Rame Notizie Periodico semestrale N. 35, anno XVI Editoriale Direttore responsabile: Ruggero Revelli Redazione: Vincenzo Loconsolo Marco Crespi Direzione, redazione: IIR Via Corradino d’Ascanio, 4 20142 Milano Tel. 02 8930 1330 - Fax 02 8930 1513 e-mail: info@ iir.it Estetica e funzionalità delle coperture di rame Il rame e lo sviluppo sostenibile Sommario Amministrazione, abbonamenti, pubblicità: CONSEDIT SAS P.le Luigi Cadorna, 11 20123 Milano Tel. 02 72004005 - Fax 02 89096400 e-mail: [email protected] Spedizione in A.P. - 45%- art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano Di questo numero sono stati stampati 20.000 esemplari da: Coop. Grafica Bergamasca srl Almenno S. Bartolomeo (BG) Registrazione del Tribunale di Milano n. 699 del 19/10/87 Prezzo di un singolo fascicolo: € 3,00 Abbonamento annuo Italia (4 numeri): € 12 (tramite versamento sul c/c postale n. 34723205, intestato a Consedit sas). L’abbonamento decorrerà dal primo numero raggiungibile. 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Abbonarsi o abbandonarsi editoriale Unica pubblicazione a trattare un tema così specifico quale le caratteristiche e le applicazioni del rame e relative leghe, il periodico Rame Notizie vuole essere una fonte di informazione e aggiornamento per chiunque operi a vario titolo in questo settore, dallo studioso al progettista, dal distributore all’utilizzatore. Per continuare a ricevere con regolarità il periodico è necessario essere abbonati. A chi sottoscrive o rinnova l’abbonamento sarà inviato un cd contenente nel formato “pdf” tutti i numeri sino ad ora pubblicati di Rame notizie. Inoltre offriamo la possibilità di acquistare (con uno sconto rispettivamente del 30 e 50%)i volumi “Manuale del tubo di rame” nella nuova edizione 2003 e “Manuale degli ottoni”. ’argomento, in questo periodo, di maggior attualità e conseguentemente maggiormente affrontato negli editoriali delle riviste tecniche e di settore, oltre che con lettere aperte ai lettori nonché appelli alle “autorità competenti”, è stato in assoluto l’aggravio dei costi di spedizione o meglio delle regole per accedere alle tariffe agevolate. Non entrerò anch’io nel merito perché, sicuramente, siete già al corrente e, sinceramente, non ho nuove e conclusive argomentazioni da sottoporVi. Inoltre (è notizia di questi giorni), una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, il mitico TAR che fortunatamente non si occupa solo del Patrio Campionato di Calcio, dovrebbe aver cancellato l’iniquità, l’uso del condizionale è d’obbligo poiché, come sempre, ricorsi successivi potrebbero annullare questa sentenza e riproporre il problema. Tuttavia i costi, in senso generale, per le riviste tecniche sono un problema reale, ancor più se prive di pubblicità, ed anche se la rivista è pubblicata da un’associazione come la nostra che, nel corso della sua storia ultra decennale non ha mai assillato i propri lettori con questi argomenti. In cambio, devo però ammettere, ci siamo presi, tra le altre, la libertà di non rispettare la periodicità promessa. Oggi, purtroppo, i costi sono lievitati al punto che anche per noi è giunto il tempo di dovere prendere una drastica decisione: chiedere un piccolo contributo, un abbonamento, per poter rice- L vere la rivista (l’alternativa, che non vogliamo neppure prendere in considerazione perché non appaia ricattatoria, è sospendere la pubblicazione in attesa di tempi migliori). A partire da questo numero, in parole povere, avvieremo una campagna abbonamenti come tutte le riviste “serie” e come tutti avremo anche il gadget per i nuovi abbonati e i vecchi che rinnoveranno l’abbonamento: abbiamo infatti realizzato la raccolta completa, su formato elettronico, dei numeri arretrati di Rame Notizie, compresi i primissimi che furono stampati in una tiratura limitata e pertanto ormai esauriti. In aggiunta ai 4 numeri della rivista, riceverete pertanto un CD in cui, attraverso un indice analitico, potrete accedere direttamente a tutti gli articoli pubblicati nel corso di questi anni, compresa la rubrica “l’esperto risponde”. Non solo, gli abbonati avranno anche il diritto di poter acquistare tutte le nostre pubblicazioni ad un prezzo scontato. Per tutti i dettagli Vi invitiamo a leggere attentamente il prospetto informativo pubblicato a lato. Ci auguriamo che possiate comprendere questa nostra richiesta, che ci è costata molta fatica esporVi, poiché il buon esito di questa campagna abbonamenti ci stimolerà certamente a migliorare la qualità e la puntualità di Rame Notizie e, perché no, a tornare a quella periodicità trimestrale che, forse un po’ presuntuosamente, ci eravamo prefissi. Vincenzo Loconsolo Firma................................................................................. Risponda subito: questa offerta è valida fino al 31/12/03 2 • Rame notizie 2/2003 Rame notizie 2/2003 • 3 Coperture: alcune recenti realizzazioni Centro conferenze Laguna Palace Hotel – Mestre (VE) Anno di realizzazione: 2001 A R C H I T E T T U R A Progettisti: Studio Marco Piva – Milano, DHK Architects – Cape Town, Studio Favero e Milan Ingegneria – Mirano (VE) Installatore: MAEG Costruzioni spa, Vazzola (TV) Tipo di prodotto utilizzato: rame stagnato, spessore 0,6 mm larghezza 670 mm Estetica e funzionalità delle coperture in rame Superficie rivestita: 2000 m2 Tipologia di installazione: giunto a doppia aggraffatura A cura di Vincenzo Loconsolo La nostra partecipazione al SAIE è oramai diventata un’occasione tradizionale per incontrare le più qualificate figure professionali che operano nel settore dell’edilizia e Rame Notizie, oltre ad essere uno strumento di informazione e divulgazione, rappresenta il biglietto da visita dell’Istituto Italiano del Rame. Per questo motivo cerchiamo sempre di arrivare all’appuntamento con un nuovo numero della rivista e, come sempre, cerchiamo, tra le più recenti realizzazioni, quelle più innovative. Ci auguriamo, visto l’interesse suscitato nei precedenti fascicolo dedicati ampiamente all’architettura di avere colto nel segno anche con questo numero. CENTRO CONFERENZE LAGUNA PALACE HOTEL, MESTRE Iniziamo questa rassegna sulle coperture, tornando su un progetto, di cui abbiamo già parlato nel numero 32 (allora in fase di realizzazione). Infatti oggi possiamo mostrare il completamento del Centro Conferenze del Laguna Palace Hotel di Mestre realizzato con rame stagnato. La struttura è compo- 4 • Rame notizie 2/ 2003 sta da due blocchi divisi da una darsena di cui una è il Centro Conferenze dotato di una sala principale più varie altre sale riunioni in grado di contenere circa 1000 persone. La struttura è identificata da una forma architettonica particolare e rivestita con lastre di rame stagnato (Tecu-Zinn®) di colore grigio metallizzato che nel corso del tempo mantiene la colorazione grigia iniziale ma opacizzandosi gradevolmente. Le lastre da 0,6 mm sono posate con la IL MUSEO DELLA CIVILTÀ DELLA CARTA E DELLE COMUNICAZIONI giunzione a doppia aggraffatura in senso longitudinale mentre trasversalmente abbiamo un’aggraffatura semplice. La struttura portante è composta da un’intelaiatura di travi metalliche e pannelli compositi di tamponamento. Le lastre di rame sono state fissate per mezzo di clips di fissaggio (linguette) avvitate su di un piano di posa realizzato con pannelli di legno compensato. La superficie del rivestimento è di circa 2.000 m2 . Il progetto riguarda il recupero di una parte dell’ex Cartiera del Fibreno, chiamata Soffondo e si inserisce nel quadro delle iniziative volte a riqualificare il tessuto della città di Isola del Liri attraverso interventi che riorganizzano le aree e gli edifici dismessi di importanza storica e ambientale, finalizzate anche alla strutturazione di un sistema museale di livello sovracomunale, di cui l’edificio in questione sarà parte integrante. In particolare, questa parte dell’ex Rame notizie 2/2003 • 5 Cartiera del Fibreno per la sua eccezionalità morfologica e storica è parsa idonea a rappresentare oggi le radici socioeconomiche della storia del comune di Isola del Liri, inserite nel quadro delle trasformazioni industriali di valenza europea legate alla produzione della carta, di cui la città stessa è stata partecipe e protagonista negli anni dal 1820 al 1960. L’edificio, un monastero costruito nei primi anni del 1500, fu confiscato a seguito dell’abolizione degli ordini monastici avvenuti sotto la dominazione francese e dato in concessione ad un imprenditore francese (C.A. Berangér) che avviò la produzione di carta. L’industria ebbe, negli anni successivi, uno sviluppo notevolissimo sotto la guida di Carlo Léfebvre che nel frattempo aveva rilevato l’attività così da occupare un posto di primaria importanza nella storia dell’industria cartaria del Mezzogiorno. Se la capacità produttiva aumentava con l’introduzione di nuove tecnologie, che via via si rendevano disponibili, dal punto di vista della qualità i sensibili miglioramenti furono il frutto di innovazioni studiate in questa stessa cartiera. Due in particolare erano le caratteristiche che venivano richieste: il candore del bianco e la resistenza della superficie del foglio che produceva una maggior durevolezza, non solo, ovviamente, del foglio stesso, ma anche degli inchiostri e quindi della leggibilità dei documenti. La triturazione degli stracci, la materia prima che veniva utilizzata, avveniva anche per mezzo di molini a mazzi dotati di chiodi di bronzo in sostituzione dei più tradizionali chiodi in ferro. 