Sistemi e componenti in veicoli industriali 2° Edizione © 2001 8150200033 Con riserva di modifiche. Versione 002/09.01(it) 815 050 003 3 Sommario Principio di funzionamento di un sistema frenante ad aria compressa............................................................................................. 4 1. Motrice Schematica del sistema frenante............................................................ 6 Unità di frenatura della motrice............................................................... 7 2. Veicoli rimorchiati Schematica dei sistemi frenanti ............................................................ 64 Unità di frenatura per rimorchi .............................................................. 66 3. Sistema antibloccaggio (ABS) .......................................................... 83 4. Sistema di frenatura continua nella motrice .................................... 95 5. EBS - Sistema di frenatura regolato elettronicamente.................. 101 6. Sospensione pneumatica, ECAS .................................................... 111 7. Servofrizione ..................................................................................... 123 8. Sistemi frenanti ad aria compressa in veicoli per l'agricoltura................................................................................. 127 9. ETS e MTS Controllo elettronico porte per autobus ....................................................................................... 137 10. Montaggio delle tubazioni e dei raccordi filettati .......................... 151 Elenco degli apparecchi................................................................... 163 1 3 Principio di funzionamento di un sistema frenante ad aria compressa Circuitos: Molle 1 2 precaricate Spia di controllo ABS 1. Alimentazione dell'aria compressa L'aria compressa alimentata dal compressore (1) perviene nell'essiccatore d'aria (3) attraverso il regolatore di pressione (2), che regola automaticamente la pressione nell'impianto in un campo, ad esempio, compreso fra 7,2 e 8,1 bar. Qui all'aria compressa viene sottratta la quantità di vapore acqueo contenuta nell'aria atmosferica e quindi scaricata nell'atmosfera attraverso lo sfiato dell'essiccatore. Successivamente l'aria essiccata perviene nella valvola di sicurezza a quattro circuiti. La valvola di sicurezza a quattro circuiti (4), in caso di eventuali difetti in uno o parecchi circuiti, assicura gli altri circuiti ancora intatti contro una caduta di pressione. All'interno dei circuiti del freno di servizio I e II l'aria d'alimentazione perviene dai serbatoi dell'aria (6 e 7) verso il distributore del freno della motrice (15). Nel circuito III l'aria d'alimentazione fluisce dal serbatoio dell'aria (5) attraverso il distributore 2/2 integrato nel servodistributore del rimorchio (17) e quindi verso la testa d'accoppiamento automatica (11) nonché attraverso la valvola di ritenuta (13), la valvola del freno di stazionamento (16) e la valvola relè (20) nella parte della molla precaricata dei cilindri Tristop (19). Attraverso il circuito IV vengono alimentati con aria gli eventuali utilizzatori secondari, qui consistenti nel 4 freno motore a pressione dinamica. Il sistema frenante del rimorchio viene alimentato con aria compressa attraverso il tubo flessibile d'alimentazione collegato tramite la testa d'accoppiamento (11). L'aria perviene successivamente attraverso il filtro della condotta (25), il distributore del freno del rimorchio (27), nel serbatoio dell'aria (28), per fluire quindi anche verso gli attacchi di alimentazione delle valvole relè ABS (38). 2. Principio di funzionamento: 2.1 Sistema freno di servizio All'attivazione del distributore del freno della motrice (15) l'aria compressa fluisce attraverso l'elettrovalvola di regolazione ABS (39) nei cilindri a membrana (14) dell'asse anteriore nonché verso il correttore di frenata automatico (18). Questo si commuta per dirigere quindi l'aria d'alimentazione attraverso l'elettrovalvola di regolazione ABS (40) nella parte del freno di servizio (cilindro a membrana) dei cilindri Tristop (19). La pressione nei Brake Chamber, che produce la forza necessaria per i freni sulle ruote, dipende dalla forza del piede esercitata sul distributore del freno della motrice nonché dalla condizione di carico del veicolo. La pressione di frenatura viene controllata dal correttore di frenata automatico (18), a sua volta collegato con l'asse posteriore attraverso una incernie- ratura. A causa della distanza soggetta a continui cambiamenti fra il telaio del veicolo e l'asse durante le operazioni di carico e scarico del veicolo è attiva una regolazione continua della pressione di frenatura. Allo stesso tempo attraverso una condotta di comando il correttore di frenata automatico influenza anche la valvola di carico/vuoto integrata nel distributore del freno della motrice. In questo modo anche la pressione di frenatura dell'asse anteriore è adattata alle condizioni di carico del veicolo. (Principalmente in veicoli industriali). Il servodistributore del rimorchio (17) comandato da ambedue i circuiti del freno di servizio attraverso la testa all'accoppiamento (12) e il tubo flessibile di collegamento del ”freno“ alimenta l'aria nell'attacco di comando del servodistributore del rimorchio (27). In questo modo si libera la via per l'aria d'alimentazione proveniente dal serbatoio dell'aria (28) attraverso il servodistributore del rimorchio, la valvola di sfrenatura del rimorchio (32), la valvola adattatrice (33) verso il correttore di frenata automatico (34) nonché la valvola relè ABS (37). La valvola relè (37) viene comandata dal regolatore ALB (34) e l'aria compressa fluisce verso i cilindri a membrana (29) dell'asse anteriore. Attraverso il regolatore ALB (35) vengono comandate le valvole relè ABS (38) e liberata la via all'aria compressa verso i cilindri a membrana (30 e Principio di funzionamento di un sistema frenante ad aria compressa Alimentazione (rosso) Freno (giallo) ABS alimentazione di tensione (ISO 7638) Cavo di diagnostica 31). La pressione erogata dalla motrice in corrispondenza della pressione di frenatura nel rimorchio viene adattata per mezzo del correttore di frenata automatico (34 e 35) alla rispettiva condizione di carico del rimorchio. Per evitare una sovrafrenatura del freno sulla ruota dell'asse anteriore nei campi di frenatura parziale, la pressione di frenatura viene ridotta tramite la valvola adattatrice (33). Le valvole relè ABS (nel rimorchio) e le elettrovalvole di regolazione ABS (nella motrice) servono per il controllo dei Brake Chamber (generazione di pressione, mantenimento di pressione o scarico). Qualora dovessero essere attivate le valvole della centralina elettronica ABS (36 o 41), questa modalità di comando avverrà indipendentemente dalla pressione trasmessa dal servodistributore della motrice o del rimorchio. In stato non attivato (magnete senza corrente), le valvole hanno la funzione di una elettrovalvola relè e servono per alimentare e scaricare rapidamente i Brake Chamber. 2.2 Impianto freno di stazionamento Attivando la valvola del freno di stazionamento (16) nella posizione a scatto vengono completamente sfiatate le molle precaricate dei cilindri Tristop (19). La forza richiesta per il freno sulla ruota a questo punto viene esercitata dalle molle fortemente precaricate dei cilindri Tristop. Allo stesso tempo viene sfiatata anche la condotta della valvola del freno di stazionamento (16) verso il servodistrut- tore del rimorchio (17). La frenatura del rimorchio viene attivata tramite l'alimentazione d'aria nel tubo di collegamento flessibile del ”freno“. Poiché la direttiva del consiglio delle ”Comunità Europee“ (RREG), prescrive che un autotreno deve essere condotto solo dalla motrice, il sistema frenante del rimorchio può essere nuovamente sfiatato tramite l'attivazione della valvola del freno di stazionamento nella ”posizione di controllo“. In questo modo è possibile verificare se l'impianto del freno di stazionamento della motrice soddisfa le condizioni RREG. 2.3 Impianto freno di soccorso: Grazie alla sensibile possibilità di graduazione della valvola del freno di stazionamento (16) è possibile frenare l'autotreno in caso di un guasto dei circuiti del freno di servizio I e II per mezzo delle molle precaricate dei cilindri Tristop (19). La generazione della forza frenante per i freni sulle ruote avviene come già descritto per l'impianto del ferro di stazionamento, tramite la forza delle molle precaricate dei cilindri Tristop (19), tuttavia, qui le parti delle molle precaricate non vengono completamente sfiatate, bensì solo in corrispondenza dell'azione frenante richiesta 3. Frenatura automatica del rimorchio In caso di una rottura della condotta di collegamento per l'”alimentazione“, si verifica un'improvvisa caduta di pressione e il servo distributore del rimorchio (27) at- tiva una frenata a fondo del rimorchio. In caso di una rottura della condotta di collegamento del ”freno“, all'attivazione del sistema del freno di servizio il distributore 2/2 integrato nel servodistributore del rimorchio (17) riduce il flusso verso la testa d'accoppiamento (11) della condotta d'alimentazione fino ad un punto tale da favorire una rapida caduta di pressione nella condotta d'alimentazione della linea frenante rotta, attivando così una frenatura automatica della rimorchio entro il tempo prescritto ai sensi di legge di max. 2 sec. per il servodistributore del rimorchio (27). La valvola di ritenuta (13) assicura l'impianto del freno di stazionamento contro un'attivazione in caso di una caduta di pressione all'interno della condotta d'alimentazione verso il rimorchio. 4. Componenti ABS Normalmente la motrice è dotata di tre spie di controllo (una supplementare se equipaggiata con ASR), per il riconoscimento della funzione e il continuo monitoraggio del sistema, nonché rispettivi relè, modulo di informazione e presa ABS (24). Dopo l'attivazione del comando di marcia si accende la spia di controllo gialla, nel caso in cui il rimorchio non fosse dotato del sistema ABS, o in caso di una interruzione del collegamento. La spia di controllo rossa si spegne quando il veicolo supera una velocità di ca. 7 km/h e nel caso in cui non venisse riconosciuto alcun errore tramite il circuito di sicurezza della centralina elettronica ABS. 5 Sistema frenante ad aria compressa con due circuiti/due condotte ABS/ASR (4S/4M) 4,5 36 38 2 3 12 21 7 8 20 22 1 10 14 13 37 11 9 16 17 33 6 23 28 18 27 29,30 31,32 24 15 19 25 34 26 35 Leggenda: Pos. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 6 compressore essiccatore dell'aria con regolatore di pressione valvola di sicurezza a 4 circuiti serbatoio dell'aria nastro tenditore raccordo di test valvola di spurgo valvola di ritenuta distributore del freno della motrice con regolatore per l'asse anteriore integrato valvola valvola del freno di stazionamento controllore rimorchio 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 valvola relè cilindro a pistone cilindro a membrana cilindro attuatore ASR valvola elettromagnetica a 3/2 vie cilindro Tristop® valvola di sblocco rapido regolatore ALB asta ammortizzante servodistributore del rimorchio testa d'accoppiamento, alimentazione testa d'accoppiamento, freno valvola a due vie spia di controllo ABS spia di informazione 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 presa ABS rimorchio cavo di prolunga per sensore campo magnetico boccola supporto sensore sensore con cavo ruota fonica elettrovalvola di regolazione ABS centralina elettronica modulo di informazione pressostato valvola proporzionale distributore 3/2 1. Dispositivi di frenatura della motrice 7 1. Filtro di aspirazione Filtro aria umida 432 600 . . . 0 fino 432 607 . . . 0 Filtro d'aria a bagno d'olio 432 693 . . . 0 fino 432 699 . . . 0 Filtro aria umida Filtro d'aria a bagno d'olio Scopo: Principio di funzionamento: evitare la penetrazione di impurità contenute nell'aria all'interno di compressori (attraverso filtri di aspirazione), ovvero nelle aperture di sfiato degli apparecchi pneumatici (attraverso i filtri di sfiato); inoltre, per attenuare i rumori di aspirazione e sfiato. Filtro d'aria a bagno d'olio (in particolare per aria contenente polvere). Principio di funzionamento: Filtro d'aria umida (per condizioni di esercizio normali) L'aria viene aspirata attraverso un'apertura nella cappa, fluisce attraverso la massa di filtrazione e perviene quindi depurata verso il raccordo d'aspirazione del compressore. 8 L'aria viene viene aspirata attraverso la lamiera perforata applicata sotto la cappa di copertura e il tubo centrale e quindi convogliata in superficie al livello dell'olio, dove possono depositarsi le particelle di polvere in tal modo trasportate. L'aria viene convogliata verso l'alto dal livello dell'olio, fluisce attraverso un pacchetto filtrante, stabilito per trattenere eventuali impurità ancora presenti nell'aria nonché l'olio trasportato insieme nel flusso e perviene successivamente nel raccordo d'aspirazione del compressore. Compressore 1. Compressore monocilindrico 411 1 . . . . . 0 e 911 . . . . . . 0 Compressore bicilindrico 411 5 . . . . . 0 e 911 5 . . . . . 0 Scopo: produzione d'aria compressa in veicoli e impianti stazionari. Principio di funzionamento: L'albero a gomiti azionato dal motore dell'automezzo attraverso la cinghia e la puleggia trasmette il movimento per mezzo di una biella sul pistone. Alla fase di ritorno del pistone l'aria atmosferica depurata attraverso il filtro dell'aria del motore o un proprio filtro d'aria umida ossia filtro d'aria a bagno d'olio viene aspirata attraverso il raccordo 0 e la valvola di aspirazione, quindi compressa per mezzo del pistone in fase di risalita e infine alimentata nei serbatoi attraverso valvola di mandata e il raccordo 2. A seconda del tipo, la lubrificazione viene realizzata tramite sbattimento o circolazione. 9 1. Depuratore dell'aria compressa Depuratore dell'aria compressa 432 511 . . . 0 Scopo: depurazione dell'aria compressa alimentata dal compressore nonché della quantità di vapore acqueo contenuta nell'aria tramite condensazione. Principio di funzionamento: L'aria alimentata nel raccordo 1 perviene nella camera B attraverso la fessura anulare A. L'aria si raffredda alla fase di attraversamento della fessura A e una parte della quantità di vapore acqueo contenuto nell'aria viene condensata. Successivamente l'aria fluisce attraverso il filtro (a) verso il raccordo 2. Allo stesso tempo la pressione all'inter- 10 no della camera B apre l'ingresso (e) del corpo della valvola (d) e l'acqua condensata fluisce attraverso il filtro (f) nella camera C. In un calo di pressione all'interno della camera B, si chiude l'ingresso (e), e contemporaneamente si apre l'uscita (b). L'acqua condensata a questo punto viene scaricata nell'atmosfera per mezzo della pressione che domina all'interno della camera C. Se all'interno delle camere B e C domina una compensazione di pressione, allora si chiude l'uscita (b). Mediante la spina (c) si può controllare la funzione della valvola di spurgo automatica. Essiccatore d'aria 432 420 Essiccatore d'aria 432 410 . . . 0 e 432 420 . . . 0 Scopo: essiccazione dell'aria compressa alimentata dal compressore nonché della quantità di vapore acqueo contenuta nell'aria tramite sottrazione. Questo processo viene realizzato tramite una essiccazione ad assorbimento rigenerata a freddo, dove l'aria compressa alimentata dal compressore attraversa un granulato (mezzo assorbente), in grado di assorbire il vapore acqueo contenuto nell'aria. Principio di funzionamento: Variante 1 (controllo attraverso un regolatore di pressione separato 432 420 ... 0) Nella fase di alimentazione l'aria compressa alimentata dal compressore attraversa il raccordo 1 nella camera A. In seguito all'abbassamento della temperatura qui si accumula condensa, che perviene quindi attraverso il canale C verso lo scarico (e). L'aria fluisce attraverso il microfiltro (g) integrato nella cartuccia e la camera anulare (h) nella parte superiore della cartuccia di granulato (b). All'attraversamento del granulato (a) all'aria viene sottratta l'umidità, che viene assorbita dalla superficie del graduato (a). L'aria essiccata viene alimentata nei serbatoi dell'aria attraverso la valvola di ritenuta (c), il raccordo 21 e i successivi dispositivi di frenatura. Allo stesso tempo l'aria essiccata fruisce anche attraverso il foro di strozzamento e il raccordo 22 verso il serbatoio di rigenerazione. Al raggiungimento della pressione di disinserimento nell'impianto, la camera B viene ventilata attraverso il raccordo 4 del regolatore di pressione. Il pistone (d) si muove in senso discendente e apre così lo scarico (e). L'aria proveniente dalla camera A viene scaricata nell'atmosfera attraverso il canale C e lo scarico (e). A questo punto l'aria viene alimentata dal serbatoio di rigenerazione attraversa il foro di strozzamento verso la parte inferiore della cartuccia di granulato (b). Alla fase di espansione e flusso dal basso verso l'alto della cartuccia di granulato (b) l'umidità presente sulla superficie del granulato (a) viene assorbita dall'aria e quindi scaricata nell'atmosfera attraverso il canale C e lo scarico aperto (e) nello sfiato 3. Al raggiungimento della pressione di inserimento nel regolatore di pressione viene sfiatata di nuovo la camera B. Dopodiché si chiude lo scarico (e) e il processo di essiccazione inizia di nuovo dal principio come descritto in precedenza. Mediante l'installazione di una cartuccia riscaldante (f) per la zona del pistone (d) 1. 432 410 si evita una disfunzione dovuta ad una formazione di ghiaccio in condizioni atmosferiche estreme. variante 2 (controllo attraverso un regolatore di pressione integrato 432 410 ... 0) L'essiccazione dell'aria avviene come descritto alla variante 1. Tuttavia, la pressione di disinserimento in questa variante viene alimentata attraverso il foro (l) nella camera D e agisce così sulla membrana (m). In seguito al superamento della forza della molla si apre l'ingresso (n) e il pistone (d) a questo punto alimentato con pressione apre lo scarico (e). L'aria compressa convogliata dal compressore fluisce a questo punto attraverso la camera A, il canale C e lo sfiato 3 per essere scaricata nell'atmosfera Allo stesso tempo il pistone (d) assume anche la funzione di una valvola di sovrappressione. In caso di sovrappressione, il pistone (d) apre automaticamente lo scarico (e). Nel caso di una caduta di pressione d'alimentazione all'interno dell'impianto in seguito ad un elevato consumo d'aria al di sotto della pressione di inserimento, si chiude l'ingresso (n) e la pressione dalla camera B viene scaricata attraverso lo sfiato del riduttore di pressione. Lo scarico (e) si chiude e il processo d'essiccazione inizia di nuovo dal principio. 11 1. Essiccatore d'aria 432 413 Essiccatore d'aria con valvola limitatrice di riflusso 432 413 . . . 0 e 432 415 . . . 0 Gli essiccatori d'aria monocamera di questa serie, grazie ad una valvola limitatrice di riflusso integrata, offrono la possibilità di sottrarre la portata d'aria di rigenerazione alla riserva principale, in quanto la valvola di sicurezza a più circuiti utilizzata ammetta un riflusso. Così viene meno un serbatoio di rigenerazione separato. Principio di funzionamento: Variante 1 (controllo attraverso un regolatore di pressione separato 432 413 ... 0) Nella fase di alimentazione l'aria compressa alimentata dal compressore attraversa il raccordo 1, apre così la valvola di ritenuta (i) e perviene infine nella camera A. In seguito all'abbassamento della temperatura qui si accumula condensa, che perviene quindi attraverso il canale C verso lo scarico (e). L'essiccazione dell'aria avviene come descritto al punto 432 420. L'aria essiccata fluisce allo stesso tempo anche nella camera E ed alimenta così la membrana (o). Di conseguenza la membrana si gonfia verso destra e libera in tal modo il collegamento fra la camera E e G attraverso il foro di strozzamento (s). L'aria alimentata attraverso il filtro (l) raggiunge anche la camera H e alimenta così la valvola (q). Dopo il superamento della forza regolata nella molla di pres- 12 sione per mezzo della vite (r) viene sollevata la valvola (q). A questo punto l'aria alimentata raggiunge la camera F e agisce così sulla membrana (o) dall'altro lato ad una pressione un po' più bassa in corrispondenza dell'azione di ritenuta della valvola (q). Al raggiungimento della pressione di disinserimento nell'impianto, la camera B viene ventilata attraverso il raccordo 4 del regolatore di pressione. Il pistone (d) si muove in senso discendente e apre così lo scarico (e). La valvola di ritenuta (i) chiude il passaggio verso il raccordo 1 e l'aria proveniente dalla camera A viene scaricata nell'atmosfera attraverso il canale C e lo scarico (e). A causa della caduta di pressione nella camera G si chiude la valvola di ritenuta (c). A questo punto l'aria di rigenerazione viene sottratta ai serbatoi d'alimentazione, pertanto, una valvola di sicurezza a più circuiti collegata nel mezzo deve consentire un riflusso. L'aria d'alimentazione presente nel raccordo 21 fluisce attraverso la camera E, il foro di strozzamento (s), con la conseguenza di una sua espansione, e successivamente nella camera G e con ciò verso la parte inferiore della cartuccia di granulato (b). Alla fase di attraversamento del flusso dal basso verso l'alto della cartuccia di granulato (b) l'umidità presente sulla superficie del granulato (a) viene assorbita dall'aria e quindi scaricata nell'atmosfera attraverso il canale C e lo scarico aperto (e) nello sfiato 3. La fase di riflusso è terminata, quando la pressione a sinistra è stata scaricata nella membrana (q) fino 432 415 ad un punto tale da portarla in posizione di chiusura. Al raggiungimento della pressione di inserimento nel regolatore di pressione viene sfiatata di nuovo la camera B. Dopodiché si chiude lo scarico (e) e il processo di essiccazione inizia di nuovo dal principio come descritto in precedenza. L'uscita 31 è dotata anche di una valvola di sicurezza nel lato d'alimentazione. variante 2 (controllo attraverso un regolatore di pressione integrato 432 415 ... 