!" # $ Associazione Italiana Arbitri % & ' SEZIONE “DINO BATTISTELLA” CONEGLIANO Editoriale: ! #$ " ! % & ! '( ) * " * + *! " % , . % 23 * # 4 23 Ebbene, eccoci all'ultimo raduno della mia carriera decana Nazionale, il quarto di quest'anno, il primo di inizio campionato a settembre a Sportilia, il secondo Top Class di dicembre a Reggio Calabria, il terzo di metà # campionato a Tivoli quest'ultimo a Torino. Proprio perchè è l'ultimo, mi ha regalato delle emozioni e sensazioni indescrivibili, che rac/ 01 chiudono in esse pensieri, vicende, passioni e ricordi di dieci anni della mia carriera. Il raduno svolto dal 23 al 25 Aprile, è stato molto interessante e intenso, sia per l'attività ! • • • • • , " 5 ! ! 66 7 8 Editoriale Un Arbitro Top Class!!! La Massima della Settimana L’Angolo di Gigi La Mente è come un Paracadute Funziona solo se è Aperta • Mamadou Ndiaye debutta in 3^ Categoria • Per Essere Informati • Curiosità Pag. 1 Pag. 1 Pag. 1 Pag. 2 Pag. 2 Pag. 3 Pag. 3 Pag. 4 tecnica, con la discussione sulle tematiche e video delle nostre prestazioni, laddove si evidenziavano sia le cose giuste che quelle sbagliate dando ovviamente maggiore enfasi e quest'ultime, sia per l'attività fisica riguardante i test atletici che mi hanno visto nonostante il mio decimo anno, fra i protagonisti dei migliori test (Ariet test 17.2, con il limite minimo 15.5.1 superato abbondantemente), sia per l'attività culturale con la visita all'originale della Santa Sindone, che per coincidenza era in esposizione alla basilica, accompagnati dal Cardinale Poletto che ha poi celebrato la messa per noi nella Chiesa Reale. La parte più emozionante del raduno è stata sicuramente la cena di Gala, con il taglio della torta degli 11 decani rimasti, parte di un gruppo di 42 arbitri promossi 10 anni fa. Il mio motto di quest'anno è non mollo di 1mm fino al 30 giungo, questo per farvi capire ancora quanta passione e quanta Segue a Pag. 4 UNA TRAGEDIA Non essere amato è sfortuna; non saper amare è una tragedia. ALBERT CAMUS Non è la prima volta che attingiamo a questo autore aspro ma profondo, ateo ma teso verso una sua spiritualità (ha scritto cose sorprendenti anche sulla santità). Albert Camus, scrittore francese nato in Algeria nel 1913 e morto in un incidente stradale nel 1960, è spesso inquietante, ma sa essere non di rado emozionante come nella frase che qui proponiamo. Chi non immagina quanto sia acre una giornata in cui non c'è nessuno che ti ricordi, ci dica una parola, pensi alla tua solitudine? E ci sono persone che per anni proseguono così, in questa "sfortuna", che dura fino in punto di morte, tant'è vero che ci sono alcuni dimenticati persino in quell'istante estremo. Ma Camus alla "sfortuna" del non essere amati oppone una "tragedia", quella del non saper amare. In questo caso, infatti, sei tu stesso che blindi la tua anima perché non accolga nessuno, blocchi il cuore perché non abbia un fremito, paralizzi la mano perché non faccia una carezza. Un altro grande autore, il tedesco Thomas Mann, scriveva: "La felicità non sta nell'essere amati: può creare solo soddisfazione e vanità. La felicità è nell'amare". E Camus continuava così la sua riflessione: "Quando si è avuto una volta la fortuna di amare intensamente, si spende la vita a cercare di nuovo quell'ardore e quella luce". Ecco, allora, una verifica da fare: se ci si è ridotti a un ghiacciolo, senza più un palpito, senza il desiderio di un incontro, senza la volontà di un dono, si deve essere preoccupati più che per una malattia. Sarà, infatti, sempre meglio avere amato e perduto o sbagliato che non aver mai amato. " & # ( & " $ - , . & % & , / Lo Sapevate Che…? SOLUZIONE CALCIO? IT’S A LONG WAY TO TIPPERARY della Prima Guerra Mondiale “It’s a long way to Tipperary”,le cui parole ricordano quanta distanza ci sia prima di arrivare al paesello, la stessa lunga strada che serve al calcio perché i suoi appassionati possano vivere uno spettacolo sportivo in tutta serenità, dove i cattivi sono eliminati. C’è necessità urgente di un programma da parte del Ministero della Pubblica Istruzione