MEDIAZIONE FAMILIARE
Connubio fra
ragione e sentimento
SCOPO
Traghettare la coppia da:
coppia CONIUGALE
A
coppia GENITORIALE
Mediazione familiare
Definizione (dr.ssa Paola Agni): in prima
approssimazione mi piace descrivere la mediazione
con un’immagine:
“un PONTE” che congiunge
due sponde, un ponte che
congiunge e non riunisce, un
ponte che garantisce il
passaggio.
La mediazione è proprio questo, è un percorso in cui
la coppia “accompagnata” da un terzo neutrale, il
MEDIATORE, nell’ambito della propria autonomia e
autoderminazione ristabilisce la comunicazione e
riesce a trovare solidi accordi accettati da entrambi
per riorganizzare la relazione familiare ed essere
titolari entrambi della responsabilità genitoriale.
Quando ricorrere alla mediazione
familiare?
Nei casi di separazione e
divorzio le coppie possono
rivolgersi ad un mediatore che li
accompagnerà aiutandoli ad
ascoltarsi e parlarsi nella
definizione di accordi di
separazione, accordi per cui ognuno
senta di pagare il giusto prezzo.
Separazione e divorzio
Non è la separazione che porta
effetti negativi e patologie, ma solo
la cattiva separazione, il conflitto
esacerbato, porta con sé grandi
sofferenze.
E’ importante che il conflitto sia
vissuto in termini di trasformazione
positiva.
Che cosa viene chiesto alla
coppia?
Ai genitori viene chiesto di
prendere coscienza dei problemi che
la situazione di separazione
comporta per sé e per i figli,
cercando insieme di risolvere tutti i
problemi, partendo dai più urgenti.
E’ la coppia e non un soggetto terzo
che decide.
Il ruolo del mediatore
E’ colui che favorisce lo sviluppo
circolare della comunicazione, non
svolge pertanto funzione di esperto,
poiché il suo compito è proprio
quello di riattivare la
comunicazione e il dialogo fra la
coppia, riattivando le risorse delle
parti coinvolte, spesso sopite nel
conflitto.
Perché si parla di mediazione
integrata?
La mediazione non è sostitutiva al
sistema legale, anzi per converso i
risoltati della mediazione sono
migliori quando è il frutto di una
integrazione fra legale e mediatore.
Non sempre la mediazione familiare
è possibile, per esempio nei casi di
violenza non è auspicabile.
Oggetto della mediazione
familiare
In mediazione si affrontano sia i
temi della quotidianità, che
spaziano dalla gestione dei figli, alle
questioni di carattere economico
patrimoniale, sia tutte quelle
vicende attinenti al profilo
relazionale affettivo, che però sono
funzionali alla definizione di
accordi.
FILOSOFIA DI PENSIERO
Chi meglio di noi può decidere il
proprio futuro? Chi meglio di noi
può conoscere le esigenze dei nostri
bambini?
Con la mediazione i genitori sono
chiamati in prima linea a
determinare gli accordi separativi.
In questo modo entrambi i genitori
risulteranno vincitori.
I bambini vanno in mediazione?
I bambini non vanno in mediazione.
Nel quotidiano era la coppia che
decideva anche per i figli, e così
deve continuare ad essere, anche
dopo la separazione. I bambini
devono ancora sentire un NOI; quel
NOI per i bambini è
importantissimo, perché hanno
bisogno di radici.
EFFETTI POSITIVI
Quando i genitori fanno qualche cosa di
buono per loro, lo fanno anche per i
bambini. La separazione porta spesso con
sé un sentimento di fallimento, i genitori
devono imparare a capire che non è finita
la vita, ma solo un pezzo di vita. Riuscire
a comunicare e a costruire “accordi” è un
modo per uscire da quella sensazione di
fallimento e smarrimento; un modo per
riappropriarsi della propria vita e andare
avanti meglio…
Come si struttura la mediazione?
Si svolge attraverso una serie di
incontri (10-12) con cadenza
generalmente settimanale, di
un’ora circa ciascuno.
La mediazione non è una
terapia e non deve creare
dipendenza.
Caratteristiche:
E’ un procedimento volontario, le
parti possono interrompere la
mediazione in qualsiasi momento e
in qualsiasi caso.
Il mediatore si impegna alla
riservatezza, quanto detto nella
stanza di mediazione non viene
riportato in altre sedi.
La via della mediazione
L’evento separativo viene ancora vissuto e
percepito in termini negativi. La separazione è
una perdita in tutti i sensi, una perdita di una
persona che per poco o molto tempo ha fatto
parte integrante della nostra vita. Ma mentre la
nostra società “accompagna” attraverso la
ritualizzazione tutti i lutti che costellano una
vita, così non è per la separazione. Chi vive
questo momento doloroso, si trova da solo. La
solitudine e il dolore per la perdita portano
all’infantilizzazione, che spinge a cercare
giustizia, delegando qualcun’altro a prendere
decisioni per noi, sperando di riscattarci… da
cosa??
POSSIBILI VIE
Con la mediazione è possibile
stabilire intese ed accordi duraturi e
sostenibili nel tempo che consentano
ai figli un po’ di serenità e ai
genitori la possibilità di esercitare
insieme il loro compito di genitori.
Tutto questo affinché i figli di
separati siano come tutti gli altri
bambini “un po’ tristi e un po’ felici”
La MIA Mediazione Familiare
Svolgo attività di mediazione familiare
seguendo il modello Emiliano Romagnolo
che ripropone il modello del GEA (Irene
Bernardini-Fulvio Scaparro). La mia
mediazione è integrata, poiché ritengo
necessario che talune questioni vengano
affrontate in un contesto legale o
comunque da Avvocati.Al termine delle
mediazioni saranno poi le coppie a
riformulare davanti ai loro Avvocati gli
accordi di separazione.
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