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PREMESSA
Il Documento di Piano, redatto ai sensi della Legge Regionale dell’11 marzo 2005 n. 12 (art.
8), è finalizzato all’ elaborazione degli obiettivi strategici e delle politiche di sviluppo del territorio
comunale. Ci proponiamo di affrontare la stesura di tale documento seguendo l’impostazione che
si ottiene dalla lettura del testo pubblicato dalla Regione Lombardia: “Criteri attuativi l.r. 12/05 per
il governo del territorio – Modalità per la pianificazione comunale”.
Seguendo le indicazioni di tale testo si suddivide la trattazione in tre capitoli.
Nel primo capitolo si analizza il quadro conoscitivo e orientativo suddiviso in tre macrosettori:
•
il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo economico e sociale;
•
il quadro conoscitivo del territorio comunale come risultante delle trasformazioni avvenute;
•
l’assetto geologico, idrogeologico e sismico.
Nel secondo capitolo si analizzano le strategie di Piano, ossia si individuano gli obiettivi di sviluppo,
miglioramento e conservazione a valenza strategica per la politica territoriale del comune.
Dopo aver analizzato lo scenario strategico si passa alla trattazione del terzo capitolo relativo alla
determinazione degli obiettivi di sviluppo e delle politiche di intervento per i diversi sistemi
funzionali. Nel medesimo capitolo verrà affrontato anche il tema della dimostrazione della
compatibilità delle politiche di intervento individuate con le risorse economiche attivabili
dall’Amministrazione Comunale e le previsioni contenute nei piani di livello sovra comunale.
Verranno infine individuati gli ambiti di trasformazione e i criteri di compensazione, perequazione e
incentivazione.
Prima di procedere alla trattazione dei temi esposti si intende riportare una citazione ricavata
alla pubblicazione della Regione Lombardia: “Criteri attuativi l.r. 12/05 per il governo del territorio –
Modalità per la pianificazione comunale” che ci permette di individuare la caratteristica fondamentale
del Documento di Piano. Secondo gli autori il Documento di Piano deve “possedere
contemporaneamente una dimensione strategica, che si traduce nella definizione di una
visione complessiva del territorio comunale e del suo sviluppo, ed una più direttamente operativa,
contraddistinta dalla determinazione degli obiettivi specifici da attivare per le diverse
destinazioni funzionali e dall'individuazione degli ambiti soggetti a trasformazione.
Il Documento di Piano, pur riferendosi ad un arco temporale definito (validità quinquennale
assegnata dalla Legge) che risponde ad un’esigenza di flessibilità legata alla necessità di fornire
risposte tempestive al rapido evolversi delle dinamiche territoriali, proprio per l'essenza dello
stesso deve contenere una visione strategica rivolta ad un orizzonte temporale di più ampio
respiro”.
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IL QUADRO CONOSCITIVO E ORIENTATIVO
1.1
Il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo
economico e sociale
Secondo l’art. 8 comma 1 lettera a della l.r. 11 marzo 2005 n.12, il quadro conoscitivo e
orientativo del Documento di Piano deve innanzitutto contenere il quadro ricognitivo e
programmatorio di riferimento per lo sviluppo economico e sociale del Comune, considerando:
1) l'indagine sul sistema economico locale (analisi delle caratteristiche del sistema produttivo,
commerciale, delle caratteristiche della popolazione attiva, del quadro occupazionale,
dello sviluppo economico in atto, della lettura dei trend evolutivi);
2)
l'indagine sul sistema sociale locale (es. analisi delle dinamiche e caratteristiche della
popolazione, delle forme di organizzazione sociale, delle specificità culturali e tradizionali,
degli stili di vita. della popolazione, del sistema dei servizi);
3) le indicazioni degli atti di programmazione emanati da Enti sovracomunali (Comunità
Montane, Province, Regione), di altri soggetti che hanno influenza diretta sulla
pianificazione (es. RFI, FNM, ANAS, ecc.), nonché strumenti di programmazione
settoriale (Piani di/ Emergenza comunali o intercomunali ai sensi della I.r. 16/2004,
ecc.);
4) i vincoli amministrativi definiti dalla legislazione vigente quali: i vincoli militari, il vincolo
idrogeologico, le fasce di rispetto degli elettrodotti e dei depuratori, dei pozzi di captazione di
acqua destinata al consumo umano, dei cimiteri, delle aziende a rischio di incidente
rilevante;
5) la raccolta di istanze e proposte dei cittadini, singoli o in forma associata.
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1.1.1
Il sistema economico locale
Il Documento di Piano indaga la struttura economica del Comune sotto il profilo quantitativo
(attività presenti e attive), ma anche qualitativo (categoria di attività). Viene fotografato lo stato
delle attività al 2006, attraverso l'elaborazione di dati forniti dalla Camera di Commercio,
industria, artigianato ed agricoltura di Cremona, dall’ Istat e dall'Amministrazione Comunale.
Si riportano anche i dati pubblicati nel 2001 nell’8° Censimento generale dell’industria, fonte
Istituto Nazionale di Statistica, relativi all’individuazione delle unità locali per settore di attività
per il comune di Bagnolo Cremasco, il Comprensorio di Crema e la provincia di Cremona.
a) Struttura e caratteri del sistema produttivo, commerciale e dei servizi: attività (anno 2006)
Nelle tabelle seguenti viene proposto l'elenco delle attività economiche presenti nel Comune
alla data del 31.12.2006, secondo suddivisione per sezioni elaborata dall'Istituto Nazionale di
Statistica. Per ogni sezione viene indicato il numero di attività di carattere produttivo,
commerciale e del settore dei servizi presenti e attive e la percentuale sul totale delle attività
stesse.
ATTIVITA’
Agricoltura, caccia e silvicoltura
Agricoltura, caccia e relativi servizi
Silvicoltura e utilizzazione di aree
forestali e servizi connessi
Totale
Attività manifatturiere
Industrie alimentari e delle bevande
Industria del legno e dei prodotti in legno,
esclusi i mobili
Editoria, stampa e riproduzione di
supporti registrati
Fabbricazione di coke, raffinerie di
petrolio, tratt. Dei combustibili nucleari
Fabbricazione di articoli in gomma e
materie plastiche
Fabbricazione di prodotti della
lavorazione di minerali non metalliferi
Fabbricazione e lavorazione dei prodotti
in metallo, escluse macchine e impianti
Fabbricazione di macchine e apparecchi
meccanici (compr. install., montaggio,
ecc.)
Fabbricazione di macchine per ufficio, di
elaboratori sistemi informatici
Fabbricazione di macchine e apparecchi
elettrici n.c.a.
N.
%
30
9,0%
1
31
0,3%
6
1,8%
2
0,6%
2
0,6%
1
0,3%
1
0,3%
4
1,2%
34
10,2%
7
2,1%
1
0,3%
4
1,2%
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Fabbricazione di apparecchi
radiotelevisivi e per le comunicazioni
Fabbricazione di apparecchi medicali, di
precisione, strumenti ottici e orologi
Fabbricazione di mobili: altre industrie
manifatturiere
Totale
Costruzioni
Costruzioni
Totale
Commercio all'ingrosso e al dettaglio;
riparazioni di autoveicoli, motocicli e
di beni personali e per la casa
Commercio e riparazione di auto e moto;
vendita al dettaglio di carburante
Commercio all'ingrosso e intermediari del
commercio (escl. auto e moto)
Commercio al dettaglio (escl. auto e
moto); riparazione di beni personali e per
la casa
Totale
Alberghi e ristoranti
Alberghi e ristoranti
Totale
Trasporti , magazzinaggio e
comunicazioni
Trasporti terrestri; trasporti mediante
condotte
Totale
Attività finanziarie
Attività ausiliarie della intermediazione
finanziaria
Totale
Attività immobiliari, noleggio,
informatica, ricerca, servizi alle
imprese
Attività immobiliari
Informatica e attività connesse
Altre attività professionali e imprenditoriali
Totale
Altri servizi pubblici, sociali e
personali
Attività ricreative, culturali e sportive
Altre attività dei servizi
Imprese non classificate
Totale
TOTALE
2
0,6%
2
0,6%
3
69
0,9%
99
99
29,7%
9
2,7%
20
6,0%
40
69
12,0%
11
11
3,3%
11
11
3,3%
5
5
1,5%
14
1
6
21
4,2%
0,3%
1,8%
3
13
1
17
333
0,9%
3,9%
0,3%
Fonte: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e
agricoltura di Cremona
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In sintesi, per ogni sezione viene indicato il numero di attività di carattere produttivo, commerciale
e del settore dei servizi presenti e attive e la percentuale di presenza nel sistema economico
comunale.
Tabella riassuntiva: attività sul territorio comunale (anno 2006)
ATTIVITA’ SUL TERRITORIO
COMUNALE
Agricoltura, caccia e silvicoltura
Attività manifatturiere
Costruzioni
Commercio all'ingrosso e al dettaglio;
riparazioni di autoveicoli, motocicli e di
beni personali e per la casa
Aberghi e ristoranti
Trasporti , magazzinaggio e
comunicazioni
Attivià finanziarie
Attività immobiliari, noleggio, informatica,
ricerca, servizi alle imprese
Altri servizi pubblici, sociali e personali
TOTALE
N.
%
31
69
99
9,3%
20,7%
29,7%
69
20,7%
11
3,3%
11
3,3%
5
1,5%
21
6,3%
17
333
5,1%
Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e
agricoltura di Cremona
Come si evince dalle precedenti tabelle e dal diagramma riprodotto nella pagina seguente, la
struttura del sistema produttivo, commerciale e dei sevizi di Bagnolo Cremasco è costituito da tre
attività principali: quella manifatturiera, quella delle costruzioni e quella del commercio. Circa il
71% delle imprese presenti nel Comune è infatti dedito ad una di queste tre attività.
Le attività maggiormente diffuse sul territorio sono quelle legate al settore delle costruzioni: esse
rappresentano infatti una quota pari ad 1/3 delle attività economiche del comune. Questo dato è
facilmente giustificabile se si pensa che già dagli anni ’70 del secolo scorso una buona percentuale
degli attivi di Bagnolo era addetta all’edilizia. Questa particolare specializzazione della manodopera
ha fatto sì che molte delle residenze unifamiliari risalenti agli anni 70 e ancora presenti sul territorio
fossero costruite direttamente dagli operai edili di Bagnolo, che durante la settimana lavoravano nei
cantieri delle grandi città, soprattutto di Milano, e durante il week end provvedevano a costruire la
propria abitazione facendo ricorso esclusivamente alla propria professionalità e forza lavoro.
Gli altri due settori maggiormente diffusi sul territorio sono quelli legati alle attività manifatturiere
(in particolare fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo) e al commercio al dettaglio.
La attività agricole, di caccia e silvicoltura interessano solo il 9% delle imprese attive sul territorio
al 31.12.2006. Si ritiene opportuno precisare in questa sede che per quanto riguarda l’agricoltura,
rispetto al passato, nel comune di Bagnolo Cremasco, così come in tutta la Pianura Padana, si rileva
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una
diminuzione del numero delle imprese agricole e il contemporaneo aumento della loro
superficie media. Negli ultimi decenni a Bagnolo e nella Pianura Padana si assiste infatti alla
scomparsa del piccolo podere, frutto di successivi frazionamenti delle proprietà per ragioni di
successione ereditaria, e all’aumento delle dimensioni medie delle aree agricole. Questa tendenza
riflette la necessità dell’agricoltura moderna di disporre di appezzamenti di terreno sufficientemente
ampi per la coltura fortemente meccanizzata di tipo estensivo.
Grafico: attività sul territorio comunale (anno 2006)
35,0%
30,0%
25,0%
20,0%
15,0%
10,0%
5,0%
Ist
ruz
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e
Co
Co
mm
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0,0%
Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona
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Nella tabella riprodotta di seguito è stato inserito il numero di imprese attive presenti nel Comune di
Bagnolo Cremasco per settore di attività economica dal 2002 al 2006.
Tabella: imprese attive in Bagnolo suddivise per attività economica (anni 2002-2006)
Imprese attive suddivise per attività
economica
Agricoltura, caccia e silvicoltura
Attività manifatturiere
Costruzioni
31.12.2002
N.
%
30
9,1%
70
21,3%
90
27,4%
31.12.2003
N.
%
29
8,7%
73
21,8%
92
27,5%
31.12.2004
N.
%
31
9,2%
71
21,0%
92
27,2%
71
21,6%
77
23,0%
75
22,2%
13
4,0%
12
3,6%
13
3,8%
14
4,3%
12
3,6%
12
3,6%
4
1,2%
4
1,2%
4
1,2%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio;
riparazioni di autoveicoli, motocicli e di
beni personali e per la casa
Aberghi e ristoranti
Trasporti , magazzinaggio e
comunicazioni
Attivià finanziarie
Attività immobiliari, noleggio, informatica,
ricerca, servizi alle imprese
Altri servizi pubblici, sociali e personali
TOTALE
16
4,9%
15
4,5%
15
4,4%
20
328
6,1%
21
335
6,3%
25
338
7,4%
Imprese attive per divisione di attività
economica
Agricoltura, caccia e silvicoltura
Attività manifatturiere
Costruzioni
31.12.2005
N.
%
33
9,8%
73
21,7%
92
27,4%
31.12.2006
N.
%
31
9,3%
69
20,7%
99
29,7%
+/1
-1
9
2002 - 2006
%
3,2%
-1,4%
9,1%
73
21,7%
69
20,7%
-2
-2,9%
11
3,3%
11
3,3%
-2
-18,2%
11
3,3%
11
3,3%
-3
-27,3%
4
1,2%
5
1,5%
1
20,0%
16
4,8%
15
4,5%
-1
-6,7%
23
336
6,8%
23
333
6,9%
3
5
13,0%
1,5%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio;
riparazioni di autoveicoli, motocicli e di
beni personali e per la casa
Aberghi e ristoranti
Trasporti , magazzinaggio e
comunicazioni
Attivià finanziarie
Attività immobiliari, noleggio, informatica,
ricerca, servizi alle imprese
Altri servizi pubblici, sociali e personali
TOTALE
Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona
Dai dati sopra esposti si evince che negli anni compresi far il 2002 e il 2006 il numero di imprese in
Bagnolo Cremasco è rimasto pressoché invariato. I settori maggiormente sviluppati sul territorio
restano quelli delle costruzioni, delle attività manifatturiere e del commercio.
Le maggiori variazioni percentuali si misurano nel settore delle attività finanziarie (+20%), dei
servizi pubblici, sociali e personali (+13%) e delle costruzioni (+9%).
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Risultano in calo le attività legate al trasporto, magazzinaggio e comunicazione (-27,3%), alla
ristorazione (-18,2%) e alla attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca e servi alle imprese
(-6,7%).
Nella tabella seguente viene confrontata la struttura del sistema produttivo commerciale e dei
servizi di Bagnolo Cremasco, con la struttura della provincia di Cremona e del Comprensorio
Cremasco.
Tabella: imprese attive suddivise per attività economica – confronto con provincia di Cremona e
Comprensorio Cremasco
Imprese attive suddivise per attività
economica (31.12.2006)
Agricoltura, caccia e silvicoltura
Pesca, piscicoltura e servizi connessi
Estrazione di minerali
Attività manifatturiere
Produzione e distribuzione di energia
elettrica, gas e acqua
Costruzioni
Commercio all'ingrosso e al dettaglio;
riparazioni di autoveicoli, motocicli e di
beni personali e per la casa
Aberghi e ristoranti
Trasporti,
magazzinaggio
e
comunicazioni
Attivià finanziarie
Attività immobiliari, noleggio, informatica,
ricerca, servizi alle imprese
Istruzione
Sanità e assistenza sociale
Altri servizi pubblici, sociali e personali
TOTALE
Bagnolo
Cremasco
N.
%
31
9,3%
0
0,0%
0
0,0%
69
20,7%
Comprensorio di
Crema
N.
%
539
9,3%
2
0,0%
5
0,1%
911
15,6%
Provincia di
Cremona
N.
%
5161
18,3%
16
0,1%
18
0,1%
3869
13,7%
0
0,0%
10
0,2%
37
0,1%
99
29,7%
992
17,0%
4822
17,1%
69
20,7%
1500
25,7%
6719
23,9%
11
3,3%
256
4,4%
1412
5,0%
11
3,3%
209
3,6%
1018
3,6%
5
1,5%
144
2,5%
618
2,2%
21
6,3%
865
14,8%
2797
9,9%
0
0
17
333
0,0%
0,0%
5,1%
22
36
335
5826
0,4%
0,6%
5,8%
70
121
1486
28164
0,2%
0,4%
5,3%
Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona
Dall’analisi dei dati si evince come Bagnolo Cremasco sia sostanzialmente allineato alle percentuali
provinciali e comprensoriali per quanto attiene ai settori: Pesca, piscicoltura e servizi connessi,
Estrazione di minerali, Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua, Alberghi e
ristoranti, Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni, Istruzione, Sanità e assistenza sociale, Altri
servizi pubblici, sociali e personali.
Per quanto riguarda invece il settore delle costruzioni a Bagnolo si registra una percentuale di
imprese dedite a questa attività pari al 30%, mentre nel comprensorio Cremasco e in Provincia si
rileva un valore pari al 17%. Superiore alla media provinciale e comprensoriale è anche il settore
dell’attività manifatturiera. Al contrario il commercio, sia all’ingrosso che al dettaglio e le attività
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immobiliari, di noleggio, informatica e sevizi per le imprese restano al di sotto della media
comprensoriale e provinciale.
L’ultima annotazione riguarda il settore dell’agricoltura, della caccia e della silvicoltura per la quale
si registra sia per Bagnolo che per il Comprensorio Cremasco una quota del 10%, contro una quota
del 18% della Provincia di Cremona.
Questo dato è molto importante perché mette bene in evidenza che il Cremasco è un territorio
caratterizzato da una propria peculiarità rispetto al resto della provincia. Tale specificità deriva dal
fatto di essere “territorio di confine” che deve confrontarsi e rapportarsi con due realtà piuttosto
diverse fra loro: quella cosiddetta agricola-dispersa del cremonese e quella industriale-urbana del
milanese. Queste due forze attrattive influenzano lo sviluppo sociale, culturale ed economico
dell’area. In particolare nel campo delle attività agricole questo dato si traduce in un minor numero
di imprese dedite a questa attività a favore di attività di tipo manifatturiero o commerciale sul
territorio del Cremasco. Questa tendenza è favorita anche dalla presenza di arterie di comunicazione
di una certa importanza come la SP Cr ex SS 415 “Paullese” e la SP Cr ex SS 235 “Crema -Lodi”
lungo le quali le attività industriali trovano agevole collazione.
Per quanto riguarda Bagnolo Cremasco
gli ambiti industriali ed artigianali, che hanno
un’estensione totale di 672.615 mq, sono collocati:
• lungo la Strada Provinciale 415 “Paullese”;
• nel cuneo creato dalle Vie Crema, da Vinci e “Paullese”;
• lungo la Strada Provinciale Crema-Lodi;
Gli insediamenti commerciali di grande estensione sono localizzati lungo la Strada Provinciale 415
“Paullese”. Il più rappresentativo è sicuramente il complesso della Girandola che ha un’estensione
di 8.900 mq. Rivestono particolare importanza anche i concessionari auto e moto, che occupano una
superficie totale di quasi 18.000 mq e le attività legate ai servizi per la casa e per la persona che si
sviluppano su oltre 16.000 mq di terreno.
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Grafico: imprese attive suddivise per attività economica – confronto con provincia di Cremona e
Comprensorio Cremasco
Bagnolo Cremasco
Comprensorio di Crema
Provincia di Cremona
35,0%
30,0%
25,0%
20,0%
15,0%
10,0%
5,0%
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b) Unità locali per settore di attività economica (anno 2001)
Tabella: unità locali per settore di attività economica (anno 2001)
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di
Crema
Provincia di Cremona
UNITA' LOCALI DELLE IMPRESE
INDUSTRIA
COMMERCIO
ALTRI SERVIZI
Unità
Locali
407
651
147
14
28
40
58
69
31
87
53
146
78
44
66
12
85
86
87
7,4%
22,8%
41,8%
35,9%
30,8%
46,5%
46,8%
53,1%
26,1%
44,4%
34,4%
39,4%
45,9%
52,4%
35,7%
46,2%
44,7%
40,0%
38,5%
Unità
Locali
1.733
852
100
10
30
16
24
30
40
53
43
111
44
6
59
5
54
61
63
1.782
31,8%
6.273
25,2%
%
31,5%
29,9%
28,4%
25,6%
33,0%
18,6%
19,4%
23,1%
33,6%
27,0%
27,9%
29,9%
25,9%
7,1%
31,9%
19,2%
28,4%
28,4%
27,9%
Unità
Locali
2.781
1.142
80
10
21
25
36
21
42
48
52
90
37
24
44
7
38
60
58
50,6%
40,0%
22,7%
25,6%
23,1%
29,1%
29,0%
16,2%
35,3%
24,5%
33,8%
24,3%
21,8%
28,6%
23,8%
26,9%
20,0%
27,9%
25,7%
1.601
28,5%
1.835
7.555
30,3%
8.891
%
U. L. DELLE
ISTITUZIONI
TOTALE
Unità
Locali
575
209
25
5
12
5
6
10
6
8
6
24
11
10
16
2
13
8
18
10,5%
7,3%
7,1%
12,8%
13,2%
5,8%
4,8%
7,7%
5,0%
4,1%
3,9%
6,5%
6,5%
11,9%
8,6%
7,7%
6,8%
3,7%
8,0%
32,7%
394
7,0%
5.612
35,7%
2.193
8,8%
24.912
%
%
Unità
Locali
5.496
2.854
352
39
91
86
124
130
119
196
154
371
170
84
185
26
190
215
226
Fonte: ISTAT
Nella tabella precedente e nei grafici delle pagine successive sono riportati i dati relativi al numero
di unità locali per settori di attività economiche nel Comune di Bagnolo, nei comuni del
comprensorio cremasco e nella Provincia di Cremona, ricavati durante l’8° Censimento generale
dell’Industria del 2001.
I dati consentono di dedurre che, a differenza di quello che avviene a livello comprensoriale e a
livello provinciale, a Bagnolo Cremasco si rileva una maggior percentuale di attività economiche
legate all’industria, a discapito di quelle appartenenti alla categoria “altri servizi” comunemente
identificati con il terziario.
Resta invece allineato alla media comprensoriale e provinciale il dato relativo al commercio e alle
unità locali delle istituzioni.
11
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Grafico: unità locali per settore di attività economica – Bagnolo Cremasco (anno 2001)
25
80
147
INDUSTRIA
COMMERCIO
ALTRI SERVIZI
U. L. DELLE ISTITUZIONI
100
Fonte: ISTAT
Grafico: unità locali per settore di attività economica – Comprensorio Cremasco (anno 2001)
394
1.782
1.835
INDUSTRIA
COMMERCIO
ALTRI SERVIZI
U. L. DELLE ISTITUZIONI
1.601
Fonte: ISTAT
Grafico: unità locali per settore di attività economica – provincia di Cremona (anno 2001)
2.193
6.273
INDUSTRIA
COMMERCIO
ALTRI SERVIZI
8.891
U. L. DELLE ISTITUZIONI
7.555
Fonte: ISTAT
12
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Nella tabella successiva e nei relativi grafici sono riportati i dati relativi alla situazione delle unità
locali per settore di attività economica a livello regionale, sovra-regionale e nazionale, ricavati
sempre in occasione dell’8° Censimento generale dell’Industria del 2001.
Anche dalla consultazione di questi dati è possibile evidenziare che a Bagnolo Cremasco esiste una
percentuale di attività economiche legate all’industria maggiore di quella rilevata a livello regionale
e nazionale, a discapito della percentuale di attività appartenenti alla categoria “altri servizi”.
Tabella: unità locali per settore di attività economica (anno 2001)
INDUSTRIA
Lombardia
Italia Nord
Occidentale
Italia
UNITA' LOCALI DELLE IMPRESE
COMMERCIO
ALTRI SERVIZI
U. L. DELLE
ISTITUZIONI
TOTALE
Unità
Locali
188.875
%
26,6%
Unità
Locali
200.668
%
28,2%
Unità
Locali
278.653
%
39,2%
Unità
Locali
42.268
%
5,9%
Unità
Locali
710.464
288.604
24,2%
352.137
29,6%
470.722
39,6%
78.667
6,6%
1.190.130
988.293
23,9%
1.334.791
32,3%
1.527.400
36,9%
287.735
7,0%
4.138.219
Fonte:ISTAT
Grafico: unità locali per settore di attività economica – Lombardia (anno 2001)
42.268
188.875
INDUSTRIA
COMMERCIO
ALTRI SERVIZI
U. L. DELLE ISTITUZIONI
278.653
200.668
Fonte:ISTAT
Grafico: unità locali per settore di attività economica – Italia Nord-Occidentale (anno 2001)
78.667
288.604
INDUSTRIA
COMMERCIO
ALTRI SERVIZI
U. L. DELLE ISTITUZIONI
470.722
352.137
Fonte:ISTAT
13
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Grafico: unità locali per settore di attività economica – Italia (anno 2001)
287.735
988.293
INDUSTRIA
COMMERCIO
ALTRI SERVIZI
U. L. DELLE ISTITUZIONI
1.527.400
1.334.791
Fonte:ISTAT
14
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
c) Struttura e caratteri dei principali settori di attività economica
L’analisi degli aspetti economici prosegue con l’approfondimento del sistema produttivo e
commerciale. Di seguito verranno analizzate e descritte le caratteristiche fondamentali di tre settori
cardine dell’ attività economica di Bagnolo: Agricoltura, caccia e silvicoltura, Attività manifatturiere e
Commercio. Come nei paragrafi precedenti si farà ricorso a dati forniti dall’ ISTAT e dalla Camera
di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona.
AGRICOLTURA, CACCIA E SILICOLTURA
Nella tabella seguente è indicato il numero delle aziende agricole presenti sul territorio comunale e
la superficie totale da esse occupata, così come rilevata dai censimenti del 1982, 1990 e 2000 e la
superficie media per impresa.
Dalla tabella emerge un dato importante: in tutti i comuni (ad eccezione di Ripalta Guerina,
Casaletto Vaprio e Campagnola Cremasca) si registra una diminuzione del numero delle imprese
agricole e un incremento delle superfici medie da esse occupate.
Questo dato è significativo perché evidenzia che anche a Bagnolo, così come in tutta la Pianura
Padana, si stia assistendo alla graduale scomparsa del piccolo podere, frutto di successivi
frazionamenti delle proprietà per ragioni di successione ereditaria, a favore di unità poderali più
ampie in grado di rispondere alle necessità dell’agricoltura meccanizzata di tipo estensivo.
Fra il 1982 e il 2000 a Bagnolo Cremasco si assiste ad una diminuzione delle imprese agricole
del 44% e ad un contemporaneo aumento delle superfici medie del 12%.
Questa tendenza è maggiormente accentuata in comuni come Cremona, Crema, Izano e Vaiano
Cremasco dove il numero delle aziende in otto anni appare più che dimezzato e le dimensioni
medie sono aumentate anche del 20%.
15
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Tabella: numero aziende agricole e loro estensione (anni 1982-2000)
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Censimento 1982
Sup.
Aziende Sup. H
med.
208
4.694,5
22,6
16,4
154
2.530,6
26,7
36
962,3
17,7
15
265,2
12,3
51
625,8
27,4
16
438,6
13,5
34
459,2
15,3
33
503,3
8,3
73
603,5
22,2
39
867,0
16,3
11
179,5
14,5
76
1.100,2
14,2
35
498,4
23,5
52
1.223,4
17,9
56
1.002,6
25,5
11
281,0
21,9
57
1.250,6
13,3
36
479,9
35
447,0
12,8
Censimento 2000
Sup.
Aziende Sup. H
med.
127
3.959,1
31,2
27,8
72
2.001,6
31,9
25
798,4
22,4
15
335,9
19,6
28
547,9
33,3
15
499,8
18,2
23
419,7
20,6
21
433,2
15,1
36
543,2
26,9
28
753,4
19,6
8
156,4
14,9
56
834,4
19,4
26
503,7
29,5
33
974,2
23,8
32
760,9
23,2
14
324,5
25,8
37
955,2
20,5
19
388,8
13
255,8
19,7
Censimento 1990
Sup.
Aziende Sup. H
med.
178
4.199,4
23,6
19,7
120
2.367,5
30,0
32
961,1
15,8
19
300,0
16,0
37
593,8
24,6
17
418,3
14,1
30
424,2
15,2
33
500,6
8,6
64
550,6
21,3
35
746,1
19,8
9
177,8
15,6
68
1.057,8
11,7
39
456,3
31,9
38
1.211,4
21,0
46
964,7
27,2
10
271,6
24,6
55
1.350,4
15,4
30
462,5
32
451,9
14,1
Var .1982 - 2000
Az. %
Sup. %
-63,8%
-113,9%
-44,0%
0,0%
-82,1%
-6,7%
-47,8%
-57,1%
-102,8%
-39,3%
-37,5%
-35,7%
-34,6%
-57,6%
-75,0%
21,4%
-54,1%
-89,5%
-169,2%
-18,6%
-26,4%
-20,5%
21,0%
-14,2%
12,2%
-9,4%
-16,2%
-11,1%
-15,1%
-14,8%
-31,9%
1,1%
-25,6%
-31,8%
13,4%
-30,9%
-23,4%
-74,7%
Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona
16
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Tabella: dati relativi al comune di Bagnolo Cremasco (anni 1982-2000)
Censimento
1982
36
Aziende agricole
Superficie totale
962,3
(Ha)
Superficie media
26,73
(Ha)
FORMA DI CONDUZIONE
Conduzione diretta
Censimento
1990
32
Censimento
2000
25
961,1
789,4
30,03
31,58
32
25
Con salariati
0
0
SUPERFICIE TOTALE DI POSSESSO (Ha)
Solo in proprietà
240,7
Solo in affitto
42,6
Misto
515,1
SUP. AZIENDALE SECONDO L'UTILIZZO DEI TERRENI (Ha)
Seminativi e orti
479,5
familiari
Prati e pascoli
275,8
Boschi e
arbicoltura da
13,6
legno
SEMINATIVI PER PRINCIPALI COLTIVAZIONI (Ha)
Granoturco
18,3
Orzo
29,0
Totale a cereali
47,3
Foraggere
376,3
avvicendate
NUMERO DI CAPI PER LE PRINCIPALI CATEGORIE
Bovini (di cui
3.615
vacche da latte)
(1.654)
Suini
5
Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona
La tabella riprodotta in questa pagina raccoglie i dati relativi all’attività agricola di Bagnolo
Cremasco, ricavati durante i censimenti degli anni 1982, 1990 e 2000.
Come si è già avuto modo di sottolineare, nell’arco di 20 anni a Bagnolo si è assistito ad una
diminuzione del numero delle imprese agricole e alla crescita della loro superficie media.
Le aziende censite presenti sul territorio sono tutte a conduzione diretta, e in buona parte dei casi
sono anche proprietarie dei terreni che coltivano.
Dai dati emerge anche che a Bagnolo Cremasco 480 ettari di superficie aziendale sono adibiti alla
semina, 275 ettari a prati e pascoli e solo 14 ettari a boschi ed arbicoltura da legno.
17
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Le principali coltivazioni sono quelle di foraggio per il bestiame (376 ettari), mentre quelle di cerali
sono in rapporto piuttosto esigue (meno di 50 ettari).
Dalla tabella si ricava anche che sul territorio comunale si allevano esclusivamente bovini a
discapito dei suini (nel 2000 sono presenti più di 3600 bovini e solo 5 capi). Questo dato è in forte
discordanza con quello che si è rilevato nello stesso anno nel Comprensorio Cremasco (allevamento
bovino 42,6% e suino57%) e nella provincia di Cremona (bovini 30,1%, suini 69,5%).
Tabella: Numero di capi per le principali categorie di bestiame - Censimento 2000
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di
Crema
Provincia di Cremona
Bovini
%
Suini
%
Ovini e
Caprini
%
Equini
%
Totale
4.076
5.269
3.615
1.662
1.506
1.171
2.127
1.614
1.998
919
895
3.252
757
2.971
1.400
1.187
3.702
1.265
1.025
38,4%
37,4%
99,9%
98,9%
98,3%
96,7%
62,5%
54,3%
78,8%
17,1%
98,5%
25,0%
17,3%
35,9%
10,6%
99,9%
68,2%
89,5%
100%
6.517
8.820
5
11
18
1.270
1.354
521
4.435
14
9.560
3.628
5.280
11.805
1.711
146
-
61,4%
62,6%
0,1%
0%
0,7%
1,5%
37,3%
45,6%
20,5%
82,7%
1,5%
73,4%
82,7%
63,9%
89,4%
0%
31,5%
10,3%
0%
18
9
16
4
192
-
0%
0%
0%
1,1%
0,6%
1,3%
0%
0,1%
0%
0%
0%
1,5%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
13
1
6
6
4
17
8
13
18
1
14
2
-
0,1%
0%
0%
0,1%
0,4%
0,5%
0,1%
0%
0,7%
0,1%
0%
0,1%
0%
0,2%
0%
0,1%
0,3%
0,1%
0%
10.606
14.089
3.620
1.681
1.532
1.211
3.401
2.972
2.536
5.362
909
13.017
4.385
8.269
13.205
1.188
5.427
1.413
1.025
36.335
42,6%
48.578
57,0%
239
0,3%
90
0,1%
85.242
2.865
0,3%
760
0,1%
925.551
278.270 30,1% 643.656 69,5%
18
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Numero di capi per le principali categorie di bestiame - Bagnolo Cremasco Censimento 2000
0
50
Bovini
Suini
Ovini e Caprini
Equini
3.615
Numero di capi per le principali categorie di bestiame - Provincia di Cremona Censimento 2000
2.865
760
278.270
Bovini
Suini
Ovini e Caprini
Equini
643.656
Numero di capi per le principali categorie di bestiame - Comprensorio di Crema Censimento 2000
239
90
36.335
Bovini
Suini
Ovini e Caprini
48.578
Equini
19
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
ATTIVITA’ MANIFATTURIERE
Nelle tabelle delle pagine seguenti viene riportato il numero di imprese attive sul territorio
comunale per settore di attività economica dal 2002 al 2006.
Tabella: imprese attive per settore di attività economica (anni 2002 – 2006)
Imprese attive per settore di attività
economica (fonte InfoCamere)
Industrie alimentari e delle bevande
Preparazione e concia del cuoio;
fabbricazione di articoli da viaggio,
calzature
Industria del legno e dei prodotti in legno,
esclusi i mobili
Editoria, stampa e riproduzione di
supporti registrati
Fabbricazione di coke, raffinerie di
petrolio, tratt. Dei combustibili nucleari
Fabbricazione di articoli in gomma e
materie plastiche
Fabbricazione di prodotti della
lavorazione di minerali non metalliferi
Fabbricazione e lavorazione dei prodotti
in metallo, escluse macchine e impianti
Fabbricazione di macchine e apparecchi
meccanici (compr. install., montaggio,
ecc.)
Fabbricazione di macchine per ufficio, di
elaboratori sistemi informatici
Fabbricazione di macchine e apparecchi
elettrici n.c.a.
Fabbricazione di apparecchi
radiotelevisivi e per le comunicazioni
Fabbricazione di apparecchi medicali, di
precisione, strumenti ottici e orologi
Fabbricazione di mobili: altre industrie
manifatturiere
TOTALE
31.12.2002
N.
%
8
11,4%
31.12.2003
N.
%
7
9,6%
31.12.2004
N.
%
7
9,9%
1
1,4%
1
1,4%
1
1,4%
3
4,3%
2
2,7%
2
2,8%
2
2,9%
2
2,7%
2
2,8%
1
1,4%
1
1,4%
1
1,4%
1
1,4%
1
1,4%
1
1,4%
5
7,1%
5
6,8%
5
7,0%
30
42,9%
35
47,9%
34
47,9%
7
10,0%
7
9,6%
7
9,9%
1
1,4%
1
1,4%
1
1,4%
5
7,1%
5
6,8%
4
5,6%
2
2,9%
2
2,7%
2
2,8%
1
1,4%
1
1,4%
1
1,4%
3
70
4,3%
3
73
4,1%
3
71
4,2%
20
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Imprese attive per divisione di attività
economica (fonte InfoCamere)
Industrie alimentari e delle bevande
Preparazione e concia del cuoio;
fabbricazione di articoli da viaggio,
calzature
Industria del legno e dei prodotti in legno,
esclusi i mobili
Editoria, stampa e riproduzione di
supporti registrati
Fabbricazione di coke, raffinerie di
petrolio, tratt. Dei combustibili nucleari
Fabbricazione di articoli in gomma e
materie plastiche
Fabbricazione di prodotti della
lavorazione di minerali non metalliferi
Fabbricazione e lavorazione dei prodotti
in metallo, escluse macchine e impianti
Fabbricazione di macchine e apparecchi
meccanici (compr. install., montaggio,
ecc.)
Fabbricazione di macchine per ufficio, di
elaboratori sistemi informatici
Fabbricazione di macchine e apparecchi
elettrici n.c.a.
Fabbricazione di apparecchi
radiotelevisivi e per le comunicazioni
Fabbricazione di apparecchi medicali, di
precisione, strumenti ottici e orologi
Fabbricazione di mobili: altre industrie
manifatturiere
TOTALE
31.12.2005
N.
%
7
9,6%
31.12.2006
N.
%
6
8,7%
+/-2
2002 - 2006
%
-33,3%
0
0,0%
0
0,0%
-1
-100%
2
2,7%
2
2,9%
-1
-50,0%
3
4,1%
2
2,9%
0
0,0%
1
1,4%
1
1,4%
0
0,0%
1
1,4%
1
1,4%
0
0,0%
6
8,2%
4
5,8%
-1
-25,0%
34
46,6%
34
49,3%
4
11,8%
7
9,6%
7
10,1%
0
0,0%
1
1,4%
1
1,4%
0
0,0%
4
5,5%
4
5,8%
-1
-25,0%
2
2,7%
2
2,9%
0
0,0%
2
2,7%
2
2,9%
1
50,0%
3
73
4,1%
3
69
4,3%
0
-1
0,0%
-1,4%
Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona
Come si evince dalle tabelle e da diagramma della pagina successiva la quota maggiore è
rappresentata dalla fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, che rappresenta da sola quasi
il 50% del numero di imprese del sistema produttivo comunale. Abbastanza significativo è anche il
settore della fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici e quello alimentare.
21
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Grafico: imprese attive per settore di attività economica (anni 2002 – 2006)
31.12.2002
31.12.2003
31.12.2004
31.12.2005
31.12.2006
Fabb.mobili: altre industrie manifat.
Fabb. apparecchi medicali, di precisione, strumenti
ottici e orologi
Fabb. apparecchi radiotelevisivi e comunicazioni
Fabb. macchine e apparecchi elettrici n.c.a.
Fabb. macchine per ufficio,elaboratori sistemi
informatici
Fabb.macchine e apparecchi meccanici
Fabb. e lav. prodotti in metallo, escluse macchine e
impianti
Fabb. prodotti della lavorazione di minerali non
metalliferi
Fabb. articoli in gomma e materie plastiche
Fabb. di coke, raffinerie petrolio, tratt. combustibili
nucleari
Editoria, stampa e riprod. supporti registrati
Ind.legno e prodotti in legno
Prep. e concia del cuoio; fabb. articoli da viaggio,
calzature
Ind. alimentari e bevande
0,0%
10,0% 20,0% 30,0% 40,0% 50,0% 60,0%
Fonti: ISTAT; Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona
22
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
COMMERCIO
Come è emerso dalle analisi precedenti, nel quadro del sistema economico complessivo, le attività
di commercio (commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni
personali e per la casa) rappresentano una buona parte delle attività economiche del comune di
Bagnolo Cremasco.
Già a metà degli anni ’70, come si evince dalla tabella sottostante, il tessuto commerciale di
Bagnolo era piuttosto vivace. La tipologia di negozio più diffusa era quella degli alimentari, ma non
mancavano nemmeno i negozi di tessuti e articoli di abbigliamento.
Tabella: attività commerciali presenti sul territorio (anno 1975)
1975
TIPOLOGIA
ALIMENTARI
Bagnolo Cremasco
Provincia di Cremona
Regione Lombardia
38
2.885
62.535
MOBILI
TESSUTI E
APPARECCHI
ARTICOLI
E MATERIALI
ABBIGLIAMENTO
PER LA CASA
10
845
23.468
6
664
17.916
PRODOTTI E
ARTICOLI
VARI
TOTALE
15
1.580
37.578
69
5.974
141.497
Fonte: ISTAT
Le categorie prese in considerazione sono:
• Alimentari: carni e frattaglie, prodotti ittici, alimentari misti, latterie, ortofrutticoli, vini e
oli, pasticceria.
• Tessuti e articoli abbigliamento: articoli tessili, confezioni, prodotti abbigliamento,
accessori abbigliamento, calzature.
• Mobili, apparecchi e materiali per la casa: mobili, oggetti d'arte, casalinghi, ferramenta,
elettrodomestici.
• Prodotti e articoli vari: auto, motocicli, macchine per agricoltura, strumenti sanitari,
profumerie, macchine per ufficio, librerie, rivendite giornali, ottica, fotografia, gioielleria,
fiori, piante, sementi, concimi, giocattoli, altri prodotti.
Nelle tabelle seguenti sono state inserite le attività economiche di tipo commerciale presenti sul
territorio di Bagnolo Cremasco, nel Comprensorio Cremasco e nella provincia di Cremona negli
anni dal 2002 e 2006.
Successivamente è stato elaborato un raffronto fra il numero di attività commerciali presenti e la
popolazione residente di quantificare l’offerta commerciale comunale.
23
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Le categorie prese in considerazione sono: Commercio e riparazione di auto e moto, carburante,
Commercio all'ingrosso e Commercio al dettaglio, riparazione di beni.
Tabella: attività di carattere commerciale negli anni 2002 e 2006 a Bagnolo, nel
Comprensorio Cremasco e nella Provincia di Cremona.
31.12.2002
COMUNI
Commercio e
riparazione di auto
e moto, carburante
Commercio
all'ingrosso
(escl.auto e moto)
Commercio al
dettaglio;
riparazione di beni
N.
%
N.
%
N.
%
TOTALE
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di Crema
202
87
10
1
6
2
2
7
6
7
7
11
6
1
5
0
4
8
11
181
12,2%
10,8%
14,1%
14,3%
16,7%
20,0%
8,0%
25,9%
16,2%
15,6%
20,0%
10,8%
11,1%
8,3%
8,9%
0%
8,3%
13,1%
22,4%
12,2%
670
286
24
1
14
3
15
10
4
21
7
36
25
4
23
2
22
21
6
524
40,6%
35,4%
33,8%
14,3%
38,9%
30,0%
60,0%
37,0%
10,8%
46,7%
20,0%
35,3%
46,3%
33,3%
41,1%
66,7%
45,8%
34,4%
12,2%
35,3%
779
435
37
5
16
5
8
10
27
17
21
55
23
7
28
1
22
32
32
781
47,2%
53,8%
52,1%
71,4%
44,4%
50,0%
32,0%
37,0%
73,0%
37,8%
60,0%
53,9%
42,6%
58,3%
50,0%
33,3%
45,8%
52,5%
65,3%
52,6%
1.651
808
71
7
36
10
25
27
37
45
35
102
54
12
56
3
48
61
49
1.486
Provincia di Cremona
859
12,6%
2.519
37,0%
3.427
50,4%
6.805
Cremona
Fonte: Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona
24
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
31.12.2006
Commercio e
riparazione di auto
e moto, carburante
COMUNI
Commercio
all'ingrosso
(escl.auto e moto)
Commercio al
dettaglio;
riparazione di beni
N.
%
N.
%
N.
%
TOTALE
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di Crema
179
82
9
2
6
2
3
9
6
9
7
10
5
3
5
0
5
6
9
178
11,2%
10,3%
13,0%
20,0%
15,8%
12,5%
12,5%
28,1%
16,7%
17,6%
20,6%
9,3%
11,1%
15,8%
9,6%
0%
10,0%
10,3%
15,5%
11,9%
636
281
20
2
12
7
14
12
2
25
6
37
18
7
21
4
27
19
15
529
39,7%
35,3%
29,0%
20,0%
31,6%
43,8%
58,3%
37,5%
5,6%
49,0%
17,6%
34,3%
40,0%
36,8%
40,4%
80,0%
54,0%
32,8%
25,9%
35,3%
787
432
40
6
20
7
7
11
28
17
21
61
22
9
26
1
18
33
34
793
49,1%
54,3%
58,0%
60,0%
52,6%
43,8%
29,2%
34,4%
77,8%
33,3%
61,8%
56,5%
48,9%
47,4%
50,0%
20,0%
36,0%
56,9%
58,6%
52,9%
1.602
795
69
10
38
16
24
32
36
51
34
108
45
19
52
5
50
58
58
1.500
Provincia di Cremona
826
12,3%
2.483
37,0%
3.410
50,8%
6.719
Cremona
2002 - 2006
COMUNI
Commercio e
riparazione di auto
e moto, carburante
Commercio
all'ingrosso
(escl.auto e moto)
Commercio al
dettaglio;
riparazione di beni
TOTALE
+/-
%
+/-
%
+/-
%
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di Crema
-23
-5
-1
1
0
0
1
2
0
2
0
-1
-1
2
0
0
1
-2
-2
-3
-12,8%
-6,1%
-11,1%
50,0%
0%
0%
33,3%
22,2%
0%
22,2%
0%
-10,0%
-20,0%
66,7%
0%
0%
20,0%
-33,3%
-22,2%
-1,7%
-34
-5
-4
1
-2
4
-1
2
-2
4
-1
1
-7
3
-2
2
5
-2
9
5
-5,3%
-1,8%
-20,0%
50,0%
-16,7%
57,1%
-7,1%
16,7%
-100%
16,0%
-16,7%
2,7%
-38,9%
42,9%
-9,5%
50,0%
18,5%
-10,5%
60,0%
0,9%
8
-3
3
1
4
2
-1
1
1
0
0
6
-1
2
-2
0
-4
1
2
12
1,0%
-0,7%
7,5%
16,7%
20,0%
28,6%
-14,3%
9,1%
3,6%
0%
0%
9,8%
-4,5%
22,2%
-7,7%
0%
-22,2%
3,0%
5,9%
1,5%
+/-49
-13
-2
3
2
6
-1
5
-1
6
-1
6
-9
7
-4
2
2
-3
9
14
%
-3,1%
-1,6%
-2,9%
30,0%
5,3%
37,5%
-4,2%
15,6%
-2,8%
11,8%
-2,9%
5,6%
-20,0%
36,8%
-7,7%
40,0%
4,0%
-5,2%
15,5%
0,9%
Provincia di Cremona
-33
-4,0%
-36
-1,4%
-17
-0,5%
-86
-1,3%
Cremona
25
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Tabella: raffronto fra le attività di carattere commerciale negli anni 2002 e 2006 a
Bagnolo, nel Comprensorio Cremasco e nella Provincia di Cremona e la popolazione
residente.
31.12.2002
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di Crema
Residenti
70.849
33.015
4.567
636
1.676
1.400
1.732
1.194
1.740
2.914
1.951
5.653
2.382
1.295
3.121
453
2.592
2.416
3.710
72.447
Commercio e
riparazione di auto e
moto, carburante
Commercio al
dettaglio; riparazione
di beni
TOTALE
N.
Res/N
N.
Res/N
N.
Res/N
N.
Res/N
202
87
10
1
6
2
2
7
6
7
7
11
6
1
5
0
4
8
11
181
351
379
457
636
279
700
866
171
290
416
279
514
397
1.295
624
648
302
337
400
670
286
24
1
14
3
15
10
4
21
7
36
25
4
23
2
22
21
6
524
106
115
190
636
120
467
115
119
435
139
279
157
95
324
136
227
118
115
618
138
779
435
37
5
16
5
8
10
27
17
21
55
23
7
28
1
22
32
32
781
91
76
123
127
105
280
217
119
64
171
93
103
104
185
111
453
118
76
116
93
1.651
808
71
7
36
10
25
27
37
45
35
102
54
12
56
3
48
61
49
1.486
43
41
64
91
47
140
69
44
47
65
56
55
44
108
56
151
54
40
76
49
859
Provincia di Cremona
Commercio
all'ingrosso
(escl.auto e moto)
2.519
3.427
6.805
31.12.2006
Commercio e
COMUNI
Residenti riparazione di auto e
moto, carburante
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
70.883
33.415
4.649
690
1.919
1.640
1.932
1.333
1.931
2.977
2.165
5.751
2.506
1.537
3.289
Commercio
all'ingrosso
(escl.auto e moto)
Commercio al
dettaglio; riparazione
di beni
TOTALE
N.
Res/N
N.
Res/N
N.
Res/N
N.
Res/N
179
82
9
2
6
2
3
9
6
9
7
10
5
3
5
396
408
517
345
320
820
644
148
322
331
309
575
501
512
658
636
281
20
2
12
7
14
12
2
25
6
37
18
7
21
111
119
232
345
160
234
138
111
966
119
361
155
139
220
157
787
432
40
6
20
7
7
11
28
17
21
61
22
9
26
90
77
116
115
96
234
276
121
69
175
103
94
114
171
127
1.602
795
69
10
38
16
24
32
36
51
34
108
45
19
52
44
42
67
69
51
103
81
42
54
58
64
53
56
81
63
26
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di Crema
Provincia di Cremona
478
2.830
2.640
3.836
75.518
0
5
6
9
178
826
566
440
426
424
4
27
19
15
529
2.483
120
105
139
256
143
1
18
33
34
793
478
157
80
113
95
3.410
5
50
58
58
1.500
96
57
46
66
50
6.719
Fonte: Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cremona
Come evidenziato dalle tabelle precedenti, il commercio al dettaglio (commercio al dettaglio,
riparazione di beni personali e per la casa) a Bagnolo si colloca al primo posto per numero di
attività, occupando oltre il 50% del settore. Il commercio all’ingrosso occupa invece circa il 35%
del settore.
Confrontando i dati con quelli relativi al Comprensorio Cremasco e alla provincia di Cremona si
nota che le percentuali di attività economiche di tipo commerciale a Bagnolo rispecchiano la
tendenza di quelle a scala superiore.
Anche il rapporto residenti/numero di attività commerciali diviso per categorie nel territorio
comunale si mantiene sullo stesso ordine di grandezza di quello comprensoriale.
27
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE
Dopo aver trattato dell’attività commerciale degli esercizi di vendita sul territorio di
Bagnolo Cremasco, viene di seguito descritto lo stato attuale del commercio su aree pubbliche.
Il mercato si svolge con periodicità settimanale nel giorno di Lunedì dalle ore 8.00 alle ore 13.00,
sulla piazza Aldo Moro.
Di seguito si riporta l’attuale composizione del mercato settimanale nei settori merceologici
alimentare e non alimentare.
SETTORE ALIMENTARE
• frutta e verdura: n. 3 esercenti;
• pesce: n. 1 esercente;
• formaggi: n. 3 esercenti;
• dolci: n. 1 esercente;
• salumeria: n. 1 esercente;
• rosticceria: n. 1 esercente;
• pane: n. 1 esercente.
SETTORE NON ALIMENTARE
• abbigliamento: n. 8 esercenti;
• scarpe: n. 1 esercente;
• piante: n. 1 esercente;
• bigiotteria: n. 1 esercente;
• detersivi: n. 1 esercente.
Il mercato comunale è composto da 23 esercizi commerciali. Di questi 12 sono a carattere “non
alimentare” e 11 a carattere “alimentare”.
