Il suicidio
Il suicidio è una di quelle cose "difficili" da trattare, perché è una
questione emozionalmente carica con ogni tipo di opinioni fantasiose.
Il termine "suicidio" viene dal latino sui che significa "di se stesso" , e
da cida che significa "uccidere". Nel linguaggio comune, per suicidio si
intende l’atto con cui ci si dà la morte di propria volontà.
Per analizzare il fenomeno, gli studiosi di scienze sociali si servono
spesso della c.d. autopsia psicologica: quando qualcuno si uccide si
intervistano le persone a lui più vicine, raccogliendo informazioni sulla
sua vita.
Quando è possibile, tuttavia, si utilizzano le statistiche ufficiali e si
calcola il tasso di suicidio:
n° di morti per suicidio in determinato periodo di tempo (un anno)
100 mila persone residenti nella zona in cui gli eventi
si sono verificati
Il suicidio
Molti studiosi criticano questa metodologia perché la stessa sottostimerebbe
il numero di suicidi e la sottostima sarebbe determinata dall’apparato di
registrazione e dal comportamento degli individui nei confronti di questi
eventi
Se il tasso aumenta, significa che l’apparato di registrazione ha
funzionato bene e non perché il grado di integrazione sociale sia
diminuito.
Se il tasso diminuisce è perché forse c’è una tendenza generalizzata a
nascondere le morti e non per altre cause di ordine sociale
Il suicidio
La teoria di Durkheim: riguarda le cause sociali delle morti per suicidio:
integrazione sociale e regolazione sociale
Anomico
Fatalistico
Alto
Altruistico
Basso
Tasso di suicidio
Egoistico
Inadeguata
Moderata
Eccessiva
Integrazione sociale
Esprime la quantità e la forza dei legami che
uniscono un individuo ai vari gruppi
Inadeguata
Moderata
Eccessiva
Regolazione sociale
Un insieme di norme che definiscono diritti e doveri di
coloro che occupano le varie posizioni sociali, che
stabiliscono i compensi economici, ecc
Il suicidio
In base all’organizzazione esistono quattro tipi diversi di suicidio:
- Individuale, non richiede nessuna forma di organizzazione ed è commesso
da persone singole, che si sentono sole e da sole agiscono
- Di coppia, relativo a due persone che vedono minacciata la propia
relazione e si organizzano per togliersi la vita
- Di gruppo, commessi da un certo numero di persone, con finalità
politiche-militari che si tolgono la vita con l’intento di uccidere anche i
nemici
- Di massa o collettivo, commesso da un elevato numero di persone, unite
spesso da una comune fede religiosa, con alle spalle una buona
organizzazione, guidata dal un leader carismatico.
Il suicidio
Le sette variabili da cui dipende il suicidio:
1. il genere: per molto tempo si è sostenuto che i suicidi tra le donne
avessero un tasso più alto rispetto a quelli maschili (vedi la storia di molti
personaggi femminili famosi che si sono tolti la vita ).
In realtà è l’esatto contrario: in quasi tutto il mondo il tasso di suicidio
maschile, a seconda dell’età, è da tre e cinque volte superiore a quello
femminile
Per quali motivi?
Processo di socializzazione: i ragazzi
imparano a dare maggiore importanza al
coraggio fisico, al rischio, all’aggressività,
alla violenza; le ragazze invece alla
maggiore cura di se stesse e degli altri
Integrazione sociale: molti studi hanno
dimostrato che le donne hanno una rete di
relazioni molto più ampia e solida rispetto
agli uomini.
Il suicidio
Le sette variabili da cui dipende il suicidio:
2. Lo stato civile e i figli: per Durkheim e altri, la società domestica è
un’importante risorsa contro il suicidio: i coniugati avevano un tasso di
suicidio molto più basso di celibi, vedovi e divorziati.
Le motivazioni però erano diverse:
Morselli: gli effetti benefici del
matrimonio erano dovuti al rapporto di
coppia, al legame stabile tra i coniugi
capace di far fronte alle insidie delle
difficoltà
Durkheim: la superiorità dello stato
matrimoniale è dovuta alla presenza dei
figli. L’influenza della famiglia era molto
più benefica quanto maggiore era il
numero dei figli e quanto più tempo questi
restavano a casa.
