L’edilizia per l’ecosostenibilità:
realizzare e tutelare la qualità si
può
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Torino
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E-NEWSLETTER
ottobre 2011 numero 3
SOMMARIO
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di Torino!
EDITORIALE
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ALBO GESTORI AMBIENTALI Iscrizioni per trasporto rifiuti derivanti dalla propria attitivtà
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effettuate entro il 14 aprile 2008
Nel sito dell’Albo Gestori Ambientali un’area riservata esclusivamente alle imprese iscritte3
ADEMPIMENTI VERDI
Il formulario di identificazione del rifiuto
Registri di carico e scarico rifiuti dopo il D.Lgs. 121/2011
Novità sul sito Internet della Camera di commercio di Torino 4
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PRESENTA LA TUA TESI
Contabilità ambientale a livello locale: applicazione del modulo contabile
NAMEA nel Novarese
Project Risk Management nel settore delle energie rinnovabili: il caso Asja
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FINANZIAMENTI
BANDO POR - FESR 2007/2013 (Programma Operativo Regione Piemonte -
Fondo Europeo di Sviluppo Regionale)
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ECO AGENDA
Sostenibilità ed efficienza dell‘energia da biomasse in Piemonte
L’edilizia per l’ecosostenibilità: realizzare e tutelare la qualità si può
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EVIDENZIATORE
Il SUAP - Sportello Unico per le Attività Produttive
La bollatura di registri e formulari
EMAS III
Lo Spazio UNI 13
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INCONTRANDO... LE IMPRESE Sant’Anna BioBottle: arriva dal Piemonte la rivoluzione mondiale della bottiglia vegetale 17
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Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
Editoriale
Nuovo. La parola che da sola può identificare il numero di ottobre di Torino Ambiente è certamente questa. Declinata nei suoi aspetti più diversi, a
partire dalle novità normative, passando attraverso i nuovi servizi offerti agli
operatori, per arrivare all’innovazione come criterio ispiratore delle attività imprenditoriali.
Molte le nuove proposte di Guide e servizi per supportare coloro che
devono confrontarsi con gli adempimenti previsti dalla normativa. Vengono
infatti proposte tramite internet, un’area riservata agli iscritti all’Albo Gestori
Ambientali per rilevare i dati inerenti alla loro iscrizione; una guida sui RAEE,
utile per la gestione semplificata dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche
ed Elettroniche; una guida su “EMAS III – Il sistema di gestione ambientale
Europeo a misura di PMI; un’area Ambiente, nell’ambito della quale si possono trovare statistiche e informazioni, selezionabili anche in base ai profili
di attività; una guida sulla raccolta differenziata, che aiuta il cittadino ad
utilizzare correttamente i cassonetti e le aree messe a disposizione dalle
amministrazioni Comunali.
In questo numero viene presentato lo Sportello Unico per le Attività Produttive, servizio non riguardante l’ambito ambientale, ma comunque interessante
per gli operatori esercenti attività produttive.
Abbiamo gli estratti delle prime due tesi selezionate nell’ambito del progetto “Presenta la tua tesi”, che parteciperanno all’ulteriore selezione per il “Premio Ambiente Domani”, insieme agli altri due lavori che verranno pubblicati
nel numero di dicembre 2011.
Nell’“Incontrando”, un esempio di eccellenza nelle attività Piemontesi è il
progetto Sant’Anna Biobottle dell’impresa “Fonti di Vinadio”, rivoluzione epocale nel packaging.
I Finanziamenti, l’Eco Agenda, Lo Spazio UNI e molte altre notizie completano una newsletter estremamente articolata, che rende evidente l’attenzione della Camera di commercio di Torino verso le imprese, con particolare
riferimento a quelle del settore Ambiente, alle loro problematiche e ai loro
successi.
Guido Bolatto
Segretario Generale della Camera di commercio di Torino
Torino Ambiente è reperibile su internet alla pagina web
www.to.camcom.it/torinoambiente.
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maiuscole e minuscole).
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mailing list, cliccare, in coda alla pagina www.to.camcom.it/
mailinglist, il bottone “Per cancellarsi da una mailing list”. Sulla
videata che compare sarà possibile selezionare “Torino Ambiente”
ed effettuare così la cancellazione.
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Albo Gestori Ambientali
Iscrizioni per trasporto rifiuti
Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
derivanti dalla propria attività
effettuate entro il 14 aprile 2008
Il Comitato nazionale dell’Albo Gestori Ambientali, con deliberazione del 26 ottobre 2011 ha disposto che “le imprese iscritte all’Albo ai sensi dell’articolo 212, comma 8, del D.Lgs. 3 aprile 2006 n.
152 entro il 14 aprile 2008, ai sensi e per gli effetti della normativa
vigente a quella data, che non presentano richiesta di aggiornamento dell’iscrizione entro un anno dalla data di entrata in vigore del
decreto legislativo 3 dicembre 2010 n. 205, sono cancellate d’ufficio
dall’Albo per i motivi indicati in premessa”.
Per completezza si precisa che:
il D.Lgs. 205/2010 è entrato in vigore il 25 dicembre 2010
nella premessa, la deliberazione chiarisce che lo schema uniforme
per le domande di aggiornamento è stato reso disponibile con la circolare n. 432 del 15 marzo 2011. Detto schema è scaricabile alla pagina
www.to.camcom.it/albogestoririfiuti (modulistica).

È bene non scordare …
In caso di smarrimento o furto di un provvedimento rilasciato dalla Sezione regionale del Piemonte dell’Albo
Gestori Ambientali si deve:
Inoltrare regolare denuncia all’ufficio competente
della Polizia di Stato o dei Carabinieri
Richiedere un duplicato del provvedimento alla Sezione regionale dell’Albo, portando:
❍ la denuncia di cui sopra, in originale, con timbro o
ricevuta di presentazione
❍ la richiesta del duplicato indirizzata alla Sezione regionale dell’Albo
❍ una marca da bollo per euro 14,92
❍ diritti di segreteria per euro 5,00.
Nel sito dell’Albo Gestori Ambientali un’area
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riservata esclusivamente alle imprese iscritte
www.albonazionalegestoriambientali.it/impresa/login.aspx
è l’indirizzo dal quale possono accedere le imprese iscritte all’Albo
Gestori Ambientali per rilevare i dati inerenti alla propria iscrizione.
Dall’anagrafica, fino all’elenco dei mezzi iscritti, dall’iscrizione al
Sistri, completa dei relativi veicoli, fino alle black box installate.
Nell’ambito dell’Area possono essere consultate anche una serie
di risposte a domande frequenti sull’Albo e, per le imprese che hanno dichiarato dei centri di raggruppamento, sui RAEE.
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Adempimenti verdi
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Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
Il formulario di identificazione del rifiuto
Quando non deve essere compilato
Il formulario di identificazione, di cui all’articolo 193 del D.Lgs.
152/2006, deve accompagnare tutti i trasporti di rifiuti, ad eccezione di quelli che ricadono nelle casistiche di seguito indicate, per le
quali la norma prevede l’esonero.