6 • Rame notizie 2/2003 Museo della civiltà, della carta e delle comunicazioni Isola del Liri (FR) Anno di realizzazione: 1999 - 2001 Progettisti: MCM - Architetti e Ingegneri Associati - Arch. Mario Morganti - Arch. Gianfranco Cautilli - Ing. Renato Morganti. Installatore: Vesuviana Carpenteria – Somma Vesuviana (NA) Tipo di prodotto utilizzato: laminato di rame, spessore 0,8 mm Larghezza 500 mm Superficie rivestita: copertura 490 m2 , scossaline 290 m2 Tipologia di installazione: giunto a doppia aggraffatura Questi ultimi, corrodendosi, rilasciavano ruggine nell’impasto che assumeva, di conseguenza, una colorazione non accettabile. L’uso dei chiodi di bronzo, eliminando totalmente il fenomeno, permise di ottenere una carta più bianca riducendo l’impiego, come sbiancante, del cloro, nocivo per la salute umana. La resistenza superficiale invece era minata dalla presenza di grumi non sufficientemente omogeneizzati nella fase di triturazione, che dovevano essere eliminati con l’operazione di raschiatura. Questa operazione tuttavia asportava anche lo strato superficiale e, talvolta, provocava buchi nel foglio stesso. L’introduzione di crivelli in filo di rame permise l’eliminazione dei grumi prima della stesura della pasta e quindi di evitare la dannosa procedura di raschiatura. Possiamo quindi affermare che il rame e le sue leghe rappresentano una sorta di legame storico: come già allora svolsero un ruolo di primaria importanza per l’attività industriale alla quale l’edificio era dedicato, oggi è ancora il rame che ne caratterizza la nuova vita. La complessa ed eccezionale morfologia del sito, la qualità architettonica del manufatto edilizio, dismesso da quasi 100 anni e quindi salvo da manomissioni recenti, hanno indirizzato il progetto ad un riassetto funzionale dell’edificio. La nuova distribuzione degli spazi fruibili è volta a raccogliere attività culturali e di studio connesse alla civiltà industriale della carta e alla conservazione della documentazione storica. Le metodologie di intervento sono state quelle tipiche del restauro tanto per l’edificio quanto per il sito, volendo con la riqualificazione del complesso recuperare un ambiente naturale tipico, costituito da una sponda fluviale arricchita dalla cascata del torrente Magnene che si riversa nel Liri. L’idea progettuale si fonda sulla conservazione dell’immagine del rudere, a cui viene sovrapposta quella di un percorso pedonale che ripropone il tema del ponte in ferro esistente della ferrovia dismessa. Il precorso, a sviluppo rettilineo, parte dallo spazio urbano compreso tra la SS. 82 e il fiume Liri, prosegue nel vuoto tra la scarpata che limita lo spazio pubblico d’ingresso al sito e il fronte sud dell’edificio fino a innestarsi nella parte superiore del corpo centrale del complesso edilizio e concludersi con uno sbalzo sulla cascata del torrente Magnene. Il nuovo ingresso all’edificio è posto lungo quest’ultima parte del percorso. In prossimità di esso è sistemato un ascensore che consente la completa fruizione del complesso anche da parte dei portatori di handicap. Appena oltre l’ascensore si accede, mediante una passerella, agli spazi che disimpegnano la direzione e gli uffici di segreteria del museo. Al livello più basso del complesso edilizio sono previste, inerenti lo specifico narrativo del discorso museale, una sezione riguardante le essenze legate alla produzione della carta, alcuni locali che Rame notizie 2/2003 • 7 ripropongono gli spazi e che tecnologie storiche volte alla produzione di carta artigianale, nonché i reperti tecnologici (macchinari, utensili e loro modelli) legati alla produzione industriale. Il livello immediatamente superiore contiene i principali servizi: biblioteca specializzata, archivio storico e instant book. Inoltre nello stesso piano è presente una delle principali sezioni espositive, inerente lo sviluppo storico - urbanistico in senso industriale della città e del territorio della Media Valle del Liri. Il terzo e il quarto livello sono destinati prevalentemente a funzioni didattiche e culturali con varie sale per seminari, audiovisivi, esposizioni temporanee, ecc. All’ultimo livello, alla quota della statale, si ha il percorso pedonale di bordo, posto a margine della strada, che connette all’estremità i due ingressi realizzati nella prima fase dei lavori e che recupera nella parte intermedia la cappella neogotica di S. Maria delle Forme. Vediamo ora più nel dettaglio la coper- 8 • Rame notizie 2/2003 tura in rame che chiude sull’orizzontale gli spazi e posta al di sotto delle creste murarie in modo da far percepire nella sua interezza la morfologia strutturale dell’antica fabbrica. Un sistema resistente in acciaio costituito da un insieme di travi a doppio contraffisso inclinato e di arcarecci sostiene un impalcato in acciaio-calcestruzzo al cui estradosso è stato sistemato un ordito in profilati aperti cui è fissato mediante viti autofilettanti un impalcato in pannelli in compensato marino (sp. 22 mm) al di sopra del quale è stato realizzato il manto di coperture in rame (sp. 0,8 mm). L’impalcato ha il profilo trasversale a volta ribassata in modo da consentire lo smaltimento delle acque meteoriche nelle due gronde longitudinali a sezione rettangolare, anch’esse realizzate con lamiera di rame. L’acqua raccolta defluisce lungo i canali ed è smaltita direttamente sui giardini pensili o all’esterno oltre le quinte murarie. I canali di gronda sono stati realizzati in tratti di 32 m di lunghezza e giuntati in moduli di 8 m. attraverso giunti del tipo “Dila” con elemento di dilatazione in neoprene, rivettato e sigillato ai due tratti di gronda relativa. La tecnica di posa in opera del manto in lamiera di rame è del tipo a doppio giunto aggraffato con un passo di circa 45 cm e giunzioni disposte perpendicolarmente rispetto l’asse della campata. Le linguette di collegamento sono del tipo scorrevole al fine di eliminare qualsiasi minima deformazione conseguente a dilatazioni termiche. I nastri di rame sono stati profilati direttamente in cantiere e l’aggraffatura finale è stata eseguita manualmente con le apposite pinze. Il rame è stato impiegato anche per tutte le scossaline che proteggono le creste murarie e per i serramenti in copertura. Le lastre delle scossaline sono fissate su un tavolato in compensato dello stesso tipo di quello impiegato per l’impalcato di copertura a sua volta reso solidale al- le creste murarie mediante un ordito metallico. Le lastre, come le gronde, non sono continue ma presentano un giunto di dilatazione ogni 8 m. Il giunto è realizzato tenendo le lastre distanziate di circa 1,5 cm e piegandone i lembi verso l’alto in modo che accolgano un pezzo speciale appositamente realizzato che funge da coprigiunto e ripristina la continuità della scossalina. L’interfaccia tra copertura e setto murario è risolta mediante lucernari continui le cui parti trasparenti sono realizzate con pannelli in vetro (lastra esterna temprata sp. 8 mm e lastra interna stratificata composta sp. 10/11 mm tra le quali è interposta una camera equilibrata con gas argon sp. 3,5 mm). Le parti metalliche sono protette mediante profilati di rame, ottenuti da lamiera, sigillati con siliconatura. L’ uso estensivo del rame in copertura e per tutte gli elementi tecnici complementari della stessa (scossaline, gronde, ecc.) si deve sia alla volontà di ricercare un possibile dialogo tra l’inserto moderno e il manufatto antico sia alla necessità di contenere i costi della manutenzione delle coperture. MUSEO LABORATORIO “LA ZAMPOGNA” Anche in questo caso si è trattato del recupero architettonico con l’aggiunta di un ampliamento del piccolo edificio scolastico Pacitti, ormai in disuso da diverso tempo, da adibire a Museo Laboratorio dedicato alla “Zampogna”. L’edifico senza un particolare carattere, costruito alla fine degli anni’ 50, con un impianto planimetrico rettangolare articolato in due ambienti, su un unico livello, coperto da un tetto a due falde sfalsate, è stato rimodellato soprattutto nel suo involucro murario esterno, in modo da nascondere il tetto esistente, e Rame notizie 2/2003 • 9 Museo-Laboratorio “La Zampogna“ - Villa Latina (FR) Anno di realizzazione: 2001 Progettisti: Studio ARCHIMMAGINE - Atina (FR) Installatore: Sistema Tetto S.r.l. - Avellino Tipo di prodotto utilizzato: rame stagnato, spessore 0,6 mm larghezza 670 mm Superficie rivestita: circa 250 m2 Tipologia di installazione: giunto a doppia aggraffatura da configurarsi insieme ai nuovi volumi aggiunti come un organismo unico in grado di porsi anche nel particolare