Previdenza obbligatoria e complementare: conoscere per
comprendere, comprendere per scegliere
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Premessa
Già da quando si comincia a lavorare e, comunque, prima possibile se
abbiamo una carriera lavorativa già avviata, dobbiamo porci le
seguenti domande.
1.
2.
3.
4.
Quanto reddito mi garantirà la pensione pubblica in rapporto all’ultimo
stipendio?
Lo ritengo sufficiente? Se no, di quanta integrazione potrei avere
bisogno per raggiungere il livello che ritengo sufficiente e/o adeguato?
Qual è il livello di contribuzione ad una forma di previdenza
complementare che devo e/o posso sostenere per assicurarmi questa
integrazione?
Quali sono gli strumenti e le modalità da usare (tra le forme
pensionistiche complementari e, nel loro ambito, tra le linee di
investimento) per costruirmi questa integrazione?
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
2
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Premessa
L’intento di questa presentazione è stimolare ciascuno a porsi queste
domande e a cercare di rispondervi anche attraverso un percorso di
informazione e di conoscenza del nostro sistema previdenziale.
Da soli o con l’aiuto di persone che operano in campo previdenziale
dobbiamo verificare se il reddito che ci attende è “adeguato e
sostenibile” per le nostre esigenze.
Dobbiamo inoltre decidere se fare scelte di risparmio previdenziale
aggiuntivo attraverso la previdenza complementare.
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
3
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Premessa
Per una scelta coerente e consapevole occorre:
 conoscere il tasso di sostituzione atteso della propria
pensione in base alla situazione personale
 pianificare la pensione in base ai propri bisogni
previdenziali
 avere qualche conoscenza di nozioni di previdenza al
fine di fare le scelte coerenti rispetto alle aspettative
 conoscere le tipologie delle rendite ed i prodotti offerti
dalle forme pensionistiche complementari
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Premessa
Nel tempo numerosi sono stati i traguardi raggiunti nella direzione del
miglioramento e del rafforzamento del nostro sistema di stato sociale
(welfare state). La sicurezza sociale è stata estesa ad un numero
crescente di lavoratori e cittadini ed è migliorata per ciascuno.
Le difficoltà della finanza pubblica e l’allungamento della vita media
hanno però costretto a rivedere alcune regole di funzionamento dei
sistemi pensionistici. Cambiano i sistemi di protezione sociale e
cambia la tutela previdenziale .
Per affrontare e programmare il futuro occorre conoscere questi
cambiamenti che incidono sulla vita di ognuno di noi.
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Principi fondamentali della previdenza italiana
Art. 38 Costituzione
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per
vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi
adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia,
invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento
professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti
predisposti o integrati dallo Stato.
L'assistenza privata è libera.
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
I SEZIONE
LE PENSIONI OBBLIGATORIE
DEI DIPENDENTI PUBBLICI
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Sistemi di gestione e finanziamento e criticità dei
sistemi pensionistici pubblici
I sistemi di finanziamento della previdenza possono essere:
- A ripartizione e basati sui contributi sociali : i contributi
dei lavoratori attivi servono a pagare le prestazioni di chi
è in pensione
- A capitalizzazione: la pensione è pagata utilizzando i
contributi versati per singolo lavoratore o gruppi di
lavoratori e i rendimenti ottenuti investendo quei contributi
- A ripartizione a fiscalità generale: le pensioni sono a
totale carico del sistema fiscale
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Sistemi di gestione e finanziamento e criticità dei
sistemi pensionistici pubblici
Il sistema pensionistico pubblico a ripartizione subisce
l’influenza de’:
- l’allungamento della vita media
- la diminuzione del tasso di natalità
- la diminuzione del rapporto tra il numero degli occupati
e quello dei pensionati
Dalla fine degli anni 70, anche per effetto di questi fattori, si
è determinato l’aumento della spesa pensionistica
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Le linee guida delle riforme degli anni 90
Per contenere la spesa pensionistica e stabilizzarla, queste
le leve utilizzate:
 Riduzione dell’ammontare delle pensioni pagate
(= minori uscite)
 Aumento dei contributi versati
(= maggiori entrate)
 Aumento dell’età minima per andare in pensione
(= minori uscite e contemporaneamente maggiori entrate)
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il sistema pensionistico obbligatorio
I metodi di calcolo e di accesso
… da dove vengo e dove vado ?…
Esistono tre diversi sistemi di calcolo delle pensioni a seconda
dell’anzianità maturata al 31 dicembre 1995 (Legge 335/1995) :
 Retributivo: applicabile a coloro i quali possono far valere al 31
dicembre 1995 almeno 18 anni di contributi
 Contributivo: applicabile a coloro che hanno cominciato a lavorare
dopo il 31 dicembre 1995 e non possono far valere in alcun modo
contributi fino a quella data (neanche con accrediti figurativi o da
riscatto)
 Misto: applicabile a coloro i quali hanno meno di 18 anni di contributi al
31 dicembre 1995
Le differenze riguardano anche alcune regole di accesso alle prestazioni
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
11
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La pensione di vecchiaia - Il diritto nel sistema
retributivo e misto
Si acquisisce in seguito alla cessazione dal servizio con 65 anni di età
con almeno 20 anni di contributi.
•Le donne lavoratrici dipendenti del settore privato conseguono il diritto
al compimento dei 60 anni ma possono continuare a lavorare fino ai 65
•Le donne lavoratrici del settore pubblico, a partire dal 2012,
conseguono il diritto non prima dei 65 anni (art. 12, c. 12-sexies legge
122/10).
Deroghe
Restano fermi i più bassi limiti di età per il personale delle forze armate
e di polizia, sia donne che uomini.
Mantengono il diritto a pensione le lavoratrici iscritte all’Inpdap che
hanno maturato i requisiti contributivi ed anagrafici prima del
1°/1/2012.
12
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La pensione di anzianità – il diritto nel sistema
retributivo e misto
 Il diritto si acquisisce in seguito alla cessazione dal servizio avvenuta
prima di aver raggiunto il limite di età per la pensione di vecchiaia, se
in possesso di determinati requisiti anagrafici e/o di servizio.
dal 1° gennaio 2008 sono in vigore due diverse modalità:
1. Requisito dei 40 anni di contributi a prescindere dall’età (di cui
all’articolo 1, comma 25, lettera b), della legge n°335/95);
2. Requisiti contributivo (minimo 35 anni) e di età accompagnati dalle
cosiddette quote (somma di età e contributi). I requisiti di età salgono
gradualmente fino a 62 anni. Si tratta dei cosiddetti “scalini” della legge
n°247/2007 che hanno sostituito lo “scalone” (innalzamento in una sola
volta) della legge 243/2004, che avrebbe dovuto intervenire dal 1°
gennaio 2008.
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La pensione di anzianità – il diritto nel sistema
retributivo e misto
In dettaglio ecco i requisiti anagrafici e/o di servizio per la pensione di anzianità oggi ( con
le cosiddette quote) La decorrenza è un anno dopo la maturazione dei requisiti
(Allegato 1 – Tabella B Legge n. 247/2007)
“quota” da raggiungere
tra età anagrafica ed
anzianità contributiva
Età anagrafica minima
per l’accesso al
pensionamento
Anzianità
contributiva
Dal 01/07/2009
Al 31/12/2010
95
oppure
59
60
e
36
35
Dal 01/01/2011
Al 31/12/2011
96
oppure
60
61
e
36
35
Dal 01/01/2012
Al 31/12/2012
96
Oppure
60
61
e
36
35
Dal 01/01/2013
97
oppure
61
62
e
36
35
Anno di
pensionamento
Con 40 anni di contributi si prescinde dal requisito dell’età
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La pensione di vecchiaia (e di anzianità)- Il diritto
nel sistema contributivo
Nel sistema contributivo la pensione è unica e comprende
quella di vecchiaia e quella di anzianità
I requisiti sono quasi gli stessi del sistema retributivo e misto
 Uomini : 65 anni di età ed almeno 5 di contribuzione effettiva;
 Donne: 60 anni di età ed almeno 5 di contribuzione effettiva;
 Donne lavoratrici del settore pubblico: a partire dal 2012 65 anni di età
ed almeno 5 di contribuzione effettiva
 Mantengono il diritto con i vecchi criteri coloro che avevano maturato i
requisiti entro il 31/12/2010
(continua …)
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La pensione di vecchiaia (e di anzianità)- Il diritto
nel sistema contributivo
(… segue)
I requisiti sono quasi gli stessi del sistema retributivo e misto
 Per l’accesso alla pensione prima dell’ età pensionabile, valgono le
stesse regole per l’accesso alla pensione di anzianità del sistema
retributivo e misto (almeno 35 anni di anzianità contributiva in
combinazione con le età e le quote) oppure almeno 40 anni di
anzianità contributiva, senza vincoli di età anagrafica. Nel computo
dei 35 o 40 anni non rientrano i versamenti a titolo di riscatto o
prosecuzione volontaria, fatta eccezione per i riscatti di periodi di
studio, la cui valutazione è stata introdotta con la legge 247/2007

