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di Valeria Rossi
L’AUSTRALIAN
CATTLE DOG
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Ti presento...IL CANE
I soggetti da show tutti appartengono all’allevamento “Banana Bender
Kennel” di Paolo Coletta e Simona Cappelli - Mercato Saraceno (FC), che
ringraziamo per la collaborazione. Sito internet: www.auscattledog.it
Le foto sono di Ilaria Braghieri
Le foto di soggetti al lavoro di pag. 48 sono state gentilmente fornite dall’allevamento “Banana Bender” - Copyright Jeff Jaquish.
Gli altri soggetti al lavoro sono del signor Jerry...che ci ha inviato le foto, ma
che poi non siamo più riusciti a contattare: quindi non sappiamo il suo cognome. Se lo scopriremo lo pubblicheremo sul prossimo numero: magari sarà
una buona occasione per tornare a parlare di questa splendida razza!
Razze da scoprire
Origini e storia
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Questa razza venne creata all’inizio della
colonizzazione australiana, quando i pionieri si resero conto che i cani da pastore importati dall’Europa non riuscivano a sopportare facilmente né il clima australiano, né la
rudezza delle mandrie locali.
Pensarono così di creare una nuova razza
basandosi sui cani autoctoni, e in un primo
momento venne utilizzato un cane di tipo
collie, senza coda, di colore nero con macchie bianche sul collo e sul davanti, dalle
grandi orecchie pendenti. Questo cane, che
veniva chiamato “Smithfield”, venne incrociato con il dingo australiano dall’allevatore
Timmins, nel 1830, dando così origine al
“Mordace Timmins”, un lavoratore silenzioso ma solerte e molto rigoroso che può
essere considerato il vero antenato dell’Australian Cattle Dog.
Per i cani da mandria, però, si auspicavano
una robustezza e un vigore ancora maggiori: quindi si continuò a lavorare per ottenere
queste caratteristiche, oltre alla tempra
altissima (visto che ai cani da mandria capita spesso di prendere calci, e non devono
fermarsi per questo).
Nel 1849 un proprietario terriero di nome
Hall riuscì a realizzare due cani di tipo collie,
chiamati Welsh Heelers, che riteneva superiori ai collies
tradizionali ma che presentavano tuttavia ancora qualche
tratto indesiderato. Hall, incrociando questi cani con i
Dingo e con i Timmins, creò gli Hall’s Heelers, lavoratori
silenziosi e resistentissimi.
Nel 1870 i fratelli Bagust decisero di migliorare ulteriormente questi cani, incrociandoli con una femmina di
Dalmata, per fare in modo di instillare nella razza l’amore verso i cavalli e l’istinto di protezione.
Ottenuta questa cucciolata, il passo successivo fu quello
di incrociarla con gli Australian Kelpie e con i locali terrier
di tipo bull (per aumentare la resistenza al dolore): nacquero così gli Australian Cattle Dog, lavoratori instancabili, docili, resistenti e facili da addestrare.
Finalmente l’obiettivo dei primi coloni era stato raggiunto!
La discendenza dagli “Heelers” fa sì che ancora oggi la
razza, sia in Australia che negli Stati Uniti, venga definita
con diversi nomi che richiamano quello originale:
Heelers, Blue Heeles, Red Heelers, Queensland Heelers,
Queensland Blue Heelers, Queensland Red Heelers.
Questo contribuisce alla confusione - specie in Europa,
dove questi cani sono arrivati solo in tempi recenti e sono
ancora poco diffusi -e alla difficoltà che molti trovano
ancora nel distinguere la razza da altre che le somigliano
vagamente, specialmente l’Australian Sheperd.
Ma al di là della morfologia, che è sensibilmente diversa,
c’è una differenza sostanziale tra le due razze: l’Australian Sheperd è un cane da gregge, mentre il Cattle dog
è un bovaro!
Dovendo confrontarsi con animali molto più grandi e
decisamente più “tosti” delle pecore, i bovari hanno un
carattere più forte: e l’ACD non fa eccezione.
