Numero 47 Ӏ Gennaio 2015
www.pensionati.cna.it
Il periodico
dei Pensionati CNA
• Prenota subito le tue vacanze al mare con noi in Sicilia a giugno (pag. 39)
• Assemblea Nazionale Cna Pensionati
Invecchiare con passione insegnando ai ragazzi
• Le novità della Legge di Stabilità 2015
• Abitare collaborativo, la solitudine e l’individualismo non abitano più qui
• Alimentazione, gli accordi commerciali internazionali finiranno a tavola?
• Arriva la dichiarazione dei redditi pre-compilata:
i Caf Cna pronti ad aiutarvi
Numero 46
Sommario
Il periodico
dei Pensionati CNA
La cartolina di Beatrice ............................................................ 3
Cna Pensionati,
invecchiare con passione, insegnando ai ragazzi.................... 4
• Assemblea Nazionale Cna Pensionati
Invecchiare con passione insegnando ai ragazzi
• Le novità della Legge di Stabilità 2015
• Abitare collaborativo, la solitudine e l’individualismo non abitano più qui
• Alimentazione, gli accordi commerciali internazionali finiranno a tavola?
• Dichiarazione dei redditi precompilata, per i pensionati servono i CAF
n. 47 - Gennaio 2015
verdetà
Bollettino degli organi direttivi
dell’Associazione Sindacale
Edizioni Cna
Sede ed amministrazione
Piazza Mariano Armellini, 9/a - 00162 Roma
Tel. 06 441881 - 06 44188800
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Direttore Editoriale
Maria Beatrice Tragni
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Giancarlo Pallanti, Livia Pandolfi,
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Registrazione presso il Tribunale di Roma
n° 405/2006 dell’08/11/2006
Di questo numero
sono state diffuse
208.500 copie
Stampato su carta riciclata
Renzi all’Assemblea Cna: ‘Artigiani eroi’ ................................ 6
AGE PLATFORM EUROPA
Un’assemblea “straordinaria” 2014 .......................................... 8
Legge di stabilità: per i pensionati c’è poco .......................... 12
Arriva la dichiarazione dei Redditi Precompilata:
i Caf Cna pronti ad aiutarvi...................................................... 14
Lettera ai soci ............................................................................. 16
Modulo per la delega al 730 precompilato ............................ 17
CO-HOUSING
La solitudine e l’individualismo non abitano più qui .......... 18
ALIMENTAZIONE
Gli accordi commerciali internazionali finiranno a tavola?...... 20
Io, pensionato artigiano e scrittore per caso
Intervista a Vittorio Novelli ................................................................... 22
Le sfide degli anziani .................................................................. 24
TESSERA CNA PENSIONATI ...............................................26
Osservatorio IPSOS per Cna Pensionati
Per metà dei pensionati la crisi è più nera di come appare............ 28
CENSIS, italiani narcisisti e sfiduciati
La globalizzazione ci ha messo ko? Non ancora, anzi ........ 30
Spazio DONNA .......................................................................... 34
Spazio EPASA ............................................................................. 36
Festa Nazionale Cna Pensionati 2015 .................................... 39
Salute ............................................................................................. 40
Dal territorio .............................................................................. 46
Lettere al direttore .................................................................. 48
Libro del mese ........................................................................... 50
Relax ............................................................................................. 51
>ĂĐĂƌƚŽůŝŶĂĚŝĞĂƚƌŝĐĞ
Care lettrici e cari lettori,
vi stiamo inviando la rivista in un momento cruciale per il nostro paese. Il Presidente della Repubblica Gior­
gio Napolitano ha lasciato il suo incarico dopo otto anni circa. Innanzitutto desideriamo ringraziarlo, dedican­
dogli la nostra copertina. Un grazie sentito per il suo impegno per il nostro paese, per la saggezza e l’equili­
brio politico che ha mantenuto in fasi molto delicate sia per l’economia che per la solidità istituzionale e l’u­
nità nazionale.
Grazie Presidente!
All’interno della rivista troverete la nostra valutazione sulla Legge di Stabilità. Valutazione positiva per avere
iniziato un’azione strategica espansiva, abbandonando misure di solo rigore, ma in cui riscontriamo la caren­
za di visione strategica sulle politiche per l’invecchiamento e per il welfare, pur essendo stati rifinanziati i
Fondi politiche sociali, Fondo non autosufficienza e Social card e Fondo per la famiglia. Continuiamo a dare
un giudizio critico per una questione di equità sulla mancata estensione del bonus 80 euro ai pensionati.
Parleremo di seguito del Co­housing (coabitazione) dell’abitare collaborativo in termini di condivisione di
relazioni e di servizi per incrementare lo spirito di comunità, abbattendo le barriere di discriminazione di età,
genere, omofobia e discriminazione razziale e religiosa. Questa idea di comunità allargata in senso ampio,
crediamo, possa ispirare una visione di pace per la società e per ogni paese, in contrapposizione a visioni con­
flittuali, a guerre religiose e attentati terroristici che da poco hanno ferito profondamente la Francia, ma
anche tutti i cittadini e le istituzioni a livello mondiale.
La tessera associativa vi arriverà direttamente a casa in busta chiusa, non più con VerdEtà perché avrà un
nuovo formato più innovativo e tecnologico. La Card Cna Pensionati vi permetterà di avere sconti, agevola­
zioni e privilegi da migliaia di imprese, nonché l’opportunità di accedere a tutto l’universo dei servizi presen­
ti in Cna, ai vantaggi per gli iscritti e alle offerte di Cna Servizi Più. Trovate tutti i dettagli a pagina 26.
Vi ricordiamo, infine, che troverete di seguito tutte le informazioni a voi necessarie sul 730 precompilato. Con
la delega, che troverete all’interno della rivista, potrete andare nella sede Caf Cna più vicina per farvi aiuta­
re a preparare la vostra dichiarazione dei redditi.
Vi saluto calorosamente e spero di incontrarvi numerosi alle varie iniziative territoriali e alla Festa Naziona­
le che si terrà in Sicilia, trovate maggiori informazioni nella pagina dedicata alla Festa.
Buona lettura e scrivetemi, aspetto le vostre lettere!
Scrivete a: [email protected]
Maria Beatrice Tragni, Piazza Mariano Armellini 9/a ­ 00162 Roma
3
Cartolina
Auspichiamo che quando la rivista arriverà nelle vostre case avremo un nuovo Presidente della Repubblica,
eletto in una visione di forte unità nazionale e politica per il bene comune del paese, che sappia portare avan­
ti l’azione riformatrice istituzionale, nel pieno rispetto della nostra preziosa Costituzione Repubblicana.
Numero 47
Cna Pensionati, invecchiare con passione
insegnando ai ragazzi
Celebrata l’Assemblea Nazionale Cna Pensionati che ha lanciato il tema “vivere appassionata­
mente, non importa l’età”. Presentata la seconda edizione del progetto ‘Fra generazioni. L’unio­
ne crea lavoro’ in collaborazione con Google e Fondazione mondo digitale. Google: “I giovani
possono digitalizzare l’economia italiana ma prima devono capire cos’è. Pensionati imprendito­
ri possono spiegarlo”
di S.M.
V
ivere con passione è l’unica via per garantir­
si un invecchiamento attivo e in salute. Tan­
to più se il proprio mestiere è stato l’artigia­
no o il piccolo imprenditore. Trasmettere il proprio
sapere significa, infatti, evitare di disperdere le radici
dell’economia italiana e dare una mano alle nuove
generazione a rilanciarla di nuovo. Ne sono convinti
gli anziani di Cna Pensionati che hanno celebrato la
loro Assemblea nazionale a Roma, non a caso dal ti­
tolo ‘Vivere appassionatamente’. Una filosofia, que­
sta, che è stata il fil rouge dell’Assemblea introdotta
da un video dove la scrittrice cilena Isabel Allende ha
spiegato come invecchiare senza mai perdere i pro­
pri interessi, le passioni, i sogni e quindi la propria vi­
talità. Se ne è discusso in una Tavola rotonda mode­
rata dalla giornalista de La Repubblica Luisa Grion, al­
la presenza di Giancarlo Pallanti, Presidente naziona­
le Cna Pensionati, Maria Beatrice Tragni, Segretario
nazionale Cna Pensionati; Diego Ciulli, Senior policy
analyst Google; Dominga Salerno, geriatra, membro
EIPHA, European innovation partnership on active
and healty ageing della Commissione europea;
Alfonso Molina, professore di strategie delle tecno­
logie all’Università di Edimburgo e direttore scientifi­
co della Fondazione Mondo Digitale. Ha concluso
l’Assemblea Sergio Silvestrini Segretario Generale
della Cna.
“Garantire un reddito adeguato per potere vivere di­
gnitosamente è sicuramente uno degli impegni mag­
giori che dobbiamo portare avanti – ha spiegato
Giancarlo Pallanti Presidente di Cna Pensionati nella
sua relazione introduttiva ­ anche perchè molto
spesso le pensioni degli anziani in questo contesto di
crisi e di elevata disoccupazione sostengono le fami­
glie”. “Finalmente ­ ha aggiunto ­ nell’ultimo rappor­
to annuale Censis emerge chiaramente il contributo
degli anziani alla famiglia ed alla società: 972.000 ul­
trasessantacinquenni si prendono cura di altre per­
sone anziane non autosufficienti in modo regolare e
3,7 milioni lo fanno saltuariamente; 3,2 milioni di an­
ziani si prendono cura dei nipoti e 5,7 milioni lo fanno
di tanto in tanto; 1,5 milioni contribuiscono regolar­
mente con i propri soldi alla famiglia di figli o nipoti e
5,5 milioni lo fanno occasionalmente”. Pallanti ha poi
auspicato che il governo estenda il bonus degli 80 eu­
ro anche ai pensionati proprio per evitare disparità
con i lavoratori dipendenti e conceda una rivalutazio­
ne adeguata delle pensioni, oggi per il 44% sotto ai
1000 euro.
Ma la discussione che ha animato la Tavola rotonda si
è incentrata sul tema del raccordo intergeneraziona­
le. Cna Pensionati ha infatti presentato il Progetto
4
Assemblea CNA Pensionati
“Tra generazioni: l’unione crea lavoro” in collabora­
zione con Google e Fondazione Mondo Digitale. Alla
sua seconda edizione, il progetto coinvolge 12 scuole
italiane, 400 studenti, 200 pensionati ex imprendito­
ri in Emilia Romagna, Sicilia, Toscana, Veneto. L’idea
è quella di uno scambio di competenze fra studenti
ed ex artigiani. I primi insegneranno agli over 65 i se­
greti del computer e delle tecnologie e i secondi tra­
sferiranno ai ragazzi la loro esperienza di imprendito­
ri. Un’idea questa che, non a caso, ha coinvolto Goo­
gle che parteciperà con esperti nelle scuole per spie­
gare ai ragazzi come usare le nuove tecnologie digita­
li per far nascere e crescere la propria impresa. Se­
condo Diego Ciulli, Senior policy analist di Google
“noi lavoriamo intorno a una visione. I giovani posso­
no digitalizzare l’economia italiana ma prima devono
capire cos’è”. E allora chi meglio degli ex imprendito­
ri può farlo? Ne è convinta Beatrice Tragni, Segreta­
rio Nazionale di Cna Pensionati. “La società e l’econo­
mia necessitano della cultura e del sapere dell’arti­
gianato che deve essere trasmesso soprattutto nel
settore del Made in Italy” – ha chiarito. Un bisogno,
questo confermato anche dai ragazzi di Siena che
stanno partecipando al progetto. “Abbiamo neces­
sità di sentire il racconto degli imprenditori artigiani
per capire quali sono le radici della nostra economia”
– hanno detto gli studenti dell’Istituto Superiore Sar­
rocchi di Siena.
“Siamo anche noi gli attori di un grande cambiamen­
to – ha concluso Sergio Silvestrini Segretario Genera­
le della Cna – e l’energia che oggi si respira fra voi
pensionati ne è una forte testimonianza. L’Italia è
chiamata a fare grandi riforme, abbiamo appena co­
minciato e la strada da fare è davvero lunga. La sfida
è terribile ma non dobbiamo perdere la fiducia, è ne­
cessario affrontare il futuro con l’energia e la passio­
ne che ha dato il titolo a questa Assemblea. Tutti in­
sieme ce la faremo”. 
Il progetto ‘fra generazioni’
Sulla base del successo della prima edizione del pro­
getto Cna Pensionati, Fondazione mondo digitale e
Google puntano nuovamente sul modello di ap­
prendimento intergenerazionale per formare adulti
e anziani sulle nuove tecnologie e creare opportu­
nità di lavoro per i giovani.
La seconda edizione coinvolge, in quattro regioni
(Emilia Romagna, Sicilia, Toscana e Veneto), 12
scuole, 400 studenti e circa 200 adulti iscritti a Cna
Pensionati.
Le persone adulte o anziane sono depositarie di
esperienze e conoscenze professionali preziose,
maturate nel corso di anni. Un patrimonio che spes­
so viene disperso. Il progetto si propone quindi di
valorizzare questo sapere, come patrimonio di co­
noscenze per i giovani e come possibile opportunità
di lavoro. Al centro dello scambio formativo ci sono
le nuove tecnologie. Internet offre la possibilità di
sviluppare idee commerciali, dare visibilità a quelle
esistenti, fidelizzare la comunità di clienti, aprirsi a
nuovi mercati.Le due generazioni sono chiamate a
scambiarsi il proprio know how: i giovani introduco­
no adulti e anziani ai segreti del web e delle tecnolo­
gie. In cambio ricevono il frutto di un’intera vita pro­
fessionale: suggerimenti e indicazioni utili per verifi­
care la fattibilità di idee progettuali e una guida sicu­
ra alla scelta imprenditoriale. Fondazione mondo
digitale mette a disposizione la piattaforma Phyr­
tual.org per la ricerca di finanziamenti a sostegno
dei progetti elaborati (crowdfunding). I partecipan­
ti possono avvalersi di Google Apps for education,
per condividere idee e materiali, in aula e a distanza.
5
Numero 47
RENZI ALL’ASSEMBLEA CNA:
“Artigiani e piccoli imprenditori eroi dei nostri
tempi, ma ora aiutateci a cambiare l’Italia”
È quanto ha detto il Presidente del Consiglio Matteo Renzi in un videomessaggio all’Assemblea
Cna che quest’anno si è svolta a Mirandola (Modena) in un capannone ricostruito dopo
il terremoto in tempi record. Vaccarino, Presidente Nazionale Cna ­ “Sembrava la fine del mondo
e invece siamo ancora qua. Oggi tasse ancora troppo alte anche sui nostri pensionati”.
di L.D.
“C
hi la mattina si alza e prova a fare il
suo mestiere e lo fa mettendo in gio­
co tutto è un eroe dei tempi nostri, è
un eroe della quotidianità. Ed è a queste persone che
io rivolgo il mio saluto e anche il mio appello: dateci
una mano a cambiare l’Italia”. Così si è rivolto il Presi­
dente del Consiglio, Matteo Renzi, in un video mes­
saggio alla platea di imprenditori riuniti in occasione
dell'Assemblea Nazionale della Cna, a Mirandola, in
provincia di Modena, all'interno di un capannone di­
strutto dal terremoto e ricostruito in tempi record.
Presente all’iniziativa anche il Segretario Generale
della Cna Sergio Silvestrini.
Matteo Renzi, Presidente del Consiglio
“Ciascuno di voi è un imprenditore, un artigiano, un la­
voratore – ha detto Renzi ­ e sa perfettamente che par­
tire la mattina con il grido 'tanto non ce la faremo mai',
non è soltanto frustrante, ma rende impossibile l'im­
presa”. Il presidente del Consiglio ha ricordato che il go­
verno ha effettuato con la Legge di stabilità una corpo­
sa riduzione fiscale: “Abbiamo avviato la riduzione del­
le tasse come un inizio di un processo rivoluzionario,
questo è il nostro obiettivo. Tagliamo le tasse di 18 mi­
liardi”. “Non si tratta soltanto degli 80 euro per i lavora­
tori dipendenti, pubblici e privati ­ ha aggiunto Renzi ­
ma c'è anche un abbassamento dell'Irap, una semplifi­
cazione delle procedure, la possibilità per chi dal primo
gennaio creerà posti di lavoro a tempo indeterminato
per i primi tre anni, di non pagare i contributi”.
6
Quello della eccessiva pressione fiscale è, del resto,
un nervo scoperto degli imprenditori e di tutti gli ita­
liani. Non a caso il Presidente della Cna Daniele Vacca­
rino ha puntualizzato nella sua relazione che “la pres­
sione fiscale sulle imprese ha ormai raggiunto livelli
incompatibili con lo sviluppo del paese”. Le piccole e
medie imprese, fra l’altro, “sentono da sempre la
grande diffidenza che il fisco riserva loro”. Diffidenza
manifestata, “anche da ultimo, nei provvedimenti del
Governo. Penso all'esclusione dei lavoratori autono­
mi, dei nostri pensionati, dal beneficio della misura
degli 80 euro”. “La nostra è una Confederazione che
non rappresenta da lontano le imprese – ha detto
Vaccarino, al momento dell’apertura dei lavori del­
RENZI all’assemblea CNA
l'Assemblea ­ ma è nei luoghi in cui le imprese vivono
e operano”.
Una vicinanza che la Cna ha voluto testimoniare or­
ganizzando la propria Assise nazionale dentro un ca­
pannone distrutto dal terremoto emiliano e rico­
struito in tempi di record. Vaccarino ha poi affronta­
to i temi caldi della situazione in cui versa il nostro
Paese.
“I numeri della nostra economia rimangono impieto­
si ­ ha sottolineato Vaccarino ­ serve uno sforzo co­
mune straordinario, radicali mutamenti di prospetti­
va, modalità nuove di azione, scelte coraggiose. In
Italia e in Europa. La crisi del Paese è diventata una
matrioska di cause che generano altre cause. E intan­
to l'Italia recede”. Il presidente della Cna ha poi volu­
to mandare un messaggio al governo: “senza il ruolo
di sintesi dei corpi intermedi ­ ha chiarito Vaccarino ­
la nostra società diventa sempre meno governabile.