La distribuzione planimetrica della attività commerciali è riprodotta nella pagina seguente.
28
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Fig.01: distribuzione planimetrica del mercato comunale
29
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
d) Addetti, occupati e reddito
Per una competa visione della struttura economica e sociale di Bagnolo Cremasco, il Documento di
Piano analizza la struttura produttiva intesa come forza lavoro, reddito e risorse umane presente nel
territorio comunale. Anche in questo caso i dati sono stati rapportati a quelli del Comprensorio
Cremasco, della Provincia di Cremona ed in alcuni casi del contesto nazionale.
ADDETTI
Tabella dati: Addetti per settore di attività economica (anno 2001)
UNITA' LOCALI DELLE IMPRESE
COMUNI
INDUSTRIA
COMMERCIO
ALTRI SERVIZI
U. L. DELLE
ISTITUZIONI
TOTALE
%
Addetti
7.476
26,2%
28.588
3.544
25,8%
13.722
327
17,2%
1.897
19,8%
7
3,8%
182
17,3%
24
5,8%
415
70
24,3%
35
12,2%
288
5,3%
129
14,5%
26
2,9%
887
84
13,5%
214
34,4%
27
4,3%
622
112
26,7%
130
31,0%
14
3,3%
420
17,1%
175
14,3%
38
3,1%
1.221
Addetti
%
Addetti
%
Addetti
%
CREMONA
5.965
20,9%
5.033
17,6%
10.114
35,4%
CREMA
3.394
24,7%
2.600
18,9%
4.184
30,5%
BAGNOLO CREMASCO
962
50,7%
358
18,9%
250
13,2%
CAMPAGNOLA CREMASCA
118
64,8%
21
11,5%
36
CAPERGNANICA
251
60,5%
68
16,4%
72
CASALETTO VAPRIO
142
49,3%
41
14,2%
CHIEVE
685
77,2%
47
CREMOSANO
297
47,7%
IZANO
164
39,0%
MADIGNANO
799
65,4%
209
Addetti
201
35,4%
152
26,8%
154
27,2%
60
10,6%
567
1.667
69,8%
263
11,0%
275
11,5%
184
7,7%
2.389
PIANENGO
383
56,5%
106
15,6%
160
23,6%
29
4,3%
678
RICENGO
323
77,5%
14
3,4%
58
13,9%
22
5,3%
417
RIPALTA CREMASCA
600
64,4%
145
15,6%
128
13,7%
58
6,2%
931
RIPALTA GUERINA
53
63,1%
10
11,9%
19
22,6%
2
2,4%
84
ROMANENGO
578
65,5%
87
9,9%
167
18,9%
50
5,7%
882
TRESCORE CREMASCO
493
57,8%
137
16,1%
181
21,2%
42
4,9%
853
VAIANO CREMASCO
1.045
67,7%
178
11,5%
228
14,8%
93
6,0%
1.544
Comprensorio di Crema
12.155
43,4%
4.632
16,5%
6.630
23,7%
4.582
16,4%
27.999
Provincia di Cremona
46.667
39,1%
20.219
16,9%
30.586
25,6%
21.907
18,4%
119.379
MONTE CREMASCO
OFFANENGO
Fonte: ISTAT
Nella tabella è stato inserito il numero di addetti per settore a Bagnolo Cremasco, nei comuni del
Comprensorio Cremasco e nella Provincia di Cremona rilavati in occasione del censimento del
2001.
Dalla tabella emerge che, a differenza di quello che avviene nelle grandi città come Crema e
Cremona, nel comune di Bagnolo Cremasco gli addetti al settore industriale sono nettamente
superiori rispetto agli addetti al settore “altri servizi”). La stessa tendenza si rileva anche in molti
30
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
altri comuni del Comprensorio Cremasco, a dimostrazione del fatto che le attività del terziario si
concentrano prevalentemente nei grandi centri urbani.
Tabella dati: addetti suddivisi per settore a livello regionale, sovraregionale e nazionale
RIPARTIZIONI
GEOGRAFICHE
INDUSTRIA
COMMERCIO
U. L. DELLE
ISTITUZIONI
Addetti
%
ALTRI SERVIZI
Addetti
%
Addetti
%
Addetti
%
Lombardia
1.488.019
40,4%
642.074
17,4%
1.043.835
28,4%
Italia Nord occidentale
2.222.417
37,8%
1.029.295
17,5%
1.727.437
Italia
6.197.002
33,0%
3.334.026
17,8%
5.535.367
Addetti
3.681.619
507.691
13,8%
29,4%
902.692
15,3%
5.881.841
29,5%
3.707.429
19,7%
18.773.824
Fonte: ISTAT
Ampliando la scala di rilevamento dei dati emerge come a Bagnolo Cremasco l’economia di
carattere industriale abbia un carattere predominate rispetto a quello che avviene sia a livello
regionale che a livello nazionale. Di conseguenza il numero di addetti al settore terziario è di gran
lungo al di sotto della media regionale e nazionale. Il numero di addetti al commercio, invece, è in
linea con le realtà a scala geografica maggiore.
Di seguito si riportano i dati relativi agli addetti per settore di attività produttive al 2001 a Bagnolo e
nei comuni del Comprensorio Cremasco. In questo caso non sono disponibili i dati relativi
provincia di Cremona (dati disponibili solo per la città di Cremona).
Tabella dati: addetti suddivisi per settore di attività produttiva (anno 2001)
Agricoltura e pesca
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di Crema
Provincia di Cremona
Addetti
45
36
3
7
14
1
4
2
6
2
3
78
%
0,2%
0,3%
0,2%
0%
1,6%
0%
1,8%
0,2%
1,1%
0%
0%
0%
0%
0%
0,2%
0%
0,8%
0,2%
0,2%
0,3%
Attività
manifatturiere
Addetti
%
7.285
30,4%
2.321
21,8%
962
59,5%
94
64,8%
189
44,3%
110
42,5%
501
65,1%
281
47,0%
157
44,1%
814
65,2%
93
29,9%
1.566
69,7%
323
51,7%
293
74,7%
544
61,1%
12
20,3%
470
66,6%
341
40,2%
939
63,5%
10.010
42,4%
Costruzioni
Addetti
1.552
671
129
11
54
45
67
69
34
63
45
146
63
48
85
15
91
208
72
1.916
%
6,5%
6,3%
8,0%
7,6%
12,6%
17,4%
8,7%
11,5%
9,6%
5,0%
14,5%
6,5%
10,1%
12,2%
9,6%
25,4%
12,9%
24,5%
4,9%
8,1%
Commercio
Addetti
4.691
2.524
334
8
62
30
42
95
80
247
74
231
98
13
100
3
75
112
161
4.289
%
19,6%
23,7%
20,7%
5,5%
14,5%
11,6%
5,5%
15,9%
22,5%
19,8%
23,8%
10,3%
15,7%
3,3%
11,2%
5,1%
10,6%
13,2%
10,9%
18,2%
31
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Alberghi e ristoranti
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di Crema
Provincia di Cremona
Addetti
1.366
592
21
8
8
4
9
8
10
19
17
33
25
7
26
7
6
26
23
849
%
5,7%
5,6%
1,3%
5,5%
1,9%
1,5%
1,2%
1,3%
2,8%
1,5%
5,5%
1,5%
4,0%
1,8%
2,9%
11,9%
0,8%
3,1%
1,6%
3,6%
Istruzione
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di Crema
Provincia di Cremona
Addetti
57
51
2
5
1
27
45
131
%
0,2%
0,5%
0,1%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0,2%
0%
0%
0,1%
0%
0%
3,2%
3,0%
0,6%
Trasporti e
comunicazioni
Addetti
1.775
460
26
3
6
27
33
7
33
20
22
50
15
12
33
7
9
28
16
807
%
7,4%
4,3%
1,6%
2,1%
1,4%
10,4%
4,3%
1,2%
9,3%
1,6%
7,1%
2,2%
2,4%
3,1%
3,7%
11,9%
1,3%
3,3%
1,1%
3,4%
Sanità e servizi
sociali
Addetti
%
512
2,1%
2,5%
267
0,6%
10
1,4%
2
0,2%
1
2,3%
6
0,7%
5
0,3%
2
2,2%
8
0,3%
4
1,6%
5
0,9%
21
1,3%
8
0,3%
1
0,8%
7
0%
1,1%
8
2,9%
25
3,7%
54
1,8%
434
Intermediazione
monetaria e
finanziaria
Addetti
%
1.183
4,9%
6,6%
707
1,3%
21
1,4%
2
1,6%
7
0,8%
2
1,2%
9
0%
1,1%
4
0,6%
7
2,9%
9
1,5%
34
1,6%
10
0,3%
1
0,6%
5
0%
0,8%
6
2,2%
19
3,2%
48
3,8%
891
Altri sevizi pubblici
Addetti
980
547
49
42
7
2
6
6
9
7
30
21
2
5
3
11
20
22
789
%
4,1%
5,1%
3,0%
0%
9,8%
2,7%
0,3%
1,0%
1,7%
0,7%
2,3%
1,3%
3,4%
0,5%
0,6%
5,1%
1,6%
2,4%
1,5%
3,3%
Immobililiari,
noleggio e ricerca
Addetti
4.548
2.457
60
17
51
28
87
129
20
65
39
131
62
15
82
12
24
40
95
3.414
%
19,0%
23,1%
3,7%
11,7%
11,9%
10,8%
11,3%
21,6%
5,6%
5,2%
12,5%
5,8%
9,9%
3,8%
9,2%
20,3%
3,4%
4,7%
6,4%
14,5%
Totale
Addetti
23.994
10.633
1.617
145
427
259
769
598
356
1.248
311
2.247
625
392
890
59
706
848
1.478
23.608
Fonti: ISTAT, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Cremona
32
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Dai dati riportati in tabella si evince che il 60% degli addetti nel comune di Bagnolo Cremasco è
impiegato in attività di tipo manifatturiero, il 20% nel commercio e l’8% nel settore delle
costruzioni.
Volendo fare un confronto con la realtà circostante, si rileva la significativa discrepanza rilevata nel
settore manifatturiero e nel settore terziario a livello comprensoriale e a livello comunale. Per il
settore manifatturiero si rileva una percentuale di addetti a livello comunale pari al 59,5% contro
una percentuale del 42,4% rilevata a livello comprensoriale. Al contrario, per quanto riguarda il
settore immobiliare, del noleggio e delle ricerca a livello comunale si rileva una percentuale di
addetti pari al 3,7% e a livello comprensoriale una percentuale pari al 14,5%.
Una significativa discrepanza si rileva anche nel settore dell’intermediazione monetaria e
finanziaria (1,3% di addetti a livello locale, 3,8% a livello comprensoriale), nel settore dei trasporti
(1,6% di addetti a livello locale, 3,4% a livello comprensoriale), nel settore alberghiero e della
ristorazione (1,3% di addetti a livello locale, 3,6% a livello comprensoriale) e nel settore della
sanità e dei servizi sociali (0,6% di addetti a livello locale, 1,8% a livello comprensoriale).
OCCUPATI
Tabella dati: occupati suddivisi per settore di attività produttiva (anno 2001)
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di
Crema
Provincia di Cremona
Agricoltura, caccia
e silvicoltura
Occupati
%
714
2,5%
256
1,9%
70
3,5%
24
8,5%
50
7,5%
27
4,7%
39
4,7%
41
8,0%
48
6,3%
43
3,3%
21
2,5%
79
3,3%
35
3,3%
71
12,0%
63
4,8%
23
11,2%
91
8,4%
45
4,5%
41
2,6%
Pesca e servizi
connessi
Occupati
%
24
0,1%
10
0,1%
1
0,0%
0%
0%
1
0,2%
0%
0%
0%
2
0,2%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
1
0,1%
Estrazione di
minerali
Occupati
%
121
0,4%
161
1,2%
16
0,8%
0%
8
1,2%
2
0,3%
3
0,4%
1
0,2%
4
0,5%
8
0,6%
1
0,1%
13
0,5%
8
0,8%
6
1,0%
9
0,7%
5
2,4%
5
0,5%
5
0,5%
4
0,3%
1.067
3,5%
15
0,0%
259
0,8%
9.250
6,5%
98
0,1%
669
0,5%
33
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di
Crema
Provincia di Cremona
Attività
manifatturiere
Produzione e
distribuzione di
energia elettrica,
gas e acqua
Occupati
6.542
3.986
752
92
212
183
387
214
287
538
276
1.060
375
217
466
64
373
327
622
%
22,8%
29,0%
37,3%
32,5%
31,8%
31,6%
47,0%
41,6%
38,0%
40,8%
33,5%
43,7%
35,9%
36,8%
35,7%
31,2%
34,3%
32,7%
39,5%
Occupati
359
176
15
7
5
4
5
4
4
17
3
16
7
3
10
1
15
6
6
%
1,2%
1,3%
0,7%
2,5%
0,8%
0,7%
0,6%
0,8%
0,5%
1,3%
0,4%
0,7%
0,7%
0,5%
0,8%
0,5%
1,4%
0,6%
0,4%
Occupati
1.591
702
197
14
48
69
65
53
50
70
67
176
81
33
98
21
107
146
112
%
5,5%
5,1%
9,8%
4,9%
7,2%
11,9%
7,9%
10,3%
6,6%
5,3%
8,1%
7,2%
7,7%
5,6%
7,5%
10,2%
9,8%
14,6%
7,1%
10.431
33,9%
304
1,0%
2.109
6,9%
45.001
31,8%
1.275
0,9%
10.201
7,2%
Commercio
Alberghi e ristoranti
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di
Crema
Costruzioni
Occupati
4.077
1.973
314
48
96
110
91
64
120
198
128
325
157
68
184
26
146
161
213
%
14,2%
14,3%
15,6%
17,0%
14,4%
19,0%
11,0%
12,4%
15,9%
15,0%
15,5%
13,4%
15,0%
11,5%
14,1%
12,7%
13,4%
16,1%
13,5%
Occupati
1.122
475
65
16
16
11
25
16
19
36
28
72
31
13
53
8
23
32
59
%
3,9%
3,5%
3,2%
5,7%
2,4%
1,9%
3,0%
3,1%
2,5%
2,7%
3,4%
3,0%
3,0%
2,2%
4,1%
3,9%
2,1%
3,2%
3,7%
4.422
14,4%
998
3,2%
Trasporti,
magazzinaggi e
comunicazioni
Occupati
%
1.106
3,8%
442
3,2%
84
4,2%
11
3,9%
21
3,2%
31
5,4%
48
5,8%
14
2,7%
22
2,9%
35
2,7%
56
6,8%
67
2,8%
39
3,7%
35
5,9%
29
2,2%
7
3,4%
23
2,1%
36
3,6%
99
6,3%
1.099
3,6%
34
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Provincia di Cremona
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di
Crema
Provincia di Cremona
19.629
13,9%
Intermediazione
monetaria e
finanziaria
Occupati
%
1.316
4,6%
726
5,3%
62
3,1%
8
2,8%
24
3,6%
14
2,4%
21
2,5%
3
0,6%
25
3,3%
54
4,1%
55
6,7%
92
3,8%
32
3,1%
8
1,4%
31
2,4%
5
2,4%
35
3,2%
29
2,9%
62
3,9%
1.286
4,2%
2.095
6,8%
1.120
3,6%
4.702
3,3%
7.741
5,5%
6.698
4,7%
Istruzione
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di
Crema
Provincia di Cremona
4.863
3,4%
5.213
3,7%
Immobiliari,
Pubblica
noleggio,
amministrazione e
informatica, ricerca
difesa
Occupati
%
Occupati
%
1.966
6,8%
2.537
8,8%
1.149
8,3%
608
4,4%
105
5,2%
47
2,3%
18
6,4%
10
3,5%
34
5,1%
30
4,5%
36
6,2%
14
2,4%
35
4,2%
20
2,4%
28
5,4%
13
2,5%
36
4,8%
23
3,0%
69
5,2%
52
3,9%
65
7,9%
24
2,9%
120
4,9%
54
2,2%
52
5,0%
36
3,4%
29
4,9%
19
3,2%
79
6,1%
51
3,9%
15
7,3%
6
2,9%
51
4,7%
32
2,9%
58
5,8%
35
3,5%
116
7,4%
46
2,9%
Sanità e servizi
sociali
Occupati
%
3.121
10,9%
1.161
8,4%
74
3,7%
13
4,6%
51
7,7%
29
5,0%
36
4,4%
31
6,0%
46
6,1%
92
7,0%
39
4,7%
143
5,9%
70
6,7%
28
4,7%
103
7,9%
9
4,4%
73
6,7%
38
3,8%
67
4,3%
Occupati
2.438
1.178
96
11
40
25
22
18
35
60
29
100
54
24
82
8
68
38
54
%
8,5%
8,6%
4,8%
3,9%
6,0%
4,3%
2,7%
3,5%
4,6%
4,5%
3,5%
4,1%
5,2%
4,1%
6,3%
3,9%
6,3%
3,8%
3,4%
1.942
6,3%
2.103
7.877
5,6%
11.539
Altri sevizi
Occupati
1.292
593
90
7
26
18
26
12
29
38
26
83
55
20
30
5
31
32
59
%
4,5%
4,3%
4,5%
2,5%
3,9%
3,1%
3,2%
2,3%
3,8%
2,9%
3,2%
3,4%
5,3%
3,4%
2,3%
2,4%
2,9%
3,2%
3,7%
6,8%
1.180
3,8%
8,1%
5.331
3,8%
35
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di
Crema
Provincia di Cremona
Servizi domestici
presso famiglie
Organizzazioni e
organismi
extraterritoriali
Occupati
%
12
0,0%
5
0,0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
1
0,0%
1
0,1%
0%
0%
0%
2
0,2%
1
0,1%
0%
Totale
Occupati
398
160
26
4
5
5
1
3
8
7
7
27
13
16
16
2
12
12
14
%
1,4%
1,2%
1,3%
1,4%
0,8%
0,9%
0,1%
0,6%
1,1%
0,5%
0,8%
1,1%
1,2%
2,7%
1,2%
1,0%
1,1%
1,2%
0,9%
Occupati
28.736
13.761
2.014
283
666
579
824
515
756
1.319
825
2.428
1.046
590
1.304
205
1.087
1.001
1.575
338
1,1%
10
0,0%
30.778
1.520
1,1%
41
0,0%
141.648
Fonte:ISTAT
Nella tabella delle pagine precedenti è stato inserito il numero degli occupati diviso per settori di
attività produttive per Bagnolo Cremasco, i comuni del Comprensorio Cremasco e la provincia di
Cremona.
Dall’analisi dei dati emerge che la percentuale di occupati per settore di attività produttiva nel
comune di Bagnolo Cremasco segue sostanzialmente la tendenza in atto a livello comprensoriale e
provinciale.
Le uniche eccezioni degne di nota si rilevano nel settore manifatturiero e nel settore delle
costruzioni. Nel settore manifatturiero si rileva una percentuale di occupati a livello comunale pari
al 37,7% contro una percentuale pari al 33,9% rilevata a livello comprensoriale e una percentuale
pari al 31,8% rilevata a livello provinciale. Nel settore delle costruzioni a Bagnolo si rileva invece
una percentuale di occupati pari al 9,8 %, contro una percentuale pari al 6,9% a livello
comprensoriale e pari al 7,2% a livello provinciale.
36
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Occupati per classi di età
Tabella: occupati per classe di età (anno 2001)
15-19
N.
%
242
0,8%
Cremona
157
1,1%
Crema
35
1,7%
Bagnolo Cremasco
3
1,1%
Campagnola Cremasca
13
2,0%
Capergnanica
15
2,6%
Casaletto Vaprio
23
2,8%
Chieve
19
3,7%
Cremosano
14
1,9%
Izano
30
2,3%
Madignano
25
3,0%
Monte Cremasco
39
1,6%
Offanengo
23
2,2%
Pianengo
13
2,2%
Ricengo
14
1,1%
Ripalta Cremasca
4
2,0%
Ripalta Guerina
35
3,2%
Romanengo
13
1,3%
Trescore Cremasco
30
1,9%
Vaiano Cremasco
1,6%
Comprensorio di Crema 505
2.370 1,7%
Provincia di Cremona
COMUNI
20-29
N.
5.392
2.807
506
71
144
153
197
107
175
290
191
584
217
113
297
52
214
219
382
6.719
30.315
%
18,8%
20,4%
25,1%
25,1%
21,6%
26,4%
23,9%
20,8%
23,1%
22,0%
23,2%
24,1%
20,7%
19,2%
22,8%
25,4%
19,7%
21,9%
24,3%
21,8%
21,4%
30-54
N.
20.377
9.595
1.351
191
465
375
563
355
511
932
569
1.645
738
427
920
138
740
668
1.074
21.257
97.143
%
70,9%
69,7%
67,1%
67,5%
69,8%
64,8%
68,3%
68,9%
67,6%
70,7%
69,0%
67,8%
70,6%
72,4%
70,6%
67,3%
68,1%
66,7%
68,2%
69,1%
68,6%
55 e più
N.
%
2.725
9,5%
1.202
8,7%
122
6,1%
18
6,4%
44
6,6%
36
6,2%
41
5,0%
34
6,6%
56
7,4%
67
5,1%
40
4,8%
160
6,6%
68
6,5%
37
6,3%
73
5,6%
11
5,4%
98
9,0%
101
10,1%
89
5,7%
2.297
7,5%
11.820 8,3%
Totale
28.736
13.761
2.014
283
666
579
824
515
756
1.319
825
2.428
1.046
590
1.304
205
1.087
1.001
1.575
30.778
141.648
Fonte:ISTAT
Nella tabella precedente il numero di occupati è stato diviso per classi d’età.
Da tali dati è possibile ricavare la percentuale d’incidenza delle singole categorie sul totale.
Dall’analisi emerge che per quanto riguarda la distribuzione degli occupati per classe d’età il
comune di Bagnolo segue la tendenza in atto in tutti i comuni del Comprensorio Cremasco e nella
provincia di Cremona. Si riscontra un’esigua presenza di forza lavoro di età inferiore ai 19 anni
(1,7%) e una percentuale di occupati con un’età compresa tra i 20 e i 29 anni (25,1%). Tuttavia la
percentuale maggiore di occupati interessa la categoria 30-54 anni. Gli occupati over 55 sono
invece solo il 6,1% del totale.
Leggermente diversa è la situazione rilevata a Crema e Cremona. In questi due centri l’età media
della forza lavoro si alza: infatti diminuiscono i lavoratori under 29 ed aumentano gli over 55.
Una discrepanza di questo genere può essere giustificata dal fatto che i grandi centri come Crema e
Cremona offrono maggiori servizi legati all’istruzione. Di conseguenza in queste città il livello di
scolarizzazione si alza e di conseguenza viene ritardato l’ingresso nel mondo del lavoro.
37
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Occupati per posizione professionale
Tabella: occupati per posizione professionale (anno 2001)
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di Crema
Provincia di Cremona
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Comprensorio di Crema
Provincia di Cremona
Impr. e Libero
profess.
N.
%
2.251
7,8%
1.215
8,8%
97
4,8%
20
7,1%
48
7,2%
20
3,5%
42
5,1%
25
4,9%
39
5,2%
76
5,8%
42
5,1%
137
5,6%
47
4,5%
25
4,2%
86
6,6%
2
1,0%
66
6,1%
83
8,3%
56
3,6%
2.126
6,9%
9.201
6,5%
Coadiuv. familiare
N.
448
230
39
13
8
19
15
12
33
25
22
51
31
23
36
3
26
28
31
645
3.434
%
1,6%
1,7%
1,9%
4,6%
1,2%
3,3%
1,8%
2,3%
4,4%
1,9%
2,7%
2,1%
3,0%
3,9%
2,8%
1,5%
2,4%
2,8%
2,0%
2,1%
2,4%
Lavoratore in
proprio
%
N.
3.584
12,5%
1.906
13,9%
315
15,6%
54
19,1%
116
17,4%
98
16,9%
130
15,8%
93
18,1%
137
18,1%
179
13,6%
148
17,9%
376
15,5%
168
16,1%
114
19,3%
211
16,2%
39
19,0%
201
18,5%
209
20,9%
218
13,8%
4.712
15,3%
23.129
16,3%
Dip. o in altra
posizione sub.
N.
%
22.046
76,7%
10.180
74,0%
1.525
75,7%
195
68,9%
489
73,4%
438
75,6%
621
75,4%
379
73,6%
534
70,6%
1.023
77,6%
588
71,3%
1.830
75,4%
783
74,9%
419
71,0%
962
73,8%
157
76,6%
787
72,4%
655
65,4%
1.209
76,8%
22.774
74,0%
103.852
73,3%
Socio di coop.
N.
407
230
38
1
5
4
16
6
13
16
25
34
17
9
9
4
7
26
61
521
2.032
%
1,4%
1,7%
1,9%
0,4%
0,8%
0,7%
1,9%
1,2%
1,7%
1,2%
3,0%
1,4%
1,6%
1,5%
0,7%
2,0%
0,6%
2,6%
3,9%
1,7%
1,4%
Totale
28.736
13.761
2.014
283
666
579
824
515
756
1.319
825
2.428
1.046
590
1.304
205
1.087
1.001
1.575
30.778
141.648
Fonte:ISTAT
38
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Nella tabella precedente il numero di occupati è stato diviso per posizione professionale.
Dai dati rilevati emerge che circa il 76% degli occupati svolge lavoro dipendente, il 15% svolge un
lavoro in proprio e meno del 5% svolge il lavoro da libero professionista.
Anche in questo caso le percentuali rilevate a Bagnolo Cremasco non si discostano da quelle
rilevate nei comuni del comprensorio Cremasco. L’unica discrepanza degna di nota si rileva nella
maggiore presenza percentuale di imprenditori e liberi professionisti nelle città di Crema e
Cremona.
Disoccupazione
Nella tabella successiva sono riportati i tassi di disoccupazione divisi per sesso, relativi ai comuni
del Comprensorio Cremasco e alla Provincia di Cremona.
Tabella: tasso di disoccupazione (anno 2001)
Tasso Disoccupazione Tot.(*)
COMUNI
Tasso disoccupazione
giovanile(**)
Maschi
Femmine
Totale
Maschi
Femmine
Totale
Cremona
3,30
6,10
4,50
12,70
21,20
16,70
Crema
3,30
6,80
4,80
12,80
20,40
16,30
Bagnolo Cremasco
3,70
6,30
4,70
13,60
14,50
14,00
Campagnola Cremasca
2,30
7,40
4,40
-
13,30
6,50
Capergnanica
1,20
4,70
2,50
6,70
12,50
9,70
Casaletto Vaprio
3,20
8,60
5,20
9,50
13,20
11,30
Chieve
4,10
4,80
4,40
16,90
9,70
13,40
Cremosano
1,50
6,80
3,60
6,10
17,10
12,20
Izano
1,50
4,10
2,50
3,80
8,70
6,10
Madignano
2,00
7,80
4,40
6,20
15,40
10,30
Monte Cremasco
3,40
11,80
6,70
8,10
25,90
16,40
Offanengo
1,60
5,60
3,10
3,90
16,80
9,90
Pianengo
2,70
6,60
4,20
10,90
12,00
14,40
Ricengo
4,00
5,40
4,50
17,80
26,30
20,30
Ripalta Cremasca
1,50
5,60
3,10
3,70
14,70
8,70
Ripalta Guerina
0,70
3,00
1,40
4,80
14,30
7,10
Romanengo
1,20
5,10
2,70
7,00
13,10
10,20
Trescore Cremasco
2,60
8,70
4,90
13,10
17,70
15,50
Vaiano Cremasco
2,10
8,50
4,60
9,90
20,00
14,60
Provincia di Cremona
2,80
6,20
4,10
9,80
17,10
13,10
* Tasso di disoccupazione: popolazione > 15 anni in cerca di occupazione/forze lavoro > 15 anni
** Tasso di disoccupazione giovanile: popolazione 15-24 anni in cerca di occupazione/forze lavoro
15-24 anni
Fonte: ISTAT
39
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Dai dati emerge che il tasso di disoccupazione a Bagnolo Cremasco è in linea con quello del
Comprensorio Cremasco e della provincia di Cremona.
Non si rilevano particolari criticità.
Il tasso di disoccupazione è un indicatore statistico il cui obiettivo primario è quello di misurare una
tensione sul mercato del lavoro dovuto ad un eccesso di offerta di lavoro (da parte dei lavoratori)
rispetto alla domanda di lavoro (da parte delle imprese), mentre non è adatto a misurare tensioni
dovute a mancanza di manodopera (ricercata dalle imprese).
Attraverso questo indicatore si misura solitamente la percentuale delle forza lavoro che non riesce a
trovare lavoro e pertanto viene definito come:
ove la "forza lavoro" è la somma delle "persone in cerca di lavoro" e gli "occupati".
Si ritiene comunemente che il tasso di disoccupazione non riesca a raggiungere mai lo zero in
quanto anche in condizioni economiche particolarmente favorevoli vi sarà sempre qualcuno che per
un periodo per quanto breve cerca lavoro.
Pur ritenendo che il "tasso di disoccupazione frizionale" si attesti attorno al 3-4% esistono aree in
cui vengono misurati tassi anche inferiori al 2%, ma come emerge dalle tabelle questo non è il caso
di Bagnolo Cremasco, per il quale il tasso di disoccupazione medio è pari a 4,70.
La disoccupazione frizionale è un tipo particolare di disoccupazione costantemente presente
all'interno del mercato del lavoro. Essa è dovuta al fatto che ci sono sempre persone alla ricerca di
un lavoro. Ciò avviene anche in situazioni di piena occupazione.
Particolare attenzione viene data al "tasso di disoccupazione giovanile" (che corrisponde
solitamente ad un tasso specifico per le età 15-24 anni) in quanto indicativo delle difficoltà a trovare
lavoro da parte della popolazione più giovane e dunque con meno esperienza lavorativa.
Anche in questo caso a Bagnolo Cremasco non si registrano particolari criticità rispetto all’intorno.
40
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
REDDITO
Tabella: reddito per attività economica (anno 1999)
Agricoltura
Industria
Totale
Servizi
57,9%
Importi mil.
£
16.908.736
41,3%
Importi
mil. £
40.962.236
5.672.684
32,7%
11.605.660
66,8%
17.372.013
1,6%
168.117
66,1%
82.043
32,3%
254.151
95
0,9%
8.700
81,2%
1.915
17,9%
10.710
1.130
2,5%
25.032
54,7%
19.583
42,8%
45.745
Casaletto Vaprio
714
1,6%
21.336
47,6%
22.816
50,9%
44.866
Chieve
388
0,8%
37.598
76,8%
10.987
22,4%
48.973
Cremosano
540
1,8%
22.388
76,2%
6.441
21,9%
29.369
Izano
1.556
3,7%
29.691
70,5%
10.857
25,8%
42.104
Madignano
1.659
1,1%
102.699
70,8%
40.763
28,1%
145.121
Monte Cremasco
1.241
2,7%
26.997
58,0%
18.324
39,4%
46.562
Offanengo
3.559
0,7%
415.631
78,5%
110.591
20,9%
529.781
Pianengo
3.217
4,7%
44.608
64,7%
21.118
30,6%
68.943
Ricengo
387
1,2%
24.763
78,7%
6.322
20,1%
31.472
Cremona
Importi
mil. £
346.209
Crema
Bagnolo Cremasco
COMUNI
Campagnola Cremasca
Capergnanica
0,8%
Importi mil.
£
23.707.291
93.669
0,5%
3.991
%
%
%
2.909
2,6%
71.037
64,7%
35.909
32,7%
109.855
248
3,5%
5.138
71,6%
1.794
25,0%
7.180
Romanengo
2.393
3,2%
48.790
64,3%
24.747
32,6%
75.930
Trescore Cremasco
2.081
1,9%
86.155
77,1%
23.568
21,1%
111.804
Vaiano Cremasco
2.959
1,8%
104.179
63,8%
56.116
34,4%
163.254
Comprensorio di Crema
122.736
0,6%
6.915.543
36,1%
12.099.554
63,2%
19.137.833
Provincia di Cremona
703.338
1,0%
38.363.467
52,0%
34.731.618
47,1%
73.798.423
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Fonti: ISTAT: Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Provincia di Cremona
Nella tabella precedente è riportato il reddito per settore di attività economica in miliardi di lire,
relativo all’anno 1999.
Nel 1999 il reddito complessivo di Bagnolo Cremasco è di oltre 254 miliardi di lire. Il reddito
maggiore deriva dal settore industriale (66,1%) e in misura minore dal settore dei servizi (32,3%).
Nettamente inferire è il reddito derivante dall’agricoltura (1,6%).
Stessa tendenza si rileva negli altri comuni del Comprensorio Cremasco.
Al contrario, nel caso di Crema si rileva un reddito derivante dal settore dei servizi nettamente
superiore a quello dell’industria.
A Cremona, invece il reddito derivante dalle attività industriali e maggiore di quello derivante dal
settore dei servizi, m la discrepanza è inferiore a quella rilevata nel comune di Crema.
41
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
1.1.2 Indagini sociali
Il Documento di Piano esamina la struttura della popolazione stabilmente residente nel Comune
sotto il profilo quantitativo (popolazione totale annua, serie storica), ma anche qualitativo
(nuclei familiari, nati/morti, immigrati/emigrati, provenienza geografica dei residenti per luogo dì
nascita, classi di età, sesso).
L'analisi della popolazione è affrontata con l'interesse dell'urbanista, volto alla conoscenza delle
dinamiche demografiche degli ultimi anni e degli effetti generati sulla costruzione del territorio. Per
questo motivo talvolta, l'attenzione si focalizza su dinamiche sociali quali la concentrazione di
popolazione aventi le medesime caratteristiche (orgine geografica, età), più che sull'analisi
della struttura della popolazione sotto il profilo della statistica demografica.
In particolare nell'indagine sul sistema sociale viene studiato l'andamento della popolazione
attraverso i dati demografici del periodo 1961-2006.
Per quanto riguarda i dati relativi
all'andamento, rispetto alla popolazione complessiva, di Nati/Morti (movimento naturale della
popolazione) ed Immigrati/Emigrati (movimento naturale migratorio della popolazione) sono stati
considerati gli anni dal 1980 al 2006.
Per conoscere la popolazione dal punto di vista della composizione per classi di età e sesso sono stati
studiati e rappresentati in grafici i dati relativi agli anni 1961, 2001, 2004, 2006.
In conclusione, è stata analizzata la composizione della popolazione in base all’origine
geografica (luogo di nascita dei residenti al rilevamento ISTAT 2001) e l’andamento della
popolazione straniera negli anni 2001-2006.
42
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
a) Popolazione residente
Tabella: popolazione residente, serie storica (anni 1861 – 2008)
ANNO
RESIDENTI
+/-
% INCR.
1861
1871
1881
1901
1911
1921
1931
1936
1951
1961
1971
1980
1981
1982
1983
1984
1985
1986
1987
1988
1989
1990
1991
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2.115
2.118
2.118
2.337
2.590
2.761
2.849
2.821
2.953
2.945
3.372
3.879
3.958
3.977
4.025
4.082
4.098
4.084
4.133
4.159
4.204
4.231
4.254
4.281
4.354
4.363
4.369
4.354
4.371
4.410
4.489
4.513
4.566
4.559
4.610
4.628
4.618
4.589
4.628
4.841
3
0
219
253
171
88
-28
132
-8
427
507
79
19
48
57
16
-14
49
26
45
27
23
27
73
9
6
-15
17
39
79
24
53
-7
51
18
-10
-29
39
213
0,1%
0,0%
9,4%
9,8%
6,2%
3,1%
-1,0%
4,5%
-0,3%
12,7%
13,1%
2,0%
0,5%
1,2%
1,4%
0,4%
-0,3%
1,2%
0,6%
1,1%
0,6%
0,5%
0,6%
1,7%
0,2%
0,1%
-0,3%
0,4%
0,9%
1,8%
0,5%
1,2%
-0,2%
1,1%
0,4%
-0,2%
-0,6%
0,8%
4,4%
Fonti: ISTAT; Comune di Bagnolo Cremasco, anagrafe.
Per analizzare l’andamento demografico della popolazione residente nel comune di Bagnolo
Cremasco sono stati inseriti i dati relativi al censimento del 1861 e i dati relativi ai successivi
43
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
rilevamenti, con cadenza quasi decennale. Dal 1980, i dati hanno cadenza annuale e sono stati
forniti dall’ufficio anagrafe del Comune.
Diagramma
RESIDENTI
5.000
4.500
4.000
3.500
3.000
2.500
2005
2000
1995
1990
1985
1980
1975
1970
1965
1960
1955
1950
1945
1940
1935
1930
1925
1920
1915
1910
1905
1900
1895
1890
1885
1880
1875
1870
1865
1860
2.000
Nel diagramma viene rappresentato l’andamento della popolazione residente a Bagnolo Cremasco
nell’arco temporale compreso fra il 1861 e il 2005. Si nota come la popolazione si mantenga
costante fino al 1900. Dopo tale data comincia a crescere in maniera pressoché costante fino al
1950, mentre nel decennio 1950 – 1965 tende nuovamente a stabilizzarsi. Infine, a partire dal 1961
si verifica un nuovo brusco incremento di popolazione. E’ questo il periodo del grande boom
economico degli anni 60 e 70. Nei vent’anni successivi si ha un incremento di quasi 1.000 abitanti,
e nel 1981 il comune raggiunge quasi i 4.000 residenti. Da allora si assiste ad un costante
incremento demografico pari a circa 30 abitanti/anno.
44
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Tabella dati: popolazione residente (anni 1961 - 2006)
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
1961
FAMIGLIE
MASCHI
-
34.300
14.517
1.490
229
888
471
545
499
734
769
359
1.630
632
649
1.256
194
1.142
1.013
1.288
FAMIGLIE
MASCHI
30.578
12.145
1.339
111
502
289
358
324
476
635
385
1.524
539
233
873
101
745
707
943
37.270
16.573
1.947
211
778
465
541
524
711
928
595
2.432
814
410
1.331
182
1.060
1.039
1.456
1971
FEMMINE TOTALE
39.602
15.518
1.455
228
841
451
495
462
735
740
356
1.622
606
571
1.150
186
1.170
1.004
1.268
73.902
30.035
2.945
457
1.729
922
1.040
961
1.469
1.509
715
3.252
1.238
1.220
2.406
380
2.312
2.017
2.556
FAMIGLIE
MASCHI
28.259
10.103
993
87
430
228
270
253
407
476
258
1.100
421
208
721
85
639
581
748
37.888
15.793
1.692
182
776
430
521
522
687
822
453
1.994
718
422
1.305
173
1.014
1.007
1.343
FAMIGLIE
MASCHI
30.416
12.422
1.503
135
535
366
465
374
501
815
553
1.740
686
289
1.042
125
831
753
1.162
34.404
15.815
2.093
210
764
533
693
544
706
1.178
799
2.574
991
427
1.441
196
1.100
1.032
1.650
1981
44.095
16.958
1.680
185
768
399
452
440
698
827
454
1.968
652
353
1.209
147
1.064
1.017
1.338
81.983
32.751
3.372
367
1.544
829
973
962
1.385
1.649
907
3.962
1.370
775
2.514
320
2.078
2.024
2.681
1991
FEMMINE TOTALE
43.488
18.037
2.033
191
769
454
527
477
695
962
614
2.389
813
353
1.310
147
1.098
1.095
1.472
FEMMINE TOTALE
80.758
34.610
3.980
402
1.547
919
1.068
1.001
1.406
1.890
1.209
4.821
1.627
763
2.641
329
2.158
2.134
2.928
FEMMINE TOTALE
39.709
17.423
2.201
220
767
538
703
516
708
1.172
838
2.584
950
393
1.476
176
1.131
1.085
1.665
74.113
33.238
4.294
430
1.531
1.071
1.396
1.060
1.414
2.350
1.637
5.158
1.941
820
2.917
372
2.231
2.117
3.315
Fonte: ISTAT
45
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
1999
FAMIGLIE
MASCHI
32.522
13.457
1.639
180
596
440
580
426
625
1.028
677
1.971
863
411
1.160
150
965
896
1.304
-
FAMIGLIE
MASCHI
31.742
13.534
1.728
209
610
483
625
428
641
1.039
703
2.064
898
443
1.165
159
975
913
1.363
33.009
15.708
2.245
297
793
665
840
567
840
1.427
940
2.745
1.203
648
1.528
234
1.224
1.156
1.813
2000
FEMMINE TOTALE
-
71.753
33.251
4.501
529
1.574
1.204
1.615
1.162
1.675
2.767
1.836
5.481
2.313
1.110
3.067
408
2.446
2.329
3.566
FAMIGLIE
MASCHI
32.129
13.726
1.660
192
602
451
615
426
637
1.045
702
1.998
904
439
1.167
154
984
900
1.321
-
FAMIGLIE
MASCHI
-
-
2001
-
71.421
33.197
4.540
568
1.597
1.234
1.668
1.159
1.687
2.833
1.865
5.466
2.378
1.177
3.095
417
2.495
2.345
3.585
2002
FEMMINE TOTALE
37.878
17.273
2.278
309
816
649
875
595
847
1.452
983
2.766
1.167
587
1.534
202
1.293
1.218
1.809
FEMMINE TOTALE
70.887
32.981
4.523
606
1.609
1.314
1.715
1.162
1.687
2.879
1.923
5.511
2.370
1.235
3.062
436
2.517
2.374
3.622
FEMMINE TOTALE
-
70.849
33.015
4.567
636
1.676
1.400
1.732
1.194
1.740
2.914
1.951
5.653
2.382
1.295
3.121
453
2.592
2.416
3.710
46
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
2003
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
FAMIGLIE
MASCHI
32.600
14.140
1.701
224
1.733
558
653
461
708
1.095
753
2.183
920
476
1.219
169
1.025
985
1.428
33.484
15.910
2.317
317
816
774
858
606
904
1.488
967
2.874
1.225
705
1.558
236
1.267
1.188
1.859
FAMIGLIE
MASCHI
32.937
14.469
1.736
238
737
576
717
489
748
1.121
826
2.231
996
534
1.279
175
1.096
1.020
1.488
33.457
16.094
2.289
335
930
804
919
642
951
1.500
1.034
2.866
1.266
755
1.626
239
1.368
1.277
1.939
2004
FEMMINE TOTALE
37.974
17.303
2.291
341
872
750
904
617
901
1.490
1.020
2.875
1.207
651
1.562
218
1.358
1.249
1.864
71.458
33.213
4.608
658
1.688
1.524
1.762
1.223
1.805
2.978
1.987
5.749
2.432
1.356
3.120
454
2.625
2.437
3.723
FAMIGLIE
MASCHI
32.814
14.365
1.729
232
705
568
680
466
729
1.113
781
2.227
953
511
1.252
172
1.058
991
1.477
33.541
16.051
2.333
327
898
785
875
627
927
1.486
988
2.926
1.252
746
1.633
237
1.326
1.219
1.911
FAMIGLIE
MASCHI
32.997
14.576
1.772
244
742
582
737
509
755
1.123
863
2.222
1.000
565
1.332
178
1.123
1.051
1.490
33.275
16.027
2.316
338
967
821
947
684
968
1.503
1.059
2.858
1.261
812
1.659
252
1.379
1.322
1.946
2005
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
37.992
17.342
2.305
349
903
771
926
617
935
1.469
1.031
2.904
1.223
690
1.619
219
1.401
1.262
1.900
71.533
33.393
4.638
676
1.801
1.556
1.801
1.244
1.862
2.955
2.019
5.830
2.475
1.436
3.252
456
2.727
2.481
3.811
2006
FEMMINE TOTALE
37.856
17.392
2.318
351
915
792
960
627
953
1.477
1.065
2.924
1.234
707
1.629
223
1.443
1.304
1.896
FEMMINE TOTALE
71.313
33.486
4.607
686
1.845
1.596
1.879
1.269
1.904
2.977
2.099
5.790
2.500
1.462
3.255
462
2.811
2.581
3.835
FEMMINE TOTALE
37.608
17.388
2.333
352
952
819
985
649
963
1.474
1.106
2.893
1.245
725
1.630
226
1.451
1.318
1.890
70.883
33.415
4.649
690
1.919
1.640
1.932
1.333
1.931
2.977
2.165
5.751
2.506
1.537
3.289
478
2.830
2.640
3.836
Fonte: Comune di Bagnolo Cremasco, Ufficio Anagrafe
47
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Tabella dati: incremento percentuale popolazione residente (anni 1961 -2006)
COMUNI
1961
RES.
Cremona
73.902
Crema
30.035
Bagnolo Cremasco
2.945
Campagnola Cremasca
457
Capergnanica
1.729
Casaletto Vaprio
922
Chieve
1.040
Cremosano
961
Izano
1.469
Madignano
1.509
Monte Cremasco
715
Offanengo
3.252
Pianengo
1.238
Ricengo
1.220
Ripalta Cremasca
2.406
Ripalta Guerina
380
Romanengo
2.312
Trescore Cremasco
2.017
Vaiano Cremasco
2.556
COMUNI
1971
% INCR.
RES.
+/-
% INCR.
RES.
+/-
% INCR.
-
-
81.983
32.751
3.372
367
1.544
829
973
962
1.385
1.649
907
3.962
1.370
775
2.514
320
2.078
2.024
2.681
8.081
2.716
427
-90
-185
-93
-67
1
-84
140
192
710
132
-445
108
-60
-234
7
125
9,9%
8,3%
12,7%
-24,5%
-12,0%
-11,2%
-6,9%
0,1%
-6,1%
8,5%
21,2%
17,9%
9,6%
-57,4%
4,3%
-18,8%
-11,3%
0,3%
4,7%
80.758
34.610
3.980
402
1.547
919
1.068
1.001
1.406
1.890
1.209
4.821
1.627
763
2.641
329
2.158
2.134
2.928
-1.225
1.859
608
35
3
90
95
39
21
241
302
859
257
-12
127
9
80
110
247
-1,5%
5,4%
15,3%
8,7%
0,2%
9,8%
8,9%
3,9%
1,5%
12,8%
25,0%
17,8%
15,8%
-1,6%
4,8%
2,7%
3,7%
5,2%
8,4%
1991
RES.
Cremona
74.113
Crema
33.238
Bagnolo Cremasco
4.294
Campagnola Cremasca
430
Capergnanica
1.531
Casaletto Vaprio
1.071
Chieve
1.396
Cremosano
1.060
Izano
1.414
Madignano
2.350
Monte Cremasco
1.637
Offanengo
5.158
Pianengo
1.941
Ricengo
820
Ripalta Cremasca
2.917
Ripalta Guerina
372
Romanengo
2.231
Trescore Cremasco
2.117
Vaiano Cremasco
3.315
1981
+/-
Pop. media anno 1999
Pop. media anno 2000
+/-
% INCR.
RES.
+/-
% INCR.
RES.
+/-
% INCR.
-6.645
-1.372
314
28
-16
152
328
59
8
460
428
337
314
57
276
43
73
-17
387
-9,0%
-4,1%
7,3%
6,5%
-1,0%
14,2%
23,5%
5,6%
0,6%
19,6%
26,1%
6,5%
16,2%
7,0%
9,5%
11,6%
3,3%
-0,8%
11,7%
71.753
33.251
4.501
529
1.574
1.204
1.615
1.162
1.675
2.767
1.836
5.481
2.313
1.110
3.067
408
2.446
2.329
3.566
-2.360
13
207
99
43
133
219
102
261
417
199
323
372
290
150
36
215
212
251
-3,3%
0,0%
4,6%
18,7%
2,7%
11,0%
13,6%
8,8%
15,6%
15,1%
10,8%
5,9%
16,1%
26,1%
4,9%
8,8%
8,8%
9,1%
7,0%
71.421
33.197
4.540
568
1.597
1.234
1.668
1.159
1.687
2.833
1.865
5.466
2.378
1.177
3.095
417
2.495
2.345
3.585
-332
-54
39
39
23
30
53
-3
12
66
29
-15
65
67
28
9
49
16
19
-0,5%
-0,2%
0,9%
6,9%
1,4%
2,4%
3,2%
-0,3%
0,7%
2,3%
1,6%
-0,3%
2,7%
5,7%
0,9%
2,2%
2,0%
0,7%
0,5%
48
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
COMUNI
2001
RES.
Cremona
70.887
Crema
32.981
Bagnolo Cremasco
4.523
Campagnola Cremasca
606
Capergnanica
1.609
Casaletto Vaprio
1.314
Chieve
1.715
Cremosano
1.162
Izano
1.687
Madignano
2.879
Monte Cremasco
1.923
Offanengo
5.511
Pianengo
2.370
Ricengo
1.235
Ripalta Cremasca
3.062
Ripalta Guerina
436
Romanengo
2.517
Trescore Cremasco
2.374
Vaiano Cremasco
3.622
COMUNI
31.12.2002
% INCR.
RES.
+/-
% INCR.
RES.
+/-
% INCR.
-534
-216
-17
38
12
80
47
3
0
46
58
45
-8
58
-33
19
22
29
37
-0,8%
-0,7%
-0,4%
6,3%
0,7%
6,1%
2,7%
0,3%
0,0%
1,6%
3,0%
0,8%
-0,3%
4,7%
-1,1%
4,4%
0,9%
1,2%
1,0%
70.849
33.015
4.567
636
1.676
1.400
1.732
1.194
1.740
2.914
1.951
5.653
2.382
1.295
3.121
453
2.592
2.416
3.710
-38
34
44
30
67
86
17
32
53
35
28
142
12
60
59
17
75
42
88
-0,1%
0,1%
1,0%
4,7%
4,0%
6,1%
1,0%
2,7%
3,0%
1,2%
1,4%
2,5%
0,5%
4,6%
1,9%
3,8%
2,9%
1,7%
2,4%
71.458
33.213
4.608
658
1.688
1.524
1.762
1.223
1.805
2.978
1.987
5.749
2.432
1.356
3.120
454
2.625
2.437
3.723
609
198
41
22
12
124
30
29
65
64
36
96
50
61
-1
1
33
21
13
0,9%
0,6%
0,9%
3,3%
0,7%
8,1%
1,7%
2,4%
3,6%
2,1%
1,8%
1,7%
2,1%
4,5%
0,0%
0,2%
1,3%
0,9%
0,3%
% INCR.
RES.
+/-
% INCR.
RES.
+/-
% INCR.
71.313
33.486
4.607
686
1.845
1.596
1.879
1.269
1.904
2.977
2.099
5.790
2.500
1.462
3.255
462
2.811
2.581
3.835
-220
93
-31
10
44
40
78
25
42
22
80
-40
25
26
3
6
84
100
24
-0,3%
0,3%
-0,7%
1,5%
2,4%
2,5%
4,2%
2,0%
2,2%
0,7%
3,8%
-0,7%
1,0%
1,8%
0,1%
1,3%
3,0%
3,9%
0,6%
70.883
33.415
4.649
690
1.919
1.640
1.932
1.333
1.931
2.977
2.165
5.751
2.506
1.537
3.289
478
2.830
2.640
3.836
-430
-71
42
4
74
44
53
64
27
0
66
-39
6
75
34
16
19
59
1
-0,6%
-0,2%
0,9%
0,6%
3,9%
2,7%
2,7%
4,8%
1,4%
0,0%
3,0%
-0,7%
0,2%
4,9%
1,0%
3,3%
0,7%
2,2%
0,0%
31.12.2004
RES.