E’ un cane molto dolce con il padrone, affidabilissimo con
i bambini (che, da buon bovaro, tende a proteggere)...ma
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ha anche anche una certa “capa tosta” che
può mettere in difficoltà i proprietari incapaci di imporsi come superiori gerarchici.
Attenzione, però: ci si deve imporre SOLO
con fermezza e dolcezza! Questo è un cane
che non si può letteralmente prendere con
le cattive maniere...perché non le considera proprio. La sua tempra eccezionale fa sì
che, anche se viene picchiato, non reagisca
né aggressivamente, né sottomettendosi,
né “offendendosi” o chiudendosi.
Semplicemente, lui ti guarda come per di-
re: “Va be’, mi hai picchiato.
Prendo atto. Adesso mi spieghi
cos’è che devo fare, così possiamo andare avanti?”
Nonostante sia stata ricercata
nella razza una buona mordacità (nei confronti del bestiame,
non delle persone!), questa
rimane sostanzialmente inferiore a quella di altri pastori e
bovari. L’ACD raramente usa i
denti, tantomeno con gli umani, che in pratica non morde neppure se viene provocato.
L’unica cosa che può farlo scattare è il veder
minacciato il proprio padrone o i “suoi”
bambini.
Anche se non viene gestito in modo corretto, quindi, non diventa mai pericoloso:
tende semplicemente a prendere il sopravvento in famiglia...e a farsi allegramente i
fatti suoi, ignorando gli ordini e guardando
poi gli umani di casa con quello sguardo
malizioso che sembra prenderli in giro (e
non è detto che...”sembri” solo!).
Se il padrone, invece, sa essere il suo capo
e la sua guida...allora lui diventa proprio
quel “cane ideale” che sognavano i coloni:
coraggioso, forte, potente, resistente e
intelligentissimo, pronto ad apprendere e
capace di lavorare veramente in simbiosi
con il suo conduttore, tanto che da alcuni
viene definito “cane velcro”, perché ama
stare vicino al suo umano preferito.
E’ uno di quei cani che scelgono “un”
padrone e che lo mettono al di sopra di
tutto: ama e rispetta anche gli altri membri della famiglia...ma il “suo” umano riceve attenzioni particolari e un affetto tutto
speciale.
Nonostante questo, non “appiccica” come
un molossoide, per esempio: mantiene un
certo distacco, nel senso che non vuole
viverti “addosso”...ma vicino, sì.
E possibilmente vuole fare qualcosa con te.
E’ un cane da lavoro, che sarebbe veramente sprecato come semplice “cane da
giardino” o “da divano”: nonostante que-
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sto, però...se la vita della sua famiglia è
piuttosto tranquilla e sedentaria, lui vi si
adatta.
A differenza di altri pastori, come Border
collie o Australian Kelpie, che - specie nelle
linee da lavoro - DEVONO essere occupati
24 ore al giorno o giù di lì, altrimenti vi
disfano la casa...l’ACD è un cane filosofo,
felicissimo se può lavorare ma disposto
anche a starsene tranquillo per
ore.
Questa è una delle grandi doti
della razza, che la rende facilmente gestibile anche in casi di
emergenza (conosco proprietari
di border che sono dovuti andare
sul campo di agility con la febbre
a 39, perché il cane in casa dava
i numeri!): la cosa però non
dovrebbe autorizzarci a pensare
al Cattle Dog come cane da tenere “stile peluche”, perché ci sono
molte altre razze più indicate alla
bisogna.
L’ACD è un cane da lavoro e
come tale va considerato e
rispettato: per fortuna, però, non
è un “talebano” del lavoro e può
starsene tranquillo anche per
diverse ore senza dare (e fare)
troppi numeri.
L’unico vero “difetto” di questo
cane, almeno per come viene
intesa la cinofilia moderna, è
quello di non essere molto “scenografico”: il profano, se non lo
scambia con qualche altra razza,
lo prende spesso per un...”cane
da pagliaio”!
Visti i danni che la “corsa alla
bellezza a tutti i costi” sta causando a
molte razze canine, però, la scarsa appariscenza oggi equivale a una dote.
Nessuno alleva Australian Cattle Dog per
speculazione, questo è poco ma sicuro: non
si tratta di un cane “commerciale”, quindi
chi si dedica a lui dev’essere per forza un
vero appassionato.