E’ possibile accedere al pensionamento prima del compimento del
65° anno di età, a condizione che l’importo della pensione sia di
almeno 1,2 volte quello dell’assegno sociale
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
I nuovi limiti di età a partire dal 2015
(Legge n. 102/2009 e legge n. 122/2010 - manovre 2010 e 2011)
 Dal 2015 è previsto l’adeguamento dei limiti di età per le
pensioni di vecchiaia ed anzianità e quindi l’aggiornamento del
valore delle quote (che combinano età e contributi per le
pensioni di anzianità) in ragione dell’incremento della speranza
di vita.
 L’adeguamento ha periodicità triennale ed è adottato con
regolamento da emanarsi da parte del Ministro del Lavoro
entro l’anno precedente a quello in cui ha effetto.
 Il primo incremento, previsto per il 2015, non potrà superare i 3
mesi
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La decorrenza delle pensioni di vecchiaia e anzianità nei tre
sistemi (retributivo, misto, contributivo)
PER CHI MATURA IL DIRITTO A PENSIONE PER LA PRIMA VOLTA
A PARTIRE DAL 2011 LA PENSIONE E’ MESSA IN PAGAMENTO 12
MESI DOPO LA MATURAZIONE DEL REQUISITO
Alcune deroghe (per la pensione di vecchiaia)
 Per coloro i quali hanno già maturato il diritto alla pensione ed alla
decorrenza secondo le vecchie regole non viene applicato il
differimento di un anno;
 tra questi rientrano anche i soggetti che maturano l’età per la
pensione di vecchiaia anche dopo il 2011 ma che l 2010 avevano
acquisito il diritto alla pensione di anzianità;
 continua l’esclusione dalle finestre, sia fisse che mobili, per i
lavoratori del comparto scuola, la cui decorrenza della pensione
coincide con l’inizio dell’anno scolastico (1° settembre di ogni anno)
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La misura della pensione – nel sistema retributivo
… Se mi trovassi nel sistema retributivo come sarebbe calcolata
la mia pensione?...
Il calcolo della pensione è basato sull’importo delle retribuzioni
percepite nell’ultima parte della vita lavorativa e rapportato a
coefficienti di rendimento collegati agli anni di anzianità contributiva.
… nel dettaglio …
Con il d. lgs. 503/92 la pensione, viene calcolata sulla base di due quote:
QUOTA A, la quale è basata sull’importo della retribuzione percepita
l’ultimo giorno di lavoro, rapportata al coefficiente di “rendimento” maturato al
31/12/1992 in base all’anzianità contributiva maturata alla stessa data;
QUOTA B, determinata sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi
10 anni precedenti il pensionamento e rivalutate in base agli indici del costo
della vita (più un punto) e riferita all’anzianità contributiva maturata
dal1/1/1993
19
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La misura della pensione – nel sistema contributivo
… se la mia pensione fosse calcolata con il sistema contributivo …
Il calcolo della pensione con il sistema contributivo è basato sul
montante derivante dai contributi accantonati e rivalutatati
durante tutta la vita lavorativa (Montante Contributivo) e
“restituiti” al lavoratore sotto forma di pensione, rapportati ad
un coefficiente, detto di trasformazione , legato all’età alla
data del pensionamento
(art 1 comma 6 L. 335/95)
Calcolo pensionistico utilizzato per coloro che sono privi di anzianità
contributiva al 31/12/1995 o che optino per tale sistema (L. 335/95)
20
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La misura della pensione – nel sistema contributivo. I
coefficienti di trasformazione vecchi e nuovi a confronto
COEFFICIENTI DI TRASFORMAZIONE (legge 247/2007)
Valori Norme
Precedenti
Divisori
Età'
Valori Attuali in %
Differenza in %
22,627
57
4,419
4,720
-6,377
22,035
58
4,538
4,860
-6,626
21,441
59
4,664
5,006
-6,832
20,843
60
4,798
5,163
-7,070
20,241
61
4,940
5,334
-7,387
19,635
62
5,093
5,514
-7,635
19,024
63
5,257
5,706
-7,869
18,409
64
5,432
5,911
-8,104
17,792
65
5,620
6,136
-8,409
tasso di sconto = 1,5 %
Fonte: Allegato 2 tabella A Legge 247/2007, in vigore dall'1/1/2010
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
21
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La misura della pensione – nel sistema contributivo
Esempio di calcolo della pensione con i coefficienti vigenti fino al
31.12.2009
Montante Contributivo
Età al pensionamento anni 62 :
Pensione annua lorda
anni
Euro 700.000,00 :
18,1369 =
Euro 38.595,00
PERCENTUALIZZAZIONE DEI DIVISORI
DETERMINAZIONE DEL COEFFICIENTE DI TRASFORMAZIONE
100 : 18,1369 = 5.514%
Montante Contributivo
Euro 700.000,00 X
Età al pensionamento anni 62 coeff. Trasf.
5,514% =
Pensione annua lorda
Euro 38.598,00
22
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La misura della pensione – nel sistema contributivo
Esempio di calcolo della stessa pensione con i criteri di oggi
(tabella A allegato 2 legge 247/2007)
Montante Contributivo
Età al pensionamento anni 62 :
Pensione annua lorda
anni
Euro 700.000,00 :
19,635 =
Euro 35.651,00
PERCENTUALIZZAZIONE DEI DIVISORI
DETERMINAZIONE DEL COEFFICIENTE DI TRASFORMAZIONE
100 : 19,635 = 5,093%
Montante Contributivo
Euro 700.000,00 X
Età al pensionamento anni 62 coeff. Trasf.
5,093 % =
Pensione annua lorda
Euro 35.651,00
23
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La misura della pensione – nel sistema contributivo
Col sistema contributivo la misura del trattamento
pensionistico dipende, quindi, da:





