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il magazine di Verona e Lessinia
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Anno 7 Numero 3
aprile 2014
All’interno
Speciale
Pantheon
Sposi
INTERNET
E CENSURA
Il caso turco
Le risposte della rete
Gli scenari futuri
VINO E TURISMO
EVENTO
Un settore
in costante crescita
Settimana Veronese
della Finanza
INTERVISTA
Eugenio Finardi
“riparto da qui”
TERRITORIO
A Badia Calavena
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di Matteo Scolari
DITORIALE
iflettendo su alcuni temi di attualità e tenendo conto del Primo Piano di questa
edizione numero 49 del giornale (a proposito, non perdetevi la prossima edizione,
la 50esima!), non posso fare a meno di
soffermarmi sull’iniziativa “digitale” intrapresa da un
movimento referendario nato proprio grazie alla rete,
che prende il nome di Plebiscito.eu.
Un’iniziativa, appunto, che ha dato la possibilità a
tutti gli internauti veneti di potersi esprimere con un
Sì o con un No, con un giudizio favorevole o contrario, alla scelta di fare del Veneto una repubblica federale indipendente e sovrana. Da domenica 16 marzo
e per i successivi cinque giorni, fino al 21, attraverso
internet, per telefono, oppure recandosi direttamente
in uno dei seggi attivati all’interno delle varie province venete, è stato possibile indicare il proprio punto
di vista su una questione che ciclicamente, nel corso
della storia politica del nostro Paese, si ripresenta.
Tutto questo accadeva nei giorni in cui a Roma si celebrava l’anniversario dell’Unità d’Italia. Il 17 marzo
del 1861, infatti, venne promulgata la legge n.4671
del Regno di Sardegna con la quale Vittorio Emanuele II poté sancire ufficialmente la nascita del Regno
d’Italia; e nei giorni in cui dall’Est europeo soffiavano
venti di guerra indipendentisti con la questione legata alla Crimea.
Nonostante l’iniziativa di Plebiscito.eu sia passata
inizialmente in sordina sui media nazionali e su molti
media locali, alcune tra le testate più importanti a
livello europeo, tra cui il giornale The Guardian, The
Telegraph, Daily Mail, Russia Today e il canale televisivo della BBC, hanno discusso ampiamente di
questa sorta di referendum consultivo all’interno dei
loro palinsesti.
Gli organizzatori dichiarano che oltre un milione e
mezzo di veneti ha dato il proprio voto, voci subito
smentite dai frontisti del No che, addirittura, parlano
di “bufala clamorosa” con votazioni truccate e numeri gonfiati.
Di certo non conosceremo mai l’esito esatto di questa azione, per lo più dimostrativa, ma al di là di qualsiasi aspetto numerico o di qualsiasi considerazione
“...la voglia, nonostante tutto,
di rimboccarsi le maniche,
di alzare la testa
e di non demordere.”
personale sulla questione etica, sociale, politica che
ognuno di noi può avere, condividere o non condividere, l’ennesima provocazione secessionista testimonia un malessere generale e diffuso crescente nei
confronti del cosiddetto “sistema Italia”, incapace di
eliminare vizi, privilegi, ingiustizie sociali e reticente
nel cercare soluzioni per una vera svolta, un reale
cambiamento ormai improrogabile.
Come dicevo la scorsa volta, 111mila aziende chiuse
nel 2013 nel nostro Paese, di cui una buona fetta in
quello che fino a qualche anno fa era considerato il
“grande Nordest”, è un dato pesantissimo che non si
può più ignorare, specie nel Veneto. Regione che ha
fatto del lavoro la sua fortuna, che grazie alle imprenditoria e all’artigianato si è elevata sul tetto d’Europa
come una tra le zone più produttive del Continente.
Forse sta proprio qui l’origine della protesta e forse
sta qui la voglia, nonostante tutto, di rimboccarsi le
maniche, di alzare la testa e di non demordere.
ERRATA CORRIGE Nello scorso numero di Pantheon (edizione n.2 Anno 7)
a pg. 34-35 è stato pubblicato un articolo dal titolo "L'integrazione parte
in cucina". Segnaliamo un errore: avevamo indicato Cattolica Assicurazioni come sostenitrice dell'iniziativa, la quale invece non è coinvolta nel
progetto.Gli organizzatori sono Rete Italiana di Cultura Popolare, Veronetta 129, Radio Popolare Verona e Net Generation con il sostegno di UIM
e del Comune di Verona.
La Redazione
“Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno”.
Voltaire, Candido o l’ottimismo, 1759
Sommario
26
32 34
18
42
44
Il Magazine di Verona e Lessinia
Registrazione Tribunale di Verona n.1792
del 5/4/2008
Numero chiuso in redazione il 2/04/2014
Direttore responsabile: Matteo Scolari
Capo redattore: Matteo Bellamoli
Redazione: Matteo Scolari, Matteo Bellamoli,
Moira Falzi, Fabio Dai Prè, Flavio Brutti.
Hanno collaborato al numero
di aprile 2014:
Marta Bicego, Chiara Boni, Giorgia Castagna,
Valentina Garonzi, matrimonioduepuntozero.com,
Francesca Mauli, Giovanni Melotti,
Francesca Merli, Arianna Mosele,
Antony Intenza, Camilla Pisani, Miryam Scandola,
Alessandra Scolari, Giovanna Tondini,
Francesco Turlon, Giulia Zampieri, Mattia Zuanni.
6
PRIMO PIANO
Se censurassero internet...
Dal caso della Turchia alle prospettive di un futuro possibile.
Società editrice: InfoVal S.r.l.
via Tavigliana 1/A, 37023, Grezzana, (Vr)
P.Iva:03755460239
tel. e fax. 045.8650746
mail: [email protected]
web: www.giornalepantheon.it
Facebook/Pantheon
Sviluppo commerciale e pubblicità:
Moira Falzi 340 8775197
Fabio Dai Prè 340 0735137
Jessica Ballarin 349 3513927
6
ECONOMIA
Vino e turismo
Intervista a Donatella Cinelli Colombini: “il territorio e il vino”.
14
18
EMERGENZA
Verona contro l’azzardo
22
EVENTO
Contributi e donazioni per Pantheon Magazine:
c/c postale 93072262 intestato a:
Infoval srl – via Tavigliana, 1/A – 37023 Grezzana (VR)
Settimana Veronese della Finanza
Il 9, 11 e 29 aprile torna l’appuntamento organizzato da Pantheon.
MOBILITÀ
Sulla buona strada
Eugenio Finardi si racconta al via
del suo nuovo tour da Bosco CN.
Un progetto interessante ha coinvolto 120 studenti delle elementari.
26
Ha spopolato a Verona la mostra
fotografica di J.J. Levine.
30
PERSONAGGI
La poesia dialettale di Lenotti
LAVORO
Due interessanti appuntamenti per
la prevenzione della dipendenza.
INTERVISTA
La “fibrillante” Musica Ribelle
CULTURA
Switch: il gioco delle identità
Job Act Verona
L’importante incontro organizzato
da Pantheon lo scorso 21 marzo.
Copertina e progetto grafico:
Flavio Brutti, Matteo Bellamoli
49
14
24
Il celebre poeta veronese e il suo
percorso artistico nel sonetto.
32
ANGOLO IN ROSA
Il riscatto delle donne marocchine
38
SOCIALE
Famiglie in aiuto di altre famiglie
Scopriamo il centro per l’Affido e la
Solidarietà Familiare a Verona.
40
PANTHEON UNDERGROUND
Musica elettronica made in Italy
Intervista con i “The Shimmer”, un
duo di musicisti non convenzionali.
42
il 25 aprile la nostra città sarà
presa d’assalto dai “vespisti”.
INNOVAZIONE
Una nuova etica nel business
VITA DI MONTAGNA
Nuovo centro di Pet Therapy
POLLICE VERDE
Aria nuova
La realtà tutta veronese di DeLab,
attivo per il “business inclusivo”.
Dovrebbe sorgere a Badia Calavena.
Presentato l’ambizioso progetto.
La primavera è arrivata. Qualche
consiglio per il lavoro “verde”.
34
PROGETTI
H-ACK for a living
Scopriamo H-Farm, l’incubatore
veneto per le idee d’impresa.
36
46
48
EVENTO
Verona in Vespa
NOTIZIE DAL MONDO
La pillola del buon umore
È allarme per la diffusione degli
psicofarmaci per i bambini.
Un viaggio in Marocco per scoprire
la condizione delle donne lavoratrici.
Aprile e conti per lo più son traditori.
44
51
LIBRO DEL MESE
PANTHEON BOX OFFICE
54 TERRITORIO
A SPIKKI
51
EVENTI
APRILE 2014
58
CONCORSO
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PRIMO PIANO Quando è la rete ad essere imbavagliata
Se censurassero
internet...
I recenti avvenimenti in Turchia obbligano a considerare scenari che, a quanto pare,
non sono così lontani. Dipendiamo tutti dalla rete e dai servizi che vi sono connessi, e
la possibilità di manomettere questa libertà potrebbe scaturire in rivolte popolari senza
precedenti. Abbiamo provato ad immaginare uno scenario di questo tipo, scoprendo
che la comunità degli internauti, in alcuni casi, sembra essere più forte e organizzata di
quella reale.
di Matteo Bellamoli
N
on è una novità, ma questa volta è a pochi passi da
casa. E fa paura.
Non stiamo leggendo un
libro di storia, non sono le censure fasciste o naziste ai giornali non allineati
con il partito. Si tratta di una censura
molto più potente, che limita l'accesso
alle informazioni e la libertà di espressione tipica della rete internet.
Conosciamo tutti le vicende recentissime della Turchia. A margine e a
seguito della sua vittoria alle elezioni
amministrative (di cui i giornali da-
vano notizia mentre questo numero
di Pantheon era in stampa), Recep
Tayyip Erdogan, detto “il sultano”, ha
deciso di fare man bassa alla libertà di
informazione del suo Paese, bloccando prima Twitter, poi Youtube e quindi anche i DNS di Google (vedi box).
Non è il primo Stato a farlo, ma questa
volta ci tocca di vicino.
Dal 2005, infatti, si rimandano i negoziati per fare entrare questo Paese nell'Unione Europea pur essendo
evidenti, ora in modo particolare, le
pesanti spinte antidemocratiche che
si respirano nei dintorni di Ankara e
Istanbul.
Cosa succederà ora che anche il colosso di Google si è dimostrato attaccabile? Quanti altri Paesi potrebbero pensare di attuare delle manovre simili? E
se succedesse anche in Italia? La rete e
i suoi utenti sarebbero in grado di reagire ad un attacco di questa portata?
Dietro questi fatti di estrema attualità
si nascondono scenari complottisti che
tutto il mondo osserva con apprensione, chiedendosi con una certa preoccupazione “e se succedesse a noi?”.
Quando è la rete ad essere imbavagliata
Il fatto
Tutto accade a margine delle elezioni
amministrative. Il premier Erdogan è
minacciato da un dilagare inaspettato
di informazioni ed intercettazioni, che
lo inchiodano senza appello. È il 24 di
febbraio quando, in meno di 24 ore, il
video dell'intercettazione telefonica fa
il giro del mondo. Si tratta di materiale
registrato nel dicembre 2013, e riunisce un “collage” di cinque intercettazioni diverse. Il premier chiede al figlio
di far sparire una grossa somma di denaro (si parla di almeno un miliardo di
dollari, anche se questa informazione
non è stata confermata, ndr) che sembrerebbe essere conservata in più abitazioni. Dopo l'esplosione del caso, che
finisce su tutti i giornali, Erdogan nega
e minaccia di intraprendere azioni pesanti. Immediatamente dopo la diffusione del video, il governo turco chiede
a YouTube di rimuovere il video, ma
non serve a nulla, perché lo spezzone è
già stato riprodotto, tradotto in lingue,
ricaricato sulla rete e diffuso a macchia
d'olio. Centinaia di milioni di utenti
lo hanno visto. Lo scandalo, chiamato “tangentopoli del Bosforo” assume
contorni internazionali. Erdogan continua a negare, anche a margine di un
summit con i suoi fedelissimi, ma l'effetto ottenuto sembra essere contrario.
L'opposizione chiede le dimissioni e la
contrapposizione tra le due fazioni si
fa violenta.
Chi è Recep Tayyip Erdogan
Cos'è un DNS?
Un server DNS è un sistema informatico che permette al computer di rintracciare l'indirizzo che state cercando,
allo stesso modo in cui potete cercare
su una rubrica cartacea un numero di
telefono. Quando digitate una stringa
di ricerca, il DNS si attiva andando a
sfogliare gli indirizzi fino a trovare quello
che avete digitato. La manomissione
del DNS di Google, permette ad alcuni
altri server di mascherarsi e di apparire per quello che non sono. In questo
modo cercando un indirizzo, la ricerca
risulta falsata perché alcuni indirizzi
vengono presi per altri. In questo modo
si possono mascherare alcuni siti facendone apparire altri al loro posto.
Questa, in termini semplificati, l'operazione di ostruzionismo informatico
messa in atto in Turchia.
Da molti definito il principale artefice della stupefacente ascesa economica della Turchia, è al
governo dal 2002 e ha vinto le elezioni legislative del 2007 e del 2012. Ha iniziato la carriera
politica negli anni Settanta con un'impronta islamico-conservatrice, ed ha ottenuto i primi
grandi consensi come sindaco di Istanbul. Ha trascorso un periodo in carcere nel 1998 quando lesse pubblicamente dei versi del poeta Ziya Gokalp in cui erano chiari i riferimenti alla
guerra santa, e una volta uscito dalla prigione ha fondato il suo attuale partito, l'AKP (Partito
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Giornalepantheon
aprile 2014
sempre più vicino a voi
Giornalepantheon
marzo 2014
7
PRIMO PIANO Quando è la rete ad essere imbavagliata
CENSURA DI INTERNET NEL MONDO
RIUS
censura pervasiva
censura sostanziale
censura selettiva
situazione in cambiamento
poca o assente censura
nessun dato disponibile
La censura
e l’aggiramento dei blocchi
A seguito di questi fatti Erdogan ha
preso la decisione di fermare Twitter,
responsabile di aver diffuso a macchia
d'olio la notizia delle intercettazioni.
Tecnicamente questo “blocco” è stato
fatto in maniera abbastanza semplice,
e nonostante la maggior parte dei cittadini turchi sia rimasta senza accesso
al social network, si sono presto diffuse le modalità per aggirare la censura.
Sui muri delle città sono apparse le
istruzioni per bypassare il blocco, e alcuni siti specializzati hanno sottolineato che in una settimana l'utilizzo di
Twitter in Turchia è salito come mai
aveva fatto. Ma il governo ha quindi
mosso una seconda offensiva, bloc-
CENTRO
E RIPARAZ ONE
Elaborazione dei dati di Reporters Without Borders, the OpenNet Initiative, the Freedom on the Net (Freedom House) e the Country Reports on Human Rights Practices del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
In questa mappa si possono vedere i cosiddetti “buchi neri” nella libera diffusione di Internet.
Va sottolineato che la censura della rete non è sempre da intendersi come qualcosa di sbagliato. Una censura selettiva, ad esempio, viene effettuata anche in Italia per proteggere gli utenti
da siti di pedopornografia o di spaccio di stupefacenti. La censura diventa repressiva quando i
divieti sono di natura politica e non consentono di attingere alle informazioni in maniera libera,
come nel caso, emblematico, della Cina.
cando anche i DNS di Google (vedi
box) che in un primo momento avevano consentito di accedere a Twitter
aggirando i sistemi di blocco messi
in funzione. La situazione è quindi
andata avanti con tentativi di implementare la censura da una parte, ed
escamotages per accedere comunque
alle pagine bloccate dall'altra.
Una settimana dopo lo stop di Twitter, l'autorità turca per le telecomunicazioni ha bloccato anche il sito di
Google dedicato ai video: YouTube,
giustificando questa procedura come
«misura amministrativa dopo analisi
tecniche e considerazioni legali».
Poche ore prima del blocco, anche
SGOMBERI
INGROSSO
USATO
LOGISTICA
YouTube aveva diffuso un video in
cui il ministro degli esteri, il capo dei
servizi segreti e un generale discutevano su un potenziale attacco contro
i militanti jihadisti in Siria. Il premier Erdogan aveva minacciato che
se YouTube non si fosse attenuto alle
leggi turche sarebbe stato bloccato, e
così è avvenuto.
Non è la prima volta, e probabilmente
non sarà nemmeno l'ultima. Anche
nel 2007, per fare un esempio, un
tribunale locale ordinò di bloccare il
famoso sito a seguito di alcuni contenuti diffamatori nei confronti di
Mustafa Kemal Ataturk, paladino e
fondatore dell'attuale Turchia.
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marzo 2014
9
PRIMO PIANO Quando è la rete ad essere imbavagliata
Quando è la rete ad essere imbavagliata
La rete
Social networks sotto chiave
Il sito MotherJones ha realizzato una mappa
dei paesi che bloccano l’accesso a Facebook, Youtube o Twitter.
Anche Cina, Iran, Vietnam, Corea del Nord,
Pakistan ed Eritrea hanno attivi, ad oggi, blocchi dei social network.
Nel caso dei cinesi, la censura esiste dal
2009, e solo dal 2013 il governo l'ha tolta
nella zona di commercio di Shanghai, dove
approdano per lo più investitori stranieri (chiamatela, se volete, potenza del marketing). Nel
resto del Paese i social network sono invece
largamente censurati.
In Iran il blocco fu imposto nel 2009 dopo i
disordini delle elezioni. In Vietnam la censura
è invece “relativa”, nel senso che gli utenti non
possono pubblicare contenuti critici verso il
governo. Il Pakistan ha bloccato Youtube
dopo l'apparizione di un video che titolava
“L'innocenza dei musulmani” schierato contro l'Islam e che provocò anche numerosi
scontri di piazza.
Le ragioni dei blocchi, in tutti i casi, sono di
ragione politica.
Mentre scriviamo questo pezzo non
possiamo sapere se la censura di
Twitter, YouTube e dei sistemi di accesso Google durerà ancora per giorni, settimane, mesi oppure se mentre
sfoglierete questo numero di Pantheon la bolla si sarà già sgonfiata. Tuttavia quanto si è visto in Turchia dimostra un fatto che forse ancora in molti
ignorano, ed è il motivo per cui, forse,
anche Internet è stato nominato per
il Nobel.
La comunità che si muove dietro alla
rete è davvero in grado di eliminare
i confini e di unirsi per raggiungere
uno scopo comune, indipendentemente dai divieti. Perché è più facile
protestare dietro l'anonimato di una
tastiera che non in piazza in mezzo
ai lacrimogeni. Lo ha dimostrato anche il blocco turco a YouTube, la cui
notizia si è letta anzitutto da Twitter,
in quanto il popolo turco ha trovato
presto il modo per accedere al social
nonostante il bavaglio governativo.
Quindi internet è davvero invincibile? Forse. Fatto sta che la potenza che
ha raggiunto la rete mette in imbaraz-
Immagini dalla Turchia delle censure: nonostante i divieti,
la gente continua il suo utilizzo delle piattaforme digitali.
© foto
zo il vicino di casa, un intero paese,
politici ed interi governi. Un piccolo
caso lo abbiamo vissuto (e lo stiamo
vivendo) anche a Verona con la puntata di Report programmata per il 7
aprile. Il polverone alzatosi sul web
è stato talmente grande che tutti i
diretti interessati sono intervenuti
per palesare anche al pubblico della
rete la loro posizione. Affermazioni,
smentite e controsmentite da perdere la testa, e gonfiate dalle recenti
vicende che hanno coinvolto l'oramai
Consorzio intercomunale
soggiorni climatici
Soggiorni e tours per ultrasessantenni autosufficienti
Vacanze al mare per disabili accompagnati
Consiglio di Amministrazione
Presidente – Marco Vanoni
Vice Presidente – Moreno Dal Zovo
Loris Marini, PierLuigi Slaghenauffi, Andrea Brunelli
Specificità del servizio: tutte le strutture scelte hanno caratteristiche idonee e specifiche per la tipologia
della nostra utenza; ampia copertura assicurativa;
assistenza di accompagnatori dalla partenza all’arrivo; costi tutto compreso.
“L’impegno del Consorzio, tanto più in questi anni di crisi e
di difficoltà economica, è volto ad offrire un servizio
sempre più qualificato, sicuro ed economicamente
accessibile, per tutti gli anziani del nostro territorio che,
visti gli esiti altamente positivi dei primi soggiorni effettuati a
gennaio e febbraio, dimostrano di apprezzare.”
Presidente Marco Vanoni
10
Oltre 40 turni di Soggiorno
fra mare, montagna, terme,
in italia e all’estero
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TOURS: Sardegna
Romantische Strasse e Norimberga
SOGGIORNI: Riviera Romagnola, Cattolica, Pesaro,
Rimini, Bellaria, Jesolo, Milano Marittima, Cesenatico
mONTAGNA: tre turni a Fucine di Ossana
TERME: Salsomaggiore e Levico
Novità: Predazzo, Abano Terme, San Bartomeo
al Mare in Liguria, Viareggio, Nardò in Puglia,
località del Peloponneso in Grecia
Le iscrizioni si ricevono presso i Comuni che aderiscono al Consorzio o in sede di Verona, via Macello,
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aprile 2014 (zona quartiere Filippini) Per informazioni 045593335 e il sito: www.consorziosoggiorniverona.it
23
© foto Andrew Sullivan
n
uardia
The G
ex vicesindaco Vito Giacino. Cosa
sarebbe successo se il nostro sistema
politico non fosse così democratico?
Probabilmente anche noi avremmo
ricevuto la batosta di una censura improvvisa, e resta da chiedersi se siamo
davvero affamati di verità da movimentarci subito per trovare le alternative, come hanno fatto in Turchia.