“Passione” è già sinonimo di serietà nell’allevamento: ma non è neppure tutto qui.
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Le razze “non bellissime”, infatti, vengono
apprezzate quasi esclusivamente da chi nel
cane ricerca soprattutto le doti caratteriali
e l’attitudine al lavoro.
Ed è per questo che i Cattle Dog si trovano
quasi sempre nel tipo di ambiente che li ha
visti nascere: fattorie, ranch, allevamenti di
bovini o di cavalli, laddove i cani vivono
felici...ma gli uomini possono anche verificare sul campo (e non sul ring di un’esposizione di bellezza!) le loro doti, scegliendo
come riproduttori solo i cani che lavorano
meglio.
Insomma, questa è una razza tutta da scoprire, che potrebbe fare la felicità di chiunque desideri dedicarsi a uno sport cinofilo:
ma diciamolo piano e non spargiamo troppo la voce...perché se mai diventasse “di
moda”, anche l’Australian Cattle Dog
farebbe una brutta fine!
Scherzi a parte, questo pericolo non sembra sussistere proprio per la scarsa avvenenza di questi cani, che non hanno un
mantello fluente, non sono piccolissimi né
giganti, insomma non possiedono nessuna
delle caratteristiche estetiche più “trendy”.
Personalmente io lo trovo splendido...ma a
me piacciono i cani primitivi, quindi non
faccio testo.
Di certo è affascinante la sua somiglianza
col Dingo, che si ritrova un po’ anche nel
Kelpie (anche se non è certo che ci siano
Dingo alle sue origini), ma che nel Cattle
Dog è molto più spiccata. E poi la cosa davvero irresistibile è lo sguardo: diretto, franco, a volte scherzoso e altre volte un po’
sospettoso, ti-pico dei cani molto intelligenti.
Quando uno di questi cani ti guarda, non
sembra dire: “Cosa posso fare per te?”, ma
“Cosa possiamo fare insieme?”.
E questa è un po’ la “filosofia” stessa della
razza, docile ma non sottomessa,
diligente ma non “tontolona”.
Una razza che, senza diventare di
moda, meriterebbe di avere
molti seguaci in più, perché può
dare molto a diverse categorie di
persone.
Attitudini
“Che me ne faccio di ACD se non
ho mucche o cavalli?”
La domanda è lecita, ma la risposta è molto semplice: ci si può
fare di tutto!
C’è una sola categoria di persone
a cui sconsiglio vivamente questa
razza: i sedentari senza speranza.
Chiunque altro invece - e specialmente chi ama gli sport cinofili può divertirsi un sacco con uno di
questi cani.
Vanno bene in agility, anche se
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CLASSIFICAZIONE FCI
Gruppo 1 : cani da pastore e bovari (eccetto i bovari svizzeri)
Sezione 2: bovari
Senza prova di lavoro
non sono veloci come un border: però sono
più precisi e raramente abbattono gli ostacoli.
Vanno benissimo in obedience e sono perfetti per il disc dog, la nuova disciplina che
sta arrivando anche in Italia e per cui questa potrebbe essere la razza ideale, visto il
suo mix quasi unico al mondo tra agilità,
compattezza e robustezza.
Sono molto utilizzati nel mondioring, anche
se mordono solo per predatorio e mai in
aggressività: ma anche per questa disciplina la robustezza, la velocità di azione, la
tempra e la precisione sono doti apprezzatissime.
Sono anche validi cani da guardia, per la
loro vigilanza altissima e la buona territorialità: tra l’altro svolgono questo impegno
con grande equilibrio, senza mai trasformarsi in “killer” ma riuscendo a dissuadere
con efficacia - alla faccia della taglia ridotta - chiunque pensi di “fare il furbo” entrando senza permesso.
Però sarebbe un vero delitto relegarli in
giardino a fare “solo” la guardia: sarebbe
un spreco di doti e non farebbe felice il
cane, che preferisce di gran lunga vivere
accanto alla sua famiglia.
