Comune, così come previsto dall’art. 8, comma 2, lettera a della Legge Regionale dell’11 marzo 2005 n. 12. Secondo quanto previsto dalla Legge, gli obiettivi strategici comunali devono risultare coerenti con previsioni di livello sovra comunale e allo stesso tempo devono essere ambientalmente sostenibili. La verifica della congruità della sostenibilità ambientale delle scelte di Piano è affidata al documento di Valutazione Ambientale Strategica. Tale strumento è volto non solo alla valutazione della sostenibilità ambientale, ma anche della valutazione delle scelte operate rispetto agli obiettivi dichiarati, oltreché all’evidenziazione delle possibili sinergie con altri atti di pianificazione e programmazione e alla valutazione delle alternative individuate, degli impatti potenziali generati, delle eventuali misure di mitigazione/compensazione ritenute necessarie e delle coerenze paesaggistiche. Rispetto a quest'ultimo aspetto la Carta delle sensibilità paesaggistiche costituisce il riferimento per l'individuazione delle criticità e potenzialità locali del paesaggio nonché per l’individuazione delle opportunità di valorizzazione dello stesso in relazione alle previsioni di sviluppo e al governo delle dinamiche in atto. L’individuazione degli obiettivi strategici ha quindi lo scopo di mettere a sistema iniziative già in corso, promuovere la competitività del territorio e insieme produrre nuovi scenari e nuove immagini del futuro. La pianificazione strategica è proposta come strumento utile a costruire una visione d’insieme del futuro del comune. Per questo non riguarda soltanto aspetti urbanistici e territoriali ma approfondisce anche altri aspetti essenziali della vita cittadina: quello sociale, economico, culturale ed ambientale, trattati in una logica di trasversalità. 184 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 2.1 Individuazione delle strategie generali Una volta conclusa la lettura dello stato del territorio e di conseguenza l’ interpretazione delle potenzialità, delle criticità, e quindi delle invarianti, è ora possibile strutturare il quadro generale delle azioni strategiche. Si individuano le seguenti strategie generali: Strategia generale A Interesse generale - valori ecologici Strategia generale B Interesse generale - valori del territorio urbanizzato Strategia generale C Interesse generale -funzioni urbane Strategia generale D Costruzione del sistema dei servizi Strategia generale E Definizione del ruolo delle infrastrutture Strategia generale F Tutela e sviluppo delle attività economiche Ciascuna delle precedenti strategie sarà poi declinata in una serie di strategie specifiche, i cui contenuti e il cui sviluppo consentiranno poi la diretta traduzione in termini di operatività degli strumenti di pianificazione. 185 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Le strategie specifiche declinate dalle strategie generali possono essere riassunte con le seguenti titolazioni: Strategia generale A: Interesse generale - valori ecologici l. innalzamento del ruolo ecologico del verde urbano 2. compensazione ambientale delle trasformazioni urbane 3. costruzione delle connessioni ecologiche 4. ricostruzione del paesaggio storico Strategia generale B: Interesse generale - valori del territorio urbanizzato 1. tutela e competitività del centro storico 2. tutela e consolidamento della morfologia urbana 3. conseguimento dell'equilibrio tipologico Strategia generale C: Interesse generale - funzioni urbane 1. innalzamento qualitativo delle urbanizzazioni di margine 2. innalzamento generale dell'urbanità Strategia generale D: Costruzione del sistema dei servizi 1. costruzione del sistema dei servizi 2. completamento della rete dei servizi 3. fruizione del verde territoriale - percorsi nel verde territoriale Strategia generale E: Definizione del ruolo delle infrastrutture 1. attribuzione alle strade del ruolo di struttura del paesaggio urbano 2. completamento della rete urbana Strategia generale F: Tutela e sviluppo delle attività economiche 1. agricoltura 2. industria 3. terziario 186 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 2.1.1. Strategie generali per il governo del territorio In questa sezione verranno analizzate le strategie generali che il piano promuove al fine di dare concretezza alle politiche generali e di settore. Tali strategie saranno successivamente declinate in strategie di dettaglio, rivolte specificamente alla traduzione degli obiettivi di governo in azioni di piano. Per ogni strategia verranno individuati gli obiettivi generali, ovverosia le finalità che l'azione strategica intende perseguire nel governo del territorio e verranno esplicitate le scelte operative che dovranno caratterizzare la strategia generale. Strategia generale A: Interesse generale - valori ecologici Questa strategia incide su tutte le politiche di settore, in quanto lo sviluppo del territorio in ogni sua forma ed accezione si deve fondare su obiettivi di sostenibilità ecologica. L’obiettivo fondamentale di tale strategia è la conservazione e l'innalzamento dei valori ecologici del territorio. Il PGT deve pertanto identificare i valori ecologici generali del territorio, riconoscere le criticità del sistema territoriale e agire al fine di conservare i valori del patrimonio verde naturale perseguendo una politica di sviluppo sostenibile. Le azioni previste si inquadrano anche nell’ottica di politiche ambientali e fonti energetiche alternative attraverso un uso più razionale dell’energia e la riduzione dell’inquinamento prodotto e promovendo l’impiego di fonti rinnovabili (ad esempio con la valorizzazione delle risorse idroelettriche del territorio provinciale e l’installazione sui tetti degli edifici di proprietà della Provincia di moduli fotovoltaici). Strategia generale B: Interesse generale - valori del territorio urbanizzato Questa strategia ha carattere generale ed incide principalmente sul sistema insediativo residenziale. Gli obiettivi fondamentali ad essa connessi che il PGT deve perseguire sono tesi al riconoscimento e alla valorizzazione delle peculiarità storiche del territorio, delle caratteristiche del sistema urbanizzato derivanti dalla presenza e dalla sequenza di tipi edilizi ricorrenti legati ai diversi periodi storici e del rapporto che intercorre tra tessuto edificato e spazio aperto. Altro obiettivo fondamentale è il riconoscimento e la valorizzazione delle potenzialità di sviluppo del tessuto urbanizzato sia mediante l’individuazione di aree interstiziali, che la densificazione delle aree rade e il recupero di aree dismesse e degradate. Il Piano di Governo del Territorio deve determinare uno sviluppo equilibrato sotto il profilo 187 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo tipologico e morfologico e orientare la trasformazione del tessuto urbano verso esiti coerenti con i caratteri peculiari della zona, valorizzando l'unitarietà tipologica e migliorando il rapporto tra i fronti edificati e lo spazio aperto. Il Piano di Governo del Territorio deve altresì tutelare i valori storici diffusi nel territorio, capaci di innalzare al tempo stesso il grado di competitività delle aree urbane storiche rispetto allo stato attuale, così da generare opportunità di reinsediamento delle attività umane. Altro obiettivo è quello di garantire il completamento della dotazione minima necessaria per consentire il corretto esercizio delle funzioni urbane, migliorando in particolare la dotazione di aree di sosta nelle zone centrali del paese. Il PGT dovrà altresì dettare la correlazione delle trasformazioni urbane più rilevanti con l'esigenza di costruzione del sistema dei servizi, mediante il completamento della dotazione esistente, mediante il miglioramento delle connessioni e mediante le relazioni con il verde territoriale. Mediante gli strumenti della