È per questo che il dialogo tra forze politiche e socia­
li va rinnovato. Abbandoniamo gli sterili poteri di ve­
ti e lavoriamo insieme. Le riforme non si esauriscono
mettendo la prima pietra!”.
“Dobbiamo trovare soluzioni radicali a problemi en­
demici – ha insistito il Presidente Nazionale Cna ­ co­
struiamo un'Italia più efficiente, moderna e civile. È
uno sforzo enorme e coraggioso ma si può fare. Ser­
vono scelte politiche che puntino alla crescita e agli
investimenti, senza altri cavilli”.
“Siamo ancora qua per prendere in mano il nostro
destino e trasformarlo nel nostro domani!” ha infine
concluso Vaccarino.
Subito dopo il suo intervento Vaccarino ha partecipa­
to a una Tavola rotonda con i ministri Galletti e Polet­
ti. La sezione pubblica dell'Assemblea si è conclusa
con la firma di “Digitaly”, l’accordo tra Amazon, Cna,
Cnr, Google e Seat Pagine Gialle per la digitalizzazio­
ne delle micro e piccole imprese. 
Digitaly: il futuro della piccola e media impresa
passa per la rete e l’innovazione
Si chiama Digitaly l’intesa siglata in occasione del­
l’Assemblea nazionale tra la Cna, Amazon, Google,
Seat Pagine Gialle e la partecipazione del CNR. Digi­
taly, il progetto al centro dell'intesa, definisce un
percorso di digitalizzazione per le micro e piccole
imprese tradizionali e prevede una serie di incontri
sul territorio, in stile BtoB, (ossia fra imprese) con le
aziende cosiddette digitali.
Gli incontri organizzati da Cna, in accordo con i part­
ner dell’iniziativa, mirano a fornire momenti forma­
tivi, indicazioni e suggerimenti per aiutare le piccole
imprese a meglio posizionarsi nel mondo del web e
affrontare i mercati esteri.
Il sesto continente – ovvero quello virtuale – un uni­
verso di utenti, sempre crescenti, che utilizzano le
nuove tecnologie per acquistare prodotti di qualità,
è sempre più in cerca di Made in Italy.
7
Dai dati di Google emerge
che nell’ultimo anno le ri­
cerche mondiali su web di Made in Italy sono au­
mentate del 15% rispetto all'anno precedente. La
piccola impresa italiana ha dei margini di crescita
elevati, soprattutto in termini di internazionalizza­
zione delle produzioni va sostenuta in un processo
di sviluppo che può produrre enormi benefici per
l'intero paese.
Digitaly va in questa direzione, nel supportare la di­
gitalizzazione dell'impresa italiana, quella meno
orientata ai nuovi strumenti e processi, attraverso
l'incontro con grandi player internazionali pronti a
sostenerle in tali obiettivi.
“Siamo felici di annunciare questa importante inte­
sa e l’avvio delle attività previsto per i primi mesi del
prossimo anno – ha chiarito Vaccarino ­ l’ambizione
è quella di realizzare 50 eventi di contaminazione e
business match su tutto il territorio nazionale”.
Erano presenti, oltre al Presidente Cna Daniele Vac­
carino, Paolo Portioli (Direttore Marketing Seat PG),
Domenico Laforenza (Direttore Istituto Informatica
e Telematica CNR), Martin Angioni (Amministratore
Delegato Amazon Italia) e Diego Ciulli (Senior Policy
Analyst Google).
7
Numero 47
AGE PLATFORM EUROPA:
UN’ASSEMBLEA “STRAORDINARIA” 2014
La sfida della crisi, la sfida del mutamento demografico
di ELIO D’ORAZIO, Coordinatore Age Platform Italia
S
ono tanti e ormai
troppi gli anni che
hanno sconvolto le
economie dei singoli Stati
Europei e della zona Euro in
particolare. La politica del
rigore monetario forse ha
evitato il peggio, ma di cer­
to non ha aperto alcuna pro­
spettiva di ripresa economi­
ca, di crescita e di recupero
della occupazione, mentre i
mutamenti demografici se­
gnalano spostamenti gene­
razionali a favore della po­
polazione anziana, lascian­
do al palo l’incremento delle
nascite, con evidenti arre­
tramenti della percentuale
delle nuove generazioni.
Tutto questo continua ad accadere in una Europa do­
ve alcune economie forti hanno avuto la possibilità di
rafforzarsi a svantaggio di quelle più deboli, metten­
do in seria discussione le ragioni del mercato unito,
della stessa moneta unica, che avrebbero dovuto fa­
re riferimento a principi di solidarietà, pur nel rispet­
to degli impegni di ciascun paese a stare ai patti.
A farne le spese maggiori sono le persone anziane
che si sono impoverite e che continuano ad essere
oggetto di discriminazione, di abuso, di attacco alle
loro risorse, alle loro condizioni di vita e di salute, as­
sieme a milioni di giovani che continuano a rimanere
fuori del mercato del lavoro in percentuali davvero
impressionanti.
8
La Piattaforma europea delle persone anziane, nel­
l’Assemblea Generale Annuale che si è svolta a
Bruxelles il 2­3­4 dicembre ha approvato un docu­
mento con il quale avanza sue proposte specifiche
per trasformare lo sviluppo demografico in una gran­
de opportunità di rilancio e ripresa della economia,
facendo investimenti finalizzati alla innovazione del­
l’insieme dei sistemi che riguardano la vita delle per­
sone anziane, per consentirgli di partecipare a pieno
diritto alla vita sociale, per poter continuare a lavora­
re in condizioni adeguate all’ età e per mantenerli ne­
gli standard educativi e formativi corrispondenti agli
sviluppi tecnologici, per poter condurre una vita non­
dipendente ed in buona salute, per consentire il per­
Age Platform Europa
manere nella società ai di­
sabili. Proprio per fare
questo occorrono investi­
menti nella ricerca, in nuo­
ve tecnologie verso le
aziende e industrie al fine
di adattare la produzione
di beni e servizi alla nuove
esigenze della popolazio­
ne anziana, attraverso l’a­
genda 2020, la Strategia
Europea per la disabilità
2010­2020 e la Strategia
Sociale.
Age Platform parla in rap­
presentanza di circa 40 mi­
lioni di suoi aderenti e per
oltre 150 milioni di persone anziane che vivono nei
28 Paesi membri dell’Unione, ponendosi come inter­
locutore aperto da oltre 15 anni nell’ambito del co­
siddetto “dialogo sociale”, ma lancia anche un allar­
me che non può restare inascoltato, pena il venir me­
no della fiducia riposta in Europa da una generazione
che l’Europa ha voluto ad ogni costo, dopo la trage­
dia di due guerre mondiali nello scorso secolo, nelle
quali quasi tutti i paesi europei hanno avuto un ruolo
di triste, lugubre e tragico protagonismo.
Bene dunque il documento, ma nello stesso tempo
Age Platform Europe non può non porsi problemi più
generali che attengono non solo alle scelte di politica
economica e finanziaria, ma anche di politica istitu­
zionale.
Questa Europa è affaticata
e stanca a causa della ma­
lattia congenita della bu­
rocratizzazione spasmo­
dica che attanaglia ogni
suo movimento e di
una divisione dei
poteri tra istitu­
zioni equivalen­
ti che giocano
alla reciproca
paralisi: tutto
questo piace ai
più forti per tene­
re sotto bastone i più deboli, siano essi paesi membri,
siano essi gruppi sociali o gruppi di potere.
È ora che l’Europa decida una volta per tutte di com­
piere il passo decisivo verso le grandi riforme delle sue
istituzioni, per renderle effettivamente democratiche,
espressione dei suoi cittadini, attraverso elezioni di­
rette del Parlamento Europeo che non siano filtrate da
quelle nazionali, Governi europei che siano eletti dal
Parlamento, superamento della Commissione come
strumento di governo a pari livello del Parlamento per
dotarla di mero potere consultivo, ed altrettanto su­
peramento del Consiglio dei Capi di Stato e di Governo
per farne il luogo della garanzia del rispetto di quanto
viene deciso dal Parlamento.
Per fare questo ci vuole co­
raggio, non fosse che
quello che resta a chi
avrebbe di fronte la
propria inesorabile
fine.
Esprimersi in que­
sto modo da
parte di una
organizza­
zione co­
me Age
Platform,
che rappre­
senta gli inte­
9
Numero 47
ressi di oltre 150 milioni di cittadini europei stretta­
mente connessi a quelli di tutti, non può essere con­
siderato una uscita dai ranghi.
La politica è di tutti, non solo di chi raccoglie il con­
senso per esprimerla a livello delle istituzioni euro­
pee e se queste hanno ormai fatto il loro tempo, è be­
ne che vengano rinnovate ed adeguate, prima che sia
troppo tardi.
Si tratta di far valere quindi le proprie valutazioni,
idee e proposte non solo attraverso la elaborazione
di buoni e perfetti documenti, ma anche attraverso
l’iniziativa sociale, culturale, civile, esercitando il pro­
prio peso con la denuncia, l’informazione e, nel caso,
anche con la mobilitazione, cercando alleanze e so­
stegni da tutti i soggetti pubblici e privati, imprese e
persone che possono condividere obiettivi e strate­
gie. Insomma, Age Platform Europe deve uscire dalla
sua torre d’avorio fatta di tante belle idee, ma di po­
che azioni.
Per fare tutto questo anche Age Platform Europe ha
bisogno di una sua coraggiosa autoriforma.
debbono poter assumere un ruolo di protagonismo
assumendosi responsabilità maggiori nella rappresen­
tanza e nella partecipazione attiva alle iniziative, come
anche nella creazione di migliori condizioni per l’eser­
cizio libero e autonomo della propria funzione. Le pro­
poste non mancano: ora si tratta di tradurle in fatti.
Alcuni passi avanti sono stati fatti negli ultimi anni,
nello sforzo di un maggiore coinvolgimento dei
membri alla definizione di idee e proposte, ma questi
Da questa Assemblea è partita questa sfida: per ri­
creare nuova fiducia e nuova forza e per accrescere
consenso e partecipazione. 
10
Age Platform Europa
UNA STRATEGIA EUROPEA
SUL MUTAMENTO DEMOGRAFICO
“Mettere a frutto il potenziale che viene
dall’invecchiamento della popolazione europea”
Dichiarazione finale dell’assemblea generale di Age Platform
di ELIO D’ORAZIO
A fronte dei mutamenti in corso in questi anni, le
istituzioni europee, l’economia, la finanza hanno la
grande opportunità di mettere in valore i mutamen­
ti demografici e climatici al fine di riattivare la cresci­
ta e di migliorare la qualità della vita e i diritti delle
persone anziane.
A questo scopo Age si rivolge al Parlamento euro­
peo, alla Commissione, al Consiglio dei Ministri ed
a tutti i Paesi membri per adottare una “Strategia
Europea sui mutamenti demografici”.
11
Una strategia europea sui mutamenti demografici
per valorizzare l’invecchiamento della popolazione
ed affrontarne le sfide socio economiche:
• Combattere la discriminazione a causa della età
in ogni campo, compreso il mercato del lavoro ed
il lavoro stesso;
• Creare sinergie tra le generazioni per la sostenibi­
lità dei sistemi e l’accesso al lavoro delle nuove
generazioni.
Obiettivi per una strategia europea sui mutamenti
demografici:
 Vincere la invisibilità dei diritti delle persone an­
ziane;
 Dare più potere e facilitare la partecipazione del­
le persone anziane alla vita sociale: qualità dei
consumi, salute, permanenza al lavoro a pari di­
gnità ed opportunità, dignità;
 Diventare un vettore per la crescita economica:
ricerca e sviluppo sulla adozioni di moderne tec­
nologie, prodotti e servizi adatti alle persone an­
ziane, un ambiente accogliente ed amico;
 Costruire sinergia e coordinamento tra l’Unione
Europea e le politiche internazionali sull’invec­
chiamento, attraverso l’Agenda Sociale Euro­
pea, la Strategia 2020 e la Strategia 2010­20 sul­
la disabilità;
 Accrescere la solidarietà tra le generazioni.
Quali sono le priorità politiche per sostenere una
Strategia Europea sul mutamento demografico?
 Coinvolgere le persone anziane nella ripresa
economica attraverso la trasmissione d’impresa
e di professionalità;
 Accrescere la protezione dei diritti fondamenta­
li delle persone anziane, attuando quanto scritto
nella “Carta dei Diritti Fondamentali”;
 Sviluppare un ambiente accogliente attraverso
nuovi investimenti ed innovazione a livello na­
zionale, regionale e locale, facendo buon uso dei
fondi strutturali;
 Mettere a punto la strategia Europa 2020 per af­
frontare i mutamenti demografici: protezione
sociale, salute, tutela del potere d’acquisto delle
pensioni, condizioni di lavoro adatte all’età ed al­
le professionalità, trasmissione di saperi e saper
fare alla nuove generazioni, parità di genere in
ogni campo e armonizzazione tra lavoro ed im­
pegni familiari;
 Promuovere il design per tutti e migliorarne l’ac­
cessibilità alle persone anziane (ITC, Abitare,
Ambiente, Trasporti, ecc.);
 Promuovere l’accesso alla formazione ed educa­
zione lungo tutto l’arco della vita, per tutte le
età;
 Assicurare l’accesso ad una salute di qualità ed a
cure di lungo periodo per vivere con dignità.
11
Numero 47
LEGGE DI STABILITÀ
Per i pensionati c’è poco
La legge che disegna la politica economica del Governo per il 2015 è stata approvata, come
di consueto, alla fine di dicembre. Per gli anziani poche le novità: nessuna estensione degli
80 euro alla categoria, rifinanziamento dei Fondi sociali, interventi di aggiustamento per chi va
in pensione che correggono alcune distorsioni della Legge Fornero. In arrivo, invece, regole
nuove per i Patronati.
di A.T.
N
on c’è molto per i pensionati nella Legge di
Stabilità 2015 varata alla fine dello scorso
anno dal Governo. La manovra costituisce
la spina dorsale della politica economica adottata
per l’anno a venire dall’esecutivo e dispone le deci­
sioni di spesa fondamentali.
Nella legge di stabilità 2015, per cominciare, non c’è
l’estensione degli 80 euro a favore dei pensionati, co­
sì come era stato fatto nel mese di maggio dello scor­
so anno per i lavoratori dipendenti con guadagni in­
feriori ai 24mila euro lordi l’anno. Un fatto, questo,
che era stato richiesto da più parti, Cna Pensionati in
testa, proprio perché i percettori di pensione non so­
lo hanno un bisogno vitale di aumentare il proprio
reddito sempre di più messo a disposizione delle pro­
prie famiglie in difficoltà economica, ma anche per­
ché avrebbero potuto incrementare i consumi del
nostro Paese ormai fermi da tempo.
Come misura di welfare, per incentivare le nascite e
aiutare le famiglie con figli, è stato previsto un Bonus
Bebè, ossia l’erogazione degli 80 euro in busta paga
per i genitori di bambini nati o adottati nel 2015. Se­
condo la Legge di stabilità il Bonus bebè 2015 sarà
erogato per una durata di tre anni, con un importo
pari a 960 euro annuali. Il requisito fondamentale è
un reddito familiare con un indicatore Isee non supe­
riore a 25.000 euro. Per coloro che hanno un Isee non
superiore a 7.000 euro l’assegno raddoppia fino a
160 euro mensili.
12
Sul fronte specifico delle pensioni è stato previsto un
meccanismo che impedisce ai lavoratori soggetti al
sistema retributivo di trarre beneficio dall'introdu­
zione del calcolo contributivo dal 2012 in poi. Come
effetto della riforma previdenziale Monti­Fornero
poteva accadere, infatti, che in casi limitati un lavora­
tore maturi una pensione di importo maggiore di
quello che si otterrebbe applicando solo il sistema re­
tributivo. È stata, invece, eliminata, fino al 2017, la
penalizzazione prevista, sempre dalla riforma Forne­
ro, per chi va in pensione anticipata con 42 anni di
contribuzione e meno di 62 anni di età.
Sempre in tema di welfare, ancora, la Legge prevede
il rifinanziamento dei Fondi. Quello per le non auto­
sufficienze è incrementato di 400 milioni. Per il Fon­
do nazionale politiche sociali la manovra prevede un
incremento di 300 milioni, cifra leggermente inferio­
re a quella disponibile per il 2014 (317 milioni). Infine
lo stanziamento per la Social card sarà pari a 250 mi­
lioni di euro.
Discorso a parte meritano le novità sui Patronati.
Dopo una forte polemica sul corposo taglio ai finan­
ziamenti (nella prima stesura della Legge si parlava di
150 milioni di euro), alla fine la sforbiciata si è ridotta
a 35 milioni. Sono state tuttavia inserite delle modifi­
che alla legge che regola questi istituiti. Modifiche
che, di fatto, ne riducono corposamente il numero e
ne cambiano anche il ruolo e la mission.
Per svolgere attività di Patronato, infatti, occorrerà
avere requisiti territoriali (presenza nel 60% delle
provincie italiane con il 60% della popolazione nazio­
nale e almeno 8 sedi all’estero) e di efficienza (vengo­
no liquidati gli istituti con un attività accertata dal mi­
nistero sotto il 1,5% del totale negli ultimi due anni).
Ma non solo. Oltre alle consuete attività gratuite in
tema di previdenza, assistenza, immigrazione i Pa­
tronati potranno svolgere a pagamento, senza fini di
lucro, consulenza e servizi in materia di previdenza,
assistenza sociale, diritto del lavoro, sanità, diritto di
famiglia e successioni, risparmio, diritto civile, legi­
slazione fiscale, tutela e sicurezza sul lavoro nel qua­
dro di convenzioni da definire con il ministero del la­
voro. Come dire, sarà possibile, in futuro, rivolgersi ai
Patronati per fare, ad esempio, tutto ciò che serve a
una successione o, per dire, risolvere una controver­
sia di famiglia e sul lavoro.
