Oltre lo «speciale».
DALLA DIAGNOSI
ALLA DIDATTICA
INCLUSIVA
ROB ERTO MEDEGHINI - Pedagogista
G ruppo di Ricerca Inclusione e Disability Studies , Grids-Cestref - Dipartimento di
Scienze della Formazione dell’Università degli Studi “Roma 3”
Gridsitaly.net
[email protected]
Linguaggio, attenzione, modi
di apprendere, nuove
conoscenze…, alunni di diversa
nazionalità…, alunni dotati…
Alunni e studenti con Bisogni
Educativi Speciali
Crisi dei concetti di:
 OMOGENEITA’
 METODO
Roberto Medeghini – Salò 2014
1. Omogeneità
vs
Differenze
Spartiacque culturale e teorico della didattica
2. COME SI INTERPRETANO LE
DIFFERENZE?
Un diverso modo di leggere le differenze
rappresenta un altro spartiacque culturale e
teorico della didattica
Roberto Medeghini - Salò 2014
Prima lettura
Problema «interno» alla persona
normalità/deficit
NORMA
abilità/inabilità
ABILISMO
Seconda lettura
1. Le differenze come modo originale e personale di porsi nelle
relazioni e nell’apprendimento
2. Le barriere alla partecipazione e all’apprendimento
La domanda rilevante è:
« Quali sono le barriere che impediscono la
partecipazione e l’apprendimento?»
Roberto Medeghini - Salò 2014
Insegnante-studente- studenti
Insegnante-Alunni-Contesto classe
Insegnante
I
N
T
E
R
A
Z
I
O
N
I
Alunno
Natura del compito e processi
cognitivi richiesti
Roberto Medeghini , Salò 2014
Punti di partenza
BISOGNI ED.
SPECIALI
INCLUSIONE
Quanto è
autonomo?
Quali condizioni gli
permettono di essere
autonomo?
Qual è la
Quale organizzazione e
difficoltà che crea metodologie
maggiori
ostacolano la
problemi nel
partecipazione e
lavoro di classe? l’apprendimento?
Roberto Medeghini - Salò 2014
NON SOLO
CONTENUTI
I PROCESSI DI
APPRENDIMENTO E IL
LORO IMPATTO
Roberto Medeghini , Salò 2014
I PROCESSI COGNITIVI (Neisser U., 1962)
Percezione, Memoria,
attenzione, linguaggio,
ragionamento, problem solving,
immagini mentali,
apprendimento
Roberto Medeghini , Salò 2014
FUNZIONI CONNESSE AI PROCESSI
AUTOMATICI
RICADUTE
MEMORIZZAZIONE
Memoria a breve e lungo termine,
sequenziale e di lavoro
In ogni area disciplinare: studio, comprensione,
schemi, note musicali, regole e sequenze come le
frasi musicali, operazioni simultanee, leggere,
cantare e/o suonare musica a prima vista
Rappresentazione delle note e delle pause
Memoria visiva
ACCESSO LESSICALE
(Denominazione
Interrogazioni, compiti in classe dove vengono
richieste definizioni e utilizzo di termini specifici,
utilizzati anche nelle regole
ORGANIZZAZIONE SPAZIALE abilità
nella rappresentazione e
manipolazione di elementi visuospaziali
Vengono coinvolte le aree geometrica, matematica,
geografica, artistica, tecnologica, musicale (es.
collocazione delle note, chiavi… sullo spartito)
SEQUENZIALIZZAZIONE
In tutte le aree soprattutto matematica. Per musica
es. ricordare la giusta sequenza di scale e arpeggi,
ripetizione di una breve melodia.
TEMPI DI ELABORAZIONE
combinazione fra conoscenze del
compito, abilità lessicali, memoria
In ogni momento, soprattutto nella spiegazione,
nell’ascolto, nell’interrogazione e nell’esecuzione
(es. prendere appunti, leggere, cantare e/o suonare
musica a prima vista)
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Roberto Medeghini, Salò 2014
Esempio: Espressioni
Lo studente non si ricorda come procedere.
Non ha studiato le regole?