programmazione integrata e della pianificazione attuativa il PGT dovrà garantire anche che i processi di trasformazione più intensa, interessanti principalmente le aree di margine del tessuto urbanizzato, determinino il conseguimento di equilibri tipologici e morfologici coerenti con i valori espressi dal territorio. Strategia generale C: Interesse generale - funzioni urbane Questa strategia incide in particolare sulle politiche per la residenza, i servizi ed il commercio. Il PGT, dopo aver analizzato lo stato delle funzioni urbane ed individuato forza e debolezza di ciascuna di esse, deve determinare le vocazioni di ciascun ambito del territorio e orientare specifiche scelte insediative. Fondamentale è il riconoscimento del rapporto intercorrente tra funzioni urbane, dotazione di servizi e stato delle infrastrutture quale fondamentale fattore di generazione della qualità urbana. In generale mediante questa strategia si intende elevare il livello di urbanità del territorio, identificabile in particolare con la massimizzazione delle opportunità di fruizione offerta ai cittadini per quanto attiene alla dotazione di servizi. La finalità è quella di conseguire adeguati livelli di dotazioni di funzioni urbane favorendo la compresenza di destinazioni d'uso tra esse compatibili, disincentivando l'insediamento di attività tali da determinare relazioni di vicinanza problematiche e generare opportunità di insediamento sul territorio di sistemi integrati di funzioni (residenziali, terziarie in genere, servizi, infrastrutture), con effetto di polarizzazione delle attività urbane. Tale approccio si fonda sull'interesse generale per l'insediamento di funzioni urbane di supporto 188 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo alla residenza (commercio, artigianato di servizio, terziario in genere) anche in taluni ambiti non centrali del territorio. Mediante opportuni sistemi di incentivazione, si dovrà pertanto favorire la realizzazione di immobili integrati con destinazioni d'uso diverse dalla residenza, onde determinare l'innalzamento del grado di urbanità e migliorare lo stato delle urbanizzazioni di margine. Strategia generale D: Costruzione del sistema dei servizi Questa strategia incide sulle politiche di sviluppo del sistema residenziale. L'obiettivo fondamentale è quello del miglioramento della dotazione di servizi e dell'offerta di opportunità ai cittadini. A tal proposito il PGT deve individuare i servizi esistenti e analizzarli sotto il profilo quantitativo, qualitativo e con particolare attenzione al livello prestazionale offerto e riconoscere le esigenze di servizi da soddisfare. Il Piano di Governo del Territorio dovrà pertanto attribuire potenzialità edificatorie anche agli ambiti territoriali destinati a servizi o da destinare a servizi, onde determinare la giusta correlazione tra la realizzazione di insediamenti aventi significato e interesse privato e la costruzione del sistema dei servizi. Strategia generale E: Definizione del ruolo delle infrastrutture, Questa strategia determina le condizioni minime essenziali per lo sviluppo insediativo del territorio. L’obiettivo fondamentale è quello del miglioramento della funzionalità urbana. Pertanto, dopo un’attenta analisi del sistema stradale esistente, onde riconoscerne le caratteristiche, le potenzialità e le criticità, il PGT deve elaborare le possibili scelte di sviluppo e completamento della rete stradale di carattere urbano e quelle di livello sovracomunale, la cui realizzazione dipende dalla convergenza di interessi, decisioni, valutazioni che necessitano la coazione di più soggetti o enti. Il Piano di Governo del Territorio dovrà pertanto classificare le strade in funzione del loro ruolo e significato urbano, e in conseguenza di ciò istituire una specifica normativa in materia di distanze orientata alla valorizzazione del rapporto morfologico tra strade e costruito. L’opera più importante è costituita dalla variante di ammodernamento della S.P. CR ex S.S. n°415 “Paullese” che prevede nel territorio di Bagnolo Cremasco le seguenti opere stradali: − strada di arroccamento di viabilità complanare (lato nord) − raddoppio di carreggiata in parallelismo (lato nord); − strada di arroccamento (lato sud). 189 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo L’inserimento paesaggistico-ambientale della nuova edificazione dovrà rispettare il reticolo idrico presente e l’andamento delle strade vicinali migliorando la situazione di degrado paesistico già rilevata dal PTCP in rapporto alla prossima area del Moso anche frapponendo tra questa ed il nuovo comparto una fascia di verde alberato dell’ampiezza di almeno 10 metri e prevedendo la riduzione degli accessi esistenti sulla S.P. CR ex S.S. n°415 “Paullese” in modo che ogni lotto abbia accessi lungo la strada complanare prevista nella parte nord del comparto. Strategia generale F: Tutela e sviluppo delle attività economiche Questa strategia è volta al sostegno e allo sviluppo delle attività economiche esistenti sul territorio. A tal proposito il PGT, dopo aver analizzato le attività economiche esistenti e il rapporto tra queste e il sistema urbano o naturale e le infrastrutture, deve attuare una serie di strategie atte a garantirne la conservazione, minimizzando le negatività indotte dal rapporto di vicinanza con altre funzioni urbane. Il Piano di Governo del Territorio dovrà garantire la coerenza tra i caratteri peculiari del paesaggio naturale e le attività economiche del settore primario, consentendone sempre l'esercizio e preservando allo stesso tempo il territorio e le permanenze del paesaggio storico. Il PGT dovrà inoltre provvedere all'identificazione degli ambiti monofunzionali vocati all'esercizio delle attività produttive secondarie, la cui localizzazione è tale da minimizzare le interferenze con gli insediamenti residenziali. Dovranno inoltre essere garantiti appropriati standard di adeguamento e sviluppo degli insediamenti, a sostegno delle attività esistenti con facoltà di impianto di nuove attività. Altro obiettivo fondamentale da perseguire è il mantenimento e lo sviluppo delle attività del settore terziario, giudicate trainanti per garantire un adeguato livello di urbanità del territorio, consentendo anche la localizzazione di alcune attività specializzate, ben circostanziate, attribuendo a queste il ruolo di traino dell'economia del settore. Sarà opportuno valutare contestualmente il livello di dotazione dei servizi localizzati in corrispondenza delle aree destinate alle attività economiche, in particolare per quanto attiene ai parcheggi, fondamentali per la corretta funzionalità degli insediamenti. 190 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 2.1.2 Strategie specifiche per il governo del territorio Le strategie generali illustrate nel precedente paragrafo, vengono ora declinate in un insieme di strategie specifiche, inerenti ciascun aspetto saliente del territorio. Le strategie specifiche per il governo del territorio sono illustrate all’interno di specifiche schede per una più rapida consultazione. Si ricorda che ai fini del presente capitolo tale trattazione ha solo carattere di illustrazione. Per le misure prescrittive si rimanda al Piano delle Regole. 