Il Nuovo Medico d’Italia Informazione medico sanitaria per l’Europa del 2000 PERIODICO MENSILE REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA N. 680 del 29/12/1997 Comunicare la salute T utto ha inizio dalla superiore capacità dell’uomo di essere intelligente. Il magnifico e terribile ‘dono’ della possibilità di apprendere e avere conoscenza di quanto lo circonda, di studiarne le caratteristiche e i meccanismi che ne regolano l’esistenza. Un ‘dono’, dicevamo, magnifico e terribile quanto più impegnativo per la possibilità di comunicare. Ma comunicare può avere soltanto la finalità di trasmettere, fare conoscere, oppure associarvi quella di mettere in comune, di condividere con un’altra persona, o con tanti altri, conoscenze, esperienze, eventi e fatti abituali o eccezionali della quotidianità della vita o del tempo che passa, per tutti, in modo uguale e imparziale. Il medico che ha scelto di dedicare il suo impegno di capacità di usare la propria intelligenza per conoscere e approfondire la natura e i meccanismi della vita, della sua stessa esistenza nel contesto generale di quella continuità di vita di quanti e quanto lo circonda, deve, o dovrebbe, essere immedesimato nel compito (missione) di comunicare per condividere, più che per limitatamente trasmettere, quanto è entrato a fare parte e continua ad accrescere il proprio bagaglio di conoscenze in materia di salute. Salute. Questa magica parola che significa stare bene, sentirsi a proprio agio e in armonia con quanto e quanti ci circondano, che vorremmo conservare e proteggere in un’ideale aspettativa di infinita durata. Il progresso della scienza e delle conoscenze in campo medico attribuisce, giustamente, sempre maggiore importanza, alla prevenzione, alla opportunità di assumere comportamenti e adottare abitudini di vita che consentano di preservare la salute dalle insidie di eventi morbosi e patologie delle quali stiamo sempre più affinando la conoscenze e il legame, per ogni singolo individuo, come peculiare patrimonio genetico. Ma quanti ancora, medici e assistiti, non considerano il valore di questa prevenzione che deve essere appresa e automaticamente esercitata in costanza di benessere e non soltanto,troppo spesso, ricordata quando l’insorgenza di qualche anche piccolo malessere induce a ricorrere all’aiuto, al consiglio, al conforto del medico!?! Quanti, e quante volte, ascoltano distrattamente o addirittura scaramanticamente evitano di leggere e seguire i consigli comunicati anche con apposite iniziative mirate di prevenzione!?! La società, questo sostantivo, astratto, che indica una collettività di persone che condividè scelte e abitudini come somma di individuali comportamenti e attesa di risposta a condivise richieste ed esigenze, può e deve farsi carico, in tema di salute, di associare prevenzione e comunicazione alla più ampia dimensione di una generalizzata possibilità di interventi con l’obiettivo del massimo risultato con il minore dispendio di costi ed energie organizzative ed umane. Per il medico, nel quotidiano rapporto interpersonale con l’assistito, giova forse ricordare che comunicare, sia come trasmissione di notizie che come condivisione di conoscenze, è anche necessità di una comunicazione che troppo spesso è dimenticata o trascurata: quell’abitudine e capacità di comunicare con se stessi: cercare, conoscere, analizzare quanto è o si vorrebbe come personale motivo di salute e benessere per poterne disporre nel quotidiano incontro con gli assistiti. Mario Bernardini Spedizione in abbonamento postale. Pubblicità 45% - Invio gratuito Art. 2 com. 20/b Legge 662/96 - Filiale di Roma ANNO VI - n° 6 Ministro Sirchia e Ordini dei Medici Tavolo di consultazione permanente Riorganizzato il Ministero della Salute Roma 12 giugno (comunicato stampa ministero della salute) Il Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha incontrato il 12 giugno il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Giuseppe Del Barone insieme al Comitato Centrale della Fnomceo avviando un tavolo di consultazione permanente sui grandi temi della politica sanitaria che coinvolgono il ruolo della professione medica. Le priorità che verranno affrontate in questo nuovo percorso tra istituzioni e medici per la tutela della salute dei cittadini e che verranno trasformate in un documento dopo l’approvazione formale da parte del Comitato Centrale sono: – migliorare, in termini di efficacia e qualità, il Servizio Sanitario Nazionale, pubblico, solidale e universale, riaffermandone il ruolo centrale per la salute dei cittadini; – partecipare all’attuazione del Progetto per la salute 2003-2005, previsto nell’Accordo Stato-Regioni sul Piano sanitario nazionale; – qualificare e valorizzare il ruolo centrale che il medico riveste nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, con particolare riferimento al maggior ruolo decisionale del medico ospedaliero nell’ambito delle attività svolte dalle aziende e nella determinazione della carriera nonché al nuovo ruolo del medico di famiglia, organizzato sul territorio nell’ambito di Aziende territoriali convenzionate, che possano riunire anche le competenze degli specialisti ambulatoriali; – garantire aggiornamento e formazione sviluppando, insieme, nell’ambito dell’Educazione continua in medicina (Ecm), iniziative e progetti mirati a un’informazione costante dei medici su innovazione e nuove terapie, al fine di assicurare al cittadino le cure migliori e più appropriate; – promuovere l’etica della professione medica e l’umanizzazione del rapporto medico-paziente, sia nelle cure primarie sia nell’ambito ospedaliero, con particolare attenzione alle terapie del dolore e all’assistenza ai malati oncologici e cronici. Altri argomenti di grande importanza condivisi dal Ministro Sirchia e dagli Or- dini dei medici nella volontà di lavorare insieme per la risoluzione dei grandi problemi della sanità italiana sono: il ruolo del medico nella formazione e in particolare il rapporto con l’Università, la malpratica, la revisione del D.lgs 541/92 e la comunicazione ai cittadini. Incontro del Ministro con le associazioni di tutela dei cittadini Roma 7 giugno (comunicato stampa ministero ella salute) Il Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha incontrato una delegazione di cento organizzazioni tra federazioni e associazioni di malati cronici, associazione di tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori, a conclusione della manifestazione dedicata alla difesa del servizio sanitario nazionale organizzata dall’associazione “Cittadinanzattiva”. Il Segretario generale di Cittadinanzattiva, Teresa Petrangolini ha presentato al Ministro un “Manifesto - appello per un servizio sanitario nazionale”, e insieme alla delegazione ha proposto al Ministro un “patto di consultazione permanente sulle principali questioni di politica sanitaria”, come la programmazione sanitaria, l’individuazione e la verifica dei Livelli essenziali di assistenza, il raccordo tra politiche nazionali e regionali. Il Ministro Sirchia ha sottolineato il fatto che nasce oggi una collaborazione nuova con i cittadini e le associazioni di volontariato, secondo una metodologia già sperimentata in alcuni campi, come le donazioni di sangue, che ha dato buoni frutti: concordare obiettivi da raggiungere insieme; affidare alla collaborazione fattiva delle associazioni la loro realizzazione garantendo se necessario un sostegno economico; valutare insieme i risultati raggiunti. Il Ministro ha proposto come modalità operativa la costituzione di un “direttorio” delle associazioni di tutela dei cittadini e dei malati per “fare” insieme azioni concrete in campi come le liste di attesa e l’accesso ai farmaci. Contributi ENPAM Chiarimenti per i medici specializzandi versamento dei medici specializzandi chiamati per la prima volta a versare una quota previdenziale sarà facoltativo e non obbligatorio. ILo lspecifica ha comunicato l’onorevole Domenico Di Virgilio, componente della Commissione Affari Sociali alla Camera, dopo un incontro con Eolo Parodi, presidente dell’ENPAM. “Serviva una risposta - ha spiegato Di Virgilio con una dichiarazione alla Stampa- alle sollecitazioni dell’ENPAM ai medici di tutta Italia del versamento della ‘quota b’ a fini previdenziali. Quota per la prima volta richiesta anche ai circa 25 mila medici specializzandi, proprio in questi giorni in cui alla Camera è in corso un dibattito sul problema del recepimento della legge 368 del 1999 sul contratto formazione-lavoro”. Gli Uffici dell’ENPAM hanno precisato che “la tassa del 12,5 %(quota b) a fini previdenziali per gli specializzandi è facoltativa e non obbligatoria, come lo sarà invece al momento della trasformazione della Borsa di Studio in Contratto di Formazione Lavoro”. L’ENPAM ha anche puntualizzato che ‘il versamento va fatto al netto delle spese sostenute per tasse universitarie, assicurazione professionale, spese per i libri’. Giugno 2003 P ubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo Regolamento di organizzazione del Ministero della Salute in vigore dal 21 giugno che prevede l’articolazione in soli tre Dipartimenti: qualità, innovazione, prevenzione e comunicazione. Il Dipartimento della qualità è destinato agli interventi per il monitoraggio e lo sviluppo di sistemi a garanzia della qualità del Servizio Sanitario Nazionale , con il compito di ‘vigilare’ sul servizio all’utente, la formazione del personale e l’individuazione dei fabbisogni informativi. Tre le Direzioni Generali del Dipartimento: programmazione sanitaria, livelli di assistenza e principi etici di sistema; risorse umane e delle professioni sanitarie; sistema informativo. Il Dipartimento dell’innovazione dovrà promuovere lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica in campo sanitario e sostenere la creazione di reti integrate di servizi sanitari e sociali per l’assistenza a malati acuti, cronici, terminali, ai disabili, agli anziani. Tre Direzioni Generali: farmaci e dispositivi medici; ricerca scientifica e tecnologica; personale, organizzazione e bilancio. Infine il