“Gli interventi previsti dalla Legge di Stabilità – com­
menta Giancarlo Pallanti, Presidente Nazionale di
Cna Pensionati – ci sembrano positivi laddove inter­
vengono a sostegno delle famiglie e dell’economia
italiana. È importante, infatti, che questo sia un anno
in cui il Paese cominci davvero a ripartire”. “Bene lo
spirito delle riforme dunque – aggiunge Pallanti – tut­
tavia non sembra che il tema dell’invecchiamento
della popolazione e le politiche sociali correlate siano
al centro dell’attenzione, a parte il rifinanziamento
dei Fondi”. “Ormai invece – conclude il Presidente di
Cna Pensionati – non è più rimandabile pensare a una
riforma organica del welfare in cui pubblico, privato e
terzo settore dialoghino insieme per rispondere ai bi­
sogni sanitari, sociali e assistenziali di una popolazio­
ne che ha il diritto di invecchiare in salute e corretta­
mente assistita”. 
Giancarlo Pallanti, Presidente Nazionale di Cna Pensionati
13
Numero 47
Dichiarazione dei redditi precompilata
per i pensionati servono i CAF
Con il 730 del 2015 sono probabili una serie di difficoltà per gli anziani.
Caf Cna: “Il 730 precompilato non arriverà a casa ma per via telematica e nella maggior parte
dei casi dovrà essere modificato. Attenzione agli errori”.
di SABINA MONACI
I
pensionati possono stare tranquilli. Anche quelli
sprovvisti di computer e poco pratici in tema di
fisco e detrazioni. Il messaggio arriva dal Caf del­
la Cna che rassicura gli over 65 sulla dichiarazione
precompilata.
Dal decreto legislativo appena varato dal governo,
infatti, si prevedono grosse novità per il 730 del
2015. Il prossimo anno, in sostanza, anzichè proce­
dere alla compilazione della propria dichiarazione
dei redditi come abbiamo fatto sino ad ora, per
lavoratori dipendenti e pensionati il cosiddetto 730
sarà già fatto e precompilato, appunto, dall’Agenzia
delle Entrate.
Attenzione, però, la dichiarazione dei redditi non
arriverà già pronta ‘a casa’ ma dovrà essere scarica­
ta dal sito dell’Agenzia delle Entrate stessa. Non
solo. Molte detrazioni, come quelle per le spese
mediche, almeno per quest’anno, non saranno pre­
senti e andranno aggiunte integrando e modifican­
do la dichiarazione stessa.
Un sistema, questo, non proprio semplice per
migliaia di pensionati italiani. Anche per coloro che
hanno dimestichezza con la tecnologica, infatti, la
procedura di registrazione al sito dell’Agenzia delle
Entrate non è affatto immediata e alla portata di
tutti.
Dopo aver caricato on line i propri dati, il contri­
buente potrà ottenere le prime 4 cifre della propria
password ma dovrà attendere 15 giorni per riceve­
re le restanti 6. A quel punto sarà in grado di scari­
care la propria dichiarazione precompilata. Ma non
avrà finito: dovrà controllare l’esattezza dei dati,
inserire eventuali modifiche (detrazioni o altro) e
infine inviarla, prendendosi in toto la responsabilità
14
fiscale, ossia il carico di eventuali errori anche invo­
lontari.
Ecco perchè resta consigliabile per tutti, ma in par­
ticolare proprio per gli anziani, rivolgersi ai Caf.
“Presso i nostri uffici – spiega Roberto Vitale Diret­
tore nazionale del Caf Cna – basterà fare una delega
e noi ci occuperemo di tutto, prendendoci in carico
anche la responsabilità fiscale della dichiarazione
stessa”.
Ma cos’è la responsabilità fiscale? “In sostanza –
conclude Vitale ­ il contribuente che effettuerà
presso i Caf la propria dichiarazione si libererà com­
pletamente del rischio di errore – salvo l’omissione
dolosa ossia volontaria di alcuni dati – e non dovrà
più temere alcun accertamento a proprio carico”.
Una novità molto positiva, questa, proprio perchè
Dichiarazione dei redditi precompilata
chi delegherà il Caf a preparare la sua dichiarazione
sarà assicurato da ogni rischio e non vedrà più arri­
vare la cartella esattoriale a casa in caso di errori o
di qualsiasi accertamento anche sbagliato da parte
dello Stato.
Il governo ha annunciato l’introduzione della dichia­
razione precompilata come una preziosa semplifica­
zione a vantaggio dei cittadini e dei pensionati.
L’idea dell’esecutivo è quella di rendere il più sem­
plice possibile tutti gli adempimenti, i versamenti e
i pagamenti che i contribuenti italiani devono allo
Stato. In effetti con la digitalizzazione di tutti i nostri
dati l’Agenzia delle Entrate sa a quanto ammontano
i guadagni dei percettori di reddito fisso, ovvero i
dipendenti e i pensionati.
Non solo, una volta resa operativa la nuova tessera
sanitaria – non prima del prossimo anno e quindi ciò
vale per la dichiarazione del 2016 – i pagamenti per
spese mediche, visite e medicinali ad esempio,
saranno detratti automaticamente.
Almeno questa è l’intenzione del governo. Mancano
all’appello tuttavia tutta una serie di detrazioni che
dovranno essere aggiunte, ma sempre per via tele­
matica, alla dichiarazione stessa. Si pensi ad esem­
pio alla vendita di un immobile o alla ristrutturazio­
ne della casa che da diritto a importanti sgravi fisca­
li. Al di là delle buone intenzioni, in ogni caso, chi
non ha dimestichezza con il computer o non lo pos­
siede affatto o ancora non conosce tutte le leggi che
riguardano le spese detraibili rischia di essere in
seria difficoltà.
“Noi siamo favorevoli a qualunque semplificazione
burocratica che possa però realmente ridurre i costi
– chiarisce Beatrice Tragni Segretario Nazionale di
Cna Pensionati ­ tuttavia è importante che le novità
introdotte non preoccupino e mettano in difficoltà i
pensionati”.
“È per questo – conclude – che Cna Pensionati invita
gli anziani a rivolgersi con fiducia ai Caf della Cna per
trovare tutte le risposte di cui hanno bisogno”. 
15
Numero 47
Caro socio,
come forse già saprai, nel 2015 verrà introdotto il 730 precompilato. Ciò significa che il modello 730
verrà precompilato dall’Agenzia delle entrate con alcuni dati disponibili in anagrafe Tributaria e tu
potrai accettarne il contenuto, modificarlo o integrarlo con dati di cui l’Agenzia delle entrate non è
in possesso.
Il modello 730 precompilato non verrà recapitato a casa via posta, ma potrai consultarlo dal sito
internet dell’Agenzia delle Entrate, se sei in possesso delle credenziali del servizio “Fisconline”: nome
utente e password.
In alternativa, potrai prelevare il tuo 730 precompilato presso il nostro CAF, dove ti rechi abitual­
mente, avendone apprezzato la competenza e serietà.
Per usufruire di questa possibilità, dovrai semplicemente conferirci una delega, consegnando il
modulo allegato in uno dei nostri uffici. Con la delega preleveremo il tuo 730 precompilato dal sito
dell’Agenzia delle entrate così lo troverai già pronto presso il nostro ufficio; insieme potremo verifi­
carlo, modificarlo e molto probabilmente integrarlo con le spese ed altri oneri da portare in detra­
zione o deduzione.
Nel 730 precompilato, infatti, l’Agenzia delle entrate inserirà solo alcuni oneri detraibili o deducibi­
li, gli interessi passivi sul mutuo, i premi assicurativi, i contributi obbligatori ed eventuali rate di
detrazioni ultrannuali (interventi di ristrutturazione 36% e spese per la riqualificazione energetica
55%). Non saranno incluse, per questo primo anno, le detrazioni per spese sanitarie, pertanto è
molto probabile che avrai l’esigenza di integrarlo con questo o altre spese sostenute nel 2014.
Naturalmente potrai usufruire, come in passato, della nostra consulenza qualificata e rivolgendoti al
CAF dal 2015 potrai presentare la tua dichiarazione nel modo più sicuro e tranquillo. Infatti il CAF
verificherà tutti i dati della tua dichiarazione e se ne assumerà la piena responsabilità nei confronti
dell’Agenzia delle entrate, liberandoti da successive comunicazioni e richieste.
F.to Giancarlo Pallanti
Presidente Nazionale Cna Pensionati
16
F.to Maria Beatrice Tragni
Segretario Nazionale Cna Pensionati
Delega da consegnare al Caf Cna
DELEGA/REVOCA PER L’ACCESSO
ALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI PRECOMPILATA
IL SOTTOSCRITTO
Codice fiscale ...............................................................................................................................................
Cognome e Nome ................................................................Luogo e Data di nascita ..................................
Residenza: Comune .....................................................................................................................................
Sigla della provincia/CAP/Indirizzo: via e numero civico
IN QUALITÀ DI RAPPRESENTANTE/TUTORE DI
(DICHIARAZIONE DEI REDDITI DI PERSONA INCAPACE, COMPRESO IL MINORE)
Codice fiscale ...............................................................................................................................................
Cognome e Nome ................................................................Luogo e Data di nascita ..................................
Residenza: Comune .....................................................................................................................................
Sigla della provincia/CAP/Indirizzo: via e numero civico
n CONFERISCE DELEGA
n NON CONFERISCE DELEGA1
n REVOCA DELEGA
AL CENTRO DI ASSISTENZA FISCALE (CAF)
Codice fiscale 04417981000 Numero di iscrizione all'Albo del CAF 024
Denominazione del CAF CAF CNA S.R.L.
Codice fiscale del responsabile del CAF RPIGPP50B10I324D
Domicilio Fiscale ROMA (RM) 00161 ­ Piazza Mariano Armellini 9A
ALL’ACCESSO E ALLA CONSULTAZIONE DELLA PROPRIA DICHIARAZIONE DEI REDDITI
PRECOMPILATA E DEGLI ALTRI DATI CHE L’AGENZIA DELLE ENTRATE
METTE A DISPOSIZIONE AI FINI DELLA COMPILAZIONE
DELLA DICHIARAZIONE RELATIVA ALL’ANNO D’IMPOSTA
La delega può essere revocata in ogni momento presentando questo modello.
Luogo e data
...............................................................................................................................
Firma (per esteso e leggibile)
.................................................................................................................................................
INFORMATIVA SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI CONSENSO AL TRATTAMENTODEI DETI PERSONALI
Presto il mio consenso al trattamento dei dati sensibili nei limiti delle operazioni strettamente necessarie
per lo svolgimento della delega conferita
Luogo e data
...............................................................................................................................
Firma (per esteso e leggibile)
.................................................................................................................................................
✂
Si allega fotocopia del documento di identità del delegante/revocante.
1 Da compilare solo in caso di presentazione a un Centro di assistenza fiscale o a un professionista abilitato
Numero 47
CO-HOUSING
la solitudine e l’individualismo non abitano più qui
Si moltiplicano in Italia i progetti che si basano sull’abitare collaborativo. Liat Rogel di Housing
lab racconta la sua esperienza e come questo nuovo modo di condividere spazi e servizi potrebbe
cambiarci la vita
di LIVIA PANDOLFI
S
uccede spesso nella vita che i cerchi si chiudo­
no. Oppure che semplicemente ciò che di buo­
no era stato abbandonato in passato viene ri­
preso, rinnovato, rivissuto in chiave moderna. Deve
essere così per ciò che oggi chiamiamo co­housing,
ovvero le case collaborative, dove le persone sempli­
cemente si aiutano organizzando gli spazi e, sempre
più spesso i servizi, tutti insieme.
Succedeva così ­
spontaneamente ­
negli anni ’50 e ’60 fi­
no a agli anni ’70. Le
mamme di uno stes­
so palazzo si aiutava­
no a vicenda a tirare
su i figli, le porte era­
no tutte aperte, i
bambini giocavano in
cortile. C’era una ter­
razza condominiale
Liat Rogel
condivisa dove tutti
stendevano i panni e, sempre giù in cortile, le sere
d’estate le nonne chiacchieravano e prendevano il
fresco, talvolta sferruzzando, talvolta sbucciando
verdure. Poi negli anni ’80 il progresso e una ricchez­
za più diffusa ha convinto tutti che la propria casa do­
veva essere sempre più piccola e a porte chiuse. Che
fosse più ‘moderno, evoluto, intelligente’ far da soli.
Che l’individualismo – ognun per se – fosse vincente
e ‘giusto’. E così ogni famiglia ha avuto – quando è
stato possibile e necessario ­ la sua baby sitter, la sua
badante, la sua colf. Sarà un caso? Le donne hanno
cominciato a fare meno figli, siamo diventati il paese
18
in cui le famiglie, sempre più piccole e separate dagli
altri, per organizzare quello che nei convegni si chia­
ma welfare faticano da matti e pagano ancora di più.
E dove gli anziani, soprattutto se vedovi e in città, so­
no sempre più soli. Infine è arrivata la crisi.
Con il suo 43% di giovani disoccupati rimasti a carico
dei genitori e dei nonni. Con gli stipendi e le pensioni
che valgono sempre di meno e un’ineffabile incertez­
za sul futuro. All’orizzonte la popolazione che invec­
chia e che solo fra 10 anni conterà milioni di over 65
in più. L’uomo però è uomo perchè si adatta e reagi­
sce alle difficoltà. E poi soprattutto è animale sociale,
quindi poco avvezzo alla solitudine del ‘far tutto da
sè. Così c’è chi ha messo in campo un’idea nuova e
antica insieme. Un ritorno al passato in chiave mo­
derna.
Nell’era dell’iperconnessione, dei social, dei selfie
(ovvero l’autoscatto con il cellulare), dove tutti pos­
sono vedere cosa abbiamo nel piatto una sera qua­
lunque in una qualsiasi pizzeria, nessuno sapeva più
vivere insieme. Così Liat Rogel ricercatrice e service
designer di Housing lab, ha dato vita insieme a diver­
si compagni di percorso, a questa associazione nata
con l’obiettivo di diffondere buone pratiche, condivi­
dere delle competenze e fare ‘sperimentazione par­
tecipativa’ nell’ambito dell’abitare sociale e collabo­
rativo. Housing Lab è all’interno del dipartimento In­
daco al Politecnico di Milano. Ecco come a lei e ai suoi
collaboratori è venuta questa idea.
D. Come nasce l’esperienza di Housing Lab?
R. L’idea nasce da diversi segnali che abbiamo perce­
CO-Housing - intervista a Liat Rogel
pito nella nostra città, Milano. Abbiamo colto una do­
manda di condivisione, di abbandono dell’isolamen­
to nella propria casa e la volontà di aiutarsi nella vita
quotidiana.
Abbiamo studiato le esperienze che già esistevano
all’estero in Germania, in Svezia, in Austria e l’abbia­
mo portate a Milano.
L’abitare collaborativo è una tendenza che sta cre­
scendo, basta guardare su Facebook, uno dei social
più noti, dove si moltiplicano i cosiddetti ‘social
street’ ovvero gruppi di persone che si conoscono sul
web per condividere spazi e attività.
Un esempio? Gli acquisti solidali, ovvero una spesa di
gruppo con costi più bassi per comprare prodotti che
servono a vivere, dai generi alimentari a qualsiasi al­
tra cosa. In realtà la condivisione che noi proponiamo
fa capo al condominio dove si vive. Qui le persone
possono mettere in comune spazi e servizi per facili­
tarsi la vita.
D. E le liti condominiali tanto diffuse nel nostro paese?
R. È una questione di approccio. Questo modello di
vivere e abitare è una sfida non facile. Ma se le perso­
ne cominciano a conoscersi meglio ad aprirsi agli al­
tri, che poi sono i vicini di casa, i rapporti cambiano.
Non dimentichiamo che la privacy della propria casa
non è messa in discussione o invasa.
Noi promoviamo la diffusione delle buone pratiche,
facciamo consulenza e offriamo una guida a chi vuo­
le intraprendere la strada dell’abitare collaborativo.
È chiaro che un conto è decidere di comprare una ca­
sa in un condominio che offre in partenza una solu­
zione di co­housing un conto è riorganizzare la vita di
un condominio già esistente. Ma si può fare.
D. Crede che fra gli italiani, popolo di individualisti,
la filosofia del co­housing possa andare al di là delle
esperienze sporadiche e diventare un modo di vita
diffuso?
R. Noi ce lo auguriamo. Semplicemente perchè
conviene, collaborando si vive meglio. Certo, il mo­
vente iniziale spesso è e sarà il risparmio di costi che
singolarmente diventano sempre più insostenibili
per le famiglie. Ma poi quando si inizia a sperimenta­
re il clima di collaborazione e di comunità si va
spesso al di là.
D. L’invecchiamento della popolazione pone grossi
problemi di gestione per le persone che, soprattut­
to nelle città, rischiano di rimanere sempre più sole.
Senza contare il tema dei non autosufficienti e della
conciliazione vita lavoro delle donne con anziani e
bambini a carico. La vostra proposta è la risposta
giusta?
R. È una delle risposte che noi crediamo essere effica­
ce. Ad esempio noi collaboriamo al progetto Vivit. Vi­
vit è un nuovo modello residenziale che sta sorgendo
nel territorio piacentino, un servizio abitativo dedi­
cato alla terza età. Il progetto prevede la ristruttura­
zione di un condominio esistente, ripensato per l’ac­
coglienza e l’invecchiamento attivo, con diversi tipi di
tagli abitativi (monolocali, bilocali, trilocali) per un
totale di 20 appartamenti che si integrano con 300
mq di aree comuni per favorire l’incontro, l’interazio­
ne e la condivisione della quotidianità, (area living,
terrazza, bagno assistito, palestra, sala infermeria,
lavanderia/stireria, ricovero bici).