contesto ambientale quale forte segno riconoscibile. Rimossi dunque gli aggetti ed una parte della falda, una quinta continua di pannelli in acciaio COR-TEN, modulata in altezza, percorre cingendo l’intero edificio preesistente. L’acciaio COR-TEN con il suo aspetto rugginoso sottolinea la preesistenza dell’edificio, e nello stesso tempo è un sotteso richiamo al contesto “quasi fermo nel tempo” in cui si inserisce e al tema rievocato e “raccontato” dal museo stesso. E’ da notare che questo particolare tipo di acciaio deve le sue caratteristiche principali alla presenza di una piccola ma significativa quantità di rame. L’acciaio COR-TEN il cui nome deriva dall’unione di CORrosion resistance e TENsile strenght nacque negli Stati 10 • Rame notizie 2/2003 Uniti a metà degli anni ’30 da ricerche finalizzate ad ottenere un acciaio che avesse una sufficiente resistenza alla corrosione senza l’ausilio di verniciature protettive o galvanizzazioni e senza arrivare ai costi degli acciai inox. L’aggiunta di rame al comune acciaio al carbonio, in una percentuale tra lo 0,25 e lo 0,55%, permette di ottenere una resistenza alla corrosione di 5-8 volte superiore, per mezzo di una pellicola protettiva, compatta e aderente, di ossido che gli conferisce la caratteristica e gradevole colorazione bruna. La quinta si trasforma in calcestruzzo armato a vista quando cinge su due lati il nuovo corpo aggiunto, di 90 m2 disposto lateralmente secondo l’impianto rettangolare esistente, sviluppato anche in un piano totalmente interrato da destinare ai servizi e alla direzione, su cui appare sospesa la copertura curvilinea a struttura portante in tubolari di acciaio e rivestimento a nastri in rame stagnato (Tecu-Zinn®) a doppia aggraffatura, sostenuta da due alti pennoni e da tiranti. Una parete continua vetrata chiude, ma lasciando un senso di non finito e di apertura verso l’intorno, il terzo lato del volume e gli spazi tra la quinta in cemento armato e la copertura. Un corpo curvilineo contiene il vano scale e ascensore e una passerella in acciaio accompagna il visitatore all’ingresso del Museo, segnato da una pensilina curvilinea in acciaio. All’interno superata la sala destinata alla reception, informazioni e controllo, con un banco reception appositamente disegnato, si apre la prima sala espositiva, in un’atmosfera pressoché buia, rischiarata soltanto nel momento in cui, su un sottofondo di brani musicali popolari, jazz e d’avanguardia eseguiti con la zampogna, tre monitor propongono alternativamente immagini, commenti e filmati, mentre immagini gigantografiche vengono proiettate su un’intera parete. La seconda sala, sovrastata dalla copertura curvilinea, ampia, luminosa e aper- Rame notizie 2/2003 • 11 ta sul paesaggio grazie alla grande parete vetrata, accoglie una teoria di vetrine-contenitori, appositamente disegnate, in cui sono presentati esempi rari di zampogne, mentre un informatore elettronico a touch screen interagisce con i visitatori fornendo ulteriori informazioni si quanto esposto e rimandi al luogo. UFFICI DELLA SOCIETA’ ARTIGIANA STAMPI Il progetto consiste nell’ampliamento dell’esistente edificio industriale al fine di ottenere locali ad uso ufficio. Tra le richieste del committente vi era anche quella che il nuovo edificio contribuisse a creare una nuova immagine della società semplicemente con un espressione architettonica identificatrice, senza segnaletiche pubblicitarie ma risaltando nel contesto in cui è inserito. La committenza non aveva posto vincoli sull’uso di materiali particolari permettendo quindi una libera scelta progettuale. 12 • Rame notizie 2/2003 Si è quindi optato per un rivestimento metallico abbinato a grandi aperture vetrata, sia per un volume emergente al primo piano sia per il vano scale. Motivazioni sia tecniche che estetiche hanno dettato l’uso del rame patinato, infatti pur essendo un materiale tradizionale è in grado di creare una connotazione positiva necessaria a quella identificabilità richiesta per far emergere l’edificio del contesto esistente. Ma proprio perché il rame è un materiale tradizionale il suo impiego non incorreva nel rischio di incontrare ostacoli burocratici da parte delle amministrazioni locali. La facciata è suddivisa in moduli regolari costituiti da cassette di rame preinverdito che, per mezzo di asole, vengono appese e sganciate ai supporti. Le dimensioni delle cassette sono state studiate al fine di conciliare due esigenze molto importanti: la geometria dell’edificio e il contenimento degli sfridi necessari per sagomare il laminato di rame. Anche nel vano scale, racchiuso da un’ampia vetrata, la parete cieca è internamente rivestita con i medesimi ele- Artigiana Stampi Canonica D‘Adda (BG) Anno di realizzazione: 2000 Progettisti: Studio di Architettura Zambelli Bergamo Installatore: Fratelli Erba s.a.s. - Lissone (MI) Tipo di prodotto utilizzato: rame preinverdito, spessore 0,7 mm larghezza 670 mm Superficie rivestita: circa 300 m2 Tipologia di installazione: rivestimento a cassetta menti modulari di rame preinverdito. Per contrasto alla linearità della facciata, il volume vetrato emergente è stato coperto con un tetto ad andamento curvilineo, come il moto di un’onda. Anche il tetto è stato realizzato con laminato di rame preinverdito posato con la tecnica del giunto a doppia aggraffatura in senso perpendicolare alla facciata stessa. AUTOSTAZIONE SALT (LUCCA) Lucca: una piccola ma splendida città toscana, circondata da mura, con porte di accesso di epoca rinascimentale; su queste mura è possibile perfino passeggiare e ammirare lo scenario delle Alpi Apuane, le verdi colline circostanti con le loro ville, i viali della città. Rame notizie 2/2003 • 13 E’ in questo suggestivo scenario che si inserisce il moderno complesso del casello dell’uscita Lucca-Ovest, sulla autostrada Viareggio-Lucca-Firenze, appartenente alla rete gestita dalla Concessionaria S.A.L.T. SpA. Le scelte progettuali che l’hanno caratterizzato sono: un’ampia copertura per assicurare una maggiore protezione ai veicoli e alle persone; un attraversamento pedonale a livello superiore al transito veicolare; l’integrazione con lo sviluppo delle aree circostanti. È una struttura di servizio di nuova generazione e si presenta agli automobilisti e ai motociclisti autostradali come una nuova porta della città, offrendo loro un concentrato di funzionalità. Il caratteristico design si avvale di una struttura completamente in acciaio, un 14 • Rame notizie 2/2003 Autostazione SALT di Lucca Ovest Lucca Anno di realizzazione: 2001 Progettisti: Piras Studio Architettura - Genova Installatore: GT Trenkwalder S.r.l. - Ovada (AL) Tipo di prodotto utilizzato: rame ossidato, spessore 0,6 mm larghezza 670 mm Superficie rivestita: circa 3500 m2 Tipologia di installazione: giunto a doppia aggraffatura passaggio pedonale che passa al di sopra della sede stradale e il tetto espandibile. La copertura in rame, totalmente ricoperta da lastre di rame preossidato (TECU®‚ Oxid), si poggia sulla struttura portante composta da sei archi tubolari in acciaio alla quale, mediante tiranti, è appesa la passerella pedonale di sezione cilindrica, rico- perta anch’essa dal medesimo materiale. Fin dalla partenza del progetto, il rame ossidato è stata la scelta naturale per la realizzazione della struttura, per due ragioni principali. Innanzitutto la struttura innovativa e altamente automatizzata del nuovo casello richiedeva una copertura con la massima garanzia di durata e senza necessità di manutenzione. Secondariamente era necessario un materiale che producesse un suggestivo e unico effetto cromatico, che si inserisse perfettamente nel paesaggio circostante, come richiesto anche dalla Sovraintendenza ai Beni Artistici e Ambientali di Pisa. Il risultato è una benaugurante pietra miliare, con un tetto curvo che si inserisce armoniosamente nell’ondulato intorno di Lucca; il colore naturale del rivestimento in rame e delle altre superfici verniciate in color terra di Siena sembrano riflettere le ombre della campagna circostante. La creatività dell’arch. Piras è stata ricompensata con il terzo posto al prestigioso TECU Architecture Award del 2002, che premia le migliori opere in cui sono state impiegate lastre di rame TECU (per ulteriori informazioni: www.tecu.com/services/tecu-architecture/award-02/ ). ALBERGO ROSSINI, IMPERIA La volumetria dell’ex cinema Rossini era il risultato di un totale rifacimento nel 1954 del teatro ottocentesco Principe Umberto che occupava una posizione importante nella topografia onegliese perché sorgeva sulla piazza antistante al Penitenziario caratterizzata da una forma ad esedra con un lato curvo coincidente con la facciata del Teatro e l’altro con la facciata dell’edificio di fronte. Questa Rame notizie 2/2003 • 15 disciplina ha pari dignità rispetto alle altre e dove gli atleti, soprattutto i più giovani avranno una reale possibilità di crescere e formarsi. L’ultimo impianto in ordine di tempo è un edificio che funge anche da nuova sede della Polisportiva, progettato