191 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 192 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 193 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 194 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 195 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 196 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 197 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 2.1.3. Il sistema di monitoraggio Al fine della valutazione nel tempo degli effetti sul territorio derivanti dall’attuazione delle politiche e delle azioni esplicitate dal Documento di Piano, alla scadenza di ogni anno dalla data di approvazione del PGT, l’Amministrazione Comunale effettuerà una valutazione della variazione che nel corso dell’anno hanno subito i seguenti indicatori: • la qualità dell’aria • le risorse idriche • il suolo e il sottosuolo • i rifiuti • l’energia • il rumore • la flora e la fauna • il patrimonio storico testimoniale • il paesaggio • la mobilità. Il monitoraggio è finalizzato a osservare l’evoluzione dello stato del territorio e dell’ambiente e si configura quindi come un’occasione che fornisce a tecnici e amministratori utili contributi e riscontri dei contenuti del Piano di Governo del Territorio. L’andamento di ciascun indicatore dovrà essere oggetto di un momento di diagnosi e di approfondimento finalizzato a comprendere quali variabili hanno influito sul raggiungimento degli obiettivi di piano o sul loro mancato rispetto. Gli approfondimenti relativi al programma di monitoraggio della V.A.S. sono stati più compiutamente e dettagliatamente analizzati nel paragrafo 2.2. del Rapporto Ambientale. 198 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 3 LE DETERMINAZIONI DI PIANO Lo scenario strategico descritto nelle pagine precedenti costituisce il riferimento per le fasi successive di elaborazione del Documento di Piano e per la definizione della proposta di pianificazione, che a sua volta deve evidenziare: • la determinazione degli obiettivi quantitativi di sviluppo complessivo del PGT coerenti con la logica di utilizzazione ottimale delle risorse territoriali (art. 8, comma 2, lettera b, legge regionale n. 12/05); • la determinazione delle politiche di intervento per i diversi sistemi funzionali, ossia mobilità, residenza e attività produttive (art. 8, comma 2, lettera c, legge regionale n. 12/05); • la dimostrazione della compatibilità delle politiche di intervento individuate con le risorse economiche attivabili dall’Amministrazione Comunale (art. 8, comma 2, lettera d, legge regionale n. 12/05); • individuazione degli ambiti di trasformazione (art. 8, comma 2, lettera e, legge regionale n. 12/05); • determinazione delle modalità di recepimento delle previsioni contenute nei piani di livello sovra comunale (art. 8, comma 2, lettera f, legge regionale n. 12/05); • definizione di eventuali criteri di compensazione, perequazione e incentivazione (art. 8, comma 2, lettera g, legge regionale n. 12/05). 199 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 3.1 Le determinazioni degli obiettivi quantitativi di sviluppo complessivo del PGT Il percorso progettuale teso alla definizione degli obiettivi quantitativi di sviluppo si muove da una duplice considerazione: • le esigenze di sviluppo che si manifestano attraverso i dati ricognitivi, ovvero la necessità di creare nuove opportunità residenziali, produttive, di servizi e di mobilità; • l’utilizzazione ottimale di risorse territoriali a disposizione avendo a cuore la minimizzazione di consumo di suolo libero. Per quanto riguarda il primo punto, dalle analisi condotte sull’andamento demografico appare evidente la necessità di offrire riposta alle crescenti esigenze residenziali della popolazione. Fra il 1961 e il 2006 nel Comprensorio Cremasco si è registrato un incremento demografico del 32%: la popolazione è infatti passata da 57.163 a 75.518 unità (+18.355 unità). Questa crescita, seppur generalmente positiva, non è uniforme su tutto il territorio. Come si è già avuto modo di sottolineare nei precedenti capitoli, la crescita demografica non è strettamente legata alla vicinanza a Crema, quanto piuttosto alla crescita economica che i singoli comuni sono riusciti a mettere in atto. Ad esempio i comuni di Spino d’Adda e Pandino, hanno registrato un incremento di popolazione molto maggiore rispetto a centri a ridosso di Crema, come ad esempio Cremosano, Inzano o Capergnanica, per il quale si registra addirittura un trend negativo. Facendo nuovamente riferimento al primo capitolo del presente Documento di piano, si ricorda che per quanto riguarda la città di Crema, fino agli anni ’70 si registra una crescita con andamento quasi sempre positivo caratterizzata solo da brevi periodi di assestamento. Nei successivi vent’anni si assiste invece ad un brusco calo seguito da decennio di stabilità e da una moderata crescita demografica che dura ancora oggi. A Bagnolo Cremasco dagli anni ‘70 si assiste invece ad un costante incremento demografico. In vent’anni si registra una crescita di 1.000 abitanti. Nel 1981 Bagnolo tocca per la prima volta i 4.000 abitanti e da allora si assiste ad un costante incremento demografico di circa 30 abitanti/anno. Al 31 gennaio 2007 si rilevano a Bagnolo 4.628 unità, al 31 dicembre 2007 4.807 unità e al 31 dicembre 2008 4841 unità. Dai dati riportati, risulta ragionevole prevedere che uno sviluppo di circa 30 abitanti/anno possa proseguire in maniera pressoché invariata nel corso dei prossimi cinque anni. Ciò detto si deduce che gli abitanti di Bagnolo dovrebbero passare dalle 4.842 unità rilevate al 30 novembre 2009, alle 5000 circa del 2014. Dall’analisi del quadro conoscitivo e ricognitivo appare evidente che a Bagnolo occorre porre particolare attenzione non solo alla questione insediativa residenziale, ma anche allo sviluppo 200 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo del settore commerciale e produttivo. Si rilevano inoltre esigenze relative al miglioramento della mobilità ed in particolare della sosta, e della necessità di riqualificare parte del tessuto viario dei nuclei urbani a fronte di un progressivo spostamento del traffico di attraversamento su appositi assi viari già previsti. Per quanto riguarda quest’ultimo caso, ci si riferisce in particolare alla S.P. 17 che attraversa il comune di Bagnolo Cremasco in direzione Nord-Sud e che costituisce un rapido collegamento fra la S.P. 415 “Paullese” e la S.P. 235. Questa arteria, dato il carattere urbano di una sua porzione, non è in grado di supportare grossi livelli di traffico e pertanto risulta opportuno elaborare specifiche strategie atte ad alleggerire il volume di traffico e a ridurre la velocità degli automezzi. A tal proposito si potrebbe eliminare il diritto di precedenza della strada mediante la creazione di rotatorie in punti strategici e dirottare il traffico pesante proveniente da sud lungo la nuova arteria a est del nucleo principale. Con riferimento al secondo punto, ossia l’utilizzazione ottimale di risorse territoriali a disposizione, si sono individuate le parti di città caratterizzate da dismissioni in atto, da abbandono o degrado urbanistico e/o paesaggistico e da sottoutilizzo insediativo. A ciò si sono aggiunte le aree interstiziali all’edificato che l’attuale strumento urbanistico prevedeva come aree a standard e che il Piano dei Servizi ritiene non più strategiche al proprio scopo. In tal modo si è ridotto al minimo indispensabile la previsione di occupazione di nuove aree non urbanizzate. a) Analisi del fabbisogno di consumo del suolo Un primo approccio alla definizione degli obiettivi quantitativi di piano è affrontato nel paragrafo precedente, nel quale, sulla base delle indagini demografiche condotte nel primo capitolo, si è ipotizzata una crescita della popolazione di circa 30 abitanti/anno. Si è già avuto modo di sottolineare che dall’analisi dei dati, risulta ragionevole prevede che tale tendenza possa proseguire in maniera pressoché invariata nel corso dei prossimi cinque anni, portando la popolazione di Bagnolo da 4842 unità a 5000 entro il 2014. Un altro utile strumento per la determinazione quantitativa degli obiettivi di piano è rappresentato dall’analisi delle Denunce di Inizio Attività e i Permessi a Costruire presentati negli ultimi otto anni a Bagnolo Cremasco. Dall’analisi dei suddetti documenti è ragionevolmente possibile prevedere quella che sarà il fabbisogno di consumo del suolo nei prossimi 5 anni a Bagnolo. 