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Commercio Oggi
Registrazione al Tribunale di
Verona n. 458 del 12 aprile
1979 Anno 27° n. 26
Giugno 2009 Mensile della
Confesercenti di Verona
Spedizione in abbonamento
postale D.L. 353/2003 (conv.
in L 27/02/2004 n. 46) art. 1,
comma 1, DR VERONA
DIRETTORE RESPONSABILE
Daniele Pagliarini
PUBBLICITA’
Ufficio Commerciale
Ce. Se. Con. Verona
tel. 045 8624029
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Ce. Se. Con. Srl
DIREZIONE, REDAZIONE E
AMMINISTRAZIONE
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[email protected]
IN REDAZIONE
Alessandro Torluccio,
Claudia Andreatta.
HANNO COLLABORATO
Luca Corradi, Giorgia
Pradolin, Caterina Ugoli,
Elisa Rizzi, Michele
Zammattio, Bernardetta
Arduni, Sabrina Residori.
Impaginazione e grafica a
cura di Confesercenti Verona
FOTO
Archivio Ce. Se. Con.
STAMPA
Grafiche Aurora
Via della Scienza, 21
37139 Verona
ATTUALITÀ
SOMMARIO
5 EDITORIALE
Promesse da mantenere
6 ATTUALITÀ
Assemblea elettiva 2009
10 EVENTI
Piazze dei Sapori a quota
130 mila
12 DOSSIER
La nuova frontiera del biologico
16 ATTUALITÀ
Crisi: 1 su 5 a rischio
17 FISCALE
Iva per cassa: cambia la legge
18 DIECIRIGHE
Compensi Siae 2009
19 FORMAZIONE
Corsi in partenza
20 GIALLOBLU
Una festa e mezza
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Marco Venturi rieletto
presidente nazionale di
Confesercenti
EVENTI
10
Piazze dei record: 130 mila
visitatori nella quattro giorni
del gusto
DOSSIER
La nuova frontiera del biologico passa da Verona. Un
cash and carry ed una
cooperativa per spingere
verso un prodotto etico e di
qualità
12
GI A L LO B L U
20
Una salvezza e una quasi
promozione. Basteranno?
EDITORIALE
PROMESSE
DA MANTENERE
M
arco Venturi è stato
rieletto
presidente
nazionale di Confesercenti e nel suo discorso ha lanciato
molte proposte al
governanti presenti all’assemblea, proposte
che gli stessi politici hanno dichiarato essere
valide e condivisibili. Questo è successo
prima delle elezioni. Ora, a bocce ferme,
speriamo che tutte queste belle promesse
mosse in primis da Silvio Berlusconi, vengano mantenute e che tutto non si riveli essere
stato solo un sogno causato dal voto imminente. Ci aspettiamo non solo riforme che
tutelino finalmente la piccola e media impresa, ma anche sgravi fiscali, incentivi per chi
decide di iniziare delle nuovi attività, progetti di tutela e salvagurdia delle imprese che
scelgono la qualità e l’innovazione. oi ci
siamo mossi. L’abbiamo chiesto a gran voce
a tutti i politici presenti in quell’Auditorium
romano. Loro stessi ci hanno garantito che
verremo ascoltati. Ora le lezioni sono terminate, il voto li ha premiati. on ci sono più
scuse. Ora devono arivare le conferme che
chiediamo. Prima che sia troppo tardi.
di Silvano Meneguzzo
Silvano Meneguzzo
Presidente Confesercenti Verona
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ASSEMBLEA
ELETTIVA 2009
di Alessandro Torluccio
R ic on f e rm a t o
m a rco V e n t ur i a l la
gu i da
dell ’Associ azione
d i c at e g o ri a c on u n
o b ie t t ivo p r ec iso :
guidare le pi ccole
e m e di e im pr e se
v er so l’ u scit a d a ll a
cri si ed u n n uo vo
ri n no va m e nt o
ella giornata del 28 maggio
2009
presso
l'Auditorium Parco della
Musica si è svolta l'assemblea
annuale della Confesercenti che,
all'unanimità, ha riconfermato
presidente
Marco
Venturi.
All’Assemblea elettiva della
Confesercenti ha aperto i lavori il
vice presidente vicario di
Confesercenti Massimo Vivoli
che ha introdotto l’intervento del
Ministro
dello
Sviluppo
Economico Claudio Scajola. «Il
sistema bancario nel suo insieme
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deve fare qualcosa di più, deve
dare alle aziende credito con più
facilità. Soprattutto, deve farlo
avvicinandosi ai livelli europei
per i tassi, dai quali siamo ancora
troppo lontani» ha detto il ministro dello sviluppo economico
Claudio Scajola. Scajola ha poi
annunciato «lo sblocco del bonus
fiscale per i distributori di benzina» rispondendo al presidente
Venturi che nel suo intervento ha
chiesto di «dare una risposta ai
benzinai che stanno vivendo una
condizione di grave difficoltà
riconfermando il bonus fiscale
senza il quale molti di loro chiuderebbero». Nella relazione il
presidente della Confesercenti
Marco Venturi ha rivendicato per
le pmi un ruolo centrale al fine di
accelerare l'uscita dalla crisi ed
ha lanciato la proposta di un
piano straordinario per le pmi.
