26 Commercio Oggi Registrazione al Tribunale di Verona n. 458 del 12 aprile 1979 Anno 27° n. 26 Giugno 2009 Mensile della Confesercenti di Verona Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DR VERONA DIRETTORE RESPONSABILE Daniele Pagliarini PUBBLICITA’ Ufficio Commerciale Ce. Se. Con. Verona tel. 045 8624029 EDITORE Ce. Se. Con. Srl DIREZIONE, REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE Via Albere, 132 - 37137 Verona. Tel. 045 8624011 [email protected] IN REDAZIONE Alessandro Torluccio, Claudia Andreatta. HANNO COLLABORATO Luca Corradi, Giorgia Pradolin, Caterina Ugoli, Elisa Rizzi, Michele Zammattio, Bernardetta Arduni, Sabrina Residori. Impaginazione e grafica a cura di Confesercenti Verona FOTO Archivio Ce. Se. Con. STAMPA Grafiche Aurora Via della Scienza, 21 37139 Verona ATTUALITÀ SOMMARIO 5 EDITORIALE Promesse da mantenere 6 ATTUALITÀ Assemblea elettiva 2009 10 EVENTI Piazze dei Sapori a quota 130 mila 12 DOSSIER La nuova frontiera del biologico 16 ATTUALITÀ Crisi: 1 su 5 a rischio 17 FISCALE Iva per cassa: cambia la legge 18 DIECIRIGHE Compensi Siae 2009 19 FORMAZIONE Corsi in partenza 20 GIALLOBLU Una festa e mezza 6 Marco Venturi rieletto presidente nazionale di Confesercenti EVENTI 10 Piazze dei record: 130 mila visitatori nella quattro giorni del gusto DOSSIER La nuova frontiera del biologico passa da Verona. Un cash and carry ed una cooperativa per spingere verso un prodotto etico e di qualità 12 GI A L LO B L U 20 Una salvezza e una quasi promozione. Basteranno? EDITORIALE PROMESSE DA MANTENERE M arco Venturi è stato rieletto presidente nazionale di Confesercenti e nel suo discorso ha lanciato molte proposte al governanti presenti all’assemblea, proposte che gli stessi politici hanno dichiarato essere valide e condivisibili. Questo è successo prima delle elezioni. Ora, a bocce ferme, speriamo che tutte queste belle promesse mosse in primis da Silvio Berlusconi, vengano mantenute e che tutto non si riveli essere stato solo un sogno causato dal voto imminente. Ci aspettiamo non solo riforme che tutelino finalmente la piccola e media impresa, ma anche sgravi fiscali, incentivi per chi decide di iniziare delle nuovi attività, progetti di tutela e salvagurdia delle imprese che scelgono la qualità e l’innovazione. oi ci siamo mossi. L’abbiamo chiesto a gran voce a tutti i politici presenti in quell’Auditorium romano. Loro stessi ci hanno garantito che verremo ascoltati. Ora le lezioni sono terminate, il voto li ha premiati. on ci sono più scuse. Ora devono arivare le conferme che chiediamo. Prima che sia troppo tardi. di Silvano Meneguzzo Silvano Meneguzzo Presidente Confesercenti Verona 5 ASSEMBLEA ELETTIVA 2009 di Alessandro Torluccio R ic on f e rm a t o m a rco V e n t ur i a l la gu i da dell ’Associ azione d i c at e g o ri a c on u n o b ie t t ivo p r ec iso : guidare le pi ccole e m e di e im pr e se v er so l’ u scit a d a ll a cri si ed u n n uo vo ri n no va m e nt o ella giornata del 28 maggio 2009 presso l'Auditorium Parco della Musica si è svolta l'assemblea annuale della Confesercenti che, all'unanimità, ha riconfermato presidente Marco Venturi. All’Assemblea elettiva della Confesercenti ha aperto i lavori il vice presidente vicario di Confesercenti Massimo Vivoli che ha introdotto l’intervento del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. «Il sistema bancario nel suo insieme 6 deve fare qualcosa di più, deve dare alle aziende credito con più facilità. Soprattutto, deve farlo avvicinandosi ai livelli europei per i tassi, dai quali siamo ancora troppo lontani» ha detto il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola. Scajola ha poi annunciato «lo sblocco del bonus fiscale per i distributori di benzina» rispondendo al presidente Venturi che nel suo intervento ha chiesto di «dare una risposta ai benzinai che stanno vivendo una condizione di grave difficoltà riconfermando il bonus fiscale senza il quale molti di loro chiuderebbero». Nella relazione il presidente della Confesercenti Marco Venturi ha rivendicato per le pmi un ruolo centrale al fine di accelerare l'uscita dalla crisi ed ha lanciato la proposta di un piano straordinario per le pmi. Inoltre ha chiesto di varare un bonus fiscale per le piccole e medie imprese che non riducono gli occupati e uno sgravio aggiuntivo a chi aumenta i posti di lavoro. La relazione del Presidente Marco Venturi sottolinea la necessità di non considerare la crisi come «fatto ineluttabile» e di considerare il mondo delle Pmi come una realtà che, se sostenuta, può contribuire efficacemente a superare le attuali difficoltà. Una prima considerazione riguarda l’Abruzzo. Dopo il riconoscimento della positività delle prime misure poste in essere si sottolinea come sia importante evitare «il rischio che al disagio degli abitanti si aggiunga la fuga dei turisti dea tutto l’Abruzzo con la conseguente perdita di ricchezza e di posti di lavoro proprio là dove ce n’è più bisogno». La relazione sottolinea inoltre il valore di «una sempre più forte convergenza fra le Associazioni delle Pmi. Dopo la prima iniziativa del Capranica vogliamo ripeterci, con grandi obiettivi: più unità e più Marco Venturi Claudio Scajola ambizione devono caratterizzare la nuova fase dell’azione comune». Un tema fortemente sentito dalle