201 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Nella fase di analisi sono state prese in considerazione le Denunce di Inizio Attività e i Permessi a Costruire relativi agli anni 2000-2007, inerenti sia la residenza che il settore industriale commerciale. I dati raccolti sono stati divisi per biennio e sistema funzionale (residenza, settore industriale – commerciale). Nelle pagine seguenti si riporta il dettaglio dell’indagine effettuata. DENUNCIE D’ INIZIO ATTIVITA’ ANNI 2000-2001 Superficie Sup. coperta H Vol. edificato (mq) (mq) (m) (mc) 425,32 6 2.551,92 SS n. 235 771,30 202,14 6 1.212,84 Via Gaeta, 4 - 3 villette schiera 817,00 277,90 3 833,70 Donatori di sangue 161,00 6 966,00 Gaeta - 4 alloggi 88,00 3 264,00 Guardiola RESIDENZIALE 1.154,36 INDUSTRIALE 5.828,46 600,00 5 3.000,00 Capannone SS 235 700,00 5 3.500,00 Artigianale - industriale 900,00 5 4.500,00 Artigianale - commerciale 2.200,00 11.000,00 ANNI 2002-2003 RESIDENZIALE Superficie Sup. coperta H Vol. edificato (mq) (mq) (m) (mc) 3200,00 650,00 3 1.950,00 450,00 118,00 6 708,00 768,00 Via Crema - 4 ville Via Nado Nadi - nuova costruz. 2.658,00 202 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo ANNI 2004-2005 Superficie Sup. coperta H Vol. edificato (mq) (mq) (m) (mc) 129,00 3 387,00 Residenza via Crema 54,00 3 162,00 Via Nado Nadi - villa schiera RESIDENZIALE 229,00 1.119,00 366,40 6 1.892,40 462,00 125,00 3 375,00 1.890,00 INDUSTRIALE 674,40 Via Nado Nadi - 6 schiera Bifamiliare - Galileo Galilei 2.816,40 6.337,00 5 31.685,00 978,00 5 4.890,00 877,00 5 4.385,00 1.205,00 5 6.025,00 Capannone SS 415 Capannone via Crema con res. Via Crema - insediamento produttivo Va L. Da Vinci - uffici e commerciale ANNI 2006-2007 RESIDENZIALE Superficie Sup. coperta H Vol. edificato (mq) (mq) (m) (mc) 831,00 6 4.986,00 PL Borgogna - 4 ville 645,00 9 5.805,00 PL Borgogna - 9 ville schiera 875,00 209,80 6 1.258,80 Via Nado Nadi - 6 ville 1.287,00 495,50 6 2.973,00 Via Borgogna - case a schiera 620,00 105,50 6 630,00 747,00 233,00 6 1.398,00 851,00 171,40 3 514,20 Via Sarajevo - unif. 618,00 133,00 3 399,00 Via Pianette - unif. 9.116,00 2.824,20 2.336,00 1.782,00 INDUSTRIALE Via Pianette - casa 17.964,00 1.933,00 5 9.665,00 736,00 5 3.680,00 2.122,00 5 10.610,00 4.791,00 Via Nuvolari - unifamiliare Via L. Da Vinci - capannone Via L. Da Vinci - capannone Via L. Da Vinci - capannone 23.955,00 203 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Riepilogo DIA RIEPILOGO PER VIE Via Nedo Nadi SUPERFICIE COPERTA (mq) 118,00 54,00 366,40 209,80 748,20 VOLUME (mc) 708,00 162,00 1.892,40 1.258,00 4.020,40 SS 415 (Paullese) 6.337,00 6.337,00 31.685,00 31.685,00 Via Crema Industr. 978,00 877,00 1.855,00 4.890,00 4.385,00 9.275,00 Via L.Da Vinci 1.205,00 1.933,00 736,00 2.122,00 6.025,00 9.665,00 3.680,00 10.610,00 29.980,00 5.996,00 Via Galileo Galilei P.L.Borgogna 125,00 125,00 831,00 645,00 495,50 1.971,50 375,00 375,00 4.986,00 5.805,00 2.973,00 13.764,00 Via Tanzio Nuvolari 105,00 105,00 630,00 630,00 Via Pianette 233,00 133,00 366,00 1.398,00 399,00 1.797,00 Via Sarajevo 171,40 514,00 171,40 514,00 204 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo RESIDENZIALE C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo ANNI 2000-2001 2002-2003 2004-2005 2006-2007 SUPERFICIE SUPERFICIE COPERTA VOLUMETRIA (mq) (mq) (mc) 1.154,36 5.828,46 768,00 2.658,00 674,40 2.816,40 2.824,20 17.964,00 INDUSTRIALE TOTALE ANNI 5.420,96 SUPERFICIE (mq) 29.266,86 SUPERFICIE COPERTA (mq) 2.200,00 VOLUMETRIA (mc) 11.000,00 9.397,00 46.985,00 2006-2007 4.791,00 23.955,00 TOTALE 16.388,00 81.940,00 2000-2001 2002-2003 2004-2005 PERMESSI DI COSTRUIRE ANNI 2000-2001 RESIDENZIALE Superficie Sup. coperta H Vol. edificato (mq) (mq) (m) (mc) 407,62 118,57 6 711,42 Via Visconti - casa unif. 118,57 6 711,42 Vicolo Clavelli - due abitazioni 97,00 6 582,00 Gattolino 703,00 245,50 6 1.473,00 Via Tazzoli 1.026,00 260,00 6 1.560,00 Via Donatori Del Sangue 1.887,00 324,00 6 1.944,00 Via Majorana - 6 ville schiera 194,00 6 1.164,00 Via Majorana 219,00 6 1.314,00 Via Nedo Nadi - 3 ville schiera 876,00 1.576,64 INDUSTRIALE 9.459,84 978,00 4 3.912,00 Via Crema - insediamento art. 877,00 5 4.385,00 Via Crema - capannone 1.855,00 8.297,00 205 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo ANNI 2002-2003 Superficie Sup. coperta H Vol. edificato (mq) (m) (mc) 100,00 6 600,00 Via Mazzini, 42 - unif. 264,00 123,80 6 742,80 Via Visconti - 3 appart. 494,00 176,30 6 1.057,80 318,00 97,00 3 291,00 Via Visconti - 2 appart. 119,00 6 714,00 Via Sarajevo 876,00 219,00 6 1.314,00 216,00 54,00 3 162,00 Via Nedo Nadi - villa 850,00 132,00 2 2.64,00 Via Galvani 450,00 15 6.750,00 Via Dante - Torri 242,00 9 2.178,00 Via Crema - palazzina (mq) RESIDENZIALE 920,00 1.713,10 INDUSTRIALE Via Papa Giov. - palazzina Via Nedo Nadi - 4 villette 14.073,60 135,50 4 542,00 1.206,50 5 6.032,50 1.342,00 Magazzino merci - SS 235 Via delle industrie - capannone 6.574,50 ANNI 2004-2005 Superficie Sup. coperta RESIDENZIALE H Vol. edificato (mq) (mq) (m) (mc) 797,00 249,00 6 1.494,00 Via Caduti Del Lavoro - palazzina 1.568,00 427,50 9 3.847,50 Via Donatori del Sangue 550,00 184,00 6 1.104,00 Via Galvani - bif. 1.199,00 366,00 6 2.196,00 Via Nedo Nadi - 6 ville schiera 1.287,70 495,50 6 2.973,00 P.L. Borgogna - 6 schiera 1.782,00 645,00 6 3.870,00 P.L. Borgogna - 9 schiera 862,00 341,70 6 2.050,20 P.L. Borgogna - 4 ville schiera 1.576,00 399,50 6 2.397,00 P.L. Borgogna - 4 case schiera 1.872,00 674,60 6 4.047,60 P.L. Borgogna - 8 case schiera 134,50 6 807,00 456,70 190,00 6 1.140,00 1.795,00 115,70 6 694,20 1.329,00 313,00 6 1.878,00 877,00 171,60 3 514,80 Vicolo Clavelli - 2 abitazioni P.L. Borgogna - villa bif. Via Verdi - casa unif. P.L. Borgogna - palazzina 8 alloggi Via Tadia - abitazione 206 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 4.707,60 INDUSTRIALE 29.013,30 3.131,00 1.510,00 5 7.550,00 5.186,00 1.678,00 5 8.390,00 2.172,00 4 8.688,00 4.954,00 5 24.770,00 3.188,00 Via L.Da Vinci - capannone SS 235 Produttivo - commerciale - ss 415 15.940,00 ANNI 2006-2007 Superficie Sup. coperta RESIDENZIALE H Vol. edificato (mq) (mq) (m) (mc) 1.567,00 427,00 6 2.562,00 P.L. Borgogna - 10 alloggi 1.781,00 189,50 6 1.137,00 SP 235 706,00 243,50 6 1.461,00 P.L. Borgogna - villa bif. 860,00 INDUSTRIALE 18.471,00 6.337,00 6.337,00 5.160,00 4 25.348,00 Ex SS 415 25.348,00 Riepilogo Permessi di Costruire RIEPILOGO PER VIE Via Nedo Nadi SS 415 (Paullese) Via Crema Via Leonardo Da Vinci P.L.Borgogna SUP. COPERTA (mq) VOLUME (mc) 219,00 54,00 366,00 1.314,00 162,00 2.196,00 639,00 3.672,00 4.954,00 6.337,00 11.291,00 242,00 242,00 1.510,00 1.678,00 3.188,00 495,50 645,00 341,70 399,50 674,60 190,00 313,00 427,00 24.770,00 25.348,00 50.118,00 2.178,00 2.178,00 7.550,00 8.390,00 15.940,00 2.973,00 3.870,00 2.050,20 2.397,00 4.047,60 1.140,00 1.878,00 2.562,00 207 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 243,50 1.461,00 3.729,80 132,00 184,00 316,00 22.379,00 264,00 1.104,00 1.368,00 450,00 450,00 6.750,00 6.750,00 Via delle Industrie 1.206,50 6.032,00 Via Caduti del Lavoro 1206,50 249,00 6.032,00 1.494,00 249,00 1.494,00 427,00 3.847,00 427,00 3.847,00 134,50 807,00 134,50 807,00 Via Verdi 115,70 694,20 Via Tadia 115,70 171,60 694,20 514,80 171,60 2.172,00 189,50 514,80 8.688,00 1.137,00 2.361,50 9.825,00 Via Galvani Via Dante Via Donatori del Sangue Vicolo Clavelli INDUSTRIALE RESIDENZIALE SS 235 ANNI 2000-2001 2002-2003 2004-2005 2006-2007 TOTALE ANNI 2000-2001 2002-2003 2004-2005 2006-2007 TOTALE SUPERFICIE SUPERFICIE COPERTA VOLUMETRIA 4.899,62 3.018,00 11.493,70 4.054,00 23.465,32 1.576,64 1.713,10 4.707,60 860,00 8.857,34 9.459,84 14.073,60 29.013,30 5.160,00 57.706,74 SUPERFICIE SUPERFICIE COPERTA VOLUMETRIA 18.471,00 