Corsi di Formazione Willis
IL RISK MANAGEMENT
IN SANITA’
ASL MILANO 1 - 21 novembre 2006
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Dalla “teoria” alla “pratica”:
GRAZIE
Da economista, nel 1999 ho iniziato a studiare le teorie inerenti il Risk
Management all’interno della Facoltà di Scienze Bancarie, Finanziarie ed
Assicurative dell’Università Cattolica di Milano, queste teorie sono diventate
pratica grazie alla quotidiana interazione con medici impegnati ogni giorno sul
campo per migliorare la sicurezza dei pazienti:
• il dott. Bruno Zanzottera, Direttore dell’Ospedale di Seriate;
• il dott. Angelo Allevi, Direttore dell’Ospedale di Treviglio;
• il dott. Andrea Cambieri, Direttore del Policlinio Gemelli di Roma.
… e a tutti i loro collaboratori !
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
WILLIS
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Introduzione:
Willis
 Uno dei primi tre gruppi di Brokeraggio Assicurativo e Risk
Management a livello mondiale.
 La migliore performance finanziaria nell’ambito del brokeraggio
assicurativo internazionale
 Nel 2003 ricavi per US$ 2,076 miliardi (con un incremento del 20%
rispetto al 2002), premi intermediati nel 2002 per US$ 30 miliardi
 Presente in più di 100 paesi con sedi in 300 città
 14.500 professionisti
 Azionisti: mercato 87%, dipendenti 7%, KKR 6%
 In Italia: 7 sedi, 180 professionisti, 57 broker iscritti all’Albo.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Introduzione:
Willis e la Sanità
 Consulente del Ministero della Sanità della Gran Bretagna e
amministratore del National Health Services Trusts
 Gestisce i rischi di più di 400 ospedali al mondo, tra cui due dei
principali gruppi sanitari privati inglesi ed il principale gruppo sanitario
privato italiano
 Un Team dedicato alla Medical Malpractice Insurance presso i nostri
Uffici di Londra
 Una Divisione Specialistica dedicata agli Enti Ospedalieri ed alla Sanità
presso i nostri Uffici di Milano
 Un Team di Risk Management Sanitario per la consulenza ai nostri
Clienti
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Introduzione:
Willis e la Sanità
Struttura di Willis Group per la Sanità
Willis Global Markets
Londra
Medical Malpractice Team
Londra
Willis Italia Spa
Divisione Enti Pubblici ed Ospedalieri
Risk Management
Enti Ospedalieri
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Gestione Tecnica Assicurativa
Enti Ospedalieri
Ufficio Sinistri
Enti Ospedalieri
DEFINIZIONI
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Definizioni:
Risk Management Sanitario
Nel suo funzionamento ogni azienda fronteggia continuamente la
possibilità che eventi incerti producano effetti negativi in
relazione al perseguimento delle proprie finalità. Questi eventi
sono i “rischi”.
 Nella letteratura economica, il sistema di gestione dei rischi di un
azienda è definito: risk management.
 In considerazione della particolare attività svolta nelle Aziende
Sanitarie il sistema di gestione dei rischi deve essere affrontato da
due visuali distinte benché fortemente integrate:
 il risk management aziendale
 il clinical risk management
L’insieme delle due attività è definibile: risk management sanitario
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Definizioni:
Risk Management Sanitario
All’interno del processo di risk management sanitario:

Il risk management aziendale si occupa di tutto il processo di
gestione dei rischi: pianificazione/identificazione/prevenzione rischi
aree non sanitarie (loss prevention), strategie di finanziamento dei
rischi, gestione delle assicurazioni, gestione del contenzioso

Il clinical risk management si occupa esclusivamente della
prevenzione e della protezione dei rischi delle aree e delle attività
sanitarie: camere operatorie, laboratori, apparecchiature
elettromedicali, etc.
Il primo rischio di un’azienda sanitaria è quello di gestire i due
processi in maniera separata.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Definizioni:
Risk Management Sanitario: perché?
Evento Avverso
Danno ai Pazienti
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Danno al Patrimonio
Definizioni:
Risk Management Sanitario: perché?
Evento Avverso
Clinical Risk Management
Risk Management Aziendale
Formazione
Assicurazioni
Danno ai Pazienti
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Danno al Patrimonio
ORGINI E STORIA
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Origine e storia:
Origine
Nell’Antico Egitto un medico la cui opera aveva avuto esito sfavorevole era
punito solo se non aveva seguito le “regole del Libro Sacro”.
Nella Mesopotamia: “Se un medico opera un uomo per una grave ferita con
una lancetta di bronzo e causa la morte dell’uomo, o se egli apre un ascesso
nell’occhio di un uomo con una lancetta di bronzo e distrugge l’occhio, egli avrà
le dita amputate” (Codice di Hammurabi, 1700 a.C.)
Antica Grecia: “…per quanto riguarda i medici in generale, se un loro paziente
muore senza che essi ne siano responsabili, siano ritenuti non colpevoli”
(Platone)
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
L’OSPEDALE E’ UN
LUOGO PERICOLOSO?
MA NUN SAI CH’A
LO SPEDALE CE
SE MORE?
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
G.G. BELLI
Sonetti – “L’ammalaticcio”
Origine e storia:
1910 - Eugene CODMAN
Nel 1910, Eugene CODMAN, Chirurgo al Massachussets General
Hospital di Boston, propone un sistema per la valutazione dei
“risultati finali di un ospedale”:
Under this system, a hospital would track every patient it treated long enough
to determine whether the treatment was effective. If the treatment was not
effective, the hospital would then attempt to determine why, so that similar
cases could be treated successfully in the future.
L’American College of Surgeons (ACS) fu fondata nel 1915 da
Franklin Martin, M.D., un collega di Codman. Il sistema dei
“risultati finali” divenne uno degli obiettivi della ACS stated.
L’American College of Physicians (ACP), l’American Hospital
Association (AHA), l’American Medical Association (AMA), e il
Canadian Medical Association (CMA) insieme all’ACS
crearono nel 1951 la Joint Commission on Accreditation of
Hospitals (JCAH).