Nonostante questo, se devono dormire
fuori (purché di giorno abbiano modo di
convidere la vita degli umani) possono
farlo in qualsiasi periodo e con qualsiasi
clima, perché sono stati selezionati proprio
per “rendere” in ogni stagione: quindi non
patiscono il caldo né il freddo, non si preoccupano della pioggia né del vento.
Concludendo: pur non essendo, forse, “bellissimi” cani dal punto di vista prevalentemente “cosmetico”, gli Australian Cattle
Dog sono cani resistenti, robusti, sani, sportivi: una razza che merita davvero di essere “scoperta”!
Lo Standard
Standard F.C.I. n° 287/06.04.1998
ORIGINE: Australia
UTILIZZO: come indica il suo nome, la funzione primaria di questo cane, in cui è
impareggiabile, è di condurre il bestiame,
sia negli spazi aperti che in aree ristrette.
Sempre sveglio, estremamente intelligente, vigilante, coraggioso e degno di fiducia,
la sua assoluta devozione al lavoro ne fa il
cane ideale.
ASPETTO GENERALE: l'aspetto generale è
quello di un cane da lavoro forte, compatto, di costruzione armoniosa, che ha la
capacità e il desiderio di assolvere i compiti ai quali é devoluto, per quanto duri essi
siano. La sua sostanza, la sua potenza,
l'equilibrio delle sue forme e la qualità dei
suoi muscoli devono concorrere a dare
un'impressione di grande agilità, di forza e
di resistenza. Qualsiasi tendenza a sembrare pesante o a mancanza di sostanza costituisce un difetto grave.
COMPORTAMENTO/CARATTERE: la fedeltà
del pastore australiano e il suo istinto di
protezione ne fanno un guardiano senza
pari del bestiame, del suo padrone e dei
suoi beni.
TESTA - La testa è forte, dritta, in armonia
con le altre proporzioni del cane e corrisponde alla conformazione generale.
REGIONE CRANIALE - Cranio: largo, leggermente convesso fra le orecchie. Stop: il cranio diviene via via piatto dirigendosi verso
uno stop leggero, ma netto.
REGIONE FACCIALE - Tartufo: nero. Musello:
largo e ben riempito sotto gli occhi, si
assottiglia gradualmente verso la canna
nasale. Canna nasale: lunghezza media,
alta, potente, parallela alla linea del cranio.
Labbra: asciutte e ben disegnate. Guance:
muscolose, non grossolane né prominenti.
Mascelle/denti: mascella forte, spessa e
ben sviluppata; denti sani, regolarmente
distanziati, articolazione a forbice. Come
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richiesto ai cani da pastore, la dentatura
deve essere in eccellente condizioni.
Occhi: di forma ovale e dimensioni medie,
non prominenti né infossati fra le orbite.
Devono esprimere vivacità e intelligenza
tipiche di questa razza. All'avvicinarsi di
forestieri è caratteristico vedervi un velo di
avvertimento o diffidenza. Colore marrone
scuro. Orecchie: di taglia moderata, piccole
piuttosto che grandi, larghe alla base,
muscolose, erette, moderatamente appuntite, non a forma di cucchiaio né a forma di
ala di pipistrello. Ben distanziate alla base,
si inclinano verso l'esterno. Sensibili al
minimo rumore ed erette quando il cane è
attento.
Il padiglione deve essere spesso, l'interno
molto ben fornito di pelo.
COLLO: estremamente forte, muscoloso, di
lunghezza media, si allarga per fondersi col
corpo. Fanoni assenti.
CORPO: La lunghezza del corpo, dalla punta
dello sterno a quella della natica, è superiore all'altezza al garrese nella proporzione di 10/9. Linea del dorso: orizzontale.
Dorso: forte. Petto: ben disceso, muscoloso
e di larghezza moderata. Costole ben cinturate e ben sviluppate all'indietro, ma non a
tonneau. Regione lombare: larga e muscolosa e forte. Regione dorso lombare solidamente attaccata. Groppa: lunga e inclinata.
CODA: l'attacco della coda moderatamente
basso, in continuazione del contorno della
groppa inclinata. Lunghezza circa fino al
garretto. Riposo, pende formando una
curva molto leggera. In azione o quando il
cane è eccitato, può esser rialzata, ma in
ogni caso nessuna parte della coda deve
superare la verticale che passa per il suo
attacco.
