Corso di demografia applicata MQEGA=Metodi Quantitativi per l’Economia e la Gestione delle Aziende SSA=Statistica per le Aziende e le Assicurazioni SIEF=Statistica ed Informatica per l’Economia e la Finanza SIAF=Statistica ed Informatica per l’Azienda e la Finanza Esercitazioni Dott.ssa Angela Coscarelli a.a.2009/2010 DEMOGRAFIA APPLICATA – ESERCITAZIONE – Dott.ssa Angela Coscarelli Confronto fra i tassi (Tassi grezzi e/o generici o quozienti; Tassi specifici e/o per età) Nel tempo Nello spazio Standardizzazione diretta (metodo della popolazione tipo) Standardizzazione indiretta (metodo dei coefficienti tipo) AGENDA 2 TASSI GREZZI /1 Sono calcolati per il totale della popolazione (Es. Tasso di mortalità, Tasso di natalità); Sono il n. eventi che si verificano durante l’anno ogni 1000 individui mediamente presenti nella popolazione; La popolazione è quella media del periodo considerato (Pt+Pt+n)/2 Sono l’esperienza reale della popolazione; Sono utili per valutare meglio l’intensità con la quale si manifestano i fenomeni di movimento; Sono utili per l’allocazione delle risorse economiche e la pianificazione sanitaria. 3 TASSI GREZZI /2 Tasso di natalità Tasso di mortalità Tasso di immigratorietà Tasso di emigratorietà n(t) = N / Pm m (t) = D / Pm i (t) = I / Pm e (t) = E / Pm Per ognuna delle formule vale la popolazione media calcolata con riferimento all’anno di calendario t. Solitamente questi tassi si presentano moltiplicati per 1000 4 METODI DI STANDARDIZZAZIONE / 1 Dai tassi generici ai tassi specifici I tassi generici sono misure molto rozze dei fenomeni demografici (Intensità del fenomeno, struttura della popolazione); I fenomeni demografici sono molto variabili secondo l’età: ad alcune di esse approssimano o raggiungono la frequenza nulla (morti tra i giovanissimi, le nascite prima della pubertà o dopo la menopausa) mentre in altre si raggiungono frequenze elevate o massime. 5 METODI DI STANDARDIZZAZIONE / 2 Esempio/1 Supponiamo a livello esemplificativo che la popolazione sia composta solo da tre classi d’età: 2049, 50-79 ed 80+. Consideriamo due popolazioni A e B che hanno stessa mortalità, ma diversa struttura per età: Età 20-49 50-79 80+ A P n x 0,001 5.000 0,01 5.000 0,1 5.000 15.000 nmx A D n x 5 50 500 555 B P n x 8.000 5.000 2.000 15.000 B D n x 8 50 200 258 6 METODI DI STANDARDIZZAZIONE / 3 Esempio/1 Età 20-49 50-79 80+ nmx 0,001 0,01 0,1 nPx A 5.000 5.000 5.000 15.000 n Dx A 5 50 500 555 nPx B 8.000 5.000 2.000 15.000 n Dx B 8 50 200 258 Qm = 555 / 15.000 = 0,037 = 37 ‰ BQm = 258 / 15.000 = 0,0172 = 17,2 ‰ A Quindi, nonostante la mortalità per età sia la stessa il tasso generico risulta molto più alto (più del doppio) in A che in B; Quello che succede è che il tasso generico di mortalità più elevato nella popolazione A è dovuto ad un ammontare maggiore della popolazione in età anziana ed essendo molti di più gli anziani nella popolazione A, si ottengono più decessi in A e quindi un tasso 7 generico più alto. METODI DI STANDARDIZZAZIONE / 4 Tassi specifici Per raffinare le misure in questione e per permettere un più preciso confronto tra i fenomeni demografici osservati in popolazioni diverse, si fa ricorso a misure più dettagliate ottenute frazionando la popolazione, in collettività più omogenee rispetto all’età Tassi specifici Sono il n. eventi di un certo fenomeno che si verificano durante l’anno ad una certa età x ogni 1000 individui di età x, mediamente presenti nella popolazione; Permettono di osservare l’andamento del fenomeno osservato alle varie età; Si possono calcolare con riferimento alla popolazione maschile, femminile o a sessi congiunti 8 METODI DI STANDARDIZZAZIONE / 5 Tassi specifici Supponendo che l’intervallo delle classi sia pari ad n (generalmente pari ad un anno o a un quinquennio) si avrà che la formula per il calcolo dei quozienti specifici è mx , x n M x , x n 1000 Px , x n La medesima formula può essere utilizzata facendo riferimento a fenomeni demografici diversi dalla mortalità (fecondità, nuzialità, etc.); Il livello del tasso generico non sarà che una media dei singoli tassi specifici relativi alle varie età, ciascuno pesato con un peso proporzionale alla popolazione della sua classe. 