Perché a volte, l'impressione è che a
noi italiani piaccia di più il gossip e
il chiacchiericcio via web, dove tutti
sanno qualcosa in più del vicino.
La censura digitale in Italia
Il nostro Paese, al momento, blocca circa 5500 siti sulla base delle richieste dell'autorità
giudiziaria, Polizia Postale e delle Comunicazioni, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e
dell'Autorità Garante della Concorrenza e del mercato. Sono compresi siti che contengono
materiale pedopornografico e alcuni siti peer to peer (ovvero in cui è possibile condividere
materiale, ndr). Per quanto riguarda i blocchi specifici, va citata la legge Romani (2010),
aspramente criticata da Wikileaks, che ha applicato delle censure ad alcuni dei numerosi
gruppi Facebook aperti contro l'allora primo ministro Silvio Berlusconi. Un'altra restrizione
quella della legge anti terrorismo del 2005, che ha impedito la diffusione degli hot-spot (accessi liberi alla rete) in giro per l'Italia. Laddove esistevano infatti delle reti libere occorreva
presentare un documento di identità per poter ottenere i codici di accesso. Questa legge è
stata tuttavia modificata dal decreto milleproroghe del 2011, che ne ha smussato i contorni
liberalizzando alcune delle procedure.
Publiredazionale in collaborazione
con Arteco Tende
PRIMO PIANO Quando è la rete ad essere imbavagliata
Dieci anni fa...
Era il 1 aprile 2004 quando, nascosto tra i tanti altri servizi che
nascevano in quel periodo per internet, debuttò online un sistema tutto nuovo per gestire la posta elettronica. Si chiamava Gmail, ed era la versione “Outlook” di Google. Tutto online,
tutto immediato. A dieci anni di distanza questo servizio è
diventato il motore delle attività di BigG (come viene definito
Google dagli utenti). Tutti pensarono inizialmente ad un “Pesce d’Aprile”, invece Gmail era vero. Eccome.
Basti pensare che oggi, in tutto il mondo, sono oltre 500 milioni gli utilizzatori di questo sistema.
Ancora una volta BigG è davanti a tutti.
Windows XP va in pensione
Per molti è l’unico Windows che esista, perché viene utilizzato ancora sui computers domestici, o addirittura al lavoro.
Windows XP è andato definitivamente in pensione l’8 aprile scorso, quando gli aggiornamenti si sono fermati. Lanciato nel 2001, oggi XP è ancora la chiave di tante tecnologie che
utlizziamo tutti i giorni: i tabelloni di partenze e arrivi agli aeroporti e stazioni, i bancomat, le
reti dell’amministrazione pubblica. Si tratta di realtà spesso delicate che custodiscono dati
sensibili e da cui dipendono sicurezza e privacy di milioni di cittadini. Secono il Wall
Street Journal, l’Italia è una delle nazioni in cui l’aggiornamento verso Windows 8
è ancora piuttosto indietro, ma non è la sola. Il vecchio sistema operativo è ancora
presente anche su oltre il 10% dei computer governativi degli Stati Uniti, e il dato
fa pensare, se consideriamo gli States l’emblema dell’aggiornamento informativo.
Secondo Engadget, invece, XP sarebbe ancora in funzione nel 95% degli sportelli
Bancomat mondiali.
Cosa succederà ora? Ci sarà veramente un massiccio attacco hacker per impossessarsi di codici o dati sensibili importanti, come qualcuno ha prefigurato, oppure si tratterà
di un passaggio indolore? Il prolema esiste. Carlo Mauceli, responsabile Microsoft Italia della digitalizzazione avverte: «la vera criticità è in
ambito sanitario, dove tantissimi programmi sono stati sviluppati per
questo sistema». Un esempio su tutti il CUP per la prenotazione delle
Chiaramente tutti
visite e il pagamento dei ticket. Staremo a vedere.
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aprile 2014
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ci auguriamo che vinca la libertà, e
quindi lo scenario che ci prefiguriamo è quello di una
progressiva liberalizzazione delle comunicazioni online, senza censure. Bello, ma irreale.
La verità è che il controllo che viene attuato su tutti gli
internauti è sempre molto alto, lo si pensi in merito alle
pubblicità che incontriamo casualmente durante la nostra navigazione, spesso correlate ai nostri interessi, ai
nostri click più frequenti, al nostro lavoro. La rete è uno
strumento potente, per tutti: per chi cerca, per chi compra, per chi vende e anche per chi comanda.
È probabile che le generazioni future vivranno su un
doppio fronte. Da una parte la rete che possiamo definire “tradizionale”, quella che usiamo tutti noi oggi,
quella che oggi è praticamente un piccolo monopolio
Google e in cui quasi tutto quello che facciamo viene
riutilizzato commercialmente. Non è illegale (non ancora), e ci conviviamo tutti.
Dall'altra parte tante piccole reti indipendenti, come
una “piccola” ma diffusa carboneria, che permetterà
agli utenti di scambiare informazioni in modo libero e
senza passare dalle maglie di un qualche controllo. Un
sistema incontrollabile dove la possibilità dei governi
di intervenire con limitazioni e censure sarà ridotta al
lumicino, se non impossibile. Un substrato di relazioni
telematiche che già oggi esiste, anche se i suoi contorni
si confondono spesso con attività illecite.
Non saranno soluzioni durature, ma temporanee, a
meno che chi le metterà in funzione non riesca a costruire dei sistemi davvero efficaci. L'esempio Turco ne
è la dimostrazione: aggirare i blocchi per sentirsi forti,
uniti, capaci di superare gli ostacoli. Solo il tempo dirà
se questo pronostico è davvero azzeccato.
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Giornalepantheon
aprile 2014
U
na storia imprenditoriale che affonda le sue radici alla fine degli anni ’50, in un contesto, quello della centralissima Galleria Mazzini in centro
città, di cui ancora oggi l’azienda Artecotende riporta
lo stile, l’eleganza, la cura del particolare. Certo, sono
passati più di cinquant’anni da quando i genitori di Andrea Bonizzato, attuale titolare dell’attività ora situata
ad Arbizzano, ai piedi della Valpolicella, rammendavano tende e tessuti per le più belle case di Verona,
eppure il gusto, la delicatezza, la capacità di suggerire
le soluzioni migliori a seconda dell’esigenza specifica
del cliente sono le stesse.
Artecotende oggi è considerato un vero e proprio punto
di riferimento per la vendita e il confezionamento di
tende da sole, tendaggi da interni e per ufficio, oltre
che per la vendita di tappeti, stuoie, zanzariere, arredo
giardino e sistemi Velux. L’ampio ventaglio di soluzioni,
che sono in grado di rispondere anche alle esigenze
più specifiche, viene accompagnato dalla sicurezza dei
grandi brand leader nel settore delle tende e delle coperture solari, quali GIBUS e SOLIDAY, di cui Arcotende
è rivenditore autorizzato.
Negli oltre 300 metri quadri di esposizione, all’interno
dei quali è compreso un ampio laboratorio di sartoria
per il confezionamento, troviamo anche lo spazio dedicato ad Arteco Interni, il nuovo ramo d’azienda inaugurato nel 2013 che propone una vasto assortimento
di soluzioni originali e innovative per l’arredamento di
interni di case e negozi.
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esposizione di carte da parati originali e personalizzabili con immagini, trame, disegni e fotografie a scelta;
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ECONOMIA In crescita l’offerta enoturistica
In crescita l’offerta enoturistica
Vino e turismo
binomio strategico
per Verona
di Camilla Pisani
D
ifficile dire in cosa sia più
esperta. Erede di una delle
più antiche famiglie toscane produttrici del pregiato
Brunello di Montalcino, Donatella Cinelli Colombini ha una mente imprenditoriale poliedrica e trasversale, e non
è un caso che sia tra i primi professionisti del settore in Italia ad aver intuito
le potenzialità del vino non solo come
prodotto ma anche, e soprattutto, come
status symbol. Il consumatore non acquista una bottiglia, ma un biglietto
d'entrata per un mondo esclusivo, che
Donatella Cinelli interpreta alla perfezione offrendolo ai clienti in forma di
corsi, eventi, tasting, escursioni e vacanze. Per dieci anni Assessore al Turismo di Siena e per nove direttrice del
Movimento Turismo del Vino, è proprietaria di due cantine, “Fattoria del
Colle”, che è anche agriturismo, e “Casato Prime Donne”, attività vitivinicola
al femminile. Nel 1993 ha inventato il
Donatella Cinelli Colombini
format di “Cantine Aperte”, le degustazioni in azienda. Non poteva che essere lei la relatrice designata per il seminario dello scorso 12 marzo, dedicato
al potenziamento dell'offerta turistica
nelle imprese agricole, tema del terzo
di cinque incontri, rivolti agli operatori di settore, che Confagricoltura e
Agriturist Verona hanno organizzato
nell'ambito della rassegna “Azienda
Agricola Multifunzionale”. L'abbiamo
intervistata per cercare di capire come
Verona possa attrarre nuovo turismo
sfruttando al meglio le bellezze del territorio, unite ad un prodotto in grado
di muovere un giro d'affari pari a 9 miliardi di Euro l'anno (Vinitaly docet),
provenienti in buona parte anche dalla
nostra provincia.
Sig.ra Colombini, in che cosa consiste
l'offerta enoturistica e come si aiuta
un imprenditore agricolo ad aprirsi
verso questo modello di business?
L'enoturismo punta tutto sul territo-
Un seminario organizzato
in Confagricoltura apre alla
possibilità, per le aziende
del settore agricolo, di crescere sperimentando nuove forme di marketing territoriale, come quelle nate
dall'unione di due settori
trainanti dell'economia veronese: vino e turismo. Per
capirne di più abbiamo intervistato la relatrice dell'incontro, Donatella Cinelli
Colombini, da oltre vent'anni in questo business.
rio. Le cantine che decidono di avviarsi verso questo modello turistico
devono riscoprire il legame con la
loro terra, sfruttando le caratteristiche
peculiari dei loro vigneti e del paesaggio circostante. Ogni azienda dovrà
sapersi differenziare ed evidenziare
la propria unicità, perché proprio su
questo si basa la concorrenza. Che
cos'ha la tua cantina di particolare rispetto alle altre? E' isolata dalla città,
c'è una villa nei dintorni, uno spiazzo
adatto per organizzare degustazioni
estive all'aperto? Attraendo un turista in questo modo lo si trasforma in
consumatore. È il paesaggio che crea
turismo, poi il turismo occupazione e
l'occupazione sviluppo, cioè ristoranti, enoteche, wine bar, trasporti, agenzie di incoming turistico, e così via.
Qual è il target di riferimento del
turismo legato al vino?
Più di uno. Abbiamo quattro tipologie di enoturista. Il primo è il classi-
Il 16 aprile incontro sulla sostenibilità ambientale
L’Azienda Agricola Multifunzionale è il grande tema della rassegna di seminari e workshop
gratuiti organizzata da Confagricoltura Verona e Agriturist Verona, sezione locale dell’associazione nazionale per l’agriturismo, l’ambiente e il territorio. Un progetto pilota rivolto alle imprese
di settore, che ha previsto cinque incontri condotti da operatori specializzati ognuno nel proprio
ambito di intervento, con l’obiettivo di sostenere gli imprenditori nei processi di rinnovamento
della propria attività e di aiutarli a cogliere le opportunità del carattere multifunzionale di un’azienda agricola: dalla diversificazione dell’offerta all’implementazione di nuovi modelli di business.
Nel corso dei primi workshop si è parlato di energia rinnovabile e di tutela ambientale, per
poi approfondire il tema del turismo, con Donatella Cinelli Colombini, e dell’e-commerce per
promuovere la vendita di prodotti on line. Il quinto e ultimo incontro avrà come focus gli aspetti
fiscali e normativi che regolano le attività dell’azienda agricola multifunzionale, in programma
mercoledì 16 aprile, dalle ore 17:00, nella sede di Confagricoltura Verona.
Per informazioni e iscrizioni: [email protected]
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Giornalepantheon
aprile 2014
co wine lover, consumatore di vino
appassionato ed evoluto. Frequenta
corsi, legge, si informa, è, in genere,
italiano, maschio, tra i 30 e i 45 anni,
viaggia in coppia o con gli amici
come escursionista, quindi in giornata, ed è portato ad acquistare bottiglie di un certo pregio. La seconda
tipologia è quella del turista enologico
per caso. Viaggia in famiglia e viene
intercettato dalle cantine, appunto,
per casualità, ad esempio se, mentre è
in vacanza, piove. Solitamente non ha
un grande interesse nei confronti del
vino ed è meno propenso all'acquisto.
La terza categoria è quella dei Talent
Scout. Clienti amatori ed intenditori,
hanno uno profonda conoscenza del
prodotto, anticipano le tendenze, visitano le cantine da soli e amano venire accolti da personale qualificato o
dall'enologo. Acquistano bottiglie da
collezione, particolari. L'ultimo target
di riferimento è quello degli amanti
del lusso. Nord Americani, Brasiliani,
Russi, vengono in Italia per vacanze
di piacere e nelle cantine vogliono
trovare, e acquistare, bottiglie esclusive. Per questa categoria, una spesa
Comunicare il vino: come l'America vede l'Italia
Per un prodotto d'esportazione come il vino la presenza sul web
diventa fondamentale. Sito e social media rappresentano, per una
cantina, l'unica vetrina a disposizione sul mondo. Tuttavia in un recente sondaggio effettuato tra i maggiori importatori degli Stati Uniti,
dimostra che per le cantine italiane l'aspetto comunicativo sembra
essere davvero secondario. «Poco testo a favore di immagine e video
aumentano la permanenza degli utenti sul sito» consiglia Donatella
Cinelli Colombini «e la versione in lingua inglese ne migliora il posizionamento del 51%».
I dati del sondaggio a cui hanno risposto gli importatori americani:
il 71% utilizza il web per reperire informazioni sui produttori da selezionare come fornitori
meno del 20% partecipa a fiere di settore in Italia
l'83% giudica negativa la presenza dei produttori italiani sul web
il 55% dichiara di non acquistare vino da produttori la cui immagine sul web non li convince
il 92% ritiene che i produttori italiani siano troppo lenti nel rispondere ad una mail
il 94% degli importatori afferma di ricevere con regolarità informazioni dai responsabili marketing
delle cantine di tutto il mondo, ma non di quelle italiane.
di 4000 Euro per un vino non rappresenta un problema.
Lei è alla guida di due aziende vitivinicole, come è riuscita a differenziare offerta e servizi per entrambe?
Ho lanciato “Casato Prime Donne”
puntando sul valore artistico del paesaggio. Lo spettacolo offerto dai vigneti della Val d'Orcia, patrimonio
Unesco, è inimitabile e l'ho voluto rimarcare nel pay off che ho scelto per
l'azienda: “Il vino più bello del mondo”, non il più buono. Intorno alle
vigne c'è un percorso perfetto per il
trekking e, da quando l'ho scoperto, i
miei clienti possono prenotare escursioni molto particolari perché in ogni
sosta ho fatto installare opere d'arte:
sono immagini della storia del nostro paese ispirate al gusto femminile,
perché qui lavorano solo donne. La
seconda azienda, “Fattoria del Colle”,
è nata quando ho deciso di ristrutturare un'antica villa del Cinquecento,
proprietà di famiglia. All'inizio non
c'era la cantina e, poiché per avviarne
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il nostro sito
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il profumo della storia che ritorna. Inoltre potrete seguirci anche sulla webcam accedendo al nostro sito.
ECONOMIA In crescita l’offerta enoturistica
Vino, agruturismo, territorio. Deve partire da qui il lavoro turistico dei nostri produttori.
una ci vuole tempo, almeno cinque
anni per ottenere la prima bottiglia,
ho fatto economia organizzando visite guidate all'interno della struttura.
Nell'attesa che la cantina diventasse,
come è oggi, l'attività primaria, la villa è diventata ristorante, agriturismo
e location per eventi, matrimoni e
corsi di cucina.
Può illustrarci qualche altro esempio di cantina che ha saputo attrarre
il wine lover in modo particolare?
“Antinori”, nel Chianti. È la prima cantina italiana concepita come destination, cioè meta prettamente turistica.
Le aziende vitivinicole, normalmente,
si ampliano in agriturismi o strutture
ricettive solo se possono sfruttare vil-
le, dimore o costruzioni già esistenti.
La Cantina Antinori è invece frutto di
un progetto realizzato ex novo pensato esclusivamente per turisti e clienti che amano il vino. Inaugurata nel
2012, dopo dieci anni di lavoro, con i
suoi 37 mila metri quadrati è un mausoleo del vino, capolavoro di architettura contemporanea, interamente
costruita con materiali ecosostenibili. Oltre alla cantina, progettata per
ospitare due annate per volta, c'è un
ristorante, un auditorium, un museo
con opere d'arte contemporanea, uno
shop, un bar e due sale da degustazione. I proprietari la aprono al pubblico
ogni giorno per visite guidate.
Su che cosa devono puntare le azien-
de del Veneto e di Verona per rilanciare un turismo di questo tipo?
Le provincie del Veneto hanno dei
centri storici meravigliosi da sfruttare,
e non mi riferisco alle sole città d'arte,
come Venezia e Verona, ma anche ai
piccoli borghi poco conosciuti, nascosti, ma altrettanto suggestivi, che meritano di essere riscoperti. Per ciò che riguarda il vino, i prodotti di punta sono
il Prosecco e l'Amarone. Naturalmente
bisogna considerare che i target di riferimento sono molto distanti l'uno
dall'altro. Il primo viene scelto come
aperitivo, preferibilmente da persone
giovani e nella maggioranza donne,
perché il successo del Prosecco deriva
in gran parte dal consumo femminile,
che avviene solitamente durante il fine
settimana, magari trascorso fuori città.
Il secondo si acquista per venire conservato in vista di momenti speciali
o festività, si beve la sera, abbinato ad
un menù altrettanto particolare e raffinato, oppure dopo cena, come vino
da meditazione. È un prodotto adatto
ad un target alto ed è molto ricercato
all'estero. Da Nord Europa a Canada,
“Amarone” è una parola magica.
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LAVORO Pantheon portavoce di artigiani e imprenditori veronesi
Venerdì 21 marzo, alla Fondazione Toniolo di Verona, i rappresentanti delle più importanti associazioni di categoria hanno incontrato gli onorevoli veronesi per la consegna
di un documento sulle riforme necessarie al mondo del lavoro. Una serata importante
di Giorgia Castagna
che Pantheon ha voluto portare nel cuore della città.
A
ll’indomani della sfida lanciata, quasi un anno
fa, con gli Stati Generali della Lessinia e delle
sue Valli, Pantheon, promotore della serie d’incontri, si accinge a raccogliere quanto seminato. Sì perché dopo un anno di collaborazioni, d’incontri
e di scambi d’idee, volti ad individuare criticità e aspetti
positivi del nostro territorio si è arrivati, grazie alla collaborazione con i diversi rappresentanti delle più importanti
associazioni di categoria di Verona ad un punto d’arrivo
raccolto in un documento unico chiamato Un Patto per il
Lavoro, un Patto per la nostra Città. Tema centrale del documento, consegnato ai rappresentanti della politica veronese, nel corso dell’incontro di venerdì 21 marzo presso la
sede della Fondazione Toniolo, il mondo del lavoro.
Dieci proposte che toccano rispettivamente le dieci
maggiori difficoltà del settore passando dall’urgente
necessità di riforme, al bisogno di tagli netti a spese e
consumi per arrivare invece all’urgente esigenza d’investimenti in nuove frontiere.
Ad esporre l’atto agli onorevoli presenti in sala, tra cui
Lorenzo Fontana (Lega Nord), Anna Cinzia Bonfrisco
(Forza Italia), Mattia Fantinati (Mov. 5 Stelle), Stefano
Quintarelli (Scelta Civica) e Vincenzo D’Arienzo (PD),
i rappresentanti delle associazioni di categoria che sono
intervenuti a turno nell’esporre le loro personali priorità.
A moderare la serata il direttore di Pantheon, Matteo
Scolari, coadiuvato dal docente Patrizio del Prete che
dopo una breve introduzione al pubblico in sala ha dato
la parola a Paolo Arena, presidente di Confcommercio,
il quale ricordando il difficile momento attraversato dal
Paese ha posto l’accento sulla grave crisi dei consumi,
destinata a peggiorare nei prossimi mesi e sulle difficoltà riscontrate, oggi più che mai dalle imprese italiane.
«La politica deve intervenire per evitare di peggiorare
in modo forse irreversibile il quadro economico e occupazionale. Servono misure a sostegno dell’imprenditoria e aiuti verso le Pmi che, nel susseguirsi dei vari
governi tecnici non sono state assolutamente tutelate e
sono sempre di più quelle non in grado di pagare i dipendenti». A prendere la parola subito dopo Angiolina
Mignolli, presidente CNA, che ha voluto invece affrontare il problema della burocrazia italiana «la burocrazia è un problema da non sottovalutare. Esso ci limita
e non ci permette di evolvere. Basti, infatti, pensare che
in un’azienda il 70% del tempo è occupato per districare
pratiche burocratiche il rimanente trenta per lavorare,
crescere evolvere. Ma come lo riteniamo possibile?»
«Amareggiati e disillusi da dati che parlano chiaro. Solo
a Verona, infatti, nel corso del 2013 hanno chiuso oltre
12 imprese al giorno, nel Veneto oltre ottanta. Sensazioni negative che fanno perdere il desiderio di investire»
ha detto Andrea Bissoli, presidente di Confartigianato.
«Siamo stati a Roma a manifestare uniti più che mai,
ma cosa è cambiato? Se vogliamo far ripartire le micro
aziende, da noi rappresentate, dobbiamo fare uno sforzo
interno maggiore e remare tutti nella stessa direzione».