Questa potrebbe essere la strada per offrire agli an­
ziani del futuro una casa propria, piccola e gestibile,
ma anche spazi per invitare, ad esempio, tutta la fa­
miglia a cena. Senza contare che in un condominio
del genere l’anziano non sarà mai solo e se ha biso­
gno del medico non dovrà per forza uscire da casa.
D. La crisi sta avendo un ruolo nella diffusione di
questo tipo di esperienze?
R. Senza alcun dubbio. Come ho detto la leva iniziale
sono le possibili economie: condividere spazi e servi­
zi costa meno. Poi però si scopre che i servizi collabo­
rativi sono piacevoli e l’esperienza cresce.
D. Ok, tutto fantastico. Ma quanto costa?
R. I prezzi di un appartamento non sono più alti di
quelli di mercato. Anzi. Se si immagina che è possibile
scegliere per un anziano un taglio piccolo va da se che
il costo scende. In generale mettersi insieme costa
meno perciò ci sono soluzioni alla portata di tutti. 
D. È questo il co­housing?
R. Esattamente. Si può condividere la sala condomi­
niale per attività comune o usarla per una esigenza
personale come una cena con tante persone o la fe­
sta del proprio bambino. Ma anche, per dire, la lavan­
deria, l’Internet o il Wi­fi di condominio, dei corsi se­
rali di fitness ecc. A Milano, ad esempio, è successo
che l’iniziativa individuale di un pensionato che ha
trasformato la portineria in una biblioteca, ha cam­
biato le relazioni nel condominio e innescando il se­
me della condivisione.
19
Numero 47
ALIMENTAZIONE
Gli accordi commerciali internazionali finiranno a tavola?
Questo l’allarme lanciato da una recente indagine televisiva e finito sui giornali.
Europa e Usa, infatti, stanno discutendo un trattato sul commercio che potrebbe
incidere fortemente su quello che finirà sui nostri piatti. Con gravi danni alla salute.
Tutto vero? Cna Alimentare rassicura: “A noi, per ora, non risulta”.
di AGNESE TOMMASI
S
i chiama Ttip. Che significa Trattato transa­
tlantico sul commercio e gli investimenti. Ma
nessuno, al momento ne sa molto. Secondo
wikipedia, l’enciclopedia on­line più famosa al mon­
do, si tratta di un accordo commerciale di libero
scambio in corso di negoziazione tra l'Unione euro­
pea e gli Stati Uniti d'America che potrebbe essere
chiuso entro l’anno. Comporterebbe, dice sempre
wikipedia, una deregolamentazione che abolirà i
dazi doganali uniformando i regolamenti dei due
continenti e diminuendo il controllo dei singoli Stati,
rendendo così possibile la libera circolazione di mer­
ci, investimenti, servizi ed appalti.
Una faccenda di portata storica perchè, secondo al­
cuni, porterebbe enormi benefici alla nostra econo­
mia con un aumento del Pil, il prodotto interno lordo,
stimato tra lo 0,5% e addirittura il 4%, più posti di la­
voro, più esportazioni (si calcola il 28% in più). Il no­
stro Presidente del Consiglio Matteo Renzi ne ha par­
lato molto bene: “si tratta di una scelta strategica, mi
piace dire culturale, molto positiva”. Ma c’è anche
chi non è affatto d’accordo. Josep Stiglitz, un impor­
tante economista statunitense che ha lavorato con
l’ex Presidente Usa Bill Clinton e presso la Banca
Mondiale, ad esempio, sostiene che il Ttip compor­
terà una riduzione delle garanzie e una mancanza di
tutela dei diritti dei consumatori.
Secondo i detrattori, infatti, a saltare non saranno so­
lo i dazi doganali ma molte altre cose. Regole, con­
trolli e standard minimi richiesti per la circolazione
della merce, norme sulle sostanze chimiche tossiche,
20
leggi sanitarie, prezzi dei farmaci, libertà di Internet e
la privacy dei consumatori, l’energia, i brevetti e
copyright e gli albi professionali. Ma non è tutto. Ad
andarci di mezzo pesantemente potrebbe esserci la
nostra normativa europea e italiana in tema di pro­
dotti alimentari. Normative, queste, che sino ad ora
ci hanno protetto dagli organismi geneticamente
modificati, dagli ormoni e gli antibiotici e altri farma­
ci nella carne (che negli Stati Uniti, invece, si usano),
da sostanze chimiche varie negli alimenti, con forti ri­
percussione sulla nostra salute. Una volta chiuso l’ac­
cordo a vigilare su quest’ultimo sarebbe un Tribuna­
le privato internazionale le cui decisioni sono supe­
ALIMENTAZIONE, gli accordi commerciali internazionali finiranno a tavola?
riori alle nostre leggi e alle sentenze dei tribunali na­
zionali. Come dire, una volta firmato l’accordo, non si
torna indietro.
Ma cosa c’è di vero? Possibile che l’Unione Europea
così rigida nel far rispettare le regole sul settore ali­
mentare, anche a colpi di multe e procedure sanzio­
natorie di vario tipo, consenta di demolire una legi­
slazione che garantisce ai cittadini prodotti più sani?
“Abbiamo recentemente incontrato a Bruxelles i rap­
presentanti della Direzione generale della Commis­
sione Ue per la salute e i consumatori – informa Ga­
briele Rotini Responsabile nazionale Unione Cna Ali­
mentare – e ci hanno rassicurato, stigmatizzando i
toni allarmistici usati dalla stampa. L’Ue sta trattan­
do l’accordo analizzando le problematiche dei vari
settori commerciali e dei singoli prodotti e non
avrebbe intenzione, in base a quanto ci hanno assicu­
rato, di mettere in discussione le tutele europee pre­
viste in materia di agroalimentare. Tra l’altro questo
settore è il secondo in Europa e il primo in Italia, non
si capisce il motivo per cui dovremmo danneggiarlo”.
Secondo Cna Alimentare, insomma, l’Ue ha assicura­
to che non ci sarebbe alcuna sudditanza da parte del­
l’Unione nei confronti degli Stati Uniti e men che me­
no l’intenzione di rinunciare alle nostre tutele. In­
somma i consumatori europei, e quindi anche noi ita­
liani, non rischiano nei prossimi anni di trovare negli
scaffali dei supermercati quei prodotti americani
certamente più a basso costo ma pericolosi per la sa­
lute. Carni agli ormoni o contenenti antibiotici, ver­
dure transgeniche, olii e paste solo apparentemente
italiani. Negli Usa, in effetti, ci sono decine di prodot­
ti solo a prima vista nostrani: il famoso parmesan che
di parmigiano non ha nulla, olio con la bandiera italia­
na ma preparato con olive di altre parti del mondo,
paste turche spacciate per italiane, prosciutti falsa­
mente Made in Italy, solo per fare alcuni esempi.
“Qui però – chiarisce Rotini – siamo sul terreno della
contraffazione che purtroppo ci fa perdere dai 60 ai
70 miliardi di euro all’anno nelle esportazioni. Da
questo punto vista, anzi, noi siamo da anni impegna­
ti nella battaglia per evitare che i prodotti italiani sia­
no danneggiati da imitazioni spacciate per vere. E per
questo cerchiamo di promuovere i nostri prodotti
Dop e Igip che garantiscono qualità e salubrità”.
Tutto tranquillo quindi? Lo speriamo sinceramente.
L’Italia, infatti, è uno dei paesi più longevi del mondo
proprio grazie alla dieta mediterranea che assicura,
se correttamente seguita, buona salute anche in vec­
chia. Una dieta tra l’altro alla portata di tutti, perchè
basata sul consumo della pasta, pesce ­ possibilmen­
te azzurro ­ e verdura. Al contrario degli Stati Uniti,
paese in cui i ricchi possono comprare i prodotti del­
l’agricoltura biologica sottoposti a normative seve­
rissime, e quindi molto cari, e i poveri si accontenta­
no di mangiare schifezze come gli hamburger prepa­
rati con carni di scarto. Uno scenario questo che l’U­
nione Europea, così inflessibile in tema di conti pub­
blici, con conseguenze non sempre positive per le
persone più deboli a cominciare dagli anziani, ci au­
guriamo si impegnerà a evitare. 
21
Numero 46
Io, pensionato artigiano e scrittore per caso
“Così ho realizzato il mio sogno più grande”
Vittorio Novelli, imprenditore edile per una vita, oggi in pensione ma ancora in attività,
ha realizzato il progetto che aveva nel cuore da una vita. Ha scritto e dato alla stampa
“Il sequestro di un’anima”, un racconto intenso e avvincente di amore, povertà e
guerra. Uno spaccato delle nostre radici che affondano nel mondo contadino del ‘900.
di L.P.
D
iventare scrittore appare
a tutti un percorso niente
affatto semplice, quasi ir­
realizzabile, anche se si hanno
venti o trenta anni. Non per Vitto­
rio Novelli, classe 1937, pensiona­
to, ex imprenditore edile (non del
tutto) e soprattutto scrittore in er­
ba. Vittorio, infatti, ha ‘covato’
dentro di sè per un ventennio l’i­
dea di un libro che oggi ha dato al­
le stampe consegnando ai lettori
uno spaccato intenso e delicato
del nostro ‘900.
Un balzo nel passato e nella nostra
memoria scritto con una narrazio­
ne avvincente da far invidia a scrit­
tori molto più noti e consumati. Vit­
torio rappresenta la testimonianza
vivente che il proverbio ‘volere è potere’ non è affat­
to campato in aria in tutte le età della vita. E che vale
anche e soprattutto nella cosiddetta ‘terza età’.
Domanda. Lei è un pensionato ex imprenditore edi­
le. Come le è venuta l’idea di scrivere un libro?
Risposta. In realtà mi è sempre piaciuto scrivere e
raccontare ciò che io stesso avevo vissuto o che mi era
stato raccontato dalla mia famiglia. Io sono nato con­
tadino nelle colline intorno a Cesena e, come il prota­
22
Vittorio Novelli
gonista del mio libro, emigrato all’estero per poi tor­
nare in Italia a fare l’artigiano e l’imprenditore edile.
Avevo idea di mettere nero su bianco emozioni e
spaccati di vita vissuta e narrata. Poi quando sono an­
dato in pensione, nel 1995, ho scritto alcuni articoli
per il giornalino dei pensionati di Forlì­Cesena rice­
vendo molti complimenti. E quindi mi sono detto: ‘si
può fare’.
Intervista a Vittorio Novelli
D. In realtà ci ha messo un pò a decidersi. Da quanto
tempo aveva in mente il libro?
R. Per la verità sono passati circa 10 anni, forse anche
20, da quando l’idea mi è venuta per la prima volta.
Ho tenuto dentro di me questo libro a lungo. Proprio
come narra il suo titolo l’ho ‘sequestrato’, ma nel mio
corpo.
Avevo mille cose da fare: il lavoro, la famiglia, i figli.
Ecco, solo da poco ho liberato quello che poi era un
grande sogno.
D: Ce lo racconti..
R. Senza entrare nella trama, il “Sequestro dell’ani­
ma” narra la storia di un contadino di 100 anni fa. Un
pò come erano e mi raccontavano i miei genitori.
Molte delle figure del libro mi sono familiari come
quella della zia Ida, una mia vera zia che, come nel
racconto, mi ha davvero aiutato a andare a scuola e
dato una mano a crescere. Il protagonista, in realtà,
ha molto di me, anche se la sua vita è stata diversa
dalla mia.
D. Si è documentato?
R. Per la grande maggioranza del libro mi sono basa­
to sulle informazioni dei miei genitori e parenti e an­
che sulle favole che ci raccontavano da bambini, mol­
to educative e profonde.
Alcuni nomi del libro sono presi dai miei familiari e al­
cuni episodi, come quello della mucca che sale in ca­
sa, sono fatti realmente accaduti.
Nella versione attuale ho aggiunto un paio di capitoli
sulla prima guerra mondiale e, in questo caso, mi so­
no documentato approfonditamente. Ho visitato il
fronte, comperato dei documenti, visto molti docu­
mentari in TV.
D. Oggi siamo nell’era digitale. Come ha scritto il li­
bro, sa usare le nuove tecnologie?
R. Non sufficientemente e infatti mi sono fatto aiuta­
re. Come moltissimi miei coetanei a me piace scrive­
re ‘a mano’.
E per scrivere questo libro ho consumato un’intera
scatola di biro. Poi però è stato importante il connu­
bio con le nuove generazioni: è stato un ragazzo che
poi mi ha trascritto il libro sul computer.
In totale ci ho messo due anni e ho finito all’inizio del
2014. Quindi, dopo averlo corretto almeno 4 volte,
ne ho stampate 1000 copie, ovviamente a mie spese.
D. Non ha mai pensato a pubblicarlo presso un edi­
tore?
R. All’inizio, in effetti, no. Adesso però, dopo averne
regalato una copia a molta gente, ricevendo indietro
numerosi complimenti, ci sto realmente pensando.
Sa che ci sono state persone che, dopo aver letto il li­
bro, me lo hanno voluto pagare?
È anche per questo che presto contatterò le case edi­
trici presenti sul mercato in Italia proponendogli il
manoscritto. Poi vedremo ciò che succederà.
D. Cosa consiglia a un suo ipotetico ‘collega’ pensio­
nato con un sogno nel cassetto come ha avuto lei
per tanti anni?
R. Di portarlo alla luce. Noi siamo pensionati solo di
nome.
Possediamo in realtà talmente tanta ricchezza accu­
mulata in diverse esperienze di vita che abbiamo
quasi il dovere di trasmetterla. Ovviamente nei modi
che ci sono più congeniali.
A me è piaciuto scrivere però tutti possono scegliere la
modalità per tramandare il proprio tesoro personale.
Il mio consiglio è: provateci, partendo da quello che sa­
pete fare, con le cose che sapete usare come ho fatto
io con la mia scatola di biro.
Gli anziani hanno moltissimo da dare. Sarebbe bello,
anzi, che i pensionati fossero protagonisti della scuola:
le origini andrebbero insegnate, le persone un pò in là
con gli anni sarebbero i soggetti giusti per farlo. 
La trama e la recensione del libro “Il sequestro di
un’anima” si trova a pagina 49 nella rubrica “Il libro
del mese”.
23
Numero 47
LE SFIDE DEGLI ANZIANI
di MARIA ROSA BATTAN, Vice Presidente Nazionale Cna Pensionati
U
na delle sfide che gli anziani devono affron­
tare è quella di destreggiarsi nel mare
grandissimo di opportunità (non sempre
veritiere) che vengono loro offerte per vivere bene il
naturale invecchiamento.
Recentemente un quotidiano nazionale (Giornale
del 25/05/2014) ha definito l’invecchiamento “uno
dei più grandi problemi della sanità nell’intero conti­
nente” e i dati che indicano l’aumento demografico
della popolazione anziana non sono confortanti in
quanto fotografano una popolazione over 65 con
percentuali elevate di patologie più o meno gravi.
Sono sicura che alcuni dei dati riportati nel quotidia­
no possono essere aggrediti e modificati se decidia­
mo di farlo.
24
Combattere l’invecchiamento partendo da una inti­
ma consapevolezza che le nostre risorse psicofisiche
vadano protette, anticipando così la necessità del
trattamento medico, sia un buon inizio.
Mi piace pensare che “l’ecologia mentale”, termine
coniato per definire l’ambito che si propone di ap­
profondire e ampliare gli studi sugli stati mentali di
disagio, si orienti in una visione in cui la cura di uno
stato di malattia o disagio non miri soltanto alla riso­
luzione del sintomo ma si muova anche verso la riat­
tivazione di un percorso interiore.
Recentemente mi è capitato di leggere un libro il cui
sottotitolo è: “la fonte della giovinezza”.
Lo scenario proposto è l’ambiente orientale dove nella
quotidianità rientrano anche le discipline fisiche e cure
Le sfide degli anziani
naturali e, senza eccedere
nell’interpretazione, ma
applicando solo alcuni degli
accorgimenti suggeriti, le
persone che lo desiderano
possono trarne vantaggio.
Personalmente ho speri­
mentato alcuni esercizi fisi­
ci (molto simili alla discipli­
na yoga) non sono ovvia­
mente ritornata ad avere la
vitalità di una trentenne
ma alcuni benefici li ho ot­
tenuti, in particolare
“ascolto” con maggior inte­
resse ogni segnale che il
corpo mi invia e cerco di as­
secondarne le richieste.
Credo che la “giovinezza”
di cui parla il narratore sia
proprio quella di essere at­
tenti a se stessi e non dele­
gare ad altri la propria esistenza, per farlo però si deve
rimanere il più possibile in armonia con se stessi curan­
do con uguale attenzione il fisico e la mente.
Se quotidianamente abituato ad esercizi fisici, (po­
trebbe diventare molto efficace un uso quotidiano di
piste ciclabili e pedonali sicure, qualora i percorsi ve­
nissero coordinati tra comuni dello stesso territorio),
il nostro fisico potrebbe regalarci l’elasticità utile ad
essere autonomi molto a lungo, tutti sappiamo quan­
to sia importante non dipendere da altre persone per
la cura della casa, della nostra persona, del nostro
tempo libero, quanto sia importante camminare,
giocare con i nipoti, andare al cinema con gli amici,
assecondarci negli hobby, sentirci pronti.
La gioia dei giorni di festa, delle ricorrenze, degli in­
contri, degli abbracci, dei sorrisi, degli addii, dei tra­
monti, del mare, dei cieli ci devono accompagnare
sempre e noi dobbiamo lavorare su noi stessi per­
chè questo avvenga, amandoci molto. 
La nostra persona, richiede comunque grande atten­
zione e interesse anche nel programmare l’elasticità
della nostra mente e trovare ogni strumento utile a
soddisfare la nostra curiosità, diventa automatica­
mente cibo per la mente.
Avere una consapevole autonomia ci mette al riparo
da insidie, da situazioni di rischio e ci aiuta a vivere i
sentimenti.