Ammontare dei contributi versati
Età al momento del pensionamento
Tasso di crescita del Pil
Tasso di crescita del proprio reddito (contratti e carriera)
Coefficienti di trasformazione (speranza di vita al
momento del pensionamento)
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Il sistema misto – regole di accesso e calcolo
… per chi ha contributi prima del 1996 in numero inferiore ai 18
anni …
Per coloro che al 31 dicembre 1995 avevano meno di 18 anni di
contributi
 Le regole di accesso sono quelle del sistema retributivo
 La pensione sarà calcolata in parte con il sistema retributivo ed in
parte con il sistema contributivo e sarà data dalla somma di più
quote:
- la quota o le quote calcolate secondo il sistema retributivo, relative
all'anzianità contributiva maturata al 31 dicembre 1995;
- la quota calcolata secondo il sistema contributivo, relativa
all’anzianità contributiva maturata dopo il 31 dicembre 1995.
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I tassi di sostituzione dopo le riforme
Le riforme intervenute dagli anni 90 stanno producendo
le seguenti conseguenze
 Riduzione del tasso di copertura rispetto all’ultimo
stipendio (tasso di sostituzione = rapporto tra la prima
rata di pensione e l’ultima retribuzione)
 Incremento dell’età media di pensionamento
In tempi recenti la diminuzione delle prestazioni pensionistiche è dovuta
anche a cambiamenti del lavoro:
- ingresso ritardato nel mondo lavorativo
- crescente ricorso ai contratti atipici (lavori a progetto, flessibili, parttime etc) che prevedono sottocontribuzioni
- periodi prolungati privi di tutela previdenziale per mancato lavoro
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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I tassi di sostituzione in dettaglio
… misurare la mia prima pensione rispetto all’ultimo stipendio …
 Il tasso di sostituzione esprime il rapporto fra l’importo della
prima rata di pensione e l’ultima retribuzione. Misura, pertanto,
la variazione del reddito del lavoratore nel passaggio dalla fase
attiva a quella di pensionamento.
 I tassi di sostituzione, calcolabili al lordo e al netto del prelievo
contributivo e fiscale, mostrano di quanto il reddito disponibile
si modifica a seguito del pensionamento.
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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I tassi di sostituzione in dettaglio
… un’occhiata alle previsioni ufficiali …
Fonte: Ragioneria generale dello Stato – Le tendenze di medio lungo periodo
nel sistema pensionistico e socio sanitario – aggiornamento 2009
Figure tipo e parametri utilizzati
- Dipendenti con 63/65 anni di età e 35 di contribuzione
- Dinamica retribuzione individuale periodo 2010 – 2060
pari al tasso di crescita medio annuo per occupato
della produttività usato nello scenario di previsione
(1,55% annuo reale, al netto dell’inflazione)
- Tassi di variazione effettivi della retribuzione media per
gli anni fino al 2009
- Revisione triennale dei coefficienti di trasformazione
secondo l’evoluzione della speranza di vita nello
scenario demografico di riferimento
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I tassi di sostituzione in dettaglio
Tassi di sostituzione lordi - pensionamento a 63/65 anni con
35 anni di contribuzione
Fonte: Ragioneria generale dello Stato – Le tendenze di medio lungo periodo nel sistema pensionistico e
socio sanitario – aggiornamento 2009
Anno di
pensionamento
2008
2020
2030
2040
2050
2060
Retributivo
Misto (10
retrib. + 25
contrib.)
Contributivo
Contributivo
Contributivo
Contributivo
Tasso di sost. a 63 anni
68,7
60,1
55,0
52,4
51,8
50,8
Tasso di sost. a 65 anni
68,7
62,6
58,4
55,5
54,8
53,7
Sistema di calcolo
La riduzione dei tassi di sostituzione dipende in misura significativa
dalla revisione triennale dei coefficienti di trasformazione
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Alcune prime valutazioni
ATTENZIONE!
I TASSI DI SOSTITUZIONE ESPOSTI RIGUARDANO UNA SITUAZIONE TIPO.
È IMPORTANTE CHE CIASCUNO FACCIA UNA PREVISIONE DEL PROPRIO TASSO
DI SOSTITUZIONE CHE TENGA CONTO DELLE CARATTERISTICHE DELLA STORIA
CONTRIBUTIVA E DI CARRIERA PERSONALI
… se dopo il pensionamento intendo mantenere lo stesso tenore di
vita di adesso, questi livelli di copertura saranno sufficienti?
Se non li riteniamo sufficienti è importante
 Acquisirne la consapevolezza in tempo utile per potervi porre rimedio
 Individuare qualche soluzione che possa compensare la differenza
tra tasso di sostituzione desiderato e tasso di sostituzione atteso
 Tenere presente sempre le proprie esigenze previdenziali e
monitorarle nel tempo al fine di calibrare al meglio le soluzioni
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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II SEZIONE
LE PRESTAZIONI DI FINE LAVORO
DEI DIPENDENTI PUBBLICI
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31
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Le “liquidazioni” dei dipendenti pubblici
Pensare alla pensione richiama quella che è chiamata comunemente
“ la liquidazione” anche nel pubblico impiego, vale a dire le
prestazioni di fine servizio. Esse entrano in gioco sia per la
determinazione del reddito disponibile, quando si è pensionati, sia
nella scelta dell’adesione ad una forma pensionistica
complementare
Analizziamo in sintesi i diversi trattamenti che, alla cessazione del
rapporto di lavoro, vengono erogati ai dipendenti pubblici e che si
possono classificare in due tipologie:
Trattamenti di Fine Servizio (indennità di buonuscita – indennità
premio di servizio – indennità di anzianità) – Consistono in una
somma di denaro “una tantum” corrisposta al dipendente al
momento della cessazione dal servizio (a condizione che l’iscritto
abbia almeno un anno di iscrizione)
Trattamenti di Fine Rapporto
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I diversi trattamenti di fine servizio – La buonuscita
 Destinatari: riguarda i dipendenti delle amministrazioni dello
Stato, ivi comprese forze armate e di polizia, dipendenti di
Senato, Camera e del Segretariato del Presidente della
Repubblica
 Retribuzione di riferimento: voci fisse e continuative più la
quota variabile dell’ indennità integrativa speciale
 Finanziamento della prestazione: contribuzione la cui misura
è pari al 9,60% dell’80% della retribuzione di riferimento
 Calcolo dell’indennità prima della riforma del 2010: la
prestazione è pari all’80 % dell’ultima retribuzione mensile
rapportata ad anno (moltiplicata 13 e divisa12) moltiplicata per
gli anni utili (ivi compresi quelli riscattati), computando per
anno intero la frazione di anno superiore a sei mesi
(trascurando quella uguale o inferiore)
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
33
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
I diversi trattamenti di fine servizio – L’indennità
premio di servizio
 E’ disciplinata dalla legge 8/3/68, n. 152 e s.m.
 Destinatari: riguarda i dipendenti di ruolo, sanitari e salariati
degli EE.LL., dipendenti di Regioni, Province, ASL, Consorzi
comunali, provinciali e Comunità montane
 Retribuzione di riferimento: voci fisse e continuative più la
indennità integrativa speciale
 Finanziamento della prestazione: contribuzione la cui misura
è pari al 6,10 % dell’80 % della retribuzione di riferimento
 Calcolo dell’indennità prima della riforma del 2010: la
prestazione è pari a un quindicesimo dell’80 % della
retribuzione di riferimento dell’ultimo anno moltiplicato per gli
anni utili (ivi compresi quelli riscattati), computando per anno
intero la frazione di anno superiore a sei mesi (trascurando
quella uguale o inferiore)
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I diversi trattamenti di fine servizio – L’indennità di
anzianità
 E’ disciplinata dalla legge 30/03/75, n. 70 e s.m.
 Destinatari: riguarda i dipendenti degli Enti pubblici non
economici (parastato)
 Retribuzione di riferimento: stipendio base, retribuzione
individuale di anzianità (ria), indennità di vacanza contrattuale
 Finanziamento della prestazione: annuale copertura in
bilancio del relativo onere
 Calcolo dell’indennità prima della riforma del 2010: la
prestazione è pari al 100 % dell’ultima retribuzione mensile
rapportata ad anni interi (moltiplicata 13 e divisa 12),
moltiplicata per gli anni utili (ivi compresi quelli riscattati),
computando per anno intero la frazione di anno superiore a sei
mesi (trascurando quella uguale o inferiore)
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35
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Il trattamento di fine rapporto (TFR)
 Che cos’è: consiste in una somma di denaro corrisposta al
dipendente alla risoluzione del rapporto di lavoro il cui diritto sorge al
termine di un servizio pari ad almeno 15 giorni continuativi nel mese,
regolato dall’art . 2120 del codice civile (settore privato) esteso al
settore pubblico con l’Accordo quadro Aran – Sindacati 29/07/1999 e
dal Dpcm 20 dicembre 1999
 Destinatari: i dipendenti del settore privato e pubblico. Nel settore
pubblico riguarda i dipendenti a tempo determinato con contratto in
corso al 31/05/2000 ovvero assunti successivamente e i dipendenti
assunti con contratto a tempo indeterminato a decorrere dal 1°/1/2001
 E’ costituito da accantonamenti annui di quote del 6,91% della
retribuzione utile. Gli accantonamenti vengono annualmente
contabilizzati e rivalutati con l’applicazione del tasso dell’1,5% in
misura fissa e del 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo
Istat. La rivalutazione è applicata agli accantonamenti maturati fino al
31/12 dell’anno precedente e non opera per gli accantonamenti
dell’anno in corso.
36
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il regime fiscale di TFS e TFR
La tassazione dei trattamenti di fine servizio è diversa da quella del
trattamento di fine rapporto. Di seguito il confronto
TFS

defiscalizzazione di € 309,87 (£
600.000) per ogni anno di servizio

quota esente del 26,04% (IBU) e
del 40,98% (IPS)

tassazione in funzione del reddito
di riferimento
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TFR

