Numero 47 Ӏ Gennaio 2015 www.pensionati.cna.it Il periodico dei Pensionati CNA • Prenota subito le tue vacanze al mare con noi in Sicilia a giugno (pag. 39) • Assemblea Nazionale Cna Pensionati Invecchiare con passione insegnando ai ragazzi • Le novità della Legge di Stabilità 2015 • Abitare collaborativo, la solitudine e l’individualismo non abitano più qui • Alimentazione, gli accordi commerciali internazionali finiranno a tavola? • Arriva la dichiarazione dei redditi pre-compilata: i Caf Cna pronti ad aiutarvi Numero 46 Sommario Il periodico dei Pensionati CNA La cartolina di Beatrice ............................................................ 3 Cna Pensionati, invecchiare con passione, insegnando ai ragazzi.................... 4 • Assemblea Nazionale Cna Pensionati Invecchiare con passione insegnando ai ragazzi • Le novità della Legge di Stabilità 2015 • Abitare collaborativo, la solitudine e l’individualismo non abitano più qui • Alimentazione, gli accordi commerciali internazionali finiranno a tavola? • Dichiarazione dei redditi precompilata, per i pensionati servono i CAF n. 47 - Gennaio 2015 verdetà Bollettino degli organi direttivi dell’Associazione Sindacale Edizioni Cna Sede ed amministrazione Piazza Mariano Armellini, 9/a - 00162 Roma Tel. 06 441881 - 06 44188800 www.cna.it/pensionati Direttore responsabile Mario Martino Direttore Editoriale Maria Beatrice Tragni [email protected] Comitato di redazione Andrea Battistoni, Giulio Cesare Brandini, Valter Marani, Mario Martino, Giancarlo Pallanti, Livia Pandolfi, Maria Francesca Picchio, Maria Beatrice Tragni. Impaginazione e grafica: COLITTI Roma Via G. Libetta, 15/a - 00154 Roma Stampa: PUNTOWEB s.r.l. Via Variante di Cancelliera - 00040 Ariccia (RM) Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 405/2006 dell’08/11/2006 Di questo numero sono state diffuse 208.500 copie Stampato su carta riciclata Renzi all’Assemblea Cna: ‘Artigiani eroi’ ................................ 6 AGE PLATFORM EUROPA Un’assemblea “straordinaria” 2014 .......................................... 8 Legge di stabilità: per i pensionati c’è poco .......................... 12 Arriva la dichiarazione dei Redditi Precompilata: i Caf Cna pronti ad aiutarvi...................................................... 14 Lettera ai soci ............................................................................. 16 Modulo per la delega al 730 precompilato ............................ 17 CO-HOUSING La solitudine e l’individualismo non abitano più qui .......... 18 ALIMENTAZIONE Gli accordi commerciali internazionali finiranno a tavola?...... 20 Io, pensionato artigiano e scrittore per caso Intervista a Vittorio Novelli ................................................................... 22 Le sfide degli anziani .................................................................. 24 TESSERA CNA PENSIONATI ...............................................26 Osservatorio IPSOS per Cna Pensionati Per metà dei pensionati la crisi è più nera di come appare............ 28 CENSIS, italiani narcisisti e sfiduciati La globalizzazione ci ha messo ko? Non ancora, anzi ........ 30 Spazio DONNA .......................................................................... 34 Spazio EPASA ............................................................................. 36 Festa Nazionale Cna Pensionati 2015 .................................... 39 Salute ............................................................................................. 40 Dal territorio .............................................................................. 46 Lettere al direttore .................................................................. 48 Libro del mese ........................................................................... 50 Relax ............................................................................................. 51 >ĂĐĂƌƚŽůŝŶĂĚŝĞĂƚƌŝĐĞ Care lettrici e cari lettori, vi stiamo inviando la rivista in un momento cruciale per il nostro paese. Il Presidente della Repubblica Gior gio Napolitano ha lasciato il suo incarico dopo otto anni circa. Innanzitutto desideriamo ringraziarlo, dedican dogli la nostra copertina. Un grazie sentito per il suo impegno per il nostro paese, per la saggezza e l’equili brio politico che ha mantenuto in fasi molto delicate sia per l’economia che per la solidità istituzionale e l’u nità nazionale. Grazie Presidente! All’interno della rivista troverete la nostra valutazione sulla Legge di Stabilità. Valutazione positiva per avere iniziato un’azione strategica espansiva, abbandonando misure di solo rigore, ma in cui riscontriamo la caren za di visione strategica sulle politiche per l’invecchiamento e per il welfare, pur essendo stati rifinanziati i Fondi politiche sociali, Fondo non autosufficienza e Social card e Fondo per la famiglia. Continuiamo a dare un giudizio critico per una questione di equità sulla mancata estensione del bonus 80 euro ai pensionati. Parleremo di seguito del Cohousing (coabitazione) dell’abitare collaborativo in termini di condivisione di relazioni e di servizi per incrementare lo spirito di comunità, abbattendo le barriere di discriminazione di età, genere, omofobia e discriminazione razziale e religiosa. Questa idea di comunità allargata in senso ampio, crediamo, possa ispirare una visione di pace per la società e per ogni paese, in contrapposizione a visioni con flittuali, a guerre religiose e attentati terroristici che da poco hanno ferito profondamente la Francia, ma anche tutti i cittadini e le istituzioni a livello mondiale. La tessera associativa vi arriverà direttamente a casa in busta chiusa, non più con VerdEtà perché avrà un nuovo formato più innovativo e tecnologico. La Card Cna Pensionati vi permetterà di avere sconti, agevola zioni e privilegi da migliaia di imprese, nonché l’opportunità di accedere a tutto l’universo dei servizi presen ti in Cna, ai vantaggi per gli iscritti e alle offerte di Cna Servizi Più. Trovate tutti i dettagli a pagina 26. Vi ricordiamo, infine, che troverete di seguito tutte le informazioni a voi necessarie sul 730 precompilato. Con la delega, che troverete all’interno della rivista, potrete andare nella sede Caf Cna più vicina per farvi aiuta re a preparare la vostra dichiarazione dei redditi. Vi saluto calorosamente e spero di incontrarvi numerosi alle varie iniziative territoriali e alla Festa Naziona le che si terrà in Sicilia, trovate maggiori informazioni nella pagina dedicata alla Festa. Buona lettura e scrivetemi, aspetto le vostre lettere! Scrivete a: [email protected] Maria Beatrice Tragni, Piazza Mariano Armellini 9/a 00162 Roma 3 Cartolina Auspichiamo che quando la rivista arriverà nelle vostre case avremo un nuovo Presidente della Repubblica, eletto in una visione di forte unità nazionale e politica per il bene comune del paese, che sappia portare avan ti l’azione riformatrice istituzionale, nel pieno rispetto della nostra preziosa Costituzione Repubblicana. Numero 47 Cna Pensionati, invecchiare con passione insegnando ai ragazzi Celebrata l’Assemblea Nazionale Cna Pensionati che ha lanciato il tema “vivere appassionata mente, non importa l’età”. Presentata la seconda edizione del progetto ‘Fra generazioni. L’unio ne crea lavoro’ in collaborazione con Google e Fondazione mondo digitale. Google: “I giovani possono digitalizzare l’economia italiana ma prima devono capire cos’è. Pensionati imprendito ri possono spiegarlo” di S.M. V ivere con passione è l’unica via per garantir si un invecchiamento attivo e in salute. Tan to più se il proprio mestiere è stato l’artigia no o il piccolo imprenditore. Trasmettere il proprio sapere significa, infatti, evitare di disperdere le radici dell’economia italiana e dare una mano alle nuove generazione a rilanciarla di nuovo. Ne sono convinti gli anziani di Cna Pensionati che hanno celebrato la loro Assemblea nazionale a Roma, non a caso dal ti tolo ‘Vivere appassionatamente’. Una filosofia, que sta, che è stata il fil rouge dell’Assemblea introdotta da un video dove la scrittrice cilena Isabel Allende ha spiegato come invecchiare senza mai perdere i pro pri interessi, le passioni, i sogni e quindi la propria vi talità. Se ne è discusso in una Tavola rotonda mode rata dalla giornalista de La Repubblica Luisa Grion, al la presenza di Giancarlo Pallanti, Presidente naziona le Cna Pensionati, Maria Beatrice Tragni, Segretario nazionale Cna Pensionati; Diego Ciulli, Senior policy analyst Google; Dominga Salerno, geriatra, membro EIPHA, European innovation partnership on active and healty ageing della Commissione europea; Alfonso Molina, professore di strategie delle tecno logie all’Università di Edimburgo e direttore scientifi co della Fondazione Mondo Digitale. Ha concluso l’Assemblea Sergio Silvestrini Segretario Generale della Cna. “Garantire un reddito adeguato per potere vivere di gnitosamente è sicuramente uno degli impegni mag giori che dobbiamo portare avanti – ha spiegato Giancarlo Pallanti Presidente di Cna Pensionati nella sua relazione introduttiva anche perchè molto spesso le pensioni degli anziani in questo contesto di crisi e di elevata disoccupazione sostengono le fami glie”. “Finalmente ha aggiunto nell’ultimo rappor to annuale Censis emerge chiaramente il contributo degli anziani alla famiglia ed alla società: 972.000 ul trasessantacinquenni si prendono cura di altre per sone anziane non autosufficienti in modo regolare e 3,7 milioni lo fanno saltuariamente; 3,2 milioni di an ziani si prendono cura dei nipoti e 5,7 milioni lo fanno di tanto in tanto; 1,5 milioni contribuiscono regolar mente con i propri soldi alla famiglia di figli o nipoti e 5,5 milioni lo fanno occasionalmente”. Pallanti ha poi auspicato che il governo estenda il bonus degli 80 eu ro anche ai pensionati proprio per evitare disparità con i lavoratori dipendenti e conceda una rivalutazio ne adeguata delle pensioni, oggi per il 44% sotto ai 1000 euro. Ma la discussione che ha animato la Tavola rotonda si è incentrata sul tema del raccordo intergeneraziona le. Cna Pensionati ha infatti presentato il Progetto 4 Assemblea CNA Pensionati “Tra generazioni: l’unione crea lavoro” in collabora zione con Google e Fondazione Mondo Digitale. Alla sua seconda edizione, il progetto coinvolge 12 scuole italiane, 400 studenti, 200 pensionati ex imprendito ri in Emilia Romagna, Sicilia, Toscana, Veneto. L’idea è quella di uno scambio di competenze fra studenti ed ex artigiani. I primi insegneranno agli over 65 i se greti del computer e delle tecnologie e i secondi tra sferiranno ai ragazzi la loro esperienza di imprendito ri. Un’idea questa che, non a caso, ha coinvolto Goo gle che parteciperà con esperti nelle scuole per spie gare ai ragazzi come usare le nuove tecnologie digita li per far nascere e crescere la propria impresa. Se condo Diego Ciulli, Senior policy analist di Google “noi lavoriamo intorno a una visione. I giovani posso no digitalizzare l’economia italiana ma prima devono capire cos’è”. E allora chi meglio degli ex imprendito ri può farlo? Ne è convinta Beatrice Tragni, Segreta rio Nazionale di Cna Pensionati. “La società e l’econo mia necessitano della cultura e del sapere dell’arti gianato che deve essere trasmesso soprattutto nel settore del Made in Italy” – ha chiarito. Un bisogno, questo confermato anche dai ragazzi di Siena che stanno partecipando al progetto. “Abbiamo neces sità di sentire il racconto degli imprenditori artigiani per capire quali sono le radici della nostra economia” – hanno detto gli studenti dell’Istituto Superiore Sar rocchi di Siena. “Siamo anche noi gli attori di un grande cambiamen to – ha concluso Sergio Silvestrini Segretario Genera le della Cna – e l’energia che oggi si respira fra voi pensionati ne è una forte testimonianza. L’Italia è chiamata a fare grandi riforme, abbiamo appena co minciato e la strada da fare è davvero lunga. La sfida è terribile ma non dobbiamo perdere la fiducia, è ne cessario affrontare il futuro con l’energia e la passio ne che ha dato il titolo a questa Assemblea. Tutti in sieme ce la faremo”. Il progetto ‘fra generazioni’ Sulla base del successo della prima edizione del pro getto Cna Pensionati, Fondazione mondo digitale e Google puntano nuovamente sul modello di ap prendimento intergenerazionale per formare adulti e anziani sulle nuove tecnologie e creare opportu nità di lavoro per i giovani. La seconda edizione coinvolge, in quattro regioni (Emilia Romagna, Sicilia, Toscana e Veneto), 12 scuole, 400 studenti e circa 200 adulti iscritti a Cna Pensionati. Le persone adulte o anziane sono depositarie di esperienze e conoscenze professionali preziose, maturate nel corso di anni. Un patrimonio che spes so viene disperso. Il progetto si propone quindi di valorizzare questo sapere, come patrimonio di co noscenze per i giovani e come possibile opportunità di lavoro. Al centro dello scambio formativo ci sono le nuove tecnologie. Internet offre la possibilità di sviluppare idee commerciali, dare visibilità a quelle esistenti, fidelizzare la comunità di clienti, aprirsi a nuovi mercati.Le due generazioni sono chiamate a scambiarsi il proprio know how: i giovani introduco no adulti e anziani ai segreti del web e delle tecnolo gie. In cambio ricevono il frutto di un’intera vita pro fessionale: suggerimenti e indicazioni utili per verifi care la fattibilità di idee progettuali e una guida sicu ra alla scelta imprenditoriale. Fondazione mondo digitale mette a disposizione la piattaforma Phyr tual.org per la ricerca di finanziamenti a sostegno dei progetti elaborati (crowdfunding). I partecipan ti possono avvalersi di Google Apps for education, per condividere idee e materiali, in aula e a distanza. 5 Numero 47 RENZI ALL’ASSEMBLEA CNA: “Artigiani e piccoli imprenditori eroi dei nostri tempi, ma ora aiutateci a cambiare l’Italia” È quanto ha detto il Presidente del Consiglio Matteo Renzi in un videomessaggio all’Assemblea Cna che quest’anno si è svolta a Mirandola (Modena) in un capannone ricostruito dopo il terremoto in tempi record. Vaccarino, Presidente Nazionale Cna “Sembrava la fine del mondo e invece siamo ancora qua. Oggi tasse ancora troppo alte anche sui nostri pensionati”. di L.D. “C hi la mattina si alza e prova a fare il suo mestiere e lo fa mettendo in gio co tutto è un eroe dei tempi nostri, è un eroe della quotidianità. Ed è a queste persone che io rivolgo il mio saluto e anche il mio appello: dateci una mano a cambiare l’Italia”. Così si è rivolto il Presi dente del Consiglio, Matteo Renzi, in un video mes saggio alla platea di imprenditori riuniti in occasione dell'Assemblea Nazionale della Cna, a Mirandola, in provincia di Modena, all'interno di un capannone di strutto dal terremoto e ricostruito in tempi record. Presente all’iniziativa anche il Segretario Generale della Cna Sergio Silvestrini. Matteo Renzi, Presidente del Consiglio “Ciascuno di voi è un imprenditore, un artigiano, un la voratore – ha detto Renzi e sa perfettamente che par tire la mattina con il grido 'tanto non ce la faremo mai', non è soltanto frustrante, ma rende impossibile l'im presa”. Il presidente del Consiglio ha ricordato che il go verno ha effettuato con la Legge di stabilità una corpo sa riduzione fiscale: “Abbiamo avviato la riduzione del le tasse come un inizio di un processo rivoluzionario, questo è il nostro obiettivo. Tagliamo le tasse di 18 mi liardi”. “Non si tratta soltanto degli 80 euro per i lavora tori dipendenti, pubblici e privati ha aggiunto Renzi ma c'è anche un abbassamento dell'Irap, una semplifi cazione delle procedure, la possibilità per chi dal primo gennaio creerà posti di lavoro a tempo indeterminato per i primi tre anni, di non pagare i contributi”. 6 Quello della eccessiva pressione fiscale è, del resto, un nervo scoperto degli imprenditori e di tutti gli ita liani. Non a caso il Presidente della Cna Daniele Vacca rino ha puntualizzato nella sua relazione che “la pres sione fiscale sulle imprese ha ormai raggiunto livelli incompatibili con lo sviluppo del paese”. Le piccole e medie imprese, fra l’altro, “sentono da sempre la grande diffidenza che il fisco riserva loro”. Diffidenza manifestata, “anche da ultimo, nei provvedimenti del Governo. Penso all'esclusione dei lavoratori autono mi, dei nostri pensionati, dal beneficio della misura degli 80 euro”. “La nostra è una Confederazione che non rappresenta da lontano le imprese – ha detto Vaccarino, al momento dell’apertura dei lavori del RENZI all’assemblea CNA l'Assemblea ma è nei luoghi in cui le imprese vivono e operano”. Una vicinanza che la Cna ha voluto testimoniare or ganizzando la propria Assise nazionale dentro un ca pannone distrutto dal terremoto emiliano e rico struito in tempi di record. Vaccarino ha poi affronta to i temi caldi della situazione in cui versa il nostro Paese. “I numeri della nostra economia rimangono impieto si ha sottolineato Vaccarino serve uno sforzo co mune straordinario, radicali mutamenti di prospetti va, modalità nuove di azione, scelte coraggiose. In Italia e in Europa. La crisi del Paese è diventata una matrioska di cause che generano altre cause. E intan to l'Italia recede”. Il presidente della Cna ha poi volu to mandare un messaggio al governo: “senza il ruolo di sintesi dei corpi intermedi ha chiarito Vaccarino la nostra società diventa sempre meno governabile. È per questo che il dialogo tra forze politiche e socia li va rinnovato. Abbandoniamo gli sterili poteri di ve ti e lavoriamo insieme. Le riforme non si esauriscono mettendo la prima pietra!”