Non è prevista la compilazione del formulario:
a) In caso di trasporto di rifiuti urbani effettuato dal soggetto che
gestisce il servizio pubblico
b) Se il trasporto è effettuato dal produttore dei rifiuti ai centri di
raccolta comunali, indipendentemente dalle quantità trasportate (art. 183 comma 1, lett. m). In proposito è però opportuno rammentare che nel caso di rifiuti non domestici, aventi
le stesse caratteristiche di quelli che sono tali, deve esistere
un’assimilazione ai rifiuti urbani ai sensi dell’art. 198 del citato
D.Lgs. 152/2006, da parte del Comune competente. Qualora
il trasporto in questione non corrispondesse per qualità e/o
quantità all’assimilazione prevista, si dovrebbe seguire il regime
giuridico dei rifiuti speciali e il trasporto dovrebbe essere regolarmente accompagnato dal formulario.
c) In caso di trasporto di rifiuti non pericolosi effettuato dal produttore degli stessi, in modo occasionale e saltuario, per un quantitativo non eccedente la quantità di 30 kg o 30 l a trasporto.
Il decreto 152/2006 e successive modifiche, all’art. 193 comma
5, stabilisce che sono occasionali e saltuari i trasporti di rifiuti,
effettuati complessivamente per non più di 4 volte all’anno, non
eccedenti i 30 kg e i 30 l al giorno, e comunque i 100 kg o 100 l
all’anno.
La microraccolta dei rifiuti
Consiste nella raccolta dei rifiuti da parte di un unico trasportatore presso più produttori o detentori, effettuata con lo stesso veicolo,
nel più breve tempo tecnicamente possibile.
Sui formulari devono risultare, nello spazio relativo al percorso,
tutte le tappe intermedie previste. Se il percorso deve subire variazioni, nello spazio “annotazioni” il trasportatore è tenuto a precisare
il percorso realmente effettuato.
Le soste tecniche
Gli stazionamenti dei veicoli per operazioni di trasbordo non rientrano nelle attività di stoccaggio di cui all’art. 183, comma 1, lettera
V del D.Lgs. 152/2006, purché siano dettate da esigenze inerenti al
trasporto e non superino le 48 ore, escludendo dal computo i giorni
interdetti alla circolazione (articolo 193 D.Lgs. 152/2006).
Registri di carico e scarico rifiuti
dopo il D.Lgs. 121/2011
Il D.Lgs. 7 luglio 2011 n. 121, vigente dal 16 agosto 2011,
ha stabilito l’esclusione dall’obbligo di tenuta del registro di
carico e scarico rifiuti per:
❍ le imprese edili che trasportano macerie non pericolose
derivanti dalla propria attività di costruzione e demolizione
❍ gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice
civile, che trasportano i propri rifiuti speciali non pericolosi.
Per entrambe le tipologie di soggetti, l’obbligo precedentemente non esisteva e sarebbe dovuto diventare operativo
all’atto della piena attuazione del Sistri, secondo quanto previsto dal Decreto 152/2006 e modifiche art. 188-bis.
È opportuno rammentare che in entrambi i casi sopra citati,
ai fini dell’effettuazione del trasporto, resta comunque dovuta
l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali, ai sensi dell’articolo
212 comma 8 del D.Lgs. 152/2006 s.m.i., oltre alla compilazione del formulario di identificazione del rifiuto. L’adesione
al SISTRI è, invece, non obbligatoria, ma solo un’eventuale
scelta volontaria.
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Adempimenti verdi
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Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
Novità sul sito Internet
della Camera di commercio di Torino
La parte dedicata alla materia ambientale del sito internet
della Camera di commercio di Torino diventa sempre più ricca di contenuti. Dalla pagina www.to.camcom.it/guidaraee è
possibile accedere alla nuova Guida alla gestione dei RAEE
(Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e scaricare la modulistica per l’impostazione dei documenti previsti
dal D.M. 65/2010.
La Guida RAEE è un manuale estremamente particolareggiato sul quale possono essere reperite tutte le informazioni
utili riguardanti:
la normativa, dal D.lgs 25 luglio 2005 n. 151 al D.M. 8
marzo 2010 n. 65
le definizioni, dagli AEE ai RAEE, dai RAEE domestici ai
RAEE professionali
gli oneri a carico dei diversi soggetti coinvolti dalla normativa di riferimento
le modalità di compilazione dei documenti amministrativi
previsti dal D.M. 8 marzo 2010 n. 65
il ruolo dei cittadini
le sanzioni.
Queste e molte altre notizie possono essere reperite sulla Guida RAEE, che è inserita nell’Area Ambiente, un nuovo
portale a cura di Ecocerved scarl, creato nell’ambito di un
progetto coordinato da Unioncamere Piemonte e proposto
dalle Camere di commercio piemontesi. Nell’Area Ambiente,
reperibile all’indirizzo http://areaambiente.ecocamere.it/, si
trovano anche:
annuario statistico ambientale, riportante interessanti dati
statistici inerenti ad Albo Gestori Ambientali, Dichiarazioni
E-PRTR (per le emissioni inquinanti), MUD (denunce annuali
dei rifiuti)
profili di attività, dove a seguito di indicazione dell’attività
d’interesse, viene proposto un percorso guidato al termine
del quale vengono fornite le informazioni utili in base alle esigenze emerse
adempimenti ambientali, sezione comprendente altri
percorsi guidati, riferiti agli ambiti normativi in campo ambientale coinvolgenti le Camere di commercio (Albo Gestori
Ambientali, COV – Composti Organici Volatili –, Dichiarazione
E-PRTR, MUD, Registro AEE, Registro Pile e Accumulatori,
Sistri, Vidi-mazione registri. Anche in questo caso vengono
fornite le informazioni risultanti utili al lettore in base al percorso effettuato
focus informazioni circa le norme ambientali inerenti a
materie di competenza delle Camere di commercio
contatti per problematiche amministrative e quesiti tecnici inerenti alle materie di competenza delle Camere di commercio, oltre ai link utili con riferimento agli stessi argomenti.
La nuova Area Ambiente si presenta quindi come un portale ricco di informazioni, volto a supportare il più possibile le
imprese nella gestione degli obblighi derivanti dalla normativa ambientale.
Raccolta differenziata? Vai sul sicuro
Una “Guida ai Diritti” per l’Ambiente
Nella sola provincia di Torino le utenze domestiche producono circa 1,2
milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno, pari a circa 500 chili per abitante:
una corretta gestione dei rifiuti passa anche attraverso una collaborazione
attiva da parte dei cittadini, in modo che quel “chilo e mezzo” di spazzatura giornalmente attribuito a ciascuno di noi possa essere valorizzato. Tra
le diverse modalità di smaltimento, il conferimento in discarica è quella
meno vantaggiosa, anche se ancora maggiormente utilizzata, mentre con
la raccolta differenziata si può trasformare il rifiuto in risorsa, servendosi
del materiale di cui è costituito per produrre nuovi beni.