Cremona
71.533
Crema
33.393
Bagnolo Cremasco
4.638
Campagnola Cremasca
676
Capergnanica
1.801
Casaletto Vaprio
1.556
Chieve
1.801
Cremosano
1.244
Izano
1.862
Madignano
2.955
Monte Cremasco
2.019
Offanengo
5.830
Pianengo
2.475
Ricengo
1.436
Ripalta Cremasca
3.252
Ripalta Guerina
456
Romanengo
2.727
Trescore Cremasco
2.481
Vaiano Cremasco
3.811
31.12.2003
+/-
+/-
75
180
30
18
113
32
39
21
57
-23
32
81
43
80
132
2
102
44
88
31.12.2005
0,1%
0,5%
0,6%
2,7%
6,3%
2,1%
2,2%
1,7%
3,1%
-0,8%
1,6%
1,4%
1,7%
5,6%
4,1%
0,4%
3,7%
1,8%
2,3%
31.12.2006
49
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
1961 - 2006
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
+/-
% INCR.
-3.019
3.380
1.704
233
190
718
892
372
462
1.468
1.450
2.499
1.268
317
883
98
518
623
1.280
-4,3%
10,1%
36,7%
33,8%
9,9%
43,8%
46,2%
27,9%
23,9%
49,3%
67,0%
43,5%
50,6%
20,6%
26,8%
20,5%
18,3%
23,6%
33,4%
Fonti dati: ISTAT; Comune di Bagnolo Cremasco, Ufficio Anagrafe
Diagramma: popolazione residente nei comuni del Comprensorio Cremasco (anni 1961 -2006)
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
6.500
6.000
5.500
5.000
4.500
4.000
3.500
3.000
2.500
2.000
1.500
1.000
500
0
1961 1971 1981 1991 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Fonti dati: ISTAT; Comune di Bagnolo Cremasco, Ufficio Anagrafe
50
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Negli anni ‘60 le città di Crema e in maggior misura la città di Cremona registrano una
significativa espansione demografica grazie alla forte industrializzazione in atto in quegli anni su
tutto il territorio nazionale. Di contro, in buona parte dei comuni del Comprensorio Cremasco si
registra un calo demografico dovuto all’abbandono delle campagne.
Negli anni ‘70 invece si assiste ad un’ inversione di tendenza: Cremona perde oltre 1200 abitanti,
mentre in tutti i comuni del Comprensorio di Cremasco registra un significativo incremento
demografico. La tendenza dello svuotamento dei centri urbani maggiori a favore dei paesi della
provincia dove i prezzi delle abitazioni sono nettamente inferiori è tutt’ora in atto.
Negli anni ‘80 si assiste ad un’ulteriore diminuzione di popolazione nelle città di Cremona e Crema.
Cremona in 10 anni perde il 9% dei residenti, passando dagli 81.000 abitanti del 1981, ai 74.000
abitanti nel 1991, mentre Crema, nello stesso lasso di tempo, perde oltre 1.300 abitanti (il 4 % della
popolazione). Al contrario, nei comuni del Comprensorio Cremasco, ad esclusione di Capergnanica
e Trescore Cremasco, negli stessi anni si assiste ad un notevole incremento demografico che in
alcuni casi tocca punte del 26%. In questo decennio Bagnolo raggiunge e supera i 4.000 abitanti,
con un incremento di popolazione del 7,3%.
Negli anni ’90 prosegue il calo demografico di Cremona (- 2.360 abitanti), mentre resta pressoché
costante il numero di residenti a Crema. Nei comuni del Comprensorio cremasco continua il trend
positivo già registrato del decennio precedente. Bagnolo, con i suoi 4.500 abitanti, è il secondo
comune più popolato del Comprensorio.
Dal 2001 ad oggi il numero dei residenti a Crema e Cremona si è pressoché stabilizzato, mentre nei
comuni del Comprensorio Cremasco si è rilevata una crescita costante.
Nel caso di Bagnolo, come si è già avuto modo di sottolineare, la crescita media si è attestata negli
ultimi anni intorno al valore di 30 ab/anno.
Nella tabella successiva, estratta dalla pubblicazione del prof. Marco Vitale, “Il Cremasco elementi per una strategia di sviluppo” vengono confrontati i dati relativi al numero di residenti nel
1941 e nel 2004 nei comuni del Comprensorio Cremasco. Dall’analisi dei dati emerge che Bagnolo
è uno dei comuni che nel corso degli anni ha registrato il maggior incremento demografico. Dalla
tabella emerge anche che la crescita demografica non è strettamente legata alla vicinanza a Crema,
quanto piuttosto alla crescita economica che i singoli comuni sono riusciti a mettere in atto. Ad
esempio i comuni di Spino d’Adda e Pandino, hanno registrato un incremento di popolazione molto
maggiore rispetto a centri a ridosso di Crema, come ad esempio Cremosano, Inzano o
Capergnanica, per il quale si registra addirittura un trend negativo.
51
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
52
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
b) Popolazione residente e nuclei familiari (anni 1971 – 2006)
Tabella dati: popolazione residente e nuclei familiari (anni 1971 -2006)
ANNO
1971
1981
1991
1999
2000
2001
2003
2004
2005
2006
POPOLAZIONE
RESIDENTE
abitanti
3372
3980
4294
4501
4540
4523
4608
4638
4607
4649
FAMIGLIE
n.
993
1339
1503
1639
1660
1728
1701
1729
1736
1772
VARIAZIONE
POPOLAZIONE
%
15,3%
7,3%
4,6%
0,9%
-0,4%
1,8%
0,6%
-0,7%
0,9%
VARIAZIONE
FAMIGLIE
%
25,8%
10,9%
8,3%
1,3%
3,9%
-1,6%
1,6%
0,4%
2,0%
DIMENSIONE
MEDIA FAMIGLIE
componenti/fam.
3,4
3,0
2,9
2,7
2,7
2,6
2,7
2,7
2,7
2,6
Fonti: ISTAT, Comune di Bagnolo Cremasco, Ufficio Anagrafe
Diagramma
Nuclei familiari
1800
1700
1600
1500
1400
1300
1200
1100
1000
900
1971
1981
1991
1999
2000
2001
2003
2004
2005
2006
Fonti: ISTAT, Comune di Bagnolo Cremasco, Ufficio Anagrafe
Nel diagramma si evidenzia un incremento repentino dei nuclei familiari nel comune di Bagnolo
Cremasco nel lasso di tempo compreso fra il 1971 e il 2001. Fra il 2001 e il 2003 si registra una
53
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
lieve inflessione e negli anni successivi una nuova crescita, ma meno marcata di quella degli anni
precedenti. Tale incremento è da attribuirsi all’aumento dei residenti all’interno del comune.
Dalla tabella è possibile constatare anche la diminuzione del numero medio di componenti per
famiglia: si passa da 3,4 membri per nucleo familiare nel 1971 a 2,6 nel 2006.
Dal 1971 quindi il numero delle famiglie è aumentato mentre è diminuita la dimensione media
familiare.
Questi cambiamenti confermano sostanzialmente la tendenza di lungo periodo già evidenziata dai
censimenti a livello nazionale. Il calo della fecondità, la diminuzione del numero dei figli,
l'invecchiamento della popolazione, la diminuzione delle coppie con figli, l'aumento dei nuclei
monogenitoriali e delle famiglie unipersonali sono tra le ragioni di questa semplificazione nella
dimensione familiare.
Sul territorio comunale l'aumento dei nuclei familiari è avvenuto in maniera abbastanza uniforme.
Le famiglie di Bagnolo Cremasco rispecchiano la dimensione media delle famiglie Italiane: infatti,
secondo i più recenti dati Istat, la media nazionale è di 2,7 componenti.
Se si guarda al numero di componenti riportato nella tabella successiva è evidente il progressivo
prevalere degli aggregati familiari di piccole dimensioni.
Al 31.12.2001 la metà dei nuclei familiari risulta composta da due o tre persone e il 30% da quattro
persone.
Le famiglie unipersonali (di un unico componente) sono circa l’8%, mentre le famiglie con 5 o più
componenti sono circa il 10%.
Tabella dati: componenti per famiglia (anno 2001)
ANNO 2001
COMPONENTI
FAMIGLIE
n.
%
1 componente
355
7,9%
2 componenti
986
21,8%
3 componenti
1335
29,5%
4 componenti
1412
31,3%
5 componenti
345
7,6%
6 o più
85
1,9%
TOTALE
4518
100,0%
Fonte: ISTAT 2001
54
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Diagramma
1 componente
4 componenti
2 componenti
5 componenti
7,6% 1,9%
3 componenti
6 o più
7,9%
21,8%
31,3%
29,5%
c) Movimento naturale della popolazione: Nati / Morti
Tabella dati: movimento naturale della popolazione: nati/morti (anni 1980 – 2006)
ANNO
RESIDENTI
ALL'INIZIO
DELL'ANNO
NATI
1980
1981
1982
1983
1984
1985
1986
1987
1988
1989
1990
1991
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
3.879
3.958
3.977
4.025
4.082
4.098
4.084
4.133
4.159
4.204
4.231
4.254
4.281
4.354
4.363
4.369
4.354
4.371
4.410
4.489
4.513
4.566
4.559
38
50
48
57
38
49
49
38
39
49
36
30
39
34
25
34
35
42
35
40
38
40
35
%
1,3%
1,2%
1,4%
0,9%
1,2%
1,2%
0,9%
0,9%
1,2%
0,9%
0,7%
0,9%
0,8%
0,6%
0,8%
0,8%
1,0%
0,8%
0,9%
0,8%
0,9%
0,8%
MORTI
39
33
40
38
33
41
33
30
44
34
29
30
36
28
25
40
48
36
30
26
37
36
40
%
0,8%
1,0%
0,9%
0,8%
1,0%
0,8%
0,7%
1,1%
0,8%
0,7%
0,7%
0,8%
0,6%
0,6%
0,9%
1,1%
0,8%
0,7%
0,6%
0,8%
0,8%
0,9%
55
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
2003
2004
2005
2006
4.610
4.628
4.618
4.589
44
29
35
49
1,0%
0,6%
0,8%
1,1%
38
27
35
41
0,8%
0,6%
0,8%
0,9%
Fonte: Comune di Bagnolo Cremasco: Ufficio Anagrafe
Diagramma
NATI
MORTI
60
55
50
45
40
35
30
25
2006
2005
2004
2003
2002
2001
2000
1999
1998
1997
1996
1995
1994
1993
1992
1991
1990
1989
1988
1987
1986
1985
1984
1983
1982
1981
1980
20
Dal diagramma si evince che l’andamento delle nascite e delle morti nel comune di Bagnolo
Cremasco è altalenante di anno in anno. Il numero dei nati in passato risultava quasi sempre
maggiore del numero delle morti; negli ultimi anni si assiste invece ad un inversione di tendenza e il
numero di nati è in alcuni casi inferiore a quello dei morti.
Questi dati rispecchiano la tendenza instauratasi a livello nazionale dell’invecchiamento della
popolazione e della diminuzione delle nascite.
d) Movimento naturale migratorio della popolazione: Immigrati/Emigrati
Tabella dati: movimento naturale della popolazione: immigrati/emigrati (anni 1980 – 2006)
ANNO
RESIDENTI
ALL'INIZIO
DELL'ANNO
IMMIGRATI
%
EMIGRATI
%
1980
1981
1982
1983
1984
1985
1986
1987
1988
1989
3.879
3.958
3.977
4.025
4.082
4.098
4.084
4.133
4.159
4.204
149
87
92
123
101
84
85
115
106
94
2,2%
2,3%
3,1%
2,5%
2,0%
2,1%
2,8%
2,5%
2,2%
71
70
52
85
90
106
52
97
56
82
1,8%
1,3%
2,1%
2,2%
2,6%
1,3%
2,3%
1,3%
2,0%
56
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
1990
1991
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
4.231
4.254
4.281
4.354
4.363
4.369
4.354
4.371
4.410
4.489
4.513
4.566
4.559
4.610
4.628
4.618
4.589
100
104
126
109
103
106
132
132
201
147
198
129
185
168
194
140
168
2,4%
2,4%
2,9%
2,5%
2,4%
2,4%
3,0%
3,0%
4,6%
3,3%
4,4%
2,8%
4,1%
3,6%
4,2%
3,0%
3,7%
84
56
58
104
97
115
102
90
127
137
146
140
129
156
163
169
137
2,0%
1,3%
1,4%
2,4%
2,2%
2,6%
2,3%
2,1%
2,9%
3,1%
3,2%
3,1%
2,8%
3,4%
3,5%
3,7%
3,0%
Fonte: Comune di Bagnolo Cremasco: Ufficio Anagrafe
Diagramma
IMMIGRATI
EMIGRATI
Lineare (IMMIGRATI)
Lineare (EMIGRATI)
250
200
150
100
50
2006
2005
2004
2003
2002
2001
2000
1999
1998
1997
1996
1995
1994
1993
1992
1991
1990
1989
1988
1987
1986
1985
1984
1983
1982
1981
1980
0
Il diagramma, che rappresenta l’andamento migratorio della popolazione (immigrati/emigrati) nel
periodo di tempo compreso fra il 1980 e il 2006, rivela un flusso immigratorio maggiore rispetto
all’emigratorio per l’intera fascia temporale analizzata. Tale fenomeno acquista maggior spessore
nel decennio successivo al 1996. Entrambe le manifestazioni di spostamento risultano in crescita.
57
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
e) Composizione della popolazione: origine geografica (luogo di nascita dei residenti al
rilevamento ISTAT 2001).
Tabella: popolazione straniera residente per area geografica di cittadinanza (anno 2001)
COMUNI
Cremona
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola
Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
Voltido
Totale
Aree geografiche di cittadinanza
Asia
America
Oceania
Europa
Africa
1.169
337
35
944
223
55
299
120
13
147
53
5
3
0
6
4
7
16
22
6
51
21
8
20
0
15
20
23
1
3.684
5
8
1
1
2
0
30
13
47
21
10
7
0
16
19
29
10
3.968
5
2
15
2
6
7
5
1
34
8
22
9
1
23
4
1
9
2.637
0
3
1
3
1
2
7
4
3
11
4
4
0
2
0
1
0
497
Apolidi
Totale
3
0
0
0
0
0
2.562
733
108
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1
0
0
0
0
0
0
5
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
13
13
23
10
16
25
64
24
135
61
45
40
1
56
43
54
20
10.792
Fonte: ISTAT
Tabella: popolazione residente a Bagnolo Cremasco per area geografica di cittadinanza (anno 2001)
Aree geografiche di cittadinanza
Italia
Europa
Africa
Asia
America
Oceania
Totale stranieri
Totale residenti
n.
% residenti
4.415
35
55
13
5
0
108
4.523
97,6%
0,8%
1,2%
0,3%
0,1%
0%
2,4%
Fonte: ISTAT
58
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Diagramma
Italia
Europoa
Africa
1,2%
0,8%
Asia
America
Oceania
0,3%
0,1%
0,0%
97,6%
Dalla tabella e dal grafico sopraesposti si evince che nel 2001 la quasi totalità della popolazione
residente nel comune di Bagnolo Cremasco è di origine italiana. Gli stranieri al 2001 rappresentano
infatti solo il 2,4% della popolazione totale. Di questi il 50% proviene dal continente africano e il
30% dal continente europeo.
59
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
f) Andamento degli stranieri
COMUNI
Cremona
ANNI
2001
2002
2003
VAR 2001-2006
2004
2005
2006
+/-
% INCR
2.562
3.371
4.268
4.852
5.245
5.679
3.117
222%
Crema
733
902
1.020
1.691
1.844
1.919
1.186
262%
Bagnolo Cremasco
Campagnola
Cremasca
Capergnanica
108
152
158
212
209
236
128
219%
13
21
23
26
30
27
14
208%
13
10
24
38
37
48
35
369%
Casaletto Vaprio
23
35
59
65
93
114
91
495%
Chieve
10
15
18
28
38
67
57
670%
Cremosano
16
19
21
38
48
62
46
387%
Izano
25
25
32
37
43
61
36
244%
Madignano
64
82
99
117
137
143
79
223%
Monte Cremasco
24
24
38
44
59
82
58
342%
Offanengo
135
166
240
280
275
289
154
214%
Pianengo
61
54
72
89
100
95
34
156%
Ricengo
45
49
61
71
82
92
47
204%
Ripalta Cremasca
40
54
76
99
102
123
83
308%
Ripalta Guerina
1
1
2
2
2
3
2
300%
Romanengo
56
92
119
148
165
199
143
355%
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
PROVINCIA DI
CREMONA
43
54
56
90
86
112
92
163
129
186
145
212
102
158
337%
393%
10.792
17.291
17.291
20.691
22.742
24.845
14.053
230%
Fonti: ISTAT e Amministrazione Provinciale
Nella tabella della pagina precedente è riportato il numero di stranieri nei comuni del Comprensorio
Cremasco e nella provincia di Cremona. Dall’analisi dei dati si evince che nel periodo di tempo
compreso fra il 2001 (anno dell’ultimo censimento nazionale) al 2006, a Bagnolo si registra un
incremento di stranieri pari al 219%: si passa infatti dai 108 stranieri presenti nel 2001 ai 236 del
2006. Questo dato risulta essere in linea con quello degli altri comuni del Comprensorio e con
quello provinciale.
60
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Diagramma: andamento degli stranieri (anni 2001 – 2006)
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
Offanengo
Pianengo
Ricengo
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Trescore Cremasco
Vaiano Cremasco
350
300
250
200
150
100
50
0
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
61
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
g) Classi di età (anni 1961 – 2001 – 2004 – 2006)
Tabella: classi di età (anni 1961 – 2001 – 2004 - 2006)
CLASSE
DI ETA'
0-4
5 - 14
15 - 24
25 - 34
35 - 44
45 - 54
55 - 64
65 - 74
75 e più
TOTALE
CLASSE
DI ETA'
0-4
5 - 14
15 - 24
25 - 34
35 - 44
45 - 54
55 - 64
65 - 74
75 e più
TOTALE
CLASSE
DI ETA'
0-4
5 - 14
15 - 24
25 - 34
35 - 44
45 - 54
55 - 64
65 - 74
75 e più
TOTALE
BAGNOLO ANNO
1961
n.
264
438
534
493
360
387
263
151
55
2.945
%
9,0%
14,9%
18,1%
16,7%
12,2%
13,1%
8,9%
5,1%
1,9%
BAGNOLO ANNO
2001
n.
187
380
540
720
689
764
564
409
270
4.523
%
4,1%
8,4%
11,9%
15,9%
15,2%
16,9%
12,5%
9,0%
6,0%
BAGNOLO ANNO
2004
n.
186
371
492
759
721
732
612
455
310
4.638
%
4,0%
8,0%
10,6%
16,4%
15,5%
15,8%
13,2%
9,8%
6,7%
PROVINCIA DI
CREMONA
n.
27.896
40.030
57.190
52.607
46.147
48.284
40.735
26.506
11.765
351.160
%
7,9%
11,4%
16,3%
15,0%
13,1%
13,7%
11,6%
7,5%
3,4%
PROVINCIA DI
CREMONA
n.
13.924
27.664
32.940
50.582
52.250
47.302
42.656
37.745
30.876
335.939
%
4,1%
8,2%
9,8%
15,1%
15,6%
14,1%
12,7%
11,2%
9,2%
PROVINCIA DI
CREMONA
n.
14.697
28.886
31.898
49.650
56.552
47.415
43.957
39.060
34.069
346.184
%
4,2%
8,3%
9,2%
14,3%
16,3%
13,7%
12,7%
11,3%
9,8%
62
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
CLASSE
DI ETA'
0-4
5 - 14
15 - 24
25 - 34
35 - 44
45 - 54
55 - 64
65 - 74
75 e più
TOTALE
BAGNOLO ANNO
2006
n.
189
385
468
712
736
682
661
470
346
4.649
%
4,1%
8,3%
10,1%
15,3%
15,8%
14,7%
14,2%
10,1%
7,4%
PROVINCIA DI
CREMONA
n.
15.144
29.770
31.634
47.548
57.546
48.554
44.128
39.767
36.268
350.359
%
4,3%
8,5%
9,0%
13,6%
16,4%
13,9%
12,6%
11,4%
10,4%
Fonti: ISTAT; Camera di Commercio della Provincia di Cremona
Diagramma classi di età anno 1961
75 e più
65 - 74
55 - 64
45 - 54
35 - 44
25 - 34
15 - 24
5 - 14
0-4
0
200
400
600
800
Diagramma classi di età anno 2001
75 e più
65 - 74
55 - 64
45 - 54
35 - 44
25 - 34
15 - 24
5 - 14
0-4
0
200
400
600
800
63
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Diagramma classi di età anno 2004
75 e più
65 - 74
55 - 64
45 - 54
35 - 44
25 - 34
15 - 24
5 - 14
0-4
0
200
400
600
800
Diagramma classi di età anno 2006
75 e più
65 - 74
55 - 64
45 - 54
35 - 44
25 - 34
15 - 24
5 - 14
0-4
0
200
400
600
800
La rappresentazione grafica della distribuzione delle classi di età a Bagnolo Cremasco con la sua
forma a piramide appare ben lontana dal modello “a campana” elaborato da Gauss. Tale
distribuzione per età della popolazione rappresenta l’inizio della drammatica situazione “a fungo”
che vede una società di adulti/anziani sorretta da un’esigua base di popolazione giovanile/infantile.
La piramide, meno accentuata nei primi anni ’60 è andata via via accentuandosi con il trascorrere
degli anni e nel 2006 è drammaticamente vicina al modello “a fungo”.
64
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
h) Indicatore sintetico: indice di vecchiaia
Tabella: indice di vecchiaia - Bagnolo Cremasco (anni 1961 – 2001 – 2004 – 2006)
CLASSE DI ETA'
ANNO 1961 ANNO 2001 ANNO 2004 ANNO 2006
0-4
264
187
186
189
5 - 14
438
380
371
385
TOTALE
BAMBINI
702
567
557
574
65 - 74
151
409
455
470
75 e più
55
270
310
346
TOTALE ANZIANI
206
679
765
816
29,3%
119,8%
137,3%
142,2%
INDICE DI
VECCHIAIA
Fonti: ISTAT e Camera di Commercio della Provincia di Cremona
Istogramma
Bambini
Anziani
Indice di vacchiaia
900
800
700
600
500
400
300
200
100
0
160,0%
140,0%
120,0%
100,0%
80,0%
60,0%
40,0%
20,0%
0,0%
ANNO 1961
ANNO 2001
ANNO 2004
ANNO 2006
L’indice di vecchiaia mette in rapporto il numero di individui con più di 65 anni con con il numero
di bambini fino ai 14 anni, e fornisce un indicazione sulla potenzialità di ricambio generazionale
della popolazione residente nel comune. In Bagnolo Cremasco si assiste ad un progressivo aumento
della popolazione anziana a discapito di quella giovanile/infantile. Nel 1961 la percentuale di
anziani è pari al 29%, mentre nel 2006 essa sale addirittura al 142%. Questo vuol dire che mentre
all’inizio degli anni ’60 erano presenti 3 anziani ogni 10 bambini, oggi sono presenti 14 anziani
ogni 10 bambini.
65
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
i) Indicatore sintetico: indice di dipendenza totale
Tabella: indice di dipendenza totale - Bagnolo Cremasco (anni 1961 – 2001 – 2004 – 2006)
CLASSE DI
ETA'
ANNO
1961
ANNO
2001
ANNO
2004
ANNO
2006
n.
n.
n.
n.
0-4
264
187
186
189
5 - 14
TOTALE
BAMBINI
65 - 74
438
380
371
385
702
567
557
574
151
409
455
470
55
270
310
346
206
679
765
816
908
1.246
1.322
1.390
15 - 24
534
540
492
468
25 - 34
493
720
759
712
35 - 44
360
689
721
736
45 - 54
387
764
732
682
55 - 64
263
564
612
661
TOTALE IN ETA'
LAVORATIVA
2.037
3.277
3.316
3.259
INDICE DI
DIPENDENZA
TOTALE
44,6%
38,0%
39,9%
42,7%
75 e più
TOTALE
ANZIANI
TOTALE NON
LAVORATIVO
Fonti: ISTAT e Camera di Commercio della Provincia di Cremona
Istogramma
Popolazione non lavorativa
Popolazione in età lavorativa
Indica di dipendenza totale
3.500
46,0%
3.000
44,0%
2.500
42,0%
2.000
40,0%
1.500
38,0%
1.000
500
36,0%
0
34,0%
ANNO 1961
ANNO 2001
ANNO 2004
ANNO 2006
66
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
L’indice di dipendenza totale mette in rapporto la popolazione che si ritiene non abbia capacità
autonoma di sostentamento (bambini fino a 14 anni ed anziani over 65), con il numero di persone
che si trovano nella fascia lavorativa (adulti tra i 15 ed i 64 anni). Il rapporto tra la popolazione
priva di capacità autonoma di sostentamento e la popolazione in età lavorativa mette in evidenza la
prevalenza degli individui attivi rispetto a quelli non autonomi fino al 2001. Dal 2001 al 2006 si
registra invece una progressiva diminuzione del divario. Osservando il grafico precedente si nota
che sia nel 1961 che nel 2006 si ha un elevato valore dell’indice di dipendenza totale. Tuttavia
bisogna fare una distinzione e specificare che mentre nel 2006 l’incremento della dipendenza totale
è imputabile all’aumento della popolazione anziana (dato confermato anche dall’indice di
anzianità), nel 1961 era dovuto ad una maggior percentuale di cittadini in età giovanile.
l) Indicatore sintetico: indice di dipendenza giovanile
Tabella: indice di dipendenza giovanile - Bagnolo Cremasco (anni 1961 – 2001 – 2004 – 2006)
CLASSE DI ETA'
ANNO 1961
ANNO 2001
ANNO 2004
ANNO 2006
n.
n.
n.
n.
0-4
264
187
186
189
5 - 14
438
380
371
385
TOTALE
BAMBINI
702
567
557
574
15 - 24
534
540
492
468
25 - 34
493
720
759
712
35 - 44
360
689
721
736
45 - 54
387
764
732
682
55 - 64
263
564
612
661
TOTALE IN ETA'
LAVORATIVA
2.037
3.277
3.316
3.259
INDICE DI
DIPENDENZA
GIOVANILE
34,5%
17,3%
16,8%
17,6%
Fonti: ISTAT e Camera di Commercio della Provincia di Cremona
Istogramma
67
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Popolazione al di sotto 14 anni
Popolazione in età lavorativa (15-64)
Indice di dipendenza giovanile
3.500
40,0%
3.000
35,0%
2.500
30,0%
25,0%
2.000
20,0%
1.500
15,0%
1.000
10,0%
500
5,0%
0
0,0%
ANNO 1961
ANNO 2001
ANNO 2004
ANNO 2006
L’indice di dipendenza giovanile mette in rapporto la popolazione al di sotto dei 14 anni con il
numero di persone che si trovano nella fascia di età lavorativa (tra i 15 e i 64 anni). Dal grafico
precedente si evince che nel 1961 erano presenti quasi 35 giovani ogni 100 lavoratori, mentre negli
ultimi sei anni tale valore sia sceso a 17 ogni 100.
m) Indicatore sintetico: indice di dipendenza degli anziani
Tabella: indice di dipendenza di dipendenza degli anziani
Bagnolo Cremasco (anni 1961 – 2001 – 2004 – 2006)
CLASSE DI ETA'
ANNO 1961
ANNO 2001
ANNO 2004
ANNO 2006
n.
n.
n.
n.
65 - 74
151
409
455
470
75 e più
TOTALE
ANZIANI
15 - 24
55
270
310
346
206
679
765
816
534
540
492
468
25 - 34
493
720
759
712
35 - 44
360
689
721
736
45 - 54
387
764
732
682
55 - 64
263
564
612
661
TOTALE IN ETA'
LAVORATIVA
2.037
3.277
3.316
3.259
INDICE DI
DIPENDENZA
ANZIANI
10,1%
20,7%
23,1%
25,0%
Fonti: ISTAT e Camera di Commercio della Provincia di Cremona
Istogramma
68
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
popolazione anziana
popolazione in età lavorativa
Indice di dipendenza anziani
3.500
30,0%
3.000
25,0%
2.500
20,0%
2.000
15,0%
1.500
10,0%
1.000
500
5,0%
0
0,0%
ANNO 1961
ANNO 2001
ANNO 2004
ANNO 2006
L’indice di dipendenza degli anziani mette in rapporto la popolazione anziana al numero di persone
appartenenti alla fascia lavorativa. Tale valore è complementare nella dipendenza totale rispetto a
quella giovanile. Il rapporto di dipendenza mostra come sia in costante crescita la percentuale di
popolazione anziana rispetto a quella appartenente alla fascia lavorativa.
n) Indicatore sintetico: indice di ricambio
Tabella: indice di ricambio - Bagnolo Cremasco (anni 2001 – 2004 – 2006)
CLASSE DI ETA'
ANNO 2001
ANNO 2004
ANNO 2006
15 -24
540
492
468
55 - 64
564
612
661
95,7%
80,4%
70,8%
INDICE DI
RICAMBIO
Fonti: ISTAT e Camera di Commercio della Provincia di Cremona
69
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Istogramma
Indice di ricambio
120,0%
100,0%
80,0%
60,0%
40,0%
20,0%
0,0%
ANNO 2001
ANNO 2004
ANNO 2006
L’indice di ricambio mette in relazione la popolazione che entra nell’età attiva con quella che ne
esce. Nel 2001 ogni 96 giovani che entravano in fascia attiva ve ne erano 100 che ne uscivano.
Nel 2004 l’indice di ricambio subisce una riduzione e ogni 80 giovani che entrano nella fascia
attiva, 100 persone ne escono. Nel 2006 il rapporto è sceso ulteriormente (70 giovani ogni 100
anziani) e si presume che in futuro tale valore sarà destinato a diminuire ulteriormente.
70
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
o) Indice sintetico: anziani per bambino
Tabella: anziani per bambino - Bagnolo Cremasco (anni 1961 - 2001 – 2004 – 2006)
CLASSE DI ETA'
ANNO 1961 ANNO 2001 ANNO 2004 ANNO 2006
0-4
264
187
186
189
5 - 14
438
380
371
385
TOTALE
BAMBINI
702
567
557
574
65 - 74
151
409
455
470
75 e più
55
270
310
346
TOTALE ANZIANI
206
679
765
816
29,3%
119,8%
137,3%
142,2%
INDICE DI
VECCHIAIA
Fonti: ISTAT e Camera di Commercio della Provincia di Cremona
Bambini
Anziani
900
800
700
600
500
400
300
200
100
0
ANNO 1961
ANNO 2001
ANNO 2004
ANNO 2006
L’indice ricavabile dal rapporto tra gli anziani con più di 65 anni ed i bambini al di sotto dei 10 anni
mette in luce gli squilibri strutturali della popolazione e la crisi nel ricambio generazionale.
Nel 1961 esistevano circa 30 anziani ogni 100 bambini, mentre nel 2006, si sono rilevati 142
anziani ogni 100 bambini.
Il rapporto percentuale dal 1961 ad oggi è quasi quintuplicato, indicando non sol un aumento
dell’età della popolazione, che appare un trend di crescita costante, ma il forte aggravamento nel
futuro di tale situazione, anche se negli ultimi anni si assiste ad un lieve incremento delle nascite,
grazie soprattutto alla presenza crescente di popolazione extracomunitaria.
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D
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C
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Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
1.1.3 Atti di programmazione emanati da Enti sovra comunali
In questa sezione viene elaborata una panoramica degli atti di programmazione emanati da
Enti sovracomunali (Province, Regione), di altri soggetti che hanno influenza diretta sulla
pianificazione (ANAS, ecc.), nonché degli strumenti di programmazione settoriale (Piani di/
Emergenza comunali o intercomunali ai sensi della l.r. 16/2004, ecc.) così come previsto
dalla legge.
Nel Quadro Programmatico sono riassunti gli elementi di maggiore significatività desumibili
dai principali Piani e Programmi che hanno rilevanza per il territorio comunale di Bagnolo
Cremasco e per le aree limitrofe, ovvero:
•
Piano Territoriale Regionale (PTR);
•
Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP.) della provincia di Cremona;
•
Piano Territoriale d’Area (PTdA);
•
Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) “Parco Agricolo del Moso”.
Si riporta inoltre un estratto delle relazione del progetto di ammodernamento della “Paullese”
poiché si ritiene possa avere influenza diretta sulla pianificazione comunale.
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Piiaannoo
C
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Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
a) Il Piano Territoriale Regionale (PTR)
Estratto da: “Piano Territoriale Regionale” della Lombardia
Il Piano Territoriale Regionale (PTR) della Lombardia, approvato con DGR del 16 gennaio
2008, n.6447, è strumento di supporto all'attività di governo del territorio della Regione. Si propone
di coordinare la programmazione generale e di settore con il contesto fisico, ambientale, economico
e sociale, di cui analizza i punti di forza e di debolezza, evidenzia potenzialità e opportunità per le
realtà locali e per i sistemi territoriali e, quindi, per l'intera regione.
Gli obiettivi proposti dal Piano derivano dalla sintesi dei principali orientamenti della
programmazione nazionale e comunitaria, dalle previsioni del Programma Regionale di Sviluppo e
dal dialogo con le pianificazioni di settore, attraverso un percorso di partecipazione e confronto con
il territorio.
Il territorio sempre più è punto di convergenza di temi cruciali per il futuro della regione, che
corrispondono alle questioni di compatibilità tra crescita economica e qualità della vita nel suo
complesso, in termini di ambiente, accessibilità, sicurezza, bellezza e paesaggio.
Il PTR si configura come un "patto" condiviso tra Regione ed Enti territoriali per contemperare le
diverse esigenze locali e verificare la compatibilità con gli obiettivi di sviluppo territoriale più
generale. In questo senso esso costituisce il punto di riferimento rispetto al quale le azioni sul
territorio, da chiunque promosse, possano trovare un efficace coordinamento.
L'efficacia del Piano sarà tanto più evidente quanto più sarà sostenuto, con azioni dirette e concrete,
dalle istituzioni e dalle varie componenti della società (operatori economici e portatori di interesse).
Con tali presupposti, è evidente come il PTR si configuri come uno strumento che consente di
incidere sulla qualità complessiva del territorio, orientando e indirizzando le condizioni di
trasformazione in termini di compatibilità e di migliore valorizzazione delle risorse, riconoscendo
nel territorio stesso la risorsa primaria da salvaguardare.
Così inteso il Piano assume la duplice valenza di strumento di conoscenza strutturata delle
caratteristiche, potenzialità e dinamiche della Lombardia, e di mezzo di orientamento e
cooperazione finalizzato a dare corpo alle proposte maturate ai diversi livelli territoriali e a
realizzare la coesione tra i molteplici interessi in gioco.
Con la legge regionale 12/05 in materia di governo del territorio il Piano Territoriale Regionale ha
acquisito un ruolo fortemente innovativo nei confronti dell’insieme degli altri strumenti e atti di
pianificazione previsti in Lombardia.
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Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Il nuovo modello di pianificazione, composto e costituito da una pluralità di soggetti e di processi
variamente interrelati, prevede che il PTR delinei la visione strategica di sviluppo per la Lombardia
e costituisca una base condivisa, su cui gli attori territoriali e gli operatori possano strutturare le
proprie azioni e idee progetto.
Il ruolo del PTR è pertanto quello di costituire il principale riferimento per le scelte territoriali degli
Enti locali e dei diversi attori coinvolti, così da garantire la complessiva coerenza e sostenibilità
delle azioni di ciascuno.
Nei confronti dei PGT comunali, il PTR assume la stessa valenza prevista per i piani provinciali.
Una funzione, dunque, in generale orientativa e di indirizzo, ma anche prescrittiva laddove
individua: aree per la realizzazione di infrastrutture prioritarie e potenziamento e adeguamento delle
linee di comunicazione e del sistema della mobilità, poli di sviluppo regionale, zone di
preservazione e salvaguardia ambientale.
La presenza di previsioni del PTR prevalenti sulla strumentazione urbanistica di Province e
Comuni, produce effetti procedurali rilevanti per tali Enti al momento della approvazione dei
rispettivi piani; infatti tali previsioni devono essere inserite nei PTCP o nei PGT, diventando ciò
condizione di legittimità degli stessi, e i PGT interessati sono inoltre assoggettati ad una verifica di
compatibilità anche regionale rispetto alle previsioni del PTR (l.r. 12/05, art 13, comma ottavo).
Nel Documento di Piano del PTR sono stati individuati tre macro-obiettivi orientati alla
sostenibilità in senso lato (ambientale, economica e sociale):
•
rafforzare la competitività dei territori della Lombardia;
•
proteggere e valorizzare le risorse della Lombardia;
•
riequilibrare il territorio lombardo;
Sono stati inoltre individuati sei Sistemi Territoriali per rappresentare le potenzialità e le
opportunità della Lombardia e affrontare, con la prevenzione, le criticità:
•
Sistema Metropolitano;
•
Sistema della Montagna;
•
Sistema Pedemontano;
•
Sistema dei Laghi;
•
Sistema della Pianura Irrigua;
•
Sistema del Po e grandi fiumi.
Gli orientamenti generali per l'assetto del territorio sono:
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C
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muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
•
Sistema rurale-paesistico-ambientale: l'attenzione agli spazi aperti e alla tutela
dell'ambiente naturale;
•
i poli di sviluppo regionale, quali motori della competitività territoriale;
•
le infrastrutture pioritarie: la rete del verde, le infrastrutture per la sicurezza del
territorio, le comunicazioni e l'accessibilità, l'infrastruttura per la conoscenza del
territorio;
•
le zone di preservazione e salvaguardia ambientale, per fare della qualità del territorio il
modo "lombardo" di leggera la competitività;
•
riassetto idrogeologico, per garantire la sicurezza dei cittadini a partire dalla prevenzione
dei rischi.
Nelle pagine seguenti si riportano due tabelle ricavate dal Documento di Piano del PTR della
regione Lombardia. Nella tabella 1 vengono analizzati i punti di forza, le debolezze, le opportunità e
le minacce per la Pianura Irrigua, in cui rientra anche il territorio di Bagnolo Cremasco.
Nella tabella 2 vengono invece elencati gli obiettivi per il sistema territoriale della pianura irrigua.
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Baaggnnoolloo C
Crreem
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Punti di forza
-
Area che possiede ancora un'unitarietà - Carenti i collegamenti capillari con il resto
territoriale (non frammentata)
-
Debolezze
della regione e con
Produttività agricola molto elevata e elevata l'area milanese in particolare
diversificazione produttiva
- agricoltura di tipo intensivo non sostenibile
- Elevata qualità paesistica delle aree agricole
dal punto di vista
- Area agricola ricca di acque per irrigazione (sia ambientale (inquinamento e consumo idrico)
di falda sia di superficie) ad altissima produttività, - Inquinamento del suolo e delle acque causato
tra le più elevate d'Europa
-
dagli allevamenti
Aziende agricole di medio/grandi dimensioni zootecnici
adatte ad un'agricoltura moderna
- Scarsa considerazione per il valore agricolo
- Rete di città minori di grande interesse storico- del terreno rispetto
artistico
ad altri usi con sottrazione di aree pregiate e
- Elevato livello di qualità della vita
disarticolazione
-
Presenza nei capoluoghi di provincia di sedi delle maglie aziendali
universitarie storiche (Pavia) o di nuova istituzione - Scarsità di alternative occupazionali rispetto
(Mantova, Cremona, Lodi) legate alla produzione all'agricoltura che
provoca fenomeni di marginalizzazione e di
territoriale
-
Presenza di una rete di città minori che abbandono
forniscono servizi all'area
-
Elevata presenza di agricoltori anziani e
- Presenza di centri che ospitano importanti eventi ridotto ricambio
culturali (Mantova, Cremona)
generazionale
- Presenza dei porti fluviali di Mantova e Cremona
- Difficoltà di accesso ad alcune tipologie di
- Posizionamento strategico rispetto ai grandi assi servizi delle aree più
del trasporto su strada
-
Presenza
di
lontane dai centri urbani
una forte componente di - Carente presenza di servizi alle imprese
manodopera immigrata
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D
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C
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muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
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Opportunità
-
Minacce
Valorizzazione dei giovani agricoltori e - Previsione di infrastrutture di attraversamento
promozione di forme di incentivo
-
di grande impatto ma di scarso beneficio per il
Utilizzo dei reflui zootecnici come fonte territorio (corridoi europei)
-
energetica alternativa
-
Difficoltà ad adattarsi alla competizione
Possibilità di utilizzo dei porti fluviali di internazionale, anche alla luce dei cambiamenti
della politica agricola comunitaria
Mantova e Cremona come punto di
appoggio per impianti logistici e industriali che - Insufficiente ricambio generazionale e possibile
potrebbero
richiedere
la
realizzazione
di crisi
infrastrutture ferroviarie a loro servizio
del
modello
della
grande
famiglia
coltivatrice
- Capacità di attrazione delle città nei confronti di -
Rischio idraulico elevato in mancanza di
popolazione esterna motivata
un'attenta pianificazione territoriale e di una
dagli elevati livelli di qualità della vita
maggiore tutela della naturalità dei corsi d'acqua
- Capacità di attrazione turistica delle città per il
loro elevato valore storico-artistico e per gli eventi
culturali organizzati
- Possibilità di creare filiere turistiche integrate
cultura-enogastronomia - agriturismo
-
Integrazione agricoltura ambiente nelle aree
particolarmente sensibili (es. parchi fluviali);
processi agricoli sostenibili
-
Esistenza di stretti rapporti funzionali e di
relazione con i territori limitrofi appartenenti ad
altre regioni che può portare a una condivisione di
obiettivi
territoriali
e
di
politiche
migliorando
nel
complesso la forza dell’area
Tab.01: Analisi dei punti di forza, delle debolezze, delle opportunità e delle minacce della pianura irrigua
lombarda secondo il PTR della Regione Lombardia
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Obiettivi del PTR per il sistema territoriale della Pianura Irrigua.
•
Sviluppare sistemi finalizzati alla valorizzazione turistica integrata dei centri dell’area dal punto di
vista storico-culturale, degli eventi culturali organizzati, del paesaggio agricolo e dell’enogastronomia
•
Tutela delle aree agricole, in particolare di quelle di pregio, da non considerare come riserva di suolo
libero; evitare la frammentazione del territorio da parte di infrastrutture e di insediamenti industriali e
abitativi
•
Valorizzazione delle aree naturalistiche e a parco, anche grazie al ricorso a pratiche agricole
compatibili, sia per fini di riequilibrio ambientale sia per lo sviluppo di un turismo sensibile a questi
temi
•
Incentivare e aiutare gli agricoltori locali ad adeguarsi ai cambiamenti derivanti dai dettami della
politica agricola comunitaria, non con finanziamenti, ma costruendo una programmazione complessiva
•
Incentivare e supportare le imprese agricole all’adeguamento alla legislazione ambientale e ad
adottare comportamenti (e investimenti) per la riduzione dell’impatto ambientale
•
Promuovere azioni locali tese alla valorizzazione, al recupero o alla riproposizione degli elementi
propri del paesaggio rurale tradizionale della pianura lombarda quali macchie boschive, filari e
alberate, rogge e relativa vegetazione ripariale, fontanili
•
Valorizzare il sistema dei Navigli e canali quale riferimento fondamentale delle politiche di
qualificazione ambientale e paesistica, con particolare attenzione al recupero e alla promozione del
sistema di manufatti storico-culturali che lo caratterizza anche ai fini dello sviluppo di forme di turismo
eco-sostenibile
•
Incentivare la valorizzazione e promozione di percorsi di fruizione paesaggistica che mettano in rete i
centri e nuclei storici minori e gli episodi più significativi di architetture religiose e rurali, anche in
relazione alla realizzazione di nuovi percorsi/itinerari ciclabili e al recupero di manufatti rurali in
abbandono
•
Tutela delle risorse idriche sotterranee e superficiali e valorizzazione degli usi agricoli sostenibili.
•
Miglioramento dei collegamenti ferroviari (SFR) con il resto della regione e con l’area metropolitana
in particolare
•
Tutelare le condizioni lavorative della manodopera extracomunitaria e operare politiche per
l’integrazione nel sistema, evitando la marginalizzazione
•
Incentivare la permanenza delle giovani leve attraverso una maggiore dotazione di servizi innovativi
per gli imprenditori e attraverso il reimpiego sul territorio dei giovani laureati in materie affini alla
produzione esistente
•
Valorizzazione di porti fluviali di Mantova e Cremona come opportunità per i collegamenti e per il
trasposto delle merci, ma anche a fini turistici, senza compromettere ulteriormente l’ambiente
•
Pianificazione del territorio attenta alla prevenzione del rischio idraulico
Tab.02: Obiettivi del PTR per il sistema territoriale della Pianura Irrigua.
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b) Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della provincia di Cremona
Estratto da: “Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale” della provincia di Cremona
Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Cremona viene
approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 95 del 09.07.2003. Esso specifica e
approfondisce i contenuti della programmazione e pianificazione territoriale ed ambientale della
Regione Lombardia e coordina le strategie e gli obiettivi di carattere sovracomunale che interessano
i piani urbanistici comunali. In particolare il Piano si basa sui temi della qualità del paesaggio e
dell'ambiente in funzione di obiettivi di sviluppo economico e in una logica di sostenibilità ed
equilibrio con le risorse del territorio.
L’analisi del sistema paesistico-ambientale del PTCP si fonda in prima istanza sull’esame delle
componenti strutturali del territorio provinciale e degli elementi che ne caratterizzano le diverse
parti. Nel contesto cremonese sono stati individuati due paesaggi prevalenti: quello agricolo,
nettamente dominante, e quello urbano, dimensionalmente contenuto ma in fase di continua
espansione e in alcuni casi con caratteri di forte pervasività spaziale. Nel PTCP sono anche riportate
le situazioni in cui si hanno fenomeni di degrado paesistico-ambientale che richiedono opportuni e
tempestivi interventi di recupero, riqualificazione o messa in sicurezza.
Finalità del PTCP
Il PTCP promuove, indirizza e coordina i processi di trasformazione territoriale di interesse
provinciale e, indirettamente, orienta i processi di sviluppo economico e sociale in modo coerente
con la pianificazione e la programmazione regionale. Esso assume come obiettivi generali la
sostenibilità ambientale dello sviluppo e la valorizzazione dei caratteri paesistici locali e delle
risorse territoriali, ambientali, sociali ed economiche secondo il principio di equità tra i soggetti e i
luoghi.
Caratteri del PTCP
Il PTCP ha carattere di flessibilità e processualità, è suscettibile di successivi completamenti
e integrazioni e costituisce un quadro di riferimento in costante evoluzione per il sostegno alle
decisioni.
Esso, sulla base della condivisione degli obiettivi e della partecipazione nella gestione delle scelte,
si rifà al principio di sussidiarietà nel rapporto con gli enti locali e affida la sua attuazione alle
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capacità e alle responsabilità degli interlocutori pubblici e privati.
Il PTCP assume come proprio campo d’interesse l’intero territorio provinciale e individua le proprie
scelte tenendo conto degli indirizzi e dei progetti di competenza regionale e delle scelte di
competenza comunale.
Esso assume, eventualmente integrandoli e approfondendoli, le disposizioni e i contenuti del Piano
di bacino del Po, dei Piani territoriali di coordinamento dei Parchi regionali e dei Piani di gestione
delle Riserve naturali.
Obiettivi del PTCP
L’obiettivo complessivo strategico del PTCP è il raggiungimento e il mantenimento di uno
sviluppo sostenibile del territorio provinciale.
Tale obiettivo si articola rispetto a tre sistemi, insediativo, infrastrutturale e paesistico ambientale e
alla gestione dei rischi territoriali.
L’obiettivo generale per il sistema insediativo è il conseguimento della sostenibilità territoriale
della crescita insediativa; esso si articola nei seguenti obiettivi specifici:
•
orientare la localizzazione delle espansioni insediative verso zone a maggiore
compatibilità ambientale;
•
contenere il consumo di suolo delle espansioni insediative;
•
recuperare il patrimonio edilizio e insediativo non utilizzato;
•
conseguire forme compatte delle aree urbane.
L’obiettivo generale per il sistema infrastrutturale è il conseguimento di un modello di mobilità
sostenibile; esso si articola nei seguenti obiettivi specifici:
•
armonizzare le infrastrutture con le polarità insediative;
•
orientare la localizzazione delle nuove infrastrutture verso zone a maggiore compatibilità
ambientale;
•
razionalizzare le nuove infrastrutture con quelle esistenti al fine di ridurre i consumi di
suolo e contenere la frammentazione territoriale;
•
ridurre i livelli di congestione di traffico.
L’obiettivo generale per il sistema paesistico-ambientale riguarda la sua tutela e la sua
valorizzazione; esso si articola nei seguenti obiettivi specifici:
•
valorizzare i centri storici e gli edifici di interesse storico-culturale;
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•
tutelare le aree agricole dalle espansioni insediative;
•
tutelare la qualità del suolo agricolo;
•
valorizzare il paesaggio delle aree agricole;
•
recuperare il patrimonio edilizio rurale abbandonato e degradato;
•
realizzare la rete ecologica provinciale;
•
valorizzare i fontanili e le zone umide;
•
ampliare la superficie delle aree naturali e recuperare le aree degradate.
L’obiettivo generale relativo alla gestione dei rischi territoriali riguarda il contenimento della loro
entità;esso si articola nei seguenti obiettivi specifici:
•
contenere il rischio alluvionale;
•
contenere il rischio industriale;
•
contenere il rischio sismico.
Contenuti del PTCP
Il PTCP, in conformità ai compiti ed alle funzioni attribuite alle Province dagli artt. 19 e 20
del D.Lgs. 267/00, alle disposizioni contenute nell’art. 3 della l.r. 1/2000 e a quanto specificato con
d.g.r. del 07.04.00 n. 6/49509, “Approvazione delle linee generali di assetto del territorio
lombardo”, coordina l’individuazione degli obiettivi generali relativi all’assetto e alla tutela
paesistico-ambientale del territorio provinciale e definisce le politiche, le strategie, le misure e gli
interventi di competenza provinciale. Esso promuove, valorizza e indirizza le scelte di assetto e
sviluppo del territorio e del paesaggio attraverso:
•
la valorizzazione del sistema ambientale, con la prevenzione degli stati di rischio
idrogeologico, sismico e tecnologico, con la tutela delle risorse fisiche, tra cui il suolo, e
con la prevenzione dell'inquinamento e del degrado ambientale;
•
la valorizzazione del paesaggio, individuando le zone di particolare interesse provinciale
da proteggere, incluse i beni e le aree ambientali individuati ai sensi dell’art. 1 della L.
1497/39 e dell’art. 1 e 1-quater della L. 431/85;
•
la tutela delle aree agricole, soprattutto di quelle a maggiore redditività agricola, ritenute
patrimonio di interesse provinciale;
•
l’individuazione e l’applicazione di criteri per la trasformazione e per l'uso del territorio
compatibilmente con la tutela e la valorizzazione dei beni paesistico-ambientali e la
tutela delle aree agricole;
•
la ricerca di uno sviluppo delle polarità urbane integrato con quello delle infrastrutture
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per la mobilità, dei grandi centri di servizio, delle strutture di alto livello formativo ed
informativo e delle aree produttive di livello sovracomunale;
•
la disciplina dello sviluppo insediativo, con particolare riguardo a criteri di
localizzazione e di dimensionamento della residenza, delle aree produttive e dei servizi
alla popolazione;
•
il coordinamento e l’orientamento della pianificazione comunale.
Articolazione del PTCP
Il PTCP si articola rispetto a dispositivi di carattere orientativo, prestazionale e prescrittivo.