Pmi ed al quale la relazione dedica attenzione è la questione del credito, tema su quale è fondamentale un’iniziativa costante del Governo anche come rassicurazione verso le pmi: «l’erogazione del credito è fondamentale… così come lo è l’attenzione verso le Pmi che con la crisi sono più esposte all’azione predatoria degli usurai». Altra esigenza da considerare è quella del peso fiscale sulle Pmi: «le difficoltà hanno appesantito la questione fiscale e le pmi ne pagano il prezzo più alto: hanno sempre sofferto per la morsa burocratica e fiscale ma oggi, bassa crescita, sottocapitalizzazione e tasse rischiano di stritolarle». La relazione chiede che si agisca con forza tagliando gli sprechi della spesa pubblica per «portare in tre anni il peso del fisco sotto il 40%». Per tali motivi si chiede un impegno ad alleggerire gli studi di settore e si avanzano alcune proposte per far fronte ad una fase particolarmente pesante. Fra queste «la deducibilità totale dell’Irap e la rateizzazione delle imposte dovute in dodici mensilità senza aggravio di interessi». Ma si sottolinea il valore anche di sostegni alle piccole imprese che non tagliano posti di lavoro ma, anzi, assumono: «diamo un bonus fiscale alle pmi che non riducono gli occupati e riconosciamo uno sgravio aggiuntivo a chi aumenta i posti di lavoro». Ed in questo contesto si esprime forte attesa per la svolta positivamente compiuta su turismo con il ripristino – chiesto più volte dalla Confesercenti – di un Ministero. La Confesercenti richiama inoltre l’attenzione su quel grande patrimonio di piccoli esercizi commerciali che svolgono un ruolo essenziale nei centri abitati ma che 7 vanno sostenuti anche per la valenza sociale che interpretano rispetto alle famiglie ed ai ceti sociali più deboli: contro i rischi di desertificazione «occorre un piano straordinario per il sostegno alle attività commerciali di vicinato. Due miliardi di euro in un triennio per innovazione, tutoraggio, credito agevolato, progetti di filiera, sostegno all’occupazione e l’avvio di nuove imprese». La relazione chiede inoltre che si prosegua nell’impegno contro il sommerso «le pmi devono essere liberate da quell’economia sommersa favorita da migliaia di immigrati clandestini e di furboni nostrani pronti ad alimentare la concorrenza sleale». Inoltre si ribadisce la necessità di una politica di fermezza nei confronti dell’immigrazione clandestina che «deve diventare un problema europeo ed in quanto tale va risolto. Intanto una cosa deve comunque essere chiara: nessuna tolleranza per chi delinque. Arresti ed espulsioni devono rappresentare una regola rigida. Solo così si possono bloccare i crescenti atteggiamenti razzisti e la giustizia fai da te». Un altro tema centrale è quello di ridurre sprechi ed inefficienze che pesano sul Paese ed in particolare sulle pmi ed impediscono di poter contare su risorse utili alle infrastrutture strategiche ed alla modernizzazione del Paese: «chiediamo di disboscare tutto, a partire dall’abolizione delle Province, per arrivare all’accorpamento dei Comuni più piccoli. Stato leggero e più efficiente, comuni vocati ai servizi essenziali, regioni più autonome e più snelle rappresentano necessità che devono intrecciarsi con il mercato, al quale va affidata buona parte dei servizi pubblici». Un’altra proposta che la Confesercenti avanza riguarda un’altra questione cruciale per il futuro dell’Italia, vale a dire l’istruzione: «cosa ci impedisce di scegliere tre Università pubbliche, una del Sud, una del Centro ed una del nord e concedere loro uno status speciale per portarle in cinque anni ai primi posti delle graduatorie mondiali?». 8 Berlusconi: “Sederemo al tavolo con Confesercenti” Una relazione che «condivido dalla prima all'ultima parola». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo all'assemblea di Confesercenti, commentando quanto detto dal presidente Venturi. «Questa relazione - ha aggiunto - è la fotografia esatta del Paese, dell'economia e della pubblica amministrazione e della direzione verso cui ci dobbiamo muovere». Berlusconi, che ha esordito rileggendo un passaggio della relazione per dimostrare quanto la condividesse, ha poi aggiunto: «Ho pensato di invitare il presidente Venturi dopo le europee a una lunga sessione a palazzo Chigi con i ministri. Non sto esagerando, è una relazione completa che fornisce indicazioni di soluzioni pragmatiche e concrete. Lavoreremo insieme con la sua relazione in mano, spiegheremo cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo e indicheremo delle date per la soluzione dei problemi come indicati». Sul terremoto in Abruzzo il premier si è detto ottimista, tornando poi a snocciolare i dati che vedono « 63 mila persone sistemate per metà negli alberghi della costa e per metà nelle tendopoli. Ma - ha aggiunto - non consideriamo questa come una situazione che può protrarsi nel tempo e non gestiremo questo come fu fatto per altri terremoti nel passato. Per questo abbiamo rotto gli indugi e abbiamo individuato 20 aree sulle quali costruiremo nuove case». Annunciando che «sono già partiti gli appalti» Berlusconi ha ribadito la promessa che «il 15 settembre trasferiremo nelle case il 40% dei cittadini ed entro la fine di novembre tutti gli altri». «Si parla di tutto in campagna elettorale - ha