responsabile Dr Nicolò Governanti • In occasione della giornata internazionale per la prevenzione del suicidio, 10/09/05,il Dipartimento di Salute Mentale dell’AUSL 6 Palermo, per iniziativa del primo modulo dipartimentale ha ritenuto di celebrare la giornata con l’invio delle slides accluse per far riflettere sulla problematica suicidaria, con preghiera di diffondere il messaggio anche ai non specialisti. • e-mail [email protected] [email protected] sito: www.salutementalepa.it PER PREVENIRE IL SUICIDIO È NECESSARIO CONOSCERLO Redazione a cura del Dr. Giuseppe Mazzola GIORNATA INTERNAZIONALE PREVENZIONE DEL SUICIDIO 10/9/2005 AUSL6 PALERMO DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE MODULO n1 IL SUICIDIO SI PUO’ PREVENIRE PER PREVENIRLO BISOGNA CONOSCERLO Il Suicidio è un fenomeno la cui conoscenza esplicita non corrisponde alla conoscenza tacita La conoscenza tacita è di gran lunga superiore alla esplicita In molti casi i suicidi vengono archiviati principalmente come incidenti mortali della circolazione stradale causati da ubriachezza, o morte da arma da fuoco non accompagnata da una nota o chiara dichiarazione di suicidio. Il suicidio ufficialmente è la causa del 1.5% dei 54 milioni di decessi che si stima occorrano annualmente sul nostro pianeta. Ogni anno nel mondo si procurano la morte circa 800'000 persone (una ogni 40 secondi). Circa i 2/3 sono uomini. La metà sono Cinesi malgrado la popolazione cinese rappresenti il 21.5% di quella mondiale. A livello mondiale il tema della prevenzione dei suicidi non gode di sufficiente considerazione, principalmente per una carente informazione Pochi Stati hanno incluso la prevenzione del suicidio fra le loro priorità. In Italia la prevenzione al suicidio è inserita nel progetto obbiettivo per la salute mentale, sia nazionale che regionale , ma senza finanziamenti e veri programmi La prevenzione richiede interventi anche fuori dal campo sanitario, coinvolgendo in un contesto multidisciplinare il settore dell’educazione, le organizzazioni di volontariato, la polizia e la giustizia, i movimenti politici e religiosi Un miglioramento, è auspicabile, in tema di affidabilità e completezza delle certificazioni dei casi di suicidio (autopsia psicologica). Le statistiche non sempre fanno differenza tra tentato, mancato suicidio e suicidio avveratosi, non è nota l’entità dei comportamenti anticorservativi parasuicidiari È interessante notare come il tasso di suicidi fra la popolazione decresca in media con lo spingersi verso i paesi più meridionali. In Europa, tassi elevati si registrano nelle regioni centro settentrionali Nei paesi occidentali, il rapporto tra suicidi tentati e suicidi portati a compimento è di 8-25 a uno. Nel mondo, nella fascia d’età compresa tra i 15-44 anni, il suicidio è la seconda causa di morte fra le donne, dopo la tubercolosi. Tra gli uomini è la quarta causa di morte, dopo gli incidenti stradali,la tubercolosi e gli atti violenti. ITALIA(istat 2000) TS S (ms +s) 6,7/100000 6,5/100000 nord+centro 7,7/100000 7,6/100000 mezzogiorno 4,8/100000 4,8/100000 Gli uomini prediligono metodi di soppressione cruenti, le donne metodi meno devastanti e sfiguranti, quali l’avvelenamento da farmaci, l’assunzione di detersivi . La minore letalità è spesso dovuta al fatto che le donne, sovrastimano la letalità delle sostanze impiegate sopravvivendo al tentativo. In questi ultimi anni, molto è stato fatto per ridurre la tossicità dei farmaci antipsicosici e antidepressivi. L’eccezione è la Cina, con oltre il 50% di donne, dove la morte per autoavvelenamento è ottenuta ingerendo pesticidi letali, facilmente accessibili a tutti nelle zone rurali e povere del paese, dove gli ospedali sono pochi, molto distanti e l’assistenza sanitaria d’emergenza è scarsa o assente. Nel mondo, (secondo eventi luoghi e costumi ) si toccano punte di 43.7 suicidi ogni 100'000 abitanti WHO feb-04) anno 1995 uomini donne totale 1*10-5 uomini donne totale 1*10-5 34 7 41 