25
Numero 47
Per la metà dei pensionati italiani la crisi è più
nera di come appare
Osservatorio IPSOS per Cna Pensionati
L
e stime preliminari sul PIL italiano nel terzo tri­
mestre del 2014, rilasciate l’1 dicembre da
Istat, non lasciano scampo: il segno meno non
sembra intenzionato ad abbandonare l’andamento
della produzione nel nostro paese, che fa registrare
un calo del ­0,1% rispetto al II trimestre e una varia­
zione del ­0,4% su base annua. A meno di improbabi­
li scossoni nel IV trimestre (l’attuale previsione dell’i­
stituto di statistica è di crescita nulla), il PIL italiano
chiuderà il 2014 ancora in calo.
Il perdurare delle difficoltà fa sì che i giudizi sull’at­
tuale situazione di crisi siano fortemente pessimisti­
ci, indistintamente tra pensionati e non pensionati;
quasi la metà dei pensionati intervistati (il 49%)
crede infatti che la crisi che stiamo attraversando
sia molto più grave di quel che si pensa, mentre il
38% ritiene che sia grave come appare. La presa di
coscienza sulla situazione del paese appare quindi
inequivocabile. In un contesto che rimane delineato
come fortemente pessimista è però possibile coglie­
re dei lievissimi segnali di maggiore fiducia, o più
propriamente di minore sfiducia, da parte dei pen­
sionati: è infatti in calo di 20 punti percentuali,
rispetto al 2013, la proporzione di pensionati che
crede che la crisi sia molto più grave di quello che si
pensa (69% il dato 2013), anche se la variazione
rimane confinata all’interno dei giudizi negativi (nel
2013 era il 19% il dato sui pensionati che ritenevano
la crisi grave come appare).
L’uscita dalla crisi continua ad apparire lontana:
l’80% dei pensionati ritiene che per la soluzione
delle difficoltà sia necessario aspettare ancora a
lungo. Questo dato fa segnare un netto aumento
rispetto al 2013: la percentuale di quanti ritenevano
l’uscita dalla crisi ancora molto lontana era pari al
69%. I pessimisti sulla durata della crisi si dividono
equamente tra chi ritiene che per uscire dalla crisi ci
vorranno altri 5/10 anni e chi, un pò meno pessimi­
sta, crede che ne serviranno almeno 3 o 4. Solo il
14% è convinto che la fine della crisi sia prossima.
Il pessimismo che aleggia intorno alle prospettive
del paese sembra intaccare solo in parte le valuta­
zioni sul presente: in un contesto comunque ricono­
28
sciuto come difficile, la situazione attuale è vissuta
con una minore dose di negatività e questo sembra
essere particolarmente vero per la parte di popola­
zione pensionata.
La propria situazione economica attuale è infatti
valutata con soddisfazione dal 59% dei pensionati
intervistati, a fronte di un 50% per il totale degli ita­
liani. Sebbene il trend sia positivo per entrambi i tar­
get in analisi, la variazione è molto più netta per le
persone ritirate dal lavoro, che fanno registrare un
aumento di 11 punti percentuali rispetto al dato
2013 (+6 punti percentuali per gli italiani) e, soprat­
tutto, un saldo tra soddisfatti e insoddisfatti ora for­
temente positivo (+18 punti percentuali).
Il trend positivo sulla situazione economica attuale
sembra trovare conferma nelle valutazioni sul teno­
re di vita: è infatti in aumento la proporzione di
quanti hanno migliorato o mantenuto facilmente il
proprio tenore di vita negli ultimi 2­3 anni rispetto al
2013 (+10 punti percentuali tra i pensionati nel
2014, a fronte di +3 punti percentuali. per il totale
popolazione). È bene però prendere questo dato
con le dovute cautele, poichè il 58% dei pensionati
(69% nel totale popolazione) dichiara di avere avuto
difficoltà a mantenere il proprio tenore di vita (42%)
o di non esserci riuscito (16%).
Si può quindi sostenere che, per quanto riguarda il
breve periodo, si stia assistendo a piccoli ma pro­
gressivi segnali di ripresa di fiducia da parte della
popolazione e in particolare dei pensionati, con
valutazioni più serene sulla propria situazione eco­
nomica attuale. Si sta quindi assistendo ad un pro­
gressivo adeguamento del proprio stile di consumo
e del proprio tenore di vita al contesto socio­econo­
mico che caratterizza il paese da anni, vivendo quin­
di con minore spirito di sacrificio le scelte fatte.
Tuttavia allargando l’orizzonte temporale e valutan­
do la situazione complessiva del paese, le prospetti­
ve diventano più cupe e la preoccupazione si fa stra­
da, lasciando meno spazio ad un recupero di fiducia
stabile nel tempo. 
Osservatorio IPSOS per CNA Pensionati
Osservatorio IPSOS per Cna Pensionati
“
L’uscita dalla crisi continua
ad apparire lontana: l’80%
dei pensionati ritiene che per
la soluzione delle difficoltà
sia necessario aspettare
ancora a lungo.
“
“
Il 58% dei pensionati (69% nel
totale popolazione) dichiara di
avere avuto difficoltà a mantenere
il proprio tenore di vita (42%) o di
non esserci riuscito (16%).
“
“
In aumento la proporzione di
quanti hanno migliorato o man­
tenuto facilmente il proprio
tenore di vita negli ultimi 2­3
anni rispetto al 2013.
“
29
Numero 47
CENSIS, italiani narcisiti e sfiduciati
La globalizzazione ci ha messo ko?
Non ancora, anzi…
Il Rapporto annuale Censis 2014 ci descrive paralizzati dal timore del domani. Tuttavia le famiglie
possiedono oltre 1200 miliardi liquidi e le imprese sopravvissute alla crisi hanno visto aumentare
le loro risorse disponibili dai 238 miliardi di euro del 2008 ai 279 miliardi del 2013 (+17,3%).
Stando fermi non crediamo nei giovani e non puntiamo sul patrimonio culturale.
Siamo il Paese dal capitale ‘inagito’ che però conserva alcuni assi nella manica.
di LIVIA PANDOLFI
U
n paese bloccato in preda alla paura del fu­
turo e quindi immobile. E soprattutto inca­
pace di reagire in modo propositivo alla crisi
profonda, a questo punto non solo economica, che
stiamo vivendo. È così che il Censis, il Centro studi in­
vestimenti sociali, dipinge l’Italia nel suo Rapporto
Annuale 2014. Secondo l’istituto è come se fossimo
paralizzati di fronte all’incertezza tanto – addirittura­
da sospendere i nostri desideri. Ma non tutto è nero,
anzi. Alcuni dati sorprendono e fanno intravedere la
strada per riemergere dal pozzo dove siamo caduti.
LE FAMIGLIE
I numeri parlano chiaro. Secondo il Censis le fami­
glie credono, per il 47% che il picco negativo della
crisi sia alle spalle (il 12% in più rispetto allo scorso
anno). Ma ora è l'incertezza a prevalere. Tra il 2007
e il 2013 tutte le voci delle attività finanziarie delle
famiglie sono diminuite, tranne i contanti e i depo­
siti bancari, aumentati in termini reali del 4,9%, arri­
vando a costituire il 30,9% del totale (erano il 27,3%
nel 2007). A giugno 2014 questa massa finanziaria
liquida è cresciuta ancora, fino a 1.219 miliardi di
euro. Prevale dunque un cash di tutela, con il 45%
delle famiglie che destina il proprio risparmio alla
copertura da possibili imprevisti, come la perdita
del lavoro o la malattia, e il 36% che lo finalizza alla
voglia di sentirsi con le spalle coperte. La percezio­
ne di vulnerabilità porta il 60% degli italiani a ritene­
re che a chiunque possa capitare di finire in povertà,
come fosse un virus che può contagiare chiunque. E
30
per il futuro? Circa un terzo degli italiani non si
sente sicuro, quota che sale al 43% dei giovani. Del
resto le famiglie hanno poche speranze di migliora­
re le condizioni dei propri figli. Noi crediamo, più di
ogni altro in Europa, che per avere successo nella
vita servano le conoscenze giuste (il 29% contro il
CENSIS, italiani narcisiti e sfiduciati
19% inglese) e che sia fondamentale il fatto di pro­
venire da una famiglia benestante (il 20% contro il
5% francese). Il riferimento all'intelligenza come fat­
tore determinante per l'ascesa sociale raccoglie il
7% delle risposte in Italia: il valore più basso in tutta
l'Unione europea!
LE IMPRESE
La crisi ha colpito durissimo. Dal 2008 si è registrata
una flessione degli investimenti di circa un quarto.
Si sono ridotti gli investimenti in hardware (­28,8%),
costruzioni (­26,9%), mezzi di trasporto (­26,1%),
macchinari e attrezzature (­22,9%). Se si prende a
riferimento il 2007, si può dire che da allora fino al
2013 c'è stata una mancata spesa cumulata anno
dopo anno per investimenti superiore a 333 miliar­
di di euro (più di quanto previsto dal piano Juncker).
L'incidenza degli investimenti fissi lordi sul Pil si è
ridotta al 17,8%: il minimo dal dopoguerra (16,4%
nel 1947, 17,3% nel 1948, poi 19,1% nel 1949). Ma
a una così accentuata flessione delle spese produt­
tive, determinata dalla recessione e dalle aspettati­
ve negative, non ha corrisposto un analogo peggio­
ramento dei conti delle imprese che ce l'hanno
fatta. Dal 2008 a oggi il margine operativo lordo
delle imprese si è mantenuto elevato e a tratti cre­
scente. Il patrimonio netto delle imprese è aumen­
tato negli anni della crisi arrivando a pesare nel
2013 5,8 volte l'ammontare degli investimenti effet­
tuati. Le risorse liquide disponibili sono passate dai
238 miliardi di euro del 2008 ai 279 miliardi del
2013 (+17,3%). Se il grande capitalismo familiare
italiano appare quasi sotto assedio, con molti mar­
chi ceduti ad aziende straniere e fasi travagliate di
ridefinizione della governance interna, resta una
carta vincente per il Paese il microcapitalismo di ter­
ritorio. Ancora nel primo semestre del 2014 le
esportazioni degli oltre 100 distretti industriali sono
cresciute del 4,2%, in termini tendenziali, a fronte di
un incremento dell'1,2% dell'export manifatturiero
complessivo.
LA DISSIPAZIONE DEL CAPITALE UMANO CHE NON
SI TRASFORMA IN ENERGIA LAVORATIVA
Siamo un Paese – dice il Censis ­ dal capitale inagito
anche perchè non riusciamo ancora a ottimizzare i
nostri talenti. Agli oltre 3 milioni di disoccupati si
sommano quasi 1,8 milioni di inattivi perchè scorag­
giati. E ci sono 3 milioni di persone che, pur non cer­
cando attivamente un impiego, sarebbero disponi­
bili a lavorare. È un capitale umano non utilizzato di
quasi 8 milioni di individui. Più penalizzati sono i gio­
vani. I 15­34enni costituiscono il 50,9% dei disoccu­
pati totali. E i Neet, cioè i 15­29enni che non sono
impegnati in percorsi di istruzione o formazione,
non hanno un impiego né lo cercano, sono in conti­
nua crescita: da 1.832.000 nel 2007 a 2.435.000 nel
2013. C'è poi il capitale umano sottoutilizzato, com­
posto dagli occupati part time involontari (2,5 milio­
ni nel 2013, raddoppiati rispetto al 2007) e dagli
occupati in Cassa integrazione corrispondenti a
240.000 lavoratori sottoutilizzati. E c'è anche il capi­
tale umano sottoinquadrato, cioè persone che rico­
prono posizioni lavorative per le quali sarebbe suffi­
ciente un titolo di studio inferiore a quello possedu­
to: sono più di 4 milioni di lavoratori.
IL PATRIMONIO CULTURALE CHE NON PRODUCE
VALORE
Siamo un Paese dal capitale inagito anche perchè l'I­
talia riesce solo in minima parte a mettere a valore
il ricco patrimonio culturale di cui dispone. Il nume­
ro di lavoratori nel settore della cultura (304.000,
l'1,3% degli occupati totali) è meno della metà di
quello di Regno Unito (755.000) e Germania
(670.000), e di gran lunga inferiore rispetto a Fran­
cia (556.000) e Spagna (409.000). Nel 2013 il setto­
re ha prodotto un valore aggiunto di 15,5 miliardi di
euro (solo l'1,1% del totale del Paese) contro i 35
miliardi della Germania e i 27 della Francia. E men­
tre le principali economie europee hanno registrato
dal 2007 un significativo sviluppo del settore, da noi
la situazione è inversa: ­1,6% tra il 2007 e il 2013 in
termini di valore aggiunto (contro il +4,8% della Ger­
mania e il +9,2% della Francia) e +3,3% in termini
occupazionali (contro il +10,9% della Germania e il
+6,3% della Francia).
ITALIANI SOLI MA PRONTI AL SELFIE (L’AUTOSCAT­
TO MESSO IN RETE)
Come siamo diventati lo testimonia il nostro rappor­
to con i media digitali personali. A fronte del 63,5%
di italiani che utilizzano internet, gli utenti dei social
network sono il 49% della popolazione e arrivano
all'80% tra i più giovani di 14­29 anni. Tra il 2009 e il
2014 gli utenti di Facebook 36­45enni sono aumen­
31
Numero 47
tati del 153% e gli over 55 del 405%. Gli utenti italia­
ni di Instagram sono circa 4 milioni. Delle 4,7 ore al
giorno trascorse mediamente sul web, 2 sono dedi­
cate ai social network. La pratica diffusa del selfie
dimostra come ci piaccia guardarci allo specchio
narcisisticamente, invece che utilizzare questi stru­
menti per scoprire il mondo e relazionarsi con l'altro
da sé. Non è contraddittorio quindi il dato che
emerge da una rilevazione del Censis secondo cui la
solitudine è oggi una componente strutturale della
vita delle persone: il 47% degli italiani dichiara di
rimanere solo durante il giorno per una media quo­
tidiana di solitudine pari a 5 ore e 10 minuti.
EPPURE LO STILE ITALIANO PIACE SEMPRE DI PIÚ
ALL'ESTERO.
L'interesse suscitato all'estero dall'Italia, anche se
non adeguatamente sfruttato, non conosce crisi.
Questa potrebbe essere la nostra carta vincente
futura. Siamo la quinta destinazione turistica al
mondo, con 186,1 milioni di presenze turistiche
straniere nel 2013 e 20,7 miliardi di euro spesi
(+6,8% rispetto al 2012). L'export delle 4 A del made
in Italy (alimentari, abbigliamento, arredo­casa e
automazione) è aumentato del 30,1% in termini
nominali tra il 2009 e il 2013. Sempre più persone
parlano la nostra lingua: circa 200 milioni nel
mondo. E crescono le reti di aziende italiane in fran­
chising all'estero: 149 reti nel 2013 per un totale di
7.731 punti vendita (+5,3% rispetto al 2011).
32
L’ORO PURO DELL'ENOGASTRONOMIA NAZIONALE
CHE CONQUISTA LE CULTURE GLOBALI
Se gli italiani tornano a lottare, credere e investire
nel futuro potrebbero prendere il mondo globaliz­
zato per la gola. Il successo di cibo e vini italiani nel
mondo, infatti, è uno degli indicatori più significati­
vi del fortissimo appeal del nostro stile di vita.
L'Italian food, inteso come rapporto con il territorio,
autenticità, qualità, sostenibilità, è uno straordina­
rio ambasciatore del nostro Paese nel mondo globa­
lizzato.
Il made in Italy agroalimentare è una delle compo­
nenti più dinamiche dell'export: 27,4 miliardi di
euro nel 2013, con un aumento del 26,9% rispetto al
2007. L'Italia è il Paese con il più alto numero di ali­
menti a denominazione o indicazione di origine
(266), seguito a distanza da Francia (219) e Spagna
(179). Così il nostro Paese sta riuscendo a conqui­
stare, con logica da soft power, cuori, menti e por­
tafogli dei cittadini a livello globale. 
Anziani, altro che un costo.
Le funzioni economiche
e sociali dei longevi
Se si considerano la spesa pubblica per le pen­
sioni, pari in Italia al 61,9% della spesa per pre­
stazioni sociali (il 16,1% in più della media Ue),
e l'elevato consumo di sanità pubblica, non
può non emergere un notevole costo sociale
della longevità.
È quanto fa notare il Rapporto annuale del
Censis 2014. Va sottolineato, però – aggiunge
l’indagine ­ che 2,7 milioni di persone con 65
anni e oltre svolgono attività lavorativa rego­
lare o in nero; si prendono cura di altre perso­
ne anziane non autosufficienti 972.000 ultra­
sessantacinquenni in modo regolare e 3,7 mi­
lioni di tanto in tanto; 3,2 milioni si prendono
regolarmente cura dei nipoti e 5,7 milioni lo
fanno di tanto in tanto; 1,5 milioni contribui­
scono regolarmente con i propri soldi alla fa­
miglia di figli o nipoti e 5,5 milioni lo fanno di
tanto in tanto.
Numero 47
DONNE E DIRITTI
di MARIA ROSA BATTAN, Vicepresidente nazionale Cna Pensionati
Spazio DONNA
E
mma Watson, attrice femminile, adolescente
protagonista di tutti i film di “Harry Potter”,
alias Hermione, è diventata una giovane
donna e recentemente, in veste di ambasciatrice del­
l’Onu, ha lanciato una campagna “He for She”(lui
per lei).
La campagna “He for She” è rivolta agli uomini invi­
tandoli non solo ad ascoltare, ma a diventare prota­
gonisti della battaglia per i diritti politici, economici
e sociali tra i generi perchè, far saltare gli stereotipi
di genere, significa abbattere le contrapposizioni
culturali che purtroppo esistono in tutti i paesi an­
che se in maniera diversa e producono rancore, do­
lore e violenza, per generare rispetto.