Dipartimento della Prevenzione e della Comunicazione avrà il compito di provvedere alle attività di coordinamento e vigilanza, di competenza dello Stato, sulla tutela della salute, dell’ambiente e delle condizioni di vita e di benessere delle persone e degli animali. Avrà quattro Direzioni Generali: prevenzione sanitaria; sanità veterinaria e alimenti; comunicazione e relazioni istituzionali; rapporti internazionali e con l’UE. 2 • n. 6 • giugno 2003 Il Nuovo Medico d’Italia Seminario di Studio del Ministro della Salute (25 maggio 2003) Università di Chieti Centro Scienze dell’Invecchiamento Malattia di Alzheimer: profili terapeutici e rete dei servizi a malattia di Alzheimer rappresenta una delle maggiori emergenze sociosanitarie, cui andranno incontro i paesi occidentali nei prossimi anni a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Gli studi internazionali circa la prevalenza della malattia variano tra il 3,4% ed il 6,7% degli ultra 65enni . Si manifesta con una progressiva ed ingravescente disabilità cognitiva, cui si associano sintomi comportamentali e psichici quali agitazione, depressione, deliri e allucinazioni fino alla totale dipendenza. Infatti, la progressiva riduzione dell’autonomia funzionale del paziente compromette non solo la sua qualità di vita ma anche quella dei familiari o di chi lo assiste, per cui al problema sanitario si associa il problema sociale, con conseguente aumento dei costi assistenziali. Secondo lo Studio ILSA (The Italian longitudinal Study on Aging - 1997), effettuato nell’ambito del Progetto Finalizzato Invecchiamento del CNR, in Italia si stima che 430.000-450.000 persone siano affette da malattia di Alzheimer e si prevede che il loro numero raddoppi entro il 2020, per cui attualmente si possono considerare almeno 600.000 i pazienti presenti in Italia. La malattia di Alzheimer, come altre demenze, comporta problemi qualitativamente specifici, oltre che quantitativamente rilevanti. L’approccio assistenziale al malato di Alzheimer deve quindi qualificarsi per un alto livello di cure specifiche, mirate al mantenimento dello stato funzionale al massimo grado possibile, sia dal punto di vista cognitivo-affettivo, sia da quello clinico-motorio, dando il necessario supporto alle famiglie. Programmare e attuare una rete assistenziale, per una tipologia di malati così complessa, è una sfida che richiede un considerevole sforzo culturale e di servizio da parte delle istituzioni e un altrettanto notevole impegno da parte degli operatori e dell’intera comunità. Una esperienza continua a contatto di questi malati rileva come, allo stato attuale delle possibilità terapeutiche, la qualità di vita e il loro destino sia legato alle situazioni ambientali, sia familiari che sociali, e alla disponibilità di servizi adeguati e di professionalità competenti. Competenza e solidarietà costituiscono parole chiave, binomio inscindibile di partenza, se si vogliono raggiungere obiettivi concreti e misurabili. Pertanto è necessario e possibile attuare un approccio globale integrato sia sul piano dei trattamenti farmacologici che non farmacologici con risultati positivi in termini cognitivo-funzionali e di benessere del malato e della famiglia. mer e altre demenze, è oggi soprattutto legata agli anticolinesterasici, che hanno dimostrato essere efficaci nel ritardare il declino cognitivo e funzionale dei pazienti. Esistono anche dati iniziali a favore di una loro possibile utilità per il controllo dei disturbi del comportamento e il contenimento delle fasi severe della malattia. Altri farmaci, come i nootropi, citicolina, idebenone, pur avendo fornito una qualche dimostrazione di efficacia, hanno bisogno di ulteriori conferme da studi più ampi. Gli effetti protettivi dimostrati sperimentalmente da antinfiammatori non steroidei, estrogeni e vitamina E, non sono stati validati nel corso degli studi clinìci controllati. Per altri farmaci (memantina, statine) i risultati preliminari sembrano promettenti. Ricadute importanti si attendono dalle nuove frontiere di ricerca rivolte alla patogenesi della Malattia di Alzheimer. I farmaci inibitori della gamma secretasi (enzima chiave nella produzione della beta amiloide) e il vaccino anti beta amiloide potrebbero avere in futuro un ruolo chiave nel trattamento della malattia. L Terapia farmacologica La possibilità di intervenire nell’andamento clinico della malattia di Alzhei- te, e di assicurare il miglior percorso terapeutico e assistenziale possibile, compatibilmente con la malattia e le risorse disponibili. Sarebbero necessari, indicativamente, 300 centri in Italia. 3) Unità territoriali Alzheimer ed altre demenze : garantiscono attività ambulatoriale, a livello decentrato, nel territorio, sia per i controlli specialistici relativi alla diagnosi e alla stadiazione della malattia, sia per le attività terapeutiche, farmacologiche e non, di più semplice attuazione. 4) Assistenza domiciliare: potenziando quantitativamente e qualitativamente i servizi esistenti, anche attraverso attività formativa specifica 5) Centro diurno: ha funzioni di sostegno sociale con garanzia di attività stimolative, sul piano fisico e psichico. 6) Nucleo Alzheimer e altre demenze in RSA: per ricoveri temporanei più o meno lunghi, con l’obiettivo di ridurre i disturbi del comportamento e, se possibile, reinserire il malato nell’ambiente di casa. Consente anche di ridurre il peso assistenziale per la famiglia. 7) Day Hospital: fornisce attività diagnostiche, valutative terapeutiche 8) Ospedale: per le patologie acute concomitanti. Necessità di far crescere la capacità di confrontarsi con i disturbi del malato di Alzheimer anche nel breve periodo di degenza ospedaliera da altre cause. In ogni nodo della rete devono essere garantite le attività di stimolo cognitivo e funzionale che hanno dimostrato essere efficaci nel mantenere le capacità residue così come un approccio psicosociale che migliori la qualità di vita del malato e della famiglia. Nell’ambito generale, il contesto organizzativo deve svolgere una funzione protesica nei riguardi delle perdite funzionali irreversibili provocate dalla malattia, garantendo così l’utilizzo di precisi indicatori di qualità dello spazio fisico, delle persone che si prendono cura, delle attività proposte anche per fasi avanzate della malattia. Terapia non farmacologica e rete di cura Risultati positivi sia in termini funzionali che di benessere complessivo, sono ottenibili laddove è garantita una globalità e complessità di approccio quale solo la rete dei servizi integrata può offrire, con spazi, personale ed attività specificamente dedicate sia nel percorso diagnostico che nei successivi interventi di cura. Nodi essenziali di questa rete sono: 1) Il medico di famiglia: per lo screening e l’avvio de! processo diagnostico e curativo, per il sostegno alla persona e alla famiglia in tutti gli stadi di gravità della malattia 2) Il centro di riferimento Alzheimer ed altre demenze: centro capace di un iter diagnostico completo ed efficien- “Il Centro di scienze dell’invecchiamento di Chieti è una struttura di eccellenza per la ricerca e presto avrà lo stato di ‘centro di consultazione’ delle Nazioni Unite, per la prevenzione delle malattie della terza e quarta età, ma soprattutto per la ricerca dei rimedi per le patologie connesse all’invecchiamento delle popolazioni del pianeta”. Lo ha detto Margaret Kelley, direttrice dell’Assemblea generale dell’Onu e dell’Economic and social council (ECOSOC), intervenuta ad una manifestazione proprio presso il Centro di scienze per l’invecchiamento (CESI). La Kelley era accompagnata da Tarek Shuman dell’Ecosoc, il quale ha ricordato che “l’Onu ha lanciato il tema dell’invecchiamento della popolazione e del saldo negativo delle nascite nei Paesi occidentali fin dagli anni ’70. Per evitare negli anni futuri pesanti conseguenze sulle giovani generazioni –ha precisato- occorre porre in essere delle misure fin da oggi, anche allo scopo di arginare squilibri pericolosi nel rapporto anziani-giovani”. Il senso di questo ‘ponte’ ChietiNew York lo spiega così Franco Cuccurullo, Rettore dell’Uni- Terapia genica trattamenti autorizzati caso per caso I l Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha disposto con un’ordinanza che le sperimentazioni con prodotti per terapia genica che prevedono l’impiego di vettori retrovirali, già sospese in via generale dal 10 ottobre 2002 a causa di reazioni avverse gravi, avvengano secondo principi di precauzione per i prossimi sei mesi. Saranno, infatti, consentite solo nei casi in cui sussista un rapporto rischio-beneficio favorevole in assenza di alternative terapeutiche. CLUB MEDICI All’Istituto Superiore di Sanità spetterà il compito di valutare tale rapporto e autorizzare caso per caso il trattamento. L’autorizzazione è subordinata alla presentazione di una relazione dettagliata e aggiornata delle condizioni dei pazienti già trattati e sul paziente da sottoporre alla terapia, oltre che dal documento che attesta il consenso informato sui rischi. Il medico-sperimentatore avrà l’obbligo di riportare periodicamente i risultati del singolo caso all’ISS. POLIZZE ASSICURATIVE – MUTUI – FINANZIAMENTI - TURISMO – TEMPO LIBERO POLIZZA DI RESPONSABILITA’ CIVILE PROFESSIONALE Massimali e relativi premi annui comprensivi di danni estetici e fisionomici Specializzazione Medico generico Specialista (senza interventi) Odontoiatra, Chirurgo dentista Radiologo, Servizio 118 Medicina estetica Specializzazione Chirurgo Anestesista Ginecologo (senza interventi) Ginecologo (con interventi) Chirurgo Plastico - Estetico 1.035.000,00 e 1.550.000,00 e 2.000.000,00 e 520.000,00 e 1.250,00 e 1.300,00 e 1.350,00 e 1.400,00 420,00 e 1.500,00 e 1.600,00 e 1.700,00 e 1.550,00 e 1.650,00 e 1.780,00 e 1.900,00 e 1.650,00 e 1.800,00 e 1.950,00 e 1.100,00 e 1.050,00 e 1.200,00 e 1. e 1.750,00 e 500,00 e 1.1.030,00 e 1.330,00 e versità ‘Gabriele D’Annunzio’ di Chieti e Presidente dell’omonima Fondazione: “Il CESI ha come missione lo studio delle malattie dell’invecchiamento, che è ormai un fenomeno globale per il