Quest’anno la nostra chiesa diocesana si confronta sull’importanza della Parola di Dio nella vita di ogni cristiano. Il nostro bollettino, pertanto, suggerisce alcune riflessioni sulla PAROLA La Parola di Dio Nel titolo questa breve presentazione del bollettino non osa definire la parola di Dio. E’ troppo arduo. Si può indicare, è difficile definirlo, a meno che non si proclami che la parola di Dio è Dio stesso. Il suo messaggio all’umanità, dalle origini alla più alta rivelazione in Gesù, è Lui stesso. E’ difficile penetrare questa verità, ma la traduzione, senza riduzione, di Dio nella vicenda umana è proprio il compimento concreto della sua Parola nella persona del Figlio, Gesù Cristo. “E il verbo si è fatto carne” (Giovanni) Ineffabile e dolcissimo mistero contemplato e vissuto nei giorni di Natale. Basta sfrondarlo dal frascume di cose inutili allo spirito che avvolgono, come usano il conformismo e la pubblicità, per risentirne la francescana poesia di Greccio, della poesia pura o meglio ancora per penetrare il significato teologico che all’occhio dell’anima riappare in tutta la sua grandezza e luminosità senza confronto. La Parola si è fatta carne…ed ha preso dimora in mezzo a noi. Veramente! Dio non necessita di nulla e di nessuno, ma in un certo senso se una necessità esiste, è che Dio necessita (Necessità dell’amore) dell’uomo per manifestarsi più apertamente, e consapevolmente da parte della Creatura destinataria al vertice del suo amore appunto e della sua luce. Ha scelto l’uomo, creandolo a sua immagine e somiglianza. Rotta la prima alleanza con il peccato, nel tempo è avvenuto il disgelarsi di Dio prima per la rinnovata alleanza con il popolo discendente da Abramo come preparazione (VT) ad un avvento definitivo: l’irruzione concreta e reale della stessa parola di Dio in Gesù, portatore vivente di questa parola per la sua duplice natura: umana e divina, compimento del progetto divino e redentore per il riscatto del male e della morte per gli uomini di tutti i tempi (NT). Così la parola di Dio, che non ha abbandonato mai l’uomo, anche dopo la colpa! L’uomo si è allontanato da Dio, come del resto tenta di fare sempre, ma Dio non l’abbandona. L’ha seguito, permettendo il riscatto della maledizione del serpente tentatore attraverso la donna che gli schiaccia il capo; l’ha seguito con Noè e la salvezza dal diluvio;l’ha seguito nell’esodo dall’Egitto, e giù giù, attraverso i secoli, da altri popoli; l’ha seguito ammaestrandolo e correggendolo coi profeti; l’ha seguito immagine anticipata di un popolo di redenti, sollevandolo dalle sconfitte e dalle umiliazioni; l’ha seguito come aquila che vola sulla sua nidiata; lo ha ammaestrato con le sue leggi ed istruzioni; lo ha raccolto in preghiera, nel culto ed adorazione del Dio vero in mezzo ad un’umanità di popoli idolatri. La Bibbia o Sacra Scrittura è quindi storia, cultura, poesia, norma di vita preghiera già nell’Antico Testamento. Pianta coltivata dalla stessa mano di Dio per un innesto che trasformerà la pianta stessa con la partecipazione di una nuova: la linfa di Cristo. Da Gesù in poi, infatti la vita dell’uomo non è più soltanto guidata da Dio, vegliata, viene cambiata. La vita divina viene partecipata agli uomini che credono e crederanno in Gesù:via, verità e vita. E’ il Vangelo, la buona novella, come Gesù stesso amava definire la sua parola, Lui stesso parola di Dio incarnata, per un uomo nuovo, che i profeti di Israele avevano annunciato e nell’attesa inconsapevole anche di tutti i popoli. Siamo nel Nuovo Testamento, nella Nuova Alleanza, più completa dal punto di vista sia storico che teologico. La seconda parte della Bibbia, secondo il canone della chiesa! Anche il N T è ordinato con il Canone in tre serie: • Libri Storici (4 Vangeli àMarco, Luca, Matteo, Giovanni; gli atti degli Apostoli) • Libri Didattici (14 lettere di S. Paolo; 7 lettere apostoliche) • Libro Profetico (Apocalisse di S. Giovanni) Tutti i libri della Bibbia sono ispirati da Dio: (46 VT più 27 NT) Preminenti su tutto sono i 4 Vangeli perché in essi è Gesù stesso che parla ed opera. Gesù è il termine ed il compimento della Rivelazione e della redenzione. Per questo hanno posizione preminente per i cristiani, rispetto a tutti gli altri libri. La Bibbia non è un unico libro, ma una piccola biblioteca di libri tra loro strettamente connessi sia per origine che contenuto. Perciò la denominazione greca tà biblia , i libri, passata in latino sotto la forma Biblia, ancora plurale, finì per seere considerata un nome singolare femminile e divenne l’italiano Bibbia. La Bibbia è il libro più diffuso nel mondo, se si considera che un miliardo e mezzo di uomini si ispira ad essa. Anche quando non è, purtroppo, regola di vita, è sempre il libro della fede, della misericordia di Dio per la fragilità umana, il libro della vita. A noi cristiani, entrando in chiesa, subito balzano al nostro occhio attento tre cose:il fonte battesimale, la mensa con il Tabernacolo, l’Ambone. Se il fonte battesimale ci ricorda la nostra origine di credenti in Cristo, la mensa ed il Tabernacolo la fonte quotidiana del nutrimento eucaristico, l’Ambone posto dal quale è sempre proclamata la parola di Dio. Quest’ultima però non deve essere vincolata solo a quel luogo, ma deve essere portata dal credente missionario ovunque s’incontri un altro uomo. Anche noi siamo debitori per fede e per grazia sempre della buona novella. Questo adempimento è stato l’oggetto della predicazione di Gesù, degli apostoli, dei cristiani per 20 secoli e pure nostro. Il Maestro l’ha connesso con la sua persona. L’annuncio e la predicazione del passo evangelico (Kerigma) nel linguaggio primitivo è compito di tutti i battezzati: “Andate e predicate il Vangelo…” Intorno alla Bibbia hanno lavorato generazioni di studiosi, teologi, mistici, scrittori, poeti come Dante e Manzoni, critici, moralisti da riempire biblioteche in tutto il mondo. L’archeologia, con successo, ha svolto ricerche fortunate: ci sono stati ritrovamenti come il papiro “Rylands” contenente un brano del discorso di Gesù con Pilato (Giov. 18,31) trovato in Egitto intorno agli anni 110-120. E’ il più antico testo del N T ed insieme a questo altri ancora sparsi in musei di tutto il mondo. Davanti alla Bibbia la chiesa ed i cristiani di tutte le confessioni si prostrano: “Ascoltate celi, io voglio parlare: oda la terra le parole della mia bocca! Stilli la pioggia la sua dottrina, scenda come rugiada il mio dire; come scroscio nell’erba del prato, come spruzzo agli steli di grano.” (Dt 332,1 ss) Per noi, spesso aridi e distratti, nella tristezza anche i versi di Manzoni: “Come rugiada al cespite dell’erba inaridita fresca sugli arsi calami fa rifluir la vita discende il refrigerio di una parola amica, e il cor diverte ai placidi gaudi di un altro amor.” (Adelchi) Queste parole ricalcano lo stesso senso. Una parola amica, ma soprattutto di Dio siano la nostra gioia. Regole per una lettura “giovane” della Bibbia Come premessa fondamentale, occorre disponibilità ed onestà, vero desiderio della parola di Dio, cioè di una parola di speranza e di vita. Quindi: 1) Atteggiamento interiore ed esteriore coerente. • Preparati alla lettura della scrittura e fa la lettura in un luogo tranquillo, per un periodo di tempo sufficiente, con distacco dalle solite preoccupazioni. • Immergiti nel testo. La Bibbia non si può sfogliare come un rotocalco, come una rivista illustrata. Non si può sorvolare o leggere velocemente. Per qualcuno, come per lo studio, è utile leggere lentamente e a voce alta. • Concentrati sulle frasi o sulle parole che ti hanno colpito. Quella può essere la scintilla che rende tutto chiaro; può essere la chiave che apre la porta alla comprensione più profonda. Ricordati che la verità interiore esige rispetto e richiede di essere conquistata con fatica. • Cerca il più vasto contesto. Cioè i passi paralleli. La Bibbia si spiega meglio con la stessa Bibbia. • Porta con te la Parola; traducila