Della stessa idea è Andrea Prando, presidente Confesercenti: «Difficilmente si riesce a portare l’artigiano in
piazza a manifestare, ma se questo accade è sintomo di
un problema da troppo tempo sottovalutato. A Roma
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Giornalepantheon
aprile 2014
nell’ultima grande manifestazione
Confesercenti c’era e ha dato il suo
contributo ad alzare la voce su un
problema che rischia di soffocarci.
La questione del sistema bancario ci
preoccupa oggi più che mai: assistiamo inermi a prestiti assicurati sempre
e solo a certe note aziende mentre le
più piccole si vedono negare richieste
irrisorie. Come contiamo di crescere
e competere su un mercato europeo
e internazionale sempre più difficile?»
Per Silvano Meneguzzo, di Casaartigiani, «i nostri parlamentari sanno e
conoscono le problematicità del Paese ma davanti all'idea del mettere
in atto materie di riforma cadono.
Moltissimi artigiani sono in difficoltà
e non sanno come pagare luce e gas,
chiedono dilazioni per le imposte ma
queste gli sono negate. Nel giro di sei
mesi potrebbero raddoppiare i fallimenti. La presentazione di questo
documento è buona cosa e mi auguro
possa essere utilizzato».
A terminare la serie d’interventi è Arturo Alberti, presidente di Apindustria che chiede alla platea uno sforzo
maggiore «vi chiedo di essere reali-
Anna Cinzia Bonfrisco, Lorenzo Fontana (1) e Vincenzo D’Arienzo (2), tra gli onorevoli in sala.
1
2
Il tavolo dei relatori (3) e il direttore mentre legge i dieci punti sul lavoro.
3
stici e su questo realismo di prendere atto delle nostre forze per provare
a ripartire. Siamo, infatti, ancora la
seconda impresa manifatturiera in
Europa, pur patendo, prima di tutto il costo del lavoro, che penalizza
la nostra competitività. Meritiamo
di più ma possiamo farcela. L’Italia è
un paese che ha costruito nel tempo.
Meritocrazia, innovazione e ricerca,
tre questioni che allontaniamo continuamente ma che dovremmo invece
affrontare».
Alberti ha concluso ricordando anche
l’elezione del nuovo presidente della
Camera di Commercio di Verona,
Giuseppe Riello, eletto all’unanimità
(33 voti su 33) «a testimonianza della
forza e della compattezza di una città
che vuole uscire unita dai problemi».
A chiusura della serata, Matteo Scolari ha esposto agli onorevoli presenti i
dieci punti contenuti nell’atto, consegnandoli poi simbolicamente. «Il documento» ha spiegato infine il direttore «vuole rappresentare uno stimolo in
più per la nostra classe politica e per le
parti sociali, al fine di agire, consapevoli che le azioni di rinnovamento e di
cambiamento non possono avvenire
solamente dall’esterno, o dall’alto, ma
devono partire anche da noi».
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G
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li artigiani sono una vera perla preziosa nell'economia nazionale. Rappresentano 279mila imprese, pari al 54,7% di tutto il comparto industriale
italiano, offrono lavoro a 800mila persone, producono
30 miliardi di reddito all'anno e hanno portato la nostra
Regione Veneto al secondo posto per importanza di artigianato e commercio. Innegabile pensare che dal futuro
di tale sistema dipenda il futuro stesso del nostro Paese.
In uno scenario di questo tipo, la collaborazione tra i professionisti artigiani è in molti casi diventata un passaggio
molto importante, per far sì che esperti seri, quelli che
amano il loro lavoro con il cuore, possano farsi conoscere
al cliente proponendo un servizio completo e di assoluta
qualità.
Lo sanno bene Stefano Ferrais, Gianluca Tinazzi
e Luigi Morandini, commerciante e artigiani lessinesi
doc, che hanno deciso di unire le forze, e collaborare insieme, per fare del loro lavoro un servizio sempre più attento al cliente, in grado di portare sul mercato
il valore aggiunto della grande esperienza che gli artigiani veronesi sono in grado di offrire. Ciascuno di loro
è qualificato in un settore: Stefano Ferrais nella vendita
di pavimenti e rivestimenti in ceramica, marmo e legno,
Gianluca Tinazzi nella posa di pavimenti e Luigi Morandini nella lavorazione e posa del legno.
Showroom di Ferrais Pavimenti
Realizzazioni di Gianluca Tinazzi
Dopo anni di lavoro e di specializzazione nel proprio
campo, oggi hanno creato un rapporto professionale
molto stretto. «Per noi è una grande soddisfazione aver
trovato finalmente dei collaboratori validi, di tutto rispetto, estremamente competenti» dicono. «Siamo in grado
di proporre un servizio completo al cliente, sicuri che il
lavoro che sarà fatto sarà di ottima qualità». L'azienda
artigiana familiare non può competere, a livello distributivo, con i grandi centri commerciali, ma il servizio che
viene proposto è senza dubbio più completo.
Rivolgendosi a Stefano, Gianluca o Luigi, il cliente sarà
anzitutto seguito dall'inizio alla fine, lungo tutte le fasi del
lavoro. Non importa che il lavoro sia di grandi o piccole
dimensioni, l'attenzione riposta è sempre la stessa. Il rapporto è prima di tutto umano, di relazione, anche perché,
concordano, «rispetto ai grandi centri noi ci mettiamo la
faccia. Chi si rivolge a noi sa dove trovarci, e quindi dobbiamo essere aperti, disponibili e sinceri sin dal primo
momento».
Ecco perché consigliano le migliori soluzioni in base alla
tipologia dell'intervento, frutto anche di un'accurata preparazione professionale che passa attraverso corsi di formazione specifici su posa, materiali, tecniche e procedure. «Anche il nostro settore» sottolineano, «si è fatto molto
specifico e specializzato. Rivolgersi ad un professionista è
necessario per poter avere un perfetto rapporto qualità/
prezzo ed essere certi che il lavoro finito sarà a regola
d'arte».
Classe artigiana. Non c'è dubbio.
Publiredazionale in collaborazione con Ferrais Pavimenti, Gianluca Tinazzi e Luigi Morandini
È
il fulcro attorno al quale ruota questa collaborazione. Da tre anni operativo nella
sede di Via Lessini 1H, dopo essere stato
punto di riferimento per Cerro Veronese in
un piccolo negozio di 50 metri quadri, ha
investito con coraggio in questo nuovo show room, dove oggi propone
non solo piastrelle ma anche legno e arredo bagno. L'attenzione per
la soddisfazione del cliente è massima, e basti pensare che la clientela
viene accolta in un moderno salotto dove si respira l'aria di famiglia.
Tutti i servizi, dallo studio preliminare alla consegna del lavoro finito,
sono compresi nel prezzo al metro quadro, e la aggiornata formazione
del personale sulla composizione dei materiali consente a chiunque
entri da Ferrais Pavimenti di conoscere nel dettaglio tutte le possibilità
di realizzazione nel momento in cui si pianifica il lavoro.
Ferrais Pavimenti
Via Lessini 1H, Cerro Veronese 045 7080016
www.ferraispavimenticeramiche.com – [email protected]
D
a diciotto anni nel settore. Grazie
all’insegnamento e all’affiancamento
del padre Alfonso, ha accumulato grande esperienza come apprendista prima
e infine come libero professionista, accettando la sfida di mettersi in
proprio dieci anni fa. Ad oggi Gianluca è specializzato in tutto ciò
che riguarda la posa in opera: sottofondi, guaine impermeabilizzanti,
pavimenti e rivestimenti interni ed esterni di ogni tipologia di materiale,
marmi, graniti, sovrapposizioni, restauri, scale (tutto questo anche con
materiale fornito dal cliente).
Molto accorto anche alla formazione professionale, oggi obbligatoria
per conoscere le singole specificità di ogni materiale. Procedimenti minuziosi e attenzione al dettaglio sono la garanzia di un ottimo lavoro finito.
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EMERGENZA Gioco d’azzardo e ludopatia
Gioco d’azzardo e ludopatia
Verona scende in campo
Il giocatore patologico visto da dentro
La dopamina è un neurotrasmettitore prodotto
in diverse aree del cervello e svolge un importante ruolo in comportamento, cognizione e
soddisfazione. In un GAP il livello di dopamina è altissimo ancor prima di sapere il risultato
della giocata e precisamente nella fase dell’attesa. Diversamente in un giocatore ricreativo
questo livello si alza e si abbassa normalmente
in caso di una vincita o di una perdita.
contro le dipendenze da gioco
Due importanti appuntamenti, andati in scena nel mese di marzo, hanno dimostrato
l'attenzione di Verona nei confronti di una delle piaghe della società moderna: il gioco
d'azzardo compulsivo. I dati, le minacce per i giovani, l'importanza dell'approccio
della famiglia e degli educatori.
di Giovanni Melotti
I
n Italia ci sono circa 20 milioni
di giocatori d’azzardo ricreativi,
2 milioni di giocatori problematici e un altro milione e mezzo di
patologici. Nel solo territorio veronese sono presenti 138 sale videolottery, 3 sale bingo e un centinaio di sale
scommesse.
Illusione, stress da gioco, perdita del
senso della realtà e depressione. Di
questo e di molto altro si è parlato in
due importanti convegni, nei quali
diversi specialisti e psicologi hanno
cercato di spiegare cosa porta un padre di famiglia piuttosto che un giovane a diventare schiavo di una slot
machine.
Il 15 marzo nella Loggia “Fra Giocondo” di Piazza dei Signori si è tenuto il primo dei due appuntamenti,
organizzato da FIDAPA (vedi box).
Sul palco, accanto alla conduttrice
televisiva e presentatrice di giornata Elisabetta Gallina, quattro ospiti
hanno spiegato e analizzato le conseguenze di questa dipendenza sull’individuo e sul suo nucleo familiare. «È
da intendersi gioco d’azzardo quell’attività che presenta un grande margine
di incertezza e si presta a scommesse
sul suo risultato finale» ha spiegato
il dott. Maurizio Gomma, Direttore
Responsabile del Dipartimento del-
Restituzione* delle macchinette negli esercizi pubblici
Slot machines: 75% in 140 mila giocate
Videolottery: 85% in 5 milioni di giocate
FIDAPA: movimento di opinione indipendente che ha lo scopo di promuovere,
coordinare e sostenere le iniziative delle donne che operano nel campo delle Arti,
delle Professioni e degli Affari.
*per restituzione si intende la percentuale che la macchinetta restituisce sotto forma di vincita, rispetto a quanto è stato
giocato sulla stessa macchinetta.
Il convegno del 15 marzo (sopra) e del 20 (sotto)
le Dipendenze, precisando come «la
grandezza del fenomeno l’ha portato a divenire a tutti gli effetti piaga
sociale del Belpaese». È un sistema,
quello dell’azzardo, studiato alla perfezione: bassa è l’abilità richiesta e
alto il coinvolgimento, breve il tempo
“Nel 2011 le slot machines sul territorio nazionale vengono stimate in 40.000 unità”
22
Giornalepantheon
aprile 2014
che intercorre tra le giocate e alto il
rapporto tra queste e la vincita. Tutto ruota intorno alla slot machine e il
suo recente accrescimento in termini
di numero e di qualità. È da qui che si
perde il senso della realtà oltre ad una
montagna di soldi.
Proprio quando si arriva a toccare il
fondo, sgretolando tutte le relazioni
socio-familiari, scatta l’intervento di
specialisti come la psciologa Giuliana Guadagnini, la quale ha precisato
come l’intervento e l’inizio di un percorso di recupero, tramite una terapia
cognitivo-comportamentale,
passi
nella maggior parte dei casi, dalla
richiesta di aiuto di un familiare del
giocatore. La dottoressa ha sottolineato come la persona affetta da ludopatia non ne sia consapevole, poiché
ritiene di capire e di saper gestire i
meccanismi del gioco.
Un ruolo gravoso nella creazione di
questa “non consapevolezza” spetta
alla pubblicità. «Vi sono alcuni spot
televisivi» ha proseguito, «che hanno
la capacità di provocare “strani impulsi” in specifici soggetti predisposti
e particolarmente vulnerabili, spingendoli dapprima a provare il gioco
per poi, nel lungo periodo, diventarne schiavi»
Forse è proprio la presunzione di poter capire le dinamiche dell’azzardo,
la locomotiva di questo treno carico
di sofferenza e depressione. A confermarlo il fatto che spesso è «il giocato-
re stesso a rifugiarsi nell’azzardo per
compensare un aspetto depressivo
della propria vita, ottenendo nel tempo un effetto contrario».
Sul divieto del gioco si è soffermato
Gianfranco Zuliani, Sovrintendente
della Polizia Amministrativa, «è fondamentale vietare il gioco ai minori,
anche se con l'espansione del gioco
online, risulta quasi impossibile effettuare un controllo sulle fasce di età
che vi hanno accesso».
Riflessioni importanti sono arrivate anche dall’avvocato Gianfranco
Spiazzi. «Nei casinò, chi vince, pensa di aver avuto la meglio sul banco,
ignorando invece che ha appena vinto
i soldi persi dal vicino». Chi ci guada-
gna è lo Stato. «Nel 2009 è stato liberalizzato il mercato del gioco e l’entrata derivante è divenuta un business».
Dati alla mano, lo Stato percepisce
oggi circa 9 miliardi di Euro annualmente da questa realtà, un decimo del
fatturato totale.
Più diretto il commento di Alessandro Pilano, impiegato in un centro
vicentino per il recupero di giocatori patologici: «Chi ha investito sul
questa “dipendenza senza sostanza”
ha fatto un affare». Invitato al convegno “Dall’illusione all’angoscia della
vincita: la dipendenza da gioco d’azzardo”, organizzato da Rete Prospettiva al Centro Civico Tommasoli di
Borgo Venezia il 20 marzo assieme
alla collega Dr.ssa Giorgia Bogoni, ha
esposto le fasi che vive una persona
affetta da GAP (gioco d’azzardo patologico, ndr) per poi concentrarsi sulla facilità con cui un giovane cade in
questo vortice. La prima fase è quella
della vincita, durante la quale si entra
nel “mondo fatato” e che porta sempre, di conseguenza, all’illusione. Le
prime perdite, la ricerca ossessionata
di denaro, le perdite più importanti e
la disperazione sono gli ultimi gradini
che portano un paziente, nel migliore
dei casi, alla richiesta d’aiuto.
Esiste un sistema immediato per fare
fronte a questo dramma? «Si deve
togliere completamente la pubblicità
del gioco» hanno concluso Pilano e la
Bogoni, «per il semplice motivo che
rivela parzialmente la verità, mette
in allarme spiegando che può creare
dipendenza, ma in nessuno di questi
spot viene mai citato l’aspetto fondante: se continuerai a giocare, continuerai a perdere. Ci vogliono molta più
moderazione e attenzione, e bisogna
distruggere l’illusione che con il gioco
d’azzardo ci si possa arricchire”.
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Giornalepantheon
marzo 2014
23
ECONOMIA Al via la V edizione della Settimana veronese
in collaborazione con
Innovazione
valpantena
lessinia
Settimana Veronese
della Finanza
dell’Economia
e del Lavoro
Apindustria
Verona
Compagnia
delle Opere
Veneto
Finanziaria
Innovazione
Valpantena
Lessinia
con il patrocinio di
“Un nuovo dialogo per la rinascita economica e sociale del territorio veronese”
Venerdì 11 aprile
ore 18.30
Mercoledì 9 aprile
ore 18.30
Ospiti della serata:
Ospiti della serata:
Dott. Paolo Bedoni
Presidente Cattolica Assicurazioni
Avv. Carlo Fratta Pasini
Presidente Banco Popolare
Dott. Giovan Battista Mazzucchelli
Amm. Delegato Cattolica Assicurazioni
Dott. Pier Francesco Saviotti
Amm. Delegato Banco Popolare
Moderatore: Lucio Bussi
Il Banco Popolare, con oltre 140 anni di storia, 15.000 dipendenti e oltre 2000
filiali è oggi uno dei più importanti istituti bancari nazionali con decine di migliaia di soci. Capiremo insieme quali sono le strategie per aiutare il territorio,
le famiglie, le piccole medie imprese e cogliere al meglio le opportunità della
prossima sospirata ripresa economica.
Moderatore: Mario Puliero
Società Cattolica di Assicurazioni fondata nel 1896, ha una struttura fortemente radicata sul territorio con oltre 25mila soci. Un patrimonio netto di oltre
1 miliardo di Euro e un utile (2013) di 64 milioni di Euro. Obbiettivo della serata,
approfondire i piani di crescita e di sviluppo di questa prestigiosa società veronese e di come rafforzarne il legame con il territorio attraverso anche i progetti
finanziati dalla Fondazione.
SEDE DEGLI INCONTRI
Martedì 29 aprile
ore 20.30
Ospite della serata:
Dott. Damiano Castelli
Head of Retail ING Bank Italia
Moderatore: Matteo Scolari
L’olandese ING è uno dei principali gruppi
bancari e assicurativi al mondo, oggi presente in più di 40 Paesi con 75.000 dipendenti e
48 milioni di clienti. In Italia ING è presente
con la Divisione Retail nota come ING DIRECT, la banca diretta leader per numero di clienti che propone oggi una gamma
di prodotti mirata e completa principalmente attraverso canali digitali: Conto
Corrente, Conto Deposito, Mutui, Investimenti, Trading On Line, Assicurazione Vita
e Prestiti Personali. ING in Italia si occupa anche di finanziamenti e servizi alle
grandi imprese e istituzioni attraverso la divisione ING Commercial Banking.
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APRILE 2014
Mercoledì 9 aprile ore 18.30
Venerdì 11 aprile ore 18.30
Martedì 29 aprile ore 20.30
Info: Segreteria – 346 8195782
[email protected]
www.giornalepantheon.it
Lavoro e opportunità
al centro del dibattito
Il 9, l’11 e il 29 aprile Verona sarà di nuovo protagonista di un grande evento finalizzato a rinforzare il
dialogo tra le Istituzioni finanziarie e il territorio. Ospiti il Banco Popolare, Cattolica Assicurazioni e la
novità assoluta di ING Direct Italia.
di Matteo Scolari
S
aranno tre appuntamenti appassionanti quelli che si terranno
in via Belvedere 135, a Verona,
nell’elegante sede delle Cantine Pasqua.
Il 9, l’11 e il 29 aprile prossimi, infatti, saranno ospiti della Settimana
Veronese della Finanza, evento organizzato da quattro anni dalla testata
giornalistica Pantheon, in collaborazione con Apindustria, CDO Veneto,
Associazione Innoval e Finval Spa
(Finanziaria Valpantena Lessinia),
i vertici di Banco Popolare, Cattolica Assicurazioni e ING Direct Italia.
Appuntamenti appassionanti dicevamo, sia perché giungono a pochi
giorni da un interessante rilancio in
Borsa, come nel caso del Banco Popolare dopo l’aumento di capitale da
1,5 miliardi, sia perché si parlerà di
investimenti sul territorio, come nel
caso di Cattolica, e sia perché scopriremo da vicino i segreti di uno dei
principali gruppi bancari e assicurativi al mondo che opera principalmente attraverso i canali digitali, come nel
caso di ING Direct.
Anche quest’anno, come nel 2013, al
tradizionale nome Settimana Veronese della Finanza, è stato aggiunto
“dell’Economia e del Lavoro”, proprio
per porre l’accento sulle questioni che
più toccano da vicino in questo particolare momento storico in cui la disoccupazione, specie quella giovanile,
ha toccato livelli record.
“Agire, trovando soluzioni per fronteggiare la sempre più preoccupante
crisi finanziaria ed economica, valutando nuove opportunità per creare
lavoro e sviluppo”: questo in sintesi
l’obiettivo della manifestazione che
cercherà di illustrare come sia possibile intraprendere un percorso di
riavvicinamento tra le esigenze del
territorio (cittadini, famiglie e imprese) e le politiche di crescita delle tre
grandi Istituzioni finanziarie.
Tre serate, due delle quali con inizio
alle 18.30 (Banco e Cattolica) e una
terza (ING) alle 20.30, aperte a cittadini, rappresentanti del mondo delle
imprese, degli istituti di credito, delle
università e dei media, dei giovani.
Si parte mercoledì 9 aprile con il
Banco Popolare. Il presidente Carlo
Fratta Pasini e l’amministratore delegato Pier Francesco Saviotti, confermati alla guida del Gruppo per altri
tre anni all’ultima Assemblea, illustreranno al pubblico le strategie pensate
per il prossimo triennio e finalizzate a
porre di nuovo il Banco come un interlocutore primario per il territorio,
per le famiglie e per le piccole e medie
imprese. A moderare l’incontro Lucio
Bussi, giornalista, responsabile Economia del quotidiano L’Arena.
Venerdì 11, invece, sarà il turno di
Cattolica Assicurazioni. Il presidente Paolo Bedoni e l’AD Giovan Battista Mazzucchelli approfondiranno
i piani di crescita e di sviluppo della
società veronese e descriveranno, in
particolare, l’attività della Fondazione che recentemente ha finanziato
due progetti innovativi sul territorio
tra cui il laboratorio di artigianato digitale Fablab Verona e il progetto di
formazione per persone ipovedenti e
non vedenti denominato “Yeah”. Moderatore Mario Puliero, direttore di
Telearena.
Ultimo appuntamento, martedì
29 aprile, dopo le festività pasquali,
con ING Direct. Ospite della serata
l’Head of Retail ING Italia Damiano
Castelli che, oltre ad essere ai vertici
della banca diretta leader in assoluto
come numero di clienti, ha un forte
legame con il territorio veronese, e in
particolare con la Valpantena.
Con il dott. Castelli scopriremo le
principali novità introdotte negli ultimi anni sul mercato dalle cosiddette
“banche online”.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.