Sono di carattere orientativo gli indirizzi e le direttive, i quali esprimono le finalità del PTCP in
scelte e priorità e orientano i comportamenti dei soggetti interessati dalle indicazioni di lungo
periodo; sono di carattere prestazionale le indicazioni sui criteri urbanistico-territoriali e paesisticoambientali da adottare per la valutazione dello sviluppo insediativo; sono di carattere prescrittivo le
tutele paesistico-ambientali e le salvaguardie urbanistico-territoriali.
L’insieme dei dispositivi costituisce il riferimento per gli interventi ai vari livelli, da quelli sovraprovinciali a quelli comunali.
Gli indirizzi del PTCP costituiscono il quadro di orientamento per le azioni dei soggetti pubblici e
privati e riguardano:
•
la localizzazione delle funzioni di eccellenza e/o di particolare rilevanza economica e
sociale in rapporto all’ordinamento delle polarità urbane;
•
le priorità di scelta e i criteri di realizzazione delle reti infrastrutturali e delle modalità di
trasporto;
•
i criteri di espansione degli insediamenti urbani e dei centri edificati;
•
la valorizzazione del sistema paesistico-ambientale;
•
i riferimenti per le Aree di coordinamento intercomunale;
•
le priorità per la redazione dei Piani territoriali d’area e dei Progetti strategici.
Le direttive identificano le modalità di coordinamento delle azioni dei soggetti pubblici e privati
verso le finalità del PTCP e si riferiscono anche agli strumenti per la gestione e per l’attuazione del
PTCP. Esse si articolano nelle seguenti procedure:
•
procedure per il recepimento e l’adeguamento delle indicazioni e degli indirizzi dei Piani
extraprovinciali di cui all’art. 8;
•
procedure per la gestione del PTCP rispetto sia alla sua attuazione, sia alle scelte dei
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Piani provinciali di settore di cui all’art. 10;
•
procedure per la formazione, la verifica e il coordinamento dei PRG di cui al punto 1
dell’art. 11.
Le indicazioni per lo sviluppo insediativo costituiscono dei riferimenti puntuali, individuati sulla
base di specifici criteri di valutazione e delle conoscenze disponibili, rispetto ai quali i soggetti
pubblici e privati interessati dovranno confrontarsi. I criteri di valutazione si articolano sulla base
dei seguenti fattori:
•
urbanistico-territoriali, che comprendono gli indicatori e i parametri insediativi che i
comuni,
•
singolarmente o aggregati, adottano o che considerano sia per le nuove scelte
insediative, sia per rivedere eventuali previsioni non coerenti con gli indirizzi del PTCP;
•
paesistico-ambientali, che riguardano i criteri che i comuni, singolarmente o aggregati,
adottano al fine di orientare le trasformazioni del paesaggio e dell’ambiente verso
condizioni di maggiore qualità.
Le prescrizioni di tutela interessano le risorse paesistico-ambientali non negoziabili perché di
rilevante qualità fisico-naturale, estetica o storico-culturale, mentre le prescrizioni di salvaguardia
riguardano le parti di territorio soggette a rischi naturali o tecnologici o che consentono il
mantenimento della funzionalità nel tempo delle infrastrutture esistenti o in quanto in esse è prevista
la realizzazione d’interventi d’interesse sovracomunale.
Elaborati del PTCP
Il PTCP è composto da due tipi di elaborati: quelli di progetto del PTCP, che contengono
l’insieme delle scelte e delle disposizioni del PTCP e le principali informazioni di carattere analitico
e valutativo; quelli di analisi del PTCP, che contengono l’insieme dei riferimenti con cui sono stati
redatti gli elaborati di progetto del PTCP e che costituiscono dei materiali utili a supportare il
processo di attuazione del PTCP.
Gli elaborati di progetto del PTCP sono costituiti da:
•
il Documento direttore, in cui sono contenuti il metodo e gli strumenti di piano adottati; i
metodi e i risultati delle analisi e degli studi condotti sui sistemi paesistico-ambientale,
socio-economico, insediativo e infrastrutturale; gli indirizzi di piano, con le indicazioni
sulle scelte relative agli scenari di sviluppo, alle priorità di intervento e agli aspetti
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paesistico-ambientali, socio-economici, insediativi e infrastrutturali. In allegato sono
inseriti il Piano integrato della mobilità - Linee guida e Allegati - e il Piano dello
sviluppo e adeguamento della rete di vendita - Relazione programmatica e Normativa di
settore.
•
la Normativa, in cui sono contenuti gli obiettivi e i caratteri del PTCP; i dispositivi di
carattere orientativo, prestazionale e prescrittivo; le modalità di adozione, di gestione e
di attuazione del PTCP;
•
le cartografie di progetto del PTCP:
-
Carta degli indirizzi per il sistema paesistico-ambientale;
-
Carta degli indirizzi per il sistema insediativo e per le infrastrutture;
-
Carta delle opportunità insediative;
-
Carta delle tutele e delle salvaguardie;
-
Carta degli usi del suolo;
-
Carta del degrado paesistico-ambientale.
Osservazioni e proposte alla variante di adeguamento del PTCP alla L.R. 12/05
A seguito della Conferenza dei Comuni tenutasi il 15.02.2008, facendo riferimento agli artt.
15 e 18 della L.R. 12/2005 e alla luce delle modifiche apportate al comma 4 dell'art.15
sopracitato, introdotte dalla L.R. 14.3.2008 n.4, con cui viene ricalibrata la disciplina relativa
alla individuazione, ad opera dei P.T.C.P., degli ambiti destinati all'attività agricola, con la
precisazione che la definizione dovrà riguardare gli ambiti destinati all'attività agricola di
interesse strategico, con obbligo per la Provincia di acquisire le proposte dei Comuni,
l’Amministrazione di Bagnolo Cremasco ha provveduto alla formulazione delle seguenti osservazioni e
proposte che non hanno, comunque, alla data di adozione del presente PGT determinato alcuna
variazione al PTCP vigente:
1. La "Carta degli ambiti agricoli" scala 1:10.000 non è aggiornata e risulta talvolta
difficoltoso verificare la congruenza del perimetro ivi individuato con i corrispondenti
perimetri di zona urbanistica individuati nel P.R.G.C. vigente.
2. Si individua un errore nella perimetrazione ad EST degli insediamenti posti lungo la Via
Lodi ex S.P. 17, in quanto tale perimetrazione interseca un capannone recentemente
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ampliato e non tiene conto dell'azzonamento del P.R.G.C. vigente. Pertanto si richiede la
correzione in tal senso.
3. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo ad EST del capannone interno
dell'insediamento produttivo "JOHNSON DIVERSEY S.P.A.", posto sulla ex S.S. 235.
Questa proposta è di carattere generale ed è da estendere ad altri insediamenti
produttivi/commerciali, poiché una perimetrazione eccessivamente puntuale e prescrittiva,
limita possibilità di ampliamento dell'attività in relazione ad esigenze di espansione
dell'attività stessa.
4. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo (art. 15 comma 5) per il lotto
contiguo alla Via Visconti, intecluso fra aree urbanizzate.
5. Si propone di estendere verso NORD il perimetro degli ambiti agricoli posti a NORDOVEST dell'abitato, ora individuato con una linea virtuale, sul limite della rete storica dei
cavi irrigui.
6. Si propone di includere negli ambiti agricoli l'area "bianca" posta a NORD-EST
dell'abitato, in coerenza con le scelte operate per il comparto agricolo frontistante a NORDOVEST.
7. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo a SUD dell'insediamento
produttivo/commerciale posto all'incrocio fra la Via Milano e la ex S.S. 415 per le ragioni
già espresse al sopracitato punto 3.
8. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo per i lotti interclusi fra la ex S.S.
415 e la Roggia Quarantina, in quanto il loro valore agricolo e' svilito dalla previsione di
viabilità legata all'intervento di riqualificazione della "Paullese".
9. Si individua il perdurare di un errore, come già segnalato, nella mancata esclusione
dall'ambito agricolo di fascia latistante in lato OVEST la strada per la Frazione Gattolino.
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c) Il Piano Territoriale d’Area del Cremasco
Estratto da: “Piano Territoriale d’Area del Cremasco”, Relazione di Piano
Il P.T.d.A., approvato in Consiglio provinciale con delibera n. 63 del 16 maggio 2007, così
come previsto dall’art. 35 della Normativa del P.T.C.P. vigente, rappresenta uno strumento di
pianificazione sovracomunale la cui funzione è quella di approfondire in un ambito territoriale
intercomunale le strategie territoriali indicate dal P.T.C.P., integrandole e coordinandole con gli
indirizzi e le indicazioni contenute negli strumenti di pianificazione dei comuni interessati e con i
grandi progetti territoriali in essi previsti.
L’ambito territoriale del P.T.d.A. risulta essere costituito da tutti i comuni inseriti nel PTCP :
Crema, Bagnolo Cremasco, Campagnola Cremasca, Capergnanica, Casaletto Vaprio, Chieve,
Cremosano, Madignano, Monte Cremasco, Pianengo, Ripalta Cremasca, Ripalta Guerina, Trescore
Cremasco e Vaiano Cremasco, ai quali vanno aggiunti i comuni di Offanengo, Izano, Romanengo e
Ricengo per un totale di 18 comuni e circa 75.000 abitanti.
L’elaborazione del Piano Territoriale d’Area risponde alla necessità di ridurre la competitività tra le
amministrazioni comunali coinvolte, favorendo strategie di cooperazione al fine di ottimizzare l’uso
e la gestione delle risorse territoriali, ambientali ed economiche, di migliorare la qualità insediativa
e di accrescere la competitività territoriale con le aree esterne.
Il P.T.d.A. si configura quindi come uno strumento di attuazione del PTCP vigente e fa riferimento
per i contenuti con quelli per la parte di carattere programmatorio del PTCP.
La legge per il Governo del Territorio conferma in particolare ai Comuni le funzioni relative
all’approvazione degli strumenti urbanistici comunali (PII, PGT) previa verifica di compatibilità
con gli aspetti di carattere sovracomunale contenuti nel P.T.C.P.
La nuova legge regionale n. 12/2005 e in particolare il documento approvato con D.G.R. n. 8/1681
del 29-12-2005, riguardante le “Modalità per la pianificazione comunale”, aprono nuovi scenari
operativi e il Piano Territoriale d’Area di Crema può costituire lo strumento alla scala più
appropriata per governare la sostenibilità dello sviluppo del territorio e per correlare e rendere
coerenti nonché confrontabili i contenuti degli strumenti di pianificazione comunale con quelli di
pianificazione sovralocale.
In particolare nel P.T.d.A. sono stati disposti i contenuti sui temi di interesse sovracomunale che
devono essere previsti nel Documento di Piano, nel Piano delle Regole e nel Piano dei Servizi.
Di seguito si riportano gli elementi di rilevanza paesistico ambientale e costituenti la rete ecologica
nei comuni del PTdA ( tabella 3).
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Tab.03: elementi di rilevanza paesistico ambientale e costituenti la rete ecologica nei comuni del PTdA.
Caratteri e finalità del Piano Territoriale d’Area
Lo scopo del PTdA è quello di individuare ed attuare quelle strategie e quegli interventi capaci di
armonizzare le esigenze locali con quelle di area vasta, al fine di migliorare la qualità e l’efficienza
del sistema insediativo e delle reti infrastrutturali e al contempo tutelare e valorizzare i caratteri
ambientali e paesistici locali. Questo ha significato innanzitutto rendere coerenti gli obiettivi, gli
indirizzi e le indicazioni del PTCP con gli obiettivi e le scelte degli strumenti di pianificazione
comunale.
Il PTdA intende favorire anche il coordinamento tra i diversi soggetti, pubblici e privati che
agiscono sul territorio attraverso la predisposizione di un quadro di riferimento per l’insieme degli
interventi infrastrutturali e insediativi di rilevanza intercomunale.
E’ infatti di fondamentale importanza che più Comuni abbiano un approccio unitario allo studio e
alla conoscenza del territorio per elaborare insieme delle strategie da esplicitare ed articolare
successivamente nel proprio Documento di Piano.
Tale quadro conoscitivo deve essere il più possibile unitario e organizzato quale strumento utile per
un approccio integrato al territorio stesso. In quest’ottica il Piano d’Area contribuisce ad inquadrare
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la realtà comunale nel contesto territoriale di appartenenza.
Il quadro di riferimento si basa sui seguenti punti fondamentali:
•
l’individuazione degli obiettivi di sviluppo socio-economico;
•
l’approccio per sistemi (insediativo, infrastrutturale e di mobilità, ambientale,
paesaggistico e rurale);
•
la determinazione degli elementi di qualità (criteri di sostenibilità delle scelte di
sviluppo, valutazione della sensibilità paesaggistica dei luoghi, compensazione
ambientale);
•
la difesa e la valorizzazione del suolo.
Esistono poi altre tematiche che pur essendo afferenti ad aspetti più legati alle dinamiche locali
richiedono un coordinamento su un’area più ampia quale può essere quella identificata nel PTdA,
esse sono:
•
la quantificazione dello sviluppo comunale indirizzata alla minimizzazione del consumo
di suolo, alla riqualificazione urbanistica, paesistica ed ambientale, nonché alle
condizioni di sostenibilità ambientale definite da indicatori di livello comunale,
comparabili con quelli a livello provinciale;
•
la compensazione/perequazione comunale che dovrà essere coerente con le misure di
compensazione studiate dal PTCP a scala territoriale.
Vi sono poi degli aspetti che il PGT deve recepire riguardanti le previsioni cogenti del PTCP, in
materia di localizzazione delle infrastrutture viarie definite a scala provinciale, difesa del suolo,
paesaggio, ambiti agricoli e servizi di interesse sovra comunale
In sostanza con il PTdA si è cercato di costruire un comune criterio e una stessa modalità
metodologica di lettura dei fenomeni territoriali che comprendono un’area vasta; questo significa
effettuare analisi, valutazioni e interpretazioni condivise dai comuni che vi partecipano e rispetto a
cui ciascun comune possa usufruirne per strutturare il proprio PGT sui seguenti aspetti:
•
“elaborare il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo
economico e sociale del proprio territorio comunale” anche in riferimento ad un ambito
intercomunale (art. 8 comma 1 lettera a L.R. n. 12/2005);
•
“elaborare il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo
economico e sociale del proprio territorio comunale” anche in riferimento ad un ambito
intercomunale (art. 8 comma 1 lettera a L.R. n. 12/2005);
•
“definire il quadro conoscitivo del proprio territorio comunale attraverso un’analisi di
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tipo sistemico” (art. 8 comma 1 lettera b L.R. n. 12/2005) già utilizzata dal P.T.C.P; tale
quadro deve essere il più possibile unitario e organizzato quale strumento utile per un
approccio integrato al territorio stesso. In quest’ottica il Piano d’Area contribuisce ad
inquadrare la realtà comunale nel contesto territoriale di appartenenza in riferimento
all’assetto insediativo e infrastrutturale, alle dinamiche socio-economiche, ai sistemi
ambientali, rurali e paesaggistici, alla configurazione e all’assetto idrogeologico del
territorio, tenendo conto delle indicazioni provenienti dalla pianificazione sovraordinata;
•
indicare e valutare gli esiti delle proprie proposte riferendole ad un ambito territoriale
più vasto a cui il comune appartiene;
•
impostare la valutazione del PGT per quanto riguarda l’ambiente, in una integrazione tra
processo di piano e processo di valutazione ambientale.
In sintesi, i compiti che il PTdA di Crema intende espletare, sono:
•
la costruzione di un quadro generale dell’assetto territoriale con l’individuazione dei
fattori di complessità delle problematiche insediative di un territorio, le loro interazioni e
specificità e le tendenze alla polarizzazione e alla diffusione secondo l’analisi sistemica
utilizzata dal PTCP;
•
la costruzione di un sistema insediativo sostenibile;
•
l’elaborazione di un assetto infrastrutturale, insediativo ed ambientale-paesaggistico per
l’intera area oggetto di Piano;
•
la riorganizzazione dei servizi pubblici e del commercio;
•
l’attuazione di una metodologia che permetta il monitoraggio e l’individuazione di un
percorso verso la valutazione ambientale strategica;
•
l’elaborazione di strategie d’intervento con l’indicazione dei progetti prioritari;
•
la verifica di elementi d’incompatibilità tra i diversi ambiti di pianificazione con
elaborazione di soluzioni alternative da applicare nella fase di stesura dei PGT comunali
nel momento in cui vengono adeguati al PTCP;
•
la formulazione di una “piattaforma comune” che permetta di armonizzare e rendere
omogenei nonché comparabili i parametri di analisi socio-economica e territoriale, le
scelte e le strategie;
•
la verifica della sostenibilità ambientale delle strategie previste per l’area attraverso
opportuni bilanci di contabilità ambientale.
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Gli obiettivi del Piano Territoriale d’Area
Di seguito si riportano gli obiettivi individuati dal PTdA per quanto riguarda l’area di riferimento.
Le indicazioni sono principalmente rivolte alla valorizzazione del verde comunale e sovra
comunale, alla riqualificazione della struttura storica dei centri urbani e la miglioramento e alla
razionalizzazione delle vie di accessibilità. La redazione del PGT di ogni comune facente parte del
comprensorio dovrà tenere conto di questi obiettivi.
Tab.04: obiettivi di riferimento per le azioni di piano elaborati nel PTdA .
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d) Il Parco Agricolo Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) “Parco del Moso”
Estratto da: “Parco Agricolo Locale di Intesse Sovracomunale del Moso”, allegato n 2, Relazione
Il Parco Agricolo Locale di Interesse Sovracomunale, denominato “PLIS del Moso”,
coinvolge una vasta area, omogenea per caratteristiche storiche e morfologiche, compresa tra i
comuni di Crema, Bagnolo Cremasco, Vaiano Cremasco, Palazzo Pignano, Cremosano e Trescore
Cremasco. ottenere
I comuni sopracitati hanno siglato in data 07/06/1999 (Prot.Prov.44187) una convenzione
finalizzata alla gestione coordinata del Parco Agricolo Locale di Interesse Sovracomunale del
Moso.
Scopo della convenzione è la gestione coordinata del PLIS del Moso, così come individuato nei
rispettivi Piani Regolatori dei Comuni e l’ottenimento del riconoscimento da parte della Provincia
di Cremona.
Attualmente, la richiesta di riconoscimento del Parco interessa i comuni di Crema, Bagnolo
Cremasco e Cremosano, in quanto gli strumenti urbanistici, già individuano il perimetro ed hanno
una normativa di salvaguardia specifica per la zona del “Moso”.
Per i comuni di Vaiano Cremasco, Trescore Cremasco e Palazzo Pignano, si è in attesa
dell’adeguamento degli strumenti urbanistici, attraverso l’introduzione del perimetro che individui i
confini comunali del parco e di una normativa specifica, che permetta l’assunzione di un analogo
provvedimento di riconoscimento, consentendo così di inserire all’interno del redigendo parco, tutta
l’area del Moso.
La superficie attualmente interessata al riconoscimento è di circa 10.575.218 mq, ma una volta
completata l’adesione, avrà un’estensione territoriale di circa 14.675.499 mq.
Da questo si evince l’importanza che una tale area riveste all’interno di un territorio sempre più
compromesso dalle nuove espansioni e dalle necessità della vita moderna, costituendo una grande
opportunità per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente, non solo per i residenti dei comuni
direttamente coinvolti, ma per tutte le aree che vi gravitano attorno.
Obiettivi da perseguire
Con la firma della convenzione i comuni si propongono di :
• contribuire alla realizzazione della rete ecologica regionale e provinciale;
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• tutelare i gangli principali nella rete ecologica fra le aree protette e creare le fasce
tampone attorno alle aree di maggiore valenza naturalistica;
• realizzare i parchi territoriali di area vasta, a scala metropolitana;
• conservare i territori prossimi ai corpi idrici coniugando le esigenze naturalistiche a
quelle fruitive;
• realizzare e gestire le nuove forestazioni nel quadro degli adempimenti previsti dal
protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas serra, così come impianti forestali dedicati ai
nuovi nati ai sensi della vigente normativa nazionale;
•
promuovere il rilievo e lo studio delle emergenze ambientali e paesaggistiche delle aree
a più forte naturalità;
•
favorire la conservazione e/o il recupero degli ambienti naturali o seminaturali nonché a
garantire la salvaguardia del paesaggio agrario e la sua valorizzazione tramite azioni e
metodologie in sintonia con gli obiettivi del PLIS;
•
favorire il recupero delle aree degradate;
•
favorire la fruizione ricreativa, didattica e culturale dell’area del PLIS;
•
mantenere la rete di sentieri e di strade interpoderali per fini di conduzione agricola e
ricreativa;
•
ripristinare ed equipaggiare una rete di strade ciclopedonali per il collegamento tra i
centri abitati ed i principali luoghi attrattori all’interno del Parco;
•
favorire la tutela del sistema irriguo e la valorizzazione delle rogge;
•
promuovere specifiche politiche di sostegno o forme di collaborazione anche tramite
convenzioni con gli operatori agricoli con enti, o privati, per concorrere alla buona
riuscita degli obiettivi e per favorire l’attuazione degli interventi di cui sopra;
•
approvare eventuali regolamenti del PLIS, anche in accordo con altre amministrazioni
interessate;
•
esercitare la vigilanza sul territorio del PLIS anche avvalendosi del concorso del
Servizio volontario di vigilanza ecologica, previa intesa con la Provincia di Cremona;
•
acquisire, anche mediante espropri di pubblica utilità, le aree individuate nei Piani
Pluriennali degli Interventi o, comunque, necessarie al conseguimento degli obiettivi del
PLIS.
Il perseguimento di tali obiettivi dovrà avvenire secondo le modalità determinate dalla Provincia di
Cremona e comunque, attraverso un Programma Pluriennale degli Interventi, conforme agli
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strumenti urbanistici dei comuni interessati, al fine di perseguire le finalità sopraccitate e comuni a
tutto il territorio.
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e) Il progetto di ammodernamento della “Paullese”
Di seguito si riporta un estratto della relazione allegata al progetto dell’ “Ammodernamento
della S.P. CR ex S.S. n. 415 Paullese, tratto Crema – Spino d’Adda”.
La EX S.S. 415 “Paullese” si sviluppa per una lunghezza complessiva di circa 14,200 Km ed è
compresso tra il centro abitato di Spino d’Adda e lo svincolo di Bagnolo Cremasco.
Lungo il suo tracciato attraversa il territorio di Spino d’Adda, Dovera, Pandino, Palazzo Pignano,
Monte Cremasco, Vaiano Cremasco, Bagnolo Cremasco e Crema.
Oltre all’asse principale costituito da due corsie per ogni senso di marcia, lungo il tracciato dello
stesso si sviluppa una viabilità secondaria, avente valenza provinciale e comunale rappresentata da
una sede costituita da una corsia per ogni senso di marcia.
Tale viabilità secondaria che consente di eliminare le intersezioni a raso, con l’attuale “Paullese”
risulta capillarmente ramificata lungo tutta l’arteria principale e si articola per una lunghezza
superiore ai 30 Km ed è rappresentata da complanari e da rami di collegamento ai centri urbani
limitrofi alla ex S.S. 415.
A partire dallo svincolo di Bagnolo Cremasco si prevede di effettuare un allargamento in sede fino
ad arrivare a Vaiano Cremasco dove è previsto l’inserimento di uno svincolo che consente
l’intersezione con la S.P. 71, collegato all’arteria principale con rampe d’accesso e uscita dalla
stessa.
Dallo svincolo di qui sopra sempre prevedendo l’allargamento della sede stradale si raggiunge
quello con la S.S. 472 “Bergamina”, svincolata anche in questo caso con una intersezione a rotatoria
collegata alla viabilità principale con delle rampe di immissione e uscita.
Procedendo in direzione Milano si prevede sempre l’allargamento in sede fino ad arrivare in
prossimità di Spino d’Adda, per poi proseguire in variante rispetto all’attuale sede alla quale si
riallaccia oltre il centro abitato di Spino in prossimità del ponte sul fiume Adda.
Lungo il tracciato sono previste alcune opere d’arte atte sia a risolvere le intersezioni con la viabilità
locale che i numerosi corsi d’acqua che caratterizzano il territorio interessato dall’intervento in
oggetto.
La principale opera d’arte è rappresentata dal cavalcavia ubicato in prossimità di Spino d’Adda che
consente di oltrepassare la nuova arteria.
Oltre al cavalcavia di cui sopra si rileva la presenza di altre due opere poste in corrispondenza degli
svincoli di Dovera e Vaiano, in questo caso i manufatti sono a servizio della arteria principale al
fine di dare continuità alla stessa sovrappassando la viabilità secondaria.
Si rileva inoltre poi la presenza di due sottopassi veicolari a servizio della viabilità locale ubicati in
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prossimità dell’abitato di Monte Cremasco e di Barbuzzera, oltre a due sottopassi ciclo pedonali siti
rispettivamente in prossimità della rotatoria di Vaiano Cremasco e del monastero di Madonna del
Bosco.
Numerose opere d’arte minori consentono di dare continuità al reticolo idrografico superficiale sia
principale che secondario.
Oltre alla viabilità sommariamente sopra descritta che rappresenta l’arteria principale con le sue
viabilità secondarie collaterali, l’intervento prevede anche la realizzazione della cosiddetta “variante
di Pandino” che riguarda essenzialmente il collegamento tra la S.S. 472, la S.P. 90 e la S.P. 35 e che
si sviluppa per una lunghezza di circa 2 Km consentendo di by-passare il centro abitato.
Il tratto di viabilità in questione è rappresentato da un’arteria a due corsie per ogni senso di marcia
alla quale si affiancano anche in questo caso percorsi secondari che si articolano per circa 3 Km atti
a svincolare la viabilità locale.
Più nel dettaglio si prevede di realizzare un’intersezione mediante rotatoria sulla S.S. 472 e da qui
raggiungere la S.P. 90 la cui intersezione, anche in questo caso, è costituita da una rotatoria.
Da qui la nuova viabilità in oggetto, dopo aver oltrepassato l’abitato si ricollega con la S.P. 35.
Le opere d’arte di tipo minore, sono rappresentate solamente da tombini o scatolari idraulici che
consentono di mantenere inalterato il sistema idraulico superficiale.
Prescrizioni e richieste alla conferenza dei servizi riportati nella dgr n. 14096 dell’ 08/08/2003
Di seguito sono sinteticamente riportate, le prescrizioni e richieste formulate in sede di Conferenza
dei Servizi e allegate alla delibera della regione Lombardia sopra richiamata riguardo ai vari aspetti.
1.
ASPETTI VIABILISTICI
• Rispetto delle distanze di visibilità minime
• Rivisitazione degli svincoli con particolare riferimento a quello con la ex S.S. 472 e la S.S.
415
2.
ASPETTI DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE
• Monitoraggio della qualità dell’aria, monitoraggio acustico e mitigazione dell’impatto da
rumore
• Compatibilità sotto l’aspetto idrogeologico
• Ricerca, dove è possibile, di aree di “compensazione ecosistemica”
• Azioni per l’inserimento paesistico
• Gestione e sistemazione delle aree di cantiere
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3.
ASPETTI CONNESSI CON IL RUMORE
• Individuazione degli specifici ricettori e la loro caratterizzazione in termini di destinazione
d’uso
• Determinazione dei livelli ante-operam, post-operam in assenza di mitigazioni acustiche e
post-operam con le mitigazioni finalizzate a conseguire i livelli di rumore e obbiettivi da
conseguire
4.
ASPETTI INERENTI LO SVILUPPO E TUTELA DEL TERRITORIO RURALE
• Interferenza con i canali irrigui ed i fontanili prevedendo la costruzione di manufatti che
consentano l’attraversamento di Rogge e canali garantendo la possibilità di un’accurata
manutenzione idraulica degli stessi, la percorribilità dei mezzi agricoli oltre che della fauna
• raccolta e trattamento delle acque di prima pioggia e loro depurazione prima del rilascio
nei campi circostanti
• riqualificazione ambientale con idonei interventi nei punti più sensibili del tracciato
5.
ASPETTI GEOLOGICI
• Caratterizzazione geotecnica dei terreni in ottemperanza del D.M. 11 marzo 1988
• Approfondimento degli aspetti idrogeologici
• Mantenimento delle attuali sezioni idrauliche negli attraversamenti dei corsi d’acqua e
comunque realizzazione di manufatti relativi all’attraversamento di rogge, canali e fossi
irrigui con caratteristiche tali da consentire una loro periodica pulizia ed eventuali lavori di
manutenzione
6.
ASPETTI INERENTI L’AMBIENTE NATURALE E LA BIODIVERSITA’
• Riguardo l’ambiente idrico superficiale rivedere il sistema di raccolta delle acque di
piattaforma e verificare la realizzabilità di bacini di fitodepuarazione
• Riguardo l’uso del suolo valutare la possibilità di realizzare tra l’abitato di Spino d’Adda,
la nuova infrastruttura e il fiume Adda, ambiti destinati a funzioni naturalistiche/forestali,
alla ricostruzione della rete ecologica ed al miglioramento della fruibilità e della connessione
tra l’abitato di Spino d’Adda ed il parco limitrofo
• Riguardo la vegetazione, flora, fauna ed ecosistemi si evidenzia l’individuazione,
localizzazione e caratteristiche dei sottopassi per la fauna in maniera da impedire
l’impoverimento della popolazione faunistica
• Riguardo le reti ecologiche realizzare interventi di mitigazione e di mascheramento per
migliorare la qualità dell’ecosistema locale
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Richieste di Bagnolo Cremasco
1
Il Comune chiede che su tutto il proprio territorio comunale sia previsto un percorso ciclopedonale in fregio alla controstrada presente sul lato nord della S.P. CR ex S.S. n. 415
“Paullese” Ammodernamento tratto “Crema – Spino d’Adda” Relazione tecnica-illustrativa
agra300c.doc Data: Novembre 2006 Pag. 15 di 85 nuova Paullese. La Provincia risponde
che, dove gli spazi lo consentano, potrà essere realizzata una fascia adibita a
marciapiedi/pista ciclabile.
2
Il Comune chiede di prevedere la realizzazione di un cunicolo di attraversamento della
Paullese con i sottoservizi nei pressi dell’area “Pefor” di cui è stato fornito uno schema
progettuale.
3
Il Comune chiede che possa essere realizzato un sottopasso ciclo-pedonale in
corrispondenza della strada che proviene dal paese ed interseca attualmente la Paullese in
fregio alla proprietà Sipral.
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1.1.4 Vincoli amministrativi
Il Documento di piano analizza i vincoli amministrativi definiti dalla legislazione vigente quali:
i vincoli militari, i vincoli idrogeologici, le fasce di rispetto dagli elettrodotti e dai depuratori e dai
pozzi di captazione idrica destinati al consumo umano, l’area di rispetto delle attrezzature
cimiteriali, l’area di rispetto dalle infrastrutture stradali nonché la verifica delle distanze delle aree
di trasformazione dagli allevamenti zootecnici del territorio.
a)
Vincoli militari
In materia di vincoli militari si fa riferimento alle leggi 898/76 e 104/90. La Legge è
finalizzata a garantire la sicurezza di opere ed installazioni permanenti e semipermanenti di difesa,
aree di addestramento, zone o attività comunque legate alla sicurezza. Il fine è garantito dalla
limitazione del diritto di proprietà e di uso delle aree poste in prossimità delle zone tutelate,
limitazione che può inibire sia l’intervento edificatorio che particolari usi agricoli dei terreni.
Il vincolo è imposto dal Ministero della Difesa, previa consultazione di un Comitato paritetico
formato da rappresentanti del Governo e da rappresentanti della Regione interessata, ha durata
quinquennale e può essere rinnovato. La legge prevede un indennizzo per la limitazione del diritto
di proprietà ed un contributo per il Comune in cui ricade l’area oggetto della servitù.
La particolare natura delle finalità del vincolo non comporta necessariamente una tutela delle
caratteristiche ambientali dell’area.
Ciò premesso si rileva che all’interno del territorio comunale non esistono aree soggette a
servitù o vincolo militare.
b)
Vincoli idrogeologici: fasce di rispetto dei corsi d’acqua e perimetro di rispetto dei
pozzi di captazione idrica
Il vincolo idrogeologico è stato istituito dal Regio Decreto n. 3267 del 1923, con l'obiettivo
di prevenire nell'interesse pubblico attività e interventi che possono causare eventuali dissesti,
erosioni e squilibri idrogeologici.
Ne consegue che il citato Regio Decreto ha indirizzato, su parti del territorio montano e collinare,
un comportamento razionale dell'azione antropica condotta dall'uomo, finalizzata alla stabilità del
suolo, del disboscamento, del regime delle acque superficiali e sotterranee.
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Le colture e l'utilizzazione dei terreni boscati, nei quali lo sviluppo dell'azione antropica è dal
vincolo consentita, sono sottoposte all'osservanza delle modalità stabilite dal regolamento delle
prescrizioni di massima e di polizia forestale vigente nella Regione Lombardia.
Pertanto la stragrande maggioranza dei terreni boscati è vincolata sotto il profilo idrogeologico ed è
sottoposta a limitazioni d'uso, perché si riconosce ad essa una azione significativa di prevenzione
per la sicurezza pubblica contro il pericolo di esondazioni, franamenti e dissesti. Qualsiasi tipo di
intervento, compreso il cambio colturale, da realizzarsi su questi terreni è subordinato a specifica
autorizzazione rilasciata dall'autorità forestale territorialmente competente ai sensi dell'art. 7 del R.
D. n. 3267/23. Tale strumento di tutela concorre congiuntamente al vincolo ambientale. di cui
all'art. 146 del D.Lgs. n. 42/04, alla salvaguardia ambientale e alla pianificazione territoriale.
La tavola 3/PR del Piano delle Regole individua i vincoli geologici e idrogeologici in base allo
studio geologico del Dott. Daguati e classifica il territorio in base alla vulnerabilità e alle limitazioni
che le sue caratteristiche esprimono.
Esse principalmente sono ascrivibili a zone dai lineamenti morfologici di particolare pregio
ambientale o in presenza di orli di scarpata, aree caratterizzate da vulnerabilità della falda freatica
anche subaffiorante, aree di rispetto dei corsi d’acqua e zone in cui sono presenti pozzi di
captazione idrica.
Fasce di rispetto dei corsi d’acqua
Nel comune di Bagnolo Cremasco, in seguito a Delibera della Giunta Comunale n°82 del
18.11.2008 si è proceduto all’approvazione del Reticolo Idrico Minore in conformità con la D.G.R.
n° VII/7868 del 25.01.2002; tenendo conto delle caratteristiche morfologiche, delle dinamiche
idrologiche e delle portate dei singoli corsi d’acqua presenti sul territorio comunale, è stata definita
l’estensione delle fasce di rispetto dei corsi d’acqua.
La funzione della fascia di rispetto, su entrambe le sponde dei corsi d’acqua, è istituita dove non è
consentita nuova edificazione e la cui profondità è differenziata secondo l’importanza e il valore dei
corsi d’acqua. La profondità delle fasce di rispetto deve intendersi misurata, in orizzontale, dal
piede della sponda esterna o, in presenza di argini e rilevati di sponda, dal piede esterno dello
stesso.
La fascia di rispetto lungo rogge e canali ha lo scopo di garantire l’accessibilità al corso d’acqua per
svolgere le operazioni di pulizia e manutenzione, oltre che di garantire la piena efficienza e la
funzionalità delle opere idrauliche, consentendo un livello elevato di fruizione, riqualificazione
ambientale e conservazione dei caratteri paesaggistico-ambientali.
La profondità delle fasce di rispetto è così differenziata:
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a) corso d’acqua del Reticolo Idrico Principale (Roggia Melesa) : 10 metri;
b) corsi d’acqua del Reticolo Idrico Minore ad importanza sovracomunale (Roggia Alchina, Roggia
Acqua Rossa, Roggia Caradella, Roggia Valmarza, Roggia Nuova, Roggia Comuna, Cavo Turati e
Canale Vacchelli): 10 metri; le suddette fasce di rispetto come definite nella tavola 9/DP, per i tratti
interni all’area urbanizzata o di edificato significativo, sono ridotte a 4 metri.
Le fasce di rispetto sono istituite tenendo conto anche delle aree storicamente soggette ad
esondazioni, alle aree interessabili da fenomeni erosivi e di divagazione dell’alveo e garantiscono la
conservazione delle funzioni biologiche caratteristiche dell’ambito ripariale.
La definizione del Reticolo Idrico comunale Principale e Secondario, istituita dalla DGR n. 7/7868
del 25.01.2002 (e successive modifiche con DGR n. 7/13950 del 01.08.2003) ha l’obiettivo di
garantire la salvaguardia delle risorse idriche superficiali e la protezione dai rischi naturali o da
quelli conseguenti alle modifiche ed alle trasformazioni a cui esse sono sottoposte.
Il reticolo idrico comunale appare ricco e articolato: i corsi d’acqua che costituiscono la rete
principale dell’idrografia del territorio di Bagnolo Cremasco contribuiscono a caratterizzare il
paesaggio anche attraverso la regolare suddivisione degli appezzamenti definita a scopi irrigui.
Tra essi vi è il Canale Vacchelli altresì detto Canale Marzano che fu fortemente voluto dal senatore
Pietro Vacchelli e realizzato tra il 1887 ed il 1892 dal Consorzio Irrigazioni Cremonesi: esso è
lungo 34 chilometri, a sua portata è di 38,5 metri cubi di acqua al secondo e consente l'irrigazione di
un'area di ottantamila ettari.
Il percorso del Vacchelli è quasi interamente rettilineo e le poche curve sono diventate zone
caratteristiche. Grazie alla scelta del Consorzio Irrigazioni Cremonesi di limitare al minimo gli
scarichi fognari che entrano nel canale, la acque hanno conservato una buona qualità e sono ricche
di fauna ittica pregiata: trote marmorate, temoli, alcuni dei quali addirittura nidificano nel Vacchelli.
Il canale è difatti méta di alcuni recuperi volti alla conservazione delle specie ittiche autoctone.
I suoi trentaquattro chilometri di lunghezza sono méta di escursioni e gite: in particolare è possibile
percorrerli in bicicletta lungo una delle due strade alzaie trasformata in pista ciclabile.
Le numerose presenze di corsi d’acqua rappresentano un elemento fondamentale della
caratterizzazione del paesaggio di Bagnolo Cremasco; il territorio è solcato inoltre da scoline e
canali irrigui che presentano lungo i loro corsi abbondante vegetazione di essenze arboree e
arbustive.
La rete irrigua principale o secondaria si identifica pertanto con canali di irrigazione e di
colo di limitata estensione e che si sviluppano su suolo privato.
La DGR n. 7/7868 del 25.01.2002 (e successive modifiche con DGR n. 7/13950 del
01.08.2003) ha istituito per i comuni l’obbligo di definire il reticolo idrico locale e le relative fasce
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di rispetto su appositi elaborati cartografici; ha inoltre trasferito ai comuni le funzioni di polizia
idraulica del reticolo minore, intesa come attività di controllo dei relativi interventi di gestione e
trasformazione del demanio idrico e del suolo.
I vari corsi d’acqua sono stati così classificati:
CORSI D’ACQUA
CLASSIFICAZIONE
ROGGIA MELESA
Reticolo idrico principale
CAVO TURATI
Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale
ROGGIA NUOVA
Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale
ROGGIA ACQUA ROSSA
Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale
ROGGIA ALCHINA
Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale
ROGGIA CARADELLA
Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale
ROGGIA COMUNA
Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale
CANALE VACCHELLI
Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale
ROGGIA VALMARZA
Reticolo idrico minore ad importanza sovracomunale
GRONDA NORD
Reticolo idrico minore
BOCCHELLO CAVO TURATI
Reticolo idrico minore
BOCCHELLO DEI CAPI
Reticolo idrico minore
BOCCHELLO DI CHIEVE
Reticolo idrico minore
BOCCHELLO DI SPINO
Reticolo idrico minore
BOCCHELLO NAVIGLIO
Reticolo idrico minore
BOCCHELLO QUARANTINA
Reticolo idrico minore
BOCCHELLO DI SANT’AMBROGIO
Reticolo idrico minore
BOCCHELLO S. STEFANO
Reticolo idrico minore
BOCCHELLO ROVERBIETTA
Reticolo idrico minore
ROGGIA VEDRIA
Reticolo idrico minore
BOCCHELLO FUGA
Reticolo idrico minore
BOCCHELLO DI MONTE
Reticolo idrico minore
BOCCHELLO VIMERCATI
Reticolo idrico minore
BOCCHELLO DI CAPERGNANICA
Reticolo idrico minore
Anche i corsi d’acqua della rete irrigua comunale sono oggetto di tutela in quanto costituiscono
elemento di pregevole valore paesistico ambientale e sono funzionali alla caratterizzazione della
pianura cremasca. Sui corsi d’acqua oggetto di tutela gli interventi dovranno essere eseguiti secondo
principi conservativi, mediante l’utilizzo di materiali tradizionali e nel rispetto delle forme e delle
caratteristiche originarie.
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Perimetro di rispetto dei pozzi di captazione idrica
La rete di distribuzione dell’acquedotto di Bagnolo Cremasco, in seguito a recenti opere realizzate,
è alimentata per la totalità del fabbisogno idrico dall’impianto di potabilizzazione di Via Pianette.
Sul territorio si constata la presenza di altri due pozzi di cui uno, perforato nel 1987 situato nell’area
dell’impianto stesso e il secondo, perforato nel 2004 situato in una porzione dei giardini comunali
limitrofi all’impianto.
E’ prevista una fascia di rispetto di 200 m per i pozzi di captazione idrica che nei primi 10 metri dal
punto di captazione diventa di tutela assoluta.
Sul territorio comunale esistono due pozzi operativi e un terzo ubicato nei pressi delle scuole medie
che attualmente risulta in disuso.
Pozzo
Gestore
Localizzazione
Uso
01
Padania Acque Spa
Serbatoio
Acquedotto
155
02
Padania Acque Spa
Scuole medie
157
03
Padania Acque Spa
Via Pianette
Acquedotto – in
disuso
Acquedotto
c)
Profondità (m)
160
Fasce di rispetto degli elettrodotti
Il Comune di Bagnolo Cremasco è dotato di tutti i servizi tecnologici canalizzati e quindi
anche della rete di distribuzione dell’energia elettrica, che raggiunge non solo il centro abitato ma
anche le cascine sperse sul territorio. Non esistono dunque fasce di rispetto degli elettrodotti.
d)
Fasce di rispetto dei depuratori
La rete fognaria di Bagnolo Cremasco è stata progettata in modo da convogliare tutti gli
scarichi in un unico collettore che si riversa nel depuratore ubicato lungo la SP ex SS 235, lungo il
margine sud ovest del centro abitato.
Non esistono pertanto vincoli relativi alle fasce di rispetto dei depuratori sul territorio comunale.
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e)
Area di rispetto dalle attrezzature cimiteriali
L’area cimiteriale comprende il sedime cimiteriale propriamente detto e le aree di rispetto
circostanti previste sono conformi alle prescrizioni del Piano Territoriale d’Area del Cremasco: a
est e a nord 50 metri, a ovest 200metri, a sud 100 metri.
f) Distanze dagli allevamenti zootecnici delle aree di trasformazione
Ai sensi dell’art.3.10.5 del Regolamento Locale d’Igiene, le distanze previste tra gli allevamenti
zootecnici distribuiti sul territorio dagli ambiti di trasformazione residenziale non possono essere
inferiori a 200 metri e dalle aree di trasformazione industriale non inferiori ai 100 metri come si
evince dalla Tav.2/PR del Piano delle Regole.
g) Fasce di rispetto delle infrastrutture stradali
In Conformità con il PTCP è prevista per la S.P. CR ex S.S. 415 “Paullese” un’ampiezza della
fascia di rispetto stradale fuori dai centri urbani (ex art.4 D.Lgs 285/92) di 40 metri misurata dal
confine stradale, mentre per la S.S. CR EX S.S. 235 “di Orzinuovi” un’ampiezza di 30 metri, come
illustrato nella tavola 9/DP.
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1.1.5 Raccolta istanze e proposte
Le osservazioni costituiscono lo strumento giuridico che, nel corso del procedimento di
approvazione del Piano di Governo del Territorio, consente la partecipazione delle associazioni
sindacali, degli enti pubblici, delle istituzioni interessate e (per univoca giurisprudenza) dei privati
cittadini alla formazione dello strumento urbanistico.
Le osservazioni sono finalizzate alla migliore individuazione dell'interesse pubblico che le
scelte pianificatorie devono soddisfare. Esse non hanno, infatti, natura impugnatoria, bensì di
semplice apporto collaborativo dei cittadini alla formazione dello strumento urbanistico. Il Consiglio
Comunale non è tenuto a prenderle in esame singolarmente, o a confutarle analiticamente, potendo
adottare una decisione globale, anche se la sua decisione sarà sorretta da motivazione specifica sulle
singole osservazioni. Tuttavia, se il Consiglio Comunale decide di esaminarle singolarmente, dovrà
considerare tutte quelle presentate.
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1.1.5.1 La raccolta delle istanze
Il processo partecipativo è una prassi complessa che parte da un'analisi preliminare del
contesto e delle risorse, focalizza gli obiettivi, individua gli attori e, in seguito, definisce strategie,
metodi, fasi di lavoro e tecniche operative. E' inoltre un percorso creativo che si modifica per
adeguarsi al quadro delle nuove relazioni che man mano vengono a crearsi sul territorio.
La legge regionale lombarda 12/05 pone in grande rilevanza il processo partecipativo e di
condivisione delle scelte di Piano attraverso l'apporto dei singoli cittadini e delle associazioni
presenti sul Territorio.
Nello specifico “il parere delle parti sociali ed economiche” deve essere acquisito
dall'Amministrazione Comunale prima dell'adozione degli atti del PGT (art. 13, comma 3) mediante
specifici incontri che possano servire per aiutare le parti a formulare interventi mirati e costruttivi.
Proprio nello spirito della legge 12/05, per favorire il processo partecipativo, l'Amministrazione
Comunale di Bagnolo Cremasco ha organizzato incontri rivolti alla cittadinanza ed in particolare, ai
rappresentanti di Istituzioni/Associazioni/Enti operanti sul territorio per raccogliere esigenze e
indicazioni sulle necessità di sviluppo.
Il processo partecipativo si è svolto attraverso il confronto con le forze sociali (istruzione, attività
socio-culturali)
ed
economiche
(imprenditori,
industriali,
commercianti)
alle
quali
l'Amministrazione Comunale ha illustrato il lavoro intrapreso/da intraprendere, evidenziando gli
strumenti di partecipazione che sono stati messi in atto e le modalità attuative di tale processo.
A seguito delle nuove disposizioni di legge da parte della Regione Lombardia (L.R. n.°
12/2005), nel 2006, l’Amministrazione Comunale di Bagnolo Cremasco comunica l’intenzione di
voler procedere alla redazione Piano di Governo del Territorio e invita la cittadinanza, con
comunicazione di inizio procedura da parte del Responsabile dell’Area Territorio datata 15 luglio
2006, a presentare istanza ai fini delle scelte urbanistiche entro il 30/09/2006.
Molte osservazioni sono pervenute all’amministrazione anche oltre tale data e come previsto dalla
legge queste sono state comunque tutte esaminate.
Il percorso adottato metodologicamente si è articolato lungo una guida flessibile per la
necessità di adattarsi all'accrescimento di conoscenza e di consapevolezza che esso stesso genera
nei partecipanti, perché ogni momento è occasione di conoscenza, di comunicazione, di raccordo di
opinioni, di idee e di bisogni.
In tal senso il processo partecipativo si è svolto in una serie di incontri, che si sono tenuti tra
luglio e ottobre 2007, dove hanno partecipato in media tra i 50 e i 70 cittadini.
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La cittadinanza è stata invitata a partecipare mediante l'affissione di manifesti pubblici dislocati in
diverse parti del paese, attraverso inviti rivolti alle diverse associazione e attori sociali della
comunità di Bagnolo Cremasco e attraverso la pubblicazione di avvisi sulla stampa locale.
Operando una semplificazione dei contenuti e delle diverse e complesse dinamiche attivate in
ciascuno dei dibattiti, è possibile schematizzare gli obiettivi (ovvero i risultati attesi in termini di
partecipazione), e raggrupparli in ambiti omogenei.
1) Ambito della conoscenza / esplorazione:
ascolto di conoscenze, saperi ed esperienze degli abitanti, percezione delle differenze,
comprensione delle identità, della complessità dei legami e delle relazioni e recupero dei legami e
della memoria;
conoscenza di problemi e desideri, ricognizione di idee per il futuro, di contributi attivi e
potenzialità non manifestate.
2) Ambito della consapevolezza nell'affrontare i problemi del futuro di Bagnolo Cremasco:
In questo ambito si sono introdotti, durante il processo partecipativo, elementi problematici,
richiedendo fasi di analisi, confronto e contributi diretti degli attori coinvolti.
3) Ambito delle scelte e delle decisioni:
Questo ambito ha riguardato, in alcuni casi, anche processi di assunzione di responsabilità ed
impegno operativo con l'obiettivo di ottenere:
-
indirizzi (condivisi) per le strategie di trasformazione territoriale, quadri di riferimento
per le politiche urbane e/o per progetti sostenibili della comunità;
-
coinvolgimento nelle politiche di riqualificazione del livello qualitativo del territorio.
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1.1.5.2 Schedatura delle istanze
Tutte le istanze pervenute per la predisposizione di Variante al P.R.G. vigente e quelle
propedeutiche al Piano di Governo del Territorio vengono schedate in un apposito “form” riportante
i seguenti dati:
• n.° richiesta
• n.° protocollo generale
• data
• osservante
• premessa
• richiesta
• parere proposto
• motivazione
Le istanze promosse dai cittadini che hanno effetti sulla trasformazione del territorio sono state
successivamente localizzate sull’aerofotogrammetria del territorio comunale allegata al presente
documento.
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COMUNE DI BAGNOLO CREMASCO
n° richiesta:
01
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Donida Maglio Pietro
premessa:
l’istanza concerne
Istanze pervenute
4535
data:
25/07/2006
il terreno di proprietà di cui al mappale 10 foglio 9 e ai mappali 7 e 9 foglio 9
richiesta:
Cambio di destinazione d’uso a zona edificabile nel rispetto della tipologia insediativa dell’area
parere proposto: ACCOGLIBILE PARZIALMENTE
motivo: si ritiene di poter concedere quanto richiesto solo se gli interventi saranno mirati esclusivamente al recupero della cascina.