9 METODI DI STANDARDIZZAZIONE / 6 Tassi specifici ω-1 m x, x n * p x, x n D x 0 x1000 Q x1000 t m ω-1 Pm p x, x n x 0 10 STANDARDIZZAZIONE / 1 Esempio concreto: Confronto dell’evoluzione della mortalità per la popolazione italiana nel tempo (1960-62 e 1970-72). La mortalità è diminuita? Sono migliorate le condizioni di sopravvivenza? Osserviamo i tassi generici nel due periodi considerati: m 1960-62 1070-72 9,6 9,67 11 STANDARDIZZAZIONE / 2 Osserviamo i tassi specifici: Età 0-4 5-14 15-44 45-54 55-64 65-74 75+ m(t) 1960-62 mx 10,8 0,5 1,4 5,6 14,2 35,5 112 9,6 1070-72 mx 6,7 0,4 1,3 4,9 13,3 32,1 105,8 9,67 I tassi specifici per età sono tutti diminuiti, mentre il tasso generico è aumentato. A cosa si deve tutto ciò? 12 STANDARDIZZAZIONE / 3 Osserviamo la struttura della popolazione: Età 0-4 5-14 15-44 45-54 55-64 65-74 75+ 1960-62 Px/P*100 8,3 16,2 43,5 12,8 9,6 6,3 3,3 100 1070-72 Px/P*100 8,2 16,3 41,8 11,5 10,9 7,4 3,9 100 Nel tempo la popolazione è invecchiata Le classi di età più anziane che hanno intensità maggiore (anche se diminuita nel tempo!) “pesano” di più nel calcolo della media ponderata dei tassi specifici: effetto della struttura per età! 13 STANDARDIZZAZIONE / 4 Come confrontare i tassi? Posso seguire due strategie: 1. Confronto dei tassi specifici per età: non è sempre facile dare un risultato univoco e sintetico 2. Confronto dei tassi generici: dipendenza dalla struttura per età della popolazione; dipendenza dall’intensità del fenomeno 14 STANDARDIZZAZIONE / 5 Si pone spesso il problema di confrontare, in modo semplice e sintetico, i livelli di un fenomeno demografico tra due o più popolazioni STANDARDIZZAZIONE DIRETTA (O DELLA POPOLAZIONE TIPO ) 15 STANDARDIZZAZIONE / 6 Standardizzazione diretta (o della popolazione tipo) VANTAGGI: Consente di calcolare tassi generici di mortalità utilizzando per le due o più popolazioni a confronto una stessa struttura per età assunta come tipo (standard); La popolazione standard può essere quella di una delle popolazioni oppure quella di un’altra popolazione; Il tasso standardizzato ottenuto è il tasso che una data popolazione avrebbe se la sua struttura per età fosse la stessa di quella della popolazione assunta come tipo LIMITI: Tassi standardizzati non sono del tutto indifferenti alla scelta della popolazione assunta come tipo; Si sceglie in genere una “struttura intermedia” rispetto a quella delle popolazioni messe a confronto 16 STANDARDIZZAZIONE / 7 METODO DI CALCOLO ED ESEMPI SULLA STANDARDIZZAZIONE DIRETTA Date due popolazioni A e B, di cui si conoscono l’ammontare della popolazione alle singole età ed i quozienti specifici del fenomeno oggetto di studio, per standardizzare i tassi delle due popolazione e, quindi, per confrontare le due popolazioni rispetto all’evento considerato, si può procede prendendo come standard la struttura per età di una terza popolazione C. Allora le formule dei tassi saranno: b m mx Px b x0 c c Px x0 a m a m x c Px x0 c Px x0 17 STANDARDIZZAZIONE / 8 Concludendo: i due tassi standardizzati sono tra loro comparabili e la differenza tra essi non è più imputabile alle diverse strutture per età, ma al divario tra i singoli tassi specifici di mortalità; N.B. (1) Il principio della standardizzazione può essere applicato