DALLE AZIENDE
CILLICHEMIE
Per risparmiare energia
negli edifici
Da prove e controlli effettuati sugli impianti è stato confermato che anche il trattamento dell’acqua
considerato all’interno del Dpr 59/09 contribuisce
ad un risparmio energetico in termini di efficienza
di resa termica dell’impianto. Nell’articolo si illustrano alcune delle soluzioni proposte da
Cillichemie Italiana
di Stefano Bonfanti, Cillichemie Italiana Srl
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l’installatore italiano N.10 www.shinda.it
DALLE AZIENDE
CILLICHEMIE
Il Dpr 59/09 è uno dei decreti applicativi
richiesti per attuare nella pratica il D.Lgs 192
del 2005 sul rendimento e sulla certificazione
energetica degli edifici e aggiunge un importante tassello alla legislazione vigente in tema
di efficienza energetica nel nostro Paese.
Progettisti, installatori, manutentori, addetti ai
lavori ecc. hanno la possibilità di operare secondo precise indicazioni normative segnalate nel
Dpr 59/09, che impongono di fabbricare e, dove
necessario, ristrutturare edifici utilizzando tutte
quelle nuove tecnologie volte a risparmiare e
contenere energia negli stabili.
E’ stato riscontrato che applicando tutto
quanto prescritto dal Dpr 59/09 è possibile
conseguire un risparmio energetico del 60%
in termini di ridimensionamento dei consumi
negli edifici, riducendo inoltre drasticamente
le emissioni di CO2 in ambiente.
Da prove e controlli effettuati sugli impianti
è stato confermato che anche il trattamento
dell’acqua, considerato anch’esso all’interno
del Dpr 59/09 (art. 4, comma 14), contribuisce
ad un risparmio energetico in termini di efficienza di resa termica dell’impianto, di circa il
6% sul lato riscaldamento e del 18/20% e oltre
sul lato sanitario, con conseguente riduzione
di emissioni di CO2 in ambiente.
Se interveniamo da subito, le nostre spese di
riscaldamento e condizionamento sicuramente diminuiranno. I nostri edifici sprecano quotidianamente molta energia e le nostre bollette
continuano ad aumentare. E allora perché non
fare qualcosa contro questo spreco di energia
visto che sappiamo da cosa è provocato e anche come controllarlo e frenarlo?
Di tutta l’energia utilizzata in una stagione
per riscaldare a 20°C e condizionare a 26°C
un edificio, una buona parte viene dispersa
dalle strutture (tetto, muri, finestre) ed una
parte sprecata dal circuito di riscaldamento
e dall’impianto distribuzione dell’acqua calda e fredda sanitaria che hanno problemi di
incrostazioni e corrosioni. Il calcare infatti che
si deposita nei punti più caldi dell’impianto
ha una grande influenza sull’efficienza dello
scambio termico: è un forte isolante!
Basti pensare che, un millimetro di calcare depositato si comporta come cinquanta millimetri di acciaio, per quanto riguarda la capacità
di trasferire il calore e corrisponde inoltre ad
una perdita di efficienza termica dell’impianto
del 18-20% sul lato sanitario è del 6% e oltre sul
Grafico relativo all’incremento di consumo di combustibile in rapporto allo spessore delle incrostazioni
calcaree la cui crescita non si arresta in presenza di acque gregge non trattate.
lato riscaldamento. Ecco perché l’addolcimento ed il trattamento chimico dell’acqua negli
impianti di riscaldamento e del lato acqua
calda sanitaria, viene considerato un processo in grado di aiutare il risparmio energetico,
come prescritto dal Dpr 412/93 per gli impianti
di potenza ≥ 350 kW e dal Dpr 59/09 per gli
impianti di potenza < 350 kW.
Edifici costruiti prima del 1991
Prima di questa data non esisteva una normativa sul contenimento dei consumi energetici.