. “Dobbiamo trovare soluzioni radicali a problemi en demici – ha insistito il Presidente Nazionale Cna co struiamo un'Italia più efficiente, moderna e civile. È uno sforzo enorme e coraggioso ma si può fare. Ser vono scelte politiche che puntino alla crescita e agli investimenti, senza altri cavilli”. “Siamo ancora qua per prendere in mano il nostro destino e trasformarlo nel nostro domani!” ha infine concluso Vaccarino. Subito dopo il suo intervento Vaccarino ha partecipa to a una Tavola rotonda con i ministri Galletti e Polet ti. La sezione pubblica dell'Assemblea si è conclusa con la firma di “Digitaly”, l’accordo tra Amazon, Cna, Cnr, Google e Seat Pagine Gialle per la digitalizzazio ne delle micro e piccole imprese. Digitaly: il futuro della piccola e media impresa passa per la rete e l’innovazione Si chiama Digitaly l’intesa siglata in occasione del l’Assemblea nazionale tra la Cna, Amazon, Google, Seat Pagine Gialle e la partecipazione del CNR. Digi taly, il progetto al centro dell'intesa, definisce un percorso di digitalizzazione per le micro e piccole imprese tradizionali e prevede una serie di incontri sul territorio, in stile BtoB, (ossia fra imprese) con le aziende cosiddette digitali. Gli incontri organizzati da Cna, in accordo con i part ner dell’iniziativa, mirano a fornire momenti forma tivi, indicazioni e suggerimenti per aiutare le piccole imprese a meglio posizionarsi nel mondo del web e affrontare i mercati esteri. Il sesto continente – ovvero quello virtuale – un uni verso di utenti, sempre crescenti, che utilizzano le nuove tecnologie per acquistare prodotti di qualità, è sempre più in cerca di Made in Italy. 7 Dai dati di Google emerge che nell’ultimo anno le ri cerche mondiali su web di Made in Italy sono au mentate del 15% rispetto all'anno precedente. La piccola impresa italiana ha dei margini di crescita elevati, soprattutto in termini di internazionalizza zione delle produzioni va sostenuta in un processo di sviluppo che può produrre enormi benefici per l'intero paese. Digitaly va in questa direzione, nel supportare la di gitalizzazione dell'impresa italiana, quella meno orientata ai nuovi strumenti e processi, attraverso l'incontro con grandi player internazionali pronti a sostenerle in tali obiettivi. “Siamo felici di annunciare questa importante inte sa e l’avvio delle attività previsto per i primi mesi del prossimo anno – ha chiarito Vaccarino l’ambizione è quella di realizzare 50 eventi di contaminazione e business match su tutto il territorio nazionale”. Erano presenti, oltre al Presidente Cna Daniele Vac carino, Paolo Portioli (Direttore Marketing Seat PG), Domenico Laforenza (Direttore Istituto Informatica e Telematica CNR), Martin Angioni (Amministratore Delegato Amazon Italia) e Diego Ciulli (Senior Policy Analyst Google). 7 Numero 47 AGE PLATFORM EUROPA: UN’ASSEMBLEA “STRAORDINARIA” 2014 La sfida della crisi, la sfida del mutamento demografico di ELIO D’ORAZIO, Coordinatore Age Platform Italia S ono tanti e ormai troppi gli anni che hanno sconvolto le economie dei singoli Stati Europei e della zona Euro in particolare. La politica del rigore monetario forse ha evitato il peggio, ma di cer to non ha aperto alcuna pro spettiva di ripresa economi ca, di crescita e di recupero della occupazione, mentre i mutamenti demografici se gnalano spostamenti gene razionali a favore della po polazione anziana, lascian do al palo l’incremento delle nascite, con evidenti arre tramenti della percentuale delle nuove generazioni. Tutto questo continua ad accadere in una Europa do ve alcune economie forti hanno avuto la possibilità di rafforzarsi a svantaggio di quelle più deboli, metten do in seria discussione le ragioni del mercato unito, della stessa moneta unica, che avrebbero dovuto fa re riferimento a principi di solidarietà, pur nel rispet to degli impegni di ciascun paese a stare ai patti. A farne le spese maggiori sono le persone anziane che si sono impoverite e che continuano ad essere oggetto di discriminazione, di abuso, di attacco alle loro risorse, alle loro condizioni di vita e di salute, as sieme a milioni di giovani che continuano a rimanere fuori del mercato del lavoro in percentuali davvero impressionanti. 8 La Piattaforma europea delle persone anziane, nel l’Assemblea Generale Annuale che si è svolta a Bruxelles il 234 dicembre ha approvato un docu mento con il quale avanza sue proposte specifiche per trasformare lo sviluppo demografico in una gran de opportunità di rilancio e ripresa della economia, facendo investimenti finalizzati alla innovazione del l’insieme dei sistemi che riguardano la vita delle per sone anziane, per consentirgli di partecipare a pieno diritto alla vita sociale, per poter continuare a lavora re in condizioni adeguate all’ età e per mantenerli ne gli standard educativi e formativi corrispondenti agli sviluppi tecnologici, per poter condurre una vita non dipendente ed in buona salute, per consentire il per Age Platform Europa manere nella società ai di sabili. Proprio per fare questo occorrono investi menti nella ricerca, in nuo ve tecnologie verso le aziende e industrie al fine di adattare la produzione di beni e servizi alla nuove esigenze della popolazio ne anziana, attraverso l’a genda 2020, la Strategia Europea per la disabilità 20102020 e la Strategia Sociale. Age Platform parla in rap presentanza di circa 40 mi lioni di suoi aderenti e per oltre 150 milioni di persone anziane che vivono nei 28 Paesi membri dell’Unione, ponendosi come inter locutore aperto da oltre 15 anni nell’ambito del co siddetto “dialogo sociale”, ma lancia anche un allar me che non può restare inascoltato, pena il venir me no della fiducia riposta in Europa da una generazione che l’Europa ha voluto ad ogni costo, dopo la trage dia di due guerre mondiali nello scorso secolo, nelle quali quasi tutti i paesi europei hanno avuto un ruolo di triste, lugubre e tragico protagonismo. Bene dunque il documento, ma nello stesso tempo Age Platform Europe non può non porsi problemi più generali che attengono non solo alle scelte di politica economica e finanziaria, ma anche di politica istitu zionale. Questa Europa è affaticata e stanca a causa della ma lattia congenita della bu rocratizzazione spasmo dica che attanaglia ogni suo movimento e di una divisione dei poteri tra istitu zioni equivalen ti che giocano alla reciproca paralisi: tutto questo piace ai più forti per tene re sotto bastone i più deboli, siano essi paesi membri, siano essi gruppi sociali o gruppi di potere. È ora che l’Europa decida una volta per tutte di com piere il passo decisivo verso le grandi riforme delle sue istituzioni, per renderle effettivamente democratiche, espressione dei suoi cittadini, attraverso elezioni di rette del Parlamento Europeo che non siano filtrate da quelle nazionali, Governi europei che siano eletti dal Parlamento, superamento della Commissione come strumento di governo a pari livello del Parlamento per dotarla di mero potere consultivo, ed altrettanto su peramento del Consiglio dei Capi di Stato e di Governo per farne il luogo della garanzia del rispetto di quanto viene deciso dal Parlamento. Per fare questo ci vuole co raggio, non fosse che quello che resta a chi avrebbe di fronte la propria inesorabile fine. Esprimersi in que sto modo da parte di una organizza zione co me Age Platform, che rappre senta gli inte 9 Numero 47 ressi di oltre 150 milioni di cittadini europei stretta mente connessi a quelli di tutti, non può essere con siderato una uscita dai ranghi. La politica è di tutti, non solo di chi raccoglie il con senso per esprimerla a livello delle istituzioni euro pee e se queste hanno ormai fatto il loro tempo, è be ne che vengano rinnovate ed adeguate, prima che sia troppo tardi. Si tratta di far valere quindi le proprie valutazioni, idee e proposte non solo attraverso la elaborazione di buoni e perfetti documenti, ma anche attraverso l’iniziativa sociale, culturale, civile, esercitando il pro prio peso con la denuncia, l’informazione e, nel caso, anche con la mobilitazione, cercando alleanze e so stegni da tutti i soggetti pubblici e privati, imprese e persone che possono condividere obiettivi e strate gie. Insomma, Age Platform Europe deve uscire dalla sua torre d’avorio fatta di tante belle idee, ma di po che azioni. Per fare tutto questo anche Age Platform Europe ha bisogno di una sua coraggiosa autoriforma. debbono poter assumere un ruolo di protagonismo assumendosi responsabilità maggiori nella rappresen tanza e nella partecipazione attiva alle iniziative, come anche nella creazione di migliori condizioni per l’eser cizio libero e autonomo della propria funzione. Le pro poste non mancano: ora si tratta di tradurle in fatti. Alcuni passi avanti sono stati fatti negli ultimi anni, nello sforzo di un maggiore coinvolgimento dei membri alla definizione di idee e proposte, ma questi Da questa Assemblea è partita questa sfida: per ri creare nuova fiducia e nuova forza e per accrescere consenso e partecipazione. 10 Age Platform Europa UNA STRATEGIA EUROPEA SUL MUTAMENTO DEMOGRAFICO “Mettere a frutto il potenziale che viene dall’invecchiamento della popolazione europea” Dichiarazione finale dell’assemblea generale di Age Platform di ELIO D’ORAZIO A fronte dei mutamenti in corso in questi anni, le istituzioni europee, l’economia, la finanza hanno la grande opportunità di mettere in valore i mutamen ti demografici e climatici al fine di riattivare la cresci ta e di migliorare la qualità della vita e i diritti delle persone anziane. A questo scopo Age si rivolge al Parlamento euro peo, alla Commissione, al Consiglio dei Ministri ed a tutti i Paesi membri per adottare una “Strategia Europea sui mutamenti demografici”. 11 Una strategia europea sui mutamenti demografici per valorizzare l’invecchiamento della popolazione ed affrontarne le sfide socio economiche: • Combattere la discriminazione a causa della età in ogni campo, compreso il mercato del lavoro ed il lavoro stesso; • Creare sinergie tra le generazioni per la sostenibi lità dei sistemi e l’accesso al lavoro delle nuove generazioni. Obiettivi per una strategia europea sui mutamenti demografici: Vincere la invisibilità dei diritti delle persone an ziane; Dare più potere e facilitare la partecipazione del le persone anziane alla vita sociale: qualità dei consumi, salute, permanenza al lavoro a pari di gnità ed opportunità, dignità; Diventare un vettore per la crescita economica: ricerca e sviluppo sulla adozioni di moderne tec nologie, prodotti e servizi adatti alle persone an ziane, un ambiente accogliente ed amico; Costruire sinergia e coordinamento tra l’Unione Europea e le politiche internazionali sull’invec chiamento, attraverso l’Agenda Sociale Euro pea, la Strategia 2020 e la Strategia 201020 sul la disabilità; Accrescere la solidarietà tra le generazioni. Quali sono le priorità politiche per sostenere una Strategia Europea sul mutamento demografico? Coinvolgere le persone anziane nella ripresa economica attraverso la trasmissione d’impresa e di professionalità; Accrescere la protezione dei diritti fondamenta li delle persone anziane, attuando quanto scritto nella “Carta dei Diritti Fondamentali”; Sviluppare un ambiente accogliente attraverso nuovi investimenti ed innovazione a livello na zionale, regionale e locale, facendo buon uso dei fondi strutturali; Mettere a punto la strategia Europa 2020 per af frontare i mutamenti demografici: protezione sociale, salute, tutela del potere d’acquisto delle pensioni, condizioni di lavoro adatte all’età ed al le professionalità, trasmissione di saperi e saper fare alla nuove generazioni, parità di genere in ogni campo e armonizzazione tra lavoro ed im pegni familiari; Promuovere il design per tutti e migliorarne l’ac cessibilità alle persone anziane (ITC, Abitare, Ambiente, Trasporti, ecc.); Promuovere l’accesso alla formazione ed educa zione lungo tutto l’arco della vita, per tutte le età; Assicurare l’accesso ad una salute di qualità ed a cure di lungo periodo per vivere con dignità. 11 Numero 47 LEGGE DI STABILITÀ Per i pensionati c’è poco La legge che disegna la politica economica del Governo per il 2015 è stata approvata, come di consueto, alla fine di dicembre. Per gli anziani poche le novità: nessuna estensione degli 80 euro alla categoria, rifinanziamento dei Fondi sociali, interventi di aggiustamento per chi va in pensione che correggono alcune distorsioni della Legge Fornero. In arrivo, invece, regole nuove per i Patronati. di A.T. N on c’è molto per i pensionati nella Legge di Stabilità 2015 varata alla fine dello scorso anno dal Governo. La manovra costituisce la spina dorsale della politica economica adottata per l’anno a venire dall’esecutivo e dispone le deci sioni di spesa fondamentali. Nella legge di stabilità 2015, per cominciare, non c’è l’estensione degli 80 euro a favore dei pensionati, co sì come era stato fatto nel mese di maggio dello scor so anno per i lavoratori dipendenti con guadagni in feriori ai 24mila euro lordi l’anno. Un fatto, questo, che era stato richiesto da più parti, Cna Pensionati in testa, proprio perché i percettori di pensione non so lo hanno un bisogno vitale di aumentare il proprio reddito sempre di più messo a disposizione delle pro prie famiglie in difficoltà economica, ma anche per ché avrebbero potuto incrementare i consumi del nostro Paese ormai fermi da tempo. Come misura di welfare, per incentivare le nascite e aiutare le famiglie con figli, è stato previsto un Bonus Bebè, ossia l’erogazione degli 80 euro in busta paga per i genitori di bambini nati o adottati nel 2015. Se condo la Legge di stabilità il Bonus bebè 2015 sarà erogato per una durata di tre anni, con un importo pari a 960 euro annuali. Il requisito fondamentale è un reddito familiare con un indicatore Isee non supe riore a 25.000 euro. Per coloro che hanno un Isee non superiore a 7.000 euro l’assegno raddoppia fino a 160 euro mensili. 