nella vita di ogni giorno. La lettura della Bibbia non può restare una curiosità o un esercizio puramente accademico: la parola di Dio è nata per la vita. 2) Ricerca dell’incontro personale con Dio che parla. v Ricerca il Di nascosto. Cerca cioè la verità in modo spassionato, senza preconcetti o pregiudizi… v Specchiati nella parola di Dio: se sei sincero scoprirai la via di Dio, la verità interiore, il messaggio, il significato sotto le parole e le immagini, senza perderti in polemiche. v Abbi il coraggio di inoltrarti nel deserto. Quello è il luogo ideale dell’incontro con Dio. Costruisci il tuo deserto con il silenzio, allontanando ogni altra preoccupazione. Dio parla sempre, ma solo chi fa silenzio lo sente! v Ascolta l’appello alla conversione e all’amore. La prola di Dio non è mai disimpegnata. Se Dio ti parla, lo fa perché ti ama e vuole il tuo bene. Non aver paura di ascoltarlo, di fare ciò che lui ti chiede. Come Maria sappi dire “Si” a Dio e meriterai lo stesso elogio: “Beato te perché hai creduto!” v Lasciati coinvolgere dalla parola di Dio; lasciati conquistare, fino a traboccare, diventandone testimone e messaggero anzitutto con la vita…Accanto alla Bibbia, infine, abbi un buon volume d’introduzione e guida che faciliterà la soluzione dei dubbi e renderà possibile una lettura intelligente della parola di Dio, favorendone la miglior comprensione. L’importanza della parola di Dio Al demonio che gli proponeva di mutare le pietre in pane, Gesù rispose: “Non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.” (Mt 4,4) Con questa sentenza Gesù volle precisare che, venendo il Messia, non si sarebbe annullata la parola di Dio che aveva stabilito, sin dall’inizio della storia, che gli uomini avrebbero dovuto guadagnarsi il pane con il sudore della fronte (Gn 3,19); ma nello stesso tempo, volle asserire con forza che per l’uomo, la parola di Dio è necessaria quanto il pane. Come il pane si mangia ogni giorno, così anche la parola di Dio va ascoltata ogni giorno. Come la fame di pane non finisce mai, così non deve mai finire la fame della parola di Dio. Senza l’ascolto e la guida della parola di Dio, si va incontro alla morte, né più né meno di quando si smette di mangiare. L’uomo non può capire la sua vita, non può sapere dove va, né può conoscere ciò che deve fare, se prima non ascolta Gesù che gli parla nel Vangelo. Ma la parola del Vangelo non è solo un’insegnamento; è anche una mozione interiore ed efficace, perché la parola del Vangelo è Gesù stesso che ci avvicina, ci parla e ci sostiene. La parola di Gesù, mentre ci fa conoscere la vocazione e la nostra missione, ci da anche la forza di seguirla e di attuarla. Non è facile per gli uomini di oggi comprendere il valore che gli ebrei e quindi la Bibbia danno alla parola. Noi siamo piuttosto diffidenti verso le parole: ci vogliono fatti, diciamo, non parole. Le parole volano: sono un suono che percuote l’aria ma si perde subito. In realtà anche per noi esistono parole importanti. Pensiamo alla parola di un’uomo onesto. Quando una persona è onesta non c’è bisogno di tante garanzie; basta la sua parola e si è sicuri che ciò che egli ha detto lo farà certamente. In questo caso la distinzione tra parola e fatti è minima, scompare quasi. Ancora: nonostante la svalutazione della parola, anche oggi ci sono parole con un’importanza decisiva: si pensi alla promessa di matrimonio (di essere fedeli, amarsi e rispettarsi); i fatti verranno dopo ma fin da ora c’è una promessa che impegnerà per tutta la vita e che dovrà essere mantenuta, talora, con eroismo. Se pensiamo a questi casi possiamo capire il valore che la Bibbia da alla parola di Dio: è la parola di colui che è onnipotente e nello stesso tempo assolutamente fedele. Per Dio parlare ed agire è la stessa cosa, promettere e mantenere sono diversi solo perché tra l’uno e l’altro passa un certo spazio di tempo. Così nella Bibbia la parola di Dio è come il protagonista della storia della salvezza. Fin dall’inizio leggiamo che Dio ha creato il mondo con la sua parola. E’ straordinaria la forza che questo capitolo attribuisce alla parola di Dio “…Dio disse, sia la luce e la luce fu…” Dalla parola del Signore furono fatti i celi, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera”. Anche la vera e propria storia della salvezza ha il suo inizio nella parola di Dio: “ Il Signore Dio disse ad Abram Vattene dal tuo paese dalla tua patria, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno, e coloro che ti malediranno maledirò; in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra.!” (Gn 12,1-3) All’inizio di tutto c’è quindi una promessa che mette in moto la storia. Seguiranno molti fatti: migrazioni, guerre, cambiamenti di istituzioni, insuccessi…ma la promessa di Dio rimarrà sempre viva sino a quando non sarà adempiuta. La storia della salvezza è semplicemente l’insieme di tutti quei gesti di Dio che hanno pian piano realizzato la sua prima parola. La forza della parola di Dio è riconoscibile facilmente soprattutto nei profeti che sono “gli uomini della parola” chiamati da Dio per trasmettere la sua parola. Chiamando Geremia al suo incarico Dio gli dice: “Ecco ti metto le mie parole sulla bocca…Ecco oggi ti costituisco sopra i popoli e sopra i regni per sradicare e demolire, per distruggere ed abbattere, per edificare e piantare.” La parola di Dio è dunque efficace tanto da divenire strumento che edifica e distrugge. E questo ci porta a riconoscere gli effetti fondamentali che la parola di Dio possiede: giudizio e salvezza. Anzitutto il giudizio. Quando Dio pronuncia la sua parola questa incontra l’uomo nella sua realtà e ne mette a nudo il peccato: l’ipocrisia, l’egoismo, la superstizione, l’idolatria. Nello stesso tempo in cui la parola di Dio fa venire a galla tutta la malvagità essa opera anche una distruzione del male, lo brucia. E’ il giudizio: “La mia parola non è forse come il fuoco- oracolo del Signore- e come un martello che spacca la roccia?” (Ger 23,29) E nella lettera agli Ebrei leggiamo: “Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito… Scruta i pensieri ed i sentimenti del cuore.” (Eb 12-13) Ma nello stesso tempo, la parola di Dio, è una parola che salva. Se rinnega il male, non rinnega il malfattore e lo spinge a pentirsi. La parola di Dio ci dice che Dio odia il peccato ma ama il peccatore. Se minaccia non è per allontanare, ma per chiamare; se ferisce non è per punire, ma per guarire. Il libro della Sapienza dice che gli ebrei nel deserto “non li guarì né un’erba, né un’emoliente, ma la Tua parola, o Signore, la quale tutto risana. (Sap 16,12) Don Eraldo Tognocchi Nel 150° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di S. Pio X, lo vogliamo ricordare, con questo breve articolo, come “l’uomo dei fatti” Si disse che Pio X fu il Papa dei fatti. E forse la sua aneddotica è la più vasta e la più piacevole, dopo quella del Card. Lambertini. Crediamo che nulla sia più sicuro interprete della sua umana santità e della sua poliedrica personalità che sentirlo rivivere nell’intimità de lla sua vita quotidiana, nelle piccole e grandi cose che sono rimaste ad eternarlo. Appena eletto pontefice, preso possesso dei suoi appartamenti, rimase meravigliato nel vedere tante persone al suo servizio e andava dicendo: “Quanta gente c’è qui per me. E dire che mi basterebbero due uova…pranzerei con quattro soldi! Ma poi lasciava fare anche per non creare disoccupati. Soltanto licenziò le Guardie nobili a cavallo, dispensandole dal seguire la sua carrozza. Un signore conversando col Papa, osò chiedere il cappello cardinalizio per uno dei suoi amici: “non posso accontentarla - rispose il pontefice- io sono un sarto non un cappellaio.” Gli domandarono che titolo, secondo l’uso, volesse dare alle sorelle. Rispose: “sorelle del Papa” ma “poiché si insisteva disse: “Ma che male hanno fatto quelle povere donne per dar loro questi fastidi?” Quando si trovava a Sarzano, parroco, fu costretto ad impegnare l’anello