proseguito Berlusconi - meno dell'Europa a cui dovremo dare un drizzone per farla migliorare». «I padri fondatori - ha aggiunto - pensavano che l'Europa forte dovesse essere una protagonista nel mondo e fattore di pace e crescita del benessere. Una protagonista assoluta che oggi nel mondo non riesce a svolgere: la Ue non ha una sua presenza autorevole. Obama a chi telefona per sapere. Non ha un numero di telefono perché ogni sei mesi cambia il presidente». «L'Europa è qualcosa che si deve cambiare. In primo luogo per difendere i nostri interessi». «L'occasione per cambiare è che il Pdl, la formazione che io guido, possa essere il gruppo più importante del Ppe all'europarlamento. E così potremo incidere sugli interessi italiani. Se saremo il primo partito del Ppe avremo Mario Mauro presidente del Parlamento europeo». EVEN TI Grande suc c es s o per la settima e dizi one, e gi à s i pe nsa al 2010 PIAZZE DEI SAPORI A QUOTA 130 MILA H anno toccato quota 130 mila le presenze in Piazza Bra per la settima edizione de “Le Piazze dei Sapori”. L’appuntamento è ormai entrato stabilmente nell’agenda dei veronesi che hanno risposto in massa anche quest’anno, con l’aggiunta di una folta schiera di turisti anglosassoni e tedeschi, piacevolmente sorpresi nel trovare i prodotti più gustosi provenienti da tutta Italia. L’evento ideato e promosso da Confesercenti, in collaborazione con l’assessorato al Commercio del Comune di Verona e con il patrocinio dell’Ente Italiano per il Turismo, del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, della Regione Veneto e della Provincia di Verona, ha visto giornate di tutto esaurito anche per quel che riguarda le manifestazioni 10 collaterali. Il “Teatro Ghiotto” (laboratori per gli studenti delle scuole) ha coinvolto 150 ragazzi, delle materne, delle Elementari e delle Superiori. L’evento “Guardiano del Gusto”, che quest’anno prevedeva una cena nelle sale della Gran Guardia ha coinvolto 140 persone, con molte richieste rimaste inevase. A spuntarla è stata la Pasticceria Al Corso di Via Catullo, Verona, con un particolare dolce preparato con la Mela Rosa Gentile. Lungo il Liston del Gusto alcuni degli oltre 80 espositori hanno dovuto chiudere anzitempo i battenti nel tardo pomeriggio di domenica, a causa dell’esaurimento dei prodotti: «Poter constatare che si persegue e si cerca ancora la qualità è un segnale importante per tutto il settore – ha di Daniele Pagliarini spiegato Silvano Meneguzzo, presidente di Confesercenti Verona -, quella qualità e quel Made in Italy che solo le piccole imprese possono dare, con lavorazioni ancora artigianali e rispettose della tradizione». «A conferma del numero delle presenze è stata la distribuzione del materiale informativo – ha spiegato Alessandro Torluccio, coordinatore della manifestazione -, con le 80 mila brochure esaurite durante i quattro giorni. Un segnale che c’è un forte interesse non solo per gli espositori, ma anche per tutti gli eventi collaterali». Anche “Cenare in Bra” ha avuto un ottimo riscontro, con gli stand letteralmente presi d’assalto durante le ore del pranzo e della cena con molti veronesi che hanno più volte proposto l’allargamento di questo spazio desti- nato alla somministrazione, segno che pranzare ai piedi dell’Arena è stato molto apprezzato. Da non dimenticare gli spettacoli serali di “Dolci ote”, nella nuova formula che ha riscosso il favore del pubblico. L’area antistante al palco è stata gremita di spettatori durante tutte e quattro le serate, grazie anche all’importante cartellone musicale e culturale che quest’anno ha visto protagonista anche il teatro, oltre alla danza e alla musica. Accolta con grande soddisfazione dai visitatori, è stata l’area Piazze dei Sapori Bio, che ha portato in Bra una decina di imprese del settore del biologico: «Siamo partiti quest’anno con questa novità, ma sarà un’area che nei prossimi anni verrà ampliata e su cui la manifestazione ha intenzione di investire, rivedendo al meglio la disposizione della zona e creando un vero e proprio villaggio del biologico, in cui verranno anche allestiti particolari eventi con coinvolgimento del pubblico», ha proseguito Torluccio. L’altra grossa novità del 2009, Sfilare con Gusto, ha raccolto in Piazza Erbe centinaia di spettatori, i quali, nel pomeriggio della domenica, hanno potuto assistere ad uno spettacolo costruito sulla qualità delle imprese del centro storico. Non solo abiti, quindi, ma anche accessori, acconciature, intrattenimento, per una vetrina che sicuramente verrà replicata l’anno prossimo. Molti i messaggi di soddisfazione e congratulazioni arrivati anche al sito www.lepiazzedeisapori.com, il quale ha quasi toccato quota 5000 visite. Un grosso aiuto alla buona riuscita è arrivato anche dagli sponsor tecnici, come spiega il presidente di Confesercenti, Silvano Meneguzzo: «L’energia utilizzata per illuminare e garantire il corretto funzionamento di tutto l’apparato organizzativo, è stata generata da impianti alimentati da fonti rinnovabili. Un grazie va dunque all’Agsm, che ci ha permesso di usufruire di questo mezzo che contribuisce all’abbattimento dell’inquinamento. Un grazie particolare anche al servizio offerto dall’Amia e dalla raccolta differenziata che sembra abbia funzionato a dovere. Non dimentico poi gli sponsor storici come la Nuova Veronauto e l’Eurofidi Veneto, un aiuto indispensabile per creare un evento che ha rasentato la perfezione come qualità e organizzazione. Un ultimo ringraziamento va poi a tutti gli altri sostenitori, ai ragazzi dello staff e dell’organizzazione». Nel complesso, quindi, operazione riuscita. Appuntamento al prossimo anno, nel consueto secondo week-end di maggio, con altre importanti novità e gustosità tutte da assaporare. 