pianeta: indicatori demografici ci dicono che anche nei Paesi più poveri si registra un’inversione di tendenza, per la quale, nonostante la vita media sia, in valore assoluto, più breve rispetto ai Paesi avanzati, comunque tende ad aumentare rispetto a dieci-quindici anni fa. Adesso è il momento di agire sul piano della prevenzione delle malattie, ma anche per la cura, e il CESI ha le carte in regola per porsi come punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale”. Piero Musiani, direttore del CESI, spiega che “il moderno Centro di Chieti sviluppa ricerca sui tumori, sulle malattie cardiovascolari e neurodegenerative, che diventano prevalenti con l’avanzare dell’età. L’accordo che abbiamo fatto con il Sudan va nel senso di intensificare le nostre relazioni internazionali”. Alla presenza del capo missione dell’Ambasciata del Sudan a Roma Babiker Alì Abdel Karim e di esponenti dell’Università di Gezira, è stato infatti reso ufficiale il rapporto di collaborazione tra Chieti e il Sudan, di cui si occupano specificamente i professori Mario Di Gioachino e Renato Mariani-Costantini. I due ricercatori di Chieti spiegano: “Collaboreremo in particolare per studi sulla genetica e sul rapporto tra ambiente e tumori, ma questo è anche un modo per aiutare un Paese che vive condizioni socio-economiche critiche ma che vuole uscire dall’arretratezza”. Ntr e 1.900,00 e 1.000,00 e 1.1,240,00 e 1.610,00 e 2.730,00 e 2.800,00 e 1.690,00 e 1.970,00 e 1.870,00 e 2.190,00 sino a 15.000,00 e uro anche in 1 giorno il Mutuo agevolato acquisto, costruzione, ristrutturazione ed è subito casa! ➢ tassi fissi e variabili in convenzione ➢ mutui con durata da 5 a 25 anni Per le attività chirurgiche è possibile sottoscrivere polizze fino a E 2.000.000,00 per conoscere le più vantaggiose offerte Club Medici Via Giuseppe Marchi, 10 - 00161 Roma Tel. 06.86.07.891/7 - Fax 06.86.07.975 - e-mail: [email protected] La quota associativa annua al Club Medici è di e 70,00 Club Medici Il Nuovo Medico d’Italia n. 6 • giugno 2003 • 3 COMPONENTI BIOATTIVI NEGLI ALIMENTI POSSIBILE RUOLO NELLA PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE N. Fraone*, A. Bucci **, C.A. Bartoletti *** I “componenti bioattivi” sono stati definiti da Kitts costituenti extranutrizionali che si trovano normalmente in piccole quantità nei cibi. Negli ultimi anni sono stati studiati con sempre maggiore attenzione soprattutto per valutarne gli effetti sulla salute. Nelle varie culture i comportamenti alimentari sono diversi, alcuni promuovono la salute ed altri aumentano il rischio di malattie croniche. Nonostante le differenze delle varie cucine del mondo siano associate a differenti profili di macronutrienti, i comportamenti dietetici che facilitano il mantenimento di un buono stato di salute presentano dei tratti comuni. Numerosi dati epidemiologici dimostrano un ruolo protettivo della dieta con alto contenuto di frutta e verdura, legumi, grano integrale e pesce nei confronti delle malattie cardiovascolari e dell’ictus. Si è dimostrata una riduzione del 4% della cardiopatia ischemica per ogni aggiunta nell’alimentazione quotidiana di una porzione di frutta e verdura. Questo effetto sembra essere essenzialmente dovuto alle verdura a foglia verde e alla frutta ricca in vitamina C . Una recente meta-analisi condotta su popolazioni ha dimostrato che un adeguato consumo di grano integrale riduce il rischio, dopo aggiustamento per gli altri fattori di rischio, di cardiopatia ischemica di circa il 26%. L’associazione con il grano integrale era più forte che per le fibre dei cereali, frutta o verdura suggerendo che 3 porzioni di grano integrale per giorno possono essere importanti per la salute cardiovascolare. Insieme al grano integrale sono stati studiati i legumi e la loro relazione con la cardiopatia ischemica. La maggior parte degli studi tuttavia si focalizza su uno specifico componente nutrizionale dei legumi e non sul consumo totale di questi. I soggetti che consumano legumi almeno 4 volte a settimana sembrano avere un rischio di cardiopatia ischemica e di malattia vascolare inferiore del 22% rispetto a coloro che consumano legumi meno di una volta a settimana. Anche un consumo moderato di alcol da 1 a 3 dosi (per dose comunemente si intende una quantità relativamente costante di alcol compresa tra 10 e 12 g. ) come è stato dimostrato da un gran numero di studi è associato ad un diminuito rischio di cardiopatia ischemica. Soprattutto sembra avere un effetto protettivo il consumo di vino. Meno chiari sono i rapporti tra alcol e stroke tuttavia alcuni dati dimostrano che un consumo settimanale di modeste quantità di vino riduce il rischio di stroke mentre lo stesso risultato non viene ottenuto dagli stessi consumatori di birra o superalcolici. Il consumo di cibi contenenti steroli di origine vegetale sembra avere un effetto protettivo sulle vasculopatie. Tra queste sostanze possiamo ricordare composti fenolici comunemente noti come polifenoli che sono presenti in tutti i cibi di origine vegetale; i loro livelli nella dieta variano enormemente e dipendono dal tipo e quantità di cibi vegetali consumati. Per esempio alcuni cibi e bevande di origine vegetale ricchi in polifenoli sono il vino rosso, il succo di mela ed arancia ed i legumi. Nello stesso cibo ci possono essere contenuti variabili di polifenoli largamente inflenzati da fattori genetici ed ambientali. I principali fenoli nei cereali e legumi sono flavonoidi, acidi fenolici e tannini. Il più abbondante composto fenolico nella frutta è il flavonolo. Le noci sono ricche in tannino. L’olio d’oliva contiene sia acidi polifenolici sia tannini idrolizzati. Il polifenolo predominante nelle cipolle è un glicoside la quercetina che si trova anche nel te e nelle mele. Si trova inoltre nella frutta, verdura, noci, semi, fiori e corteccia. La quercetina inibisce l’aggregazione piastrinica in vitro e riduce la sintesi di trombossano in vivo. Il consumo dietetico di polifenoli mostra quanto tale consumo sia molto variabile nei vari gruppi di popolazione . Tali dati sono tuttavia discutibili per l’omissione di molti polifenoli dal data base dei nutrienti. In definitiva abbiamo una scarsa conoscenza dell’assunzione dei polifenoli totali così come delle specifiche classi di questi. Numerosi studi su popolazione hanno riportato un’associazione inversa tra assunzione di polifenoli e cardiopatia ischemica. Il resveratrolo è un altro importante polifenolo. Si trova principalmente nella buccia dell’uva ed è prodotto in altri vegetali comprese le arachidi. Anche il vino rosso è una ricca fonte di resveratrolo ed è ritenuto responsabile nel conferire effetti cardioprotettivi ad un moderato consumo di vino. Il resveratrolo inibisce la suscettibilità all’ossidazione delle LDL e l’aggregazione piastri- nica mostrando molte altre azioni sui meccanismi che intervengono nella formazione del trombo. Cacao e cioccolato sono ricche fonti di composti polifenolici infatti 41 g. di cioccolato al latte contengono gli stessi fenoli di 140 ml. di vino rosso. Sia la polvere di cacao che il cioccolato hanno attività antiossidante .Uno studio recente ha evidenziato che il consumo di cioccolato ( 80g. di semidolce) comporta una diminuzione dei prodotti di ossidazione plasmatica. Numerosi studi hanno dimostrato che il cioccolato diminuisce la suscettibilità delle LDL all’ossidazione. Il te è una ricca fonte di polifenoli antiossidanti e sembra riduca la sucettibilità delle LDL alla ossidazione conferendo una funzione cardioprotettiva. Per quanto i rapporti tra cardiopatia ischemica e consumo di te siano abbastanza ambigui, ricordiamo comunque uno studio condotto a Boston che ha mostrato che il consumo di più di una tazza di te nero al giorno è associato ad una diminuzione del 50% del rischio di attacchi cardiaci. Inoltre è stato dimostrato che i polifenoli del te inflenzano la perossidazione delle lipoproteine. L’olio di oliva ha mostrato ridurre l’ossidabilità delle LDL nella fase post prandiale piuttosto che a digiuno principalmente per effetto dell’atocoferolo. L’olio di oliva ed in particolare la prima spremitura meglio nota come “extra vergine” ha un alto contenuto in fenoli che hanno un potere antiossidante. La concentrazione di fenoli varia in rapporto alle modalità di coltivazione, al clima e al grado di maturazione del frutto. La concentrazione media è 500mg/ L nell’olio extravergine di oliva. I fitoestrogeni o estrogeni vegetali sono divisi in tre classi principali: isoflavoni, cumestani e lignani. Sono tutti composti difenolici simili agli estrogeni e si legano ai recettori per gli estrogeni. Gli isoflavoni si trovano principalmente nei semi di soia. Il cumestrolo si trova nelle lucerne, chiodi di garofano e in minore concentrazione nei fagioli e piselli. La fonte dietetica principale dei lignani sono i semi di lino, ma possono essere presenti in varie concentrazioni nei semi di soia, alghe, granturco, frutta e verdura. La soia, particolarmente ricca in isoflavoni, ha mostrato avere effetti positivi sulla concentrazione plasmatica delle lipoproteine. Da una metanalisi di 38 studi clinici è risultata una riduzione del colesterolo totale, delle LDL e dei trigliceridi quando siano stati consumati in media 47g/die di proteine di soia, con la mag- gior risposta soprattutto nei soggetti con alti livelli basali di colesterolo. Importante è sottolineare che la biodisponibilità degli isoflavoni dipende dall’attività della microflora intestinale. Perciò l’assorbimento degli isoflavoni e i suoi benefici effetti possono essere molto variabili e possono spiegare i risultati discrepanti degli studi (importante quindi l’eventuale integrazione con probiotici). Il licopene è un carotenoide che sembra avere effetti potenti contro le malattie vascolari. Le principali fonti alimentari sono i pomodori ed i prodotti a base di pomodoro. Altre fonti minori sono le albicocche, pompelmo, anguria e la papaia. I livelli di licopene nel pomodoro variano molto in rapporto alla varietà e agli stati di maturazione. La biodisponibilità è aumentata con la cottura