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Origine e storia:
Eugene CODMAN
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Origine e storia:
1951 - JCAH
Joint Commission on Accreditation of Hospitals (JCAH):
Mission: To continuously improve the safety and quality of care provided to the
public through the provision of health care accreditation and related services that
support performance improvement in health care organizations.
The Joint Commission evaluates and accredits nearly 15,000 health care organizations
and programs in the United States. An independent, not-for-profit organization, the Joint
Commission is the nation’s predominant standards-setting and accrediting body in health
care. Since 1951, the Joint Commission has maintained state-of-the-art standards that
focus on improving the quality and safety of care provided by health care organizations.
The Joint Commission’s comprehensive accreditation process evaluates an
organization’s compliance with these standards and other accreditation requirements.
Joint Commission accreditation is recognized nationwide as a symbol of quality that
reflects an organization’s commitment to meeting certain performance standards. To earn
and maintain the Joint Commission’s Gold Seal of Approval™, an organization must
undergo an on-site survey by a Joint Commission survey team at least every three years.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Origine e storia:
1991 - Results of the Harvard Medical Practice Study
Nel 1991 viene pubblicato sul New England Journal of Medicine una ricerca dal
titolo:
“ Incidence of adverse events and negligence in hospidalized patients. Results
of the Harvard Medical Practice Study I”.
Autori: TA Brennan, LL Leape, NM Laird, L Hebert, AR Localio, AG Lawthers, JP
Newhouse, PC Weiler, HH Hiatt
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Origine e storia:
1991 - Results of the Harvard Medical Practice Study
Sintesi della ricerca.
As part of an interdisciplinary study of medical injury and malpractice litigation, we estimated
the incidence of adverse events, defined as injuries caused by medical management, and of
the subgroup of such injuries that resulted from negligent or substandard care. METHODS.
We reviewed 30,121 randomly selected records from 51 randomly selected acute care,
nonpsychiatric hospitals in New York State in 1984. We then developed population estimates
of injuries and computed rates according to the age and sex of the patients as well as the
specialties of the physicians. RESULTS. Adverse events occurred in 3.7 percent of the
hospitalizations (95 percent confidence interval, 3.2 to 4.2), and 27.6 percent of the adverse
events were due to negligence (95 percent confidence interval, 22.5 to 32.6). Although 70.5
percent of the adverse events gave rise to disability lasting less than six months, 2.6 percent
caused permanently disabling injuries and 13.6 percent led to death. The percentage of
adverse events attributable to negligence increased in the categories of more severe injuries
(Wald test chi 2 = 21.04, P less than 0.0001). Using weighted totals, we estimated that
among the 2,671,863 patients discharged from New York hospitals in 1984 there were
98,609 adverse events and 27,179 adverse events involving negligence. Rates of adverse
events rose with age (P less than 0.0001). The percentage of adverse events due to
negligence was markedly higher among the elderly (P less than 0.01). There were significant
differences in rates of adverse events among categories of clinical specialties (P less than
0.0001), but no differences in the percentage due to negligence. CONCLUSIONS. There is
a substantial amount of injury to patients from medical management, and many
injuries are the result of substandard
http://content.nejm.org/cgi/content/abstract/324/6/370
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Origine e storia:
1984 - Charles Perrow
Charles Perrow è professore emerito di sociologia all’Università di
Yale: Tra i suoi interessi principali vi sono lo sviluppo
dell'industrializzazione e delle crisi contemporanee e gli incidenti e le
responsabilità organizzative intrinseche e estrinseche degli
accadimenti nefasti: la teoria denominata Normal Accident
Theory.
Perrow, in maniera pessimistica spiega che spesso le organizzazioni che
sviluppano processi critici come le centrali nucleari vanno incontro a rischi
"strutturali" che non possono essere evitati dall'attenzione umana,
dall'organizzazione responsabile e precisa nella gestione delle attività.
Pubblicazioni principali:
- Perrow, Charles (2002). Organizing America: Wealth, Power and the Origins of American Capitalism
- Perrow, Charles and Guillén, Mauro F. (1990). The AIDS Disaster: The Failure of Organizations in New
York and the Nation
- Perrow, Charles (1984). Normal Accidents: Living With High Risk Technologies
- Perrow, Charles (1972). Complex Organizations: A Criticial Essay
- Perrow, Charles B. (1972). The Radical Attack on Business
- Perrow, Charles B. (1970). Organizational Analysis: A Sociological View
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Origine e storia:
1997 - James REASON
Nel 1997, James Reason, professore di Psicologia
all’Università di Manchester, pubblica un libro dal titolo:
“Managing the risks of organizational accidents”
In tale pubblicazione viene fatta una prima analisi dell’ origine
degli errori
Nel 2000, Reason, pubblica sul British Medical Journal
un articolo dal titolo
“Human error: models and management”
In tale pubblicazione viene fatta una distinzione tra
“errori cognitivi” ed “errori latenti”.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Origine e storia:
1999 – New Yorker: When doctors make mistakes.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Origine e storia:
1999 – To Err Is Human
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
ERRORI IN MEDICINA
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Quanti sono gli errori in medicina?
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Quanti sono gli errori in medicina?
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Quanti sono gli errori in medicina?
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Quanti sono gli errori in medicina?
Nel 1959 nel libro “Industrial Accident Preventin”, H.W. Heinrich un pioniere
della ricerca sulla sicurezza dei sistemi industriali, dimostra quanti eventi sono
alla base di ogni errore grave.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Quanti sono gli errori in medicina?
Per gli errori in medicina la “piramide” di Heinrich è stata usata per il seguente
calcolo:
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Quanti sono gli errori in medicina?
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Quanti sono gli errori in medicina?