Per cui è proprio su questi edifici che conviene
intervenire per ripristinare le reti di distribuzione dell’acqua e per ridurre le dispersioni di
calore effettuando un risanamento degli impianti e successiva protezione degli stessi.
Nello scenario impiantistico italiano non esistono solamente impianti nuovi da proteggere, ma soprattutto vi sono impianti da tempo
in esercizio nei quali l’acqua, a causa della
presenza di residui di corrosione e di incrosta-
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zioni calcaree, fatica a circolare con il risultato
che certi ambienti sono riscaldati in modo insufficiente o addirittura restano freddi e quindi
il calore prodotto dagli impianti termici viene
sprecato. In questi casi ci si trova di fronte ad
una scelta di intervenire sull’impianto per sostituire tratti di tubazioni, potenziare pompe di
circolazione, oppure effettuare un intervento
di risanamento utilizzando prodotti CILLIT-HS
23 RS, dove la sigla RS sta per risanante.
Pertanto prima di intervenire con manutenzioni straordinarie sull’impianto talvolta molto
costose è senz’altro più conveniente effettuare
un risanamento utilizzando l’apposito prodotto
risanante CILLIT-HS 23 RS in grado di pulire le
tubazioni, valvolame, miscelatori dalle incrostazioni e residui di corrosione che l’impianto
contiene, ripristinando così progressivamente
la corretta circolazione dell’acqua e migliorando la resa termica fino a riportarle alle condizioni ottimali. L’intervento per il risanamento
può essere effettuato ad impianto funzionan-
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CILLICHEMIE
CILLIT-HS 23 RS: prodotto risanante non
aggressivo per la pulizia degli impianti di
riscaldamento da incrostazioni e residui di
corrosioni.
CILLIT-THERMOCYCLON 4, 25, 50 e maxi:
filtri defangatori, chiarificatori multifunzione
campionatura acqua nel circuito, caricamento e
reintegro condizionanti secondo norma.
te durante la messa in esercizio stagionale, o
comunque anche successivamente, quando
si constata la cattiva distribuzione del calore
nell’ambiente (termosifoni freddi localmente,
pannelli a pavimento incrostati o semi otturati
a causa della mucillagine che si è formata).
Per effettuare il risanamento è sufficiente aggiungere all’acqua in circolazione il CILLITHS 23 RS, lasciare l’acqua così additivata
per 15/20 giorni nell’impianto. Tale periodo
in genere è sufficiente per ristabilire nuovamente una buona circolazione dell’acqua,
ossia distribuzione del calore negli ambienti.
Si potrà constatare l’efficacia del risanamento
quando i radiatori ritorneranno a riscaldarsi
uniformemente e l’acqua nei circuiti a pavimento ritornerà a circolare normalmente
riscaldando tutti gli ambienti. Infine c’è da
chiedersi dove finiscono le impurità, mucillagini, residui di corrosione e incrostazioni
che il CILLIT-HS 23 RS libera e scioglie. Le
impurità ridotte ad una fanghiglia continuano
a circolare nell’impianto e la loro eliminazione
può essere effettuata installando sulla tubazione di ricircolo un defangatore, limpidificatore
CILLIT-THERMOCYCLON.
Il defangatore CILLIT-THERMOCYCLON va
installato sulla tubazione di ricircolo, in derivazione per permettere la libera circolazione
dell’acqua nell’impianto. In questo modo l’acqua può liberamente circolare nell’impianto
anche con CILLIT-THERMOCYCLON saturo,
senza influenzare la corretta trasmissione del
calore nei vari ambienti. Infatti i filtri defangatori CILLIT-THERMOCYCLON sono costruiti
in modo da permettere, con una semplice manovra, di scaricare le impurità accumulate. Nei
filtri defangatori CILLIT-THERMOCYCLON
per impianti di maggiori dimensioni il lavaggio delle masse filtranti per eliminare le impurità trattenute, si effettua controcorrente
utilizzando l’acqua dell’acquedotto, per non
sprecare l’acqua in circolazione nell’impianto
contenente i preziosi prodotti protettivi. Infatti
il sistema gruppo valvole lavaggio è concepito
conformemente.
