ANNO 2 NUMERO 19 LUGLIO 2013 d e l l a P r o v i n c i a G RAN D A L’agricoltura è bellissima! INVIATO A T U T T I G L I I M P R E N D I TORI A G RICO L I D E L L A P ROVINCIA G RAN D1A 2 3 SOMMARIO L’ editoriale 5 Quello che il Catasto non potrà mai sapere L’ aria 6 Direzione, redazione e amministrazione: Via Pylos, 20 - 12038 Savigliano - Cuneo Tel. 0172.711279 [email protected] www.imprenditoreagricolo.com Editore: Réclame S.r.l. Via Pylos, 20 - 12038 Savigliano - Cuneo Progetto grafico: Marco Grussu e-mail: [email protected] www.reclamesavigliano.it Stampa: G. Canale & C. S.p.A. Via Liguria, 24 - 10071 Borgaro - Torino Registrazione Tribunale di Saluzzo n. 3 del 09/01/2012 Abbonamento anno 2013 Euro 18,00 Conto corrente postale n° 1003849591 Intestato a Reclame srl Causale: Amico dell’Imprenditore Associato Unione Stampa periodica Italiana Copia gratuita 4 36 La montagna vuole vivere e non può più attendere e tributi O rtofrutticoltura 14 8 Redditi, chi ha optato per la cedolare secca non dovrà più ribadirlo Grandine e gelate 2011 e 2012 La Regione anticipa i contributi 33 La ministra dell’Agricoltura premia la Mela Rossa Cuneo 10 La rivalutazione agraria vale anche per gli agricoltori non proprietari 16 Per costruire una stalla non basta il geometra 21 è Roberto Morello il successore di Mario Abrate alla Piemonte latte 22 Suini, come ridurre costi e inquinamento senza compromettere la produzione 40 Ecco il nuovo direttivo degli allevatori piemontesi A. r . pro . m . a . 12 informa L’aratro del marchese di Sambuy traccia il solco dell’agrimeccanica A ttualità 24 N otizie 27 dalle aziende La potenza scende in campo E nologia Z ootecnia Pubblicità: Réclame Via Pylos, 20 - 12038 Savigliano - Cuneo Tel. 0172.711279 Cosa fare contro la recessione L’impietosa analisi di Confcooperative Prorogati i benefici fiscali per chi ristruttura la casa Direttore responsabile: Osvaldo Bellino Direttore editoriale: Valerio Maccagno 35 7 L’IMPRENDITORE AGRICOLO della provincia Granda Conto termico, scade il 1 agosto il bando per gli impianti a biomassa che tira Immigrati a Saluzzo Una questione umanitaria F isco 26 Biomassa, la più antica fonte di energia utilizzata dall’uomo 28 «Moscato d’Asti spumante, non perdiamo altro tempo» 30 Guerra dei dazi con la Cina Pannelli solari contro vino 32 Roero e Roero Arneis Docg nel gotha dei grandi vini a Roma R adici 42 Dolce come il miele Il nettare degli dei 44 Chi passa per questa via, dica un Ave Maria M ercatino 47 Gli affari dell’imprenditore S cadenze 39 fiscali LUGLIO: occhio alle scadenze L’ editoriale di O svaldo B ellino Quello che il Catasto non potrà mai sapere L’agricoltura è bellissima, si legge in copertina, perché bellissima è la vita. E l’agricoltura è vita, appunto, nel bene e nel male. Poesia del contatto simbiotico con la natura, ma anche dramma di aziende costrette a chiudere le stalle o a smantellare frutteti, perché non c’è lavoro, oppure perché il lavoro non consente più di mantenere una famiglia. L’agricoltura è bellissima, però, perché nonostante tutto è inesauribile e continua a offrire speranza. Non a caso, dai bollettini della crisi le uniche note positive riguardano il fronte dei campi. Il calo delle esportazioni, pressoché il solo motore di crescita dell’economia nazionale, nel primo trimestre di quest’anno si è fatto sentire anche in provincia di Cuneo, che ha perso più di un punto percentuale rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ma l’unico dato in controtendenza è quello dell’export agricolo, che invece è cresciuto del 5,1 per cento. Parallelamente, le ultime rilevazioni fornite alla Giornata dell’economia indicano che le aziende agricole condotte da giovani sotto i quarant’anni sono quelle che guadagnano di più, in quanto maggiormente capaci di internazionalizzarsi. Il messaggio è chiaro. Lo spazio c’è, bisogna rimanere con i piedi per terra, ma aprirsi al mondo, usare il trattore, ma anche il computer, parlare il piemontese, ma anche l’inglese, come avviene nello straordinario laboratorio formativo dell’Università di Pollenzo, dove si fondono virtuosamente i saperi tradizionali del mondo contadino con le avanguardie accademiche degli studiosi del gusto. Il resto lo fanno la terra, gli animali, le piante, che da millenni tramandano ai posteri segreti più grossi di noi, restituendo al lavoro dell’agricoltore la magìa dei vini, dei formaggi, dei salumi, delle confetture di frutta… Capolavori naturali, come il miele, che già gli antichi egizi deponevano nel sarcofago del faraone per nutrirlo durante il lungo viaggio ultraterreno, oppure che gli uomini preistorici della penisola iberica dipingevano nelle “Grotte del ragno”, come trofeo del saccheggio degli alveari. L’agricoltura è bellissima, quando non si è costretti a litigare sulle quote latte o le rendite catastali. Quando, passando accanto ai piloni votivi che invocano la protezione dei santi sui raccolti, si ha l’umiltà di alzare gli occhi al cielo e recitare un’Ave Maria. 5 L’ aria di che tira M ichele A ntonio F ino Immigrati a Saluzzo Una questione umanitaria Ne parlano tutti, dappertutto. Molti a sproposito. Sembra che la questione dei migranti africani arrivati a Saluzzo a maggio sia un po’ come la Nazionale di calcio: tutti esperti anche di quello di cui non ci si è mai interessati o che non si è mai capito. Gli agricoltori che con immigrati lavorano da quando a Lagnasco arrivavano i treni dei Leccesi, trent’anni fa, seguiti poi dagli albanesi, dai cinesi e dai braccianti africani, non li sente quasi nessuno. Quasi. Perché invece un posto dove ascoltare tutte le campane c’è: cercate “La terra che connette” su Google e troverete interviste a lavoratori e imprenditori, un linguaggio serio, un’attenzione a informare e non a tirare la giacchetta di una vicenda difficile a favore di una parrocchia, piccola o grande. E’ l’approccio che piace alla gente concreta, a quella che sul semovente le pesche le raccoglie a fianco di Mohamed o di Ibrahim, sotto lo stesso sole, mettendo nello stesso cassone, bevendo dallo stesso barlet. Chi sa dov’è la terra e quanto è bassa, sa che una mano serve e sa che chi te la dà non è una macchina di carne, ma una persona. Per questo un anno fa chiedevo che gli operatori economici non facessero più finta di pensare che la gente scomparisse la sera per ricomparire magicamente la mattina dopo, in azienda. E devo dire che quest’anno Coldiretti, Comune di Saluzzo e Caritas la loro parte l’hanno fatta: c’è un accoglienza dignitosa per duecento persone dai primi di luglio, pronta per chi arriverà per lavorare e concretamente lavorerà nella frutta del Saluzzese. E per questo merita rispetto. Invece, chi è arrivato a maggio per raccogliere la frutta vive un altro problema: è evidente e lo ha ben sottolineato Carlo Petrini su La Repubblica. Pensate un po’ se a giugno arrivassero 500 immigrati ad Alba per la vendemmia e qualcuno accusasse gli agricoltori di non dare lavoro, parlasse di problema del razzismo. Sarebbe serio? Secondo me, per niente. A giugno niente uva, come nel Saluzzese, niente frutta. A maggio e giugno; per ora ci sono solo ciliegie nei giardini. Un accampamento di persone senza tetto è un problema gravissimo, ma non è un problema dell’agricoltura, è un problema del Paese. E’ stato così fino ad oggi, deve essere così oggi a Saluzzo, come fu vent’anni fa a Brindisi e magari domani in qualche altra cittadina che oggi spera che non le tocchi, sottovalutando il fatto che questi non sono episodi ma passaggi epocali da cui, in un modo o nell’altro, non si torna indietro. Non si può che scegliere di essere e restare umani. 