Inoltre ha chiesto di varare un
bonus fiscale per le piccole e
medie imprese che non riducono
gli occupati e uno sgravio aggiuntivo a chi aumenta i posti di lavoro. La relazione del Presidente
Marco Venturi sottolinea la
necessità di non considerare la
crisi come «fatto ineluttabile» e
di considerare il mondo delle Pmi
come una realtà che, se sostenuta,
può contribuire efficacemente a
superare le attuali difficoltà. Una
prima considerazione riguarda
l’Abruzzo. Dopo il riconoscimento della positività delle prime
misure poste in essere si sottolinea come sia importante evitare
«il rischio che al disagio degli
abitanti si aggiunga la fuga dei
turisti dea tutto l’Abruzzo con la
conseguente perdita di ricchezza
e di posti di lavoro proprio là
dove ce n’è più bisogno». La relazione sottolinea inoltre il valore
di «una sempre più forte convergenza fra le Associazioni delle
Pmi. Dopo la prima iniziativa del
Capranica vogliamo ripeterci, con
grandi obiettivi: più unità e più
Marco Venturi
Claudio Scajola
ambizione devono caratterizzare
la nuova fase dell’azione comune». Un tema fortemente sentito
dalle Pmi ed al quale la relazione
dedica attenzione è la questione
del credito, tema su quale è fondamentale un’iniziativa costante
del Governo anche come rassicurazione verso le pmi: «l’erogazione del credito è fondamentale…
così come lo è l’attenzione verso
le Pmi che con la crisi sono più
esposte all’azione predatoria
degli usurai». Altra esigenza da
considerare è quella del peso
fiscale sulle Pmi: «le difficoltà
hanno appesantito la questione
fiscale e le pmi ne pagano il prezzo più alto: hanno sempre sofferto per la morsa burocratica e
fiscale ma oggi, bassa crescita,
sottocapitalizzazione e tasse
rischiano di stritolarle». La relazione chiede che si agisca con
forza tagliando gli sprechi della
spesa pubblica per «portare in tre
anni il peso del fisco sotto il
40%». Per tali motivi si chiede un
impegno ad alleggerire gli studi
di settore e si avanzano alcune
proposte per far fronte ad una fase
particolarmente pesante. Fra queste «la deducibilità totale
dell’Irap e la rateizzazione delle
imposte dovute in dodici mensilità senza aggravio di interessi».
Ma si sottolinea il valore anche di
sostegni alle piccole imprese che
non tagliano posti di lavoro ma,
anzi, assumono: «diamo un bonus
fiscale alle pmi che non riducono
gli occupati e riconosciamo uno
sgravio aggiuntivo a chi aumenta
i posti di lavoro». Ed in questo
contesto si esprime forte attesa
per la svolta positivamente compiuta su turismo con il ripristino –
chiesto
più
volte
dalla
Confesercenti – di un Ministero.
La Confesercenti richiama inoltre
l’attenzione su quel grande patrimonio di piccoli esercizi commerciali che svolgono un ruolo essenziale nei centri abitati ma che
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vanno sostenuti anche per la
valenza sociale che interpretano
rispetto alle famiglie ed ai ceti
sociali più deboli: contro i rischi
di desertificazione «occorre un
piano straordinario per il sostegno alle attività commerciali di
vicinato. Due miliardi di euro in
un triennio per innovazione, tutoraggio, credito agevolato, progetti di filiera, sostegno all’occupazione e l’avvio di nuove imprese».
La relazione chiede inoltre che si
prosegua nell’impegno contro il
sommerso «le pmi devono essere
liberate da quell’economia sommersa favorita da migliaia di
immigrati clandestini e di furboni
nostrani pronti ad alimentare la
concorrenza sleale». Inoltre si
ribadisce la necessità di una politica di fermezza nei confronti dell’immigrazione clandestina che
«deve diventare un problema
europeo ed in quanto tale va risolto. Intanto una cosa deve comunque essere chiara: nessuna tolleranza per chi delinque. Arresti ed
espulsioni devono rappresentare
una regola rigida. Solo così si
possono bloccare i crescenti
atteggiamenti razzisti e la giustizia fai da te». Un altro tema centrale è quello di ridurre sprechi ed
inefficienze che pesano sul Paese
ed in particolare sulle pmi ed
impediscono di poter contare su
risorse utili alle infrastrutture
strategiche ed alla modernizzazione del Paese: «chiediamo di
disboscare tutto, a partire dall’abolizione delle Province, per arrivare
all’accorpamento
dei
Comuni più piccoli. Stato leggero
e più efficiente, comuni vocati ai
servizi essenziali, regioni più
autonome e più snelle rappresentano necessità che devono intrecciarsi con il mercato, al quale va
affidata buona parte dei servizi
pubblici». Un’altra proposta che
la Confesercenti avanza riguarda
un’altra questione cruciale per il
futuro dell’Italia, vale a dire l’istruzione: «cosa ci impedisce di
scegliere tre Università pubbliche, una del Sud, una del Centro
ed una del nord e concedere loro
uno status speciale per portarle in
cinque anni ai primi posti delle
graduatorie mondiali?».
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Berlusconi:
“Sederemo al tavolo
con Confesercenti”
Una relazione che «condivido dalla prima all'ultima parola». Lo ha
detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo
all'assemblea di Confesercenti, commentando quanto detto dal presidente Venturi. «Questa relazione - ha aggiunto - è la fotografia
esatta del Paese, dell'economia e della pubblica amministrazione e
della direzione verso cui ci dobbiamo muovere».
Berlusconi, che ha esordito rileggendo un passaggio della relazione
per dimostrare quanto la condividesse, ha poi aggiunto: «Ho pensato di invitare il presidente Venturi dopo le europee a una lunga sessione a palazzo Chigi con i ministri. Non sto esagerando, è una relazione completa che fornisce indicazioni di soluzioni pragmatiche e
concrete. Lavoreremo insieme con la sua relazione in mano, spiegheremo cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo e indicheremo
delle date per la soluzione dei problemi come indicati».
Sul terremoto in Abruzzo il premier si è detto ottimista, tornando
poi a snocciolare i dati che vedono « 63 mila persone sistemate per
metà negli alberghi della costa e per metà nelle tendopoli. Ma - ha
aggiunto - non consideriamo questa come una situazione che può
protrarsi nel tempo e non gestiremo questo come fu fatto per altri
terremoti nel passato. Per questo abbiamo rotto gli indugi e abbiamo individuato 20 aree sulle quali costruiremo nuove case».