Ma nel caso in cui abbia studiato ed è in difficoltà in fase di applicazione?
Funzioni coinvolte nelle espressioni:
Visuo-spaziali: Segni
Memoria : recupero di regole e procedure
Sequenze: gestione
Calcolo: recupero di fatti arimetici: calcolo
TENER SOTTO CONTROLLO TUTTI GLI ASPETTI
AFFATICAMENTO : CADUTE ATTENTIVE, ERRORI
Roberto Medeghini- Salò 2014
RICADUTE
• Affaticamento
• Attenzione
• Tempi di prestazione dilatati
• Confusione per eccesso di informazioni
• Elevata frustrazione
Ricadute sulla comprensione, composizione
ed esecuzione
sulla percezione della propria competenza
Roberto Medeghini - Salò 2014
DURANTE LA SPIEGAZIONE
TEMPI DI ELABORAZIONE
TENUTA ATTENTIVA
Richiesta di recupero informazioni termini, procedure apprese in
precedenza
Il docente procede nella spiegazione di concetti nuovi
Lo studente sta ancora cercando di recuperare le conoscenze precedenti
sovraccarico di memoria
Oppure propone troppe informazioni
Lo studente perde la spiegazione… e se deve prendere anche
gli appunti…
Roberto Medeghini- Salò 2014
SFONDI
La gestione del carico cognitivo
Elaborazione tempi : utilizzo di organizzatori anticipati, sequenze di unità di
apprendimento e tempo fra le unità, sequenze accompagnate da sintesi con esempi e
termini di riferimento, tempi di stabilizzazione fra insiemi di informazioni,
sovrapposizioni e ridondanze da evitare.
Tenuta attentiva
Gestione carico elaborativo e controllo temporale delle unità di lavoro : controllo della
quantità di informazioni e di esercizi, controllo della durata del tempo da utilizzare,
controllo quantità di richieste simultanee ( prendere appunti, svolgere un esercizio…)
e loro relazione col tempo , utilizzo di strumenti facilitatori. È centrale la riduzione
della quantità degli esercizi.
Memorizzazione
Stabilizzazione e recupero: esercizio e ripasso distribuito, utilizzo di pezzi registrati ,
distribuzione del carico di lavoro e delle interrogazioni o compiti in classe, riduzione
dell’ambiguità .
Roberto Medeghini- Salò 2014
LA QUANTITÁ DEGLI ESERCIZI È UNA VARIABILE
SIGNIFICATIVA PER L’APPRENDIMENTO E LA
VALUTAZIONE?
(vedi anche per compiti)
Privilegiare l’apprendimento distribuito
Attenzione al livello di significatività e complessità
dell’esercizio.
Significatività in relazione all’obiettivo (conoscenza,
applicazione, comprensione, analisi, valutazione);
Complessità (conoscenza, applicazione, comprensione,
analisi, valutazione, abilità riproduttive/convergenti,
divergenti).
Roberto Medeghini – Salò 2014
COSTRUZIONE DI PROVE PER TUTTI
1. Presenza di item di diversa complessità
2. Ordinamento degli item per livello di complessità e significatività
rispetto all’obiettivo
- es. complessità rispetto al contenuto (memorizzare, conoscere,
comprendere, analizzare, valutare) e significatività («…mi dà più
informazioni per la valutazione…?»)
3. Tipologie degli item
- V/F
completamento
completamento con termini
scelta multipli
risposta aperta
4. Combinazione fra tipologie
-
Roberto Medeghini, Salò 2014
MEDIATORI DIDATTICI
(supporti, facilitatori, strumenti compensativi…)
devono tener conto degli effetti e delle ricadute che hanno
sul carico cognitivo e sull’apprendimento
Effetto dell’attenzione divisa: copiare dalla
lavagna, appunti, spiegazioni, lettura del testo:
posizionamento immagini
L’ostacolo della ridondanza: es. spiegazione
L’eccesso degli stimoli: es., ascolto-audio-visivo.