Dotata di pelo abbondante (spazzola).
ARTI ANTERIORI - Gli anteriori sono dotati di
ossatura forte e rotonda fino ai piedi.
Devono essere forti e paralleli visti di fronte. Spalle: forti, oblique, muscolose, ben
angolate rapporto al braccio e non troppo
ravvicinate alla sommità del garrese.
Benché la spalla sia muscolosa e di ossatura forte, la spalla carica e il davanti pesanti sono un difetto per l'esecuzione di movimenti corretti, che limitano l'attitudine al
lavoro. Metacarpi: soffici, visti di profilo,
leggero angolo rispetto all'avambraccio.
ARTI POSTERIORI - Larghi, forti e muscolosi.
Visti da dietro, in posteriori, dal garretto ai
piedi, sono dritti e paralleli, non chiusi né
troppo aperti. Cosce: lunga, larga e ben sviluppata. Grassella: ben angolata. Garretto:
forte e ben disceso.
PIEDI: i piedi devono esser rotondi e con dita corte, forti, ben arcuate e ben serrate. I
cuscinetti sono duri e spessi.
Le unghie devono essere corte e forti.
ANDATURE: andatura franca, sciolta, soffice
e facile.
Il movimento delle spalle e degli anteriori
è in armonia con la spinta potente dei
posteriori.
Bisogna assolutamente che l'azione possa
essere rapida e scattante.
È di primaria importanza che cane sia sano
di costituzione, mentre il passo rado, la
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spalla carica o male attaccata, la spalla
dritta, i gomiti, i metacarpi o i piedi deboli, l'angolo della grassella troppo aperto, i
garretti vaccini o arcuati devono essere
considerati come difetti gravi.
Al trotto, i piedi hanno tendenza ad avvicinarsi a livello del suolo, a mano a mano
che la velocità aumenta, ma quando il
cane si immobilizza i quattro arti devono
essere in appiombo.
MANTO - Pelo: il pelo è liscio, doppio, con
sottopelo corto e denso.
Il pelo di copertura è serrato, con peli lisci,
duri e coricati a piatto, così da essere
impermeabile.
Sotto il corpo, fino alla parte posteriore
degli arti, il pelo è più lungo e forma presso le coscie una sorta di coulotte senza
eccesso. Sulla testa (ivi compreso l'interno
delle orecchie) e nella parte anteriore
degli arti e dei piedi, il pelo è corto.
Sul collo è più lungo e spesso. Il pelo troppo lungo o troppo corto è un difetto.
In media sul corpo deve avere la lunghezza fra i 2, 5 e 4 cm.
COLORE:
Blu: il colore deve essere blu, blu marmorizzato o blu macchiettato, con o senza
marchi.
I marchi ammessi sono macchie nere, blu
o focate sulla testa, di preferenza equamente ripartite.
Gli anteriori sono di color fuoco fino a
metà altezza, con il colore focato che si
estende sul davanti fino alla pettorina e
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alla gola, con macchie focate sul musello.
Colore focato all'interno degli arti anteriori e all'interno delle
cosce, che appare sul davanti della grassella e si allarga verso
l'esterno degli arti posteriori dal garretto alle dita.
Ammesso sottopelo fulvo purché non sia visibile attraverso il
pelo di copertura blu. Non sono ricercate macchie nere sul
corpo. Rosso con macchie nere: il colore deve es-sere formato da piccole macchie rosse equamente ripartite, compreso il
sottopelo che non è né bianco né crema.
Macchie rosse di tonalità più scura sulla testa.
Ricercate macchie ugualmente ripartite sulla testa.
Le macchie rosse sul corpo sono ammesse ma non ricercate.
TAGLIA - Altezza al garrese
Maschi: 46 - 51 cm.
Femmine: 43 - 48 cm.
DIFETTI - Ogni scarto da quanto sopra deve essere considerato un difetto da penalizzare in funzione della sua gravità
N.B. I maschi devono avere i testicoli di aspetto normale completamente discesi nello scroto.
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