Giornalepantheon
marzo 2014
25
INTERVISTA Eugenio Finardi
Eugenio Finardi
La “fibrillante”
Musica Ribelle
Intercettato prima del concerto a Bosco
Chiesanuova, che ha aperto il suo tour “Fibrillante”, Eugenio Finardi ha raccontato
a Pantheon il suo ritorno ad un lavoro di
inediti, rivelando quanto è cambiata la sua
musica e lanciando un messaggio anche
per tutti i giovani, senza nascondersi.
Q
1
2
Foto dello show di Bosco (1, 2, 3)
Una foto recente di Finardi in concerto
di Miryam Scandola
uando arriviamo per l'intervista, lo troviamo
seduto sul divano dell'albergo che lo ospita. È
stanco dopo le prove in teatro, qualche giorno
prima dello spettacolo che il 7 marzo ha battezzato il tour del suo nuovo disco “Fibrillante”, tra le montagne di Bosco Chiesanuova.
Ha addosso quel buon odore. Quello di fumo denso, di
tabacco, di vino e d'incenso che canta in “Un uomo”. Eugenio Finardi, come fanno i migliori cantautori, indossa
sempre un po' i versi delle sue canzoni.
Sono passati quindici anni dal suo ultimo disco, era il
1998. Ora il grande ritorno con “Fibrillante”. È un disco
che viene dopo diverse esperienze musicali. Qual è l'eredità dei generi che ha frequentato?
L'eredità è stata la voce. Queste esperienze sono state molto interessanti a livello musicale, ma fondamentali a livello
vocale. Cantare Finardi un tempo richiedeva una vocalità
semplice. Ma cantare il fado (musica portoghese, ndr), il
blues, la classica contemporanea, che avevano necessità
vocali diverse da quelle a cui ero abituato, ha ampliato
tantissimo la gamma di sapori vocali che riesco, ora, ad
esprimere. E poi c'è stata l'esperienza incredibile del Tea-
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3
tro-canzone. Eseguire i testi di Vladimir Vysotsky, grandissimo cantautore sovietico, il più grande ribelle del
ventunesimo secolo, è stato importantissimo. Cantare le
sue storie mi ha insegnato a cantare in terza persona, che
è proprio quello che ho cercato di fare nel nuovo disco.
A proposito di questo, “Cadere e sognare” è una canzone speciale che parla di una storia triste e attuale,
quella di un uomo che ha perso il lavoro.
Proprio così, è una canzone nata durante un concerto
che abbiamo regalato alla città di Carbonia, in Sardegna, per solidarietà ai lavoratori del Sulcis, che sono stati colpiti moltissimo dalla crisi. Mentre suonavamo un
uomo si è messo a urlare, disperato “Eugenio, sono dieci
anni che non lavoro, ho tre figli non so come dar loro
da mangiare”. Questa voce ce la ricordiamo tutti. Ci ha
graffiato l'anima. Mi è rimasto dentro quel grido e quindi poi, quando in sala incisioni Giovanni (il chitarrista,
ndr) ha iniziato a suonare la chitarra, io ho improvvisato.
Mi è uscita fuori questa voce e ho romanzato una storia
plausibile. Purtroppo oggi, con questa crisi, troppo plausibile.
Il coraggio della protesta è ancora fortissimo in lei.
Ma la militanza, che era quasi una funzione obbligata
del cantautore nei difficili anni Settanta, oggi, secondo lei, trova ancora spazio?
Dopo 40 anni tiro le somme e ovviamente ho una consapevolezza diversa. Troppe delle mie prime canzoni di
protesta sono di stretta attualità. Uno spererebbe che, ad
un certo punto, cessino di esserlo. Il ruolo che avevamo
noi negli anni Settanta oggi ce l'hanno i rapper. Sono
loro che fanno la musica ribelle del presente. Di loro stimo il coraggio di fare nomi e cognomi, di attaccare direttamente. Salmo, Fedez, Marracash parlano di cose di
stretta attualità, senza paura. Sono i nostri eredi.
26
Giornalepantheon
aprile 2014
Nella canzone “Come Savonarola”,
una delle più belle del suo ultimo
disco, ripete la parola urlare e gridare tantissime volte. Qual'è il suo
urlo oggi?
Svegliatevi giovani! Dovete alzarvi
per cambiare le cose! (sorride)
Ma forse la vostra generazione non
protesta più perché ha visto la nostra
urlare tanto per poi vendersi.
Ma nel suo Fibrillante, accanto alla
sezione che lei ama definire “maschile”, arrabbiata, c'è ne una più
sottile ed intima dove la donna è
protagonista e regina.
È vero, e se vogliamo la canzone che
meglio incarna questo è “Lei si illumina”. In una sezione dell'album rendo omaggio alle donne, a quelle della
mia vita e anche a tutte le altre. Soprattutto a quelle che hanno il coraggio di invecchiare. Perché, mentre gli
uomini tendono ad avvizzire, quando
le donne invecchiano diventano radiose.
Come è stato fare le prove generali per il tour che vi porterà in giro
per l'Italia e fare la tappa zero, qui,
a Verona, tra le montagne di Bosco
Chiesanuova? (mentre parliamo,
sorridendo, ci mostra alcuni dei
cartelloni pieni di frasi rubate dalle
sue canzoni, che per una settimana
hanno invaso tutto il paese, ndr)
La Lessinia è qualcosa di meraviglioso, l'ho scoperta solo due anni fa,
quando ho fatto “Voci e Luci” a malga Podestaria. Il ricordo di quel prato
La copertina dell’ultimo album,
Fibrillante e un giovane Finardi
sulla copertina di Non è nel cuore, del 1976.
Nella foto grande Finardi oggi.
meraviglioso pieno di persone, che
avevano camminato molto per sentire
il concerto, mi ha lasciato la voglia di
tornare. A Bosco Chiesanuova siamo
stati accolti benissimo, perché è stata un'accoglienza di cuore. Qualche
giorno fa, addirittura, una signora del
posto mi è venuta a cercare in teatro,
quando mi ha trovato, mi ha messo in
mano un sacchetto di biscotti e mi ha
ringraziato perché proprio sulle note
di “Amore diverso” ha conosciuto
quello che sarebbe poi diventato suo
marito. E io, mi sono commosso.
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CULTURA Una mostra particolare per la prima volta in Italia
Switch: il gioco delle identità
Ha spopolato a Verona la mostra fotografica di JJ Levine,
artista eclettico che con il suo lavoro mette in discussione
ciò che crediamo riguardo a genere e sessualità.
Lui o lei? Sta a voi decidere.
di Chiara Boni
M
© foto JJ Levine
© foto JJ Levine
La libreria Libre
aschio o femmina? Lui o
lei? È la prima domanda
che si pone chiunque si
ritrovi davanti alle fotografie dell’artista canadese JJ Levine, che si sono
potute ammirare fino al 3 aprile nello
spazio dedicato a “Libre”, innovativa
libreria di Verona.
Il progetto in questione, Switch – il
gioco delle identità, vincitore nel
2012 del Pride Photo Award di Amsterdam, è proprio questo, un gioco:
si tratta di una serie di dieci dittici
in cui i modelli impersonano a turno il ruolo dell’uomo e quello della
donna. Lo scambio non si riferisce
soltanto agli abiti, alle acconciature
o agli accessori, ma si intuisce come
l’appartenenza a un genere sia data da
qualcosa di più sottile, l’atteggiamento, la postura, ma soprattutto il modo
di interpretare un concetto radicato
nella nostra percezioni dei ruoli maschili e femminili.
Il risultato è sorprendente: si fatica
a distinguere chi è l’uomo e chi è la
donna in questi ritratti fotografici,
una confusione visiva che rende evidente ciò che l’autore stesso definisce
“l’instabilità del genere sessuale”.
Dietro queste fotografie c’è la volontà
di distruggere qualsiasi convenzione
riguardo al genere, ma con un umorismo sottile che delle forme convenzionali fa il suo cavallo di battaglia: le
immagini sembrano quasi essere una
parodia di quelle, patinate e a modo,
scattate negli USA e in Canada in occasione dei prom, i balli scolastici di
fine anno.
JJ Levine non è nuovo a questi temi:
l’artista, che si autodefinisce “gender
queer”, di genere non conforme, realizza spesso progetti ispirandosi alla
sua vita personale e a quella di chi lo
circonda. Spesso i suoi lavori sono realizzati con una volontà quasi “politica”, con il preciso intento di sollevare
questioni e dibattiti intorno al genere
e a nuove modalità di pensarlo.
Dopo Montreal, Toronto, Parigi e Bilbao, JJ Levine ha esposto per la prima
volta in Italia, proprio a Verona.
Lo spazio scelto, a “Libre”, non è casuale: la libreria-cooperativa sociale
che da settembre del 2013 anima il
quartiere di Veronetta, nasce come
spazio libero, appunto, un luogo dove
la cultura racchiusa nei libri, la cultura dei diritti, della legalità e, non
ultima, la cultura del genere trovano
sempre posto.
PREMIO SALGARI 2014
Le opere e gli autori finalisti del “Premio Emilio Salgari” di Letteratura Avventurosa, sono stati presentati lo scorso 31 marzo nella Sala Rossa della Provincia di Verona. Si tratta di Simone Sarasso con
Invictus. Costantino l’imperatore guerriero (Rizzoli), Giulio Leoni con Il testamento del papa
(Nord) e Luigi De Pascalis, La morte si muove nel buio (Mondadori).
Il premio, biennale, nato nel 2006 e giunto alla quinta edizione, valorizza e promuove la tradizione della
letteratura d’avventura italiana rivista in chiave moderna di cui lo scrittore Emilio Salgàri, figlio ideale
della Valpolicella, è stato uno dei grandi ispiratori. Dopo una disamina attenta e particolare delle opere
di genere edite negli anni 2012-2013 la giuria degli esperti (Alan Altieri, Alfredo Colitto, Luca Crovi,
Gianfranco De Turris, Darwin Pastorin e Paola Pioppi) ha indicato la terna di autori che prenderà parte
alla competizione per l’anno a venire coinvolgendo nella votazione finale la giuria popolare e il pubblico
degli appassionati in genere. Un programma ricco e variegato di incontri con l’autore, reading, eventi
e iniziative animerà il semestre di lettura tra i mesi di aprile e settembre 2014. Per l’edizione 2014 il
Premio è promosso da un gruppo di lavoro guidato dal Consorzio delle Pro Loco della Valpolicella e
composto dall’Associazione e rivista “Ilcorsaronero”, Excellence Club, Delmiglio editore, Pantheon, il
magazine di Verona e Lessinia. Il premio gode inoltre del sostegno della Regione del Veneto, Provincia
di Verona, Comuni della Valpolicella, BCC Valpolicella Benaco Banca e vari enti, associazioni, imprese,
banche e assicurazioni del territorio, librerie, biblioteche e associazioni culturali e di lettori.
Info:www.terradisalgari.it
30
Giornalepantheon
aprile 2014
PANTHEON
• Corso base di ripresa ed editing video
Obiettivo: Apprendimento del corretto utilizzo della telecamera (produzione), della ripresa e la successiva realizzazione di un montaggio video. I corsisti saranno guidati nella creazione di un breve filmato dalla fase di ideazione
e ripresa, fino a quella di video editing con programmi dedicati.
Durata: 5 lezioni da 4 ore il sabato mattina (09.00 - 13.00) a partire dal 10 maggio 2014
Costo: 180,00€ - N. min. iscritti: 12 - Max: 15
Strumentazione: Computer, telecamere e programmi saranno forniti dall’organizzazione
• Corso “Relazionarsi con chi non vede
o vede poco: Teoria e Pratica
Ti relazioni con persone con disabilità visiva per lavoro? Vorresti stare vicino ad un tuo
caro che ha perso o sta perdendo la vista nella maniera più efficace?
Hai un amico/a che vede poco?
Obiettivo: Il corso punta a fornire ai partecipanti gli strumenti teorici e pratici per rapportarsi con chi non vede o vede poco sia nel contesto familiare (stare accanto ad un
parente o amico cieco e o ipovedente) sia nell’ambito dei servizi alla persona (scuola, trasporto pubblico, azienda ospedaliera, operatori del turismo e della ristorazione).
Data: 17 maggio 2014 (15.00 - 19.00)
Costo: 39,90€ - max 20 partecipanti
Sede: Via Tavigliana 1/A Grezzana (VR)
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Creativi
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Sabato 3 maggio (15.00 - 17.30) costo: €25
- Cartonnage (Piegare e modellare il cartone e la
carta)
Sabato 17 maggio (15.00 - 17.30) costo: €25
- Manipolazione con la Pasta Maizena
Sabato 31 maggio (15.00 - 17.30) costo: €25
- Feltro Creativo
Sabato 14 giugno (15.00 - 17.30) costo: €25
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Uncinetto
Pasta Maizena
Laboratori per Adulti
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Sabato 10 e 24 maggio, 7 e 21 giugno (15.00 - 17.30)
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Sabato 10 e 24 maggio (15.00 - 17.30) costo: €90
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PERSONAGGI Armando Lenotti
“A olte po’l rivar l’ispirassion…”
Armando Lenotti
di Giovanna Tondini
La poesia dialettale secondo Lenotti
Uno dei più celebri poeti dialettali della provincia si racconta in esclusiva a Pantheon.
La poesia, il suo percorso artistico, le amicizie e gli aneddoti. Una vita che lo ha portato
inaspettatamente alla poesia e alla candidatura, non consapevole, al premio Nobel.
Armando Lenotti
N
essuno forse se lo sarebbe
aspettato. Nemmeno lui.
Per anni e anni a scrivere “Alla gentile attenzione di…” e poi trovarsi davanti a un
pubblico di spettatori allietati dai suoi
versi. Forse è vero che c’è un “silenzio del poeta”, in cui si immagazzinano esperienze, emozioni, riflessioni,
pensieri e soprattutto letture. E poi?
Poi «la poesia viene fuori da sé». Si
restituisce il mondo che porti dentro
a qualcuno che lo possa condividere,
suscitando in lui nuove emozioni, riflessioni, pensieri. «Quello che si legge non è più dell’autore, ma diventa
tuo». Il cerchio allora non si chiude.
Ma rimane aperto come una spirale,
in continua espansione, legando le
persone in un potenziale infinito.
Armando Lenotti è stato responsabile vendite. E oggi è poeta. O forse,
appunto, lo è sempre stato. Oltretutto
in una lingua che non è quella delle
sue origini, trentine. Alla poesia dialettale si è avvicinato per curiosità,
frequentando un corso nel 2004. Ma
da sempre è stato lettore dei grandi
poeti dialettali, a cominciare da quelli veronesi, come Barbarani, e veneti
come Zanzotto. «I miei compagni di
viaggio». Con loro «g’ò traversà i continenti» scrive nelle sue poesie lo stesso Lenotti.
Del loro poetare apprezza proprio la
scelta della lingua, reale, colloquiale,
dove risalta «l’essenzialità della parola». Dove il «il significato e il significante corrispondono». In breve: «poche parole e vere».
A ben vedere «il dialetto è la vera radice della letteratura italiana, a cominciare dai trovatori del Duecento
della Scuola siciliana e dal Dolce Stil
Novo». «Un tempo» spiega, «era la
La colession de le farfale
No gò la colession de le farfale
mi da mostrarte, i boli del Giapon,
gò vece foto deventade giale:
Rivera con la copa dei Campion!
Ma ti vien su ‘n momento, iè do scale,
de libri ciacolemo e de canson,
in fresco gh’è un vinel che l’è speciale
de spesso no le rive ste ocasion!”
No la spetava basamani e inchini
a intrar ne la me stansa sgrendenada,
mi gò impissà a far luce du lumini,
ela gà dà de sora na supiada...
Ve l’ò contà, no gh’era le farfale:
ci à dito che a volar ghe vol le ale?
A. Lenotti
32
Giornalepantheon
aprile 2014
lingua della comunicazione. Oggi invece si parla italiano e si scrive in dialetto oppure lo si usa nella dimensione affettiva». Dunque «nasce prima
la poesia e poi il dialetto, mentre una
volta era il contrario».
Insiste Lenotti: «siamo nell’era del
post-dialettale. Il dialetto oggi è un
codice sopraletterario». Alla lingua
vernacolare, quindi, non rimane che
il veicolo della poesia. Una poesia che
esprime un mondo che non esiste più.
Per questo motivo, secondo il poeta,
è difficile proporsi a un pubblico giovane, «dove si parla ormai solo italiano».
I suoi lettori, infatti, sono persone
con esperienze che appartengono a
un universo di modi, tradizioni e anche valori per lo più superati o poco
sentiti dalle nuove generazioni. Ma
proprio grazie a queste persone è cominciata la sua esperienza poetica.
Un giorno, quando ancora il suo il
repertorio era scarno, fu invitato al
teatro Nicolis di Villafranca a leggere alcune sue poesie. «Al cine (poesia
che trovate anche nella pagina a fianco, ndr) piacque a una signora, che si
commosse», ricorda. «Ho capito allora che anche il mio linguaggio semplice e la forma erano efficaci. Così
fui motivato a continuare a scrivere».
E a far sorridere. Questo infatti è l’obiettivo di Lenotti, che nel sonetto ha
trovato la forma adatta ai contenuti
delle sue poesie. «Il sonetto ha una finalità moraleggiante, educativa. È un
racconto breve, con uno spazio limitato, in cui la rima non è facile da trovare». Insomma, «sono un po’ come
le parole crociate. Un gioco a incastri,
che ti obbliga ad avere musicalità».
Nel 2006 esce così la sua prima raccolta di poesie: Le morose vecie. Ben
sessanta sonetti d’amore sui ricordi
della giovinezza. Da quell’anno si
muove sempre in coppia con il “suo
avvocato”, Guariente Guarienti.
Uno l’artista, l’altro il professore.
Un’accoppiata vincente, che piace al
pubblico «di giovani anziani» a cui
leggono le poesie in giro per la provincia. «Ti tasi sempre e nega tutto,
che ghe penso mì» dice sempre Guariente all’amico Armando. Sì, tanto
da averlo candidato a sua insaputa
al premio Nobel anche se Lenotti ci
tiene a precisare: «ho fatto solo danni
alla letteratura con le miei poesie!».
Che gli piaccia o no, non c’è dubbio
che i critici gli riconoscono il carattere di novità nel panorama della poesia
dialettale veronese. Non solo perché
ha riportato in auge la donna, ma anche per essersi spinto oltre la “veronesità”. Essere uscito, cioè, dalla municipalità che ha sempre caratterizzato
la poesia dialettale. «Dal bozzettismo
tipico dell’Ottocento e del Novecento,
dal senso decadente, dal provincialismo, dagli schemi manieristici». Se
Barbarani disgiunto da Verona sarebbe incomprensibile, Lenotti segue
l’evoluzione del mondo, proiettandosi
verso l’esterno, verso l’universale e il
globale. «La poesia dialettale non ha
più una freccia rivolta indietro, al paese di origine, alla propria esperienza.
Al cine
L’è stado propio al scuro in quela sala
un film che la faseva lagremar,
la m’à postà la testa sul la spala
serado i oci, par no più vardar.
La tremolava come na farfala,
massa lisiera forsi par volar,
mi gò catà el remedio che no fala:
un baso che l’à fata consolar.
Da quela olta la portava al cine
la trama dimandando a la cassiera
sghimando sempre se le locandine
desgrassie le mostrava, na qual guera.
Così a la festa, invesse che sul lago,
stàvimo insieme... col dotor Zivago!
A. Lenotti
Se vuole andare avanti deve rivolgersi
al futuro». Tuttora, però, molta poesia
veronese non riesce a staccarsi dalla
tradizione, «da quei cliché ricorrenti della natura matrigna, del pianto continuo del cuore, del piangersi
addosso». I veronesi «si prendono
troppo sul serio». Quindi nonostante il grande fermento di incontri e di
premi sulla poesia, sembra esserci un
problema culturale: «oggi la poesia
veronese non riesce a trovare qualco-
sa di nuovo da dire». Secondo Lenotti
«bisogna leggere, assimilare letture.
Essere sensibili alla vita».
Non basta quindi scrivere. «La poesia
non deve essere la semplice liberazione dei propri problemi psicologici.
A pensarci bene la poesia è qualcosa
di molto semplice. Come scrive Armando, “no serve sempre el cor che se
inamora, / la poesia nel mondo l’è za
scrita”.
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INNOVAZIONE La realtà tutta veronese di De Lab
Unire guadagno ed etica sociale e ambientale? È possibile! Come, lo spiega
Lucia Dal Negro, ventinovenne veronese, fondatrice di De Lab, la prima realtà
italiana a occuparsi di “business inclusivo”.
di Francesca Mauli
Il team italiano di
De Lab:
Irene Tomasoni,
co-founder (a sinistra), Lucia Dal
Negro (al centro)
e la dr.ssa Maria
Luisa Venuta.
C
’era una volta un mondo
in cui business ed etica si
scontravano continuamente, soprattutto in quei Paesi
in via di sviluppo in cui leggi troppo permissive e politici compiacenti
facevano prevalere gli interessi del
singolo sul bene comune. Mondi distanti, che faticavano ad avere punti di
incontro. Finché nei primi anni 2000,
Stuart Hart, professore americano,
stanco di questa dicotomia, elaborò
la teoria “Base della Piramide”, poi
rinominata “Business Inclusivo”, dimostrando come questi diversi aspetti
fossero conciliabili, permettendo alle
aziende sì di guadagnare, ma nel rispetto dell’ambiente e dei diritti delle
persone.
La “favola” del business inclusivo di
34
Giornalepantheon
aprile 2014
fantasioso non ha nulla, di fantastico
invece sì, e molto. Perché unire business, etica sociale e ambientale in un
modello produttivo reale permette di
ripensare all’economia d’impresa in
un modo completamente nuovo, consentendo, nel tempo, il superamento
delle ingiustizie sociali che caratterizzano in particolare i Paesi più poveri.
