POIn
Programma Operativo Interregionale (FERS) 2007-2013
“Attrattori culturali, naturali e turismo”
Lavori di restauro, valorizzazione e fruibilità
della “Torre Piccola” del castello Gallone.
Tricase, 24 settembre 2015
Asse I – Valorizzazione e integrazione su scala
interregionale del patrimonio culturale e naturale.
Linea di intervento I.1.1.
Veduta del Palazzo Baronale nella pubblica piazza della terra di
Tricase. A.D. MDCCLXXXV, Disegno.
Il contesto urbano cui è ubicato il fabbricato
oggetto dell’intervento, di proprietà comunale, è
quello del centro storico dell’abitato di Tricase.
Piazza Pisanelli naturale grande attrattore turistico, accoglie la Torre
Piccola collocata tra pregevolissimi edifici di culto quali la chiesa di San
Domenico, la chiesa Matrice, l’ex Convento dei Padri Domenicani e il
Castello dei Principi Gallone, del quale la cosiddetta Torre Piccola e
Torre Grande risultano di pertinenza.
La Torre
piccola, detta
anche
Bastione a
lancia è
situata a
ponente del
Palazzo
Principesco.
Quella che spesso è stata denominata come
Torre piccola o Torretta poligonale del
Castello, in realtà rappresenta uno dei pochi
esempi di Bastione a lancia del Salento.
Descrizione e note storiche dell’edificio
Coevo ad altre
realtà importami del
Salento come i
castelli di Copertino
(1530 - 40),
Parabita (1535),
Acaya (1536),
Lecce (1539), il
Baluardo tricasino
s'inserisce
perfettamente
nell'opera di
fortificazione e
adeguamento
militare voluto da
Carlo V.
Descrizione e note storiche dell’edificio
Posizionato su uno degli
incroci della cinta muraria, il
Bastione ha una pianta a
punta di lancia, con quattro
facciate visibili e munite di
cannoniere e la quinta, detta
gola, che in origine era
inglobata nei due lati delle
mura della Terra. I due piani
ospitavano due cannoni che
avevano la possibilità di
sparare dalle quattro bocche
da fuoco per piano.
L'accesso era garantito dalla
porta a primo piano aperta
sul lato della gola (oggi
ancora visibile dall'ingresso
degli uffici comunali).
Descrizione del bene e del suo stato di conservazione
L’immobile in questione
versava in uno stato di
precaria conservazione, gli
interventi che negli anni si
sono succeduti hanno
operato senza tener conto
delle reali necessità.
Non si è mai avuta la
concreta possibilità di
intervenire in maniera
radicale e concettualmente
corretta.
La mappatura dello stato di
conservazione
La mappatura dello stato di
conservazione
Le facciate in esame risultavano
degradate dall’umidità di risalita
(proveniente dal terreno) e dall’umidità
d’infiltrazione (acque meteoriche), in
particolare il basamento della torre,
dovuta alla mancata manutenzione ed
all’assenza di intonaco.
La mappatura
dello stato di
conservazione
•Dilavamento generalizzato della superficie
sotto il cornicione dovuto alla mancanza di
opere per la raccolta di acqua meteorica
•Presenza di fessurazioni
La mappatura dello
stato di conservazione
•Presenza diffusa di muschi e licheni
dovuti a cicli di umidità
•Assenza di malta tra i giunti
La mappatura dello stato di
conservazione
La mappatura dello stato di
conservazione
La facciate esterne, totalmente in tufo a
faccia vista, risultavano caratterizzate dalla
diffusa presenza di croste e/o patine scure,
di patine biologiche (muschi e/o licheni), di
depositi superficiali coerenti ed incoerenti e
dalla presenza di vegetazione spontanea in
corrispondenza del cornicione.
La mappatura dello
stato di
conservazione
La mappatura dello stato di
conservazione
La mappatura dello stato
di conservazione
L’accesso alla struttura avveniva
mediante un antico portone in legno al
di la del quale era presente un
secondo infisso in legno avente
funzione di antiporto.
Il piano del locale interno della Torre si
trovava, rispetto a quello esterno, ad
un livello inferiore di circa 25 cm. Il
pavimento era in mattoni di cemento
granagliato, mentre nel piano
ammezzato era ancora presente il
pavimento in coccio pesto, risarcito in
più punti con malta cementizia.
