Paese dei balocchi
Il gioco d’azzardo legalizzato (di
Stato): Europa ed Italia
• Non stiamo parlando dei giochi nei casino’,
che costituiscono in Italia un fenomeno
minore
• Non stiamo parlando delle bische clandestine
• Non stiamo parlando del gioco d’azzardo.
Perche’ lo Stato italiano lo vieta.
...art. 718 del codice penale italiano punisce
chiunque tenga un gioco d'azzardo ovvero lo
agevoli fuori dei casi di casinò autorizzati e delle
navi da crociera naviganti fuori dal bacino del
Mediterraneo
• Ma cos’e’ il gioco d’azzardo?
Codice Penale, art. 721. Sono giochi d'azzardo
quelli in cui :
- ricorre il fine di lucro
- e la vincita o la perdita sono interamente, o
quasi, aleatorie
• Allora se parliamo di:
• - Scommesse sportive di ogni genere?
• Vari «gratta e vinci»?
• Slot machines nei locali (videopoker nei bar)
• ... Perche’ queste sono tollerate?
• E perche’ gli Stati si scagliano contro i giochi
on-line (gestiti da altri soggetti, anche
stranieri)?
• Semplice. Gli Stati dovrebbero preoccuparsi
che il «gioco d’azzardo»:
• - non alimenti la criminalita’ organizzata
(anche direttamente: usura)
• - non danneggi i propri cittadini
• Gli Stati NON dovrebbero arricchirsi dal gioco
d’azzardo.
• Gli Stati non dovrebbero ostacolare solo quel
gioco d’azzardo che proviene dall’estero, solo
perche’ non e’ proprio (e paga meno tasse).
• Tutto questo lo stabilisce normativa e
giurisprudenza comunitaria.
• La Corte di Giustizia UE, ha affermato che
nessuno Stato membro può applicare
restrizioni su operatori stranieri se poi, esso
stesso si dimostra impegnato ad espandere il
mercato del gioco d’azzardo.
• Sentenza Placanica (6 marzo 2007). Si afferma
che:
• 1) Una normativa nazionale che vieta l’esercizio di
attività di raccolta, di accettazione, di
registrazione e di trasmissione di proposte di
scommesse, in particolare sugli eventi sportivi, in
assenza di concessione o di autorizzazione di
polizia rilasciate dallo Stato membro interessato,
costituisce una restrizione
alla libertà di stabilimento nonché alla libera
prestazione dei servizi previste rispettivamente
agli artt. 43 CE e 49 CE.
• 2) Spetta ai giudici nazionali verificare se la
normativa nazionale, limitando il numero di
soggetti che operano nel settore dei giochi
d’azzardo, risponde davvero allo scopo di
prevenire l’esercizio delle attività in tale
settore per fini criminali o fraudolenti.
• 3) Gli artt. 43 CE e 49 CE devono essere
interpretati cosi’: ostano ad una normativa
nazionale, quale quella di cui trattasi nelle
cause principali, che esclude e per di più
continua a escludere dal settore dei giochi di
azzardo gli operatori costituiti sotto forma di
società di capitali le cui azioni sono quotate
nei mercati regolamentati.
• Eppure, in diverse procedure di infrazione
aperte dalla Commissione Europea, emerge
come gli Stati siano poco credibili nei propri
comportamenti:
- da un lato giustificano le restrizioni a nuove
societa’ competitors (soprattutto da parte di
societa’ «straniere») con l’esigenza di tutelare
il consumatore,
- dall’altro incoraggiano i cittadini a
partecipare a giochi d’azzardo (e non solo...)
• EPPURE:
• Le fonti comunitarie in materia di «gioco
d’azzardo» partono sia :
• dal Trattato istitutivo dell’Unione della
Comunità Europea
(Maastricht, 1992) che
• dalla direttiva 2006/123/ CE relativa ai
servizi di mercato interno.
Il «gioco» (anche on-line...)
• Le leggi nazionali in materia di giochi devono
essere compatibili con i principi fondanti l’UE:
“libertà di stabilimento” (art. 43#28),
“divieto di restrizione dei capitali”(art. 56#29)
“libera prestazione dei servizi”(art. 49#30)
(principi gia’ in essere con Maastricht).
Il «gioco d’azzardo» (anche online!)
• Regole diverse per il «gioco d’azzardo».
Quest’ultimo è considerato dall’UE ad alto
rischio di frode, di penetrazione criminale,
[nonche’ dannoso per i cittadini?]
• Nel summit di Edimburgo (1992) l’UE stabilisce
di non armonizzare a livello comunitario la
legislazione dei singoli stati, attribuendo ai
vari Governi competenza per
intervenire direttamente in materia.