Annunciando che «sono già partiti gli appalti» Berlusconi ha ribadito la promessa che «il 15 settembre trasferiremo nelle case il 40%
dei cittadini ed entro la fine di novembre tutti gli altri».
«Si parla di tutto in campagna elettorale - ha proseguito Berlusconi
- meno dell'Europa a cui dovremo dare un drizzone per farla migliorare». «I padri fondatori - ha aggiunto - pensavano che l'Europa
forte dovesse essere una protagonista nel mondo e fattore di pace e
crescita del benessere. Una protagonista assoluta che oggi nel
mondo non riesce a svolgere: la Ue non ha una sua presenza autorevole. Obama a chi telefona per sapere. Non ha un numero di telefono perché ogni sei mesi
cambia il presidente».
«L'Europa è qualcosa
che si deve cambiare.
In primo luogo per
difendere i nostri interessi». «L'occasione
per cambiare è che il
Pdl, la formazione che
io guido, possa essere
il gruppo più importante del Ppe all'europarlamento. E così potremo incidere sugli interessi italiani. Se saremo il primo partito del
Ppe avremo Mario
Mauro presidente del
Parlamento europeo».
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2010
PIAZZE DEI SAPORI
A QUOTA 130 MILA
H
anno toccato quota 130 mila
le presenze in Piazza Bra per
la settima edizione de “Le
Piazze dei Sapori”. L’appuntamento è
ormai entrato stabilmente nell’agenda
dei veronesi che hanno risposto in
massa anche quest’anno, con l’aggiunta di una folta schiera di turisti
anglosassoni e tedeschi, piacevolmente sorpresi nel trovare i prodotti più
gustosi provenienti da tutta Italia.
L’evento ideato e promosso da
Confesercenti, in collaborazione con
l’assessorato al Commercio del
Comune di Verona e con il patrocinio
dell’Ente Italiano per il Turismo, del
Ministero delle Politiche Agricole e
Forestali, della Regione Veneto e
della Provincia di Verona, ha visto
giornate di tutto esaurito anche per
quel che riguarda le manifestazioni
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collaterali.
Il “Teatro Ghiotto” (laboratori per gli
studenti delle scuole) ha coinvolto
150 ragazzi, delle materne, delle
Elementari e delle Superiori. L’evento
“Guardiano del Gusto”, che quest’anno prevedeva una cena nelle sale
della Gran Guardia ha coinvolto 140
persone, con molte richieste rimaste
inevase. A spuntarla è stata la
Pasticceria Al Corso di Via Catullo,
Verona, con un particolare dolce preparato con la Mela Rosa Gentile.
Lungo il Liston del Gusto alcuni
degli oltre 80 espositori hanno dovuto
chiudere anzitempo i battenti nel
tardo pomeriggio di domenica, a
causa dell’esaurimento dei prodotti:
«Poter constatare che si persegue e si
cerca ancora la qualità è un segnale
importante per tutto il settore – ha
di Daniele Pagliarini
spiegato Silvano Meneguzzo, presidente di Confesercenti Verona -, quella qualità e quel Made in Italy che
solo le piccole imprese possono dare,
con lavorazioni ancora artigianali e
rispettose della tradizione».
«A conferma del numero delle presenze è stata la distribuzione del materiale informativo – ha spiegato
Alessandro Torluccio, coordinatore
della manifestazione -, con le 80 mila
brochure esaurite durante i quattro
giorni. Un segnale che c’è un forte
interesse non solo per gli espositori,
ma anche per tutti gli eventi collaterali». Anche “Cenare in Bra” ha avuto
un ottimo riscontro, con gli stand letteralmente presi d’assalto durante le
ore del pranzo e della cena con molti
veronesi che hanno più volte proposto
l’allargamento di questo spazio desti-
nato alla somministrazione, segno che
pranzare ai piedi dell’Arena è stato
molto apprezzato. Da non dimenticare gli spettacoli serali di “Dolci ote”,
nella nuova formula che ha riscosso il
favore del pubblico. L’area antistante
al palco è stata gremita di spettatori
durante tutte e quattro le serate, grazie
anche all’importante cartellone musicale e culturale che quest’anno ha
visto protagonista anche il teatro, oltre
alla danza e alla musica. Accolta con
grande soddisfazione dai visitatori, è
stata l’area Piazze dei Sapori Bio,
che ha portato in Bra una decina di imprese del settore del
biologico: «Siamo partiti quest’anno con questa novità, ma
sarà un’area che nei prossimi
anni verrà ampliata e su cui la
manifestazione ha intenzione
di investire, rivedendo al
meglio la disposizione della
zona e creando un vero e proprio villaggio del biologico, in
cui verranno anche allestiti
particolari eventi con coinvolgimento del pubblico», ha proseguito Torluccio.
L’altra grossa novità del 2009,
Sfilare con Gusto, ha raccolto
in Piazza Erbe centinaia di
spettatori, i quali, nel pomeriggio della domenica, hanno
potuto assistere ad uno spettacolo costruito sulla qualità
delle imprese del centro storico. Non solo abiti, quindi, ma
anche accessori, acconciature,
intrattenimento, per una
vetrina che sicuramente
verrà replicata l’anno prossimo. Molti i messaggi di soddisfazione e congratulazioni
arrivati anche al sito
www.lepiazzedeisapori.com,
il quale ha quasi toccato
quota 5000 visite. Un grosso
aiuto alla buona riuscita è
arrivato anche dagli sponsor
tecnici, come spiega il presidente di Confesercenti,
Silvano Meneguzzo: «L’energia utilizzata per illuminare e garantire il corretto
funzionamento di tutto l’apparato organizzativo, è stata
generata da impianti alimentati da fonti rinnovabili. Un
grazie va dunque all’Agsm,
che ci ha permesso di usufruire di questo mezzo che
contribuisce all’abbattimento dell’inquinamento. Un
grazie particolare anche al servizio
offerto dall’Amia e dalla raccolta differenziata che sembra abbia funzionato a dovere. Non dimentico poi gli
sponsor storici come la Nuova
Veronauto e l’Eurofidi Veneto, un
aiuto indispensabile per creare un
evento che ha rasentato la perfezione
come qualità e organizzazione. Un
ultimo ringraziamento va poi a tutti
gli altri sostenitori, ai ragazzi dello
staff e dell’organizzazione». Nel complesso, quindi, operazione riuscita.