parrocchiale per pagare le tasse. Poco tempo dopo si decise a vendere il cavallo, che gli serviva per recarsi nei cascinali più distanti e per i brevi viaggi nei dintorni della parrocchia; e avrebbe voluto fare altrettanto della carrozzella, ma non vi riuscì, perché era talmente sgangherata che non trovò compratore. Quando partì per Venezia per il Concla ve, ci fu chi disse: “Se il Patriarca viene eletto Papa, impegna anche S. Pietro per fare la carità.” E’ storico che appena incoronato Papa, elargì ai poveri di Roma la somma allora cospicua di centomila lire. E chi gli faceva notare che la somma era eccessiva, dati i tempi difficili, Pio X rispondeva: “Dov’è la fiducia nella provvidenza del Signore?” Un vecchio cameriere, narrava che la delicatezza del Papa verso i suoi dipendenti arrivava al punto che, se nel pomeriggio, uscendo dagli appartamenti privati, trovava qualcuno appisolato per il troppo caldo si ritirava per non disturbarlo, tornava indietro e magari faceva un giro più lungo, per recarsi dove era incamminato. E’ celebre la sua risposta al colonnello Repond, quando preparò una specie di piano di difesa dei Palazzi Apostolici contro un eventuale moto rivoluzionario. Pio X si compiaceva dei cannoni abilmente collocati come fosse un gioco di fanciulli. A un certo punto un sospetto gli tormentò l’anima: “E a cosa serviranno? – Per sparare Santità, se si presentasse l’occasione.- Ah! No no, -esclamò il Papa- Mi non sparo!.” Quando le truppe tedesche invasero il Belgio esclamò: “Ah! Guglielmo me l’hai fatta!” E mormorava ad ogni notizia di guerra: “Poveri figli miei, poveri figli miei. E’ questa l’ultima prova che mi manda il Signore!” Non era raro il caso che anche da Cardinale scendesse lui stesso ad aprire la porta, perché la gente non aspettasse sulla soglia: “Cercate il Patriarca?” chiedeva con dolce sorriso. “Con rispetto sono io!” Potè dire di lu i il Card. Merrj del Val: “Per Pio X l’alta autorità del papato era come la tiara e gli altri ornamenti sacri, che non portava se non quando occorrevano e a cui non pensava più, una volta deposti. Mi ricordo di avergli portato il dispaccio di un Vescovo sollecitante una dispensa per un caso di matrimonio. L’affare era difficile e grave. Il Papa lesse il telegramma e disse a mezza voce: “ Si, questa cosa riguarda il Papa.” Come se si fosse trattato di un altro anziché di lui. Riprese quindi a voce più alta: “Operiamo da Papa.” E mi dette la risposta.” “Insigni anche se ignorati” A ricordo di… Adolfo Lencioni Adolfo Lencioni nacque a Castelnuovo Garfagnana il 7 agosto 1915 da Pietro Lencioni e Maria Angela Alberti. All’età di 15 anni perse la madre, e nel 1934 si diploma geometra a Lucca. L’anno dopo nel 1935 iniziò il servizio di leva presso il distretto di Lucca. Nel 1936 fu ammesso alla Scuola per Allievi Ufficiali di Pavia- arma del Genio specialità telegrafistiPartì per la Libia con il 20° Reggimento-Genio come Tenente e svolse il servizio militare fino al 1941 quando, in Egitto, fu fatto prigioniero di guerra dagli inglesi e rimase nel campo di prigionia in India fino al 1946. Fu insignito della Croce al Merito di Guerra. Nel 1956 fu promosso Maggiore. Successivamente aderì all’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo (UNUCI) Passata la guerra lavorò come geometra presso l’UNRRA CASAS contribuendo alla costruzione di villaggi a Lucca, La Spezia, Massa, Savona. Nel 1949 sposò Bruna Mangani dalla quale ebbe due figli: Livio e Angela Maria. Nel 1955 iniziò a lavorare alle dipendenze dell’Amministrazione per le Attività Assistenziali e Internazionali (AAII) a Massa con breve trasferimento a Rovigo dal 1965 al 1970. In questi anni fu in prima linea per fornire gli aiuti in occasione della seconda alluvione del Polesine e del terremoto nel Belice. Nel 1970 divenne direttore dell’AAII DI Massa. Nella nostra provincia fu attento soprattutto ai problemi delle scuole materne ed elementari, alle istituzioni per i ragazzi indigenti e per gli anziani. Nel 1978 è insignito dell’onorificenza di Cavaliere Ufficiale. Terminò la propria attività professionale come Vice capo gabinetto nella Prefettura di Massa quando nel 1980 fu collocato in pensione per raggiunti limiti di età. La sua opera non si limitò alla sola professione: nel 1972, insieme ad un gruppo di amicicollaboratori, fondò l’Associazione provinciale “Scuole Materne Libere”, che poi verrà intitolata al suo primo presidente Giorgio Buratti. Con entusiasmo e senza risparmio di energie promosse corsi di formazione culturale e professionale per la riqualificazione delle insegnanti di scuola materna, guidati da professori universitari. Da ricordare la sua dedizione convinta per la promozione culturale e sociale delle scuole materne libere e per il loro inserimento nel progetto pastorale ecclesiale; questo soprattutto per la sensibilizzazione e la formazione dei genitori. Non è mancata la sua incidenza nel rapporto con gli enti locali per il raggiungimento di un equo trattamento economico, secondo la legge sul diritto allo studio. Curò la fondazione e la pubblicazione, per parecchi anni, del notiziario “I nostri bimbi”, organo dell’associazione stessa. Negli ultimi anni fu solerte collaboratore della scuola magistrale “Teresa Vallerga”, come amministratore ed organizzatore. Si adoperò per lo stabile dell’istituto Sacro Cuore, dove la scuola si era trasferita nel 1980, ripristinando nel miglior modo possibile gli ambienti ed in special modo il parco. Fu promotore e presidente dell’associazione “Amici della Garfagnana in Terra Apuana” Contribuì con ardore al sorgere, a Poggioletto-Zecca, della Chiesina dedicata a Nostra Signora di Lourdes, costruita con mezzi e spese di benemeriti fedeli. Fu l’allora Vescovo Mons. Carlo Boiardi a volere che detta chiesa, succursale della chiesa di S. Martino al Ponte a Massa, divenisse chiesa parrocchiale e fosse intitolata a S. Pio X: era il 26 febbraio 1962. Durante tutta la sua vita Adolfo prestò il suo servizio costante e disinteressato alla sua parrocchia. Morì il 16 gennaio 1991 dopo una lunga malattia che non limitò le sue attività e le sue iniziative nonostante le sofferenze. Cronaca della parrocchia Premi ai poeti religiosi con il “San Pio X” Si è svolta con successo sabato 10 maggio 2008, nell’auditorium di S. Pio X a Massa la cerimonia di premiazione della decima edizione del “Premio Nazionale di Poesia Religiosa S. Pio X”. Nella categoria adulti si sono distinti Maria Antonella Batoli con “Pietà”, Rosetta Chiari dell’Isola d’Elba con “Verso l’Armonia” e, primo classificato, Simon Pietro Domenicani con “L’ora delle tenebre”. Per la categoria giovani ha fatto il pieno la scuola elementare “Colleverde” di Siena che ha visto assegnati i primi tre posti: Diego CAtassi con “La Pasqua”, Alberto Parigi con “Gesù è risorto”, e, prima classificata Ilaria Tagliaferri con “Grazie Signore”. Durante la premiazione, non è mancato il momento toccante del premio dedicato a Marco Balloni, ragazzo solare e con tanta voglia di vivere, venuto a mancare prematuramente, come ha sottolineato il presidente del premio don Alvaro Giannetti. Questo premio è stato vinto dagli alunni della scuola di Piazza a Montagnoso: Alessandro Quadrelli, Teresa Obululu, Lorenzo Ferrari primo classificato. I premi speciali sono stat assegnati al prof. Lorenzo Grossi, al pittore De Porcon (premio “Corchia”), al dott. Paolo Pelù (premio “Balloni”). Nel corso della premiazione le poesie sono state lette dal dott. Carlo Ceccopieri, dalla poetessa Egizia Malatesta, da Fabio Gassani e Chiara Moretti. E’ intervenuto alla manifestazione anche il poeta dialettale massese Mario Nancesi. Il compito di condurre la manifestazione, coordinata dal direttore artistico del premio Sandro Scuto, è toccato a Fabio Gassani, Antonella Narciso e Francesca Pisano. Infine un plauso alla giuria, presieduta dalla dottoressa Olga Raffo direttrice dell’Archivio di Stato di Massa, che ha esaminato oltre 400 poesie. Pellegrina nella Terra