«Prima vennero per gli ebrei
E io non dissi nulla perché
Non ero ebreo.
Poi vennero per i comunisti
E io non dissi nulla perché
Non ero comunista.
Poi vennero per i sindacalisti
E io non dissi nulla perché
Non ero sindacalista.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno
Che potesse dire qualcosa»
Martin Niemoeller
Pastore evangelico
Deportato a Dachau
a.s. 2013-14
Scuola media “C. Levi”
Classe 3 C
Shoah = il termine Shoà
significa “sterminio”. Con
questo termine venne
ufficialmente indicato lo
sterminio degli ebrei da
parte dei nazisti. Questo
termine venne usato per
la prima volta nella
comunità ebraica nel
1938.
Olocausto = significa “ sacrificio”
Questa parola è stata
impropriamente adottata per
definire lo sterminio degli ebrei
europei durante la Seconda guerra
mondiale.
Esso non definisce correttamente
l’evento perché implicherebbe una
volontà delle vittime nell’offrirsi in
sacrificio per un ideale, cosa
ovviamente impensabile. Ecco
perché si preferisce l’uso della parola
ebraica Shoah.
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio,
data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz,
"Giorno della Memoria"
PERCHE’ LO
STERMINIO???
Hitler, salito al potere in Germania nel 1933, nel suo folle progetto di dominio
sul mondo intero distingueva razze superiori e inferiori e in particolare paragona
l’ebraismo ad un virus, una «malattia mortale dei popoli». Aveva poche idee,
ma ci ripensava all’infinito e su di esse scrisse un libro: Mein Kampf (la mia
battaglia), in cui:
•Esaltava la bellezza purificatrice della Grande Guerra;
•Voleva dominare l’intera «razza slava»;
•Accusava la società di massa di aver condannato l’individuo alla solitudine.
Aveva due grandi nemici: i banchieri e i social-comunisti.
Hitler riteneva di avere una grande missione: rifondare la società attraverso una
rivoluzione di destra per stabilire un «nuovo ordine» sostituendo la classe
politica liberale e democratica con capi giovani e proiettati verso il futuro.
Il nazismo fece dell’attacco agli ebrei uno dei propri elementi fondanti. Dal
momento in cui giunse al potere, si scagliò contro i cittadini ebrei con ogni
mezzo di propaganda e con una fitta campagna di leggi. Per convincere anche
la pubblica opinione della necessità di questa lotta, furono utilizzate le accuse
di deicidio, di inquinamento della razza ariana e di arricchimento mediante lo
sfruttamento del lavoro e delle disgrazie economiche altrui.
•Il nazismo prefigura un mondo dominato da una razza eletta e purificato da
ogni genere di imperfezione e differenza .
1933 Hitler sale al potere: nasce lo stato nazista. A Dachau viene costruito il
primo lager per oppositori politici, ebrei e non ebrei.
1935 leggi di Norimberga , nascono altri campi di concentramento per
oppositori politici.
1938 «notte dei cristalli»: vengono incendiate sinagoghe e distrutti migliaia di
negozi di ebrei. Comincia la deportazione degli ebrei,
1939 l’esercito tedesco invade la Polonia: scoppia la seconda guerra mondiale.
Gli ebrei polacchi vengono rinchiusi nei ghetti.
1940 – 1941 nascono campi di concentramento in molti paesi occupati;
moltissimi ebrei sono uccisi in rappresaglie nei villaggi.
1942 si dà il via alla Soluzione finale: inizia lo sterminio sistematico del popolo
ebraico
Articolo I
•
1. I matrimoni tra ebrei e cittadini di sangue tedesco o affini sono proibiti. I matrimoni contratti in violazione
della presente legge sono nulli anche se per eludere questa legge venissero contratti all'estero.
•
2. Le procedure legali per l'annullamento possono essere iniziate soltanto dalla Procura di Stato.
Articolo II
•
Le relazioni extraconiugali tra ebrei e cittadini di sangue tedesco o affini sono proibite.
Articolo III
•
Agli ebrei non è consentito impiegare come domestiche donne di sangue tedesco o affini di età inferiore ai 45
anni.
Articolo IV
•
1. Agli ebrei è vietato esporre la bandiera nazionale del Reich o i suoi colori.
•
2. Agli ebrei è consentita l'esposizione dei colori giudaici. L'esercizio di questo diritto è tutelato dallo Stato
. Articolo V
• 1. Chiunque violi il divieto previsto dall'Articolo I sarà condannato ai lavori forzati.
• .2 Chiunque violi il divieto previsto dall'Articolo II sarà condannato al carcere o ai lavori forzati.
•. 3Chiunque violi i divieti previsti dall'Articolo III e dall'Articolo IV sarà punito con un anno di carcere o con una
ammenda, oppure con entrambe le sanzioni.