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
E’ la notizia che crea il fatto, o il fatto la notizia?
articoli
pubblicazioni mondiali sugli
eventi avversi in medicina (PUBMED)
3000
2750
2500
2250
2000
1750
1500
1250
1000
750
500
250
0
2.909
1.782
753
1
5
133
70-'80 81-'86 87-'90 91-'96 97-'00 01-'05
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
E’ la notizia che crea il fatto, o il fatto la notizia?
Ad oggi non ci sono studi scientifici tali da poter indicare con esattezza il
numero degli errori in medicina in Italia:
• i dati forniti dai giornali sono assolutamente non credibili e basati
unicamente su “voci”;
• i dati forniti dalle associazioni di consumatori riflettono più dei “reclami” che
dei veri e propri “errori”;
• i dati forniti dalle compagnie di assicurazione riflettono un palese conflitto
d’interesse oltre ad una storica “gestione passiva” dei sinistri;
• sono le strutture sanitarie, le Regioni, le società scientifiche e le
associazioni che devono preoccuparsi di raccogliere i dati sugli eventi avversi
e sugli errori
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Dati certi: ANIA
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Dati certi: ANIA
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Dati certi: Regione Lombardia
A partire dall’inizio del 2005 la Regione Lombardia ha costituito un sistema per
la raccolta dei dati sui sinistri RCTO che coinvolgono le proprie aziende
sanitarie,
 Ortopedia/traumatologia
16%
 Pronto soccorso
13%
 Chirurgia generale
10%
 Ostetricia / ginecologia
8%
 Medicina generale
5%
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Errori e complicanze
… poco tempo fa un noto medico mi diceva che in medicina tutto ciò che non
va come si sperava non è per forza un errore, bisogna sempre ricordarsi che:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
La morte è inevitabile
la maggior parte delle malattie gravi non possono essere guarite
gli antibiotici non servono per curare l’influenza
le protesi artificiali ogni tanto si rompono
gli ospedali sono luoghi pericolosi
ogni farmaco ha anche effetti collaterali
la maggior parte degli interventi medici danno solo benefici marginali e
molti non funzionano affatto
gli screening producono anche risultati falsi negativi
ci sono modi migliori di spendere i soldi che spenderli per acquistare
indiscriminatamente tecnologia medico-sanitaria
Richard Smith, BMJ 1999; 318:209-210
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Quali tipologie di errori
Evento (incident)
Accadimento che ha dato o aveva la potenzialità di dare origine ad un
danno non intenzionale e/o non necessario nei confronti di un
paziente.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Quali tipologie di errori
Evento avverso (adverse event)
Evento inatteso correlato al processo assistenziale e che comporta
una danno al paziente, non intenzionale e indesiderabile.
Gli eventi avversi possono essere prevenibili o non prevenibili. Un
evento avverso attribuibile ad errore e un “evento avverso
prevenibile”.
=
Incidente (accident)
Evento con conseguenze attuali di danno, l’unico che ha rilevanza
giuridica
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Quali tipologie di errori
Quasi evento – Evento evitato (near miss)
Errore che ha la potenzialità di causare un evento avverso, che non si
verifica per caso fortuito o perché intercettato o perché non ha
conseguenze avverse per il paziente.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
near miss?
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Quali tipologie di errori
Errore
Fallimento nella pianificazione e/o nell’esecuzione di una sequenza di
azioni che determina il mancato raggiungimento, non attribuibile al
caso, dell’obiettivo desiderato.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Quali tipologie di errori
Gli errori possono avere due origini principali (Reason):
Errori latenti (latent failure): sono condizioni presenti all’interno
dell’organizzazione aziendale che presi singolarmente non generano errori, ma
se uniti ad altri fattori o situazioni facilitanti provocano l’errore; per la loro natura
gli errori latenti sono imputabili all’organizzazione o alla pianificazione
aziendale.
Errori attivi (active failure): sono errori conseguanti ad atti od omissioni di chi
opera direttamente sui pazienti; tra questi distinguiamo:.
Distrazioni
(Slips)
• Azioni in cui vi sono insufficienze di
riconoscimento o selezione (rottura nella routine
mentre l’attenzione è sviata; semplicemente: errori di
attenzione)
Fallimenti Cognitivi • Vuoti di memoria
(Lapses)
Violazioni di
regole o
procedure
(Errors)
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
• Scelta scorretta dell’obiettivo o di una via per
raggiungerlo (KNOWLEDGE-BASED)
• Prestazione dell’operatore sanitario che devia da un
ideale e come risultato potrebbe portare o porta ad un
accidente o incidente iatrogeno (RULED-BASED,
VIOLAZIONI)
Risk Assessment:
…ancora un po’ di storia sugli errori
…riprendendo la modellizzazione di Reason (in una forma vicina alla
vostra Azienda)
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
…ancora un po’ di storia sugli errori
Davanti ai possibili errori le organizzazione erigono barriere……..
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
…ancora un po’ di storia sugli errori
….il solito Reason diceva che…...
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment:
Quali tipologie di errore….conclusioni
Per quante barriere si strutturino l’errore è una
componente inevitabile dell’attività sanitaria (e di qualsiasi
altra situazione ad alta complessità), la vera differenza
risiede nell’atteggiamento che si ha davanti agli errori.
A) Cercare il colpevole
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
B) Cercare la soluzione
IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
Nasce dal mondo industriale
Il risk management è una metodologia mediata dall’industria
e quindi nata lontano dal mondo della sanità.
Esso è rappresentato da un approccio metodologico
strutturato che prende in considerazione tutti i rischi a cui
può andare incontro una organizzazione e che include
pertanto l’identificazione, la valutazione, il trattamento e il
monitoraggio.
……riprendendo alcune slides della Nasa….
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
La NASA insegna che…
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
La NASA insegna che…
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
La NASA insegna che…
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
Risk Management una componente del Governo Clinico
•
Un rischio è qualcosa che non si desidera avvenga, una potenziale
minaccia, una perdita di qualità ed efficienza non valutabile a priori
•
Il risk management cerca di ridurre la probabilità del suo
concretizzarsi, o di abbatterne la gravità se si è già determinato.