a qualsiasi fenomeno – demografico, sociale, economico – che si manifesti con forza variabile, secondo tipiche curve alle varie età o durate; N.B. (2) I livelli e i confronti tra tassi standardizzati dipendono dalla struttura della popolazione scelta come popolazione tipo. 18 STANDARDIZZAZIONE / 9 Si conoscono del paese A la distribuzione della popolazione per grandi classi di età al 30 giugno di un dato anno e il valore del tasso generico di mortalità (14,3 per mille) e del paese B la distribuzione della popolazione al 30 giugno dello stesso anno e quella dei tassi specifici di mortalità: 1.calcolare il tasso generico di mortalità della popolazione B; 2.standardizzare il tasso di mortalità di B mediante il metodo diretto Età 0-19 20-59 60+ Totale A P n x 440 480 80 1000 B P n x 260 440 180 880 m A t 14,3 12900 B m t 14,66 880 B B B m x 1000 m * P n x n x n x 5 1300 10 4400 40 7200 55 12900 m B t B A m * P n x n x 2200 4800 3200 10200 10.200 10,2 1.000 19 STANDARDIZZAZIONE / 10 Standardizzazione indiretta (o dei coefficienti tipo) VANTAGGI: Consente di calcolare tassi generici di mortalità utilizzando per due popolazioni a confronto una stessa distribuzione dei tassi specifici di mortalità; Il tasso standardizzato ottenuto è il tasso che una data popolazione avrebbe se la sua mortalità specifica fosse quella assunta come standard; Se abbiamo solo il numero totale di morti in una certa popolazione in un certo anno, ma NON la loro distribuzione per età (es. PVS); Possiamo calcolare tassi standardizzati di mortalità, conoscendo: 1. La distribuzione per età della popolazione in esame 2. Tassi specifici di mortalità per età di un’altra popolazione nello stesso anno (Tassi tipo) 20 STANDARDIZZAZIONE / 11 METODO DI CALCOLO ED ESEMPI SULLA STANDARDIZZAZIONE INDIRETTA Ci chiediamo quanti sarebbero i morti di una popolazione A se, la sua struttura per età fosse soggetta alla mortalità espressa dai tassi tipo? 1 DA t m T x 0 x * Px A 1000 Valore teorico del tasso di mortalità A m 1000 D t P * A A x 21 STANDARDIZZAZIONE / 12 METODO DI CALCOLO ED ESEMPI SULLA STANDARDIZZAZIONE INDIRETTA 1. Si sommano i casi attesi per ogni fascia di età ed otteniamo il numero totale dei casi attesi nelle popolazioni A e B; 2. In ogni popolazione si confrontano i casi osservati con quelli attesi facendone il rapporto; 3. Si ottiene così il rapporto standardizzato: A * m /m T >1 Il tasso di A> di quello standardizzato <1 Il tasso di A< di quello standardizzato 22 STANDARDIZZAZIONE / 13 Esempi sulla standardizzazione indiretta Di due popolazioni A e B si conoscono i decessi osservati (o casi osservati) che sono rispettivamente 53.750 e 220. Inoltre si conosce la struttura di entrambe e dei quozienti specifici standard. Utilizzare il metodo indiretto per stimare la mortalità. Fasce d'età 0-4 5-14 15-44 45-64 65+ Totale Tassi standard 41 3,2 10 70 540 Popolazione A Popolazione B Popolazione A Casi attesi Popolazione B Casi attesi 3.000.000 1.230 50.000 20,5 7.800.000 250 60.000 1,92 24.900.000 2.490 142.000 14,2 13.900.000 9.730 45.000 31,5 7.500.000 40.500 23.000 124,2 57.100.000 54.200 320.000 192,32 Popolazione A: Casi osservati: 53.750 Casi attesi: 54.200 Popolazione B: Casi osservati: 220 Casi attesi: 192,32 23 STANDARDIZZAZIONE / 14 Esempi sulla standardizzazione indiretta Rapporto standardizzato di A: (53.750/54.200)=0,99 Rapporto standardizzato di B: (220/192,32)=1,14 La popolazione A ha una mortalità di circa l’1% inferiore a quella attesa; mentre per la popolazione B la mortalità è del 14% superiore di quella attesa 24 STANDARDIZZAZIONE / 15 Si conoscono del paese A la distribuzione della popolazione per grandi classi di età al 30 giugno di un dato anno e il valore del tasso generico di mortalità (14,3 per mille) e del paese B la distribuzione della popolazione al 30 giugno dello stesso anno e quella dei tassi specifici di mortalità: 1.calcolare il tasso generico di mortalità della popolazione B; 2.standardizzare il tasso di mortalità di B mediante il metodo diretto Età 0-19 20-59 60+ Totale A P n x 440 480 80 1000 B P n x 260 440 180 880 B B B m x 1000 m * P n x n x n x 5 1300 10 4400 40 7200 55 12900 B A m * P n x n x 2200 4800 3200 10200 m A t 14,3 12900 mBt 14,66 880 m B t 10.200 10,2 1.000 25 STANDARDIZZAZIONE / 16 2. Standardizzare il tasso di mortalità di B mediante il metodo indiretto Età 0-19 20-59 60+ Totale A P n x 440 480 80 1000 B P n x 260 440 180 880 B B B m x 1000 m * P n x n x n x 5 1300 10 4400 40 7200 55 12900 B A m * P n x n x 2200 4800 3200 10200 Attesi A Se avesse la mortalità di B 2200 A 14,3 14,3*1000=14300 4800 n Dx 3200 Rapporto 14.300/10.200=1,4 10200 A m n x standardizzato = 12.900*1,4/1000=18,09 D effettivi A 26 AGENDA DEMOGRAFIA APPLICATA – ESERCITAZIONE – Dott.ssa Angela Coscarelli Richiamo sui Tassi grezzi e/o generici o quozienti ed i Tassi specifici e/o per età Probabilità di morte Tra compleanni Tra due date e due classi d’età successive (Probabilità prospettive di morte) Tavola di mortalità Completa; Abbreviata 27 MORTALITA’ Tassi generici, Tassi specifici e rischio di mortalità ω-1 m * p x, x n x, x n D x1000 Q x1000 x 0 ω-1 TASSO GREZZO t m Pm p x, x n x 0 E’facilmente calcolabile; Fornisce un’immediata idea dell’intensità del fenomeno I QUOZIENTI SPECIFICI: Forniscono una dettagliata informazione per sottogruppi di popolazione; Possono essere calcolati per diverse variabili (sesso, professione, stato 28 civile, ecc.) MORTALITA’ Probabilità di morte per età Valutazione del rischio di mortalità qx g Dx g Px Possono essere calcolate: Per tutte le età di una generazione (analisi longitudinale); In corrispondenza delle diverse età di tutte le generazioni che convivono in una dato intervallo biennale (analisi trasversale) 29 MORTALITA’ ESEMPIO Supponiamo di voler calcolare per la popolazione maschile di Cosenza la probabilità di morte tra il 60° ed 61° compleanno nel biennio 1978-79: Dx g Px 61 25 60 44 2693 qx g 30 31 2737 1978 1979 D60 44 30 q60 0,02704 (2693 44) 1918 P60 1918 30 TAVOLA DI MORTALITA’ Date le probabilità di morte (qx) tra i diversi compleanni degli appartenenti ad una popolazione (sia se essa è una generazione o un insieme di contemporanei) è possibile descrivere il processo di eliminazione per morte degli individui che ne fanno parte attraverso una procedura che si identifica con il nome di Tavola di Mortalità VANTAGGI: Offre risultati comparabili nel senso che non risentono dell’ammontare della popolazione né della relativa struttura per età; Consente di isolare l’azione della mortalità come unica causa di eliminazione degli individui di una popolazione 31 COSTRUZIONE DELLA TAVOLA DI MORTALITA’/1 Sia l0 il numero degli individui considerati (solitamente è pari a 100.000 o ad un multiplo di 10) e si supponga che durante il loro corso di vita siano sottoposti al rischio di morte tra due compleanni successivi secondo i valori assunti dalle qx cui si fa riferimento Se q0 è il valore della probabilità di morte tra la nascita ed il primo compleanno, il numero atteso d0 dei decessi entro il primo compleanno sarà: d0 = l0 q0; I sopravviventi fino al primo compleanno saranno dunque l1=l0-d0; Valutato l1 è possibile calcolare d1=l1q1; …E quindi l2=l1-d1 e così via; In generale: dx = lx qx lx+1= lx - dx = lx (1- qx) dx= lx – lx+1 32 COSTRUZIONE DELLA TAVOLA DI MORTALITA’/2 I valori così calcolati, insieme ad altri indicatori determinano le cosiddette funzioni biometriche il cui compito è di arricchire la descrizione