12 Sul fronte specifico delle pensioni è stato previsto un meccanismo che impedisce ai lavoratori soggetti al sistema retributivo di trarre beneficio dall'introdu zione del calcolo contributivo dal 2012 in poi. Come effetto della riforma previdenziale MontiFornero poteva accadere, infatti, che in casi limitati un lavora tore maturi una pensione di importo maggiore di quello che si otterrebbe applicando solo il sistema re tributivo. È stata, invece, eliminata, fino al 2017, la penalizzazione prevista, sempre dalla riforma Forne ro, per chi va in pensione anticipata con 42 anni di contribuzione e meno di 62 anni di età. Sempre in tema di welfare, ancora, la Legge prevede il rifinanziamento dei Fondi. Quello per le non auto sufficienze è incrementato di 400 milioni. Per il Fon do nazionale politiche sociali la manovra prevede un incremento di 300 milioni, cifra leggermente inferio re a quella disponibile per il 2014 (317 milioni). Infine lo stanziamento per la Social card sarà pari a 250 mi lioni di euro. Discorso a parte meritano le novità sui Patronati. Dopo una forte polemica sul corposo taglio ai finan ziamenti (nella prima stesura della Legge si parlava di 150 milioni di euro), alla fine la sforbiciata si è ridotta a 35 milioni. Sono state tuttavia inserite delle modifi che alla legge che regola questi istituiti. Modifiche che, di fatto, ne riducono corposamente il numero e ne cambiano anche il ruolo e la mission. Per svolgere attività di Patronato, infatti, occorrerà avere requisiti territoriali (presenza nel 60% delle provincie italiane con il 60% della popolazione nazio nale e almeno 8 sedi all’estero) e di efficienza (vengo no liquidati gli istituti con un attività accertata dal mi nistero sotto il 1,5% del totale negli ultimi due anni). Ma non solo. Oltre alle consuete attività gratuite in tema di previdenza, assistenza, immigrazione i Pa tronati potranno svolgere a pagamento, senza fini di lucro, consulenza e servizi in materia di previdenza, assistenza sociale, diritto del lavoro, sanità, diritto di famiglia e successioni, risparmio, diritto civile, legi slazione fiscale, tutela e sicurezza sul lavoro nel qua dro di convenzioni da definire con il ministero del la voro. Come dire, sarà possibile, in futuro, rivolgersi ai Patronati per fare, ad esempio, tutto ciò che serve a una successione o, per dire, risolvere una controver sia di famiglia e sul lavoro. “Gli interventi previsti dalla Legge di Stabilità – com menta Giancarlo Pallanti, Presidente Nazionale di Cna Pensionati – ci sembrano positivi laddove inter vengono a sostegno delle famiglie e dell’economia italiana. È importante, infatti, che questo sia un anno in cui il Paese cominci davvero a ripartire”. “Bene lo spirito delle riforme dunque – aggiunge Pallanti – tut tavia non sembra che il tema dell’invecchiamento della popolazione e le politiche sociali correlate siano al centro dell’attenzione, a parte il rifinanziamento dei Fondi”. “Ormai invece – conclude il Presidente di Cna Pensionati – non è più rimandabile pensare a una riforma organica del welfare in cui pubblico, privato e terzo settore dialoghino insieme per rispondere ai bi sogni sanitari, sociali e assistenziali di una popolazio ne che ha il diritto di invecchiare in salute e corretta mente assistita”. Giancarlo Pallanti, Presidente Nazionale di Cna Pensionati 13 Numero 47 Dichiarazione dei redditi precompilata per i pensionati servono i CAF Con il 730 del 2015 sono probabili una serie di difficoltà per gli anziani. Caf Cna: “Il 730 precompilato non arriverà a casa ma per via telematica e nella maggior parte dei casi dovrà essere modificato. Attenzione agli errori”. di SABINA MONACI I pensionati possono stare tranquilli. Anche quelli sprovvisti di computer e poco pratici in tema di fisco e detrazioni. Il messaggio arriva dal Caf del la Cna che rassicura gli over 65 sulla dichiarazione precompilata. Dal decreto legislativo appena varato dal governo, infatti, si prevedono grosse novità per il 730 del 2015. Il prossimo anno, in sostanza, anzichè proce dere alla compilazione della propria dichiarazione dei redditi come abbiamo fatto sino ad ora, per lavoratori dipendenti e pensionati il cosiddetto 730 sarà già fatto e precompilato, appunto, dall’Agenzia delle Entrate. Attenzione, però, la dichiarazione dei redditi non arriverà già pronta ‘a casa’ ma dovrà essere scarica ta dal sito dell’Agenzia delle Entrate stessa. Non solo. Molte detrazioni, come quelle per le spese mediche, almeno per quest’anno, non saranno pre senti e andranno aggiunte integrando e modifican do la dichiarazione stessa. Un sistema, questo, non proprio semplice per migliaia di pensionati italiani. Anche per coloro che hanno dimestichezza con la tecnologica, infatti, la procedura di registrazione al sito dell’Agenzia delle Entrate non è affatto immediata e alla portata di tutti. Dopo aver caricato on line i propri dati, il contri buente potrà ottenere le prime 4 cifre della propria password ma dovrà attendere 15 giorni per riceve re le restanti 6. A quel punto sarà in grado di scari care la propria dichiarazione precompilata. Ma non avrà finito: dovrà controllare l’esattezza dei dati, inserire eventuali modifiche (detrazioni o altro) e infine inviarla, prendendosi in toto la responsabilità 14 fiscale, ossia il carico di eventuali errori anche invo lontari. Ecco perchè resta consigliabile per tutti, ma in par ticolare proprio per gli anziani, rivolgersi ai Caf. “Presso i nostri uffici – spiega Roberto Vitale Diret tore nazionale del Caf Cna – basterà fare una delega e noi ci occuperemo di tutto, prendendoci in carico anche la responsabilità fiscale della dichiarazione stessa”. Ma cos’è la responsabilità fiscale? “In sostanza – conclude Vitale il contribuente che effettuerà presso i Caf la propria dichiarazione si libererà com pletamente del rischio di errore – salvo l’omissione dolosa ossia volontaria di alcuni dati – e non dovrà più temere alcun accertamento a proprio carico”. Una novità molto positiva, questa, proprio perchè Dichiarazione dei redditi precompilata chi delegherà il Caf a preparare la sua dichiarazione sarà assicurato da ogni rischio e non vedrà più arri vare la cartella esattoriale a casa in caso di errori o di qualsiasi accertamento anche sbagliato da parte dello Stato. Il governo ha annunciato l’introduzione della dichia razione precompilata come una preziosa semplifica zione a vantaggio dei cittadini e dei pensionati. L’idea dell’esecutivo è quella di rendere il più sem plice possibile tutti gli adempimenti, i versamenti e i pagamenti che i contribuenti italiani devono allo Stato. In effetti con la digitalizzazione di tutti i nostri dati l’Agenzia delle Entrate sa a quanto ammontano i guadagni dei percettori di reddito fisso, ovvero i dipendenti e i pensionati. Non solo, una volta resa operativa la nuova tessera sanitaria – non prima del prossimo anno e quindi ciò vale per la dichiarazione del 2016 – i pagamenti per spese mediche, visite e medicinali ad esempio, saranno detratti automaticamente. Almeno questa è l’intenzione del governo. Mancano all’appello tuttavia tutta una serie di detrazioni che dovranno essere aggiunte, ma sempre per via tele matica, alla dichiarazione stessa. Si pensi ad esem pio alla vendita di un immobile o alla ristrutturazio ne della casa che da diritto a importanti sgravi fisca li. Al di là delle buone intenzioni, in ogni caso, chi non ha dimestichezza con il computer o non lo pos siede affatto o ancora non conosce tutte le leggi che riguardano le spese detraibili rischia di essere in seria difficoltà. “Noi siamo favorevoli a qualunque semplificazione burocratica che possa però realmente ridurre i costi – chiarisce Beatrice Tragni Segretario Nazionale di Cna Pensionati tuttavia è importante che le novità introdotte non preoccupino e mettano in difficoltà i pensionati”. “È per questo – conclude – che Cna Pensionati invita gli anziani a rivolgersi con fiducia ai Caf della Cna per trovare tutte le risposte di cui hanno bisogno”. 15 Numero 47 Caro socio, come forse già saprai, nel 2015 verrà introdotto il 730 precompilato. Ciò significa che il modello 730 verrà precompilato dall’Agenzia delle entrate con alcuni dati disponibili in anagrafe Tributaria e tu potrai accettarne il contenuto, modificarlo o integrarlo con dati di cui l’Agenzia delle entrate non è in possesso. Il modello 730 precompilato non verrà recapitato a casa via posta, ma potrai consultarlo dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate, se sei in possesso delle credenziali del servizio “Fisconline”: nome utente e password. In alternativa, potrai prelevare il tuo 730 precompilato presso il nostro CAF, dove ti rechi abitual mente, avendone apprezzato la competenza e serietà. Per usufruire di questa possibilità, dovrai semplicemente conferirci una delega, consegnando il modulo allegato in uno dei nostri uffici. Con la delega preleveremo il tuo 730 precompilato dal sito dell’Agenzia delle entrate così lo troverai già pronto presso il nostro ufficio; insieme potremo verifi carlo, modificarlo e molto probabilmente integrarlo con le spese ed altri oneri da portare in detra zione o deduzione. Nel 730 precompilato, infatti, l’Agenzia delle entrate inserirà solo alcuni oneri detraibili o deducibi li, gli interessi passivi sul mutuo, i premi assicurativi, i contributi obbligatori ed eventuali rate di detrazioni ultrannuali (interventi di ristrutturazione 36% e spese per la riqualificazione energetica 55%). Non saranno incluse, per questo primo anno, le detrazioni per spese sanitarie, pertanto è molto probabile che avrai l’esigenza di integrarlo con questo o altre spese sostenute nel 2014. Naturalmente potrai usufruire, come in passato, della nostra consulenza qualificata e rivolgendoti al CAF dal 2015 potrai presentare la tua dichiarazione nel modo più sicuro e tranquillo. Infatti il CAF verificherà tutti i dati della tua dichiarazione e se ne assumerà la piena responsabilità nei confronti dell’Agenzia delle entrate, liberandoti da successive comunicazioni e richieste. F.to Giancarlo Pallanti Presidente Nazionale Cna Pensionati 16 F.to Maria Beatrice Tragni Segretario Nazionale Cna Pensionati Delega da consegnare al Caf Cna DELEGA/REVOCA PER L’ACCESSO ALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI PRECOMPILATA IL SOTTOSCRITTO Codice fiscale ............................................................................................................................................... Cognome e Nome ................................................................Luogo e Data di nascita .................................. Residenza: Comune ..................................................................................................................................... Sigla della provincia/CAP/Indirizzo: via e numero civico IN QUALITÀ DI RAPPRESENTANTE/TUTORE DI (DICHIARAZIONE DEI REDDITI DI PERSONA INCAPACE, COMPRESO IL MINORE) Codice fiscale ............................................................................................................................................... Cognome e Nome ................................................................Luogo e Data di nascita .................................. Residenza: Comune ..................................................................................................................................... Sigla della provincia/CAP/Indirizzo: via e numero civico n CONFERISCE DELEGA n NON CONFERISCE DELEGA1 n REVOCA DELEGA AL CENTRO DI ASSISTENZA FISCALE (CAF) Codice fiscale 04417981000 Numero di iscrizione all'Albo del CAF 024 Denominazione del CAF CAF CNA S.R.L. Codice fiscale del responsabile del CAF RPIGPP50B10I324D Domicilio Fiscale ROMA (RM) 00161 Piazza Mariano Armellini 9A ALL’ACCESSO E ALLA CONSULTAZIONE DELLA PROPRIA DICHIARAZIONE DEI REDDITI PRECOMPILATA E DEGLI ALTRI DATI CHE L’AGENZIA DELLE ENTRATE METTE A DISPOSIZIONE AI FINI DELLA COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE RELATIVA ALL’ANNO D’IMPOSTA La delega può essere revocata in ogni momento presentando questo modello. Luogo e data ............................................................................................................................... Firma (per esteso e leggibile) ................................................................................................................................................. INFORMATIVA SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI CONSENSO AL TRATTAMENTODEI DETI PERSONALI Presto il mio consenso al trattamento dei dati sensibili nei limiti delle operazioni strettamente necessarie per lo svolgimento della delega conferita Luogo e data ............................................................................................................................... Firma (per esteso e leggibile) ................................................................................................................................................. ✂ Si allega fotocopia del documento di identità del delegante/revocante. 1 Da compilare solo in caso di presentazione a un Centro di assistenza fiscale o a un professionista abilitato Numero 47 CO-HOUSING la solitudine e l’individualismo non abitano più qui Si moltiplicano in Italia i progetti che si basano sull’abitare collaborativo. Liat Rogel di Housing lab racconta la sua esperienza e come questo nuovo modo di condividere spazi e servizi potrebbe cambiarci la vita di LIVIA PANDOLFI S uccede spesso nella vita che i cerchi si chiudo no. Oppure che semplicemente ciò che di buo no era stato abbandonato in passato viene ri preso, rinnovato, rivissuto in chiave moderna. Deve essere così per ciò che oggi chiamiamo cohousing, ovvero le case collaborative, dove le persone sempli cemente si aiutano organizzando gli spazi e, sempre più spesso i servizi, tutti insieme. Succedeva così spontaneamente negli anni ’50 e ’60 fi no a agli anni ’70. Le mamme di uno stes so palazzo si aiutava no a vicenda a tirare su i figli, le porte era no tutte aperte, i bambini giocavano in cortile. C’era una ter razza condominiale Liat Rogel condivisa dove tutti stendevano i panni e, sempre giù in cortile, le sere d’estate le nonne chiacchieravano e prendevano il fresco, talvolta sferruzzando, talvolta sbucciando verdure. Poi negli anni ’80 il progresso e una ricchez za più diffusa ha convinto tutti che la propria casa do veva essere sempre più piccola e a porte chiuse. Che fosse più ‘moderno, evoluto, intelligente’ far da soli. Che l’individualismo – ognun per se – fosse vincente e ‘giusto’. E così ogni famiglia ha avuto – quando è stato possibile e necessario la sua baby sitter, la sua badante, la sua colf. Sarà un caso? Le donne hanno cominciato a fare meno figli, siamo diventati il paese 18 in cui le famiglie, sempre più piccole e separate dagli altri, per organizzare quello che nei convegni si chia ma welfare faticano da matti e pagano ancora di più. E dove gli anziani, soprattutto se vedovi e in città, so no sempre più soli. Infine è arrivata la crisi. Con il suo 43% di giovani disoccupati rimasti a carico dei genitori e dei nonni. Con gli stipendi e le pensioni che valgono sempre di meno e un’ineffabile incertez za sul futuro. All’orizzonte la popolazione che invec chia e che solo fra 10 anni conterà milioni di over 65 in più. L’uomo però è uomo perchè si adatta e reagi sce alle difficoltà. E poi soprattutto è animale sociale, quindi poco avvezzo alla solitudine del ‘far tutto da sè. Così c’è chi ha messo in campo un’idea nuova e antica insieme. Un ritorno al passato in chiave mo derna. Nell’era dell’iperconnessione, dei social, dei selfie (ovvero l’autoscatto con il cellulare), dove tutti pos sono vedere cosa abbiamo nel piatto una sera qua lunque in una qualsiasi pizzeria, nessuno sapeva più vivere insieme. Così Liat Rogel ricercatrice e service designer di Housing lab, ha dato vita insieme a diver si compagni di percorso, a questa associazione nata con l’obiettivo di diffondere buone pratiche, condivi dere delle competenze e fare ‘sperimentazione par tecipativa’ nell’ambito dell’abitare sociale e collabo rativo. Housing Lab è all’interno del dipartimento In daco al Politecnico di Milano. Ecco come a lei e ai suoi collaboratori è venuta questa idea. D. Come nasce l’esperienza di Housing Lab? R. L’idea nasce da diversi segnali che abbiamo perce CO-Housing - intervista a Liat Rogel pito nella nostra città, Milano. Abbiamo colto una do manda di condivisione, di abbandono dell’isolamen to nella propria casa e la volontà di aiutarsi nella vita quotidiana. Abbiamo studiato le esperienze che già esistevano all’estero in Germania, in Svezia, in Austria e l’abbia mo portate a Milano. L’abitare collaborativo è una tendenza che sta cre scendo, basta guardare su Facebook, uno dei social più noti, dove si moltiplicano i cosiddetti ‘social street’ ovvero gruppi di persone che si conoscono sul web per condividere spazi e attività. Un esempio? Gli acquisti solidali, ovvero una spesa di gruppo con costi più bassi per comprare prodotti che servono a vivere, dai generi alimentari a qualsiasi al tra cosa. In realtà la condivisione che noi proponiamo fa capo al condominio dove si vive. Qui le persone possono mettere in comune spazi e servizi per facili tarsi la vita. D. E le liti condominiali tanto diffuse nel nostro paese? R. È una questione di approccio. Questo modello di vivere e abitare è una sfida non facile. Ma se le perso ne cominciano a conoscersi meglio ad aprirsi agli al tri, che poi sono i vicini di casa, i rapporti cambiano. Non dimentichiamo che la privacy della propria casa non è messa in discussione o invasa. Noi promoviamo la diffusione delle buone pratiche, facciamo consulenza e offriamo una guida a chi vuo le intraprendere la strada dell’abitare collaborativo. È chiaro che un conto è decidere di comprare una ca sa in un condominio che offre in partenza una solu zione di cohousing un conto è riorganizzare la vita di un condominio già esistente. Ma si può fare. D. Crede che fra gli italiani, popolo di individualisti, la filosofia del cohousing possa andare al di là delle esperienze sporadiche e diventare un modo di vita diffuso? R. Noi ce lo auguriamo. Semplicemente perchè conviene, collaborando si vive meglio. Certo, il mo vente iniziale spesso è e sarà il risparmio di costi che singolarmente diventano sempre più insostenibili per le famiglie. Ma poi quando si inizia a sperimenta re il clima di collaborazione e di comunità si va spesso al di là. D. L’invecchiamento della popolazione pone grossi problemi di gestione per le persone che, soprattut to nelle città, rischiano di rimanere sempre più sole. Senza contare il tema dei non autosufficienti e della conciliazione vita lavoro delle donne con anziani e bambini a carico. La vostra proposta è la risposta giusta? R. È una delle risposte che noi crediamo essere effica ce. Ad esempio noi collaboriamo al progetto Vivit. Vi vit è un nuovo modello residenziale che sta sorgendo nel territorio piacentino, un servizio abitativo dedi cato alla terza età. Il progetto prevede la ristruttura zione di un condominio esistente, ripensato per l’ac coglienza e l’invecchiamento attivo, con diversi tipi di tagli abitativi (monolocali, bilocali, trilocali) per un totale di 20 appartamenti che si integrano con 300 mq di aree comuni per favorire l’incontro, l’interazio ne e la condivisione della quotidianità, (area living, terrazza, bagno assistito, palestra, sala infermeria, lavanderia/stireria, ricovero bici). Questa potrebbe essere la strada per offrire agli an ziani del futuro una casa propria, piccola e gestibile, ma anche spazi per invitare, ad esempio, tutta la fa miglia a cena. Senza contare che in un condominio del genere l’anziano non sarà mai solo e se ha biso gno del medico non dovrà per forza uscire da casa. D. La crisi sta avendo un ruolo nella diffusione di questo tipo di esperienze? R. Senza alcun dubbio. Come ho detto la leva iniziale sono le possibili economie: condividere spazi e servi zi costa meno. Poi però si scopre che i servizi collabo rativi sono piacevoli e l’esperienza cresce. D. Ok, tutto fantastico. Ma quanto costa? R. I prezzi di un appartamento non sono più alti di quelli di mercato. Anzi. Se si immagina che è possibile scegliere per un anziano un taglio piccolo va da se che il costo scende. In generale mettersi insieme costa meno perciò ci sono soluzioni alla portata di tutti. D. È questo il cohousing? R. Esattamente. Si può condividere la sala condomi niale per attività comune o usarla per una esigenza personale come una cena con tante persone o la fe sta del proprio bambino. Ma anche, per dire, la lavan deria, l’Internet o il Wifi di condominio, dei corsi se rali di fitness ecc. A Milano, ad esempio, è successo che l’iniziativa individuale di un pensionato che ha trasformato la portineria in una biblioteca, ha cam biato le relazioni nel condominio e innescando il se me della condivisione. 