dei cibi fonte di licopene, particolarmente in presenza di olio o di grassi. Anche i cibi fonte di composti organosolfurici sono stati oggetto di ricerca per valutare gli effetti sull’apparato cardiovascolare. In particolare è stato studiato l’olio di aglio o l’aglio come tale. Il consumo di olio di aglio e l’aglio ha mostrato diminuire il colesterolo totale , l’LDL ed i trigliceridi. Il consumo di mezzo spicchio di aglio o di uno spicchio di aglio al giorno riduce approssimativamente del 10% i livelli di colesterolo. I meccanismi che spiegano gli effetti osservati dell’aglio includono una diminuzione della sintesi di colesterolo, di acidi grassi e dell’assorbimento del colesterolo. L’estratto di aglio sembra avere effetti antitrombotici e una modesta diminuzione della pressione arteriosa sistolica (5- 6%)ed una minore diminuzione della diastolica. I fitosteroli sono steroli vegetali che sono presenti nella frazione non saponificabile degli oli vegetali. Strutturalmente gli steroli vegetali sono simili al colesterolo. Non sono sintetizzati negli esseri umani. Il consumo tipico degli steroli vegetali varia approssimativamente da 200 a 400 mg/die. Gli studi con sitosteroli o miscele di steroli vegetali hanno mostrato che riducono i livelli sierici del colesterolo di circa il 10% oltre alla riduzione ottenuta con la sola dieta. Tale riduzione inoltre sembra essere aggiuntiva a quella ottenuta con l’uso di statine. La riduzione del colesterolo totale è il risultato di una diminuzione dell’assorbimento , dell’alterazione degli enzimi coinvolti nel suo metabolismo e nella sua escrezione. Con questi composti sono state realizzate delle margarine (non importate in Italia.) Gli steroli vegetali derivano da differenti fonti di oli che includono olio di legno di pino, olio di semi di soia, olio di riso, olio di noci. Studi epidemiologici hanno suggerito che una dieta ricca in fibre protegge dalla cardiopatia ischemica. Le fibre solubili che hanno mostrato ridurre i livelli plasmatici di colesterolo totale ed LDL sono il Beta glucano, lo psyllium e la pectina. Il Beta glucano si trova nell’avena, orzo, lievito; la pectina è presente nella frutta e nei vegetali; lo psyllium è derivato dalla buccia del seme di psyllim biondo e abitualmente è aggiunto ad alcuni cibi compresi i cereali ed altri prodotti del grano. Poiché i diversi cibi hanno diverse percentuali di queste fibre solubili, la riduzione del colesterolo è influenza dalla quantità di fibra consumata. Oltre a ridurre i livelli serici di colesterolo un alto consumo di fibre previene o attenua la eventuale ipertrigliceridemia conseguenza di una dieta ricca di carboidrati. Si stanno facendo sempre più importanti progressi nel definire il ruolo che i composti che abbiamo definito bioattivi hanno nel ridurre il rischio di importanti malattie croniche e nel definire i meccanismi biologici che sono alla base di tali effetti. In conclusione possiamo affermare che è in corso di attenta valutazione scientifica una lista sempre in aumento di composti bioattivi che sembrano avere effetti benefici sulla salute. Sulla base di grandi studi condotti su popolazione c’è una sufficiente evidenza per consigliare una dieta con un elevato contenuto di composti bioattivi. Da un punto di vista pratico significa raccomandare una alimentazione ricca in varietà di frutta , verdura, grano intero, legumi e noci. *Dott. Nadia Fraone Specialista in Malattie del Fegato e del Ricambio - Dottore di Ricerca in Aterosclerosi - Diplomato Scuola Internazionale di Medicina Estetica della Fondazione Internazionale FatebeneFratelli ** Prof. Antonello Bucci Primario del Servizio Speciale di Dietologia dell’ Università degli Studi di Roma “La Sapienza “ Azienda Policlinico Umberto I *** Prof. Carlo Alberto Bartoletti Presidente SIME - Presidente UIME - Direttore Scuola Internazionale di Medicina Estetica della Fondazione Internazionale FatebeneFratelli Novità Editoriale “Medicina Estetica e Chirurgia plastica Estetica” Manuale di strategie interdisciplinari È un manuale utile per chi, medico o chirurgo, partecipa alla realizzazione di questa collaborazione necessaria, quasi indispensabile, per l’ottimizzazione del risultato chirurgico A cura di C.A. Bartoletti e N. Scuderi 1003, XII + 356 pp., € 40,00 È il quinto della serie di volumi a carattere didattico formativo realizzato dalla Società Italiana di Medicina Estetica (SIME). Un testo innovativo che raccoglie oltre 30 lezioni presentate durante un corso didattico-formativo: “Medicina Estetica e Chirurgia Plastica Estetica. Strategie, metodologie e tecniche per una collaborazione interdisciplinare” nell’ambito del XXIII Congresso Nazionale della SIME. La Medicina Estetica, complementare alla Chirurgia Plastica Protocolli Esecutivi Protocolli esecutivi di metodologie di Medicina Estetica riferiti ai singoli interventi chirurgici. Metodologie degli interventi di Medicina Estetica a supporto di Chirurgia Plastica Estetica. Check-up medico estetico con valutazioni generali e cutanee. Psicologia dell’intervento.Tecniche di rilassamento pre-operatorio. Terapia nutrizionale e supporto della Chirurgia Plastica Estetica. La terapia intradermica distrettuale (cosidetta mesoterapia). La biostimolazione cutanea con glucosamina solfato. Filler. Tossina botulinica. Soft-peeling. Tatuaggio medico. Fototermolisi selettiva: trattamento delle lesioni vascolari e delle iperpigmentazioni. Il fotoringiovanimento. Tricologia. Odontoiatria ai fini estetici. Drenaggio linfatico manuale e meccanico. Endermologie. Scleroterapia delle teleangectasie. Idrolipoclasia ultrasonica. Il ruolo della carbossiterapia come complemento alla lipoaspirazione. Fisiochinesi- terapia pre e post-chirurgica. Trattamento termale di cicatrici da ustione ad evoluzione ipertrofica. Estetica e cosmentica applicata, dermografia estetica. Trucco e carnoullage dei difetti più evidenti del viso. Interventi di Chirurgia Plastica Estetica Rinoplastica, mentoplastica, otoplastica. Face lifting, blefaroplastica. Mastoplastica riduttiva, mastopessia, mastoplastica additiva. Liposuzione e addominoplastica. Laser resurfacing, dermoabrasione. Chirurgia della calvizie. Il passato, il presente, il futuro La collaborazione interdisciplinare tra Chirurgia Plastica Estetica e Medicina Estetica. La collaborazione interdisciplinare tra Medicina Estetica e Chirurgia Plastica Estetica. CEDOLA DI COMMISSIONE LIBRARIA Inviare a: Editrice Salus Internazionale Srl - Via Luigi Settembrini, 24 - 00195 - Roma/Italia - Tel 06/36003462 - Fax 06/36003236 E-mail: [email protected] - Sito WEB: www.lamedicinaestetica.it Il sottoscritto………………………………...…….specializzazione…………………..…………………...residente a …………..……………….. Prov……….CAP………..Via/Piazza………………………………..tel…………………………………….Cod.Fisc./P.IVA……………………. Desidera ricevere N…..copia/e del Volume: “Medicina Estetica e Chirurgia Plastica Estetica” al prezzo di € 40,00 + € 7,80 per spese postali Pagamento: Allega assegno di c/c bancario intestato alla Editrice Salus Internazionale Srl di €: ……….. Allega fotocopia vaglia postale o ricevuta di versamento sul c/c postale n. 23340003 intestato alla Editrice Salus Internazionale Srl di €. ………….. Pagherà a mezzo contrassegno per €. ……………... Pagherà con Carta di Credito VISA Titolare Carta………………………….n. ………………………..Data scadenza……………...Firma…………………... 4 • n. 6 • giugno 2003 Il Nuovo Medico d’Italia I progressi scientifici e le innovazioni tecnologiche RISTORAZIONE OSPEDALIERA AD UNA SVOLTA L e problematiche della ristorazione negli ospedali e nelle diverse strutture socio sanitarie sono state trattate a Udine al Congresso Nazionale della S.I.S.A. (Società Italiana dì Scienza dell ‘Alimentazione) presieduto dal prof. Aldo Raimondi dell’Università di Trieste. Le indagini alimentari segnalano che, con il prolungarsi delle degenze, il rischio di malnutrizione è ancora presente in ambito ospedaliero, compreso un alto rischio di tossinfezioni, ricoveri più lunghi e costi più elevati. L’indice di gradimento dei pasti serviti inoltre, è piuttosto basso. I problemi sono numerosi: situazioni economiche ed amministrative sovente difficili, produzione di 3-4 mila pasti giornalieri disseminati in vari reparti con esigenze dietetiche disparate (dalle nurserie alle divisioni geriatrìche, psichiatriche, al menù etnico), formazione e aggiornamento del personale, igiene dell’ambiente, necessità di disinfestazioni, preparazioni culinarie che avvengono con largo anticipo, sicurezza alimentare. Un pasto consumato a letto non deve essere solo un rifornimento di energia e di principi nutritivi: è importante anche la qualità, per dare soddisfazione al paziente. Nutrizionisti e internisti sono d’accordo nel ritenere che un buon servizio di ristorazione ospedaliera contribuisce al benessere, alla cura e alla ripresa dell’organismo (evitando anche i rifornimenti alimentari di amici e parenti). II congresso fa parte di una serie di iniziative che la S.I.S.A. ha messo in atto con lo scopo di studiare e promuovere la ricerca nel campo della ristorazione collettiva sotto i vari aspetti: alimentari, nutrizionali, dietetici, igienici, Artrite Reumatoide un farmaco per ritornare a vivere bene D olore, tumefazioni e distruzione articolare progressiva, inabilità crescente. Questa è la realtà sintomatologica dell’artrite reumatoide, un’invalidante poliartropatia infiammatoria cronica; malattia sociale dalle cause ancora ignote. Ma contro di essa oggi anche l’Italia possiede un’arma in più. Un farmaco, l’Etanercept (nome commerciale Enbrel), ottenuto grazie alla tecnica del Dna ricombinante, di origine esclusivamente umana e selettivo in modo specifico verso il TNFalfa, uno dei principali mediatori dell’infiammazione, riesce efficacemente a rallentare l’evoluzione della malattia infiammatoria, fino a bloccare i processi distruttivi a carico delle articolazioni colpite dall’AR. I vantaggi terapeutici sono stati comunicati l’8 maggio nel corso della conferenza stampa tenuta a Roma da autorevoli esponenti del mondo medico, impegnati precipuamente nello studio e nella cura della malattia reumatoide: Guido Valesini, ordinario di Reumatologia all’Università “La Sapienza” di Roma, Alberto Martini, direttore del Dipartimento di Pediatria al Gaslini di Genova, Roberto Marcolongo, professore di Reumatologia all’Università di Siena e Alessandro Ciocci dell’Associazione Nazionale dei Malati Reumatici. Di artrite reumatoide è affetto lo 0,5 per cento della popolazione adulta italiana, circa 300 mila individui, con una maggiore prevalenza nel sesso femminile. Il range d’età in cui questa forma di artrite colpisce di più è tra i 20 ed i 40 anni, ma non è soltanto appannaggio dei “grandi” o come erroneamente si crede degli anziani, essa colpisce anche in tenera età, un bambino su mille, e nelle forme a precoce insorgenza viene diagnosticata a partire dai 5-6 anni. Secondo uno studio della Società Italiana di Reumatologia, l’AR ha dei costi sociali notevoli, passando dai 3 mila euro l’anno per paziente al primo stadio della malattia, fino ai 23 mila euro all’anno e per singolo paziente nel quarto stadio, ovvero quello della disabilità e della invalidità. A ciò si aggiunge il triste dato secondo il quale il 22 per cento dei malati è costretto a lasciare il lavoro ed il 10 per cento di essi necessita di assistenza continua. Numeri che impongono la necessità di una diagnosi tempestiva per meglio aggredire la malattia e ridurre al minimo i danni irreparabili. La gran parte dei soggetti cui è stata diagnosticata l’artrite reumatoide viene curata con i farmaci DMARDs (Disease Modifying Anti-Rheumatic Drugs): methotrexate, idrossiclorochina, sulfasalazina, sali d’oro, ciclosporina, leflunomide. A questi si associano talvolta i cor- tisonici o i Fans. Una discreta percentuale di soggetti, tuttavia, non risponde alle terapie con i suddetti farmaci, andando così incontro ad una progressione della malattia. Proprio in questi casi è previsto il ricorso a molecole mirate anti TNFalfa, capaci di agire sui meccanismi patogenetici della artrite reumatoide. E’ il caso dell’Etanercept (Enbrel), che usato singolarmente o in associazione, comunque, riduce la necessità di ricorrere al cortisone, con una notevole riduzione degli effetti collaterali, specie quando quest’ultimo venga usato nei bambini, in cui causa un’inibizione della crescita. L’innovativo farmaco anti TNFalfa ha mostrato di essere davvero efficace durante i cinque anni di sperimentazioni effettuate negli Stati Uniti. In Italia, invece, si stanno ancora raccogliendo dati clinici omogenei ed è per tale motivo che il Ministero della Salute in collaborazione con la Società Italiana di Reumatologia ha dato l’avvio ad uno Studio Osservazionale denominato Antares. In virtù di tale progetto, tutti quei pazienti che siano risultati resistenti alla terapia con i farmaci tradizionali ed alle loro associazioni, potranno accedere gratuitamente alla cura con l’Etanercept, rivolgendosi ad uno dei tanti Centri del “Progetto Antares” disseminati sul territorio nazionale e autorizzati alla distribuzione del nuovo farmaco. Gratis, dunque, e ciò non è poco, visto che il costo annuale della terapia è di 13 mila euro, circa 25 milioni di vecchie lire. L’Etanercept (Enbrel) non guarisce, i danni già determinatisi permangono, ma la malattia in breve si blocca, così come le alterazioni radiologiche, caratteristiche della flogosi destruente. E’ allora possibile il ritorno ad una vita vissuta e non dolorosamente contemplata. Serenella Corvo Edimburgo 30 maggio Scoperto un ‘super-gene’ fondamentale per le cellule staminali embrionali. E’ responsabile, infatti, della loro capacità di riprodursi all’infinito e di trasformarsi in ogni tipo di cellule e tessuti. La rivoluzionaria scoperta, realizzata nei laboratori dell’Università di Edimburgo (Scozia) e pubblicata sulla rivista ‘Cell’, potrà portare gli scienziati più vicini a una pietra miliare della biologia: la capacità di trasformare cellule ordinarie in altre che possie- tecnologici, economici, amministrativi. È intervenuto anche il Ministro delle Risorse Agricole Alemanno per illustrare l’attuale situazione della produzione alimentare italiana, senz’altro all’avanguardia nell’Unione Europea. Nella ristorazione collettiva oggi sono avvenuti notevoli progressi nella Scienza degli alimenti che le aziende ospedaliere dovranno decidersi a mettere in atto: possibilità di applicazioni software integrate con tecnologie d’avanguardia per le prenotazioni dei pasti e delle diete, pasti refrigerati in modo rapido subito dopo la cottura e conservazione sottovuoto o in atmosfera protettiva per il mantenimento delle caratteristiche organolettiche originarie, abolizione degli interventi manuali, porzionamento e distribuzione in vassoi a temperatura garantita (oggi esistono sensori in grado di fornire calore, se il piatto è intiepidito, e fornire freddo, se la preparazione richiede raffreddamento), carrelli collegati al personal computer del cuoco e della caposala per il controllo della situazione e la verifica degli errori e dei punti critici HACCP. Una volta era il cuoco che seguiva le direttive dell’economato. Oggi esistono corsi per la formazione dei ‘manager da cucina’ e dei tecnici dei servizi di ristorazione. La tendenza è affidare all’esterno la gestione della ristorazione, includendo nel capitolato la costruzione di nuove cucine con l’inserimento di macchinari studiati con l’aiuto della biologia molecolare. Il Congresso Nazionale della S.I.S.A ha visto la partecipazione di illustri relatori: Eugenio Cialfa (I.N.R.A.N.), Pietro Antonio Migliaccio (Università di Roma), Lucio Lucchin (Presidente della FeSIN-Federazione delle Società Italiane di Nutrizione), Alessandro Sensidoni (Università di Udine), Aldo Martelli (Università del Piemonte Orientale), Paolo Aureli (Istituto Superiore di Sanità), Giorgio Moretti (Università di Padova). Renzo Pellati Spigolando qua... ... e là di S. Chelli V.I.P. e vipomi. Che cosa sono? Che cosa fanno? Il V.I.P. è il ‘vasoactive intestinal polypeptide’ che ha un duplice effetto, spesso molto intenso, che spiega bene buona parte della sintomatologia da lui provocata: 1) marcata vasodilatazione, con ipotensione arteriosa e conseguente sindrome vascolare ipercinetica; 2) marcata stimolazione della secrezione idrosalina del tenue, con profusa diarrea. I viponi sono i tumori che secernono il V.I.P., localizzati in varie sedi gastroenteriche, più spesso nel pancreas : adenomi o carcinomi. Determinano la sindrome di Werner e Morrison: intensa diarrea secretoria coleriforme (‘colera pancreatico’ di 5 e più litri al dì). Il V.I.P. è inattivato dal fegato: pertanto nella cirrosi epatica presenta spesso alti livelli ematici per la mancata inattivazione, al pari di altri ormoni (es. gli estrogeni). Ciò rende ragione di molti sintomi del cirrotico: vasodilatazione periferica (eritema palmare, spiders), ipotensione, sindrome vascolare ipercinetica, diarrea. Grelina e senso della fame Vi è una fame ‘psicologica’ (ne è paradigma la bulimia nervosa) ed una fame ‘ormonale’, correlata con alcune condizioni emato-chimiche. Fra queste – oltre alla ben nota ipoglicemia – figura un ormone di recente individuato, la grelina, l’ormone della fame. Esso, secreto dallo stomaco vuoto e anche dall’ipotalamo, stimola l’appetito attivando i centri della fame. La grelina tende a mantenere costante il peso corporeo: 1) aumenta nel sangue se si perde peso o si mangia poco; 2) diminuisce nel sovrappeso o dopo un buon pasto. Se ne intravede già un impiego terapeutico: è utile nel dimagramento, ad esempio da lunga malattia debilitante. All’opposto, i suoi antagonisti sono efficaci nel trattamento dell’obesità, riducendo il senso della fame. Microalbuminuria e rischio cardiovascolare Nella microalbuminuria si ha un lieve aumento dell’escrezione urinaria di albumina (mg. 30-300/2ore); se l’aumento è maggiore si parla di macroalbuminuria o, meglio, di proteinuria (macroalbuminuria), termine preferibile in quanto attraverso i glomeruli passano molte proteine. L’una e l’altra condizione compaiono nel diabete, sia di tipo 1 che di tipo 2, e ancor più nell’ipertensione arteriosa se queste affezioni non sono ben controllate. Tali proteinurie sono non soltanto la conseguenza ma anche la causa del danno glomerulare che comporta aumentata permeabilità alle proteine. Esse pertanto devono essere considerate un fattore di rischio cardiovascolare, che potrebbe poi essere interpretato in modo estensivo: potrebbe cioè essere la spia di un danno endoteliale diffuso, tanto maggiore quanto più concomitano altri fattori di rischio. In questa sofferenza endoteliale sistemica vanno inquadrati l’ictus e l’infarto miocardico. Fra i meccanismi con i quali la proteinuria danneggia il glomerulo (oltre all’ipertensione e al diabete) si devono considerare questi momenti: a) le proteine filtrate sovraccaricano il riassorbimento tubulare; b) ne è facilitata l’apoptosi epiteliale; c) ne è favorita la chemioattivazione dei leucociti con conseguente aggregazione leucocitaria e danno endoteliale. I farmaci che riducono la proteinuria riducono il danno renale. Cellule staminali Scoperto super gene ‘chiave’ per le embrionali dono tutte le straordinarie potenzialità delle staminali embrionali, eliminando la necessità di distruggere gli embrioni per ottenerle. I ricercatori scozzesi hanno battezzato il nuovo gene ‘Nanog’, dal nome della mitologica terra celtica della giovinezza eterna. L’attività del ‘Nanog’ è stata osservata nei primi giorni dello sviluppo embrionale, quando dal punto di vista cellulare, spiegano gli esperti, ‘tutto è possibile e nulla è stato ancora deciso’. Il gene agirebbe come un interruttore, che regola replicazione e differenziazione delle staminali, indirizzandole alla formazione di tessuti e organi. Se fosse possibile ‘risvegliare’ il super gene nelle cellule adulte, spiegano gli esperti, sarebbe possibile ‘riprogrammarle’ e trasformarle in cellule che, in termini pratici, sono del tutto equivalenti alle staminali. Alla ricerca, condotta su campioni prelevati da embrioni umani e di topo, hanno collaborato anche gli scienziati giapponesi del ‘Nara Institute of Science e