Se poi si aggiunge l’aspetto “inclusivo”, cioè l’impegno a includere, nella
propria azione, lavoratori e abilità locali, si ottiene un modello di business
davvero innovativo.
Di business inclusivo, da noi, non
si sente parlare. Eppure è proprio
una giovane dottoressa veronese,
Lucia Dal Negro, ad aver importato
questo concetto nel Belpaese, dando vita, insieme a Irene Tomasoni,
a De Lab, il primo, e unico, team di
esperti in questo settore presente in
Italia, accreditato presso il BOP Global Network, rete globale di ricerca e
sviluppo delle tematiche di Inclusive
Business. Anzi, di esperte, perché di
un gruppo di donne si tratta. Con le
fondatrici, infatti, collaborano anche
Maria Luisa Venuta, docente di microeconomia presso l’Università Cattolica di Brescia, Cornelia Rietdorf,
tedesca, esperta di mercati asiatici,
Shruti Sharma, indiana, e Phuong
Nguyen, vietnamita. Un gruppo italiano, ma con un tocco internazionale
che garantisce avamposti in altri Paesi
e offre una visione interculturale.«De
Lab» spiega Lucia Dal Negro, «è l'applicazione concreta della mia tesi di
dottorato. Mi sono occupata di studiare il collegamento tra attività profit
di aziende e imprese e il miglioramento di condizioni sociali e ambientali
sia all'interno di comunità in via di
sviluppo che in comunità localizzate
in economie avanzate. Questo tipo di
approccio, applicato oltre il core business si chiama “responsabilità sociale
d'impresa (CSR)” mentre quando va
ad interessare il vero e proprio core
business aziendale si chiama “business inclusivo”».
Nel concreto, le esperte di De Lab
affiancano imprenditori intenzionati
a investire in Paesi in via di sviluppo, per far sì che questo avvenga nel
modo più etico possibile, nel rispetto
di tutte le dimensioni che caratterizzano il business inclusivo: la parte “green”, la parte “social” e la parte “profit”.
Per scoprire De Lab
Un caso concreto
De Lab organizza, insieme a Ong2.0 e Fondazione Sodalitas, il prossimo 10 aprile, dalle 18:00
alle 20:00, un Webinair (seminario online)
gratuito sul tema “Business inclusivo: conciliare profitto, sostenibilità e sviluppo umano”. Condotto dal team De-LAB e arricchito dal
contributo del Prof. Stuart Hart, Professor Emeritus of Management at Cornell University’s Johnson School of Management, offrirà ad imprenditori, istituzioni e ONG l’occasione di avvicinarsi
all’Inclusive Business. Iscrizione obbligatoria su
www.delab.it
«La sfida è garantire un ritorno profit
e la creazione di un mercato duraturo, evitando però quelle distorsioni
nel collegamento commerciale tra
le due realtà che creano un rapporto
non alla pari, fonte di squilibri a sfavore del Paese più debole, in un’ottica
imprenditoriale “colonialista” ancora
molto diffusa» prosegue Lucia.
In Italia, poi, De Lab si occupa anche
di innovazione sociale, affiancando le
imprese nella sviluppo di indicatori
sociali, nel welfare d'impresa, nell’impact assessment e nella comunicazione sociale.
Una “favola” a lieto fine, quindi, quella del business inclusivo? Sembrereb-
Per capire meglio qual è l’applicazione dell’inclusive business, abbiamo chiesto a
Lucia Dal Negro di riportarci un esempio concreto. «La protagonista è un’azienda
italiana che si occupa di produzione di biodiesel. Questa azienda, oggi, produce
benzine verdi ricavate dalla purificazione degli oli esausti raccolti da tutte le friggitorie della Repubblica Dominicana.
Grazie a un accordo con questo Paese, tutti i ristoranti, i chioschi e le attività alimentari consegnano i propri oli usati a quest'azienda, che ha creato in loco degli
stabilimenti, in collaborazione con le comunità locali. Il biodiesel ricavato (che ha
un minore impatto ambientale in termini di emissioni di CO2 rispetto alla benzina
tradizionale, ndr) viene venduto sul mercato locale al 30% in meno rispetto al prezzo del gasolio convenzionale.
Di conseguenza, il Paese sta diventando sempre più indipendente energetibe di sì, ma c’è bisogno dell’impegno
camente, non dovendo più acquistare
di tutti per poter tradurre in chiail diesel convenzionale dai paesi limitrofi
ve italiana questa nuova frontiera
a prezzi più alti. Allo stesso tempo, l’adell’innovazione di mercato.
zienda è più competitiva, e quindi più
«Vorremmo far capire agli imprendiforte sul mercato locale. Infine, alcuni
tori del nostro Paese che ora è posscarti della lavorazione, come paraffina
sibile dar vita a progetti di questo
e glicerina, vengono regalati alle comunità povere locali che li usano per protipo, forti del supporto di centri come
durre candele». Un progetto vincente,
De-Lab e di reti internazionali come
in cui tutti gli obiettivi del business inquella del BoP Network. Soprattutto
clusivo (guadagno per l’azienda, tutela
in una fase storica come questa, biambientale, incentivo sociale) sono stasogna avere il coraggio di credere in
ti raggiunti. Questo è uno dei modelli di
questi nuovi modelli per rilanciare il
business inclusivo studiati da De-Lab e
nostro potenziale di crescita» conclupronti per essere replicati per altri imprenditori d’avanguardia.
de Lucia.
Non c’è più scusa, insomma, oggi, per
non ripensare a un’economia diversa.
Il legno sostiene
la storia
www.sistem.it
Quando si parla di restauro, la copertura è l’elemento di fabbrica che, di fatto,
costituisce una delle parti più importanti
dell’edificio. Se il corpo edilizio è di antica
fattura, questo elemento può rivestire,
inoltre, un ruolo di assoluto rilievo storico
e architettonico. La struttura si identifica infatti come un sistema a falde e con
una configurazione geometrica che tiene
conto della conformazione planimetrica
dell’intera opera. A questo concetto segue
anche un’attività di tutela dell’edificio, che
è parte integrante del nostro patrimonio storico. La necessità di non variare la
geometria della copertura originaria e
rispettare, con interventi mirati, i materiali
costruttivi originari sono le più importanti
condizioni da seguire. La nuova struttura
viene quindi progettata in considerazione
delle nuove indicazioni statiche, lasciando inalterato il sistema di distribuzione
dei carichi, ed evitando la realizzazione di
cordoli in calcestruzzo. Proprio in questo
senso, per il recupero del Teatro Romano
di Verona, si è proceduto con la sistemazione delle travi di legno, su un nuovo
piano di appoggio nella muratura opportunamente sistemato e regolarizzato.
L’intervento, curato da Sistem Costruzioni,
è stato completato e integrato con elementi nuovi ma aventi le analoghe caratteristiche costruttive.
Sistem Costruzioni Srl Via Montegrappa, 18/20 - 41014 Solignano di Castelvetro (MO) - Tel. 059.797477 - [email protected]
Sistem Costruzioni – sede di Verona Via Gino Bozzini, 1 - 37135 Verona - Tel. 045.502643 - [email protected]
© Infoval Srl.
Una nuova etica
nel mondo del business
La realtà tutta veronese di De Lab
PROGETTI L’incubatore trevigiano H-FARM e l’esperienza di Innoval Young
H-ACK for a living
di Francesco Turlon
Il 26 febbraio il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato in visita presso H-farm,
incubatore di piccole imprese innovative nel settore ICT (Informazione e Comunicazione): ha stretto la mano a Riccardo Donadon, fondatore di questo centro creativo
e lavorativo di cultura digitale, e, in pieno stile “obamiano”, ha voluto far capire agli
italiani su cosa si dovrà puntare per la ripresa economica: i giovani.
L'esperienza di Innoval Young a H-Farm continua...
L
I ragazzi di Innoval Young e Progetto di Vita premiati al termine della maratona dell’1 e 2 marzo
a ricetta è semplice anche se non sempre ci sono le
condizioni per realizzarla.
Si prende una tenuta agricola (Ca’ Tron) tra le
colline del trevigiano, si attrezza la struttura con
nuove tecnologie e si ammodernano i rustici con un design contemporaneo.
Si inseriscono poi all’interno di questo paesaggio (a solo
10 km dai lidi veneziani) 350 giovani famelici d'innovazione e un capitale per agevolare la riuscita di nuove idee,
ed ecco nascere H-Farm (da Human, umano, e Farm,
fattoria), società di venture capital, che dal 2005 ad oggi
promuove e finanzia progetti e idee di innovatori italiani
Una volta al mese Progetto di Vita per H-ACK e l’Associazione Innoval Young porteranno i ragazzi in H-farm accompagnandoli nelle 10
maratone di progettazione, i famosi H-ACK, in cui i componenti si
uniranno insieme per 24 ore per lavorare sul problem solving di alcune
tematiche aziendali specifiche (di cui potete leggere all’interno dell’articolo). A tutte le idee che non risulteranno vincitrici alle maratone, verrà data una seconda opportunità.
I ragazzi di ritorno da H-Farm, infatti, potranno sottoporre i propri
progetti all’attenzione degli imprenditori dell’Associazione Innoval, che avranno l’importante compito di valutarne la fattibilità sulla
base delle reali necessità di mercato e decidere se accogliere il “team
in azienda”.
Il valore aggiunto che l’associazione Innoval si propone di apportare è
quello di consentire un collegamento diretto con gli imprenditori e
con la nuova realtà nascente, il Verona FabLab, ancorando le idee
che nascono in H-farm con il territorio.
e internazionali (sono state aperte sedi negli Stati Uniti,
in India e nel Regno Unito).
In otto anni H-Farm ha investito più di 14milioni di
Euro in 52 imprese innovative, ed è pronta a investirne
altri dieci nel prossimo quinquennio.
Ad accorgersi dell’importanza di questa realtà per lo
slancio dell’economia nazionale è stato anche il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che in data 17
marzo ha annunciato l'ingresso della finanziaria regionale Veneto Sviluppo Spa nel capitale dell'incubatore di
Roncade con una quota di circa il 4% (poco meno di 1,5
milioni di Euro).
Ma, prima ancora di questi personaggi pubblici, a capire l’opportunità offerta da H-Farm sono stati i giovani
stessi: nello specifico, e per quel che riguarda la nostra
città, gli aspiranti imprenditori di Innoval Young.
In collaborazione con Progetto di Vita - Cattolica per i
giovani, l’Associazione ha dapprima ospitato i rappresentanti dell’incubatore presso la propria sede di Grezzana in data 13 febbraio e, incuriositi dalla possibilità
e desiderosi di portare l’esperienza su territorio, hanno
poi partecipano alle maratone di progettazione (o HACK) indette e programmate dalla società di venture
capital trevigiana.
Nel corso di queste maratone i partecipanti vengono
posti di fronte a problemi di aziende nostrane o internazionali in diversi contesti (Banking, Wine, Tourism, Automotive, Fashion, Food, Design, Retail, Home
Automation e Health, ovvero, Servizi Bancari, Vino,
Turismo, Automotive, Moda, Cibo, Design, Vendite,
Automazione Domestica e Salute, ndr). Nell’arco di 24
36
Giornalepantheon
aprile 2014
L’incubatore trevigiano H-FARM e l’esperienza di Innoval Young
ore, dopo essersi suddivisi in gruppi
a seconda della specializzazione, i ragazzi devono trovare una soluzione
al problema. «L’obiettivo dell’iniziativa», spiega Alessandro D’Annibale,
responsabile del progetto e portavoce
di Cattolica insieme a Sara Giunta, «è
quello di dare la possibilità a giovani
intraprendenti di mettersi alla prova
cercando di risolvere reali criticità
aziendali».
«La formazione tradizionale viene
così sostituita dall’applicazione pratica e i giovani possono testare e sperimentare cosa significhi fare impresa»
prosegue Valentina Todeschini, presidentessa dell’Associazione.
La prima vittoria per alcuni dei ragazzi di Innoval Young (Riccardo Bertagnoli, Veronica De Siena e Valentina
Garonzi) è arrivata nella maratona
dell’1 e 2 marzo (H-ACK Wine, dedicata alle imprese vitivinicole, ndr),
quando la squadra Wine Wine West
ha ottenuto l’approvazione delle
Cantine Ferrari per la realizzazione
dell’applicazione della app Bellavita.
Questa applicazione è in grado di creare un filmato in base alla descrizione
che il cliente fornisce durante la degustazione. Ovvero, spiegando dove
si vorrebbe essere (osservazione del
colore), cosa si vorrebbe fare (profumo) e in quale contesto ci si immagina (degustazione) mentre si assapora
il vino, l’utente condivide le proprie
impressioni sensoriali con gli amici
nei Social Network, assecondando l’esigenza di unire reale e digitale per far
conoscere l’azienda all’estero.
Le altre maratone 2014
MESE
TEMA AZIENDALE DELLA MARATONA
APRILETOURISM (TURISMO)
MAGGIOAUTOMOTIVE
GIUGNOFOOD (CIBO)
LUGLIOFASHION (MODA)
SETTEMBRE DESIGN
OTTOBRERETAIL (VENDITE)
NOVEMBRE
HOME AUTOMATION (AUTOMAZIONE DOMESTICA)
DICEMBRE
HEALTH (SALUTE)
Per tutte le info sulle maratone:
www.h-farmventures.com/h-ack
Per quanto riguarda le prossime maratone
l’Associazione Innoval Young e il Gruppo Progetto di Vita per H-ACK di Cattolica accompagneranno gli interessati in un percorso pre,
durante e post-evento. L’adesione è gratuita
e per maggiori informazioni potrete contattarli
su [email protected].
Summer Camp presso H-Farm
Se vi abbiamo incuriosito e volete avventurarvi
nel mondo di H-Farm sono aperte le iscrizioni per il Summer Camp che si terrà dal 30
Giugno al 25 Luglio. Il titolo sarà WeHave
The Future! – Law and Economics for Society e il processo di selezione si chiuderà
il 25 aprile.
«Il livello competitivo era alto, molti
si sono presentati con un sito e un’app
completamente funzionante. Da parte nostra avevamo un prototipo e una
strategia da sviluppare in ben più di
24 ore. Questa è stata la carta vincente!» racconta Riccardo Bertagnoli.
«E, anche se poi le idee proposte non
vengono finanziate» prosegue Valentina «si ha la possibilità di sottoporre i
progetti all’attenzione di altri imprenditori, in modo che valutino la fattibilità sulla base di reali necessità di
mercato. Senza escludere il fatto che
stiamo realizzando un Fab Lab dove
poter proseguire le ricerche sulle idee
presentate. Il vantaggio di collaborare
con partner come Cattolica per i giovani e H-Farm consiste soprattutto
nel supporto e processo di mentoring
forniti dai diversi professionisti».
Il prossimo hackeraggio è previsto
per il 5 e 6 aprile. Settore Travel (viaggio).
Ore a disposizione 24.
Buon H-ACK!
MOBILITÀ
Riscoprire il pedibus per andare a scuola
Sulla buona strada
E’ il nuovo progetto che ha coinvolto 120 ragazzi delle scuole elementari di Poiano,
Quinto, Santa Maria in Stelle e Novaglie, volto a formare cittadini consapevoli, attivi
e responsabili. Promotori il CiViVi (Comitato Valorizzazione Valpantena), l’Associazione
ApertaMente onlus, le operatrici volontarie (ex insegnanti) e un fotografo vide-operatore.
Prevista l’11 aprile, a Poiano la presentazione dei risultati.
di Alessandra Scolari
I
l percorso casa-scuola è una costante nella quotidianità dei ragazzi e su questo si è basato il progetto. L’ideatrice Marisa Venturi, esperta di educazione ambientale, lo ha definito di «cittadinanza attiva», ed ha preso lo
spunto da un incidente avvenuto in Via Valpantena, costato la vita ad un ragazzo e che ha gettato sconforto tra i suoi
compagni e le loro famiglie. Allora perché «non riflettere
sul tema della mobilità», partendo dalla bassa Valpantena,
coinvolgendo i ragazzi, attivandoli nell’osservazione di segni e segnali sulle proprie strade?».
Il ragionamento è semplice. I genitori constatando i pericoli sulla strada, portano a scuola i loro figli in auto e il
traffico aumenta: meno bambini vanno a piedi (o in bici)
più aumenta il traffico (il classico cane che si morde la
coda).
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«Formare, informare e cercare di trasformare un circolo
vizioso in circolo virtuoso, con la complicità dei ragazzi
stessi, attivando comportamenti corretti. Questo l’obiettivo che ci siamo proposti» racconta Marta Fischer, presidente dell’Associazione CiViVi.
Un progetto che per la sua peculiarità è entrato nell’offerta formativa dell’anno scolastico 2013/2014 dell’Istituto
comprensivo 16 della Valpantena, dopo l’approvazione del
Collegio docenti, grazie anche alla disponibilità e collaborazione degli insegnanti delle quarte e quinte elementari,
ottenendo anche il patrocinio dell’VIII Circoscrizione.
Il programma prevede due incontri per ciascuna delle sei
classi (60 minuti circa) e un’uscita guidata sul territorio.
In classe la proiezione di immagini e la sollecitazione alla
conversazione verbale e scritta (un questionario); nel secondo step l’incentivazione dei ragazzi ad identificare (con
foto o video) i punti critici sulla loro strada; nel terzo step
la condivisione della documentazione acquisita (scritta
o fotografica) all’interno del gruppo-classe, cercando ed
elaborando, assieme ai promotori del progetto, le possibili
articolate soluzioni.
La dirigente scolastica Nicoletta Morbioli ha commentato: «noi puntiamo sull’educazione dei bambini al rispetto del proprio ambiente e ad un loro legame forte con la
loro realtà. I ragazzi in questo progetto sono stati i veri
protagonisti, dei “cittadini in erba”, entusiasti nello scoprire e segnalare comportamenti scorretti di automobilisti
e pedoni, nonché dei punti critici strutturali. E’ stato un
momento di educazione civica guidata sulla base delle esigenze dei bambini, segnalate nelle loro osservazioni».
Soddisfattissimi anche gli organizzatori i quali, con i ragazzi, presenteranno gli esiti di questo inedito progetto
il prossimo 11 aprile all’assemblea plenaria (con i ragazzi
delle scuole dell’Istituto, i docenti, le famiglie e le autorità)
e condivideranno l’opportunità di diffondere, in un piccolo dossier, il materiale raccolto.
38
Giornalepantheon
aprile 2014
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SOCIALE
Centro per l’Affido e la Solidarietà Familiare a Verona
Centro per l’Affido e la Solidarietà Familiare a Verona
Incontri e contatti
Famiglie in aiuto
di altre famiglie
Il Centro per l’Affido e la Solidarietà Familiare, organizza corsi di “avvicinamento”
per informare e approfondire la tematica
dell’affido e il ruolo della famiglia affidataria. Il prossimo ciclo di incontri si terrà nel
mese di maggio. Per maggiori informazioni
sui corsi e sul Centro, contattate l Centro
Sociale Territoriale ai numeri 045.8830819 e
045.8830808, oppure scrivete a
[email protected]
Operativo sul territorio comunale di Verona,
il Centro per l’Affido e la Solidarietà Familiare
costituisce un aiuto prezioso per i bambini e
le famiglie che vivono situazioni di difficoltà o
che necessitano di un appoggio. Organizzato in
equipe territoriali distribuite sul territorio veronese, si occupa di conoscere, seguire da vicino e
sostenere la famiglia che accoglie il bambino.
L
a famiglia è il nucleo fondamentale su cui ruota tutto il
nostro essere, dal momento
in cui veniamo al mondo e
lungo tutto il percorso di crescita personale.
Nel caso di particolari situazioni di
difficoltà e di bisogni affettivi o educativi, esistono forme temporanee
di aiuto e sostegno: l’affido ne è un
esempio.
Da una decina di anni, con l’istituzione del Centro per l’Affido e la Solidarietà Familiare che conta le sue sedi
in tutte le 8 Circoscrizioni, il Comune
di Verona offre alle famiglie proprio
questo servizio. Le equipe vedono
la stretta collaborazione e coordinazione di assistenti sociali e psicologi,
di Francesca Merli
che seguono da vicino le famiglie e i
bambini nel percorso di affido. Una
bella realtà con cui si entra in contatto anche attraverso l’informazione
e la sensibilizzazione che il Centro si
occupa di diffondere in modo capillare grazie a una serie di incontri con
il pubblico e con le associazioni, utili
per comprendere e toccare con mano
ciò di cui si occupano.
Le famiglie possono contattare le sedi
del servizio sociale anche solo per
chiedere informazioni, senza temere
di essere vincolate. Una volta offerta
la loro disponibilità a diventare “affidataria”, ovvero ad accogliere il bambino, comincia la fase di conoscenza
attraverso una serie di colloqui, in un
primo momento insieme con assi-
“A soffrire sono troppo spesso i figli”
stenti sociali e psicologi, e in seguito
con la famiglia originaria. Possono
diventare affidatarie le coppie con o
senza figli, sposate o conviventi, ma
anche persone singole, senza limiti di
età o di reddito. Al fine di predisporre al meglio la fase dell’affido vero e
proprio, il Centro si occupa di promuovere la cultura dell’accoglienza,
preparando e sostenendo di continuo
gli affidatari con una serie di corsi
educativi.
Tutto ciò in vista di un percorso formativo al termine del quale le famiglie
diventano una vera e propria risorsa,
ed entrano a far parte di una “banca
dati”, una “fotografia” che viene scattata e che offre un’immagine con cui
si identificano. Con questo sistema il
Centro può abbinare la richiesta di
bisogno alla risorsa che le famiglie
rappresentano. L’incontro tra il bisogno e la risorsa si definisce “fase di
abbinamento” nella quale la famiglia
che accoglie il bambino si impegna
ad assicurare un’adeguata risposta ai
suoi bisogni, che possono essere affettivi, educativi, di mantenimento o di
istruzione.