19 Numero 47 ALIMENTAZIONE Gli accordi commerciali internazionali finiranno a tavola? Questo l’allarme lanciato da una recente indagine televisiva e finito sui giornali. Europa e Usa, infatti, stanno discutendo un trattato sul commercio che potrebbe incidere fortemente su quello che finirà sui nostri piatti. Con gravi danni alla salute. Tutto vero? Cna Alimentare rassicura: “A noi, per ora, non risulta”. di AGNESE TOMMASI S i chiama Ttip. Che significa Trattato transa tlantico sul commercio e gli investimenti. Ma nessuno, al momento ne sa molto. Secondo wikipedia, l’enciclopedia online più famosa al mon do, si tratta di un accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziazione tra l'Unione euro pea e gli Stati Uniti d'America che potrebbe essere chiuso entro l’anno. Comporterebbe, dice sempre wikipedia, una deregolamentazione che abolirà i dazi doganali uniformando i regolamenti dei due continenti e diminuendo il controllo dei singoli Stati, rendendo così possibile la libera circolazione di mer ci, investimenti, servizi ed appalti. Una faccenda di portata storica perchè, secondo al cuni, porterebbe enormi benefici alla nostra econo mia con un aumento del Pil, il prodotto interno lordo, stimato tra lo 0,5% e addirittura il 4%, più posti di la voro, più esportazioni (si calcola il 28% in più). Il no stro Presidente del Consiglio Matteo Renzi ne ha par lato molto bene: “si tratta di una scelta strategica, mi piace dire culturale, molto positiva”. Ma c’è anche chi non è affatto d’accordo. Josep Stiglitz, un impor tante economista statunitense che ha lavorato con l’ex Presidente Usa Bill Clinton e presso la Banca Mondiale, ad esempio, sostiene che il Ttip compor terà una riduzione delle garanzie e una mancanza di tutela dei diritti dei consumatori. Secondo i detrattori, infatti, a saltare non saranno so lo i dazi doganali ma molte altre cose. Regole, con trolli e standard minimi richiesti per la circolazione della merce, norme sulle sostanze chimiche tossiche, 20 leggi sanitarie, prezzi dei farmaci, libertà di Internet e la privacy dei consumatori, l’energia, i brevetti e copyright e gli albi professionali. Ma non è tutto. Ad andarci di mezzo pesantemente potrebbe esserci la nostra normativa europea e italiana in tema di pro dotti alimentari. Normative, queste, che sino ad ora ci hanno protetto dagli organismi geneticamente modificati, dagli ormoni e gli antibiotici e altri farma ci nella carne (che negli Stati Uniti, invece, si usano), da sostanze chimiche varie negli alimenti, con forti ri percussione sulla nostra salute. Una volta chiuso l’ac cordo a vigilare su quest’ultimo sarebbe un Tribuna le privato internazionale le cui decisioni sono supe ALIMENTAZIONE, gli accordi commerciali internazionali finiranno a tavola? riori alle nostre leggi e alle sentenze dei tribunali na zionali. Come dire, una volta firmato l’accordo, non si torna indietro. Ma cosa c’è di vero? Possibile che l’Unione Europea così rigida nel far rispettare le regole sul settore ali mentare, anche a colpi di multe e procedure sanzio natorie di vario tipo, consenta di demolire una legi slazione che garantisce ai cittadini prodotti più sani? “Abbiamo recentemente incontrato a Bruxelles i rap presentanti della Direzione generale della Commis sione Ue per la salute e i consumatori – informa Ga briele Rotini Responsabile nazionale Unione Cna Ali mentare – e ci hanno rassicurato, stigmatizzando i toni allarmistici usati dalla stampa. L’Ue sta trattan do l’accordo analizzando le problematiche dei vari settori commerciali e dei singoli prodotti e non avrebbe intenzione, in base a quanto ci hanno assicu rato, di mettere in discussione le tutele europee pre viste in materia di agroalimentare. Tra l’altro questo settore è il secondo in Europa e il primo in Italia, non si capisce il motivo per cui dovremmo danneggiarlo”. Secondo Cna Alimentare, insomma, l’Ue ha assicura to che non ci sarebbe alcuna sudditanza da parte del l’Unione nei confronti degli Stati Uniti e men che me no l’intenzione di rinunciare alle nostre tutele. In somma i consumatori europei, e quindi anche noi ita liani, non rischiano nei prossimi anni di trovare negli scaffali dei supermercati quei prodotti americani certamente più a basso costo ma pericolosi per la sa lute. Carni agli ormoni o contenenti antibiotici, ver dure transgeniche, olii e paste solo apparentemente italiani. Negli Usa, in effetti, ci sono decine di prodot ti solo a prima vista nostrani: il famoso parmesan che di parmigiano non ha nulla, olio con la bandiera italia na ma preparato con olive di altre parti del mondo, paste turche spacciate per italiane, prosciutti falsa mente Made in Italy, solo per fare alcuni esempi. “Qui però – chiarisce Rotini – siamo sul terreno della contraffazione che purtroppo ci fa perdere dai 60 ai 70 miliardi di euro all’anno nelle esportazioni. Da questo punto vista, anzi, noi siamo da anni impegna ti nella battaglia per evitare che i prodotti italiani sia no danneggiati da imitazioni spacciate per vere. E per questo cerchiamo di promuovere i nostri prodotti Dop e Igip che garantiscono qualità e salubrità”. Tutto tranquillo quindi? Lo speriamo sinceramente. L’Italia, infatti, è uno dei paesi più longevi del mondo proprio grazie alla dieta mediterranea che assicura, se correttamente seguita, buona salute anche in vec chia. Una dieta tra l’altro alla portata di tutti, perchè basata sul consumo della pasta, pesce possibilmen te azzurro e verdura. Al contrario degli Stati Uniti, paese in cui i ricchi possono comprare i prodotti del l’agricoltura biologica sottoposti a normative seve rissime, e quindi molto cari, e i poveri si accontenta no di mangiare schifezze come gli hamburger prepa rati con carni di scarto. Uno scenario questo che l’U nione Europea, così inflessibile in tema di conti pub blici, con conseguenze non sempre positive per le persone più deboli a cominciare dagli anziani, ci au guriamo si impegnerà a evitare. 21 Numero 46 Io, pensionato artigiano e scrittore per caso “Così ho realizzato il mio sogno più grande” Vittorio Novelli, imprenditore edile per una vita, oggi in pensione ma ancora in attività, ha realizzato il progetto che aveva nel cuore da una vita. Ha scritto e dato alla stampa “Il sequestro di un’anima”, un racconto intenso e avvincente di amore, povertà e guerra. Uno spaccato delle nostre radici che affondano nel mondo contadino del ‘900. di L.P. D iventare scrittore appare a tutti un percorso niente affatto semplice, quasi ir realizzabile, anche se si hanno venti o trenta anni. Non per Vitto rio Novelli, classe 1937, pensiona to, ex imprenditore edile (non del tutto) e soprattutto scrittore in er ba. Vittorio, infatti, ha ‘covato’ dentro di sè per un ventennio l’i dea di un libro che oggi ha dato al le stampe consegnando ai lettori uno spaccato intenso e delicato del nostro ‘900. Un balzo nel passato e nella nostra memoria scritto con una narrazio ne avvincente da far invidia a scrit tori molto più noti e consumati. Vit torio rappresenta la testimonianza vivente che il proverbio ‘volere è potere’ non è affat to campato in aria in tutte le età della vita. E che vale anche e soprattutto nella cosiddetta ‘terza età’. Domanda. Lei è un pensionato ex imprenditore edi le. Come le è venuta l’idea di scrivere un libro? Risposta. In realtà mi è sempre piaciuto scrivere e raccontare ciò che io stesso avevo vissuto o che mi era stato raccontato dalla mia famiglia. Io sono nato con tadino nelle colline intorno a Cesena e, come il prota 22 Vittorio Novelli gonista del mio libro, emigrato all’estero per poi tor nare in Italia a fare l’artigiano e l’imprenditore edile. Avevo idea di mettere nero su bianco emozioni e spaccati di vita vissuta e narrata. Poi quando sono an dato in pensione, nel 1995, ho scritto alcuni articoli per il giornalino dei pensionati di ForlìCesena rice vendo molti complimenti. E quindi mi sono detto: ‘si può fare’. Intervista a Vittorio Novelli D. In realtà ci ha messo un pò a decidersi. Da quanto tempo aveva in mente il libro? R. Per la verità sono passati circa 10 anni, forse anche 20, da quando l’idea mi è venuta per la prima volta. Ho tenuto dentro di me questo libro a lungo. Proprio come narra il suo titolo l’ho ‘sequestrato’, ma nel mio corpo. Avevo mille cose da fare: il lavoro, la famiglia, i figli. Ecco, solo da poco ho liberato quello che poi era un grande sogno. D: Ce lo racconti.. R. Senza entrare nella trama, il “Sequestro dell’ani ma” narra la storia di un contadino di 100 anni fa. Un pò come erano e mi raccontavano i miei genitori. Molte delle figure del libro mi sono familiari come quella della zia Ida, una mia vera zia che, come nel racconto, mi ha davvero aiutato a andare a scuola e dato una mano a crescere. Il protagonista, in realtà, ha molto di me, anche se la sua vita è stata diversa dalla mia. D. Si è documentato? R. Per la grande maggioranza del libro mi sono basa to sulle informazioni dei miei genitori e parenti e an che sulle favole che ci raccontavano da bambini, mol to educative e profonde. Alcuni nomi del libro sono presi dai miei familiari e al cuni episodi, come quello della mucca che sale in ca sa, sono fatti realmente accaduti. Nella versione attuale ho aggiunto un paio di capitoli sulla prima guerra mondiale e, in questo caso, mi so no documentato approfonditamente. Ho visitato il fronte, comperato dei documenti, visto molti docu mentari in TV. D. Oggi siamo nell’era digitale. Come ha scritto il li bro, sa usare le nuove tecnologie? R. Non sufficientemente e infatti mi sono fatto aiuta re. Come moltissimi miei coetanei a me piace scrive re ‘a mano’. E per scrivere questo libro ho consumato un’intera scatola di biro. Poi però è stato importante il connu bio con le nuove generazioni: è stato un ragazzo che poi mi ha trascritto il libro sul computer. In totale ci ho messo due anni e ho finito all’inizio del 2014. Quindi, dopo averlo corretto almeno 4 volte, ne ho stampate 1000 copie, ovviamente a mie spese. D. Non ha mai pensato a pubblicarlo presso un edi tore? R. All’inizio, in effetti, no. Adesso però, dopo averne regalato una copia a molta gente, ricevendo indietro numerosi complimenti, ci sto realmente pensando. Sa che ci sono state persone che, dopo aver letto il li bro, me lo hanno voluto pagare? È anche per questo che presto contatterò le case edi trici presenti sul mercato in Italia proponendogli il manoscritto. Poi vedremo ciò che succederà. D. Cosa consiglia a un suo ipotetico ‘collega’ pensio nato con un sogno nel cassetto come ha avuto lei per tanti anni? R. Di portarlo alla luce. Noi siamo pensionati solo di nome. Possediamo in realtà talmente tanta ricchezza accu mulata in diverse esperienze di vita che abbiamo quasi il dovere di trasmetterla. Ovviamente nei modi che ci sono più congeniali. A me è piaciuto scrivere però tutti possono scegliere la modalità per tramandare il proprio tesoro personale. Il mio consiglio è: provateci, partendo da quello che sa pete fare, con le cose che sapete usare come ho fatto io con la mia scatola di biro. Gli anziani hanno moltissimo da dare. Sarebbe bello, anzi, che i pensionati fossero protagonisti della scuola: le origini andrebbero insegnate, le persone un pò in là con gli anni sarebbero i soggetti giusti per farlo. La trama e la recensione del libro “Il sequestro di un’anima” si trova a pagina 49 nella rubrica “Il libro del mese”. 23 Numero 47 LE SFIDE DEGLI ANZIANI di MARIA ROSA BATTAN, Vice Presidente Nazionale Cna Pensionati U na delle sfide che gli anziani devono affron tare è quella di destreggiarsi nel mare grandissimo di opportunità (non sempre veritiere) che vengono loro offerte per vivere bene il naturale invecchiamento. Recentemente un quotidiano nazionale (Giornale del 25/05/2014) ha definito l’invecchiamento “uno dei più grandi problemi della sanità nell’intero conti nente” e i dati che indicano l’aumento demografico della popolazione anziana non sono confortanti in quanto fotografano una popolazione over 65 con percentuali elevate di patologie più o meno gravi. Sono sicura che alcuni dei dati riportati nel quotidia no possono essere aggrediti e modificati se decidia mo di farlo. 24 Combattere l’invecchiamento partendo da una inti ma consapevolezza che le nostre risorse psicofisiche vadano protette, anticipando così la necessità del trattamento medico, sia un buon inizio. Mi piace pensare che “l’ecologia mentale”, termine coniato per definire l’ambito che si propone di ap profondire e ampliare gli studi sugli stati mentali di disagio, si orienti in una visione in cui la cura di uno stato di malattia o disagio non miri soltanto alla riso luzione del sintomo ma si muova anche verso la riat tivazione di un percorso interiore. Recentemente mi è capitato di leggere un libro il cui sottotitolo è: “la fonte della giovinezza”. Lo scenario proposto è l’ambiente orientale dove nella quotidianità rientrano anche le discipline fisiche e cure Le sfide degli anziani naturali e, senza eccedere nell’interpretazione, ma applicando solo alcuni degli accorgimenti suggeriti, le persone che lo desiderano possono trarne vantaggio. Personalmente ho speri mentato alcuni esercizi fisi ci (molto simili alla discipli na yoga) non sono ovvia mente ritornata ad avere la vitalità di una trentenne ma alcuni benefici li ho ot tenuti, in particolare “ascolto” con maggior inte resse ogni segnale che il corpo mi invia e cerco di as secondarne le richieste. Credo che la “giovinezza” di cui parla il narratore sia proprio quella di essere at tenti a se stessi e non dele gare ad altri la propria esistenza, per farlo però si deve rimanere il più possibile in armonia con se stessi curan do con uguale attenzione il fisico e la mente. Se quotidianamente abituato ad esercizi fisici, (po trebbe diventare molto efficace un uso quotidiano di piste ciclabili e pedonali sicure, qualora i percorsi ve nissero coordinati tra comuni dello stesso territorio), il nostro fisico potrebbe regalarci l’elasticità utile ad essere autonomi molto a lungo, tutti sappiamo quan to sia importante non dipendere da altre persone per la cura della casa, della nostra persona, del nostro tempo libero, quanto sia importante camminare, giocare con i nipoti, andare al cinema con gli amici, assecondarci negli hobby, sentirci pronti. La gioia dei giorni di festa, delle ricorrenze, degli in contri, degli abbracci, dei sorrisi, degli addii, dei tra monti, del mare, dei cieli ci devono accompagnare sempre e noi dobbiamo lavorare su noi stessi per chè questo avvenga, amandoci molto. La nostra persona, richiede comunque grande atten zione e interesse anche nel programmare l’elasticità della nostra mente e trovare ogni strumento utile a soddisfare la nostra curiosità, diventa automatica mente cibo per la mente. Avere una consapevole autonomia ci mette al riparo da insidie, da situazioni di rischio e ci aiuta a vivere i sentimenti. 