N.B. con il passare del tempo si è capito che la relazione tra lo stato civile e il rischio di suicidio
non fosse spuria ma che dipendesse da un’altra variabile, ossia lo stato di salute degli individui
Il suicidio
Le sette variabili da cui dipende il suicidio:
2. Lo stato civile e i figli: il vantaggio derivante dal matrimonio è quello
che lo stesso integra, immette in reti sociali che possono essere, al tempo
stesso, solide e flessibili, capaci di reggere alla prove più difficili, di
reagire e di mobilitarsi rapidamente. Tre sono i tipi di sostegno che si
ricevono da queste reti:
1. cognitivo, aiuta a definire e comprendere gli eventi, le situazioni
ambigue le azioni di chi è esterno all’ambiente domestico
2. emotivo, si manifesta con la simpatia, il calore affettivo, la premura
3. materiale, consiste nel dare denaro, fare la spesa, crescere i figli
N.B. Il matrimonio protegge dal suicidio più i mariti che le mogli e questo dipende, ancora
una volta, dai processi di regolamentazione e integrazione sociale
Il suicidio
Le sette variabili da cui dipende il suicidio:
3. L’età: tra età e frequenza di morti volontarie esiste una relazione positiva
il suicidio è rarissimo prima dei quindici anni e tende ad aumentare con
l’età, raggiungendo il picco nella vecchiaia
Due fattori
Lo stato di salute psico-fisica che
peggiora con gli anni e che, a parità di
altre condizioni fa aumentare il rischio
di suicidio
Il grado di integrazione sociale, che
diminuisce nell’ultima fase della
vita, quando arriva il pensionamento
e si rischia maggiormente di
rimanere vedovi.
Il suicidio
Le sette variabili da cui dipende il suicidio:
3. L’età: le cose negli ultimi anni sono cambiate e il tasso di suicidio tra i
giovani è aumentato notevolmente, per tre ordini di motivi:
Perdita dei significati, dovuta al processo di secolarizzazione, ossia il
declino dell’importanza della religione nella vita dei giovani
Depressione, malattia ampiamente aumentata tra i giovani
Diminuzione del capitale sociale, il declino del grado di integrazione sociale
e l’allentamento della struttura relazionale e di fiducia tra le persone
N.B. Altri studi dimostrano che il più basso grado di integrazione sociale sia dovuto alle
trasformazioni avvenute nella stabilità della famiglia di origine e nei tempi e modi di
formazione delle nuove famiglie
Il suicidio
Le sette variabili da cui dipende il suicidio:
4. La religione: secondo Durkheim, la religione riduce il tasso di suicidio
perché svolge una funzione di regolazione sociale. Una maggiore
coesione della chiesa, pertanto, era sinonimo di minori morti per
suicidio
Nella seconda metà del 1800, i bassi tassi di
suicidio tra gli ebrei erano giustificati da fatto che,
rispetto a quella cattolica e ancor di più a quella
protestante, la chiesa ebraica era quella
maggiormente integrata
ISLAMISMO
Alcuni studi hanno dimostrato che, a parità di sviluppo economico, più elevata è la
quota di popolazione musulmana, tanto più basso è il tasso di suicidio.
L’islamismo scoraggia il suicidio non tanto perché lo condanna ma perché è una
religione che, vincolando i fedeli in rituali di preghiera quotidiani, li integra
fortemente nella comunità
Il suicidio
Le sette variabili da cui dipende il suicidio:
5. La classe sociale: sulla fine del 1800, in Italia vi era una relazione
positiva tra tassi di suicidio e classe sociale e la prima era tanto
maggiore quanto più elevata era la seconda.
I valori massimi si raggiungevano tra le classi con i
più elevati livelli di istruzione, con l’unica eccezione
dei sacerdoti.
La situazione è cambiata nel corso del Novecento e la relazione tra tasso
di suicidio e classe sociale è diventata negativa: il primo cresceva al
decrescere del livello di reddito e del prestigio dell’occupazione svolta
Il suicidio
Le sette variabili da cui dipende il suicidio:
5. La classe sociale
Questo si verifica perché al di sotto di una certa soglia, le difficoltà
finanziarie possono provocare un aumento sia del consumo di alcool che
della frequenza delle liti domestiche (due fattori che favoriscono il
suicidio).