dallo Studio di Architettura Galanti, di Modena. gresso della struttura sportiva e da un corpo di fabbrica, nel lato est, dove sono state realizzate due palestre per il gioco del calcetto, separate tra loro da una zona riservata al pubblico; la struttura comprende gli uffici, il bar, sale con 80 posti a sedere, una palestra per il corpo libero e la pesistica, una sala giochi carte e biliardo sportivo. I parametri esterni dell’edificio sono stati differenziati per ridurre l’impatto dell’edificio e per caratterizzarne le funzioni e gli usi: per esempio gli spogliatoi hanno pannelli prefabbricati con finiture di granito mentre la palestra per la pesistica e per il corpo libero sono tamponate con muratura tradizionale e rivestite esternamente da lastre di rame pre-inverdito (in questo caso il TECU“patina) con sottostruttura in pannelli di legno a formare una parete ventilata. Il dimensionamento degli spazi è infatti frutto di una progettazione vincolata alla flessibilità e intercambiabilità, le scelte economico-costruttive come l’ottimizzazione delle strutture e dei materiali di finitura, nel rispetto ovviamente delle normative di riferimento dell’impiantistica sportiva. L’edificio è composto da un corpo di fabbrica principale a due piani, con un ampio portico sul fronte che conduce all’in- Queste lastre sono aggraffate e occupano una superficie di circa 300 m2. Lo Studio di Archittettura Galanti già in passato si era distinto per la sua progettazione innovativa, tanto da aver ricevuto tre medaglie d’oro C.O.N.I. per la realizzazione di Impianti Sportivi di base. Centro Sportivo Saliceta S. Giuliano (MO) Anno di realizzazione: 2001 Progettisti: Studio di Architettura Galanti Modena Installatore: Zambelli Fabio S.r.l. - Modena Tipo di prodotto utilizzato: rame preinverdito, sp. 0,6 mm larghezza 500 mm Superficie rivestita: circa 300 m2 Tipologia di installazione: aggraffatura orizzontale configurazione fu cancellata con le demolizioni del dopoguerra. Il nuovo edificio in luogo dell’ex cinema Rossini si inserisce in modo determinante su uno dei nodi nevralgici di Imperia Oneglia sia per la collocazione urbanistica adiacente al centro della città e sia perché fulcro di attraversamento dei percorsi pedonali e veicolari più importanti. L’incontro degli assi viari della Via Vieusseaux e di Via Monti generano il punto focale ed il centro di una circonferenza su cui si impostano gli archi di cerchio definiti dalla parte curva del nuovo edificio e dal lato a monte della piazza ricostituendo l’andamento a semicerchio della piazza ottocentesca e collegata alla strada di percorrenza interna alla piazza. I vincoli planimetrici del sedime di intervento ne determinano una configurazione in cui si sviluppa un edificio a pianta trapezoidale con struttura mista c.a. – acciaio. Il fabbricato concepito avrà funzione commerciale al piano terra, terziario ai successivi due piani ed albergo ai piani terzo, quarto, quinto e sottotetto. L’albergo, che sarà denominato “Rossini”, verrà inaugurato l’anno prossimo e disporrà di 50 camere dotate di tutti maggiori comfort. Le opere in rame consistono nella realizzazione della copertura a volte realizzata con nastri spessore 0,7 mm e da 750 mm di larghezza. Il sistema di giunzione è quello a tassello ma i coprigiunti sono fissati a scatto, senza elementi di fissaggio esterni, con la tecnologia che “Malnati” brevettò in occasione della realizzazione 16 • Rame notizie 2/2003 Albergo Rossini, Imperia Anno di realizzazione: 2003 Progettisti: Studio di Architettura Rebuttato, Imperia Installatore: Malnati sas, Milano Opere edili: PDR De Rege spa, Genova Tipo di prodotto utilizzato: laminato di rame naturale Superficie rivestita: copertura 550 m2, lattonerie e rivestimenti 275 m2 Tipologia di installazione: giunto a tassello della Torre Nord del Centro S. Benigno di Genova, opera segnalata dal Premio IIR del 1991. I troppo pieni essendo elementi indispensabili per la sicurezza dei canali interni, sono diventati elementi di spicco decorativo per la facciata, a coronamento delle travi. Tutte le travi e le testate dei tegoli sono state rivestite in rame da 0,8 mm di spessore in maniera tale da diventare elemento armonioso per l’espressione architettonica. Le motivazioni che, principalmente, hanno indotto ad utilizzare il rame sono senza dubbio la durabilità del prodotto, anche in ambienti con presenza di umidità marina, e la sua integrabilità con il contesto architettonico della città. POLISPORTIVA SALICETA In un epoca fortemente caratterizzata dalla settorialità e specializzazione, la Polisportiva Saliceta San Giuliano di Modena si propone come luogo di avvicinamento allo sport in generale, in cui ogni Rame notizie 2/2003 • 17 A M B I E N T E Il rame e lo sviluppo sostenibile A cura di Marco Crespi e Maurizio Maggini Un sistema virtuoso costituito da riciclo, risparmio energetico, energie alternative, salute e sicurezza. Ecco come il rame affronta la sfida ambientale del nuovo secolo 18 • Rame notizie 2/ 2003 I l rame, elemento naturale, fu il primo metallo insieme a oro e argento ad essere conosciuto ed utilizzato dall’uomo, in quanto reperibile allo stato nativo. I nostri antichi progenitori utilizzarono questa strana “pietra” che si prestava ad essere modellata in forma di rudimentali utensili, armi, ornamenti. Era iniziata l’Età del Rame. Il metallo utilizzato dall’uomo primitivo, anche se si trattava di quantità minime, è tuttora in uso nella nostra epoca poiché il rame ha la straordinaria proprietà di durare nel tempo, di non più scomparire ossia di non ridursi in polvere o disperdersi nell’aria come fanno il legno o il petrolio quando bruciano. Proprio il rame impiegato nella copertura dei tetti è un esempio ben conosciuto e collaudato della sua durata, in quanto il laminato si ricopre naturalmente di una patina di sali basici di rame che lo protegge nel tempo oltre a conferirgli un pregevole effetto estetico. Anche nel caso dei tubi di rame per le condotte idriche la parte interna del tubo si autoprotegge attraverso la formazione di un ossidulo che passiva e stabilizza la parete stessa. Il rame è un metallo che viene incontro ai criteri dello sviluppo sostenibile definiti dall’ONU: cioè quello “sviluppo in grado di soddisfare i bisognidelle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri”. In altre parole la salvaguardia dell’ambiente (ma anche uno sviluppo equilibrato dell’economia e della società) è indispensabile se vogliamo consegnare ai nostri figli gli stessi benefici, materiali e non, di cui noi fruiamo oggi. Lo sviluppo sostenibile va quindi favorito: pertanto assumono importanza critica alcuni provvedimenti legislativi e normativi, come per esempio il recente Decreto del Ministero dell’Ambiente del 5 maggio 2003 n°203 (G.U. n° 180) “Norme affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo”. Citiamo anche le Direttive Europee, che impongono al produttore di un manufatto, come le automobili o gli elettrodomestici, di farsi carico dello smaltimento degli stessi; inoltre le norme ISO 14000 prevedono che la progettazione di questi sia orientata al riciclo. LE NORME E DIRETTIVE La norma UNI EN ISO 14001, emessa nel 1996, definisce come prevenzione dell’inquinamento “l’uso di processi, passi materiali o prodotti per evitare, ridurre o tenere sotto controllo l’inquinamento, compreso il riciclaggio […]”. Il D.Lgs. del 24 giugno 2003, che recepisce la Direttiva UE 2000/53/CE, “individua le prescrizioni da osservare nella progettazione e nella produzione dei veicoli nuovi per incoraggiare e per favorire il recupero dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali, […] privilegiando il reimpiego e il riciclaggio, in modo da ridurre il volume dei rifiuti da smaltire e le altre azioni necessarie per favorire il reimpiego, il riciclaggio e il recupero di tutte le componenti metalliche e non metalliche […]. Infatti viene imposto al Costruttore di adottare “modalità di progettazione e di fabbricazione del veicolo nuovo che agevolano la demolizione, il reimpiego, il recupero e, soprattutto, il riciclaggio del veicolo fuori uso e dei relativi componenti e materiali”, nonché “l’utilizzo […] di quantità crescenti di materiale riciclato nei veicoli ed in altri prodotti, al fine di sviluppare il mercato dei materiali riciclati.” In altre parole: bisogna pensare al “dopo” fin dalla fase di progettazione. A tale caratteristica, il riciclo ap- Rame notizie 2/2003 • 19 punto, il rame unisce quelle di un materiale particolarmente idoneo per il risparmio energetico e per lo sfruttamento delle energie alternative; ricordiamo inoltre le sue proprietà batteriostatiche per la prevenzione delle contaminazioni dell’acqua potabile ed ancora le sue ben note prestazioni in termini di durata, affidabilità e sicurezza. In sintesi un sistema virtuoso per la tutela dell’ambiente che si colloca nella prospettiva della bio-edilizia. 