rendimenti tassati dell’11%

applicazione dell’aliquota media
individuale degli ultimi 5 anni sulla
prestazione lorda
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La riforma del 2010: il TFS calcolato come TFR per i
periodi successivi al 31 dicembre 2010
Il comma 10 dell’art 12 legge 122/10 stabilisce che:
“Con effetto sulle anzianità contributive maturate a decorrere dal 1°
gennaio 2011, per i lavoratori alle dipendenze delle amministrazioni
pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica
amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica
(ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre
2009, n. 196, per i quali il computo dei trattamenti di fine servizio,
comunque denominati, in riferimento alle predette anzianità
contributive non è già regolato in base a quanto previsto dall'articolo
2120 del codice civile in materia di trattamento di fine rapporto, il
computo dei predetti trattamenti di fine servizio si effettua secondo
le regole di cui al citato articolo 2120 del codice civile, con
applicazione dell'aliquota del 6,91 per cento”.
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Che cosa è cambiato con la riforma del 2010
 Per tutte le anzianità maturate a partire dal 1° gennaio 2011 varia la
modalità di calcolo del TFS. Il calcolo si effettua accantonando il
6,91%, ma sulla retribuzione utile considerata nella misura dell’80%
(invariata quindi rispetto all’imponibile previsto in precedenza) e segue il
criterio di rivalutazione previsto per i TFR.
 Nulla è innovato nelle modalità di tassazione, che continua ad
applicarsi secondo le norme già vigenti sul TFS.
 Per la valutazione di eventuali riscatti occorre distinguere se
temporalmente il periodo oggetto di riscatto si colloca entro il
31/12/2010 o in epoca successiva. Se è precedente aumenta l’anzianità
utile con lo stesso tipo di calcolo del TFS. Se successivo si trasforma in
quota di retribuzione da accantonarsi insieme alle altre quote
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
39
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Che cosa è cambiato per chi è in servizio prima e
dopo la riforma del 2010
 Per coloro in servizio al 31/12/2010 con diritto acquisito per la
corresponsione del TFS la prestazione finale sarà determinata su
due quote: la prima per l’anzianità utile al 31/12/2010 calcolata con le
vecchie modalità ; la seconda basata sugli accantonamenti del
6,91% per tutti gli anni successivi.
 Per l’arrotondamento dei servizi, ogni periodo segue le norme
pertinenti al tipo di calcolo effettuato
 Nulla è innovato in tema di individuazione dei beneficiari in caso di
decesso dal servizio
Un esempio
Un dipendente con 10 anni di servizio al 31/12/2010 ed altri 10 nel periodo
successivo si vedrà erogare un TFS calcolato per i primi 10 anni con le
vecchie modalità e gli ultimi 10 con il sistema degli accantonamenti. I due
importi, sommati insieme, daranno l’importo lordo su cui calcolare la
tassazione prevista dalle vecchie norme sul TFS
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La riforma 2010 e le nuove regole per il pagamento
del TFS/TFR
 Sia che si tratti di prestazioni di fine servizio comunque denominate ,
sia che si tratti di TFR, a partire dalle cessazioni intervenute dal
31/5/2010 sono state introdotte nuove modalità riguardanti l’accesso
al pagamento.
 Se la prestazione dovuta ha un importo massimo di 90.000 € lordo
viene erogata in un’unica soluzione e seguendo la scadenza già
prevista per la generalità dei casi
 Nel caso in cui la prestazione superi l’importo di 90.000 € lordo ma
sia inferiore a 150.000€ lordo, fermo restante il pagamento del
primo acconto nei modi sopra stabiliti, la seconda rata sarà erogata
dopo 12 mesi dalla decorrenza del diritto al primo pagamento
 Nel caso in cui la prestazione superi l’importo di 150.000€ lordo,
fermi restanti i pagamenti dei primi due acconti nei modi sopra
stabiliti, la terza ed ultima rata sarà erogata dopo 24 mesi dalla
decorrenza del diritto al primo pagamento
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
41
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La riforma 2010 e le nuove regole per il pagamento
del TFS/TFR - deroghe
La disciplina inerente alla nuova modalità di pagamento del trattamento
di fine servizio dilazionato in più rate non si applica, in via transitoria, per
alcune situazioni:
 Collocamenti a riposo per limiti di età intervenuti entro il 30/11/2010;
 Collocamenti a riposo per dimissioni intervenuti entro il 30/11/2010 a
condizione che la cessazione sia stata comunicata/accolta entro il
31/5/2010
 I trattenuti in servizio, comunque cessati entro il 30/11/2010, il cui
collocamento a riposo è da considerarsi comunque come avvenuto
per “limiti di età”
 Per mancanza di espressa previsione legislativa le deroghe non sono
applicabili in tutti i casi di cessazione per decesso, per inabilità e per
limiti di servizio (in mancanza di domanda prodotta entro il
30/5/2010)
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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III SEZIONE
LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE
DEI DIPENDENTI PUBBLICI
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La previdenza obbligatoria e complementare
– qualche differenza
Previdenza obbligatoria
1. Automaticità della
prestazione …
2. Obbligo diretto per lo
Stato di previsione e
assicurazione
Previdenza complementare
1. Criterio di stretta
corrispettività e principio
della capitalizzazione
2. Libertà di attivazione dei
piani da parte delle “fonti
istitutive”
3. Iscrizione obbligatoria
3. Libertà di adesione
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Principi fondamentali della previdenza
complementare
 Complementare al I pilastro
 non alternativo alla pensione pubblica
 concorre ad assicurare un adeguato tenore di vita
dopo il pensionamento
 Capitalizzazione individuale
 i contributi, versati e investiti, sono restituiti (con i
relativi rendimenti) al lavoratore sotto forma di
prestazione
 Adesione libera e volontaria
 ogni lavoratore può decidere se e dove aderire, in
piena consapevolezza e autonomia
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La previdenza complementare - Destinatari
 Lavoratori dipendenti privati e pubblici
 Soci lavoratori cooperative di produzione e lavoro
 Lavoratori autonomi e liberi professionisti
 Soggetti che svolgono lavori non retribuiti in relazione a
responsabilità familiari e che non prestano attività lavorativa
(d.lgs.vo 565/96)
 Titolari di redditi diversi da lavoro (capitale, impresa, ecc.)
 Familiari a carico
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
L’adesione ad una forma pensionistica complementare
… Tipologie di forme pensionistiche complementari …
Il mercato della previdenza complementare è costituito da
diverse tipologie di forme pensionistiche complementari cui
è possibile aderire:




Fondi pensione negoziali
Fondi pensione aperti
Fondi pensione preesistenti
PIP “nuovi” (conformi al d.lgs. 252/05)
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il dipendente pubblico e l’adesione ad una forma
pensionistica
I dipendenti pubblici possono aderire a:
 al fondo pensione negoziale (ai sensi del decreto
legislativo n. 124/93 e da altre norme speciali) istituito
dalla contrattazione di comparto o categoria
 forme pensionistiche individuali (Fondo aperto e Pip) ,
mediante contribuzione volontaria a totale carico
dell’aderente (in questo caso al pari di un privato cittadino
ferma restando l’impossibilità di devoluzione del Tfr e del
contributo datoriale)
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
48
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Le forme pensionistiche complementari – Il fondo
negoziale
Contribuzione definita
È definita l’entità della contribuzione ma non
l’ammontare delle prestazioni, che dipendono da
diversi fattori fra i quali:
 gli anni di contribuzione
 i rendimenti
 l’entità della contribuzione
 la rendita che si sceglierà al termine della fase di
accumulo
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
49
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
I fondi negoziali di categoria
 Il fondo pensione negoziale nasce da contratti o accordi
collettivi (anche aziendali) che individuano i destinatari
sulla base dell’appartenenza ad un determinato
comparto, impresa o gruppo di imprese o ad un
determinato territorio (es. regione o provincia autonoma).
 ll fondo pensione negoziale è un soggetto giuridico
autonomo, può essere una associazione o una
fondazione e può avere, pertanto, personalità giuridica
 Non ha scopo di lucro
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
50
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Gli Organi sociali del Fondo negoziale

Assemblea dei delegati, organo che esprime la volontà degli
associati (approvazione bilancio, variazioni statutarie, elezione organi di
amministrazione e controllo ecc.)

Consiglio di Amministrazione, organo esecutivo (stipula convenzioni,
indirizzo per strategie di investimento finanziario e per l’organizzazione del fondo,
predisposizione bilanci ed informative, ecc.)

