Prot. WWF Nr. I.054.T.010 Al Signor Sindaco del Comune di CASTIGLION FIORENTINO e, p.c. All’Assessore all’Ambiente della PROVINCIA DI AREZZO Oggetto: osservazioni al Progetto di riqualificazione ambientale dei siti di Ceriolo e Castroncello (Proprietà del Gruppo Eridania/SADAM) come compensazione delle vasche dell’ex-zuccherificio che saranno perse in seguito alla riconversione dello stabilimento Le associazioni di protezione ambientale Gruppo LIPU Provincia di Arezzo, Associazione WWF Arezzo Onlus, Legambiente Arezzo Circolo Laura Conti e Italia Nostra Sezione Valdichiana, nonostante non siano state coinvolte da codesta Amministrazione nelle fasi di progettazione, esprimono il loro dissenso riguardo ai contenuti del Progetto in oggetto, che oltre ad essere estremamente lacunoso, interessa due ex-cave di superficie complessiva irrisoria rispetto a quella delle vasche dell’ex-zuccherificio. Pertanto, vogliono ricordare l’importanza ecologica delle vasche di Castiglion Fiorentino e la relativa normativa di tutela: La zona umida delle vasche dell’ex-zuccherificio di Castiglion Fiorentino (246 ha circa) rappresenta una delle aree umide più importanti della Provincia di Arezzo, tanto da giustificarne l’inserimento tra le aree identificate dalla “Carta del Rispetto della Natura” della Provincia di Arezzo e la designazione della stessa come “Zona di protezione lungo le rotte migratorie” ai sensi della L.R.T. 3/94 (art. 14), in ottemperanza a quanto previsto dalle direttive comunitarie Direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE. Lo stesso P.T.C. della Provincia di Arezzo stabilisce, all’art.40 gli indirizzi per le aree definite dalla “Carta del Rispetto della Natura”. I censimenti svolti ogni anno, sin dal 1996 dal C.O.T., certificano l’importanza dell’area come zona di sosta e svernamento per gli uccelli acquatici, per la migrazione degli uccelli nella Toscana interna ed è l’unico sito riproduttivo del Cavaliere d’Italia Himantopus himantopus in Provincia di Arezzo. Riguardo alla Relazione tecnico-faunistica, redatta dal dott. Delogu in data 30/01/2009, si osserva quanto segue: Vista la cessazione dell’attività dello zuccherificio e le previsioni di progetto future che non sono funzionali agli obiettivi di tutela in loco delle vasche, siamo coscienti che sia necessario attuare misure di compensazione che comportino la ricostituzione di analogo ecosistema in aree idonee, tuttavia è impensabile “garantire un supporto adeguato all’avifauna migratrice e stanziale presente nell’area”, come riporta la stessa relazione, pensando di compensare una perdita di 246 ha di zona umida con due ex-cave di superficie complessiva poco superiore a 5 ha e distanti tra loro in linea d’aria 2,2 Km circa. Il rimodellamento degli argini degli stessi bacini, necessario per la costituzione di nicchie ecologiche differenziate, andrebbe a ridurre ulteriormente la superficie degli specchi d’acqua. Sarebbe quindi auspicabile l’allargamento delle superfici individuate per la compensazione, non limitandosi solo alle singole cave, ma inglobando per ciascuna anche parte del territorio circostante. La creazione di soli canneti, che potrebbe essere accettabile nel caso dello specchio d’acqua in loc. Ceriolo, che già presenta una vegetazione ripariale ben sviluppata, è assolutamente insufficiente nel caso di quello posto in loc. Castroncello, dove sono assolutamente necessari nuovi impianti di essenze tipiche delle zone umide quali, ad esempio, pioppi, salici ed ontani, visto che lo specchio d’acqua è prospiciente la strada ed assolutamente scoperto su tutti i lati. Questa necessità sarebbe emersa subito agli occhi di qualsiasi persona più o meno esperta, se davvero fossero stati fatti “ripetuti sopralluoghi nell’area cave di proprietà della Ditta Eridania Sadam S.p.a. eseguiti presso le località “Il Ceriolo” e quella denominata “Castroncello”, come si legge sulla relazione. Che gli interventi elencati nella relazione tengano conto delle esperienze di riconversione di cave di estrazione presentate al Convegno sull’Avifauna acquatica tenutosi presso l’International Po Delta Birdwatching Fair 2004, ci fa estremamente piacere, tuttavia vorremmo puntualizzare che in questo caso l’obiettivo primario è la compensazione per la perdita di un’area umida di 246 ha e non la semplice riconversione di due piccole cave, una di 2,4 e l’altra di 2,8 ha. Si ribadisce, a tale proposito, la necessità di aumentare le dimensioni dell’area oggetto di compensazione, in quanto superfici così piccole è impensabile che siano attraenti per uccelli in migrazione, a prescindere dall’impegno messo nella diversificazione ambientale. Riguardo poi ai tre diversi profili di ripa presentati, sarebbe interessante capire a quali sezioni dei due specchi d’acqua queste si riferiscono, visto