Appuntamento al prossimo anno, nel
consueto secondo week-end di maggio, con altre importanti novità e
gustosità tutte da assaporare.
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L A N U OV A FR ON TIE R A
D E L B IO LO GI CO
di Caterina Ugoli
Economico, ecologico ed etico.
A Verona ha sede una delle più
importanti realtà d’Italia, con un
nuovo punto vendita aperto
al pubblico a Veronamercato
E
conomico, ecologico ed
etico. Sono queste le tre “e”
della mission della società
12
veronese Brio che lavora da anni
nell’ambito della produzione e commercializzazione di prodotti biologi-
ci. Coltivare la terra nel modo
migliore, cioè rispettando il ciclo
della natura, per fare in modo che
anche l’ambiente sia migliore subendo al minimo l’impatto dell’uomo. E’ questo l’obiettivo con cui, dal
1989, lavorano gli agricoltori della
Cooperativa Agricola Primavera
di Campagnola di Zevio, promotrice
e fondatrice poi di Brio spa, la commerciale del gruppo nata una decina
d’anni dopo.
Trasformare, distribuire e vendere
alimenti biologici necessita di un
continuo confronto con un mercato
che comporta ancora un certo numero di rischi. Eppure, grazie anche a
degli importanti investimenti, Brio
oggi è, a pieno titolo, uno fra i gruppi più importanti per l’ortofrutta biologica a livello europeo e si confronta tutti i giorni con una concorrenza
sempre più forte.
Un po’ perché è la moda, un po’ per
farne un business, un po’ perché è
considerato di nicchia, infatti sono
molti i produttori che si cimentano
nell’ambito del biologico, ma non
tutti riescono nell’intento. E questo
non è il caso di Berio Spa.
Nonostante il momento di crisi economica, infatti, l’azienda ha chiuso
nel 2008 con 39.985 milioni di euro
di fatturato, di cui il 35 % ricavato
all’estero, e che supera del 4,9%
quello dello scorso anno. Agevolate
senza dubbio dal fatto che, secondo
un’analisi di Colditretti, i’intero
2008 è stato un anno da incorniciare
per il consumo di prodotti biologici
in Italia, dato che il mercato ha registrato un aumento in percentuale del
23% e conta oggi quasi 8 milioni di
consumatori abituali, le realtà produttive che gravitano intorno a Brio,
però, “coltivano”, in tutti i sensi,
piccoli segreti del mestiere che li
hanno portati nel corso degli anni a
raggiungere ottimi risultati nella
vendita di ortofrutta (23.411 tonnellate nel 2008 ) e ma anche di trasformati (2.482 tonnellate).
Cosa significa allora produrre bio
oggi e quali sono i requisiti per
farlo? A svelare i segreti del successo è l’amministratore delegato
Andrea Bertoldi che dichiara:
“Innanzitutto la nostra fortuna è
stata quella di inserirci in una piazza
molta quotata come quella veronese.
Verona, infatti, insieme a Parma, ha
un mercato agroalimentare ben sviluppato e in continua crescita.
Inoltre i nostri terreni e il clima
buono hanno favorito da sempre la
coltivazione di molti prodotti e noi
non abbiamo fatto altro che valorizzare queste tipicità”.
Sano, perché rispetta i valori nutrizionali, meno inquinante sia dal
punto di vista ambientale che digestivo, e soprattutto rispettoso delle
diversità, il prodotto biologico privilegia anche il km 0
assicurando così una maggior freschezza, una riduzione dei costi e un
rispetto dei tempi di distribuzione. “I
fornitori di ortofrutta sono innanzitutto i soci della Cooperativa
Primavera” sottolinea l’ad Bertoldi
“quindi produttori veronesi, ai quali
si affiancano però altri 150 fornitori
italiani, europei ed extra europei”.
Buono e sano sì, ma la qualità costa.
E il consumatore non può non tenere d’occhio anche il prezzo che spesso per certi tipi di prodotti risulta
svantaggioso rispetto al convenzionale. “I nostri prodotti hanno costi
maggiori rispetto al normale?
Bisogna vedere con chi ci si raffronta” precisa Andrea Bertoldi. E prosegue: “Nel mercato dell’ortofrutta
convenzionale troviamo di tutto,
prezzi alti e bassi che spessono non
rispecchiano la qualità del prodotto.
Naturalmente il biologico corre un
rischio in più perchè propone un
prodotto fresco. Abbattere i costi è
comunque un obiettivo dell’azienda
D OSSI ER
sul quale si continua a lavorare con
piccole attenzioni come quella di
evitare le culture in capannone che
sono più costose e meno naturali,
commerciando quindi il prodotto
con i nostri coltivatori in altre zone
d’Italia o Europa”.
Non solo ma è proprio l’ambiente
sociale di collaborazione e di attenzione verso i produttori che fa la
qualità dell’azienda. E con questo
spirito, nel corso del 2008, Brio ha
completato lo spostamento del
reparto prodotti freschi e generi vari
dalla sede storica di Campagnola di
Zevio a quella interna a
VeronaMercato dove è sorto il
nuovo Cash and Carry, un punto
vendita che offre una vasta gamma
di prodotti certificati bio. Formaggi,
salumi, trasformati di pomodoro,
pasta fresca e secca, cereali e legumi, ma anche latte vaccino, di riso,
soia e avena, yogurt, burro, uova,
olio, vino the, caffé, succhi, tofu,
seitan (alimento tipico orientale
usato nelle diete vegetariane e
macrobiotiche) pappa reale non
sono che alcuni dei prodotti a scaffale ai quali si affiancano ovviamente
frutta e verdura.