18.471,00 1.855,00 1.342,00 3.188,00 6.337,00 12.722,00 8.297,00 6.574,50 15.940,00 25.348,00 56.159,50 208 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Come si è già avuto modo di sottolineare, dall’analisi delle Denunce di Inizio Attività e dei Permessi di Costruire rilasciati negli ultimi otto anni è ragionevolmente possibile prevedere quella che sarà il fabbisogno di consumo del suolo nei prossimi cinque anni a Bagnolo. Per quanto riguarda la residenza, dal 2000 al 2007 la richiesta di volumetria è risultata pari a 29.266,86 mc per quanto riguarda le DIA e pari a 57.706,74 mc per quanto riguarda i Permessi di Costruire. Per il settore industriale si rileva una richiesta di cubatura pari a 81.940,00 mc per quanto riguarda le DIA e pari a 56.159,50 mc per quanto riguarda i Permessi di Costruire. Le nuove residenze trovano collocazione principalmente a nord est del centro abitato, nella porzione di territorio racchiuso dalla via Leonardo da Vinci e dalla via Milano e nella zona a sud di Via Crema. Le costruzioni ad uso produttivo trovano invece collocazione lungo la via Crema e la via Leonardo da Vinci, ad est del centro abitato. Nella pagina seguente viene riportata una rappresentazione grafica di quanto fin qui esposto. Fig.6 : Individuazione delle principali direttrici di sviluppo degli ultimi otto anni 209 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo b) Calcolo del fabbisogno di consumo del suolo Partendo dai dati riportati nelle pagine precedenti è possibile elaborare una serie di considerazioni e risalire al fabbisogno di consumo del suolo per la residenza per i prossimi cinque anni. Sono state sviluppati due diversi tipi di considerazioni. Nel primo caso si è previsto un incremento di popolazione pari a 40 unità/anno (valore leggermente incrementato rispetto a quello oggetto di previsioni demografiche). Ipotizzando che di questi, 10 trovino alloggio in aree di completamento, si deduce che in area di espansione occorrerà prevedere un incremento di 30 abitanti/anno. Moltiplicando il valore di 200 mc/abitante per il numero di abitanti, si ricava che i mc/anno da prevedere in area di espansione sono 6.000. Moltiplicando tale valore per 5 (numero anni di validità del Piano di Governo del Territorio), si ricava che nel quinquennio sono da prevedere 30.000 mc . Considerando poi un indice territoriale pari a 1,25 mc/mq si ricavano i mq, che moltiplicati per un valore convenzionale compreso fra 3 e 4 e che tiene conto dell’andamento del mercato immobiliare permettono di risalire al fabbisogno di consumo del suolo per i prossimi cinque anni. Verifica n.1 - Previsionale: - 40 abitanti/anno 10 in area di completamento 30 abitanti/anno in area di espansione 30 abitanti/anno x 200 mc/ab = 6.000 mc/anno 6.000 mc/anno x = 30.000 mc/quinquennio 30.000 mc / 1,25 mc/mq = 24.000 mq 24.000 mq x 3÷4 = 72.000 ÷ 5 anni 96.000 mq Il secondo tipo di considerazione parte dall’analisi delle DIA e delle domande di Permesso a Costruire presentate negli ultimi otto anni a Bagnolo Cremasco. La richiesta di volumetria dal 2000 al 2007 in area di espansione residenziale è risultata pari a 86.973,60 mc, corrispondente a 10.871,70 mc/anno. Si può ragionevolmente ritenere che anche nei 210 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo prossimi anni tale valore resti invariato. Moltiplicando i 10.871,70mc/anno ottenuti per il numero di anni di validità del Piano, si ottiene il valore di 54.358,50 mc, riferito ai cinque anni. Considerando poi un indice territoriale pari a 1,25 mc/mq si ricavano i mq, che moltiplicati per un valore convenzionale compreso fra 3 e 4 e che tiene conto dell’andamento del mercato immobiliare permettono di risalire al fabbisogno di consumo del suolo per i prossimi cinque anni. Verifica n.2 - Analitica: Richiesta di volumetria residenziale anni 2000 ÷ 2007 86.973,60 mc 86.973,60 mc / 8 anni ≈ 10.871,70 mc/anno 10.871,70 mc/anno x 5 anni = 54.358,50 mc/quinquennio 54.358,50 mc / 1,25 mc/mq = 43.486,80 mq 43.486,80 mq x 3÷4 = 130.460 ÷ 173.947 mq Dalla prima verifica si ricava che il fabbisogno di consumo del suolo per i prossimi cinque anni a Bagnolo potrebbe essere ragionevolmente compreso fra 72.000 mq e 96.000 mq, mentre dalla seconda si ricava che potrebbe essere compreso fra 130.460 e 173.947 mq. Considerando la particolare situazione che l’economia del paese sta attraversando nel corso dell’ultimo anno e della congiuntura sfavorevole in cui si trova, si ritiene ragionevole prevedere per i prossimi cinque anni una superficie di espansione residenziale non superiore ai 75.000mq. 211 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo c) Analisi delle osservazioni pervenute Un altro criterio di valutazione delle esigenze edificatorie della popolazione è rappresentato dall’analisi delle osservazioni pervenute all’Amministrazione Comunale. Fra queste, molte sono relative alla richiesta di consumo di suolo agricolo per finalità residenziali o produttive, alcune alla modifica di destinazioni d’uso e solo una piccola parte alla modifica della normativa tecnica o alla segnalazione di situazioni particolari. Le proposte pervenute sono così suddivise: TIPOLOGIA RICHIESTA NUMERO % 57,5% RESIDENZIALE da zona A - - da zona agricola 18 45% da zona produttiva, artigianale 2 5% standard 2 5% aumento zona B 1 2,5% PRODUTTIVO 8 20% COMMERCIALE - - VIABILITA’ - - NTA 1 2,5% CARATTERE GENERALE 2 5% PROPOSTE SPECIFICHE 6 15% da zona soggetta a vicolo o Dall’analisi delle osservazioni pervenute non è possibile ricavare valutazioni di carattere quantitativo, ma è possibile ricavare informazioni di tipo orientativo. Nel caso specifico emerge l’esigenza di destinare una porzione di territorio alle esigenze di espansione residenziale e produttiva della popolazione. Delle 40 osservazioni pervenute, 23 (quota pari al 57,5% del totale) sono relative alla trasformazione di aree agricole, produttive e soggette a vincolo o standard in aree residenziali. Significativo è anche il numero delle richieste di aree da destinare al settore produttivo che rappresenta il 20% delle richieste. Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo 1.1.5 del presente Documento di Piano. 212 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 3.2 Determinazioni delle politiche di intervento per i diversi sistemi funzionali Di seguito vengono riportate le scelte di piano elaborate considerando le osservazioni dei privati cittadini e la conclusione delle analisi di tipo conoscitivo e orientativo. Per quanto concerne la residenza, si è optato per la conservazione ad uso agricolo dei grandi appezzamenti esterni al nucleo abitato, dando priorità alla trasformazione di aree già contigue all’edificato esistente. In particolare si è previsto di inserire i nuovi insediamenti residenziali all’interno di: • aree caratterizzate da dismissioni in atto, da abbandono o degrado urbanistico e/o paesaggistico; • aree di sottoutilizzo insediativo; • aree interstiziali all'edificato che l'attuale strumento urbanistico prevedeva come aree standard e che il Piano dei Servizi ritiene non più strategiche al proprio scopo; • modeste porzioni di suolo residuale che il vigente piano individuava come "agricole" ma che di fatto sono costituite da appezzamenti di piccole dimensioni, inglobati e circondati dall'edificato o costituenti limitati ampliamenti dello stesso. Inoltre, come già previsto dal Piano Territoriale d’Area, si è deciso di preservare dall’edificazione il territorio ad ovest del centro di Bagnolo Cremasco, in considerazione del fatto che per le sue caratteristiche ambientali mal si presta a questa funzione. Le aree di espansione a nord e ad est della zona residenziale sono da considerarsi le più idonee al fine di non perdere la compattezza del centro abitato esistente e limitare il consumo di suolo. A fianco delle suddette direzioni di sviluppo è stata individuata l’area attualmente inedificata adiacente a Via Manzoni, avente una superficie di circa 38.000 mq, quale ambito di trasformazione residenziale. Per gli interventi di riqualificazione e recupero urbano, il Documento di Piano prevede l’incentivazione delle azioni atte a migliorare la qualità dell’edificato favorendo il riuso e la conservazione del patrimonio esistente. L’innalzamento dei parametri di edificabilità delle aree ad est di Via Europa e a sud di Via Crema, è da ritenersi congrua alla decisione di consolidamento del tessuto urbano e di disincentivazione di sperpero del suolo. 