di Gesù… 16 luglio 2008 tutto è pronto o meglio tutti siamo pronti….sta per cominciare il pellegrinaggio verso la Terra Santa per 40 persone delle parrocchie di S. Pio X e S. Sebastiano: esperienza difficile da dimenticare e da riportare su carta. Tante le emozioni, le parole, i luoghi meravigliosi visitati che rimarranno nei nostri cuori in eterno non solo per il valore artistico e culturale ma soprattutto per quello spirituale, per ciò che hanno lasciato nella mia anima e, penso, in quella di tutti i partecipanti. Questo breve articolo vuole provare a trasmettere un po’ della “magia” dell’esperienza vissuta. Comincerò con un po’ di cronaca. “Prepararsi per l’imbarco sul volo diretto per Tel Aviv…” queste le parole sentite all’aeroporto di Roma Fiumicino…è da qui che ha inizio la nostra avventura. L’adrenalina sale al solo pensiero di ciò che ci attende: una terra tutta da scoprire per alcuni, e già nota per altri ma tutti ugualmente pronti a condividere nuove ed intense emozioni. L’aereo atterra a Tel Aviv alle 16,30 ora locale. E’ immediato l’impatto con un “mondo” totalmente diverso dal nostro a cominciare, ovviamente, dal paesaggio. Sbrigate le burocrazie doganali ci dirigiamo subito verso Nazareth prima tappa del pellegrinaggio; la città ci apre le sue porte con la S. Messa celebrata nella cappella dedicata a C. De Focault che ha vissuto parte della sua esperienza di fede proprio a Nazareth. Il mattino seguente sveglia molto presto, giusto il tempo di una veloce colazione e ci ritroviamo nella basilica costruita intorno alla grotta dove la Vergine Maria, ancora fanciulla, viene informata dall’Arcangelo Gabriele che concepirà e partorirà l’Emmanuele: è il vero inizio del nostro cammino nella terra di Gesù. Da questo momento in poi tutto quello che abbiamo sempre letto direttamente o sentito proclamare all’altare circa le sacre scritture, diviene realtà tangibile davanti a noi…e la mente corre nei vicoli e nei mercati di Nazareth dove quasi ci sembra di scorgere Gesù piccolo bambino che, nella sua umanità, gioca con altri coetanei. A Cana di Galilea gli sposi della nostra comitiva hanno rinnovato le promesse matrimoniali rendendo partecipi anche i non sposati della loro gioia. Ritengo che per una coppia poter rivivere il matrimonio proprio a Cana sia proprio…un “miracolo”! Cosa dire della S. Messa celebrata sul monte Tabor, la luce ed il calore particolari propagati da quel luogo sono magici; non è facile poterli scrivere perché sono sensazioni che si avvertono che ti fanno sentire proprio al di fuori del tempo e dello spazio. Ci troviamo catapultati con i due Apostoli vicino a Gesù che trasfigura. Approdiamo sul lago Tiberiade noto come mare di Galilea per le sue dimensioni e la capacità d’incresparsi per le correnti proprio come il mare aperto. Lungo le sue rive vi si trovano due cappelle molto importanti. Una ricorda la moltiplicazione dei pani e dei pesci; l’altra ricorda la “professione di Pietro”: in questo posto Gesù gli chiede se lo ama. Arriviamo, nella stessa giornata, al monte delle Beatitudini: se chiudiamo gli occhi e ci lasciamo cullare dal leggero venticello riusciamo ad ascoltare la voce di Gesù che parla ad una folla immensa, venuta da ogni dove per ascoltare colui che proclama la buona novella del regno e guarisce dalle malattie. Le folle che a quel tempo ascoltavano e seguivano Gesù non sapevano precisamente chi fosse, intuivano comunque che in questo personaggio c’era qualcosa che riusciva ad attirare l’attenzione delle persone. Passando per Cafarnao vicino alla sinagoga e la casa di Pietro, il monte Carmelo, Giaffa, e Gerico con il suo storico sicomoro a ricordo di quando Gesù si è recato a casa dell’esattore delle tasse, e tanti altri posti la guida locale ci annuncia che la prossima fermata sarà Betlemme. A questo proposito non posso non parlare della nostra piccola Laura: bambina meravigliosa che è stata il “nostro” Gesù bambino. Insieme a lei siamo tornati tutti un po’ piccini ed abbiamo pregato nella grotta della natività, davanti alla “stella” posta a ricordo del punto esatto della nascita del redentore. Sono convinta che tutti noi dopo abbiamo lasciato una parte del nostro cuore davanti alla nicchia che custodisce il “Gesù bambino tradizionale” di Betlemme…e forse qualcosa di più a protezione di tutti i bambini della nostra parrocchia, come giustamente ci hanno ricordato le nostre guide spirituali d. Alvaro e d. Ezio. Ma purtroppo il tempo stringe, dobbiamo partire anche da Betlemme e lasciamo un po’ a malincuore questa bella cittadina. Sulla strada che ci porterà a Gerusalemme sostiamo per fare tappa sulle rive del fiume Giordano dove abbiamo rinnovato le promesse battesimali a ricordo del Battesimo di Gesù. E’ magico vedere come questo “serpente” scivoli in una folta vegetazione che si rispecchia nell’acqua. Arriviamo poi ad Ain Karem dove Maria ha incontrato la cugina Elisabetta ed ha proclamato il Magnificat. A ricordo di questo avvenimento si può visitare una bellissima chiesa sopra un’altura. E’ piena di luce, con pareti dallo sfondo azzurro e dipinti che narrano i momenti salienti della vita della Vergine. Finita la riflessione sulla lettura del brano del Vangelo e dopo aver visto il posto dove è nato Giovanni Battista sempre li ad Ain Karem riprendiamo il cammino e finalmente, come recita il salmo, ci troviamo alle porte della santa Gerusalemme: le sensazioni e l’emozione provate sono veramente incontenibili e scende anche qualche lacrima! Come poter descrivere ciò che si prova a salire lungo il sentiero del monte degli Ulivi, nella basilica dell’Agonia. Trovarsi davanti alla pietra dove Gesù ha pregato ed ha “urlato” al Padre tutta la sua umana paura! Per me, è stato un momento unico che non rivivrò in altri posti. Il Cenacolo, la cappella dell’Ascensione, quella della Flagellazione, la cappella della Dormizione di Maria, la basilica di S. Anna, la via crucis percorsa lungo i mercati di Gerusalemme tra la non curanza delle persone o i loro sguardi incuriositi proprio come è successo a Gesù. E’ stato molto importante perché noi, quando partecipiamo a processioni o Via Crucis siamo abituati che il resto delle persone, vuoi per riverenza o per educazione, si fermano o fanno silenzio. In realtà a Gerusalemme il Signore ha percorso la sua via dolorosa nel frastuono e l’indifferenza totale delle persone che non erano assolutamente colpite dall’evento. Un capitolo a parte lo merita la visita al S. Sepolcro grande chiesa dentro la quale sono ricordati gli ultimi tre grandi avvenimenti della vita terrena di Gesù: crocifissione, unzione per la sepoltura e sepoltura. Proprio nella cappellina che racchiude il sepolcro abbiamo celebrato la s. Messa in memoria della Pasqua del Signore. Impossibile dimenticare quel luogo così intimo lì sei proprio solo con il Signore che ti dice tutto il suo amore per l’umanità. In questo santo posto convivono i rappresentanti delle tre grandi religioni: cattolici, ortodossi, ebrei. E’ bello assistere anche alla cerimonia serale della chiusura della porta principale che da su una grande piazza. Questo posto oggi giorno si trova all’interno delle mura di Gerusalemme, ai tempi di Gesù non èra così infatti le scritture ci riferiscono che Gesù era stato crocifisso all’esterno della città dove erano appunto, soliti giustiziare i malfattori. Le preghiere, le s. Messe le riflessioni svolte in ognuno di questi luoghi ci hanno lasciato emozioni che faranno sempre parte del nostro bagaglio spirituale ed ogni volta che riaffioreranno alla nostra mente sarà come una carica in più per proseguire il nostro cammino nella vita. Di diversa importanza ma non da tralasciare sono i momenti di svago e di cultura locale che abbiamo trascorso in gruppo. E’ stato molto interessante la visita alla spianata del Tempio con la famosa Cupola della Roccia (chiamata anche Moschea di Omar) e al Muro Occidentale o Muro del Pianto: questo è ciò che rimane del Tempio di Gerusalemme frequentato da