La Guida “Raccolta differenziata? Vai sul sicuro”, scaricabile gratuitamente
dal sito della Camera di commercio di Torino (www.to.camcom.it/guidadiritti),
illustra la strategia delle 3R: riduzione, riuso, riciclo: riciclare i rifiuti
comporta, infatti, la necessità di separarli per tipologia di materiale (carta,
vetro, plastica, metallo, …) all’atto della raccolta. Onde agevolare questo
risultato, la guida fornisce informazioni su come utilizzare correttamente
i cassonetti e le aree (ecocentri) messe a disposizione dei cittadini dalle
amministrazioni comunali. Vengono inoltre forniti alcuni spunti su come
riusare i materiali e ridurre la produzione di rifiuti.
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Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
Presenta la tua tesi
Tesi – Contabilità ambientale a livello locale:
applicazione del modulo contabile NAMEA
nel Novarese
Autore: Fulvia Nada
Obiettivi dello studio
Il modulo NAMEA (National Accounting Matrix including Environmental
Accounts) consente di registrare i flussi fisici relativi alle emissioni di sostanze inquinanti e alla produzione di residui che intercorrono tra sistema
economico e ambiente. Tale strumento di contabilità ambientale, applicato alla risorsa idrica, permette di allocare ai diversi settori produttivi e
alle famiglie le pressioni esercitate tramite il prelievo di acqua e la generazione di scarichi. NAMEA, di norma, è utilizzato su scala nazionale.
In questo lavoro si intende testare l’applicabilità della metodologia a livello locale, dove si palesano i fenomeni ambientali relativi
all’acqua, e riflettere sull’utilizzo dei risultati come strumento per la
definizione di politiche di sviluppo economico in chiave sostenibile.
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Metodologia di analisi
L’ISTAT compila NAMEA per le emissioni in atmosfera, ma non per
quelle in acqua; in questo lavoro è stata dunque analizzata la normativa sulle acque al fine di individuare gli enti in possesso di eventuali
informazioni utili per la compilazione del modulo in questione. Inoltre
sono stati esaminati vari moduli NAMEA compilati da Uffici Statistici
Europei per identificare le diverse metodologie utilizzate.
La compilazione del modulo relativo agli scarichi è stata possibile
grazie all’utilizzo di coefficienti pro-capite provenienti da due differenti lavori, realizzati uno da ARPA Piemonte e l’altro dall’Ufficio
Statistico ungherese, che hanno permesso di stimare le emissioni
di quattro inquinanti (BOD5, COD, azoto e fosforo) per l’area oggetto di studio, costituita da Novara e nove paesi limitrofi.
Risultati
I dati sui prelievi non hanno consentito la costruzione di un modulo
a riguardo, evidenziando un gap informativo da colmare al più presto.
I fattori di carico hanno permesso la compilazione di due moduli
NAMEA sulle emissioni potenziali: i coefficienti ungheresi, calcolati
sulla base di questionari compilati dalle imprese, riflettono la realtà
produttiva dell’Ungheria e differiscono notevolmente da quelli proposti da ARPA, ponderati rispetto alle peculiarità del territorio piemontese, che risultano più adatti per l’applicazione su scala locale.
Tuttavia la stima delle emissioni potenziali pone dei limiti: la quota di inquinanti che giunge nei corpi idrici è nettamente inferiore a
quella stimata poiché la maggior parte di tali sostanze è abbattuta
dai processi di depurazione dei reflui.
Conclusioni e prospettive
L’area del Novarese presenta caratteristiche particolari di autosufficienza, sia per i prelievi che per la depurazione dei reflui, non
riscontrabili ovunque; per applicare NAMEA su scala locale in altre
realtà occorre aggiungere delle colonne alla matrice come proposto
in Tabella 1, al fine di distinguere i campi di emissione e prelievo per
origine e destinazione interna/esterna all’area di riferimento.
In quanto strumento di pianificazione, NAMEA sulle emissioni effettive potrebbe essere utile ai livelli di governo con potestà legislativa e capacità impositiva per verificare l’adeguatezza della normativa settoriale sulle emissioni e promuovere l’uso di tecnologie
pulite tramite incentivi. NAMEA sui prelievi, invece, potrebbe offrire
indicazioni sul fabbisogno idrico di ciascun settore produttivo.
“Presenta la tua Tesi” e “Premio Ambiente Domani”
Prendono avvio i progetti attivati dalla Camera di commercio di Torino,
con la collaborazione e il supporto scientifico della Fondazione per l’Ambiente Tebaldo Fenoglio, al fine di dare visibilità alle migliori tesi di laurea
magistrale in materia ambientale discusse presso gli atenei Piemontesi,
portandole a conoscenza del mondo operativo.
I progetti per l’anno 2011 si sviluppano nel seguente modo:
– tra le tesi pervenute entro il 12 agosto 2011, ne sono state selezionate quattro che verranno presentate su Torino Ambiente attraverso degli
estratti, due in questo numero e due nel numero di dicembre 2011;
– tra le quattro tesi pubblicate, sarà individuata la vincitrice del Premio
Ambiente Domani.
Il premio verrà consegnato il 27 novembre 2011 nell’ambito della manifestazione “Il Torinese dell’Anno”.
Ulteriori informazioni inerenti ai progetti possono essere reperite alla pagina www.to.camcom.it/ambientedomani
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Presenta la tua tesi
Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
Tabella 1
Esempio di NAMEA – scarichi idrici – applicata a scala di sottobacino per l’industria in senso stretto.
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Per ulteriori approfondimenti inerenti alla tesi, scrivere a [email protected]
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Presenta la tua tesi
Grafico 1 - Risk Breakdown sperimentale di Asja
Torino Ambiente - luglio 2011 numero 2
Tesi - Project Risk Management nel settore
delle energie rinnovabili : il caso Asja
Autore: Sara Re
Obiettivi dello studio
La tesi persegue essenzialmente due obiettivi.
Si è voluto aggiungere un ulteriore contributo a sostegno dell’assunzione per cui il Project
Management debba essere integrato con una buona gestione dei rischi progettuali. A tal fine,
si è realizzato un vero e proprio modello sperimentale di Project Risk Management per il settore delle energie rinnovabili, grazie al quale poter studiare i miglioramenti apportabili in una
realtà aziendale da un simile strumento.
In secondo luogo si è sviluppata la tematica in quanto ancora poco conosciuta in Italia, così
come manifesta la sua letteratura che può essere definita “in fieri” e il limitato numero di realtà
aziendali in cui tali concetti trovino concreta applicazione.
Metodologia di analisi
L’elaborato si divide in due parti.
In un primo momento si è presentata la tematica a livello teorico, attraverso l’evoluzione del
Project Management dai tempi antichi ad oggi e l’analisi dettagliata di una delle sue nove aree
di conoscenza, Il Project Risk Management. Si sono seguiti i contributi del Project Management Institute e di diversi autori, tra cui i docenti della Facoltà di Economia e del Politecnico di
Torino: Brusa, Cantamessa e Culasso.
La seconda parte invece entra nel vivo della materia con la descrizione di una realtà aziendale locale, Asja Ambiente Italia S.p.A. di Rivoli. Per realizzare tale sezione, sono stati effettuati diversi confronti diretti con i principali conoscitori dei progetti in azienda e studi su documenti e testi di Asja.