E a circa un mese dal taglio del
nastro, il negozio, si dimostra già
una piattaforma di vendita importante dal momento che consente di
accorciare la filiera tra il produttore
e il consumatore.
“L’idea è nata per favorire da una
parte il produttore che non ha bisogno di aprirsi un suo punto vendita
ma convoglia i prodotti in un negozio comune” spiega Emanuela
Nathascia Rao, responsabile del
Settore Freschi e generi Vari “e il
consumatore dall’altro, dal momento che la piccola distribuzione
diventa più accessibile non solo ai
grandi operatori come negozi, ristoratori, catering, enti, associazioni,
che da sempre costituiscono la voce
principale delle vendite, ma anche ai
privati”.
E per agevolare l’acquisto sono già
attivi una serie di sconti, di offerte
speciali e di convenzioni con azien13
de i cui dipendenti privilegino i prodotti bio. “A volte dobbiamo far
fronte ad una barriera mentale del
consumatore che va sollecitato. In
realtà il nostro negozio è facilmente
raggiungibile e comodo visto il collegamento con la tangenziale e l’autostrada e la comodità di un grande
parcheggio” spiega Emanuela Rao.
Così mentre l'attività di confezionamento e commercializzazione di
frutta e orticoli continua ad essere
svolta nella sede della società e della
coop Primavera a Campagnola di
Zevio, nella nuova sede di
VeronaMercato si
cercherà di portare
avanti anche la
vendita della quarta gamma, cioè il
prodotto confezionato del quale si
approvvigionano
già alcune scuole
private, servizi di
catering e ristornanti e bar. “Si
pensa che il futuro
dell’alimentazione
sia l’home catering” racconta la
Rao “cioè il pasto
pronto direttamente recapitato al
domicilio. E per il
settore Bio potreb-
be essere un gran
vantaggio
dal
momento che i
nostri prodotti possono accontentare
tutti i gusti e abitudini alimentari”.
Considerati i vantaggi della produzione e dell’alimentazione Bio,
anche
Confesercenti
sta
avanzando qualche passo in questo settore organizzando eventi enogastronomici come
“Le Piazze dei
Sapori”, all’interno
delle quali sono
stati ospitati anche i prodotti biologici. Non solo. Ma la prospettiva
futura è quella di coinvolgere tutti
gli associati proponendo all’interno delle piccole e medie imprese
un consumo del biologico attraverso la creazione di un “angolo
bio”.
Inoltre la necessità di fare sistema in
questo comparto porterà la stessa
associazione di categoria a creare un
settore sindacale specifico per tutelare e agevolare le imprese di qualità che ogni giorno si confrontano
con il mercato locale e nazionale.
Crisi, Istat:
“Una persona
su cinque è
a rischio
vulnerabilità
economica”
L
di Bernardetta Arduini
'Italia e' uno dei paesi europei con ''la maggiore diffusione di situazioni di reddito relativamente basso: una persona su cinque è a rischio di vulnerabilità economica''. Lo sottolinea il
rapporto annuale dell' Istat evidenziando che ''rischi altrettanto elevati'' si osservano in Spagna,
Grecia, Romania, Regno Unito e
nei paesi baltici. Il rischio di vulnerabilità riguarda, invece, soltanto una persona su dieci nei paesi
scandinavi, nei Paesi Bassi, nella
Repubblica Ceca e in Slovacchia.
Questo si rileva particolarmente
nelle regioni meridionali: nel 2007
risultano esposte al rischio meno
dell'8% nel Nord-est, poco più del
10% nel Nord-ovest e nel Centro e
circa una su tre nel Mezzogiorno.
In particolare, la percentuale di
popolazione a basso reddito nel
Paese si attesta al 18,4%, sulla
base di valori del 2006; l'incidenza
risulta massima in Sicilia (41,2%),
Campania (36,8%) e Calabria
(36,4%). All'opposto, i valori
meno elevati si registrano in Valle
d'Aosta (6,8%) e nelle province
autonome di Bolzano (6,6%) e
Trento (3,8%). Guardando al reddito disponibile, sempre nel 2006,
le regioni del nord registrano un
livello procapite superiore o prossimo ai 20 mila euro (20.300 euro
al Nord-Ovest e 19.900 al Nordest); le regioni del Centro mostra16
no livelli più bassi (18.500), pur
mantenendosi al di sopra della
media nazionale (16.200), mentre
il Mezzogiorno detiene ''storicamente'' livelli sensibilmente più
bassi, pari a 12.700 euro. “Per la
prima volta dal 1995, si legge nel
rapporto, la crescita degli occupati
nel 2008, che sono aumentati di
183 mila unità rispetto al 2007, è
risultata inferiore a quella dei disoccupati, saliti di 186 mila unità
sempre rispetto all'anno prima.
Secondo il rapporto, lo scorso anno
la disoccupazione è tornata a crescere dopo circa dieci anni di diminuzione, coinvolgendo in misura
maggiore gli uomini. Il fenomeno
ha interessato in particolare il
Centro e il Nord-Ovest, anche se il
Mezzogiorno si è confermata l'area
con la maggiore concentrazione di
disoccupati. Nel 2008, inoltre, gli
occupati ''standard'', cioè a tempo
pieno e con durata indeterminata,
sono risultati circa 18 milioni; i
lavoratori ''parzialmente standard''
(a tempo parziale e con durata non
predeterminata) circa 2,6 milioni;
gli atipici (dipendenti a termine e
collaboratori) quasi 2,8 milioni.