Si prevede per l’area un Piano Integrato d’Intervento.
n° richiesta:
02
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Lupo Stanghellini Mario
premessa:
l’istanza concerne
4669
data:
31/07/2006
muri di confine
richiesta:
rivedere le prescrizioni relative ai muri di confine fra proprietà pubblica e privata
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: istanza non chiara
n° richiesta:
03
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Lupo Stanghellini Mario
premessa:
l’istanza concerne
4668
data:
31/07/2006
le aree a est di via Europa non interessate da incremento degli indici urbanistici previsti dall’ultimo PRG
richiesta:
incremento della capacità edificatoria e parificazione agli indici della zona
parere proposto: ACCOGLIBILE
motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante
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n° richiesta:
04
n° protocollo generale:
osservante:
Istituto Diocesano per il sostentamento del clero
premessa:
l’istanza concerne
4826
data:
08/08/2006
i terreni di proprietà di cui ai mappali 89 fg. 8, 34 fg.9, 38 fg.9, 39 fg.9, 17 fg.9
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso a zona edificabile
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: presenza dell’area di rispetto dei pozzi di captazione dell’acqua e dell’area di rispetto delle cascine
n° richiesta:
05
n° protocollo generale:
osservante:
sig. De Gaudenti Francesco, sig.ra Legi Monica
premessa:
l’istanza concerne
5169
data:
05/10/2006
il terreno di proprietà di cui al mappale 99 foglio 8
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso da zona E1 “zona agricola con allevamenti zootecnici” a zona D1 “zona
produttiva di completamento”
parere proposto: ACCOGLIBILE PARZIALMENTE
motivo:
le motivazioni espresse dall’osservante si possono condividere, in relazione anche alla necessità di ampliamento
dell’attività produttiva sul territorio comunale, solo se si terrà conto delle attività produttive esistenti e si risolveranno i problemi
connessi con l’accessibilità all’area e la viabilità della strada S.P. CR ex S.S. 235 “Crema – Lodi”.
n° richiesta:
06
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Randelli Giuseppe
premessa:
l’istanza concerne
5298
data:
09/09/2006
il terreno di proprietà di cui ai mappali 1048/1049 foglio 6
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso a zona B2 “zona di completamento semintensiva”
parere proposto: ACCOGLIBILE
motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante
109
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
n° richiesta:
07
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Cavalli Derio Bruno
premessa:
l’istanza concerne
5382
data:
13/09/2006
il terreno di proprietà di cui al mappale 99 foglio 5
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso a zona D1 “zone produttive di completamento” o zona D2 “insediamenti
commerciali”
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: area già soggetta a Paino di Lottizzazione
n° richiesta:
08
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Magri Giacomo
premessa:
l’istanza concerne
5473
data:
16/09/2006
5640
data:
25/09/2006
il terreno di proprietà di cui al mappale 182 foglio 4
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso a zona residenziale
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: incompatibile con la vocazione dell’area
n° richiesta:
osservante:
09
n° protocollo generale:
sig.ri Vanelli Tagliacane Giancarlo, Vanelli Tagliacane Francesco, Vinelli Tagliacane Angelo,
Vanelli Tagliacane Augusto
premessa:
l’istanza concerne
il terreno di proprietà di cui al mappale 77 foglio 4
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso a zona residenziale di completamento
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo:
non si condividono le motivazioni espresse dall’osservante per il mantenimento del vincolo idrogeologico rappresentato
dal nuovo canale denominato “gronda nord”.
110
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
n° richiesta:
10
n° protocollo generale:
osservante:
Sig.ra Donida Nobili Maria G.
premessa:
l’istanza concerne
5642
data:
25/09/2006
il terreno di proprietà di cui al mappale 37 foglio 9
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso a zona edificabile
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: terreni non adatti all’edificabilità. Esistono inoltre i vincoli derivanti dalle fasce di rispetto delle cascine che sorgono nelle
vicinanze
n° richiesta:
11
n° protocollo generale:
osservante:
sig.ra Ferrari Maria Stefana
premessa:
l’istanza concerne
5705
data:
27/09/2006
il terreno di proprietà di cui al mappale 18 foglio 5
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso da zona di rispetto dei corsi d’acqua a zona industriale/artigianale
parere proposto: ACCOGLIBILE
motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante
n° richiesta:
12
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Groppelli Costante
premessa:
l’istanza concerne
5706
data:
27/09/2006
il terreno di proprietà di cui al mappale 5 foglio 5
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso a zona edificabile
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: l’area ricade all’interno della fascia di rispetto degli insediamenti agricoli e dei corsi d’acqua
111
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
n° richiesta:
13
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Fusar Poli Francesco
premessa:
l’istanza concerne
5722
data:
28/09/2006
il terreno di proprietà di cui al mappale 19 foglio 5
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso da zona di rispetto dei corsi d’acqua a zona industriale/artigianale
parere proposto: ACCOGLIBILE
motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante
n° richiesta:
14
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Spinelli Bruno
premessa:
l’istanza concerne
5723
data:
29/09/2006
il terreno di proprietà di cui ai mappali 384,1509 foglio 6
richiesta:
eliminazione del vincolo a parcheggio pubblico
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: si ritiene sia utile conservare i 7 metri di profondità del parcheggio in relazione al calibro della strada
n° richiesta:
15
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Vanazzi Giacomo
premessa:
l’istanza concerne
5750
data:
30/09/2006
il terreno di proprietà di cui ai mappali 86,87 foglio 7 e ai mappali 13, 14, 15, 16, 17, 18, 21, 22, 35, 37, 40, 41,
42,43,44,45,46,47,48,49,50, 51,61,65,107, 115, 116, 117, 118, 126 foglio 10
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso al fine di poter realizzare un complesso polifunzionale
parere proposto: ACCOGLIBILE
motivo: si ritiene di poter concedere quanto richiesto solo se gli interventi saranno mirati esclusivamente al recupero della cascina.
Si prevede per l’area un Piano Integrato d’Intervento.
112
D
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meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
n° richiesta:
16
n° protocollo generale:
osservante:
sig.ra Ferrari Maddalena
premessa:
l’istanza concerne
5754
data:
30/09/2006
il terreno di proprietà di cui al mappale 1256 foglio 5
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso a zona B2 “zona di completamento semintensiva”
parere proposto: ACCOGLIBILE
motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante
n° richiesta:
17
n° protocollo generale:
osservante:
sig.ra Patrini Rosa
premessa:
l’istanza concerne
5756
data:
30/09/2006
5840
data:
04/10/2006
il terreno di proprietà di cui al mappale 224 foglio 5
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso a zona edificabile
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: incompatibilità con la vocazione dell’area
n° richiesta:
18
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Premoli Ivano
premessa:
l’istanza concerne
spazio a destinazione “verde pubblico” tra il civico 16 e il civico 18 di via Donatori del Sangue
richiesta:
possibilità di acquistare il suddetto spazio al fine di provvedere personalmente alla manutenzione
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: non pertinente
113
D
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meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
n° richiesta:
19
n° protocollo generale:
5929
osservante:
sig. Denti Pompiani Antonio Raoul, sig. Denti Pompiani Fausto
premessa:
l’istanza concerne
data:
09/10/2006
data:
14/10/2006
data:
04/12/2006
area di pertinenza dell’immobile di via Europa, 3
richiesta:
incremento della capacità edificatoria dell’area
parere proposto: ACCOGLIBILE
motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante
n° richiesta:
20
n° protocollo generale:
osservante:
sig.ra Bernardoni Tiziana
premessa:
l’istanza concerne
6072
il terreno di proprietà di cui al mappale 327 foglio 5
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso a zona edificabile artigianale
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: non esistono le infrastrutture necessarie per l’accesso all’area
n° richiesta:
21
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Aldo Ranza
premessa:
l’istanza concerne
7105
il terreno di proprietà di cui ai mappali 304, 305, 306, 247 foglio 5
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso da “impianti tecnologici” a zona residenziale
parere proposto: ACCOGLIBILE
motivo:
si condividono le motivazioni espresse dall’osservante e si ritiene che tale operazione possa consentire di ricompattare e
ricucire il tessuto urbano
114
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
n° richiesta:
22
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Moretti Rosolino
premessa:
l’istanza concerne
7196
data:
06/12/2006
7206
data:
07/12/2006
il terreno di proprietà di cui al mappale 58 foglio 8
richiesta:
cambiamento di destinazione a zona residenziale
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: presenza dell’area di rispetto dei pozzi di captazione dell’acqua
n° richiesta:
23
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Alberti Agostino
premessa:
l’istanza concerne
il terreno di proprietà di cui ai mappali 701, 690,299,300, 121, 123 foglio 8
richiesta:
cambiamento di destinazione a zona D1 “zona produttiva di completamento”
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: si conferma l’intenzione di voler mantenere l’unitarietà del comparto
n° richiesta:
24
n° protocollo generale:
osservante:
Sig. Sangiovanni Francesco, sig.ra Crispiatico Rita Piera
premessa:
l’istanza concerne
7500
data:
21/12/2006
il terreno di proprietà di cui al mappale 349 foglio 4
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso da zona agricola a zona residenziale
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: presenza della fascia di rispetto idrogeologica
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meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
n° richiesta:
25
n° protocollo generale:
osservante:
Ranza Real Estate s.r.l.
premessa:
l’istanza concerne
7509
data:
22/12/2006
il terreno di proprietà di cui ai mappali 304, 305, 306, 247 foglio 5
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso da “impianti tecnologici” a zona residenziale
parere proposto: ACCOGLIBILE
motivo:
si condividono le motivazioni espresse dall’osservante e si ritiene che tale operazione possa consentire di ricompattare e
ricucire il tessuto urbano
n° richiesta:
26
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Agosti Massimo
premessa:
l’istanza concerne
7619
data:
29/12/2006
346
data:
16/01/2007
il terreno di proprietà di cui al mappale 1285 foglio
richiesta:
incremento della capacità edificatoria dell’area
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: area già soggetta a Piano di Edilizia Economica e Popolare
n° richiesta:
27
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Francesco Tesse amministratore della società TESBO s.r.l.
premessa:
l’istanza concerne
il terreno di proprietà della società TESBO s.r.l. di cui ai mappali 83,86 foglio 3
richiesta:
incremento della capacità edificatoria dell’area
parere proposto: ACCOGLIBILE PARZIALMENTE
motivo:
si condividono le motivazioni espresse dall’osservante limitatamente alla superficie concordata con l’Amministrazione
Comunale.
116
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
n° richiesta:
28
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Donida Maglio Giuseppe
premessa:
l’istanza concerne
1512
data:
10/03/2007
il terreno di proprietà di cui al mappale 16 foglio 9
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso da zona E2 “zona agricola seminativo – prative” a zona edificabile
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: l’area ricade all’interno della fascia di rispetto della chiesa di S. Stefano che presenta un vincolo della Sovrintendenza per
i beni culturali
n° richiesta:
29
n° protocollo generale:
osservante:
Maus Italia s.a.s.
premessa:
l’istanza concerne
4115
data:
13/07/2007
il terreno di proprietà di cui ai mappali 14, 1375, 1272, 1275, 1376, 1377, 1378, 1379 foglio 5
richiesta:
cambio di destinazione d’uso da zona D4 “zona produttiva nel paesaggio agrario” a zona BD1 “zona
produttiva di completamento”
parere proposto: ACCOGLIBILE
motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante
n° richiesta:
30
n° protocollo generale:
osservante:
Brambilla Alvaro & C. s.a.s.
premessa:
l’istanza concerne
5634
data:
04/10/2007
il terreno di proprietà di cui ai mappali 85, 291, 292, 674 foglio 8
richiesta:
possibilità di intervenire sugli immobili di proprietà in maniera autonoma e indipendente dal resto del
comparto
parere proposto: ACCOGLIBILE PARZIALMENTE
motivo: istanza accettabile con impegno a realizzare urbanizzazioni per l’intero comparto
117
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Piiaannoo
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Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
n° richiesta:
31
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Donida Maglio Giuseppe
premessa:
l’istanza concerne
6656
data:
22/11/2007
il terreno di proprietà di cui al mappale 16 foglio 9
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso a zona residenziale
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: l’area ricade all’interno della fascia di rispetto della chiesa di S. S che presenta un vincolo della Sovrintendenza per i beni
culturali
n° richiesta:
32
n° protocollo generale:
osservante:
Istituto Diocesano per il sostentamento del clero
premessa:
l’istanza concerne
7103
data:
14/12/2007
i terreni di proprietà di cui ai mappali 89 fg. 8, 34 fg.9, 38 fg.9, 39 fg.9, 17 fg.9
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso a zona edificabile
Già presentata come istanza n°4
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: presenza dell’area di rispetto dei pozzi di captazione dell’acqua e dell’area di rispetto delle cascine
n° richiesta:
33
n° protocollo generale:
osservante:
Maus Italia s.a.s.
premessa:
l’istanza concerne
7260
data:
22/12/2007
il terreno di proprietà di cui ai mappali 14, 1375, 1272, 1275, 1376, 1377, 1378, 1379 foglio 5
richiesta:
cambio di destinazione d’uso da zona D4 “zona produttiva nel paesaggio agrario” a zona BD1 “zona
produttiva di completamento”
parere proposto: ACCOGLIBILE
motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante
118
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muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
n° richiesta:
34
n° protocollo generale:
1260
data:
osservante:
sig. Berardelli Cornelio, sig. Visioli Carlo, sig. Visioli Gabriele, sig. Zecchi Renato
premessa:
l’istanza concerne
28/02/2008
il terreno di proprietà di cui ai mappali 55, 56, 57, 108, 122 foglio 3
richiesta:
possibilità di tramutare la superficie del mappale 122 da D2 “zone per insediamenti commerciali” a AP “aree
di uso pubblico per il produttivo” e di tramutare parte dei mappali 108, 55, 56, 57 da AP “aree di uso pubblico
per il produttivo” a D2 “zone per insediamenti commerciali” per una superficie pari a quella del mappale 122.
parere proposto: ACCOGLIBILE
motivo: si condividono le motivazioni espresse dall’osservante
n° richiesta:
35
n° protocollo generale:
1757
data:
osservante:
sig. Moretti angelo, sig. Moretti Ettore, sig. Moretti Gianpaolo, sig.ra Moretti Maria Josè
premessa:
l’istanza concerne
21/03/2008
il terreno di proprietà di cui ai mappali 56, 57 foglio 8
richiesta:
Cambio di destinazione d’uso dell’area a zona B residenziale di completamento o a zona C di nuova
espansione.
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: presenza nell’area di impianti tecnologici e area di rispetto dei pozzi di captazione idraulica
n° richiesta:
36
n° protocollo generale:
1758
data:
osservante:
sig. Moretti angelo, sig. Moretti Ettore, sig. Moretti Gianpaolo, sig.ra Moretti Maria Josè
premessa:
l’istanza concerne
21/03/2008
il terreno di proprietà di cui al mappale 1 foglio 9
richiesta:
Cambio di destinazione d’uso dell’area a zona B residenziale di completamento o a zona C di nuova
espansione.
parere proposto: NON ACCOGLIBILE
motivo: per mantenere una sufficiente area di verde tra l’abitato e l’area industriale
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n° richiesta:
n° protocollo generale:
37
1759
data:
osservante:
sig. Moretti angelo, sig. Moretti Ettore, sig. Moretti Gianpaolo, sig.ra Moretti Maria Josè
premessa:
l’istanza concerne
21/03/2008
il terreno di proprietà di cui al mappale 586 foglio 9
richiesta:
Cambio di destinazione d’uso dell’area a zona B residenziale di completamento o a zona C di nuova
espansione.
parere proposto: ACCOGLIBILE
motivo:
si condividono le motivazioni espresse dall’osservante
n° richiesta:
n° protocollo generale:
38
osservante:
sig. Francesco Donizelli
premessa:
l’istanza concerne
3482
data:
19/06/2008
il terreno di proprietà di cui al foglio 5, mappali 108 e 239
richiesta:
Cambio di destinazione d’uso dell’area a zona B residenziale di completamento
parere proposto: ACCOGLIBILE (previa sottoscrizione di convenzione)
motivo:
si condividono le motivazioni espresse dall’osservante
n° richiesta:
n° protocollo generale:
39
osservante:
sig.ra Lucia Tosetti
premessa:
l’istanza concerne
6051
data:
23/10/2008
il terreno di proprietà di cui al foglio 4, mappali 378, 379 e 380
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso a zona edificabile
parere proposto:
motivo:
NON ACCOGLIBILE
incompatibile con le vocazioni dell’area
120
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Baaggnnoolloo C
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n° richiesta:
40
n° protocollo generale:
osservante:
sig. Giuseppe Benelli
premessa:
l’istanza concerne
6646
data:
22/11/2008
il terreno di proprietà di cui al foglio 9, mappali 83, 114, 123, 124, 201 e 518
richiesta:
cambiamento di destinazione d’uso da zona agricola a zona C di espansione
parere proposto:
motivo:
ACCOGLIBILE PARZIALMENTE
limitatamente all’area gravitante sulla Via Vittorio Emanuele già dotata di urbanizzazioni primarie.
121
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1.1.5.3 Analisi delle istanze pervenute
Alla data del 22 Novembre 2008 sono risultate 40 osservazioni presentate, che possono essere
raggruppate, in relazione alla natura del loro contenuto, in tre gruppi distinti:
•
32 osservazioni riguardanti il cambio di destinazione d'uso dell’area;
•
1 osservazione riguardante la modifica delle N.T.A.;
•
7 osservazioni varie di carattere generale o riguardanti proposte specifiche.
Oltre il 57,5% delle istanze attiene alla richiesta di aree residenziali.
In particolare, le richieste dei cittadini riguardano la trasformazione di aree a destinazione agricola
in aree edificabili (zone B di completamento).
Da quanto emerge dall’esame delle richieste contenute nelle istanze private, appare pressante la
richiesta di dismettere aree soggette a vincolo (standard, zone F, vincoli stradali) a favore di nuove
aree atte all’edificazione residenziale.
Si evidenziano alcuni casi di domanda di conversione di aree artigianali o industriali a residenziali,
per cessata attività o per volontà di trasferimento in aree diverse, al di fuori delle zone B di
completamento.
Una quota significativa delle istanze riguarda, in generale, una richiesta di aumento della capacità
edificatoria; si può trattare di specifica richiesta di ampliamento di aree residenziali già di proprietà
del richiedente o della richiesta di passaggio di zone già edificabili ad una zona con indice fondiario
maggiore; o, ancora, le richieste riguardano l’aumento di capacità edificatoria con cambiamento
delle N.T.A..
Per quanto attiene, infine, alle aree del centro storico, la richiesta di trasformazione per ampliamenti
o nuova residenza non appare rilevante; per queste aree centrali le istanze possono riguardare spunti
per adeguamento della normativa vigente.
Proseguendo, circa il 20% delle istanze riguarda la richiesta di aree produttive: richiesta di nuove
aree o ampliamento/trasformazione di quelle esistenti.
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1.2 Il quadro conoscitivo del territorio comunale come risultante delle
trasformazioni avvenute (art. 8 comma i lettera b)
Nel testo pubblicato dalla Regione Lombardia: “Criteri attuativi l.r. 12/05 per il governo del
territorio – Modalità per la pianificazione comunale” leggiamo che il quadro conoscitivo si pone
come quadro unitario e organizzato delle informazioni territoriali e come strumento utile per un
approccio integrato al territorio stesso.
Esso è finalizzato pertanto alla conoscenza:
•
dell’assetto e delle dinamiche di funzionamento dei sistemi insediativi;
•
dell’ organizzazione e tendenze evolutive delle attività economiche;
•
dei caratteri e delle problematiche ambientali emergenti;
•
delle caratterizzazioni e delle vulnerabilità paesaggistiche del territorio;
•
dell’ assetto idrogeologico e relative classi di rischio;
•
del valore agroforestale del territorio.
In quest'ottica, l'elenco delle tematiche indicate dalla legge diviene il riferimento per:
• inquadrare la realtà comunale nel contesto territoriale di appartenenza, nonché rispetto ai
sistemi territoriali finitimi in riferimento all'assetto insediativo e infrastrutturale, alle
dinamiche socio-economiche,
ai
sistemi
ambientali,
rurali
e paesaggistici,
alla
configurazione ed all'assetto idrogeologico del territorio, tenendo conto delle indicazioni
provenienti dalla pianificazione sovraordinata;
• indagare le peculiarità e i processi propri del livello locale in riferimento ai diversi aspetti
indicati, secondo le diverse chiavi di lettura e nelle loro interazioni con lo scenario di
scala più ampia.
Il quadro conoscitivo deve quindi indagare i diversi sistemi funzionali alla luce delle considerazioni
sopraesposte.
123
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Piiaannoo
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Baaggnnoolloo C
Crreem
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1.2.1 Il sistema infrastrutturale e della mobilità
Il Documento di Piano analizza il sistema della mobilità, mediante lo studio delle
problematiche relative al sistema territoriale e a quello urbano, affrontando e analizzando il sistema
infrastrutturale nel suo complesso e nelle sue diverse componenti e valenze: nei suoi rapporti con il
sistema economico dei servizi, ma anche con attenzione alla rete minore, al significato storicoculturale e/o paesaggistico di alcuni tracciati, alle potenzialità di sviluppo di forme di mobilità
ambientalmente sostenibile (ad esempio sistema delle piste ciclabili).
1.2.1.1 Il sistema infrastrutturale
a) Struttura della viabilità sovra-comunale
La rete infrastrutturale di livello sovra-comunale è costituita dalla strada provinciale S.P. CR
ex S.S. 415 “Paullese”, che taglia il territorio di Bagnolo Cremasco in direzione Ovest-Est a Nord
del centro abitato, dalla S.P. CR ex S.S. 235 “Crema – Lodi” che corre lungo il confine sud e dalle
strade provinciali S.P. 17 ed S.P. 18. La S.P. 17, in particolare, penetra all’interno dell’abitato con
direzione Nord-Sud e mette in collegamento la “Paullese” e la “Crema-Lodi”.
Nell’immediato futuro verrà realizzata una rotatoria ad un centinaio di metri dallo svincolo
della Crema Lodi per sopperire anche alla pericolosità dell’innesto sulla S.P. CR ex S.S. 235
“Crema – Lodi”.
La rete stradale intercomunale risulta pertanto ben sviluppata e collega efficientemente Bagnolo
Cremasco ai i comuni vicini ed ai centri di maggiori importanza come Crema, Lodi, Piacenza;
Codogno e Milano.
La ex Strada Statale 415 Paullese (SS 415), ora Strada Provinciale 415 Paullese (S.P. ex SS
415), è senza dubbio l’arteria principale nella zona e collega Milano a Cremona passando per
Crema. E’ una strada interessata da forti volumi di traffico e in fregio alla quale si sviluppano
numerose attività commerciali e industriali, attratte dalla grande accessibilità dell’area.
La "Paullese" è l'asse viario portante dell'intera zona. Si intuisce pertanto l’importanza rivestita
dalla riqualificazione della ex SS 415 prevista dal Piano Integrato della Mobilità della provincia di
Cremona (anno 2004), sia per chi deve spostarsi quotidianamente per motivi dia lavoro, sia per chi
ne beneficia transitandovi solo occasionalmente.
La strada statale “Paullese” è nata negli anni ’60 e la sua costruzione è partita da Milano arrivando
agli inizi degli anni ’70 a Cremona e, vista l’importanza che riveste quest’arteria di traffico, è stata
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oggetto nel corso degli anni di studi per il suo ammodernamento e per far fronte alle esigenze dei
comuni attraversati, per la razionalizzazione e la riqualificazione dell’ arteria per far fronte alle
esigenze e per gestire il grosso volume di traffico presente (circa 1.000 veicoli/h nelle ore di punta).
La provincia di Cremona sta cantierizzando il tratto compreso tra lo svincolo di Bagnolo Cremasco
e l’incrocio con la Statale 472 “Bergamina” i cui lavori sono iniziati nell’estate del 2008.
Si prevede che tutte le opere di ammodernamento possano terminare entro il 31.12.2012 ed entro
questa data saranno completati anche i lavori di raddoppio di carreggiata da Crema verso
Milano: nell’estate 2009 è stata completata la nuova bretella provvisoria all’altezza dello
svincolo di Bagnolo Cremasco (rondò della Girandola) che consente di eludere il tratto di
strada chiuso al traffico per lavori di raddoppio.
La variante di ammodernamento della S.P. CR ex S.S. n°415 “Paullese” prevede nel
territorio di Bagnolo Cremasco le seguenti opere stradali:
− strada di arroccamento di viabilità complanare (lato nord)
− raddoppio di carreggiata in parallelismo (lato nord);
− strada di arroccamento (lato sud).
a) Il flusso di traffico delle principali arterie extraurbane
Di seguito si riportano i dati relativi al volume di traffico giornaliero medio (TGM) lungo le due
provinciali che lambiscono il territorio di Bagnolo Cremasco, così come sono riportati nel Piano
della Viabilità della provincia di Cremona nel 2004.
Dalla tabella emerge che i massimi flussi si registrano sulla “Paullese” con un traffico medio
giornaliero superiore a 42.000 veicoli, mentre la Provinciale 235 “di Orzinuovi” è attraversata
mediamente da 15.000 veicoli/giorno.
La tabella successiva è invece relativa alla componente di traffico pesante (flussi bidirezionali –
totale giornata) rilevato nelle sezioni di rilevamento della rete provinciale (fonte: Piano della
Viabilità della provincia di Cremona – anno 2004).
I flussi di traffico pesante rilevati sulla rete stradale della Provincia di Cremona non sono
direttamente correlabili alla localizzazione dei poli attrattori, in quanto gli impianti produttivi del
settore agro–alimentare generano traffico soprattutto in particolari periodi dell’anno.
In alcune sezioni stradali censite, la presenza di mezzi pesanti risulta estremamente consistente in 7
sezioni su 30 si registrano flussi giornalieri di mezzi pesanti superiori a 2.000 veicoli ed in 10
sezioni su 30 flussi giornalieri di mezzi pesanti compresi tra 1.000 e 2.000 veicoli.
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Tab.05: Volume di traffico medio giornaliero lungo le due provinciali.
In termini di mezzi pesanti, i maggiori flussi di traffico giornalieri risultano essere i seguenti:
− SPCREXSS 415 “Paullese”: con quasi 3.700 mezzi pesanti transitanti giornalmente a Vaiano
Cremasco, con un’incidenza superiore al 12% rispetto al traffico totale;
− SPCREXSS 235 “Orzinuovi”: con più di 800 mezzi pesanti transitanti giornalmente a Bagnolo
Cremasco, con un incidenza superiore al 9% rispetto al traffico totale.
Il quadro viabilistico che si determina dall’analisi di questi dati è di traffico veicolare intensamente
percorso e dall’alto numero di incidenti stradali.
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Per cercare di migliorare le condizioni di viabilità e quindi diminuire o mitigare il rischio di
incidente bisogna innanzitutto, cercare di rendere più efficiente e competitivo sia dal lato
economico che di servizio il trasporto pubblico, con centri d’interscambio maggiormente diffusi,
potenziati ed efficienti (piazzole logistiche per le merci, ampliamento parcheggi auto presso
stazioni).
Appare quindi evidente che un potenziamento dei trasporti ed un incentivo all’uso del treno
costituirebbe lo strumento per un deciso miglioramento per la mobilità su tutta la rete viaria.
Per le strade esistenti occorrerebbe ove necessario:
−
migliorare gli assetti stradali delle vie di comunicazione e, dove sussistano pericoli reali,
implementare la segnaletica di pericolo esistente ed incrementare i controlli;
−
evitare di inserire in zone densamente abitate percorsi particolarmente trafficati e, dove questo
già avviene, cercare di introdurre delle varianti ai centri abitati al fine di salvaguardare
l’incolumità della popolazione.
Tab.06: componente di traffico pesante flussi bidirezionali – totale giornata.
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Fig.2: Rappresentazione grafica del volume di traffico lungo le direttrici principali.
b) Il sistema della viabilità interna
Come già avuto modo di sottolineare, il comune di Bagnolo Cremasco è attraversato in
direzione Nord-Sud dalla S.P. 17.
Questa strada costituisce un rapido collegamento fra la S.P. 415 “Paullese” e la S.P. 235 ma, dato il
carattere urbano di una sua porzione, non è in grado di supportare grossi livelli di traffico. A tal
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proposito risulterà opportuno elaborare specifiche strategie atte ad alleggerire il volume di traffico e
a ridurre la velocità degli automezzi. A tal proposito si potrebbe:
•
eliminare il diritto di precedenza della strada mediante la creazione di rotatorie in punti
stategici;
•
dirottare il traffico pesante proveniente da sud lungo la nuova arteria a est del nucleo
principale.
Un’altra arteria particolarmente importante è quella di via Crema, che è interessata dal 70% del
traffico locale. Essa collega il nucleo urbano alla zona industriale e consente di raggiungere
rapidamente la S.P. 415 “ Paullese”.
Fra le strade urbane principali si annoverano anche l’arteria di via B.Visconti .via G. Marconi - via
L. Da Vinci, che attraversa la porzione nord dell’abitato con direzione ovest/est e l’arteria di via D.
Alighieri – via XI Febbraio con direzione nord/sud.
La via Mazzini e la via IV Novembre costituiscono le arterie di traffico lungo le quali si sviluppa il
centro storico. Nel corso degli anni la via Mazzini è stata oggetto di proposte di istituzione di area
pedonale a traffico limitato, sfociata però in un nulla di fatto.
Le rimanenti strade costituiscono la rete locale con la prevalente funzione di accesso e sono
caratterizzate da geometrie varie e condizionate dai vincoli dell’ambiente costruito oppure, nel caso
extraurbano, da antichi confini di proprietà. Gli spostamenti che insistono su tali strade sono molto
modesti ed appartengono ai soli residenti.
c) Quadro riassuntivo del sistema della viabilità esterna ed interna
Nell’elaborato grafico relativo al sistema di mobilità (6/DP) in rosso sono riportate le ex
statali:
•
la Paullese SP CR ex SS 415 classificata nel piano della viabilità provinciale come “di
interesse regionale di primo livello R1” di cui e prevista la riqualificazione in sede con
tipologia di "autostrada urbana" a doppia carreggiata con due corsie per senso di marcia;
•
la SP CR ex SS 235 "di Orzinuovi (Crema-Lodi) classificata “di interesse regionale di
secondo livello R2”, strada a doppio senso di marcia a due corsie.
In colore blu è riportata la rete locale principale, costituita da:
•
le S.C. via Lodi, via Europa, via Milano, già SSPP 17 e 18 declassificate nel 1999, che
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costituiscono l'itinerario NORD-SUD che collega le due citate statali in direzione della SP 5
"Sentiero dell'ADDA" a sua volta appartenete alla rete secondaria di primo livello P1 e che
collega i centri di Codogno-Casalpusterlengo con la zona a nord di Treviglio (BG). La via
Europa (ex SP 18) nacque nel 1962 come circonvallazione ed ora divede in due Bagnolo.
•
la S.C. Via Crema, che da sola porta il 60/70% del traffico dal capoluogo verso la città di
Crema direzione est (traffico locale).
•
le S.C. via Leonardo da Vinci, via Marconi, via Visconti, interessate per lo più da traffico
locale direzione EST/OVEST e collocate nel quartiere nord del capoluogo, tra l'Ipermercato
ed il comune di Vaiano Cremasco.
In colore verde è riportata la rete delle piste ciclabili comunali esistenti:
• una pista ciclabile corre lungo la via Leonardo da Vinci verso le zone produttive
commerciali, ovvero verso la zona est di Bagnolo Cremasco, confinante con il comune di
Crema.
• in direzione Gattolino partendo da via Crema si evidenzia un’altra pista ciclabile
• si evidenzia inoltre la pista ciclabile che da via Milano giunge alla ex S.S. 415 Paullese
• la pista ciclabile che da via lodi giunge sulla ex S.S. 235 di Orzinuovi
• infine, un tratto più breve costituito da una pista ciclabile in una traversa di via Visconti, nella
zona ovest di Bagnolo Cremasco.
d) Il sistema delle piste ciclabili
La città di Bagnolo Cremasco è caratterizzata da una scarsa presenza di itinerari ciclopedonali.
Attualmente le uniche piste ciclopedonali presenti sul territorio si sviluppano lungo una porzione di
via Lodi, lungo via Crema e lungo via Leonardo da Vinci, come si evince dall’elaborato grafico
6/DP.
Vengono illustrate nella tavola 9/DP e nella 1/S del Piano dei Servizi le proposte dei prolungamenti
delle ciclabili esistenti e la creazione di piste nel paesaggio agrario che si inoltrano nel parco
agricolo locale di interesse sovracomunale del Moso, oppure verso il parco del Tormo nella zona
ovest della pianura di Bagnolo Cremasco e verso la frazione di Gattolino. Tra esse vi è quella del
“Percorso Canale Vacchelli” identificato anche nel Piano della viabilità della provincia di Cremona
– anno 2004: tale percorso è localizzato lungo l’alzaia del Canale Vacchelli e collega Spino d’Adda
alla località Le Formose in Comune di Genivolta.
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L’obiettivo del sistema delle piste ciclabili è creare una rete di percorsi ad alta fruibilità, che possa
raccordare i comuni limitrofi consentendo contemporaneamente di godere del paesaggio del
territorio cremasco.
f) Il trasporto pubblico locale
Il territorio di Bagnolo Cremasco non è servito da infrastrutture ferroviarie. Tuttavia a pochi
chilometri di distanza è possibile usufruire della stazione di Crema, dalla quale è possibile
raggiungere facilmente i più importanti centri della Lombardia (Milano, Treviglio, Cremona e
Brescia).
Attualmente sono in corso progetti sulla rete ferroviaria che potrebbero costituire un grande
vantaggio per l’area cremasca. Ci si riferisce in particolar modo a:
•
completamento lavori passante ( Rogoredo 2008);
•
completamento quadruplicamento Milano - Treviglio;
•
innesto linea di Cremona nel nodo di Treviglio;
•
completamento raddoppio Treviglio – Bergamo;
•
quadruplicamento Treviglio – Brescia.
Esiste anche una proposta di un collegamento diretto Milano – Crema (attualmente il collegamento
avviene attraverso il nodo di Treviglio).
La rete dei servizi di trasporto pubblico locale che si estende all’interno della città di
Bagnolo Cremasco è composta da linee interurbane e urbane. Per quanto riguarda le linee
interurbane sul territorio sono presenti:
•
linea Crema – Chieve – Lodi (Cremona Trasporti);
•
linea Milano – Crema – Orzinuovi (Adda Trasporti);
•
linea Crema – Dovera (Adda Trasporti);
•
linea Lodi – Bagnolo Cremasco (Adda Trasporti);
•
linea Paullo Crema (Adda Trasporti).
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1.2.1.2 Il sistema della mobilità
La mobilità delle persone verso il luogo di studio e di lavoro è un tema di grande rilevanza e
attualità e costituisce l’espressione fisica delle necessità di interazione dei luoghi con le esigenze
della popolazione residente e/o operante nelle città dove sono localizzate le diverse funzioni urbane
(residenziali, commerciali, produttive, di servizio, culturali, sanitarie, formative, ricreative, ecc.) o
negli altri centri economici-sociali esterni alla città.
La mobilità per motivo di lavoro e studio è infatti legata ad una molteplicità di variabili sociali ed
economiche essenzialmente connesse con la struttura "fisica" del sistema territoriale e con le
caratteristiche della sua organizzazione sociale, economica ed amministrativa. L’organizzazione
sociale, economico-produttiva ed amministrativa e le corrispondenti localizzazioni territoriali
determinano la domanda di mobilità in una data area; inoltre le scelte localizzative e d’uso del
territorio modificano, nel medio-lungo periodo, la struttura della mobilità sia qualitativamente che
quantitativamente. Diventa allora importante analizzare la mobilità in riferimento agli ambiti
territoriali che sono propri della programmazione e della pianificazione socio-economica,
industriale, amministrativa, ecc., identificando sul territorio le aree con forti interconnessioni di
mobilità di cui tenere conto nel definire le linee programmatiche dell’assetto territoriale.
Per conoscere i principali flussi, le caratteristiche e le “abitudini” di mobilità, si sono utilizzati i dati
forniti dall’Istat in occasione del Censimento 2001 e i dati elaborati dall’ Automobile Club d’ Italia
(ACI) riferiti all’anno 2005
a) Il Comprensorio Cremasco
Nel caso di Crema e del suo circondario si rileva una forte dipendenza dall’area milanese. Il
Cremasco si configura infatti come una sorta di periferia metropolitana del capoluogo lombardo al
cui interno però non mancano attività produttive, commerciali e per il tempo libero di un buon
livello.
Dal Piano Integrato della Mobilità della provincia di Cremona del 2004 (rif. tabelle 7,8,9,10) si
evince che sebbene il 77,8% degli spostamenti giornalieri nell’area avvenga nello stesso circondario
e in particolar modo verso Crema, i flussi con destinazione esterna sono rivolti principalmente verso
Milano (circa 17.400 spostamenti), e in minor misura verso Cremona (8.800 spostamenti), Bergamo
(8.000 spostamenti) e Brescia (4.000 spostamenti). Gli spostamenti diretti fuori dalla Lombardia
sono invece circa 5.000.
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Fig.03 : Schematizzazione dei flussi di traffico del Comprensorio Cremasco
Le ragioni dello spostamento sono legate principalmente a ragioni economiche, di studio e di
lavoro. I trasferimenti avvengono principalmente mediante mezzo privato. Il mezzo pubblico viene
utilizzato soprattutto per le trasferte ad ampio raggio. Per esempio gli spostamenti tra il Cremasco e
il Milanese avvengono per il 28% con mezzo pubblico, mentre tra il Cremonese e il Cremasco il
mezzo pubblico è utilizzato solo nell’8% dei casi. In tutte le altre relazioni il mezzo pubblico è
utilizzato con una frequenza che varia fra il 5% e il 12%.
Dal Piano provinciale della mobilità si rileva che il numero degli utenti giornalieri della ferrovia
ammonta a circa 2000 unità.
I viaggi degli autoservizi di linea nella zona sono circa 17.000 al giorno. Il 29% di questi viaggi ha
origine da Crema, mentre il 49% ha origine dai comuni della Paullese fra Crema e l’Adda.
Nell’ora di punta (6.30 – 9.30) prevalgono nettamente gli spostamenti verso Milano, con un valore
che si attesta intorno a 1350 unità.
Dall’analisi dei dati emerge che l’automobile resta il mezzo di trasporto prevalentemente utilizzato,
ma lo studio redatto in occasione della redazione del Piano della mobilità ha rilevato una crescente
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attitudine all’interscambio fra mezzo privato e mezzo pubblico, dovuto principalmente ai
provvedimenti restrittivi della sosta adottati da molti capoluoghi.
TABELLE 7, 8, 9,10
Dettaglio provinciale degli spostamenti per mezzo di trasporto e per destinazione (Provincia di Cremona, Piano
Integrato della Mobilità, 2004)1
Tab.7
Tab. 8
Tab. 9
Tab. 10
1
Marco Vitale, “Il Cremasco – elementi per una strategia di sviluppo”, Crema, gennaio 2007
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Fig.04 : Schematizzazione dei volumi di traffico del Comprensorio Cremasco
La tavola dei volumi di traffico evidenzia la bipolarità di scambi fra Crema e Cremona e mette in
luce la forte domanda di mobilità verso Milano.
La rete infrastrutturale locale soffre della congestione dell’area metropolitana milanese. L’area è
connessa alla tangenziale Est dalla “Paullese” e alla “Rivoltana” e all’autostrada A1 dalla SP CR ex
SS 235 per Lodi.
I flussi maggiori si raggiungono sulla SP 415 “Paullese”, che registra un TGM (traffico giornaliero
medio) di 42.000 veicoli in prossimità di Crema, con punte di 2.200 veicoli far le 6.30 e le 9.30.
Flussi piuttosto consistenti si misurano anche sulla SP 4 “Rivoltana” (TGM di 30.000 veicoli) e
sulla SP 472 “Bergamina” (TGM di 22.000 veicoli).
Di notevole importanza è anche l’asse cosiddetto “Melotta” compreso fra Spino d’Adda e Soncino,
con un TGM di 16.000 veicoli.
Le SSPP 17 “Bagnolo Cremasco – Casaletto Ceravano”, 5 “Montodine – Cataletto Ceredano” 14
“Cstelleone – Montodine” e 20 “Castelleone – Cataletto di Sopra” risultano interessati da flussi
decisamente meno intensi.
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Il Piano della mobilità ha previsto un incremento medio del traffico entro il 2013 del 23,8%, con
punte del 30% nell’area ad ovest di Crema.
Dall’indagine condotta dal Piano delle Merci, parte integrante del Piano Integrato della
Mobilità, si evince che l’80% della domanda di trasporto delle merci della provincia di Cremona
riguarda relazioni brevi, ossia comprese entro i 250 km; le relazioni medie (fra i 250 e i 600 km)
sono pari al 14,4%, mentre le relazioni a lunga distanza sono pari al 5,9%.
Il trasporto di merci avviene principalmente su gomma (circa 87% del totale); la ferrovia
movimenta circa il 9-10% del totale e si tratta soprattutto di merci in ingresso.
Questa tendenza è dovuta in primo luogo alla vocazione produttiva della provincia, caratterizzata
dalla presenza di piccole e medie aziende specializzate nel settore agricolo che in genere presenta
cicli produttivi e distributivi risolvibili solo attraverso il vettore stradale, e in secondo luogo alla
geografia insediativa e produttiva sparsa delle zone industriali non legate in modo funzionale alla
ferrovia.
Significativa è anche la carenza dotazionale di moderni impianti ferroviari a scala provinciale e la
marginalizzazione del territorio rispetto alla rete ferroviaria fondamentale, con instradamenti
subordinati al transito del nodo di Milano.
Domanda dei mobilità delle merci
Provincia di Cremona
relazioni brevi - fino a 250
km
14%
relazioni medie - fra 250
km e 600 km
6%
relazioni a lunga distanza oltre 660 km
80%
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b) Il comune di Bagnolo Cremasco
Nel paragrafo seguente vengono riportati i dati relativi alla mobilità nel Comune di Bagnolo
Cremasco elaborate partendo dalle rilevazioni Istat dell’anno 2001 e dalle rilevazioni
dell’Automobile Club d’Italia (ACI) riferiti all’anno 2005.
Nella tabella della pagina successiva è riportato il dettaglio comunale degli spostamenti per
motivi di lavoro o studio suddiviso per destinazione. I dati sono stati dapprima riepilogati in
un’altra tabella e successivamente elaborati in due grafici che evidenziano gli spostamenti in
percentuale per motivi di lavoro e di studio della popolazione. Dai dati analizzati emerge che il 55%
della popolazione si sposta quotidianamente dal luogo di residenza per motivi di studio o di lavoro.
Di questi il 37,9 % si sposta all’interno dello stesso comune di residenza (22,5% per motivi di
lavoro e 15,4% per motivi di studio), il 40,2% verso altri comuni della provincia di Cremona
(28,8% per lavoro e 11,4% per motivi di studio) e il 21,7% verso altre province della Lombardia.
Gli spostamenti verso le province altre regioni e verso l’estero sono praticamente nulli.
Confrontando i dati relativi al comune di Bagnolo con quelli relativi al Comprensorio Cremasco e
alla provincia di Cremona si rilevano alcune piccole differenze.
Sebbene infatti gli spostamenti verso le province di altre regioni e verso l’estero siano in ogni caso
pressoché nulli, nel Comprensorio Cremasco e nella provincia si rileva una maggior mobilità
all’interno del comune di residenza a discapito di una mobilità rivolta verso i comuni della stessa
provincia e verso le altre province lombarde. Questo è probabilmente dovuto alla discreta offerta di
servizi offerti da capoluoghi come Crema e Cremona.
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Tabella: Dettaglio comunale degli spostamenti per motivi di lavoro /studio e per destinazione
(Censimento ISTAT 2001 - Provincia di Cremona)
Comuni
Totale
popolazione
residente
Stesso comune di
residenza
Altro comune della
provincia di Cremona
Altre province della
regione Lombardia
Occupati
Studenti
Occupati
Studenti
Occupati
Studenti
Cremona
70.887
18.712
8535
3.405
310
1.418
433
Crema
32.981
6.337
4351
3.120
180
2.268
629
Bagnolo Cremasco
4.523
556
380
712
281
456
78
606
49
19
165
86
37
6
Capergnanica
1.609
110
85
334
174
99
25
Casaletto Vaprio
1.314
103
86
206
114
185
24
Chieve
1.715
213
87
328
176
171
23
Cremosano
1.162
119
89
238
109
72
19
Izano
1.687
116
94
420
178
82
18
Madignano
2.879
332
216
643
275
151
45
Monte Cremasco
1.923
86
127
256
184
318
48
Offanengo
5.511
919
551
926
288
251
82
Pianengo
2.370
194
144
532
221
170
27
Ricengo
1.235
122
74
264
154
109
11
Ripalta Cremasca
3.062
248
200
666
264
170
47
436
29
0
110
56
31
4
Romanengo
2.517
329
252
427
135
124
43
Trescore Cremasco
2.374
302
196
343
132
191
28
Vaiano Cremasco
3.622
370
344
490
215
500
64
Comprensorio di Crema
71.526
10.534
7.295
10.180
3.222
5.385
1.221
Provincia di Cremona
335.939
56.235
30.756
39.584
13.538
20.415
4.708
Campagnola Cremasca
Ripalta Guerina
continua
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Comuni
Province di altre regioni
italiane
Estero
Totale
Occupati
Studenti
Occupati
Studenti
Occupati
Studenti
Totale
Cremona
771
329
1
1
24.307
9.608
33.915
Crema
38
15
1
0
11.764
5.175
16.939
Bagnolo Cremasco
6
1
0
0
1.730
740
2.470
Campagnola Cremasca
0
0
0
0
251
111
362
Capergnanica
3
1
0
0
546
285
831
Casaletto Vaprio
0
1
0
0
494
225
719
Chieve
4
1
0
0
716
287
1.003
Cremosano
2
0
0
0
431
217
648
Izano
2
1
0
0
620
291
911
Madignano
4
1
0
0
1.130
537
1.667
Monte Cremasco
5
0
0
0
665
359
1.024
Offanengo
5
1
0
0
2.101
922
3.023
Pianengo
3
0
0
0
899
392
1.291
Ricengo
4
0
0
0
499
239
738
Ripalta Cremasca
3
5
0
0
1.087
516
1.603
Ripalta Guerina
2
1
0
0
172
61
233
Romanengo
3
2
0
0
883
432
1.315
Trescore Cremasco
2
0
0
0
838
356
1.194
Vaiano Cremasco
2
1
0
0
1.362
624
1.986
Comprensorio di Crema
88
31
1
0
26.188
11.769
37.957
2.384
1.100
4
1
118.622
50.103
168.725
Provincia di Cremona
139
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Riepilogo:
Comuni
Totale
popolazione
residente
Stesso comune di
residenza
Altro comune della
provincia di
Cremona
Occupati
Studenti
Occupati
Studenti
Cremona
70.887
55,2%
25,2%
10,0%
0,9%
Crema
32.981
37,4%
25,7%
18,4%
1,1%
Bagnolo Cremasco
4.523
22,5%
15,4%
28,8%
11,4%
606
13,5%
5,2%
45,6%
23,8%
1.609
13,2%
10,2%
40,2%
20,9%
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
1.314
14,3%
12,0%
28,7%
15,9%
Chieve
1.715
21,2%
8,7%
32,7%
17,5%
Cremosano
1.162
18,4%
13,7%
36,7%
16,8%
Izano
1.687
12,7%
10,3%
46,1%
19,5%
Madignano
2.879
19,9%
13,0%
38,6%
16,5%
Monte Cremasco
1.923
8,4%
12,4%
25,0%
18,0%
Offanengo
5.511
30,4%
18,2%
30,6%
9,5%
Pianengo
2.370
15,0%
11,2%
41,2%
17,1%
Ricengo
1.235
16,5%
10,0%
35,8%
20,9%
Ripalta Cremasca
3.062
15,5%
12,5%
41,5%
16,5%
436
12,4%
0,0%
47,2%
24,0%
Romanengo
2.517
25,0%
19,2%
32,5%
10,3%
Trescore Cremasco
2.374
25,3%
16,4%
28,7%
11,1%
Vaiano Cremasco
3.622
18,6%
17,3%
24,7%
10,8%
Comprensorio di Crema
71.526
27,8%
19,2%
26,8%
8,5%
Provincia di Cremona
335.939
33,3%
18,2%
23,5%
8,0%
Ripalta Guerina
continua
140
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
segue
Comuni
Altre province della
regione Lombardia
Province di altre
regioni italiane
Estero
Totale
Occupati
Studenti
Occupati
Studenti
Occupati
Studenti
Cremona
4,2%
1,3%
2,3%
1,0%
0,0%
0,0%
33.915
Crema
13,4%
3,7%
0,2%
0,1%
0,0%
0,0%
16.939
Bagnolo Cremasco
18,5%
3,2%
0,2%
0,0%
0,0%
0,0%
2.470
Campagnola Cremasca
10,2%
1,7%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
362
Capergnanica
11,9%
3,0%
0,4%
0,1%
0,0%
0,0%
831
Casaletto Vaprio
25,7%
3,3%
0,0%
0,1%
0,0%
0,0%
719
Chieve
17,0%
2,3%
0,4%
0,1%
0,0%
0,0%
1.003
Cremosano
11,1%
2,9%
0,3%
0,0%
0,0%
0,0%
648
Izano
9,0%
2,0%
0,2%
0,1%
0,0%
0,0%
911
Madignano
9,1%
2,7%
0,2%
0,1%
0,0%
0,0%
1.667
Monte Cremasco
31,1%
4,7%
0,5%
0,0%
0,0%
0,0%
1.024
Offanengo
8,3%
2,7%
0,2%
0,0%
0,0%
0,0%
3.023
Pianengo
13,2%
2,1%
0,2%
0,0%
0,0%
0,0%
1.291
Ricengo
14,8%
1,5%
0,5%
0,0%
0,0%
0,0%
738
Ripalta Cremasca
10,6%
2,9%
0,2%
0,3%
0,0%
0,0%
1.603
Ripalta Guerina
13,3%
1,7%
0,9%
0,4%
0,0%
0,0%
233
Romanengo
9,4%
3,3%
0,2%
0,2%
0,0%
0,0%
1.315
Trescore Cremasco
16,0%
2,3%
0,2%
0,0%
0,0%
0,0%
1.194
Vaiano Cremasco
25,2%
3,2%
0,1%
0,1%
0,0%
0,0%
1.986
Comprensorio di Crema
14,2%
3,2%
0,2%
0,1%
0,0%
0,0%
37.957
Provincia di Cremona
12,1%
2,8%
1,4%
0,7%
0,0%
0,0%
168.725
141
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Grafico: spostamento per motivi di lavoro espresso in percentuale
Vaiano Cremasco
Trescore Cremasco
Romanengo
Ripalta Guerina
Ripalta Cremasca
Ricengo
Pianengo
Offanengo
Monte Cremasco
Occupati all'estero
Madignano
Izano
Occupati in altre
provincie di altre regioni
italiane
Occupati in altra
provincia della lombardia
Cremosano
Chieve
Casaletto Vaprio
Occupati in altro comune
della provincia di
cremona
Occupati nello stesso
comune di dimora
Capergnanica
Campagnola Cremasca
Bagnolo Cremasco
Crema
Cremona
0,0%
10,0%
20,0%
30,0%
40,0%
50,0%
60,0%
142
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Grafico: spostamento per motivi di studio espresso in percentuale
Vaiano Cremasco
Trescore Cremasco
Romanengo
Ripalta Guerina
Ripalta Cremasca
Ricengo
Pianengo
studenti all'estero
Offanengo
Monte Cremasco
Studenti in provincie di
altre regioni italiane
Madignano
Studenti in altre provincie
della lombardia
Izano
Cremosano
Studenti in altro comune
della provincia di
cremona
studenti nello stesso
comune di residenza
Chieve
Casaletto Vaprio
Capergnanica
Campagnola Cremasca
Bagnolo Cremasco
Crema
Cremona
0,0%
5,0%
10,0%
15,0% 20,0% 25,0% 30,0%
Nella tabella riprodotta di seguito e nei relativi grafici vengono riportati i dati percentuali relativi
alla popolazione residente che si sposta giornalmente per luogo di destinazione.
Ad esclusione di Crema e Cremona, che essendo grandi città offrono maggiori servizi, negli altri si
registra una forte domanda di mobilità. A Bagnolo Cremasco ad esempio, gli spostamenti
giornalieri al di fuori del comune di residenza ammontano al 62, 1%.
143
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Tabella: Popolazione residente che si sposta giornalmente per luogo di destinazione
( Censimento ISTAT 2001 – Provincia di Cremona).