Gesù stesso e distrutto nel 77 d.C. qui si incontrano persone di tre diverse religioni. Non si dimenticheranno facilmente le nostre passeggiate lungo le strade ed i mercati di Gerusalemme dove la stragrande maggioranza dei venditori ci propone vano la loro merce a “UNO A EURO!” oppure l’interessante escursione a Masada nel deserto vicino al m. Morto. Questa è l’mponente fortezza romana voluta da re Erode il Grande dove la storia insegna che, dopo altalenanti vicende storiche, morirono suicidandosi gli esseni gruppo “politico” che al tempo di Gesù era contro il dominio dell’impero romano. Come poter dimenticare il m. Morto con i suoi fanghi sui quali ci siamo tuffati con la “convinzione” di diventare tutti più belli. Non posso assolutamente tralasciare Gerico con i suoi bananeti carichi di frutti ed il sicomoro…testimone di avventure simpatiche che rimarranno nel cuore dei presenti. Sono ormai arrivata alla fine di questa mia breve esposizione; non so se sono riuscita nell’intento iniziale di trasmettere qualche cosa dell’esperienza nella terra di Gesù. Sicuramente chi ha vissuto con me il pellegrinaggio, riproverà l’emozione che io ho sentito mentre scrivevo e ricordavo ciò che abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Concludendo vorrei ringraziare, in prima persona ma penso a nome di tutti i partecipanti, i nostri due parroci d. Alvaro e d. Ezio; sono state due valide guide spirituali perché sono riusciti perfettamente nell’intento di trasmetterci lo spirito proprio del pellegrinaggio sapendoci riportare nelle righe quando ci lasciavamo andare. Penso sia doveroso anche ringraziare noi stessi partecipanti per quello che abbiamo costruito insieme, l’aiuto reciproco, l’allegria e la serenità dimostrate anche davanti a piccole difficoltà che un viaggio di questo tipo può presentare. Isabella 28 – 29 Agosto… è venuta a visitarci l’immagine della Vergine di Lourdes. Era una visita molto attesa quella che il consiglio pastorale aveva messo in programma per il 150° anniversario dell’apparizione della Vergine a Lourdes. Così, quando l’UNITALSI, a cui il Papa ha affidato questa immagine ( è la copia della statua che ogni sera a Lourdes alle ore 21,00 da inizio alla processione mariana)ha fatto sapere le date in cui avrebbe fatto sosta nella nostra chiesa la statua della Madonna, sono iniziati i preparativi. Già dal primo mattino di giovedì 28 a S. Sebastiano si sentiva aria di attesa, le campane, ogni tanto, suonavano con il motivo dell’Ave di Lourdes e qualcuno faceva capolino chiedendo se era già arrivata . Nel pomeriggio la gente si fa sempre più numerosa a prendere posto nella chiesa e da inizio alla recita del Rosario. Ed ecco le ore 18,00: molte persone sostano davanti al pronao della chiesa e finalmente si intravede la statua della Vergine posta su di una macchina. Spontaneo il saluto dei fedeli, un lungo applauso e quindi, con il canto dell’Ave Maria la statua è accompagnata all’interno della chiesa. Una forte emozione si avverte tra la gente che partecipa attivamente alla solenne celebrazione eucaristica e dopo si reca velocemente a dare un saluto all’immagine di Maria vegliata fino alle ore 21,00 quando è stato recitato il S. Rosario. Solenne la processione che si snoda per le strade della città sino ad arrivare alla chiesa di S. Pio X, che per l’occasione è divenuta piccola tante erano le persone prsenti. Anche venerdì 29 è stata una giornata particolarmente sent ita. Molte le persone sin dal mattino per la celebrazione della S. Messa delle ore 7,30. In seguito sempre di più sostano lungo il giorno in preghiera davanti alla statua, in special modo nei momenti comunitari per la preghiera del S. Rosario. Alle 16,00 la statua lascia la nostra chiesa per fare visita ai degenti dell’ospedale cittadino e portare a coloro che soffrono il conforto di Gesù. Ma alle 18, 00 torna a S. PioX per la meditazione dei “misteri della gloria” e la solenne celebrazione eucaristica. Qua ndo al termine, esce dalla chiesa, salutatala centinaia di fazzoletti bianchi per farle continuare il suo pellegrinaggio tra le diocesi italiane, si notano tanti visi emozionati con il cuore pieno della consolazione: Maria non ci lascerà mai soli, perché Gesù l’ha lasciata a noi come madre. E poi…ci rimane sempre Lourdes! Lourdes campo giovani 4.08.08 - 8.08.08 Giubileo di emozioni Già da diverso tempo ci era stato proposto di allargare le frontiere della nostra fede tramite l’ esperienza di Lourdes, un esperienza che può assumere differenti significati a seconda dell’ età e del modo in cui viene vissuta, noi su consiglio dei nostri accompagnatori abbiamo scelto di vivere prima personalmente il messaggio di Lourdes per poterlo poi diffondere nel nostro quotidiano e un domani riscoprirlo nella realtà di volontariato che già molti nostri coetanei stanno affrontando. Nel 150° anniversario delle apparizioni della Vergine noi come altri pellegrini abbiamo seguito un percorso “sui passi di Bernadette” cosi che la sua singolare esperienza cristiana potesse rinforzare la nostra fede e farci comprendere che Lourdes è si, luogo di sofferenza e di preghiera ma soprattutto punto di contatto dell’uomo con Dio e con se stesso. Distinti da un medaglione e dal nostro vociare continuo abbiamo incontrato Bernadette nel “mulino di Boly” ancora bambina e in salute, l’ abbiamo rivista nel Cachot povera ed emarginata dopo aver confessato al parroco Peyramale di aver visto la “Bella Signora” ed essere stata battezzata nella chiesa parrocchiale che ancora conserva quel battistero...per concludere con l’ incontro che la stessa Bernadette aveva da sempre desiderato, quello nell’ eucarestia. Da sempre l’ immagine che si para dinnanzi a noi appena pensiamo a Lourdes è quella di migliaia di flambeaux che brillano nel buio dell’ esplanade durante la processione celebrata ogni sera per tutti gli ammalati e pellegrini di tutto il mondo e proprio questa è stata la prima cosa a cui abbiamo partecipato appena arrivati a Lourdes dopo 12 ore di pullman trascorse in allegria; ma non appena ci siamo affacciati dalla ringhiera che porta alla basilica maggiore, tutti siamo rimasti davvero colpiti dalla quantità di gente presente che pregava recitando nella propria lingua il rosario, in carrozzina, in gruppo o da soli, ognuno allo stesso modo carico di speranza ed emozione. Non abbiamo seguito il corso dell’ intera processione, ci siamo invece recati alla grotta, per la prima ed unica volta di sera, ci siamo accostati alla roccia siamo arrivati fin sotto la statua della Madonna e lì singolarmente ognuno ha riflettuto in silenzio, e avviandoci verso la basilica per guardare dall’ alto la piazza abbiamo rivisto i flambeaux delle cartoline, delle foto e tutti ci siamo sentiti piccoli. Alla grotta saremmo tornati l’ ultimo dei cinque giorni per accendere le candele e bagnarci di nuovo con l’ acqua della sorgente, dopo aver partecipato alla processione eucaristica e alla messa internazionale, in ventimila nella basilica sotterranea di San Pio X abbiamo ascoltato una Messa diversa, in inglese, francese, spagnolo, abbiamo portato all’ altare le offerte e vissuto un esperienza unica che si è completata con un’altra Messa, la sera prima di ripartire, questa volta solo per noi nella piccola cappella al di sopra della grotta, in cui ognuno ha condiviso le proprie intenzioni senza paura in un insolita e toccante atmosfera. Irene Bertelloni Francesco Iacopetti M.Grazia Pelliccia La Sagra: una compagnia di persone in cammino 31 agosto 2008 – ore 23 - La XX edizione della “Sagra della Trippa” è pronta ai saluti di rito per la conclusione delle iniziative estive. Nel teatro all’aperto sta avviandosi al termine anche la rassegna di cori parrocchiali. Dopo le presentazioni dei singoli gruppi è il momento del canto collettivo finale. Magnifico partecipare all’unisono nel lodare il Signore in questa splendida notte di fine estate sotto un cielo stellato!!! Intoniamo il primo verso di que lla splendida canzone colonna sonora della Giornata Mondiale della Gioventu’ (Roma 2000) : “EMMANUEL” <<Dall’orizzonte una grande LUCE viaggia nella storia e lungo gli anni ha vinto il buio facendosi Memoria,......