6 F isco di A lberto tealdi , commercialista , e T ributi [email protected] Prorogati i benefici fiscali per chi ristruttura la casa Fino al 31 dicembre per riqualificazione energetica e ristrutturazioni; fino al 30 giugno 2014 per l’arredamento Con il Decreto Legge 63/2013 è stata apportata prorogata fino al 31.12.2013 la possibilità di usufruire delle detrazioni Irpef/Ires per la riqualificazione energetica degli edifici e la detrazione Irpef per le ristrutturazioni. Per quanto riguarda la riqualificazione energetica è stata altresì incrementata l’aliquota di detrazione che è passata dal 55% al 65% per i pagamenti effettuati a partire dal 6 giugno Per quanto concerne invece la detrazione Irpef per le ristrutturazioni, fino a fine anno è stata confermata la detrazione al 50% su un valore massimo di spesa di 96.000,00 euro per unità immobiliare. Si ricorda che a partire dal 1° gennaio 2014, salvo nuove proroghe, rimarrà solamente in piedi la detrazione Irpef sulle ristrutturazioni con detrazione al 36% e su un valore di spesa massimo di 48.000,00 euro. Infine è stata introdotta la possibilità di ottenere una detrazione pari al 50% su un valore massimo di 10.000,00 euro per le spese finalizzate all’arredamento di abitazioni oggetto di ristrutturazione. Per quanto concerne invece gli interventi finalizzati al risparmio energetico effettuati sulle parti comuni condominiali o su tutte le unità immobiliari del condominio, la detrazione del 65% è ammessa per le spese sostenute fino al 30 giugno 2014. 7 Redditi, chi ha optato per la cedolare secca non dovrà più ribadirlo L’esercizio dell’opzione per l’applicazione della cedolare secca sui canoni percepiti a seguito di locazione di immobili abitativi comporta che il contribuente, invece di inserire tali canoni nel proprio reddito complessivo, può adempiere all’obbligazione tributaria pagando un’imposta sosti- 8 tutiva del 21% su quanto percepito (o del 19% qualora gli immobili siano locati in regime di canone concordato) non dovendo più inoltre l’imposta di registro sia in sede di registrazione che nelle annualità successive. In molti casi, soprattutto su redditi alti, l’esercizio della cedo- lare secca comporta un importante vantaggio fiscale. L’introduzione di tale opzione ha comportato però all’inizio un po’ di confusione in merito agli adempimenti che il contribuente è tenuto a compiere per poter correttamente esercitare l’opzione. In prima battuta di L’opzione esercitata in sede di dichiarazione rimane valida fino alla scadenza del contratto la stessa Amministrazione finanziaria riteneva che per i contratti di locazione in essere al momento dell’entrate in vigore del Dlgs 23/2011 il contribuente che aveva optato per tale regime in sede di dichiarazione (Unico o 730) doveva comunque ogni anno, entro quello che sarebbe stato il termine per il versamento dell’imposta di registro, presentare all’Ufficio il modello 69 di decidere di revocarla mediante comportamento concludente, vale a dire versamento dell’imposta di registro ed assoggettamento ad Irpef dei canoni. La stessa Agenzia ha poi precisato che coloro i quali nel corso del 2011 hanno regolarmente effettuato gli adempimenti previsti per l’applicazione della A lberto F isco e tributi tealdi , commercialista cedolare secca ma poi in sede di dichiarazione non hanno effettuato l’opzione assoggettando il reddito ad Irpef, possono ancora presentare la dichiarazione integrativa nella quale effettuare l’opzione, a patto che però vengano anche regolarizzati i versamenti di acconto e saldo. per confermare l’opzione. Con la Circolare n. 13 del 9 maggio l’Agenzia delle Entrate ha superato ufficialmente la precedente posizione considerando quindi valida, fino a scadenza del contratto e senza alcun ulteriore obbligo da parte del contribuente, l’opzione esercitata in sede di dichiarazione. Rimane ovviamente la possibilità per contribuente, in qualsiasi momento, 9 F isco di e tributi Alberto tealdi, commercialista La rivalutazione agraria vale anche per gli agricoltori non proprietari L’Agenzia delle Entrate con la Circolare n.12 del 3 maggio ha dato una interpretazione estensiva alla norma prevista dalla Legge di Stabilità per il 2013 in materia di rivalutazione del reddito agrario. Come già scritto sui precedenti numeri, è previsto per i periodi di imposta 2013, 2014 e 2015 una maggiore rivalutazione dei redditi catastali dei terreni del 15% (in aggiunta a quelli già in vigore pari all’80% per il reddito dominicale ed al 70% per il reddito agrario) e tale maggiore rivalutazione incide già nel calcolo degli acconti per il 2013 da versarsi in questo periodo. Contestual- 10 mente è stato previsto che tale rivalutazione è ridotta al 5% per tutti i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agri- esso conduttore o meno, per quanto concerne il reddito agrario questi è dichiarato da chi effettivamente lo conduce. Il dettato letterale della Interpretazione estensiva dell’Agenzia delle Entrate per non creare disparità di trattamento coli professionali (Iap) iscritti nella previdenza agricola. Considerato che per quanto riguarda il reddito dominicale questo è dichiarato dal proprietario del fondo sia norma pareva concedesse l’agevolata rivalutazione del reddito agrario al 5% solo per il conduttore che fosse anche proprietario del fondo creando quindi una disparità di trattamento fiscale per quegli agricoltori che conducono fondi altrui. Con il citato documento di prassi l’Amministrazione finanziaria ha precisato che per quanto riguarda il reddito agrario la rivalutazione al 5% è concessa sia ai coltivatori diretti o Iap proprietari e conduttori sia a quelli che conducono il fondo in forza di un contratto di affitto, comodato ecc... non essendone proprietari, eliminando così la disparità di trattamento che si sarebbe venuta a creare. Valida l’opzione per la cedolare secca operata solo in sede di dichiarazione dei redditi. 11 ARPROMA informa Associazione Regionale Produttori Macchine Agricole L’aratro del marchese di Sambuy traccia il solco dell’agrimeccanica Breve storia della meccanizzazione agricola della provincia di Cuneo tra il XIX e XX secolo (seconda parte) Il comitato che aveva il compito di assistere alle prove degli aratri portati all’esposizione da “Colonnello Marchese di Sambuy, Monteregale Comandante di San Giuliano in Savoia, Conte Camillo di Cavour, Francesco Manassero, Martini Bartolomeo, Andrea Bottala, Bernardino Veglio” decise di premiare l’aratro del Marchese di Sambuy, poiché aveva “migliorata la natura degli aratri qui in uso”. L’ARATRO SAMBUY. Il Marchese di Sambuy aveva con il suo aratro innovativo iniziato a dare lustro a quella capacità di progettazione e costruzione di attrezzi e macchine agricole, la quale caratterizzerà il Piemonte e, in particolare, il territorio che a partire dal 1859 si sarebbe chiamato Provincia di Cuneo. Lo stesso Sambuy nella “Gazzetta agraria” del 3 maggio 1844 scrisse una “Istruzione sul modo di adoperare l’aratro Sambuy”, affinchè anche coloro che non fossero stati presenti alle prove, potessero avere una precisa nozione del funzionamento dell’attrezzo rurale. Si sapeva infatti che nel Belgio ed in Scozia, nonche in varie regioni d’Inghilterra ed in Francia, il valore delle terre arabili crebbe smisuratamente per la mirabile opera di buoni aratri. Per molti anni l’aratro Sambuy godette di grande notorietà e prestigio, non solo in Piemonte ed in Italia, ma in tutta Europa tanto che all’esposizione universale di Parigi, del 1867 fu premiato con una medaglia d’argento. IL RUOLO DEI COMIZI AGRARI. Le sperimentazioni della meccanizzazione agricola si arenarono per gli eventi politici e bellici del Risorgimento. 12 Dopo l’Unità d’Italia in provincia di Cuneo risorsero i comizi agrari, a Cuneo, Alba, Mondovì, Saluzzo e Savigliano. Il loro ruolo nell’ambito della promozione della meccanizzazione agricola fu senza dubbio importante e decisivo soprattutto nel periodo che va dalla loro costituzione alla prima guerra mondiale. Questo lavoro di promozione era utile secondo l’opinione dei dirigenti dei comizi, poiché “l’imperfezione degli strumenti e l’ignoranza dei coltivatori suggerisce l’idea di non tralasciare mezzo per diffondere la conoscenza e l’uso di macchine e strumenti perfezionati, che con minor fatica ed in più breve tempo permettono di eseguire miglior lavoro”. MONDOVI’ E SAVIGLIANO. In Provincia di Cuneo, le prime esposizioni di macchine agricole del dopo Unità d’Italia furono quelle di Mondovì e Savigliano del 1868. In entrambe le esposizioni concorsero costruttori di macchine per la vitivinicoltura a Mondovì e per la ceralicoltura a Savigliano. Nel 1869 una commissione si assunse la responsabilità di organizzare la prima esposizione provinciale, la quale fu chiamata Esposizione Agraria, Industriale, Artistica della Provincia di Cuneo. Nell’ottobre del 1870 quindi il suddetto comitato poteva con soddisfazione dire di essere riuscito ad organizzare la manifestazione provinciale con risultati che superarono di gran lunga le aspettative; gli espositori infatti furono più di novecento. Tra questi vi era anche un piccolo gruppo di artigiani costruttori di attrezzi e macchine agricole. Sul prossimo numero, i nomi dei costruttori ed i loro prodotti. 