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Le mura di Treviso furono costruite nel 1513 da Frà Giocondo da Verona con
l'autorizzazione della Repubblica di Venezia. Mura di Treviso aveva uno scopo
difensivo poiché c'erano molte guerre in quel momento. Oggi le mura sono
un'eredità ( o patrimonio) di Treviso e sono una delle più importanti strutture
romane ancora esistenti.
Porta Santi Quaranta, secondo la storia, ha assicurato (e assicura fino ad oggi)
l'accesso a Treviso per chi proviene da ovest
All'esterno, c'è un leone alato, che è il simbolo del potere di Venezia sulla
terraferma. Questa rappresentazione è stata distrutta e poi ricostruita sul
modello precedente.
L'interno è caratterizzato da volte a croce che supportano un pavimento che
consente l'uso di uno spazio della soffitta.
Anche il nome di Porta Santi Quaranta fu cambiato durante il Risorgimento in
Porta Cavour per alcuni decenni e poi riuscì a riguadagnare il vecchio nome.
Sopra l'arco centrale di Porta Santi Quaranta si può leggere l'iscrizione che
indica il nome dell'edificio: in latino per chi fuori va da Treviso ("Porta
Sanctorum Quadraginta") e nel dialetto per chi entra ("Porta Sancti Quaranta"),
per marcare la differenza tra il centro aristocratico e la campagna fuori le mura.
La dedizione ai santi quaranta si riferisce a un dato di fatto: quaranta soldati,
durante la persecuzione di Licinio in Armenia, rifiutando di riconoscere gli idoli,
decisero di bruciarsi vivi.
Porta Altinia
Caratteri generali
Porta Altinia è il terzo varco realizzato nei
primi anni del 1500 a Sud di Treviso. L’aspetto
è decisamente meno maestoso rispetto
alle Porte di San Tomaso e di Santi Quaranta,
ma forse più elegante ed aggraziato.
Porta Altinia è l’unico passaggio rimasto della
cinta di mura medievali; fa parte della cerchia
cinquecentesca e quindi è stato rinforzato ed
innalzato, nella sua storia, con sovrastrutture
per adattarsi alle diverse condizioni a cui le
mura dovevano fronteggiare.
Origine del nome
Il nome “Altinia” deriva dalla città verso cui era orientata, ossia
Altino, città romana devastata dagli Unni guidati da Attila da cui
deriverebbe pare, l’altro nome della porta ovvero Altilia e dalla
fusione dei due nomi, simili per assonanza, si è giunti al nome di
Altinia.
La facciata
Il rivestimento della facciata, ricco di motivi decorativi a bassorilievo, in pietra d’Istria sembra
indicare il desiderio di esprimere raffinatezza e grazia piuttosto che robustezza strutturale.
Sul prisma murario, più alto
che largo, si inserisce l’arco
a sesto ribassato. Qui
troviamo anche l’imponente
bassorilievo del leone alato
di San Marco ed in antico la
statua della Madonna e
dell’angelo annunziante.
Secondo la storia...
... da Porta Altinia transitavano tutte
le merci da e per Venezia che non
seguissero la via fluviale del Sile;
così la Porta servì per un lungo
periodo sia come muraglia militare
che come simbolo del collegamento
di Treviso con Venezia ed il Veneto
orientale in generale.
Porta San Tommaso fu costruita nel
1517, in solo un anno da Guglielmo
D'Alzano da Bergamo. La statua
collocato sopra la porta rappresenta
San Paolo e non San Tommaso, perché
Paolo Nanni è stato costretto a
dedicare la porta al pontefice che
Venezia inviava per il controllo delle
città. Così fu costretto a dedicare la
porta al Pontefice Tommaso ma sopra
fece costruire una statua di San Paolo,
suo omonimo.
L'ampio spazio che circonda il monumento deriva
dall'abbattimento del più grande e lussuoso palazzo
esistito a Treviso, costruito alla fine del Quattrocento
dalla famiglia Bressa.
L'ambiziosa famiglia Bressa fu però travolta da una crisi
finanziaria e il palazzo, dopo un lungo e progressivo degrado,
cominciò ad essere abbattuto nel 1824 con un lavoro che
richiese quasi tre anni.
Un secolo dopo, il 4 Novembre 1931, il Re Vittorio
Emanuele III inaugurò il Monumento ai Caduti.
Le statue di bronzo rappresentano i
compagni d'arme che portano il commilitone
caduto nel tempio della gloria, rappresentato
dalle colonne di marmo.
Per realizzarlo furono impiegati 650 metri
cubi di pietra di Finale Ligure e ben 8
tonnellate di bronzo. Fu progettato dallo
scultore torinese Arturo Stagliano
Con il Monumento ai Caduti la città onora le
vittime delle guerre che dalla caduta della
Repubblica Veneta (12 Maggio 1797) segnarono il
cammino della città fino ad arrivare all'occupazione
militare nazista (25 Aprile 1945).
Piazza della Vittoria a
Treviso fu intitolata così
nel 1932 quando venne
inaugurato il
Monumento ai Caduti
delle guerre.
Dal significato morale del monumento deriva il
nome della piazza: Piazza Vittoria
Il monumento ai caduti
appunto, è un'imponente
costruzione in pietra
raffigurante la
manifestazione che trasporta
la salma di un Eroe nel
Tempio della Gloria.
La chiesa di San Nicolò per
dimensioni, è la più grande
costruzione del genere della città,
superando anche il Duomo.
La chiesa di San Nicolò fu costruita ai
primi del 300 dai domenicani anche
grazie ai fondi donati dal papa
Benedetto XI.
La chiesa sorse nella zona più
urbanizzata di Treviso, verso
Ponente, al di la della quale vi erano
soprattutto terre incolte.
Ha subito gravi danni durante i
bombardamenti della seconda
guerra mondiale.
L’ architettura della chiesa di San Nicolò è un misto tra lo stile romanico e lo stile
gotico di origine transalpina. Le sue forme sono semplici e massicce, ma al
contempo eleganti e proiettate verso l'alto.
Le navate della Chiesa si concludono su tre absidi; la principale,
che è il presbiterio, raccoglie il monumento sepolcrale di Agostino
Onigo.
Sulla parete perimetrale della navata di destra vi è un organo affiancato da
un grande affresco di San Cristoforo alto fin quasi alle capriate.
Nel Capitolo dei domenicani vi è un grande affresco raffigurante i domenicani
più illustri intenti a studiare all’ interno delle loro nicchie. Questo affresco è di
Tommaso da Modena.
http://www.trevisoinfo.it/muraeporte.htm
http://www.marcatrevigiana.it/site/temi/grandeguerra_piave_monumento-caduti-piazza-vittoria-treviso.php
http://www.dolcevitatreviso.com/ita/itinerari_
a_piedi/piazza_della_vittoria.asp
http://www.trevisoinfo.it/chiesasnicolo.htm
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