Collegio dei Revisori, con funzioni di controllo sull’attività del
Fondo

Presidente, eletto in seno al Consiglio di amministrazione (presiede il
Cda e rappresenta il fondo)
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
51
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il fondo pensione ed i soggetti con cui interagisce
Iscritti
Datori di lavoro
Pensionati
Fondo pensione
Gestori finanziari:
- Sgr
- Sim
- Banche
- Assicurazioni
Banca depositaria
Assicurazione
per la gestione delle
rendite
52
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Le fasi del ciclo di gestione del fondo pensione
1. La raccolta dei contributi ed il loro accumulo
2. La gestione delle risorse accumulate
3. L’erogazione delle prestazioni
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
53
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La contribuzione a un fondo pensione di un
dipendente pubblico e le implicazioni per il TFS-TFR
La principale voce di finanziamento della previdenza
complementare è il TFR, il dipendente pubblico in regime di
TFS che voglia aderire ad un fondo negoziale può farlo solo
esercitando l’opzione per la trasformazione del TFS in TFR.
L’opzione, in base all’accordo quadro Aran sindacati del 2 marzo 2006,
è esercitabile fino al 31 dicembre 2010. Non è da escludere un nuovo
accordo di proroga di questo termine.
Vediamo in dettaglio quello che avviene al momento
dell’adesione al fondo pensione negoziale, in cui si determina il
passaggio dal TFS al TFR
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
54
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La contribuzione a un fondo pensione di un
dipendente pubblico e le implicazioni per il TFS-TFR
Il passaggio dal TFS al TFR
 Si effettua il calcolo del TFS maturato fino al momento dell’adesione
e lo si trasforma in TFR. Successivamente viene rivalutato
annualmente dall’Inpdap del 75% del tasso di inflazione e dell’1,5%
fisso.
 Al fondo viene destinata la quota dell’accantonamento di Tfr, che
matura dopo l’adesione, nella misura prevista dalla contrattazione (di
norma pari al 2%) che è versata al fondo pensione (al momento della
cessazione)
 La restante quota di TFR non destinata a previdenza complementare
(di norma pari al 4,91%), rivalutata anch’essa, è corrisposta al
lavoratore alla cessazione del rapporto di lavoro, unitamente
all’importo di TFR derivante dalla trasformazione del TFS spettante
sino all’adesione
.
 Per incentivare l’adesione alla previdenza complementare è previsto
che l’Inpdap accrediti ai dipendenti iscritti alle proprie gestioni del Tfs
un contributo pari all’1,5% della base contributiva utile del Tfs
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
55
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
L’opzione per il TFR e la previdenza complementare
Dipendente a
tempo
indeterminato
In servizio al
31/12/2000
Opta per il TFR
aderendo alla
Previdenza
compl.re
TFR: max
2% al Fondo
Assunto dopo il
31/12/2000
Non aderisce alla
previdenza compl.re
TFS
TFR
Aderisce alla
Prev Compl :
intero TFR al
Fondo
Non aderisce:
intero TFR al
lavoratore
+ 1,5% base TFS
Scadenza per l’opzione: 31/12/2010
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Il TFR e la previdenza complementare per i tempi
determinati
Dipendente a tempo determinato
al 30/5/2000 o assunto
successivamente
TFR
Aderisce alla
Prev. Compl.re
Intero TFR al
Fondo
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
Non aderisce alla
Prev. Compl.re
TFR al lavoratore
57
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L’opzione per il TFR e la previdenza complementare
- Il reale e la posizione figurativa
Accantonamenti figurativi
versati alla cessazione
Contribuzione versata
periodicamente
Contributo datore di
lavoro + eventuale
bonus d’avvio
TFR
Contributo del
lavoratore + eventuale
contribuzione
aggiuntiva
Quota aggiuntiva 1,5%
( solo optanti)
Fondo pensione
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
58
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Le specificità per il pubblico impiego:
la posizione figurativa
A precisazione dello schema precedente è da sottolineare che:
 La posizione individuale dell’aderente del pubblico impiego che si costituisce
presso il Fondo è formata da due parti:
- “il montante presso il fondo” comprendente gli accantonamenti fatti tempo
per tempo e che includono la contribuzione obbligatoria del dipendente, la
contribuzione obbligatoria datoriale, la contribuzione volontaria aggiuntiva del
dipendente, l’eventuale ‘bonus’ spettante per 12 mensilità a chi si iscrive nei
prima due anni di vita del Fondo; in questo montante possono entrare a far
parte anche le quote di tfr provenienti dall’Inpdap quando si smette di
lavorare ma non si ha diritto al pensionamento;
- “il montante figurativo presso l’Inpdap” corrispondente agli
accantonamenti di Tfr (in misura parziale o intera), all’eventuale
accantonamento aggiuntivo calcolato sull’imponibile Tfs spettante per coloro
(iscritti Inpdap ai fini Tfs) che aderendo esercitano il diritto all’opzione da Tfs
a Tfr. Questi accantonamenti vengono conferiti al Fondo solo al momento
della cessazione del servizio che abbia almeno un giorno di interruzione
rispetto al successivo.
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Il fondo pensione e la gestione finanziaria
Dopo l’adesione gli iscritti destinano a previdenza
complementare i loro contributi e il tfr. Queste risorse non
vengono messe in un salvadanaio e restituite così come
sono alla fine della vita lavorativa ma sono investite per
ottenere un rendimento che punta ad essere mediamente
pari o superiore quello assicurato dal tfr con le sue
rivalutazioni (benchmark ombra).
Questo è il processo di investimento dei fondi pensione
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
60
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il fondo pensione e la gestione finanziaria
I soggetti abilitati alla gestione:




Banche
Imprese assicurative
Società di gestione del risparmio (SGR)
Società di investimento mobiliare (S.I.M.)
I soggetti abilitati devono rispettare le regole di prudente gestione e di
stabilità rispetto alle quali sono controllati dalle rispettive autorità di
vigilanza di settore ( Consob, Banca d’Italia, Isvap)
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61
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Il fondo pensione e la gestione finanziaria
 Il processo di selezione dei gestori
Deliberazioni preliminari
Definizione dei criteri, del bando e del questionario
Pubblicazione del bando e raccolta delle offerte
Valutazione delle offerte e individuazione dei vincitori
Stipula della convenzione e avvio gestione
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62
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Il fondo pensione e la gestione finanziaria
L'asset allocation è l’attività di investimento delle risorse nei vari
strumenti finanziari ( azioni, obbligazioni, titoli si stato etc) :
 strategica: indica la ripartizione generale delle risorse tra le varie
classi di attivi (azioni, obbligazioni, titoli di stato etc) in rapporto
anche ai comparti di investimento presenti nel fondo secondo un
orizzonte temporale di medio/lungo periodo. La scelta di istituzione di
uno o più comparti di investimento e delle loro caratteristiche rientra
in questa attività. È tipica degli organi di amministrazione del fondo.
 tattica: è quella che considera (con orizzonti temporali anche di
breve) la situazione di mercato e che consiste nell’acquisito e nella
vendita dei singoli titoli (azionari , obbligazionari etc), selezionati
tenendo conto dei vincoli e delle linee guida dell’asset allocation
strategica. È attività tipica del gestore finanziario.
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il fondo pensione e la gestione finanziaria
La definizione del benchmark
 E’ il riferimento per individuare la ripartizione degli investimenti
nel lungo periodo delle risorse finanziarie tra le diverse classi
di attivo
 Il benchmark è anche il parametro attraverso il quale valutare i
risultati della gestione finanziaria
Il CdA individua il benchmark di riferimento nell’ambito
dell’asset allocation strategica
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Il fondo pensione e la gestione finanziaria
I Fondi possono avere più linee di investimento

Si ha il multicomparto quando un fondo pensione prevede più comparti
d’investimento con differenti profili di rischio-rendimento

gli investimenti sono classificati in base alle seguenti categorie:
obbligazionario puro (solo obbligazioni con esclusione dell’investimento in
azioni); obbligazionario misto (è consentito l’investimento in azioni, che
assume carattere residuale e comunque non superiore al 30 per cento);
azionario (almeno il 50 per cento del comparto è investito in azioni);
bilanciato (in tutti gli altri casi)

Comparti garantiti sono le linee di investimento dei fondi pensione in cui si
prevede la restituzione del capitale versato o la corresponsione di un
rendimento minimo. Devono essere obbligatoriamente previsti nei fondi
pensione per recepire i flussi comparti destinatari del TFR conferito con
modalità tacite
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
65
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Il fondo pensione, la gestione finanziaria e i presidi
di controllo
I controlli interni