2001 Produzione rame dal riciclo lastre, piatti e oggetti artistici) sia stato estratto anche secoli fa, lavorato e fuso più volte. LA SITUAZIONE DEI RIFIUTI Il volume dei rifiuti in Italia e in Europa è in costante aumento, e sempre più spesso si sente parlare di emergenza-rifiuti, come è capitato recentemente in Campania. Secondo le cifre fornite dall’APAT nel Uso totale di Rame Percent. di rame riciclato Mondo 6.455 19.357 33,3 UE 2.395 5.417 44,2 (dati riferiti all’anno 2001, in migliaia di tonnellate. Fonte: ICSG) RICICLO TOTALE Il rame, dunque, una volta giunto al termine della sua vita utile, quella degli impianti e dei manufatti in cui è incorporato, può essere, in pratica, interamente recuperato e cioè venire totalmente riciclato e quindi attraversare il tempo senza consumarsi e perdere le sue proprietà intrinseche. Questo significa che il rame oggi estratto dalle miniere e messo in opera dall’industria tornerà ad essere riutilizzato tra qualche decennio senza disperdersi nell’ambiente né danneggiarlo, senza dar luogo a rifiuti da accumulare e smaltire nelle discariche, con evidenti vantaggi per l’ecosistema e per l’economia. In questo senso il rame si può definire come una risorsa che non si consuma e che rimane in permanenza a disposizione della collettività, consentendo un equilibrio virtuoso tra lo sfruttamento delle risorse minerarie ed il recupero dei materiali necessari al progresso. Si è stimato che l’80% circa del rame estratto fin dall’antichità sia tutt’ora in uso: è quindi presumibile che una frazione del rame negli oggetti intorno a noi (fili, tubi, 20 • Rame notizie 2/2003 IMPORTANZA DEL RICICLO Pur non essendo il caso di addentarsi in una analisi statistica del fenomeno sono sufficienti pochi dati, riferiti al nostro paese, per comprendere l’importanza economica del fenomeno. Nel 2002 l’Italia ha prodotto semilavorati di rame e leghe (fili, laminati, tubi e barre) per 1.259.000 t. Quale l’origine di questo rame contenuto nella produzione? Nell’anno in oggetto le importazioni italiane di rame raffinato dalle varie miniere e raffinerie mondiali (con il Cile di gran lunga al 1° posto) è stata di 643.000 t. La differenza, ovviamente, prescindendo dalla variazione delle scorte, comunque limitata, è stata coperta dall’utilizzo del rottame, in parte di importazione. Nel quinquennio 1998-2002 l’incidenza del riciclo sul totale consumato per la produzione di semilavorati è stata del 46,2%, cioè su tassi particolarmente elevati rispetto a quelli, comunque rilevanti, degli altri paesi industrializzati. ROTTAMI “VECCHI” E “NUOVI” “Rapporto Rifiuti 2002”, la produzione di rifiuti urbani in Italia ammonta a 28,9 milioni di tonnellate (anno 2000), che corrispondono ad una quota pro-capite di 501 kg/anno; di questi solo il 14% è raccolto in maniera differenziata. La produzione di rifiuti speciali, che comprendono quelli di origine industriale, invece è di ben 72,5 milioni di tonnellate (anno 1999, l’ultimo con dati disponibili), di cui 4 milioni definiti rifiuti pericolosi e 23 milioni provenienti da costruzioni e demolizioni. E’ pertanto evidente come la strada maestra da seguire sia quella di una raccolta corretta dei rifiuti che porti meno materiale possibile in discarica e l’utilizzo di materiali riciclabili. Il rame ottenuto dal riciclo viene denominato “secondario”, per distinguerlo da quello di fonte mineraria detto “primario” e proviene da rottami che hanno la seguente origine: -smantellamento e demolizione di impianti e manufatti civili ed industriali, come ad esempio linee di contatto ferroviarie, impianti elettrici, tubazioni, avvolgimenti di motori, monete, ecc. -ritagli e sfridi che si ottengono sia “internamente” al ciclo di produzione dei semilavorati sia “esternamente” nell’ambito dei processi di utilizzazione a valle degli stessi semilavorati. Il rottame del primo tipo (un vero e proprio “rottame” e non - attenzione!- un rifiuto) è oggetto di commercio sulla base di apposite norme di classificazione qualitativa e di trasparenti prezzi di mercato evidentemente ricollegabili a quelli del metallo primario. La Camera di Commercio di Milano, ad esempio, effettua regolarmente una rilevazione dei prezzi che Assofermet (Associazione del Commercio dei Metalli Ferrosi, non Ferrosi, dei Rottami e della Ferramenta) pubblica sul proprio bollettino mensile. Una efficiente e capillare rete di punti di acquisto, costituita dai cosiddetti “rottamai”, provvede alla raccolta ed alla cernita del metallo anche in quantità minute ed al suo inoltro agli stabilimenti che lo riciclano. Gli utilizzatori ed enti principali, provvedono direttamente allo smantellamento degli impianti obsoleti ed all’inoltro del rottame recuperato. L’elevato valore economico delle varie classi qualitative di rottame ne garantisce un recupero pressoché totale. Fateci caso: in giro non si vedono campagne pubblicitarie che incoraggiano il recupero del rame: dato il suo elevato valore, l’Industria ha tutto l’interesse di recuperarlo, senza bisogno di incentivi o, ancor meno, della costituzione di consorzi obbligatori. Il rottame può essere “puro” già in partenza, oppure “liberato” dalla presenza di altro materiale: il primo caso è quello dei trolley delle linee tramviare e ferroviarie, dei tubi o delle lastre per edilizia: si tratta di rame al 99,90% minimo, che può essere direttamente utilizzato in forno. Il secondo caso è, per esempio, quello dei cavi elettrici rivestiti. In questo caso il processo di recupero necessita alcune operazioni preliminari. L’importanza di questo settore è testimoniata dalle cifre: nel 1997 ne sono state prodotte nel mondo oltre 1.800.000 tonnellate, il cui 60% in peso era costituto dal metallo (fonte BIR); i cavi, soprattutto in rame, sono impiegati nel settore edilizio, della comunicazione e del trasporto. Recuperare il rame dai rottami di cavi elettrici per- Rame notizie 2/2003 • 21 mette inoltre di recuperare i rivestimenti plastici isolanti che, diversamente, finirebbero nei rifiuti. La via più utilizzata nei Paesi sviluppati per recuperare il cavo di rame è la sua “triturazione” (chopping), con cui si ottengono grani fini della dimensione massima di 0,6 mm: il prodotto di questa triturazione è però una polvere eterogenea nella quale è necessario separare i grani metallici da quelli sintetici: questo si può fare attraverso sistemi che sfruttano la diversa densità dei grani, oppure con la separazione elettrostatica che riduce la percentuale di metallo nelle code del processo allo 0,1%. Un processo meno costoso ed ugualmente “pulito” è la rimozione del rivestimento (“stripping”) che, seppur con minori velocità, garantisce dispersioni di metallo ancora minori. Una volta ottenuto il rottame nella composizione richiesta, il rame viene sottoposto a processi di rifusione e raffinazione che ne eliminano le impurità (ossidazioni, residui vari, ecc.), per poi essere interamente riutilizzato nella produzione dei semilavorati, in quanto esso conserva inalterate le caratteristiche chimico-fisiche del metallo primario. Il flusso del rottame risulta chiaramente collegato al “ciclo di vita” degli impianti e manufatti che vengono via via dismessi al termine della loro vita utile, un ciclo 22 • Rame notizie 2/2003 diverso a seconda dei casi, ma dell’ordine di qualche decina di anni in quanto, come noto, gli utilizzi del rame e delle sue leghe hanno durate molto prolungate. Ad esempio le linee elettriche di contatto sono sottoposte ad una manutenzione programmata e vengono perciò sostituite con una precisa cadenza temporale in ragione della loro usura meccanica che potrebbe provocare rotture accidentale. Questo significa che oggi nel nostro paese si riutilizzano i rottami provenienti dallo smantellamento di impianti messi in esercizio, ad esempio, 20, 30 o più anni or sono. L’afflusso del rottame sul mercato è pertanto correlato alle quantità di semilavorati utilizzate all’epoca ed evidentemente molto inferiori a quelle attuali, dato la crescita delle produzioni industriali a valle nel frattempo intervenuta. Infatti nel triennio 1974-75-76 la produzione italiana annuale di semilavorati rame e leghe è stata mediamente di ca. 490.000 t a fronte delle ca. 1.300.000 t. all’anno nel triennio 1999-2000-2001. Ne discende che tra 20-30 anni si potrà riciclare il metallo contenuto negli impianti attualmente installati, in quantità e con una incidenza maggiore, dato l’accresciuto volume di semilavorati oggi prodotti ed utilizzati. Possiamo affermare che il rame messo in opera entra quindi a far parte del patrimonio del paese, lo arricchisce ed una volta esaurita la sua funzione rientra virtuosamente nel circolo della produzione. Questo “stock” costituisce un autentico giacimento, la vera e propria risorsa mineraria dell’Italia che, come noto, non dispone di miniere, salvo quelle dell’antica Etruria o della Sardegna ormai esaurite. Insomma: più rame viene oggi utilizzato, più si accresce il nostro “giacimento” interno a supporto dei nostri consumi futuri. Riciclo delle monete: un caso recente e particolarmente interessante ed importante di riciclo di impianti o meglio di prodotti obsoleti è quello delle monete in