La mappatura dello stato di
conservazione
Le pareti risultavano intonacate
con materiali tipo plastico che
rievocavano i conci di tufo a
faccia vista, alla base delle
pareti erano visibili le tracce di
umidità da risalita.
Al piano terra era presente un
piccolo vano ripostiglio con
infisso in plastica a soffietto.
La mappatura dello stato di
conservazione
Le finestre, di recente
realizzazione erano in alluminio
elettrocolorato.
La mappatura dello stato di
conservazione
La mappatura dello
stato di
conservazione
La mappatura dello stato di
conservazione
La mappatura dello
stato di
conservazione
• Non era presente alcun servizio igienico.
La struttura non era servita da rete idrica e fognante,
ma solo dell’alimentazione Enel.
• Gli impianti elettrici, realizzati a vista con canalina
metallica erano completamente da revisionare.
• Gli interventi di restauro e di
consolidamento si sono resi
necessari al fine di evitare il
degrado della bene storico e di
quello che lo stesso rappresenta
per la cittadinanza.
• In sostanza si è cercato di
eliminare, per quanto possibile,
ogni fonte di rischio che possa
generare fenomeni di
disgregazione dei paramenti
murari (vedi la vegetazione
infestante), le infiltrazioni di acqua
dal lastrico solare e dalle
fondamenta, ecc.
•
L’obbiettivo principale dell’iniziativa è quello di tutelare e conservare
il bene storico-artistico, vincolato per legge e nel contempo
valorizzare la valenza storica, migliorando la sua fruibilità da parte di
cittadini, visitatori e turisti, stante la sua particolare ubicazione nel
pieno centro storico della città, da sempre vissuto come il fulcro degli
incontri e di frequentazioni.
Descrizione degli obiettivi
dell’iniziativa
•
Obbiettivo altrettanto importante è
stato quello di individuare forme e
modalità di recupero e fruizione per
molti versi innovative.
•
Nelle operazioni di recupero si è
cercato di superare, la ormai abusata
modalità della meccanica ricostruzione
d’ambiente del bene. Si è voluto
invece intendere l’operazione di
recupero come occasione per una
ricostruzione del contesto culturale e
storico in cui si inquadrava il bene
stesso.
Descrizione degli
obiettivi dell’iniziativa
•
Questa operazione definita come “spettacolarizzazione” del bene
culturale “Torre Piccola” è consistita in un attento lavoro di
ricostruzione filologica del periodo storico in cui il bene è inquadrato e
nell’uso di tecnologie in grado di illustrare ai visitatori lo spirito e il
significato del bene valorizzato, del contesto storico di riferimento,
delle persone che l’avevano costruito e vissuto.
Descrizione degli obiettivi
dell’iniziativa
Progetto di restauro:
Il progetto dei lavori di restauro comprende l’attuazione di varie
fasi di lavorazione che sinteticamente sono di seguito indicate.
Accurata indagine archeologica realizzata con macchinari
georadar per verificare la presenza di eventuali testimonianze e/o
invasi da recuperare (pavimentazione originaria, botole d’accesso
ad un piano interrato);
Progetto di restauro:
La sostituzione della pavimentazione esistente, costituita da
mattoni in granigliato di cemento, ha offerto la possibilità di
indagare sulle stratigrafie sottostanti.
Foto: Dott. Alessandro Rizzo
Al di sotto dello strato di preparazione del pavimento moderno, è
stato rinvenuto un secondo e più antico pavimento in terra e tufina
battuta, il quale era in fase con le tracce di intonaco presenti al di
sotto del pavimento moderno, sui muri perimetrali della stessa torre.
Progetto di
restauro:
Foto: Dott. Alessandro Rizzo
Progetto di restauro:
L’antico pavimento in terra e tufina battuta, in pessimo stato conservativo,
copriva direttamente il banco roccioso, oltre ad una serie di tagli nello
stesso. Questi erano rappresentati da un buca ellittica al centro
dell’ambiente e da un taglio irregolare.
Foto: Dott. Alessandro Rizzo
Progetto di restauro:
Risanamento e realizzazione di
pavimentazione interna
prima
dopo l’intervento
– Al piano terra, rimozione della
pavimentazione esistente in mattoni
di graniglia di cemento e del
materiale di supporto sottostante;
– Realizzazione di nuovo vespaio
aerato e successivamente del nuovo
pavimento in coccio pesto;
– Al piano primo, recupero del
pavimento in coccio pesto esistente;
Progetto di restauro:
Restauro e consolidamento
del paramento murario
in facciata
– Ispezione dello stato di conservazione dei conci
e degli assetti;
– Rimozione degli elementi vegetali infestanti
mediante estirpazione manuale, operazione
preceduta da trattamenti con diserbanti.