Del consiglio di amministrazione sui gestori finanziari
Del responsabile del fondo
Del collegio dei revisori sulla gestione degli amministratori
Dell’assemblea (indiretto) in sede di approvazione del bilancio
e di elezione dei componenti degli organi di amministrazione e
controllo
(continua …)
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
66
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il fondo pensione, la gestione finanziaria e i presidi
di controllo
(… segue) I controlli interni
 Della banca depositaria. I compiti
 Custodire il patrimonio
 Controllare tutte le operazioni disposte dal gestore, con riferimento
– alle leggi generali e di settore
– alle prescrizioni dell’Autorità di Vigilanza
– agli statuti e alle convenzioni di gestione
 Eseguire tutte le operazioni che incidono sul patrimonio
– acquisti e vendite
– pagamenti e riscossioni
– consegna e ritiro titoli
– stacco cedole e dividendi
– distribuzioni, sottoscrizioni e rimborsi
 Calcolare i valori dei titoli in portafoglio e della quota
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il fondo pensione, la gestione finanziaria e i presidi
di controllo
La Commissione di vigilanza sui fondi pensione – Covip
Unica autorità di vigilanza sul settore dei fondi pensione per:
 Specificità del risparmio per fini previdenziali
 Peculiarità del rischio previdenziale
 Pluralità degli attori in campo (disomogeneità)
 Differenza tra i fondi pensione e gli altri intermediari finanziari e
assicurativi
I suoi poteri di vigilanza :
- Esercita il controllo sulla gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale,
contabile
- Verifica il rispetto dei principi di trasparenza
- Verifica il rispetto dei criteri di individuazione e ripartizione del rischi
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Come si alimenta il conto pensionistico del
lavoratore
Quota
datore di
lavoro
Quota
TFR
Rendimenti
gestione
finanziaria
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Quota
lavoratore
Conto
individuale
Trasferimenti
altri fondi
69
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Come si rivaluta il conto pensionistico del
lavoratore dipendente pubblico
- Il montante presso il fondo si rivaluta in base ai
rendimenti maturati dalle risorse investite
- Il montante figurativo presso l’Inpdap si rivaluta:
 nella prima fase di vita del fondo, in base alla media
dei rendimenti di un paniere di 13 fondi pensione
individuati da un decreto del ministro dell’economia e
delle finanze (del 2005);
 una volta consolidata la struttura finanziaria del fondo
pensione, con lo stesso tasso di rendimento del fondo
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
70
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il conto pensionistico individuale del lavoratore
Il patrimonio del fondo è suddiviso in quote. La quota è l’unità di
misura della posizione individuale oltre che del patrimonio del fondo .
 Il numero delle quote si incrementa in funzione delle contribuzioni
successive che affluiscono sul conto e diminuisce in funzione delle
prestazioni erogate e dei trasferimenti in uscita eseguiti.
 Il valore della quota varia in funzione dei rendimenti realizzati per
il periodo di riferimento.
Si può quindi sinteticamente dire che il patrimonio individuale
(posizione) dell’aderente si incrementa in ragione dei versamenti
mensili e della variazione positiva del valore quota
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Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La previdenza Complementare del dipendente pubblico –
Circolazione e portabilità nell’ambito delle forme pensionistiche
complementari (d.lgs. 124/93)
Le regole vigenti con il d.lgs.
124/93
• Deducibilità fiscale dei
contributi collegata
all’adesione ai Fondi
contrattuali
• Destinazione tfr e
contributo datoriale al solo
Fondo contrattuale
• Possibilità di trasferirsi ad
un’altra forma dopo un
periodo di permanenza
minimo di 3 anni (elevato
a 5 anni nei primi 5 anni di
vita del Fondo)
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Le prestazioni erogabili da un fondo pensione
 Le anticipazioni
 I riscatti per perdita dei requisiti di partecipazione
o premorienza
 Il trasferimento
 La pensione complementare
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La previdenza complementare del dipendente
pubblico – prima del pensionamento
Le anticipazioni
•
•
•
Prevista l’anticipazione della posizione presso il fondo (non di quella
presso l’Inpdap), con 8 anni di iscrizione, per spese sanitarie, acquisto e
ristrutturazione prima casa per lavoratori o figli
Possibilità di anticipazioni per congedi formazione e parentali
Possibilità reintegrazione (ricostruzione della posizione “anticipata”
mediante versamenti aggiuntivi)
Il Riscatto
•
•
•
Se si smette di lavorare senza aver raggiunto il diritto alla prestazione può
essere chiesto il riscatto di tutto il maturato (liquidazione entro 6 mesi)
In caso di decesso, la posizione stessa viene riscattata dal coniuge, dai
figli, dai genitori a carico. In mancanza di tali soggetti o di diverse
disposizioni del lavoratore la posizione rimane al Fondo contrattuale
In caso di decesso, la posizione va agli eredi per gli iscritti a forme
pensionistiche individuali
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
74
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La previdenza complementare del dipendente pubblico
- Le prestazioni
Quale pensione complementare? le regole vigenti
• Prestazione pensionistica di vecchiaia: 5 anni di
partecipazione al Fondo ed età pensionabile del sistema
pensionistico obbligatorio
• Prestazione pensionistica di anzianità: cessazione
attività lavorativa, 15 anni di partecipazione al Fondo ed
età inferiore di 10 anni al massimo rispetto a quella
prevista per la pensione pubblica di vecchiaia
• La liquidazione del maturato può essere richiesta in
rendita o in capitale nella misura max del 50%; se la
rendita che si ricava dalla conversione del montante è
inferiore all’assegno sociale, può essere richiesto tutto in
capitale
75
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
E’ il momento del pensionamento: le rendite offerte
Rendita vitalizia
immediata
costante
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
rivalutabile
differita
indicizzata
76
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
E’ il momento del pensionamento: le rendite offerte
Caratteristiche generali
 La rendita vitalizia immediata o differita si differenzia a seconda della
data di inizio pagamento delle rate
 Una rendita, oltre che immediata o differita, può essere:
 Costante: l’importo della rendita non varia nel corso dell’erogazione
 Rivalutabile: le prestazioni sono indicizzate al rendimento di un fondo
di riferimento dove sono investite le riserve a copertura degli impegni
assunti dall’assicuratore
 Indicizzata: le prestazioni sono indicizzate alla variazione del tasso di
inflazione preso a riferimento
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
77
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
E’ il momento del pensionamento: le rendite offerte
 Per ottenere il calcolo della prima annualità di rendita si
moltiplica il montante finale per il coefficiente di “conversione”
 Tale coefficiente dipende da tre elementi:
Basi demografiche
Tasso tecnico
Caricamenti
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
78
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
E’ il momento del pensionamento: le rendite offerte
 Le basi demografiche sono lo strumento che le
compagnie d’assicurazione utilizzano per definire il valore
della rendita da erogare. Si basano sulla speranza di vita
in relazione al sesso e all’età al momento di richiesta
della rendita
 Il tasso tecnico nelle assicurazioni vita è il rendimento
minimo che viene riconosciuto dalla compagnia in via
anticipata sulla rata di rendita (accrescendone l’importo).
 I caricamenti sono una parte significativa dei costi
gestionali delle imprese assicurative.
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
79
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
E’ il momento del pensionamento: le rendite offerte
Concludendo: ecco i fattori che influenzano il
valore della rendita vitalizia
A parità di altre condizioni:
 un uomo prende più di una donna
 a una maggiore età corrisponde una rendita maggiore
 un caricamento maggiore riduce la rendita
 una tavola demografica con incorporate maggiori aspettative
di vita (di norma quella più recente) riduce la rendita
 una rendita posticipata è maggiore di una rendita anticipata
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
80
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La previdenza complementare del dipendente
pubblico - Regime fiscale
della contribuzione
Regole vigenti con il d.lgs. 124/93
I contributi versati sono deducibili dal reddito imponibile entro il
limite più basso tra:
il 12% del reddito complessivo
 l’importo assoluto di € 5164,57 annui