Technology’, che, sullo stesso numero della rivista, pubblicano un altro articolo che illustra il loro lavoro. (ADNKronos-Salute) LA RICERCA FARMACEUTICA PER MIGLIORARE LA QUALITÀ VITA. 01-04-MSD-02-I-3059-J DELLA MERCK SHARP & DOHME (Italia) S.p.A. Via G. Fabbroni, 6 - 00191 Roma http://msd.mio.yahoo.it 6 • n. 6 • giugno 2003 Il Nuovo Medico d’Italia ASSUM incontra l’omeopatia I Il 17 luglio, in un’accogliente sala dell’Hotel Portamaggiore, l’ASSUM (Associazione per l’Universalità della Medicina) ha concluso il ciclo degli “incontri del martedì” prima della pausa estiva. Dopo antroposofia e agopuntura, è stato il momento dell’omeopatia, la regina indiscussa delle metodologiche non convenzionali. I relatori invitati hanno esposto, con la massima chiarezza e l’esemplificazione pratica tipiche di questi momenti d’incontro, i punti cardine della dottrina omeopatica. Ha aperto la serata l’intervento di Francesco Macrì (che ha parlato in veste di docente universitario, omeopata e Presidente dell’ASSUM), che ha illustrato come l’approccio omeopatico trovi un importante punto di forza nello studio del biotipo inteso come terreno costituzionale di predisposizione alle patologie: i molti dati della letteratura scientifica illustrati da Macrì non solo hanno confermato l’importante ruolo di complementarietà che l’omeopatia può rivestire in parallelo all’approccio clinico tradizionale, ma hanno anche smentito un luogo comune piuttosto diffuso che vede l’omeopatia al di fuori di qualunque ambito di verifica scientifica. A Francesco Macrì ha fatto seguito Roberto Santini, direttore dell’Istituto di Studi di Medicina Omeopatica di Roma, che ha intrat- tenuto la platea sulle leggi fondamentali che stanno alla base della metodologia omeopatica. In poche parole Roberto Santini è riuscito a condensare in termini comprensibili da tutti le leggi fondamentali sulle quale gli omeopati arrivano a prescrivere i loro rimedi. “Rimedi che dal 1995, in virtù di una legge dello Stato, sono medicinali a tutti gli effetti”, come ha precisato Paolo Lucentini (Presidente di Omeoindustria, l’associazione che riunisce le aziende produttrici di prodotti omeopatici a livello nazionale) nel suo intervento conclusivo. Dopo un rapido excursus sulle problematiche di produzione del farmaco omeopatico, alcune risolte con metodiche di produzione che pongono l’Italia all’avanguardia in ambito europeo, altre ancora in attesa di chiarificazioni concettuali che dovrebbero provenire dagli stessi medici omeopatici, Lucentini ha sottolineato l’importanza del progetto legislativo che dovrebbe regolamentare tutto il settore delle medicine non convenzionali che ha appena visto la luce, in una forma ancora tutta da verificare, in ambito della XII Commissione Affari Sociali della Camera. Al termine della serata il Presidente dell’ASSUM Macrì ha invitato tutti gli astanti ai prossimi incontri (da tenersi dopo la pausa estiva in date ancora da definire) dedicati ad omotossicologia e PNEI. ESTATE CONTRO IL MAL D’AUTO I RIMEDI OMEOPATICI Roma, 13 giugno – In coda sull’autostrada, rinchiusi dentro la propria macchina, la vacanza puo’ trasformarsi in un incubo prima ancora di cominciare. Nausea, vomito, sudorazione fredda, cefalea e senso di svenimento affliggono chi soffre di mal d’auto o anche di mal di mare. Un rimedio ‘dolce’ arriva dall’omeopatia che, spiega Alessandro Targhetta, medico omeopata e docente del Centro italiano studi e documentazione in omeopatia, ‘’puo’ prevenire e curare questi disturbi, senza causare sonnolenza’’. Sono tre i medicinali omeopatici piu’ adatti per il mal d’auto o il mal di mare: Tabacum (il tabacco) quando alla nausea e al vomito si accompagnano sudorazione fredda e senso di svenimento; Petroleum (il petrolio) per nausea e vertigini; Cocculus indicus (il cocco) quando vi sono nausea, vomito, astenia intensa, vertigini. (Adnkronos Salute) I Diplomi CISDO. Per rispondere con competenza alla crescente richiesta di omeopatia. Per maggiori informazioni, contatta il numero verde (lun.-gio. ore 14-18, ven. ore 9-13) o la segreteria al numero 02.926814.276/277 oppure cisdo @ tin.it Centro Italiano di Studi e di Documentazione in Omeopatia MEDICINA OMEOPATICA I.R.M.S.O. Istituto di Ricerca Medico Scientifica Omeopatica Scuola di Formazione e Perfezionamento in Omeopatia F.I.A.M.O. Dipartimento scuola-formazione-insegnamento XVI CORSO TRIENNALE DI MEDICINA OMEOPATICA Durata: 3 anni per 600 ore teorico-pratiche Inizio: 27 ottobre 2003. Termine: 7 giugno 2004. Diploma al termine del corso. Esame finale in presenza di un Rappresentante dell’Ordine Crediti Formativi – ECM – Ministero della Salute CREDITI FORMATIVI - ECM A norma con il programma ECM del Ministero della Salute Tre seminari weekend il 17-18 gennaio, 27-28 marzo, 8-9 maggio 2004 Attesi 15 crediti per ciascun seminario - Formazione anche a distanza 5° CORSO ANNUALE DI PERFEZIONAMENTO Durata: 5 incontri e tre seminari weekend per settanta ore. Inizio 27 ottobre 2003 Numero chiuso (30). Assegnazione di borse di studio Crediti Formativi – ECM – Ministero della Salute Direttore Accademico: Dott. Pietro Federico Docenza e programmi a norma dei requisiti delibera n. 51/98 Ordine dei Medici, del E.C.H. (European Committe for Homoeopathy) e della F.I.A.M.O. I Corsi assicurano Crediti Formativi congiuntamente ai Diplomi di medico omeopata e di perfezionamento. I.R.M.S.O. è Membro del Forum Permanente per le Medicine non Convenzionali dell’Ordine dei Medici di Roma Lezione inaugurale dei Corsi: 27 ottobre 2003 ore 19,45 Sala Conferenze Ordine dei Medici Via A. Bosio, 19 - angolo Via G.B. de Rossi Informazioni programmi e iscrizioni: I.R.M.S.O. - Via Paolo Emilio, 32 - Roma Tel.: 063242843 (r.a.) - Fax 063611963 - e-mail: [email protected] Scuola di omeopatia clinica Corsi di formazione per i Medici 2003-2004 CISDO è il centro studi impegnato dal 1980 nell’aggiornamento di medici e farmacisti sull’Omeopatia. Un corso triennale CISDO fornisce una strategia terapeutica in più, per dare una risposta competente e professionale alla richiesta di Omeopatia dei tuoi pazienti. Corso base annuale Corso avanzato biennale 10 seminari (ottobre - giugno) Sedi: Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Milano, Roma, Torino, Mestre-Venezia. 10 seminari (ottobre - giugno) Sedi: Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Milano, Roma, Torino, Mestre-Venezia. Termine ultimo per le iscrizioni 5.9.2003 Il Nuovo Medico d’Italia n. 6 • giugno 2003 • Comitato di Coordinamento Nazionale per la Medicina Omeopatica Medicine e pratiche non convenzionali osservazioni alla proposta di testo unificato Roma 13 giugno Il 15 maggio scorso è stato presentato il ‘Testo unificato’ del relatore On. Francesco Paolo Lucchese sulle ‘Medicine e pratiche non convenzionali’. Per la Medicina Omeopatica si è costituito un ‘Comitato di coordinamento nazionale’ al quale hanno aderito organizzazioni mediche del settore che hanno formulato alcune osservazioni per una modifica del testo che preliminarmente distingua le normative da applicare ai medici da quelle per professioni non mediche. Il Coordinamento, che ha già chiesto l’intervento della Federazione Nazionale degli ordini dei Medici (FNOMCeO), nell’esprimere plauso per l’impegno dell’On.Lucchese e della Commissione per giungere ad una regolamentazione delle medicine complementari in Italia, non ritiene preliminarmente appropriata la definizione di ‘“medicine e pratiche non convenzionali” perché potrebbe confondere l’attività diagnostica e terapeutica del medico con quella di supporto per la prevenzione e il benessere utilizzabile anche da professionalità non mediche. ‘Oltre a ciò – si legge nel documento - la legge non sottolinea adeguatamente, non essendo all’argomento dedicato nemmeno un preambolo, la differenza esistente tra sistemi medici complessi(medicina omeopatica, medicina tradizionale cinese etc.) e semplici tecniche di supporto (shiatzu, reflessoterapia ecc.) inducendo l’erroneo convincimento che la pratica di queste ul- time possa prescindere da un’attività diagnostica medica di valutazione dell’indicazione della terapia. Lo stesso termine ‘omeopatia’ dovrebbe essere sostituito con ‘medicina omeopatica’ che, si legge nel documento, ‘sistematizzata da Samuel Hahnemann nella seconda metà del 1700, ha subito nel corso dei secoli un percorso evolutivo. Essa attualmente si suddivide, (sia in Italia che in Europa che nelle nazioni extraeuropee) in due correnti di pensiero medico in parte simili e in parte piuttosto differenti le quali comportano due distinti approcci metodologici al paziente nonchè l’esistenza di due distinte Scuole di Formazione’. Conseguentemente il Comitato chiede che ‘la Legge preveda e specifichi che in ogni Commissione per la medicina Omeopatica sia presente un rappresentante della medicina omeopatica ad indirizzo classico (o Unicista) e un rappresentante della medicina omeopatica ad indirizzo clinico (o Pluralista). Per quanto riguarda i farmaci richiede che ‘tutta la normativa sul farmaco cosiddetto non convenzionale venga attribuita ad una Commissione specificamente preposta distinta se pur raccordata con la CUF’. Per il Comitato non esiste distinzione tra ‘diversi saperi della medicina’ . ‘I medici esperti in queste medicine, afferma Simonetta Bernardini, presidente SIOMI e coordinatrice dell’iniziativa, si sono adoperati affinché si giungesse ad una integrazione dei diversi saperi della medicina e alla costituzione della Medicina Integrata’. Compongono il Comitato di Coordinamento per la Medicina Omeopatica Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata (SIOMI) Accademia per la Ricerca e le terapie Integrate (ARTI) Centro Italiano di Studi e Documentazione in Omeopatia (CISDO) Centro Studi di Omeopatia Applicata (CSOA) Istituto di Studi di Medicina Omeopatica(ISMO) Accademia Italiana di Medicine Tradizionali (OMOIOS) Società Medica di Bioterapie (SMB) Recapito Dr. Simonetta Bernardini Calimala,1 50123 Firenze Tel.055-280747 Fax. 055-2373694 Mail:[email protected] Il testo integrale delle ‘Osservazioni’ è riportato in