11 L A N U OV A FR ON TIE R A D E L B IO LO GI CO di Caterina Ugoli Economico, ecologico ed etico. A Verona ha sede una delle più importanti realtà d’Italia, con un nuovo punto vendita aperto al pubblico a Veronamercato E conomico, ecologico ed etico. Sono queste le tre “e” della mission della società 12 veronese Brio che lavora da anni nell’ambito della produzione e commercializzazione di prodotti biologi- ci. Coltivare la terra nel modo migliore, cioè rispettando il ciclo della natura, per fare in modo che anche l’ambiente sia migliore subendo al minimo l’impatto dell’uomo. E’ questo l’obiettivo con cui, dal 1989, lavorano gli agricoltori della Cooperativa Agricola Primavera di Campagnola di Zevio, promotrice e fondatrice poi di Brio spa, la commerciale del gruppo nata una decina d’anni dopo. Trasformare, distribuire e vendere alimenti biologici necessita di un continuo confronto con un mercato che comporta ancora un certo numero di rischi. Eppure, grazie anche a degli importanti investimenti, Brio oggi è, a pieno titolo, uno fra i gruppi più importanti per l’ortofrutta biologica a livello europeo e si confronta tutti i giorni con una concorrenza sempre più forte. Un po’ perché è la moda, un po’ per farne un business, un po’ perché è considerato di nicchia, infatti sono molti i produttori che si cimentano nell’ambito del biologico, ma non tutti riescono nell’intento. E questo non è il caso di Berio Spa. Nonostante il momento di crisi economica, infatti, l’azienda ha chiuso nel 2008 con 39.985 milioni di euro di fatturato, di cui il 35 % ricavato all’estero, e che supera del 4,9% quello dello scorso anno. Agevolate senza dubbio dal fatto che, secondo un’analisi di Colditretti, i’intero 2008 è stato un anno da incorniciare per il consumo di prodotti biologici in Italia, dato che il mercato ha registrato un aumento in percentuale del 23% e conta oggi quasi 8 milioni di consumatori abituali, le realtà produttive che gravitano intorno a Brio, però, “coltivano”, in tutti i sensi, piccoli segreti del mestiere che li hanno portati nel corso degli anni a raggiungere ottimi risultati nella vendita di ortofrutta (23.411 tonnellate nel 2008 ) e ma anche di trasformati (2.482 tonnellate). Cosa significa allora produrre bio oggi e quali sono i requisiti per farlo? A svelare i segreti del successo è l’amministratore delegato Andrea Bertoldi che dichiara: “Innanzitutto la nostra fortuna è stata quella di inserirci in una piazza molta quotata come quella veronese. Verona, infatti, insieme a Parma, ha un mercato agroalimentare ben sviluppato e in continua crescita. Inoltre i nostri terreni e il clima buono hanno favorito da sempre la coltivazione di molti prodotti e noi non abbiamo fatto altro che valorizzare queste tipicità”. Sano, perché rispetta i valori nutrizionali, meno inquinante sia dal punto di vista ambientale che digestivo, e soprattutto rispettoso delle diversità, il prodotto biologico privilegia anche il km 0 assicurando così una maggior freschezza, una riduzione dei costi e un rispetto dei tempi di distribuzione. “I fornitori di ortofrutta sono innanzitutto i soci della Cooperativa Primavera” sottolinea l’ad Bertoldi “quindi produttori veronesi, ai quali si affiancano però altri 150 fornitori italiani, europei ed extra europei”. Buono e sano sì, ma la qualità costa. E il consumatore non può non tenere d’occhio anche il prezzo che spesso per certi tipi di prodotti risulta svantaggioso rispetto al convenzionale. “I nostri prodotti hanno costi maggiori rispetto al normale? Bisogna vedere con chi ci si raffronta” precisa Andrea Bertoldi. E prosegue: “Nel mercato dell’ortofrutta convenzionale troviamo di tutto, prezzi alti e bassi che spessono non rispecchiano la qualità del prodotto. Naturalmente il biologico corre un rischio in più perchè propone un prodotto fresco. Abbattere i costi è comunque un obiettivo dell’azienda D OSSI ER sul quale si continua a lavorare con piccole attenzioni come quella di evitare le culture in capannone che sono più costose e meno naturali, commerciando quindi il prodotto con i nostri coltivatori in altre zone d’Italia o Europa”. Non solo ma è proprio l’ambiente sociale di collaborazione e di attenzione verso i produttori che fa la qualità dell’azienda. E con questo spirito, nel corso del 2008, Brio ha completato lo spostamento del reparto prodotti freschi e generi vari dalla sede storica di Campagnola di Zevio a quella interna a VeronaMercato dove è sorto il nuovo Cash and Carry, un punto vendita che offre una vasta gamma di prodotti certificati bio. Formaggi, salumi, trasformati di pomodoro, pasta fresca e secca, cereali e legumi, ma anche latte vaccino, di riso, soia e avena, yogurt, burro, uova, olio, vino the, caffé, succhi, tofu, seitan (alimento tipico orientale usato nelle diete vegetariane e macrobiotiche) pappa reale non sono