In questa fase l’affido si definisce “duttile”, dal momento che non si presenta
in un’unica forma: ci si trova in presenza di un affido “a tempo pieno”
quando il minore vive stabilmente
con la famiglia affidataria, “a tempo
parziale” o “diurno” quando necessita
degli affidatari per il fine settimana o
per le vacanze, o anche solo per qualche ora al giorno, per poi fare ritorno
nella famiglia di origine. Il fine dell’affido infatti non è l’adozione, che funziona diversamente, ma è il rientro
del minore nella famiglia di origine.
Il ritorno può avvenire secondo tempi diversi, perché l’affido può durare
da pochi mesi a qualche anno, fino a
quando lo richiede quella particolare
situazione.
Tramite una serie di riscontri in itinere, il Centro si occupa infatti di verificare se la questione che ha determinato il bisogno e per cui si è deciso
l’affidamento, è stata risolta. Durante
questo periodo c’è un continuo con-
Giornalepantheon
aprile 2014
Grazie all'impegno dell'Associazione “Stallavena Accoglie” il centro diurno
di Matteo Bellamoli
continua ad ospitare i ragazzi delle scuole medie.
S
embrava destinato a chiudere, e invece grazie all'impegno dell'Associazione
Stallavena Accoglie, nel gennaio 2011
il Centro Diurno di Stallavena ha ripreso la sua
attività. In stretta collaborazione con i Servizi
Sociali del Comune di Grezzana, coinvolge
oggi, oltre ad un'educatrice, circa 40 volontari.
I ragazzi delle scuole medie vengono segnalati ai servizi sociali direttamente dalle scuole,
e quindi indirizzati alla struttura di Stallavena.
«Qui si crea una piccola famiglia» sottolinea
Daniele Garonzi, presidente dell'associazione.
«I ragazzi arrivano direttamente dopo la scuola
con un pullmino messo a disposizione dal Comune, e rimangono fino alle ore 18:00».
Il tempo scorre veloce, tra il pranzo, che una
volta alla settimana preparano da soli, (dopo
aver fatto la spesa), un po' di relax, i compiti
tatto tra la famiglia affidataria e quella
d’origine, dal momento che la famiglia affidataria diventa una risorsa su
cui contare, e non un’entità che si sostituisce alla famiglia originaria.
Il Centro per l’Affido si occupa anche
di solidarietà familiare, e dall’ottobre
2012 ha all’attivo il progetto “Una famiglia per una famiglia”, una forma
di intervento pensata per sostenere
le famiglie che vivono un periodo di
difficoltà nel gestire la propria vita
quotidiana, e nell’educazione dei figli.
Si tratta di un affiancamento solidale che mira alla prevenzione creando
una rete di sostegno, al fine di scongiurare l’allontanamento del bambino
dalla famiglia di origine.
fino alle 16:00 e quindi le attività. «Cerchiamo
di far vivere loro anche la convivenza domestica» precisa Francesca, l'educatrice «parlando
e condividendo ogni aspetto della giornata.
Abbiamo appena concluso un interessante
modulo di musicoterapia, e tra poco inizieremo anche la coltivazione dell'orto».
Da questo clima di famiglia è nato anche un
progetto messo in piedi negli ultimi mesi. I
ragazzi, nel pomeriggio, hanno costruito delle casette per uccelli e per pipistrelli, aiutati
dall'abile mano di Gianpietro, uno dei volontari. Nel mese di aprile è previsto un banchetto
fuori dalla chiesa di Stallavena, per proporre
queste realizzazioni a tutta la cittadinanza.
«La collaborazione con le insegnanti e con
l'assistente sociale è continua» conclude
Garonzi, «per permettere che l'accoglienza
diventi strumento per l'integrazione e l'educazione. Proprio per questo motivo ospitiamo
anche cinque bambini stranieri delle elementari, sempre segnalati dall'assistente sociale,
che vengono qui a fare i compiti e imparare
l'italiano aiutati da alcune ragazze delle scuole
superiori. Tutto il lavoro è assolutamente volontario, e devo ringraziare con il cuore le persone che come noi credono in questa struttura e impegnano il loro tempo per tenerla viva».
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RUBRICA
Notizie dal mondo
La pillola
del buon umore
Dagli Stati Uniti all’Europa aumenta l’utilizzo degli psicofarmaci somministrati ai minori. Le malattie psichiche del
nuovo millennio sono vere o semplificazioni derivate da
esigenze delle multinazionali del farmaco?
I
l disagio interiore e il bisogno di
attenzione dei più piccoli si manifesta spesso mediante comportamenti estremamente iperattivi
o al contrario apatici e indifferenti agli
stimoli esterni della società. Di fronte
a tali situazioni, sempre più genitori
fanno ricorso all’uso di psicofarmaci
per educare e istruire i propri figli,
ritenendolo il metodo più efficace,
pragmatico e adeguato. Il fenomeno
degli psicofarmaci, somministrati già
nell’età dell’infanzia, nasce negli Stati
Uniti attorno agli anni Ottanta e si è
esteso in tutta Europa raggiungendo
dati impressionanti. Un caso che fa
discutere da alcuni anni psicologici e
associazioni a tutela dell’infanzia.
42
Giornalepantheon
aprile 2014
di Arianna Mosele
La somministrazione degli psicofarmaci nasce in primis oltreoceano, per
la cura di disturbi comportamentali
e neuropsichiatrici, come l’autismo,
la sindrome da iperattività e la schizofrenia. Solo pochi mesi fa l’allarme
della nota rivista scientifica Pediatrics e del sito Consumer Report, che
hanno denunciato negli USA un aumento dell’utilizzo di tali farmaci pari
al triplo negli ultimi quindici anni,
farmaci spesso non approvati dall'agenzia governativa Food and Drug
Administation. Recentemente inoltre
sono stati condotti studi volti a dimostrare l’inefficacia e la pericolosità
dell’impiego di tali sostanze. Nel 2009
il Washington Post ha pubblicato una
ricerca federale Usa che ha evidenziato l’inutilità di tali interventi farmacologici e un aumento degli effetti
collaterali negli anni: tra cui limitato
sviluppo fisico, alterazione dei cicli
di sonno o danni epatici. Le cure che
dovrebbero migliorare la salute sono
invece devastanti, provocando alterazioni all’equilibrio psico-fisico dell’organismo. In secondo luogo si denuncia che il ricorso e la prescrizione
degli psicofarmaci da parte dei medici sia il risultato di un accordo con
le case farmaceutiche per aumentare
il loro profitto. Le vendite di tali farmaci sono aumentate da 2,8 miliardi
di dollari del 2003 ai 18,2 miliardi del
2011. Questo dunque non sarebbe
dovuto alla reale crescita dei casi clinici, ma semplicemente alla scelta dei
medici di sottoporre sempre più bambini a cure farmacologiche, anche in
casi non strettamente necessari. Accuse pesanti.
In Italia i bambini che assumono psicofarmaci sarebbero più di trecentomila secondo lo studio dell’Istituto
di ricerche farmacologiche “Mario
Negri”, ma i casi diagnosticati di disturbi psichici sarebbero superiori,
circa settecentomila, come riportato
dal Ministero della Salute. Si ritiene
dunque che 9 bambini su 100 dovrebbero essere sottoposti a cure farmacologiche per risolvere comportamenti
troppo esuberanti o anomali, non
compresi da medici e famiglie.
Oggi gli antidepressivi sono tra i farmaci più acquistati nel nostro Paese,
precisamente al quarto posto, come
riportato dall’Agenzia Italiana del
Farmaco. «Le troppe prescrizioni di
psicofarmaci ai bambini» ha detto
Massimo Di Giannantonio, Ordinario di psichiatria all’Università di
Chieti «sono dovute a diagnosi non
corrette formulate da medici di medicina generale e da pediatri che non
hanno il necessario bagaglio di informazioni per compiere un passo così
importante come quello di somministrare uno psicofarmaco ad un bambino, ma anche a diagnosi formulate
da medici competenti come neuropsichiatri infantili e psichiatri adolescenziali, che ritengono che alla base
del disturbo dei bambini ci sia un
fattore biologico curabile quindi solo
con i farmaci».
Notizie dal mondo
L'ADHD. Malattia o pretesto?
Si legge sulla confezione: “prendere una pastiglia
per via orale ogni sera secondo necessità”
Le critiche delle più note associazioni
a tutela dei diritti dell’infanzia sono
molte, come quelle riportate dall’Istituto degli Innocenti, con sede a Firenze, da “Giù le mani dai Bambini”
e infine da Telefono Azzurro. Luca
Poma, giornalista e portavoce nazionale di “Giù le mani dai Bambini”
Onlus, ha dichiarato: «ci sono i rischi,
non ci sono i risultati: che gli specialisti smettano di fare, consapevolmente
o meno, gli interessi delle multinazionali, ed inizino a fare gli interessi dei
bambini».
Un caso emblematico di utilizzo di tali psicofarmaci è rappresentato dall’ADHD, definito disturbo evolutivo dell’autocontrollo, caratterizzato da iperattività, difficoltà di attenzione e di concentrazione. Secondo i suoi sostenitori si manifesta principalmente nei bambini tra i sei e gli otto anni, con una percentuale
maggiore nei maschi rispetto alle femmine. I bambini presentano spesso un atteggiamento irrequieto,
eccessiva vivacità, difficoltà a portare a termine qualsiasi attività quotidiana richiesta ed eccessiva distrazione. Un disturbo che molti medici e psichiatri curano mediante l’utilizzo di Ritalin, Prozac, Zoloft,
Dextroanfetamina, rientranti nella categoria di stimolanti e antidepressivi. I danni collaterali sono tuttavia
molti e possono incidere gravemente sulla salute dei bambini: insonnia, nausea, vertigini o tachicardia.
Gli Stati Uniti sono stati i primi a diffondere il massiccio utilizzo di tali farmaci, approvandone l’uso nella
metà degli anni Cinquanta, arrivando ad abusarne negli anni Novanta con una incidenza pari al 700%.
La Comunità internazionale non è rimasta impassibile a tale fenomeno. Nel 1995 infatti l’International
Narcotics Control Board, un organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha denunciato: «negli Stati Uniti dal 10% al 12% dei ragazzi tra i sei e quattordici anni sono stati ritenuti affetti da Adhd
e curati col Ritalin». Ma l’ammonimento non è stato seguito. Tra il giugno 2000 e giugno 2001 infatti
sono state compilate più di ventimila ricette e in media più di 1 bambino su 10 è sottoposto a tali cure.
Quelli che la psicologia definirebbe una espressione di comportamenti tipici della fase di crescita, la
medicina li definisce sintomi di una malattia. Il filosofo della scienza canadese Ian Hacking ha definito
l’ADHD come una «malattia mentale transitoria», propria della società moderna, mentre Fred Baughman, autorevole neurologo, ha dichiarato: «siete avvertiti che l’ADHD non è una malattia reale, ma
piuttosto un’illusione di malattia inventata, di uno strumento di mercato. Anche lo psichiatra americano
Leon Eisenberg è convinto che «L’ADHD è una malattia fittizia». La scuola e i genitori nascondo l’iperattività e la vivacità dei loro figli dietro una disfunzione celebrale imputabile a motivi genetici e biologici,
negando invece la loro responsabilità. Essi preferiscono farsi prescrivere una semplice ricetta dal medico, credendo di gestire nel modo più corretto l’indole dei figli, piuttosto che dedicare loro maggiore
attenzione e dedizione. L’utilizzo di psicofarmaci infatti non elimina il problema, ma ne inibisce i sintomi,
provocando una alterazione psico-fisica innaturale e spesso pericolosa per la salute. L’iperattività e
la difficoltà d’attenzione dovrebbero al contrario essere curate grazie a metodi educativi volti a far
acquisire al bambino autocontrollo e responsabilità, grazie alla collaborazione tra famiglia, scuola ed
educatori. Gli psicologi infatti suggeriscono l’esercizio fisico, come la piscina o qualsiasi altro sport, e
la cura attenta della famiglia. «Non è la prima volta che denunciamo anche in Italia attività promozionali
propedeutiche alla commercializzazione di farmaci per l’ADHD. Non si promuovono solo ricerche per
l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni, ma anche attività di pre-marketing, come il finanziamento
a congressi scientifici per affermare l’emergenza ADHD o la creazione di siti internet per propagandare
la presunta malattia».
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down». Attraverso la pet therapy, conclude, si cercherà di raggiungere «benefici di tipo fisico, nel miglioramento
delle abilità motorie in caso di difficoltà di deambulazione e movimento;
di salute mentale, con il recupero delle interazioni interpersonali verbali e
non; di tipo educativo e motivazionale
nella stimolazione della socializzazione con attività di gruppo».
Questo grazie a una equipe di professionisti operativi, al fianco degli animali, nella struttura: una ventina tra
medico, terapista della riabilitazione,
educatore, etologo, veterinario, psicologo, operatore socio sanitario e infermiere ai quali si aggiungeranno anche
soggetti svantaggiati appartenenti a
cooperative sociali che verranno coinvolti nella gestione operativa della
struttura.
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cimbro “Golt ume tale” completa il logo: un'associazione
fondata a maggio dello scorso anno e accreditata in agosto come onlus che è composta da un gruppo eterogeneo, quanto a età ed esperienze lavorative pregresse, di
professionisti.
La sfida è interessante: far nascere in località Gonci, a
Badia Calavena, il primo centro della Lessinia tra le cui
mura sarà possibile praticare la pet therapy. Il progetto è
già sulla carta e, anticipa Lorenzo Maimeri illustrandone
i dettagli, «è ambizioso nei costi di realizzazione e nella
gestione, ma permetterà di incrementare i servizi di assistenza alla persona nei territori della Lessinia e della Val
d'Illasi». Il traguardo da raggiungere per il completamento della struttura supera i 3 milioni e mezzo di euro per
raccogliere i quali, spiega, «siamo alla ricerca di finanziamenti europei e cerchiamo di coinvolgere imprenditori e
sponsor, alcuni dei quali hanno deciso di sostenere il progetto donandoci i materiali per la costruzione dell'edificio». Il terreno sul quale verranno posate le fondamenta
del centro, un'area pianeggiante di fondovalle di oltre 6
mila metri quadrati lungo la strada provinciale 10 che
collega Badia Calavena a Sant'Andrea, è stato concesso
a titolo gratuito dalla famiglia di Adriano Anselmi. Dal
punto di vista burocratico l'associazione ha già richiesto
e ottenuto le autorizzazioni necessarie alla costruzione,
dalla variante al piano alla concessione urbanistica, e la
struttura è stata inserita nel piano di zona dell'Ulss 20.
Immersa nel verde e con vista panoramica sulle colline,
«la struttura sarà in legno e vetro con basamenti in pie-
male con box, selleria, fienile, stanza
per il veterinario, spazi all'aperto. Per
gli utenti e gli operatori sono previsti invece ambulatori e sale visita, un
punto di prima accoglienza, un'aula
per la didattica attrezzata con strumenti multimediali, spogliatoi, infine
una confortevole zona ristoro attrezzata di bar e cucina con affaccio su un
giardino di 3 mila metri quadrati.
Tutto è stato pensato, insomma, per
rendere agevole e soprattutto efficace
l'interazione tra il paziente e l'animale.
A usufruire dei servizi, elenca il presidente della onlus Antonio Soffiati,
«saranno sia minori che adulti con un
approccio diverso a seconda della patologia riscontrata: dai deficit motori,
visivi e uditivi all'autismo, ai disturbi
dell'attenzione, alle malattie terminali
e di Parkinson, fino alla sindrome di
Serr amenti
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avalli, asini, capre tibetane, cani, pesci e piccoli volatili... in camice bianco. Opportunamente
addestrato, questo team di animali lavorerà al
fianco dei professionisti della salute per aiutarli
a curare dal punto di vista fisico e mentale, oltre che educativo e motivazionale, alcune tipologie di pazienti. È la natura che, come spesso accade, viene in soccorso dell'uomo.
E proprio sulle potenzialità e sui benefici che l'interazione
uomo-animale possono avere in campo medico e psicologico scommette Il diamante della valle, la cui traduzione in
tra e copertura in lamiera brunita per
favorire l'integrazione con l'ambiente
naturale circostante» prosegue Giorgio Tessari, architetto che ha firmato
il progetto del centro e ne spiega le
caratteristiche grazie a simulazioni grafiche d'effetto. Si tratta di una
struttura prefabbricata, per il montaggio della quale saranno necessari circa otto mesi: un'opera di 1.933 metri
quadrati, che diventeranno 2 mila 300
se si considera «il piano rialzato destinato agli studi medici e alle camere
per i pazienti che arrivano da lontano
e devono fermarsi più a lungo» chiarisce. Gli spazi interni sono stati pensati
a misura di pazienti e animali. All'ippoterapia e alla pet therapy sono destinati due padiglioni ben distinti tra
loro grazie ad accorgimenti strutturali
per la salvaguardia del benessere ani-
L’angolo in rosa
GE
A
T
R
O
REP
Il riscatto delle
donne marocchine
In Marocco sono numerose le cooperative al femminile: dalla produzione dell’olio di argan alla gestione degli hammam, molte donne raggiungono l’indipendenza attraverso
il lavoro e la formazione. La loro più grande soddisfazione? Garantire ai figli un futuro
attraverso lo studio. Vi presentiamo un breve viaggio in questo mondo, con il quale vi
suggeriamo di entrare in contatto nel vostro prossimo viaggio in questa terra magica.
di Francesca Mauli
L’HAMMAM LALLA MIRA - 14, rue d’Algerie, Essaouira
gliorare la propria situazione personale, sociale, economica. «I nostri famigliari sono orgogliosi di noi. Grazie
al grande impegno, i nostri figli hanno
la possibilità di studiare e di costruire
un futuro migliore per la nostra città»
racconta Fouziya con orgoglio, illuminandosi mentre pensa al figlio, fresco
di laurea in informatica, che senza il
suo lavoro non avrebbe potuto accedere all’università.
e scrub) vengono venduti agli hammam del Paese, ai negozi di prodotti
tipici e direttamente ai numerosi turisti che, ogni giorno, si recano a visitare la cooperativa, scoprendo questo affascinante mondo, che unisce
l’amore per la tradizione al progresso
che solo un’indipendenza economica
e la soddisfazione di una buona posizione lavorativa possono garantire.
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ta
rodotto per uso culinario e cosmetico dalle infinite proprietà,
l’olio di Argan è chiamato in
Marocco “l’oro del deserto”. Ricavato
dalla spremitura delle mandorle prodotte da un albero locale, l’argan, presente in abbondante quantità nell’entroterra di Essaouira, l’olio alimentare
(ottenuto dalla mandorla tostata) ha
azione benefica sui disturbi cardiovascolari e reumatici, combatte l’azione
dei radicali liberi, migliora le capacità
cerebrali e aiuta a regolare i valori del
colesterolo cattivo. L’olio cosmetico
(ottenuto dalla spremitura a freddo),
più noto all’estero rispetto all’olio ali-
di
Oveti
Giornalepantheon
aprile 2014
ra, è una di queste cooperative. Nata
nel 2005, accoglie donne provenienti
dai villaggi limitrofi. Ci sono madri,
vedove, ragazze che guardano con fiducia al futuro, ma anche donne anziane, ognuna con la propria storia,
ognuna in cerca di riscatto. Alcune
lavorano direttamente nella cooperativa, altre da casa, nella produzione dell’olio o accudendo i figli delle
colleghe. Marjana, come molte altre
realtà “sorelle”, sostiene inoltre alcune
scuole del territorio, permettendo ai
figli delle dipendenti, e alle dipendenti stesse, di studiare. I prodotti ottenuti (oltre all’olio e ad altri prodotti
alimentari, come l’amlou, si trovano
saponi, maschere per il viso, argille
COOPERATIVA MARJANA
Produzione olio di Argan
8 bis rue Houmman el Fatouaki
Essaouira
La direttrice dell’Hamman Lalla Mira (a sinistra) e un tipico paesaggio marocchino (a destra)
46
mentare, combatte l’invecchiamento
della pelle stimolando la produzione
di collagene. Come se non bastasse,
l’olio di Argan ha un impatto benefico
sull’economia locale, dando impiego a
circa 2 milioni e mezzo di persone nel
Paese, per lo più donne, custodi dei
segreti della tradizionale preparazione (rigorosamente a mano) dell’olio.
Da alcuni anni infatti, anche grazie
all’appoggio di programmi governativi, sono nate, nella pianura del Souss,
che comprende le città di Essaouira,
Taroudant e Tiznit, zona di crescita dell’argan, numerose cooperative
femminili impegnate nella lavorazione del suo frutto.
Marjana, nell’entroterra di Essaoui-
frolla
crine e rhassoul, un’argilla di origine
millenaria estratta dai monti del Medio Atlante. Si passa quindi al risciacquo, a cui segue l’applicazione dell’olio
di argan». Un trattamento di bellezza
che rinvigorisce non solo il corpo, ma
anche lo spirito. Ha un qualcosa di
magico essere ospiti di questo mondo, diventare partecipi degli abili gesti
di queste donne, percepire il profumo
di una tradizione custodita nei secoli
e tramandata di generazione in generazione.
«La nostra è una cooperativa al femminile, composta da donne berbere
che cercano la propria indipendenza»
prosegue la direttrice. «A nostra volta, collaboriamo con altre cooperative femminili che producono l’olio di
argan, i saponi e le argille che usiamo
per i trattamenti. Sono prodotti di
qualità, che paghiamo il giusto prezzo, per garantire il giusto riconoscimento economico alle lavoratrici. In
questo modo costruiamo il nostro futuro e insieme aiutiamo altre donne a
costruire il proprio».