I filtri defangatori CILLIT-THERMOCYCLON
sono anche predisposti per effettuare l’immissione dei condizionanti prescritti, così come
le aggiunte stagionali del condizionante, del
quale una parte è stata consumata durante la
stagione per formare e mantenere efficiente il
film protettivo contro le corrosioni. Come già
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accennato il periodo di risanamento di 15/20
giorni con impianto in funzione può anche
superare i giorni indicati a fronte di impianti
in pessime condizioni, poiché il CILLIT-HS 23
RS non danneggia né aggredisce le strutture
dell’impianto, il suo potere risanante si limita
all’eliminazione delle impurità, incrostazioni e
residui di corrosione che l’impianto contiene.
Comunque a risanamento ultimato, l’impianto
va svuotato, sciacquato, riempito nuovamente
con acqua alla quale va comunque sempre
aggiunto il CILLIT-HS COMBI quale condizionante protettivo permanente. Per gli impianti
a pannelli a pavimento invece che funzionano
a bassa temperatura va aggiunto il condizionante CILLIT-HS 030, il risanamento va sempre effettuato con CILLIT-HS RS. Il prodotto
CILLIT-HS 030 è un ottimo protettivo antincrostante, anticorrosivo e soprattutto biocida.
Infatti in questi tipi di circuito la problematica più rilevante è quella della formazione di
alghe e mucillagini. A causa della temperatura (35/40°C) e della difficoltà di completo
riempimento degli impianti a pavimento con
tubazioni posizionate orizzontalmente, rimane
sempre uno strato di aria/ossigeno nei tubi.
Le alghe e le mucillagini trovano l’habitat favorevole alla loro proliferazione occludendo le
tubazioni.
Il CILLIT-HS 030 dosato e mantenuto in corretta concentrazione nei circuiti, è in grado di
prevenire ed eliminare la formazione di alghe
e mucillagini all’interno degli impianti e pannelli a pavimento. Qualora le alghe abbiano
formato un “tappo” che ostruisce completamente il passaggio dell’acqua in alcune zone
del circuito, per risolvere il problema si potrà
ricorrere anche all’utilizzo di una pompa molto
efficace del tipo CILLIT-BOY.
Il CILLIT-BOY è progettato per creare un flusso
d’acqua e aria ad una precisa frequenza di
vibrazioni (come prescritto dal DVGW), quindi
in grado di asportare le alghe dal circuito liberando le tubazioni e sciogliere e sgretolare le
incrostazioni più ostinate senza alcun effetto
negativo sulle strutture dell’impianto stesso. E’
sufficiente collegare il CILLIT-BOY all’impianto dell’acqua dell’acquedotto e all’impianto
di riscaldamento, tubazioni di mandata, scollegandolo dalla caldaia o dallo scambiatore,
impostare la programmazione, cioè la ritmica
di immissione dell’acqua/aria nelle tubazioni
dell’impianto e nelle tubazioni di ritorno e le
Come riempire impianti medio/piccoli di riscaldamento
con acqua addolcita con addolcitori portatili
Cillichemie Italiana ha realizzato degli addolcitori portatili per riempire gli
impianti di piccole e medie dimensioni, nonché addolcitori a cartuccia che dopo
il riempimento dell’impianto, inseriti sulla tubazione di reintegro, provvedono ad
effettuare i reintegri con acqua addolcita.
L’addolcitore portatile utilizzato per riempire l’impianto CILLIT-BA SOFT 60, a
riempimento ultimato, può essere riportato in officina per essere rigenerato
con l’apposita stazione di rigenerazione fissa CILLIT-MULTI SOFT. A riempimento
effettuato, sulla tubazione di reintegro, può essere installato un addolcitore
a cartuccia CILLIT-BA SOFT che provvederà all’addolcimento dell’acqua di
reintegro.