12,3 29 5 34 10,1 Norvegia 21 8 29 10,9 28 8 36 13,4 Austria 37 9 46 9,6 44 3 47 10,2 Finlandia 25 6 31 9,5 42 6 48 14,7 Belgio 12 58 9,3 38 17 55 8,9 Irlanda 46 1 2 9,1 2 0 2 9,5 Svizzera 27 8 35 8,4 32 14 46 10,5 Germania 208 54 261 5,6 220 66 286 6,6 Inghilterra13 2 15 4,1 0 1 1 3,2 Francia 48 198 5,2 151 51 202 5,3 Danimarca 13 1 14 4,9 15 2 17 5,3 Olanda 35 8 43 4,6 5 4 9 3,2 Svezia 15 7 22 4,3 27 9 36 7,1 Islanda 1 150 Spagna 71 18 89 3,1 100 21 121 3,7 Italia 57 25 82 2,7 81 22 103 2,9 Portogallo 9 3 12 2,1 15 8 103 2,9 Grecia 10 2 12 1,7 9 6 15 2 Malta 0 0 0 0 1 0 1 3,5 PALERMO 70 60 50 40 30 20 10 0 donne 17uomini totale 2001 2002 2003 2004 SUICIDI NON RESIDENTI 20 15 donne 10 17uomini totale 5 0 2001 2002 2003 2004 STEREOTIPI E’ un fenomeno individuale E’ un fenomeno patologico E’ un comportamento da vili E’ un argomento da evitare E’ causa di stigma per i superstiti L’idea sucidiaria, I S , è irrilevante Il tentato suicidio, T S , trascurabile Il mancato suicidio, M S ,è salvifico Il suicidio, S, avvenuto è un atto concluso I comportamenti anticonservativi parasuicidiari sono follie del singolo Questi atteggiamenti trovano conferma in quanto segnalato dallo statunitense Center for Disease Control and Prevention che indica come la percentuale di soggetti che ha tentato il suicidio in adolescenza è pari all'8%, mentre coloro che sono ricorsi ai sanitari sono solo il 2%; monitorando soltanto i casi che si rivolgono ai presidi sanitari vi sarebbe dunque una "perdita" di circa il 6% dei casi. Fattore predittivo di nuovo suicidio è il mancato suicidio cruento che eleva di 38 volte la probabilità rispetto a un individuo scelto a caso della popolazione. A tal proposito si stima che il 10-15% di coloro che tentano il suicidio riuscirà infine nel proprio intento. I disturbi dell’umore (depressione, disturbo bipolare ), la schizofrenia, all’esordio, aumentano la probabilità di 15-20 volte, l’abuso di sostanze di 5 volte per l’alcool e di 13 volte per gli oppiacei L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea tre principali campi di intervento: •limitare l’accesso ai più comuni metodi di soppressione; •prevenzione e trattamento della depressione, e dell’abuso di alcol e altre sostanze che ingenerano dipendenza; •interventi nelle scuole con programmi di gestione delle crisi, aumento dell’autostima e sensibilizzazione sui problemi della salute. Fra gli adolescenti, vi sono alcuni fattori di rischio supplementari da non sottovalutare, tra cui: essere confrontati al suicidio o al tentativo di suicidio di un parente o conoscente, la rottura precoce del nucleo familiare (separazione, divorzio), un insuccesso scolastico qualora il giovane abbia la sensazione di non riuscire a rispondere alle attese del contesto sociale (genitori, società, ecc. ).Il 90-95% dei suicidi sono comunque associati a gravi patologie psichiatriche :psicosi,schizofrenia, disturbo bipolare, disturbi di personalità. In 15 paesi dell’unione europea, nel periodo compreso tra il 1983 ed il 1993, sono deceduti quasi 250.000 giovani tra i 15 ed i 25 anni per cause accidentali o violente. Il suicidio ha rappresentato la seconda causa di morte Le statistiche più aggiornate indicano che tra gli adolescenti si rileva una tendenza all’aumento sia dei suicidi che dei tentati suicidi. STRATEGIE 1 Strategie finalizzate a facilitare il riconoscimento del giovane a rischio suicidiario ed il suo invio ad uno Psichiatra ad un Servizio per la tutela della salute mentale 2 Strategie che operano per eliminare o contrastare i fattori di rischio per il suicidio giovanile. •Le strategie di prevenzione del suicidio in età evolutiva sono sostanzialmente otto. •1 Interventi di formazione per il personale scolastico. Questi programmi si rivolgono al personale della scuola, comprendendo il personale docente e non docente ;sono mirati ad aiutare il personale scolastico a riconoscere gli adolescenti in difficoltà e a fornire loro un primo aiuto. •2 Interventi