•
Il rischio va gestito in modo pro-attivo e quindi minimizzato, ma non
si devono evitare a priori progetti che comprendano elementi di
rischio
•
…superando la congenita
l’esistenza stessa!
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
tendenza
di
tutti
a
negarne
Il processo di Risk Management:
La NASA insegna che…
Una normale giornata della Vostra vita:
•
Avete un importante meeting in città per prendere una decisione strategica.
•
Vostra moglie è già uscita e sfortunatamente ha lasciato la caffettiera in
bilico su di un ripiano, cadendo si rompe.
•
Non potete uscire senza caffè e quindi cercate di far funzionare una vecchia
caffettiera.
•
Aspettate il caffè quando vi rendete conto di essere in ritardo, lasciate tutto
ed uscite
•
Siete in strada quando vi accorgete che avete lasciato le chiavi di casa e
della macchina nell’appartamento
•
Nesun problema…c’è una chiave nascosta per i casi di emergenza
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
La NASA insegna che…
Una normale giornata della Vostra vita:
•
… vi ricordate che avete dato la chiave di riserva ad un amico !
•
…chiedete la macchina al vostro vicino che non la usa mai, infatti la batteria
e scarica!
•
…andate alla fermata del bus, ma vi dicono che c’è sciopero!
•
…cercate di chiamere un taxi, ma sono tutti occupati a causa dello sciopero!
•
…disperati….in un ritardo non più colmabile…chiame l’ufficio dicendo che
non potrete partecipare al meeting !!!!
IN VOSTRA ASSENZA PRENDONO LA DECISIONE SBAGLIATA
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
La NASA insegna che…
DOMANDA: Qual’è la causa principale del fallimento ?
•
Errore umano (cercare una vecchia caffettiera e dimenticare le chiavi)?
•
Errore meccanico (batteria scarica)?
•
Cause ambientali (sciopero bus e taxi occupati)?
•
Il fato (la porta che si chiude e le chiavi dentro) ?
•
Procedure sbagliate (avere bisogno del caffè ed uscire al limite del tempo)?
•
Aspettative eccessive (un solo meting per una decisione importante) ?
QUAL’E’ LA RISPOSTA GIUSTA ?
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
La NASA insegna che…
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
La NASA insegna che…
Cosa caratterizza un sistema complesso ?
•
Il fatto che eventi imprevisti o poco familiari possano creare
conseguenze imprevedibili,
•
L’essere legati a processi pianificati e che non possono essere
riinviati,
•
Strutturarsi in processi rigidi (“A” deve seguire “B”),
•
Una sola opzione per ottenere un risultato positivo,
•
Poca flessibilità
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
La NASA insegna che…
Cosa caratterizza un sistema complesso ?
•
L’errore in una componente del sistema può generare errori a catena
•
Le possibilità che combinazioni di errori possano presentarsi sono
praticamente illimitate,
•
I sistemi complessi generano sempre nuovi problemi che le barriere
difensive non riescono a bloccare
•
Gli errori a catena possono impedire qualsiasi possibilità di rimediare
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
La NASA insegna che…
…………… quindi
GLI EVENTI AVVERSI SONO INEVITABILI = NORMALI
BENVENUTI NEL
MONDO DEGLI EVENTI AVVERSI INEVITABILI !!!!
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
Fasi operative
Il tradizionale processo di gestione dei rischi si sviluppa
attraverso distinte fasi operative:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
identificazione dei principali rischi aziendali
valutazione dei rischi identificati
redazione del manuale aziendale di gestione dei rischi
pianificazione della strategia di gestione dei rischi
definizione azioni di prevenzione e protezione
trasferimento dei rischi (assicurazione)
gestione e monitoraggio dell’intero processo
formazione
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT
Il Risk Assessment
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
Risk Assessment
Nel processo di Risk Management sanitario il “Risk Assessment”
ha implicazioni più ampie di quanto indica la sua traduzione
letterale (stima del rischio), che rappresenta solo la fase centrale .
Il risk assessment prevede:







la definizione dello scopo dell’indagine
l’individuazione di chi deve svolgere l’indagine
l’identificazione dei rischi
la catalogazione dei rischi
la valutazione dei rischi
la definizione delle soglie di accettabilità dei rischi
la periodica revisione dell’analisi
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
Risk Assessment
Risk
Identification
Risk
Review
1. Definire lo scopo
8. Rivedere regolarmente
il processo
7. Definire le
azioni
correttive
6. Definire la
soglia di
accettazione del
rischio
Improvement
definition
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
2. Definire il
team
3. Identificare I
rischi
Risk
Assessment
4. Catalogare i rischi
5. Valutare i rischi
(gravità, probabilità)
Risk
Analysis &
Prioritisation
Il processo di Risk Management:
Risk Assessment
Un valido Risk Assessment in ambito sanitario è ottenibile solo
tramite l’istituzione di un Team Interdisciplinare che coinvolga tutti
coloro che quotidianamente si trovano ad affrontare e gestire i
rischi della struttura
Il risk assessment deve individuare:
 rischi
 cosa può accadere
 dove può accadere
 eventi scatenanti (triggering event)
 come può scatenarsi il rischio
 quanti sono gli eventi scatenanti
 effetti
 effetto atteso
 costo atteso
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
Risk Assessment
Per identificare i rischi, due tipologie di analisi:
 Reattiva: prevede uno studio a posteriori degli incidenti
 Incident reporting
 Analisi dati amministrativi
 Root Causes Analisys
 Proattiva: analizza i processi aziendali alla ricerca delle
delle criticità (prima che si verifichi l’incidente)
 FMEA (Failure Mode and Effect Analysis) -FMECA (Failure
Mode and Critical Effect Analysis)
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment / Identificazione
Incident reporting
L’Incident Reporting è una modalità strutturata di raccolta delle segnalazioni di
eventi (incidenti e near miss) in modo da fornire una base di analisi e
predisposizione di strategie ed azioni di correzione e miglioramento atte a
prevenirne il riaccadimento nel futuro.