che alcuni dei prodotti a scaffale ai quali si affiancano ovviamente frutta e verdura. E a circa un mese dal taglio del nastro, il negozio, si dimostra già una piattaforma di vendita importante dal momento che consente di accorciare la filiera tra il produttore e il consumatore. “L’idea è nata per favorire da una parte il produttore che non ha bisogno di aprirsi un suo punto vendita ma convoglia i prodotti in un negozio comune” spiega Emanuela Nathascia Rao, responsabile del Settore Freschi e generi Vari “e il consumatore dall’altro, dal momento che la piccola distribuzione diventa più accessibile non solo ai grandi operatori come negozi, ristoratori, catering, enti, associazioni, che da sempre costituiscono la voce principale delle vendite, ma anche ai privati”. E per agevolare l’acquisto sono già attivi una serie di sconti, di offerte speciali e di convenzioni con azien13 de i cui dipendenti privilegino i prodotti bio. “A volte dobbiamo far fronte ad una barriera mentale del consumatore che va sollecitato. In realtà il nostro negozio è facilmente raggiungibile e comodo visto il collegamento con la tangenziale e l’autostrada e la comodità di un grande parcheggio” spiega Emanuela Rao. Così mentre l'attività di confezionamento e commercializzazione di frutta e orticoli continua ad essere svolta nella sede della società e della coop Primavera a Campagnola di Zevio, nella nuova sede di VeronaMercato si cercherà di portare avanti anche la vendita della quarta gamma, cioè il prodotto confezionato del quale si approvvigionano già alcune scuole private, servizi di catering e ristornanti e bar. “Si pensa che il futuro dell’alimentazione sia l’home catering” racconta la Rao “cioè il pasto pronto direttamente recapitato al domicilio. E per il settore Bio potreb- be essere un gran vantaggio dal momento che i nostri prodotti possono accontentare tutti i gusti e abitudini alimentari”. Considerati i vantaggi della produzione e dell’alimentazione Bio, anche Confesercenti sta avanzando qualche passo in questo settore organizzando eventi enogastronomici come “Le Piazze dei Sapori”, all’interno delle quali sono stati ospitati anche i prodotti biologici. Non solo. Ma la prospettiva futura è quella di coinvolgere tutti gli associati proponendo all’interno delle piccole e medie imprese un consumo del biologico attraverso la creazione di un “angolo bio”. Inoltre la necessità di fare sistema in questo comparto porterà la stessa associazione di categoria a creare un settore sindacale specifico per tutelare e agevolare le imprese di qualità che ogni giorno si confrontano con il mercato locale e nazionale. Crisi, Istat: “Una persona su cinque è a rischio vulnerabilità economica” L di Bernardetta Arduini 'Italia e' uno dei paesi europei con ''la maggiore diffusione di situazioni di reddito relativamente basso: una persona su cinque è a rischio di vulnerabilità economica''. Lo sottolinea il rapporto annuale dell' Istat evidenziando che ''rischi altrettanto elevati'' si osservano in Spagna, Grecia, Romania, Regno Unito e nei paesi baltici. Il rischio di vulnerabilità riguarda, invece, soltanto una persona su dieci nei paesi scandinavi, nei Paesi Bassi, nella Repubblica Ceca e in Slovacchia. Questo si rileva particolarmente nelle regioni meridionali: nel 2007 risultano esposte al rischio meno dell'8% nel Nord-est, poco più del 10% nel Nord-ovest e nel Centro e circa una su tre nel Mezzogiorno. In particolare, la percentuale di popolazione a basso reddito nel Paese si attesta al 18,4%, sulla base di valori del 2006; l'incidenza risulta massima in Sicilia (41,2%), Campania (36,8%) e Calabria (36,4%). All'opposto, i valori meno elevati si registrano in Valle d'Aosta (6,8%) e nelle province autonome di Bolzano (6,6%) e Trento (3,8%). Guardando al reddito disponibile, sempre nel 2006, le regioni del nord registrano un livello procapite superiore o prossimo ai 20 mila euro (20.300 euro al Nord-Ovest e 19.900 al Nordest); le regioni del Centro mostra16 no livelli più bassi (18.500), pur mantenendosi al di sopra della media nazionale (16.200), mentre il Mezzogiorno detiene ''storicamente'' livelli sensibilmente più bassi, pari a 12.700 euro. “Per la prima volta dal 1995, si legge nel rapporto, la crescita degli occupati nel 2008, che sono aumentati di 183 mila unità rispetto al 2007, è risultata inferiore a quella dei disoccupati, saliti di 186 mila unità sempre rispetto all'anno prima. Secondo il rapporto, lo scorso anno la disoccupazione è tornata a crescere dopo circa dieci anni di diminuzione, coinvolgendo in misura maggiore gli uomini. Il fenomeno ha interessato in particolare il Centro e il Nord-Ovest, anche se il Mezzogiorno si è confermata l'area con la maggiore concentrazione di disoccupati. Nel 2008, inoltre, gli occupati ''standard'', cioè a tempo pieno e con durata indeterminata, sono risultati circa 18 milioni; i lavoratori ''parzialmente standard'' (a tempo parziale e con durata non predeterminata) circa 2,6 milioni; gli atipici (dipendenti a termine e collaboratori) quasi 2,8 milioni. Per quanto riguarda gli atipici, evidenzia ancora il rapporto, quasi la metà - nello specifico un milione e 300 mila - sono presenti nel mercato del lavoro da più di dieci anni. Il mercato del lavoro, sottolinea l’Istat nel suo Rapporto, evidenzia