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Risultati
In contesti ad elevata incertezza, come quello delle energie rinnovabili, risulta essere ancora
più fondamentale disporre di tecniche di Project Management. Tale consapevolezza è ben
nota in Asja, la quale ha vissuto una vera e propria crescita nella materia in questione, mantenendo viva la volontà di continuo aggiornamento. Si è così creato per Asja un modello sperimentale di Project Risk Management con cui pianificare e monitorare anche gli eventi rischiosi
che potrebbero manifestarsi lungo il ciclo di vita dei suoi progetti.
Con un simile modello si possono conoscere importanti elementi; ad esempio, quali siano
i rischi di maggiore priorità e le attività o periodi a maggior concentrazione di rischio e
quale sia il loro ideale monitoraggio da effettuare con un adeguato cruscotto di indicatori.
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Presenta la tua tesi
Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
Conclusioni e prospettive
Un modello di gestione dei rischi progettuali permette una conoscenza più approfondita dei progetti, favorendo adeguate reazioni delle realtà aziendali di fronte ad eventi rischiosi che potrebbero, altrimenti, determinare anche il fallimento delle loro strategie. È bene dunque
che tutte le Energy Companies, ma anche imprese di altri settori, sviluppino un Project Risk Management con cui affrontare l’incerto futuro.
È consigliabile che questo sia integrato con i processi decisionali
strategici ed operativi, focalizzato verso gli interessi dei vari stakeholders e gestito con adeguati strumenti informatici e team di lavoro dedicati. Le odierne condizioni d’incertezza sono un importante input
per la rivalutazione della disciplina in questione come irrinunciabile
fattore critico di successo.
Per ulteriori approfondimenti inerenti alla tesi, scrivere a
[email protected]
Asja Ambiente Italia S.p.a.
Asja Ambiente Italia S.p.A. è una società privata che progetta, costruisce e
gestisce impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Fondata nel 1995 dal dott. Agostino Re Rebaudengo, la società si propone come un’azienda moderna e virtuosa nei confronti dell’ambiente, tesa a dare un importante contributo per soddisfare i bisogni energetici mediante
lo sfruttamento di risorse naturali e rinnovabili.
Leader nella valorizzazione energetica del biogas, Asja si è successivamente
sviluppata anche nei settori dell’eolico, del solare fotovoltaico, delle biomasse,
dell’idroelettrico e infine degli oli vegetali.
Asja non ha posto limiti territoriali alla propria azione, operando sull'intero territorio
nazionale ed internazionale, in particolare in Argentina, Cina, Brasile ed Albania. La
mission aziendale si basa sui principi dello sviluppo sostenibile attraverso la costante promozione di nuove opportunità di crescita nel settore delle energie rinnovabili.
Asja considera la salvaguardia ambientale non solo come impegno etico, ma
anche come occasione di sviluppo sociale ed imprenditoriale.
Sito internet: www.asja.biz
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Tabella 2- Balanced Scorecard integrata sperimentale (parziale)
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Valori non quantificati in quanto è una progettazione in fieri.
Rapporto tra la produzione di energia annua netta e la produzione annua teorica di un impianto.
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Finanziamenti
Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
BANDO POR - FESR 2007/2013
(Programma Operativo Regione Piemonte Fondo Europeo di Sviluppo Regionale):
ASSE II SOSTENIBILITÀ ED EFFICIENZA ENERGETICA - Attività II. 1.1 e Attività II. 1.3 - Misura 1 “Incentivazioni alla razionalizzazione
dei consumi energetici e all’uso di fonti di energia rinnovabile negli insediamenti produttivi” – Edizione 2010
PIANO STRAORDINARIO PER L’OCCUPAZIONE - Asse II - Misura
II. 8 PIÙ GREEN
Obiettivo: incentivazione alla razionalizzazione dei consumi energetici e all’uso di fonti di energia rinnovabile negli insediamenti produttivi.
Soggetti beneficiari: piccole e medie imprese e loro consorzi che
esercitano attività diretta alla produzione di beni e/o servizi.
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Interventi ammissibili: progetti di importo minimo pari a € 50.000,
riconducibili a due linee di intervento.
a)Attività II.1.3 efficienza energetica – interventi che consentano
di realizzare un miglioramento significativo dell’efficienza energetica nelle unità operative delle imprese
b)Attività II.1.1 fonti rinnovabili – interventi finalizzati ad avviare la
produzione di energia da fonti rinnovabili o a incrementare la quota
di energia prodotta da tali fonti negli impianti esistenti.
La proposta progettuale dovrà riguardare, a pena di inammissibilità,
un intervento di efficienza energetica (tipo a) che potrà eventualmente
essere coordinato ed integrato con un intervento di produzione di energia da fonti rinnovabili (tipo b).
Gli investimenti dovranno essere avviati successivamente alla presentazione della domanda.
Tipo di finanziamento: l’incentivo è concesso tramite finanziamento
agevolato (composto da fondi regionali a tasso zero e fondi bancari alle
migliori condizioni di mercato), integrato (ove consentito dalla tipologia
prescelta) da un contributo in conto capitale.
Per ulteriori dettagli in merito si rimanda al testo del bando (v. siti internet di riferimento).
Modalità di partecipazione al bando: le domande di ammissione
all’agevolazione sono da presentare per via telematica tramite il sito
www.regione.piemonte.it/industria/por/procedura.htm
selezionando “Accesso alla compilazione on line della domanda”. Successivamente all’invio telematico, ed entro 5 giorni lavorativi, le domande dovranno essere confermate da originale cartaceo, sottoscritto dal
legale rappresentante dell’impresa ed inviato a Finpiemonte S.p.A. con
raccomandata A/R o corriere espresso.
Siti internet di riferimento:
Regione Piemonte (testo del bando, facsimile della domanda, ecc.):
www.regione.piemonte.it/industria/misura1_2010.htm
Finpiemonte, che gestisce operativamente la partecipazione al
bando:
www.finpiemonte.it/attivita/finanziamenti.aspx
(selezionare bando aperto – POR FESR 2007-2013 e Piano Straordinario
per l’Occupazione)
Contatti utili:
ALPS Enterprise Europe Network
Camera di commercio di Torino - Settore Europa e Documenti Estero
Via San Francesco da Paola 24 - 10123 Torino
tel. 011 5716342
[email protected]
www.to.camcom.it/alps-europa
Spese ammissibili: Progettazione, direzione lavori, collaudo e certificazione degli impianti, collaudo e certificazione degli involucri edilizi ad
alta efficienza.
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Eco Agenda
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Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
Sostenibilità ed efficienza dell’energia
da biomasse in Piemonte
Centro Congressi Torino Incontra - Sala Cavour
17 novembre 2011, ore 8.45-18.00
Scopo del seminario è quello di condividere informazioni e valutazioni su realtà attuale e prospettive di sviluppo degli utilizzi, come
fonte di energia rinnovabile, delle biomasse, cioè dei prodotti o residui vegetali e animali delle attività forestali, agro-zootecniche e industriali del comparto agro-alimentare, che in Piemonte rappresentano il maggiore potenziale per il raggiungimento entro il 2020 degli
obiettivi energetico-ambientali adottati in ambito europeo come
strategia per la mitigazione dei cambiamenti climatici.