Luogo di destinazione
Nello stesso
comune di
dimora
abituale
%
Fuori dal
comune
%
Totale
% Totale sul
comprensorio
di Crema
Cremona
27247
80,3%
6668
19,7%
33915
-
Crema
10688
63,1%
6251
36,9%
16939
46,1%
936
37,9%
1534
62,1%
2470
6,7%
Campagnola Cremasca
68
18,8%
294
81,2%
362
1,0%
Capergnanica
195
23,5%
636
76,5%
831
2,3%
Casaletto Vaprio
189
26,3%
530
73,7%
719
2,0%
Chieve
300
29,9%
703
70,1%
1003
2,7%
Cremosano
208
32,1%
440
67,9%
648
1,8%
Izano
210
23,1%
701
76,9%
911
2,5%
Madignano
548
32,9%
1119
67,1%
1667
4,5%
Monte Cremasco
213
20,8%
811
79,2%
1024
2,8%
Offanengo
1470
48,6%
1553
51,4%
3023
8,2%
Pianengo
338
26,2%
953
73,8%
1291
3,5%
Ricengo
196
26,6%
542
73,4%
738
2,0%
Ripalta Cremasca
448
27,9%
1155
72,1%
1603
4,4%
Ripalta Guerina
29
12,4%
204
87,6%
233
0,6%
Romanengo
581
44,2%
734
55,8%
1315
3,6%
Vaiano Cremasco
Comprensorio di Crema
714
36,0%
1272
64,0%
1986
5,4%
17331
47,1%
19432
52,9%
36763
-
86991
51,6%
81734
48,4%
168725
-
COMUNI
Bagnolo Cremasco
Provincia di Cremona
144
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Diagramma: spostamento per luogo di destinazione espresso in percentuale
Crema
Bagnolo Cremasco
Campagnola Cremasca
0,6% 3,6%
Capergnanica
5,4%
Casaletto Vaprio
2,0% 4,4%
46,1%
3,5%
8,2%
Chieve
Cremosano
Izano
Madignano
Monte Cremasco
2,8%
Offanengo
4,5%
Pianengo
2,5%
1,8%
Ricengo
2,7%
2,0% 2,3% 1,0%
6,7%
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
Vaiano Cremasco
% di spostamenti nello stesso comune di dimora
% di spostamenti fuori dal comune di dimora
Provincia di Cremona
Comprensorio di Crema
Vaiano Cremasco
Romanengo
Ripalta Guerina
Ripalta Cremasca
Ricengo
Pianengo
Offanengo
Monte Cremasco
Madignano
Izano
Cremosano
Chieve
Casaletto Vaprio
Capergnanica
Campagnola Cremasca
Bagnolo Cremasco
Crema
Cremona
0,0%
10,0% 20,0% 30,0% 40,0% 50,0% 60,0% 70,0% 80,0% 90,0% 100,0%
145
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
La tabella successiva riporta i dati relativi alle diverse le tipologie di mezzi utilizzati per gli
spostamenti nel territorio di Bagnolo Cremasco. Dalle rilevazioni risulta preponderante l’utilizzo
dell’auto privata (65,8% dei casi). Ancora bassa è la tendenza del car-sharing per raggiungere il
luogo di lavoro. L’utilizzo di mezzi pubblici risulta piuttosto scarso. Discreta è invece la
percentuale di popolazione che predilige lo spostamento in bicicletta o a piedi per raggiungere il
posto di lavoro.
Tabella: popolazione residente di 15 anni e più che si è recata il mercoledì precedente la data del censimento al luogo
abituale di lavoro per mezzo utilizzato (Provincia di Cremona - ISTAT Censimento 2001)
Popolazione residente di 15
anni e più che si è recata al
luogo abituale di lavoro
%
Treno, tram, metropolitana
2.061
1,8%
Autobus urbano, filobus, corriera,
autobus extra-urbano
3.077
2,7%
Autobus aziendale o scolastico
411
0,4%
Auto privata (come conducente)
74.832
65,8%
Auto privata (come passeggero)
5.287
4,7%
Motocicletta, ciclomotore, scooter
4.046
3,6%
Bicicletta
12.286
10,8%
619
0,5%
A piedi
11.062
9,7%
Totale
113.681
MEZZO UTILIZZATO
Altro mezzo
Grafico: tipologia di mezzo di trasporto utilizzato espresso in percentuale
tipo di mezzo di trasporto
A piedi
Altro mezzo
Bicicletta
Motocicletta, ciclomotore, scooter
Auto privata (come passeggero)
Auto privata (come conducente)
Autobus aziendale o scolastico
Autobus urbano, filobus, corriera, autobus extra-urbano
Treno, tram, metropolitana
0,0%
10,0% 20,0%
30,0%
40,0%
50,0% 60,0%
70,0%
146
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
I dati riportati nella tabella successiva si riferiscono al numero di veicoli circolanti nel 2005 nel
Comprensorio Cremasco. Nel comune di Bagnolo 80% dei veicoli circolanti è costituito da
autovetture, il 10% da autocarri e il 7% da motocicli. Questi dati confermano ed evidenziano il
carattere locale, non particolarmente intenso e per di più leggero del traffico che attraversa l’abitato
di Bagnolo Cremasco.
Tabella: veicoli circolanti nel 2005 - Fonte Automobile Club d'Italia
Comuni
Autovetture
Autocarri
Rimorchi
Altri
autoveicoli
Motocicli
Motocarri
Totale
Cremona
42.205
4.205
1.133
248
6.483
127
54.401
Crema
19.158
1.869
456
69
2.634
30
24.216
Bagnolo Cremasco
3.046
368
40
8
278
3
3.743
384
58
4
1
57
1
505
1.008
131
17
1
139
2
1.298
833
90
15
3
79
1
1.021
1.057
153
25
10
156
2
1.403
795
120
9
2
87
3
1.016
Campagnola Cremasca
Capergnanica
Casaletto Vaprio
Chieve
Cremosano
Izano
1.080
164
55
11
131
2
1.443
Madignano
1.755
262
64
9
214
1
2.305
Monte Cremasco
1.172
131
28
4
153
2
1.490
Offanengo
3.186
417
60
14
344
4
4.025
Pianengo
1.380
163
31
1
184
4
1.763
Ricengo
815
120
12
4
96
2
1.049
1.802
197
16
3
214
3
2.235
276
30
2
3
33
2
346
Ripalta Cremasca
Ripalta Guerina
Romanengo
1.487
168
27
4
192
-
1.878
Trescore Cremasco
1.421
229
33
5
153
3
1.844
Vaiano Cremasco
2.137
259
25
3
221
1
2.646
Comprensorio di Crema
42.792
4.929
919
155
5.365
66
54.226
Provincia di Cremona
198.098
23.445
5.027
1.061
24.884
526
253.041
147
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Grafico: tipologia di veicoli circolanti espresso in percentuale
Vaiano Cremasco
Trescore Cremasco
Romanengo
Ripalta Guerina
Ripalta Cremasca
Autovetture
Ricengo
Autocarri
Pianengo
Offanengo
Rimorchi
Monte Cremasco
Altri
autoveicoli
Madignano
Izano
Motocicli
Cremosano
Motocarri
Chieve
Casaletto Vaprio
Capergnanica
Campagnola Cremasca
Bagnolo Cremasco
0
500
1.000
1.500
2.000
2.500
3.000
3.500
4.000
4.500
148
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
1.2.2 Il sistema urbano
Il Documento di Piano indaga l’assetto urbano e insediativo e approfondisce sia gli aspetti
funzionali che morfologici e tipologici che caratterizzano il territorio ed il paesaggio urbano, nonché i
processi socio-economici e culturali, i piani e i progetti che ne hanno generato gli attuali
usi, la configurazione e le relazioni con il territorio. Vengono in tal senso messe in rilievo:
le
diverse fasi di sviluppo del sistema urbano, la stratificazione delle regole insediative, le
trasformazioni dei sistemi funzionali, l’evoluzione dell’assetto morfologico e tipologico del tessuto
urbano ed edilizio e il sistema dei servizi e l'evoluzione del rapporto tra forma urbana e forma del
territorio (paesaggio urbano e paesaggio extraurbano).
a) Aspetti funzionali, morfologici e tipologici e sviluppo del sistema urbano
Bagnolo Cremasco, comune di 4842 abitanti (registrato all’anagrafe del Comune alla data del
30.11.2009), è ubicato nella provincia di Cremona ai confini con il Lodigiano. La sua posizione è
tale per cui è possibile raggiungere comodamente le città di Milano, Cremona, Brescia e Bergamo,
grazie alla statale n. 415 (Paullese) che attraversa il territorio Comunale da nord-ovest a sud-est. Il
confine sud del Comune è segnato per una porzione dalla Strada Statale n. 215 attraverso la quale si
possono raggiungere le città di Lodi, Codogno e Piacenza.
Il territorio comunale confina a nord con i comuni di Vaiano Cremasco e Trescore Cremasco, a est
con il comune di Crema, a sud con il comune di Chieve e a ovest con il comune di Crespiatica.
La frangia settentrionale del territorio è caratterizzata dalla presenza del Moso, un’area acquitrinosa
depressa che sorge sui resti dell’antico lago Gerundo.
L’area del Moso è racchiusa dalla roggia Naviglio, dalla Roggia Alchina e dalla Roggia Acqua
Rossa, ed è caratterizzata da un terreno che mal si presta alle condizioni di edificabilità.
Lo stesso tipo di considerazione può essere fatta per i terreni posizionati al confine con il territorio
lodigiano. I terreni migliori dal punto di vista dell’edificabilità e della fertilità si trovano in
corrispondenza del capoluogo edificato della zona Gaeta e della zona Borgogna.
Il centro storico si articola lungo le direttrici di via Mazzini e via Dante – IX febbraio. Il tessuto
urbano è costituito in prevalenza da edifici a corte chiusa che conservano ancora oggi le
caratteristiche rurali originarie.
Molti edifici del centro storico conservano elementi architettonici originali che contribuiscono a
rendere piacevole l’ambiente costruito.
I fronti stradali dell’abitato nel centro storico risultano compatti grazie all’allineamento dei
fabbricati. Il reticolo viario presenta un andamento tortuoso e con sezioni che in alcuni punti non
risultano essere adeguate alle esigenze di circolazione dei veicoli.
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Le costruzioni recenti, all’interno del nucleo storico, sono di modesta entità, ciò nonostante spesso
contrastano con il contesto urbano in cui sono state inserite.
Nel territorio di Bagnolo sono frequenti le cascine: se ne possono osservare nella zona che oggi
corrisponde all’incrocio tra via Marconi e via Don Geroldi, poco più a nord della piazza che
accoglie ed esalta la chiesa parrocchiale di S. Stefano e la chiesa del Crocifisso. Vale la pena
ricordare anche il cascinale su via Mazzini, di fronte al quale si osserva un esempio di edificio
padronale, villa Donati, che si erge al di sopra delle costruzioni che un tempo erano destinate ai
contadini e a rustici.
La zona di Gaeta, che si è sviluppata lungo l’attuale via Gaeta, è caratterizzata dalla presenza di
case coloniche fra le quali sorge la chiesa di S. Maria della Pietà, fatta costruire dai Benzoni e che
domina la piccola Piazza S. Anna. Fra le vecchie costruzioni si distingue una casa che venne
attribuita all’Innominato citato nel romanzo del Manzoni.
L’antico nucleo del Gattolino, piccola frazione che dipende da Bagnolo, nel corso degli anni è
rimasto all'incirca invariato. Vi si accede mediante un breve rettilineo che si stacca dalla Statale 215
Crema-Lodi, ed è caratterizzato dalla presenza di una serie di cascinali raccolti attorno alla piccola
ma caratteristica Chiesa Parrocchiale dedicata a S. Giuseppe risalente al 1702 (anno di apertura al
culto).
Alla metà dell’Ottocento il comune si presentava ancora diviso in unità amministrative
distinte: Bagnolo Cremasco, Gaeta, Santo Stefano e Gattolino. In quegli anni si assiste al
completamento della zona attorno alla chiesa di S. Stefano e via Crespi, allo sviluppo nella zona
nord, in corrispondenza delle attuali via Marconi, Don Geroldi e vicolo Tadini. Nella zona di Gaeta
si edifica la parte sud. La frazione di Gattolino che resta sempre separata dal paese vede il
completamento dei fronti stradali e il realizzarsi di strutture di servizio all’attività agricola.
Durante il periodo compreso tra l’inizio del novecento e la fine della seconda guerra mondiale, si
assiste al completamento del nucleo storico del paese di Bagnolo. Con l’avvento del fascismo si
realizzano i primi due grandi edifici scolastici: la scuola elementare (attuale sede del Municipio) e
l’asilo infantile.
Lungo la via Leonardo da Vinci, nel punto dove la stessa scavalca la Roggia Comuna, sorge lo
stabilimento De Magistris, dedito alla lavorazione di cordami e carta e visibile, con i suoi padiglioni
uffici e villa padronale, dalla provinciale Crema-Milano.
Negli ultimi decenni molte altre piccole industrie e stabilimenti si sono insediati nella zona, in
particolar modo lungo la strada Paullese (che collega Crema a Milano), incrementando le attività
economiche dell’area.
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Negli anni dell’industrializzazione (anni ’50 e ’60) si verifica in Bagnolo un’intensa attività edilizia
che pone le basi dell’attuale forma del territorio, modificando profondamente il paesaggio rimasto
pressoché inalterato fino alla fine del secondo conflitto mondiale.
Lo sviluppo edilizio del dopoguerra ha interessato la frangia inedificata intorno ai nuclei antichi. Al
riutilizzo residenziale dei vecchi fabbricati, si è preferito procedere a nuove edificazioni preferendo
la tipologia a villetta o piccolo condominio.
I rari interventi sull’esistente hanno talvolta comportato operazioni radicali, che hanno mutato
l’impianto tipologico originario.
Negli anni ’60 lo sviluppo metropolitano coinvolge la parte sud ed est del territorio fino all’attuale
via Europa. L’estensione verso nord-ovest ha costituito elemento di unione tra Bagnolo e Gaeta,
tramite le vie Sforza, Lago Gerundo e Cannero. In questi anni compaiono i primi insediamenti
industriali, che si vanno ad ubicare lungo le due direttrici principali: Paullese e Crema-Lodi.
Nel corso degli anni ’70 prosegue l’espansione verso tre direttrici principali: Nord, Est e Sud,
mentre la zona ad ovest del territorio non risulta interessata da tale fenomeno a causa, molto
probabilmente, delle variazioni altimetriche e geologiche della zona. Il mancato sviluppo in questa
direzione ha lasciato una porzione del nucleo storico a stretto contatto con la campagna circostante.
Gli effetti di questa nuova espansione sono: completo inserimento di Gaeta nel contesto urbano di
Bagnolo Cremasco; verso est l’avvicinamento del costruito alla Cascina Borgogna (risalente agli
anni precedenti al 1842) e, sempre in tale direzione, la completa integrazione del rione S. Stefano.
In questi anni si espande ulteriormente la zona industriale lungo la Paullese e si crea un nuovo polo
all’incrocio fra quest’ultima e la vie Crema e Leonardo Da Vinci.
Gli anni ’80 e ’90 sono caratterizzati dalla scomparsa delle singole unità urbanistiche, in cui si
presentava diviso il territorio nell’ottocento, a favore della formazione di un’unica entità. L’unica
eccezione è costituita dalla frazione Gattolino, che ancora oggi è separata dal resto dell’abitato. La
tipologia abitativa prevalente in questi anni risulta la villa mono-familiare, palazzine di piccole
dimensioni e compare la tipologia della villa a schiera. Tali tipologie si ubicano sia nelle zone di
espansione, sia nel lotti non ancora edificati nel contesto urbano già consolidato.
Attualmente il comune si presenta con il nucleo storico ancora ben conservato, organizzato intorno
alle piazze Roma e Aldo Moro, lungo la Via Dante – IX febbraio e Mazzini. La storicità dei nuclei
antichi e delle cascine è facilmente leggibile, anche se per alcune parti risultano necessari interventi
di riqualificazione e recupero dell’edificato, in modo tale da non perdere nel tempo i segni storici in
esso contenute.
Lo sviluppo dell’industria ha comportato un consolidamento della direttrice industriale Paullese e
accresciuto il polo ampliatosi lungo via Leonardo da Vinci e via Crema. Le realtà commerciali di
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Bagnolo, con la loro ubicazione lungo le principali direttive di collegamento extra comunale,
sottolineano la loro funzione anche sovra-comunale.
b) Il sistema dei servizi a Bagnolo Cremasco
Il Documento di Piano indaga il sistema dei servizi a Bagnolo Cremasco al fine di fotografare
la situazione esistente e mettere in luce eventuali carenze e necessità e giungere a previsioni
progettuali ottimali. Il sistema dei servizi è stato analizzato e descritto in modo completo e
dettagliato nel Piano dei Servizi e nei suoi elaborati grafici relativi.
AREE PER SPAZI ATTREZZATI A VERDE PUBBLICO
Sul territorio sono presenti le seguenti aree a verde o a giardino:
• Via IV Novembre – Via Mazzini: trattasi di area ubicata in zona centrale per un totale di
2900mq.
• Via Pianette: in posizione periferica l’area occupa circa 2700mq.
• Via Bonomi – Via Verga: in posizione marginale rispetto al centro urbano l’area occupa
590mq.
• Frazione Gattolino: l’area si estende su una superficie di 290mq.
• Via Leonardo da Vinci: collocata in zona nord-est rispetto al centro abitato, l’area occupa
una superficie di 2860mq.
• Via Majorana: l’area occupa una superficie di 1800mq.
• Via Novella: l’area a forma regolare si estende per una superficie di 960mq.
• Via Pertini – Via Sarajevo: ai limiti del territorio urbanizzato l’area occupa una superficie di
900mq.
• Via Leonardo da Vinci - Ex S.S.Paullese: è un’area ad est del territorio comunale e si
estende per 750mq.
• Via Donatori del Sangue: area di piccole dimensioni (290mq) è ubicata vicino ai giardini di
Via Novella e di Via Leonardo da Vinci;
• Via Bonomi: area di 830mq.
• Via Sarajevo – Via Tadini: ubicata in zona nord – ovest il giardino ha una superficie di
285mq.
AREE ATTREZZATE PER IL GIOCO, LO SPORT E IL TEMPO LIBERO
• Centro sportivo: sorge nei pressi del cimitero ed occupa una superficie di 34.730 mq.
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• Campo da calcio: ubicato nella zona sud del centro abitato, copre una superficie di 12.200 mq.
• Campo da calcio: ubicato in frazione di Gattolino, copre una superficie di 2530mq.
AREE PER PARCHEGGI PUBBLICI
• Via Don Geroldi: parcheggio di modeste dimensioni localizzato in posizione rilevante e con
una superficie di 355mq.
• Piazza Santa Lucia: parcheggio di medie dimensioni, localizzato in posizione strategica per
la fruizione dei servizi del centro occupa un’area di 2000mq.
• Via Kennedy: parcheggio di media dimensione, idoneo per il soddisfacimento delle esigenze
locali, occupa un’area di 1080mq.
• Via Lodi c/o Centro Sportivo: parcheggio di dimensioni significative localizzato in
posizione tale da servire l’accesso al centro sportivo comunale e al cimitero occupa un’area
di 4685mq.
• Via XI febbraio: parcheggio di dimensioni significative, localizzato in posizione rilevante e
su una superficie di 3150mq.
• Piazza Aldo Moro: parcheggio di media dimensione localizzato in un’area strategica
all’interno del centro e di superficie 1920mq.
• Via Manzoni: parcheggio di medie dimensioni occupa una superificie di 655mq.
• Via Bonomi: parcheggio di modeste dimensioni si trova vicino ad giardino comunale e
occupa una superficie di 265mq.
• Via Bonomi: parcheggio di modeste dimensioni occupa un’area di 82mq.
• Via Bonomi c/o Caserma dei Carabinieri: parcheggio di modeste dimensioni (430mq).
• Via Caduti del Lavoro: parcheggio di modeste dimensioni, occupa un’area di 290mq.
• Via Nedo Nadi: parcheggio in prossimità del campo sportivo occupa un’area di 980mq.
• Via Taverna – Caduti del Lavoro: parcheggio di modeste dimensioni occupa una superficie
di 460mq.
• Via De Gasperi: area parcheggio ricavata ai margini della carreggiata su una superficie di
480mq.
• Località Gaeta: area parcheggio ricavata ai margini della carreggiata di 116mq.
• Piazza Roma: parcheggio di modeste dimensioni occupa un’area di 280mq.
• Località Gattolino: area parcheggio di modesta entità, occupa un’area di 280mq.
• Via Leonardo da Vinci – S.S. Paullese: parcheggio di modeste dimensioni di circa 606mq.
• Via Leonardo da Vinci – S.S. Paullese: parcheggio di medie dimensioni di circa 1790mq.
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• Via Crema: parcheggio di medie dimensioni occupa una superificie di 1800mq
• Via Crema: parcheggio di modeste dimensioni su un’area di 1540mq.
• Via Crema: parcheggio di piccola dimensione di 265mq.
ATTREZZATURE SCOLASTICHE
• Scuola materna: occupa un’area di 4.800 mq (sup. coperta 1.165 mq). Ospita 5 sezioni di
105 bambini, con una ricettività massima di 150 unità.
• Scuola elementare: occupa una superficie di 1260 mq. E’ costituita da 15 aule e può
ospitare 197 studenti. L’area di pertinenza dell’intero plesso è di 7.150 mq.
• Scuola media: sorge sulla stessa area in cui è ubicata la scuola elementare, pertanto l’intero
plesso occupa un’area di 7.150 mq (sup. coperta 1.443 mq) e comprende 6 sezioni, per un
totale di 140 studenti.
• Asilo nido: occupa un’area di 1.060 mq. (SLP di 288mq). Attualmente ospita 23 bambini
suddivisi in due sezioni ed ha una capacità massima di 29 unità.
AREE PER ATTREZZATURE DI INTERESSE COMUNE
• Municipio: è insediato nell’edificio della scuola primaria risalente al 1915 e ristrutturato nel 2000.
• Ufficio postale: ubicato all’interno di un fabbricato di proprietà comunale di superficie pari a 50mq.
• Area mercato/parcheggio di grande funzionalità urbana occupa un’area di 1920mq.
• Caserma dei carabinieri: è insediata su un’area di 920 mq in via Monsignor G. Bonomi.
• Ex piattaforma smaltimento rifiuti: ubicata a ovest del centro urbano, occupa un’area di 2560mq.
• Nuova piattaforma per smaltimento rifiuti occupa uin’area di 2990mq.
• Piattaforma tecnologica: ospita un ripetitore e l’area è di 565mq.
• Torre dell’acquedotto: occupa un’area di 340mq.
• Alloggi popolari di Via IV Novembre e Opera Pia, è in prossimità del centro.
• Centralina Telefonica ubicata in Via Manzoni
• Centro culturale/biblioteca in posizione centrale rispetto agli altri servizi pubblici, si estende per
un’area di 370mq.
• Poliambulatorio di piazza Roma, occupa una superficie di 150mq.
• Potabilizzatore di via Pianette, occupa un’area di 335mq
• Cimitero: esteso per 5575mq.
• Area Depuratore nei pressi di Cascina Bagnolasca; occupa un’area di 17.160mq.
• Centro anziani di Via Crespi: edificio articolato su due piani per un totale di 984mq.
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AREE PER SERVIZI ALLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
•
Via Leonardo da Vinci: occupa un’area di 3045mq
•
Area a nord della Paullese: si estende per 26.610mq.
•
Via Leonardo da Vinci: occupa un’area di 8145mq.
•
Area a nord della Paullese: occupa 5.985mq.
•
Area a nord della Paullese: si estende per 14.910mq.
AREE PER SERVIZI PRIVATI DI INTERESSE PUBBLICO
•
Chiesa Parrocchiale: ubicata nel centro urbano, ha un’area fondiaria di 1640mq.
•
Oratorio, cinema-teatro e locali parrocchiali: occupano un’area fondiaria di 970mq.
•
Chiesa del Crocifisso (Chiesuolo): ubicata in centro del paese, occupa un’area di 230mq.
•
Chiesa Madonna delle Viti, occupa un’area fondiaria di 845mq.
•
Chiesa di Santo Stefano: in posizione periferica, occupa un’area fondiaria di 1190mq.
•
Chiesa di Santa Maria della Pietà: ubicata in zona Gaeta, ha una superficie di 105mq.
•
Chiesa di San Giuseppe: ubicata a Gattolino ha un’area di 110mq.
•
Chiesa degli Alpini: ubicata all’interno del Moso in un contesto naturalistico e in posizione
panoramica.
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1.2.3 Il sistema agricolo
Il Documento di Piano indaga il sistema agricolo mediante lo studio dell’assetto attuale e dei
processi di costruzione del paesaggio rurale, le consistenze dei caratteri storico tradizionali del
patrimonio edilizio, struttura idrografica sistemi ambientali, situazioni di criticità ambientale o di
marginalità rurale, elementi intrusivi o di frammentazione ambientale e paesaggistica.
a) Caratteri del paesaggio agricolo
Il PTCP della provincia di Cremona precisa che il Comune di Bagnolo Cremasco ricade a
cavallo tra gli ambiti paesaggistici-territoriali della Valle dell’Adda, interessata da due sistemi
ambientali costituiti dalla valle fluviale dell’Adda e dal terrazzo alluvionale di Pandino ed è
caratterizzata da una rilevante vulnerabilità e sensibilità fisico-naturale, del Moso di Crema
caratterizzato dalla presenza di rilevanti elementi di interesse fisico-naturale immersi nel paesaggio
agricolo cremasco.
Esse sono spesso caratterizzate da un’elevata antropizzazione e necessitano di una particolare tutela
degli elementi paesistici caratteristici e di una gestione attenta delle risorse naturali.
Il comune di Bagnolo Cremasco è parte integrante della pianura cremasca. Caratteristiche di
questo territorio sono i fontanili, i boschi di pioppeti o di altre specie ibride a rapido accrescimento,
i filari di alberi che si sviluppano in corrispondenza di corsi d’acqua e di vie di comunicazione e le
marcite. Il fenomeno delle risorgive è collegato alla caratteristica della falda che spesso nel
territorio affiora spontaneamente o resta comunque abbastanza superficiale.
Nel punto in cui sgorga l’acqua si genera una polla, detta testa del fontanile, di forma generalmente
tondeggiante e caratterizzata da un ambiente biologicamente molto ricco. Intorno alla testa del
fontanile in passato venivano spesso piantumati degli alberi con il duplice intento di difesa delle
sponde e di ombreggiamento del bacino, onde evitare la formazione di vegetazione acquatica
infestante. Di solito due volte l’anno si provvedeva a ripulire il fontanile dalla vegetazione che,
crescendo troppo rigogliosa, rischiava di occludere la sorgente.
La costante manutenzione serve ad impedire l’insorgenza di erbe infestanti che trasformerebbero la
testa del fontanile in un acquitrino, generando in seguito la scomparsa dell’acqua e l’interramento
del fontanile stesso.
Ai fontanili, che distribuiscono acqua a temperatura variabile fra i 9° ed i 12° in ogni stagione
dell’anno, si deve la particolare coltura della marcita, una tecnica di coltivazione presente anche sul
territorio di Bagnolo Cremasco. La tecnica consiste nel “far marcire” l’ultimo taglio sui prati irrigui
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con il ristagno invernale delle acque. L'acqua si distribuisce in piccoli ruscelli a fondo cieco,
disposti in parallelo all'asse principale della marcita; questi, chiamati "maestri", sono a un livello
lievemente superiore a quello dei "coli", altri canaletti paralleli e reciprocamente alternati ai primi.
Le marcite sono prati artificiali, irrigati periodicamente in estate ed in modo continuativo in inverno
per scorrimento, che, mantenendosi in vegetazione per quasi tutto l'anno, riescono a produrre
normalmente sette tagli di foraggio e, in condizioni particolarmente favorevoli, anche nove tagli.
I campi, le rogge, i fontanili e i bodri sono spesso circondati da filari costituiti da specie arboree e
arbustive differenti, con finalità sia scenografiche che di ombreggiamento. I filari sono costituiti da
specie omogenee ed hanno carattere artificiale. La loro composizione è cambiata nel corso del
tempo passando da olmi e aceri a gelsi, platani e robinie e caratterizzandosi sempre più nell’ultimo
secolo per la presenza di pioppi.
Negli ultimi anni si è consolidata la tendenza ad abbattere i filari rimasti lungo i corsi d’acqua
secondari, le strade campestri e gli elementi di parcellizzazione dei campi poiché essi non
costituiscono più un elemento di interesse economico e inoltre di ostacolo alla meccanizzazione
agricola. Sono così pressoché scomparse quelle specie che agli inizi di questo secolo venivano
utilizzate come fonte di integrazione del reddito, quali il gelso, e stanno scomparendo quelle che da
sempre hanno aiutato l’uomo nel consolidamento delle sponde e delle scarpate, quali gli ontani.
Tale tendenza viene in genere contrastata piantumando specie ad elevato tasso di accrescimento
perché di maggiore interesse economico, quali i pioppi ibridi, anche se di scarso valore paesistico e
naturalistico.
Le formazioni boschive sono andate ridimensionandosi negli anni per lasciare spazio alle
all’agricoltura meccanizzata di tipo intensivo. In passato i boschi erano piuttosto estesi e fornivano
legnami di elevata qualità per l’Arsenale di Venezia.
Oggi nell’area esistono soprattutto estensioni boschive di origine artificiale, comunque di
apprezzabile valenza ambientale e paesaggistica. Si tratta soprattutto di un’opera di rinverdimento
attuata mediante l’impianto di pioppeti o di altre specie ibride a rapido accrescimento. I boschi sono
spesso caratterizzati dalla presenza di uno strato erbaceo di vegetazione invadente formato da specie
esotiche.
Altro elemento caratteristico del paesaggio agricolo di Bagnolo Cremasco è la cascina a corte
chiusa il cui impianto è dovuto principalmente a ragioni difensive (cascine fortificate).
La cascina tipica sorge su un lotto rettangolare e si sviluppa lungo i lati perimetrali, intorno ad uno
spazio libero centrale in terra battuta sul quale convergono tutte le funzioni.
Essa è costituita da tre elementi fondamentali: il portico, addossato al lato sud del fabbricato e retto
da semplici pilastri o colonne in cotto, le abitazioni e la stalla.
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Le abitazioni risultano generalmente costituite da un locale giorno al piano terra e da una-due
camere ai piani superiori. La stalla è costituita da un unico locale e al piano superiore è situato il
fienile.
Le cascine di solito hanno orientamento est-ovest e si dispongono lungo le strade principali che dal
centro urbano conducono verso i campi.
b) Il Parco agricolo del Moso
Il Moso di Crema, che originariamente era un’area paludosa e la cui bonifica è terminata agli
inzi del ‘900, si contraddistingue per un elevato valore sia naturalistico – data la sua intrinseca
vulnerabilità e la presenza di aree umide residue – che paesaggistico, poiché permangono le tracce
delle opere di bonifica e il complesso sistema di regimentazione delle acque irrigue.
Nell’area del Moso vi è la presenza di un sistema idraulico e canalizio di notevole pregio paesistico
e ambientale, da cui emergono la roggia Comuna e la roggia Acqua Rossa e il canale Vacchelli,
quest’ultimo interessato da un progetto di valorizzazione imperniato sulla realizzazione di un
percorso ciclabile provinciale.
La vasta area agricola del Moso restò a lungo di uso collettivo con divieto di bonifica ed era
destinata principalmente al pascolo ed alla raccolta dei prodotti naturali. I boschi, ancora esistenti
all’inizio del XVII secolo, fornivano i legnami di elevata qualità per l’Arsenale di Venezia.
La permanenza della palude fu facilitata dalla connotazione del suolo quasi totalmente
impermeabilizzato dalle argille.
Le prime opere di bonifica risalgono all’epoca pre-moderna, e sono da attribuire all’opera dei
monaci benedettini.
Tuttavia la maggiore opera di bonifica si ebbe dopo l’Unità d’Italia, quando l’area del «Moso»
rientrò nel grande progetto bonificatore che investì l’intera pianura padana.
Le aree che riuscirono a conservare più a lungo il loro carattere palustre, furono quelle che oggi
corrispondono al Moso di Bagnolo, al Moso di Vaiano e al Moso di Trescore. Queste tre aree
portano ancora nel nome il segno della loro natura passata.
La porzione di palude racchiusa fra la roggia Alchina e la città di Crema, venne bonificata prima
rispetto alle zone del Moso di Bagnolo, Vaiano e Trescore, ma diverse zone al suo interno rimasero a
lungo soggette ad impaludamenti e quindi difficilmente utilizzabili a fini agricoli. In particolare a
risentire di questa situazione furono le aree situate lungo il margine meridionale dell’area che ancora
oggi mostrano una natura in gran parte torbosa.
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La bonifica poté considerarsi compiuta solo con la costruzione del canale Vacchelli che aveva il
compito di funzionare da fossa drenante e di accrescere la portata d’acqua dei navigli.
L’area del Moso giace all’interno di un territorio evidentemente depresso rispetto alla regione
circostante. Il dislivello è più evidente nella parte sud-occidentale dove un netto declivio, di quattro
metri di media, separa il piano ribassato dal livello fondamentale della pianura che da lì si estende
verso sud.
Il Cresmiero, principale emissario del Moso, e l’Acqua Rossa, sin dal secolo XIV, contribuirono a
sfogare una parte dei ristagni dell’area fungendo da canali scolmatori. Nel corso dei secoli
successivi vennero costruite numerose altre rogge con il duplice ruolo di smaltitori delle acque di
piena e di dispensatori di acque irrigue. Tra di essi si ricorda la roggia Alchina, la cui costruzione
ebbe inizio dopo il 1390, che permise di ottenere una prima compartimentazione dell’area palustre
consentendo una parziale bonifica della porzione posta più a valle.
Nell’area del Moso, scorrono dunque diverse rogge e bocchelli, ma le principali direttive d’acqua
sono costituite dal canale Vacchelli, che lo attraversa per intero con un tracciato rettilineo, il cavo
Turati o Cavetto, Acqua Rossa e il Rio Cresmiero il quale nasce in territorio di Crema per poi
sfociare nel fiume Serio.
Questa gran quantità di acque superficiali ebbe un ruolo preponderante nel disegno del paesaggio e
condizionò l’utilizzo del territorio e l’economia delle popolazioni circostanti. Ancora oggi essa
incide sul contesto ambientale e geografico. La ricchezza idrografica del Moso, caratterizza un
ambito geografico particolarmente delicato, il cui equilibrio geo-idrologico risulta sempre più
precario, ponendo in evidenza l’esigenza di una capacità gestionale che coordini le richieste dei
diversi portatori di interessi, con la necessità di salvaguardare il territorio e le sue risorse.
Il territorio del Moso, ha visto da secoli principalmente l’affermazione di un paesaggio di tipo agroproduttivo caratterizzato dalla presenza di filari arboreo-arbustivi, intercalati alle colture e
concentrati per lo più lungo i cavi irrigui e di colo, e da alberi sparsi, in forma aggregata oppure
isolata. Questo tipo di vegetazione è strettamente legata alla gran quantità di acque presente nel
territorio. Nell’area sono presenti principalmente saliceti e formazioni arbustive. A questi si
affiancano anche pioppi neri e bianchi ed in misura minore gli ontani ed i frassini.
Negli ultimi anni, le campagne hanno subito un drastico impoverimento del loro patrimonio
arboreo, e ciò ha contribuito allo sconvolgimento dell’antica fisionomia del paesaggio.
Questo processo, che può essere facilmente riscontrato in gran parte del territorio, tuttavia non ha
investito in maniera rilevante il “serbatoio” naturalistico individuabile nel Moso che è riuscito a
salvaguardarsi grazie alle attenzioni che gli sono state rivolte anche in tempi relativamente recenti.
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In queste aree, si è preferito dare spazio alle colture arboree di tipo semi-intensivo come il pioppo
ibrido euro-americano collocato a ridosso di alcune rogge, tra cui la roggia Acqua Rossa. Altre
cortine arboreo-arbustive sono state conservate a margine degli appezzamenti agricoli, lungo le
rogge principali o sui “dossi” adiacenti al canale Vacchelli.
Oltre a queste dotazioni vegetali, è possibile riscontrare all’interno del territorio del Moso aree
boschive di origine artificiale di apprezzabile valenza ambientale e paesaggistica. Quest’opera di
rinverdimento è chiaramente leggibile sul territorio, in particolare nei comuni di Bagnolo e Vaiano
Cremasco.
In considerazione di quanto esposto sopra, va considerato che le eventuali opere di rinverdimento,
riequipaggiamento e riforestazione previste dal Piano, dovranno attenersi alla componente
vegetazionale, naturalmente presente nell’area del Moso.
c) Il reticolo idrico superficiale
Il comune di Bagnolo Cremasco si colloca nella zona della pianura lombarda compresa fra i
fiumi Adda e Serio su un territorio di grande valenza paesistica e ambientale, attraversato da un fitto
reticolo di colatori, canali e rogge utilizzati per lo più a scopo irriguo.
L’abbondanza di acqua e la fertilità del terreno hanno permesso uno sviluppo significativo del
settore agricolo che rappresenta una componente forte dell’economia locale. Questa caratteristica
pone la necessità di un costante monitoraggio del suolo e delle risorse idriche.
Da più di mille anni le popolazioni insediate nella zona hanno rivolto particolare attenzione al
territorio, storicamente a vocazione agricola, attraverso attentissime cure e miglioramenti rivolti
soprattutto al patrimonio idrico, generando un fitto reticolo idrografico che ha consentito la
realizzazione di un efficiente sistema di irrigazione.
Numerose opere di canalizzazione presenti sul territorio risalgono all’epoca pre-moderna, quando i
monaci benedettini avviarono il processo di bonifica dell’area e al periodo successivo all’Unità
d’Italia, quando l’area del «Moso» rientrò nel grande progetto bonificatore che investì l’intera
pianura Padana.
In questi anni vennero costruiti numerosi corsi d’acqua artificiali che avevano il compito di sfogare i
ristagni dell’area fungendo da canali scolmatori. Fra questi si ricordano il canale Vacchielli, il
Cresmiero, principale emissario del Moso, e l’Acqua Rossa.
Nel corso dei secoli vennero costruite numerose altre rogge con il duplice ruolo di smaltitori delle
acque di piena e di dispensatori di acque irrigue. Tra di essi si ricorda la roggia Alchina, la cui
costruzione ebbe inizio dopo il 1390.
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Nel territorio di Bagnolo Cremasco, in particolare nella zona del Moso, scorrono diverse rogge e
bocchelli, ma le principali direttive d’acqua sono costituite dal canale Vacchelli, che lo attraversa
per intero con un tracciato rettilineo, il cavo Turati o Cavetto, Acqua Rossa e il Rio Cresmiero il
quale nasce in territorio di Crema per poi sfociare nel fiume Serio.
Il Canale Pietro Vacchelli (o Marzano), fu fortemente voluto dal senatore Pietro Vacchelli e
realizzato tra il 1887 ed il 1892 dal Consorzio Irrigazioni Cremonesi: esso è lungo 34 chilometri, a
sua portata è di 38,5 metri cubi di acqua al secondo e consente l'irrigazione di un'area di ottantamila
ettari.
Il percorso del Vacchelli è quasi interamente rettilineo e le poche curve sono diventate zone
caratteristiche. Grazie alla scelta del Consorzio Irrigazioni Cremonesi di limitare al minimo gli
scarichi fognari che entrano nel canale, la acque hanno conservato una buona qualità e sono ricche
di fauna ittica pregiata: trote marmorate, temoli, alcuni dei quali addirittura nidificano nel Vacchelli.
Il canale è difatti méta di alcuni recuperi volti alla conservazione delle specie ittiche autoctone.
I suoi trentaquattro chilometri di lunghezza sono méta di escursioni e gite: in particolare è possibile
percorrerli in bicicletta lungo una delle due strade alzaie trasformata in pista ciclabile.
Il canale Vacchelli rappresenta uno degli elementi idraulici dominanti della rete irrigua del
settore occidentale del territorio cremonese. L’opera, conclusa definitivamente nel 1893, sviluppa il
proprio corso da O-NO ad E-SE, derivando le acque dal fiume Adda in località Marzano, fra Spino
e Rivolta d’Adda, e raggiungendo Genivolta, dove, in località Tomba Morta, provvede ad
impinguare la rete dei Navigli e di numerose rogge del cremasco.
Nei territori posti a settentrione del territorio comunale, al margine esterno della depressione
dei Mosi, assume notevole importanza la roggia Alchina, che, traendo origine da risorgive e coli
posti in territorio bergamasco, dopo aver percorso per un lungo tratto il confine occidentale del
comune di Bagnolo Cremasco con quello di Crema, distribuisce a sud acque irrigue attraverso
“bocchelli” nella zona nord-occidentale del comune di Crema, fino a giungere poi nel Serio.
La roggia Acquarossa, che scorre ad ovest del Moso, prende origine da fontanili posti nei
territori di Torlino e Pieranica, attraversa l’abitato di Ombriano ed irriga i territori meridionali del
settore posti nei comuni di Capergnanica, Ripalta Cremasca e Credera. E’ una delle più importanti
ed antiche rogge del territorio cremasco e presenta andamento N-S del proprio corso, che, piuttosto
tortuoso inizialmente, si va via via rettificando raggiungendo prima il Moso di Bagnolo e poi il
territorio comunale di Crema.
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Le acque della roggia Comuna attraversano il territorio di Bagnolo Cremasco da NordOvest a Sud-Est. Questa roggia rappresenta per portata, lunghezza e superfici irrigate uno dei più
importanti corsi d’acqua dell’area cremasca. Lo sviluppo della roggia Comuna è infatti di circa 35
Km.; essa serve attualmente 5.740 ha. di terreno, e insieme alla roggia e Misana, irriga gran parte
del territorio occidentale cremasco.
Altri corsi d’acqua importanti che scorrono nel territorio sono: la roggia Valmarza, la roggia
Caradella, la roggia Melesa, il Cavo Turati che attraversa la zona agricola del Moso, la Gronda
Nord e la roggia Nuova.
I corsi d’acqua che costituiscono la rete principale dell’idrografia del territorio di Bagnolo
Cremasco contribuiscono a caratterizzare il paesaggio anche attraverso la regolare suddivisione
degli appezzamenti definita a scopi irrigui.
Le numerose presenze di altri corsi d’acqua sono ascrivibili nel reticolo idrico minore e
rappresentano un elemento fondamentale della caratterizzazione del paesaggio di Bagnolo
Cremasco; infine il territorio è solcato da scoline e canali irrigui che presentano lungo i loro corsi
abbondante vegetazione di essenze arboree e arbustive.
La rete irrigua principale o secondaria si identifica pertanto con canali di irrigazione e di
colo di limitata estensione e che si sviluppano su suolo privato.
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1.3 L’assetto geologico, idrogeologico e sismico del territorio
La prevenzione del rischio idrogeologico attraverso una pianificazione territoriale compatibile
con l’assetto geologico, geomorfologico e con le condizioni di sismicità del territorio a scala
comunale viene attuata in Regione Lombardia dal 1993. In questo periodo di tempo, il 73% circa
dei Comuni lombardi ha realizzato uno studio geologico del proprio territorio di supporto e guida
alla pianificazione. A Bagnolo Cremasco lo Studio Geologico è stato approvato con Delibera del
Consiglio Comunale n°17 del 06.04.2004 ed è stato condotto dal Dott.Marco Daguati (iscrizione
n°807 all’Ordine dei Geologi della Lombardia), studio in seguito integrato e approvato in Delibera
del consiglio Comunale n°7075 del 01.12.2009.
Lo studio geologico rappresenta un grosso supporto per definire e valutare le potenzialità e la
vulnerabilità del territorio al fine di rendere congruenti le scelte urbanistiche con la vocazione e
l’assetto del territorio.
L’art.8 comma 1 lettera c) della Legge per il Governo del Territorio prevede inoltre che il
Documento di Piano definisca l’assetto geologico, idrogeologico e sismico del territorio: i contenuti
principali dello studio sono definiti in dettaglio dalla Deliberazione della Giunta Regionale del 22
Dicembre 2005 n.8/1566 “Criteri e indirizzi per la definizione della componente geologica,
idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio, in attuazione dell’art.57, comma 1
della L.R. n.12/2005”.
Lo studio geologico rappresenta una delle componenti del quadro conoscitivo del territorio
comunale e costituisce la base per scelte pianificatorie compatibili con l’assetto geologico,
geomorfologico e con le condizioni di sismicità del territorio. Tale studio si espleta in tre fasi:
- fase di analisi, in cui si individuano gli elementi litologici, geologico-tecnici, pedologici,
strutturali, geomorfologici, idrografici e idrogeologici per definire una carta di pericolosità
sismica locale;
- fase di sintesi e valutazione, essa viene definita attraverso la Carta dei Vincoli, che individua
le limitazioni d’uso del territorio derivanti dai piani sovraordinati e da normative di carattere
geologico, e la Carta di Sintesi, che propone una zonazione del territorio per ambiti
omogenei in funzione della pericolosità geologico/geotecnica e della vulnerabilità idraulica
e idrogeologica;
- fase di proposta, attraverso la Carta delle Fattibilità delle Azioni di Piano suddivide il
territorio in quattro classi (e sottoclassi) di fattibilità con limitazioni d’uso crescenti e
individua le aree soggette ad amplificazione sismica locale. Vengono inoltre definite le
Norme Geologiche di Piano che per ogni classe di fattibilità riportano indicazioni circa le
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indagini di approfondimento e la loro estensione, le opere di mitigazione necessarie, le
tipologie costruttive e le norme sismiche specifiche da adottare.
a) Definizioni
Ai sensi della Deliberazione della Giunta Regionale del 22 Dicembre 2005 n.8/1566 si definiscono i
seguenti termini tecnici:
Rischio: entità del danno esteso in una data area e in un certo intervallo di tempo in seguito al
verificarsi di un particolare evento.
Elemento a rischio: popolazione, proprietà, attività economica esposta a rischio in una determinata
area.
Vulnerabilità: attitudine dell’elemento a rischio a subire danni per effetto dell’evento.
Pericolosità: probabilità di occorrenza di un certo fenomeno di una certa intensità in un determinato
intervallo di tempo ed in una certa area.
Dissesto: processo evolutivo di natura geologica o idraulica che determina condizioni di
pericolosità a diversi livelli di intensità
Microzonazione sismica: individuazione e delimitazione di zone alle quali vengono attribuiti
parametri e prescrizioni finalizzati alla riduzione del rischio sismico. Il significato dello studio di
micro zonazione sismica è quello di tradursi in uno strumento di uso del territorio e per questo al
suo carattere spiccatamente scientifico, deve affiancarsi l’aspetto politico, inteso come scelte di
priorità precise volte nella direzione della sicurezza, prevenzione, pianificazione territoriale,
conoscenza e salvaguardia dei beni fisici ed architettonici.
Pericolosità sismica di base: previsione deterministica o probabilistica che si possa verificare un
evento sismico in una certa area in un determinato intervallo di tempo.
Terremoto di riferimento:spettro elastico di risposta o accelerogramma relativo ad una formazione
rocciosa di base o ad un sito di riferimento
Pericolosità sismica locale:previsione delle variazioni dei parametri della pericolosità di base e
dell’accadimento di fenomeni di instabilità dovute alle condizioni geologiche e geomorfologiche
del sito.
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1.3.1 Aspetti metodologici
La metodologia proposta per la redazione della componente geologica dei Piani di Governo del
Territorio si fonda sulle fasi di analisi, di sintesi/valutazione e di proposta.
a) Fase di analisi
La fase di analisi si basa sulla raccolta di dati propedeutici alla predisposizione della cartografia di
analisi. La finalità è acquisire una conoscenza il più approfondita possibile del territorio in esame
con particolare riferimento a fenomeni di dissesto o esondazione pregressi e ad alterazioni dello
stato del territorio anche se non più riconoscibili, in un’ottica di prevenzione e di previsione dei
nuovi scenari di rischio.
Gli elaborati cartografici di inquadramento sono finalizzati alla caratterizzazione del territorio
comunale dal punto di vista geologico, idrologico, geomorfologico, idrogeologico, strutturale e
sismico. Essi comprendono anche aree in cui si possono verificare fenomeni che interferiscono con
il territorio in esame.
b) Fase di sintesi/valutazione
Tale fase si definisce attraverso la Carta dei Vincoli e la Carta di Sintesi.
Carta dei vincoli: essa rappresenta le limitazioni d’uso del territorio derivanti dalle normative in
vigore di contenuto prettamente geologico. Vengono inoltre riportate in essa le aree di salvaguardia
delle captazioni ad uso idropotabile, siano esse di tutela assoluta o di rispetto.
I vincoli di natura fisico-ambientale e geologici che gravano sul territorio sono illustrati nella tavola
3/PR del Piano delle Regole.
Carta di sintesi: essa rappresenta le aree omogenee dal punto di vista della pericolosità/vulnerabilità
riferita allo specifico fenomeno che le genera. In esse si identificano:
• le aree pericolose per l’instabilità dei versanti: l’instabilità è un fattore riferito sia a crolli, a
frane o a valanghe già avvenute o potenzialmente verificabili;
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• le aree vulnerabili idrogeologicamente: aree a bassa soggiacienza di falda o con falda
sospesa, aree interessate da intensa fatturazione;
• le aree vulnerabili idraulicamente: aree soggette ad allagamento in occasione di precedenti
fenomeni alluvionali o frequentemente inondabili;
• le aree che presentano scadenti caratteristiche geotecniche: aree di possibile ristagno, torbose
e paludose, aree con composizione prevalente limo-argillosa, con limitata capacità portante
e con consistenti disomogeneità tessiturali.
c) Fase di proposta
Tale fase è definita attraverso la redazione della Carta di Fattibilità geologica delle Azioni di Piano
e delle Norme Geologiche di Attuazione.
Carta di Fattibilità delle Azioni di Piano: viene desunta dalla Carta di Sintesi e dalla Carta dei
Vincoli ed è il risultato della valutazione incrociata degli elementi contenuti nella cartografia
analitica con i fattori ambientali, territoriali ed antropici propri dell’area comunale.
Nella carta viene espressa la fattibilità delle scelte urbanistiche in termini geologici individuando 4
classi che derivano dal riconoscimento delle limitazioni di natura geologica, dai vincoli territoriali
sovraordinati (in particolare il PTCP della Provincia di Cremona) e dal recepimento delle
osservazioni/prescrizioni della Regione Lombardia e del Settore Urbanistica della Provincia di
Cremona.
La classificazione disegna un mosaico della fattibilità e fornisce indicazioni generali in ordine alle
destinazioni d’uso, alle cautele generali da adottare per gli interventi, agli studi e alle indagini da
effettuare per gli approfondimenti del caso, nonché alle opere di riduzione del rischio ed alla
necessità di controllo dei fenomeni in atto o quiescenti.
Le classi di fattibilità sono sono evidenziate nella tavola 3/PR si identificano nel modo seguente:
• Classe 1 – Fattibilità senza particolari limitazioni: in tali aree non esistono implicazioni
dovute all’utilizzo dei suoli a scopi edificatori;
• Classe 2 – Fattibilità con modeste limitazioni: gli ambiti assegnati a questa classe
possiedono caratteristiche edificatorie che non prevedono l’esecuzione di opere di difesa,
• Classe 3 – Fattibilità con consistenti limitazioni: in tali ambiti si rendono necessari interventi
specifici o opere di difesa per interventi edificatori;
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• Classe 4 – Fattibilità con gravi limitazioni: in tali ambiti vanno escluse nuove edificazioni e
risultano accettabili opere tese al consolidamento e alla sistemazione idrogeologica per la
messa in sicurezza dei luoghi.