213 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Durante la fase di elaborazione delle scelte di piano si è ritenuto opportuno consolidare e preservare la presenza del settore agricolo nel territorio non intaccando minimamente la porzione ad ovest del territorio. Particolare attenzione è rivolta anche alla tutela dell’area del Moso. Allo stesso modo viene confermata la vocazione agricola del della porzione di territorio sud e ad est del centro abitato. Lo strumento urbanistico regolerà la destinazione d’uso dei suoli per i prossimi cinque anni destina all’agricoltura circa mq 4.332.508 pari al 43% del totale del territorio comunale. Si ritiene opportuno evidenziare le seguenti disaggregazioni: aree agricole mq Aree destinate all’agricoltura 4.332.598 Aree di valore ambientale -paesaggistico 3.018.124 totale Circa pari al valore % del territorio comunale 7.350.722 73% Per quanto riguarda lo sviluppo del comparto produttivo si è favorito il completamento dei lotti non ancora edificati tra la Roggia Comune e Via Crema e i terreni presenti a sud della Paullese. Attualmente nel territorio comunale il comparto produttivo occupa circa mq. 823.511. Si ritiene opportuno ipotizzare un incremento delle aree produttive individuate in ambiti di trasformazione urbanistica localizzati in prossimità degli spazi attualmente destinati alle attività produttive. Non si ritiene necessaria l'individuazione di specifiche localizzazioni vocate all'insediamento di attività commerciali di media e grande distribuzione o di centri commerciali. Riguardo le dotazioni di servizi pubblici, si fa riferimento alle indicazioni contenute nel piano specifico. Si confermano le scelte effettuate dal precedente strumento urbanistico per quanto concerne il rispetto delle fasce di salvaguardia degli allevamenti, pozzi e depuratore e altri vincoli (rispetto stradale, metanodotti, elettrodotti, rogge, fontanili, ecc). 214 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 3.3 Dimostrazione della compatibilità delle politiche di intervento individuate con le risorse economiche attivabili dall’Amministrazione Comunale La Legge Regionale n. 12/05 all’art. 8, comma 2, lettera d, sottolinea l'importanza della dimensione temporale e l'aspetto della sostenibilità finanziaria delle previsioni di pianificazione. Il Documento di Piano deve assicurare una stretta relazione e coerenza tra le politiche di intervento e le linee di azione prefigurate da un lato ed il quadro delle risorse economiche dall'altro. Ciò implica che gli interventi previsti debbano essere connotati anche rispetto ad una scala di priorità dell’Amministrazione da costruirsi tenendo conto delle risorse economiche a disposizione o comunque attivabili, anche attraverso il diretto coinvolgimento di risorse private alla realizzazione delle previsioni di sviluppo territoriale e mediante l'utilizzo degli atti di programmazione negoziata. Tutte le previsioni sopra descritte, sia residenziali, sia produttive e sia commerciali, vengono accompagnate da opportuni interventi finalizzati alla realizzazione di opere ed attrezzature servizi pubblici e di interesse pubblico o generale in grado di assicurare sia in termini quantitativi sia qualitativi non solo le nuove esigenze di servizi ma anche soddisfare bisogni pregressi attraverso opportune convenzioni finalizzate a tale scopo. L'intervento dell'Amministrazione Comunale sarà quindi sostanzialmente limitato al controllo ed al coordinamento nella realizzazione di tali opere. 215 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 3.4 Gli ambiti di trasformazione Compete al Documento di Piano indicare l’aliquota degli obbiettivi di sviluppo complessivi (in termini di stock edilizio e di abitanti insediabili) colrt4locabile negli ambiti di trasformazione e definire, in modo da non lasciare dubbi circa l’assenza di valore conformativo, la perimetrazione degli stessi. In tal modo il Documento di Piano fissa il corretto rapporto “strategico” tra la politica di riqualificazione urbana e quella (sussidiaria) di ampliamento della città. Il Documento di Piano, pur nel silenzio della legge, non può non rinunciare a definire l’assetto funzionale da perseguire nell’ambito dei piani attuativi: questo per evitare che fondamentali nodi inerenti le destinazioni d’uso vengano demandati, in assenza di linee guida, alla fase di negoziazione del singolo piano attuativo, e quindi con l’obbiettivo non secondario di evitare quella percezione di completa negoziabilità delle scelte. Va ricordato che compete alla pianificazione attuativa, come indica con chiarezza l’art. 12, III comma, della Legge, fissare in via definitiva gli indici urbanistico – edilizi necessari all’attuazione delle previsioni espresse nel Documento di Piano. Dunque, a quest’ultimo atto compete unicamente indicare obbiettivi generali sul piano della preservazione delle risorse naturali, della qualità del costruito, del concorso tra più funzioni. 216 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo AREA DI TRASFORMAZIONE 1 COLLOCAZIONE Si tratta di area già inserita nel tessuto urbano esistente, con caratteristiche residenziali. La posizione è centrale rispetto all’insediamento esistente a ridosso dell’area di maggiore interesse pubblico. SUPERFICIE Circa 38.000 mq OBIETTIVI L’impostazione generale di progetto dal punto di vista morfologico dovrà perseguire il raggiungimento di elevati standard qualitativi sia dal punto di vista progettuale architettonico, sia dal punto di vista del corretto inserimento ambientale e paesaggistico. All’interno di queste aree dovranno essere riservate delle superfici per fornire una risposta alle richieste dei cittadini di usufruire di adeguati servizi per la vita moderna e civile. Nelle aree che dovranno essere messe a disposizione dell’Amministrazione Comunale secondo accordi da stipulare al momento della presentazione dei piani attuativi, vanno comprese anche le aree necessarie agli interventi di edilizia residenziale pubblica. La dotazione di aree per attrezzature pubbliche dovrà garantire comunque un minimo di mq 18 per ogni abitante insediabile. Gli ambiti a vocazione residenziale saranno caratterizzati dalla presenza di giardini urbani ovvero spazi verdi con aree a prato, con arbusti ed alberi, realizzati in prossimità delle aree edificate, la cui funzione potrà essere diversificata (ornamentale, ricreazionale, ludica) o polivalente. La scelta delle specie arboree dovrà tendere al mantenimento od al ripristino degli aspetti naturali, paesaggistici e culturali del territorio. Per tale motivo si dovranno impiegare per l'impianto tutte le specie arboree ed arbustive che costituiscono le formazioni vegetali della fascia di vegetazione in cui rientra il territorio del Comune di Bagnolo Cremasco. Tali spazi saranno disseminati di occasioni che ne stimolino in maniera variegata tutti gli utilizzi: sedili, muretti, gradini, panche, specchi d'acqua, ecc. 217 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo DESTINAZIONI D’USO Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso: • residenziale; • artigianale di servizio; • commerciale (esercizi di vicinato); • commerciale (una sola struttura di vendita