Una volta all’anno circa, se l’impianto non ha perdite e non è stato svuotato,
l’addolcitore CILLIT-BA SOFT può essere sostituito con una nuova cartuccia e
quella esaurita gettata.
Come proteggere dal gelo,
dalle incrostazioni e dalle corrosioni gli impianti di riscaldamento
In certe zone climatiche l’acqua in circolazione negli impianti di riscaldamento,
quando gli stessi non sono in funzione, possono essere esposti al gelo. Un
circuito che presenta problematiche di gelo viene seriamente danneggiato.
Il pericolo del gelo è particolarmente accentuato quando gli impianti sono
spenti in impianti industriali durante il fine settimana, assenza per vacanza,
ore notturne, ecc. e nel caso di seconde case in montagna, quando gli impianti
vengono disattivati per assenza dei proprietari. Per proteggere gli impianti dal
gelo, la Cillichemie Italiana produce il prodotto CILLIT-CC 45 SPECIAL che è una
speciale formulazione a base di glicole propilenico atossico, miscelato a speciali
inibitori che oltre a difendere gli impianti dal gelo, proteggono gli impianti dalle
incrostazioni calcaree e dalle corrosioni. Riempire l’impianto con il prodotto
antigelo CILLIT-CC 45 SPECIAL significa poter spegnere gli impianti e riattivarli
in ogni momento senza scaricare o aggiungere acqua. Nel caso di seconde case
la riattivazione dell’impianto di riscaldamento, ormai con crescente frequenza,
si può effettuare in via telematica e quindi arrivare in loco con la casa già
piacevolmente riscaldata. Importante: il glicole propilenico non deve venire a
contatto con l’ossigeno atmosferico per cui gli impianti devono essere del tipo
sigillato. Gli installatori conoscono il problema e sanno che gli impianti devono
essere del tipo sigillato per impedire il degrado del glicole e conseguente sua
acidificazione (riduzione del valore pH).
Come otturare una perdita d’acqua
negli impianti di riscaldamento ad acqua calda
Sigillare una perdita d’acqua presente in un impianto di riscaldamento ad acqua
calda è oggi un’operazione possibile attraverso prodotti specifici in grado di
risolvere il problema.
Un numero notevole di impianti di riscaldamento ad acqua calda accusano
delle perdite delle quali spesso nessuno si accorge, poiché nessuno controlla
quanta acqua viene reintegrata e ancor meno ci si accorge quando i reintegri
sono automatici. Sulle perdite d’acqua in un impianto di riscaldamento bisogna
intervenire immediatamente, poiché la continua aggiunta di acqua “nuova”
non fa altro che aumentare la formazione di incrostazioni calcaree e favorire le
corrosioni, e i condizionanti vengono continuamente e progressivamente diluiti
fino a quando non esiste più prodotto e conseguente impossibilità di proteggere
gli impianti.
Per questo motivo si consiglia di tenere sotto controllo quanta acqua viene
aggiunta all’impianto per compensare le perdite installando un contatore sulle
tubazioni di reintegro o comunque misurando quanta acqua viene reintegrata
manualmente.
Per eliminare le perdite la Cillichemie Italiana ha realizzato un prodotto
sigillante che nelle diverse formulazioni riesce a sigillare perdite fino a 1000
litri/giorno e più, quantità enorme, comunque non tanto infrequente di quanto si
pensi, soprattutto nel caso di impianti molto grandi.
Inoltre per gli impianti con tubazioni con raccordi a pressare è stato creato un
prodotto particolare CILLIT-SIGILLANTE TB PLUS che, sigillando la trafilatura
sul raccordo, resta elastico, per cui in grado di compensare il movimento dei
materiali alle varie temperature.
Esiste inoltre un sigillante CILLIT-SIGILLANTE TB del tutto speciale per impianti
contenenti prodotti anti-gelo, ossia glicole propilenico e relativi inibitori.