13 Grandine e gelate 2011 e 2012 La Regione anticipa i contributi L’Assessorato regionale all’agricoltura garantirà i contributi in conto capitale per i danni alle produzioni, alle strutture aziendali e alle scorte conseguenti alle avversità atmosferiche dell’anno 2011 e del 14 febbraio 2012, erogando un totale di 9.731.617,99 euro. In seguito al riconoscimento, da parte del Ministero, del carattere di eccezionalità degli eventi registrati nel 2011 (nei periodi 13-17 marzo, maggio-giugno, 10-13 luglio, 4-8 novembre) e delle rigide gelate verificatesi tra gennaio e febbraio 2012, il riparto pianificato dal Fondo di solidarietà nazionale prevede l’assegnazione al Piemonte O rtofrutticoltura Decisa l’erogazione di quasi 10 milioni di contributi in conto capitale ovviando ai ritardi dello Stato e integrando il fondo di 3.172.000 euro per compensare i danni al settore rurale. PAGAMENTI IMPROROGABILI Valutando improrogabile il restringimento dei tempi per i pagamenti alle aziende coinvolte dalle avversità metereologiche, e ritenuto in seconda istanza l’importo statale al di sotto delle esigenze evidenziate dal territorio, la Giunta della Regione Piemonte ha licenziato la delibera che consente agli uffici regionali di anticipare in tempi brevi le risorse statali non ancora trasferite da parte del Ministero, e di integrare tale importo con 6.559.617,99 euro attraverso l’impiego di economie a disposizione dell’Amministrazione. LE QUOTE DI FINANZIAMENTO Mediante tale provvedimento non solo si ha un contingentamento dei tempi di pagamento, ma si garantisce il finanziamento del 70% del contributo massimo concedibile per danni alle strutture e del 35% del contributo massimo concedibile per il deterioramento delle produzioni. «Ritengo questo intervento un’azione di un certo peso – commenta l’assessore regionale all’agricoltura, Claudio Sacchetto -, specie in un periodo economicamente delicato come l’attuale, in grado di fornire una boccata di ossigeno alle aziende che da oltre un anno attendevano risposte, e di ovviare in secondo luogo ad una tempistica particolarmente prolungata da parte dello Stato. Le erogazioni da parte della Regione potranno prendere inizio nei prossimi mesi». DAL PORTAFOGLIO REGIONALE Sacchetto fa notare che “un importo da parte del Fondo di solidarietà nazionale è stato assegnato, in termini teorici, già nell’agosto 2012, ma ad oggi non trasferito alla Regione”: «Abbiamo voluto rinforzare mediante un’iniezione di risorse, oltre 6 milioni e mezzo di euro, un contributo statale che altrimenti non avrebbe inciso minimamente sulla estrema necessità di compensazione delle aziende. Si interviene per compensare le produzioni di pregio andate perdute (data l’impossibilità delle aziende, in quel periodo, di stipulare le opportune assicurazioni), le strutture aziendali e le scorte». 15 Z ootecnia di Giuseppe Cagnassi, [email protected] In fase di progettazione, bisogna partire dalle esigenze dei bovini, condizione indispensabile per raggiungere gli obiettivi produttivi 16 Per costruire una stalla non basta il geometra Alle bovine da latte vengono richieste prestazioni produttive ogni giorno superiori: più latte, più grasso, più proteina, più fertilità ecc.; per questa ragione la presenza di una struttura capace di soddisfare a pieno le esigenze delle vacche diventa una condizione indispensabile per poter ottenere gli obiettivi produttivi limitando le problematiche dell’allevamento. Fino ad oggi, nella realizzazione di nuove stalle e negli ampliamenti delle strutture esistenti, l’allevatore ha fatto intervenire il geometra o l’ingegnere ma raramente ha interpellato un esperto di animali in grado di mettere in evidenza in fase di progettazione le esigenze delle bovine. Su questa linea, in moltissimi casi, si è pensato e realizzato prima la copertura e solo in seguito si è ragionato sulla sistemazione interna dovendo per forza, a quel punto, scendere a compromessi sfavorevoli per gli animali. Quindi siccome le attuali tecnologie di costruzione permettono di realizzare senza problemi qualsiasi tipo di copertura è bene non preoccuparsi in partenza del materiale da utilizzare per la realizzazione del capannone ma iniziare il progetto con la organizzazione degli spazi interni. Solo dopo aver pianificato la posizione e le misure di zone di riposo, zone di alimentazione e passaggi si effettuerà la scelta di una tipologia costruttiva che possa dare copertura all’ambiente pensato per gli animali. CUCCETTE O LETTIERA PERMANENTE Per le vacche da latte la stalla libera con zona di riposo a cuccette è indubbiamente la soluzione più diffusa sia per le nuove realizzazioni sia per le ristrutturazioni. Questa tipologia di stalla ha ormai completamente sostituito le stalle libere con lettiera permanente che avevano avuto grande diffusione negli anni ’70 e ’80. La stalla a cuccette presenta alcuni vantaggi rispetto alla lettiera permanente primo tra questi è il notevole miglioramento della pulizia della zona di riposo: da ciò derivano Z ootecnia migliori condizioni igienico sanitarie della mammella. Ne consegue una riduzione del numero di mastiti sia cliniche che subcliniche con il risultato di avere minori quantità di latte da scartare, minori costi di antibiotici e livelli di cellule nel latte decisamente più contenuti. Siccome la cuccetta delimita un’area di riposo individuale si riducono i rischi di lesioni da schiacciamento soprattutto a carico della mammella e si garantisce una maggiore tranquillità delle bovine in fase di decubito. Oltre agli elementi tecnici sono a favore della cuccetta anche ragioni di tipo economico legate ad un minor costo per la realizzazione della struttura in quanto le superfici per animale si dimezzano ed inoltre si riduce drasticamente il costo del materiale da lettiera. Se per le vacche in produzione la lettiera permanente può presentare un problema gestionale, per le vacche in asciutta ha invece delle caratteristiche idonee consentendo una maggiore ginnastica funzionale e migliori condizioni per il parto. ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI Nelle stalle piemontesi la consistenza dei capi in produzione è mediamente al di sotto delle 100 unità, per cui è normalmente impossibile realizzare più gruppi produttivi; si trovano quindi a convivere nello stesso ambiente animali in condizioni fisiche completamente diverse. Di conseguenza per salvaguardare gli animali più deboli tutti gli elementi di cui una bovina ha bisogno devono essere presenti in misura non limitante. Per quanto riguarda il numero delle cuccette non è tollerabile che siano inferiori al numero delle bovine presenti. E’ invece tollerabile un minor numero di posti in mangiatoia se si ha l’accortezza di scaricare ogni giorno l’unifeed dopo aver rimosso dalla greppia almeno il 2% di residuo del giorno precedente. In questo modo si ha la certezza che tutti gli animali abbiano mangiato il necessario e quindi al momento dello scarico del nuovo alimento il numero di bovine che andrà in mangiatoia non sarà più del 50%. Su questa base possiamo strutturare tranquillamente la stalla con tre file di cuccette sulla stessa corsia di alimentazione. Nella struttura si vengono quindi a creare due corsie di passaggio per gli animali. La prima a servizio della mangiatoia e di una fila di cuccette: questa deve avere una larghezza di 4.5 metri per consentire il movimento degli animali ed una più agevole rilevazione dei calori. La seconda a servizio delle altre due file di cuccette deve avere una 17 Z ootecnia larghezza di 3.5 metri. Per entrambe una larghezza superiore risulta inutile perché può invogliare qualche animale a sdraiarsi in corsia. I corridoi di passaggio tra le corsie devono