Oltre al lavoro, viene garantita alle
dipendenti anche una parte formativa: corsi di lingue straniere, di informatica, formazione amministrativa
e gestionale. Studiare e lavorare, per
queste donne berbere, significa mi-
Il mercato di Essaouria (a sinistra), la Cooperativa Marjana (al centro) e una donna intenta nella preparazione dell’olio di Argan (a destra)
Cam
Q
uando si entra in un hammam
tradizionale si ha l’impressione di entrare in un piccolo
mondo a sé, fatto di pace e silenzio.
Un piccolo mondo tutto al femminile, in cui le donne si prendono cura
di altre donne, in una sorellanza che
dura, intatta, da secoli. «La parola
hammam significa “bagno”» spiega
Fouziya Chahbi, direttrice del Lalla
Mira, l’hammam più antico (e primo
ad essere alimentato da pannelli solari, ndr) di Essaouira, città marocchina
di grande fascino, affacciata sull’Atlantico. «All’hammam le persone vanno
a lavarsi. Durante il giorno, l’accesso è
consentito solo alle donne, la sera invece agli uomini. Proprio alle donne,
che sono le maggiori frequentatrici,
viene offerto un particolare trattamento tradizionale: si viene lavate prima con sapone nero naturale vegetale,
a cui segue un peeling con guanto di
L’angolo in rosa
Con
RUBRICA
PANTHEON UNDERGROUND The Shimmer
EVENTO 25 Aprile in Vespa
Musica elettronica made in Italy
Un duo, un progetto non convenzionale, ma buona musica. Si chiamano “The Shimmer” (letteralmente “Il luccichio”) e attraverso chitarra, voce, basso e tanti sintetizzatori,
propongono un sound che unisce punk e new wave, alla rincorsa di un periodo, gli anni
Ottanta, che ha lasciato tanto nella musica mondiale.
di Matteo Bellamoli
“T
Massimo Culpo e Riccardo Pasquale
he Shimmer” è un progetto
nato nel 2009 per la volontà di
Massimo Culpo (chitarra e sintetizzatori) e Riccardo Pasquale (voce,
basso e sequenze). Grazie ad un lavoro
sempre costante, gli Shimmer hanno
pubblicato già nel 2011 il primo lavoro, “New Days”, disco autoprodotto,
ma il salto è arrivato proprio in questi
primi mesi del 2014, con “Greetings
from Mars” (Saluti da Marte, ndr),
di cui “Wish” (Desiderio, ndr) è stato il primo singolo. Il disco parla del
mondo, della società, tocca temi anche
scottanti come la violenza sulle donne
o la perdita di un amico. È come una
fotografia della terra scattata da Marte.
Ragazzi, da molti la musica elettronica è considerata meno “musica”
rispetto ad altri generi e difficile da
replicare live. Come rispondete a
queste critiche?
(Riccardo) Siamo stati molto criticati
per il fatto di non avere un batterista
reale nella band e per proporre un
progetto a due in modo non convenzionale. Abbiamo provato a suonare
con dei batteristi reali, ma per noi non
era ottimale come con questa formazione. Ogni band cura il proprio stile, il look e anche il modo di suonare,
producendo quindi un’identità visiva
e sonora che viene poi proposta al
pubblico. Noi non guardiamo molto al modo, ma puntiamo al risultato
sonoro e musicale del nostro progetto. Abbiamo fatto tesoro di queste in-
48
Giornalepantheon
aprile 2014
formazioni e abbiamo puntato molto
alle sonorità. Sulla difficoltà di esecuzione live credo sia difficile dare un
giudizio, ma mi riallaccio a quanto
detto prima, ovvero che ogni musicista sceglie e coltiva il proprio stile
e quindi affronta anche la questione
live. L’importante è che funzioni e che
emozioni.
Definite la vostra musica un “riadattamento contemporaneo del new
wave”, che da sempre è stato considerato un genere di nicchia, da cui
spesso gli altri generi musicali attingono per creare nuove sonorità
o nuove ritmiche. Siete d’accordo su
questo aspetto?
(Massimo) Non è così facile rispondere a questa domanda. Sono d’accordo sul fatto che la musica new wave
sia considerata un genere di nicchia.
Avendo vissuto in prima persona il
movimento wave degli anni 80 ho
sempre visto prendere qualcosa da
questo genere musicale per rielaborarlo successivamente e in questi
ultimi anni queste sonorità sono rinate. Non ho mai percepito però che
la musica wave andasse a prendere
qualcosa verso altri generi, fatta eccezione per le ovvie contaminazioni
elettroniche.
Associate il vostro lavoro a quello di
qualche artista “guida” da cui avete
preso ispirazione, oppure il vostro
lavoro è figlio della vostra personale
scuola musicale?
(Massimo) Il nostro progetto è prima
di tutto figlio di ciò che ci piace e degli
artisti che ascoltiamo, non c’è niente
di male nel prendere ispirazione da
qualcuno, purché non sia proprio
uno scopiazzare e basta. Siamo molto
devoti e ispirati da Clan Of Xymox,
Editors, The Cure, Joy Division, White Lies, Maccabees, Arcade Fire e
Depeche Mode, ma abbiamo sempre
cercato di avere una nostra identità.
Ritenete che sia un limite fare questo genere di musica in Italia?
(Riccardo) Fare questo genere in Ita-
Fotografate
il Codice QR
per guardare il
videocplip ufficiale di “Wish”
il primo singolo
di “Greetings
from Mars”
Sito ufficiale dei The Shimmer
www.theshimmer.it
Pagina Facebook
www.facebook.com/ShimmerBand
lia non è limitante, ma subisce spesso
la censura da parte di chi dovrebbe
diffondere la musica alternativa o di
nicchia come la nostra elettro-wave.
Penso che la situazione musicale
emergente/alternativa italiana sia in
un profondo stallo e soprattutto sia
in mano a persone non capaci e meritevoli. Conosco abbastanza bene
la situazione musicale inglese e devo
dire che quella italiana è profondamente diversa. Purtroppo è anche un
problema di mentalità e di cultura
musicale. Con questo non voglio dire
di essere “arrabbiato” con tutti i miei
concittadini, ma di essere consapevole
che bisognerebbe cambiare abitudini e
modo di porsi nei confronti della musica emergente.
Riuscite ad immaginare i THE
SHIMMER tra cinque anni?
(Riccardo) Non saprei, non mi immagino così a lungo raggio, mi viene un
po’ da sorridere a pensare a così lontano. Forse con qualche disco in più
fra le mani e con qualche concerto in
più. Spero di consolidare giorno dopo
giorno la nostra musica.
(Massimo) Sicuramente con qualche
disco in più! E magari con dei live
all’estero!
Un’ultima domanda: se doveste lanciare un messaggio in musica ai giovani di oggi, che messaggio lancereste?
Non c’è reato nel divertirsi, nell’andare
a ballare o nel fare tardi. Ma bisogna
mantenere la propria identità e comportarsi in modo responsabile.
Verona in Vespa
Il 25 aprile Verona, Valpantena e Lessinia risuoneranno del caratteristico rombo della
due ruote più famosa d’Italia per fare largo a scalpitanti Vespe provenienti da tutto
il Bel Paese per il Campionato Italiano Rievocazioni Storiche 2014 e il Campionato
Triveneto Vesparaid 2014.
di Giulia Zampieri
L
e carrozzerie sono già tirate a
lucido e i motori si stanno già
riscaldando. Il 25 aprile è oramai
alle porte e manca poco perché la nostra città si trasformi in un vero e proprio circuito motociclistico.
E noi, per questo evento speciale, abbiamo inseguito, anche se solo virtualmente, Marco Parlanti e Mirko Zambaldo, vespisti ben rodati e componenti
del Vespa Club VR37100, che durante
una fugace sosta ci hanno fatto conoscere in anteprima le tappe, il programma e i retroscena della giornata dedicata a tutti gli amanti delle due ruote. E
quale giornata migliore se non questa
per festeggiare il tricolore attraverso
una delle icone più famose nel mondo dell’italianità? «Grazie alla collaborazione con il Vespa Club d’Italia e il
Registro Storico Vespa» spiega Marco,
«e al patrocinio dei comuni di Verona,
Bosco Chiesanuova e Grezzana, siamo
riusciti a portare nella nostra città un
evento unico, di cui andiamo molto
fieri: la seconda prova del Campionato
Italiano Rievocazioni Storiche 2014 e del
Campionato Triveneto Vesparaid 2014.
Come se non bastasse, siamo ancor più
felici perché la manifestazione coinvolgerà in modo esteso e capillare non solo
la città scaligera ma anche la sua splendida provincia, con tappe e tragitti che
attraverseranno alcuni dei luoghi più
affascinanti della nostra città». La gara
si articolerà in due parti ben distinte,
con due circuiti rispettivamente di 27
e 45 km. «La manifestazione è prima
di tutto una rievocazione storica, ma
anche una competizione sportiva, con
regole e caratteristiche proprie.
Ciò vuol dire, per esempio, che i nostri vespisti dovranno rispettare una
velocità media imposta (come da regolamento 25 km/h), basata sulla regolarità di marcia, e ogni partecipante
dovrà sostenere tre controlli orari cronometrati al decimo di secondo. Lungo il percorso, inoltre, ognuno di loro
dovrà fare sosta obbligata in determinate tappe (al Santuario Madonna di
Lourdes e a Castel San Pietro, solo per
citarne un paio) per farsi apporre dei
timbri che attestino l’avvenuto passaggio». In poche settimane dall’apertura
delle iscrizioni un centinaio di piloti
provenienti da tutta la penisola hanno
aderito alla manifestazione, registrando il tutto esaurito. Tre le categorie di
Vespe in gara con rispettivi “padroni”:
Storiche dal 1946 al 1956, Vintage dal
1957 al 1983 ed Expert, per i piloti che
negli anni passati si sono già classificati ai primi posti. «Un aspetto più tecnico che magari non tutti conoscono»
spiega invece Mirko, «è quello riguardante la “regolarità”, una particolare
disciplina sportiva dove non conta la
velocità ma, piuttosto, la “regolarità” di
marcia: percorrere una distanza pre-
stabilita su un percorso ed entro un
tempo ben determinato. Così avverrà
per la nostra manifestazione. La regolarità verrà verificata con il CO (controllo orario, ndr) preceduto da un
tratto NO STOP entro il quale non si
può fermare il mezzo, mettere i piedi a
terra o invertire la marcia».
E se al richiamo dei motori forse non
tutti sono sensibili, di sicuro basteranno un gruppo di appassionati a bordo
di colorate e irrequiete Vespe d’epoca,
uniti a uno scenario da togliere il fiato come quello della nostra città e una
gara viva fino all’ultimo decimo di secondo, per farci fare una sosta e immaginarci a bordo di una Vespa, a festeggiare la nostra storia, la storia d’Italia.
Programma
Ore 9:00 - partenza da Piazza Carlo Ederle,
Grezzana. Percorso su via Castellana, altrimenti conosciuta come “lasagna”, suggestiva
e antica strada asburgica che si snoda sotto
le colline che abbracciano la Valpantena, per
poi inerpicarsi sui colli fino ad incontrare la celebre Salita delle Torricelle.
Ore 10:00 - termine del primo circuito, e subito una seconda partenza che porterà gli appassionati piloti alla scoperta delle contrade e
degli alpeggi della nostra Lessinia.
Ore 10:45 – transito Vespe a Bosco Chiesanuova.
Per maggiori informazioni visitare il
sito www.37100.it o la pagina Facebook Vespa Club VR37100
Giornalepantheon
marzo 2014
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RUBRICA
Il libro del mese
Giornalepantheon
aprile 2014
50
Il libro: si tratta di un romanzo di narrativa ambientato principalmente a Verona, ma l’intreccio si spinge
anche in alcune delle zone della provincia e fino al centro Italia (Abruzzo). Il periodo in cui la vicenda si
dipana copre circa settant’anni, a partire dal periodo immediatamente precedente al secondo dopoguerra
che arriva sino alla prima decade degli anni Duemila. La protagonista è Margherita, che incarna fragilità
e decisione tipiche del genere femminile. Superati gli “anta” decide di recuperare un diario che scrisse
in adolescenza e di lasciarlo alla nipote, Francesca. Sarà lei, non senza difficoltà soprattutto emotive, a
leggere quello scrigno dei ricordi, ad abbandonarlo e a riprenderlo in età adulta per completarlo. Ecco
così che la storia della nonna Margherita si interseca con quella della nipote Francesca e lo fa non solo
sulle pagine del vecchio diario, ma anche nei sogni della ragazza (oramai donna) e nelle sue visioni. Un
romanzo denso che vi farà percepire l’importanza dei legami affettivi anche oltre le barriere che la vita,
per sua natura, mette di traverso tra le relazioni affettive delle persone.
Autore: Daniela Zantedeschi
Titolo: Il filo dei ricordi
Edizioni: Edizioni ADEF
Prezzo: 7,99 €
Pagine: (E-Book)
L’autrice: Daniela Zantedeschi è nata a Verona il 10 luglio 1974, vive a Verona, si è laureata in lettere
antiche a Verona nel 1999, ha seguito un master sul turismo culturale proposto dal CUEIM, nel 2000.
In seguito si è abilitata per insegnare e tuttora insegna lettere alle scuole pubbliche superiori. Scrive da
sempre, ha da poco pubblicato questo primo romanzo di narrativa e collabora come scrittrice di viaggi con
il sito triptips. Ha due bimbe di 5 e 2 anni, ama l’aria aperta e la semplicità. Per questo vive sulle colline
della Valpantena.
Curiosità: La trama de Il filo dei ricordi scorre veloce tra le dita degli e-readers. Eh già! Perchè si tratta
di un romanzo disponibile solo su e-book. Potete perciò trovarlo e scaricarlo dalla rete e sfogliarlo sul
vostro Kindle. Scritto in lunguaggio semplice ma emotivamente forte, dimostra un forte attaccamento
alla vicenda, che per stessa ammissione dell’autrice è tratta dall’esperienza diretta. Si tratta infatti di un
racconto che fonda le sue radici nell’esperienza autobiografica amalgamandola con il romanzo stesso.
PANTHEON BOX OFFICE
Fotografa il QR code
per vedere il trailer
originale del film
a cura di Mattia Zuanni
Titolo: Nessuno mi pettina bene come il vento
Genere: Drammatico
Durata: 100 minuti
Regia: Peter Del Monte
Attori: Laura Morante, Andreea Denisa Savin, Jacopo Olmo
Antinori, Maria Sole Mansutti
Uscita (Italia): 10 aprile
Il film: Arianna è una scrittrice che vive un esilio volontario in un paese di mare,
dopo la separazione dal marito. Dalle finestre della sua casa osserva il mondo a
distanza, barricata in uno spazio solitario. Un giorno d’inverno, a rompere quello
spazio arriva una giornalista per un’intervista. Con lei c’è anche la figlia Gea,
un’ombrosa ragazzina di 11 anni, che dopo l’incontro partirà per la campagna per
un breve periodo di vacanze scolastiche. Al momento di ripartire con la madre,
la ragazzina inspiegabilmente rifiuta di andarsene, adducendo la scusa che in
campagna non ci vuole andare più. Inutilmente, la madre, che ha degli impegni
improrogabili di lavoro, tenta di convincerla, ma la piccola non desiste ed anzi si
chiude in bagno rifiutandosi di uscire. Mentre la madre si attacca al telefono con
l’ex marito (che vive con un’altra donna), Arianna, intrigata dall’atteggiamento
della ragazzina e sconcertata dal caos di quei rapporti familiari, interviene per
mediare e si offre di ospitarla a casa sua per una sera.
Curiosità: Laura Morante, premio David di Donatello come miglior attrice
protagonista nel 2001 con La stanza del figlio, torna come protagonista sul grande schermo dopo l’esperienza alla regia del film Ciliegine. Parlando di regia, Peter
Del Monte torna “a girare” dopo quasi sette anni di inattività. Il suo ultimo film
Nelle tue mani, risulta, secondo il dizionario Morandini, «uno dei film italiani più
originali del 2007».
Nessuno mi pettina bene come il vento è un aforismo (ovvero una massima che
esprime in forma sintetica un pensiero morale o un sapere pratico) frutto della mente della compianta Alda Merini, poetessa e aforista di livello nazionale,
scomparsa nel 2009.
Infoval presenta
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Marco Corvino
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aprile 2014
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52
Giornalepantheon
aprile 2014
EVENTI
Pantheon non si
assume
la responsabilità
per cambi
imprevisti
di date o orari dei
singoli eventi.
19 APRILE – PESCHIERA DEL GARDA
GARA DI VOGA VENETA
Fiume Mincio e Canali della Fortezza – tutta la giornata
Il 19 aprile, alle ore 17:30, ci sarà la tappa a Peschiera del Garda
del Campionato primaverile per i Gondolini gardesani.
Info: 045.6402385 - www.remierapeschiera.it
DAL 06 AL 09 APRILE – VERONA
VINITALY
Veronafiere – dalle 9:30 alle 18:30
Il Salone dei vini e distillati più importante al mondo, ambasciatore
del Made in Italy per eccellenza, mantiene anche quest'anno la
cadenza inaugurata nelle edizioni precedenti, ovvero l'apertura da
domenica a mercoledì, per creare sempre maggiori opportunità di
business per le imprese e i visitatori specializzati in arrivo da tutto
il mondo.
Info: 045.8298854 - www.vinitaly.com
8 APRILE E 29 APRILE – VERONA
Teatro Ristori Live: Metropolitan Opera New York
Teatro Ristori – Ore 19:30
Il rinato Teatro Ristori di Verona inaugura una nuova stagione di
spettacoli in grado di soddisfare anche il pubblico più esigente.
Info: 045.6930001 - www.teatroristori.org
Dal 10 al 24 aprile – VERONA
Verona Cabaret
Teatro Ss. Trinità – Ore 21:30
Al Teatro Ss. Trinità riparte la nuova stagione del cabaret veronese. Il laboratorio comico Verona Cabaret Ridens Factory, nato con
l’intento di far crescere nuovi talenti nel mondo della comicità, ha
dato, e darà anche quest'anno, modo a giovani comici emergenti
di esibirsi davanti a un vero pubblico.
Info: 342.8885341 – www.veronacabaret.it
Il 10 aprile – COLOGNOLA AI COLLI
Ludwig van Beethowen
Viale IV Novembre, Aula Magna – Ore 20:30
Il Comune di Colognola ai Colli e la Biblioteca Comunale Gino
Sandri ospitano Marco Fringuellino che narrerà la storia del compositore e pianista Ludwing Van Beethowen.
Info: 045.7650206 – www.comunecolognola.it
11 e 12 aprile – Verona
Stagione Sinfonica al Teatro Filarmonico
Teatro Filarmonico – Ore 20:00; Sabato ore 17:00
Dodicesimo concerto della Stagione Sinfonica 2013/2014 su
musiche di Kantscheli e Berlioz diretto dal M° Boris Brott. Programma di sala: Gua Kantscheli - Styx per viola, coro e orchestra;
Hector Berlioz - Sinfonia fantastica op.14.Viola: Anna Serova;
Orchestra e Coro dell'Arena.
Biglietti: da € 24,00 a € 12,00.
Info: 045.8005151 – www.arena.it
dal 12 aprile – verona
Carla Gozzi Show
Teatro Nuovo – Ore 21:00
Tutti i consigli di Carla Gozzi per avere un look perfetto in ogni occasione e sentirsi sempre bene nei propri... panni. Cosa indossare il giorno del primo appuntamento; come essere sempre sexy e
mai volgari; i capi che danno autorevolezza in ufficio; gli accessori
per le più creative; l'abito giusto per una festa tra amici, per andare a teatro, in discoteca o ad un appuntamento importante.
Info: 045.8011154 – www.boxofficeverona.it
dal 12 aprile – isola della scala
Carnevale in notturna
Vie del centro Ore 19:30
Il "Bacanal del Gnoco", tradizionale carnevale veronese, approda ad Isola della Scala con una speciale sfilata in notturna con
allegre maschere e coloratissimi carri carnevaleschi: per le vie del
paese musica, balli, tra stelle filanti e coriandoli volanti, per vivere
tutta la vivacità e l'allegria del Carnevale.
Info: www.carnevaleveronese.org
PANTHEON Porte aperte
dal 12 aprile 21 dicembre – verona
Verona in Arte
Via Roma – tutta la giornata
L'Associazione C.A.M.C. "Club Arte Moderna Contemporanea"
in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di
Verona, ripropone "Verona in arte", la mostra itinerante di quadri e
opere d'arte all'interno del centro storico di Verona.
Info: 333.2400012 – www.camcverona.it
dal 13 aprile – pastrengo
Magna Curta
Ore 8:30
Info: 045 7170523– www.prolocopastrengo.it
dal 16 aprile – colognola ai colli
Gli enti locali
Viale IV Novembre - Aula Magna - Ore 20:30
Il Comune di Colognola ai Colli e la Biblioteca Comunale Gino
Sandri propongono delle serate culturali alla scoperta del territorio, dei grandi avvenimenti del passato, della fede, della cultura
attraverso la presentazione di libri e vere e proprie conferenza.
Info: 045 7650206 - www.comunecolognola.it
dal 17 al 18 aprile – verona
Concerto di Pasqua al Teatro Filarmonico
Via dei Mutilati 4k – Teatro Filarmonico – Ore 20:00, Venerdì Ore 17:00
In occasione della Pasqua, la Fondazione Arena di Verona propone, nell'ambito della stagione sinfonica, uno speciale concerto che prevede l'esecuzione dello Stabat Mater di Gioachino
Rossini.