di formazione per figure sociali. Si rivolgono a persone che per la loro professione o attività vengono a contatto con adolescenti. Possono riguardare chi svolge attività nei luoghi frequentati da adolescenti , luoghi di culto,centri sociali di altro genere, operatori del tempo libero si aiuta ad identificare persone ad alto rischio ed a fornire un primo aiuto. •3 Interventi di informazione di base sul suicidio, dedicati agli studenti, svolti all'interno della scuola. Tradizionalmente agli studenti vengono fornite informazioni sul suicidio, su come riconoscere i segnali di allarme, su come cercare aiuto per sé o per coetanei in difficoltà. Spesso questi programmi comprendono interventi per favorire le relazioni sociali, migliorare l'autostima e contrastare gli stati di tristezza delle difficoltà emotive che precedono le manifestazioni autosoppressive •.4 Programmi di screening Programmi che prevedono la somministrazione di strumenti di ricerca per identificare i giovani ad alto rischio e favorire un intervento mirato su una popolazione definita. •5 Programmi per sviluppare "il sostegno" tra coetanei (Peer Support Programs). Sono programmi realizzati in ambito scolastico e non, finalizzati a promuovere e favorire relazioni tra coetanei, migliorare le competenze sociali, favorire il sostegno all'interno di un gruppo, incentivare l'impegno in campo sociale come strumenti per prevenire il suicidio di soggetti ad alto rischio •6 Strategie per limitare l'accesso a strumenti usati a scopo suicidiario. Questa strategia di prevenzione consiste in attività finalizzate a limitare l'accesso e la disponibilità ad armi da fuoco, droghe o altri strumenti comunemente utilizzati per commettere un suicidio. •7 Intervento post-suicidio (post-evento). Strategie sviluppate per far fronte alla crisi causate da un suicidio giovanile all'interno di una comunità. Questo tipo di intervento si realizza quando un tentato suicidio, che per le modalità o per le conseguenze del gesto viene a conoscenza di altri adolescenti. Questi interventi tendono a contenere i suicidi a grappolo (per imitazione o contagio) aiutando efficacemente i giovani ad affrontare il senso di perdita dopo la morte improvvisa o il suicidio di un coetaneo. •8 Strategie esplicative Spiegare l’evento in modo semplicistico. L’evento finale che ha precipitato il gesto, non è la sua unica causa. Centri di Crisi e Hotlines. Questi programmi forniscono primariamente aiuto in situazioni di emergenza per persone suicidiarie. Le Hotlines (telefono amico, telefono giallo AFIPRES PALERMO ) vengono normalmente gestite da volontari adeguatamente preparati. Alcuni programmi offrono Centri di Accoglienza immediata ed inviano le persone ai Servizi di Salute Mentale territoriali La malattia somatica vissuta come sofferenza insopportabile rende vulnerabili ribaltando la polarità vita morte. le patologie di interesse medico (AIDS, morbo di Parkinson,Corea di Huntington , Cancro, Sclerosi multipla, ...) moltiplicano il rischio ‘solo’ di un fattore 2-3. Il rischio suicidiario aumenta o diminuisce secondo il carico emozionale Evento con frequenza variabile dal 2,5 % al 75% nelle statistiche mondiali spesso vengono inclusi tutti i TS Depressione presente chiaramente nel 20% dei suicidi somatica, spesso misconosciuta Vulnerabilita’ malattie somatiche e suicidio Età stato civile tempo intercorrente tra la diagnosi l’inizio della terapia e decisione autolesiva dato culturale Altre variabili da tenere presenti ma poco influenti PREVENZIONE AFFONTARE LE PROBLEMATICHE DELLA INCIDENZA DEL SUICIDIO IN CORSO DI MALATTIE SOMATICHE CONOSCENZA DEI FATTORI ASSOCIATI CONFRONTO TRA ESPERTI FATTORI FAVORENTI ABUSO DI ALCOL O SOSTANZE BASSA RELIGIOSITA’ ALTA SOFFERENZA PSICHICA STATO INIZIALE FASE TERMINALE ASSENZA DI SOSTEGNO RAPPORTO MEDICO TECNICO ASSENZA DI SOLUZIONI FATTORI FAVORENTI TEMPO BREVE DALLA DIAGNOSI MALATTIA DOLOROSA MALATTIA DETURPANTE TERAPIA TURBE RESPIRATORIE MINORE CARICO