Per quanto riguarda gli atipici, evidenzia ancora il rapporto, quasi la
metà - nello specifico un milione e
300 mila - sono presenti nel mercato del lavoro da più di dieci anni. Il
mercato del lavoro, sottolinea
l’Istat nel suo Rapporto, evidenzia
ancora un divario strutturale tra il
Nord e il Sud del Paese, ma anche
nel Mezzogiorno ci sono territori
in controtendenza. L'analisi del
mercato del lavoro, pur ''nel quadro strutturale dell'accentuato
divario territoriale tra Centro-Nord
e Mezzogiorno'', mette in evidenza
''alcune aree in difficoltà nelle
ripartizioni centro-settentrionali''
che nel complesso sono invece
caratterizzate da buone condizioni
occupazionali
particolarmente
positive in Umbria e Toscana, e per
contro ''aree forti al Sud e nelle
Isole'', dove invece il quadro generale e' critico. Piu' precisamente,
segnala l' Istat, numerosi sistemi
costieri
della
Sardegna
e
dell'Abruzzo si caratterizzano per
tassi di occupazione medio-alti
(superiori alla media del CentroNord nel caso di Olbia e la
Maddalena: 50,7%) e tassi di disoccupazione contenuti (inferiori
alla media Italia o a quella della
ripartizione di riferimento: rispettivamente 6,7% e 12,1%). Per contro
le situazioni piu' critiche sono
localizzate in Calabria e Sicilia.
“Una crisi economica non e' soltanto un periodo di difficoltà - ha
dichiarato il presidente dell’Istat
Biggeri - ma anche un'occasione
per evitare di ripetere gli errori
commessi e per rilanciare lo sviluppo e la crescita del sistema produttivo”.
Iva per cassa:
cambia la legge
per i soggetti
con quote fino
a 200 mila euro
L
o prevede il decreto 26
marzo 2009 del Ministero
dell'Economia e delle
Finanze, pubblicato in Gazzetta
Ufficiale n. 96 del 27 aprile 2009.
Per le operazioni effettuate dal 28
aprile 2009 è, quindi, possibile
optare per il pagamento dell'Iva al
momento della riscossione del corrispettivo
Soggetti interessati
Soggetti che nell'anno solare precedente hanno realizzato un volume d'affari non superiore a duecentomila euro, che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi
nei confronti di cessionari o committenti che agiscono nell'esercizio
di impresa, arte o professione
L'imposta sul valore aggiunto
diviene esigibile all'atto del pagamento dei relativi corrispettivi.
Sono esclusi i soggetti che si
avvalgono di regimi speciali d’applicazione dell'imposta e nei confronti di cessionari o committenti
che assolvono l'imposta mediante
l'applicazione del meccanismo del
riverse charge.
Modalità di differimento
All’atto dell’emissione, la fattura
deve recare l’annotazione che si
tratta d’operazione con imposta ad
esigibilità differita emessa ai sensi
dell'art. 7 del decreto-legge 29
novembre 2008. La mancata annotazione rende la cessione del bene
o la prestazione del servizio sog-
getta ad iva.
Momento dell’esigibilità per
l’acquirente o committente
L'imposta diventa esigibile per
l'acquirente o committente, e quindi detraibile, soltanto all'atto del
pagamento del corrispettivo. Per il
pagamento parziale, l'esigibilità è
pro-quota nella proporzione esistente fra la somma incassata e il
corrispettivo complessivo dell’operazione.
Adempimenti a carico del cedente o prestatore
Il soggetto che esegue la prestazione è obbligato alla fatturazione e
alla registrazione. La liquidazione
periodica dell'imposta è computata
nel mese o trimestre nel corso del
quale è incassato il corrispettivo
ovvero scade il termine di un anno
di Sabrina Residori
dal momento di effettuazione dell'operazione.
Superamento del limite dei 200
mila euro
L'Iva delle operazioni effettuate
successivamente al superamento
della soglia dei 200 mila euro
seguirà le regole generali, mentre
quelle effettuate precedentemente
permarranno a esigibilità differita.
Volume d’affari
Con riferimento all’anno in cui l'operazione s’intende effettuata, le
cessioni di beni o le prestazioni di
servizi con Iva ad esigibilità differita confluiscono con quelle ordinarie alla formazione del volume
di affari e alla determinazione
della percentuale di detrazione di
cui all’articolo 19-bis, decreto iva
n 633/1972.
17
NEWS DIECIRIGHE
a cura di Claudia Andreatta
DESIGNATE LE DATE DI PARTENZA DEI SALDI
Con riferimento al calendario delle vendite di fine stagione estiva per l’anno 2009, si informa che rimane confermata la disciplina approvata con deliberazione della Giunta regionale n. 1026 del 6 maggio 2008: pertanto le
prossime vendite di fine stagione estiva avranno inizio il primo sabato del mese del mese di luglio, che, per l’anno 2009, coincide con il giorno 4 luglio e si concluderanno il giorno 31 agosto 2009.
CONFESERCENTI DALLA PARTE DI NINOS
Si è conclusa la mostra “Nuestro Norte es el Sur”, evento itinerante d’arte latinoamericana sponsorizzata nella
sua tappa veronese dalla Confesercenti provinciale. Un appuntamento, quello che si è svolto in Gran Guardia dal
26 maggio al 9 giugno, che ha voluto soprattutto sensibilizzare sul progetto Ninos, che offre aiuto ai bambini che
vivono in situazione di disagio dell’America Latina. Tale progetto ha coinvolto anche la squadra Chievo Verona,
presente a più riprese nelle sale della mostra per invitare i visitatori ad aderire a Ninos. «Una bella iniziativa che
ha saputo unire solidarietà ad arte e cultura – ha dichiarato Silvano Meneguzzo, presidente di Confesercenti
Verona –. Il nostro appoggio è stato da subito incondizionato, spinti anche dalle buone recensioni che la mostra
ha avuto nelle sue tappe venete».
CERTIFICATO ANTINCENDIO PER ALBERGHI
Il 1° luglio 2009 oltre la metà delle strutture ricettive alberghiere italiane potrebbe essere chiusa d’ufficio dai
Comuni, con il ritiro della licenza, per mancanza del certificato Cpi (Certificato prevenzione incendi). Scade
infatti il 30 giugno 2009 la proroga di 12 mesi concessa nel 2008 per l’applicazione della normativa antincendio
per le strutture ricettive alberghiere con oltre 25 posti letto.