leghe di rame ritirate dalla circolazione nei dodici Paesi a seguito dell’introduzione dell’Euro: si è trattato di 147.500 tonnellate di rame, su un totale complessivo di 262.055 tonnellate (Fonte ECI). A tale riguardo va anzitutto notato che proprio l’attitudine al riciclo è stata una delle caratteristiche che ha portato la Commissione Tecnica dell’Unione Europea a scegliere le leghe di rame per la coniazione dell’Euro (ad esclusione degli 1, 2, 5 centesimi per i quali si è utilizzato acciaio sottoposto a ramatura, tra l’altro per garantirne la batteriostaticità). Un analogo caso di recupero, anche se di entità minore, fu quello connesso al ritiro dalla circolazione dei gettoni telefonici italiani, con la tipica scanalatura, anch’essi realizzati in leghe di rame e totalmente riciclati al termine della loro vita utile. Altrettanto importante, di alta produttività tecnica ed economicamente conveniente, è il riutilizzo del rottame del secondo tipo, che non proviene dallo smantellamento di impianti obsoleti, bensì dai ritagli, scarti, sfridi e torniture che si ottengono nel corso del ciclo di produzione “interno” ed “esterno”. In ogni fase del processo produttivo dei semilavorati, in fonderia, durante le estrusioni, laminazioni e trafilature, come pure in occasione dei severi collaudi dei prodotti finali, si determinano inevitabili scarti e sfridi, rigorosamente individuati dai controlli di qualità, con la formazione di rottami, appunto “nuovi”, che vengono sistematicamente raccolti e ritornati alle fonderie per ripetere il processo di produzione. Infatti sono definiti come “rottame di produzione”, secondo quanto riportato dalla norma UNI EN 12861. LA NORMA UNI EN 12861 La norma UNI EN 12861, approvata nel 1999 e che sostituisce precedenti norme italiane, specifica i requisiti e le caratteristiche dei i rottami di rame e sue leghe, utilizzabili per fusione diretta. La norma prescrive le caratteristiche del rottame, prove e analisi da effettuare per verificare la sua qualità e i dati da fornire all’ordine; sono indicati anche i valori massimi tollerati di impurezze metalliche e non, e perfino l’umidità, a riprova di quanto il rottame sia in realtà un prodotto importante e pregiato, nonostante il nome… Il rottame viene classificato a seconda della sua composizione chimica: sono contemplati 10 tipi di rottami di rame (vedi sotto), 7 di ottone, 1 di tubi condensatori e infine 1 genericamente definito “di varia natura”. S-Cu-1 - elettrolitico di produzione S-Cu-2 - elettrolitico di recupero S-Cu-3 - da filo smaltato S-Cu-4 - da produzione di tubi, nastri, ecc. S-Cu-5 - da recupero di tubi, nastri, ecc. S-Cu-6 - da recupero tagli e filo bruciato 98,5% S-Cu-7 - da recupero tubi, nastri, ecc. 98,0% S-Cu-8 - da recupero ritagli e fili bruciati 96,0 % S-Cu-9 - da recupero fili lastre 92% S-Cu-10 - granulato La formazione ed il recupero dei rottami avviene egualmente presso le fabbriche che utilizzano i vari tipi di semilavorati. E’ il caso, ad esempio, delle barre di ottone destinate alla fabbricazione di rubinetterie, valvole ed ottonami in genere. Tale produzione avviene per stampaggio e soprattutto per lavorazioni al tornio e altre macchine utensili che danno luogo ad ingenti quantità di truciolo, la cosiddetta tornitura, che viene tempestivamente ritornata agli stessi produttori di barra e rimessa in circolo, alimentando ulteriori volumi produttivi. Per dare un idea, da un chilo di barra di ottone per rubinetteria destinata ad essere lavorata, si ottengono mediamente oltre 400 g di sfridi. Pertanto una determinata quantità di rame primario impiegato nella produzione delle barre origina, per così dire, non solo un primo quantitativo di semilavorato, ma anche quelli successivi dovuti al riutilizzo del rottame di ri- Rame notizie 2/2003 • 23 Alluminio 95% Rame 85% Acciaio 74% Piombo 65% Percentuale di energia risparmiata rispetto alla produzione primaria di alcuni metalli. Nell’immagine: rottami di ottone pronti per la rifusione (Giacomini). torno, cosa che può avvenire più volte nello stesso anno anche se in entità via via decrescenti. In tal modo l’incidenza del rame primario sul totale della produzione diminuisce ed aumenta per contro quella del rottame. L’Italia è un leader mondiale nella rubinetteria e valvolame per quantità, qualità e design, e anche nella barra ottone. Pertanto l’incidenza di questi flussi di riutilizzi spiega l’importanza che il riciclo assume nel nostro paese rispetto ad altre nazioni. Il riciclo inoltre non limita i benefici alla riduzione dello sfruttamento delle risorse naturali intese come i giacimenti minerari, ma ha anche rilevanti effetti sui consumi energetici, riducendo indirettamente lo sfruttamento dei combustibili fossili. Nella tabella in alto viene mostrata la percentuale di energia risparmiata rispetto al processo che porta al metallo primario, dalla miniera alle varie fasi della lavorazione e trasformazione del minerale. Il risparmio nasce dalla possibilità di evitare i costi dell’estrazione, e della lavorazione del minerale (operazioni di frantumazione, macinazione, arricchimento ecc.) e della sua trasformazione ( tra cui lo stadio critico dell’ossidazione da solfuro a solfato di rame); oltretutto vengono a mancare anche i costi del trasporto: come già accennato, l’Italia importa la maggior parte del rame dal Cile. 24 • Rame notizie 2/2003 rottame stesso, un materiale prezioso da non sprecare ossia da riutilizzare interamente attraverso impianti tecnologicamente d’avanguardia. L’unico uso dispersivo del rame è quello dei sali usati in agricoltura e viticultura, che servono a proteggere le piante da malattie, come la temibile peronospera. IL RICICLO DEGLI ELETTRODOMESTICI Un elettrodomestico contiene delle parti che è possibile recuperare integralmente: mediamente esso è composto da ferro e acciaio (47,9 %), ma anche da rame (7 %), alluminio (4,7 %), vetro (5,4 %) e legno (2,6 %). Il costo maggiore di questa operazione all’inizio sarà a carico dei rivenditori e dei produttori, che dovranno ritirare e smaltire gli apparecchi non funzionanti. Ma anche per loro, in seguito, il vantaggio della vendita del materiale riciclato sarà evidente. (fonte: Tecnoimpianti n.6/2003) SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE Nel corso della vita utile degli impianti e dei manufatti di rame non si formano quantità di metallo che vengano disperse nell’ambiente, se non trascurabili “cali tecnici”, e che danno luogo a veri e propri rifiuti da smaltire o avviare alle discariche. I rottami provenienti da smantellamenti o dismissioni sono infatti equiparabili in tutto alla materia prima nuova e, come si osservava prima, costituiscono la nostra “ miniera”, anzi una miniera di altissimo contenuto metallico se paragonate a quelle naturali che non superano normalmente un paio di punti percentuali. Ma anche nel caso dei rottami nuovi non si verificano dispersioni di rottami nell’ambiente, trattandosi di un circuito interno al sistema produttivo e che trova spiegazione nel valore economico del RISPARMIO ENERGETICO ED ENERGIE ALTERNATIVE La conduttività elettrica e termica del rame, come noto, sono di gran lunga superiori a quelle degli altri materiali, suscettibili di utilizzazione industriale, per cui da sempre esso offre un contributo insostituibile al risparmio energetico. In questo campo si sono realizzati progressi notevoli, ma non solo per quanto concerne la produzione ed utilizzazione dell’energia elettrica, altresì nel settore “non elettrico” che conta per ben il 50% del totale dei semilavorati di rame e leghe impiegati. Tutte le applicazioni connesse allo scambio termico beneficiano dei risparmi energetici consentiti dal ricorso ai semilavorati di rame: scambiatori di calore per centrali elettriche ed altri impianti, caldaie murali a gas oggi diffusissime, ecc. Nel settore dell’impiantistica, come noto, il tubo di rame viene utilizzato, per le sue doti di resistenza al calore e per la sua conduttività termica, negli impianti di riscaldamento a radiatore e con pannelli radianti a pavimento ed a parete, come pure per la distribuzione dell’acqua potabile calda e fredda. Un notevole progresso è stato realizzato nel settore delle valvole termostatiche, realizzate in leghe di rame, che consentono di regolare la temperatura dei vari ambienti con sensibili risparmi. Un altro segmento di impiego del tubo di rame è quello del condizionamento dell’aria e della refrigerazione, dove risultano egualmente premianti e insostituibili le prestazioni del rame in termini di conduttività. Il rame costituisce poi il materiale di base per la valorizzazione delle energie alternative, a cominciare da quella solare che trova nei laminati e tubi di rame il materiale migliore per la realizzazione dei pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria nonché per i tetti e le pareti energetiche. Il nostro paese, con la sua eccezionale dotazione naturale di irraggiamento solare, è ancora in ritardo in questo settore, comunque destinato ad un grande sviluppo, per il