25 Numero 47 Per la metà dei pensionati italiani la crisi è più nera di come appare Osservatorio IPSOS per Cna Pensionati L e stime preliminari sul PIL italiano nel terzo tri mestre del 2014, rilasciate l’1 dicembre da Istat, non lasciano scampo: il segno meno non sembra intenzionato ad abbandonare l’andamento della produzione nel nostro paese, che fa registrare un calo del 0,1% rispetto al II trimestre e una varia zione del 0,4% su base annua. A meno di improbabi li scossoni nel IV trimestre (l’attuale previsione dell’i stituto di statistica è di crescita nulla), il PIL italiano chiuderà il 2014 ancora in calo. Il perdurare delle difficoltà fa sì che i giudizi sull’at tuale situazione di crisi siano fortemente pessimisti ci, indistintamente tra pensionati e non pensionati; quasi la metà dei pensionati intervistati (il 49%) crede infatti che la crisi che stiamo attraversando sia molto più grave di quel che si pensa, mentre il 38% ritiene che sia grave come appare. La presa di coscienza sulla situazione del paese appare quindi inequivocabile. In un contesto che rimane delineato come fortemente pessimista è però possibile coglie re dei lievissimi segnali di maggiore fiducia, o più propriamente di minore sfiducia, da parte dei pen sionati: è infatti in calo di 20 punti percentuali, rispetto al 2013, la proporzione di pensionati che crede che la crisi sia molto più grave di quello che si pensa (69% il dato 2013), anche se la variazione rimane confinata all’interno dei giudizi negativi (nel 2013 era il 19% il dato sui pensionati che ritenevano la crisi grave come appare). L’uscita dalla crisi continua ad apparire lontana: l’80% dei pensionati ritiene che per la soluzione delle difficoltà sia necessario aspettare ancora a lungo. Questo dato fa segnare un netto aumento rispetto al 2013: la percentuale di quanti ritenevano l’uscita dalla crisi ancora molto lontana era pari al 69%. I pessimisti sulla durata della crisi si dividono equamente tra chi ritiene che per uscire dalla crisi ci vorranno altri 5/10 anni e chi, un pò meno pessimi sta, crede che ne serviranno almeno 3 o 4. Solo il 14% è convinto che la fine della crisi sia prossima. Il pessimismo che aleggia intorno alle prospettive del paese sembra intaccare solo in parte le valuta zioni sul presente: in un contesto comunque ricono 28 sciuto come difficile, la situazione attuale è vissuta con una minore dose di negatività e questo sembra essere particolarmente vero per la parte di popola zione pensionata. La propria situazione economica attuale è infatti valutata con soddisfazione dal 59% dei pensionati intervistati, a fronte di un 50% per il totale degli ita liani. Sebbene il trend sia positivo per entrambi i tar get in analisi, la variazione è molto più netta per le persone ritirate dal lavoro, che fanno registrare un aumento di 11 punti percentuali rispetto al dato 2013 (+6 punti percentuali per gli italiani) e, soprat tutto, un saldo tra soddisfatti e insoddisfatti ora for temente positivo (+18 punti percentuali). Il trend positivo sulla situazione economica attuale sembra trovare conferma nelle valutazioni sul teno re di vita: è infatti in aumento la proporzione di quanti hanno migliorato o mantenuto facilmente il proprio tenore di vita negli ultimi 23 anni rispetto al 2013 (+10 punti percentuali tra i pensionati nel 2014, a fronte di +3 punti percentuali. per il totale popolazione). È bene però prendere questo dato con le dovute cautele, poichè il 58% dei pensionati (69% nel totale popolazione) dichiara di avere avuto difficoltà a mantenere il proprio tenore di vita (42%) o di non esserci riuscito (16%). Si può quindi sostenere che, per quanto riguarda il breve periodo, si stia assistendo a piccoli ma pro gressivi segnali di ripresa di fiducia da parte della popolazione e in particolare dei pensionati, con valutazioni più serene sulla propria situazione eco nomica attuale. Si sta quindi assistendo ad un pro gressivo adeguamento del proprio stile di consumo e del proprio tenore di vita al contesto socioecono mico che caratterizza il paese da anni, vivendo quin di con minore spirito di sacrificio le scelte fatte. Tuttavia allargando l’orizzonte temporale e valutan do la situazione complessiva del paese, le prospetti ve diventano più cupe e la preoccupazione si fa stra da, lasciando meno spazio ad un recupero di fiducia stabile nel tempo. Osservatorio IPSOS per CNA Pensionati Osservatorio IPSOS per Cna Pensionati “ L’uscita dalla crisi continua ad apparire lontana: l’80% dei pensionati ritiene che per la soluzione delle difficoltà sia necessario aspettare ancora a lungo. “ “ Il 58% dei pensionati (69% nel totale popolazione) dichiara di avere avuto difficoltà a mantenere il proprio tenore di vita (42%) o di non esserci riuscito (16%). “ “ In aumento la proporzione di quanti hanno migliorato o man tenuto facilmente il proprio tenore di vita negli ultimi 23 anni rispetto al 2013. “ 29 Numero 47 CENSIS, italiani narcisiti e sfiduciati La globalizzazione ci ha messo ko? Non ancora, anzi… Il Rapporto annuale Censis 2014 ci descrive paralizzati dal timore del domani. Tuttavia le famiglie possiedono oltre 1200 miliardi liquidi e le imprese sopravvissute alla crisi hanno visto aumentare le loro risorse disponibili dai 238 miliardi di euro del 2008 ai 279 miliardi del 2013 (+17,3%). Stando fermi non crediamo nei giovani e non puntiamo sul patrimonio culturale. Siamo il Paese dal capitale ‘inagito’ che però conserva alcuni assi nella manica. di LIVIA PANDOLFI U n paese bloccato in preda alla paura del fu turo e quindi immobile. E soprattutto inca pace di reagire in modo propositivo alla crisi profonda, a questo punto non solo economica, che stiamo vivendo. È così che il Censis, il Centro studi in vestimenti sociali, dipinge l’Italia nel suo Rapporto Annuale 2014. Secondo l’istituto è come se fossimo paralizzati di fronte all’incertezza tanto – addirittura da sospendere i nostri desideri. Ma non tutto è nero, anzi. Alcuni dati sorprendono e fanno intravedere la strada per riemergere dal pozzo dove siamo caduti. LE FAMIGLIE I numeri parlano chiaro. Secondo il Censis le fami glie credono, per il 47% che il picco negativo della crisi sia alle spalle (il 12% in più rispetto allo scorso anno). Ma ora è l'incertezza a prevalere. Tra il 2007 e il 2013 tutte le voci delle attività finanziarie delle famiglie sono diminuite, tranne i contanti e i depo siti bancari, aumentati in termini reali del 4,9%, arri vando a costituire il 30,9% del totale (erano il 27,3% nel 2007). A giugno 2014 questa massa finanziaria liquida è cresciuta ancora, fino a 1.219 miliardi di euro. Prevale dunque un cash di tutela, con il 45% delle famiglie che destina il proprio risparmio alla copertura da possibili imprevisti, come la perdita del lavoro o la malattia, e il 36% che lo finalizza alla voglia di sentirsi con le spalle coperte. La percezio ne di vulnerabilità porta il 60% degli italiani a ritene re che a chiunque possa capitare di finire in povertà, come fosse un virus che può contagiare chiunque. E 30 per il futuro? Circa un terzo degli italiani non si sente sicuro, quota che sale al 43% dei giovani. Del resto le famiglie hanno poche speranze di migliora re le condizioni dei propri figli. Noi crediamo, più di ogni altro in Europa, che per avere successo nella vita servano le conoscenze giuste (il 29% contro il CENSIS, italiani narcisiti e sfiduciati 19% inglese) e che sia fondamentale il fatto di pro venire da una famiglia benestante (il 20% contro il 5% francese). Il riferimento all'intelligenza come fat tore determinante per l'ascesa sociale raccoglie il 7% delle risposte in Italia: il valore più basso in tutta l'Unione europea! LE IMPRESE La crisi ha colpito durissimo. Dal 2008 si è registrata una flessione degli investimenti di circa un quarto. Si sono ridotti gli investimenti in hardware (28,8%), costruzioni (26,9%), mezzi di trasporto (26,1%), macchinari e attrezzature (22,9%). Se si prende a riferimento il 2007, si può dire che da allora fino al 2013 c'è stata una mancata spesa cumulata anno dopo anno per investimenti superiore a 333 miliar di di euro (più di quanto previsto dal piano Juncker). L'incidenza degli investimenti fissi lordi sul Pil si è ridotta al 17,8%: il minimo dal dopoguerra (16,4% nel 1947, 17,3% nel 1948, poi 19,1% nel 1949). Ma a una così accentuata flessione delle spese produt tive, determinata dalla recessione e dalle aspettati ve negative, non ha corrisposto un analogo peggio ramento dei conti delle imprese che ce l'hanno fatta. Dal 2008 a oggi il margine operativo lordo delle imprese si è mantenuto elevato e a tratti cre scente. Il patrimonio netto delle imprese è aumen tato negli anni della crisi arrivando a pesare nel 2013 5,8 volte l'ammontare degli investimenti effet tuati. Le risorse liquide disponibili sono passate dai 238 miliardi di euro del 2008 ai 279 miliardi del 2013 (+17,3%). Se il grande capitalismo familiare italiano appare quasi sotto assedio, con molti mar chi ceduti ad aziende straniere e fasi travagliate di ridefinizione della governance interna, resta una carta vincente per il Paese il microcapitalismo di ter ritorio. Ancora nel primo semestre del 2014 le esportazioni degli oltre 100 distretti industriali sono cresciute del 4,2%, in termini tendenziali, a fronte di un incremento dell'1,2% dell'export manifatturiero complessivo. LA DISSIPAZIONE DEL CAPITALE UMANO CHE NON SI TRASFORMA IN ENERGIA LAVORATIVA Siamo un Paese – dice il Censis dal capitale inagito anche perchè non riusciamo ancora a ottimizzare i nostri talenti. Agli oltre 3 milioni di disoccupati si sommano quasi 1,8 milioni di inattivi perchè scorag giati. E ci sono 3 milioni di persone che, pur non cer cando attivamente un impiego, sarebbero disponi bili a lavorare. È un capitale umano non utilizzato di quasi 8 milioni di individui. Più penalizzati sono i gio vani. I 1534enni costituiscono il 50,9% dei disoccu pati totali. E i Neet, cioè i 1529enni che non sono impegnati in percorsi di istruzione o formazione, non hanno un impiego né lo cercano, sono in conti nua crescita: da 1.832.000 nel 2007 a 2.435.000 nel 2013. C'è poi il capitale umano sottoutilizzato, com posto dagli occupati part time involontari (2,5 milio ni nel 2013, raddoppiati rispetto al 2007) e dagli occupati in Cassa integrazione corrispondenti a 240.000 lavoratori sottoutilizzati. E c'è anche il capi tale umano sottoinquadrato, cioè persone che rico prono posizioni lavorative per le quali sarebbe suffi ciente un titolo di studio inferiore a quello possedu to: sono più di 4 milioni di lavoratori. IL PATRIMONIO CULTURALE CHE NON PRODUCE VALORE Siamo un Paese dal capitale inagito anche perchè l'I talia riesce solo in minima parte a mettere a valore il ricco patrimonio culturale di cui dispone. Il nume ro di lavoratori nel settore della cultura (304.000, l'1,3% degli occupati totali) è meno della metà di quello di Regno Unito (755.000) e Germania (670.000), e di gran lunga inferiore rispetto a Fran cia (556.000) e Spagna (409.000). Nel 2013 il setto re ha prodotto un valore aggiunto di 15,5 miliardi di euro (solo l'1,1% del totale del Paese) contro i 35 miliardi della Germania e i 27 della Francia. E men tre le principali economie europee hanno registrato dal 2007 un significativo sviluppo del settore, da noi la situazione è inversa: 1,6% tra il 2007 e il 2013 in termini di valore aggiunto (contro il +4,8% della Ger mania e il +9,2% della Francia) e +3,3% in termini occupazionali (contro il +10,9% della Germania e il +6,3% della Francia). ITALIANI SOLI MA PRONTI AL SELFIE (L’AUTOSCAT TO MESSO IN RETE) Come siamo diventati lo testimonia il nostro rappor to con i media digitali personali. A fronte del 63,5% di italiani che utilizzano internet, gli utenti dei social network sono il 49% della popolazione e arrivano all'80% tra i più giovani di 1429 anni. Tra il 2009 e il 2014 gli utenti di Facebook 3645enni sono aumen 31 Numero 47 tati del 153% e gli over 55 del 405%. Gli utenti italia ni di Instagram sono circa 4 milioni. Delle 4,7 ore al giorno trascorse mediamente sul web, 2 sono dedi cate ai social network. La pratica diffusa del selfie dimostra come ci piaccia guardarci allo specchio narcisisticamente, invece che utilizzare questi stru menti per scoprire il mondo e relazionarsi con l'altro da sé. Non è contraddittorio quindi il dato che emerge da una rilevazione del Censis secondo cui la solitudine è oggi una componente strutturale della vita delle persone: il 47% degli italiani dichiara di rimanere solo durante il giorno per una media quo tidiana di solitudine pari a 5 ore e 10 minuti. EPPURE LO STILE ITALIANO PIACE SEMPRE DI PIÚ ALL'ESTERO. L'interesse suscitato all'estero dall'Italia, anche se non adeguatamente sfruttato, non conosce crisi. Questa potrebbe essere la nostra carta vincente futura. Siamo la quinta destinazione turistica al mondo, con 186,1 milioni di presenze turistiche straniere nel 2013 e 20,7 miliardi di euro spesi (+6,8% rispetto al 2012). L'export delle 4 A del made in Italy (alimentari, abbigliamento, arredocasa e automazione) è aumentato del 30,1% in termini nominali tra il 2009 e il 2013. Sempre più persone parlano la nostra lingua: circa 200 milioni nel mondo. E crescono le reti di aziende italiane in fran chising all'estero: 149 reti nel 2013 per un totale di 7.731 punti vendita (+5,3% rispetto al 2011). 32 L’ORO PURO DELL'ENOGASTRONOMIA NAZIONALE CHE CONQUISTA LE CULTURE GLOBALI Se gli italiani tornano a lottare, credere e investire nel futuro potrebbero prendere il mondo globaliz zato per la gola. Il successo di cibo e vini italiani nel mondo, infatti, è uno degli indicatori più significati vi del fortissimo appeal del nostro stile di vita. L'Italian food, inteso come rapporto con il territorio, autenticità, qualità, sostenibilità, è uno straordina rio ambasciatore del nostro Paese nel mondo globa lizzato. Il made in Italy agroalimentare è una delle compo nenti più dinamiche dell'export: 27,4 miliardi di euro nel 2013, con un aumento del 26,9% rispetto al 2007. L'Italia è il Paese con il più alto numero di ali menti a denominazione o indicazione di origine (266), seguito a distanza da Francia (219) e Spagna (179). Così il nostro Paese sta riuscendo a conqui stare, con logica da soft power, cuori, menti e por tafogli dei cittadini a livello globale. Anziani, altro che un costo. Le funzioni economiche e sociali dei longevi Se si considerano la spesa pubblica per le pen sioni, pari in Italia al 61,9% della spesa per pre stazioni sociali (il 16,1% in più della media Ue), e l'elevato consumo di sanità pubblica, non può non emergere un notevole costo sociale della longevità. È quanto fa notare il Rapporto annuale del Censis 2014. Va sottolineato, però – aggiunge l’indagine che 2,7 milioni di persone con 65 anni e oltre svolgono attività lavorativa rego lare o in nero; si prendono cura di altre perso ne anziane non autosufficienti 972.000 ultra sessantacinquenni in modo regolare e 3,7 mi lioni di tanto in tanto; 3,2 milioni si prendono regolarmente cura dei nipoti e 5,7 milioni lo fanno di tanto in tanto; 1,5 milioni contribui scono regolarmente con i propri soldi alla fa miglia di figli o nipoti e 5,5 milioni lo fanno di tanto in tanto. Numero 47 DONNE E DIRITTI di MARIA ROSA BATTAN, Vicepresidente nazionale Cna Pensionati Spazio DONNA E mma Watson, attrice femminile, adolescente protagonista di tutti i film di “Harry Potter”, alias Hermione, è diventata una giovane donna e recentemente, in veste di ambasciatrice del l’Onu, ha lanciato una campagna “He for She”(lui per lei). La campagna “He for She” è rivolta agli uomini invi tandoli non solo ad ascoltare, ma a diventare prota gonisti della battaglia per i diritti politici, economici e sociali tra i generi perchè, far saltare gli stereotipi di genere, significa abbattere le contrapposizioni culturali che purtroppo esistono in tutti i paesi an che se in maniera diversa e producono rancore, do lore e violenza, per generare rispetto. Emma Watson, durante il suo discorso tenuto davan ti alla togatissima assemblea dell’Onu e indiretta mente rivolto a tutti i ragazzi, ragazzine, giovani e non che la seguono dai tempi di Harry Potter, ha por tato nella sua testimonianza motivi per i quali, sin da piccola (8 anni) ha cominciato a sentire rabbia, per la discriminazione che le veniva spesso inflitta quando desiderava praticare ruoli o scelte tradizionalmente vissuti al maschile. Credo che l’esperienza testimoniata sia stata vissuta, almeno in parte, da molte di noi e sicuramente lo sarà ancora. Infatti, anche oggi, credere in quello che facciamo, adoperarci, decise e consapevoli per realizzare ogni nostro percorso, anche di nonne desiderose di esse re tutelate nella salute e rispettate da una società che spesso ci oscura, a volte ci fa sembrare donne troppo aggressive, poco attraenti se non addirittura contro gli uomini. Emma Watson e il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon il 20 settembre 2014 a New York. (Timothy A. Clary, Afp) 34 E ancora: ritenere giusto che le donne a pari merito abbiano lo stesso stipendio e conseguentemente rico noscimento pensionistico degli uomini, che abbiano le stesse opportunità di fa re politica, che si misurino alla pari in ogni ambito cul turale/sociale/economico e che alla pari godano dello stesso rispetto, talvolta ge nera un sentimento di rifiu to al cambiamento verso il riconoscimento dei diritti di tutti. Per la donna, invece il di ritto ad essere considerata “pari” rientra sicuramente tra i diritti che si devono al la persona, quindi ad ogni essere umano. Spazio DONNA La campagna “He for She” si rivolge agli uomini per estendere un formale invito di contaminazione di ge nere, perchè