Attualmente sono considerate indispensabili in tutti i processi di gestione del
rischio.
Dal 1996 è attivo in Australia l’Australian Incident Monitoring System (AIMS); a
fine 2001 il sistema conteneva circa 50.000 segnalazioni;
Dal 2001 è in fase di sperimentazione in Gran Bretagna un sistema di raccolta
e monitoragio degli eventi aversi denominato National Reporting and Learning
Sistem (NRLS).
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment / Identificazione
Incident reporting
I sistemi di Incident Reporting sono caratterizzati dalla “volontarietà” della
segnalazione. Questo elemento è generalmente considerato indispensabile
unitamente al fatto che le informazioni rimangano confidenziali e non siano
previste azioni punitive nei confronti dei responsabili. Tuttavia la volontarietà
della segnalazione comporta che il numero di segnalazioni non rispecchi
necessariamente la realtà quanto la maggiore o minore disponibilità degli
operatori ad effettuarle. Di questo fattore distorsivo va tenuto conto in sede di
analisi dei dati.
Un secondo elemento caratterizzante è individuabile nella “manifesta utilità dei
dati raccolti”, ovvero è indispensabile che periodicamente vengano resi noti agli
operatori sanitari i risultati della raccolta delle segnalazioni e le azioni
correttive/migliorative intraprese. Tutto questo crea un clima di fiducia nel
sistema e favorisce l’aumento delle segnalazioni.
Alla base dei sistemi di Incident Reporting c’è la predisposizione della scheda
di segnalazione.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment / Identificazione
Incident reporting: ASR Emilia Romagna
Incident reporting - Scheda segnalazione spontanea di evento (2003)
Nell’ambito del programma “Gestione del rischio nelle strutture sanitarie” è
stato predisposto un percorso sperimentale di incident reporting per la raccolta
di segnalazioni, da parte degli operatori sanitari, di eventi e dei quasi-eventi
(near miss). A questa sperimentazione hanno aderito preliminarmente alcune
Unità operative di cinque Aziende sanitarie regionali e altre si sono aggiunte
successivamente.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment / Identificazione
Incident reporting: ASR Emilia Romagna
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment / Identificazione
Incident reporting: ASR Emilia Romagna
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment / Identificazione
Incident reporting: ASR Emilia Romagna
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment / Identificazione
Incident reporting: ASR Emilia Romagna
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Risk Assessment / Identificazione
Incident reporting: ASR Emilia Romagna
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment / Identificazione
Incident reporting: limiti
L’implementazione di sistemi di incident reporting non ha dato in
Italia risultati apprezzabili su larga scala per una serie di motivi:
•
•
•
“anonimato”,
tutela delle responsabilità,
costi.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment / Identificazione
Documentazione Amministrativa
Tra i sistemi d’identificazione ex-post degli eventi avversi in ambito sanitario,
la revisione delle cartelle cliniche è stata la prima modalità utilizzata.
In ambito internazionale, la Joint Commission USA inserisce l’analisi delle
cartelle cliniche tra i requisiti per l’accreditamento delle strutture sanitarie.
La revisione delle cartelle cliniche può essere effettuata su di un campione
del totale delle cartelle oppure su quelle cartelle che risultano positive ad
una serie di criteri predefiniti in base alla possibilità di generare eventi
avversi.
Le cartelle selezionate sono poi oggetto di un approfondita analisi al fine
d’identificare i possibili eventi aversi.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment / Identificazione
Documentazione Amministrativa
Il ripetuto utilizzo del metodo della revisione delle cartelle cliniche né ha
messo in risalto i limiti:
• costi elevati,
• tempi lunghi,
• necessità di una puntuale progettazione,
• errori od omissioni nella compilazione delle cartelle.
Tuttavia per quanto riguarda l’individuazione di incidenti si è dimostrata
tecnica più valida dell’Incident Reporting.
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Risk Assessment / Identificazione
Root Causes Analisys
La ROOT CAUSES ANALISYS è un’indagine strutturata che ha lo
scopo di identificare la causa “vera” di un problema, e le azioni
necessarie ad eliminarla.
Gli obiettivi sono capire:
–
–
–
Che cosa è successo
Perché è successo
Che cosa fare per evitare che si ripeta
L’analisi non si limita all’individuazione dell’errore o della
mancanza più prossimi all’evento, ma ha l’obiettivo di analizzare
l’intero processo che lo ha generato.
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Risk Assessment / Identificazione
Root Causes Analisys
Per avvicinarsi alle cause, qualunque metodo si usi bisogna:
– Rappresentare la sequenza di eventi che hanno causato l’
incidente” per il paziente
• (che cosa è successo)
– Identificare i fattori contribuenti
• (come è successo)
– Identificare le condizioni latenti che hanno consentito il
realizzarsi dell’evento
• (perché è successo)
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Risk Assessment / Identificazione
Root Causes Analisys
Il protocollo del Ministero della Salute suggerisce le seguenti
modalità operative:
Fattori legati
alla
formazione
del personale
Fattori legati
all’inquadra
mento/asses
sment del
paziente
Fattori legati
a strumenti
o
apparecchia
ture o al
mancato uso
di queste
Carenza
Mancanza
Informazione o
errata
interpretazione
di una
informazione
•Telefono
•Cartelle clinica
•Sistema
Florence
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Fattori legati
a
carenza/man
canza
comunicazio
ne
Fattori legati
alla
applicazione di
appropriate
politiche,
procedure e
linee guida o
alla loro
mancanza
Fattori legati
al venir meno
di sistemi
per la
sicurezza o
strumenti con
funzione di
protezione
per il
paziente o pr
gli operatori
Fattori legati in
maniera
specifica al
paziente
Evento analizzato
Risk Assessment / Identificazione
Root Causes Analisys: Ministero della Salute
Il Ministero della Salute ha elaborato, in via sperimentale, un
Protocollo per il monitoraggio degli Eventi sentinella. Per l’analisi
di questi eventi è richiesta una Root Causes Analisys.