“Per questo motivo – afferma Giorgio Nocchi, Presidente di Asshotel – Confesercenti ho scritto al Ministro del
Turismo Michela Vittoria Brambilla e al Ministro dell’Interno Roberto Maroni per chiedere una proroga in materia di applicazione della normativa antincendio.
La richiesta della nostra Associazione – prosegue Nocchi – oltre che dalla tutela delle attività produttive, è dettata dalle difficoltà, spesso insormontabili, delle micro e piccole imprese turistico-ricettive ad adeguarsi alla
norma”.
18
CORSI IN PARTENZA
TIPOLOGIA
O
A N Z AT
V
A
R
UTE
COMP
E
N
A
M
A’ B A R
NOVIT
LUOGO ORE COSTO*
Corso sostitutivo del libretto di idoneità Verona e
provincia
sanitaria
3
33 euro
PERIODO
Luglio
Responsabile del servizio di prevenzione
e protezione per titolari d’impresa
(D.Lgs. 626/94)
Verona
16
160 euro
Luglio
Formazione per addetto al pronto
soccorso aziendale per aziende
dei gruppi B e C
Verona
4
80 euro
Luglio
Verona
12
170 euro
Luglio
Verona
120
567 euro
Luglio
Verona
33
217 euro
Luglio
Verona
81
308 euro
Luglio
Corso abilitante per agenti d'affari in
mediazione del settore immobiliare
Verona
106
433 euro
Luglio
Corso computer base
Verona
25
190 euro
Luglio
Addetto alla prevenzione degli incendi
per aziende a basso rischio
Corso abilitante per l'esercizio
dell'attività di "somministrazione
e vendita di prodotti alimentari"
Corso abilitante per l'esercizio dell'attivi tà di "vendita di prodotti alimentari"
Corso abilitante per agenti e rappresen tanti di commercio
Corso barman base
Corso computer avanzato
Verona
Verona
21
25
225 euro
210 euro
*Per gli associati Confesercenti sono previsti forti sconti. Al prezzo va aggiunta l’Iva pari al 20%
Luglio
Luglio
Sede iscrizioni: Via Albere, 132 - 37137 Verona Tel. 045 8624011 - Fax 045 8624088 Responsabile: Claudia
Andreatta
e-mail: [email protected] - www.confesercenti-vr.it
19
di Luca Corradi
UNA FESTA E MEZZA
Il C h ie v o r e s ta in
ser i e A g r azi e ad
u n a r im o n t a
e n tu s ia s m a n te .
l ’H e ll a s ch i u d e a
poc hi punt i d ai
p la y- o ff
n e ll ’a n n o z e r o d i
M a r ti n e l li.
B il a n c io p o si tiv o
p e r le p r im e d u e
s quadre del
c a lc io ve r o n e se
20
C
i
sarebbe
anche
la
Sambonifacese, che alla
prima stagione della sua storia tra i professionisti ha sfiorato addirittura l’immediato salto di categoria,
mancando di un solo punto l’accesso
ai play-off di Seconda Divisione. Ma
gli stessi campionati 2008-2009 di
Chievo ed Hellas Verona hanno portato, con le dovute differenze, a risultati sicuramente soddisfacenti.
LA FAVOLA COTIUA
Il piccolo “Ceo” ha compiuto l’ennesimo miracolo. La salvezza conquistata il 24 maggio con un turno di
anticipo grazie al pareggio con il
Bologna vale tanto quanto uno scudetto, perché consente alla caparbia
squadra di quartiere di esserci ancora,
timbrare il cartellino nel calcio che
conta, affermare “io esisto”. Una salvezza giunta al termine di una rimonta su cui, a dicembre, davvero pochi
avrebbero scommesso. I risultati non
arrivavano e così, dopo la miseria di 6
punti nelle prime 10 giornate, via
Beppe Iachini e dentro Mimmo Di
Carlo. E’ stata la svolta: qualche partita per ingranare ed ecco l’inizio
della risalita, che si può datare 18 gennaio con la vittoria al Bentegodi sul
Napoli, nell’ultima di andata. Di lì in
poi è stato un continuo crescendo, con
il Chievo che ha perso nel ritorno
solamente tre partite (tra l’altro in
modo immeritato, con Fiorentina,
Milan e Udinese) e si è proposto
come una delle migliori squadre della
serie A per gioco, carattere, rendimento. Sorrentino si è rivelato portiere di
assoluta affidabilità, sbagliando praticamente niente e risultando più volte
decisivo, oltre al fatto che lo stesso
numero uno di proprietà AEK Atene
ha già manifestato la volontà di riscattare il cartellino dalla società greca
per rimanere in gialloblù anche la
prossima stagione. La difesa è cresciuta a vista d’occhio grazie soprattutto all’innesto di Yepes, l’“orco”
colombiano tanto grosso e fiabesco
quanto elegante e pulito negli interventi, diventato ben presto colonna
insostituibile del reparto arretrato.