0) Tuttavia, la pressione di disinserimento in questa variante viene alimentata attraverso il foro di collegamento nella camera J e agisce così sulla membrana (m). In seguito al superamento della forza della molla si apre l'ingresso (n) e il pistone (d) a questo punto alimentato con pressione apre lo scarico (e). L'aria compressa convogliata dal compressore fluisce a questo punto attraverso la camera A, il canale C e lo sfiato 3 per essere scaricata nell'atmosfera Allo stesso tempo il pistone (d) assume anche la funzione di una valvola di sovrappressione. In caso di sovrappressione, il pistone (d) apre automaticamente lo scarico (e). Nel caso di una caduta di pressione d'alimentazione all'interno dell'impianto in seguito ad un elevato consumo d'aria al di sotto della pressione di inserimento, si chiude l'ingresso (n) e la pressione dalla camera B viene scaricata attraverso lo sfiato del riduttore di pressione. Lo scarico (e) si chiude e il processo d'essiccazione inizia di nuovo dal principio. Essiccatore d'aria 1. 432 431 Essiccatore d'aria bicamera 432 431 . . . 0 e 432 432 . . . 0 Principio di funzionamento: a) Controllo senza regolatore di pressione integrato L'aria compressa alimentata dal compressore fluisce attraverso il raccordo 1 nel foro E. In seguito all'abbassamento della temperatura può formarsi della condensa nel foro E, che raggiunge la valvola di corsa a vuoto (m) attraverso il foro L. L'aria compressa attraversa il foro E per passare nella valvola aperta (k) e raggiungere la camera B, dove prosegue successivamente attraverso il microfiltro (e) integrato nella cartuccia nonché la camera anulare A sulla parte superiore della cartuccia di granulato (c). L'aria compressa pre-depurata fluisce attraverso la lamiera perforata (a) dall'alto verso il basso, dove attraversa il granulato (b) integrato tramite cuciture nel sacchetto filtrante all'interno della cartuccia (c) per raggiungere infine il foro G attraverso la lamiera perforata (d) e la valvola di ritenuta (f). Alla fase di attraversamento del granulato (b) l'umidità contenuta nell'aria permane nei microcanali del granulato fortemente poroso. Dopo l'apertura della valvola di ritenuta (g) l'aria compressa viene alimentata nei serbatoi attraverso il foro G e quindi attraverso il raccordo 2. Attraverso il foro di strozzamento delle valvole (f / p), concepito secondo la rispettiva portata del compressore, una parte dell'aria compressa essiccata proveniente dal foro G raggiunge la parte inferiore della cartuccia (s), dove attraversa quindi il granulato (r) dal basso verso l'alto (risciacquo). Allo stesso tempo l'aria essiccata assorbe l'umidità presente nei microcanali del granulato fortemente poroso (r) e fluisce quindi attraverso la camera anulare K e la camera H nella parte posteriore aperta della valvola (o) verso lo sfiato 3. Grazie alla valvola di derivazione supplementare (h) si evita una commutazione delle valvole di comando (k / o) all'inizio della fase di riempimento dell'impianto. Solo al raggiungimento di una pressione d'alimentazione di > 5 bar sul raccordo 2 si apre la valvola (h) e l'aria compressa raggiunge quindi la camera C. Se a questo punto viene aperta l'alimentazione verso la bobina magnetica (j), attraverso il temporizzatore integrato nell'elettrovalvola viene attivato l'indotto (i). L'aria compressa proveniente dalla camera C a questo punto fluisce nella camera D nonché nella camera M attraverso il foro F e commuta le valvole di comando contro la forza della molla nella posizione finale sinistra. A questo punto il passaggio dal foro E verso la camera B è chiuso. L'aria com- pressa presente nel camera B a questo punto fluisce attraverso la parte posteriore aperta della valvola di comando (k) e infine scaricata nell'atmosfera attraverso il foro N verso il raccordo 3. La valvola di ritenuta (g) si chiude, per conservare così la pressione nell'impianto. In seguito alla caduta di pressione nella camera B si chiude anche la valvola di ritenuta (f). L'aria compressa alimentata dal compressore a questo punto fluisce nell foro E attraverso la camera H, la camera anulare K e il granulato (r) della cartuccia (s). Il processo di essiccazione dell'aria compressa avviene come già descritto in precedenza. Dopo l'apertura della valvola (p) e della valvola di ritenuta (g) l'aria essiccata viene alimentata nei serbatoi attraverso il raccordo 2. L'aria compressa essiccata perviene attraverso il foro di strozzamento della valvola (f) nella parte inferiore del granulato (b), affinché anche qui abbia luogo un risciacquo. Il temporizzatore interrompe l'alimentazione di corrente verso la bobina magnetica dopo ca. 1 min. L'indotto (i) interrompe il passaggio della camera C e apre lo sfiato, attraverso il quale viene poi scaricata la pressione nella camera D e nella camera M. Mediante la forza della molla e la pressione nel foro G le valvole di comando vengono nuovamente riposizionate nella posizione finale destra. La valvola di comando (o) interrompe il passaggio verso la camera H, mentre la 13 1. Essiccatore d'aria 432 432 valvola di comando (k) apre il passaggio verso la camera B. L'aria compressa alimentata dal compressore a questo punto viene alimentata nuovamente nel granulato (b) e il processo di essiccazione avviene come già descritto in precedenza, dove ogni minuto avviene tuttora un cambio delle cartucce. Non appena il regolatore di pressione commuta alla corsa a vuoto dopo il raggiungimento della pressione di disinserimento preimpostata, viene alimentata pressione nel raccordo 4, successivamente alimentato anche il pistone (m) che di conseguenza si abbassa in modo da aprire la valvola di corsa a vuoto. La condensa e la sporcizia accumulate vengono scaricate nell'atmosfera insieme all'aria alimentata nella fase di corsa a vuoto attraverso lo sfiato 3. Non appena il regolatore di pressione si commuta alla corsa a vuoto, viene scaricato il raccordo 4 e la valvola di corsa a vuoto chiude il passaggio verso lo sfiato 3. Mediante l'installazione di una cartuccia riscaldante (l), che viene inserita non appena la temperatura cala al di sotto di ca. 6°C per disinserirsi di nuovo al raggiungimento di una temperatura di ca. 30°C, si evita una disfunzione in seguito alla formazione di ghiaccio in condizioni atmosferiche estreme nella zona del pistone (m). 14 a) Controllo tramite regolatore di pressione integrato L'essiccazione dell'aria avviene come descritto al punto a). La pressione generata durante la fase di riempimento del sistema frenante ad aria compressa sul raccordo 2 è presente anche nella camera P e alimenta la parte inferiore della membrana (t). Non appena la forza da qui risultante supera la forza della molla di pressione (n) regolata per mezzo della vite (y), si gonfia la membrana (t), che trascina quindi appresso il pistone (q). Di conseguenza si apre l'ingresso (u) e il pistone (m) a questo punto alimentato con pressione viene abbassato, in modo da aprire la valvola di corsa a vuoto. La condensa e la sporcizia accumulate vengono scaricate nell'atmosfera insieme all'aria alimentata nella fase di corsa a vuoto attraverso lo sfiato 3. Il compressore funziona nella corsa a vuoto finché la pressione all'interno dell'impianto è calata al di sotto della pressione di inserimento del regolatore di pressione. Si scarica anche la pressione all'interno della camera P sotto la membrana (t). La molla di pressione (n) rimette il pistone (q) nonché la membrana (t) in posizione di partenza. L'ingresso (u) si chiude e la pressione nella camera O viene scaricata attraverso lo sfiato del regolatore di pressione. A questo punto si chiude nuovamente la valvola di corsa a vuoto con il pistone (m). L'aria compressa adesso fluisce nuovamente nel foro E e raggiunge infine i serbatoi dell'aria compressa in stato secco attraverso uno dei contenitori di siccattivo (b oppure r) nonché il raccordo 2. Successivamente l'impianto viene nuovamente riempito fino alla pressione di disinserimento del regolatore di pressione. Impiego: a seconda del caso d'applicazione, sono disponibili essiccatori d'aria monocamera oppure bicamera della WABCO. La scelta, se utilizzare essiccatori monocamera oppure bicamera, si riferisce comunque alla portata e alla durata di inserimento del compressore. Essiccatori d'aria monocamera normalmente sono utilizzabili fino ad una portata di ~ 500 l/min e una durata di inserimento del compressore fino al ~ 50 %. Eventuali deviazioni al di sopra di questi valori indicativi dovrebbero comunque essere verificati durante la marcia. Essiccatori d'aria bicamera coprono il campo > 500 l/min e > 50 % fino 100% della durata di inserimento. Le portate oltre 1000 l/min dovrebbero essere collaudate nell'ambito di esperimenti durante la marcia. Regolatore di pressione 1. Regolatore di pressione con filtro e attacco per il gonfiaggio dei pneumatici 975 303 . . . 0 Scopo: regolazione automatica della pressione d'esercizio all'interno del sistema frenante ad aria compressa, nonché protezione delle tubazioni e delle valvole contro la penetrazione di impurità. A seconda della variante di controllo della pompa antigelo automatica collegata a valle o dell'essiccatore d'aria monocamera. Principio di funzionamento: a.) Regolatore di pressione L'aria compressa alimentata dal compressore fluisce attraverso il raccordo 1 e il filtro (g) nella camera B. Dopo l'apertura della valvola di ritenuta (e) l'aria perviene attraverso la condotta che parte dal raccordo 21 verso i serbatoi dell'aria nonché nella camera E. Il raccordo 22 è previsto per il comando di una pompa antigelo collegabile a valle. Nella camera E viene prodotta una forza che agisce sulla parte inferiore della membrana (c). Non appena la forza da qui risultante supera la forza della molla di pressione (b) regolata per mezzo della vite (a), si gonfia verso l'alto la membrana (c), che trascina quindi appresso il pistone (m). Lo scarico (l) si chiude, mentre si apre l'ingresso (d), in modo che l'aria compressa presente nella camera E possa pervenire nella camera C e premere verso il basso il pistone (k) contro la forza della molla di pressione (h). A questo punto si apre lo scarico (i) e l'aria compressa alimentata dal compressore si scarica nell'atmosfera attraverso lo sfiato 3. In seguito alla caduta di pressio- ne nella camera B si chiude la valvola di ritenuta (e), conservando così la pressione all'interno dell'impianto. Il compressore funziona nella corsa a vuoto finché la pressione all'interno dell'impianto è calata al di sotto della pressione di inserimento del regolatore di pressione. Si scarica anche la pressione all'interno della camera E sotto la membrana (c). Dopodiché questa viene premuta verso il basso insieme al pistone (m) tramite la forza della molla di pressione (b). A questo punto si chiude l'ingresso (d), mentre si apre lo scarico (l), e l'aria nella camera C si scarica nell'atmosfera attraverso la camera F e un foro di collegamento nello sfiato 3. La molla di pressione (h) muove il pistone (k) verso l'alto e dopodiché si chiude lo scarico (i). L'aria compressa rialimentata dal compressore a questo punto fluisce nuovamente attraverso il filtro (g) nella camera B, apre la valvola di ritenuta (e) e dopodiché l'impianto viene nuovamente riempito fino alla pressione di disinserimento del regolatore di pressione. b.) Regolatore di pressione con attacco di comando 4 e raccordo 23. Questa variante di regolatore di pressione si distingue dal principio di funzionamento descritto al punto a soltanto nella tipologia di controllo e comando della pressione di disinserimento. Questa non viene prelevata internamente nel regolatore di pressione, bensì dalla condotta d'alimentazione dopo l'essiccatore d'aria. Il collegamento alla camera B ver- so la camera E è chiuso e la valvola di ritenuta (e) viene meno. Attraverso il raccordo 4 e la camera A l'aria d'alimentazione viene convogliata nella camera E e alimenta la membrana (c). L'ulteriore processo si svolge in maniera analoga al punto a. Il collegamento dalla camera C verso la camera D è aperto, in modo che attraverso il raccordo 23 la pressione di comando proveniente dalla camera C possa essere utilizzata anche per comandare l'essiccatore d'aria monocamera. c.) Attacco per il gonfiaggio dei pneumatici Dopo aver staccato la cappa protettiva e avvitato il dado a risvolto del tubo flessibile per il gonfiaggio dei pneumatici, il pestello (f) viene spostato verso sinistra. Il collegamento tra la camera B e il raccordo 21 viene interrotto. L'aria compressa alimentata dal compressore a questo punto fluisce dalla camera B attraversando il pestello (f) nel tubo flessibile per il gonfiaggio dei pneumatici. Se in questo caso la pressione all'interno dell'impianto -1 dovesse superare un valore di 12+2 bar risp. 20+2 bar , il pistone (k) concepito come valvola di sicurezza apre lo scarico (i) e la pressione viene quindi scaricata nell'atmosfera attraverso lo sfiato 3. Prima di gonfiare i pneumatici è necessario ridurre la pressione all'interno dei serbatoi dell'aria sotto la pressione di inserimento del regolatore di pressione, poiché durante la corsa a vuoto non può verificarsi nessun prelevamento d'aria. 15 1. Valvole di sicurezza Valvola di sicurezza 434 6 . . . . . 0 e 934 6 . . . . . 0 434 612 ... 0 434 608 ... 0 Scopo: l'imitazione della pressione all'interno del sistema frenante ad aria compressa ad un valore massimo consentito. Principio di funzionamento: L'aria compressa perviene attraverso il raccordo 1 sotto la valvola a disco (c). Se la forza risultante dal prodotto pressione x superficie supera la forza regolata nella molla di pressione (a), la val- 16 934 601 ... 0 vola a disco (c) viene premuta verso l'alto insieme al pistone (b). L'aria compressa in eccesso viene scaricata nell'atmosfera attraverso lo sfiato 3 finché prevale nuovamente la forza della molla dopo la chiusura della valvola a disco (c). Tramite un sollevamento del pistone (b) è possibile verificare la funzionalità della valvola di sicurezza. 1. Unità antigelo Pompa antigelo 932 002 . . . 0 fig.1 fig.2 Scopo: Iniezione automatica del prodotto antigelo nel sistema frenante affinché venga protetto contro il ghiaccio, in particolare nelle tubazioni e nelle unità collegate a valle. Principio di funzionamento: La pompa antigelo, a seconda della tipologia, può essere installata prima o dopo il regolatore di pressione. Mentre nella pompa antigelo installata prima del regolatore di pressione l'impulso di comando deve essere rilevato al momento della commutazione del regolatore di pressione dalla corsa a vuoto alla corsa sotto carico attraverso un foro interno direttamente dalla condotta di alimentazione, questo impulso di comando nell'installazione della pompa antigelo dietro il regolatore di pressione deve essere rilevato attraverso una linea separata. In ambedue i casi il prodotto antigelo viene iniettato nell'impianto solo quando il regolatore a commutato il compressore alla corsa sotto carico, vale a dire, sulla funzione d'alimentazione dell'impianto. 1. Senza attacco di comando separato (fig.1) L'aria compressa alimentata dal compressore attraversa la pompa antigelo dal raccordo 1 verso il raccordo 2 (foro J). La pressione generata qui attraverso il foro (H) nella camera (F) sposta il pistone (E). Il riflusso del prodotto antigelo nelle camere (C) e (R) viene interrotto tramite la chiusura del foro (K). Il liquido che si trova nella camera (R) viene dislocato in seguito all'ulteriore movimento del pistone (E). Questo passa la sede della valvola (N) e perviene nel foro (J), dove viene quindi trascinato nel sistema frenante per mezzo dell'aria in fase di attraversamento. Una volta raggiunta la pressione di esercizio nel serbatoio dell'aria, il regolatore di pressione commuta alla posizione di corsa a vuoto. A questo punto si verifica una caduta di pressione nel foro (J) e con ciò anche nella camera (F) attraverso il foro (H). La molla di pressione (G) spinge il pistone (E) nuovamente indietro nella sua posizione di partenza. Attraverso il foro di riflusso (K) nuovamente aperto l'antigelo ora rifluisce dal serbatoio della camera (R). 2. Con l'attacco di comando separato (fig. 2) Il principio di funzionamento è identico a quello descritto al punto 1. La pressione di comando in questa versione di apparecchio viene alimentata attraverso il raccordo 4 da un apparecchio esterno, ad esempio, da regolatore di pressione. Esercizio e manutenzione: In temperature inferiori a +5°C occorre mettere in funzione l'apparecchio girando la leva (B) in posizione I. Il livello dell'antigelo va controllato giornalmente. In temperature oltre +5°C occorre mettere in funzione l'apparecchio girando la leva (B) in posizione 0. Durante la stagione calda non è necessario riempire il fluido nel serbatoio di scorta. In questo caso la posizione della leva (B) è senza funzione. La pompa antigelo non richiede una particolare manutenzione. Questi processi si ripetono in ogni ciclo di commutazione del regolatore di pressione. 17 1. Valvole di sicurezza a parecchi circuiti Valvola di sicurezza a tre circuiti 934 701 . . . 0 Esecuzione I Esecuzione II Scopo: sicura di pressione nei circuiti frenanti intatti in caso di un guasto di uno dei circuiti nel sistema frenante ad aria compressa a più circuiti. Struttura: Esecuzione I Le valvole (c ed j) vengono sempre mantenute chiuse nei circuiti frenanti intatti per mezzo delle molle di pressione che agiscono in direzione di chiusura (verso il basso) – a prescindere dal ciclo di riempimento. Esecuzione II Le valvole (c / j) vengono mantenute aperte nei circuiti frenanti intatti al di sopra della pressione d'apertura regolata per mezzo delle molle di pressione che agiscono in direzione d'apertura (verso l'alto), in modo tale che, in caso di una lieve caduta di pressione nel circuito 1 oppure 2, possa verificarsi un passaggio nel circuito in cui domina la pressione più alta verso l'altro circuito, riducendo così la frequenza di attivazione del regolatore di pressione. Principio di funzionamento: L'aria compressa alimentata dal regolatore di pressione attraverso il raccordo 1 18 nella valvola di sicurezza apre le valvole (c / j) dopo il raggiungimento della pressione d'apertura regolata (= pressione assicurata), dove le membrane (b / k) vengono sollevate contro la forza delle molle di pressione (a / l). Successivamente l'aria compressa fluisce attraverso i raccordi 21 e 22 nei serbatoi d'aria dei circuiti 1 e 2. Inoltre, dopo l'apertura delle valvole di ritenuta (d / h) l'aria raggiunge la camera A, dove apre la valvola (e), per fluire quindi attraverso il raccordo 23 nel circuito 3. Dal circuito 3 vengono alimentati con aria gli impianti del freno di soccorso e del freno di stazionamento della motrice nonché del rimorchio. In caso di guasto del circuito 1, ad esempio, a causa di una perdita, l'aria compressa di conseguenza rialimentata dal regolatore di pressione fluisce innanzitutto nel circuito non ermetico. Ma non appena si verifica una caduta di pressione nei circuiti 2 o 3 in seguito ad una frenatura, si chiude la valvola (j) per mezzo della forza esercitata dalla molla di pressione (l), e dopodiché viene riattivato un ciclo di riempimento del circuito intatto sollecitato, fino alla pressione d'apertura (pressione assicurata nel circuito difettoso) della valvola (j). Questo ciclo di rifor- nimento garantisce la presenza di una pressione residua in seguito ad una frenatura, ancora in grado di esercitare la necessaria controforza sulla molla di pressione (a risp. g) attraverso la membrana (b risp. f). In questo modo una valvola (c risp. e) è in grado di aprirsi già nel caso in cui non fosse stata ancora raggiunta la pressione d'apertura della valvola (j). La sicura di pressione dei circuiti 1 e 3 in caso di un guasto del circuito 2 funziona nello stesso modo. In caso di un guasto del circuito del freno di soccorso si verifica innanzitutto un passaggio dell'aria dai serbatoi dei circuiti 1 e 2 nel circuito 3, finché la valvola (e) non può più essere mantenuta aperta per mezzo della pressione di sovraccarico in fase di calo, con la conseguenza di chiudersi alla pressione d'apertura regolata. Le pressioni nei due circuiti frenanti principali rimangono conservate fino al valore della pressione l'apertura del circuito difettoso 3. Le valvole di ritenuta (d / h), in caso di un guasto del circuito 1 risp. 2, assicurano il circuito intatto contro il circuito difettoso al di sotto della pressione d'apertura delle valvole (c risp. j). Valvole di sicurezza a parecchi circuiti 1. 934 702 934 713 Valvola di sicurezza a quattro circuiti 934 702 . . . 0 934 713 . . . 0 / 934 714 . . . 