ancora un divario strutturale tra il Nord e il Sud del Paese, ma anche nel Mezzogiorno ci sono territori in controtendenza. L'analisi del mercato del lavoro, pur ''nel quadro strutturale dell'accentuato divario territoriale tra Centro-Nord e Mezzogiorno'', mette in evidenza ''alcune aree in difficoltà nelle ripartizioni centro-settentrionali'' che nel complesso sono invece caratterizzate da buone condizioni occupazionali particolarmente positive in Umbria e Toscana, e per contro ''aree forti al Sud e nelle Isole'', dove invece il quadro generale e' critico. Piu' precisamente, segnala l' Istat, numerosi sistemi costieri della Sardegna e dell'Abruzzo si caratterizzano per tassi di occupazione medio-alti (superiori alla media del CentroNord nel caso di Olbia e la Maddalena: 50,7%) e tassi di disoccupazione contenuti (inferiori alla media Italia o a quella della ripartizione di riferimento: rispettivamente 6,7% e 12,1%). Per contro le situazioni piu' critiche sono localizzate in Calabria e Sicilia. “Una crisi economica non e' soltanto un periodo di difficoltà - ha dichiarato il presidente dell’Istat Biggeri - ma anche un'occasione per evitare di ripetere gli errori commessi e per rilanciare lo sviluppo e la crescita del sistema produttivo”. Iva per cassa: cambia la legge per i soggetti con quote fino a 200 mila euro L o prevede il decreto 26 marzo 2009 del Ministero dell'Economia e delle Finanze, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 96 del 27 aprile 2009. Per le operazioni effettuate dal 28 aprile 2009 è, quindi, possibile optare per il pagamento dell'Iva al momento della riscossione del corrispettivo Soggetti interessati Soggetti che nell'anno solare precedente hanno realizzato un volume d'affari non superiore a duecentomila euro, che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi nei confronti di cessionari o committenti che agiscono nell'esercizio di impresa, arte o professione L'imposta sul valore aggiunto diviene esigibile all'atto del pagamento dei relativi corrispettivi. Sono esclusi i soggetti che si avvalgono di regimi speciali d’applicazione dell'imposta e nei confronti di cessionari o committenti che assolvono l'imposta mediante l'applicazione del meccanismo del riverse charge. Modalità di differimento All’atto dell’emissione, la fattura deve recare l’annotazione che si tratta d’operazione con imposta ad esigibilità differita emessa ai sensi dell'art. 7 del decreto-legge 29 novembre 2008. La mancata annotazione rende la cessione del bene o la prestazione del servizio sog- getta ad iva. Momento dell’esigibilità per l’acquirente o committente L'imposta diventa esigibile per l'acquirente o committente, e quindi detraibile, soltanto all'atto del pagamento del corrispettivo. Per il pagamento parziale, l'esigibilità è pro-quota nella proporzione esistente fra la somma incassata e il corrispettivo complessivo dell’operazione. Adempimenti a carico del cedente o prestatore Il soggetto che esegue la prestazione è obbligato alla fatturazione e alla registrazione. La liquidazione periodica dell'imposta è computata nel mese o trimestre nel corso del quale è incassato il corrispettivo ovvero scade il termine di un anno di Sabrina Residori dal momento di effettuazione dell'operazione. Superamento del limite dei 200 mila euro L'Iva delle operazioni effettuate successivamente al superamento della soglia dei 200 mila euro seguirà le regole generali, mentre quelle effettuate precedentemente permarranno a esigibilità differita. Volume d’affari Con riferimento all’anno in cui l'operazione s’intende effettuata, le cessioni di beni o le prestazioni di servizi con Iva ad esigibilità differita confluiscono con quelle ordinarie alla formazione del volume di affari e alla determinazione della percentuale di detrazione di cui all’articolo 19-bis, decreto iva n 633/1972. 17 NEWS DIECIRIGHE a cura di Claudia Andreatta DESIGNATE LE DATE DI PARTENZA DEI SALDI Con riferimento al calendario delle vendite di fine stagione estiva per l’anno 2009, si informa che rimane confermata la disciplina approvata con deliberazione della Giunta regionale n. 1026 del 6 maggio 2008: pertanto le prossime vendite di fine stagione estiva avranno inizio il primo sabato del mese del mese di luglio, che, per l’anno 2009, coincide con il giorno 4 luglio e si concluderanno il giorno 31 agosto 2009. CONFESERCENTI DALLA PARTE DI NINOS Si è conclusa la mostra “Nuestro Norte es el Sur”, evento itinerante d’arte latinoamericana sponsorizzata nella sua tappa veronese dalla Confesercenti provinciale. Un appuntamento, quello che si è svolto in Gran Guardia dal 26 maggio al 9 giugno, che ha voluto soprattutto sensibilizzare sul progetto Ninos, che offre aiuto ai bambini che vivono in situazione di disagio dell’America Latina. Tale progetto ha coinvolto anche la squadra Chievo Verona, presente a più riprese nelle sale della mostra per invitare i visitatori ad aderire a Ninos. «Una bella iniziativa che ha saputo unire solidarietà ad arte e cultura – ha dichiarato Silvano Meneguzzo, presidente di Confesercenti Verona –. Il nostro appoggio è stato da subito incondizionato, spinti anche dalle buone recensioni che la mostra ha avuto nelle sue tappe venete». CERTIFICATO ANTINCENDIO PER ALBERGHI Il 1° luglio 2009 oltre la metà delle