ridurre il tragitto delle vacche verso la mangiatoia e verso la cuccetta libera per cui vanno posizionati indicativamente con un intervallo di 20 cuccette. La larghezza di questi passaggi deve essere pari al multiplo della larghezza delle cuccette in modo da garantire un allineamento sia estetico che funzionale (utile ad esempio per il posizionamento dei 18 cancelli). La misura consigliata è pari a tre cuccette ossia 3.75 metri. In questo modo si permette la circolazione delle vacche anche quando ci sono animali fermi agli abbeveratoi che, come diremo in seguito, possono trovare la loro sistemazione ideale proprio a lato dei corridoi di passaggio. AREAZIONE E ILLUMINAZIONE I tamponamenti laterali fissi sono sicuramente un ostacolo al movimento dell’aria nei periodi più caldi per cui sono da preferire tamponamenti mobili realizzati con reti frangivento che possono essere agevolmente posizionate in inverno e rimosse in estate. La forma del tetto ha un effetto fondamentale sulla circolazione dell’aria perché ci permette di sfruttare il moto convettivo: quello che comunemente viene chiamato effetto camino, in base al quale l’aria calda tende a salire verso l’alto richiamando in basso dell’aria fredda che proviene dall’esterno. Per massimizzare questo risultato bisogna realizzare coperture con pendenza del tetto almeno pari Z ootecnia Organizzazione degli spazi, lettiere permanenti, areazione, illuminazione, corsie di foraggiamento, abbeveratoi, pavimentazione… Ecco di cosa occuparsi prima di tutto al 30% e posizionare sul colmo un generoso cupolino. Tanto è maggiore la distanza tra il livello della gronda ed il cupolino tanto maggiore sarà il volume di aria che naturalmente potrà circolare nella stalla. L’illuminazione non solo è importante per l’assorbimento della vitamina D ma ha una influenza positiva sulla produttività della mandria in quanto riduce la secrezione di melatonina; ormone che limita l’attività e l’ingestione e favorisce il riposo. Per questa ragione è necessario inserire nella copertura degli elementi trasparenti che permettano in estate di raggiungere nella stalla un livello di luce sufficiente. Nella progettazione dell’impianto di illuminazione artificiale sarebbe consigliabile installare un sistema capace di sottoporre le bovine ad una illuminazione maggiore a 150 lux in modo da garantire anche in inverno un periodo di chiaro pari a 16 ore seguite da un periodo di oscurità di 8 ore. Impianti con queste caratteristiche hanno fatto registrare incrementi produttivi dal 6 al 10%. CORSIA DI FORAGGIAMENTO E ACQUA DI ABBEVERATA La corsia di foraggiamento deve presentare una larghezza pari a 4.5 metri. La zona sulla quale viene scaricato l’unifeed, che è sottoposta all’attacco degli acidi, deve essere rivestita con acciaio, piastrelle o resine avendo l’accorgimento di non utilizzare il metallo in corsie esposte al sole per evitare un riscaldamento dell’alimento in estate. Per il posizionamento degli abbeveratoi è necessario calcolare un fronte di abbeverata pari a 10 cm per vacca con una dislocazione delle vasche il 19 Il secondo svantaggio è legato all’effetto antiscivolo che ha una durata molto limitata nel tempo. Per questi motivi negli ultimi anni hanno preso il sopravvento i pavimenti pieni rigati al momento della gettata in modo da creare dei solchi profondi 10 mm disposti o a spina di pesce rispetto all’asta del raschiatore oppure i solchi a rombo. più uniforme possibile in modo tale di permettere agli animali di accedere all’acqua in ogni punto della stalla. Bisogna inoltre dimensionare adeguatamente la tubatura in modo tale da avere una portata sufficiente per permettere un veloce riempimento delle vaschette. E’ consigliato predisporre la conduttura ad anello questo consente un collegamento ad un impianto di riscaldamento ed eventualmente anche ad un impianto per il trattamento dell’acqua che potrebbe risultare importante nel caso di presenza della Prototeca. 20 PAVIMENTAZIONE DELLE CORSIE Nel corso degli anni le opinioni a questo riguardo sono cambiate. Alla fine del 2000 si era propensi a consigliare un pavimento fessurato vantaggioso in quanto permette di mantenere pulite le corsie senza nessuna attività. Lo stesso presenta però due grossi svantaggi il primo legato al confort del piede in quanto nelle bovine ad alta produzione lo zoccolo è già molto sollecitato e le fessure nel pavimento aumentano il carico sulla parte che appoggia. CONCLUSIONE “… Quello che voi chiamate fortuna non è altro che attenzione ai particolari” (Winston Churchill). Queste parole non sappiamo se sono servite per definire una interessante strategia politica o una brillante azione militare ma certamente non sono state pensate per parlare di vacche. Nonostante questo penso che possano rappresentare perfettamente il metodo con il quale gli allevatori moderni devono impostare il loro lavoro quotidiano. Z ootecnia è Roberto Morello il successore di Mario Abrate alla Piemonte latte Roberto Morello Momento di grande fermento per la cooperativa, che dovrà compiere scelte strategiche determinanti Roberto Morello, 49 anni, saviglianese, sposato con Paola, quattro figli, titolare di un’azienda ad indirizzo zootecnico con 90 capi in mungitura a Savigliano, dal 21 maggio è il nuovo presidente di Piemonte Latte. Nella stessa sessione di Consiglio sono stati nominati due vicepresidenti: Michele Cerutti di Osasio e Giovanni Massimino di Cavallermaggiore. E’ un momento di grande fermento per Piemonte Latte. che dovrà compiere scelte strategiche e determinanti per il futuro della Cooperativa. «Si apre una nuova pagina della nostra storia – dice Roberto Morello –, raccolgo l’eredità di Tommaso Mario Abrate che, dopo 32 anni di presidenza, ha deciso di passare la mano, pur assicurando il suo pieno sostegno in veste di componente del Consiglio di amministrazione. Intendo dare priorità al rapporto con i soci, che sono l’anima e la forza della nostra grande cooperativa, voglio stimolare il confronto e raccogliere nuove idee». 21 Z ootecnia Suini, come ridurre costi e inquinamento senza compromettere la produzione Un recente, interessante studio del CRPA (Centro Ricerche Animali) di Reggio Emilia, affronta il tema dell’utilizzazione dell’azoto alimentare nell’allevamento suinicolo e la sua efficienza. Un argomento che interessa non poco i suinicoltori cuneesi in quanto è messo in evidenza che la parte di azoto che l’animale non riesce a utilizzare viene eliminata con le feci (circa il 25%) e con le urine (75%). 22 IL SEGRETO DELLE PROTEINE La conseguenza che ne deriva è che quest’ultima quota è quella a maggior rischio ambientale, perché costituita da forme altamente solubili (NH4+) e quindi più pericolose per l’inquinamento delle acque e dell’aria, ma è anche quella più facilmente controllabile attraverso un bilanciamento della proteina nella dieta somministrata agli animali. Dimostrazione, quindi, dell’esistenza di una relazione diretta tra livello proteico degli alimenti e quantità di azoto liberata nell’ambiente. Il CRPA ha in corso questo progetto finalizzato al contenimento dell’azoto escreto dai suini per ridurre l’inquinamento delle acque dovuto all’azoto di origine agricola. L’approccio è quello dimostrativo, per aiutare gli agricoltori a introdurre le migliori tecniche disponibili nella pratica aziendale veri- Z ootecnia ficando nel contempo la loro sostenibilità economica, se non addirittura la convenienza. quantificate le escrezioni di azoto derivanti dalle razioni normalmente utilizzate. RISULTATI MOLTO INTERESSANTI «Ritengo molto interessante ed utile agli allevatori – commenta Renato Silvestro, suinicoltore, presidente Cia zona Fossano Savigliano - lo studio sulla riduzione dell’apporto proteico DIMOSTRAZIONI IN AZIENDA «La resa dell’azoto – osserva Silvestro -, è risultata compresa tra il 30 e il 26,5%, mentre l’azoto al campo per posto ingrasso/anno arriva a superare gli 11 kg. Quest’ultimo dato è su- Attualmente si stanno sperimentando mangimi con una riduzione del 10% nel tenore di proteina grezza sulla sostanza secca. I risultati delle prove sono positivi, con un abbassamento consistente dell’azoto escreto ed un calo dei costi». Per spiegare i miglioramenti ottenuti e come ottenerli nel proprio allevamento, durante i mesi estivi il CRPA organizzerà, presso le Nuovo studio del Centro ricerche animali (Crpa) di Reggio Emilia sul bilanciamento delle proteine nell’alimentazione degli animali. Test nel Cuneese nella razione, che permetterebbe di migliorare l’efficienza di ritenzione dell’azoto pur mantenendo gli stessi livelli di produttività, abbassando di conseguenza i costi di produzione». Il CRPA ha individuato tre aziende suinicole dimostrative, localizzate in provincia di Cuneo, Reggio Emilia e Mantova, ed in queste sono state periore di circa il 13% a quello della media nazionale prevista dalla normativa vigente sulla tutela delle acque dall’inquinamento, ma è generalmente giustificato dal fatto che nella fase di finissaggio del suino pesante l’indice di conversione degli alimenti diminuisce. I margini di manovra sulla razione alimentare sono quindi ampi. aziende dimostrative, alcuni incontri aperti a tutti i suinicoltori. Per mezzo di questo giornale e del quotidiano agricolo indipendente terraoggi.it si terranno informati i suinicoltori cuneesi sulla data dell’incontro in provincia al fine di organizzare la partecipazione. 