EMOZIONALE atteggiamento ottimistico negazione dell’esito assenza di rimpianti speranza illusoria assenza di precedenti psichiatrici distimia ridotta angoscia assenza di malattie gravi in famiglia assenza di problemi economici Maggiore carico emozionale atteggiamento pessimistico esito ineluttabile della malattia rimpianti rispetto il tempo perduto perdita della prospettiva del futuro precedenti depressivi maggiori forte angoscia precedenti episodi di malattie gravi in famiglia problemi economici sociali COMORBILITA’PSICHIATRICA SCHIZOFRENIA GIOVANILE DEPRESSIONESTATI MISTI IPOMANIA PERSONALITA’DIPENDENTI REAZIONI ABBANDONICHE DOC+DEPRESSIONE ABUSO DI SOSTANZE DELIRIUM TREMENS CONFUSIONE ISTRIONISMO DEMENZATATO INIZIALE ONCOPSICOLOGIA PSICHIATRIA DI COLLEGAMENTO ENFASI SINTOMI PRODROMICI PATOLOGIA DELLA CRISI SINDROMICA DI RINGLER SINDROMICA DI STENGEL Si raccomanda in particolare ai familiari e amici preoccupati che un loro caro sia a rischio di commettere suicidio: Prendere sul serio la persona cara in questione. FORTIFICAZIONE DELLA RESILIENZA CONSIGLI PRATICI Quando una persona cara sta attraversando una crisi acuta,con pericolo di suicidio potrebbe essere necessario toglierle carte di credito, chiavi dell’automobile e libretti di assegni, offrendole comprensione; ma;assumendo nel con-tempo un atteggiamento fermo. Convincerla a richiedere l’intervento di uno Psichiatra o, se necessario, accompagnarla ad un pronto soccorso o presso un reparto di diagnosi e cura. •Rassicurare.Non minimizzare • Sottolineare che il suicidio è una soluzione permanente a problemi che sono invece temporanei. •Dare speranza, e assicuratelo sul fatto che le vie d’uscita esistono, e che le cose andranno meglio. · Non promettere segretezza. Può darsi che se debba parlarne ad altri . Se la persone è violenta, può essere necessario chiamare la polizia. A tentativi ripetuti senza esito può essere necessario attivare il TSO Queste sono cose difficili da fare, ma spesso sono essenziali ATTENZIONE ISOLAMENTO STRATEGICO DISSIMULAZIONE SORRISO PATIBOLARE NEGAZIONE MODIFICHE COMPORTAMENTALI RIORDINO INUSUALE DONAZIONI INSENSIBILTA’ ALLA LODE E ALLA PUNIZIONE COMPORTAMENTO •Mantenere la calma, ma non dissimulare la propria reazione. Mantenere il contatto oculare. Ascoltare con attenzione. Coinvolgere altre persone. Non cercare di gestire la crisi da soli, poiché questo può compromettere la propria salute e la vostra sicurezza. Chiamare il118 o il 113, 112. Contattare lo Psichiatra e/o il Terapeuta della persona a rischio. •Usare il linguaggio del corpo, per esempio stando accanto alla persona, o tenendole la mano. · Fare domande dirette. Cercare di scoprire se ha un piano specifico per il suicidio. Riconoscere i sentimenti della persona in questione. Empatici, non giudici. Non sollevare la persona dalla responsabilità delle sue azioni. La Comunità La tendenza del suicidio a stimolare l’imitazione (epidemie), soprattutto se la morte è molto pubblicizzata o romanticizzata, è un fenomeno noto da tempo e ampiamente documentato (effetto Werther). A subirne l’impatto maggiore sarebbero gli adolescenti. Riportare notizie di suicidi in modo ripetitivo, continuo o eccessivo può essere deleterio . Si tende in questo caso a promuovere l’attenzione sul suicidio, specie fra le persone a rischio. Evitare toni sensazionalistici. Escludere di riportare descrizioni del suicidio che possono fungere a istruzioni. Molti individui a rischio attendono solo di individuare il metodo che gli procuri una morte certa con il minore dolore possibile. Il suicidio o le persone che vi ricorrono non vanno glorificate. Il rischio di contagio è minore se si riduce al minimo la descrizione delle manifestazioni di dolore, che potrebbero suggerire che si stia in realtà rendendo onore al comportamento suicida. Concentrarsi esclusivamente sulle caratteristiche positive dell’individuo suicida. Accanto alle lodi è importante riconoscere anche i problemi dell’individuo suicida.