Info: 045 8005151 – www.arena.it
il 18 aprile – verona
Opera al Palazzo Camozzini: Madama Butterfly
Via S. Salvatore Vecchio, 6 – Palazzo Camozzini – Ore 20:45
L'emozione di una intera opera lirica in poco più di un'ora! Un
modo nuovo ed esaltante di vivere l'Opera, allestita in spazi esclusivi ed eleganti nello stile del salotto musicale, dove la vicinanza
degli artisti con il pubblico amplifica le emozioni e fa sembrare
tutto reale.
Info: 340 5962992 – www.villaincanto.eu
dal 20 aprile al 21 dicembre – Soave
Un Soave Mercatino
Centro Storico – tutta la giornata
Dedicato agli amanti delle cose d'altri “tempi”, ma anche a chi
vuole gustarsi il centro storico di Soave passeggiando in un "centro commerciale all'aperto" diverso dal solito.
www.prolocosoave.it
il 21 aprile – pastrengo
Pasquetta a forte Degenfeld
Forte Degenfeld – tutta la giornata
Festa di Lunedì di Pasqua in compagnia in compagnia degli Alpini
di Piovezzano.
Info: 045 7170398 – www.prolocopastrengo.it
il 24 e 27 aprile, 01, 04, 05 maggio – Pedemonte
Festa dei Vini Classici della Valpolicella e
Recioto
S. Pietro In Cariano, Piazza San Rocco -tutta la giornata
Anche quest'anno, la festa prevede vari appuntamenti di carattere
enogastronomico e culturale. La Festa dei Vini Classici della Valpolicella e Recioto si apre con gli stand enogastronomici della piazza
che proporranno i piatti tipici della zona e con la Magnalonga di
Pedemonte del 27 aprile 2014, passeggiata rilassante e non competitiva all’insegna del buon cibo e del buon vino della Valpolicella.
Info: 328 8972845 – www.magnalonga.com
il 27 aprile – Pedemonte
Magnalonga di Pedemonte
Piazza San Rocco – Ore 9:30
Domenica 27 aprile 2014 si terrà l'annuale passeggiata enogastronomica in Valpolicella.
La Magnalonga della Valpolicella è una passeggiata rilassante e
senza competizione, per il semplice piacere di gustare in compagnia le bellezze naturali ed enogastronomiche della Valpolicella.
Info: 328 8972845 – www.magnalonga.com
il 28 aprile – verona
Teatro RistorI Live: Royal Ballet London
Via Teatro Ristori 7, Teatro Ristori – Ore 20:15
Il rinato Teatro Ristori di Verona ospita il Royal Ballet London per
una serata dall’intenso sapore artistico e musicale.
Info: 045 6930001 – www.teatroristori.org
La scuola primaria di Erbezzo
in visita alla Redazione
L
o scorso 18 marzo le classi terza,
quarta e quinta della scuola primaria di Erbezzo hanno fatto
visita alla redazione di Pantheon accompagnate dalle insegnanti Pasqualina Rossone, Orietta Noventa e Antonella Treno. Si è trattato della prima
rappresentanza scolastica a visitare la
redazione per fini didattici, comprensibile quindi una certa emozione anche da parte degli “addetti ai lavori”.
In un primo momento le classi hanno
condiviso con lo staff di redazione una
piccola presentazione in cui sono state date alcune informazioni tecniche
sul funzionamento di una redazione e
sulle tempistiche che vengono seguite
per la realizzazione di Pantheon. In
un secondo momento il gruppo si è
quindi spostato nella redazione vera e
propria per scoprire gli uffici dei commerciali, tutte le copertine e i numeri
del magazine dal maggio 2008, l'area
di lavoro dei grafici (che ha riscosso
particolare interesse), la piccola sala
riunioni interna ed infine la prestigio-
sa stanza del direttore Matteo Scolari. Non sono mancate tante domante
curiose e mai banali, a testimoniare
anche una preparazione sull'argomento che, grazie alle insegnanti, ha
consentito ai ragazzi di poter portare
a casa quanto più possibile da questa
esperienza.
Pantheon 49
ERRITORto A SPIkkI
Brevi da VERONA ALLA PROVINCIA
GREZZANA
La Grande Guerra presentata alla Baita degli Alpini
La Baita degli Alpini di Grezzana (sotto)
Folla all’evento in ricordo della Grande Guerra, promosso dal Gruppo Alpini di Grezzana, in collaborazione con
il generale Roberto Rossini e il coro “La Sengia della Lessinia”, svoltosi lo scorso 15 marzo, nella baita di Via
Fermi. Tra i presenti il sindaco Mauro Fiorentini, il nuovo presidente ANA Luciano Bertagnoli che ha «scambiato
lo zaino» con Ilario Peraro, altre autorità e i cittadini uniti «per non dimenticare». A presentare la sequenza di
cartoline scritte dai militari, cariche di sofferenze e nostalgia, il generale Roberto Rossini, mentre i canti sono
stati scelti dai maestri Paolo Dal Dosso e Claudio Tubini del coro Fogolàr Furlan, per rievocare le lunghe marce di
trasferimento dei soldati. Grande l’emozione quando il Coro “La Sengia” ha intonato Stelutis alpinis, composto
da Arturo Zardini, che racconta di un soldato che assicura la sua amata: “io e la stella alpina ti saremo sempre
accanto”. Già in questa Guerra morirono oltre 8 milioni di militari: «una vittima per ogni 4 minuti di conflitto», ha
precisato Ivo Squaranti, tracciando le fasi importanti di questa immane tragedia. Il Regno d’Italia paventava il
conflitto con l’Austria e l’Ungheria, già alla fine dell’Ottocento, vedendo che l’Impero Asburgico costruiva una
lunga catena di forti, con funzioni logistiche ed operative, nell’intento di fronteggiare le fortificazioni austriache.
Il pretesto per dichiarare guerra alla Serbia fu l’uccisione (28 giugno 1914) dell’arciduca Francesco Ferdinando,
erede al trono degli Asburgo: fu l’inizio della Grande Guerra in cui furono coinvolte 23 nazioni. L’Italia dichiarò
guerra all’Austria il 23 maggio 1915, rimanendone subito coinvolta. Il Veneto, già dal primo anno, passò in prima
linea sia sul fronte (Dolomiti) sia nella logistica, grazie alle sue infrastrutture: risalgono a quegli anni molte strade
e chilometri di trincee (anche in Lessinia). L’Italia all’armistizio (4 novembre 1918) contò 654mila morti, 60mila
tra prigionieri e dispersi e oltre 450mila mutilati e invalidi: che non vanno dimenticati.
CERRO V.SE
Sabato 17 aprile - ore 9:00
Uscite alla scoperta dei sentieri
segnalati sulla cartina (333.6014955)
Venerdì 16 aprile - ore 20:30
Teatro di Cerro
Presentazione ufficiale della cartina
Una cartina rivalorizza i sentieri
L’iniziativa è partita dal nuovo Gruppo Escursionismo Lessinia che, in collaborazione con la Polisportiva di
Cerro, ha deciso di farsi carico di un’opera molto importante: pulire tutta una serie di sentieri, marchiarli, posizionare le segnaletiche e dare vita alla cartina sentieristica della zona, oggi disponibile in tutte le edicole e in
numerosi punti della provincia di Verona. Patrocinata dal CAI di Bosco, questa realizzazione, grazie anche ad
alcuni sponsors, ha permesso ad un gruppo di pensionati di mettersi all’opera. «Il nostro scopo primario» ha
detto Loredana Dal Corso, portavoce del gruppo, «è stato quello rendere disponibile alle persone il patrimonio
naturale della nostra Lessinia. Abbiamo fatto uno studio del territorio, calcolando un circuito esterno di sentieri
che potesse rientrare in corrispondenza di contrade o zone particolarmente importanti. Vogliamo riportare la
gente a camminare, a scoprire questo territorio, a sentirsene partecipe e allo stesso modo ad aumentarne la
responsabilità nella conservazione». La cartina è in vendita a 5€, e con il ricavato delle vendite il Gruppo Escursionismo manterrà viva l’iniziativa. Proprio in questi giorni si sta infatti cercando di riproporre l’iniziativa anche a
Roverè con l’aiuto di un gruppo di pensionati locali.
Per info e prenotazioni 333.6014955 oppure via mail a [email protected]
CERRO VERONESE
CARTA DEI SENTIERI
HIKING MAP - WANDERKARTE
SCALA - SCALE - MAßSTABE 1:10.000(1 cm = 100 m)
1° EDIZIONE 2013
Guida allegata con cenni storici
Guide including historical notes
Con la collaborazione di
COMUNITA MONTANA
DELLA LESSINIA
PARCO NATURALE
REGIONALE DELLA LESSINIA
VERONA
Amministratore di sostegno, istruzioni per l’uso
Due appuntamenti per approfondire la figura, importantissima, dell’Amministratore di Sostegno. La legge è
entrata in vigore nel giugno 2004, ma ancora pochi ne conoscono gli effetti. L’Amministratore di Sostegno è
una figura che viene in aiuto soprattutto agli anziani, che non sempre hanno la fortuna di rimanere in possesso
delle loro capacità. Questo Amministratore difende gli interessi e protegge la persona beneficiaria, aiutandola
inoltre alla soddisfazione dei bisogni, delle richieste e delle scelte. Cura quindi la conservazione del patrimonio,
ma offre anche un valido aiuto per la realizzazione delle migliori condizioni di vita quotidiana. Spetta al Giudice,
su istanza di un familiare, responsabili dei servizi sanitari e sociali, la nomina dell’Amministratore di sostegno.
Questo e molto altro sarà discusso nel corso di due serate:
la prima venerdì 11 aprile al Centro Tommasoli, la seconda in fase di definizione (fine aprile) al Centro
Polifunzionale dell’Ospedale di Marzana.
GREZZANA
Sul prossimo numero di Pantheon, approfondiremo la figura dell’Amministratore di Sostegno fornendo dati e
contatti per le famiglie interessate.
City Camp: immersione estiva nell’inglese
Torna a Grezzana, alla Scuola Primaria in Viale Rimembranza, il City Camp, un’esperienza full
immersion nell’inglese dedicata a tutti i bambini della scuola elementare. Si tratta di dieci giorni (dal 21 luglio al 1 agosto) in cui i ragazzi, divisi in piccoli gruppi, saranno seguiti da tutors
inglesi in attività ludiche e didattiche dalle 9:00 alle 17:00.
Il Camp, organizzato sulla settimana scolastica dal lunedì al venerdì, grazie all’affiancamento
con giovani studenti delle scuole superiori, madrelingua inglesi, è un ottimo strumento per
migliorare la pronuncia, comprensione e lessico. Grazie a questo approccio molto ristretto
(11 alunni massimo per insegnante), il City Camp stimola la concentrazione e aiuta i ragazzi
a confrontarsi con una realtà multiculturale, oggi molto importante soprattutto per il futuro
mondo del lavoro, sempre più internazionale.
Informazioni ed iscrizioni: 328.0131666 (Alberto), 347.4483721 (Erika).
Organizzata dal Circolo Alpini S. Maria in Stelle
SANTA MARIA IN STELLE
Torna la Festa della Primavera
Due weekend: Pasqua (20 e 21 aprile) e la festa della Liberazione (25, 26 e 27 aprile).
Queste le date della 36ma Festa della Primavera Santa Maria in Stelle, organizzata
come di consueto dal Gruppo Alpini in collaborazione con la Circoscrizione 8^ e
il Comune di Verona. Il programma (che potete leggere completo a nella pagina a
fianco) è ricco e pieno di musica, buona cucina, momenti culturali e non solo.
Spicca la celebrazione, venerdì 25 aprile, che sancirà il 10° Anniversario dell’inaugurazione della Baita degli Alpini. Bellissime le parole che sono state scritte
dal Gruppo Alpini per l’occasione, in cui si legge: «dalla sua realizzazione (della
Baita, ndr) è stata un susseguirsi di iniziative, esperienze umane dal valore inestimabile […]. Ci piace pensare agli alpini come le api operaie sempre in mocimento per
raggiungere gli obiettivi». Per l’occasione ad ogni alpino, socio o amico (in regola
con il tesseramento 2014) sarà offerto uno sconto del 10% per due persone sulle
consumazioni per tutta la giornata. Bella anche la giornata di sabato 26, titolata
“Giornata dell’Albero” rivolta a tutti i bambini, in cui assieme ai “veci alpini” verranno piantati degli alberi e letti dei brani significativi. La giornata, dedicata a tutti i
bambini in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente del comune ed Amia Spa,
sarà dedicata alla scuola primaria Piero Caliari di Santa Maria in Stelle, e tutto il ricavato sarà devoluto per i lavori del laboratorio informatico. Anche per questo motivo
la dirigente Nicoletta Morbioli ha voluto esprimere «il suo più sincero ringraziamento
per l’organizzazione di questa bellissima iniziativa, in quanto consolidare il rapporto
tra territorio e comunità scolastica non solo contribuisce ad arricchire l’offerta formativa della scuola ma nello stesso tempo valorizza le tradizioni e l’attaccamento
degli alunni, cittadini di domani, alle proprie radici».
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Giornalepantheon
aprile 2014
”
20 - 21 - 25 - 26 - 27 APRILE 2014
SABATO 26 APRILE “ Giornata dell’albero
In collaborazione con Assessorato all’Ambiente del Comune di Verona ed AMIA Spa
A favore della scuola primaria «Pietro Caliari» S. Maria in Stelle per il laboratorio informatico.
ORE 15.00– Piantumazione degli alberi con i veci alpini, lettura di brani significativi
sull’importanza degli alberi, merenda per i bambini.
ORE 15.30 –A pertura della Festa e degli stands
ORE 20.30 –B allo popolare con l’orchestra “ Prima Pagina ”
DOMENICA 27 APRILE “Festa della Famiglia ”
ORE
ORE
ORE
ORE
ORE
10.00 –A
15.00 –C
15.30 –S
20.30 –B
22.00 –E
pertura stands gastronomici
orner di lettura e mostra di libri per bambini ed adulti in collaborazione
pettacolo “Noi Veneti ” di David Conati
allo popolare con l’orchestra “Ornella Nicolini
strazione lotteria di beneficenza.
l’incasso della 36^ Festa della Primavera sarà diviso tra le seguenti associazioni:
Scuola Primaria “Pietro Caliari” S. Maria in Stelle, Parrocchia S. Maria in Stelle via Pantheon 1,
37142 Quinto - Verona; Gruppo Alpini S. Maria in Stelle, via G. Silvestri 27, 37142 Quinto - Verona Associazione Circolo Alpini S. Maria in Stelle, via G. Silvestri 27, 37142 Quinto - Verona.
IN COLLABORAZIONE CON
GRUPPO ALPINI
S. MARIA IN STELLE
DOMENICA 20 APRILE
ORE 16.00
ORE 20.30
Apertura della Festa e degli stands
Ballo popolare con l’orchestra “ Paolo Group ”
ORE 10.00
ORE 15.30
ORE 20.30
Apertura stands gastronomici
Intrattenimento per bambini con il Clown “ Colorinda ”
Ballo popolare con l’orchestra “Susanna Pepe
LUNEDI 21 APRILE
VENERDI 25 APRILE “ 10° anniversario inaugurazione baita A ogni socio
alpino e amico degli alpini in regola con il tesseramento 2014 viene effettuato uno sconto del 10%
(per due persone) sulle consumazioni, per tutta la giornata.
ORE 10.00 Apertura stands gastronomici
ORE 15.30 Karaoke per genitori e bambini a cura di “ Mauro Micheloni ”
ORE 20.30 –S erata LatinoA mericano con “ DJ Diego Mass Loco”e “Alma de Casino
PER TUTTA LA DURATA DELLA FESTA
STANDS GASTRONOMICI –V INI TIPICI LOCALI -B ANCO DEI FIORI
900 POSTI COPERTI E RISCALDATI
IN COLLABORAZIONE CON
L’organizzazione declina ogni responsabilita’ per danni fisici,morali e materiali a persone
animali o cose dovessero succedere negli spazi interessati alla manifestazione
RUBRICA
Pollice verde
Aria nuova
Le belle giornate aiutano il lavoro nel campo: in vigna ma
non solo. Nell’orto e nel giardino è il momento delle semine
estive (seguite il calendario lunare) e del cambio stagionale
per le piante che hanno svernato in casa.
L
e temperature già miti hanno messo fine a
questo inverno (ma era mai cominciato?!)
e il lavoro del “polliceverdista” inizia ora a
farsi piuttosto serio. Nell’orto, se avete piantato ortaggi in tunnel coperti o in cassoni, iniziate
ad arieggiarli, in modo particolare nelle giornate
a cielo terso e nelle ore più calde. Le strutture
chiuse sotto il sole potrebbero fare un inaspettato “effetto forno”, come succede per le auto
nere parcheggiate fuori dall’ombra. Per seminare seguite il calendario lunare e preferite la
luna calante (15-29 aprile). Potete procedere a
semina di carote, broccoli, porri, spinaci, ravanelli, lattughe, mentre in coltura protetta anche
coste e indivia belga. Trapiantate cipolla, finocchio, sedano e coste. Cavoletti di Bruxelles, verze e radicchi sono invece ancora in raccolta. In
luna crescente (7-15 aprile e dal 29 aprile) potete
invece seminare qualche pomodoro, zucchine,
peperoni e zucche, melanzane e cetrioli, che saranno poi le vostre rese estive.
Vendita
di Matteo Bellamoli
FASI LUNARI APRILE
Primo quarto
7 aprile
Luna piena
15 aprile
Ultimo quarto
22 aprile
Luna nuova
29 aprile
Primo quarto
7 maggio
Anche in giardino il mese è ideale. Potete riporre all’esterno i vasi che avete fatto svernare in
casa e dedicatevi alle novità. Prima di porre a
dimora una pianta lavorate bene il terreno con
concime (meglio stallatico). Subito dopo la posa
annaffiatela e tenetela d’occhio almeno per tre
settimane, per vedere se ha attecchito correttamente. Alcune bulbose sono già in fioritura,
mentre le estive le dovrete porre a dimora quando la colonnina sarà oltre valori medi di 8-10°C,
quindi presumibilmente dal 15 del mese.
In cantina potete travasare e imbottigliare, ma
solo in giornate di sole senza vento. Vini da
invecchiamento e aromi dolci dal 25 al 30 del
mese, mentre nella prima parte (10-15 aprile) i
frizzanti e gli spumanti. Per i vini da tavolo ottima
la metà del mese. Evitate i primissimi giorni, fino
al 10. Nel campo legate ancora i tralci delle viti
in modo da aumentare la resa del prossimo autunno. Tenete tagliata l’erba tra i filari che di qui
in avanti sarà anche ottimo fieno.
Assistenza
Riparazione
MACCHINE AGRICOLE
E DA GIARDINO
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Giornalepantheon
aprile 2014
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SCATTI D aUTORE
'
Il concorso fotografico per i nostri lettori
Il tema di questo mese era: “Tema Libero”
Suggerimenti critici a cura di Maurizio Don 045.8700180 - 392.5823461 - www.mauriziodon.it - [email protected]
Marco Malvezzi
CONTRADA ROSTE
COMMENTO CRITICO
Seppure il paesaggio rappresentato sia molto
semplice, il ritaglio e l’effetto danno a questa
foto qualcosa di molto particolare. Questa elaborazione conferisce allo scatto un tocco di
classe. La tecnica, che una volta veniva realizzata in camera oscura, è definibile “in chiave
alta”, e porta in primo piano i contorni e gli elementi essenziali. Molto bella.
Sara Castellani
NOTE D’AMORE
LIQUIDAZIONE TOTALE
con sconti dal 2o al 60%
Da lunedì 7 aprile a domenica 18 maggio
COMMENTO CRITICO
Ottima la scelta dell’inquadratura con il soggetto in primo
piano e gli altri sfocati sullo sfondo. Il bianco e nero conferisce
il giusto pathos alla scena, espressiva e molto buona. Non
è mai semplice ritrarre i volti. Si può riscontrare anche una
contrapposizione tra l’attività del musicista, intento a suonare
la fisarmonica, e la coppia sullo sfondo immersa nella
contemplazione del panorama
Loris Colognato
BALDO LUNARE
COMMENTO CRITICO
Bella, purtroppo in risoluzione un po’ bassa. Il
colpo di luce da basso e sulle creste conferisce
un ottimo slancio di spazio. Molto suggestiva con
una buona equilibratura, potremmo dire che si
avvicina ad una inquadratura ottimale.
Murari Giancarlo
PACE
Informazioni generali sul concorso
Tutte le foto pervenute in redazione su www.giornalepantheon.it
IL CONCORSO SCATTI D’AUTORE 2013/2014
TERMINA QUI!
DAL PROSSIMO NUMERO TUTTE LE FASI
DELLA SELEZIONE DEI VINCITORI
NON PERDETE PANTHEON 50!!!
COMMENTO CRITICO
Molto pulita. Veicola un senso di posatezza e di
calma, e questo le da quel tocco in più rispetto
alle tante foto paesaggistiche simili a questa che
sono giunte in redazione questo mese. Si potevano accentuare un po’ i contrasti per renderla
più incisiva e probabilmente abbassare un po’
l’inquadratura in modo da togliere una porzione
di cielo.
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Giornalepantheon
aprile 2014
Ri ke B e
r to l i n i v i a Ma zz
te l. 0 4 5
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80 01 854
e ro n a
Fonte: van-of-the-year.com
09/2012
Ford Transit Custom
Siamo lieti di invitarLa alla
Fonte: van-of-the-year.com
09/2013
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Autofficina Valpantena Sas - Via Fusina, 18 - 37023 Grezzana (Vr)
dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30
Sabato 12 e Domenica 13 Aprile 2014
Go Further
Presentazione della nuova gamma Ford Transit e di tutta la gamma di vetture Ford
Fonte: euroncap.com
12/2012
Ford Transit Custom
>La nuova gamma Ford Transit.
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