Norme Geologiche di Attuazione: contengono le precisazioni e gli indirizzi necessari e sufficienti a
garantire il più pertinente corredo di carattere geologico ad ogni prevedibile intervento futuro sul
territorio, nel rispetto, innanzitutto, di quanto stabilito dal D.M. 11.3.1988 n. 47 Min. LL.PP. dal
titolo "Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali
e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo
delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione".
Le norme rappresentano la traduzione in termini pratici e di comune comprensione delle valutazioni
tematiche in ordine alla effettiva fruibilità dei terreni del Comune di Bagnolo Cremasco.
Le Norme Geologiche di Attuazione hanno le seguenti caratteristiche principali:
- sono rigorosamente riferite alle prescrizioni tecniche di tipo geologico e di caratterizzazione
geologico-tecnica contenute nel D.M. 11.03.1988 n. 47 Min. LL.PP.;
- superano ogni schematicità e ogni genericità, per proporre una sorta di manuale locale del "buonagire geologico", per la migliore e pertinente tutela di un bene non più sconosciuto qual è il
territorio geologico di Bagnolo Cremasco, proprio in virtù dei dettagliati e specifici studi
prescritti e svolti;
- sono destinate alla lettura, alla comprensione, alla utilizzazione e al rispetto da parte di qualunque
soggetto, pubblico o privato.
In generale, nell’ambito dello scenario di pericolosità sismica locale, si riscontra una bassa intensità
dei terremoti e si ritiene poco probabile che il terreno possa essere soggetto a fenomeni di
liquefazione o addensamento.
Lo studio geologico è stato recepito nel Piano delle Regole: le norme sono riportate nel Titolo IV
del capitolo 4 e si riflettono nella tavole 3/PR.
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1.3.2 L’ambiente fisico
Il territorio di Bagnolo Cremasco è collocato nella zona del Cremasco compresa tra il fiume Adda,
il fiume Serio e il fiume Brembo; un tempo detta zona era chiamata “Isola Fulcheria”.
Fino all’XI secolo questo territorio si presentava per la quasi totalità sommerso da acque non ancora
incanalate dai fiumi Adda e Serio e da quelle provenienti dai fontanili.
Sebbene definita “Isola Fulcheria”, tale area geograficamente non è mai stata un’isola ma una vasta
lingua di terra protesa da nord a sud e delimitata dal corso del Brembo ad ovest e dal corso del Serio
ad est; il termine “isola” possedeva pertanto fondamentalmente l’accezione di una zona di
passaggio interfluviale.
Gli storici di Crema ricordano sempre nei loro scritti due vasti ristagni di acqua relativi a questa
zona di territorio: essi erano ritenuti dei veri e propri laghi e vennero denominati “Lago Gerundo” e
“Moso”. Il Lago Gerundo è stato da sempre individuato nella vasta area alluvionale adiacente
l’attuale corso dell’Adda tra Cremona e Pizzighettone e il Moso nella bassa pianura ad occidente di
Crema tra Ombriano, Vaiano Cremasco, Scannabue, Trescore Cremasco e Vairano.
L’ambiente fisico è sempre stato caratterizzato anche dalla particolare conformazione geologica
degli strati del sottosuolo che hanno dato origine ai fontanili ovvero punti di affioramento da
sottosuolo della falda; la zona delle risorgive, come si è soliti definire l’area di affioramento delle
acque ipogee, è comune a tutta la pianura padana.
La loro importanza non è solo di carattere geografico, come definizione degli aspetti fisici che
distinguono l”alta pianura” asciutta dalla “bassa pianura” inzuppata d’acqua, ma anche di carattere
antropico ed economico conseguente alla distribuzione degli insediamenti umani ed all’utilizzo
delle acque nelle opere di irrigazione.
L’esistenza del Moso (termine lombardo per definire le paludi comunemente usato a partire dal
XVIII secolo) era strettamente connessa alla presenza di abbondanti risorgive: le acque di
tracimazione, seguendo le pendenze del terreno, incappavano in questa bassura e allagavano
gradualmente nei punti più depressi.
La permanenza delle paludi era poi facilitata dalla connotazione del suolo quasi totalmente
impermeabile per la presenza di eminenti sabbie e argille che ne impedivano il drenaggio.
Paludi e boschi dominarono per lungo tempo il territorio e la toponomastica locale lo ripete nel
ricorrenza del vocabolo moso ovvero palude e di quello di bosco, riferendoli sia ad aree estese o a
singole cascine (Cascina Moso, Cascina del Bosco…).
In un territorio così descritto è facile riscontrare come gli scambi commerciali siano stati per lungo
tempo di scarsa entità a causa della non regolamentazione delle acque e dell’esigua rete viaria; sin
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dal Medioevo l’economia della città e del suo territorio si è basata sull’agricoltura, affiancata
dall’artigianato e dall’attività creditizia.
L’irrigabilità della maggior parte del territorio ha favorito colture dimostratesi altamente
remunerative come il grano, il miglio, la segale, il farro; le coltivazioni soppiantarono in seguito
progressivamente i boschi e i pascoli accrescendo la produzione di foraggio.
A partire dall’XI secolo, grazie ai monaci delle grandi Abbazie Cistercensi, iniziarono le grandi
opere di trasformazione fondiaria, di bonifica dei terreni paludosi o boschivi e di regolamentazione
delle acque.
L’agricoltura, l’allevamento e gli scambi commerciali iniziarono a prendere un notevole impulso in
seguito al diffondersi delle regolari rotazioni dei campi, delle concimazioni, delle irrigazioni e
dell’importante introduzione delle “marcite” alimentate dall’acqua dei fontanili.
La città e la campagna cambiano volto: la prima promuove la nascita di nuovi centri abitati nel
territorio per motivi militari o economici, nella seconda sorgono invece villaggi per la messa a
coltura di terre non ancora coltivate.
a) Caratteristiche geomorfologiche del territorio
Sotto l’aspetto geomorfologico il comune di Bagnolo non si differenzia dal resto del
territorio cremasco, costituito da solchi fluviali formati da alluvioni post-glaciali. Nel complesso si
tratta di formazioni alluvionali frutto del lungo lavoro di deposito e di erosione operato in alterne
vicende dalle acque fluviali.
Al di sotto dei depositi continentali affioranti è presente un basamento di origine marina, in cui le
ispezioni geofisiche condotte nei decenni scorsi a scopo di ricerca petrolifera, hanno permesso di
rilevare una situazione strutturale complessa; i processi che hanno portato alla formazione di questo
territorio sono legati sia alle spinte tettoniche responsabili del sollevamento degli Appennini e
dell’arco alpi che dello smantellamento, trasporto e deposizione ad opera degli agenti atmosferici
del materiale eroso a monte. E’ presente inoltre un piano denominato Livello Fondamentale della
Pianura o Piano Generale Terrazzato e che presenta una debole inclinazione da nord-ovest a sudest collegando la fascia delle conoidi pedemontane alla valle del Po. Questo piano è attraversato da
morfologie depresse (valli fluviali) ed è interessato da alcuni leggeri rilevati (dossi e pianalti).
Nel territorio di Bagnolo Cremasco non si rilevano concrete situazioni di rischio derivanti da sismi
o da fogliazioni di superficie: l’ambito comunale risulta classificato secondo la recente normativa
(Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3274 del 20.03.2003) come zona 4.
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Il comune di Bagnolo Cremasco è interamente compreso tra le quote di 69 e 86 m s.l.m. e si
presenta come una pianura sub-pianeggiante, interrotta nel margine sud-occidentale da una serie di
scarpate morfologiche di origine fluviale ascrivibili alla dinamica erosiva del fiume Adda.
Le scarpate si presentano come versanti molto acclivi, con altezza variabile fino a circa 10 metri,
ormai relitte e prive di significativi fenomeni di instabilità, fatto salvo esigue incisioni dovute al
ruscellamento concentrato da parte delle acque superficiali (meteoriche o irrigue) provenienti dal
sovrastante terrazzo.
Molti lineamenti osservabili oggi sono il prodotto di ripetuti rimaneggiamenti, frequentemente
anche a scopi estrattivi, i quali hanno determinato un progressivo arretramento delle scarpate
rispetto alla posizione originaria. Soprattutto in corrispondenza dell’abitato di Bagnolo Cremasco le
scarpate sulle quali si sviluppa l’edificato assumono l’aspetto di una caratteristica rottura di
pendenza del piano di campagna.
Gli unici fenomeni morfologici attivi presenti in questa porzione di pianura si osservano a nordovest dell’abitato in corrispondenza di alcune scarpate di origine fluviale relative al reticolo minore:
i corsi d’acqua assumono pendenze tali da giustificare una significativa velocità e capacità di
erosione.
La porzione più settentrionale del territorio comunale è invece occupato dal “Moso di Crema”,
un’area depressa di origine fluviale e fluvio-palustre solcata dal Cavetto (o Roggia Turati) e dalla
Roggia Acquarossa. La depressione del Moso è caratterizzata dal ristagno d’acqua superficiale
provenienti dai fontanili a nord-ovest di Crema e dall’affioramento di acqua di falda: tali elementi
hanno generato un ambiente palustre soggetto a meccanismi deposizionali. In seguito, il trasporto
idrico di argilla e limo e l’abbondante vegetazione acquatica hanno favorito un progressivo
interramento della palude spiegando così l’elevata componente organica presente nei depositi
affioranti.
Le valli del territorio cremonese si distinguono in fluviali e relitte: le prime, caratterizzate dalla
presenza del fiume, sono quelle percorse dai fiumi Po, Oglio, Adda e Serio; le seconde, formate da
antichi corsi d’acqua oggi scomparsi, comprendono il Moso, la valle del Serio Morto, le strutture
del paleo-Oglio e la valle del Morbasco.
Le valli fluviali rappresentano le aree meno interessate dalle attività umane e al loro interno
prevalgono forme specifiche di agricoltura quali la pioppicoltura. Inoltre sono porzioni di territorio
che mantengono un livello di qualità ambientale superiore rispetto alle aree circostanti. La presenza
quasi esclusiva delle riserve naturali lungo le valli dei fiumi principali, seppur in numero variabile
tra fiume e fiume, ed il regime vincolistico previsto dalla legislazione rende merito della qualità
naturalistica di questi elementi.
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La pianura cremasca, prima dell’intensa opera di colonizzazione e bonifica a fini produttivi ed
insediativi operata dall’uomo, era occupata dalla foresta planiziale di cui oggi rimangono pochi
frammenti in genere localizzati nelle vicinanze dei corsi d’acqua e negli spazi residuali.
La foresta planiziale è caratterizzata da una successione di specie arboree e arbustive determinata
dalla presenza dell’acqua, che è il fattore che più di ogni altro caratterizza gli ambienti della
pianura.
b) Il Moso di Crema
Il Moso rappresenta un elemento caratteristico del territorio; oggi fa parte di un area chiamata Parco
Locale di Interesse Sovracomunale (P.L.I.S.) e i criteri per l’esercizio da parte delle province della
delega di funzioni in materia sono normati dalla Deliberazione della Giunta Regionale n°8/6148 del
12 Dicembre 2007.
Il P.L.I.S. del Moso coinvolge una vasta area omogenea per caratteristiche storiche e morfologiche
compresa tra i comuni di Crema, Bagnolo Cremasco, Vaiano Cremasco, Palazzo Pignano,
Cremosano e Trescore Cremasco.
I comuni sopracitati hanno siglato in data 07/06/1999 (Prot.Prov.44187) una convenzione
finalizzata alla gestione coordinata del Parco Agricolo Locale di Interesse Sovracomunale del
Moso.
Scopo della convenzione è stata la gestione coordinata del P.L.I.S. del Moso, così come individuato
nei rispettivi Piani Regolatori dei Comuni e l’ottenimento del riconoscimento da parte della
Provincia di Cremona.
Attualmente, la richiesta di riconoscimento del Parco interessa i comuni di Crema, Bagnolo
Cremasco e Cremosano, in quanto gli strumenti urbanistici, già individuano il perimetro ed hanno
una normativa di salvaguardia specifica per la zona del “Moso”.
Per i comuni di Vaiano Cremasco, Trescore Cremasco e Palazzo Pignano, si è in attesa
dell’adeguamento degli strumenti urbanistici, attraverso l’introduzione del perimetro che individui i
confini comunali del parco e di una normativa specifica, che permetta l’assunzione di un analogo
provvedimento di riconoscimento, consentendo così di inserire all’interno del redigendo parco, tutta
l’area del Moso.
La superficie attualmente interessata al riconoscimento è di circa 10.575.218 mq, ma una volta
completata l’adesione, avrà un’estensione territoriale di circa 14.675.499 mq.
Da questo si evince l’importanza che una tale area riveste all’interno di un territorio sempre più
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compromesso dalle nuove espansioni e dalle necessità della vita moderna, costituendo una grande
opportunità per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente, non solo per i residenti dei comuni
direttamente coinvolti, ma per tutte le aree che vi gravitano attorno.
I Parchi Locali di Interesse Sovracomunale sono aree comprendenti strutture naturali ed anche aree
verdi urbane finalizzate a favorire la conservazione della biodiversità, la tutela di aree a vocazione
agricola di valore naturale, paesistico e storico-culturale, anche in relazione alla posizione e al
potenziale di sviluppo di contesti paesisticamente impoveriti, urbanizzati o degradati.
Le finalità che si propone il P.L.I.S. sono:
• contribuire alla realizzazione della rete ecologica regionale e provinciale;
• tutelare i gangli principali nella rete ecologica fra le aree protette e creare le fasce
tampone attorno alle aree di maggiore valenza naturalistica;
• realizzare i parchi territoriali di area vasta, a scala metropolitana;
• conservare i territori prossimi ai corpi idrici coniugando le esigenze naturalistiche a
quelle fruitive;
• realizzare e gestire le nuove forestazioni nel quadro degli adempimenti previsti dal
protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas serra, così come impianti forestali dedicati ai
nuovi nati ai sensi della vigente normativa nazionale;
•
promuovere il rilievo e lo studio delle emergenze ambientali e paesaggistiche delle aree
a più forte naturalità;
•
favorire la conservazione e/o il recupero degli ambienti naturali o seminaturali nonché a
garantire la salvaguardia del paesaggio agrario e la sua valorizzazione tramite azioni e
metodologie in sintonia con gli obiettivi del P.L.I.S.;
•
favorire il recupero delle aree degradate;
•
favorire la fruizione ricreativa, didattica e culturale dell’area del P.L.I.S.;
•
mantenere la rete di sentieri e di strade interpoderali per fini di conduzione agricola e
ricreativa;
•
ripristinare ed equipaggiare una rete di strade ciclopedonali per il collegamento tra i
centri abitati ed i principali luoghi attrattori all’interno del Parco;
•
favorire la tutela del sistema irriguo e la valorizzazione delle rogge;
•
promuovere specifiche politiche di sostegno o forme di collaborazione anche tramite
convenzioni con gli operatori agricoli con enti, o privati, per concorrere alla buona
riuscita degli obiettivi e per favorire l’attuazione degli interventi di cui sopra;
•
approvare eventuali regolamenti del P.L.I.S., anche in accordo con altre amministrazioni
interessate;
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•
esercitare la vigilanza sul territorio del P.L.I.S. anche avvalendosi del concorso del
Servizio volontario di vigilanza ecologica, previa intesa con la Provincia di Cremona;
•
acquisire, anche mediante espropri di pubblica utilità, le aree individuate nei Piani
Pluriennali degli Interventi o, comunque, necessarie al conseguimento degli obiettivi del
P.L.I.S.
Il perseguimento di tali obiettivi dovrà avvenire secondo le modalità determinate dalla Provincia di
Cremona e comunque, attraverso un Programma Pluriennale degli Interventi, conforme agli
strumenti urbanistici dei comuni interessati, al fine di perseguire le finalità sopraccitate e comuni a
tutto il territorio.
c) Caratteristiche litologiche dei terreni superficiali
Nel comune di Bagnolo Cremasco sono presenti quattro classi litotecniche, sviluppate in
altrettante aree di affioramento:
• Classe 1: costituita da depositi sabbiosi e ghiaiosi con possibili e consistenti
coperture fini anche organiche – Area di affioramento: settore Nord del Moso di
Bagnolo Cremasco.
• Classe 2: costituita da una diffusa presenza di terreni fini (limo, argilla e torba) con
una consistente componente organica, inclusi depositi vegetali più o meno conservati
in ambiente asfittico; falda sub affiorante. Area di affioramento settore centromeridionale del Moso di Bagnolo Cremasco.
• Classe 3: costituita da depositi sabbiosi, limosi sabbiosi e limosi, localmente
caratterizzati da sottili e discontinui orizzonti di granulometria più fine (limo ed
argilla). Atrea di affioramento: Livello Fondamentale della Pianura.
•
Classe 4: costituita da depositi ghiaiosi-sabbiosi a limo-argillosi; presenza di elevata
componente organica. Area di affioramento: area dei terrazzamenti del fiume Adda a
S-O del territorio comunale.
d) Caratteristiche pedologiche
Il suolo è un elemento fondamentale per il paesaggio e per l’equilibrio degli ecosistemi in
quanto da un lato rappresenta l’interfaccia tra atmosfera, idrosfera e biosfera, e dall’altro la sua
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evoluzione e le sue caratteristiche sono strettamente legate a questi tre comparti; inoltre costituisce
una risorsa ambientale non rinnovabile.
Il territorio lombardo è stato catalogato in cinque sistemi di pedopaesaggio, ulteriormente suddivisi
in sottosistemi e unità: i sistemi rappresentano ampi ambiti territoriali definiti in base ai fenomeni
che ne hanno determinato la formazione; i sottosistemi si differenziano per l’età e la morfogenesi; le
unità comprendono superfici omogenee per morfologia degli elementi del paesaggio e per i caratteri
del suolo (Progetto Carta Pedologica – I suoli della pianura cremasca - Ersal, 2000).
Nella carta dei pedopaesaggi di un territorio oggetto di indagine vengono individuate aree
omogenee per l’insieme dei caratteri ambientali che definiscono sia le proprietà dei suoli, sia gli
aspetti superficiali dello stesso: forma della superficie, vegetazione ed uso del suolo.
Facendo riferimento allo studio ambientale redatto contestualmente alla redazione del
“Progetto del Reticolo Idrico Minore dell’area cremasca”, si evince che il territorio di Bagnolo
Cremasco rientra in parte nell’unità della media pianura idromorfa, in parte nella bassa pianura
sabbiosa limosa ed in parte nell’area delle alluvioni antiche terrazzate.
La media pianura idromorfa è costituita dalla fascia di pianura posta a nord del territorio
comunale e comprende i due grandi paesaggi del Moso e del tratto settentrionale della valle dei
Navigli.
La media pianura idromorfa è interamente compresa nella fascia dei fontanili. L’origine delle
risorgive è riconducibile alla minor permeabilità dei depositi della bassa pianura, che
comporterebbe l’innalzamento delle falde superficiali. I fontanili si trovano dove la falda
superficiale intercetta o approssima la superficie topografica. La caratteristica fondamentale di
questo tipo di paesaggio è una falda poco profonda che varia di profondità localmente e
stagionalmente: infatti l’idromorfia del suolo dipende dalla profondità della falda e dalla
permeabilità del suolo.
Altro fattore di primaria importanza in questo tipo di paesaggio è rappresentato dagli interventi di
bonifica idraulica, tendenti ad abbassare il livello dell’acqua nel suolo e che si concretizzano
principalmente nello scavo di fossi per il drenaggio e l’allontanamento delle acque.
La caratteristica dei suoli rappresenta una limitazione d’uso degli stessi sia in relazione alla
lavorabilità, alla trafficabilità, sia alle scelte colturali.
La bassa pianura sabbiosa limosa si trova a sud della fascia delle risorgive ed è caratterizzata da
superfici pianeggianti o debolmente ondulate, incise da numerosi corsi d’acqua che hanno
contribuito a costruirla.
L’area del comune di Bagnolo Cremasco racchiusa in questo ambito territoriale è caratterizzata da
superfici pianeggianti o debolmente depresse aventi come substrato depositi limosi argillosi
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sovrapposti a depositi sabbiosi. Si tratta di terreni in genere ben strutturati ma con evidenti segni di
idromorfia negli strati più profondi dovuta ad una falda oscillante ed alla ridotta permeabilità delle
fasce limose-argillose.
Una porzione del territorio comunale rientra anche nella cosiddetta area delle alluvioni antiche
terrazzate. Il paesaggio è caratterizzato da terreni in posizione sopraelevata rispetto alle piane
fluviali, costituiti da piccoli terrazzi delimitati da scarpate. Questi suoli sono caratterizzati da una
tessitura moderatamente grossolana e dalla presenza di un orizzonte profondo ricco argilla. Gli strati
superiori risultano invece poveri di argilla e questo è indice di un discreto grado di stabilità del
suolo. Anche in questi suoli è possibile rinvenire segni di idromorfia causata dalla presenza di una
falda oscillante.
BAGNOLO
CREMASCO
Fig.05 : Individuazione delle unità di paesaggio
d) Caratteristiche idrogeologiche
Gli studi condotti sulla rete idrografica di Bagnolo Cremasco hanno reso possibile una suddivisione
del reticolo idrico in tre zone omogenee all’interno delle quali la presenza di acqua superficiale
assume specifiche e peculiari caratteristiche:
- Comprensorio Idraulico Nord: corrisponde alla depressione del Moso ed è composto da un
reticolo di origine naturale (Cavo Turati, Roggia di Acquarossa), dal canale Vacchelli
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realizzato a scopi irrigui e da un fitto reticolato organizzato secondo le linee nord-sud e estovest con il duplice compito irriguo e di drenaggio;
-
Comprensorio Idraulico Centro: sviluppato sul livello Fondamentale della Pianura ha
funzioni principalmente irrigue e di scolo; nell’attraversamento del centro abitato, dove
risulta quasi completamente tombinato, raccoglie le acque meteoriche e quelle del “troppo
pieno” della rete fognaria;
-
Comprensorio Idraulico Sud: sviluppato nella piana dell’Adda, è alimentato sia dalle acque
provenienti dal Livello Fondamentale della Pianura, sia dal drenaggio delle acque
sotterranee. Nel territorio di Bagnolo infatti si osservano diffusi fenomeni di risorgenza
idrica in alveo, alcuni dei quali, favoriti dall’intervento dell’uomo, si sviluppano come vere
e proprie risorgive.
Nel complesso il territorio risulta solcato da una fitta rete di corsi d’acqua minori; sebbene essi non
costituiscano un elemento di pericolo, devono essere protetti per l’importante azione di drenaggio e
di bonifica svolta sul territorio; si rinviene inoltre un complesso idrogeologico sotterraneo la cui
porzione più superficiale è in stretta relazione con il sistema idrografico.
La presenza di acqua nel sottosuolo è legata ad aspetti climatico-antropici e a caratteristiche
strutture stratigrafiche e deposizionali che ne governano l’accumulo e il transito.
Nel territorio comunale e sovracomunale si sviluppa un complesso acquifero di tipo “multifalda”
all’interno del quale sono riconoscibili due circuiti chiaramente separati.
Un circuito, più superficiale, è alimentato sia da monte sia per infiltrazione diretta (a seguito di
precipitazioni meteoriche o durante la pratica irrigua). Questo circuito si sviluppa fino ad una
profondità di 30-40 m dal piano di campagna: a questa quota compaiono infatti i primi orizzonti
impermeabili.
Il circuito profondo, invece, scorre all’interno di due strati impermeabili ed è alimentato da aree
poste idrogeologicamente a monte.
Sul territorio comunale esistono anche numerose opere di captazione idraulica: alcuni sono pozzi
domestici ma sono anche presenti tre pozzi gestiti dalla società Padania Acque Spa da cui si effettua
l’approvvigionamento della rete acquedottistica.
Sulla base di risultati condotti nell’indagine piezometrica, come emerge dallo Studio Geologico, si
possono delineare due aree con soggiacenza differente:
- la prima area è costituita dal territorio posto a Nord del centro abitato ed occupato dal Moso e
da quello posto a S-O occupato dai terrazzi dell’Adda. In quest’area la falda è sub affiorante: la
soggiacenza media della prima falda è infatti inferiore ai 2 metri e sono frequenti i fenomeni di
risorgenza delle acque.;
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- il settore centrale (Livello Fondamentale della Pianura) è caratterizzato da una soggiacenza
media della prima falda superiore a 5 metri e progressivamente più elevata.
Il sistema idrografico e il complesso delle acque sotterranee sono tra loro interconnessi secondo un
delicato equilibrio, tuttavia si esclude che la pratica irrigua o le precipitazioni meteoriche possano
modificare in modo sostanziale le linee di deflusso sotterraneo.
La vulnerabilità degli acquiferi però esiste ed è resa possibile dall’infiltrazione e dalla propagazione
degli agenti inquinanti provenienti dalla superficie o da altre falde più superficiali già compromesse.
Questo concetto implica uno stato di potenziale minaccia della qualità originaria delle acque
sotterranee, determinato unicamente dalle condizioni ambientali, sia naturali che antropiche,
esistenti e indipendenti dalle sorgenti inquinanti.
Considerando la possibilità di accesso verso le falde profonde di potenziali agenti inquinanti, appare
evidente come i sedimenti permeabili offrano scarse difese mentre per gli acquiferi più profondi si
riscontrano buone condizioni di isolamento e protezione.
Le cause di contaminazioni sono molteplici e in generale riconducibili alle attività antropiche:
l’aumento demografico comporta una maggiore urbanizzazione del territorio ed un aumento della
produzione di rifiuti; l’incremento della produzione agricola causa l'utilizzo massiccio di
fertilizzanti e pesticidi; la presenza di scarichi civili e industriali.
Nello studio geologico del comune di Bagnolo Cremasco, integrando le informazioni
litostratigrafiche e le informazioni stratigrafiche e pedologiche, sono state individuate tre classi
omogenee in base al grado di vulnerabilità della falda:
• la classe con condizioni di vulnerabilità da moderata ad alta, ovvero dove l’acquifero risulta
di tipo libero o semiconfinato da modeste e discontinue coperture limose, estesa all’intero
Livello Fondamentale della Pianura;
• la classe con condizioni di vulnerabilità da alta ad elevata, corrispondente alla fascia
settentrionale del Moso ed ai terrazzamenti dell’Adda, ospitante un acquifero modestamente
soggiacente con coperture fini solo locali e discontinue;
• la classe con condizioni di vulnerabilità da alta ad elevata, corrispondente alla fascia
meridionale del Moso, caratterizzata da coperture fini e falda sub affiorante in stretto
equilibrio con il reticolo idrografico.
Sulla base di tali considerazioni, la vulnerabilità intrinseca costituisce un fattore caratteristico per il
comune di Bagnolo Cremasco e limitante nella pianificazione, sarà pertanto opportuno valutare
puntualmente la vulnerabilità intrinseca dell’acquifero ogni volta che ci si appresta alla
progettazione di attività potenzialmente impattanti sulle acque sotterranee (depuratori, stoccaggi di
sostanze inquinanti, dispersione di fanghi, attività estrattive…).
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Con il termine “vulnerabilità intrinseca” viene generalmente indicata la sensibilità specifica
dell’acquifero nei confronti di agenti inquinanti liquidi o idroveicolabili, i quali possono venire
dispersi a campagna o immessi nelle acque superficiali.
Associando al gradi di vulnerabilità la presenza di potenziali fonti di inquinamento, presenti
nonostante la naturale vocazione agricola del territorio, sarà possibile determinare il livello di
rischio idrogeologico degli acquiferi.
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1.3.3. La fase di sintesi e valutazione
Dopo la fase di analisi e di raccolta dei dati, subentra l’elaborazione degli stessi attraverso la stesura
di due documenti molto importanti: la Carta dei Vincoli Geologici e la Carta di Sintesi.
Entrambi gli elaborati sono contenuti nello Studio Geologico approvato con Delibera del Consiglio
Comunale n°17 del 06.04.2004 condotto dal Dott.Marco Daguati per il comune di Bagnolo
Cremasco, in seguito integrato e approvato con Delibera del Consiglio Comunale n°7075 del
01.12.2009.
a) La Carta dei Vincoli Geologici
In questo elaborato grafico si ritrovano tutti i vincoli di natura fisico-ambientale e geologica. Nel
territorio di Bagnolo Cremasco sono state evidenziati i seguenti vincoli:
- zona di tutela dei pozzi ad uso potabile-acquedottistico per le quali la normativa vigente (D.Lgs
152/06 e s.m.i.) fissa, secondo criteri geometrici, una fascia di rispetto estesa 200m dalle strutture di
captazione e una fascia di tutela assoluta di 10m; in particolare, si segnala che sul territorio di
Bagnolo Cremasco insistono tre pozzi acquedottisitici gestiti dalla Padania Acqua Spa;
- tra i vincoli è stato cartografato il reticolato idrografico (come definito sulla base della DGR
n°7/7868 del 25.01.2002 e s.m.i. a cura dello Studio Agriter di Crema che ha redatto il documento
previsto dalla normativa della Regione Lombardia); le attività consentite e quelle vietate, così come
le fasce di rispetto, sono normate da specifico regolamento di polizia idraulica (R.D. 523/1904 e
succ. mod.) e da specifico regolamento locale. Al proposito di reticolato idrografico, si rammenta
che sul territorio comunale non insistono vincoli derivanti dal Piano Stralcio per l’Assetto
Idrogeologico (P.A.I.).
Nella carta dei Vincoli Geologici sono recepiti inoltre vincoli normativi di natura fisico-ambientale
e geologica derivanti dal PTCP all’art.16 “Aree soggette a regime di tutela del PTCP”: esse
riguardano le aree con caratteri di elevata qualità paesistico-ambientale e la tutela di queste aree ha
come obiettivo il mantenimento e dove possibile l’incremento dell’efficacia ecologica, della qualità
estetico-visuale e dei riferimenti storico-culturali. Tali aree non devono quindi essere oggetto di
interventi che comportino il loro degrado e/o la loro perdita anche parziale.
Ai sensi dell’art. 16 del PTCP si evidenziano:
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− i corsi d’acqua naturali e artificiali di cui alla lettera c dell’art.22 del Piano Territoriale
Paesistico Regionale: nel territorio di Bagnolo Cremasco è rappresentato dal Canale
Vacchelli, compresa l’alzaia relativa; per tale corso d’acqua non sono consentite attività o
azioni che comportino in modo diretto o indiretto l’alterazione o il degrado dei caratteri
paesistici e ambientali dei beni oggetto di tutela;
− gli orli di scarpata assoggettati a specifica tutela da parte del PTCP (art. 16.4): i tratti
significativi delle scarpate principali (altezza superiore a 3m) e secondarie (altezza inferiore
a 3m) in quanto emergenze morfologiche-naturalistiche e in rapporto alla loro evidenza
percettiva, costituiscono elementi di notevole interesse paesistico. Essi concorrono spesso a
formare fasce dotate di un alto grado di naturalità e costituiscono elementi di riferimento
simbolico come presenze evocative del paesaggio originario;
− i fontanili (art. 16.5 del PTCP), in quanto testimonianza storica della cultura materiale dei
luoghi e in quanto sistema di elevato valore ecologico e naturalistico;
− le zone umide e i bodri (art. 16.6 del PTCP) in quanto costituiscono biotopi di elevato
interesse ecologico e naturalistico.
b) La Carta di Sintesi
Essa costituisce il documento nel quale vengono riassunti tutti i fenomeni naturali ed antropici che
costituiscono delle limitazioni alle scelte urbanistiche.
La scala di rappresentazione è 1:10.000 e l’elaborato contiene gli elementi più significativi emersi
nella fase di analisi, distinguendo il territorio comunale per aree omogenee.
La Carta di Sintesi rappresenta i lineamenti morfologici delle scarpate di altezza significativa in
quanto elementi morfologici vulnerabili o potenzialmente instabili e le incisioni fluviali attive del
reticolo minore, anche se di modesta entità.
Tra i lineamenti idrogeologici e idrografici infine, sono stati cartografati tutti i corpi idrici
superficiali riconosciuti in fase di analisi, le risorgive e le aree morfologicamente depresse presenti
nel Moso caratterizzate da ristagno di acque superficiali e dall’affioramento delle acque di falda.
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1.3.4. La fase di proposta
La fase di proposta si realizza attraverso la Carta delle Fattibilità delle Azioni di Piano che
suddivide il territorio in quattro classi (e sottoclassi) di fattibilità con limitazioni d’uso crescenti e
individua le aree soggette ad amplificazione sismica locale.
In questa fase si definiscono anche le Norme Geologiche di Piano che per ogni classe di fattibilità
riporta le indicazioni circa le indagini di approfondimento e la loro estensione, le opere di
mitigazione necessarie, le tipologie costruttive e le norme sismiche specifiche da adottare.
I contenuti della Carta delle Fattibilità delle Azioni di Piano e delle Norme Geologiche di Piano
sono illustrati dettagliatamente nello Studio Geologico approvato con Delibera del Consiglio
Comunale n°17 del 06.04.2004 condotto dal Dott.Marco Daguati per il comune di Bagnolo
Cremasco. in seguito integrato e approvato con Delibera del Consiglio Comunale n°7075 del
01.12.2009.
a) La Carta delle Fattibilità delle Azioni di Piano
Essa è il risultato della valutazione incrociata degli elementi contenuti nella cartografia analitica con
i fattori ambientali, territoriali e antropici propri del territorio di Bagnolo Cremasco.
La fattibilità delle scelte urbanistiche in termini geologici viene espressa individuando quattro classi
che forniscono le indicazioni generali in ordine alle destinazioni d’uso, alle cautele generali da
adottare per gli interventi, agli studi ed alle indagini da effettuare per gli approfondimenti del caso,
nonché alle opere di riduzione del rischio e alla necessità di controllo dei fenomeni in atto o
quiescenti.
Le classi individuate nel territorio di Bagnolo Cremasco sono le seguenti:
- Classe 1 - Fattibilità senza particolari limitazioni: in questa classe ricadono le aree per le quali
gli studi condotti non hanno individuato specifiche controindicazioni di carattere geologico
all’urbanizzazione o alla modifica di destinazione d’uso delle particelle. Le aree appartenenti a
questa zona sono la maggior parte delle aree del territorio urbanizzato e tutte le aree agricole del
territorio ( quelle a sud fino al comune di Chieve, quelle a est fino al comune di Crema e quelle a
nord fino al Parco del Moso).
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- Classe 2 – Fattibilità con modeste limitazioni: in queste aree sono state rilevate puntuali o ridotte
condizioni limitative alla modifica delle destinazioni d’uso dei terreni; per superare tali limiti si
rendono necessari approfondimenti di carattere geologico-tecnico o idrogeologico.
Le aree appartenenti a tale classe ricadono principalmente nel tessuto storico del centro di Bagnolo
Cremasco e in aree limitrofe; esse sono interessate dalla presenza di scarpate morfologiche, in
parte rimaneggiate, potenzialmente insidiose per le strutture di fondazione;
- Classe 3 – Fattibilità con consistenti limitazioni: la classe comprende le zone nelle quali sono
state riscontrate consistenti limitazioni alla modifica delle destinazioni d’uso dei terreni per
l’entità e la natura dei rischi individuati nell’area di studio o nell’immediato intorno.
Vengono individuate nella classe 3 le aree ricadenti nella fascia di rispetto dei pozzi potabili
acquedottistici, le aree agricole a ovest del territorio fino al comune di Crespiatica e le zone del
Parco del Moso centrali e settentrionali fino al comune di Trescore Cremasco.
In queste zone sono la falda è subaffiorante ed è opportuno attuare specifici studi e indagini
preliminari alla realizzazione di opere. Si sconsiglia in queste aree di realizzare scantinati e
seminterrati se non protetti da idonei accorgimenti (impermeabilizzazioni e isolamenti specifici);
- Classe 4 – Fattibilità con gravi limitazioni: tale classe ricade nelle fasce di tutela assoluta dei
pozzi potabili acquedottistici (primi 10 metri dal punto di captazione idrica), alle fasce di rispetto
dei corsi d’acqua e a tutta la zona meridionale del Moso caratterizzati da falda subaffiorante e
ristagno d’acqua superficiale. In tali aree è esclusa ogni nuova edificazione e per le eventuali
opere pubbliche e di interesse pubblico da realizzare bisognerà effettuare valutazioni puntuali e
allegare appositi studi che dimostrino la compatibilità degli interventi previsti con la situazione di
alto rischio geologico individuato.
b) Le Norme Geologiche di Piano
Per una corretta programmazione e progettazione degli interventi edilizi e urbanistici sull’intero
territorio comunale si rimanda alle Norme Geologiche individuate nello Studio Geologico del
approvato con Delibera del Consiglio Comunale n°17 del 06.04.2004 condotto dal Dott.Marco
Daguati, in seguito integrato e approvato con Delibera del Consiglio Comunale n°7075 del
01.12.2009.
Esse vengono riportate nel “Titolo IV – Norme Geologiche” del Piano delle Regole e possono
essere applicate alle classi fattibilità come segue:
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- per le aree ricadenti nella classe di fattibilità 1 si applicano gli articoli 1, 2, 3 e 4 relativi alla
caratterizzazione geologico-tecnica dei terreni di fondazione e alla pianificazione e tutela idraulica
del territorio. Agli interventi in questa area dovranno applicarsi inoltre il D.M. 11.03.1998
(“Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e
delle scarpate e le prescrizioni per la progettazione, l’esecuzione e il collaudo delle opere di
sostegno delle terre e delle opere di fondazione”) e la successiva C.M. 30483 del 24.09.1988;
- per le aree ricadenti nella classe di fattibilità 2 si applica l’articolo 5 relativo alle superfici a
morfologia complessa ai sensi del D.M. 11.03.1998 e del D.M.14.01.2008 e s.m.i.;
- per le aree ricadenti nella classe di fattibilità 3 si applicano gli articoli 6 e 7 relativi alle fasce di
rispetto dei pozzi acquedottistici, alle limitazioni di carattere geologico-tecnico e alla tutela dei
lineamenti morfologici costitutivi del paesaggio;
- per le aree ricadenti nella classe di fattibilità 4 si applicano gli articoli 8, 9, 10, 11, 12 e 13 relativi
alla tutela assoluta dei pozzi acquedottistici, alle fasce di rispetto del reticolo idrografico del
territorio di Bagnolo Cremasco, alle limitazioni consistenti di carattere geotecnico nella fascia
meridionale del Moso, alle scarpate morfologiche, ai fontanili e alle zone umide presenti sul
territorio.
In generale, nell’ambito dello scenario di pericolosità sismica locale, si riscontra una bassa intensità
dei terremoti e si ritiene poco probabile che il terreno possa essere soggetto a fenomeni di
liquefazione o addensamento.
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2
LO SCENARIO STRATEGICO DI PIANO
In questo capitolo verranno individuati gli obiettivi di sviluppo, miglioramento e
conservazione a valenza strategica per la politica territoriale del Comune, così come previsto
dall’art. 8, comma 2, lettera a della Legge Regionale dell’11 marzo 2005 n. 12.
Secondo quanto previsto dalla Legge, gli obiettivi strategici comunali devono risultare coerenti con
previsioni di livello sovra comunale e allo stesso tempo devono essere ambientalmente sostenibili.
La verifica della congruità della sostenibilità ambientale delle scelte di Piano è affidata al
documento di Valutazione Ambientale Strategica. Tale strumento è volto non solo alla valutazione
della sostenibilità ambientale, ma anche della valutazione delle scelte operate rispetto agli
obiettivi dichiarati, oltreché all’evidenziazione delle possibili sinergie con altri atti di
pianificazione e programmazione e alla valutazione delle alternative individuate, degli
impatti potenziali generati, delle eventuali misure di mitigazione/compensazione ritenute
necessarie e delle coerenze paesaggistiche. Rispetto a quest'ultimo aspetto la Carta delle
sensibilità paesaggistiche costituisce il riferimento per l'individuazione delle criticità e
potenzialità locali del paesaggio nonché per l’individuazione delle opportunità di
valorizzazione dello stesso in relazione alle previsioni di sviluppo e al governo delle
dinamiche in atto.
L’individuazione degli obiettivi strategici ha quindi lo scopo di mettere a sistema iniziative
già in corso, promuovere la competitività del territorio e insieme produrre nuovi scenari e nuove
immagini del futuro. La pianificazione strategica è proposta come strumento utile a costruire una
visione d’insieme del futuro del comune. Per questo non riguarda soltanto aspetti urbanistici e
territoriali ma approfondisce anche altri aspetti essenziali della vita cittadina: quello sociale,
economico, culturale ed ambientale, trattati in una logica di trasversalità.
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2.1 Individuazione delle strategie generali
Una volta conclusa la lettura dello stato del territorio e di conseguenza l’ interpretazione delle
potenzialità, delle criticità, e quindi delle invarianti, è ora possibile strutturare il quadro generale
delle azioni strategiche.
Si individuano le seguenti strategie generali:
Strategia generale A
Interesse generale - valori ecologici
Strategia generale B
Interesse generale - valori del territorio urbanizzato
Strategia generale C
Interesse generale -funzioni urbane
Strategia generale D
Costruzione del sistema dei servizi
Strategia generale E
Definizione del ruolo delle infrastrutture
Strategia generale F
Tutela e sviluppo delle attività economiche
Ciascuna delle precedenti strategie sarà poi declinata in una serie di strategie specifiche, i cui
contenuti e il cui sviluppo consentiranno poi la diretta traduzione in termini di operatività degli
strumenti di pianificazione.
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Le strategie specifiche declinate dalle strategie generali possono essere riassunte con le seguenti
titolazioni:
Strategia generale A: Interesse generale - valori ecologici
l. innalzamento del ruolo ecologico del verde urbano
2. compensazione ambientale delle trasformazioni urbane
3. costruzione delle connessioni ecologiche
4. ricostruzione del paesaggio storico
Strategia generale B: Interesse generale - valori del territorio urbanizzato
1. tutela e competitività del centro storico
2. tutela e consolidamento della morfologia urbana
3. conseguimento dell'equilibrio tipologico
Strategia generale C: Interesse generale - funzioni urbane
1. innalzamento qualitativo delle urbanizzazioni di margine
2. innalzamento generale dell'urbanità
Strategia generale D: Costruzione del sistema dei servizi
1. costruzione del sistema dei servizi
2. completamento della rete dei servizi
3. fruizione del verde territoriale - percorsi nel verde territoriale
Strategia generale E: Definizione del ruolo delle infrastrutture
1. attribuzione alle strade del ruolo di struttura del paesaggio urbano
2. completamento della rete urbana
Strategia generale F: Tutela e sviluppo delle attività economiche
1. agricoltura
2. industria
3. terziario
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2.1.1. Strategie generali per il governo del territorio
In questa sezione verranno analizzate le strategie generali che il piano promuove al fine di
dare concretezza alle politiche generali e di settore. Tali strategie saranno successivamente
declinate in strategie di dettaglio, rivolte specificamente alla traduzione degli obiettivi di
governo in azioni di piano.
Per ogni strategia verranno individuati gli obiettivi generali, ovverosia le finalità che l'azione
strategica intende perseguire nel governo del territorio e verranno esplicitate le scelte operative
che dovranno caratterizzare la strategia generale.
Strategia generale A: Interesse generale - valori ecologici
Questa strategia incide su tutte le politiche di settore, in quanto lo sviluppo del territorio
in ogni sua forma ed accezione si deve fondare su obiettivi di sostenibilità ecologica.
L’obiettivo fondamentale di tale strategia è la conservazione e l'innalzamento dei valori ecologici
del territorio. Il PGT deve pertanto identificare i valori ecologici generali del territorio,
riconoscere le criticità del sistema territoriale e agire al fine di conservare i valori del
patrimonio verde naturale perseguendo una politica di sviluppo sostenibile.
Le azioni previste si inquadrano anche nell’ottica di politiche ambientali e fonti energetiche
alternative attraverso un uso più razionale dell’energia e la riduzione dell’inquinamento prodotto e
promovendo l’impiego di fonti rinnovabili (ad esempio con la valorizzazione delle risorse
idroelettriche del territorio provinciale e l’installazione sui tetti degli edifici di proprietà della
Provincia di moduli fotovoltaici).
Strategia generale B: Interesse generale - valori del territorio urbanizzato
Questa strategia ha carattere generale ed incide principalmente sul sistema insediativo
residenziale.
Gli obiettivi fondamentali ad essa connessi che il PGT deve perseguire sono tesi al riconoscimento
e alla valorizzazione delle peculiarità storiche del territorio, delle caratteristiche del sistema
urbanizzato derivanti dalla presenza e dalla sequenza di tipi edilizi ricorrenti legati ai diversi
periodi storici e del rapporto che intercorre tra tessuto edificato e spazio aperto.
Altro obiettivo fondamentale è il riconoscimento e la valorizzazione delle potenzialità di sviluppo
del tessuto urbanizzato sia mediante l’individuazione di aree interstiziali, che la densificazione
delle aree rade e il recupero di aree dismesse e degradate.
Il Piano di Governo del Territorio deve determinare uno sviluppo equilibrato sotto il profilo
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tipologico e morfologico e orientare la trasformazione del tessuto urbano verso esiti coerenti con i
caratteri peculiari della zona, valorizzando l'unitarietà tipologica e migliorando il rapporto tra i
fronti edificati e lo spazio aperto. Il Piano di Governo del Territorio deve altresì tutelare i valori
storici diffusi nel territorio, capaci di innalzare al tempo stesso il grado di competitività
delle aree urbane storiche rispetto allo stato attuale, così da generare opportunità di
reinsediamento delle attività umane.
Altro obiettivo è quello di garantire il completamento della dotazione minima necessaria per
consentire il corretto esercizio delle funzioni urbane, migliorando in particolare la dotazione di
aree di sosta nelle zone centrali del paese. Il PGT dovrà altresì dettare la correlazione delle
trasformazioni urbane più rilevanti con l'esigenza di costruzione del sistema dei servizi, mediante
il completamento della dotazione esistente, mediante il miglioramento delle connessioni e
mediante le relazioni con il verde territoriale.
Mediante gli strumenti della programmazione integrata e della pianificazione attuativa il PGT
dovrà garantire anche che i processi di trasformazione più intensa, interessanti principalmente le
aree di margine del tessuto urbanizzato, determinino il conseguimento di equilibri tipologici e
morfologici coerenti con i valori espressi dal territorio.
Strategia generale C: Interesse generale - funzioni urbane
Questa strategia incide in particolare sulle politiche per la residenza, i servizi ed il
commercio.
Il PGT, dopo aver analizzato lo stato delle funzioni urbane ed individuato forza e debolezza di
ciascuna di esse, deve determinare le vocazioni di ciascun ambito del territorio e orientare
specifiche scelte insediative. Fondamentale è il riconoscimento del rapporto intercorrente tra
funzioni urbane, dotazione di servizi e stato delle infrastrutture quale fondamentale fattore di
generazione della qualità urbana.
In generale mediante questa strategia si intende elevare il livello di urbanità del territorio,
identificabile in particolare con la massimizzazione delle opportunità di fruizione offerta ai
cittadini per quanto attiene alla dotazione di servizi.
La finalità è quella di conseguire adeguati livelli di dotazioni di funzioni urbane favorendo la
compresenza di destinazioni d'uso tra esse compatibili, disincentivando l'insediamento di attività
tali da determinare relazioni di vicinanza problematiche e generare opportunità di insediamento
sul territorio di sistemi integrati di funzioni (residenziali, terziarie in genere, servizi, infrastrutture),
con effetto di polarizzazione delle attività urbane.
Tale approccio si fonda sull'interesse generale per l'insediamento di funzioni urbane di supporto
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alla residenza (commercio, artigianato di servizio, terziario in genere) anche in taluni ambiti
non centrali del territorio. Mediante opportuni sistemi di incentivazione, si dovrà pertanto
favorire la realizzazione di immobili integrati con destinazioni d'uso diverse dalla residenza, onde
determinare l'innalzamento del grado di urbanità e migliorare lo stato delle urbanizzazioni di
margine.
Strategia generale D: Costruzione del sistema dei servizi
Questa strategia incide sulle politiche di sviluppo del sistema residenziale.
L'obiettivo fondamentale è quello del miglioramento della dotazione di servizi e dell'offerta di
opportunità ai cittadini. A tal proposito il PGT deve individuare i servizi esistenti e analizzarli
sotto il profilo quantitativo, qualitativo e con particolare attenzione al livello prestazionale offerto
e riconoscere le esigenze di servizi da soddisfare.
Il Piano di Governo del Territorio dovrà pertanto attribuire potenzialità edificatorie anche agli
ambiti territoriali destinati a servizi o da destinare a servizi, onde determinare la giusta
correlazione tra la realizzazione di insediamenti aventi significato e interesse privato e la
costruzione del sistema dei servizi.
Strategia generale E: Definizione del ruolo delle infrastrutture,
Questa strategia determina le condizioni minime essenziali per lo sviluppo insediativo del
territorio. L’obiettivo fondamentale è quello del miglioramento della funzionalità urbana.
Pertanto, dopo un’attenta analisi del sistema stradale esistente, onde riconoscerne le
caratteristiche, le potenzialità e le criticità, il PGT deve elaborare le possibili scelte di sviluppo e
completamento della rete stradale di carattere urbano e quelle di livello sovracomunale, la cui
realizzazione dipende dalla convergenza di interessi, decisioni, valutazioni che necessitano la
coazione di più soggetti o enti.
Il Piano di Governo del Territorio dovrà pertanto classificare le strade in funzione del loro ruolo e
significato urbano, e in conseguenza di ciò istituire una specifica normativa in materia di
distanze orientata alla valorizzazione del rapporto morfologico tra strade e costruito.
L’opera più importante è costituita dalla variante di ammodernamento della S.P. CR ex S.S.
n°415 “Paullese” che prevede nel territorio di Bagnolo Cremasco le seguenti opere stradali:
− strada di arroccamento di viabilità complanare (lato nord)
− raddoppio di carreggiata in parallelismo (lato nord);
− strada di arroccamento (lato sud).
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L’inserimento paesaggistico-ambientale della nuova edificazione dovrà rispettare il reticolo idrico
presente e l’andamento delle strade vicinali migliorando la situazione di degrado paesistico già
rilevata dal PTCP in rapporto alla prossima area del Moso anche frapponendo tra questa ed il
nuovo comparto una fascia di verde alberato dell’ampiezza di almeno 10 metri e prevedendo la
riduzione degli accessi esistenti sulla S.P. CR ex S.S. n°415 “Paullese” in modo che ogni lotto
abbia accessi lungo la strada complanare prevista nella parte nord del comparto.
Strategia generale F: Tutela e sviluppo delle attività economiche
Questa strategia è volta al sostegno e allo sviluppo delle attività economiche esistenti sul
territorio. A tal proposito il
PGT, dopo aver analizzato le attività economiche esistenti e il
rapporto tra queste e il sistema urbano o naturale e le infrastrutture, deve attuare una serie di
strategie atte a garantirne la conservazione, minimizzando le negatività indotte dal rapporto di
vicinanza con altre funzioni urbane.