del processo di eliminazione della popolazione considerata. Si potranno quindi calcolare: Le probabilità di sopravvivenza (px ) dal compleanno x al compleanno x+1 ovvero il complemento ad uno delle probabilità di morte: px = (1- qx); Gli anni vissuti (Lx ) tra i compleanni x, x+1 da parte dei soggetti che hanno raggiunto l’età x. Lx = lx+1 + kx dx ovvero si ottengono sommando i sopravviventi al compleanno x+1 con il numero di anni vissuti dai soggetti dx deceduti in età x. Solitamente si suppone che questi ultimi abbiano vissuto in media mezzo anno quindi: l x l x 1 l x l x1 1 Lx l x 1 k x d x l x 1 d x l x1 2 2 2 33 COSTRUZIONE DELLA TAVOLA DI MORTALITA’/3 La serie delle retrocumulate degli anni vissuti (Tx), definisce il numero totale di anni che verranno ancora vissuti dai soggetti lx che hanno raggiunto il compleanno x. Tx Lx Lx 1 Lx 2 ...... L 1 La speranza di vita o vita media (o vita attesa) ex all’età x che rappresenta il numero medio di anni che un soggetto può ancora attendersi di vivere al compimento dell’età x Tx ex lx 34 COSTRUZIONE DELLA TAVOLA DI MORTALITA’/4 La tavola di mortalità può essere costruita anche in forma abbreviata ovvero ricorrendo ad un processo di eliminazione non per singolo anno di età, ma per intervalli, di solito, quinquennali. n qx n d xlx l xn l x n d x l x l xn n Lx n 2 35 Esempio sulla tavola di mortalità Età 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Sopravviventi Decessi (lx) (dx) 100000 99355 99328 99303 99282 99264 99261 99255 99248 99237 99225 645 27 24 21 18 3 5 8 10 13 13 Probabilità di morte (per mille) (qx) Anni vissuti Lx Retrocumulate (Tx) Probabilità prospettive di sopravvivenza Px Speranza di vita (ex) 6,45 0,28 0,25 0,21 0,18 0,03 0,05 0,08 0,10 0,13 0,13 99393 99341 99316 99293 99273 99262 99258 99251 99242 99231 99218 7898581 7799188 7699847 7600531 7501238 7401965 7302703 7203445 7104194 7004952 6905721 0,9995 0,9997 0,9998 0,9998 0,9999 1,0000 0,9999 0,9999 0,9999 0,9999 0,9999 78,99 78,50 77,52 76,54 75,56 74,57 73,57 72,58 71,58 70,59 69,60 …………………………………………………………………………………………………………………………………………………….. 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 2445 1853 1347 951 652 429 269 158 87 45 22 10 4 1 0 0 0 0 0 0 0 592 506 396 299 223 161 111 70 42 23 12 6 3 1 0 0 0 0 0 0 0 242,05 273,04 293,82 314,60 341,46 374,40 413,14 446,29 479,38 514,74 552,35 594,08 631,48 668,70 702,80 733,79 766,25 796,81 827,14 851,87 871,10 2149 1600 1149 802 541 349 213 122 66 34 16 7 3 1 0 0 0 0 0 0 0 7052 4903 3303 2154 1352 811 462 249 127 61 27 11 4 1 0 0 0 0 0 0 0 0,7446 0,7182 0,6976 0,6745 0,6455 0,6107 0,5746 0,5419 0,5085 0,4730 0,4347 0,3951 0,3585 0,3228 0,2901 0,2594 0,2280 0,1981 0,1692 0,1457 0,1275 2,89 2,65 2,45 2,26 2,07 1,89 1,72 1,58 1,46 1,34 1,23 1,13 1,04 0,96 0,90 0,84 0,79 0,74 0,70 0,67 0,65 36 Esempio sulla tavola di mortalità Età 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95-99 100-104 105-109 110-114 115-119 Sopravviventi Decessi Probabilità di morte (lx) (dx) (per mille) (qx) 100000 99264 99225 99133 98898 98605 98337 97994 97655 96942 95884 94106 91346 87276 80836 71805 56673 37885 19804 6324 1853 269 10 0 736 39 92 235 293 269 343 339 713 1058 1778 2760 4070 6440 9031 15132 18788 18081 13479 4471 1585 259 10 0 7,36 0,39 0,92 2,37 2,96 2,72 3,48 3,46 7,30 10,91 18,55 29,33 44,55 73,79 111,72 210,74 331,52 477,26 680,66 706,98 855,04 963,25 996,08 999,84 Anni vissuti Lx Retrocumulate (Tx) 496616 496245 495927 495127 493770 492359 490846 489170 486648 482259 475310 464080 447242 421291 383225 323350 237098 143254 61179 18683 4441 452 11 0 7898583 7401967 6905722 6409795 5914668 5420898 4928539 4437693 3948523 3461875 2979616 2504306 2040226 1592984 1171693 788468 465118 228020 84766 