0 Scopo: sicura di pressione nei circuiti frenanti intatti in caso di un guasto di uno o parecchi circuiti in un sistema frenante ad aria compressa a quattro circuiti. Principio di funzionamento: A seconda dell'esecuzione i 4 circuiti sono collegati in parallelo ed è previsto un rifornimento di rango identico di tutti i 4 circuiti, oppure i circuiti 3 e 4 sono collegati a valle con i circuiti 1 e 2. La valvola di sicurezza a quattro circuiti, a seconda della rispettiva esecuzione, non presenta nessun foro bypass ossia al massimo rispettivi fori bypass in tutti i circuiti, che garantiscono quindi un rifornimento del sistema frenante da una pressione di 0 bar in su, in caso di un guasto di un circuito. L'aria compressa alimentata dal regolatore di pressione attraverso il raccordo 1 nella valvola di sicurezza e quindi attraverso i fori bypass (a, b, c, d), passa anche le valvole di ritenuta (h, j, q, r) nei 4 circuiti del sistema frenante ad aria compressa. Allo stesso tempo fra le valvole (g, k, p, s) si genera una pressione, che le apre al raggiungimento della pressione d'apertura regolata ( = pressione assicurata). Le membrane (f, l, o, t) qui vengono sollevate contro la forza delle molle di pressione (e, m, n, u). L'aria compressa fluisce attraverso i raccordi 21 e 22 verso i serbatoi d'aria dei circuiti 1 e 2 dell'impianto del freno di servizio nonché attraverso i raccordi 23 e 24 nei circuiti 3 e 4. Dal circuito 3 l'impianto del freno di soccorso e del freno di stazionamento della motrice nonché del rimorchio vengono alimentati con aria compressa, mentre dal circuito 4 vengono alimentati ulteriori utilizzatori secondari. In caso di un guasto di un circuito (ad esempio, il circuito 1), l'aria fluisce nel circuito difettoso dagli altri tre circuiti fino al raggiungimento della pressione di chiusura dinamica delle valvole. Mediante la forza delle molle di pressione (e, m, n, u) vengono chiuse le valvole (g, k, p, s). In un prelevamento d'aria dai circuiti 2, 3 o 4, con la conseguenza di una caduta di pressione, questi vengono nuovamente riempiti fino alla pressione d'apertura regolata nel circuito difettoso. La sicura di pressione dei circuiti intatti, in caso di un guasto dell'altro circuito, funziona nello stesso modo. In caso di un guasto di un circuito (ad esempio, il circuito 1), con la conseguenza di una caduta di pressione all'interno dei circuiti intatti ad un valore di 0 bar (con il veicolo fermo per un periodo prolungato), durante la fase di riempimento del sistema frenante l'aria compressa viene alimentata innanzitutto attraverso i fori bypass (a, b, c, d) in tutti i 4 circuiti. Nei circuiti intatti, fra le membrane (f, l, o) si genera una pressione, che riduce la pressione d'apertura delle valvole (g, k, p). Queste valvole si aprono in seguito ad un ulteriore aumento di pressione nel raccordo 1. I circuiti 2, 3 e 4 vengono riempiti fino alla pressione d'apertura regolata nel circuito difettoso 1 e protetti nello stesso modo e allo stesso valore. 19 1. APU Unità di trattamento dell'aria 932 500 . . . 0 Esecuzione: L'unità APU (Air-Processing Unit) è un apparecchio multifunzionale, cioè, una combinazione consistente in parecchi dispositivi. Questa unità comprende un essiccatore d'aria con regolatore di pressione, a seconda della variante, con o senza riscaldamento, inclusa una valvola di sicurezza e un attacco per il gonfiaggio dei pneumatici. A questo essiccatore d'aria è flangiata una valvola di sicurezza a più circuiti con una o due valvole limitatrici di pressione integrate e due valvole di ritenuta integrate. In alcune versioni inizialmente si prevede il montaggio di un doppio sensore di pressione per la misurazione delle pressioni d'alimentazione dei circuiti del freno di servizio sulla valvola di sicurezza a più circuiti. Scopo: l'essiccatore d'aria è stabilito per deumidificare e depurare l'aria compressa alimentata dal compressore nonché per regolare la pressione d'alimentazione. La valvola di sicurezza a più circuiti flangiata serve per limitare la pressione e per assicurare la pressione nei sistemi frenanti a più circuiti. 20 APU - Unità di trattamento dell'aria Principio di funzionamento: L'aria compressa generata dal compressore viene alimentata attraverso il raccordo 11 e attraverso un filtro verso la cartuccia di granulato. Durante la fase di attraversamento l'aria viene filtrata ed essiccata (si veda a tal fine l'essiccatore d'aria 432 410 . . . 0 a pagina 11). Successivamente l'aria essiccata fluisce attraverso il raccordo 21 verso l'attacco d'alimentazione 1 nella valvola di sicurezza a più circuiti flangiata. Al raggiungimento della pressione d'alimentazione il regolatore di pressione integrato commuta la valvola di corsa a vuoto e il compressore convoglia a questo punto l'aria nell'atmosfera. Nella fase di corsa a vuoto il granulato viene sottoposto ad una rigenerazione in controflusso attraverso il raccordo 22 con l'aria già essiccata e rilassata. L'essiccatore d'aria è dotato di una valvola di sicurezza, che apre in caso di una eventuale sovrappressione. Per evitare delle disfunzioni nella valvola di corsa a vuoto durante l'inverno, è integrato un riscaldamento supplementare. Attraverso l'attacco per il gonfiaggio dei pneumatici oppure il raccordo 12 esiste la possibilità di una ventilazione esterna (officina). Al raccordo 24 si collegano il serbatoio d'alimentazione della sospensione pneumatica. La pressione presente sul raccordo d'alimentazione 1 della valvola di protezione a più circuiti viene ridotta in una prima fase di limitazione (10 ± 0,2 bar) al livello richiesto dai circuiti del freno di servizio e, successivamente, in una seconda fase (8,5 –00, 4 bar) al valore richiesto per il freno di servizio del rimorchio. In caso di un guasto di uno dei circuiti si verifica una caduta di pressione negli altri circuiti, all'inizio fino alla pressione di chiusura dinamica (a seconda dell'impianto), e successivamente un incremento di nuovo alla pressione d'apertura (9,0 –00, 3 bar circuito 1 + 2 e 7,5 –00, 3 bar circuito 3 + 4) dell'altro circuito difettoso (= pressione assicurata). Qui si premette comunque una rialimentazione continuo attraverso il compressore in moto. Al di sopra di questa pressione l'aria alimentata viene scaricata nel circuito difettoso e successivamente nell'atmosfera. Un'unità elettronica per i sensori di pressione consente un'indicazione continua delle pressioni nei circuiti del freno di servizio. I circuiti 3 e 4 sono dotati di uscite supplementari (25 e 26), a loro volta protette ciascuna per mezzo di una valvola di ritenuta. Durante il riempimento del sistema frenante da una pressione di 0 bar in su vengono prioritariamente riempiti i circuiti del freno di servizio (1 e 2) conformemente alla direttiva CE 71/ 320/CEE. 1. Serbatoio dell'aria Serbatoio dell'aria 950 . . . . . . 0 Scopo: immagazzinamento dell'aria compressa prodotta dal compressore. Esecuzione: Il serbatoio consiste dell'elemento centrale cilindrico con fondo rigonfiato e saldato nonché dei raccordi filettati per il collegamento delle tubazioni. L'utilizzo di acciai altamente resistenti con uguali spessori di materiale per tutte le dimensioni dei serbatoi d'aria consente il raggiungimento di pressione di servizio di oltre 10bar in serbatoi d'aria aventi un volume inferiore a 60 litri. La targhetta di identificazione è incollata e, conformemente alla normativa EN 286 : 2, deve contenere le informazioni seguenti: no. e data della normativa, nome del costruttore, numero di fabbricazione, modifiche, data di produzione, numero di autorizzazione, capienza i libri, pressione di esercizio consentita, temperatura di esercizio min. e max., il marchio CE e la conformità con la normativa 87/404/CE. La targhetta di identificazione è coperta da un adesivo con il no. WABCO. In caso di una eventuale riverniciatura del serbatoio da parte del costruttore dell'automezzo, occorre rimuovere l'adesivo, affinché sia visibile la targhetta di identificazione reale. Si raccomanda di scaricare periodicamente la condensa dai serbatoi dell'aria. A tal fine è consigliabile utilizzare delle valvole di spurgo, disponibili con sistema di attivazione manuale oppure automatico. Controllare periodicamente il fissaggio al telaio e la staffa di montaggio. Scarico del serbatoio attraverso la valvola di spurgo 21 1. Valvole di spurgo Valvola di spurgo automatica 434 300 . . . 0 Scopo: protezione delle valvole, tubazioni e cilindri contro la penetrazione di condensa tramite uno spurgo automatico del serbatoio dell'aria. Principio di funzionamento: La pressione alimentata dalla linea fra il compressore e il regolatore di pressione nel raccordo della condotta di comando 4 spinge lo stantuffo di comando (a) nella posizione finale inferiore. L'acqua proveniente dal serbatoio dell'aria perviene attraverso il raccordo 1, attraversa quindi le fresature dello stantuffo di comando (a), per raggiungere infine la camera di raccolta A. La condensa che si trova nella condotta di comando viene altrettanto compressa nella camera di raccolta A attraverso il foro situato nella parete dello stantuffo di comando cavo (a). Al disinserimento del regolatore di pressione viene depressurizzata la condotta di comando, mentre la pressione del serbatoio presente nella camera anulare B porta lo stantuffo di comando (a) nella sua posizione finale superiore. L'acqua accumulatasi nella camera di raccolta A può essere scaricata passando dalle fresature (b). Uno straripamento della condensa che si trova all'interno della camera di raccolta (a) nonché una perdita parziale della pressione d'aria nel serbatoio attraverso il foro presente nella parete dello stantuffo di comando all'interno della condotta di comando – che sarebbe momentaneamente possibile dopo lo spegnimento del motore del veicolo a causa della corsa a vuoto del compressore – viene evitato per mezzo di un anello torico presente nel foro che funge lo stesso tempo da valvola di ritenuta. Valvola di spurgo 934 300 . . . 0 Scopo: scarico della condensa dal serbatoio dell'aria, nonché sfiato delle condotte dell'aria compressa e dei serbatoi in caso di necessità. Principio di funzionamento: La valvola viene mantenuta chiusa per mezzo della molla (a) e della pressione 22 nel serbatoio. Tirando o premendo il perno di azionamento (c) in direzione laterale si apre una valvola a bilico (b). A questo punto l'aria compressa e la condensa possono scaricarsi dal serbatoio. Qualora dovessero venire meno la pressione o la trazione, si chiuderà la valvola (b). 1. Valvola di spurgo e barometro Valvola di spurgo automatica 934 301 . . . 0 Scopo: protezione del sistema frenante ad aria compressa contro la penetrazione di condensa tramite uno spurgo automatico del serbatoio dell'aria. Principio di funzionamento: Al riempimento del serbatoio dell'aria, l'aria compressa viene alimentata attraverso il filtro (a) nella camera B e quindi nel corpo della valvola (c). Quest'ultimo si solleva dall'ingresso (b) per via della sua circonferenza esterna. L'aria compressa fluisce insieme alla condensa eventualmente ancora presente dal serbatoio dell'aria nella camera A, mentre la condensa si accumula al di sopra dello scarico (d). Una volta raggiunto l'equilibrio di pressione tra le due camere, il corpo della valvola (c) chiude l'ingresso (b). Qualora dovesse verificarsi una caduta di pressione all'interno del serbatoio dell'aria, ad esempio, in seguito ad una frenata, viene a ridursi anche la pressione nella camera B, mentre nella camera A rimane inizialmente conservata tutta la pressione. La pressione più alta nella camera A agisce dal basso sul corpo della valvola (c) e lo solleva quindi dallo scarico (d). A questo punto la condensa viene compressa fuori dal cuscino d'aria presente nella camera A. Non appena la pressione nella camera A è caduta fino ad un punto tale da raggiungere di nuovo un equilibrio di pressione fra la camera A e B, il corpo della valvola (c) chiude lo scarico (d). Per controllare l'operatività funzionale della valvola di spurgo, è possibile aprire manualmente lo scarico (d), premendo dentro la spina (e) inserita nell'apertura di scarico. Barometro 453 . . . . . . 0 453 002 Scopo: i barometri sono stabiliti per monitorare la pressione nei serbatoi dell'aria nonché nelle condotte del freno. Principio di funzionamento: Nel barometro semplice 453 002 la pressione proveniente dal serbatoio dell'aria incomincia a tendere la molla tubolare presente nel corpo. In questo modo mette in movimento l'indicatore nero sull'ago tramite una leva e una cremagliera. Durante un prelevamento di pressione l'indicatore viene riportato indietro per 453 197 mezzo di una molla antagonista sul rispettivo valore ancora presente. nel barometro doppio 453 197 è presente un secondo indicatore rosso, che indica la pressione alimentata nei Brake Chamber durante la frenatura. Questo viene riportato sulla posizione d'origine al rilascio del freno per mezzo di una molla antagonista. I valori della pressione dell'alimentazione e della pressione frenante sono leggibili sulla scala suddivisa da 0-10 risp. 0-25 bar. 23 1. Valvole di ritenuta Valvola di ritenuta 434 01. . . . 0 434 014 434 019 Scopo: protezione delle linee sotto pressione contro uno scarico d'aria involontario. Principio di funzionamento: Il passaggio dell'aria è possibile soltanto nella direzione della freccia indicata sul corpo. Un riflusso dell'aria viene impedito per mezzo della valvola di ritenuta, Direzione di flusso che chiude l'ingresso durante un prelevamento di pressione nella linea d'alimentazione. In caso di un aumento di pressione nella condotta d'alimentazione, attraverso la valvola di ritenuta precaricata da una molla viene nuovamente aperta la linea, affinché possa avvenire una compensazione di pressione. Valvola di ritenuta a farfalla 434 015 . . . 0 Direzione di flusso non strozzata Scopo: strozzamento del flusso d'aria, a piacere con alimentazione e sfiato della linea allacciata. Principio di funzionamento: All'ingresso dell'aria nella direzione della freccia la valvola di ritenuta (a) integrata nel corpo viene sollevata dalla sede e la linea allacciata in tal modo ventilata senza strozzamento. Durante lo scarico della linea di alimentazione si chiude la valvola di ritenuta e lo sfiato del raccordo 2 avviene attraverso il foro di strozzamento (b). La sezione di strozzamento può essere variata per mezzo della vite di registro (c). Girando in senso orario si riduce la sezione, ritardando perciò lo sfiato, mentre la si aumenta girando in senso antiorario. Allacciando l'aria compressa contro la direzione della freccia è possibile realizzare una ventilazione strozzata e uno sfiato senza strozzamento. Valvola di ritenuta 434 021 . . . 0 Scopo: protezione dei serbatoi dell'aria compressa contro uno scarico d'aria involontario. Principio di funzionamento: L'aria compressa alimentata nella condotta d'alimentazione apre la valvola (a) e fluisce quindi nel serbatoio dell'aria, in quanto la pressione dovesse essere più alta di quella presente nel serbatoio. La valvola (a) rimane aperta finché le pressioni della condotta d'alimentazione e 24 nel serbatoio sono identiche. Ogni riflusso d'aria dal serbatoio viene impedito attraverso la valvola (a), che viene chiusa durante il prelevamento di pressione nella condotta d'alimentazione per mezzo della molla di pressione (b) nonché per via della pressione in questo caso più alta del serbatoio. Il passaggio d'aria nella valvola di ritenuta è possibile soltanto nella direzione dalla linea d'alimentazione verso il serbatoio. 1. Valvola di derivazione Valvola di derivazione 434 100 . . . 0 con riflusso senza riflusso Scopo: Valvola di derivazione con riflusso Abilitazione del passaggio per l'aria compressa verso il 2° serbatoio dell'aria compressa solo dopo il raggiungimento della pressione calcolata per il sistema frenante nel 1° serbatoio; di conseguenza, disponibilità di utilizzo più rapida dell'impianto del freno di servizio. In caso di una caduta di pressione nel 1° serbatoio avviene una rialimentazione d'aria compressa dal 2° serbatoio. Valvola di derivazione senza riflusso Abilitazione del passaggio per l'aria compressa verso gli utilizzatori secondari (azionamento porte, impianto del freno di soccorso e del freno di stazionamento, servofrizione ecc.) solo dopo il raggiungimento della pressione calcolata per il sistema frenante dell'ultimo serbatoio dell'aria. Valvola di derivazione con riflusso limitato Abilitazione del passaggio per l'aria compressa verso il rimorchio o gli utilizzatori secondari (Ad esempio, impianto del freno di soccorso e del freno di staziona- mento ecc.) solo dopo il raggiungimento della pressione calcolata per il sistema frenante dell'ultimo serbatoio dell'aria. Inoltre, sicura di pressione per la motrice in caso di una interruzione della condotta d'alimentazione del rimorchio. In caso di una caduta di pressione nei serbatoi dell'aria dell'impianto del freno di servizio si verifica un riflusso parziale dell'aria compressa fino alla pressione di chiusura dipendente dalla pressione di sovraccarico. Principio di funzionamento: In tutte le valvole di derivazione l'aria compressa viene alimentata nel corpo in direzione della freccia e quindi attraverso il foro (g) sotto la membrana (d), che viene quindi premuta sulla sua sede per mezzo della molla di registro (b) e il pistone (c). Al raggiungimento della pressione di sovraccarico viene superata la forza della molla di registro (b), in maniera tale da fare sollevare la membrana (d) dalla sua sede, liberando così il foro (e). L'aria perviene direttamente ossia dopo l'apertura della valvola di ritenuta (h) verso i serbatoi o gli utilizzatori che si trova- con riflusso limitato no in direzione della freccia. Nella valvola di derivazione con riflusso l'aria compressa può rifluire dal 2° serbatoio dopo l'apertura della valvola di ritenuta (f), quando la pressione del 1° serbatoio è caduta di oltre 0,1 bar. Nella valvola di derivazione senza riflusso non è possibile alcun riflusso, poiché la valvola di ritenuta (h) viene mantenuta chiusa dalla pressione più alta del 2° serbatoio. Nella valvola di derivazione con riflusso limitato, l'aria può rifluire fino alla pressione di chiusura della membrana (d). Una volta raggiunta questa pressione, la valvola di registro (b) preme la membrana (d) sulla sua sede per mezzo del pistone (c), evitando così un'ulteriore compensazione di pressione in direzione opposta rispetto alla freccia di indicazione. In tutte le versioni la pressione di sovraccarico può essere corretta girando la vite di registro (a). Girandola in senso orario si aumenta la pressione di sovraccarico; mentre viene ridotta in senso antiorario. 25 1. Valvole limitatrici di pressione Valvola limitatrice di pressione 475 009 . . . 0 La serie 475 010 ... 0 è descritta alla parte 2 a pagina 71 Scopo: limitazione della pressione in uscita. Principio di funzionamento: L'aria compressa alimentata nel lato d'alta pressione sul raccordo 1 fluisce attraverso l'ingresso (e) e la camera B verso il raccordo a bassa pressione 2. Allo stesso tempo attraverso il foro A anche il pistone della membrana (c) viene alimentato con pressione, ma inizialmente viene tuttavia mantenuto nella sua posizione inferiore per mezzo della molla di pressione. Non appena la pressione nella camera B raggiunge il valore regolato per il lato a bassa pressione, il pistone della mem- brana (c) supera la forza della molla di pressione (b) e insieme con la valvola (d) precaricata dalla molla si porta nella posizione superiore, chiudendo in tal modo l'ingresso (e). Se la pressione dominante nella camera B è aumentata oltre il valore regolato, il pistone della membrana (c) si porta ulteriormente nella posizione superiore, sollevandosi così dalla valvola (d). L'aria compressa in eccesso viene scaricata nell'atmosfera attraverso il foro della biella del pistone della membrana (c) e la valvola di spurgo (a). Qualora a causa di una eventuale perdita nella condotta a bassa pressione sul raccordo 2 dovesse verificarsi una caduta di pressione, il pistone della membrana (c) riapre la valvola (d) in seguito allo scarico di pressione. La rispettiva quantità d'aria compressa perduta viene quindi rialimentata attraverso l'ingresso (e). Durante lo sfiato della condotta ad alta pressione viene innanzitutto aperto l'ingresso (e) della valvola (d) per via della pressione a questo punto più alta nella camera B. In seguito allo scarico di pressione iniziato nel pistone della membrana (c), questo si abbassa mantenendo così aperta la valvola (d). La condotta a bassa pressione viene ora scaricata tramite l'apparecchio collegato al lato ad alta pressione. Valvola limitatrice di pressione 475 015 . . . 0 Scopo: chiature collegate a valle. Limitazione della pressione erogata ad un rispettivo valore preimpostato. Se la pressione generata all'interno della camera D dovesse superare la forza esercitata dalla molla di pressione (a), i pistoni (c / d) si portano verso il basso. La valvola (g) chiude l'ingresso (b) e successivamente è raggiunta la posizione di chiusura. In seguito ad un consumo d'aria nel lato a bassa pressione, viene a cessare l'equilibrio di pressione nel pistone (c). La molla (a) preme nuovamente in basso i pistoni (c / d). L'ingresso (b) si apre e successivamente viene rialimentata aria, fino a quando la pressione ha raggiunto il valore regolato e quando è stato ristabilito l'equilibrio di pressione. Nel caso in cui la pressione nel lato a Principio di funzionamento: La valvola limitatrice di pressione è regolata in maniera tale da erogare soltanto una determinata pressione nel lato a bassa pressione (raccordo 2). La molla (a) agisce continuamente sui pistoni (c / d), in tal modo il pistone (c) viene mantenuto nella sua posizione finale superiore, combaciando allo stesso tempo con l'alloggiamento (h). L'ingresso (b) è aperto. L'aria d'alimentazione che perviene nel raccordo 1 fluisce dalla camera C nella camera D e perviene successivamente attraverso il raccordo 2 nelle apparec- 26 bassa pressione dovesse superare il valore previsto appositamente regolato, il pistone (c), concepito come valvola di sicurezza, apre lo scarico (e). A questo punto la pressione eccessiva viene scaricata nell'atmosfera attraverso lo scarico 3. Se la pressione all'interno della camera C dovesse calare al di sotto del valore della pressione dominante nella camera D, verrà aperta la valvola (f). L'aria compressa proveniente dalla camera D a questo punto rifluisce indietro attraverso il foro B nel raccordo 1, finché non prevale nuovamente la forza della molla (a), per aprire quindi l'ingresso (b). Successivamente avviene una compensazione di pressione tra i raccordi 2 e 1. 