strutture ricettive alberghiere italiane potrebbe essere chiusa d’ufficio dai Comuni, con il ritiro della licenza, per mancanza del certificato Cpi (Certificato prevenzione incendi). Scade infatti il 30 giugno 2009 la proroga di 12 mesi concessa nel 2008 per l’applicazione della normativa antincendio per le strutture ricettive alberghiere con oltre 25 posti letto. “Per questo motivo – afferma Giorgio Nocchi, Presidente di Asshotel – Confesercenti ho scritto al Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla e al Ministro dell’Interno Roberto Maroni per chiedere una proroga in materia di applicazione della normativa antincendio. La richiesta della nostra Associazione – prosegue Nocchi – oltre che dalla tutela delle attività produttive, è dettata dalle difficoltà, spesso insormontabili, delle micro e piccole imprese turistico-ricettive ad adeguarsi alla norma”. 18 CORSI IN PARTENZA TIPOLOGIA O A N Z AT V A R UTE COMP E N A M A’ B A R NOVIT LUOGO ORE COSTO* Corso sostitutivo del libretto di idoneità Verona e provincia sanitaria 3 33 euro PERIODO Luglio Responsabile del servizio di prevenzione e protezione per titolari d’impresa (D.Lgs. 626/94) Verona 16 160 euro Luglio Formazione per addetto al pronto soccorso aziendale per aziende dei gruppi B e C Verona 4 80 euro Luglio Verona 12 170 euro Luglio Verona 120 567 euro Luglio Verona 33 217 euro Luglio Verona 81 308 euro Luglio Corso abilitante per agenti d'affari in mediazione del settore immobiliare Verona 106 433 euro Luglio Corso computer base Verona 25 190 euro Luglio Addetto alla prevenzione degli incendi per aziende a basso rischio Corso abilitante per l'esercizio dell'attività di "somministrazione e vendita di prodotti alimentari" Corso abilitante per l'esercizio dell'attivi tà di "vendita di prodotti alimentari" Corso abilitante per agenti e rappresen tanti di commercio Corso barman base Corso computer avanzato Verona Verona 21 25 225 euro 210 euro *Per gli associati Confesercenti sono previsti forti sconti. Al prezzo va aggiunta l’Iva pari al 20% Luglio Luglio Sede iscrizioni: Via Albere, 132 - 37137 Verona Tel. 045 8624011 - Fax 045 8624088 Responsabile: Claudia Andreatta e-mail: [email protected] - www.confesercenti-vr.it 19 di Luca Corradi UNA FESTA E MEZZA Il C h ie v o r e s ta in ser i e A g r azi e ad u n a r im o n t a e n tu s ia s m a n te . l ’H e ll a s ch i u d e a poc hi punt i d ai p la y- o ff n e ll ’a n n o z e r o d i M a r ti n e l li. B il a n c io p o si tiv o p e r le p r im e d u e s quadre del c a lc io ve r o n e se 20 C i sarebbe anche la Sambonifacese, che alla prima stagione della sua storia tra i professionisti ha sfiorato addirittura l’immediato salto di categoria, mancando di un solo punto l’accesso ai play-off di Seconda Divisione. Ma gli stessi campionati 2008-2009 di Chievo ed Hellas Verona hanno portato, con le dovute differenze, a risultati sicuramente soddisfacenti. LA FAVOLA COTIUA Il piccolo “Ceo” ha compiuto l’ennesimo miracolo. La salvezza conquistata il 24 maggio con un turno di anticipo grazie al pareggio con il Bologna vale tanto quanto uno scudetto, perché consente alla caparbia squadra di quartiere di esserci ancora, timbrare il cartellino nel calcio che conta, affermare “io esisto”. Una salvezza giunta al termine di una rimonta su cui, a dicembre, davvero pochi avrebbero scommesso. I risultati non arrivavano e così, dopo la miseria di 6 punti nelle prime 10 giornate, via Beppe Iachini e dentro Mimmo Di Carlo. E’ stata la svolta: qualche partita per ingranare ed ecco l’inizio della risalita, che si può datare 18 gennaio con la vittoria al Bentegodi sul Napoli, nell’ultima di andata. Di lì in poi è stato un continuo crescendo, con il Chievo che ha perso nel ritorno solamente tre partite (tra l’altro in modo immeritato, con Fiorentina, Milan e Udinese) e si è proposto come una delle migliori squadre della serie A per gioco, carattere, rendimento. Sorrentino si è rivelato portiere di assoluta affidabilità, sbagliando praticamente niente e risultando più volte decisivo, oltre al fatto che lo stesso numero uno di proprietà AEK Atene ha già manifestato la volontà di riscattare il cartellino dalla società greca per rimanere in gialloblù anche la prossima stagione. La difesa è cresciuta a vista d’occhio grazie soprattutto all’innesto di Yepes, l’“orco” colombiano tanto grosso e fiabesco quanto elegante e pulito negli interventi, diventato ben presto colonna insostituibile del reparto arretrato. L’ex centrale del Paris Saint Germain ha trovato poi in Morero una spalla validissima (l’argentino è un’altra delle rivelazioni gialloblù di quest’anno), oltre che in Frey e Mantovani due importanti interpreti del gioco difensivo del Chievo, ordinato e corretto ma soprattutto bilanciato. Meno spazio hanno avuto Malagò, Moro, Mandelli, Sardo e Scardina, ma molto hanno influito anche gli infortuni. La difesa veronese è parsa più solida partita dopo partita, risultando alla fine la decima del campionato, migliore anche a quella di squadre come Roma, Palermo, Udinese, Lazio e Samp. Il vero punto di forza del Chievo è stato però ancora una volta il centrocampo, uno dei migliori della serie A per qualità e costanza, costruito attorno a un pilastro storico come Marcolini e a un altro, Rigoni, che si è invece guadagnato