dedicato alla cultura dello sport. C’è necessità di emanare nuove leggi per acuire le pene, che non devono limitarsi al Daspo, dimostratosi inefficace, e ridicolo. C’è necessità che anche le Forze dell’Ordine siano all’interno dello stadio. Non si possono lasciare i volonterosi steward a fare da pompieri e da pacieri: è inimmaginabile che ragazze e ragazzi, senza alcuna preparazione, possano fare fronte alla violenza. Apro una parentesi a proposito di pene: ricordo che in Finlandia negli anni ’60 chi veniva colto con un tasso alcolico oltre la media stabilita (ora è tasso “0”) era condannato a svolgere lavori non in città, ma nelle foreste, dov’era ospitato in strutture ad hoc. Questo a dire che si potrebbero punire i colpevoli, ad esempio, con pene di detenzione lavorativa a favore dell’ecosistema, visto che in Italia ce ne sarebbe bisogno. Punto comunque anche il dito contro Lega e Federazione Gioco Calcio, che si limitano a sparare anche loro minchiate solo nelle occasioni, facendo inutili e non mantenuti proclami. E che quest’ultimi non facciano una beata fava è sotto gli occhi di tutti, nient’altro che ciacole. Ma il dito va puntato anche contro un certo tipo di giornalismo, reo di essere eccessivamente scandalistico e pronto a fare prevalere il concetto del sospetto. Ancora una volta delinquenti comuni hanno rovinato la festa del calcio, mi riferisco a quanto accaduto qualche domenica fa a Torino, prima e durante la partita in occasione del derby stracittadino tra il Torino e la Juventus. Ancora una volta giornali, televisioni, radio hanno fatto sfoggio di inutili opinionisti, grandi soloni a chi spara più minchiate. E’ la solita storia che si ripete puntualmente ogni qualvolta accade qualcosa di grave che ha che fare con la violenza di questo splendido sport. Ci si domanda: perché non riusciamo a garantire la sicurezza per chi va a vedere la partita, volendosi godere un paio d’ore di relax adrenalinico tifando per chi vuole in tutta libertà? Semplicemente perché mancano la volontà e le severe regole. Fa comodo così. Di assalti ai pullman ce ne sono stati altri, bombe carta idem, colpi di pistola pure, razzi, come sopra, scazzottature, agguati, pestaggi selvaggi, morti. Eppure sembra che tutto ciò non faccia parte di questo nostro mondo calcistico nostrano. Ogni volta si levano alti lai, come erano usi gli Achei, ma tutto finisce lì. D’altra parte anche le società convivono con i signori della paura, e spesso ne sono ricattate, senza che mai venga mosso un dito contro questi figuri. Al limite un sordo brontolio. Ci fu un solo presidente che alzò la voce contro questi violenti, ed era Ferdinando Chiampan presidente di quell’Hellas Verona campione d’Italia, correva il campioGianfranco Ravasi nato 1985/1986. Dopo di allora è calato il silenzio, interrotto ogni tanto, quando pro& prio non ci si può esimere. Ultimamente ! lo ha fatto il presidente della Roma James ) Pallotta, definendo i propri estremisti tifoMassimo Rosa si “Fucked Bastards”, fottuti bastardi. * + & L’Arena C’è una popolare canzone anglo-irlandese ! Ciao, sono Mamadou Ndiaye, ho 26 anni e sono nato in Senegal. Sono arbitro da 4 anni e lavoro presso la ristorazione Ottavian. Ho deciso di fare l’arbitro perché ho visto un giorno la pubblicità e subito mi è piaciuta l’idea e ho deciso di iscrivermi al corso che poi ho superato qualificandomi come arbitro effettivo. Subito sono stato positivamente colpito dall’ambiente sezionale che trovo molto bello, accogliente e dove mi sono trovato molto bene. Le mie prime partite non sono state proprio così facili e semplici. Ho avuto tante difficoltà soprattutto nello spostamento in campo e nella ricerca della migliore posizione per le decisioni corrette. Sono, comunque, contento del mio approccio a questa attività sportiva particolare. Le prime volte ero parecchio teso prima di scendere in campo e imbarazzato nel dovermi rapportare con i giocatori delle squadre e i relativi dirigenti. Ma con un po’ di esperienza, partita dopo partita, sono migliorato e ho superato i problemi di ambientamento nel ruolo