media, di superficie compresa tra 150mq e 600mq); • direzionale e terziaria minuta; • ricettiva; • ricovero di autovetture; • servizi di interesse generale. Fig.7 : Area di trasformazione 1 - tavola 9/DP 218 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo AREA DI TRASFORMAZIONE 2 COLLOCAZIONE Si tratta di area in aderenza allo sviluppo residenziale a Nord dell’abitato del Comune. Non molto distante dalle aree centrali, si affaccia lungo via Pertini e via Milano. E’ un’area che si presta molto ad un’espansione di tipo residenziale. SUPERFICIE Circa 36.000 mq OBIETTIVI L’impostazione generale di progetto dal punto di vista morfologico dovrà perseguire il raggiungimento di elevati standard qualitativi sia dal punto di vista progettuale architettonico, sia dal punto di vista del corretto inserimento ambientale e paesaggistico. All’interno di queste aree dovranno essere riservate delle superfici per fornire una risposta alle richieste dei cittadini di usufruire di adeguati servizi per la vita moderna e civile. Nelle aree che dovranno essere messe a disposizione dell’Amministrazione Comunale secondo accordi da stipulare al momento della presentazione dei piani attuativi vanno comprese anche le aree necessarie agli interventi di edilizia residenziale pubblica. La dotazione di aree per attrezzature pubbliche dovrà garantire comunque un minimo di mq 18 per ogni abitante insediabile. Gli ambiti a vocazione residenziale saranno caratterizzati dalla presenza di giardini urbani ovvero spazi verdi con aree a prato, con arbusti ed alberi, realizzati in prossimità delle aree edificate, la cui funzione potrà essere diversificata (ornamentale, ricreazionale, ludica) o polivalente. La scelta delle specie arboree dovrà tendere al mantenimento od al ripristino degli aspetti naturali, paesaggistici e culturali del territorio. Per tale motivo si dovranno impiegare per l'impianto tutte le specie arboree ed arbustive che costituiscono le formazioni vegetali della fascia di vegetazione in cui rientra il territorio del Comune di Bagnolo Cremasco. Tali spazi saranno disseminati di occasioni che ne stimolino in maniera variegata tutti gli utilizzi: sedili, muretti, gradini, panche, specchi d'acqua, ecc. 219 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo DESTINAZIONI D’USO Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso: • residenziale; • artigianale di servizio; • commerciale (esercizi di vicinato); • commerciale (una sola struttura di vendita media, di superficie compresa tra 150mq e 600mq); • direzionale e terziaria minuta; • ricettiva; • ricovero di autovetture; • servizi di interesse generale. Fig. 8 : Area di trasformazione 2 - tavola 9/DP 220 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo AREA DI TRASFORMAZIONE 3 COLLOCAZIONE Si tratta di area frastagliata, ubicata a Nord dell’ex Statale “Paullese”, a ridosso di aree di particolare pregio ambientale e in. Tale area, contigua ad altri insediamenti produttivi, si presta anch’essa ad un’espansione di tipo produttivo. SUPERFICIE Circa 100.000 mq OBIETTIVI Poiché l’area è collocata in zona prossima ad ambiti i cui aspetti ambientali, paesaggistici, ecologici, idrogeologici che risultano particolarmente sensibili, dovrà prevedersi il posizionamento di adeguate fasce alberate frammiste ad essenze arbustive, di specie autoctone, con profondità non inferiore ai 10m poste sul perimetro esterno di ogni singolo comparto edificabile, al fine di mitigare l’impatto paesaggistico-ambientale delle future strutture con la campagna circostante. Tale barriera si presta a ridurre gli impatti, da rumore, da polveri, da aerosol, da emissioni luminose, prodotti da sorgenti che possono essere puntiformi localizzate su aree più o meno vaste (aree produttive, impianti tecnologici, impianti di depurazione). Si dovranno impiegare strutture con vegetazione prevalentemente legnosa di differente ampiezza e natura in associazione a terrapieni; in alternativa si potranno utilizzare strutture che hanno minore necessità di spazio in quanto prevedono unità atte alla crescita di vegetazione di varia natura, in moduli sovrapposti o su rilevati o sostegni di pannelli fonoassorbenti. La natura generale degli interventi contemplerà movimenti di terra per eventuale formazione di terrapieni, sistemazione e correzione del terreno, messa a dimora di alberi ed arbusti, inserimento di piccole opere a favore di specie animali particolari. La dotazione di aree per attrezzature pubbliche dovrà garantire un minimo di mq 10 per ogni 100 mq di St. DESTINAZIONI D’USO Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso: 221 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo • produttiva (artigianale e industriale); • servizi di interesse generale; • residenziale limitatamente a funzione di guardiania; • esercizi pubblici. Fig. 9 : Area di trasformazione 3 - tavola 9/DP 222 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo AREA DI TRASFORMAZIONE 4 COLLOCAZIONE Si tratta di area ubicata a sud della ex Statale “Paullese”, inserita tra aree a destinazione produttiva e che si presta anch’essa ad un’espansione di tipo produttivo. SUPERFICIE Circa 15.000 mq OBIETTIVI Poiché l’area è collocata in zona prossima ad ambiti i cui aspetti ambientali, paesaggistici, ecologici, idrogeologici che risultano particolarmente sensibili, dovrà prevedersi il posizionamento di adeguate fasce alberate frammiste ad essenze arbustive, di specie autoctone, con profondità non inferiore ai 10m poste sul perimetro esterno di ogni singolo comparto edificabile, al fine di mitigare l’impatto paesaggistico-ambientale delle future strutture con la campagna circostante. Tale barriera si presta a ridurre gli impatti, da rumore, da polveri, da aerosol, da emissioni luminose, prodotti da sorgenti che possono essere puntiformi localizzate su aree più o meno vaste (aree produttive, impianti tecnologici, impianti di depurazione). L'intervento dovrà prevedere l'interposizione di fasce di vegetazione naturale con funzione tampone; si dovranno impiegare strutture con vegetazione prevalentemente legnosa di differente ampiezza e natura in associazione a terrapieni. In alternativa si potranno utilizzare strutture che hanno minore necessità di spazio in quanto prevedono unità atte alla crescita di vegetazione di varia natura, in moduli sovrapposti o su rilevati o sostegni di pannelli fonoassorbenti. La natura generale degli interventi contemplerà movimenti di terra per eventuale formazione di terrapieni, sistemazione e correzione del terreno, messa a dimora di alberi ed arbusti, inserimento di piccole opere a favore di specie animali particolari. La dotazione di aree per attrezzature pubbliche dovrà garantire un minimo di mq 10 per ogni 100 mq di St. In Conformità con il PTCP è prevista per la S.P. CR ex S.S. 415 “Paullese” un’ampiezza della fascia di rispetto stradale fuori dai centri urbani (ex art.4 D.Lgs 285/92) di 40 metri misurata dal confine stradale, che ricade parzialmente nell’area di trasformazione e costituisce un vincolo pertanto a cui attenersi in fase di progettazione. 