Sigillare o eliminare perdite su impianti contenenti prodotti antigelo è a sua
volta molto importante, poiché unitamente alla dispersione di prodotto antigelo,
la concentrazione dell’acqua diminuisce e quindi l’acqua gela prima esponendo
così l’impianto ai problemi del gelo per totale assenza di protettivo.
Come neutralizzare l’acqua di condensa
delle caldaie a condensazione
Le caldaie a condensazione scaricano acqua con caratteristiche acide che non
può essere avviata direttamente nelle tubazioni di scarico senza prima essere
neutralizzata. Allo scopo sono stati realizzati appositi filtri neutralizzatori
CILLIT-KKN di diverse dimensioni, in grado di neutralizzare l’acqua di condensa
di caldaie di piccole dimensioni fino a caldaie ad alta potenzialità, oltre che a
gruppi di caldaie che operano in modo sincronizzato e le cui acque di condensa
vengono convogliate tramite un unico tubo di scarico sul quale poter installare
un filtro CILLIT-KKN di adeguate capacità.
La caratteristica principale dei filtri neutralizzatori CILLIT-KKN, rispetto a quelli
comunemente presenti sul mercato, è la stabilità del valore di pH dell’acqua in
uscita dai filtri. Una speciale massa neutralizzante consente al pH dell’acqua di
non superare mai i valori massimi né i valori minimi consentiti per le acque di
scarico, anche quando l’acqua ristagni per tempi prolungati nell’apparecchio,
(es. fermo notturno, weekend, ecc.).
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l’installatore italiano N.10 www.shinda.it
>istruzioni per l’uso<
DALLE AZIENDE
CILLICHEMIE
DALLE AZIENDE
CILLICHEMIE
CILLIT-MULTI SOFT e BA SOFT 60: stazione di
rigenerazione fissa ed addolcitore portatile per
il caricamento dei circuiti di riscaldamento con
acqua addolcita.
CILLIT-BOY: pompa idropneumatica con ritmica
brevettata (frequenza ritmi secondo DVGW).
Dosatore idrodinamico proporzionale CILLITIMMUNO per dosare i prodotti protettivi aventi
caratteristiche alimentari per proteggere dalle
incrostazioni e corrosioni impianti.
alghe o le impurità vengono asportate fuori dal
circuito. L’installazione di un filtro defangatore CILLIT-THERMOCYCLON è sempre consigliato e molto utile anche su impianti nuovi,
poiché l’acqua essendo costantemente filtrata,
defangata e chiarificata pone la premessa per
un funzionamento perfetto per moltissimi anni, mantenendo efficienza energetica nell’impianto di riscaldamento.
Edifici costruiti dopo il 1991 e prima del
2006
L’edificio è stato costruito rispettando la normativa sul contenimento dei consumi energetici
allora in vigore (Legge n. 10/91 e suoi decreti attuativi). Peraltro anche il trattamento dell’acqua
per gli impianti di climatizzazione di potenza
≥ 350 kW era previsto dal Dpr 412/93, ma anche su questi edifici conviene intervenire dato
che l’impianto di depurazione non è presente
in numerosi fabbricati. Dovrà essere se necessario effettuato il risanamento con CILLIT-HS
RS o comunque un lavaggio degli impianti
come sopra descritto dal quale si otterrà un
sostanziale recupero dei consumi energetici,
per poi proteggere i circuiti con idonei prodotti
condizionanti della serie Cillit-HS COMBI per
impianti tradizionali o Cillit-HS 030 per impianti
a pavimento per mantenere l’efficienza energetica degli impianti nel tempo.
Edifici costruiti dopo l’8 ottobre del 2005
e prima del 2 aprile 2009
L’edificio deve rispettare la normativa sul
contenimento dei consumi energetici (Legge
10/91 e d il DLgs 19 agosto 2005 n. 192). E anche in questo caso era prevista l’obbligatorietà
del trattamento dell’acqua dal Dpr 412/93 per
impianti termici con potenza potenza ≥ 350
kW. Tali leggi impongono limiti alle dispersioni di calore in inverno ed alle rientrate di
calore in estate, limiti ai consumi energetici
degli impianti, requisiti di inerzia termica delle
pareti e solai di copertura per evitare fenomeni
di surriscaldamento estivo degli ambienti, e
favoriscono il ricorso alle fonti rinnovabili.