Articolo VI
Il Ministro degli Interni del Reich, in accordo con il Vice Führer e il Ministro della Giustizia del Reich, emaneranno i
regolamenti e le procedure amministrative necessarie per l'applicazione della legge.
Articolo VII
La legge entrerà in vigore il giorno successivo alla sua promulgazione ad eccezione dell'Articolo III che avrà
effetto entro e non oltre il 1° Gennaio 1936.
Ghetto: sezioni di città dove
venivano rinchiusi in spazi molto
limitati gli ebrei, privandoli delle
libertà fondamentali.
Durante la Seconda Guerra
Mondiale, i Tedeschi istituirono i
ghetti principalmente nell'Europa
dell'est (tra il 1939 e il 1942) e in
Ungheria (nel 1944). I ghetti
erano quartieri spesso recintati,
all'interno delle città, nei quali gli
Ebrei erano obbligati a vivere in
condizioni di grande miseria. I
Tedeschi consideravano i ghetti
una misura provvisoria per
controllare, isolare e segregare
gli Ebrei.
Nel corso degli anni che vanno dal 1939 al 1941 i nazisti attuarono un programma di
"emigrazione forzata" degli ebrei verso est, che trovò la sua attuazione con l'istituzione
dei ghetti. Il primo ghetto di grandi dimensioni fu quello di Lòdz aperto nell'aprile-maggio
del 1940
Nel novembre del 1940, venne istituito il ghetto di Varsavia, il più grande d'Europa, con
470.000-540.000 ebrei
Altri ghetti di minore ampiezza furono quelli di Cracovia, Lublino , Radom, Czestochowa,
Kielce, Lwow, Bialystok e altri di minori dimensioni che vennero ad aggiungersi negli
anni successivi.
Una volta effettuati i trasferimenti, i tedeschi circondavano il quartiere ebraico con un
recinto guardato a vista. In pratica nel ghetto gli ebrei erano fisicamente prigionieri;
continuavano a portare segni di riconoscimento e la sera, dopo il coprifuoco, dovevano
rimanere chiusi nelle case. Fin dall'inizio il più grave problema dei ghetti fu la fame;
l'altro grave problema erano le malattie, che seminavano migliaia di vittime.
Prima che cominciassero le deportazioni di massa, dai ghetti ai campi di sterminio molti
ebrei erano già morti
Nei ghetti, più ancora che nei campi di concentramento e sterminio, i bambini e i ragazzi
rappresentavano la popolazione ebraica più esposta alle malattie, alle torture e alla
morte.
I ghetti in Italia
Ghetto di Roma
Il Ghetto ebraico di Roma è tra i più antichi, è sorto 40 anni
dopo quello di Venezia che è il primo in assoluto. Il termine
deriva dal nome della contrada veneziana, gheto, dove
esisteva una fonderia (appunto gheto in veneziano), dove gli
ebrei di quella città furono costretti a risiedere.
Ghetto di Venezia
Il ghetto di Venezia era la zona di Venezia dove gli ebrei
veneziani erano obbligati a risiedere durante il periodo della
Repubblica veneta.
Il Ghetto si trova nel sestiere di Cannaregio ed è sede della
Comunità Ebraica di Venezia. Nei ghetti morirono circa 800.000
persone per fame e malattie.
•Fra la fine del 1941 e il 1942 Hitler dà il via alla cosiddetta
«soluzione finale» che prevede la deportazione e lo
sterminio di tutti gli ebrei d’Europa.
•Vengono creati nuovi lager o ampliati campi di
concentramento che saranno attrezzati allo stermino tramite
camere a gas e forni crematori per l’eliminazione dei
cadaveri.
•Per accelerare lo sterminio furono anche attrezzati con
impianti per emissione di gas, autobus e vagoni ferroviari
•Con inaudita ferocia, freddezza e disumanità vengono
uccisi oltre 5 milioni di persone innocenti.
•Complessivamente 11 milioni circa di europei morirono
negli oltre 1600 lager nazisti costruiti in Germania e nei pesi
conquistati dai nazisti.
… dal 1941 iniziano le deportazioni di massa con destinazione
Auschwitz …
(o Flossenburg, o Buchenwald, o Dachau, o Ravensbruck, o
Sachsenhausen, o Treblinka, o Majdanek, o Sobibor, o Hartheim, o
Mauthausen, o Bergen-Belsen, o Pustkow, o … … )
Arrivati nei campi ad ogni deportato era assegnato un numero: da quel
momento venivano chiamati solo col numero, perdevano la loro identità e
aveva inizio la loro «disumanizzazione». (il marchio fu usato nel
complesso di Aushwitz. In altri campi il numero veniva cucito sugli abiti o
scritto su una targhetta).
Ogni deportato, al suo arrivo al campo, se non era destinato
all’eliminazione immediata, riceveva anche un simbolo distintivo colorato,
di forma triangolare che veniva cucito sugli abiti.