23 A ttualità Biomassa, la più antica fonte di energia utilizzata dall’uomo La biomassa, intesa come legna da ardere, pellet, residui di lavorazione del legno, delle coltivazioni e forestali, è la più antica fonte di energia utilizzata dall’uomo. Può essere usata per alimentare l’impianto di riscaldamento di un’abitazione, sostituendo 24 completamente altre fonti di energia. CIRCOLO VIRTUOSO La biomassa è un combustibile, l’anidride carbonica che emette quando brucia è quella assorbita dalla pianta durante la sua crescita e può essere riassorbita da una nuova pianta che cresce in modo da creare un ciclo a produzione nulla. La fotosintesi è il processo biochimico alla base della trasformazione del carbonio inorganico presente in atmosfera in carbonio organico. Attraverso la fotosintesi le piante utilizzano l’energia radiante del sole per trasformare l’anidride carbonica in zuccheri. Foreste, colture agricole, pascoli e distese erbose ma anche il plancton rivestono un ruolo determinante nell’assorbire l’anidride carbonica presente nell’atmosfera per A ttualità Legna da ardere, pellet, residui di lavorazione del legno… Come riscaldarsi salvaguardando l’ambiente trasformarla in zuccheri e quindi in materia organica, restituendo ossigeno in atmosfera. COMBUSTIBILE ECOLOGICO In particolare, i pellet sono cilindretti di legno prodotti sottoponendo ad elevata pressione la segatura, ossia gli scarti di legno puro (senza vernici) prodotti da segherie, falegnamerie ed altre attività connesse alla lavorazione del legno, senza utilizzare alcun tipo di collante, ma solo per effetto della pressione elevata. Oltre ad essere un com- bustibile ecologico il pellet presenta anche dei vantaggi tecnici. Mentre la legna normale presenta un potere calorifico di 4,4Kw/Kg (con il 15 % di umidità con 18 mesi di stagionatura), quello del pellet è di 5,3 Kw/kg. La densità del pellet è di 650 kg/M3 ed il contenu- to d’acqua è pari all’ 8% del suo peso. Per questo motivo non è necessario stagionare il pellet per ottenere una resa calorica sufficientemente adeguata. Il diametro va da un minimo di 5 mm ad un massimo di 8 mm. (Fonte: casasoleil.it) 25 A ttualità Conto termico, scade il 1 agosto il bando per gli impianti a biomassa Incentivi fino al 40 per cento dell’investimento, in base al tipo e alla potenza dell’impianto e alla zona climatica 26 Scade alle ore 21 del 1° agosto 2013 il termine per presentare le richieste di iscrizione ai Registri del Conto Termico riservati agli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con impianti a pompa di calore e agli interventi di sostituzione degli impianti di serre e fabbricati rurali con impianti alimentati da biomassa, realizzati dalle Pubbliche Amministrazioni e dai privati. Le richieste dovranno essere trasmesse esclusivamente per via telematica, mediante l’applicazione informatica Portaltermico disponibile sul portale del Gestore dei servizi energetici (Gse) all’indirizzo https://applicazioni.gse.it/. Le graduatorie saranno pubblicate sul sito internet del Gse entro 60 giorni dalla data di chiusura dei Registri. Dell’eventuale ammissione in graduatoria non sarà data comunicazione specifica ai Soggetti Responsabili partecipanti alla procedura. L’incentivo, che non è cumulabile con altri bonus fiscali, copre fino al 40 per cento dell’investimento ed è spalmato in un periodo compreso tra i 2 e i 5 anni. I tetti massimi sono differenziati in base al tipo di intervento, alla potenza dell’impianto e alla zona climatica in cui il lavoro è realizzato. Per maggiori informazioni, consultare i siti www. fattoriedelsole.org oppure www.terraoggi.it (sezione bioenergia). N otizie dalle aziende La potenza scende in campo Nella Giornata di Venerdì 12 Luglio 2013 , alle ore 10.00 a Marene in via Moglia Baratà , CASE IH a fianco di Agricinque Gruppo Racca s.r.l. scenderà in campo con una manifestazione focalizzata sui nuovi prodotti di gamma media e grande potenza oltre che sulle nuove tecnologie di guida satellitare AFS e precisione RTK, dimostrando dal vivo le prestazioni delle ultimissime gamme di macchine da poco introdotte sul mercato. La gamma CASE IH sarà presente al completo: dal nuovo modello MAGNUM 370 cvx con trasmissione a variazione continua , dotato di un efficiente motore CASE IH FPT da 8,7 litri in grado di sviluppare una potenza massima di 419 CV ( al momento uno dei trattori convenzionali più potente disponibile sul mercato a livello mondiale), al Puma 230 cvx e Puma 160 cvx , macchine con cambio a variazione continua e una potenza massima rispettiva di 269 cv e 203 cv allestite con il sistema AFS Accuguide completo e precisione RTK di 2,5 cm. Non mancherà, come prima esclusiva Italiana, il nuovo Maxxum 4 cilindri 120cvx,con il nuovo cambio a variazione continua e una potenza massima di 154 cv. La nuova gamma Maxxum 4 cilindri cvx è disponibile sul mercato con 3 modelli da 147cv a 163 cv. Verranno inoltre esposte tutte le altre macchine della gamma CASEIH, dalle nuove mietitrebbie AXIAL FLOW ai trattori Puma e Maxxum con cambio Powershift. Sarà disponibile un Trailer CASE IH allestito con tutti i prodotti e i display dei sistemi AFS e Precision Farming e un’area per le presentazioni ufficiali delle macchine. Presenteranno anche le nuove trattrici della gamma Farmall con il modello di punta, il Farmall 115 U pro: un modello completamente nuovo con il moderno cambio PowerShift a 4 velocità e con una cabina dotata di ogni confort possibile. A chiudere il Farmall 105 C, trattrice compatta, agile e versatile (equipaggiata dal cambio Power Shuttle 24x24) e con elevata facilità di utilizzo: tutti gli ingredienti per una trattrice unica. Le macchine dimostrative verranno abbinate ad attrezzature per la lavorazione del terreno e semina Pottinger e Quivogne (già loro partner in altre manifestazioni a livello mondiale). Nel centro di prova verrà reso disponibile un parcheggio e un area rinfresco per tutti i clienti CASE IH presenti e futuri. 