•Formulario è composto da 10 sezioni; le sezioni da N.1 a N. 9
devono essere usate per l’analisi e per compilare il rapporto
completo; la sezione N. 10 si riferisce al piano di azione intrapreso
a seguito del verificarsi di un Evento Sentinella.
•Il formulario deve essere inviato dall’Azienda Sanitaria al
Ministero della Salute, Direzione Generale della Programmazione
Sanitaria entro 45 giorni lavorativi.
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Risk Assessment / Identificazione
FMEA
La Failure Mode and Effects Analysis (FMEA) è una modalità
d’identificazione dei rischi nata in ambito aerospaziale per prevenire i
potenziali errori. Con la FMEA viene effettuata un’analisi di tipo qualitativo
dei singoli componenti di un sistema per determinarne: i “failure mode”
(inconvenienti) e gli “effects” (effetti) sul sistema.
Quando alla FMEA si aggiunge un’analisi di tipo quantitativa per stimare il
livello degli effetti sul sistema si parla di FMECA, Failure Mode and Effects
Criticality Analysis.
I principali vantaggi della FMEA sono: identificazione degli eventi avversi
prima che accadano (metodo pro-attivo); tempi e costi relativamente
contenuti. Gli svantaggi sono: elevata formazione iniziale all’utilizzo dello
strumento, elevata soggettività delle valutazioni con conseguente difficoltà di
confronto con altre realtà
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment / Identificazione
FMEA
Le fasi operative della FMEA sono:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
scegliere il processo da studiare all’interno della struttura sanitaria;
definire il team di professionisti che svolgeranno l’analisi, prevedendo la
presenza di tutte le figure coinvolte nel processo;
descrivere ed analizzare il processo come effettivamente viene svolto,
suddividendolo in fasi ed attività singole;
identificare i “failure mode”, ovvero i potenziali inconvenienti (rischi) che si
potrebbero verificare nello svolgimento di ogni attività;
determinare gli “effects”, ovvero le conseguenze che il manifestarsi degli
inconvenienti identificati potrebbero causare ai pazienti/dipendenti;
individuare le possibili cause dei “failure mode”;
stimare la frequenza, la gravità ed il grado di rilevabilità da parte delle misure di
controllo degli “effects”;
determinare l’indice di criticità (indice = Gravità x Frequenza x Rilevabilità);
definire le azioni di miglioramento;
attivare le azioni di miglioramento;
monitorare l’efficacia delle azioni di miglioramento.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment / Stima
Stima
La stima dei rischi aziendali porta ad individuare:
• gli effetti economici/patrimoniali,
• le probabilità delle possibili manifestazioni del rischio
Per tale scopo possono essere utilizzate tre tecniche:
• stima qualitativa = si utilizzano parole o scale descrittive per
rapresentare effetti economici e probabilità;
• stima semiquantitativa = alle categorie individuate con l’analisi
qualitativa vengono assegnati dei numeri al fine di giungere ad un
ordinamento dei rischi;
• stima quantitativa = giungono a determinare la distribuzione di
probabilità associata ai possibili risultati economici di un determinato
evento rischioso.
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Risk Assessment / Stima
Tecniche qualitative
Le tecniche qualitative utilizzano parole o scale descrittive per
rappresentare effetti economici e probabilità di realizzazione.
Nella stima dei rischi puri la tecnica qualitativa più utilizzata e la
tecnica probabilità/impatto. Tale tecniche prevede la definizione di:
• una scala descrittiva delle probabilità di verificarsi di un evento
avverso,
 una scala rappresentativa delle conseguenze economiche
dell’evento avverso (impatto),
 una scala che assegna ad ogni combinazione di
probabilità/impatto economico un giudizio (risk rating),
 indicazione dell’atteggiamento da assumere nei confronti di
ogni singolo risk rating.
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Risk Assessment / Stima
Tecniche qualitative
Classi di probabilità:
Quasi Certo
= avviene nella maggioranza dei casi (>50%)
Probabile
= avviene in buona parte dei casi ( tra 20% e 50%)
Moderato
= accade in un certo numero di casi (tra 5% e 20%)
Improbabile
= improbabile che accada (tra 1% e 5%)
Raro
= accade solo in casi eccezionali (< 1%)
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Risk Assessment / Stima
Tecniche qualitative
Impatto:
Catastrofico
= effetti economici disastrosi
Elevato
= effetti economici molto elevati
Moderato
= effetti economici moderatamente elevati
Basso
= effetti economici piuttosto bassi
Insignificante
= effetti economici trascurabili
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Risk Assessment / Stima
Tecniche qualitative
Risk rating:
Estremo
= si richiede un immediato intervento
Alto
= il rischio deve essere segnalato ai vertici aziendali
Moderato
= il rischio deve essere segnalato al responsabile
Basso
= gestione tramite procedure di routine
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Risk Assessment / Stima
- livello di probabilità -
Tecniche qualitative
Frequente
A
Moderato
B
Occasionale
C
Remoto
D
Improbabile
E
Quasi
impossibile
F
3
1
GRADO 2:
Catastrofico ma
improbabile
2
IV
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GRADO 3:
Critico e frequente
GRADO 1:
Trascurabile con
moderata
probabilità
III
II
I
Risk Assessment / Stima
Tecniche qualitative
Gli standard australiani di risk management, ovvero quelli
attualmente di riferimento come standard a livello internazionale,
prevedono la costituzione di: 5 classi di probabilità, 5 classi d’impatto,
4 classi di risk rating .