Inoltre, le persone appartenenti alle fasce più povere della popolazione
restano, di solito, disoccupate per più tempo e la mancanza di un lavoro
può favorire il suicidio, almeno quando non fa nascere sentimenti di
protesta e manifestazioni di solidarietà all’interno della comunità colpita
Il suicidio
Le sette variabili da cui dipende il suicidio:
6. Il carcere: fin dalla fine del 1600, il carcere è stato il luogo in cui si
commettono più suicidi. Le numerose ricerche condotte nel corso del
tempo hanno dimostrato che la situazione ancora oggi non è cambiata;
in Italia, ad esempio, negli istituti penitenziari, ci si uccide ben cinque
volte di più che fuori.
Perché?
La popolazione dei detenuti ha delle
caratteristiche che la rendono
maggiormente a rischio di morte
volontaria (tossicodipendenti,
schizofrenici, depressi)
È l’ambiente del carcere che spinge a
togliersi la vita. Goffman sosteneva che il
carcere è un’istituzione totale perché
esercita un controllo pervasivo e continuo
dei comportamenti di coloro che ne fanno
parte, riducendone lo spazio di libertà
N.B. Alcune ricerche hanno dimostrato che i suicidi sono più numerosi nelle carceri
con un forte sovraffollamento
Il suicidio
Le sette variabili da cui dipende il suicidio:
6. Il carcere: esistono delle differenze nei modi in cui i detenuti reagiscono
al carcere, cercando la morte; ne esistono di tre tipi:
Il primo è costituito da quelli che
hanno basse capacità di resistenza e
limitate capacità di coping, cioè di
controllo degli eventi considerati
particolarmente difficili
Il secondo è costituito dai
malati di mente, che
soffrono di un acuto
senso di perdita del
controllo di sé.
Il terzo è costituito dai
condannati all’ergastolo o
a lunghissime pene
detentive
Il suicidio
Le sette variabili da cui dipende il suicidio:
7. I media e l’effetto Werther: dal 1774, anno in cui Goethe pubblicò I
dolori del giovane Werther, si dà credito al fatto che la pubblicazione da
parte dei media di casi di suicidio possa influenzare il comportamento
del grande pubblico.
Tarde sosteneva che l’imitazione aveva grande importanza per la vita
sociale e dunque anche per i suicidi.
Durkheim citò alcuni fatti a favore della tesi che il suicidio potesse
comunicarsi per contagio da una persona all’altra.
Negli ultimi venti anni le ricerche hanno dimostrato i mass-media
possono avere un effetto Werther; anche se il reale effetto sulla
mente delle persone dipende molto dallo spazio che viene dedicato
ai casi di suicidio e al modo in cui se ne parla
Il suicidio
I suicidi altruistici
I suicidi delle vedove indiane: fin dai tempi di Marco Polo, quando un uomo
moriva la vedova aveva il dovere di seguirlo, immolandosi, ed era chiamata
sati, sposa virtuosa, casta e fedele.
I suicidi altruistici in Giappone:
1. hara-kiri, forme di morte volontaria seguita dai samurai per salvaguardare il
proprio onore o come cordoglio per la morte del signore
2. kamikaze (vento divino), i piloti giapponesi che durante le seconda guerra
mondiale si gettarono, con i propri caccia armati di bombe, contro le
portaerei americane con l’obiettivo di arrecare il massimo danno al nemico
con la propria morte. Oggi vengono comunemente chiamati così anche i
giovani terroristi arabi.
Il suicidio
I suicidi altruistici
I suicidi altruistici in Giappone:
3. juramentado, praticato dalla tribù islamiche delle Filippine meridionali che
condannano il suicidio per motivi privati ma che, allo stesso tempo,
pretendono dalla persona che vuol mettere fine alla propria vita che questi
vada in luogo frequentato da cristiani e che ne uccida quanti più possibile,
sicuro che i sopravvissuti lo ammazzeranno.
I suicidi delle donne in Cina: le statistiche pubblicate negli anni Novanta
dimostrano che le popolazioni nelle campagne avevano un tasso di suicidio
molto più alto che nelle città. Inoltre, le donne in Cina si uccidono molto più
degli uomini: è un caso unico nella storia presente e passata. Si tratta di
suicidi di tipo fatalista
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3. Suicidio - Facoltà di Scienze Economiche ed Aziendali