27 E nologia «Moscato d’Asti spumante, non perdiamo altro tempo» Asti continua ad essere considerata la città simbolo di un territorio e non il simbolo di un prodotto. L’esempio di Champagne e Prosecco. Il progetto irrealizzato Sono iniziate le trattative per le rese ed i prezzi dell’uva moscato vendemmia 2013. L’euforia degli anni 2011 e 2012 ormai è soltanto un dolce ricordo. Come avevamo previsto, i 115 quintali per ettaro del 2011 ed i 108 quintali per ettaro del 2012 erano una forzatura per accontentare la parte industriale. CROLLO DELLE VENDITE Le vendite dell’Asti Spumante, non sostenute da una capillare ed in- 28 tensa pubblicità, stanno crollando su tutti i mercati mondiali. Grazie soltanto a una forte richiesta di Moscato d’Asti (25 milioni di bottiglie) quest’anno non avremo una resa per ettaro di 60/70 quintali per ettaro. Negli anni Ottanta-Novanta come presidente del CE.P.A.M, con alcuni piccoli produttori di Moscato d’Asti, ci battemmo affinché la Dogc fosse riconosciuta non solo per l’Asti Spumante, ma anche per il Moscato d’Asti. Il Consorzio dell’Asti spumante era contrario e solo con l’intervento di Giacomo Oddero, presidente della Camera di Commercio di Cuneo, della Coldiretti (Ravotto) e dell’Asprovit (Biestro), si riuscì ad ottenere questo importante risultato per tutta la zona di produzione. Per il Moscato d’Asti solo per la versione a tappo raso, per la versione spumante (Moscato d’Asti Spumante) tutte le porte rimasero chiuse. è MANCATA LA PUBBLICITà Fino agli anni ‘90 le denominazioni d’origine erano tre: Asti spumante, Moscato d’Asti e Moscato d’Asti Spumante. Si disse che la parola Moscato d’Asti Spumante avrebbe creato confusione. La parte industriale pensava di trasformare con importanti interventi pubblicitari l’Asti in un prodotto come lo Champagne o il Prosecco. Purtroppo il tempo e soprattutto i mancati interventi pubblicitari hanno smentito le rosee previsioni. Mentre lo Champagne ed il Prosecco, pur prendendo il nome dal territorio, sono diventati simbolo di un prodotto (pochi sanno dove si trova la regione di Champagne e la frazione Prosecco) per l’Asti spumante questo non è successo. OBBEDIENZE SBAGLIATE Asti continua ad essere considerata una città simbolo di un territorio e non simbolo di un prodotto. Non esistono, infatti, prodotti tipo Pinot di Champagne o Chardonnay di Prosecco mentre sul mercato troviamo il Barbera d’Asti, il Dolcetto d’Asti, la Freisa d’Asti senza dimenticare il Moscato d’Asti. Ben diverso sarebbe stato il risultato se la parte industriale non avesse obbedito all’imposizione del regime fascista degli anni ‘30 quando volle sostituire il Canelli Spumante con l’Asti Spumante. Ma si sa, in quegli anni chi non obbediva ai desideri del podestà finiva come Cesare Pavese... al confino. Urge pertanto ripristinare, prima che sia troppo tardi, il prodotto Moscato d’Asti Spumante, soprattutto in questo momento che la parola Moscato è ben accettata sui mercati mondiali (oltre un miliardo e mezzo di bottiglie vendute). Un consiglio senza rischi di... confino Giovanni Bosco, presidente Coordinamento terre del moscato 29 E nologia Guerra dei dazi con la Cina Pannelli solari contro vino Un ulteriore contenzioso commerciale internazionale rischia di mettere in difficoltà le produzioni vitivinicole europee ed italiane. L’indagine del governo cinese sulle esportazioni in dumping di vino europeo potrebbe, infatti, condizionare pesantemente un promettente mercato anche per le realtà vinicole della 30 provincia di Cuneo, che da tempo hanno deciso di spingersi oltre confine con i loro prodotti. SE L’EUROPA ATTACCA LA CINA… È dall’estate scorsa, infatti, che l’associazione dei produttori cinesi ha chiesto al ministero del Commercio di indagare sull’aumento dell’export dei nostri vini, lamentando i danni che questo determina per le loro imprese. Ora le autorità cinesi sembrano determinate a dare seguito a questa richiesta e i produttori del vecchio continente potrebbero non reggere l’imposizione di nuovi dazi che bilancerebbero, nella lettura che è stata data a questo provvedimento, la proposta della Commissione europea di aumentare dall’11,8% al 47,6% in media i dazi sui pannelli solari importati in Europa dalla Cina. TROVIAMO UNA SOLUZIONE «Non si deve assolutamente arrivare ad imporre E nologia Le produzioni vitivinicole italiane rischiano di diventare merce di scambio nel contenzioso commerciale. A rischio l’export nuovi dazi e siamo convinti che non vi siano elementi oggettivi per procedere in tal senso – commenta Confagricoltura Cuneo –. Invitiamo dunque il Governo e le autorità comunitarie a trovare una soluzione prima di mettere a repentaglio un comparto ed un mercato per i quali le nostre esportazioni stanno raccogliendo successi importanti». PER IL CUNEESE SAREBBE UN DISASTRO Sull’argomento interviene anche il presidente della Confederazione italia- na agricoltori di Cuneo, Roberto Damonte: «Si sta ripetendo il deja vu di un’agricoltura di alto livello, come il comparto vitivinicolo, che produce eccellenza, riconosciuta in tutto il mondo, che diventa merce di scambio per prodotti industriali che hanno problemi di concorrenza. Il mercato cinese sta diventando anche per l’agricoltura cuneese un interessantissimo sbocco per molte sue produzioni: i nostri agricoltori hanno avviato positive collaborazioni e scambio con regioni cinesi di grandi dimensioni e, quindi, non possono sacrificare i rapporti conquistati, non senza fatica e costi, su altari altrui. Non facciamoci del male e anzi preveniamo conseguenze negative. Sappiamo che, dal punto di vista economico, oggi un battito d’ala di farfalla in Cina può provocare da noi un disastro». 31 E nologia Roero e Roero Arneis Docg nel gotha dei grandi vini a Roma Dopo Barolo, Barbaresco e Dogliani, l’ingresso in società di due altri storici prodotti dell’enologia piemontese La sala Ailanto, al settimo piano del Marriott Grand Hotel Flora di via Veneto a Roma, dopo Barolo, Barbaresco e Dogliani Docg, ha ospitato l’ingresso in società dei due gioielli del Roero: il Roero e il Roero Arneis Docg. CENTOVENTICINQUE ETICHETTE L’iniziativa, che ha visto protagoniste 72 aziende produttrici, con oltre 125 rinomate etichette, è stata 32 presentata dalla Camera di commercio di Cuneo, grazie alla sua azienda speciale Ceam (Centro Estero Alpi del Mare), in collaborazione con i vitivinicoltori, l’enoteca del Roero di Canale, l’associazione dei Comuni del Roero, la Regione Piemonte, la Provincia di Cuneo, Ima Piemonte, l’Associazione romana Sommelier, la Fipe Confcommercio Roma, l’Arte dei Vinattieri e Unioncamere. I vini degustati, il Roero Docg 2010 e il Roero Arneis Docg 2012, sono stati abbinati alle specialità e ai prodotti del territorio cuneese, abilmente preparati dai docenti dell’Istituto alberghiero di Mondovì e Dronero. MIRACOLO ECONOMICO «Le colline del vino e del tartufo del Roero – afferma Luciano Bertello presidente dell’Enoteca regionale del Roero - si sono presentate a Roma con i vini più prestigiosi della zona, che sanno parlare della millenaria civiltà della vite e della saggezza dei viticoltori del Roero. La degustazione è dunque il racconto della storia e dell’attualità viticola del mondo chiamato “arneis” (originale, ribelle ndr), artefice di un vero e proprio miracolo economico, capace di portare le colline della sinistra Tanaro albese nel gotha dei grandi vini. L’occasione propizia anche per brindare con il Roero Arneis docg 2012 che si caratterizza per la grande bevibilità, armonia, equilibrio e fresca sapidità». CARATTERE RIBELLE Commenta il presidente della Camera di commercio di Cuneo e Unioncamere, Ferruccio Dardanello: «Il vino Roero, nobilissimo nella tipologia del lignaggio dei Nebbioli, è fine, elegante e delicato, ampio e vellutato, e, nella tipologia di Roero Arneis, unico vitigno bianco autoctono tramandato con memoria che si perde nei meandri della storia, presenta un carattere estroverso e ribelle, simpatico e originale, ma aristocratico, caldo e vigoroso, come i tenaci viticoltori di irte e sabbiose colline prealpine». O rtofrutticoltura La ministra dell’Agricoltura premia la Mela Rossa Cuneo Riconoscimento consegnato al presidente del Consorzio, Domenico Sacchetto per aver “promosso la registrazione al sistema di qualità” Il presidente del Consorzio per la valorizzazione e tutela della Mela Rossa Cuneo IGP, Domenico Sacchetto, è stato premiato a Roma con la targa di Anteprima Dop, consegnatagli dalla ministra dell’Agricoltura, Nunzia De Girolamo, “per aver promosso la registrazione della Mela Rossa Cuneo al sistema di qualità certificata”. L’assegnazione del riconoscimento è avvenuta nell’ambito della premiazione delle associazioni che hanno ottenuto l’IGP o la DOP tra il novembre 2012 ed il maggio 2013. L’occasione è stata la presentazione del volume “Atlante Qualivita Food&Wine 2013” di Mauro Rosati, alla quale sono intervenuti, tra gli altri, Paolo De Castro (presidente Comagri), Cesare Mazzetti (presidente Fondazione Qualivita), Stefano Pavoncelli (AICIG), Riccardo Ricci Curbastro (presidente Federdoc) e Luca Sani (presidente Commissione agricoltura della Camera dei Deputati). Le targhe di Anteprima Dop sono state consegnate a