quale sono già oggi disponibili tecnologie innovative ad alto rendimento, pompe di calore, pannelli di nuova concezione, ecc. Per incentivare l’uso di queste risorse che potranno dare alla nostra nazione grandi benefici, il Fisco ha concesso fino al 31/12/2003 le detrazioni IRPEF del 36% anche per l’installazione di impianti di questo tipo, ma è in discussione la proroga anche per l’anno prossimo. Nella tabella (pag. 26) è possibile avere un breve quadro della funzione del rame all’interno degli impianti che sfruttano le energie rinnovabili: ad esempio in una turbina eolica da 1 MW, sono impiegate 4,4 tonnellate di rame. E’ stato calcolato che con i generatori oggi in funzione in Europa si evita l’emissione di 19 milioni di tonnellate di CO2. Negli ultimi anni la ricerca delle aziende produttrici di motori elettrici è stata focalizzata verso l’aumento del rendimento di questi, attraverso una scelta oculata dei materiali, del design e assemblaggio degli elementi, tra cui i rotori pressocolati in rame. I risultati hanno portato ad una maggiore affidabilità, una minore dispersione di calore, meno vibrazioni e rumore, e una vita più lunga del prodotto. Il ruolo del rame è stato determinante: in linea di massima possiamo dire che l’efficienza del motore cresce insieme al contenuto di questo metallo: così vengono minimizzati il surriscaldamento delle macchine e lo spreco di energia nelle linee di trasmissione. A tale proposito, so- Rame notizie 2/2003 • 25 Tecnologia Eolica Dov’è il rame? Generatori, motori, cavi, trasformatori Solare termico Scambiatori di calore, tubazioni Solare fotovoltaico Convertitori, trasformatori, cavi Biomasse e biocombustibili Generatori, cavi Idroelettrica Maree Generatori, trasformatori, cavi Generatori, cavi per raccolta e trasmissione di energia no estremamente significative le stime del prof. R. Belmans dell’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio. Secondo Belmans, usando motori ad alto rendimento (e alto contenuto di rame) si potrebbero risparmiare nella sola UE ben 27 TWh all’anno, che comporterebbero la riduzione di 11 milioni di tonnellate di CO2 emesse in atmosfera. Se poi si considerassero anche i contributi dei trasformatori ad alta efficienza e i cavi di potenza, si giungerebbe a circa 50 TWh all’anno. Una analisi economica dimostra che gli investimenti necessari per realizzare questi risparmi (dovuti alla quantità di rame in più e alle apparecchiature) sono di gran lunga compensati dai benefici dal risparmio energetico: si risparmierebbe qualcosa come l’equivalente di 36 milioni di barili di petrolio all’anno! RAME, UN MATERIALE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE Il contributo del rame allo sviluppo, come si è visto, sostenibile trova un suo indiscutibile punto di forza nel risparmio energetico che contraddistingue le varie fasi della sua filiera. Già nella fase di produzione del rame primario, ossia della materia prima “nuova” il rame presenta costi energetici e ambientali inferiori a quelli di altri materiali, costi destinati a ridursi ulte- 26 • Rame notizie 2/2003 riormente con il graduale incremento della produzione, già oggi rilevante, attraverso il ciclo della “idrometallurgia” ad alto contenuto ecologico. Esso si basa, infatti, sulla separazione del metallo dagli inerti con l’ausilio di particolari ceppi di flora batterica che metabolizzano il rame contenuto nel minerale senza emissioni inquinanti nell’atmosfera e, quindi, con abbattimento, dei costi energetici anche perché il processo avviene, praticamente, a temperatura ambiente. Grazie poi all’elevata incidenza del riciclo dei rottami con un integrale recupero del metallo “saltando” le dispendiose fasi dell’estrazione e della raffinazione, si alleggerisce sensibilmente la pressione sulle risorse naturali del pianeta, anche se le riserve mondiali di rame non destano preoccupazioni circa la disponibilità future. E quando si parla di risorse del pianeta occorre mettere in primo piano quelle che esso ci mette a disposizione attraverso le energie “pulite”, come il sole ed il vento, che hanno bisogno del rame per tradursi in risultati pratici. Inoltre, come si è visto, anche le fasi di utilizzazione dei semilavorati e dei prodotti finali della filiera, quelli più vicini ai consumatori, sono caratterizzate da economie energetiche che si sommano a quelle della sicurezza, della durata, della qualità della vita nonché della bellezza, perché il rame, ad esempio utilizzato nelle coperture e rivestimenti di cui si parla in questo fascicolo, è anche “bello” e ci trasmette valori culturali che fanno parte della nostra tradizione. E che dire dell’arte del rame che ci accompagna dall’antichità, con i suoi bronzi greci, etruschi, romani, attraverso il Rinascimento e le opere contemporanee? Non si possono poi dimenticare gli aspetti economici, nel senso che le prestazioni del rame in termini di risparmio energetico di durata e sicurezza si traducono in competitività economica delle applicazioni finali il cui costante sviluppo, tipico delle aree industrialmente più avanzate, garantisce ai paesi meno sviluppati, dove si concentrano le risorse minerarie, possibilità di esportazioni del metallo primario a prezzi remunerativi, nell’ambito di un equo sistema di divisione internazionale del lavoro, compreso nel più ampio concetto della missione del rame per lo sviluppo sostenibile. Anche l’influenza sulla salute e sull’ambiente sono fattori determinanti per uno sviluppo sostenibile. SALUTE E SICUREZZA Il rame è un elemento ampiamente diffuso in natura e risulta essenziale per il metabolismo e, quindi, per la salute umana. Poiché il rame non viene sintetizzato dall’organismo esso viene apportato quotidianamente con la dieta, di cui sono particolarmente ricchi molti alimenti, mentre il processo della omeostasi ne garantisce il giusto bilanciamento nell’organismo stesso. Eventuali problemi per la salute possono derivare piuttosto dalla carenza di rame che dalla sua eccedenza. La carenza di rame può avere effetti dannosi non solo per l’uomo, ma anche per altri protagonisti dell’ambiente. Ciò può verificarsi nelle piante con casi di anomalo sviluppo delle foglie, scoloramento e caduta precoce delle stesse. Poiché il rame è essenziale per il metabolismo dell’energia, per il trasporto del ferro e la sua trasformazione da elemento inorganico in emoglobina, una sua carenza può risultare nociva anche per gli animali oltreché per l’uomo. Addirittura, a proposito del morbo della “mucca pazza”, è stata avanzata da un allevatore inglese l’ipotesi che esso potrebbe dipendere da uno squilibrio indotto dall’uomo tra il contenuto di rame e quello di manganese delle cellule. Ma il rame può anche fornire un essenziale contributo per la difesa del bene primario dell’uomo e dell’ambiente: l’acqua potabile. Il rame, infatti, assieme all’argento, detiene una preziosa caratteristica, quella della batteriostaticità, essenziale per combattere le proliferazioni batteriche che possono insorgere nell’acqua potabile. Un impianto idrico realizzato in rame rappresenta una misura preventiva di sicura efficacia e comprovata da indagini e scientifiche. Rame notizie 2/2003 • 27 L’antica tradizione della lavorazione del rame C U L T U R A L’albero di melograno A cura di Marco Crespi Nel Trentino la lavorazione del rame è radicata e diffusa ancora oggi grazie alle botteghe e alle piccole officine in cui gli artigiani n albero, ma di rame. L’accostamento è solo apparentemente inconsueto, sebbene non sia facile pensare che un oggetto vivente possa essere così bene rappresentato ed esaltato da una forma di metallo. Se invece questo accade, significa che l’artista ha saputo mostrare non solo talento tecnico nella realizzazione dell’opera, ma anche infondere calore, unicità, bellezza e - è il termine che meglio rende l’idea - perfino un’anima, che si rivela nei dettagli così come nell’insieme. Lo sappiamo: il rame è un metallo “caldo”, colorato e capace di cambiare colore, da sempre usato nell’arte e in tutte le attività umane; ma si resta ammirati e sorpresi quando si incontrano opere di questa levatura, quasi con lo stupore di chi vede il metallo rosso impiegato in campo artistico per la prima volta. “L’albero di melograno” non nasce dal nulla. Nasce da una terra, il Trentino, dove la lavorazione del rame è radicata e diffusa: nelle valli ci sono ancora le botteghe e le piccole officine in cui gli U modellano questo metallo per fare paioli, pentolame, tavoli, cornici, orologi, oggetti artistici di qualunque genere, incisioni e monili. Ed è nel solco di questa tradizione secolare che si colloca la creatività di Settimo Tamanini, meglio conosciuto come Mastro7, un orafo che realizza alcune delle sue opere in rame. 28 • Rame notizie 2/ 2003 Il Melograno Albero delle Grandi Madri Il melograno, fin dall’antichità, è considerato il simbolo per eccellenza della Fecondità, Prosperità e Benedizione Divina. Il suo frutto, la “melagrana”, con la sua forma sferica dà l’immagine del cosmo e del mondo, raccoglie