1. Distributori di comando della motrice Distributore di comando della motrice per sistema frenante ad un circuito 461 111 . . . 0 con pedale 461 113 . . . 0 461 111 461 113 Scopo: sensibile alimentazione e scarico dell'aria nell'impianto del freno di servizio ad un circuito della motrice. Principio di funzionamento: All'azionamento del pestello situato nel disco a molla (a) si abbassa il pistone (c), che chiude così lo scarico (d) e apre l'ingresso (e). L'aria d'alimentazione presente sul raccordo 11 fluisce attraverso la camera A e il raccordo 21 verso le unità frenanti del circuito del freno di servizio. La pressione generatasi nella camera A agisce anche sulla parte inferiore del pistone (c). Quest'ultimo viene portato nella posizione superiore per mezzo della forza della molla di gomma (b), finché in ambedue i lati del pistone (c) risulta una compensazione delle forze. In questa posizione l'ingresso (e) e lo scarico (d) rimangono chiusi, poiché è raggiunta la posizione di chiusura. In caso di una frenata a fondo, il pistone (c) viene portato fino alla sua posizione finale inferiore e di conseguenza l'ingresso (e) rimane continuamente aperto. Lo sfiato del circuito del freno di servizio avviene nella successione inversa e può essere effettuato altrettanto in maniera graduale. La pressione frenante dominante nella camera A provoca un sollevamento del pistone (c). Attraverso l'uscita (d) in tal modo aperta e lo sfiato 3 viene parzialmente o completamente sfiatato l'impianto del freno di servizio, e cioè in corrispondenza della posizione del pestello. 27 1. Distributori di comando della motrice con leva 461 491 . . . 0 Distributore del freno della motrice con pedale 461 307 . . . 0 Scopo: sensibile alimentazione e scarico dell'aria nell'impianto del freno di servizio a due circuiti della motrice. Principio di funzionamento: Attivando il pedale (r) il pistone di graduazione (a) si porta verso il basso, per chiudere così lo scarico (p) e aprire l'ingresso (o). In questo modo i Brake Chamber del primo circuito nonché del servodistributore del rimorchio vengono parzialmente o completamente ventilati dal raccordo di alimentazione 11 attraverso il raccordo 21, a seconda dell'intensità l'attivazione del freno. La pressione nella camera A qui si genera una volta sotto il pistone di graduazione (a) e allo stesso tempo attraverso il foro (n) nella camera B sul pistone relè (b) del secondo circuito. Il pistone relè (b) si muove quindi contro la forza della molla (l) verso il basso trascinandosi appresso anche il pistone (c). Di conseguenza ora viene chiuso anche lo scarico (j) e aperto l'ingresso (k). A questo punto l'aria compressa fluisce dal raccordo 12 attraverso il raccordo 22 nei Brake Chamber del secondo circuito, che vengono ventilati in corrispondenza della pressione di comando erogata nella camera B. La pressione della camera C, in seguito alla forza esercitata dalla molla (l), e sempre più bassa, cioè al di sotto della 28 pressione dominante nelle camere A e B. La pressione che si genera nella camera A agisce anche sulla parte inferiore del pistone di graduazione (a), che di conseguenza viene portato nella posizione superiore contro la forza della molla di gomma (q), finché in ambedue i lati del pistone (a) viene registrata una compensazione delle forze. In questa posizione l'ingresso (o) e lo scarico (p) sono chiusi (posizione di chiusura). Questi pistoni vengono portati nella posizione superiore nello stesso modo sotto l'influsso della pressione in fase di incremento all'interno della camera C, che agisce insieme alla molla (l) dal basso sui pistoni (b) e (c), finché anche qui è stata raggiunta la posizione di chiusura, vale a dire, finché sono chiusi l'ingresso (k) e lo scarico (j). In caso di una frenata a fondo, il pistone (a) viene portato fino alla sua posizione finale inferiore e di conseguenza l'ingresso (o) rimane continuamente aperto. Tutta la pressione ora dominante anche nella camera B porta il pistone relè (b) nella sua posizione finale inferiore, mentre il pistone (c) mantiene aperto l'ingresso (k). L'aria d'alimentazione fluisce senza impedimenti in ambedue i circuiti del freno di servizio. Il rilascio del freno, vale a dire, lo sfiato dei due circuiti, avviene nella successione inversa e può essere effettuato altrettanto in maniera graduata. Ambedue i circuiti vengono sfiatati attraverso la valvola di spurgo (h). In caso di un guasto del circuito II, il cir- cuito I continua a funzionare nel modo descritto. In caso di un guasto del circuito I, viene ulteriormente comandato il pistone relè (b); il circuito II viene messo meccanicamente in funzione nel modo seguente: Azionando il freno viene premuto verso il basso il pistone (a). Non appena viene in contatto con l'inserto (m), a sua volta fissamente collegato con il pistone (c), durante l'ulteriore corsa discendente si abbassa anche il pistone (c); di conseguenza si chiude lo scarico (j) e si apre l'ingresso (k). Il circuito II rimane, dunque, ulteriormente in funzione, nonostante il guasto del circuito I, poiché a questo punto il pistone (c) assume la funzione del pistone di graduazione. Diverse varianti del distributore del freno della motrice sono dotate di un dispositivo supplementare, che consente una variazione continua della predominanza del circuito I rispetto al circuito II tramite una ritenuta di pressione dal circuito II in un determinato campo. A tal fine con l'ausilio della calotta girevole (g) viene variato il precaricamento della molla (f). All'abbassamento del pistone (c) l'inserto (m) collegato allo stesso viene innanzitutto in contatto con il pestello (e) precaricato dalla molla, prima della chiusura dello scarico (j) e dell'apertura dell'ingresso (k). Il precaricamento della molla regolata a questo punto definisce quale pressione nella camera C deve portare il pistone (c) dal pestello (e) nuovamente nella posizione superiore per il raggiungimento della posizione di chiusura. 1. Distributori di comando della motrice 461 315 ... 0 Var. 461 315 180 0 - silenziatore integrato - 461 317 ... 0 Distributore di comando della motrice 461 315 . . . 0 con pedale 461 317 . . . 0 Scopo: sensibile alimentazione e scarico dell'aria nell'impianto del freno di servizio a due circuiti della motrice. Alcune varianti della serie 461 315 ... 0 sono dotate di un silenziatore integrato, per ottimizzare la posizione di montaggio. Principio di funzionamento: All'azionamento del pestello situato nel disco a molla (a) si abbassa il pistone (c), che chiude così lo scarico (d) e apre l'ingresso (j). L'aria d'alimentazione presente sul raccordo 11 fluisce attraverso la camera A e il raccordo 21 verso le unità frenanti collegate a valle nel circuito del freno di servizio I. Allo stesso tempo l'aria compressa fluisce attraverso il foro D nella camera B e alimenta così la parte superiore del pistone (f). Questo viene di conseguenza abbassato, chiudendo così lo scarico (h) e aprendo l'ingresso (g). L'aria d'alimentazione proveniente dal raccordo 12 fluisce attraverso la camera C e il raccordo 22 verso le unità frenanti collegate a valle nel circuito del freno di servizio II. La pressione generatasi nella camera A agisce sulla parte inferiore del pistone (c). Quest'ultimo viene sollevato contro la forza della molla di gomma (b) – nella variante 180 contro la forza delle molle di pressione – finché in ambedue i lati del pistone (c) risulta una rispettiva compensazione delle forze. In questa posizione l'ingresso (j) e lo scarico (d) rimangono chiusi, poiché è raggiunta la posizione di chiusura. La pressione in fase di incremento nella camera C porta nello stesso modo il pistone (f) nuovamente nella posizione superiore, finché anche qui viene raggiunta la posizione di chiusura. L'ingresso (g) e lo scarico (h) sono chiusi. In caso di una frenata a fondo, il pistone (c) viene portato fino alla sua posizione finale inferiore e di conseguenza l'ingresso (j) rimane continuamente aperto. La pressione che agisce attraverso il foro D nella camera B porta anche il pistone (f) nella sua posizione finale inferiore, man- tenendo così aperto l'ingresso (g). L'aria d'alimentazione fluisce senza impedimenti in ambedue i circuiti del freno di servizio. Lo sfiato di ambedue i circuiti del freno di servizio avviene nella successione inversa e può essere effettuato altrettanto in maniera graduale. La pressione frenante dominante nelle camere A e C porta i pistoni (c / f) nella posizione superiore. Attraverso le uscite (d / h) in tal modo aperte e lo sfiato 3 vengono parzialmente o completamente sfiatati ambedue i circuiti dell'impianto del freno di servizio, e cioè in corrispondenza della posizione del pestello. Per ridurre i rumori di sfiato, sul raccordo 3 nella variante 180 è installato un silenziatore. In caso di un guasto di uno dei circuiti, ad esempio II, il circuito I continua a funzionare nel modo descritto. Se invece viene a guastarsi il circuito I, in caso di una frenata il pistone (f) viene abbassato dal corpo della valvola (e). Dopodiché si chiude lo scarico (h) e si apre l'ingresso (g). La posizione di chiusura qui viene raggiunta come descritto in precedenza. 29 1. Distributori di comando della motrice Fig. 2 Distributore di comando della motrice con interruttore elettrico oppure sensore 461 318 . . . 0 Scopo: sensibile alimentazione e sfilato dell'impianto del freno di servizio a due circuiti della motrice e un comando elettrico del retarder Principio di funzionamento: Premendo il pedale (a) nell'azionamento libero viene innanzitutto attivato l'interruttore I e, dopo il superamento del punto di pressione meccanico, l'interruttore II. In questo modo viene attivato il primo ovvero secondo livello frenante del Retarder, senza che venga già alimentata aria compressa nell'impianto del freno di servizio. Abbassando ulteriormente il pedale (a) viene attivato l'interruttore III e con ciò at- 30 tivato il terzo livello frenante del Retarder. Allo stesso tempo si abbassa il pistone (c). Il principio di funzionamento del distributore del freno è lo stesso come descritto in 461 315 (si veda a pagina 29). In seguito allo scarico di ambedue i circuiti dei freni di servizio, durante il movimento ascendente del pedale (a) in posizione di riposo vengono nuovamente disattivati i livelli di comando del Retarder. Nella fig. 2 all'interno del pedale è integrato un interruttore di prossimità, che viene attivato dopo un percorso del pedale di ca. 2 gradi. Distributori di comando della motrice 1. Distributore di comando della motrice 461 319 . . . 0 Scopo: sensibile alimentazione e scarico dell'aria nell'impianto del freno di servizio a due circuiti della motrice. Regolazione automatica della pressione nel circuito del freno dell'asse anteriore in dipendenza del regolatore ALB e della pressione alimentata nel circuito dell'asse posteriore, affinché si soddisfino le disposizioni della direttiva del consiglio CE „Sistemi frenanti“ e le rispettive direttive di adattamento. Principio di funzionamento: All'azionamento del pestello situato nel disco a molla (a) si abbassa il pistone (c), che chiude così lo scarico (d) e apre l'ingresso (j). L'aria d'alimentazione presente sul raccordo 11 fluisce attraverso la camera A e il raccordo 21 verso le unità frenanti collegate a valle nel circuito del freno di servizio I. Allo stesso tempo l'aria compressa fluisce attraverso il foro E nella camera B e alimenta così la superficie X1 del pistone (f). Questo viene di conseguenza abbassato, chiudendo così lo scarico (h) e aprendo l'ingresso (g). L'aria d'alimentazione proveniente dal raccordo 12 fluisce attraverso la camera C e il raccordo 22 verso le unità frenanti collegate a valle nel circuito del freno di servizio II. Il valore della pressione alimentata nel circuito II dipende dalla pressione erogata dal regolatore ALB. Questa pressione viene alimentata attraverso il raccordo 4 nella camera D, per alimentare così la superficie X2 del pistone (f) e assistere in questo modo la forza che agisce sulla parte superiore del pistone (f). cuito dell'asse posteriore che agisce sulla superficie X2 proveniente dalla camera D porta il pistone (f) nella sua posizione finale inferiore. L'ingresso (g) è aperto e l'aria d'alimentazione fluisce senza alcuni impedimenti in ambedue i circuiti del freno di servizio. La pressione generatasi nella camera A agisce sulla parte inferiore del pistone (c). Quest'ultimo viene portato nella posizione superiore per mezzo della forza della molla di gomma (b), finché in ambedue i lati del pistone (c) risulta una compensazione delle forze. In questa posizione l'ingresso (j) e lo scarico (d) rimangono chiusi. A questo punto è stata raggiunta la posizione di chiusura. Lo sfiato di ambedue i circuiti del freno di servizio avviene nella successione inversa e può essere effettuato altrettanto in maniera graduale. La pressione frenante dominante nelle camere A e C porta i pistoni (c / f) nella posizione superiore. Attraverso le uscite (d / h) in tal modo aperte e lo sfiato 3 vengono parzialmente o completamente sfiatati ambedue i circuiti dell'impianto del freno di servizio, e cioè in corrispondenza della posizione del pestello. La pressione all'interno della camera D si scarica attraverso il regolatore ALB collegato a monte. La pressione in fase di incremento nella camera C porta nello stesso modo il pistone (f) nuovamente nella posizione superiore, finché anche qui viene raggiunta la posizione di chiusura. L'ingresso (g) e lo scarico (h) sono chiusi. In caso di una frenata a fondo, il pistone (c) viene portato fino alla sua posizione finale inferiore e di conseguenza l'ingresso (j) rimane continuamente aperto. La pressione d'alimentazione che agisce attraverso il foro E nella camera B sulla superficie X1, a sua volta assistita dalla completa pressione di frenatura del cir- In caso di un guasto di uno dei circuiti, ad esempio II, il circuito I continua a funzionare nel modo descritto. Se invece viene a guastarsi il circuito I, in caso di una frenata il pistone (f) viene abbassato dal corpo della valvola (e). Dopodiché si chiude lo scarico (h) e si apre l'ingresso (g). La posizione di chiusura qui viene raggiunta come descritto in precedenza. 31 1. Distributori di comando della motrice Distributore di comando della motrice 461 324 . . . 0 Scopo: sensibile alimentazione e scarico dell'impianto del freno di servizio a due circuiti dalla motrice nonché controllo pneumatico del retarder attraverso la valvola regolatrice di pressione integrata. Principio di funzionamento: All'attivazione del pedale (a) nella corsa a vuoto, attraverso la leva (b) viene innanzitutto abbassata la valvola (g). Dopodiché si chiude lo scarico (d) e si apre l'ingresso (f). L'aria d'alimentazione presente sul raccordo 13 fluisce attraverso la camera A e il raccordo 23 verso il retarder collegato a valle. La pressione che si genera qui nella camera A alimenta quindi il pistone (e). Non appena la forza qui risultante supera la forza della molla di pressione (c), viene abbassato il pistone (e). L'ingresso (f) si chiude e dopodiché è raggiunta la posizione di chiusura. Distributore di comando della motrice con leva 461 482 . . . 0 32 Nell'ulteriore movimento discendente della pedana (a) viene aumentata in modo proporzionale la pressione sul raccordo 23 in base al percorso del pedale. Al completamento della corsa a vuoto prevale la pressione dominante nella camera A, e di conseguenza non è più possibile un aumento sul raccordo 23 all'attivazione dell'impianto del freno di servizio della motrice. Il principio di funzionamento del distributore del freno è lo stesso come descritto in 461 315 (si veda a pagina 29). Dopo lo sfiato dei due circuiti del freno di servizio viene nuovamente abbassata la valvola (g) nel percorso a vuoto del pedale (a). Di conseguenza si apre lo scarico (d) e l'aria compressa proveniente dal raccordo 23 si scarica attraverso lo sfiato 3 della valvola regolatrice di pressione. Brake Chamber 1. Cilindro a pistone 421 0 . . . . . 0 e 921 00 . . . . 0 Cilindro a membrana 423 00 . . . . 0 e 423 10 . . . . 0 per freno a disco Cilindro a membrana per freno a cuneo espansibile 423 0 . . . . . 0 e 423 14 . . . . 0 Scopo: generazione della forza frenante per il freno sulla ruota con l'ausilio di aria compressa. A seconda dell'esecuzione, adatto per la trasmissione meccanica o idraulica della forza. Principio di funzionamento: pressa nel Brake Chamber, la rispettiva forza del pistone agisce attraverso l'asta di comando sulla leva del freno ovvero sul cilindro idraulico principale. Durante lo sfiato la molla di pressione installata in stato precompresso comprime il pistone nonché la membrana indietro in posizione di partenza. Non appena viene alimentata aria com- 33 1. Cilindro di precarico Cilindro di rinforzo pistone 421 30 . . . . 0 Scopo: Principio di funzionamento: forza F risultante dalla moltiplicazione pressione per superficie viene trasmessa attraverso l'asta di pressione (b) sul pistone del Brake Chamber principale flangiato. All'attivazione dell'impianto del freno di servizio l'aria compressa erogata dal distributore di comando della motrice fluisce attraverso il raccordo A nella camera B. La pressione generata in questo punto sposta il pistone (a) contro la forza della molla di pressione (c) verso destra. La Al termine della frenatura viene di nuovo sfiatata la camera B attraverso il distributore del freno della motrice collegato a monte. Allo stesso tempo la molla di pressione (c) riporta il pistone (a) nella sua posizione di partenza. flangiato. Al termine della frenatura viene di nuovo sfiatata la camera B attraverso il distributore del freno della motrice collegato a monte. Allo stesso tempo la molla di pressione (d) riporta il pistone (b) e la membrana (a) nella loro posizione di partenza. Un filtro (e) installato prima delle aperture di scarico dell'aria del coperchio del cilindro, durante la fase di ritorno del pistone (b) evita una penetrazione di sporcizia e polvere all'interno del cilindro. I cilindri di precompressione a membrana possono essere dotati di un indicatore di usura e/o di corsa, che segnalano al conducente la condizione dei freni sulle ruote. L'indicazione meccanica di usura è concepita come indicatore tracciante, vale a dire: non ritorna indietro automaticamente. Questo viene attivato al 50% della corsa totale e comprende delle marcature, dalle quali il conducente può riconoscere il grado di usura delle pastiglie dei freni. azionamento pneumatico del cilindro principale del freno flangiato in sistemi frenanti idropneumatici Cilindro di precompressione a membrana 423 0 . . . . . 0 Principio di funzionamento: All'attivazione dell'impianto del freno di servizio l'aria compressa erogata dal distributore di comando della motrice fluisce attraverso il raccordo A nella camera B. La pressione generata in questo punto alimenta la membrana (a) e la sposta insieme al pistone (c) contro la forza della molla di pressione (d) verso destra. La forza F risultante dalla moltiplicazione pressione per superficie viene trasmessa attraverso l'asta di pressione (c) sul pistone del Brake Chamber principale 34 Cilindro Tristop® 1. 425 ... ... 0 925 ... ... 0 Cilindro Tristop® 425 3 . . . . . 0 per freni a cuneo espansibile 925 . . . . . . 0 per freno a camme Scopo: i cilindri a membrana combinati con molla precaricata (cilindri Tristop ®) sono stabiliti per produrre l'energia frenante nei freni sulle ruote. Questi consistono nella parte a membrana per l'impianto del freno di servizio e nella parte a molla precaricata per l'impianto del freno di soccorso e del freno di stazionamento. Principio di funzionamento: a) Impianto del freno di servizio: All'attivazione dell'impianto del freno di servizio l'aria compressa fluisce attraverso il raccordo 11 della camera A, alimenta la membrana (d) e comprime quindi il pistone (a) contro la forza della molla di pressione (c) verso destra.? Attraverso l'asta del pistone (b) la forza risultante viene esercitata sul recuperatore di gioco e con ciò sul freno della ruota. Allo sfiato della camera A la molla di pressione (c) riporta il pistone (a) e la membrana (d) nella loro posizione di partenza. Il cilindro a membrana del cilindro Tristop® svolge una funzione completamente indipendente dalla parte della molla precaricata. b) Impianto del freno di stazionamento: All'attivazione dell'impianto del freno di stazionamento la camera B viene parzialmente o completamente sfiatata attraverso il raccordo 12. Qui agisce la forza della molla di pressione (f) in fase di rilascio attraverso il pistone (e) e dell'asta del pistone (b) sul freno della ruota. La forza di frenatura massima nella parte a molla precaricata viene raggiunta in seguito ad uno sfiato completo della camera B. Poiché la forza frenante in questo caso viene esercitata esclusivamente in forma meccanica per mezzo della molla di pressione (f), la parte della molla precaricata potrà essere utilizzata per l'impianto del freno di stazionamento. Per rilasciare il freno la camera B viene nuovamente sfiatata attraverso il raccordo 12. c) Dispositivo di sbloccaggio meccanico: Il cilindro Tristop® per casi di emergenza è dotato di un dispositivo di sbloccaggio meccanico per la parte della molla precaricata. In caso di una completa mancanza di pressione sul raccordo 12, svitando la vite esagonale (g) del 24 è possibile sbloccare nuovamente l'impianto del freno di stazionamento. d) Dispositivo di sbloccaggio rapido (solo 425 ... ... 