• Insomma, il gioco d’azzardo va bene solo se è
di Stato, e se viene ceduto in appalto a
societa’ «amiche».
• Gia col «Regio Decreto Legislativo 636 del 27
Aprile 1924» lo Stato autorizzava all’esercizio
del gioco e della scommessa, anche d’azzardo i
Casinò di Campione d’Italia, Sanremo, Saint
Vincent e Venezia
• Col Regio Decreto Legislativo N.1933 del
19 ottobre 1938, lo Stato vietava ai
privati l’organizzazione del gioco del
Lotto e delle lotterie nazionali,
riservandola esclusivamente allo Stato
• Il gioco d’azzardo fa male ed e’ vietato se è
effettuato da chiunque tranne che dallo Stato.
• Lo Stato finge di preoccuparsi della ludopatia,
ma promuove la dipendenza con pubblicita’
attraenti
•
•
•
•
Tutto questo ha un costo sociale enorme
Perche’? Perche’ lo Stato incamera 2 volte:
1) Ufficialmente, colla tassazione
2) Indirettamente, grazie ai «bonifici» delle
societa’ cui è stato affidato il gioco d’azzardo
in Italia (e sono soldi «non dichiarabili»).
• per legge le slot machine devono essere collegate con
un modem ad un ricevitore della Sogei (Società
Generale di Informatica controllata dal Ministero del
Tesoro). Invece, due terzi non sono collegate. Nel solo
2006 le società [indagate] incassano il triplo
dell’importo dichiarato al Fisco: 43,5 miliardi anziché
15,4.
• Le concessionarie del gioco d’azzardo devono circa 98
miliardi di euro allo Stato italiano per tasse inevase. La
Corte dei Conti, però, le ha condannate a rimborsacene
solo 2,5: in pratica uno sconto del 97,4%.
• la Snai, concessionaria delle scommesse sportive in
Italia, ha finanziato le campagne elettorali del
sindaco di Roma Gianni Alemanno, la Margherita, i
Democratici di sinistra, l’Udc, il Movimento per le
autonomie, il Partito democratico.
• Molti politici o figli di politici lavorano in societa’ che
gestiscono il gioco d’azzardo
• La Soluzione? Rivolgersi alla Corte di Giustizia dell’UE.
Che ha pronunciato una importante decisione in tema di
gioco d’azzardo (sentenza cause c 447 e 448 del 2008).
“Gli Stati membri sono liberi di fissare gli obiettivi della
loro politica in materia di giochi d’azzardo e,
eventualmente, di definire con precisione il livello di
protezione perseguito. Le restrizioni che essi impongono
devono però soddisfare le condizioni di proporzionalità
che risultano dalla giurisprudenza della Corte”.
Quindi, lo Stato...
• “il diritto comunitario impone di eliminare
qualsiasi restrizione alla libera prestazione dei
servizi, anche qualora essa si applichi
indistintamente ai prestatori nazionali e a
quelli degli altri Stati membri, quando sia tale da
vietare, ostacolare o rendere meno attraenti le attività
del prestatore stabilito in un altro Stato membro, ove
fornisce legittimamente servizi analoghi»
...o accetta che TUTTI possano gestire le
scommesse...
«il diritto comunitario ammette restrizioni giustificate,
segnatamente, da motivi di ordine pubblico, di
pubblica sicurezza o di sanità pubblica. In assenza di
armonizzazione all’interno dell’Unione in materia di giochi
d’azzardo, spetta ad ogni singolo Stato membro valutare, in tale
settore, alla luce della propria scala di valori, come tutelare gli
interessi in questione. Gli Stati membri sono conseguentemente
liberi di fissare gli obiettivi della loro politica in materia di giochi
d’azzardo e, eventualmente, di definire con precisione il livello
di protezione perseguito. Le restrizioni che essi impongono
devono, però, soddisfare le condizioni di proporzionalità che
risultano dalla giurisprudenza della Corte.»
• ...oppure, se afferma che il gioco fa male, e se
afferma che i privati non autorizzati non
possono gestirlo perche sarebbe immorale
lucrare sulle debolezze umane. Ebbene, allora
anche lo Stato cessa di gestirlo e farlo gestire.
E, soprattutto, cessa di lucrarci su
• Poiché gli operatori che avevano fatto pubblicare
gli annunci incriminati sono imprese private a
scopo di lucro, le quali non avrebbero mai potuto
beneficiare, per la legge svedese, di
un’autorizzazione alla gestione di giochi
d’azzardo, la Corte conclude che la normativa
svedese risponde all’obiettivo di escludere
interessi lucrativi privati dal settore dei giochi
d’azzardo e può essere considerata necessaria al
suo raggiungimento...
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