23587 4904 463 11 0 Probabilità Speranza di vita prospettive di (ex) sopravvivenza Px 0,999 0,999 0,998 0,997 0,997 0,997 0,997 0,995 0,991 0,986 0,976 0,964 0,942 0,910 0,844 0,733 0,604 0,427 0,305 0,238 0,102 0,025 0,003 0,000 78,99 74,57 69,60 64,66 59,81 54,98 50,12 45,29 40,43 35,71 31,08 26,61 22,34 18,25 14,50 10,98 8,21 6,02 4,28 3,73 2,65 1,72 1,13 0,79 37 COSTRUZIONE DELLA TAVOLA DI MORTALITA’/5 Sorgono dei problemi per quanto riguarda la stima delle età più estreme. Difatti le qx sono abbastanza variabili a causa dell’esiguità delle cifre dell’età dei deceduti. Per questo solitamente tali probabilità vengono perequate con delle funzioni matematiche. Si potrebbe far finire la tavola con una classe aperta, ma sarebbe complicato calcolare i valori di Tx ed ex. Si può operare attraverso due metodi: 1) Si indica con tx il quoziente specifico di mortalità della tavola tra x e x+1; quindi sarà tx = dx/Lx da cui Lx=dx/tx . Per l’intervallo aperto sarà anche Lk+=dk+/tk+. Considerando che Lk+=Tk+ e che dk+=lk segue che Tk+ = lk / tk+ in cui tk+ è sconosciuto. Sostituendo a tk+ una stima ottenuta dai dati della popolazione reale è possibile valutare Tk+ . Quindi la vita media sarà: ek= Tk/lk cioè lk / (tk+ lk)=1/tk+ 2) Si stima in un altro modo ek per calcolare Tk+ . Si ricalcola ek sfruttando la relazione Tk = ek * lk 38 Probabilità prospettive Le probabilità di morte tra compleanni hanno la caratteristica di essere utilizzate per la costruzione della tavola di mortalità. Invece, le probabilità tra due date e due classi d’età successive rappresentano le Probabilità Prospettive utilizzate nel campo delle previsioni demografiche. Misurano il rischio che hanno in media gli individui dell’età x (compiuti) all’istante iniziale t dell’intervallo (t,t+1) di non essere in vita in età x+1 all’istante finale t+1. q x , x 1 g g g D(t ) g Px (1.1.t ) D(t ) Px (1.1.t ) Sono i decessi osservati nell’anno t della generazione g in età x al 1 gennaio dell’anno t 39 Probabilità prospettive/2 Le probabilità di sopravvivenza in età compiute saranno espresse da Px e misurano la probabilità che hanno in media gli individui dell’età x (compiuti) all’istante iniziale t dell’intervallo (t,t+1) di essere in vita in età x+1 all’istante finale t+1. 2 Px , x 1 L x 1 Lx Px,x n n Lxn n Lx L1 1 L0 L P0 1 L0 Ln n P0 n L0 Sono le probabilità del primo gruppo d’età L1 Pb l0 L0 n Pb n * l0 Sono le probabilità dalla nascita 0 n n l1 l5 *4 5 L0 1 L0 4 L1 k l 0 k l1 2 " ' 40 Probabilità prospettive/3 ESEMPIO Nella tavola vi sono le funzioni di sopravvivenza di una tavola di mortalità fino al 5° anno di età. Calcolare le probabilità alla nascita, supponendo noti i pesi della nascita. lx Età 0 1 5 100000 97593 97343 l1 l5 *4 5 L0 1 L0 4 L1 k l 0 k l1 2 " ' 97.593 97343 * 4 487.826 5 L0 1 L0 4 L1 0,15 * 100.000 0,85 * 97.593 2 L 487.826 Pb 5 0 n * l 0 500.000 41 Tavola di mortalità/1 ESEMPIO I seguenti valori sono stati tratti da una tavola di mortalità per il sesso femminile Funzioni biometriche Valori l0 100000 l1 99,309 e1 79,92 Calcolare la vita media alla nascita, sapendo che k’=0,95 e k”=0,05 T0 e0 ricordiamo che T0 L0 T1 l0 T1 l1 * e1 mentre L0 k "l 0 k ' l1 T1 l1 * e1 99.309 * 79,92 7.936.775 L0 k "l 0 k ' l1 (0,05 * 100.000) (0,95 * 99.309) 94.343 5.000 99.343 T0 L0 T1 99.343 7.936.775 8.036.118 e0 T0 8.036.118 80,36 anni l0 100.000 42 Tavola di mortalità/2 ESEMPIO Dato lo stralcio della tavola di mortalità italiana del 1992 per il sesso maschile, 1) Calcolare: 4 q1 dx lx 99.121 98.996 98.898 98.367 97.128 Età 1 5 10 20 30 5 q5 ex 125 98 531 1.239 150 q 10 10 10 45,54 q20 2) La vita media a cinque anni 43 Tavola di mortalità/2 150 97.128 30 1239 98.367 20 531 98.898 10 98 98.996 5 125 1 99.121 44 