 il doppio del TFR versato a previdenza complementare
dei rendimenti
Imposta sostitutiva dell’11% applicata sul risultato netto di
gestione del fondo, annualmente maturato
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
81
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La previdenza complementare del dipendente
pubblico - Regime fiscale delle prestazioni
Regole vigenti con il d.lgs. 124/93
• Le prestazioni in forma periodica sono
soggette a tassazione ordinaria (Irpef), al netto
di quanto già tassato (rendimenti)
• Le prestazioni in capitale sono soggette a
tassazione separata (con particolarità)
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
82
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La previdenza complementare del dipendente
pubblico - Regime fiscale delle prestazioni
C
CA
AP
PIIT
TA
AL
LE
E
< 1/3
> 1/3
ma
< 1/2
R
RE
EN
ND
DIIT
TA
A
T
TA
AS
SS
SA
AZ
ZIIO
ON
NE
E
Favorevole (separata)
Sui
contributi
dedotti.
No
sui
rendimenti
e
contributi non dedotti
Sfavorevole (separata)
Anche sui rendimenti.
No su contributi non
dedotti
T
TA
AS
SS
SA
AZ
ZIIO
ON
NE
E
Ordinaria
Solo su contributi dedotti.
No sui rendimenti e no su
contributi non dedotti
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
83
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La previdenza complementare del dipendente
pubblico - Regime fiscale delle prestazioni
Le regole vigenti per anticipazioni e riscatti, ai sensi
del d.lgs. N.124/1993
• Anticipazioni: tassazione separata, sull’ammontare
anticipato, al lordo delle rivalutazioni già tassate ed al
netto dei contributi non dedotti. Alla definitiva liquidazione
si conguaglia l’imposta già versata
• Riscatti: se per cause non dipendenti dalla volontà del
lavoratore e del datore si applica la tassazione separata.
Quando il rapporto di lavoro è cessato per volontà delle
parti (anche di una sola), si applica la tassazione
ordinaria (Irpef), ma al netto di quanto già tassato.
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
84
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
I dipendenti pubblici e il decreto legislativo 252/05
Il decreto 252/2005 non si applica ai dipendenti pubblici (art. 23,
comma 6) ai quali si applica il d.lgs. 124/93 con altre norme
speciali
 Non è stata esercitata la delega di estensione delle novità del
decreto 252/2005 ai dipendenti pubblici (lettera p) del comma 2
dell’art. 1 Legge 243/2004)
 Fino a quando rimarranno in vigore le regole previste dalla
previgente normativa?
Permanenza della previgente normativa … qualche
problematicità in sintesi …
a) Diversità di regole di accesso alle prestazioni, ai riscatti ed alle
anticipazioni tra pubblici e privati
b) Permanenza vincoli alla libertà di circolazione
c) Diversità di regole di tassazione
85
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La previdenza complementare e le regole sulla
comunicazione obbligatoria e volontaria
A favore degli iscritti
 Statuto/Regolamento, Nota informativa, Bilancio,
Comunicazione Periodica, Progetto esemplificativo
personalizzato, comunicazioni al momento dell’erogazione
delle prestazioni, comunicazioni relative a particolari eventi,
quando ricorrenti
A favore dei potenziali aderenti
 Statuto/Regolamento, Nota informativa, Progetto
esemplificativo standardizzato
A favore del mercato (trasparenza)
 Bilancio, Nota informativa
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
86
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
La previdenza complementare e le regole sulla
comunicazione obbligatoria e volontaria
Gli elementi fondamentali di comunicazione da esaminare
con attenzione sono:
 La Nota informativa con la scheda sintetica, una
delle principali fonti di informazione che esprime in
dettaglio tutte le caratteristiche del fondo
 Il Progetto esemplificativo, che serve a valutare con
maggiore consapevolezza la propria scelta e se
questa è adeguata alle nostre aspettative
La comunicazione volontaria è:
 l’insieme integrato e coerente di strumenti, messaggi
e canali ulteriori (siti, web, brochure ecc.) rispetto a
quelli previsti dalla comunicazione obbligatoria messi
a disposizione dai fondi
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
87
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il settore del pubblico impiego ed i fondi oggi:
il punto sul Fondo “Espero”…
 È il fondo nazionale per i lavoratori del comparto
“Scuola”, operativo dal 1° gennaio 2005.
A fine 2009 le adesioni hanno superato le 85.000.
 Il 14/10/ 2006 sono stati eletti i delegati dell’assemblea.
Il 26/4/2007 si è insediato il primo C.d.A. eletto
dall’assemblea.
 Nato come fondo monocomparto, si struttura, ora, in
due comparti: “garanzia”, destinato a raccogliere anche
i flussi di TFR conferiti tacitamente da parte dei
dipendenti privati, e “crescita”, con profilo di rischio
medio basso
88
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il settore del pubblico impiego ed i fondi oggi:
il punto sul Fondo “Laborfonds”…
 E’ un Fondo multicomparto a carattere territoriale
destinato ai lavoratori residenti nel Trentino Alto Adige.
Tra le sue circa 113.000 adesioni a fine 2009 oltre 45.000
riguardano i dipendenti di amministrazioni pubbliche
locali. I dipendenti in DPCM gestiti da Inpdap sono oltre
12.000
 Operante dal 2000
 A partire dal 2008 la sua gestione finanziaria è passata
da monocomparto a multicomparto, prevedendo le linee
d’investimento: “bilanciata”, “garantita”, “prudente-etica” e
“dinamica”
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
89
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il settore del pubblico impiego :
il punto sul Fondo “Fopadiva”…
 E’ un Fondo multicomparto a carattere territoriale
destinato ai lavoratori residenti nella Valle d’Aosta.
Dei suoi oltre 6.000 aderenti al 31/12/2009 circa 3.500
sono dipendenti di amministrazioni pubbliche locali, dei
quali 2.100 gestiti da Inpdap
 Autorizzato all’esercizio dell’attività dal 2003. Sono stati
eletti gli organi definitivi
 La sua gestione finanziaria prevede tre linee
d’investimento: “prudente”, “garantita” e “dinamica”
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
90
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il settore del pubblico impiego :
il punto sul Fondo “Perseo” (Enti locali – Sanità)…
 A seguito della sottoscrizione, il 14 maggio 2007, dell’accordo
istitutivo il 21/12/2010 è nato Perseo
 Riguarda un bacino di potenziali aderenti di circa 1.300.000
lavoratori, suddivisi in circa 700.000 per la Sanità ed in circa
540.000 per Regioni ed Autonomie locali
 Era stato inizialmente previsto che le categorie di Segretari
comunali e Dirigenti sanitari potessero scegliere in un successivo
momento l’ingresso nel Fondo; il 5 marzo 2008 sono stati sottoscritti
gli accordi che prevedono l’adesione allo stesso fondo anche per il
personale medico e dirigente del servizio sanitario nazionale
 Si è nella fase di costituzione con atto pubblico presso il notaio. La
piena operatività è prevista entro la fine dell’anno
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
91
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il settore del pubblico impiego ed i fondi oggi:
il punto sul Fondo “Sirio”…(Ministeri ed Enti pubblici non economici)
 Sottoscritto il 1° ottobre 2007 l’accordo istitutivo
Riguarda una platea di potenziali aderenti composta da circa 260.000
dipendenti pubblici, ripartiti tra i Ministeri, la Presidenza del Consiglio,
gli Enti Pubblici non Economici, l’Enac ed il Cnel
 La categoria del personale dipendente dalle Agenzie Fiscali potrà
scegliere di aderire in un secondo momento, previa stipula di specifico
accordo
 Si è nella fase di costituzione con atto pubblico presso il notaio
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
92
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il settore del pubblico impiego ed i fondi oggi:
il punto sul “Fondo di previdenza dei giornalisti italiani”…
 E’ un Fondo “preesistente” operante prima del decreto legislativo n.
124/93
 Vi sono iscritti anche i giornalisti dipendenti da pubbliche
amministrazioni e che sono contestualmente iscritti all’Inpdap ai fini
del Tfs/Tfr
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
93
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
il punto sugli altri comparti del pubblico impiego …
 Università (personale amministrativo) e ricerca: le
parti hanno espresso la volontà di dar vita a un fondo
 Altre categorie contrattuali: si attendono le prime
indicazioni sulla contrattazione collettiva
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
94
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
IV SEZIONE
LE VALUTAZIONI E LE SCELTE DA
FARE PER LA PIANIFICAZIONE
PREVIDENZIALE
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
95
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il check up e la pianificazione previdenziali
IL CHECK UP PREVIDENZIALE
Poter rispondere agli interrogativi su quanto ammonterà la mia pensione