raggiungendo velocemente la categoria Juniores. Qui, invece, ho avuto parecchie difficoltà per prendere le misure alle squadre e al tipo di gioco. Soprattutto sono andato in difficoltà nello spostamento in campo che non mi permetteva di valutare efficacemente i falli e il fuorigioco. Inoltre avevo difficoltà nella gestione delle panchine e dei dirigenti. Dopo un paio di stagioni in questa categoria, ho maturato l’esperienza necessaria e, all’inizio di questa stagione, sono riuscito a migliorare sempre di più, grazie anche ai preziosi consigli degli osservatori che mi facevano notare dove sbagliavo e che mi davano le indicazioni per poter fare meglio nelle gare successive. Il 2015 è iniziato in maniera positiva per me perché gli osservatori mi hanno visto molto migliorato sia nella gestione della gara, sia sotto il profilo tecnico che disciplinare, oltre che nello spostamento in campo. Sono riuscito, così, a meritarmi il debutto in 3^ Categoria di domenica 26 aprile. La gara che ho arbitrato è Giavera-Basalghelle finita 0 a 3. La partita è andata bene, ho avuto Roberto Carrer come osservatore che è rimasto contento della mia prestazione, mi ha dato dei buoni spunti per migliorare ancora e mi ha detto che ho tutte le carte in regola per poter arbitrare anche in 2^ Categoria. Tutto sommato la partita è stata tranquilla anche perché si trattava dell’ultima di campionato, quindi le squadre avevano poco da chiedere alla gara. Sono comunque contento di aver provato questa categoria: non ho notato grandi differenze dagli juniores, a parte l’età di alcuni giocatori anche molto più grandi di me. Quando ho ricevuto la designazione diciamo che ero contento. Non mi ha stupito più di tanto perché era da parecchio tempo che Segue a Pag. 4 • Il 3 maggio Mauro De Coppi ha arbitrato il quarto di finale scudetto tra Latina e Pescara di Calcio a 5 in diretta su RaiSport 2 • La RTO del 22 maggio si svolgerà presso la sala convegni della biblioteca di Villa Altan di Campomolino di Gaiarine. • Sabato 13 giugno alle ore 20 è in programma la cena con amici e familiari di fine stagione sportiva presso l’ex Convento San Francesco di Conegliano. Adesioni entro il 5 giugno a Nicola Dall’Anese. • Ricordarsi di ritirare il blocchetto della lotteria della festa di fine stagione sportiva da Nicola Dall’Anese. Matrici da consegnare assieme al saldo entro venerdì 29 maggio. • Il 14 giugno si svolgerà la Festa Regionale CRA Veneto a Roncade con un torneo di calcio organizzata dalla sezione di Treviso. Continua da Pag. 1 rincorrevo questo obiettivo e finalmente è arrivato. Sono stato, comunque, molto contento e felice di esserci arrivato prima della fine della stagione in quanto non vedevo l’ora. Sono arrivato al giorno della partita molto tranquillo perché, aspettando da tempo il debutto, la tensione e l’agitazione si è ridotta e mi sono preparato giorno dopo giorno ad attendere tale designazione. Per la partita non mi sono preparato in maniera particolare, ho sempre svolto gli allenamenti al polo e per conto mio, oltre che alla frequentazione di una palestra. Ora che sono arrivato qui spero di poter arrivare a breve in 2^ Categoria, poi vediamo. Di sicuro c’è che sono stato convocato per il raduno playoff sezionale e questo mi rende molto contento. Un ringraziamento particolare a tutte le persone che mi hanno aiutato e sostenuto in questi anni. Mamadou Ndiaye Auguri ai nati in Maggio In questo mese, compiono gli anni i seguenti colleghi: MINET Fabio FURLAN Alessandro ZILIO Aristide MASCHIO Damiano PEDOL Isabella Angelica PILAN Gianluca ZAMBON Doriano VAZZOLER Nicola CORAZZA Ivan TONON Gianmarco CAMERIN Nicola LOMBARDO Francesco DE NARDI Simone PAGOTTO Nicolò CANZIAN Gianantonio FARFAT Soufian GUZ Rafal LUVISON Alberto MAGRO Mauro il 01 il 05 il 06 il 09 il 09 il 10 il 10 il 10 il 12 il 19 il 19 il 20 il 21 il 22 il 23 il 25 il 27 il 30 il 31 Vi aspettiamo nella saletta Firmino Zuccolotto per festeggiare con voi il vostro compleanno. " Stare al sole, possibile arma contro cancro pancreas Tra i fattori di sviluppo della malattia un basso livello