Aumento dell’effetto dell’attenzione divisa e del carico
cognitivo
La fissità dei mediatori: i mediatori non cambiano di
senso e di utilità con l’aumentare dell’abilità
Roberto Medeghini, Salò 2014
RISCHI PDP
1. LA STANDARDIZZAZIONE DEL PdP: genericità, limitato
agli strumenti compensativi e dispensativi, scarsa attenzione al
supporto attentivo, alla velocità di elaborazione, alle tipologie
delle prove e alla percezione del sé…
2. LA CENTRATURA SULL’INSEGNANTE la scelta dei
mediatori e degli strumenti compensativi viene fatta senza un
riferimento alle specificità delle difficoltà, ma sulla percezione
del docente e sul suo obiettivo. Non sempre uno strumento che
viene reputato facilitante lo è anche per lo studente.
3. L’ATEMPORALITÁ segnala il rischio che gli strumenti
proposti rimangano sempre uguali indipendentemente dal tipo di
apprendimento, dai risultati e dalle difficoltà dei cicli scolastici.
4. L’ASSENZA DI UN CONFRONTO SCUOLA-FAMIGLIA e
ALUNNO determina una riduzione della partecipazione e della
responsabilità del progetto.
Roberto Medeghini – Salò 2014
Aspetto emotivo e autoefficacia
Percezione di competenza, autovalutazione, ruolo nel gruppo classe.
Positive
Attenzione orientata verso
strategie alternative con le quali si
fa fronte all’insuccesso
Esperienze
Negative
Attenzione orientata alla passività
L’insuccesso viene attribuito a proprietà negative interne come la mancanza di
ABILITÁ GENERALI ( non capisco, non sono intelligente): si definisce il processo
di percdezione di scarsa efficacia e di autosvalutazione che conducono verso
aspettative di nuovi insuccessi, al blocco motivazionale e alla passività.
Roberto Medeghini - Salò 2014
IL CLIMA DI CLASSE E IL SUO IMPATTO
SULL’AMBITO EMOTIVO
“… Gli insegnanti hanno riferito di un difficile rapporto di .
con la scuola: si è sempre opposto a che la classe venisse a
conoscenza della sua particolare situazione e si erano
venute a creare spiacevoli situazioni di conflittualità con i
compagni di classe i quali lo consideravano non capace…
Adesso, quando si cammina tra i banchi della classe e si
controlla lo svolgimento delle attività, non appena ci si
avvicina a L, il ragazzo si agita, si ritrae fisicamente tra le
spalle, quasi a nascondersi, si guarda attorno preoccupato
a controllare che cosa dicono i compagni…”. ( professore,
2^ scuola secondaria 1° grado)
Roberto Medeghini, Salò 2014
UNA NUOVA PROFESSIONALITÁ DOCENTE
1. Superare la cultura del “contenimento” delle difficoltà e dei disturbi per rivedere prassi
didattiche e organizzazione della classe fondate sull’omogeneità;
2. essere consapevoli non solamente che ci sono dei problemi, ma nel pensarli in
profondità;
3. da qui, una nuova epistemologia che superi il riferimento normativo delle differenze in
termini di deficit per assumere le differenze come modi personali di proporsi nelle
relazioni e nell’apprendimento;
4. costruire competenze psicopedagogiche orientate ai processi e alle modalità di
apprendere e di relazionarsi degli alunni e degli studenti;
5. collocare i contenuti sull’asse dei concetti organizzatori, della complessità e dei
processi;
6. uscire dalla delega agli specialisti per assumere la responsabilità dei progetti e degli
interventi e costruire un terreno di confronto fra le diverse prospettive e i diversi
linguaggi;
7. assumere un ruolo coeducativo che vada ad integrarsi con quello delle famiglie;
8. proporsi in una prospettiva di autovalutazione dell’inclusione presente in classe e nella
scuola;
9. formarsi, uscendo dal ristretto limite del pensiero «esperto»;
10. formazione per tutti i docenti e non limitata a referenti…
RUOLO DEL DIRIGENTE
Roberto Medeghini, Salò 2014
La sfida attuale di un
insegnamento non è solo
quella di imparare a fare
sempre meglio le stesse
cose, ma, soprattutto, a
pensarle e a farle
diversamente.
Roberto Medeghini – Salò 2014
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