>> e poi il ritornello <<Siamo qui sotto la stessa LUCE sotto la sua croce cantando ad una voce. E’ l’Emmanuel>>…. In quel momento perdo la melodia,…. tolgo lo sguardo dal testo … ma che colpo d’occhio il nostro teatro !!!!! Tutti noi sotto la stessa luce che crea un’atmosfera suggestiva… sotto la croce che svetta sul campanile…cantando ad una voce che è LUI che <<…illuminando la nostra vita chiaro ci rivela che non si vive se non si cerca la Verità ..>> Riporto lo sguardo sul testo della canzone per unirmi nuovamente in quella unica voce, siamo giunti all’ultima strofa : “E' giunta un'era di primavera, è tempo di cambiare. E' oggi il giorno sempre nuovo per ricominciare, e convertire il cuore, per dire al mondo, ad ogni uomo: Signore Gesù”. Il pensiero della luce e del < tempo di cambiare.> mi ha riportato alla mente le parole che Il Papa rivolgeva ai giovani di Loreto 2007 esortandoli: <<.. Andate controcorrente: non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all’apparire e all’avere, a scapito dell’essere.>> …. E poi ancora ; <<.. Non abbiate paura, cari amici, di preferire le vie "alternative" indicate dall’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l’interesse profondo per il bene comune. Non abbiate paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda: i vostri coetanei, ma anche gli adulti, e specialmente coloro che sembrano più lontani dalla mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo Adesso, qui riuniti a Loreto, vediamo come la fede unisce, l’amicizia crea una compagnia di persone in cammino. E sentiamo che tutto questo non viene dal nulla, ma realmente ha una fonte, che il Dio silenzioso è anche un Dio che parla, che si rivela e soprattutto che noi stessi possiamo essere testimoni della sua presenza, che dalla nostra fede risulta realmente una LUCE anche per gli altri. Quindi direi, da una parte dobbiamo accettare che in questo mondo Dio è silenzioso, ma non essere sordi al suo parlare, al suo apparire in tante occasioni e vediamo soprattutto nella Creazione, nella bella liturgia, nell’amicizia all’interno della Chiesa, la presenza del Signore e, pieni della sua presenza, possiamo anche noi dare LUCE agli altri>>. Esplode a questo punto il ritornello finale << E’ l’EMMANUEL…>> che si invola verso il cielo stellato quasi a voler arrivare fino a LUI Poi l’applauso, un piccolo rinfresco, momento di comunione con le altre comunità parrocchiali, e già l’appuntamento alla prossima rassegna di cori parrocchiali del 9 settembre Festa della Madonna delle Grazie. Senza dubbio, nella preparazione e nello svolgimento delle varie iniziative, non sono mancati momenti di timore, di preoccupazione, e perfino momenti di tensione. Grande e generoso è stato l’impegno di tempo e di energia speso, per permettere uno svolgimento senza intoppi di ogni serata ed ogni iniziativa. Il Papa però, nel suo discorso Sidney 2008, ci rinnova la bontà del Signore: “ogni volta che noi offriamo la nostra creatività, la nostra energia, le nostre risorse, le nostre stesse persone, noi le riceviamo poi in cambio con abbondanza” (cfr Mt 19,29). E’ vero.!!!. ci sentiamo piu’ forti e con un po’ di olio in piu’ nelle nostre lampade di quando abbiamo iniziato questa avventura estiva. La serata purtroppo già volge al termine, si spengono le luci del teatro e ad una ad una anche quelle della sagra… il buio !!! ma ci esorta Gesu’: “Voi siete la luce del mondo" (Mt 5,14). Ed una sera, pensando al programma per la prossima estate, un po’ per gioco, un po’ per determinazione il tutto condito da un pizzico di presunzione (diciamo : quanto basta..) ci siamo impegnati a tenere …accese… le luci del nostro palcoscenico: per ora abbiamo trovato il titolo della prossima stagione: “LUCE a S. PIO” il resto …….anche divertimento…… ma non solo. Unisciti alla compagnia di persone in cammino .. ciao!!!!!!!!!!!!!! Nuovo anno pastorale L’anno del catechismo… Pronti per ricominciare… Le vacanze stanno finendo e noi siamo pronti per riprendere il “cammino di fede” con i nostri ragazzi. Lo scorso anno è stato molto proficuo, insieme abbiamo condiviso esperienze bellissime sia religiose che ricreative. Ogni gruppo, al termine del percorso annuale ha raggiunto l’obiettivo prefissato: la preparazione al sacramento che gli competeva –riscoperta del Battesimo,-prima confessione,-prima Comunione,-preparazione alla Cresima,-Cresima. Abbiamo vissuto insieme momenti di festa, condividendo la gioia di essere comunità. I ragazzi sono stati protagonisti, con successo, del Concerto di Natale, si sono divertiti molto a preparare la “festa dei nonni” che ormai sta diventando una tradizione per la nostra parrocchia. Hanno partecipato con entusiasmo ai due concorsi di disegno e di poesia. Ci siamo ritrovati numerosi alla festa del nostro patrono S. Pio X. Anche in quell’occasione, dopo le celebrazioni religiose, abbiamo condiviso un pomeriggio di festa con caldarroste e tombolata: i nostri ragazzi erano presenti. Tante altre cose abbiamo fatto assieme e quella più bella è stata la festa della “Vergine di Lourdes”, patrona della nostra parrocchia. A lei è dedicata una settimana di celebrazioni religiose e un pomeriggio (mercoledì) sono i ragazzi ad animare la celebrazione del Santo Rosario seguito dall’ormai “famoso” lancio dei palloncini. E’ un momento emozionante perché ogni bambino lega al palloncino un biglietto con scritta la sua preghiera; sono preghiere bellissime, pure e sincere come i loro cuori. A Maria vengono fatte richieste d’amore per grandi e piccini. Al via di don Alvaro tutti lasciano che il palloncino voli verso il cielo e vada il più in alto possibile nella speranza che queste richieste d’amore di pace ed uguaglianza, giungano a Maria madre di Dio e di tutti noi. Mentre guardi i volti di questi bambini, dai quali traspare gioia di stare insieme condividendo gli stessi desideri, senti di far parte di un’unica energia. E’ l’energia d’amore di Gesù che ci rende tutti fratelli. Quest’anno riproporremo le esperienze positive cercando di migliorarle ed arricchirle, per questo abbiamo bisogno del sostegno di tutta la comunità, confidiamo nella vostra presenza e preghiera. Gruppo San Paolo Ormai sono molti anni che l’instancabile suor Annamaria Cutupri, residente a Roma, ma sempre in viaggio, dal nord al sud d’Italia e non solo…come san Paolo, suo modello di vita e di scelta spirituale, mensilmente viene a Massa presso la parrocchia di S. Pio X, per incontrare il gruppo degli operatori paolini. Suor Annamaria con grande generosità e competenza propone sacre scritture, documenti della chiesa, argomenti di attualità coinvolgendo l’ascoltatore con il suo entusiasmo e la sua vivacità, invitandolo ad esprimere le proprie esperienze e necessità. Sono momenti formativi intensi, durante i quali si lascia ampio spazio alla preghiera ed alla riflessione personale. Quest’anno, dedicato al giubileo di S. Paolo dei 2000 anni per proclamazione di sua santità Benedetto XVI, sarebbe bello se molti accogliessero l’invito a partecipare agli incontri, è un’occasione preziosa per approfondire il pensiero e l’insegnamento di S. Paolo, accrescere la propria formazione cristiana e portare nuove idee. Gruppo cooperatori paolini L’Anno Paolino…Chi è S. Paolo? Paolo di Tarso brilla come stella di prima grandezza nella storia della chiesa, e non solo di quella delle origini. S. Giovanni Crisostomo lo esalta come personaggio superiore addirittura a molti angeli e arcangeli. Dante Alighieri nella Divina Commedia, ispirandosi al racconto di Luca negli Atti, llo definisce semplicemente “vaso di elezione” cioè: strumento prescelto da Dio. Altri lo hanno definito il “tredicesimo apostolo”, o addirittura il “primo dopo l’unico”. Certo, dopo Gesù, egli è il personaggio delle origini su cui