di vitamina D Stare al sole potrebbe essere un'arma efficace per proteggersi da una delle forme di cancro più difficili da combattere, quello del pancreas. Tra i fattori di rischio per lo sviluppo di questo cancro potrebbe infatti esservi un basso livello di vitamina D, di cui proprio il sole promuove una maggiore produzione nel nostro organismo (e che si trova anche in alcuni alimenti come ad esempio le uova e i funghi), tanto che nei Paesi con la minor quantità di luce solare i tassi di cancro risultano più alti. E' quanto emerge da uno studio della University of California San Diego School of Medicine pubblicato sulla rivista Journal of Steroid Biochemistry and Molecular Biology. Gli studiosi hanno esaminato 107 Paesi, prendendo in considerazione nell'analisi dei tassi di sviluppo di cancro al pancreas anche altri fattori fondamentali, come il consumo di alcol, il fumo e il tasso di obesità. "Anche prendendo in conto questi fattori di rischio, restava forte questa correlazione tra minore luce solare e sviluppo di questi livelli di cancro" spiega il professor Cedric Garland, autore dello studio. "Le persone che vivono nei Paesi soleggiati vicino all'equatore hanno solo un sesto del tasso di incidenza di cancro al pancreas" aggiunge, concludendo che "l'importanza della carenza di luce solare suggerisce fortemente ( ma non prova) che la carenza di vitamina D può contribuire al rischio di cancro al pancreas". Il tumore al pancreas è un 'big killer' silenzioso: secondo alcuni dati diffusi dall'Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) ogni anno in Italia colpisce circa 12.700 persone, la maggior parte delle quali tra i 60 e gli 80 anni, circa il 3% di tutte le nuove neoplasie diagnosticate ed è un nemico insidioso, perché in fase precoce i sintomi possono essere non molto evidenti e piuttosto vaghi. Le cellule tumorali pancreatiche sono particolarmente resistenti ai farmaci, che non riescono a bloccarne lo sviluppo, ma solo a rallentarne in modo estremamente limitato la crescita. Segnali chiari compaiono quando hanno ormai iniziato a diffondersi agli organi circostanti o hanno bloccato i dotti biliari. Si tratta di una delle neoplasie a prognosi più sfavorevole: solo il 7% degli uomini e il 9% delle donne risultano vivi a 5 anni, anche se alcune terapie basate sulle nanotecnologie possono migliorare seppur di poco la sopravvivenza. I fattori di rischio per lo sviluppo della malattia includono il fumo di sigaretta, l'obesità, la scarsa attività fisica e alcune patologie pregresse, come ad esempio il diabete mellito o la pancreatite cronica. Continua da Pag. 1 voglia abbia dentro e soprattutto la voglia di portare a termine la mia carriera con la serietà e professionalità che in questi 10 anni mi è stata riconosciuta e che mi ha contraddistinto nel mio percorso. Non lo so se mi sarà data la possibilità di lasciare ulteriormente il segno sportivamente parlando, già parte l'ho avuta come la designazione della Finale della supercoppa Femminile, il quarto di finale scudetto della serie A Latina - Pescara unico quarto in diretta TV RaiSport2 di fronte a 1500 spettatori al Pala Bianchini. Sicuramente l'esperienza vissuta in questi 10 anni, girando l'ITALIA, conoscendo persone, culture diverse, amicizie che continueranno anche in futuro, hanno lasciato il SEGNO nella mia Vita, SEGNO INDELEBILE che mi porterò nel CUORE per tutta la vita. Tutti i sacrifici che in questi anni ho dovuto fare per rimanere a questi livelli e mi riferisco soprattutto alla mia famiglia, lavoro e personali, e credetemi ne ho fatti tanti, li ho fatti con l'obiettivo che tutte le persone che ho incontrato si ricordino di me non solo come sportivo ma soprattutto come UOMO, COERENTE, CORRETTO E PROFESSIONALE SOPRATTUTTO COME UOMO VERO. A tutti i giovani che leggono, voglio lasciare un messaggio: La fretta di arrivare ai risultati non serve se manca la passione, perchè è l'unica cosa che quando cadi ti fa cadere in piedi e ti fa ripartire senza accusare troppo il dolore!!! Grazie a tutti quelli che hanno sempre creduto in me. Mauro De Coppi