La nostra casa, pertanto, dovrebbe essere ben
isolata, favorire l’apporto di energia solare di
inverno ed impedirlo d’estate, ed essere servita da un impianto di riscaldamento e condizionamento il più possibile efficiente, ma
spesso l’acqua che corre all’interno di questi
impianti non è mai stata trattata adeguata-
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mente, con la conseguente formazione di
incrostazioni calcaree e corrosioni negli impianti di riscaldamento e di distribuzione di
acqua calda sanitaria. Anche in questo caso bisognerà effettuare un risanamento con
prodotti della serie Cillit-HS 23 RS, svuotare
l’impianto di riscaldamento al termine del lavaggio, caricare il circuito con acqua nuova
possibilmente addolcita e addizionare i prodotti protettivi della serie Cillit-HS COMBI
per impianti tradizionali o Cillit-HS 030 per
impianti a pavimento.
Edifici costruiti o ristrutturati dopo il 2
aprile 2009
A tutti gli effetti il 25.06.2009 è entrato in vigore il Dpr 59 e fissa gli obblighi in merito alla dotazione minima di fonti energetiche rinnovabili nel caso di edifici pubblici o privati. In caso
di nuova costruzione, nuovi impianti termici
o ristrutturazione degli stessi, è obbligatorio
l’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione
di energia termica ed elettrica, in particolare
copertura di almeno il 50% della produzione
di acqua calda sanitaria da fonti energetiche
rinnovabili, nonché un adeguato trattamento
dell’acqua per gli impianti termici. La prima
operazione da eseguire ad impianto nuovo,
prima della messa in esercizio, è la pulizia
dello stesso utilizzando l’apposito prodotto
CILLIT-HS CLEANER SG che è in grado di
sciogliere i residui delle saldature, liberare le
tubazioni dalle impurità (come trucioli di ferro,
residui di saldature, limature, polveri e sabbia), permettendo la loro espulsione durante
il lavaggio e la pulizia dell’impianto.
Infatti, oltre ad una presenza di polveri, corpi
solidi come sassi, graniglie, ecc. dovute allo
stazionamento delle tubazioni in cantieri non
protetti, nelle stesse rimangono, come anzi
detto, residui della lavorazione come trucioli
di ferro, limatura e residui delle saldature, oltre
ad olio e grassi utilizzati per la lavorazione.
Tutte queste impurità hanno la negativa caratteristica di innescare fenomeni di corrosione
puntiformi, spesso anche corrosioni estese in
tutte le parti dell’impianto e quindi devono essere eliminate mediante lavaggio con prodotti
del tipo CILLIT-HS CLEANER SG.
Il CILLIT-HS CLEANER SG può essere utilizzato per qualsiasi tipo di materiale (acciaio,
ottone, alluminio, senza escludere componenti in materiale sintetico) e la miscela di
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CILLICHEMIE
La gamma realizzata per proteggere gli impianti di
riscaldamento e di produzione di acqua calda sanitaria
copre qualsiasi dimensione, in conformità al Dpr n. 59/09
CILLIT-CB KKN L, MAXI e COLOMBO: filtri
neutralizzatori del pH delle acque di condensa
acida delle caldaie a condensazione, mantiene il
pH sempre entro i valori prescritti.
acqua e CILLIT-HS CLEANER SG utilizzata
per il lavaggio, essendo il CILLIT-HS CLEANER SG biodegradabile, può essere scaricata
direttamente nella rete delle acque di scarico.