siamo maggiormente informati. Infatti, possediamo non solo il racconto che ne fa Luca negli Atti degli Apostoli, ma anche un gruppo di lettere provenienti direttamente dalla sua mano e che, senza intermediari, ce ne rivelano la personalità ed il pensiero. Luca ci informa che il suo nome originario era Saulo (ebraico Saul) ed era un giudeo della diaspora, trovandosi la città di Tarso tra l’Anatolia e la Siria. Ben presto si trova a Gerusalemme per studiare a fondo la legge mosaica ai piedi del grande Rabbì Gamaliele. Aveva imparato anche un mestiere manuale e ruvido, la lavorazione di tende che, in seguito, gli avrebbe permesso di provvedere personalmente al proprio sostentamento senza gravare sulle Chiese. Fu decisivo per lui conoscere la comunità di coloro che si professavano discepoli di Gesù. Da loro era venuto a sapere di una nuova fede- un nuovo “cammino”- che poneva al proprio centro non tanto la legge di Dio, quanto piuttosto la persona di Gesù, crocifisso e risorto, a cui veniva ormai collegata la remissione dei peccati. Come giudeo zelante, egli riteneva questo messaggio inaccettabile, anzi scandaloso, e si sentì perciò in dovere di perseguitare i seguaci di Cristo anche fuori da Gerusalemme. Fu proprio sulla strada di Damasco, agli inizi degli anni 30 dc, che Saulo, secondo le sue parole, venne “ghermito da Cristo”. Mentre Luca descrive il fatto con dovizia di particolari, - di come la luce del Risorto lo ha toccato ed ha cambiato fondamentalmente tutta la sua vita- egli nelle sue Lettere va diritto all’essenziale e parla non solo di visione, ma di illuminazione, di rivelazione, di vocazione nell’incontro con il Risorto. Infatti si definirà esplicitamente “apostolo per vocazione” o “apostolo per volontà di Dio” , come a sottolineare che la sua conversione era non il risultato di uno sviluppo di pensieri, ma il frutto d’intervento divino: d’imprevedibile grazia divina. Da allora in poi, tutto ciò che prima costituiva per lui un valore diviene paradossalmente, parole sue, “perdita e spazzatura”. DA quel momento tutte le sue energie sono poste al servizio esclusivo di Gesù e del suo Vangelo. Ormai la sua esistenza sarà quella di un Apostolo desideroso di “farsi tutto a tutti” senza riserve. Da qui deriva, per noi, una lezione molto importante: ciò che vale è mettere al centro della nostra vita Gesù, sicchè la nostra identità sia contrassegnata solo dall’incontro, dalla comunione con Cristo e la sua Parola. Alla sua luce ogni altro valore viene recuperato ed insieme purificato da eventuali scorie. Un’altra lezione offerta da Paolo è il respiro universale che caratterizza il suo apostolato. Sentendo forte il problema dell’accesso dei Gentili, cioè dei pagani, a Dio, che in Gesù Cristo crocifisso e risorto offre la salvezza a tutti gli uomini senza eccezione, dedicò se stesso a rendere noto questo Vangelo:”buona notizia”, cioè annuncio di grazia destinato a riconciliare l’uomo con Dio, con se stesso e con gli altri. Dal primo momento egli aveva capito che questa è una realtà che non concerneva solo i giudei, o un certo gruppo di uomini, ma che aveva un valore universale e riguardava tutti, perché Dio è il Dio di tutti. Punto di partenza per i suoi viaggi fu la chiesa di Antiochia di Siria, dove per la prima volta il Vangelo viene annunciato ai greci e dove viene coniato il termine “cristiani”: credenti in Cristo. Da lì lui punta su Cipro e poi le regioni dell’Asia Minore per poi approdare all’Europa. Più rilevanti furono le città di Efeso, Filippi, Tessalonica, Corinto, senza diment icare Berea, Atene, Mileto. Nell’apostolato di Paolo non mancano difficoltà, che egli affronta con coraggio per amore di Cristo. Egli stesso ricorda di aver agito “nelle fatiche…nelle prigionie…nelle percosse…spesso in pericolo di morte…tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta lapidato, tre volte ho fatto naufragio; viaggi innumerevoli, pericoli dai fiumi, di briganti, dai connazionali, dai pagani, nella città, nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da falsi fratelli; fatica e travaglio, veglie senza numero, fame, sete, frequenti digiuni, freddo,nudità; oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le chiese”. Da un passaggio della Lettera ai Romani traspare il suo proposito di spingersi sino alla Spagna, all’estremità dell’Occidente, per annunciare il Vangelo in ogni luogo, fino ai confini della terra al tempo conosciuta. Come non ammirare un uomo così? Come non ringraziare il Signore per averci donato un apostolo così? E’ chiaro che non gli sarebbe stato possib ile affrontare situazioni tanto difficili e a volte disperate, se non ci fosse stata una ragione di valore assoluto, difronte alla quale nessun limite poteva ritenersi invalicabile. Per Paolo, lo sappiamo, questa ragione è Gesù di cui egli scrive: “L’amore di Cristo ci spinge…perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e resuscitato per loro” per noi, per tutti. Di fatto, l’apostolo renderà la suprema testimonianza del sangue sotto l’imperatore Nerone a Roma, dove conserviamo e veneriamo le sue spoglie mortali. Così scrisse di lui Clemente Romano…negli ultimi anni del primo secolo: “Per la gelosia e la discordia Paolo fu obbligato a mostrarci come si consegue il premio della pazienza…Dopo aver predicato la giustizia a tutto il mondo, e dopo esser giunto fino agli estremi confini dell’Occidente, sostenne il martirio davanti ai governanti; così partì da questo mondo e raggiunse il luogo santo, divenuto con ciò il più grande modello di perseveranza” Il Signore ci aiuti a mettere in pratica l’esortazione lasciataci dall’apostolo nelle sue lettere: “Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo” (Le persone interessate ad approfondire l’argomento vedano l’articolo sui –centri di ascolto sulla Parola-) Gruppo preghiera Padre Pio E’ una gioia ritrovarci dopo l’estate e dopo la festa in onore del santo da Pietralcina! E’ bello ed entusiasmante riprendere il nostro cammino di fede, con giornate dedicate alla preghiera, all’adorazione, alla catechesi. S. P. Pio ha speso la sua vita a cercare e ad apprezzare quello che agli occhi del mondo poteva apparire insignificante ed è arrivato a scoprire beni preziosi…che ci ha trasmesso. Viviamo in un mondo in cui molte persone danno importanza alle apparenze e sono attratte dalle ricchezze, dal potere…Sono incapaci di stimare ciò che è piccolo agli occhi del mondo, ma prezioso per l’anima! Nessuno è insignificante nei programmi di Dio, nessuna azione umana per quanto normale è scartata e priva di valore. In tutto ciò che facciamo c’è la reale opportunità di trasformare noi stessi e gli altri. Gesù annuncia il regno di Dio come una realtà presente e, con la prova dei fatti, mostra che i segni del Messia si realizzano tra la gente: gli zoppi camminano, i ciechi vedono, i sordi odono, a tutti è dato un tempo di liberazione…A chi non sa cogliere il mistero di Cristo, tutto può apparire come prima, o peggio di prima…Anche noi cristiani, affacciandoci alla finestra del mondo, possiamo avere impressioni molto negative e ritenere poco credibile la presenza del regno di Dio…forse perché non sappiamo vedere i tempi del Regno…che, come piccolo seme, penetra nel terreno e cresce nella vita presente; darà la sua pienezza di una vita nuova ed un mondo nuovo, solo alla fine della storia terrena. E siamo sempre ancora noi, che non sappiamo impastare la vita con il lievito di una fede operosa, che nella carità fermenta e trasforma noi stessi ed il mondo in modo, realmente e visibilmente. Consumiamo ogni giorno tante energie, siamo sempre alla ricerca di ciò che ci fa stare meglio: dal look, all’attenzione per migliorare il nostro aspetto esteriore, giustificandoci che tutto questo ci da sicurezza con gli altri e ci fa sentire meglio con noi stessi. Trascuriamo di curare lo spirito, perché non lo vediamo e mettiamo da parte la preghiera, l’adorazione, la parola…perché è roba da preti, suore ed anziani che non