www. Numedi.it ‘approfondimenti’ Medicina Antroposofica Dall’intervento di Gigliola Tulli all’incontro Assum del 27 maggio I l 9 ottobre 2001 è nata l’AIPMA, come associazione a carattere nazionale e come membro della Federazione europea delle associazioni di pazienti per la medicina antroposofica (European Federation of patients associations for anthroposophical medicine) EFPAM, fondata il 3 ottobre 2000 a Dornach, cui hanno aderito altre associazioni nazionali di vari paesi, quali:Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Svezia, Svizzera. L’AIPMA nasce com’esigenza d’alcuni individui, che da anni fanno uso della medicina antroposofica, di testimoniare l’espressione di una consapevole volontà nello scegliere queste terapie e di una sperimentazione nel tempo di tali metodi di cura. Si propone come punto di riferimento anche per quei cittadini interessati alla difesa del diritto di disporre di se stessi, in particolare, nell’ambito della cura.. IL SENSO ETICO DELLA VITA E’ FONDAMENTO DI QUESTA MEDICINA CHE VOGLIAMO SIA RICONOSCIUTA, COME AMPLIAMENTO DELLA MEDICINA UFFICIALE, nel rispetto della libera scelta terapeutica che ogni individuo, sia medico sia paziente, può e deve esercitare anche all’interno delle strutture sanitarie pubbliche, con pari dignità.. La qualità dell’incontro terapeutico tra malato e medico è basata sulla fiducia e sulla condivisione della responsabilità nel processo di guarigione. La sempre più frequente, diffidenza dei pazienti nei confronti dei medici, nasce dalla concezione moderna della medicina che si allontana dalle radici etiche della stessa e che, mancando l’elemento devozionale, la trasforma in pura tecnica. In realtà la relazione che si stabilisce tra malato e medico è una relazione molto significativa per entrambi, UNA VERA OCCASIONE D’UMANITA’, in cui per il medico mettersi al servizio, significa ascolto attivo, compassione, cioè capacità di soffrire e sentire insieme e per il malato significa avere l’opportunità di non sfuggire la propria prova, ma di camminare dentro al dolore, tra danno e senso, tra sfida e confidenza. Quando ci si fida e affida ad un medico non si dimostra la propria ingenuità, ma la consapevolezza della sacralità del processo terapeutico ed il rispetto verso colui che, specialmente nella fase più acuta, assume su di se il compito di portare, insieme al malato, la malattia, senza demandare agli eccessivi ricorsi farmacologi e diagnostici la responsabilità della diagnosi e della cura.. Soltanto in una fase successiva, si può recuperare la forza di sostenere un rapporto paritario con il proprio male e con il medico, che tanto intimamente è a noi legato. 7 La musicoterapia e frequenze del benessere U n po’ per passione, un po’ per ricerca, un po’ per esigenze professionali, mi sono avvicinato a percorrere e studiare una delle tante strade per capire il comportamento del cervello o per meglio dire delle onde cerebrali. La musica, ovvero le frequenze musicali espresse in Hertz sono di estrema importanza terapeutica e la fanno da padrona in determinati casi e patologie. Fra i tanti argomenti sono rimasto colpito dalle scoperte e dagli studi svolti, nel 1839 dal tedesco H. W. Dove, studi direttamente e successivamente sperimentati dal Dott. Gerald Oster nel 1973 presso la scuola di medicina del Mount Sinai di New York. Le frequenze di cui parleremo sono chiamate frequenze “Binaural Beats” ed hanno tutto un loro particolare funzionamento e modo di operare. Per prima cosa è importante sapere che, quando nel nostro cervello arrivano due segnali diversi, come frequenza, uno che entra dall’orecchio destro, e l’altro che entra dell’orecchio sinistro, il nostro cervello esercita un tra le più semplici operazioni matematiche, quella della sottrazione, dando alla fine un preciso segnale a secondo del risultato ottenuto dall’operazione ed in base al segnale trasmesso. Ad esempio: Se una tonalità costante di 510 Hz (1 Hertz = 1 impulso al secondo), entra nell’orecchio sinistro, e un altra tonalità costante di 500 Hz (1 Hertz = 1 impulso al secondo), entra nell’orecchio destro, a questo punto avviene l’operazione matematica di sottrazione, che è la seguente: 510 – 500 = 10 Hz. Il risultato equivale al segnale che il cervello deve ricevere poiché sono stati trasmessi suoni da 510 e 500 Hz. Fra le varie onde cerebrali sappiamo che l’onda Alpha viaggia fra gli 8 e i 14 Hz, quindi in conclusione abbiamo trasmesso al cervello questo tipo di onda che equivale ad un stato normale di un individuo. Le varie differenze di frequenza fra un orecchio e l’altro, stimolano il cervello positivamente o negativamente a secondo i casi, influendo sul comportamento di un individuo. Di fatti le frequenza cerebrali vanno da 0,5 Hz a 30 Hz e riescono a stimolare il cervello in differenti modi producendo rilassamento, miglioramento dell’apprendimento, meditazione e tanti altri stimoli. L’apprezzamento per questo studio mi ha condotto a creare una serie di brani musicali, i quali hanno dimostrato, praticamente, di essere utili all’uomo o ad un paziente, nel tentativo di poter ristabilire naturalmente, senza effetti indesiderati, un determinato stato di eccesso o di difetto portando il tutto alla normalità fisiologica e personale. L’onda alpha, è quell’onda cerebrale che determina lo stato di benessere e di base di tutti “ Rilassamento vigile “ Tutti abbiamo sentito parlare o svolto il test dell’elettroencefalogramma. Di fatto questo test è utilizzato per misurare le vibrazioni elettriche del cervello, captando con i suoi sensori le frequenze al di sotto dei 30Hz, fornendo così al medico lo stato delle onde celebrali del paziente. Queste onde vengono classificate in quattro stadi: Delta da 0,5 a 4Hz = Sonno profondo Theta da 4 a 8 Hz = Sonnolenza e primo stadio del sonno Alpha da 8 a 14 Hz = Rilassamento vigile Beta da 14 a 30 Hz = Stato di allerta e di concentrazione Dobbiamo concludere che da questo studio, emerge la possibilità di poter appli- care una determinata frequenza per mutare le condizioni del cervello e lo stato dell’individuo, con l’intenzione di poter guarire o attenuare una patologia in corso. Facciamo un esempio: Nel caso in cui una persona si trovi nello stato Beta, vale a dire in allarme (stressata), ed applichiamo uno stimolo di 10Hz al cervello, per un determinato tempo, una volta agganciata la frequenza, possiamo portae lo stato Beta allo stato Alpha, fino ad inoltrarci, gradualmente, allo stato Delta, quello del sonno. È importante comprendere con quale frequenza, il nostro cervello sta lavorando, per tentare di avvicinarci ad essa e sincronizzarci, in modo tale da poter condurre tale frequenza ove desideriamo. In poche parole la frequenza del cervello deve essere agganciata per condurre le cellule celebrali ad un certo stato di emissione. La difficoltà è nello stabilire con che frequenza il nostro cervello sta lavorando. Generalmente, durante il giorno, il cervello lavora con le onde Beta (20Hz); quindi, inviando un segnale di 20 Hz è possibile agganciarci alla frequenza con cui il cervello sta lavorando per poi aumentarla o abbassarla. Nel caso in cui, il nostro stato neuro-cerebrale è maggiormente rilassato, è necessario emettere una frequenza al di sotto dei 15Hz. ( vedi tabella delle onde cerebrali ) Questa tecnica viene usa nelle missioni spaziali. In questi casi le tecniche sono, sia uditive che visive, e vengono utilizzate dagli astronauti in casi di emergenze, di lavoro, per eseguire operazioni tecniche lunghe, ma anche quando necessita rimanere svegli per poter supervisionare le tante strumentazioni e viceversa. In questi casi si viene sottoposti a trattamenti, a base di lampi luminosi ad intermittenza affiancati da suoni, che provocano lo spostando dell’orologio biologico riattivando la concentrazione, o per vincere il sonno e la stanchezza. Devo ricordare che l’orecchio umano non riesce a percepire onde sonore al di sotto dei 20Hz, ed è quindi necessario usare delle tecniche speciali, dette appunto “Binaural Beats” ovvero “Battimenti Biauricolari”. È necessario aggiungere che la frequenza deve mantenersi intorno ai 1000 Hz per essere recepita bene. Coniugare gli stimoli sonori con gli stimoli luminosi è senza ombra di dubbio il modo migliore per poter ottenere la meta desiderata. Gli stimoli luminosi sono più semplici di quelli sonori. Di fatto per inviare uno stimolo luminoso di 10Hz basta trasmettere 10 segnali con una distanza fra loro di un secondo. Queste tecniche sono molto efficaci, e possono aiutare a raggiungere lo stato di rilassamento necessario per eseguire anche una buona meditazione. Ricordo che le frequenze più adatte sono quelle della gamma Alpha che varia da 8Hz a 13Hz. Per quanto riguarda, invece la possibilità di poter aumentare la concentrazione è necessario utilizzare la frequenza adatta, che è l’onda Theta che varia da 4Hz-7Hz. Questa favorisce la capacità e la velocità di apprendimento. Di fatto essa è presente naturalmente nei bambini, i quali apprendono meglio degli adulti, e pertanto stimolando negli adulti tale onda si ottiene un apprendimento maggiore, ad esempio per apprendere una seconda lingua. Questo sistema è anche utile per alleviare il mal di testa o l’emicrania, per indurre al sonno, nei casi di depressione e nei disordini di attenzione e di concentrazione… e si potrebbe continuare ancora per molte righe. Luigi Barone 8 • n. 6 • giugno 2003 Il Nuovo Medico d’Italia www.numedi.it I l N u ov o M e d i c o d ’ I t a l i a o n l i n e Campi elettromagnetici e tumori Nessun legame documentato Non ci sono evidenze scientifiche del legame tra campi a bassa frequenza di onde elettromagnetiche e il cancro. Questa, in sintesi (riportata dall’ADNKronos-Salute), la risposta del ministro della Salute, Girolamo Sirchia, al question time dell’11 giugno, al parlamentare dei Verdi, Luana Zanella, che ha chiesto al Governo “cosa abbia pensato per tutelare salute dei cittadini, nel rispetto del principio di precauzione e quali misure abbia preso o intenda prendere per tutelare i cittadini dai danni elettromagnetici’’. “Il promemoria 263 