Emma Watson, durante il suo discorso tenuto davan­
ti alla togatissima assemblea dell’Onu e indiretta­
mente rivolto a tutti i ragazzi, ragazzine, giovani e
non che la seguono dai tempi di Harry Potter, ha por­
tato nella sua testimonianza motivi per i quali, sin da
piccola (8 anni) ha cominciato a sentire rabbia, per la
discriminazione che le veniva spesso inflitta quando
desiderava praticare ruoli o scelte tradizionalmente
vissuti al maschile.
Credo che l’esperienza testimoniata sia stata vissuta,
almeno in parte, da molte di noi e sicuramente lo
sarà ancora.
Infatti, anche oggi, credere in quello che facciamo,
adoperarci, decise e consapevoli per realizzare ogni
nostro percorso, anche di nonne desiderose di esse­
re tutelate nella salute e rispettate da una società
che spesso ci oscura, a volte ci fa sembrare donne
troppo aggressive, poco attraenti se non addirittura
contro gli uomini.
Emma Watson e il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon il 20 settembre 2014 a New York.
(Timothy A. Clary, Afp)
34
E ancora: ritenere giusto
che le donne a pari merito
abbiano lo stesso stipendio
e conseguentemente rico­
noscimento pensionistico
degli uomini, che abbiano
le stesse opportunità di fa­
re politica, che si misurino
alla pari in ogni ambito cul­
turale/sociale/economico
e che alla pari godano dello
stesso rispetto, talvolta ge­
nera un sentimento di rifiu­
to al cambiamento verso il
riconoscimento dei diritti
di tutti.
Per la donna, invece il di­
ritto ad essere considerata
“pari” rientra sicuramente
tra i diritti che si devono al­
la persona, quindi ad ogni
essere umano.
Spazio DONNA
La campagna “He for She” si rivolge agli uomini per
estendere un formale invito di contaminazione di ge­
nere, perchè il nostro essere “pari” interessa anche
agli uomini.
Si conosce ancora poco dello stereotipo che coinvol­
ge il genere maschile ma, siccome esiste, è bene che
se ne parli, che si trovi una possibilità di dialogo che
aiuti gli uomini quanto prima a liberarsi dagli stereo­
tipi che li condizionano e sempre più frequentemen­
te crea disagio.
Troppo spesso ad esempio, è difficile al maschile ri­
conoscere e manifestare i sentimenti per paura di
sembrare poco virili, fragili e insicuri, c’è il timore di
sembrare meno maschi e questo li sconcerta.
Spazio DONNA
Le donne in questo sono esperte, vivono storicamen­
te emozioni e sentimenti con naturalezza per questo
sono pronte e auspicano il dialogo perchè quanto pri­
ma questo avverrà, uomini e donne saranno davvero
liberi di essere sensibili, di essere forti, di essere dol­
ci, di piangere, di accarezzare, di riconoscere e vivere
entrambi e in maniera condivisa i sentimenti.
Altro forte condizionamento è un distorto concetto
di successo che porta gli uomini ad investire soprat­
tutto sulla propria affermazione sociopolitica/lavo­
rativa sottovalutando e delegando al femminile tutti
gli altri ruoli.
Il benessere psicofisico e la sintonia con l’ambiente,
porta le donne a vivere scelte sempre più spesso in
contrapposizione con la rincorsa ad essere ad ogni
costo protagoniste, questo non vieta che lo diventino
anzi, a maggior ragione la scelta di una loro presenza
dentro alle trasformazioni che la società sta vivendo
può essere, se condivisa, con gli uomini, padri, mari­
ti, amici, colleghi portatrice del valore aggiunto che le
caratterizza.
Il 21 settembre l’attrice britannica Emma Watson ha tenuto un
discorso alle Nazioni Unite sulla parità di genere nell’ambito
della campagna He for she (Lui per lei). L’attrice nel luglio del
2013 è stata nominata ambasciatrice dell’Onu per i diritti delle
donne e la parità di genere.
Soprattutto però hanno bisogno che questa scelta di­
venti patrimonio dell’intera società e solo con una
maggiore delega dei diversi ruoli tradizionali ci sarà
un serio avvio verso la parità.
cambiamento, chiede loro di credere nel diritto alla
parità di genere, di condividere il percorso verso una
nuova frontiera culturale e diventare dei sostenitori
del femminile.
La giovane donna Emma Watson, in sintesi, ci comu­
nica che condividendo la campagna da lei lanciata at­
traverso l’Onu, chiede a noi donne di dialogare con
gli uomini di diventare attori in prima persona del
Il diritto alla parità e alla non violenza è ancora trop­
po disatteso, infatti, ribadiamo a malincuore che non
esiste in tutto il mondo un paese in cui, con sfumatu­
re diverse, i diritti siano garantiti a tutti. 
35
Numero 47
LEGGE DI STABILITÀ PER L’ANNO 2015
Quali novità in materia previdenziale?
L
Spazio EPASA
a legge di stabilità per l’anno 2015, nelle inten­
zioni del Governo dovrà garantire la riduzione
dell’indebitamento netto e, al contempo, la
crescita del tasso di incremento del prodotto interno
lordo attraverso l’avvio di maggiori investimenti in
materia di innovazione e ricerca, sviluppo dell’atti­
vità imprenditoriale, potenziamento della pubblica
amministrazione tali da determinare effetti positivi
in termini di crescita economica e sociale.
Obiettivi in linea, pertanto, con quanto formalmen­
te ogni manovra economica deve garantire: modifi­
che e integrazioni a disposizioni legislative aventi
riflessi positivi sul bilancio dello stato, tali da libera­
re risorse utili per lo sviluppo.
A tali obiettivi si intende giungere attraverso una
serie di interventi che coinvolgono svariati settori.
Novità, ad esempio, sono state introdotte in mate­
ria di lavoro, fisco, procedimenti amministrativi e
giurisdizionali, attività d’impresa.
Rilevanti, ovviamente, anche gli interventi in mate­
ria di previdenza e assistenza, una delle leve più
significative cui spesso si ricorre nelle manovre di
finanza pubblica, sia per la regolazione della spesa,
sia per i segnali politici che i provvedimenti in tale
ambito sono in grado di veicolare.
Tralasciando di considerare gli elementi di indirizzo
politico che sollecitano gli interventi di cui al dise­
gno di legge in commento, pare opportuno passare
a considerare le maggiori novità introdotte dal legi­
slatore in materia previdenziale.
La prima novità degna di rilievo è relativa alla (non)
applicazione del disincentivo per l’accesso al pen­
sionamento anticipato, con età inferiore a 62 anni,
previsto dalla “Riforma Fornero” del 2011. Per
effetto di quanto previsto dalla legge di stabilità in
commento, infatti, la riduzione percentuale sulla
quota calcolata con il sistema retributivo non trova
applicazione “ai soggetti che maturano il previsto
requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicem­
bre 2017”.
Altra novità rilevante è quella che prevede, per i
contribuenti “persone fisiche, esercenti, attività di
impresa, arti o professioni, e ai loro familiari colla­
boratori, già pensionati presso le gestioni dell’INPS
e con più di 65 anni di età”, la non applicazione della
riduzione percentuale del 50% del contributo previ­
denziale alla relativa Gestione pensionistica.
Tale norma, in verità, stando ad una lettura sistema­
tica, dovrebbe applicarsi solo a coloro i quali utiliz­
zano il nuovo regime forfettario di versamento,
introdotto dalla medesima legge di stabilità. Occor­
rerà attendere le indicazioni degli enti competenti
per capire la reale portata applicativa della norma in
commento.
In merito ai versamenti a fini previdenziali, inoltre, è
previsto che ai familiari collaboratori dei soggetti di
cui sopra, non si applica la riduzione contributiva di
tre punti percentuali attualmente stabilita dalla
Legge n. 233/1990. Stante l’esplicito riferimento al
comma che introduce il nuovo regime forfettario di
versamento, anche in questo caso occorrerà atten­
dere le indicazioni ministeriali e dell’Istituto Nazio­
36
Spazio EPASA
Particolare interesse assume, inol­
tre, la previsione in base alla quale a
decorrere dal 2015, al fine di razio­
nalizzare e uniformare le procedure
e i tempi di pagamento delle presta­
zioni previdenziali corrisposte dal­
l’INPS, “i trattamenti pensionistici,
gli assegni, le pensioni e le indennità
di accompagnamento erogate agli
invalidi civili, nonché le rendite vita­
lizie dell’INAIL sono posti in paga­
mento il giorno 10 di ciascun mese,
con un unico pagamento, ove non
esistano cause ostative, nei con­
fronti dei beneficiari di più tratta­
menti”.
Sulla base della formulazione della norma, resta da
capire se saranno solo gli ulteriori trattamenti, e
non la prestazione pensionistica principale, ad esse­
re corrisposti il 10 di ciascun mese, oppure tutte le
prestazioni cui si ha diritto. Inoltre, non appare chia­
ro l’inciso “ove non esistano cause ostative” ai fini
dell’erogazione con unico pagamento. Cosa si deve
intendere, infatti, con cause ostative? La formula­
zione appare davvero generica.
Una importante novità è prevista, invece, in merito
agli importi dei trattamenti pensionistici. La legge
prevede, infatti, che “l’importo complessivo del
trattamento pensionistico non può eccedere quello
che sarebbe stato liquidato con l’applicazione delle
regole di calcolo vigenti” prima dell’entrata in vigo­
re della “Riforma Fornero”.
Occorre precisare, a questo proposito, che, com’è
noto, la riforma pensionistica del 2011 ha previsto,
a decorrere dal 1° gennaio 2012, che il sistema di
calcolo per la contribuzione versata a decorrere
dalla medesima data, debba essere effettuato
secondo il calcolo contributivo.
Questa previsione normativa può comportare, in
taluni casi, l’erogazione di trattamenti pensionistici
ancor più elevati rispetto a quelli che sarebbero
derivati dal sistema di calcolo interamente retributi­
vo, solitamente più generoso. Il legislatore, con la
legge di stabilità in commento, cerca pertanto di
correre ai ripari, fissando un limite di importo anche
per i trattamenti pensionistici liquidati con una
quota “contributiva”.
Tale limite si applica, peraltro, anche ai trattamenti
pensionistici già liquidati alla data del 1° gennaio
2015. La norma in oggetto, tuttavia, avrà degli effet­
ti retroattivi di dubbia legittimità giuridica.
Un cenno merita, in ultimo, il c.d. “bonus bebè”, ovve­
ro la norma che prevede la erogazione di un assegno
pari a 960,00 euro annui, per i nati (o adottati) tra il 1°
gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. L’intervento,
volto ad incentivare la natalità, è diretto ai nuclei
familiari con un indicatore della situazione economica
equivalente (ISEE) non superiore a 25.000 euro annui.
A questo proposito, appare certamente positivo, a
parere di chi scrive, l’abbassamento del limite di red­
dito ai fini dell’erogazione dell’assegno (nella versio­
ne precedente il limite di reddito era pari a 90.000
euro annui!), ma non si condivide la modalità attra­
verso la quale si intende sostenere e incentivare la
natalità. In altri termini, in luogo della erogazione di
prestazioni “a pioggia”, sarebbe più utile garantire
servizi alle famiglie con i medesimi requisiti. 
37
Spazio EPASA
nale di Previdenza per poter fornire
una corretta interpretazione della
norma.
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ficio
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Festa Nazionale CNA Pensionati 2015
La prossima estate vieni con noi in Sicilia
al SERENUSA VILLAGE * * * *
L
a XVIII Festa Nazionale Cna Pensionati nel
2015 verrà organizzata in Sicilia, presso il Sere­
nusa Village che è un villaggio 4 stelle, situato
direttamente sulla spiaggia di Licata (Agrigento), a 42
km dalla suggestiva Valle dei Templi, in una terra dal
patrimonio storico e naturalistico tra i più ricchi al
mondo. Il villaggio si estende su una terrazza natura­
le a 15 mt sul livello del mare.
L’ampia spiaggia sabbiosa è attrezzata con ombrello­
ni, lettini e sdraio, docce, spogliatoi, bar, punto di as­
sistenza e informazioni. Ad ogni famiglia è assegnato
un ombrellone. È raggiungibile con una scalinata o un
percorso pavimentato, lungo circa 180 mt, con pen­
denza non superiore al 6%. Il mare, dal fondale sab­
bioso, nella fascia più prossima al bagnasciuga, è
adatto alla balneazione dei bambini.
Il villaggio è direttamente sulla spiaggia e non ci sono
strade interposte. La struttura non presenta barriere
architettoniche.
Il Serenusa Village offre un mondo di spazi e servizi
pensati per bambini e ragazzi. A disposizione delle fa­
miglie c’è una grande piscina, un ampio parco con gio­
chi giganti e grandi giochi gonfiabili. I genitori che vo­
gliono cucinare e preparare pappe per i propri bimbi
potranno usufruire di un’ampia cucina mamme, di­
sponibile 24 ore su 24.
Il Serenusa Village offre una delle migliori animazioni
italiane e un’équipe di oltre 40 animatori. Ogni sera
spettacoli nel grande anfiteatro: musical, cabaret,
varietà, giochi.
Il villaggio dispone di boutique e negozi, emporio con
giornali, tabacchi, bancomat, agenzia di viaggio per
noleggio auto e trasferimenti, parcheggio interno
ombreggiato e non custodito.
Assistenza medica con studio medico aperto per 3
ore al giorno e medico residente nel villaggio gratui­
to per Cna Pensionati. Per reperibilità 24 ore su 24 a
pagamento.
Al Serenusa Village gli animali non sono ammessi. 
Serenusa Village, in Sicilia,
una terrazza sul mare a due passi
dalla Valle dei Templi
ro
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ALLA SEDE CNA PENSIONATI PIÙ VICINA
39
Numero 47
CO-HOUSING
Condividere per affrontare meglio la crisi
di STEFANIA CORSI, Psicologa
C
he cos’è il co­housing? Il termine inglese può
creare un certo disorientamento ma meglio
di qualsiasi altra parola in italiano riesce a
dare il senso di ciò che significa.
Salute
Per co­housing si intende una sorta di “coabitazione
solidale”; condomini con abitazioni private in cui è
salvaguardata la privacy di ognuno che hanno,
però, in comune la gestione di alcune attività prati­
che, garantendone così una maggiore efficienza.
In Italia, da qualche tempo, questo alternativo modo
di abitare sta facendosi strada, anche in virtù di una
crisi economica che spinge le persone a unire le pro­
prie forze per affrontare con più efficacia le difficoltà
del quotidiano.
Il co­housing riesce a coniugare molto bene il biso­
gno d’intimità, di cui ognuno ha diritto all’interno
della propria abitazione, con il bisogno di sostegno
sociale per alcune necessità di ordine pratico e non
solo.
Il periodo di forte crisi economica che ha investito il
nostro Paese ha generato un elevato sentimento di
sfiducia e sofferenza in ampi strati della popolazione,
ma com’è già accaduto in altri momenti storici, carat­
terizzati da sofferenze e crisi profonde, ecco compa­
rire nuove strategie, strade alternative al modo di vi­
vere abituale che cercano in qualche modo di miglio­
rare o quantomeno arginare le difficoltà del quoti­
diano.
Sembra, infatti, che proprio le crisi economiche o so­
ciali, riescano a stimolare la creatività e l’inventiva,
dando vita a nuovi processi da cui si riuscirà a trarre
vantaggio non solo nell’immediato ma anche nel fu­
turo.
40
Senza nessun intento consolatorio, mi fa piacere ri­
cordare alcune parole del grande scienziato Albert
Einstein che negli anni ’30, quindi in un periodo del
tutto simile a quello che stiamo vivendo, scrive:
“È nella crisi che emerge il meglio di ognuno di noi,
perchè senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze”
“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se
continuiamo a fare le stesse cose” e ancora:
“È nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le
grandi strategie”.
Dal libro: Il mondo come io lo vedo (Albert Einstein
Newton Compton Editore).
Ed è proprio una crisi che stimola la nascita del co­
housing negli anni ’70 in Danimarca; si tratta di una
crisi sociale, la crisi della famiglia tradizionale che ve­
de, in anticipo rispetto a ciò che poi accadrà anche
nel nostro Paese, un mutamento radicale dei costu­
mi e delle abitudini.
È negli anni ’70, infatti, che inizia quel mutamento nei
costumi che vede un aumento considerevole di nu­
clei familiari mono­genitoriali, in assenza di tutte
quelle protezioni che i legami parentali tradizionali
avevano garantito fino a quel momento.
Oltre al cambiamento della famiglia, anche una mag­
giore precarizzazione del mercato del lavoro, a fatto
si che nel co­housing si potessero ritrovare quei lega­
mi sociali di sostegno necessari per ristabilire un nuo­
vo equilibrio all’interno della società.
Dalla Danimarca il modello co­housing si è esteso
nella gran parte dei paesi Europei, negli Stati Uniti e
negli ultimi anni anche in Italia; è andato sviluppan­
dosi pian piano proprio dove la rete familiare di so­
stegno e di welfare veniva meno.
Salute
Il co­housing prevede nella forma più classica una se­
rie di alloggi privati (20/30 al massimo) con un gran­
de spazio in comune, di solito un cortile spazioso, do­
ve i bambini possono ritrovarsi senza pericoli. Gli abi­
tanti condividono, inoltre, una sala con la cucina, do­
ve è possibile organizzare pranzi o cene in comune,
una biblioteca, una stanza adibita a salotto per guar­
dare la TV, una lavanderia e anche altri strumenti che
possono essere utili nella conduzione di una casa:
piccoli elettrodomestici, biciclette o attrezzi per il
giardinaggio.
In alcuni “condomini solidali” più strutturati c’è chi
mette a disposizione anche il proprio tempo, per la
cura dei più piccoli o per aiutare disabili e anziani, in
altre parole ognuno partecipa come può, dando alla
comunità qualcosa che possa arricchire tutti.
Questo nuovo modo di abitare non solo consente un
notevole risparmio economico, ma permette di
mantenere vivi quei rapporti sociali che nelle realtà
urbane sono andati scomparendo.