0) Per azionare la funzione di sbloccaggio rapido è necessario azionare il pulsante a perno (h) battendovi sopra con un martello. In questo modo le sfere (i) vengono rilasciate dal bloccaggio e l'asta di pressione (j) viene riposizionata per mezzo delle forze di ripristino del freno sulla ruota. Dopo avere rimediato l'avaria di pressione, viene nuovamente alimentato con aria il raccordo 12. Il pistone (e) in fase di ritorno precomprime di nuovo la molla (f). 35 1. Recuperatore di gioco Recuperatore di gioco 433 50 . . . . 0 Scopo: Principio di funzionamento: Recupero facile, rapido e continuo del gioco dell'albero del freno, per compensare l'usura delle pastiglie, in modo tale da garantire una corsa quasi sempre costante ed omogenea nel tempo dei Brake Chamber. Per il riaggiustamento occorre applicare una chiave inglese sull'esagono (b) del dispositivo di regolazione del recuperatore di gioco e muoverlo girando la vite senza fine. Attraverso la ruota della vite senza fine (d) viene riaggiustato l'albero del freno e con ciò la camma del freno. Lo scatto a sfera (c) per l'esagono (b) all'interno del dispositivo di regolazione previene una variazione involontaria del recuperatore di gioco. (Particolarmente importante per le pastiglie grosse e nei servofreni; nonché nell'utilizzo di cilindri a membrana, per via delle corse ridotte dei pistoni). Recuperatore di gioco automatico 433 54 . . . . 0 e 433 57 . . . . 0 Scopo: Trasmissione della forza frenante sul freno della ruota. Recupero automatico del gioco dell'albero del freno, per compensare l'usura delle pastiglie, in modo tale da garantire una corsa quasi sempre costante ed omogenea nel tempo dei Brake Chamber. Principio di funzionamento: Nella posizione di rilascio del sistema frenante, la bocca della lamiera di regolazione combacia con il suo bordo inferiore con il perno (e) che funge da punto fisso. All'azionamento del freno la lamiera di regolazione (b) percorre al massimo la distanza dal perno (e) fino al bordo superiore della bocca. Nel caso in cui la corsa del Brake Chamber dovesse essere diventata maggiore in seguito ad una usura delle pastiglie del freno, il bordo superiore della bocca della 36 lamiera di regolazione (b) entra in collisione con il perno (e) che viene in tal modo arrestato. In questo modo il giunto d'accoppiamento (g) collegato fissamente con la lamiera di regolazione (b) si gira in direzione di avvolgimento della molla rettangolare (c) sull'albero elicoidale (f). Al termine della frenatura il recuperatore di gioco ritorna indietro nella sua posizione di partenza. Successivamente il bordo inferiore della bocca della lamiera di regolazione si riappoggia di nuovo contro il perno (e) che gira di conseguenza il giunto d'accoppiamento sull'albero portante della vite elicoidale (f) contro il senso d'avvolgimento della molla rettangolare. Tramite il movimento rotante la molla rettangolare (c) viene avvitata e si appoggia il modo fisso contro il foro del giunto d'accoppiamento (g) e della ghiera di registro (d). L'elevato valore d'attrito di conseguenza risultante trasci1 na la ghiera di registro (d), a sua volta accoppiata all'albero portante con la vite elicoidale (f). L'albero del freno a questo punto viene girato nel senso d'azionamento tramite l'albero portante a vite elicoidale (f) e la ruota con vite elicoidale (h) per ottenere in tal modo una regolazione ottimale del freno sulla ruota. Affinché il giunto d'accoppiamento (g) non possa essere girato sull'albero elicoidale (f) in seguito a scossoni, viene premuto per mezzo della molla (a) in senso assiale contro la ghiera di registro (d) e con ciò mantenuto fermo nella rispettiva posizione. Oltre alla versione qui descritta, è disponibile anche una variante con dispositivo di attivazione opposto. Qui il perno (e) combacia sul bordo superiore della bocca della lamiera di regolazione (b). La regolazione avviene nello stesso modo. Valvole del freno di stazionamento 1. Valvola del freno di stazionamento 961 721 . . . 0 Scopo: Sensibile attivazione graduale del servodistributore del rimorchio, per mantenere sempre ben teso il bilico oppure l'autotreno tramite una frenatura anticipata del veicolo trainato (freno di linea). Principio di funzionamento: La pressione d'alimentazione presente sul raccordo 1 in posizione di marcia mantiene chiusa la valvola (g) con la servoassistenza della molla di pressione (i). Con la leva manuale (a) in posizione di riposo la camma (c) trasmette la sua forza sul pistone (l). Le molle di pressione mantengono il pistone (k / l) nella posizione finale superiore mentre il raccordo 2 è collegato con lo sfiato 3. All'attivazione della leva manuale (a) la camma (c) preme verso il basso il pistone (l). Le molle (d / e) vengono comprese tra di loro, spostando in tal modo il pistone (k). A questo punto la sede della valvola (h) chiude il collegamento fra la camera A e lo sfiato 3, dopodiché la valvola (g) si solleva dalla sede (j). L'aria d'alimentazione perviene nella camera A e quindi verso il servodistributore del rimorchio collegato a valle attraverso il raccordo 2, fino ad al valore di pressione corrispondente al precaricamento delle molle (d / e). La valvola (g) chiude la sede della valvola d'ingresso (j), senza però aprire la sede della valvola di scarico (h). A questo punto è stata raggiunta la posizione di chiusura. Ogni ulteriore variazione di posizione della leva, in seguito al nuovo precaricamento della molla, porta al risultato di una rispettiva erogazione di pressione frenante, proporzionale alla forza esercitata dalla camma (c). È possibile graduare lo sfiato nello stesso modo, nel campo di frenatura parziale oppure per uno sfiato completo della condotta di comando verso il servodistributore del rimorchio. La valvola del freno di stazionamento può essere dotata di un dispositivo per il bloccaggio della leva manuale in determinate posizioni. Il bloccaggio o lo sbloccaggio di questo dispositivo avviene per mezzo del pulsante (b). 37 1. Valvola del freno di stazionamento 961 722 1. . 0 Valvole del freno di stazionamento Posizione del freno di stazionamento Feststellbremsstellung PosizioneFahrtstellung di marcia Scopo: a Sensibile attivazione graduabile dell'impianto del freno di soccorso nonché dell'impianto del freno di servizio in combinazione con i cilindri a molle precaricate. g b 21 B d e A 11 3 Valvola del freno di stazionamento 961 722 2. . 0 Scopo: Sensibile attivazione graduabile dell'impianto del freno di soccorso nonché dell'impianto del freno di servizio in combinazione con i cilindri a molle precaricate. Posizione di controllo per verificare l'azione del freno di stazionamento della motrice. Posizione del freno di stazionamento Feststellbremsstellung Posizione di Fahrtstellung marcia Druckpunkt Punto di pressione a Posizione di test Prüfstellung Struttura: La valvola del freno di stazionamento consiste in una valvola base per l'impianto del freno di soccorso e del freno di stazionamento, a sua volta ampliata, a seconda della modalità di esecuzione, con una valvola di sicurezza (valvola per lo sbloccaggio d'emergenza) e/o una valvola di test. b g 22 B d 21 A H c G e 11 F 3 Esecuzione I 38 1. Valvole del freno di stazionamento Principio di funzionamento: In posizione di marcia il collegamento dalla camera A verso la camera B è aperto e l'aria compressa presente sul raccordo 11 fluisce attraverso il raccordo 21 nella camera delle molle precaricate dei cilindri Tristop®. All'attivazione dell'impianto del freno di soccorso per mezzo della leva manuale (a), la valvola (e) chiude il collegamento fra la camera A e B. L'aria compressa proveniente dalle camere delle molle precaricate viene scaricata nell'atmosfera attraverso lo sfiato (d) in fase di apertura sul raccordo 3. Di conseguenza si riduce anche la pressione all'interno della camera B e il pistone (b) viene quindi abbassato tramite la forza della molla di pressione (g). In seguito alla chiusura dello scarico in tutte le posizioni di frenatura parziale viene raggiunta una posizione di chiusura, in maniera tale che nelle camere delle molle precaricate sia presente la rispettiva pressione corrispondente al ritardo desiderato. Con un'ulteriore attivazione della leva manuale (a) oltre il punto di pressione, si raggiunge la posizione del freno di stazionamento. Lo sfiato (d) rimane aperto, con la conseguenza di scaricare l'aria compressa dalle camere delle molle precaricate. Nel campo del freno di soccorso, dalla posizione di marcia fino al punto di pressione, la leva manuale (a) ritorna automaticamente indietro nella posizione di marcia dopo averla rilasciata. Esecuzione I (var. 252) Tramite la valvola di test supplementare combinata con la valvola base è possibile verificare se le forze meccaniche dell'impianto del freno di stazionamento della motrice sono in grado di mantenere frenato l'autotreno/bilico in una determinata pendenza o inclinazione con il freno di stazionamento del rimorchio sbloccato. In posizione di marcia le camere A, B, F, G ed H sono collegate tra di loro e la pressione d'alimentazione viene alimentata attraverso il raccordo 21 verso le camere delle molle precaricate nonché il raccordo 22 verso il servodistributore del rimorchio. All'attivazione della leva manuale (a) viene ridotta la pressione all'interno delle camere B, F ed H, finché si è completamente scaricata al raggiungimento del punto di pressione. In caso di un superamento del punto di pressione, la leva d'azionamento (a) raggiunge una posizione intermedia: quella della posi- Feststellbremsstellung Posizione del freno di stazionamento Posizione di Fahrtstellung marcia Punto di Druckpunkt pressione a g b 23 B E D f C 21 12 11 d A e Esecuzione II 3 zione del freno di stazionamento bloccato. In seguito ad un ulteriore movimento della leva in posizione di controllo, l'aria compressa presente nella camera A fluisce attraverso la camera G e la valvola (c) aperta all'interno della camera H. Tramite la ventilazione del raccordo 22 viene comandato il servodistributore del rimorchio, che a sua volta rilascia ora di nuovo il freno di soccorso o il freno di stazionamento pneumaticamente attivato nel rimorchio. A questo punto l'autotreno viene mantenuto frenato per mezzo delle forze meccaniche dei cilindri a molle precaricate del veicolo trainante. Non appena si lascia di nuovo la leva di attivazione (a), questa ritorna indietro nella posizione del freno di stazionamento, dove il sistema frenante del rimorchio funge allo stesso tempo come freno di stazionamento. Esecuzione II (var. 262) per veicoli singoli con dispositivo di sbloccaggio d'emergenza pneumatico Nell'appendice V della direttiva del consiglio della comunità europea si prescrive che nei freni a molle precaricate deve essere presente un dispositivo di sbloccaggio d'emergenza meccanico o pneumatico. Nell'esecuzione II con la valvola base 1 si combina una valvola di sicurezza supplementare (dispositivo di sbloccaggio d'emergenza), appositamente concepito per il dispositivo di sbloccaggio di emergenza pneumatico. Dai circuiti di alimentazione separati vengono alimentati con aria compressa ambedue i raccordi 11 e 12. Le pressioni 21 e 23 erogate sono presenti nel cilindro a molla precaricata in un distributore 2. In caso di una perdita di pressione in seguito a una rottura di un tubo in un punto qualsiasi del circuito della molla precaricata, non si verifica una frenatura forzata e incontrollata. La valvola di sbloccaggio d'emergenza funge allo stesso tempo come protezione antirottura del tubo, garantendo l'alimentazione di pressione nel cilindro a molla precaricata attraverso il 2° circuito intatto. Il conducente viene avvisato sul guasto tramite l'accensione di una spia di controllo di sbloccaggio, ma il cilindro a molla precaricata rimane tuttora sbloccato. All'attivazione della leva manuale (a) di circa 10° La valvola (f) chiude il collegamento fra la camera E e D. L'aria compressa presente sul raccordo 23 viene scaricata nell'atmosfera attraverso la camera C e il raccordo 3. Successivamente inizia la normale funzione graduale della valvola base per la frenatura e il parcheggio del veicolo. 39 1. Valvole del freno di stazionamento 961 723 0 . . 0 Valvola del freno di stazionamento 961 723 . . . 0 Scopo: Attivazione dell'impianto del freno di soccorso privo di tiranteria nonché dell'impianto del freno di stazionamento in combinazione con i cilindri a molle precaricate per la modalità singola. La valvola del freno di stazionamento 961 723 1 . . 0 viene utilizzata in impianti per freni di soccorso e di stazionamento privi di tiranteria in combinazione con i cilindri a molle precaricate. Il raccordo supplementare per il comando del servodistributore del rimorchio consente la trasmissione dell'azione frenante al rimorchio. È integrata anche una posizione di controllo per verificare l'azione del freno di stazionamento (freno di parcheggio) della motrice. Principio di funzionamento: 1. Freno di soccorso In posizione di marcia la valvola (c) mantiene aperto il collegamento dalla camera A verso la camera B e l'aria compressa presente sul raccordo 1 fluisce attraverso il raccordo 21 nella camera delle molle precaricate dei cilindri Tristop®. Allo stesso tempo l'aria compressa viene alimentata attraverso la valvola di test (b) e la camera C verso il raccordo 22 per ventilare anche il raccordo 43 del servodistributore del rimorchio. 40 All'attivazione dell'impianto del freno di soccorso per mezzo della leva manuale (a), la valvola (c) chiude il collegamento fra la camera A e B. L'aria compressa proveniente dalle camere delle molle precaricate viene scaricata nell'atmosfera attraverso lo sfiato (d) in fase di apertura sul raccordo 3. Di conseguenza si riduce anche la pressione all'interno della camera B e il pistone (e) viene quindi abbassato tramite la forza della molla di pressione (f). In seguito alla chiusura dello scarico in tutte le posizioni di frenatura parziale viene raggiunta una posizione di chiusura, in maniera tale che nelle camere delle molle precaricate sia presente la rispettiva pressione corrispondente al ritardo desiderato. 2. Posizione di parcheggio Con un'ulteriore attivazione della leva manuale (a) oltre il punto di pressione, si raggiunge la posizione di parcheggio. Lo sfiato (d) rimane aperto, con la conseguenza di scaricare completamente l'aria compressa dalle camere delle molle precaricate. Nel campo del freno di soccorso, dalla posizione di marcia fino al punto di pressione, la leva manuale (a) ritorna automaticamente indietro nella posizione di marcia dopo averla rilasciata. Tramite la valvola di test supplementare combinata con la valvola base è possibile verificare se le forze meccaniche dell'impianto del freno di stazionamento della motrice sono in grado di mantenere frenato l'autotreno/bilico in una determinata pendenza o inclinazione con il freno 961 723 1 . . 0 di stazionamento del rimorchio sbloccato. 3. Posizione di test In posizione di marcia le camere A, B e C sono collegate tra di loro e la pressione d'alimentazione viene alimentata attraverso il raccordo 21 verso le camere delle molle precaricate nonché il raccordo 22 verso il servodistributore del rimorchio. All'attivazione della leva manuale (a) viene ridotta la pressione all'interno delle camere B e C, finché si è completamente scaricata al raggiungimento del punto di pressione. In caso di un superamento del punto di pressione, la leva d'azionamento (a) raggiunge una posizione intermedia: quella della posizione parcheggio bloccata. In seguito ad un ulteriore movimento della leva in posizione di controllo, l'aria compressa presente nella camera A fluisce attraverso la valvola (b) aperta all'interno della camera C. Tramite la ventilazione del raccordo 22 viene comandato il servodistributore del rimorchio, che a sua volta rilascia ora di nuovo il freno di soccorso o il freno di stazionamento pneumaticamente attivato nel rimorchio. A questo punto l'autotreno viene mantenuto frenato per mezzo delle forze meccaniche dei cilindri a molle precaricate del veicolo trainante. Non appena si lascia di nuovo la leva di attivazione (a), questa ritorna indietro nella posizione del freno di stazionamento, dove il sistema frenante del rimorchio funge allo stesso tempo come freno di stazionamento. Elettrovalvole 1. Elettrovalvola 3/2 ventilante 472 07. . . . 0 e 472 17. . . . 0 Scopo: Alimentazione di una condotta di servizio in una alimentazione elettrica del magnete. Principio di funzionamento: La condotta d'alimentazione proveniente dal serbatoio d'aria è collegata al raccordo 1. L'indotto magnetico (b) concepito come corpo della valvola, mediante la forza della molla di pressione (d) mantiene chiuso l'ingresso (c). In un'alimentazione elettrica della bobina magnetica (e) l'indotto (b) si muove ver- so l'alto, lo scarico (a) viene chiuso e l'ingresso (c) aperto. A questo punto l'aria di alimentazione fluisce attraverso il raccordo 1 verso il raccordo 2 e alimenta la condotta di servizio. Dopo una interruzione dell'alimentazione elettrica verso la bobina magnetica (e), la molla (d) preme l'indotto (b) indietro nella sua posizione di partenza. Di conseguenza viene chiuso l'ingresso (c), aperto lo scarico (a) e la condotta di servizio scaricata attraverso la camera A e lo scarico 3. Elettrovalvola 3/2 spurgante 472 17. . . . 0 Scopo: Sfiato di una condotta di servizio in una alimentazione elettrica del magnete. Principio di funzionamento: La condotta d'alimentazione è collegata al raccordo 1 e l'aria compressa fluisce attraverso la camera A e il raccordo 2 nella condotta di servizio. L'indotto magnetico (b) concepito come corpo della valvola, mediante la forza della molla di pressione (d) mantiene chiuso lo scarico (c). In un'alimentazione elettrica della bobina magnetica (e) l'indotto (b) si muove ver- so l'alto, l'ingresso (a) viene chiuso e lo scarico (c) aperto. L'aria compressa proveniente dalla condotta di servizio a questo punto viene scaricata nell'atmosfera attraverso il raccordo 3. Dopo una interruzione dell'alimentazione elettrica verso la bobina magnetica (e), la molla (d) preme l'indotto (b) indietro nella sua posizione di partenza. Di conseguenza viene chiuso lo scarico (c), aperto l'ingresso (a) e l'aria d'alimentazione nuovamente alimentata nella condotta di servizio attraverso la camera A e il raccordo 2. 41 1. Valvole relè 973 011 20. 0 473 017 ... 0 Valvola relè (valvola di sovraccarico) 473 017 . . . 0 e 973 011 20 . 0 Scopo: Per evitare l’addizione della forza frenante nei cilindri combinati a membrana (cilindri Tristop®) ad accumulatore di energia se viene azionato simultaneamente l'impianto del freno di esercizio e di stazionamento in modo da proteggere efficacemente dal sovraccarico i componenti meccanici di trasmissione. Rapida ventilazione e spurgo dei cilindri ad accumulatore di energia a molla. Nella serie 973 011 20. 0 con il normale collegamento della valvola del freno di stazionamento sul raccordo 41 e valvola del freno di stazionamento sul raccordo 42 in posizione di marcia viene alimentata una pressione ridotta (p42 = 8 bar, p2 = 6,5 bar) nelle molle precaricate dei ci- 42 lindri Tristop® (risparmio d'energia nel modo normale). Principio di funzionamento: a) Posizione di marcia In posizione di marcia la camera A viene continuamente ventilata attraverso il raccordo 42 dalla valvola del freno di stazionamento. Il pistone (a) in tal modo alimentato con aria compressa si trova nella sua posizione finale inferiore, mantenendo chiuso lo scarico (e) e aperto l'ingresso (d). La pressione d'alimentazione presente sul raccordo 1 perviene attraverso il raccordo 2 (con un'attenuazione in 973 011 20. 