Probabilità
Quasi certo
Probabile
Moderato
Improbabile
Raro
MATRICE PROBABILITA’ IMPATTO
Conseguenze economiche dell’evento avverso (impatto)
Insignificante
Basso
Moderato
Elevato
Catastrofale
Alto
Moderato
Basso
Basso
Basso
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Alto
Alto
Moderato
Basso
Basso
Estremo
Alto
Alto
Moderato
Moderato
Estremo
Estremo
Estremo
Alto
Alto
Estremo
Estremo
Estremo
Estremo
Alto
Risk Assessment / Stima
Tecniche quantitative
Le tecniche statistiche quantitative sono di tipo inferenziale e come
tale possono essere applicate solo se si è in possesso di
informazioni ampie su quello che è stato l’andamento del rischio negli
anni passati
Le tecniche statistiche di tipo inferenziale applicano il principio per cui
attraverso l’analisi di un relativamente limitato numero di osservazioni di
partenza denominato campione si è in grado di valutare gli andamenti futuri
di un più ampio numero di elementi, denominato popolazione.
L’analisi statistica viene effettuata calcolando:
 la stima della distribuzione della frequenza dei sinistri;
 la stima della distribuzione della gravità dei sinistri;
 la stima della distribuzione delle perdite potenziali annue
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Assessment / Stima
Tecniche quantitative
La distribuzione delle perdite potenziali annue (ovvero delle
perdite patrimoniali che l’Azienda potrebbe subire negli anni a venire)
attribuisce una probabilità alle diverse classi di perdita. Tale
distribuzione può essere determinata in via indiretta dalle due
distribuzione della frequenza e della gravità e utilizzando idonee
tecniche statistiche.
La principale tecnica utilizzata si basa sulla simulazione Monte Carlo.
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Risk Assessment / Valutazione
Valutazione
Sulla base delle stime bisogna valutare:
 quali rischi affrontare (Alto, Grave)
 quali rischi monitorare (Moderato, Basso)
MATRICE PROBABILITA’ IMPATTO
Conseguenze economiche dell’evento avverso (impatto)
Insignificante
Basso
Moderato
Elevato
Catastrofale
Quasi certo
Alto
Alto
Grave
Grave
Grave
Probabile
Moderato
Alto
Alto
Grave
Grave
Moderato
Basso
Moderato
Alto
Grave
Grave
Improbabile
Basso
Basso
Moderato
Alto
Grave
Raro
Basso
Basso
Moderato
Alto
Alto
Probabilità
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Risk Assessment / Valutazione
Valutazione
3
Livello di probabilità
A
B
Rischi da
affrontare
SOGLIA DEGLI
INTERVENTI
1
C
D
E
2
Rischi da
monitorare
F
IV
III
II
I
Livello di gravità
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
RISK TREATMENT IN SANITA’
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
Risk Treatment
La gestione del rischio consiste nel selezionare e implementare le
misure più idonee a:
 eliminare/ridurre (i rischi o gli elementi scatenanti)
 prevenire (ridurre la frequenza)
 ridurre/contenere (ridurre la gravità degli effetti)
Come si può fare in una struttura sanitaria ?
Come si può fare evitando un innalzamento dei costi ?
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Il processo di Risk Management:
Risk Treatment, partire dalla situazione in atto
ALTO RISCHIO
MEDIO RISCHIO
BASSO RISCHIO
(Rischi Alta Frequenza e
Bassa Gravità
Rispetto
Frequenza
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
+
Risk Management
Assicurazione
Per definire e mantenere il giusto equilibrio tra costi e sicurezza,
nei rischi sanitari è indispensabile attivare il binomio :
Il processo di Risk Management:
Risk Treatment, oltre le assicurazioni
MEDIO RISCHIO
BASSO RISCHIO
Franchigia
(Rischi Alta Frequenza e
Bassa Gravità
Rispetto
Frequenza
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Management
ALTO RISCHIO
massimali e garanzie
Limitazioni
Il Risk Management integra le opportunità ed i limiti offerti dalle
assicurazioni per i rischi sanitari: garantendo il giusto equilibrio
tra costi e sicurezza.
Risk Treatment:
Documentazione Sanitaria
La corretta compilazione e tenuta della Documentazione
Sanitaria sono azioni indispensabili sia di protezione dai rischi
(riduzione delle conseguenze di un evento avverso) sia di
monitoraggio delle aree di rischio.
Per quanto riguarda le Cartelle Cliniche, in sede di dibattimenti
civili inerenti richieste di risarcimenti per presunti danni a seguito
di prestazioni sanitarie, dopo gli errori nelle modalità di raccolta
del consenso informato, la maggior fonte di debolezza riguarda le
modalità di compilazione delle cartelle.
La cartella clinica deve essere redatta chiaramente, con
puntualità e diligenza, nel rispetto delle regole della buona pratica
clinica e contenere, oltre a ogni dato obiettivo relativo alla
condizione patologica e al suo decorso, le attività diagnosticoterapeutiche praticate (Codice Deontologia Medica, 1998).
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Treatment:
Gestione dei sinistri
La gestione attiva dei sinistri offre un’importante occasione di
gestione del rischio:
• Individuare situazioni critiche,
• Migliorare la comunicazione con i pazienti/utenti,
• Ridurre i danni,
• Ridurre la durata del contenzioso,
• Riduce i costi per l’azienda (franchigie, finanziamento dei
rischi)
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Treatment:
Audit eventi significativi
L’audit di eventi significativi (AES) o gravi è stato definito da
come: “casi singoli nei quali si è verificato un evento significativo
(non necessariamente indesiderabile per il paziente) vengono
analizzati in modo sistematico e dettagliato per stabilire quanto si
può apprendere sulla qualità generale dei servizi erogati e per
indicare i cambiamenti che potrebbero portare a miglioramenti
futuri”.
Il verificarsi di eventi gravi offre all’Azienda un’importante
possibilità per approfondire le cause che hanno portato al
manifestarsi dell’evento. Tuttavia questa indagine viene
solitamente non effettuata, od effettuata in maniera limitata, al
fine di non cadere in una fase accusatoria degli operatori
coinvolti.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Risk Treatment:
Comunicazione
L’organizzazione di un corso teso a migliorare la comunicazione
medico-paziente debba essere periodicamente inserito all’interno
del Piano Formativo Aziendale.
