BISOGNI
COMUNICATIVI
CONTESTI
LINGUISTICI
AUTENTICI
VALUTAZIONE
AUTENTICA
APPRENDIMENTO
LINGUISTICO
PLURALITÀ
DI LINGUAGGI
SAPERI ADEGUATI
E SIGNIFICATIVI
INTERAZIONE FRA
VISSUTI E STILI
COGNITIVI DIVERSI
IMMAGINARIO
COME ELEMENTO
UNIFICANTE
L’Educazione Linguistica nello specifico della Lingua Straniera
implica
una pratica costante delle quattro abilità linguistiche
garantendo all’alunno la significatività degli apprendimenti
coinvolgendo l’alunno e motivandolo ad esprimersi e confrontarsi in situazione
anche in LS;
ampliando il lessico attraverso la scoperta di vocaboli, funzioni e il loro
utilizzo in situazioni comunicative.
 armonizzando la parola con gesti, suoni, ambienti, oggetti dello scenario
comunicativo
modulando il curricolo dell’educazione linguistica L1/LS e avvalendosi di linguaggi
verbali e non verbali che facilitano e arricchiscono la comunicazione
favorendo attraverso un approccio ludico la naturalità di acquisizione capace di
coinvolgere il bambino ad esprimersi;
promuovendo la convivenza democratica attraverso la strutturazione di esperienze
insieme al gruppo, a coppie, individualmente.
PER SVILUPPARE CAPACITÀ DI METACOGNIZIONE
E DI AUTO- RIFLESSIONE
Riflettere sulle esperienze per dar loro significato
Misurarsi con le proprie potenzialità
Raggiungere una graduale consapevolezza delle
proprie attitudini, dei propri bisogni
Riconoscere l’evoluzione delle proprie abilità
Mettere in atto strategie e processi di apprendimento
diversificati
DOCUMENTARE
non solo
il raggiungimento delle competenze
ma anche
i relativi processi
(l’itinerario percorso per giungere a …)
CHE COSA È STATO FATTO
COME LO SI È FATTO
Biografia di apprendimento
DATA
IN OCCASIONE DI… HO SCOPERTO CHE...
 Una spiegazione
dell’insegnante
 Un ascolto in Lingua
Inglese
 Una discussione con i
compagni
 Un lavoro a coppie
Ricordo meglio se scrivo scrivo gli appunti e
Parole chiave
Rivedere appunti a casa
poi li riguardo a casa
Ricordo meglio le parole se sono associate
Le immagini mi aiutano a
ad immagini
ricordare
Non mi sento sicuro, ho timore ad esprimere
Nel gruppo non mi sento
la mia opinione
sicuro
Spiegare ad un compagno mi aiuta a capire
Spiegare ad un compagno
meglio (a volte sottovaluto le mie capacità)
mi fa sentire più sicuro
Adattamento da L. Mariani
Dossier
Adattamento da L. Mariani
N.
Titolo /Descrizione
del lavoro
1
Testo
Individuale
Ricorda un’esperienza interessante o significativa.
Mi è piaciuto.
È piaciuto all’insegnante e ai miei genitori.
2
Disegno
Spontaneo
Penso che metta in evidenza le mie “qualità”.
È piaciuto ai compagni.
3
File
4
Relazione alla classe
5
Lettura e comprensione
Ricostruzione di una
storia con immagini e
didascalie
6
Tipo di
lavoro
A coppia.
Lavoro rivisto
dall’insegnante
Ragioni della scelta
Una “conquista” nell’apprendimento: ho imparato ad
usare “Power Point”
Di gruppo
Si riferisce a un argomento importante.
Ho fornito un aiuto importante grazie alle mie
conoscenze “storiche”.
Individuale
Sono riuscito a comprendere un racconto in lingua
inglese aiutandomi con le immagini e imparando parole
nuove.
Data
RIFLESSIONE SUI LAVORI SCELTI PER IL DOSSIER
Perché l’ho scelto?
Che cosa dimostra che so fare?
Che cosa dimostra che devo migliorare?
Quali progressi ci sono rispetto ai lavori precedenti?
Che cosa ho imparato con questo lavoro?
Su cosa ho dato il meglio di me stesso?
Su cosa devo dare di più?
Le esperienze riportate sono tratte da un itinerario di lavoro basato
sulla lettura del libro “Alice nel Paese delle Meraviglie”, strettamente
connesso con i percorsi di Lingua Italiana pubblicati in “Proposte
per il curricolo verticale” , (M. Piscitelli, I. Casaglia, B. Piochi).
Alla lettura dei vari capitoli in Lingua Italiana viene affiancata la
lettura in Lingua Inglese, tratta dal testo ridotto e adattato: “Alice in
Wonderland”,Giunti Junior
Il percorso è sorto all’interno del gruppo di ricerca e sperimentazione del
Lend di Firenze, coordinato da Maria Piscitelli.
Per un tratto la tana del coniglio continuava a mo’ di tunnel, poi, d’improvviso, piegava verso
il basso, in modo così inaspettato che Alice non ebbe il tempo di decidere se iniziare a
calarsi o meno in quello che le parve un pozzo decisamente profondo.
Dato che mentre precipitava, ebbe parecchio tempo per guardarsi attorno e domandarsi che
cosa le sarebbe capitato, i casi erano due: o il pozzo era molto profondo, o lei scendeva con
estrema lentezza. Alice si mise a osservare le pareti del pozzo e notò che erano tutte
occupate da credenze e scaffali: qui e là vide carte geografiche e illustrazioni appese a pioli.