– Rimozione di eventuali chiodi, zanche, staffe e
corpi estranei in genere, adottando ogni
accorgimento necessario atto a salvaguardare
l’integrità dei conci
Progetto di restauro:
Restauro e consolidamento del paramento murario in
facciata
– Pulitura di superficie lapidea (pietra leccese) interessata
da diffuso attacco biologico (licheni) consistente nella
asportazione manuale delle incrostazioni mediante
leggera spazzolatura, applicazione di biocida ad azione
meccanica con bisturi;
– Pulitura delle superfici interessate da croste nere
mediante l’applicazione, da ripetere in più cicli, di
compresse di cellulosa imbevute di una soluzione di
carbonato d’ammonio e successiva spazzolatura, dove è
stato necessario con microfresa e con mini pistole
sabbiatrici di precisione (microsabbiatrice);
– Preconsolidamento di superfici lapidee, consistente nella
impregnazione a spruzzo con silicato d'etile, nonché
esecuzione di stuccature di riempimento e di appoggio
delle scaglie con malta idonea a base di calce idraulica a
basso contenuto salino e polvere di pietra,
eventualmente additivata con silicato di etile; inserimento
di eventuali piccoli perni per il fissaggio di pezzi in
distacco, con resine epossidiche e stuccature nei bordi.
Progetto di restauro:
Restauro e consolidamento del
paramento murario in facciata:
– Consolidamento di superficie lapidea già preconsolidata, nelle zone più
degradate e pulite, consistente nella impregnazione del materiale
mediante applicazione a pennello o a spruzzo eseguito in più fasi e con
tutte le accortezze necessarie a consentire la massima penetrazione
del prodotto;
– Risarcitura di lesioni mediante iniezioni di resine epossidiche previa
scarnitura, stilatura e sigillatura, il tutto conservando la patina originaria;
Progetto di restauro:
Restauro e consolidamento del
paramento murario in facciata:
– Revisione e stilatura sottile dei giunti fra i conci da
eseguire con malta di calce e polvere di pietra
calcarea con resina acrilica, previa scarnificazione
e lavaggio dei giunti stessi, in maniera da ottenere
un impasto del tutto simile alla pietra, compreso il
ritocco finale, con la eliminazione superficiale della
malta eccedente;
– Trattamento idrorepellente protettivo mediante
applicazione a spruzzo di idrorepellente a base di
organopolisilossani oligomerici, effettuata per
applicazioni successive sulla superficie
perfettamente asciutta ed in condizioni climatiche
idonee, sino a rifiuto del prodotto.
Progetto di restauro:
Restauro e consolidamento del
paramento murario in facciata:
prima
Dopo l’intervento
Progetto di restauro:
Revisione e manutenzione
generale degli elementi
architettonici del cornicione e
della copertura.
Prima
Dopo l’intervento
– Revisione copertura esterna e pluviali.
Eliminazione dei depositi superficiali di
muffe e licheni e della vegetazione
radicata. Verifica dell'assetto statico del
cornicione ed eventuale smontaggio e
rimontaggio dei conci. Smontaggio e
rimontaggio per inserimento di elementi
impermeabilizzanti ed eventuali
sostituzioni di parti non recuperabili.
Rifacimento dei canale di gronda e dei
pluviali, integrazione degli elementi
mancati o rotti con altri realizzati su
misura in ceramica da artigiani locali.
– Realizzazione del lucernario in ferro.
Progetto di restauro:
Revisione e manutenzione generale degli elementi
architettonici del cornicione e della copertura.
Dopo l’intervento
prima
Progetto di restauro:Interventi sulle
murature interne
Demolizione dell’intonaco
interno esistente avente uno
spessore stimato di cm 3,
rappresentante una vera e
propria superfetazione
dell’esistente e realizzato allo
scopo di “rivestire” l’originario
paramento murario interno
danneggiato dalle infiltrazioni.
In relazione all’esito dei
necessari saggi effettuati, e
vista la consistenza muraria,
realizzazione di intonaco con
geocalce naturale strutturale
traspirante.