del 2001 dell’Organizzazione mondiale della sanità - ha risposto Sirchia - che riporta le valutazione dello IARC, l’Associazione internazionale per la ricerca sul cancro, si è espresso sugli effetti cancerogeni dei campi a bassa frequenza, a 50 Hertz, affermando che non c’è nessuna evidenza convincente che i campi a bassa frequenza, che sperimentiamo nei nostri ambienti di vita, provochino un danno diretto alle molecole biologiche o al Dna’’. E per il ministro “nello stesso documento si aggiunge che i risultati sugli animali, condotti finora, suggeriscono che i campi Hertz non siano ne’ iniziatori ne’ promotori del cancro’’. Nella replica il deputato dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio ha ribattuto che ‘’al ministro sono state fornite notizie parziali. I limiti di esposizione rimangono preoccupanti e inadeguati. E quindi siamo insoddisfatti della risposta e preoccupati dal fatto che nel nostro Paese due milioni di italiani vivano nei pressi di grandi elettrodotti. La vicenda di Radio vaticana, a Roma - ha suggerito il deputato verde - dimostra che le quantita’ di casi di leucemia infantile sono infinitamente superiori alla media nazionale, e quindi ci aspettiamo uno studio epidemiologico e i dati esatti. Come pure l’interramento degli elettrodotti. Con il numero di luglio ampia documentazione MONITORAGGIO DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI Le possibilità di impiego della telefonia mobile in sanità. Informazione OMS Come stabilire un dialogo. Linee guida e politiche sanitarie per l’esposizione. La situazione attuale. Il Nuovo Medico d’Italia Informazione medico sanitaria per l’Europa del 2000 Personal Computer NON PROVOCA LA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE a notizia è riportata da una Agenzia ADNKronos-Salute dell’11 giugno Mouse e tastiera ‘assolti’: non sembrano mettere particolarmente a rischio mani e polsi, e l’uso intenso del pc incide in maniera lieve nello sviluppo della sindrome del tunnel carpale. La novità arriva da una ricerca del Dipartimento di medicina del lavoro dello ‘Herning Hospital’ di Herning, in Danimarca, condotta su 7.000 lavoratori di 3.500 aziende di tutto il Paese, seguiti per circa un anno. Secondo gli esperti danesi, che hanno pubblicato le loro osservazioni sull’ultimo numero della rivista ‘Journal of the American Medical Association’ (Jama), l’incidenza della sindrome tra chi lavora a un terminale si attesterebbe tra l’1,4 e il 4,8%, con un aggravamento dei sintomi già presenti all’inizio dello studio nel 5,5% degli intervistati. ‘Percentuali che in sostanza ‘scagionano’ mouse e tastiera dall’accusa di mettere a rischio la salute di mani e polsi’. La sindrome del tunnel carpale, formicolio e intorpidimento di mani e polsi, è provocata dalla compressione dei nervi. Le attività, lavorative o del tempo libero, che richiedono movimenti ripetitivi delle braccia sono state collegate all’insorgere del disturbo. Secondo gli esperti, comunque, è il mouse il più ‘pericoloso’: l’uso per più di 20 ore a settimana è collegato a un lieve incremento del rischio, insignificante però dal punto di vista statistico. L Registro Tribunale di Roma n. 680 del 29/12/1997 ASSOCIATO ALL’USPI Unione Stampa Periodica Italiana Una copia acquistata in Redazione Euro 0,75 Stampato dalla Tipolitografia CSR Via di Pietralata, 157 - 00158 Roma - Tel 06.4182113 r.a. Il Nuovo Medico d’Italia S.A.S. di Mario Bernardini Via Monte Oliveto, 2 - 00141 Roma - Tel. e Fax 06.87185017 Partita IVA n. 06923261009 Finito di stampare il 20 giugno 2003 “Il nuovo Medico d’Italia” garantisce la massima riservatezza dei dati personali dei destinatari nel rispetto della legge 675/1996 Utilizzati ai soli fini di informazione, ai sensi dell’art.13 l’interessato ha diritto di chiedere la cancellazione dei suoi dati, compresi quelli di cui è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali sono stati raccolti. I Medici romani, primi in Italia, possono chiedere e ricevere “on line” i certificati di iscrizione all’Ordine Il Sito dell’Ordine di Roma (www.ordinemediciroma.it) aumenta le sue potenzialità operative. E’ stato attivato il servizio gratuito che consente agli oltre 35.000 iscritti che ne facciano richiesta di ricevere on-line il certificato di iscrizione. Una innovazione che facilita i Medici e gli Odontoiatri della capitale, e più ancora quelli dei comuni della provincia, nel disbrigo delle pratiche burocratiche riducendo, tra l’altro, il disagio di doversi spostare per raggiungere la Sede dell’Ordine che è unica, per legge istitutiva, per l’intero territorio provinciale. Ministero della salute Bando Ricerca 2003 Roma, 12 giugno On line, sul sito www.ministerosalute.it, il Bando per la ricerca finalizzata per l’anno 2003, che scade alle ore 14.00 del 12 luglio 2003. Obiettivo del Programma e’ promuovere la ricerca seguendo gli obiettivi previsti nel Piano sanitario nazionale, su tematiche specifiche ritenute fondamentali per ottimizzare i settori principali del Servizio sanitario nazionale. La ricerca promossa dal ministero della Salute, di concerto con il ministero dell’Istruzione e d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, viene finanziata con risorse del Fondo sanitario nazionale. I progetti possono essere presentati dai seguenti destinatari istituzionali: Regioni e Province Autonome, Istituto superiore di sanità, Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro, Agenzia per i servizi sanitari regionali, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici e privati, Istituti zooprofilattici sperimentali, ma anche da enti, istituzioni o imprese pubbliche o private che possano concorrere al cofinanziamento delle linee di ricerca. Le proposte saranno poi valutate dalla Commissione nazionale per la ricerca sanitaria, istituita presso la Direzione generale della ricerca sanitaria e vigilanza enti del ministero della Salute. (Adnkronos Salute) Pubblicità e consulenza su INTERNET È entrato in vigore dalla metà di maggio (più esattamente dal 14 maggio) il decreto legislativo 70/03 che, recependo la direttiva 2000/31 della Comunità Europea,consente ai professionisti (compresi i medici) di effettuare ‘comunicazioni commerciali’ attraverso INTERNET. Una ‘raccomandazione’ differenzia i ‘professionisti’ dalle ‘imprese’: la pubblicità commerciale deve rispettare le regole deontologiche Il professionista deve comunicare l’iscrizione all’Ordine, il numero di posizione nell’Albo e deve fare riferimento alle norme della propria categoria che devono essere offerte alla consultazione dei consumatori. Riportiamo da ‘Le regole per gli studi su internet’ pubblicate su ‘Il sole 24 Ore’ del 27/5/03 quanto indicato per ‘pubblicità via internet’ e‘I codici di condotta’. Pubblicità via Internet Il decreto legislativo 70/03 consente ai professionisti iscritti in Albi di effettuare, attraverso Internet, la ‘comunicazione commerciale’ La pubblicità dovrà essere rispettosa dei codici deontologici, dovrà preservare la dignità, l’onore, il segreto professionale e la lealtà verso clienti e colleghi. I codci di condotta Le associazioni professionali promuovono codici di condotta che trasmettono al ministero delle Attività produttive - che diventa csì uno dei referenti degli Ordini - e alla Commissione europea. Ministero e Commissione saranno inoltre destinatari delle informazioni sull’impatto dele regole nelle pratiche del commercio elettronico. Il codice deve essere redatto in italiano, in inglese e in un’altra lingua comunitaria. Il codice deve essere reso accessibile in via telematica. www.numedi.it/asmi/asmiinforma Direttore Responsabile: MARIO BERNARDINI Direzione - Redazione - Amministrazione Via Monte Oliveto, 2 - 00141 Roma Tel e fax 06.87185017 - e-mail [email protected] Certificati ‘on line’ COMUNICAZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO S i è svolto il 5 - 6 giugno a Castiglioncello un Workshop sulla “Comunicazione del rischio biologico occupazionale” organizzato dall’Osservatorio della Comunicazione Sanitaria (OCS) dell’Università di Pisa e dall’ISPESL (Dipartimento di Igiene del Lavoro) Hanno preso parte alla Tavola Rotonda conclusiva Mario Bernardini, Presidente ASMI; Gianni Peg (RAI) esperto delle immagini; il prof. Pistello responsabile della Regione Toscana per l’emergenza SARS; Andrea Calamusa e Anna Laura Carducci dell’Oservatorio per la Comunicazione Sanitaria dell’Università di Pisa; il prof. Spagnoli, capo del Dipartimento Igiene del Lavoro dell’ISPESL. Ha coordinato gli interventi della Tavola Rotonda il Dott. Gerardo CAPOZZA, Capo Ufficio Stampa ISPESL. Dalla discussione è emersa la necessità di avere una informazione di qualità al fine di ottenere un potenziale effetto educativo sul pubblico. Per poter ottenere tale risultato è necessario avere giornalisti formati in campo medico-scientifico, frequenza a corsi periodici di aggiornamento per giornalisti di cronaca, accesso in tempo reale ad informazio- ni precise e corrette tramite collegamenti con Istituzioni ed Enti accreditati, linguaggio preciso, semplice e comprensibile, neutralità rispetto a opinioni controverse, collaborazioni con il mondo medico scientifico, ricerca di fonti affidabili nonostante la difficoltà di tempi frenetici, logiche di mercato, sintesi e semplificazioni. A conclusione dei due giorni di lavoro del Workshop e tenuto conto anche della discussione e degli interventi alla Tavola Rotonda, è stato positivamente valutato e proposto l’approfondimento di un progetto sulla promozione della conoscenza di quanto necessario sulle “Mansioni dei processi formativi per la comunicazione del rischio biologico inerente l’igiene occupazionale” presentato dal Dott. Lombardi per l’ISPESL e corredato dagli studi condotti dall’OCS di Pisa (Proff. Carducci e Calamusa) Come prossimo atto operativo l’OCS dell’Università di Pisa ha in programma per il prossimo anno un Master annuale in ‘Comunicazione Biosanitaria’. L’iniziativa, condivisa dall’ISPESL e dall’ASMI (che ha già dato il suo patrocinio), si avvarrà del contributo di esperti della materia e giornalisti scientifici.