ITINERARIO RISORGIMENTAL E A MESTRE VILLA PAPADOPOLI FORTE MARGHERA BATTERIA SANT’ANTONIO Casa di Manin In questa casa, come ricorda la lapide commemorativa, il patriota Daniele Manin, laureatosi in legge giovanissimo, abitò con la famiglia dal 1831 al 1833, quando esercitò la professione di avvocato presso la pretura di Mestre. In realtà Manin non accettò volentieri l’incarico in questa città che all’epoca, con i suoi 7000 abitanti, non era di certo una metropoli e non gli sembrava una cittadina stimolante dal punto di vista professionale. ‘’DANIELE MANIN / avvocato in Mestre l’anno MDCCCXI /questa casa /abitò. Il Comune /nel XXII marzo MDCCCLXVIII/ in cui Venezia le sue ceneri accolse /dopo il ventenne esilio /poneva’’ Piazza Ferretto (Ex Piazza Maggiore) La piazza ebbe un ruolo fondamentale di raduno durante il periodo del Risorgimento veneziano, soprattutto durante la Sortita del 27 ottobre 1848. Infatti dopo che le truppe italiane uscirono da Forte Marghera, si scontrarono con gli Austriaci presso Piazza Barche e Piazza Ferretto (allora chiamata Piazza Maggiore), dove era situata l’artiglieria austriaca, di cui gli Italiani riuscirono ad impossessarsi. Purtroppo già il giorno seguente gli Austriaci riconquistarono Mestre. Ogni anno la Sortita del 27 ottobre viene ricordata con una ricostruzione storicofolcloristica degli scontri avvenuti davanti a Piazza Ferretto. All’interno della piazza si possono ammirare varie testimonianze delle vicende risorgimentali. 1.Farmacia Zannini A Mestre molti patrioti, tra cui si distinse il farmacista Luigi Reali, disarmarono con facilità i pochi soldati di guardia in città, che erano in maggioranza italiani e che perciò solidarizzarono presto con gli insorti. Di fronte all’attuale farmacia che si trova in piazza Ferretto, durante la Sortita nel 1848 avvenne uno scontro tra il proprietario, lo stesso Reali, ed il comandante austriaco. L’audace farmacista tentò di uccidere il nemico sparandogli, ma sbagliò mira ammazzando, invece, il cavallo dell’austriaco. Questa ardita azione gli costò molto cara, infatti al loro ritorno gli austriaci per vendetta devastarono il negozio. Tuttora, nel luogo dove sorgeva la farmacia di Luigi Reali, sopra la scritta “Farmacia Zannini” è visibile una lapide dedicata a Guglielmo Pepe, patriota e generale napoletano che si impegnò nella difesa di Venezia nel 1848. ‘’ Assediata Venezia/ epopea memorabile/ prodi volontari figli d’Italia /duce celeberrimo/ GUGLIELMO PEPE/ nel XXVII ottobre MDCCCXLVIII/ da Marghera lanciati a Mestre/ contro lo straniero preparato allo scontro/ strenuamente pugnando/ scosse superate le contese trincee/ sconfissero e volsero in fuga /il nemico. Su questo ponte più ostinata lotta/ sostennero’’ GUGLIELMO PEPE (approfondimento) Guglielmo Pepe nacque a Squillace, in provincia di Catanzaro, il 13 febbraio 1783. Fin da giovane frequentò la Scuola militare "Nunziatella" di Napoli, uno dei più antichi istituti di formazione militare del mondo, successivamente entrò nell’esercito e partecipò alla difesa della Repubblica Partenopea. Fu un patriota e generale italiano nell'esercito del Regno delle Due Sicilie, infatti comandò il corpo spedito da Ferdinando II, re del Regno delle Due Sicilie, contro gli austriaci nel 1848, impegnandosi nella difesa di Venezia da Daniele Manin. Sconfittoaffidatagli ed esiliato emigrò a Parigi, successivamente rientrò in Italia passando i suoi ultimi giorni a Torino. Fu una delle più nobili figure del Risorgimento italiano, celebre non solo perché si impegnò nei movimenti repubblicani, ma anche perché scrisse numerosi libri per raccontare gli eventi ed esortare ad una "lotta partigiana" per l'Italia. 2. Lapide commemorativa di Giuseppe Garibaldi ‘’Da questa loggia /i fortunati destini d’Italia/ divinando/ GIUSEPPE GARIBALDI/ il VI marzo MDCCCLXVII/ proclamava al popolo plaudente/ i diritti d’Italia/ in Roma’’ …e lapide commemorativa degli eventi del 22 marzo 1848 ‘’Per onorare /i coraggiosi patrioti /che /addi XXII marzo MDCCCXLVIII/ il Forte di Marghera/ assalirono ed occuparono /quasi inermi/ respingendo lo straniero presidio / Mestre riconoscente/ pose/ cinquanta anni 3. Pennone e palla di cannone Il pennone (chiamato anche Stendardo della Sovranità) si erge al centro della piazza. Fu il luogo in cui si effettuò il primo alzabandiera della Repubblica Veneta. Generalmente nei giorni di mercato segnalava il termine delle contrattazioni all’ingrosso; oggi vi avviene tutte le domeniche la cerimonia dell’alzabandiera. Infine come ultimo simbolo del Risorgimento troviamo una palla di cannone incastonata in un muro di un edificio che si affaccia sul ponte delle Erbe in prossimità della Torre dell’Orologio. In questa parte di Mestre nel 1848 vennero istituiti dei posti di osservazione per tenere sotto controllo le postazioni dei veneziani nel forte Marghera. Via Poerio e Ponte della Campana Il ponte della Campana, oggi scomparso, collegava la contrada delle Monache, l’attuale via Poerio, con piazza Barche, allora divise da un ramo del Marzenego, fiume che scorre tra le province di Treviso, di Padova e di Venezia. All'alba del 27 ottobre, 2.000 uomini Il 27 ottobre del 1848 divenne lo scenario di un'azione di forza per liberare Mestre: la famosa Sortita uscirono da Forte Marghera e dal Forte Marghera. raggiunti da altri insorti, che avevano precedentemente liberato Piazza Barche, si diressero al Ponte della Campana. Le truppe erano guidate dal tenente Antonio Olivi, figlio del podestà di Treviso. Le truppe austriache si erano riunite sul ponte allo scopo di difendere la piazza dall’assalto dalla pattuglia di soldati, provenienti dall’attuale via Poerio. Scontro sul Ponte della Campana