Ebrei
Dissidenti
politici
Immigrati
Zingari
Criminali
comuni
Soggetti antisociali
lesbiche
Testimoni
di Geova
Omosessuali
La camera a gas è un metodo di esecuzione della pena di morte introdotto
negli Stati Uniti negli anni venti, ispirato all'introduzione dei gas venefici
durante la prima guerra mondiale. Una metodologia simile fu sfruttata poi
dai nazisti per lo sterminio di massa degli ebrei nei lager. Le camere a gas
vennero utilizzate dai nazisti durante l'Olocausto. Diversi esperimenti
furono condotti per trovare il metodo più rapido ed efficace: inizialmente
si usò monossido di carbonio prodotto spesso usando i gas di scarico di
camion o carri armati, poi si passò allo Zyklon B, che permetteva di
uccidere in maniera veloce un gran numero di persone
contemporaneamente (1000-1500 in circa trenta minuti). Uno dei più
tristemente famosi campi di sterminio dove fu applicata questa soluzione
fu il campo di concentramento di Auschwitz, dove morirono circa
1.500.000 persone.
I forni crematori: per eliminare il numero impressionante di
cadaveri vennero costruiti forni che «giorno e notte
emanavano fumo acre…»
Son morto con altri cento, son morto
ch' ero bambino,
passato per il camino e adesso sono
nel vento e adesso sono nel vento....
Io chiedo come può un uomo
uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui
nel vento, in polvere qui nel vento...
Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo
saliva lento
nel freddo giorno d' inverno e adesso
sono nel vento, adesso sono nel
vento...
Ancora tuona il cannone, ancora non
è contento
di sangue la belva umana e ancora ci
porta il vento e ancora ci porta il
vento...
Ad Auschwitz tante persone, ma un
solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere
qui nel vento, a sorridere qui nel
vento...
Io chiedo quando sarà che l' uomo
potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento
si poserà e il vento si poserà...
Io chiedo quando sarà che l' uomo
potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento
si poserà e il vento si poserà e il
vento si poserà...
NOVEMBRE 1938: il governo fascista guidato da Mussolini, alleato della
Germania Nazista, promulgò le leggi razziali che discriminavano i cittadini
italiani ebrei. Già nel mese di luglio «Il manifesto della razza» definiva le basi
della futura legislazione razzista su pretese basi scientifiche.
Ecco stralci di alcuni articoli
•Le razze umane esistono…
•La popolazione dell’Italia attuale è di origine ariana e la sua civiltà è
ariana…
•Esiste ormai una pura razza italica…
•È tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti…
•Gli ebrei non appartengono alla razza italiana…Gli ebrei rappresentano
l’unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è
costituita da elementi razziali non europei…
• Dopo l’occupazione nazista della Venezia Giulia nel 1943,
che divenne territorio del Reich, venne creato a Trieste
l’unico campo di sterminio italiano, nella Risiera di San
Sabba, vi furono incenerite 5000 persone.
• Campi cosiddetti di transito, come quelli di Westerbork,
Gurs, Mechelen e Drancy, in Europa occidentale, e quelli di
concentramento di Bolzano e Fossoli di Carpi in Italia,
erano usati come centri di raccolta, da dove gli Ebrei
venivano poi deportati nei campi di sterminio, tramite
appositi convogli ferroviari.
• Piemonte-4 campi
• Lombardia-3 campi
• Valle d’Aosta-1
campo
• Trentino-1 campo
• Veneto-4 campi
• Friuli-1 campo
• Liguria-2 campi
• Emilia-5 campi
• Toscana-3 campi
• Marche-3 campi
• Umbria-1 campo
• Lazio-2 campi
• Abruzzo-1 campo
Auschwitz, il camino oggi.
Trieste, Italia
Risiera di San
Sabba.
Il «viale dei giusti» è stato creato nel 1962 a Gerusalemme, presso lo
Yad Vashem per ricordare tutti coloro che, animati da amore per il
prossimo e per la giustizia, hanno salvato ebrei dalla deportazione e
dalla morte mettendo a rischio la propria vita. Ad ogni «giusto tra le
nazioni» è associato un albero.
Voi che vivete sicuri Nelle vostre
tiepide case, voi che trovate tornando
a sera Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo Che
lavora nel fango Che non conosce
pace Che lotta per mezzo pane Che
muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome Senza più
forza di ricordare Vuoti gli occhi e
freddo il grembo Come una rana
d'inverno. Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole. Scolpitele
nel vostro cuore Stando in casa
andando per via, Coricandovi
alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi
si sfaccia la casa, La malattia vi
impedisca, I vostri nati torcano il viso
da voi.
(Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947)
Un paio di scarpette rosse
C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora
la marca di fabbrica
"Schulze Monaco".
C'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buckenwald
erano di un bambino di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l' eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono.
C'è un paio di scarpette rosse
a Buckenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.
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