pubblica e se sarà adeguata alle mie esigenze, comporta una serie di
operazioni che possono essere così sintetizzate:
1.
2.
3.
Verifica della posizione previdenziale e pensionistica, della sua
correttezza e completezza mediante estratti conto (anche on line) degli
enti previdenziali
Simulazione dell’importo finale della pensione sulla base della carriera
attesa e dell’anno di pensionamento. Si può fare utilizzando i
programmi di simulazione (P3 – programma personalizzato di
previsione - pianificazione) disponibili sul web e presso l’Inpdap
Simulazione dell’importo finale del trattamento di fine lavoro, in base
alla carriera attesa e agli effetti del passaggio a Tfr. È possibile presso
le sedi provinciali e territoriali dell’Inpdap
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
96
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il check up e la pianificazione previdenziali
IL CHECK UP PREVIDENZIALE
È importante ricordare che le valutazioni servono non solo per
la scelta della previdenza complementare ma anche per
verificare costi e benefici delle seguenti operazioni per le
prestazioni previdenziali pubbliche:
- riscatto laurea;
- riscatto di maternità al di fuori del rapporto di lavoro;
- ricongiunzioni di contribuzioni versate presso più enti
previdenziali
- contribuzione volontaria e/o riscatto di periodi di non lavoro
- accredito del servizio militare o civile.
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
97
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il check up e la pianificazione previdenziali
CHECK UP PREVIDENZIALE
Tassi di sostituzione netti o lordi?
Il tasso di sostituzione netto, che esprime il rapporto tra la prima pensione
netta e l’ultima retribuzione netta, è più preciso nell’indicare il reddito
effettivo disponibile e può meglio aiutare ad analizzare il bisogno di un
eventuale reddito aggiuntivo alla pensione pubblica. È più elevato
rispetto a quello lordo perché sulla pensione non gravano i contributi
alle gestioni previdenziali (invece trattenuti sulla retribuzione).
L’affidabilità delle previsioni di questo tasso dipende dall’invarianza nel
tempo dei livelli di contribuzione e tassazione o meglio dall’invarianza
del rapporto tra tassazione della pensione e tassazione della
retribuzione.
Il tasso di sostituzione lordo è meno preciso nel rappresentare il reddito
disponibile ma non è influenzabile dalle modifiche della tassazione e
della contribuzione nel corso del tempo.
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
98
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Il check up e la pianificazione previdenziali
IL PIANO PREVIDENZIALE
È il momento delle eventuali scelte da fare non solo sul secondo pilastro
ma anche sul primo in funzione del tasso di sostituzione complessivo
atteso.
Sempre utilizzando i modelli di simulazione sulla pensione attesa (P3) ed
anche i progetti esemplificativi dei fondi pensione è possibile
1. Verificare la convenienza di riscatti, ricongiunzioni e contribuzioni
volontarie nella previdenza pubblica ed eventualmente attivarli.
2. Programmare, per quanto dipende da noi, l’età di pensionamento
3. Scegliere se, quanto versare alla previdenza complementare e
presso quale comparto di investimento per conseguire il tasso di
sostituzione atteso.
4. Scegliere la forma pensionistica a cui versare.
Il check up previdenziale, come quello sanitario, va ripetuto periodicamente
anche per verificare ed eventualmente aggiornare il “piano previdenziale”
99
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Elementi generali di valutazione per la convenienza
della previdenza complementare
 Disponibilità del contributo datoriale
Nel caso in cui si scelga, infatti, di non aderire a previdenza
complementare tale contributo non è reso fruibile in alcun modo;
 Deducibilità fiscale della contribuzione
La contribuzione è deducibile fiscalmente dal reddito complessivo del
lavoratore, senza alcun adempimento formale da sostenere;
 Quota aggiuntiva dell’1,5%
Esclusivamente per i cosiddetti “optanti” iscritti alle gestioni Tfs
Inpdap è previsto il versamento aggiuntivo della quota a carico
dell’Inpdap dell’1,5% sulla retribuzione di riferimento del TFS
 Rendimento, nel medio lungo periodo, presumibilmente
superiore a quello del TFR
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
100
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Un’occhiata ai rendimenti dei fondi
pensione negoziali
Rendimento annuo dal 2003
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
Fonte: Covip
Anno
Rendimento
2003
5,00%
2004
4,60%
2005
7,50%
2006
3,80%
2007
2,10%
2008
-6,30%
2009
8,50%
2010
3,00%
101
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Un’occhiata ai rendimenti del montante
figurativo presso l’Inpdap - 2010
La rivalutazione degli accantonamenti figurativi delle quote di Tfr (e dell’eventuale 1,5% aggiuntivo su
base Tfs per gli “optanti”) avviene sulla base della media ponderata dei risultati conseguiti dai maggiori
fondi pensione negoziali, individuati con il decreto del ministro dell’economia e delle finanze del 23
dicembre 2005. Tali fondi sono:
ALIFOND, ARCO, COMETA, COOPERLAVORO, FONCHIM ,FONDENERGIA, FOPEN, LABORFONDS,
PEGASO, PREVIAMBIENTE, PREVICOOPER, QUADRI E CAPI FIAT, SOLIDARIETA' VENETO
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
Anno
Rendimento
2002
-3,36%
2003
5,03%
2004
4,45%
2005
7,32%
2006
3,90%
2007
2,25%
2008
-6,42%
2009
9,15%
2010
2,89%
102
gen-02
apr-02
lug-02
ott-02
gen-03
apr-03
lug-03
ott-03
gen-04
apr-04
lug-04
ott-04
gen-05
apr-05
lug-05
ott-05
gen-06
apr-06
lug-06
ott-06
gen-07
apr-07
lug-07
ott-07
gen-08
apr-08
lug-08
ott-08
gen-09
apr-09
lug-09
ott-09
gen-10
apr-10
lug-10
ott-10
gen-11
apr-11
lug-11
ott-11
gen-12
apr-12
lug-12
ott-12
gen-13
apr-13
lug-13
ott-13
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Un’occhiata ai rendimenti del montante
figurativo presso l’Inpdap - 2010
Andamento paniere fondi pensione da Gennaio 2002
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
Fonte Inpdap
130
125
120
115
110
105
100
95
90
V.P.
103
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
I tassi di sostituzione lordi della previdenza
obbligatoria + previdenza complementare
Fonte: Ragioneria generale dello Stato – Le tendenze di medio lungo periodo
nel sistema pensionistico e socio sanitario – aggiornamento 2009
Figure tipo e parametri utilizzati
Per la previdenza obbligatoria, gli stessi già visti
nella precedente diapositiva
- Dipendente con 63/65 anni di età e 35 di contribuzione
- Dinamica retribuzione individuale periodo 2010 – 2060 pari
al tasso di crescita medio annuo per occupato della
produttività usato nello scenario di previsione (1,55%
annuo reale, al netto dell’inflazione)
- Tassi di variazione effettivi della retribuzione media per gli
anni fino al 2009
- Revisione triennale dei coefficienti di trasformazione
secondo l’evoluzione della speranza di vita nello scenario
demografico di riferimento
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
104
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I tassi di sostituzione lordi della previdenza
obbligatoria + previdenza complementare
Fonte: Ragioneria generale dello Stato – Le tendenze di medio lungo periodo
nel sistema pensionistico e socio sanitario – aggiornamento 2009
Figure tipo e parametri utilizzati
Per la previdenza complementare
- Dipendente con 63/65 anni di età
- Inizio della contribuzione a partire dal 2008
- Aliquota di finanziamento della complementare 6,91%
(=Tfr)
- Rendimento annuo netto della complementare 2% reale
(netto dell’inflazione)
- Prestazione interamente in rendita
- Indicizzazione della rendita pari al tasso di inflazione.
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105
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I tassi di sostituzione senza e con previdenza
complementare
Tassi di sostituzione lordi - pensionamento a 63/65 anni con 35 anni di
contribuzione senza e con previdenza complementare
Fonte: Ragioneria generale dello Stato – Le tendenze di medio lungo periodo nel sistema pensionistico e socio sanitario –
aggiornamento 2009
Anno di
pensionamento
2008
2020
2030
2040
2050
2060
0
12
32
35
35
35
Tasso di sost. a 63 anni
senza complementare
68,7
60,1
55,0
52,4
51,8
50,8
Tasso di sost. a 63 anni
con la complementare
68,7
64,1
62,3
63,0
63,3
62,2
Tasso di sost. a 65 anni
senza complementare
68,7
62,6
58,4
55,5
54,8
53,7
Anni di contributi alla prev.
complementare
Tasso di sost. a 65 anni
68,7
66,8
66,1
66,8
67,0
65,8
La riduzione
dei tassi di sostituzione dipende in misura significativa dalla revisione
con
la complementare
triennale dei coefficienti di trasformazione
L'Inpdap per gli iscritti - iniziativa 2011
106
Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica
Grazie
A cura dell’INPDAP
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107
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