Secondo i due architetti, che hanno introdotto il co­
housing negli Stati Uniti, (C. Durett e K. McCamant) si
tratta di un nuovo modo per stabilire relazioni socia­
li tipiche delle società pre­industriali nella realtà po­
st­industriale.
Il co­housing nasce per tentare di superare l’indivi­
dualismo spinto, che caratterizza il vivere delle so­
cietà moderne, e cerca di dare una risposta alla soli­
tudine e alla perdita di coesione sociale, ripristinan­
do quel rapporto solidale di buon vicinato che fino a
qualche decennio fa ha rappresentato un aspetto di­
stintivo della nostra tradizione.
Il rinnovamento dei modelli abitativi non si manife­
sta solo con il co­housing classico, secondo il CRESME
(Centro Ricerche Economiche Sociali Mercato per
l’Edilizia e il Territorio) in questi ultimi anni in Italia si
sta sviluppando un fenomeno simile che prende il
nome di “silver co­housing” o “convivenze argenta­
te”, già conosciuto e praticato da almeno dieci anni in
Olanda e in Danimarca, dove anziani soli cercano
qualcuno con cui condividere la casa che il più delle
volte risulta essere troppo grande e costosa.
La coabitazione, infatti, non sembra essere più esclu­
siva della fascia giovanile, come nel ca­
so degli studenti universitari fuori se­
de, ma si estende agli anziani che cer­
cano così di ridurre i costi di gestione
dell’abitazione e di avere una compa­
gnia che li faccia sentire meno soli.
Il “ co­housing” o “silver co­housing”,
due facce della stessa medaglia, rap­
presentano un buon esempio di co­
me, solo attraverso la riscoperta dei
valori della condivisione e della soli­
darietà, si possa riuscire a superare
indenni questo periodo storico che
sta facendo vacillare tutte le certezze
su cui abbiamo costruito la nostra ci­
viltà.
Per approfondire l’argomento consi­
gliamo:
Francesca Guidotti ­ Ecovillaggi e
cohousing. Dove sono, chi li anima, co­
me farne parte o realizzarne di nuovi.
Terra Nuova Edizioni, Firenze, pp. 267
41
Salute
Possiamo definirlo come un buon surrogato di rela­
zioni sociali e parentali che la modernità non ha sapu­
to e voluto mantenere vive.
Numero 47
AUTUNNO E INVERNO
di SARA PAPPALARDO, Dietista
I
nizia il freddo. Si torna al focolare domestico e al
piacere di stare in casa, di accendere il forno e
trascorrere più tempo in cucina. L’estate ha por­
tato via con sé i cibi freschi e veloci dai colori accesi.
Ora cachi, zucche e radicchio adornano le nostre ta­
vole con i loro colori caldi. Si preparano pasti elabo­
rati da gustare su una bella tavola. Forse però ci
chiediamo se su questa stessa tavola oltre al gusto
serviamo anche la buona salute. Vediamo quindi al­
cuni alimenti tipici di questa stagione.
Salute
La zucca
È arrivata in Europa grazie a Cristoforo Colombo e al­
la scoperta dell’America. Quella che mangiamo oggi
è ,ovviamente, un’evoluzione della zucca del 1500.
Per il suo caratteristico sapore la possiamo trovare in
diverse preparazioni dall’antipasto al dolce. Ce ne so­
no numerose varietà che si differenziano per colore e
per forma. La zucca classica ha una scorza dura che
isola la polpa arancione dalla luce mantenendone in­
tatte le qualità nutrizionali. Si può conservare circa 5
o 6 mesi, fuori dal frigo. Basta mantenerla con una
parte dello stelo per evitare che si disidrati.
La zucca ha pochissime calorie poichè è costituita per
la maggior parte d’ acqua. È povera di sodio e ha un
effetto diuretico e drenante. Consigliata per chi ha
problemi di pressione e di calcoli renali, ha un sapore
un pò dolce perchè nella sua polpa sono presenti zuc­
cheri solubili. È ricca di betacarotene, vitamina E (im­
portante soprattutto in menopausa), vitamina C, aci­
do folico, acido pantotenico, potassio e rame. È quin­
di una buona difesa dai radicali liberi e la presenza di
betacarotene ne fa un utile alimento per rinforzare il
sistema immunitario, la vista e per la salute della pel­
le. Grazie ai fitoestrogeni presenti è anche un buon
aiuto per contrastare l’insorgere del tumore alla
mammella e alla prostata.
Il melograno
La pianta ha le sue origini nel Medioriente. Il frutto,
detto melagrana, era già molto apprezzato in anti­
chità. Compare persino nella Bibbia e per molta lette­
ratura mitologica è simbolo di fertilità. La maggior
42
produzione si ha nei paesi dove ci sono inverni rigidi
ed estati calde. Si conserva in frigorifero 3 settimane.
I grani si possono anche congelare per poi essere uti­
lizzati in cucina come ingredienti per macedonie, in­
salate, zuppe, salse o con pesci e ortaggi. È una buo­
na fonte di potassio e di acidi organici tra cui spicca
l’acido citrico che dà quel sapore acidulo .Ricco an­
che di vitamina C, acido pantotenico. e di polifenoli,
combatte le infiammazioni.
Il cardo
Il cardo ha origini mediterranee: in Italia si trova so­
prattutto in Piemonte.
È tipico dell’autunno. Ha un aspetto simile un pò al se­
dano e un pò al carciofo. Si mangiano le coste, toglien­
do le spinette che si trovano sull’esterno, le foglie e i
filamenti presenti lungo le nervature. Di solito si sbol­
lenta prima delle varie preparazioni per renderlo più
morbido e per togliere il sapore amarognolo.
Si può cucinare allo stesso modo degli asparagi o del
sedano: al gratin, al forno, con la panna, in umido.
Usato nella preparazione tipica piemontese, “la ba­
gnacauda”, può essere anche consumato freddo. Per
conservarlo al meglio si consiglia di metterlo in un
sacchetto di plastica o carta, con la base avvolta nel­
la carta assorbente, nel cassetto delle verdure dove
può stare 1 o 2 settimane.
Il cardo, da studi recenti, è risultato un ottimo ali­
mento per la prevenzione del tumore, soprattutto
per quello della prostata, grazie al suo contenuto di
“silimarina”, una sostanza che ha un’azione antitu­
morale.
Il radicchio
In antichità veniva utilizzato esclusivamente come
pianta medicinale ed è solo nel Medioevo che inizia­
no le prime coltivazione e le prime ricette culinarie.
Le varietà si differenziano in base alla stagione. Il ra­
dicchio rosso o radicchio di Treviso Ricco di potassio
e betacarotene è indicato per il benessere della pelle
e degli altri tessuti, per il sistema immunitario, per la
vista e per le ossa. Inoltre le antocianine presenti
contribuiscono a favorire la circolazione del sangue e
ridurre l’accumulo di grassi. Ottimo per le insalate è
anche utilizzato in diverse preparazioni culinarie .
Salute
Il broccolo
È una pianta che appartiene alla famiglia delle cruci­
fere, come la verza e il cavolfiore. Il suo levato quan­
titativo di vitamine e sali minerali, soprattutto ferro,
fosforo e magnesio, lo rendono un alimento indi­
spensabile per la nostra salute. È indicato per chi sof­
fre di osteoporosi per il suo elevato apporto di vita­
mina K.
La vitamina K infatti, oltre ad agire sulla coagulazione
del sangue, gioca anche un ruolo nella buona salute
delle ossa. Grazie al contenuto di vitamina C è consi­
gliato per chi soffre di infezioni. È ricco di acido pan­
totenico, chiamato anche la vitamina antistress che
aiuta nella regolazione del colesterolo È un eccellen­
te fonte anche di acido folico, indispensabile per i
processi di divisione cellulare per la rigenerazione di
alcuni tessuti. Non bisogna sottovalutare l’azione
chemio preventiva che ha grazie alla presenza di “in­
doli” i quali aiutano l’organismo ad espellere dalle
cellule alcune sostanze cancerogene collegate so­
prattutto al tumore del seno.
La verza
Comunemente conosciuta come cavolo verde appar­
tiene alla famiglia delle Crucifere. È consigliata nella
dieta degli anemici per il suo contenuto di ferro. Per
chi soffre di osteoporosi si suggerisce di assumere un
bicchiere di succo di verza è per l’elevato contenuto
di calcio abbinato alla scarsa presenza di fosforo. In­
fatti il fosforo presente negli alimenti entra i compe­
tizione con il calcio limitandone l’assorbimento.
Contiene inoltre potassio, carotenoidi, clorofilla, vi­
tamina K e vitamina C che gli afferiscono un potere ri­
generante dei tessuti e rimineralizzante Il succo è
buono anche come tonico, rivitalizza e disintossica.
Utile contro la debolezza cronica, le infiammazioni e
la stipsi.
se ne apprezzano le qualità. È un alimento che si può
mangiare in mille modi diversi.
Crudo mantiene inalterata una sostanza, la Cynarina,
che favorisce la secrezione biliare e la diuresi ed è
presente nelle foglie e nelle radici, ma è responsabile
del sapore amaro dei carciofi. Il carciofo una volta
cotto perde la Cynarina, ma mantiene inalterati i suoi
poteri salutari. Contiene, in particolar modo, vitami­
na C, provitamina A, calcio e ferro ed è un efficace
epatoprotettivo(protegge il fegato), antiossidante.
Favorisce il controllo del tasso di colesterolo e di lipi­
di nel sangue. È consigliato per le affezioni dell’appa­
rato digerente come i dolori di stomaco, il senso di
nausea, il vomito e la flautulenza.
Le castagne
Con i loro amidi tengono stabile il tasso di glicemia e
forniscono energia al corpo senza affaticare il fegato
e i reni. Sono anche ricche di potassio, buone perciò
per chi soffre di crampi e di ipertensione. Poco dige­
ribili, hanno delle sostanze che fermentano nel co­
lon. È meglio non consumarle se si soffre di colite, ga­
strite o gonfiori addominali e sono da limitare anche
in caso di diete dimagranti visto il buon contenuto di
calorie.
I cachi
Di origine asiatica, sono ricchi di antiossidanti quali la
vitamina C, il licopene e la provitamina A. Sono perciò
utili per rinforzare il sistema immunitario. Ricchi di
potassio e di zuccheri semplici possono far parte del­
l’alimentazione di uno sportivo, ma non sono consi­
gliati per il diabete proprio per l’elevato contenuto di
zuccheri. 
Il carciofo
La pianta è originaria del Medio Oriente e da sempre
43
Salute
Le nocciole
Come tutta la frutta secca, sono molto caloriche. A
differenza dell’altra frutta a guscio, però, la qualità
degli acidi grassi insaturi le rende utili anche per chi
ha problemi di colesterolo. Le nocciole sono anche
una buona fonte di vitamina E contengono un antios­
sidante. Si consiglia di non tostarle perchè crude
mantengono meglio e più intatte le proprie qualità
nutrizionali.
Numero 47
L’EUCALIPTO
l’albero delle febbri
di GENNARO SPORTIELLO
O
Salute
riginario dell'Australia e sconosciuto alle no­
stre latitudini fino alle soglie dell'800. Nel
1792 fu notato per la prima volta in un'isola
a sud dell'Australia dal botanico francese Labillardié­
re che lo ritenne fin da subito un prodigio della natu­
ra. Lo chiamò eucaliptus globulus perchè i semi sono
chiusi in un involucro di forma sferica.
metri di altezza. Nulla se paragonato al suo habitat
originario, dove può superare facilmente i 100 metri.
Ma c'è chi racconta di aver visto in Australia eucalipti
sfiorare i 150 metri. Se ne osserviamo un esemplare
possiamo vedere che le foglie di un verde bottiglia
hanno una forma che ricorda la lama di un falcetto. I
fiori sono a coppa e ben nascosti mentre i frutti sono
protetti da un involucro che al momento opportuno si
schiude partendo dalla parte superiore. In erboriste­
ria e in medicina si usano le foglie che si raccolgono
nella bella stagione, a partire da giugno, evitando i pe­
riodi di grande calura. La parte verde della pianta pro­
duce un olio essenziale dall'odore penetrante e piace­
vole, dalle proprietà antibiotiche.
In un primo tempo gli europei si concentrarono solo
sul profumo e stabilirono che la presenza di questi al­
beri rendesse l'aria più salubre. I francesi introdusse­
ro gli eucalipti in Algeria, allora loro possedimento. In
pochi anni le zone paludose si ridussero come anche
la malaria. Fu allora che venne chiamato “l'albero del­
le febbri”.
Esistono più o meno seicento specie di questo parti­
colare albero sempreverde. Una cinquantina sono
presenti nel nostro continente. Già dopo meno di 10
anni dal primo avvistamento alcuni esemplari erano
già negli orti botanici di molte città europee, fra cui
Napoli. E in diverse proprietà e tenute alla moda nei
pressi del mare, in Liguria, Toscana e Sicilia. Si intuì su­
bito che ama i climi miti, come il Mediterraneo, dove
ha preso piede da tempo e dove può arrivare a 30­ 35
44
Grazie a questo e altri successi, in Italia intorno al
1869 i frati Trappisti ottennero la proprietà di un va­
sta zona nell'area delle “Tre Fontane”, a Roma, sulla
via Laurentina, nelle vicinanze del luogo dove secon­
do la tradizione fu decapitato S. Paolo. Un secolo e
mezzo fa la zona era ridotta a un pantano infestato
dalla malaria a causa dell'acqua stagnante. In cambio
della proprietà della tenuta i frati si impegnarono a
piantare un bosco di eucalipti, alberi dei quali si dice­
va un gran bene. Come abbiamo visto si era convinti
che il loro odore caratteristico potesse rendere l'aria
più balsamica. Effettivamente dopo pochi anni il nu­
mero di persone afflitte da malaria era drasticamente
Salute
Dopo la riuscita di alcune operazioni come quella di
Roma la fama degli eucalipti crebbe a dismisura. Bo­
schetti vennero piantati un pò dovunque, in Italia e in
altri paesi vicini. Unico requisito fu quello del clima in­
dulgente. Ma non sono mancate le critiche. Molti so­
no convinti che questi alberi originari dell'Australia
abbiano alterato gli equilibri del paesaggio mediterra­
neo in cui la fanno da padrone pini, olivi, carrubi, ci­
pressi.
In Australia l'eucalipto non ha certo alterato alcun
equilibrio. Fa parte del paesaggio da migliaia di anni.
Gli aborigeni usavano pitturarne le cortecce. Usando
un utensile appuntito si rasavano nella parte più su­
perficiale. Si terminava il lavoro preparatorio schiac­
ciandole con un sasso caldo. Varie sostanze servivano
da fissante, dopo aver pitturato la corteccia con figu­
re, sagome, profili. Altre volte dando vita a strane im­
magini che somigliano a uomini e animali visti “a rag­
gi x”. Si intuiscono ossa, scheletri, gabbie toraciche,
organi interni. In altri casi si tratta di più rassicuranti
disegni geometrici.
Anche il più conosciuto strumento a fiato degli abori­
geni, il didgeridoo, un tempo sacro, era fatto di legno.
Quasi sempre di rami cavi di eucalipto, meglio se at­
traversati da lunghe file di termiti. In passato ogni
tribù vi disegnava sopra un proprio segno di riconosci­
mento. Oggi invece i didgeridoo vengono costruiti an­
che con altri tipi di legno, come il tek.
Gli aborigeni non usavano questi alberi solo per dipin­
gere o farne uscire dei suoni musicali. Ma anche come
pianta curativa. A questo riguardo noi sappiamo che è
una delle piante più adatte ad alleviare le vie respira­
torie. Ha un'azione “bechica”, grazie alla quale calma
la tosse. La reazione alla spinta che provoca la tosse è
diversa a secondo di quale organo ne sia colpito. La­
ringe e trachea sono le parti maggiormente interessa­
te. Uno dei sintomi più fastidiosi è dato dal catarro.
L'eucaliptus globulus dà una mano a liberare le vie re­
spiratorie dal catarro, ma anche dal mal di gola, dalla
faringite, dalla sinusite.
Per quanto riguarda l'asma, esistono in commercio si­
garette all'eucalipto che se fumate alleviano tale fa­
stidioso disturbo. Utile anche in casi più gravi come la
polmonite. Influenza, febbre, raffreddore e altri ma­
lanni di stagione possono essere combattuti con l'aiu­
to di prodotti ricavati dalle foglie di questo albero,
adatto anche a distruggere i batteri che infestano
l'ambiente circostante.
È una pianta medicinale efficace per chi è afflitto da
diabete mellito, detto anche diabete zuccherino. Col­
pisce chi ha difficoltà a produrre un particolare ormo­
ne chiamato insulina. Un ormone è una molecola che
serve per regolare alcune funzioni. La funzione dell'in­
sulina è quella di abbassare la quantità di zuccheri nel
sangue. Per superare questo problema è importante
evitare gli alimenti che contengono carboidrati e di
fornire all'organismo la quantità di insulina che da so­
lo non riesce a produrre.
L'eucalipto è una pianta emmenegoga, capace di mi­
gliorare il flusso delle mestruazioni. In molti casi la
pianta è in grado di fare da stimolo se il ciclo è assente
nelle donne in età fertile. I motivi per i quali si verifica­
no tali problemi sono i più disparati. A volte il mestruo
è irregolare o manca solo per debolezza fisica o nervo­
sa. In altri casi ci possono essere dei difetti fisiologici.
Oppure difficoltà nella sfera ovarica.
Le proprietà curative dell'olio essenziale sono le stes­
se. È utilizzato in gocce, unguenti, creme, sciroppi e ri­
cavato dalle foglie. Per avere 1 litro di essenza ci vo­
gliono più o meno 50 kg di foglie. In genere mescolato
con altre essenze. Limone, lavanda, menta, finocchio,
cipresso, si sposano bene con l'eucalipto. Eucalipto
che anche insieme con altre piante mantiene la capa­
cità di calmare la tosse, di combattere il catarro, di li­
berare le vie respiratorie. Purifica abitazioni e am­
bienti e rilassa i muscoli sofferenti. Ma fare attenzio­
ne perchè l'olio essenziale può irritare le mucose del­
le vie respiratorie. Evitare di aggiungerlo puro all'ac­
qua calda. Allo stesso modo non è indicato l'uso del­
l'aerosol e non esagerare con le dosi.