hanno di meglio da fare! Nel nostro correre quotidiano siamo sempre stanchi, alla ricerca di qualcosa che ci dia nuovi stimoli e sempre insoddisfatti! Il nostro voler fare, senza accorgercene, viene spiazzato da qualcuno che ci cerca per primo da sempre, che è già in noi, pronto a respirare con il nostro respiro…ma spesso non lo avvertiamo! Perché non proviamo a lasciarci condurre per mano da quel qualcuno di cui conosciamo la voce? Chi guida sa dove arrivare, dove fermarsi per una sosta, quanto tempo aspettare, cosa offrire per rigenerarci… E’ così arduo ricavarci uno spazio che alimenti la nostra vita spirituale ed iniziare il nostro cammino con Dio? O forse è più arduo avere il coraggio di porci davanti a LUI , per vedere piano piano le nostre lontananze, ripulire mente e cuore, chiedere la grazia per sanarci e trovare la lingua giusta per comunicare bene con LUI? La via del bene è esigente, perché ci chiede una nitidezza di pensiero e di cuore che solo con lui è possibile. Tutta la storia è stata attraversata da diverse figure di santi, beati, venerabili, testimoni esemplari di una sequela esemplare del Signore. La loro vita attesta in modo concreto ciò che il Concilio ci ha ricordato…Non ci sono tempi più o meno fortunati per il Vangelo, semmai quando tutto sembra più difficile, è come se LUI ci cercasse in modo più forte! CHI PREGA NON HA PAURA e lo ha dimostrato il nostro amato P. Pio che ha speso tutta la sua vita pregando…Ma noi sappiamo pregare?Abbiamo voglia d’imparare? Molti cristiani oggi incontrano molte difficoltà nel pregare. Eppure la preghiera è il cibo dell’anima occorre nutrirsene continuamente. Per comunicare con Dio non sono necessarie formule lunghe. La preghiera comunitaria può dare tutto all’umanità, la pace, la prosperità, l’amore, la felicità, la gioia: può portare Dio all’uomo di ogni tempo. Può portare tutto! Quando preghiamo Dio si siede accanto a noi e ci ascolta. ASCOLTA E AMA. Aspetta che gli offriamo le nostre preghiere per poterci dare risposte. Certamente, può anche non rispondere nel modo in cui desideriamo o che ci aspettiamo, ma certamente risponde nel modo migliore per la nostra anima, perché vede qual è la risposta di cui necessitiamo. La preghiera spontanea e sincera è edificante, non lo è se la sentiamo un obbligo, un dovere, un peso. Un altro momento che ci dobbiamo fare nostro, per approfondire il nostro dialogo con Dio è l’adorazione eucaristica: pratica poco usata dai cristiani! Eppure è in uno di questi momenti che il Signore comunica con noi con pensieri, immagini, sensazioni…E’ in questi attimi che noi troveremo tutto ciò che non siamo riusciti a trovare nelle nostre corse quotidiane…la pace interiore, la gioia del cuore, l’entusiasmo per andare avanti con lui. Quanto più impariamo a conoscere Dio, tanto più lo amiamo…ecco allora l’ascolto attento della parola! Dio ci offre la sua salvezza, ce la offre individualmente, ma uniti nella chiesa, aspetta la nostra individuale risposta. Il primo nostro impegno, quindi, è quello di ascoltarlo: “Chi è da Dio ascolta la parola di Dio! (Gv 8,47) Pertanto vi auguro di sentire il bisogno di Gesù, non come una persona lontana, ma come presenza viva anche se misteriosa. Se non smettia mo di cercarlo, lo troveremo e con lui tutto cambierà nella nostra vita, tutto avrà un senso! Imitiamo la vita di Maria ed affidiamoci a lei, troveremo l’entusiasmo ed il coraggio di affrontare le fatiche quotidiane. Dio si serve della devozione a Maria per raggiungere la conversione del nostro tempo. Ecco perché ai nostri abituali incontri abbiamo aggiunto la venerazione alla Madonna ogni primo sabato del mese…una raccomandazione di P. Pio, più volte ripetuta ai suoi gruppi di preghiera: “Che siano uniti, che non si stanchino di fare il bene, che siano obbedienti e rispettosi in tutto alla gerarchia, costanti e perseveranti…” Soleva dire: “dai miei figli spirituali voglio la Messa, la Comunione ed il Rosario ogni giorno!” Gesù e Maria gli amori più grandi di P. Pio, sono al centro dei gruppi di preghiera, così come lo furono nella vita delle prime comunità. IL MESSAGGIO DELLA SALVEZZA è RIVOLTO A TUTTI! GLI INCONTRI: Primo sabato del mese:Dedicato a Maria, S. Messa mattutina S. Rosario meditato nel pomeriggio. Secondo venerdì del mese: Lodi mattutine Adorazione eucaristica pomeridiana Ultimo lunedì del mese: Incontro pomeridiano sulla “Parola” Il Parroco don Alvaro ed il Gruppo di Preghiera vi aspettano nella nostra chiesa. Ginetta L’angolo del teatro………. DOPO LA PAUSA ESTIVA ,RIPRENDE IN PARROCCHIA,INSIEME ALLE ALTRE ATTIVITA’,ANCHE QUELLA DEL GRUPPO TEATRO “ MARCO BALLONI”, IMPEGNATO NELLA PREPARAZIONE DI UNA RECITA, CHE CI PERMETTERA’ DI CHIUDERER IN ALLEGRIA IL PROSSIMO CARNEVALE. QUESTA ATTIVITA’ E’ PERO’ CONDIZIONATA DALLA CARENZA DI ATTORI, CHE CI COSTRINGE A FARE SALTI MORTALI PER ATTRIBUIRE LE PARTI DI COPIONI, SEMPRE PIU’ LUNGHI,AD ATTORI SEMPRE MENO NUMEROSI. COGLIAMO L’OCCASIONE DELL’OSPITALITA’ IN QUESTO “BOLLETTINO PARROCCHIALE” PER RINNOVARE L’INVITO A TUTTI I GIOVANI E MENO GIOVANI ,DI BUONA VOLONTA’, AD UNIRSI AL NOSTRO GRUPPO …..PROMETTIAMO ORE LIETE E RISATE IN QUANTITA’ PER TUTTI.!!! PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI A DON ALVARO. GRUPPO TEATRO ”MARCO BALLONI” Centri di Preghiera LUNEDI’:Via Sottopoggiolo c/o famiglia Galleni ore 15,00 LUNEDI’: Via Corsari c/o famiglia Ardara ore 15,30 MARTEDI’: Via Poggiolo c/o famiglia Borzoni Lina ore 15,30 MERCOLEDI’: Via Briglia c/o famiglia Briglia Anna ore 15,30 MERCOLEDI’:Via Cervolapittola 12 c/o famiglia Menchini ore 16,00 MERCOLEDI’: Via Carducci c/o famiglia Solvetti ore 15,30 MERCOLEDI’: Via Celi c/o famiglia Bacci ore 18,00 VENERDI’: Via Marina Vecchia c/o famiglia Barbetti ore 16,00 Centri di ascolto sulla parola di Dio Via dei Corsari: c/o famiglia Ardara. 1° lunedì del mese ore 17,00 “Lettera ai Corinti” S. Paolo P.zza De Gasperi 1: c/o famiglia Laghi 1° giovedì del mese ore 17,00 “Gesù e le donne” Via Carducci 204: c/o famiglia Cucciniello 1° venerdì ore 21,00 “Lettera ai Corinti” S. Paolo Via Rosselli 34-36: c/o famiglia Desiderato 1° giovedì ore 21,00 “Gesù e le donne” Via Rosselli 60: c/o famiglia Bongiorni-Rivieri 1° giovedì ore 21,00 “Lettera ai Corinti” S. Paolo Via Rosselli : c/o famiglia Curcio 1° venerdì ore 21,00 “Lettera ai Corinti” S. Paolo Via San Pio X: c/o famiglia Borghini Marisa 1° mercoledì ore 21,00 “Gesù e le donne” Via Volta 5: c/o famiglia Conte 1° giovedì ore 21,00 “Gesù e le donne” Via Tacca 2: c/o famiglia Barlucchi 2° mercoledì ore 21,00 “Lettera ai Corinti” S. Paolo Porgiamo cari auguri a d. Simone che è stato ordinato Sacerdote domenica 14 Settembre 2008. Ci congratuliamo con lui e, assicurando la nostra preghiera, lo salutiamo con affetto e vi invitiamo alla solenne celebrazione eucaristica da lui presieduta domenica 5 ottobre 2008 alle ore 10,oo Orari della Parrocchia Ogni SABATO il Parroco è disponibile per le CONFESSIONI dalle 9,30 alle 12,00 – dalle 15,30 alle 17,00 Il BATTESIMO viene celebrato solennemente in forma comunitaria, l’ULTIMA DOMENICA DEL MESE alle ore 10,00 e durante la PRIMA DOMENICA DEL MESE alle ore 16,30 Per il MATRIMONIO presentarsi in Parrocchia tre mesi prima Ogni LUNEDI’- MERCOLEDI’- VENERDI’ alle ore 9,00 celebrazione delle LODI Ogni PRIMO VENERDI’ DEL MESE si celebra la giornata del PERDONO ore 8,45 Celebrazione delle lodi ore 9,00 S. Messa ore 17,30 Liturgia penitenziale Ogni SECONDO VENERDI’ DEL MESE si celebra la giornata della PREGHIERA ore 9,00 Celebrazione delle lodi e riflessioni ore 16,00 Adorazione Eucaristica ore 17,30 S. Messa PREPARAZIONE ALLA CRESIMA PER GIOVANI E ADULTI Ogni mercoledì ore 19,00 Primo corso dal 22 ottobre 2008 al 31 gennaio 2009 Secondo corso dal 4 marzo 2009 al 9 maggio 2009 ORARIO SS. MESSE FESTIVO Ore 7,30 – 10,00 S. Messa dei fanciulli – 11,30 – 17,30 (ora legale 18,30) FERIALE Ore 17,30 (ora legale 18,30) nella Cappella Tel. Chiesa: Tel. Canonica: 0585/ 810669 0585/ 40648