il nostro essere “pari” interessa anche agli uomini. Si conosce ancora poco dello stereotipo che coinvol ge il genere maschile ma, siccome esiste, è bene che se ne parli, che si trovi una possibilità di dialogo che aiuti gli uomini quanto prima a liberarsi dagli stereo tipi che li condizionano e sempre più frequentemen te crea disagio. Troppo spesso ad esempio, è difficile al maschile ri conoscere e manifestare i sentimenti per paura di sembrare poco virili, fragili e insicuri, c’è il timore di sembrare meno maschi e questo li sconcerta. Spazio DONNA Le donne in questo sono esperte, vivono storicamen te emozioni e sentimenti con naturalezza per questo sono pronte e auspicano il dialogo perchè quanto pri ma questo avverrà, uomini e donne saranno davvero liberi di essere sensibili, di essere forti, di essere dol ci, di piangere, di accarezzare, di riconoscere e vivere entrambi e in maniera condivisa i sentimenti. Altro forte condizionamento è un distorto concetto di successo che porta gli uomini ad investire soprat tutto sulla propria affermazione sociopolitica/lavo rativa sottovalutando e delegando al femminile tutti gli altri ruoli. Il benessere psicofisico e la sintonia con l’ambiente, porta le donne a vivere scelte sempre più spesso in contrapposizione con la rincorsa ad essere ad ogni costo protagoniste, questo non vieta che lo diventino anzi, a maggior ragione la scelta di una loro presenza dentro alle trasformazioni che la società sta vivendo può essere, se condivisa, con gli uomini, padri, mari ti, amici, colleghi portatrice del valore aggiunto che le caratterizza. Il 21 settembre l’attrice britannica Emma Watson ha tenuto un discorso alle Nazioni Unite sulla parità di genere nell’ambito della campagna He for she (Lui per lei). L’attrice nel luglio del 2013 è stata nominata ambasciatrice dell’Onu per i diritti delle donne e la parità di genere. Soprattutto però hanno bisogno che questa scelta di venti patrimonio dell’intera società e solo con una maggiore delega dei diversi ruoli tradizionali ci sarà un serio avvio verso la parità. cambiamento, chiede loro di credere nel diritto alla parità di genere, di condividere il percorso verso una nuova frontiera culturale e diventare dei sostenitori del femminile. La giovane donna Emma Watson, in sintesi, ci comu nica che condividendo la campagna da lei lanciata at traverso l’Onu, chiede a noi donne di dialogare con gli uomini di diventare attori in prima persona del Il diritto alla parità e alla non violenza è ancora trop po disatteso, infatti, ribadiamo a malincuore che non esiste in tutto il mondo un paese in cui, con sfumatu re diverse, i diritti siano garantiti a tutti. 35 Numero 47 LEGGE DI STABILITÀ PER L’ANNO 2015 Quali novità in materia previdenziale? L Spazio EPASA a legge di stabilità per l’anno 2015, nelle inten zioni del Governo dovrà garantire la riduzione dell’indebitamento netto e, al contempo, la crescita del tasso di incremento del prodotto interno lordo attraverso l’avvio di maggiori investimenti in materia di innovazione e ricerca, sviluppo dell’atti vità imprenditoriale, potenziamento della pubblica amministrazione tali da determinare effetti positivi in termini di crescita economica e sociale. Obiettivi in linea, pertanto, con quanto formalmen te ogni manovra economica deve garantire: modifi che e integrazioni a disposizioni legislative aventi riflessi positivi sul bilancio dello stato, tali da libera re risorse utili per lo sviluppo. A tali obiettivi si intende giungere attraverso una serie di interventi che coinvolgono svariati settori. Novità, ad esempio, sono state introdotte in mate ria di lavoro, fisco, procedimenti amministrativi e giurisdizionali, attività d’impresa. Rilevanti, ovviamente, anche gli interventi in mate ria di previdenza e assistenza, una delle leve più significative cui spesso si ricorre nelle manovre di finanza pubblica, sia per la regolazione della spesa, sia per i segnali politici che i provvedimenti in tale ambito sono in grado di veicolare. Tralasciando di considerare gli elementi di indirizzo politico che sollecitano gli interventi di cui al dise gno di legge in commento, pare opportuno passare a considerare le maggiori novità introdotte dal legi slatore in materia previdenziale. La prima novità degna di rilievo è relativa alla (non) applicazione del disincentivo per l’accesso al pen sionamento anticipato, con età inferiore a 62 anni, previsto dalla “Riforma Fornero” del 2011. Per effetto di quanto previsto dalla legge di stabilità in commento, infatti, la riduzione percentuale sulla quota calcolata con il sistema retributivo non trova applicazione “ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicem bre 2017”. Altra novità rilevante è quella che prevede, per i contribuenti “persone fisiche, esercenti, attività di impresa, arti o professioni, e ai loro familiari colla boratori, già pensionati presso le gestioni dell’INPS e con più di 65 anni di età”, la non applicazione della riduzione percentuale del 50% del contributo previ denziale alla relativa Gestione pensionistica. Tale norma, in verità, stando ad una lettura sistema tica, dovrebbe applicarsi solo a coloro i quali utiliz zano il nuovo regime forfettario di versamento, introdotto dalla medesima legge di stabilità. Occor rerà attendere le indicazioni degli enti competenti per capire la reale portata applicativa della norma in commento. In merito ai versamenti a fini previdenziali, inoltre, è previsto che ai familiari collaboratori dei soggetti di cui sopra, non si applica la riduzione contributiva di tre punti percentuali attualmente stabilita dalla Legge n. 233/1990. Stante l’esplicito riferimento al comma che introduce il nuovo regime forfettario di versamento, anche in questo caso occorrerà atten dere le indicazioni ministeriali e dell’Istituto Nazio 36 Spazio EPASA Particolare interesse assume, inol tre, la previsione in base alla quale a decorrere dal 2015, al fine di razio nalizzare e uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle presta zioni previdenziali corrisposte dal l’INPS, “i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché le rendite vita lizie dell’INAIL sono posti in paga mento il giorno 10 di ciascun mese, con un unico pagamento, ove non esistano cause ostative, nei con fronti dei beneficiari di più tratta menti”. Sulla base della formulazione della norma, resta da capire se saranno solo gli ulteriori trattamenti, e non la prestazione pensionistica principale, ad esse re corrisposti il 10 di ciascun mese, oppure tutte le prestazioni cui si ha diritto. Inoltre, non appare chia ro l’inciso “ove non esistano cause ostative” ai fini dell’erogazione con unico pagamento. Cosa si deve intendere, infatti, con cause ostative? La formula zione appare davvero generica. Una importante novità è prevista, invece, in merito agli importi dei trattamenti pensionistici. La legge prevede, infatti, che “l’importo complessivo del trattamento pensionistico non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l’applicazione delle regole di calcolo vigenti” prima dell’entrata in vigo re della “Riforma Fornero”. Occorre precisare, a questo proposito, che, com’è noto, la riforma pensionistica del 2011 ha previsto, a decorrere dal 1° gennaio 2012, che il sistema di calcolo per la contribuzione versata a decorrere dalla medesima data, debba essere effettuato secondo il calcolo contributivo. Questa previsione normativa può comportare, in taluni casi, l’erogazione di trattamenti pensionistici ancor più elevati rispetto a quelli che sarebbero derivati dal sistema di calcolo interamente retributi vo, solitamente più generoso. Il legislatore, con la legge di stabilità in commento, cerca pertanto di correre ai ripari, fissando un limite di importo anche per i trattamenti pensionistici liquidati con una quota “contributiva”. Tale limite si applica, peraltro, anche ai trattamenti pensionistici già liquidati alla data del 1° gennaio 2015. La norma in oggetto, tuttavia, avrà degli effet ti retroattivi di dubbia legittimità giuridica. Un cenno merita, in ultimo, il c.d. “bonus bebè”, ovve ro la norma che prevede la erogazione di un assegno pari a 960,00 euro annui, per i nati (o adottati) tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. L’intervento, volto ad incentivare la natalità, è diretto ai nuclei familiari con un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 25.000 euro annui. A questo proposito, appare certamente positivo, a parere di chi scrive, l’abbassamento del limite di red dito ai fini dell’erogazione dell’assegno (nella versio ne precedente il limite di reddito era pari a 90.000 euro annui!), ma non si condivide la modalità attra verso la quale si intende sostenere e incentivare la natalità. In altri termini, in luogo della erogazione di prestazioni “a pioggia”, sarebbe più utile garantire servizi alle famiglie con i medesimi requisiti. 37 Spazio EPASA nale di Previdenza per poter fornire una corretta interpretazione della norma. 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Il mare, dal fondale sab bioso, nella fascia più prossima al bagnasciuga, è adatto alla balneazione dei bambini. Il villaggio è direttamente sulla spiaggia e non ci sono strade interposte. La struttura non presenta barriere architettoniche. Il Serenusa Village offre un mondo di spazi e servizi pensati per bambini e ragazzi. A disposizione delle fa miglie c’è una grande piscina, un ampio parco con gio chi giganti e grandi giochi gonfiabili. I genitori che vo gliono cucinare e preparare pappe per i propri bimbi potranno usufruire di un’ampia cucina mamme, di sponibile 24 ore su 24. Il Serenusa Village offre una delle migliori animazioni italiane e un’équipe di oltre 40 animatori. Ogni sera spettacoli nel grande anfiteatro: musical, cabaret, varietà, giochi. Il villaggio dispone di boutique e negozi, emporio con giornali, tabacchi, bancomat, agenzia di viaggio per noleggio auto e trasferimenti, parcheggio interno ombreggiato e non custodito. 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In Italia, da qualche tempo, questo alternativo modo di abitare sta facendosi strada, anche in virtù di una crisi economica che spinge le persone a unire le pro prie forze per affrontare con più efficacia le difficoltà del quotidiano. Il cohousing riesce a coniugare molto bene il biso gno d’intimità, di cui ognuno ha diritto all’interno della propria abitazione, con il bisogno di sostegno sociale per alcune necessità di ordine pratico e non solo. Il periodo di forte crisi economica che ha investito il nostro Paese ha generato un elevato sentimento di sfiducia e sofferenza in ampi strati della popolazione, ma com’è già accaduto in altri momenti storici, carat terizzati da sofferenze e crisi profonde, ecco compa rire nuove strategie, strade alternative al modo di vi vere abituale che cercano in qualche modo di miglio rare o quantomeno arginare le difficoltà del quoti diano. Sembra, infatti, che proprio le crisi economiche o so ciali, riescano a stimolare la creatività e l’inventiva, dando vita a nuovi processi da cui si riuscirà a trarre vantaggio non solo nell’immediato ma anche nel fu turo. 40 Senza nessun intento consolatorio, mi fa piacere ri cordare alcune parole del grande scienziato Albert Einstein che negli anni ’30, quindi in un periodo del tutto simile a quello che stiamo vivendo, scrive: “È nella crisi che emerge il meglio di ognuno di noi, perchè senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze” “Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose” e ancora: “È nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie”. Dal libro: Il mondo come io lo vedo (Albert Einstein Newton Compton Editore). Ed è proprio una crisi che stimola la nascita del co housing negli anni ’70 in Danimarca; si tratta di una crisi sociale, la crisi della famiglia tradizionale che ve de, in anticipo rispetto a ciò che poi accadrà anche nel nostro Paese, un mutamento radicale dei costu mi e delle abitudini. È negli anni ’70, infatti, che inizia quel mutamento nei costumi che vede un aumento considerevole di nu clei familiari monogenitoriali, in assenza di tutte quelle protezioni che i legami parentali tradizionali avevano garantito fino a quel momento. Oltre al cambiamento della famiglia, anche una mag giore precarizzazione del mercato del lavoro, a fatto si che nel cohousing si potessero ritrovare quei lega mi sociali di sostegno necessari per ristabilire un nuo vo equilibrio all’interno della società. Dalla Danimarca il modello cohousing si è esteso nella gran parte dei paesi Europei, negli Stati Uniti e negli ultimi anni anche in Italia; è andato sviluppan dosi pian piano proprio dove la rete familiare di so stegno e di welfare veniva meno. Salute Il cohousing prevede nella forma più classica una se rie di alloggi privati (20/30 al massimo) con un gran de spazio in comune, di solito un cortile spazioso, do ve i bambini possono ritrovarsi senza pericoli. Gli abi tanti condividono, inoltre, una sala con la cucina, do ve è possibile organizzare pranzi o cene in comune, una biblioteca, una stanza adibita a salotto per guar dare la TV, una lavanderia e anche altri strumenti che possono essere utili nella conduzione di una casa: piccoli elettrodomestici, biciclette o attrezzi per il giardinaggio. In alcuni “condomini solidali” più strutturati c’è chi mette a disposizione anche il proprio tempo, per la cura dei più piccoli o per aiutare disabili e anziani, in altre parole ognuno partecipa come può, dando alla comunità qualcosa che possa arricchire tutti. Questo nuovo modo di abitare non solo consente un notevole risparmio economico, ma permette di mantenere vivi quei rapporti sociali che nelle realtà urbane sono andati scomparendo. Secondo i due architetti, che hanno introdotto il co housing negli Stati Uniti, (C. Durett e K. McCamant) si tratta di un nuovo modo per stabilire relazioni socia li tipiche delle società preindustriali nella realtà po stindustriale. Il cohousing nasce per tentare di superare l’indivi dualismo spinto, che caratterizza il vivere delle so cietà moderne, e cerca di dare una risposta alla soli tudine e alla perdita di coesione sociale, ripristinan do quel rapporto solidale di buon vicinato che fino a qualche decennio fa ha rappresentato un aspetto di stintivo della nostra tradizione. Il rinnovamento dei modelli abitativi non si manife sta solo con il cohousing classico, secondo il CRESME (Centro Ricerche Economiche Sociali Mercato per l’Edilizia e il Territorio) in questi ultimi anni in Italia si sta sviluppando un fenomeno simile che prende il nome di “silver cohousing” o “convivenze argenta te”, già conosciuto e praticato da almeno dieci anni in Olanda e in Danimarca, dove anziani soli cercano qualcuno con cui condividere la casa che il più delle volte risulta essere troppo grande e costosa. La coabitazione, infatti, non sembra essere più esclu siva della fascia giovanile, come nel ca so degli studenti universitari fuori se de, ma si estende agli anziani che cer cano così di ridurre i costi di gestione dell’abitazione e di avere una compa gnia che li faccia sentire meno soli. Il “ cohousing” o “silver cohousing”, due facce della stessa medaglia, rap presentano un buon esempio di co me, solo attraverso la riscoperta dei valori della condivisione e della soli darietà, si possa riuscire a superare indenni questo periodo storico che sta facendo vacillare tutte le certezze su cui abbiamo costruito la nostra ci viltà. Per approfondire l’argomento consi gliamo: Francesca Guidotti Ecovillaggi e cohousing. Dove sono, chi li anima, co me farne parte o realizzarne di nuovi. Terra Nuova Edizioni, Firenze, pp. 267 41 Salute Possiamo definirlo come un buon surrogato di rela zioni sociali e parentali che la modernità non ha sapu to e voluto mantenere vive. Numero 47 AUTUNNO E INVERNO di SARA PAPPALARDO, Dietista I nizia il freddo. Si torna al focolare domestico e al piacere di stare in casa, di accendere il forno e trascorrere più tempo in cucina. L’estate ha por tato via con sé i cibi freschi e veloci dai colori accesi. Ora cachi, zucche e radicchio adornano le nostre ta vole con i loro colori caldi. Si preparano pasti elabo rati da gustare su una bella tavola. Forse però ci chiediamo se su questa stessa tavola oltre al gusto serviamo anche la buona salute. Vediamo quindi al cuni alimenti tipici di questa stagione. Salute La zucca È arrivata in Europa grazie a Cristoforo Colombo e al la scoperta dell’America. Quella che mangiamo oggi è ,ovviamente, un’evoluzione della zucca del 1500. Per il suo caratteristico sapore la possiamo trovare in diverse preparazioni dall’antipasto al dolce. Ce ne so no numerose varietà che si differenziano per colore e per forma. La zucca classica ha una scorza dura che isola la polpa arancione dalla luce mantenendone in tatte le qualità nutrizionali. Si può conservare circa 5 o 6 mesi, fuori dal frigo. Basta mantenerla con una parte dello stelo per evitare che si disidrati. La zucca ha pochissime calorie poichè