L’attualità del tema è motivata dalla pendenza dei termini per l’attuazione delle nuove regole dettate in sede europea (Direttiva 2009/28)
e nazionale (Decreto legislativo 28/2011) per la promozione delle fonti
energetiche rinnovabili. Con un nuovo approccio normativo più complessivo sono stati introdotti criteri di valutazione delle opportunità di
utilizzo e misure di incentivazione estese oltre la sola produzione di
energia elettrica, in particolare a favore della fornitura di calore e alla
produzione di metano non fossile.
L’intensificazione dell’utilizzo energetico di biomasse locali, sollecitato anche dalla ripartizione su base regionale dell’obiettivo nazionale
di aumento della quota di energia rinnovabile nei consumi finali (17%),
pone al sistema piemontese impegnative scelte di programmazione,
regolazione e investimento, con ricadute potenzialmente rilevanti, di
breve e lungo periodo, sulla conservazione del proprio patrimonio
boschivo, sulle prospettive di sviluppo del settore agro-forestale,
sulle nuove opportunità collegate al settore energetico, sulla qualità
ambientale locale già fortemente compromessa in alcune particolari
componenti come aria e acque sotterranee e sugli effettivi contributi
al miglioramento del bilancio globale dei gas serra. L’efficienza complessiva degli utilizzi correnti e potenziali sono perciò il filo conduttore
degli interventi nelle due sessioni in cui si suddivide la giornata.
La sessione della mattina è dedicata dapprima alla presentazione
di analisi sugli aspetti più generali di sostenibilità territoriale e globale, efficienza energetica e impatto ambientale; prosegue con le relazioni svolte dai Direttori responsabili per il settore energia, rispet-
tivamente della Regione Piemonte e della Provincia di Torino, per un
aggiornamento e una valutazione del quadro delle azioni di propria
competenza; si conclude con una tavola rotonda che riunisce decisori pubblici e operatori, per un confronto sul ruolo dell’energia
termica rinnovabile focalizzato in particolare sui sistemi di riscaldamento delle abitazioni nelle quali vengono utilizzati combustibili legnosi, che rappresentano la modalità preponderante di utilizzo delle
biomasse, sempre più diffusa, anche se poco riconosciuta.
La sessione pomeridiana è focalizzata sulla filiera agricola di produzione del biogas da trattamento biologico (digestione anaerobica)
di residui zootecnici e colture dedicate, e mirata a una trattazione
delle criticità e opportunità di evoluzione dei modelli di sviluppo e
gestione sinora avviati nel quadro del sistema di incentivi vigente
(che promuove la produzione di energia elettrica). Si articola attraverso presentazioni di analisi, valutazioni ed esperienze specifiche di
ricercatori e operatori, con una tavola rotonda finale di discussione.
Particolare attenzione è riservata qui alle opportunità della produzione di biometano come alternativa alla diretta valorizzazione del
biogas in motori cogenerativi (per ricavare energia elettrica e termica), finalizzata a contribuire alla riduzione del fabbisogno attuale di gas importato che caratterizza il nostro sistema energetico e
soprattutto a coprire la quota obbligatoria di consumo di carburanti
da fonte rinnovabile nel settore dei trasporti, che si presenta come
l’obiettivo europeo più difficile da realizzare.
L’evento, organizzato dalla Camera di commercio di Torino e dalla
Fondazione per l’Ambiente Tebaldo Fenoglio, in collaborazione con
“Environment Park”, “Jpe 2010” (Consorzio produttivo regionale
Ambiente-Energia) e con i progetti “Renerfor” e “Agroenergia”, ha
ottenuto il patrocinio della Regione Piemonte e delle Province di
Torino, Asti, Cuneo.
La partecipazione è gratuita, previa iscrizione da effettuarsi alla
pagina www.promopoint.to.camcom.it/bioenergie.
Per informazioni:
– Settore “Informazione ambientale”
[email protected]
– Settore “Innovazione tecnologica”
[email protected]
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Eco Agenda
L’edilizia per l’ecosostenibilità:
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Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
realizzare e tutelare la qualità si può
Restructura – Lingotto Fiere – Sala BLU
24 novembre 2011, ore 14.00-19.00
La compatibilità ambientale in edilizia rappresenta oggi una delle sfide più affascinanti per affrontare in maniera decisiva il tema
della sostenibilità di lungo termine delle attività antropiche.
Il fascino certamente proviene dalla intrinseca multidisciplinarietà che è richiesta nel raggiungere obiettivi ambientalmente rilevanti in un settore ove l’importanza dei materiali è
legata a doppio filo con il tema dei consumi energetici finali,
ove la qualità architettonica e l’armonizzazione con il paesaggio circostante, l’innovazione impiantistica e la modalità
di tariffazione dei servizi energetico-ambientali ivi fruiti possono utilmente condizionare in modo virtuoso chi vi abita e
lavora.
L’evento, promosso dalla Camera di commercio di Torino
con la collaborazione scientifica della Fondazione per l’Ambiente Teobaldo Fenoglio ONLUS, vuole essere un momento
di riflessione e soprattutto di informazione per operatori del
settore.
Accanto ad alcuni strumenti utili per le imprese, tra i quali
il Prezziario delle Opere Edili della Camera di commercio di
Torino, verranno presentati concreti casi aziendali. Il rapporto
tra innovazione di settore e Proprietà intellettuale è affidato
ad alcuni esperti a cui si affianca l’esperienza dell’IP Finance
Institute sulla gestione strategica del patrimonio immateriale.
Per i partecipanti interessati, è possibile richiedere il riconoscimento dei crediti formativi inerenti a:
❍ Ordine degli Avvocati di Torino
❍ Ordine dei Commercialisti di Torino
❍ Fondazione Italiana per il Notariato
❍ Collegio dei Geometri di Torino e Provincia
La partecipazione al seminario è gratuita, previa iscrizione
presso la Segreteria Organizzativa – Settore “Proprietà industriale - Centro PATLIB” - [email protected].
A
Torino
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Evidenziatore
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Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
Il SUAP – Sportello Unico
per le Attività Produttive
Il D.P.R. 160/2011 semplifica e riordina lo sportello unico per le
attività produttive (SUAP), introducendo importanti novità.
Il SUAP è l'unico punto di accesso per il richiedente, con riferimento a tutte le vicende amministrative riguardanti la sua attività
produttiva ed è uno sportello esclusivamente telematico.
Attraverso il SUAP si gestiscono due tipi di procedimenti: il
procedimento automatizzato in vigore dal 29/03/2011 ed il procedimento ordinario in vigore dal 30/09/2011.
Il procedimento automatizzato riguarda i casi in cui l’avvio di
un’attività produttiva è soggetto a SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) ai sensi dell’art. 19 della L. 241/1990, per
cui l’impresa può iniziare tale attività dalla data di presentazione
della segnalazione alla pubblica amministrazione.