in sé tante vir tù quali l’Unità, l’Onore, la Regalità. Ha il potere di generare vera amicizia, suscitare concordia, conservare l’unione tra i popoli, allontanare il male e portare benessere. Con questo melograno, forgiato e “soffiato” in rame naturale si propone un simbolo universale carico di significati veri e profondi. artigiani modellano questo metallo per fare paioli, pentolame, tavoli, cornici, orologi, oggetti artistici di qualunque genere, incisioni e monili. Ed è nel solco di questa tradizione secolare che si colloca la creatività di Settimo Tamanini, meglio conosciuto come Mastro7, un orafo che realizza alcune delle sue opere in rame. Mastro7 predilige soggetti naturali, come per esempio il castagno, il fico e, come già accennato, il melograno. La scelta è il risultato del profondo percorso culturale di un artista che studia la storia del materiale e i simboli ad esso legati. E’ una ricerca artistica che tiene conto perfino degli strumenti con cui vengono plasmate le opere e dei simboli delle opere stesse, che spesso richiamano il mondo a cui egli è profondamente radicato. Spiega infatti Mastro7: “L’albero -che nella mia infanzia era anche il calendario delle stagioni, il nascondiglio, l’amico dai buoni frutti che ci riscaldava l’inverno- è come noi: un ponte sospeso fra terra e cielo. È un atto dovuto rendergli omaggio con un materiale nobile come il rame, che assieme all’oro ed all’argento è uno dei pochi metalli puri che esistono in natura e il cui simbolo è legato alla donna. Mi sono ispirato alla Bibbia dove nella Genesi, il Signore con un “SOFFIO” alitò la vita nell’uomo. Il “SOFFIO” dunque è il filo conduttore che ha fatto nascere questi tre grandi alberi. Infatti il tronco, i rami, le foglie, i frutti del melograno, del fico e del castano sono “SOFFIATI” con la fiamma ossiacetilenica e dalla superficie piana, per incanto, tra i colori dell’arcobaleno che il rame assume per il calore, sbocciano come bolle di sapone: semisfere, “gropi”, tronchi, rametti, foglie e frutti.” La ricerca alla base dell’opera e il carico simbolico che ne dà forma intensificano e sottolineano ulteriormente la perizia con il quale ha saputo piegare i tubi per Rame notizie 2/2003 • 29 creare i rami e percuotere con forza o lievemente martellare le lastre per ottenere le foglie e i frutti. E’ proprio osservando i frutti che si stenta a credere che sia fatto solo in rame: i dettagli e le particolarità della buccia e dei grani sono sorprendenti, e la fiamma ha alterato la superficie in maniera da ottenere effetti cromatici affascinanti, costituiti di sfumature e riflessi, come se davvero sui rami di un melograno vi fosse una sottile pellicola di metallo rosso, eterogenea e variegata. Il melograno, il fico, il castagno. “In questa nuova ricerca – ribadisce Mastro7- lungo il sentiero della vita, ho riscoperto gli “alberi” che sono in noi e vicino a noi, silenti archetipi universali. Ho riscoperto anche il rame, fino a poco tempo fa patrimonio delle nostre case. Metallo povero però nobile come l’oro, per la sua duttilità, e per il calore che emana: ed in questo ho “soffiato” con la fiamma un po’ di amore per la vita.” Il castagno, un altro capolavoro in rame di Mastro7 30 • Rame notizie 2/2003 Nato a Mattarello di Trento nel dicembre 1943, Settimo Tamanini si accosta all’arte del cesello nella bottega del m a e s t r o Vittorio Benetti e all’Università popolare di Trento frequenta i corsi del pittore ed incisore Remo Wolf, apprendendo l’anatomia e la conoscenza del “verismo” e dei valori cromatici. Dal 1960 al 1967 si dedica alla frequentazione del mondo degli artisti e fondamentale è il suo incontro con Silvio Alchini, scultore ed umanista. Ricco di esperienze, di viaggi e di ricerche, nel 1970 torna a Mattarello ed apre uno studio – laboratorio e da questa data firma le proprie creazioni con il nome Mastro 7. Legato da un amore profondo alla sua terra, con la tecnica delle microfusioni trasfonde i fiori delle valli dolomitiche nei metalli preziosi, che talvolta sposa a minerali ed anche a materiali recentissimi; sempre apprezzate sono le sue rose finemente cesellate. Nel 1972 Mastro 7 si fa creatore di gioielli e di monili in metalli preziosi ed è presente alle sfilate di alta moda. Le sue opere sono divenute simbolo di numerose manifestazioni internazionali, e fanno parte di collezioni private di illustri personalità. Dal 1998, riprendendo la tradizione degli smalti a fuoco su oro e argento, si dedica all’arte sacra. Nella sua attività è affiancato dalla moglie Fausta ed ora può contare anche sulla collaborazione dei figli Gianfranco, maestro d’arte e gemmologo, e Luca, che cura l’amministrazione e le pubbliche relazioni. Per ulteriori informazioni: www.mastro7.it L’Esperto risponde L’Esperto risponde L’Esperto risponde L’Esperto risponde A cura di Marco Crespi Gentili signori, […] sto cercando di capire quali siano le differenze in termini di composizione, processo realizzativo, caratteristiche chimiche e fisiche tra il rame utilizzato in elettrotecnica ed il rame utilizzato in lattoneria […]. L.S. Le tabelle del CEN Report 13388 designano una dozzina di tipi di rame pressoché puro, con purezza minima superiore al 99,90%. Ognuno di questi pertanto si distingue per la composizione di quel rimanente 0,10%, che a volte è responsabile di rilevanti variazioni di caratteristiche tecnologiche. Dal punto di vista dei quantitativi prodotti e consumati a livello mondiale, i tipi di rame più importanti sono indicati come Cu-ETP e Cu-DHP. Il rame Cu-ETP (Electrolytic Tough Pitch) è un rame ottenuto per raffinazione elettrolitica e trattato al tronco di pino; è caratterizzato dalla presenza di ossigeno e dall’assenza di fosforo. Il rame Cu-DHP (Deoxidized High residual Phosphorus) è invece un rame totalmente disossidato nel quale viene mantenuto, a garanzia della disossidazione, un tenore di fosforo relativamente alto, compreso tra lo 0,015 e lo 0,040%. Riassumendo: Cu - DHP Cu - ETP pra di ossidi (formati dal calore) che impediscono la corretta compenetrazione della lega d’apporto. Analogamente, se il rame contenesse già in partenza dell’ossigeno, la forza della giunzione sarebbe comunque pregiudicata. Pertanto il rame utilizzato per i laminati da impiegare per coperture e lattoneria, ma anche per la produzione di tubi per gli impianti di distribuzione dei fluidi è quindi il tipo Cu-DHP. Tuttavia il fosforo - al contrario dell’ossigeno - riduce notevolmente la conduttività elettrica: pertanto il rame destinato ad applicazioni elettriche ed elettrotecniche è il tipo CuETP. Nella tabella che segue, viene rappresentata la variazione della conduzione elettrica al variare dell’elemento aggiunto. Preso come riferimento il rame puro, si può notare come la curva del fosforo abbia una pendenza molto accentuata: significa che ne basta poco per peggiorare notevolmente la conducibilità: questa diminuisce quasi del 10% se c’è un contenuto P di 0,015%. Cu (+Ag) O P % % % 99,90 min. 0,015-0,04 99,90 min. 0,04 max - La presenza del fosforo permette di eliminare fenomeni di fragilità in ambiente riducente, migliorare la deformabilità plastica a freddo e soprattutto incrementare l’attitudine alla brasatura. Quest’ultimo è l’aspetto fondamentale: per le tubazioni e le applicazioni di lattoneria sono necessarie giunzioni che devono essere meccanicamente stabili. Nelle operazioni di brasatura si usano i disossidanti proprio per evitare che la superficie di rame si rico- Le altre proprietà tecnologiche (per esempio il punto di fusione o la conduttività termica) non sono influenzate significativamente. Rame notizie 2/2003 • 31 Aziende associate all’IIR 32 • Rame notizie A.D.I. Snc Strada Statale Regina km 3,111 62018 Potenza Picena (MC) Tel. 0733 884043 - Fax 0733 884000 www.adisnc.it FOMA Spa Via Caselle, 10 25081 Bedizzole (BS) Tel. 30 6871169 - Fax 030 6872100 www.foma.it ASTEC Srl Via dell’Artigianato, 30 31030 Dosson di Cassier (TV) Tel. 0422 490183 - Fax 0422 383120 www.astec.it FRABO Spa Via B. Croce, 21/23 25027 Quinzano d’Oglio (BS) Tel. 030 9925711 - Fax 030 9924127 www.frabo.net CARLO COLOMBO & C. Spa Via Euripide, 10 20041 Agrate Brianza (MI) Tel. 039 6898764 - Fax 039 6898775 www.carlo-colombo.com GIACOMINI Spa Via per Alzo, 39 28017 S. Maurizio d’Opaglio (NO) Tel. 0322 923111 - Fax 0322 96256 www.giacomini.com COMAP ITALIA Srl Via Castelmella, 55/57 25030 Torbole Casaglia (BS) Tel. 030 2151026 - Fax 030 2151023 www.comapitalia.com IBP BANNINGER ITALIA Srl S.S. Asolana, 70 43056 San Polo di Torrile (PR) Tel. 0521 317311 - Fax 0521 317355 www.ibpbanningeritalia.it EUROPA METALLI Spa Borgo Pinti, 99 50121 Firenze (FI) Tel. 055 24671 - Fax 055 2479067 www.europametalli.it S.A. EREDI GNUTTI METALLI Spa Via Volta, 201 25128 Brescia (BS) Tel. 030 3540777 - Fax 030 3540081 www.eredignutti.it FINTECO Spa S.P. Rivoltana, 35 20090 Limito di Pioltello (MI) Tel. 02 926861 - Fax 02 92686666 www.salteco.it VIEGA ITALIA Srl Via Carnevali, 53 40053 Bazzano (BO) Tel. 051 833943 - Fax 051 833944 www.viega.com 2/2003