otto nuovi prodotti certificati: Agnello del Centro Italia IGP, Salmerino del Trentino IGP, Panforte di Siena IGP, Ficodindia di San Cono DOP, Mela Rossa di Cuneo IGP, Salame Felino IGP, Sale Marino di Trapani IGP e Ciliegia di Vignola IGP. 33 34 A ttualità Cosa fare contro la recessione L’impietosa analisi di Confcooperative Le indicazioni dei cooperatori per dissipare la sfiducia e generare nuovi percorsi virtuosi di crescita Ripristinare la liquidità delle cooperative favorendo nuove misure per la capitalizzazione, favorire l’accesso al credito, stimolare il pagamento dei debiti delle Amministrazioni Pubbliche, incentivare i consumi riducendo la pressione fiscale e ridurre il cuneo fiscale per rilanciare l’occupazione: sono queste le principali invocazioni dei cooperatori per dissipare la sfiducia, restituire la speranza e generare nuovi processi virtuosi di crescita, emerse dalla XXIV indagine congiunturale sulle imprese aderenti a Confcooperative in relazione al I quadrimestre 2013 e alle previsioni dei mesi successivi. FASE RECESSIVA La nuova flessione dei livelli produttivi registrata nei primi quattro mesi del 2013 allunga la fase recessiva; solo il 9,5% dei cooperatori ha segnalato infatti un aumento della domanda e degli ordini rispetto all’ultimo quadrimestre 2012. L’export cooperativo non delude, ma non è in grado di compensare la prolungata depressione della do- manda interna. I vincoli di liquidità, che trovano principalmente riflesso nei mancati incassi e nei ritardi dei pagamenti, non allentano la morsa. Sul fronte del credito bancario le condizioni di offerta sono sempre più rigide e selettive. Gli indicatori non lasciano intravedere una inversione del ciclo a breve termine. AGROALIMENTARE, IL MENO PEGGIO La domanda interna resta congelata. L’81,8% dei cooperatori non prevede un aumento degli ordini nei prossimi mesi. Il settore agroalimentare è quello che offre le previsioni meno deludenti. Nonostante l’83,9% dei cooperatori non preveda di ridurre gli organici nei prossimi mesi, anche le tensioni sul fronte occupazionale sono destinate a perdurare. Sulla fiducia pesa il prolungarsi della fase ciclica sfavorevole, la chiusura dei rubinetti del credito e lo stress economicofinanziario delle cooperative, fattori che, purtroppo, tendono ad alimentarsi a vicenda. 35 A ttualità La montagna vuole vivere e non può più attendere Coldiretti Piemonte chiede attenzione al popolo degli alpeggi per salvare un patrimonio di tutta la società. Occhio alla Pac Coldiretti Piemonte ha presentato il documento “La Montagna vuole vivere” presso la sede di piazza San Carlo a Torino, presente una numerosa delegazione di margari e di dirigenti delle Federazioni provinciali di Asti, Torino, Novara e Cuneo. 36 UNA RISORSA, NON UN PROBLEMA «La Montagna non è un problema ma una risorsa – ha osservato il presidente di Coldiretti Piemonte, Roberto Moncalvo -, non solo per l’agricoltura, ma per l’intera società. Abbiamo la neces- sità che il territorio venga maggiormente tutelato e che si ponga fine alle speculazioni in atto sull’affitto degli alpeggi in occasione delle modifiche alla Pac». STOP AI BALZELLI Gli ha fatto eco il segretario Arema (Associazioni Regionali margari), Giovanni Fina: «Rivendichiamo la necessità dei servizi al territorio. Nelle nostre malghe salgono oltre 600 famiglie piemontesi che attraverso la pratica casearia e la conservazione dei pascoli garantiscono la biodiversità, A ttualità le tipicità e le tradizioni nei vari processi di trasformazione. Non possiamo tollerare che Enti e di Istituzioni ci complichino l’operatività con continui balzelli».Sergio Barone, vicepresidente di Coldiretti Torino, rilevava che “la Montagna oggi è vissuta oltreché dai margari nel periodo estivo, da famiglie di agricoltori che combattono con le loro imprese una quotidiana battaglia per debellare l’eccessivo carico burocratico cui sono sottoposti. Questo genera difficoltà operative e costi che non si riescono più a sopportare in questi anni difficili per la nostra economia”. SOLUZIONI URGENTI Era presente alla conferenza stampa una delegazione dell’Uncem guidata dal consigliere Roberto Colombero, che ha ringraziato Coldiretti per il documento elaborato nel quale, ha detto, “ci riconosciamo pienamente”: «Aggiungiamo anche la nostra battaglia per la modifica della legge elettorale – osservava Colombero - che tende a dare rappresentatività nelle istituzioni con rappresentanti eletti, al territorio e non solamente come avviene ora, privilegiando la densità della popolazione».Ha chiuso i lavori Bruno Rivarossa, direttore Coldiretti Piemonte, affermando che “il documento sarà ora presentato ai massimi esponenti della regione Piemonte ed inviato a livello nazionale ad un tavolo di lavoro dove si cercheranno con celerità le risposte ai problemi sollevati perchè le imprese di montagna e più in generale la gente non possono più attendere”. 37 38 39 Z ootecnia Ecco il nuovo direttivo degli allevatori piemontesi Nel corso di una folta e partecipata assemblea a Torino – presente l’assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Sacchetto - è stato eletto il nuovo comitato direttivo dell’Arap, l’associazione piemontese degli allevatori. I delegati delle varie sezioni provinciali, a loro volta designati nelle rispettive assemblee locali, hanno votato sulla base di un listone unico. Fra gli eletti, cinque sono cuneesi: Mauro Dalmasso, Livio Diale, Davide Fiandino, Renato Giordano, Edoardo Luino. Gli altri due sono 40 Fra gli eletti, cinque cuneesi: Mauro Dalmasso, Livio Diale, Davide Fiandino, Renato Giordano e Edoardo Luino Alessandro Balma di Torino e Silvio Pella per Novara. Il comitato direttivo si completa con l’ingresso dei presidenti delle sezioni provinciali: Roberto Chialva (Cuneo), Paolo Odetti (Torino), Gianni Simonotti (Novara), Francesco Barberis (Vercelli), Roberto Delodi (Alessandria), Franco Serra (Asti). E’ fra i 13 componenti del vertice che verrà individuato e nominato il nuovo presidente Arap. Succederà nella prossima riunione del direttivo: secondo le previsioni, è attesa una riconferma del presidente uscente Roberto Chialva. PSR - MISURA 111 Sottoazione B è in distribuzione (gratuita) il manuale vitivinicolo Una aggiornata guida del Cipat-Cia per districarsi tra le complicate norme del settore. A disposizione degli interessati presso tutte le sedi Cia del Piemonte. Nasce il manuale vitivinicolo. Si tratta di una guida sempre aggiornata, ideata e messa a punto da uno staff di consulenti vitivinicoli Cipat/Cia che operano a stretto contatto con produttori, enti preposti al controllo ed agli atti autorizzativi e che potrà consentire agli operatori tecnici di districarsi meglio tra le complicate norme del settore. La complessità degli adempimenti impegna produttori e tecnici, richiede tempo ed aggiornamento continuo. Di qui l’esigenza di implementare un servizio di consulenza alle imprese nell’attesa che Comunità Europea ed Italia accolgano le richieste della Confederazione Italiana Agricoltori di snellimento e riduzione delle procedure. “Si tratta di una ricca ed aggiornata pubblicazione – informa Sivio Chionetti, responsabile tecnico vitivinicolo che ha contribuito alla realizzazione del manuale – che affronta i temi dello schedario viticolo, dei diritti di reimpianto e di estirpo, le denunce vitivinicole. Ampio spazio abbiamo dedicato alle novità operative e legislative inerenti ai documenti che accompagnano il trasporto e la vendita dei vini, dalle registrazioni obbligatorie agli adempimenti necessari per la gestione della cantina. Un intero capitolo concerne le pratiche enologiche e la loro comunicazione agli Enti ed un altro le disposizioni relative al confezionamento ed all’etichettatura dei vini secondo i disciplinari di produzione. Infine, dopo un excursus sulla classificazione dei vini, abbiamo trattato la parte assai importante della commercializzazione dei vini, quella che consente all’agricoltore di valorizzare al meglio la sua produzione. Di qui l’analisi dettagliata sulla vendita diretta, sui passaggi diretti, sulle vendite in agriturismo, sulle fatturazioni, sugli adempimenti per l’esportazione. Si tratta di un nuovo prezioso servizio di consulenza alle imprese fornito tramite un network di specialisti del settore, a disposizione dei vitivinicoltori piemontesi. Siamo riusciti a riunire in un’unica pubblicazione, sintetica e pratica, la trattazione di argomenti specialistici con l’obiettivo di favorire l’informazione, l’aggiornamento ed i rapporti con gli uffici competenti con cui gli agricoltori, i tecnici enologi si confrontano dall’inizio dell’attività in vigna, in cantina fino alla commercializzazione”. 