Il procedimento ordinario riguarda i casi nei quali, ai fini dell’avvio di un’attività produttiva, l’impresa deve prima presentare un’istanza alla pubblica amministrazione e poi attendere il rilascio di
un’autorizzazione.
Le funzioni del SUAP possono essere:
a) esercitate dai Comuni interessati, in proprio o in forma associata con altri comuni: SUAP comunale;
b) esercitate dai Comuni, delegando le relative funzioni tecnicheinformatiche alla Camera di commercio competente: SUAP
camerale.
Per individuare il SUAP competente occorre collegarsi al sito
ufficiale www.impresainungiorno.gov.it/sportelli-suap e inserire i
dati (regione, provincia, comune) del luogo ove si intende svolgere l’attività: in questo modo comparirà un link dal quale si otterranno le indicazioni per inviare le pratiche.
La circolare ministeriale del 25/03/2011, scaricabile dal sito ufficiale www.impresainungiorno.gov.it, prevede che temporaneamente, nella fase di avvio del SUAP, nulla osta alla presentazione
della documentazione mediante le tradizionali modalità cartacee.
In alternativa rispetto alla trasmissione diretta al SUAP, comunale o camerale, le SCIA possono essere presentate anche contestualmente alla ComUnica (art. 9 comma 7 del D.L. 7/2007).
Infatti la SCIA, quando è contestuale alla comunicazione unica,
deve essere presentata presso il Registro delle imprese, che la
trasmette immediatamente al SUAP.
Per maggiori informazioni sulla Comunica: www.to.camcom.it/comunica.
Importante: Le pratiche ambientali, comprese iscrizioni
Albo Gestori Ambientali e dichiarazioni SISTRI/MUD, non
sono presentabili attraverso al SUAP, ma continuano a seguire le procedure normalmente utilizzate.
Per ulteriori approfondimenti
sito internet ufficiale: www.impresainungiorno.gov.it
servizio SUAP della Camera di Commercio di Torino:
tel. 011/5716479, email [email protected],
sito internet camerale: www.to.camcom.it/suap
La bollatura di registri e formulari
Il Registro imprese effettua la bollatura di diversi libri e registri,
tra cui:
– Registro di carico e scarico dei rifiuti (articolo 190 comma 6 del
D.Lgs. 152/2006, modificato dall’articolo 2 comma 24-bis del D.Lgs.
1.6.2008 n. 4);
– Formulario di identificazione del rifiuto (art. 193 comma 6 lett. b,
modificato dall’art. 2 comma 25 D.Lgs 4/2008);
Per la richiesta della bollatura, che può avvenire anche attraverso
un incaricato dell’impresa, deve essere utilizzato il mod. L2, scaricabile alla pagina www.to.camcom.it/guidabollaturalibri , alla quale
sono altresì reperibili informazioni utili inerenti all’argomento.
Mentre la bollatura del formulario – documento di accompagnamento del trasporto – è completamente gratuita, quella del registro
di carico e scarico è soggetta al pagamento di un diritto di segreteria, pari a € 25,00 per singolo registro.
La regola generale prevede che la bollatura dei libri e dei registri
debba essere richiesta alla Camera di commercio in cui è ubicata
la sede dell’impresa, tuttavia la nota prot. 2683 del 19/02/2008 di
Unioncamere afferma che per i registri di carico e scarico rifiuti la
bollatura può essere richiesta anche alla Camera di commercio in
cui è ubicata una unità locale dell’impresa.
Per completezza si rammenta che solo i formulari, in alternativa,
possono essere bollati anche presso l’Agenzia delle entrate.
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Evidenziatore
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Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
EMAS III
EMAS (acronimo di Eco-Management and Audit Scheme) è il sistema comunitario di ecogestione e audit a cui possono aderire volontariamente tutte le imprese e le organizzazioni (aziende, enti pubblici,
ecc.) che intendono valutare e migliorare le proprie prestazioni ambientali.
L’Unione europea ha introdotto la prima stesura di questo sistema
(CEE 1836/1993), il cosiddetto EMAS I, per sperimentare concretamente quale sarebbe stato l’effetto di uno strumento preventivo di tipo
volontario rivolto alle organizzazioni, rispetto al tradizionale approccio
impositivo tipico di leggi e regolamenti obbligatori.
Nel 2001 si è assistito ad una prima revisione del sistema ad opera
del Regolamento CE 761/2001, altrimenti conosciuto come EMAS II.
L’11 gennaio 2010, ad opera del Regolamento CE 1221/2009, è stato
emanato il cosiddetto EMAS III, con lo scopo di fornire uno strumento
più stimolante rispetto ai precedenti a tutte le organizzazioni interessate a valutare e a gestire i propri impatti ambientali; tale sistema riserva
particolare attenzione alle realtà di piccole dimensioni, per le quali risulta facilitata l’applicazione.
Le indagini condotte a livello europeo negli ultimi anni evidenziavano
come lo schema comunitario fosse divenuto via via meno attraente
per il mondo industriale, che si era sempre più rivolto alla certificazione
ambientale basata sullo standard ISO 14001.
Tale disaffezione era stata causata:
dal mancato riconoscimento da parte delle istituzioni della registrazione ottenuta;
dal fatto che il Regolamento non era adeguato all’apertura al mercato globale, soprattutto per quanto riguardava organizzazioni con siti
produttivi collocati all’esterno dell’Unione europea (mentre le certificazioni a norma ISO 14001 erano già riconosciute a livello mondiale);
da un iter burocratico di registrazione complesso, soprattutto per
le PMI.
Il Regolamento EMAS riprende la struttura della ISO 14001 ma introduce elementi più stringenti, come l’obbligatorietà della dichiarazione
ambientale.
L’adesione volontaria al Regolamento EMAS si realizza attraverso
più fasi:
analisi ambientale iniziale
definizione della politica e del programma ambientale
adozione di un sistema di gestione ambientale
impostazione di un’attività di auditing per verificare l’operatività del
sistema di gestione
elaborazione della dichiarazione ambientale che descriva la politica ambientale ed il sistema di gestione ambientale
validazione della dichiarazione da parte di un verificatore indipendente accreditato
registrazione della dichiarazione ambientale presso l’organismo
competente (in Italia: il Comitato Ecolabel – Ecoaudit – Sezione EMAS,
Roma).
Per quanto riguarda i finanziamenti per le organizzazioni registrate EMAS, il DM 2230/2003 (Promozione dei Sistemi di Gestione Ambientale nelle piccole e medie imprese. Procedura per la concessione di contributi a fondo perduto ai sensi dalla Delibera CIPE n.
63/2002) prevede contributi finanziari finalizzati a favorire l’acquisizione
di servizi reali da parte delle PMI per:
la verifica e la registrazione EMAS
la certificazione ISO 14001
la verifica e la registrazione EMAS di organizzazioni già certificate
ai sensi della norma ISO 14001.
Il rimborso delle spese sostenute è pari all’80% per l’EMAS e al 40%
per l’ISO 14001.
I possibili beneficiari sono le PMI che svolgono le seguenti attività:
estrazione di minerali, attività manifatturiere, produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua, costruzioni, alberghi, smaltimento
dei rifiuti solidi, delle acque di scarico e simili.