è costituita per la maggior parte d’ acqua. È povera di sodio e ha un effetto diuretico e drenante. Consigliata per chi ha problemi di pressione e di calcoli renali, ha un sapore un pò dolce perchè nella sua polpa sono presenti zuc cheri solubili. È ricca di betacarotene, vitamina E (im portante soprattutto in menopausa), vitamina C, aci do folico, acido pantotenico, potassio e rame. È quin di una buona difesa dai radicali liberi e la presenza di betacarotene ne fa un utile alimento per rinforzare il sistema immunitario, la vista e per la salute della pel le. Grazie ai fitoestrogeni presenti è anche un buon aiuto per contrastare l’insorgere del tumore alla mammella e alla prostata. Il melograno La pianta ha le sue origini nel Medioriente. Il frutto, detto melagrana, era già molto apprezzato in anti chità. Compare persino nella Bibbia e per molta lette ratura mitologica è simbolo di fertilità. La maggior 42 produzione si ha nei paesi dove ci sono inverni rigidi ed estati calde. Si conserva in frigorifero 3 settimane. I grani si possono anche congelare per poi essere uti lizzati in cucina come ingredienti per macedonie, in salate, zuppe, salse o con pesci e ortaggi. È una buo na fonte di potassio e di acidi organici tra cui spicca l’acido citrico che dà quel sapore acidulo .Ricco an che di vitamina C, acido pantotenico. e di polifenoli, combatte le infiammazioni. Il cardo Il cardo ha origini mediterranee: in Italia si trova so prattutto in Piemonte. È tipico dell’autunno. Ha un aspetto simile un pò al se dano e un pò al carciofo. Si mangiano le coste, toglien do le spinette che si trovano sull’esterno, le foglie e i filamenti presenti lungo le nervature. Di solito si sbol lenta prima delle varie preparazioni per renderlo più morbido e per togliere il sapore amarognolo. Si può cucinare allo stesso modo degli asparagi o del sedano: al gratin, al forno, con la panna, in umido. Usato nella preparazione tipica piemontese, “la ba gnacauda”, può essere anche consumato freddo. Per conservarlo al meglio si consiglia di metterlo in un sacchetto di plastica o carta, con la base avvolta nel la carta assorbente, nel cassetto delle verdure dove può stare 1 o 2 settimane. Il cardo, da studi recenti, è risultato un ottimo ali mento per la prevenzione del tumore, soprattutto per quello della prostata, grazie al suo contenuto di “silimarina”, una sostanza che ha un’azione antitu morale. Il radicchio In antichità veniva utilizzato esclusivamente come pianta medicinale ed è solo nel Medioevo che inizia no le prime coltivazione e le prime ricette culinarie. Le varietà si differenziano in base alla stagione. Il ra dicchio rosso o radicchio di Treviso Ricco di potassio e betacarotene è indicato per il benessere della pelle e degli altri tessuti, per il sistema immunitario, per la vista e per le ossa. Inoltre le antocianine presenti contribuiscono a favorire la circolazione del sangue e ridurre l’accumulo di grassi. Ottimo per le insalate è anche utilizzato in diverse preparazioni culinarie . Salute Il broccolo È una pianta che appartiene alla famiglia delle cruci fere, come la verza e il cavolfiore. Il suo levato quan titativo di vitamine e sali minerali, soprattutto ferro, fosforo e magnesio, lo rendono un alimento indi spensabile per la nostra salute. È indicato per chi sof fre di osteoporosi per il suo elevato apporto di vita mina K. La vitamina K infatti, oltre ad agire sulla coagulazione del sangue, gioca anche un ruolo nella buona salute delle ossa. Grazie al contenuto di vitamina C è consi gliato per chi soffre di infezioni. È ricco di acido pan totenico, chiamato anche la vitamina antistress che aiuta nella regolazione del colesterolo È un eccellen te fonte anche di acido folico, indispensabile per i processi di divisione cellulare per la rigenerazione di alcuni tessuti. Non bisogna sottovalutare l’azione chemio preventiva che ha grazie alla presenza di “in doli” i quali aiutano l’organismo ad espellere dalle cellule alcune sostanze cancerogene collegate so prattutto al tumore del seno. La verza Comunemente conosciuta come cavolo verde appar tiene alla famiglia delle Crucifere. È consigliata nella dieta degli anemici per il suo contenuto di ferro. Per chi soffre di osteoporosi si suggerisce di assumere un bicchiere di succo di verza è per l’elevato contenuto di calcio abbinato alla scarsa presenza di fosforo. In fatti il fosforo presente negli alimenti entra i compe tizione con il calcio limitandone l’assorbimento. Contiene inoltre potassio, carotenoidi, clorofilla, vi tamina K e vitamina C che gli afferiscono un potere ri generante dei tessuti e rimineralizzante Il succo è buono anche come tonico, rivitalizza e disintossica. Utile contro la debolezza cronica, le infiammazioni e la stipsi. se ne apprezzano le qualità. È un alimento che si può mangiare in mille modi diversi. Crudo mantiene inalterata una sostanza, la Cynarina, che favorisce la secrezione biliare e la diuresi ed è presente nelle foglie e nelle radici, ma è responsabile del sapore amaro dei carciofi. Il carciofo una volta cotto perde la Cynarina, ma mantiene inalterati i suoi poteri salutari. Contiene, in particolar modo, vitami na C, provitamina A, calcio e ferro ed è un efficace epatoprotettivo(protegge il fegato), antiossidante. Favorisce il controllo del tasso di colesterolo e di lipi di nel sangue. È consigliato per le affezioni dell’appa rato digerente come i dolori di stomaco, il senso di nausea, il vomito e la flautulenza. Le castagne Con i loro amidi tengono stabile il tasso di glicemia e forniscono energia al corpo senza affaticare il fegato e i reni. Sono anche ricche di potassio, buone perciò per chi soffre di crampi e di ipertensione. Poco dige ribili, hanno delle sostanze che fermentano nel co lon. È meglio non consumarle se si soffre di colite, ga strite o gonfiori addominali e sono da limitare anche in caso di diete dimagranti visto il buon contenuto di calorie. I cachi Di origine asiatica, sono ricchi di antiossidanti quali la vitamina C, il licopene e la provitamina A. Sono perciò utili per rinforzare il sistema immunitario. Ricchi di potassio e di zuccheri semplici possono far parte del l’alimentazione di uno sportivo, ma non sono consi gliati per il diabete proprio per l’elevato contenuto di zuccheri. Il carciofo La pianta è originaria del Medio Oriente e da sempre 43 Salute Le nocciole Come tutta la frutta secca, sono molto caloriche. A differenza dell’altra frutta a guscio, però, la qualità degli acidi grassi insaturi le rende utili anche per chi ha problemi di colesterolo. Le nocciole sono anche una buona fonte di vitamina E contengono un antios sidante. Si consiglia di non tostarle perchè crude mantengono meglio e più intatte le proprie qualità nutrizionali. Numero 47 L’EUCALIPTO l’albero delle febbri di GENNARO SPORTIELLO O Salute riginario dell'Australia e sconosciuto alle no stre latitudini fino alle soglie dell'800. Nel 1792 fu notato per la prima volta in un'isola a sud dell'Australia dal botanico francese Labillardié re che lo ritenne fin da subito un prodigio della natu ra. Lo chiamò eucaliptus globulus perchè i semi sono chiusi in un involucro di forma sferica. metri di altezza. Nulla se paragonato al suo habitat originario, dove può superare facilmente i 100 metri. Ma c'è chi racconta di aver visto in Australia eucalipti sfiorare i 150 metri. Se ne osserviamo un esemplare possiamo vedere che le foglie di un verde bottiglia hanno una forma che ricorda la lama di un falcetto. I fiori sono a coppa e ben nascosti mentre i frutti sono protetti da un involucro che al momento opportuno si schiude partendo dalla parte superiore. In erboriste ria e in medicina si usano le foglie che si raccolgono nella bella stagione, a partire da giugno, evitando i pe riodi di grande calura. La parte verde della pianta pro duce un olio essenziale dall'odore penetrante e piace vole, dalle proprietà antibiotiche. In un primo tempo gli europei si concentrarono solo sul profumo e stabilirono che la presenza di questi al beri rendesse l'aria più salubre. I francesi introdusse ro gli eucalipti in Algeria, allora loro possedimento. In pochi anni le zone paludose si ridussero come anche la malaria. Fu allora che venne chiamato “l'albero del le febbri”. Esistono più o meno seicento specie di questo parti colare albero sempreverde. Una cinquantina sono presenti nel nostro continente. Già dopo meno di 10 anni dal primo avvistamento alcuni esemplari erano già negli orti botanici di molte città europee, fra cui Napoli. E in diverse proprietà e tenute alla moda nei pressi del mare, in Liguria, Toscana e Sicilia. Si intuì su bito che ama i climi miti, come il Mediterraneo, dove ha preso piede da tempo e dove può arrivare a 30 35 44 Grazie a questo e altri successi, in Italia intorno al 1869 i frati Trappisti ottennero la proprietà di un va sta zona nell'area delle “Tre Fontane”, a Roma, sulla via Laurentina, nelle vicinanze del luogo dove secon do la tradizione fu decapitato S. Paolo. Un secolo e mezzo fa la zona era ridotta a un pantano infestato dalla malaria a causa dell'acqua stagnante. In cambio della proprietà della tenuta i frati si impegnarono a piantare un bosco di eucalipti, alberi dei quali si dice va un gran bene. Come abbiamo visto si era convinti che il loro odore caratteristico potesse rendere l'aria più balsamica. Effettivamente dopo pochi anni il nu mero di persone afflitte da malaria era drasticamente Salute Dopo la riuscita di alcune operazioni come quella di Roma la fama degli eucalipti crebbe a dismisura. Bo schetti vennero piantati un pò dovunque, in Italia e in altri paesi vicini. Unico requisito fu quello del clima in dulgente. Ma non sono mancate le critiche. Molti so no convinti che questi alberi originari dell'Australia abbiano alterato gli equilibri del paesaggio mediterra neo in cui la fanno da padrone pini, olivi, carrubi, ci pressi. In Australia l'eucalipto non ha certo alterato alcun equilibrio. Fa parte del paesaggio da migliaia di anni. Gli aborigeni usavano pitturarne le cortecce. Usando un utensile appuntito si rasavano nella parte più su perficiale. Si terminava il lavoro preparatorio schiac ciandole con un sasso caldo. Varie sostanze servivano da fissante, dopo aver pitturato la corteccia con figu re, sagome, profili. Altre volte dando vita a strane im magini che somigliano a uomini e animali visti “a rag gi x”. Si intuiscono ossa, scheletri, gabbie toraciche, organi interni. In altri casi si tratta di più rassicuranti disegni geometrici. Anche il più conosciuto strumento a fiato degli abori geni, il didgeridoo, un tempo sacro, era fatto di legno. Quasi sempre di rami cavi di eucalipto, meglio se at traversati da lunghe file di termiti. In passato ogni tribù vi disegnava sopra un proprio segno di riconosci mento. Oggi invece i didgeridoo vengono costruiti an che con altri tipi di legno, come il tek. Gli aborigeni non usavano questi alberi solo per dipin gere o farne uscire dei suoni musicali. Ma anche come pianta curativa. A questo riguardo noi sappiamo che è una delle piante più adatte ad alleviare le vie respira torie. Ha un'azione “bechica”, grazie alla quale calma la tosse. La reazione alla spinta che provoca la tosse è diversa a secondo di quale organo ne sia colpito. La ringe e trachea sono le parti maggiormente interessa te. Uno dei sintomi più fastidiosi è dato dal catarro. L'eucaliptus globulus dà una mano a liberare le vie re spiratorie dal catarro, ma anche dal mal di gola, dalla faringite, dalla sinusite. Per quanto riguarda l'asma, esistono in commercio si garette all'eucalipto che se fumate alleviano tale fa stidioso disturbo. Utile anche in casi più gravi come la polmonite. Influenza, febbre, raffreddore e altri ma lanni di stagione possono essere combattuti con l'aiu to di prodotti ricavati dalle foglie di questo albero, adatto anche a distruggere i batteri che infestano l'ambiente circostante. È una pianta medicinale efficace per chi è afflitto da diabete mellito, detto anche diabete zuccherino. Col pisce chi ha difficoltà a produrre un particolare ormo ne chiamato insulina. Un ormone è una molecola che serve per regolare alcune funzioni. La funzione dell'in sulina è quella di abbassare la quantità di zuccheri nel sangue. Per superare questo problema è importante evitare gli alimenti che contengono carboidrati e di fornire all'organismo la quantità di insulina che da so lo non riesce a produrre. L'eucalipto è una pianta emmenegoga, capace di mi gliorare il flusso delle mestruazioni. In molti casi la pianta è in grado di fare da stimolo se il ciclo è assente nelle donne in età fertile. I motivi per i quali si verifica no tali problemi sono i più disparati. A volte il mestruo è irregolare o manca solo per debolezza fisica o nervo sa. In altri casi ci possono essere dei difetti fisiologici. Oppure difficoltà nella sfera ovarica. Le proprietà curative dell'olio essenziale sono le stes se. È utilizzato in gocce, unguenti, creme, sciroppi e ri cavato dalle foglie. Per avere 1 litro di essenza ci vo gliono più o meno 50 kg di foglie. In genere mescolato con altre essenze. Limone, lavanda, menta, finocchio, cipresso, si sposano bene con l'eucalipto. Eucalipto che anche insieme con altre piante mantiene la capa cità di calmare la tosse, di combattere il catarro, di li berare le vie respiratorie. Purifica abitazioni e am bienti e rilassa i muscoli sofferenti. Ma fare attenzio ne perchè l'olio essenziale può irritare le mucose del le vie respiratorie. Evitare di aggiungerlo puro all'ac qua calda. Allo stesso modo non è indicato l'uso del l'aerosol e non esagerare con le dosi. Naturale non significa innocuo. Si possono verificare ef fetti spiacevoli. E l'eucalipto non è certo un'eccezione. Prima di usare un prodotto consultare un medico. 45 Salute diminuito. Ma il motivo era diverso da quello che si immaginava. Gli eucalipti sono in grado di assorbire l'acqua putrida e così di combattere la malaria. Numero 47 PIEMONTE - TORINO “ARE YOU ANNUITANT? SEI PENSIONATO?” Qualità e convenienza a tavola Dal territorio Piemonte È partito presso la sede di Torino in via Chiappero 15 un corso base di lingua inglese. L’iniziativa è della Cna Pensionati la quale vuole mettere a proprio agio gli anziani che intendono rimanere “connessi” alla realtà attuale. Dopo il corso di alfabetizzazione all’uso del Pc, che ha ottenuto tanto successo, Cna Pensionati vuole aiutare i propri pensionati ad imparare un pò di lingua inglese, utile anche nell’uso dei personal computer. La psicologa Valentina Bolla si è impegnata per le dieci lezioni di inglese elementare, è stata flessibile ed ha adattato i tempi dei pensionati nella conduzione dello svolgi mento del corso. Il punto di ascolto di Cna Pensionati Torino è aperto il lunedì e venerdì dalle ore 9.00 al le ore 12,30. Le aule per i corsi sono limitate ad una ventina di postazioni ma qualora gli iscritti saranno più numerosi si farà uno sforzo per non lasciare indietro nessuno. L’Associazione è ansiosa di essere d’aiuto ai Pensionati iscritti, e non, in molteplici modi. Per questo lancia un messaggio: “Caro pensionato il tuo aiuto e la tua collabo razione saranno preziosi e ti troverai tra amici, tutti con esperienza di molti anni di vi ta lavorativa”. Cna pensionati informa anche che il Patronato Epasa e la sede omonima del Piemon te sono al servizio di tutti i cittadini, gratis. Per informazioni: Bruno Moriena, Presidente Regionale Cna Pensionati Piemonte tel. 0121040200 337.339049, email: [email protected]. UMBRIA - LA CNA PENSIONATI UMBRIA IN UDIENZA A ROMA DAL PAPA Umbria 46 Un gruppo della Cna Pensionati Umbria, composto da sessanta persone, è andato in udienza papale in piazza San Pietro a Roma. Dopo aver ascoltato le parole di saluto di Papa Francesco e ricevuto la sua benedizio ne apostolica, una delegazione di tre per sone è stata ricevuta in forma privata dal pontefice. Durante l’incontro Giancarlo Fu cili, Presidente Cna Pensionati Umbria, ha consegnato a Papa Francesco una statua di legno raffigurante San Francesco d’Assisi. Si tratta di un’opera intarsiata a mano da un artigiano umbro. È alta circa 50 centimetri ed è composta dalla statua del santo, alta circa 35 centi metri, e da un piedistallo, di 15 centimetri, che riprende il “Cantico delle Creature” con scritte intarsiate nei lati. “È stata una giornata stupenda – commen ta Giancarlo Fucili – che lascia un bel ricor do e non solo: incontrare il Santo Padre non è stata una cosa di tutti i giorni. Duran Dal territorio te l’udienza ci ha anche cita to e ringraziato pubblica mente del regalo che gli ab biamo fatto”. La giornata è proseguita con un momento conviviale con diviso con tutti i partecipanti che hanno pranzato insieme a Roma. La delegazione re gionale nel tardo pomeriggio è ripartita per tornare in Um bria. Lazio Si è tenuta l’annuale Assemblea Regionale di Cna Pensionati del Lazio. La manife stazione è stata organizzata dall’Associazione di Viterbo e Civitavecchia e l’evento si è svolto in presso il centro alberghiero ‘La Bella Venere’ sulla riva del lago di Vi co, un piccolo lago sui monti Cimini. L’evento ha visto la partecipazione di 350 pen sionati provenienti dalle province di Roma, Latina, Frosinone e quella organizzatri ce di Viterbo e Civitavecchia. L’Assemblea ha visto la partecipazione di Antonio Gallo, Presidente Regionale, dei Presidenti provinciali Alberto Menichetti di Viterbo, Albertina Della Porta di Ro ma, Filippo Cavese di Latina e Cosimo Spaziani di Frosinone. Ospite d’onore il Pre sidente Nazionale Giancarlo Pallanti e il Segretario Cna di Viterbo Luigia Melara gni. La relazione è stata tenuta dal Segretario Regionale Bruno Caratelli il quale ha de scritto la situazione della categoria in questi difficili momenti della vita dei pensio nati ed ha illustrato l’attività della nostra Associazione nella difesa dei loro diritti. Dopo la relazione si è svolto un ampio dibattito con l’intervento di numerosi pen sionati. Le conclusioni sono state tratte dal Presidente Nazionale Pallanti. Il presidente nazionale ha individuato alcuni problemi da mettere in agenda. “Non possiamo essere più considerati cittadini di serie B o figli di un Dio minore – ha det to – molti vivono al limite della povertà assoluta, alcuni anche peggio. Bisogna considerare che negli ultimi tre anni i pensionati hanno fatto da bancomat ai gio vani”. Il presidente ha chiaro ciò che serve per migliorare la situazione: “Le pensio ni devono arrivare almeno al 40 per cento della media europea degli stipendi e la no tax area va alzata alla soglia dei 13 mila euro”. Queste sono le due priorità. La manifestazione si è conclusa con un pranzo a base di pesce. Oltre a questo even to l’Associazione di Viterbo e Civitavecchia ha organizzato un corso di formazione per dirigenti e collaboratori che si è svolto nella sede di Civitavecchia con sei lezio ni nelle quali si sono trattati tutti i punti dell’attività sindacale. Hanno partecipato al corso 14 dirigenti ai quali, alla fine dell’Assemblea Regiona le, è stato consegnato l’attestato da Luigia Melaragni, segretaria della Cna di Viter bo e Civitavecchia. 