1 Aggressività verso i subalterni e pretesa di essere serviti; L’autorità a dirigere un certo comportamento di una persona diventa diritto generale a dirigere qualsiasi comportamento; Si trascurano gli scambi sociali che necessariamente si accompagnano all’esercizio dell’autorità. 2 In nome di un rapporto di amicizia e stima si chiede al subalterno di accettare azioni che vanno al di là dell’accordo di cooperazione; E’ un comportamento socialmente “illegittimo”; La manipolazione può avvenire anche da parte del subalterno che, in virtù di un rapporto di stima e di amicizia, chiede al superiore trattamenti privilegiati 3 Confonde la relazione di lavoro dipendente con una relazione padre-figlio in cui il padre è il decisore competente e lungimirante che provvede agli interessi del figlio non ancora in grado di giudicare; Si basa su condizioni di grande disparità nei livelli di istruzione, autostima e maturità delle persone; 4 •Si tratta di una patologia di origine prevalentemente affettiva; •Se le relazioni sociali e interpersonali sono buone, può essere difficile dare feedback negativi e rilevare inadempienze; •E’ una patologia opposta a quella della manipolazione, in quanto prevede l’imprigionamento delle relazioni produttive in quelle affettive 5 E’ una forma di problem solving organizzativo che mira a raggiungere gli obiettivi organizzativi attraverso l’influenza sull’azione altrui 6 Individui in posizioni organizzative con l’autorità legittima di prendere decisioni che condizionino gli altri 7 La personalità dei leader efficaci è diversa da quella di chi non è leader CARATTERISTICHE GENERALI DEI LEADER EFFICACI: Capacità: abilità individuale a risolvere problemi, esprimere giudizi in generale, a lavorare duramente Achievement: i leader efficaci tendono ad avere risultati universitari migliori, maggiori conoscenze e ad essere atleti migliori rispetto a leader inefficaci Responsabilità: i tratti specifici sono l’affidabilità, l’iniziativa, la persistenza, l’aggressività, la fiducia in se stessi e il desiderio di eccellere Partecipazione e coinvolgimento: i leader efficaci tendono ad essere più attivi e più socievoli, ad aver maggior capacità di adattarsi alle diverse situazioni e a mostrare un più alto livello di cooperazione rispetto ai leader inefficaci Status: i leader efficaci hanno un più alto status socio-economico e sono più popolari di quelli inefficaci 8 Approccio del leader motive pattern Le dimensioni della personalità dei leader efficaci sono le seguenti (McClelland, 1975; 1985): bisogni di potere predominanti sui bisogni di affiliazione Un basso desiderio di affiliazione implica che l’individuo non necessita né di interazione con gli altri, né tanto meno di accettazione positiva alta inibizione al potere L’inibizione al potere significa che la persona è disciplinata ed ha un forte autocontrollo nell’uso del potere 9 Il comportamento dei leader efficaci è diverso da quello di chi non è leader PRINCIPALI CLASSI DI COMPORTAMENTO: Leadership autocratica Distribuzione del potere decisionale Leadership partecipativa Leadership laissez-faire Compiti e comportamenti sociali Ricerche della Ohio State University Ricerche della University of Michigan 10 Ricerche della Ohio State University Ricerche della University of Michigan Considerazione Leadership centrata sulla produzione Comportamento del leader che instaura relazioni di lavoro basate sulla fiducia reciproca e sul rispetto per le idee dei collaboratori È riconoscibile quando un capo è principalmente interessato ad avere alti livelli di produzione e per ottenerli esercita forti pressioni Specificazione del metodo di lavoro Leadership centrata sulla relazione Comportamento del leader che definisce e struttura il rapporto di lavoro attraverso schemi e modelli organizzativi E’ tipico dei capi interessati ai sentimenti dei collaboratori e che tentano di creare un’atmosfera di mutuo 11 e reciproca fiducia L’efficacia degli stili di leadership dipende dalle condizioni di contesto Il modello di Fiedler Spiega come l’orientamento della leadership, la composizione del