Detta iniziativa contribuirà con il tempo ad limitare molti degli
errori di comunicazione alla base del contenzioso odierno,
diventando una delle linee basilari della gestione aziendale del
rischio.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
ESPERIENZE DI
CLINICAL RISK MANAGEMENT
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Esperienze in Italia:
Tribunale per i Diritti del Malato
Nel 2000 il TDM si è fatto promotore della stesura della Carta della Sicurezza
nell’esercizio della pratica medica, con lo scopo di:
• favorire il passaggio da una visione individualistica ad una più generale, in
grado d’influire sulle cause degli errori;
• promozione di una politica che prepari i professionisti a gestire, controllare
e ridurre i rischi d’errore senza rinunciare all’esercizio della pratica medica;
• imparare dall’errore, ovvero la non colpevolizzazione di chi sbaglia, la
collaborazione con i colleghi, il dialogo con il paziente, l’impegno a garantire
la qualità.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Esperienze in Italia:
Tribunale per i Diritti del Malato
Nel 2001 il TDM si è fatto promotore della stesura di una sperimentazione in
11 strutture sanitarie, prevedendo alcune fasi operative:
1) istituzione dell’Unità di Risk Management
2) nomina del Risk Manager
3) collegamento delle Unità di Risk Management con altri segmenti del
management che si occupano di sicurezza
4) adozione del sistema di rilevazione degli eventi sentinella
5) redazione della mappa dei rischi
6) redazione di un piano per la sicurezza
7) budget apposito
8) misure per una migliore identificazione dei pazienti
9) redazione di un rapporto annuale
10) migliorare la comunicazione tra gli operatori
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Esperienze in Italia:
Emilia Romagna - Agenzia Sanitaria Regionale
Programma - GESTIONE DEL RISCHIO IN STRUTTURE SANITARIE:
APPROCCIO INTEGRATO ALLA DEFINIZIONE, TRATTAMENTO ED
UTILIZZO DELLE INFORMAZIONI
(Finanziamento del Ministero della Salute, 2001-2002)
Nel 1999, si è costituito un gruppo di progetto regionale, costituito da
professionisti di aziende sanitarie ospedaliere e territoriali ed appartenenti a
differenti aree di competenza (clinica, legale, tecnica). Il gruppo ha predisposto
un progetto per un approccio integrato alla gestione del rischio, che la Regione
Emilia Romagna ha presentato nel 2001al Ministero della Salute. Il programma
ministeriale biennale, ha avuto inizio nel febbraio 2002 e si è formalmente
concluso nel febbraio 2004.
I primi risultati di tale programma hanno permesso la validazione di metodi e
strumenti per la gestione e riduzione dei rischi.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Esperienze in Italia:
Emilia Romagna - Agenzia Sanitaria Regionale
RISULTATI
• Glossario di riferimento (2001)
• Analisi cartelle cliniche
• Metodo di valutazione dei rischi: FMEA - FMECA (2002)
• Incident reporting: Scheda segnalazione spontanea di evento (2003)
• Formazione
• URP - sistema informativo e valutazione del reclamo (2000)
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Esperienze in Italia:
Toscana - Centro Sicurezza del Paziente
Il Centro per la Gestione del Rischio Clinico è
stato istituito a fine 2003 dalla regione Toscana
con il compito di realizzare iniziative finalizzate
a ridurre i rischi in ambito sanitario.
Il Centro si propone d’istituire:
• in ogni azienda una commissione per la sicurezza del paziente
coordinata da un Clinical Risk Manager
• realizzare un sistema di segnalazione volontaria e revisione
eventi avversi
• promuovere interventi su problemi specifici
• attivare campagne d’informazione
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Esperienze in Italia:
Toscana - Centro Sicurezza del Paziente
Il sistema GRC all’interno delle strutture sanitarie prevede:
• identificazione dei rischi
• analisi e valutazione dei rischi
• adozione di misure di prevenzione adeguate a far fronte ai rischi
rilevati
L’identificazione avviene attraverso la segnalazione volontaria da parte degli
operatori sanitari degli eventi avversi.
Gli eventi segnalati sono analizzati prevalentemente attraverso l’audit clinico
(ossia revisione tra pari).
Al termine dell’analisi è prevista la redazione di un alert report.
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Esperienze in Italia:
Ministero della Salute
• Commissione Tecnica sul
Rischio Clinico (D.M. 5 marzo
2003)
• Rapporto “Risk management
in sanità. Il problema degli errori”
(marzo 2004)
• Dipartimento della Qualità
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Esperienze in Italia:
Ministero della Salute
DEFINIZIONE
Il Rischio Clinico è la probabilità che un paziente sia vittima di un
evento avverso, cioè subisca un qualsiasi “ danno o disagio imputabile,
anche se in modo involontario, alle cure mediche prestate durante il
periodo di degenza, che causa un prolungamento del periodo di
degenza, un peggioramento delle condizioni di salute o la morte”
(Kohn, 1999)
SCOPO
Il Risk Management in sanità rappresenta l’insieme di varie azioni
complesse messe in atto per migliorare la qualità delle prestazioni
sanitarie e garantire la sicurezza del paziente, sicurezza basata
sull’apprendere dall’errore. Il Risk Management deve interessare tutte
le aree in cui l’errore si può manifestare durante il processo clinico
assistenziale del paziente
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Esperienze in Italia:
Regione Lombardia
Con Circolare n. 46/SAN del 27/12/2004 la Direzione Generale
dell’Assessorato Sanità della Regione Lombardia ha previsto l’avvio
in tutte le aziende di un progetto di risk management in merito al
rischio sanitario.
Tre OBIETTIVI:
1. Mappatura rischi RCT/O (entro 28/02/05 e 15/07/05)
2. Funzione di risk Management
a) Coordinatore (entro 30/03/05)
b) Comitato ristretto (entro 31/10/05)
c) Progetto di risk Mangement (entro 30/06/05)
3. Migliorare il rapporto struttura/paziente
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Esperienze in Europa:
CNORIS
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
Esperienze in Europa:
CNORIS
Dott. Lodovico Marazzi - Risk Manager
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