Il testo del decreto e i moduli di presentazione della domanda periodicamente aggiornati sono reperibili sul sito del Ministero dell’Ambiente: www.minambiente.it (selezionare Sviluppo sostenibile/Incentivi per
le certificazioni delle PMI).
Per ulteriori informazioni si rimanda alla guida “EMAS III – Il sistema
di gestione ambientale europeo a misura di Pmi”, scaricabile gratuitamente dal sito della Camera di commercio di Torino, all’indirizzo
www.to.camcom.it/Page/t14/view_html?idp=13835
La Camera di commercio di Torino s’impegna a sostenere le aziende
mediante un abbattimento pari al 50% delle tariffe relative ai servizi
prestati dal Laboratorio Chimico camerale in materia di analisi, formazione e consulenza su tematiche ambientali e di sicurezza sui luoghi di
lavoro. La consulenza proposta è finalizzata anche alla predisposizione
e verifica di sistemi di gestione ambientale.
Per informazioni: www.lab-to.camcom.it/ambiente
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Evidenziatore
Lo Spazio UNI
Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
Accordo tra CNCU e UNI
per il miglioramento di qualità a sicurezza
di prodotti e servizi a tutela dei consumatori
In risposta alla politica del Nuovo Approccio, per la quale il legislatore europeo definisce i principi a protezione dei diritti fondamentali dei
cittadini, Il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU)
che ha il compito di favorire la partecipazione consapevole dei cittadini
al mercato e di tutelarne i diritti, ha siglato un protocollo d’intesa con
l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI), l’organismo nazionale di
normazione riconosciuto dall’Unione Europea.
Il protocollo prevede formazione sul campo, aggiornamenti continui
e promozione della partecipazione delle associazioni dei consumatori
del CNCU al processo normativo.
Per individuare le tematiche prioritarie, CNCU e Uni s’impegnano a
redigere un Piano annuale di intervento.
Esempi di recenti attività normative di interesse per i consumatori
avviate dall’UNI:
– servizi di call center;
– strumenti urbanistici di sicurezza per prevenire la criminalità;
– consulenza e educazione finanziaria;
– sostenibilità dei consumi: eco-etichettatura, made in Italy, ecc;
– qualificazione delle professioni non regolamentate.
Le specifiche inerenti ai dispositivi per la riduzione
del rumore da traffico stradale
A giugno è stata pubblicata la versione italiana della norma UNI EN
14388 sulle barriere stradali antirumore, seguita da una errata corrige
della stessa.
La norma specifica i requisiti prestazionali e i metodi di valutazione dei dispositivi per la riduzione del rumore da traffico stradale;
considera le prestazioni a lungo termine acustiche e non acustiche, ma non prende in considerazione aspetti come la resistenza
agli atti vandalici e i requisiti di aspetto visivo (forma, trasparenza/
opacità…).
La norma si applica ai prodotti utilizzati per la riduzione del rumore da traffico stradale, indipendentemente dal materiale di realizzazione, mentre non si applica alle superfici stradali (quindi non
determina le caratteristiche del cosiddetto “asfalto fonoassorbente”) e non può essere applicata per calcolare l’isolamento acustico
degli edifici (per il quale si utilizzano le norme della serie UNI EN
ISO 140). Inoltre, non considera le caratteristiche dovute per i materiali specifici ai fini del raggiungimento dei requisiti prestazionali
indicati. Eventuali norme relative a materiali specifici devono essere applicate in accordo alle specificazioni prescritte dalla stessa
UNI EN 14388.
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È bene non scordare …
I sistemi antirumore ricadono nell'ambito della direttiva
europea sui prodotti da costruzione (CPD) 89/106/CEE.
Trattandosi di direttiva “nuovo approccio”, a questa sono
legate diverse norme europee armonizzate, tra le quali la
UNI EN 14388. A questa norma, la cui pubblicazione ha reso
obbligatoria la marcatura CE, sono collegate una serie di
altre norme europee sui metodi di prova relativi ai dispositivi
in questione.
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Evidenziatore
DataNumeroTitolo
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Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
14-6-2011
UNI EN 14388:2005
Dispositivi per la riduzione del rumore da traffico stradale - Specifiche
12-7-2011
UNI EN 13965-2:2010
Caratterizzazione dei rifiuti - Terminologia - Parte 2: Termini e definizioni relativi alla gestione
12-7-2011
UNI CEI EN ISO/IEC 17021:2011
Valutazione della conformità - Requisiti per gli organismi che forniscono audit e certificazione di sistemi di gestione
14-6-2011
Dispositivi per la riduzione del rumore da traffico stradale - Specifiche
EC 1-2011 UNI EN 14388:2005
14-7-2011
UNI EN ISO 11260:2011
Qualità del suolo - Determinazione della capacita' di scambio cationico effettiva
e del tasso di saturazione mediante l'impiego di soluzione di cloruro di bario
14-7-2011
UNI EN ISO 14240-1:2011
Qualità del suolo - Determinazione della biomassa microbica del suolo Parte 1: Metodo per respirazione indotta dal substrato
14-7-2011
UNI EN ISO 14240-2:2011
Qualità del suolo - Determinazione della biomassa microbica del suolo Parte 2: Metodo per fumigazione - Estrazione
14-7-2011
UNI EN ISO 14254:2011
Qualità del suolo - Determinazione dell'acidita' scambiabile negli estratti di cloruro di bario
14-7-2011
UNI EN ISO 15175:2011
Qualità del suolo - Caratterizzazione del suolo in relazione alla protezione della falda freatica
21-7-2011
UNI EN 15980:2011
Qualità dell'aria - Determinazione della deposizione di benzo: [a] antracene, benzo [b] fluorantene,
benzo [j] fluorantene, benzo [k] fluorantene, benzo [a] pirene, dibenz [a, h] antracene
21-7-2011
UNI EN 17402:2011
Qualità del suolo - Requisiti e guida per la selezione ed applicazione di metodi
per la valutazione della biodisponibilità di contaminanti nel suolo e materiali del suolo
21-7-2011
Qualità dell’acqua - Campionamento - Parte 13: Guida al campionamento di fanghi
UNI EN ISO 5667-13:2011
21-7-2011
UNI EN ISO 25139:2011
Emissioni da sorgente fissa - Metodo manuale per la determinazione della concentrazione di metano
utilizzando gascromatografia
21-7-2011
UNI EN ISO 16703:2011
Qualità del suolo - Determinazione del contenuto di idrocarburi da C10 a C40 mediante gascromatografia
21-7-2011
UNI EN ISO 16133:2011
Qualità del suolo - Guida alla creazione e conservazione di programmi di monitoraggio
21-7-2011
UNI EN ISO 16072:2011
Qualità del suolo - Metodi di laboratorio per la determinazione della respirazione microbica del suolo
21-7-2011
UNI EN ISO 15952:2011
Qualità del suolo - Effetto degli inquinanti nei confronti di lumache giovani (Helicidae) Determinazione degli effetti sulla crescita per contaminazione del suolo
4-8-2011
UNI 10667-4:2011
Materie plastiche prime-secondarie - Polivinilcloruro destinato ad impieghi diversi,
proveniente dal riciclo di contenitori per liquidi pre e/o post consumo - Parte 4: Requisiti e metodi di prova
4-8-2011
UNI 10667-6:2011
Materie plastiche prime-secondarie - Polivinilcloruro rigido destinato ad impieghi diversi,
proveniente dal riciclo di residui industriali e/o manufatti rigidi non plastificati da pre e/o post consumo Parte 6: Requisiti e metodi di prova
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Incontrando... le imprese
Sant’Anna BioBottle: arriva al Piemonte
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Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
la rivoluzione mondiale della bottiglia vegetale
È nata da un’Azienda piemontese la più grande rivoluzione ecologica del packaging per un prodotto di largo consumo. Si tratta di
Sant’Anna BioBottle, la prima bottiglia di acqua minerale prodotta
con il Pla, un biopolimero di origine vegetale che permette numerosi vantaggi: non utilizza neanche una goccia di petrolio, abbatte
le emissioni di Co2 in atmosfera e preserva in modo ottimale le
caratteristiche del prodotto, conservando al meglio la freschezza,
leggerezza e salubrità dell’acqua di alta montagna.