gruppo e le caratteristiche del compito interagiscono nell’influenzare le performance di gruppo La teoria del percorso-obiettivo Collega il comportamento del leader alla performance utilizzando la teoria motivazionale dell’aspettativa-valenza 12 Il modello di Fiedler E’ la prima teoria che abbia sistematicamente tenuto in considerazione fattori situazionali; E’ considerato l’orientamento del leader e non il suo comportamento, orientamento che è funzione dei bisogni e della personalità del leader; Essendo l’orientamento di leadership relativamente stabile, non è probabile che un leader cambi orientamento confrontandosi con situazioni diverse, anche se può cambiare il proprio comportamento. Grado di controllo situazionale Orientamento alla leadership – scala LPC Efficacia della leadership 13 del modello di Fiedler Teoria della risorsa cognitiva Integra la teoria contingente di Fiedler con un insieme di dimensioni, denominate risorse cognitive Presupposto: i leader più intelligenti e con maggiore esperienza possono prendere decisioni migliori di quelli meno intelligenti e con minore esperienza 14 La teoria del percorso-obiettivo Collega il comportamento del leader alla performance utilizzando la teoria motivazionale dell’aspettativa valenza; Per raggiungere i risultati organizzativi desiderati, alcuni compiti vengono eseguiti: i risultati sono l’obiettivo ed i compiti sono il percorso; Il ruolo del leader è di assicurare che il percorso verso l’obiettivo risulti chiaro ai collaboratori e che non vi siano barriere al conseguimento dell’obiettivo. Comportamento del leader Fattori situazionali Risultati 15 Spiegano i processi attraverso i quali si sviluppa la relazione tra i leader e i collaboratori o potenziali follower La teoria della leadership trasformazionale: spiega come i leader sviluppino e aumentino il coinvolgimento dei follower; La teoria della relazione verticale diadica: si concentra sulla relazione tra il leader ed i collaboratori, considerando le risposte di entrambi gli attori rispetto alla loro stessa relazione. 16 La teoria della leadership trasformazionale Si basa sugli effetti del leader,sui valori, sull’autostima, sulla fiducia dei follower e sull’impatto motivazionale ad avere una performance al di là del proprio dovere Lo stile del leader trasformazionale Utilizzare il proprio carisma Creare ispirazione Utilizzare la considerazione Stimolare intellettualmente Il leader e i collaboratori sono agenti di negoziazione, che trattano per massimizzare la propria posizione relativa Lo stile del leader transazionale Utilizzare ricompense contingenti Gestire per eccezioni Assumere un approccio permissivo 17 La teoria della relazione verticale diadica La leadership può essere analizzata in termini di relazioni di ruolo tra manager e collaboratori; I manager devono assicurare che le relazioni di ruolo superiore-collaboratore siano ben definite; Manager e collaboratori negoziano queste relazioni di ruolo attraverso una serie di processi formali ed informali; L’accordo tra il leader ed i collaboratori viene misurato con riguardo al grado di fiducia nella relazione, la competenza dei collaboratori, la lealtà ed altri fattori analoghi. Le relazioni leader e collaboratori sono classificate in due tipi di categorie: Le relazioni in-group, per cui il leader dedica molto tempo ed energia in esse, i componenti del team hanno atteggiamenti più positivi nei confronti del lavoro e vi sono meno problemi che nelle relazioni out-group; Le relazioni out-group, per cui i leader spendono minor tempo nel prendere decisioni, non si candidano volontari per attività extra e hanno valutazioni basse da parte dei collaboratori. 18 Stili di direzione Orientamento positivo verso le persone; Capacità di dare feedback; Consapevolezza delle fonti da cui deriva l’autorità; Capacità di discernere il grado di delega efficace nello svolgimento delle attività. 19 I costi dell’autorità e dell’agenzia Costi di informazione e comunicazione; Costi di influenza; Costi di struttura; Perdita di controllo e inerzia; Indifferenza, indulgenza e alienazione 20