Tavola di mortalità/2 125 1,26 per mille 99.121 98 q 0,99 per mille 5 5 98.996 531 q 0,99 per mille 10 10 98.898 1.239 q 12,60 per mille 10 20 98.367 4 q1 e5 T5 5 L5 10 L10 10 L20 T30 l5 l5 T30 e30 * l30 45,54 * 97.128 4.423.209 l 5 l10 98.996 98.898 *5 * 5 494.735 2 2 l10 l 20 98.898 98.367 *5 * 5 493.162 10 L10 2 2 l 20 l30 98.367 97.128 *5 * 5 488.737 10 L20 2 2 494.735 493.162 488.737 4.423.209 59,6 anni e5 98.996 5 L5 45 Tavola di mortalità/3 ESEMPIO Da alcuni valori della tavola di mortalità femminile italiana del 1992, calcolare i sopravviventi ed i decessi Età 25 26 27 28 lx 98.764 dx qx ‰ 0,379 0,4167 0,4432 0,4669 d 25 l 25 * q 25 98.764 * 0,3790 37.431 l 26 l 25 d 25 98.764 37.431 61.333 d 26 l 26 * q 26 61.333 * 0,4167 25.557 l 27 l 26 d 26 61.333 25.557 35.776 d 27 l 27 * q 27 35.776 * 0,4432 15.886 l 28 l 27 d 27 35.776 15.886 19.890 d 28 l 28 * q 28 19.890 * 0,4669 9.287 46 Previsioni demografiche/1 I fenomeni demografici (fecondità, natalità, mortalità) nella loro consistenza presentano di solito un’inerzia maggiore rispetto a quelli economici, difatti la variazione dei primi risulta più lenta e graduale. Anche per questo, si prestano meglio ad effettuare calcoli previsionali. Esempi di previsioni demografiche: le previsioni della fecondità, le previsioni della popolazione scolastica o della popolazione anziana, le previsioni della popolazione attiva, ecc. Metodo delle Componenti Il metodo delle componenti è una tecnica che permette di proiettare una popolazione per sesso e per età partendo da ipotesi sulla fecondità, mortalità e migrazione effettuate precedentemente. 47 Previsioni demografiche/2 Nel lavoro di previsione ci sono tre fasi fondamentali: 1. 2. 3. Studio dell’evoluzione passata di mortalità, fecondità e migrazione; Elaborazione delle ipotesi da impiegare nel calcolo delle previsioni Applicazione delle ipotesi alla popolazione di riferimento. Ipotesi di lavoro Il metodo delle componenti è una tecnica che permette di proiettare una popolazione per sesso e per età partendo da ipotesi sulla fecondità, mortalità e migrazione effettuate precedentemente. Si suppone che la popolazione sia suddivisa in classi di età quinquennali, sia chiusa alla migrazione e sia soggetta solo alla mortalità. In seguito si parlerà anche delle ipotesi sulla fecondità. 48 Previsioni demografiche/3 Nel lavoro di previsione ci sono tre fasi fondamentali: 1. 2. 3. Studio dell’evoluzione passata di mortalità, fecondità e migrazione; Elaborazione delle ipotesi da impiegare nel calcolo delle previsioni Applicazione delle ipotesi alla popolazione di riferimento. Ipotesi di lavoro Il metodo delle componenti è una tecnica che permette di proiettare una popolazione per sesso e per età partendo da ipotesi sulla fecondità, mortalità e migrazione effettuate precedentemente. Si suppone che la popolazione sia suddivisa in classi di età quinquennali, sia chiusa alla migrazione e sia soggetta solo alla mortalità. In seguito si parlerà anche delle ipotesi sulla fecondità. 49 Previsioni demografiche/4 A partire dalla ripartizione della popolazione per sesso e per gruppi di età, si calcoleranno: 1. Gli effettivi sopravviventi tramite le probabilità prospettive di sopravvivenza, ottenute con una tavola di mortalità; 2. le nascite sopravvenute durante il periodo di previsione, nascite che sono ripartite per sesso e sottomesse alle loro leggi di mortalità; 3. i movimenti migratori (che in questa sede si riterrà un fenomeno chiuso) Px , x 1 L1 P0 L0 Pb L1 l0 L x 1 Lx Px,x n n Lxn n Lx Ln n P0 n L0 n n Pb x Pt n x n Pt *n Px L0 n * l0 n l1 l5 " ' L L L k l k l *4 5 0 1 0 4 1 0 1 2 50 Previsioni demografiche/5 Se la tavola di mortalità finisce con un intervallo di età aperto, le previsioni saranno calcolate opportunamante. Ovvero calcolare le probabilità di sopravvivenza fra età compiute nell’ultima classe in funzione della vita media e del numero di sopravviventi nell’ultima età esatta della tavola. P80 L85 T85 e85l85 L80 T80 e80l80 51 Previsioni demografiche/6 Di una popolazione ad un certo istante t si conosce: 1. 