Questa rivoluzione epocale nel packaging è frutto dell’iniziativa dell’azienda piemontese Fonti di Vinadio,
produttore dell’Acqua Sant’Anna, che in soli
15 anni è diventato il marchio leader a livello nazionale. Dalla sperimentazione avviata 7
anni fa, il mercato sta premiando oggi la lungimiranza di Alberto Bertone, Presidente e Ad
Sant’Anna di Vinadio. È stato lui, importando
direttamente dagli Stati Uniti la materia prima con cui è prodotta Sant’Anna BioBottle,
a introdurre nel mercato una vera e propria
rivoluzione del packaging.
Se oggi ormai diverse aziende studiano
la produzione di materiali innovativi come le
“plastiche” di origine naturale, Sant’Anna può
invece affermare di avere ormai in vendita a
scaffale nelle principali catene della grande
distribuzione una bottiglia rivoluzionaria nel
suo genere. L’obiettivo è di convertire l’intera produzione di acqua
minerale naturale dal classico Pet al Pla.
“Se convertissimo l’intera produzione annua che ammonta a
650 milioni di bottiglie – spiega il Presidente di Acqua Sant’Anna –
avremmo un risparmio considerevole, tale da scaldare per un intero mese una città di mezzo milione di abitanti! Il mercato non può
restare insensibile a questi dati.”
La portata innovativa di questo prodotto ha suscitato molta at-
tenzione e ha già ottenuto importanti riconoscimenti come il Premio Sodalitas Social Award nella Categoria Innovazione di Prodotto Responsabile e il Premio Impresa Ambiente, selezione italiana
dell’European Business Awards For the Environment istituito dalla
Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea. Ad avvalorare la validità di questo progetto, che è già una realtà, merita
ricordare che la pubblicazione ufficiale del WWF nel corso dell’ultima conferenza Mondiale sul clima di Copenaghen, indicava il PLA
come sostituto naturale di PET e PS (polistirolo) al fine di produrre
significativi benefits in termini di riduzione delle emissioni di gas
effetto serra.
www.santanna.it
[email protected]
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LE NEWSLETTER DELLA CAMERA
DI COMMERCIO DI TORINO
Torino Ambiente - ottobre 2011 numero 3
TOP TECH è la pubblicazione mensile online che presenta le offerte e richieste
di tecnologia e le ricerche di partner trasmesse dalla rete Enterprise Europe
Network.
Le richieste riguardano prodotti o servizi innovativi, risultati di ricerca, progetti nell’ambito dei programmi europei di R&S ed eventi di brokeraggio. TOP
TECH prevede anche approfondimenti tematici (ambiente, risparmio energetico, agroalimentare, nuovi materiali, bioedilizia etc.)
Per maggiori informazioni: www.to.camcom.it/toptech
TORINO CONGIUNTURA è una pubblicazione trimestrale che riporta i dati
a consuntivo dell’andamento economico nella provincia di Torino, nucleo
centrale dell’analisi è rappresentato dall’indagine congiunturale sull’industria
manifatturiera. La pubblicazione presenta inoltre risultati di indagini, studi, ricerche e approfondimenti economici, passando in rassegna lo scenario internazionale e nazionale, per arrivare alla dimensione della provincia e ai singoli
settori produttivi.
Per maggiori informazioni: www.to.camcom.it/torinocongiuntura
Torino Ambiente
ottobre 2011 numero 3
Testata registrata presso il Tribunale di Torino con provvedimento n. 41 del 12 aprile
2007
Direttore responsabile: Guido Bolatto
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Redazione: Settore Informazione ambientale, Camera di commercio di Torino
via San Francesco da Paola 24 Torino, tel. 011 5716 950, [email protected]
Coordinamento editoriale: Settore Comunicazione esterna e URP, Camera di commercio
di Torino
Impaginazione: la fotocomposizione - Torino
Fotografie: Camera di commercio di Torino - la fotocomposizione
Torino Ambiente è scaricabile dal sito www.to.camcom.it alla sezione “newsletter” (in
Home Page) e alla pagina Ambiente. Gli iscritti alle mailing list del Settore Informazione
ambientale riceveranno via email un avviso ogni volta che uscirà un nuovo numero.
È possibile iscriversi alle mailing list direttamente all’indirizzo
www.to.camcom.it/servizionline
NEWSMERCATI è la newsletter del Gruppo delle Strutture Camerali per l‘internazionalizzazione, cui collabora anche la Camera di commercio di Torino.
Fornisce, ogni quindici giorni, informazioni su dogane, pagamenti, trasporti,
contrattualistica, fiscalità, marchi e brevetti, oltre alla segnalazione di iniziative a supporto del business internazionale. Alla sua redazione collaborano
professionisti nel campo del commercio internazionale, per accompagnare
l’attività delle imprese italiane nei mercati europei ed extraeuropei.
Per maggiori informazioni: www.newsmercati.com
IMPRENDO DONNA è la newsletter trimestrale del Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria femminile costituito presso la Camera di commercio
di Torino. Si rivolge ad un pubblico prevalentemente femminile e fornisce informazioni e approfondimenti sull’imprenditoria rosa, oltre ad un puntuale aggiornamento sulle iniziative promosse dal Comitato, dalle associazioni che ne
fanno parte e dalle istituzioni con cui collabora.
Per maggiori informazioni: www.to.camcom.it/imprendodonna
EUROFLASH è la pubblicazione mensile online che informa le imprese piemontesi sulle opportunità offerte dall’Europa. Strutturata in quattro sezioni
(Bandi di gara comunitari, Eventi, Notizie e Normativa), Euroflash racchiude informazioni di fonte comunitaria sia di carattere generale, sia dedicate in modo
specifico ai temi della ricerca e dell’innovazione tecnologica.
Per maggiori informazioni: www.to.camcom.it/euroflash
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Ottobre 2011 - Camere di Commercio