il posto da titolare a forza di prove di maturità. Il GIALLOBLU vicentino ha “soffiato” il ruolo nientemeno che ad Italiano, calato dopo il giro di boa ma a cui si deve buona parte dei (pochi) punti raggranellati dal Chievo nella prima parte della stagione. Utile anche Beppe Colucci, impiegato poco ma bene, benissimo Pinzi e Luciano: l’ex udinese ha svolto un lavoro talvolta oscuro ma prezioso e altre volte più evidente e decisivo, in un ruolo delicato come quello di chi agisce alle spalle delle due punte; il brasiliano è invece il simbolo della stagione gialloblù, con una partenza molle e titubante e un riscatto, nel girone di ritorno, da assoluto protagonista. Il capitolo Bentivoglio è invece uno dei pochi punti negativi della stagione clivense: la giovane promessa scuola-Juve non ha ripetuto l’exploit dello scorso anno, non riuscendo praticamente mai a ritagliarsi lo spazio che uno della sua qualità merita. Il reparto offensivo del Chievo è infine, numeri alla mano, il terzultimo della serie A dopo quelli di Siena e Reggina, e proprio alle difficoltà in fase realizzativa è dovuta buona parte della fatica incontrata dai gialloblù nel corso della stagione. Non a caso il Chievo è la squadra che, dopo 37 giornate su 38, ha pareggiato più volte (14), a parte il Lecce (retrocesso) che ne ha fatti 15. Ma le poche reti segnate si compensano grazie a due dati importanti: il record personale dell’encomiabile capitano Sergio Pellissier, premiato addirittura dalla 21 prima convocazione in Nazionale, e l’alto numero di marcatori (ben 13) a dimostrazione di un collettivo che prevale sui singoli e sa spesso sopperire alle giornate no degli attaccanti. Bene Bogdani, ma solo nella parte finale del campionato quando è riuscito finalmente a trovare l’intesa con Pellissier, malino Makinwa (messo però troppo presto ko da un infortunio), mentre poche tracce sono state lasciate dall’atteso duo ex Cagliari (e Nazionale) LangellaEsposito e lo stesso funambolico Foquinha-Kerlon non si è praticamente mai visto. In conclusione, comunque, la squadra del presidente Campedelli si è ampiamente meritata la permanenza nell’ottavo campionato di serie A della sua storia. U AO IMPORTATE Scivoli via veloce la delusione per un posto play-off che si poteva concretamente agganciare: quello dell’Hellas Verona in Prima Divisione è stato un grande campionato. L’affermazione va comunque giustificata, e per farlo la spezziamo in tre parti. Parte uno: la squadra gialloblù viene da due stagioni a dir poco da incubo, con l’incredibile retrocessione del 2007, che portò al ritorno in serie C dopo 64 anni, e con il tremendo campionato dell’anno scorso, quello del valzer ColombaSarri-Pellegrini ma soprattutto quello di Sarri e del drammatico spareggio play-out con la Pro Patria. Dopo due anni del genere, un campionato chiuso dal Verona al settimo posto ha l’effetto di un lungo sorso d’acqua gelata nella gola in fiamme dei tifosi gialloblù. Parte due: quello del 2008-2009 22 passerà innanzitutto alla storia come l’anno zero della presidenza Martinelli, con l’imprenditore gardesano subentrato il 30 gennaio al povero conte Arvedi, che proprio il giorno prima del tragico incidente autostradale (Arvedi spirerà poi il 20 marzo) aveva compiuto l’ultimo ed estremo atto d’amore per l’Hellas, firmando appunto il passaggio di proprietà. Ecco allora che, vista anche una situazione societaria prima traballante e poi comunque nuova (che ha portato tra l’altro finalmente al risanamento economico), le prestazioni dei giocatori stessi appaiono in fin dei conti professionali e positive. Parte tre: il campo. I risultati non sono stati entusiasmanti, soprattutto al Bentegodi, ma il Verona ha chiuso (insieme a 4 delle 6 squadre che lo hanno preceduto in classifica) con sole 8 sconfitte totali, nessuno ne ha subite meno. 11 le vittorie, a bloccare tutto è stato l’alto numero di pareggi, 15, eguagliato solo dal Lumezzane. Il settimo posto finale, a 6 punti dai play-off, va poi valorizzato ricordando come l’Hellas sia in assoluto la squadra con l’età media più giovane della categoria, dato ben rispecchiato dall’incostanza di rendimento da parte di alcuni dei ragazzi gialloblù di maggior qualità, leggi ad esempio Campisi, Conti, Tiboni e, in primis, Parolo. Perché la qualità in campo quest’anno si è vista, a differenza dell’anno scorso, spesso supportata anche dalla quantità, grazie a gente esperta come Bellavista e Pugliese e ad altri giocatori indispensabili come Bergamelli e Garzon, oltre al gioiello-Rantier, un lusso per la categoria. In un campionato senza ammazzagrandi, chiuso dal Verona tra gli applausi del suo bellissimo pubblico nell’ultima gara con il Cesena vincitore del girone, l’impressione è che questo Hellas possa ripresentarsi a settembre ben intenzionato a fare da protagonista. Adesso allora la priorità è riconfermare più possibile questo bel gruppo, a partire da mister Remondina che ha fatto bene, e integrarlo con quei pochi innesti che facciano fare il saltino di qualità. Mantenendo però la nuova filosofia di questa stagione, ovvero stipendi contenuti e spazio a chi crede nella maglia, indipendentemente da chi sia il nuovo direttore sportivo, Nereo Bonato o altri. Anno importante, anno di transizione. Per tornare in alto, un po’ alla volta e finalmente.