223 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo DESTINAZIONI D’USO Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso: • produttiva (artigianale, industriale e commerciale limitatamente a 150mq per unità); • servizi di interesse generale; • residenziale limitatamente a funzione di guardiania; • esercizi pubblici. Fig. 10 : Area di trasformazione 4 - tavola 9/DP 224 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo AREA DI TRASFORMAZIONE 5 COLLOCAZIONE Si tratta di un’area ubicata a nord della ex Statale “Paullese”, ai confini settentrionali del territorio comunale, in prossimità di altri insediamenti produttivi e che si presta anch’essa ad un’espansione di tipo produttivo. SUPERFICIE Circa 33.000 mq OBIETTIVI Poiché l’area è collocata in zona prossima ad ambiti i cui aspetti ambientali, paesaggistici, ecologici, idrogeologici che risultano particolarmente sensibili, dovrà prevedersi il posizionamento di adeguate fasce alberate frammiste ad essenze arbustive, di specie autoctone, con profondità non inferiore ai 10m poste sul perimetro esterno di ogni singolo comparto edificabile, al fine di mitigare l’impatto paesaggistico-ambientale delle future strutture con la campagna circostante. Tale barriera si presta a ridurre gli impatti, da rumore, da polveri, da aerosol, da emissioni luminose, prodotti da sorgenti che possono essere puntiformi localizzate su aree più o meno vaste (aree produttive, impianti tecnologici, impianti di depurazione). L'intervento dovrà prevedere l'interposizione di fasce di vegetazione naturale con funzione tampone; si dovranno impiegare strutture con vegetazione prevalentemente legnosa di differente ampiezza e natura in associazione a terrapieni. In alternativa si potranno utilizzare strutture che hanno minore necessità di spazio in quanto prevedono unità atte alla crescita di vegetazione di varia natura, in moduli sovrapposti o su rilevati o sostegni di pannelli fonoassorbenti. La natura generale degli interventi contemplerà movimenti di terra per eventuale formazione di terrapieni, sistemazione e correzione del terreno, messa a dimora di alberi ed arbusti, inserimento di piccole opere a favore di specie animali particolari. La dotazione di aree per attrezzature pubbliche dovrà garantire un minimo di mq 10 per ogni 100 mq di St. In Conformità con il PTCP è prevista per la S.P. CR ex S.S. 415 “Paullese” un’ampiezza della fascia di rispetto stradale fuori dai centri urbani (ex art.4 D.Lgs 285/92) di 40 metri misurata dal confine stradale, che ricade parzialmente nell’area di trasformazione e costituisce un vincolo pertanto a cui attenersi in fase di progettazione. 225 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo DESTINAZIONI D’USO Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso: • produttiva (artigianale, industriale e commerciale entro 150mq per unità o fino ad un massimo di 1500mq per un’unica unità); • servizi di interesse generale; • residenziale limitatamente a funzione di guardiania; • esercizi pubblici. Fig. 11 : Area di trasformazione 5 - tavola 9/DP 226 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo AREA DI TRASFORMAZIONE 6 Area di trasformazione produttiva a carattere sovracomunale la cui attuazione è subordinata ad accordo di programma a scala sovracomunale. COLLOCAZIONE Nella zona sud-est del territorio comunale in contiguità con il territorio comunale di Crema è previsto l’insediamento di attività produttive che sarà progettato in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Crema, al fine di costituire un polo produttivo di importanza sovracomunale in attuazione della Delibera del Consiglio Comunale di Bagnolo Cremasco n°25 del 27.04.2007. SUPERFICIE Circa 150.000 mq OBBIETTIVI Con la realizzazione di un’area produttiva interessante i Comuni di Crema e Bagnolo si intende dare una risposta alle esigenze di carattere intercomunale che interessano l’area cremasca. DESTINAZIONI D’USO Si fa riferimento a quanto contenuto nella variante di adeguamento alla L.R. 12/2005 del PTCP della Provincia di Cremona che ha interessato la proposta ad uno specifico percorso di VAS e ha elaborato una scheda di valutazione che si allega a testimonianza di una scelta non solo condivisa in termini di proposta ma anche di attuazione. 227 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 228 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 229 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 230 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo Si riporta inoltre qui di seguito un estratto dal Piano Territoriale d’Area del Cremasco in cui è evidenziata l’area di trasformazione che interessa il comune di Bagnolo Cremasco: Legenda 231 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 232 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo 3.5 Modalità di recepimento delle eventuali previsioni prevalenti contenute nei piani di livello sovracomunale Attraverso il lavoro di composizione del quadro ricognitivo e programmatorio si è potuto evidenziare puntualmente l'esistenza di previsioni contenute in atti di pianificazione e programmazione di Enti sovracomunali aventi carattere di prevalenza ed interessanti direttamente il territorio comunale, in particolare il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.) e il Piano d’Area del Cremasco. Conseguentemente, applicando il principio della "maggior definizione" e nell'ambito della definizione di proprie strategie di sviluppo locale, si propongono alcune modificazioni al P.T.C.P. ritenute necessarie. In particolare, a seguito della Conferenza dei Comuni tenutasi il 15.02.2008, facendo riferimento agli artt. 15 e 18 della L.R. 12/2005 e alla luce delle modifiche apportate al comma 4 dell'art.15 sopracitato, introdotte dalla L.R. 14.3.2008 n.4, con cui viene ricalibrata la disciplina relativa alla individuazione, ad opera dei P.T.C.P., degli ambiti destinati all'attività agricola, con la precisazione che la definizione dovrà riguardare gli ambiti destinati all'attività agricola di interesse strategico, con obbligo per la Provincia di acquisire le proposte dei Comuni, l’Amministrazione di Bagnolo Cremasco ha provveduto alla formulazione delle seguenti osservazioni e proposte che non hanno, comunque, alla data di adozione del presente PGT determinato alcuna variazione al PTCP vigente: 1. La "Carta degli ambiti agricoli" scala 1:10.000 non è aggiornata e risulta talvolta difficoltoso verificare la congruenza del perimetro ivi individuato con i corrispondenti perimetri di zona urbanistica individuati nel P.R.G.C. vigente. 2. Si individua un errore nella perimetrazione ad EST degli insediamenti posti lungo la Via Lodi ex S.P. 17, in quanto tale perimetrazione interseca un capannone recentemente ampliato e non tiene conto dell'azzonamento del P.R.G.C. vigente. Pertanto si richiede la correzione in tal senso. 3. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo ad EST del capannone interno dell'insediamento produttivo "JOHNSON DIVERSEY S.P.A.", posto sulla ex S.S. 235. Questa proposta è di carattere generale ed è da estendere ad altri insediamenti produttivi/commerciali, poiché una perimetrazione eccessivamente puntuale e 233 D Dooccuum meennttoo ddii P Piiaannoo C Coom muunnee ddii B Baaggnnoolloo C Crreem maassccoo prescrittiva, limita possibilità di ampliamento dell'attività in relazione ad esigenze di espansione dell'attività stessa. 4. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo (art. 15 c. 5) per il lotto contiguo alla Via Visconti, intecluso fra aree urbanizzate. 5. Si propone di estendere verso NORD il perimetro degli ambiti agricoli posti a NORD-OVEST dell'abitato, ora individuato con una linea virtuale, sul limite della rete storica dei cavi irrigui. 6. Si propone di includere negli ambiti agricoli l'area "bianca" posta a NORD-EST dell'abitato, in coerenza con le scelte operate per il comparto agricolo frontistante a NORD-OVEST. 7. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo a SUD dell'insediamento produttivo/commerciale posto all'incrocio fra la Via Milano e la ex S.S. 415 per le ragioni già espresse al sopracitato punto 3. 8. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo per i lotti interclusi fra la ex S.S. 415 e la Roggia Quarantina, in quanto il loro valore agricolo e' svilito dalla previsione di viabilità legata all'intervento di riqualificazione della "Paullese" 9. Si individua il perdurare di un errore, come già segnalato, nella mancata esclusione dall'ambito agricolo di fascia latistante in lato OVEST la strada per la Frazione Gattolino. 234