Naturale non significa innocuo. Si possono verificare ef­
fetti spiacevoli. E l'eucalipto non è certo un'eccezione.
Prima di usare un prodotto consultare un medico. 
45
Salute
diminuito. Ma il motivo era diverso da quello che si
immaginava. Gli eucalipti sono in grado di assorbire
l'acqua putrida e così di combattere la malaria.
Numero 47
PIEMONTE - TORINO
“ARE YOU ANNUITANT? SEI PENSIONATO?”
Qualità e convenienza a tavola
Dal territorio
Piemonte
È partito presso la sede di Torino in via Chiappero 15 un corso base di lingua inglese.
L’iniziativa è della Cna Pensionati la quale vuole mettere a proprio agio gli anziani che
intendono rimanere “connessi” alla realtà attuale.
Dopo il corso di alfabetizzazione all’uso del Pc, che ha ottenuto tanto successo, Cna
Pensionati vuole aiutare i propri pensionati ad imparare un pò di lingua inglese, utile
anche nell’uso dei personal computer.
La psicologa Valentina Bolla si è impegnata per le dieci lezioni di inglese elementare,
è stata flessibile ed ha adattato i tempi dei pensionati nella conduzione dello svolgi­
mento del corso.
Il punto di ascolto di Cna Pensionati Torino è aperto il lunedì e venerdì dalle ore 9.00 al­
le ore 12,30. Le aule per i corsi sono limitate ad una ventina di postazioni ma qualora gli
iscritti saranno più numerosi si farà uno sforzo per non lasciare indietro nessuno.
L’Associazione è ansiosa di essere d’aiuto ai Pensionati iscritti, e non, in molteplici
modi. Per questo lancia un messaggio: “Caro pensionato il tuo aiuto e la tua collabo­
razione saranno preziosi e ti troverai tra amici, tutti con esperienza di molti anni di vi­
ta lavorativa”.
Cna pensionati informa anche che il Patronato Epasa e la sede omonima del Piemon­
te sono al servizio di tutti i cittadini, gratis.
Per informazioni: Bruno Moriena, Presidente Regionale Cna Pensionati Piemonte
tel. 0121­040200 ­ 337.339049, e­mail: [email protected].
UMBRIA - LA CNA PENSIONATI UMBRIA IN UDIENZA
A ROMA DAL PAPA
Umbria
46
Un gruppo della Cna Pensionati Umbria,
composto da sessanta persone, è andato in
udienza papale in piazza San Pietro a Roma.
Dopo aver ascoltato le parole di saluto di
Papa Francesco e ricevuto la sua benedizio­
ne apostolica, una delegazione di tre per­
sone è stata ricevuta in forma privata dal
pontefice. Durante l’incontro Giancarlo Fu­
cili, Presidente Cna Pensionati Umbria, ha
consegnato a Papa Francesco una statua di
legno raffigurante San Francesco d’Assisi.
Si tratta di un’opera intarsiata a mano da
un artigiano umbro.
È alta circa 50 centimetri ed è composta
dalla statua del santo, alta circa 35 centi­
metri, e da un piedistallo, di 15 centimetri,
che riprende il “Cantico delle Creature”
con scritte intarsiate nei lati.
“È stata una giornata stupenda – commen­
ta Giancarlo Fucili – che lascia un bel ricor­
do e non solo: incontrare il Santo Padre
non è stata una cosa di tutti i giorni. Duran­
Dal territorio
te l’udienza ci ha anche cita­
to e ringraziato pubblica­
mente del regalo che gli ab­
biamo fatto”.
La giornata è proseguita con
un momento conviviale con­
diviso con tutti i partecipanti
che hanno pranzato insieme
a Roma. La delegazione re­
gionale nel tardo pomeriggio
è ripartita per tornare in Um­
bria.
Lazio
Si è tenuta l’annuale Assemblea Regionale di Cna Pensionati del Lazio. La manife­
stazione è stata organizzata dall’Associazione di Viterbo e Civitavecchia e l’evento
si è svolto in presso il centro alberghiero ‘La Bella Venere’ sulla riva del lago di Vi­
co, un piccolo lago sui monti Cimini. L’evento ha visto la partecipazione di 350 pen­
sionati provenienti dalle province di Roma, Latina, Frosinone e quella organizzatri­
ce di Viterbo e Civitavecchia.
L’Assemblea ha visto la partecipazione di Antonio Gallo, Presidente Regionale, dei
Presidenti provinciali Alberto Menichetti di Viterbo, Albertina Della Porta di Ro­
ma, Filippo Cavese di Latina e Cosimo Spaziani di Frosinone. Ospite d’onore il Pre­
sidente Nazionale Giancarlo Pallanti e il Segretario Cna di Viterbo Luigia Melara­
gni.
La relazione è stata tenuta dal Segretario Regionale Bruno Caratelli il quale ha de­
scritto la situazione della categoria in questi difficili momenti della vita dei pensio­
nati ed ha illustrato l’attività della nostra Associazione nella difesa dei loro diritti.
Dopo la relazione si è svolto un ampio dibattito con l’intervento di numerosi pen­
sionati.
Le conclusioni sono state tratte dal Presidente Nazionale Pallanti.
Il presidente nazionale ha individuato alcuni problemi da mettere in agenda. “Non
possiamo essere più considerati cittadini di serie B o figli di un Dio minore – ha det­
to – molti vivono al limite della povertà assoluta, alcuni anche peggio. Bisogna
considerare che negli ultimi tre anni i pensionati hanno fatto da bancomat ai gio­
vani”. Il presidente ha chiaro ciò che serve per migliorare la situazione: “Le pensio­
ni devono arrivare almeno al 40 per cento della media europea degli stipendi e la
no tax area va alzata alla soglia dei 13 mila euro”. Queste sono le due priorità.
La manifestazione si è conclusa con un pranzo a base di pesce. Oltre a questo even­
to l’Associazione di Viterbo e Civitavecchia ha organizzato un corso di formazione
per dirigenti e collaboratori che si è svolto nella sede di Civitavecchia con sei lezio­
ni nelle quali si sono trattati tutti i punti dell’attività sindacale.
Hanno partecipato al corso 14 dirigenti ai quali, alla fine dell’Assemblea Regiona­
le, è stato consegnato l’attestato da Luigia Melaragni, segretaria della Cna di Viter­
bo e Civitavecchia. 
47
Dal territorio
LAZIO – CAPRAROLA
PENSIONATI DEL LAZIO A CONFRONTO NELL’ASSEMBLEA
REGIONALE
Numero 47
Lettere al direttore
Risponde MARIA BEATRICE TRAGNI
Quella magica parola
Gentile Direttrice Beatrice Tragni,
Lettere al direttore
oggi domenica sto rileggendo il nostro periodico dei Pen­
sionati CNA, il numero 45 soffermandomi sulle pagine del­
la felicità.
Sono molte le spiegazioni che vengono citate da illustri
personaggi che vogliono arrivare a dare una spiegazione a
questa magica parola, felicità, però è molto difficile e re­
sta inspiegabile dentro la mente umana.
È vero, come reciti nella tua poesia, che la felicità non si
compera e non deriva solamente da condizioni esterne. È
una conquista che avviene prima di tutto dentro di noi,
amando noi stessi, amando la nostra vita per quello che ci
può offrire giorno per giorno nelle piccole cose, forse più
che nelle grandi.
Sono lieta di “tenervi compagnia” con la rivista. Cerchia­
mo di dare sempre più voce alle vostre problematiche e
cerchiamo di tenervi informati con contenuti di vostro in­
teresse.
Sollecitateci anche con vostre proposte e richieste!
Mi sono ricordato che nel 2009, senza nessuna presunzio­
ne, scrissi questi due versi che lessi alla festa dell’anziano
a Grosseto, forse non dicono molto, ma è quello che io
Agostino Fabbreschi classe 1922 penso sulla felicità.
La porgo alla sua gentile attenzione anche senza risposta.
La ringrazio per il giornale che ci tiene compagnia e ci tiene
informati e un grazie a lei che da voce ai nostri problemi.
In fede
Agostino Fabbreschi
La felicità
Cos’è la felicità.
Non è un oggetto che puoi comprare,
è qualcosa che è dentro di te
va cercata nel tuo essere.
Creatività artigiana
Gentile Direttrice Beatrice,
leggo regolarmente Verdetà, periodico completo perché
affronta in modo chiaro tutti i problemi che ci riguardano.
Nel numero 39 del maggio 2013, l’articolo sulla melissa mi
ha particolarmente interessato poiché io la coltivo da
tempo ed ho fatto conoscere ai miei amici anche l’elisir da
me prodotto del quale sono entusiasti.
Per essere felici,
devi essere pulito dentro,
e amar la vita come natura insegna.
Quando avrai capito tutto questo
Solo allora potrai sentirti,
la felicità nel tuo cuore.
Grazie Agostino
della tua lettera e della tua riflessione sul tema della feli­
cità.
48
Mio padre fu partigiano ed ex idraulico, ha realizzato mol­
ti letti in ferro battuto. L’ultimo, oggi novantatreenne, l’ha
finito il mese di febbraio. Mio marito, ex rappresentante
di alimentari, l’ha verniciato.
Lettere al direttore
Anna Maria Costantini – Cetona (SI)
Gentile Anna Maria,
con la tua preziosa lettera ci racconti la continua laborio­
sità degli artigiani che non si spegne con l’invecchiare. An­
zi, è proprio nell’età più matura che le capacità acquisite
nelle creazioni artigianali diventano pura creatività.
Tu coltivi melissa e il tuo elisir a base di melissa, sono cer­
ta, sia un toccasana unico per tutti i tuoi amici e parenti,
che possono assaporarlo insieme a te naturalmente!
Come famiglia siete uno spaccato di “come vivere appas­
sionatamente (non importa l’età)”, titolo della nostra As­
semblea. Tuo padre che ancora lavora in modo magistra­
le il ferro e tuo marito che lavorava nel settore alimentare
che lo colora e tu che colori la loro vita con i tuoi quadri…..
Grazie della lettera e complimenti a tutta la tua famiglia!
Detraibilità fiscale delle spese sanitarie
Esimia Direttrice,
sono Bisceglia, pensionato e iscritto al CNA di Crotone da
oltre un ventennio e mi trovo benissimo anche e soprat­
tutto per la cordialità del segretario Sig. Dima e ancora di
più per l’alta professionalità che lo distingue. Qui è d’ob­
bligo fare i complimenti alla direzione della rivista che Ella
dirige magistralmente arricchendola di pregiate notizie.
Ecco il quesito: ho l’esenzione del ticket sui farmaci ma
non al 100%. Il Sig. Dima mi fa conservare gli scontrini che
nel mese di maggio gli consegno. Egli a sua volta conse­
gnerà all’INPS quanto necessario e questi, dopo oltre un
anno, rimborsa qualcosa.
Quanto è la percentuale su ogni euro speso per farmaci?
Avrei fatto la stessa domanda al Sig. Dima, ma ho voluto
cogliere l’occasione per dialogare con Ella e quindi legger­
la al più presto ringraziandoLa per la cortese ospitalità.
Auguri di ottima continuazione e VIVA VERDE ETA’!
Gentile Signor Bisceglia,
La ringrazio per i complimenti e per l’entusiasmo con il
quale questi complimenti vengono fatti al Signor Dima e
alla nostra Rivista.
In merito alla sua domanda, le chiarisco che le spese sani­
tarie per farmaci sono detraibili fiscalmente nella misura
del 19% al netto però di una franchigia di 129 euro.
In sostanza le prime 129 euro spese non danno diritto ad
alcuna detrazione mentre sulle restanti spese lei ha diritto
ad una detrazione di 19 centesimi per ogni euro speso.
Le ricordo che non tutte le spese farmaceutiche sono però
detraibili: deve trattarsi di farmaci (prescrivibili o da ban­
co) identificati con dicitura farmaco o simili nello scontrino
fiscale rilasciato dalla farmacia.
Non sono per esempio detraibili i cosiddetti parafarmaci.
Per poter essere portate in detrazione queste spese devono
essere indicate nella dichiarazione dei redditi, cioè nel
modello 730.
Approfitto dell’occasione per segnalarle che nel 2015
l’Agenzia delle entrate predisporrà a tutti i pensionati
e lavoratori dipendenti il modello 730 precompilato.
Questo modello sarà però reso disponibile solo telemati­
camente sul sito internet dell’Agenzia delle entrate (se si
possiede un PIN di accesso) oppure potrà essere prelevato
presso il nostro CAF della CNA dopo avergli conferito una
delega, che, per favorire tutti i nostri soci, abbiamo già in­
serito in questo numero della nostra rivista con una lette­
ra che contiene maggiori informazioni sul modello 730
precompilato.
La delega potrà essere consegnata al Signor Dima
nell’Ufficio del CAF del quale si è già servito.
Un caro saluto
Memo
K
L’indirizzo dove inviare
le Vostre lettere:
Cna Pensionati
Piazza Mariano Armellini 9/a ­ 00162 RM
[email protected]
Cerenzia, 2 settembre 2014
49
Lettere al direttore
Io mi sono inventata un mestiere, da molti anni dipingo
nel mio laboratorio su vari materiali a colori.
Viva la nostra vecchia età che ci permette di realizzare i
nostri desideri!
Voglia gradire i miei più cordiali saluti
Numero 47
Il sequestro di un’anima
Vittorio Novelli
Editore: Stampare
Anno: 2014
Pagine: 216
Prezzo: 10,00 euro
La storia parte in tempi recenti e narra, in prima persona, le vicende, i senti­
menti, le avventure e gli amori di un ragazzino diciottenne, Stefano, costretto
dalla famiglia ad una vacanza forzata insieme. Il caso e il destino vuole che la
vacanza lo porti a un campeggio di un piccolo centro di campagna, Saviana,
dove Stefano incontrerà il suo primo amore e dove farà una scoperta inaspet­
tata. Una scoperta che catapulterà lui, la sua nuova ragazza e le rispettive
famiglie dentro la vita di Diego, un contadino nato e vissuto a Saviana a parti­
re dai primi del novecento.
La vita di Diego è un viaggio avvincente nella nostra storia, nei nostri costumi,
nei valori dell’Italia dei contadini in mezzadria del secolo scorso. Uno spacca­
to reale (l’autore ha attinto molto dai racconti veri delle nonne e delle zie) del­
l’Italia nel ‘900 dove i valori erano insieme solidi e spietati, in grado di
condizionare fortemente la vita della persone. La fame, il lavoro, il
riscatto, la guerra, l’emigrazione, la miniera, la solitudine e il ritorno,
sono solo alcuni degli ingredienti di questo incredibile viaggio nel pas­
sato che l’autore compie conducendo il lettore nei meandri della nar­
razione.
“A mia madre piaceva raccontare che era come se volessi sbrigarmi a
venire fuori. I miei genitori erano contadini e vivevano in una modesta
casa colonica nei pressi di Monteligna. Mia madre si chiamava Matil­
de e mio padre Francesco. Il giorno in cui arrivai io era inverno inoltra­
to: mia madre diceva sempre che, la prima volta che aveva pronuncia­
to il mio nome, insieme a “Diego”, era uscita dalle sue labbra una
nuvola di respiro condensato”… Così l’esordio della storia del contadi­
no a cui, come recita il titolo, verrà sequestrata l’anima. 
50
Soluzioni dei giochi
di pagina 51
Libro del mese
“I
l sequestro di un’anima” è il titolo, quasi enigmatico, che poco rac­
conta della storia d’amore, di famiglia, di povertà e riscatto la quale
attraversa un libro intenso e insieme delicato. Pagine che catturano
l’attenzione del lettore grazie a una trama non scontata che potrebbe far invidia
a scrittori ben più blasonati. Il lavoro è di Vittorio Novelli, pensionato artigiano
di Cesena, ex – non ancora del tutto ­ imprenditore edile che percorre nella sua
narrazione la prima parte del secolo scorso affondando la penna nella nostra
storia contadina.
Relax
Relax
50
Dove trovare Cna Pensionati
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10141
16121
20149
33100
30175
40128
50123
60131
06128
00154
65128
86100
80143
70125
85100
88100
90133
09123
TEL.
0165­31587
011­19672111
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071­286091
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CAP
92100
15121
60131
52100
63100
63023
76123
14100
83100
70125
32100
82100
24122
13900
40127
40026
39100
25125
72100
09123
09016
93100
86100
54031
81100
95031
88100
66100
22100
87100
26100
88900
12011
94100
44100
50144
71100
47100
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16121
34072
58100
18038
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Via I° Maggio 3
CAP
86170
67100
67051
19125
04100
73100
23900
57128
55100
62100
46100
75100
98122
20144
41125
80138
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08045
08048
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90139
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42123
02100
47900
00154
00053
45030
84123
07100
07026
17100
53100
96100
74100
64100
05100
10141
91100
31100
34123
33100
21110
30175
28922
13100
37124
89900
36100
01100
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0583­4301100
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0376­368742
0835­387744
090­661848
02­42296774
059­3687111
081­455165
0321­399564
0784­200264
0782­622913
0783­211188
049­8062211
091­6110688
0521­227211
0382­433111
075­505911
0721­4260
085­4315200
0523­572230
050­876111
0573­9211
0434­598141
0971­50148
0574­5784
0932­686144
0544­298511
0965­22853
0522­356488
0746­251082
0541­777510
06­570151
0766­546882
0425­987611
089­2583108
079­262751
0789­26910
019­801942
0577­260511
0931­64299
099­7365082
0861­23941
0744­286795
011­19672111
0923­593221
0422­3155
040­3185511
0432­616919
0332­285289
041­925925
0323­52385
0161­251687
045­8300219
0963­592429
0444­569900
0761­303312
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Verdeta n 47 - epasa côte d`azur