0) verso la molla precaricata del cilindro Tristop® e l'impianto del freno di stazionamento è sbloccato. b) Attivazione dell'impianto del freno di servizio All'attivazione del distributore del freno della motrice l'aria compressa fluisce attraverso il raccordo 41 nella camera B e alimenta così il pistone (b). In seguito alle controforze attive all'interno delle camere A e C non si verifica nessuna commutazione della valvola relè. c) Attivazione dell'impianto del freno di stazionamento L'attivazione della valvola del freno di stazionamento provoca uno scarico parziale o completo della camera A. Il pistone (a) a questo punto più o meno scaricato adesso viene sollevato dal pistone (b), a sua volta alimentato dalla pressione d'alimentazione della camera C. Lo scarico (e) si apre e l'ingresso (d) viene chiuso in seguito al movimento ascendente del seguente corpo della valvola (c). A questo punto si verifica uno scarico d'aria dai cilindri a molle precaricate, corrispondente alla posizione del freno di stazionamento, attraverso lo scarico (e) e lo sfiato 3. In una frenatura parziale, dopo il ciclo di sfiato e l'equilibrio di pressione di conseguenza subentrato all'interno delle camere A e C, si chiude lo scarico (e). Con Valvole relè ciò la valvola relè si è portata in una posizione di chiusura. Durante una frenatura a fondo l'uscita (e) rimane invece continuamente aperta. supera la pressione nella camera B, viene sollevato il pistone (b). L'ingresso (d) si chiude e dopodiché è raggiunta la posizione di chiusura. d) 2. Frenatura tramite molle precaricate con il freno di servizio attivato. Il freno di servizio è attivato nel campo di frenatura parziale. La camera B è dunque ventilata. Se a questo punto viene attivato anche l'impianto del freno di stazionamento, vale a dire, ridotta la pressione nella camera A, la pressione dominante nella camera C provoca un sollevamento dei pistoni (a / b). Il successivo corpo della valvola chiude l'ingresso (d) e apre lo scarico (e). A seconda del valore della pressione del freno di servizio, l'aria compressa viene scaricata nell'atmosfera attraverso lo scarico (e) e lo sfiato 3, finché prevale nuovamente la pressione nella camera B, facendo così chiudere lo scarico (e) tramite il pistone (b). A questo punto è stata raggiunta la posizione di chiusura. In caso di una completa attivazione della valvola del freno di stazionamento, viene completamente sfiatato il raccordo 42. Contemporanea attivazione dell'impianto del freno di servizio e del freno di stazionamento 1. Frenatura di servizio con i cilindri a molle precaricate sfiatati. Se con i cilindri a molle precaricate sfiatati viene attivato anche il freno di servizio, l'aria compressa fluisce attraverso il raccordo 41 nella camera B e alimenta così il pistone (b). Questo di conseguenza si abbassa, poiché viene sfiatata la camera C. Dopodiché si chiude lo scarico (e) e si apre l'ingresso (d). L'aria compressa presente sul raccordo 1 viene alimentata attraverso la camera C e il raccordo 2 nelle molle precaricate. Di conseguenza viene sbloccato il freno di stazionamento, e cioè solo in proporzione all'aumento della pressione di esercizio. Non avviene dunque nessuna addizione delle due forze frenanti. Non appena la pressione nella camera C 1. Poiché la pressione nella camera C non può essere più bassa di quella nella camera B, la funzionalità del freno a molle precaricate può svolgersi solo nella mole ammissibile dalla rispettiva pressione di frenatura. Non avviene nessuna addizione delle due forze frenanti in caso di una attivazione completa. Per i veicoli dotati di dispositivo di sbloccaggio d'emergenza, nella serie 973 011 2.. 0 non è consentita questa modalità di collegamento (diversi diametri dei pistoni a / b). Per evitare delle differenze di pressione nella valvola a due vie collegata a valle è necessario attivare la valvola del freno di stazionamento in 41 e la valvola del freno di stazionamento in 42. Al rilascio dell'impianto del freno di servizio (con il freno di stazionamento ulteriormente attivato) viene nuovamente sfiatata la camera B. A questo punto prevale la pressione nella camera C che fa sollevare quindi il pistone (b). Dopodiché si apre lo scarico (e) e le molle precaricate vengono quindi collegate con lo sfiato 3. Valvola relè (esecuzione in plastica) 973 006 . . . 0 Scopo: Comando solo della parte della molla precaricata nel cilindro Tristop nonché sfiato e ventilazione rapidi all'attivazione della valvola del freno di stazionamento. Principio di funzionamento: La pressione erogata dalla valvola del freno di stazionamento viene alimentata attraverso il raccordo 4 nella camera A e porta quindi il pistone (a) nella sua posizione finale inferiore. Allo stesso tempo viene chiuso lo scarico (b) e aperto l'ingresso (c). L'aria d'alimentazione pre- sente sul raccordo 1 a questo punto fluisce nella camera B e attraverso il raccordo 2 nella parte della molla precaricata del cilindro Tristop®. All'attivazione della valvola del freno di stazionamento si verifica una riduzione parziale o completa della pressione nella condotta di comando sul raccordo 4. Il pistone (a) viene nuovamente abbassato tramite la pressione nella camera B, mentre la pressione in eccesso nel raccordo 2 viene scaricata nell'atmosfera attraverso lo scarico (b) e lo sfiato 3. 43 1. Valvole relè Valvola relè con predominanza regolabile 973 003 000 0 Scopo: Rapida ventilazione e sfiato delle unità pneumatiche nonché riduzione dei tempi di risposta e di soglia nei sistemi frenanti ad aria compressa. Principio di funzionamento: All'attivazione del sistema frenante l'aria compressa viene alimentata attraverso il raccordo 41 nella camera A provocando così un abbassamento dei pistoni (a / b). Allo stesso tempo viene chiuso lo scarico (c) e aperto l'ingresso (e). L'aria d'alimentazione presente sul raccordo 1 fluisce attraverso la camera B verso i raccordi 2 e alimenta quindi aria compressa nei Brake Chamber collegati a valle in corrispondenza della pressione di comando ad una predominanza dipendente dalla regolazione del precaricamento della molla di pressione (g). La pressione generatasi nella camera B alimenta le parti inferiori dei pistoni (a / b). A causa delle superfici di azione differente del pistone (a), soltanto il pistone (b) viene mosso contro la pressione di 44 comando nella camera A e la forza della molla di pressione (g) in senso ascendente. La successiva valvola (d) chiude l'ingresso (e) e successivamente è raggiunta la posizione di chiusura. Con l'ausilio della vite di registro (f) è possibile variare la precaricamento della molla di pressione (g), in modo che la predominanza di pressione dei raccordi 2 rispetto al raccordo 41 corrisponda al massimo a 1 bar. In caso di una parziale riduzione della pressione nella condotta di comando, viene nuovamente sollevato il pistone (a), allo stesso tempo si apre lo scarico (c) e la pressione in eccesso viene quindi scaricata attraverso lo sfiato 3. In caso di uno scarico completo della pressione di comando sul raccordo 41, la pressione nella camera B porta i pistoni (a / b) nella loro posizione finale superiore e successivamente si apre lo scarico (c). I Brake Chamber collegati a valle vengono quindi completamente sfiatati attraverso lo sfiato 3. Correttori di frenata (ALB) automatici dipendenti dal carico 1. Correttore di frenata automatico dipendente dal carico 468 402 . . . 0 Scopo: Regolazione automatica della forza frenante dei Brake Chamber idraulici sulle ruote in dipendenza della condizione di carico del veicolo. Principio di funzionamento: Il regolatore ALB è fissato al telaio del veicolo e viene comandato per mezzo di una molla di trazione (c) collegata con l'asse posteriore direttamente oppure attraverso una leva di inversione e tiranteria. In proporzione all'aumento del carico viene variata la distanza fra l'asse e l'autotelaio. Di conseguenza la molla di trazione (c) è sottoposta ad una maggiore compressione e la forza risultante attraverso la leva (b), il perno (a) nonché il pistone (l) viene introdotta nel correttore di frenata. All'attivazione dell'impianto del freno di servizio e con ciò del Brake Chamber idraulico principale, la pressione frenante idraulica generatasi nel circuito dell'asse posteriore viene alimentata attraverso il raccordo 11 nella camera A. Attraverso il passaggio (d) aperto, la ca- mera D come pure il raccordo 21, la pressione viene ulteriormente alimentata verso i Brake Chamber dei freni sulle ruote dell'asse posteriore, allo stesso tempo la pressione frenante del circuito dell'asse anteriore viene alimentata attraverso il raccordo 12 nella camera B e porta il pistone (h) nella sua posizione finale destra contro la forza che agisce nella sua parte posteriore all'interno della camera A. In caso di un incremento della pressione di frenatura idraulica all'interno del circuito dell'asse posteriore e con ciò anche nella camera D oltre il valore corrispondente alla forza esercitata dalla molla sulla leva (b), il pistone (I) viene portato verso destra per mezzo della pressione dominante nella camera D. La valvola (e) chiude il passaggio (d) e successivamente è raggiunta la posizione di chiusura. Anche in caso di ulteriore aumento della pressione sul raccordo 11, la valvola (e) mantiene chiuso il passaggio (d) e non ha luogo alcun aumento della pressione erogata (caratteristica di taglio). Allo scarico della pressione di frenatura idraulica sul raccordo 11, la pressione più alta all'interno della camera D, che agisce attraverso il foro C anche sulla valvola di ritenuta (f), porta quest'ultima verso sinistra per mezzo della forza esercitata dalla molla di pressione (g). La pressione di frenatura del circuito dell'asse posteriore si scarica innanzitutto attraverso il foro C, il passaggio (k) e il raccordo 11. A questo punto la forza della molla di trazione (c) preme il pistone (l) nuovamente verso sinistra, la valvola (e) apre il passaggio (d) e la pressione di frenatura viene scaricata attraverso il raccordo 11. In caso di un guasto del circuito dell'asse anteriore, all'attivazione dell'impianto del freno di servizio si genera pressione di frenatura idraulica solo all'interno delle camere A e D. In tal modo il pistone (h) viene premuto nella sua posizione finale sinistra. Il pestello della valvola (j) apre la valvola (e) e il passaggio (d) rimane quindi aperto in continuazione. La pressione di frenatura idraulica a questo punto perviene senza impedimenti verso i Brake Chamber dei freni sulle ruote dell'asse posteriore. 45 1. Correttori di frenata (ALB) automatici dipendenti dal carico Correttore di frenata automatico dipendente dal carico 468 404 . . . 0 Scopo: Regolazione automatica della forza frenante dei Brake Chamber idraulici sulle ruote in dipendenza della condizione di carico del veicolo. Principio di funzionamento: Il regolatore ALB è fissato all'autotelaio e viene comandato per mezzo di una molla di trazione (c) nonché una leva di inversione, a sua volta collegata meccanicamente con l'asse. In stato scarico risulta la massima distanza tra l'asse e il regolatore ALB, la leva di inversione si trova nella sua posizione inferiore. Se l'automezzo viene caricato, questa distanza si riduce, e la leva di inversione viene spostata dalla posizione di scarico in direzione della posizione di pieno carico. Di conseguenza la molla di trazione (c) è sottoposta ad una maggiore compressione e la forza risultante attraverso la leva (b), il perno (a) nonché il pistone (f) viene introdotta nel correttore di frenata. All'attivazione dell'impianto del freno di servizio e con ciò del Brake Chamber principale idraulico la pressione di ferratura idraulica generatasi nel circuito dell'asse posteriore viene alimentata attraverso il raccordo 1 nella camera A. Attraverso la valvola (d) aperta la pressione raggiunge la camera B e prosegue attraverso il raccordo 2 verso i Brake Chamber dei freni sulle ruote dell'asse posteriore. In caso di un incre- 46 mento della pressione di frenatura idraulica all'interno del circuito dell'asse posteriore e con ciò anche nella camera B oltre il valore corrispondente alla forza esercitata dalla molla sulla leva (b), il pistone (f) viene portato verso destra per mezzo della pressione dominante nella camera B. La valvola (d) si chiude e dopodiché è raggiunta la posizione di chiusura. In caso di un ulteriore aumento della pressione nel raccordo 1 all'interno della camera A viene nuovamente portato verso sinistra il pistone (f). La valvola (d) a questo punto si apre e la pressione maggiore perviene attraverso il raccordo 2 verso i Brake Chamber dei freni sulle ruote. Se a questo punto prevale nuovamente la forza che agisce nella camera B, viene nuovamente attivata una posizione di chiusura. Allo scarico della pressione di frenatura idraulica sul raccordo 1 e con ciò anche nella camera A, viene aperta la valvola (d) per mezzo della pressione nuovamente presente nella camera B. La pressione di frenatura del circuito dell'asse posteriore a questo punto si scarica attraverso il raccordo 1 e il cilindro principale collegato a monte stacca. La forza trasmessa sul perno (a) dalla molla di trazione (c) preme il pistone (f) nella sua posizione finale sinistra, mentre la pressione si riduce all'interno della camera B. La valvola (d) si appoggia al corpo (e) e rimane quindi aperta. Correttori di frenata (ALB) automatici dipendenti dal carico 1. Correttore di frenata automatico dipendente dal carico 475 710 . . . 0 Scopo: Regolazione automatica della forza frenante in dipendenza della flessione della molla e con ciò dello stato di carico del veicolo. Attraverso la valvola relè integrata si realizzano un'alimentazione e sfiato rapidi dei Brake Chamber. Principio di funzionamento: Il correttore di frenata è fissato al telaio dell'automezzo e collegato attraverso una tiranteria ad un punto fisso ovvero corpo ammortizzante applicato sull'asse. In stato scarico risulta la massima distanza tra l'asse e il correttore di frenata, la leva (j) si trova nella sua posizione inferiore. Se l'automezzo viene caricato, questa distanza si riduce, e la leva (j) viene spostata dalla posizione di scarico in direzione della posizione di pieno carico. La camma a disco (i) movimentata nello stesso senso della leva (j) sposta il pestello della valvola (h) nella rispettiva posizione corrispondente allo stato di carico del veicolo. L'aria compressa erogata dal servodistributore del freno della motrice ovvero del rimorchio fluisce attraverso il raccordo 4 nella camera A e alimenta il pistone (b). Questo viene di conseguenza abbassato, chiudendo così lo scarico (d) e aprendo l'ingresso (m). L'aria compressa alimentata nel raccordo 4 perviene nella camera C sotto la membrana (e) e alimenta così la superficie attiva del pistone relè (f). Allo stesso tempo l'aria compressa fluisce attraverso la valvola (a) aperta nonché il canale E nella camera D e alimenta la parte superiore della membrana (e). Mediante questo precomando a pressione viene annullata la demoltiplicazione all'interno del settore di carico parziale con pressioni di comando ridotte (fino a max. 1,0 bar). In un ulteriore incremento della pressione di comando, il pistone (n) viene mosso in senso ascendente contro la forza della molla (o) e la valvola (a) si chiude. Mediante la pressione generatasi all'interno della camera C viene spostato verso il basso il pistone relè (f). Dopodiché si chiude lo scarico (g) e si apre l'ingres- so (k). L'aria d'alimentazione presente nel raccordo 1 a questo punto fluisce attraverso l'ingresso (k) nella camera B e perviene attraverso il raccordo 2 nei Brake Chamber del freno di servizio collegati a valle. Allo stesso tempo nella camera B si genera una pressione che agisce sulla parte inferiore del pistone relè (f). Non appena questa pressione è aumentata un po', rispetto a quella dominante nella camera C, il pistone relè (f) si porta verso l'alto e chiude di conseguenza l'ingresso (k). La membrana (e) durante il movimento ascendente del pistone (b) si appoggia contro la rosetta elastica dentata a ventaglio (l) e ingrandisce in tal modo in continuazione la superficie attiva della membrana. Non appena la forza esercitata sulla parte inferiore della membrana all'interno della camera C è uguale alla forza esercitata sul pistone (b), quest'ultimo si sposta verso l'alto. Successivamente viene chiuso l'ingresso (m) e quindi raggiunta una posizione finale. Un ulteriore aumento di pressione sul raccordo 4 provoca automaticamente una servoassistenza di pressione proporzionale della pressione erogata dai raccordi 2. La posizione del pestello della valvola (h), dipendente dalla posizione della leva (j), è determinante per la pressione di frenatura erogata. Il pistone (b) con la rosetta elastica dentata a ventaglio (l) deve esercitare una corsa corrispondente alla posizione del pestello della valvola (h), prima che inizi a lavorare la valvola (c). In seguito a questa corsa cambia anche la superficie attiva della membrana (e). Nella posizione di pieno carico, la pressione viene alimentata nel raccordo 4 in un rapporto di 1 : 1 all'interno della camera C. Alimentando tutta la pressione del pistone relè (f), questo mantiene in continuazione aperto l'ingresso (k) e non ha luogo nessuna regolazione della pressione frenante alimentata. Dopo lo scarico della pressione di comando dal raccordo 4 il pistone relè (f) viene sollevato dalla pressione dominante nei raccordi 2 e il pistone (b) dalla pressione dominante nella camera C. Si aprono gli scarichi (d / g), e successivamente l'aria compressa viene scaricata nell'atmosfera attraverso lo scarico 3. In caso di una rottura del recuperatore di gioco, il regolatore attiva automaticamente la camma di comando d'emergenza (i), la cui pressione erogata corrisponde circa alla pressione di frenatura del freno di servizio a veicolo completamente carico. 47 1. Correttore di frenata automatico dipendente dal carico 475 711 . . . 0 Scopo: Regolazione automatica della forza frenante dei Brake Chamber pneumatici negli assi ammortizzati ad aria, indipendentemente dalla pressione dominante nei soffietti della sospensione pneumatica e con ciò dalla condizione di carico del veicolo. Principio di funzionamento: Il correttore di frenata viene pilotato dalla pressione dei due circuiti dei soffietti a sospensione pneumatica attraverso i raccordi 41 e 42. Il pistone di comando (i) preme verso sinistra il pistone di servizio (j) con la camma di comando (m) contro la forza della molla (l). Allo stesso tempo il pestello della valvola (h) viene portato per mezzo della camma di comando (m) nella rispettiva posizione corrispondente alla condizione di carico del veicolo. L'aria compressa erogata dal servodistributore della motrice fluisce attraverso il raccordo 4 nella camera A e alimenta il pistone (b). Questo viene di conseguenza abbassato, chiudendo così lo scarico (d) e aprendo l'ingresso (q). L'aria compressa alimentata nel raccordo 4 perviene nella camera C sotto la membrana (e) e alimenta così la superficie attiva del pistone relè (f). Allo stesso tempo l'aria compressa fluisce attraverso la valvola (a) aperta nonché il canale E nella camera D e alimenta la parte superiore della membrana (e). Mediante questo precomando a pressione viene annullata la demoltiplicazione all'interno del settore di carico parziale con pressioni di comando ridotte (fino a max. 0.8 bar). In un ulteriore incremento della pressione di comando, il pistone (r) 48 Correttori di frenata (ALB) automatici dipendenti dal carico viene mosso in senso ascendente contro la forza della molla (s) e la valvola (a) si chiude. Mediante la pressione generatasi all'interno della camera C viene spostato verso il basso il pistone relè (f). Dopodiché si chiude lo scarico (g) e si apre l'ingresso (o). L'aria d'alimentazione presente nel raccordo 1 a questo punto fluisce attraverso l'ingresso (o) nella camera B e perviene attraverso il raccordo 2 nei Brake Chamber del freno di servizio collegati a valle. Allo stesso tempo nella camera B si genera una pressione che agisce sulla parte inferiore del pistone relè (f). Non appena questa pressione è aumentata un po', rispetto a quella dominante nella camera C, il pistone relè (f) si porta verso l'alto e chiude di conseguenza l'ingresso (o). La membrana (e) durante il movimento ascendente del pistone (b) si appoggia contro la rosetta elastica dentata a ventaglio (p) e ingrandisce in tal modo in continuazione la superficie attiva della membrana. Non appena la forza esercitata sulla parte inferiore della membrana all'interno della camera C è uguale alla forza esercitata sul pistone (b), quest'ultimo si sposta verso l'alto. Successivamente viene chiuso l'ingresso (q) e quindi raggiunta una posizione finale. La posizione del pestello della valvola (h), dipendente dalla posizione della camma di comando (m), è determinante per la pressione di frenatura erogata. Il pistone (b) con la rosetta elastica dentata a ventaglio (p) deve esercitare una corsa corrispondente alla posizione del pestello della valvola (h), prima che inizi a lavorare la valvola (c). In seguito a questa corsa cambia anche la superficie attiva della membrana (e). Nella posizione di pieno carico, la pressione viene alimen- tata nel raccordo 4 in un rapporto di 1 : 1 nella camera C. Alimentando tutta la pressione del pistone relè (f), questo mantiene in continuazione aperto l'ingresso (o) e non ha luogo nessuna regolazione della pressione frenante alimentata. Dopo lo scarico della pressione di comando dal raccordo 4 il pistone relè (f) viene sollevato dalla pressione dominante nei raccordi 2 e il pistone (b) dalla pressione dominante nella camera C. Si aprono gli scarichi (d / g), e successivamente l'aria compressa viene scaricata nell'atmosfera attraverso lo scarico 3. In caso di una mancanza di pressione in un soffietto a sospensione pneumatica, il regolatore si commuta automaticamente in una posizione corrispondente a circa la metà della pressione del circuito di comando intatto. Qualora venissero a mancare ambedue le pressioni per i soffietti della sospensione pneumatica, la piccola molla di pressione (k) installata nel cilindro di servizio porta il pistone di servizio verso destra fino ad un punto tale da fare a avanzare automaticamente il pestello attraverso l'avvallamento della camma di comando del pistone. La pressione successivamente erogata corrisponde quindi alla metà della pressione del freno di servizio a veicolo completamente carico. Il raccordo di test 43 consente una verifica della funzionalità del correttore di frenata del veicolo. Qui il pistone di comando viene alimentato con la pressione di test regolata, mentre le pressioni per i soffietti della sospensione pneumatica vengono separate automaticamente per mezzo del regolatore. Correttori di frenata (ALB) automatici dipendenti dal carico Correttore di frenata automatico dipendente dal carico 475 720 . . . 