Progetto di restauro:
Interventi sulle
murature interne
Progetto di restauro:
Interventi sulle
murature interne
Progetto di restauro:
Interventi sulle
murature interne
Prima dell’intervento
Dopo l’intervento
Progetto di restauro:Interventi sulle
murature interne
•
•
Campionatura velatura
Sulle pareti intonacate, è stata eseguita
una pittura a base di calce previo provini
eseguiti in loco.
Prima della stesura della pittura (Biocalce
Silicato Puro Pittura), si proceduto al
passaggio di un fissativo consolidante
(Biocalce Silicato Consolidante) eseguito
su tutte le superfici intonacate.
Progetto di restauro:Interventi sulle
murature interne
Stato di fatto - nicchia (volta)
Stato di finale - nicchia (volta)
•
•
•
Lacuna di intonaco
In particolare alla nicchia, con volta a botte, esposta
a ovest e precisamente a sinistra dell’ingresso, si è
proceduto al restauro conservativo dell’intonaco
(volta e pareti) previa pulitura dello strato di calcina
deteriorata e decoesa e successiva stuccatura.
Successivamente si è proceduto al consolidamento
e ad un equilibratura cromatica dell’intera superficie.
Le stesse operazioni sono state eseguite al vano
w.c. e al vano tecnico esposti frontalmente
all’ingresso
Progetto di restauro:Interventi sulle
murature interne
Stato finale tecnica a spruzzo acqua di calce
•
Sulle volte, sia quella del primo livello che a quella
del secondo, si è proceduto ad un intervento
mirato all’abbassamento cromatico dei conci di
tufo dovuto all’ asportazione degli strati di calce o
di intonaco eseguiti in altri interventi.
•
Tale operazione è stata eseguita con la tecnica
dello spruzzo utilizzando acqua di calce e
uniformando così tutta la superficie interessata. In
particolare alla volta del secondo livello prima di
tale operazione si è proceduto all’abbassamento
cromatico di alcune stuccature eseguite in
precedenti interventi.
Progetto di restauro:
–
Impianti:
– nel vano deposito al piano
terra è stato realizzato il
servizio igienico completo di
vaso e lavamani, con le
relative opere impiantistiche
compreso l’estrazione
dell’aria forzata, e l’ovvio
collegamento alle reti
pubbliche esistenti (fognatura
e rete idrica).
Progetto di restauro: IMPIANTI
Realizzazione di impianto elettrico e amplificazione
Progetto di restauro: IMPIANTI
L’impianto di amplificazione è a corredo
delle opere di “spettacolarizzazione”
Progetto di restauro:
Arredi e allestimenti –
“opere di spettacolarizzazione”
•
Il piano terra della “torre Piccola” è stato arredato per essere utilizzato
come ufficio di accoglienza turistica e sede della Pro-loco, mentre al
primo piano è stato allestito un piccolo centro visita multimediale.
•
Quindi, il progetto di recupero del bene è integrato con interventi che
hanno come finalità la ricostruzione del contesto culturale e storico in cui
si inquadrava il bene stesso.
•
Sono stati realizzati:
– ARREDI realizzati artigianalmente E ATTREZZATURE.
– PANNELLI SINOTTICI, i cui contenuti riguarderanno
"gli armamenti della Torre Piccola" ;
– FILMATO-CORTOMETRAGGIO. E’ stato realizzato un
filmato su formato digitale della durata di 5/7 minuti
sulla storia del PALAZZO GALLONE E LA PICCOLA
TORRE .
– RICOSTRUZIONE delle armi da fuoco in legno e/o in
resina speciale, con riproduzione tridimensionali, in
scala reale, completa di ILLUMINAZIONE, IMPIANTO
E SUPPORTO AUDIO per la riproduzione di voci e
suoni.
Arredi e allestimenti :
“opere di spettacolarizzazione”
Arredi e allestimenti :
“opere di spettacolarizzazione”
Arredi e allestimenti :
“opere di spettacolarizzazione”
Arredi e allestimenti :
“opere di spettacolarizzazione”
ARREDI realizzati artigianalmente
E ATTREZZATURE
Arredi e allestimenti :
“opere di spettacolarizzazione”
ARREDI realizzati artigianalmente
E ATTREZZATURE
Arredi e allestimenti :
“opere di spettacolarizzazione”
Diorami e pannelli illustrativi.
POIn
Programma Operativo Interregionale (FERS) 2007-2013
“Attrattori culturali, naturali e turismo”
Asse I – Valorizzazione e
integrazione su scala
interregionale del patrimonio
culturale e naturale.
Linea di intervento I.1.1.
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