41 Da elemento rituale a ingrediente della cucina, l’antica e nobile storia di un prodotto che non conosce crisi R adici di G iovanni B randone Dolce come il miele Il nettare degli dei Quando parliamo di miele, parliamo del primo gusto dolce che, da sempre, accompagna la vita degli uomini. Le testimonianze sono innumerevoli: dalla Bibbia al Corano, dagli antichi Egizi ai Romani. Una pittura rupestre scoperta nelle “Grotte del Ragno” presso Valencia in Spagna, che risale a circa cinque mila anni a.C., indica due uomini che stanno saccheggiando un alveare. LE ANTICHE TERRE DEL MIELE Nelle varie culture il miele è sovente presente come elemento rituale delle celebrazioni importanti e solenni, oltre che come ingrediente della cucina per dolcificare pane, focacce, salse e vini come il famoso idromele. I Romani importavano il miele da Malta, il cui nome 42 originale era “melita” che significa “terra del miele”. Erano comunque importazioni che non bastavano al consumo interno, tanto che l’apicoltura dovette costituire in età romana una voce importante nell’economia agricola della pianura padana e quindi anche del Piemonte. Gli Egiziani erano dei bravi apicoltori come testimoniano numerosi bassorilievi e pitture murali. Il miele veniva offerto al faraone anche dopo la morte accanto al sarcofago per nutrirlo durante il lungo viaggio ultraterreno. UN CAPOLAVORO NATURALE Le ricerche genetiche hanno dimostrato che l’apis mellifera si è originata in Africa e si è poi diffusa in Europa. In realtà il miele prende origine dal nettare dei fiori che è una soluzione acquosa contenente principalmente zuccheri secretati da organi ghiandolari della pianta chiamati “nettari” e dal lavoro delle api che, durante la digestione degli zuccheri, apportano altre sostanze come enzimi, acidi organici e oligoelementi. Il nettare R adici aspirato dalla proboscide dell’ape passa per l’esofago ed entra nella cosidetta “borsa melaria”, una cavità situata prima dell’intestino. La borsa melaria è, in sostanza, un serbatoio che contiene il nettare. Quando l’ape raccoglitrice ritorna all’alveare, il nettare contiene già meno saccarosio e più glucosio e fruttosio, che all’inizio. Alla fine, l’ultima ape deposita un sottile strato di nettare concentrato sul favo che è una struttura di cilindri esagonali di cera larghi circa mezzo millimetro (costruiti con le secrezioni delle ghiandole cerifere delle operaie più giovani). CROCCANTE AL MIELE Ingredienti: 150 grammi di nocciole pelate,150 grammi di pistacchi pelati, 150 grammi di mandorle pelate, 200 grammi di miele, 1 limone, olio per ungere. Tostare leggermente le nocciole, i pistacchi e le mandorle in forno a 180 gradi; devono essere dorati. Fate bollire il miele in una casseruola con i bordi alti per dieci minuti. Unite la frutta tostata e fate cuocere per dieci minuti mescolando. Controllate il punto di cottura facendo cadere una goccia in un bicchiere di acqua fredda: si deve formare subito una pallina molle. Versate il composto in una teglia foderata di carta d’alluminio unta con un po’ di olio e livellatelo usando un limone anch’esso unto con poco olio. Fate raffreddare il croccante, tagliatelo o spezzatelo oppure frullatelo e adoperatelo per cospargere come il praline. Si conserva avvolto nella carta d’alluminio per molti mesi. 43 R adici di A ldo P onso Chi passa per questa via, dica un’Ave Maria La religiosità attraverso i piloni votivi, testimonianze della fede popolare che non poteva permettersi pittori di grido Sulla destra di chi sale verso Madonna delle Grazie di Rossana e Lemma, la strada principale s’incontra con una secondaria, diretta alla frazione Prasecco. All’incrocio delle vie sorge un pilone o cappelletta o edicola sacra, caratteristica, non difforme dai molti altri piloni che un tempo sorgevano un po’ ovunque, al limite dei poderi o ai crocicchi delle strade; dagli affreschi rozzi, frutto di pittori o frescanti 44 poveri, a servizio di chi non poteva permettersi pittori di grido. I SANTI PIU’ INVOCATI Questo che il lettore contempla ha la rara particolarità di rappresentare la Madonna della Misericordia di Valmala, fatto abbastanza raro nella nostra zona, dove pure i devoti del Santuario diocesano sono in gran numero. Sulle altre facciate stanno sbiadendo altri santi, un tempo invocati: san Mauro, san Giovanni, san Giuseppe col bambino e san Grato con il suo pozzo, in cui s’infila la grandine... Sotto l’immagine centrale della Vergine si legge: “Chi passa per questa via dica un’Ave Maria”; ed all’interno, in basso: “Gio. Bertola fece quest’opera – 1882...”. Ecco dunque in questa scritta e nei dipinti una parziale storia di questo “pilun”. Ce la racconta la pronipote di quel Giovanni, vissuto 131 anni fa. Si chia- R adici ma Rina, una donna simpatica, non più giovanissima. LA PRONIPOTE DEL PITTORE Narra: «L’origine del pilone è ricordata in particolare da due raffigurazioni, dalla Madonna di Valmala, a cui il mio bisnonno commissionario era particolarmente devoto; e da San Grato che fa finire la grandine nel pozzo... Perchè il pilone nacque proprio contro il furore distruttore della grandine da sempre aborrita». La Rina continua accalorandosi: «Era un pomeriggio afoso di agosto, quando all’improvviso il cielo s’incupisce di oscuri e neri nembi, forieri di malefici disastri, mentre il tuono inizia a brontolare in lontananza, portato da spifferi di vento gelido. Non c’è davvero molto da sperare. Sembra ormai inevitabile il finimondo. Fra poco s’abbatterà inesorabile sulla vigna di Giovanni (ben 5 giornate!) tremenda la temuta grandine... Che fare? L’uomo che già vede il suo raccolto, costato fatiche e soldi, finire miseramente sotto il crepitio sinistro di quei chicchi furibondi...corre in cortile, apre le braccia al cielo plumbeo e cupo, e grida la sua fede grezza tra le lacrime: “Maria! San Grato! Vi faccio voto di un pilone in vostro onore, ma fermatela! Fermatela! Vi prego!”». CONTRO LA GRANDINE «Il temporale – prosegue il racconto di Rina - impietoso avanza. La grandi- ne inizia a scendere quasi senz’acqua, fragorosa da quel cielo sempre più cupo: ovunque, sui boschi, sui pampini, sui teneri grappoli, già turgidi e promettenti, delle vigne circostanti... Ma non sulla sua vigna. Qui non cade affatto... Giovanni guarda tremante, incredulo. E si asciuga il sudore freddo e le lacrime. Abbassa il capo e prega. Ora il suo pianto è di gioia e di timore del mistero che sta vivendo. Passa velocemente il temporale, ma lasciando negli orti, nelle vigne, nei campi, distruzione e morte e... contro il muretto di cinta della sua vigna solo un alto mucchio dell’odiata grandine, che tuttavia non è entrata nella sua proprietà...». Oggi chi passa ancora per quella via, veloce, in macchina o in trattore, non pensa più a quella storia lontana, forse dimentica anche la povera “Ave Maria”, ma non così il pellegrino di un tempo diretto al santuario di Valmala o il contadino appiedato e stanco che vi sedeva accanto. 45 46 Gli affari dell’imprenditore Per pubblicare i vostri annunci: Tel. 0172.711279 mail: [email protected] ... e su Terraoggi.it puoi inserire anche la foto! è gratis! VENDO Ranghinatore usato marca Galfrè revisionato. Tel. 328/5579541 oppure 334/7066626 Rotopressa Supertino R1500 in ottimo stato. Tel. 339/1468060 Motoagricola Goldoni 526rt, ribaltabile idraulico trilaterale anno 1988 in ottime condizioni. Tel. ore pasti 338/3260531 Vendo falciatrice a tamburi con condizionatore a flagelli comodamente smontabile modello Vicon CMP2901. Fronte di taglio 2,90 m. Tel. 0172/691339 oppure 333/3992086 Gruppo asporta letame Supertino euro 300 e peso per bestiame fino a q.li 15 ad euro 400. 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