47 Dal territorio LAZIO – CAPRAROLA PENSIONATI DEL LAZIO A CONFRONTO NELL’ASSEMBLEA REGIONALE Numero 47 Lettere al direttore Risponde MARIA BEATRICE TRAGNI Quella magica parola Gentile Direttrice Beatrice Tragni, Lettere al direttore oggi domenica sto rileggendo il nostro periodico dei Pen sionati CNA, il numero 45 soffermandomi sulle pagine del la felicità. Sono molte le spiegazioni che vengono citate da illustri personaggi che vogliono arrivare a dare una spiegazione a questa magica parola, felicità, però è molto difficile e re sta inspiegabile dentro la mente umana. È vero, come reciti nella tua poesia, che la felicità non si compera e non deriva solamente da condizioni esterne. È una conquista che avviene prima di tutto dentro di noi, amando noi stessi, amando la nostra vita per quello che ci può offrire giorno per giorno nelle piccole cose, forse più che nelle grandi. Sono lieta di “tenervi compagnia” con la rivista. Cerchia mo di dare sempre più voce alle vostre problematiche e cerchiamo di tenervi informati con contenuti di vostro in teresse. Sollecitateci anche con vostre proposte e richieste! Mi sono ricordato che nel 2009, senza nessuna presunzio ne, scrissi questi due versi che lessi alla festa dell’anziano a Grosseto, forse non dicono molto, ma è quello che io Agostino Fabbreschi classe 1922 penso sulla felicità. La porgo alla sua gentile attenzione anche senza risposta. La ringrazio per il giornale che ci tiene compagnia e ci tiene informati e un grazie a lei che da voce ai nostri problemi. In fede Agostino Fabbreschi La felicità Cos’è la felicità. Non è un oggetto che puoi comprare, è qualcosa che è dentro di te va cercata nel tuo essere. Creatività artigiana Gentile Direttrice Beatrice, leggo regolarmente Verdetà, periodico completo perché affronta in modo chiaro tutti i problemi che ci riguardano. Nel numero 39 del maggio 2013, l’articolo sulla melissa mi ha particolarmente interessato poiché io la coltivo da tempo ed ho fatto conoscere ai miei amici anche l’elisir da me prodotto del quale sono entusiasti. Per essere felici, devi essere pulito dentro, e amar la vita come natura insegna. Quando avrai capito tutto questo Solo allora potrai sentirti, la felicità nel tuo cuore. Grazie Agostino della tua lettera e della tua riflessione sul tema della feli cità. 48 Mio padre fu partigiano ed ex idraulico, ha realizzato mol ti letti in ferro battuto. L’ultimo, oggi novantatreenne, l’ha finito il mese di febbraio. Mio marito, ex rappresentante di alimentari, l’ha verniciato. Lettere al direttore Anna Maria Costantini – Cetona (SI) Gentile Anna Maria, con la tua preziosa lettera ci racconti la continua laborio sità degli artigiani che non si spegne con l’invecchiare. An zi, è proprio nell’età più matura che le capacità acquisite nelle creazioni artigianali diventano pura creatività. Tu coltivi melissa e il tuo elisir a base di melissa, sono cer ta, sia un toccasana unico per tutti i tuoi amici e parenti, che possono assaporarlo insieme a te naturalmente! Come famiglia siete uno spaccato di “come vivere appas sionatamente (non importa l’età)”, titolo della nostra As semblea. Tuo padre che ancora lavora in modo magistra le il ferro e tuo marito che lavorava nel settore alimentare che lo colora e tu che colori la loro vita con i tuoi quadri….. Grazie della lettera e complimenti a tutta la tua famiglia! Detraibilità fiscale delle spese sanitarie Esimia Direttrice, sono Bisceglia, pensionato e iscritto al CNA di Crotone da oltre un ventennio e mi trovo benissimo anche e soprat tutto per la cordialità del segretario Sig. Dima e ancora di più per l’alta professionalità che lo distingue. Qui è d’ob bligo fare i complimenti alla direzione della rivista che Ella dirige magistralmente arricchendola di pregiate notizie. Ecco il quesito: ho l’esenzione del ticket sui farmaci ma non al 100%. Il Sig. Dima mi fa conservare gli scontrini che nel mese di maggio gli consegno. Egli a sua volta conse gnerà all’INPS quanto necessario e questi, dopo oltre un anno, rimborsa qualcosa. Quanto è la percentuale su ogni euro speso per farmaci? Avrei fatto la stessa domanda al Sig. Dima, ma ho voluto cogliere l’occasione per dialogare con Ella e quindi legger la al più presto ringraziandoLa per la cortese ospitalità. Auguri di ottima continuazione e VIVA VERDE ETA’! Gentile Signor Bisceglia, La ringrazio per i complimenti e per l’entusiasmo con il quale questi complimenti vengono fatti al Signor Dima e alla nostra Rivista. In merito alla sua domanda, le chiarisco che le spese sani tarie per farmaci sono detraibili fiscalmente nella misura del 19% al netto però di una franchigia di 129 euro. In sostanza le prime 129 euro spese non danno diritto ad alcuna detrazione mentre sulle restanti spese lei ha diritto ad una detrazione di 19 centesimi per ogni euro speso. Le ricordo che non tutte le spese farmaceutiche sono però detraibili: deve trattarsi di farmaci (prescrivibili o da ban co) identificati con dicitura farmaco o simili nello scontrino fiscale rilasciato dalla farmacia. Non sono per esempio detraibili i cosiddetti parafarmaci. Per poter essere portate in detrazione queste spese devono essere indicate nella dichiarazione dei redditi, cioè nel modello 730. Approfitto dell’occasione per segnalarle che nel 2015 l’Agenzia delle entrate predisporrà a tutti i pensionati e lavoratori dipendenti il modello 730 precompilato. Questo modello sarà però reso disponibile solo telemati camente sul sito internet dell’Agenzia delle entrate (se si possiede un PIN di accesso) oppure potrà essere prelevato presso il nostro CAF della CNA dopo avergli conferito una delega, che, per favorire tutti i nostri soci, abbiamo già in serito in questo numero della nostra rivista con una lette ra che contiene maggiori informazioni sul modello 730 precompilato. La delega potrà essere consegnata al Signor Dima nell’Ufficio del CAF del quale si è già servito. Un caro saluto Memo K L’indirizzo dove inviare le Vostre lettere: Cna Pensionati Piazza Mariano Armellini 9/a 00162 RM [email protected] Cerenzia, 2 settembre 2014 49 Lettere al direttore Io mi sono inventata un mestiere, da molti anni dipingo nel mio laboratorio su vari materiali a colori. Viva la nostra vecchia età che ci permette di realizzare i nostri desideri! Voglia gradire i miei più cordiali saluti Numero 47 Il sequestro di un’anima Vittorio Novelli Editore: Stampare Anno: 2014 Pagine: 216 Prezzo: 10,00 euro La storia parte in tempi recenti e narra, in prima persona, le vicende, i senti menti, le avventure e gli amori di un ragazzino diciottenne, Stefano, costretto dalla famiglia ad una vacanza forzata insieme. Il caso e il destino vuole che la vacanza lo porti a un campeggio di un piccolo centro di campagna, Saviana, dove Stefano incontrerà il suo primo amore e dove farà una scoperta inaspet tata. Una scoperta che catapulterà lui, la sua nuova ragazza e le rispettive famiglie dentro la vita di Diego, un contadino nato e vissuto a Saviana a parti re dai primi del novecento. La vita di Diego è un viaggio avvincente nella nostra storia, nei nostri costumi, nei valori dell’Italia dei contadini in mezzadria del secolo scorso. Uno spacca to reale (l’autore ha attinto molto dai racconti veri delle nonne e delle zie) del l’Italia nel ‘900 dove i valori erano insieme solidi e spietati, in grado di condizionare fortemente la vita della persone. La fame, il lavoro, il riscatto, la guerra, l’emigrazione, la miniera, la solitudine e il ritorno, sono solo alcuni degli ingredienti di questo incredibile viaggio nel pas sato che l’autore compie conducendo il lettore nei meandri della nar razione. “A mia madre piaceva raccontare che era come se volessi sbrigarmi a venire fuori. I miei genitori erano contadini e vivevano in una modesta casa colonica nei pressi di Monteligna. Mia madre si chiamava Matil de e mio padre Francesco. Il giorno in cui arrivai io era inverno inoltra to: mia madre diceva sempre che, la prima volta che aveva pronuncia to il mio nome, insieme a “Diego”, era uscita dalle sue labbra una nuvola di respiro condensato”… Così l’esordio della storia del contadi no a cui, come recita il titolo, verrà sequestrata l’anima. 50 Soluzioni dei giochi di pagina 51 Libro del mese “I l sequestro di un’anima” è il titolo, quasi enigmatico, che poco rac conta della storia d’amore, di famiglia, di povertà e riscatto la quale attraversa un libro intenso e insieme delicato. Pagine che catturano l’attenzione del lettore grazie a una trama non scontata che potrebbe far invidia a scrittori ben più blasonati. Il lavoro è di Vittorio Novelli, pensionato artigiano di Cesena, ex – non ancora del tutto imprenditore edile che percorre nella sua narrazione la prima parte del secolo scorso affondando la penna nella nostra storia contadina. Relax Relax 50 Dove trovare Cna Pensionati SEDI REGIONALI VAL D’AOSTAPollein (AO) PIEMONTETorino LIGURIAGenova LOMBARDIAMilano FRIULI V.G.Udine VENETOMarghera EMILIA R.Bologna TOSCANAFirenze MARCHEAncona UMBRIAPerugia LAZIORoma ABRUZZOPescara MOLISECampobasso CAMPANIANapoli PUGLIABari BASILICATAPotenza CALABRIACatanzaro SICILIAPalermo SARDEGNACagliari INDIRIZZO Loc. Autoporto 14/S Via Millio 26 Via San Vincenzo 2 1° piano Via G. Da Procida 24 Via Verona 28 int. 1 Via della Pila 3/b1 Via Rimini 7 Via Luigi Alamanni 23 Via Sandro Totti 4 Via A. Morettini 7 Via Guglielmo Massaia 31 Via Cetteo Ciglia 8 C.da Colle delle Api Z.I. Via G. Porzio 4C. Dir. ISOLA G 813° p. Via Nicola Tridente 2/Bis Via Isca del Pioppo 144 Pal. Pino Via Italia 19 Via Francesco Crispi 72 Viale Elmas 33 CAP 11020 10141 16121 20149 33100 30175 40128 50123 60131 06128 00154 65128 86100 80143 70125 85100 88100 90133 09123 TEL. 016531587 01119672111 0105959171 0236512030 0432616919 041921715 0512133211 055212121 071286091 0755009056 065810402 0854326919 0874482021 0817501065 0805486931 097150148 0961792484 091582833 070273728 SEDI PROVINCIALI Agrigento Alessandria Ancona Arezzo Ascoli Piceno Fermo AndriaBAT Asti Avellino Bari Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Imola Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Iglesias Caltanissetta Campobasso CarraraAvenza Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone CuneoBorgo S. Dalmazzo Enna Bassa Ferrara Firenze Foggia Forlì Frosinone Genova GoriziaGradisca d’Isonzo Grosseto ImperiaSanremo INDIRIZZO Via Imera 223/C Via Gramsci 59/A Via Umani 1/A Via Carlo Donat Cattin 129 Viale Indipendenza 42 Via XXV Aprile 37/B S. Giuliano Via G. Carducci, 8/A Corso Alfieri 412 Via Pironti 1B Via Nicola Tridente 2/Bis Via S. Gervasio 17 Viale Mellusi 36 Via S. Antonino 3 Via Repubblica 56 Viale Aldo Moro 22 Via Pola 3 Via Milano 68 Via Orzinuovi, 3 Via Torpisana 102 Viale Elmas 33 Via Antonio Gramsci 1/3 Via Alcide De Gasperi 14 C.da Colle delle Api Z.I. Viale G. Galilei 1/A Via Carlo Santagata 19 Piazza dei Martiri 8 Via Italia 19 Via della Liberazione 106 Viale Innocenzo XI 70 V.le Giacomo ManciniPal. SOIMCO Via Lucchini 105 Via Firenze 34 Via Cuneo 52/I Via Emilia Romagna 3 Via Caldirolo 84 Viale F.lli Rosselli 65/A Via della Rocca 19 Via Pelacano 29 Via Mària 51 Via San Vincenzo 2 (Torre S.V.) Viale Trieste 31 Via Birmania 96 Via Acquasciati 12 CAP 92100 15121 60131 52100 63100 63023 76123 14100 83100 70125 32100 82100 24122 13900 40127 40026 39100 25125 72100 09123 09016 93100 86100 54031 81100 95031 88100 66100 22100 87100 26100 88900 12011 94100 44100 50144 71100 47100 03100 16121 34072 58100 18038 TEL. 092220212 0131253506 071286081 05753291 073642176 0734600288 0883891029 0141596000 0825783345 0805486908 0437 954411 0824317489 035285111 015351121 051299209 0542632611 0471546777 0303519/5/6/7 0831517035 070274681 078124721 0934681382 0874482021 058585291 0823442552 0957465294 0961709580 0871411525 031276441 098421376 0372442211 096262199 0171268019 09351980109 0532749111 0553245008 0881772070 0543770111 07758228219 010545371 048193335 05644711 0184500309 SEDI PROVINCIALI Isernia L’Aquila Avezzano La Spezia Latina Lecce Lecco Livorno Lucca Macerata Mantova Matera Messina Milano Modena Napoli Novara Nuoro TortolìOgliastra Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro Pescara Piacenza PisaGhezzano Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Civitavecchia RovigoBorsea Salerno Sassari OlbiaGallura Savona Siena Siracusa Taranto Teramo Terni Torino Trapani Treviso Trieste Udine Varese VeneziaMarghera Verbania Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo INDIRIZZO Corso Garibaldi 221 C. Dir. Strinella 88via Pescara, sc. A Via Saturnini 6 Via P. Reginaldo Giuliani 6 Viale P. L. Nervi 258/L Via Brunetti 8 Via Carlo Alberto 37 Via Martin Luther King 15 Via Romana 615/PArancio Via Zincone 20 Via L. Guerra 13 Via Benedetto Croce 21 Via Maddalena 108 Via Savona 52 Via Vignolese 849 C.C. I Gelsi Corso Umberto I° 109 Viale Dante Alighieri 37 Via Palermo Ang. Via Napoli Zona Industriale Baccasara Via Canalis 29 Via Croce Rossa 56 Via Rosolino Pilo 20 Via La Spezia 52/a Viale Montegrappa 15 Via A. Morettini 7 Via Degli Abeti 90 Via Cetteo Ciglia, 8 Via Coppalati, 10 (Loc. Le Mose) Via Carducci 39 Via Enrico Fermi 2 Via Nuova di Corva 82 Via Isca del Pioppo 144 Pal. Pino Via Zarini 350/c Via Psaumida 38 Viale Randi 90 Via Nicolò Da Reggio 7 Via Mameli 15/G Piazza Cavour 54 Via Caduti Marzabotto 34 Via Guglielmo Massaia 31 Via Togliatti 7 Via Maestri del Lavoro 7EInterporto Corso Vittorio Emanuele 75 Z.I. Predda Niedda Nord Str. 18 BIS Via Vittorio Veneto 15 Via Paleocapa 22/8 Via Simone Martini 18 Via Carso 33 Viale Virgilio 113 Via Francesco Franchi 25/B Via F.Turati 16 (Pal. INAIL) Via Millio 26 Via Venere 20 Viale della Repubblica 154 Piazza Venezia 1 Via Verona 28 int. 1 Via Bonini 1 Via della Pila 3/b1 Via San Bernardino 31/c Via Guicciardini 20 Via Cà di Cozzi 41 Via P.E. Murmura 56 Via G. Zampieri 19 Via I° Maggio 3 CAP 86170 67100 67051 19125 04100 73100 23900 57128 55100 62100 46100 75100 98122 20144 41125 80138 28100 08045 08048 09170 35129 90139 43100 27100 06129 61100 65128 29100 56010 51100 33170 85100 59100 97100 48100 89128 42123 02100 47900 00154 00053 45030 84123 07100 07026 17100 53100 96100 74100 64100 05100 10141 91100 31100 34123 33100 21110 30175 28922 13100 37124 89900 36100 01100 TEL. 086526721 086261750 0863414499 0187598080 0773605994 0832256117 0341363811 0586267511 05834301100 073327951 0376368742 0835387744 090661848 0242296774 0593687111 081455165 0321399564 0784200264 0782622913 0783211188 0498062211 0916110688 0521227211 0382433111 075505911 07214260 0854315200 0523572230 050876111 05739211 0434598141 097150148 05745784 0932686144 0544298511 096522853 0522356488 0746251082 0541777510 06570151 0766546882 0425987611 0892583108 079262751 078926910 019801942 0577260511 093164299 0997365082 086123941 0744286795 01119672111 0923593221 04223155 0403185511 0432616919 0332285289 041925925 032352385 0161251687 0458300219 0963592429 0444569900 0761303312