0 Scopo: Regolazione automatica della forza frenante in dipendenza della flessione della molla e con ciò dello stato di carico del veicolo. Attraverso la valvola relè integrata si realizzano un'alimentazione e sfiato rapidi dei Brake Chamber. Principio di funzionamento: Il correttore di frenata è fissato al telaio dell'automezzo e collegato attraverso una tiranteria ad un punto fisso ovvero corpo ammortizzante applicato sull'asse. In stato scarico risulta la massima distanza tra l'asse e il correttore di frenata, la leva (j) si trova nella sua posizione inferiore. Se l'automezzo viene caricato, questa distanza si riduce, e la leva (j) viene spostata dalla posizione di scarico in direzione della posizione di pieno carico. La spina (i) girata nello stesso senso della leva (j) attraverso rispettive camme di comando nel coperchio supporto (p) muove l'asta (q) e con ciò la punteria della valvola (g) nella posizione corrispondente alla rispettiva condizione di carico. L'aria compressa (pressione di comando) erogata dal servodistributore della motrice fluisce attraverso il raccordo 4 nella camera A e alimenta il pistone (b). Questo viene spostato verso sinistra, chiude lo scarico (d) e apre l'ingresso (m). L'aria compressa alimentata nel raccordo 4 perviene nella camera C a sinistra della membrana (e), nonché attraverso il canale F nella camera G e alimenta la superficie attiva del pistone relè (f). Allo stesso tempo l'aria compressa fluisce attraverso la valvola (a) aperta nonché il canale E nella camera D e alimenta il lato destro della membrana (e). Mediante questo precomando a pressione viene annullata la demoltiplicazione all'interno del settore di carico parziale con pressioni di comando ridotte (fino a max. 1.4 bar). In un ulteriore incremento della pressione di comando, il pistone (n) viene mosso contro la forza della molla (o) e la valvola si chiude. Mediante la pressione generatasi all'interno della camera G viene spostato verso il basso il pistone relè (f). Dopodiché si chiude lo scarico (h) e si apre l'ingresso (k). L'aria d'alimentazione presente nel raccordo 1 a questo punto fluisce attraverso l'ingresso (k) nella camera B e perviene attraverso il raccordo 2 nei Brake Chamber del freno di servizio collegati a valle. Allo stesso tempo nella camera B si genera una pressione che agisce sulla parte inferiore del pistone relè (f). Non appena questa pressione è aumentata un po', rispetto a quella dominante nella camera G, il pistone relè (f) si porta verso l'alto e chiude di conseguenza l'ingresso (k). In un movimento del pistone (b) verso sinistra, la membrana (e) si appoggia contro la rondella a ventaglio (l) e ingrandisce in tal modo in continuazione la superficie attiva della membrana. Non 1 1. appena la forza esercitata sul lato sinistro della membrana all'interno della camera C è uguale alla forza esercitata sul pistone (b), quest'ultimo si sposta verso destra. Successivamente viene chiuso l'ingresso (m) e quindi raggiunta una posizione finale. La posizione del pestello della valvola (g), dipendente dalla posizione della leva (j), è determinante per la superficie attiva della membrana e con ciò per la pressione di frenatura erogata. Il pistone (b) con la rondella a ventaglio (l) deve esercitare una corsa corrispondente alla posizione del pestello della valvola (g), prima che inizi a lavorare la valvola (c). In seguito a questa corsa cambia anche la superficie attiva della membrana (e). Nella posizione di pieno carico le superfici attive della membrana (e) e del pistone (b) hanno la stessa grandezza. In tal modo la pressione alimentata nel raccordo 4 viene alimentata nella camera C e di conseguenza anche nella camera G in un rapporto di 1:1. Poiché il pistone relè (f) viene alimentato con la completa pressione, la parte del relè eroga una pressione di 1:1. Non avviene dunque più alcuna riduzione della pressione di frenatura alimentata. Dopo lo scarico della pressione di comando nel raccordo 4, il pistone (b) viene spostato verso destra dalla pressione dominante nella camera C e il pistone relè (f) verso l'alto dalla pressione dominante nei raccordi 2. Si aprono gli scarichi (d / h), e successivamente l'aria compressa viene scaricata nell'atmosfera attraverso lo scarico 3. 49 1. Correttore di frenata automatico dipendente dal carico 475 721 . . . 0 Correttori di frenata (ALB) automatici dipendenti dal carico con pressioni di comando ridotte (fino a max. 1.4 bar). In un ulteriore incremento della pressione di comando, il pistone (n) viene mosso contro la forza della molla (o) e la valvola si chiude. Scopo: Regolazione automatica della forza frenante in dipendenza della pressione dei soffietti della sospensione pneumatica e con ciò dello stato di carico del veicolo. Attraverso la valvola relè integrata si realizzano un'alimentazione e sfiato rapidi dei Brake Chamber. Principio di funzionamento: Il correttore di frenata viene pilotato dalla pressione dei due circuiti dei soffietti a sospensione pneumatica attraverso i raccordi 41 e 42. Il pistone di comando (i) alimentato dalla pressione del soffietto a sospensione pneumatica porta la punteria della valvola (g) contro la forza della molla (j) nella posizione della rispettiva condizione di carico. Qui è attivo il valore medio aritmetico delle pressioni dei soffietti a sospensione pneumatica 41 e 42. L'aria compressa (pressione di comando) erogata dal servodistributore della motrice fluisce attraverso il raccordo 4 nella camera A e alimenta il pistone (b). Questo viene spostato verso sinistra, chiude lo scarico (d) e apre l'ingresso (m). L'aria compressa alimentata nel raccordo 4 perviene nella camera C a sinistra della membrana (e), nonché attraverso il canale F nella camera G e alimenta la superficie attiva del pistone relè (f). Allo stesso tempo l'aria compressa fluisce attraverso la valvola (a) aperta nonché il canale E nella camera D e alimenta il lato destro della membrana (e). Mediante questo precomando a pressione viene annullata la demoltiplicazione all'interno del settore di carico parziale 50 Mediante la pressione generatasi all'interno della camera G viene spostato verso il basso il pistone relè (f). Dopodiché si chiude lo scarico (h) e si apre l'ingresso (k). L'aria d'alimentazione presente nel raccordo 1 a questo punto fluisce attraverso l'ingresso (k) nella camera B e perviene attraverso il raccordo 2 nei Brake Chamber del freno di servizio collegati a valle. Allo stesso tempo nella camera B si genera una pressione che agisce sulla parte inferiore del pistone relè (f). Non appena questa pressione è aumentata un po', rispetto a quella dominante nella camera G, il pistone relè (f) si porta verso l'alto e chiude di conseguenza l'ingresso (k). In un movimento del pistone (b) verso sinistra, la membrana (e) si appoggia contro la rondella a ventaglio (l) e ingrandisce in tal modo in continuazione la superficie attiva della membrana. Non appena la forza esercitata sul lato sinistro della membrana all'interno della camera C è uguale alla forza esercitata sul pistone (b), quest'ultimo si sposta verso destra. Successivamente viene chiuso l'ingresso (m) e quindi raggiunta una posizione finale. La posizione del pestello della valvola (g), dipendente dalla posizione del pistone di comando (i), è determinante per la superficie attiva della membrana e con ciò per la pressione di frenatura erogata. Il pistone (b) con la rondella a ventaglio (l) deve esercitare una corsa corrispondente alla posizione del pestello della valvola (g), prima che inizi a lavorare la valvola (c). In seguito a questa corsa cambia anche la superficie attiva della membrana (e). Nella posizione di pieno carico le superfici attive della membrana (e) e del pistone (b) hanno la stessa grandezza. In tal modo la pressione alimentata nel raccordo 4 viene alimentata nella camera C e di conseguenza anche nella camera G in un rapporto di 1:1. Poiché il pistone relè (f) viene alimentato con la completa pressione, la parte del relè eroga una pressione di 1:1. Non avviene dunque più alcuna riduzione della pressione di frenatura alimentata. Dopo lo scarico della pressione di comando nel raccordo 4, il pistone (b) viene spostato verso destra dalla pressione dominante nella camera C e il pistone relè (f) verso l'alto dalla pressione dominante nei raccordi 2. Si aprono gli scarichi (d / h), e successivamente l'aria compressa viene scaricata nell'atmosfera attraverso lo scarico 3. In caso di una mancanza di pressione in un soffietto a sospensione pneumatica, il regolatore si commuta automaticamente in una posizione corrispondente a circa la metà della pressione del circuito di comando intatto. Se vengono a mancare le pressioni di ambedue i soffietti a sospensione pneumatica, il regolatore si commuta automaticamente in posizione di vuoto. La valvola di test con il raccordo 43 consente una verifica della funzionalità del correttore di frenata del veicolo. Qui i circuiti di comando 41 e 42 vengono alimentati con pressione attraverso il tubo flessibile di test, mentre le pressioni dei soffietti della sospensione pneumatica vengono separate dal regolatore in seguito al collegamento del tubo flessibile di test. Aste ammortizzanti 1. 433 302 433 306 Asta ammortizzante 433 302 . . . 0 e 433 306 . . . 0 Scopo: Prevenzione di danni alla valvola di regolazione dipendente dal carico ossia del correttore di frenata automatico. Principio di funzionamento: In caso di vibrazioni molto forti sugli assi, che superano il campo di regolazione della valvola di regolazione dipendente dal carico ovvero del correttore di frenata, la leva a bilico (e) disposta in orizzontale nella posizione di riposo viene spostata di un punto fisso rispetto al corpo (c). La sfera (d) sollecitata dalle molle di pressione (a / b) qui garantisce co- stantemente un perfetto collegamento con il corpo (c), finché la leva a bilico (e) ritorna indietro nella sua posizione normale orizzontale, combaciando nuovamente del tutto contro la parete anteriore del corpo. Una piegatura dell'asta di collegamento verso il correttore di frenata durante i movimenti di deviazione viene in tal modo evitato grazie al supporto nella leva a bilico (e) in uno snodo sferico (f) ovvero un elemento di pressione in gomma. 51 1. Valvola vuoto/carico e riduttore di pressione Valvola vuoto/carico 473 300 . . . 0 1 d c 4 a b 2 2 3 Scopo: Coregolazione del circuito di frenatura dell'asse anteriore in una regolazione della forza di frenatura automatica dipendente dal carico (ALB) circuito di frenatura dell'asse posteriore nonché uno sfiato rapido dei Brake Chamber. Principio di funzionamento: All'attivazione dell'impianto del freno di servizio l'aria compressa erogata dal distributore del freno della motrice viene alimentata attraverso il raccordo 1 nella parte superiore del pistone a gradini (d) e lo spinge quindi verso il basso fino all'arresto. La doppia valvola (a) in tal modo trascinata chiude lo scarico (b) e apre l'ingresso (c). L'aria compressa fluisce attraverso i raccordi 2 del circuito frenante dell'asse anteriore e alimenta così i Brake Chamber sull'asse anteriore. Allo stesso tempo per mezzo del correttore di frenata automatico, a seconda della condizione di carico del veicolo, viene alimentata pressione di frenatura più o meno ridotta nell'asse posteriore, mentre attraverso il raccordo 4 anche sulla superficie anulare del pistone a gradini (d). La chiusura dell'ingresso (c) avviene nel momento in cui il rapporto delle pressioni alimentate (raccordi 1 e 4) rispetto alle pressioni erogate (raccordi 2) corrisponde al rapporto superficiale del pistone a gradini (d). In un calo delle pressioni di comando nei raccordi 1 e 4, a causa della pressione ora maggiore nei Brake Chamber, viene nuovamente sollevato il pistone a gradini (d) con la valvola doppia (a). A questo punto si apre lo scarico (b) e attraverso lo sfiato 3 avviene uno scarico d'aria rapido parziale o completo dei Brake Chamber in corrispondenza delle pressioni di comando. Riduttore di pressione 473 301 . . . 0 1 d c a b 2 2 3 Scopo: Riduzione della pressione alimentata in un determinato rapporto, nonché sfiato rapido delle unità frenanti collegate a valle. Principio di funzionamento: Attraverso il raccordo 1 l'aria compressa viene alimentata nella camera A e fa abbassare il pistone a gradini (d) contro la forza della molla di pressione (a). A questo punto viene chiusa la valvola di scarico (b) e aperta la valvola d'ingresso (c). Dopodiché l'aria compressa fluisce 52 attraverso il raccordo 2 verso le unità frenanti collegate a valle. Allo stesso tempo nella camera B viene alimentata una pressione che agisce sulla parte inferiore del pistone K. Una volta raggiunta l'eguaglianza di forze nella parte inferiore e nella parte superiore più piccola del cilindro a gradini (d) viene sollevato il pistone e chiusa la valvola d'ingresso (c). Il rapporto delle pressioni in questo caso corrisponde al rapporto delle due superfici del pistone a gradini. 1 In caso di un abbassamento della pressione sul raccordo 1, a causa della pressione a questo punto maggiore nella camera B, viene fatto sollevare il pistone a gradini (d). A questo punto si apre la valvola di scarico (b) e attraverso lo sfiato 3 avviene uno scarico d'aria parziale o completo delle unità frenanti collegate a valle in corrispondenza delle pressioni di comando. Il pistone a gradini anche in condizione depressurizzata rimane sempre la sua posizione finale superiore per mezzo della molla di pressione (a). Valvola vuoto/carico 1. Valvola vuoto/carico 473 302 . . . 0 Scopo: Regolazione del circuito di frenatura dell'asse anteriore in una regolazione della forza di frenatura automatica dipendente dal carico circuito di frenatura dell'asse posteriore nonché uno sfiato rapido dei Brake Chamber. Principio di funzionamento: a) Posizione dei freni del veicolo parzialmente carico All'attivazione dell'impianto del freno di servizio la pressione di frenatura regolata in dipendenza del carico che viene alimentata dal regolatore ALB (regolatore con stadio di precomando) del circuito frenante dell'asse posteriore perviene nei cilindri AP e raggiunge in forma di pressione di comando il raccordo 4 della valvola di carico/vuoto. La pressione viene successivamente alimentata attraverso il foro E nella camera C, dove alimenta in tal modo la parte superiore del pistone (d). Quest'ultimo si sposta ad una pressione di 0,5 bar contro la forza della molla di pressione (e) nella sua posizione finale inferiore. Qui la valvola (b) precaricata a molla chiude l'ingresso (c) e apre lo scarico (f). La pressione di comando è altrettanto presente nella camera B e alimenta la superficie circolare del pistone (d). Allo stesso tempo l'aria compressa erogata dal circuito del freno di servizio 2 del distributore del freno a due circuiti della motrice fluisce attraverso il raccordo 1 nella camera A, alimentando così la parte superiore del pistone (a). Questo viene abbassato, lo scarico (f) chiuso e l'ingresso (c) aperto. L'aria compressa fluisce attraverso la camera D nonché il raccordo 2 nel circuito del freno dell'asse anteriore e alimenta così i cilindri AA. La pressione generatasi nella camera D fa nuovamente sollevare il pistone (a). L'ingresso (c) si chiude e dopodiché è raggiunta la posizione di chiusura. b) Posizione dei freni del veicolo completamente carico La funzione della valvola di carico/vuoto con il veicolo completamente carico è identica a quella descritta in precedenza. La pressione di comando presente nella camera B durante l'attivazione del freno alimenta la superficie anulare del pistone (a) con la massima pressione di esercizio. Qui prevalgono le forze delle camere A e B che agiscono sulla superficie del pistone (a) e la demoltiplicazione di pressione viene quindi annullata. La pressione alimentata nel raccordo 1 viene erogata attraverso tutto il campo di ferratura parziale fino alla posizione di frenatura a fondo 1 : 1. Allo sfiato del sistema frenante la pressione viene scaricata dai raccordi 1 e 4 attraverso il distributore del freno a due circuiti della motrice ossia il regolatore ALB. Allo stesso tempo la 1 pressione frenante dominante nella camera A provoca un sollevamento del pistone (a). Dopodiché si chiude l'ingresso (c), si apre lo scarico (f) e l'aria compressa proveniente dal raccordo 2 fluisce attraverso lo sfiato 3 per essere scaricata nell'atmosfera. Fino ad una pressione residua di 0,5 bar sul raccordo 4 il pistone (d) permane nella sua posizione finale inferiore e lo scarico (f) resta aperto. In un'ulteriore caduta di pressione all'interno della camera C la molla di pressione (e) fa quindi sollevare il pistone (d). Dopodiché si chiude lo scarico (f) e si apre l'ingresso (c). La pressione rimanente nel raccordo 2 viene scaricata attraverso il raccordo 1. c) Principio di funzionamento in caso di un guasto del circuito frenante dell'asse posteriore In caso di un guasto del circuito frenante dell'asse posteriore il raccordo 4 e con ciò la camera C rimangono depressurizzati sul pistone (d) all'attivazione dell'impianto del freno di servizio Il pistone (d) viene mantenuto nella sua posizione finale superiore per mezzo della forza della molla di pressione (e). L'ingresso (c) rimane continuamente aperto. L'aria compressa erogata dal circuito del freno di servizio 2 della valvola del freno a due circuiti della motrice fluisce senza impedimenti attraverso la valvola di carico/vuoto verso i Brake Chamber del circuito frenante dell'asse anteriore. 53 1. Servodistributori per rimorchi Servodistributore del rimorchio con predominanza 973 002 . . . 0 Scopo: Comando di un sistema frenante a due linee del rimorchio in combinazione con il distributore del freno a due circuiti della motrice e la valvola del freno di stazionamento per cilindri a molla precaricata. Principio di funzionamento: a) Comando del distributore del freno a due circuiti della motrice All'attivazione del distributore del freno della motrice l'aria compressa fluisce dal circuito frenante di servizio 1 attraverso il raccordo 41 nella camera A e alimenta così i pistoni (a / i). Questi vengono abbassati insieme. In seguito all'appoggio del pistone (i) sulla valvola (d) viene chiuso lo scarico (c) e aperto l'ingresso (h). L'aria d'alimentazione presente nella camera C fluisce attraverso la camera B verso il raccordo 2 e alimenta così la condotta del freno del rimorchio con la rispettiva pressione nel circuito del freno di servizio 1 ad una predominanza dipendente dal precaricamento regolato per la molla di pressione (b). La pressione generatasi nella camera B alimenta le parti inferiori dei pistoni (a / i). A causa delle superfici di azione differente del pistone (a), soltanto il pistone (a) viene mosso contro la pressione di comando nella camera A e la forza della molla di pressione (b) in senso ascendente. La successiva valvola (d) chiude l'ingresso (h) e 54 successivamente è raggiunta la posizione di chiusura. In caso di una frenata a fondo prevale la pressione che agisce sulla parte posteriore del pistone (i) e l'ingresso (h) rimane quindi aperto. Con l'ausilio della vite di registro (j) è possibile variare la precaricamento della molla di pressione (b), in modo che la predominanza di pressione del raccordo 2 rispetto al raccordo 41 corrisponda al massimo a 1 bar. Allo stesso tempo con le procedure nel raccordo 41 dal circuito del freno di servizio 2 attraverso il raccordo 42 avviene una ventilazione della camera E sotto la membrana (e). Ma dato che in seguito alla ventilazione delle camere B e D prevale la pressione che agisce sulle parti superiori del pistone (g) e della membrana (e), non avviene alcuna variazione di posizione del pistone (g). Qualora a causa di un difetto dovesse venire a guastarsi il circuito del freno di servizio 1, attraverso il circuito 2 è tuttora garantita una ventilazione del raccordo 42. La pressione che si genera allo stesso tempo nella camera E sotto la membrana (e) fa sollevare il pistone (g) e la valvola (d). Il pistone (i) mantenuto nella sua posizione finale superiore chiude lo scarico (c) e apre l'ingresso (h), in modo da garantire una ventilazione della condotta del rimorchio in corrispondenza della frenatura della motrice. La pressione generatasi nella camera B nel campo di frenatura parziale fa nuovamente abbassare il pistone (g). L'ingresso (h) si chiude e dopodiché è raggiunta la posizione di chiusura. Durante una frenatura a fondo prevale la pressione nella camera E e l'ingresso (h) rimane aperto. Al comando attraverso il secondo circuito dell'impianto del freno di servizio viene comandato il servodistributore del rimorchio senza predominanza. b) Comando della valvola del freno di stazionamento Lo sfiato graduale dei cilindri a molle precaricate attraverso la valvola del freno di stazionamento provoca rispettivamente uno sfiato della camera D attraverso il raccordo 43. La pressione a questo punto prevalente nella camera C fa sollevare il pistone (g). La ventilazione del raccordo 2 successivamente si svolge nello stesso modo descritto per la modalità di comando della camera E in caso di un guasto del circuito del freno di servizio 1. Al termine della frenatura vengono nuovamente sfiatati i raccordi 41 e 42 ovvero ventilato il raccordo 43. Di conseguenza ritornano indietro nelle loro posizioni di partenza i pistoni (a / i) nonché il pistone (g), per via della pressione dominante nella camera B. Allo stesso tempo si apre lo scarico (c) e l'aria compressa presente nel raccordo 2 viene scaricata nell'atmosfera attraverso il tubo del pistone (f) e lo sfiato 3. Servodistributori per rimorchi 1. Servodistributore del rimorchio con distributore 2/2, senza predominanza 973 002 5 . . 