L’ex centrale del Paris Saint Germain
ha trovato poi in Morero una spalla
validissima (l’argentino è un’altra
delle rivelazioni gialloblù di quest’anno), oltre che in Frey e Mantovani due
importanti interpreti del gioco difensivo del Chievo, ordinato e corretto
ma soprattutto bilanciato. Meno spazio hanno avuto Malagò, Moro,
Mandelli, Sardo e Scardina, ma molto
hanno influito anche gli infortuni. La
difesa veronese è parsa più solida partita dopo partita, risultando alla fine la
decima del campionato, migliore
anche a quella di squadre come
Roma, Palermo, Udinese, Lazio e
Samp. Il vero punto di forza del
Chievo è stato però ancora una volta
il centrocampo, uno dei migliori della
serie A per qualità e costanza, costruito attorno a un pilastro storico come
Marcolini e a un altro, Rigoni, che si
è invece guadagnato il posto da titolare a forza di prove di maturità. Il
GIALLOBLU
vicentino ha “soffiato” il ruolo nientemeno che ad Italiano, calato dopo il
giro di boa ma a cui si deve buona
parte dei (pochi) punti raggranellati
dal Chievo nella prima parte della stagione. Utile anche Beppe Colucci,
impiegato poco ma bene, benissimo
Pinzi e Luciano: l’ex udinese ha svolto un lavoro talvolta oscuro ma prezioso e altre volte più evidente e decisivo, in un ruolo delicato come quello
di chi agisce alle spalle delle due
punte; il brasiliano è invece il simbolo della stagione gialloblù, con una
partenza molle e titubante e un riscatto, nel girone di ritorno, da assoluto
protagonista. Il capitolo Bentivoglio è
invece uno dei pochi punti negativi
della stagione clivense: la giovane
promessa scuola-Juve non ha ripetuto
l’exploit dello scorso anno, non
riuscendo praticamente mai a ritagliarsi lo spazio che uno della sua
qualità merita. Il reparto offensivo del
Chievo è infine, numeri alla mano, il
terzultimo della serie A dopo quelli di
Siena e Reggina, e proprio alle difficoltà in fase realizzativa è dovuta
buona parte della fatica incontrata dai
gialloblù nel corso della stagione.
Non a caso il Chievo è la squadra che,
dopo 37 giornate su 38, ha pareggiato
più volte (14), a parte il Lecce (retrocesso) che ne ha fatti 15. Ma le poche
reti segnate si compensano grazie a
due dati importanti: il record personale dell’encomiabile capitano Sergio
Pellissier, premiato addirittura dalla
21
prima convocazione in Nazionale, e
l’alto numero di marcatori (ben 13) a
dimostrazione di un collettivo che
prevale sui singoli e sa spesso sopperire alle giornate no degli attaccanti.
Bene Bogdani, ma solo nella parte
finale del campionato quando è
riuscito finalmente a trovare l’intesa
con Pellissier, malino Makinwa
(messo però troppo presto ko da un
infortunio), mentre poche tracce sono
state lasciate dall’atteso duo ex
Cagliari (e Nazionale) LangellaEsposito e lo stesso funambolico
Foquinha-Kerlon non si è praticamente mai visto. In conclusione,
comunque, la squadra del presidente
Campedelli si è ampiamente meritata
la permanenza nell’ottavo campionato di serie A della sua storia.
U AO IMPORTATE
Scivoli via veloce la delusione per un
posto play-off che si poteva concretamente agganciare: quello dell’Hellas
Verona in Prima Divisione è stato un
grande campionato. L’affermazione
va comunque giustificata, e per farlo
la spezziamo in tre parti. Parte uno: la
squadra gialloblù viene da due stagioni a dir poco da incubo, con l’incredibile retrocessione del 2007, che portò
al ritorno in serie C dopo 64 anni, e
con il tremendo campionato dell’anno
scorso, quello del valzer ColombaSarri-Pellegrini ma soprattutto quello
di Sarri e del drammatico spareggio
play-out con la Pro Patria. Dopo due
anni del genere, un campionato chiuso dal Verona al settimo posto ha l’effetto di un lungo sorso d’acqua gelata
nella gola in fiamme dei tifosi gialloblù. Parte due: quello del 2008-2009
22
passerà innanzitutto alla storia come
l’anno zero della presidenza
Martinelli, con l’imprenditore gardesano subentrato il 30 gennaio al povero conte Arvedi, che proprio il giorno
prima del tragico incidente autostradale (Arvedi spirerà poi il 20 marzo)
aveva compiuto l’ultimo ed estremo
atto d’amore per l’Hellas, firmando
appunto il passaggio di proprietà. Ecco allora che, vista anche
una situazione societaria
prima traballante e poi
comunque nuova (che ha
portato tra l’altro finalmente
al risanamento economico),
le prestazioni dei giocatori stessi appaiono
in fin dei conti professionali e positive. Parte tre: il campo.
I risultati non sono stati entusiasmanti, soprattutto al Bentegodi, ma il
Verona ha chiuso (insieme a 4 delle 6
squadre che lo hanno preceduto in
classifica) con sole 8 sconfitte totali,
nessuno ne ha subite meno. 11 le vittorie, a bloccare tutto è stato l’alto
numero di pareggi, 15, eguagliato
solo dal Lumezzane. Il settimo posto
finale, a 6 punti dai play-off, va poi
valorizzato ricordando come l’Hellas
sia in assoluto la squadra con l’età
media più giovane della categoria,
dato ben rispecchiato dall’incostanza di rendimento da
parte di alcuni dei ragazzi gialloblù di maggior
qualità, leggi ad esempio Campisi, Conti,
Tiboni e, in primis,
Parolo. Perché la qualità in campo quest’anno
si è vista, a differenza dell’anno scorso, spesso supportata anche dalla quantità, grazie a
gente esperta come Bellavista e
Pugliese e ad altri giocatori indispensabili come Bergamelli e Garzon,
oltre al gioiello-Rantier, un lusso per
la categoria. In un campionato senza
ammazzagrandi, chiuso dal Verona
tra gli applausi del suo bellissimo
pubblico nell’ultima gara con il
Cesena vincitore del girone, l’impressione è che questo Hellas possa ripresentarsi a settembre ben intenzionato
a fare da protagonista. Adesso allora
la priorità è riconfermare più possibile questo bel gruppo, a partire da
mister Remondina che ha fatto bene, e
integrarlo con quei pochi innesti che
facciano fare il saltino di qualità.
Mantenendo però la nuova filosofia di
questa stagione, ovvero stipendi contenuti e spazio a chi crede nella
maglia, indipendentemente da chi sia
il nuovo direttore sportivo, Nereo
Bonato o altri. Anno importante, anno
di transizione. Per tornare in alto, un
po’ alla volta e finalmente.
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Giugno 2009 - Confesercenti