A questo punto il Dpr 59/09 prevede molteplici soluzioni di trattamento dell’acqua, legate
sia alle caratteristiche dell’acqua greggia (durezza dell’acqua), nonché alle diverse potenzialità termiche degli impianti da proteggere
dalle incrostazioni e corrosioni. La non facile
interpretazione delle leggi già esistenti, delle
relative norme, alle quali si affianca il nuovo
Dpr n. 59/09, lascia ampio spazio di rischio
di commettere errori, con il risultato che la
soluzione scelta non sia conforme a quanto
prescritto. Dopo un attento esame della situazione, abbiamo concluso che esiste comunque una soluzione semplice, che permette di
agire sempre in rispetto a quanto prescritto
dalla legislazione vigente e senza esporsi mai
al rischio di non agire in conformità al DPR n.
59/09. Il Dpr n. 59/09 prescrive che per l’acqua in circolazione negli impianti fino ad una
potenzialità di 100.000 kcal/h, sia sufficiente
aggiungere specifici condizionanti protettivi
della serie CILLIT-HS COMBI o CILLIT-HS 030
per i circuiti di riscaldamento, aventi la caratteristica di neutralizzare l’aggressività dell’acqua, impedire la formazione di incrostazioni
calcaree, formando un film protettivo molto
resistente sulle superfici metalliche dell’impianto, che impedisce che l’acqua vada a diretto contatto con i materiali, proteggendoli
così molto bene dalle corrosioni. Per l’acqua
calda sanitaria sarà invece sufficiente l’installazione di un dosatore CILLIT-IMMUNO per
il dosaggio di CILLIT-55 per la stabilizzazione
della durezza e per la protezione anticorrosi-
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l’installatore italiano N.10 www.shinda.it
va. Oltre le 100.000 kcal/h, la protezione con
solo condizionanti chimici, sia dei circuiti di
riscaldamento, che di produzione di acqua
calda sanitaria non è più sufficiente, per cui
va installato un addolcitore per ridurre la durezza dell’acqua a circa 0°f (meglio 7/8°fr) e
poi dosati i prodotti della serie Cillit-HS sul
riscaldamento e installato il dosatore CILLITIMMUNO per il dosaggio di CILLIT-55 avente
caratteristiche alimentari e quindi idoneo per
l’acqua potabile sanitaria.
Collegandosi al sito internet www.cillichemie.
com è possibile scaricabile la corretta soluzione
di trattamento acqua da applicare in relazione
alle potenzialità in kcal/h dell’impianto ed alla
durezza dell’acqua greggia di riempimento e
reintegro. Infatti tenendo conto di queste due
varianti, potenzialità dell’impianto e durezza
dell’acqua, le soluzioni tecnicamente corrette
conformi al D.P.R. N. 59/09 sono diverse.
Conclusioni
Cillichemie Italiana ha realizzato un programma completo per proteggere gli impianti di
riscaldamento e di produzione di acqua calda
sanitaria di qualsiasi dimensione in conformità a quanto previsto dal Dpr n. 59/09.
Per la tutela di progettisti, installatori, manutentori nella scelta dei materiali di cui abbiamo parlato nel presente articolo, Cillichemie
ha realizzato i propri prodotti chimici con
sostanze non pericolose, atossiche, biodegradabili, non pericolose per l’ambiente e
neanche per il trasporto e le apparecchiature
di trattamento acqua sono costruite con tecnologie e materiali adatti per acque destinate
al consumo umano. Scegliere prodotti chimici
e apparecchiature di trattamento acqua conformi ai rigorosi standard normativi che regolamentano il panorama legislativo italiano
ed europeo, ad oggi, pongono il progettista,
l’installatore, il manutentore ecc. nella condizione di agire sempre in rispetto a quanto
prescritto dalla legislazione vigente e senza
mai esporsi al rischio di non agire in conformità al Dpr 59/09.
L’azienda dispone inoltre su tutto il territorio
nazionale di una propria rete di assistenza
tecnica e commerciale pre e post vendita, in
grado di informare e supportare installatori,
progettisti e addetti ai lavori sulle corrette
scelte relative al trattamento dell’acqua obbligatorie e previste dal Dpr 59/09.
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