2. 3. Popolazione femminile di 0-4 anni compiuti pari a 1.371; Assenza di migrazioni; L’andamento della mortalità descritto dalla seguente serie degli Lx Età 0 1 2 3 4 Lx 99319 99269 99236 99212 99194 Età 5 6 7 8 9 Lx 99178 99163 99148 99135 99123 Età 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 Px , x 5 2.133 2.317 2.363 2.078 1.912 2.037 1.715 fx ‰ 8,95 53,86 94,69 71,84 29,08 5,46 0,15 Calcolare l’ammontare della stessa popolazione fra 5 anni 52 Previsioni demografiche/7 Calcoliamo le nascite previste Età 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 Px , x 5 fx ‰ 2.133 2.317 2.363 2.078 1.912 2.037 1.715 14.555 P5-t95 P0(t )4 8,95 53,86 94,69 71,84 29,08 5,46 0,15 Nx 19.090 124.794 223.752 149.284 55.601 11.122 257 583.900 Età 0 1 2 3 4 Lx 99319 99269 99236 99212 99194 Età 5 6 7 8 9 Lx 99178 99163 99148 99135 99123 L5 L L6 L7 L8 L9 P0(t )4 5 1.371 * 0,999 1370 L0 L1 L2 L3 L4 4 L0 9 N t ,t 5 583.900 * 5 2.919.500 2.919.500 * 0.489 1.427.635 L 496.230 P0-t45 N t ,t 5 4 0 1.427.635 1.416.870 5 * l0 5 *100.000 P5-t95 1.427.635 1.416.870 2.844.505 / 1000 2844 53 Natalità e Fecondità/1 La misura più immediata della natalità nel corso di un anno di calendario è rappresentata dalla frequenza di nascite. Il tasso generico di natalità è definito come il rapporto tra le nascite avvenute nell’anno e la popolazione media dello stesso anno. N (t ) n(t ) * 1000 P(t ) Tuttavia, una misura grezza fornisce un’idea molto generale del fenomeno e presenta dei limiti. SVANTAGGI: 1. Dipende dalla struttura della popolazione (sesso, età, stato civile); 2. Dipende dall’ammontare totale della popolazione non considerando la vera quota di persone che possono realmente generare. 54 Natalità e Fecondità/2 Per superare il limite della dipendenza, (che potrebbe essere risolto, inutilmente, rapportando il numero di nascite per la popolazione media femminile) si può ricorrere al calcolo dei quozienti specifici di fecondità per età della madre. In questo modo si conoscerà la reale intensità del fenomeno per singola età. La somma di tutti i quozienti specifici Nx restituirà un indicatore sintetico fx f dell’intensità annua della fecondità Px di quella determinata popolazione: Tasso di Fecondità Totale (TFT) TFT (t ) f x x TFT (t ) f x * 5 Nel caso si calcoli il TFT per classi quinquennali x 55 Altre misure della fecondità/1 Il TFT esprime il numero medio di figli per donna in età feconda, per avere una misura più dettagliata che tenga conto del ricambio generazionale si utilizza R= Tasso Lordo di Riproduzione R f x * 0,489 x In questo modo si considereranno le sole nascite femminili in un rapporto di almeno 1.000 figlie per ogni 1.000 donne. Tuttavia questo indicatore non tiene conto della possibile mortalità delle donne durante la vita feconda, pertanto il Tasso Lordo di Riproduzione viene sostituito dal Tasso Netto di Riproduzione R0 Lx R0 f x * 0,489 * l0 x Lx l0 Rappresenta la frequenza di soggetti, di un contingente iniziale di 1.000 neonate, che sono ancora in vita tra l’x-esimo e x+1-esimo compleanno 56 Altre misure della fecondità/2 Il calcolo del Tasso Netto può essere semplificato supponendo che la funzione di sopravvivenza sia lineare nell’intervallo fecondo l x l a k ( x a) l x f x l a f x k ( x a) f x l x x f x l a f x k ( x a ) f x sse k ( x a) f x 0 x x x infatti k ( x a ) f x k f x x ak f x sse x x x xf a f x x Età media alla maternità x x 57