che sulla relazione non vi è specificato chiaramente. Considerando infine le superfici irrisorie delle aree in questione, “l’allestimento di punti di osservazione per poter consentire una fruizione didattica dei luoghi oggetto di ripristino” ci pare assolutamente fuori luogo in quanto sarebbero un ulteriore deterrente per la presenza di specie di avifauna, sia stanziale che migratoria, oltre a ridurre ulteriormente la superficie utilizzabile dall’avifauna. Riguardo alle Relazioni idrogeologiche per i due siti in questione, redatte dal dott. Manfredonia, del marzo 2010, si osserva quanto segue: Allo scopo di incrementare le superfici di compensazione nelle due località individuate, senza limitarsi esclusivamente agli specchi d’acqua individuati, si suggerisce, in loc. Ceriolo di inglobare la superficie sul lato est dello specchio d’acqua, mentre in loc. Castroncello sarebbe auspicabile un allargamento dell’area, andando ad includere la cava esaurita e cava in via di esaurimento poste ad ovest del sito in questione. Come osservato per la relazione tecnico-faunistica, “la collocazione di 2 capanne di avvistamento con i relativi percorsi interni in terra battuta o similare e panchine con tavoli in legno di servizio” sarebbe un ulteriore punto a sfavore della presenza dell’avifauna acquatica, in quanto, oltre al disturbo antropico, andrebbe a ridurre ulteriormente la superficie, già esigua, fruibile dall’avifauna. “Dove non fosse possibile il lavoro dei mezzi meccanici le zone rimodellate verranno compensate con aree contigue” questa affermazione richiede un duplice chiarimento: per aree contigue si intendono quelle immediatamente adiacenti? Se sì, perché non vengono da subito inglobate nel progetto di compensazione per aumentare la superficie disponibile per l’avifauna? Infine, riguardo all’esecuzione dell’opera, ci auspichiamo che, oltre all’operatore ruspista, vi sia sul posto che del personale tecnico in grado di vigilare sull’esecuzione del rimodellamento affinché questo sia davvero funzionale, in quanto trattasi non di una qualsiasi movimentazione di terra, ma di un rimodellamento che deve essere eseguito con criteri specifici. Chiediamo inoltre quale sarà la destinazione del materiale di scavo, qualora non sia reimpiegato tutto nel sito stesso. Riguardo alla risposta del 02/04/2010, fornita dal dott. Delogu, alla richiesta di chiarimento riguardante i criteri di calcolo utilizzati per la stima delle varie specie che “stagionano” alle vasche dell’ex-zuccherificio, si osserva quanto segue: D’accordo sul fatto che il numero di specie ed individui di avifauna che frequentano una data zona durante l’anno non è fisso e considerando che dai dati derivanti dai censimenti del C.O.T., dal 1998 al 2003, la media annua di uccelli acquatici è risulta 130,5 individui nelle vasche dell’ex zuccherificio, ci pare estremamente improbabile che “le diverse idoneità ambientali fornite dai diversi profili adottati nel progetto di rimodellamento degli argini delle ex-cave di Ceriolo e Castroncello, consentono di mantenere tale densità invariata con presenza di avifauna acquatica potenzialmente in grado di essere incrementata (da cui 250 individui) per una maggiore idoneità ambientale di parti dell’area nei confronti delle specie tuffatrici”. Si parla, infatti, di una media di 130,5 individui annui su 246 ha contro una media di 130,5 o addirittura 250 su due superfici separate di 2,4 e 2,8 ha! Che questa seconda ipotesi si possa verificare è, a rigor di logica, assai improbabile, poiché, la superficie complessiva è un fattore estremamente importante e non sostituibile con una semplice differenziazione delle nicchie ecologiche. Alla luce di quanto sopra esposto, le sottoscriventi associazioni chiedono una revisione del progetto di compensazione in oggetto con un’ottica che miri davvero alla conservazione dei valori ecologici di un’area così importante dal punto di vista ornitologico, attraverso il coinvolgimento attivo di soggetti che hanno una reale competenza in ambito conservazionistico, a cominciare dai Servizi Provinciali di Conservazione della Natura e Difesa del Suolo, oltre che alle scriventi associazioni di protezione ambientale, per non parlare di esperti ornitologi residenti nel territorio provinciale. Arezzo, 30 ottobre 2010 Associazione WWF Arezzo Onlus Legambiente Arezzo Circolo Laura Conti Il Presidente Dott.ssa Simona Perugini Il Presidente Dott. Giuseppe Croce Italia Nostra Onlus Sez. Valdichiana Gruppo LIPU Provincia di Arezzo Il Resp.le Liliane Buffet Mungo Il Referente Michele Mealli Recapito cartaceo per la risposta: c/o Associazione Wwf Arezzo – Via J.F. Kennedy n. 20 – 52100 Arezzo Recapiti posta elettronica: Wwf ([email protected]) Lipu ([email protected] ) Legambiente ([email protected]) Italia Nostra ([email protected] )