Passando davanti a una mensola, afferrò al volo un barattolo con l’etichetta Marmellata
d’arance, ma, con sua grande delusione, scoprì che era vuoto: non piacendole l’idea di
lasciarlo cadere giù in basso, per paura di poter far del male a qualcuno, si ingegnò di
ricollocarlo su uno dei ripiani che le sfilavano davanti mentre scendeva … Giù, giù, giù …
Quand’è che avrebbe smesso di precipitare?
Poiché non c’era altro da fare, dopo un po’ Alice si mise a parlare: “Mancherò molto a Dina
stasera temo” (Dina era la sua gatta).”Spero che si ricorderanno di metterle il latte nella
ciotola, all’ora del tè. Dina, mia cara! Come vorrei che fossi qui, a cadere insieme a me! Non
ci sono topi nell’aria, temo, ma potresti sempre acchiapparti un pipistrello: in fondo somiglia
moltissimo a un topo, sai? Ma mi domando se i gatti mangiano i pipistrelli!” E qui Alice
cominciò a sentirsi alquanto assonnata. Sentì che stava per addormentarsi. Aveva appena
cominciato a sognare … quando di colpo: Tonf! Tonf!... Atterrò su un mucchio di bastoncelli
e foglie secche. La sua discesa era terminata.
L’insegnante legge alla classe il brano invitando gli alunni a
ricostruire sul quaderno attraverso il disegno e le parole
l’esperienza della caduta nel tunnel di Alice:
“ Come in un sogno … Alice precipita.
Rappresenta la caduta di Alice utilizzando immagini, nomi,
aggettivi, verbi, pensieri …”
L’attività viene svolta sia in Lingua Italiana che in Lingua Inglese
What can
it be?
Oh, my
dear Dina!
What’s
that
noise?
I’m tired!
It’s hot!
Diario di bordo (diario dell’esperienza)
Quando è stato effettuato il lavoro?
Quanto tempo hai impiegato per concluderlo?
Che cosa ha fatto l’insegnante?
Quali sono state le indicazioni di lavoro?
Come hai lavorato? (Per spiegare, l’ alunno può verbalizzare oppure
anche esplicitare attraverso il disegno il proprio procedimento di lavoro)
Sei/Non sei soddisfatto del tuo lavoro? Perché?
A che cosa ti è servito questo lavoro?
Che cosa hai imparato?
Che cosa ti è/non ti è piaciuto? Perché?
1. L’insegnante legge un brano tratto dal libro in lingua inglese:
“…Alice is now in a room with a little door. But the door is too small for her!
In the room there is also a table. It is big and made of glass. On the table
Alice sees a bottle with a label: “Drink me”.
Alice drinks from the bottle and she becomes very small!
But the door is locked. Where is the key?
Alice sees a small golden key on the table, but now she is too small to catch
it. Then she sees a little box with a label: “Eat me”.
In the box there is a cake.
Alice eats a piece of the cake and becomes very big!
She can catch the key now!
2. Dopo la lettura l’insegnante chiede ai ragazzi quali parole ed
espressioni sono riusciti a comprendere.
I bambini, a turno, evidenziano le parole e le espressioni che
hanno individuato e queste vengono annotate alla lavagna,
diventando patrimonio comune.
PRIMO MOMENTO AUTOVALUTATIVO
Si fornisce una scheda agli alunni per annotare le riflessioni relative a
questa prima fase di lavoro:
• Dove avevi già sentito le parole e le espressioni a te note?
• Sai anche come si scrivono? Prova a scriverle
3. L’insegnante distribuisce agli alunni il testo diviso in
sequenze, le quali vengono corredate dalle immagini relative.
Gli alunni devono leggere le sequenze in silenzio e abbinarle
alle immagini fornite.
A questo punto l’insegnante chiede agli alunni:
-se sono riusciti ad individuare nel testo scritto le parole conosciute
-se dopo la lettura, l’osservazione e l’abbinamento con le immagini, hanno potuto
individuare ulteriori parole o espressioni note, che vengono socializzate e annotate alla
lavagna, per arricchire il patrimonio lessicale comune
SECONDO MOMENTO AUTOVALUTATIVO
La scheda si arricchirà con le seguenti domande:
• Era giusta la forma scritta delle parole da te conosciute?
• Hai individuato nel testo scritto ulteriori parole a te note? Se sì,
quali? Ne conoscevi il significato?
• Dove le avevi viste/sentite/imparate?
4. A questo punto il senso generale del brano è noto a tutti i
bambini, ma rimangono alcune parole sconosciute. L’insegnante
chiede agli alunni di provare ad ipotizzare il significato dei termini
sconosciuti, avvalendosi anche di alcune “cards” predisposte
dall’insegnante stessa, fra cui si trovano però anche degli “intrusi”.
TERZO MOMENTO AUTOVALUTATIVO
• spiega come hai ragionato per ipotizzare il significato delle parole
sconosciute (puoi scrivere in modo “libero” o con schemi oppure
puoi disegnare)
5. Grazie al contributo di tutti si annotano alla lavagna le parole
“ipotizzate”. L’insegnante chiede agli alunni di esprimere
collettivamente un giudizio sui vari significati individuati, di scartare
quelli evidentemente sbagliati e di restringere il campo alle ipotesi
maggiormente plausibili.
A questo punto non resta che verificare le nostre ipotesi.
QUARTO MOMENTO AUTOVALUTATIVO
• in che modo puoi verificare le ipotesi effettuate? (Consultare il
vocabolario o il libro di testo, chiedere all’insegnante …)
( Come momento conclusivo si può scegliere di utilizzare uno degli
strumenti autovalutativi presentati precedentemente)
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