0 Scopo: Comando di un sistema frenante a due linee del rimorchio in combinazione con il distributore del freno a due circuiti della motrice e la valvola del freno di stazionamento per cilindri a molla precaricata. In caso di una rottura della condotta o un mancato collegamento della condotta del freno del rimorchio, all'attivazione della valvola del freno della motrice si attiva uno strozzamento dell'aria d'alimentazione proveniente dalla motrice verso il rimorchio, generando allo stesso tempo pressione nella condotta d'alimentazione del rimorchio. Principio di funzionamento: Al riempimento del sistema frenante ad aria compressa l'aria d'alimentazione fluisce attraverso il raccordo 11 nel distributore 2/2 e alimenta così il pistone (l). Quest'ultimo viene portato nella sua posizione finale superiore contro la forza della moda di pressione (n). Attraverso la camera C e il raccordo 12 l'aria d'alimentazione viene ulteriormente convogliata verso la testa d'accoppiamento automatica „Alimentazione“. a) Comando del distributore del freno a due circuiti della motrice All'attivazione del distributore del freno della motrice l'aria compressa fluisce dal circuito frenante di servizio 1 attraverso il raccordo 41 nelle camere A e G e alimenta così i pistoni (c / i). Successivamente viene abbassato il pistone (c). In seguito all'appoggio del pistone (c) sulla valvola (g) viene chiuso lo scarico (e) e aperto l'ingresso (f). L'aria d'alimentazione presente nella camera C fluisce attraverso la camera B verso il raccordo 22 per ventilare in tal modo la condotta del freno del rimorchio in corrispondenza della pressione nel circuito del freno di servizio 1. Allo stesso tempo l'aria compressa fluisce attraverso il canale (k) nella camera F e alimenta la parte inferiore del pistone (l). In una pressione di comando di ca. 4 bar prevale la pressione che agisce sulla parte superiore del pistone (l), che viene quindi portato fino al bordo del corpo (m) in basso (movimento di gioco, per evitare un attacco del pistone (l)). La pressione che si genera nella camera B alimenta la parte inferiore del pistone (c) e lo porta in posizione superiore contro la pressione di comando che agisce nella camera A. La successiva valvola (g) chiude l'ingresso (f) e successivamente è raggiunta la posizione di chiusura. In caso di una frenata a fondo prevale la pressione di comando che agisce sulla parte posteriore del pistone (c) e l'ingresso (f) rimane quindi aperto. Allo stesso tempo con le procedure nel raccordo 41 dal circuito del freno di servizio 2 attraverso il raccordo 42 avviene una ventilazione della camera E sotto la membrana (i). Ma dato che in seguito alla ventilazione delle camere B e D prevale la pressione che agisce sulle parti superiori del pistone (h) e della membrana (i), non avviene alcuna variazione di posizione del pistone (h). Qualora a causa di un difetto dovesse venire a guastarsi il circuito del freno di servizio 1, attraverso il circuito 2 è tuttora garantita una ventilazione del raccordo 42. La pressione che si genera allo stesso tempo nella camera E sotto la membrana (i) fa sollevare il pistone (h) e la valvola (g). Il pistone (c) mantenuto nella sua posizione finale superiore chiude lo scarico (e) e apre l'ingresso (f), in modo da garantire una ventilazione della condotta del rimorchio in corrispondenza della frenatura della motrice. La pressione generatasi nella camera B nel campo di frenatura parziale fa nuovamente abbassare il pistone (h). L'ingresso (f) si chiude e dopodiché è raggiunta la posizione di chiusura. Durante una frenatura a fondo prevale la pressione nella camera E e l'ingresso (f) rimane aperto. In caso di una rottura della condotta del freno del rimorchio (raccordo 22), all'attivazione dell'impianto del freno di servizio non si verifica alcuna generazione di pressione all'interno delle camere B e F. Di conseguenza il pistone (l) viene ulteriormente abbassato dalla pressione di comando che agisce nella camera G e pertanto l'aria d'alimentazione fluente dal raccordo 11 verso il raccordo 12 è sottoposta ad un determinato strozzamento. Allo stesso tempo la pressione nella condotta d'alimentazione del rimorchio (raccordo 12) si scarica attraverso l'ingresso (f) aperto nel punto rotto della condotta del freno del rimorchio, provocando così una frenatura forzata del rimorchio. b) Comando della valvola del freno di stazionamento Lo sfiato graduale dei cilindri a molle precaricate attraverso la valvola del freno di stazionamento provoca rispettivamente uno sfiato della camera D attraverso il raccordo 43. La pressione a questo punto prevalente nella camera C fa sollevare il pistone (h). La ventilazione del raccordo 22 in questo caso si svolge nello stesso modo descritto per il comando della camera E in caso di un guasto del circuito del freno di servizio 1. Al termine della frenata i raccordi 41 e 42 vengono nuovamente sfiatati ovvero ventilato il raccordo 43. In questo modo i pistoni (c / h) vengono riportati indietro nella loro posizione di partenza per mezzo della pressione nella camera B. Allo stesso tempo si apre lo scarico (e) e l'aria compressa presente nel raccordo 22 viene scaricata nell'atmosfera attraverso il tubo del pistone (i) e lo sfiato 3. 55 1. Servodistributore del rimorchio con predominanza 973 008 . . . 0 Servodistributori per rimorchi Scopo: Comando di un sistema frenante a due linee del rimorchio in combinazione con il distributore del freno a due circuiti della motrice e la valvola del freno di stazionamento per cilindri a molla precaricata. In caso di una rottura della condotta o un mancato collegamento della condotta del freno del rimorchio, all'attivazione della valvola del freno della motrice si attiva uno strozzamento dell'aria d'alimentazione proveniente dalla motrice verso il rimorchio, generando allo stesso tempo pressione nella condotta d'alimentazione del rimorchio. Tramite questo procedimento il rimorchio viene subito fermato automaticamente. Principio di funzionamento: a) Comando del distributore del freno a due circuiti della motrice All'attivazione del distributore del freno della motrice l'aria compressa fluisce dal circuito frenante di servizio 1 attraverso il raccordo 41 nella camera B e alimenta così il pistone (e). Questo successivamente si abbassa e in seguito all'appoggio del pistone (e) sulla valvola (j) viene chiuso lo scarico (g) e aperto l'ingresso (k). L'aria d'alimentazione presente sul raccordo 11 fluisce quindi attraverso la camera G verso il raccordo 56 2 per ventilare in tal modo la condotta del freno del rimorchio in corrispondenza della pressione del circuito del freno di servizio 1 ad una predominanza dipendente dal valore regolato per mezzo della vite di registro (f) (max. 1 bar). La pressione generatasi nella camera D alimenta la parte inferiore del pistone (e). Questo viene nuovamente sollevato a causa delle superfici del pistone (e) che agiscono differentemente con l'assistenza della pressione di comando che agisce a sua volta nella camera C e della forza della molla di pressione (l). La successiva valvola (j) chiude l'ingresso (k) e successivamente è raggiunta la posizione di chiusura. In caso di una frenata a fondo prevale la pressione che agisce sulla parte posteriore del pistone (e) e l'ingresso (k) rimane quindi aperto. Alla generazione di pressione nella camera B il pistone (b) viene premuto in basso contro la pressione della molla di regolazione (d). La valvola (c) viene aperta per mezzo della vite di registro (f) e la pressione di comando che si genera quindi nella camera C assiste i cicli di regolazione del pistone (e). Di conseguenza la pressione erogata nel raccordo 2 può essere più bassa della pressione di comando sul raccordo 41. Girando la vite di registro (f), ad esempio, in senso antiorario, si riduce la Servodistributori per rimorchi pressione della camera C e per conservare l'equilibrio si aumenta la pressione erogata. Allo stesso tempo tramite i cicli nel raccordo 41 dal circuito del freno di servizio 2 attraverso il raccordo 42 viene iniziata una ventilazione della camera A. Poiché in questo modo tramite la ventilazione delle camere B e C prevale la pressione di comando che agisce sulla parte superiore del pistone (e), la posizione del pistone (a) non riveste alcun significato. Nel caso in cui a causa di un difetto dovesse guastarsi il circuito del freno di servizio 1, attraverso il circuito 2 avverrà solo una ventilazione del raccordo 42. La pressione che si genera allo stesso tempo nella camera A fa abbassare il pistone (a) e spinge quindi il pistone (e) verso la parte anteriore dello stesso, mentre la ventilazione della condotta del freno del rimorchio avviene come descritto in precedenza, tuttavia, senza predominanza. b) Comando della valvola del freno di stazionamento Lo sfiato graduale dei cilindri a molle precaricate attraverso la valvola del freno di stazionamento provoca rispettivamente uno sfiato della camera F attraverso il raccordo 43. La pressione d'alimentazione a questo punto prevalente nel raccordo 11 fa sollevare il pistone (h). La ventilazione del raccordo 2 successivamente si svolge nello stesso modo descritto per la modalità di comando della camera A in caso di un guasto del circuito del freno di servizio 1. Al termine della frenatura vengono nuovamente sfiatati i raccordi 41 e 42 ovvero ventilato il raccordo 43. Di conseguenza ritornano indietro nelle loro 1. posizioni di partenza i pistoni (a / e) nonché il pistone (h), per via della pressione dominante nella camera D. Allo stesso tempo si apre lo scarico (g) e l'aria compressa presente nel raccordo 2 viene scaricata nell'atmosfera attraverso il pistone cavo (h) e lo sfiato 3. c) Protezione contro la rottura della condotta di comando Al riempimento del sistema frenante ad aria compressa l'aria d'alimentazione fluisce attraverso il raccordo 11 e la camera G verso il raccordo 12 e da qui verso la testa d'accoppiamento automatica di „Alimentazione“. Durante la frenatura attraverso il raccordo 2 nella condotta verso la testa d'accoppiamento „Freno“ si genera una pressione di comando, mentre l'aria compressa a tal fine richiesta viene alimentata dal raccordo 11. Allo stesso tempo la pressione sul pistone (i) è soggetta ad un lieve calo. Sotto il pistone (i) attraverso il canale E l'aria compressa viene allo stesso tempo alimentata dal raccordo 41 e il pistone (i) nuovamente sollevato. La pressione della camera G aumenta ulteriormente, facendo nuovamente abbassare il pistone (movimento di gioco, per evitare un bloccaggio del pistone (i). Se a causa di una rottura della condotta del freno del rimorchio sul raccordo 2 non dovesse più essere generata pressione, il pistone (i) rimarrà nella sua posizione superiore, bloccando di conseguenza il passaggio verso la camera G. L'alimentazione d'aria dal raccordo 11 verso il raccordo 12 viene strozzata e la pressione nella condotta d'alimentazione del rimorchio (raccordo 12) si scarica attraverso l'ingresso (k) aperto nel punto di rottura della condotta del freno del rimorchio, provocando così una frenatura forzata del rimorchio. 57 1. Servodistributori per rimorchi Scopo: Servodistributore del rimorchio con predominanza Comando di un sistema frenante a due linee del rimorchio in combinazione con e distributore 2/2 il distributore del freno a due circuiti della 973 009 . . . 0 motrice e la valvola del freno di stazionamento per cilindri a molla precaricata. In caso di una rottura della condotta o un mancato collegamento della condotta del freno del rimorchio, all'attivazione della valvola del freno della motrice si attiva uno strozzamento dell'aria d'alimentazione proveniente dalla motrice verso il rimorchio, generando allo stesso tempo pressione nella condotta d'alimentazione del rimorchio. Tramite questo procedimento il rimorchio viene subito fermato automaticamente. Principio di funzionamento: Al riempimento del sistema frenante ad aria compressa l'aria d'alimentazione fluisce attraverso il raccordo 11 nel distributore 2/2 e alimenta così il pistone (k). Quest'ultimo viene portata nella sua posizione finale superiore contro la forza della molla di pressione (l) e con 58 l'assistenza della molla di pressione (j). Attraverso il canale (i) l'aria d'alimentazione fluisce nella camera D e perviene attraverso il raccordo 12 nella testa d'accoppiamento automatica „Alimentazione“. a) Comando del distributore del freno a due circuiti della motrice. All'attivazione del distributore del freno della motrice l'aria compressa fluisce dal circuito frenante di servizio 1 attraverso il raccordo 41 nelle camere A e F e alimenta così i pistoni (a / k). Il pistone (a) si abbassa e preme quindi verso il basso anche il pistone (b). In seguito all'appoggio del pistone (b) sulla valvola (g) viene chiuso lo scarico (e) e aperto l'ingresso (f). L'aria d'alimentazione presente fluisce attraverso la camera B verso il raccordo 22 e alimenta così la condotta del freno del rimorchio in corrispondenza della pressione nel circuito del freno di servizio 1 con una predominanza pari a 0,2 ± 0,1 bar, che può essere variata con l'ausilio della vite di registro (d). Attraverso il foro (c) l'aria compressa fluisce allo stesso tempo nella camera G 1. Servodistributori per rimorchi e fa così abbassare il pistone (m) contro la forza della molla. La valvola (n) si appoggia sulla vite di registro (d) e libera il passaggio verso la camera E. L'aria compressa fluisce nella camera E e assiste le forze esercitate sulla parte inferiore del pistone (b). La pressione che si genera nella camera B ed E alimenta le superfici differentemente attive del pistone (b) e lo porta nella posizione superiore insieme al pistone (a) contro la pressione di comando che agisce nella camera A. La successiva valvola (g) chiude l'ingresso (f) e successivamente è raggiunta la posizione di chiusura. In caso di una frenata a fondo prevale la pressione di comando che agisce sulla parte posteriore del pistone (a) e l'ingresso (f) rimane quindi aperto. Allo stesso tempo con le procedure nel raccordo 41 dal circuito del freno di servizio 2 attraverso il raccordo 42 avviene una ventilazione della camera H sopra il pistone (b). Poiché a causa della ventilazione della camera A prevale la pressione che agisce sulla parte superiore del pistone (a), non si verifica nessun cambiamento di posizione del pistone (a / b). Qualora a causa di un difetto dovesse venire a guastarsi il circuito del freno di servizio 1, attraverso il circuito 2 è tuttora garantita una ventilazione del raccordo 42. La pressione che si genera allo stesso tempo nella camera H sotto il pistone (a) fa sollevare il pistone (b). Questo chiude quindi lo scarico (e) e apre l'ingresso (f), in modo che sia in ogni caso garantita una ventilazione della condotta del freno del rimorchio corrispondente al valore di frenatura della motrice, ma senza predominanza. La pressione generatasi nella camera B nel campo di frenatura parziale fa nuovamente sollevare il pistone (b). L'ingresso (f) si chiude e dopodiché è raggiunta la posizione di chiusura. Durante una frenatura a fondo prevale la pressione nella camera H e l'ingresso (f) rimane aperto. In caso di una rottura della condotta del freno del rimorchio (raccordo 22), all'attivazione dell'impianto del freno di servizio non si verifica nessuna generazione di pressione all'interno delle camere B ed E. L'aria d'alimentazione si scarica nell'atmosfera attraverso l'ingresso (f) aperto e il raccordo 22 nel punto di rottura. Di conseguenza viene ulteriormente fatto abbassare il pistone (k) dalla pressione di comando, che agisce nella camera F, mentre l'aria d'alimentazione fluente dal raccordo 11 verso il raccordo 22 viene rispettivamente strozzata. Allo stesso tempo la pressione nella condotta d'alimentazione del rimorchio (raccordo 12) si scarica attraverso l'ingresso (f) aperto nel punto rotto della condotta del freno del rimorchio, provocando così una frenatura forzata del rimorchio. b) Comando della valvola del freno di stazionamento Lo sfiato graduale dei cilindri a molle precaricate attraverso la valvola del freno di stazionamento provoca rispettivamente uno sfiato della camera C attraverso il raccordo 43. La pressione a questo punto prevalente nella camera D fa sollevare il pistone (h). La ventilazione del raccordo 22 successivamente si svolge nello stesso modo descritto per la modalità di comando della camera H in caso di un guasto del circuito del freno di servizio 1. Al termine della frenatura vengono nuovamente sfiatati i raccordi 41 e 42 ovvero ventilato il raccordo 43. Di conseguenza i pistoni (a / b) vengono riportati indietro nella loro posizione di partenza per mezzo della pressione dominante nella camera B e il pistone (h) per mezzo della pressione nella camera C. Allo stesso tempo si apre lo scarico (b) e l'aria compressa presente nel raccordo 22 viene scaricata nell'atmosfera attraverso il tubo del pistone e lo sfiato 3. 59 1. Collegamento flessibile Wendelflex ® Wendelfelx ® Collegamento flessibile 452 711 . . . 0 Scopo: 1. Collegamento del sistema frenante ad aria compressa del trattore con il semirimorchio. 2. Collegamento dei componenti di un sistema frenante ad aria compressa variabili in lunghezza tra di loro. Struttura: Il Wendelflex è un tubo flessibile spiralato, in grado di allungarsi in seguito alla trazione e ritirarsi nuovamente alla sua lunghezza d'origine dopo la cessazione della forza di trazione esercitata. Partendo dal raccordo del tubo flessibile fino alla prima spira, il tubo flessibile è irrigidito per mezzo di una molla a vite integrata, stabilita per evitare una piegatura di questo punto 60 particolarmente a rischio. I collegamenti flessibili Wendelflex non richiedono alcune forche o supporti supplementari. Il collegamento flessibile Wendelflex è realizzato in poliammide 11 nera. Per la distinzione ottica dei collegamenti flessibili, le teste d'accoppiamento sono identificate con coperchi colorati. Il materiale poliammide 11 è resistente contro tutti i fluidi utilizzati in un automezzo, quali ad esempio prodotti petroliferi, oli e grassi. Inoltre, questi tubi sono resistenti contro basi, solventi inclorati, acidi organici e inorganici nonché mezzi ossidanti diluiti. (È dunque da evitare l'utilizzo di detergenti contenenti cloro.) La resistenza contro fluidi specifici può essere comunicata su richiesta. 1. Testate di accoppiamento A1 B1 C1 A2 Teste d'accoppiamento per sistemi frenanti a due condotte 952 200 . . . 0 Scopo: Collegamento del sistema frenante ad aria compressa della motrice ovvero del trattore stradale con il sistema frenante del rimorchio/semirimorchio in conformità con le prescrizioni europee. Le teste d'accoppiamento soddisfano la normativa ISO 1728. innestando allo stesso tempo le guide nella parte opposta. Dopo lo scatto in posizione nell'estremità di rotazione è garantito un collegamento fisso delle due teste d'accoppiamento. Grazie alle sicure contro l'inversione dei collegamenti è possibile collegare tra di loro soltanto le teste d'accoppiamento assortite. Descrizione: Le versioni delle teste d'accoppiamento A1, B1 e C1 per la condotta d'alimentazione sono dotate di un coperchio rosso e una sicura assiale per evitare di confondere i collegamenti. Le versioni A2 e B2 per la condotta del freno sono dotate di un coperchio giallo e una sicura laterale, altrettanto stabilita per evitare di confondere i collegamenti. Nelle versioni B e C è rispettivamente installata una valvola, stabilita per chiudere il passaggio dell'aria compressa attraverso le teste d'accoppiamento opposte non collegate. Principio di funzionamento: Alla fase di agganciamento del tubo flessibile la testa d'accoppiamento ivi montata va collegata alla testa d'accoppiamento fissa della motrice, esercitando un movimento di rotazione e – Accoppiamento di C1 con A1, B1 con A1 e B2 con A2: Durante l'accoppiamento l'anello di tenuta della testa d'accoppiamento tipo A apre la valvola della testa d'accoppiamento tipo B o C, stabilendo così il collegamento pneumatico delle condotte e rendendo ermetico allo stesso tempo il punto d'accoppiamento. Questa valvola si richiude automaticamente al disaccoppiamento. – Accoppiamento di A2 con A2: Nelle teste d'accoppiamento identiche senza valvola la tenuta ermetica viene garantita tramite una compressione dei due anelli di tenuta fra di loro. 61 1. Innesto rapido Duo-Matic Innesto rapido Duo-Matic per rimorchi 452 80. . . . 0 Scopo: Collegamento del sistema frenante ad aria compressa della motrice con il sistema frenante del rimorchio. Principio di funzionamento: All'accoppiamento del rimorchio l'impugnatura (b) viene premuta verso l'alto, per fare aprire i coperchi di protezione (a e d). La parte del rimorchio Duo-Matic viene piazzata sotto i coperchi di protezione e l'impugnatura (b) nuovamente rilasciata. La molla di torsione (e) agisce sui coperchi di protezione (a e d) e preme la parte del rimorchio contro le valvole di chiusura (c) automatiche, che di conseguenza si aprono per fare pervenire l'aria compressa verso il rimorchio. Motrice 452 802 009 0 Rimorchio 452 804 012 0 Innesto rapido Duo-Matic per semirimorchi 452 80. . . . 0 Scopo: Motrice 452 805 004 0 Collegamento del sistema frenante ad aria compressa del trattore con il sistema frenante del semirimorchio. Principio di funzionamento: All'accoppiamento del semirimorchio l'impugnatura (b) viene premuta verso l'alto, per fare aprire i coperchi di protezione (a e d). La parte della motrice Duo-Matic viene piazzata sotto i coperchi di protezione e l'impugnatura (b) nuovamente rilasciata. La molla di torsione (e) agisce sui coperchi di protezione (a e d) e preme la parte della motrice contro il piano d'appoggio. Le valvole di disinserimento (c) automatiche si aprono e l'aria compressa presente perviene nel semirimorchio. Semirimorchio 452 803 005 0 62