Il Piano di Governo del Territorio dovrà garantire la coerenza tra i caratteri peculiari del
paesaggio naturale e le attività economiche del settore primario, consentendone sempre
l'esercizio e preservando allo stesso tempo il territorio e le permanenze del paesaggio storico. Il
PGT dovrà inoltre provvedere all'identificazione degli ambiti monofunzionali vocati all'esercizio
delle attività produttive secondarie, la cui localizzazione è tale da minimizzare le interferenze
con gli insediamenti residenziali. Dovranno inoltre essere garantiti appropriati standard di
adeguamento e sviluppo degli insediamenti, a sostegno delle attività esistenti con facoltà di
impianto di nuove attività.
Altro obiettivo fondamentale da perseguire è il mantenimento e lo sviluppo delle attività del
settore terziario, giudicate trainanti per garantire un adeguato livello di urbanità del territorio,
consentendo anche la localizzazione di alcune attività specializzate, ben circostanziate,
attribuendo a queste il ruolo di traino dell'economia del settore.
Sarà opportuno valutare contestualmente il livello di dotazione dei servizi localizzati in
corrispondenza delle aree destinate alle attività economiche, in particolare per quanto attiene ai
parcheggi, fondamentali per la corretta funzionalità degli insediamenti.
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2.1.2 Strategie specifiche per il governo del territorio
Le strategie generali illustrate nel precedente paragrafo, vengono ora declinate in un
insieme di strategie specifiche, inerenti ciascun aspetto saliente del territorio.
Le strategie specifiche per il governo del territorio sono illustrate all’interno di specifiche
schede per una più rapida consultazione.
Si ricorda che ai fini del presente capitolo tale trattazione ha solo carattere di illustrazione.
Per le misure prescrittive si rimanda al Piano delle Regole.
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2.1.3. Il sistema di monitoraggio
Al fine della valutazione nel tempo degli effetti sul territorio derivanti dall’attuazione delle politiche
e delle azioni esplicitate dal Documento di Piano, alla scadenza di ogni anno dalla data di
approvazione del PGT, l’Amministrazione Comunale effettuerà una valutazione della variazione
che nel corso dell’anno hanno subito i seguenti indicatori:
• la qualità dell’aria
• le risorse idriche
• il suolo e il sottosuolo
• i rifiuti
• l’energia
• il rumore
• la flora e la fauna
• il patrimonio storico testimoniale
• il paesaggio
• la mobilità.
Il monitoraggio è finalizzato a osservare l’evoluzione dello stato del territorio e dell’ambiente e si
configura quindi come un’occasione che fornisce a tecnici e amministratori utili contributi e
riscontri dei contenuti del Piano di Governo del Territorio.
L’andamento di ciascun indicatore dovrà essere oggetto di un momento di diagnosi e di
approfondimento finalizzato a comprendere quali variabili hanno influito sul raggiungimento degli
obiettivi di piano o sul loro mancato rispetto.
Gli approfondimenti relativi al programma di monitoraggio della V.A.S. sono stati più
compiutamente e dettagliatamente analizzati nel paragrafo 2.2. del Rapporto Ambientale.
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3
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
Lo scenario strategico descritto nelle pagine precedenti costituisce il riferimento per le fasi
successive di elaborazione del Documento di Piano e per la definizione della proposta di
pianificazione, che a sua volta deve evidenziare:
• la determinazione degli obiettivi quantitativi di sviluppo complessivo del PGT coerenti con
la logica di utilizzazione ottimale delle risorse territoriali (art. 8, comma 2, lettera b, legge
regionale n. 12/05);
• la determinazione delle politiche di intervento per i diversi sistemi funzionali, ossia
mobilità, residenza e attività produttive (art. 8, comma 2, lettera c, legge regionale n.
12/05);
• la dimostrazione della compatibilità delle politiche di intervento individuate con le risorse
economiche attivabili dall’Amministrazione Comunale (art. 8, comma 2, lettera d, legge
regionale n. 12/05);
• individuazione degli ambiti di trasformazione (art. 8, comma 2, lettera e, legge regionale n.
12/05);
• determinazione delle modalità di recepimento delle previsioni contenute nei piani di livello
sovra comunale (art. 8, comma 2, lettera f, legge regionale n. 12/05);
• definizione di eventuali criteri di compensazione, perequazione e incentivazione (art. 8,
comma 2, lettera g, legge regionale n. 12/05).
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3.1 Le determinazioni degli obiettivi quantitativi di sviluppo complessivo del PGT
Il percorso progettuale teso alla definizione degli obiettivi quantitativi di sviluppo si muove da
una duplice considerazione:
• le esigenze di sviluppo che si manifestano attraverso i dati ricognitivi, ovvero la necessità di
creare nuove opportunità residenziali, produttive, di servizi e di mobilità;
• l’utilizzazione ottimale di risorse territoriali a disposizione avendo a cuore la
minimizzazione di consumo di suolo libero.
Per quanto riguarda il primo punto, dalle analisi condotte sull’andamento demografico appare
evidente la necessità di offrire riposta alle crescenti esigenze residenziali della popolazione.
Fra il 1961 e il 2006 nel Comprensorio Cremasco si è registrato un incremento demografico del
32%: la popolazione è infatti passata da 57.163 a 75.518 unità (+18.355 unità).
Questa crescita, seppur generalmente positiva, non è uniforme su tutto il territorio. Come si è già
avuto modo di sottolineare nei precedenti capitoli, la crescita demografica non è strettamente legata
alla vicinanza a Crema, quanto piuttosto alla crescita economica che i singoli comuni sono riusciti a
mettere in atto. Ad esempio i comuni di Spino d’Adda e Pandino, hanno registrato un incremento di
popolazione molto maggiore rispetto a centri a ridosso di Crema, come ad esempio Cremosano,
Inzano o Capergnanica, per il quale si registra addirittura un trend negativo.
Facendo nuovamente riferimento al primo capitolo del presente Documento di piano, si ricorda che
per quanto riguarda la città di Crema, fino agli anni ’70 si registra una crescita con andamento quasi
sempre positivo caratterizzata solo da brevi periodi di assestamento. Nei successivi vent’anni si
assiste invece ad un brusco calo seguito da decennio di stabilità e da una moderata crescita
demografica che dura ancora oggi.
A Bagnolo Cremasco dagli anni ‘70 si assiste invece ad un costante incremento demografico. In
vent’anni si registra una crescita di 1.000 abitanti. Nel 1981 Bagnolo tocca per la prima volta i
4.000 abitanti e da allora si assiste ad un costante incremento demografico di circa 30 abitanti/anno.
Al 31 gennaio 2007 si rilevano a Bagnolo 4.628 unità, al 31 dicembre 2007 4.807 unità e al 31
dicembre 2008 4841 unità.
Dai dati riportati, risulta ragionevole prevedere che uno sviluppo di circa 30 abitanti/anno possa
proseguire in maniera pressoché invariata nel corso dei prossimi cinque anni. Ciò detto si deduce
che gli abitanti di Bagnolo dovrebbero passare dalle 4.842 unità rilevate al 30 novembre 2009, alle
5000 circa del 2014.
Dall’analisi del quadro conoscitivo e ricognitivo appare evidente che a Bagnolo occorre
porre particolare attenzione non solo alla questione insediativa residenziale, ma anche allo sviluppo
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del settore commerciale e produttivo. Si rilevano inoltre esigenze relative al miglioramento della
mobilità ed in particolare della sosta, e della necessità di riqualificare parte del tessuto viario dei
nuclei urbani a fronte di un progressivo spostamento del traffico di attraversamento su appositi assi
viari già previsti. Per quanto riguarda quest’ultimo caso, ci si riferisce in particolare alla S.P. 17 che
attraversa il comune di Bagnolo Cremasco in direzione Nord-Sud e che costituisce un rapido
collegamento fra la S.P. 415 “Paullese” e la S.P. 235. Questa arteria, dato il carattere urbano di una
sua porzione, non è in grado di supportare grossi livelli di traffico e pertanto risulta opportuno
elaborare specifiche strategie atte ad alleggerire il volume di traffico e a ridurre la velocità degli
automezzi. A tal proposito si potrebbe eliminare il diritto di precedenza della strada mediante la
creazione di rotatorie in punti strategici e dirottare il traffico pesante proveniente da sud lungo la
nuova arteria a est del nucleo principale.
Con riferimento al secondo punto, ossia l’utilizzazione ottimale di risorse territoriali a
disposizione, si sono individuate le parti di città caratterizzate da dismissioni in atto, da abbandono
o degrado urbanistico e/o paesaggistico e da sottoutilizzo insediativo. A ciò si sono aggiunte le aree
interstiziali all’edificato che l’attuale strumento urbanistico prevedeva come aree a standard e che il
Piano dei Servizi ritiene non più strategiche al proprio scopo.
In tal modo si è ridotto al minimo indispensabile la previsione di occupazione di nuove aree non
urbanizzate.
a) Analisi del fabbisogno di consumo del suolo
Un primo approccio alla definizione degli obiettivi quantitativi di piano è affrontato nel
paragrafo precedente, nel quale, sulla base delle indagini demografiche condotte nel primo
capitolo, si è ipotizzata una crescita della popolazione di circa 30 abitanti/anno. Si è già avuto
modo di sottolineare che dall’analisi dei dati, risulta ragionevole prevede che tale tendenza possa
proseguire in maniera pressoché invariata nel corso dei prossimi cinque anni, portando la
popolazione di Bagnolo da 4842 unità a 5000 entro il 2014.
Un altro utile strumento per la determinazione quantitativa degli obiettivi di piano è
rappresentato dall’analisi delle Denunce di Inizio Attività e i Permessi a Costruire presentati negli
ultimi otto anni a Bagnolo Cremasco. Dall’analisi dei suddetti documenti è ragionevolmente
possibile prevedere quella che sarà il fabbisogno di consumo del suolo nei prossimi 5 anni a
Bagnolo.
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Nella fase di analisi sono state prese in considerazione le Denunce di Inizio Attività e i Permessi a
Costruire relativi agli anni 2000-2007, inerenti sia la residenza che il settore industriale commerciale. I dati raccolti sono stati divisi per biennio e sistema funzionale (residenza, settore
industriale – commerciale).
Nelle pagine seguenti si riporta il dettaglio dell’indagine effettuata.
DENUNCIE D’ INIZIO ATTIVITA’
ANNI 2000-2001
Superficie
Sup. coperta
H
Vol. edificato
(mq)
(mq)
(m)
(mc)
425,32
6
2.551,92
SS n. 235
771,30
202,14
6
1.212,84
Via Gaeta, 4 - 3 villette schiera
817,00
277,90
3
833,70
Donatori di sangue
161,00
6
966,00
Gaeta - 4 alloggi
88,00
3
264,00
Guardiola
RESIDENZIALE
1.154,36
INDUSTRIALE
5.828,46
600,00
5
3.000,00
Capannone SS 235
700,00
5
3.500,00
Artigianale - industriale
900,00
5
4.500,00
Artigianale - commerciale
2.200,00
11.000,00
ANNI 2002-2003
RESIDENZIALE
Superficie
Sup. coperta
H
Vol. edificato
(mq)
(mq)
(m)
(mc)
3200,00
650,00
3
1.950,00
450,00
118,00
6
708,00
768,00
Via Crema - 4 ville
Via Nado Nadi - nuova costruz.
2.658,00
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ANNI 2004-2005
Superficie
Sup. coperta
H
Vol. edificato
(mq)
(mq)
(m)
(mc)
129,00
3
387,00
Residenza via Crema
54,00
3
162,00
Via Nado Nadi - villa schiera
RESIDENZIALE
229,00
1.119,00
366,40
6
1.892,40
462,00
125,00
3
375,00
1.890,00
INDUSTRIALE
674,40
Via Nado Nadi - 6 schiera
Bifamiliare - Galileo Galilei
2.816,40
6.337,00
5
31.685,00
978,00
5
4.890,00
877,00
5
4.385,00
1.205,00
5
6.025,00
Capannone SS 415
Capannone via Crema con res.
Via Crema - insediamento
produttivo
Va L. Da Vinci - uffici e
commerciale
ANNI 2006-2007
RESIDENZIALE
Superficie
Sup. coperta
H
Vol. edificato
(mq)
(mq)
(m)
(mc)
831,00
6
4.986,00
PL Borgogna - 4 ville
645,00
9
5.805,00
PL Borgogna - 9 ville schiera
875,00
209,80
6
1.258,80
Via Nado Nadi - 6 ville
1.287,00
495,50
6
2.973,00
Via Borgogna - case a schiera
620,00
105,50
6
630,00
747,00
233,00
6
1.398,00
851,00
171,40
3
514,20
Via Sarajevo - unif.
618,00
133,00
3
399,00
Via Pianette - unif.
9.116,00
2.824,20
2.336,00
1.782,00
INDUSTRIALE
Via Pianette - casa
17.964,00
1.933,00
5
9.665,00
736,00
5
3.680,00
2.122,00
5
10.610,00
4.791,00
Via Nuvolari - unifamiliare
Via L. Da Vinci - capannone
Via L. Da Vinci - capannone
Via L. Da Vinci - capannone
23.955,00
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Riepilogo DIA
RIEPILOGO PER VIE
Via Nedo Nadi
SUPERFICIE COPERTA
(mq)
118,00
54,00
366,40
209,80
748,20
VOLUME
(mc)
708,00
162,00
1.892,40
1.258,00
4.020,40
SS 415 (Paullese)
6.337,00
6.337,00
31.685,00
31.685,00
Via Crema Industr.
978,00
877,00
1.855,00
4.890,00
4.385,00
9.275,00
Via L.Da Vinci
1.205,00
1.933,00
736,00
2.122,00
6.025,00
9.665,00
3.680,00
10.610,00
29.980,00
5.996,00
Via Galileo Galilei
P.L.Borgogna
125,00
125,00
831,00
645,00
495,50
1.971,50
375,00
375,00
4.986,00
5.805,00
2.973,00
13.764,00
Via Tanzio Nuvolari
105,00
105,00
630,00
630,00
Via Pianette
233,00
133,00
366,00
1.398,00
399,00
1.797,00
Via Sarajevo
171,40
514,00
171,40
514,00
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RESIDENZIALE
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ANNI
2000-2001
2002-2003
2004-2005
2006-2007
SUPERFICIE SUPERFICIE COPERTA VOLUMETRIA
(mq)
(mq)
(mc)
1.154,36
5.828,46
768,00
2.658,00
674,40
2.816,40
2.824,20
17.964,00
INDUSTRIALE
TOTALE
ANNI
5.420,96
SUPERFICIE
(mq)
29.266,86
SUPERFICIE COPERTA
(mq)
2.200,00
VOLUMETRIA
(mc)
11.000,00
9.397,00
46.985,00
2006-2007
4.791,00
23.955,00
TOTALE
16.388,00
81.940,00
2000-2001
2002-2003
2004-2005
PERMESSI DI COSTRUIRE
ANNI 2000-2001
RESIDENZIALE
Superficie
Sup. coperta
H
Vol. edificato
(mq)
(mq)
(m)
(mc)
407,62
118,57
6
711,42
Via Visconti - casa unif.
118,57
6
711,42
Vicolo Clavelli - due abitazioni
97,00
6
582,00
Gattolino
703,00
245,50
6
1.473,00
Via Tazzoli
1.026,00
260,00
6
1.560,00
Via Donatori Del Sangue
1.887,00
324,00
6
1.944,00
Via Majorana - 6 ville schiera
194,00
6
1.164,00
Via Majorana
219,00
6
1.314,00
Via Nedo Nadi - 3 ville schiera
876,00
1.576,64
INDUSTRIALE
9.459,84
978,00
4
3.912,00
Via Crema - insediamento art.
877,00
5
4.385,00
Via Crema - capannone
1.855,00
8.297,00
205
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
ANNI 2002-2003
Superficie Sup. coperta
H
Vol. edificato
(mq)
(m)
(mc)
100,00
6
600,00
Via Mazzini, 42 - unif.
264,00
123,80
6
742,80
Via Visconti - 3 appart.
494,00
176,30
6
1.057,80
318,00
97,00
3
291,00
Via Visconti - 2 appart.
119,00
6
714,00
Via Sarajevo
876,00
219,00
6
1.314,00
216,00
54,00
3
162,00
Via Nedo Nadi - villa
850,00
132,00
2
2.64,00
Via Galvani
450,00
15
6.750,00
Via Dante - Torri
242,00
9
2.178,00
Via Crema - palazzina
(mq)
RESIDENZIALE
920,00
1.713,10
INDUSTRIALE
Via Papa Giov. - palazzina
Via Nedo Nadi - 4 villette
14.073,60
135,50
4
542,00
1.206,50
5
6.032,50
1.342,00
Magazzino merci - SS 235
Via delle industrie - capannone
6.574,50
ANNI 2004-2005
Superficie Sup. coperta
RESIDENZIALE
H
Vol. edificato
(mq)
(mq)
(m)
(mc)
797,00
249,00
6
1.494,00
Via Caduti Del Lavoro - palazzina
1.568,00
427,50
9
3.847,50
Via Donatori del Sangue
550,00
184,00
6
1.104,00
Via Galvani - bif.
1.199,00
366,00
6
2.196,00
Via Nedo Nadi - 6 ville schiera
1.287,70
495,50
6
2.973,00
P.L. Borgogna - 6 schiera
1.782,00
645,00
6
3.870,00
P.L. Borgogna - 9 schiera
862,00
341,70
6
2.050,20
P.L. Borgogna - 4 ville schiera
1.576,00
399,50
6
2.397,00
P.L. Borgogna - 4 case schiera
1.872,00
674,60
6
4.047,60
P.L. Borgogna - 8 case schiera
134,50
6
807,00
456,70
190,00
6
1.140,00
1.795,00
115,70
6
694,20
1.329,00
313,00
6
1.878,00
877,00
171,60
3
514,80
Vicolo Clavelli - 2 abitazioni
P.L. Borgogna - villa bif.
Via Verdi - casa unif.
P.L. Borgogna - palazzina 8 alloggi
Via Tadia - abitazione
206
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
4.707,60
INDUSTRIALE
29.013,30
3.131,00
1.510,00
5
7.550,00
5.186,00
1.678,00
5
8.390,00
2.172,00
4
8.688,00
4.954,00
5
24.770,00
3.188,00
Via L.Da Vinci - capannone
SS 235
Produttivo - commerciale - ss 415
15.940,00
ANNI 2006-2007
Superficie Sup. coperta
RESIDENZIALE
H
Vol. edificato
(mq)
(mq)
(m)
(mc)
1.567,00
427,00
6
2.562,00
P.L. Borgogna - 10 alloggi
1.781,00
189,50
6
1.137,00
SP 235
706,00
243,50
6
1.461,00
P.L. Borgogna - villa bif.
860,00
INDUSTRIALE
18.471,00
6.337,00
6.337,00
5.160,00
4
25.348,00
Ex SS 415
25.348,00
Riepilogo Permessi di Costruire
RIEPILOGO PER VIE
Via Nedo Nadi
SS 415 (Paullese)
Via Crema
Via Leonardo Da Vinci
P.L.Borgogna
SUP. COPERTA
(mq)
VOLUME
(mc)
219,00
54,00
366,00
1.314,00
162,00
2.196,00
639,00
3.672,00
4.954,00
6.337,00
11.291,00
242,00
242,00
1.510,00
1.678,00
3.188,00
495,50
645,00
341,70
399,50
674,60
190,00
313,00
427,00
24.770,00
25.348,00
50.118,00
2.178,00
2.178,00
7.550,00
8.390,00
15.940,00
2.973,00
3.870,00
2.050,20
2.397,00
4.047,60
1.140,00
1.878,00
2.562,00
207
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
243,50
1.461,00
3.729,80
132,00
184,00
316,00
22.379,00
264,00
1.104,00
1.368,00
450,00
450,00
6.750,00
6.750,00
Via delle Industrie
1.206,50
6.032,00
Via Caduti del Lavoro
1206,50
249,00
6.032,00
1.494,00
249,00
1.494,00
427,00
3.847,00
427,00
3.847,00
134,50
807,00
134,50
807,00
Via Verdi
115,70
694,20
Via Tadia
115,70
171,60
694,20
514,80
171,60
2.172,00
189,50
514,80
8.688,00
1.137,00
2.361,50
9.825,00
Via Galvani
Via Dante
Via Donatori del Sangue
Vicolo Clavelli
INDUSTRIALE
RESIDENZIALE
SS 235
ANNI
2000-2001
2002-2003
2004-2005
2006-2007
TOTALE
ANNI
2000-2001
2002-2003
2004-2005
2006-2007
TOTALE
SUPERFICIE SUPERFICIE COPERTA VOLUMETRIA
4.899,62
3.018,00
11.493,70
4.054,00
23.465,32
1.576,64
1.713,10
4.707,60
860,00
8.857,34
9.459,84
14.073,60
29.013,30
5.160,00
57.706,74
SUPERFICIE SUPERFICIE COPERTA VOLUMETRIA
18.471,00
18.471,00
1.855,00
1.342,00
3.188,00
6.337,00
12.722,00
8.297,00
6.574,50
15.940,00
25.348,00
56.159,50
208
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Come si è già avuto modo di sottolineare, dall’analisi delle Denunce di Inizio Attività e dei
Permessi di Costruire rilasciati negli ultimi otto anni è ragionevolmente possibile prevedere quella
che sarà il fabbisogno di consumo del suolo nei prossimi cinque anni a Bagnolo.
Per quanto riguarda la residenza, dal 2000 al 2007 la richiesta di volumetria è risultata pari a
29.266,86 mc per quanto riguarda le DIA e pari a 57.706,74 mc per quanto riguarda i Permessi di
Costruire.
Per il settore industriale si rileva una richiesta di cubatura pari a 81.940,00 mc per quanto riguarda
le DIA e pari a 56.159,50 mc per quanto riguarda i Permessi di Costruire.
Le nuove residenze trovano collocazione principalmente a nord est del centro abitato, nella
porzione di territorio racchiuso dalla via Leonardo da Vinci e dalla via Milano e nella zona a sud di
Via Crema. Le costruzioni ad uso produttivo trovano invece collocazione lungo la via Crema e la
via Leonardo da Vinci, ad est del centro abitato.
Nella pagina seguente viene riportata una rappresentazione grafica di quanto fin qui esposto.
Fig.6 : Individuazione delle principali direttrici di sviluppo degli ultimi otto anni
209
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
b) Calcolo del fabbisogno di consumo del suolo
Partendo dai dati riportati nelle pagine precedenti è possibile elaborare una serie di
considerazioni e risalire al fabbisogno di consumo del suolo per la residenza per i prossimi cinque
anni. Sono state sviluppati due diversi tipi di considerazioni.
Nel primo caso si è previsto un incremento di popolazione pari a 40 unità/anno (valore
leggermente incrementato rispetto a quello oggetto di previsioni demografiche). Ipotizzando che di
questi, 10 trovino alloggio in aree di completamento, si deduce che in area di espansione occorrerà
prevedere un incremento di 30 abitanti/anno.
Moltiplicando il valore di 200 mc/abitante per il numero di abitanti, si ricava che i mc/anno da
prevedere in area di espansione sono 6.000. Moltiplicando tale valore per 5 (numero anni di validità
del Piano di Governo del Territorio), si ricava che nel quinquennio sono da prevedere 30.000 mc .
Considerando poi un indice territoriale pari a 1,25 mc/mq si ricavano i mq, che moltiplicati per un
valore convenzionale compreso fra 3 e 4 e che tiene conto dell’andamento del mercato immobiliare
permettono di risalire al fabbisogno di consumo del suolo per i prossimi cinque anni.
Verifica n.1 - Previsionale:
-
40
abitanti/anno
10
in area di completamento
30
abitanti/anno in area di espansione
30
abitanti/anno
x 200 mc/ab
=
6.000
mc/anno
6.000
mc/anno
x
=
30.000
mc/quinquennio
30.000
mc
/ 1,25 mc/mq
=
24.000
mq
24.000
mq
x 3÷4
=
72.000
÷
5
anni
96.000
mq
Il secondo tipo di considerazione parte dall’analisi delle DIA e delle domande di Permesso
a Costruire presentate negli ultimi otto anni a Bagnolo Cremasco.
La richiesta di volumetria dal 2000 al 2007 in area di espansione residenziale è risultata pari a
86.973,60 mc, corrispondente a 10.871,70 mc/anno. Si può ragionevolmente ritenere che anche nei
210
D
Dooccuum
meennttoo ddii P
Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
prossimi anni tale valore resti invariato. Moltiplicando i 10.871,70mc/anno ottenuti per il numero
di anni di validità del Piano, si ottiene il valore di 54.358,50 mc, riferito ai cinque anni.
Considerando poi un indice territoriale pari a 1,25 mc/mq si ricavano i mq, che moltiplicati per un
valore convenzionale compreso fra 3 e 4 e che tiene conto dell’andamento del mercato immobiliare
permettono di risalire al fabbisogno di consumo del suolo per i prossimi cinque anni.
Verifica n.2 - Analitica:
Richiesta di volumetria residenziale
anni 2000 ÷ 2007
86.973,60
mc
86.973,60
mc
/
8
anni
≈
10.871,70 mc/anno
10.871,70
mc/anno
x
5
anni
=
54.358,50 mc/quinquennio
54.358,50
mc
/
1,25 mc/mq
=
43.486,80 mq
43.486,80
mq
x
3÷4
=
130.460
÷
173.947
mq
Dalla prima verifica si ricava che il fabbisogno di consumo del suolo per i prossimi cinque
anni a Bagnolo potrebbe essere ragionevolmente compreso fra 72.000 mq e 96.000 mq, mentre
dalla seconda si ricava che potrebbe essere compreso fra 130.460 e 173.947 mq.
Considerando la particolare situazione che l’economia del paese sta attraversando nel corso
dell’ultimo anno e della congiuntura sfavorevole in cui si trova, si ritiene ragionevole prevedere per
i prossimi cinque anni una superficie di espansione residenziale non superiore ai 75.000mq.
211
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Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
c) Analisi delle osservazioni pervenute
Un altro criterio di valutazione delle esigenze edificatorie della popolazione è rappresentato
dall’analisi delle osservazioni pervenute all’Amministrazione Comunale.
Fra queste, molte sono relative alla richiesta di consumo di suolo agricolo per finalità residenziali o
produttive, alcune alla modifica di destinazioni d’uso e solo una piccola parte alla modifica della
normativa tecnica o alla segnalazione di situazioni particolari.
Le proposte pervenute sono così suddivise:
TIPOLOGIA RICHIESTA
NUMERO
%
57,5%
RESIDENZIALE
da zona A
-
-
da zona agricola
18
45%
da zona produttiva, artigianale
2
5%
standard
2
5%
aumento zona B
1
2,5%
PRODUTTIVO
8
20%
COMMERCIALE
-
-
VIABILITA’
-
-
NTA
1
2,5%
CARATTERE GENERALE
2
5%
PROPOSTE SPECIFICHE
6
15%
da zona soggetta a vicolo o
Dall’analisi delle osservazioni pervenute non è possibile ricavare valutazioni di carattere
quantitativo, ma è possibile ricavare informazioni di tipo orientativo. Nel caso specifico emerge
l’esigenza di destinare una porzione di territorio alle esigenze di espansione residenziale e
produttiva della popolazione.
Delle 40 osservazioni pervenute, 23 (quota pari al 57,5% del totale) sono relative alla
trasformazione di aree agricole, produttive e soggette a vincolo o standard in aree residenziali.
Significativo è anche il numero delle richieste di aree da destinare al settore produttivo che
rappresenta il 20% delle richieste.
Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo 1.1.5 del presente Documento di Piano.
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Piiaannoo
C
Coom
muunnee ddii B
Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
3.2 Determinazioni delle politiche di intervento per i diversi sistemi funzionali
Di seguito vengono riportate le scelte di piano elaborate considerando le osservazioni dei
privati cittadini e la conclusione delle analisi di tipo conoscitivo e orientativo.
Per quanto concerne la residenza, si è optato per la conservazione ad uso agricolo dei grandi
appezzamenti esterni al nucleo abitato, dando priorità alla trasformazione di aree già contigue
all’edificato esistente. In particolare si è previsto di inserire i nuovi insediamenti residenziali
all’interno di:
• aree caratterizzate da dismissioni in atto, da abbandono o degrado urbanistico e/o
paesaggistico;
•
aree di sottoutilizzo insediativo;
• aree interstiziali all'edificato che l'attuale strumento urbanistico prevedeva come aree
standard e che il Piano dei Servizi ritiene non più strategiche al proprio scopo;
• modeste porzioni di suolo residuale che il vigente piano individuava come "agricole" ma che di
fatto sono costituite da appezzamenti di piccole dimensioni, inglobati e circondati dall'edificato
o costituenti limitati ampliamenti dello stesso.
Inoltre, come già previsto dal Piano Territoriale d’Area, si è deciso di preservare dall’edificazione il
territorio ad ovest del centro di Bagnolo Cremasco, in considerazione del fatto che per le sue
caratteristiche ambientali mal si presta a questa funzione.
Le aree di espansione a nord e ad est della zona residenziale sono da considerarsi le più idonee al
fine di non perdere la compattezza del centro abitato esistente e limitare il consumo di suolo.
A fianco delle suddette direzioni di sviluppo è stata individuata l’area attualmente inedificata
adiacente a Via Manzoni, avente una superficie di circa 38.000 mq, quale ambito di trasformazione
residenziale.
Per gli interventi di riqualificazione e recupero urbano, il Documento di Piano prevede
l’incentivazione delle azioni atte a migliorare la qualità dell’edificato favorendo il riuso e la
conservazione del patrimonio esistente.
L’innalzamento dei parametri di edificabilità delle aree ad est di Via Europa e a sud di Via Crema, è
da ritenersi congrua alla decisione di consolidamento del tessuto urbano e di disincentivazione di
sperpero del suolo.
213
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Baaggnnoolloo C
Crreem
maassccoo
Durante la fase di elaborazione delle scelte di piano si è ritenuto opportuno consolidare e
preservare la presenza del settore agricolo nel territorio non intaccando minimamente la porzione ad
ovest del territorio. Particolare attenzione è rivolta anche alla tutela dell’area del Moso.
Allo stesso modo viene confermata la vocazione agricola del della porzione di territorio sud e ad
est del centro abitato.
Lo strumento urbanistico regolerà la destinazione d’uso dei suoli per i prossimi cinque anni destina
all’agricoltura circa mq 4.332.508 pari al 43% del totale del territorio comunale.
Si ritiene opportuno evidenziare le seguenti disaggregazioni:
aree agricole
mq
Aree destinate all’agricoltura
4.332.598
Aree di valore ambientale -paesaggistico
3.018.124
totale
Circa pari al valore % del territorio
comunale
7.350.722
73%
Per quanto riguarda lo sviluppo del comparto produttivo si è favorito il completamento dei
lotti non ancora edificati tra la Roggia Comune e Via Crema e i terreni presenti a sud della Paullese.
Attualmente nel territorio comunale il comparto produttivo occupa circa mq. 823.511.
Si ritiene opportuno ipotizzare un incremento delle aree produttive individuate in ambiti di
trasformazione urbanistica localizzati in prossimità degli spazi attualmente destinati alle attività
produttive.
Non si ritiene necessaria l'individuazione di specifiche localizzazioni vocate all'insediamento
di attività commerciali di media e grande distribuzione o di centri commerciali.
Riguardo le dotazioni di servizi pubblici, si fa riferimento alle indicazioni contenute nel
piano specifico.
Si confermano le scelte effettuate dal precedente strumento urbanistico per quanto concerne il
rispetto delle fasce di salvaguardia degli allevamenti, pozzi e depuratore e altri vincoli (rispetto
stradale, metanodotti, elettrodotti, rogge, fontanili, ecc).
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Baaggnnoolloo C
Crreem
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3.3 Dimostrazione della compatibilità delle politiche di intervento individuate con le
risorse economiche attivabili dall’Amministrazione Comunale
La Legge Regionale n. 12/05 all’art. 8, comma 2, lettera d, sottolinea l'importanza della
dimensione temporale e l'aspetto della sostenibilità finanziaria delle previsioni di pianificazione.
Il Documento di Piano deve assicurare una stretta relazione e coerenza tra le politiche di intervento
e le linee di azione prefigurate da un lato ed il quadro delle risorse economiche dall'altro. Ciò
implica che gli interventi previsti debbano essere connotati anche rispetto ad una scala di priorità
dell’Amministrazione da costruirsi tenendo conto delle risorse economiche a disposizione o
comunque attivabili, anche attraverso il diretto coinvolgimento di risorse private alla realizzazione
delle previsioni di sviluppo territoriale e mediante l'utilizzo degli atti di programmazione
negoziata.
Tutte le previsioni sopra descritte, sia residenziali, sia produttive e sia commerciali, vengono
accompagnate da opportuni interventi finalizzati alla realizzazione di opere ed attrezzature servizi
pubblici e di interesse pubblico o generale in grado di assicurare sia in termini quantitativi sia qualitativi
non solo le nuove esigenze di servizi ma anche soddisfare bisogni pregressi attraverso opportune
convenzioni finalizzate a tale scopo. L'intervento dell'Amministrazione Comunale sarà quindi
sostanzialmente limitato al controllo ed al coordinamento nella realizzazione di tali opere.
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Piiaannoo
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Baaggnnoolloo C
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3.4 Gli ambiti di trasformazione
Compete al Documento di Piano indicare l’aliquota degli obbiettivi di sviluppo complessivi
(in termini di stock edilizio e di abitanti insediabili) colrt4locabile negli ambiti di trasformazione
e definire, in modo da non lasciare dubbi circa l’assenza di valore conformativo, la
perimetrazione degli stessi. In tal modo il Documento di Piano fissa il corretto rapporto
“strategico” tra la politica di riqualificazione urbana e quella (sussidiaria) di ampliamento della
città.
Il Documento di Piano, pur nel silenzio della legge, non può non rinunciare a definire l’assetto
funzionale da perseguire nell’ambito dei piani attuativi: questo per evitare che fondamentali nodi
inerenti le destinazioni d’uso vengano demandati, in assenza di linee guida, alla fase di
negoziazione del singolo piano attuativo, e quindi con l’obbiettivo non secondario di evitare
quella percezione di completa negoziabilità delle scelte.
Va ricordato che compete alla pianificazione attuativa, come indica con chiarezza l’art. 12, III
comma, della Legge, fissare in via definitiva gli indici urbanistico – edilizi necessari
all’attuazione delle previsioni espresse nel Documento di Piano.
Dunque, a quest’ultimo atto compete unicamente indicare obbiettivi generali sul piano della
preservazione delle risorse naturali, della qualità del costruito, del concorso tra più funzioni.
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AREA DI TRASFORMAZIONE 1
COLLOCAZIONE
Si tratta di area già inserita nel tessuto urbano esistente, con caratteristiche residenziali.
La posizione è centrale rispetto all’insediamento esistente a ridosso dell’area di maggiore
interesse pubblico.
SUPERFICIE
Circa 38.000 mq
OBIETTIVI
L’impostazione generale di progetto dal punto di vista morfologico dovrà perseguire il
raggiungimento di elevati standard qualitativi sia dal punto di vista progettuale
architettonico, sia dal punto di vista del corretto inserimento ambientale e paesaggistico.
All’interno di queste aree dovranno essere riservate delle superfici per fornire una risposta
alle richieste dei cittadini di usufruire di adeguati servizi per la vita moderna e civile.
Nelle aree che dovranno essere messe a disposizione dell’Amministrazione Comunale
secondo accordi da stipulare al momento della presentazione dei piani attuativi, vanno comprese
anche le aree necessarie agli interventi di edilizia residenziale pubblica.
La dotazione di aree per attrezzature pubbliche dovrà garantire comunque un minimo di mq 18 per
ogni abitante insediabile.
Gli ambiti a vocazione residenziale saranno caratterizzati dalla presenza di giardini urbani
ovvero spazi verdi con aree a prato, con arbusti ed alberi, realizzati in prossimità delle aree
edificate, la cui funzione potrà essere diversificata (ornamentale, ricreazionale, ludica) o
polivalente. La scelta delle specie arboree dovrà tendere al mantenimento od al ripristino
degli aspetti naturali, paesaggistici e culturali del territorio. Per tale motivo si dovranno impiegare
per l'impianto tutte le specie arboree ed arbustive che costituiscono le formazioni vegetali della
fascia di vegetazione in cui rientra il territorio del Comune di Bagnolo Cremasco. Tali spazi
saranno disseminati di occasioni che ne stimolino in maniera variegata tutti gli utilizzi: sedili,
muretti, gradini, panche, specchi d'acqua, ecc.
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DESTINAZIONI D’USO
Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso:
•
residenziale;
•
artigianale di servizio;
•
commerciale (esercizi di vicinato);
•
commerciale (una sola struttura di vendita media, di superficie compresa tra 150mq e 600mq);
•
direzionale e terziaria minuta;
•
ricettiva;
•
ricovero di autovetture;
•
servizi di interesse generale.
Fig.7 : Area di trasformazione 1 - tavola 9/DP
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AREA DI TRASFORMAZIONE 2
COLLOCAZIONE
Si tratta di area in aderenza allo sviluppo residenziale a Nord dell’abitato del Comune. Non molto
distante dalle aree centrali, si affaccia lungo via Pertini e via Milano.
E’ un’area che si presta molto ad un’espansione di tipo residenziale.
SUPERFICIE
Circa 36.000 mq
OBIETTIVI
L’impostazione generale di progetto dal punto di vista morfologico dovrà perseguire il
raggiungimento di elevati standard qualitativi sia dal punto di vista progettuale
architettonico, sia dal punto di vista del corretto inserimento ambientale e paesaggistico.
All’interno di queste aree dovranno essere riservate delle superfici per fornire una risposta
alle richieste dei cittadini di usufruire di adeguati servizi per la vita moderna e civile.
Nelle aree che dovranno essere messe a disposizione dell’Amministrazione Comunale
secondo accordi da stipulare al momento della presentazione dei piani attuativi vanno comprese
anche le aree necessarie agli interventi di edilizia residenziale pubblica.
La dotazione di aree per attrezzature pubbliche dovrà garantire comunque un minimo di mq 18 per
ogni abitante insediabile.
Gli ambiti a vocazione residenziale saranno caratterizzati dalla presenza di giardini urbani
ovvero spazi verdi con aree a prato, con arbusti ed alberi, realizzati in prossimità delle aree
edificate, la cui funzione potrà essere diversificata (ornamentale, ricreazionale, ludica) o
polivalente. La scelta delle specie arboree dovrà tendere al mantenimento od al ripristino
degli aspetti naturali, paesaggistici e culturali del territorio. Per tale motivo si dovranno impiegare
per l'impianto tutte le specie arboree ed arbustive che costituiscono le formazioni vegetali della
fascia di vegetazione in cui rientra il territorio del Comune di Bagnolo Cremasco. Tali spazi
saranno disseminati di occasioni che ne stimolino in maniera variegata tutti gli utilizzi: sedili,
muretti, gradini, panche, specchi d'acqua, ecc.
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DESTINAZIONI D’USO
Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso:
•
residenziale;
•
artigianale di servizio;
•
commerciale (esercizi di vicinato);
•
commerciale (una sola struttura di vendita media, di superficie compresa tra 150mq e 600mq);
•
direzionale e terziaria minuta;
•
ricettiva;
•
ricovero di autovetture;
•
servizi di interesse generale.
Fig. 8 : Area di trasformazione 2 - tavola 9/DP
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AREA DI TRASFORMAZIONE 3
COLLOCAZIONE
Si tratta di area frastagliata, ubicata a Nord dell’ex Statale “Paullese”, a ridosso di aree di
particolare pregio ambientale e in.
Tale area, contigua ad altri insediamenti produttivi, si presta anch’essa ad un’espansione di tipo
produttivo.
SUPERFICIE
Circa 100.000 mq
OBIETTIVI
Poiché l’area è collocata in zona prossima ad ambiti i cui aspetti ambientali,
paesaggistici, ecologici, idrogeologici che risultano particolarmente sensibili, dovrà
prevedersi il posizionamento di adeguate fasce alberate frammiste ad essenze arbustive, di
specie autoctone, con profondità non inferiore ai 10m poste sul perimetro esterno di ogni
singolo comparto edificabile, al fine di mitigare l’impatto paesaggistico-ambientale delle
future strutture con la campagna circostante.
Tale barriera si presta a ridurre gli impatti, da rumore, da polveri, da aerosol, da
emissioni luminose, prodotti da sorgenti che possono essere puntiformi localizzate su aree più o
meno vaste (aree produttive, impianti tecnologici, impianti di depurazione).
Si dovranno impiegare strutture con vegetazione prevalentemente legnosa di differente
ampiezza e natura in associazione a terrapieni; in alternativa si potranno utilizzare strutture che
hanno minore necessità di spazio in quanto prevedono unità atte alla crescita di vegetazione
di varia natura, in moduli sovrapposti o su rilevati o sostegni di pannelli fonoassorbenti.
La natura generale degli interventi contemplerà movimenti di terra per eventuale
formazione di terrapieni, sistemazione e correzione del terreno, messa a dimora di alberi ed
arbusti, inserimento di piccole opere a favore di specie animali particolari. La dotazione di aree per
attrezzature pubbliche dovrà garantire un minimo di mq 10 per ogni 100 mq di St.
DESTINAZIONI D’USO
Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso:
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•
produttiva (artigianale e industriale);
•
servizi di interesse generale;
•
residenziale limitatamente a funzione di guardiania;
•
esercizi pubblici.
Fig. 9 : Area di trasformazione 3 - tavola 9/DP
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AREA DI TRASFORMAZIONE 4
COLLOCAZIONE
Si tratta di area ubicata a sud della ex Statale “Paullese”, inserita tra aree a destinazione
produttiva e che si presta anch’essa ad un’espansione di tipo produttivo.
SUPERFICIE
Circa 15.000 mq
OBIETTIVI
Poiché l’area è collocata in zona prossima ad ambiti i cui aspetti ambientali,
paesaggistici, ecologici, idrogeologici che risultano particolarmente sensibili, dovrà
prevedersi il posizionamento di adeguate fasce alberate frammiste ad essenze arbustive, di
specie autoctone, con profondità non inferiore ai 10m poste sul perimetro esterno di ogni
singolo comparto edificabile, al fine di mitigare l’impatto paesaggistico-ambientale delle
future strutture con la campagna circostante.
Tale barriera si presta a ridurre gli impatti, da rumore, da polveri, da aerosol, da emissioni
luminose, prodotti da sorgenti che possono essere puntiformi localizzate su aree più o meno vaste
(aree produttive, impianti tecnologici, impianti di depurazione). L'intervento dovrà prevedere
l'interposizione di fasce di vegetazione naturale con funzione tampone; si dovranno impiegare
strutture con vegetazione prevalentemente legnosa di differente ampiezza e natura in associazione
a terrapieni.
In alternativa si potranno utilizzare strutture che hanno minore necessità di spazio in
quanto prevedono unità atte alla crescita di vegetazione di varia natura, in moduli sovrapposti
o su rilevati o sostegni di pannelli fonoassorbenti.
La natura generale degli interventi contemplerà movimenti di terra per eventuale formazione
di terrapieni, sistemazione e correzione del terreno, messa a dimora di alberi ed arbusti,
inserimento di piccole opere a favore di specie animali particolari. La dotazione di aree per attrezzature
pubbliche dovrà garantire un minimo di mq 10 per ogni 100 mq di St.
In Conformità con il PTCP è prevista per la S.P. CR ex S.S. 415 “Paullese” un’ampiezza della
fascia di rispetto stradale fuori dai centri urbani (ex art.4 D.Lgs 285/92) di 40 metri misurata dal
confine stradale, che ricade parzialmente nell’area di trasformazione e costituisce un vincolo
pertanto a cui attenersi in fase di progettazione.
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DESTINAZIONI D’USO
Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso:
•
produttiva (artigianale, industriale e commerciale limitatamente a 150mq per unità);
•
servizi di interesse generale;
•
residenziale limitatamente a funzione di guardiania;
•
esercizi pubblici.
Fig. 10 : Area di trasformazione 4 - tavola 9/DP
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AREA DI TRASFORMAZIONE 5
COLLOCAZIONE
Si tratta di un’area ubicata a nord della ex Statale “Paullese”, ai confini settentrionali del territorio
comunale, in prossimità di altri insediamenti produttivi e che si presta anch’essa ad un’espansione
di tipo produttivo.
SUPERFICIE
Circa 33.000 mq
OBIETTIVI
Poiché l’area è collocata in zona prossima ad ambiti i cui aspetti ambientali,
paesaggistici, ecologici, idrogeologici che risultano particolarmente sensibili, dovrà
prevedersi il posizionamento di adeguate fasce alberate frammiste ad essenze arbustive, di
specie autoctone, con profondità non inferiore ai 10m poste sul perimetro esterno di ogni
singolo comparto edificabile, al fine di mitigare l’impatto paesaggistico-ambientale delle
future strutture con la campagna circostante.
Tale barriera si presta a ridurre gli impatti, da rumore, da polveri, da aerosol, da
emissioni luminose, prodotti da sorgenti che possono essere puntiformi localizzate su aree più o
meno vaste (aree produttive, impianti tecnologici, impianti di depurazione). L'intervento dovrà
prevedere l'interposizione di fasce di vegetazione naturale con funzione tampone; si dovranno
impiegare strutture con vegetazione prevalentemente legnosa di differente ampiezza e natura in
associazione a terrapieni.
In alternativa si potranno utilizzare strutture che hanno minore necessità di spazio in
quanto prevedono unità atte alla crescita di vegetazione di varia natura, in moduli sovrapposti
o su rilevati o sostegni di pannelli fonoassorbenti.
La natura generale degli interventi contemplerà movimenti di terra per eventuale formazione
di terrapieni, sistemazione e correzione del terreno, messa a dimora di alberi ed arbusti,
inserimento di piccole opere a favore di specie animali particolari. La dotazione di aree per attrezzature
pubbliche dovrà garantire un minimo di mq 10 per ogni 100 mq di St.
In Conformità con il PTCP è prevista per la S.P. CR ex S.S. 415 “Paullese” un’ampiezza della
fascia di rispetto stradale fuori dai centri urbani (ex art.4 D.Lgs 285/92) di 40 metri misurata dal
confine stradale, che ricade parzialmente nell’area di trasformazione e costituisce un vincolo
pertanto a cui attenersi in fase di progettazione.
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DESTINAZIONI D’USO
Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso:
•
produttiva (artigianale, industriale e commerciale entro 150mq per unità o fino ad un massimo
di 1500mq per un’unica unità);
•
servizi di interesse generale;
•
residenziale limitatamente a funzione di guardiania;
•
esercizi pubblici.
Fig. 11 : Area di trasformazione 5 - tavola 9/DP
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AREA DI TRASFORMAZIONE 6
Area di trasformazione produttiva a carattere sovracomunale la cui attuazione è subordinata ad
accordo di programma a scala sovracomunale.
COLLOCAZIONE
Nella zona sud-est del territorio comunale in contiguità con il territorio comunale di Crema è previsto
l’insediamento di attività produttive che sarà progettato in collaborazione con l’Amministrazione
comunale di Crema, al fine di costituire un polo produttivo di importanza sovracomunale in
attuazione della Delibera del Consiglio Comunale di Bagnolo Cremasco n°25 del 27.04.2007.
SUPERFICIE
Circa 150.000 mq
OBBIETTIVI
Con la realizzazione di un’area produttiva interessante i Comuni di Crema e Bagnolo si intende
dare una risposta alle esigenze di carattere intercomunale che interessano l’area cremasca.
DESTINAZIONI D’USO
Si fa riferimento a quanto contenuto nella variante di adeguamento alla L.R. 12/2005 del PTCP
della Provincia di Cremona che ha interessato la proposta ad uno specifico percorso di VAS e ha
elaborato una scheda di valutazione che si allega a testimonianza di una scelta non solo condivisa
in termini di proposta ma anche di attuazione.
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Si riporta inoltre qui di seguito un estratto dal Piano Territoriale d’Area del Cremasco in cui è
evidenziata l’area di trasformazione che interessa il comune di Bagnolo Cremasco:
Legenda
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3.5 Modalità di recepimento delle eventuali previsioni prevalenti contenute
nei piani di livello sovracomunale
Attraverso il lavoro di composizione del quadro ricognitivo e programmatorio si è potuto
evidenziare puntualmente l'esistenza di previsioni contenute in atti di pianificazione e
programmazione di Enti sovracomunali aventi carattere di prevalenza ed interessanti
direttamente il territorio comunale, in particolare il Piano Territoriale di Coordinamento
Provinciale (P.T.C.P.) e il Piano d’Area del Cremasco. Conseguentemente, applicando il
principio della "maggior definizione" e nell'ambito della definizione di proprie strategie di
sviluppo locale, si propongono alcune modificazioni al P.T.C.P. ritenute necessarie. In particolare,
a seguito della Conferenza dei Comuni tenutasi il 15.02.2008, facendo riferimento agli artt. 15 e
18 della L.R. 12/2005 e alla luce delle modifiche apportate al comma 4 dell'art.15 sopracitato,
introdotte dalla L.R. 14.3.2008 n.4, con cui viene ricalibrata la disciplina relativa alla
individuazione, ad opera dei P.T.C.P., degli ambiti destinati all'attività agricola, con la
precisazione che la definizione dovrà riguardare gli ambiti destinati all'attività agricola di
interesse strategico, con obbligo per la Provincia di acquisire le proposte dei Comuni,
l’Amministrazione di Bagnolo Cremasco ha provveduto alla formulazione delle seguenti osservazioni e
proposte che non hanno, comunque, alla data di adozione del presente PGT determinato alcuna
variazione al PTCP vigente:
1. La "Carta degli ambiti agricoli" scala 1:10.000 non è aggiornata e risulta talvolta
difficoltoso verificare la congruenza del perimetro ivi individuato con i corrispondenti
perimetri di zona urbanistica individuati nel P.R.G.C. vigente.
2. Si individua un errore nella perimetrazione ad EST degli insediamenti posti lungo la Via
Lodi ex S.P. 17, in quanto tale perimetrazione interseca un capannone
recentemente ampliato e non tiene conto dell'azzonamento del P.R.G.C. vigente.
Pertanto si richiede la correzione in tal senso.
3. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo ad EST del capannone
interno dell'insediamento produttivo "JOHNSON DIVERSEY S.P.A.", posto sulla ex S.S.
235. Questa proposta è di carattere generale ed è da estendere ad altri insediamenti
produttivi/commerciali,
poiché
una
perimetrazione
eccessivamente
puntuale
e
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prescrittiva, limita possibilità di ampliamento dell'attività in relazione ad esigenze di
espansione dell'attività stessa.
4. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo (art. 15 c. 5) per il lotto
contiguo alla Via Visconti, intecluso fra aree urbanizzate.
5. Si propone di estendere verso NORD il perimetro degli ambiti agricoli posti a
NORD-OVEST dell'abitato, ora individuato con una linea virtuale, sul limite della rete
storica dei cavi irrigui.
6. Si propone di includere negli ambiti agricoli l'area "bianca" posta a NORD-EST
dell'abitato, in coerenza con le scelte operate per il comparto agricolo frontistante a
NORD-OVEST.
7. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo a SUD dell'insediamento
produttivo/commerciale posto all'incrocio fra la Via Milano e la ex S.S. 415 per le
ragioni già espresse al sopracitato punto 3.
8. Si propone di eliminare l'individuazione di ambito agricolo per i lotti interclusi fra la ex
S.S. 415 e la Roggia Quarantina, in quanto il loro valore agricolo e' svilito dalla
previsione di viabilità legata all'intervento di riqualificazione della "Paullese"
9. Si individua il perdurare di un errore, come già segnalato, nella mancata esclusione
dall'ambito agricolo di fascia latistante in lato OVEST la strada per la Frazione
Gattolino.
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PREMESSA - Comune di Bagnolo Cremasco